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Bonelli: Noi al fianco del popolo iraniano, doveroso essere in piazza

Roma, 16 gen. (askanews) – “È doveroso essere qui, perché noi ci siamo sempre battuti in difesa dei diritti umani, contro le autocrazie, contro le dittature. Bisogna liberarsi del regime degli Ayatollah in Iran che sta reprimendo una mobilitazione popolare di giovani che chiedono democrazia. Rispetto a questo noi chiediamo all’Europa, che ancora oggi sta dimostrando di non esserci, di far sentire la sua voce con forti sanzioni che possano spingere verso la transizione. C’è più che mai bisogno oggi di un’Europa che sappia costruire una propria politica estera e di difesa comune”: lo ha detto Angelo Bonelli deputato Avs e co-portavoce di Europa Verde durante la manifestazione in piazza del Campidoglio per l’Iran.

“La difesa dei diritti umani è universale, bisogna farla sempre e comunque, adesso bisogna farla assolutamente per sostenere la mobilitazione popolare in Iran”, ha sottolineato.

Iran, Magi: aumentare sanzioni contro Teheran ma l’Ue è lenta

Milano, 16 gen. (askanews) – “Siamo qui per condannare il massacro brutale ai danni delle ragazze e dei ragazzi iraniani che stanno lottando per la democrazia a Teheran e nelle altre città iraniane. Soprattutto per dare voce a loro perché il regime iraniano vuole il silenzio”. Lo ha detto il segretario di +Europa, Riccardo Magi a margine della manifestazione contro la repressione in Iran al Campidoglio a Roma.

“E’ necessario intensificare le sanzioni e rendere la vita difficile a un regime che prima o poi crollerà ma può ancora fare tante morti e tanti massacri”, ha aggiunto il politico.

“L’Unione Europea purtroppo è lenta e fa sempre tardi a svegliarsi ma speriamo che possa avere il suo ruolo nell’ampliare le sanzioni”, ha concluso.

Serena Autieri star di "Mouln Rouge! Il musical" al Sistina Chapiteau

Roma, 16 gen. (askanews) – Sarà Serena Autieri, la regina del teatro musicale italiano, a vestire i panni della fascinosa Satine nel “Moulin Rouge! Il Musical” diretto da Massimo Romeo Piparo. Fascino, talento, maturità artistica, phisyque du role perfetto per questo personaggio: Serena Autieri consacra il binomio artistico con Piparo, riuscendo – grazie alla lunga e inedita programmazione dello spettacolo – a far coincidere le rispettive strade. Con Autieri, lo spettacolo sarà in scena al Sistina Chapiteau di Roma-Tor di Quinto fino a domenica 1 marzo e si avvia verso il traguardo delle 19 settimane consecutive di programmazione.

“Sono veramente contento – commenta il direttore artistico e regista Massimo Romeo Piparo – di avere Serena al mio fianco in questo spettacolo dei record. Abbiamo condiviso tante avventure meravigliose insieme ma questa la possiamo già definire la cosiddetta ciliegina sulla torta. Serena è l’artista a cui si pensa immediatamente quando si cerca un riferimento italiano a Nicole Kidman nella sua indimenticabile interpretazione di questo ruolo nel film magistralmente diretto da Baz Luhrmann. Adesso che lo spettacolo è collaudatissimo ed è stato unanimemente riconosciuto come evento teatrale dell’ultimo decennio, sono certo che con Serena diventerà imperdibile per un pubblico ancora più vasto”.

“É un ruolo che aspettavo da 25 anni”, dichiara Serena Autieri. “Un sogno che ho custodito gelosamente nel mio cassetto della lingerie. Letteralmente. All’uscita del film, nel settembre 2001, scrissi un biglietto con una promessa a me stessa e lo riposi lì, insieme a una guêpière che acquistai il giorno dopo, certa che un giorno l’avrei indossata in scena nei panni di Satine. Non era solo un sogno, ma un appuntamento che si realizzerà sul palco del Sistina Chapiteau, per un vero kolossal che sfida le grandi produzioni internazionali. Farlo sotto la regia di Massimo Romeo Piparo, con cui condivido da anni un importante percorso artistico e una visione comune del teatro musicale, rende questa esperienza ancora più significativa. Alcuni sogni, quando vengono custoditi così a lungo, scelgono di diventare realtà solo nel momento e nel luogo giusto”.

Un allestimento kolossal, su un palcoscenico di oltre 30 metri interamente personalizzato con atmosfere che richiamano lo stile della Montmartre parigina e con una travolgente colonna sonora suonata dal vivo dall’Orchestra diretta da Emanuele Friello, tra costumi e coreografie mozzafiato. Serena Autieri sarà protagonista assoluta insieme a Luca Gaudiano, nel ruolo iconico di Christian, e ad un formidabile cast di oltre 30 artisti: tra gli altri Emiliano Geppetti che interpreta Harold Zidler, il carismatico istrionico impresario; Gilles Rocca nel ruolo di Santiago, il sensuale e seducente ballerino di tango, Mattia Braghero, che veste i panni del ricco Duca di Monroth, cinico e spietato contendente del cuore di Satine, Daniele Derogatis nel ruolo di Henri de Toulouse-Lautrec, il geniale e visionario pittore bohémien.

Con oltre 60.000 biglietti venduti, lo spettacolo, per la prima volta in Italia e prodotto su licenza della casa produttrice australiana Global Creatures – nota per il successo internazionale di “Moulin Rouge! The Musical” a Broadway -, rappresenta l’ennesima scommessa vinta da Massimo Romeo Piparo.

Iran, Putin sente Netanyahu e Pezeshkian, Barnea vola negli Usa

Roma, 16 gen. (askanews) – Il Cremlino ha riferito oggi dei colloqui avuti dal presidente Vladimir Putin con il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, e con il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, per “contribuire alla de-escalation” nella regione dove la situazione “è molto tesa”. Un ruolo in linea con le indiscrezioni di stampa delle ultime settimane sul presidente russo come intermediario tra Iran e Israele per scongiurare un’escalation, dopo le proteste di piazza dei giorni scorsi in Iran, infiltrate secondo Teheran da “cellule terroristiche” sostenute da Stati Uniti e Israele, e le minacce di intervento da parte degli Stati Uniti a sostegno dei manifestanti antigovernativi. Intanto il capo del Mossad, David Barnea, è volato negli Stati Uniti per discutere della situazione in Iran, dopo il colloquio avuto due giorni fa da Netanyahu con il presidente Donald Trump, in cui avrebbe chiesto di rinviare un attacco in Iran per dare tempo a Israele di prepararsi a un’eventuale ritorsione.

A fine dicembre era stato il sito Amwaj a riferire di uno scambio di messaggi tra Iran e Israele tramite un “amico comune”, identificato in Putin, sull’intenzione di entranbi i paesi di non riprendere le ostilità dopo la guerra dello scorso giugno. Ruolo confermato nei giorni scorsi dal Washington Post, secondo cui pochi giorni prima dello scoppio delle proteste in Iran per il carovita, a fine dicembre, funzionari israeliani avevano comunicato alla leadership iraniana tramite la Russia che non avrebbero lanciato attacchi contro l’Iran, se Israele non fosse stato attaccato per primo. E Teheran avrebbe risposto tramite il canale russo, affermando che si sarebbe astenuta da un attacco preventivo. Oggi, nel colloquio con Netanyahu, Putin ha sottolineato la necessità di promuovere soluzioni “politico-diplomatiche”, rimarcando l’importanza di passi concreti volti a garantire stabilità e sicurezza nell’area mediorientale. Quindi, dopo il colloquio con Pezeshkian, il Cremlino ha fatto sapere che “Mosca e Teheran sostengono una rapida de-escalation delle tensioni attorno all’Iran e una risoluzione diplomatica dei problemi”.

Da parte sua il capo del Mossad dovrebbe incontrare a Miami l’inviato americano, Steve Witkoff, che ha un canale di comunicazione diretto con il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi. Ieri la Casa Bianca ha dichiarato che “il presidente e il suo team stanno monitorando attentamente la situazione” in Iran e che “tutte le opzioni rimangono sul tavolo”. Anche se Witkoff, intervenendo alla conferenza del Consiglio israelo-americano in Florida, ha detto di “sperare che si trovi una soluzione diplomatica. Lo spero davvero”.

Secondo l’inviato Usa un accordo diplomatico con l’Iran risolverebbe quattro questioni: “L’arricchimento nucleare; i missili – devono ridurre le loro scorte; il materiale nucleare effettivamente disponibile, che ammonta a circa 2.000 chilogrammi arricchiti tra il 3,67% e il 60%; e i proxy”. Nel frattempo, però, gli Stati Uniti hanno iniziato a trasferire la portaerei Abraham Lincoln e il suo gruppo d’attacco verso il Medio Oriente dal Mar Cinese Meridionale.

Bernini propone dei Poli Nazionali sull’Artico: c’è anche agricoltura

Roma, 16 gen. (askanews) – “Tra le tante cose in cui noi dobbiamo fare sistema c’è anche la creazione di Poli nazionali sull’Artico che uniscano le nostre infrastrutture di ricerca, che non siano solo delle sovrastrutture ma dei collegamenti. I sottosegretari (Isabella) Rauti e (Giorgio) Silli hanno fatto un ottimo lavoro perché, avendo loro la delega, hanno messo a sistema tutto quello che esisteva sull’Artico e lo hanno trasferito sulla nostra strategia. Quello che noi dobbiamo fare è allargare ancora, perché c’è anche un’agricoltura artica, sembra folle ma è così, perché ci sono delle materie prime, delle terre rare che supportano l’agricoltura tecnologica. Su questo noi abbiamo ancora molto da fare e i Poli di coordinamento sono ricchi di spunto per il futuro”: lo ha detto il ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, a margine della Conferenza di Presentazione del Documento Strategico sull’Artico.

Iran, Conte: preoccupatissimi per svolta violenta del regime

Roma, 16 gen. (askanews) – “Dobbiamo dare un segnale concreto, stare vicino a tutti i cittadini, le associazioni e soprattutto agli iraniani, giovani, donne in particolare, studenti universitari dissidenti”. Lo ha detto il leader del Movimento 5 stelle Giuseppe Conte parlando a margine della manifestazione in Campidoglio a sostegno del popolo iraniano.

Ha aggiunto Conte: “Sono preoccupatissimo per la repressione violenta che in questo momento il regime – un regime ovviamente dispotico, un regime dittatoriale – sta imprimendo. Una svolta violenta che condanniamo con la massima fermezza e siamo qui a testimoniare la nostra massima solidarietà”.

Artico, Tajani: “Noi vogliamo esserci, Italia tornata protagonista”

Roma, 16 gen. (askanews) – “Noi vogliamo esserci. L’Italia è un grande Paese, è tornato ad essere sempre più protagonista in politica estera e la politica estera oggi non la fa solo il ministro degli Esteri, non la fa da sola la diplomazia. La fanno il ministro della Difesa, la fanno il ministro dell’Università e della Ricerca, la fanno i nostri enti, come il Cnr, l’Enea, tutti coloro, anche le nostre imprese, che sono al di là dei confini nazionali”: così il ministro degli Esteri Antonio Tajani presentando, a Villa Madama insieme ai ministri della Difesa Guido Crosetto e della Ricerca, Anna Maria Bernini, la nuova strategia italiana per l’Artico.

“Oggi noi lanciamo un’iniziativa che è un punto di partenza e non un punto di arrivo”, ha aggiunto, ringraziando i colleghi per essere presenti.

