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Prevenzione e diagnosi precoce al centro del Safe Hearts Plan

Roma, 24 apr. (askanews) – Rafforzare la prevenzione primaria, intercettare precocemente i fattori di rischio e costruire un modello di presa in carico integrata sul territorio. Sono questi i pilastri emersi durante l’evento “Cuori Sicuri”, promosso da Motore Sanità con il supporto non condizionante di MSD, che si è svolto a Roma presso Palazzo Wedekind, e dedicato all’attuazione in Italia del Safe Hearts Plan, strategia europea contro le malattie cardiovascolari.

Le malattie cardiovascolari, continuano a rappresentare una priorità sanitaria: in Europa colpiscono circa 62 milioni di persone e causano 1,7 milioni di decessi l’anno, mentre in Italia sono responsabili del 44% delle morti complessive: “Il Safe Heart Plan è un documento molto importante, perché segna una presa di posizione finalmente a livello europeo. Quindi è un documento che ha ricevuto il riscontro e il supporto dei 27 Paesi membri della Comunità Europea e ci dà una indicazione molto precisa e una call to action, una chiamata alle armi se vogliamo dirlo, affinché si lavori soprattutto sulla prevenzione primaria degli eventi cardiovascolari. Quello che noi vogliamo, come comunità medica e come comunità anche politica, è ridurre chiaramente l’impatto delle malattie cardiovascolari, che oggi sono e continueranno a essere la prima causa di disabilità e morte nel nostro Paese” ha dichiarato Pasquale Perrone Filardi, Direttore del Dipartimento di Scienze Biomediche Avanzate dell’Università Federico II di Napoli.

Un passaggio chiave, riguarda la capacità del sistema di tradurre le raccomandazioni scientifiche in percorsi assistenziali concreti, omogenei e accessibili, superando le attuali disomogeneità. Ha parlato così Alberico Catapano, responsabile scientifico Intergruppo parlamentare Prevenzione e Riduzione del rischio: “Il piano europeo è una rivoluzione in realtà. E’ una rivoluzione perché, finalmente, è stato percepito il fatto che non possiamo più sopportare una situazione di cronicità così estesa per malattie cardiovascolari e, quello che il piano si propone, è di fare prevenzione. Finalmente la parola prevenzione entra nelle actionable, ed è ora compito a livello locale, delle realtà locali, di mettere a terra questo piano. Perché il piano è molto generale, è una sorta di telaio, di framework che bisogna riempire ed è compito nostro, della politica, degli operatori e dei cittadini di metterlo in opera”.

In questo scenario, il contributo della comunità cardiologica e degli specialisti risulta determinante per definire standard di prevenzione e cura. Il recepimento del Piano in Italia è cruciale per allineare le politiche sanitarie nazionali alle priorità europee, aprendo una fase operativa che richiede coordinamento istituzionale, coinvolgimento delle Regioni e dialogo costante con ricerca, innovazione e cittadini.

“È fondamentale investire nella prevenzione, specialmente in un paese che invecchia rapidamente, perché dobbiamo assicurare ai nostri cittadini non soltanto la possibilità di vivere di più, ma di vivere meglio anche quegli ultimi anni della loro vita. Oltretutto, sapendo che eventuali problematiche di salute possono costare moltissimo al sistema sanitario nazionale, pertanto è fondamentale agire sulla prevenzione” sono state le parole di Erik Umberto Pretto, Deputato della Commissione Affari Sociali.

L’iniziativa, ha l’obiettivo di definire quindi una roadmap operativa condivisa, capace di tradurre gli obiettivi europei in risultati misurabili a livello nazionale, rafforzando un approccio sistemico alla prevenzione cardiovascolare.

Mattarella promulga il dl sicurezza ed emana anche il decreto correttivo

Roma, 24 apr. (askanews) – Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha promulgato la legge di conversione del decreto sicurezza e successivamente emanato il dl correttivo. I due provvedimenti entreranno in vigore lo stesso giorno. Lo comunica il Quirinale.

“Sono stati sottoposti in data odierna al Presidente della Repubblica la legge di conversione del decreto-legge 24 febbraio 2026, n. 23, recante disposizioni urgenti in materia di sicurezza pubblica e il decreto-legge correttivo di alcune disposizioni del predetto decreto-legge come convertito in legge. Il Presidente della Repubblica ha quindi promulgato la legge di conversione del decreto-legge n. 23 e, successivamente, ha emanato il decreto-legge correttivo, che entrerà in vigore lo stesso giorno della predetta legge di conversione”, si legge nella nota del Colle.

Meloni: niente per ricucire con Trump. Presidente Usa solo in video a G7

Nicosia, 24 apr. (askanews) – Ci sono le sfide tutte in salita in Europa, ma anche le spine nella politica internazionale che ormai hanno principalmente un nome e un cognome: Donald Trump.

In questa congiuntura, con il conflitto in Medio Oriente e la crisi energetica che batte cassa, il passaggio si fa stretto per Giorgia Meloni. E così a Nicosia, per il secondo giorno del Consiglio informale europeo sotto la presidenza cipriota – ironia della sorte – può capitare anche di trovarsi accanto l’alleato che non ti aspetti, il premier spagnolo (socialista) Pedro Sanchez. E’ lui, arrivando al Filoxena centre per il summit che, di prima mattina, mette sul piatto ricette che si avvicinano a quelle italiane: tasse sugli extraprofitti, proroga del Recovery e flessibilità sulle regole fiscali. Ed è sempre lui che Giorgia Meloni si trova a difendere, insieme a tutta la Nato, dalle intemerate del numero uno della Casa Bianca. L’idea che la Spagna possa essere sospesa dall’Alleanza, come emerge da una mail del Pentagono pubblicata da Reuters, per la presidente del Consiglio, sarebbe “non positiva” perché “dobbiamo lavorare per rafforzare la colonna europea della Nato” che “chiaramente deve essere complementare a quella americana”.

Lo stato dei rapporti con l’altro lato dell’Atlantico Meloni lo mette agli atti rispondendo a una precisa domanda su eventuali tentativi di ricucire. Spiega che i legami con gli Stati Uniti “sono solidi” e che però non ha sentito Trump e, soprattutto, che “non c’è niente di particolare che io stia facendo in questo momento” per attenuare il gelo dello ultime settimane. La premier prende anche le distanze dall’idea, accarezzata dal presidente americano, di invitare Vladimir Putin al G20 che a dicembre si terrà a Miami. “Io – afferma – penso che questo sia il momento in cui siamo noi a chiedere a Putin di fare qualche passo avanti, e non noi a farlo nei suoi confronti”. Così come rinnova l’idea di non rinunciare (ne ha parlato proprio a Cipro con il presidente Aoun) a una presenza internazionale al confine del Libano con Israele quando sarà scaduto il mandato di Unifil, anche se bisognerà cercare la “cornice legale” con gli altri partner, Francia in testa, se verrà a mancare l’ombrello dell’Onu.

Insomma, Trump non c’è ma c’è. Paradossalmente, il contrario di quello che con ogni probabilità accadrà in occasione del G7 francese di giugno. L’inquilino della Casa Bianca, è la notizia che circola tra le delegazioni presenti a Cipro, avrebbe deciso di limitarsi a un videocollegamento con il summit che sarà ospitato nella cittadina di Evian. E pensare che a gennaio Macron aveva deciso di posticipare di un giorno il summit, facendolo partire il 15 invece che il 14, perché il vertice non si sovrapponesse con i festeggiamenti per l’ottantesimo compleanno del presidente americano. A luglio poi ci sarà il summit della Nato ad Ankara, quello in cui Trump si dovrebbe presentare, sempre che non cambi idea, per riscuotere le promesse di aumento delle spese militari degli alleati, Italia compresa.

Meloni continua a dire che quello resta un obiettivo del governo e, tuttavia, in questo momento nella gerarchia delle priorità è passato in secondo piano rispetto alla necessità di affrontare le conseguenze della crisi energetica. E’ stato proprio questo uno dei temi centrali della riunione di Cipro che, in quanto informale, non era chiamata a prendere delle decisioni. Di certo, Meloni ci è arrivata con delle proposte, come quella di maggiore flessibilità fiscale per gli interventi in questo settore, che non rientra tra gli interessi della Germania, più attratta dall’ipotesi avanzata della Commissione di allargare le maglie degli aiuti di Stato, compatibili con la loro economia ma non con quella italiana. Proprio con Friedrich Merz, Meloni ha avuto uno scambio di vedute ieri, a conclusione della prima giornata di lavori. Sulla sospensione del Patto di Stabilità, ammette la premier, la posizione tedesca sulla materia è nota ma “c’è sicuramente la volontà di venirsi incontro”. Anche per la presidente della commissione, Ursula von der Leyen, al momento non sussistono le condizioni ma la situazione viene monitorata. La premier, però, sulle misure per affrontare la crisi energetica assicura di non essere “sola”: “C’è un dibattito, ci sono anche Paesi che non sono d’accordo, ma sicuramente ho trovato consapevolezza della situazione, che è una situazione seria, che dobbiamo sapere affrontare”, sostiene.

Crisi energetica, von der Leyen: mancano le condizioni per la sopensione del Patto di stabilità ma monitoriamo

Roma, 24 apr. (askanews) – Anche la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, afferma che al momento non sussistono le condizioni per una sospensione del Patto di stabilità e di crescita, per far fronte alla crisi sui prezzi dell’energia conseguente ai conflitti in Medioriente, tuttavia ha aggiunto che Bruxelles segue attentamente la situazione e che la questione verrà analizzata alla prossima riunione dei ministri delle Finanze.

Sulla clausola generale di sospensione del Patto di stabilità, “può essere attivata solo in caso di grave deterioramento dell’economia nell’area euro o nell’Unione europea. Fortunatamente non è la situazione in cui ci troviamo al momento – ha detto nella conferenza stampa al termine del Consiglio Ue – ma continuiamo a monitorare gli sviluppi molto attentamente e l’Ecofin discuterà la questione nei dettagli”. Una sfumatura forse più aperturista rispetto alla linea precedentemente espressa dal Commissario Ue all’Economia, Valdis Dombrovskis.

La prossima riunione dei ministri delle Finanze si svolgerà il 4 maggio (Eurogruppo) e 5 maggio (Ecofin).

“Un elemento che voglio aggiungere è che abbiamo appena reso più flessibile il quadro di regole sugli utili di Stato, per questo tipo di investimenti o aiuti sulle situazioni di scarsità o (rincari dei) prezzi” dell’energia. “Continuiamo a monitorare molto da vicino”, ha ribadito Von der Leyen.

Von der Leyen: mancano condizioni sopensione Patto stabilità ma monitoriamo

Roma, 24 apr. (askanews) – Anche la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, afferma che al momento non sussistono le condizioni per una sospensione del Patto di stabilità e di crescita, per far fronte alla crisi sui prezzi dell’energia conseguente ai conflitti in Medioriente, tuttavia ha aggiunto che Bruxelles segue attentamente la situazione e che la questione verrà analizzata alla prossima riunione dei ministri delle Finanze.

Sulla clausola generale di sospensione del Patto di stabilità, “può essere attivata solo in caso di grave deterioramento dell’economia nell’area euro o nell’Unione europea. Fortunatamente non è la situazione in cui ci troviamo al momento – ha detto nella conferenza stampa al termine del Consiglio Ue – ma continuiamo a monitorare gli sviluppi molto attentamente e l’Ecofin discuterà la questione nei dettagli”. Una sfumatura forse più aperturista rispetto alla linea precedentemente espressa dal Commissario Ue all’Economia, Valdis Dombrovskis.

La prossima riunione dei ministri delle Finanze si svolgerà il 4 maggio (Eurogruppo) e 5 maggio (Ecofin).

“Un elemento che voglio aggiungere è che abbiamo appena reso più flessibile il quadro di regole sugli utili di Stato, per questo tipo di investimenti o aiuti sulle situazioni di scarsità o (rincari dei) prezzi” dell’energia. “Continuiamo a monitorare molto da vicino”, ha ribadito Von der Leyen.

David Speciale al disegnatore Bruno Bozzetto, papà del "Signor Rossi"

Roma, 24 apr. (askanews) – Il disegnatore e animatore e regista Bruno Bozzetto, 88 anni, riceverà il David Speciale nel corso della 71esima edizione dei Premi David di Donatello.

Il riconoscimento sarà assegnato mercoledì 6 maggio nell’ambito della cerimonia di premiazione in diretta, in prima serata su Rai 1, dagli studi di Cinecittà e trasmessa in 4K sul canale Rai4K (numero 210 di Tivùsat). La conduzione dell’edizione 2026 è affidata a Flavio Insinna e Bianca Balti. La serata sarà inoltre in diretta su Rai Radio2 e disponibile sulla piattaforma di RaiPlay.

“Il David Speciale a Bruno Bozzetto non è solo un omaggio a una carriera leggendaria, ma è il riconoscimento a un artigiano del disegno che ha saputo rendere l’animazione un linguaggio universale e colto, raggiungendo con il suo lavoro i vertici di Hollywood e del Festival di Berlino”, ha detto Lucia Borgonzoni, Sottosegretario alla Cultura. “Bozzetto ha attraversato la storia del nostro Paese con la leggerezza dell’ironia e la profondità della satira. Dai successi di Carosello alle vette artistiche di Allegro non troppo, fino all’indimenticabile Signor Rossi, ha saputo raccontare i vizi e le virtù della nostra società con una libertà creativa che ha pochi eguali nel mondo. Il suo lavoro con Piero Angela resta, ancora oggi, l’esempio di come l’arte dell’animazione possa farsi strumento di divulgazione scientifica. A Bruno Bozzetto vanno i miei più vivi complimenti per questo meritato traguardo nell’ambito della 71ª edizione dei Premi David di Donatello”. “Carosello, Il signor Rossi, West and Soda, Allegro: ci sono parole, personaggi e titoli che hanno il potere di riassumere magicamente il senso e la storia di un Paese, il nostro, tra boom italiano e rivoluzione dei costumi”, ha dichiarato Piera Detassis, Presidente e Direttrice Artistica dell’Accademia del Cinema Italiano. “Li ha inventati e vissuti tutti, e non solo, Bruno Bozzetto, il signore – così gli piace definirsi – dell’animazione italiana, che l’Accademia del Cinema ha l’onore di celebrare con il David Speciale della 71ª edizione. La sua è una storia straordinaria, interamente dedicata a un’arte, quella del cartoon, che in Italia meriterebbe più attenzione e che, grazie a Bozzetto è diventata adulta e ottenuto riconoscimento internazionale. Una carriera variegata, brillante e unica, che include tanti premi e una candidatura all’Oscar, l’uso della tecnica mista, le invenzioni pubblicitarie con slogan indimenticabili come Unca Dunca e Buc il Bucaniere corredati da veri e propri corti d’autore, tra i tanti Un Oscar per Stock con la musica di Enzo Jannacci. E ancora la collaborazione con Guido Manuli e Maurizio Nichetti, la coppia esplosiva con Piero Angela, la passione per la scienza, le nuove tecnologie e il digitale, i temi ambientali. Il suo genio, costruito sulla disciplina dello sport, nasce dalla pratica artigianale: in principio fu un’asse da stiro trasformata dal padre in ‘verticale’ da riprese animate con i fogli di acetato ritagliati uno a uno e colorati con le vernici usate per dipingere le pareti. Una creatività che origina in casa, in famiglia, ma da lì arriva in tutto il mondo e oggi, grazie ai figli, si perpetua nell’iconico marchio Studio Bozzetto. Una vita e una carriera bellissime, un sogno con i piedi saldi sulla roccia raccontato nell’irresistibile autobiografia ‘Il signor Bozzetto – Una vita animata’, dove ci rivela il segreto della sua armonia, essere regista e, insieme, narratore popolare, attento al costume, capace di muoversi con testarda ironia tra i paesaggi di Bergamo, gli studios hollywoodiani e la potenza Walt Disney. Senza mai perdere di vista le proprie radici”.

Tra i riconoscimenti già annunciati della 71esima edizione dei Premi David didi Donatello c’è il Premio alla Carriera che sarà assegnato al regista e sceneggiatore Gianni Amelio.

La 71esima edizione dei Premi David di Donatello è organizzata dalla Fondazione Accademia del Cinema Italiano – Premi David di Donatello e dalla Rai, in collaborazione con Cinecittà S.p.A. Piera Detassis è Presidente e Direttrice Artistica dell’Accademia, il Consiglio Direttivo è composto da Giorgio Carlo Brugnoni, Francesca Cima, Edoardo De Angelis, Giuliana Fantoni, Francesco Giambrone, Valeria Golino, Giancarlo Leone, Luigi Lonigro, Mario Lorini, Francesco Ranieri Martinotti e Alessandro Usai. I Premi David di Donatello si svolgono sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, con il contributo del MiC Ministero della Cultura – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, d’intesa con AGIS e ANICA, con la partecipazione, in qualità di Soci Fondatori Sostenitori, di SIAE e Nuovo IMAIE.

Al via con Moni Ovadia e Fabrizio Bosso il Torino Jazz festival 2026

Roma, 24 apr. (askanews) – Al via sabato 25 aprile il Jazz della Liberazione, la XIV edizione del Torino Jazz Festival diretta da Stefano Zenni, in programma fino al 2 maggio 2026 con il titolo “The Sound of Surprise”.

La prima giornata di festival si apre sabato alle 15 alle Gallerie d’Italia – Torino, museo di Intesa Sanpaolo, con “A Love Supreme” di John Coltrane. Guida all’ascolto, il talk condotto dal direttore Stefano Zenni e dedicato al capolavoro di John Coltrane.

Alle 19, all’Osteria Rabezzana, il Felice Reggio Quartet rende omaggio a Chet Baker con Chet is Back, reading musicale che intreccia tromba, parola e canto.

