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Bce vara proposte di semplificazione sulla vigilanza bancaria

Roma, 11 dic. (askanews) – Il Consiglio direttivo della Bce ha approva un documento di raccomandazioni sulla semplificazione del quadro di regole sulla Vigilanza bancaria, che interviene a più livelli tra cui la riduzione del numero di elementi inclusi sul calcolo di leva finanziaria e a attività ponderate per il rischio; l’introduzione di un regime prudenziale semplificato per le banche di minori dimensioni; l’introduzione di un meccanismo di governance europeo che adotti una visione olistica del livello complessivo di capitale e, infine, il proposito di completare l’unione dei risparmi e degli investimenti, nonché dell’unione bancaria, al fine di promuovere l’integrazione transfrontaliera e conseguire una maggiore efficienza nei mercati.

Secondo quanto riporta un comunicato, le raccomandazioni, formulate dal una task force interna della Bce e ratificare dal direttorio, saranno ora sottoposte alla Commissione europea.

“Intendono semplificare il quadro di riferimento – dice la Bce – mantenendo al tempo stesso la capacità di tenuta del sistema bancario europeo e assicurando che le autorità microprudenziali, macroprudenziali e di risoluzione continuino a conseguire i propri obiettivi con efficacia. Occorre promuovere l’armonizzazione e l’integrazione finanziaria in Europa. La cooperazione internazionale ha un ruolo fondamentale e tutte le giurisdizioni dovrebbero assicurare la piena, tempestiva e fedele attuazione di Basilea 3”.

Una delle raccomandazioni prevede due modifiche tese a semplificare la definizione dei requisiti e delle riserve patrimoniali delle banche, noti anche come struttura progressiva del capitale. In primo luogo, si legge, gli attuali livelli delle riserve di capitale verrebbero accorpati in due categorie: una riserva non rilasciabile e una riserva rilasciabile che le autorità possono abbassare nei periodi di congiuntura avversa. Nell’accorpamento delle riserve sarà importante preservare gli attuali poteri e competenze delle autorità.

In secondo luogo, il quadro relativo al coefficiente di leva finanziaria passerebbe a essere costituito da quattro a due elementi, vale a dire un requisito minimo del 3% e una riserva unica, che potrebbe essere pari a zero per le banche più piccole.

Per migliorare la qualità della dotazione patrimoniale delle banche, la Bce propone di accrescere la capacità del capitale aggiuntivo di classe 1 di assorbire le perdite in condizioni di normale operatività; tale iniziativa sarebbe conforme a Basilea e manterrebbe la capacità di tenuta. In alternativa, prosegue il comunicato, gli elementi non rappresentativi del capitale di rischio potrebbero essere esclusi dalla struttura progressiva del capitale in condizioni di continuità aziendale, fatte salve la conformità a Basilea e la neutralità patrimoniale.

Il Consiglio direttivo propone poi un aumento significativo della proporzionalità ai sensi della normativa bancaria dell’Ue, estendendo il regime vigente per le banche di piccole dimensione a un maggior numero di enti e semplificandone le norme applicabili in modo prudente e armonizzato.

Per il quadro di riferimento applicabile in caso di dissesto bancario, il Consiglio direttivo raccomanda un maggiore allineamento fra i requisiti di risoluzione cui sono soggetti tutti gli intermediari e i requisiti previsti per le banche di rilevanza sistemica a livello globale. Questa raccomandazione, afferma la Bce, non dovrebbe comportare la riduzione delle componenti di bilancio utilizzabili per assorbire le perdite e ricapitalizzarsi in caso di dissesto; verrebbe in tal modo mantenuta la conformità dell’UE agli standard internazionali e si migliorerebbero trasparenza e prevedibilità delle norme.

Ai fini di una maggiore armonizzazione, il Consiglio direttivo raccomanda che per l’emanazione della normativa bancaria dell’UE si passi dalle direttive ai regolamenti direttamente applicabili.

Per quanto riguarda la vigilanza, il Consiglio direttivo raccomanda di completare il corpus unico di norme e armonizzare la normativa in materia di autorizzazioni bancarie, governance e operazioni con parti correlate, ottenendo in tal modo una riduzione della complessità. All’autorità di vigilanza andrebbe concessa maggiore flessibilità, ad esempio nel determinare la frequenza con cui esaminare i modelli interni delle banche. La Bce, poi propone di semplificare gli stress test a livello di UE razionalizzandone metodologia e portata e rendendo i risultati più utili in un’ottica di sistema bancario e di singole banche. Gli esiti della prova di stress così modificata contribuirebbero a migliorare il coordinamento tra le riserve macroprudenziali e microprudenziali.

Il Consiglio direttivo propone che gli sia assegnato il compito di adottare una visione olistica, al momento assente, del livello complessivo di capitale richiesto nell’unione bancaria e delle eterogeneità tra paesi. A tal fine, un ampliamento del ruolo del Forum macroprudenziale, che già riunisce il Consiglio direttivo e il Consiglio di vigilanza, potrebbe migliorare il coordinamento e la coerenza tra paesi nella definizione degli strumenti micro e macroprudenziali.

Per quanto riguarda le segnalazioni, il Consiglio direttivo propone una più ampia condivisione dei dati da parte delle autorità europee; ciò consentirebbe alle banche di effettuare le segnalazioni una sola volta, creando in tal modo un sistema segnaletico a fini statistici, prudenziali e di risoluzione pienamente integrato a livello europeo. Il ricorso al Comitato congiunto per le segnalazioni bancarie potrebbe contribuire al conseguimento di tale obiettivo. Tutti gli obblighi di segnalazione potrebbero essere rivisti ogni tre-cinque anni per assicurare che siano ancora necessari. Le banche e le autorità di vigilanza si concentrerebbero sui dati importanti; non si terrebbe conto di errori di segnalazione di lieve entità in quanto si applicherebbe una soglia di rilevanza per le richieste di ritrasmissione dei dati. Il consolidamento dei dati di vigilanza e dei dati relativi alle informative ridurrebbe ulteriormente gli oneri segnaletici, e l’informativa al pubblico (segnalazioni di terzo pilastro) sarebbe estratta dalle segnalazioni di vigilanza.

Svizzera, Banca centrale mantiene il tasso guida a zero

Roma, 11 dic. (askanews) – La Banca nazionale mantiene invariato il tasso guida BNS allo 0% La Banca nazionale della Svizzera ha deciso di mantenere invariato il tasso guida allo 0%. Nel comunicato diffuso a seguito dell’ultimo direttorio, l’istituzione “ribadisce la propria disponibilità ad agire all’occorrenza sul mercato dei cambi”.

Secondo la Banca centrale elvetica nei mesi scorsi l’inflazione è risultata leggermente più bassa di quanto atteso. La Banca nazionale continuerà a osservare la situazione e adeguerà se necessario la politica monetaria per garantire la stabilità dei prezzi. “Il rischio principale per le prospettive economiche in Svizzera risiede nell’evoluzione dell’economia mondiale”, si legge. (fonte immagine: Banca Nazionale Svizzera).

Euro cambia rotta e sale sopra 1,17 dollari, a massimi da olre 2 mesi

Roma, 11 dic. (askanews) – Inversione di rotta dell’euro che in mattinata torna a salire e si riporta sopra la soglia di 1,17 sul dollaro Usa, sui massimi da inizio ottobre dopo che ieri la Federal Reserve ha nuovamente tagliato i tassi di interesse, ma anche segnalato l’orientamento a rimettersi in modalità attendista. La valuta condivisa si scambia 1,1705 dollari.

Ieri le previsioni aggiornate della Federal Reserve hanno mostrato che gli esponenti del direttorio continuano a pronosticare un solo ulteriore taglio dei tassi nel 2026.

Ucraina, Ciriani: Dl si farà entro l’anno, obiettivo è pace giusta

Milano, 11 dic. (askanews) – “O il 22 o il 29 dicembre il decreto per gli aiuti all’Ucraina sarà approvato in Consiglio dei Ministri. Questo non contrasta con la possibilità di arrivare a un tavolo di trattativa tra Occidente e Russia che porti al cessate al fuoco. Ma deve essere una pace giusta, non può essere imposta all’Ucraina”. Lo ha detto il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, ospite di SkyTg24.

Rispetto ai distinguo della Lega, “succederà quello che è sempre successo alla vigilia dei dl Ucraina. Grandi dibattiti, ma alla fine il governo ha scelto sempre la strada corretta di stare al fianco dell’Ucraina. Le perplessità sono inevitabili, e corrette: serve una pace giusta, e duratura. La pace che l’Ucraina dovrà sottoscrivere sarà molto dura per quel popolo, perchè prevederà la perdita di alcuni territori. Dobbiamo capire la posizione drammatica di Zelensky. La strada è molto stretta, siamo consapevoli che la guerra non può durare all’infinito, ma finchè non si arriva a pace equilibrata saremo al fianco dell’Ucraina”.

Ciriani ha poi criticato Conte per le dichiarazioni di ieri: “La Ue sconta da sempre una debolezza politica, manca di politica di difesa e di politica estera. Questo momento però può consentire alla Ue di avere finalmente un ruolo, e dire che la vicenda Ucraina non ci riguarda è sbagliato. Giorgia Meloni ha un ruolo fondamentale, ed è fondamentale che le due sponde dell’Atlantico non si disperdano, non vadano ognuno per la propria strada”.

Milano-Cortina, Ghiretti: emozione unica portare la fiaccola

Reggio Emilia, 11 dic. (askanews) – “Milano-Cortina per me qualcosa di unico. Essere ambassador di una Olimpiade Paralimpiade in casa veramente bello”. Lo ha detto Giulia Ghiretti, campionessa paralimpica e ingegnere biomedica, a margine dell’iniziativa “Nutrire lo sport” organizzata al Cirfood District di Reggio Emilia.

“Per me la prima volta che posso vivere le Olimpiadi da vicino senza essere atleta, solo da spettatrice, da supporto a tutti i miei compagni atleti – ha proseguito Ghiretti -. Questa per me la cosa pi bella: poter vivere l’atmosfera olimpica e paralimpica al di fuori senza aver l’ansia della gara”.

“Io avr l’onore di portare la fiaccola l’8 gennaio a Parma ed qualcosa veramente di unico – ha aggiunto la campionessa -. Ho sempre visto i tedofori. E ora ho l’occasione di toccare con mano la fiaccola, che poi il fuoco che alimenta lo spirito olimpico e finch non acceso il braciere l’Olimpiade non parte. Per cui poter portarla in giro qualcosa di veramente unico e fa tanto piacere”.

11 dicembre 1945, il governo De Gasperi nell’editoriale de “Il Popolo”

Un fatto nuovo

[…] La Presidenza De Gasperi è un fatto nuovo nella storia italiana dopo il Risorgimento. Segna per le forze politiche e sociali di schietta ispirazione cristiana la loro piena inserzione non solo nella politica nazionale ma nella stessa direzione di tale politica da cui erano rimaste esiliate in seguito allo sviluppo della vicenda storica alla quale malauguratamente si associò la partigianeria politica e la settarietà del defunto anticlericalismo.

Uomini i quali per decenni hanno vissuto questo dramma nell’intimità della loro coscienza, dando ugualmente e lealmente alla patria, in pace e in guerra, il contributo della loro opera e della loro stessa vita, sentono oggi definitivamente sciolto un nodo che irretiva la totale espansione della loro forza rinnovatrice. Essi volevano nient’altro che servire, ed oggi possono servire anche nel più alto posto di responsabilità.

Ed è giusto, ed è provvidenziale, che ciò avvenga all’indomani di una lotta per la libertà che ha veduto le correnti cattoliche ed il Clero in prima fila nelle battaglie di questo nostro secondo Risorgimento.

Le lotte non furono vane

Oggi la vita è amara, e la domani potrà esserlo ugualmente, perchè nessun miracolo si può attendere dal Governo. Ma la realtà di oggi ci dice che le nostre lotte e i nostri sacrifici non furono vani, appunto perchè il principale esponente della Democrazia Cristiana è ora in prima fila per difendere non gli interessi di un gruppo, ma le libertà di tutti, per restaurare non organismi di parte ma le istituzioni democratiche della nazione.

Tutti sanno come il potere non possa oggi soddisfare né l’ambizione degli uomini (che facilmente ne restano logorati), né le aspirazioni dei singoli partiti i cui programmi finiscono purtroppo per impastoiarsi nei compromessi dei Governi di coalizione.

Politica dura e amara: buon lavoro

Oggi in Italia si governa solo per servire un popolo percosso dalle avversità, per contribuire a rendere meno opprimente il peso che tutti portiamo sulle spalle. Politica dura e amara, senza conforto e senza splendore; politica che ha però quella severa dignità che è conferita dalla crudezza del dovere spoglio di ogni umano orpello. Ed è questa la politica che devono volere ed amare quanti hanno la virtù di saper castigare le ambizioni e mettersi onestamente al servizio degli imperativi della coscienza morale e degli interessi della comunità.

In questo duro clima di lotta e di sacrificio, auguriamo all’amico De Gasperi ed al nuovo Governo buon lavoro e buona fortuna.

Fonte: “Una nuova guida”, Il Popolo, 11 dicembre 1945.

[Il testo qui pubblicato riporta, a cura della redazione, alcuni titoletti non presenti nell’edizione originale. Nella foto, restaurata, si vede De Gasperi salutare Ferruccio Parri.]

Difesa europea e ruolo della BCE: il suggerimento di Monti

Un intervento che segna il dibattito europeo

In un passaggio destinato a pesare nel confronto pubblico, Mario Monti — senatore a vita ed ex Presidente del Consiglio — ha indicato una via possibile per sostenere la nascente difesa comune europea. Ospite della trasmissione L’Aria che tira su La7, Monti ha escluso l’ipotesi di ricorrere a Euroclear, condividendo le perplessità espresse in queste settimane dai governi belga e tedesco. La vera strada, sostiene, passa invece per la Banca centrale europea.

La BCE come strumento straordinario

Monti ricorda che l’istituto di Francoforte “può e deve” intervenire, a condizione che vi sia una chiara copertura politica dei governi dell’Eurozona. Non si tratterebbe di un precedente senza radici: durante la pandemia la BCE ha sostenuto massicciamente gli Stati, così come negli anni del quantitative easing. All’epoca, nota Monti, si agì “al limite delle regole europee” proprio per garantire stabilità ai governi.

Oggi, l’urgenza è diversa ma non meno strategica: dotare l’Europa di una capacità di difesa che non ricade direttamente sui bilanci nazionali e che risponde a un obiettivo comune, in linea con l’evoluzione geopolitica del continente.

Un cambio di paradigma da assumere con coraggio

Nella prospettiva dell’ex premier, la difesa europea non può restare ostaggio delle lentezze intergovernative e delle incertezze politiche dei singoli Stati. È un bene pubblico europeo, e come tale richiede strumenti europei. Per questo invoca un’assunzione di responsabilità collettiva: la BCE non può muoversi senza mandato, e i governi non possono invocare l’Europa senza poi fornirle gli strumenti necessari.

Il nodo politico: unEuropa che non abbia paura di sé stessa

La proposta di Monti non è tecnica, o non solo: è profondamente politica. Chiama l’Europa a riconoscere che la sicurezza comune è oggi un prerequisito della sua stessa sopravvivenza istituzionale. L’autonomia strategica non può essere affidata ai soli bilanci nazionali né alle oscillazioni del quadro internazionale.

