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Svelato il programma della Milano Music Week dal 17 al 23 novembre

Milano, 7 nov. (askanews) – Dal 17 al 23 novembre 2025 Milano ospita la nona edizione della Milano Music Week, diventando un palcoscenico diffuso con concerti, dj set, showcase, workshop e panel, dove artisti, professionisti e appassionati celebrano la musica promuovendo inclusione e innovazione.

È un progetto del Comune di Milano – Spettacolo – Assessorato alla Cultura, promosso da AssoConcerti, Assomusica, FIMI Federazione Industria Musicale Italiana, NUOVO IMAIE Nuovo Istituto Mutualistico Artisti Interpreti Esecutori e SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori e organizzato da Butik s.r.l. Impresa Sociale.

La Direzione Artistica è affidata a Nur Al Habash, affiancata da Tananai, curatore speciale di questa edizione che ha ideato i due eventi di apertura al Teatro Triennale Milano, una delle location ufficiali di quest’anno: “E se l’AI fosse stonata? Dialogo sull’intelligenza artificiale e la musica tra Tananai e Vittorio Maria Dal Maso” e “Tananai, okgiorgio, e il manuale di sopravvivenza per producer musicali”.

Ad anticipare gli eventi di e con Tananai, sempre nella stessa location, l’annuale convegno dei promotori sullo stato della musica “Il futuro della musica è adesso: sfide e strategie per un’industria in evoluzione” (17 novembre, ore 16.30). «La Milano Music Week è un punto di riferimento per chi vive e lavora nel mondo della musica. Credo sia fondamentale circondarsi di persone che condividono le nostre stesse passioni e che ci sappiano stimolare, bisogna lasciarsi contaminare. Questa settimana rappresenta proprio questo: una comunità che si incontra e cresce insieme. Ho accettato di essere curatore della Milano Music Week non per mettermi al centro, ma per dare voce e spazio a professionisti che stimo, con l’auspicio di ispirare chi sogna di intraprendere questo mestiere» Tananai.

Quest’anno raddoppiano gli appuntamenti e le location ufficiali. Tantissimi gli artisti coinvolti in talk e progetti speciali per tutta la settimana.

Il 20 novembre al Piccolo Teatro Grassi Cesare Cremonini presenta in anteprima l’album live “Cremonini Live25”.

Frah Quintale partecipa al format di Mattia del Moro “Da disco nasce disco”; Manuel Agnelli, Paolo Fresu, Tosca e Stefano Senardi dialogano sullo stato della musica in Italia (by MAC); Mara Sattei racconta i suoi dischi del cuore a Fondamentali Podcast; Willie Peyote si confronta con il proprio passato tra vecchie interviste e dichiarazioni (by Cromosomi); Tommaso Colliva (Calibro 35), Carlo Corbellini (Post Nebbia) e Coca Puma si confrontano su dove sta andando la musica oggi (by Believe e Dischi Sotterranei) e tanti altri protagonisti si raccontano in chiave inedita. AssoConcerti accende i riflettori sul ruolo delle donne nel settore della musica live, sull’impatto economico dei concerti sui territori, in particolare sulla città di Milano, e sulla sostenibilità ambientale. Assomusica focalizza l’attenzione su come concerti e festival possano diventare strumenti concreti di valorizzazione territoriale, capaci di promuovere coesione sociale e partecipazione giovanile. Insieme, AssoConcerti e Assomusica guardano al futuro, affrontando il tema del sostegno pubblico alla musica dal vivo. FIMI invita Frank Briegmann, Chairman & CEO of Universal Music Central Europe and Deutsche Grammophon, per uno sguardo sull’evoluzione dell’industria, NUOVO IMAIE, analizza i diritti connessi nell’era digitale e SIAE racconta il lavoro degli A&R e delle publishing company e sfata i falsi miti più diffusi sulla Società Italiana degli Autori ed Editori, oltre a portare per il terzo anno alla Milano Music Week i Siae Music Awards, il 22 novembre al Superstudio Più. Milano Music Week 2025 è realizzata anche grazie al contributo dei suoi sponsor che sostengono la cultura e la creatività.

Il programma è presente sul sito ufficiale con indicate le modalità di accesso ai vari appuntamenti. Gli eventi organizzati dalla direzione artistica della Milano Music Week e dai promotori sono a ingresso gratuito previa registrazione su DICE. Le registrazioni aprono oggi alle ore 15.00.

Trump ospita Orbßn alla Casa Bianca: Ucraina e petrolio russo in agenda

New York, 07 nov. (askanews) – L’accoglienza del Primo ministro ungherese Viktor Orbßn alla Casa Bianca da parte del Presidente Trump oggi offre al leader europeo un’importante piattaforma per dimostrare che la partnership tra i due leader conservatori è ancora forte. Orbßn è atteso alle 17.30 italiane per un saluto alla stampa, a cui seguirà un pranzo ufficiale.

Un portavoce della Casa Bianca ha dichairato che Trump e Orbßn hanno “un buon rapporto” e discuteranno di aree “di reciproco interesse”. Ucraina e petrolio russo saranno temi in agenda. Orbßn, che chiede a Trump di concedere all’Ungheria un’esenzione per continuare a importare petrolio russo senza subire le sanzioni Usa, si presenterà con un pacchetto di cooperazione economica che prevede acquisto di carburante nucleare per la centrale nucleare ungherese e ribadirà la disponibilità ad ospiratare un vertice tra presidente russo e americano.

Abu Mazen ringrazia Mattarella per il sostegno umanitario

Roma, 7 nov. (askanews) – Il presidente dell’Autorità nazionale palestinese (Anp), Mahmoud Abbas (Abu Mazen), “ha espresso gratitudine per il sostegno umanitario dell’Italia al popolo palestinese”, nel corso dell’incontro avuto oggi al Quirinale con il presidente Sergio Mattarella. E’ quanto si legge nella nota diffusa dall’agenzia di stampa Wafa.

Abu Mazen ha citato “l’accoglienza per le cure mediche dei bambini feriti, l’addestramento delle forze di polizia palestinesi, la partecipazione alla missione di monitoraggio europea al valico di Rafah e la cooperazione in materia di sicurezza tra i due Paesi”.

Le forze speciali ucraine hanno colpito un deposito di pretrolio russo in Crimea

Roma, 7 nov. (askanews) – Le Forze per le operazioni speciali (SSO) dell’Ucraina hanno dichiarato oggi che i loro droni a lungo raggio hanno colpito un deposito di petrolio e strutture logistiche in Crimea. Lo riferisce il giornale ucraino Kyiv Indipendent.

Il deposito di petrolio, nei pressi del villaggio di Hvardiiske, a soli 20 chilometri a nord di Simferopol, è stato colpito e un serbatoio RVS-400 pieno, progettato per immagazzinare petrolio, prodotti petroliferi e altri liquidi, è stato distrutto, hanno affermato le Forze per le operazioni speciali, come riportato dal giornale ucraino.”Le Forze per le operazioni speciali continuano ad agire in modo asimmetrico nel contrastare le capacità militari del nemico”, hanno affermato le SSO ucraine su Telegram.

Le Forze speciali ucraine hanno affermato che i suoi droni hanno colpito anche alcuni depositi di petrolio e impianti di stoccaggio di carburante a Simferopol e dintorni, nonché due treni con vagoni cisterna carichi di prodotti petroliferi in un sito di carico-scarico, riporta il giornale ucraino.

Le forze speciali ucraine hanno colpito un deposito di pretrolio russo in Crimea

Roma, 7 nov. (askanews) – Le Forze per le operazioni speciali (SSO) dell’Ucraina hanno dichiarato oggi che i loro droni a lungo raggio hanno colpito un deposito di petrolio e strutture logistiche in Crimea. Lo riferisce il giornale ucraino Kyiv Indipendent.

Il deposito di petrolio, nei pressi del villaggio di Hvardiiske, a soli 20 chilometri a nord di Simferopol, è stato colpito e un serbatoio RVS-400 pieno, progettato per immagazzinare petrolio, prodotti petroliferi e altri liquidi, è stato distrutto, hanno affermato le Forze per le operazioni speciali, come riportato dal giornale ucraino.”Le Forze per le operazioni speciali continuano ad agire in modo asimmetrico nel contrastare le capacità militari del nemico”, hanno affermato le SSO ucraine su Telegram.

Le Forze speciali ucraine hanno affermato che i suoi droni hanno colpito anche alcuni depositi di petrolio e impianti di stoccaggio di carburante a Simferopol e dintorni, nonché due treni con vagoni cisterna carichi di prodotti petroliferi in un sito di carico-scarico, riporta il giornale ucraino.

IPA: "agghiacciante" licenziare giornalista Nunziati per la domanda

Roma, 7 nov. (askanews) – L’Associazione Internazionale della Stampa (API) o International Press Association (IPA) ha espresso oggi la sua profonda preoccupazione dopo il licenziamento del giornalista italiano Gabriele Nunziati, collaboratore dell’agenzia di stampa Agenzia Nova, “reo” di aver fatto una domanda ritenuta “inappropriata” durante la conferenza stampa quotidiana della Commissione Europea del 13 ottobre 2025.

“I giornalisti pongono domande difficili, a volte scomode. È il nostro lavoro – ha dichiarato Dafydd ab Iago, Presidente dell’API-IPA, in un comunicato – è anche un pilastro fondamentale della libertà di stampa. Sanzionare un giornalista per averlo fatto in una conferenza stampa invia un messaggio agghiacciante a tutti i corrispondenti a Bruxelles”.

Nunziati aveva chiesto alla portavoce della Commissione, Paula Pinho, e ad Anouar El Anouni, portavoce per gli affari Esteri e la Politica di sicurezza, se “anche Israele dovrebbe pagare per la ricostruzione di Gaza”, visto che l’Ue chiede ripetutamente che “la Russia paghi per la ricostruzione dell’Ucraina”.

Secondo API-IPA, il licenziamento del giornalista potrebbe costituire una misura “sproporzionata, punitiva e potenzialmente illegale”, contraria al diritto del lavoro italiano e ai principi europei in materia di libertà di stampa.

L’associazione sottolinea inoltre che la Commissione Europea non ha avuto “alcun contatto” con l’agenzia in merito e rimane “aperta a tutte le domande” sollevate durante le sue conferenze stampa.

“Il dialogo professionale e la formazione dovrebbero prevalere sulle sanzioni”, sottolinea il presidente ab Iago, che invita l’Agenzia Nova a riconsiderare la sua decisione e a ribadire il suo impegno per “indipendenza, proporzionalità ed equità” nel trattamento dei giornalisti.

API-IPA ribadisce infine la sua solidarietà a tutti i giornalisti che esercitano la loro professione “liberamente, responsabilmente e senza timore di ritorsioni”.

Manovra, Landini: se la cambiano non ci sarà lo sciopero generale

Roma, 7 nov. (askanews) – “In queste ore ci sono molti commenti” sullo sciopero generale contro la manovra proclamato dalla Cgil per il 12 dicembre. Così il leader della confederazione Maurizio Landini concludendo, a Firenze, l’assemblea nazionale dei delegati.

“Qualcuno è arrivato anche a dirci se possiamo cambiare giornata – ha detto – vorrei rispondere con molta tranquillità: se vogliono, hanno la possibilità anche che lo sciopero non ci sia. Cambino la manovra, perché dovrebbero essere anche un po’ umili. Vorrei che fosse chiaro a tutti: non è che proclamiamo gli scioperi perché qualcuno ci è antipatico, per il gusto di proclamarli. Stiamo proclamando questo sciopero non contro qualche persona, lo stiamo proclamando perché ci sia un cambiamento reale della vita delle persone e di chi, per vivere, ha bisogno di lavorare. Stiamo chiedendo di aumentare i salari; andare a prendere i soldi dove sono; investire sulla sanità e sulla scuola. Stiamo chiedendo, cioè, di fare quello che è necessario per ricostruire quella giustizia sociale e l’uguaglianza che in questo Paese è stata cancellata”.

Garante Privacy: nostra gestione corretta, no a mistificazioni

Milano, 7 nov. (askanews) – “E’ stato pubblicato sul giornale ‘Il Fatto Quotidiano’ del 5 novembre l’articolo dal titolo ‘Il Garante ci costa 50 milioni l’anno: stipendi da 250 mila euro’. In tale articolo, con richiamo all’anticipazione della puntata di ‘Report’ del prossimo 9 novembre, si prospetta che il costo delle spese di rappresentanza del Garante ammonterebbe a 400 mila euro. Si tratta di dati che esprimono una palese mistificazione, sia metodologica che contenutistica”. Lo afferma il Garante per la Protezione dei Dati Personali, precisando che “le recenti notizie divulgate su stampa e televisioni” sulla situazione finanziaria del Garante, “rendono non più procrastinabili alcuni, necessari, chiarimenti, finalizzati a ribadire, nella verità della rappresentazione, l’efficienza amministrativa dell’Autorità”.

“Fare inchieste giornalistiche sul funzionamento di un’Autorità amministrativa indipendente come il Garante per la protezione dei dati personali rappresenta un elemento centrale nella vita democratica ma è indispensabile che tali inchieste siano svolte senza pregiudizi e con l’obiettività necessaria a garantire all’opinione pubblica un’informazione corretta e attendibile”, sottolinea il Garante della Privacy, mettendosi a disposizione “per ogni ulteriore informazione sia ritenuta utile o necessaria per meglio comprendere i costi di funzionamento dell’Autorità e trarre ogni conseguente conclusione sulla correttezza della sua gestione”.