Alle 18, al Conservatorio Giuseppe Verdi, il TJF affida a Moni Ovadia e al Kassiber Ensemble l’apertura ufficiale del festival con la produzione originale “Der Ghetto Swingers”. Memorie di suoni perduti, dedicata alla musica nata nei campi di prigionia nazisti e al repertorio swing sviluppato nel ghetto di Terezín. Il progetto intreccia narrazione e musica attraverso il racconto di Ovadia, con testi di Elisa Savi, e l’esecuzione dal vivo dell’ensemble diretto da Lodovico Berto, restituendo voce a una pagina poco conosciuta della storia europea e al patrimonio culturale yiddish, dove il jazz divenne resistenza.

Alle 21, al Teatro Colosseo, Fabrizio Bosso presenta “About Ten”, progetto speciale arrangiato e diretto da Paolo Silvestri: un percorso tra riletture dei grandi maestri del jazz, da Duke Ellington a Dizzy Gillespie, accanto a pagine originali. Con il suo quartetto e un ensemble di fiati formato da giovani talenti italiani, Bosso porta in scena una scrittura elegante, dinamica e ricca di colori, tra le espressioni più raffinate del jazz italiano contemporaneo.

La programmazione serale prosegue alle 22 con due concerti: Matteo Bortone No Land’s presenta A Tree in the Mist da Arcademy by L’Arteficio. Il contrabbassista e compositore pugliese, premiato come miglior nuovo talento italiano nel 2015, da anni attivo nei tour europei della cantante Cyrille Aimée, prosegue qui il suo percorso internazionale con una formazione franco-italiana.

In contemporanea, al Cafè Neruda, il Doctor in Jazz Quartet propone Climate Changes: brani originali di Pala e Diaferia insieme a riarrangiamenti di standard, nel solco del bebop con aperture verso il latin jazz. Il gruppo esprime una marcata sensibilità verso i temi ambientali, richiamata anche nel titolo dell’album in uscita.

Chiude la giornata alle 22.30 al The Mad Dog Social Club l’After Hours Jam Session, appuntamento ormai simbolico del festival.

Nei giorni successivi il festival accoglierà ancora grandi grandi protagonisti di fama nazionale e internazionale tra figure centrali della scena contemporanea come Marc Ribot, Norma Winstone, John Scofield e Bill Frisell, accanto a produzioni originali, nuove formazioni e concerti diffusi tra teatri, club, musei e spazi urbani della città.

Il Torino Jazz Festival è un progetto della Città di Torino realizzato da Fondazione per la Cultura Torino, con Main Partner Intesa Sanpaolo e Iren, con il sostegno del Ministero della Cultura e di Fondazione CRT, con il supporto di Hyundai – Nuova Auto Alpina, in collaborazione con Turismo Torino e Provincia e GTT. Media Partner Rai Cultura, Rai Radio 3 e Musica Jazz; Charity Partner Fondazione Ricerca Molinette.

I diversi 25 aprile dei big tra altare Patria, luoghi Resistenza e agende vuote

Roma, 24 apr. (askanews) – L’altare della Patria, i luoghi della memoria e della lotta partigiana, le tante cerimonie sul territorio, il proprio collegio elettorale o l’agenda ancora libera. In un paese dove la festa della Liberazione dal nazifascismo – 81esima edizione – è tutt’altro che immune da polemiche politiche, sono molto diversi i modi in cui le massime cariche dello Stato e i leader politici rievocano e festeggiano il 25 Aprile.

Di buon mattino c’è l’appuntamento istituzionale: domani, alle 9, all’Altare della Patria a Roma si ritroveranno il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, i presidenti di Senato e Camera Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana per la deposizione di una corona d’alloro al monumento che ricorda i caduti. A quanto si sa al momento l’agenda di Meloni, La Russa – che nei giorni scorsi si è detto pronto a “rifare” quello che faceva da ministro della Difesa, ovvero rendere omaggio ai partigiani e poi ai caduti della Repubblica di Salò – e Fontana si ferma qui. Agenda ancora in corso di definizione anche per il leader della Lega e vice premier Matteo Salvini, mentre l’altro vicepremier e segretario di Forza Italia Antonio Tajani sarà prima alle Fosse Ardeatine, dove deporrà una corona al Mausoleo in ricordo delle 355 vittime della strage nazi-fascista, e poi a Ferentino, dove renderà omaggio al monumento ai caduti. Lì una lapide ricorda anche la figura di don Giuseppe Morosini, cappellano militare unitosi alla Resistenza e fucilato a Forte Bravetta il 3 aprile del 1944.

Da tempo è noto dove trascorrerà la festa della Liberazione il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che fin dal suo primo mandato ha iniziato una sorta di viaggio nei luoghi della memoria della lotta partigiana e della Resistenza, toccando Vittorio Veneto (2019), Varallo Sesia (2016), Civitella Val di Chiana (2024) e, l’anno scorso, Genova. Quest’anno sarà nelle Marche, a San Severino, città medaglia d’oro al merito civile, città segnata da otto stragi nazifasciste e dal sacrificio della popolazione civile che nascose e sfamò centinaia di ebrei perseguitati. Un posto, ha osservato ieri il presidente, ricevendo al Quirinale le associazioni combattentistiche e d’arma, che “come molte realtà del nostro paese rappresenta un luogo simbolico della Resistenza”.

In un altro posto dove la Resistenza è stata forte e le rappresaglie dei nazifascisti efferate sarà la segretaria del Pd Elly Schlein che, dalle 9.30, parteciperà al 25 aprile di Sant’Anna di Stazzema, paesino delle Apuane, dove i nazisti uccisero, con l’aiuto dei fascisti, quasi tutti gli abitanti del posto, 560 persone. Il leader M5s Giuseppe Conte, impegnato in Campania per una serie di appuntamenti politici, parteciperà, la mattina, alla commemorazione della Liberazione a Napoli, al monumento dedicato a Salvo D’Acquisto, vice brigadiere simbolo dei valori di libertà e democrazia, che si sacrificò per salvare un gruppo di civili durante un rastrellamento nazista.

I due leader di Avs, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni e anche il segretario di +Europa Riccardo Magi saranno alla manifestazione nazionale organizzata a Milano dall’Anpi mentre Matteo Renzi, leader di Italia Viva, sarà a Firenze. Carlo Calenda, segretario di Azione partecipa oggi pomeriggio a un’iniziativa al Museo storico della Resistenza a Torino.

Infine, il leader di Futuro nazionale Roberto Vannacci ha spiegato che domani, forse dalla sua casa di famiglia in Versilia, festeggerà San Marco e non la Liberazione, e questo fino a quando questa festa non “diventerà una festa di tutti gli italiani che unisce invece di dividere”.

Gianfranco Rotondi, esponente democristiano di Fratelli d’Italia, che in aula alla Camera ha duramente accusato la sinistra che cantava “Bella ciao” di voler dividere il Paese, ha annunciato, invece, che sarà in Abruzzo, a Onna. Perchè Onna? Perchè lì, il 25 aprile del 2009, l’allora premier Silvio Berlusconi “fece un grande discorso” nel quale invitò a “costruire un sentimento nazionale unitario” ricordando con rispetto “tutti i caduti”, “anche quelli che hanno combattuto dalla parte sbagliata” senza che significhi “neutralità e indifferenza”.

Dl sicurezza, Meloni: altro passo concreto, legalità non negoziabile

Nicosia, 24 apr. (askanews) – “Con l’approvazione definitiva del decreto sicurezza, il governo compie un altro passo concreto per rafforzare la tutela dei cittadini, difendere chi indossa una divisa e affermare con chiarezza un principio semplice: in Italia la legalità non è negoziabile”. Lo afferma in un post sui social la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

“Più strumenti per contrastare violenza, degrado, occupazioni abusive, criminalità diffusa e immigrazione illegale. Più tutele per le Forze dell’ordine, per i cittadini onesti, per chi ogni giorno chiede solo di vivere in sicurezza. Noi – conclude – andiamo avanti così: con serietà, determinazione e con la volontà di dare risposte concrete agli italiani”.

Calcio, Roma, Gasperini: "Fiducia del club mai mancata"

Roma, 24 apr. (askanews) – “Il comunicato evidenzia due cose: la fiducia riposta in me, mai mancata fin dal primo giorno, e che la Roma è davanti a tutto”. Così Gian Piero Gasperini nella prima conferenza stampa dopo la separazione tra il club giallorosso e Claudio Ranieri, evitando polemiche ma ribadendo la centralità del progetto tecnico.

Il tecnico ha preferito non entrare nel merito delle vicende interne: “Le vicende sono state sotto gli occhi di tutti e non mi sento di commentarle. Non voglio partecipare a questa macchina del fango. Io continuo a lavorare sulla squadra”. Un passaggio netto anche sul rapporto con Ranieri: “Non avevo mai avuto la sensazione di toni così forti e duri, e questo mi ha sorpreso”.

Il poco feeling con Massara ha rallentato la squadra: “Non è che non fossi contento delle operazioni di Massara, gli ho sempre lasciato libertà e detto che se lui conosceva un giocatore allora doveva prenderlo, è il suo lavoro… Non c’è mai stata una mia chiusura su nessuno. Ma fin dal primo giorno ho chiesto di rinforzarci davanti, una richiesta normale, su tutto il resto non ho mai messo veti. Sì, sull’attacco ho insistito perché pensavo e penso sia il punto focale. Non mi sembrava una cosa così difficile da capire o che potesse creare tutta questa situazione…”.

Guardando al campo, Gasperini ha sottolineato come la squadra sia rimasta competitiva: “Globalmente la difesa ha reso con grande livello, c’è stato un periodo in cui era difficilissimo farci gol”. Sul mercato e sul rapporto con il direttore sportivo ha ammesso divergenze tecniche ma non personali: “È una bravissima persona, ma sotto l’aspetto tecnico non abbiamo trovato feeling. Mai nulla di personale, sempre massima professionalità”.

Tra i temi affrontati anche le scelte societarie: “Su Sancho non si è potuto fare perché la proprietà non ha voluto”. E sul futuro: “Siamo concentrati sul presente, i margini di errore diminuiscono e serve continuità”.

Infine uno sguardo alla gestione della rosa, con particolare attenzione a Paulo Dybala: “Difficile vederlo titolare subito dopo quasi novanta giorni di stop, speriamo di averlo a gara in corso”. Il tecnico ha chiuso ribadendo la sua linea: “Voglio parlare solo di calcio. Tutto il resto non mi interessa”.

L’intreccio dl sicurezza e 25 Aprile infuoca la Camera tra canti e cartelli

Roma, 24 apr. (askanews) – “Bella ciao” e l'”Inno di Mameli” con la Lega che si smarca dai cori. Cartelli con la scritta “La nostra sicurezza è la Costituzione” e foulard tricolori. Chi evoca i “mozzaorecchi” della sinistra e chi urla “ora e sempre resistenza!”, “viva l’Italia antifascista”. Si infuoca l’Aula di Montecitorio nell’intreccio ‘temporale’ tra l’ok definitivo al Dl sicurezza e la festa del 25 aprile che si celebra domani. Con il vicepresidente della Camera Fabio Rampelli che, al momento di proclamare il via libera al decreto, dopo due giorni di maratona oratoria e proteste delle opposizioni, legge l’esito delle votazioni a raffica e chiude di gran carriera la seduta.

Ai banchi del governo, solo tre ministri: il vicepremier Matteo Salvini, accanto al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi. Oltre a un piccolo drappello di sottosegretari.

Non appena si apre la seduta, i deputati dei gruppi di minoranza scattano in piedi e cantano ‘Bella Ciao’, redarguiti da Rampelli: “Colleghi, abbiamo capito su, dobbiamo proseguire i nostri lavori”. Iniziano gli interventi sul 25 Aprile e tocca al capogruppo M5S Riccardo Ricciardi (M5s) che esordisce: “Buon 25 aprile alle ragazze e ai ragazzi che si sentono legati con un filo ideale a quei giovani del secolo scorso che hanno liberato il paese”, rivendicando il nesso con le piazze di oggi a partire da quelle per Gaza. Fazzoletto tricolore dell’Anpi al collo della presidente dei deputati dem Chiara Braga che ricorda l’occupazione della sala stampa di Montecitorio da parte delle opposizioni, qualche mese fa, da chi “voleva sfregiare” l’istituzione (la conferenza sulla remigrazione con Casapound).

Quando prende la parola Gianfranco Rotondi (Dc con Rotondi), a nome del gruppo di Fratelli d’Italia, e dice che “se al posto di Togliatti ci fossero stati i ‘mozzaorecchi’ della sinistra di oggi, difficilmente questo paese avrebbe avuto 80 anni di libertà, pace e civiltà”, dagli scranni delle opposizioni partono i brusii. Nicola Fratoianni di Avs, dopo di lui, esplode: “I mozzaorecchi della sinistra di oggi sono coloro che vengono” dalla “lunga storia di chi ha dato il sangue per liberare questo Paese. La storia di chi è morto per consentire anche a voi, a chi ha il simbolo del suo partito, la fiamma tricolore, di poter parlare nell’aula del Parlamento della Repubblica. Chiaro?”. E Riccardo Magi (+Europa): “Oggi, a pochi minuti dall’approvazione definitiva di un provvedimento che contiene alcune norme che ricordano l’ordinamento fascista, il 25 aprile acquista ancora più valore: non dobbiamo essere ipocriti, ora e sempre resistenza!”.

Al termine degli interventi sul 25 aprile, i deputati di Fratelli d’Italia intonano l’inno di Mameli subito seguiti dalle opposizioni che si alzano in piedi. A rimanere seduti invece i deputati della Lega e i ministri Piantedosi e Salvini. Con Angelo Bonelli che grida: “alzatevi!”. Poi il vicepremier si fa una foto ricordo con i suoi e propone di mandarla a Bonelli.

Incassato il via libera al dl sicurezza, Salvini attraversa il Transatlantico, per andare al Cdm che oggi ha varato il correttivo sui compensi agli avvocati sui rimpatri. I cronisti gli domandano perché i deputati della Lega non hanno intonato l’Inno di Mameli. “Siamo qua per il decreto sicurezza, non è un festival canoro. Rispetto l’inno nazionale – precisa – ma quelli cantano ‘Bella Ciao’, mi sembra una mancanza di rispetto”.

Il capogruppo Riccardo Molinari chiede se sia “obbligatorio” cantare in aula. “Noi, visto che siamo gente seria, come abbiamo detto nel nostro intervento, non ci facciamo strumentalizzare sul 25 Aprile con Bella Ciao contro il centrodestra e non ci facciamo strumentalizzare con l’Inno d’Italia contro il centrosinistra. Perché se è la festa di tutti per noi deve essere la festa di tutti”. A chi gli chiede se allora Fdi si è fatta strumentalizzare, Molinari si limita a rispondere: “Questo lo ha detto lei”.

Salta il "premio" per i rimpatri dei migranti, come funziona il corretivo al decreto sicurezza

Roma, 24 apr. (askanews) – Cambia la norma del dl sicurezza sui compensi di 615 euro per gli avvocati “ad avvenuto rimpatrio” dei migranti. In un consiglio dei ministri lampo (nove minuti) è stato varato il decreto correttivo, che accoglie i rilievi del Colle. Un intervento che, dal comunicato di Palazzo Chigi, sembra confermare le anticipazioni di questi giorni.

Con il nuovo decreto, viene eliminata la specifica che tale assistenza debba essere fornita esclusivamente da un avvocato, si sopprimono le parti del testo che fanno riferimento al Consiglio Nazionale Forense, salta la specifica che il compenso debba essere dato solo all’esito della partenza del migrante (si stabilisce invece che il ‘pagamento’ verrà corrisposto a conclusione del procedimento).

Sarà il ministro dell’Interno a definire i criteri per l’individuazione dei soggetti che possono svolgere l’attività di assistenza al rimpatrio e per la corresponsione del relativo compenso.

Questo il testo del comunicato di Chigi: “Il testo apporta alcune modifiche alle norme in materia di rimpatri volontari assistiti (RVA) introdotte in sede di conversione del decreto-legge 24 febbraio 2026, n. 23. Le nuove norme agiscono in particolare sulla disciplina relativa ai soggetti che possono fornire assistenza al cittadino straniero nella presentazione della richiesta di partecipazione a un programma di rimpatrio volontario assistito e, di conseguenza, ricevere il compenso di circa 615 euro legato a tale prestazione. In particolare, l’ampliamento si realizza attraverso l’eliminazione della specifica che tale assistenza debba essere fornita esclusivamente ad opera di un avvocato. Inoltre, si subordina la corresponsione del compenso alla conclusione del procedimento amministrativo e non più all’esito della partenza del migrante”.

“Infine – prosegue la nota – si sopprimono le parti del testo che fanno riferimento al Consiglio Nazionale Forense indicandolo come uno dei soggetti con i quali il Ministero dell’interno collabora per realizzare i programmi di rimpatrio volontario assistito e al quale è attribuita la funzione di ripartizione del compenso spettante per l’opera prestata a favore dello straniero rimpatriando. Di conseguenza, si prevede che con decreto del Ministro dell’interno saranno definiti anche i criteri per l’individuazione dei rappresentanti che possono svolgere l’attività di assistenza al rimpatrio e per la corresponsione del relativo compenso”.

Il nuovo decreto sui rimpatri volontari assistiti, approvato dal Consiglio dei ministri oggi per correggere la contestata norma del dl sicurezza convertito in legge stamattina in aula alla Camera, modifica direttamente la norma originaria del Testo unico immigrazione e contestualmente abroga l’articolo sugli avvocati all’origine delle polemiche. È quanto si apprende da fonti di governo.