Iran, Schlein: in piazza per pieno sostegno proteste iraniani

Roma, 16 gen. (askanews) – “Siamo qui per dare piena solidarietá e supporto al popolo iraniano che lotta per la libertà contro la brutale repressione del regime teocratico iraniano”. Cosi la segretaria dem Elly Schlein, arrivando alla manifestazione sull’Iran in piazza del Campidoglio a Roma.

“Ci sono state migliaia di vittime. Siamo a fianco di chi protesta e per supportare l’autodeterminazione del popolo iraniano ed è giusto essere qui a questa manifestazione lanciata dal movimento donna vita e libertà a cui siamo stati sempre vicini e da Amnesty e altre associazioni”.

Conti a Piazza di Spagna per lo spot di Sanremo: oggi niente annunci

Roma, 16 gen. (askanews) – “Oggi niente annunci, soltanto il grande spot nel cuore di Roma”, ha detto Carlo Conti arrivando a piazza di Spagna, ai piedi della Scalinata di Trinità dei Monti, per girare l’ultimo spot “Tutti cantano Sanremo” in vista del Festival.

Il conduttore e direttore artistico, assediato dai giornalisti e fotografi, non ha voluto svelare altre sorprese della kermesse che si aprirà il 24 febbraio.

I romani si sono radunati per un flashmob e per cantare “Con te partirò”. “La spete?” ha chiesto Conti, per poi aggiungere: “Altrimenti proveremo con Roma non far la stupida…”.

Auto, Ue non apre (ma non esclude) nuovo fronte con Cina su ibride

Roma, 16 gen. (askanews) – La Commissione europea non sta aprendo – per ora – un nuovo fronte di contesa con la Cina sulle auto ibride, oltre a quello che ha già in corso sull’importazione di auto elettriche su cui si sta cercando una soluzione negoziale. E dall’articolata risposta che un portavoce dell’esecutivo comunitario ha fornito su questo tema, si potrebbe ipotizzare che il capitolo ibride possa inserirsi proprio nella trattativa in corso.

“Le auto ibride non erano comprese nell’indagine iniziale anti sovvenzioni sulle auto elettriche a batteria cinesi importate nell’Ue, e nessuna indagine sulle esportazioni di veicoli ibridi dalla Cina è attualmente in corso”, ha precisato oggi a Bruxelles il portavoce per il Commercio della Commissione europea, Olof Gill, durante il briefing quotidiano dell’Esecutivo comunitario.

Gill rispondeva a una giornalista sulle anticipazioni di stampa pubblicate ieri secondo cui la Commissione avrebbe l’intenzione di aprire un’indagine anti sovvenzioni anche sulle auto ibride cinesi, simile a quella che ha portato all’imposizione di dazi sull’importazione di veicoli elettrici dalla Cina.

Questo dopo che lunedì scorso Bruxelles aveva pubblicato un documento di orientamento (“Guidance”) sulla presentazione di offerte di impegno sui prezzi nel contesto dei dazi anti-sovvenzioni in vigore sulle elettriche cinesi. Il ministero del Commercio cinese aveva commentato in termini molto positivi il documento. Il tutto aveva alimentato le ipotesi di passi avanti nelle trattative, posto che sempre Gill, il portavoce della Commissione, aveva precisato che non si era ancora ad un accordo.

Oggi ha aggiunto: “attualmente, stiamo monitorando il nostro mercato e specificamente le importazioni di tutti i tipi di veicoli, che siano elettrici o ibridi ‘plug-in’. E lo facciamo per poter attuare la sorveglianza sulle importazioni, con la regolare pubblicazione dei dati. Questo è tutto quello che posso dire in questo momento. Noi non commentiamo, né pregiudichiamo la possibilità di future indagini” , ha concluso il portavoce.

L’Artico assume una centralità inedita, l’Italia aggiorna la sua strategia

Roma, 16 gen. (askanews) – “L’Italia considera l’Artico un confine dell’Europa da proteggere e una regione fondamentale per l’unità del continente”. E’ in questo passaggio contenuto nelle conclusioni della nuova Strategia Artica Italiana che si colgono, alla luce delle tensioni internazionali sulla Groenlandia, le novità del documento illustrato oggi a Villa Madama dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, dal titolare della Difesa Guido Crosetto e dalla ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini.

Si tratta infatti di un aggiornamento della Strategia artica nazionale, che avviene però a distanza di dieci anni dalla prima versione, redatta quando, come scritto nello stesso documento, “prevaleva una visione più statica e nel contempo più cooperativa delle problematiche artiche”. Oggi, sicuramente per il progredire del riscaldamento climatico, che apre la possibilità di nuove rotte marittime, ma soprattutto per l’accresciuta competizione tra superpotenze, come dimostra la protervia con cui il presidente Usa Donald Trump ha fatto intendere di voler controllare militarmente e sfruttare economicamente la Groenlandia, territorio autonomo del Regno di Danimarca, l’Artico ha assunto un’inedita centralità strategica. E l’Italia, “un vicino lontano che si sta avvicinando”, si legge nel documento strategico, non vuole restare fuori dai giochi.

Lo ha messo nero su bianco la presidente del Consiglio Giorgia Meloni: “L’Artico – ha scritto la premier dal Giappone in un messaggio inviato alla presentazione della Strategia – è una regione nevralgica nella competizione geopolitica globale”. “Siamo consapevoli – ha proseguito Meloni – che ciò che accade nel ‘Grande Nord’ non è qualcosa di distante o che rimane confinato in quella regione del mondo, ma riguarda il futuro di tutti noi, il nostro benessere, la nostra prosperità e la nostra sicurezza”. Per questo l’Italia, che “da sempre sostiene il diritto internazionale”, “intende continuare a fare la propria parte per preservare l’Artico come area di pace, cooperazione e prosperità”.

“Siamo convinti – ha sottolineato Meloni – che l’Artico debba essere sempre di più una priorità dell’Ue e della Nato e che l’Alleanza atlantica debba cogliere l’opportunità di sviluppare nella regione una presenza coordinata e capace di prevenire tensioni, preservare la stabilità e rispondere alle ingerenze di altri attori”.

Concetti riaffermati dal ministro degli Esteri Antonio Tajani: “La centralità della regione artica ci impone di aggiornare la nostra azione politica, economica e di ricerca. Noi abbiamo interesse alla stabilità dell’area, abbiamo interesse ad una sempre maggior presenza dell’Unione Europea e della Nato perché l’area artica è interesse geostrategico”, con le rotte marittime che si aprono, con “i confronti geopolitici che vediamo in questi giorni. Quindi non possiamo non avere una strategia aggiornata”. Sull’Artico, “ricco di materie prime”, ha ricordato Tajani, “dobbiamo pensare a mobilitare le nostre imprese”. Per questo “stiamo preparando con la nostra ambasciata a Copenaghen una missione imprenditoriale dedicata” e “convocherò quanto prima – ha annunciato Tajani – un tavolo imprenditoriale sul tema che raccolga i nostri principali gruppi industriali e le tante piccole e medie imprese di settori chiave come difesa, energia, ambiente e spazio”, in modo da “inserirle in un contesto di maggiore internazionalizzazione del nostro sistema, per essere all’avanguardia nell’export anche in questa regione del mondo”.

“Anche nell’Artico – ha assicurato Tajani – vogliamo promuovere la cooperazione per lo sviluppo sicuro delle future rotte marittime” e per questo “continueremo a promuovere un maggiore impegno della Nato in quell’area con una presenza dell’Ue”, ha sottolineato il vicepremier. Dal canto suo il ministro della Difesa Guido Crosetto ha posto l’accento sul cambiamento climatico che “creerà” nell’Artico “vie di comunicazione nuove, che incideranno, non sappiamo con quali tempi, sul 40-50% dei passaggi a Suez. Pensate cosa significa per le nostre aziende, per i nostri porti, un cambio così importante. Per cui necessariamente l’Italia deve mantenere un presidio, deve governare anche queste future rotte, deve mantenere una presenza economica, commerciale, di ricerca, anche militare, in una parte del mondo che diventerà sempre più strategica. Una parte del mondo che non è come le altre – ha ammonito Crosetto -, perché il paese che ha il confine più lungo con questo nuovo pezzo di mondo è la Russia” e “probabilmente, il giorno in cui finirà la guerra in Ucraina, una gran parte delle risorse militari russe saranno spostate in questo settore, come ci si sta spostando” d’altronde “la Nato, che ha concentrato tutta la politica militare sempre più vicino all’Artico” o “come dimostrano le dichiarazioni di Trump sulle Groenlandia”.

“Noi – ha concluso il ministro della Difesa – siamo disponibili a impegnarci perché l’asse della Difesa è fondamentale, è il supporto su cui si basano la ricerca e la diplomazia, è il basamento con cui il paese si presenta ed è quello che ci permette di far parte dei consessi internazionali consentendoci, anche in una zona come l’Artico dove non abbiamo accesso diretto, di rivendicare un nostro peso prendendoci una parte di responsabilità. Perché in quella zona, che è la terra di nessuno, occorre che ci sia qualcuno che in qualche modo costruisce delle regole e che non siano regole che creano altre fratture in un mondo che ne ha già troppe”.

Dunque, dalla cooperazione scientifica internazionale nell’Artico, che ha costituito il tradizionale strumento con cui il nostro Paese ha conquistato una solida e credibile reputazione in quella regione del mondo, ora l’Italia vuole passare a una postura più consona alle difficili sfide che il momento richiede.

“L’Artico è il luogo dove l’Italia può dire la sua da protagonista e il senso della nostra partecipazione a questa strategia nazionale sull’Artico – ha chiosato la ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini – è quello di rappresentare un momento di coesione tra l’indispensabile ruolo della politica estera”, che ormai “giustamente fonde cooperazione e commercio”, e “la fondamentale e imprescindibile presenza di sicurezza e difesa ovunque si faccia ricerca, tecnologia e innovazione”. (di Massimo Santucci)

L’Artico assume una centralità inedita e l’Italia aggiorna la sua Strategia

Roma, 16 gen. (askanews) – di Massimo Santucci.

“L’Italia considera l’Artico un confine dell’Europa da proteggere e una regione fondamentale per l’unità del continente”. E’ in questo passaggio contenuto nelle conclusioni della nuova Strategia Artica Italiana che si colgono, alla luce delle tensioni internazionali sulla Groenlandia, le novità del documento illustrato oggi a Villa Madama dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, dal titolare della Difesa Guido Crosetto e dalla ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini.

Si tratta infatti di un aggiornamento della Strategia artica nazionale, che avviene però a distanza di dieci anni dalla prima versione, redatta quando, come scritto nello stesso documento, “prevaleva una visione più statica e nel contempo più cooperativa delle problematiche artiche”. Oggi, sicuramente per il progredire del riscaldamento climatico, che apre la possibilità di nuove rotte marittime, ma soprattutto per l’accresciuta competizione tra superpotenze, come dimostra la protervia con cui il presidente Usa Donald Trump ha fatto intendere di voler controllare militarmente e sfruttare economicamente la Groenlandia, territorio autonomo del Regno di Danimarca, l’Artico ha assunto un’inedita centralità strategica. E l’Italia, “un vicino lontano che si sta avvicinando”, si legge nel documento strategico, non vuole restare fuori dai giochi.