Il Garante della Privacy, si legge nella nota, “come tutte le autorità indipendenti, non è un’azienda di servizi, ma un’amministrazione pubblica: il pagamento degli stipendi e delle indennità, dovute per legge e disciplinate dalla legge, è in perfetta linea con analoghi dati rinvenibili per l’Antitrust (84%) e per l’Agcom (76%), come è agevolmente ricavabile dai rispettivi siti. Il tutto a dimostrazione di una percentuale assolutamente fisiologica”.

Quanto al trattamento economico dei componenti del Collegio, si tratta di una disciplina “regolata dall’art. 153, comma 6 del Codice Privacy (d.lgs. n. 196/2003), novellato dall’art. 9, comma 1, lettera h) del DL 139/2021, convertito con modificazioni dalla legge 205/2021 in cui è previsto che ‘al presidente e ai componenti compete una indennità di funzione pari alla retribuzione in godimento al primo Presidente della Corte di Cassazione, nei limiti previsti dalla legge per il trattamento economico annuo omnicomprensivo di chiunque riceva a carico delle finanze pubbliche emolumenti o retribuzioni nell’ambito di rapporti di lavoro dipendente o autonomo con pubbliche amministrazioni statali. L’indennità di funzione di cui al primo periodo è da ritenere onnicomprensiva ad esclusione del rimborso delle spese effettivamente sostenute e documentate in occasione di attività istituzionali’. Si tratta del compenso previsto per i componenti di tutte le principali autorità amministrative indipendenti (AGCM, AGCOM, ART, ARERA, IVASS, CONSOB)”.

Torino Film Festival, Chatrian: appuntamento pi atteso dai torinesi

Torino, 7 nov. (askanews) – “Il Torino Film Festival l’appuntamento pi atteso dai torinesi, almeno per chi ama il cinema, un momento di festa collettiva, soprattutto da quando Giulio Base ha preso la direzione artistica, perch la festa si colora anche di star importanti che permettono di far sognare; una festa per i commercianti, perch arrivano perone dal tutto il mondo, e per chi ama il cinema, perch il TFF da sempre un luogo di scoperta di nuove voci del cinema e dove si possono vedere film che spesso non escono poi in sala e a me piace ricordare che il cinema oggi pi che mai un ‘sismografo’, perch ci permette di capire dove va il mondo grazie al racconto dei registi”.

Cos Carlo Chatrian, direttore del Museo Nazionale del Cinema di Torino, a margine della presentazione a Roma del 43esimo Torino Film Festival che si terr dal 21 al 29 novembre.

Due decenni di Lucio Fontana in mostra da Brun a Milano

Milano, 7 nov. (askanews) – Due decenni di arte di Lucio Fontana in una mostra elegante che in qualche modo fa una piccola sintesi del lavoro dell’artista italo-argentino, in particolare in relazione alla citt di Milano, suo luogo d’adozione. La propone la galleria Brun Fine Art, con il titolo di “Lucio Fontana. Oltre la superficie”. Anna Cramarossa la gallery manager della sede di Via Ges a Milano.

“Il concetto era proprio quello di portare in mostra tutta la carriera artistica di Lucio Fontana – ha detto ad askanews – partiamo proprio dalle ceramiche degli anni Cinquanta in mostra abbiamo tre piatti di ceramica, ognuno rappresentante una natura morta, una corrida e una battaglia, accompagnati da tre Crocifissi in ceramica e successivamente tre Tagli della met degli anni Sessanta, uno su fondo blu, uno su fondo rosso uno su fondo bianco e infine, per completare il percorso espositivo, abbiamo la serie dei Teatrini che vanno dal 1966 al 1968”.

La mostra allestita con cura, le opere dialogano tra loro e creano una sensazione di ingresso nel spazio ideale del lavoro di Fontana, che chiaramente molto conosciuto, ma ha la forza di rivelare ogni volta qualcosa di nuovo e di diverso, qualche sfaccettatura che rinnova l’emozione.

Manovra, Conte: soldi da armi a industria, oggi chiamerò Meloni e Urso

Roma, 7 nov. (askanews) – “Oggi pomeriggio chiamerò Urso, chiamerò Meloni: confido che si riconoscano le vere priorità. Adesso c’è la legge di bilancio, se non interveniamo adesso, quando interveniamo?”. Lo ha detto il leader del M5S, Giuseppe Conte, parlando della crisi industriale italiana in collegamento da Pomigliano d’Arco (Na) con L’aria che tira su La7.

Bisogna “prendere i soldi dalle armi” per le filiere industriali “più in difficoltà produttive, in particolare dell’automotive”, ha osservato. “Noi l’abbiamo chiesto già in Europa – ha ricordato l’ex presidente del Consiglio – anziché fare un piano di riarmo per ottocento miliardi facciamo invece un piano per automotive. Abbiamo un’emergenza in Italia, abbiamo crisi aziendali che aumentano, tasse che aumentano, salari reali in cui abbiamo perso dal 2021 quasi il 10 per cento del potere d’acquisto. Perché non ci dedichiamo a questo, perché invece diciamo che buttiamo tutti i soldi nelle armi?”

Torino Film Festival, edizione 43 tra star e amore per il cinema

Roma, 7 nov. (askanews) – Il 43esimo Torino Film Festival – che si terrà dal 21 al 29 novembre sarà nel segno dell’amore per il cinema puro. Niente serie tv in programma, ha rivendicato il direttore artistico Giulio Base, al suo secondo festival, presentando la nuova edizione a Roma, all’Acquario Romano. Come l’anno scorso 120 titoli, 23 in anteprima mondiale, frutto di una “cernita accurata” tra 6.000 arrivati da tutto il mondo ha detto Base.

Il TFF 2025, che si tiene sotto l’egida del Museo Nazionale del Cinema, presieduto da Enzo Ghigo e diretto da Carlo Chatrian, aprirà il 21 al Teatro Regio con “Eternity” di David Freyne in anteprima italiana, commedia che porta il pubblico in un aldilà in cui ogni anima ha sette giorni per scegliere con chi condividere la propria vita eterna. Co-conduttrice della cerimonia di apertura e di chiusura sarà Laura Chiatti.

Sarà un’edizione molto al femminile, sempre nel rispetto dell’identità del festival, di anteprime e autori originali, con numerosi ospiti del cinema europeo e molto al femminile, ha spiegato il direttore artistico: dei 16 titoli in concorso, 10 sono di registe donne e le presidenti delle giurie sono tre donne: Ippolita di Majo, Giovanna Gagliardo e Lina Sastri. Tra i temi più ricorrenti nei film di questa edizione, ci sarà quello dell’infanzia.

Tornano le tre sezioni di concorso, lungometraggi, documentari e cortometraggi, e le tre non competitive, Fuori concorso, Zibaldone e Retrospettiva, dedicata a Paul Newman. Dodici i premi, le Stelle della Mole, che porteranno star e ospiti a Torino, come Spike Lee, Vanessa Redgrave, Franco Nero, Juliette Binoche, Daniel Bruhl, James Franco, Terry Gilliam, Claude Lelouch, Aleksandr Sokurov, Hanna Schygulla, Jacqueline Bisset, solo per citarne alcuni. Tra gli italiani, Stefania Sandrelli, Sergio Castellitto, Barbara Bobulova, Fortunato Cerlino, Pilar Fogliati.

Tra i film in concorso, l’italiano “Il protagonista” di Fabrizio Benvenuto ed “Eva” di Emanuela Rossi. Ricche le sezione Zibaldone e il Fuori Concorso, con titoli che vanno da “Highest 2 Lowes” di Spike Lee, al palestinese “The Teacher” di Farah Nabulsi a “Billy Knight” di Alec Griffen Roth, fino agli italiani “Vita mia” di Edoardo Winspeare, “Zorro” di Sergio Castellitto, “Strike – Figli di un’era sbagliata” di Gabriele Berti, Giovanni Nasta, Diego Tricarico e “Separazioni” di Stefano Chiantini.

“Le opere concepite per la sala sono il cuore del festival – ha aggiunto Base – tutto è pensato per il mio amore per il cinema ed è legato al cinema, anche gli incontri con le star”.

Report, Pd: cosa dice Meloni di indiscrezioni su Garante Privacy?

Milano, 7 nov. (askanews) – “Apprendiamo dagli anticipi della trasmissione Report che, secondo documenti in possesso della redazione, nel 2021 – in piena pandemia – un componente del Garante della Privacy, Pasquale Stasio Ghiglia, avrebbe informato Giorgia Meloni dell’avvertimento formale inviato dal Garante al Governo Draghi riguardo al Green Pass, prima che tale comunicazione fosse resa pubblica. Se confermato, si tratterebbe di un fatto di estrema gravità: un organo indipendente avrebbe anticipato a una forza politica — allora all’opposizione — un provvedimento ufficiale destinato al Governo della Repubblica. Una dinamica che solleva interrogativi sul rispetto dei ruoli istituzionali e sull’utilizzo di informazioni riservate in un momento così delicato per il Paese. Per questo motivo chiediamo alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni cosa ne pensa?”. Lo dichiarano in una nota i componenti Pd in commissione di vigilanza sulla Rai. “L’indipendenza delle autorità e la trasparenza delle istituzioni devono essere tutelate sempre, a maggior ragione quando si parla di gestione della pandemia e di provvedimenti che hanno inciso sulla vita di milioni di cittadini. Il Paese ha diritto a risposte chiare”.

MotoGP, Alex Marquez il più veloce nelle libere in Portogallo

Roma, 7 nov. (askanews) – Il weekend della MotoGP a Portimao, per il Gp di Portogallo, penultimo appuntamento del motomondiale, è iniziato col miglior tempo di Alex Marquez davanti a Bezzecchi e Jack Miller. Ottimo debutto di Bulega sulla Ducati ufficiale, 14° a meno di un secondo di ritardo. Male invece Bagnaia, 17° e in grande difficoltà. Raul Fernandez in ospedale per accertamenti dopo una caduta in curva 1. Alle 16, le Pre-qualifiche con in palio i primi dieci pass per il Q2 del sabato

Dl Energia, Pichetto: settimana prossima in Cdm, poi intervento su prezzi

Torino, 7 nov. (askanews) – “Il Dl Energia lo dividiamo in due, quello della rete e quello dei prezzi. Quello della rete doveva gi andare questa settimana in Cdm, ma mancavo io fisicamente, ero a Bruxelles in trattativa sul fondo clima e quindi la prossima settimana lo mandiamo” (in Cdm ndr). Lo ha detto il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, all’inaugurazione dello stabilimento di Mole Urbana, ex Blutec, ad Orbassano alle porte di Torino.

“Poi stiamo lavorando a un qualcosa che riguarda il sistema prezzi, un provvedimento sui prezzi, che deve venire prima di fine anno”. Su eventuali forbici di riduzione prezzo Pichetto ha risposto “prima di comprare le forbici bisogna sapere quali sono”.

Calcio, i convocati di Gattuso per Moldavia e Norvegia

Roma, 7 nov. (askanews) – Il ct della nazionale italiana di calcio, Gennaro Gattuso, ha diramato la lista dei convocati per gli ultimi due impegni nel girone di qualificazione alla Coppa del Mondo in programma giovedì 13 novembre a Chisinau con la Moldavia e domenica 16 a Milano contro la Norvegia. Gattuso, per il raduno che inizierà lunedì 10 novembre a Coverciano, ha chiamato 27 calciatori: prima chiamata in Nazionale maggiore per il portiere del Cagliari Elia Caprile, mentre ritrovano la maglia azzurra Alessandro Buongiorno e Samuele Ricci, assenti rispettivamente dal marzo 2025 e dallo scorso giugno. Torna tra i convocati anche Gianluca Scamacca, già scelto da Gattuso a settembre ma costretto a lasciare il raduno prima del match di Bergamo con l’Estonia non avendo pienamente recuperato dal risentimento con cui si era presentato a Coverciano. Nicolò Barella, ammonito lo scorso 14 ottobre in occasione della sfida con Israele, salterà per squalifica la partita con la Moldova. Tre gli azzurri in diffida: Andrea Cambiaso, Davide Frattesi e Sandro Tonali. Questi i convocati: PORTIERI: Elia Caprile (Cagliari), Marco Carnesecchi (Atalanta), Gianluigi Donnarumma (Manchester City), Guglielmo Vicario (Tottenham); DIFENSORI: Alessandro Bastoni (Inter), Raoul Bellanova (Atalanta), Alessandro Buongiorno (Napoli), Riccardo Calafiori (Arsenal), Andrea Cambiaso (Juventus), Giovanni Di Lorenzo (Napoli), Federico Dimarco (Inter), Matteo Gabbia (Milan), Gianluca Mancini (Roma); CENTROCAMPISTI: Nicolò Barella (Inter), Bryan Cristante (Roma), Davide Frattesi (Inter), Manuel Locatelli (Juventus), Samuele Ricci (Milan), Sandro Tonali (Newcastle);

ATTACCANTI: Francesco Pio Esposito (Inter), Moise Kean (Fiorentina), Riccardo Orsolini (Bologna), Matteo Politano (Napoli), Giacomo Raspadori (Atletico Madrid), Mateo Retegui (Al-Qadsiah), Gianluca Scamacca (Atalanta), Mattia Zaccagni (Lazio).

