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Meloni ricorda Zichichi in Cdm e annuncia funerali solenni

Roma, 11 feb. (askanews) – Durante la riunione del Consiglio dei ministri, la premier Giorgia Meloni ha ricordato Antonino Zichici e ha annunciato il funerale sarà celebrato in forma solenne.

“Lo scorso lunedi, all’età di 96 anni,áè deceduto Antonino Zichichi, fisico di fama internazionale e protagonista della ricerca italiana nel campo delle particelle elementari. Zichichi – ha affermato – è stato un grande scienziato che ha onorato l’Italia con il suo lavoro, oltre che un eccellente divulgatore, che sapeva rendere accessibile ciò che all’apparenza sembrava incomprensibile. Zichichi ha legato il proprio nome non solo a importanti risultati sperimentali, ma anche a un costante impegno culturale e civile, orientato al dialogo tra scienza, etica e fede. Ha sempre sostenuto che ragione e fede non sono nemiche, ma alleate. ‘Due ali’, per usare le parole di San Giovanni Paolo II, ‘con le quali lo spirito umano si innalza verso la contemplazione della verità’. La sua scomparsa ci ha addolorato profondamente e rappresenta una grande perdita per la comunità culturale e scientifica italiana”.

“Desidero oggi – ha proseguito la presidente del Consiglio – rinnovare il cordoglio del governo alla famiglia e ai suoi cari e vi annuncio che i funerali, in programma a Roma per venerdì 13 febbraio alle ore 16 nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, in Piazza della Repubblica si svolgeranno in forma solenne. Infine, voglio rinnovare la volontà del governo di impegnarsi per custodire e valorizzare la preziosa eredità umana, culturale e scientifica di Zichichi, affinché possa continuare a generare frutti e ad ispirare nuove generazioni di scienziati”.

Alla Martesana: curling? Dovrebbero mettere le bocce alle Olimpiadi

Milano, 11 feb. (askanews) – “Nelle Olimpiadi c’è il gioco delle bocce?”

“No, ci sono i Mondiali. Ma Olimpiadi no. Dovrebbero metterle alle Olimpiadi”.

Si fa presto a dire curling, ma volete mettere le bocce? Con oltre 60 milioni di praticanti stimati (dati CMSB Confédération Mondiale des Sports de Boules), le bocce superano il curling in diffusione: Italia, Francia, Spagna e America Latina contano leghe nazionali affollate, mentre eventi come il Mondiale Bocce attirano decine di migliaia di spettatori dal vivo. Askanews è andata a cercare gli appassionati nella tana del leone, forse la bocciofila più famosa a Milano, Ambrogino d’oro 2021 e una lunga tradizione di ospiti famosi, come ci spiega il nostro cicerone, il signor Cazzaniga, milanese doc.

“Adesso il curling sta prendendo piede, è come quando Tomba vinceva nello sci: quando è di moda tira, ma il gioco delle bocce sono anni e anni e tanto tempo che c’è, che esiste, che raduna un sacco di giocatori veramente bravi. Forse per spingerlo per arrivare alle Olimpiadi dovrebbero pensarci le società più che, diciamo, che noi semplici giocatori, perché noi oramai diventiamo vecchi, di giovani ce ne sono tanti bravi e dovrebbero fare loro una specie di riunione e proporla per le Olimpiadi.

Le bocce affondano le radici nella storia antica, hanno un sapore molto Mediterraneo e un valore olimpico chiave: favoriscono l’inclusione.

In passato si giocava alla milanese. “Sì, alla milanese è un gioco magnifico, non bello, magnifico come gioco, perché si svolge su un campo trasversale con delle cunette”.

Anche il signor Farina ci spiega quanto era bello quando si giocava alla milanese. Gli chiediamo cosa rappresenta il circolo della Martesana per Milano? “Per Milano non lo so, per me è tantissimo”.

Le bocce uniscono strategia, precisione e potenza fisica: un tiro “volo” a 30 metri richiede maestria balistica, paragonabile al tiro con l’arco, con margini di errore millimetrici. Video virali su TikTok e YouTube (milioni di views) dimostrano il potenziale mediatico, mentre il curling, spesso criticato come “scopa e ghiaccio”.

E a questo proposito, la componente sociale delle bocce non è da snobbare. Il signor Gino si è inventato un modo tutto suo per cominciare le partite. Ma quando gli nomini il curling, replica: “Ogni tanto viene fuori uno sport nuovo e sembra che le bocce sono state lasciate a loro stesse. Però se ci fossero alle Olimpiadi anche le bocce, anche i ragazzi giovani darebbero il loro e sarebbero molto più bravi di noi sicuramente”.

E questo aiuterebbe anche un luogo come questo, storico? “Come questo, come tutte le bocciofile che ci sono in giro. E’ un po’ come i vecchi cinema. Una volta i cinema di periferia c’erano, esistevano e quando sono nate queste grandi multisala, basta, sono andate perse. E’ un peccato”.

Risparmio gestito: ondata di vendite in Borsa su timori impatto IA

Milano, 11 feb. (askanews) – Giornata di forti vendite a Piazza Affari sui titoli del risparmio gestito in scia ai timori per l’impatto “disruptive” dell’intelligenza artificiale sul settore. Banca Mediolanum ha lasciato sul terreno il 9,57%, Fineco il 9,05%, Banca Generali il 7,59%, Azimut il 4,49%. L’onda emotiva delle vendite si era già fatta sentire ieri a Wall Street – coi crolli dei titoli delle società di servizi finanziari e di consulenza come Charles Schwab, LPL Financial e Raymond James Financial – dopo che Altruist, startup americana dedicata alla gestione patrimoniale per consulenti indipendenti, ha annunciato il lancio di un nuovo strumento di pianificazione fiscale all’interno della sua piattaforma di IA Hazel, che aiuta a creare strategie fiscali personalizzate e promette di svolgere il lavoro “in pochi minuti”.

Da qui i timori che l’evoluzione delle applicazioni IA possano disintermediare o penalizzare il modello di business tradizionale delle società di gestione e di consulenza finanziaria. Ma per Barclays si tratta di un sell-off “eccessivo” quello visto oggi sui titoli dei gestori italiani, i cui modelli di business sono “solidi”.

“Sebbene il sell-off potrebbe continuare mentre il mercato cerca di comprendere l’impatto dell’IA sul settore – si legge in un report odierno -, tendiamo a considerare le reazioni dei prezzi delle azioni come esagerate e riteniamo che questa sia un’opportunità di acquisto. Inoltre in Italia il modello del consulente indipendente non è particolarmente radicato”.

Vendite “indiscriminate” anche per Antonio Roman, portfolio manager di Axiom Alternative Investments. “Si torna a parlare oggi di vecchi temi che riguardano lo sviluppo del brokerage online e dei robo-advisors a scapito della gestione patrimoniale basata sulle relazioni personali – commenta -. L’intelligenza artificiale potrebbe accelerare il trasferimento di quote di mercato verso player competitivi in termini di prezzo, in grado di offrire la migliore esperienza utente e di fornire ai propri consulenti gli strumenti più efficaci, ma il sell-off odierno sembra indiscriminato”.

Lo stesso amministratore delegato di Banca Generali, che oggi ha diffuso conti 2025 record, ha rassicurato il mercato nel corso della conference call. “Non vediamo nessun tipo di rischio strategico” per il business delle società di gestione “dalle notizie odierne”, ha detto Gian Maria Mossa agli analisti. “E’ una questione Usa-centrica che non ha a che fare con la realtà del wealth management italiano, men che meno con Banca Generali”. Nessun impatto quindi sull’Italia, “dove i temi fiscali sono gestiti dagli intermediari e non dal cliente”, ha spiegato.

“L’idea che un tool di IA” possa influenzare il business in Italia “non ha alcun senso. L’Italia è un mercato unico dove la gestione patrimoniale è ancora un affare di famiglia, i clienti cercano il contatto umano e non un’automazione, i valori di consulenza e privacy sono fondamentali. Il nostro business è basato sulla fiducia, sulle relazioni personali e sulle nostre capacità – ha sottolineato l’AD di Banca Generali -. L’IA è un grande acceleratore del business, aiuta i banker a lavorare più velocemente e meglio, ma non è una alternativa al business”.

Destra, il "cuore pulsante" di FnV nel triangolo Viareggio-Lucca-Pisa

Firenze, 11 feb. (askanews) – C’è stato un tempo in cui la politica passava per il triangolo di terre tra Rignano sull’Arno, Montelupo Fiorentino e Laterina. Paesi toscani che nei palazzi romani non avevano mai sentito nominare, ma che poi furono costretti a conoscere: al governo, nel 2015, c’erano Matteo Renzi (Rignano) premier, Maria Elena Boschi (Laterina) ministra per le Riforme, Luca Lotti (Montelupo Fiorentino) sottosegretario a Palazzo Chigi. Come è finita si sa, oggi il vento è cambiato e anche il triangolo si è spostato, geograficamente e politicamente. Sulla costa, a destra, sempre in Toscana. Con ancora tutto da dimostrare, ovviamente.

Il generale Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale, è viareggino di adozione (e nella sua ‘vita precedente’ ha comandato la Folgore a Livorno), Massimiliano Simoni, primo consigliere regionale di FnV dopo l’addio alla Lega, vive a Marina di Pietrasanta, Edoardo Ziello tesoriere – uno dei due deputati, con Rossano Sasso, che hanno lasciato la Lega – è di Pisa, Annamaria Frigo, responsabile tesseramento, di Bagni di Lucca. Perfino l’atto di nascita del partito è stato depositato nello studio di un notaio di Querceta, un posto piccolo, nel comune di Seravezza, in Versilia, famoso per il Palio dei micci, che sarebbero gli asini. Tutte terre, queste, che furono tappa, nel 2023, del book tour del generale per il suo libro “Il mondo al contrario”. Con il senno di poi presentazioni ma anche reclutamento sul territorio.

Dalla Toscana, con furore, dunque. Anche se, sottolinea Simoni, “il cuore pulsante è il generale, lui sta a Viareggio, se stava a Bolzano si partiva da lì” e, assicura il coordinatore nazionale di FnV, sono partiti perchè “ci sono 52 sindaci di comuni tra i 10mila e i 25mila abitanti che hanno scelto di passare con noi e 300 consiglieri comunali, da tutti i partiti, anche dai Cinquestelle”. “Il cuore pulsante è sicuramente qui, abbiamo lavorato molto sulla Toscana” e “il nostro obiettivo è che vari consiglieri ci seguano in questo sogno, che cambino il logo del loro partito” dice Annamaria Frigo, consigliere comunale a Bagni di Lucca, nata come imprenditrice e poi passata alla politica attiva, con un percorso tutto a destra, prima con Fratelli d’Italia, poi con la Lega e, infine, con Futuro nazionale “seguendo sempre il generale” conosciuto, appunto, in occasione della presentazione del suo libro.

Ma proprio in Toscana, però, la campagna elettorale del generale per le Regionali non andò benissimo con la Lega al 4,48%… L’obiezione non spegne l’entusiasmo dei vannacciani perchè, spiega sempre Frigo, “tutto è dipeso dall’impostazione della campagna elettorale della Lega a livello nazionale e poi ci sarebbe dovuto essere il nome del generale nel simbolo e non c’era. Non è stata colpa sua”, insomma.

Intanto sul territorio toscano c’è fermento e i malumori diventano addii a colpi di pec. La stessa Frigo, che non ama essere definita “lady tessere”, ma che si occupò di tesseramento anche per Fratelli d’Italia, “tra oggi e domani” invierà la pec al segretario comunale di Bagni di Lucca per ufficializzare il passaggio a FnV. Movimenti ci sono “in tutta la provincia di Lucca, nel comune di Capannori”, e nella provincia di Firenze, dove sta prendendo forma in queste ore e, spiegano, proseguirà per tutta la settimana, una piccola valanga di consiglieri provinciali, comunali e di quartiere che lasciano la Lega per FnV.

Il bollettino degli addii al partito di Salvini registra oggi quello di Vito Poma, membro del direttivo provinciale e responsabile Turismo della Lega Toscana: “Fino a pochi mesi fa non avrei mai immaginato di compiere questo passo”, dice, ma la Lega “ha smarrito se stessa” tra “l’incredibile orientamento progressista sui temi etici” fino alla prospettiva “di un ritorno ad una Lega a trazione nordista piuttosto che quella federale e di respiro nazionale”. Sul territorio, accusa Poma, “nell’ultimo anno l’unica battaglia condotta è stata fare di tutto per contrastare la novità rappresentata da Vannacci”, per poi rinchiudersi in un “purismo leghista di facciata”. Via dalla Lega per unirsi a Vannacci anche il consigliere del quartiere 1 di Firenze Salvatore Sibilla e i consiglieri del quartiere 5 Franca Innocenti Barocchi e Gualberto Carrara. Lascia anche il segretario Lega giovani di Firenze Michele Petrucciani perchè “la gioventù odierna – sostiene – vuole una destra che difenda i valori”.

Il tesseramento, on line e cartaceo, si aprirà tra l’1 e il 2 marzo, con tre tipi di tessere – quella basic a 10 euro, poi il socio sostenitore a 20 euro e via crescendo – e il primo evento clou del partito è il 15 marzo, al teatro Verdi di Montecatini, con uno spettacolo intitolato “Il mondo al contrario atto II – Remigrazione” creato da Vannacci per il quale spiegano al partito “verranno persone da tutta Italia”. I biglietti sono già in vendita on line, con prezzi dai 21 ai 25 euro.

Ma cosa cerca chi cerca Vannacci? “Non c’è nessun estremismo, ma molto buon senso e concretezza”, risponde Frigo. E precisa: “Qui nessuno è anti progressista come è stato scritto”.

Destra, il "cuore pulsante" di FnV nel triangolo Viareggio-Lucca-Pisa

Firenze, 11 feb. (askanews) – C’è stato un tempo in cui la politica passava per il triangolo di terre tra Rignano sull’Arno, Montelupo Fiorentino e Laterina. Paesi toscani che nei palazzi romani non avevano mai sentito nominare, ma che poi furono costretti a conoscere: al governo, nel 2015, c’erano Matteo Renzi (Rignano) premier, Maria Elena Boschi (Laterina) ministra per le Riforme, Luca Lotti (Montelupo Fiorentino) sottosegretario a Palazzo Chigi. Come è finita si sa, oggi il vento è cambiato e anche il triangolo si è spostato, geograficamente e politicamente. Sulla costa, a destra, sempre in Toscana. Con ancora tutto da dimostrare, ovviamente.

