Home Blog Pagina 127

Cimone: primo certificato Erg di sostenibilit dell’Appennino

Modena, 19 nov. (askanews) – L’Appennino emiliano fa un passo storico verso il futuro: il Consorzio Cimone si assicurato il primo certificato di sostenibilit ESG per una stazione sciistica del centro-Italia. Si tratta di un modello virtuoso di sicurezza, efficienza e sostenibilit che garantisce una gestione trasparente del territorio, con attenzione all’ambiente e agli aspetti sociali. Come ha ricordato durante la presentazione a Modena la societ di consulenza Arb. “Arrivare a un percorso di certificazione come quello di openSIroad – ha spiegato la presidente Ada Rosa Balzan – consente di avere una comunicazione trasparente perch il Consorzio si misurato e ha visto quelle che sono le sue performance, non solo ambientali, ma anche un presidio sociale, una governance trasparente su questi temi e come contribuiscono ai 17 temi delle Nazioni Unite”.

Presente anche l’assessore regionale al Turismo, Roberta Frisoni, che ha rimarcato l’importanza del lavoro strategico per lo sviluppo della montagna, dagli impianti alle strutture ricettive, condotto in sinergia con il ministero. Un impegno che ha permesso al Consorzio di chiudere in positivo l’ultima stagione e di guardare avanti con un Piano di investimenti al 2030. “La certificazione stata veramente una cosa importantissima – ha ricordato il presidente del Consorzio Cimone, Luciano Magnani – perch vuol dire che anche noi crediamo nel territorio e cerchiamo di mantenerlo sempre pi ‘green’. Farei la firma per avere una stagione come quella dell’anno scorso perch andata bene, e credo che riusciremo a ottenere certi risultati proprio per gli investimenti che abbiamo fatto”.

Il Piano di investimenti Cimone 2030 punta sull’ammodernamento delle piste. Grazie ai nuovi impianti di innevamento avanzati, la stazione pu essere resa sciabile in sole 48 ore, prolungando la stagione. “Vogliamo essere la stazione di riferimento dell’Appennino settentrionale – ha spiegato il presidente della Societ Zerolupi, Giuliano Grani -. Un’altra nostra caratteristica che riusciamo a contare i prezzi a un 30/40% in meno rispetto alle maggiori stazioni delle Alpi. Una famiglia pu venire a sciare da noi spendendo la met rispetto ad altri posti. E’ una soddisfazione vedere tanta gente che pu venire a sciare con meno possibilit”.

"No allo smartphone fino a 13 anni d’età"

Roma, 19 nov. (askanews) – I bambini dormono meno, si muovono meno, parlano meno. E sono più ansiosi e soli. È il prezzo invisibile della vita digitale che entra troppo presto nelle case e nei giochi. E gli studi più recenti mostrano quanto questo “prezzo” sia concreto già dalla prima infanzia: 30 minuti in più al giorno di uso dei dispositivi digitali possono raddoppiare il rischio di ritardo del linguaggio nei bambini sotto i 2 anni; ogni ora aggiuntiva di schermi riduce il sonno di circa 15 minuti nei bambini tra 3 e 5 anni; oltre 50 minuti al giorno di schermi si associano a un maggior rischio di ipertensione pediatrica. E già tra i 3 e i 6 anni a quello di sovrappeso.

La Società Italiana di Pediatria (SIP) torna a parlare di bambini e digitale con dati aggiornati e raccomandazioni più stringenti: ogni anno guadagnato senza digitale è un investimento sulla salute mentale, emotiva, cognitiva e relazionale dei bambini. I nuovi dati e le nuove raccomandazioni, elaborate dalla Commissione sulle Dipendenze Digitali SIP, vengono presentate oggi, 19 novembre 2025, al Senato agli Stati Generali della Pediatria 2025 dedicati al tema “Il bambino digitale”, in occasione della Giornata Mondiale del Bambino e dell’Adolescente. L’iniziativa, promossa dal Senatore Marco Meloni, riunisce istituzioni, pediatri, psicologi, rappresentanti dei media e delle piattaforme digitali per riflettere su opportunità e rischi della crescita nell’era del digitale e dell’intelligenza artificiale.

UNA NUOVA REVISIONE DELLA LETTERATURA – Dopo le prime raccomandazioni del 2018 e del 2019, la SIP ha condotto una nuova revisione sistematica della letteratura internazionale, analizzando oltre 6.800 studi, di cui 78 inclusi nell’analisi finale. Il lavoro aggiorna le evidenze sugli effetti dell’uso di smartphone, tablet, videogiochi, social media sulla salute fisica, cognitiva, mentale e relazionale dei minori. “L’esperienza della pandemia da COVID-19 ha aumentato in modo significativo l’esposizione dei minori agli schermi – spiega il Presidente SIP Rino Agostiniani – con un tempo medio giornaliero cresciuto di 4-6 ore, raddoppiato rispetto ai livelli pre-pandemici. Questo cambiamento ha reso ancora più necessario un aggiornamento delle precedenti raccomandazioni.” LE NUOVE INDICAZIONI – Elaborate da pediatri, psicologi ed esperti, le nuove raccomandazioni, frutto della nuova revisione della letteratura, delineano un percorso educativo condiviso per famiglie, scuole e professionisti, per accompagnare bambini e adolescenti verso un uso equilibrato e rispettoso dei tempi di sviluppo: – evitare l’accesso non supervisionato a Internet prima dei 13 anni per i rischi legati all’esposizione a contenuti inappropriati; – Rinviare l’introduzione dello smartphone personale almeno fino ai 13 anni per prevenire conseguenze sullo sviluppo cognitivo, emotivo e relazionale; – Ritardare il più possibile l’uso dei social media, anche se consentiti per legge; – Evitare l’uso dei dispositivi durante i pasti e prima di andare a dormire; – Incentivare attività all’aperto, sport, lettura e gioco creativo; – Mantenere supervisione, dialogo e strumenti di controllo costanti in tutte le fasce d’età.

È importante inoltre promuovere a scuola l’educazione digitale consapevole, mentre i pediatri dovrebbero valutare regolarmente le abitudini digitali dei bambini e fornire consulenza preventiva alle famiglie. Confermate le raccomandazioni già emanate nel 2018: niente dispositivi sotto i due anni, limitarli a meno di un’ora al giorno tra i 2 e i 5 anni e a meno di due ore dopo i 5 anni, sotto il controllo dell’adulto.

IL CERVELLO DEI RAGAZZI HA BISOGNO DI TEMPO, NON DI SCHERMI – “L’età pediatrica è una fase di straordinaria vulnerabilità e crescita: il cervello continua a formarsi e a riorganizzarsi per tutta l’infanzia e l’adolescenza”, precisa Agostiniani: “Una stimolazione digitale precoce e prolungata può alterare attenzione, apprendimento e regolazione emotiva. Posticipare l’accesso autonomo a Internet e l’età del primo smartphone almeno fino ai 13 anni è un investimento in salute, equilibrio e relazioni. Dobbiamo restituire ai bambini tempo per annoiarsi, per muoversi, per giocare e per dormire. La presenza e l’esempio degli adulti restano la prima forma di prevenzione digitale”.

MENO SCHERMI, PIÙ ESPERIENZE REALI – “Nei bambini sotto i 13 anni l’eccesso di schermi è associato a ritardi del linguaggio, calo dell’attenzione e peggioramento del sonno. Negli adolescenti vediamo crescere ansia, isolamento, dipendenza dai social e perdita di autostima”, spiega Elena Bozzola, coordinatrice della Commissione Dipendenze Digitali SIP: “Ogni ora passata davanti a uno schermo è un’ora sottratta al gioco, allo sport, alla creatività. Non serve demonizzare la tecnologia, ma insegnare a usarla con misura e consapevolezza. Più esperienze reali, meno digitale non supervisionato: è questa la vera sfida educativa di oggi”.

I RISCHI SECONDO LA LETTERATURA – La revisione SIP conferma che l’eccesso di tempo davanti agli schermi influisce su più aspetti della salute: obesità e rischio cardiovascolare, sviluppo cognitivo, sonno, salute mentale, dipendenze digitali, vista, cyberbullismo e sessualità online.

– Obesità. Secondo alcuni studi, sotto i 13 anni, anche un’esposizione superiore a un’ora al giorno può essere un fattore di rischio, mentre oltre due ore al giorno di schermo aumentano del 67% il rischio di sovrappeso o obesità negli adolescenti rispetto ai coetanei con esposizione inferiore, anche per effetto della sedentarietà e del marketing alimentare digitale. – Sviluppo cognitivo. L’esposizione precoce ai dispositivi digitali può interferire con i processi di apprendimento e linguaggio. Gli studi di neuroimaging mostrano modifiche nelle aree cerebrali legate all’attenzione e alla comprensione. – Sonno. L’89% degli adolescenti dorme con il cellulare in camera, favorendo deprivazione cronica di sonno. – Salute mentale. Un uso intensivo dei dispositivi è correlato ad ansia, sintomi depressivi e minore autostima. Le adolescenti risultano più vulnerabili agli effetti della comparazione sociale e al “Fear of Missing Out”. – Dipendenze digitali. La prevalenza dell’Internet Gaming Disorder varia dall’1,7% al 10,7%; l’uso problematico dello smartphone riguarda fino al 20% dei giovani, con alterazioni cerebrali simili a quelle osservate nelle dipendenze da nicotina. – Salute visiva. Aumentano i casi di affaticamento visivo, secchezza oculare e miopia precoce, aggravati dalla scarsa esposizione alla luce naturale. – Cyberbullismo e violenza online. In aumento anche tra i più piccoli (+26% tra 10 e 13 anni).Le vittime presentano un rischio triplo di ideazione suicidaria. L’esposizione a contenuti violenti o sessualmente espliciti aumenta aggressività e disagio emotivo. – Sessualità online e pornografia. L’esposizione precoce alla pornografia online è in aumento e si associa a comportamenti sessuali a rischio.

PROTEGGERE CORPO E MENTE, FAVORIRE ESPERIENZE “REALI” – Le raccomandazioni SIP si rifanno ai principi guida della SIP: posticipare l’esposizione digitale, proteggere corpo e mente, promuovere esperienze reali e preservare la centralità dell’adulto. La tecnologia è uno strumento straordinario, ma deve entrare nella vita dei ragazzi al momento giusto, quando hanno la maturità per gestirla. Accompagnarli in questo percorso è una responsabilità condivisa tra famiglie, scuola e pediatri.

Schengen militare: roadmap Ue per la mobilità veloce di soldati e mezzi

Roma, 19 nov. (askanews) – La Commissione europea, rappresentata dai commissari Henna Virkkunen, Andrius Kubilius, Apostolos Tzitzikostas e dall’Alta rappresentante Kaja Kallas, ha presentato oggi l’ultimo pacchetto sulla Difesa, illustrando alla stampa la nuova roadmap per la mobilità militare dell’UE.

Il pacchetto mira a creare entro il 2027 un vero e proprio spazio europeo di mobilità militare. L’obiettivo, hanno spiegato i commissari, è quello di istituire uno “Schengen militare” in grado di rendere più rapido, sicuro e coordinato il movimento di truppe e attrezzature in tutta Europa, tanto in tempo di pace quanto in situazioni di crisi.

La commissaria per la Sovranità Tecnologica, la Sicurezza e la Democrazia Virkkunen, presentando il pacchetto in conferenza stampa, ha indicato che “la mobilità militare è una priorità assoluta per rafforzare la difesa dell’Europa”, ribadendo che l'”obiettivo è creare uno Schengen militare, in cui le truppe e le attrezzature europee possano muoversi rapidamente e in sicurezza attraverso le nostre frontiere”.

Nel corso del suo intervento, l’Alta rappresentante Kallas, dopo aver stigmatizzato la Russia per il sabotaggio subito dalla Polonia lunedì scorso, ha sottolineato come le infrastrutture critiche europee “hanno bisogno di maggiore protezione” e “la rapidità degli spostamenti delle forze militari europee è essenziale per la difesa dell’Europa”. Pertanto, ha affermato Kallas in conferenza stampa, “dobbiamo garantire che le forze possano trovarsi nel posto giusto al momento giusto”.

La diplomatica europea ha evidenziato come non sia più sostenibile un sistema in cui alcuni paesi richiedono “un preavviso di 45 giorni prima che le truppe di altri Paesi possano attraversare il loro territorio per esercitazioni”. In questo momento e in futuro, ha rappresentato Kallas, “più velocemente possiamo muovere le forze, più forte sarà la nostra deterrenza e difesa”.

Kallas, in merito al finanziamento di questo progetto, ha espresso che “la proposta della Commissione per il prossimo quadro finanziario pluriennale prevede 177 miliardi di euro di investimenti per infrastrutture di trasporto a duplice uso. Questo si affianca all’impegno della spesa pari all’1,5% del PIL per investimenti legati alla sicurezza assunto dagli alleati della NATO”. “Investire nelle infrastrutture è cruciale”, ha ribadito Kallas.

“Se un ponte non può sostenere un carro armato da 60 tonnellate, abbiamo un problema”, ha evidenziato Kallas in conferenza stampa, aggiungendo che “se una pista è troppo corta per un aereo da trasporto, non possiamo rifornire le nostre truppe”.

“La mobilità militare dell’UE non duplica gli sforzi della NATO, al contrario: sostiene i piani di difesa della NATO”, ha chiarito, inoltre, la diplomatica europea.

Infine, Kallas ha rimarcato che, come indicato nel Libro Bianco, Bruxelles vuole “estendere i corridoi di mobilità militare fino all’Ucraina”, poiché “ciò costituirebbe una garanzia di sicurezza, significando che potremmo fornire un supporto più rapido, se necessario”. “La mobilità militare è una polizza assicurativa fondamentale per la sicurezza europea”, ha aggiunto Kallas, concludendo dicendo che “si spera di non doverla mai utilizzare a pieno regime, ma averla pronta garantisce una deterrenza e una difesa più credibili”.

Il commissario ai Trasporti Apostolos Tzitzikostas, nel corso del suo intervento, ha rappresentato che la Commissione ha inviduato quattro corridoi e cinquecento hotspots che andranno rafforzati e rinnovati.

“Conosciamo i punti critici, conosciamo le lacune, conosciamo le poste in gioco, e ora siamo pronti ad agire”, ha affermato Tzitzikostas. “Nella maggior parte dei casi stiamo potenziando infrastrutture esistenti, sia per uso militare che civile – e questo è molto importante. Ciò significa allargare tunnel, rinforzare ponti, potenziare binari ferroviari, ampliare la capacità di porti e aeroporti” ha specificato il commissario nel corso del suo intervento.

“Stimiamo che la realizzazione dei 500 hotspots richiederà circa 100 miliardi di euro. Dobbiamo quindi iniziare a investire adesso. Con l’aiuto di SAFE, il programma Security Action for Europe, gli Stati membri possono già finanziare progetti di mobilità militare. Possono anche utilizzare i fondi della politica di coesione”, ha dichiarato alla sala stampa il commissario ai Trasporti.

Infine, il commissario alla Difesa Kubilius si è concentrato sulla tabella di marcia per la trasformazione dell’industria della difesa continentale, specificando che l’Unione europea ha bisogno di una “trasformazione dei nostri processi industriali di difesa, dallo sviluppo alla produzione e agli appalti; e serve una trasformazione nel rapporto tra industria, governo e forze armate”.

La Commissione è pronta a sostenere nuovi investimenti nelle imprese della difesa e, pertanto, propone “di lanciare un fondo da 1 miliardo di dollari focalizzato sulla difesa, insieme alla Banca Europea per gli Investimenti, riproducendo l’esperienza positiva di iniziative simili avviate nei Paesi Baltici”, ha sottolineato il commissario alla Difesa.

Passando rapidamente in rassegna le novità introdotte, Kubilius ha concluso dicendo che “la trasformazione della difesa è fondamentale ed è l’unico modo per ottenere ecosistemi europei della difesa più solidi, che garantiscano una prontezza credibile e siano in grado di dissuadere e prepararsi alle guerre di domani”.

Nello specifico, il pacchetto presentato oggi promuove l’eliminazione degli ostacoli normativi, introducendo le prime norme armonizzate a livello dell’UE sulla mobilità militare e stabilisce, altresì, norme e procedure chiare per i movimenti militari transfrontalieri, con un tempo massimo di trattamento di tre giorni e formalità doganali semplificate.