Lo ha messo nero su bianco la presidente del Consiglio Giorgia Meloni: “L’Artico – ha scritto la premier dal Giappone in un messaggio inviato alla presentazione della Strategia – è una regione nevralgica nella competizione geopolitica globale”. “Siamo consapevoli – ha proseguito Meloni – che ciò che accade nel ‘Grande Nord’ non è qualcosa di distante o che rimane confinato in quella regione del mondo, ma riguarda il futuro di tutti noi, il nostro benessere, la nostra prosperità e la nostra sicurezza”. Per questo l’Italia, che “da sempre sostiene il diritto internazionale”, “intende continuare a fare la propria parte per preservare l’Artico come area di pace, cooperazione e prosperità”.

“Siamo convinti – ha sottolineato Meloni – che l’Artico debba essere sempre di più una priorità dell’Ue e della Nato e che l’Alleanza atlantica debba cogliere l’opportunità di sviluppare nella regione una presenza coordinata e capace di prevenire tensioni, preservare la stabilità e rispondere alle ingerenze di altri attori”.

Concetti riaffermati dal ministro degli Esteri Antonio Tajani: “La centralità della regione artica ci impone di aggiornare la nostra azione politica, economica e di ricerca. Noi abbiamo interesse alla stabilità dell’area, abbiamo interesse ad una sempre maggior presenza dell’Unione Europea e della Nato perché l’area artica è interesse geostrategico”, con le rotte marittime che si aprono, con “i confronti geopolitici che vediamo in questi giorni. Quindi non possiamo non avere una strategia aggiornata”. Sull’Artico, “ricco di materie prime”, ha ricordato Tajani, “dobbiamo pensare a mobilitare le nostre imprese”. Per questo “stiamo preparando con la nostra ambasciata a Copenaghen una missione imprenditoriale dedicata” e “convocherò quanto prima – ha annunciato Tajani – un tavolo imprenditoriale sul tema che raccolga i nostri principali gruppi industriali e le tante piccole e medie imprese di settori chiave come difesa, energia, ambiente e spazio”, in modo da “inserirle in un contesto di maggiore internazionalizzazione del nostro sistema, per essere all’avanguardia nell’export anche in questa regione del mondo”.

“Anche nell’Artico – ha assicurato Tajani – vogliamo promuovere la cooperazione per lo sviluppo sicuro delle future rotte marittime” e per questo “continueremo a promuovere un maggiore impegno della Nato in quell’area con una presenza dell’Ue”, ha sottolineato il vicepremier.

Dal canto suo il ministro della Difesa Guido Crosetto ha posto l’accento sul cambiamento climatico che “creerà” nell’Artico “vie di comunicazione nuove, che incideranno, non sappiamo con quali tempi, sul 40-50% dei passaggi a Suez. Pensate cosa significa per le nostre aziende, per i nostri porti, un cambio così importante. Per cui necessariamente l’Italia deve mantenere un presidio, deve governare anche queste future rotte, deve mantenere una presenza economica, commerciale, di ricerca, anche militare, in una parte del mondo che diventerà sempre più strategica. Una parte del mondo che non è come le altre – ha ammonito Crosetto -, perché il paese che ha il confine più lungo con questo nuovo pezzo di mondo è la Russia” e “probabilmente, il giorno in cui finirà la guerra in Ucraina, una gran parte delle risorse militari russe saranno spostate in questo settore, come ci si sta spostando” d’altronde “la Nato, che ha concentrato tutta la politica militare sempre più vicino all’Artico” o “come dimostrano le dichiarazioni di Trump sulle Groenlandia”.

“Noi – ha concluso il ministro della Difesa – siamo disponibili a impegnarci perché l’asse della Difesa è fondamentale, è il supporto su cui si basano la ricerca e la diplomazia, è il basamento con cui il paese si presenta ed è quello che ci permette di far parte dei consessi internazionali consentendoci, anche in una zona come l’Artico dove non abbiamo accesso diretto, di rivendicare un nostro peso prendendoci una parte di responsabilità. Perché in quella zona, che è la terra di nessuno, occorre che ci sia qualcuno che in qualche modo costruisce delle regole e che non siano regole che creano altre fratture in un mondo che ne ha già troppe”.

Dunque, dalla cooperazione scientifica internazionale nell’Artico, che ha costituito il tradizionale strumento con cui il nostro Paese ha conquistato una solida e credibile reputazione in quella regione del mondo, ora l’Italia vuole passare a una postura più consona alle difficili sfide che il momento richiede.

“L’Artico è il luogo dove l’Italia può dire la sua da protagonista e il senso della nostra partecipazione a questa strategia nazionale sull’Artico – ha chiosato la ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini – è quello di rappresentare un momento di coesione tra l’indispensabile ruolo della politica estera”, che ormai “giustamente fonde cooperazione e commercio”, e “la fondamentale e imprescindibile presenza di sicurezza e difesa ovunque si faccia ricerca, tecnologia e innovazione”.

Salerno, si dimette sindaco Napoli: possibile ritorno di De Luca

Napoli, 16 gen. (askanews) – Il sindaco di Salerno, Vincenzo Napoli, si è dimesso. Il primo cittadino, nel primo pomeriggio, ha protocollato in Segreteria generale una lettera nella quale formalizza la sua decisione. Una ipotesi che era già nell’aria da alcuni giorni. Come prevede il Tuel, le dimissioni diventano efficaci e irrevocabili trascorso il termine di 20 giorni dalla loro presentazione al consiglio comunale. Si provvederà poi allo scioglimento dell’assemblea e il prefetto nominerà un commissario.

Il secondo mandato consecutivo di Napoli sarebbe scaduto a ottobre prossimo, con elezioni che si sarebbero dovute tenere nella primavera del 2027, ma la sua decisione di dimettersi apre le porte a un possibile ritorno alle urne già nella prossima primavera. Le nuove elezioni amministrative potrebbero vedere come candidato l’ex presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca. Un’ipotesi che viene caldeggiata da più parti e che lo stesso governatore non ha mai smentito. Nella consueta diretta Facebook del venerdì, oggi lo stesso De Luca ha parlato di cose concrete da attuare a Salerno nei prossimi mesi: un discorso che già ha il sapore di campagna elettorale.

In caso di elezione, per il ‘sindaco sceriffo’ sarebbe il quinto mandato da sindaco di Salerno. La prima volta fu eletto nel 1993, poi nel 1997, nel 2006 e nel 2011. Durante i suoi due mandati alla presidenza della Regione Campania (dal 2015 al 2025) il Comune di Salerno è stato guidato da Vincenzo Napoli, capo della sua segreteria politica, poi vicesindaco e sindaco facente funzioni, eletto nel 2016 e nuovamente nel 2021.

Bankitalia stima crescita 2026 a 0,6%, si rafforzerebbe in 2027-28

Roma, 16 gen. (askanews) – Nel terzo trimestre il Pil dell’Italia è leggermente aumentato, per effetto del deciso rialzo delle esportazioni e dell’espansione degli investi menti, che hanno beneficiato degli incentivi fiscali e delle altre misure connesse con il Pnrr. Lo riporta la Banca d’Italia, ricordando nell’ultimo Bollettino economico che nelle proiezioni elaborate a dicembre si prefigura una crescita del prodotto dello 0,6 per cento nel 2026, che si rafforzerebbe nel biennio 2027-28.

I cons mi delle famiglie sono cresciuti in misura contenuta, si legge, risentendo di attese ancora sfavorevoli sull’evoluzione del quadro economico internazionale.

Sulla base delle nostre valutazioni, nel quarto trimestre l’attività economica ha continuato a espandersi moderatamente, dice Bankitalia, sospinta dal settore dei servizi, soprattutto quelli destinati alle imprese, e da un recupero nell’industria. Le prospettive per la mani fattura restano incerte, anche per l’intensificarsi della concorrenza cinese in diversi comparti.

Sci, Giovanni Franzoni trionfa a sorpresa nel SuperG di Wengen

Roma, 16 gen. (askanews) – Clamorosa affermazione, la prima in carriera in Coppa del Mondo, del bresciano Giovanni Franzoni nel SuperG di Wengen, in Svizzera. Sceso col pettorale numero 1, scia in maniera molto lineare, senza errori e con una buona velocità finale: taglia il traguardo in 1’45″19, un tempo che da subito si intuisce possa essere interessante. FRanzoni riesce a tenere dietro tutti, finanche il campionissimo Marco Odermatt, pettorale numero 13, ovvio e naturale favorito della gara. Ma Odermatt va subito fuori dal podio, quarto a 53 centesimi da Franzoni. Col numero 14 scende Dominik Paris, altro candidato a finire in una delle prime piazze, ma sbaglia dopo pochi secondi di discesa. Ed ecco che allora il sogno comincia a diventare realtà. Alla fine, trionfa proprio lui, il 24enne Franzoni: alle sue spalle l’austriaco Stefan Babinski a 35 centesimi, terzo lo svizzero Franjo Von Allmen a 37.

Sanremo, Carlo Conti gira spot del Festival: "Oggi niente annunci"

Roma, 16 gen. (askanews) – “Oggi niente annunci, soltanto il grande spot nel cuore di Roma”: Carlo Conti arriva in piazza di Spagna, ai piedi della Scalinata di Trinità dei Monti, per girare l’ultimo spot “Tutti cantano Sanremo” in vista del Festival.

Il conduttore e direttore artistico del Festival di Sanremo, assediato dai giornalisti e fotografi, non ha voluto svelare altre sorprese della kermesse che si aprirà il 24 febbraio.

I romani si sono radunati per il flashmob e per cantare “Con te partirò”. “Certamente – ha detto Conti – altrimenti proveremo con Roma non far la stupida”.

La madeleine di Renzi: una Margherita 4.0 per aiutare c.sinistra a vincere

Roma, 16 gen. (askanews) – Il nome, come una madeleine di Proust, sblocca ricordi, evoca protagonisti e storie, nonchè la propria storia politica. Il nome è: Margherita 4.0. Matteo Renzi, leader di Italia Viva, ripete da mesi (da anni?) che al campo largo per vincere le elezioni politiche e tornare al governo del Paese non basta l’alleanza tra i Dem, i Cinquestelle, Avs e +Europa (Calenda, con Azione, ha ribadito più volte di volerne stare fuori), ma serve un’altra gamba, una gamba di centro, un luogo in cui i riformisti possano riconoscersi e sentirsi rappresentati. Ora poi “che Meloni ha fifa di perdere le elezioni” e, dopo i distinguo della Lega sulla risoluzione sull’Ucraina, “ha una fronda a destra”, è il momento di agire.

Questa cosa, questo contenitore, l’ex premier l’ha battezzata come Casa Riformista, lanciata in grande stile all’ultima Leopolda, ma da qualche tempo è spuntata, dal terreno non sempre facile da arare dell’essere opposizione – peraltro tra tante opposizioni (almeno cinque a giudicare dalle risoluzioni sulla politica estera, ultimo caso, ieri, l’Ucraina) – una nuova Margherita, versione 4.0 appunto. Per Renzi, a livello personale, sarebbe la chiusura di un cerchio: si sa che ha iniziato a fare politica con il Partito Popolare, di cui è stato segretario giovanile e provinciale a 24 anni, aderendo, nel 2002, alla Margherita di Francesco Rutelli.

Oggi, in un’intervista, ribadisce il concetto. “Uno spazio al centro, uno spazio riformista, una Margherita 4.0 va fatta. Poi che la si faccia con Delrio, con i sindaci, con il mondo di Iv, con gli altri partiti di quest’area” si vedrà. Certo, ci sarà “gente che verrà anche da Forza Italia” perchè dentro quel partito “con la corrente di Occhiuto” “sta succedendo qualcosa” ed è molto interessante. Ma, attenzione, “è un contenitore che non deve portar via necessariamente al Pd, non è un’operazione contro il Pd, è a sostegno”.