Il generale Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale, è viareggino di adozione (e nella sua ‘vita precedente’ ha comandato la Folgore a Livorno), Massimiliano Simoni, primo consigliere regionale di FnV dopo l’addio alla Lega, vive a Marina di Pietrasanta, Edoardo Ziello tesoriere – uno dei due deputati, con Rossano Sasso, che hanno lasciato la Lega – è di Pisa, Annamaria Frigo, responsabile tesseramento, di Bagni di Lucca. Perfino l’atto di nascita del partito è stato depositato nello studio di un notaio di Querceta, un posto piccolo, nel comune di Seravezza, in Versilia, famoso per il Palio dei micci, che sarebbero gli asini. Tutte terre, queste, che furono tappa, nel 2023, del book tour del generale per il suo libro “Il mondo al contrario”. Con il senno di poi presentazioni ma anche reclutamento sul territorio.

Dalla Toscana, con furore, dunque. Anche se, sottolinea Simoni, “il cuore pulsante è il generale, lui sta a Viareggio, se stava a Bolzano si partiva da lì” e, assicura il coordinatore nazionale di FnV, sono partiti perchè “ci sono 52 sindaci di comuni tra i 10mila e i 25mila abitanti che hanno scelto di passare con noi e 300 consiglieri comunali, da tutti i partiti, anche dai Cinquestelle”. “Il cuore pulsante è sicuramente qui, abbiamo lavorato molto sulla Toscana” e “il nostro obiettivo è che vari consiglieri ci seguano in questo sogno, che cambino il logo del loro partito” dice Annamaria Frigo, consigliere comunale a Bagni di Lucca, nata come imprenditrice e poi passata alla politica attiva, con un percorso tutto a destra, prima con Fratelli d’Italia, poi con la Lega e, infine, con Futuro nazionale “seguendo sempre il generale” conosciuto, appunto, in occasione della presentazione del suo libro.

Ma proprio in Toscana, però, la campagna elettorale del generale per le Regionali non andò benissimo con la Lega al 4,48%…L’obiezione non spegne l’entusiasmo dei vannacciani perchè, spiega sempre Frigo, “tutto è dipeso dall’impostazione della campagna elettorale della Lega a livello nazionale e poi ci sarebbe dovuto essere il nome del generale nel simbolo e non c’era. Non è stata colpa sua”, insomma.

Intanto sul territorio toscano c’è fermento e i malumori diventano addii a colpi di pec. La stessa Frigo, che non ama essere definita “lady tessere”, ma che si occupò di tesseramento anche per Fratelli d’Italia, “tra oggi e domani” invierà la pec al segretario comunale di Bagni di Lucca per ufficializzare il passaggio a FnV. Movimenti ci sono “in tutta la provincia di Lucca, nel comune di Capannori”, e nella provincia di Firenze, dove sta prendendo forma in queste ore e, spiegano, proseguirà per tutta la settimana, una piccola valanga di consiglieri provinciali, comunali e di quartiere che lasciano la Lega per FnV.

Il bollettino degli addii al partito di Salvini registra oggi quello di Vito Poma, membro del direttivo provinciale e responsabile Turismo della Lega Toscana: “Fino a pochi mesi fa non avrei mai immaginato di compiere questo passo”, dice, ma la Lega “ha smarrito se stessa” tra “l’incredibile orientamento progressista sui temi etici” fino alla prospettiva “di un ritorno ad una Lega a trazione nordista piuttosto che quella federale e di respiro nazionale”. Sul territorio, accusa Poma, “nell’ultimo anno l’unica battaglia condotta è stata fare di tutto per contrastare la novità rappresentata da Vannacci”, per poi rinchiudersi in un “purismo leghista di facciata”. Via dalla Lega per unirsi a Vannacci anche il consigliere del quartiere 1 di Firenze Salvatore Sibilla e i consiglieri del quartiere 5 Franca Innocenti Barocchi e Gualberto Carrara. Lascia anche il segretario Lega giovani di Firenze Michele Petrucciani perchè “la gioventù odierna – sostiene – vuole una destra che difenda i valori”.

Il tesseramento, on line e cartaceo, si aprirà tra l’1 e il 2 marzo, con tre tipi di tessere – quella basic a 10 euro, poi il socio sostenitore a 20 euro e via crescendo – e il primo evento clou del partito è il 15 marzo, al teatro Verdi di Montecatini, con uno spettacolo intitolato “Il mondo al contrario atto II – Remigrazione” creato da Vannacci per il quale spiegano al partito “verranno persone da tutta Italia”. I biglietti sono già in vendita on line, con prezzi dai 21 ai 25 euro.

Ma cosa cerca chi cerca Vannacci? “Non c’è nessun estremismo, ma molto buon senso e concretezza”, risponde Frigo. E precisa: “Qui nessuno è anti progressista come è stato scritto”.

Milano-Cortina, Mattarella telefona ad Arianna Fontana: gara formidabile

Roma, 11 feb. (askanews) – “Congratulazioni. Sei olimpiadi sei successi, ed è stata una gara formidabile”. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a Cortina per seguire alcune delle gare dei nostri atleti impegnati nelle Olimpiadi di Milano-Cortina ha telefonato ad Arianna Fontana la pattinatrice di short track e di velocità su ghiaccio vincitrice dell’oro.

“Complimenti anche agli altri siete una squadra formidabile”, ha aggiunto il capo dello Stato”. “Siamo riusciti a mentenere la calma, è stata la formula vincente”, ha risposto la sportiva. “Quella formula così coordinata è difficile da capire per chi vi guarda dalll’esterno ma la calma deve essere fondamentale”, ha aggiunto Mattarella.

“Sì la staffetta mista è molto veloce e non intuitiva per chi la guarda. Siamo riusiti a portare a casa un oro che vale moltissimo”, ha detto ancora Fontana. “E per le prossime gare non dico nulla…”, ha concluso il Presidente.

Milano-Cortina, Mattarella incontra Goggia: raccogliamo tante medaglie

Cortina, 11 feb. (askanews) – Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è arrivato a Cortina e ha ricevuto la visita della campionessa di sci alpino Sofia Goggia, accompagnata dal presidente del CONI Luciano Buonfiglio. “Complimenti, terza Olimpiade e terza medaglia – ha detto il Capo dello Stato alla sciatrice – era difficile. Domani assisterò alla gara, stiamo raccogliendo una grande quantità di medaglie”.

“Abbiamo una bella squadra – ha detto ancora Mattarella -. Occorrerebbe far capire ai tifosi e ai telespettatori che cosa c’è dietro la vostra preparazione”. Il presidente poi ha chiesto notizie di Lindsey Vonn e, rivolgendosi a Buonfiglio, ha detto “state dando un’immagine di vitalità e di organizzazione”.

La chiacchierata infine è scivolata sul calcio e il presidente ha scherzato con Sofia Goggia, tifosa dell’Atalanta, su Gasperini: “Lo sa perché è bravo? – ha chiesto il Capo dello Stato – Perché è stato due anni al Palermo”.

Sasso: prematuro parlare elezioni amministrative per Futuro Nazionale

Roma, 11 feb. (askanews) – “Le forze che si ritengono conservatrici nel nostro paese ascoltino quelle che sono le rivendicazioni di un partito che appena nato è già sondato con una discreta percentuale. Ma siamo destinati a crescere perché rappresentiamo la destra vera”. Lo ha detto il deputato vannacciano Rossano Sasso in un punto stampa a Montecitorio, con accanto i colleghi Edoardo Ziello ed Emanuele Pozzolo.

“Avremo nelle prossime settimane una struttura e dei referenti territoriali, ma è prematuro parlare di elezioni amministrative”, ha aggiunto, sottolineando che “nel giro di qualche settimana Vannacci sarà a Roma a dare man forte alle proposte dei tre deputati di FnV”.

Ue, superamento dell’unanimità? Italo-tedeschi in senso contrario

Bruxelles, 11 feb. (askanews) – I governi di Germania e Italia vanno in senso diametralmente opposto alla discussione in corso sul possibile superamento del voto all’unanimità nell’Ue; unanimità che, laddove è ancora la regola, paralizza e indebolisce l’Unione. E che Mario Draghi, nel suo recente discorso di Lovanio, ha prospettato di superare con il suo ragionamento sul “federalismo pragmatico”, che consenta una “azione comune” decisiva in determinati settori, da parte dei paesi “volontari”, in opposizione alla “logica della confederazione” che oggi ancora prevale in Europa laddove sussiste il diritto di veto individuale da parte di ciascuno Stato membro (come in politica estera e di difesa, e nella fiscalità).

Non solo i governi di Roma e Berlino non si pronunciano sul superamento del meccanismo dell’unanimità, ma addirittura ipotizzano un ritorno del diritto di veto anche nei settori in cui è stato abolito da tempo.

E’ quanto emerge chiaramente dal breve documento informale dal titolo “Elementi per un’ambiziosa agenda europea per la competitività nel 2026”, che Germania e Italia (con l’appoggio del Belgio), hanno elaborato in vista del “ritiro” dei membri del Consiglio europeo, domani nel castello di Alden Biesen, nelle Fiandre. Nel paragrafo contro gli oneri burocratici, questo “non-paper” invoca come “indispensabile” una “ulteriore semplificazione normativa” della legislazione dell’Ue poiché, sottolinea, “gli eccessivi oneri amministrativi continuano a ostacolare l’espansione delle imprese, l’innovazione e la competitività”.

Il documento informale italo-tedesco-belga chiede che sia previsto “un freno di emergenza” che consenta di “bloccare gli oneri eccessivi che emergono durante il processo legislativo” (ovvero quando, ad esempio, il Parlamento europeo presenta degli emendamenti), e che questo meccanismo interdittivo possa essere attivato “su richiesta di uno Stato membro”.

In pratica, si prefigura la reintroduzione di una sorta di diritto di veto individuale, da parte anche di un solo Stato membro, nei campi in cui oggi la legislazione comunitaria è decisa a maggioranza qualificata in Consiglio. Altro che superamento del meccanismo paralizzante dell’unanimità, sarebbe una vera e propria “rinazionalizzazione” delle procedure di decisione comunitarie.

Il documento chiede anche di effettuare uno “screening” di tutta la legislazione comunitaria e delle politiche Ue esistenti (“l’acquis dell’Ue”), al fine di “individuare ulteriori atti giuridici da semplificare o ritirare”, e sollecita l’applicazione di un “un principio di discontinuità che garantisca che le Commissioni uscenti ritirino le proposte (legislative, ndr) in sospeso, al termine del loro mandato”. Richieste, queste, che vengono prospettate come impegni da parte della Commissione europea, senza tenere conto, a quanto sembra, delle sue prerogative. Perché in realtà, secondo i Trattati Ue, la Commissione ha il monopolio dell’iniziativa legislativa, e quindi anche il diritto di decidere in perfetta autonomia se proporre o no la modifica o il ritiro di una legislazione esistente, o di una proposta legislativa non ancora approvata in via definitiva.

Alle Olimpiadi è Curling mania: tutti in fila per “lanciare la stone”

Milano, 11 feb. (askanews) – Tutti in fila per lanciare la “stone”. Il curling è una delle discipline che ha conquistato il cuore dei tifosi in queste Olimpiadi invernali di Milano-Cortina. Qui alla Fan Zone al Castello Sforzesco tantissimi si mettono in coda per fare un tentativo, anche senza pista di ghiaccio.

“È simpatico, sul ghiaccio sarà tutta un’altra cosa, non le conosco le regole”, racconta una visitatrice subito dopo aver provato un lancio.

Anche i volontari confermano la grande partecipazione. “Ogni giorno ci sono file lunghissime, ma regolari quindi la gente riesce sempre a giocare”, spiega una volontaria. “Quest’anno ha avuto molto successo, c’è tanta gente interessata e tanta gente è anche molto brava”, ha aggiunto.

Stipendi crescono del +38,14% per gli studenti di Rome Business School

Roma, 3 feb. (askanews) – Gli stipendi per gli studenti di Rome Business School crescono in media del +38,14%. L’81,2% degli studenti ha visto un aumento salariale dopo il completamento del Master, con punte che arrivano fino al 58% per quelli del comparto Media, Finance o Project Management. E’ quanto emerge dal settimo Employment Report della Rome Business School, che ha studenti provenienti da oltre 141 Paesi e un totale di 3314 iscritti negli ultimi due intake.

Marco Regoli, Head of Career Services di Rome Business School, ha spiegato: “Gli spostamenti verticali e le crescite dal punto di vista proprio del percorso di carriera sono state molto significative, con più del 72% dei nostri studenti che lavora in multinazionali, con quasi il 70% di loro che hanno cambiato ruolo, settore o Paese di lavoro e con il 57% dei nostri studenti che hanno trovato un’occupazione all’estero”. L’impatto sulla carriera è confermato dalla leadership di Rome Business School anche in ranking quali il QS World University Ranking, dove il Global MBA è risultato 1° al mondo per career outcomes.

Ogni anno i Career Services affiancano gli studenti dall’orientamento iniziale fino all’ingresso nel mondo del lavoro. “Per dare qualche numero, più di 8000 offerte di lavoro proposte ai nostri studenti, quasi 200 aziende che sono transitate per Rome Business School, per presentarsi, per presentare delle opportunità di lavoro o per semplicemente fare networking” ha detto Regoli. I risultati si riflettono in un placement rate del 98% e in 1.515 placement realizzati nel 2025, con una crescita del +23% rispetto all’anno precedente.

Rome Business School, inoltre, è un incubatore di startup, che creano lavoro.”Un altro dato interessante che emerge dal nostro Employment Report è come I nostri studenti siano diventati a loro volta employers attraverso il nostro incubatore RBS4Entrepreneurship abbiamo attualmente 25 aziende che abbiamo aiutato a costituire e queste 25 aziende offrono 511 posti di lavoro, agendo in 21 mercati e 58 Paesi differenti” ha concluso Regoli.

Meloni: condoglianze per la terribile tragedia in Canada, solidarietà a Carney

Roma, 11 feb. (askanews) – “Esprimo le più sentite condoglianze per la strage avvenuta in British Columbia. Nel manifestare la mia vicinanza alla comunità di Tumbler Ridge e un pensiero commosso per le famiglie spezzate dal dolore, desidero rivolgere la piena e più sentita solidarietà del Governo italiano e mia personale al primo ministro Mark Carney e a tutto il popolo canadese di fronte a questa terribile tragedia”. Lo afferma in una nota la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

Madrid invasa dai trattori, la protesta contro l’accordo Ue-Mercosur

Madrid, 11 feb. (askanews) – Centinaia di trattori hanno invaso Madrid suonando clacson per protestare contro l’accordo commerciale Unione Europea-Mercosur, aggiungendosi agli agricoltori di diversi paesi europei che temono di essere travolti da un’ondata di beni più economici e non controllati dalle regolamentazioni Ue, provenienti dal Brasile, Paraguay, Argentina e Uruguay.

Cinque convogli di trattori da tutta la Spagna sono confluiti verso il centro città e spostandosi da Plaza Colon al ministero dell’Agricoltura hanno bloccato il traffico, con pesanti ripercussioni. I manifestanti hanno esposto striscioni con la scritta “No alla nostra rovina” e “La campagna spagnola non è in vendita”.