Oltre ad un quadro normativo più snello, la Commissione ha annunciato un nuovo sistema europeo di risposta rafforzata alla mobilità militare (EMERS) per procedure accelerate e accesso prioritario alle infrastrutture, a sostegno delle forze armate che agiscono nel contesto dell’UE o della NATO.

Il pacchetto, inoltre, aggiorna i principali corridoi di mobilità militare dell’UE alle norme sul duplice uso e protegge le infrastrutture strategiche con un nuovo pacchetto di strumenti per la resilienza. Investimenti mirati rafforzeranno la cibersicurezza, la sicurezza energetica e la prontezza sia in caso di pace che di crisi, afferma la Commissione.

Infine, la Commissione ha previsto di migliorare la preparazione, la solidarietà e la disponibilità di capacità di mobilità militare per gli Stati membri introducendo una riserva di solidarietà e la possibilità di creare un sistema di informazione digitale sulla mobilità militare e di rafforzare la governance e il coordinamento, grazie a un nuovo gruppo per il trasporto della mobilità militare e a un comitato rafforzato della rete transeuropea di trasporto TEN-T che guideranno l’attuazione e monitoreranno la prontezza, con il sostegno dei coordinatori nazionali del trasporto militare transfrontaliero in ciascuno Stato membro.

Manovra, Avs porta in piazza amministratori: stop tagli, a rischio tenuta sociale

Roma, 19 nov. (askanews) – Anche Avs mette in campo i suoi amministratori locali e lo fa sulla manovra varata dal governo Meloni che è all’esame del Senato e su cui l’Anci ha lanciato un allarme durante le audizioni. “Basta taglia agli enti locali”, la finanziaria è “contro i servizi essenziali”, gli slogan della manifestazione che si è svolta a Roma, tra bandiere e fasce tricolore.

“Oggi Avs è in piazza con amministratori e amministratrici per denunciare una legge di bilancio che taglia le risorse agli enti locali, significa la scuola, l’assistenza per i più fragili, significa indebolire la vita di milioni italiani e italiane”, ha detto Nicola Fratoianni. Cui si è agganciato Angelo Bonelli sottolineando in particolare il tema del cambiamento climatico: “la manovra economica di Meloni non affronta le priorità dell’Italia e degli italiani, prevede tagli ai servizi sociali, non investe nella scuola e nella sanità pubblica, in una situazione di crisi climatica di fronte a un governo negazionista che pensa al condono edilizio, al ponte sullo Stretto di Messina, un’opera illegittima che sottrae 14 miliardi di euro al Sud e alla difesa del suolo”.

Gli amministratori locali di Alleanza Verdi e sinistra “sono 625, prevalentemente piccoli Comuni, e sono in crescita – ha puntualizzato il responsabile degli enti locali del partito Enrico Panini – sono soprattutto consiglieri, alcuni assessori e 12 sindaci. Oggi ne aspettiamo 150 ma non tutti hanno potuto ottenere la giornata libera come tre consiglieri di Bolzano che lavorano a scuola e a cui il dirigente scolastico non ha consentito di prendere le ferie”. In piazza Capranica ne arriva un centinaio. Ciò che è “significativo – evidenzia Panini – è che oggi è la prima volta che sul tema della Finanziaria una forza politica organizza una manifestazione”.

Sotto accusa le “scelte del governo che mettono in discussione la tenuta sociale e quindi la difesa della democrazia”, aggiunge. La lista è lunga: “il fondo per gli affitti e la morosità incolpevole, la spesa corrente che copre sia retribuzioni che servizi essenziali”, e poi i ritardi nel rimborso delle spese da parte dello Stato che “rasenta il miliardo”, tagli a leggi “già finanziate”.

Ad aprire gli interventi il senatore Tito Magni che sta seguendo il dossier a Palazzo Madama e che parla di manovra “senza visione” e senza “alcuna idea di politica industriale”, che “anticipa il rientro” dell’Italia nei vincoli europei “facendo la manovra di impatto più basso mai visto” mentre “le esigenze del paese richiedono esattamente di fare il contrario”.

Governo, Bignami (FdI): Garofani conferma quanto chiedevamo smentire

Roma, 19 nov. (askanews) -“Non mi pare proprio che quell’intervista sia stata una smentita. Conferma i contenuti dei virgolettati che avevamo chiesto smentire, provocando una reazione scomposta del Pd. I fatti sono questi”. Lo dice a Montecitorio il capogruppo Fdi alla Camera Giangaleazzo Bignami commentando il colloquio con il Corriere della Sera del consigliere del Quirinale sulla Difesa Francesco Saverio Garofani, poco dopo la conclusione al Colle del chiarimento in proposito fra la premier Giorgia Meloni e il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Colloquio su cui “non mi pare aver visto al termine volare piatti fuori dal Quirinale ma non ero presente, essendo qui con voi”, risponde Bignami alla domanda se a suo giudizio l’incontro fra i due presidenti abbia chiuso la tensione fra Quirinale e Fdi.

Leonardo: joint venture con Edge Group negli Emirati nel 2026

Milano, 19 nov. (askanews) – Dopo la firma del Memorandum of Understanding tra Edge Group e Leonardo a giugno, con il quale le parti avevano confermato la propria intenzione di costituire una joint venture ad Abu Dhabi sostenuta dalla loro consolidata collaborazione, le due aziende annunciano ora un ulteriore passo verso il raggiungimento di questo obiettivo comune. E’ stata infatti completata la valutazione preliminare delle attività di trasferimento di tecnologia e il potenziale di mercato, definendo i principi generali della governance, ed è stato così firmato al Dubai Airshow 2025 l’accordo con cui le parti lavoreranno al lancio della jv previsto nel 2026.

Le quote di partecipazione nella nuova società per Edge Group e Leonardo saranno rispettivamente del 51% e del 49%. Le attività attualmente oggetto di valutazione prevedono, tra le altre, progettazione, sviluppo, collaudo, industrializzazione e produzione, vendita e leasing, supporto e addestramento per l’intero ciclo di vita per i prodotti della jv negli Emirati Arabi Uniti, i diritti di proprietà intellettuale, nonché la formazione professionale della forza lavoro locale. I prodotti saranno commercializzati in UAE e, dal paese, verso mercati export selezionati. La gamma oggetto di analisi sarà individuata tra soluzioni proposte da Leonardo che spaziano dal settore della sensoristica a quello dell’integrazione di sistemi e alle piattaforme.

“Quest’ultimo risultato, che segue mesi di assiduo lavoro tra i partner, testimonia la nostra reciproca comprensione del valore aggiunto che possiamo creare insieme, aprendo la strada a una collaborazione ancora più intensa”, ha commentato Roberto Cingolani, amministratore delegato e direttore generale di Leonardo. “La combinazione delle nostre capacità in UAE, in alcuni settori tecnologici di alto livello che abbiamo individuato e oggetto di approfondita valutazione, può offrire soluzioni altamente competitive al mercato di riferimento. Siamo quindi fortemente motivati a lavorare verso la prossima fase di cooperazione”.

“Quest’ultimo traguardo nel percorso verso la costituzione di una joint venture tra Edge e Leonardo – ha sottolineato Hamad Al Marar, managing director e Ceo di Edge Group – evidenzia non solo la velocità con cui stiamo procedendo, ma anche i risultati che possono essere ottenuti quando due importanti attori del settore collaborano allo sviluppo di una strategia intelligente per garantire eccellenza tecnologica per la sicurezza globale. Cooperando in diversi ambiti critici, tra cui aria, terra, mare e sistemi elettro-ottici, possiamo adattare soluzioni nate da solida esperienza, competenza e innovazione, attraverso gli Emirati Arabi Uniti, sia a mercati esistenti che prospettici.”

Meloni: rammaricano le parole di Garofani ma non c’è nessuno scontro con il Colle

Roma, 19 nov. (askanews) – La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è andata questa mattina al Quirinale per un incontro con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per ribadire “la sintonia istituzionale che esiste tra Palazzo Chigi e il Quirinale, mai venuta meno fin dall’insediamento di questo Governo e della quale nessuno ha mai dubitato”. È quanto si apprende da fonti di Palazzo Chigi.

Meloni ha espresso al Capo dello Stato il suo “rammarico per le parole istituzionalmente e politicamente inopportune pronunciate in un contesto pubblico dal Consigliere Francesco Saverio Garofani e riportate ieri da un noto quotidiano italiano”, proseguono le stesse fonti.

Meloni ha reputato che “la richiesta di smentita formulata dall’onorevole Bignami non fosse un attacco al Quirinale, ma al contrario un modo per circoscrivere al suo ambito reale la vicenda, anche a tutela del Quirinale. Era intenzione, da parte del partito di maggioranza relativa, intervenire per fugare ogni ipotesi di scontro tra due Istituzioni che invece collaborano insieme per il bene della Nazione. Si riteneva che fosse il diretto interessato, ovvero il Consigliere Garofani, a dover chiarire, per chiudere immediatamente la questione”.

In ogni caso, “è intenzione del Presidente del Consiglio, con la sua visita al Capo dello Stato, rimarcare che non esiste alcuno scontro istituzionale”. L’incontro ha consentito alla presidente del Consiglio di confrontarsi con il capo dello Stato anche sui molti dossier internazionali aperti in vista della sua partecipazione al G20 di Johannesburg e alla conferenza Unione Europea-Unione Africana in Angola.

Il piano segreto Usa per rilanciare il negoziato sull’Ucraina

Roma, 19 nov. (askanews) – Si intensificano gli attacchi russi sull’Ucraina – 20 morti nell’ultimo, su Ternopil – e, parallelamente, gli sforzi diplomatici per rilanciare la via dei negoziati. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è oggi in Turchia per incontrare il presidente Erdogan, con l’obiettivo dichiarato di “rianimare i negoziati” e perseguire una “pace giusta”. Intanto una delegazione statunitense guidata dal Segretario dell’Esercito Dan Driscoll si trova a Kiev per una “missione di accertamento dei fatti”, ha dichiarato l’ambasciata USA nella capitale ucraina. Anche il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Generale Randy George fa parte della delegazione e lui e Driscoll incontreranno Zelensky domani, ha riferito a Reuters una persona a conoscenza della questione.

Indiscrezioni di Axios hanno acceso il faro su un piano di pace segreto in 28 punti che l’amministrazione Trump starebbe elaborando in coordinamento con Mosca. La bozza, strutturata su quattro pilastri sarebbe stata discussa in incontri riservati tra l’inviato speciale Steve Witkoff e l’emissario russo Kirill Dmitriev. Sarebbe strutturata su quattro pilastri: fine dei combattimenti in Ucraina, garanzie di sicurezza, sicurezza europea e future relazioni USA-Russia, un’impostazione che in teoria va incontro alle richieste russe di ridiscutere gli assetti securitari per l’Ucraina in fin dei conti in Europa.

Politico riferisce di un’atmosfera alla Casa Bianca ottimista, e la sensazione che il piano verrà presentato a Zelensky come un fatto compiuto, senza reali consultazioni. “Ciò che presenteremo [all’Ucraina] è ragionevole”, ha dichiarato un alto funzionario. Zelensky, sotto pressione sia sul fronte militare che su quello interno a causa dello scandalo di corruzione che minaccia di travolgere la stessa presidenza, potrebbe essere costretto a concessioni.

Anche Dmitriev, l’inviato russo, ha dichiarato ad Axios di essere ottimista perché “sentiamo che la posizione russa viene veramente ascoltata”.

Il Cremlino, pur affermando che non ci saranno rappresentanti russi ai colloqui in Turchia, si è detto aperto a colloqui con USA e Turchia sugli esiti delle nuove discussioni. Mosca mantiene però invariata la sua posizione di partenza: stop all’espansione NATO e ritiro delle truppe ucraine dalle parti delle province dichiarate annesse che non sono ancora sotto il controllo russo.

Meloni: rammaricano parole Garofani ma nessuno scontro con Colle

Roma, 19 nov. (askanews) – Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, si è recata questa mattina al Quirinale per un incontro con il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per ribadire “la sintonia istituzionale che esiste tra Palazzo Chigi e il Quirinale, mai venuta meno fin dall’insediamento di questo Governo e della quale nessuno ha mai dubitato”. È quanto si apprende da fonti di Palazzo Chigi.

Il Presidente Meloni ha espresso al Capo dello Stato il suo “rammarico per le parole istituzionalmente e politicamente inopportune pronunciate in un contesto pubblico dal Consigliere Francesco Saverio Garofani e riportate ieri da un noto quotidiano italiano”, proseguono le stesse fonti.

Il Presidente del Consiglio ha reputato che “la richiesta di smentita formulata dall’onorevole Bignami non fosse un attacco al Quirinale, ma al contrario un modo per circoscrivere al suo ambito reale la vicenda, anche a tutela del Quirinale. Era intenzione, da parte del partito di maggioranza relativa, intervenire per fugare ogni ipotesi di scontro tra due Istituzioni che invece collaborano insieme per il bene della Nazione. Si riteneva che fosse il diretto interessato, ovvero il Consigliere Garofani, a dover chiarire, per chiudere immediatamente la questione”.

In ogni caso, “è intenzione del Presidente del Consiglio, con la sua visita al Capo dello Stato, rimarcare che non esiste alcuno scontro istituzionale”.

L’incontro ha consentito al Presidente del Consiglio di confrontarsi con il Capo dello Stato anche sui molti dossier internazionali aperti in vista della sua partecipazione al G20 di Johannesburg e alla conferenza Unione Europea-Unione Africana in Angola.

Senza "consenso libero e attuale" è violenza sessuale

Roma, 19 nov. (askanews) – La lotta alla violenza sulle donne fa un passo avanti in Parlamento, con il sì di tutte le forze politiche. La Camera ha approvato all’unanimità la proposta di legge che modifica l’articolo 609-bis del Codice penale in materia di violenza sessuale e di libera manifestazione del consenso e stabilisce che il consenso dovrà essere “libero e attuale” per non essere ritenuto uno stupro. I voti a favore sono stati 227, nessun voto contrario.

La Pdl, che passa ora al Senato in seconda lettura, è stato il frutto di un accordo tra la premier Giorgia Meloni e la segretaria del Pd Elly Schlein che hanno ‘sposato’ l’emendamento proposto in commissione dalle relatrici Michela Di Biase (Pd) e Carolina Varchi (FdI) e che innova l’articolo 609 bis del codice penale introducendo la nozione di consenso, in linea con le statuizioni della Convenzione di Istanbul. Il consenso diviene dunque l’unico elemento necessario a qualificare la fattispecie: qualunque atto sessuale che venga posto in essere senza che vi sia il consenso libero e attuale della persona coinvolta integra pertanto il delitto di violenza sessuale.

Questo il nuovo testo dell’articolo 609 bis: “Chiunque compie o fa compiere o subire atti sessuali ad un’altra persona senza il consenso libero e attuale di quest’ultima è punito con la reclusione da sei a dodici anni. Alla stessa pena soggiace chi costringe taluno a compiere o a subire atti sessuali con violenza o minaccia o mediante abuso di autorità ovvero induce taluno a compiere o a subire atti sessuali abusando delle condizioni di inferiorità fisica o psichica o di particolare vulnerabilità della persona offesa al momento del fatto o traendo in inganno la persona offesa per essersi il colpevole sostituito ad altra persona. Nei casi di minore gravità la pena è diminuita in misura non eccedente i due terzi”.

Amazon, Tribunale Ue boccia ricorso su regolamento servizi digitali

Bruxelles, 19 nov. (askanews) – Il Tribunale di primo grado della Corte europea di Giustizia ha respinto, con una sentenza emessa oggi a Lussemburgo, il ricorso di Amazon contro la Commissione europea, chiedendo l’annullamento della designazione di Amazon Store come “piattaforma online di dimensioni molto grandi”, e quindi sottoposta agli obblighi specifici di trasparenza, cooperazione e accesso ai dati previsti dal regolamento Ue sui servizi digitali (“Digital Services Act”, Dsa).

Il regolamento designa come “molto grandi” le piattaforme digitali, tra cui i mercati online, e i motori di ricerca che superano la soglia di 45 milioni di utenti nell’Ue (ossia il 10% della popolazione dell’Unione). Amazon EU Sàrl, che gestisce la piattaforma Amazon Store, aveva adito la Corte europea di Giustizia contestando la legittimità degli obblighi previsti da questa designazione, asserendo che violerebbero diversi diritti garantiti dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, tra cui in particolare la libertà d’impresa, il diritto di proprietà, il principio di uguaglianza dinanzi alla legge, la libertà di espressione e di informazione nonché il diritto al rispetto della vita privata e alla protezione delle informazioni riservate.

