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Secondo la Russia, Ucraina e Gb volevano sequestrare un aereo Mig-31

Roma, 11 nov. (askanews) – Il Servizio federale di sicurezza russo (Fsb) ha sostenuto oggi di aver sventato un’operazione coordinata dai servizi di intelligence dell’Ucraina e del Regno Unito che mirava, secondo Mosca, al sequestro di un caccia MiG-31 armato con missili ipersonici Kinzhal.

“Il Fsb ha scoperto e frustrato un’operazione della direzione di intelligence del ministero della Difesa ucraino e dei suoi sponsor britannici volta a sequestrare un caccia MiG-31 delle Forze aerospaziali russe equipaggiato con i missili ipersonici Kinzhal”, si legge nel comunicato diffuso dal servizio di sicurezza. Al momento non sono stati forniti ulteriori dettagli sull’operazione né su eventuali arresti.

Astronauti bloccati, la Cina prepara un piano d’emergenza per riportarli indietro

Roma, 11 nov. (askanews) – La Cina sta preparando un piano d’emergenza per riportare a casa i tre astronauti bloccati sulla stazione spaziale Tiangong dopo che la loro capsula di rientro, Shenzhou-20, è stata colpita da detriti spaziali la settimana scorsa. Lo riferiscono fonti a conoscenza del programma spaziale con equipaggio, secondo il South China Morning Post.

Secondo le informazioni raccolte, una nuova capsula – Shenzhou-22, originariamente destinata alla prossima rotazione dell’equipaggio – è in fase di allestimento al centro di lancio di Jiuquan, nel deserto del Gobi, con rifornimenti e materiali per la missione di recupero.

L’Ufficio per il programma spaziale con equipaggio (CMSE) ha reso noto martedì di aver “attivato immediatamente i piani e le misure di emergenza, secondo il principio ‘la vita sopra ogni cosa, la sicurezza prima di tutto'”, senza tuttavia specificare apertamente quale sarà il piano operativo.

Shenzhou-20, pur danneggiata, è ritenuta sicura in orbita. Ma il rientro atmosferico comporta calore estremo e forti sollecitazioni, motivo per cui – spiegano le fonti – il team ha deciso di “non correre rischi”. L’attuale impostazione prevede quindi che Shenzhou-20 rientri sulla Terra senza equipaggio.

In Israele approvata in prima lettura la legge contro i media stranieri

Roma, 11 nov. (askanews) – La Knesset, parlamento israeliano, ha approvato in prima lettura un disegno di legge che consentirà al governo di chiudere una testata giornalistica straniera senza la necessità di ottenere l’autorizzazione di un tribunale. Il provvedimento mira a trasformare in legge permanente la cosiddetta “legge al Jazeera”, finora in vigore come ordine temporaneo che permetteva la chiusura di media stranieri operanti in Israele.

Il testo è passato con 50 voti a favore e 41 contrari, nonostante le obiezioni sollevate dai consulenti legali del parlamento. Intervenendo in Aula, il ministro delle Comunicazioni Shlomo Karhi, del Likud del primo ministro Benyamin Netanyahu, ha spiegato che l’ordine temporaneo è scaduto e che, per questo motivo, la nuova normativa deve essere approvata rapidamente. Secondo il disegno di legge, il ministero potrà ordinare la chiusura di un’emittente straniera se ritenuta una minaccia per la sicurezza nazionale, senza passare attraverso il vaglio dei giudici.

Opposizione e organizzazioni per la libertà di stampa hanno criticato la misura, sostenendo che potrebbe compromettere in modo significativo l’attività dei media internazionali nel Paese.

L’Italia bersaglio privilegiato della propaganda russa

Le parole di Maria Zakharova e quelle dellambasciatore russo

Non è la prima volta che la giornalista Maria Zakharova, portavoce del Ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov, si scaglia con invettive verbali contro l’Italia: era già accaduto con il Presidente Mattarella (le cui parole in merito ad una certa analogia tra l’atteggiamento aggressivo di Mosca verso l’Ucraina e le mire espansive del Terzo Reich erano state definite ‘blasfeme’ e ‘criminali’) e un anno prima con i ministri Crosetto e Tajani: tutti inseriti nella lista dei russofobi. Ma il commento di pessimo gusto sul crollo della Torre dei Conti a Roma (mentre sotto le macerie era rimasto imprigionato un operaio che sarebbe poi morto) accompagnato dall’auspicio che tutta l’Italia possa presto crollare per il sostegno dato a Kyiv è parso decisamente irrituale e offensivo. Questo livore della portavoce verso il nostro Paese dipende forse da due fattori: uno personale, imputabile allo stile comunicativo della Zakharova, sempre improntato a toni oltraggiosi e malevoli ed uno politico, che discende dal fatto che Putin e il suo entourage ce l’hanno con l’Italia perché è considerata vulnerabile, non reattiva, un vero anello debole della catena che unisce i Paesi dell’U.E.

Il caso Calenda e il tentativo di intimidazione culturale

Intanto l’ambasciatore russo a Roma censura un tatuaggio di Calenda che rappresenta il tridente Ucraino con parole durissime: “il suo gesto non è altro che una sorta di adesione volontaria al consesso dei seguaci di Petijura, Bandera, Shukhevych e di altri nazisti e collaborazionisti di origine ucraina, le cui mani affondavano nel sangue di ebrei, zingari, ungheresi russi e ucraini”. Un attacco che descrive un atteggiamento censorio di Mosca che va oltre la politica e colpisce ogni libera scelta, anche la più banale come un semplice tatuaggio segno di condivisione emotiva della sofferenza che l’Ucraina sta subendo sotto i droni e le bombe del Cremlino.

LItalia è il terreno più permeabile in Europa

Il nostro Paese è in Europa quello più esposto all’infiltrazione ideologica filoputiniana che condiziona la politica e il mondo dell’associazionismo: sono note le riserve di certa parte della sinistra rispetto alla ferma condanna dell’aggressione militare russa del 2022, già allora giustificata come reazione alle provocazioni della NATO (che non sono mai state dimostrate), mentre i 5S e la Lega hanno assunto un atteggiamento defilato verso l’ennesima provocazione della portavoce di Lavrov (che parla sempre a nome del Governo di Mosca e non risulta essere mai stata smentita).

Tra inerzia europea e rischio di escalation

E mentre la Russia continua a massacrare l’Ucraina facendo strage di civili, nessuna voce si leva – ferma e risoluta – per una tregua che preluda a trattative di pace. L’U.E. è giunta alla diciannovesima sanzione contro il Cremlino ma non ne sono resi sufficientemente note l’entità e i risultati e intanto i Paesi europei continuano a comprare gas e petrolio dalla Russia, foraggiando di fatto la guerra e la potenza militare di Mosca.

Non ci sono evidenze che convincano Trump ad usare lo stesso pugno di ferro e la risolutezza usata nel conflitto israelo-palestinese: l’incontro di Anchorage è ormai archiviato come una sconfitta di cui rimane come icona più simbolica il red carpet steso davanti al dittatore russo. L’Europa dimentica le parole di Draghi a proposito di sanzioni vere e risolutive e si barcamena tra distinguo e assenza di iniziative di difesa comune.

Le sortite di droni e aerei russi sui cieli dei Paesi Baltici, della Polonia, della Romania, della Danimarca e ultimamente del Belgio sono – quelle sì – vere provocazioni che dovrebbero indurre gli Stati Europei ad una condivisa azione di copertura e protezione da possibili incursioni ordite da Mosca: impossibile che le intelligence degli Stati membri dell’U.E. del Regno Unito e della NATO non si esprimano con risolute iniziative contro l’evidenza di un paventato pericolo. In un eccellente articolo sul Foglio Carlo Calenda mette in guardia dall’eventualità che Mosca passi dalle minacce ai fatti e stigmatizza con coraggio come la penetrazione ideologica filoputiniana riceva continui assist dalla politica (un partito fa parte della coalizione di Governo e un altro dal ‘campo largo’ dispensa demagogia sui soldi stanziati o spesi per la difesa militare) e da certo giornalismo di cui sorprende l’opposto posizionamento ideologico.

Sono atteggiamenti e orientamenti irresponsabili che indeboliscono il Paese e la nazione.

LEuropa deve assumere la guida

Le parole della signora Zakharova possono scivolare via come non dette o possono essere ascoltate come un campanello d’allarme che prelude e anticipa mire espansive in Europa, fomentando intanto odio e disprezzo per l’Italia. Dio non voglia che venga un giorno in cui diffidenti e indifferenti portavoce di orientamenti populisti e minimalisti debbano prendere atto di una diversa realtà: non sarebbe un fatto che riguarderebbe solo i fautori di un abbandono dell’Ucraina al suo destino perché le conseguenze sarebbero la materializzazione di una globalizzazione del male.

Putin mira ad un impero sempre più esteso di cui allarga nella sua mente i confini, l’inazione e la sottovalutazione di questo delirio di onnipotenza ha importanti e recenti, nefasti precedenti nella storia. Il concetto di democrazia non è un’utopia a geometria variabile: esso passa dalla difesa e dal consolidamento delle democrazie nel mondo. Considerato il disimpegno di Trump cominci l’Europa a compattarsi e a prendere saldamente in mano le redini dei propri destini.

New York, il segnale politico che parla all’Italia

A New York ha vinto Zohran Mamdani, 34 anni, socialista dichiarato, musulmano, figlio di immigrati ugandesi. È il nuovo sindaco della metropoli più simbolica d’America e il volto di una sinistra che torna a parlare di temi concreti: casa, trasporti, asili. Una vittoria storica, che dice molto più di quanto sembri.

Con oltre un milione di voti, Mamdani ha conquistato la fiducia di un elettorato giovane e meticcio, in un’elezione che ha registrato un’affluenza del 41%. Numeri apparentemente bassi, ma rivelatori di una motivazione profonda: chi ha votato, lo ha fatto per cambiare davvero.

«A New York vota meno gente, ma con più convinzione. In Italia vota più gente, ma con meno entusiasmo.»

Nelle ultime amministrative italiane, l’affluenza ha superato il 56%, più alta di quella americana. Eppure, la differenza è qualitativa: in Italia la partecipazione appare spesso doverosa ma stanca, mentre negli Stati Uniti chi si reca alle urne lo fa per idealismo o per rabbia.

Il programma del nuovo sindaco è semplice e radicale: congelare gli affitti regolati, rendere gratuiti trasporti e asili per le famiglie a basso reddito, investire sulla prossimità e sui servizi di quartiere.

Mamdani ha riportato alle urne chi si era allontanato dalla politica. Una sinistra concreta, non accademica, capace di stare tra la gente e non solo nei convegni.

Per il centrosinistra italiano, la lezione è chiara: non basta parlare di diritti, serve tornare a parlare di vita quotidiana. Casa, reddito, lavoro, figli, sanità territoriale.

Per il centrodestra, la lezione è che le città cambiano prima dei governi nazionali. Lì dove la sinistra innova, la destra perde terreno; dove la destra governa bene, conquista fiducia urbana.