Se l’Europa vuole esistere come soggetto politico e non solo come mercato, deve accettare che anche la politica monetaria — in condizioni eccezionali e con piena legittimazione democratica — possa concorrere alla costruzione della sua difesa.

Un dibattito appena iniziato

L’intervento di Monti apre una riflessione che andrà oltre l’attualità. In un tempo in cui l’equilibrio globale è incerto e il rapporto transatlantico attraversa una fase di ridefinizione, l’Europa non può più permettersi inerzie. La difesa comune è un progetto storico: servirà visione politica, cultura istituzionale e, come suggerisce Monti, anche il coraggio di usare fino in fondo gli strumenti già previsti dall’architettura europea.

Custode delle fragilità interiori: ricordando Eugenio Borgna.

Il medico dellascolto

Un anno fa ci lasciava il Prof. Eugenio Borgna, decano degli psichiatri italiani, personalità di fama e rilevanza internazionale. Se ne andava in silenzio, senza clamori, in punta di piedi, con discrezione, circondato dall’affetto dei suoi cari e dal pensiero grato e reverente di quanti – e sto scoprendo che sono moltissimi – gli hanno voluto bene.

Lo ricordo come una persona straordinaria, che sapeva unire una professionalità sicura e competente a una grande umanità. Aveva una visione “olistica”, cioè aperta, totale, inclusiva della psichiatria come scienza da un lato e come viatico alle alterne vicende e alle sofferenze della vita: un approccio centrato sull’ascolto e sul dialogo con i suoi pazienti.

Ciò non era solo un dovere di etica professionale, ma anche e soprattutto il convincimento interiore – maturato in anni e anni di professione – che per occuparsi delle fragilità della mente e dell’insicurezza emotiva occorra un approccio terapeutico più ampio di quello strettamente clinico, accompagnato da una spiccata sensibilità spirituale, da una spontanea propensione all’introspezione: conoscere, capire, aiutare.

Possiamo chiamare sapientia cordis questa sua capacità, possiamo tradurla in “bontà dell’animo”: qualcosa che non si impara e non si eredita, ma che appartiene al modo di essere della persona, alla sua autenticità originale e irripetibile.

Scienza e narrazione

Scienza e umana comprensione non sono mai stati per lui poli separati o antitetici, ma dimensioni compresenti, incentrate sul dialogo e sull’ascolto empatico del paziente psichiatrico: una nuova maniera di accostarsi alla malattia, più rispettosa dello stato di sofferenza della persona.

Su questi convincimenti aveva formato e consolidato il suo approccio terapeutico e li aveva saputi spiegare in una sterminata produzione di libri con una singolare peculiarità: unire esposizione scientifica e narrazione umanistica, epistemologia medica e racconto.

Personalmente – e lo riferisco solo come debito che avevo con lui – ero sorpreso dalla considerazione che mi riservava nei nostri intensi carteggi: quando gli inviavo le mie recensioni dei suoi libri o qualche articolo che pensavo potesse interessargli, lui mi rispondeva sempre, in modo quasi sorprendente, per condividere pensieri, parole, emozioni, sentimenti.

Conservo questo archivio di ricordi epistolari come uno scrigno prezioso da cui attingere per comprendere meglio gli aspetti anche più reconditi e apparentemente inaccessibili della vita. Mi ritengo un privilegiato, ma sono convinto che fosse così con tutti: era il suo stile comunicativo, una spontanea spinta interiore verso la relazione.

L’ultimo suo libro che avevo recensito era In dialogo con la solitudine, un capolavoro assoluto per capacità di introspezione.

 

Loasi della solitudine

La solitudine, secondo Borgna, presenta molti aspetti e costituisce forse il motivo professionale di uno scandaglio interiore impegnativo e difficile. Ma egli era capace di cogliervi una funzione maieutica: la solitudine ci mette in contatto con il passato, ci fa rivisitare il presente, può persino diventare fonte generativa di speranza, un aiuto nella ricerca di ciò che è davvero essenziale.

Trovo molto significativa la metafora che Borgna evoca nella chiusa della sua riflessione, laddove paragona la solitudine a una «oasi nel deserto».

Importante perché l’oasi significa approdo, e molto spesso salvezza – siamo tutti naufraghi alla deriva di un’inevitabile precarietà esistenziale –, ma anche per il deserto che sta intorno a noi: nonostante le apparenze di un ecumenismo virtuale, la solidarietà e il perseguimento del bene comune faticano a diventare un dovere riconosciuto nell’immaginario collettivo.

Questo inciso – a cui il Prof. Borgna attribuiva un significato riassuntivo e quasi conclusivo del suo discorso – dovrebbe aiutarci a rispettare le solitudini altrui, a essere più indulgenti nelle cose della vita.

 

Un breve profilo professionale

Eugenio Borgna è stato uno psichiatra, saggista e accademico di fama internazionale. Come primario di servizi psichiatrici ospedalieri, fin dai primi anni ’60 ha adottato metodi di cura che, esorbitando dalla comune prassi clinica, si sono incentrati sul dialogo reciproco e l’ascolto empatico del paziente psichiatrico, non soggetto ad alcuna forma di coercizione, contenzione o imposizione, sperimentando così, per la prima volta in Italia una nuova maniera di accostarsi alla malattia psichiatrica, più umana, rispettosa e comprensiva del dolore del paziente,.

Strenuo sostenitore di una “psichiatria dell’interiorità”, capace di individuare o cercare di scorgere quella dimensione profonda e soggettiva del disagio psichico, attraverso una prospettiva interdisciplinare che coinvolge discipline e campi eterogenei, quali la letteratura la filosofia e l’arte, ha altresì condotto interessanti e innovativi studi sulla malinconia, la depressione e la schizofrenia nonché sui fondamenti epistemologici e metodologici della psichiatria.

Nel 2018, è stato insignito del titolo di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

Autore di numerosissimi saggi e libri, per Einaudi ha pubblicato: Elogio della depressione (2011), La fragilità che è in noi (2014), Parlarsi (2015), Responsabilità e speranza (2018), Le parole che ci salvano (2017), Lascolto gentile (2017 e 2018), La nostalgia ferita (2018), La follia che è anche in noi (2019), Speranza e disperazione (2020), In dialogo con la solitudine (2021).

Tra algoritmi e umanità: il nuovo patto della cura

C’è un filo che attraversa la cura

C’è un filo sottile, quasi invisibile, che oggi attraversa i nostri ospedali, le case, le relazioni di cura. È la presenza crescente dell’Intelligenza Artificiale, che entra negli ambulatori, studia le immagini radiologiche, monitora i parametri di chi vive con una patologia cronica.

Un tempo era un tema da convegni; ora è parte del quotidiano. E come accade per ogni grande trasformazione, porta con sé domande che riguardano tutti: non solo i medici, ma i cittadini, le famiglie, le istituzioni, le comunità.

La domanda più urgente non è tecnica: è umana. Che cosa accade alla cura quando un algoritmo si siede accanto al medico? È a partire da questa consapevolezza che l’Associazione FareRete InnovAzione BeneComune APS ha raccolto, nel Manifesto per l’Umanizzazione della Società, una visione in cui progresso e dignità non si escludono, ma si fecondano a vicenda.

La cura non è solo un atto: è una relazione

Quando si entra in una stanza d’ospedale, ci si accorge subito che la cura non è fatta solo di farmaci o terapie. È fatta di parole, di sguardi, di ascolto. È un incontro in cui la fragilità non è debolezza, ma riconoscimento reciproco.

È qui che l’Intelligenza Artificiale pone la prima, grande sfida: può davvero avvicinare, oppure rischia di allontanare?

Il professor Tonino Cantelmi lo ha detto con chiarezza nel Simposio “Bene comune e futuro: verso una società umanizzata”: la tecnologia non è mai neutra. Può amplificare il tempo della relazione o, al contrario, trasformarsi in un filtro impersonale. Tutto dipende da come la integriamo nella vita reale, non da come la immaginiamo nei laboratori.

La cura non si digitalizza. La cura si accompagna.

 

La comunità come spazio vitale

In un Paese dove milioni di persone vivono in aree interne o periferiche, l’IA può diventare un ponte: una mano tesa a chi non raggiunge facilmente i servizi sanitari, un supporto per i caregiver che reggono il peso silenzioso della fragilità familiare.

La telemedicina, se ben progettata, non è una distanza: è una presenza nuova.

Ma non sostituisce il medico, non sostituisce il territorio.

La comunità resta il primo presidio di salute.

Responsabilità: governare, non subire la tecnologia

L’Intelligenza Artificiale non sceglie da sola: apprende da ciò che le diamo, riproduce ciò che vede, amplifica ciò che trova. È lo specchio della nostra idea di società.

Ecco perché la responsabilità è il vero terreno etico del nostro tempo.

Non si può parlare di salute senza parlare di educazione, lavoro, ambiente, welfare. Come ricorda Stefano Zamagni, il benessere non è la somma di servizi, ma un equilibrio sociale profondo.

Per questo la tecnologia richiede un nuovo patto intersettoriale: tra medici, ingegneri, istituzioni, terzo settore, imprese impegnate e cittadini attivi.

Equità: la prima forma di umanizzazione

L’IA può essere rivoluzionaria per ridurre le disuguaglianze: servizi in aree periferiche, diagnosi precoci, sostegno ai fragili. Ma l’equità non è automatica: è una scelta politica. È la scelta di non lasciare indietro nessuno.

Il Manifesto dell’Umanizzazione parla di dignità, vulnerabilità, unicità.

La tecnologia deve partire da qui: dalla verità profonda della condizione umana.

Dal fatto che la persona non è un insieme di dati, ma un essere relazionale che cresce, si ammala, guarisce, spera.

Il contributo del modello Friday for Life

Questo modello propone una chiave di lettura che integra scienza e vita, logica e significato, razionalità e generatività.

Chiede di valutare ogni innovazione sulla base di una domanda essenziale: favorisce la vita, o la indebolisce?

È un criterio semplice e profondissimo, che restituisce all’uomo il ruolo di custode, non di spettatore.

Costruire un futuro umano nellera dellIA

Il futuro non si attende: si costruisce. E la direzione che scegliamo oggi determinerà la società che lasceremo alle generazioni future.

Possiamo immaginare una tecnologia che isola e semplifica, oppure una tecnologia che accompagna, che unisce, che riconosce la dignità dell’essere umano.

Il Manifesto dell’Umanizzazione della società ci indica una strada: non rinunciare all’innovazione, ma orientarla alla dignità, alla giustizia, alla relazione, alla vita.

 

Rosapia Farese (Roma, 1947), autrice e saggista, è Presidente e co-fondatrice dell’Associazione FareRete InnovAzione BeneComune APS. Con un percorso che intreccia impresa, ricerca sociale e impegno civile, promuove progetti nazionali su salute, ambiente, educazione e lavoro. Autrice di numerosi articoli e contributi culturali, porta avanti una visione di umanesimo civile che unisce etica, responsabilità e innovazione sociale per costruire una società più giusta e sostenibile.

LAssociazione FareRete – Innovazione Il Bene Comune – Il Benessere e la Salute in un Mondo Aperto a Tutti – Michele Corsaro – Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale ha sede in Roma “c/o Studio Catallozzi” – Via Bevagna 96 00191 Roma; sede operativa Via Anagnina 354 – 00118 Roma.

E-mail: fareretebenecomune@gmail.com

Sito ufficiale: www.fareretebenecomune.it

Ucraina, Trump: con leader europei discussione "con parole forti"

Roma, 10 dic. (askanews) – La questione ucraina è stata discussa fra la Casa Bianca e i leader europei “con parole forti”: lo ha affermato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump in conferenza stampa.

“Abbiamo parlato con i leader di Francia, Germania e Regno Unito, tutti ottimi leader, miei cari amici, e abbiamo discusso dell’Ucraina con parole piuttosto forti, e vedremo cosa succederà. Stiamo aspettando di sentire le risposte [di Kiev] prima di procedere”, ha proseguito.

I leader europei hanno inoltre proposto un vertice per la fine della settimana: “Prima di partecipare a un incontro, vogliamo sapere alcune cose. Vorrebbero che andassimo a un incontro durante il fine settimana in Europa e prenderemo una decisione, a seconda di cosa ci diranno [gli ucraini]” ha concluso, precisando che in caso positivo verrebbe coinvolto anche il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy.

Usa, Trump annuncia l’avvio della gold card per la residenza

Roma, 10 dic. (askanews) – La Casa Bianca annuncia l’attivazione della “Trump Gold Card”, la carta che dà la possibilità di ottenere la residenza in Usa pagando un milione di dollari.

“La trump Gold Card del governo degli Stati Uniti oggi è qui! Un percorso diretto verso la cittadinanza per tutte le persone qualificate e selezionate” si legge in un post su Truth. “Che emozione! Le nostre grandi aziende americane possono finalmente trattenere i loro preziosi talenti. Il sito web sarà online tra 30 minuti!”.

“È un’emozione grandissima per me e per il Paese – ha detto Trump secodo quanto riporta la Casa Bianca sui social – abbiamo appena lanciato la Trump Gold Card. Tutti i fondi vanno al governo degli Stati Uniti. Potrebbe trattarsi di una cifra enorme. È un po’ come una green card, ma con grandi vantaggi rispetto a una green card”.

Fed taglia ancora i tassi e torna in modalità di attesa

Roma, 10 dic. (askanews) – La Federal Reserve, la Banca centrale degli Stati Uniti ha tagliato nuovamente i tassi di interesse, e di fatto si è riposizionata in modalità “di attesa”. Il riferimento ufficiale sui fed funds è stato ridotto di 0,25 punti percentuali ad una forchetta del 3,50%-3,75%, in linea con le attese prevalenti.

La decisione è stata assunta a maggioranza dal direttorio (il Fomc) che, secondo il comunicato diffuso dall’istituzione, come molti si attendevano si è diviso su questa ultima mossa. Il presidente e altri 9 esponenti hanno votato per il taglio poi deciso, un altro esponente si è opposto perché avrebbe voluto un taglio più energico (0,50 punti) e altri due componenti hanno votato contro perché avrebbero preferito mantenere lo status quo.

Con l’ultimo tagli ai tassi appena deciso, ora “siamo ben posizionati: significa che valuteremo attentamente i dati che perverranno. Siamo ben posizionati per attendere e vedere”, ha spiegato il presidente Jerome Powell, durante la conferenza stampa esplicativa.

Positiva Wall Street che a meno di un’ora da fine seduta è tutta rialzista: più 1,18% per il Dow Jones, più 0,82% per l’S&P 500 e più 0,52% per il Nasdaq. In calo il dollaro con l’euro che sale a 1,1698 sul biglietto verde.

La Fed ha anche rivisto al rialzo le sue previsioni sulla crescita economica: ora si attende un più 1,7% del Pil quest’anno, cui dovrebbe seguire un più 2,3% nel 2026 e un più 2% nel 2027. Nelle precedenti stime, risalenti a settembre, la Fed prevedeva più 1,6% nel 2025, più 1,8% il prossimo anno e più 1,9% nel 2027.

Contestualmente sono state riviste al ribasso le attese di inflazione: al 2,9% sull’insieme del 2025, 2,4% per il 2026 e 2,1% (confermato) per il 2027. A settembre era previsto 3% di inflazione quest’anno e 2,6% il prossimo. L’obiettivo della Fed sull’inflazione è del 2%.