“Le persone consumeranno prodotti di qualità inferiore, perderemo la sovranità alimentare e non ci sarà concorrenza”, ha affermato Miguel Angel Aguilera, presidente dell’organizzazione agricola Unaspi.

Secondo le autorità di Madrid alla manifestazione hanno preso parte 367 trattori e circa 2.500 manifestanti.

L’accordo, a lungo ritardato e firmato il mese scorso, creerebbe una delle più grandi aree di libero scambio del mondo, stimolando il commercio tra l’Ue e il blocco del Mercosur. Il patto necessita però ancora dell’approvazione dei legislatori del Parlamento europeo, che lo hanno deferito alla massima corte dell’Ue.

Centrodestra, Sasso: Futuro Nazionale interlocutore serio e attendibile

Roma, 11 feb. (askanews) – Votando a favore della questione di fiducia al decreto Ucraina “Futuro nazionale oggi ha dimostrato di essere un interlocutore serio e attendibile per il centrodestra”: lo ha detto il deputato vannacciano Rossano Sasso in un punto stampa a Montecitorio, con accanto i colleghi Edoardo Ziello ed Emanuele Pozzolo.

“FnV – ha aggiunto – però è coerente: ribadiamo il nostro no a un decreto che invia per la 13esima volta armi e soldi per Zelensky. Gli ordini del giorno restano in piedi, chiederemo ai deputati di centrodestra di votarli. Anziché dare altri soldi a Zelensky, noi vogliamo che uomini e mezzi siano usati per la sicurezza degli italiani. Perché ogni giorno nelle nostre strade e nelle nostre città c’è una guerra che subiscono gli italiani, ci sono balordi che imperversano, stuprano, rapinano e ammazzano: adesso vorremmo un decreto Italia”.

“Quanto al voto di fiducia, noi abbiamo votato convintamente sì, perché non vogliamo dare alibi a nessuno”, ha concluso.

Olimpiadi, il tifo per il SuperG dalla fan zone al Castello di Milano

Milano, 11 feb. (askanews) – Si tifa non solo sulle piste in queste Olimpiadi invernali di Milano Cortina. Al Castello Sforzesco fin dal mattino tanti tifosi arrivano nella Fan zone ufficiale per seguire le gare in diretta sul maxi schermo. Soprattutto quelle con grandi speranze di medaglia per gli italiani, come il Super G. Tanta attesa, ma poi la delusione e comunque gli applausi per gli atleti azzurri.

In particolare per il favorito Giovanni Franzoni, sesto; undicesimo Christof Innerhofer e ventiquattresimo Mattia Casse, mentre Dominik Paris è uscito dopo avere perso lo sci.

“Ci contavamo tantissimo sarà per la prossima”, dice una tifosa. “Sembrava ci potesse essere qualcosa ma è andata così, è andata”, dice un’altra. Resta l’emozione dello sport in diretta.

Dl Ucraina, la maggioranza vota compatta la fiducia, confermato il sì dei vannacciani

Roma, 11 feb. (askanews) – La maggioranza vota compatta, compresa la Lega, sulla fiducia posta dal governo sul dl Ucraina. E i tre ‘vannacciani’, iscritti al gruppo misto per aderire a Futuro nazionale (Rossano Sasso, Edoardo Ziello ed Emanuele Pozzolo) hanno confermato con il loro sì quanto aveva annunciato Roberto Vannacci.

Fdi e Fi registrano il maggior numero di assenze nel centrodestra, entrambi ne contano 12. Dei 104 presenti (sui 116 del gruppo) sei erano in missione e altrettanti non hanno partecipato al voto (Giordano, Maiorano, Zurzolo, Filini, Giorgianni e Schifone). Per Forza Italia su 41 partecipanti al voto (53 gli iscritti al gruppo) tre erano in missione e nove non hanno partecipato al voto (Calderone, Fascina, Nevi, Pella, Sorte, Benigni, Dalla Chiesa, Orsini e Rubano oltre a Mulé che presiedeva l’aula).

Gli occhi erano puntati sulla Lega che ha registrato sei leghisti assenti: tre in missione compreso il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e tre non hanno partecipato al voto (Angelucci, Coin, Bossi). Ha votato sì alla fiducia anche il leghista Domenico Furgiuele, il deputato che aveva deciso di ‘ospitare’ la conferenza stampa alla Camera sulla remigrazione organizzata da alcune formazioni neo-fasciste come CasaPound considerato vicino all’ex generale.

Formula1, Test Bahrain: Verstappen il più veloce

Roma, 11 feb. (askanews) – Max Verstappen alla grande sul circuito del Bahrain per i test pre mondiale di Formula1. La Red Bull del pluri campione del mondo olandese ha stabilito il tempo più veloce della sessione con un 1:35.43. L’australiano Oscar Piastri, terzo nel campionato dello scorso anno, ha piazzato la sua McLaren al secondo posto, a 169 millesimi di secondo di distacco. Il britannico George Russell (Mercedes) ha fatto segnare il terzo tempo più veloce, a 675 millesimi di secondo dal leader. Il sette volte campione del mondo Lewis Hamilton è arrivato quarto, a un secondo di distacco, alla guida della sua Ferrari. Il pilota finlandese Valtteri Bottas, al volante della Cadillac, esordiente in Formula 1, ha ottenuto il nono tempo più veloce, a 3,717 secondi di distacco.

Milano-Cortina, Franzoni: "L’obiettivo è crescere e migliorare"

Roma, 11 feb. (askanews) – Delusione per gli azzurri dopo il SuperG olimpico di Milano-Cortina. “Peccato, ho lasciato qualche decimo di troppo nel tratto centrale – spiega Giovanni Franzoni, sesto a 0″63 una prova senza errori evidenti, con ottimi parziali ma in cui i dettagli non si sono rivelati perfettamente allineati. – dove dovevo forse stare più chiuso e meno sugli spigoli. Devo ancora crescere su questi dettagli: in tre intermedi su quattro ero in linea con Von Allmen. Essere a tre decimi dal podio ed averne persi sei in un unico settore fa un po’ male. In queste condizioni sapevo di non essere il favorito, la neve molle non è la mia preferita. L’obiettivo è ora quello di cercare di diventare completo come atleta e capace di adattarsi ad ogni condizione. Intanto però devo togliermi il cappello di fronte a Von Allmen: tre ori alla prima olimpiade è veramente incredibile, una settimana da leggenda e se lo merita. Lui è stato d’ispirazione per me in questi anni, sto cercando di imparare dalla sua sciata per prendere quella scorrevolezza che mi manca un po’. L’obiettivo è proprio quello, di migliorare in queste condizioni e poi davvero posso giocarmela sempre. La fiducia è tanta e voglio ancora raccogliere qualcosa nelle prossime gare”.

Christof Innerhofer ha vissuto la quinta Olimpiade: “Era un grande obiettivo essere qui alla mia quinta olimpiade. Non sono invece contento della mia prova, avrei potuto sciare meglio. La neve non era la mia preferita, preferisco quando è più dura. Forse avrei potuto rischiare di più ma non mi sono fidato a tutta: non mi accontento, perchè speravo di entrare nella top6”.

Dominik Paris si rammarica per l’incidente: “Non ho capito perchè si sia aperto l’attacco. Peccato, sono stato sfortunato non ho potuto dimostrare quello di cui ero capace. Sono comunque riuscito a chiudere il cerchio con il bronzo in discesa. Anche oggi avevo la possibilità di fare bene, era un tracciato giusto per me ma bisogna raggiungere il traguardo”.

Domani tocca al superG femminile, a Cortina d’Ampezzo, sabato si torna a sciare sulla Stelvio con il gigante maschile: prima manche alle 10, seconda alle 13:30.

Milano-Cortina, già undici podi come in tutta Torino 2006

Roma, 11 feb. (askanews) – Due ori, due argenti e sette bronzi. Il medagliere dell’Italia Team, dopo quattro giorni di gare a Milano Cortina 2026, assume una speciale valenza statistica: gli 11 podi parziali, infatti, hanno già eguagliato il numero complessivo di quelli ottenuti 20 anni fa a Torino 2006, fino a oggi l’edizione invernale più munifica tra quelle ospitate nel nostro Paese.

Un altro primato dopo quello fatto registrare domenica scorsa, grazie alle 6 medaglie in un giorno, record storico di tutti i tempi per l’Italia ai Giochi Olimpici Invernali. Al momento Milano Cortina è già la quinta edizione della storia dopo Lillehammer 1994, Pechino 2022, Salt Lake City 2002 e Albertville 1992. Ma mancano ancora 12 giorni di gara…

Bozza Ddl immigrazione, blocco navale e trasferimento in Paesi terzi

Roma, 11 feb. (askanews) – “Nei casi di minaccia grave per l’ordine pubblico o la sicurezza nazionale, l’attraversamento del limite delle acque territoriali può essere temporaneamente interdetto con delibera del Consiglio dei ministri, su proposta del ministro dell’interno”. Così si legge nell’articolo 10 della bozza del ddl immigrazione, in fase di ultimazione definitiva in queste ore. Il documento, una volta chiarito, sarà all’esame nel pomeriggio del Consiglio dei ministri di oggi pomeriggio.

Al comma 1-ter si legge che “costituiscono minaccia grave: il rischio concreto di atti di terrorismo o di infiltrazione di terroristi sul territorio nazionale; la pressione migratoria eccezionale tale da compromettere la gestione sicura dei confini; le emergenze sanitarie di rilevanza internazionale; gli eventi internazionali di alto livello che richiedano l’adozione di misure straordinarie di sicurezza”. “Salvo che il fatto costituisca reato, Si applica al trasgressore la sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma da euro 10mila a euro 50mila”. Questa sarà l’ammenda per la violazione del blocco navale, secondo quanto nella bozza.

“I migranti eventualmente a bordo di imbarcazioni sottoposte all’interdizione possono essere condotti anche in Paesi terzi diversi da quello di appartenenza o provenienza con i quali l’Italia ha stipulato appositi accordi o intese che ne prevedono l’assistenza, l’accoglienza o il trattenimento in strutture dedicate, ove operano organizzazioni internazionali specializzate nei settori della migrazione e dell’asilo, anche ai fini del rimpatrio nel Paese di appartenenza”. Così si legge in un comma nella bozza del ddl immigrazione che si sta ultimando in queste ore per poi esser posto all’esame del Consiglio dei ministri.

La pirateria vale quasi un terzo del mercato del libro

Roma, 11 feb. (askanews) – La pirateria nel mondo del libro continua ad attestarsi a livelli drammatici, sottraendo agli editori circa un terzo del mercato (il 30%, pari a 722 milioni di euro, in crescita rispetto ai 687 milioni di due anni fa). A questo numero va però aggiunto quello, difficilmente quantificabile, delle vendite perse a causa dell’utilizzo di riassunti e compendi generati dall’Intelligenza Artificiale, che sono molto diffusi. I riassunti generati dall’IA sono utilizzati dal 12% della popolazione sopra i 15 anni per i libri di lettura, dal 58% degli studenti universitari, dal 22% dei liberi professionisti, secondo la prima rilevazione compiuta in questo senso nella quarta analisi dell’istituto di ricerca Ipsos Doxa per l’Associazione Italiana Editori (AIE) sulla pirateria nel mondo del libro.

Secondo quanto riporta un comunicato, le rielaborazioni di libri ottenute tramite l’IA, oltre a essere molto diffuse, sono conservate nel 45% dei casi (60% tra gli studenti universitari) e spesso (con percentuali tra il 20% e il 36%) condivise con conoscenti e amici, o tramite sistemi di comunicazione elettronici.

La ricerca evidenzia inoltre come sia in crescita, dal 30% al 40%, la percentuale di chi ritiene probabile essere scoperto e sanzionato per reati riconducibili alla pirateria. Ma, per contro, solo il 34% della popolazione di più di 15 anni è consapevole che è illegale caricare sui sistemi di IA materiali coperti dal diritto d’autore senza averne l’autorizzazione.

La ricerca, si legge, è stata presentata dal presidente di Ipsos Doxa Nando Pagnoncelli durante un incontro organizzato da Gli Editori, l’accordo di consultazione tra AIE e la Federazione Italiana Editori Giornali (FIEG). Moderati dal direttore di Ansa Luigi Contu, dopo i saluti istituzionali, l’intervento del Senatore e Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega all’informazione e all’editoria Alberto Barachini e quelli dei presidenti di AIE e di FIEG, Innocenzo Cipolletta e Andrea Riffeser Monti, ne hanno dibattuto Massimiliano Capitanio, commissario Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, Crescenzo Sciaraffa, Generale di Brigata della Guardia di Finanza, Maria Letizia Bixio, docente all’Università Europea di Roma e Mauro Tosca, responsabile antipirateria AIE. A seguire, l’intervento della scrittrice Felicia Kingsley e le conclusioni di Federico Mollicone, presidente della Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei deputati.

Pirata libri a stampa, digitali e banche dati il 36% della popolazione sopra i 15 anni, il 76% degli studenti universitari, il 48% dei liberi professionisti (commercialisti, medici, avvocati, notai, architetti, geometri, ingegneri, consulenti del lavoro e altri). La conseguenza è una perdita di posti di lavoro per il settore editoriale pari a 4.500 unità, che diventano 11.500 conteggiando anche l’indotto. In termini economici, la perdita per il sistema Paese è di quasi 2 miliardi (1,95 miliardi di euro per la precisione) di fatturato e 313 milioni di mancate entrate per il fisco.

Secondo Innocenzo Cipolletta, presidente di AIE: “Accanto al contrasto alla pirateria tradizionale e all’educazione alla legalità, un percorso che vede impegnate le istituzioni, che ringraziamo, e che chiediamo di rafforzare e perfezionare ancora, è il momento di affrontare l’elefante nella stanza, ovvero l’impatto dell’Intelligenza Artificiale. La diffusione di riassunti e rielaborazioni ottenute tramite l’IA alternative al libro, ci dice questa ricerca, è già oggi molto diffusa e questo ci pone due ordini di problemi. Il primo afferisce alla qualità dello studio nelle università italiane e nei percorsi di formazione, che deve essere preservata. Dall’altra c’è il danno che già oggi la filiera del libro subisce in maniera importante, sebbene non sia ancora possibile arrivare a una quantificazione certa. Le IA devono essere sviluppate e utilizzate nel rispetto delle leggi a tutela del diritto d’autore, perché senza rispetto del diritto d’autore non c’è industria culturale e creativa e senza industria culturale e creativa non esisterebbero nemmeno i sistemi di IA, che sono nati e si sono sviluppati sui contenuti editoriali, spesso ottenuti e utilizzati in maniera illecita. Per questo è necessario, da una parte, che siano portate avanti campagne di informazione per far crescere la consapevolezza degli utenti italiani rispetto ai temi della pirateria in relazione all’Intelligenza Artificiale e che, dall’altra, le big tech siano chiamate a rispettare le norme europee contenute nell’AI Act, a partire dalla trasparenza sull’utilizzo delle fonti per l’addestramento degli algoritmi, trasparenza che oggi è un grande buco nero. Su questo il governo può fare ancora di più”.

