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Libertà religiosa e rispetto delle leggi: la sfida decisiva per una società democratica

La libertà di culto è un principio costituzionale irrinunciabile. Ma l’integrazione civile richiede anche il rispetto pieno delle leggi dello Stato. Un equilibrio delicato che la politica non può ridurre a propaganda.  

Un tema che continua a dividere

C’è poco da fare. L’intreccio fra libertà religiosa, rispetto delle regole e delle norme dello Stato in cui si vive e, in ultimo ma non per ordine di importanza, la necessaria integrazione con tutti coloro che attualmente vivono nel nostro paese – a prescindere che siano stranieri di prima, seconda o terza generazione – sono temi che continuano ad essere al centro del dibattito. Politico, culturale, giornalistico e anche e soprattutto religioso.

Un tema che esiste anche quando le rilevazioni demoscopiche tendono a ridimensionarlo per motivi propagandistici o strumentali. È appena sufficiente ascoltare il chiacchiericcio in qualsiasi luogo pubblico, in particolare nelle grandi città, per rendersene conto. Ma anche nei piccoli centri di periferia, anzi il più delle volte proprio nelle piccole comunità locali, questo tema è destinato a dividere frontalmente la pubblica opinione e alimentare un clima che è portato inesorabilmente a radicalizzare il confronto politico.  

La libertà religiosa come principio costituzionale

Ora, e per evitare le solite e straconosciute generalizzazioni, credo che – al di là della propaganda speciosa e persino ridicola – almeno su due aspetti non possiamo non concordare.

Innanzitutto il capitolo della libertà religiosa. Non si può negare a nessuno di professare la propria fede. È un principio costituzionale. Ma, al contempo, la tutela della libertà religiosa non può e non deve trasformarsi in una battaglia politica che può entrare in conflitto con le norme, i principi, i valori e le leggi dello Stato che ospita le persone che professano legittimamente la propria fede religiosa.

Detta così è una affermazione persino banale ma su questo versante non ci può essere alcuna attenuante, alcuna deroga o alcuna giustificazione. Anche perché, come è noto da alcuni secoli, il rispetto della propria libertà cessa di esistere quando lede la libertà altrui.  

Integrazione civile e rispetto rigoroso delle norme

In secondo luogo il rigoroso e quasi dogmatico rispetto della legislazione dello Stato in cui si va ad abitare per le ragioni più disparate. Ed è proprio questo l’aspetto più spinoso con cui dobbiamo quotidianamente fare i conti.

Soprattutto sul versante della difesa dell’ordine pubblico, della sicurezza dei cittadini – di tutti i cittadini e in qualsiasi luogo pubblico -, della incolumità delle persone e del rispetto delle norme più elementari che caratterizzano una comunità libera, democratica e civile come quella del nostro paese.

E questo è il vero nodo da sciogliere.  

Oltre la propaganda, serve una responsabilità democratica

Per queste ragioni il capitolo, pur sempre delicato e complesso, della libertà religiosa e del rispetto della legislazione dello Stato in cui si vive, non può sempre e solo essere oggetto di provocazione politica o di propaganda mediatica.

Perché se non si disciplina questo tema con la dovuta attenzione e il necessario scrupolo democratico e costituzionale, ci troveremo sempre di fronte ad una polveriera dove la propaganda spicciola sostituirà qualsiasi altra valutazione necessaria ed indispensabile. Di natura politica, culturale, sociale, etica, religiosa e anche e soprattutto di carattere costituzionale.