Con la sentenza odierna, il Tribunale di primo grado dell’Unione europea ha respinto il ricorso su tutta la linea. Innanzitutto, il Tribunale riconosce che gli obblighi imposti dal regolamento Dsa costituiscono certamente un’ingerenza nella libertà d’impresa, in quanto possono generare costi notevoli, incidere sull’organizzazione delle attività e necessitare soluzioni tecniche complesse. Tuttavia, rileva il Tribunale, questa ingerenza non inficia il contenuto essenziale della libertà d’impresa, ed è giustificata ai sensi della Carta dei diritti fondamentali.

Secondo la sentenza,i legislatori dell’Unione, che dispongono di un ampio margine di discrezionalità, non hanno commesso errori manifesti nel ritenere che le piattaforme digitali, compresi i mercati online di dimensioni molto grandi, che superano la soglia di 45 milioni di utenti, potessero presentare rischi sistemici per la società, in particolare diffondendo contenuti illeciti o violando i diritti fondamentali, inclusa la tutela dei consumatori. Gli obblighi imposti a queste piattaforme molto grandi, in particolare quelli relativi all’opzione di raccomandazione senza profilazione, al registro pubblico delle pubblicità o all’accesso dei ricercatori a determinati dati, mirano a prevenire questi rischi sistemici, anche se comportano oneri economici notevoli le piattaforme stesse.

Il Tribunale Ue rileva poi che gli obblighi imposti dal Dsa costituiscono principalmente oneri amministrativi, che non privano i fornitori del loro diritto di proprietà delle piattaforme online di dimensioni molto grandi. E anche se venisse accertata un’ingerenza in questo diritto, sarebbe giustificata, si puntualizza nella sentenza, dagli obiettivi di prevenzione dei rischi sistemici perseguiti dai legislatori dell’Unione.

Quanto al principio di uguaglianza, il Tribunale Ue ricorda che i legislatori dell’Unione disponevano di un ampio margine di discrezionalità per trattare in modo uniforme le piattaforme digitali di dimensioni molto grandi, compresi i mercati online, dal momento che anche questi ultimi possono presentare rischi sistemici per la società. Inoltre, il Tribunale Ue precisa che la distinzione, operata dal Dsa, tra le piattaforme online in base al loro numero di utenti non è né arbitraria né manifestamente inadeguata all’obiettivo di prevenzione dei rischi sistemici, dato che le piattaforme online aventi più di 45 milioni di utenti possono esporre un gran numero di persone a contenuti illeciti.

Riguardo alla libertà di espressione e di informazione, il Tribunale rileva che l’obbligo, imposto alle piattaforme online di dimensioni molto grandi, di assicurare un’opzione di raccomandazione senza profilazione può limitare il modo in cui i prodotti commercializzati su queste piattaforme possono essere presentati, ma afferma che tale ingerenza è giustificata. Secondo il Tribunale Ue, questa misura non incide sul contenuto essenziale della libertà di espressione e persegue un obiettivo legittimo di tutela dei consumatori. Pertanto, stabilisce la sentenza, i legislatori dell’Unione, senza eccedere il loro notevole margine di discrezionalità, hanno bilanciato la libertà di espressione commerciale della grandi piattaforme digitali con la tutela dei consumatori.

Infine, il Tribunale Ue rileva che gli obblighi di trasparenza pubblicitaria e di accesso dei ricercatori a determinati dati, previsti dal regolamento Dsa per le più grandi piattaforme digitali, costituiscono effettivamente un’ingerenza nel diritto al rispetto della vita privata e alla protezione delle informazioni riservate, ma che questi obblighi sono proporzionati e giustificati da un obiettivo di interesse generale: la prevenzione dei rischi sistemici al fine, in particolare, di contribuire a un livello elevato di tutela dei consumatori. D’altra parte, conclude la sentenza, la pubblicità del registro di trasparenza è strettamente disciplinata, mentre l’accesso dei ricercatori ai dati è soggetto a rigorose garanzie di sicurezza e di riservatezza.

La sentenza del Tribunale di primo grado dell’Ue può essere impugnata con un appello alla Corte europea di Giustizia entro due mesi e dieci giorni, a decorrere dalla data della sua notifica, limitatamente alle questioni di diritto.

Ue presenta pacchetto omnibus su semplificazioni regole dititali

Roma, 19 nov. (askanews) – La commissione europea ha presentato un nuovo pacchetto di semplificazioni della serie “omnibus”, stavolta sul settore digitale che sostiene consentirà alle imprese di risparmiare “miliardi” – su cui fornisce previsioni molto spinte – e al tempo stesso di impegnarsi maggiormente sull’innovazione.

Lo scopo degli interventi è proprio quello di “dedicare meno tempo ad adempimenti e oneri amministrativi e di aumentarlo sull’innovazione e la crescita”.

Le regole riguardano in particolare l’intelligenza artificiale, la Cybersicurezza e la gestione dei dati sulla base di una “strategia unica”, afferma la commissione con un comunicato, per sbloccare dati di elevata qualità per la IA. Inoltre il pacchetto prevedere dei portafogli digitali identificativi (wallet) delle imprese europee che “offriranno alle aziende una identità unica digitale per semplificare le procedure e rendere più semplice l’attività di impresa tra i paesi Ue”.

Secondo la commissione, il pacchetto di semplificazioni dovrebbe consentire risparmi per 5 miliardi di euro sui costi amministrativi per il 2029.

Parallelamente, questo “wallet” delle imprese europee potrebbe sbloccare addirittura 150 miliardi in risparmi l’anno, secondo quanto asserisce la Commissione. Si tratta di uno “strumento digitale unificato che consentirà di digitalizzare le operazioni e le interazioni che in molti casi continuano a richiedere l’esecuzione in persona. Le imprese potranno firmare e siglare documenti in maniera sicura, conservarli e scambiarli e comunicarli in maniera sicura con altre imprese o amministrazioni pubbliche nel loro o negli altri 26 Paesi membri”.

Il meccanismo verrà utilizzato, secondo gli intenti di Bruxelles anche per “pagare le tasse” e renderà le comunicazioni con le autorità “facili come mai prima d’ora”.

Italiani all’estero, valori comuni e benefici fiscali per ripopolare l’Appennino

Roma, 19 nov. (askanews) – Una norma esistente ma dimenticata permette, ai pensionati percettori di pensione estera che vogliano trasferirsi nel Centro e Sud Italia, di godere di una flat tax al 7% per ben 10 anni. E’ quanto è stato ricordato oggi in Senato nel corso della conferenza stampa “Tornare in Italia conviene, dalla flat tax a una politica nazionale per il rientro”, a cui hanno partecipato il senatore Roberto Menia, Responsabile del Dipartimento italiani nel mondo di Fdi, Guido Castelli, senatore Fdi e Commissario straordinario per la Ricostruzione del Sisma 2016, e Giuseppe Stabile, vicesegretario del Consiglio generale degli italiani all’estero.

La conferenza stampa è stata occasione per fare il punto sulle misure adottate dal governo sulla grande questione degli italiani all’estero, e favorirne, per chi lo desidera, il loro ritorno in Italia.

Parlando delle nuove norme sulla cittadinanza per discendenza, Menia ha ricordato “il valore spirituale della cittadinanza legato a legame oggettivo e riconoscibile con l’Italia”. “Ci sono stati stati due emendamenti del gruppo Fdi che hanno portato due principi interessanti: uno, collegare il possesso della cittadinanza quando si viene per due anni in Italia con un rapporto di lavoro”, che è servito “a riportare la popolazione di origine italiana soprattutto verso quei borghi italiani che soffrono di spopolamento” perchè “miriamo a riportare in Italia gente con valori comuni per rendere compatibili” i nuovi arrivi “con la nostra società. E poi, ha proseguito il senatore di Fdi, “abbiamo approvato un” secondo “emendamento per i cittadini” di origine italiana “che possono ritornare” senza essere conteggiati nelle quote stabilite dal decreto flussi. “Chi proviene da Paesi di storica emigrazione italiana ha il diritto di rientrare in Italia restando al di fuori del decreto flussi”, ha rimarcato Menia.

Rispetto invece alla norma che garantisce benefici fiscali ai percettori di pensione estera che vogliano trasferirsi in umo dei Comuni del cosiddetto cratere sismico, il Commissario Castelli ha spiegato che “nelle mie funzioni rientra il compito prioritario di ricostruire le case che sono state danneggiate dalla sequenza sismica del 2016-2017. Però c’è anche il compito non secondario di mantenere una qualità del tessuto socio-economico corrispondente a tutto ciò che è si rende necessario per vivere quei luoghi. In questo senso abbiamo scoperto la norma” in questione, “che può essere di grande utilità anche per un territorio che, al pari dell’Italia, è afflitto da crisi demografica e che quindi potrebbe contare anche su questo neopopolamento garantito dalla scelta, libera ma stimolata da una convenienza economica, di quei pensionati percettori di pensione estera che potrebbero godere di una flat tax al 7% per ben 10 anni sui loro redditi stimolati e prodotti all’estero. È una norma – ha sottolineato Castelli – che esiste dal 2018 ma che in realtà è rimasta negletta, dimenticata, non applicata. Sono poche centinaia i casi di pensionati esteri che ne hanno in qualche modo beneficiato”.

“È un lavoro che parte dal cratere” sismico “ma”, applicandosi anche al cratere sismico aquilano e ai comuni del Sud, “incrocia quelle che sono le traiettorie mondiali della grande comunità degli italiani all’estero”, ha concluso il commissario alla Ricostruzione del Sisma 2016.

Secondo Giuseppe Stabile “i provvedimenti” per favorire il ritorno degli italiani all’estero “ci sono e sono tanti. Si tratta semplicemente di coordinarli, inserirli all’interno di un portale unico, di un canale che venga messo a disposizione della collettività, che parli quanto meno burocratese possibile”, in modo di provvedere alla “divulgazione” di questi strumenti “attraverso tutti i canali esteri di tutte le componenti del sistema Italia”. Insomma, ha concluso il vicesegretario del Consiglio generale degli italiani all’estero, “serve un repertorio, un quadro informativo, di tutti gli strumenti esistenti per tutti quelli che desiderano tornare”.

Famiglia Cristiana: nella morte delle Kessler una retorica della libertà che lascia sgomenti

Roma, 19 nov. (askanews) – A poche ore dalla morte delle gemelle Kessler Famiglia Cristiana interviene nel dibattito sulla modalità scelta dalle dive degli anni ’60 per abbandonare, in contemporanea, la vita terrena: “L’esaltazione della libertà rischia di farci ritenere la morte volontaria con un farmaco letale coerente e consequenziale a una ‘modernità’ che le gemelle Kessler avevano inaugurato molti anni fa”.

In un articolo a firma di Antonio Sanfrancesco, il settimanale dei Paolini pone al centro il tema della solitudine e fragilità umana che accompagnano l’ultima stagione dell’esistenza e da cui prendono il via alcune domande sul fine vita tra etica, cultura e umanità: “‘Insieme fino alla fine’ è una formula che pare confezionata per conferire un tono sinistramente glamour, da fiaba moderna – esordisce l’articolo – e invece dietro la patina brillante di un racconto mediatico quasi sedotto, o ipnotizzato, da questo gesto, c’è una scelta, il suicidio assistito, che meriterebbe ben altre domande e che lascia doppiamente sgomenti”.

Una scelta che nel paese delle Kessler, la Germania, è lasciata al solo individuo: “Il pronunciamento con il quale la Corte costituzionale di Karslruhe ha depenalizzato cinque anni fa il suicidio assistito si è limitato a esigere la sola verifica della piena consapevolezza della scelta suicida, non coinvolgendo la sanità pubblica in una decisione considerata del tutto privata, come è accaduto alle gemelle Kessler. La Corte Costituzionale italiana è stata invece molto più cauta e garantista, facendo appello al Parlamento perché legiferi dopo aver previsto delle eccezioni molto circoscritte al principio della punibilità di chi aiuta a suicidarsi una persona che glielo chiede”.

Da qui la riflessione nel merito: “La retorica della ‘libertà’, evocata da diversi commentatori, si è affacciata ancora una volta come la categoria assoluta con cui raccontare (e talvolta giustificare) tutto. Eppure, se la libertà è il perno, il suo contrappeso – il limite – sembra scomparso dal discorso pubblico”.

Un’esaltazione della libertà che, spiega il settimanale, “rischia di farci perdere l’occasione per una riflessione più ampia sul senso e il significato anche etico, culturale e sociale del fine vita. Sulla solitudine mascherata da autonomia, sul ritenere, com’è stato fatto in questo caso, che la morte volontaria con un farmaco letale sia il segno coerente e consequenziale di una ‘modernità’ che le gemelle Kessler avevano inaugurato molti anni fa”. Il risultato è una “narrazione levigata, quasi romantica, che presenta come gesto di armonia quello che è, nella sua realtà più nuda, un atto estremo”.

Infine, la chiosa: “Forse un’altra chiave possibile per raccontare questa vicenda è quella della solitudine. Quella che spesso travolge le vite più fragili, segnate dalla sofferenza, dal disagio e dall’avanzare dell’età. Vite di cui, forse, non riusciamo più a prenderci cura e nemmeno a parlarne. Anche di fronte a casi dolorosi come questo”.

Schlein: il consenso libero e attuale è un grande passo avanti

Roma, 19 nov. (askanews) – “Siamo felicissimi di questo grande passo avanti per il Paese, una piccola grande rivoluzione culturale. Finalmente si inserisce nella legge italiana il principio del consenso libero e attuale che prima non c’era, finalmente si chiarisce che ogni atto sessuale senza il consenso è violenza, è stupro e quindi è reato e questo è importantissimo anche per chiarire che non basta la mancanza di un dissenso esplicito per dedurre il consenso”. Così la segretaria del Pd, Elly Schlein commenta a Montecitorio l’approvazione della legge ispirata da una collaborazione diretta tra lei e la premier Giorgia Meloni.

“E’ stato un lavoro importante, trasversale, ci siamo parlate con la presidente del Consiglio e c’è stato un lavoro qui alla Camera ottimo delle nostre relatrici Michela De Biase e Carolina Varchi – spiega Schlein – è stato un lavoro trasversale perché, come sosteniamo sempre, su questo terreno del contrasto alla violenza di genere bisogna saper mettere da parte le forti divergenze politiche che abbiamo e provare a far fare un salto in avanti al paese per contrastare e prevenire la violenza di genere”.

“La differenza – spiega a proposito della nuova normativa – è che prima il reato di violenza sessuale parlava solo di violenza o minaccia, quindi misurava lo stupro sulla forza dell’aggressore anziché sulla libertà violata della vittima, da questo punto di vista è un’innovazione importante che segue naturalmente anche la giurisprudenza della Corte di cassazione era già intervenuta, ma finalmente questo principio entra anche nella legge. In questo modo attua la convenzione di Istanbul e quindi siamo molto felici di questo risultato ottenuto insieme e di questo grande passo in avanti culturale per il Paese”.

Violenza donne, Schlein: con libero consenso grande passo avanti

Roma, 19 nov. (askanews) – “Siamo felicissimi di questo grande passo avanti per il paese, una piccola grande rivoluzione culturale. Finalmente si inserisce nella legge italiana il principio del consenso libero e attuale che prima non c’era, finalmente si chiarisce che ogni atto sessuale senza il consenso è violenza, è stupro e quindi è reato e questo è importantissimo anche per chiarire che non basta la mancanza di un dissenso esplicito per dedurre il consenso”. Così la segretaria del Pd, Elly Schlein commenta a Montecitorio l’approvazione della legge ispirata da una collaborazione diretta tra lei e la premier Giorgia Meloni.

“E’ stato un lavoro importante, trasversale, ci siamo parlate con la presidente del Consiglio e c’è stato un lavoro qui alla Camera ottimo delle nostre relatrici Michela De Biase e Carolina Varchi – spiega Schlein – è stato un lavoro trasversale perché, come sosteniamo sempre, su questo terreno del contrasto alla violenza di genere bisogna saper mettere da parte le forti divergenze politiche che abbiamo e provare a far fare un salto in avanti al paese per contrastare e prevenire la violenza di genere”.