Secondo Andrea Riffeser Monti, presidente di FIEG: “Senza una chiara percezione sociale della pirateria come reato, ogni intervento normativo rischia di essere inefficace. Per questo l’informazione deve essere utilizzata come strumento di prevenzione, attraverso campagne di comunicazione mirate che spieghino ai cittadini che l’uso illecito dei contenuti comporta sanzioni e che la certezza della pena è condizione essenziale per tutelare l’informazione professionale. Il danno prodotto dalla pirateria non è, infatti, solo economico. È un danno democratico. Un sistema informativo fragile espone i cittadini a contenuti non verificati, riduce la qualità del dibattito pubblico e indebolisce la fiducia nelle istituzioni. A questa complessità si aggiunge oggi il tema dell’Intelligenza Artificiale. Mai come ora la questione della fonte dell’informazione diventa centrale. L’IA si alimenta di grandi quantità di dati e contenuti: se tali contenuti non sono verificati, attendibili e riconducibili a fonti giornalistiche qualificate, il rischio è che la tecnologia amplifichi la pirateria, la disinformazione e la perdita di qualità informativa. La tutela dell’informazione professionale è, dunque, condizione essenziale per uno sviluppo responsabile dell’IA. Per questo, il contrasto alla pirateria deve essere parte integrante delle politiche pubbliche per la tutela della libertà di stampa, la valorizzazione dei contenuti editoriali, la regolazione delle piattaforme digitali e la promozione di una cittadinanza digitale consapevole”.

Editoria, pirateria vale quasi un terzo di intero mercato del libro

Roma, 11 feb. (askanews) – La pirateria nel mondo del libro continua ad attestarsi a livelli drammatici, sottraendo agli editori circa un terzo del mercato (il 30%, pari a 722 milioni di euro, in crescita rispetto ai 687 milioni di due anni fa). A questo numero va però aggiunto quello, difficilmente quantificabile, delle vendite perse a causa dell’utilizzo di riassunti e compendi generati dall’Intelligenza Artificiale, che sono molto diffusi. I riassunti generati dall’IA sono utilizzati dal 12% della popolazione sopra i 15 anni per i libri di lettura, dal 58% degli studenti universitari, dal 22% dei liberi professionisti, secondo la prima rilevazione compiuta in questo senso nella quarta analisi dell’istituto di ricerca Ipsos Doxa per l’Associazione Italiana Editori (AIE) sulla pirateria nel mondo del libro.

Secondo quanto riporta un comunicato, le rielaborazioni di libri ottenute tramite l’IA, oltre a essere molto diffuse, sono conservate nel 45% dei casi (60% tra gli studenti universitari) e spesso (con percentuali tra il 20% e il 36%) condivise con conoscenti e amici, o tramite sistemi di comunicazione elettronici.

La ricerca evidenzia inoltre come sia in crescita, dal 30% al 40%, la percentuale di chi ritiene probabile essere scoperto e sanzionato per reati riconducibili alla pirateria. Ma, per contro, solo il 34% della popolazione di più di 15 anni è consapevole che è illegale caricare sui sistemi di IA materiali coperti dal diritto d’autore senza averne l’autorizzazione.

La ricerca, si legge, è stata presentata dal presidente di Ipsos Doxa Nando Pagnoncelli durante un incontro organizzato da Gli Editori, l’accordo di consultazione tra AIE e la Federazione Italiana Editori Giornali (FIEG). Moderati dal direttore di Ansa Luigi Contu, dopo i saluti istituzionali, l’intervento del Senatore e Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega all’informazione e all’editoria Alberto Barachini e quelli dei presidenti di AIE e di FIEG, Innocenzo Cipolletta e Andrea Riffeser Monti, ne hanno dibattuto Massimiliano Capitanio, commissario Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, Crescenzo Sciaraffa, Generale di Brigata della Guardia di Finanza, Maria Letizia Bixio, docente all’Università Europea di Roma e Mauro Tosca, responsabile antipirateria AIE. A seguire, l’intervento della scrittrice Felicia Kingsley e le conclusioni di Federico Mollicone, presidente della Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei deputati.

Pirata libri a stampa, digitali e banche dati il 36% della popolazione sopra i 15 anni, il 76% degli studenti universitari, il 48% dei liberi professionisti (commercialisti, medici, avvocati, notai, architetti, geometri, ingegneri, consulenti del lavoro e altri). La conseguenza è una perdita di posti di lavoro per il settore editoriale pari a 4.500 unità, che diventano 11.500 conteggiando anche l’indotto. In termini economici, la perdita per il sistema Paese è di quasi 2 miliardi (1,95 miliardi di euro per la precisione) di fatturato e 313 milioni di mancate entrate per il fisco.

Secondo Innocenzo Cipolletta, presidente di AIE: “Accanto al contrasto alla pirateria tradizionale e all’educazione alla legalità, un percorso che vede impegnate le istituzioni, che ringraziamo, e che chiediamo di rafforzare e perfezionare ancora, è il momento di affrontare l’elefante nella stanza, ovvero l’impatto dell’Intelligenza Artificiale. La diffusione di riassunti e rielaborazioni ottenute tramite l’IA alternative al libro, ci dice questa ricerca, è già oggi molto diffusa e questo ci pone due ordini di problemi. Il primo afferisce alla qualità dello studio nelle università italiane e nei percorsi di formazione, che deve essere preservata. Dall’altra c’è il danno che già oggi la filiera del libro subisce in maniera importante, sebbene non sia ancora possibile arrivare a una quantificazione certa. Le IA devono essere sviluppate e utilizzate nel rispetto delle leggi a tutela del diritto d’autore, perché senza rispetto del diritto d’autore non c’è industria culturale e creativa e senza industria culturale e creativa non esisterebbero nemmeno i sistemi di IA, che sono nati e si sono sviluppati sui contenuti editoriali, spesso ottenuti e utilizzati in maniera illecita. Per questo è necessario, da una parte, che siano portate avanti campagne di informazione per far crescere la consapevolezza degli utenti italiani rispetto ai temi della pirateria in relazione all’Intelligenza Artificiale e che, dall’altra, le big tech siano chiamate a rispettare le norme europee contenute nell’AI Act, a partire dalla trasparenza sull’utilizzo delle fonti per l’addestramento degli algoritmi, trasparenza che oggi è un grande buco nero. Su questo il governo può fare ancora di più”.

Secondo Andrea Riffeser Monti, presidente di FIEG: “Senza una chiara percezione sociale della pirateria come reato, ogni intervento normativo rischia di essere inefficace. Per questo l’informazione deve essere utilizzata come strumento di prevenzione, attraverso campagne di comunicazione mirate che spieghino ai cittadini che l’uso illecito dei contenuti comporta sanzioni e che la certezza della pena è condizione essenziale per tutelare l’informazione professionale. Il danno prodotto dalla pirateria non è, infatti, solo economico. È un danno democratico. Un sistema informativo fragile espone i cittadini a contenuti non verificati, riduce la qualità del dibattito pubblico e indebolisce la fiducia nelle istituzioni. A questa complessità si aggiunge oggi il tema dell’Intelligenza Artificiale. Mai come ora la questione della fonte dell’informazione diventa centrale. L’IA si alimenta di grandi quantità di dati e contenuti: se tali contenuti non sono verificati, attendibili e riconducibili a fonti giornalistiche qualificate, il rischio è che la tecnologia amplifichi la pirateria, la disinformazione e la perdita di qualità informativa. La tutela dell’informazione professionale è, dunque, condizione essenziale per uno sviluppo responsabile dell’IA. Per questo, il contrasto alla pirateria deve essere parte integrante delle politiche pubbliche per la tutela della libertà di stampa, la valorizzazione dei contenuti editoriali, la regolazione delle piattaforme digitali e la promozione di una cittadinanza digitale consapevole”.

A Napoli Roadshow di CDP e Confindustria per sviluppo territorio

Napoli, 11 feb. (askanews) – Unire le forze per dare nuovo impulso allo sviluppo economico e sociale della Campania e rispondere con efficacia alle sfide che le aziende devono affrontare, accorciando le distanze tra le Istituzioni e i territori. Sono questi i principali obiettivi del Roadshow di CDP e Confindustria “Insieme per il futuro delle imprese” che oggi ha fatto tappa a Napoli, dopo Roma, Cagliari, Bologna, Firenze, Bari e Torino, per l’appuntamento che ha visto riunirsi numerosi rappresentanti del mondo dell’imprenditoria locale.

Le priorità sono: lo sviluppo delle infrastrutture per la transizione energetica e per l’economia circolare, il supporto agli investimenti delle imprese in innovazione e digitalizzazione, il rilancio del Mezzogiorno e il rafforzamento dell’autonomia strategica nazionale della filiera aerospaziale e della difesa.

A queste si aggiunge il sostegno alla promozione dell’imprenditoria giovanile nonché a tutte quelle attività volte alla riduzione dei divari territoriali per uno sviluppo economico più equilibrato. Tali obiettivi verranno perseguiti da CDP e Confindustria lavorando alla definizione di nuovi strumenti di finanza alternativa e di sostegno all’accesso al credito che prevedano anche l’impiego di risorse pubbliche e di terzi, oltre che di natura comunitaria.

La collaborazione promuoverà inoltre l’utilizzo di strumenti di equity (rafforzando l’espansione del Private Equity e del Venture Capital), lo sviluppo di iniziative per il credito agevolato e il potenziamento del sistema nazionale di garanzia, oltre che soluzioni residenziali a condizioni sostenibili per i dipendenti a basso reddito e con esigenze di mobilità lavorativa. CDP e Confindustria potranno poi condividere l’impegno per sostenere la crescita all’estero delle aziende campane attraverso gli strumenti dedicati all’export e all’internazionalizzazione dando slancio alle principali filiere strategiche locali e nazionali. Infine, verrà promossa la partecipazione del tessuto imprenditoriale ai progetti dedicati alla cooperazione internazionale con particolare attenzione ai mercati del Continente africano.

Ad Allevi il "Best Music Award alla Carriera" al Filming Italy L.A.

Roma, 11 feb. (askanews) – Un lungo applauso ha accolto martedì sera, 10 febbraio, Giovanni Allevi al Filming Italy Los Angeles, dove il compositore filosofo ha ricevuto il Filming Italy Best Music Award alla Carriera per il progetto “Allevi – Back to Life”. Il riconoscimento celebra un percorso artistico che nel tempo ha saputo parlare a un pubblico ampio, unendo formazione classica, scrittura contemporanea e riflessione filosofica.

Il premio è stato assegnato in occasione della presentazione, il 10 febbraio 2026, del docufilm “Allevi – Back to Life”, che ripercorre il periodo di pausa e il ritorno sulle scene dell’artista, segnando una nuova fase della sua attività concertistica.

Dopo le date internazionali, il “Giovanni Allevi Piano Solo Tour” tornerà in Italia dal 24 marzo con la prima tappa a Napoli. Il tour toccherà, tra le altre città, Bologna, Verona, Firenze, Padova, Ragusa e Messina, fino a maggio.

Sanremo, Angelica Bove: onore e privilegio essere al Festival

Milano, 11 feb. (askanews) – Angelica Bove, classe 2003, tra i due vincitori di Sanremo Giovani, arriva all’Ariston dopo la partecipazione a X Factor 2023. “Per me essere sul palco di Sanremo, a parte essere un onore, è sicuramente in primis un privilegio. Perché è il privilegio di essere ascoltata, non in un semplice palco qualsiasi, ma al palco di Sanremo che uno dei più importanti della nostra nazione. C’è grande importanza, grande onore e gratitudine”.

Il suo singolo Mattone è un brano personale che affronta il tema del dolore e del suo impatto nella vita di tutti i giorni. Angelica canta con voce graffiante ma raffinata. “La mia canzone è nata dall’esigenza di raccontare il periodo più importante e determinante della mia vita, che ha costruito il mio carattere ed è un dolore, che ha segnato un prima e un dopo decisivo nella mia vita. Parla un po’ della doppia faccia del dolore che all’inizio può debilitare, in Mattone parlo anche molto del disagio che ho provato nel mio dolore perché devi fare conti con quello che c’è dentro, con i mostri nell’armadio, con il buio. Il buio è la voragine che si è creata dentro di te e poi devi confrontare con il mondo esterno. Ne parlo nella frase “a stare male in modo normale” e la chiusura del pezzo parla appunto di questa dualità: un dolore può debilitarti ma da quel dolore puoi rinascere puoi costruire qualcosa di meraviglioso e diventa per assurdo un valore aggiunto”.

Il 30 gennaio è uscito “Tana”, il primo album ufficiale di Angelica Bove, pubblicato per Atlantic Records/Warner Music Italy. Il progetto segna una tappa centrale nel suo percorso artistico e personale, e rappresenta un vero e proprio momento di evoluzione.

Mattarella: rischio barbarie nei rapporti tra Stati, trasmettere cultura è indispensabile

Roma, 11 feb. (askanews) – “Di fronte ai rischi che la barbarie torni nei rapporti tra gli Stati elaborare, approfondire, sviluppare, trasmettere cultura è la più provvidenziale, indispensabile risposta per le difficoltà che il mondo attraversa”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella parlando alla cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico dell’Università di Trento e di intitolazione della Biblioteca Universitaria centrale ad Alcide de Gasperi. “In questo momento difficile per la vita del mondo De Gasperi ci parla ancora”, ha detto il presidente della Repubblica. Il capo dello Stato ha ricordato la “coincidenza particolare tra questa occasione e l’80esimo della Repubblica di cui De Gasperi è stato il primo capo dello Stato, per due settimane, ma quelle cruciali significative. Al Quirinale vi è una sala che ricorda la storia della Repubblica con i ritratti dei presidenti”, una galleria che “inizia con De Gasperi. L’intitolazione di questa biblioteca, una magnifica struttura prodotto del genio di Renzo
Piano, evoca tanti significati, anzitutto l’identità trentina di De Gasperi e poi il suo ruolo di bibliotecario al Vaticano, dove la Santa Sede gli assicurò un lavoro anche dopo le proteste del regime fascista. In una lettera a Sturzo De Gasperi parla appunto del suo lavoro alla biblioteca vaticana, un periodo in cui non poteva neppure scrivere col suo nome, usava lo pseudonimo Mario Zanatta. Tutto questo ci conferma come la biblioteca sia presidio di cultura, studio e quindi di libertà”.