Manovra, Fratoianni: Avs da sempre a favore patrimoniale, è giusta

Roma, 7 nov. (askanews) -“Noi veramente proponiamo la patrimoniale da sempre: è una proposta che Alleanza Verdi Sinistra ha messo in campo a lungo in solitudine . Se oggi si allarga il quadro delle forze politiche che sostengono la tassazione delle grandi ricchezze , e sono d’accordo su questa proposta noi siamo ben felici”. Lo afferma Nicola Fratoianni parlando con i cronisti a margine della conferenza stampa di Avs sulle proposte per il Mezzogiorno.

“Certo siamo per un’iniziativa che guardi al resto dell’Europa ma innanzitutto – prosegue il leader di SI – guardi a questo Paese e poi certo benissimo una patrimoniale anche di natura europea. Ma intanto pensiamo a questo Paese , perché in Italia ci sono enormi ricchezze che si sono accumulate, ci sono gli extraprofitti delle grandi aziende: bisogna insomma redistribuire la ricchezza”.

Guardate che questa non è una proposta di sinistra è una proposta di buon senso di fronte alla povertà che si allarga. Perché c’è qualcosa che non va quando la ricchezza si distribuisce in modo indecentemente ineguale. Si tratta di riequilibrare – conclude Fratoianni – non si tratta di immaginare furti nelle tasche di nessuno o di impoverire nessuno non c’è nessuna invidia sociale solo buon senso e bisogno di giustizia sociale.

Lo rende noto l’ufficio stam

Droga, la Consulta precisa i limiti della "confisca allargata" ai beni dei condannati

Roma, 7 nov. (askanews) – In caso di condanna per reati di lieve entità in materia di stupefacenti, non è costituzionalmente illegittima la previsione della confisca di tutti i beni sproporzionati rispetto al reddito di cui il condannato sia trovato in possesso e di cui non riesca a giustificare la legittima provenienza. In tal caso, non è irragionevole presumere che quei beni siano stati acquistati mediante una più ampia attività criminosa. Tuttavia, la confisca non può essere disposta se le circostanze del caso concreto inducono invece il giudice a ritenere che i beni non costituiscano il profitto di precedenti reati.

Lo ha stabilito la Corte costituzionale nella sentenza numero 166, depositata oggi, con la quale sono state dichiarate non fondate, nei sensi meglio precisati in motivazione, una serie di questioni sollevate dal Tribunale di Firenze sulla estensione della confisca cosiddetta “allargata” ai reati di “piccolo spaccio” operata dal decreto-legge 159 del 2023 (il cosiddetto “decreto Caivano”).

Il Tribunale doveva decidere, in distinti procedimenti, della responsabilità penale di due imputati, ai quali erano state sequestrate modeste quantità di stupefacenti destinate allo spaccio. In entrambi i casi, gli operanti avevano rinvenuto nella disponibilità degli imputati somme di denaro in contanti (circa 3.000 euro in un caso, 750 nell’altro). Queste somme non potevano essere considerate come il profitto diretto dei singoli reati di detenzione a fini di spaccio accertati, ma – in seguito all’entrata in vigore del decreto Caivano – erano divenute assoggettabili alla confisca allargata prevista dall’articolo 240-bis del codice penale. In base a questa norma, in caso di condanna per una serie di reati, il giudice deve ordinare la confisca di tutti i beni dei quali il condannato abbia la disponibilità e che risultino sproporzionati rispetto al suo reddito dichiarato, a meno che questi non riesca a giustificarne la legittima provenienza. La Corte ha ritenuto che la scelta legislativa di prevedere questo tipo di confisca anche per i fatti di “piccolo spaccio”, oltre che per i numerosi altri reati ai quali era già applicabile, non sia costituzionalmente illegittima. In particolare, la modestia dei profitti che derivano dalle singole attività di cessione o di coltivazione di piccoli quantitativi di sostanze stupefacenti non è di per sé incompatibile con il dato di esperienza, secondo cui i loro autori spesso traggono abitualmente i propri redditi proprio da quelle attività, specie quando siano privi di occupazione stabile o, comunque, regolare. Ciò rende non irragionevole prevedere, alle condizioni stabilite dalla legge, la confisca dei beni di cui essi siano trovati in possesso. Inoltre, la Corte ha ricordato che questa specifica tipologia di confisca costituisce attuazione di obblighi derivanti dal diritto dell’Unione europea per la generalità dei reati concernenti gli stupefacenti.

La Corte ha però sottolineato la necessità – imposta dalla Costituzione e dallo stesso diritto dell’Unione europea – di un’interpretazione restrittiva della confisca allargata. In primo luogo, il giudice dovrà accertare uno “squilibrio incongruo e significativo” tra beni dichiarati e posseduti, con riferimento al periodo in cui i beni stessi sono stati acquisiti. In secondo luogo, all’imputato dovrà essere assicurata una effettiva possibilità di contestare la presunzione di origine criminosa dei beni, attraverso l’allegazione di elementi che rendano credibile la provenienza illecita dei beni. In terzo luogo, i beni dovranno essere stati acquistati in un momento non eccessivamente lontano da quello in cui il reato è stato commesso. Infine, il giudice non potrà comunque applicare la confisca allargata “quando – alla luce di tutte le circostanze del caso concreto, filtrate attraverso il contraddittorio tra accusa e difesa – il fatto di reato appaia al giudice non già espressivo di un habitus criminale dal quale l’autore abbia verosimilmente tratto profitti illeciti, ma piuttosto risulti isolato o, comunque, occasionale”.

La Corte ha ritenuto invece che non sussistano ostacoli di ordine costituzionale all’applicazione di questa confisca anche nel caso in cui il reato sia stato commesso prima dell’entrata in vigore del decreto Caivano. Infatti, la confisca allargata non ha la finalità di inasprire la pena per il condannato, ma piuttosto quella di “impedire che egli possa continuare a godere di beni da lui illecitamente acquisiti attraverso precedenti condotte criminose”. La natura della misura è, dunque, ripristinatoria, e non punitiva; il che consente di escludere che possa operare il divieto di applicazione retroattiva della legge penale.

D’altra parte, neppure potrebbe sostenersi che l’applicazione retroattiva di questa tipologia di confisca frustri il legittimo affidamento del soggetto che ne è colpito, trattandosi di beni acquistati mediante attività criminose, e dunque “mediante modalità non conformi all’ordinamento giuridico”.

Festival Popolare Italiano, a Roma dall’8 al 16 novembre

Roma, 7 nov. (askanews) – Al Museo Nazionale degli Strumenti Musicali di Roma torna il Festival Popolare Italiano, ideato e diretto da Stefano Saletti, polistrumentista e compositore tra i protagonisti della scena world italiana e internazionale. Giunto alla dodicesima edizione, il festival, organizzato dall’Associazione Ikona, si conferma un luogo d’incontro tra tradizione e contemporaneità, un laboratorio di culture e linguaggi in cui la musica popolare diventa racconto vivo, capace di unire radici e futuro. Due le sezioni che compongono questa edizione – Sonus Mundi e Migrazioni Sonore – ognuna con un’identità precisa, ma accomunate dal desiderio di mostrare la musica come spazio di relazione, scambio e dialogo tra i popoli. Ogni concerto ha un biglietto d’ingresso di 6 euro, valido anche per la visita alla collezione del Museo: un modo per unire la fruizione culturale e la conoscenza di un patrimonio unico di strumenti e memorie sonore.

Sonus Mundi. Echi della contemporaneità da sabato 8 a domenica 16 novembre – ore 17.30

La prima sezione, “Sonus Mundi. Echi della contemporaneità”, accende i riflettori sulle nuove voci della musica popolare d’autore e sulla forza evocativa delle radici mediterranee rilette con linguaggi attuali. Si apre sabato 8 novembre alle ore 17.30 con Ra di Spina: Vocazioni, il progetto della cantante e ricercatrice vocale Laura Cuomo. Un concerto in cui le voci si rincorrono e si intrecciano in un rito sonoro che rievoca memorie ancestrali e spiritualità meridionali. Domenica 9 novembre, sempre alle 17.30, è la volta di Il santo sforzo di capire cosa sia l’amore, mistico viaggio musicale tra new folk e world music creato dal polistrumentista Samuel Mele. Le sonorità mediterranee e mediorientali si fondono in un racconto intimo e spirituale sul senso dell’amore come ricerca interiore e armonia con il mondo.

Sabato 15 novembre l’organettista e cantante Clara Graziano presenta Al ritmo della luna, un concerto che intreccia musica popolare e canzone d’autore. Il suo diario lunare restituisce, in chiave personale e poetica, il percorso artistico di una delle protagoniste più originali della musica popolare italiana. Chiude la sezione domenica 16 novembre Hysterræ: Voci dalla terra madre: un rituale di trance mediterranea, dove le polifonie vocali femminili incontrano strumenti del Medio Oriente e suggestioni elettroniche, evocando la potenza generatrice della Terra. Sonus Mundi è realizzato all’interno della “Programmazione Puglia Sounds 2025” e con il contributo del Nuovo Imaie.

Migrazioni Sonore – Il messaggio universale della musica e le nuove cittadinanze da sabato 22 novembre al 20 dicembre 2025

La seconda sezione, “Migrazioni Sonore – Il messaggio universale della musica e le nuove cittadinanze”, è un percorso dedicato alla musica come linguaggio universale e ponte tra culture. Otto concerti, preceduti dalle Conversazioni in musica curate dalla rivista specializzata BlogFoolk, che mettono in dialogo artisti, giornalisti e comunità provenienti da diverse aree del mondo. Il viaggio si apre sabato 22 novembre alle ore 20.30 con Moni Ovadia, Giovanni Seneca e Anissa Gouizi in Rotte mediterranee, un recital plurilingue di canti e racconti dall’Italia alla Grecia, dal Nord Africa ai Balcani, dove le culture del mare si riconoscono in un’unica voce.

Giovedì 27 novembre arrivano i SuRealistas con La Vuelta, un’esplosione di ritmi sudamericani e mediterranei in cui la band argentina-toscana fonde cumbia, son, rock e poesia in un inno alla vita e alla diversità.

Giovedì 4 dicembre il Pejman Tadayon Ensemble propone La musica e la poetica dei mistici Sufi: da Rumi a Omar Khayyam, un concerto che intreccia suono, danza e poesia della tradizione persiana, mentre sabato 6 dicembre il gruppo internazionale Nubras porta sul palco l’energia dell’intreccio di sonorità romene, spagnole e mediterranee.

Giovedì 11 dicembre è la volta di Ziad Trabelsi & Gabriele Coen: Dialoghi di pace, un incontro tra musiche arabe, ebraiche e cristiane nel segno del dialogo e dell’improvvisazione jazzistica, seguito sabato 13 dicembre da Maluf System: Eddiwen, Canzoniere tunisino, progetto di Marzouk Mejri e Salvatore Morra che reinterpreta le antiche suite urbane del maluf tunisino in chiave contemporanea.

La settimana successiva, giovedì 18 dicembre, protagonista è l’Orchestra Multietnica di Arezzo diretta da Enrico Fink in un concerto-corale con trenta musicisti di provenienze diverse, dal Mediterraneo all’Asia, dal Sudamerica all’Europa, in un autentico mosaico di suoni e storie.

Chiude sabato 20 dicembre Banda Ikona e Baobab Ensemble in Sacro Mediterraneo, diretti da Stefano Saletti con le voci di Yasemin Sannino, Gabriella Aiello e Barbara Eramo, insieme a Gabriele Coen, Mario Rivera, Eugenio Saletti e Arnaldo Vacca e le voci e gli strumenti del Baobab Ensemble. Un viaggio spirituale tra le sponde del mare comune, dalla Puglia ai Balcani, dalla Grecia al Maghreb, cantato in Sabir, la lingua franca del Mediterraneo, per riscoprire il senso profondo del dialogo tra i popoli. Ogni concerto sarà preceduto, alle ore 19.30, dalle Conversazioni in musica (incontri di giornalisti, studiosi e musicisti con gli artisti del festival) a cura di Blogfoolk Magazine, autorevole settimanale dedicato alle musiche popolari, world e folk, curate dal direttore editoriale Salvatore Esposito, da Stefano Saletti ed Elisabetta Malantrucco (Rai Radio Techete’).

Il ciclo si apre sabato 22 novembre con Tra le mie corde, incontro/concerto di Mauro Palmas e Giacomo Vardeu. Giovedì 4 dicembre, la conversazione Iran tra tradizione e modernità vedrà protagonista Pejman Tadayon, che racconterà la sua esperienza artistica tra Oriente e Occidente. Sabato 6 dicembre, Le tre R: Rom, Rumena, Romana, incontro con Roxana Ene, voce del Nubras ensemble, per esplorare le radici e le contaminazioni tra le culture attraverso la musica. Giovedì 11 dicembre, si terrà il Premio BlogFoolk 2025 quest’anno assegnato a “Onde” di Maria Mazzotta. Sabato 13 dicembre, Le scale, gli strumenti e gli stili del Maluf, con Marzouk Mejri e Salvatore Morra, offrirà un approfondimento sulla musica tunisina e i suoi linguaggi modali. Giovedì 18 dicembre, alle ore 19.30, L’incontro possibile tra culture, religioni e tradizioni differenti, con Enrico Fink sarà un momento di confronto sui temi del dialogo e dell’inclusione attraverso la musica. Infine, sabato 20 dicembre, alle ore 19.30, Diritti e nuove cittadinanze concluderà il ciclo con una riflessione sul ruolo della cultura e dell’arte nella costruzione di nuove cittadinanze. Anche questa edizione gode della media partnership di Rai Radio Techete’ che, con la cura di Elisabetta Malantrucco, realizzerà una serie di puntate dedicate ai concerti e agli artisti protagonisti della rassegna.