“La differenza – spiega a proposito della nuova normativa – è che prima il reato di violenza sessuale parlava solo di violenza o minaccia, quindi misurava lo stupro sulla forza dell’aggressore anziché sulla libertà violata della vittima, da questo punto di vista è un’innovazione importante che segue naturalmente anche la giurisprudenza della Corte di cassazione era già intervenuta, ma finalmente questo principio entra anche nella legge. In questo modo attua la convenzione di Istanbul e quindi siamo molto felici di questo risultato ottenuto insieme e di questo grande passo in avanti culturale per il paese”.

Plafond esaurito il primo giorno per il bonus elettrodomestici

Roma, 19 nov. (askanews) – Bonus elettrodomestici: grande successo della misura, presentate 550 mila domande sono arrivate 550 mila richieste di voucher tramite l’app IO e il sito bonuselettrodomestici.it, sufficienti a coprire il valore del plafond. Lo ha riferito il ministero di Imprese e Made in Italy, aggiungendo che le richieste sono in fase istruttoria per l’assegnazione definitiva.

Il contributo statale, erogato sotto forma di voucher, permette l’acquisto di dispositivi ad alta efficienza energetica da parte di utenti che sostituiscono apparecchi ormai obsoleti. L’iniziativa mira a favorire il risparmio energetico e a promuovere il corretto smaltimento dei vecchi apparecchi.

La piattaforma, precisa il Mimit, rimane operativa e gli utenti possono continuare a presentare nuove domande, che saranno automaticamente inserite in una lista d’attesa e gestite in ordine cronologico. Il voucher ha infatti una validità di 15 giorni dalla data di emissione e, trascorso questo termine, scade automaticamente, rendendo nuovamente disponibili le risorse per l’iniziativa.

Già ieri l’Aires, associazione italiana che rappresenta i distributori di elettrodomestici, tramite il presidente Andrea Scozzoli chiedeva un rinnovo del provvedimento. “La risposta dei consumatori è stata immediata e massiccia – ga affermato con un comunicato – con una richiesta di incentivi che procede a ritmo accelerato. Siamo davanti a un vero plebiscito. La domanda si concentra soprattutto sugli elettrodomestici ad alta efficienza e continua a crescere minuto dopo minuto. A questo punto la conferma dell’incentivo nella legge di bilancio 2026 non è soltanto auspicabile: è ormai necessaria”.

Secondo l’Aires bisognerà stabilizzare questi incentivi anche negli anni futuri, per favorire un percorso strutturale di efficientamento energetico dei consumi domestici, sostenendo al tempo stesso il mercato e il potere d’acquisto delle famiglie. Il Mimit precisa infine che le interruzioni riscontrate sull’app IO all’apertura dell’iniziativa sono state tempestivamente risolte, consentendo ai cittadini interessati di presentare la richiesta del contributo in tempi rapidi con pochi passaggi.

Veneto, Meloni attacca sinistra. E lancia volata a primato Fdi

Padova, 18 nov. (askanews) – Il repertorio è quello classico da comizio e in molti passaggi ricalca gli interventi già pronunciati nelle altre due regioni, Campania e Puglia, che andranno al voto, insieme al Veneto, domenica e lunedì prossimi. Ma per il centrodestra quella in Veneto non è una elezione qualsiasi, e non lo è soprattutto per Giorgia Meloni che dopo mesi di trattative ha accettato che il candidato a succedere a Luca Zaia fosse il leghista Alberto Stefani, sebbene da queste parti Fdi si sia attestato come primo partito sia alle Politiche che alle Europee. Un primato che la premier intende mantenere. La vittoria della coalizione di governo nei fatti è data per scontata e il punto, come spiega il ministro delle Infrastrutture, non è vincere ma “stravincere”. Poi, però, c’è la sfida nella sfida a chi ottiene più consensi, soprattutto tra i meloniani e il partito di Matteo Salvini.

Il centrodestra si presenta al Palageox di Padova per il comizio di chiusura come sempre ostentando la sua unità. Lo sottolinea anche la presidente del Consiglio che marca la differenza tra quella che definisce una “comunità umana e politica” e il campo largo che descrive come “una alleanza di comodo tenuta insieme da una colla scadente”. Ma basta gettare un’occhiata alla ‘guerra delle bandiere’ per capire che la competizione interna è fortissima. Quelle di Fratelli d’Italia spiccano per quantità, il resto lo fa l’ovazione alla presidente del Consiglio poco prima che salga sul palco. Giorgia Meloni sa che deve mandare un messaggio anche alla sua comunità e lo fa definendola “onesta” e, non a caso, “generosa” in particolare qui in Veneto: se non ci fossero loro, spiega, “io non potrei fare il lavoro che faccio”. Idem nel passaggio molto affettuoso dedicato ad Alberto Stefani al quale, però, la presidente del Consiglio augura di governare attorniato da una “numerosa pattuglia di consiglieri” del suo partito.

Nessun accenno alla polemica del giorno, quella che ha visto salire improvvisamente la tensione tra il Quirinale e il suo partito dopo che il capogruppo alla Camera, Galeazzo Bignami, aveva chiesto conto di un retroscena della ‘Verità’ secondo cui il consigliere di Sergio Mattarella, Francesco Saverio Garofani, ipotizzava la necessità di uno “scossone” per sbarrare la strada al governo e evitare una nuova vittoria del centrodestra alle prossime elezioni Politiche.

Meloni invece difende le riforme ancora da fare, come quella del premierato, parla delle “promesse mantenute” sull’Autonomia, riferendosi alle pre intese firmate proprio oggi in Veneto sulle materie non Lep. Ma soprattutto esalta la riforma della giustizia. Il referendum sulla separazione delle carriere, ribadisce ancora una volta, non è un test sul governo. “Non fatevi fregare, durerà fino alla fine della legislatura”, dice. “L’opposizione – aggiunge – non sa più cosa inventarsi per avvelenare i pozzi. Talmente non hanno argomenti che alcuni giornalisti si sono dovuti inventare le finte dichiarazioni di Giovanni Falcone e di Paolo Borsellino. A chi legittimamente si oppone a questa riforma dico fate la vostra battaglia senza sconti ma non strumentalizzate gli eroi di questa nazione per tornaconto personale. Al loro cospetto noi dobbiamo solo inchinarci. Di grazia lasciateli stare”.

La premier affonda il colpo contro la sinistra che, afferma, “ha la puzza sotto il naso” e crede che la maggioranza sia il circoletto “autoreferenziale” che si parla nei salotti, quella sinistra che ha scommesso sul fallimento del suo esecutivo perché preferisce “avere l’opportunità di governare sulle macerie piuttosto che stare all’opposizione in una nazione che cresce”. Quella sinistra che ha tra i suoi padri Romano Prodi, uno che “sul voltare le spalle all’Italia ha una cattedra all’Università”.

A Napoli “Occhi sulla citt”, la mostra che disvela Partenope

Napoli, 18 nov. (askanews) – Un viaggio controcorrente, un Gran Tour del XX secolo. A Napoli gli “Occhi sulla citt”, la mostra che disvela la vera Partenope, curata da Cynthia Penna. L’esibizione ha aperto ai quartieri spagnoli, presso il Museo della Moda – Fondazione Mondragone. Mentre si festeggiano i 2500 anni dalla nascita del capoluogo partenopeo, viene data immagine alla storia contemporanea della citt, al suo incontenibile potere attrattivo, cos come alla sua vorace visceralit.

La stessa Penna, direttore artistico dell’Associazione Culturale Art 1307 di Napoli e Los Angeles, ci spiega: “Si compone di 58 opere di 11 artisti internazionali da noi invitati in residenza d’artista. Per un tempo di circa quattro anni, ogni artista veniva invitato a stare in residenza a Napoli per circa un mese, un mese e mezzo, e a scattare delle fotografie di Napoli. L’impronta che ho voluto dare alla mostra e a tutto il lavoro quella di una visione di Napoli esterna, nel senso di una visione di artisti che non erano coinvolti da situazioni di vita, di conoscenza, di rapporto con la citt, proprio per avere un’immagine un po’ vergine dell’emozione che si prova a venire in questa citt e soprattutto una fotografia di Napoli che fosse al di fuori degli stereotipi. Perch veramente Napoli una citt che stata ingabbiata per tantissimi anni da stereotipi molto precisi, che la dividevano tra il senso di una citt bellissima, molto bella, particolarmente bella da un punto di vista naturale e, dall’altro lato, una citt molto pericolosa, molto violenta. I napoletani in questo momento storico sono abbastanza stanchi di essere relegati in questo tipo di gabbia.

“Siccome Napoli una citt sempre aperta alle innovazioni, molto aperta all’inclusione e molto aperta alla novit, che la visione del mondo comporta, abbiamo voluto proprio fuoriuscire dagli stereotipi e rendere l’idea di una citt altamente culturale, stratificata da un punto di vista storico, archeologico e artistico, e soprattutto proiettata verso il futuro a livello di accettazione degli altri, inclusione e soprattutto anche di accettazione delle novit che il mondo ci vuole offrire e che ci offre”.

Gli artisti sono Yuri Boyko, Lawrence Fodor, Robert Herman, Linda Kunik, Luigia Martelloni, Hertha Miessner, Viviana Rasulo, Osceola Refetoff, Claudio Santini, Pilar Sobern Garcia, Jane Szabo.

La mostra rester aperta al Museo della Moda di Napoli – Fondazione Mondragone, in Piazzetta Mondragone fino al 31 dicembre 2025. Patrocinio dell’Istituto Culturale Basco.

Separazione carriere, Meloni: non vi fate fregare, governo dura

Padova, 18 nov. (askanews) – “Non vi fate fregare, andate a votare guardando il contenuto della riforma. Vi diranno che se vince il no ci saranno conseguenze sul governo. Il governo rimane in carica fino alla fine della legislatura”. Lo ha detto la premier, Giorgia Meloni, durante il comizio di chiusura a sostegno del candidato del centrodestra in Veneto, Alberto Stefani.

“La domanda che dovete farvi oggi è: la giustizia funziona? Se ritenete che funzioni votate no, ma se pensate che possa migliorare dovete andare a votare per la giustizia, per voi stessi”, ha aggiunto.

Premierato, Meloni: con riforma potere a cittadini per Paese moderno

Padova, 18 nov. (askanews) – Il premierato è “una riforma con la quale vogliamo dire basta agli inciuci, ai giochi di palazzo, ai governi che passano sopra la testa dei cittadini, per rimettere il potere in mano agli italiani e avere stabilità”. Lo ha detto la premier, Giorgia Meloni, durante il comizio di chiusura a sostegno del candidato del centrodestra in Veneto, Alberto Stefani.

“Quello che noi vogliamo fare – ha aggiunto – è trasferire quello che accade nelle regioni a livello nazionale, quando avremo anche questa riforma questa sarà una nazione molto più moderna di quella che abbiamo”.

Guido Barilla: in Usa sta andando bene, vantaggio competitivo esser l

Parma, 18 nov. (askanews) – Negli Usa “stiamo andando molto bene: abbiamo prodotti molto solidi, marchi riconosciuti e forti attivit produttive nei Paesi dove operiamo anche nel continente Americano. Proseguiamo il nostro percorso in modo molto positivo”. A parlare Guido Barilla presidente del gruppo alimentare di Parma che, in occasione dell’inaugurazione del nuovo centro di ricerca e sviluppo a Parma, ha risposto alle domande di alcuni giornalisti che gli chiedevano di un eventuale impatto dei dazi americani sulla pasta per l’azienda. Barilla produce pasta negli Stati Uniti dal 1999 quando stato inaugurato il primo stabilimento in Iowa.

“Produrre alimenti nei Paesi dove i consumatori e le persone accolgono i prodotti sempre un vantaggio competitivo – ha aggiunto il presidente Barilla – La nostra politica industriale quella di stare vicino ai mercati e di essere pronti con materie prime e qualit di prodotto, con le nostre tecnologie per rispondere alle esigenze dei mercati locali. una storia lunga quella di Barilla che ha ormai decenni di lavoro alle spalle e noi continueremo in questo percorso”.

Salvini: Cgil primo ostacolo a sviluppo e crescita lavoro in Italia

Roma, 18 nov. (askanews) – “La Cgil è il primo ostacolo allo sviluppo e alla crescita del lavoro in Italia”. Lo ha detto il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini, intervenendo a Padova al comizio per Alberto Stefani, candidato del centrodestra alle elezioni regionali in Veneto.

“Landini – ha proseguito – organizza scioperi per professione, o il venerdì o il lunedì, fra martedì e giovedì non li fa comunque”. Salvini ha citato il rinnovo del contratto dei ferrovieri siglato oggi: “Indovina indovinella quale è l’unico sindacato che non ha firmato? La Cgil. Un sindacato che dice no ai rinnovi di 500 euro e arretrati di 6500 euro in busta paga non è per i lavoratori ma contro i lavoratori e le aziende venete e italiane”.

Ex Ilva, rottura del negoziato e i sindacati proclamano lo sciopero

Roma, 18 nov. (askanews) – E’ rottura del tavolo negoziale a Palazzo Chigi sull’ex Ilva. Dopo la sospensione il confronto è ripreso per pochi minuti. Il Governo non ha accolto le richieste di Fim, Fiom e Uilm che da domani proclamano lo sciopero di 24 ore in tutti gli stabilimenti dell’industria siderurgica, che sarà poi articolato a livello territoriale. Il piano prevede 6mila lavoratori in cassa integrazione entro gennaio. In più, riferiscono i sindacati, è stata annunciata la chiusura dei siti di Novi Ligure e Genova.

IA, Google lancia Gemini 3 e rilancia la sfida con OpenAI

New York, 18 nov. (askanews) – Il gigante della ricerca online Google ha annunciato il debutto di Gemini 3, nuova versione del suo modello di intelligenza artificiale, a otto mesi dal lancio di Gemini 2.5. Il gruppo guidato da Sundar Pichai ha spiegato che la suite aggiornata consentirà agli utenti di ottenere risposte più complesse con “meno prompting”, migliorando la comprensione del contesto e dell’intento delle richieste.

Il nuovo modello sarà integrato nell’app Gemini, nei prodotti di ricerca AI Mode e AI Overviews, oltre che nelle soluzioni enterprise, con rollout iniziale per abbonati selezionati. Parallelamente, Google ha presentato la piattaforma Google Antigravity, che permette agli sviluppatori di programmare a un livello più orientato ai compiti.

Il lancio arriva mentre la competizione con OpenAI si intensifica: la rivale ha introdotto GPT-5 ad agosto e aggiornato il modello la scorsa settimana. Con oltre 650 milioni di utenti mensili per l’app Gemini e 2 miliardi per AI Overviews, Google punta a consolidare la propria posizione nel mercato dell’IA.

Fazzolari: da Fdi e Chigi mai dubbi sulla lealtà di Mattarella

Roma, 18 nov. (askanews) – Nessun dubbio di Fdi nè tanto meno di Palazzo Chigi sulla lealtà istituzionale del presidente Mattarella “con il quale il governo ha sempre interloquito con totale spirito di collaborazione, non da ultimo sugli importanti dossier internazionali, dall’Ucraina al Medio Oriente”. E’ quanto spiega il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giovanbattista Fazzolari secondo cui il capogruppo Galeazzo Bignami, con le sue dichiarazioni, non ha mai inteso riferirsi al Quirinale o rivolgersi in modo irrispettoso al presidente della Repubblica. Secondo Fazzolari, obiettivo di Bignami era solo far notare che sarebbe stata opportuna una smentita del consigliere Garofani per le affermazioni a lui attribuite dal quotidiano La Verità, cosa che avrebbe “risolto sul nascere ogni tipo di polemica”.

Inoltre, a suo giudizio, è “grave l’attacco scomposto del Partito democratico al direttore Belpietro” perché non si può “pretendere di silenziare i giornalisti non graditi”.

Governo, Belpietro: istituzionalmente scorretta la replica del Quirinale

Roma, 18 nov. (askanews) – “Penso che sia ridicolo il tentativo di mettere a tacere una vicenda che è abbastanza inquietante. Certo, non può esserci al Quirinale qualcuno che lavora per fare in modo che una parte vinca sull’altra. Il Quirinale è super partes. Trovo istituzionalmente scorretto che il Quirinale abbia voluto replicare direttamente. Qui si fa il nome di un consigliere, semmai avrebbe dovuto replicare lui. Perché si cerca di impedire di chiarire una vicenda che, dal mio punto di vista, è assai inquietante?”. E’ quanto afferma Maurizio Belpietro, direttore de La Verità, su RTL 102.5.