«In America vince chi convince con i fatti. In Italia si vince spesso per assenza di alternative.»

Il sindaco di New York gestisce un bilancio da 110 miliardi di dollari, più di quello del Portogallo. Un sindaco italiano deve muoversi tra vincoli di bilancio e competenze regionali. Importare ricette americane è impossibile, ma importare il metodo è necessario.

La parola chiave, oggi, non è sinistra o destra. È credibilità. Mamdani ha vinto perché è credibile. Ha parlato di giustizia, ma anche di bilanci; di valori, ma anche di numeri.

«Non serve copiare lAmerica. Serve copiare la serietà con cui lAmerica fa politica.»

La vera lezione di New York è semplice: la democrazia si misura nei municipi. Quando le città funzionano, la fiducia cresce. L’Italia non ha bisogno di slogan, ma di amministratori che sappiano fare.

Mamdani ha dimostrato che un sindaco può ancora riaccendere entusiasmo politico. In Italia la sfida è ritrovare quello stesso entusiasmo. La vera domanda non è più chi vince, ma perché metà del Paese non crede più nella politica.

La dissoluzione dei legami primari

Ero un ragazzino quando apprendevo, tramite la stampa, vocaboli ed espressioni quali “frammentazione sociale”, “segmentazione”, “società dell’individualizzazione”, “crisi delle tradizionali agenzie educative”.

La perdita dei punti di riferimento condivisi

Negli anni ne ho compreso meglio il senso: viviamo in una società assai variegata, dai mille volti e dalle mille articolazioni. I consueti punti di riferimento, che avevano caratterizzato l’Italia del dopoguerra, hanno perso la loro centralità e sono stati affiancati o sostituiti da altri: così è per la parrocchia e per la sezione di partito, come, del resto, per la stessa tv intesa come “focolare” e per tantissimi altri luoghi e momenti del vivere associato.

 

Il paradigma della modernità secondo Charles Taylor

Ora, tuttavia, soprattutto grazie allo studio dell’opera che il filosofo Charles Taylor ha dedicato alle radici dell’identità moderna, sto forse mettendo meglio a fuoco il fenomeno, provando a leggerlo e interpretarlo nella sua essenza. La prima modernità, lungo il solco del messaggio evangelico e, in particolare, della Riforma protestante, ha posto al centro di un’esistenza degna di esser vissuta due aree fondamentali: il lavoro (la celeberrima etica calvinista del lavoro, l’affinità, anche linguistica, in tedesco, fra “professione” e “vocazione”) e la famiglia basata sugli affetti. Non più, dunque, l’ideale eroico-aristocratico-cavalleresco antico e medioevale e neppure il “sacro” (il monastero o il convento, ad esempio) come luogo privilegiato della vocazione. Insomma, la centralità e la valenza vocazionale della “vita comune”, familiare e lavorativa, appunto. Un cambio di paradigma gradualmente fatto proprio, pur se diversamente declinato, anche dal mondo cattolico.

Una nuova geografia dellidentità individuale

Ecco, oggi, e da decenni, tale centralità sta venendo meno. Ci sono ancora tante persone, naturalmente, anche molti giovani, che si identificano con il proprio lavoro o con la propria famiglia. Però, anche come conseguenza delle dinamiche innescate proprio dal paradigma moderno della “vita comune”, vi è una varietà di interessi e di inclinazioni, numerosa quasi quanto il numero degli individui (almeno in questa parte del globo).

Uno studio più profondo è necessario

La vita familiare e la vita lavorativa condensano sempre meno, per dir così, gli aspetti dell’esistenza individuale e sociale che le persone tendono a considerare decisivi e importanti.

Si tratta di un fenomeno che andrebbe innanzitutto meglio studiato e compreso e dinanzi al quale porsi con un’attitudine, insieme, critica e aperta.

San Martino o il tempo della compassione

L’intelligenza artificiale c’è già stata, si chiamava memoria. Con questo mainframe nessuno doveva ricorrere ai social, bastava accendesse il cervello e trovava spiegazioni per tutto.

Le nostre poesie

Sicuramente oggi si ignora cosa si perde a non poter disporre di “Novembre” di Pascoli (1891) o di “San Martino” di Carducci (1887). Che quasi ci richiama “Emozioni” di Battisti (1970). Non a caso nel 1993 Fiorello mise in musica la poesia di Carducci.

E Carducci quando scrisse “San Martino” aveva trovato lumi nella raccolta di Ippolito Nievo “Le lucciole” (1858).

E D’Annunzio (1893) e Sbarbaro (1911) e via di seguito. Sempre sui giorni di San Martino

Non la scansa neppure Cesare Pavese.  “Estate di San Martino” è in “Lavorare stanca” del 1943:  «Se trovassi un amico quest’oggi, starei sempre qui».

Nessuno inventa nulla, tutto si genera da qualcos’altro.

“La nebbia agli irti colli/ Piovigginando sale,/ E sotto il maestrale/ Urla e biancheggia il mar”.

A memoria. Veniva salvata nella mente. Ci potevi clikkare sopra per tutta la vita e così  vedevi l’Estate di San Martino, … tra le rossastre nubi stormi d’uccelli neri com’ esuli pensieri nel vespero  migrar.

La storia nel rigido inverno del 335

Dice la storia che un giorno del rigido inverno del 335, nei pressi di Amiens, Martino, soldato della guardia imperiale dell’esercito romano, s’imbatté in un poveretto seminudo. Quantunque non cristiano eppur mosso a compassione Martino tagliò un pezzo della sua clamide bianca e la dette a quell’uomo. Altre storie aggiungono che poi incontrando un altro povero, Martino si disfece anche di ciò che gli era rimasto, donandolo a questo secondo mendico.

La leggenda dice che di notte in sogno vide Gesù che parlava di lui: ‘Ecco  Martino, che non è battezzato e mi ha rivestito’. L’indomani Martino si risvegliò in un tepore fuori dal comune, sembrava che la stagione si fosse interrotta, e trovò il suo mantello integro.

Il clima mite di Dio

Il detto, invece, proprio dell’Estate di San Martino, cioè i tre giorni, si rifà al tempo di clima mite che Dio riversò sulla terra per permettere a Martino di procacciarsi un nuovo mantello, visto che si era privato di tutto.

Scaduta questa pausa Martino non aveva però ancora trovato nulla. E allora Dio aggiunse altro tempo – “…e un pochino” – per non far patir di freddo il giovane soldato romano, finché questi non riuscì a disporre di un nuovo mantello.

Solo allora ripartì l’inverno. Che dire? Che laica o religiosa ogni vera compassione è umanità senza misura.

Report, Ghiglia: nessun motivo per dimettermi dall’Autorità Garante della Privacy

Roma, 10 nov. (askanews) – Un passo indietro del Collegio del Garante Privacy dopo le polemiche? “Non c’è nessun motivo per farlo, perché la politica che lo chiede deve mettersi d’accordo con se stessa: o questo è un Garante indipendente, e quindi non dipende dalla politica, o questo è un garante dipendente, e quindi dipende dalla politica”. Lo dichiara il componente del Garante della Privacy Agostino Ghiglia ai microfoni de L’Aria che tira. L’intervista integrale andrà in onda domani (martedì 11 novembre) durante la puntata de L’Aria che Tira.

Calcio, Atalanta Ufficiale Juric esonerato, ora Palladino

Roma, 10 nov. (askanews) – E’ ufficiale l’esonero di Ivan Juric, questo il comunicato dei nerazzurri: “Atalanta BC comunica che Ivan Juric è stato sollevato dall’incarico di allenatore della Prima Squadra assieme ai suoi più stretti collaboratori, vale a dire Matteo Paro, Miguel Veloso, Paolo Barbero, Stjepan Ostojic e Michele Orecchio. Atalanta BC ringrazia Ivan Juric e il suo staff per l’impegno profuso, augurando loro il meglio per il futuro.” L’Atalanta sta definendo i dettagli per la firma di Raffaele Palladino: intesa per un anno e mezzo di contratto. L’annuncio probabilmente nella giornata di domani

Calcio, De Laurentiis: "Dimissioni Conte una favola"

Roma, 10 nov. (askanews) – Aurelio De Laurentiis ha ribadito, sui propri profili social, piena fiducia ad Antonio Conte. “Leggo sul web la favola delle dimissioni di Conte. Io amo molto i social perché sono un modo contemporaneo e veloce di far viaggiare i pensieri. Ma voi sapete che non sempre i pensieri sono giusti o condivisibili. Tra me e Conte esiste da sempre una sintonia speciale che accomuna uomini che usano le 3 “C”…,che piacciono molto ai napoletani e non solo. Ai tifosi che hanno letto qualche stupidaggine dico: sono orgoglioso di avere al mio fianco, e al fianco del Napoli e dei calciatori, un uomo vero come Antonio Conte, capace di sacrificare ogni secondo della sua vita per la sua professione, con estrema generosità e dedizione. Questa è la garanzia più importante che si possa dare oggi a un club, ai calciatori e a tifosi esigenti come quelli del Napoli”.

Puglia, Meloni carica il centrodestra: non abbiamo paura di nessuno

Bari, 10 nov. (askanews) – È la “mission impossible” del centrodestra a queste elezioni regionali: la Puglia è considerata da tutti i sondaggi saldamente nelle mani dell’eurodeputato del Pd Antonio Decaro, per questo Giorgia Meloni, che chiude la manifestazione di Bari a sostegno del candidato presidente Luigi Lobuono, ripete più volte il messaggio chiave: “Non ci sono risultati già scritti in partenza. Puntiamo a vincere perché non abbiamo paura di nessuno” La premier, affiancata dagli altri leader di centrodestra Antonio Tajani, Matteo Salvini e Maurizio Lupi, carica il popolo del centrodestra stipato nel capiente Teatro Team del capoluogo adriatico accusando la sinistra di essere “supponente” e di considerare “scemi” gli elettori della coalizione opposta. Rivendica i risultati del suo governo e la tenuta della coalizione: “Siamo qui uniti – dice – come ci avrebbe voluto un grande pugliese che oggi ricordiamo a 90 anni dalla nascita: Pinuccio Tatarella”. Difende la legge di bilancio, “la sinistra dice che aiutiamo i ricchi perché aiutiamo chi guadagna 2400 euro al mese, ci vuole coraggio a dirlo…” Poi torna ad attaccare il segretario della Cgil Maurizio Landini sul venerdì scelto per lo sciopero contro la manovra, “non sia mai che la rivoluzione la facciamo di martedì”.

