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Matteo Donghi (RIS): Per l’uso dell’AI nei processi ancora molto da fare

Parma, 10 nov. (askanews) – “Le novit forti che ci sono nel settore delle investigazioni scientifiche sono ad oggi novit strumentali. Ma una normale evoluzione che non abbandona mai un percorso gi tracciato. Questo fondamentale per mantenere quella scientificit tale da presentare una prova a un tribunale” lo spiegha Matteo Donghi in un estratto della seconda puntata di SGUARDI, le interviste di approfondimento di Askanews. “Sicuramente la sfida dell’intelligenza artificiale la sfida attuale. Per ancora effetti benefici concreti dell’utilizzo di algoritmi o approcci di intelligenza artificiale a fini forensi non ne ho visti. Ci sono algoritmi software, che danno degli esiti: ad esempio algoritmi di invecchiamento delle persone, quindi io do una foto all’intelligenza artificiale di un soggetto di venti anni e l’algoritmo lo invecchia a 60 anni, a 40 anni. Non ho per la possibilit di utilizzare questo algoritmo, se non chiaro come funziona, se non certificato. Sulla trasparenza di tanti algoritmi di intelligenza artificiale, anche i pi sofisticati, su questo c’ ancora molto da lavorare”.

L’intervista di SGUARDI a cura di Alessandra Quattrocchi visibile in integrale sul sito www.Askanews.it

Manovra, Landini a Giorgetti: i massacrati sono gli italiani

Milano, 10 nov. (askanews) – “Nessuno vuole massacrare Giorgetti, quelli che oggi sono massacrati sono gli italiani, sono i lavoratori dipendenti, sono i giovani, sono i precari, sono le donne: questi sono quelli massacrati da questa crisi”. Lo ha detto il leader della Cgil, Maurizio Landini, a margine di Relind, forum delle relazione industrial organizzato da Confindustria e Assolombarda, commentando le parole del ministro dell’Economia (“sulla manovra ci hanno massacrato”). “E’ venuto il momento di fare delle scelte. Non vogliono che si faccia sciopero? Bene, aprano una trattativa e cambino la legge – ha proseguito il leader della Cgil – altrimenti quale altro strumento abbiamo se non ci ascoltano, se mettono le fiducie, se fanno i condoni? È il momento che la gente deve rivoltarsi, deve scendere in piazza, deve mobilitarsi, deve dire basta”.

“Questo è il quadro della situazione – ha concluso Landini- e questo è quello che ci ha portato ad avanzare la proposta dello sciopero, compreso il fatto che noi vediamo anche una situazione di crisi industriale e non solo che sta venendo avanti al di là delle balle che raccontano”.

Manovra, Salvini: emendamenti Lega per allargare platea rottamazione

Bari, 10 nov. (askanews) – “Per la Lega la priorità è la pace fiscale e la liberazione di quasi 15 milioni di italiani e tanti pugliesi in ostaggio dell’Agenzia delle entrate con cartelle esattoriali che partivano da 10 e nel tempo sono arrivate a 20 30 40 50, quindi fare con questi italiani un accordo: sottoscrivere con loro un patto di fiducia, un mutuo di nove anni con rate tutte uguali senza tassa d’ingresso e cancellando le sanzioni permetterà a tanti di questi italiani di pagare quello che non sono riusciti a pagare in passato e allo Stato di incassare”. Lo ha detto Matteo Salvini, leader della Lega, parlando con i cronisti a Bari, a margine della presentazione delle liste leghiste per le elezioni regionali in Puglia.

“La pace fiscale – ha rivendicato il vicepremier – è già in legge di bilancio, le prime rate per rottamare cartelle si potranno pagare dal luglio dell’anno prossimo. Stiamo lavorando con emendamenti della lega per allargare ancora di più la platea, ad esempio per mettere la rottamazione anche a chi ha degli accertamenti in corso”.

Report, Schlein: sta emergendo un quadro grave, si dimetta l’intero Consiglio del Garante Privacy

Roma, 10 nov. (askanews) – “Sta emergendo un quadro grave e desolante sulle modalità di gestione dell’Autorità Garante per la Privacy che rende necessario un segnale forte di discontinuità. Io penso che non ci sia alternativa alle dimissioni dell’intero consiglio. Le inchieste giornalistiche di Report hanno rivelato un sistema gestionale opaco, caratterizzato da numerosi conflitti di interesse e da una forte permeabilità alla politica.Senza un azzeramento e una ripartenza sarà impossibile ricostruire la fiducia dei cittadini nell’istituzione che deve tutelarne i diritti e assicurare la necessaria terzietà del collegio, anche rispetto alla politica”. Lo ha dichiarato la segretaria del Pd Elly Schlein.

Report, Schlein: quadro grave, si dimetta intero Consiglio Garante Privacy

Roma, 10 nov. (askanews) – “Sta emergendo un quadro grave e desolante sulle modalità di gestione dell’Autorità Garante per la Privacy che rende necessario un segnale forte di discontinuità. Io penso che non ci sia alternativa alle dimissioni dell’intero consiglio.Le inchieste giornalistiche di Report hanno rivelato un sistema gestionale opaco, caratterizzato da numerosi conflitti di interesse e da una forte permeabilità alla politica.Senza un azzeramento e una ripartenza sarà impossibile ricostruire la fiducia dei cittadini nell’istituzione che deve tutelarne i diritti e assicurare la necessaria terzietà del collegio, anche rispetto alla politica”. Lo dichiara la segretaria del Pd Elly Schlein.

Parigi, Sarkozy ai giudici: la prova del carcere è molto dura. Non ammetterò mai una cosa che non ho fatto

Roma, 10 nov. (askanews) – “So che questo non è il momento per discutere nel merito del mio caso. Ma non ho mai avuto l’idea né la folle intenzione di chiedere soldi al signor (Muammar) Gheddafi”. Lo ha detto l’ex presidente francese, Nicolas Sarkozy, ai giudici della Corte di appello di Parigi chiamata a esaminare la richiesta di scarcerazione presentata dai suoi legali. Sarkozy è in carcere dal 21 ottobre dopo la sua condanna a cinque anni di reclusione per associazione a delinquere nel processo che lo ha coinvolto nella vicenda dei fondi alla sua campagna presidenziale: una detenzione senza precedenti per un ex presidente nella storia della Repubblica francese, che ha suscitato accesi dibattiti nel Paese.

“E non ammetterò mai una cosa che non ho fatto”, ha aggiunto l’ex inquilino dell’Eliseo, “Ho sempre risposto a tutte le convocazioni della giustizia. Non immaginavo di arrivare a 70 anni e di conoscere la prigione. È una prova imposta. È dura, è molto dura. Questo lascia tracce in ogni detenuto perché è estenuante”.

“Sono consapevole della gravità dei fatti che mi vengono contestati, ma non saranno tre settimane alla Santé (il carcere dove è detenuto, ndr) a farmi cambiare atteggiamento”, ha concluso Sarkozy, “Sono francese, signor presidente, la mia famiglia è in Francia. E rispetterò tutte le obbligazioni che mi saranno imposte. Voglio rendere omaggio al personale penitenziario che ha dimostrato un’umanità eccezionale e che ha reso questo incubo sopportabile”.

Connie Walker, giornalista premio Pulitzer voce degli indigeni Canada

Roma, 10 nov. (askanews) – Se per decenni le storie degli indigeni canadesi sono state ignorate o mal rappresentate, oggi a dare loro voce, e a chiedere verit e giustizia, c’ Connie Walker, vincitrice del premio Pulitzer nel 2023 per il suo podcast di giornalismo investigativo “Stolen” (“Surviving St. Michael’s”). La giornalista canadese di origini Cree ha denunciato la violenza coloniale indagando sugli abusi commessi nelle scuole residenziali in Canada, gestite per la maggior parte dalla Chiesa Cattolica. Ma c’ di pi:

“Sapevo che mio padre era andato a una scuola residenziale, ma non sapevo dove, per quanto tempo e non mi avevano mai detto che era stato abusato da un prete”, ha raccontato ad askanews a margine della cerimonia a Roma a fine ottobre degli UN SDG Action Awards 2025, dove arrivata finalista per la categoria “Creativity”.

“Questa rivelazione per me, dopo un decennio di indagini di questo tipo sui popoli indigeni e sulle violenze perpetrate nella nostra comunit, mi ha spinto a fare un’inchiesta per trovare il prete che aveva abusato mio padre. Ma anche per capire che cosa successo alle centinaia di studenti che frequentavano quelle scuole allora”, ha aggiunto.

I ritrovamenti dei resti di migliaia di bambini nelle terre delle Prime Nazioni (First Nations), gruppo dei popoli indigeni canadesi, portarono nel 2022 alle scuse dell’allora Papa Bergoglio durante una visita nel Paese.

“L’ammissione da parte del Papa, del primo ministro (allora Justin Trudeau, ndr) e di altri leader canadesi stato il risultato di un decennio di lotte legali da parte degli indigeni, sopravvissuti alle scuole residenziali indiane, che si rifiutavano di fare marcia indietro e che hanno insistito per trovare i responsabili e avere giustizia”, ha dichiarato Walker.

“Quello che emerso stato un livello impressionate di abusi sistematici da parte di diversi preti, suore e staff del personale della scuola. Questa verit molto importante per i popoli indigeni, ma anche importante che il Canada e il mondo sappiano cosa successo ai popoli indigeni”, ha ricordato Walker.

“Queste sono storie incredibilmente complesse che meritano un giornalismo rigoroso, un’investigazione rigorosa, ma sono anche storie bellissime, perch ti invitano dentro le comunit indigene dove c’ cos tanto amore, cultura, bellezza e forza e il podcast ti d l’opportunit di esplorare tutto questo, di metterlo in un contesto pi ampio e ad abbattere gli stereotipi che esistono sulla nostra gente”, ha concluso.

Assopetroli, fusione con Assogasmetano consolida rappresentanza settore

Roma, 10 nov. (askanews) – Assopetroli-Assoenergia annuncia la fusione per incorporazione di Assogasmetano, associazione attiva nella rappresentanza delle imprese del metano, biometano, Gnl e bio-Gnl per autotrazione. L’operazione, recita un comunicato, segna un passaggio strategico nel processo di integrazione dei comparti energetici e della distribuzione dei carburanti tradizionali e alternativi.

