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L’Ocse lima il Pil dell’Italia 2025 a +0,5% (conferma 2026 +0,6% e 2027 +0,7%)

Roma, 2 dic. (askanews) – L’Ocse ha limato la previsione di crescita economica dell’Italia di quest’anno allo 0,5%, mentre ha confermato al più 0,6% l’attesa sul Pil del 2026; per il 2027 nel suo ultimo Economic Outlook stima un più 0,7% di crescita nella Penisola. L’Ocse ha nuovamente ritoccato al ribasso la previsioni di crescita economica per l’Italia di quest’anno, ora stimamata ad un più 0,5% del Pil, a cui dovrebbe seguire il più 0,6% nel 2026, attesa confermata, e un più 0,7% nel 2027. Per la crescita globale ha invece mantenuto l’attesa di un più 3,2% quest’anno, cui dovrebbe seguire una moderazione al più 2,9% il prossimo e una riaccelerazione al più 3,1% nel 2027. Per l’insieme dell’area euro stima più 1,3% del Pil nel 2025, più 1,2% nel 2026 e più 1,4% nel 2027.

I dati sono contenuti nell’ultimo Economic Outlook elaborato dall’organizzazione che ha sede a Parigi, secondo cui nella Penisola “l’indebolimento delle esportazioni seguito ai rialzi dei dazi commerciali e l’andamento sottotono dei consumi delle famiglie, che persiste a dispetto dell’aumento dei redditi reali frenerà la crescita sul breve termine”. Più avanti “l’aumento degli investimenti pubblici dovrebbe sostenere l’espansione, anche sulla spinta degli esborsi (restanti) del Pnrr”. Lo scorso 23 settembre, con un aggiornamento di interim delle sue stime, l’Ocse aveva indicato un più 0,6% di crescita per quest’anno e un valore analogo per il prossimo.

In Italia gli elementi di incertezza si sono in parte attenuati ma quest’ultima resta elevata, al tempo stesso “i rischi sulla crescita economica sono ampiamente bilanciati”, si legge nel capitolo sull’Italia. “Le restrizioni al commercio, l’accresciuta concorrenza con il potenziale re-indirizzamento di flussi diretti agli Stati Uniti verso l’Italia e l’incertezza possono creare maggiori zavorre rispetto al previsto su esportazioni, attività, investimenti e occupazione, amplificando i risparmi cautelari delle famiglie”. “D’altra parte – dice l’Ocse – le riforme introdotte dal governo e gli investimenti, che vanno dalle infrastrutture allo sviluppo delle competenze, potrebbero incoraggiare le imprese investire più del previsto, facendo un miglior utilizzo dei loro bilanci e delle loro liquidità”.

Secondo l’Ocse in Italia il tasso di disoccupazione calerà quest’anno al 6,2%, dal 6,5% del 2024, e poi si ridurrà ulteriormente a un minimo storico del 6% sia sul 2026 che sul 2027. L’inflazione è attesa sui livelli contenuti: 1,8% quest’anno, 1,7% il prossimo e 1,8% del 2027. Positive le valutazioni sul quadro finanziario. “I costi di indebitamento sono calati, a seguito dei tagli dei tassi di interesse nell’area euro e grazie al minore premio di rischio sull’indebitamento italiano. Le agenzie hanno rivisto al rialzo i loro rating sui titoli di Stato italiani e su alcune entità pubbliche e grandi imprese, a riflesso del miglioramento della salute delle banche – dice l’Ocse – e dei progressi sul risanamento dei conti pubblici”. L’ente parigino prevede che il deficit di bilancio torni sotto la soglia chiave del 3% del Pil – quella prevista dal Patto di stabilità e decrescita della Ue – già da quest’anno, con un 2,9%, livello che spianerebbe la strada ad una fine anticipata della procedura europea di deficit eccessivo. Il deficit è previsto ridursi ulteriormente al 2,7% del Pil nel 2026 e al 2,6% nel 2027. Il debito pubblico è atteso salire al 136,2% del Pil quest’anno, al 137,7% nel 2026 e poi limarsi al 137,4% nel 2027. Su questa dinamica continua a pesare l’eredità negativa del Superbonus sull’edilizia: “il debito pubblico supererà il 137% del Pil nel 2027 mentre i crediti sul Superbonus vengono computati nello stock del debito”. L’Ocse prevede che il deficit di bilancio dell’Italia cali sotto la soglia del 3% del Pil già da quest’anno, portandosi al 2,9% dal 3,4% del 2024, e che poi si riduca ulteriormente al 2,7% nel 2026 e al 2,6% nel 2027. Secondo l’ultimo Economic Outlook, il debito pubblico della penisola salirebbe al 136,2% del Pil quest’anno, dal 134,9% del 2024, e poi al 137,7% del 2026, per poi limarsi al 134,4% nel 2027.

Ocse lima Pil Italia 2025 a +0,5%, conferma 2026 a +0,6%, 2027 +0,7%

Roma, 2 dic. (askanews) – L’Ocse ha nuovamente ritoccato al ribasso la previsioni di crescita economica per l’Italia di quest’anno, ora stimamata ad un più 0,5% del Pil, a cui dovrebbe seguire il più 0,6% nel 2026, attesa confermata, e un più 0,7% nel 2027. Per la crescita globale ha invece mantenuto l’attesa di un più 3,2% quest’anno, cui dovrebbe seguire una moderazione al più 2,9% il prossimo e una riaccelerazione al più 3,1% nel 2027. Per l’insieme dell’area euro stima più 1,3% del Pil nel 2025, più 1,2% nel 2026 e più 1,4% nel 2027.

I dati sono contenuti nell’ultimo Economic Outlook elaborato dall’organizzazione che ha sede a Parigi, secondo cui nella Penisola “l’indebolimento delle esportazioni seguito ai rialzi dei dazi commerciali e l’andamento sottotono dei consumi delle famiglie, che persiste a dispetto dell’aumento dei redditi reali frenerà la crescita sul breve termine”. Più avanti “l’aumento degli investimenti pubblici dovrebbe sostenere l’espansione, anche sulla spinta degli esborsi (restanti) del Pnrr”.

Lo scorso 23 settembre, con un aggiornamento di interim delle sue stime, l’Ocse aveva indicato un più 0,6% di crescita per quest’anno e un valore analogo per il prossimo.

In Italia gli elementi di incertezza si sono in parte attenuati ma quest’ultima resta elevata, al tempo stesso “i rischi sulla crescita economica sono ampiamente bilanciati”, si legge nel capitolo sull’Italia. “Le restrizioni al commercio, l’accresciuta concorrenza con il potenziale re-indirizzamento di flussi diretti agli Stati Uniti verso l’Italia e l’incertezza possono creare maggiori zavorre rispetto al previsto su esportazioni, attività, investimenti e occupazione, amplificando i risparmi cautelari delle famiglie”.

“D’altra parte – dice l’Ocse – le riforme introdotte dal governo e gli investimenti, che vanno dalle infrastrutture allo sviluppo delle competenze, potrebbero incoraggiare le imprese investire più del previsto, facendo un miglior utilizzo dei loro bilanci e delle loro liquidità”.

Secondo l’Ocse in Italia il tasso di disoccupazione calerà quest’anno al 6,2%, dal 6,5% del 2024, e poi si ridurrà ulteriormente a un minimo storico del 6% sia sul 2026 che sul 2027. L’inflazione è attesa sui livelli contenuti: 1,8% quest’anno, 1,7% il prossimo e 1,8% del 2027.

Positive le valutazioni sul quadro finanziario. “I costi di indebitamento sono calati, a seguito dei tagli dei tassi di interesse nell’area euro e grazie al minore premio di rischio sull’indebitamento italiano. Le agenzie hanno rivisto al rialzo i loro rating sui titoli di Stato italiani e su alcune entità pubbliche e grandi imprese, a riflesso del miglioramento della salute delle banche – dice l’Ocse – e dei progressi sul risanamento dei conti pubblici”.

L’ente parigino prevede che il deficit di bilancio torni sotto la soglia chiave del 3% del Pil – quella prevista dal Patto di stabilità e decrescita della Ue – già da quest’anno, con un 2,9%, livello che spianerebbe la strada ad una fine anticipata della procedura europea di deficit eccessivo. Il deficit è previsto ridursi ulteriormente al 2,7% del Pil nel 2026 e al 2,6% nel 2027.

Il debito pubblico è atteso salire al 136,2% del Pil quest’anno, al 137,7% nel 2026 e poi limarsi al 137,4% nel 2027. Su questa dinamica continua a pesare l’eredità negativa del Superbonus sull’edilizia: “il debito pubblico supererà il 137% del Pil nel 2027 mentre i crediti sul Superbonus vengono computati nello stock del debito”. (fonte immagine: OECD).

Leggenda hip hop Thirstin Howl III per la prima volta live in Italia

Roma, 2 dic. (askanews) – Thirstin Howl III (noto anche come Skillionaire, The Polo Rican) è uno degli artisti leggendari e delle icone più influenti dell’Hip Hop mondiale. L’artista si esibirà per la prima volta in Italia giovedì 4 dicembre al Biko di Milano e sabato 6 dicembre a La Strada di Roma.

Di origini portoricane e cresciuto nei progetti di Marcus Garvey Village a Brownsville, Brooklyn, New York, Thirstin si è immerso nella cultura Hip Hop nei primi anni ’80 come writer e ballerino b-boy. È anche co-fondatore dei Lo Lifes, la gang di moda di strada nata a Brooklyn alla fine degli anni ’80, che oggi è diventata un’organizzazione Hip Hop leader nei campi della moda, del rap, dei graffiti, del cinema e della letteratura. Thirstin Howl III raggiunse per la prima volta la notorietà nel 1997 grazie alla rubrica Unsigned Hype della rivista The Source (settembre ’97), mentre collaborava con Eminem ai Rap Olympics di Los Angeles. Da allora, Thirstin ha prodotto in modo indipendente album, video, film, una linea di abbigliamento e pubblicazioni letterarie per oltre tre decenni.

Come MC, Thirstin Howl III è un artista leggendario, noto per il suo stile unico, il ritmo fuori dagli schemi, l’uso dinamico delle parole e le punchline classiche costruite su strutture musicali estremamente ingegnose. Queste qualità lo hanno reso un’icona culturale, con contenuti che uniscono le esperienze della comunità portoricana (spesso ignorata come co-creatrice degli elementi fondanti della cultura Hip Hop), le realtà più povere delle comunità nere e latine di New York e la prospettiva unica di un fondatore dei Lo Lifes: icona della moda, sopravvissuto al complesso carcerario-industriale e visionario delle arti culturali. Dal debutto cult Skillionaire LP — nato come demo — che introdusse un mondo grezzo e autentico, fino a Skillmatic del 2017, che mostra un maestro dei ritmi e delle costruzioni linguistiche complesse, spesso in spagnolo e spanglish, Thirstin Howl III ha costruito un catalogo di MC tra i migliori di sempre. Con oltre 30 album, numerosi mixtape di versi originali e collaborazioni con più di cento dei più grandi MC dell’Hip Hop, il suo repertorio rappresenta un perfetto equilibrio tra qualità e quantità.

L’Unicef: 1 bambino su 10 nel mondo (240 milioni) ha una disabilità

Milano, 2 dic. (askanews) – “In occasione della Giornata internazionale delle persone con disabilità (3 dicembre), dedicata quest’anno al tema “Promuovere società inclusive nei confronti delle persone con disabilità per favorire il progresso sociale”, l’Unicef ricorda che un bambino su dieci nel mondo, ovvero quasi 240 milioni di bambini, ha una disabilità”. Lo ha dichiarato il Presidente dell’Unicef Italia, Nicola Graziano.

In Italia, l’Unicef ha individuato la situazione dei bambini e degli adolescenti con disabilità tra le priorità sulle quali le istituzioni, la società civile, l’opinione pubblica dovrebbero essere più attente, per sostenere le famiglie e garantire i diritti di questi minorenni. A partire dalla mancanza di dati sui i bimbini più piccoli, alle discriminazioni che bambini e adolescenti vivono in tutti gli ambiti della vita: dalla scuola (il numero di insegnanti di sostegno non è adeguato, la loro formazione da migliorare), agli assistenti all’autonomia e alla comunicazione (non garantiti uniformemente su tutto il territorio nazionale), alla partecipazione, al diritto al gioco, allo sport.

“Per questo chiediamo che nel lavoro in corso sui Livelli essenziali delle prestazioni (Lep), da ultimo presente nella legge di bilancio in discussione, venga introdotta un’attenzione permanente ai diritti delle persone con disabilità, compresi ovviamente i minorenni. Abbiamo ricevuto dai Comitati Onu indicazioni chiare: auspico che, grazie alla collaborazione con la Ministra della Disabilità e con la neo istituita Autorità di Garanzia per le persone con disabilità, operando in rete con l’associazionismo, si possa agire per ottenere un’attenzione costante ai diritti dei bambini e degli adolescenti con disabilità nelle norme, nelle politiche e nelle pratiche. Dobbiamo promuovere il loro pieno coinvolgimento, così come previsto anche dalla Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia che, insieme a quella sui diritti delle persone con disabilità che oggi ricordiamo, forniscono un quadro di riferimento certo, al quale ispirarsi per ottenere il necessario cambiamento”, ha dichiarato Graziano.Nell’anno scolastico 2023/2024 sono quasi 359mila gli alunni con disabilità che frequentano le scuole di ogni ordine e grado (il 4,5% degli iscritti, fonte Mim), circa 21mila in più rispetto all’anno precedente (+6%). La quota di alunni con disabilità è più alta nella scuola primaria e secondaria di primo grado, dove si attesta al 5,5%, mentre diminuisce nella scuola dell’infanzia e nella secondaria di secondo grado (rispettivamente il 3,2% e il 3,5%). (Report Istat, Inclusione scolastica degli alunni con disabilità, marzo 2025).

In coerenza con la Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e la Convenzione Onu sui diritti per le persone con disabilità, l’Unicef Italia lavora per garantire che i bambini e le bambine con disabilità e le loro famiglie abbiano pari opportunità rispetto ai loro coetanei, in tutti i contesti di vita quotidiana ovunque vivano, sia in condizioni di stabilità che in situazioni di emergenza umanitaria. L’Unicef Italia, in coerenza con le indicazioni internazionali, promuove politiche e leggi adeguate a favore dei bambini e delle bambine con disabilità, oltre ad investimenti adeguati per la conseguente attuazione dei loro diritti.

Lavoro, Istat: ad ottobre +75mila occupati, su anno +224mila

Roma, 2 dic. (askanews) – Cresce l’occupazione ad ottobre. L’aumento degli occupati, +0,3% pari a +75mila unità, coinvolge gli uomini, le donne, i dipendenti, gli autonomi e tutte le classi d’età ad eccezione dei 25-34enni che risultano in diminuzione. Il tasso di occupazione sale al 62,7% (+0,1 punti). E’ la stima dell’Istat.

Il numero di occupati supera quello di ottobre 2024 dello 0,9% (+224mila unità); l’aumento riguarda gli uomini, le donne e chi ha almeno 50 anni, a fronte della diminuzione nelle altre classi d’età. Il tasso di occupazione, in un anno, sale di 0,4 punti percentuali.

“A ottobre 2025 il numero di occupati, pari a 24 milioni 208mila, è in crescita rispetto al mese precedente. L’aumento coinvolge sia i dipendenti – permanenti (16 milioni 468mila) e a termine (2 milioni 514mila) – sia gli autonomi (5 milioni 227mila). L’occupazione aumenta anche rispetto a ottobre 2024 (+224mila occupati in un anno), sintesi della crescita dei dipendenti permanenti (+288mila) e degli autonomi (+123mila) e del calo dei dipendenti a termine (-188mila)”, è il commento dell’Istat.

FT: la Bce boccia la proposta Ue sul prestito all’Ucraina basato sugli asset russi

Roma, 2 dic. (askanews) – Parere negativo della Banca centrale europea alla proposta della Commissione europea di pagamenti per altri 140 miliardi di euro all’Ucraina tramite “prestiti di riparazione” basati sui fondi e i titoli congelati alla Russia: lo riporta il Financial Times citando fonti anonime. “La Bce ha concluso che la proposta della Commissione viola il suo mandato, aggiungendo difficoltà a Bruxelles nel mobilitare il gigantesco prestito basato sugli asset immobilizzati presso Euroclear, il gruppo belga di deposito titoli”.