Meloni rivendica le riforme costituzionali, a partire da quella della giustizia, il cui referendum confermativo, mette in chiaro, non determinerà i destini dell’esecutivo. “Loro sanno – dice parlando delle opposizioni – che sono norme di buon senso e infatti che dicono? ‘Votate no al referendum per mandare a casa la Meloni’. Ma mettetevi l’animo in pace, arriveremo a fine legislatura e chiederemo il giudizio degli elettori: la Meloni la possono mandare a casa solo gli elettori. Una cosa alla quale la sinistra non è abituata: la democrazia”. Affonda il colpo anche sulla sanità, “abbiamo aumentato gli investimenti di 17 miliardi da quando ci siamo insediati, la sinistra usa un pallottoliere truccato” e del resto “la Puglia governata da loro è l’ultima regione in Italia per rispetto dei tempi d’attesa per le prestazioni sanitarie”.

“Voglio essere molto chiaro: noi siamo qui per vincere questa sfida”, promette Luigi Lobuono, l’imprenditore scelto dopo lunghe incertezze dal centrodestra perla sfida a Decaro. I leader presenti puntano il dito sulle contraddizioni del campo avverso. “Gli esponenti del centrosinistra – afferma Lupi – dicono che serve un cambiamento radicale, gli stessi che governano in Puglia da 30 anni. Addirittura Decaro si vergogna di candidare il governatore uscente. Il governo di centrosinistra è bocciato dallo stesso centrosinistra”. Tajani incoraggia i suoi a cercare elettori di centro delusi: “C’è da andare a occupare uno spazio che si sta man mano liberando. I leader di Pd, M5S e AVS hanno intonato la marcia funebre per il centrosinistra. Il centrosinistra non c’è più, esiste solo la sinistra”. Poi (dopo un lapsus corretto dalla folla sul nome dello stadio di Bari, chiamato San Paolo invece che San Nicola) tocca un tema molto sentito in Puglia: “La prossima settimana Forza Italia presenterà un progetto per affrontare il tema della Xylella in maniera diametralmente opposta alle proposte della Regione”.

Punta sui temi identitari Salvini: sulla scuola sottolinea che il ministro Valditara garantisce “una scuola libera dalle ideologie e dalle schifezze gender”. E sui migranti rilancia l’accusa all’Unione europea di farne entrare troppi e avverte: “Il termine remigrazione può e deve essere oggetto di discussione anche in Italia”. Per il vicepremier leghista “il problema non è il Dio in cui si crede, ma pretendere che chi arriva in Italia rispetti la nostra storia, la nostra cultura, i nostri simboli, la nostra religione, la nostra Costituzione. Chi non è disposto a farlo fuori dalle palle, dal primo all’ultimo”. La parola ai pugliesi: si vota il 23 e 24 novembre, è la sfida più difficile per la maggioranza di governo ma la partita è ancora da giocare.

Report, Ranucci: il Garante della Privacy dovrebbe dimettersi

Roma, 10 nov. (askanews) – “Donzelli scorda il metodo Boffo, fatto dai giornali di altra proprietà. Solo chi non conosce le tecniche di giornalismo può dire che la nostra è un’inchiesta fatta dopo la sanzione. Negli anni il Garante della Privacy si è trasformato in un tribunale politico dove le sentenze e i provvedimenti vengono presi in base alle sensibilità politiche, ai rapporti clientelari, diventando una grandissima limitazione alla libertà di stampa. In tanti giornalisti ci scrivono solidarizzando per la battaglia che stiamo facendo in difesa della libertà di stampa. Battaglia che possiamo fare perché abbiamo alle spalle una grande azienda come la Rai, ma i poveri giornalisti che subiscono i provvedimenti del Garante non hanno i nostri stessi strumenti”. Lo ha detto Sigfrido Ranucci a Otto e mezzo su La7.

“Non ci sono stati pedinamenti o infiltrazioni in mail e telefoni. Abbiamo fatto una raccolta di informazioni che provenivano dagli stessi dipendenti dell’ufficio del Garante che non ne potevano più di quell’andazzo. Si sono ribellati a quella perdita di nobiltà e autorità che era il Garante della Privacy fondato da una personalità come Stefano Rodotà che ci invidiava il mondo”, conclude Ranucci.

Nelle scuole in diminuzione gli esposidi di bullismo o violenza di genere

Milano, 10 nov. (askanews) – È stata pubblicata oggi l’indagine del Ministero dell’Istruzione e del Merito sulle iniziative promosse dalle scuole secondarie di secondo grado per il contrasto alla violenza contro le donne. L’indagine, svoltasi tra il 15 e il 29 maggio 2025, ha coinvolto le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado di tutto il Paese.

I risultati evidenziano un’adesione ampia e diffusa: 2.322 scuole statali, pari all’86,7% del totale delle scuole secondarie di secondo grado, hanno partecipato all’indagine, confermando l’attenzione costante della scuola verso i temi della parità, del rispetto e della prevenzione della violenza sulle donne.

Quasi il 97% ha avviato attività specifiche per sensibilizzare al rispetto delle donne e per educare alle relazioni, così come previsto dalle nuove Linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica.

Complessivamente, le attività hanno coinvolto la quasi totalità delle scuole secondarie di secondo grado: un dato che testimonia la crescente sensibilità dei giovani su questi temi. I progetti si sono svolti sia durante le ore di lezione (87,4%), sia come iniziative extracurricolari (12,6%), attraverso laboratori, seminari, gruppi di discussione, performance artistiche e campagne di sensibilizzazione. Inoltre, il 47,4% delle scuole che hanno partecipato all’indagine, ha dichiarato di avere anche buone pratiche da segnalare.I risultati del monitoraggio mostrano un impatto positivo: nel 68,5% degli istituti si è registrata una maggiore attenzione ai comportamenti relazionali, un uso più consapevole del linguaggio e una diminuzione di episodi di bullismo o violenza di genere.

I percorsi educativi avviati in attuazione delle nuove Linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica hanno contribuito a promuovere un ambiente scolastico più inclusivo, rispettoso e consapevole, confermando la scuola come un presidio educativo e culturale fondamentale nell’educazione al rispetto e alle relazioni e nel contrasto alla violenza sulle donne.

Sanità, Schlein a Meloni: impegnata in campagna elettorale permanente

Roma, 10 nov. (askanews) – “Sono passati quasi due anni dal decreto sulle liste d’attesa e Meloni continua a dire che ‘gli effetti miglioreranno’. Sembra di risentire le stesse parole sui centri in Albania, quando assicurava che ‘funzioneranno’. Sono invece ancora vuoti: un’idrovora di denaro pubblico. Intanto quasi 6 milioni di italiani — uno su dieci, secondo l’Istat — hanno smesso di curarsi, schiacciati da liste d’attesa infinite e da una sanità pubblica al collasso. Anche questa manovra di bilancio tradisce le promesse della Premier, più impegnata in una campagna elettorale permanente che sui problemi reali del Paese”. Così la segretaria del Pd Elly Schlein risponendo alle parole della premier che in un comizio a Bari ha criticato la segretaria del Pd e il leader M5s Conte per come il centrosinistra ha gestito la sanità in Puglia.

Scuola, Lega ci ripensa: sì educazione sessuale alle medie con ok genitori

Roma, 10 nov. (askanews) – Le “attività didattiche e progettuali nonché ogni altra eventuale attività aventi ad oggetto temi attinenti all’ambito della sessualità” devono essere “escluse” “per la scuola dell’infanzia e per la scuola primaria”. Non più per la secondaria di primo grado: la Lega ci ripensa e, con un emendamento presentato in aula alla Camera al ddl Valditara, propone di cancellare la norma, approvata su iniziativa degli stessi esponenti del partito di Salvini, che vietava anche alle scuole medie i temi sessuali. La proposta di modifica è della leghista Giorgia Latini, la stessa firmataria dell’emendamento che durante l’esame in commissione aveva esteso il divieto.

“D’intesa con il ministro Valditara – spiega il relatore Rossano Sasso, deputato della Lega – siamo pronti a valutare anche una modifica che, alla luce delle prossime Indicazioni nazionali che contengono già elementi più ampi e chiari sui temi della sessualità, non preveda alcuna forma di divieto per la scuola secondaria di primo grado riaffermando il pieno principio del consenso informato, come peraltro nello spirito originario del ddl governativo”.

Il provvedimento del ministro dell’Istruzione Valditara, approdato oggi in aula alla Camera per la discussione generale, infatti, prevede che “le istituzioni scolastiche sono tenute a richiedere il consenso informato preventivo dei genitori o degli studenti, se maggiorenni, per la partecipazione a eventuali attività che riguardino temi attinenti all’ambito della sessualità, nonché ad acquisire tale consenso previa messa a disposizione, per opportuna visione, del materiale didattico che intendono utilizzare per le attività medesime”.

“Una misura di tipo oscurantista e puramente ideologica”, secondo Elisabetta Piccolotti di Avs. Un ddl “che nega le evidenze scientifiche. Come nega le esigenze che associazioni e psicologi vivono ogni giorno a scuola e nella società”. Per la senatrice Pd Valeria Valente la marcia indietro della Lega non cambia il giudizio sul provvedimento: “Il divieto decade, ma comunque, come per il liceo, servirà il consenso informato dei genitori, che dovranno addirittura conoscere i temi e il materiale didattico. E’ un passo indietro evidente, ottenuto grazie all’impegno strenuo del Pd e delle opposizioni alla Camera. Resta però la gravità del ddl Valditara: prevedere il consenso informato dei genitori per l’educazione sessuo-affettiva e al rispetto della differenza di genere è assurdo”.

“Lo chiamano ‘consenso informato’, ma è un modo elegante per dire divieto. Mentre ogni giorno parliamo di violenza di genere, abusi e discriminazioni, il Governo sceglie di censurare chi prova a prevenirle: insegnanti, associazioni, esperti che da anni lavorano per costruire una cultura del rispetto”, afferma il segretario di +Europa, Riccardo Magi.

La Lega tuttavia rivendica il provvedimento che sarà esaminato in settimana dalla Camera: Matteo Salvini – dal palco del comizio del centrodestra a Bari – mette tra le “promesse mantenute” dal centrodestra anche quella di una “scuola libera dalle ideologie e dalle schifezze gender, grazie al ministro Valditara”.

Usa, la Casa Bianca esprime sostegno all’accordo sulla fine dello shutdown

New York, 10 nov. (askanews) – Lunedì la Casa Bianca ha espresso il suo sostegno all’accordo bipartisan per porre fine allo shutdown negli Stati Uniti, uno sviluppo chiave che rende probabile la riapertura del governo entro pochi giorni.

Il presidente Donald Trump ha chiesto la riapertura del governo fin dall’inizio dello shutdown e considera l’accordo uno sviluppo positivo, ha dichiarato un funzionario della Casa Bianca a Bloomberg. Intanto il leader della maggioranza al Senato, John Thune, ha parlato con Trump dell’accordo domenica sera e si aspetta che il presidente lo promulghi una volta che il Congresso avrà approvato la legge. Il disegno approvato al Senato dovrà comunque tornare alla Camera.

