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Separazione carriere, Caiazza: “Dal fronte del No solo manipolazioni”

Roma, 12 nov. (askanews) – “C’ un fiume di menzogne e manipolazioni vergognose per indurre dal fronte del No i cittadini a votare” contro la riforma per la separazione delle carriere”. Cos ha detto Giandomenico Caiazza, presidente del “Comitato s separa” promosso dalla Fondazione Luigi Einaudi, durante la presentazione alla Camera.

Secondo il penalista la riforma “va approvata perch ci allinea alle pi importanti democrazie del mondo e impone un giudice terzo”, ha detto ancora. ” in atto una campagna vergognosa – aggiunge – e il nostro impegno di far rispettare la verit e il reale contenuto della riforma, perch i cittadini non devono essere ingannati”.

Poi “l’Anm teme di perdere la forza del condizionamento politico con il sorteggio del Csm – ha spiegato – ma la verit che nessuna autonomia a rischio”. Rispetto alla campagna referendaria ha aggiunto: “Tutti i confronti saranno utili purch non si raccontino bugie ai cittadini”.

Tennis, Dubbi su Musetti: potrebbe rinunciare alla Davis

Roma, 12 nov. (askanews) – A Torino, mentre la città si prepara ad accogliere le fasi decisive delle Atp Finals, cresce l’incertezza sulla partecipazione di Musetti. «Musetti sta giocando da otto settimane consecutive, non è solo una questione fisica: sappiamo che Veronica aspetta un bambino, un pensiero in più per Lorenzo…» ha spiegato il ct azzurro Filippo Volandri. Il motivo? Un calendario estenuante: sei partite in sette giorni, la finale con Novak Djokovic ad Atene e il trasferimento immediato a Torino. Il capitano azzurro ha già ricevuto la disponibilità di altri giocatori come Lorenzo Sonego e Luca Darderi, e ha definito che la decisione finale sulla presenza di Musetti sarà presa «alla fine delle Finals» d’intesa con lui e il suo team. La rinuncia di Musetti, dopo quella già annunciata di Jannik Sinner, rappresenterebbe un colpo importante per l’Italia nella competizione, ma secondo Volandri «non ci sono drammi: chi fa parte della rosa lo fa con impegno e consapevolezza».

Tennis, Felix Auger-Aliassime batte Shelton alle Atp Finals

Roma, 12 nov. (askanews) – Felix Auger-Aliassime batte in rimonta Ben Shelton. Il canadese sconfigge l’americano 4-6, 7-6, 7-5 dopo due ore e 25 minuti di gioco e vince la sua prima partita alle Atp Finals 2025. Il primo set è stato molto equilibrato: Shelton ha strappato la battuta ad Auger-Aliassime nel quarto game, ma ha subito il controbreak quando è andato a servire sul 5-3. Decisivo il servizio strappato dall’americano nel decimo game. Nel secondo parziale, invece, Auger-Aliassime ha annullato una palla break e ha vinto il set al tiebreak per 9-7. Inevitabile il terzo set, in cui Auger-Aliassime è stato perfetto al servizio, mentre Shelton ha dovuto annullare due palle break. Con questo risultato, Jannik Sinner (nel gruppo Borg insieme ad Auger-Aliassime e Shelton) qualora dovesse battere Zverev questa sera (con qualsiasi risultato) avrà la certezza di qualificarsi per le semifinali, indipendentemente dai match di venerdì.

MotoGp, ultimo Gp a Valencia, Bagnaia: "Stagione complicata"

Roma, 12 nov. (askanews) – Ultimo atto di un anno da incorniciare per il Ducati Lenovo Team con il triple crown. A Valencia si torna a correre a un anno dall’alluvione che ha colpito la zona, chiudendo così la stagione 2025 della MotoGP. “Si chiude una stagione complicata – le parole di Pecco Bagnaia – abbiamo lavorato moltissimo, fatto molta fatica in alcune gare, meno in altre, ma non siamo riusciti ad essere solidi nei risultati. Continueremo a lavorare, l’obiettivo è tornare competitivi e costanti nelle prestazioni. Sfrutteremo anche in questo senso questo ultimo weekend di gara e poi il test del martedì”. Per Nicolò Bulega: “Sono contento di tornare subito in pista. Ho avuto qualche giorno per capire meglio e analizzare quanto fatto nel weekend in Portogallo. Sono sicuro che qui a Valencia riusciremo, non dico a fare sicuramente meglio, ma a sentirci più a nostro agio sulla moto e affinare alcuni automatismi. Cercheremo di percorrere quanti più chilometri possibile per acquisire sempre più confidenza alla guida”.

Ex Ilva, Landini: impossibile un Paese industriale senza siderurgia

Bari, 12 nov. (askanews) – “Ieri sera si è rotto il tavolo di trattativa Ilva. Noi lo diciamo da tempo, c’è una crisi industriale che tutti fanno finta di non affrontare. Sono trentuno mesi che la produzione industriale cala”. Lo ha detto il segretario della Cgil, Maurizio Landini, conversando con i cronisti a palazzo Madama dopo la conclusione del suo incontro con una delegazione di AVS.

“Ieri sera – ha sottolineato – con le cose che hanno detto su Ilva noi siamo di fronte al rischio di chiusura di quel gruppo. Stiamo parlando di migliaia di lavoratori e il Governo, nella legge di bilancio che ha fatto, la voce investimenti è zero. Se vogliamo a questo punto salvare Ilva e dare una prospettiva c’è bisogno anche che si costituisca una società ad hoc che veda anche una presenza pubblica, altrimenti si rischia di accompagnare una chiusura e che noi non siamo disponibili ad accettare. Lo dico perché quello è un elemento emblematico”.

“Qui – ha detto ancora il leader della Cgil – non si può dare la colpa ad altri governi. Sono tre anni che c’è questo governo, quindi qui non si può dare la colpa ad altri perché siamo di fronte al fatto che qui rischia di saltare una delle attività più importanti; e un paese industriale senza una degna industria, anche siderurgica, lo vanno raccontare a qualcun altro. Questo è l’inizio di un declino pericolosissimo che va assolutamente fermato”, ha concluso.

Matteo Donghi e il RIS di Parma, "Lo scienziato e lo sbirro"- il testo

Parma, 12 nov. (askanews) – ‘Ricordatevi che il lavoro più vicino a quello del fisico è lo sbirro. Il fisico è curioso per natura. Lo sbirro è curioso per necessità. La maggior soddisfazione dello scienziato, dell’uomo di scienza È utilizzare al meglio gli strumenti tecnico scientifici che ci sono dati. Ma la soddisfazione dello sbirro è avere il nome’: lo dice il tenente colonnello Matteo Donghi, da inizio 2025 comandante del RIS di Parma, il più famoso dei reparti di investigazione scientifica dei carabinieri.

In questa intervista a SGUARDI, la rubrica di approfondimento di askanews, Donghi racconta come lui, fisico di formazione, sia stato folgorato sulla via di Damasco dalla bellezza delle indagini forensi. E ancora il caso del serial killer Bilancia e come ha rivoluzionato le investigazioni scientifiche; il futuro delle indagini forensi e cosa possiamo aspettarci dall’intelligenza artificiale, un tour nei laboratori del RIS, l’equilibrio fra la scienza e la necessità di portare elementi comprovabili in tribunale; e la sua esperienza nel 2024 alla Corte Penale Internazionale dell’Aia.

‘Tutto avrei pensato nella mia vita quando stavo all’università a che fare l’ufficiale dei carabinieri. Io sono un fisico di formazione, quindi laureato in fisica alla Statale di Milano, e sono uno di quei ragazzi che ancora era soggetto al servizio di leva’ racconta. ‘Da militare di leva con la laurea già conseguita sono stato preso dall’Arma dei Carabinieri mandato all’allora carabinieri investigazioni scientifiche di Parma, nel 1997. E qui sì, c’è stata la folgorazione sulla via di Damasco, perché fu un anno, il 1998 soprattutto, di grossi risultati investigativi, essenzialmente legati ma non solo al caso Bilancia, per chi lo ricorda il serial killer di Genova e della Liguria’.

‘Il caso Bilancia probabilmente è stato un momento di svolta non solo dell’esperienza del RIS di Parma, ma di tutto il forense italiano, perché per la prima volta si è avuto a che fare con un serial killer che è stato individuato e condannato per i 17 omicidi sulla scorta certo di un’attività investigativa tradizionale notevole, ma fu l’investigazione scientifica a fronte di una lunga lista di persone sospettate a identificare esattamente il responsabile’.

‘Io avevo vinto contestualmente il dottorato di ricerca a Scienze dei materiali perché io vedevo me stesso come probabilmente impiegato all’università. È uscito un concorso per questa posizione quindi per la posizione di un fisico nel ruolo tecnico dell’Arma dei Carabinieri; un concorso nazionale ‘ci sono due posti ma non lo vincerò mai’ dicevo. Invece ho avuto la fortuna, diciamo anche, speriamo la bravura di averlo vinto, e sono qui, stregato dal ruolo delle investigazioni scientifiche che sono le scienze forensi, un ambito bellissimo della scienza’.

Donghi racconta poi di uno dei ricordi che gli dà maggiore soddisfazione: ‘Quando si passa da una macchia di sangue, un mozzicone di sigaretta un’impronta sulla scena ad un nome, eh beh… Particolarmente coinvolgente per me fu l’omicidio di Marco Pittoni. Marco Pittoni era un nostro tenente dell’Arma dei Carabinieri ucciso a Pagani, in provincia di Salerno.

La competenza era del RIS di Roma, io stavo a Roma, andammo subito sulla scena perché venne trovata la macchina utilizzata dai rapinatori, dagli assassini. Rilevammo delle impronte che mandammo al reparto in tempo reale. Ricordo questo, questo passaggio per cui spengo la luce e dopo 5 minuti mi bussano alla porta. Il collega che stava dormendo nella stanza a fianco dicendo ‘La banca dati ci ha dato un nome, abbiamo un nome, abbiamo un nome’, eh beh, è una grossa soddisfazione’.

E l’intelligenza artificiale? ‘Le novità forti che ci sono nel settore delle investigazioni scientifiche sono ad oggi novità strumentali. Ma è una normale evoluzione che non abbandona mai un percorso già tracciato. Questo è fondamentale per mantenere quella scientificità tale da presentare una prova a un tribunale’.

‘Un vanto che noi abbiamo, questo lo dico con un po’ di immodestia è quello che noi come Italia, come Paese Italia, come arma dei carabinieri, come supporto scientifico dell’Arma dei carabinieri, non abbiamo nulla a che invidiare almeno a livello europeo. Faccia conto che noi siamo parte di un network europeo di istituti di scienze forensi che si chiama ENSI. Uno degli obiettivi dell’ENSI è svolgere degli esercizi collaborativi, quindi dei test al buio, e ad oggi fortunatamente ci collochiamo nella fascia nella prima fascia di qualità per quanto riguarda i risultati forniti in tutte le discipline’.

‘Sicuramente la sfida dell’intelligenza artificiale è la sfida attuale. Però ancora effetti benefici concreti dell’utilizzo di algoritmi o approcci di intelligenza artificiale a fini forensi non ne ho visti. Ci sono algoritmi software, che danno degli esiti: ad esempio algoritmi di invecchiamento delle persone, quindi io do una foto all’intelligenza artificiale di un soggetto di venti anni e l’algoritmo lo invecchia a 60 anni, a 40 anni. Non ho però la possibilità di utilizzare questo algoritmo, se non è chiaro come funziona. Se faremo un passaggio nei laboratori analitici, vi accorgerete che ogni laboratorio è chiuso con delle pressioni controllate, ma tutti hanno delle grosse finestre di ispezione. Questo perché? Perché comunque le difese o comunque le parti processuali interessate debbono sempre poter vedere, se presenti e autorizzate, che cosa avviene all’interno del laboratorio analitico. Sulla trasparenza di tanti algoritmi di intelligenza artificiale, anche i più sofisticati, su questo c’è ancora molto da lavorare’.

‘La cosa che io dico sempre più caratteristica è che noi siamo diventati famosi come reparto investigazioni scientifiche, come gli uomini in tuta bianca che fanno rilievi sulla scena del crimine’ prosegue Donghi. ‘Ma a fronte di decine di casi per anno in cui un reparto come il mio esce sulla scena del crimine, ci sono migliaia di casi in cui invece vengono gestiti in laboratorio con reperti riportati appunto dall’Arma territoriale, quindi dai colleghi sul territorio ed inviati per le analisi qui da noi. Gli omicidi possono essere poco più di un centinaio l’anno, ma gli altri casi non sono tutti dei tentati furti.

‘Io sono al comando solo da qualche mese, quindi non so se siano in aumento i casi di violenza sessuale; ma sicuramente sono un numero che mi ha colpito. Questo grosso numero può essere dovuto o a un incremento effettivo o l’altra possibilità è che ci sia più sensibilità da parte delle vittime a denunciare. Se così fosse sarei contento. Sono reati abbietti, vanno perseguiti e su questi reati le investigazioni scientifiche funzionano molto bene’.

Prima di arrivare a Parma, Donghi ha passato il 2024 distaccato alla Corte Penale Internazionale dell’Aia: ‘È stata la prima esperienza di personale italiano distaccato alla Corte’ ricorda; ‘È stata un’esperienza illuminante, perché quello che si avverte stando in Corte penale internazionale è certamente il peso dell’attività che viene svolta, la difficoltà spesso di ottenere dei mandati di arresto e di non poterli eseguire. Abbiamo mandati d’arresto pendenti per il Presidente Putin e per il primo ministro Netanyahu che difficilmente andranno mai ad essere eseguiti. Io fortunatamente ho seguito nei vari casi di mia competenza il capo d’accusa nei confronti del Presidente Duterte delle Filippine che invece è stato arrestato e consegnato alla Corte penale internazionale qualche mese fa. E poi ricordiamo una cosa, la Corte penale internazionale dell’Aia è la Corte che giudica i soggetti singoli, mentre la Corte sempre con sede all’Aja, la Corte dell’ONU, processa gli Stati. Allora, processare uno Stato è qualcosa di impalpabile; arrestare un responsabile di un genocidio è qualcosa che invece è chiaro a tutti che cosa voglia dire’.

‘C’è grossa discussione in questo momento su quelle che sono le definizioni tecniche di genocidio, se una attività possa dirsi genocidio oppure no’ elabora Donghi, ‘che fa rabbrividire: stiamo parlando di reati gravissimi. In realtà il Protocollo di Roma è molto esplicito su quelli che sono i limiti e le competenze della Corte e anche molto esplicito su quelli che sono le definizioni di cosa sono crimini di guerra, crimini contro l’umanità, il reato di genocidio. È chiaro che sarà in carico al Procuratore della Corte penale internazionale muovere un’accusa, quindi capire se i comportamenti svolti dalla persona imputata rientrano all’interno dei quattro reati perseguiti dalla Corte e, se del caso, quali’.