Il quotidiano afferma di aver consultato diverse fonti, sempre anonime, secondo cui i “tecnici della Bce hanno detto alla Commissione che è impossibile” che la stessa istituzione si metta a fare da prestatore di ultima istanza per Euroclear, che con lo schema elaborato rischierebbe una crisi di liquidità e reputazionale.

Cavo Dragone: "La Difesa non è più un tema di nicchia"

Roma, 2 dic. (askanews) – “Oggi le forze armate hanno bisogno di personale altamente specializzato, che sappia operare sistemi complessi e integrarsi in contesti multinazionali. Le priorità? Prontezza, interoperabilità e capacità di rispondere in tempi rapidi”: lo ha ricordato il presidente del Comitato militare dell’Alleanza atlantica, ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, intervistato dal Foglio.

“Non commento le scelte politiche o legislative di un singolo paese alleato. Posso però confermare come, negli ultimi anni, lo scenario di sicurezza sia cambiato radicalmente e ciò debba indurre tutti ad una riflessione seria e costruttiva su organizzazione, regole e capacità delle forze armate, attraverso l’Alleanza”, prosegue a proposito della decisione di alcuni Paesi membri di reintrodurre un servizio di leva seppure volontario.

“Ogni paese sceglie gli strumenti più adatti alla propria storia e società, ma la direzione di fondo è verso una maggiore consapevolezza nella necessità di preparazione alla Difesa. Il modello di leva obbligatoria che molti ricordano appartiene a un’epoca in cui le esigenze operative, ma non solo, erano diverse: le priorità oggi sono cambiate. Per questo, in vari Paesi si discute non tanto di ‘tornare al passato’, quanto di forme moderne di servizio: su base volontaria, più brevi, magari con opportuni richiami periodici, orientate alla creazione di riserve preparate”. “Serve un adeguamento tecnologico continuo, ma soprattutto personale ben formato o riqualificato per la difesa moderna: è importante disporre di forze di riserva credibili e di meccanismi che rafforzino la resilienza complessiva del Paese. Il numero complessivo dei militari e i modelli organizzativi rimangono comunque una scelta nazionale”, sottolinea.

Quanto alla cybersicurezza, “sappiamo che tutti gli alleati si confrontano oggi con forme di guerra ibrida e cyberminacce molto sofisticate. La cybersicurezza non è mai un obiettivo raggiunto una volta per tutte, ma un processo continuo di adattamento: servono investimenti in tecnologie, ma anche in procedure, formazione del personale, cooperazione pubblico-privato e cultura della sicurezza digitale”.

Netanyahu non si dichiarerà colpevole in cambio della grazia

Roma, 2 dic. (askanews) – Il premier israeliano Benjamin Netanyahu non è disposto a riconoscere la propria colpevolezza in cambio della grazia nel processo per corruzione in cui è imputato: lo ha dichiarato il capo di gabinetto di Netanyahu, Yossi Fuchs. “È più probabile che il sole non sorga al mattino piuttosto che il Primo ministro confessi dei reati che non ha commesso come parte della richiesta di grazia” ha spiegato Fuchs, pochi giorni dopo che lo stesso Netanyahu aveva inviato una lettera al presidente Isaac Herzog chiedendo l’annullamento del processo nei suoi confronti.

Secondo la stampa israeliana, la lettera è stata interpretata come un possibile blocco della controversa riforma giudiziaria, qualora il processo venisse interrotto: “Non c’è alcun accordo o intenzione che Netanyahu ottenga la grazia in cambio dell’interruzione della riforma”, ha concluso Fuchs.

Formula1, Fornaroli nel programma di sviluppo McLaren

Roma, 2 dic. (askanews) – Dopo la vittoria nel campionato di Formula 2 arrivata in Qatar, Leonardo Fornaroli festeggia il successo entrando a far parte del McLaren Driver Development Programme, il programma di sviluppo della squadra di Woking. Lo ha annuncia la stessa scuderia tramite un comunicato, in cui si rende noto che, oltre a Fornaroli, si uniranno al programma di sviluppo piloti anche l’olandese Richard Verschoor e lo spagnolo Christian Costoya, campione del FIA Karting European Championship nel 2025. Fornaroli segue la scia di due piloti resi grandi dal McLaren Driver Development Programme: proprio come Oscar Piastri e Gabriel Bortoleto, l’italiano è riuscito nell’impresa di trionfare in F3 e in F2 in due stagioni consecutive. Questi risultati hanno convinto la McLaren a puntare su di lui, affidandogli un ruolo di “testing e sviluppo insieme alla squadra di F1”, come riportato dalla scuderia nel comunicato ufficiale. Fornaroli ha detto: “Sono molto orgoglioso di entrare nel programma della McLaren dopo un altro anno di successo in pista. Sono grato alla McLaren per l’opportunità e non vedo l’ora di iniziare e di lavorare a stretto contatto con il team”.

Il Papa in Libano, oggi si conclude il viaggio. Visita un opedale per disabili

Città del Vaticano, 2 dic. (askanews) – Ultima giornata libanese per Papa Leone che stamane sta facendo visita agli operatori e agli assistiti dell’ospedale “De la Croix” a Jal ed Dibl, uno dei più grandi ospedali per disabili mentali del Medio Oriente, a circa 11 chilometri da Beirut.

Il Papa giunto all’ingresso principale della residenza della Congregazione delle Suore Francescane della Croce del Libano, è stato accolto dalla Madre Superiora dell’orine, dalla Superiora del Convento e dalla Direttrice dell’Ospedale.

Quindi si è recato nel teatro della struttura, dove sono presenti gli operatori e gli assistiti dell’Ospedale.

Trump: in Honduras cercano di cambiare i risultati delle elezioni

Roma, 2 dic. (askanews) – Il presidente americano Donald Trump ha accusato le autorità dell’Honduras di voler manipolare l’esito delle elezioni presidenziali, dopo che il Consiglio elettorale nazionale ha annunciato la sospensione della diffusione dei risultati parziali con lo spoglio al 57% e un sostanziale pareggio tra il candidato sostenuto da Trump, Nasry Asfura (39,91%), e Salvador Nasralla (39,89%).

“Sembra che l’Honduras stia cercando di cambiare i risultati delle elezioni presidenziali. Se lo facesse, ne pagherebbe le conseguenze! – ha scritto il presidente americano su Truth – il popolo dell’Honduras ha votato in massa il 30 novembre. Il Consiglio elettorale nazionale, l’organismo ufficiale incaricato di contare i voti, ha interrotto bruscamente lo scrutinio a mezzanotte del 30 novembre. Il conteggio mostrava una lotta serrata tra Tito Asfura e Salvador Nasralla, con Asfura in vantaggio di appena 500 voti”.

“È imperativo che la Commissione completi lo spoglio – ha aggiunto Trump – centinaia di migliaia di honduregni devono avere i loro voti contati. La democrazia deve prevalere!

Il Consiglio elettorale nazionale ha fino a 30 giorni di tempo, per legge, per rilasciare un comunicato ufficiale con i risultati.

Oltre l’emozione. Capire l’odio per difendere la convivenza democratica

La casa editrice Liberi Libri presenta questo ‘libello’ come un lavoro redazionale composto con l’ausilio dell’I.A.: per provare a seguire ed applicare l’innovazione anche al contesto narrativo, poiché l’avanzare inarrestabile della tecnologia impone adeguamenti negli stilemi espressivi e linguistici.

Tre suggestioni

Leggendolo ho evocato a me stesso tre suggestioni personali.

La prima: reduce da un ricordo di Alda Merini nell’anniversario della sua scomparsa avevo concluso il mio amarcord con una frase estrapolata dall’intervista (l’ultima della sua vita) che la poetessa mi aveva concesso nella sua casa dei Navigli. “Cosa può renderci migliori, più buoni?“, le chiesi. “Il perdono – mi rispose – come sentimento più alto”. Parole nobili che ho subito comparato al titolo del libro che mi accingevo a leggere e che prima ancora di iniziarlo suscitava inevitabili interrogativi in termini di suggestiva comparazione.

La seconda: con lo scorrere delle pagine ho piacevolmente trovato conferma e conforto ad un assioma di cui mi sono sempre fatto convinto assertore e che riguarda – nelle alterne vicende della vita, nei comportamenti del genere umano e nel giustificazionismo che copre le mistificazioni spesso implicite nella ‘lettura’ delle cose – la differenza che corre tra la teoria e la pratica. La prima suggerisce in genere principi etici ed affermazioni generaliste a cui dovremmo attenerci, ovvero le regole del politicamente e del socialmente corretto. La seconda descrive – spesso impietosamente – i cascami non sempre coerenti con tali enunciazioni, perché rappresentano la declinazione in atti, comportamenti, realtà tangibili di assiomi nobilitati sovente dalla retorica che non considera che l’antropologia descrive senza giudicare. La nostra quotidianità e i suoi contesti esistenziali devono invece tener conto di dissonanze e distonie tra la teoria che illumina di buoni propositi una realtà che ne rappresenta la concreta applicazione, con tutti i suoi impliciti non sempre ad essa coerenti e speculari.

La terza: leggendo il saggio – fin dalle prime pagine – mi è venuto da pensare ad una riflessione che avevo scritto per la rivista ‘Diritto Penale e Uomo’ sulla lunga indagine epistemologica che Pierre Bourdieu aveva dedicato al concetto di ‘violenza simbolica’. Un tema interessante che apre ad argomentazioni intorno alla distinzione con la violenza fisica, evidenziando come il simbolismo sia più sottile ma altrettanto pervasivo della descrizione dei comportamenti umani e spesso sia insito nell’ordine stesso delle cose, alla stregua di un elemento costitutivo e consustanziale della realtà. Sono stato gratificato – verso la parte conclusiva del ‘libello’- dall’esplicito riferimento a Bourdieu e alla sua argomentata analisi della violenza simbolica, una citazione non casuale ma strettamente e logicamente legata a doppio filo al tema del saggio redazionale, a cominciare dal suo impattante titolo. “In molte democrazie occidentali, la repressione delle emozioni negative si è intrecciata con l’espansione del controllo simbolico.

Il rischio di luoghi comuni

Il saggio redazionale affronta fin da subito l’equivoco che sta alla base di un’idea che circola come resa implicita e persino logica nell’immaginario collettivo e cioè che “l’odio debba essere sempre oggetto di correzione, un errore psichico da curare, un rischio sociale da neutralizzare, una devianza etica da riportare nell’alveo di una convivenza pacificata.

L’incedere del ragionamento non è a questo punto orfano di una convincente suggestione sulla quale la riflessione ricorrente è infarcita di luoghi comuni e frasi fatte.

A cominciare dalla incrementale frequenza con cui – trattando di coscienza, di temi sociali e di relazioni umane – il termine ‘inclusione’ viene usato fino all’abuso, ammantandolo di una prospettiva salvifica dell’umana convivenza. Non è così: troppo spesso la retorica del dover essere prende il posto della constatazione della realtà, fino a diventare l’alibi per un discrimine tra buoni e cattivi comportamenti.

Sovente non si considerano le conseguenze pratiche dell’abuso della retorica.

Il sentimento dell’odio fa parte della natura umana al pari di altri stati d’animo ma non pare antropologicamente corretto ricondurlo ad una sorta di patologizzazione sistematica: non è certo una virtù ma neppure un reato, fino a quando non degenera in azioni di violenza e dannose per il prossimo.

L’odio come repulsione

In una società malata di sindrome da risarcimento l’odio viene giudicato e punito in quanto emozione effimera, senza che produca conseguenze discriminatorie attraverso comportamenti deleteri.

“Viviamo in un’epoca che ha trasformato la sensibilità in un valore assoluto e l’empatia in un criterio quasi esclusivo di legittimità morale”. Storia e letteratura, arte e pensiero non hanno mai descritto e narrato un modello di ‘società etica’ perfetta o perfettibile, perché di sentimenti negativi è piena ogni considerazione retrospettiva. L’odio come ‘repulsione’ è uno stato d’animo legittimato dalla libertà di pensiero e di parola, nel porsi di fronte alla realtà, ma è sempre essenziale distinguere tra odio come emozione e odio come istigazione all’aggressione. La cultura pubblica finisce per produrre una sorta di sorveglianza orizzontale in cui ciascuno è sostanzialmente invitato a denunciare ogni deviazione emotiva.

Ma una società che vieta le emozioni negative non diventa automaticamente più civile, diventa più fragile e meno capace di confrontarsi con la complessità. La cd. ‘cancel culture’ è un processo carsico che induce l’autocensura preventiva. Si comincia con la rimozione delle parole, si prosegue con la sorveglianza delle intenzioni, si finisce con la patologizzazione delle emozioni. Anche chi si accingesse alla lettura di questo saggio con una sorta di ritrosia preconcetta – il titolo può suscitare questa sensazione – dovrebbe alla fine concludere che l’intendimento del libro non è stimolare stati d’animo inclini all’odio, bensì comprenderli come parte di un’antropologia della conoscenza che riconosca ogni sentimento umano come espressione di libertà.

L’assassinio di Charlie Kirk

L’ultimo paragrafo, dedicato alla vicenda di Charlie Kirk, assassinato il 10 settembre 2025 all’Università dello Utah dimostra un tragico paradosso: un uomo che difendeva con tanta forza la parola viene annientato da un gesto che nega la parola stessa. Questo evento tragico è l’epifenomeno dell’odio che diventa violenza, degenerando: come in passato proprio negli Stati Uniti era accaduto con la morte di John e Robert Kennedy e di Martin Luther King. Ci sono implicazioni antropologiche evidenti in questi fatti, come recentemente per Kirk e serve interrogarsi sulle reciproche influenze tra sentimenti collettivi generalizzati e loro declinazioni in pulsioni individuali. Il rapporto tra oggettività dei fatti e soggettività di cause ed effetti è sempre attualizzato e foriero di approfondimenti e spiegazioni.

L’Italia senza elettori: quando la democrazia decide con la metà del Paese

Il popolo premia”: lo slogan che nasconde la realtà

Il ritornello si ripete ormai identico ad ogni tornata elettorale, a destra come a sinistra: il popolo è con noi, ci ha premiato (dicono i vari capi e capetti di partito).

Ormai non fa più neanche testo la nuda e dura realtà che ad ogni elezione i cittadini partecipanti al voto si assottigliano sempre più, al punto che anche la meta di raggiungere il cinquanta per cento degli aventi diritto rappresenta una chimera.

Potremmo dire che siamo di fronte ad una democrazia minoritaria; ossia la minoranza dei cittadini decide la classe politica e di governo.

Se paragoniamo questi dati a quelli della Prima Repubblica, balza subito agli occhi il progressivo distacco dei cittadini dalla politica, dall’impegno politico, dalla partecipazione attiva alla vita della res publica e della polis.

La ricerca di un voto in più: potere contro responsabilità

Eppure tutto questo dovrebbe preoccupare i leader politici attuali; invece sembra che questa non sia minimamente una preoccupazione.

Si guarda, in altre parole, a prendere un voto in più del partito e della coalizione contrapposti, cioè si gioca unicamente per il potere, per la gestione del potere.

Bisogna abituarsi a questa triste situazione che non ha precedenti nella storia della nostra Repubblica? Oppure è necessario un nuovo impegno, una nuova assunzione di responsabilità proprio di chi in questa situazione si è allontanato da questa politica, ma soprattutto da questi partiti di governo e di opposizione?

La risposta non può che essere affermativa. Ma su quali basi e in che modo?

Non astensione, ma attesa: un popolo senza rappresentanza

Se si analizza con un po’ di oculatezza la vicenda di chi diserta sistematicamente le urne, si scoprirà non solo che si tratta di cittadini che non si riconoscono negli attuali partiti costituiti, ma allo stesso modo che non si tratta di gente che rifiuta l’impegno politico, ma, al contrario, è in attesa di qualcosa di politicamente nuovo, di qualcosa capace di sgretolare il terreno al quale sono aggrappati centrodestra, da un lato, e centrosinistra, dall’altro.

Non sono pochi gli analisti che individuano questo sempre più corposo numero di cittadini con l’esigenza (che viene rispolverata da più lustri in ogni tornata elettorale, ma che fallisce sistematicamente così come nasce) di un centro politico capace non solo di saper mediare tra estremismi ormai quasi eticamente incontrollabili, ma anche di saper governare un Paese le cui sacche di povertà aumentano sempre di più.