Report, opposizioni: azzerare Privacy, Fdi: giornalismo militante

Roma, 10 nov. (askanews) – Su ‘Report’ è scontro aperto. Dopo l’inchiesta mandata in onda ieri sera da Sigfrido Ranucci Fdi attacca a testa bassa la trasmissione mentre le opposizioni chiedono “l’azzeramento” di tutto il collegio del Garante. Per Pd, M5s e Avs la situazione non è più sostenibile, Elly Schlein, Giuseppe Conte e Angelo Bonelli chiedono al vertice della Privacy di farsi da parte ma l’attacco, di fatto, è rivolto anche alla maggioranza di governo ritenuta colpevole di avere fatto pressioni. Giorgia Meloni respinge ogni addebito, la premier spiega di non avere “competenza” sulla vicenda. Ma Federico Mollicone, uno dei suoi fedelissimi, in Parlamento rivolge accuse pesanti a Ranucci, sia pure dopo avergli ribadito la “solidarietà” per l’attentato subito.

L’offensiva delle opposizioni la apre la Schlein, in mattinata: “Sta emergendo un quadro grave e desolante sulle modalità di gestione dell’Autorità Garante per la Privacy che rende necessario un segnale forte di discontinuità. Io penso che non ci sia alternativa alle dimissioni dell’intero consiglio”. Emerge, spiega, “un sistema gestionale opaco, caratterizzato da numerosi conflitti di interesse e da una forte permeabilità alla politica” e, appunto, “senza un azzeramento e una ripartenza sarà impossibile ricostruire la fiducia dei cittadini “.

Quasi identiche le parole di Conte, che parla in aula: “Chiediamo l’azzeramento del Garante della privacy, che ha perso la necessaria credibilità e autorevolezza”. Il leader M5s annuncia anche la riproposizione della proposta di legge del Movimento contro il conflitto di interessi, quindi replica alla Meloni: “Dice: non abbiamo competenza? Ma come! C’era competenza quando si scambiava messaggini con Ghiglia? C’era competenza quando Ghiglia si recava nella sede di Fdi per conferire con Arianna Meloni?”.

E di “azzeramento” parla anche Bonelli, avvertendo che “non ci sono più alibi. Lo dico con chiarezza: non basta una difesa d’ufficio, non basta prendere tempo. Serve l’azzeramento”. Il capogruppo Pd Francesco Boccia, poi, annuncia una interrogazione parlamentare perché “perché quello che emerso nelle scorse ore, anche grazie all’inchiesta di Report, è di una gravità inaudita”.

Ma un’interrogazione la prepara anche Fdi, come ha spiegato Mollicone in aula. “Report viola le comunicazioni di un parlamentare, che come sappiamo sono tutelate dalla Costituzione. Siamo in prima linea per difendere e tutelare il giornalismo di inchiesta, quello vero. Ma in questo caso ci troviamo di fronte a una violazione palese della Costituzione. Presenteremo anche un’interrogazione parlamentare”. Per Mollicone “quello di Report non è giornalismo di inchiesta, o perlomeno non lo è sempre”, si tratta di “giornalismo militante, un romanzo di fantasia, una fiction, che stalkerizza e accusa in modo scorretto, falso unicamente gli esponenti di maggioranza”.

Si fanno sentire anche i protagonisti della vicenda. Ranucci ribadisce che il Garante della privacy è ormai “un tribunale politico” e respinge al mittente le accuse di avere violato la riservatezza di Meloni: “Io non ho diffuso un messaggio privato, lo ha diffuso Ghiglia. Noi non abbiamo mai trafugato materiali. Se lo ha fatto qualcun altro non lo so. Non abbiamo i messaggi originali tra Ghiglia (il membro del collegio del Garante di area Fdi, ndr) e Meloni, abbiamo preso visione di quanto Ghiglia ha inoltrato ai suoi uffici”. E Ghiglia, a sua volta ribatte: “L’approccio di Report rispetta i principi di rigore e imparzialità che la stessa Cassazione indica come limite invalicabile? Qualche dubbio c’è”.

La Thailandia ha sospeso il cessate il fuoco con la Cambogia

Roma, 10 nov. (askanews) – La Thailandia ha annunciato la sospensione dell’accordo di cessate il fuoco con la Cambogia, co-firmato a fine ottobre da Donald Trump, dopo che l’esplosione di una mina antiuomo vicino al confine ha ferito due dei suoi soldati. La Cambogia, attraverso il suo ministero degli Esteri, ha espresso “seria preoccupazione” per la sospensione e ha negato la posa di nuove mine antiuomo lungo il confine.

L’accordo mirava a porre fine alle ostilità tra i due Paesi, che si sono scontrati al confine per cinque giorni a luglio. I combattimenti, condotti da truppe di terra, artiglieria e aerei, hanno causato almeno 43 morti e hanno causato l’evacuazione di oltre 300.000 civili.

L’esplosione di una mina antiuomo nella provincia di Sisaket, nell’est del Paese, ha ferito gravemente un soldato thailandese. “Pensavamo che la minaccia alla sicurezza si fosse attenuata, ma in realtà non è diminuita”, ha dichiarato il primo ministro thailandese Anutin Charnvirakul in una conferenza stampa.

Trump minaccia una causa alla BBC per 1 miliardo di dollari

New York, 10 nov. (askanews) – Gli avvocati del presidente Donald Trump hanno minacciato di citare in giudizio la BBC per un montaggio fuorviante di un video del 6 gennaio 2021, in cui Trump si rivolgeva ai suoi sostenitori prima dell’assalto al Campidoglio.

In una lettera inviata all’emittente britannica e condivisa con Fox News Digital, il team legale di Trump ha chiesto una ritrattazione del documentario dove Trump affermava: “E combatteremo. Combatteremo con tutte le nostre forze.” Secondo i legali, il video omette la parte in cui si invita a marciare “pacificamente e patriotticamente”.

“La mancata ottemperanza non lascerà al presidente Trump altra scelta che perseguire tutti i rimedi legali disponibili”, si legge nella lettera, che preannuncia una possibile causa per danni non inferiori a un miliardo di dollari se la BBC non agirà entro il 14 novembre.

Il caso ha già avuto ripercussioni interne: due alti funzionari della BBC si sono dimessi e il presidente dell’emittente ha inviato una lettera di scuse al Parlamento britannico.

Francia, Sarkozy: "Ora sono libero e vi dico che la verità trionferà"

Roma, 10 nov. (askanews) – L’ex presidente francese Nicolas Sarkozy posta sui social il suo primo commento da uomo “libero”, poche ore dopo la scarcerazione dal carcere de La Santé, tra i ringraziamenti per quanti lo hanno sostenuto e i preparativi per il ricorso.

“Ora che sono libero e riunito alla mia famiglia, desidero esprimere la mia più profonda gratitudine a tutti coloro che mi hanno scritto, sostenuto e difeso. I vostri migliaia di messaggi di sostegno mi hanno profondamente commosso e mi hanno dato la forza di sopportare questa dura prova”, ha scritto su X Sarkozy.”La legge è stata applicata. Ora mi preparerò per il ricorso. La mia energia è concentrata esclusivamente sul dimostrare la mia innocenza. La verità trionferà. Questa è una lezione che la vita ci insegna”, ha aggiunto, sottolineando che “la fine della storia deve ancora essere scritta”.

L’ex presidente francese era detenuto dal 21 ottobre dopo la condanna nel caso del finanziamento libico della sua campagna presidenziale ed è uscito oggi di prigione dopo che la Corte d’appello di Parigi ha accolto la richiesta di scarcerazione dei suoi legali.

Puglia, Meloni: puntiamo a vincere, non temiamo nessuno

Milano, 10 nov. (askanews) – L’esito della sfida per le Regionali in Puglia “non va considerato deciso: sono certa che sarete ancora di più nei prossimi giorni a raccontare la sfida di Lobuono e del centrodestra che puntiamo a vincere perchè non abbiamo paura di nessuno”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, al comizio dei leader del centrodestra a Bari.

Meloni ha rivendicato i risultati ottenuti al governo, “non è stato un caso e non è stata fortuna. Sono frutto di tanto lavoro, sacrificio, determinazione, buona fede, buon senso e consapevolezza di quanto sia grande e quante potenzialità abbia questa straordinaria nazione. Il declino non è destino, è una scelta, crederci davvero è una scelta, avere il coraggio di non farsi imporre limiti dagli altri, è una scelta, e in democrazia quella scelta la fanno i cittadini, che col voto scrivono un futuro che non è mai scritto in partenza”.

Meloni: eravamo pecora nera, abbiamo ricostruito immagine Italia

Roma, 10 nov. (askanews) – “Ricordo quando dicevano che se il centrodestra avesse governato l’Italia, l’Italia sarebbe stata isolata a livello internazionale. Tre giorni fa il financial Times titolava ‘l’Europa dovrebbe imparare dall’Italia’. Perché in tre anni noi abbiamo ricostruito l’immagine di questa nazione, eravamo la pecora nera d’Europa e oggi siamo una nazione che può indicare la rotta alle altre”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni a Bari al comizio in sostegno del candidato del centrodestra alle elezioni regionali Luigi Lobuono.

Netanyahu: la guerra non è finita

Roma, 10 nov. (askanews) – La guerra “non è finita”, ha sottolineato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu in un discorso alla Knesset. “Chi cerca di farci del male si sta riarmando. Non hanno rinunciato al loro obiettivo di distruggerci”.

Hamas “sarà disarmato”, ha promesso. “Gaza sarà smilitarizzata. Accadrà nel modo più facile o nel modo più difficile. Ma accadrà”.

Netanyahu ha inoltre lasciato intendere che Israele si sta avvicinando ai Paesi della regione più che mai, e ha detto che l’opinione pubblica ne sentirà parlare sempre di più.

Eni, celebra 30 anni di quotazione al New York Stock Exchange

New York, 10 nov. (askanews) – Eni ha celebrato presso la sede del New York Stock Exchange (Nyse) il trentesimo anno di quotazione negli Stati Uniti con la presenza dell’amministratore delegato, Claudio Descalzi, e del top management di Eni.

In occasione dell’evento, l’Ad di Eni ha fatto il punto con la comunit finanziaria statunitense sull’avanzamento della strategia della societ, che “fa leva sui propri punti di forza competitivi nel contesto di un mercato energetico in rapida evoluzione, sviluppando un portafoglio di attivit consolidate, nuove ed emergenti che generano una crescita altamente competitiva e rendimenti attrattivi per gli azionisti”.

Sin dall’Ipo di Eni, gli investitori statunitensi sono stati parte della societ: a oggi rappresentano il 25% del flottante azionario di Eni, vale a dire il Paese singolarmente con maggior peso al di fuori dell’Italia, e circa il 40% degli investitori istituzionali nella societ. Eni, sottolinea la societ, trae un valore significativo dal confronto con i propri investitori, e dal loro sostegno e riscontro mentre prosegue nell’esecuzione della propria strategia.