Il progetto Migrazioni Sonore, promosso da Roma Capitale, è vincitore dell’Avviso Pubblico per la realizzazione di iniziative di interesse per l’Amministrazione Capitolina in occasione del Giubileo 2025 in collaborazione con Zètema Progetto Cultura.

IL FESTIVAL. Ideato e diretto da Stefano Saletti (polistrumentista e compositore, alla guida della Banda Ikona e di diversi ensemble internazionali di world music), il festival è nato nel centro di accoglienza Baobab a Roma nel 2015, alla sua chiusura si è trasferito al Teatro Villa Pamphilj dove si è svolto per cinque edizioni, poi nello storico Teatro Verde e dal 2023 al Museo Nazionale degli Strumenti Musicali. Nelle edizioni precedenti ha visto la partecipazione dei più rappresentativi esponenti della musica popolare non solo italiana. Il Festival Popolare italiano appartiene alla Rete Italiana della World Music, un’associazione che riunisce operatori, musicisti e oltre 25 festival di tutte le regioni d’Italia. Missione della Rete è supportare il mondo della world music italiana e contribuire alla diffusione di un modello di sviluppo sostenibile e inclusivo per il nostro Paese in cui la musica è strumento di costruzione della propria identità culturale, ma anche di conoscenza e di contaminazione con le altre culture del Mediterraneo, e quindi fonte di innovazione.

Torino Film Festival, Ghigo: 43esima edizione in chiave pi europea

Roma, 7 nov. (askanews) – “Abbiamo iniziato lo scorso anno un percorso con il direttore artistico Giulio Base nel desiderio di non perdere il dna originario del TFF ma di aggiungere a questo, con opere prime e opere seconde, un aspetto pi internazionale e pi glamour e credo che il risultato dell’anno scorso abbia dimostrato che la scelta era giusta in quest’ottica. Quest’anno proseguiamo in questa direzione, consegneremo tante Stelle, tanti premi, ma sar pi un festival in chiave europea che americana, ci saranno sempre ospiti da Oltreoceano ma ci siamo concentrati pi sul cinema europeo”.

Cos Enzo Ghigo, presidente del Museo Nazionale del Cinema di Torino, a margine della presentazione a Roma della 43edizione del Torino Fil Festival che si terr dal 21 al 29 novembre.

“Questo – ha aggiunto – anche nell’ottica di raggiungere un risultato che ci appena stato riconosciuto: un’indagine svolta dall’Ascom, l’associazione dei commercianti, ha stabilito che l’evento a Torino che d pi riscontro alle attivit e che pi acquisisce notoriet a livello internazionale proprio il Torino Film Festival”.

Sicurezza, Conte: non è di destra o di sinistra, è bisogno di tutti

Roma, 7 nov. (askanews) – “Emergenza sicurezza: non è un bisogno di destra o di sinistra, è un bisogno di tutte le donne, di tutti gli uomini, di tutti i ragazzi. Poi bisogna vedere come risolverlo: non certo facendo il post come ieri la Meloni, dicendo ‘abbiamo assunto, abbiamo assunto’, i numeri in astratto, perché poi devi vedere quanti carabinieri, quante forze di polizia sono andate in pensione”. Lo ha detto il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, in collegamento da Pomigliano d’Arco (Na) con L’aria che tira su La7.

“Allora concretamente – ha sostenuto l’ex premier – ci siamo accorti che furti, rapine e scippi ormai spadroneggiano, soprattutto nelle grandi città con i turisti, perché occorre la querela di parte: un turista non prende l’avvocato, non interrompe le vacanze per poi ritornare al processo. Ristabiliamo la procebilità d’ufficio”.

“Prendiamo – ha proseguito Conte – quel miliardo buttato in centri abbandonati, facciamo ritornare quegli agenti dall’Albania, con quel miliardo istituiamo un fondo, un patto per la sicurezza con i comuni e i prefetti. Strade illuminate, videosorveglianza, pattuglie intensificate. Mettiamo quel miliardo a disposizione per per i comuni che sono in difficoltà sulla sicurezza.

“Terzo, vogliamo, su una scopertura tra carabinieri e forze dell’ordine all’incirca di 25.000 agenti e carabinieri, vogliamo anche quei miliardi buttati nelle armi dedicarli alla sicurezza o pensiamo che il nostro problema adesso è scimmiottare la Germania? Non ce la faremo mai, la Germania di suo ha deciso di diventare una potenza militare e investire 1000 miliardi nei prossimi anni, cosa rincorriamo? Pensiamo alle priorità dei nostri cittadini”.

Calcio, Allegri carica il Milan: "Pensiamo al Parma"

Roma, 7 nov. (askanews) – “Domani pensiamo solo al Parma, che vale tre punti ed è importante per la classifica e per affrontare la sosta con tranquillità. Non dobbiamo pensare al derby o ad altri scenari, il focus è sulla gara immediata”. Parola di Massimiliano Allegri alla vigilia di un match importantissimo per il cammino del Milan.

Il Milan recupera Christian Pulisic, pronto a essere a disposizione dopo due allenamenti con la squadra, mentre Adrien Rabiot e Giménez resteranno out fino alla sosta. Allegri ha spiegato come le assenze abbiano permesso ad altri giocatori di trovare minutaggio: «Gli infortuni diventano opportunità per chi aveva giocato meno. Tutte le cose che succedono vanno viste come opportunità da sfruttare».

Sul piano tattico, il tecnico ha affrontato diversi punti chiave. Il Milan dovrà migliorare nella fase offensiva e nella pressione, soprattutto in fase di possesso nella metà campo avversaria: «Su questo Modric ci aiuta a gestire il ritmo, alzando o abbassando il gioco. Dobbiamo migliorare anche nella fase realizzativa perché la percentuale di conversione delle occasioni è ancora bassa rispetto a quanto creiamo». Allegri ha ribadito che la difesa resta un punto di forza: «Quest’anno ho chiesto ai ragazzi di abbattere il numero dei gol subiti, perché conta più della quantità di gol segnati per una classifica solida. La differenza reti pesa e certifica il valore della squadra».

Sulla possibilità di giocare con tre punte, Allegri è prudente ma aperto: «Ci sono momenti in cui possiamo farlo, dipende dai cambi e dalla disponibilità dei giocatori. Nkunku e Leao possono ricoprire il ruolo di centravanti quando serve, ma bisogna valutare anche la fase difensiva».

Il tecnico si è anche soffermato sul clima nello spogliatoio: «C’è una buona armonia a Milanello, tutti partecipano alle vittorie della squadra. Dobbiamo mantenere equilibrio perché nel percorso ci saranno imprevisti. L’obiettivo finale deve essere chiaro: tornare in Champions».

In merito agli obiettivi stagionali, Allegri non nasconde le ambizioni: «Arrivare tra le prime quattro sarebbe già un risultato importante, sia in termini economici che tecnici. Lo scudetto? Sarebbe direttamente proporzionale al nostro percorso: se a marzo siamo attaccati al vertice, allora possiamo giocarcelo. Quando si gioca in un grande club bisogna partire per ottenere il massimo dei risultati, senza precludersi nulla».

Infine, sul rendimento contro le squadre considerate più piccole, il tecnico ha avvertito: «Non possiamo sottovalutare nessuno. Dobbiamo chiudere le partite, mettere alle corde l’avversario e non concedere spazi. Domani incontreremo una squadra che cercherà l’impresa, dovremo essere al pari loro a livello mentale e fisico. Solo così la nostra qualità potrà fare la differenza».

UM Motorcycles presenta le novit a EICMA 2025

Milano, 7 nov. (askanews) – Il nuovo scooter Carmel 125 e la versione aggiornata del Rockville 300. Sono queste le due novit assolute presentate a EICMA 2025 da UM Motorcycles, brand americano nato nel 1999 e oggi presente in oltre 40 Paesi. Una realt sempre pi importante all’interno del quadro motociclistico internazionale, come sottolineato da Francesco Messina, Amministratore Delegato del Gruppo MO.VI S.p.A., distributore dei prodotti UM Motorcycles in Italia

Francesco Messina, Amministratore Delegato del Gruppo MO.VI S.p.A., ha dichiarato: “UM un’azienda internazionale che vanta un’ampia gamma di veicoli. In Europa presente con una linea specifica per ottemperare alle richieste del mercato continentale”.

Per UM Motorcycles EICMA 2025 stata, come detto, l’occasione di presentare due nuovi prodotti in esclusiva mondiale.

“EICMA una vetrina fondamentale per incontrare i partner e gli stakeholder dell’azienda, raccontando al grande pubblico la visione e la strategia del nostro gruppo”, ha aggiunto Francesco Messina.

Ad EICMA 2025, dunque, UM Motorcycles, oltre a mostrare alcuni dei propri prodotti di punta, ha riaffermato la propria visione internazionale e il desiderio di rendere la mobilit su due ruote pi accessibile, connessa e personale.

Manovra, Landini: va cambiata, sciopero generale il 12 dicembre

Roma, 7 nov. (askanews) – La Cgil ha proclamato lo sciopero generale contro la manovra per il 12 dicembre. A deciderlo è stata l’assemblea nazionale dei delegati in corso a Firenze. L’annuncio è stato dato dal presidente dell’assemblea generale Fulvio Fammoni. La Cgil sciopererà perché “riteniamo sia ingiusta, sbagliata e la vogliamo cambiare”, ha detto il leader della confederazione Maurizio Landini.

“L’emergenza fondamentale si chiama salario – ha affermato – c’è bisogno di aumentarli. La manovra non lo fa e chiediamo ci siano risorse aggiuntive affinché il rinnovo dei contratti pubblici sia una cosa seria e non una mancia. Chediamo che ci sia una detassazione che riguardi tutti i contratti, pubblici e privati, senza tetti di reddito; che venga restituito il fiscal drag. Lavoratori dipendenti e pensionati in questi ultimi tre anni hanno pagato 25 miliardi di tasse in più che non dovevano pagare. Chiediamo l’introduzione di un meccanismo automatico che blocchi la perdita di potere d’acquisto. E che si investa nella sanità pubblica. Ci sono 6 milioni di persone che non si possono curare e liste d’attesta che non finiscono più. Abbiamo una situazione pessima per chi lavora nella sanità”.

Secondo Landini “è necessario investire sulla scuola e l’istruzione e, allo stesso tempo, sui servizi sociali. A partire dalla non autosufficienza. C’è poi un problema che si chiama fisco, che lo pagano lavoratori dipendenti e pensionati. Siamo di fronte a una tassazione su lavoro e pensioni più alta rispetto a quella su profitti, rendite finanziarie e immobiliari. Questa cosa va radicalmente cambiata”. Il numero uno della Cgil ha detto che “il sistema progressivo deve riguardare tutti i redditi. E’ venuto il momento di un contributo di solidarietà che riguarda l’1% dei cittadini. Stiamo parlando di 500mila persone ricche. Per chi ha una ricchezza superiore a 2 milioni, basterebbe un contributo dell’1% per avere 26 miliardi da investire nella sanità e aumentare gli stipendi”.

Landini ha aggiunto che “le nostre proposte sono concrete e precise. Chiedono un cambiamento. E chiediamo anche una riforma fiscale degna di questo nome che combatta l’evasione. Infine, c’è un tema che si chiama salute e sicurezza sul lavoro e che non viene affrontato. Si continua a morire e ormai siamo di fronte a un sistema di fare impresa che sta uccidendo le persone. Diciamo basta, è evidente che sia necessario scendere in piazza. C’è un’unica spesa pubblica che aumenta: quella delle armi. Non c’è un euro per rilanciare investimenti pubblici e privati. La manovra è fatta per andare sotto il 3% (rapporto deficit/Pil, ndr) per accedere ai prestiti europei per investire nelle armi. Chi paga la crisi sono lavoratori e pensionati. Faremo manifestazioni in tutti i territori e voglimo dimostrare che la maggioranza del Paese chiede di cambiare una logica sbagliata, che non è più sopportabile”.

Sulle pensioni, infine, “siamo davvero a un paradosso: hanno vinto le elezioni raccontando agli italiani che, se avessero governato, ci saremmo scordati la legge Fornero. In realtà, siamo di fronte alla situazione in cui dovremmoo chiedere ‘per favore, ridateci la Fornero’. Sono riusciti a fare cassa sulle pensioni. Siamo il Paese che ha l’età più alta d’Europa. Tutte le uscite di flessibilità, da Opzione donna ai lavori usuranti o gravosi, sono stati cancellati. Siamo di fronte a un sistema che ai pensioni fa fare precarietà e cancella la possibilità di avere una pensione nel futuro. Questo non è più assolutamente accettabile e va cambiato”.