Per quanto riguarda le attese degli esponenti dello stesso direttorio (Fomc) sui tassi che sono chiamati a decidere, complessivamente il valore mediano è rimasto inalterato rispetto settembre: 3,6% quest’anno, 3,4% il prossimo (in pratica un soglio taglio) e 3,1% nel 2027. L’ultimo schema (dot plot) sulle attese dettagliate per i tassi dei componenti è però particolarmente frastagliato. (fonte immagine: Federal Reserve).

Ucraina, Conte su Trump spiazza ‘campo largo’, Pd: Italia stia con Ue

Roma, 10 dic. (askanews) – Le parole di Giuseppe Conte sull’Ucraina spiazzano il ‘campo largo’, se il leader M5s torna a criticare la linea dell’Europa e invita a lasciare l’iniziativa negoziale agli Usa (“L’unico processo negoziale in campo è quello proposto da loro”), il Pd sottolinea che al netto dell’inerzia degli ultimi anni oggi l’Europa si muove ed è lì che l’Italia deve stare. Ma le parole dell’ex premier vengono criticate anche da Riccardo Magi di ‘Più Europa’ e persino Angelo Bonelli di Avs dice di non condividere, sia pure aggiungendo che la risposta dell’Ue non può essere il riarmo.

Tutto nasce dalle dichiarazioni di Conte della mattinata. In parte il leader 5 stelle ha ribadito il giudizio che esprime da anni: “Il governo italiano, insieme ai governi europei, hanno fallito puntando sulla scommessa militare della vittoria dell’Ucraina sulla Russia a colpi di invii di armi e di spese militari”. Poi però, parlando della situazione attuale, ha aggiunto: “Io prendo atto: l’Europa è completamente disorientata, non si è capito qual è la linea. Purtroppo avevano solo una linea, questa è la realtà: la vittoria militare sulla Russia, hanno scommesso su questo, adesso non c’è nessuna alternativa. Quindi lasciamo che a condurre il negoziato siano gli Stati Uniti e cerchiamo in qualche modo…”.

E’ l’ultima frase quella che fa sobbalzare gli alleati, a cominciare dal Pd. Giorgio Gori commenta sarcastico: “Ma sì, lasciamo che sia Trump a condurre il negoziato e noi stiamo fuori. Facciamo anzi che siano i russi a fissare direttamente le condizioni”. Filippo Sensi usa un registro simile: “Ho letto una nota su Europa, Trump e Ucraina che pensavo fosse di Vannacci o Borghi. Sbagliavo”. Ma anche un dirigente della sinistra sbarra gli occhi quando gli viene letta la frase di Conte.

La posizione ufficiale del partito la espone Peppe Provenzano, responsabile esteri nella segreteria Pd che non cita Conte, ma dice parole chiare: “Trump e Putin – premette – non si stanno mettendo d’accordo sulla fine della guerra, che vogliamo tutti, e per primi gli ucraini, ma sulla fine dell’ordine internazionale basato sulle regole”. Dopodiché, aggiunge, “è mancata un’iniziativa diplomatica? Noi la chiediamo da anni. Ma oggi è l’Europa che sta ponendo ai tavoli negoziali le ragioni dell’aggredito e del diritto internazionale. E l’Italia è lì che deve stare per una pace giusta e duratura”.

Provenzano poi chiama in causa Giorgia Meloni: “Passa il tempo a dire a ucraini ed europei di non rompere con Trump. Dovrebbe dire a Trump di non abbandonare l’Ucraina e non rompere con l’Europa”.

Matteo Renzi, invece, si posiziona a metà strada tra il Pd e M5s: “Il problema dell’Europa non è a Washington, ma a Bruxelles. Se vogliamo bene all’Europa oggi la sfida non è banalmente attaccare Trump come tutti ma cambiare Bruxelles fino in fondo. Se l’Europa non cambia, muore”.

Conte a fine giornata torna sulla questione, prendendosela con “alcune anime belle” che “si meravigliano delle mie dichiarazioni di oggi. Mi sono limitato a fotografare con rammarico quella che è la disastrosa situazione attuale”. E la situazione è che “oggi l’unico processo negoziale in campo è quello proposto da loro (dagli Usa, ndr), che piaccia o no. I farisei che hanno da ridire se hanno soluzioni alternative si facciano avanti e la smettano con le chiacchiere”.

Posizioni che non sarà facile comporre la prossima settimana, quando si presentaranno le risoluzioni per il dibattito parlamentare in vista del Consiglio europeo.

Nasi (Cirfood): Unesco momento storico, ristorazione condivisione

Reggio Emilia, 10 dic. (askanews) – “Il riconoscimento dell’Unesco molto importante ed un momento storico e di grande orgoglio per il nostro Paese perch valorizza la nostra cucina come un patrimonio di cultura, di biodiversit e di sostenibilit”. Lo ha detto Chiara Nasi, presidente di Cirfood, commentando l’iscrizione della cucina italiana nella Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanit dell’Unesco a margine del convegno “Nutrire lo sport” al Cirfood District di Reggio Emilia. Il cibo italiano, ha proseguito Nasi ” anche un rito quotidiano che celebra proprio la condivisione, la convivialit, lo stare insieme”.

“Anche la ristorazione collettiva rappresenta questo riconoscimento” arrivato dall’Unesco “perch per noi il pasto non significa solo nutrimento, ma anche un’esperienza, un’esperienza che unisce culture e persone proprio come la tradizione gastronomica del nostro Paese” ha concluso la presidente di Cirfood.

Federal Reserve taglia tassi Usa di 0,25 punti al 3,50%-3,75%

Roma, 10 dic. (askanews) – La Federal Reserve, la Banca centrale degli Stati Uniti ha nuovamente tagliato i tassi di interesse nella misura di 0,25 punti percentuali. Il riferimento ufficiale sui fed funds scende quindi a una forchetta del 3,50%-3,75%, in linea con le attese prevalenti.

La decisione è stata assunta a maggioranza dal direttorio (il Fomc) che, secondo il comunicato diffuso dalla istituzione, come molti si attendevano si è diviso su questa ultima mossa. Il presidente e altri 9 esponenti hanno votato per il taglio poi deciso, un altro esponente si è opposto perché avrebbe voluto un taglio più energico (0,50 punti) e altri due componenti hanno votato contro perché avrebbero preferito mantenere lo status quo. (fonte immagine: Federal Reserve).

Atreju, Conte: Schlein e io dovevamo andare insieme a sfidare Meloni

Roma, 10 dic. (askanews) – “Due contro uno, Meloni non avrebbe avuto gioco facile, dovevamo andare entrambi ad Atreju, sia io che schlein, a evidenziare le contraddizioni del centrodestra, a dire che sulle banche, sulla politica estera, litigano ogni giorno”. Lo ha detto Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 stelle, nell’intervista speciale ‘Faccia a faccia’ in onda stasera alle 22.30 su Rainews24.

Ha aggiunto Conte: “Non scherziamo, non è vero che io faccia più il pungolo alla Schlein che a Meloni, ogni giorno urliamo contro quello di sbagliato che fa questo governo”.

A Davide Toffolo il premio "Piero Ciampi a fumetti"

Roma, 10 dic. (askanews) – Sabato 13 dicembre, in occasione della XXVIII edizione del Premio Ciampi, verranno consegnati due importanti riconoscimenti: Davide Toffolo riceverà il Premio “Piero Ciampi a Fumetti”, mentre i Tre Allegri Ragazzi Morti saranno insigniti del Premio Ciampi alla Carriera.

Nel corso della serata, che si terrà al Teatro Goldoni di Livorno, Toffolo sarà sul palco con una performance originale pensata appositamente per l’occasione, per poi esibirsi insieme ai Tre Allegri Ragazzi Morti. Accanto a loro, numerosi altri protagonisti della scena musicale contemporanea, che si alterneranno tra esibizioni e riconoscimenti.

Originario di Pordenone, Davide Toffolo è un artista unico: musicista e fumettista, voce e chitarra dei Tre Allegri Ragazzi Morti, poeta del fumetto contemporaneo. Il suo segno, per quanto immediatamente riconoscibile, si plasma a seconda delle storie, mantenendo la coerenza di quella profonda sincerità che lo contraddistingue. La stessa sincerità che aveva Piero Ciampi, quella di chi ancora si lascia stupire dalle piccole e grandi cose della vita, e che Toffolo sa comunicare con il mezzo più povero, immediato, magico e inafferrabile che ci sia: il fumetto.

Narratore sopraffino dell’adolescenza e autore di opere come “Piera degli Spiriti”, “Fregoli” e “Cinque Allegri ragazzi Morti”, Toffolo è anche un acuto osservatore della vita di personaggi emblematici, che racconta attraverso le loro biografie dell’anima: Carnera, Magnus e Bonvi, Remo Remotti e Pier Paolo Pasolini. Quest’ultimo è stato al centro, alla fine di novembre, di tre appuntamenti speciali dello spettacolo Pasolini, concerto disegnato dei Tre Allegri Ragazzi Morti: un progetto in cui disegni, musica, immagini e parole si intrecciano per raccontare la vita del poeta friulano, nel cinquantesimo anniversario della sua morte.

La presenza dei fumetti durante la serata finale del Premio Ciampi è il punto d’arrivo di un progetto iniziato nel 2018, quando nacque l’evento collaterale “Piero Ciampi a fumetti”, una mostra di tavole e illustrazioni realizzate da alcuni dei migliori disegnatori italiani per rivisitare le canzoni del cantautore livornese, a partire dalla considerazione che Ciampi, oltre ad essere un poeta e un musicista, era anche un grande appassionato di arti figurative. Dal 2023 diventa un vero e proprio premio, a cura di Guido Siliotto, che viene assegnato ogni anno: occasione per mettere a confronto le canzoni di Ciampi con l’arte dei migliori fumettisti contemporanei.

Ucraina, Conte: vergognosa debolezza Ue, Usa se ne approfittano

Roma, 10 dic. (askanews) – “Vedo che alcune anime belle si meravigliano delle mie dichiarazioni di oggi. Mi sono limitato a fotografare con rammarico quella che è la disastrosa situazione attuale: ho sempre auspicato un protagonismo dell’Europa nel processo di pace e questo invece è clamorosamente mancato”. Lo scrive sui social il presidente del M5s Giuseppe Conte, replicando alle critiche piovutegli addosso per le sue parole sul ruolo dell’Europa nella crisi ucraina.

“La Cina si era offerta da subito di mediare ed è stata ricacciata spingendola all’abbraccio con la Russia e il resto del mondo. Abbiamo condannato e ricondannato l’aggressione russa ma è un fatto che stanno consolidando ogni giorno una vittoria militare sul campo. Gli Stati Uniti hanno vita facile a giocare una partita a proprio vantaggio, approfittando di una debolezza europea che ho sempre rimarcato fosse un danno per tutti noi. Una debolezza vergognosa che l’Europa dimostra in ogni dossier: dal riarmo, all’acquisto di gas, allo scontro sui dazi, alle genuflessioni sulla zero tassazione sui giganti del web. Oggi l’unico processo negoziale in campo è quello proposto da loro, che piaccia o no. I farisei che hanno da ridire – conclude Conte se hanno soluzioni alternative si facciano avanti e la smettano con le chiacchiere”.

Sanremo Giovani, sei finalisti: “Paura e gioia, sognando l’Ariston”

Roma, 10 dic. (askanews) – Tanta emozione, adrenalina alle stelle, ma anche paure e timori. Sicuramente la voglia di godersela e di arrivare fino in fondo, dando il massimo. Sognando il palco dell’Ariston.

Sono sei i finalisti di Sar Sanremo. A calcare il palcoscenico del Teatro del Casin di Sanremo, il 14 dicembre in prima serata su Rai 1, saranno Antonia, Angelica Bove, Nicol Filippucci, Seltsam, Senza Cri e Welo. Ma solamente due guadagneranno il pass di “Nuove Proposte”, mentre altri 2 giovani finalisti saranno espressi da Area Sanremo e accederanno di diritto a Sanremo 2026, sempre nella categoria “Nuove Proposte”.

“E’ un’emozione nuova, tutto ci che nuovo nella vita ci piace, ci affascina – racconta Welo -. Il mio brano (Emigrato, ndr) un grido di un popolo, una manifestazione di qualcosa che merita pi luce, pi visibilit. Speriamo che il messaggio abbia sempre pi una vetrina adeguata”.

“La musica lo specchio della societ – prosegue – penso che la musica possa anche lanciare dei messaggi positivi”. “L’attesa aumenta il desiderio, bisogna anche un po’ godersela. Sono carico, determinato e vedremo come andr”, dice Welo.

“L’emozione tantissima, c’ molta serenit”, racconta Angelica Bove, che interpreta il brano “Mattone”. “C’ la voglia e l’esigenza di esprimere un forte dolore che per me stato, ed ancora oggi, un dolore che si sta evolvendo e si evolve sempre di pi, quindi un’esigenza”. “La musica ha sempre dimostrato di essere un ponte molto funzionale all’unione, anche un modo di essere ‘umani’ sempre di pi”.

L’attesa? “Generalmente la vivo sempre molto male – dice Angelica – per devo dire in questo caso la vivo bene perch talmente tanto quello che accadr domenica, talmente nell’apice di emozioni che mi preservo e sono tranquilla”.

Senza Cri interpreta “Spiagge”. “Provo tanto entusiasmo, tanta energia positiva, voglio vivermi questa esperienza intensamente, cos come va vissuta”, racconta. Il messaggio del brano? “Vivere, lasciarsi attraversare delle emozioni senza paura alcuna”, spiega. “La musica ha cambiato la storia, io mi ci attacco con tutta la forza del mondo; quella cosa che anche se ti assalgono i problemi, ti aiuta a celebrare la vita”.

Seltsam si presenter sul palco domenica per la finalissima con il brano “Scusa mamma” con “tante emozioni e un pizzico di sindrome dell’impostore” ma anche “tanta felicit”. “‘Scusa mamma’ un titolo abbastanza enunciativo – dice – ho provato a chiedere scusa a mia mamma per ogni volta che l’ho delusa ma non solo, anche per tutte le volte che non le ho chiesto scusa anche quando non avrei dovuto”. “La musica unione – sottolinea Seltsam – ed quello che manca in questo momento. Sono cose purtroppo pi grandi di noi. Poche parole e pi fatti. Questo forse la cosa migliore”.

“Sono molto emozionata – dice da parte sua Antonia – e cercher di fare del mio meglio come al solito. Non vedo l’ora”. “Con il mio brano ‘Luoghi perduti’ vorrei dire alle persone che non mai troppo tardi per rimediare ai propri sbagli, che ci vuole il coraggio, occorre avere coraggio per sacrificare le cose, per avere cose migliori”. “La musica la cosa pi forte, l’arte la prima cosa per comunicare con tutte le persone, non c’ in mezzo di comunicazione migliore di questo”, conclude Antonia.

“Sono molto contento, sto provando un mix di sentimenti anche contrastanti – confessa Nicol Filippucci – ho tanti sentimenti nuovi per sono felice, molto contento”.

Il brano “Laguna” “parla di una storia, una storia d’amore, di una relazione che purtroppo finita e quindi racchiude un po’ tutti quei sentimenti, quei pensieri, quelle emozioni di quando qualcosa finisce”, spiega Nicol, svelando due dei gesti scaramantici che compie ogni volta che si esibisce. “Ci sono due cose che faccio sempre: la prima indossare sempre le stesse mutande – racconta – e la seconda che prima di cantare faccio dei salti, tipo preriscaldamento come i centometristi”.