Persino Ernesto Galli della Loggia (che non è mai stato un cultore del centro, anzi) oggi ritiene indispensabile la sua funzione non solo mediatrice, ma soprattutto di governo, di buon governo.

Il centro non basta: serve un programma e una visione

Il problema è che da solo il centro non basta, ossia il semplice evocarlo non rappresenta di per sé la formula magica capace di uscire da una impasse politica e di rappresentanza che si aggrava con il passare del tempo.

Sturzo ci ha insegnato che una semplice posizione politica non basta, non convince i cittadini.

Al centro come punto geometrico equidistante tra destra e sinistra occorre dare un programma politico credibile, realizzabile, capace di incarnare le attese dei cittadini.

Diversamente non solo la democrazia sarà sempre più minoritaria, ma consegneremo le sorti di vita della stragrande maggioranza delle popolazioni nelle mani delle oligarchie economiche che guardano soltanto agli affari e non al bene comune dei popoli amministrati: Trump e Putin rappresentano gli esempi più eloquenti.

Pluralismo polarizzato o ritorno del bipolarismo? L’analisi di Paolo Pombeni

L’editoriale del direttore de “Il Mulino” — intitolato “Bipartitismo imperfetto o pluralismo polarizzato?” — offre una chiave di lettura attuale e in qualche misura profetica del nostro sistema politico: ciò che per decenni abbiamo vissuto come “esuberanza partitica” può tornare a configurarsi come stabile bipolarismo mascherato da pluralismo.

I due modelli a confronto

Pombeni ricorda che la Prima Repubblica si strutturava attorno a un dualismo de facto: da un lato la Democrazia Cristiana (Dc), dall’altro la Partito Comunista Italiano (Pci), con un gioco di alleanze minori che dava l’impressione di pluralismo — ma nei fatti contavano soprattutto due poli.  Questo era il modello del “bipartitismo imperfetto”.

Il “pluralismo polarizzato”, al contrario, riconosce nella pluralità di partiti una struttura reale: molti soggetti, ciascuno radicato su una quota di opinione pubblica stabile, che tuttavia si coalizzano o si contrappongono in grandi blocchi (poli), mantenendo identità autonome.

Cosa cambia con la Terza Repubblica”

Pombeni osserva che le più recenti tornate elettorali regionali mostrano come il “pluralismo polarizzato” stia tornando in auge, ma con due caratteristiche: la frammentazione delle sigle e la ricerca, da parte dei partiti, di stabilità mediante coalizioni rigide.

Il risultato è duplice: da un lato la conservazione di un sistema di “due poli” (destra-centro e centrosinistra/“campo largo”); dall’altro, la sopravvivenza — all’interno di ognuno — di identità autonome e per qualche verso intransigenti: ciò produce una forma di bipolarismo mascherato da pluralismo.

Questo modello mostra i suoi limiti evidenti, in particolare quando la logica del potere prevale sul progetto politico: i partiti restano fedeli ai loro “zoccoli duri”, ma con alleanze cercano vincoli forti. Il meccanismo che si cristallizza risulta stabile ma incapace — o molto debole — nell’esprimere una visione collettiva e di lungo termine.

 

Il rischio del bipolarismo artificiale

Pombeni mette in guardia contro la tentazione di usare la legge elettorale (con premio di coalizione o sistema maggioritario) per “costringere” il bipolarismo: una mossa che rischia di imporre aggregazioni forzate, diluendo autonomia e identità, e trasformando il sistema partitico in un duopolio con due leader forti e una massa di piccoli satelliti.

È la logica del “governo stabile a ogni costo”, che tuttavia rischia di produrre una democrazia di potere, non partecipata — dove la volontà elettorale reale si perde nella selezione delle élite.

Una scelta per chi guarda al futuro: pluralismo reale, non finzione

Da questa analisi emergono due questioni decisive per chi — come noi — crede nella vocazione civile e rappresentativa di una democrazia: vogliamo un sistema multipartitico autentico, con partiti radicati, alternanza reale, democrazia partecipata? oppure accettiamo un bipolarismo utile, ma artificioso, che garantisce stabilità tattica, ma mortifica la rappresentanza reale?

Il pluralismo polarizzato — se autentico — può essere terreno fertile di rappresentanza pluralista e responsabilità collettiva. Ma è un terreno che richiede trasparenza, programmi reali, capacità di mediazione sociale. Se invece prevale la logica del bipolarismo forzato, il rischio è di restituire un’immagine di stabilità solo apparente, con i partiti come cartelli, le coalizioni come scatole vuote, e i cittadini spettatori, non protagonisti.

Pluralismo con radici, non con etichette

L’analisi di Pombeni è utile perché ci mostra con chiarezza che il pluralismo non è un dato formale, ma una struttura dinamica: radicarsi nella società, saper costruire coalizioni su programmi reali, accettare la diversità interna.

In un momento in cui la rappresentanza è in crisi, il pluralismo reale — non quello con l’etichetta — può essere un modo per restituire fiducia nella politica, esaltando partecipazione e responsabilità.

Ecco, questa è la sfida: rivendicare un pluralismo autentico, lontano da alleanze opportunistiche e da bipolarismi calati dall’alto, capace di dare voce a tutte le fasce della società e di rifondare la politica in funzione del bene comune.

Per leggere l’editoriale clicca qui

https://www.rivistailmulino.it/a/bipartitismo-imperfetto-o-pluralismo-polarizzato

SAFE, la difesa europea parla anche canadese: nasce un asse oltre Washington

Il Canada ha confermato la volontà di entrare nel programma europeo di difesa SAFE, segnando un passaggio rilevante nella cooperazione transatlantica. Come riportato da Askanews, il ministro canadese della Difesa, David McGuinty, ha dichiarato:

«Ci è stato permesso di entrare in una tenda, la tenda dell’Unione Europea… Abbiamo negoziato il nostro ingresso in questa tenda per costruire questa relazione e partecipare a grandi opportunità di appalto. I dettagli in termini di costi e percentuali sono in fase di definizione. Saranno definiti.»

E ancora: «Non ci vorrà molto tempo. Ho trascorso cinque anni a esercitare la professione di avvocato europeo in Europa, e non ho mai visto un accordo di questo tipo concretizzarsi così rapidamente. Credo che dovremmo sentirci tutti molto incoraggiati.»

investimenti comuni e coordinamento industriale

SAFE (Security Action for Europe) nasce con l’obiettivo di rafforzare le capacità difensive dell’Unione attraverso una logica di investimenti comuni, appalti coordinati e integrazione industriale.

Non si tratta di un semplice fondo: la Commissione intende ridurre la frammentazione tra gli Stati membri, sostenere le filiere europee e aumentare la capacità di risposta alle crisi. Il programma rappresenta un cambio di paradigma: la difesa non solo come competenza nazionale, ma anche come ambito condiviso di politica economica e tecnologica.

La posizione canadese e il valore del precedente

La scelta di Ottawa non mette in discussione la NATO, ma aggiunge un ulteriore livello di cooperazione. Per il Canada, l’accesso a SAFE significa partecipare alle procedure europee di appalto e contribuire alla costruzione di capacità congiunte.

Per l’UE, accogliere un partner extra-europeo nel perimetro di uno strumento concepito per sviluppare l’autonomia industriale non è un gesto episodico: introduce un precedente.

La difesa europea non diventa un blocco contrapposto agli Stati Uniti, ma mostra di potersi strutturare come interlocutore responsabile, non una semplice dipendenza della filiera americana.

Un equilibrio da costruire, con prudenza

Il quadro che si profila non cancella la centralità della NATO né mette in discussione il ruolo di Washington nei dispositivi strategici e nucleari.

Tuttavia, l’apertura a Ottawa suggerisce una prospettiva più matura: la sicurezza occidentale può poggiare su più pilastri, non su un solo centro decisionale e industriale. In questo senso, la “tenda” evocata da McGuinty è efficace: non un recinto rigido, ma uno spazio regolato, nel quale l’Europa offre strumenti e non mera subordinazione.

Da questo equilibrio dipenderà la capacità dell’UE di assumere responsabilità proprie, valorizzando competenze e alleanze senza rinunciare alla cooperazione storica con gli Stati Uniti.

Manciulli (Med Or): Occidente prigioniero del "contingente"

Anagni, 1 dic. (askanews) – Nel tentativo di dare risposta ai molti interrogativi del nostro tempo, questo pomeriggio si è svolta, presso la Sala della Ragione del Palazzo Comunale di Anagni, la seconda edizione di “Rimland”, un forum di geopolitica e geoeconomia volto a fornire agli addetti ai lavori e all’opinione pubblica strumenti utili per interpretare l’evoluzione del sistema internazionale e contribuire alla definizione di una strategia per la sicurezza nazionale.

Il forum si è aperto con il panel Il Mediterraneo nel mondo che cambia, durante il quale gli analisti della Fondazione Med Or hanno offerto una lettura a tutto azimut del ruolo dell’Italia nei principali scenari geopolitici globali.

Rilevando la crisi dell’Occidente, il direttore delle Relazioni Istituzionali della Fondazione Med, Andrea Manciulli, ha osservato come essa sia il risultato di una “crisi di struttura della democrazia nel sapere leggere le cose”, sottolineando come l’Occidente sia ormai divenuto prigioniero del “contingente”. “La comunicazione ci ha appiattito sul contingente”, ha proseguito Manciulli, evidenziando come, a differenza delle democrazie occidentali, le realtà autoritarie con cui ci si confronta sul piano geopolitico e geoeconomico lavorino in un’ottica di medio-lungo periodo, proiettandosi nel futuro e ponendo al centro delle agende politiche gli interessi nazionali di oggi e delle generazioni future. Un vantaggio strategico che, secondo Manciulli, l’Occidente non può permettersi di concedere ai propri competitor.

Partendo da una prospettiva mediterraneo-centrica, la Sottosegretaria agli Affari Esteri Maria Tripodi nel corso del suo intervento ha sottolineato che il “Mediterraneo è la nostra casa geostrategica” e che il governo guarda al Mediterraneo globale “non come a limite, ma come una piattaforma” per proiettarsi nei principali teatri geopolitici mondiali.

“Il Mediterraneo rappresenta la nostra casa strategica evidentemente non solo per un fatto di vicinanza, ma per un fatto anche più squisitamente di interessi nazionali”, ha affermato, ricordando – citando la presidente del Consiglio Giorgia Meloni – che “l’Italia si trova al centro di uno spazio marittimo che proietta la sua rilevanza ben oltre i suoi confini”.

Essendo il Mediterraneo “cerniera tra Atlantico ed Indopacifico”, Tripodi ha spiegato che “parlare di Mediterraneo globale significa riconoscere che il nostro mare non è un limite, ma una piattaforma”, “la cui centralità va costruita e preservata”. In questo quadro, l’Italia mira a un rinnovato protagonismo, come dimostrato dalle recenti iniziative diplomatiche del governo. Tra queste, Tripodi ha ricordato la missione del ministro degli Esteri Antonio Tajani in Arabia Saudita, volta a rafforzare una crescente “interdipendenza economica” e “cooperazione regionale”.

In un contesto globale sempre più conflittuale, in cui le minacce militari si intrecciano con quelle cibernetiche e disinformative, il presidente del Copasir, Lorenzo Guerini, è intervenuto al forum ribadendo che “Putin usa la democrazia contro le democrazie”.

Analizzando i rischi del nuovo scenario geopolitico per l’Italia, Guerini ha evidenziato come la disinformazione rappresenti uno strumento attraverso cui il Cremlino diffonde fake news, polarizza l’opinione pubblica e indebolisce le istituzioni. La disinformazione, ha affermato, “è il punto più delicato, più difficile” per le democrazie, aggiungendo che “contrastare la disinformazione da questo punto di vista è molto problematico”.

“La democrazia non può spegnere una piattaforma, un post o un canale”, ha osservato, sottolineando la differenza tra sistemi liberali e autocratici. “La democrazia deve confrontarsi con la libertà di opinione”, ha continuato, e “non può pensare che per difendersi dalla disinformazione, il tema della libertà d’opinione viene messo in secondo piano”.

Per Guerini, “trovare un equilibrio tra le esigenze di sicurezza e il contrasto alla disinformazione” è estremamente complesso. Per questo, ha evidenziato il presidente del Copasir, “Putin usa la democrazia contro le democrazie, usa la libertà contro le democrazie”.

La strategia del Cremlino, ha spiegato Guerini, consiste nel “far crescere, diciamo campagne di disinformazione, che ormai sono certificate, in maniera molto chiara, sono campagne che mirano a destabilizzare le opinioni pubbliche, a renderle meno convinte in alcune scelte, a condizionarle in altre, in passaggi elettorali, in passaggi decisivi”. Un fenomeno con cui, ha precisato l’ex ministro della Difesa, “è molto complicato confrontarsi”.

Riguardo ai recenti “sconfinamenti” nei cieli europei, che hanno suscitato forte preoccupazione tra le opinioni pubbliche, Guerini ha chiarito che tali episodi non servono soltanto a “testare la reazione della Nato”, ma anche a valutare “la reazione delle opinioni pubbliche”.

Queste provocazioni, ha concluso Guerini, non hanno nella risposta militare il loro “elemento centrale”, ma intendono verificare “come reagiscono le opinioni pubbliche, che paure manifestano, rispetto magari a prese di posizione chiare, precise e dure da parte dei governi”.

Mannarino, al via dallo Sherwood Festival di Padova tour estate 2026

Roma, 1 dic. (askanews) – Attualmente in studio al lavoro su nuova musica, dopo il successo del suo primo tour internazionale con cui lo scorso maggio ha incantato l’Europa, Mannarino annuncia oggi il suo ritorno live nel 2026 con nuovi appuntamenti che da giugno a settembre lo vedranno calcare i palchi dei più importanti festival, a 3 anni di distanza dal suo ultimo tour estivo in Italia.

Il tour, prodotto da Vivo Concerti in collaborazione con Concerto Music e VignaPR, partirà il 25 giugno dallo Sherwood Festival di Padova, per poi proseguire il 27 giugno al Flowers Festival di Collegno (TO), il 4 luglio al Musart Festival di Pratolino (FI), il 10 luglio al Rock in Roma, l’11 luglio a Napoli, il 15 luglio al Summer Knights a Pisa, il 17 luglio all’Altraonda Festival di Genova, il 24 luglio al Lake Sound Park Festival di Cernobbio (CO), l’1 agosto a Suoni Controvento ad Assisi (PG), il 2 agosto all’Acieloaperto Festival di Santa Sofia (FC), il 9 agosto al Locus Festival di Locorotondo (BA), l’11 agosto all’Alguer Summer Festival di Alghero (SS), il 13 agosto al Roccella Summer Festival di Roccella Jonica (RC), il 22 agosto al Terrasound Festival di Pescara, il 5 settembre al Wave Summer Music di Catania e terminerà l’11 settembre al Parco della Musica di Milano.

I biglietti dei live estivi del 2026 saranno disponibili da mercoledì 3 dicembre alle 14 su Ticketone.it e dalle 11 di lunedì 8 dicembre nei punti vendita autorizzati.

Fondazione LIHR, un nuovo volto alle malattie neurodegenerative

Roma, 1 dic. (askanews) – Prevenire le malattie neurodegenerative come la malattia di Huntington e la malattia di Alzheimer oggi una delle sfide pi urgenti per la societ e per la sanit pubblica. Il Congresso Annuale della Lega Italiana Ricerca Huntington (LIRH) svolto il 29 novembre a Roma stato un importante momento che ha unito divulgazione scientifica e testimonianza diretta.

Le testimonianze pulsanti di Patrizia Spadin, Presidente dell’Associazione Italiana Malattia di Alzheimer (A.I.M.A.), Andrea Michelon, Vice Presidente di NOI Huntington, Sofia e Nicola, due ragazzi di 27 e 22 anni che hanno il coraggio di raccontarsi pubblicamente anche attraverso i social, hanno mostrato i passi da fare per avvicinare i bisogni reali delle famiglie alle istituzioni, come sottolineato da Francesco Rossiello, caregiver da oltre 40 anni e autore del libro Vite Sospese: “Ho scritto un libro relativamente alla malattia di Huntington e quindi alla mia esperienza, si chiama Vite Sospese e credo che tutti quanti dovrebbero leggerlo perch una testimonianza importante in modo da unire le persone intorno a questa problematica”.

