Vendita delle armi, nel 2022 la Turchia ha fatto affari d’oro.

L’azienda al mondo che ha visto aumentare in maniera più marcata i ricavi percentuali è la turca Baykar (del genero di Erdogan). Riportiamo la prima parte dell’articolo pubblicato da asianews.com.

I ricavi dei principali fornitori di armi nel mondo sono calati nel 2022, segnando una inversione di tendenza che non è legata alla domanda, sempre più elevata, ma a difficoltà di reperimento dei materiali per la produzione, in particolare nei settori con tecnologia più avanzata. Tuttavia, a fronte di un calo globale nei fatturati la regione mediorientale sembra andare in controtendenza segnando un valore positivo. Questo è quanto emerge dall’ultimo rapporto, pubblicato ieri, dal Sipri (Stockholm International Peace Research Institute) e relativo all’Arms Transfers Database, dal quale emerge pure un altro dato di interesse: l’azienda al mondo che ha visto aumentare in maniera più marcata i ricavi percentuali è la turca Baykar, il cui presidente Selçuk Bayraktar è il genero di Recep Tayyip Erdogan. Ed è proprio Ankara, nella regione, a trainare i fatturati nella vendita di armamenti, con un mercato che resta florido grazie al conflitto in Ucraina, agli ordini di Qatar, Emirati Arabi Uniti e Oman e, nell’ultimo periodo, con le forniture all’Azerbaijan nella guerra contro Erevan per il controllo del Nagorno-Karabakh. 

Medio oriente e armi

Da quanto emerge nel rapporto Sipri, la vendita di armi e servizi militari da parte delle 100 maggiori aziende produttrici al mondo raggiungeranno i 549 miliardi di euro nel 2022, con un calo del 3,5% rispetto al 2021. Di contro, tensioni geopolitiche e invasione russa dell’Ucraina hanno alimentato una domanda globale che gli ultimi focolai di conflitto, da Gaza al Myanmar, contribuiranno a trainare. In questo contesto, ha spiegato l’esperto Sipri Diego Lopes da Silva all’Afp, il calo delle entrate è “inaspettato”. Ma esso mostra, in realtà, il “divario tra uno shock alla domanda come (quello causato dalla) guerra in Ucraina e la capacità delle aziende di aumentare la produzione per farvi fronte”.

Secondo l’istituto di ricerca svedese questa situazione si spiega in gran parte col calo dei ricavi dei principali produttori di armi negli Stati Uniti, che più di altri hanno dovuto affrontare “problemi nella catena di approvvigionamento e carenze di manodopera” a causa del Covid-19. A fronte di un calo globale, il Medio oriente ha registrato il più consistente aumento percentuale nel 2022e tutte e sette le aziende con sede nella regione presenti nella Top 100 segnano crescite consistenti e introiti record. A partire da quelle turche e israeliane: le loro entrate combinate raggiungono un volume complessivo di poco superiore ai 16,5 miliardi di euro, con un aumento dell’11% su base annua. “Le aziende mediorientali specializzate in prodotti meno sofisticati sul piano tecnologico – ha sottolineato da Silva – sono state in grado di accrescere la produzione più velocemente”.

 

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https://www.asianews.it/notizie-it/Sipri:-nel-2022-affari-record-per-il-clan-Erdogan-con-la-vendita-di-armi-59695.html