Gino Cecchettin: la verità è stata riconosciuta, ora il dolore può diventare seme

Roma, 7 nov. (askanews) – “Ieri, con la decisione definitiva della magistratura, si è chiuso il percorso giudiziario legato alla morte di mia figlia Giulia. Non esiste una giustizia capace di restituire ciò che è stato tolto, ma esiste la consapevolezza che la verità è stata riconosciuta e che le responsabilità sono state pienamente accertate. Verrebbe naturale pensare di continuare a pretendere giustizia, di cercare ulteriori riconoscimenti della crudeltà o dello stalking. Ma continuare a combattere quando la guerra è finita è, in fondo, un atto sterile. La consapevolezza che è il momento di fermarsi, invece, è un segno di pace interiore e di maturità, un passo che andrebbe compiuto più spesso”. Lo scrive in una nota Gino Cecchettin, in merito alla rinuncia della Procura Generale presso la Corte d’Appello di Venezia all’impugnazione contro la condanna all’ergastolo di Filippo Turetta per l’omicidio della figlia Giulia.

“La giustizia ha il compito di accertare i fatti, non di placare il dolore. Quel compito spetta a noi: a chi resta, a chi decide di trasformare la sofferenza in consapevolezza e la memoria in responsabilità. Come padre, ho scelto da tempo di guardare avanti, perché l’unico modo per onorare Giulia è costruire, ogni giorno, qualcosa di buono in suo nome. Giulia merita di essere ricordata non solo per la tragedia che l’ha colpita, ma per ciò che ha rappresentato: la sua dolcezza, la sua intelligenza, la sua voglia di vivere e di amare in libertà”.

“Il dolore non si cancella, ma può diventare seme. Mi auguro che tutti impariamo a riconoscere e a respingere ogni forma di violenza, e che la cultura del rispetto diventi un impegno condiviso, nella quotidianità e nelle istituzioni. Solo così il sacrificio di Giulia potrà generare un cambiamento reale, profondo, duraturo. Ringrazio di cuore tutti coloro che, in questo cammino difficile, mi sono stati accanto con rispetto, discrezione e affetto. L’amore per Giulia continuerà ad accompagnarmi, come una guida silenziosa, ogni giorno della mia vita”, conclude Gino Cecchettin.

Droga, Mattarella: apprezzo iniziativa e obbiettivi Conferenza dipendenze, buon lavoro

Roma, 7 nov. (askanews) – “Infrango solo per pochi istanti il programma protocollare per esprimere l’apprezzamento per la convocazione della conferenza e per le modalità del suo svolgimento, l’accurata e anche lunga preparazione ha consentito di raccogliere esperienze, riflessioni, opinioni, proposte da riversare poi nei lavori di questi due giorni” e ha “reso possibile l’importante e significativa ampiezza dei fronti inclusi nella strategia di contrasto alla dipendenze e di recupero di chi ne cade vittima”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo alla Conferenza nazionale sulle Dipendenze in corso a Roma.

“Alla conferenza quindi – ha detto Mattarella concludendo poi il suo intervento – auguro buon lavoro”.

Zakharova: la Russia è pronta a rispondere agli appelli del Venezuela

Roma, 7 nov. (askanews) – La Russia è in contatto con la leadership venezuelana nel contesto delle crescenti tensioni nel Mar dei Caraibi ed è pronta a rispondere agli appelli di Caracas, ha dichiarato oggi la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova.

“Riaffermiamo il nostro sostegno alla leadership venezuelana nella protezione della sovranità nazionale. Nel contesto della situazione attuale, siamo in stretto e costante contatto con i nostri amici venezuelani. La Russia ha dimostrato la sua incrollabile solidarietà con il Venezuela. Siamo pronti a rispondere in modo appropriato agli appelli di Caracas”, ha dichiarato Zakharova in un briefing.

Droga, Meloni: Italia fra le prime nazioni ad avere piano anti-Fentanyl

Roma, 7 nov. (askanews) – “Siamo tra le prime nazioni al mondo ad aver elaborato un piano nazionale di prevenzione della diffusione illegale o impropria del Fentanyl e degli oppiacei sintetici e una strategia che coinvolge numerose istituzioni, che ha elevato al massimo livello l’attenzione e agli strumenti di prevenzione per arginare la diffusione di sostanze pericolosissime che in altre nazioni, ad esempio negli Stati Uniti, hanno generato e stanno generando una vera e propria epidemia che sta condannando a morte decine di migliaia di persone”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervenendo alla VII Conferenza Nazionale sulle Dipendenze in corso a Roma.

“È un’esperienza – ha sottolineato – che ci ha permesso lo scorso anno a New York di essere tra tra i protagonisti della coalizione globale contro le minacce provenienti dalle droghe sintetiche, confermando il nostro ruolo di apripista in numerosi contesti multilaterali”.

Legambiente: in Italia 811 eventi meteo estremi in 11 anni, 97 nel 2025

Roma, 7 nov. (askanews) – In Italia la crisi climatica corre veloce, mentre le città fanno fatica a controrispondere in maniera rapida ed efficace. Nella Penisola negli ultimi 11 anni – dal 2015 a settembre 2025 – sono ben 811 gli eventi meteo estremi, di cui 97 nel 2025 (gennaio-settembre), registrati in 136 comuni sopra i 50mila abitanti dove vivono in tutto 18,6 milioni di persone, ossia il 31,5% della popolazione nel nostro Paese. Eppure, solo il 39,7% dei comuni in questione ha messo in campo un piano o una strategia di adattamento ai cambiamenti climatici. A scattare questa fotografia è Legambiente che, a pochi giorni dall’avvio della COP30 sul clima in Brasile e in vista della seconda edizione del ‘Climate Pride’, la mobilitazione nazionale per il clima del 15 novembre a Roma, diffonde oggi i dati del suo nuovo report ‘CittàClima. Speciale governance per l’adattamento al clima delle aree urbane’ – realizzato in collaborazione con il Gruppo Unipol – focalizzandosi sugli impatti che la crisi climatica sta avendo nei comuni con oltre 50mila abitanti e rilanciando le sue proposte per città più resilienti.

Gli impatti sulle città e le aree urbane più colpite: Allagamenti da piogge intense (371 eventi), raffiche di vento e trombe d’aria (167) ed esondazioni fluviali (60) sono gli eventi meteo estremi che più si sono ripetuti in questi 11 anni. Tra le altre cose preoccupano anche i danni alle infrastrutture, ben 55 quelli causati perlopiù da forti piogge e temperature record con impatti soprattutto sulla rete dei trasporti, e poi i 33 danni da grandinate. A pagarne lo scotto maggiore sono soprattutto le città tra 50 e 150mila abitanti. Qui, in questi anni, si è concentrato il maggior numero degli eventi meteo estremi, ben il 48% del totale (811), e tra le città più colpite ci sono Agrigento (28), Ancona (14), Fiumicino (11), Forlì (11) e Como (11). Non se la passano bene neanche le altre aree urbane: su 811 eventi meteo estremi, il 28% si è registrato nelle grandi città (con oltre 500mila abitanti) e il 23% nei comuni tra 150mila e 500mila, tra quest’ultimi quello più colpito è Bari con 33 casi, seguito da Bologna (18), Firenze (14) e Catania (13). Doppia maglia nera, invece, per Roma che centra un triste primato: è il comune con più eventi registrati dal 2015 a fine settembre 2025, ne conta ben 93, e tra le grandi città è la più colpita seguita da Milano con 40 eventi di cui 16 esondazioni, Genova (36), Palermo (32), Napoli (20) e Torino (13). Napoli, è l’unica tra le ‘grandi sorelle’, a non aver adottato un piano o una strategia contro i cambiamenti climatici. Come lei, anche Bari, Reggio Calabria, Prato, Perugia, tra i comuni 150mila e 500mila abitanti, e poi Fiumicino, Como, Lamezia Terme, Massa, Potenza tra i comuni tra 50mila e 150mila abitanti.

I GRANDI DIMENTICATI, PNACC E LEGGE CONTRO IL CONSUMO di SUOLO – Alla luce di questa fotografia, per Legambiente l’Italia paga sulla propria pelle i ritardi legati all’attuazione del PNACC e l’assenza di una legge contro il consumo di suolo. Priorità totalmente dimenticate dal Governo Meloni. Per questo l’associazione ambientalista, con il suo report CittàClima, torna a ribadire all’Esecutivo l’urgenza di stanziare le risorse per finanziare e dare piena attuazione al PNACC, che a distanza di due anni dalla sua approvazione, resta ancora un piano solo sulla carta insieme alle 361 misure da adottare su scala nazionale e regionale. Un ritardo, denuncia Legambiente, inaccettabile dato che la mancata attuazione rallenta a cascata la redazione di Piani locali di adattamento al clima. Così come è urgente istituire con decreto l’Osservatorio nazionale per l’adattamento ai cambiamenti climatici, composto dai rappresentanti delle Regioni e degli Enti locali per l’individuazione delle priorità territoriali e settoriali e per il monitoraggio dell’efficacia delle azioni di adattamento. Il decreto doveva essere emanato entro il 21 marzo 2024, ossia a tre mesi dall’approvazione del PNACC, ma ad oggi non ha visto ancora la luce.

Il Paese ha bisogno di città in grado di puntare su mitigazione e adattamento. A tal riguardo, per l’associazione ambientalista è anche importante che venga redatto un Piano specifico per l’adattamento delle aree urbane intrecciando il tema anche con quello dell’adattamento per le coste, come fatto in Spagna nel 2016. L’altra grande priorità su cui deve lavorare il Governo Meloni è quella di approvare una legge nazionale sullo stop al consumo di suolo, il cui iter legislativo iniziato nel 2012 è fermo in Parlamento dal 2016. Occorre, inoltre, prevedere il divieto di edificazione nelle aree a rischio idrogeologico, riaprire i fossi e i fiumi tombati nel passato, recuperare la permeabilità del suolo attraverso la diffusione di Sistemi di drenaggio sostenibile (SUDS) che sostituiscano l’asfalto e il cemento. Avere città resilienti significa anche lavorare su una governance integrata, informare i cittadini, lavorare su innovazione e tecnologia, e al tempo stesso replicare le buone pratiche messe in campo in Italia e all’estero. Da Bologna, prima grande città italiana nel 2015 ad adottare un piano contro i cambiamenti climatici a Vienna che integra azioni e strategie di adattamento climatico nella pianificazione urbana, con particolare riferimento alla mitigazione delle ondate di calore e dell’effetto isola di calore urbana, solo per citarne alcune.

‘La crisi climatica in atto e i pesanti impatti a livello ambientale, economico, sociale e sanitario – commenta Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente – ci ricordano l’urgenza di azioni concrete. In Italia al momento l’unica urgenza sembra essere quella legata al Ponte sullo Stretto di Messina, dimenticando la sicurezza delle persone esposte agli effetti del cambiamento climatico. Oggi occorre, invece, investire in interventi che incrementino la capacità di resilienza delle città in termini di mitigazione e adattamento. I dati del nostro report Città Clima confermano quanto le aree urbane siano vulnerabili ai cambiamenti climatici, così come il rapporto globale del Lancet Countdown on Health and Climate Change, e quello dell’IPCC, sottolineano l’urgenza di agire a livello mondiale e nazionale. Per questo chiediamo al Governo Meloni come prima priorità quella di inserire nella legge di Bilancio in lavorazione le risorse economiche necessarie per attuare il Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici e che a livello internazionale l’Italia faccia la sua parte alla COP30 in Brasile per dare concretezza agli impegni presi sia con l’Accordo di Parigi sia nei precedenti summit. In particolare, auspichiamo che il nostro Paese sostenga l’adozione di un Piano d’azione che delinei il percorso dei prossimi anni per accelerare l’azione climatica globale in coerenza con l’obiettivo di 1.5° dell’Accordo di Parigi’.

FOCUS PIANI DI ADATTAMENTO E STRATEGIE – Legambiente nel suo report analizza anche la risposta dei comuni alla crisi climatica e che purtroppo viaggia a diverse velocità in tema di piani di adattamento al clima o delle strategie. Maglia nera alle città tra 50mila e 150mila abitanti, il 68% è sprovvisto di un piano o di una strategia, solo il 32% (35 su 110) si è dotato di tale strumento di pianificazione. Meglio, invece, la risposta delle città tra i 150mila e 500mila abitanti, con il 70% dei comuni (14 su 20 città in questa fascia) che ha un piano o una strategia. Bene, invece, le grandi città, quelle sopra i 500 mila abitanti, dove nell’83% dei casi (5 città su 6) è stato predisposto un piano di adattamento o una strategia. Oltre a Bologna, bene ad esempio anche Milano, Genova, tra le grandi città ad adottare piani o strategie. Tra le ultime new entry c’è Roma che nel 2025 ha approvato una strategia di adattamento.

‘L’assenza di una diffusione capillare di strumenti di pianificazione per l’adattamento climatico nei Comuni – dichiara Andrea Minutolo, responsabile scientifico di Legambiente – è frutto dei mancati sviluppi attuativi del PNACC, della mancanza di risorse adeguate e di competenze specifiche nei comuni sugli eventi meteo estremi e sugli impatti che generano sui territori. Sulla questione delle risorse, si dovrebbe seguire l’esempio dei PUMS, i piani urbani di mobilità sostenibile, con il Governo che definisce i requisiti e i punti chiave minimi necessari per elaborare i Piani urbani di adattamento, vincolando e garantendo le risorse per la loro approvazione a chi soddisfa tali requisiti. In questo modo diventa possibile superare una programmazione fatta spesso a macchia di leopardo, rendendo omogenei le strutture dei piani delle diverse città e dando ai Sindaci strumenti di programmazione certi e di qualità’.