Giuridicamente, a livello di drafting normativo, viene spiegato, non si può fare la novella della novella. L’articolo 30-bis del decreto sicurezza, approvato dall’assemblea di Montecitorio in via definitiva, è una novella dell’articolo 14 ter del testo unico immigrazione. Quindi il decreto correttivo deliberato dal Cdm interviene a modificare direttamente l’articolo 14 ter del testo unico immigrazione.

Tuttavia, sottolineano le stesse fonti, siccome i due testi saranno pubblicati nella stessa Gazzetta ufficiale stasera o al massimo domani mattina in via straordinaria, per fugare qualsiasi tipo di dubbio, nel decreto correttivo è anche prevista l’abrogazione espressa dell’articolo 30-bis del decreto sicurezza.

Come anticipato, nel nuovo decreto viene eliminato il riferimento al Consiglio nazionale forense che non è più coivolto nell’erogazione del contributo di 615 euro e il contributo non è più vincolato all’esito del procedimento amministrativo, quindi è erogato a prescindere dal fatto che il rimpatrio sia effettivamente avvenuto. Inoltre tale premio è esteso ad altri soggetti, con un mandato di fiducia del migrante; non si parla più dell’avvocato difensore. Queste più ampie categorie di soggetti saranno individuate precisamente con un decreto del ministero dell’Interno. Per tale decreto, il provvedimento approvato oggi in Cdm ha fissato un termine ordinatorio di 60 giorni ma possono anche essere di più. Successivamente ci sono i 30 giorni per la registrazione da parte della Corte dei Conti.

Le coperture, viene sottolineato, saranno diverse da quelle del decreto sicurezza ma solo marginalmente. L’iter del decreto correttivo, si apprende, dovrebbe iniziare dal Senato.

Fuori "Your Favorite Toy", il nuovo album dei Foo Fighters

Roma, 24 apr. (askanews) – È finalmente uscito “Your favorite Toy” (Roswell Records/RCA Records), l’atteso nuovo album della rock band vincitrice di 15 Grammy Awards Foo Fighters. Il dodicesimo album in studio album, disponibile in digitale e in CD e LP, arriva dopo le uscite, negli scorsi mesi, di vari singoli, come “Caught In The Echo”, “Of All People”, e “Asking For A Friend”.

Insieme all’album, è uscito anche il nuovo video di “Window”, sviluppato a partire da un concept originale di Dave Grohl e diretto da Jake Erland. Questa interpretazione visiva accompagna gli spettatori in un viaggio di distaccato voyeurismo: il video vede protagonista Craig Parkinson nei panni di un lavavetri che si arrampica sulla facciata in vetro e acciaio di un imponente grattacielo, osservando i vari abitanti di ogni piano mentre lui stesso rimane praticamente invisibile.

Questa la tracklist di “Your Favorite Toy”: Caught In The Echo; Of All People; Window; Your Favorite Toy; If You Only Knew; Spit Shine; Unconditional; Child Actor; Amen, Caveman; Asking For A Friend.

L’album è stato registrato interamente in casa e co-prodotto dai Foo Fighters insieme a Oliver Roman, con l’ingegneria del suono curata da Oliver Roman e il mixaggio affidato a Mark “Spike” Stent.

L’uscita di “Your Favorite Toy” segna l’inizio del gigantesco “Take Cover World Tour” dei Foo Fighters, che dopo la data sold out del 28 aprile alla Total Mortgage Arena di Bridgeport, in Connecticut, e le due date da headliner nei festival statunitensi Welcome to Rockville e Bottlerock, li vedrà arrivare in Europa con la prima data il 10 giugno all’Unity Arena di Oslo.

I Foo Fighters – che sono Dave Grohl, Nate Mendel, Pat Smear, Chris Shiflett, Rami Jaffee e Ilan Rubin – porteranno il loro “Take Cover World Tour” anche in Italia per un’unica imperdibile tappa agli I-Days Milano Coca-Cola, domenica 5 luglio 2026, all’Ippodromo Snai la Maura. Ad aprire la data due band molto amate dal pubblico e dalla critica: gli Idles e i Fat Dog.

È ufficiale la separazione tra Roma e Ranieri, ora Gasperini

Roma, 24 apr. (askanews) – È ufficiale la separazione tra la Roma e Claudio Ranieri. Il club giallorosso ha comunicato in mattinata la fine del rapporto con il senior advisor, chiudendo un’esperienza durata meno di un anno e segnata da tensioni interne nelle ultime settimane.

Nel comunicato, la società ringrazia Ranieri per il lavoro svolto in una fase delicata: “Il Club desidera ringraziare Claudio per il suo significativo contributo alla Roma. Ha guidato la squadra in un momento molto difficile e saremo sempre grati per i suoi sforzi”. Una presa di posizione netta che guarda però soprattutto al futuro, indicato chiaramente nella figura di Gian Piero Gasperini: “Abbiamo piena fiducia nel percorso che ci attende sotto la sua guida tecnica, con l’obiettivo condiviso di crescere, migliorare e ottenere risultati all’altezza della nostra storia”.

La decisione arriva al termine di giorni turbolenti a Trigoria, dopo contrasti sempre più evidenti tra Ranieri e Gasperini. Determinanti, secondo quanto filtra dall’ambiente, le dichiarazioni pubbliche dell’ex tecnico giallorosso che hanno contribuito ad alimentare tensioni interne, spingendo la proprietà dei Friedkin a una scelta definitiva. L’orientamento del club è apparso chiaro anche nella nota ufficiale, che ribadisce solidità societaria, leadership forte e una visione ben definita, con la Roma “sempre al primo posto”.

Per Ranieri si chiude così un lungo rapporto con l’ambiente romanista, vissuto prima da calciatore e poi da allenatore in più cicli, tra cui spiccano la rimonta del 2010 e quella più recente della scorsa stagione. Questa volta, però, l’avventura dirigenziale si interrompe dopo pochi mesi, senza riuscire a trovare continuità.

La scelta rafforza ulteriormente il ruolo di Gasperini, chiamato ora non solo a guidare la squadra ma anche a incidere sulle future strategie tecniche. Resta da capire se la decisione avrà ripercussioni anche sull’assetto dirigenziale, con la posizione del direttore sportivo ancora in bilico nelle prossime settimane.

Madrid, Musetti avanti: battuto Hurkacz in due set

Roma, 24 apr. (askanews) – Inizia con una vittoria convincente il cammino di Lorenzo Musetti al Masters 1000 di Madrid Open. L’azzurro supera in due set il polacco Hubert Hurkacz con il punteggio di 6-4, 7-6, conquistando l’accesso al terzo turno dove affronterà l’olandese Tallon Griekspoor.

Partita tutt’altro che semplice per Musetti, opposto a un avversario esperto e già vincitore di due Masters 1000 in carriera. L’italiano approccia però nel modo migliore, strappando subito il servizio a Hurkacz e volando sul 4-1 grazie a un doppio break. Il polacco prova a rientrare nel set, ma Musetti gestisce con lucidità il vantaggio e chiude 6-4 il primo parziale.

Nel secondo set l’equilibrio aumenta, con Hurkacz che alza il livello al servizio mettendo in difficoltà l’azzurro. Il parziale si decide al tie-break dopo che Musetti annulla due set point, mostrando freddezza nei momenti chiave. Nel gioco decisivo l’italiano cambia marcia, imponendosi con autorità e chiudendo l’incontro in due set.

Un successo importante per Musetti, che conferma i progressi sulla terra battuta e supera un banco di prova significativo all’esordio nel torneo madrileno. Al terzo turno lo attende Griekspoor, testa di serie numero 29, reduce dalla vittoria contro il bosniaco Damir Džumhur.

Al Niaf di NY si è parlato nuovo film di Tornatore "The First Dollar"

Roma, 24 apr. (askanews) – Paolo Del Brocco, amministratore delegato di Rai Cinema, ha presentato ieri sera, giovedì 23 aprile, a New York, nel corso del prestigioso Gala annuale del NIAF (National Italian American Foundation) il progetto del prossimo film di Giuseppe Tornatore “The First Dollar” (Il primo dollaro). L’evento si è svolto alla presenza di circa 700 invitati dagli Stati Uniti e dall’Italia, tra cui figure di spicco di area politica, finanziaria e culturale italo americana.

Durante la serata di Gala, Paolo De Brocco ha illustrato il progetto sul quale è al lavoro il regista premio Oscar Giuseppe Tornatore, dedicato alla figura di Amadeo Peter Giannini, fondatore della Bank of Italy – poi divenuta Bank of America – e protagonista di una delle storie più straordinarie del Novecento. Una figura iconica per il NIAF: a lui si deve il sistema bancario moderno e una visione lungimirante della banca al servizio dell’economia.

Nato in California nel 1870, figlio di emigrati liguri, Amadeo Peter Giannini ha dimostrato come sia possibile costruire un’impresa destinata a cambiare la Storia, restando fedeli a un’idea profondamente umana di progresso. Seppe rivoluzionare il sistema bancario mettendo il credito al servizio delle persone comuni: immigrati, lavoratori, donne, famiglie, fino a quel momento escluse. Amava ripetere che non si può diventare mai così grandi da dimenticarsi della gente comune, un principio che ha guidato ogni sua scelta.

La sua vita attraversò diversi momenti simbolici della storia americana e mondiale: la ricostruzione di San Francisco dopo il terremoto del 1906, quando riaprì la banca tra le macerie per restituire fiducia a una città ferita; il sostegno decisivo alla nascita della grande industria cinematografica, finanziando opere di Charlie Chaplin, Walt Disney e Frank Capra; la costruzione del Golden Gate Bridge. Finanziò inoltre sia il New Deal che il piano Marshall e contribuì alla ricostruzione dell’Europa e dell’Italia nel secondo dopoguerra.

In un messaggio video inviato da Giuseppe Tornatore al pubblico del Gala, il regista ha illustrato il progetto mettendo a fuoco i punti principali sui quali vorrà puntare l’attenzione nel racconto di questa figura straordinaria. L’entusiasmo manifestato nel descrivere l’inizio di questa nuova avventura, ha sollevato molti applausi e consensi e un alto grado di interesse di tutta la platea.

The “First Dollar” (Il primo dollaro) è prodotto da Kavac Film di Simone Gattoni e Marco Bellocchio con Rai Cinema.

“Ringrazio il presidente del NIAF, Robert Allegrini, per averci invitato a presentare questo grande progetto, la storia di Amadeo Giannini è talmente straordinaria che affidata alle mani di un maestro come Giuseppe Tornatore non può che generare grande cinema – ha detto Paolo Del Brocco, amministratore delegato di Rai Cinema. Un italiano figlio di immigrati che riuscì a rivoluzionare il sistema bancario americano, mantenendo sempre una coerenza morale che gli consentì di mantenere uniti il successo economico, la responsabilità sociale e l’attenzione verso i più deboli. Voglio ringraziare Simone Gattoni e Marco Bellocchio perché questo progetto nasce anche dalla collaborazione con un partner produttivo come Kavac Film, una società che si distingue nel sistema industriale italiano per la qualità e per la sua attività nei mercati internazionali”.

“In un anno simbolico come quello del 250esimo anniversario della Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti, in cui la National Italian American Foundation celebra il contributo decisivo degli italoamericani alla crescita del Paese, il Gala di New York rappresenta l’occasione ideale per presentare The First Dollar, il film dedicato ad Amadeo Peter Giannini, uno dei più importanti finanzieri e filantropi della storia americana”, ha dichiarato Robert Allegrini, presidente e amministratore delegato del NIAF.

Giornata Nazionale Made in Italy al Birrificio Angelo Poretti

Roma, 24 apr. (askanews) – In occasione della Giornata Nazionale del Made in Italy – promossa dal MIMIT – Carlsberg Italia ha ospitato, presso il Birrificio Angelo Poretti, un talk istituzionale dedicato all’innovazione e al ruolo della ricerca sulle materie prime per l’industria birraria italiana.

Un appuntamento che ha riunito istituzioni, mondo accademico e della ricerca, giovani e industria, con l’obiettivo di stimolare un confronto concreto sulle sfide e le opportunità per il comparto brassicolo italiano, che secondo dati recenti crea un valore condiviso di oltre 10 miliardi di euro e occupa più di 100 mila operatori.

Alius Antulis, Managing Director di Carlsberg Italia, ha aperto l’incontro sottolineando il ruolo che l’innovazione riveste per l’azienda, globale e al tempo stesso con solide radici nel territorio italiano con il Birrificio Angelo Poretti, dove è stata sviluppata anche la tecnologia proprietaria DraughtMaster, l’innovativo sistema di spillatura lanciato proprio nel nostro Paese, che consente di migliorare qualità del prodotto, efficienza e sostenibilità.

Sono intervenuti la senatrice Gisella Naturale che rispetto all’emendamento in legge di bilancio, relativo alla riduzione delle accise, ha ricordato quanto sia importante che la politica ascolti tutte le parti così da raggiungere un risultato condiviso che porti a norme realmente utili per le imprese del brassicolo e Christian Garavaglia Consigliere Regionale per Regione Lombardia. Importanti i contributi anche dal mondo della ricerca con Ombretta Marconi, Direttrice del CERB all’Università di Perugia e Katya Carbone, Primo Ricercatore al CREA. Alla luce dello stretto legame tra Carlsberg e la Danimarca, sua terra di origine, ha partecipato al confronto anche Francesca Zaccarelli, AgriFood Senior Expert dell’Ambasciata di Danimarca.

A moderare il talk Serena Savoca, Marketing & Corporate Affairs Director di Carlsberg Italia, che ha sottolineato come in un contesto globale sempre più sfidante, la capacità di integrare ricerca, competenze e collaborazione tra diverse realtà e istituzioni diventa un fattore chiave per creare un valore duraturo e per tracciare il futuro dell’industria birraria italiana.

Ue, Dombrovskis ribadisce il no a sospensione del Patto di stabiltà

Roma, 24 apr. (askanews) – A dispetto del persistente pressing dell’Italia, per sbloccare maggiori margini di manovra contro la crisi innescata dai conflitti in Medioriente, la Commissione europea continua a respingere l’ipotesi di attivare la clausola generale di sospensione del Patto di stabilità e di crescita. “Non la stiamo raccomandando”, ha affermato il commissario all’economia, il lettone Valdis Dombrovskis, intervenendo oggi al forum economico annuale di Delfi, in Grecia.

“Sì, ci sono state alcune discussioni sull’attivazione della clausola generale di sospensione riguardo alle regole di bilancio – ha riconosciuto -. Il punto è che prevede uno scenario di grave deterioramento economico per l’Unione europea o per l’insieme dell’area euro”.

“E non siamo in uno scenario simile – ha sostenuto Dombrovskis -. Siamo in uno scenario di rallentamento economico”.

Nel frattempo, in questa fase “i nostri margini di bilancio sono limitati. Per questo non andremo su questa strada. Per questo diciamo che ci serve avere misure mirate e temporanee come risposta” alla crisi sui prezzi dell’energia.

Precedentemente lo stesso eurocommissario aveva anche escluso che vi fossero i requisiti anche per il ricorso alle clausole nazionali sulla sospensione del Patto di stabilità e di crescita. Si tratta di un’altra regola che consente “deviazioni temporanee rispetto agli obiettivi di bilancio” ai singoli paesi, in risposta a “circostanze eccezionali, al di fuori del loro controllo”, sempre però garantendo la sostenibilità del debito pubblico.

La Ue nega anche questa possibilità al momento. Mentre consente deviazioni temporanee alla spesa pubblica unicamente per finanziare maggiori spese militari e in difesa, alla luce della guerra in Ucraina. (fonte immagine: Europea Union)

Meloni: non ho sentito Trump. Ma rapporti con Usa solidi. L’Italia in Libano può fare la differenza

Nicosia, 24 apr. (askanews) – “Per quello che riguarda i nostri rapporti con gli Stati Uniti, sono sempre dei rapporti solidi. Per quello che riguarda i miei rapporti con Donald Trump non c’è niente di particolare che io stia facendo in questo momento”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un punto stampa a Nicosia per la seconda giornata del vertice informale Ue in merito ai tentativi di ricucire i rapporti con il leader Usa. E, rispondendo a una domanda dei giornalisti, la premier ha detto du non aver sentito il presidente Usa: Trump? “Non l’ho sentito”. Parlando con i giornalisti a Nicosia la premier ha sottolineato che la tensione tra Usa e Spagna sulla Nato la vedo “non positivamente”, “dobbiamo lavorare per rafforzare la colonna europea della Nato, che è il lavoro che stiamo facendo ovviamente con tutte le questioni che voi conoscete relativamente alla difesa. Colonna europea che chiaramente deve essere complementare a quella americana. Sapete che cosa penso sull’unità dell’Occidente, il ruolo dell’Occidente, sono sempre dell’idea che vada rafforzata”.

Per quanto riguarda la situazione in Medio Oriente, Meloni in particolare, ha sottolineato che l’Italia in Libano può fare la differenza. “Il mandato di Unifil scade alla fine di quest’anno, ma io penso che una presenza internazionale al confine tra Libano e Israele rimanga necessaria e fondamentale”, ha detto la presidente del Consiglio. “Ed è di questo – ha aggiunto – che stiamo discutendo particolarmente con i partner. Poi bisognerà cercare la cornice legale e ovviamente confrontarsi con il Parlamento italiano, ma penso che il ruolo che l’Italia ha giocato e continua a giocare in questi anni, non solo con Unifil ma anche con le nostre missioni bilaterali, con le nostre missioni multilaterali e e con un rispetto che si è guadagnata sul campo, possa fare la differenza insieme a quello di altri importanti Paesi”.