L’impatto dell’ambiente sul rischio onco-ematologico

Roma, 11 feb. (askanews) – Preservare l’ambiente intorno a noi per favorire la prevenzione comune. È questo il messaggio lanciato dal libro “L’impatto dell’Ambiente e degli Stili di Vita nel rischio onco-ematologico”, che raccoglie gli atti del Convegno Nazionale AIL 2024. Prendersi cura di noi stessi è legato, in maniera indissolubile, alla riduzione dei rischi ambientali, diminuendo la possibilità di sviluppare tumori che colpiscono il sangue, il midollo osseo e il sistema linfatico. Ne ha parlato Aurelio Angelini, sociologo dell’ambiente e curatore del libro: “Presentiamo questo volume che raccoglie gli studi che sono stati presentati lo scorso ottobre in questa conferenza nazionale che ha fatto l’AIL, che non è la prima, e non è neanche il primo volume, in cui mettendo mondi diversi della scienza, quindi da quella medica a quella sociale, quella statistica a quella degli operatori sul campo, abbiamo raccolto questi studi che danno uno spaccato sull’impatto che c’è tra le principali sorgenti ambientali con il sistema della nostra salute, del nostro benessere”.

In prima linea da oltre 55 anni AIL, Associazione Italiana contro Leucemie, linfomi e mieloma. Ricerca scientifica e assistenza ai malati il fulcro della loro mission, come spiegato dal Presidente Nazionale AIL Giuseppe Toro e da Adriano Venditti, Direttore del Dipartimento Onco-Ematologia di Tor Vegata.

“Sono oltre trent’anni che AIL è impegnata su questo fronte. Abbiamo cominciato soprattutto con la Sicilia, col petrolchimico di Gela e con il petrolchimico di Augusta che seminava morti, che creava grossi problemi alle gestanti. Grandi denunce arrivavano dai pediatri, dove nascevano bambini con meno dita o con un orecchio in meno. Questo allarme, portato avanti anche da AIL ha fatto si che oggi, su questi siti, si è avviato un processo di bonifica. Ma ancora c’è tanto da fare” ha detto Toro.

“Più o meno il 90% delle malattie tumorali, delle neoplesie sono dovute a interazioni ambientali. Tutto il resto era imputabile anche a predisposizione personale, a predisposizione genetica, ma anche in questi casi l’ambiente è un trigger per la predisposizione individuale. L’attività fisica è un elemento importante per la prevenzione delle malattie tumorali e quindi anche in onco-ematologia. Il muscolo ormai è considerato un organo immunologico, il muscolo quando è attivo produce delle sostanze che potenziano il sistema immunologico e in questo senso fanno prevezione” ha aggiunto Venditti.

Il filo rosso che unisce inquinamento, stile di vita e rischio onco-ematologico. La creazione di una consapevolezza comune a tutti è il primo passo per provare a diminuire le percentuali di fatalità e contrazioni delle malattie legate al sangue.

‘Ricerca Circolare’, parte la nuova campagna di Roche Italia

Monza, 11 feb. (askanews) – Sempre in prima linea per la ricerca scientifica. Roche Italia lancia la nuova campagna ‘Ricerca Circolare’, per raccontare da un punto di vista differente e più autentico il mondo della ricerca scientifica. Un mondo in cui Roche da sempre crede investendo tempo e risorse, vedendolo inoltre parte integrante della sua missione strategica. Ne ha parlato Anna Maria Porrini di Roche Italia: “Abbiamo concepito questa campagna, che si chiama “Ricerca Circolare”, che ha proprio l’obiettivo di valorizzare la ricerca nel sistema Paese. E lo facciamo con due elementi portanti: il primo è “Ricerca Circolare Magazine”, una rivista in cui affrontiamo proprio la ricerca scientifica con la prospettiva sociale, economica e industriale, e l’altro si chiama “Ricerca Circolare Lab”. Si tratta di incontri multidisciplinari che vedono i vari soggetti interessati, possono essere esperti, istituzioni, industrie, associazioni di pazienti lavorare insieme, confrontarsi proprio sul valore della ricerca stessa per far si che venga realmente percepito come un bene comune”.

La ricerca è un motore tanto invisibile quanto fondamentale per ogni paese. Per Roche in Italia si traduce in 155 studi sponsorizzati e più di 4000 pazienti coinvolti. E a essere coinvolte sono anche tutte le parti della filiera. Da quella industriale, a quella medica passando per l’istituzionale. Ne ha parlato Alessandro Venturi, Presidente Fondatore di IRCCS Pol. San Matteo Pavia: “Senza ricerca non si possono vincere le sfide per curare le malattie che fino ad oggi non possiamo curare. La ricerca è la base per poter curare le persone meglio e in modo più appropriato. Il dialogo tra istituzioni, le istituzioni sanitarie nazionali, i grandi centri di ricerca e il mondo dell’industria è fondamentale, perché oggi è nel mondo dell’industria che si coltivano le aspettative per nuovi farmaci, nuove terapie e nuove tecnologie per affrontare le grandi sfide della salute del nuovo millennio”.

Una tavola rotonda dove guardarsi negli occhi e confrontarsi. Per sviluppare strategie comuni e capire soprattutto come rendere disponibili a tutti soluzioni terapeutiche innovative, come sottolineato da Carlo Riccini, Direttore Generale Farmindustria: “La ricerca clinica è sicuramente un grande valore sviluppato dall’industria farmaceutica in Italia. E’ un valore che di per sé nasce dalla collaborazione tra l’impegno delle imprese, l’impegno dei centri clinici e tanti soggetti tra cui per esempio società scientifiche e associazioni di pazienti. Quindi è importantissimo dialogare con con un incontro come quello organizzato da Roche, che da sempre pone grande attenzione alla ricerca clinica perché insieme si possono fare migliori analisi dello scenario, migliori analisi di quello che serve e quindi essere più produttivi per aumentare gli investimenti “.

Ricerca è conoscenza. Ricerca è sviluppo. Ricerca è opportunità. Quella di dare risposte concrete a beneficio del paziente finale.

Sanremo, Serena Brancale: “Qui con me” è una lettera d’amore mia madre

Milano, 11 feb. (askanews) – “Nessuna maschera, nessun gioco, solo la verità”. Serena Brancale mostra un’altra sé, e porterà sul palco della 76 edizione del Festival di Sanremo il brano dal titolo “Qui con me” (Isola degli Artisti / Atlantic Records Italy / Warner Music Italy).

“Il brano “Qui con me” nasce dall’esigenza di voler raccontare una cosa che ho tenuto per me per tanto tempo ed è una lettera d’amore a mia madre. La cosa purtroppo che ci dimentichiamo è di ricordarci che è giusto parlare ai nostri genitori e celebrare l’amore ogni giorno e quindi approfitto di questo Sanremo per descriverla e celebrarla. Porto la verità sul palco perché è un’esigenza, la porto in maniera semplice, senza che niente distolga l’attenzione dalla canzone ma è la voce più importante di tutto”.

Un ritorno all’Ariston che arriva dopo la sua partecipazione nella scorsa edizione con “Anema e Core”, certificata platino, che ha conquistato pubblico e critica; per la sua terza volta al Festival sceglie una veste molto molto diversa. “Sanremo è tante cose perché è stato un Sanremo 2015 di jazz di Serena a 25 anni con tante paure però è stato proprio l’inizio di tutto e poi c’è stato il Sanremo della festa perché l’anno scorso ho portato “Anema e Core”, un ritorno felice per festeggiare su quel palco. Quest’anno invece Sanremo è l’anno della consapevolezza. Io mi auguro che tante persone si possano rivedere in questo sentimento, in questa lettera e immagino pure che qualcuno non possa essere felice di questo cambiamento. Magari si aspetta un “Anema e Core”, ma è giusto che sia così, non fa nulla”.

Ue, Conte: asse Meloni-Merz è anti-italiano, ci porta in vicolo cieco

Roma, 11 feb. (askanews) – “Sono molto preoccupato”. Lo ha scritto sui suoi canali social il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, spiegando che “così fanno definitivamente a pezzi il lavoro che avevamo fatto in Europa contro l’austerità. Il lavoro che ci aveva portato a ottenere per l’Italia 209 miliardi, parte dei quali con contributi a fondo perduto. Meloni prima ha firmato accordi per cui tornano i vincoli europei su sanità, scuola e la nostra economia. Poi ha detto sì ad accordi che di fatto permettono alla Germania – che ci ha imposto l’austerità per anni – di spendere centinaia e centinaia di miliardi per ridiventare una superpotenza militare. Questo grazie al grande spazio fiscale che loro hanno e noi non abbiamo, al punto che ci hanno detto di utilizzare per le armi anche i fondi europei destinati alla spesa sociale”.

“E ora – ha proseguito l’ex premier – leggo che Meloni fa asse con la Germania di Merz, la stessa che si oppone agli eurobond e al debito comune europeo che all’Italia – ma all’Europa intera – servirebbero per investire su un’industria morente, sull’energia, sull’innovazione che crea lavoro, sul welfare e su una vera difesa comune, da razionalizzare senza spese folli dei singoli Stati. Tajani dice: ‘Inutile aprire il dibattito sugli eurobond, non c’è accordo fra Francia e Germania’. Nel 2020, caro Tajani, non li voleva quasi nessuno ma l’Italia fece passare la sua linea”.

A giudizio del leader del M5S “così Meloni porta l’Italia in un vicolo cieco: strozzati dai vincoli europei e in costante calo della produzione industriale, stiamo smantellando anche il nostro sistema di welfare per scimmiottare il warfare della Germania. Senza investimenti comuni dell’Europa ci condanniamo a fare come in questi anni in cui il Governo si è trovato in difficoltà anche a trovare 6 milioni per le mammografie, ha tagliato sulla scuola, definanziato la sanità buttando soldi in folli spese militari per arrancare dietro alla Germania e accontentare Trump”.

“Con queste scelte si condannano definitivamente l’Italia e l’Europa a un declino senza ritorno. Saremo sempre più in balia delle strategie di Trump e delle altre superpotenze. Fermatevi. Tuteliamo i nostri interessi, non fate scelte da anti-italiani”, ha concluso Conte.

Ambiente, Fitto: bene progetto Sim, servono prevenzione e capacità risposta

Roma, 11 feb. (askanews) – “L’evento di oggi, la presentazione del progetto Sim, è un’iniziativa particolarmente rilevante perché interviene su uno dei temi che oggi toccano direttamente la sicurezza dei cittadini europei, la gestione dei rischi ambientali e climatici. Le notizie degli ultimi giorni, quanto accaduto in Calabria, Sardegna e Sicilia, così come in Portogallo, ce lo ricordano ancora una volta. Non si tratta più di episodi isolati. Conviviamo con eventi atmosferici sempre più estremi, frequenti e costosi dal punto di vista sociale ed economico”. Lo ha affermato il vicepresidente della Commissione europea, Raffaele Fitto con un videomessaggio in occasione della presentazione del Sistema Integrato di Monitoraggio e Previsione (Sim), la nuova piattaforma del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, finanziata dal PNRR con 500 milioni di euro, presentata oggi a Roma nell’ambito dell’evento “Beyond Climate” presso la sede di Confindustria.

“Dobbiamo lavorare contemporaneamente in due direzioni – ha spiegato Fitto – la prevenzione e la capacità di risposta all’emergenza. In questi anni, il Recovery and Resilience Facility, che ha contribuito anche alla realizzazione del progetto oggetto dell’evento di oggi, è stato uno strumento straordinario per avanzare proprio in questo campo. A livello europeo ha mobilitato oltre 700 miliardi di euro, almeno il 37% delle risorse è destinato alla transizione climatica”.

“Gli investimenti sostenuti dall’RRF stanno contribuendo concretamente ad aumentare la capacità europea di prevenire alluvioni, incendi e altri rischi naturali, rafforzando al tempo stesso infrastrutture e sistemi di monitoraggio in tutta Europa. Accanto all’RRF anche la politica di coesione dà un contributo essenziale. Con la revisione di medio periodo, negli ultimi mesi abbiamo consentito a Stati membri e Regioni di riprogrammare le risorse dell’attuale programmazione – ha ricorcato il vicepresidente della Commissione – per investire nella gestione delle risorse idriche, inserite tra le priorità strategiche dell’Unione”.

“All’interno degli stessi Stati membri convivono infatti territori colpiti dalla scarsità d’acqua e da altri esposti da alluvione, una sfida comune che richiede strumenti integrati. Qui c’è la massima attenzione su questi temi e la piena disponibilità a utilizzare in modo coordinato tutte le risorse europee disponibili. La sfida ora non è soltanto finanziare singoli interventi, ma creare sinergie tra i diversi fondi, progetti, tecnologie e livelli istituzionali per costruire risposte realmente efficaci. Il progetto Sim – ha concluso Fitto – va esattamente in questa direzione, integra dati, conoscenze e capacità operative, trasformando la tecnologia in prevenzione concreta”.

Nemo per davvero: dietro le quinte del Museo Oceanografico di Monaco

Monaco, 11 feb. (askanews) – Sembra quasi di essere davanti alle prime sequenze del film Nemo: una coppia di pesci pagliaccio vegliano le proprie uova. E invece è tutto vero: siamo dietro alle quinte del Museo Oceanografico di Monaco, ovvero le riserve tropicali dell’Istituto Oceanografico. Qui oltre ai pesci pagliaccio ci si occupa di tante altre cose, a partire dalla riproduzione dei coralli. Asessuata. Si comincia da un rametto, in condizioni di temperatura, salinità ideali e anche di luce, e a partire da un piccolo pezzo si può arrivare a una colonia. “Una colonia che quando raggiunge le dimensioni ottimali può essere portata e montata nei nostri acquari. La particolarità di questa riproduzione, che viene detta un po’ per talea, un po’ come le piante, ma in realtà i coralli sono dei veri e propri animali e un elemento importantissimo è la luce che qui vediamo che riproduce, si avvicina al massimo alla luce solare che quindi permette questa crescita abbastanza veloce”. A parlarci è Tiziana Caporale, responsabile del servizio Educazione e Animazione del Museo Oceanografico di Monaco, nostra guida d’eccezione in un luogo di Monaco che non è una semplice serie di sale espositive. Nel Principato sono due entità strettamente collegate, entrambe create dal Principe Alberto I (noto come il “Principe navigatore”), il Museo Oceanografico è infatti parte integrante dell’Istituto Oceanografico, riconosciuto come fondazione di utilità pubblica. La missione è condivisa: l’Istituto mira a far conoscere la ricchezza e la fragilità degli oceani, e il Museo Oceanografico porta avanti questa missione attraverso esposizioni, acquari e sensibilizzazione. Non solo. Esiste un concorso, organizzato dal 2014 dall’Istituto, “Oceano per Tutti – Contest” che mira a facilitare l’accesso all’oceano ai giovani che, per vari motivi sociali (difficoltà relazionali, difficoltà di apprendimento, isolamento geografico), non hanno familiarità con l’oceano e troppo spesso vi hanno accesso limitato o nullo.