TOP TEN COMUNI TRA 50MILA E I 150MILA PIÙ COLPITI DA EVENTI METEO ESTREMI – Maglia nera ad Agrigento con 28 eventi meteo estremi, seguita da Ancona (14), gli impatti maggiori sono dovuti in gran parte ad allagamenti da piogge intense e danni da vento. Seguono in ordine di classifica Forlì (11), Como (11), Fiumicino (11), Sassari (10), Lamezia Terme (9), Potenza (9), Massa (8) e Pesaro (8). Si segnala che Fiumicino ha registrato negli ultimi 11 anni 7 mareggiate su 11 eventi.

TOP TEN COMUNI TRA 150MILA E 500MILA – Maglia nera a Bari (con 33 eventi), seguita da Bologna (18), Firenze (14), Catania (13), con una predominanza di danni dovuti ad allagamenti e vento. Quinto posto per Reggio Calabria (9), seguita da Modena (9), Livorno (9), Messina (8), Prato (7), Perugia (7).

TOP SIX COMUNI CON OLTRE 500MILA ABITANTI – Maglia nera a Roma al primo posto con un totale di 93 eventi meteo estremi. Seguita da Milano (40), Genova (36), Palermo (32), Napoli (20) e Torino (13).

Droga, Mattarella: è una tragedia, impegno per combatterla fronte di libertà

Roma, 7 nov. (askanews) – La “tragedia delle dipendenze, delle vite distrutte dalla droga, della presenza perversa della criminalità organizzata richiede un impegno consapevole, articolato, costantemente aggiornato, un impegno costante nella determinazione. Richiede anche un impegno corale. Vorrei accostare lo slogan di questa conferenza ‘Insieme si può’ con le parole che ha usato la presidente del consiglio ‘nessuno si troverà solo’. E’ un impegno di grande importanza perché è un fronte di libertà, come ha ricordato Papa Leone XIV affinché i giovani siano liberi e protagonisti, liberi e responsabili, protagonisti della loro vita e del loro futuro”. Così il prsidente della Repubblica Sergio Mattarella, intervenendo con un ‘fuori programma’, alla conferenza nazionale sulle dipendenze.

Ponte Stretto, Bonelli (Avs): "saltate coperture finanziarie Governo"

Roma, 7 nov. (askanews) – “Con la mancata registrazione della delibera CIPESS da parte della Corte dei Conti, il castello di carte di Meloni e Salvini crolla: dei 13,5 miliardi promessi per il Ponte sullo Stretto, saltano 3,8 miliardi di euro provenienti dai Fondi per lo Sviluppo e la Coesione.Dalla copertura finanziaria di 13,5 miliardi di euro prevista dalla legge di bilancio 2023, vengono meno i 3,8 miliardi di euro dei Fondi per lo Sviluppo e la Coesione. Ai sensi dell’articolo 1, comma 528, lettera c) della Legge 30 dicembre 2024, n. 207, la mancata registrazione da parte della Corte dei Conti della delibera del CIPESS ha come effetto la mancata assegnazione di quelle risorse e delle modalità per il loro utilizzo”. Lo dichiara il leader Avs Angelo Bonelli, co-portavoce di Europa Verde.

“Parliamo di fondi – sottolinea Bonelli- che, per legge, devono servire a ridurre le disuguaglianze e a sostenere lo sviluppo economico, sociale e territoriale di Sicilia e Calabria. Quei soldi non possono essere usati per il Ponte, perché la mancata registrazione del CIPESS ne blocca l’assegnazione e l’utilizzo. Questo governo ha ingannato i cittadini, spacciando per certe risorse che non esistono. Ancora una volta la destra dimostra di preferire la propaganda alle regole, gli annunci ai fatti.

“Presenteremo emendamenti alla legge di bilancio – conclude il leader Avs- per restituire quei fondi ai territori, dove servono davvero: scuole, trasporti, messa in sicurezza del territorio e ammodernamento delle reti idriche. Meloni e Salvini la smettano di usare il Sud come terreno di sperimentazione per le loro bugie”.

Juventus, Elkann: rimaniamo pienamente impegnati

Milano, 7 nov. (askanews) – “Rimaniamo pienamente impegnati nei confronti della Juventus e siamo orgogliosi di esserne l’azionista di controllo da oltre un secolo”. Lo ha detto John Elkann, ceo di Exor, all’assemblea della società bianconera.

“Sosteniamo il nuovo Cda e il nuovo management, la nostra priorità resta quella di coniugare risultati sportivi solidi con disciplina finanziaria. Siamo e siamo sempre stati aperti a idee costruttive da parte di tutti gli stakeholder che condividono la nostra ambizione e la nostra passione per il club”, ha aggiunto Elkann.

Abi, Patuelli: banche sempre indipendenti e costruttive sullo sviluppo

Firenze, 7 nov. (askanews) – Le banche, sempre in concorrenza fra loro, debbono essere sempre indipendenti e costruttive verso lo sviluppo sostenibile, impegnate innanzitutto per l’etica che emana dai principi della Costituzione della Repubblica, per concorrere, come prescrive l’articolo 4, al progresso materiale e spirituale della società. Lo ha affermato il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, nella sua Lectio Magistralis oggi all’Università di Pisa, che gli ha conferito la Laurea Magistrale Honoris Causa in Banca, Finanza Aziendale e Mercati Finanziari.

La cerimonia, presieduta dal Rettore Riccardo Zucchi, secondo quanto riporta un comunicato si è svolta nell’Aula Magna Nuova del Palazzo “La Sapienza”.

“Oggi – ha proseguito Patuelli – serve urgentemente anche un nuovo costituzionalismo digitale europeo per definire doveri e diritti di ciascuno difronte alle nuove potenzialità e ai rischi per le libertà”. Inoltre “è indispensabile contribuire alla responsabile crescita della democrazia economica con l’azionariato diffuso, con sempre più responsabili rapporti con i consumatori e innanzitutto con più educazione finanziaria, privata e pubblica, finalmente riconosciuta dalla legge come parte integrante dell’educazione civica nelle scuole italiane”.

Le banche “hanno elevate sensibilità sociali che si manifestano innanzitutto nei momenti di calamità naturali dove sono sempre in prima fila per sostenere le popolazioni e le imprese colpite. Le banche – ha proseguito il numero uno dell’Abi – sono all’avanguardia negli equilibri e nelle opportunità professionali dei generi: nel 2024 la presenza femminile nei Consigli di amministrazione delle società quotate del settore finanziario è stata circa del 44%. Le banche hanno rilevanti sensibilità sociali dirette ed indirette (tramite le Fondazioni di origine bancaria) per la giustizia sociale, dinanzi alle disuguaglianze e alle nuove povertà”.

E “ogni giorno le banche sostengono le innovazioni – ha ricordato – la ricerca scientifica, la crescita dei giovani, il lavoro femminile e i progetti sulle infrastrutture di ogni tipo, accompagnano le imprese che vogliono crescere e le famiglie a costruire il futuro”.

“L’accresciuta solidità delle banche – ha avvertito Patuelli – è indispensabile per garantirne la stabilità prospettica, per sempre nuovi investimenti innanzitutto tecnologici per la maggior tutela dei dati e per la lotta alle tante tipologie di illeciti e di truffe, per l’applicazione dell’intelligenza artificiale, per le nuove criticità dei mercati, per finanziare imprese e famiglie e per affrontare stagnazioni, recessioni, deterioramenti dei crediti, crisi finanziarie e di debiti sovrani e ogni criticità, a cominciare dai rischiosi e nuovi possibili problemi di liquidità”.

“I Banchieri che hanno concorso alla ricostruzione dell’Italia ottant’anni fa erano mossi da alti ideali di libertà, da convinzioni profonde per un mercato ben regolato con piena democrazia economica, frutto di costituzionalismo e di bilanciamento di doveri e diritti, nella certezza del diritto, senza eccessi burocratici, nel perseguimento costante dei principi etici, con forte senso di responsabilità, per un’etica anche superiore alle disposizioni di legge, per la crescita morale, economica, civile e sociale. L’intransigenza morale – ha concluso – è una premessa indispensabile nel far banca, seguendo anche l’indimenticabile esempio degli studenti universitari di Pisa e della Toscana e dei loro professori che, nel 1848, spinti da alti ideali, perfino combatterono a Curtatone e Montanara come volontari per la libertà nella prima guerra d’Indipendenza”.

Droga, Meloni: contro le dipendenze il nostro metodo è lavoro di squadra

Roma, 7 nov. (askanews) – “Ci siamo preoccupati di costruire un nuovo metodo di lavoro fondato sul confronto fondato sulla condivisione delle responsabilità. Lo abbiamo fatto perché siamo consapevoli che il lavoro riesce solo se è di squadra, e questo a maggior ragione vale per un ambito come questo, dove la sinergia tra i vari livelli istituzionali, la collaborazione tra pubblico e privato sono precondizioni senza le quali non è possibile fare nulla”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervenendo alla VII Conferenza Nazionale sulle Dipendenze in corso a Roma.

“Fare il gioco di squadra – ha sottolineato – non significa chiaramente annullare le diverse esperienze, metodologie, le diverse modalità di intervento, di orientamenti ideali, che anzi rappresentano una ricchezza: significa, rispettando le competenze di ciascuno, puntare a una sintesi che le valorizzi tutte in funzione dell’obiettivo generale che è e rimane salvare le persone dalle dipendenze”.

Droga, Meloni: presenza Mattarella testimonia impegno corale istituzioni

Roma, 7 nov. (askanews) – “E’ un onore essere qui oggi. E’ un onore partecipare della conferenza nazionale sulle dipendenze, la settima dopo l’ultima del 2021 ma, ci tengo a sottolinearlo, questo appuntamento che la legge prevede a cadenza triennale non si celebrava in una composizione così ampia da ben sedici anni. E voglio dire che sono fiera che torni in una composizione così ampia e partecipata”. Così la premier Giorgia Meloni, nel suo intervento alla Conferenza nazionale sulle Dipendenze in corso a Roma.

Meloni ha ringraziato il presidente della Repubblica Sergio Mattarell “perché chiaramente la sua presenza testimonia più di quella di qualunque altro un impegno delle istituzioni che è corale da parte di tutte le istituzioni di questa nazione per liberale chi è caduto nel giogo della dipendenza e per costruire percorsi efficaci di riabilitazione”.

Dossieraggi, Renzi: mi tutelerò in ogni sede, mai piu’ squallore Striano-Laudati

Roma, 7 nov. (askanews) – “La vicenda Striano è uno scandalo assoluto e spiega molto dell’aggressione vergognosa che ho dovuto subire negli ultimi anni. Procederò in tutte le sedi istituzionali alla tutela dei miei diritti e perché squallidi episodi come questi non si verifichino mai più”. Lo dichiara l’ex premier Iv Matteo Renzi, commentando la chiusura delle indagini della Procura di Roma che ha indagato l’ex finanziere Pasquale Striano e l’ex sostituto procuratore della Dna Antonio Laudati insieme ad altre 21 persone per divulgazione abusiva di informazioni riservate in uso alle forze dell’ordine e alla banca dati della Direzione nazionale antimafia.

Ucraina, 11 siti colpiti dai droni russi nella notte

Roma, 7 nov. (askanews) – Novantaquattro dei 128 droni russi lanciati tra le 20 e le 9 di questa mattina sono stati intercettati, ma 31 hanno eluso le difese aeree e 11 siti sono stati colpiti, ha annunciato l’Aeronautica militare ucraina, senza fornire ulteriori dettagli sui luoghi degli impatti. Del totale, 90 erano droni Shahed, ha specificato, aggiungendo che l’attacco è ancora in corso. Il tasso di intercettazione, che è stato del 73% durante la notte, raramente scende sotto l’80%.

Il Papa: prevenire le dipendenze dalle droghe, percepire la richiesta di aiuto dei giovani

Roma, 7 nov. (askanews) – “La paura del futuro e dell’impegno nella vita adulta che si osserva fra i giovani li rende particolarmente fragili: spesso non sono spronati a lottare per un’esistenza retta e bella, hanno una tendenza a ripiegarsi su se stessi. Le istituzioni dello Stato, le associazioni di volontariato, la Chiesa e la società tutta sono chiamati a percepire fra questi giovani una richiesta di aiuto e una profonda sete di vivere per offrire una presenza attenta e solidale che li inviti a uno sforzo intellettuale e morale e che li aiuti a forgiare la loro volontà”. Così Papa Leone XIV in un videomessaggio per la VII Conferenza Nazionale sulle dipendenze, promossa a Roma dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Per Prevost “si tratta di impegnarsi sempre più e in maniera concertata in un’opera di prevenzione” delle dipendenze “che si traduca in un intervento della comunità nel suo insieme: è importante nell’ambito di una politica di prevenzione del disagio giovanile, incrementare l’autostima delle nuove generazioni per contrastare il senso di insicurezza e instabilità emotiva favorito sia dalla pressioni sociali che dalla stessa natura della fase adolescenziale”.

“Le opportunità di lavoro, l’educazione, lo sport, la vita sana, la dimensione spirituale dell’esistenza: questa è la strada della prevenzione delle dipendenze”, ha concluso il Papa.

Presunta vittima di abusi sessuali del Procuratore Cpi spiata dall’intelligence

Roma, 7 nov. (askanews) – La donna che ha accusato il procuratore della Corte Penale Internazionale Kharim Khan di abusi sessuali è stata oggetto di indagini da parte di agenzie di intelligence private che sarebbero state pagate dal Qatar: è quanto pubblica il quotidiano britannico The Guardian.