Le due malattie neurodegenerative che colpiscono la mente, sia sul piano cognitivo che sul piano comportamentale sono due forme di disabilit non sempre riconosciute nelle persone. I lavori scientifici sono stati introdotti dalla Dott.ssa Nicoletta Locuratolo e dal Direttore Scientifico della Fondazione LIRH, Ferdinando Squitieri, che ha parlato cos prospettive sulle malattie correlate all’Huntington.

Ferdinando Squitieri, Direttore Scientifico della Fondazione LIRH, ha dichiarato: “Il convegno rappresenta un’occasione importante per sottolineare due aspetti fondamentali. Il primo che c’ un peso notevole delle malattie neurodegenerative nella societ perch sono destinate a diventare molto rilevanti in termini numerici. La seconda che la prevenzione fondamentale e, in questo senso, il ruolo di una malattia rara come la malattia di Huntington svolge un’azione di conoscenza e di approfondimento rilevante perch si tratta di una patologia genetica che si pu prevedere”.

Barbara D’Alessio, Presidente della Fondazione LIRH, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: “Uno degli obiettivi che vogliamo raggiungere con questo convegno, come Fondazione Lega Italiana di Ricerca Huntington, accrescere la conoscenza e la consapevolezza sulla patologia di Huntington, che una malattia rara. Molte persone la conoscono forse pi per gli aspetti scenografici dei movimenti involontari che la caratterizzano, senza per sapere che gli aspetti pi importanti, pi difficili da gestire per le persone che ne sono coinvolte sono quelli che non si vedono, quindi sono le difficolt di tipo mentale e psichiatrico. Noi vogliamo far emergere quella fragilit pi nascosta che fa parte di questa malattia, come di altre patologie neurodegenerative, per cercare di combattere lo stereotipo della disabilit”.

Gli stereotipi si combattono attraverso la corretta informazione circa la ricerca e le sperimentazioni terapeutiche, cos come avvenuto nella sessione pomeridiana del Convegno che ha riunito a Roma oltre 200 partecipanti da ogni parte d’Italia.

Ucraina, Meloni: Mosca offra fattivo contributo a negoziati

Roma, 1 dic. (askanews) – “Alla vigilia degli incontri tra l’inviato speciale del presidente Trump e le autorità russe”, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha “auspicato che Mosca offra a sua volta un fattivo contributo al processo negoziale”. Lo riferisce palazzo Chigi in una nota al termine della “conversazione telefonica con il presidente Zelensky e altri leader europei, per fare il punto dopo gli incontri di ieri in Florida tra le delegazioni statunitense e ucraina sul percorso di pace in Ucraina”.

Ucraina, Meloni: approccio costruttivo Zelensky, convergenza Ue-Usa

Roma, 1 dic. (askanews) – La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, “ha partecipato oggi pomeriggio a una conversazione telefonica con il presidente Zelensky e altri leader europei, per fare il punto dopo gli incontri di ieri in Florida tra le delegazioni statunitense e ucraina sul percorso di pace in Ucraina”. Lo riferisce una nota di palazzo Chigi

La presidente Meloni “ha commentato con gli altri leader, i risultati di questa nuova fase del negoziato, sottolineando l’approccio costruttivo sempre dimostrato dal presidente Zelensky. Ha inoltre ribadito l’importanza della convergenza di vedute tra partner europei e Stati Uniti quale fondamento per il raggiungimento di una pace giusta e duratura”.

Ex Ilva, a Genova proteste e blocco stradale contro il “ciclo corto”

Genova, 1 dic. (askanews) – A Genova proteste dei lavoratori dello stabilimento ex Ilva di Cornigliano con un presidio permanente allestito dalle prime ore del mattino in piazza Savio, snodo fondamentale per la viabilit nel ponente cittadino; stato bloccato il traffico con i mezzi da lavoro.

I lavoratori, che protestano contro il “ciclo corto” e il possibile fermo degli impianti del Nord e chiedono l’arrivo nello stabilimento genovese di 200mila tonnellate di zincato da lavorare, hanno montato alcuni gazebo nella piazza e incendiato dei bancali di legno per scaldarsi, viste le basse temperature e le raffiche di tramontana in citt. In piazza sono comparsi anche diversi striscioni indirizzati soprattutto al governo, tra cui “Urso bugiardo patentato”, “Meloni batti un colpo” e “Non vi faremo chiudere Ilva Genova”.

A far scattare le nuove proteste, dopo l’occupazione della fabbrica e i blocchi stradali delle settimane scorse, l’esito negativo, secondo i sindacati, dell’incontro di venerd scorso al Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Armando Palombo, coordinatore della Rsu Fiom Cgil dello stabilimento Acciaierie d’Italia di Genova, ha spiegato: “Le novit sono negative rispetto alla partenza. Annunciano la conferma del ciclo corto, quindi a Genova vengono a mancare 200mila tonnellate di zincato da lavorare con tutti gli annessi e connessi. Ovviamente la cosa ancora pi grave perch non c’ una riduzione del personale al momento in cassa integrazione e la gente dovrebbe rimanere dentro a non fare praticamente nulla. Non questo il nostro spirito. Un giorno a riposarsi fa piacere ma tre mesi ti mettono preoccupazione. Stiamo parlando di lavoratori 50enni che conoscono bene il loro mestiere e starsene tre mesi dentro a girare a vuoto non nel nostro stile”.

“Noi – ha concluso il sindacalista della Fiom Cgil – continuiamo la protesta e i blocchi ad oltranza, cio fino a che qualche persona, il commissario, il ministro o il sottosegretario, ci garantiscono che torneranno qua le 200mila tonnellate di zincato da lavorare. il minimo che chiediamo”.

Meloni: si conferma primato Italia nell’attuazione del Pnrr

Roma, 1 dic. (askanews) – “L’approvazione da parte della Commissione europea del pagamento dell’ottava rata conferma che siamo in testa nell’attuazione del Pnrr”. Lo dichiara la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

“Abbiamo raggiunto – prosegue – tutti gli obiettivi previsti, un risultato riconosciuto a livello europeo che dimostra la solidità del nostro impegno. Il Governo intende sfruttare questa occasione per realizzare cambiamenti strutturali duraturi: investiremo in riforme strategiche per rendere l’Italia più competitiva e capace di affrontare le sfide attuali”.

Miopia pediatrica, incontro per le nuove strategie di prevenzione

Roma, 1 dic. (askanews) – Si svolto, presso la “Sala Capranichetta” dell’Hotel Nazionale, l’evento “Miopia pediatrica: sfide attuali e opportunit future”, organizzato da Edra con il supporto non condizionante di Santen. Un incontro che aveva come obiettivo quello di richiamare l’attenzione sull’emergenza rappresentata dalla miopia nei bambini. Ne ha parlato cos il professor Luca Buzzonetti, Responsabile UOC Oculistica dell’Ospedale Pediatrico Bambino Ges di Roma: “La sfida pi grande quella di sensibilizzare rispetto al tema della miopia e dei rischi che la miopia patologica pu comportare in termini clinici e dei costi che pu determinare, sia in termini personali che proprio economici. Quello che ci proponiamo, di far capire che esistono delle opzioni terapeutiche che consentono di contenere la progressione della miopia e quindi di limitare tutti i problemi che altrimenti possono manifestarsi”.

Una condizione in forte crescita, che ha inevitabilmente impatti clinici ed economici di un certo rilievo. Ne sono conferma le parole di Aldo Vagge, Responsabile Oftalmologia Pediatrica Policlinico San Martino di Genova: “Quello che vogliamo affrontare il fatto di convincere l’opinione pubblica che la miopia non solo portare un paio di occhiali, ma la miopia di fatto potenzialmente una patologia dell’occhio. Giusto per dare qualche dato possiamo dire che si stima che entro il 2050 un soggetto su due sar miope e quindi avremo un 10% di miopi elevati e nel 50-75%, questi miopi elevati avranno una miopia patologica, cio una vera e propria patologia dell’occhio, che pu diventare anche causa di cecit e di ipovisione”.

Sono emersi i problemi dell’attuale presa in carico della miopia pediatrica, che vanno dall’assenza di programmi di screening scolastico alla scarsa consapevolezza da parte delle famiglie. Ha parlato in merito l’onorevole Matteo Rosso, Responsabile del Dipartimento Nazionale Sanit di Fratelli d’Italia: “L’evento davvero molto importante perch noi dobbiamo pensare alla prevenzione soprattutto, rivolgendoci ai bambini in et pediatrica. Dobbiamo pensare, lo dico da medico prima di tutto, che quello che oggi gli insegniamo e li aiutiamo a evitare come errori, aiuter in futuro. Io penso, per esempio, al tempo libero. Oggi troppo tempo libero dei ragazzi viene trascorso su tablet, su telefonini, su piccoli schermi. Quando ero ragazzo io non si pensava a questo. Quanti errori ho fatto? Per quanto tempo non ho usato gli occhiali? Perch gli occhiali vuol dire tante volte, per un ragazzo, adattarsi a volte ad una disinclusione sociale. E allora non li usavo e ho perso tante diottrie. Cerchiamo di educarli, di fargli capire quanto importante. Io sono qua come istituzione, ma anche come medico, per essere di aiuto dove posso per i nostri piccoli pazienti”.

Servono quindi delle linee guida nazionali, un registro dedicato e modelli organizzativi pi strutturati. La recente autorizzazione europea dell’atropina 0,01%, apre in questo senso una nuova fase nella gestione clinica di questo problema, cos da tutelare le future generazioni.

Ansaldo Energia, lavoratori occupano lo stabilimento di Genova

Genova, 1 dic. (askanews) – A Genova lo stabilimento di Ansaldo Energia è stato occupato questa mattina dai lavoratori per protestare contro “esternalizzazioni” e “decentramento”. L’ingresso della fabbrica, in cui lavorano attualmente oltre 2.600 persone, è stato bloccato dai lavoratori con dei bancali di legno in fiamme. I sindacati, intanto, hanno indetto uno sciopero e un’assemblea permanente davanti ai cancelli dello stabilimento.

“Questa mattina – spiegano in una nota la Fiom Cgil e la Fim Cisl – così come avvenuto venerdì scorso, il secondo camion mandato dalla direzione aziendale per portare in Texas il lavoro (barre statoriche) che possiamo e vogliamo fare a Genova, ha trovato gli operai e gli impiegati di Ansaldo Energia, nuovamente in sciopero. Questa nostra reazione ha fatto ripartire il camion vuoto e le barre sono ancora nel nostro stabilimento. Reagiremo in questo modo – conclude la nota dei sindacati – di fronte ad ogni esternalizzazione e decentramento”.

Rothko a Palazzo Strozzi: dal 14 marzo in mostra a Firenze

Milano, 1 dic. (askanews) – Dal 14 marzo al 23 agosto 2026, la Fondazione Palazzo Strozzi presenta una delle più grandi mostre mai dedicate in Italia a Mark Rothko, indiscusso maestro dell’arte moderna americana. A cura di Christopher Rothko ed Elena Geuna, Rothko a Firenze rappresenta un progetto unico, concepito appositamente per Palazzo Strozzi, per celebrare il legame speciale tra l’artista e Firenze. L’architettura del palazzo e la città stessa sono lo scenario ideale per esplorare come Rothko traduca in pittura la tensione tra misura classica e libertà espressiva, dando vita attraverso il colore a una nuova percezione dello spazio che oltrepassa la bidimensionalità della tela.

Il percorso espositivo a Palazzo Strozzi si snoda cronologicamente permettendo di ripercorrere l’intera carriera di Rothko: dagli anni Trenta e Quaranta, caratterizzati da opere figurative e in dialogo con i linguaggi dell’Espressionismo e del Surrealismo, fino agli anni Cinquanta e Sessanta, che si distinguono per le celebri tele astratte create attraverso ampie campiture cromatiche capaci di coinvolgere profondamente lo spettatore attraverso un vocabolario intriso di spiritualità e poesia. In mostra, opere provenienti da prestigiose collezioni private e dai più importanti musei internazionali, tra cui il Museum of Modern Art (MoMA) e il Metropolitan Museum of Art di New York, la Tate di Londra, il Centre national d’art et de culture Georges-Pompidou di Parigi e la National Gallery of Art di Washington.

Ex Ilva, a Genova blocco stradale a oltranza contro il "ciclo corto"

Genova, 1 dic. (askanews) – A Genova nuova giornata di proteste dei lavoratori dello stabilimento ex Ilva di Cornigliano che dalle prime ore della mattina hanno allestito un presidio permanente in piazza Savio, snodo fondamentale per la viabilità nel ponente cittadino, bloccando il traffico con i mezzi da lavoro.

I lavoratori, che protestano contro il “ciclo corto” e il possibile fermo degli impianti del Nord e chiedono l’arrivo nello stabilimento genovese di 200 mila tonnellate di zincato da lavorare, hanno montato alcuni gazebo nella piazza ed incendiato dei bancali di legno per scaldarsi, viste le basse temperature e le forti raffiche di tramontana che stanno sferzando il capoluogo ligure. In piazza Savio sono comparsi anche diversi striscioni indirizzati soprattutto al governo, tra cui “Urso bugiardo patentato”, “Meloni batti un colpo” e “Non vi faremo chiudere Ilva Genova”.

A far scattare le nuove proteste, dopo l’occupazione della fabbrica e i blocchi stradali delle settimane scorse che avevano paralizzato il traffico in città e sul nodo autostradale di Genova, l’esito negativo, secondo i sindacati, dell’incontro di venerdì scorso al Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

“Le novità – spiega ad Askanews il coordinatore della Rsu Fiom Cgil dello stabilimento Acciaierie d’Italia di Genova, Armando Palombo – sono negative rispetto alla partenza. Annunciano la conferma del ciclo corto, quindi a Genova vengono a mancare 200 mila tonnellate di zincato da lavorare con tutti gli annessi e connessi. Ovviamente la cosa è ancora più grave perché non c’è una riduzione del personale al momento in cassa integrazione e la gente dovrebbe rimanere dentro a non fare praticamente nulla. Non è questo il nostro spirito. Un giorno a risposarsi fa piacere ma tre mesi ti mettono preoccupazione. Stiamo parlando di lavoratori 50enni che conoscono bene il loro mestiere e starsene tre mesi dentro a girare a vuoto non è nel nostro stile”.

“Noi – conclude il sindacalista della Fiom Cgil – continuiamo la protesta e i blocchi ad oltranza, cioè fino a che qualche persona, il commissario, il ministro o il sottosegretario, ci garantiscono che torneranno qua le 200 mila tonnellate di zincato da lavorare. E’ il minimo che chiediamo”.

Cinema, "Follemente" di Paolo Genovese vince il Biglietto d’Oro

Roma, 1 dic. (askanews) – “Follemente” di Paolo Genovese (Lotus Production e Rai Cinema) si aggiudica quest’anno il Biglietto d’Oro, il prestigioso riconoscimento assegnato dall’ANEC nel corso della 48esima edizione delle Giornate Professionali di Cinema – Growing ai film che, secondo il campione Cinetel, hanno primeggiato al botteghino nel periodo dicembre 2024-novembre 2025. Sul podio anche “Diamanti” di Ferzan Ozpetek (Greenboo Production + Faros Film + Vision Distribution) e “Io sono la fine del mondo” di Gennaro Nunziante (Indiana Production + Vision Distribution). Il film più visto in assoluto è “Lilo e Stitch” (The Walt Disney Company), seguito da “Mufasa: Il Re Leone” (The Walt Disney Company) e “Follemente” (01 Distribution). The Walt Disney Company vince, inoltre, il Biglietto d’Oro riservato alle distribuzioni, seguita da Eagle Pictures e da Warner Bros. Pictures.

La consegna mercoledì 3 dicembre, durante la cerimonia di premiazione condotta da Gioia Marzocchi nella Sala Sirene dell’Hilton, durante la quale assegnano anche le “Chiavi d’oro del successo” ai registi e ai principali interpreti dei primi tre film italiani. Il riconoscimento è attribuito quest’anno al regista Paolo Genovese e agli attori Edoardo Leo, Pilar Fogliati, Emanuela Fanelli, Claudia Pandolfi che ritirano il premio per “Follemente”, al regista Ferzan Ozpetek per “Diamanti” e al regista Gennaro Nunziante per “Io sono la fine del mondo”.