L’incorporazione di Assogasmetano nasce dalla necessità di ampliare gli ambiti di rappresentanza, rispondendo così all’esigenza di costruire un’unica piattaforma associativa capace di valorizzare, in modo integrato, l’intera filiera dei carburanti liquidi e gassosi dai tradizionali ai low carbon fuels (LCF).

L’operazione, si legge, consentirà maggiori sinergie organizzative e gestionali, attraverso la razionalizzazione dei servizi, e il potenziamento delle attività di supporto, formazione e comunicazione per le imprese associate.

Prodi: referendum europeo contro unanimit che paralizza l’Ue

Bologna, 10 nov. (askanews) – Un referendum informale in tutta Europa per chiedere ai cittadini se vogliono superare l’unanimit che paralizza le decisioni Ue, stretti nella tenaglia tra Stati Uniti di Trump e Cina. La proposta di Romano Prodi, ex presidente della Commissione europea ed ex premier italiano, al convegno “Cristianesimo Coscienza dell’Europa” organizzato a Camaldoli da Il Regno, comunit camaldolese e Comece.

“Serve fare politica, se accettiamo l’unanimit non facciamo politica – spiega Prodi a margine del convegno -. Democrazia vuol dire svegliare il popolo. Io dico, perch non facciamo un referendum informale che votino tutti gli europei, chiedere a loro se vogliono l’unanimit o no, se finalmente vogliono che l’Europa possa decidere”.

L’ex presidente della Commissione critica la posizione italiana: “Mi ha colpito moltissimo come il presidente del consiglio italiano abbia detto ‘noi non siamo per abolire l’unanimit perch dobbiamo prendere le grandi decisioni nel paese’. Allora, che Europa ? Vogliamo l’Europa dei mercanti? Di una piccola unione doganale? Se siamo divisi, come sta capitando adesso fra americani, russi e cinesi, fanno quello che vogliono. Se non vogliamo contar nulla e non vogliamo stare insieme, ditelo”.

Il rischio, secondo Prodi, dell’isolamento nazionale: “L’interesse nazionale non pu risolvere i problemi di un mondo in cui c’ la Cina e ci sono gli Stati Uniti. Io non faccio a pugni con uno che dieci volte pi forte di me. L’Europa, oltre che essere la patria dei diritti e delle libert, che non poco, ha una enorme forza economica che se noi la mettiamo assieme politicamente abbiamo un ruolo quantomeno di mediatori e arbitri”.

Trump grazia Giuliani e altri alleati che tentarono di ribaltare le elezioni presidenziali del 2020

Roma, 10 nov. (askanews) – Il presidente Usa Donald Trump ha graziato una lunga lista di suoi alleati politici per il loro sostegno o coinvolgimento nei presunti piani per ribaltare le elezioni presidenziali del 2020. Lo riporta la Cnn citando il procuratore del Dipartimento di Giustizia incaricato delle grazie presidenziali, Ed Martin.

Le persone elencate in un proclama, pubblicato da Martin su X domenica sera, includono figure di spicco come gli avvocati di Trump Rudy Giuliani, Sidney Powell e l’ex capo di gabinetto del presidente, Mark Meadows, e decine di altre.

“Questo proclama pone fine a una grave ingiustizia nazionale perpetrata nei confronti del popolo americano dopo le elezioni presidenziali del 2020 e continua il processo di riconciliazione nazionale” si legge nel documento, una cui foto è stata postata su X. Il documento riporta la data del 7 novembre nel testo e sembra essere stato firmato dal presidente. Esso include una “grazia piena, completa e incondizionata” per le persone citate, compresi alcuni dei coimputati del presidente che sono stati accusati in Georgia per aver tentato di sovvertire la sconfitta elettorale di Trump nel 2020.

Le grazie presidenziali – ricorda la Cnn – si applicano solo alle accuse federali, non a quelle statali o locali.

Arrestato in Venezuela dopo 31 anni sospettato dell’attentato al volo Alas Chiricanas 901

Roma, 10 nov. (askanews) – Trentuno anni dopo dopo l’attentato sul volo 901 a Panama, che fece 21 vittime, il Venezuela ha arrestato un uomo sospettato ai aver coordinato la logistica e il trasporto dei terroristi.

Si tratta, scrive il sito d’informazione israeliano YNet, di Ali Zaki Haji Jalil, cittadino venezuelano di origine libanese, accusato di essere coinvolto nell’attentato suicida sul volo Alas Chiricanas 901 del 19 luglio 1994, in cui persero la vita 21 persone, tra cui 12 membri della comunità ebraica di Panama.

Jalil è stato catturato sull’isola Margarita, nello stato di Nueva Esparta, in Venezuela, in un’operazione congiunta delle forze dell’ordine del Paese, dell’Interpol e delle agenzie di intelligence internazionali.

L’attentato fu attribuito al gruppo islamista libanese Hezbollah: l’aereo esplose dopo il decollo dall’aeroporto di Colon la notte del 19 luglio 1994, quasi certamente a causa di una bomba azionata da un attentatore suicida a bordo del velivolo.

(Nella foto dal sito dell’Fbi uno dei sospettati dell’attentato in cui morirono 3 cittadini Usa)

La scia di devastazione del tifone Fung-wong, dalle Filippine a Taiwan

Roma, 10 nov. (askanews) – Nelle Filippine il tifone Fung-wong ha provocato inondazioni e frane, interrotto l’erogazione di energia elettrica in diverse province e ucciso almeno quattro persone, tra cui due bambini, prima di allontanarsi dall’arcipelago alle prime ore del mattino.

Fung-wong, noto localmente come Uwan – ricorda la Associated Press-, segue il tifone Kalmaegi, che ha ucciso quasi 200 persone nella parte centrale dell’arcipelago, oltre a cinque persone in Vietnam.

Circa 1,4 milioni di persone sono state evacuate prima dell’arrivo del tifone ieri sera, secondo l’Ufficio della Protezione Civile. Fung-wong si è abbattuto sulla municipalità costiera di Dinalungan, sull’isola principale di Luzon, con venti sostenuti fino a 185 km/h e raffiche fino a 230 km/h.

La tempesta, la cui estensione ha interessato quasi tutto l’arcipelago, ha perso intensità attraversando le province montuose settentrionali e le pianure agricole nel corso della notte, prima di dirigersi verso Taiwan, ha spiegato l’agenzia meteorologica filippina Pagasa.

Dall’annunciazione allo smartphone solitario, KAWS a Palazzo Strozzi

Firenze, 10 nov. (askanews) – Due enormi personaggi di un celebre artista del pop contemporaneo nel cortile di Palazzo Strozzi posti in dialogo, non solo simbolico, con la mostra su Beato Angelico, figura chiave del Rinascimento. E’ l’installazione “The Message” del newyorkese KAWS, che il direttore della Fondazione Palazzo Strozzi. Arturo Galansino, ha voluto portare a Firenze.

” un altro dei progetti che hanno portato a Firenze i pi importanti, i pi noti, i pi grandi artisti viventi – ha spiegato Galansio ad askanews – Kaws sicuramente uno di questi, ha un seguito enorme a livello globale ed un artista che ha lavorato su vari fronti, dal design alla moda, parte come street artist, producendo prodotti commerciali che poi sono diventati arte per noi questo vuol dire essere accessibili, inclusivi a tutti i pubblici, questa parte della nostra mission, soprattutto oggi quando abbiamo una mostra importantissima, tra le pi importanti di sempre, dedicata al Rinascimento, che attrae un pubblico un po’ meno giovane rispetto alle mostre di contemporaneo”.

L’estetica di KAWS pu piacere o meno, ma indiscutibile che ci sia un messaggio tutt’altro che banale in questo “The Message”, che fotografa anche uno stato psicologico della nostra societ, spesso totalmente fagocitata dalla vita digitale. “KAWS ha voluto ispirarsi a una iconografia tipica del Beato Angelico, quella dell’annunciazione – ha aggiunto il direttore -. Per chiaramente traducendolo in modo molto ironico con questi due suoi personaggi, che si scambiano un messaggio: se per gli angeli con le annunciazioni lo scambio avveniva mentalmente, qui si tratta invece di un messaggio che si scambia attraverso due smartphone”.

Dall’illuminazione di una chiamata, per quanto complessa, alla solitudine, per quanto banale, di fronte a uno dei tanti schermi che sono diventati il nostro panorama quotidiano. In questo passaggio percepibile da tutti l’opera testa la sua forza artistica, che va al di l dello stile iper-pop e della riconoscibilit anche commerciale dei personaggi di KAWS.

Olimpiadi Milano-Cortina, Corte dei conti: aggiornare cronoprogramma, attenzione all’esecuzione del piano

Roma, 10 nov. (askanews) – La sezione centrale di controllo sulla gestione delle amministrazioni dello Stato della Corte dei conti ha approvato, con delibera n. 68/2025/G, la relazione sul fondo opere infrastrutturali per le Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026, che analizza l’impiego delle risorse per l’attuazione degli interventi stradali e ferroviari previsti e la verifica del rispetto delle tempistiche entro la data di inizio dei giochi. Lo riferisce una nota.

Sul fronte finanziario, il piano complessivo, destinatario dal 2020 di appositi stanziamenti in bilancio, è stato aggiornato, nel 2022, a causa del trend inflattivo post-pandemico e dell’aumento dei costi delle materie prime e dei prezzi. Nonostante una solida pianificazione, si legge nell’analisi, già nel primo semestre del 2023 molte opere erano ancora alle fasi iniziali e poche in cantiere, a causa, tra l’altro, di complessità progettuali. La situazione ha reso necessario, all’inizio del 2024, riorganizzare con legge il sistema della governance e, a settembre 2025, le risultanze sono apparse eterogenee per tipologia di opere.

Tra i 111 interventi in Lombardia, Veneto, Trentino e Alto Adige, 98 sono a completa copertura finanziaria da concludere entro il 2025 (o oltre, se non indispensabili ai giochi) e solo 3 i lavori stradali, ancora a copertura parziale, che potranno essere realizzati per fasi funzionali, in relazione alla progressiva disponibilità delle risorse. Alla luce di ciò, la magistratura contabile ha sollecitato un puntuale aggiornamento dei cronoprogrammi da parte della società Infrastrutture Milano Cortina 2020-2026, prevista, nel 2020, dalla cosiddetta legge olimpica, il coordinamento interistituzionale anche tra soggetti attuatori (Anas e Rfi) e un’efficiente programmazione finanziaria, di pari passo con l’avanzamento fisico dei lavori.