In generale, la premier si è detta “soddisfatta della discussione, ma questo è un Consiglio europeo informale, non ci sono delle decisioni che vengono prese, c’è un dibattito che viene portato avanti”, tuttavia in merito alla questione su come affrontare la crisi energetica “mi pare di non essere sola all’interno del Consiglio”. E in merito al Patto di stabilità è nota “la posizione tedesca sulla materia, ma sicuramente anche i tedeschi si rendono conto di quanto sia difficile la situazione che si sta affrontando. Io non penso di dover riferire alla stampa italiana quali sono le preoccupazioni del cancelliere tedesco. C’è sicuramente la volontà di venirsi incontro, cioè di trovare delle soluzioni che possano andare bene per tutti”, ha detto Meloni, che ieri ha avuto un colloquio bilaterale con il Cancelliere tedesco.

Iran, le notizie più importanti del 24 aprile sulla guerra

Roma, 24 apr. (askanews) – Di seguito una selezione delle notizie più importanti di venerdì 24 aprile sulla guerra di Usa e Israele contro l’Iran, un conflitto che coinvolge i Paesi del Golfo e il Libano, con ripercussioni sull’economia globale. La tregua tra Israele e Libano è stata prorogata, mentre il cessate il fuoco in Iran è appeso alla possibilità di un accordo con gli Usa.

-13:15 Si è svolta questa mattina a Palazzo Dante una nuova riunione del Ministro della Difesa, Guido Crosetto, e del Sottosegretario con delega alla Sicurezza della Repubblica, Alfredo Mantovano, con i vertici militari e dell’Intelligence. L’incontro ha consentito di fare il punto sugli sviluppi più recenti relativi agli aspetti militari e di intelligence connessi alla crisi nell’area mediorientale.

-13:00 Libano, Meloni: importante mantenere presenza internazionale. Il ruolo dell’Italia può fare la differenza, confronto con il Parlamento.

-13:00 La missione delle Nazioni Unite in Libano (Unifil) ha annunciato oggi il decesso di un casco blu indonesiano, il caporale Rico Pramudia, 31 anni, “rimasto ferito a seguito in modo grave nell’esplosione di un proiettile nella sua base di Adchit Al Qusayr la notte del 29 marzo”, che aveva causato la morte di un altro casco blu.

-12:45 I voli internazionali per Istanbul e Mascate riprenderanno nella giornata di domani all’aeroporto Imam Khomeini di Teheran, uno dei due principali scali della capitale iraniana, secondo quanto riportato oggi dall’agenzia di stampa iraniana Tasnim.

-12:38 Due droni carichi di esplosivo lanciati dall’Iraq hanno colpito questa mattina due valichi di frontiera nel nord del Kuwait, causando danni. Lo ha riferito su X l’esercito del Kuwait, precisando che non ci sono state vittime.

-12:00 Libano, a Cipro incontro tra Meloni e presidente Aoun A margine dei lavori del Consiglio europeo informale.

-11:50 Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno reso noto di aver colpito obiettivi di Hezbollah nel Libano meridionale in risposta al lancio di razzi da parte del movimento sciita libanese contro la località di confine settentrionale di Shtula la scorsa notte.

-11:32 Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha avuto oggi colloqui telefonici separati con il vice premier e ministro degli Esteri del Pakistan, Mohammad Ishaq Dar, e con il Comandante dell’esercito pachistano, il federmaresciallo Asim Munir, “sugli sviluppi regionali e su questioni relative al cessate il fuoco” con gli Stati Uniti. Lo ha reso noto il ministero degli Esteri iraniano.

-10:42 Il vicepresidente iraniano, Esmaeil Saqab Esfahani, ha avvertito gli Stati Uniti che l’Iran risponderà con la legge del taglione in caso di attacchi ai pozzi petroliferi, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa iraniana Mehr.

-10:05 Il presidente francese Emmanuel Macron ha auspicato oggi un ritorno alla stabilità in Medio Oriente “il più rapidamente possibile”, replicando all’omologo americano, Donald Trump, che ieri ha dichiarato di avere “tutto il tempo del mondo” per negoziare la pace con l’Iran.

-10:00 Carburanti, Mimit: prezzi in calo con gasolio self a 2,062 euro-litro. Quindicesimo giorno consecutivo di riduzione dei prezzi medi.

-09:40 Iran, Sanchez: sospensione Spagna da Nato? Non mi baso sulle email ma su documenti ufficiali. Così il premier spagnolo riguardo l’indiscrezione della Reutersi su una email del Pentagono.

-09:25 Kallas: valutiamo missione Ue a sostegno dell’esercito libanese, una volta che Unifil avrà terminato il suo mandato.

-09:20 “Se i colloqui si concentrano solo sul nucleare e non ci sono esperti del settore attorno al tavolo, finiremo per avere un accordo più debole del Jcpoa”: lo ha detto oggi il capo della diplomazia Ue, Kaja Kallas, facendo riferimento all’accordo sul nucleare iraniano del 2015 abbandonato dagli gli Stati Uniti nel 2018.

-09:14 Carburanti, prezzi ancora in calo con benzina self a 1,736 euro-litro, secondo la rilevazione di Staffetta Quotidiana.

-09:08 Borsa, Europa in calo: Parigi -0,42%, Londra -0,37%. Madrid la peggiore in avvio -0,75%, Amsterdam in contro tendenza

-09:05 Avvio in deciso calo per Piazza Affari, con il Ftse Mib che avvia gli scambi in calo dello 0,68%. Spicca sul listino principale Eni +1,14%, dopo la pubblicazione della trimestrale.

-09:00 “Tutti sono stati molto chiari sul fatto che la libertà di navigazione non è negoziabile. Quindi lo Stretto di Hormuz deve essere aperto senza alcun pedaggio”: lo ha ribadito oggi il capo della diplomazia europea, Kaja Kallas, al suo arrivo per il secondo giorno di vertice informale del Consiglio europeo a Cipro.

-08:39 Borsa, Tokyo chiude in rialzo dello 0,91% in un’Asia incerta. Cina naviga sotto la parità, Hong Kong resiste. Giù Mumbai -1,25%.

-08:35 Prezzo del gas in rialzo dell’1,8%, con i futures in consegna a maggio pagati 45,3 euro al megawattora.

-08:08 Una email interna del Pentagono illustra le opzioni a disposizione degli Stati Uniti per “punire” gli alleati della Nato che, secondo Washington, non hanno fornito supporto al conflitto contro l’Iran. Lo ha rivelato all’agenzia Reuters un funzionario Usa, precisando che nella email vengono citate la sospensione della Spagna dall’alleanza, la revisione della posizione americana riguardo alle rivendicazioni britanniche sulle Isole Falkland e la sospensione dei paesi “difficili” da posizioni importanti o prestigiose all’interno della Nato.

-08:00 La guerra con l’Iran ha ridotto in modo significativo le scorte di armi delle forze armate americane, mentre il costo del conflitto è pari a quasi un miliardo di dollari al giorno. E’ quanto riporta oggi il New York Times.

-07:35 Stabile a 95,8 dollari al barile il prezzo del petrolio Wti. I futures sul Brent salgono dello 0,25% e vengono pagati 105 dollari al barile.

-07:05 Funzionari militari americani stanno definendo nuovi piani per colpire le capacità iraniane nello Stretto di Hormuz, qualora il cessate il fuoco dovesse terminare senza un accordo. E’ quanto riporta la Cnn citando diverse fonti al corrente del dossier.

-07:00 Il cessate il fuoco in Libano “non è al 100%”. Lo ha detto alla Cnn l’ambasciatore israeliano alle Nazioni Unite, Danny Dannon, esprimendo dubbi sulla capacità del governo libanese di far rispettare la tregua nel sud del Libano, dove opera Hezbollah. Ieri il presidente americano Donald Trump ha annunciato una proroga di tre settimane dell’accordo di tregua, dopo i negoziati tenuti alla Casa Bianca da diplomatici libanesi e israeliani.

Libano, Meloni: importante mantenere presenza internazionale

Nicosia, 24 apr. (askanews) – “Il mandato di Unifil scade alla fine di quest’anno, ma io penso che una presenza internazionale al confine tra Libano e Israele rimanga necessaria e fondamentale”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un punto stampa a Nicosia per la seconda giornata del vertice informale Ue.

“Ed è di questo – ha aggiunto – che stiamo discutendo particolarmente con i partner. Poi bisognerà cercare la cornice legale e ovviamente confrontarsi con il Parlamento italiano, ma penso che il ruolo che l’Italia ha giocato e continua a giocare in questi anni, non solo con Unifi ma anche con le nostre missioni bilaterali, con le nostre missioni multilaterali e e con un rispetto che si è guadagnata sul campo, possa fare la differenza insieme a quello di altri importanti Paesi”.

Dl sicurezza, via libera definitivo della Camera tra l’Inno di Mameli e le proteste

Roma, 24 apr. (askanews) – Via libera definitivo, nell’aula della Camera, al dl sicurezza con 162 voti a favore e 102 contrari (un astenuto). Il provvedimento, con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale, diventa legge.

All’apertura della seduta, dai banchi delle opposizioni, con i deputati tutti in piedi, è salito il coro “Bella ciao”. “Colleghi, abbiamo capito su, dobbiamo proseguire i nostri lavori” ha redarguito il presidente di turno Fabio Rampelli (Fdi) mentre è iniziato l’intervento di Riccardo Ricciardi (M5s) con l’espressione: “Buon 25 aprile”.

Protesta delle opposizioni in aula anche al momento del voto definitivo sul decreto sicurezza. I deputati di Pd, Avs e Movimento Cinque stelle hanno esposto dei cartelli con la scritta: “La nostra sicurezza è la Costituzione”.

Poco prima, al termine degli interventi sul 25 aprile, i deputati di Fratelli d’Italia hanno intonato l’inno di Mameli subito seguiti dalle opposizioni che si sono alzate in piedi. A rimanere seduti invece i deputati della Lega e i ministri Piantedosi e Salvini tra i banchi del governo. L’approvazione definitiva del decreto sicurezza è stata salutata con un applauso della maggioranza.

Presenti in aula alla Camera per l’ok definitivo al decreto sicurezza il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e il ministro del Turismo Gianmarco mazzi. Presenti i sottosegretari Molteni, Siracusano, Ferrante. La seduta è ripresa con alcuni interventi sul 25 aprile. Mentre in aula alla Camera erano in corso gli interventi sul 25 aprile, prima del voto finale sul decreto sicurezza, è arrivato tra i banchi del governo anche il vicepremier e ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Matteo Salvini. Il leader della Lega ha preso posto accanto a Piantedosi. “Sono soddisfatto di tutto”. Così il vicepremier Matteo Salvini, nel Transatlantico della Camera per il via libera definitivo al dl sicurezza, rispondendo a chi chiedeva dei contenuti del decreto legge correttivo della norma sui compensi agli avvocati per i rimpatri. Secondo le anticipazioni, dovrebbe essere attuato da un decreto ministeriale. La preoccupa che possa non essere attuata nei fatti? “No. E’ è una bella giornata oggi perché questo decreto sicurezza entra in positivo nelle case degli italiani e sulle strade percorse dagli italiani”, si è limitato a rispondere Salvini. “Siamo qua per il decreto sicurezza, non è un festival canoro. Rispetto l’inno nazionale ma quelli cantano ‘Bella Ciao’, mi sembra una mancanza di rispetto” ha detto inoltre il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini ai giornalisti che dopo l’approvazione definitiva del decreto sicurezza gli hanno chiesto per quale motivo la Lega non si fosse alzata in piedi unendosi al resto del centrodestra per cantare l’inno d’Italia in aula alla Camera.

Dl sicurezza, ok definitivo tra inno di Mameli e proteste opposizioni

Roma, 24 apr. (askanews) – Protesta delle opposizioni in aula alla Camera al momento del voto definitivo sul decreto sicurezza. I deputati di Pd, Avs e Movimento cinque stelle hanno esposto dei cartelli con la scritta: “La nostra sicurezza è la Costituzione”.

Poco prima, al termine degli interventi sul 25 aprile, i deputati di Fratelli d’Italia hanno intonato l’inno di Mameli subito seguiti dalle opposizioni che si sono alzate in piedi. A rimanere seduti invece i deputati della Lega e i ministri Piantedosi e Salvini tra i banchi del governo.

L’approvazione definitiva del decreto sicurezza è stata salutata con un applauso della maggioranza.

Nasce l’evento nazionale “Cuori Sicuri”

Roma, 24 apr. (askanews) – L’Italia punta a un ruolo di primo piano nell’attuazione del Safe Hearts Plan, strategia europea per la prevenzione e la gestione delle malattie cardiovascolari, presentata alla Commissione Europea il 16 dicembre 2025. È quanto emerso a Roma, presso Palazzo Wedekind, in occasione dell’evento nazionale “Cuori Sicuri”, iniziativa dall’Intergruppo parlamentare “Prevenzione e Riduzione del Rischio” promosso da Motore Sanità, con il contributo non condizionante di MSD.

Nel corso dell’incontro, è stato evidenziato come il Safe Hearts Plan punti su programmi di screening mirati e sull’adozione di approcci sempre più precisi, anche grazie all’integrazione tra innovazione tecnologica, strumenti digitali e nuovi modelli organizzativi della sanità nazionale: “Fare prevenzione significa fare principalmente due cose. Innanzitutto fare un investimento culturale, cioè fare in modo che le persone vedano il modo di sottoporsi ai screening, cambiare gli stili di vita e il modo di alimentarsi come priorità del loro vivere, e fare in modo che il sistema sanitario sia un promotore di questa cultura, che però deve interessare anche il mondo della scuola, dello sport, dell’associazionismo. Insomma, tutta la mentalità del nostro modello sociale. Però deve essere accompagnato anche da un modello organizzativo di presa in carico, perché prevenzione è anche fare screening e monitorare, intercettare immediatamente una patologia con una diagnosi precoce, ma soprattutto una presa in carico che faccia in modo che le terapie vengano seguite” ha detto Gian Antonio Girelli, Presidente Intergruppo Parlamentare Prevenzione e Riduzione del rischio.

“È importantissimo che in Italia venga recepito e venga costruito un piano nazionale dedicato alle malattie cardiovascolari e, quindi, andare a recepire il Safe Hearts Plan a livello europeo per due motivi: perché le malattie cardiocerebrovascolari sono la prima causa di morte, la prima causa di disabilità e la prima causa di ospedalizzazione in Italia e non solo in Italia ma anche in Europa” ha aggiunto Elena Murelli, presidente Intergruppo parlamentare Genomica e Genetica e Intergruppo Malattie cardio-cerebrovascolari

Un dibattito in cui è stato sottolineato anche il ruolo dell’innovazione, dalla digitalizzazione alla ricerca farmacologica. Ha parlato così Nicoletta Luppi, presidente e amministratrice delegata MSD Italia: “Innanzitutto, per poter attuare un piano così importante come il Safe Hearts Plan, bisogna conoscere i propri livelli di colesterolo, per poter determinare con precisione la migliore strategia per proteggere il proprio cuore. E poi bisogna andare in prevenzione, cioè, costruire intorno alla propria salute, l’opportunità di scongiurare tutte quelle malattie che sono prevenibili. Come, per esempio, anche tutte le malattie prevenibili attraverso l’immunizzazione, mano a mano che si progredisce con le diversità della vita”.

L’iniziativa “Cuori Sicuri” punta così alla definizione di un Consensus Paper programmatico per tradurre le linee europee in azioni concrete a livello nazionale, con l’obiettivo di rendere il Servizio sanitario più equo, efficace e sostenibile.

Bankitalia, Panetta: istituzioni custodi di fiducia in momenti difficili

Roma, 24 apr. (askanews) – Viviamo un tempo in cui la fiducia, nelle istituzioni, nel futuro, negli altri, è messa duramente alla prova”. Mentre “il compito delle istituzioni, inclusa quella che rappresento, è proprio questo: custodire la fiducia, anche nei momenti di maggiore incertezza”. E “l’Italia e l’Europa hanno le risorse, le competenze e le istituzioni per affrontare anche questa sfida”. Lo ha affermato il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, nel suo intervento oggi al Museo Archeologico Nazionale di Napoli al primo incontro del nuovo ciclo della serie “L’avventura della moneta. Lo scambio infinito”, dedicato a “L’oro di Napoli. Devozione, moneta e fiducia”.

“La moneta è, in fondo, un patto di fiducia collettiva. Quando paghiamo con una banconota, diamo per scontato che chi la riceve la accetti. Quando mettiamo da parte i risparmi, confidiamo che domani valgano quanto oggi. Questo patto silenzioso tra le persone è antico quanto le prime monete. E le banche centrali, nel tempo, ne sono diventate le guardiane”, ha spiegato Panetta.

“Essere guardiani di quel patto – ha avvertito il governatore – significa due cose: garantire pagamenti sicuri e preservare nel tempo il valore del denaro, cioè tenere sotto controllo l’inflazione”.

E proprio l’incontro di oggi “verte sui temi della devozione, della moneta e della fiducia. Non intendo ovviamente parlare di devozione, un compito che lascio a chi ne ha ben più titolo di me. Condivido invece volentieri qualche riflessione su moneta e fiducia, due concetti con i quali mi confronto ogni giorno”.

“Le guerre in Ucraina e in Medio Oriente hanno incrinato il senso di sicurezza in cui vivevamo da quasi ottant’anni. Il Covid ci ha ricordato, bruscamente, che le pandemie non appartengono solo ai libri di storia. E l’intelligenza artificiale sta cambiando l’attività produttiva in modi che generano, comprensibilmente, grande preoccupazione tra imprenditori e lavoratori, in Italia come nel resto del mondo”.