Premiato anche il film italiano campione d’incasso nel periodo “Cinema Revolution”, l’iniziativa estiva promossa, tra il 13 giugno ed il 20 settembre, dal Ministero della Cultura insieme ad ANEC ed ANICA, che assegna il riconoscimento a 01 Distribution per “Elisa” e la Chiave d’oro al regista Leonardo Di Costanzo.

Il Biglietto d’Oro al distributore del film spagnolo che ha conseguito maggior numero di spettatori, nell’ambito del bilaterale Italia-Spagna dell’edizione 2025, va a Warner Bros. per “La stanza accanto” di Pedro Almodovar.

Il Premio ANEC “Claudio Zanchi” ai talenti emergenti è assegnato a Elodie e ad Enrico Borello; il Premio ANEC “Pietro Coccia” va ai registi esordienti Daniele Barbiero per “Squali” e Ludovica Rampoldi per “Breve storia d’amore”.

Tra gli altri premi assegnati alle “Giornate”: Premio Led ANEC ad Anna Ferzetti; Premio Cinecittà al film “Le città di pianura” di Francesco Sossai; Premio “Cinema e Immagini per la Scuola” MIC-MIM a “La vita da grandi” di Greta Scarano; Premio SIAE a Francesca Comencini, il Premio Filming Italy Miglior Distribuzione è assegnato ad Andrea Romeo per I Wonder Pictures, Premio Box Office ad Alessandro Murtas, il Premio Movies Theaters For Planet Award va al Dream Cinema di Frosinone.

Musica, Luisa Corna esce con "Incanto": primo album live

Roma, 1 dic. (askanews) – È disponibile in radio e in digitale il nuovo album di Luisa Corna, intitolato Incanto, realizzato in collaborazione con la Merano Pop Symphony Orchestra e il Maestro Roberto Federico. Il disco è il primo CD Live dell’artista, prodotto da Azzurra Music, e raccoglie i momenti più intensi di una serata evento che si è tenuta al Teatro Kursaal di Merano. L’idea di realizzare questo album è nata in seguito a un concerto che Luisa Corna ha tenuto l’anno scorso durante il periodo natalizio. L’ottimo riscontro del pubblico in sala e la splendida intesa nata sul palco con l’Orchestra Sinfonica di Merano hanno spinto l’artista e i Maestri a catturare quei momenti musicali per condividerli.

Luisa Corna definisce il suo disco con un solo aggettivo: avvolgente, come il Natale. Il filo conduttore dell’opera è la musica italiana di sempre, unita all’armonia di una grande orchestra sinfonica di 70 elementi. L’artista ha scelto il titolo Incanto successivamente alla registrazione del concerto, in un “delicato gioco di parole che esprime con semplicità la magia della musica sinfonica unita alla vocalità del canto”. Per quanto riguarda la copertina, l’idea di utilizzare uno spartito come sfondo è stata della stessa Luisa Corna. Lo spartito, infatti, rappresenta la “conversazione tra i vari strumenti musicali, che esprime passaggi sonori, emozioni, silenzi, respiri”.

Il disco è un vero e proprio “viaggio sinfonico nella grande musica italiana”, che rende omaggio a brani che “hanno segnato un’epoca” e fanno parte della memoria collettiva, come quelli di Mina e Lucio Battisti.

Ricavi record per le aziende che producono armi (dati Sipri)

Roma, 1 dic. (askanews) – Secondo i nuovi dati pubblicati oggi dallo Stockholm International Peace Research Institute (Sipri), i ricavi derivanti dalla vendita di armi e servizi militari da parte delle 100 maggiori aziende produttrici di armi sono aumentati del 5,9% nel 2024, raggiungendo la cifra record di 679 miliardi di dollari. Un incremento determinato dall’aumento della domanda dovuto alle guerre in Ucraina e Gaza, dalle tensioni geopolitiche globali e regionali e dalla spesa militare sempre più elevata.

“Lo scorso anno i ricavi globali derivanti dal settore delle armi hanno raggiunto il livello più alto mai registrato dal Sipri, perchè i produttori hanno capitalizzato sull’elevata domanda”, ha sottolineato Lorenzo Scarazzato, ricercatore del Programma Spese Militari e Produzione di Armi del Sipri.

NEGLI STATI UNITI 39 DELLE 100 AZIENDE DELLA LISTA SIPRI Tra le 100 aziende prese in considerazione, 39 hanno sede negli Stati Uniti e nel 2024 il loro fatturato complessivo è cresciuto del 3,8%, raggiungendo i 334 miliardi di dollari. Quattro delle cinque principali aziende produttrici di armi al mondo – Lockheed Martin, RTX, Northrop Grumman e General Dynamics – hanno sede negli Stati Uniti e tutte e quattro hanno aumentato i loro ricavi nel 2024.

RIARMO IN EUROPA SPINTO DA GUERRA IN UCRAINA Delle 26 aziende con sede in Europa (esclusa la Russia), 23 hanno registrato un aumento dei ricavi del 13%, raggiungendo i 151 miliardi di dollari. Un incremento “legato alla domanda derivante dalla guerra in Ucraina e alla minaccia percepita dalla Russia”, secondo Sipri. Spicca così il caso dell’azienda ceca Czechoslovak Group, che ha registrato il più elevato aumento percentuale dei ricavi tra tutte le aziende della Top 100 nel 2024, pari al 193%, raggiungendo i 3,6 miliardi di dollari. L’azienda ha attribuito la maggior parte dei suoi ricavi all’Ucraina: Czechoslovak Group ha infatti beneficiato della Czech Ammunition Initiative, un progetto guidato dal governo per la fornitura di proiettili di artiglieria a Kiev.

Anche le aziende tedesche hanno registrato una crescita fino al 36%. “È quasi tutto legato all’invasione russa dell’Ucraina – ha detto alla Deutsche Welle uno degli autori del rapporto, Nan Tian – c’è stato un aumento della domanda da parte delle forze armate tedesche. Che si tratti di Rheinmetall o Diehl, che costruiscono carri armati, veicoli blindati di trasporto truppe, munizioni, naturalmente per le forze armate tedesche per rifornire quanto hanno inviato in Ucraina come aiuti militari, ma anche per aumentare il numero di carri armati, veicoli da combattimento per la fanteria”.

IN ITALIA AUMENTO DEL 9% Le due aziende con sede in Italia, Leonardo (12esimo posto) e Fincantieri (49esimo) hanno totalizzato 16,8 miliardi di dollari nel 2024, con un aumento del 9,1% su base annua. Leonardo, la seconda azienda europea del settore armamenti nella Top 100 dopo la britannica BAE Systems, ha aumentato i suoi ricavi del 10%, raggiungendo i 13,8 miliardi di dollari, stando al rapporto.

CRESCONO I RICAVI ANCHE IN RUSSIA In Russia la domanda interna è stata sufficiente a più che compensare la perdita di fatturato dovuta al calo delle esportazioni e le due aziende russe nella Top 100, Rostec e United Shipbuilding Corporation, hanno aumentato i loro ricavi complessivi del 23%, raggiungendo i 31,2 miliardi di dollari. “Il Paese ha completamente cambiato le sue priorità. Negli ultimi tre anni la produzione è stata orientata verso un’economia di guerra”, ha detto Nan Thian. Secondo il rapporto Sipri, Mosca ha aumentato la sua produzione di proiettili d’artiglieria da 152 mm del 420% tra il 2022 e il 2024: da 250.000 a 1,3 milioni.

A causa delle sanzioni internazionali, l’industria bellica russa è carente di componenti provenienti dall’estero, in particolare di componenti elettronici per gli aerei. Tuttavia, l’idea che l’economia russa sarebbe crollata si è rivelata falsa, ha rimarcato Nan Tian: “Il Paese è in una situazione molto peggiore ora di quanto sarebbe stato se non avesse invaso (l’Ucraina), perché ovviamente non ci sarebbero state le sanzioni, ma il Paese ha dimostrato di essere piuttosto resiliente a queste varie sanzioni e ai problemi economici”. Nan Tian ritiene che la trasformazione dell’economia russa sia arrivata a un punto tale che, se si arrivasse a una pace duratura in Ucraina, sarebbe difficile per Mosca tornare a un’economia non bellica.

ASIA UNICA REGIONE A REGISTRARE CALO DEI RICAVI DOVUTO A CINA L’Asia è dietro a Stati Uniti ed Europa, con 23 aziende produttrici di armi nella lista Sipri, ma è l’unica regione in cui le aziende hanno registrato ricavi inferiori rispetto all’anno precedente, toccando i 130 miliardi di dollari, pari a -1,2% rispetto al 2023. Un dato regionale dovuto in particolare a un calo complessivo del 10% dei ricavi delle otto aziende cinesi presenti nella Top 100. E il calo più significativo è stato il 31% dei ricavi di NORINCO, il principale produttore cinese di sistemi terrestri. “Una serie di accuse di corruzione negli appalti di armi cinesi ha portato al rinvio o alla cancellazione di importanti contratti di armamenti nel 2024”, ha spiegato Nan Tian.

Al contrario, i ricavi hanno continuato a crescere tra le aziende giapponesi e sudcoreane presenti nella Top 100, grazie alla forte domanda europea e interna. Le cinque aziende giapponesi hanno aumentato i loro ricavi del 40%, raggiungendo i 13,3 miliardi di dollari, mentre i quattro produttori sudcoreani hanno aumentato i loro ricavi del 31%, raggiungendo i 14,1 miliardi di dollari. La più grande azienda di armamenti sudcoreana, Hanwha Group, ha registrato un aumento del 42% dei suoi ricavi, di cui oltre la metà proveniente dalle esportazioni.

PER LA PRIMA VOLTA 9 AZIENDE DEL MEDIO ORIENTE NELLA TOP 100 Per la prima volta, nove delle prime 100 aziende produttrici di armi hanno sede in Medio Oriente, con un fatturato complessivo di 31 miliardi di dollari e un incremento regionale del 14%.

Tre aziende israeliane hanno registrato un incremento del 16%, raggiungendo i 16,2 miliardi di dollari. “La crescente reazione negativa alle azioni di Israele a Gaza sembra aver avuto scarso impatto sull’interesse per le armi israeliane – ha affermato Zubaida Karim, ricercatrice del Programma Sipri per le Spese Militari e la Produzione di Armi – molti Paesi hanno continuato a fare nuovi ordini alle aziende israeliane nel 2024”.

Nella lista figurano quindi cinque aziende con sede in Turchia, che hanno registrato un fatturato di 10,1 miliardi di dollari, con un aumento dell’11% su base annua, e l’azienda statale degli Emirati arabi uniti, EDGE Group, che ha registrato ricavi per 4,7 miliardi.

Cinema, Muccino, Moretti, Martone nel listino di 01 Distribution

Roma, 1 dic. (askanews) – “Film che hanno a che fare con relazioni, sentimenti, rapporti: insomma, dei legami che uniscono tra loro non solo i singoli personaggi delle storie raccontate, ma anche un film all’altro, come in un gioco di specchi e rimandi” Così l’ad di Rai Cinema Paolo Del Bracco, presentando il listino 2026 di 01 Distribution e parlando delle nuove produzioni Rai Cinema, in apertura delle Giornate Professionali di Cinema di Sorrento.

Tra i titoli in programma ci sono tra gli altri, il nuovo film di Mario Martone “Scherzetto” con Toni Servillo, “Nel tepore del ballo” di Pupi Avati, “Nessun dolore” di Gianni Amelio, con Alessandro Borghi, Valeria Golino e Valerio Mastandrea, “Bianco” di Daniele Vicari, “Succederà questa notte” di Nanni Moretti, con Louis Garrel, Jasmine Trinca, Angela Finocchiaro, “Illusione” di Francesca Archibugi e il nuovo film di Gabriele Muccino: “Le cose non dette”, con Stefano Accorsi, Miriam Leone, Claudio Santamaria, Carolina Crescentini. E ancora, “Un bel giorno” di Fabio De Luigi, con Virginia Raffaele, “Il rumore delle cose nuove” di Paolo Genovese, “Notte prima degli esami 2026” di Tommaso Renzoni, accanto agli internazionali “Il mago del Cremlino – Le origini di Putin” di Olivier Assayas e “Una di famiglia – The Housemaid” di Paul Feig.

“Per quanto riguarda Rai Cinema – ha detto Del Brocco – continueremo a avere un occhio vigile sul pluralismo produttivo, continueremo cioè a lavorare con grandi, medi e piccoli produttori – anche se per noi il focus è puntato primariamente sulla qualità dei progetti e delle storie – continuando a tenere conto, come abbiamo sempre fatto, delle esigenze dell’industria al cui sviluppo abbiamo contribuito in modo determinante. Festeggiamo quest’anno i nostri 25 anni con la gioia e l’orgoglio di tutto quello che abbiamo costruito insieme, per la crescita del settore e degli stessi produttori. Nei prossimi anni, a partire dal 2026 – ha aggiunto – saremo chiamati però ad essere più selettivi, da un lato perché è evidente che il mercato non assorbe più il livello produttivo di questi ultimi anni, e dall’altro perché le nostre risorse dipendono dalle risorse complessive Rai”.

Parlando del momento difficile per tutto il settore, l’ad di Rai Cinema ha sottolineato: “Il cinema e l’audiovisivo fanno anche industria, creano ricchezza, occupazione, fiscalità e ritorni economici. Ma siamo in un momento molto particolare, di forte preoccupazione tra tutti gli addetti ai lavori, un momento in cui ci sono da un lato legittime esigenze di bilancio dello Stato da rispettare, dall’altro un richiamo a un doveroso rigore nell’utilizzo dei fondi pubblici, in special modo laddove si sono verificate alcune esagerazioni, e a un necessario senso di responsabilità da parte dell’industria. Detto questo però bisogna fare ogni sforzo per riuscire a trovare un giusto equilibrio affinché la produzione italiana e l’industria culturale non subiscano un impatto troppo traumatico dalle misure al momento in discussione. Sono fiducioso che si stia dialogando e operando nella direzione giusta per trovare un equilibrio tra tutte queste esigenze”.

Ioltre parlando dell’anno che si sta chiudendo, ha commentato: “Il 2025 sta per chiudersi in tutto il mondo, Cina esclusa, con numeri non particolarmente brillanti e sicuramente al di sotto delle aspettative di inizio anno. Continua a persistere la debolezza del mercato Usa e questa tendenza negativa condiziona pesantemente anche i principali territori europei. In particolare, il nostro mercato ad oggi ha generato incassi per circa 400 milioni di euro per circa 55 milioni di biglietti venduti e dovrebbe chiudere in linea con il 2024. I territori europei a noi equiparabili, come la Spagna, la Francia e la Germania perdono percentuali di mercato significative rispetto agli anni precedenti. La quota di cinema italiano è di oltre il 28%, pertanto ancora superiore alla quota nazionale del triennio prepandemico. Per quanto riguarda 01 possiamo essere soddisfatti del nostro andamento, siamo oggi la quinta distribuzione in Italia dopo le major con 6 milioni e 200 di biglietti, 43 milioni di euro al box office, con 11 % di quota di mercato. Questa quota di mercato assume una grande rilevanza visto che il nostro listino è composto all’80% da film d’autore e di qualità e i nostri competitor si chiamano Disney, Warner, Universal ecc. Quindi continuano a tenere alto il nome del cinema italiano di qualità”.

Fed, Trump: ho già scelto prossimo il presidente, lo annunceremo

New York, 01 dic. (askanews) – Il presidente Donald Trump ha dichiarato domenica di aver fatto la sua scelta per il prossimo presidente della Federal Reserve, mentre ha chiarito che si aspetta che il suo candidato attui tagli ai tassi di interesse.

“So già chi sceglierò, sì”, ha detto Trump ai giornalisti sull’Air Force One durante il suo ritorno a Washington, senza specificare un nome. Il presidente ha poi aggiunto: “Lo annunceremo”.

Secondo fonti sentite da Bloomberg News, il consigliere economico della Casa Bianca, Kevin Hassett, è considerato la scelta più probabile per succedere all’attuale presidente della Fed, Jerome Powell. Alla possibilità di Hassett,anche i mercati hanno reagito in maniera positiva. La persona scelta da Trump dovrà essere confermata dal Senato e probabilmente ricoprirà un mandato di 14 anni come governatore della Fed, a partire da febbraio. (fonte immagine: Federal Reserve).

