HomeAskanewsTrump rifiuta l’offerta iraniana, Centcom prepara azioni mirate

Trump rifiuta l’offerta iraniana, Centcom prepara azioni mirate

Roma, 29 apr. (askanews) – Il presidente americano Donald Trump ha respinto l’offerta avanzata dall’Iran e ha confermato la linea del blocco nello Stretto di Hormuz, che resterà in vigore finché Teheran non sarà pronta a firmare un accordo sul nucleare. Secondo quanto riportato dall’agenzia Axios, il leader statunitense considera questa misura “in qualche modo più efficace dei bombardamenti”.

Parallelamente, fonti militari indicano che il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) avrebbe predisposto un piano per una serie di attacchi “brevi e potenti” contro l’Iran, con l’obiettivo di sbloccare l’attuale stallo negoziale. Anche Israele si dice pronta a riconsiderare l’opzione militare qualora i colloqui diplomatici dovessero fallire.

Lo stallo dei negoziati degli ultimi giorni sembra quindi avviarsi verso una fase più tesa, dopo un post pubblicato nella notte dal presidente americano in cui compare una sua immagine con un fucile e la scritta “No more Mr Nice Guy”, interpretata come un segnale di irrigidimento della posizione di Washington.

Nel corso di un colloquio telefonico con Axios, Trump ha ribadito che il blocco rappresenta la principale leva negoziale degli Stati Uniti, pur lasciando intendere che un intervento militare resterebbe sul tavolo nel caso in cui Teheran non dovesse cedere. “Il blocco è in qualche modo più efficace dei bombardamenti”, ha affermato il leader statunitense, aggiungendo che gli iraniani “stanno soffocando come un maiale ripieno” e che “per loro andrà ancora peggio. Non possono avere un’arma nucleare”.

Secondo le stesse fonti, il Pentagono starebbe valutando possibili attacchi mirati contro infrastrutture strategiche, con l’obiettivo di aumentare la pressione sul regime iraniano e favorire un ritorno al tavolo negoziale.Sul fronte iraniano, un alto funzionario della Difesa ha dichiarato all’emittente Press TV che le forze armate iraniane stanno esaurendo la pazienza e che una risposta punitiva sarebbe necessaria se il blocco dovesse continuare. Anche il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, è intervenuto sul blocco statunitense, richiamando il Paese all'”unità”, invitando a non cadere nella strategia statunitense che vorrebbe creare “divisioni interne” per “far crollare” l’Iran dall’interno.

“Il nemico è entrato in una nuova fase e vuole attivare la pressione economica e le divisioni interne attraverso il blocco navale (dei porti iraniani, ndr) e la propaganda mediatica, per indebolirci o addirittura farci crollare dall’interno”, ha rappresentato Ghalibaf al popolo iraniano, aggiungendo che Washington vuole “dividere il paese in due gruppi: i duri e i moderati”. “L’unica soluzione per affrontare il nuovo complotto del nemico è mantenere l’unità”, ha specificato il leader iraniano.

Sul versante israeliano, il ministro degli Esteri Gideon Sa’ar, ha dichiarato che Israele “sta dando una possibilità alla via diplomatica con l’Iran”, ma “se i negoziati falliranno” – ha avvertito -, “riconsidereremo l’opzione militare”.