Le indagini – che avrebbero raccolto dati sensibili sulla donna – una dipendente della Cpi – e sui suoi familiari avrebbero avuto lo scopo di minarne la credibilità come testimone.Khan, attualmente sospeso mentre sono in corso le indagini, ha respinto le accuse e i suoi collaboratori hanno accusato Israele di aver organizzato una campagna di diffamazione nei suoi confronti in seguito alla decisione di ottenere un mandato di arresto contro il premier israeliano, Benjamin Netanyahu.

Secondo quanto riferisce il Guardian, che cita fonti vicine all’inchiesta, le indagini non avrebbero rivelato alcun legame fra la presunta vittima e Israele; né d’altro canto Khan sembra essere stato coinvolto nell’organizzazione dell’operazione, che sarebbe stata commissionata dalla diplomazia qatariota.

La Cina: gli Usa devono ridurre in modo significativo l’arsenale nucleare

Roma, 7 nov. (askanews) – Gli Stati Uniti devono ridurre in modo significativo il proprio arsenale nucleare e creare le condizioni per un disarmo completo: lo afferma il Ministero degli Esteri cinese in un comunicato.”Gli Stati Uniti, in quanto Paese con il più grande arsenale nucleare al mondo, devono adempiere fedelmente ai loro obblighi speciali e prioritari in materia di disarmo nucleare e ridurre ulteriormente in modo significativo e sostanziale il loro arsenale nucleare per creare le condizioni per raggiungere un disarmo nucleare completo e globale”, si legge nella nota.

“L’arsenale nucleare cinese non è paragonabile al livello delle forze nucleari di Stati Uniti e Russia. Chiedere alla Cina di partecipare ai negoziati sul controllo degli armamenti nucleari in questa fase è ingiusto, irragionevole e irrealizzabile”, conclude.

Trump: "Molto presto" una forza internazionale a Gaza

Roma, 7 nov. (askanews) – Una forza internazionale sarà dispiegata a Gaza “molto presto”. Lo ha affermato Donald Trump, il giorno dopo che gli Stati Uniti hanno annunciato una bozza di risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite volta a sostenere il piano di pace del presidente americano.

“Molto presto. Accadrà molto presto. E le cose stanno andando bene a Gaza”, ha risposto il presidente degli Stati Uniti alla domanda di un giornalista sull’annunciato dispiegamento di tale forza nell’enclave palestinese, che continua ad affrontare una precaria situazione umanitaria a quasi un mese dall’entrata in vigore della tregua tra Israele e Hamas.

“Diversi Paesi si sono offerti volontari per intervenire in caso di problemi con Hamas, ad esempio, o per qualsiasi altro problema”, ha aggiunto durante una conferenza stampa a margine di un incontro diplomatico alla Casa Bianca con i leader dell’Asia centrale.

Gli Stati Uniti hanno presentato due giorni fa ai Paesi partner una bozza di risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite volta a sostenere il piano di pace di Donald Trump per Gaza, che include il dispiegamento di una forza internazionale.

L’ambasciatore Mike Waltz ha convocato i dieci membri eletti del Consiglio, insieme a diversi partner regionali (Egitto, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita e Turchia), secondo la missione statunitense presso le Nazioni Unite, sottolineando che questo dimostra un “sostegno regionale” al testo.

Secondo fonti diplomatiche, diversi Paesi hanno già manifestato la loro disponibilità a partecipare a questa forza di stabilizzazione (Isf), in particolare l’Indonesia, ma insistono su un mandato del Consiglio di Sicurezza per l’effettivo dispiegamento di truppe nel territorio palestinese. Questa forza è prevista dall’accordo che ha portato a un fragile cessate-il-fuoco il 10 ottobre, dopo due anni di guerra devastante innescata dall’offensiva di Hamas. Secondo i termini di questo accordo, sarà composta da una coalizione composta principalmente da Paesi arabi e musulmani e dispiegata a Gaza per supervisionare la sicurezza durante il ritiro dell’esercito israeliano.

Omnisyst e Blockchain: il Passaporto Digitale certifica il riciclo

Rimini, 7 nov. (askanews) – La transizione verso l’economia circolare si gioca oggi sulla trasparenza e sulla capacit di certificare l’effettivo destino dei materiali. in questo contesto che Omnisyst e The Nest Company hanno presentato il “Passaporto Digitale del Rifiuto”: una piattaforma innovativa che sfrutta la blockchain per notarizzare i flussi post-raccolta. Lungi dall’essere un nuovo adempimento, queste tecnologie sono pensate come un supporto operativo cruciale per garantire tracciabilit e fiducia lungo tutta la filiera della Epr, la Responsabilit estesa del produttore, ormai obbligatoria in diversi settori strategici.

“Sulla trasparenza si crea la fiducia e dove c’ fiducia si riesce a lavorare in maniera pi serena – ricorda Elisabetta Perrotta, direttore di Assoambiente – . Noi lavoriamo, peraltro, in un settore, quello della gestione dei rifiuti, dove bisogna forse ricostruire questa fiducia non solo con le istituzioni, ma anche con i cittadini. Perch solo lavorando insieme con istituzioni e i cittadini riusciamo a ottenere veramente gli obiettivi che l’Europa ci ha dato sull’economia circolare”.

L’Europa, infatti, spinge sulla Epr, in particolare su filiere ad alto impatto come il tessile. Qui, l’obbligo di raccolta differenziata sta generando un aumento di quantit che mette a dura prova un mercato del riuso gi limitato.

“Sui rifiuti tessili urbani – secondo Andrea Fluttero, presidente di Unirau, Unione imprese raccolta riuso e riciclo abbigliamento usato – stiamo vivendo un periodo di grande trasformazione. Per qualche decennio questa raccolta era su base volontaria. Negli ultimi 3 anni, paese dopo paese, in Europa si implementata l’obbligatoriet della raccolta. Questo ha aumentato i quantitativi. Questo aumento dei quantitativi sta saturando il mercato, si cominciano a vedere Comuni che ritirano i cassonetti e non si fa pi la raccolta. In questa situazione sono anche calati di molto i valori di quello che si raccoglie e quindi il sistema che prima si autososteneva oggi ha bisogno di risorse economiche”.

Per sostenere questi schemi Epr e combattere il green washing, la risposta la tecnologia digitale. Il Passaporto Digitale garantisce la storia di ogni materiale, offrendo una prova certa e verificabile, cruciale per i consorzi e gli operatori.

“Il passaporto digitale del rifiuto – spiega Riccardo Parrini, CEO The Nest Company e Project Leader Digital Passport Omnisyst – un sistema per garantire la storia di quel materiale dalla sua nascita, quando stato creato il rifiuto a quello che succede a valle, quindi quando quel rifiuto viene riciclato, oppure quello che avviene negli successivi passaggi, magari diventa nuova energia. Grazie all’utilizzo della blockchain e delle tecnologie di tracciabilit digitale… possiamo garantire l’effettivo destino di quel di quel materiale”.

Dalla filiera tessile all’elettronica, l’innovazione presentata a Ecomondo segna l’inizio di un nuovo standard di fiducia nella gestione dei rifiuti, trasformando la trasparenza in un asset strategico e un vantaggio competitivo.

Mps: utile batte stime, piano con Mediobanca nel primo trimestre 2026

Milano, 7 nov. (askanews) – Mps ha chiuso i nove mesi battendo le stime degli analisti e promettendo di destinare tutto il suo utile a dividendo, mentre nel corso del primo trimestre del prossimo anno presenterà il nuovo piano industriale del gruppo con l’integrazione di Mediobanca, che verrò consolidata nel conto economico a partire dal 1 ottobre. “Insieme – sottolinea il Monte nella trimestrale -, nasce una nuova forza competitiva leader nel settore bancario, con un business mix altamente diversificato, resiliente e customer driven, un elevato livello patrimoniale e una solida posizione di liquidità”.

L’utile netto nei nove mesi è stato pari a 1,37 miliardi, in calo del 12,7% rispetto al dato dello stesso periodo del 2025, che includeva imposte positive per 470 milioni. Il risultato, al netto degli effetti positivi delle imposte, è in crescita del 17,5%, e nel solo terzo trimestre ammonta a 474 milioni (+16,5%), oltre le attese del consensus. Al 30 settembre, il gruppo ha realizzato ricavi complessivi per 3,054 miliardi (+0,5%), con il margine di interesse pari a 1,64 miliardi (-7,4%) e le commissioni nette a 1,18 miliardi (+8,5%).

I coefficienti patrimoniali vedono il Cet1 capital ratio fully loaded al 16,9% (19,6% al 30 giugno 2025 e 18,2% al 31 dicembre 2024), con un ampio buffer di capitale rispetto ai requisiti regolamentari (circa 770 punti base), e il total capital ratio fully loaded al 19,3% (21,8% al 30 giugno 2025 e 20,5% del 31 dicembre 2024). Tali valori – spiega Mps – non includono gli utili di periodo, assumendo il dividend payout fino al 100% dell’utile netto del gruppo.

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Il Pd deve essere un luogo o un partito?

In uno dei congressi post comunisti, lungo la sofferta transizione dal Pci al Pds e ai Ds, Arturo Parisi propose a quel partito di “sciogliersi”. Sulle prime sembrò una provocazione, oltre i confini del galateo politico. Ma forse, invece, si trattò di una premonizione, dato che una parte di quel passato è ancora tale, e che una parte di quel futuro promesso allora è ancora in attesa.

Il nodo identitario

Naturalmente, un conto è la storia comunista, tutt’altro la vicenda del Pd, partito che ha dentro di sé molte (troppe?) culture, difficili da amalgamare e impossibili, però, da archiviare. Così oggi quel partito sembra trovarsi, una volta di più, in mezzo al guado, in sospeso tra quello che pretende di non essere più e quello che non è mai diventato fino in fondo.

Il dilemma sospeso

La questione non riguarda certo solo i nipotini di Botteghe Oscure, ma interroga anche quanti con la storia del comunismo – sia pure “italiano” – non hanno mai avuto nulla in comune. Che tutto questo riguardi da vicino il destino del partito democratico è piuttosto ovvio. Se non altro per il fatto che quel partito aveva il compito di uscire dal labirinto ideologico e di farne uscire anche gli ultimi protagonisti di quella storia. Cosa che forse si potrebbe ancora fare. Forse. A patto di chiarire il punto più critico di tutta questa vicenda e cioè se si pensa che il Pd debba essere un luogo o invece un partito. È questo il nodo che Schlein non sembra riuscire a sciogliere. Forse perché per lei, testardamente unitaria, il luogo conta più del partito.

Fonte: La Voce del Popolo – 6 novembre 2025

[Testo qui fiproposto per gentild concessione dell’autore e del direttore del settimanale della diocesi di Brescia].

La Torre dei Conti e la torre del mondo

Mentre il Governo Meloni fa i conti della spesa per varare la prossima legge finanziaria, a Roma si è costretti a fare i conti con un passato improvvisamente troppo ingombrante.

“Quieta non movere et mota quietare” è stato forse il rovello di quanti si sono accinti a mettere mano alla ristrutturazione della Torre dei Conti a Roma che ha ceduto, durante il lavoro di messa in sicurezza, in alcune sue parti facendo vittima un operaio di 66 anni. Evidentemente la costruzione non poteva essere lasciata a deperire ulteriormente, già abbandonata dal 2006 dalla presenza uomini e uffici. Nel leggere la stampa si fa fatica ad avere chiarezza delle competenze che insistono su quell’edificio ed è probabile si cada in confusione non solo per una differenza di consonanti tra la “v” di Sovrintendenza e la “p” di Soprintendenza.

Babele di burocrazia

Sembra, ma ci si potrebbe sbagliare non vantandosi alcuna sapienza in materia, che possa elencarsi un Ufficio comunale per la Sovrintendenza archeologica, una Sovrintendenza capitolina ai beni culturali, una Soprintendenza archeologica, belle arti e paesaggio che è invece un organo del Ministero della Cultura, una Soprintendenza speciale di Roma dello Stato ed infine un Parco archeologico dello Stato. Insomma, se le cose stessero così, siamo di fronte ad una babele di burocrazia.

L’opera è stata finanziata dal progetto “Caput Mundi” del Pnrr. Nella circostanza Roma non si è presentata come la capitale del mondo e non regge più le redini di un mondo rotondo che oggi più che mai spancia da tutte le parti per i conflitti che ne infliggono le carni. Sulla torre, che non ha retto all’intervento in corso, si stava rimuovendo il tossico e incorruttibile amianto, del resto il male ha una sua perennità. L’idea sarebbe poi quella di sfruttarne in futuro turisticamente il suo ipogeo oltre all’allestimento di un centro culturale e di una terrazza panoramica sui Fori imperiali.

Alla fine potrebbe dirsi che per buona parte la colpa sia della natura maligna. Pare che tutto sia dovuto in origine alla presenza di fenomeni di “decoesione” di elementi costruttivi che hanno favorito lo sviluppo della vegetazione spontanea che penetrando con le radici nella muratura ne hanno aggravato lo stato.