‘Io sento molto l’esigenza di giustizia come una motivazione, nel senso che è una cosa che ricordo anche al mio personale’ conclude Donghi. ‘Ricordiamoci sempre che c’è una vittima che chiede giustizia: ma giustizia non è vendetta però. Non è ‘vogliamo un colpevole a tutti i costi’. A me ha dato negli anni molta soddisfazione anche aver provato che l’indagato non è quello giusto; è una soddisfazione anche questa, perché ripeto, giustizia non è vendetta, non è avere un nome da poter buttare nella gogna e dire abbiamo trovato l’assassino, se poi non è l’assassino vero’.

Sarajevo, Ascari (M5s) presenta una interrogazione sui cecchini ‘per gioco’ italiani

Roma, 12 nov. (askanews) – “Durante l’assedio di Sarajevo, tra il 1993 e il 1995, nel cuore della guerra in Bosnia, alcuni cittadini italiani avrebbero preso parte, come veri e propri ‘cecchini per gioco’, a spedizioni contro la popolazione civile. Secondo quanto emerso da recenti inchieste giornalistiche e da un esposto dello scrittore Ezio Gavazzeni, uomini provenienti da diverse regioni del Nord Italia avrebbero pagato somme ingenti per partecipare a questa forma di macabro “turismo di guerra”, con tariffe che aumentavano quando venivano messi nelle condizioni di colpire donne o bambini”. Lo dichiara la deputata del Movimento 5 Stelle, Stefania Ascari, membro delle Commissioni Giustizia e Antimafia.

“La Procura di Milano ha aperto un fascicolo contro ignoti con l’ipotesi di omicidio volontario aggravato per crudeltà e motivi abietti, pertanto ho presentato un’interrogazione parlamentare ai Ministri della Giustizia, dell’Interno, degli Affari Esteri, della Difesa per chiedere quali azioni siano state intraprese a seguito dell’apertura della suddetta inchiesta, se esista un coordinamento effettivo tra autorità giudiziarie italiane e bosniache, e se verranno messi a disposizione tutti i documenti eventualmente custoditi negli archivi dei servizi di informazione. Ho inoltre domandato quali misure si intendano adottare per garantire giustizia e tutela alle vittime e se l’Italia si farà promotrice, in sede internazionale, di iniziative per contrastare e prevenire nuovi episodi di “turismo di guerra”. Di fronte a fatti così gravi, l’Italia deve pretendere verità e giustizia. Se cittadini italiani hanno partecipato a un massacro di civili è nostro dovere accertarlo fino in fondo. Non possiamo permettere che l’orrore venga archiviato nel silenzio”, aggiunge.

Ex Ilva, Urso: crisi aggravata dal sequestro chiesto dalla Procura di Taranto

Roma, 12 nov. (askanews) – La crisi della ex Ilva risente della pesante eredità lasciata dal gruppo Mittal, con “oltre 4 miliardi di danni”. Inoltre “è stata aggravata” dal sequestro probatorio di un altro altoforno voluto dalla Procura di Taranto, a causa del quale da 7 mesi si attende che finisca la perizia. Lo ha rilevato il ministro di Imprese e Made in Italy, Adolfo Urso durante le interrogazioni a risposta immediata alla Camera. Su questa partita, ha tuttavia aggiunto, se si riuscirà a completare la decarbonizzazione, l’Italia si presenterà come primo Paese europeo con una produzione di acciaio totalmente “verde”.

“La siderurgia italiana guida la transizione green ed è all’avanguardia di Europa con 34 impianti che producono con forni elettrici”. Al governo “ora siamo impegnati nella sfida più difficile, che riguarda la ex Ilva – ha detto Urso – su cui grava la pesante eredità di Mittal, certificata in oltre 4 miliardi di danni. Se riusciremo anche in questo obiettivo, il processo di decarbonizzazione, l’Italia diventerà il primo Paese europeo a produrre solo acciaio green”.

“E per questo, in sede europea, abbiamo insistito affinché ci fosse una revisione delle norme europee a tutela di chi produce acciaio nel rispetto delle norme ambientali – ha spiegato -. E siamo in procinto di ottenere questo riconoscimento, perché il 3 dicembre la Commissione ci presenterà nuove misure di salvaguardia”.

Inoltre, il 10 dicembre sempre la Commissione Ue “ci presenterà la revisione del Cbam, come l’Italia ha sollecitato da oltre un anno, diventando l’avanguardia delle riforme in Europa. Il cambio delle politiche europee che stiamo determinando si inserisce la sfida della ex Ilva, aggravata lo sappiamo tutti dal fatto che è stato posto sotto sequestro probatorio dalla procura di Taranto uno dei due altoforni che produceva. Stiamo aspettando che finisca la perizia e sono passati sette mesi – ha rimarcato Urso – in attesa che si faccia la perizia”.

“Ed è ovvio che quella decisione ha ridotto le capacità produttive dello stabilimento, fattore – ha concluso il ministro – che ha costretto i Commissari a rivedere i piani aziendali che si erano basati su due altoforni in funzione e non più solo su uno”.

New York Times: Epstein scriveva che "Trump sapeva delle ragazze"

Roma, 12 nov. (askanews) – I parlamentari Democratici della Camera statunitense hanno pubblicato delle email in cui Jeffrey Epstein, il finanziere pedofilo morto suicida, scriveva che il presidente Donald Trump aveva “trascorso ore a casa mia” con una delle sue vittime. Lo rivela il New York Times spiegando che altre mail suggeriscono che Epstein ritenesse che Trump sapesse molto di più sui suoi abusi di quanto lui stesso abbia ammesso.

Secondo i rappresentanti Democratici della Commissione di Vigilanza della Camera le email, selezionate tra migliaia di pagine di documenti ricevuti, sollevano dunque nuovi interrogativi sulla relazione tra i due uomini. In una delle email, Epstein affermava senza mezzi termini che Trump “sapeva delle ragazze”, molte delle quali scoperte in seguito dagli inquirenti essere minorenni. In un’altra email, Epstein si chiedeva come rispondere alle domande dei media sul loro rapporto, visto che Trump stava diventando una figura politica nazionale.

La Casa Bianca, aggiunge il quotidiano, non ha risposto immediatamente alle richieste di commento. Trump ha sempre negato categoricamente qualsiasi coinvolgimento o conoscenza dei traffici sessuali di Epstein. Ha affermato che lui e Epstein, morto suicida in una prigione federale nel 2019, un tempo erano amici, ma poi hanno litigato.

I messaggi infiammeranno sicuramente il dibattito a Capitol Hill sulla gestione del dossier Epstein da parte dell’amministrazione Trump e sulla decisione dei suoi stretti collaboratori di fare marcia indietro sulla promessa di pubblicarli integralmente.

Tale questione, scrive il New York Times, che ha diviso i Repubblicani e alienato alcuni dei sostenitori di Trump, era passata in secondo piano con il protrarsi dello shutdown governativo.

Tennis, Musetti ascolti top, 2,3 milioni di spettatori

Roma, 12 nov. (askanews) – Ha fatto centro anche sul fronte televisivo Lorenzo Musetti. “Il totale degli spettatori per Musetti, tra Raidue e Sky, è stato di 2,3 milioni”. Una cifra che conferma come l’azzurro stia consolidando un legame forte con il pubblico, raggiungendo numeri analoghi a quelli di Jannik Sinner. Durante la sfida con De Minaur, “nell’intervallo di tempo della partita (dalle 20:42 alle 23:29), … è stato il terzo programma televisivo più visto della serata”, battuto solo da Canale 5 e Raiuno. Il dato assume ancora più rilievo se si considera che, per una parte dell’orario, il traino televisivo tradizionale (fiction e intrattenimento) procedeva normalmente su altre reti. Numeri che testimoniano non solo un momento sportivo positivo per Musetti, ma anche una crescente attenzione da parte del pubblico italiano verso il tennis. Sarà interessante vedere se questa spinta si confermerà nei prossimi impegni.

Patrimoniale, Fratoianni: Avs la propone in manovra, redistribuire ricchezza

Bari, 12 nov. (askanews) – Alleanza Verdi Sinistra proporrà emendamenti alla legge di bilancio che andranno in direzione dell’introduzione di un prelievo fiscale patrimoniale. “Non è la prima volta che lo facciamo, lo facciamo da anni. Siamo convinti da molto tempo che in questo paese occorrono politiche di redistribuzione”: lo ha detto il segretario di Sinistra italiana, Nicola Fratoianni, conversando con i cronisti al Senato dopo un incontro con il segretario della Cgil, Maurizio Landini.

“Si tratta – ha spiegato – di intervenire su una parte piccolissima della popolazione italiana che però detiene enormi ricchezze. Si tratta di farlo nel segno della solidarietà, della redistribuzione e dell’interesse generale. Servono risorse per finanziare le politiche pubbliche, che rispondano all’emergenza dei salari degli italiani e delle italiane, che sono fermi al palo da trent’anni mentre il costo della vita continua ad aumentare; che rispondano all’esigenza di rafforzare il sistema sanitario nazionale pubblico e i sistemi di protezione sociale, il sistema d’istruzione; che servano a rafforzare gli investimenti, le politiche industriali. Per fare questo servono scelte: scelte di carattere fiscale, scelte di carattere politico, bisogna cambiare una manovra che è fatta di austerità da un lato e dall’altro di nuova, potente, grande spesa militare, per quella i soldi li hanno trovati subito, 23 miliardi nei prossimi tre anni”

“Da questo punto di vista, abbiamo condiviso in modo molto forte – ha sottolineato l’esponente di AVS – l’analisi che la Cgil fa di questa legge di bilancio, che è la stessa analisi che facciamo noi: sosterremo lo sciopero generale e naturalmente in Parlamento faremo la nostra parte con i nostri strumenti, quelli del Parlamento, per contrastare questa manovra sciagurata e per provare a cambiarla”.

“E questi temi – ha concluso Fratoianni – restano comunque per ciò che ci riguarda la traccia di un’alternativa politica necessaria al governo Meloni e resteranno per noi la traccia dell’iniziativa politica che metteremo in campo nei prossimi mesi nel Paese, oltre che in Parlamento nelle piazze e che metteremo in campo anche nei prossimi anni”.

"Musica Triste" è il nuovo album di Emis Killa, il suo 13esimo

Milano, 12 nov. (askanews) – L’hip-hop torna in scena! Esce venerdì 5 dicembre “Musica Triste”, il nuovo album di Emis Killa, già in preorder nei formati fisici CD e LP, di cui sono disponibili le varianti CD autografato, LP rosso autografato, LP nero marmorizzato rosso e LP nero marmorizzato rosso autografato.

Emis Killa conclude il suo 2025 in grande stile con l’annuncio del suo tredicesimo progetto discografico, tra album, EP e Mixtape. “Musica Triste”, a distanza di oltre due anni dall’ultimo album “Effetto Notte”, certificato disco di platino, porterà con sé tutta la carica hip-hop di uno dei nomi più affermati della scena, con una penna che si preannuncia essere più affilata che mai e che riserverà grandi sorprese artistiche.

“Musica Triste” completa un anno all’insegna della musica e dei grandi eventi live per Emis Killa. Dopo la pubblicazione di “In auto alle 6:00”, collaborazione con l’artista e amico di lunga data Lazza, infatti, lo show evento EM16 è stato la continuazione in grande stile della celebrazione dell’hip-hop e della carriera di Emis Killa, in seguito al successo di EM15 nel 2024.

Ucraina, Crosetto: difficile pensare situazione migliori per Kiev

Roma, 12 nov. (askanews) – “Come dico da mesi, la situazione per l’Ucraina non migliora di sicuro, è difficile pensare che possa migliorare indipendentemente dagli aiuti militari. C’è un limite di popolazione che rende il confronto molto difficile e il fatto che per Putin il tempo e i morti non contano mentre per tutto il resto del mondo sì. E quello è l’avvertimento anche per l’Europa”. Lo ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto, parlando in Transatlantico alla Camera.

Ucraina, Crosetto: a breve presento al Copasir 12mo pacchetto aiuti

Roma, 12 nov. (askanews) – “Io sto approvando il dodicesimo pacchetto” di aiuti all’Ucraina. “A breve andrò a presentarlo al Copasir”. Così il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha risposto in Transatlantico alla Camera a chi gli chiedeva se l’Italia intendesse acquistare dagli Usa armi per Kiev.

Ai giornalisti che gli hanno fatto notare che la sua risposta non riguardava l’eventualità di aderire al programma Purl (Prioritized Ukraine Requirements List) con l’acquisto di armamenti statunitensi, Crosetto ha replicato “Sono aiuti all’Ucraina, consistenti anche”.

Crosetto ha quindi confermato che non andrà a Washington dove avrebbe dovuto incontrare il segretario alla Difesa Usa ma a Berlino per l’incontro con i colleghi di Francia, Germania, Regno Unito e Polonia.

Ex Ilva, la Fiom: tradimento da Urso, presentato un piano di chiusura

Roma, 12 nov. (askanews) – Ieri Fim, Fiom e Uilm “erano andati al tavolo di confronto per sostenere un piano condiviso con Governo e commissari, ma ci siamo trovati di fronte a un piano di chiusura dell’azienda”. Lo ha detto il leader della Fiom, Michele De Palma, in una conferenza stampa unitaria per fare il punto della situazione e illustrare le iniziative da mettere in campo.

“E’ stato detto che siamo andati via dal tavolo, ma questo non corrisponde alla realtà – ha proseguito – è stato un tradimento da parte del ministro Urso quanto accaduto ieri. Chiediamo alla presidente del consiglio di assumere il tavolo Ilva superando la condizione in cui ci siamo trovati. Non ci sono le risorse necessarie per far funzionare l’azienda. E dire, come hanno fatto i miei colleghi (Uliano e Palombella, ndr), che la cassa integrazione serve di fatto per pagare il funzionamento e il mantenimento dell’azienda è la dura e sacrosanta verità. Faremo le assemblee venerdì e lunedì prossimo, c’è tempo. Faccio un appello alla presidente del consiglio Meloni: si occupi della questione Ilva, che è strategica e centrale per le sorti del nostro Paese. Ci riconvochino al tavolo sulla base del percorso che avevamo condiviso”.

Uniti per Gaza, video con Assalti frontali, Muro del canto e 99 Posse

Roma, 12 nov. (askanews) – È uscito oggi 12 novembre il videoclip di “Fino all’ultimo respiro”, il brano di Assalti Frontali, Il Muro del Canto e 99 Posse, pubblicato lo scorso 3 ottobre.

Realizzato da MDP – Manifesti Dal Popolo, un collettivo di documentaristi e documentariste che trasformano storie in esperienze visive e sonore, muovendosi tra cinegiornale, documentario osservativo e narrazione partecipata, il video non è un classico montato ma è un omaggio a un momento di importanza storica e di solidarietà popolare.