Sono lontani i tempi della scissione dal Pd che portò alla nascita di Italia Viva e ad anni di rapporti difficili con il suo ex partito. Renzi, spiegano dalle parti di Iv, vuole dare un contributo al campo largo senza intestarsi niente. Non si metterà, insomma, a corteggiare i Dem che si trovano a disagio con la guida, considerata troppo a sinistra e troppo schiacciata sui Cinquestelle, di Elly Schlein. Ma c’è un fatto: se nasce davvero la Margherita 4.0., magari con l’aiuto di alcuni sindaci, a cominciare da Silvia Salis, sindaca di Genova e ospite d’onore dell’ultima Leopolda (a cui però ha contribuito anche il primo cittadino di Napoli, Gaetano Manfredi), sarà un fatto politico non rimuovibile per chi si trova, ad esempio, nelle condizioni dei riformisti Dem. Paolo Gentiloni, Pina Picierno, Giorgio Gori, Lorenzo Guerini da tempo chiedono (senza ottenerlo) un cambio di passo a Schlein.

Prima dei nomi, però, il programma. “Tra l’ideologismo della Albanese e della Salis e questa destra che ci governa ci sarebbe uno spazio fertile, tutto da riempire di contenuti – ha scritto Renzi qualche settimana fa sul Foglio -. Lo spazio che io penso appartenga alla Casa riformista, una Margherita 4.0 capace di aiutare il centrosinistra a vincere le elezioni politiche del 2027”. Di prospettive e contenuti, tasse e sicurezza in primis, si parlerà domani a Palazzo Castiglioni, a Milano, all’assemblea nazionale di Italia Viva, che con queste premesse è una prova generale, “un treno” che parte. Perchè, chiosa Renzi, in uno dei suoi interventi, “non sottovalutate chi sposta il 2%. O se volete sottovalutarlo prima guardate quante volte le elezioni si sono giocate con un range del 2%”.

Vela, a Cagliari la prima regata preliminare di America’s cup

Roma, 16 gen. (askanews) – Ora è ufficiale: sarà Cagliari ad aprire il cammino della 38esima America’s Cup. Dal 21 al 24 maggio 2026 il capoluogo sardo e il suo Golfo degli Angeli ospiteranno la prima regata preliminare dell’edizione che culminerà con la Louis Vuitton Cup e con l’assegnazione del trofeo a Napoli nell’estate 2027. Un avvio simbolico e sostanziale, perché proprio in Sardegna Luna Rossa farà il suo esordio ufficiale nella nuova avventura della competizione sportiva più antica del mondo.

In acqua ci saranno cinque team, ciascuno con due imbarcazioni AC40 monotipo foiling: una affidata agli equipaggi principali e l’altra riservata a team composti da donne e giovani velisti. Oltre a Luna Rossa parteciperanno i detentori del titolo di Emirates Team New Zealand, gli svizzeri di Alinghi, i britannici di Athena Racing e i francesi di K-Challenge. Il formato prevede una serie di regate di flotta, al termine delle quali i primi due classificati si affronteranno in una finale secca per la vittoria della tappa.

La scelta di Cagliari è stata rivendicata con orgoglio dalle istituzioni. “Siamo orgogliosi non solo di ospitare l’America’s Cup in Italia, a Napoli, ma che il viaggio inizi già a maggio nelle acque di Cagliari”, ha dichiarato il ministro per lo Sport Andrea Abodi, sottolineando il valore simbolico di una città considerata la casa di Luna Rossa e luogo iconico della vela internazionale. Un riconoscimento alla tradizione velica italiana e, allo stesso tempo, un’occasione per promuovere il territorio e ispirare nuove generazioni.

Grande soddisfazione anche da parte della Regione Sardegna. L’assessore al Turismo Franco Cuccureddu ha parlato di un risultato tutt’altro che scontato, frutto di mesi di trattative complesse condotte con grande riservatezza. La presidente Alessandra Todde ha difeso l’investimento pubblico da 7 milioni di euro, stimando un ritorno economico diretto di circa 50 milioni e ribadendo che la Sardegna può essere protagonista nel panorama sportivo mondiale, “a testa alta”.

La tappa di Cagliari rappresenterà così il primo vero banco di prova per le imbarcazioni e gli equipaggi in vista della Louis Vuitton Cup. Un inizio che unisce tradizione, visione e ambizione, lanciando l’Italia al centro del mondo della vela già dalla primavera 2026.

A Noventa di Piave 2^ edizione di Osservatorio Moda e Generazioni

Noventa di Piave, 16 gen. (askanews) – Al Noventa di Piave Designer Outlet si è tenuta la seconda edizione dell’Osservatorio Moda e Generazioni di McArthurGlen, uno studio realizzato in collaborazione con Ipsos Doxa su un campione di oltre 500 persone rappresentativo della popolazione italiana tra i 50 e i 65 anni, delineando il profilo dei Re-Styler.

Il centro registra oltre 3,6 milioni di visitatori complessivi e un fatturato in aumento rispetto al 2024, performance che trovano ulteriore conferma nei primi segnali positivi del 2026. A contribuire con il 40% del fatturato complessivo è la clientela internazionale, mentre il restante 60% è rappresentato da un solido bacino di visitatori locali provenienti da Veneto e Friuli-Venezia Giulia. A fare un bilancio sul 2025 e una previsione per il 2026 è stato Fabio Rinaldi, Center Manager Noventa di Piave Designer Outlet: “Chiudiamo il 2025 con una consolidata e importante crescita, un 3% di fatturato aggiuntivo sul 2024: questo rende l’anno appena chiuso l’anno record dall’apertura del centro. Il 2026 è partito anche meglio: le prime due settimane di gennaio portano in dote un 7% di crescita sul fatturato, legato anche al beneficio del calendario”.

L’analisi dell’Osservatorio Moda e Generazioni permette di comprendere in modo sempre più approfondito i cambiamenti nei comportamenti di consumo e nelle dinamiche sociali dei propri pubblici di riferimento, come sottolineato dalla Director Public Affair di Ipsos Doxa Cristina Liverani: “Si tratta di un’iniziativa iniziata due anni fa ed è uno strumento importante per il brand per conoscere più da vicino i suoi consumatori. Allo stesso tempo dà elementi importanti e interessanti per uno storytelling più accattivante, sia per i brand che lo popolano che per il committente stesso”.

La generazione Re-Styler rappresenta il 46% dei visitatori dei quattro centri McArthurGlen presenti in Italia e costituisce la fascia con la spesa media più elevata. La fascia di popolazione presa in esame vive la moda come espressione di sé, come rituale ma anche come ponte tra passato e futuro. Nel contesto veneto la ricerca di unicità e rarità è più marcata rispetto alla media nazionale, con una particolare attenzione alla qualità dei tessuti, a un’eleganza non ostentata e una preferenza per uno stile pacato e misurato. La possibilità di fare acquisti in un negozio fisico rimane infine centrale per il 54% dei Re-Styler veneti.

Ciclismo, Tirreno Adriatico al via il 9 marzo

Roma, 16 gen. (askanews) – Partirà il prossimo 9 marzo da Lido di Camaiore, per concludersi il 15 a San Benedetto del Tronto l’edizione 2026 della Tirreno-Adriatico presentata stamani presso il Parlamentino di Palazzo Li Madou di Ancona, sede della Regione Marche. La Corsa dei Due Mari attraverserà cinque regioni con un percorso variegato che offrirà occasioni ad ogni tipologia di corridore: dalla cronometro individuale di Lido di Camaiore, che aprirà come da recente tradizione la caccia alla Maglia Azzurra, fino alla frazione conclusiva di San Benedetto del Tronto, dove verrà alzato al cielo il Tridente di Nettuno. Si parte dal Lido di Camaiore con una cronometro breve e completamente pianeggiante, una prova di pura potenza che disegna subito le prime gerarchie e costringe tutti a scoprirsi fin dal primo giorno.

La seconda tappa cambia subito volto alla corsa: dall’aria di mare si passa all’entroterra toscano, tra salite impegnative, sterrato in salita e un finale durissimo nel cuore di San Gimignano, dove il muro conclusivo diventa giudice severo delle energie spese. La terza giornata è invece dedicata alla resistenza: una tappa lunghissima, ondulata, senza grandi montagne ma capace di logorare lentamente, con un arrivo leggermente ascendente.

Con la quarta tappa arrivano gli Appennini. Dopo salite storiche e una lunga discesa verso l’Adriatico, il finale si trasforma in una sequenza di muri esplosivi, fino allo strappo micidiale di Tortoreto. Nelle Marche la corsa resta nervosa: la tappa di Mombaroccio è un continuo saliscendi, resa ancora più selettiva dal circuito finale e dall’ultimo strappo a ridosso del traguardo.

Il momento decisivo arriva a Camerino, con la salita del Sassotetto e un circuito finale durissimo, chiuso dal Muro della Madonna delle Carceri, spesso teatro della svolta decisiva. L’ultima tappa accompagna la corsa verso San Benedetto del Tronto: strada pianeggiante sul mare, volata finale e tempo di bilanci, con l’Adriatico che chiude una settimana intensa e senza tregua.

Zelensky: noi vogliamo la fine della guerra oggi

Roma, 16 gen. (askanews) – Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, durante la conferenza stampa odierna con il presidente ceco Petr Pavel, ha dichiarato che se gli Stati Uniti vogliono finire la guerra domani, gli ucraini lo vogliono oggi. Aggiungendo che l’unico che posticipa la fine della guerra è il presidente russo Vladimir Putin.

“In generale è chiaro che gli Stati Uniti vogliono porre fine alla guerra domani. E noi vogliamo farlo oggi. Entrambe le parti sono interessate a questo. Il rinvio della firma e della fine della guerra dipende dalla Russia”, ha sostenuto Zelensky.

Jazz, Red Records inaugura il 2026 con l’esordio di Jordan Williams

Roma, 16 gen. (askanews) – L’ha chiamato Playing By Ear, ma funzionerebbe benissimo aggiungere By Heart, perché le architetture di questa musica stanno tutte dentro l’idea di un viaggio sentimentale tra radici e visioni. Da oggi è negli store in cd e sulle piattaforme online.

Jordan Williams, giovane e roccioso pianista di Philadelphia (n. 1996), ha scelto la Red Records per il suo debutto discografico. L’album – si legge in un comunicato – è stato registrato con alcuni dei top player del jazz statunitense: Jeff “Tain” Watts, Nat Reeves, Wallace Roney Jr.

Nella sua ispirazione ricorrono stilemi contrappuntistici classici (da Bach a Haydn), prima passione di Williams, e riconcettualizzazioni delle songs della tradizione americana blues, gospel, jazz.

“Marco Pennisi della Red”, ha dichiarato in una recente intervista al britannico UKJazzNews, “mi ha consigliato di fare un disco con Wallace e mi ha dato la libertà di scegliere la sezione ritmica. Questo mi ha reso tutto più semplice: ho scelto i miei eroi, quelli che hanno formato i gusti di un mucchio di persone della mia generazione. Ho voluto rendere omaggio a questo filo rosso della storia, facendo però qualcosa che vibrasse di novità e di vita”.

L’uscita dell’album è stata preceduta dal singolo Tayamisha, rilettura di un blues meno noto di Buster Williams. Una parola swahili che evoca armonia e tranquillità e con un legame speciale per il pianista di Philly, visto che – ricorda – i nonni avviarono un ristorante a Camden, la città del New Jersey dove nacque Buster, subito dopo l’assassinio di Martin Luther King Jr.