Giubileo detenuti, prosegue fino al 18 dicembre "Hyperlocal Rebibbia"

Roma, 10 dic. (askanews) – Prosegue fino al 18 dicembre “Hyperlocal Rebibbia”, la mostra a cielo aperto dedicata al polo penitenziario più grande d’Italia, ideata in occasione del Giubileo dei Detenuti da Hyperlocal, la piattaforma editoriale che da quattro anni racconta le comunità, i luoghi simbolici e le scene culturali e artistiche dei quartieri di diverse città del mondo.

Giovedì 11 dicembre alle 18.30 in programma un secondo incontro aperto al pubblico dal titolo “Forward the Unseen” (alle 18.30 presso la Casa del Municipio Roma IV “Ipazia di Alessandria”, in Viale Rousseau 90). Un talk che esplora come il teatro, il video e la fotografia possano diventare un’esperienza trasformativa, aiutando i detenuti a sperimentare nuovi ruoli sociali e a ricostruire la propria identità. L’incontro indaga il ruolo dell’arte e della creatività come strumenti di trasformazione e libertà, anche in contesti di privazione come il carcere, attraverso una serie di confronti relativi ai media espressivi e visuali con cui il Carcere di Rebibbia è stato raccontato, a partire dalle esperienze personali e lavorative di alcuni contributor che hanno partecipato alla realizzazione di Hyperlocal Magazine Rebibbia e della mostra.

Durante l’incontro sarà proiettato il video dell’intero progetto “Hyperlocal Rebibbia. The Prison as a Neighborhood: Inside the Rebibbia Penitentiary Complex” di Alain Parroni.

Intervengono: il regista Alain Parroni su sguardo, racconto diretto e messa in scena dell’esperienza; Fabio Cavalli, regista e fondatore del “Teatro Libero di Rebibbia” e Francesca Tricarico, regista e ideatrice del progetto di teatro in carcere “Le Donne del Muro Alto”, sul ruolo delle arti performative e il teatro come riscatto.

Ideato in occasione del Giubileo dei Detenuti previsto il 14 dicembre 2025, e frutto di un lavoro portato avanti dalla redazione di Hyperlocal insieme a un nutrito gruppo di scrittrici e scrittori, fotografe e fotografi, insieme a un gruppo di diciassette detenuti che in due mesi di attività sono diventati parte integrante della redazione, Hyperlocal Rebibbia narra e mostra “Un Mondo alla rovescia” le cui dinamiche sono tanto simili quanto diametralmente opposte rispetto a quelle che intercorrono tra i cittadini liberi. Una diversità nella somiglianza che genera continui cortocircuiti e impone riflessioni e domande.

Il magazine nato da questa esperienza è stato affisso eccezionalmente sia nel Nuovo Complesso di Rebibbia, all’interno dell’area verde che costeggia la Porta Santa e la Chiesa del Padre Nostro, che nello slargo antistante la fermata della Metro B, dove i 120 poster che lo compongono, sono esposti fino al 18 dicembre su 20 tabelle metalliche e removibili.

I suoi contenuti possono così essere fruiti dall’intera comunità che popola il carcere di Rebibbia, da coloro che hanno contribuito alla loro realizzazione attraverso le attività progettuali attivate da Hyperlocal all’interno del penitenziario stesso, e dalla popolazione del quartiere che affolla questo tratto di Tiburtina ogni giorno. Una mostra a cielo aperto dunque, che costruisce un ponte tra “dentro” e “fuori”.

Hanno partecipato alla realizzazione del progetto i fotografi e le fotografe Stefano Lemon, Lavinia Parlamenti, Guido Gazzilli, Benedetta Ristori e scrittrici e scrittori come Isabella De Silvestro, Federica Delogu, Christian Raimo, Nicolò Porcelluzzi, Alice Sagrati, Elisa Cuter, Graziano Graziani, Emilia Agnesa, Silvia Basile.

A loro si aggiungono il regista Alain Parroni, che ha firmato il video di presentazione di Hyperlocal Rebibbia indagando il rapporto tra detenuti e il quartiere di Rebibbia; l’illustratrice Oscar Frosi @matrioscar e numerosi documenti visivi d’archivio di chi ha incrociato il carcere negli anni passati e nei modi più disparati: dai progetti del suo architetto Sergio Lenci, agli scatti di Tano D’Amico e Angelo Turetta, dalle foto di scena del film “Fuori” di Mario Martone a quelle di “Cesare deve morire”, pluripremiata pellicola dei Fratelli Taviani; dalle realtà associative e compagnie teatrali La Ribalta e Le Donne del Muro Alto, fino ad arrivare alla corrispondenza originale della detenuta trans Fernanda Farias De Albuquerque, da cui nei primi anni Novanta è nato il romanzo autobiografico Princesa.

Hyperlocal è una piattaforma editoriale curata da Edizioni Zero che dal 2020 racconta le comunità e le scene culturali e artistiche di rilievo storico, contemporaneo e internazionale localizzate nei quartieri di diverse città del mondo. Hyperlocal Magazine è l’omonimo giornale in formato affissione: una mostra a cielo aperto che coinvolge figure di spicco – autori, scrittori, fotografi, artisti e illustratori – per raccontare, localmente alla città e internazionalmente al pubblico online, storie legate a comunità e scene appartenenti a un quartiere simbolico e ogni volta diverso.

Hyperlocal Rebibbia, promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura, è vincitore dell’Avviso Pubblico Artes et Iubilaeum – 2025, finanziato dall’Unione Europea Next Generation EU per grandi eventi turistici nell’ambito del PNRR sulla misura M1C3 – Investimento 4.3 – Caput Mundi.

(copyright photo: Lavinia Parlamenti)

Project XX1 presenta "La Fleur – Il fiore proibito"

Roma, 10 dic. (askanews) – Prorogato fino al 31 dicembre lo spettacolo “La Fleur – Il fiore proibito”, con la regia di Riccardo Brunetti e Alessandro D’Ambrosi. Dopo il successo delle edizioni del 2017 e del 2019, Project xx1 torna con una rinnovata e sorprendente versione di questa straordinaria esperienza immersiva, che trasforma lo spazio teatrale in un mondo da scoprire, esplorare e vivere in prima persona. Dal 16 ottobre, La Fleur è in scena presso Area xx1, in via Aquilonia 61 (zona Teano, Roma), con un allestimento completamente rinnovato e concepito per essere luogo interamente dedicato alle esperienze immersive.

Project xx1 punta a restituire al pubblico il potere di scegliere. Mascherato e anonimo, infatti, lo spettatore è invitato a esplorare un universo fatto di 17 ambienti scenici, 40 interpreti, 12 storie intrecciate e un’unica grande trama: un’esperienza che si sviluppa nel tempo e nello spazio, diversa per ciascuno, in ogni replica.

“La Fleur” racconta la decadenza e le lotte di potere della famiglia Andolini, un impero criminale alle prese con la propria implosione. Intrighi, amori, tradimenti e vendette si intrecciano in una narrazione corale che interroga una domanda universale: che cos’è la giustizia? Non c’è una sola risposta, ma dodici punti di vista, dodici destini che si sfiorano e si consumano in un ambiente vivo, pulsante, dove ogni gesto può cambiare la percezione della storia.

“Lo spettatore diventa co-creatore, non più semplice testimone – spiegano i registi – L’esperienza immersiva è un linguaggio che permette di vivere il teatro con tutti i sensi, di perdersi dentro una storia, di costruire il proprio percorso emotivo e narrativo. È un modo per riconnettersi al rito, ma con la libertà e la curiosità del presente”.

Project xx1 è tra le prime realtà italiane ad aver portato avanti questa forma di ricerca, costruendo ambienti in cui lo spettatore non assiste, ma agisce, scegliendo liberamente come muoversi e cosa seguire. In un panorama teatrale contemporaneo in cui sembra si sia smarrita la capacità di stupire, l'”immersive theatre” rappresenta una risposta viva, concreta, alla necessità di tornare a un’arte totale e sensoriale.

Per questo, ancor più che per uno spettacolo “tradizionale”, ogni replica di La Fleur – Il fiore proibito sarà un’esperienza irripetibile, dove ogni spettatore costruisce la propria versione della storia

Amazon raggiunge un accordo con l’Agenzia delle Entrate: pagherà 723 milioni

Roma, 10 dic. (askanews) – Amazon ha raggiunto un accordo con l’Agenzia delle entrate. Verserà al fisco italiano 723 milioni di euro. Si tratta in particolare, spiegano dall’Agenzia delle entrate, di 511 milioni derivanti dall’accordo raggiunto oggi tra Amazon ed Entrate e 212 milioni derivanti da accordi siglati nei giorni precedenti che riguardano Amazon Italia Transport e Amazon logistica. Abbiamo raggiunto un accordo con l’Agenzia delle Entrate e rimaniamo concentrati nell’offrire un’esperienza di acquisto eccellente ai nostri clienti in Italia. Questo accordo riflette il nostro impegno a collaborare in modo costruttivo con le autorità italiane”, sottolinea in una nota la società. “Ci difenderemo con determinazione rispetto all’eventuale procedimento penale, che riteniamo infondato. Siamo tra i primi 50 contribuenti in Italia e uno dei maggiori investitori esteri nel Paese. Negli ultimi 15 anni abbiamo investito oltre 25 miliardi di euro in Italia, dove impieghiamo direttamente più di 19.000 persone. Contesti normativi imprevedibili, sanzioni sproporzionate e procedimenti legali prolungati incidono sull’attrattività dell’Italia come destinazione di investimento”, aggiunge Amazon.

Social vietati agli under 16, in Italia molti si dicono favorevoli

Roma, 10 dic. (askanews) – All’indomani dell’entrata in vigore del divieto dei social media per i minori di 16 anni in Australia, il primo Paese al mondo a imporre provvedimenti cos restrittivi sul tema, se ne dibatte anche in Italia: in molti si chiedonono se anche nell’ Unione europea sarebbe il caso di adottare misure di questo tipo, e i genitori soprattutto si dicono favorevoli, preoccupati dall’uso che ne viene fatto al giorno d’oggi dai figli, senza controllo.

“Io vedo che su Instagram e TikTok pubblicano cose che anche moralmente… insomma c’ un po’ troppa libert. Un figlio pu fare qualsiasi cosa, essere iscritto su tanti social e tu non sai che cosa fa. Io ho due figli maschi, ho provato a indagare ma vedo solo quello che mi vogliono far vedere loro” dice una donna.

“Io sono d’accordo, i ragazzi a quell’et devono decidere ancora un sacco di cose, magari anche psicologicamente non sono pronti, quindi sono d’accordo sul divieto sotto i 16 anni. Io i figli li ho grandi, maggiorenni, soprattutto il maschietto sta parecchio sui social, diciamo il 60-70% della giornata e questo un po’ preoccupante” dice un uomo.

“Io sono d’accordo, credo sia importante proteggere i ragazzi da eventuali rischi online come cyberbullismo e contenuti inappropriati” afferma una ragazza.

“Io ho 50 anni, non ho nemmeno io consapevolezza quando uso i social, quindi s, sono favorevole al divieto” aggiunge un uomo.

Al di l delle norme, quello che manca, secondo molti, un’educazione digitale. Domitilla Zerbinati, psicologa e psicoterapeuta: “La relazione tra social network e salute mentale degli adolescenti sicuramente una questione molto dibattuta e molto complessa. Ci sono numerosi studi da parecchio tempo nella comunit scientifica, come quelli di Haidt o di Pellai, che sottolineano come per gli adolescenti al di sotto dei 16 anni sia pi virtuosa una conoscenza analogica piuttosto che digitale e come l’utilizzo massivo dei social network porti a un isolamento sociale e a una deprivazione del sonno. Sebbene ci siano anche degli studi differenti, come quelli di Odgers, che sottolineano come in realt siano gli adolescenti fragili che fanno un maggiore utilizzo dei social network”. “Quello che oggi credo sia evidente come sia importante accompagnare gli adolescenti nell’utilizzo dei social network, come sia importante l’ambiente familiare, un’educazione digitale adeguata e soprattutto un colloquio, una relazione con i propri figli, anche rispetto all’utilizzo delle piattaforme”.

Social vietati a under 16, in Italia molti si dicono favorevoli

Roma, 10 dic. (askanews) – All’indomani dell’entrata in vigore del divieto dei social media per i minori di 16 anni in Australia, il primo Paese al mondo a imporre provvedimenti così restrittivi sul tema, se ne dibatte anche in Italia: in molti si chiedonono se anche nell’ Unione europea sarebbe il caso di adottare misure di questo tipo, e i genitori soprattutto si dicono favorevoli, preoccupati dall’uso che ne viene fatto al giorno d’oggi dai figli, senza controllo.

“Io vedo che su Instagram e TikTok pubblicano cose che anche moralmente… insomma c’è un po’ troppa libertà. Un figlio può fare qualsiasi cosa, essere iscritto su tanti social e tu non sai che cosa fa. Io ho due figli maschi, ho provato a indagare ma vedo solo quello che mi vogliono far vedere loro” dice una donna.

“Io sono d’accordo, i ragazzi a quell’età devono decidere ancora un sacco di cose, magari anche psicologicamente non sono pronti, quindi sono d’accordo sul divieto sotto i 16 anni. Io i figli li ho grandi, maggiorenni, soprattutto il maschietto sta parecchio sui social, diciamo il 60-70% della giornata e questo un po’ è preoccupante” dice un uomo.

“Io sono d’accordo, credo sia importante proteggere i ragazzi da eventuali rischi online come cyberbullismo e contenuti inappropriati” afferma una ragazza.

“Io ho 50 anni, non ho nemmeno io consapevolezza quando uso i social, quindi sì, sono favorevole al divieto” aggiunge un uomo.

Al di là delle norme, quello che manca, secondo molti, è un’educazione digitale. Domitilla Zerbinati, psicologa e psicoterapeuta: “La relazione tra social network e salute mentale degli adolescenti è sicuramente una questione molto dibattuta e molto complessa. Ci sono numerosi studi da parecchio tempo nella comunità scientifica, come quelli di Haidt o di Pellai, che sottolineano come per gli adolescenti al di sotto dei 16 anni sia più virtuosa una conoscenza analogica piuttosto che digitale e come l’utilizzo massivo dei social network porti a un isolamento sociale e a una deprivazione del sonno. Sebbene ci siano anche degli studi differenti, come quelli di Odgers, che sottolineano come in realtà siano gli adolescenti fragili che fanno un maggiore utilizzo dei social network”. “Quello che oggi credo sia evidente è come sia importante accompagnare gli adolescenti nell’utilizzo dei social network, come sia importante l’ambiente familiare, un’educazione digitale adeguata e soprattutto un colloquio, una relazione con i propri figli, anche rispetto all’utilizzo delle piattaforme”.

O’Tacos continua a crescere in Italia: nuovo ristorante a Milano

Milano, 10 dic. (askanews) – O’Tacos, l’azienda parte del gruppo internazionale QSRP che ha portato nel mondo il concetto dei French Tacos, ha annunciato l’apertura del suo quarto punto vendita a Milano, il sesto in Italia. Un’espansione che conferma come il nostro Paese rappresenti per il gruppo un bacino strategico per lo sviluppo del franchising. L’operazione si inserisce all’interno di una strategia di consolidamento volta a garantire una presenza sempre pi capillare nelle principali aree urbane e ad avvicinare il brand a un pubblico giovane e multiculturale. La nuova apertura conferma anche la crescita nel nostro Paese.