La sua realizzazione, infatti, è avvenuta attraverso un racconto di immagini raccolte durante le mobilitazioni italiane a sostegno di Gaza e del popolo palestinese degli ultimi due anni, principalmente a Roma ma in tante città italiane. Quest’opera è l’unione di più arti e più mondi, ovvero quelli musicali, documentaristici e politici che si sono uniti insieme in una spinta collettiva.

L’incontro di Militant A e MDP è avvenuto proprio in uno dei tanti momenti di piazza, “mentre scendevo da un camion dopo aver cantato alla manifestazione”, racconta Militant A, “MDP stava riprendendo e mi ha chiesto un’intervista durante la quale ho invitato a riflettere sull’importanza di fare la nostra parte. Gli artisti la devono fare perché un artista, tanto più un rapper che lavora con le parole, trova il senso della propria essenza in questi momenti, coinvolgendosi e partecipando alla storia, alla parte giusta della storia. Ci siamo sentiti uniti e abbiamo pensato di fare un video insieme per restituire con le immagini e la musica questa potenza che stiamo vivendo, e così è nato Fino all’ultimo respiro (Official Video)”.

Alcune scene sono ambientate all’interno del liceo romano “Plinio Seniore” occupato in quei giorni, restituendo il clima di partecipazione e resistenza che attraversa le nuove generazioni. L’incontro a scuola è nato da una chiamata proprio degli studenti e studentesse – insieme al collettivo studentesco 20novembre – nei confronti degli Assalti Frontali per un laboratorio musicale dal titolo “Rap e Hip Hop armi rivoluzionarie di strada”. In quella stessa mattina era presente anche Alessandro Mantovani, giornalista e componente della Sumud Flotilla.

Sarajevo, Serracchiani (Pd): massima trasparenza sul caso dei cecchini del weekend

Roma, 12 nov. (askanews) – “Le notizie emerse sul presunto coinvolgimento di cittadini italiani, e sulla possibile conoscenza dei fatti da parte dei nostri servizi segreti, in relazione ai cosiddetti ‘cecchini del weekend’ durante l’assedio di Sarajevo, se fossero confermate sarebbero di una gravità assoluta e richiederebbero immediati chiarimenti istituzionali”. Così una nota della deputata democratica e responsabile giustizia del Pd, Debora Serracchiani.

“È indispensabile che tutte le informazioni disponibili siano rese note agli organi competenti e che il Parlamento possa seguire con attenzione l’evolversi delle indagini. Solo attraverso piena trasparenza si potrà fare luce su una vicenda così grave e delicata, nel rispetto delle vittime e dell’onore delle istituzioni italiane”, ha aggiunto.

Autostrade, Salvini "irritato" con Aspi: ‘Valutare concessione’

Milano, 12 nov. (askanews) – Il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini “è profondamente irritato con Aspi e i suoi azionisti e condivide la preoccupazione di tantissimi cittadini, a partire da quelli di Genova ma non solo, per ritardi e inadempienze”. Lo sottolienano fonti del Mit, che spiegano: “Per questo, Salvini ha dato mandato ai propri uffici di chiedere una ricognizione di tutti gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria effettuati e da effettuare da Aspi sulla rete autostradale di competenza e non esclude di avviare approfondite valutazioni sulla concessione”.

Trump chiede di concedere la grazia a Netanyahu (a processo per corruzione). Herzog: serve richiesta formale

Roma, 12 nov. (askanews) – Il presidente americano Donald Trump ha inviato una lettera all’omologo israeliano Isaac Herzog in cui ha chiesto formalmente di concedere la grazia al premier Benjamin Netanyahu, sotto processo per corruzione. Lo riportano i media israeliani.

Nella missiva Trump sottolinea di nutrire “rispetto assoluto per l’indipendenza del sistema giudiziario israeliano”, bollando però come “procedimento politico ingiustificato” la causa in corso contro il premier.

“Isaac – scrive Trump a Herzog – abbiamo instaurato un ottimo rapporto, di cui sono molto grato e onorato, e abbiamo concordato, fin dal mio insediamento a gennaio, che l’attenzione doveva essere concentrata sulla liberazione degli ostaggi e sulla conclusione dell’accordo di pace. Ora che abbiamo ottenuto questi successi senza precedenti e stiamo tenendo sotto controllo Hamas, è tempo di lasciare che Bibi unisca Israele, concedendogli la grazia e mettendo fine a questa guerra legale una volta per tutte”.

Commentando la lettera del presidente Trump, il presidente israeliano Isaac Herzog ha fatto sapere che “chiunque chieda la grazia presidenziale deve presentare una richiesta formale secondo le procedure stabilite”.

“Il presidente nutre grande rispetto per il presidente Trump e ha espresso più volte il suo apprezzamento per il suo incrollabile sostegno a Israele e per il suo enorme contributo al ritorno degli ostaggi, alla ridefinizione del Medio Oriente e di Gaza e alla tutela della sicurezza di Israele – si legge nella nota diffusa dalla Residenza presidenziale – senza sminuire quanto sopra, come il presidente ha chiarito in più occasioni, chiunque chieda la grazia deve presentare una richiesta formale secondo le procedure stabilite”.

Stando a quanto precisato dal Times of Israel, il presidente israeliano ha il potere di concedere la grazia a quanti sono stati condannati in tribunale e, in rarissimi casi, anche prima della conclusione del procedimento giudiziario, se ritenuto nell’interesse pubblico. In questo caso è la persona che chiede la grazia, o un familiare stretto, a dover presentare la richiesta. Netanyahu e i suoi familiari non lo hanno ancora fatto. Tuttavia, il mese scorso l’emittente Channel 13 aveva appreso da fonti dell’ufficio del premier di trattative in corso per la presentazione della richiesta da parte della moglie di Netanyahu, Sara.

Mentre su X il leader dell’opposizione israeliana, Yair Lapid, commentando la lettera inviata da Trump ha scritto: “La legge israeliana stabilisce che la prima condizione per ricevere la grazia è l’ammissione di colpa e un’espressione di rimorso”.

Terapia CAR-T, nuova via per curare le malattie oncoematologiche

Roma, 12 nov. (askanews) – Le Car-T rappresentano una terapia personalizzata che agisce direttamente sul sistema immunitario del paziente per riconoscere e distruggere le cellule malate.

Un’innovazione che offre possibilit di cura a pazienti con patologie oncoematologiche come leucemie, linfomi e mielomi che sono andati incontro a ricaduta dopo una o pi terapie convenzionali.

All’Humanitas Research Hospital di Rozzano la ricerca e la sperimentazione, supportate da importanti dati scientifici, hanno aperto nuove strade cliniche e contestualmente dato maggiori speranze a chi inizia un percorso cos complicato.

“Si tratta di un’immunoterapia che viene costruita a partire dai linfociti t dei nostri pazienti, quindi una terapia vivente, che grazie al progresso sull’ingegneria genetica riesce ad armare le cellule contro un bersaglio specifico del linfoma, delle leucemie linfoblastiche acute e di alcune altre malattie oncoematologiche” Spiega la dottoressa Stefania Bramanti, Capo Sezione Terapia Cellulare e CAR -T dell’IRCCS Istituto Clinico Humanitas, tra le strutture associate ad Aiop Lombardia, l’associazione che rappresenta 107 strutture della sanit privata accreditata operanti sul territorio, presieduta da Michele Nicchio, e che ha recentemente lanciato una campagna di comunicazione per raccontare le eccellenze della sanit lombarda.

Una nuova strada di cura che significa anche nuove prospettive per i pazienti.

“I risultati ottenuti – continua Bramanti – dopo circa quattro anni di esperienza con la terapia Car-T confermano l’efficacia che la letteratura dimostra nei vari campi di applicazione. Nella nostra esperienza oggi possibile proporre questo trattamento a pi pazienti, rispetto all’inizio, con una maggiore tranquillit e familiarit nella gestione della complicanza”. Il campo di azione della Car-T si sta allargando.

“Se ci spostiamo in ambiti diversi, all’interno di protocolli sperimentali, possiamo parlare di Car-T per altre patologie, per esempio per le malattie oncologiche, intese come tumori solidi, come il carcinoma renale o patologie autoimmuni gravi che non rispondono a trattamenti standard”. La possibilit di dare una nuova frontiera di cura resta per il medico la soddisfazione maggiore. “E’ una rivoluzione – conclude Bramanti – perch possiamo offrire una strada di guarigione laddove fino a pochissimi anni fa eravamo costretti a dover dire che non c’era pi uno spazio terapeutico.

Educazione sessuale a scuola, bagarre in aula alla Camera: opposizioni contro Valditara

Roma, 12 nov. (askanews) – Scontro in Aula alla Camera per le contestazioni delle opposizioni nei confronti del ministro dell’Istruzione Valditara durante la discussione del provvedimento sul consenso informato preventivo dei genitori o degli studenti, se maggiorenni, per la partecipazione a eventuali attività che riguardino temi attinenti all’ambito della sessualità. La bagarre è scoppiata dopo che il ministro è intervenuto accusando le opposizioni di dire “balle”. “Sono indignato perché è stato sfruttato un tema così delicato come quello dei femminicidi, sono indignato che voi abbiate detto che questa legge impedisce la lotta contro i femminicidi. Voi lo avete affermato: vergognatevi!”.

A queste parole le opposizioni hanno reagito duramente e il primo a intervenire è stato Andrea Casu (Pd) per un richiamo al regolamento: “possiamo avere idee differenti ma il rispetto è dovuto a tutti e da tutti in quest’aula”. La vicepresidente Anna Ascani ha diverse volte richiamato all’ordine i colleghi sia di maggioranza che di opposizione per calmare gli animi. “Ministro assuma il contegno degno di un ministro”, ha detto ancora Casu.

Anche Marco Grimaldi di Avs è intervenuto per chiedere “formalmente di richiamare il ministro. Lei ha esordito dicendo che le opposizioni non hanno letto, una frase arrogante… Lei ha alzato i toni e deve chiedere scusa, è venuto qui a insultarci, a sfidarci, abbassi lei i toni perchè è lei che sta provocando”.

Per la maggioranza sono intervenuti Simonetta Matone della Lega e Mauro Malaguti di Fdi per respingere le accuse delle opposizioni. La vicepresidente della Camera ha quindi provato a riportare il dibattito sul provvedimento: “So che questo è un argomento particolarmente sentito da tutti, ho dovuto richiamare all’ordine varie volte, ora prego tutte e tutti di attenersi nei toni e nei modi consoni a quest’aula evitando di travalicare, chiunque intervenga deve sentire questa responsabilità, io sto facendo del mio meglio ma ritorniamo al dibattito nel merito. Chiunque intervenga deve mantenere un comportamento e toni consoni all’aula in cui parliamo”.

Quindi Valditara ha preso la parola per chiarire: “Le mie affermazioni erano politiche, non personali. Mi dispiace se qualcuno di voi si è sentito offeso ma vi assicuro, e ribadisco, che questo disegno di legge non indebolisce in alcun modo la lotta contro i femminicidi e la violenza di genere, anzi nei nostri programmi scolastici e nelle nostre linee guida sull’educazione civica noi ribadiamo la centralità dell’educazione alla lotta contro la violenza di genere e ovviamente contro i femminicidi”. Ha poi annunciato di dover lasciare i lavori per un impegno istituzionale, cosa che ha nuovamente suscitato le reazioni delle opposizioni. Di nuovo Ascani ha richiamato all’ordine i colleghi che si erano alzati in piedi: “Il ministro ha detto che ha un impegno ma il governo è presente, ha ritenuto così”.

“Davvero disonorevole per il suo ruolo che venga qui e rivolga a opposizione parole come vergognatevi: erano proprio riferite a noi, non fa onore al suo ruolo. Mi vergogno io per il ministro, sono due anni che la aspettiamo in commissione femminicidio – ha detto Sara Ferrari del Pd -: avrebbe dovuto spiegarci queste mirabolanti promesse che ha fatto al paese e di cui non si vede traccia”.

Giornata mondiale Diabete, Lions in oltre 1000 piazze italiane

Roma, 12 nov. (askanews) – La prevenzione la prima cura: con questo messaggio che i Lions italiani tornano, anche nel 2025, a mobilitarsi in occasione della Giornata Mondiale del Diabete, il 14 novembre, e per tutto il mese di novembre. Nei fine settimana, i volontari del Multidistretto 108 Italy saranno presenti in oltre 1.000 piazze su tutto il territorio nazionale, offrendo screening glicemici gratuiti, momenti di informazione e sensibilizzazione aperti a tutti.

Un grande impegno collettivo che unisce migliaia di soci Lions nella promozione della cultura della prevenzione e della diagnosi precoce di una patologia che colpisce milioni di persone in Italia e nel mondo.

Secondo i dati ISTAT, oltre 4 milioni di italiani convivono con il diabete, pari a circa il 7% della popolazione, con un trend in costante aumento. Si stima inoltre che pi di un milione di persone ne sia affetto senza saperlo. Nel corso del 2024, i Lions del Multidistretto 108 Italy hanno realizzato oltre 115.000 attivit di service dedicate alla salute e alla prevenzione del diabete, raggiungendo pi di 6.800 persone, con 25.000 ore di volontariato e 142.000 euro donati a progetti di ricerca e assistenza.

Complessivamente, l’impegno dei Lions italiani nell’ultimo anno ha raggiunto quasi 3,9 milioni di cittadini, con 200.000 attivit di servizio, pi di 700.000 ore di volontariato e oltre 8,6 milioni di euro donati: numeri che testimoniano la forza di una rete capillare e costante di solidariet.

Come sottolinea Rossella Vitali, Presidente del Consiglio dei Governatori Lions Italiani, “il diabete non solo una malattia cronica, ma una sfida che coinvolge l’intera comunit”.

Le attivit dei Lions dedicati alla prevenzione del diabete si articolano lungo tutto l’anno e si traducono in azioni concrete e continuative: screening glicemici gratuiti, effettuati con camper attrezzati anche grazie al sostegno della Fondazione Lions, ma anche conferenze e dibattiti pubblici per informare sui rischi e le conseguenze della malattia, insieme a iniziative psicoeducative rivolte a pazienti e familiari. Particolare attenzione riservata ai pi giovani, con corsi di educazione alimentare nelle scuole e momenti formativi per promuovere abitudini sane fin dall’infanzia. Non mancano infine i laboratori di cucina dedicati alle persone con diabete, pensati per aiutare chi convive con la malattia a gestirla con consapevolezza e autonomia.

Durante i fine settimana queste iniziative saranno affiancate affiancandosi ai numerosi programmi dedicati alla salvaguardia della vista, come il progetto internazionale Sight for Kids, e alle campagne di solidariet sanitaria e sociale che da oltre un secolo contraddistinguono l’associazione.

Come ogni anno, inoltre, il 15 novembre i Lions italiani parteciperanno alla Colletta Alimentare, rinnovando la loro attenzione verso le fragilit sociali e la povert alimentare, fattori che incidono direttamente anche sulla salute.