Con Playing By Ear si apre, così, un anno ricco di uscite straordinarie per la Red Records, che quest’anno soffierà le sue prime cinquanta candeline.

(photo credits: Luciano Rossetti, Phocus).

Le serie HBO Max arrivano in Italia, a Roma le star sul red carpet

Roma, 16 gen. (askanews) – HBO Max, il servizio streaming del Gruppo Warner Bros Discovery è sbarcato in Italia in grande stile. Per il lancio della piattaforma sono arrivati a Roma, infatti, i protagonisti de “A Knight of the Seven Kingdoms”, prequel della saga “Il trono di spade”, che sarà disponibile su HBO Max dal 19 gennaio.

Su HBO Max in Italia si possono già vedere il film più premiato della stagione, “Una battaglia dopo l’altra” di Paul Thomas Anderson, “Superman”, “Sinners”, la seconda stagione di “The Pitt”, che ha appena vinto il Golden Globe, e le quattro di “Industry”, la serie ambientata nel mondo dell’alta finanza, rappresentata nell’evento romano dagli autori Mickey Down e Konrad Kay e dalla protagonista Myha’la Herrold.

Molta attesa c’è ora per le produzioni italiane di HBO, prima fra tutte “Portobello”, la serie diretta da Marco Bellocchio con Fabrizio Gifuni nel ruolo di Enzo Tortora, che sarà su HBO Max dal 20 febbraio.

Tra le nuove produzioni originali italiane in arrivo su HBO Max figurano “Melania Rea – oltre il caso”, la serie diretta da Stefano Mordini con Maria Esposito, “Saman”, sulla giovane pachistana uccisa dalla famiglia, “In utero”, la serie con Sergio Castellitto creata da Margaret Mazzantini e diretta da Maria Sole Tognazzi e “Peccato”, documentario-commedia con Emanuela Fanelli.

Calcio, Playoff Conference, sarà Jagiellonia-Fiorentina

Roma, 16 gen. (askanews) – A Nyon sorteggiati gli accoppiamenti per la fase playoff della Conference League: la Fiorentina sfiderà lo Jagiellonia (andata 19 febbraio in Polonia, ritorno a Firenze il 26 febbraio). Sono attualmente al terzo posto nel campionato polacco, ma il club è anche riuscito a strappare un punto allo Strasburgo capolista in Conference durante la fase campionato. Se passa agli ottavi Strasburgo o Rakov.

Tutti gli abbinamenti dei playoff Lato argento/sinistro: KuPS-Lech Poznan Noah-AZ Zrinjski-Crystal Palace Jagiellonia-FIORENTINA . Lato verde/destro: Skhenija-Samsunspor Drita-Celje Sigma Olomuc-Losanna Omonia-Rijeka

Italia-Giappone, sponda Meloni-Takaichi su barriere e libero commercio

Tokyo, 16 gen. (askanews) – C’è il linguaggio freddo e diplomatico degli statement, che in molte parole riassume i termini dell’intesa, a cominciare dalla difesa di un “ordine economico libero ed equo”. E poi c’è una immagine che più di tutte è capace di restituire il senso delle giornate giapponesi di Giorgia Meloni. Ed è il selfie che lei stessa pubblica sui social che la ritrare accanto alla prima ministra, Sanae Takaichi: entrambe sorridenti, trasformate grazie all’intelligenza artificiale, in due personaggi dei cartoni d’animazione in stile nipponico.

Nella seconda tappa della missione in Asia che dopo un primo passaggio in Oman da domani la porterà anche in Corea del Sud, la presidente del Consiglio in un incontro bilaterale al Kantei, la residenza ufficiale della prima ministra, da una parte sottoscrive la dichiarazione che eleva i rapporti tra i due Paesi a “partenariato strategico speciale”, dall’altra proietta la attuale “cooperazione” verso quella che, dice, può diventare “una bella amicizia”.

C’è molto colore in questo incontro tra le uniche due donne alla guida di un paese del G7, circostanza che viene rimarcata anche durante le dichiarazioni. A cominciare dal ‘Tanti auguri’ in italiano intonato dai padroni di casa durante il pranzo offerto alla delegazione italiana per celebrare il compleanno che la premier ha festeggiato proprio a Tokyo. “Il messaggio è che crediamo molto in questa alleanza”, dice Meloni che sceglie una parola giapponese simbolica per descrivere “l’onore” e la “responsabilità” che la accomuna a Takaichi: ‘ganbaru’, un verbo e una esortazione che, spiega la premier, vuol dire “ambire a superare sempre i limiti, non accontentarsi mai di dove si è arrivati”.

Negli ambiti dell’intesa suggellata con l’incontro, grande rilevanza hanno ovviamente gli accordi economici che spaziano da intelligenza artificiale e tech, ai semiconduttori, fino al settore spaziale ma anche della difesa, a cominciare dal Global Combat Air Programme, che – spiega Meloni – è “una strategia di cooperazione industriale” e “un’iniziativa che rafforza la sicurezza euro-atlantica e indo-pacifica e dimostra come la cooperazione tra nazioni alleate sia la risposta più efficace ai rischi e alle minacce che fronteggiamo”. D’altra parte, c’è un preciso obiettivo geopolitico che la presidente del Consiglio persegue dall’inizio del suo governo, ovvero provare a proiettare sempre più l’influenza italiana verso est, dai Paesi del Golfo a quelli asiatici.

Ed è nella dichiarazioni congiunta in sedici punti sottoscritta dalle due leader che, pur nel rigido linguaggio della diplomazia, si indicano una serie di posizionamenti politici rispetto ai tanti fronti aperti sullo scacchiere internazionale. Come al punto sei, dove Meloni e Takaichi esprimono “grave preoccupazione per forme di coercizione economica, per l’uso di politiche e pratiche non di mercato e per l’imposizione di restrizioni all’export che interrompono le catene globali di approvvigionamento di beni e componenti chiave e causano altre distorsioni di mercato”. Un passaggio incisivo che sembra suggellare una alleanza anti-dazi, quelli americani compresi, ma che – viene spiegato – sarebbe soprattutto rivolta alla minaccia avanzata dalla Cina nei confronti del Giappone dopo che la stessa prima ministra nipponica aveva reagito alle minacce di una azione militare nei confronti di Taiwan.

Le due leader si sono già date un appuntamento per i prossimi mesi: Meloni ha infatti invitato a Roma Takaichi (che a breve porterà il suo Paese a elezioni anticipate) mentre l’Italia ha annunciato la sua partecipazione all’Expo green che si terrà nel 2027 a Yokohama. “Conta sempre su di me, per qualsiasi cosa di cui tu abbia bisogno. So che non è facile ma ce la faremo insieme”, ha detto Meloni alla leader giapponese prima di congedarsi.

Italia-Giappone, sponda Meloni-Takaichi su barriere e libero commercio

Tokyo, 16 gen. (askanews) – C’è il linguaggio freddo e diplomatico degli statement, che in molte parole riassume i termini dell’intesa, a cominciare dalla difesa di un “ordine economico libero ed equo”. E poi c’è una immagine che più di tutte è capace di restituire il senso delle giornate giapponesi di Giorgia Meloni. Ed è il selfie che lei stessa pubblica sui social che la ritrare accanto alla prima ministra, Sanae Takaichi: entrambe sorridenti, trasformate grazie all’intelligenza artificiale, in due personaggi dei cartoni d’animazione in stile nipponico.

Nella seconda tappa della missione in Asia che dopo un primo passaggio in Oman da domani la porterà anche in Corea del Sud, la presidente del Consiglio in un incontro bilaterale al Kantei, la residenza ufficiale della prima ministra, da una parte sottoscrive la dichiarazione che eleva i rapporti tra i due Paesi a “partenariato strategico speciale”, dall’altra proietta la attuale “cooperazione” verso quella che, dice, può diventare “una bella amicizia”.

C’è molto colore in questo incontro tra le uniche due donne alla guida di un paese del G7, circostanza che viene rimarcata anche durante le dichiarazioni. A cominciare dal ‘Tanti auguri’ in italiano intonato dai padroni di casa durante il pranzo offerto alla delegazione italiana per celebrare il compleanno che la premier ha festeggiato proprio a Tokyo. “Il messaggio è che crediamo molto in questa alleanza”, dice Meloni che sceglie una parola giapponese simbolica per descrivere “l’onore” e la “responsabilità” che la accomuna a Takaichi: ‘ganbaru’, un verbo e una esortazione che, spiega la premier, vuol dire “ambire a superare sempre i limiti, non accontentarsi mai di dove si è arrivati”.

Negli ambiti dell’intesa suggellata con l’incontro, grande rilevanza hanno ovviamente gli accordi economici che spaziano da intelligenza artificiale e tech, ai semiconduttori, fino al settore spaziale ma anche della difesa, a cominciare dal Global Combat Air Programme, che – spiega Meloni – è “una strategia di cooperazione industriale” e “un’iniziativa che rafforza la sicurezza euro-atlantica e indo-pacifica e dimostra come la cooperazione tra nazioni alleate sia la risposta più efficace ai rischi e alle minacce che fronteggiamo”. D’altra parte, c’è un preciso obiettivo geopolitico che la presidente del Consiglio persegue dall’inizio del suo governo, ovvero provare a proiettare sempre più l’influenza italiana verso est, dai Paesi del Golfo a quelli asiatici.

Ed è nella dichiarazioni congiunta in sedici punti sottoscritta dalle due leader che, pur nel rigido linguaggio della diplomazia, si indicano una serie di posizionamenti politici rispetto ai tanti fronti aperti sullo scacchiere internazionale. Come al punto sei, dove Meloni e Takaichi esprimono “grave preoccupazione per forme di coercizione economica, per l’uso di politiche e pratiche non di mercato e per l’imposizione di restrizioni all’export che interrompono le catene globali di approvvigionamento di beni e componenti chiave e causano altre distorsioni di mercato”. Un passaggio incisivo che sembra suggellare una alleanza anti-dazi, quelli americani compresi, ma che – viene spiegato – sarebbe soprattutto rivolta alla minaccia avanzata dalla Cina nei confronti del Giappone dopo che la stessa prima ministra nipponica aveva reagito alle minacce di una azione militare nei confronti di Taiwan.

Le due leader si sono già date un appuntamento per i prossimi mesi: Meloni ha infatti invitato a Roma Takaichi (che a breve porterà il suo Paese a elezioni anticipate) mentre l’Italia ha annunciato la sua partecipazione all’Expo green che si terrà nel 2027 a Yokohama. “Conta sempre su di me, per qualsiasi cosa di cui tu abbia bisogno. So che non è facile ma ce la faremo insieme”, ha detto Meloni alla leader giapponese prima di congedarsi.

Groenlandia, Crosetto: no a frazionare in azioni il mondo occidentale

Roma, 16 gen. (askanews) – L’invio di piccoli contingenti europei in Groenlandia non rafforza la sicurezza né l’unità dell’Occidente. Lo ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto, intervenendo a Roma, a Villa Madama, alla conferenza di presentazione del Documento strategico italiano sull’Artico.

“Quindici soldati mandati in Groenlandia. Cos’è, una gita? Non riesco a capire”, ha detto Crosetto, criticando l’ipotesi di iniziative frammentate da parte dei singoli Paesi europei. “Voi immaginate: 15 italiani, 15 francesi e 15 tedeschi in Groenlandia. Sembra quasi l’inizio di una barzelletta”, ha aggiunto.