Oggi O’Tacos ha oltre 400 ristoranti distribuiti in diversi Paesi del mondo tra cui Italia, Francia, Belgio, Marocco, Arabia Saudita, Canada, Svizzera, Austria e Germania. In questo quadro di espansione internazionale, l’azienda continua a investire anche sul fronte occupazionale: sono infatti previste 42 nuove assunzioni entro il 2025 in Italia.

Da inizio anno, l’azienda sul territorio nazionale ha registrato una crescita economica significativa, facendo leva su un’offerta accessibile, personalizzabile e in linea con le tendenze delle nuove generazioni. L’apertura del nuovo punto vendita di viale Monza, 48, rafforza la presenza del brand a Milano e si inserisce in un progetto di crescita che coniuga posizioni ad alta frequentazione, servizi digitalizzati come chioschi self-ordering e app mobile, e l’offerta del men.

Macron, Merz e Starmer sentono Trump, al telefono per 40 minuti: "Per cercare di fare progressi" sull’Ucraina

Roma, 10 dic. (askanews) – Il presidente francese Emmanuel Macron, il premier britannico Keri Starmer ed il cancelliere tedesco Friedrich Merz hanno avuto una telefonata di quaranta minuti con il presidente statunitense Donald Trump. Ad annunciarlo è l’Eliseo.  Macron, secondo quanto riferisce il quotidiano francese Le Figaro, ha affermato di aver parlato telefonicamente con il presidente Trump e altri leader europei riguardo all’Ucraina, “per cercare di fare progressi”. Anche Londra ha informato in merito al colloquio telefonico avuto con il presidente Trump. “I leader hanno discusso gli ultimi sviluppi dei colloqui di pace in corso guidati dagli Stati Uniti, accogliendo con favore i loro sforzi per raggiungere una pace giusta e duratura per l’Ucraina e porre fine agli omicidi”, si legge nella nota. “Il lavoro intenso sul piano di pace continua e proseguirà nei prossimi giorni”, prosegue la nota, aggiungendo che “hanno concordato che questo è un momento critico – per l’Ucraina, il suo popolo e per la sicurezza condivisa in tutta la regione euro-atlantica”.

Riccardo Scamarcio tra le star Cortinametraggio 2026 (e altre novità)

Roma, 10 dic. (askanews) – Cortinametraggio, presieduto da Maddalena Mayneri, torna dal 23 al 29 marzo e apre l’edizione 2026 annunciando la presenza dell’attore Riccardo Scamarcio, che arriverà a Cortina d’Ampezzo per tenere un CSC Lab di recitazione organizzato esclusivamente dal Centro Sperimentale di Cinematografia.

Un’occasione importante per giovani autori, attori e registi, che potranno confrontarsi direttamente con uno dei protagonisti più autorevoli del cinema italiano contemporaneo. Il laboratorio si terrà il 24 marzo e il 25 marzo, sarà a pagamento e aperto a tutti fino ad esaurimento posti. Pensato in particolare per i giovani aspiranti attori, il Lab offrirà un confronto concreto con un interprete capace di coniugare talento, ricerca e versatilità. Un’esperienza formativa di grande valore, resa possibile dalla direzione artistica del Festival insieme al Centro Sperimentale di Cinematografia, che permetterà ai partecipanti di avvicinarsi al processo creativo e professionale che anima il lavoro dell’attore.

All’interno del programma del Festival, che vede la direzione artistica di Niccolò Gentili, è inoltre previsto un momento particolarmente significativo dedicato ai registi in concorso: un pitch professionale pensato per avvicinare i nuovi talenti ai grandi player dell’industria. Sarà un’occasione concreta per presentare i propri progetti a figure di primo piano del settore, tra cui spiccano Roberto Proia, responsabile Distribuzione e Produzioni di Eagle Pictures; Nicola Giuliano, produttore e co-fondatore di Indigo Film; Filippo Montalto, Head of Development di Andromeda Film; Claudio Falconi, produttore e Head of Local Content di Wildside.

Anche quest’anno l’Hotel de la Poste sarà il cuore della manifestazione, ospitando incontri, interviste e momenti di confronto tra artisti, produttori e addetti ai lavori. Tra le novità annunciate, la chiusura del bando su FilmFreeway prevista il 10 febbraio e la conferma della sezione internazionale che nel 2026 avrà come Paese ospite la Romania, con la direzione artistica affidata al direttore della fotografia Nicu Dragan.

Fra le collaborazioni più rilevanti annunciate per questa edizione spicca quella con Esselunga, che ospiterà le proiezioni del Festival presso Casa Esselunga, lo spazio polifunzionale creato in vista delle Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali 2026. Un’altra novità di rilievo è la collaborazione con OBE – Osservatorio Branded Entertainment, grazie alla quale il Festival inaugura una nuova sezione ufficiale dedicata esclusivamente ai cortometraggi branded, riconoscendone il valore creativo e narrativo.

Nel solco delle collaborazioni consolidate, si conferma anche quest’anno la presenza della Fondazione Marche Cultura – Marche Film Commission, con Andrea Agostini che ha ribadito il loro impegno nel sostenere i giovani talenti. Rinnovata anche la partecipazione della Regione Friuli Venezia Giulia attraverso PromoTurismoFVG, con il Presidente Massimiliano Fedriga che ha ricordato l’importanza del cinema come strumento di promozione territoriale.

A completare il quadro, non mancano i volti che negli anni sono diventati parte integrante della famiglia di Cortinametraggio. Federica Pala sarà la madrina dell’edizione 2026, raccogliendo il testimone da Barbara Venturato. A fare gli onori di casa tornerà Roberto Ciufoli, che con la sua verve accompagnerà il pubblico durante le serate della kermesse.

Cortinametraggio è realizzato con il Patrocinio e il contributo del Comune di Cortina D’Ampezzo e della Provincia di Belluno; con il patrocinio del Comune di Belluno; con la partecipazione di: OBE – Osservatorio Branded Entertainment; Partner Istituzionali: DACIN SARA- e Ambasciata Rumena in Italia, Presidenza Commissione Cultura Camera dei deputati; NUOVO IMAIE; Platinum Partner: Aermec; anche quest’anno Frecciarossa, il treno Alta Velocità di Trenitalia (Gruppo FS), sarà Main Partner del Festival. Main Partner: Anpit Italia, Esselunga; Gold Partner: Fondazione Marche Cultura Marche Film Commission, PromoTurismoFvg; Eagle Pictures, Andromeda Film; Alberghi ufficiali: Hotel De La Poste; Hotel Regina; Hotel Villaneve; Tecnici: Nuove Reti, IVDR, SUMAevents, Giancarlo dall’Omo GD Design, Michele Affidato, Professional Show, Itas AgenziaMutualistica, WGI.

Col d’Orcia vienpremiata da Wine Enthusiast

Roma, 10 dic. (askanews) – L’industria vinicola italiana si trova a un bivio cruciale: mentre i dati mostrano una crescita del biologico del 4,4% in valore nei primi quattro mesi del 2025, la resistenza verso metodi di produzione sostenibili rimane forte tra i grandi produttori. Il paradosso che pur essendo leader mondiale nella viticoltura biologica con 133.000 ettari di vigneti biologici (23% del vigneto nazionale), l’Italia continua a vedere molte aziende ancorate a pratiche intensive che privilegiano la quantit sulla qualit.

A Montalcino, dove il 49,9% della superficie di vigneti condotta in agricoltura biologica, questa transizione significativa. Francesco Marone Cinzano, erede della storica famiglia torinese e proprietario di Col d’Orcia, rappresenta un esempio di come tradizione e innovazione sostenibile possano convivere. ‘Il vero prodotto non il vino, ma preservare la natura per le future generazioni’, afferma Marone Cinzano, che dal 2010 ha trasformato completamente i suoi 150 ettari in biologico e dal 2017 applica la biodinamica.

La scelta di abbracciare il biologico non stata semplice per un produttore che porta sulle spalle il peso di un cognome simbolo dell’industria vinicola italiana. ‘Lavorare il vigneto in modo biologico come gestirlo in modo omeopatico, non che come nell’industria convenzionale dove dando solo una dose maggiore di fertilizzante produco il 30% in pi’ spiega il Conte, evidenziando come il biologico basato sull’armonia con la natura.

L’esperienza sudamericana di Marone Cinzano in Cile ha influenzato profondamente la sua visione. ‘L’approccio culturale delle popolazioni andine nei confronti di Madre Natura molto diverso dalla nostra. Noi abbiamo una tendenza a sfruttare il territorio, loro invece lo rispettano’, racconta, riferendosi alla divinit Pachamama, Madre Natura, a cui si rivolge un pensiero ogni mattina. Il percorso cileno del Conte Marone Cinzano partito da San Javier, nella valle del Maulle nel 1996 e ha contribuito alla riscoperta e al rilancio delle antiche variet “Patrimoniali” . In un decennio ha operato con le nuove generazioni di vignaioli, che mirano al riconoscimento di San Javier a “Capital del Vino Patrimonial de Chile”, e intanto festeggiano un primo passo, il riconoscimento a “Citt Creativa UNESCO” per la gastronomia. Il merito del lavoro del Conte Francesco Marone Cinzano stato sottolineato anche dal sindaco della citt andina, Jorge Silva Sep lveda.

Recentemente, Col d’Orcia stata premiata da Wine Enthusiast come ‘Environmental Advocate of the Year’, un riconoscimento che sottolinea l’impegno dell’azienda nella difesa della biodiversit. ‘Ho deciso, nel 2009, di fare di Col d’Orcia una fattoria biologica e di contribuire alla difesa della biodiversit del territorio di Montalcino’, spiega Marone Cinzano. La tenuta, che si estende su 520 ettari sul versante meridionale di Montalcino, diventata un’oasi biologica e un approccio sempre pi vicino alla biodinamica.

La transizione verso il biologico stata coronato da successi come il riconoscimento di Wine Enthusiast. Questo premio, istituito quest’anno, riconosce le buone pratiche e i risultati raggiunti attraverso scelte radicali. ‘A Col d’Orcia non siamo produttori di vino, siamo agricoltori, curiamo la terra, coltiviamo la vite, ed il vino la conseguenza dell’uva che raccogliamo’, afferma Marone Cinzano.

L’attenzione e la cura per l’ambiente sono diventate un ponte tra le generazioni, unendo il Conte Francesco Marone Cinzano ai figli Alberto e Santiago. La famiglia ha scelto di vivere nella tenuta, trattandola con la massima cura e attenzione verso il futuro. ‘Il mio pi grande successo poter trasmettere alla prossima generazione non solo un’attivit economica, ma anche un messaggio morale e spirituale’, conclude Marone Cinzano.

Vietti: SOS sanit, necessaria evoluzione professioni sanitarie

Roma, 10 dic. (askanews) – “La carenza di medici e di infermieri affligge da tempo l’intero Sistema Sanitario Nazionale. La sanit privata accreditata, che di questo sistema fa parte a pieno titolo, interessata a farsi carico delle soluzioni di questo problema. Soluzioni che passano inevitabilmente attraverso un pi massiccio reclutamento, ma soprattutto una maggiore flessibilit nelle attribuzioni di queste figure, che devono essere raccordate con le innovazioni tecnologiche, in modo da poterle rendere pi disponibili e pi fruibili, soprattutto, per la medicina territoriale e per l’alta complessit che rappresentano i settori pi carenti”. Lo ha detto Michele Vietti, presidente Acop, a margine dell’avvio dei lavori dell’Assemblea Nazionale Acop a Roma e alla quale partecipano Licia Ronzulli, Vicepresidente del Senato, Carmelo Gagliano, Tesoriere Nazionale FNOPI, Massimo Garavaglia, Presidente Commissione Finanze Senato, Domenico Mantoan, gi Direttore Generale AGENAS, Luca Valerio Radicati, Consiglio Direttivo ACOP.

Anatomia patologica, nuova soluzione digitale da Fujifilm Healthcare

Milano, 10 dic. (askanews) – In occasione del congresso SIAPeC-IAP 2025 Anatomia Patologica nell’era digitale: Medicina di Precisione, Big Data e Intelligenza Artificiale di Milano, Fujifilm Healthcare Italia ha confermato il proprio impegno nell’accompagnare la trasformazione digitale dei laboratori di anatomia patologica italiani.

L’anatomia patologica una delle discipline pi importanti, anche se spesso meno visibili, dell’intero percorso di cura. Per molti pazienti, soprattutto in ambito oncologico, la diagnosi del patologo rappresenta il passaggio chiave che orienta l’intero percorso terapeutico. Oggi, con l’arrivo della patologia digitale, questa disciplina sta vivendo una grande trasformazione. La possibilit di convertire i vetrini in immagini digitali ad altissima definizione permette non solo una lettura pi rapida e accurata, ma anche di condividere i casi in tempo reale, favorendo second opinion rapide e il confronto tra esperti anche a distanza.

Fujifilm Healthcare Italia ha presentato un sistema end-to-end per la gestione del flusso di lavoro anatomopatologico: dalla digitalizzazione dei vetrini all’archiviazione sicura fino alla refertazione e condivisione delle immagini in rete. La soluzione SYNAPSE Pathology stata studiata per integrarsi con i sistemi di laboratorio esistenti, per garantire flessibilit e compatibilit con infrastrutture IT diverse.

“La nostra missione trasformare la patologia attraverso la tecnologia, offrendo strumenti che consentano diagnosi pi rapide e accurate, flussi di lavoro pi snelli e collaborazione multidisciplinare agevole”, ha dichiarato Davide Campari, Managing Director di Fujifilm Healthcare Italia.

In un sistema sanitario che deve affrontare una crescente complessit clinica e un aumento dei casi oncologici, l’anatomia patologica rappresenta quindi una colonna portante dell’intero percorso diagnostico-terapeutico e la sua evoluzione digitale uno dei passaggi pi strategici per il futuro della medicina.

Sanremo Giovani, sognando l’Ariston tra adrenalina e paure

Roma, 10 dic. (askanews) – Tanta emozione, adrenalina alle stelle, ma anche paure e timori. Sicuramente la voglia di godersela e di arrivare fino in fondo, dando il massimo. Sognando il palco dell’Ariston.

Sono sei i finalisti di Sarà Sanremo. A calcare il palcoscenico del Teatro del Casinò di Sanremo, il 14 dicembre in prima serata su Rai 1, saranno Antonia, Angelica Bove, Nicolò Filippucci, Seltsam, Senza Cri e Welo. Ma solamente due guadagneranno il pass di “Nuove Proposte”, mentre altri 2 giovani finalisti saranno espressi da Area Sanremo e accederanno di diritto a Sanremo 2026, sempre nella categoria “Nuove Proposte”.

“E’ un’emozione nuova, tutto ciò che è nuovo nella vita ci piace, ci affascina – racconta Welo -. Il mio brano (Emigrato, ndr) è un grido di un popolo, una manifestazione di qualcosa che merita più luce, più visibilità. Speriamo che il messaggio abbia sempre più una vetrina adeguata”.

“La musica è lo specchio della società – prosegue – penso che la musica possa anche lanciare dei messaggi positivi”. “L’attesa aumenta il desiderio, bisogna anche un po’ godersela. Sono carico, determinato e vedremo come andrà”, dice Welo.

“L’emozione è tantissima, c’è molta serenità”, racconta Angelica Bove, che interpreta il brano “Mattone”. “C’è la voglia e l’esigenza di esprimere un forte dolore che per me è stato, ed è ancora oggi, un dolore che si sta evolvendo e si evolve sempre di più, quindi è un’esigenza”. “La musica ha sempre dimostrato di essere un ponte molto funzionale all’unione, anche un modo di essere ‘umani’ sempre di più”.