“Il Museo Oceanografico vuole accompagnare il nostro pubblico nella scoperta, ma anche nella sensibilizzazione a quelle che sono le problematiche attuali dell’oceano. In particolare presenta un angolo che è piuttosto affascinare il pubblico attraverso i suoi acquari, scoprendo la diversità delle specie marine. E in questo senso abbiamo due sale che propongono di scoprire il mare mediterraneo, e quindi la ricchezza, la biodiversità di questo mare che, pur essendo piccolo, è un’oasi di biodiversità, e i mari tropicali, con la ricchezza delle specie, dei colori, delle forme che sono nei mari tropicali. In particolare abbiamo un savoir faire che ha ormai più di trent’anni nella riproduzione dei coralli, e quindi il nostro pubblico può osservare nella parte dell’aquarium tropicale dei coralli vivi che vengono dalle diverse parti degli oceani del mondo”.

Dall’8 al 10 giugno si svolgerà a Monaco l’evento “Oceano for All Gatherings”: i rappresentanti di 11 classi (provenienti dalla Francia continentale, dalla Tunisia, dalla Turchia, dall’Algeria, da Malta e la classe italiana da Roma) si riuniranno al Museo Oceanografico per due giorni di attività immersive e didattiche.

“‘Oceano per tutti’, Oceano per tutti, Oceano per tutti, è un programma che è dedicato ai giovani, i giovani che per diverse ragioni sociali, economiche, culturali, possono essere al margine della società o in difficoltà per raggiungere delle conoscenze, ottenere delle conoscenze sul mare, e propone a delle classi che sono in Francia ma anche fuori dal territorio francese, con uno speciale asse mediterraneo, di partecipare e proporre, mostrare la loro visione del mar mediterraneo attraverso dei piccoli reportage di 5 minuti che raccontano quello che è il loro rapporto al mare, il loro immaginario intorno al mare, la loro cultura, ma anche come agiscono ogni giorno per proteggerlo. Nei primi due anni abbiamo avuto delle classi di Napoli che hanno presentato la loro conoscenza del mare parlandoci di Partenope, e quest’anno abbiamo una classe che invece viene dal Comune di Roma, e che ci presenterà il Mediterraneo attraverso un asse un po’ più musicale”, ci dice Caporale.

Intervista di Cristina Giuliano

Montaggio di Fulvio Zaid

Immagini askanews

Treni, Salvini: dati Viminale inquietanti, è un attacco all’Italia

Roma, 11 feb. (askanews) – “I dati del Viminale sui sabotaggi alle linee ferroviarie sono inquietanti e confermano le preoccupazioni già manifestate nei mesi scorsi”. Lo afferma il ministro di Infrastrutture e trasporto, Matteo Salvini commentando con una nota i dati diffusi dal Ministero dell’Interno.

“I 49 casi del 2025 rispetto ai 9 dell’anno precedente sono un attacco all’Italia che non resterà impunito – avverte -. Oltre al carcere chiederemo risarcimenti milionari, a tutela dei passeggeri danneggiati”.

La cavallerizza Angelina è la nuova stella del Circo di Monte Carlo

Monaco, 11 feb. (askanews) – Vent’anni, bellissima e davvero irraggiungibile. In equilibrio sulle selle di due stalloni, Angelina Richter, Clown d’Oro 2026 al Festival del Circo di Monte Carlo, appare come una vera amazzone imprendibile sui manifesti e sulla copertina del programma. Il pubblico è in visibilio mentre lei riesce a far sembrare naturale un esercizio complicatissimo, quasi impossibile. E la calma la contraddistingue anche in camerino, dove ci ha permesso di entrare: la vediamo tranquilla e concentrata, poco prima del numero intitolato “La Poste”, una serie di esercizi equestri tra i più difficili e spettacolari, inventati dal famoso maestro di equitazione inglese Andrew Ducrow a Manchester nel 1827.

Il Clown d’Oro è il premio più prestigioso del Festival Internazionale del Circo di Monte Carlo, considerato l’equivalente dell’Olimpiade per il mondo circense. Istituito nel 1974 dal Principe Ranieri III, viene assegnato annualmente a Espace Fontvieille ai migliori artisti internazionali. Ma cosa si prova a riceverlo?

“Una delle cose più belle che mi siano capitate nella vita, ma ancora non l’ho capita al 100%, perché l’esperienza è fresca. Non so spiegare la gioia che ho provato, la felicità, perché è sempre stato un sogno da quando ero piccola”, dice Angelina Richter ad askanews.

La complessità del suo numero rappresenta un livello di capacità molto raro per una persona così giovane, riconosciuto dalla Giuria tecnica presieduta da Sua Altezza Serenissima la Principessa Stéphanie di Monaco. L’ha voluta nel Palmarès dell’edizione 2026, svoltasi in tandem con la 13 rassegna “New Generation”.

Alle spalle, un’importante dinastia. La famiglia Richter si è distinta in diverse occasioni al Festival Internazionale del Circo di Monte-Carlo. Sin dal primissimo festival nel dicembre 1974, con Joseph e sua moglie Carola, genitori di Florian, che presentarono i loro numeri di volteggio equestre e di pedana con i loro due elefanti. Nel 2004 fu la volta di Florian Richter, che ricevette un Clown d’Argento per il suo numero equestre; nel 2008 gli fu conferito un Clown d’Oro.

“Sono la nona generazione di artisti e tutta la mia famiglia Richter lavorava con i cavalli. Dalla mia parte italiana, quella di mia mamma – una Folco, imparentata con i Caroli, che a loro volta erano cavallerizzi già prima -, è una tradizione di famiglia. Quando sono nata, non era nemmeno una domanda cosa volessi fare”, afferma.

Florian Richter, assieme a sua moglie Edith, nata Folco, gestisce uno dei più grandi circhi d’Ungheria, il cui orgoglio è la compagnia equestre. Tuttavia, come spiega Angelina, a causa di un incidente occorso alla madre durante un numero, i genitori avevano qualche perplessità sul fatto che la figlia seguisse le loro orme.

“Era molto difficile andare oltre quello che era successo a lei, ma non era colpa dei cavalli. Avevano paura per me, ma il mio amore per i cavalli è stato sempre più forte di quello che mi dicevano”.

E sua mamma, quando ha fatto la sua scelta, che cosa le ha detto?, le chiediamo.

“Credo che all’inizio non fossero contenti, da un lato, ma dall’altro sì, perché erano fieri di me per aver portato avanti la tradizione di famiglia. Adesso la sensazione più bella è rendere felici i miei genitori, mio fratello e i miei nonni. Vale davvero ogni sacrificio che ho fatto finora. Era il sogno più grande che abbia mai avuto e ancora non ci credo di averlo realizzato”.

“Già lavorare qui è incredibile per me, ma vincere l’oro… non so spiegarti le emozioni, sono davvero indescrivibili. Come ti ho detto, ancora non l’ho capito al 100% cosa sia successo”.

A chi non c’è mai stato, a chi non ha mai visto uno spettacolo del genere – con un’adrenalina e un’energia difficili da immaginare -, che cosa direbbe?

“Secondo me è una cosa che va vista con i propri occhi, per capire cosa si prova e per vedere la connessione tra me e i miei cavalli: è magico”.

Intervista di Cristina Giuliano

Montaggio askanews

Immagini askanews con il supporto di Visit Monaco

Calcio, De Zerbi-Marsiglia: risoluzione consensuale del contratto

Roma, 11 feb. (askanews) – De Zerbi e l’Olimpique Marsiglia si separano. Dopo il 5-0 subito contro il Psg e le polemiche che hanno preceduto e seguito il match di Ligue 1 finisce il rapporto fra l’ex allenatore di Sassuolo e Brighton e il club francese. Il Marsiglia è stato eliminato dalla Champions League dopo la sconfitta subita per 3-0 dal Briges nell’ultimo turno della fase campionato. Questo il comunicato:

“L’Olympique Marsiglia e Roberto De Zerbi, allenatore della prima squadra, annunciano la fine della loro collaborazione di comune accordo. A seguito di una consultazione che ha riunito tutte le parti interessate della direzione del club – proprietario, presidente, direttore sportivo e allenatore – è stato deciso di optare per un cambiamento alla guida della prima squadra. Una decisione collettiva, difficile, presa dopo un’approfondita riflessione nell’interesse del club per rispondere alle sfide sportive di questa fine di stagione”, prosegue il club. “L’Olympique Marsiglia desidera ringraziare Roberto De Zerbi per la sua dedizione, il suo impegno, la sua professionalità e la sua serietà, che hanno portato alla conquista del 2° posto nella stagione 2024/25. Il club gli augura il meglio per il proseguimento della sua carriera”, conclude il comunicato.

Industria, il 2025 si chiude con un meno 0,2% per la produzione

Roma, 11 feb. (askanews) – La produzione industriale nel 2025 è diminuita dello 0,2% rispetto all’anno precedente, al netto degli effetti di calendario, il dato grezzo che segna invece un meno 1%. Lo rende noto l’Istat. “Tra i principali raggruppamenti di industrie, solamente per l’energia si registra un incremento nel complesso del 2025” rileva l’Istituto di statistica.

“Nell’ambito della manifattura – prosegue l’Istat – le industrie farmaceutiche e alimentari, la fabbricazione di computer e di prodotti di elettronica registrano la maggiore crescita rispetto all’anno precedente, mentre le flessioni più ampie caratterizzano le industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori e la fabbricazione di mezzi di trasporto”.

L’indice sulla produzione industriale di dicembre è dimunito dello 0,4% rispetto a novembre ma è salito in termini tendenziali del 3,2%, prosegue l’Istat.

Nella media del quarto trimestre il livello della produzione cresce dello 0,9% rispetto ai tre mesi precedenti. Rispetto a novembre crescono in misura più marcata i beni strumentali (+7,2%) e con minore intensità i beni intermedi (+2,9%) e l’energia (+1,7%). I beni di consumo aumentano in modo marginale (+0,1%).

I settori che registrano i maggiori incrementi tendenziali, prosegue l’Istat, sono la produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+23,8%), le altre industrie manifatturiere (+9,3%) e la metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo (+7,4%).

Le flessioni più ampie si rilevano nella fabbricazione di prodotti chimici (-3,6%), nelle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-3,4%) e nell’industria del legno, della carta e stampa (-2,9%).

“A dicembre l’indice destagionalizzato della produzione industriale diminuisce rispetto a novembre – commenta l’Istat – il calo è diffuso ai principali raggruppamenti di industrie, con esclusione dell’energia e dei beni strumentali. Al contrario, su base annua, l’andamento dell’indice è positivo e la crescita riguarda tutti i principali raggruppamenti di industrie tranne i beni di consumo durevoli”.

Fondazione MSD e NABA insieme per parlare ai giovani

Roma, 10 feb. (askanews) – I giovani si informano sempre di più sui temi della salute, ma in modo rapido, frammentato e prevalentemente digitale. In questo scenario si inserisce CAREmotions, progetto presentato a Roma e nato dalla collaborazione tra Fondazione MSD e NABA (Nuova Accademia di Belle Arti), con l’obiettivo di esplorare il potere comunicativo delle immagini e dei linguaggi visivi in tema di salute. Ne hanno parlato Marina Panfilo, Direttrice di Fondazione MSD, e Fabio Capalbo, Course Leader del Triennio in Cinema e Animazione di NABA.

“Perchè MSD ha scelto di promuovere questo progetto per comunicare ai giovani? Perchè bisogna innovare nella comunicazione se vogliamo raggiungere il cuore e la mente dei giovani. E solo attraverso il loro linguaggio possiamo raggiungere il loro cuore e la loro mente, perchè è quando si è giovani che si costruisce il proprio futuro in salute” ha dichiarato Panfilo.

“Fondazione MSD ci ha proposto questa bellissima idea, un brief molto stimolante, delle tematiche molto importanti che i giovani conoscono, non solo subiscono e sono stati a dir poco eccitati all’idea di trasformare questo brief in tre spot audiovisivi. Grazie anche all’aiuto dei docenti hanno sviluppato molte idee. Se ne potevano realizzare solo tre ed è stato difficilissimo per fondazione MSD scegliere le migliori, perchè c’erano veramente tante idee valide” ha aggiunto Capalbo.

Un percorso pensato per avvicinare i giovani a temi complessi legati a questo ambito, stimolandoli ad un approfondimento tramite la sperimentazione espressiva. Ad approfondire questo tema, Roberta Mochi, dirigente dell’Ufficio Stampa della ASL Roma 1: “Questo che stiamo vedendo oggi è un progetto importantissimo perchè raggiungere i giovani è sempre più complicato. Tutti i ragazzi non sono abituati a relazionarsi con la sanità pubblica, benché noi offriamo tantissimi servizi anche per loro. E perchè non lo sono? Innanzitutto perchè la società li ha abituati a essere distanti da quelle che sono le istituzioni, e questa cosa già ci ha fatto perdere la fiducia che possiamo instaurare con i ragazzi. Quindi che cosa dobbiamo fare noi per riuscire ad avvicinarli e dargli con appropriatezza i servizi giusti? Dobbiamo riuscire a parlare con il loro linguaggio. Questo è fondamentale”.

Presentazione che si è svolta nell’ambito di una tavola rotonda dedicata alle sfide della divulgazione in ambito sanitario. A moderare il tutto Daniela Collu, conduttrice e autrice. Vi hanno preso parte anche Andrea Grignolio, supervisore scientifico del progetto, e Sofia Crespi, ricercatrice e docente presso la facoltà di Psicologia dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano.

Sanremo, Levante: Ho imparato delle lezioni, spero di fare meglio

Milano, 11 feb. (askanews) – Levante sarà in gara al festival di Sanremo con il brano “Sei tu” di cui ha scritto testo e musica, una canzone sull’immedesimazione, racconta di una persona che, non riuscendo a trovare le parole per esprimere il proprio sentimento, ne osserva gli effetti attraverso le sensazioni del corpo. Del Festival racconta così a Sanremo ho imparato delle lezioni, l’importanza dell’aspetto tecnico e che devi avere in mano il controllo delle tue scelte. Spero in questa mia terza partecipazione di fare meglio delle altre due volte, perchè ho più consapevolezza e maggiore preparazione.

Il cardinale Zuppi: la salute mentale è un bene comune, conquiste a rischio

Roma, 11 feb. (askanews) – La salute mentale è “profondamente intrecciata alle disuguaglianze economiche, culturali e politiche. Curare l’individuo senza intervenire sui contesti di vita significa, troppo spesso, limitarsi a gestire gli effetti senza affrontarne le cause”: per questo la salute mentale “è un bisogno fondamentale, ma l’accesso alla cura è sempre più percepito come un privilegio. In questo senso, il disagio psichico diventa anche linguaggio politico, lente attraverso cui leggere precarietà, disuguaglianze e senso di abbandono, restituendo alla sofferenza una dimensione pubblica che interpella direttamente le istituzioni e la comunità”. lo scrive il presidente della CEI, card. Matteo Zuppi, nella prefazione del Rapporto della Caritas Italiana “Povertà e salute mentale. Relazione circolare e diritti negati”, presentato oggi.