Trinity ViaggiStudio: due iniziative per sostenere gli studenti

Milano, 12 nov. (askanews) – Un viaggio studio all’estero non è solo una semplice esperienza educativa: è un’occasione per ampliare i propri orizzonti, vivere la lingua nel quotidiano e confrontarsi con culture diverse. Con questa visione, Trinity ViaggiStudio rafforza il proprio impegno educativo con strumenti dedicati a studenti motivati e meritevoli: la Trinity Scholarship e le Borse di Studio High School per l’anno scolastico 2026/2027. “Da più di 25 anni – – ha detto Claudia Randazzo, CEO di Trinity ViaggiStudio – accompagniamo generazioni di ragazzi in percorsi formativi all’estero e continuiamo a credere che ogni viaggio sia un’opportunità preziosa di crescita personale, culturale e linguistica. Con queste borse di studio vogliamo dare a tanti giovani la possibilità di sognare in grande, di credere nel proprio talento e di vivere in prima persona il valore dell’apprendimento globale”.

Pensata per premiare l’impegno scolastico e la voglia di conoscere, la Trinity Scholarship si rivolge a tutti gli studenti che si iscriveranno ad una vacanza studio Trinity per l’estate 2026 entro il 31 dicembre 2025. L’iniziativa prevede la partecipazione, nel mese di febbraio 2026, a un quiz online dedicato alla cultura generale e alle curiosità dal mondo: un momento di confronto stimolante e inclusivo. Le borse verranno assegnate da Trinity ViaggiStudio in base alla media scolastica e al punteggio ottenuto nel quiz. I premi previsti sono di 2.200 euro per il primo classificato, 1.800 per il secondo, 1.400 per il terzo, 1.000 per il quarto e 600 euro per il quinto posto.

A fianco della Trinity Scholarship, Trinity ViaggiStudio mette a disposizione un programma di borse di studio pensato per rendere accessibile anche l’esperienza del trimestre, semestre o anno scolastico all’estero. Gli studenti che si iscriveranno al Programma High School entro il 31 dicembre 2025 potranno concorrere all’assegnazione delle borse, il cui valore varia in base alla durata del soggiorno: 1.500 euro per il trimestre, 3.500 per il semestre e 5.000 per l’intero anno. La selezione si baserà su criteri di merito accademico, competenza linguistica, qualità della lettera motivazionale e puntualità nella compilazione della documentazione richiesta.

Trinity propone ogni anno pacchetti conformi ai Bandi previsti da INPS e dedicati ai figli dei Dipendenti Statali: Programma Itaca, una grande occasione per gli studenti del secondo o terzo anno delle scuole superiori di ottenere una borsa di studio per frequentare una scuola superiore in uno dei 16 Paesi europei ed extraeuropei proposti; Bando Estate INPSieme, per tutti gli studenti della primaria, secondaria di I e II grado di vincere una Borsa di Studio a copertura parziale o totale della propria vacanza studio in Italia per i più piccoli e all’estero per gli studenti della Scuola Superiore.

Gli studenti residenti nella regione Trentino-Alto Adige o nella Provincia di Trento possono accedere a contributi economici erogati tramite bandi pubblici per sostenere la frequenza di un periodo scolastico all’estero. Il finanziamento può raggiungere fino a 12.000 euro per i residenti in Trentino-Alto Adige e fino a 11.000 euro per gli studenti della Provincia di Trento che scelgono di frequentare il quarto anno all’estero. La possibilità di candidatura è riservata agli studenti della scuola secondaria di secondo grado, in regola con il percorso scolastico e privi di insufficienze. È richiesto il rispetto dei criteri di reddito stabiliti dal bando provinciale. I programmi proposti da Trinity ViaggiStudio sono pienamente conformi ai requisiti indicati nei bandi. Inoltre, l’organizzazione offre un servizio di consulenza personalizzata, tutoraggio continuo e assistenza in ogni fase del percorso: dalla compilazione della domanda fino al rientro in Italia.

Calcio, Cambiaghi infortunato lascia la Nazionale

Roma, 12 nov. (askanews) – Ultimo allenamento questa mattina a Coverciano per la Nazionale prima della partenza per Chisinau, dove domani sera (ore 21.45 locali, 20.45 italiane, diretta su Rai 1 – arbitra l’ucraino Balakin) affronterà la Moldova nel penultimo incontro del girone delle qualificazioni mondiali.

Non prenderà parte alla seduta Nicolò Cambiaghi: l’attaccante del Bologna subentrato a Kean in quanto infortunato, ha accusato un fastidio al polpaccio destro che non le rende disponibile per le prossime due gare e farà rientro al club di appartenenza. Al momento non verrà chiamato nessuno al suo posto.

All star basket Nba, sarà Usa-Resto del Mondo

Roma, 12 nov. (askanews) – La NBA cambia volto all’All-Star Game per riportare spettacolo e competitività. La prossima edizione vedrà un triangolare tra due squadre composte da giocatori statunitensi e una dai migliori talenti internazionali. Ogni squadra sarà formata da otto giocatori e le partite dureranno 12 minuti ciascuna. Il torneo prevede sfide incrociate, con le due squadre migliori a contendersi la vittoria finale, e in caso di parità a decidere sarà la differenza canestri.

La selezione dei 24 partecipanti seguirà le tradizioni dell’All-Star: i titolari saranno scelti tramite votazione combinata tra tifosi (50%), giocatori (25%) e media (25%), mentre le riserve verranno designate dagli allenatori NBA. Qualora il risultato del voto non rispettasse il bilancio tra americani e giocatori internazionali previsto dal nuovo format, sarà il commissioner Adam Silver a completare le convocazioni. L’All-Star Game è in programma all’Intuit Dome di Los Angeles il prossimo 15 febbraio

A Cinecittà World il Natale diventa il più bel film delle feste

Roma, 12 nov. (askanews) – A Cinecittà World si sono accese le luci del Natale. Dall’8 novembre fino al 6 gennaio il Parco divertimenti del Cinema e della TV di Roma diventa un magico set cinematografico dove adulti e bambini possono vivere in prima persona il più bel film delle Feste. L’esperienza inizia sulla Christmas Street, una scintillante New York anni ’20 vestita a festa tra luci, carrozze e pacchi regalo giganti, qui gli ospiti vengono avvolti da un’atmosfera incantata fatta di attrazioni, spettacoli dal vivo inediti e novità degne dei migliori film natalizi, tra cui la nuova Pista di Pattinaggio, icona dei grandi classici delle feste, e la suggestiva Nevicata di Natale che imbianca la Street.

Ad aprire le porte alla magia è il Christmas Show, lo spettacolo che accende il Parco sulle note delle più amate colonne sonore natalizie, insieme ai personaggi simbolo del periodo. È così che inizia una giornata al Polo Nord…ma senza spostarsi dalla Capitale. Grandi novità anche per la Casa di Babbo Natale: Santa Claus ha traslocato in un luogo ancora più grande e magico ed è pronto ad accogliere i piccoli ospiti nel suo caldo e accogliente salotto per scattare insieme la foto più emozionante delle feste. I bambini possono scrivere la letterina e inviarla direttamente dalla Sala degli Elfi, dove i laboriosi aiutanti smistano la posta diretta al Polo Nord. Per completare l’esperienza, c’è il viaggio su I-Fly, la montagna russa virtuale che trasporta gli ospiti sulla slitta di Babbo Natale sfrecciando in volo per consegnare i doni in tutto il mondo. Lo spirito del Natale si fa sentire anche nei cuori più freddi con il nuovo spettacolo “La notte che cambiò il Natale”, la storia del Maestro Fiocco, un burbero giocattolaio che, grazie a un incontro speciale, riscopre la magia del Natale e torna a donare sorrisi ai bambini, celebrando i valori più autentici delle feste. Tra le vie del Far West, invece, arriva l’inedito “Elf Express – Lettere dal West”, un divertente show in cui gli elfi postini devono consegnare tutte le letterine in tempo per la Vigilia, tra colpi di scena e risate. Ma attenzione: tra le vie del Parco si aggira anche il dispettoso Grinch, riuscirà a resistere alla magia del Natale?

Per concludere l’anno in grande stile, Cinecittà World si prepara per la festa di Capodanno più grande d’Italia. Il 31 dicembre dalle 18 fino alle prime luci del nuovo anno, il Parco diventa un enorme Villaggio del Divertimento con 40 attrazioni aperte fino a notte, spettacoli dal vivo, concerti, dj set, discoteche, cene, cenoni e dinner show e la mezzanotte con i fuochi d’artificio. A chiudere le festività, il 6 gennaio, arriva la Befana con dolci, sorprese e tanta allegria per tutti i bambini. Il programma completo su www.cinecittaworld.it .

Borsa: il Ftse Mib (+1,4%) supera quota 45mila punti

Milano, 12 nov. (askanews) – Il Ftse Mib ha superato la soglia dei 45mila punti, aggiornando così i nuovi massimi da gennaio 2001. L’indice principale della Borsa di Milano allunga ulteriormente con un rialzo dell’1,4% e un top a 45.048 punti.

Toniche anche le altre Borse europee, con Parigi e Francoforte che guadagnano l’1,1%, sull’ottimismo per l’avvicinarsi della fine dello shutdown Usa. Oggi pomeriggio la Camera Usa, a maggioranza repubblicana, voterà sull’accordo per porre fine allo shutdown record già approvato dal Senato lunedì sera.

Genrali, Terziariol nominato Direttore Generale e Deputy Ceo

Milano, 12 nov. (askanews) – Il cda di Generali ha nominato Giulio Terzariol Direttore Generale e Group Deputy Ceo. Lo comunica la compagnia sottolineando che si tratta di “un’importante evoluzione della struttura organizzativa del Gruppo – che rafforza il focus strategico per l’efficace implementazione del piano ‘Lifetime Partner 27: Driving Excellence’ – e consolida ulteriormente la governance dei business core”.

Il board, riporta una nota, ha attribuito a Terzariol (attuale Ceo Insurance) la gestione del business assicurativo del Gruppo e la supervisione di Banca Generali. Tali responsabilità delegate “saranno esercitate in completo allineamento con le direttive del Group Ceo”. La nomina diventerà effettiva al completamento della consueta verifica dei criteri di idoneità da parte di IVASS2 e il ruolo di Ceo Insurance cesserà non appena Terzariol assumerà la nuova carica.

Giornata Mondiale del Diabete: gusto alleato del benessere

Roma, 12 nov. (askanews) – Sono circa 4 milioni gli italiani affetti da diabete (il 6,6% della popolazione) le cui scelte alimentari sono spesso restrittive. Un aiuto per gestire questa patologia, ma anche per fare corretta prevenzione arriva dalla cosiddetta ‘Positive nutrition’, ovvero la valorizzazione degli aspetti positivi del cibo. E in questo senso, possono essere un valido strumento gli edulcoranti, in quanto offrono, nell’ambito di una dieta equilibrata e variegata, la possibilit di concedersi il piacere del dolce senza compromettere i livelli di zuccheri semplici che non devono superare il 15% del fabbisogno energetico totale giornaliero. Lo dicono gli esperti che, in occasione della Giornata Mondiale del Diabete, fanno il punto con Unione Italiana Food – Gruppo Edulcoranti sulle migliori pratiche per coniugare corretta alimentazione e stile di vita corretto tra le persone che soffrono di questa patologia. Ne ha parlato il dottor Luca Piretta, gastroenterologo e nutrizionista presso l’Universit Campus BioMedico di Roma: “Quando parliamo dell’alimentazione del diabetico siamo abituati a considerare quali sono gli elementi da togliere, mente invece, grazie alla positive nutrition, affrontiamo l’argomento con un senso di positivit e del benessere dell’alimentazione del diabetico. Questo significa mangiare in una certa misura. In questo contesto i dolcificanti ci aiutano a poter garantire il piacere psicologico ed edonistico del cibo, senza incorrere in un aumento di glicemia o in un aumento dei valori diabetici”.

Non impossibile quindi conciliare l’effetto edonistico dell’alimentazione con la necessit salutistica. Basta seguire alcuni consigli pratici.

“La gestione del paziente diabetico deve essere a 360 gradi. Deve riguardare la sua alimentazione non solo in termini di qualit, ma anche di quantit perch la dieta ipercalorica, e quindi l’aumento di peso, il primo nemico del diabete. Deve fare attenzione agli zuccheri, non eccedere ma neanche privarsene totalmente. In questi gli edulcoranti possono essere d’aiuto. Infine, la distribuzione dei pasti: mai saltare la prima colazione, mai mangiare troppo tardi prima di andare a letto. E infine l’attivit fisica, perch grazie all’attivit fisica il muscolo riesce ad abbassare la glicemia e migliorare l’espressione dei ricettori dell’insulina” ha proseguito il dottor Luca Piretta.

Positive nutrition e raccomandazioni che sono la chiave, quindi, per una gestione efficace della dieta e delle varie patologie come sovrappeso, obesit e soprattutto il diabete.

Ucraina, l’operazione Midas che scuote il governo a Kiev

Roma, 12 nov. (askanews) – Il governo ucraino è stato investito dall’inchiesta “Midas”, avviata dalle agenzie anticorruzione ucraine NABU e SAPO. Le indagini coinvolgono figure di primo piano vicine al presidente Volodymyr Zelensky, tra cui l’ex ministro della Difesa Rustem Umerov.

Questa mattina la prima ministra ucraina Yulia Svyrydenko ha annunciato la sospensione del ministro della Giustizia German Galushchenko, sospettato di essere implicato nello scandalo delle tangenti che sta scuotendo il settore energetico del Paese.

L’OPERAZIONE MIDAS La National Anti-Corruption Bureau of Ukraine (NABU) ha affermato ieri di aver arrestato cinque persone e altre sette di averle dichiarate sotto indagine.

L’organizzazione criminale, riporta la nota della Nabu, aveva costruito “un vasto schema di corruzione volto a influenzare le operazioni di imprese statali strategiche, in particolare la JSC ‘NAEK Energoatom’, per ottenere indebiti vantaggi economici e riciclare denaro”.

“Attualmente”, riferisce la Nabu “i detective hanno arrestato 5 persone, mentre 7 membri dell’organizzazione sono stati formalmente informati del sospetto a loro carico, tra cui: un imprenditore, capo dell’organizzazione criminale (Timur Mindich,ndr); un ex consigliere del ministro dell’Energia (Ihor Mironyuk,ndr); il Direttore Esecutivo per la Protezione Fisica e la Sicurezza della JSC ‘NAEK Energoatom’ (Dmytro Basov,ndr); quattro individui – ‘dipendenti’ dell’ufficio di back office responsabile della legalizzazione dei fondi”.