“Abbiamo raccontato di un consigliere del Presidente della Repubblica che auspicava uno scossone, anzi un provvidenziale scossone, dicendo ‘Spero nella provvidenza’, sostanzialmente per fare in modo che Giorgia Meloni non vinca le prossime elezioni. Una persona che sta sul Colle e che, a quanto pare, auspica delle alleanze politiche e la costituzione di una sorta di unità nazionale di centro-sinistra per fermare un Presidente del Consiglio mi sembra una faccenda degna di nota. Abbiamo fatto anche nome e cognome del consigliere del Presidente e quindi ci aspettavamo che rispondesse il consigliere stesso. Invece noto che risponde il Quirinale, e dal mio punto di vista è abbastanza singolare mettere in mezzo le istituzioni anziché una singola persona”, dichiara Belpietro.

“Lo scenario è semplice, stavamo raccontando alcune osservazioni fatte sulle prossime scadenze politiche. Come tutti sappiamo, avvicinandoci alla fine della legislatura, si parla molto di cosa accadrà quando si andrà alle elezioni. Una delle cose che si sente spesso dire è: ‘Se la sinistra e il centrosinistra non si riorganizzano e non trovano un’alleanza, non riusciranno a sconfiggere Giorgia Meloni’. È legittimo che queste domande se le pongano coloro che fanno parte del centrosinistra; è un po’ meno legittimo che ci sia qualcuno al Quirinale che lavori per trovare un’alleanza che sconfigga Giorgia Meloni, perché, lo ribadisco, la Presidenza della Repubblica, la nostra istituzione più alta, è garante dell’imparzialità. Ci si aspetterebbe quindi che funzionari, dirigenti e consiglieri rispettassero questo principio fondamentale, cioè che a decidere da chi farsi governare sia il popolo italiano e non qualcun altro nelle segrete stanze. Dal mio punto di vista, quando c’è un consigliere che auspica un provvidenziale scossone per impedire a un Presidente del Consiglio regolarmente eletto di potersi ripresentare e magari vincere le elezioni, mi faccio delle domande sul tipo di democrazia in cui viviamo. Mi aspetto quantomeno un chiarimento; al momento non mi sembra sia stato chiarito nulla. C’è un tentativo di mettere un silenziatore e di gestire la situazione. Parliamo tanto di libera stampa, ma in questo momento una stampa libera racconta un episodio circostanziato, e non mi pare ci sia una reazione composta”, conclude.

Guerra ibrida, Crosetto: servono 5.000 cyber-soldati per una svolta proattiva

Roma, 18 nov. (askanews) – Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha lanciato un allarme chiaro – e documentato – in un lungo “non paper”: sull’Italia, come su tutto l’Occidente, grava una minaccia ibrida continua, una guerra insidiosa combattuta nel cyberspazio, con la disinformazione e la guerra cognitiva. L’obiettivo degli avversari – principalmente Russia, Cina, Iran e Corea del Nord – è erodere la resilienza democratica, destabilizzare le società e colpire infrastrutture critiche senza mai dichiarare un conflitto aperto. Per contrastare questa minaccia, propone il rapporto, bisogna creare un’Arma Cyber civile-militare con una forza iniziale di 1.200-1.500 unità da portare poi a 5.000.

Si tratta di sfide sistemiche e quotidiane, spiega il ‘non paper’ pubblicato dal ministero, che evidenzia una crescente vulnerabilità in settori vitali come energia, trasporti, sanità e finanza. Gli attacchi cyber sono aumentai del 53% nel primo semestre del 2025.

Questa guerra ibrida sfrutta le debolezze delle democrazie: lentezza decisionale, difficoltà di attribuzione e una cultura strategica troppo spesso reattiva. E una affievolita tendenza a reagire, in realtà: la guerra russo-ucraina dimostra come la “zona grigia” sia ormai la norma, con Mosca che agisce impunemente, consapevole che “l’Occidente spesso sceglie di non reagire”.

“Quanto emerge è una attività malevola sotto soglia, in incessante mutamento, adattiva, multidominio e multidimensionale, volta a colpire in modo asimmetrico i centri di gravità dei nostri sistemi di governance”, osserva il ministro Crosetto, definendo il perimetro di questa sfida che l’Italia, e tutto l’Occidente, deve saper affrontare attivamente poiché “contenere non basta”.

Delineando i confini di questa sfida ibrida, il non-paper del Ministero sottolinea come sia importante non tralasciare le attività che vengono svolte nel Sahel e nei Balcani dall’intelligence russe e cinesi. Questi territori, di prioritaria importanza per le proiezioni geopolitiche della Penisola, sono “attualmente in mano alla disinformazione russa e alla penetrazione culturale cinese”. Pertanto, secondo quanto riporta il non-paper, diventa “fondamentale promuovere meccanismi graduali e inclusivi di integrazione, capaci di attrarre quei Paesi che aspirano a entrare nella nostra sfera di influenza, mostrando così una maggiore efficacia nel contrastare le narrazioni di disinformazione basate sul nostro passato coloniale occidentale”.

Quindi serve una svolta proattiva. Il ministro Crosetto sostiene che un approccio meramente contenitivo non è più sufficiente, bisogna piuttosto passare a una postura difensiva che, nel dominio ibrido, significa essere proattivi. Di qui, una serie di priorità indicate.

Creare un’Arma Cyber civile-militare con una forza iniziale di 1.200-1.500 unità (75% operative) che deve arrivare a 5.000 unità per garantire una difesa h24.Definire uno “Spazio cyber di interesse nazionale” in cui il Ministero della Difesa possa operare in continuità.

Istituire un Centro per il Contrasto alla Guerra Ibrida per il comando, controllo e condivisione di best practice.

Promuovere un Centro Europeo dedicato per una strategia unitaria e un meccanismo permanente di monitoraggio e risposta.

Il Ministro invoca un’azione immediata: come non si lascerebbero cieli e confini indifesi, non si può più restare inermi di fronte alle “bombe ibride” che vengono lanciate. Servono norme e strutture operative, aggiornare il quadro giuridico e investire in capacità di prevenzione e dissuasione, a livello nazionale e in stretta cooperazione con NATO e UE. “Il momento per farlo è ora”, avverte Crosetto.

"Allenati alla felicità", il libro della pioniera del fitness in Italia

Roma, 18 nov. (askanews) – “Ho sentito forte la spinta a raccontare la mia storia non tanto come autobiografia, quanto come testimonianza. Un viaggio fatto di allenamenti, sogni, ostacoli e conquiste, che attraversa la storia recente dell’Italia: dalla rivoluzione culturale degli anni ’70 fino alla contemporaneità, passando per la liberalizzazione femminile e l’evoluzione del concetto di benessere. È la storia di una bambina che giocava con i cugini e amava correre, arrampicarsi, che ha indossato la sua prima tuta da ginnastica in un paesino come Marzocca, attirando sguardi curiosi, e che ha trasformato una passione in una professione, aprendo la strada – anche per altre – nel mondo del fitness quando ancora era solo un’idea, forse neppure”.

È con queste parole, tratte dalla sua premessa, che Loredana Paparelli introduce “Allenati alla felicità – Imprenditoria femminile e fitness” (una case history lunga quasi 50 anni): edito da Intrecci Editore (177pp – €18) è il primo libro dell’imprenditrice, educatrice e pioniera del fitness in Italia. Non una semplice biografia ma una testimonianza del suo percorso come donna, sportiva e, appunto, imprenditrice; un testo in cui le vicende personali dell’autrice si intrecciano alla storia recente italiana diviso in 5 capitoli – ciascuno riassumibile con il titolo della canzone di cui porta il nome – che vanno dagli inizi e lo sviluppo del proprio percorso personale di “Non sarà un’avventura” e “Le Ragazze fanno grandi sogni”; la crescita, l’evoluzione, l’innovazione e la formazione continua di “The never ending story” e “Strada facendo” e le visioni per il futuro di “Penso positivo”.

Iniziando con la volontà, espressa fin da bambina, di diventare insegnante di ginnastica, lo scontro con la mentalità maschilista dei primi anni ’70, in particolare con quella del padre, che non vedeva l’attività fisica come una prospettiva lavorativa dignitosa per una donna e la possibilità di iscriversi all’Isef di Urbino (dove ha portato una tesi sull’importanza della ginnastica per le donne in gravidanza, sottolineando il binomio sport e salute) grazie al sostegno della madre e della zia; l’inizio come insegnante di ginnastica in una Marzocca, frazione di Senigallia, nelle Marche, senza palestre in cui insegnava ginnastica a 130 ragazze in un corridoio scolastico e, nel 1977, la nascita di Lady’s Club, la sua prima palestra riservata esclusivamente alle donne; l’apertura del Nirvana, il suo secondo centro, questa volta aperto anche agli uomini, nel 1981, grazie a cui porta l’aerobica a Senigallia dopo averla appresa a Milano direttamente da Lara Saint Paul.

“Sono gli anni in cui l’aerobica è al suo picco massimo – commenta Loredana Paparelli – Non si tratta più solo di un’attività sportiva, ma di un vero e proprio movimento sociale che contribuisce all’autostima al femminile, promuovendo il divertimento e uno stile di vita sano”.

Periodo a cui seguono anni di costante formazione manageriale (SDA Bocconi e FIF – Federazione Italiana Fitness) e sviluppo di un vero e proprio vademecum per l’impresa, in cui formazione, voglia di sperimentare e innovazione costante sono punti focali: “anni in cui, come imprenditori del settore, era fondamentale cominciare a sviluppare una visione strategica, allontanandosi dalla mentalità del semplice istruttore, per evitare un possibile fallimento della propria struttura”.

E di evoluzione e cambiamento, che portano il Nirvana a due trasferimenti per poter ingrandire il suo spazio a disposizione, rendendolo punto di riferimento per il fitness nelle Marche e non solo, anche grazie ai corsi di diversi stili di danza e gli stage tenuti dai migliori coreografi del momento, frequentati da allieve e allievi provenienti da tutta Italia: “anni di fermento, in cui incominciava a svilupparsi in modo strutturato il concetto di salute e prevenzione attraverso il movimento”.

Per il futuro, invece, “sarà fondamentale che l’intero settore del fitness si orienti verso prevenzione e salute, stringendo collaborazioni anche con scuole, sanità e aziende. Il messaggio fondamentale continua a essere che il movimento aiuta a essere più felici e a stare meglio, l’esercizio fisico si conferma un “farmaco naturale e portentoso” contro la sedentarietà, killer letale che accorcia i nostri anni in salute”.

Loredana Paparelli presenta il libro dal vivo sabato 29 novembre presso il centro Nirvana (Via Nicola Abbagnano, 13 – ore 16.30); insieme a lei, a moderare l’incontro, l’editor e writer coach Alessandra Perotti, che ha supportato Loredana Paparelli nella stesura del libro.

“Racconto tutto questo non per guardarmi indietro, ma per prendere la rincorsa. Perché, come nello sport, ogni traguardo raggiunto non è un punto d’arrivo, ma una nuova partenza. Vinta una gara, si ricomincia ad allenarsi. E se lo sport mi ha insegnato qualcosa, è proprio questo: che la strada continua sempre. C’è sempre un nuovo passo da compiere, un nuovo orizzonte da esplorare, un nuovo equilibrio da cercare. E oggi, più che mai, credo che l’allenamento più importante sia proprio quello alla felicità. Perché la felicità va coltivata. Va cercata nelle cose piccole e in quelle grandi, nei movimenti che ci fanno bene, nelle scelte che ci rappresentano. Questo libro è il mio invito ad allenarvi con me. Allenatevi, quindi, alla felicità”, conclude Loredana Paparelli.

Ottavia Piccolo porta a Roma "Matteotti – Anatomia di un fascismo"

Roma, 18 nov. (askanews) – La voce e l’intensa interpretazione di Ottavia Piccolo a ripercorrere la vicenda esistenziale e politica di Giacomo Matteotti e con lei l’ascesa di un fenomeno che non smette di essere attuale. Scritto da Stefano Massini, “Matteotti – Anatomia di un fascismo” è uno spettacolo – che debutta per la prima volta a Roma al Teatro Vittoria da martedì 25 a domenica 30 novembre – che guarda al passato per meglio comprendere il presente, non solo attraverso le lenti della storia, ma con un appassionato ritratto di un uomo dal sangue caldo che qualcuno aveva soprannominato Tempesta.

La tappa romana fa parte di un lungo tour che attraversa le principali città italiane tra cui Parma, Ivrea, Udine, Firenze e prosegue fino ad aprile.

Quello di Ottavia Piccolo non è un monologo, ma un dialogo costante con I Solisti dell’Orchestra Multietnica di Arezzo, che intorno all’attrice si muovono, l’accompagnano, l’abbracciano. E ancora i video realizzati da Raffaella Rivi, che danno luce e consistenza alle frasi più significative. Un abile intreccio di musica (firmata da Enrico Fink) e parole, costruito e guidato dalla regia di Sandra Mangini.

Ripercorre l’ascesa e l’affermazione di quel fenomeno eversivo che Matteotti seppe comprendere, fin dall’inizio, in tutta la sua estrema gravità, a differenza di molti che non videro o non vollero vedere. Il pericolo più grande, la malattia che fa morire un uomo è quella che non senti crescere.

Matteotti li riconobbe: quelli che al caffè dietro il Duomo, a Ferrara, ordinavano il “celibano” perché non lo sapevano che “cherry-brandy” è inglese; quelli che dicevano di riportare ordine nel disordine, perché il fascismo ha assoluto bisogno di sentirsi in pericolo, di attaccare per non essere attaccato; quelli che, d’un tratto, sfilarono in migliaia dietro al Contessino Italo Balbo e si presero l’Italia intera.

Giacomo Matteotti – l’oppositore, il pacifista, lo studioso, l’amministratore, il riformista, il visionario – prese la parola, pubblicamente e instancabilmente, nei suoi molti scritti e nei suoi moltissimi discorsi: una parola chiara, veritiera, fondata sui fatti, indiscutibile. Una parola che smaschera. Per questo fu ucciso all’età di 39 anni.

Per la regista Sandra Mangini “la persistenza di questo stesso fenomeno, nel tempo e nello spazio, in forme vecchie e nuove, ci porta a considerare quanto sia indispensabile, oggi più che mai, occuparsi della cosa pubblica, del bene pubblico, guidati da un pensiero costruttivo, legalitario, partecipativo, paritario, realistico, competente, attraverso atti e parole chiare, come quelle di Giacomo Matteotti e di sua moglie Velia”.

Lo spettacolo è prodotto da Argot Produzioni e Officine della Cultura in coproduzione con Fondazione Sipario Toscana Onlus – La città del Teatro, Teatro delle Briciole – Solares Fondazione delle Arti e Teatro Stabile dell’Umbria con il contributo del Ministero della Cultura e della Regione Toscana.

Nasce da un testo di Stefano Massini, per la regia di Sandra Mangini, con i video di Raffaella Rivi e le musiche di Enrico Fink. I Solisti dell’Orchestra Multietnica di Arezzo sul palco sono: Massimiliano Dragoni (hammer dulcimer, percussioni), Luca Roccia Baldini (basso), Massimo Ferri (chitarra), Gianni Micheli (clarinetto e basso), Mariel Tahiraj (violino), Enrico Fink flauto (ewi). La scena è di Federico Pian, le luci di Paolo Pollo Rodighiero, i costumi sono a cura di Lauretta Salvagnin. Il vestito di Ottavia Piccolo è realizzato da La sartoria – Castelmonte onlus, il tecnico delle luci è Emilio Bucci. Il coordinamento tecnico è di Paolo Bracciali, l’organizzazione di Stefania Sandroni e in amministrazione c’è Rossana Zurli. Il fonico è Vanni Bartolini e il macchinista Lucia Baricci.

