Home Giornale80 anni fa terminava il lungo esilio di Sturzo

80 anni fa terminava il lungo esilio di Sturzo

Con quale piccola correzione formale, dovendo evidentemente “aggiustare” un testo scritto in coincidenza dell’anniversario (6 settembre 1946) del rientro di Sturzo in Italia, riproponiamo questo pregevole ricordo dell’arcivescovo emerito di Monreale.

Due giorni fa ricorreva l’ottantesimo anniversario del ritorno di don Luigi Sturzo dall’esilio negli Stati Uniti dove era arrivato, dopo il soggiorno londinese, sul piroscafo Samaria” il 3 ottobre 1940.

Sturzo arrivò a Napoli il 6 settembre 1946 dopo essersi imbarcato il 27 agosto 1946 a New York sul Vulcania.”  Prima di sbarcare aveva celebrato la messa nella sua cabina, per la quale aveva ottenuto il permesso dal Delegato Apostolico mons. Amleto Cicognani, ed aveva assistito ad un’altra celebrata da padre Russo delle Missioni di Cina suo compagno di cabina. Ad accoglierlo trovò gli amici siciliani Mattarella, Aldisio, Scelba, vari esponenti del disciolto Partito Popolare Italiano e della Democrazia cristiana, il socialista Lupis suo compagno d’esilio e molte persone che, pur non avendolo conosciuto,  si erano nutrite  dei suoi scritti durante il suo lungo esilio iniziato il 25 ottobre 1924.

Durante l’esilio in Inghilterra don Sturzo aveva pubblicato alcune importanti opere: LItalia e il Fascismo nel 1926,  La comunità internazionale e il diritto di guerra nel 1929, La società: sua natura e leggi nel 1935,  Politica e Morale nel 1938, Chiesa e Stato nel 1939. Nel periodo americano aveva poi pubblicato La vera vita. Sociologia del Soprannaturale nel 1943, LItalia e lordine internazionale nel 1944, Problemi spirituali del nostro tempo nel 1945, Nazionalismo e internazionalismo nel 1946.

Nel corso di quei sei anni trascorsi da esule negli Stati Uniti, egli aveva pubblicato diverse centinaia di scritti, raccolti nei due volumi della Miscellanea americana a cura di Giampaolo Malgeri, che mettono in evidenza la sua straordinaria attenzione agli eventi  storici, politici, militari, culturali e religiosi che attraversano gli anni drammatici della seconda guerra mondiale.

Nei suoi scritti il fondatore del Ppi richiama più volte i cinque punti di Pio XII contenuti nei radiomessaggi natalizi del 1939 e del 1941: il rispetto dei diritti degli Stati minori alla libertà politica e allo sviluppo economico, il rispetto della cultura e delle tradizioni delle minoranze, l’equa partecipazione di tutti i paesi alle ricchezze naturali senza monopoli intollerabili, la riduzione degli armamenti in vista di un disarmo mutuo e progressivo, la necessità di una nuova organizzazione internazionale per l’osservanza dei patti fra gli Stati.

Facendo un bilancio della sua attività politica e giornalistica, giova ricordare che in esilio don Sturzo parla di quattro battaglie perdute: il far riconoscere agli Alleati e all’opinione pubblica americana un’Italia non fascista, le affermazioni dei valori politico-morali di libertà di fronte ai sistemi totalitari, la realizzazione di un nuovo ordine internazionale basato sul diritto e la libertà dei popoli, un migliore trattato di pace  per l’Italia.

Aldilà dei risultati pratici delle sue battaglie, bisogna riconoscere a don Luigi Sturzo la straordinaria passione religiosa civile e politica, che lo ha sorretto nel corso della sua vita, nella quale come scrisse Jacques Maritain “l’attività temporale e la vita spirituale erano tanto più perfettamente distinte in quanto intimamente unite nell’amore e nel servizio di Cristo”.

Mons. Michele Pennisi

Arcivescovo emerito di Monreale, già Presidente della Commissione storica per la beatificazione del Servo di Dio  don Luigi Sturzo.