“Abbiamo costruito una strategia – ha aggiunto – che dimostra di generare crescita, efficienza e creazione di valore per i nostri azionisti, e al contempo l’abbiamo adattata ai mercati energetici in evoluzione e a una visione di lungo periodo. Continuiamo a investire nel nostro business dell’esplorazione e produzione, di eccellenza a livello mondiale, sviluppando nel contempo la diversificazione del nostro mix energetico, della presenza geografica, delle rotte di approvvigionamento e degli ambiti di decarbonizzazione – attivit che nel futuro garantiranno un business sostenibile. Abbiamo ancora davanti a noi obiettivi importanti da raggiungere, e il grande lavoro fatto finora ci posiziona al meglio per poterlo fare”.

Calcio, Mancini al Qatar: pronto l’accordo con l’Al Sadd

Roma, 10 nov. (askanews) – Roberto Mancini ha accettato l’offerta dell’Al Sadd, club di vertice del Qatar, rilanciando la sua carriera dopo l’esperienza da ct dell’Saudi Arabia national football team. L’accordo prevede un contratto che lo legherà al club asiatico fino a maggio 2026. Nella scelta ha avuto peso la volontà di tornare in attività con un progetto ambizioso, piuttosto che restare in attesa in Europa: l’ipotesi Serie A si è offuscata, e il Qatar ha rappresentato l’occasione giusta per ripartire. Per il club qatariota, già campione nazionale e con un ricco palmarès, è una mossa strategica: si punta a tornare protagonisti anche in ambito continentale, e Mancini offre l’esperienza internazionale che mancava. Il debutto ufficiale potrebbe arrivare nella prossima gara di Champions asiatica prevista per il 24 novembre. Nel frattempo, manca solo la firma definitiva e l’annuncio ufficiale.

Migranti, Salvini: Ue ne fa entrare troppi, discutere remigrazione

Milano, 10 nov. (askanews) – “Il termine remigrazione può e deve essere oggetto di discussione anche in Italia”. Lo ha detto il vice premier e segretario della Lega Matteo Salvini, nel comizio del centrodestra a Bari.

“L’Europa permette a troppe persone di entrare e di distruggere il nostro tessuto sociale, valoriale, economico. Il problema non è il Dio in cui si crede, ma pretendere che chi arriva in Italia rispetti la nostra storia, la nostra cultura, i nostri simboli, la nostra religione, la nostra Costituzione. Chi non è disposto a farlo fuori dalle palle, dal primo all’ultimo. Cristianamente e generosamente fuori dalle palle, non possiamo essere noi a cambiare in base ai capricci di chi arriva”, ha affermato.

Incontro pazienti-medici: il tour dell’AIL fa tappa a Sassari

Sassari, 10 nov. (askanews) – A Sassari, presso l’Hotel “Grazia Deledda”, si tenuto l’incontro pazienti-medici organizzato dall’AIL. Una tappa di una serie di eventi che, dal 2005, AIL porta avanti su tutto il territorio nazionale e che ha come obiettivo quello di permettere ai pazienti e ai loro familiari di condividere le proprie esperienze e approfondire la conoscenza sul tema. A fare gli onori di casa e a testimoniare la grande utilit di questi incontri stato il Primario di Ematologia dell’Ospedale di Sassari Claudio Fozza: “Questa una grandissima occasione. L’AIL gi molto presente nella nostra realt e ci sostiene in tanti modi. Questa, per, la prima volta che porta avanti un percorso di questo genere per i pazienti. Una iniziativa utilissima anche per noi medici che, grazie a queste giornate, abbiamo modo di confrontarci con loro. Un incontro che ha molto pi valore rispetto a un classico convegno scientifico. Questo di oggi un appuntamento che coinvolge i vari reparti di Ematologia della Sardegna. L’AIL ci sostiene con la ricerca, con attivit di assistenza domiciliare e ha una bellissima struttura che ospita le varie famiglie durante il loro percorso terapeutico”.

Eventi che puntano non solo ad accrescere quanto pi possibile la conoscenza sulle malattie mieloproliferative croniche, ma allo stesso tempo incontri utili per i pazienti, i familiari e i loro caregiver come spiegato dal referente del gruppo pazienti, il professor Giampiero Garuti, che ha messo l’accento sugli importanti benefici che questi incontri danno a chi affronta queste patologie: “Questi seminari “incontri medici-pazienti” sono una delle principali attivit che portiamo avanti, anche perch noi abbiamo a che fare con delle malattie che spesso il paziente conosce poco. Quando c’ un incontro tra medici e pazienti negli ambulatori, questi sono sempre viziati dal tempo, perch fuori dalla porta c’ una lunga coda e il dottore non pu dilungarsi tanto con ogni singolo paziente. Questa serie di incontri sono un modo e un’occasione a disposizione per avere maggiori informazioni e risposte sulla malattia. Anche perch, chi affronta questo percorso ha delle esigenze ovvie e delle problematiche che coinvolgono s stesso e chi gli sta attorno”.

Lavoro su tutto il territorio nazionale, che ha come obiettivo anche quello di rafforzare e dare maggiore supporto alle sezioni locali. Eventi benefici, collaborazione attiva con il reparto di Ematologia di riferimento e un importante sostegno alle varie famiglie. Queste sono solo alcune delle tantissime attivit che l’AIL Sassari porta avanti nella provincia, con la Presidente della Sezione di Sassari Marilena Rimini Fiori, che ha raccontato quelli che sono i progetti e le iniziative organizzate sul territorio: “Siamo molto impegnati perch siamo sempre alla ricerca di fondi per sostenere i pazienti. Tutto quello che noi facciamo serve per migliorare le terapie. Su indicazione del reparto di Ematologia, noi finanziamo i viaggi per chi deve affrontare percorsi particolari. Qui a Sassari l’istituto ottimo, hanno il protocollo internazionale. Le nostre campagne principali sono quelle legate alla vendita delle Stelle di Natale e delle Uova di Pasqua, poi durante tutto l’anno organizziamo una serie di eventi, come mercatini o concerti. Abbiamo tante persone che ci sostengono e ci regalano oggetti che noi poi, con una libera offerta, rivendiamo per raccogliere quanti pi fondi possibili”.

Insomma, una mattinata intensa, ma estremamente utile per far capire i passi in avanti che la medicina sta facendo per combattere questo tipo di patologie. In chiusura, grande spazio alle domande da parte della platea che, oltre ad ascoltare le esperienze dei vari relatori, ha potuto condividere i propri dubbi, paure e perplessit con chi ha vissuto e sta vivendo questo percorso e con chi lavora per curare questo tipo di patologie.

Fdi, La Russa: nessun dissidio con Arianna Meloni

Milano, 10 nov. (askanews) – Nessun dissidio in Fratelli d’Italia, n tensioni con Arianna Meloni sulla gestione del partito in Lombardia. Lo assicura il presidente del Senato Ignazio La Russa, a margine di un convegno a Milano, commentando con i giornalisti le ricostruzioni di stampa.

“Ogni tanto leggo ricostruzioni assurde, ora c’ anche una corrente La Russa… questo mi fa arrabbiare, perch tutto il partito in Lombardia semmai…. Scherzo. Da che mondo e mondo in Lombardia, da Alleanza Nazionale in poi, la mia posizione, il mio ruolo quello di essere non super partes, ma in accordo con tutte le parti, di cercare, se ci sono diverse sensibilit all’interno di Fratelli d’Italia, di avvicinarle. Il tentativo di cercare di vedere all’interno di Fratelli d’Italia magagne che magari possono esistere in altri ambiti, in altri partiti o anche da noi, e mettermi in una condizione di dover spiegare che non sono n con questo n con quello, che io sono, ahim, uno dei tre fondatori, anzi il pi anziano fondatore di Fratelli d’Italia che il mio unico desiderio da quando Fratelli d’Italia nata evitare dissapori all’interno di Fratelli d’Italia”.

Dunque non ci sono dissidi con Arianna Meloni? “Con lei ci siamo fatti una risata. Addirittura oggi qualcuno ha detto che non eravamo d’accordo sul coordinatore… Cio c’ un tentativo disperato di vedere in noi mali che non sono in Fratelli d’Italia o che quantomeno non mi riguardano. Ho visto la settimana scorsa Arianna Meloni”.

Calcio, Gattuso: "Chiesa out per sua scelta"

Roma, 10 nov. (askanews) – Vigilia della sfida con Moldavia e NOrvegia per la Nazionale di Rino Gattuso. Il ct difende la scuola italiana, elogia Italiano e Gasperini, e bacchetta chi parla di “calcio malato”. Poi su Chiesa, Scamacca e i moduli: “Voglio gente che si impegni e si migliori, non partite di allenamento”

Nessun tono cupo, piuttosto la voglia di mettere ordine nel dibattito. Rino Gattuso si presenta in conferenza con la solita voce roca ma le idee chiarissime. Alla vigilia della doppia amichevole con Moldavia e Norvegia, il CT azzurro si toglie qualche sassolino dalle scarpe e difende con forza il calcio italiano da chi lo dà per spacciato.

“Quando faccio i complimenti a Italiano e Gasperini — spiega — mi riferisco a un calcio di livello. È vero che in Premier si gioca un altro sport, ma la Serie A resta molto impegnativa: abbiamo tecnici preparati e tatticamente forti. Il problema non è il campionato, ma il fatto che tra le prime 5-6 squadre ci siano solo uno o due italiani titolari. E questo mi fa male”.

Il pensiero corre subito ai giovani, da Pio a Raspadori: “Pensate al peso che può avere un ragazzo di vent’anni quando sbaglia un’occasione… Giacomo gioca pochissimo, e questo è un problema. Dovremmo parlare di questo, non dire che il nostro campionato fa schifo. Poi sì, qualche stadio più bello aiuterebbe, ma la Serie A resta durissima”.

Sui temi tattici, Gattuso conferma la sua solita concretezza: “Il calcio è cambiato: oggi si va sui riferimenti, non più di reparto come ai tempi di Sarri. C’è doppia profondità, tanto campo da coprire. Non è che non sappiamo più difendere, è che si gioca in un modo diverso”.

Per le prossime partite, spazio alle rotazioni e all’impegno: “Non sarà una scampagnata — avverte — voglio vedere chi ha avuto meno spazio. Scamacca? Non deve dimostrarmi nulla, so cosa può dare. Ha avuto infortuni seri ma ha qualità enormi. Voglio solo che faccia le cose per bene”.

Su Chiesa, Gattuso è diretto: “Parlo spesso con lui. Bisogna rispettare le scelte e le problematiche che ognuno di noi ha. È una decisione sua, ed è di facile lettura, altrimenti non l’avrei spiegata per la quinta volta”.

Poi il discorso si fa più largo, e tocca il cuore del progetto azzurro: “Con le giovanili c’è stato un lavoro incredibile, ma serve pazienza. Ai miei tempi faticavamo prima dell’Under 21, ora è il contrario. Non dobbiamo perdere i ragazzi per strada. L’importante è che ci sia consapevolezza, anche nei club, nel mettere al centro la Nazionale”.