Lo spettacolo sarà poi il 3 dicembre a Gallarate (Centro Culturale del Teatro delle Arti), il 4 dicembre a Varzo (Teatro Alveare), il 5 dicembre a Concordia (Teatro del Popolo), il 6 dicembre Modigliana (Teatro dei Sozofili), l’8 dicembre a Parma (Teatro del Cerchio), il 9 dicembre a Mondovì (Teatro Baretti), il 10 dicembre a Ciriè (Teatro Magnetti), il 13 gennaio a Tortona (Teatro Civico), il 14 gennaio a Omegna (Teatro Sociale), il 15 gennaio a Ivrea (Teatro G. Giacosa), il 16 gennaio a Savigliano (Teatro Milanollo), il 27 gennaio a Ferrara (Teatro Comunale), il 28 gennaio a Stradella (Teatro Sociale), il 29 gennaio a Pinerolo (Teatro Sociale), il 4 febbraio ad Alghero (Teatro Civico), il 5 febbraio a Tempio Pausania (Teatro del Carmine), il 4 marzo a Udine (Teatro Nuovo Giovanni da Udine), il 5 marzo a Camponogara (Venezia) al Teatro Comunale Dario Fo, il 6 marzo a Mercato Saraceno (Teatro Dolcini), il 21 marzo a Polistena (Auditorium Comunale), il 22 marzo a Filadelfia (Auditorium Comunale Filadelfia), il 25 marzo a Livorno (Teatro Goldoni).

Dal 26 al 29 marzo sarà poi a Ravenna (Teatro di Tradizione Dante Alighieri), il 15 aprile a Rosignano (Teatro Solvay). Dal 16 al 18 aprile a Firenze (Teatro della Pergola), il 19 aprile a Narni (Teatro Comunale Giuseppe Manini) e il 23 aprile a San Stino di Livenza (Teatro R. Pascutto).

Bignami all’attacco del Quirinale che esprime "stupore", poi Fdi precisa: ‘E’ super partes’

Roma, 18 nov. (askanews) – Un “complotto” del Quirinale per fermare Giorgia Meloni. E’ la tesi sostenuta da un lungo articolo in prima pagina su ‘La Verità’ di Maurizio Belpietro che chiama in causa uno dei consiglieri del Colle, Francesco Garofani, ex deputato del Pd. La tesi sembra essere avvalorata dal partito della premier visto che il capogruppo Galeazzo Bignami ne chiede subito la smentita. Ne scoppia un “caso” su cui una nota dell’ufficio stampa del Quirinale esprime “stupore”.

Il tutto avviene in poche ore questa mattina: mentre Sergio Mattarella è a Lucca per la cerimonia per l’inaugurazione dell’Anno Accademico della Scuola IMT Alti Studi arriva la nota di Bignami: “Apprendiamo oggi dalla stampa che persone che ricoprono il ruolo di consiglieri del Quirinale auspicherebbero iniziative contro il Presidente Giorgia Meloni e il centrodestra, esprimendo altresì giudizi di inadeguatezza nei confronti dell’attuale maggioranza di Governo. In particolare, il quotidiano La Verità riferisce in maniera circostanziata di conversazioni in cui questa persona auspicherebbe la formazione di coalizioni alternative come ‘una grande lista civica nazionale’, con il dichiarato intento di impedire una vittoria del centrodestra e di Giorgia Meloni alle prossime elezioni politiche. Progetti che si spingerebbero addirittura ad auspicare un ‘provvidenziale scossone’ contro l’attuale Governo. Confidiamo che queste ricostruzioni siano smentite senza indugio in ossequio al rispetto che si deve per l’importante ruolo ricoperto dovendone diversamente dedurne la fondatezza”.

Una presa di posizione da parte del capogruppo del partito della premier che non resta inosservata e infatti prima ancora che la cerimonia in Toscana si sia conclusa il Quirinale elabora la sua reazione: “Al Quirinale si registra stupore per la dichiarazione del capogruppo alla Camera del partito di maggioranza relativa che sembra dar credito a un ennesimo attacco alla Presidenza della Repubblica costruito sconfinando nel ridicolo”.

E mentre il direttore Maurizio Belpietro in una nota confermo “parola per parola quanto pubblicato oggi”, il caso viene portato anche in Aula alla Camera dove le opposizioni chiedono un chiarimento alla presidente del consiglio e stigmatizzano il comportamento di Fdi: “Inaccettabili le parole del capogruppo Bignami e intollerabile la replica al Quirinale di Belpietro: una bufala ripetuta più volte non diventa una notizia e nascondersi dietro la libertà di stampa è uno stratagemma che non salva il direttore dall’aver inventato una ricostruzione ridicola e fantasiosa. Chiediamo alla Premier Meloni, visto che è direttamente coinvolta e visto che viene attaccata la più alta e più cara istituzione del paese, di prendere le distanze da affermazioni false che rischiano un conflitto senza precedenti tra vertici dello Stato”.

L’obiettivo però – assicura la maggioranza – non è lo scontro istituzionale e Bignami torna dai giornalisti a Montecitorio e precisa: “Nessuna richiesta al Colle, che rispettiamo e non commentiamo mai, la smentita è stata chiesta a Francesco Garofani, consigliere del Quirinale”. L’accusa viene quindi rivolta alle “sinistre” che prendono di mira la libera stampa, che “vorrebbe mettere il bavaglio” a chi non compiace il loro orientamento. “Noi non ci permettiamo di schermarci, come qualcun altro ha fatto, dietro al Quirinale che rappresenta tutti, non solo una parte e per fortuna il Quirinale ce lo ricorda quotidianamente”, conclude Bignami che insiste: “continuiamo ad aspettare la smentita”.

Bignami all’attacco del Quirinale che esprime "stupore", poi Fdi precisa: ‘E’ super partes’

Roma, 18 nov. (askanews) – Un “complotto” del Quirinale per fermare Giorgia Meloni. E’ la tesi sostenuta da un lungo articolo in prima pagina su ‘La Verità’ di Maurizio Belpietro che chiama in causa uno dei consiglieri del Colle, Francesco Garofani, ex deputato del Pd. La tesi sembra essere avvalorata dal partito della premier visto che il capogruppo Galeazzo Bignami ne chiede subito la smentita. Ne scoppia un “caso” su cui una nota dell’ufficio stampa del Quirinale esprime “stupore”.

Il tutto avviene in poche ore questa mattina: mentre Sergio Mattarella è a Lucca per la cerimonia per l’inaugurazione dell’Anno Accademico della Scuola IMT Alti Studi arriva la nota di Bignami: “Apprendiamo oggi dalla stampa che persone che ricoprono il ruolo di consiglieri del Quirinale auspicherebbero iniziative contro il Presidente Giorgia Meloni e il centrodestra, esprimendo altresì giudizi di inadeguatezza nei confronti dell’attuale maggioranza di Governo. In particolare, il quotidiano La Verità riferisce in maniera circostanziata di conversazioni in cui questa persona auspicherebbe la formazione di coalizioni alternative come ‘una grande lista civica nazionale’, con il dichiarato intento di impedire una vittoria del centrodestra e di Giorgia Meloni alle prossime elezioni politiche. Progetti che si spingerebbero addirittura ad auspicare un ‘provvidenziale scossone’ contro l’attuale Governo. Confidiamo che queste ricostruzioni siano smentite senza indugio in ossequio al rispetto che si deve per l’importante ruolo ricoperto dovendone diversamente dedurne la fondatezza”.

Una presa di posizione da parte del capogruppo del partito della premier che non resta inosservata e infatti prima ancora che la cerimonia in Toscana si sia conclusa il Quirinale elabora la sua reazione: “Al Quirinale si registra stupore per la dichiarazione del capogruppo alla Camera del partito di maggioranza relativa che sembra dar credito a un ennesimo attacco alla Presidenza della Repubblica costruito sconfinando nel ridicolo”.

E mentre il direttore Maurizio Belpietro in una nota confermo “parola per parola quanto pubblicato oggi”, il caso viene portato anche in Aula alla Camera dove le opposizioni chiedono un chiarimento alla presidente del consiglio e stigmatizzano il comportamento di Fdi: “Inaccettabili le parole del capogruppo Bignami e intollerabile la replica al Quirinale di Belpietro: una bufala ripetuta più volte non diventa una notizia e nascondersi dietro la libertà di stampa è uno stratagemma che non salva il direttore dall’aver inventato una ricostruzione ridicola e fantasiosa. Chiediamo alla Premier Meloni, visto che è direttamente coinvolta e visto che viene attaccata la più alta e più cara istituzione del paese, di prendere le distanze da affermazioni false che rischiano un conflitto senza precedenti tra vertici dello Stato”.

L’obiettivo però – assicura la maggioranza – non è lo scontro istituzionale e Bignami torna dai giornalisti a Montecitorio e precisa: “Nessuna richiesta al Colle, che rispettiamo e non commentiamo mai, la smentita è stata chiesta a Francesco Garofani, consigliere del Quirinale”. L’accusa viene quindi rivolta alle “sinistre” che prendono di mira la libera stampa, che “vorrebbe mettere il bavaglio” a chi non compiace il loro orientamento. “Noi non ci permettiamo di schermarci, come qualcun altro ha fatto, dietro al Quirinale che rappresenta tutti, non solo una parte e per fortuna il Quirinale ce lo ricorda quotidianamente”, conclude Bignami che insiste: “continuiamo ad aspettare la smentita”.

Calcio, Abodi: "Norvegia più forte, noi impegno per i Mondiali"

Roma, 18 nov. (askanews) – Intervenendo alla trasmissione Un Giorno da Pecora, su Radiouno, il ministro per lo sport ed i giovani, Andrea Abodi ha anche parlato della pesante sconfitta della Nazionale di Gattuso. “La Norvegia è più forte, è una questione di metodo e modello, non solo di Dna. Sono più prestanti, più freschi mentalmente, saltano l’uomo e noi no. Ma a noi interessa solo che l’Italia vada ai mondiali, facciamo una tregua dalle critiche e aiutiamo i ragazzi”. Il ministro per lo sport e i giovani, Andrea Abodi, torna così a parlare della sconfitta dell’Italia contro la Norvegia. “Preoccupato? No perché possiamo farcela, dobbiamo tirar fuori quello che non abbiamo visto sempre”, conclude il ministro, intervenuto a “Un giorno da pecora” su Rai Radio 1.

Tennis, Abodi: "Sinner è un esempio per tutti"

Roma, 18 nov. (askanews) – “Sinner genera passione da solo, che vinca o che perda. Non è solo un soggetto da glorificare quando vince, ma è talmente un bravo ragazzo che credo possa essere un esempio per tutti”. Lo ha detto il ministro per lo sport e i giovani, Andrea Abodi, a “Un giorno da pecora” su Rai Radio 1. A chi chiede se è lo sportivo italiano più forte di sempre risponde che “ci sono altri grandissimi come Tomba, Pantani, Pellegrini e tanti altri. Ma la cosa entusiasmante è che crescono grandi atleti italiani che sono anche belle figure, che sanno rappresentare un’idea e rimarcare l’italianità. Dicono che è troppo poco italiano? Ma noi non ci godiamo mai niente”, prosegue. Mentre alla domanda su Sinner e Meloni, risponde con una battuta: “Sono due talenti, due persone di grande valore non solo nella dimensione primaria dove operano ma nella vita”. Poi un pensiero su un possibile quinto Slam a Roma: “Non è difficile, dipende dalle volontà, da come collaboriamo. Abbiamo in comune la voglia di migliorare e questo aiuta. Lavoriamo per tutti. Finals a Milano? Non è un tema, si sta bene a Torino”, conclude.

Daliveroo e Doordash partner Fifa per mondiali calcio maschile e femminile

Milano, 18 nov. (askanews) – La Fifa ha annunciato oggi che Deliveroo, oggi parte del gruppo DoorDash, e la capogruppo saranno partner Fifa sia per i mondiali di calcio 2026 che per la coppa del mondo femminile 2027. La partnership coinvolge l’Italia e altri otto Paesi: Regno Unito, Stati Uniti, Canada, Francia, Germania, Norvegia, Danimarca e Finlandia.

Come supporter dei servizi di ordinazione e delivery on-demand, insieme a DoorDash, Deliveroo organizzerà una serie di campagne localizzate, attivazioni digitali ed esperienze partecipative per celebrare lo spirito globale del calcio. Si inizia con la leggenda del calcio brasiliano Ronaldinho, che ripercorrerà la magia che lo ha reso un’icona globale attraverso una campagna digitale volta a stimolare una nuova generazione di appassionati di calcio ad entrare in contatto e festeggiare dentro e fuori dal campo.

“Siamo incredibilmente felici di dare il benvenuto a DoorDash nella famiglia dei partner dei tornei Fifa – ha dichiarato Romy Gai, chief business officer della Fifa – La Fifa World Cup e la Fifa Women’s World Cup uniscono miliardi di tifosi e attraverso questa collaborazione creeremo nuovi modi per loro per condividere il momento. La forza di DoorDash nei mercati locali e la sua attenzione alle relazioni lo rende perfetto per i nostri tornei di riferimento”.

“Il calcio non è solo uno sport, è la lingua globale che unisce quartieri di Paesi e continenti diversi – ha dichiarato Kofi Amoo-Gottfried, DoorDash chief marketing officer – La partnership con Fifa ci permette di celebrare insieme questo obiettivo condiviso, aiutando i tifosi a godersi ogni partita a modo loro”.”Siamo incredibilmente orgogliosi di essere partner della Fifa World Cup 2026 e della Fifa Women’s World Cup 2027 – ha aggiunto la vicepresidente del marketing di Deliveroo, Caroline Harris – Il calcio è più di uno sport, è una forza globale che unisce comunità, Paesi e continenti. Attraverso questa partnership Deliveroo metterà in contatto diretto i tifosi con l’energia e l’emozione dei tornei. Nel Regno Unito, in Francia e in Italia stiamo programmando una serie di campagne e attivazioni volte a celebrare lo spirito dello sport”.

La Fifa World Cup 2026 sarà ospitata per la prima volta in tre Paesi, Canada, Messico e Stati Uniti. Nel 2027 la Fifa Women’s World Cup, invece, porterà in Brasile per la prima volta la competizione.

Opposizioni all’attacco: Meloni in Aula dopo Bignami su Quirinale

Roma, 18 nov. (askanews) – Le opposizioni hanno chiesto, nell’aula della Camera, che la premier Giorgia Meloni venga subito in aula per dire “se condivide” le parole del capogruppo Fdi a Montecitorio Galeazzo Bignami che ha dato credito ad un articolo della ‘Verità’ dal titolo ‘Il piano del Quirinale per fermare la Meloni’.

La presidente dei deputati dem Chiara Braga è andata all’attacco di Bignami definendo le sue parole “inaccettabili nei confronti del presidente della Repubblica” e “tentativi di ridimensionare la gravità di quanto avvenuto sono inutili. Chiediamo che la premier Giorgia Meloni venga in aula per dire se condivide quelle dichiarazioni e se è a conoscenza di circostanze che possano confermarle, visto che ne è direttamente coinvolta. Prenda le distanze da quelle affermazioni che rischiano di creare un conflitto senza precedenti tra organi dello Stato. Che queste dichiarazioni vengano rilanciate è grave ma che vengano riprese dal principale partito di governo è incredibile”.

Internet, shutdown Cloudflare colpisce siti nel mondo, tra cui X

New York, 18 nov. (askanews) – Un problema tecnico di Cloudflare, società statunitense che fornisce infrastrutture digitali ha causato il blackout di decine di siti internet nel mondo.

Gli utenti di piattaforme come X (ex Twitter) e del sito di recensioni cinematografiche Letterboxd hanno visualizzato messaggi di errore che segnalavano un “errore interno del server sulla rete di Cloudflare”. Anche il portale di monitoraggio Down Detector è stato interessato, registrando un picco di segnalazioni.

Secondo l’azienda, il disservizio è iniziato intorno alle 6.30 del mattino, ora locale di New York, ed è legato a un “picco di traffico insolito” su uno dei servizi. “Stiamo assistendo al ripristino dei servizi, ma i clienti potrebbero continuare a riscontrare tassi di errore superiori al normale”, ha dichiarato Cloudflare in un aggiornamento.

Il blackout ha evidenziato la dipendenza globale da pochi grandi fornitori di infrastrutture digitali, meno di un mese dopo un’interruzione simile che aveva coinvolto Amazon Web Services. Sul premercato la società sta perdendo oltre il 5%.

La voce del cuore inCanto: evento tra cinema, arte e musica

Roma, 18 nov. (askanews) – Il settore culturale italiano attraversa una fase di rallentamento preoccupante. Nonostante una crescita dell’1,8% registrata nel 2025 rispetto al 2022, questo incremento risulta significativamente inferiore alla crescita totale delle erogazioni, che ha raggiunto il 9%. A fine dicembre 2024, l’Istituto italiano per l’Industria Culturale ha censito appena 3.014 festival culturali distribuiti su tutto il territorio nazionale, un numero che evidenzia la frammentazione e le difficolt del comparto.

