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Trump accolto da Xi per una cerimonia del tè nell’esclusivo quartiere dei leader Zhongnanhai

Roma, 15 mag. (askanews) – Il presidente Usa Donald Trump ha incontrato oggi il presidente cinese Xi Jinping per una cerimonia del tè a Zhongnanhai, il complesso riservato della leadership cinese a Pechino, in cui pochi stranieri hanno accesso e dove raramente viene accolto un leader estero. Xi è noto per la sua passione per il tè e in passato ha ospitato cerimonie elaborate per diversi leader stranieri in visita in Cina. Per la diplomazia cinese, il tè richiama una tradizione millenaria e rappresenta cultura, rispetto, sincerità e accoglienza. La Cina rivendica migliaia di anni di coltivazione del tè e centinaia di varietà.

Trump, invece, è noto per la sua passione per la Diet Coke. Ma, al di là di ciò che sarà effettivamente bevuto, il valore simbolico della cerimonia, mentre i due leader cercano di migliorare le relazioni tra Stati Uniti e Cina, è significativo. Zhongnanhai è il luogo in cui vivono e lavorano i vertici del partito e del governo cinese. La scelta di accogliervi Trump sottolinea il carattere personale e politico dell’incontro con Xi.

Zhongnanhai è la sede circondata da mura del potere cinese, dove i massimi funzionari del Partito comunista vivono e lavorano dagli anni Cinquanta. Qui vengono prese le decisioni più importanti, che restano riservate fino a quando i leader non scelgono di renderle pubbliche. Trump non aveva visitato Zhongnanhai durante il suo viaggio a Pechino del 2017. L’incontro all’interno di questo complesso punta così a sottolineare la natura personale del rapporto tra Trump e Xi.

A differenza della Casa Bianca, Zhongnanhai non è accessibile al pubblico. I residenti, tra cui Xi, godono di privilegi esclusivi, che hanno all’interno servizi medici di alto livello e abitazioni di lusso. In passato, Zhongnanhai era un giardino imperiale chiuso, con uno dei suoi laghi risalente al XII secolo. Nel 1898, l’imperatrice vedova Cixi vi organizzò un colpo di stato contro il nipote, l’imperatore Guangxu, facendolo imprigionare a Yingtai, un’isola artificiale all’interno del complesso. Il golpe pose fine ai suoi tentativi di trasformare la dinastia Qing in una monarchia costituzionale e ne accelerò il crollo.

La posizione appartata del giardino e il suo legame simbolico con il potere centralizzato lo resero un luogo strategico per Mao Zedong e per gli altri leader comunisti, che lo scelsero come residenza e sede principale dopo la fondazione della Repubblica popolare cinese nel 1949. Nel 1972, Mao invitò il presidente Usa Richard Nixon nella sua residenza all’interno del complesso. Quella visita pose fine a un gelo diplomatico durato un quarto di secolo e aprì la strada all’instaurazione delle relazioni formali tra i due paesi nel 1979.

Xi ha ricevuto a Zhongnanhai solo pochi leader stranieri, tra cui il presidente russo Vladimir Putin e il presidente bielorusso Alexander Lukashenko. Nel 2002, il presidente Usa George W. Bush fece una passeggiata lungo il lago con il presidente cinese Jiang Zemin. Nel 2014, la visita del presidente Usa Barack Obama incluse una passeggiata con Xi sull’isola di Yingtai, descritta dall’agenzia ufficiale Xinhua come uno dei “momenti decisivi” delle relazioni bilaterali.

I leader cinesi hanno ricevuto a Zhongnanhai anche dirigenti d’impresa americani, tra cui l’amministratore delegato di Apple Tim Cook e l’amministratore delegato di Tesla Elon Musk, che vi sono stati più volte.