L’attesa? “Generalmente la vivo sempre molto male – dice Angelica – però devo dire in questo caso la vivo bene perché è talmente tanto quello che accadrà domenica, talmente nell’apice di emozioni che mi preservo e sono tranquilla”.

Senza Cri interpreta “Spiagge”. “Provo tanto entusiasmo, tanta energia positiva, voglio vivermi questa esperienza intensamente, così come va vissuta”, racconta. Il messaggio del brano? “Vivere, lasciarsi attraversare delle emozioni senza paura alcuna”, spiega. “La musica ha cambiato la storia, io mi ci attacco con tutta la forza del mondo; è quella cosa che anche se ti assalgono i problemi, ti aiuta a celebrare la vita”.

“È un’attesa impaziente – confida alla vigilia della finale – già io di mio parto con ‘zero’ pazienza. Aspetto con trepidante entusiasmo. Speriamo vada tutto bene”.

Seltsam si presenterà sul palco domenica per la finalissima con il brano “Scusa mamma” con “tante emozioni e un pizzico di sindrome dell’impostore” ma anche “tanta felicità”. “‘Scusa mamma’ un titolo abbastanza enunciativo – dice – ho provato a chiedere scusa a mia mamma per ogni volta che l’ho delusa ma non solo, anche per tutte le volte che non le ho chiesto scusa anche quando non avrei dovuto”. “La musica è unione – sottolinea Seltsam – ed è quello che manca in questo momento. Sono cose purtroppo più grandi di noi. Poche parole e più fatti. Questo è forse la cosa migliore”.

“Sono molto emozionata – dice da parte sua Antonia – e cercherò di fare del mio meglio come al solito. Non vedo l’ora”. “Con il mio brano ‘Luoghi perduti’ vorrei dire alle persone che non è mai troppo tardi per rimediare ai propri sbagli, che ci vuole il coraggio, occorre avere coraggio per sacrificare le cose, per avere cose migliori”. “La musica è la cosa più forte, l’arte è la prima cosa per comunicare con tutte le persone, non c’è in mezzo di comunicazione migliore di questo”, conclude Antonia.

“Sono molto contento, sto provando un mix di sentimenti anche contrastanti – confessa Nicolò Filippucci – ho tanti sentimenti nuovi però sono felice, molto contento”.

Il brano “Laguna” “parla di una storia, una storia d’amore, di una relazione che purtroppo è finita e quindi racchiude un po’ tutti quei sentimenti, quei pensieri, quelle emozioni di quando qualcosa finisce”, spiega Nicolò, svelando due dei gesti scaramantici che compie ogni volta che si esibisce. “Ci sono due cose che faccio sempre: la prima è indossare sempre le stesse mutande – racconta – e la seconda è che prima di cantare faccio dei salti, tipo preriscaldamento come i centometristi”.

Nuovo round colloqui Ucraina-Usa sul piano di pace, Zelensky: prepariamo documento fondamentale in 20 punti

Roma, 10 dic. (askanews) – “Oggi in agenda c’è una conversazione con la parte americana riguardo un documento che dettaglierà il processo di ricostruzione e sviluppo economico dell’Ucraina dopo la guerra”, ha annunciato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky sul proprio canale Telegram. “Parallelamente, stiamo finalizzando il lavoro su 20 punti di un documento fondamentale che potrebbe definire i parametri per la fine della guerra, e prevediamo di trasmettere il documento agli Stati Uniti nel prossimo futuro, dopo il nostro lavoro congiunto con il team del presidente Trump e i partner in Europa”, ha osservato Zelensky. “Domani in agenda c’è un incontro nel formato della Coalizione dei Volenterosi, e stiamo lavorando in modo molto produttivo per garantire la sicurezza futura e prevenire il ripetersi dell’aggressione russa”, ha illustrato il leader ucraino, aggiungendo che “la settimana potrebbe portare notizie per tutti noi e contribuire alla fine del massacro”.

“Partiamo dal presupposto che la pace non ha alternative, e le questioni chiave sono: come costringere la Russia a fermare gli omicidi e cosa concretamente impedirà alla Russia una terzo invasione”, ha concluso il presidente ucraino.

Distretto del marmo di Verona, ABK Group punta su Affi

Camporengo, 10 dic. (askanews) – Nel cuore del distretto del marmo di Verona, ABK Group si mette al servizio del cliente con il nuovo showroom di Affi, specializzato nelle grandi lastre in gres porcellanato. Primo e unico gestito direttamente da un produttore ceramico nel distretto, l’ABK Group Studio Affi stato inaugurato nel settembre 2025, mese in cui diventato immediatamente operativo per dare un servizio a 360 gradi. Un traguardo celebrato da Stefano Socci, Amministratore Delegato di ABK Group: “Investire in uno showroom ad Affi significa essere presenti nel principale centro di business di pietre naturali in Italia e fra i primi nel Mondo. Con il nostro magazzino possiamo garantire un servizio diretto importante ai nostri clienti, ma anche poter tenere il contatto con loro per imparare quali sono i trend di mercato, i bisogni, le necessit e i campi in cui poter investire nello sviluppo del prodotto”.

Per ABK Group lo showroom di Affi permette di dare visibilit ai due brand pi strettamente legati al settore delle grandi lastre, ovvero ABKStone e Materia, i cui prodotti mostrano percentuali di crescita a doppia cifra. I numeri sono importanti, considerando un venduto da 350.000 metri quadri all’anno: “Sono molto soddisfatto della crescita dei nostri brand di grandi lastre, in un campo in cui abbiamo una storia

ultradecennale e lanciato investimenti importanti. Questi, uniti alle tecnologie tipiche di ABK, ci hanno portato ad una crescita nel 2025 superiore al 20% sul mercato italiano e al 16% sul piano globale”.

Nello showroom di Affi, l’esposizione delle lastre valorizza tecnologie uniche, come FullVein3D, che ricrea nello spessore le venature tipiche del marmo con la naturalezza del materiale estratto in cava, oppure l’esclusivo Cooking Surface Prime, il piano cottura a induzione invisibile da collocare sotto alle superfici ABK Group: “Con questo showroom abbiamo la possibilit di mostrare il prodotto fisico, quello che sar montato nelle cucine o nell’arredo, e avere un punto per organizzare meeting, eventi e mostrare le nostre tecnologie pi sviluppate”. Il secondo flagship del produttore dopo lo spazio di Milano, con un’area espositiva di 200 metri quadri progettata dallo studio Archidesign, affiancato da un magazzino coperto visitabile di quasi 600 metri quadri e accoglie architetti, interior designer, progettisti, marmisti e trasformatori oltre ad accompagnare i clienti, nel caso desiderino vedere fisicamente il materiale, nella scelta delle lastre

per arredo e cucine.

Nasce Consorzio "Bella gente", idea Una Nuova Agorà con Laura Freddi

Roma, 10 dic. (askanews) – É nato il Consorzio della Bella Gente, iniziativa promossa dall’Associazione Una Nuova Agorà che vuole – sostengono i promotori – riportare al centro della vita pubblica e privata quei valori che da sempre sorreggono le comunità: solidarietà, onestà, responsabilità sociale, cura dell’altro e riconoscimento della bellezza come fondamento di convivenza e crescita, soprattutto in un tempo frenetico e distratto.

La giornata costituente si è tenuta nella sala Matteotti della Camera dei deputati e si è aperta con i saluti di Luca Russo, responsabile della comunicazione Una Nuova Agorà. ‘L’illuminazione è stata questa: fare il bene e promuovere la bellezza. Non la bellezza estetica, ma quella che nasce dalle azioni concrete – ha raccontato Russo – Tutti noi conosciamo persone che ogni giorno fanno del bene, spesso in silenzio. E questo merita di essere riconosciuto’. ‘Fare del bene è un atto morale. Il bello, quando è condiviso, genera altro bello’, ha aggiunto, sottolineando che ‘la domanda è semplice: fare del bene fa bene? Oggi proviamo insieme a darci una risposta’.

L’onorevole Maria Grazia Brandara, Presidente nazionale di Una Nuova Agorà, ha illustrato la visione del Consorzio e la storia dell’associazione, nata nel 1995 e oggi rinnovata per rispondere alle sfide sociali contemporanee. ‘Sono state giornate intense, faticose, ma belle: il valore sta proprio nell’aver messo insieme tanta bella gente’, ha dichiarato, che ha citato Camus ‘nel mezzo dell’inverno ho scoperto in me un’invincibile estate’ come simbolo di resilienza e speranza.

‘Il Consorzio non è un club per pochi, ma un patto di azioni concrete: sostenere chi costruisce, valorizzare chi serve la comunità, riconoscere la diversità come ricchezza’, ha dichiarato Brandara, annunciando un progetto cardine previsto per il 2026, dedicato al contrasto della solitudine, tema centrale dell’associazione. ‘La solitudine oggi è invisibile ma diffusa. Case piene di oggetti e vite piene di silenzi. Con A.L.I.S. vogliamo trasformare la tecnologia in presenza umana, in ascolto, in cura’.

A.L.I.S. – Assistente Linguistico alla Solitudine nasce come strumento di supporto emotivo per anziani, giovani e persone fragili: riconosce voce, emozioni e cambiamenti dell’utente, crea memoria affettiva e interviene quando necessario. Brandara ha concluso con un invito chiaro: ‘In un mondo che sembra aver perso i valori, noi vogliamo rimettere al centro le persone. La bella gente può davvero cambiare le cose’.

Monsignor Paglia da parte sua ha commentato: ‘Fare del bene fa bene è la sostanza stessa della vita: siamo interconnessi e solo prendendoci cura gli uni degli altri possiamo costruire un futuro migliore’. Paglia ha richiamato la necessità di superare la cultura del “solo io”: ‘Il Covid ci ha ricordato che da soli non si va lontano. L’iper-individualismo divide, la solidarietà unisce e guarisce’. ‘C’è più gioia nel dare che nel ricevere. Il bene crea comunità e restituisce felicità a chi lo compie e a chi lo riceve’, ha concluso.

‘Sono emozionata nel ritrovarmi tra questa bella gente. Abbiamo sognato un progetto che unisse pensieri e competenze per dare senso al presente. Il mondo ha bisogno di cultura e di persone capaci di costruire il bene. La bellezza è dentro ognuno di noi: condividendola possiamo far nascere una rete che cresce e trasforma. Da oggi vogliamo farla diventare comunità’, ha commentato Enza Clementi.

Poi Mariella Lo Bello, del direttivo di Una Nuova Agorà, ha aggiunto: ‘Un pomeriggio, tra amiche, ci siamo chieste come lasciare un segno. Ognuno porta dentro il desiderio di fare qualcosa che conti, non solo per sé ma per gli altri. Non vogliamo vivere guardandoci allo specchio, ma essere utili. Utili, non indispensabili: significa contribuire, aggiungere un mattone per costruire non un muro, ma un cambiamento’. E ancora: ‘Il Consorzio della Bella Gente nasce per generare esempi, non profitto. Non produce oggetti o denaro, ma azioni. Vuole essere lievito, fermento, partecipazione. Il contrario dell’appiattimento e della rassegnazione. La mia generazione è cresciuta passando da un traguardo all’altro. Oggi invece i giovani vivono spesso senza prospettiva, governati dalla solitudine. Per questo progetto è necessario: far bene fa bene. Dare non per ricevere, ma per la gioia di vedere l’altro felice. È questo il valore che vogliamo rimettere al centro’.

Durante l’evento è intervenuta anche Laura Freddi, madrina dell’iniziativa, che ha sottolineato il valore educativo del rapporto tra generazioni: ‘Da mamma vivo ogni giorno la ricchezza del legame tra mia figlia e i nonni: è un dono che dà forza, amore e memoria’. Ha poi richiamato l’importanza di trasmettere ai giovani fiducia e ottimismo: ‘I bambini percepiscono tutto, anche quando sembra il contrario. Raccontare solo il negativo non aiuta a crescere: la condivisione è la chiave, far del bene fa bene’. E ha aggiunto: ‘Sono onorata di essere madrina di questo progetto che mette al centro la bellezza dei gesti e delle relazioni. Un passo alla volta possiamo ridare speranza e costruire una rete capace di generare cambiamento». Nel suo appello rivolto alle nuove generazioni, Freddi ha evidenziato: «I giovani oggi vivono due vite parallele, quella reale e quella virtuale. Quando faticano a trovare un ruolo nel mondo concreto, si rifugiano nei social e nella tecnologia. E questo, se gestito male, può spegnere le emozioni e il dialogo’. Ha richiamato la responsabilità degli adulti: ‘Non possiamo accettare che bullismo e mancanza di empatia diventino normalità. Dobbiamo intervenire presto, educare al rispetto, alla parola giusta, all’ascolto’. E ha concluso: ‘Cambiare è possibile, ma solo se iniziamo da ora. I bambini di oggi saranno gli adulti e gli anziani di domani: accompagnarli è il modo migliore per cambiare davvero il mondo’.

È poi intervenuto Michele Capasso, presidente della Fondazione Mediterraneo, con un messaggio netto sul ritorno ai valori essenziali: ‘Viviamo una grande carestia di amore, gioia e bellezza. L’egoismo sta diventando una piaga sociale e dobbiamo reagire subito, non domani’. Ha ricordato di aver aderito al progetto dopo aver letto la Carta dei Valori: ‘Quando ho letto i principi alla base dell’iniziativa, non ho avuto esitazioni. Serve agire ogni giorno per pace, dignità e umanità’. Guardando al contesto globale, ha parlato di deriva culturale ed etica: ‘Siamo di fronte a un ‘io’ suicida che sta trascinando il mondo verso conflitto e solitudine. L’unico antidoto è sostituire il potere dell’ego con il potere dell’amore’. E ha concluso con un invito al recupero delle relazioni autentiche: ‘Riduciamo l’abuso dei media e di quella che definisco ‘ignoranza artificiale’: insegniamo ai giovani a guardarsi negli occhi, ad abbracciarsi, a riconoscere il valore dell’altro. Solo così potremo sperare in un futuro di pace’.

Al termine degli interventi è stata firmata la Carta dei Valori e sono state conferite le Personalità della Bella Gente, riconoscimento attribuito a uomini e donne che, con impegno quotidiano, testimoniano cosa significhi contribuire al bene comune. La consegna delle pergamene, curata dall’On. Brandara insieme a Laura Freddi, ha premiato Michele Capasso, primo firmatario del Consorzio, seguito da Franca Carlino, impegnata nella tutela della salute come bene primario in AIFA, e da Myriam Tinti, giudice del Tribunale Ecclesiastico e docente alla Pontificia Università Gregoriana. Sono poi stati insigniti Ety Cicioni, celebre sarto del Santo Padre, Guido Condorelli, farmacologo, e Joseph Fontano, coreografo di fama internazionale. Il riconoscimento è andato anche a Francesco Lo Monaco, cardiologo e direttore medico della The National Heart Clinic di Londra, Maria Pia Liotta, musicista, regista e direttrice artistica, Emiliano Abramo, presidente della Comunità di Sant’Egidio etnea, e infine Francesco Cappello, ingegnere nucleare ed esperto energetico, già responsabile dei Laboratori ENEA del Sud Italia.