L’agenzia ucraina Nabu ha illustrato il modus operandi dei sospettati: “la funzione di legalizzazione dei proventi illeciti era affidata a un ufficio separato dell’organizzazione criminale, situato nel centro di Kiev”, i cui locali, prosegue la nota, “appartenevano alla famiglia dell’ex deputato ucraino e attuale senatore della Federazione Russa Andriy Derkach, già incriminato dalla NABU e dalla SAPO in un altro procedimento penale”.

“In totale, attraverso questa cosiddetta ‘lavanderia’, durante il periodo di documentazione delle attività sarebbero transitati circa 100 milioni di dollari USA”, ha precisato l’Agenzia anticorruzione ucraina. In merito all’operazione, la Nabu ha rappresentato che “l’operazione speciale per documentare le attività dell’organizzazione criminale è durata oltre 15 mesi, a partire dall’estate del 2024”.

IL CONSIGLIO DEI MINISTRI SOSPENDE GALUSHCHENKO Questa mattina, il governo ucraino ha deciso di sospendere German Galushchenko dalle sue funzioni di ministro della Giustizia. La decisione è stata comunicata dalla primo ministro Yulia Svyrydenko con un messaggio su Telegram, dopo una riunione straordinaria del Consiglio dei Ministri tenutasi questa mattina, sulla scia degli scandali per affari di corruzione che lambisce i vertici ucraini.

Le funzioni di ministro della Giustizia saranno ora temporaneamente svolte da Lyudmyla Sugak, viceministra con delega all’integrazione europea.

L’ex ministro della Giustizia German Galushchenko, ha parlato pubblicamente per la prima volta, dopo l’inchiesta della NABU sulla corruzione nel settore energetico che lo vede tra gli indagati, sostenendo di essere d’accordo con la decisione presa dalla primo ministro ucraina Yuliya Svyrydenko di sospenderlo dalle sue funzioni.

“Ho parlato con la primo ministro dell’Ucraina, Yuliya Svyrydenko”, ha scritto l’ex ministro su Facebook, specificando che lui è “pienamente d’accordo: bisogna prendere una decisione politica, e solo dopo affrontare tutti i dettagli”.

“Non mi aggrappo alla carica di ministro e non lo farò”, ha specificato Galushchenko, aggiungendo che ritiene “che la sospensione per la durata dell’indagine sia uno scenario civile e corretto”.

ANCHE RUSTEM UMEROV TRA GLI INDAGATI DELL’ANTICORRUZIONE Un pubblico ministero dell’Ufficio del procuratore specializzato anticorruzione (SAPO) dell’Ucraina ha dichiarato che l’imprenditore Timur Mindich, figura chiave nell’indagine su larga scala per corruzione nel settore energetico, ha influenzato non solo il ministro della Giustizia German Galushchenko, che in precedenza ha ricoperto la carica di ministro dell’Energia, ma anche il segretario del Consiglio per la sicurezza e la difesa nazionale (NSDC) Rustem Umerov, che in precedenza ha ricoperto la carica di ministro della Difesa.

“Nel corso del 2025, la SAPO ha raccolto prove dell’attività criminale di Mindich nel settore energetico attraverso la sua influenza sul ministro dell’Energia Galushchenko, e nel settore della difesa attraverso la sua influenza sull’allora ministro della Difesa Umerov”, ha affermato il procuratore, secondo quanto ha riferito il notiziario ucraino dell’agenzia ucraina Interfax.

In merito a tali sospetti, Umerov, che si trova in viaggio ad Istanbul per sbloccare il processo di scambio di prigionieri nel quadro degli accordi precedentemente raggiunti con la Russia, ha dichiarato che “qualsiasi tentativo” di collegare il suo “lavoro presso il ministero della Difesa all”influenza’ di determinati individui è infondato”.

Qualsiasi tentativo di collegare il mio lavoro al ministero della Difesa all’influenza di alcuni individui è infondato”, ha dichiarato Umerov, secondo quanto riferisce l’agenzia Interfax.

“Nel mio ruolo di ministro, ho incontrato regolarmente produttori e fornitori di equipaggiamenti e armamenti, nonché lobbisti e altri rappresentanti del settore”, ha osservato Umerov.

“In particolare, ho avuto un incontro con Tymur Mindich, durante il quale è stata sollevata la questione riguardante i giubbotti antiproiettile oggetto di un contratto”, ha precisato l’ex ministro della Difesa.

“Alla fine, il contratto è stato rescisso poiché i prodotti non soddisfacevano i requisiti richiesti, e nessuna fornitura è stata effettuata”, ha proseguito Umerov.

“Invito a verificare con attenzione qualsiasi dichiarazione sensazionalistica e ribadisco la mia piena disponibilità a fornire informazioni e chiarimenti ai rappresentanti dei media”, ha continuato l’alto dirigente ucraino.

TIMUR MINDICH, L’UOMO VICINO A ZELENSKY AL CENTRO DELLE INDAGINI Timur Mindich, uomo d’affari e, in passato, stretto collaboratore del presidente Volodymyr Zelensky, è al centro dell’indagine “Midas” promossa dalle agenzie anticorruzione ucraine.

Mindich ha legami di lunga data con Volodymyr Zelensky, con il quale era comproprietario della società di produzione Kvartal 95, finché Zelensky non ha trasferito la sua quota ai soci dopo essere stato eletto presidente nel 2019.

Secondo fonti delle forze dell’ordine ascoltate dal Kyiv Independent, il 10 novembre la NABU ha effettuato delle perquisizioni in locali collegati a Mindich, ma quest’ultimo è stato avvisato ed è fuggito prima che le perquisizioni avessero luogo.

Sulle indagini in corso, il presidente Zelensky ha risposto il 10 novembre scorso allo scandalo con un commento velato, elogiando gli sforzi dell’Ufficio anticorruzione contro la corruzione.

“Occorre assolutamente adottare misure efficaci contro la corruzione. L’inevitabilità della punizione è necessaria”, ha affermato nel suo consueto discorso serale, senza fare il nome di Mindich o di altri soggetti coinvolti.

Ivass, Signorini prevede tanti ricorsi al nuovo arbitro assicurativo

Roma, 12 nov. (askanews) – A poche settimane dal lancio, l’Ivass si attende che il ricorso al nuovo arbitro assicurativo possa risultare “molto elevato”, posto che trattandosi di un nuovo strumento a disposizione dei consumatori potrebbe volerci un po’ di tempo portare l’attività a regime. Sulla base della pluriennale esperienza dell’autorità sui reclami, i settori che maggiormente dovrebbero essere oggetto di ricorsi sono chiarezza delle clausole contrattuali, danni sull’RC Auto e correttezza delle modalità di vendita, in particolare sulle polizze vita. Lo ha spiegato il presidente dell’Ivass, Luigi Federico Signorini, intervistato questa mattina in occasione della Giornata dell’educazione assicurativa, organizzata dall’autorità a Roma.

“Credo che sarà uno strumento utile”, ha detto. I componenti selezionati per il collegio “sono una bella quadra” e “faranno un ottimo lavoro insieme”, è l’incoraggiamento di Signorini.

Ovviamente, sul come inizierà l’attività del nuovo arbitro assicurativo “non sappiamo il numero del controversie. Non lo sappiamo ma sospettiamo che possa essere molto elevato. Noi ci dobbiamo basare, come Ivass, sul numero dei reclami che noi riceviamo e che già arrivano, che è un altro degli strumenti a disposizione dei clienti delle assicurazioni. Ed è un numero elevatissimo. E quindi, è possibile, non voglio dire probabile, ma è possibile che una parte si sposti sull’arbitro. E quindi – ha proseguito – l’arbitro si dovrà attrezzare”.

“Poi, nel corso del tempo, può darsi che ci sia lo stesso effetto che c’è stato in altri casi. E che quindi, una volta che certe questioni sono chiarite, che certe interpretazioni sono consolidate, piano piano un certo tipo di contenzioso si riduca. Se questo succede va benissimo. All’inizio c’è necessità che lo strumento venga conosciuto, quindi serve un po’ di tempo per farlo partire, ma mi aspetto che salga rapidamente il numero delle controversie e questo per l’Ivass, devo dire è un impegno molto forte perché stiamo cercando di attrezzarci”.

L’Ivass non può sapere quante e quali saranno le controversie, tuttavia sempre sulla base dell’esperienza sui reclami “sappiamo che lì le cose principali sono tre”. La prima riguarda “la chiarezza delle clausole contrattuali, l’interpretazione delle clausole contrattuali, specialmente i casi di esclusione, i casi di obblighi dell’assicurato. Quello che ci aspettiamo – ha detto ancora il numero uno dell’Ivass – sulla base delle esperienze, è che la questione delle esclusioni di responsabilità e degli obblighi degli assicurati e altre cose del genere siano una” delle questioni più battute. Si parla qui delle “clausole scritte in piccolo”. “Noi come Ivass una cosa a cui teniamo moltissimo è la chiarezza dei contratti. E secondo me si sono fatti nel corso del tempo notevoli progressi”.

Un secondo aspetto di possibile contenzioso all’arbitro, sempre in base all’esperienza sui reclami “è l’esistenza e l’entità del danno, pensate all’RC Auto. Lì le controversie sono frequenti”. Secondo Signorini questi sono i due ambiti più battuti. “Poi c’è una terza” area “questa riguarda molto gli intermediari, quella relativa alla fase contrattuale, alla correttezza dei rapporti, al modo in cui le polizze sono state vendute. Mentre le altre due cose riguardano prevalentemente l’assicurazione danni, questa riguarda anche, e forse soprattutto, l’assicurazione vita. Questi aspetti qui sono le tre cose che io mi sentirei di dire che probabilmente dovremmo affrontare di più. Però poi chi vivrà vedrà”.

“Stiamo cercando di attrezzarci non sapendo questo numero, perché non lo possiamo conoscere. Tenendo anche conto del fatto che l’arbitro assicurativo è un po’ diverso dagli altri due esistenti, per due questioni, due attribuzioni in più che gli altri non hanno. Una è quella che può anche suggerire delle soluzioni conciliative. E l’altra è quella di fare giudizi equitativi sulle piccole controversie, come per l’RC Auto e per qualche altra questione. Anche quì è una cosa del tutto nuova – ha notato Signorini – sia nella natura del giudizio, sia nel fatto che questo arbitro lo fa mentre altri arbitri non entrano in questo tipo didecisioni o di pronunce. Insomma ci sono tante incognite”.

Come autorità di Vigilanza “naturalmente ci aspettiamo che la tutela del consumatore abbia un ulteriore strumento, che ovviamente si affianca a quelle esistenti, ma si basa non solo sulle esperienza dei due altri arbitri che esistono, ma anche sulle esperienze e le norme a livello europeo”.

Che il nuovo strumento funzioni bene “è importante per tutti noi, prima di tutto per l’arbitro stesso”. Quanto al lavoro fatto sulla selezione dei membri del collegio, “zbbiamo chiesto una manifestazione di interesse e siamo stati contenti di vedere che molti professionisti e molti accademici sono stati interessati. Posso dire che abbiamo avuto l’imbarazzo della scelta, si sono presentati davanti a noi una serie di persone di grande professionalità e li abbiamo scelti cercando di bilanciare le varie professionalità. Ci sono uomini e donne, naturalmente, e penso che possiamo contare su una bella squadra. Sono convinto che anche le persone nominate dalle altre rappresentanze, dei consumatori, delle compagnie e degli intermediari, faranno un ottimo lavoro insieme.

“Però è importante che il collegio lavori bene in modo costruttivo. E che segua l’esempio, che io conosco bene, dell’arbitro bancario e finanziario – ha detto Signorini, che è anche direttore generale della Banca d’Italia -. Si è stabilita una prassi di lavoro molto costruttiva e mi auguro che ci siano tutte le condizioni per fare bene”.

“Poi bisognerà che le compagnie e gli intermediari adottino un atteggiamento costruttivo. Sappiamo che per l’arbitro assicurativo, come quello bancario e quello finanziario, le pronunce non sono vincolanti”. Non è come la sentenza di un giudice “a cui le persone devono per forza uniformarsi. Però l’esperienza dice che in realtà nella grande maggioranza dei casi” si tende a uniformarsi. “Non è solo uno strumento a disposizione dei consumatori, come è giusto che sia, ma anche uno strumento che può deflazionare il contenzioso”.

Peraltro in caso contrario “è chiaro che a un certo punto c’è il rischio di dover affrontare i costi e le incertezze di un procedimento giudiziario. Invece ci aspettiamo che come avvenuto sulla base degli esperienza degli altri simili che si chiariscano delle interpretazioni, si stabiliscano dei precedenti per cui per tutti diventa più semplice uniformarsi anche. Quindi ci aspettiamo che se le cose funzioneranno come hanno funzionato altrove, credo che sarà uno strumento utile”.

In ultima istanza questo dipende “dal concorso dell’attività di tutti quanti”. Da questo “dipende un po’ il successo di questa iniziativa”. Ricordando che “stabilire se la controversia è con la compagnia, con l’intermediario o con entrambi non è una cosa banale”. Infine “c’è una cosa specifica che in alcuni casi, magari non moltissimi, può esserci: un dubbio su quale sia l’arbitro giusto, a seconda del tipo di controversia. Per esempio tra arbitro bancario e finanziario, ma è facile che ci sia anche per alcuni aspetti relativi all’attività assicurativa contigui a quelle delle società finanziarie vere e proprie. Il consumatore può essere un po’ confuso e allora – ha concluso Signorini – stiamo anche pensando, in collaborazione con gli altri arbitri, a una piccola cosa che aiuti il consumatore a trovare il canale giusto”. (fonte immagine: IVASS).

Inflazione, l’Istat: boom dei prezzi alimentari, +24,9% dal 2021

Roma, 12 nov. (askanews) – Da ottobre 2021 a ottobre 2025 i prezzi dei beni alimentari in Italia sono aumentati del 24,9%, un incremento superiore di quasi 8 punti percentuali rispetto a quanto evidenziato nello stesso periodo dall’indice generale dei prezzi al consumo (+17,3%). E’ quanto emerge da un focus dell’Istat diffuso con la Nota sull’andamento dell’economia italiana.

Alla forte crescita negli anni 2022-2023 ha contribuito lo shock sui listini dell’energia, che ha colpito in misura rilevante il settore degli alimentari non lavorati, sia in modo diretto, dato il rilevante peso degli input energetici, sia in modo indiretto, alimentando l’incremento del prezzo di importanti prodotti intermedi, come i fertilizzanti. Negli ultimi due anni, la dinamica di crescita è stata più contenuta e, in parte, sostenuta dal recupero dei margini di profitto delle imprese del settore agricolo.

Nel dettaglio, gli alimentari freschi (o non lavorati) sono aumentati più di quelli lavorati (+26,2% e +24,3% rispettivamente); il prezzo del cibo, a settembre 20251 è cresciuto del 26,8% rispetto ad ottobre 2021, con incrementi più ampi per i prodotti vegetali (+32,7%), latte, formaggi e uova (+28,1%) e pane e cereali (+25,5%).