In chiusura, una riflessione che suona come una dichiarazione di intenti: “Io mi diverto quando le squadre si aprono, quando provano a fare qualcosa di diverso. Voglio coraggio, come quello di Italiano e Gasperini. E chi verrà in campo, anche con la Moldavia, dovrà dimostrare proprio questo: di voler crescere, insieme, per riportare l’Italia dove merita”.

Tennis, Musetti sconfitto al debutto: Fritz vince in due set

Roma, 10 nov. (askanews) – Taylor Fritz batte Lorenzo Musetti 6-3, 6-4 dopo un’ora e 42 minuti di gioco. Inizia dunque con una sconfitta il cammino alle Atp Finals dell’azzurro. Nel primo set Musetti ha sprecato quattro palle break nel terzo game e ha perso la battuta nel gioco successivo. Break decisivo che ha permesso a Fritz di chiudere 6-3 in 49 minuti. Nel secondo set, invece, l’americano ha strappato il servizio a Musetti nel terzo game e non ha concesso nulla nei suoi turni di battuta. Lorenzo, dopo questa sconfitta, affronterà nella seconda giornata Alex De Minaur, che al debutto ha perso contro Carlos Alcaraz in due set.

I Subsonica tornano sulle scene con "Radio Mogadiscio"

Milano, 10 nov. (askanews) – I Subsonica annunciano il loro ritorno sulle scene e frequenze musicali con “Radio Mogadiscio”, il nuovo singolo fuori ovunque venerdì 14 novembre per Epic Records/Sony Music Italy. Il brano, da oggi in pre-save, sarà disponibile su tutte le piattaforme digitali e in rotazione radiofonica.

Con “Radio Mogadiscio” – che arriva a distanza di quasi due anni dall’ultimo album “Realtà Aumentata” – i Subsonica oltrepassano il Mediterraneo spalancando le porte a nuovi scenari. A viaggi ed esperienze reali, come quella vissuta dalla band a Essaouira in Marocco durante la scrittura del nuovo album, e a suggestioni del tutto immaginarie.

Il titolo della canzone rende omaggio alla storia vera del Colonnello Abshir Hashi Alì, che nella città di Mogadiscio in Somalia si è fatto custode di un prezioso archivio fatto di più di 100.000 canzoni – oltre a registrazioni di poesie, opere teatrali e molto altro – distribuite su nastri, cassette e dischi (oggi tutti digitalizzati) dal valore culturale inestimabile, sopravvissuto a una lunga storia di devastazioni, saccheggi e bombardamenti.

La canzone è un vero viaggio tra memoria e speranza, un simbolo di apertura e di resistenza attraverso la musica. Racconta la band: «Radio Mogadiscio è una canzone che omaggia la libertà, l’ingenuità, la follia degli avventurieri di ieri e di oggi. E con loro lo spirito di chi, ancora prima ancora di imporsi una meta, sfugge dall’asfissia dei confini e delle imposizioni. È un brano senza meta, soleggiato da appunti di geografie immaginarie che oltrepassano, innanzitutto, le frontiere più vicine a noi. Il riferimento a Radio Mogadiscio e al suo prezioso archivio musicale, è un tributo ad una storia appassionante che ha come protagonista il Colonnello Abshir Hashi Alì, colui che da anni custodisce in una Somalia devastata da guerre e rivalità sanguinose, vecchi nastri pieni di sonorità visionarie che oggi fanno impazzire gli alternativi di mezzo mondo. E lo fa, talvolta a rischio dell’incolumità, nella certezza di proteggere parte fondamentale dell’identità di una nazione che un giorno vorrebbe poter rivedere unita e ricostruita».

Aggiunge Marino Capitanio – Design Director della band – a proposito della cover «La copertina di “Radio Mogadiscio” raffigura un circuito radio immaginario a forma di Somalia; è una reliquia di comunicazioni perdute, un’eco che apre questo nuovo viaggio tra paesaggi interiori, memorie e trasmissioni dimenticate».

Il ritmo di questo brano apre la strada ad un nuovo capitolo della band, che l’anno prossimo si appresta a celebrare il trentennale di carriera.

Eni, celebra 30 anni di quotazione al New York Stock Exchange

New York, 10 nov. (askanews) – Eni ha celebrato presso la sede del New York Stock Exchange (Nyse) il trentesimo anno di quotazione negli Stati Uniti con la presenza dell’amministratore delegato, Claudio Descalzi, e del top management di Eni.

In occasione dell’evento, l’Ad di Eni ha fatto il punto con la comunità finanziaria statunitense sull’avanzamento della strategia della società, che “fa leva sui propri punti di forza competitivi nel contesto di un mercato energetico in rapida evoluzione, sviluppando un portafoglio di attività consolidate, nuove ed emergenti che generano una crescita altamente competitiva e rendimenti attrattivi per gli azionisti”.

Sin dall’Ipo di Eni, gli investitori statunitensi sono stati parte della società: a oggi rappresentano il 25% del flottante azionario di Eni, vale a dire il Paese singolarmente con maggior peso al di fuori dell’Italia, e circa il 40% degli investitori istituzionali nella società. Eni, sottolinea la società, trae un valore significativo dal confronto con i propri investitori, e dal loro sostegno e riscontro mentre prosegue nell’esecuzione della propria strategia.

SGUARDI – Matteo Donghi e il RIS di Parma: lo scienziato e lo sbirro

Parma, 10 nov. (askanews) – “Ricordatevi che il lavoro pi vicino a quello del fisico lo sbirro. Il fisico curioso per natura. Lo sbirro curioso per necessit. La maggior soddisfazione dello scienziato, dell’uomo di scienza utilizzare al meglio gli strumenti tecnico scientifici che ci sono dati. Ma la soddisfazione dello sbirro avere il nome”: lo dice il tenente colonnello Matteo Donghi, da inizio 2025 comandante del RIS di Parma, il pi famoso dei reparti di investigazione scientifica dei carabinieri.

In questa intervista, Donghi racconta come lui, fisico di formazione, sia stato folgorato sulla via di Damasco dalla bellezze delle indagini forensi. E ancora, il caso del serial killer Bilancia e come ha rivoluzionato le investigazioni scientifiche; il futuro delle indagini forensi e cosa possiamo aspettarci dall’intelligenza artificiale, un tour nei laboratori del RIS, l’equilibrio fra la scienza e la necessit di portare elementi comprovabili in tribunale; e la sua esperienza “illuminante” nel 2024 alla Corte Penale Internazionale dell’Aia.

Questa intervista di SGUARDI a cura di Alessandra Quattrocchi in integrale sul sito www.Askanews.it.

Agadez prosegue il suo viaggio tra musica e spiritualità con Queendoms

Milano, 10 nov. (askanews) – Con alle spalle decenni di carriera nel cinema come regista e attrice, che l’hanno portata a lavorare con grandi nomi tra cui Franco Battiato, Marina Abramovic, Robert Wilson, Willem Dafoe, Antony Hegarty, Wes Anderson, l’eclettica e cosmopolita artista Giada Colagrande, che come cantautrice si firma Agadez, prosegue il suo viaggio tra musica e spiritualità.

È da oggi in pre-order in formato cd e vinile sul sito www.agadezmusic.com l’album Queendoms Unplugged, frutto della collaborazione con il compositore e virtuoso chitarrista di fama mondiale Antonio Forcione. Un’opera che attraversa i millenni e le civiltà, evocando le più antiche Dee e i culti femminini arcaici che sono seguiti a quello primordiale della Dea Madre.

L’album, già presente sulle piattaforme digitali e disponibile in fisico dal 5 dicembre, è stato presentato in anteprima lo scorso agosto con nove concerti all’Edinburgh Fringe Festival, ricevendo consenso sia da parte del pubblico che della critica.

Queendoms Unplugged nasce come un rito musicale: ogni brano è dedicato a una Dea, al suo potere, al suo mito. Dalle percussioni ipnotiche dei tamburi a cornice, alla voce magnetica di AGADEZ, fino alle corde “tribali” di Forcione, il disco si trasforma in un viaggio di evocazione e connessione con l’energia primordiale del femminile.

L’album è la nuova versione acustica e “sciamanica” di QUEENDOMS, interamente riarrangiata da Antonio Forcione, che con la sua chitarra intesse un dialogo mistico con la voce e il tamburo di Agadez, amplificando la potenza rituale e la dimensione spirituale delle sue composizioni.

«Quando Agadez mi ha chiesto di riarrangiare QUEENDOMS in una forma più sciamanica – racconta Forcione – ho seguito lo spirito di ogni canzone per catturare l’essenza di ogni Dea. La mia chitarra ha intessuto un filo tra la sua voce e il suo tamburo, amplificando la potenza dei suoi testi e dei suoi canti ipnotici.»

Il 18 dicembre all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone di Roma ci sarà l’anteprima del tour italiano, le performance dal vivo di Queendoms Unplugged sono vere e proprie cerimonie sonore: esperienze immersive in cui musica, gesto e intenzione diventano rito, richiamo e incanto. I biglietti del concerto sono in prevendita su TicketOne e sul sito dell’Auditorium Parco della Musica.

Meloni: bisogna rimettere in discussionel’architettura stessa del Green Deal

Bergamo, 10 nov. (askanews) – “L’Europa sta vivendo un paradosso: è nata per mettere in relazione la cooperazione in ambito energetico e per l’approvvigionamento delle materie prime, ma si ritrova ad essere più esposta su questi due versanti”. Lo ha sottolineato la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un messaggio inviato all’assemblea di Federacciai in corso a Bergamo. “Una delle priorità da cui ripartire per cambiare questo scenario è ripensare profondamente la politica ambientale europea, che così come è stata portata avanti finora ha finito solo con l’avvantaggiare i nostri concorrenti mondiali e, per di più, senza incidere davvero sulle emissioni globali”, ha aggiunto.

Secondo la premier, “è necessario invertire la rotta. Lo sosteniamo da sempre e in questi anni il Governo ha lavorato con determinazione in Europa per rimettere in discussione l’architettura stessa del Green Deal. I primi risultati stanno arrivando”. Sullo sfondo, ha aggiunto, resta “l’obiettivo generale di costruire un sistema transatlantico di protezione comune dalla sovracapacità globale. Un’intesa che offrirebbe anche una soluzione concreta al problema dei dazi statunitensi su acciaio, alluminio, rame e prodotti derivati che, lo sappiamo bene, restano su livelli difficilmente sostenibili per le nostre aziende”.

Meloni ha toccato anche altri “temi decisivi”, a partire dal costo dell’energia considerato “fondamentale” per settori energivori come l’industria dell’acciaio. “Anche qui l’Unione Europea deve fare la sua parte, come noi stiamo cercando di farla, avendo già ricevuto suggerimenti dalle imprese e dalle associazioni. Occorre, per sostenere un settore strategico come quello della siderurgia, lavorare tutti nella stessa direzione e con gli stessi obiettivi. È per questo – ha chiosato – che insieme ad altre 19 Nazioni abbiamo chiesto al Presidente del Consiglio europeo una vera attenzione alla competitività delle nostre imprese, una necessaria semplificazione, l’eliminazione di legge inutili o addirittura controproducenti”.