Assente al convegno l’onorevole Patriarca, che ha comunque voluto far arrivare il proprio sostegno attraverso un messaggio, sottolineando il valore umano e sociale dell’iniziativa: ‘Per me è un onore portare il mio saluto a una realtà fatta di bella gente, che con la propria attività richiama l’importanza dell’umanità, della solidarietà, dell’onestà e della bellezza come basi di una società più giusta. Desidero esprimere il mio sincero apprezzamento per il contributo che offrite ai territori, alle famiglie, ai giovani e a chi si trova in difficoltà. Continuate su questa strada: la vostra opera è preziosa e rappresenta un esempio concreto di come si possa costruire insieme un domani migliore. Grazie per ciò che fate e continuerete a fare’.

I Maroon 5 protagonisti nel 2026 degli I-DAYS Milano Coca Cola

Milano, 10 dic. (askanews) – La lista dei grandi artisti internazionali protagonisti dell’edizione 2026 degli I-DAYS Milano Coca Cola non è ancora finita e si arricchisce di uno dei più grandi nomi del pop mondiale: i Maroon 5, la band guidata dal carismatico Adam Levine che negli ultimi trent’anni è diventata una delle realtà più rappresentative della loro generazione approderà per la prima volta agli I-DAYS Milano Coca Cola giovedì 25 giugno 2026 per l’unica data live del loro tour mondiale nel nostro paese (Ippodromo Snai San Siro).

Dopo oltre due decenni e oltre 100 milioni di dischi venduti, i Maroon 5, infatti, rimangono degli habitué delle classifiche continuando a far evolvere il loro sound attraverso influenze R&B, pop e hip-hop, pur mantenendo il loro status di una delle più grandi band del pop moderno.

Grazie ad album come “Songs About Jane” (disco di debutto che diede il via al successo mondiale trainato da hit come “This Love”, “She Will Be Loved” e “Sunday Morning”), “It Won’t Be Soon Before Long” (multi-platino che conteneva il singolo “Makes Me Wonder”), “Overexposed”, “V”, “Red Pill Blues”, “JORDI” e “Love Is Like” da cui sono stati estratti successi globali come “Moves Like Jagger”, “Animals”, “Sugar”, “Girls Like You”, “Memories” e “Payphone”, i MAROON 5 hanno conquistato le classifiche di tutto il mondo senza dimenticare collaborazioni con grandi nomi tra cui Cardi B, Megan Thee Stallion, Kendrick Lamar, Rihanna, Lisa, Wiz Khaiifa, Lil Wayne (e molti altri) oltre a grandi tour e momenti diventati ormai iconici come l’esibizione durante l’intervallo del Super Bowl LIII nel 2019.

I biglietti per questo appuntamento saranno disponibili in prevendita sull’app I-DAYS e su My Live Nation dalle 10:00 di giovedì 11 dicembre e in vendita generale dalle ore 10.00 di venerdì 12 dicembre su ticketmaster, ticketone e vivaticket.

Dopo Florence + The Machine, System of a Down, Queens of the stone age, Acid Bath, Foo Fighters, Idles e Fat Dog e David Guetta, l’arrivo dei Maroon 5 arricchisce un cast già memorabile confermando il ruolo dominante della concert series milanese all’interno dei circuiti live internazionali.

Dal 1999 ad oggi gli I-DAYS sono diventati simbolo di un cast artistico di alto livello e sempre attuale che risponde alle esigenze di un pubblico davvero appassionato di musica e ogni giorno più attento e variegato.

La figlia legge il discorso di Machado alla cerimonia per il Nobel: il Venezuela tornerà a respirare

Roma, 10 dic. (askanews) – “Il Venezuela respirerà di nuovo. Ci abbracceremo di nuovo, ci innamoreremo di nuovo, sentiremo le nostre strade riempirsi di risate e musica”. Una semplice promessa, ma ricca di commozione, e una standing ovation, che ha fatto alzare in piedi anche re Harald V di Norvegia, ha concluso il discorso letto da Ana Corina Sosa Machado, figlia di Maria Corina, a Oslo per ricevere la medaglia e il diploma per il Premio Nobel per la pace 2025 al posto della madre.

“Apriremo le porte delle prigioni e guarderemo migliaia di persone ingiustamente detenute uscire al caldo sole, finalmente abbracciate da coloro che non hanno mai smesso di lottare per loro”, ha detto Machado leggendo il discorso scritto dalla madre Premio Nobel per la Pace. “Vedremo le nonne prendere i bambini in braccio per raccontare loro storie non di lontani antenati, ma del coraggio dei loro genitori”, si è augurata. “Vedremo gli nostri studenti discutere di idee con passione e senza paura, le loro voci finalmente levarsi liberamente. Ci abbracceremo di nuovo. Ci innamoreremo di nuovo. Sentiremo le nostre strade riempirsi di risate e musica. Tutte le semplici gioie che il mondo dà per scontate saranno nostre”, ha dichiarato ancora, ricordando che il “viaggio verso la libertà è dentro di noi”.

La leader dell’opposizione venezuelana, che vive in clandestinità, non era presente alla cerimonia, per motivi di sicurezza, ed è attesa comunque a Oslo in serata o domani mattina, hanno confermato gli organizzatori.

Se finisse l’amore" è il nuovo singolo di Mecna

Milano, 10 dic. (askanews) – È da oggi disponibile su tutte le piattaforme digitali e da venerdì 12 dicembre in rotazione radiofonica “Se finisse l’amore”, il nuovo singolo di Mecna per EMI Records Italy/Universal Music Italia.

Il brano – scritto da Mecna e Alessandro La Cava e composto da Alessandro La Cava e LVNAR – riflette su quanto i legami, il disordine e il caos siano parte integrante di una relazione ma, allo stesso tempo, siano capaci di distruggerla. Attraverso immagini intime e malinconiche, Mecna descrive l’amore non come un semplice sentimento, ma come vera e propria infrastruttura invisibile dell’esistenza umana, interrogandosi su cosa rimarrebbe di ognuno di noi senza la sua presenza, soprattutto nei piccoli gesti quotidiani.

“Se finisse l’amore” si aggiunge al racconto dell’ultimo album “Discordia, armonia e altri stati d’animo” uscito lo scorso 24 ottobre, un lavoro che ruota intorno agli stati d’animo e a quelle emozioni universali che appartengono a tutti, valorizzate attraverso la cifra stilistica unica di Mecna: un linguaggio chiaro e diretto, capace al tempo stesso di entrare in intimità con il lato profondamente più umano dell’ascoltatore. I testi, infatti, diventano uno specchio e voce non solo delle sue esperienze più personali, ma anche di quelle di chi ascolta.

«È un album a cui ho lavorato con calma e passione, un disco che ha vissuto tante vite e che si è trasformato molto durante il processo creativo.» Svela l’artista «Ho cercato di mettere in primo piano la scrittura, come ho fatto nell’EP “Introspezione”, senza tralasciare la parte più melodica: meno presente rispetto ai miei lavori precedenti, ma capace, quando c’è, di rafforzare il racconto. Nel sound ho ricercato quella componente grezza e sporca che ho ritrovato nei progetti che più mi hanno colpito tra le uscite degli ultimi anni (Dominic Fike, Dijon, Mk.Gee, Bon Iver, Kevin Abstract, Rex Orange County). Non ho inseguito la perfezione, ma mi sono lasciato guidare dall’istinto e dall’immediatezza.»

A gennaio 2026 sarà invece la volta del “Terapia club tour 2026”, la sua nuova tournée nei principali club italiani e non solo che si concluderà con un’unica data internazionale a Londra e che riporterà Mecna alla dimensione live. Sarà inoltre un’occasione per ascoltare dal vivo le più grandi hit dell’artista e i brani presenti nel nuovo album. Prodotto da Vivo Concerti, il tour avrà inizio il 17 gennaio 2026 dal Mamamia di Senigallia (AN), per poi proseguire il 22 gennaio alla Casa Della Musica di Napoli, il 23 gennaio all’Eremo Club di Molfetta (BA), il 25 gennaio al Fabrique di Milano, il 26 gennaio al Viper Theatre di Firenze, il 27 gennaio all’Atlantico Live di Roma, il 29 gennaio all’Hall di Padova, il 30 gennaio all’Estragon di Bologna, chiudendo con l’unica data all’estero l’8 febbraio al Colours Hoxton di Londra (UK). Info e biglietti su www.vivoconcerti.com.

Con il suo stile unico e flow inimitabile, capace di regalare barre memorabili destinate a restare nel cuore degli ascoltatori, Mecna compie ora, con questo nuovo progetto discografico, un viaggio sincero e profondo all’interno del complesso mondo delle emozioni, dove ogni parola ha un suo peso e al tempo stesso una delicatezza tale da riuscire a raccontare con coerenza la realtà filtrata attraverso i suoi occhi.

Assegnati i premi per Terzo Settore “GenP – Giovani che partecipano”

Roma, 10 dic. (askanews) – Sono stati assegnati a Roma i riconoscimenti ai tre vincitori del Premio “GenP – Giovani che partecipano”, una nuova iniziativa dell’Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio che premia le organizzazioni non profit che promuovono la partecipazione giovanile e coinvolgono gli under 35 nei loro organi di amministrazione.

Secondo l’indagine “Verso una nuova leadership del Terzo settore” realizzata da Percorsi di Secondo Welfare insieme all’Osservatorio Statistico sul Terzo Settore dell’Universit degli Studi di Milano-Bicocca, nell’ambito del premio nazionale “GenP – Giovani che partecipano” promosso da Acri, solo il 7,1% degli enti guidato da under 35. Lo studio evidenzia per che dove questo accade emergono segnali di rinnovamento, maggiore equilibrio di genere e un forte radicamento territoriale.

Bernab Bocca, Vicepresidente vicario Acri, ha spiegato: “Devo dire che abbiamo avuto 480 candidature a questo premio, di queste ne sono state scelte tre, quindi bravissimi i vincitori ma bravi anche gli altri, perch vedere dei giovani under 35 che si impegnano in prima persona in associazioni di volontariato nel terzo settore una cosa molto motivante per il nostro Paese”.

La ricerca presentata a Roma rivela che l’incidenza di giovani leader maggiore nelle regioni meridionali e che i legali rappresentanti under 35 hanno un’et media di 31 anni. I vincitori dell’edizione 2025 del Premio “GenP” sono stati: Aps Univox di Bari, Lo Snodo di Erba, Congerie di Montecassiano.

Simona Gatto, Vicepresidente Aps Univox, ha spiegato: “Abbiamo vinto GenP con il progetto “BenEssere InCorso”, che un progetto che mira a sensibilizzare sul benessere psicologico i giovani ma si occupato anche di incrementare l’interesse dei giovani nello studio per cercare di diminuire sempre di pi lo stigma che c’ sulla salute mentale e sull’accesso che c’ anche alla salute mentale”.

Simone Pelucchi, Presidente de Lo Snodo, ha illustrato il lavoro che svolge l’associazione: “Abbiamo lo sportello psicologico gratuito per i giovani attivo in diverse sedi, facciamo tante attivit diverse con le scuole del territorio e poi facciamo eventi di sensibilizzazione sui temi ambientali, sul tema dei diritti umani e della cittadinanza attiva”.

Valentina Compagnucci dell’APS “Congerie di Montecassiano” ha spiegato: “Il progetto con il quale abbiamo partecipato e vinto questa prima edizione del premio GenP – Giovani che partecipano I fiumi della fornace – Una festa della Poesia. Si materializza nei mesi estivi, durante una laboratorio di scenografia, di arti visive, di architettura, di urbanesimo tattico, di eventi performativi se sostanzialmente nella ultima settimana di agosto prende forma questa grande programmazione culturale che lo scorso anno ha coinvolto pi di 60 artisti”.

Alla Camera il 30 anniversario della Costituzione dell’Azerbaigian

Roma, 10 dic. (askanews) – Nella prestigiosa Sala Giacomo Matteotti della Camera dei Deputati, su iniziativa del presidente della Commissione Affari costituzionali della Camera Nazario Pagano, si tenuta marted 9 dicembre un’iniziativa per celebrare i trent’anni della Costituzione della Repubblica dell’Azerbaigian, un momento volto a rafforzare i solidi rapporti tra Roma e Baku, come sottolineato in apertura dall’Ambasciatore azerbaigiano in Italia, Rashad Aslanov.

Nel corso della mattinata, in seguito ai saluti istituzionali, si sono susseguiti gli interventi del senatore Marco Scurria, presidente del Gruppo di amicizia – Unione parlamentare Italia-Azerbaigian, dell’omologo azerbaigiano, il presidente Azer Karimli, del deputato Nurlan Hasanov e del prof. Sandro Staiano, presidente del Comitato Scientifico Cespam dell’Universit di Napoli Federico II.

La Costituzione ha rappresentato e rappresenta, come sostenuto dal prof. Staiano un “impegnativo processo costituente”, un “passaporto” per il futuro del paese caucasico, come sottolineato dall’ambasciatore Aslanov, una “costituzione che risponde a tutte le domande” dello Stato azerbaigiano.

“Stiamo celebrando in Italia, in un luogo importante come il Parlamento italiano, il trentesimo anniversario della Costituzione della Repubblica di Azerbaigian, una Costituzione giovane, una Costituzione che definisce come uno Stato deve sviluppare il pilastro come principale Legge dello Stato”, ha detto l’ambasciatore.

Un legame solido, quello tra l’Italia e l’Azerbaigian, ha ribadito il presidente Karimli, il quale ha sottolineato la relazione speciale tra Roma e Baku, suggellata anche dalla visita di Stato del presidente della Repubblica Sergio Mattarella in terra azerbaigiana: “L’Italia il principale, e posso dire il primo Paese europeo con cui abbiamo una relazione molto buona. E nel mio intervento ho spiegato perch: per due motivi.

Prima di tutto perch l’Italia stata uno dei primi Paesi europei che ha sempre sostenuto l’integrit territoriale dell’Azerbaigian, anche durante la guerra dei 44 giorni nel 2020. Inoltre, una delegazione parlamentare italiana della Camera e del Senato, composta da sette deputati ha visitato l’Azerbaigian immediatamente dopo la fine della guerra: era il 7 dicembre 2020. Hanno visitato i territori liberati e la citt, e hanno visto con i propri occhi ci che era accaduto in quei territori. Hanno espresso la loro opinione a riguardo, e apprezziamo molto questa posizione dei politici e del Parlamento italiano”.

La giornata dedicata al compleanno della Costituzione azerbaigiana stata promossa da Pagano, il quale ha incoraggiato questa iniziativa per riaffermare che le relazioni tra i due Stati vanno “ben oltre” i soli legami energetici: “Abbiamo voluto celebrare questo compleanno questo trentesimo compleanno proprio per consolidare i rapporti fra Italia e Azerbaigian, spiegando tra l’altro che per noi fondamentale capire cosa afferma la Costituzione dell’Azerbaigian e quanto in questi trent’anni, bench apparentemente pochi invece sia accresciuto questo paese, si sia avvicinato al nostro mondo, alla nostra cultura e devo dire che siccome per molti il rapporto fra Italia e Azerbaigian circoscritto al rapporto, diciamo al fabbisogno energetico che l’Italia soddisfa attraverso il gas proveniente dall’Azerbaigian in realt non pi solo questo fortunatamente perch il rapporto di partenariato va ben oltre”.

Una relazione che diviene, secondo Pagano, un “collegamento fondamentale” tra l’area sud caucasica e quella europea-mediterranea.