Il fenomeno non ha riguardato solo l’Italia ma è stato diffuso e ha colpito altri paesi europei anche con maggiore intensità. I prezzi del cibo sono infatti aumentati, nel periodo in esame, del 29% per l’area euro (+32,3 nella Ue27), del 32,8% in Germania, del 29,5% in Spagna. La Francia ha registrato incrementi leggermente inferiori (23,9%) a quelli rilevati in Italia.

Fincantieri: nei nove mesi ricavi +20% a 6,72 miliardi, ebitda +40%

Milano, 12 nov. (askanews) – Fincantieri ha chiuso i primi nove mesi del 2025 con ricavi in aumento del 20% a 6,72 miliardi ed Ebitda a 461 milioni (+40%), con Ebitda margin in miglioramento al 6,9%.

Nel periodo, i nuovi ordini acquisiti sono pari a 16 miliardi, in crescita dell’88% e superiori al valore record registrato in tutto il 2024. Il backlog sale a 41 miliardi (+32% rispetto al dato di fine 2024), con carico di lavoro complessivo pari a 61,1 miliardi, circa 7,5 volte i ricavi del 2024. Sono 19 le navi consegnate da 9 stabilimenti e 100 le navi in portafoglio con consegne previste fino al 2036. A fine settembre, la posizione finanziaria netta è a debito per 1,648 miliardi, in leggero miglioramento rispetto al dato di fine 2024 (1,668 mld), con un rapporto di indebitamento pari a 2,6, in ulteriore riduzione rispetto al rapporto di 3,3 di fine 2024.

“Con oltre 60 miliardi di carico di lavoro per i prossimi dieci anni, che costituisce il nuovo record di sempre, aumenta l’apporto di Fincantieri all’economia nazionale e territoriale generando, grazie ad acquisti di beni e servizi in Italia per circa l’80%, visibilità economica nella filiera e stabilizzazione del lavoro”, ha sottolineato l’AD Pierroberto Folgiero. “Non possiamo che essere molto soddisfatti e riconoscenti alle persone di Fincantieri per il grande lavoro svolto. Continuiamo a perseguire una crescita robusta su ricavi, margini e portafoglio ordini”.

Fincantieri ha confermato i target per il 2025 comunicati in occasione dei risultati del primo semestre, mentre il nuovo piano industriale 2026-2030 verrà approvato entro fine anno, con il Capital Markets Day che si terrà nel primo trimestre 2026.

Al via il progetto "Baroque Anatomy" di Accademia Bizantina

Roma, 12 nov. (askanews) – Parte una nuova avventura artistica – discografica e concertistica – per Ottavio Dantone e Accademia Bizantina, dedicata all’integrale dei Concerti Brandeburghesi di Bach, affresco musicale che qui per la prima volta viene affrontato dal celebre ensemble dopo lunga riflessione ed attesa, per restituirne un’interpretazione culturalmente contestualizzata ed emotivamente trascinante: Baroque Anatomy #5 – The Eye è dunque il primo capitolo di un progetto che, suddiviso in tre volumi, si chiuderà entro il 2028, sarà corredato da video registrati durante le sedute di registrazione al Teatro Goldoni di Bagnacavallo, ma soprattutto vuole rendere la grandezza di Bach anche ad un pubblico nuovo, in una sorta di grande romanzo di formazione musicale.

Da oggi disponibile su Youtube e Instagram il primo video di backstage realizzato al Teatro Goldoni di Bagnacavallo durante la registrazione del primo capitolo del progetto discografico triennale ( https://youtu.be/pno4BG3LcdI ) e https://www.instagram.com/p/DQyu9bNDTN9/

L’uscita digitale è prevista per il 14 novembre e l’uscita su CD il 12 dicembre.

Affrontare per la prima in volta in sala d’incisione i Concerti Brandeburghesi di Bach non poteva che essere un obiettivo lungamente meditato al fine di trovare per un repertorio così frequentato e determinante nella storia della musica, un nuovo cammino, originale artisticamente, ma soprattutto utile alla comprensione del testo da parte dell’ascoltatore. Racconta così la genesi del progetto lo storico Konzertmeister Alessandro Tampieri: “L’idea è rimasta sul tavolo per diversi anni, in attesa di costruire un progetto di ampio respiro che potesse offrire il nostro punto di vista su questi capolavori. L’unicità e la grandezza di queste pagine richiede un’attenzione speciale e la sola ‘semplice’ registrazione dei 6 Concerti ci è sempre sembrata riduttiva. L’occasione si è presentata durante gli spostamenti tra un concerto e l’altro, negli aeroporti o sui bus, quando, un po’ per gioco e molto per passione, abbiamo pensato che sarebbe stato affascinante e, in un certo senso, inedito offrire all’ascoltatore un’esperienza dei Brandeburghesi ‘immersiva’ come si dice oggi, legando insieme brani attinenti tra di loro per geografia, genesi, storia personale dei compositori, destinazione d’uso, et cetera”.

Nasce così il progetto di presentare ognuno dei sei Brandeburghesi ‘immerso’ nel milieu musicale in cui sono nati per “mostrare come ogni Concerto bachiano nasca da un’idea preesistente – come il Concerto solistico, il Concerto grosso, la Sonata a tre, l’Ouverture – ma da essa subito se ne separi, puntando verso il vertice, verso la perfezione della forma, individuando un punto di fuga al di là del nostro sguardo” prosegue Tampieri. E per sottolineare come, nonostante la divisione in capitoli narrativi, i Brandeburghesi rimangano a tutti gli effetti un corpo unico, Ottavio Dantone e Accademia Bizantina hanno scelto, con spirito giocoso, la metafora anatomica, scienza assai in voga e molto intrecciata con le arti al tempo.

Dunque il primo capitolo di questo affresco storico musicale, dedicato alla grandezza dei Concerti Brandeburghesi, è #5 The Eye, l’Occhio e sempre Tampieri sottolinea che “Le associazioni con gli organi ci sono state suggerite dalle sensazioni che ogni volta proviamo eseguendo questi capolavori. Più che una chiave interpretativa, sono dunque dei suggerimenti, dei cenni d’intesa a quanti avranno modo di ascoltare”. L’Occhio, organo per eccellenza dell’estetica barocca e settecentesca, vede l’album aprirsi con il quinto brandeburghese qui ‘immerso’ nel Concerto per Flauto e Violino in mi minore di Telemann, quindi nel Quartetto per Flauto in la minore di C.P.E.Bach ed infine nel Concerto per Flauto, Violino e Clavicembalo di nuovo di J.S.Bach.

Tutti i brani di #5 The Eye hanno dunque in comune la centralità di tre strumenti, il clavicembalo, il flauto e il violino, con la variante della viola in Carl Philipp Emanuel Bach, una scelta poco frequentata nella storia e che rende l’impaginato circolare, pur nella diversità delle forme. Oltre ad essere incentrato totalmente sulla famiglia Bach in senso allargato, intesa come ambiente musicale che diede alla musica “raffinatezza, fantasia e allo stesso tempo un certo rigore di scrittura. Una scrittura molto differente da quella italiana, anche se tutti hanno attinto allo stile italiano, ma rielaborandolo secondo la loro cultura. Dunque è un programma che si discosta dalla consuetudine di Accademia Bizantina, molto basata sui compositori italiani, ma riteniamo che ascoltarlo eseguito proprio da un ensemble italiano possa dare una lettura estetica e d’affetti molto interessante, laddove l’intreccio fra le due culture svela sempre interpretazioni inedite e crea effetti molto stimolanti”, spiega Ottavio Dantone.

Il primo capitolo di Baroque Anatomy avrà poi dal 2 febbraio un suo percorso live a partire dal Teatro Verdi di Trieste, quindi Roma, Bologna e Vicenza.



Meloni a Parlamento Ue: Italia ponte tra Europa e Africa

Roma, 12 nov. (askanews) – “L’Italia continuerà a essere un ponte tra Europa e Africa, mettendo a disposizione la competenza delle proprie imprese, la forza delle sue Istituzioni e la sua grande tradizione di dialogo. Perché il futuro dell’Europa passa da un’Africa più stabile, più sicura e più prospera. E il futuro dell’Africa passa da un’Europa capace di ascoltare, investire e costruire insieme, con umiltà e rispetto dell’altro. Una sfida epocale nella quale, sono certa, il Parlamento europeo saprà svolgere un ruolo da protagonista”. Lo afferma la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in un videomessaggio inviato al Parlamento europeo sul Piano Mattei per l’Africa e Global Gateway.

Mattarella ricorda le vittime di Nassiriya: l’Italia continua l’impegno nelle missioni internazionali

Roma, 12 nov. (askanews) – “Nella Giornata del Ricordo dei Caduti militari e civili nelle missioni internazionali per la pace, la Repubblica rinnova il suo commosso pensiero a quanti hanno sacrificato la vita al servizio dell’Italia e della comunità internazionale, testimoniando con coraggio e dedizione il valore della solidarietà e dell’impegno per la pace tra i popoli. Dalle vittime in Congo nel 1961 a Nassiriya e sino ai conflitti più recenti, hanno operato per la Patria e per la causa della solidarietà internazionale, portando aiuto e speranza a popolazioni oppresse da guerre, povertà e ingiustizie”. Lo afferma il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in un messaggio inviato al Ministro della Difesa Guido Crosetto.

“Oggi – sottolinea Mattarella – il mondo è attraversato da nuove e dolorose ferite: dall’area del Sahel al conflitto che coinvolge tutta l’area mediorientale, alla guerra che da oltre tre anni insanguina il suolo ucraino, continuano a cadere vittime civili innocenti. Queste tragedie, alimentate da odio e contrapposizioni, rischiano di allargarsi, di rinfocolare conflitti sopiti e di travolgere intere regioni, generando instabilità, forme di neocolonialismo e nuovi pericoli per la sicurezza internazionale. L’Italia, fedele alla propria tradizione di dialogo e di cooperazione, continuerà a contribuire con determinazione alle missioni internazionali mettendo a disposizione, nelle aree di crisi, il proprio personale militare e civile”.

“Un impegno – aggiunge – che riflette i valori sanciti dalla nostra Costituzione e il profondo senso di umanità che anima la nostra comunità nazionale. I militari e i civili impegnati oggi nelle zone di conflitto sanno di poter contare sul sostegno e sull’affetto degli italiani. A loro, e alla memoria di quanti hanno donato la vita per il bene comune, va la riconoscenza della Repubblica”.

Lami: all’Ambrosiana l’attualit dell’Est Europa diventa storia

Milano, 12 nov. (askanews) – “I paesi che stavano dietro la Cortina di ferro non erano paesi dell’Est nati dall’oggi al domani, dopo la Seconda guerra mondiale. Erano parte di un tessuto di relazioni che andava da Milano a Praga, a Mosca, a Kiev, a Varsavia, a Cracovia, a Belgrado e forse la consapevolezza di questo tessuto di rapporti attraverso accademie, universit ma anche commerci, viaggiatori, competenze, ecco questo senso andato perduto. Io penso ai Maestri comacini che prestavano la loro opera per l’abbellimento di chiese e di palazzi in una vastissima area, dei quali si ritrovano le tracce ancora oggi in Polonia come in Russia. Questo importante perch ci fa capire che veniamo da un passato e la Biblioteca Ambrosiana questo passato lo conserva, lo tramanda ed anche in grado di tramandarlo in maniera rinnovata, adattata ai tempi e con gli strumenti attuali”. A parlarci Giulia Lami, neo accademica dell’Ambrosiana, che dalla sua fondazione all’inizio del XVII secolo rappresenta a Milano un’agor, ovvero un luogo dedicato a promuovere l’incontro e il dialogo tra diversi popoli e culture, un crocevia tra Nord e Sud, tra Est ed Ovest. Gli Accademici all’Ambrosiana sono affermati studiosi e promettenti ricercatori, lavorano per custodire e promuovere lo straordinario patrimonio culturale dell’Istituzione attraverso convegni (Dies Academicus), pubblicazioni e scambi che mirano a costituire una comunit scientifica di livello mondiale. E in questo senso Lami che insegna Storia dell’Europa Orientale all’Universit degli Studi di Milano e che tra i suoi libri annovera anche il prezioso “L’Ucraina in 100 date. Dalla Rus’ di Kyiv ai nostri giorni” (Della Porta, 240 pagine), offre sicuramente un contributo di significato.

“Diceva Federico Borromeo che bisognava agire con penna e calamaio, per cui chi veniva qua a studiare poteva prendere appunti avvalendosi di questi strumenti. Adesso abbiamo degli strumenti digitali ben pi sofisticati, ma il concetto non cambia. C’ anche il wifi e c’ soprattutto una preziosa digitalizzazione di documenti e di manoscritti che possono essere consultabili da tutti in rete, i cui originali si conservano proprio qui e quindi vi questo doppio aspetto di mandare avanti degli studi, ma anche di conservare un patrimonio e la conoscenza di quel patrimonio che importante”, spiega Lami.

Chiediamo a Lami se l’importanza di questa biblioteca anche nel fatto che accoglieva sin dall’inizio pure le donne: “Senz’altro, la bellezza e l’importanza dell’Ambrosiana che come biblioteca stata subito una biblioteca aperta al pubblico agli inizi del Seicento: stato molto importante dal punto di vista europeo e milanese, essendo aperta a tutti, purch le persone sapessero leggere. Quindi non solo aperta a dotti, a studiosi, ad ecclesiastici, ma proprio al popolo milanese e in particolare, mi preme sottolineare, alle donne che potevano venire qui a leggere e ad approfondire le proprie conoscenze dal Seicento all’Ottocento, al Novecento dove lo diamo per scontato. Ma forse nel Seicento non era cos e non lo era dappertutto”, ci dice.

Il suo contributo come accademico, visto il peso e l’importanza dei suoi studi sull’Europa orientale, quale sar?

“Senz’altro – dichiara – il mio contributo sar quello di continuare nei miei studi e nelle mie ricerche, per portare l dove fosse necessario una competenza specifica sui paesi di cui mi sono occupata, che sono la Russia, l’Ucraina, la Polonia, la Romania, in chiave storica, guardando proprio all’epoca moderno-contemporanea, per intrecciare quelle che sono le radici di processi che vediamo ancora in atto, per sottrarli anche solo alla dimensione dell’attualit. E far vedere in prospettiva da dove vengono certi processi e perch attualmente si configurano in un certo modo, ma anche per tenere una porta aperta sul futuro, perch questi studi devono continuare cos come continua l’esistenza di questi paesi, delle loro culture, soprattutto in connessione con i loro studiosi, tenendo sempre presente che in questa Europa , come diceva Giovanni Paolo II , c’ un mondo a due polmoni: c’ un polmone a ovest ma c’ anche un potente polmone ad est e d veramente fiato ad uno spirito europeo che dovrebbe ritrovare unit”.