Matteo Donghi (RIS): la Corte Penale Internazionale, un anno illuminante

Parma, 10 nov. (askanews) – “Io sono stato alla Corte Penale Internazionale, stata la prima esperienza di personale italiano distaccato alla Corte”. Lo racconta Matteo Donghi in un estratto della seconda puntata di SGUARDI, LE interviste di approfondimento di Askanews. “Quello che si avverte stando in Corte penale internazionale certamente il peso dell’attivit che viene svolta, la difficolt spesso di ottenere dei mandati di arresto e di non poterli eseguire. Abbiamo mandati d’arresto pendenti per il Presidente Putin e per il primo ministro Netanyahu che difficilmente andranno mai ad essere eseguiti. Io fortunatamente ho seguito nei vari casi di mia competenza il capo d’accusa nei confronti del Presidente Duterte delle Filippine che invece stato arrestato e consegnato alla Corte penale internazionale qualche mese fa. Nessuna altra realt internazionale pu pensare di arrivare a questo tipo di obbiettivo. E poi ricordiamo una cosa, la Corte penale internazionale dell’Aia la Corte che giudica i soggetti singoli, mentre la Corte sempre con sede all’Aja, la Corte dell’ONU, processa gli Stati. Allora, processare uno Stato qualcosa di impalpabile; arrestare un responsabile di un genocidio qualcosa che invece chiaro a tutti che cosa voglia dire”.

L’intervista di SGUARDI a cura di Alessandra Quattrocchi visibile in integrale sul sito www.Askanews.it

Manovra, Landini: Giorgetti? Quelli oggi massacrati sono gli italiani

Milano, 10 nov. (askanews) – “Nessuno vuole massacrare Giorgetti, quelli che oggi sono massacrati sono gli italiani, sono i lavoratori dipendenti, sono i giovani, sono i precari, sono le donne: questi sono quelli massacrati da questa crisi”. Lo ha detto il leader della Cgil, Maurizio Landini, a margine di Relind, forum delle relazione industriali organizzato da Confindustria e Assolombarda, commentando le parole del ministro dell’Economia (“sulla manovra ci hanno massacrato”).

“E’ venuto il momento di fare delle scelte. Non vogliono che si faccia sciopero? Bene, aprano una trattativa e cambino la legge. Altrimenti quale altro strumento abbiamo se non ci ascoltano, se mettono le fiducie, se fanno i condoni? il momento che la gente deve rivoltarsi, deve scendere in piazza, deve mobilitarsi, deve dire basta” ha spiegato il numero uno della Cigl.

“Questo il quadro della situazione – ha proseguito -, e questo quello che ci ha portato ad avanzare la proposta dello sciopero, compreso il fatto che noi vediamo anche una situazione di crisi industriale e non solo che sta venendo avanti al di l delle balle che raccontano”.

Manovra, Tajani: Parlamento può migliorarla, lo dice anche Giorgetti

Bari, 10 nov. (askanews) – “La manovra la scrive il governo e la scrive il parlamento, dove si possono migliorare alcune cose. C’è già una convergenza, lo ha detto anche il ministro Giorgetti. Faremo alcune proposte, mi riferisco a forze dell’ordine, articolo 18 e affitti brevi. No tasse sulla casa, no a doppia tassazione sui dividendi e aumenti per le forze dell’ordine”. Lo ha detto il vicepresidente del Consiglio Antonio Tajani, parlando con i cronisti a Bari a margine di una riunione di Forza Italia

Tommaso Paradiso esce con il nuovo singolo "Forse"

Milano, 10 nov. (askanews) – “Forse” è il nuovo singolo di Tommaso Paradiso da venerdì 14 novembre su tutte le piattaforme digitali per Columbia Records/Sony Music Italy. Dopo il successo di “Lasciamene un po’”, da settimane ai vertici delle classifiche radiofoniche, “Forse” apre un’ulteriore porta del nuovo attesissimo progetto discografico “Casa Paradiso”, in uscita venerdì 28 novembre e già disponibile in preorder. Con la scrittura distintiva di Tommaso – qui particolarmente intima e osservativa – e la produzione di Matteo Cantaluppi, il brano restituisce un ritratto lucido e spontaneo di pensieri sospesi tra istinto, rimpianti e consapevolezza.

Il nuovo album “Casa Paradiso” sarà presentato dal vivo in occasione del già annunciato tour nei Palasport che nella primavera del 2026 toccherà tutta Italia. A sei mesi dal via, Roma raddoppia: alla data del 18 aprile al Palazzo dello Sport se ne aggiunge un’altra il 19 aprile. I biglietti per il nuovo appuntamento romano sono disponibili in My Live Nation Presale (registrandosi sul sito LiveNation.it) dalle ore 11:00 di mercoledì 12 novembre e in General Sale dalle ore 11:00 di giovedì 13 novembre. I biglietti per le altre date del calendario sono già disponibili su livenation.it/tommasoparadiso.

Radio Deejay è la radio partner del tour.

“Casa Paradiso” è preordinabile in diversi formati fisici: il CD in una speciale configurazione pop-up, il vinile in due diverse colorazioni, e il vinile bianco autografato in vendita esclusiva su amazon.it.

Accolta la richiesta di scarcerazione per Sarkozy

Roma, 10 nov. (askanews) – L’ex presidente francese Nicolas Sarkozy verrà rilasciato oggi dalla prigione dopo che la Corte d’appello di Parigi ha accolto la sua richiesta di scarcerazione. Lo scrivono i media francesi. Sarkozy è in carcere dal 21 ottobre nella vicenda del finanziamento libico della sua campagna presidenziale.

“Non ho mai avuto l’idea né la folle intenzione di chiedere soldi al signor (Muammar) Gheddafi”, ha detto l’ex presidente francese davanti alla Corte di appello di Parigi. “Non immaginavo di arrivare a 70 anni e di conoscere la prigione. È una prova imposta. È dura, è molto dura. Questo lascia tracce in ogni detenuto perché è estenuante”, ha aggiunto l’ex inquilino dell’Eliseo.

"Call It", l’ultimo singolo di Soleroy arriva nelle radio italiane

Roma, 10 nov. (askanews) – Dopo aver fatto impazzire i social, Soleroy, il giovane musicista svizzero con milioni di visualizzazioni su TikTok e altrettanti milioni di stream su Spotify, arriva nelle radio italiane con il singolo di debutto “Call It”, in rotazione dal 14 novembre.

“Ho scritto Call It pensando a una ragazza che sembrava quella giusta al momento sbagliato”, racconta Soleroy. “È anche un messaggio d’amore per chi, proprio ora, ha bisogno di ascoltare una canzone che parli al cuore”, aggiunge.

Autodidatta e determinato, Soleroy ha imparato da solo pianoforte, chitarra e batteria, con l’obiettivo di “sviluppare un suono tutto mio”. La sua musica nasce dai viaggi, dalle esperienze e da un desiderio costante di crescita artistica e personale. Nel brano si percepisce l’anima di un giovane artista capace di trasformare il dolore in melodia: un pop viscerale dai toni rock, chitarre graffianti e un mid-tempo che racconta la paura di amare, pur con “una moltitudine di farfalle nello stomaco”.

La voce intensa di Soleroy trasmette autenticità e maturità, rivelando un talento già pronto per il grande salto. Il suo stile unisce melodie pop e arrangiamenti energici, creando un suono vulnerabile ma potente. Le sue canzoni parlano di cuori infranti, scoperta di sé e caos della giovinezza, con un linguaggio diretto e profondamente personale. Il successo internazionale non si è fatto attendere: produttori di format statunitensi come American Idol, the Voice NBC, Spain’s Got Talent hanno già mostrato interesse, mentre artisti del calibro di Alex Warren hanno espresso il loro apprezzamento per la sua musica. Con Call It, Soleroy porta anche in Italia la sua firma distintiva: sincerità, melodia e passione autentica.

Report, Meloni: Garante Privacy in quota Pd-M5s, ridicolo accusare noi

Roma, 10 nov. (askanews) – “Questo Garante per la Privacy è stato eletto durante il governo giallorosso, quindi Pd e M5s, il presidente è in quota Pd, dire che sia pressato dal governo di centrodestra mi sembra ridicolo. Cioè se il M5s e il Pd non si fidano di chi hanno messo alla presidenza dell’Authority non se la possono prendere con me, forse dovevano scegliere meglio”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, parlando con i giornalisti all’Aeroporto di Fiumicino.

“Poi – ha aggiunto – si può discutere della legge, se volete rifacciamo la legge ma non l’ho fatta io: forse ve la dovreste prendere con qualcun altro”.

A Venezia la seconda tappa del roadshow itinerante di SACE

Venezia, 6 nov. 2025 – A Venezia ha avuto luogo la seconda delle sette tappe di “Energie per il futuro dell’export”, il roadshow itinerante di SACE, l’Export Credit Agency italiana direttamente partecipata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. A presentare l’iniziativa stato il padrone di casa, Marco Martincich, Regional Director di SACE – Nord Est:

” un roadshow itinerante in cui andremo in diversi territori per ascoltare da vicino le imprese, per raccogliere le loro esperienze, le loro esigenze, i loro bisogni e costruire assieme la soluzione del futuro per la crescita. Un percorso fatto di ascolto, dialogo e collaborazione che toccher sette citt in Italia. Abbiamo gi fatto la prima tappa a Milano il 29 ottobre, oggi siamo a Venezia. Ci saranno poi Napoli, Bari, Bologna, Firenze e concluderemo a met gennaio con la tappa finale di Roma”.

Obiettivo dell’incontro, tenutosi presso la Casa delle Imprese di SACE a Venezia, quello di intercettare i nuovi bisogni del tessuto produttivo nazionale per poi tradurre l’ascolto in azioni concrete. Sono state una quarantina le imprese, provenienti da tutto il Nord Est e rappresentative delle principali filiere a pi alta proiezione internazionale del territorio, che hanno preso parte all’evento. Tra queste Pietro Fiorentini, che tramite il suo presidente Cristiano Nardi ha sottolineato l’importanza di iniziative come questa:

“L’incontro territoriale sicuramente una grande opportunit. Le imprese hanno l’occasione di riunirsi, scambiarsi pareri ed esperienze e soprattutto coltivare la relazione con le persone: al di l della relazione tra SACE e imprese, il one to one con le persone che poi sono portate a collaborare con noi una parte rilevante”.

In questo territorio SACE al fianco di circa 6mila aziende e tra il 2024 e i primi mesi del 2025 ha supportato export e garantito investimenti per oltre 25 miliardi di euro, come testimoniato dal presidente del Gruppo ICM Francesco Simonetto:

“Noi collaboriamo con SACE in maniera proattiva ormai da un decennio, sia in Italia che all’estero. Una delle ultime operazioni che abbiamo portato a termine la costruzione di una nuova Smart City in Kenya, che ha garantito una serie di istituti di credito per un importo di circa 400 milioni di euro e ha permesso al governo keniota di avere i fondi per poter finanziare quest’opera importantissima per il Kenya, la prima Smart City in Africa”.