"Il Vangelo secondo Pasolini", dialogo tra Scorsese e Padre Spadaro

Roma, 1 dic. (askanews) – La visione e la radicalità della poetica cinematografica di Pier Paolo Pasolini sono al centro di un incontro unico che ne celebra l’eredità spirituale, a 50 anni dal suo omicidio. Il 5 dicembre alle 18, nel Teatro Studio Gianni Borgna dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, è in programma “Il Sacro immediato. Il Vangelo secondo Pasolini”, un dialogo irripetibile che vedrà protagoniste due figure d’eccezione: il regista Martin Scorsese (che interverrà in collegamento video) e il teologo e giornalista padre Antonio Spadaro. La serata sarà introdotta dall’Assessore alla Cultura di Roma Capitale, Massimiliano Smeriglio, e moderata dalla giornalista Alessandra Sardoni.

L’incontro – a ingresso gratuito, promosso dall’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale, con il coordinamento del Dipartimento Attività Culturali e in collaborazione con la Fondazione Musica per Roma – sarà l’occasione per indagare la forza espressiva, profetica e l’attualità de “Il Vangelo secondo Matteo”, film scritto e diretto da Pasolini nel 1964 che ha profondamente influenzato il maestro del cinema Martin Scorsese e padre Antonio Spadaro.

Sulla scia del loro volume “Dialoghi sulla fede” (La nave di Teseo, 2024), la conversazione esplorerà il legame tra cinema, spiritualità e memoria personale. Saranno messe in relazione le scelte registiche di Pasolini, la sua idea di immediatezza e l’intreccio tra realismo e poesia, con le radici culturali di Scorsese e le sue riflessioni sulla violenza, l’etica delle immagini e la dimensione interiore dell’atto creativo. Una prospettiva unica sul cinema come strumento radicale per l’interrogazione del mondo e del presente.

L’appuntamento si inserisce nel programma di PPP VISIONARIO, la grande rassegna promossa da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura che fino a dicembre intende onorare la memoria, l’eredità e la visione profetica di Pasolini, uno dei massimi intellettuali del Novecento, con oltre cento eventi tra spettacoli, concerti, reading, incontri, proiezioni, percorsi urbani ed eventi sportivi.

L’ingresso è gratuito con prenotazione obbligatoria chiamando al numero 060608. Sarà presente il servizio di traduzione in Lingua dei segni italiana – LIS del Dipartimento Politiche Sociali e Salute (Direzione Servizi alla Persona) realizzato dalla Cooperativa sociale onlus Segni di Integrazione – Lazio.

Le iniziative di PPP Visionario – 50esimo Anniversario dell’omicidio di Pier Paolo Pasolini sono promosse da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, con il coordinamento del Dipartimento Attività Culturali, in collaborazione con l’Istituzione Biblioteche di Roma, Fondazione Cinema per Roma, Fondazione Musica per Roma, Fondazione Romaeuropa, Azienda Speciale Palaexpo, Teatro dell’Opera di Roma, Fondazione Teatro di Roma – Teatro Nazionale, TiC – Teatri in Comune. E poi, ancora, associazioni, operatrici e operatori culturali, artiste e artisti. Con il supporto organizzativo di Zètema Progetto Cultura.

Subsonica, "Cieli su Torino": quattro live per celebrare i 30 anni

Roma, 1 dic. (askanews) – Dopo il ritorno discografico con il nuovo singolo “Radio Mogadiscio”, i Subsonica annunciano oggi Cieli su Torino 96-26, quattro speciali appuntamenti live alle OGR Torino (official partner) per celebrare il trentennale di carriera. Le date, prodotte da Live Nation, sono previste per il 31 marzo, 1, 3 e 4 aprile 2026.

I biglietti saranno disponibili in pre-sale per gli iscritti alla newsletter dedicata, a partire da martedì 2 dicembre alle ore 11:00. La prevendita riservata ai possessori di carta Mastercard inizierà mercoledì 3 dicembre alle ore 11:00 su www.priceless.com/music. Da giovedì 4 dicembre alle ore 11:00 i biglietti saranno disponibili per tutti gli iscritti a My Live Nation su www.livenation.it e da venerdì 5 dicembre alle ore 11:00 in tutti i punti vendita autorizzati e su Ticketmaster, TicketOne e Vivaticket.

CIELI SU TORINO 96-26 non rappresenta solo l’atteso ritorno dalla band alla dimensione live. Ogni biglietto infatti darà la possibilità di accedere anche ad una mostra antologica coinvolgente nel Duomo delle OGR interamente dedicata alla storia del gruppo – con foto, memorabilia, costumi di scena, strumenti e apparecchiature dei primi album, manifesti e tanto altro -, oltre a un dj set in cui, al termine di ogni concerto, i Subsonica si alterneranno in consolle.

Ogni show presenterà una scaletta diversa, con una parentesi di brani storici che varieranno di sera in sera. Un’occasione unica e irripetibile per ripercorrere a 360°, tutti insieme, 30 anni di musica. La festa non si ferma alle OGR, anche la stessa città di Torino e la Regione Piemonte saranno infatti – grazie alla collaborazione con l’agenzia torinese Consiste. Entertainment – protagoniste delle celebrazioni del trentennale, con iniziative che le coinvolgeranno, intrecciandosi con i luoghi che più hanno segnato la storia dei Subsonica: mostre, eventi, percorsi sonori che trasformeranno il capoluogo in un grande museo a cielo aperto, per un abbraccio e omaggio reciproco fra band e città. Questa volta Samuel, Max Casacci, Boosta, Ninja e Vicio scelgono non un classico tour, ma una quattro giornate nella Torino che da sempre li ha visti suonare e sperimentare. Occasione perfetta per visitarla e scoprirla sotto una luce diversa.

Racconta la band: “La nostra storia, a partire dalle sue origini, è inseparabile dalla nostra Città. Senza la Torino di quegli anni non saremmo mai esistiti, o sarebbe comunque stata tutta un’altra vicenda. Per questo motivo, per festeggiare un traguardo trentennale, che mai avremmo creduto possibile, vogliamo che la Città sia al centro. Con i suoi luoghi per noi più importanti e rappresentativi, i ‘nostri luoghi’ a segnare un percorso che incornicerà i quattro concerti – in cui presenteremo il nuovo album -, la mostra e tante altre cose che stiamo preparando. In pratica, oltre ai live, vorremmo anche fare vivere a chi deciderà di raggiungerci, una Torino diversa, raccontata attraverso le nostre canzoni, immagini, storie”.

L’iniziativa arriva dopo la pubblicazione lo scorso 14 novembre di “Radio Mogadiscio”, il nuovo singolo, accompagnato dal videoclip girato tra l’Italia e il Marocco. Con questo brano – pubblicato a distanza di quasi due anni dall’ultimo album “Realtà Aumentata” – i Subsonica oltrepassano il Mediterraneo spalancando le porte a nuovi scenari, a viaggi ed esperienze reali, come quella vissuta dalla band a Essaouira in Marocco durante la scrittura del nuovo disco, e a suggestioni del tutto immaginarie. Il titolo della canzone rende omaggio alla storia vera del Colonnello Abshir Hashi Alì, che nella città di Mogadiscio in Somalia si è fatto custode di un prezioso archivio fatto di più di 100.000 canzoni – oltre a registrazioni di poesie, opere teatrali e molto altro – distribuite su nastri, cassette e dischi (oggi tutti digitalizzati) dal valore culturale inestimabile, sopravvissuto a una lunga storia di devastazioni, saccheggi e bombardamenti.

Il brano è un vero viaggio tra memoria e speranza, un simbolo di apertura e di resistenza attraverso la musica, e il suo ritmo apre la strada ad un nuovo capitolo della band, che l’anno prossimo si appresta a celebrare il trentennale di carriera con CIELI SU TORINO 96-26 nella sua città natale.

Le OGR Torino, l’hub della Fondazione CRT, sono un centro di cultura e innovazione unico in Europa, dedicato alla sperimentazione: culturale, artistica e musicale nelle OGR Cult, scientifica, tecnologica e imprenditoriale nelle OGR Tech. Ex officine per la riparazione dei treni nate a fine Ottocento, oggi patrimonio archeologico industriale, sorgono nel cuore di Torino su un’area di 35.000 mq per attivare nuovi orizzonti di collaborazione, creazione e convivialità.

Sanofi contribuisce alla Strategia per le Scienze della Vita

Roma, 1 dic. (askanews) – In uno scenario internazionale caratterizzato da instabilit geopolitica, pressioni macroeconomiche, crescente domanda e difficolt di accesso alla salute, l’Italia chiamata a definire una politica industriale e scientifica capace di rafforzare la propria competitivit nelle Scienze della Vita. Con questo obiettivo si svolto a Roma l’evento “Guidare l’Innovazione verso una Strategia italiana delle Scienze della Vita” promosso da Sanofi. Base concreta del dibattito, i dati del Report d’Impatto 2024 di Sanofi, che offrono una fotografia del valore che l’Innovazione pu generare per l’Italia. In particolare, con 70 milioni di euro investiti in Italia in ricerca e sviluppo, trasformazione tecnologica industriale, competenze e formazione, 108 studi clinici, una rete di 563 centri e 133 milioni di beneficio complessivo generato sul SSN e sulla nazione, Sanofi ha presentato il proprio contributo alla crescita scientifica e all’accesso a terapie trasformative per tutti i cittadini. Abbiamo parlato con Marcello Cattani, Presidente e Amministratore Delegato, Sanofi Italia e Malta:

” un investimento che va oltre la clinica, scienza, tecnologia, dati, intelligenza artificiale, produzione industriale, per dare un valore aggiunto che fondamentale insieme al modello di competenze che contraddistingue i nostri collaboratori e quindi Sanofi una delle prime realt farmaceutiche che fa ricerche e produzione industriale in Italia e quindi importante per l’Italia e l’Italia importante per Sanofi. Questo il nostro impegno che naturalmente si rafforzer e proseguir nel corso degli anni”.

Per l’Italia – nazione leader europea nell’export farmaceutico e hub d’eccellenza per la ricerca clinica – le trasformazioni rappresentano un’opportunit strategica da cogliere attraverso una visione integrata e di lungo periodo. poi intervenuto Giovanni Tria, Presidente della Fondazione ENEA Tech e Biomedical:

“Quello che bisogna cercare di migliorare il sistema di regolamentazione, la rapidit con cui la ricerca pu arrivare a un farmaco e soprattutto la rapidit con cui un farmaco possa arrivare sul mercato e poi c’ un problema di regolamentazione e di azione amministrativa per far s che le risorse pubbliche esistenti anche destinate alla ricerca e al passaggio dalla ricerca all’industria possano arrivarci in modo rapido”.

L’evento di Roma ha confermato un messaggio chiaro: l’Italia pu assumere un ruolo di leadership nelle Scienze della Vita, ma questo richiede una visione nazionale condivisa, un ecosistema che preveda una governance che integri ricerca pubblica e privata e investimenti capaci di tradursi in soluzioni concrete per le persone.

Supermagic Elementi 2026, a Roma lo spettacolo di magia

Roma, 1 dic. (askanews) – Torna a incantare il pubblico uno degli appuntamenti più attesi della stagione teatrale: Supermagic Elementi 2026, il più grande spettacolo di magia con i migliori illusionisti del mondo. La ventiduesima edizione promette un viaggio sorprendente dentro l’arte magica internazionale, un’esperienza immersiva che ogni anno conquista migliaia di spettatori di tutte le età.

L’evento sarà in scena a Roma, all’Auditorium della Conciliazione dal 22 gennaio all’8 febbraio 2026, e successivamente a Torino, al Teatro Alfieri dal 13 al 15 febbraio 2026, per un totale di oltre due ore di pura meraviglia, tra numeri spettacolari, manipolazioni incredibili, colpi di scena e illusioni che sfidano l’impossibile.

Riconosciuto come “Migliore Spettacolo di Magia” dalla Fédération Internationale des Sociétés Magiques, Supermagic ha portato sul palco, nelle sue prime ventuno edizioni, oltre 130 artisti di fama mondiale, applauditi da più di 280.000 spettatori. Un successo costruito nel tempo, frutto di una ricerca costante, cura dei dettagli e passione per un’arte antica e sempre sorprendente. Non a caso è uno spettacolo spesso imitato, ma mai eguagliato.

Per l’edizione 2026 sono già stati annunciati i primi protagonisti: l’illusionista canadese Darcy Oake, tra i più innovativi al mondo; Maurice Grange, campione europeo di manipolazione; Xavier Mortimer, maestro dell’illusionismo visionario; Jay & Jade Niemi, prestigiatori eleganti e raffinati dalla Finlandia; il due volte campione mondiale Topas; Paolo Carta e Sara, riconosciuti come tra i migliori illusionisti creativi italiani; Matteo Fraziano, vincitore di “Tu sì que vales”; Jimmy Delp, prestigiatore comico dal talento bizzarro; e naturalmente Remo Pannain, ideatore e anima di Supermagic.

Supermagic non è semplicemente uno spettacolo, ma un mondo da attraversare: un luogo dove la logica si piega alla fantasia, dove gli adulti riscoprono la capacità di stupirsi e i più piccoli si lasciano trascinare in un universo fatto di sogni, luci, segreti e poesia. È un’esperienza collettiva che trasforma il teatro in uno spazio sospeso, in cui ogni emozione sembra amplificata e ogni scena diventa un ricordo indelebile.

Un cast eccezionale riunito in un unico spettacolo, pronto a trasformare ogni replica in un evento irripetibile.

La Project Room del PAC Milano presenta il duo Insomnia

Milano, 1 dic. (askanews) – La Project Room del PAC ospita Bad Trips and Broken Promises / Even Flowers Must Die, mostra personale del duo italo-brasiliano Insomnia curata da Diego Sileo. Il collettivo, composto da Thiago Dezan e Infinite fondato a New York nel 2019, indaga le fratture del presente attraverso un’estetica che intreccia crudezza e poesia, esplorando il modo in cui la cultura, nel mondo contemporaneo, possa trasformarsi in un’istituzione capace di giustificare meccanismi di oppressione e repressione.

Al centro del progetto espositivo si colloca Insomnia, il lavoro da cui il duo prende il nome, una serie in continua evoluzione composta da fotografie dipinte a mano. Animali, piante e figure umane si trasformano in apparizioni sospese tra cruda realt e dimensione fiabesca. In mostra sono presenti anche altri due lavori: Nine Lives Cat (2025) e Beautiful Burning Prison (2022). La prima un’installazione video composta da dieci schermi che mostrano simultaneamente altrettanti video in loop, ognuno in grado di raccontare una storia di lotta, tragedia e resilienza. Ogni video ha una propria durata, diversa dalle altre: l’interazioni fra le immagini genera combinazioni visive inedite. Beautiful Burning Prison riflette sulla brutalit del sistema carcerario contemporaneo attraverso i video girati da un detenuto all’interno del Centro Penal de Mxima Seguridad de Zacatecoluca e del Centro di Detenzione La Bartolina de Sonsonate, a El Salvador. Gli artisti intervengono su queste immagini, alterandole: i fotogrammi rallentano, oscillano tra negativo e bianco e nero, mentre un audio disturbante – tra sussurro e preghiera – amplifica la sensazione di una condanna infinita.

"Jingle bells balla il cuor", il nuovo brano di Miss Mamma Sorriso

Roma, 1 dic. (askanews) – Miss Mamma Sorriso, una delle mamme più amate e seguite d’Italia, pioniera su TikTok con oltre 4,5 milioni di followers complessivi sui vari canali social, torna in musica con un nuovo attesissimo brano, “Jingle bells balla il cuor” per scaldare l’atmosfera Natalizia insieme a tutti i suoi bambini e alle loro famiglie.

Un’eccezionale cover dell’iconico brano di natale rivisitata in chiave dance baby che dal 6 Dicembre sarà disponibile su YouTube e su tutte le principali piattaforme digitali con l’intento di accendere lo spirito delle Feste.

Considerata come una delle mamme più seguite, amate e social d’Italia Miss Mamma Sorriso al secolo Vanessa Padovani è un fenomeno tutto italiano, la sua è una storia unica e allo stesso semplice che in pochissimo tempo è riuscita a conquistare l’affetto del grande pubblico dei social, diventando un vero e proprio punto di riferimento grazie alla spontaneità disarmante dei contenuti che nella quotidianità condivide con la sua enorme e fidelizzata community.