Intervista di Cristina Giuliano

Montaggio di Linda Verzani

Immagini askanews

Conte: smascherare bluff Meloni, sfidiamo il governo con proposte

Roma, 12 nov. (askanews) – “Su tasse e sicurezza va smascherato il bluff della Meloni. Le tasse aumentano e, girando sui territori, si tocca con mano che le persone si sentono sempre più insicure: con questo governo sono aumentati furti, scippi, rapine. Da padre sono allarmato dalle baby gang e dagli spari che uccidono i giovani dell’età del mio ragazzo. Abbiamo il dovere di fare qualcosa”. Lo afferma il leader M5S Giuseppe Conte intervistato da La Stampa.

Occorre, spiega, “sfidare il governo con proposte: procedibilità d’ufficio per scippo e altri reati odiosi per cui oggi c’è la querela di parte e destinare il miliardo buttato sull’Albania in un fondo per la sicurezza dei Comuni. Auspico su queste proposte anche una convergenza di tutte le forze progressiste”.

“Oggi – prosegue Conte – con Giorgia Meloni al governo, abbiamo il record di pressione fiscale da dieci anni a questa parte. Le famiglie e le imprese non arrivano alla fine del mese. Andiamo a colpire gli extraprofitti di banche, colossi energetici e del web, questa è la priorità se si vuole redistribuire la ricchezza e garantire una vera giustizia sociale”. Le priorità per la legge di bilancio sono “primo: aumento della no-tax area dagli attuali 8500 ai 20mila di reddito l’anno con beneficio per le fasce deboli da 150-160 euro a mese. Secondo: potenziamento dell’assegno unico sui figli. Terzo: recupero del meccanismo dei crediti di imposta per un robusto piano triennale di vero sostegno agli investimenti delle imprese. E infine: i soldi del riarmo firmato da Meloni a Bruxelles e a L’Aja spostiamoli sulla sanità”.

Per quanto riguarda il centrosinistra, Conte assicura: “Lavoreremo per trovare una sintesi sulle questioni ancora aperte”. E sull’ipotesi primarie di coalizione: “Siamo disponibili a discutere sui vari criteri per scegliere la candidata o il candidato più competitivo”. A chi gli chiede se accetterebbe di sostenere un candidato che non sia lui stesso, assicura: “Non sarò mai un ostacolo nella scelta del candidato migliore per vincere”.

Trump: ho l’obbligo di fare causa alla BBC (per 1 miliardo di dollari)

Roma, 12 nov. (askanews) – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato, durante un’intervista rilasciata a Fox News, di avere l'”obbligo” di fare causa alla BBC.

“Penso di avere l’obbligo di farlo, non puoi permettere alla gente di farlo”, ha dichiarato il presidente statunitense, riferendosi alle modifiche al suo discorso prima dell’attacco al Campidoglio degli Stati Uniti del 6 gennaio 2021 effettuato dall’emittente pubblica britannica.

“Immagino di doverlo fare. Hanno truffato l’opinione pubblica e lo hanno ammesso. Questo avviene all’interno di uno dei nostri grandi alleati, presumibilmente il nostro grande alleato (il Regno Unito,ndr)”, ha aggiunto Trump.

“È un evento piuttosto triste. Hanno addirittura modificato il mio discorso del 6 gennaio, che era un discorso bellissimo, molto rassicurante, e lo hanno reso radicale”, ha osservato il presidente Usa. Il presidente degli Stati Uniti ha, inoltre, ribadito la volontà di avviare un’azione legale da 1 miliardo di dollari.

Mattarella: rischio allargamento guerre, impegno Italia in missioni

Roma, 12 nov. (askanews) – “Oggi il mondo è attraversato da nuove e dolorose ferite: dall’area del Sahel al conflitto che coinvolge tutta l’area mediorientale, alla guerra che da oltre tre anni insanguina il suolo ucraino, continuano a cadere vittime civili innocenti. Queste tragedie, alimentate da odio e contrapposizioni, rischiano di allargarsi, di rinfocolare conflitti sopiti e di travolgere intere regioni, generando instabilità, forme di neocolonialismo e nuovi pericoli per la sicurezza internazionale. L’Italia, fedele alla propria tradizione di dialogo e di cooperazione, continuerà a contribuire con determinazione alle missioni internazionali mettendo a disposizione, nelle aree di crisi, il proprio personale militare e civile”. Lo afferma il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in un messaggio inviato al Ministro della Difesa Guido Crosetto.

“Un impegno – aggiunge – che riflette i valori sanciti dalla nostra Costituzione e il profondo senso di umanità che anima la nostra comunità nazionale. I militari e i civili impegnati oggi nelle zone di conflitto sanno di poter contare sul sostegno e sull’affetto degli italiani. A loro, e alla memoria di quanti hanno donato la vita per il bene comune, va la riconoscenza della Repubblica”.

Ucraina, l’esercito di Kiev: i russi avanzano a Zaporizhzhia. Massicci bombardamenti a Kharkiv

Roma, 12 nov. (askanews) – Il Comandante in Capo delle Forze Armate ucraine Oleksandr Syrskyi ha segnalato un netto peggioramento della situazione nella regione di Zaporizhzhia, dove le forze russe hanno conquistato tre insediamenti in questa regione orientale del Paese.

“L’aggressore ha inoltre intensificato l’attività nella regione di Zaporizhzhia”, ha rappresentanto Syrskyi, evidenziando come l’esercito russo abbia sfruttato “le condizioni meteorologiche – la fitta nebbia – per infiltrarsi tra le nostre posizioni”.

“La situazione è notevolmente peggiorata nelle direzioni di Oleksandrivka e Huliaipole, dove il nemico, approfittando della superiorità numerica in uomini e mezzi, nel corso di aspri combattimenti è avanzato e ha occupato tre insediamenti”, ha aggiunto il capo dell’esercito ucraino.

Syrskyi ha inoltre segnalato che l’esercito russo è “ora più attivo nella direzione di Pokrovsk”, in quanto “circa il 40% dei combattimenti si è concentrato proprio lì”.(Segue) Lo Stato Maggiore dell’esercito ucraino ha diffuso una nota, questa mattina, in cui ha comunicato che nelle ultime ventiquattro ore si sono registrati 217 scontri sul fronte e ribadendo che l’esercito russo è stato più attivo nelle direzioni Yuzhno-Slobozhansky, Kupyansky, Pokrovsky e Oleksandrivsky.

Inoltre, nella città di Kharkiv si sono verificate oggi almeno tre esplosioni, secondo quanto riferito dal sindaco Ihor Terekhov sul suo canale Telegram. Le deflagrazioni sarebbero avvenute nel distretto di Kholodnogorsk, mentre in parte della regione è stata attivata l’allerta aerea.

I media ucraini parlano di bombardamenti massicci. Secondo le autorità russe, tali attacchi sono diretti contro infrastrutture militari, industriali e di comando, ma Kiev denuncia danni anche a strutture civili.

Kharkiv, nel nord-est dell’Ucraina, vicino al confine con la Russia, è la seconda città più popolosa dell’Ucraina, importante centro industriale, culturale e universitario.

La portaerei Usa nei Caraibi, il Venezuela innalza l’allerta militare: "Massiccio dispiegamento" di forze

Roma, 12 nov. (askanews) – Il Venezuela ha annunciato un “massiccio dispiegamento” di forze terrestri, navali, aeree, fluviali e missilistiche, così come di milizie civili, in risposta alla presenza americana al largo delle sue coste che ha registrato anche l’arrivo della portaerei Ford, la più grande al mondo.

In una nota riportata da El Pais, il ministro della Difesa venezuelano, Vladimir Padrino López, ha annunciato che il livello di allerta militare nel Paese è stato innalzato come da “ordini impartiti” dal presidente Nicolas Maduro. In questo modo, ha spiegato, viene data attuazione a “una fase superiore” del cosiddetto “Piano Indipendenza 200”, un meccanismo di risposta militare deciso lo scorso settembre per rafforzare le misure di difesa contro la presenza militare statunitense nei Caraibi.

Il provvedimento prevede “la messa in piena prontezza operativa dell’intero arsenale militare del Paese, così come il massiccio dispiegamento di risorse terrestri, aeree, navali, fluviali e missilistiche; di sistemi d’arma; di unità militari; della milizia bolivariana; degli organi di sicurezza cittadina; dei comandi di difesa integrale”.

Secondo El Pais, il Partito socialista unito del Venezuela (Psuv) ha concordato in un’assemblea straordinaria di passare a “una fase armata del processo rivoluzionario” in caso di scoppio delle ostilità. E alcuni giorni fa Maduro ha dichiarato in un incontro con i suoi sostenitori nel movimento operaio che “l’ordine è stato dato: se verrà sferrato un attacco contro il Paese, dichiareremo uno sciopero generale, insurrezionale e rivoluzionario”.

La guerra di Trump al narcoterrorismo, la portaerei Ford è arrivata nelle acque dei Caraibi

Roma, 12 nov. (askanews) – Gli Stati Uniti hanno annunciato che la portaerei USS Gerald R. Ford, considerata la più grande al mondo, è entrata nell’area di responsabilità del Comando Sud degli Usa, che copre l’America Latina e i Caraibi. In una nota, il Comando Sud degli Stati Uniti ha ricordato che l’arrivo della portaerei avviene dopo che il segretario alla Guerra, Pete Hegseth, ha incaricato il Gruppo d’attacco portaerei di supportare la direttiva del presidente Donald Trump di smantellare le organizzazioni criminali transnazionali e contrastare il narcoterrorismo.

“La presenza rafforzata delle forze statunitensi nell’area di responsabilità del Comando Sud rafforzerà la capacità degli Stati Uniti di individuare, monitorare e contrastare attori e attività illecite che compromettono la sicurezza e la prosperità del territorio nazionale degli Stati Uniti e la nostra sicurezza nell’emisfero occidentale”, ha affermato il portavoce del Pentagono, Sean Parnell. “Queste forze potenzieranno e amplieranno le capacità esistenti per contrastare il traffico di stupefacenti e smantellare le organizzazioni criminali transnazionali”, ha aggiunto il portavoce. Intanto, stando a quanto appreso dalla Cnn, il Regno Unito ha smesso di condividere con gli Stati Uniti informazioni di intelligence sulle imbarcazioni sospettate di trafficare droga nei Caraibi, perché non vuole essere complice di attacchi militari che ritiene illegali.

Le fonti sentite dall’emittente americana hanno ricordato che il Regno Unito, che controlla diversi territori nei Caraibi dove ha sedi di intelligence, ha aiutato negli ultimi anni gli Stati Uniti a localizzare le imbarcazioni sospettate di trasportare droga, in modo che la Guardia Costiera statunitense potesse intercettarle. Le imbarcazioni venivano quindi fermate, abbordate, l’equipaggio trattenuto e la droga sequestrata. Ora funzionari britannici ritengono che gli attacchi condotti dall’amministrazione Trump dallo scorso settembre, che hanno causato finora la morte di 76 persone, violino il diritto internazionale. Il mese scorso l’Alto Commissario Onu per i diritti umani, Volker Türk, ha dichiarato che gli attacchi violano il diritto internazionale e costituiscono “esecuzioni extragiudiziali”. Il Regno Unito concorda con questa valutazione, stando a quanto hanno riferito le fonti alla Cnn, precisando che Londra ha sospeso più di un mese fa lo scambio di intelligence con Washington.

L’eredità politica e culturale del conservatorismo di Margaret Thatcher

La casa editrice Liberilibri ci fa dono di una raccolta di sei saggi curati da Luca Bellardini che – a distanza di cento anni dalla nascita di Margaret Thatcher e a dodici dalla sua scomparsa – ne rievocano la figura di donna e di statista, considerando gli aspetti caratteriologici della persona e la sua visione olistica che somma politica, economica, etica, concezione antropologica e welfare ridefinendo per l’epoca – e rendendoli ancora attuali – i concetti di conservatorismo e liberismo che una frettolosa agiografia ha consegnato ai posteri in modo certamente caratterizzante ma in taluni casi forzato e semplificativo.

Si tratta di un’eredità complessa di cui vengono colte le sfaccettature più denotative che si ricompongono in un quadro d’insieme che potremmo definire interessante storicamente e quanto mai attuale in un contesto in cui l’essere “conservatore”, in un mondo che cambia troppo rapidamente e in modo convulso, ci restituisce i valori della tradizione e delle radici culturali di appartenenza, derive utili a fronte di un processo di globalizzazione e omologazione troppo spesso caratterizzato da confusioni semantiche e riduttive, prive di ideali e di riferimenti alti e dirimenti. Il volume a lei dedicato si compone di contributi e riflessioni di alto livello e profonda conoscenza del personaggio e del suo stile di governo.

Si tratta di un tema che investe la politica laddove è necessario rivisitare alcune differenze che vengono inscritte nel concetto di ‘destra politica’, dove serve distinguere tra populismi emergenti, nazionalismi che si spingono verso regimi autarchici, ibridi insostenibili tra orfani dell’Occidente declinante e improbabili alleanze ad ispirazione filoputiniana da un lato e liberismo economico, spirito imprenditoriale, tutela dei valori culturali caratterizzanti l’identità nazionale dall’altro.

Negli undici anni e mezzo di governo del Regno Unito – dal 4 maggio 1979 al 28 novembre 1990 – l’avvocatessa e laureata in chimica, figlia di un droghiere ed emersa alla guida dei Tories esprimendo un forte carattere unito a doti e talento personali non ha messo in discussione la vocazione occidentale del Paese, non avendo mai adombrato l’ipotesi della Brexit nonostante un certo euroscetticismo. Peraltro il thatcherismo è stato descritto da Nigel Lawson, Cancelliere dello Scacchiere della Thatcher dal 1983 al 1989, come una piattaforma politica che enfatizza i mercati liberi con spese governative limitate e tagli fiscali, insieme al nazionalismo britannico sia in patria che all’estero.

Nulla a che fare con l’emergente Farage ma storicamente continuista rispetto all’originario conservatorismo di Winston Churchill. Recentissima la rivisitazione della vita politica della Lady di ferro, ripresa e pubblicata dal magazine “Formiche” è quella di John O’Sullivan, presidente di Danube institute e speechwriter della prima donna a Downing Street mettendone in luce le virtù vigorose e decise nella vita politica nazionale.

L’attualità del thatcherismo consiste nella sintesi tra liberalismo e conservatorismo, e ciò che può esserne declinato non riguarda il Regno Unito anche nell’era della Brexit ma una Weltanschauung, una visione del mondo. La sua dottrina economica contempera un welfare sostenibile – tale da non compromettere gli interessi generali in un contesto dove aiutare e sostenere non significa dilapidare le finanze pubbliche – e la tutela e il rispetto delle libertà individuali, favorendo lo spirito di iniziativa e la consapevolezza che, nel perseguire il bene comune, soggetto e società condividono una convergenza di interessi.  Si può persino affermare che lo stesso laburista Tony Blair non fu esente da ispirazioni e scelte della Thatcher e non corresse mai l’idea di uno Stato improntato ad efficienza e tagli agli sprechi. Accusata di eccessivo rigorismo seppe affrontare la vicenda delle Isola Falkland e lo sciopero dei minatori nel 1984/85: la sua intransigenza non ebbe a nuocere al Paese.