“Molti – ha proseguito Panetta – si chiedono cosa resterà del proprio mestiere tra dieci anni, e non è una domanda a cui è facile rispondere. Non è la prima volta che ci troviamo davanti a sfide di questo genere. Nell’antichità, ad Atene come a Roma, l’approvvigionamento di grano dipendeva da rotte marittime lontane; il controllo di quelle rotte divenne uno strumento di potere e, quando venne meno, una fonte di crisi. Le analogie con i problemi legati allo Stretto di Hormuz sono evidenti. E l’ansia che oggi sentono i lavoratori di fronte all’avanzare dell’intelligenza artificiale non è tanto diversa da quella degli artigiani e dei tessitori inglesi durante la rivoluzione industriale”.

“La storia ci insegna però anche altro: quelle transizioni, per quanto dolorose, hanno generato nuove opportunità, nuove professioni, nuova prosperità. L’Italia e l’Europa hanno le risorse, le competenze e le istituzioni per affrontare anche questa sfida. Non c’è ragione di credere che questa volta sarà diverso”, ha detto il numero uno di Bankitalia.

“Il compito delle istituzioni, inclusa quella che rappresento, è proprio questo: custodire la fiducia, anche nei momenti di maggiore incertezza. Per le banche centrali, questo compito passa attraverso la gestione della moneta. La moneta è, in fondo, un patto di fiducia collettiva. Quando paghiamo con una banconota, diamo per scontato che chi la riceve la accetti. Quando mettiamo da parte i risparmi, confidiamo che domani valgano quanto oggi. Questo patto silenzioso tra le persone è antico quanto le prime monete. E le banche centrali, nel tempo, ne sono diventate le guardiane. Essere guardiani di quel patto significa due cose: garantire pagamenti sicuri e preservare nel tempo il valore del denaro, cioè tenere sotto controllo l’inflazione. Entrambi questi compiti sono oggi sotto pressione. I conflitti in corso rischiano di alimentare una nuova impennata dei prezzi. Il Consiglio direttivo della Banca centrale europea segue con grande attenzione l’evoluzione della situazione geopolitica, con un obiettivo preciso – ha spiegato -: evitare che si riaccenda una spirale inflazionistica come quella che ha colpito tutti noi tra il 2021 e il 2023”.

Sul fronte tecnologico, secondo Panetta “la sfida è diversa ma altrettanto profonda. Paghiamo con il telefono, investiamo attraverso app, trasferiamo denaro in pochi secondi dall’altra parte del mondo. Tutto questo è un progresso reale. Ma apre anche la strada a forme di denaro privato poco trasparenti e poco stabili, che rischiano di indebolire quel patto di fiducia che la moneta pubblica garantisce da secoli. Guidare questa trasformazione senza perdere ciò che di essenziale abbiamo costruito: è una delle sfide decisive delle banche centrali nei prossimi anni”.

“Il Museo della Moneta che inaugureremo il prossimo anno a Roma nasce anche da questa convinzione: capire come la moneta è nata e si è evoluta nel corso dei secoli aiuta a orientarsi nel presente e ad affrontare il futuro con meno timore. L’ oro di Napoli che dà il titolo a questo incontro non ha nulla a che vedere con le riserve auree della Banca d’Italia, né con i capolavori della Cappella del Tesoro di San Gennaro. È qualcosa che non si misura a peso e che, forse proprio per questo, è ancora più prezioso”.

“Nel capolavoro neorealista di Vittorio De Sica, L’oro di Napoli è la ricchezza umana, la vitalità e la dignità del popolo napoletano – soprattutto di quello dei quartieri più poveri. È la capacità di adattarsi, anche nei momenti più duri. Ed è la fiducia nel futuro, ostinata e quasi inspiegabile, che nasce proprio da questa capacità. Nei momenti di svolta della storia – ha concluso il governatore quell’oro vale più di qualsiasi moneta”. (fonte immagine: Banca d’Italia)

Carburanti, Salvini: ok da Ue su aiuti o avanti violando regole

Roma, 24 apr. (askanews) – “La posizione del governo è compatta e netta sul fronte caro carburanti: o l’Europa ci permette di spendere i soldi che dobbiamo spendere per aiutare chi è in difficoltà e penso soprattutto ai camionisti o lo facciamo lo stesso andando contro delle regole europee senza senso e fuori dal mondo”. Così, nel transatlantico della Camera, il vicepremier Matteo Salvini, il quale ha aggiunto che il taglio delle accise “da solo non basta perché sui bilanci delle aziende di autotrasporto non arriva. E siccome c’è uno sciopero convocato già oggi per il 25 maggio per una settimana, bloccare l’Italia per una settimana significa il caos, la paralisi, tornare ai tempi del Covid e io non voglio chiudere. Quindi o l’Europa ci permette di aiutare o aiutiamo fregandocene di quello che ci dice l’Europa”.

“Non spendo soldi per banchi con le rotelle. Devo evitare che l’Italia si fermi”, ha sottolineato. “Gli autotrasportatori parlano di uno sbilancio tra pre-guerra e post-guerra di almeno 100 milioni di euro al mese. Quindi per un trimestre, sperando che la guerra finisca, sono almeno 300 milioni”.

“Se si fermano i camionisti si blocca il paese e si svuotano i negozi e non posso permetterlo perché a Brxelles comanda qualche…”, conclude

La Cnn: l’esercito Usa prepara piani di attacco contro le postazioni iraniane nello Stretto di Hormuz

Roma, 24 apr. (askanews) – Funzionari militari americani stanno definendo nuovi piani per colpire le capacità iraniane nello Stretto di Hormuz, qualora il cessate il fuoco dovesse terminare senza un accordo. E’ quanto riporta la Cnn citando diverse fonti al corrente del dossier, secondo cui tra gli obiettivi presi in considerazione figurano le capacità iraniane attorno allo Stretto, alla parte meridionale del Golfo Persico e al Golfo dell’Oman.

Le fonti hanno riferito di possibili attacchi a piccole imbarcazioni d’attacco veloci, a navi posamine e ad altre risorse asimmetriche che hanno permesso a Teheran di bloccare la rotta marittima. Secondo le stesse fonti, l’esercito potrebbe anche dare seguito alla minaccia di colpire infrastrutture iraniane a duplice uso, tra cui centrali elettriche e ponti.

Un’altra opzione prevede attacchi contro singoli comandanti militari iraniani e altri leader considerati “ostruzionisti” dall’amministrazione americana rispetto ai negoziati tra Stati Uniti e Iran, come il comandante dei Guardiani della rivoluzione, Ahmad Vahidi.

Alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo Krafen di Diego Marcon

Milano, 24 apr. (askanews) – Fino al 26 luglio 2026 alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo Krapfen di Diego Marcon. Krapfen è un video digitale con animazione CGI che ha come protagonista un ragazzetto interpretato da Violet Savage e quattro indumenti: un paio di guanti, un foulard, dei pantaloni e un maglione. L’opera si sviluppa come un musical e prende ispirazione dall’età d’oro dell’animazione statunitense e dal teatro d’opera italiano. La partitura musicale, composta da Federico Chiari, collaboratore di lunga data dell’artista, conduce i personaggi in una coreografia frenetica, in cui i quattro indumenti incalzano Violet affinché mangi un krapfen alla marmellata d’albicocca. Come spesso accade nelle opere di Marcon, all’ambientazione fanciullesca si accompagna un’atmosfera allarmata e perturbante, in cui un dolce sembra diventare l’espediente per chiamare in scena emozioni di terrore e annientamento. Le opere di Marcon ricalcano i generi classici cinematografici, come l’horror, il musical, la slapstick comedy o il melodramma, rielaborandoli e combinando tra loro diversi registri, per costruire un immaginario inquietante.

All’inaugurazione della mostra il 15 aprile 2026 durante una conversazione fra Massimiliano Gioni e Diego Marcon, curatore e artista hanno analizzato l’opera.

Massimiliano Gioni: “Parlando appunto di cinema, che per te è sia medium che soggetto, in un certo senso (tutte le tue opere sono una riflessione sul cinema e sulla sua storia) , ti chiedevo della presenza fantasmatica di alcune tue opere, mi dicevi che il cinema e l’immagine in movimento quasi per definizione hanno una prossimità appunto con il fantasma. Volevo chiederti se in Krafen ci sono aspetti che continuano questa sorta di fascinazione per un mondo segreto, un mondo fantasmatico che il tuo lavoro affronta spesso”.

Diego Marcon: “Sì, poi in verità forse le cose più misteriose che spesso tornano nel mio lavoro sono paradossalmente le più comuni, quello che poi secondo me questi sviluppi scoperchiano è la presenza aliena di alcuni soggetti e di alcune cose che in verità sono molto comuni, nel caso di Kraftfen ad esempio la famiglia. La cosa che poi mi turba sempre più o che che resta sempre più misteriosa per me è il privato inteso come una dimensione molto intima del sé e da lì anche un po’ l’insistenza sul linguaggio, nel senso che appunto come tu dicevi i soggetti dei film non sono dei soggetti dramaturgici ma sono dei soggetti, se vogliamo, metalinguistici o mediolinguistici, nel senso sono il film stesso perché penso che esista soltanto il linguaggio in qualche maniera”.

Krapfen è la prima opera a essere prodotta grazie al New Futures Production Fund, la collaborazione pluriennale tra Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e New Museum di New York: sotto la guida di Massimiliano Gioni, Edlis Neeson Artistic Director del New Museum, l’iniziativa prevede la co-produzione e la presentazione di una nuova opera presso le due istituzioni. Krapfen è stato

commissionato e realizzato grazie alla collaborazione tra Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Lafayette Anticipations, New Museum, the Renaissance Society e The Vega Foundation, con il sostegno aggiuntivo di Sadie Coles HQ, Londra, e Galerie Buchholz, Berlino/Colonia/New York.

Cessate il fuoco Israele-Libano prorogato di 3 settimane. L’ambasciatore israeliano all’Onu: non è al 100%

Roma, 23 apr. (askanews) – Con grande ottimismo ieri sera il presidente Usa Donald Trump ha annunciato la proroga della tregua Israele-Libano di tre settimane. Oggi l’ambasciatore israeliano all’Onu ha però avvertito: il cessate il fuoco non è al 100%.

Il cessate il fuoco in Libano “non è al 100%”: ha detto alla Cnn l’ambasciatore israeliano alle Nazioni Unite, Danny Dannon, esprimendo dubbi sulla capacità del governo libanese di far rispettare la tregua nel sud del Libano, dove opera Hezbollah. “Devo essere sincero – ha detto Dannon – il governo libanese non ha alcun controllo su Hezbollah, che sta lanciando razzi nel tentativo di sabotare il cessate il fuoco. E Israele deve reagire. Ogni volta che percepiamo una minaccia, agiamo”.

Ieri il presidente americano Donald Trump ha annunciato una proroga di tre settimane dell’accordo di tregua, dopo i negoziati tenuti alla Casa Bianca da diplomatici libanesi e israeliani. L’ambasciatore ha riconosciuto che l’accordo è migliore della situazione precedente: “È una situazione nettamente migliore. Non è al 100%. Spero che l’esercito libanese sia effettivamente capace di attuare e far rispettare questo cessate il fuoco”.

Ieri sera Trump su Truth ha annunciato che l’incontro fra gli ambasciatori di Israele e Libano avvenuto nello Studio Ovale è “andato molto bene” e il cessate il fuoco fra i due paesi è stato prorogato di tre settimane, confermando di aver presenziato all’incontro alla Casa Bianca, insieme con il vicepresidente degli Stati Uniti, JD Vance, il Segretario di Stato, Marco Rubio, l’ambasciatore in Israele, Mike Huckabee, e l’ambasciatore in Libano, Michel Issa e rappresentanti di alto livello di Israele e del Libano.

“L’incontro è andato molto bene! – ha scritto il presidente Usa – Gli Stati Uniti collaboreranno con il Libano per aiutarlo a proteggersi da Hezbollah. Il cessate il fuoco tra Israele e Libano sarà prorogato di tre settimane. Non vedo l’ora di ospitare nel prossimo futuro il Primo Ministro di Israele, Bibi Netanyahu, e il Presidente del Libano, Joseph Aoun. È stato un grande onore partecipare a questo incontro davvero storico”.

Nato, un’email del Pentagono sugli alleati da punire: via la Spagna

Roma, 24 apr. (askanews) – Un’email interna del Pentagono, fatta circolare ad alti livelli del dipartimento della Difesa Usa, delineerebbe una serie di opzioni per “punire” gli alleati Nato che Washington ritiene non abbiano sostenuto le operazioni militari statunitensi nella guerra contro l’Iran. Lo rivela Reuters, citando un funzionario americano in forma anonima. Madrid respinge con fermezza: “Non ci basiamo sulle email, ma sui documenti ufficiali”, ha dichiarato il premier Sanchez da Cipro, dove partecipa al Consiglio Ue informale.

Il documento rivelato a Reuters esprimerebbe frustrazione per il rifiuto di alcuni alleati di concedere agli Stati Uniti diritti di accesso, basi e sorvolo – i cosiddetti ABO (Access, Basing and Overflight) – definiti nell’email “la base assoluta della Nato”.

Tra le opzioni contemplate figura la sospensione dei paesi ritenuti “difficili” da posizioni importanti o prestigiose nell’Alleanza. La Spagna è indicata come caso specifico: Madrid ha vietato l’uso delle sue basi militari – tra cui la Naval Station Rota e la base aerea di Morón – e del proprio spazio aereo per attacchi contro l’Iran, scelta motivata dal governo socialista di Sanchez con il rispetto del diritto internazionale.

Secondo il funzionario citato, la sospensione della Spagna avrebbe un impatto operativo limitato sulle attività militari americane, ma un peso simbolico molto rilevante. L’obiettivo delle misure ‘punitive’ sarebbe quello di inviare un segnale forte agli alleati europei e contrastare quello che Washington percepisce come un “senso di diritto acquisito” da parte dell’Europa nei confronti dell’ombrello di sicurezza americano.

Spunta poi un’opzione di portata potenzialmente molto più ampia nei confronti del Regno Unito: riconsiderare il sostegno diplomatico americano alle cosiddette “imperial possessions” europee, con esplicito riferimento alle Isole Falkland, amministrate da Londra ma rivendicate dall’Argentina del presidente Javier Milei, considerato da Trump un alleato. La guerra del 1982 tra Argentina e Gran Bretagna per le isole costò la vita a 650 soldati argentini e 255 britannici.

Trump ha già attaccato il premier britannico Starmer – “nessun Winston Churchill” – per la riluttanza ad aderire alle operazioni militari contro l’Iran, e ha descritto le portaerei britanniche come “giocattoli”. Londra ha inizialmente negato l’uso delle proprie basi per attacchi offensivi, concedendo successivamente missioni difensive.

L’email non propone né il ritiro degli Stati Uniti dalla Nato né la chiusura di basi in Europa. Il funzionario ha declinato di precisare se le opzioni includano un ridimensionamento della presenza militare americana nel continente, ipotesi comunque ampiamente attesa dagli analisti. Il portavoce del Pentagono Kingsley Wilson ha risposto senza smentire il contenuto del documento: “Come ha detto il presidente Trump, nonostante tutto quello che gli Stati Uniti hanno fatto per i nostri alleati Nato, loro non c’erano per noi. Il Dipartimento della Guerra garantirà al presidente opzioni credibili affinché i nostri alleati non siano più una tigre di carta.”

La reazione spagnola è arrivata da Cipro, dove Sanchez partecipa al vertice informale del Consiglio europeo. Oltre a respingere la validità dell’email come documento di riferimento, il premier ha ribadito la linea del suo governo: “La posizione del governo spagnolo è chiara: assoluta cooperazione con i nostri alleati, ma sempre nel quadro del diritto internazionale.

Email del Pentagono su alleati Nato da punire: via la Spagna, Gb senza Falklands

Roma, 24 apr. (askanews) – Un’email interna del Pentagono, fatta circolare ad alti livelli del dipartimento della Difesa americano, delineerebbe una serie di opzioni per “punire” gli alleati Nato che Washington ritiene non abbiano sostenuto le operazioni militari statunitensi nella guerra contro l’Iran. Lo rivela Reuters, citando un funzionario americano in forma anonima. Madrid respinge con fermezza: “Non ci basiamo sulle email, ma sui documenti ufficiali”, ha dichiarato il premier Sanchez da Cipro, dove partecipa al Consiglio Ue informale.

Il documento rivelato a Reuters esprimerebbe frustrazione per il rifiuto di alcuni alleati di concedere agli Stati Uniti diritti di accesso, basi e sorvolo — i cosiddetti ABO (Access, Basing and Overflight) — definiti nell’email “la base assoluta della Nato”. Tra le opzioni contemplate figura la sospensione dei paesi ritenuti “difficili” da posizioni importanti o prestigiose nell’Alleanza. La Spagna è indicata come caso specifico: Madrid ha vietato l’uso delle sue basi militari — tra cui la Naval Station Rota e la base aerea di Morón — e del proprio spazio aereo per attacchi contro l’Iran, scelta motivata dal governo socialista di Sanchez con il rispetto del diritto internazionale.

Secondo il funzionario citato da Reuters, la sospensione della Spagna avrebbe un impatto operativo limitato sulle attività militari americane, ma un peso simbolico molto rilevante. L’obiettivo delle misure ‘punitive’ sarebbe quello di inviare un segnale forte agli alleati europei e contrastare quello che Washington percepisce come un “senso di diritto acquisito” da parte dell’Europa nei confronti dell’ombrello di sicurezza americano.

Spunta poi un’opzione di portata potenzialmente molto più ampia nei confronti del Regno Unito: riconsiderare il sostegno diplomatico americano alle cosiddette “imperial possessions” europee, con esplicito riferimento alle Isole Falkland, amministrate da Londra ma rivendicate dall’Argentina del presidente Javier Milei, considerato da Trump un alleato. La guerra del 1982 tra Argentina e Gran Bretagna per le isole costò la vita a 650 soldati argentini e 255 britannici.