Nonostante un “impegno storico” in Italia contro i disturbi mentali, ricorda il presidente dei Vescovi italiani, le “conquiste” raggiunte nel corso del Novecento “oggi appaiono fragili. A fronte di un aumento significativo del disagio mentale – soprattutto tra giovani e donne – assistiamo a un indebolimento dei servizi territoriali, a un definanziamento cronico della salute mentale, a una crescente privatizzazione delle risposte. Le disuguaglianze regionali, l’arretramento dei Centri di Salute Mentale, l’aumento di pratiche coercitive e di nuove forme di istituzionalizzazione segnalano un rischio concreto: che la salute mentale torni a essere una questione per pochi, anziché un diritto universale”.

“Lo sguardo della Chiesa – anche attraverso la rete delle Caritas diocesane e parrocchiali – assume un valore particolare. Non solo come circuito di aiuto, ma come comunità di persone che diventano un osservatorio avanzato delle trasformazioni sociali”, in una situazione in cui “accanto alla povertà delle persone emerge una povertà dei servizi, fatta di attese, barriere, mancanza di continuità, che rischia di rendere invisibili proprio i più fragili”.

“Il nostro ordinamento dispone, almeno sul piano normativo, degli strumenti per affrontare questa sfida. E’ indispensabile – ha proseguito – una volontà politica stabile, capace di investire risorse, definire standard vincolanti, superare le disuguaglianze territoriali e promuovere una reale presa in carico lungo tutto l’arco della vita. Integrare sociale e sanitario non è un tecnicismo organizzativo, ma una scelta di giustizia e di serietà. Altrimenti ci si illude di risposte che poi si sa già non possono essere sufficienti”.

“Questo libro non chiede neutralità. Chiede responsabilità. Alla politica, chiamata a riconoscere la salute mentale come bene comune. Alle istituzioni, chiamate a garantire diritti esigibili e non differenziati per censo o territorio. Alla Chiesa, chiamata a continuare a stare nei luoghi della sofferenza non solo con la prossimità, ma anche con una parola e con gesti capaci di interrogare le strutture che producono esclusione. Perché il modo in cui una società si prende cura della sofferenza mentale intrecciata alla povertà rivela la qualità della sua idea di persona, di dignità, di futuro. E da questa cura – o dalla sua assenza – dipende la qualità della nostra democrazia e delle nostre comunità”, conclude il card. Zuppi.

Il Papa: costruire una nuova unità in Europa, superare divisioni e antagonismi

Roma, 11 feb. (askanews) – “In questi giorni ricordiamo i Santi Cirillo e Metodio, Apostoli dei Slavi e patroni d’Europa, padri del cristianesimo, della lingua e della cultura dei popoli slavi. Torniamo alla loro opera apostolica – come esortava San Giovanni Paolo II – nella costruzione di una nuova unita del continente europeo, per superare tensioni, divisioni e antagonismi – religiosi e politici”. Così Papa Leone XIV, durante l’udienza generale di oggi in Aula Paolo VI, salutando i fedeli polacchi.

Milano-Cortina, il Garante: spostare scioperi aerei del 16 febbraio e 7 marzo fuori dal calendario olimpico

Milano, 11 feb. (askanews) – Nella delibera adottata nella seduta di ieri, la Commissione di Garanzia sugli scioperi ha segnalato al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti “il concreto pericolo di pregiudizio alla libertà di circolazione in occasione delle mobilitazioni nel trasporto aereo proclamate per il 16 febbraio e il 7 marzo”. Tali date sono state ritenute “critiche” dall’Autorità “a causa della sovrapposizione con i Giochi Olimpici e Paralimpici invernali Milano-Cortina 2026”.

Per “garantire un equo bilanciamento tra l’esercizio del diritto di sciopero e il regolare svolgimento della manifestazione olimpica”, la Commissione ha proposto di “riposizionare le astensioni collettive nell’intervallo temporale tra il 24 febbraio e il 4 marzo, non interessato dal calendario delle competizioni”.

Canada, Mattarella: brutale violenza in scuola, sgomento e solidarietà

Roma, 11 feb. (askanews) – Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato alla Governatrice Generale del Canada, S.E. Mary May Simon, un messaggio in cui scrive che “l’Italia intera ha appreso con sgomento la notizia della sparatoria che ha sconvolto la cittadina di Tumbler Ridge, nella Columbia Britannica, causando molte vittime e ancor più numerosi feriti”.

“In questa luttuosa circostanza desidero farLe giungere le espressioni del più sentito cordoglio della Repubblica Italiana e mio personale. Siamo vicini con sentimenti di partecipe solidarietà al dolore delle famiglie dinanzi a un gesto di così brutale violenza perpetrato in una scuola. Ai feriti auguriamo un pronto e pieno ristabilimento”, conclude il Capo dello Stato.

Ue, Von der Leyen: "Un’Europa competitiva deve essere indipendente"

Roma, 11 feb. (askanews) – “Un’Europa competitiva non può che essere un’Europa indipendente. Oggi, le dipendenze rischiano di trasformarsi in armi di coercizione”: lo ha affermato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nel suo discorso alla plenaria del Parlamento europeo.

“Dobbiamo eliminare i colli di bottiglia nelle nostre catene del valore più strategiche. E possiamo farlo incrementando la produzione in Europa e ampliando la nostra rete di partner affidabili. Ecco perché il commercio è così importante. Dobbiamo concentrarci con la massima attenzione sull’apertura di opportunità di crescita e nuovi mercati alle nostre aziende. Abbiamo bisogno di un commercio più basato su regole e affidabile con partner che condividono gli stessi principi”, ha proseguito. “Nel 2025 abbiamo concluso accordi commerciali con Messico, Indonesia e Svizzera. Il mese scorso ho firmato il nostro accordo commerciale con il Mercosur, una svolta dopo 25 anni di negoziati. E due settimane fa ero in India per firmare il più grande accordo di libero scambio di sempre. La madre di tutti gli accordi. Un mercato di 2 miliardi di persone. Il 25% del PIL globale. Garantisce all’Europa un accesso unico alla grande economia in più rapida crescita – un chiaro vantaggio da “first mover” per le nostre imprese.

Non solo è una boccata d’aria fresca per gli esportatori europei, ma creerà anche catene di approvvigionamento alternative in settori strategici, dai chip alle tecnologie pulite. E altri accordi commerciali sono in arrivo con Australia, Thailandia, Filippine, Emirati Arabi Uniti. Questa è la via europea verso l’indipendenza. E il momento dell’indipendenza dell’Europa è adesso”, ha concluso.

Olimpiadi, la grande mostra MUSA nelle diverse sedi di Casa Italia

Milano, 11 feb. (askanews) – Come in ogni Olimpiade, Casa Italia, oltre a essere il cuore della spedizione azzurra ai Giochi, è anche un luogo d’arte e cultura. E come ogni volta anche per Milano Cortina 2026 una grande mostra è allestita, in questo caso nelle diverse Case Italia di queste Olimpiadi diffuse.

“È una mostra che raccoglie più di 100 opere d’arte – ha detto ad askanews la curatrice di tutto il progetto, Beatrice Bertini – e tutte quante ci aiutano a capire come l’Italia è stata musa per il mondo intero, non solamente dal Grand Tour fino al 900, ma per tutto il 900 e come ancora lo è per tutte le intelligenze artistiche e creative del mondo e lo fa attraverso nove capitoli che sono le nove muse appunto, però la musa che vogliamo sottintendere è ovviamente la musa dell’Italia e questa virtù di custodire tutto il patrimonio per l’umanità, non dell’umanità, ce lo facciamo dire da questi straordinari artisti”.

A Milano in Triennale, a Cortina da Farsettiarte e a Livigno al Centro di Preparazione Olimpica Aquagranda, oltre allo sport a essere protagonista è un’idea dell’arte che attraversa lo spazio e il tempo.

“La mostra – ha aggiunto Bertini – parte con questo statement che è: abbiamo fatto un party per gli dei e tutti gli dei sono venuti, che è un wall painting di John Giorno. E’ un po’ quello che vorremmo dire, che abbiamo fatto tutto questo per questi semidei che sono gli atleti, perché una volta che riescono a raggiungere un titolo olimpico sono arrivati dove molti, molti, molti altri non riescono ad arrivare. Però vuole anche dire che tutte queste persone che sono venute nel nostro Paese, che si sono fatte attraversare dalla nostra cultura, che hanno cambiato il proprio sguardo, proprio in virtù di questi viaggi all’interno e di queste permanenze, anche perché molti sono rimasti, sono le nostre divinità”.

Da Giorno a Cy Twombly, da William Kentridge e Shirin Neshat a De Chirico e Balla, da Christo a Ruth Beraha: un grande viaggio dentro una suggestione e dentro quell’inafferrabile senso di ispirazione che, alla fine, illumina il mondo.

Annuario 2025 della Televisione Italiana: la Tv resta centrale

Roma, 11 feb. (askanews) – Il consumo di TV “tiene” nel confronto con la scorsa stagione, grazie al contributo dei device diversi dal televisore tradizionale: da settembre 2024 a maggio 2025 il consumo medio in Total Audience è di 8.730.000 spettatori medi al giorno, con una differenza di solo 100mila spettatori rispetto all’anno precedente (-1,2%). Nel prime time gli spettatori in Total Audience sono 19,6 milioni: anche in questo caso la decrescita rispetto alla scorsa stagione è limitata (-1,4%). È quanto emerge dall’Annuario 2025 della Televisione Italiana, presentato alla Camera nel corso dell’evento “Le sfide dello Streamcasting”, che ha fotografato il quadro attuale del settore audiovisivo nazionale.

L’Annuario TV è curato da Massimo Scaglioni, professore ordinario di Economia e marketing dei media e direttore del Ce.R.T.A. (Centro di Ricerca sulla Televisione e gli Audiovisivi) presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. “La televisione – sottolinea Massimo Scaglioni, Direttore Ce.R.T.A. – continua a raccogliere ascolti molto elevati. Siamo a 35 milioni di contatti quotidiani, 7.9 milioni di spettatori medi e una media di consumo di 3 ore e 20 minuti al giorno. Quindi diciamo che la tv nonostante la crescita di servizi di streaming continua davvero a rimanere il centro del sistema mediale nazionale”.

Il cosiddetto ascolto non riconosciuto, quello che misura l’insieme dei servizi di streaming (ma anche altri fenomeni come il browsing o il gaming) resta sostanzialmente stabile negli anni, fermo ora a poco più di 1,7 milioni di spettatori medi nel giorno (anno solare 2025). Il quadro non cambia per la cosiddetta prima serata, con oltre 17,7 milioni di spettatori medi per i canali TV, e quasi 3,9 milioni di spettatori medi per l’insieme degli ascolti non riconosciuti (di nuovo, servizi streaming, gaming, browsing).

“Una pubblicazione importante – prosegue Salvatore Deidda Presidente Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni Camera – che può offrire alla Camera dei Deputati e alla mia commissione uno spaccato su come la società sta cambiando anche sui mezzi di informazione e il digitale. Noi ci stiamo occupando quotidianamente con il rapporto con le piattaforme digitali e con l’editoria, non solo cartacea, ma anche audiovisive proprio per capire come possono collaborare due mondi che sembrano così distanti ma che invece devono interagire per la sopravvivenza di entrambi”. “In un mondo in cui le televisioni lineari e le televisioni digitali si incrociano sempre di più – conclude Giacomo Lasorella, Presidente Agcom – è opportuno avere una currency di mercato con la misura degli ascolti omogenea, condivisibile e comparabile”.

L’Annuario TV, giunto alla quinta edizione e patrocinato dall’AGCOM (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni), è stato realizzato dal Ce.R.T.A. in collaborazione con Auditel, APA, Adjinn, Comscore, Confindustria.

Terna, sempre di più le donne laureate Stem assunte dal Gruppo

Roma, 11 feb. (askanews) – Sempre di più le donne che si laureano nelle cosiddette discipline Stem, scienze, tecnologia, ingegneria, matematica, discipline che aprono le porte al mondo del lavoro in settori fino a poco tempo fa considerati appannaggio esclusivo degli uomini. Tanto c’è da fare nel sensibilizzare le giovani donne alle materie scientifiche ma i numeri con una progressiva risalita, sono incoraggianti. In Italia Terna, la società che gestisce la rete ad alta tensione si conferma in questo un gruppo all’avanguardia.

Domani 11 febbraio, si celebra la Giornata internazionale e delle ragazze nella scienza, istituita dall’ONU per promuovere la partecipazione femminile alle discipline Stem e sensibilizzare sull’importanza della parità di accesso alle carriere scientifiche.

Giuseppina Di Foggia, Amministratore delegato e Direttore generale di Terna: “Anche quest’anno la Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza ci invita a riflettere. A livello internazionale le donne sono ancora solo il 28% dei laureati in ingegneria e in Italia i numeri non sono molto diversi. La buona notizia però è che questa percentuale cresce anche se lentamente, e in Terna cresce ogni anno”.

Nel 2025, il gruppo guidato da Giuseppina Di Foggia, ha assunto oltre 800 nuove persone di cui più di 350 laureate e laureati in discipline Stem, segnando una crescita del 20% rispetto al 2024. Complessivamente, oggi, oltre 2.300 professioniste e professionisti di Terna possiedono un titolo di studio in ambito Stem, ricoprendo ruoli chiave nelle aree ingegneristiche, informatiche, di data science e sicurezza informatica.

“Grazie a criteri di selezione basati sul merito e sulle competenze, aumenta il numero di donne laureate in discipline Stem che entrano nella nostra azienda: nel 2025 se escludiamo i ruoli operativi legati alla costruzione e alla manutenzione della rete, il 36% dei nuovi ingressi è rappresentato da donne. È un dato che ci incoraggia e il mio impegno continua perché voglio garantire pari condizioni a tutti lungo l’intero percorso professionale”, conclude Di Foggia.

Terna ha avviato e consolidato numerosi progetti dedicati alla promozione delle competenze scientifiche femminili anche all’esterno del gruppo. Tra le iniziative borse di studio Stem per donne rifugiate o una partnership con Elis – Role Model, per promuovere l’avvicinamento delle studentesse alle carriere Stem, grazie alla testimonianza e all’esempio delle professioniste Terna o anche “Girls@Polimi – Borse per future ingegnere”, in collaborazione con il Politecnico di Milano.

Italia–Germania: patto bilaterale o bivio europeo? Dubbi sulla direzione di marcia.

Unintesa che interroga

Pare che i due Premier, Meloni e Merz, intendano costruire un patto stretto tra Italia e Germania. Vivo in Trentino-Alto Adige/Südtirol: non mi sfugge, dunque, l’importanza delle relazioni italo-tedesche. Sappiamo tutti molto bene quanto il nostro sistema economico sia intrecciato, in termini di filiere produttive, con quello tedesco.