Il bel Paese: uno Stivale pieno di fango

Non solo a Roma manca una necessaria coesione. Il nostro Paese ha crolli sociali parimenti allarmanti. Non può lasciare indifferenti il ragazzo disabile seviziato nella notte di Halloween da alcuni suoi coetanei che non hanno trovato di meglio da fare se non torturarlo. Neppure c’è da vantarsi per la sentenza di assoluzione di una docente assolta per aver avuto rapporti sessuali con dei consenzienti ragazzi di 14 anni amando, per quanto è dato capire, il loro sguardo. Non si grida necessariamente indignati al perenne sogno, nella circostanza soddisfatto, di giovani ad avere un’esperienza con una donna adulta. Dalla notte dei tempi tra i giovani si favoleggia circa l’incontro con una nave scuola che ti insegni le perizie dell’amore. Lascia, comunque, al minimo perplessi la singolare maturità di una professoressa in altre materie che ne appaga il desiderio dei sensi, forse volendo così formare il carattere a tutto campo dei suoi allievi e non solo.

Procedendo nelle incomprensioni, se ben si legge, tra i lavori gravosi e usuranti previsti dalla legge ci siano quelli di maestre o maestri di asilo nido e scuola di infanzia a cui si aggiunge quello delle “estetiste” che evidentemente si traduce in una attività che comporta sforzi fisici o mentali prolungati, condizioni ambientali difficili o un alto rischio di infortuni. Al contrario, ne sono esclusi, secondo la riduttiva credenza popolare, i “pizzardoni” che sono soliti stare per tutto il turno di lavoro a disciplinare il traffico stradale sotto il freddo invernale ed il caldo estivo confrontandosi con una utenza non sempre irreprensibile quanto ad educazione e rispetto verso le istituzioni.

La torre e il resto del mondo

Anche fuori dal bel Paese non va un granché bene. Solo per dirne una, il buon Trump, che par di dichiarata fede cattolica, ha vietato il diritto spirituale di dare la comunione ai migranti detenuti. Il Papa ha ricordato le parole del Vangelo di Matteo che richiamava la domanda di Gesù circa le modalità di accoglienza dello straniero.

Dalla torre del mondo ci sarebbero da buttar giù un bel po’ di fatti non proprio in sintonia con il progresso della storia. Forse non sbagliava il disincantato Cecco Angiolieri che facendo risoluta mattanza dei protagonisti del mondo salvava solo un esempio di umanità: “S’i’ fosse Cecco com’i’ sono e fui, torrei le donne giovani e leggiadre e vecchie e laide lasserei altrui”.

Quando la sinistra smarrisce la cultura di governo

L’esito del voto di New York da un lato ma, soprattutto, le quasi grottesche reazioni della sinistra italiana dall’altro, hanno riproposto all’attenzione del dibattito politico il capitolo del radicalismo. O meglio, della trasformazione della sinistra italiana da forza riformista, democratica e di governo a cartello elettorale che esalta la vocazione infantile e primigenia della stessa sinistra. E cioè, il massimalismo, il radicalismo, l’estremismo e, purtroppo, anche il populismo. E proprio il commento al voto americano lo ha, nuovamente e persino plasticamente, confermato.

Il campo largo” come identità radicale

Ora, però, c’è un aspetto che non può e non deve più essere sottaciuto. E cioè, ormai l’impianto e il progetto politico, culturale e programmatico del cosiddetto “campo largo”, o larghissimo che sia, ha una chiara, netta ed inequivocabile impronta radicale. Che alcuni definiscono anche estremista ma, comunque sia, fortemente ideologizzata. Come sia possibile, garantendo e perseguendo questa impostazione, renderla compatibile con una altrettanto credibile cultura di governo è francamente impossibile. E questo per una ragione persin troppo semplice da spiegare. Non è attraverso la deriva estremista e massimalista che si può governare un Paese come l’Italia.

La deriva estremista avvelena la democrazia

Dalla politica estera alle politiche collegate a crescita e sviluppo, fino al nodo cruciale della sicurezza, l’approccio radicale è incompatibile con qualsiasi cultura di governo ed è altrettanto nefasto per la qualità della nostra democrazia. La radicalizzazione del conflitto, la polarizzazione ideologica e la delegittimazione morale del nemico sono gli ingredienti fondamentali della deriva politica nel nostro Paese. E se c’è qualche partito – la Lega nel centrodestra o i 5 Stelle nell’alleanza di sinistra – o addirittura un’intera coalizione come il “campo largo” guidato da Schlein, Conte, Landini, Fratoianni/Bonelli/Salis, con l’appoggio non secondario di ambienti giudiziari e media compiacenti, è naturale che l’imbarbarimento del confronto sia destinato a fare un salto di qualità.

Solo la politica di centro può invertire la rotta

Ecco perché, partendo proprio dal commento al voto americano, l’unica cultura politica capace di mettere in discussione quell’impianto radicale e massimalista è oggi la cosiddetta “politica di centro”. Chi persegue quella via – a cominciare dalla tradizione del cattolicesimo politico e dai partiti che concretamente lavorano per quel progetto, a partire da Azione di Calenda – merita di essere sostenuto. Per la qualità della democrazia e per l’avvenire stesso del nostro sistema politico.

Zohran Mamdani, strappo e continuità

Un nativo dell’Uganda, Zohran Mamdani, è ora sindaco di New York: dal Sud del globo alla Metropoli dell’Occidente per antonomasia. E non è neppure cristiano. È, anzi, un musulmano votato anche da non pochissimi ebrei-americani. Dice poi di sé: “sono un socialista democratico”.

L’asse Londra-New York

A me subito è venuto da associarlo a Sadiq Khan, il sindaco musulmano, di origine pakistana, di Londra, altra Capitale per eccellenza del mondo occidentale. Insomma: noi occidentali dovremmo ridisegnare il nostro autoritratto! Ci perdiamo talora in sterili disquisizioni sulle nostre radici, se siano più consistenti quelle greco-antiche o quelle giudaico-cristiane, e non percepiamo “l’altro” che, ormai, è in noi; “l’altro” che siamo divenuti.

Sadiq Khan e Mamdani apripista

Naturalmente, se Sadiq Khan non è (ancora) diventato premier nel Regno Unito, Mamdani neppure potrà partecipare alle elezioni presidenziali – non essendo nato negli States. Per analogia, tuttavia, come il primo ha rappresentato una sorta di apripista per il ritorno del Labour al governo, così potrà avvenire al secondo per il ritorno dem alla Casa Bianca.

La democrazia liberale non è morta

Nello stesso tempo, la vicenda di New York e del successo delle altre candidate e candidati dell’Asinello ci sprona a non esser troppo precipitosi nel dichiarare morta, ad esempio, la democrazia liberale, immolata sull’altare dei populismi, o, più in generale, la democrazia occidentale. Senz’altro la crisi della rappresentanza democratica è un fatto: crisi, tuttavia, non significa fine. In Medicina, anzi, il vocabolo “crisi” è per definizione ancipite, potendo preludere sia alla risoluzione sia all’exitus.

Tesla, gli azionisti approvano 1.000 miliardi di dollari per Musk

Milano, 6 nov. (askanews) – Tesla ha annunciato che gli azionisti hanno votato a favore del piano retributivo da quasi 1.000 miliardi di dollari del CEO Elon Musk, con il 75% di sostegno.

I risultati del voto sono stati annunciati giovedì durante l’assemblea annuale degli azionisti ad Austin, in Texas.

Il pacchetto per Musk, già la persona più ricca del mondo, consiste in 12 tranche di azioni da assegnare se Tesla raggiungerà determinati traguardi nel prossimo decennio, ha riporta Cnbc.

La prima tranche di azioni verrà erogata se Tesla raggiungerà una capitalizzazione di mercato di 2.000 miliardi di dollari. L’attuale capitalizzazione di mercato di Tesla è di 1.540 miliardi di dollari.

Conoe, Uco rigenerato penalizzato. Stop a Pome importato

Rimini, 6 nov. (askanews) – L’olio vegetale esausto, rigenerato da una filiera italiana tracciata che ogni anno avvia a recupero oltre 110mila tonnellate di rifiuti, rischia di essere messo in ombra da importazioni meno chiare. Il Conoe, Consorzio Nazionale di Raccolta e Trattamento degli Oli e dei Grassi Vegetali ed Animali Esausti, in prima linea per difendere questa risorsa strategica nazionale.

“Dobbiamo riportare l’olio esausto ad avere quel valore che consente non solo la raccolta massiva di questo rifiuto che si produce nelle famiglie oltre che nella ristorazione, ma anche la possibilit di essere un prodotto, una volta trasformato, competitivo rispetto ad altri materiali che vengono usati dalle compagnie petrolifere” spiega il presidente di Conoe, Tommaso Campanile.

Il paradosso – come emerso a Ecomondo – che l’uso l’olio da cucina nazionale, pur derivando da un virtuoso processo di economia circolare e di una filiera tracciata e certificabile, risulta svantaggiato rispetto al POME, scarti di olio di palma, un materiale interamente importato e di tracciabilit discutibile. “La strategia italiana dello sviluppo dei biocarburanti – ricorda il segretario della Commissione Ambiente della Camera dei deputati, Massimo Milani – d sicuramente un sbocco a questa materia prima-seconda molto importante. Bisogna continuare a lavorare in questa direzione. lo sbocco principale quello dei trasporti pesanti, senza dubbio. Questo continua a dare valore agli oli esausti, bisogna continuare in questa direzione e bisogna favorire la raccolta anche del domestico dove oggi siamo in forte ritardo, ma continuare a dare valore significa creare le condizioni perch si possa continuare a raccogliere sempre di pi questo prodotto che ha un grande valore intrinseco”.

Gli obiettivi del Piano Nazionale Integrato Energia e Clima puntano ad aumentare l’uso dei biocarburanti valorizzando le materie prime raccolte sul territorio nazionale. Ma la filiera chiede controlli rafforzati sulle importazioni, per contrastare la concorrenza sleale e le frodi fiscali. “Il sostegno all’azione di Conoe – dice Marcello Vernola, docente di Diritto dell’ambiente Universit di Cassino – fondamentale perch rafforzare l’impegno sulla raccolta degli oli vegetali esausti, perch tornino a essere materia prima seconda, essere impiegati nella produzione di bio carburanti rappresenta il compimento della missione dell’economia circolare. Oggi i controlli sono fondamentali. Dobbiamo evitare la concorrenza sleale di prodotti importanti dall’Asia, come per esempio del Pome, e dobbiamo evitare che vengono compiuti fraudi fiscali come nel caso di Pome raffinato che in realt soltanto olio di palma mascherato da rifiuto”.

L’appello di superare le premialit per il Pome importato e dare il giusto valore all’Uco nazionale, rispettando il principio di economia circolare e scoraggiando il ricorso a prodotti d’importazione la cui sostenibilit e tracciabilit sono meno certe.

I Candy Eaters di Alice Zanin nel Tempietto di Palazzo Citterio

Milano, 6 nov. (Askanews) – Il Tempietto nella corte di Palazzo Citterio, architettura di forma circolare progettata da Mario Cucinella Architects ospita dal 6 novembre 2025 al 29 marzo 2026, l’installazione site-specific Candy Eaters di Alice Zanin a cura di Andrea Dusio. L’intervento trasforma il padiglione aperto in una visionaria voliera che accoglie alcuni esemplari in cartapesta di spatole rosate, una specie di uccelli la cui livrea data dal colore del cibo che ingeriscono.

Il curatore Andrea Dusio ha raccontato ad Askanews la genesi del progetto: “L’opera si chiama Candy Eaters e nasce un po’ con l’idea di provare a rendere questo spazio del Tempietto di Mario Cucinella, che naturalmente ha dei riferimenti all’architettura di Bramante, ai dipinti della Pinacoteca di Brera, anche qualcosa di diverso che ha una relazione spaziale e contestuale con la realt della Grande Brera”.

Alice Zanin ha continuato descrivendo l’uso del luogo di passaggio della Grande Brera: “Abbiamo immaginato questo spazio come una voliera aperta. Dal Tempietto abbiamo recuperato quello che era il concetto di templum, quindi lo spazio sacro che gli auguri con un bastone nell’antica Roma designavano per la lettura del volo degli uccelli, quindi per l’ornitomanzia, tanto vero che quando oggi noi esprimiamo un auspicio, stiamo richiamando quello che facevano proprio gli auguri romani, quindi da avis uccello e specio osservo”.

Il tema ambientale da sempre al centro del lavoro di Alice Zanin. Andrea Dusio: “L’idea un po’ di dare un messaggio di sostenibilit, di economia circolare. Le opere di Alice sono prodotte seguendo un processo molto particolare di recupero della materia”. E l’artista ha spiegato nello specifico il suo metodo di lavoro: “Sono tutti pezzi unici, come si vede girandoci sotto i pezzi sono tutti diversi l’uno dell’altro e sono tutti realizzati a partire da uno schizzo quotato. Dopodich io vado a costruire un’armatura in ferro sopra la quale vado a modellare i volumi con la carta. La mia tecnica non propriamente un papier-mach, recupera un po’ la matrice europea, un po’ quella orientale dei papier collets. Dopo hanno in questo caso una finitura impermeabilizzante, ma il materiale principale, cio la carta, tutta di riciclo. Il giochino interpretativo che gli uccelli siano diventati rosa dopo aver mangiato dei dolci, delle caramelle rosa, ma nella realt le spatole rosate sono davvero di questo rosa brillante, tanto vero che ai primi del Novecento hanno rischiato l’estinzione perch venivano cacciati e le penne venivano utilizzate per realizzare ventagli e ornamenti per cappelli. Fondamentalmente inscenando un’installazione che richiama uno stormo di uccelli credo che di base l’emozione che si vorrebbe suscitare sia proprio quella dello stupore e quindi di richiamo lo stupore di fronte alla bellezza della natura”.