La Corte dei conti ha inoltre raccomandato coperture assicurative e misure di sicurezza, fino alla riconsegna, per le opere essenziali e indifferibili in gestione temporanea prima del completamento, una puntuale manutenzione degli impianti sportivi e un loro utilizzo sostenibile, anche attraverso la revisione del piano economico-finanziario e forme di partenariato, al fine di ridurre la spesa per gli enti pubblici futuri proprietari e, dunque, per la fiscalità generale.

A tutela del patrimonio pubblico è stata invece suggerita la previsione di una destinazione vincolata delle infrastrutture al momento della loro cessione. Prendendo atto di tutti gli sforzi normativi compiuti per la nuova governance, i rifinanziamenti e i commissari straordinari di alcune opere, la magistratura contabile ha infine auspicato la massima attenzione nell’esecuzione finale del piano, che postula, per un uso corretto dei fondi, un efficace coordinamento operativo e un controllo costante. Tanto, al fine di garantire che le infrastrutture essenziali siano pronte per l’appuntamento di Milano-Cortina 2026 e che divengano un patrimonio stabile e durevole per il Paese, massimizzando le ricadute positive sul territorio.

Tecnologia e prevenzione per il colon: FUJIFILM EndoRunner

Milano, 10 nov. (askanews) – Il congresso PICTURES 2025 ha riunito specialisti provenienti da tutta Italia per un confronto sulle pi recenti evoluzioni diagnostiche e terapeutiche nel trattamento delle patologie dell’apparato digerente. Tra i temi centrali, l’endoscopia digestiva, che vanta sempre pi un approccio multidisciplinare, che favorisce un’interazione e una consultazione costante tra vari specialisti.

Tra i partecipanti al congresso anche Fujifilm Healthcare che ha confermato il proprio sostegno a iniziative territoriali di prevenzione e salute pubblica come “Piazza Idea – La prevenzione ci incontra”, promossa a Forl in piazza Saffi, che ha messo al centro il tema della prevenzione oncologica e dello screening del colon-retto, ribadendo l’importanza dell’integrazione tra ospedale, medicina territoriale e cittadinanza attiva. L’azienda inoltre ha messo a disposizione il proprio training center mobile EndoRunner dotato di tre stazioni endoscopiche, per favorire una pi diretta relazione tra specialisti e cittadini, ma anche per permette al grande pubblico di conoscere le tecnologie endoscopiche pi avanzate.

Per Fujifilm Healthcare l’obiettivo supportare il sistema sanitario e la comunit clinica nel garantire diagnosi sempre pi precoci e accurate, contribuendo concretamente alla lotta contro il tumore del colon-retto.

Calenda, il tatuaggio e la censura dell’ambasciatore

La polemica esplosa nelle ultime ore a seguito dell’attacco dell’ambasciata russa in Italia a Carlo Calenda rivela un tratto riconoscibile delle crisi contemporanee: la battaglia simbolica è parte integrante della battaglia politica. Accusare un leader democratico italiano di essere inconsapevole del gesto che compie perché tatuato, come sostiene Mosca, non è una semplice provocazione folkloristica. È un tentativo di definire il perimetro morale del conflitto, stabilendo chi può parlare e chi deve stare zitto.

La risposta di Calenda

La replica del segretario di Azione è stata secca, senza artifici retorici: “verrete sconfitti… la libertà vince sulla tirannia”. È un linguaggio che non ricorre a slogan, ma di fatto riafferma le fondamenta elementari della cultura democratica europea. Non è il tatuaggio ad essere in discussione: è l’atto di pretendere di interpretarlo dall’esterno come “appartenenza” ideologica certificata da potenze straniere. Il punto è tutto lì.

 

Elena Bonetti: stupisce il silenzio degli indecisi

Altrettanto significativa è stata la presa di posizione della presidente di Azione, Elena Bonetti: non stupisce l’attacco russo, stupisce il silenzio degli indecisi. In Italia, nel quadro delle tensioni geopolitiche in essere, specie per quel che attirne alla spinta neo-imperialistica di Mosca, non c’è una via neutrale. Il non schieramento di fronte all’aggressore non è equidistanza, bensì complicità passiva.

Una questione di democrazia europea

Il caso Calenda mette a nudo il vero punto che l’Europa si ostina a non vedere: il Cremlino non attacca solo governi. Attacca le opinioni libere, gli attori politici che ancora rivendicano autonomia critica, il pluralismo, il diritto di segnare simbolicamente il proprio campo.

Per questo, per chi si riconosce nei valori dell’occidente, la solidarietà verso Carlo Calenda non è schieramento di parte, ma riconoscimento di un principio: le democrazie non si fanno intimidire da chi vuole recidere la pianta della libertà e della dignità dei popoli.

Il riformismo nel Pd? Missione quasi impossibile

Il simpatico, nonchè divertente, dibattito che periodicamente riaffiora nel Pd sulla necessità di far vivere qualche barlume di cultura riformista, è destinato puntualmente a concludersi con una sorta di astratta e virtuale evocazione di un ‘sentiment’ che purtroppo è da tempo evaporato.

 

Lillusione del riformismo carbonaro

Del resto, i suddetti riformisti ogni qualvolta si trovano in qualche località italiana, peraltro sempre più o meno con uno stile carbonaro e senza tante ambizioni di alzare l’asticella, il dibattito si conclude con le stesse ambiguità dell’inizio. E cioè, sintetizzo per i non addetti ai lavori. Ci rendiamo conto che l’attuale segretaria Schlein ha cambiato radicalmente l’identità, la natura, il progetto e la prospettiva del Partito democratico. Ma noi, aggiungono questi riformisti, purtroppo dobbiamo rimanere qui per continuare ad avere il nostro spazio nelle istituzioni. Tradotto: per farci dare una manciata di seggi parlamentari dall’attuale gruppo dirigente del partito.

Ora, al di là di ogni polemica politica e di ogni pregiudizio personale, almeno due valutazioni non possiamo non farle, anche alla luce della concreta condizione in cui versa l’attuale Pd guidato dalla radicale e massimalista Schlein.

Il Pd non è più il Pd originario

Innanzitutto il Pd non è più, ormai da tempo, l’antico partito democratico, riformista, plurale e di centro sinistra. Le quattro condizioni essenziali, cioè, che hanno rappresentato e costituito l’ossatura centrale dell’identità del partito nato nel lontano 2007 con l’ormai famoso intervento di Valter Veltroni al Lingotto di Torino. Un partito autenticamente e compiutamente riformista che, non a caso, aveva anche l’ambizione di farsi interprete nella cittadella politica italiana della cosiddetta “vocazione maggioritaria”.

In secondo luogo il Pd era un partito seriamente e strutturalmente plurale. E, del resto, era realmente la sintesi delle migliori culture riformiste e democratiche del nostro paese. Da quella cattolico democratica e popolare a quella della sinistra ex e post comunista; da quella laica e liberal/azionista a quella verde e ambientalista.

Oggi che cos’è il Pd?

Alla luce di queste due sole considerazioni, che cos’è oggi – cioè da ormai molto tempo – il Pd? Molto semplicemente, è il principale partito della sinistra italiana, espressione della cultura e dell’universo valoriale della sinistra. Riflette, cioè, e giustamente e coerentemente, il progetto con cui Elly Schlein ha vinto le primarie nel 2023. Quindi, nessuna contraddizione rispetto a quell’impianto ideologico e culturale. E, non a caso, quel progetto è perfettamente compatibile ed omogeneo con le altre sinistre italiane. Cioè, con la sinistra populista e demagogica dei 5 stelle di Conte, con la sinistra estremista ed ideologica del trio Fratoianni/Bonelli/Salis e con la sinistra classista e pan sindacale del capo della Cgil Landini. È persino inutile ricordare che la cultura riformista e centrista è perfettamente estranea ed esterna rispetto a tutto ciò.

Picierno vs Dorotei 2.0

Ecco perché, proprio quando si parla di “riformisti e di riformismo nel Pd”, o prevale la linea – intelligente, coraggiosa ed ambiziosa – di Pina Picierno ed altri di impegnarsi sino in fondo e con coerenza affinché il Pd torni alla sua vocazione originaria di un partito autenticamente riformista e democratico e di governo oppure, e al contrario, ha il sopravvento la strategia dei Del Rio e Guerini di turno. Ovvero, accontentarsi – fingendo di alzare la voce ma non troppo, come ovvio – della gentile elargizione di una manciata di seggi parlamentari a conferma della natura plurale del Pd.

Quale sarà il futuro della sinistra?

Ad una condizione però. E cioè, che non si disturbi mai il manovratore. Di qui, del resto, gli incontri prevalentemente carbonari che, come da copione, non mettono mai realmente in discussione il progetto politico del partito. Insomma, una sorta di stanca e moderna riproposizione degli antichi “cattolici indipendenti” eletti nella fila del Pci negli anni ‘70 e ‘80. Nulla di più e nulla di meno.

Per queste ragioni, è interessante vedere se prevarrà la sfida, coraggiosa e coerente, di Pina Picierno o se, purtroppo, avrà la meglio l’approccio Doroteo e di potere dei Delrio di turno. In discussione, infatti, c’è il futuro e la prospettiva politica di un grande partito come il Pd e non solo, e soltanto, la sistemazione personale e di potere di qualche eterno candidato.

L’Ungheria europeista bussa al PDE: la candidatura del MMN di Márki-Zay

Una nota del segretario generale Sandro Gozi invita i delegati del Congresso del PDE a votare sull’adesione del Mindenki Magyarországa Néppárt (MMN), con parere favorevole della Presidenza. L’ammissione richiede la maggioranza dei due terzi. L’obiettivo dichiarato: rafforzare la presenza dei democratici europei nell’Europa centrale con un partner credibile in Ungheria.

Chi è il MMN

Il MMN nasce dall’esperienza del movimento civico “Everybody’s Hungary”, poi strutturato come partito e registrato nel 2023. Si definisce europeista, anticorruzione, pro-Stato di diritto, con enfasi su buona governance, libertà dei media ed equità sociale: un profilo coerente con i valori del PDE.