Sono tre le priorit individuate da SACE per le filiere esportatrici: rafforzare la competitivit; investire in innovazione, sostenibilit, digitalizzazione, efficientamento e potenziamento della capacit produttiva; diversificare, ampliando la presenza delle imprese in nuove aree geografiche ad alto potenziale e riducendo la dipendenza da pochi mercati di riferimento.

Transport & Environment, soluzioni per favorire transizione green

Roma, 10 nov. (askanews) – In una realt sempre pi complessa, articolata da tensioni geopolitiche ed oscillazioni di mercato, il tema della transizione green sempre pi cruciale per un futuro sostenibile. In particolare, negli ultimi anni, l’accesso ai combustibili fossili ha comportato anche dei costi maggiori per i consumatori, nonostante i costi di produzione siano rimasti pressoch invariati. Secondo un’analisi commissionata a PwC da Transport & Environment, la principale organizzazione europea in materia di decarbonizzazione dei trasporti, le aziende europee produttrici di combustibili fossili, nei due anni successivi allo scoppio della guerra russo-ucraina, hanno realizzato profitti per 180 miliardi di euro nell’UE.

Andrea Boraschi, direttore italiano di Transport&Environment, ha dichiarato: “Si innescato un meccanismo perverso. La mano pubblica per non esporre i consumatori alla volatilit dei prezzi dell’energia intervenuta per calmierare i prezzi. Questo non ha stimolato la riduzione dei consumi energetici ed ha trasferito solo fondi pubblici nelle compagnie fossili che hanno registrato extra-profitti record”.

Nonostante i governi, in un periodo storico di grande incertezza, abbiano mitigato i prezzi dei carburanti fossili attraverso varie misure, la domanda di petrolio e gas rimasta alta, evidenziando la necessit di rafforzare la credibilit e di favorire l’accesso a soluzioni green.

“Pensiamo che gli extra profitti registrati dalle compagnie produttrici di combustibili fossili negli ultimi anni debbano essere tassati per avere un dividendo climatico da distribuire alle fasce pi vulnerabili della popolazione. Questi fondi dovrebbero essere impiegati anche per incentivare la transizione green; ci sono molte cose da fare, a partire dall’elettrificazione diretta della mobilit su strada fino allo sviluppo di nuove filiere energetiche che possano rappresentare un’alternativa al fossile”, ha infine concluso Boraschi.

Le evidenze raccolte nello studio condotto da PwC per conto di Transport & Environment hanno sottolineato il duplice ruolo che riveste la transizione: dar seguito alla roadmap tracciata dall’agenda europea 2030 per un futuro pi sostenibile e, al contempo, garantire delle soluzioni pi economiche e green ai consumatori.

Domani Mattarella a Vienna per Convenzione Onu contro crimine

Vienna, 10 nov. (askanews) – Compie venticinque anni la Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata transnazionale e domani la comunità internazionale si riunisce a Vienna, nella sede dell’Onu, per celebrare questo atto storico, firmato, tra l’altro, il 15 dicembre 2000, a Palermo.

Alla cerimonia nella capitale austriaca ci sarà il presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ricorderà il contributo italiano a questa alleanza contro il crimine globale, battezzata proprio a Palermo, città simbolo della lotta al crimine organizzato e della rinascita civile, in cui le storie di magistrati in prima linea come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino si intrecciano a quelle di altre vittime, colpite dalla mafia per il loro impegno sociale e politico, come don Pino Puglisi e lo stesso Piersanti Mattarella, fratello del presidente.

L’incontro alla sede dell’agenzia Onu metterà in luce gli sforzi per affrontare le minacce, sempre nuove, della criminalità organizzata e sarà l’occasione per ribadire la necessità, davanti a scenari che mutano continuamente, di una cooperazione ancora più incisiva.   I lavori saranno aperti dal direttore esecutivo dell’Unodc Ghada Waly, poi gli interventi dei due Capi di Stato: Mattarella e il presidente federale austriaco Alexander Van der Bellen. Saranno illustrati, infine, i risultati del prossimo rapporto sulla criminalità organizzata transnazionale e si discuterà delle sfide contemporanee poste dalla crimine globale, dal cyber crime ai traffici ambientali, dal riciclaggio digitale alla corruzione sistemica.    

Tv, arriva su Sky il legal drama "Accused – Sotto Processo"

Roma, 10 nov. (askanews) – Persone comuni, decisioni difficili, conseguenze impreviste. Dall’11 novembre su Sky e NOW arriva “Accused – Sotto Processo”, courtroom thriller creato da Howard Gordon, co-ideatore di “Homeland – Caccia alla spia” e produttore esecutivo di “24 – Redenzione.”, dall’omonimo legal drama antologico britannico vincitore dell’International Emmy Award.

Ogni episodio è un thriller serrato e provocatorio prodotto da Fox Entertainment e Sony Pictures Television: un crimine diverso, in una città diversa, raccontato dal punto di vista dell’imputato. Tutto inizia in un’aula di tribunale, davanti al giudice, con un accusato di cui non conosciamo né il crimine né le circostanze che lo hanno condotto lì.

Attraverso il suo sguardo, la serie mostra come persone comuni possano trovarsi coinvolte in situazioni straordinarie, dove una scelta sbagliata ne innesca un’altra, fino al punto di non ritorno. Interpretazioni intense, temi contemporanei e una fotografia senza compromessi offrono uno specchio delle paure e delle contraddizioni del nostro tempo.

“Accused – Sotto processo” ricorda che chiunque, in un attimo, può ritrovarsi dall’altra parte del banco degli imputati. Il cast, diverso in ogni episodio, include Michael Chiklis, Whitney Cummings, Abigail Breslin, Aisha Dee, Molly Parker, Margo Martindale, Malcolm-Jamal Warner, Wendell Pierce, Stephanie Nogueras, Rachel Bilson, Jack Davenport, J. Harrison Ghee, Ian Anthony Dale, Jason Ritter, Meaghan Rath, Adam Bakri, Keith Carradine e Betsy Brandt.

Howard Gordon è showrunner e produttore esecutivo, insieme ad Alex Gansa e Glenn Geller. Tra i registi, Marlee Matlin, Billy Porter, Michael Chiklis e Tazbah Chavez.

La risposta di Zaia a Vannacci sulle leggi razziali

Venezia, 10 nov. (askanews) – “Le leggi razziali sono state il periodo più buio della storia italiana, hanno permesso e purtroppo amplificato lo sterminio programmato di ebrei, disabili, omosessuali portati nei campi di concentramento e terribilmente ammazzati. Io non faccio revisionismo storico è una ferita dell’umanità e, purtroppo, noi insieme a qualche altro paese Germania con Hitler, siamo stati gli artefici di questa schifosissima pagina di storia”. Lo ha dichiarato il presidente del Veneto, Luca Zaia in merito alle dichiarazioni di Roberto Vannacci, eurodeputato e vice segretario della Lega, sulle leggi razziali varate in Italia dal fascismo.

Matteo Donghi (RIS): Per l’uso dell’AI nei processi ancora molto da fare

Parma, 10 nov. (askanews) – “Le novit forti che ci sono nel settore delle investigazioni scientifiche sono ad oggi novit strumentali. Ma una normale evoluzione che non abbandona mai un percorso gi tracciato. Questo fondamentale per mantenere quella scientificit tale da presentare una prova a un tribunale” lo spiegha Matteo Donghi in un estratto della seconda puntata di SGUARDI, le interviste di approfondimento di Askanews. “Sicuramente la sfida dell’intelligenza artificiale la sfida attuale. Per ancora effetti benefici concreti dell’utilizzo di algoritmi o approcci di intelligenza artificiale a fini forensi non ne ho visti. Ci sono algoritmi software, che danno degli esiti: ad esempio algoritmi di invecchiamento delle persone, quindi io do una foto all’intelligenza artificiale di un soggetto di venti anni e l’algoritmo lo invecchia a 60 anni, a 40 anni. Non ho per la possibilit di utilizzare questo algoritmo, se non chiaro come funziona, se non certificato. Sulla trasparenza di tanti algoritmi di intelligenza artificiale, anche i pi sofisticati, su questo c’ ancora molto da lavorare”.

L’intervista di SGUARDI a cura di Alessandra Quattrocchi visibile in integrale sul sito www.Askanews.it

Manovra, Landini a Giorgetti: i massacrati sono gli italiani

Milano, 10 nov. (askanews) – “Nessuno vuole massacrare Giorgetti, quelli che oggi sono massacrati sono gli italiani, sono i lavoratori dipendenti, sono i giovani, sono i precari, sono le donne: questi sono quelli massacrati da questa crisi”. Lo ha detto il leader della Cgil, Maurizio Landini, a margine di Relind, forum delle relazione industrial organizzato da Confindustria e Assolombarda, commentando le parole del ministro dell’Economia (“sulla manovra ci hanno massacrato”). “E’ venuto il momento di fare delle scelte. Non vogliono che si faccia sciopero? Bene, aprano una trattativa e cambino la legge – ha proseguito il leader della Cgil – altrimenti quale altro strumento abbiamo se non ci ascoltano, se mettono le fiducie, se fanno i condoni? È il momento che la gente deve rivoltarsi, deve scendere in piazza, deve mobilitarsi, deve dire basta”.

“Questo è il quadro della situazione – ha concluso Landini- e questo è quello che ci ha portato ad avanzare la proposta dello sciopero, compreso il fatto che noi vediamo anche una situazione di crisi industriale e non solo che sta venendo avanti al di là delle balle che raccontano”.

Manovra, Salvini: emendamenti Lega per allargare platea rottamazione

Bari, 10 nov. (askanews) – “Per la Lega la priorità è la pace fiscale e la liberazione di quasi 15 milioni di italiani e tanti pugliesi in ostaggio dell’Agenzia delle entrate con cartelle esattoriali che partivano da 10 e nel tempo sono arrivate a 20 30 40 50, quindi fare con questi italiani un accordo: sottoscrivere con loro un patto di fiducia, un mutuo di nove anni con rate tutte uguali senza tassa d’ingresso e cancellando le sanzioni permetterà a tanti di questi italiani di pagare quello che non sono riusciti a pagare in passato e allo Stato di incassare”. Lo ha detto Matteo Salvini, leader della Lega, parlando con i cronisti a Bari, a margine della presentazione delle liste leghiste per le elezioni regionali in Puglia.

“La pace fiscale – ha rivendicato il vicepremier – è già in legge di bilancio, le prime rate per rottamare cartelle si potranno pagare dal luglio dell’anno prossimo. Stiamo lavorando con emendamenti della lega per allargare ancora di più la platea, ad esempio per mettere la rottamazione anche a chi ha degli accertamenti in corso”.