E tuttavia non possiamo non cogliere, in questa strategia – o, forse, sarebbe meglio dire in questa tattica – un elemento di forte preoccupazione.

Rafforzare lEuropa o dividerla?

La domanda è semplice e dirimente: questa prospettiva punta a rafforzare l’Europa oppure rischia di dividerla ulteriormente?

Il feeling istituzionale e personale manifestato nel tempo dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella con il collega tedesco Frank-Walter Steinmeier ha sempre avuto una cifra chiaramente ed esplicitamente europeista, nel solco del pensiero di Alcide De Gasperi e Konrad Adenauer. Questo nuovo feeling tra i due Premier possiede la stessa ispirazione? È lecito dubitarne.

 

Il nodo francese e la questione del progetto

Il rapporto con la Francia – terzo Paese pilastro tra i fondatori dell’idea europea – non è una questione marginale. Ma, soprattutto, il punto centrale riguarda la filosofia e il progetto che s’intendono perseguire.

Mario Draghi ha ribadito anche recentemente il suo appello a favore di un “federalismo europeo”, da costruire con realismo, anche a velocità e intensità differenziate.

Un patto separato tra Roma e Berlino, ispirato – come si è letto – all’idea di un maggiore “potere agli Stati nazionali”, va davvero in questa direzione? Non sembra proprio. Anzi, appare muoversi in senso opposto.

Linterrogativo sui Popolari europei

Vi è poi un’ultima, serissima preoccupazione che riguarda i Popolari europei.

Non parlo, per carità di patria, di quelli italiani, oggi dispersi e apolidi oppure intruppati ma marginali, se non insignificanti, nei vari schieramenti – speriamo non per sempre.

La domanda è un’altra: hanno i Popolari europei coscienza, almeno parziale, della loro radice cristiano-sociale e della loro coessenziale vocazione europeista? Sono consapevoli del rischio di vedere invertito il loro storico ruolo di forza capace di accompagnare verso l’idea europea e democratica larghe fasce sociali tendenzialmente ostili o refrattarie a questi valori?

Non rischiano, così, di essere trascinati passo dopo passo verso una destra reazionaria e antieuropeista in forte crescita? Hanno una vaga percezione di cosa dovrebbe significare, oggi, esporre l’effige di Alcide De Gasperi nei propri meeting?

Oppure pensano che, per essere Popolari, sia sufficiente non essere Socialisti?

Dopo mons. Savino, un approfondimento sull’impegno dei cattolici in  politica

Le considerazioni di mons. Francesco Savino ci offrono un contributo importantissimo alla riflessione che da tempo su queste pagine trova spazio. Del resto, Il Domani d’Italia è nato anche e soprattutto per offrire, nel vuoto della politica dei nostri tempi, uno spazio in cui riscoprire il senso di una presenza e di un impegno politico-culturale sopito, offuscato, dimenticato, ma di cui si avverte un bisogno sempre più urgente.

Condivido integralmente quanto mons. Savino ha scritto. Lo seguo da tempo e credo rappresenti un punto di riferimento essenziale per quanti abbiano a cuore le sorti del cattolicesimo politico e democratico: per la sua straordinaria umanità, per la profondità del pensiero, per la non comune capacità di cogliere la complessità delle questioni e, al tempo stesso, di motivare e stimolare culturalmente i suoi interlocutori.

Il magistero sociale come sollecitazione allimpegno

Condivido soprattutto la sollecitazione all’impegno politico che, per mons. Savino, promana dalle parole di Leone XIV e dai richiami alla Dottrina sociale, così come è stata costruita dalla Rerum Novarum in poi. Da essa sono nate esperienze, pensieri, progetti e soluzioni capaci di fare storia e di diventare riferimento anche per i non credenti, perché sempre orientati al Bene comune: non una semplice sommatoria di beni materiali, ma un Bene che attiene alla relazione umana e allo sviluppo della persona, sia nella dimensione individuale sia in quella relazionale e sociale.

Spesso si tende a sottovalutare o a derubricare l’importanza del contributo cattolico democratico. Eppure, una lettura rigorosa e priva di forzature ideologiche consentirebbe di coglierne con facilità la portata e la centralità in molti passaggi cruciali della storia contemporanea.

Una situazione paradossale

Avverto tuttavia una situazione paradossale, che diventa preliminare e pregiudiziale per riflettere meglio sui tanti aspetti evidenziati da mons. Savino sulla scia del Pontefice, e sulla quale occorre interrogarsi, come uomini di questo tempo e come cattolici.

Cerco di essere sintetico.

Da una parte viviamo un tempo in cui la portata delle sfide in campo – i “tempi nuovi”, direbbe Moro – è talmente decisiva, perché comporta implicazioni radicali sull’essere stesso dell’uomo, da richiedere una riflessione forte del “pensiero cristiano”. Uso questa espressione in senso ampio, per indicare la necessità di una riflessione non relegata all’ambito strettamente ecclesiastico o teologico, ma capace di partire da una visione teoretica per articolarsi poi nell’etica, nel diritto, nella politica, nella morale e nell’economia.

Sfide come quella dell’intelligenza artificiale, nuova declinazione della questione della tecnica che ha attraversato tutto il pensiero del Novecento, suscitano

inquietudini e preoccupazioni profonde. Lo nota puntualmente mons. Savino: a partire dalla messa in discussione della tradizione filosofica occidentale, in generale, e di quella cristiana, in particolare, si pongono le basi di un progetto – incubo per alcuni, sogno per altri – di superamento dell’umano, del rischio della sua irrilevanza o passività, della possibilità che l’uomo diventi superfluo, come già paventato da Hannah Arendt.

Nichilismo e dissoluzione della Verità

Dall’altra parte, però, non si riflette ancora abbastanza – o lo si fa solo tra addetti ai lavori “addottrinati” – sul significato profondo del nostro tempo, che è segnato filosoficamente dal venir meno della dimensione divina ed eterna e, con essa, dal venir meno di una Verità intesa come direzione, meta, finalità.

È il paradigma del nichilismo, nucleo essenziale del pensiero contemporaneo, come esito più o meno annunciato della modernità, o meglio di una certa idea di modernità.

Le conseguenze sono evidenti: senza un riferimento alla Verità, la politica degrada a mera gestione del potere, con lo Stato ridotto a strumento; il diritto si confonde con il suo mezzo – Giuseppe Capograssi direbbe “il mezzo del mezzo” – e si riduce a pura forza; l’economia perde il legame con la “casa” e diventa corsa sfrenata alla ricchezza individuale; la morale, priva di un orizzonte oggettivo di principi e valori, si trasforma in rivendicazione soggettivistica ed egoistica.

 

Tecnica, nichilismo e superamento dellumano

Come è stato possibile tutto ciò? Il problema è eminentemente teoretico. Quel paradigma filosofico ha trovato una convergenza – o è stato in qualche modo fatto proprio, come ha mostrato in pagine insuperabili Emanuele Severino – nell’apparato tecnologico.

Da questa perversa alleanza nasce la pretesa di agire senza limiti, oltre quel confine che nella tradizione occidentale era rappresentato dalla Verità o da Dio. La tecnica dispiega così la sua potenza in ambiti un tempo considerati impenetrabili, come il confine dell’umano, oggi non solo messo in discussione, ma, in alcune derive transumaniste, ritenuto necessario da valicare per approdare a una nuova forma di (super)umanità, lontana parente di quella fragile, difettosa e mortale cui apparteniamo.

Il nodo decisivo dellimpegno cristiano

Ecco allora il nodo: da una parte il nostro tempo pone sfide epocali che possono essere affrontate solo a partire da una prospettiva cristiana, che in estrema sintesi si può ricondurre alla triade fondamentale dell’etica sociale cristiana – carità, solidarietà, sussidiarietà; dall’altra, nello stesso momento storico, nega il fondamento teologico e antropologico di quella prospettiva.

Come riaffermare e riprendere una forma di impegno politico e culturale cristianamente ispirato in un tempo in cui sembra realizzarsi, in modo ancora più pervasivo, quell’età dell’irreligiosità occidentale analizzata da Augusto Del Noce?

Se non si scioglie questo nodo – studiando, riflettendo, discutendo, magari ripartendo proprio da due nomi giganteschi come Capograssi e Del Noce – ogni altro discorso rischia di rimanere retorico e velleitario.

Mario Sirimarco

Professore di Filosofia del diritto

Dipartimento di Giurisprudenza, Università di Teramo

Il referendum come campo di battaglia simbolico: quando il merito scompare

Una campagna che deraglia

Purtroppo il clima della campagna per il prossimo referendum si sta avvelenando, facendo registrare una crescente confusione con questioni che non c’entrano nulla con il merito del quesito referendario. È bene chiarire subito che è assolutamente sbagliata una certa comunicazione praticata da entrambi i sostenitori dei due schieramenti in campo.

Non ha alcun senso logico un messaggio che equipara chi voterà “Sì” con i facinorosi di Acca Larenzia che fanno il saluto romano; così come, sul fronte opposto, non ha maggiore fondamento un messaggio che crea un’equivalenza tra i violenti che hanno aggredito il poliziotto a Torino e gli elettori che intendono votare “No”. Persone violente di questo genere non credono nella democrazia e non votano per nessuno.

Politicizzazione e scorciatoie polemiche

Questi eccessi sono il risultato di un’eccessiva politicizzazione del referendum, dettata dalla necessità di sostenere una riforma troppo debole per potersi affidare al solo merito del quesito. Stiamo assistendo, in questi giorni, a una vera e propria fiera delle sciocchezze e della malafede, ma soprattutto a una grave mancanza di rispetto per l’intelligenza degli elettori e dell’opinione pubblica nel suo complesso. Il dibattito sul quesito referendario meriterebbe un confronto molto più serio, a cominciare da una riflessione sul nome con il quale viene presentata la norma sottoposta a referendum, ovvero “Riforma della giustizia”. Una denominazione che induce a immaginare un intervento capace di modificare in modo sostanziale il sistema giudiziario italiano, magari anche nell’interesse diretto dei cittadini.

Peccato che, in realtà, la modifica sottoposta a referendum riguardi esclusivamente il meccanismo che regola le carriere della magistratura, senza alcuna incidenza sui tempi della giustizia – come affermato in modo esplicito e solenne dal Ministro Carlo Nordio – e senza alcun riflesso sull’equità dei processi, come dichiarato con altrettanta chiarezza da Giulia Bongiorno, senatrice della Lega e presidente della Commissione Giustizia del Senato.

No allo stillicidio delle delegittimazioni

È sicuramente necessario approfondire il tema referendario. Nel frattempo, però, dobbiamo sperare di non assistere, fino al giorno del voto, a uno stillicidio di speculazioni e strumentalizzazioni da parte di esponenti della maggioranza di governo che colgono – o sarebbe meglio dire approfittano – di ogni occasione per delegittimare la magistratura.

Si arriva persino ad anticipare capi di imputazione e sentenze, avventurandosi su terreni impervi per mancanza di cognizioni specifiche e finendo per svolgere funzioni che restano estranee al perimetro delle competenze politiche, almeno fino a quando non verrà scardinato il principio di indipendenza della magistratura.

Giada non si sedeva mai del tutto: il corpo come linguaggio

 Giada a metà”: il corpo come diritto non firmato

Giada non si sedeva mai del tutto. In comunità, a Roma, stava “a metà”: a metà sedia, a metà frase, a metà respiro, come se sedersi significasse concedere al corpo un diritto che lei non voleva firmare. A tavola era educata, ma in assetto di guerra: il piatto come mappa, ogni boccone come confine. Tagliava, riallineava, blindava. E al “Dai, mangia” non reagiva: si spegneva. Come a dire: non mi vedete.

 

I numeri contano, ma non bastano

I numeri servono, ma rischiano di anestetizzare. Ne tengo uno: nel 2022 i nuovi casi intercettati dai flussi informativi superano 1,4 milioni. La parola decisiva è precocità: il disturbo scende d’età, entra quando l’identità è ancora in cantiere. E se riduciamo tutto a contabilità, perdiamo l’essenziale: anoressia e bulimia non sono solo patologie del cibo; sono ferite del legame e dello sguardo.

 

Non è il cibo: è lo sguardo

In molte biografie il corpo diventa l’unico documento credibile. Se non riesci a dire “sto male” con parole riconosciute, lo dici con la carne. In una cultura che pretende prestazione e coerenza, la fisicità diventa terreno “gestibile”: numeri, centimetri, regole. Per Giada non era “voglio essere magra”, ma “voglio smettere di essere pesante”.

 

Anoressia: la promessa di anestesia che costruisce un carcere

Nell’anoressia si affaccia spesso una promessa di anestesia: svuotare il corpo per insonorizzare la sofferenza. È un inganno: si presenta come controllo e costruisce un carcere; il silenzio sognato diventa un’eco, l’angoscia rimbomba. Giada parlava di “rumore nella testa” e di notti a camminare avanti e indietro: non immobilità, ma fuga dal sentire.

 

Bulimia: la stessa ferita in unaltra lingua

La bulimia è un’altra lingua dello stesso dolore: tensione, abbuffata, compensazione, vergogna e poi di nuovo tensione.

 

Vergogna: la società che ti abita anche quando nessuno guarda

La vergogna è uno sguardo interiorizzato: è la società che ti abita anche quando nessuno guarda.

 

Confronto infinito e algoritmo dellestremo

Oggi il confronto è infinito: “prima e dopo”, diete, routine. L’algoritmo premia l’estremo e lo spettacolare, trasformando l’immagine di sé in progetto da ottimizzare; per qualcuno la rete diventa conferma, un’estetica del sintomo che lo stabilizza.

 

La famiglia non è imputata: può diventare alleata

La famiglia non è imputata, ma può essere alleata. Occorre una presenza adulta capace di stare senza invadere e senza trasformare il pasto in processo. Prevenire non è una postilla: è una responsabilità.

 

Se ricomincio a sentire…”: la frase che smaschera il punto

Giada, un giorno, ha appoggiato la forchetta: “Se ricomincio a sentire, poi mi rompe il dolore”. Questa frase vale più di mille grafici: dietro questi disturbi c’è spesso un tentativo disperato di regolare il dolore quando nessuno ti ha insegnato come si fa.

 

Un patto pubblico, non sentimentale

Possiamo scegliere una cosa essenziale e scomoda: non abituarci. Non ridurre tutto al peso, non lasciare soli né i ragazzi né i genitori. La risposta non può essere solo clinica e non può essere solo privata: serve un patto pubblico, non sentimentale, tra scuola, famiglie, servizi, associazioni, territorio.

 

Non forza”, ma riconoscimento: una comunità che regge

Non “forza”, ma riconoscimento: una comunità che regge.
Una comunità che non misura la vita solo in calorie o in prestazioni, ma in possibilità di parola.
Che sa restare accanto senza assediare, e che trasforma la cura in legame condiviso.
Perché si guarisce anche così: quando qualcuno, finalmente, ti vede davvero.