Il leader: Márki-Zay

Péter Márki-Zay è sindaco di Hódmezővásárhely dal 2018 ed è stato il candidato unitario dell’opposizione contro Viktor Orbán alle politiche del 2022. Si presenta come conservatore civico, filoeuropeo, critico verso la corruzione e l’isolazionismo di Budapest. La sua notorietà nazionale rende il MMN un potenziale moltiplicatore di visibilità per i democratici europei.

 

Perché interessa al PDE

In uno spazio politico ungherese segnato dall’egemonia di Fidesz (il partito di Orbán) e dalla frammentazione dell’opposizione, l’ingresso del MMN offrirebbe al PDE una piattaforma identitaria chiara: riformismo europeo, diritti e stato di diritto. La scelta avrebbe anche un valore geopolitico: collocare in Ungheria una voce apertamente pro-UE grazie a un partito che pratica il metodo dell’integrazione e del compromesso, tipico della tradizione popolare e democratica europea.

Le incognite

Restano però due nodi: peso elettorale (ancora limitato di un soggetto giovane) e sostenibilità organizzativa in un ambiente mediatico ostile. La scommessa del PDE è accompagnare la crescita di un attore civico che, più dei simboli, porta credibilità amministrativa e una “lettura europeistica” delle riforme.

Una decisione dal valore politico

Il voto del Congresso non è un mero adempimento: segnala che lo spazio della cultura e della politica di centro può riaprirsi anche dove il sovranismo appare egemone. Per i democratici riformatori, l’adesione del MMN sarebbe un segno concreto: Europa, legalità, pluralismo non come slogan, ma come agenda di governo locale e nazionale.

In sintesi. Il PDE è chiamato a decidere se accogliere – i segnali sono tutti positivi – il MMN di Márki-Zay: un partito giovane ma allineato ai valori europei, capace di portare in Ungheria un progetto riformista oggi necessario quanto raro. Se il Congresso dirà sì, non sarà solo una nuova tessera nell’organigramma, ma un autentico investimento sulla tematica dello Stato di diritto nel cuore dell’Unione Europea.

Pietro Giubilo: la destra faccia i conti con Baget Bozzo

Non tutte le figure del cattolicesimo politico italiano hanno avuto il tempo storico di sedimentare una narrazione condivisa. Gianni Baget Bozzo è una di quelle che continuano a suscitare interrogativi, giudizi divergenti, riprese intermittenti. Il merito di Pietro Giubilo è di riportare questo percorso nell’alveo di una genealogia reale, non immaginaria: non un itinerario “eccentrico”, ma la traiettoria di un uomo che ha cercato, senza timori, la sintesi tra storia nazionale, libertà politica e vocazione cristiana.

Il laboratorio intellettuale degli anni Cinquanta

Giubilo richiama con precisione il ruolo di “Terza Generazione”, la rivista in cui Baget tentò la rinuncia agli automatismi identitari ereditati dalla guerra civile italiana ed europea. Non per cancellare, ma per trasformare. La parola “nazione”, in quel contesto, non è fantasma identitario, ma oggetto di discernimento culturale. Lo sguardo non alludeva a restaurazioni, bensì a un lavoro pre-politico: rigenerazione delle categorie, ricomposizione del corpo sociale, ricerca di una soglia civile nuova.

La critica al “partito cattolico”

Da qui la delusione per la Democrazia Cristiana. Giubilo evidenzia come, secondo Baget Bozzo, la Dc non abbia mai realmente assunto la questione nazionale in chiave fondativo-culturale. Questo limite, segnato da un tecnicismo politico sempre prevalente sulla visione ideale, avrebbe impedito ai cattolici di diventare soggetto autenticamente interpretativo della storia italiana. È un capitolo che merita, secondo Giubilo, un esame critico adeguato.

Presidenzialismo, riforma, questione istituzionale

Nella seconda fase dell’esperienza religiosa e politica, il pensiero di Baget Bozzo si sposta sulla crisi dello Stato.  Egli non è profeta del leaderismo, ma analista della ricerca di un ordine democratico più responsabile, capace di liberarsi dalla partitocrazia. Da “Ordine Civile” a “Lo Stato”, – due riviste da lui promosse – l’intuizione presidenzialista non era “sovversiva”: era una ipotesi di rifondazione attraverso l’autorità legittimata dal voto, non dalla mediazione opaca dei partiti.

Continuità fino a Craxi e Berlusconi

Giubilo mostra come questa linea non sia stata una deviazione biografica, ma un filo che arriva fino alla “Grande Riforma” socialista e al “cambio di fase” del 1994 con l’zvvento di Berlusconi. Una linea riconoscibile per coerenza e linearità, pensata a fondo prima di essere ricercata nella contingenza politica. Una linea che mirerà alla destrutturazione della centralità della Dc.

Questo intervento di Giubilo ha il merito di restituire densità storica a una questione che non può essere consegnata alle semplificazioni: la tensione irrisolta – in Italia – tra storia nazionale e coscienza politica. E Baget Bozzo resta figura che obbliga a pensare, anche quando non se ne condivida il tragitto intellettuale, specie in un tempo che esige più meditazione, più dialogo, più serietà e rigore.

Per leggere il testo di Pietro Giubilo

Usa, c’è un accordo tra i senatori per mettere fine allo shutdown

Roma, 10 nov. (askanews) – I senatori degli Stati Uniti hanno raggiunto un accordo per mettere fine allo shutdown, la paralisi di bilancio che blocca parte dei servizi pubblici del Paese da 40 giorni, un record. Lo hanno indicato diversi media americani.

I rappresentanti repubblicani e democratici hanno trovato un accordo provvisorio che consente il finanziamento del governo fino a gennaio, hanno in particolare riferito Cnn e Fox News, emittenti secondo le quali è previsto un voto formale nella notte.

“Sembra che ci stiamo avvicinando alla fine dello shutdown”, ha dichiarato alla stampa il presidente Donald Trump, di ritorno alla Casa Bianca dopo aver trascorso il fine settimana nella sua residenza in Florida, a Mar-a-Lago. Dopo una possibile approvazione al Senato, il testo dovrà ancora passare alla Camera dei rappresentanti, prima di essere sottoposto a Trump per la firma.

Centinaia di migliaia di funzionari federali lavorano senza essere pagati dall’inizio dello shutdown, il 1 ottobre, che ha causato disagi nell’erogazione degli aiuti sociali e nel traffico aereo. Secondo alcuni parlamentari, l’accordo raggiunto al Senato dovrebbe consentire di rifinanziare il programma di assistenza alimentare che sostiene 42 milioni di americani, i cui pagamenti sono stati interrotti dallo shutdown. L’intesa prevederebbe inoltre l’annullamento dei licenziamenti di migliaia di funzionari federali decisi da Trump il mese scorso, e lo svolgimento di un voto sull’estensione delle agevolazioni sanitarie, in scadenza alla fine dell’anno.

La proposta “proteggerà i funzionari federali dai licenziamenti abusivi, reintegrerà coloro che sono stati licenziati ingiustamente durante lo shutdown e garantirà che i funzionari federali ricevano il loro salario retroattivamente”, ha affermato in un comunicato il senatore democratico Tim Kaine.

Il leader della minoranza democratica al Senato, Chuck Schumer, ha tuttavia criticato che la proroga degli aiuti alla sanità sia sottoposta a voto invece di essere prorogata automaticamente. “Questa battaglia deve e dovrà continuare”, ha dichiarato alla camera alta.

Calcio, risultati e classifica: l’Inter e la Roma in testa

Roma, 10 nov. (askanews) – Questi i risultati e la classifica di serie A dopo Inter-Lazio 2-0:

Pisa-Cremonese 1-0, Como-Cagliari 0-0, Lecce-Verona 0-0, Juventus-Torino 0-0, Parma-Milan 2-2, Atalanta-Sassuolo 0-3, Genoa-Fiorentina 2-2, Bologna-Napoli 2-0, Roma-Udinese 2-0, Inter-Lazio 2-0.

Classifica: Roma, Inter 24, Napoli, Milan 22, Bologna 21, Juventus 19, Como 18, Sassuolo 16, Lazio, Udinese 15, Cremonese, Torino 14, Atalanta 13, Cagliari, Lecce 10, Pisa 9, Parma, Genoa 7, Verona 6, Fiorentina 5.

Dodicesima giornata: sabato 22 novembre ore 15 Cagliari-Genoa, Udinese-Bologna, ore 18 Fiorentina-Juventus, ore 20.45 Napoli-Atalanta, domenica 23 novembre ore 12.30 Verona-Parma, ore 15 Cremonese-Roma, ore 18 Lazio-Lecce, ore 20.45 Inter-Milan, lunedì 24 novembre ore 18.30 Torino-Como, ore 20.45 Sassuolo-Pisa.

Calcio, Risultati e classifica, Roma da sola in testa

Roma, 9 nov. (askanews) – Questi i risultati e la classifica di serie A dopo Roma-Udinese 2-0

Pisa-Cremonese 1-0, Como-Cagliari 0-0, Lecce-Verona 0-0, Juventus-Torino 0-0, Parma-Milan 2-2, Atalanta-Sassuolo 0-3, Genoa-Fiorentina 2-2, Bologna-Napoli 2-0, Roma-Udinese 2-0, ore 20.45 Inter-Lazio.

Classifica: Roma 24, Napoli, Milan 22, Bologna, Inter 21, Juventus 19, Como 18, Sassuolo 16, Lazio, Udinese 15, Cremonese, Torino 14, Atalanta 13, Cagliari, Lecce 10, Pisa 9, Parma, Genoa 7, Verona 6, Fiorentina 5.

Dodicesima giornata: sabato 22 novembre ore 15 Cagliari-Genoa, Udinese-Bologna, ore 18 Fiorentina-Juventus, ore 20.45 Napoli-Atalanta, domenica 23 novembre ore 12.30 Verona-Parma, ore 15 Cremonese-Roma, ore 18 Lazio-Lecce, ore 20.45 Inter-Milan, lunedì 24 novembre ore 18.30 Torino-Como, ore 20.45 Sassuolo-Pisa.