Trump ha già attaccato il premier britannico Starmer – “nessun Winston Churchill” – per la riluttanza ad aderire alle operazioni militari contro l’Iran, e ha descritto le portaerei britanniche come “giocattoli”. Londra ha inizialmente negato l’uso delle proprie basi per attacchi offensivi, concedendo successivamente missioni difensive.

L’email non propone né il ritiro degli Stati Uniti dalla Nato né la chiusura di basi in Europa. Il funzionario ha declinato di precisare se le opzioni includano un ridimensionamento della presenza militare americana nel continente, ipotesi comunque ampiamente attesa dagli analisti. Il portavoce del Pentagono Kingsley Wilson ha risposto senza smentire il contenuto del documento: “Come ha detto il presidente Trump, nonostante tutto quello che gli Stati Uniti hanno fatto per i nostri alleati Nato, loro non c’erano per noi. Il Dipartimento della Guerra garantirà al presidente opzioni credibili affinché i nostri alleati non siano più una tigre di carta.”

La reazione spagnola è arrivata da Cipro, dove Sanchez partecipa al vertice informale del Consiglio europeo. Oltre a respingere la validità dell’email come documento di riferimento, il premier ha ribadito la linea del suo governo: “La posizione del governo spagnolo è chiara: assoluta cooperazione con i nostri alleati, ma sempre nel quadro del diritto internazionale.

La nuova tessitura della famiglia Berlusconi

Discreto e un po’ misterioso, l’avvicinamento della famiglia Berlusconi alla politica dei nostri giorni annuncia qualche novità. Infatti cambia la leadership di Forza Italia e si intuisce che possa cambiare anche l’atteggiamento verso il governo Meloni. Facendosi per così dire meno affettuoso di quanto non fosse all’apogeo della guida di Antonio Tajani. Nulla di clamoroso e neppure di troppo esplicito. Almeno fin qui.

Ma se si cerca di leggere tra le righe pare evidente che i figli del Cavaliere propendono per una politica che conceda qualcosa di meno allo scontro frontale e magari qualcosa di più alla eterna tentazione di un rimescolamento di carte. È la suggestione del “pareggio”, e cioè l’idea che all’indomani del voto, se non dovesse esserci un verdetto così netto, varrebbe la pena di cercare soluzioni più trasversali ai dilemmi della governabilità. Tanto più in presenza di una situazione economica che si prospetta assai cupa.

Ragionamenti ipotetici, si dirà. Non suffragati da nessuna evidenza. E però questi ragionamenti richiamano una lunga tradizione politica tipica del nostro paese. Laddove si immagina sempre che la tessitura tra forze diverse ci sia più congeniale rispetto al bipolarismo muscolare di questi ultimi anni.

Sono i giri curiosi che fa la storia. Più di un trentennio fa la discesa in campo di Silvio Berlusconi avvenne nel nome di quel bipolarismo che all’epoca appariva come un potente fattore di modernizzazione. Sarebbe paradossale se l’iniziativa dei suoi figli ci facesse scoprire una novità politica di tutt’altro segno.

 

Fonte: La Voce del Popolo – Giovedì 23 aprile 2026

[Articolo qui riproposto per gentile concessione dell’autore e del direttore del settimanale della diocesi di Brescia].

Il 25 aprile celebra la liberazione e la nascita dell’Italia repubblicana 

Il 25 aprile celebra la liberazione e la nascita dell’Italia repubblicana

Il 25 aprile ricordiamo e festeggiamo la liberazione dal regime nazifascista che devastò il Paese. Fu una lotta dura e sanguinosa e nella quale anche le donne svolsero un ruolo determinante partecipando eroicamente alla Resistenza e conquistando così sul campo, finalmente, il diritto a partecipare alla vita pubblica del paese. Il loro voto fu anche determinante nel referendum per la scelta tra Monarchia e Repubblica. Oltre ai padri abbiamo le madri della Costituzione. Tra le tante coraggiose donne ricordiamo Tina Anselmi che cinquanta anni fa diveniva la prima donna ministro in Italia.

Per essere chiari e oggettivi, non festeggiamo la vittoria dei rossi sui neri ma la conquista della libertà conseguita grazie al sacrificio di tutte le forze antifasciste espressione di varie culture politiche. 

Un movimento eterogeneo che incluse cattolici, monarchici, liberali, socialisti, azionisti ed ebraici. 

Il Presidente del Senato Ignazio La Russa lamenta che occorrerebbe un atto di pacificazione nazionale. Ebbene il paese è pacificato e si riconosce nei valori di libertà e democrazia repubblicani espressi nella Costituzione. Forse occorrerebbe che coloro che ancora resistono nel ricordo e culto dell’ideologia fascista, ammettessero con chiarezza che fu un regime tragicamente autoritario che unendosi al nazismo portò alla rovina il paese. Ogni famiglia italiana ha qualche caduto da ricordare sui vari fronti dall’africa alla Russia, senza dimenticare gli italiani deportati nei lager nazisti. E ancor piu’ dovrebbero ammettere che il persistere nell’errore con il tentativo disperato della Repubblica di Salò costò la vita a tanti giovani che seguirono i cattivi maestri nell’abisso finale. Ecco a queste persone, giovani in particolare, esprimiamo umana pietà nella chiarezza che non ci possono essere  equivoche equiparazioni politiche tra chi lottò per la liberta’ e i repubblichini. Certamente la vittoria è finale e vera quando la misericordia vince sui rancori e odi.

I valori che oggi celebriamo, fondativi della Repubblica e dell’Europa, non sono conquistati per sempre. La memoria è sempre responsabilità  e impegno nell’oggi e per il futuro.

Oltre la guerra, contro la tecnocrazia: la sfida del nuovo ordine globale

Una guerra fuori quadro e i suoi effetti sistemici

La guerra iniziata da Israele e Stati Uniti contro l’Iran, al di fuori della legalità internazionale, complica pericolosamente il percorso verso la definizione di un nuovo modello di governance globale multilaterale e rimette in discussione il ruolo degli organismi internazionali. In primo luogo quello dell’Onu, quindi, in modo vistoso, quello dei Brics, alle prese per la prima volta nella loro storia non con scaramucce fra Paesi membri, bensì con una guerra vera su questioni di vitale importanza che coinvolge attori centrali come Iran, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti. La presidenza di turno del Coordinamento, quest’anno affidata all’India, Paese più di ogni altro in grado di mediare, sta affrontando un compito particolarmente gravoso.

L’Occidente disorientato e la svolta americana

Anche Unione Europea e Nato sono state scosse e, in qualche modo, colte di sorpresa da questa nuova postura americana, passata repentinamente da un pragmatismo – pur discutibile – orientato alla ricerca di accordi, anche a scapito degli alleati europei, a un interventismo tardo-unilateralista che appare deleterio non solo per l’equilibrio globale, ma per gli stessi Stati Uniti e per il loro attuale governo.

Uscire dal conflitto, non legittimarlo

Si è creata una situazione globale da cui conviene cercare vie d’uscita ragionevoli, prima di esserne travolti, piuttosto che esercitarsi nel tentativo di giustificarla. È quanto invece sembrano fare alcuni ambienti che hanno influito nella giravolta di Trump rispetto al suo programma elettorale, già segnato da evidenti contraddizioni.

Il ritorno della tentazione tecnocratica

In questo contesto si inserisce il tentativo di rilanciare una visione tecno-utopista, nata negli Stati Uniti degli anni Trenta, oggi riproposta da ambienti legati a grandi piattaforme tecnologiche. Emblematica è l’iniziativa della Palantir di Peter Thiel, con la pubblicazione del libro-manifesto La Repubblica Tecnologica, che offre argomenti a favore di una restrizione della democrazia, di una legittimazione della guerra e di una religione subordinata al potere temporale.

L’impatto di questa ideologia, nell’era delle tecnologie avanzate, è potenzialmente più profondo rispetto al passato, ma non costituisce una novità: richiama infatti il progetto del Technate of America, elaborato durante la Grande Depressione da Howard Scott e, in Canada, da Joshua Haldeman.

Influenza politica e derive ideologiche

Il libro di Alex Karp e Nicholas Zamiska appare come uno strumento di pressione sulla politica americana da parte di ambienti legati all’estrema destra israeliana, tra cui lo stesso Thiel, sostenitore del vicepresidente Vance. Un quadro che suscita interrogativi, anche alla luce di precedenti meccanismi di influenza sulle scelte della Casa Bianca difficilmente spiegabili in termini razionali.

È fuorviante ritenere che un’élite tecnocratica possa assumere il controllo del mondo sfruttando le fragilità delle democrazie liberali. Anzitutto perché tale ipotesi si scontra con la realtà geopolitica: Russia, Cina e India hanno ormai raggiunto un’autonomia tecnologica significativa rispetto all’Occidente, in alcuni ambiti persino superiore.

Il movente non materiale dei conflitti

In secondo luogo, il fine ultimo che alimenta il caos delle guerre non è di natura materiale. Le tecnologie restano strumenti. Le motivazioni profonde affondano in dimensioni ideologiche, identitarie o persino metafisiche. Nel caso dell’estremismo etnocratico oggi al potere in Israele, il fine è la supremazia interpretata come adempimento di una promessa trascendente.

Nel caso dei poteri finanziari che esercitano un’influenza sproporzionata sull’Occidente, l’obiettivo è la conservazione del potere stesso, spesso alimentato dal finanziamento dei conflitti e dalla creazione di ricchezza sganciata dall’economia reale. Un potere che, come ogni forma idolatrica, richiede ciclicamente il prezzo della violenza.

La sfida: ricostruire il multilaterale

La sfida posta da una possibile nuova tecnocrazia, rafforzata dall’uso distorto delle tecnologie, può essere affrontata solo agendo su due piani: da un lato, rimuovendo gli ostacoli alla costruzione di un ordine globale multilaterale; dall’altro, contrastando le dinamiche che indeboliscono la democrazia, a partire dalla formazione di monopoli privati in settori decisivi come quello economico.

L’Europa, se saprà esprimere una volontà politica coerente, può ancora svolgere un ruolo significativo in questa direzione, contribuendo a ricomporre le fratture globali e a restituire centralità a un ordine internazionale fondato su regole condivise e su un equilibrio tra potere e responsabilità.

Quando il dolore non trova casa

La tragedia avvenuta a Catanzaro il 22 aprile 2026, nella quale una madre si è gettata nel vuoto con i figli, lasciando dietro di sé un paesaggio umano devastato, impone anzitutto silenzio, misura e pudore. La Procura ha riferito di un disagio psichico già emerso in passato. Ma, al di là della cronaca e di ogni pur legittima lettura sociologica, ciò che affiora con maggiore forza è un dato più radicale: esistono forme di dolore profondo e disperato che, a un certo punto, non trovano più una cornice sociale capace di contenerle, nominarle, accompagnarle. È questo, forse, il punto più drammatico: non solo il male che attraversa una persona, ma l’assenza di una forma condivisa che lo renda dicibile, riconoscibile, sostenibile.

Lo stigma che rende muta la fragilità

La prima considerazione riguarda il piano culturale. E qui il tema è decisivo, quasi in senso kuhniano: non esiste cambiamento strutturale senza un mutamento del paradigma culturale che orienta lo sguardo collettivo. Anche sul terreno della salute mentale continuiamo a vivere entro una grammatica sociale che tollera con fatica la fragilità. Nelle nostre comunità non è davvero ammesso mostrarsi stanchi, disorientati, opachi, confusi, incerti. La vulnerabilità viene accettata soltanto quando è già stata ricomposta, quando non disturba più, quando non espone troppo. Il malessere vivo, irregolare, non elegante, continua invece a suscitare imbarazzo e distanza.

È qui che prende forma lo stigma: non solo nel pregiudizio più grossolano, ma anche in quella vergogna sottile che trattiene, ritarda, isola. Per questo occorre aprire un lavoro culturale serio, diffuso e ostinato, che investa il lessico pubblico, l’immaginario sociale e i dispositivi simbolici attraverso cui continuiamo a separare chi vive una fatica interiore dal resto della comunità. Persino le parole andrebbero interrogate. Continuare a parlare di “servizi di salute mentale” è corretto sul piano tecnico, ma forse non basta su quello simbolico. Quella formula, nella percezione comune, continua probabilmente a portarsi dietro un’eco di paura, di marchio, di vergogna. Non si tratta di edulcorare, ma di rendere più umana la soglia della cura. Case di prossimità, luoghi di sosta, presìdi di ascolto: la formula può cambiare, ma il principio resta. La cura deve smettere di apparire, già nel nome, come il recinto in cui si entra soltanto quando si è stati dichiarati “altri”.

Curare prima, curare accanto

La seconda considerazione riguarda i modelli di presa in carico. Qui la questione è stringente: bisogna spostare il baricentro dall’attesa all’intercettazione precoce, dalla gestione della crisi avanzata alla lettura tempestiva dei segnali deboli. In questa direzione, la traiettoria indicata anche dall’OMS e dai documenti del Ministero della Salute è chiara: servono servizi più accessibili, comunitari, integrati e meno stigmatizzanti.

In questa prospettiva, i medici di medicina generale potrebbero diventare molto più di un semplice punto di smistamento. Attorno a loro — o, meglio, insieme a loro — andrebbero costruite équipe leggere, competenti e immediatamente attivabili, capaci di intercettare il malessere prima che si trasformi in voragine. Figure in grado di ascoltare, orientare, sostenere, fare filtro, accompagnare la famiglia e, laddove possibile, intervenire direttamente a domicilio. È qui che si gioca una delle riforme più necessarie: non attendere che il dolore diventi emergenza conclamata per riconoscerlo come meritevole di ascolto e di attenzione.

E poi, appunto, il domicilio. Non come soluzione totalizzante, ma come scelta seria ogni volta che le condizioni cliniche lo consentano. Portare una parte della cura nei luoghi ordinari della vita significa sottrarre la persona a quella sensazione di esposizione che spesso accompagna l’accesso ai servizi: la lunga attesa, la freddezza degli ambienti, il peso dello sguardo altrui, l’impressione di essere già stati classificati. Curare accanto, quando è possibile, significa lavorare con i legami più cari, non contro di essi; significa costruire un accompagnamento che non spezzi inutilmente la continuità dell’esistenza.

Una responsabilità pubblica non rinviabile

Di fronte a una tragedia come questa, il compito più serio non è moltiplicare commenti a caldo, ma assumere una responsabilità pubblica duplice: disarmare culturalmente la vergogna che ancora circonda il disagio psichico e ripensare i percorsi di accompagnamento, investendo su prossimità, intervento precoce, alleanza con la medicina generale e forme di cura capaci di raggiungere la persona nei luoghi della vita. 

Una società matura non è quella che interviene soltanto quando il male esplode; è quella che costruisce prima le condizioni perché il dolore possa essere riconosciuto, accolto e sostenuto.

“Impossible to ignore” di SICIS alla Milano Design Week 2026

Milano, 23 apr. (askanews) – SICIS ha scelto “Impossible to ignore” come concept per la Milano

Design Week 2026, durante la quale è protagonista alla 64esima edizione del Salone del Mobile in

Fiera Milano Rho. SICIS, da anni reinterpreta questa tecnica storica applicandola al design,

all’architettura, all’arredamento d’interni e alla gioielleria in un sistema integrato contribuendo

così a mantenere viva una tradizione che unisce sapere artigianale, ricerca artistica e innovazione.

A tal proposito, esempio perfetto è proprio come l’azienda ha organizzato il proprio spazio

espositivo: ambienti che riproducono vere stanze, ognuna con stile e identità precisi, definiti dai

ritratti artistici realizzati in mosaico. Attorno, si sviluppano le proposte d’arredo. Tre le novità

principali, da questo punto di vista, la poltrona Amaro, il divano Mirai e il tavolo Vertex: “Intanto,

bisogna sempre abbinare le tipologie che sono prettamente specifiche della nostra storia e del

nostro tempo. Abbiamo il fattore tempo, che significa processi di produzione controllati e quindi

garantire un tempo di consegna ad una società che, oggi, è abituata ed educata ad ordinare una

pizza e ad averla entro cinque minuti” ha dichiarato Maurizio Leo Placuzzi, fondatore e CEO di

SICIS.

In un mercato in cui molti tendono a non mostrarsi, SICIS rivendica invece il valore della presenza.

Con “Impossible to ignore” porta al Salone 2026 un messaggio chiaro: ciò che resta è ciò che ha il

coraggio di essere visto “Essendo una piattaforma di lusso, che offre a tutti i progetti e a tutte

le possibilità e installazioni e usi e materiali che diventano prodotti” ha concluso Placuzzi.

SICIS è presente anche al Fuorisalone, in via Fatebenefratelli, con “ELEMENTS. Jewel and design,

beyond form”, un’installazione immersiva che, unendo arte e visione industriale, propone un

percorso sviluppato attorno ai quattro elementi primari: Aria, Fuoco, Terra e Acqua.

Giochi del Mediterraneo, Carraro (Fip): "Esordio padel è storico"

Roma, 23 apr. (askanews) – “Mai nessuno sport nella storia è cresciuto e si è propagato così velocemente come il padel. Una passione collettiva che oggi coinvolge 35 milioni di giocatori in tutto il mondo”. Lo ha dichiarato il presidente della Federazione Internazionale Padel (Fip), Luigi Carraro, intervenendo a Bruxelles alla tavola rotonda “Verso i Giochi del Mediterraneo – Lo sviluppo del Padel in Europa”, svolta nella sede del Parlamento Europeo a cui sono intervenuti la vicepresidente Antonella Sberna, il vicepresidente della Fitp Isidoro Alvisi, il team manager della nazionale italiana di Coppa Davis Michelangelo Dell’Edera e il direttore generale dei Giochi del Mediterraneo Carlo Molfetta.