“Io penso che invece sia il nostro interesse quello di tenere insieme il mondo occidentale, il mondo libero, pensare sempre in ottica Nato, in ottica Onu, io sono per allargare, non per frazionare in azioni un mondo che è già troppo frazionato. E lo stesso noi siamo pronti a farlo nell’Artico come Difesa” ha detto Crosetto.

Tajani: l’Artico è una priorità per l’internazionalizzazione delle nostre imprese

Roma, 16 gen. (askanews) – “Credo che noi dobbiamo dar vita a un tavolo imprenditoriale per artico con tutti i nostri principali gruppi industriali, tanti piccole e medie imprese in settori chiare come difese, energia, ambiente, spazio. Vogliamo sostenere” i nostri imprenditori ed “essere al loro fianco per inserirli in un contesto di internazionalizzazione del nostro sistema imprenditoriale per essere all’avanguardia anche per l’export in questa parte del mondo. E noi metteremo la regione artica tra le priorità della gente e per l’internazionalizzazione del nostro tessuto produttivo”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani presentando, a Villa Madama insieme ai ministri della Difesa Guido Crosetto e della Ricerca, Anna Maria Bernini, la nuova strategia italiana per l’Artico.

Musica, prosegue il tour in Italia di "Demon Hunters and Soda Pop"

Roma, 16 gen. (askanews) – Dopo il successo delle date in Sicilia con oltre 10mila biglietti venduti, prosegue il tour in tutta Italia di “Demon Hunters and Soda Pop”, show tribute del film d’animazione che ha ottenuto successo mondiale e vinto due Golden Globes.

Lo spettacolo, per la regia di Giuseppe Stancampiano, fonde musica dal vivo, narrazione e visual ad alto impatto, trascinando gli spettatori in un viaggio tra battaglie epiche contro forze oscure e l’energia esplosiva del K-pop. Protagonisti sul palco i cantanti dal vivo, guidati da un trio femminile, affiancati dalla straordinaria band dei Soda Pop, che ricrea l’universo sonoro tipico del K-pop. Il corpo di ballo composto da 10 performer trasforma ogni scena in un vortice di movimento.

Presente anche la mascotte Tiger che accompagna il pubblico con lungo tutto lo spettacolo. Luci laser, led wall, effetti luminosi speciali e visual immersivi trasformano il palco in un ambiente futuristico, per trasportare gli spettatori nell’universo K-pop.

Queste le date dello spettacolo prodotto da Teatro Apparte in collaborazione con Authentic Jam: 2 aprile al Teatro Cartiere Carrara di Firenze alle ore 17.00 e 20.30 – Sold out; 4 aprile al Teatro PalaPartenope di Napoli alle ore 18.00; 5 aprile all’Auditorium Parco della Musica di Roma (Sala Sinopoli) alle ore 18.00; 12 aprile alla CMP Arena di Bassano del Grappa alle ore 17.30 e 19.15; 19 aprile al Teatro Garden di Rende alle ore 16.30; 25 aprile al Teatro Massimo (Sala 1) di Pescara alle ore 16.30; 10 maggio al Palmariva Live Club di Fossalta di Portogruaro alle ore 15.00; 24 maggio al Teatro Regio di Parma alle ore 15.00 e alle ore 18.00; 13 giugno all’Area Verde di Capannori alle ore 21.00; 18 luglio in Piazza d’Armi a Bard alle ore 21.00; 19 luglio alla Villa Erba di Cernobbio alle ore 18.30 22 luglio al Castello Carrarese di ESTE alle ore 21.30 26 luglio al Velodromo Paolo Borsellino di Palermo alle ore 21.00; 27 luglio alla Villa Bellini di Catania alle ore 21.00 8 agosto all’Anfiteatro Ivan Graziani – Maria Pia di Alghero alle ore 20.30; 10 agosto al Parco Centrale di Follonica alle ore 21.00; 11 agosto al Castello Pasquini di Castiglioncello alle ore 21.00; 18 ottobre al Palasport – Stadthalle di Bolzano alle ore 15.00.

Groenlandia, Crosetto: non frammentare il mondo occidentale

Roma, 16 gen. (askanews) – L’invio di piccoli contingenti europei in Groenlandia non rafforza la sicurezza né l’unità dell’Occidente. È il giudizio espresso dal ministro della Difesa Guido Crosetto intervenendo alla conferenza di presentazione del Documento strategico italiano sull’Artico.

“Quindici soldati mandati in Groenlandia. Cos’è, una gita? Non riesco a capire”, ha detto Crosetto, criticando l’ipotesi di iniziative frammentate da parte dei singoli Paesi europei. “Voi immaginate: 15 italiani, 15 francesi e 15 tedeschi in Groenlandia. Sembra quasi l’inizio di una barzelletta”, ha aggiunto.

Secondo il ministro, la priorità deve essere quella di mantenere coeso il fronte occidentale e le sue strutture multilaterali. “Io penso che sia nostro interesse tenere insieme il mondo occidentale, il mondo libero”, ha affermato, indicando come riferimenti centrali la Nato e l’Onu.

“In un mondo che è già molto frazionato, io sono per aggregare, non per frazionare ulteriormente”, ha concluso Crosetto, ribadendo la necessità di risposte coordinate e multilaterali alle nuove sfide strategiche nell’Artico.

Bankitalia e banca centrale Irlanda: "Innovation Data Challenge"

Roma, 16 gen. (askanews) – La Banca d’Italia e la banca centrale dell’Irlanda (Central Bank of Ireland) hanno lanciato “l’Innovation Data Challenge 2026”, secondo quanto recita un comunicato è un’iniziativa congiunta progettata per promuovere ricerca all’avanguardia e innovazione nel settore dei pagamenti al dettaglio.

La Challenge riflette l’impegno condiviso delle due Istituzioni nel promuovere la ricerca applicata, la collaborazione internazionale e l’uso responsabile dei dati e della tecnologia per plasmare il futuro dei pagamenti. L’iniziativa riunisce alcune tra le principali università italiane e irlandesi, tra cui l’Università commerciale Luigi Bocconi, il Politecnico di Milano, l’Università degli Studi di Napoli Parthenope, University College Dublin, University College Cork, University of Galway e University of Limerick.

Gli studenti lavoreranno sia con dati finanziari sintetici sia con dati reali, si legge, accessibili tramite una piattaforma sicura, che consentirà loro di sviluppare ricerche innovative basate sui dataset, nel rispetto dei più elevati standard di protezione dei dati. Al termine della Challenge, i progetti di ricerca selezionati saranno presentati a un panel internazionale di esperti, offrendo ai partecipanti una preziosa opportunità per esplorare il ruolo trasformativo della tecnologia e dei dati nei pagamenti al dettaglio.

Attraverso l’Innovation Data Challenge 2026, Banca d’Italia e la Central Bank of Ireland riaffermano il loro impegno a sostegno dell’eccellenza accademica e della ricerca applicata, incoraggiando al contempo nuove prospettive per la definizione del futuro dei pagamenti.

L’inflazione sale all’1,5% nel 2025, corrono prezzi carrello spesa

Roma, 16 gen. (askanews) – L’inflazione rialza la testa nel 2025. A correre sono soprattutto i prezzi dei prodotti del cosiddetto carrello della spesa. Secondo i dati definitivi diffusi dall’Istat, in media nel 2025, i prezzi al consumo hanno registrato una crescita dell’1,5% dal +1% del 2024. Nel mese di dicembre 2025 l’inflazione ha mostrato un aumento dello 0,2% su novembre 2025 e dell’1,2% su dicembre 2024 (dal +1,1% del mese precedente).

Sul banco degli imputati, e anche sotto la lente dell’Antitrust, i prezzi del carrello della spesa: i Beni alimentari, per la cura della casa e della persona hanno evidenziato, a dicembre, un’accelerazione del loro ritmo di crescita (da +1,5% a +1,9%), così come quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto (da +2% a +2,2%), tra il 2021 e il 2025 sono aumentati del 24%. Faro anche sugli energetici che, sempre in cinque anni, hanno registrato un aumento cumulato è del 34,1%.

Nel 2025, l’inflazione, misurata dall’Ipca, è stata pari a +1,7%, sia per le famiglie con più bassi livelli di spesa sia per quelle con spesa più elevata. Considerando l’anno appena concluso, la dinamica dei prezzi al consumo, dopo aver evidenziato una stabilità nei primi due trimestri (+1,7%), è risultata in lieve decelerazione sia nel terzo trimestre (+1,5%) sia nel quarto, quando il tasso di crescita tendenziale è sceso a +1,2%. Come conseguenza di questo andamento, l’eredità in termini di inflazione che il 2025 lascia al 2026 è nulla.

Nel 2025, le divisioni i cui prezzi registrano accelerazioni rispetto al 2024 sono Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (con inversione di tendenza da -5,6% a +1,1%), Prodotti alimentari e bevande analcoliche (da +2,4% a +2,9%) e Istruzione (da +2,2% a +2,6%), accompagnate dalla risalita dei prezzi della divisione Comunicazioni (da -5,6% a -4,9%).

In decelerazione invece i prezzi dei Trasporti (la cui variazione percentuale media annua si porta su valori negativi, passando da +0,7% a -0,2%), dei Servizi ricettivi e di ristorazione (da +3,9% a +3,4%), di Mobili, articoli e servizi per la casa (da +0,8% a +0,3%) e di Ricreazione, spettacoli e cultura (da +1,3% a +0,9%).

Le divisioni di spesa che contribuiscono maggiormente alla variazione media annua dell’indice generale sono quelle di Prodotti alimentari e bevande analcoliche (0,501 punti percentuali), dei Servizi ricettivi e di ristorazione (0,404) e degli Altri beni e servizi (0,282). Al contrario, i contributi negativi si osservano per le Comunicazioni (-0,096) e i Trasporti (-0,036).

I prezzi dei Beni energetici non regolamentati hanno registrato una variazione pari a -3,8% (in risalita dal – 11,3% del 2024). Più in dettaglio, si attenua nettamente la discesa dei prezzi dell’Energia elettrica mercato libero (-7,1%, dal -25,7% del 2024), del Gasolio per mezzi di trasporto (-3,5%, da -3,8%) e dei Combustibili solidi (-0,2% dal -5,1%). Sul fronte opposto, si accentua la discesa dei prezzi del Gasolio per riscaldamento (-5,0%, dal -3,9% del 2024) e della Benzina (-4,6%, da -2,2%); in accelerazione invece i prezzi degli Altri carburanti a +0,9% (-5,9% la media annua del 2024).

Nel 2025, il tasso tendenziale di crescita dei prezzi dei Beni alimentari sale al +2,8% (da +2,2% nel 2024). L’accelerazione risente delle dinamiche di prezzo delle due sotto-componenti: quelli degli Alimentari lavorati registrano una crescita media annua del +2,4% (dal +2,2% del 2024), mentre i prezzi degli Alimentari non lavorati evidenziano aumenti del +3,4%, a fronte del +2,3% registrato nel 2024.

I prezzi dei Tabacchi (da +3,4% a +3,5%) accelerano lievemente nel 2025, mentre quelli degli Altri beni rallentano (da +0,6% a +0,3%).

Per quanto riguarda i Servizi, la dinamica dei prezzi si attesta al +2,7%, in modesta attenuazione rispetto al 2024 (+2,8%). Il lieve rallentamento è imputabile a diverse componenti dell’aggregato, in particolare ai prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +3,8% a +3,1%), dei Servizi relativi alle comunicazioni (da +0,8% a +0,2%) e quelli dei Servizi relativi ai trasporti (da +3,1% a +2,5%). I prezzi dei Servizi relativi all’abitazione (da +2,6% a +2,8%) e quelli dei Servizi vari (da +1,8% a +1,9%), invece, accelerano.