Euro digitale, la fase di sviluppo parte subito in salita

Roma, 9 nov. (askanews) – Dopo un varo apparentemente senza intoppi, già alla prima curva la nuova fase del progetto dell’euro digitale appena lanciata dalla Bce – quella di “sviluppo” – si ritrova all’improvviso in salita. Sulla strada si materializzano ostacoli e possibili resistenze finora rimaste forse sottotraccia.

La scorsa settimana, è stata infatti presentata una proposta di emendamenti dal relatore sul progetto di legge per l’euro digitale, lo spagnolo Fernando Navarrete Rojas, del gruppo del Partito popolare europeo, che ha avuto l’effetto se non di ribaltare il tavolo, quantomeno di sparigliare le carte.

La settimana prima, il Consiglio direttivo Bce era riunito in trasferta a Firenze, ospitato dalla Banca d’Italia. Un evento molto scenografico se non proprio “coreografato” dall’istituzione Ue, con il filmato autoprodotto della presidente Christine Lagarde che gira tra i banchi di un mercato fiorentino guardando i prezzi, Lagarde che passeggia lungo l’Arno, Lagarde dal parrucchiere. E poi il via libera del direttorio, appunto, alla nuova fase dell’euro digitale.

Forse perché così presi dalle mondanità dello spettacolare scenario fiorentino, apparentemente alla Bce erano ignari del colpo di scena che pochi giorni dopo sarebbe arrivato dall’europarlamentare iberico. O forse no.

La proposta si può leggere come di fatto una stroncatura dell’intero progetto, dato che lascerebbe aperto per ora solo un aspetto dell’euro digitale, quello delle transazioni offline, che comunque sarebbe marginale e riguarderebbe unicamente operazioni limitate per ammontare e forse anche in numero.

“Gli emendamenti – spiega lo stesso relatore nel documento datato 3 novembre – propongono di stabilire un euro digitale offline mentre si condiziona la versione online all’assenza di una soluzione sovrana europea per i pagamenti al dettaglio”. Assenza che dovrebbe essere sancita dalla Commissione europea effettuando “un test, una volta che la Bce avrà concluso il suo lavoro preparatorio per l’euro digitale offline”.

Secondo Navarrete la proposta “crea un equilibrio tra stabilità finanziaria e competitività. L’euro digitale offline rappresenterebbe una risposta europea proporzionata, priva di rischi di stabilità finanziaria, assicurando al tempo stesso sovranità europea sui pagamenti”, senza precludere che il settore privato, facendo leva sull’interoperabilità, riesca a risolvere i problemi di dipendenza degli ecosistemi di pagamento europei da schemi extra Ue.

Lo stesso relatore sintetizza così la sua proposta: l’euro digitale solo offline “interviene sulla sfida della digitalizzazione dell’economia” ma solo come “una rete di sicurezza contro la frammentazione di mercato e non come un ecosistema di pagamento parallelo che mina le soluzioni private o che scoraggi l’innovazione”.

L’accusa implicita – e ovvia – è che nella proposta formulata dalla Commissione Ue, e appoggiata dalla Bce, l’euro digitale farebbe esattamente questo: soffocare iniziative private sui pagamenti e scoraggiare l’innovazione.

Appena quattro giorni prima, alla già citata riunione di Firenze, l’istituzione celebrava tra sorrisi e soddisfazione il lancio della nuova fase, con Lagarde affiancata dal governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, che nel 2020 era stato tra gli artefici, quando faceva parte del Comitato esecutivo della Bce, della nascita del progetto.

Tuttavia, l’ultima risposta fornita da Lagarde alle domande della conferenza stampa potrebbe suggerire che – sottotraccia – era già nota la polemica che si stava profilando.

Interpellata sulla necessità di cercare un coordinamento sulle regole riguardo alle stablecoin con gli Usa, Lagarde ha speso molte più parole a replicare piccata su un altro aspetto: “A coloro che sostengono che stiamo cercando di soffocare l’innovazione, mi dispiace molto ma proprio no: indirizzo sbagliato. L’innovazione fa assolutamente parte di noi e del nostro Dna di banchieri centrali europei”.

Non sembra però pensarla così un consistente gruppo di banche, tra cui giganti europei che hanno lanciato un progetto per un sistema di pagamenti digitali Ue chiamato “Wero”.

Secondo quanto ha riportato il Financial Times sempre la scorsa settimana, hanno lanciato un monito contro l’euro digitale. Sostengono che andrebbe a svolgere le funzioni di soluzioni dels settore privato senza vantaggi tangibili per gli utenti. Tra le banche promotrici di Wero compaiono gruppi di primissimo piano come Abn Amro, Bnp Paribas, Crédit Agricole, Deutsche Bank, Ing e Société Générale.

In altri Paesi, ad esempio l’Italia, la linea delle banche finora era apparsa più aperta. Il presidente dell’Associazione bancaria italiana, Antonio Patuelli ha tuttavia rimarcato in un seminario a Firenze come il dibattito sia “molto importante”. “La discussione al Parlamento europeo è aperta e non con schieramenti preconfezionati, passa diagonalmente nei gruppi. La Bce ha fatto e sta facendo tutto quello che un proponente deve fare. Ma è chiaro – ha sottolineato – che sono gli organi del pluralismo che hanno l’ultima parola”.

E’ assolutamente giusto, secondo l’Abi, che sulle innovazioni nei pagamenti l’Europa non voglia dipendere da circuiti extra europei. Ma sul come questo avverrà, se “tra iniziative private o iniziative pubbliche” resta da vedere. E magari “potranno essere in concorrenza”, ha concluso Patuelli.

La mossa di Navarrete appare comunque attentamente studiata. Non un attacco sconclusionato basato su elementi bollabili come “complottistici”, ma una tesi argomentata in maniera razionale. Senza chiudere in maniera preconcetta al progetto, ne ridimensiona drasticamente la portata. Fa leva su un aspetto, la funzionalità offline, che secondo alcuni esperti del settore bancario vede le tecnicalità pratiche ancora non ben definite. E forse cerca anche di creare un cuneo tra Bce e Commissione europea.

L’autore, Navarrete, fino a poco tempo fa sconosciuto ai più, è un economista che viene dall’ambiente delle banche centrali in cui è cresciuto. Fino a ricoprire il ruolo di capo di gabinetto del governatore della Banca di Spagna dal 2018 al 2024.

Ora i fari, inevitabilmente, saranno puntati sull’audizione proprio al Parlamento europeo, lunedì 17 novembre, di Piero Cipollone, l’esponente del Comitato esecutivo che ha la delega sui sistemi di pagamento e sul progetto dell’euro digitale.

Dalla parte dell’euro digitale c’è certamente la presidente della Commissione affari economici e monetari del parlamento Ue, la francese Aurore Lalucq, del gruppo di socialisti e democratici, anche lei economista di formazione.

Il fatto tuttavia che quest’ultima, in articoli e interventi pubblici, insinui che chiunque mostri contrarietà su un progetto così complesso e voglia valutare anche soluzioni alternative stia “favorendo un settore portato avanti dalla destra estrema”, rischia non solo di non favorire una discussione aperta, ma anche di polarizzare il tema complicandone ulteriormente il percorso.

Ad ogni modo, dopo ben cinque anni dal lancio del progetto, di fatto a livello del Parlamento europeo e del settore bancario sembra che solo adesso si stia aprendo la vera partita. (di Roberto Vozzi). (fonte immagine: European Union 2025 – European Parliament).

Erdogan denuncia: a Gaza aiuti umanitari bloccati intenzionalmente

Roma, 9 nov. (askanews) – Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha denunciato che non vengono mantenute le promesse sulla consegna di aiuti umanitari alla Striscia di Gaza e che i corridoi umanitari sarebbero “bloccati intenzionalmente”. Lo ha dichiarato ai giornalisti a bordo dell’aereo con cui rientrava dall’Azerbaigian.

“I corridoi umanitari vengono bloccati intenzionalmente e la consegna degli aiuti nella regione è difficile. Ogni giorno dovrebbero essere autorizzati 600 camion con aiuti umanitari, ma nemmeno questa promessa viene rispettata”, ha affermato Erdogan.

Il presidente ha aggiunto che la Turchia continua a monitorare la situazione e a fornire assistenza “al più alto livello”. Ha ricordato che la diciassettesima nave turca con aiuti umanitari è arrivata al porto egiziano di El Arish.

“Finora abbiamo inviato alimenti, medicinali, materiali per la costruzione di abitazioni, attrezzature mediche, vestiti e prodotti per l’igiene, e continuiamo questi sforzi. Nel futuro proseguiremo con le forniture”, ha detto.

L’Ambasciata russa attacca Calenda per il tatuaggio pro-Kiev

Roma, 9 nov. (askanews) – L’ambasciata russa in Italia ha attaccato il leader di Azione, Carlo Calenda, per un tatuaggio mostrato sulla piattaforma X. Secondo la rappresentanza diplomatica, il politico italiano non comprenderebbe “il significato del simbolo” che si è fatto tatuare.

In un commento diffuso sui propri canali, l’ambasciata sostiene che il gesto di Calenda equivarrebbe a una “adesione volontaria” a figure del nazionalismo ucraino come Symon Petljura, Stepan Bandera e Roman Shukhevych, che Mosca definisce “nazionalisti e collaborazionisti” e accusa di crimini contro diverse comunità etniche durante il XX secolo. Il messaggio è accompagnato da un riferimento al post di Calenda su X e da immagini che accostano il politico italiano al presidente ucraino Volodymyr Zelensky e allo stesso Petljura.

Calcio, Risultati e classifica, Bologna a -1 dalla vetta



Roma, 9 nov. (askanews) – Questi i risultati e la classifica di serie A dopo Genoa-Fiorentina 2-2, Bologna-Napoli 2-0

Pisa-Cremonese 1-0, Como-Cagliari 0-0, Lecce-Verona 0-0, Juventus-Torino 0-0, Parma-Milan 2-2, Atalanta-Sassuolo 0-3, Genoa-Fiorentina 2-2, Bologna-Napoli 2-0, ore 18 Roma-Udinese, ore 20.45 Inter-Lazio.

Classifica: Napoli, Milan 22, Bologna, Inter, Roma 21, Juventus 19, Como 18, Sassuolo 16, Lazio, Udinese 15, Cremonese, Torino 14, Atalanta 13, Cagliari, Lecce 10, Pisa 9, Parma, Genoa 7, Verona 6, Fiorentina 5.