Mi ricorda Rudi Bogni – un illustre italiano che vive da anni nella City, con una straordinaria carriera bancaria a livello mondiale – alcuni aneddoti sulla Lady di ferro, avendola conosciuta personalmente insieme al di lei marito Sir Denis. “Ho conosciuto bene molti suoi Ministri: Howe, Lawson, Brittan, Howell, Lamont: la rispettavano e la temevano anche se pochi l’amavano veramente per il suo fare imperioso, ad eccezione di Lord Tim Bell – suo fedelissimo ed affezionato collaboratore che l’aveva persino consigliata a migliorare la sua immagine, da come parlare e a come vestirsi”…“Notevole influenza esercitarono su di lei nelle scelte economiche Keith Joseph, Alan Walters e Sir Douglas Hague” . Interessante poi il riferimento alla politica della “casa sociale per tutti”, che consisteva nella vendita agli inquilini delle loro abitazioni in affitto, così come la scelta delle privatizzazioni tutte con esito positivo eccetto quella dell’acqua.

Mi sia consentita – concludendo questo breve excursus che rimanda senza indugio alla lettura del libro – un’ultima citazione decisamente autorevole, che conferma la descrizione di un personaggio forte e poco incline al compromesso o assoggettata ad un pensiero debole e incerto. Mi riferisco a ciò che mi disse della Signora Thatcher un profondo conoscitore della politica internazionale come Giulio Andreotti, nel corso di una lunga intervista che raccolsi nel suo studio di Palazzo Giustiniani, con aneddoti e ricordi personali di molte personalità, da De Gasperi a Papa Pacelli, da Gromyko ad Obama, a Gorbaciov, “visti da vicino”.

La Signora Thatcher è una donna molto ferma, non esprime quella che uno pensa sia la dote femminile per eccellenza, la gentilezza. Non che sia scortese, tutt’altro, solo che usa più i sostantivi che gli aggettivi nel dialogo, è molto precisa, ecco. Bisogna essere attenti a come ci si esprime parlando con lei, altrettanto precisi”.

Credo si tratti di un giudizio lusinghiero che mette in risalto le qualità della Lady di ferro, piuttosto che i suoi difetti e che la rende anche sotto questo profilo interessante ed attuale.

Tra Meloni e Schlein, lo spazio politico del Centro si ridisegna

Al di là del giudizio, delle valutazioni, delle riflessioni e delle opinioni che ognuno può avere sul profilo, sul progetto e sulla natura del Centro e della “politica di centro” nel nostro Paese, un fatto è indubbio. E cioè: nella storia democratica italiana il Centro o è protagonista o è un semplice accessorio. Destinato a svolgere un ruolo puramente ornamentale e periferico.

Lo dice la storia, lo dice l’esperienza concreta e lo dicono soprattutto le dinamiche politiche che si sono svolte in questi anni, cioè dal secondo dopoguerra in poi.

Il campo largo” e il ruolo marginale dei centristi

Ora, su questo versante, è abbastanza evidente registrare oggi dove una ricetta centrista può potenzialmente giocare un ruolo protagonistico. O meglio: non meramente aggiuntivo e, di conseguenza, del tutto pleonastico.

Nel cosiddetto “campo largo” chi, oggi, detta l’agenda politica e programmatica sono le quattro sinistre: la sinistra radicale e massimalista della Schlein, la sinistra populista e demagogica dei 5 Stelle di Conte, la sinistra estremista e ideologica del trio Fratoianni-Bonelli-Salis e la sinistra pan-sindacale della Cgil a guida Landini. Con l’aggiunta, non affatto secondaria, dell’ANM sui temi delicatissimi della giustizia e dell’immigrazione.

L’ANM è ormai una sorta di prolungamento della coalizione di sinistra e progressista. Per chi non si riconosce in quell’universo valoriale, come si suol dire, “c’è posto solo in piedi”. Da Renzi a Ruffini, dai “civici” di Onorato a Demos, dai sedicenti centristi del Pd ai numerosi gruppi e movimenti moderati, è tutto un mondo che può assistere alla partita ma che, di fatto, non entra mai nel gioco politico della coalizione.

Il centrodestra e la ricerca di equilibrio

Sul versante del centrodestra la situazione è un po’ diversa per due motivazioni di fondo.

Innanzitutto perché c’è un partito dichiaratamente centrista, Forza Italia. In secondo luogo perché c’è il tentativo della premier Meloni di allargarsi verso l’elettorato moderato, aprendo alla Cisl, alla Coldiretti, a Comunione e Liberazione e ad altre realtà associative riconducibili all’universo valoriale centrista e riformista.

Dopodiché c’è la Lega di Salvini – non quella di Zaia o Fedriga – che rappresenta una destra politicamente impresentabile e nociva per la stessa coalizione di governo.

Insomma, da queste parti il Centro non è respinto pregiudizialmente come capita, puntualmente e quotidianamente, a sinistra.

Un progetto politico autonomo

Infine, c’è chi persegue in modo solitario il progetto politico di un Centro democratico e riformista, con una vera e autentica cultura di governo. Come Carlo Calenda con il suo partito, Azione.

Una proposta che va rispettata e guardata con attenzione, perché – come è già capitato in altri momenti della storia della Seconda Repubblica – arriva un tempo in cui occorre avere anche il coraggio, nonché la coerenza, di marciare da soli per salvare un patrimonio politico, culturale e di governo che rischia di essere sacrificato sull’altare di un maldestro e nefasto bipolarismo.

Oggi, forse, siamo proprio in uno di quei tornanti storici decisivi per salvare il progetto del Centro e la sempre moderna e attuale “politica di centro”.

La Cisl chiude la sua maratona per la pace

All’incontro di sabato parteciperanno delegati e quadri sindacali, insieme a rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico, religioso, giornalistico e dell’associazionismo. Tra gli ospiti, tre Premi Nobel per la pace: Oleksandra Matviichuk e Oleksandra Romantsova (Ucraina) e Shirin Ebadi (Iran), che offriranno le loro testimonianze sul valore universale della pace, della libertà e dei diritti umani.

Il percorso e il significato delliniziativa

L’assemblea rappresenta il momento conclusivo di un cammino collettivo che, nelle ultime settimane, ha attraversato l’intero Paese coinvolgendo migliaia di lavoratori, pensionati, giovani e cittadini.

Un percorso fatto di incontri, dibattiti, manifestazioni e momenti di preghiera civile e interreligiosa, con l’obiettivo di rilanciare i valori della pace, del dialogo e della responsabilità collettiva.

Nel messaggio della Cisl emerge la convinzione che nessuna guerra sia inevitabile e che ogni conflitto possa trovare una via di riconciliazione.

Interventi e contributi

La giornata sarà aperta dal segretario confederale Mattia Pirulli e proseguirà con la consegna al presidente della Croce Rossa Italiana, Rosario Valastro, dei fondi raccolti attraverso la campagna “SOS Gaza”, destinati agli interventi umanitari a favore della popolazione civile colpita dal conflitto in Medio Oriente.

Seguiranno gli interventi istituzionali e culturali sul ruolo delle democrazie nella costruzione della pace e sulla responsabilità dell’informazione nei contesti di crisi.

Tra i relatori: Antonio Tajani, ministro degli Esteri; Giorgio Gori, europarlamentare; Vittorio Emanuele Parsi, docente all’Università Cattolica di Milano; e Lorenzo Cremonesi,  inviato speciale del Corriere della Sera.

 

Le voci della libertà

Un ampio spazio sarà riservato alle testimonianze internazionali di donne e uomini impegnati per la libertà, la democrazia e i diritti umani nei Paesi segnati da guerra o repressione.

Oltre alle tre premi Nobel, interverranno Svetlana Tikhanovskaya, leader dell’opposizione bielorussa in esilio; Anna Zafesova, giornalista e dissidente russa; Emanuele Fiano, scrittore; padre Giulio Albanese, direttore dell’Ufficio comunicazioni sociali del Vicariato di Roma; e Cecilia Brighi, presidente dell’associazione Italia-Birmania Insieme.

I lavori saranno conclusi dall’intervento della segretaria generale della Cisl, Daniela Fumarola, che tirerà le fila di un percorso di partecipazione civile e di testimonianza attiva per la pace.

John Henry Newman e la coscienza cattolica moderna

«La più viva coscienza cattolica dei nostri tempi». Con queste parole il cardinale Alfonso Capecelatro descriveva l’opera di John Henry Newman, riconoscendone il ruolo nella formazione di una cultura cattolica capace di dialogare con la modernità. Arcivescovo di Capua e studioso oratoriano, Capecelatro fu tra i primi a diffondere in Italia il pensiero del grande convertito inglese, pubblicando nel 1859 il volume Newman e la religione cattolica in Inghilterra.

Newman e l’Italia

La ricezione italiana di Newman s’intreccia con la stagione del Risorgimento e con la frattura tra Stato unitario e Santa Sede. In tale contesto, la riflessione del presbitero inglese


divenne per molti cattolici uno strumento per superare la contrapposizione tra fede e partecipazione alla vita pubblica. Decisiva fu la pubblicazione sulla “Rassegna Nazionale”, nel 1885, della Lettera al duca di Norfolk, tradotta in sei uscite. Il periodico fiorentino, espressione del cattolicesimo liberale e neoguelfo, diede così voce a un pensiero che cercava di ricomporre in chiave armonica i termini “cattolico” e “italiano”.

La questione della coscienza

Nella Lettera, Newman affrontava la questione della coscienza come legge divina impressa nell’uomo, «Voce di Dio nel cuore dell’uomo», riconosciuta anche dai protestanti. Essa non si opponeva all’autorità del Papa, ma ne stabiliva il limite: la libertà di coscienza era per lui il fondamento stesso dell’autorità morale.

Nello stesso anno, la rivista pubblicò anche il saggio Sull’interpretazione delle Scritture, nel quale Newman difendeva la legittimità di una lettura storica e critica della Bibbia dentro la prospettiva dogmatica cattolica, aprendo così la via a una concezione moderna dell’esegesi.

Fede e ragione

Le sue idee offrirono alla cultura cattolica italiana dell’Ottocento una via di conciliazione tra fede e ragione, tra autorità e libertà. Newman divenne il riferimento di quella corrente che cercò di collocare il cattolicesimo dentro la contemporaneità storica, partecipando al dibattito europeo sul rapporto tra Chiesa, coscienza e modernità.

Tennis, Musetti batte De Minaur in tre set alle Atp Finals

Roma, 11 nov. (askanews) – Lorenzo Musetti ha battuto in tre set l’australiano Alex De Minaur nel secondo turno delle Atp Finals di Torino. Dopo aver conquistato il primo set 7-5, l’azzurro ha perso il secondo 6-3 e in rimonta ha vinto il terzo 7-5, mandando in estasi la Inalpi Arena. Il match, molto equilibrato, è durato due ore e 47 minuti. Con questo risultato il carrarese ha ancora una possibilità di accedere alla semifinale: giovedì affronterà il numero 1 del mondo Carlos Alcaraz nella partita decisiva «La stanchezza si è fatta sentire – le parole di Musetto – facevo fatica ma ho scalato dentro di me con la poca energia rimasta. Senza i tifosi non sarebbe stato possibile, sono molto contento. Sono orgoglioso di aver raggiunto questo obiettivo, sono solo per me ma per tutta la mia famiglia che mi supporta ogni giorno. Lavoro costantemente, spesso le persone si dimenticano che siamo esseri umani. Non è facile performare al top ma ho fatto un salto di qualità e sono sicuro che negli anni passati non sarei riuscito a vincerla».

Il presidente dela Garante della Privacy Stanzione: agiamo in autonomia, nessuna dimissione

Roma, 11 nov. (askanews) – “Nessuna dimissione. Noi agiamo in piena autonomia anche quando prendiamo una decisione scomoda”. Così il presidente dell’Autorità garante della privacy, Pasquale Stanzione, in un’intervista al Tg1.

Nessuna dimissione, da parte del collegio – ha continuato – “Le accuse sollevate sono infondate, infatti non vi è mai stata una decisione del Garante assunta per ragioni diverse dall’applicazione della legge, in piena indipendenza di giudizio”.

Stanzione ha spiegato al Tg1 che “la narrazione del Garante come subalterno alla maggioranza di Governo è una mistificazione che mira a delegittimarne l’azione, soprattutto quando le decisioni sono sgradite o scomode”. Poi – ha aggiunto – “dobbiamo ricordare che il Garante assume delle decisioni talvolta contrarie al governo, talvolta favorevoli allo stesso. E questa è la vicenda della autonomia. Quando la politica può gridare allo scioglimento o alle dimissioni non è più credibile”.

(foto di archivio)

Le forze di difesa israeliane hanno arrestato i coloni che hanno attaccato i palestinesi in Cisgiordania

Roma, 11 nov. (askanews) – Le forze di difesa israeliane (Idf) affermano di aver arrestato diversi coloni israeliani che hanno partecipato a un attacco contro i palestinesi in due villaggi della Cisgiordania vicino a Nablus.

Le truppe – scrive il Times of Israel – sono state inviate a Bayt Lid e Dayr Sharaf in seguito alle segnalazioni di decine di israeliani mascherati che poche ore prima avevano attaccato i palestinesi nei villaggi e dato fuoco alle loro proprietà, afferma l’esercito.

Le autorità israeliane affermano che quattro palestinesi sono rimasti feriti nell’attacco e che 10 veicoli, un fienile, una fabbrica di plastica e un grande magazzino sono stati dati alle fiamme.

“Le forze di sicurezza hanno lavorato per disperdere” i sospetti “utilizzando mezzi antisommossa e hanno arrestato diversi civili israeliani”, afferma l’Idf, aggiungendo che i sospetti sono stati consegnati alla polizia. L’Idf ha spiegato che poco dopo gli attacchi, molti degli aggressori israeliani mascherati si sono radunati nella vicina zona industriale di Baron. “Le truppe dell’Idf si sono precipitate sul posto, dove i civili israeliani hanno attaccato i soldati e vandalizzato un veicolo militare”, afferma l’esercito.

Secondo i media palestinesi le truppe israeliane hanno impedito ai palestinesi di raggiungere alcuni degli incendi appiccati dai coloni durante l’attacco. Gli arresti in tali episodi di violenza da parte dei coloni – nota il Times of Israel – sono rari e le condanne sono ancora meno comuni. La polizia israeliana ha comunicato poco fa che sono quattro i sospettati arrestati per essere interrogati. L’indagine sull’attacco dei coloni è condotta dal distretto di polizia della Cisgiordania, insieme all’agenzia di sicurezza interna israeliana Shin Bet.

(foto d’archivio)