Home GiornaleTrump, un uomo al comando e i suoi due pards

Trump, un uomo al comando e i suoi due pards

L’attacco deliberato di Trump al Papa incrina equilibri e linguaggi della politica occidentale: in Italia si moltiplicano le prese di posizione, mentre i suoi più stretti alleati restano sospesi tra fedeltà e coscienza

Trump l’ha fatta fuori dal vaso non per mancanza di accortezza ma volutamente. Ha consapevolmente imbrattato con parole scomposte lì dove dirigeva la sua riflessione. La sua è una logica che spiazza per primi i suoi alleati o quelli che istintivamente credevano fosse naturale riferirsi a lui nello scenario complesso del sistema di alleanze mondiali.

 

La risposta della politica italiana

Nei nostri confini l’attenzione è stata come al solito rivolta alla Meloni volendo censire la sua decisa presa di distanze dal pensiero di The Donald, spulciando tra le parole della prima dichiarazione della Giorgia nazionale che ha dato solidarietà al Santo Padre per la sua missione nei paesi d’Africa. Non è bastato e così per tacitare ogni polemica la Presidente del Consiglio è tornata sul punto dicendo parole inequivocabili di dissociazione dall’attacco di Trump a Papa Leone XIV.

Forse non era il caso di sollevare immediati polveroni su una vicenda che non potevano essere altrimenti dal Trump pensiero. Questo perenne gridare al lupo al lupo del campo largo non va bene, stare eternamente appostati come cecchini sperando di cogliere anche il benché minimoeventuale passo falso del Governo non giova alla salute della opposizione che dovrebbe essere.Qualche volta contare fino a tre non guasterebbeprima di prodursi in esercizi esegetici delle parole altrui. Ora Giorgia ha parlato, Trump ha risposto e finalmente vissero tutti felici e contenti.

 

La Sinistra con il Papa  

Di buono c’è che la Sinistra ha trovato per una volta forme di adesione ad una Chiesa additata,più sempre che spesso, come conservatrice e centro di potere di cui diffidare, una struttura interferente con la politica nazionale. Questa volta occorreva aspettare almeno un attimo di più prima di fare cagnara, chiamando subito in causa una sorta di “reticenza” del Capo del Governo.

 

La Craxi, qualcosa di più e di diverso

In ogni caso, nella ridda di reazioni dei rappresentanti delle diverse forze a difesa del Papa, ne emerge una che non va dissipata e smarrita tra le tante che sono state. Stefania Craxi, una che di politica e coraggio ne mastica non poco, commenta: ”Restiamo sgomenti di fronte agli attacchi rivolti al Pontefice al quale esprimiamo piena e convinta solidarietà…”.E’assai di più delle critiche espresse dai tanti che hanno qualificato “inaccettabili” le parole rivolte contro il Santo Padre.

Essere sgomenti è una misura maggiore e di diverso calibro, ben oltre il rituale di queste ore.E’ far uscire il pensiero fuori da un tollerabile recinto, al punto che si turbi la mente, fino adavvertire paura. Trump non si è affatto sgomentato nel dire la sua e la Craxi ha usato una espressione distinta dalle altre che intanto sgomitavano per essere in prima fila. Ha sgombrato il campo dalla retorica delle doglianze in corso.

La mancata accettazione si traduce in un rifiuto di una posizione con cui ci si confronta. Lo sgomento è invece lo sconcerto, la rappresentazione di una condizione emotiva che va ben oltre un disallineamento dall’altro, è desolazione del pensiero e del cuore. Lo sgomento è un fuori le sopportabili righe dell’anima, diverso da una inaccettabilità cheindica invece una replica buona a marcare un mero asciutto presidio di un proprio convincimento.

 

Aiutanti di campo fuori campo

Non vorremmo essere nei panni di Rubio e di Vance, cattolici dichiarati. Il secondo, convertito pare dal 2019 e influenzato dalla lettura di S. Agostino, un santo che, come è noto, ha qualcosa a che vedere con il Papa. Ci sarebbe da chiedersi come vivranno intimamente lo scontro messo in atto dal loro Presidente che ha fede ciecamentesoprattutto in se stesso. Avranno il coraggio di dissociarsi o faranno i finti tonti anche davanti al post di un Trump nelle vesti di Gesù Cristo?

Faranno la parte di due fedeli “pards”, partner ossequiosi e obbedienti al loro leader o chiederanno “pardon” alla loro comunità spirituale di riferimento oggi a dir poco desolata per l’esternazione di Trump? Sembra che Vance faccia orecchie da mercante e pensi che le riflessioni di Leone XIV strabordino, a suo giudizio, dai messaggi di fede a spiritualità a cui dovrebbe rigorosamente attenersi.

Essere cristiani richiede a volte, se non il martirio, la gioia della coerenza. Chissà se sapranno assaporarla.