Dodicesima giornata: sabato 22 novembre ore 15 Cagliari-Genoa, Udinese-Bologna, ore 18 Fiorentina-Juventus, ore 20.45 Napoli-Atalanta, domenica 23 novembre ore 12.30 Verona-Parma, ore 15 Cremonese-Roma, ore 18 Lazio-Lecce, ore 20.45 Inter-Milan, lunedì 24 novembre ore 18.30 Torino-Como, ore 20.45 Sassuolo-Pisa.

Calcio, Genoa-Fiorentina 2-2 all’esordio per De Rossi e Vanoli

Roma, 9 nov. (askanews) – Finisce 2-2 tra Genoa e Fiorentina esordio per De Rossi e Vanoli sulle rispettive panchine. Prima uscita casalinga con reti per i rossoblù, senza gol al Ferraris prima di oggi. Fiorentina ancora a zero vittorie in questo campionato. Primo tempo scialbo, senza grandi occasioni, ma un gol per parte. Il vantaggio è genoano con il solito Østigård, autore del gol da tre punti a Reggio Emilia, nuovamente di testa su calcio piazzato calciato da Martin. Tre minuti più tardi il pari viola con il grande ex della gara Albert Guðmundsson dal dischetto, concesso per un fallo di mano di Lorenzo Colombo. Il gol del difensore è la prima rete realizzata dal Genoa in casa in questa stagione.

Nella ripresa parte bene il Genoa, che si riceve un penalty a favore su cui si presenta Colombo. L’attaccante rossoblù si lascia ipnotizzare da De Gea. Al 57esimo errore di Mercandalli con Sohm che serve Piccoli, pronto a insaccare alle spalle di Leali. Tre minuti più tardi il pari rossoblù con Lorenzo Colombo, arrivato da una carambola in area di rigore. Nel finale De Gea salva la Fiorentina dall’ennesima sconfitta stagionale.

Filippine, il supertifone Fung-wong investe la costa: un milione di sfollati

Roma, 9 nov. (askanews) – Il super tifone Fung-wong ha colpito in pieno la costa orientale delle Filippine questa sera, causando almeno due morti e l’evacuazione di oltre un milione di persone. La tempesta, il cui raggio copre quasi l’intero arcipelago, è arrivata a terra nella provincia di Aurora, sull’isola di Luzon, alle 21.10 ora locale, pochi giorni dopo il passaggio devastante del tifone Kalmaegi. Lo riferisce l’agenzia di stampa France Presse.

Secondo il servizio meteorologico filippino, venti molto violenti e piogge intense interesseranno gran parte del paese, già segnato dal bilancio di almeno 224 vittime lasciate da Kalmaegi la settimana scorsa. Fung-wong è giunto dalle acque orientali dell’arcipelago con venti fino a 185 chilometri orari, con raffiche che hanno raggiunto i 230 chilometri orari. La protezione civile ha fatto sapere che circa 1,2 milioni di persone sono state evacuate in via precauzionale.

A Catbalogan, nella provincia di Samar, i soccorritori hanno recuperato il corpo di una donna di 64 anni rimasta schiacciata da detriti e alberi sradicati. Secondo i testimoni, la donna aveva lasciato la casa con la famiglia, ma sarebbe poi rientrata per recuperare degli oggetti. Un secondo decesso è stato confermato sull’isola di Catanduanes, dove una persona è annegata a causa di una piena improvvisa. Nella città costiera di Dipaculao, un funzionario locale ha raccontato all’Afp che la popolazione teme soprattutto l’arrivo della tempesta nelle ore notturne, quando è più difficile valutare la direzione dei venti. Più a nord, nella provincia di Cagayan, molti residenti hanno scelto di rifugiarsi nei centri di evacuazione per paura delle inondazioni. “La nostra casa si allaga spesso. Quando ci hanno chiesto di evacuare, abbiamo obbedito. Rischiavamo di restare intrappolati”, ha raccontato una donna.

Le autorità hanno annunciato che lunedì scuole e uffici pubblici resteranno chiusi in una vasta area del paese, compresa Manila. Quasi 300 voli sono già stati cancellati. Sui social sono circolate immagini di residenti che tentavano di fissare le proprie abitazioni al suolo con corde, mentre un video verificato dall’Afp mostra una chiesa della città di Birac circondata da acqua fino a metà dell’ingresso.

Il servizio meteorologico ha avvertito che Fung-wong potrebbe scaricare accumuli di pioggia superiori a 200 millimetri, con rischio di alluvioni estese non solo nelle zone basse. Le operazioni di soccorso dopo il tifone Kalmaegi sono state sospese sabato proprio per l’arrivo del nuovo ciclone sulla provincia di Cebu.

Calcio, Bologna-Napoli 2-0: Dallinga e Lucumì firmano l’impresa

Roma, 9 nov. (askanews) – Il Bologna ferma il Napoli e rilancia clamorosamente le proprie ambizioni. Al Dall’Ara finisce 2-0, con un secondo tempo perfetto per equilibrio, intensità e concretezza. Decidono Dallinga e Lucumì, ma è la squadra di Italiano nel complesso a impressionare per compattezza e lucidità.

Il primo tempo, povero di emozioni, vive del brivido iniziale dell’infortunio di Skorupski, costretto a lasciare il campo dopo otto minuti: al suo posto entra Massimo Pessina, 17 anni, che mostra personalità e sangue freddo. Il Napoli domina il possesso, ma fatica a trovare spazi e produce soltanto un tiro a giro di Elmas, bloccato proprio dal giovane portiere bolognese.

Nella ripresa il Bologna cambia ritmo: al 50′ Cambiaghi, appena entrato, sfonda a sinistra e serve un assist perfetto per Dallinga, che anticipa Rrahmani e firma l’1-0. Conte prova la scossa inserendo Neres, Lang e poi Lucca per un offensivo 4-2-4, ma la spinta si spegne sul muro rossoblù. Al 66′ arriva il raddoppio: cross di Holm e colpo di testa vincente di Lucumì, al primo gol in Serie A.

Il finale è gestione pura per la squadra di Italiano, che difende con ordine e coraggio fino al fischio finale. Il Dall’Ara applaude anche il suo nuovo, giovanissimo guardiano: Pessina, da oggi, è un nome che difficilmente si dimenticherà.

Vannacci: Mussolini fu eletto, le leggi razziali votate dal Parlamento

Roma, 9 nov. (askanews) – “Il 15 maggio 1921, Benito Mussolini viene eletto in Parlamento con i Fasci italiani di combattimento. Fu il terzo deputato più votato d’Italia. La Marcia su Roma non fu un colpo di stato ma ‘poco più di una manifestazione di piazza’ (Francesco Perfetti – storico). Il Regio Esercito, agli ordini del re, aveva tutte le possibilità di fermare la marcia su Roma ma Vittorio Emanuele III si rifiutò di firmare lo stato d’assedio e, il 29 ottobre, convocò Mussolini a Roma (che giunse comodamente in treno da Milano) incaricandolo di formare un governo di coalizione. Il 17 novembre 1922 l’esecutivo formato da Mussolini (composto non solo da fascisti, ma anche da liberali, popolari e nazionalisti) ottenne la fiducia della Camera dei Deputati con 306 voti favorevoli, 116 contrari e 7 astenuti. Così, fu possibile per Mussolini, continua Francesco Perfetti (storico) , ‘giungere al potere in maniera formalmente legale’. Il fascismo, almeno fino alla metà degli anni Trenta, esercitò il potere attraverso gli strumenti previsti dallo Statuto Albertino, cioè all’interno dell’ordinamento giuridico del Regno d’Italia. Tutte le principali leggi – dalla riforma elettorale del 1923 alle norme sul partito unico, fino alle stesse leggi del 1938 – furono approvate dal Parlamento e promulgate dal Re, secondo le procedure previste dalla legge”. Lo scrive in un post su Facebook Roberto Vannacci, europarlamentare della Lega in un posto intitolato: “Ripetizioni per chi la storia l’ha studiata nei manuali del Pd”.

Tennis, Alcaraz: "A fine stagione con tante motivazioni"

Roma, 9 nov. (askanews) – “Questo è uno dei tornei più grandi che ci siano sul circuito: si gioca contro i migliori e già questo basta a dimostrarne l’importanza e la difficoltà. Gli anni passati ho sempre fatto fatica ad arrivare con delle motivazioni a fine stagione, ma quest’anno è diverso e ne sono orgoglioso visto che sto facendo di tutto per darmi delle possibilità per vincere questo evento”. Così Carlos Alcaraz dopo il successo nel match di esordio delle Atp Finals a Torino.

L’attuale numero 2 del mondo (domani tornerà numero 1 scavalcando Sinner) ha poi aggiunto: “È un piacere giocare a Torino. Lotto per il trofeo e anche per il primo posto nel ranking. Sono contento per come ho giocato, non è facile giocare contro uno come de Minaur, ora penso alla prossima partita. Nel primo set non ho sfruttato il doppio break e da lì è cambiato un po’ tutto. Nel tie-break inizialmente ha giocato meglio De Minaur, ma io ho provato a restare concentrato su ogni punto e ho recuperato. Nel secondo set non c’è stato più il nervosismo. Sono felice di aver chiuso i due set”.

MotoGp, Bezzecchi: "Decisivo il lavoro nel warm up"

Roma, 9 nov. (askanews) – È contento Marco Bezzecchi ai microfoni di Sky Sport MotoGP al termine del GP del Portogallo di Portimao e non potrebbe essere altrimenti. L’italiano dell’Aprilia ha infatti conquistato in terra lusitana la sua seconda vittoria in stagione, approfittando dell’ennesimo ‘zero’ di Pecco Bagnaia per blindare quasi aritmeticamente – mancano appena due punti – il terzo posto in campionato alle spalle degli inarrivabili fratelli Marquez. “Sono contento. È stata una gran gara e oggi mi sentivo molto bene con la moto – ha commentato Bezzecchi a Sky – stamattina abbiamo fatto un bello step e da subito ho capito che sarei potuto essere almeno un po’ più combattivo di ieri, quando invece ho potuto solo assistere al vero duello. Ero molto motivato, ho fatto una buona partenza e mi sono messo davanti. Questo è stato importante perché potevo dettare io il ritmo. Mi sentivo veramente bene: abbiamo fatto dei grandi miglioramenti questa mattina e mi sono serviti”.