In questo contesto di incertezza, emergono iniziative innovative che puntano sulla multidisciplinariet per attrarre nuovo pubblico. Si tenuto a Roma La voce del cuore inCanto (Spazio arte e salotto culturale -Galleria Apollina di Pietro Jovane, via Bertoloni 45 con gallerista Francesco Maria Toro), un evento che ha unito cinema, arte e musica in un format originale: “Stiamo vivendo un momento particolare per la cultura italiana, dove i progetti tradizionali faticano a trovare spazio”, spiega Fabio Polsinelli, organizzatore dell’evento. “La mia intenzione unire tante arti diverse: cinema, letteratura, canzoni, musica e arte visiva”.

L’evento ha rappresentato un esempio concreto di come il settore stia cercando nuove strade per superare le difficolt attuali. Al centro della serata, la presentazione di un film documentario diretto da Thomas Torelli, che ha come protagonista Alfredo Rapetti Mogol, figura di spicco della musica italiana: ” un atto di gratitudine, un omaggio ad Alfredo Rapetti per far conoscere quella sua passione meno nota”, dichiara Polsinelli. “Lui nelle canzoni usa lo pseudonimo Cheope, ma conosciuto ufficialmente come Alfredo Rapetti Mogol”. La formula multidisciplinare dell’evento ha rispecchiato una tendenza emergente nel panorama culturale italiano. Secondo i dati del 2025, la distribuzione delle risorse per le attivit culturali vede il 21,39% destinato alle attivit teatrali, il 19,23% a quelle musicali, mentre solo il 5,33% va a progetti multidisciplinari e speciali. Questa sproporzione evidenzia come il settore sia ancora ancorato a formule tradizionali, mentre iniziative innovative come quella di Polsinelli rappresentano una minoranza.

L’evento ha visto anche la partecipazione del professor Francesco Gallo Mazzeo, critico d’arte che stato protagonista sia della mostra che del documentario: “Il professore ha parlato sia alla mostra come critico d’arte, sia nel film dove ha invece commentato le canzoni e la musica”, sottolinea Polsinelli. “Stiamo cavalcando l’onda di qualcosa di particolare: a ottobre uscita una canzone di Fiorella Mannoia per la pubblicit Enel, scritta proprio da Alfredo Rapetti Mogol”.

L’iniziativa nasce da un libro di Polsinelli che si trasformato in un progetto cinematografico pi ampio: “Per me un sogno che si concretizzato e che sta diventando realt”, confessa l’organizzatore. “Sto facendo tutto questo proprio perch un progetto che mira al film”. Questa evoluzione da prodotto editoriale a opera cinematografica rappresenta un modello interessante per il settore, che cerca nuove forme di valorizzazione dei contenuti culturali.

La location dell’evento ospita una mostra d’arte dedicata alle opere di Alfredo Rapetti Mogol, dimostrando come l’integrazione tra diverse forme artistiche possa creare valore aggiunto. Il format prevede la registrazione di interviste che entreranno a far parte del documentario, creando un circolo virtuoso tra evento dal vivo e produzione cinematografica. Queste iniziative multidisciplinari potrebbero rappresentare una risposta concreta alle difficolt del settore culturale italiano.

Funivia delle mele, Meloni: uomo e natura non nemici come qualcuno vuol far credere

Roma, 18 nov. (askanews) – “Queste due opere, cioè le celle ipogee e la funivia delle mele, costituiscono un modello produttivo e organizzativo assolutamente all’avanguardia, che dimostra una cosa che per noi è molto importante e per la quale ci battiamo da qualche anno e cioè che non è vero che non si può coniugare l’attività economica e produttiva con la difesa dell’ambiente. È vero esattamente il contrario”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, partecipando Predaia (Trento), Meloni a inaugurazione Funivia delle mele “Quello che noi vediamo realizzato qui oggi, in questa valle meravigliosa che io ho avuto il privilegio di guardare dalla funivia, è la dimostrazione concreta che l’uomo e l’ambiente non sono nemici come qualcuno vorrebbe raccontarci, sono invece amici e sono anzi alleati e gli agricoltori e i produttori sono i primi custodi della natura e non è possibile difendere la natura se non grazie all’opera responsabile dell’uomo che è esattamente quello che noi vediamo qui oggi”, ha aggiunto.

Governo, Bignami: non chiediamo smentita a Quirinale ma a Garofani

Roma, 18 nov. (askanews) – “Il Quirinale non c’entra nulla, il Quirinale non si commenta: si recepisce e se ne fa tesoro. sono regole di base della grammatica istituzionale: il Quirinale è al di sopra di qualsiasi polemica, attendiamo però una risposta dal consigliere e se non arriva… non è che facciamo l’Aventino”. Così Galeazzo Bignami capogruppo Fdi alla Camera chiarisce la richiesta fatta questa mattina sul caso dell’articolo de La Verità che cita frasi del consigliere del Quirinale Francesco Garofani.

“Non ci permettiamo di chiedere smentite al Quirinale però rimane la domanda al cosigliere”, insiste Bignami a cui iu giornalisti in Transatlantico chiedono di specificare quale frase attribuita al consigliere sia da censurare: “Il piccolo sta nel grande, quindi a maggior ragione nulla costa a una persona come il consigliere Garofani dire una parola: ‘smentisco’”.

“Noi non vediamo piani – dice a proposito del titolo dell’articolo de La Verità -, c’è un singolo che ha fatto delle affermazioni, è vero o non è vero? Non mi permetto minimimanete di tirare in mezzo il Quirinale”. E a chi gli chiede se ne abbia parlato con la premier Giorgia Meloni risponde: “Uso la mia testa”.

“Non abbiamo detto se non arriva allora Aventino, non chiediamo le dimissioni Garofani. Le sue sono opinioni libere e legittime ma altrettanto legittima è la richiesta di smentita, se non c’è prendiamo atto che è la sua opinione”, ha concluso.

Ucraina, Salvini: Zelenski compra armi da Francia, no a triangolazioni

Belluno, 18 nov. (askanews) – “Ieri abbiamo letto che Zelenski comprerà miliardi di euro di armamenti dalla Francia. Non vorrei che ci fosse la strana triangolazione: pensionato italiano dà soldi a Bruxelles, che li gira a Zelenski; una parte finiscono in corruzione, l’altra parte finisce a comprare armi ai francesi. Non è così che finisce la guerra non è così che intendiamo andare avanti, quindi aspettiamo tutti i chiarimenti del caso”. Lo ha detto a Belluno il vicepremier Matteo Salvini.

In Biennale l’Arcipelago Battiato: l’intensit di un omaggio

Venezia, 18 nov. (askanews) – Un’immersione dentro il mondo sonoro di Franco Battiato a 80 anni dalla nascita, per cercare nuovi modi di sentire il lavoro del cantautore attraverso la lettura dei compositori Michele Tadini e Leonardo Marino e la voce di Malika Ayane. Al Teatro alle Tese dell’Arsenale l’Archivio Storico della Biennale di Venezia ha presentato, come progetto speciale, il concerto “Arcipelago Battiato”.

Lo spettacolo ha costruito un omaggio a Battiato, ma anche uno modo di creare nuove connessioni. E Tadini ci ha raccontato come nato. “Subito – ha detto il compositore ad askanews – mi venuto da dire che non si trattava di evidenziare un periodo pi antico, pi giovanile di Battiato, in cui lui stato sperimentale per poi diventare in qualche modo pi, tra virgolette, commerciale o di grande pubblico dopo. In realt la produzione di Battiato rimasta sempre sperimentale, all’interno di cui ci sono comunque sempre dei pezzi che testimoniano la sua volont di essere fuori dal coro. Mi venuto naturale pensare che le canzoni fossero isole in un mare di suono e che fossero collegate non cronologicamente, ma con dei nessi logici musicali interni e cos nato. Mi sono detto: ‘ un arcipelago’ e poi cos rimasto ed sul manifesto adesso”.

La dimensione insulare, che a Venezia fondativa, si trasferita anche alla messa in scena, con diverse isole-palco, e gli spettatori a muoversi all’interno di uno spazio circolare. E l’effetto stato quello di intersezioni tra i brani e gli arrangiamenti, con la voce di Malika Ayane a mostrarsi in tutta la sua intensit, ma in dialogo paritario con gli altri strumenti. “C’ una complessit – ci ha detto l’artista – che non soltanto quella strettamente musicale, ma proprio quella che si manifesta nel momento in cui comprendi che l’incastro ci che poi rende possibile un’emozione cos forte e intensa come quella che spero sia riuscita ad emergere questa sera”.

Incastri tra i diversi momenti ed elementi musicali, tra le parti cantate e le parti solo sonore, tra astrazione e pezzi famosissimi come “L’ombra della luce”, che stata eseguita anche in arabo. E alla fine della performance abbiamo chiesto a Malika come si pu essere parte di un progetto di questo tipo, che cosa ti lascia. “Vorrei proprio fare un lavoro di assorbimento lento – ci ha risposto – perch stato tanto: prepararlo, confrontarmi con dei professionisti cos bravi, cos generosi e con un repertorio per il quale non conosco ancora l’aggettivo giusto, perch ricco poco: pieno, un mondo intero. Quindi devo proprio pensarci con molta calma”.

Quello che fin da subito chiaro il fatto che Battiato ha lasciato un segno profondo e per molti versi unico, che oggi appare fertile e in continua mutazione, irrequieto e mistico

Annunciata nuova co-produzione italo-americana "The Perfect Wife"

Roma, 18 nov. (askanews) – In occasione della 46esima edizione dell’American Film Market (AFM), il produttore Gary Lucchesi ha annunciato “The Perfect Wife”, una nuova co-produzione italo-americana realizzata assieme a Verdiana Bixio, owner e ceo di Publispei, e a Lori McCreary, produttrice e ceo di Revelations Entertainment.

L’annuncio è stato dato durante il panel ufficiale dell’AFM “Focus on Italy – A Strategic Hub for International Productions”, in cui Lucchesi — già Presidente della Producers Guild of America e attualmente Presidente del Comitato Internazionale della PGA — ha sottolineato il ruolo crescente dell’Italia come partner chiave per le produzioni internazionali.

Il film è tratto da uno dei thriller contemporanei più acclamati della narrativa italiana, scritto da Roberto Costantini e pubblicato da Marsilio Editori, e vede alla sceneggiatura Renato Sannio e Alessandro Aronadio.

“A Perfect Wife” è ambientato a Roma, dove l’omicidio di un uomo in vista viene messo in scena come un gioco erotico finito in tragedia. Il caso coinvolge un tormentato e ribelle commissario di Polizia e una giovane magistrata ambiziosa e incorruttibile, trascinandoli in un labirinto di inganni, privilegi e desideri proibiti, dove ogni matrimonio perfetto… nasconde una menzogna perfetta.

“La Moglie Perfetta è il perfetto incontro tra la creatività italiana e la grande tradizione narrativa di Hollywood. L’impegno e la straordinaria visione di Verdiana ci ricordano ciò che la nostra comunità cinematografica può realizzare quando lavora unita”, ha commentato Lori McCreary, ceo di Revelations Entertainment.

“Credo profondamente nel valore delle collaborazioni internazionali. Dal primo incontro con Lori ho riconosciuto una passione autentica e la visione illuminata che c’è dietro Revelations. Ecco perché ho subito capito che sarebbe stata la partner ideale con cui portare La Moglie Perfetta e l’eccellenza creativa italiana sulla scena globale”, ha aggiunto Verdiana Bixio, ceo Publispei.

Lucchesi ha sottolineato: “L’Italia è sempre più un polo dinamico per la narrazione internazionale. Collaborare con Verdiana e Lori, tra le migliori produttrici oggi in attività, è un privilegio”.

L’inizio delle riprese de “La Moglie Perfetta” è previsto per il 2026.

Per Billboard Women in Music Giorgia è la donna dell’anno

Milano, 18 nov. (askanews) – Dopo l’edizione inaugurale del 2024, che ha acceso i riflettori sul contributo delle donne alla musica e alla cultura, Billboard Women in Music si evolve e propone quest’anno un progetto ancora più ricco e articolato. La seconda edizione sarà di scena negli spazi di UFO Milano, il nuovo hub culturale che ospita la redazione di Billboard Italia, in via Orobia 26, che per l’occasione diventerà la Women in Music House nelle giornate di martedì 25 – in concomitanza con la Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza sulle Donne – mercoledì 26 e venerdì 28 novembre con un format ripensato che unisce esperienze dal vivo e produzione digitale, ampliando lo spazio dedicato alle voci femminili e alle loro storie.

Il tema di questa edizione di Billboard Women in Music è Intersections, un concetto che racconta il potere della musica di creare connessioni e generare nuove prospettive quando incontra altri linguaggi: arte, cinema, sport, letteratura, attivismo, social media. Billboard Women in Music diventa così un ecosistema di esperienze, un luogo dove storie, idee e visioni si incontrano, dando voce al talento delle donne che contribuiscono al cambiamento e all’innovazione. E, come da tradizione, non mancheranno i prestigiosi Award!

I nove riconoscimenti assegnati da Billboard Women in Music celebrano artiste e professioniste che stanno plasmando il panorama musicale italiano. Protagonista assoluta di questa edizione è Giorgia, premiata come Woman of the Year. Una delle voci più potenti e riconoscibili della musica italiana, Giorgia continua a incarnare un modello di creatività e rigore artistico, capace di parlare a generazioni diverse con autenticità e profondità. La sua presenza all’edizione 2025 sottolinea il valore del suo percorso e il suo ruolo centrale nel panorama contemporaneo.

Questa la motivazione del premio: “Da trent’anni la voce di Giorgia è uno dei tratti distintivi della canzone italiana. I suoi brani più famosi, da Come saprei a Gocce di memoria, sono diventati parte dell’immaginario culturale del nostro Paese. Negli anni si è dimostrata un’artista a tutto tondo, spaziando dalla musica al cinema e affermandosi anche come conduttrice con l’esperienza a X Factor. Solo nell’ultimo anno con LA CURA PER ME ha raggiunto i vertici di tutte le classifiche, unica artista italiana presente in top 30 nella chart Global di Spotify, il suo ultimo album “G” ha debuttato al primo posto della classifica degli album più venduti, e il suo tour nei Palasport sta registrando un sold out dopo l’altro. Sempre indipendente, padrona del proprio destino, Giorgia è anche e soprattutto un esempio per tutte le donne del mondo dello spettacolo di come una carriera può rinnovarsi, rinascere e ripartire e questo 2025 è senza dubbio suo. Per questo Giorgia è la donna dell’anno di Billboard Women in Music”.

Nel corso delle settimane precedenti sono stati svelati gli altri riconoscimenti di Billboard Women in Music 2025, assegnati a: Global Icon Award – Laura Pausini Powerhouse – Serena Brancale DJ of the Year – Deborah De Luca Rising Star – Sarah Toscano Songwriter of the Year – Joan Thiele Performer of the Year – Emma Nolde Breakthrough – Ele A Manager of the Year – Paola Zukar

Come da tradizione, i premi di Billboard Women in Music si fondano su criteri che uniscono valutazioni artistiche e dati reali – classifiche, streaming, impatto culturale, rilevanza sociale – offrendo un ritratto fedele del contributo delle donne al settore. Billboard, punto di riferimento globale per l’analisi delle tendenze musicali, conferma così la sua missione di valorizzare talento e creatività come leve di progresso culturale. Nato negli Stati Uniti nel 2007, Billboard Women in Music ha premiato artiste iconiche come Taylor Swift, Beyoncé, Billie Eilish e Lady Gaga, affermandosi come piattaforma internazionale dedicata al talento femminile. Con la sua seconda edizione italiana, l’evento si consolida come spazio di dialogo, ispirazione e connessione tra mondi creativi diversi. Il progetto Women In Music è stato anche protagonista in Vaticano, mercoledì 12 novembre, alla presenza di Papa Leone XIV, in occasione di un incontro durante il quale Billboard Italia ha donato al Santo Padre una targa simbolica a sostegno del valore della voce femminile come linguaggio universale di dialogo e solidarietà.