I contributi più ampi al tasso di inflazione medio annuo risultano quindi ascrivibili ai prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (0,546 punti percentuali) e dei Beni alimentari (0,494); il contributo negativo più ampio si osserva negli Energetici non regolamentati (-0,377).

Artico, Meloni: regione strategica, mai considerata senza interesse

Roma, 16 gen. (askanews) – L’Artico “è una regione nevralgica nella competizione geopolitica globale”, l’approccio è “a 360 gradi” e l’Italia “non ha mai considerato l’Artico come un’area remota e senza alcun interesse”, al contrario “noi abbiamo sempre guardato a questo quadrante del mondo per quello che effettivamente è, una regione strategica”. E’ quanto scrive la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in un messaggio in occasione della presentazione della strategia italiana sull’Artico.

Appello delle opposizioni a La Russa-Fontana: la Rai fa propaganda filogovernativa

Roma, 16 gen. (askanews) – Una lettera firmata dalle opposizioni al completo, Pd, M5s, Avs, IV, Azione, +Europa, ai presidenti del Senato Ignazio La Russa e della Camera Lorenzo Fontana, per chiedere un incontro urgente perchè “con la paralisi” della commissione di Vigilanza “la Rai fa propaganda filogovernativa” e “non è garantita la terzietà alla vigilia di referendum e elezioni”.

I capigruppo dei gruppi parlamentari di opposizione chiedono un incontro immediato con i Presidenti delle Camere, al fine di: “esaminare nel dettaglio le cause e gli effetti dello stallo istituzionale in atto nella governance della Rai; definire le modalità per superare l’impasse e ripristinare il pieno funzionamento degli organi di controllo e garanzia del Servizio Pubblico Radiotelevisivo; assicurare che la Rai possa operare nel pieno rispetto dei principi di pluralismo, indipendenza e trasparenza, così come previsto dalla legge e dalla Costituzione; garantire la correttezza dell’informazione alla vigilia di importanti appuntamenti elettorali”. Nella lettera, firmata da tutti i capogruppo dell’opposizione, si vuole richiamare l’attenzione dei presidenti delle Camere “sulla grave situazione di stallo istituzionale in cui si trova il Servizio Pubblico Radiotelevisivo italiano, con particolare riferimento all’impasse nella definizione della governance della Rai e al paralizzato funzionamento della Commissione parlamentare di Vigilanza”.

“Negli ultimi giorni i gruppi parlamentari di Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, Italia Viva, Azione e +Europa hanno pubblicamente denunciato come la maggioranza abbia deliberatamente bloccato l’elezione del Presidente di garanzia della Rai e stia praticando un vero e proprio auto-ostruzionismo, disertando i lavori della Commissione di Vigilanza e impedendo l’esercizio delle sue funzioni istituzionali – spiega la lettera -. Tale situazione ha di fatto paralizzato la governance del servizio pubblico radiotelevisivo, con conseguenze gravi per il pluralismo, l’indipendenza e la correttezza dell’informazione”.

“Questo vero e proprio impasse istituzionale è inaccettabile e antidemocratico: rischiamo di chiudere un’intera legislatura senza che sia stata nominata una figura di garanzia nella Rai, un grave precedente di cui non vogliamo avere responsabilità e che denunciamo con forza. Tanto più che, come stiamo osservando quotidianamente, la Rai priva di adeguati organi di garanzia viene sempre più utilizzata come strumento di propaganda filogovernativa, invece di assolvere pienamente al ruolo di servizio pubblico previsto dalla Costituzione. La gravità dello stallo è inoltre accentuata dall’avvicinarsi di importanti appuntamenti elettorali, in cui la mancanza di una governance di garanzia potrebbe avere impatti significativi sulla qualità e sull’equilibrio dell’informazione offerta ai cittadini e, di conseguenza, sul corretto svolgimento della competizione democratica”, concludono.

Il Cremlino: la Groenlandia è territorio della Danimarca

Roma, 16 gen. (askanews) – La Russia parte dal presupposto che la Groenlandia sia un territorio della Danimarca, ha dichiarato oggi il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov.

La Russia, come il resto del mondo, sta monitorando la situazione intorno alla Groenlandia, che è “insolita” e “straordinaria”, ha affermato il portavoce.

“Affermiamo una situazione molto contraddittoria. Partiamo dal presupposto che la Groenlandia sia territorio del Regno di Danimarca. Abbiamo sentito dichiarazioni sia dalla Danimarca che dalla Groenlandia stessa, secondo cui la Groenlandia non verrà venduta a nessuno. E abbiamo anche sentito una dichiarazione da Washington, secondo cui Washington sta formulando un’offerta monetaria per acquisire la Groenlandia in una forma o nell’altra”, ha detto Peskov ai giornalisti.

Il Cremlino definisce la situazione intorno alla Groenlandia “insolita” e “straordinaria”.

Dalla mascotte dell’Expo al selfie ‘anime’, prove di "amicizia" Meloni-Kataichi

Tokyo, 16 gen. (askanews) – Giorgia Meloni lo ha definito l’inizio di una “bella amicizia”. Di certo, in questo secondo incontro con la prima ministra giapponese Sanae Takaichi, in occasione del bilaterale a Tokyo, sono stati molti gli scambi di cortesie reciproche. Al suo arrivo, la presidente del Consiglio è stata omaggiata con Tunku Tunku, la mascotte ufficiale di Expo Green 2027, un personaggio a forma di cuore che rappresenta la natura e la crescita e con alcuni disegni realizzati da bambini.

All’inizio del suo intervento, poi, la leader nipponica ha fatto gli auguri a Meloni che ieri ha compiuto 49 anni. “È per me un grande onore che Giorgia abbia festeggiato il suo compleanno ieri in Giappone. Insieme al popolo giapponese, desidero celebrare il compleanno di Giorgia. Tanti auguri”, ha detto.

La premier italiana ha poi ricambiato, con un post sui social, corredato da un loro selfie sorridenti in doppia versione: oltre all’originale anche una seconda nel caratteristico stile dei cartoni d’animazione giapponese, gli anime. “Due nazioni lontane, ma sempre più vicine. Amicizia e sintonia con Sanae Takaichi”, il testo.

La prima ministra giapponese non è stata l’unica a voler fare gli auguri a Meloni: fuori dal Kantei, dove si è tenuto l’incontro, due signore giapponesi hanno mostrato un cartello con scritto ‘happy birthday’ e hanno sventolato due bandierine dell’Italia.

Consob, Salvini: Freni presidente mi farebbe piacere, bravo sottosegretario

Milano, 16 gen. (askanews) – “Mi farebbe piacere perché è un bravissimo sottosegretario all’Economia, ma non so cosa farà e quando lo farà”. Lo ha detto il vicepremier Matteo Salvini parlando con i cronisti dell’ipotesi che il sottosegretario al Mef, Federico Freni, possa essere nominato presidente della Consob dopo la scadenza del mandato di Paolo Savona. “Mi farebbe molto piacere perché lo conosco, l’ho candidato ed è un parlamentare della Lega. Se non mi facesse piacere sarebbe strano”, ha aggiunto Salvini che ha spiegato, comunque, di non occuparsi di questo tema.

Inflazione, l’Istat: a dicembre sale all’1,2%, nel 2025 all’1,5%

Roma, 16 gen. (askanews) – Nel mese di dicembre 2025 l’inflazione mostra un aumento dello 0,2% su novembre 2025 e dell’1,2% su dicembre 2024 (dal +1,1% del mese precedente), confermando la stima preliminare. Lo ha reso noto l’Istat.

In media, nel 2025, i prezzi al consumo registrano una crescita dell’1,5% (+1% nel 2024). L’inflazione al netto degli energetici e degli alimentari freschi (l'”inflazione di fondo”) e quella al netto dei soli energetici mostrano un aumento medio annuo rispettivamente dell’1,9% (+2% nell’anno precedente) e del 2% (+2,1% nel 2024).

I prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona evidenziano a dicembre un’accelerazione del loro ritmo di crescita (da +1,5% a +1,9%), così come quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto (da +2% a +2,2%).

Gaza, Trump fiducioso sulla possibilità di accordo sul disarmo di Hamas

Roma, 16 gen. (askanews) – Il presidente degli Stati uniti Donald Trump ha detto di essere fiducioso che, con il sostegno di Egitto, Turchia e Qatar, sarà raggiunto un accordo complessivo per il completo disarmo di Hamas.

In un messaggio pubblicato su Truth Social, Trump ha scritto: “Con il sostegno di Egitto, Turchia e Qatar, otterremo un accordo di demilitarizzazione completo con Hamas, che includa la consegna di tutte le armi e lo smantellamento di ogni tunnel”.

Il presidente ha aggiunto che Hamas “deve onorare immediatamente i propri impegni, incluso il ritorno dell’ultimo corpo a Israele, e procedere senza ritardi alla completa demilitarizzazione”.

Trump ha quindi ribadito la propria linea di fermezza: “Come ho già detto, possono farlo nel modo facile o in quello difficile”.

L’Iran all’Onu: gli Usa tentano di destabilizzare Teheran

Milano, 15 gen. (askanews) – Gholamhossein Darzi, vice rappresentante permanente dell’Iran all’ONU, ha difeso la posizione di Teheran e ha criticato duramente gli Stati Uniti per il modo in cui – a suo avviso – stanno influenzando gli eventi interni iraniani puntando alla “destabilizzazione politica” di Teheran. Nel corso della riunione di emergenza del Consiglio di sicurezza dell’Onu sull’Iran richiesta da Washington, Darzi ha sostenuto che gli Usa sono direttamente coinvolti nel fomentare disordini nel Paese sotto la pretesa di tutelare i diritti umani, ma in realtà cercano di favorire instabilità politica e giustificare possibili interventi militari con una narrativa “umanitaria”.

Il discorso del diplomatico iraniano è stato parte di un confronto più ampio in cui l’Iran ha respinto le accuse di violenza contro i manifestanti come “narrazioni fabbricate” da Stati Uniti e alleati, e ha invitato a leggere il contesto globale delle proteste senza interventi esterni.

Pitti Uomo, Markup punta su identità ed essenzialità

Firenze, 16 gen. (askanews) – A Pitti Uomo Markup presenta una visione chiara e coerente del menswear contemporaneo, fondata su essenzialità, identità e attenzione costante al mercato. A raccontarla è Simone Notturno, Direttore Generale di Markup.

“Noi puntiamo a creare un guardaroba essenziale per l’uomo, ma in realtà lavoriamo soprattutto sul concetto di identità. L’identità nasce da una scelta stilistica coerente nel tempo, che ha portato a ridefinire quelli che sono i capi essenziali del guardaroba, sempre secondo il DNA di Markup. La collezione si sviluppa in tutte le categorie merceologiche ed è in grado di offrire a ogni consumatore il prodotto più giusto per ogni momento della giornata”.

Un approccio che si traduce in una costante osservazione dell’evoluzione del mercato, senza mai rincorrere in modo esasperato le tendenze.

“Markup segue molto bene l’attitudine e l’evoluzione del mercato. C’è un’attenzione maniacale alle forme, alle vestibilità e al comfort dei capi, con una ricerca importante sulla parte modellistica oltre che stilistica. Allo stesso tempo non esageriamo, non estremizziamo mai le tendenze: i capi sono assolutamente di moda e aggiornati, ma mai estremi nei volumi o nell’interpretazione”.