Carraro ha espresso l’importanza di essere presenti nei grandi eventi multidisciplinari: “Tra quattro mesi celebreremo a Taranto l’esordio del padel ai Giochi del Mediterraneo. È una manifestazione riconosciuta dal CIO da oltre settant’anni e questo debutto segnerà un momento storico che ci emozionerà incredibilmente”.

Il numero 1 della Fip ha indicato l’Italia quale laboratorio d’eccellenza per lo sviluppo del padel, spiegando come l’entusiasmo di regioni come la Puglia sia fondamentale per la crescita di questo sport. Il presidente ha sottolineato quanto la sinergia con le federazioni nazionali di tutto il mondo sia fondamentale, così come lo è con i vertici della Fitp – rappresentata a Bruxelles da Alvisi e Dell’Edera – e con il dg dei Giochi, Molfetta. In questo contesto, Carraro ha sottolineato il valore delle tappe internazionali sul territorio, come il Fip Silver Mediolanum Padel Cup attualmente in corso a Bari: “Vedere i grandi protagonisti del ranking mondiale giocare in queste settimane in Puglia conferma quanto il territorio sia attivo e centrale nella nostra crescita”.

“Siamo arrivati a cento federazioni affiliate in cinque continenti e cresceremo ancora – ha concluso Carraro – In Europa abbiamo 45 federazioni, quasi il 50% del totale. Con il supporto di dirigenti che hanno già cambiato la storia del tennis, siamo pronti a fare grandi cose anche nel padel a livello globale”.

Dl sicurezza, Schlein: da governo forzatura incredibile per coprire fallimento

Roma, 23 apr. (askanews) – Sul decreto sicurezza la maggioranza ha compiuto “una forzatura istituzionale incredibile”. Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein in una intervista a ‘di martedì’ che andrà in onda questa sera. “Ma come gli è venuto in mente di fare una norma che piega la nobile professione dell’avvocato a fare l’esecutore della volontà del governo di turno per rimpatriare? Come gli è venuto in mente di fare una norma che incrina il rapporto di fiducia tra l’avvocato e la persona che assiste?”

Peraltro, ha aggiunto la Schlein, si tratta di “una norma che viola un principio costituzionale, quello del diritto alla difesa. Oltretutto, quando il Quirinale ha fatto i suoi rilievi, anziché fermarsi hanno tirato dritto, costringendo l’aula a votare una norma anti incostituzionale per poi modificarla due minuti dopo”.

La verità, ha aggiunto, è che “sulla sicurezza, il governo Meloni ha fallito, altrimenti non saremmo qui a discutere e a votare il quarto il quarto decreto di fila. Il quarto decreto in questi anni con lo stesso nome, sullo stesso tema”. Che le cose stiano così “lo dicono i dati: tra il 2023 e il 2024 la media dei reati totali è aumentata del 5%, rispetto al 2022”. Semmai “sono scesi gli arresti: quindi è tutta propaganda, fatta per cercare di limitare gli spazi del dissenso, anche pacifico”.

Mattarella a Papa: suo messaggio pace richiamo a comunità internazionale

Roma, 23 apr. (askanews) – “A nome della Repubblica Italiana e mio personale sono lieto di porgerLe il più cordiale saluto al rientro da questo Suo importante e lungo viaggio apostolico in quattro Stati africani. Il profondo messaggio di pace, speranza e fraternità che la Santità Vostra ha posto al centro del Suo pellegrinaggio – e risuonato costantemente nel dialogo con i tanti giovani incontrati – richiama l’intera comunità internazionale al dovere di perseguire con tenacia le ragioni del dialogo e della collaborazione tra le genti”. Lo afferma il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato a Papa Leone XIV.

“In ogni tappa – aggiunge il capo dello Stato – si è levato con forza l’appello affinché la piena emancipazione del continente africano sia promossa e accompagnata con rinnovata responsabilità e spirito genuinamente cooperativo, favorendo processi duraturi e inclusivi di sviluppo sociale ed economico. Voglia accogliere, Santità, vivissimi auguri di proficua prosecuzione del Suo altissimo Magistero”.

Musica, Spotify compie 20 anni: Taylor Swift regina degli streaming

Milano, 23 apr. (askanews) – Spotify compie 20 anni e, per l’occasione, diffonde i contenuti più ascoltati di sempre sulla piattaforma.

Taylor Swift si conferma regina dello streaming, è l’artista più ascoltata di tutti i tempi a livello globale. Sul podio anche Bad Bunny e Drake. Seguono in top ten nomi del calibro di The Weeknd, Ariana Grande, Ed Sheeran, Justin Bieber, Billie Eilish, Eminem e Kanye West.

Per quanto riguarda i singoli brani, il primato assoluto spetta a “Blinding Lights” di The Weeknd, seguito da “Shape of You” di Ed Sheeran e “Sweater Weather” di The Neighbourhood. Tra le canzoni più cliccate compaiono anche successi come “As It Was” di Harry Styles e “Someone You Loved” di Lewis Capaldi.

L’album più ascoltato di sempre è “Un Verano Sin Ti” di Bad Bunny, seguito da “Starboy” di The Weeknd e “÷ (Deluxe)” di Ed Sheeran. Poi ancora “Sour” di Olivia Rodrigo e “After Hours” sempre di The Weeknd.

Oltre alla musica, Spotify ha svelato anche le classifiche dei podcast, con “The Joe Rogan Experience” in testa, e degli audiolibri con “A Court of Thorns and Roses” di Sarah J. Maas.

Richiamo di Mattarella su 25 aprile: ha segnato riscatto morale e civile

Roma, 23 apr. (askanews) – La lotta per la Liberazione è stata “una delle pagine fondanti della storia repubblicana” che ha “segnato il riscatto morale e civile di un popolo”, che “nella Resistenza, espresse la forza e la capacità di affermare i valori di libertà, giustizia, pace, democrazia”. Sergio Mattarella lo ricorda, a poche ore dal 25 Aprile, incontrando al Quirinale gli esponenti delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma nell’81° anniversario della Liberazione.

Parole non di circostanza, quelle del capo dello Stato nel difficile contesto internazionale. E che arrivano dopo giorni di polemiche, innescate dalle dichiarazioni del presidente del Senato, Ignazio La Russa, pronto a “rifare l’omaggio a partigiani e caduti della Repubblica di Salò”.

Per Mattarella, “i valori, scolpiti nella nostra Costituzione, non sono soltanto il frutto di una stagione storica”, ma “costituiscono il fondamento dei valori della nostra convivenza civile” e “della presenza dell’Italia nel contesto internazionale”.

Mattarella sabato, dopo aver deposto una corona d’alloro all’Altare della Patria, a Roma, si sposterà a San Severino Marche, città insignita della Medaglia d’Oro al Merito Civile, “che ha offerto un contributo significativo alla lotta di Liberazione, pagando un prezzo alto in termini di sofferenze e sacrifici”. “Come molte realtà del nostro Paese”, San Severino Marche “rappresenta un luogo simbolico della Resistenza, chiamata quest’anno – ottantesimo anniversario della scelta Repubblicana effettuata dalle italiane e dagli italiani – a rinnovarne il messaggio, a farne un momento di riflessione collettiva e di coesione nazionale”, ha sottolineato il capo dello Stato.

Nel discorso di Mattarella (proprio oggi attaccato dal presentatore russo Vladimir Solovyov) anche un riferimento alla situazione politica internazionale e alla crisi del multilateralismo. “Il prevalere della legge imposta da chi si ritenga provvisoriamente più forte – il suo ammonimento – è destinata a seminare lutti e distruzioni, aprendo a una condizione di conflitti permanenti, di barbarie nella vita internazionale”. E oggi, “in molte, troppe parti del mondo, uomini, donne e bambini vivono contesti di guerra, spesso sotto il giogo di regimi autoritari, privati dei diritti fondamentali, della libertà di espressione, della possibilità di scegliere il proprio destino. Sono scenari scandalosi, in cui la dignità umana viene calpestata, in cui la violenza di guerre ingiustificabili colpisce indiscriminatamente le popolazioni civili, in cui il diritto internazionale viene apertamente violato e il diritto umanitario disatteso”. In questo contesto – ha concluso – nel ricordare il sacrificio di quanti hanno combattuto per restituirci la libertà, ribadiamo l’impegno della Repubblica Italiana a favore della pace, del rispetto dei diritti umani e della costruzione di società nazionali e internazionali più giuste e solidali”.

Rinasce "I Turcs tal Friùl" di Pasolini, a 50 anni da sisma in Friuli

Roma, 23 apr. (askanews) – A cinquant’anni dal terremoto che ha profondamente segnato il Friuli e dall’anniversario della prima dello spettacolo teatrale, nasce ‘I Turcs tal Friùl 1976-2026. 50 anni dopo il terremoto’, un progetto ideato e curato da Luca Giuliani e Roberto Calabretto(docente all’Università degli Studi di Udine) su iniziativa di Cinemazero, che si appresta a sviluppare un’articolata serie di eventi culturali di lunga ricaduta, che intrecciano teatro, ricerca e memoria, restituendo al presente uno dei testi più significativi dell’opera di Pier Paolo Pasolini. Il progetto è realizzato grazie al sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia e di Confindustria Udine.

“Ci sono ferite che il tempo non cancella, ma che una comunità impara a trasformare in forza, memoria condivisa e identità” ha dichiarato Mario Anzil, vicepresidente e assessore regionale alla Cultura e allo Sport. “A cinquant’anni dal terremoto, questo progetto non restituisce soltanto la memoria di ciò che eravamo, ma dà voce ai valori più profondi del popolo friulano: la tenacia, il senso di comunità, la dignità nel dolore e la capacità concreta e silenziosa di rialzarsi insieme e ricostruire, trasformando la tragedia in identità condivisa e futuro. I Turcs tal Friùl torna a vivere, dunque, come voce collettiva, capace di attraversare le generazioni e di parlare al cuore di tutti noi, ricordandoci che dalle macerie può nascere cultura, e dalla memoria può germogliare futuro. È in questa continuità tra passato e presente che il Friuli Venezia Giulia riconosce la propria anima più autentica”, ha aggiunto.

La parte di nuova produzione teatrale, sempre su input di Cinemazero, si sviluppa grazie alla importante produzione di CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia, con Associazione Teatri Stabil Furlan, Teatro Nuovo Giovanni da Udine, in collaborazione con Centro Studi Pier Paolo Pasolini e ERT Ente regionale Teatrale del Friuli Venezia Giulia, e il supporto di Banca 360 FVG. Ulteriori collaborazioni sono sviluppate con il Comune di Casarsa della Delizia, il Comune di Gemona del Friuli, il Centro Studi padre David Maria Turoldo e l’Associazione Icaro – Volontariato Giustizia ODV, e l’iniziativa gode del patrocinio dell’Università degli studi di Udine Dipartimento di Lingue e Letterature, Comunicazione, Formazione e Società.

Più che una celebrazione, il progetto si configura come un percorso di rilettura e riattivazione, articolato in quattro momenti cardine: un convegno internazionale di studi, una nuova produzione teatrale con i relativi libretti di sala e materiali collegati, un’ampia pubblicazione che raccoglierà i risultati delle ricerche, e di una presentazione nel foyer del Teatro Giovanni da Udine che ripropone gli elementi perduti e ora ritrovati della messa in scena del 1976.

“Da quasi cinquant’anni, fin dalla sua fondazione, Cinemazero ha un legame strettissimo con l’opera di Pasolini. Custodisce uno degli archivi più articolati e completi al mondo – al centro peraltro dei progetti di Pordenone Capitale italiana della cultura – dedicati allo scrittore-regista. In nome di questa esperienza e queste risorse, ha voluto farsi promotore di un’iniziativa che vivrà e rimarrà nel tempo”, ha ricordato Riccardo Costantini, responsabile degli archivi pasoliniani di Cinemazero. “Se spesso gli anniversari sono occasioni di celebrazione e ricordo, in questo caso creano un percorso culturale che andrà oltre le date della ricorrenza, per la qualità e la varietà di quanto messo in campo”, ha sottolineato.

Scritto nel 1944 in lingua friulana, I Turcs tal Friùl rappresenta un passaggio cruciale nel percorso di Pier Paolo Pasolini, che dal 1942 aveva scelto il friulano in opposizione alla lingua ufficiale e normativa dell’Italia fascista e come sperimentazione linguistica e ricerca poetica radicale, in cui una lingua locale viene elevata a veicolo espressivo e universale. Lontano da ogni regionalismo, il testo costruisce una dimensione epica e corale capace di parlare a una comunità concreta ma anche, più profondamente, alla condizione dell’uomo di fronte alla storia, alla violenza e alla perdita.

Non è un caso che la prima rappresentazione pubblica dell’opera, nel 1976 a Venezia, nacque come gesto civile, finalizzato a raccogliere fondi per le popolazioni colpite dal terremoto: un momento in cui la Storia riportava il Friuli davanti a una prova estrema, riecheggiando le lacerazioni evocate dal testo — dall’invasione dei Turchi alla guerra in cui fu scritto — fino alla devastazione causata dal sisma.

“Lavorà, preà, patì, murì”. Di fronte a questa espressione di immobile fatalismo della civiltà contadina’, ha spiegato Luca Giuliani, curatore del progetto “il giovanissimo Pasolini si rammarica della scarsa coscienza storica di quella comunità che aveva imparato a conoscere una volta sfollato a Versuta, dove per reazione fonda l’Academiuta. Quel borgo rappresenta una scena di originaria innocenza che in seguito si allarga alle periferie e agli ultimi del mondo”.

“I Turcs tal Friùl nascono da un’esigenza di riscatto per questa comunità di sopraffatti e diseredati e riaffiorano ciclicamente nel panorama culturale come riflessione lucida sulla paura del nemico e sul senso di comunità. Temi indagati scientificamente nel convegno di maggio e creativamente nello spettacolo di settembre. La partecipazione di enti, associazioni e istituzioni conferma l’attualità di questo testo, oggi nuovamente al centro della sensibilità contemporanea, di fronte a un presente segnato da radicalismi e polarizzazioni”, ha aggiunto.

In perfetta assonanza si inserisce la nuova produzione teatrale affidata alla regia di Alessandro Serra, tra i più autorevoli registi della scena contemporanea europea, che avrà la sua prima il 12 settembre al Teatro Nuovo Giovanni da Udine.

Ad anticipare questo importante appuntamento sarà il convegno “50 anni di Turcs tal Friùl”, in programma il 14 e 15 maggio 2026 in collaborazione con il Centro Studi Pier Paolo Pasolini di Casarsa della Delizia, con il supporto del Comune di Casarsa, che lo ospiterà, e il patrocinio dell’Università degli Studi di Udine. Il convegno riunisce studiosi, artisti e testimoni d’eccezione per rileggere I Turcs tal Friùl nelle sue diverse stratificazioni storiche, linguistiche e teatrali, mettendo in dialogo ricerca accademica e memoria viva. Interverranno, tra gli altri, Roberto Calabretto (musicologo, Università degli Studi di Udine), Andrea Zannini (storico, Università di Udine),Stefania Rimini (docente di discipline dello spettacolo, Università di Catania), Gabriele Zanello (linguista, Università degli Studi di Udine) e Fabrizio Turoldo (professore Università Ca’ Foscari Venezia e nipote di David Maria Turoldo), insieme a Luca Giuliani (coordinatore del progetto).

Accanto all’approfondimento storico e critico, il convegno vedrà anche la partecipazione di figure del teatro come Elio De Capitani (attore e regista) e Valter Colle (storico della musica, editore, archivista), con il coordinamento, tra gli altri, di Maura Locantore (direttrice del Centro Studi Pier Paolo Pasolini di Casarsa della Delizia).

Uno spazio sarà dedicato al nuovo allestimento attraverso il dialogo tra Alessandro Serra (regista) e Bruno De Franceschi (compositore), mentre le testimonianze dirette — tra cui Massimo Somaglino (attore), Liliana Cargnelutti, Eddi Bortolussi, Giovanni Nistri, Piero Colussi, Angelo Battel e Federico Rossi — contribuiranno a restituire la dimensione umana e collettiva di un’esperienza che continua a risuonare nel presente.

Challenge The Fake, studenti in prima linea contro il falso

Milano, 23 apr. (askanews) – La contraffazione è un fenomeno globale che sottrae miliardi all’economia legale, alimentando illeciti e rischi per la salute. L’Università Bocconi ospita la tappa finale di Challenge the Fake, iniziativa nata per sensibilizzare i giovani sul valore del Made in Italy e della proprietà intellettuale.

Promosso da Amazon, Università Bocconi e INDICAM, il progetto è stato inserito tra le attività riconosciute dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) nell’ambito della Giornata Nazionale del Made in Italy.

L’intervista a Alessandro Nicolis, Head of External Relations, Trust and Safety, Amazon Europe: “Ci rendiamo conto dell’importanza fondamentale di agire sul fronte culturale e da questo punto di vista i più giovani della generazione Z, l’hanno detto molto chiaramente, vogliono essere coinvolti come protagonisti.”

Oltre 50 studenti hanno lavorato per sei settimane utilizzando intelligenza artificiale e strumenti digitali per ideare campagne anti-contraffazione rivolte ai propri coetanei. Un percorso che unisce formazione accademica e mentoring professionale direttamente sul campo.

Il momento più atteso è stato l’annuncio del team vincitore, il gruppo Reveal, premiato per la capacità di comunicare con efficacia alla Gen Z. Per loro si aprono ora le porte del summit annuale di INDICAM e della premiazione europea ad Alicante.