Le artiste premiate prenderanno parte a conversazioni con protagoniste di altri settori della cultura contemporanea (Erika Saraceni, Giulia Innocenzi, Carolina Cavalli, Elisa Maino, Emma Galeotti, Giorgia Linardi, Giulia Vecchio), che costituiranno le puntate di una serie originale pubblicata su YouTube nelle settimane successive. Parallelamente, la Women in Music House ospiterà durante le tre giornate workshop, mostre, presentazioni, showcase e DJ set. Un intenso programma che sarà aperto al pubblico, previa registrazione tramite iscrizione alla newsletter di Billboard Italia Women in Music fino a esaurimento posti.

Durante il 25 e 26 novembre, dalle 14.30 alle 19, inoltre, la Women in Music House ospiterà una mostra – a ingresso libero – di Laurina Paperina, artista che attraverso disegno, pittura, installazioni e video-animazione costruisce una realtà parallela fatta di miti contemporanei rivisitati con ironia e spirito dissacrante. Un universo visivo pop, dinamico e colorato, che richiama l’estetica dei videogame e della cultura digitale, e che dialoga con il tema Intersections, accompagnando il pubblico in un percorso tra musica, arte e nuovi immaginari femminili.

Manovra, Timpone: tassa su oro è semplificazione non un condono

Roma, 18 nov. (askanews) – “Tra le pieghe della Legge di Bilancio, spunta una novità che potrebbe riguardare un segmento inaspettato della ricchezza degli italiani: la tassa sull’oro. Un’iniziativa che mira a far emergere e tassare il “tesoretto” custodito in lingotti o monete, con modalità che stanno già scatenando il dibattito tra esperti e contribuenti. L’obiettivo? Generare un gettito fiscale in un momento di stringenti necessità per le casse dello Stato”. Lo dice ad Askanews il tributarista Gianluca Timpone.

“Finora – prosegue – la tassazione sull’oro da investimento prevedeva un’aliquota del 26% sulle plusvalenze, ovvero sulla differenza tra il prezzo di acquisto e quello di vendita. Un meccanismo chiaro sulla carta, ma spesso inapplicabile nella pratica. Chi detiene oro fisico da tempo, magari da generazioni, difficilmente è in grado di produrre documentazione che attesti il costo storico di acquisto. Ricevute smarrite, passaggi di proprietà informali o semplicemente l’anzianità dell’investimento rendono quasi impossibile determinare con certezza la plusvalenza”.

“La proposta in Legge di Bilancio interviene proprio su questo punto dolente – sottolinea il Tributarista – Si ipotizza l’introduzione di un’aliquota fissa, tra il 12,5% e il 13%, calcolata non più sul plusvalore, ma direttamente sul ricavato totale della vendita. E, aspetto cruciale, senza la necessità di dimostrare il costo di acquisto. Questa formula, pur semplificando un processo oggettivamente complesso, non deve essere confusa con un condono. L’oro oggetto di questa tassazione rappresenta, infatti, il frutto del risparmio degli italiani. Parliamo di denaro già sottoposto a tassazione una prima volta (ad esempio come reddito da lavoro o impresa), e poi accantonato e convertito in un bene rifugio. Non si tratta, dunque, di sanare illeciti, ma di imporre un prelievo su un capitale già “pulito” e frutto di sacrifici”.

La scelta di introdurre questa tassa, secondo Timpone “è chiaramente dettata dalla necessità di reperire risorse per coprire le spese previste dalla Legge di Bilancio. Il gettito sperato, molto probabilmente, tiene conto di stime statistiche sulla percentuale di ricchezza che gli italiani destinano a investimenti di natura finanziaria e, in particolare, all’oro. Tuttavia, la Ragioneria Generale dello Stato dovrebbe vigilare con attenzione su queste previsioni. Se da un lato la semplificazione del calcolo potrebbe invogliare alcuni a regolarizzare la propria posizione o a vendere l’oro detenuto, dall’altro l’entità del gettito è un’incognita”.

“La stima potrebbe rivelarsi non obiettiva se non tiene conto della reale disponibilità dei cittadini a liquidare i propri investimenti in oro, o se sottovaluta la possibilità che molti, in assenza di un obbligo specifico di dichiarazione preventiva del possesso, scelgano di non far emergere l’investimento. In caso di mancato conseguimento dell’obiettivo di gettito, infatti, le coperture finanziarie della manovra potrebbero vacillare, costringendo il governo a intervenire con ulteriori misure correttive” aggiunge.

Secondo Timpone “l’introduzione della tassa sull’oro, per come è congegnata, rappresenta un banco di prova significativo per il rapporto tra Fisco e contribuenti. Da un lato, c’è la ricerca di equità fiscale e di nuove fonti di finanziamento. Dall’altro, l’esigenza di non penalizzare oltre misura chi ha dimostrato oculatezza nel gestire il proprio risparmio, scegliendo un bene che storicamente ha rappresentato una forma di protezione dal rischio e dall’inflazione. Sarà cruciale vedere come questa misura verrà percepita e se riuscirà a centrare i suoi obiettivi senza generare nuove tensioni sociali”.

Il film "La Gioia" di Gelormini sbanca al Festival di Mar del Plata

Roma, 18 nov. (askanews) – “La Gioia” di Nicolangelo Gelormini, già presentato in Concorso alle Giornate degli Autori alla 82esima Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, ha sbancato alla 40esima edizione del Festival internazionale di Mar de Plata in Argentina, aggiudicandosi il premio per la Miglior regia e il premio per il Miglior attore a Saul Nanni. Il film ha inoltre ricevuto una menzione speciale da Signis, World Catholic Association for Communication.

Il film uscirà nelle sale italiane il 12 febbraio 2026, distribuito da Vision Distribution che ne cura anche le vendite internazionali.

Il film racconta di Gioia, un’insegnante di liceo che non ha mai conosciuto l’amore, se non quello opprimente dei genitori, con cui vive ancora. Tra gli studenti della sua scuola c’è Alessio, un ragazzo che usa il suo corpo come uno strumento per rimediare qualche centinaio di euro e aiutare sua madre, cassiera in un supermercato. Tra Alessio e Gioia nasce un legame proibito, fragile e inspiegabilmente necessario per entrambi.

Nel cast Valeria Golino, Saul Nanni, Jasmine Trinca, Francesco Colella e Betti Pedrazzi.

La Gioia è una produzione HT Film, Indigo Film e Vision Distribution in collaborazione con SKY ed è prodotto da Viola Prestieri e Nicola Giuliano. La fotografia è di Gianluca Rocco Palma, il montaggio di Chiara Vullo, le musiche di Tóti Guðnason, i costumi di Antonella Cannarozzi, la scenografia di Eugenia F. Di Napoli.

Le produttrici Indigo Film sono Francesca Cima e Carlotta Calori, il produttore associato è Stefano D’Avella, il produttore esecutivo Gennaro Formisano, il produttore delegato è Davide Bertoni.

Il film è realizzato con il contributo del Fondo per lo Sviluppo degli Investimenti per il Cinema e l’Audiovisivo del Ministero della Cultura, con il contributo del PR FESR Piemonte 2021-2027 – bando “Piemonte Film TV Fund”, con il Patrocinio della Città di Torino e con il sostegno di Film Commission Torino Piemonte.

La sceneggiatura, vincitrice ex aequo del Premio Franco Solinas 2021, è firmata da Giuliano Scarpinato e Benedetta Mori in collaborazione con Chiara Tripaldi e con la collaborazione alla sceneggiatura di Nicolangelo Gelormini ed è tratta dall’opera teatrale “Se non sporca il mio pavimento” scritta da Giuliano Scarpinato e Gioia Salvatori.

Eurogruppo, Donohoe lascia la presidenza e va alla Banca Mondiale

Roma, 18 nov. (askanews) – Colpo di scena all’Eurogruppo. Il presidente Pascale Donohoe, ministro delle Finanze delle dell’Irlanda, che era stata appena confermato nella carica lo scorso luglio, abbandonerà la guida dell’organismo che riunisce i suoi pari dell’area euro per rilevare la direzione generale della Banca mondiale, la seconda carica dell’istituzione di Washington.

Lo ha annunciato il governo irlandese, con una mossa a sorpresa secondo quanto riporta il Guardian. Al di là delle vicissitudini delle della politica irlandese – la decisione di Donjoe lo vede uscire di scena per la possibile Premiership – la decisione riapre anche la partita delle nomine a livello di Ue.

La carica di presidente dell’eurogruppo potrebbe infatti incastrarsi con i posti che tra alcuni mesi dovranno essere progressivamente sostituiti in seno alla Banca centrale europea, a cominciare da quella di vicepresidente per finire con la presidenza nel 2027.

#Blue-BalloonChallenge per sensibilizzazione su diabete di tipo 1

Monza, 18 nov. (askanews) – Un’edicola tinta di blu, per accrescere la consapevolezza sul diabete. In occasione della giornata mondiale del Diabete, che si celebra il 14 novembre, tornata la Blue Balloon Challenge, la campagna internazionale promossa da Medtronic, Diabete, come sottolineato da Daniela Simonte, OU Diabetes Marketing Director Italy, Greece and Israel: “La Blue BalloonChallenge vuole rendere visibile l’invisibile e l’invisibile il diabete di tipo 1. Il palloncino blu un’icona che rappresenta la difficolt di mantenere in costante equilibrio i valori glicemici, tra sbalzi di iperglicemia e cali ipoglicemici, ma vuole anche rappresentare la leggerezza perch comunque non dobbiamo dimenticare che le persone con diabete possono assolutamente vivere una vita piena e realizzare qualsiasi obiettivo loro si prefiggano”.

Nelle giornate del 15 e il 16 novembre, inoltre, l’edicola di Ponte dei Leoni ha ospitato l’iniziativa “Le mie Favole Blu”, un progetto voluto da Medtronic e realizzato con il patrocinio della rete associativa Diabete Italia e ‘associazione nazionale FAND. Ne ha parlato Luigi Morgese, Senior Business Director Diabetes Italy, Greece and Israel: “Questa una delle attivit che facciamo per sensibilizzare al tema del diabete e all’impegno quotidiano che richiede con la Blue BalloonCampaign. Abbiamo pi di una iniziativa e collaboriamo con tutti coloro che vogliono portare avanti la consapevolezza che il diabete ben compensato la causa di nulla”.

“Le mie Favole Blu” una raccolta di racconti illustrati nata da un laboratorio creativo che ha coinvolto bambini con diabete di Tipo 1 e, appunto, i loro genitori nella scrittura a quattro mani di storie legate dal simbolo del palloncino blu. Ne ha parlato cos Lorenzo Guslandi, Campione di pattinaggio in linea, persona con diabete di tipo 1: “Iniziative come questa di allestire un’edicola a tema Blue Balloon Challenge qualcosa che mi ha veramente scioccato in positivo perch siamo a Monza, nella mia citt. E’ stata una sorpresa, mi hanno portato qua a vedere cosa avevano creato ed spettacolare”.

L’edizione 2025 della Blue Ballon Challenge dedicata ai genitori, il cui ruolo ritenuto fondamentale per i piccoli pazienti con diabete di tipo 1. “Il diabete di tipo 1 chiamato anche diabete giovanile, quindi interviene senza poi avviso in un’et in cui i genitori rappresentano un punto di collaborazione fondamentale con il personale clinico per la gestione di questa condizione” ha proseguito Luigi Morgese.

In Italia si stima una prevalenza del diabete pari al 6,2% della popolazione, quasi 4 milioni di persone, di cui circa 300.000 affette da Diabete di Tipo 1: “Abbiamo tantissime iniziative. Ne menziono solo un paio: la prima Unstoppable, un’iniziativa rivolta ai ragazzi della scuola primaria e secondaria. Ha l’obiettivo di togliere lo stimma e agevolare l’inclusione. Un’altra campagna Diabetable, rivolta alle istituzioni, a chi prende le decisioni in sanit. Una compagnia teatrale che mette in scena un copione per spiegare alle istituzioni l’importanza dell’equit di accesso alle tecnologie” ha aggiunto Daniela Simonte.

Per questo, chiaramente, Medtronic continua a consolidare il proprio impegno nel sensibilizzare sulla patologia, con un progetto che cresce anno dopo anno.

Basket Nba, ritorno in campo per LeBron

Roma, 18 nov. (askanews) – LeBron James è tornato ad allenarsi in campo, riprendendo le attività dopo l’infortunio che lo ha tenuto lontano dal parquet. La stella dei Los Angeles Lakers, tuttavia, adotta un approccio estremamente cauto riguardo i tempi di recupero e il suo rientro effettivo in partita.

L’obiettivo primario in questa fase è monitorare attentamente come il suo corpo reagisce al carico di lavoro. Il “Re” si sta concentrando su allenamenti specifici per valutare la tenuta fisica post-infortunio, in particolare sulla zona precedentemente infortunata.

La decisione definitiva sul suo ritorno in campo per le partite ufficiali dipenderà esclusivamente dalle risposte che il suo fisico darà nei prossimi giorni. La franchigia dei Lakers e lo staff medico non vogliono correre rischi di ricadute, privilegiando la piena guarigione del giocatore, fondamentale per le ambizioni della squadra.

Autonomia, arrivano le "pre-intese" su 4 materie: prima firma in Veneto

Milano, 18 nov. (askanews) – Arrivano le prime “pre-intese” tra quattro Regioni del Nord e il governo sull’Autonomia differenziata. Un passaggio che non ha particolari rilievi formali ma che prova a mettere un punto fermo a pochi giorni dal voto in Veneto. E proprio a Venezia il ministro Roberto Calderoli firma con il governatore uscente Luca Zaia il primo accordo. Seguiranno quelli con Lombardia (oggi pomeriggio), Piemonte e Liguria (domani). Sia Calderoli che Zaia definiscono “storica” la firma di oggi, un passaggio che in realtà non avvicina di molto l’ok definitivo, per il quale serviranno ancora molti altri “step”.

A riassumerli è lo stesso Calderoli: il testo di oggi servirà come base per scrivere lo schema di intesa preliminare sulle prime 4 materie affrontate (Protezione civile, professioni, previdenza integrativa, coordinamento della finanza pbblica in sanità) che poi Calderoli dovrà portare in Cdm. Una volta approvato dai colleghi ministri, lo schema di intesa preliminare dovrà ricevere i pareri di Conferenza unificata e Parlamento. Anche sulla base dei pareri, si scriverà il testo di intesa definitivo, che sarà sottoposto alle Regioni per essere votato. A quel punto il testo – relativo alle prime 4 materie affrontate, tutte “Non Lep”, cioè per le quali non serve preliminarmente la definizione dei Livelli essenziali delle prestazioni – verrà portato nuovamente in Cdm, approvato e trasmesso al Parlamento per l’approvazione definitiva. Che Calderoli auspica “entro la fine della legislatura”.

Ma intanto procede anche il lavoro sulle altre materie, quelle per le quali invece i Lep sono necessari: “Mercoledì verrà incardinato in Senato il ddl per la definizione degli altri Lep”, ricorda Calderoli. Mentre “entro marzo” dovrà “vedere la luce” la delega al governo sul federalismo fiscale, che Calderoli sta elaborando insieme al viceministro dell’Economia Maurizio Leo. Data che sarà rispettata anche perchè “è una delle milestone del Pnrr”.

Quando le intesa saranno approvate in via definitiva, i presidenti delle Regioni coinvolte potranno firmare ad esempio ordinanze in materia di protezione civile o disporre autonomamente di una parte dei fondi per la Sanità. Elementi che rendono Calderoli sicuro di poter superare le resistenze di altre Regioni, anche governate dal centrodestra, come la Calabria: “Sono convinto che anche i presidenti di regione che in passato hanno contestato politicamente l’autonomia, una volta letto il testo di queste intese diranno ‘Se l’Autonomia è questa, la faccio anche io’, perchè queste intese potranno funzionare anche al Centro e al Sud del Paese”.

Ne è convinto anche Zaia: “Quale governatore non vorrà poter firmare delle ordinanze urgenti mentre ha dei cittadini sotto le macerie o con l’acqua in casa?”. E poi ci sarà il lavoro futuro sulle altre mamterie: potenzialmente sono 23, e “ogni Regione potrà cucirsi il suo abito su misura”, spiega ancora Zaia. Che infine rende merito al collega di partito leghista: “Voglio ringraziare il ministro Calderoli per la sua presenza, la sua disponibilità, per il suo lavoro. Se non ci fosse stato il ministro Calderoli noi oggi non saremmo qui”.