“Questa pista è sicuramente super complicata – ha spiegato ancora Bezzecchi – e la chiave – oltre ad essere a posto con la moto – è riuscire ad avere un’andatura fluida per cercare di aiutare anche la moto nei vari cambi di pendenze e in tutti i cambi di direzione che ci sono in mezzo a salite e discese. È una pista che, se non sei molto a posto con la moto, ti porta a sbagliare di più e a rischiare parecchio. Noi fortunatamente questa mattina siamo riusciti a fare un paio di cose che mi hanno dato una mano e permesso di guidare più fluido. Riuscivo ad essere morbido sulla moto nonostante staccassi forte”.

Il Regno unito ha inviato in Belgio unità antidroni

Roma, 9 nov. (askanews) – Il Regno unito ha inviato in Belgio un’unità antidroni per aiutare Bruxelles a fronteggiare la presenza di droni non identificati nello spazio aereo del Paese. Lo ha annunciato il ministro della Difesa belga, Theo Francken.

“Ringraziamo i nostri amici britannici per il loro rapido sostegno e la loro solidarietà. Il dispiegamento di una squadra antidroni del Regno unito in Belgio rafforza la nostra sicurezza collettiva e dimostra la nostra unità nel contrastare le minacce ibride”, ha scritto Francken sulla piattaforma X.

Francia e Germania avevano annunciato iniziative analoghe nelle ore precedenti.

Lo Shutdown negli Usa ha bloccato l’export di armi verso gli alleati Nato

Roma, 9 nov. (askanews) – Oltre 5 miliardi di dollari in esportazioni di armi statunitensi verso alleati della Nato, spesso successivamente destinate al sostegno militare all’Ucraina, sono bloccati a causa dello shutdown del governo americano. Lo riporta il sito Axios, citando il dipartimento di Stato.

Secondo un funzionario del dipartimento, le forniture interessate includono missili Amraam, sistemi Aegis e lanciarazzi Himars destinati a paesi come Danimarca, Croazia e Polonia. I contratti sospesi riguardano sia vendite dirette tra governo statunitense e alleati Nato sia licenze per esportazioni da parte di aziende della difesa degli Stati uniti.

La destinazione finale delle armi non è sempre chiara, ma Axios osserva che molte di queste forniture vengono in seguito reindirizzate per sostenere l’Ucraina.

La legislazione americana sulle esportazioni militari prevede una revisione obbligatoria da parte del Congresso. Tuttavia, molti dipendenti del dipartimento di Stato incaricati di notificare le commissioni parlamentari e completare le procedure amministrative sono in congedo non retribuito a causa dello shutdown, rallentando drasticamente il processo.

Tennis, Alcaraz parte bene, battuto De Minaur

Roma, 9 nov. (askanews) – Carlos Alcaraz non sbaglia al debutto alle Atp Finals e batte Alex De Minaur con il punteggio di 7-6, 6-2 dopo un’ora e 40 minuti di gioco. Partita divisa in due parti: il primo set è stato molto equilibrato, con Alcaraz che dopo aver conquistato il break nel quarto game ha perso la battuta nel settimo gioco. Inevitabile il tiebreak, vinto in rimonta (era sotto 3-5) dallo spagnolo con il punteggio di 7-5. Nel secondo set, invece, gran gestione da parte di Alcaraz, che ha chiuso con un netto 6-2 grazie al doppio break di vantaggio.

MotoGp, Bezzecchi domina a Portimao, Bagnaia out: trionfo Aprilia

Roma, 9 nov. (askanews) – Un capolavoro tricolore firmato Marco Bezzecchi illumina Portimao. L’alfiere dell’Aprilia domina dal primo all’ultimo giro il Gran Premio del Portogallo, centrando la sua seconda vittoria stagionale (la quinta in MotoGP) e blindando virtualmente il terzo posto nel Mondiale. Alle sue spalle chiudono Alex Marquez, ottimo nel contenere nel finale l’arrembante Pedro Acosta, che completa il podio.

Per Bezzecchi, scattato dalla pole, una gara perfetta: partenza pulita, ritmo insostenibile per chiunque e gestione impeccabile fino alla bandiera a scacchi. Niente da fare per i rivali, mentre dietro si consuma il colpo di scena con la caduta di Pecco Bagnaia, scivolato quando era quarto e ancora in lotta per il podio. Out anche Morbidelli e Mir.

Con questo successo, Bezzecchi sale a +35 su Bagnaia con 37 punti ancora in palio: il terzo posto mondiale è praticamente in cassaforte. Per Aprilia arriva la settima vittoria nella top class e la terza stagionale, record assoluto per la casa di Noale.

Il Cremlino: la parità nucleare è il principale elemento di sicurezza globale

Roma, 9 nov. (askanews) – La parità nucleare è oggi il principale elemento dell’architettura di sicurezza globale. Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, in un’intervista rilasciata al giornalista russo Pavel Zarubin.

Peskov ha ribadito che la Russia resta impegnata a rispettare i propri obblighi sul divieto di test nucleari, ma ha avvertito che se un altro Paese dovesse riprendere le sperimentazioni, Mosca sarà costretta a fare lo stesso per mantenere la parità strategica.

Secondo il portavoce, è proprio questa parità a costituire oggi il fattore più importante della sicurezza internazionale.

La Bbc nella tempesta, avrebbe travisato i discorsi di Trump

Roma, 9 nov. (askanews) – Il governo britannico ha chiesto chiarimenti alla BBC dopo le accuse secondo cui un documentario dell’emittente pubblica avrebbe presentato in modo fuorviante alcune frasi dell’allora presidente statunitense Donald Trump, alla vigilia delle elezioni americane del novembre 2024. Lo ha dichiarato oggi la ministra della Cultura, Lisa Nandy, definendo la vicenda “estremamente grave”, secondo quanto riferisce l’agenzia di stampa France Presse.

Nandy ha spiegato a BBC News di aver parlato questa settimana con il presidente del gruppo audiovisivo pubblico, Samir Shah, che lunedì dovrà riferire davanti alla commissione parlamentare Cultura e Media. Secondo la stampa britannica, inclusa la stessa BBC, la risposta di Shah conterrà anche delle scuse.

Il caso è stato rivelato martedì dal quotidiano conservatore The Daily Telegraph. Al centro della polemica, un episodio del programma Panorama, trasmesso una settimana prima delle elezioni americane del 5 novembre 2024. La BBC è accusata di aver montato spezzoni diversi di un discorso del 6 gennaio 2021 per far apparire che Trump dicesse ai suoi sostenitori che li avrebbe guidati verso il Campidoglio per “combattere come diavoli”. Nel discorso integrale, l’espressione “combattere come diavoli” compare in un altro contesto, mentre il passaggio sul Campidoglio si riferiva a “incoraggiare senatori e rappresentanti del Congresso”.

La BBC, da parte sua, ha fatto sapere che Shah fornirà “una risposta completa” alla commissione parlamentare.

Nandy ha affermato di essere fiduciosa che la dirigenza dell’emittente stia affrontando la questione “con la serietà necessaria”. Ma ha aggiunto che le accuse non riguardano solo questo episodio: “Si tratta di una serie di contestazioni molto gravi, la più pesante delle quali sostiene l’esistenza di un pregiudizio sistemico nel modo in cui la BBC tratta temi difficili”.

La ministra ha espresso “preoccupazione” per alcune scelte editoriali dell’emittente che, a suo dire, “non sempre rispondono agli standard più elevati”.

Gaza, Israele non vuole i soldati turchi nella forza multinazionale

Roma, 9 nov. (askanews) – Il governo israeliano esclude qualsiasi presenza di soldati turchi nella forza multinazionale che dovrebbe subentrare all’esercito israeliano nella Striscia di Gaza. Lo riferisce l’agenzia di stampa Reuters.

Non ci saranno “stivali turchi sul terreno”, ha dichiarato oggi ai giornalisti la portavoce dell’esecutivo, Shosh Bedrosian, rispondendo a una domanda sul ruolo di Ankara nel dispositivo internazionale in fase di preparazione. Israele insiste da settimane affinché eventuali forze multinazionali chiamate a gestire la sicurezza nel territorio palestinese non includano Paesi che considera ostili o troppo vicini a Hamas.

Ankara, da parte sua, ha più volte criticato l’operazione israeliana e chiesto un ritiro immediato dell’IDF dalla Striscia.

Cinema, Giuli: gli sguaiati attacchi di Pd e 5S danneggiano la Ragioneria

Roma, 9 nov. (askanews) – “Gli sguaiati attacchi personali di Pd e 5stelle contro il tentativo del Mic di riallocare 100 milioni inutilizzati sul Fondo cinema 2026, senza con ciò mettere in discussione le spettanze esigibili dal 2022 al 2024, prima cioè che io mi insediassi al Collegio Romano, dimostrano la stolida, crassa ignoranza di chi se ne fa portavoce. E oltretutto danneggiano la Ragioneria generale dello Stato, proiettando una luce sinistra di sospetto sulla sua vera o presunta terzietà”. Così il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli.

Il PAC di Milano e Careof presentano Seeing Beyond Fading

Milano, 9 nov. (Askanews) – L’8 e il 9 novembre 2025 il Padiglione d’Arte Contemporanea e Careof hanno presentato presso la sede del PAC l’installazione Seeing Beyond Fading di Daniele Costa: un invito a rallentare, a osservare con attenzione, a scoprire ci che resta oltre la scomparsa.

L’opera nasce all’interno di un hospice, luogo di cura in cui il tempo si dilata. Attraverso l’uso di termocamere, Costa sostituisce la luce con il calore: i corpi appaiono come paesaggi termici che registrano il contatto, la distanza, la persistenza di un’energia vitale. Il titolo del progetto allude al linguaggio tecnico dell’editing video, dove fade in e fade out segnano l’apparire e lo svanire dell’immagine. Costa ne sovverte il significato, cercando di vedere oltre la dissolvenza. In questo passaggio tra visibile e invisibile, la morte cessa di essere fine e si rivela come un continuum.