“La cover “Jingle Bells Balla il cuor” nasce con l’intento amplificare lo spirito natalizio che in ognuno di noi. Il Natale – dichiara Miss Mamma Sorriso – è uno dei momenti dell’anno che preferisco vivere insieme a tutta la famiglia. Il progetto nasce insieme alla collaborazione del noto producer Paolo Ortelli con il quale abbiamo pensato ad una versione più dance, moderna e in italiano, che faccia muovere e cantare i bambini mentre si impara ad essere gentili. Per questo Natale ho scelto Jingle Bells perché è a mio avviso la canzone che più rappresenta l’energia del Natale, quando parte, si accende immediatamente la magia, il cuore vibra e all’improvviso tutto diventa luce, sogni e amore. La Canzone sarà accompagnata anche da un video natalizio che nasce dal desiderio di trasformare l’attesa delle feste in un gioco educativo. Nel nuovo video natalizio Miss Mamma Sorriso riceverà una lettera segreta da Babbo Natale e, insieme ai bambini, va alla ricerca degli Elfi Gentili nascosti in casa, ognuno con un messaggio di bontà, empatia e collaborazione. L’intento è ricordare che la vera magia non è nei regali, ma nei piccoli gesti gentili che i bambini possono imparare e portare nel mondo. Per questo, alla fine del percorso, ogni mamma potrà scaricare il diploma del piccolo elfo gentile, così che la magia possa continuare”.

La Russia: estremamente irresponsabili le frasi su attacchi preventivi della Nato

Roma, 1 dic. (askanews) – Le dichiarazioni dei funzionari della NATO su possibili “attacchi preventivi” contro la Russia sono una mossa estremamente irresponsabile, che indica la disponibilità dell’alleanza a continuare a peggiorare la situazione: lo ha dichiarato oggi la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, replicando alle affermazioni fatte dall’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, presidente del comitato militare della NATO, in un’intervista al Financial Times.

Secondo Cavo Dragone, la NATO potrebbe prendere in considerazione l’idea di lanciare un attacco preventivo di fronte alle presunte azioni della Russia contro l’alleanza.

“Consideriamo la dichiarazione di Cavo Dragone sulla possibilità di attacchi preventivi contro la Russia una mossa estremamente irresponsabile, che indica la disponibilità dell’alleanza a continuare a peggiorare la situazione”, ha dichiarato Zakharova in una nota, definendola un tentativo deliberato di indebolire gli sforzi per risolvere la crisi ucraina. Queste dichiarazioni smentiscono il mito della natura “puramente difensiva” dell’alleanza, ha sottolineato la portavoce.

“Chi rilascia tali dichiarazioni deve essere consapevole dei rischi e delle possibili conseguenze che ne conseguono, anche per gli stessi membri dell’alleanza”, ha aggiunto Zakharova.

Puccini Dance Circus Opera: il ritorno a Milano di Mochi Sismondi

Milano, 1 dic. (askanews) – Reduce dal successo al Festival delle Giornate Teatrali di Cartagine, Caterina Mochi Sismondi presenta al Teatro Franco Parenti di Milano “Puccini Dance Circus Opera – Per coro di corpi e strumenti”, in scena il 2, 3 e 4 dicembre.

Regista, coreografa e performer, fondatrice della compagnia blucinQue e direttrice del Teatro Café Müller di Torino, Mochi Sismondi porta sul palco un affresco dedicato alle protagoniste pucciniane – da Tosca a Butterfly – rilette attraverso danza, acrobatica e drammaturgia visiva.

In scena le performer Elisa Mutto, Sara Frediani, Marta Alba, Iolanda Del Vecchio, Rocio Belen Reyes Patricio e Michelangelo Merlanti, con musiche originali di Beatrice Zanin ed esecuzione dal vivo di un trio d’archi. La figura di Puccini è interpretata da Ivan Ieri.

La produzione nasce dal Centro Nazionale di Produzione blucinQue Nice in collaborazione con l’Orchestra della Toscana. Lo spettacolo, premiato come Miglior Progetto Nazionale Art Bonus d’Impresa, proseguirà poi al Teatro Massimo di Cagliari e nel 2026 all’Opera di Almaty.

(foto © Andrea Macchia)

Cinema, Pio e Amedeo conquistano il box office con "Oi vita mia"

Roma, 1 dic. (askanews) – Ottimo esordio al botteghino per “Oi vita mia”, il nuovo film diretto e interpretato da Pio e Amedeo, che nel suo primo weekend di programmazione registra un incasso complessivo di 2.168.800 di euro, consacrandosi come la miglior apertura della stagione cinematografica, registrando una media per copia di 5.600 euro per sala (secondo dati Cinetel). A questo risultato si aggiungono poi le anteprime di successo dei giorni precedenti che portano il dato complessivo a 2.196.566 di euro.

Con “Oi vita mia”, il duo comico conquista il pubblico con una storia capace di parlare ai giovani e ai meno giovani, mescolando momenti di grande comicità ad altri di autentica emozione. “Oi vita mia”, in sala dal 27 novembre, è interpretato oltre che diretto da Pio e Amedeo, con la partecipazione straordinaria di Lino Banfi, con Ester Pantano, Cristina Marino, Marina Lupo, Adriana De Meo ed Emanuele La Torre. La sceneggiatura è di Pio D’Antini, Amedeo Grieco, Emanuele Licitra; prodotto da Lorenzo Mieli, Mario Gianani e Valentina Avenia; prodotto da Massimiliano Orfei, Luisa Borella e Davide Novelli. Prodotto da Our Films (una società del gruppo Mediawan), PiperFilm, in collaborazione con Netflix e distribuito da PiperFilm.

In “Oi vita mia” Pio gestisce una comunità di recupero per ragazzi, Amedeo una casa di riposo per anziani. Uno ha una relazione in crisi, l’altro una figlia adolescente irrequieta. Costretti dalle circostanze a vivere sotto lo stesso tetto tra anziani smemorati e giovani casinisti che si fanno la guerra, i due finiranno per scambiarsi consigli non richiesti, infilarsi in situazioni assurde e, tra bollette arretrate e partite a padel, trovare finalmente il coraggio di mettere ordine alle loro vite e scoprire così un nuovo modo di stare assieme.

Le città dove si vive meglio sono Trento e Bolzano, risale Roma

Roma, 1 dic. (askanews) – “La qualità della vita è la dimensione del benessere che più impatta sulla percezione soggettiva. Nelle province di Trento e Bolzano si sposa perfettamente con i risultati della 36esima edizione dell’indagine del Sole 24 Ore sulla Qualità della vita 2025 che incorona questi territori in cima alla classifica”. È proprio nelle due province autonome che, secondo l’ultima rilevazione Istat sugli “Aspetti della vita quotidiana” (pubblicata a maggio 2025) si registra il più elevato livello di soddisfazione per la vita espresso dal 61,9% dei cittadini. Con la leadership di Trento e Bolzano, incoronate dall’edizione 2025 tra le 107 province italiane esaminate.

Sul podio dell’edizione 2025, salgono anche Bolzano (già cinque volte prima, l’anno scorso era terza) e Udine, vincitrice dell’edizione 2023. La top 10 è tutta settentrionale e premia, come spesso accade nella “bilancia” dei 90 indicatori, piccole province come Bergamo (vincitrice nel 2024, ora al 5° posto), Treviso, Padova (che ritorna tra le teste di serie dopo 30 anni di assenza: era nona nel 1994) e Parma. E segna il ritorno all’apice della classifica generale anche delle grandi aree metropolitane come Bologna e Milano, rispettivamente al 4° e 8° posto.

Nel complesso, le città metropolitane registrano un miglioramento rispetto all’edizione 2024: solo due su 14, Bari e Catania, calano di posizione rispetto all’indagine dell’anno scorso, mentre altre due (Firenze, 36 , e Messina, 91 )risultano stabili. A guidare la risalita con un avanzamento di 13 posizioni è la Capitale, che si piazza 46 , mentre Genova sale di u gradini arrivando al 43° posto. In miglioramento anche le già citate Bologna, che rimane tra le prime dieci ma a +5 sul 2024, e Milano (+4). Torino sale di una posizione (57 ). La prima area metropolitana del Mezzogiorno, è Cagliari che sale di cinque gradini e si piazza 39esima seguita da Bari 67esima ma in calo di due posizioni.

(Credit foto: Archivio Apt Trento, R. Magrone – CC BY 4.0).

Il valore umano dei dati: successo a Torino per la DIAC 2025

Torino, 1 dic. (askanews) – Si conclusa, con successo, a Torino, presso l’Environment Park, l’edizione 2025 della DAMA Italy Annual Convention (DIAC). L’evento, promosso da DAMA Italy con il patrocinio del Comune di Torino, ha riunito professionisti, accademici e istituzioni per confrontarsi sul tema “Data for Good: i dati al servizio del bene comune”, esplorando come l’uso responsabile dell’informazione possa generare valore sociale concreto.

Con oltre 350 partecipanti tra presenze fisiche e collegamenti da remoto, la Convention ha confermato la sua centralit nel panorama nazionale. L’evento non ha celebrato la tecnologia, ma l’impatto umano dei dati, intesi come possibilit di generare impatti positivi, migliorare i servizi pubblici e rafforzare la qualit della vita.

Simona Di Felice, membro del Comitato Scientifico e Lead Media & Communications di DAMA Italy, alla quale stata affidata la conduzione, ha aperto i lavori dando il tono alla giornata: “Data for Good: tre parole semplici, ma che racchiudono una visione”.

Nino Letteriello, Presidente di DAMA Italy, ha approfondito il significato concreto di “Data for Good”: “Non uno slogan, ma un impegno, una promessa, l’idea di una comprensione diversa del dato. Fino ad oggi abbiamo valutato il dato come patrimonio aziendale, ma ora vogliamo arrivare a un punto di svolta: iniziare a vederlo come valore comune, come beneficio sociale diffuso per il sistema paese, per la comunit pi ampia e per il pianeta”.

La scelta di Torino, Capitale Europea dell’Innovazione 2024-2025, conferma la vocazione della citt per eventi che uniscono tecnologia, sostenibilit e impatto sociale.

Marco Porcedda, Assessore alla Sicurezza, ai Sistemi Informativi e alla Cybersecurity del Comune di Torino, ha commentato: “La presenza dei dati costante e permea ogni attivit. Il ruolo del Comune e degli enti locali fondamentale, perch la gestione di tutta una mole di dati che i comuni accumulano mette a disposizione una serie di dati che devono essere necessariamente trattati adeguatamente e in maniera etica, elaborati per fornire dei servizi che siano sempre pi utili e che agevolino sempre di pi il rapporto con le amministrazioni e la vita di tutti i cittadini”.

Mario Nobile, Direttore Generale di AgID, ha offerto un’analisi approfondita del Data Governance Act e del concetto di Data Altruism, riflettendo su come la condivisione etica dei dati possa generare valore pubblico reale.

La convention si articolata in due keynote speech sulle frontiere della tecnologia, tenuti da Massimiliano Nicolini (Olitec, Olimaint) ed Emanuela Girardi (Founder POP AI, Presidente ADRA), una delle voci pi autorevoli e influenti nel panorama tecnologico italiano ed europeo. Nicolini ha sottolineato: “Olitec e DAMA Italy lavorano entrambe su un’unica realt: il dato, composto da miliardi di Bit. Come Olitec, lavoriamo sull’analisi fisica dell’informazione, mentre DAMA lavora sull’analisi, elaborazione e data management. Siamo complementari, come l’acqua e il rubinetto”.

La giornata proseguita con due Roundtable tematiche, che hanno applicato il Data for Good a contesti di impatto cruciale, definendo nuovi paradigmi di governance.

La prima sessione, “Dati per il Governo del Territorio”, ha visto il confronto tra la Prof.ssa Michela Milano (Alma AI), esperta di modelli prescrittivi e AI etica, e Letizia Sampoli (Cerved), che sviluppa indicatori solidi per l’interpretazione dei rischi ambientali.

Nella seconda Rountable, “Dati e salute”, Mario Alparone (Finpiemonte), Simona Scaini (Sigmund Freud University) e Alessandro Di Pietro (Aindo) hanno dialogato sul ruolo dei dati come leva per l’innovazione sanitaria, affrontando dimensioni tecniche, culturali ed economiche.

Nel pomeriggio sono stati presentati i risultati del DAMA Italy Survey 2025, dedicato al settore Energy & Utilities, dimostrando come una governance solida sia un fattore abilitante per l’innovazione e la sicurezza delle infrastrutture critiche.

Durante l’evento stato anche presentato il White Paper congiunto DAMA Italy – PMI NIC, che ha stabilito che il successo di un’iniziativa AI non dipende solo dalla tecnologia, ma da una gestione attenta dei dati, dei rischi e delle competenze.

Il pomeriggio ha valorizzato l’impegno dei professionisti: Franco Francia, Vicepresidente di DAMA Italy e Chair del Comitato Scientifico, ha presentato i risultati del DAMA Italy Survey 2025, dedicato al settore Energy & Utilities.

Una parte centrale della giornata stata dedicata alla valorizzazione delle attivit che animano la community durante tutto l’anno, come le iniziative DAMA Class e Brain Dates, MaDAMA – Women & Data Talk, i DAMA Cheers e il Book Club.

I DAMA Italy Awards hanno chiuso la giornata, celebrando il contributo volontario dei soci e premiando le migliori Tesi 2025.

L’evento ha anche offerto l’opportunit di sostenere la certificazione CDMP, riferimento per i professionisti del data management.

Il DIAC 2025 ha riaffermato che i dati non sono mai neutrali, sono il riflesso delle scelte che facciamo, ponendo la sfida: che tipo di societ vogliamo costruire facendo leva sui dati?

L’appuntamento con il futuro gi fissato: DIAC 2026 si terr il 26 novembre 2026 a Milano, presso Palazzo Lombardia – Auditorium Testori.

Stellantis, Filosa: bene appello Merz su revisione delle regole Ue

Roma, 1 dic. (askanews) – “Accogliamo con favore il sostegno del governo tedesco alle revisioni delle normative europee. Esso si basa sul pacchetto di proposte dell’Acea, tutte urgentemente necessarie per riportare l’industria automobilistica europea alla crescita”. Lo ha dichiarato Antonio Filosa, amministratore delegato del gruppo Stellantis.

“Questo pacchetto include nuovi obiettivi per i veicoli commerciali leggeri (Lcv), un quadro normativo per le auto di piccole dimensioni e misure per accelerare il rinnovo del parco auto. Ora – ha aggiunto, secondo quanto riporta una nota – abbiamo una grande opportunità per ripensare le regole e conciliare i tre obiettivi chiave dell’Europa: decarbonizzazione, resilienza industriale che protegga i posti di lavoro e l’autonomia strategica, e accessibilità economica”.

Draghi: l’Europa rischia la stagnazione se non adotta l’intelligenza artificiale

Roma, 1 dic. (askanews) – Se l’Europa non colma il divario che la separa da altri paesi nella adozione delle tecnologie legate all’intelligenza artificiale si prospetta un “futuro di stagnazione”. Lo ha sottolineato Mario Draghi nel suo discorso alla inaugurazione dell’anno accademico del Politecnico di Milano. “Se non colmiamo questo divario e non adotteremo queste tecnologie sul larga scala l’Europa rischia un futuro di stagnazione con tutte le sue conseguenze. Considerato il profilo demografico, se l’Unione Europea mantenesse semplicemente il tasso medio di crescita della produttività dell’ultimo decennio, tra 25 anni l’economia avrebbe di fatto la stessa dimensione di oggi”, ha detto Draghi.

"L’affascinante spiritualità dell’antico Egitto", mostra Human Economic Forum

Roma, 1 dic. (askanews) – Da domani all’11 dicembre 2025, al Complesso di Vicolo Valdina – Camera dei Deputati, Roma, tutti i giorni dalle ore 11:00 alle 19:30 (ultimo ingresso alle 19:00), la mostra “L’affascinante spiritualità dell’antico Egitto” apre al pubblico un percorso unico che intreccia reperti, ricerca archeologica d’eccellenza e tecnologie immersive, trasformando la Sala del Cenacolo in un viaggio nel cuore sacro del Mediterraneo; promossa nell’ambito dell’Human Economic Forum – Vision 2040, l’esposizione racconta il concetto di maat come ordine cosmico e armonia tra natura e vita umana, il ruolo etico del faraone come garante dell’equilibrio universale e i risultati degli scavi di Assuan condotti dall’Università di Milano sotto la direzione della Prof.ssa Patrizia Piacentini, mettendo in dialogo il sapere degli antichi con le domande del presente sulla giustizia, la coesione e il destino delle civiltà.