Venerus annuncia "Speriamo – Il tour 2026", 9 live in Italia

Milano, 10 dic. (askanews) – Dopo il successo del suo ultimo album in studio “Speriamo”, seguito dalla pubblicazione del singolo “Sentire” in collaborazione con Angelina Mango, Venerus annuncia “Speriamo – Il tour 2026”, 9 esclusivi appuntamenti live nei club che partiranno il 3 aprile dall’Afterlife di Perugia e toccheranno le principali città italiane.

Con”Speriamo – Il tour 2026″ l’artista porterà dal vivo i brani contenuti nel suo ultimo album insieme alle tracce che hanno contribuito ad affermare Venerus come una tra le penne più innovative ed espressive degli ultimi anni.

Uno spettacolo immersivo che nasce come estensione naturale del disco, un viaggio dal vivo pensato per accogliere e restituire tutte le sue molteplici sfumature. Sul palco le canzoni diventano materia viva: si trasformano, respirano, si intrecciano ai racconti e alle emozioni che hanno attraversato le loro “ere” creative, portando con sé le tempeste, le intuizioni e gli incontri che ne hanno segnato la nascita. Ogni tappa del tour diventa così un rituale collettivo, un luogo in cui il pubblico viene invitato a condividere quello stesso fiducioso abbandono che abita il disco, quel «speriamo» che oggi è quasi un mantra quotidiano.

A seguire le date di “Speriamo – Il tour 2026” organizzato e prodotto da Magellano Concerti.

03 Aprile 2026 – Perugia – afterlife – data zero 07 aprile 2026 – Padova – hall 10 aprile 2026 – Venaria reale (to) – teatro concordia 11 aprile 2026 – Bologna – estragon 13 aprile 2026 – Firenze – viper theatre 15 aprile 2026 – Roma – atlantico 16 aprile 2026 – Napoli – duel club 18 aprile 2026 – Molfetta (ba) – eremo club 21 aprile 2026 – Milano – alcatraz

I biglietti per le date del tour sono disponibili su TicketOne e nei circuiti di vendita e prevendita tradizionali. Angelina Mango in rotazione radiofonica da venerdì 5 dicembre.

A 80 anni da processo, Fondazione Museo Shoah presenta "Norimberga"

Roma, 10 dic. (askanews) – In occasione degli 80 anni dall’inizio del Processo di Norimberga, la Fondazione Museo della Shoah presenta l’anteprima italiana del film “Norimberga”, diretto da James Vanderbilt e distribuito in Italia da Eagle Pictures. L’evento, in programma giovedì 11 dicembre alle 20 a The Space Cinema Roma Moderno, rappresenta – affermano gli organizzatori – non solo una proiezione cinematografica, ma anche un momento di riflessione collettiva su uno dei passaggi più decisivi della storia del Novecento.

Avviato il 20 novembre 1945, il Processo di Norimberga segnò un punto di svolta nella storia della responsabilità penale internazionale: per la prima volta, i principali esponenti del regime nazista furono chiamati a rispondere dei propri crimini davanti a un tribunale internazionale. I Principi di Norimberga nati da quell’esperienza continuano oggi a rappresentare un riferimento imprescindibile per la tutela della giustizia, della verità e della dignità umana.

La serata si aprirà con gli interventi istituzionali di Federico Mollicone, Presidente della VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei deputati, e di Mario Venezia (nella foto, ndr), Presidente della Fondazione Museo della Shoah, con l’introduzione di Claudia Conte.

“Offrire agli amici e sostenitori della Fondazione la possibilità di vedere in anteprima un’opera di così grande valore è per noi motivo di forte orgoglio – ha affermato il Presidente della Fondazione Mario Venezia sottolineando l’importanza della proiezione – Da anni, la Fondazione utilizza il cinema come potente mezzo comunicativo per trasmettere in modo chiaro e accessibile gli elementi essenziali legati alla Shoah. Per questo siamo particolarmente fieri di presentare un’opera che unisce la forza del linguaggio cinematografico al prestigio internazionale del film e dei suoi protagonisti”.

Ispirato al libro “The Nazi and the Psychiatrist” di Jack El-Hai, Norimberga racconta il confronto psicologico tra lo psichiatra dell’esercito americano Douglas Kelley (Rami Malek), incaricato di valutare la salute mentale dei gerarchi nazisti, e il gerarca Hermann Goering (Russell Crowe). Attraverso i loro colloqui emerge un’indagine profonda sulla responsabilità individuale e sulle radici dell’ideologia totalitaria. Michael Shannon interpreta il procuratore Robert H. Jackson, impegnato nella costruzione dell’impianto accusatorio che avrebbe segnato la storia della giurisprudenza internazionale.

Il film restituisce la tensione di quei giorni decisivi, intrecciando dramma storico, introspezione psicologica e narrazione giudiziaria, offrendo una prospettiva nuova su uno dei capitoli più complessi e cruciali del Novecento.

Con questa proiezione speciale, la Fondazione Museo della Shoah ha affermato di rinnovare il proprio impegno nella divulgazione storica e nella promozione di una cultura della memoria consapevole e partecipata; il pubblico potrà assistere all’anteprima italiana di “un’opera destinata a diventare un punto di riferimento nel panorama cinematografico dedicato alla memoria della Shoah e al diritto internazionale”.

E’ morta Sophie Kinsella, autrice di "I love shopping"

Roma, 10 dic. (askanews) – Sophie Kinsella, amatissima autrice britannica della serie bestseller I love shopping, è morta all’età di 55 anni. La scrittrice aveva reso pubblica lo scorso anno la sua malattia: un’aggressiva forma di cancro al cervello. Tra due giorni avrebbe compiuto 56 anni.

L’annuncio della scomparsa è arrivato nella mattinata del 10 dicembre tramite un post sui social, pubblicato dalla famiglia sul suo account Instagram: “Siamo addolorati nell’annunciare questa mattina la scomparsa della nostra amata Sophie (alias Maddy, alias Mamma). È morta serenamente, trascorrendo i suoi ultimi giorni con i suoi veri amori: la famiglia, la musica, il calore, il Natale e la gioia. Non possiamo immaginare come sarebbe la vita senza la sua radiosità e il suo amore per la vita”. Nel messaggio, i familiari hanno ricordato la forza con cui la scrittrice aveva affrontato la malattia: “Nonostante la malattia, sopportata con un coraggio inimmaginabile, Sophie si considerava davvero fortunata: aveva una famiglia e degli amici così meravigliosi e aveva avuto lo straordinario successo della sua carriera di scrittrice. Non dava nulla per scontato ed era eternamente grata per l’amore ricevuto. Ci mancherà tantissimo, ci spezzano i cuori”.

Nata a Londra il 12 dicembre 1969 come Madeleine Sophie Wickham, Kinsella era diventata una delle autrici più popolari del filone chick lit grazie al romanzo I Love Shopping, pubblicato nel 2000 e divenuto un fenomeno mondiale. In Italia i suoi libri sono editi da Mondadori. La sua eroina più celebre, Becky Bloomwood, protagonista dell’intera saga, è una giovane donna brillante, impulsiva e incapace di resistere agli acquisti: un personaggio che ha conquistato lettori di ogni età, diventando un’icona della narrativa rosa contemporanea. Dal romanzo è stato tratto nel 2009 un film diretto da P. J. Hogan con Isla Fisher nel ruolo principale.

Nel 2024 Kinsella aveva raccontato pubblicamente la propria malattia con un messaggio rivolto ai fan: “Nel 2022 mi è stato diagnosticato il glioblastoma, una forma aggressiva di cancro al cervello. Non ho condiviso prima questa notizia perché volevo assicurarmi che i miei figli fossero in grado di ascoltare ed elaborare la notizia e adattarsi alla nostra “nuova normalità”.

Con la sua scrittura brillante e ironica, Sophie Kinsella ha lasciato un segno profondo nella narrativa contemporanea, regalando a milioni di lettori leggerezza, umorismo e personaggi indimenticabili.

Migranti, Meloni: protocollo Albania sta diventando prassi comune europea

Roma, 10 dic. (askanews) – “L’Italia ha anche lavorato per proporre soluzioni innovative che sono ora viste con crescente interesse e stanno gradualmente diventando prassi comune. Mi riferisco innanzitutto al protocollo che abbiamo firmato con l’Albania”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervenendo in videocollegamento alla seconda Conferenza internazionale dell’Alleanza globale per contrastare il traffico di migranti in corso a Bruxelles.

“L’obiettivo – ha aggiunto – è processare le richieste di asilo e le procedure di rimpatrio al di fuori dell’Ue, ma sotto giurisdizione europea. Questo modello ha fatto strada a livello europeo, e ciò è dimostrato dall’accordo raggiunto pochi giorni fa dai ministri degli Affari interni dell’Ue sull’introduzione del concetto di paesi terzi sicuri e dell’elenco europeo dei paesi di origine sicuri, nonché sul nuovo regolamento sui rimpatri che prevede la possibilità di istituire hub per i rimpatri in paesi terzi”.

Arriva il 12 dicembre l’album live di Alfa "Allo stesso BPM"

Milano, 10 dic. (askanews) – Si è concluso al Palazzo dello Sport di Roma il tour straordinario di Alfa, prodotto da A1 Concerti, un viaggio che per due anni ha attraversato l’Italia e l’Europa collezionando sold out e abbracciando migliaia di persone. Dalle principali città italiane all’estate nei festival, fino alle tappe europee e al ritorno nei palazzetti, Alfa ha vissuto un percorso umano e artistico intenso, fatto di incontri, sorrisi e cori che hanno riempito ogni sera allo stesso ritmo. Durante la data conclusiva di Roma, in un momento carico di significato, l’artista si è tatuato sul palco un numero che rappresenta la somma degli spettatori che lo hanno accompagnato in questo lungo viaggio. Un gesto simbolico, inciso sulla pelle, per non dimenticare mai l’energia di chi lo ha sostenuto e cantato con lui. Per ringraziare tutte le persone che lo hanno seguito dal vivo, Alfa ha deciso di pubblicare in digitale – per Artist First – un disco live che raccoglie l’essenza, la forza e le emozioni di questi due anni irripetibili. Il progetto si intitola “Allo stesso BPM”, una frase che Alfa ripete spesso nei suoi concerti e che racchiude il senso più profondo del suo rapporto con il pubblico: vivere insieme, alla stessa velocità, le stesse emozioni.

Per i turisti stranieri in Usa potrebbe esserci l’obbligo di controllo dei profili social

Roma, 10 dic. (askanews) – Gli Stati Uniti stanno valutando di inserire l’obbligo di controlli sui profili social media dei turisti stranieri in visita negli Usa. Lo scrivono il New York Times e il Washington Post. La proposta si è concretizzata ieri con la pubblicazione di un avviso sul Federal Register, la rivista ufficiale del governo federale Usa che contiene le regole delle agenzie governative: l’amministrazione Trump vuole esigere dai visitatori che beneficiano del visto “Visa Waiver Program” (ESTA) di fornire la cronologia dei propri account sui social media degli ultimi cinque anni.

Cucina italiana patrimonio Unesco, Mutti: ci riempie di orgoglio

Milano, 10 dic. (askanews) – “E’ una bellissima notizia che ci riempie di orgoglio. Il food italiano un elemento cardine delle nostre esportazioni, oltre 70 miliardi in costante crescita, una eccellenza. E questo riconoscimento veramente la ciliegina sulla torta di quella che una delle tante eccellenze del made in Italy”. Cos Francesco Mutti, presidente di Centromarca e Ceo dell’omonima azienda di trasformazione del pomodoro, ha commentato a caldo il riconoscimento per la cucina italiana di patrimonio dell’umanit da parte dell’Unesco, a margine del consueto punto stampa di fine anno dell’associazione dell’industria di marca italiana a Milano.

Lagarde (Bce): per finanziare la difesa comune servono gli eurobond

Roma, 10 dic. (askanews) – “Il mio predecessore e alcuni colleghi (alla Bce) sostengono che dovremmo avere dei titoli di debito comuni europei, simili ai Treasuries Usa e che dovremmo farlo per la difesa. Lo abbiamo fatto per il Covid perché era una questione vitale e la difesa è a sua volta una questione vitale. È un mio parere personale”. Così la presidente della Bce, Christine Lagarde, intervistata in diretta dal Financial Times, si è detta a favore della emissione di eventuali “eurobond” per finanziare le spese in difesa nella Unione europea.

Carcere, Mattarella: in alcuni istituti condizioni inaccettabili

Roma, 10 dic. (askanews) – “Il volontariato ha valorizzato” i percorsi culturali “consentendo di creare qui a Rebibbia iniziative esemplari ma non si può ignorare che non dovunque è così” anzi “alcuni istituti hanno condizioni inaccettabili”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, parlando all’inaugurazione dell’istallazione permanente “Benu” di Eugenio Tibaldi presso la Casa Circondariale femminile di Rebibbia.

L’auspicio del capo dello Stato è quindi che “questo messaggio” in occasione dei 50 anni dalla nascita dell’ordinamento penitenziario “venga raccolto, sviluppato e praticato. Per questo sono lieto di essere qui – ha aggiunto – per sottolineare quanto sia importante per il paese e per la società che vengano assicurati dei percorsi di coinvolgimento culturale e professionale di prospettiva di futuro”.

Mattarella ha ascoltato le testimonianze di tre detenuti che hanno iniziato un percorso artistico o culturale e ha osservato che tutti e tre “hanno in comune questo significato di rinascita e di futuro, non solo la speranza ma la certezza del futuro”. Inoltre l’installazione di Tibaldi è stata “un grande lavoro perchè ha dato voce, veicolo strumento della sensibilità e degli spunti artistici delle donne di Rebibbia”.

Carcere, Mattarella: cultura terreno per costruire recupero e rinascita

Roma, 10 dic. (askanews) – “La volontà di rinascita è indirizzata qui a Rebibbia attraverso percorsi culturali, attraverso arte, studio, teatro: la cultura è il terreno migliore, più alto per costruire futuro, recupero e rinascita”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a Rebibbia per l’inaugurazione dell’istallazione permanente “Benu” di Eugenio Tibaldi presso la Casa Circondariale femminile di Rebibbia.

“E’ significativo” secondo il capo dello Stato “perchè questo è il 50esimo” anniversario dalla nascita “dell’ordinamento penitenziario italiano che rappresentò una svolta con il rifiuto e il divieto di trattamenti contrari al senso di umanità con la affermazione obbligatoria del fine rieducativo della pena, e del progetto e della missione degli istituti di costituire opportunità di socializzazione”.

E’ morto a 100 anni l’ex senatore Pci Sergio Flamigni. Schlein: ha cercato la verità

Roma, 10 dic. (askanews) – E’ morto a 100 anni Sergio Flamigni, partigiano, ex deputato e senatore del Pci. “Se c’è una parola che ha contraddistinto la vita di Sergio Flamigni – dice la segretaria del Pdá Elly Schlein, dopo aver appreso della scomparsa del parlamentare – questa è forse verità: partigiano, parlamentare, è stato, soprattutto, un instancabile studioso del caso Moro. Con l’Archivio Flamigni, che costituisce un patrimonio unico di materiali e testimonianze, ha voluto poi mettere a disposizione di tutte e tutti ciò che aveva raccolto in materia di terrorismo, stragi, mafia, P2. E’ stato tra i più attenti e tenaci ricercatori delle zone d’ombra della vicenda Moro, delle responsabilità e dei depistaggi e ha dedicato tutta la vita alla difesa della democrazia, della Costituzione, della memoria storica. Gli siamo grati di tutto, e gliene saremo sempre”.