Seeing Beyond Fading di Daniele Costa un progetto prodotto da Careof a cura di Marta Cereda con la collaborazione di Carolina Gestri. Il progetto realizzato con il sostegno del MiC e di SIAE nell’ambito del programma Per Chi Crea in collaborazione con il Centro Residenziale di Cure Palliative Casa del Vento Rosa di Lendinara (Ro), con il supporto e sostegno di Ines Testoni con il Master in Death Studies & the End of Life progetto di Terza Missione Universit degli studi di Padova.

Calcio, Risultati e classifica, balzo Sassuolo

Roma, 9 nov. (askanews) – Questi i risultati e la classifica di serie A dopo Atalanta-Sassuolo 0-3

Pisa-Cremonese 1-0, Como-Cagliari 0-0, Lecce-Verona 0-0, Juventus-Torino 0-0, Parma-Milan 2-2, Atalanta-Sassuolo 0-3, ore 15 Genoa-Fiorentina, Bologna-Napoli, ore 18 Roma-Udinese, ore 20.45 Inter-Lazio.

Classifica: Napoli, Milan 22, Inter, Roma 21, Juventus 19 Bologna, Como 18, Sassuolo 16, Lazio, Udinese 15, Cremonese, Torino 14, Atalanta 13, Cagliari, Lecce 10, Pisa 9, Parma 7, Genoa, Verona 6, Fiorentina 4

Dodicesima giornata: sabato 22 novembre ore 15 Cagliari-Genoa, Udinese-Bologna, ore 18 Fiorentina-Juventus, ore 20.45 Napoli-Atalanta, domenica 23 novembre ore 12.30 Verona-Parma, ore 15 Cremonese-Roma, ore 18 Lazio-Lecce, ore 20.45 Inter-Milan, lunedì 24 novembre ore 18.30 Torino-Como, ore 20.45 Sassuolo-Pisa.

Calcio, Sassuolo travolgente, Atalanta in crisi: 3-0 a Bergamo

Roma, 9 nov. (askanews) – Notte fonda per l’Atalanta, che crolla 0-3 in casa contro un Sassuolo perfetto per compattezza e cinismo. I neroverdi sbloccano il match al 29′ con Berardi su rigore — concesso per un’uscita avventata di Carnesecchi su Pinamonti — e nella ripresa dilagano: prima il raddoppio del centravanti su assist dello stesso capitano, poi il tris ancora firmato Berardi al 66′.

L’Atalanta, incapace di reagire e spesso imprecisa in costruzione, crea poco: un lampo di Lookman nel primo tempo e qualche mischia confusa nella ripresa. I fischi del pubblico di Bergamo accompagnano un’altra sconfitta pesante, la nona gara senza vittoria nelle ultime undici di campionato.

Il Sassuolo, invece, dà seguito ai progressi mostrati nelle ultime settimane e si rilancia in classifica con un successo netto e convincente. Per Juric ora la pausa arriva come una tregua, ma il suo futuro sulla panchina nerazzurra è più incerto che mai.

Schlein: Meloni vuole una magistratura sottomessa alla politica

Milano, 9 nov. (askanews) – “Riforma della giustizia? Loro la chiamano così, ma come fai a chiamare la riforma della giustizia quando il ministro Nordio ci dar ragione e ammette candidamente che questa riforma non inciderà in alcun modo sull’efficienza del sistema giudiziario italiano: non accorcerà i processi e non aumenterà gli organici che mancano, non stabilizzerà 12 mila precari della giustizia. Forse il problema è un altro e l’ha chiarito Giorgia Meloni con quel grave attacco alla Corte dei Conti: evidentemente vogliono dare un segnale per dire che la magistratura deve obbedire a chi rappresenta la maggioranza politica, perché ha preso un voto in più alle elezioni”. Lo ha detto la segretaria del Pd, Elly Schlein, intervenendo a Napoli al Congresso Nazionale dei Giovani Democratici.

Pd, Schlein: no a una povertà che si trasmette tra generazioni

Milano, 9 nov. (askanews) – “Noi non possiamo accettare un mondo in cui la povertà si trasmette di generazione in generazione, non possiamo accettare che sia questo il destino anche in Italia. La vostra generazione ha avuto meno opportunità rispetto a quelle che l’hanno preceduta. Viviamo in un Paese che ha una bassissima mobilità sociale e di questo la politica non parla abbastanza ora questo fenomeno”. Lo ha detto la segretaria del Pd, Elly Schlein, intervenendo a Napoli al Congresso Nazionale dei Giovani Democratici “Non dobbiamo rassegnarci a questo stato di cose. Non dobbiamo abituarci alle ingiustizie non dobbiamo abituarci allo sfruttamento e al ritorno delle guerre – ha proseguito -. Non dobbiamo abituarci ad un modello di sviluppo che ha già fallito e l’ha dimostrato perché ha aumentato le diseguaglianze in tutto il pianeta e lo sta portando al collasso climatico non dobbiamo rassegnarci a questo stato di cose”.

Giorgetti: manovra per ricchi? Se lo è chi guadagna 45mila euro lordi…

Roma, 9 nov. (askanews) – “Bisogna capire cosa si intende per ricco. Se ricco è colui che guadagna 45mila euro euro lordi all’anno, cioé poco più di 2mila euro netti al mese, l’Istat, Banca d’Italia, Upb hanno una concezione, diciamo così della vita un po’…”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, intervenendo in videocollegamento a !Città impresa – Festival dei territori”, rispondendo a una domanda sui rilievi mossi alla Manovra.

“Noi siamo intervenuti quest’anno sul ceto medio, perché i ceti più svantaggiati sono stati negli anni scorsi più attenzionati – ha aggiunto il ministro -. Abbiamo messo circa 18 miliardi l’anno scorso e li abbiamo rimessi quest’anno per i redditi inferiori a 35 mila euro. Quest’anno, come abbiamo sempre detto, abbiamo fatto uno sforzo ulteriore e abbiamo coperto anche la fascia di redditi fino a 50 mila euro. A me
sembra una logica assolutamente, in fin dei conti, cioé considerando l’orizzonte pluriennale, assolutamente sensata”.

“Mi dispiace che questo tipo di analisi si siano concentrate soltanto in una annualità – ha concluso-, dimenticando che noi abbiamo reso stabili e definitivi quei tagli del cuneo contributivo che abbiamo introdotto negli anni precedenti, non è che fossero una tantum, sono stati riconfermati anche per quest’anno. Quindi un’analisi serena e oggettiva credo che possa portare a ben diversi risultati”.

In Giappone è allerta tsunami per un terremoto al largo costa orientale

Roma, 9 nov. (askanews) – In Giappone è scattata l’allerta tusnami dopo il terremoto di magnitudo 6.7 che è stato registrato nella costa nord-orientale del paese. L’Agenzia Meteorologica Giapponese, secondo quanto riporta l’Afp, ha avvisato sul rischio di onde alte fino a un metro nella zona della prefettura di Iwate.

L’Agenzia Meteorologica Giapponese (JMA) ha emesso un’allerta tsunami domenica, dopo che un terremoto di magnitudo 6,7 ha colpito la costa nord-orientale del Paese. Il sisma si è verificato alle 17:03 (le 9:03 a Parigi) al largo della Prefettura di Iwate, con un rischio di onde di tsunami alte fino a un metro, secondo l’agenzia.

L’emittente pubblica NHK ha segnalato onde di tsunami al largo e ha esortato la popolazione a tenersi lontana dalle spiagge, sebbene le riprese televisive in diretta mostrassero mare calmo in quel momento.

Ucraina, Lavrov: io e Rubio disponibili a un incontro quando necessario

Roma, 9 nov. (askanews) – “Il Segretario di Stato Marco Rubio e io comprendiamo la necessità di una comunicazione regolare. È importante per discutere la questione ucraina e portare avanti l’agenda bilaterale”. Lo ha detto il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, in un’intervista a Ria Novosti, rispodendo a una domanda sulla possiiblità di nuovi incontri tra le delegazione russa e quella statunitense sulla guerra in Ucraina.

“Per questo motivo – ha aggiunto – comunichiamo telefonicamente e siamo anche disponibili a tenere incontri di persona quando necessario”.

Manovra, Susanna Camusso: Meloni delegittima il diritto di sciopero

Milano, 9 nov. (askanews) – “La presidente del Consiglio ha atteggiamenti e toni che hanno come obiettivo di delegittimare il diritto di sciopero. Questa destra dileggia i lavoratori ed è insofferente a qualunque critica, continua ad aggirare e svilire la Costituzione. È inaccettabile per loro che qualcuno possa non essere d’accordo con le loro politiche e quindi le metta in discussione, svilendo lo sciopero per cui il lavoratore, ricordiamoci, perde una giornata di lavoro”. Lo afferma in un’intervista a Repubblica la senatrice Pd ed ex segretaria generale della Cgil Susanna Camusso. “Gli anni che ci separano dal 2008 sono stati anni di crisi ricorrenti, che hanno cambiato la rotta della distribuzione della ricchezza e fatto riesplodere anche nei paesi ricchi diseguaglianze profonde. Anni che hanno visto tante mobilitazioni del mondo del lavoro, ed anche ripetute fratture tra le organizzazioni confederali, forse perché è più difficile trovare risposte, forse perché la stessa frammentazione del lavoro rende più difficile mantenere la confederalità – prosegue Camusso -. Se vogliamo, però uscire dalla polemica spicciola ed indecente del governo, segnalerei che tutte le grandi organizzazioni confederali danno giudizi critici sulla manovra e promuovono forme di mobilitazione”.

Filippine, in arrivo il tifone Fung-wong: oltre 900 mila evacuati

Milano, 9 nov. (askanews) – Il secondo tifone nel giro di una settimana sta per abbattersi sulle Filippine, e sono oltre 900 mila residenti evacuati per sfuggire ai venti distruttivi e dalle mareggiate potenzialmente letali. Lo riferisce la CNN precisando che secondo l’Ufficio presidenziale per le comunicazioni domenica sono stati evacuati quasi 920 mila residenti da 11 regioni.

Fung-wong, conosciuto localmente come Uwan, è in arrivo dopo tifone Kalmaegi, che ha causato la morte di quasi 200 persone nella parte centrale dell’arcipelago e di cinque persone in Vietnam.

“La gente è un po’ sotto shock”, ha detto alla CNN Butch Meily, presidente della Philippine Disaster Resilience Foundation (PDRF), sottolineando che questo è il quarto grande tifone che ha colpito il Paese nelle ultime sette settimane, oltre a due terremoti.