Il visitatore è accompagnato lungo una narrazione che non si limita a esporre l’Egitto come “passato glorioso”, ma lo presenta come matrice simbolica di molti interrogativi contemporanei: cosa significa custodire un ordine giusto del mondo, quale responsabilità hanno le élite di fronte al popolo, come si tiene insieme un Paese quando l’economia e il potere cambiano forma; grazie a installazioni multimediali e contenuti curati ad hoc, il percorso alterna silenzi contemplativi, testi sapienziali e suggestioni visive, invitando chi entra a vivere l’esperienza non come semplice mostra ma come “esercizio di coscienza” sul legame tra spiritualità, politica e responsabilità collettiva.

In parallelo, nella adiacente Sala della Sacrestia, nei giorni feriali si terranno incontri e conversazioni con accademici e filosofi di fama internazionale, che si intratterranno con il pubblico per approfondire temi come la religione dell’antico Egitto, la concezione della morte e dell’aldilà, la figura del faraone come garante di maat e il modo in cui queste antiche categorie possono illuminare il dibattito attuale su sostenibilità, dignità umana e nuovi paradigmi di sviluppo: un “simposio diffuso” che trasforma la visita in un’esperienza viva, pulsante, in cui il patrimonio archeologico non è solo contemplato ma rimesso in circolo come risorsa culturale per ripensare il futuro.

Pietrangeli, il cordoglio dello sport: "Se ne va un gigante"

Roma, 1 dic. (askanews) – Cordoglio, vicinanza, ricordi e omaggi in memoria di Nicola Pietrangeli da parte del mondo delle istituzioni, dello sport e della politica. Il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio scrive Addio a Nicola #Pietrangeli, icona mondiale del tennis e Collare d’Oro alla carriera, “La scomparsa di Nicola Pietrangeli addolora profondamente tutto lo sport italiano. Con lui perdiamo non solo un campione straordinario, ma un’icona, un simbolo eterno della sua disciplina. Pietrangeli ha incarnato il tennis italiano: il suo talento, il suo carisma e le sue vittorie hanno attraversato indissolubilmente intere generazioni. Con i suoi successi ha portato l’Italia sulla ribalta internazionale, aprendo la strada a una tradizione che oggi continua a brillare grazie anche al solco da lui tracciato. Oggi perdiamo un punto di riferimento assoluto, un ambasciatore autentico dei valori che accomunano il nostro mondo. Alla sua famiglia, al Presidente Angelo Binaghi e all’intero movimento del tennis italiano va il cordoglio più sincero mio e del CONI”.

Tra i primi a ricordare Nicola Pietrangeli il Roland Garros che il campione romano ha vinto due volte: “Nicola Pietrangeli è scomparso all’età di 92 anni. Quattro volte campione del Roland Garros e figura iconica del tennis italiano, lascia un’eredità straordinaria. Il mondo del tennis sentirà profondamente la sua mancanza” scrive il torneo parigino. Per il ministro dello sport, Andrea Abodi, Abodi: “Ha scritto la storia del tennis italiano”. “Oggi è un giorno triste per l’Italia – commenta – in particolare per lo sport, ci lascia una leggenda, Nicola Pietrangeli, simbolo del tennis nazionale e internazionale. La sua storia, i suoi successi e il suo stile hanno segnato generazioni di appassionati, contribuendo in modo indelebile alla crescita e alla diffusione di questa meravigliosa disciplina nella nostra Nazione”. Così il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi. “È difficile saper coniugare la grandezza dello sportivo con la semplicità dell’uomo, per certi versi un rivoluzionario che ha scritto la storia del tennis italiano, ecco Nicola era proprio questo, ma soprattutto ci lascia un amico, una persona schietta che ha combattuto intensamente e che ci regala un’eredità immensa, non solo sportiva, ma culturale e valoriale. Sono certo che il suo esempio continuerà a vivere nei nostri ricordi e nel futuro dello sport”, ha aggiunto Abodi. Anche il campione spagnolo Rafa Nadal lo piange: “Ho appena saputo della triste notizia della partenza di un grande del tennis italiano e mondiale. Le mie più sentite condoglianze a tutta la sua famiglia, il suo figlio Filippo, e tutta la famiglia del tennis italiano. DEP Nicola”. Per il capitano non giocatore della coppa Davis Filippo Volandri “Oggi il nostro tennis perde un gigante. Nicola Pietrangeli è stato il primo idolo e il primo vero punto di riferimento per chiunque abbia amato questo sport. Per noi che indossiamo o abbiamo indossato la maglia azzurra, non è mai stato soltanto un grande campione del passato. Dalla battuta ironica al consiglio più serio, aveva sempre il modo giusto per farti riflettere e per ricordarti cosa significhi rappresentare l’Italia. Era libero, diretto, autentico: per questo unico”. “Ha aperto la strada a tutti noi. Le sue vittorie, la sua personalità e il suo modo di vivere il tennis hanno permesso all’Italia di credere di poter competere ai massimi livelli. Siamo cresciuti con i suoi racconti, con la sua passione travolgente, con la sua capacità di farci sentire parte di una storia più grande. Perdiamo un simbolo e un maestro, ma il suo spirito resterà con noi, in ogni Coppa Davis e in ogni ragazzo che entra in campo con la maglia azzurra. Grazie, Nicola, per tutto ciò che hai rappresentato e continuerai a rappresentare per il nostro tennis”. Per Tathiana Garbin, capitana della BJK Cup “Pietrangeli è stato un punto fermo del nostro tennis. Per la mia generazione è stata una guida silenziosa. La sua storia resterà per sempre intrecciata a quella di Lea Pericoli: insieme hanno acceso la prima grande luce del tennis italiano, facendo innamorare intere generazioni e dando stile, anima e identità al nostro movimento”.

“Nicola è stato un campione nella vita e nello sport, un esempio di grande coraggio. È sempre stata una persona che ha diviso, nel senso che alcuni lo amavano e altri non lo sopportavano, proprio perché era coraggioso, trasparente e non ha mai avuto paura di prendere posizioni scomode, anche fino all’ultimo. E io proprio di questo mi sono innamorata a suo tempo”. Così Licia Colò ricorda Nicola Pietrangeli, con il quale ha avuto una relazione dal 1987 al 1994. “In una società dove tutti fanno gli equilibristi, Nicola è stato un grandissimo maestro di vita”, prosegue la conduttrice. “Con lui ho condiviso un bellissimo momento della mia vita. E il nostro rapporto ha continuato a essere bello anche dopo, perché il nostro legame si è trasformato. L’amore può cambiare, e quando c’è un sentimento che merita, si trasforma in una grande stima e in un grande affetto, che ho sempre conservato per lui. Per me è stato un maestro”. Il ricordo si fa poi più intimo e recente: “L’ho visto l’ultima volta solo cinque giorni fa. Sono andata a trovarlo, stava molto male, ma continuava a fare battute, lamentandosi di essere ‘stanco di essere stanco’. Stava male da tempo, adesso si è liberato. Probabilmente, ora ha finito di essere stanco”. Infine, un pensiero di addio: “Voglio ricordarlo così e mi auguro che da lassù possa continuare a divertirsi, a sorridere e a fare battute con le persone che non sono più”. Fabio Fognini lo ricorda così: Caro Nick, se ne va un pezzo enorme della nostra storia. Questa foto a Montecarlo per me vale tutto: il tuo esempio, la tua ironia, la tua luce. Hai insegnato a tutti cosa significa vincere davvero. Corrado Barazzutti: “Sono molto dispiaciuto per la scomparsa di Nicola, perché prima di tutto era una persona di famiglia. Abbiamo praticamente vissuto una vita insieme, per quanto mi riguarda da quando ero ragazzino lo vedevo giocare in televisione, era un po’ il mio idolo, l’ho incontrato come giocatore in campo, è stato compagno mio di Coppa Davis, quando io ero un ragazzino, è stato il mio capitano quando abbiamo vinto la Coppa Davis e in questi ultimi 20 anni siamo sempre stati insieme, abbiamo condiviso tante cose”. Questo il ricordo di Corrado Barazzutti. “Nicola era un amico, era una persona alla quale ero molto vicino e un grande personaggio sportivo. Era un ambasciatore nel mondo del tennis e dello sport, un ambasciatore di principi e di valori, un grande personaggio sportivo che ha dato tantissimo al tennis e allo sport italiano”.

Il ricordo della Lazio: “Ricordiamo Nicola Pietrangeli, leggenda del tennis italiano e appassionato della nostra Lazio. Un campione che ha portato in alto l’Italia della racchetta e che ha sempre portato la Lazio nel cuore”. Così la Lazio ricorda Nicola Pietrangeli. L’ex presidente del Coni, attuale presidente della Federbasket Gianni Petrucci: “Una delle pagine più belle dello sport italiano, eravamo amici dai tempi della segreteria generale del Coni con Mario Pescante presidente. In suo onore feci una cosa che probabilmente non si era mai fatta: gli intestai il campo Pietrangeli al Foro Italico, per quello che aveva fatto e per quello che rappresentava per lo sport italiano. Ha dato tutto quello che poteva dare per questa federazione”. Così Gianni Petrucci, presidente della federbasket, ricorda Nicola Pietrangeli. “Le sue scaramucce con Panatta? Era il gioco delle parti, si volevano bene. Hanno vinto quella meravigliosa coppa Davis in Cile. Con il tennis di oggi non si possono fare paragoni, sono momenti diversi, concorrenze diverse. È tutto diverso. Certo, loro sono stati quelli storici”. Paolo Bertolucci aggiunge: “E’ un gran brutto lunedì”. Paolo Bertolucci inizia così il ricordo di Nicola Pietrangeli. “E’ stato il nostro capitano nella prima vittoria in Coppa Davis, in Cile nel 1976, ma soprattutto é stato il primo grande giocatore italiano, recordman assoluto per quanto riguarda i match disputati in Coppa Davis, un record che nessuno potrà mai togliergli. E’ stato il nostro primo eroe tennistico, da ragazzini lo guardavamo giocare a bocca aperta, nel bianco e nero dei primi incontri di Davis” ha aggiunto. Ma “Nicola aveva anche una grande personalità, era un grande personaggio, che ha scritto pagine indelebili. E’ il tennis italiano. Purtroppo, dopo Lea Pericoli abbiamo perso anche lui”.

Roberta Recchia vince il Premio "Amo questo libro"

Milano, 1 dic. (askanews) – È “Io che ti ho voluto così bene” di Roberta Recchia (Rizzoli) il romanzo vincitore della nuova edizione del Premio “Amo questo libro”. Il riconoscimento, arrivato alla sua ottava edizione, è attribuito dalle libraie e dai librai della catena Giunti al Punto presente in tutte le regioni del Paese.

“Ricevere il Premio Amo questo Libro è una grandissima gioia – ha spiegato l’autrice. Sono onorata che quest’anno le libraie e i librai Giunti abbiano scelto di assegnare alla mia opera questo importante riconoscimento, e sono grata che abbiano fatto conoscere a tanti lettori la storia di Luca che, pur ritrovandosi a essere una vittima collaterale del male, non si arrende e continua a credere con forza che ritrovare la felicità sia sempre possibile”. Il nuovo romanzo di Recchia è arrivato dopo il suo fortunatissimo esordio in narrativa con Tutta la vita che resta, tradotto in 16 paesi e caso letterario baciato dal successo di pubblico – oltre 150.000 le copie vendute. Io che ti ho voluto così bene è un romanzo carico di grazia sulla possibilità di rinascere con al centro un protagonista ragazzino travolto da un’ombra dolorosa. Roberta Recchia mette in scena relazioni intense, dialoghi vibranti e una storia che tiene avvinti fino all’ultima pagina.

Grande la partecipazione in questa edizione da parte dei votanti librai. Sono stati circa 800 i voti provenienti dalle librerie GAP di tutto il Paese. Recchia ha prevalso nettamente nella votazione, sono state esaminate pure, come da tradizione, candidature da parte di tutti gli editori.

Il Premio “Amo Questo Libro” da diritto all’opera vincitrice a una vetrina dedicata nelle librerie Giunti al Punto e garantisce l’impegno di tutte le libraie e i librai GAP a consigliare l’opera in vista del Natale.

Accordo Edizione, 21 Invest e Tages: nasce 21 Next

Milano, 1 dic. (askanews) – Edizione (holding della famiglia Benetton), 21 Invest e Tages hanno raggiunto un accordo preliminare per la nascita di 21 Next, piattaforma innovativa che opererà nel mondo dell’alternative asset management con focus sui private markets. Al perfezionamento dell’operazione, il veicolo deterrà la totalità di 21 Invest e Tages. I soci fondatori delle due società nonché i rispettivi senior manager reinvestiranno in una quota di minoranza significativa del capitale sociale, assicurando continuità strategica e allineamento di interessi con gli investitori. Il presidente della società sarà Alessandro Benetton, Panfilo Tarantelli assumerà il ruolo di Ceo.

21 Next si configura come innovativa realtà, con sede in Italia, in grado di operare a livello internazionale con diverse strategie sui private markets, applicando un approccio di tipo industriale. La nuova piattaforma – che opererà tramite Sgr interamente controllate – capitalizzerà le esperienze maturate da 21 Invest nel campo del private equity e venture capital e da Tages Capital Sgr nella transizione energetica, nelle infrastrutture e nel private credit, beneficiando così di specifici know how industriali.

Il piano di 21 Next punta a più che raddoppiare le masse gestite, superando i 10 miliardi di AuM nei prossimi anni, continuando a investire nel mercato europeo. 21 Next disporrà di 500 milioni di seed capital messi a disposizione da Edizione per finanziare le nuove iniziative di investimento.

Il closing dell’operazione è previsto per l’estate 2026.

Meloni: Pietrangeli simbolo del tennis italiano, ha fatto la storia

Milano, 1 dic. (askanews) – “Oggi perdiamo una figura che ha fatto la storia dello sport con straordinario talento e passione. Nicola Pietrangeli è stato un simbolo del tennis italiano, il primo azzurro a vincere uno Slam, inserito nella Hall of Fame mondiale, un campione capace di ispirare diverse generazioni e che ha portato in alto il nome dell’Italia nel mondo”. Lo dichiara la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che esperime “condoglianze alla sua famiglia, ai tanti tifosi che lo hanno sostenuto nel corso della sua carriera e a chi gli ha voluto bene”.

Ex Ilva, a Genova nuove proteste e blocchi stradali

Genova, 1 dic. (askanews) – A Genova nuova giornata di mobilitazione dei lavoratori dello stabilimento ex Ilva di Cornigliano dopo l’incontro di venerdì scorso con il governo, il cui esito è stato considerato deludente dai sindacati.

Al termine di una partecipata assemblea, nello stabilimento genovese è stato indetto uno sciopero immediato e i lavoratori sono scesi in piazza con i mezzi da lavoro dando vita ad un corteo che ha raggiunto piazza Savio, snodo cruciale della viabilità nel ponente cittadino, dove è stato allestito un presidio permanente con tende e ruspe per bloccare il traffico ad oltranza. Nel mirino dei lavoratori è finito soprattutto il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso. In piazza Savio è stato infatti affisso un lungo striscione rosso con scritto “Urso bugiardo patentato”.

“Oggi i lavoratori dell’Ilva di Genova – spiega Stefano Bonazzi, segretario generale della Fiom Cgil di Genova – riprendono la lotta esattamente dove l’avevano lasciata. L’incontro di venerdì è andato molto male. Di fatto non c’è la riapertura degli impianti del Nord e continua ad esserci la prospettiva di una fermata degli impianti di Genova, Novi e Racconigi. I lavoratori di Genova non sono disponibili ad accettarlo e oggi tornano in lotta”.

“La richiesta per quanto riguarda i lavoratori – aggiunge il segretario genovese della Fiom Cgil – è molto chiara, ovvero il ritiro del piano corto, cioè il fatto che Taranto produca poco e quel poco non venga mandato agli impianti del Nord per essere lavorato. Nel concreto per Genova chiediamo 200 mila tonnellate di acciaio per tenere aperte le linee di zincatura. Questa è una richiesta chiara e i lavoratori sono disponibili a continuare a lottare fino a che non ci saranno risposte concrete”.