Le parole del gruppo vincitore del progetto Challenge the Fake, coordinati dalla Professoressa Stefania Borghini: “Abbiamo deciso di creare una serie che può andare su tutti i social media, una serie investigativa, infatti siamo partiti dal presupposto che creare qualcosa con engagement, creare qualcosa stile mystery box o escape room può essere un ottimo modo per convincere la Gen Z a informarsi sempre di più su queste tematiche. Quindi l’idea è creare engagement ma al contempo anche misurare gli obiettivi di ciò che stai facendo. Infatti i social media ti permettono di capire esattamente quali KPI stai toccando e quanto è informato effettivamente il pubblico.”

Challenge the Fake 2026 segna anche un’importante espansione internazionale in Spagna e Regno Unito. Il successo dell’evento conferma il valore della sinergia tra istituzioni, università e grandi marchi come Prada e Pandora nella difesa del mercato legale.

Il commento di Juna Shehu, Direttore generale di INDICAM: “I dati sono in costante aggiornamento però ci dicono che l’impatto reale sui posti di lavoro ad oggi registra una perdita ogni anno. Attualmente abbiamo 88 mila posti di lavoro perduti. Da questo poi si genera una mancanza di investimenti da parte delle imprese perché generando meno entrate e riducendo il fatturato, diminuiscono anche gli investimenti loro dipartimenti di ricerca e sviluppo, nei prodotti o nelle loro aree.”

Combattere il falso significa agire sulla prevenzione e sulla cultura. Attraverso il coinvolgimento diretto delle nuove generazioni, l’iniziativa dimostra che la creatività può essere l’arma più efficace per proteggere l’innovazione e il futuro delle nostre imprese.

Rapporto One Health Campus Bio-Medico: “Periferie vitali nuova frontiera”

Roma, 23 apr. (askanews) – Gli italiani si dichiarano abbastanza appagati del luogo in cui vivono, ma solo un su quattro si dice molto soddisfatto. I fattori che generano benessere sono tranquillità e senso di comunità, aree verdi, sensazione di sicurezza, costo della vita adeguato. Ad incidere sono anche servizi efficaci e buone occasioni di socializzazione. Quando questi fattori mancano, subentra il disagio. Le principali criticità riguardano servizi, trasporti, lavoro e sicurezza. È quanto emerge dal terzo Rapporto One Health “Il valore sociale delle città. Periferie vitali: la nuova frontiera del vivere urbano”, realizzato dal Campus Bio-Medico di Roma in collaborazione con l’Istituto Piepoli e presentato alla Camera. Lo studio, che ha incrociato il giudizio di sedici opinion leader, scelti tra accademici, urbanisti, esperti della salute, amministratori, con quello di un campione rappresentativo di mille cittadini italiani, fotografa lo stato delle città italiane e il loro rapporto con le periferie, viste come una nuova frontiera del vivere urbano, secondo l’approccio One Health che integra salute umana, ambientale e sociale.

Carlo Tosti, presidente Università Campus Bio-Medico e Fond. Policlinico UCBM: “Le città urlano il riadeguamento delle periferie e quindi interventi che possano in qualche modo dal punto di vista sanitario, ambientale, urbanistico, sociale, superare quel gap e quelle differenze che possono portare in periferia una accettabilità di vita, che rientra appunto nel modello One Health che traguarda il benessere delle persone, degli animali, dell’intero ecosistema”.

Nell’ottica di superare il concetto di riqualificazione urbana e puntare sulla rigenerazione, le periferie, evidenzia il rapporto, diventano una leva strategica per il futuro delle città: non più luoghi marginali, ma spazi vitali per costruire modelli urbani più sostenibili, inclusivi e vivibili.

Domenico Mastrolitto, Direttore Generale Campus Bio-Medico SpA: “Il tema è particolarmente attuale, importante: il One Health è il paradigma della salute integrale, integrata, che mette la persona in connessione con gli ecosistemi in cui vive, con il mondo esterno, la società, in cui deve servirsi dei servizi appunto di prossimità, del sistema di welfare, dei servizi sociosanitari. La sostenibilità non può che essere integrale: mettere insieme la componente ambientale, sociale ed economica. “Occorre ripartire dai territori, proprio per mettere al centro le persone e la qualità della vita”.

Trasporti pubblici; sicurezza e ordine pubblico; opportunità di lavoro; servizi sanitari e assistenza alle persone; qualità ambientale e spazi verdi le principali priorità di intervento. Ma anche l’iniziativa pubblica deve fare la sua parte: secondo il Rapporto, per gli italiani i principali responsabili del miglioramento dei luoghi dove si vive – e anche i più assenti – sono infatti le istituzioni.

Maria Alessandra Gallone, presidente ISPRA: “Oggi il tema salute e ambiente non può essere disconnesso, nella maniera più assoluta, e quindi stiamo realizzando anche un sistema di servizi essenziali minimi sia di assistenza sanitaria che di assistenza dal punto di vista ambientale, per riuscire a creare le condizioni per cui anche il sistema dell’ambiente fornirà tutta una serie di servizi ai cittadini per consentire loro di ottenere una qualità della vita, a prescindere dai luoghi in cui abitino, degna insomma di essere vissuta”.

Secondo il rapporto del Campus Bio-Medico di Roma, per la qualità della vita urbana il paradigma One Health deve diventare quindi un orientamento concreto: progettare e abitare i luoghi significa prendersi cura della salute e del bene comune.

Parmigiano Reggiano: il Design dei Sensi conquista Milano

Milano, 23 apr. (askanews) – Il Parmigiano Reggiano non è solo gastronomia, ma un’icona del lifestyle globale che approda alla Milano Design Week 2026. Dal 20 al 30 aprile, la tradizione millenaria della Dop si trasforma in un viaggio sensoriale che unisce l’eccellenza del Made in Italy ai linguaggi del design internazionale.

Il cuore dell’evento è nel Cortile d’Onore dell’Università Statale, dove il Consorzio presenta “I suoni della materia”. Curata da Paola Navone e Studio Azzurro, questa installazione invita i visitatori a scoprire la Dop attraverso l’udito, in uno spazio circolare che richiama l’iconica forma di Parmigiano Reggiano.

L’intervista a Carmine Forbuso, direttore marketing del Consorzio del Parmigiano Reggiano: “Il fuorisalone è diventato sempre di più un evento di altissimo richiamo, di elevato prestigio nella piazza di Milano, ma anche in Italia. Per Parmigiano Reggiano è un esordio che segna anche un nuovo modo di comunicare per riuscire ad andare anche un po’ oltre quello che è il nostro prodotto e andare a raccontare tutte le storie che ci sono dietro alla nostra produzione”.

Attraverso un sistema interattivo, il pubblico può attivare suoni e arpeggi musicali legati alla filiera: dal lavoro dei casari ai gesti degli allevatori. L’opera trasforma la materia viva del formaggio in una vera orchestra collettiva, dimostrando come ogni protagonista della produzione contribuisca a una “grandezza” corale.

Presso l’Edicolina di Piazza Santo Stefano, la mostra “Nuove forme di grandezza” reinterpreta gli attrezzi storici della produzione in oggetti d’arredo. Lo spino diventa un portariviste, il coltellino a mandorla un tagliacarte e la zocca uno sgabello, sottolineando come la bellezza funzionale della tradizione sappia rinnovarsi costantemente.

Le parole di Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano: “Con questa installazione è possibile non solo toccare ma sentire e vedere la materia con cui il parmigiano reggiano si fa, che non è solo il latte, è anche il fieno, il sale; e con un’installazione qui vicino gli oggetti con cui si fa il parmigiano reggiano diventano oggetti di design”.

Non mancano i momenti di degustazione d’avanguardia con aperitivi in pairing con Gin Mare e menu esclusivi firmati dallo chef due stelle Michelin Domenico Stile. La versatilità della Dop viene così esplorata anche attraverso l’alta gastronomia e la mixology contemporanea.

Con una strategia che coinvolge installazioni artistiche, affissioni iconiche e content creator internazionali, il Consorzio vuole parlare un linguaggio nuovo. Come dichiarato dal presidente Nicola Bertinelli, l’obiettivo è mostrare una Dop capace di dialogare con la contemporaneità, celebrando il “saper fare” che rende unico questo prodotto nel mondo

Settimana Velica Internazionale: Livorno accoglie marine estere

Roma, 23 apr. (askanews) – La Settimana Velica Internazionale 2026 (SVI 2026) ha preso ufficialmente il via con la parata delle Marine Estere, un evento che ha trasformato Livorno in un palcoscenico internazionale di sport, cultura marittima e diplomazia.

Le delegazioni di 33 Paesi hanno sfilato lungo le vie cittadine, partendo dall’Accademia Navale e percorrendo il suggestivo lungomare fino al Comune di Livorno, attraversando la celebre Terrazza Mascagni, composta da 34.800 piastrelle a scacchiera affacciata sul mare.

I delegati sono stati ricevuti dal Sindaco di Livorno, Luca Salvetti, che ha commentato: “accogliere rappresentanti di così tante Marine è stato un onore per la nostra città. Questa parata non ha celebrato solo la vela, ma anche l’amicizia, la diplomazia sportiva e la nostra vocazione marittima. Livorno ha aperto le sue porte al mondo con orgoglio e ospitalità.”

Il Contrammiraglio Alberto Tarabotto, Comandante dell’Accademia Navale, ha aggiunto: “vedere sfilare le Marine estere lungo il lungomare di Livorno e la Terrazza Mascagni è stata un’emozione straordinaria. Questa parata ha rappresentato l’eccellenza della nostra tradizione navale e la capacità di costruire ponti tra Paesi e culture attraverso la vela. La SVI 2026 conferma l’Accademia come centro di formazione internazionale e di dialogo tra giovani marinai di tutto il mondo.”

Domani prenderanno ufficialmente il via le regate delle Marine Estere segnando l’inizio effettivo delle competizioni sportive della SVI 2026.

L’evento clou seguirà il 25 aprile con l’attesissima partenza della RAN 630, che partirà da Nave Duilio, mettendo alla prova gli equipaggi su uno dei percorsi più affascinanti del Mediterraneo.

Il Contrammiraglio Tarabotto ha dichiarato: “domani Livorno si trasformerà in un vero campo di regata internazionale. La partenza della RAN 630 da Nave Duilio rappresenta il cuore pulsante della nostra tradizione velica e la straordinaria occasione per confrontare giovani talenti e marinai esperti provenienti da tutto il mondo.”

Durante la settimana, la SVI 2026 ospiterà regate internazionali, gare delle classi giovanili, iniziative di vela inclusiva e un fitto programma culturale.

Dfp, Meloni: Conti in ordine, ma pesano debiti lasciati

Agia Napa (Cipro), 23 apr. (askanews) – “Che i conti non siano in ordine non mi pare corretto dirlo, i conti sono molto in ordine, noi quando ci siamo insediati avevamo un deficit all’8,1%, oggi ce l’abbiamo al 3,1%, la previsione del governo era il 3,3%, abbiamo fatto meglio delle nostre stesse previsioni, avrei voluto scendere sotto il 3%, certo avrei voluto fare ancora meglio, ma nessuno può dire che l’Italia oggi non ha i conti in ordine”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, arrivando ad Agia Napa per la prima giornata del vertice informale Ue.

“Si può dire – ha aggiunto – che li aveva molto in disordine ieri e purtroppo pesa, quel disordine ancora pesa, perché io finirò di pagare i debiti e il superbonus quando arriveranno le elezioni politiche e quindi, diciamo, qualcuno ha lasciato dei debiti che il governo successivo doveva per cinque anni ripagare e questo purtroppo anche pesa”.

Tajani inaugura targhe 5 Giusti: forte significato a vigilia 25 aprile

Roma, 23 apr. (askanews) – “Oggi inauguriamo le targhe di 5 nuovi Giusti, il loro esempio è monito quotidiano su cosa significa servire lo Stato con coscienza e tenendo sempre la persona al centro”. Lo ha dichiarato il ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani, all’inaugurazione, con accanto il sindaco di Roma Capitale Roberto Gualtieri, delle cinque nuove targhe dei Giusti della Farnesina (selezionati dalla commissione ad hoc istituita dal MAECI), nel viale antistante il ministero, già denominato Viale dei Giusti.

“Cominciamo da Francesco Babuscio Rizzo, incaricato d’Affari presso la Santa Sede nella Roma occupata dai nazifascisti, salvò centinaia di vite, rifiutando la logica del silenzio e della paura”, ha aggiunto Tajani, sottolineado che c’è un significato particolare oggi in questa inaugurazione, a pochi giorni dal 25 aprile.

“Il secondo Giusto è Piero de Masi, diplomatico nel Cile del ’73, trasformò la nostra ambasciata a Santiago in un rifugio per i perseguitati politici, aprendo le porte a chi non aveva più riparo”, ha proseguito.

“Giorgio Giacobelli è il terzo, in servizio presso la nostra ambasciata a Kinshasa, durante la crisi del Congo nel ’64, organizzò missioni di soccorso per strappare alla morte numerose vite”, ha ricordato Tajani.

“Poi Vito Positano, nel 1887, vice-console a Sofia, fu punto di riferimento per la salvezza della popolazione della città in una delle ore più drammatiche della storia balcanica”.

Infine, “Tito Spoglia, vice-console ad Elisabethville nel Congo,nel ’60 sacrificò la propria vita per salvare quelle dei connazionali e dei colleghi”, ha concluso Tajani.

“Noi abbiamo il dovere di dare, lo dico ai giovani diplomatici, degli esempi da seguire, ne abbiamo tanti nel nostro paese, ne siamo fieri”, ha osservato Tajani, sottolineando che con questa iniziativa “noi stiamo custodendo la memoria”.

25 Aprile, Mattarella: lotta Liberazione tra pagine fondanti storia repubblicana

Roma, 23 apr. (askanews) – “La lotta di Liberazione è una delle pagine fondanti della storia repubblicana. Essa segna il riscatto morale e civile di un popolo che, nella Resistenza, espresse la forza e la capacità di affermare i valori di libertà, giustizia, pace, democrazia”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ricevendo al Quirinale gli esponenti delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma nella ricorrenza dell’81° Anniversario della Liberazione.

“Quei valori, scolpiti nella nostra Costituzione, non sono soltanto il frutto di una stagione storica: costituiscono il fondamento dei valori della nostra convivenza civile e della presenza dell’Italia nel contesto internazionale”, ha detto ancora il capo dello Stato. “Una condizione ottenuta a caro prezzo, che ci richiama rigorosamente, ogni giorno, alla responsabilità di difenderla e rinnovarla”, ha sottolineato Mattarella.

Musica, Jovanotti annuncia il Jova Giro: da Roma a Roma

Roma, 23 apr. (askanews) – Roma, Circo Massimo, partenza e ritorno. Dalla città in cui Lorenzo Jovanotti è nato, prende forma il Jova Giro: un percorso che non collega soltanto concerti, ma tiene insieme visione, movimento e desiderio. L’idea nasce dall’esperienza del bike concert dello scorso luglio, (un concerto dedicato a soli 5.000 bikers) da cui prende vita il primo embrione di questo progetto. Non un’appendice al tour, ma un cambio di prospettiva: il viaggio smette di essere un intervallo privato e diventa parte dell’esperienza collettiva.

La musica è la prima grande passione di Lorenzo. La seconda è viaggiare soprattutto a pedali. Da questo incontro nasce un’estate che è insieme concerto e attraversamento, palco e paesaggio, ritmo e respiro. Sport e valorizzazioni di territori interni, strade secondarie, piste ciclabili, paesaggi. In questo stesso tempo prende forma anche un altro racconto per un’altra grande passione di Jova: dopo il successo di Poesie da spiaggia (2022), Lorenzo rinnova la collaborazione con Nicola Crocetti in una nuova antologia, Poesie da viaggio, in uscita il 5 maggio per Feltrinelli. Antologia di poesia di ogni tempo e luogo. Parole nate lungo la strada, da leggere al volo o da lasciare sedimentare, come certi paesaggi.

Il Jova Giro è un viaggio intimo e condiviso. Con Lorenzo ci sarà una squadra di amici, gli stessi che lo hanno accompagnato nelle pedalate verso il Friuli. Alcuni ex ciclisti professionisti mondiali e olimpici, colleghi, compagni di passione per la strada a due ruote. Una carovana di “amici miei”, una piccola comunità in movimento: persone che si aspettano, si ritrovano, e condividono ogni chilometro e le serate dopo la strada, e magari se spunta una chitarra… Il percorso sale fino al Gran Sasso dall’Appennino laziale e scende verso l’Adriatico, attraversa la linea dell’estate italiana tra costa ed entroterra, sfiora cittadine ed entra nei paesi. Poi continua verso Sud, cambia luce e vento, attraversa lo Stretto, percorre la Sicilia, per infine risalire lungo il Tirreno.

È un viaggio essenziale e sfidante, ma pieno. Minimal nei mezzi, ricco negli incontri. Fatto di salite e silenzi, di risate improvvise, di tuffi a sorpresa e di soste senza programma. Un viaggio che non cerca scorciatoie, ma presenza, pensiero, godimento di ogni singolo attimo. Lunghe rincorse per saltare sui palchi dei Summer party che si accendono nei weekend. C’è una frase che Lorenzo ama ricordare, di Tiziano Terzani, e che qui diventa una bussola: “Il senso della ricerca sta nel cammino fatto e non nella meta; il fine del viaggiare è il viaggiare stesso e non l’arrivare.”

Una sorta di Giro d’Italia musicale in cui ogni concerto è un traguardo e un nuovo inizio. Le date tra agosto e settembre 2026 disegnano una geografia che trova il suo compimento nel ritorno a Roma. E li, al Circo Massimo, il viaggio si chiude con Jova al Massimo, due eventi (prodotti da Trident concerts e organizzati in collaborazione con The Base), il 12 e il 13 settembre realizzati in collaborazione con il Comune di Roma Assessorato Grandi Eventi. Non solo due concerti finali, ma una festa di ritorno. Un punto che diventa cerchio.