Accanto al menswear, il brand continua a investire anche sul segmento femminile, che sta dando segnali di crescita significativi.

“Il nostro business si sviluppa sia nella parte uomo che nella parte donna e proprio in quest’ultima stiamo registrando risultati importanti. Markup si riconferma come un’azienda che cresce molto bene, sia sul mercato italiano che su quello internazionale, in entrambi i segmenti”.

Sul fronte internazionale, la presenza del marchio è ormai consolidata su scala europea, sostenuta da un’organizzazione sempre più strutturata.

“In questo momento stiamo coprendo in maniera pressoché completa tutto il mercato europeo, sia nel Sud che nel Nord Europa. Il prodotto viene recepito molto bene per la sua essenzialità, per la capacità di essere al passo con i tempi senza risultare lezioso. Per affrontare i mercati esteri ci siamo preparati adeguando gli assetti di collezione e affinando l’organizzazione, puntando sull’efficienza tecnologica, sulla digitalizzazione dei processi e sulla robotizzazione dei nostri impianti logistici”.

Guardando al futuro, Markup sta lavorando anche su nuove modalità distributive, con un’evoluzione del modello wholesale.

“Abbiamo in serbo un’importante novità: sviluppare un modo di fare full wholesale con un approccio retail. Questo significa investire sul concetto di shop in shop. Siamo già presenti in ambito nazionale con oltre 60 aree dedicate presso i principali department store ed è un progetto che stiamo implementando grazie a una divisione dedicata, creata appositamente per questo sviluppo”.

Appello opposizioni a La Russa-Fontana: Rai fa propaganda filogovernativa

Roma, 16 gen. (askanews) – Una lettera firmata dalle opposizioni al completo, Pd, M5s, Avs, IV, Azione, +Europa, ai presidenti del Senato Ignazio La Russa e della Camera Lorenzo Fontana, per chiedere un incontro urgente perchè “con la paralisi” della commissione di Vigilanza “la Rai fa propaganda filogovernativa” e “non è garantita la terzietà alla vigilia di referendum e elezioni”.

I capigruppo dei gruppi parlamentari di opposizione chiedono un incontro immediato con i Presidenti delle Camere, al fine di: “esaminare nel dettaglio le cause e gli effetti dello stallo istituzionale in atto nella governance della Rai; definire le modalità per superare l’impasse e ripristinare il pieno funzionamento degli organi di controllo e garanzia del Servizio Pubblico Radiotelevisivo; assicurare che la Rai possa operare nel pieno rispetto dei principi di pluralismo, indipendenza e trasparenza, così come previsto dalla legge e dalla Costituzione; garantire la correttezza dell’informazione alla vigilia di importanti appuntamenti elettorali”.

Nella lettera, firmata da tutti i capogruppo dell’opposizione, si vuole richiamare l’attenzione dei presidenti delle Camere “sulla grave situazione di stallo istituzionale in cui si trova il Servizio Pubblico Radiotelevisivo italiano, con particolare riferimento all’impasse nella definizione della governance della Rai e al paralizzato funzionamento della Commissione parlamentare di Vigilanza”.

“Negli ultimi giorni i gruppi parlamentari di Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, Italia Viva, Azione e +Europa hanno pubblicamente denunciato come la maggioranza abbia deliberatamente bloccato l’elezione del Presidente di garanzia della Rai e stia praticando un vero e proprio auto-ostruzionismo, disertando i lavori della Commissione di Vigilanza e impedendo l’esercizio delle sue funzioni istituzionali – spiega la lettera -. Tale situazione ha di fatto paralizzato la governance del servizio pubblico radiotelevisivo, con conseguenze gravi per il pluralismo, l’indipendenza e la correttezza dell’informazione”.

“Questo vero e proprio impasse istituzionale è inaccettabile e antidemocratico: rischiamo di chiudere un’intera legislatura senza che sia stata nominata una figura di garanzia nella Rai, un grave precedente di cui non vogliamo avere responsabilità e che denunciamo con forza. Tanto più che, come stiamo osservando quotidianamente, la Rai priva di adeguati organi di garanzia viene sempre più utilizzata come strumento di propaganda filogovernativa, invece di assolvere pienamente al ruolo di servizio pubblico previsto dalla Costituzione. La gravità dello stallo è inoltre accentuata dall’avvicinarsi di importanti appuntamenti elettorali, in cui la mancanza di una governance di garanzia potrebbe avere impatti significativi sulla qualità e sull’equilibrio dell’informazione offerta ai cittadini e, di conseguenza, sul corretto svolgimento della competizione democratica”, concludono.

Renzi: Margherita 4.0 va fatta, non è operazione contro Pd

Roma, 16 gen. (askanews) – “Una Margherita 4.0 va fatta, poi che la si faccia con Delrio, con i sindaci, sono tutti rivoli che poi andranno nella Margherita 4.0… Certo qualcuno potrà venire via dal Pd, ma l’operazione non è contro il Pd, è a favore”. Lo ha detto il leader di Italia Viva Matteo Renzi intervistato a Sky Tg24.

“Non lo so se ci saranno le primarie o no, non mi attacco a questo feticcio, se ci saranno vanno viste come una grande festa di popolo, se non ci saranno bene”, ha concluso.

Tennis, Sinner: "Un anno fa tanti pensieri, ora più maturo"

Roma, 16 gen. (askanews) – Uno Jannik Sinner sorridente, sereno e forse anche più maturo si presenta al tradizionale media day di Melbourne, ben coperto per il vento fresco che da un paio di giorni sferza la città australiana. Dodici mesi fa l’arrivo in Australia era stato accompagnato da un clima ben diverso: nella stagione poi chiusa con il secondo trionfo consecutivo down under, l’azzurro era immerso nelle discussioni con i suoi legali per l’accordo con la Wada che avrebbe portato alla sospensione di tre mesi per il caso Clostebol. Oggi sembra passato un secolo. Quei giorni sono alle spalle e Sinner, a 24 anni, appare con un bagaglio di esperienze e consapevolezza decisamente più ricco.

“L’anno scorso la situazione era molto più difficile, perché a quel punto dell’anno non sapevo ancora cosa sarebbe successo – ha raccontato -. Ho cercato di godermi ogni momento quando entravo in campo, non avevo mai la mente davvero sgombera dai pensieri. È stata dura. Ora che so com’è andata a finire forse è più facile raccontarlo, ma sono stati giorni difficili anche per la mia famiglia”.

Un percorso di crescita passato anche dalle difficoltà, come le vicende legate alla Wada e la delusione del Roland Garros, che hanno contribuito a spingerlo verso il riscatto culminato nello storico trionfo di Wimbledon, il primo per lui e per l’Italia sull’erba di Church Road. “Tutto accade per una ragione – ha proseguito -. Quello che ho superato mi ha reso più forte come persona, oltre che come giocatore. Mi sento più maturo, più preparato ad affrontare le situazioni difficili. Ora vivo lo sport in un modo molto diverso, più rilassato, ma dando il massimo. Si tratta sempre di trovare l’equilibrio e ora sono molto felice”.

Un equilibrio costruito anche grazie al lavoro con Darren Cahill, il coach australiano che resterà al suo fianco almeno fino al 2026. “È una persona importante per tutti noi, per tutta la squadra. Ha una grande esperienza. Mi conosce non solo come giocatore, ma anche come persona, in un modo diverso ed è molto importante perché riesce ad avere sempre tutto sotto controllo, ti fa sentire al sicuro. È come un padre per tutti noi (sorride)”.

In vista di un’eventuale finale con Carlos Alcaraz, Sinner non cambia approccio: “Non ci si prepara per un solo giocatore, ma sicuramente affrontarlo dà sempre nuovi spunti per aggiungere qualcosa. Nella off season ci siamo impegnati su diversi fronti, soprattutto il fisico e l’aggressività in campo. Ora vediamo come andrà”.

Italia Giappone, Meloni a Takaichi: crediamo molto in nostra alleanza

Tokyo, 16 gen. (askanews) – “Sono estremamente contenta di essere qui dopo il nostro breve incontro a Johannesburg e i nostri dialoghi telefonici. Questa è la terza volta che io vengo in Giappone in 3 anni che sono al governo e non è stato un caso, è stata una scelta”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in una dichiarazione in apertura del bilaterale con la prima ministra giapponese Sanae Takaichi al Kantei, la residenza ufficiale della leader nipponica.

“La prima volta che sono venuta qui – ha ricordato – abbiamo elevato i nostri rapporti a livello di partenariato strategico. La seconda volta che sono stata qui nell’ambito del G7 di Hiroshima abbiamo approfittato per discutere di un Piano di azione triennale 2024-2027 per darci degli obiettivi che fossero chiari, definiti e con delle scadenze temporali, che abbiamo rispettato. Torno qui la terza volta, sono il primo leader europeo che viene qui da quando lei si è insediata e approfittiamo per elevare ancora una volta le nostre relazioni bilaterali a livello di partenariato strategico speciale”.

“Il messaggio è che crediamo molto in questa alleanza, crediamo molto in questa cooperazione, crediamo molto in questa amicizia”, ha sottolineato la premier ricordando che il bilaterale si tiene in occasione del “160esimo anniversario delle nostre relazioni bilaterali che racconta anche quanto siano profonde, quanto siano state durature e continuative le nostre relazioni bilaterali”.

Italia-Giappone, Meloni: impegno comune per pace Ucraina e Medio Oriente

Tokyo, 16 gen. (askanews) – “Questa è anche un’occasione per fare il punto sulle tante crisi aperte a livello globale, sulle tante questioni globali in agenda per confermare il nostro impegno comune chiaramente per arrivare a una pace giusta e duratura in Ucraina, per consolidare il processo di pace in Medio Oriente, per garantire la sicurezza e la stabilità dell’Indo-Pacifico”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nelle dichiarazioni dopo il bilaterale con la prima ministra giapponese Sanae Takaichi al Kantei, la residenza ufficiale della leader nipponica.

Giorgia Meloni e Sanae Takaichi, si legge nella dichiarazione congiunta diffusa al termine del vertice, “le prime donne a guidare i governi delle rispettive nazioni, hanno riaffermato il legame storico di amicizia e collaborazione esistente tra Giappone e Italia, uniti da principi condivisi, interessi comuni e da un fermo impegno a tutelare l’ordine internazionale basato sullo Stato di diritto e a promuovere pace, prosperità e stabilità a livello globale”.

Non forzare la mano sulla legge elettorale

Cercando di non dare troppo nell’occhio, il governo Meloni ha aperto il cantiere della nuova legge elettorale. L’intento appare tuttavia fin troppo chiaro: favorire la maggioranza uscente, alzando la quota proporzionale e facendo scattare più facilmente (al 40 per cento, si dice) il premio di maggioranza, lasciando così all’opposizione l’ardua scelta tra negoziare i dettagli o chiamarsi fuori, vanamente e sdegnosamente.

Non sarebbe la prima volta che le regole elettorali vengono cambiate a ridosso del voto. Paradossalmente, si può dire che lo stesso errore lo fece a suo tempo perfino Alcide De Gasperi (che era De Gasperi), con la “legge truffa” del 1953, che truffa non era. Da allora, è accaduto fin troppo spesso che maggioranze periclitanti abbiano cercato di rafforzare se stesse tarando le regole elettorali a proprio vantaggio.

In un crescendo di disinvoltura, questi tentativi hanno finito per produrre un effetto perverso: alimentare la diffidenza degli elettori, fino all’attuale e ormai strutturale astensionismo. Il più delle volte, chi ha cambiato la legge elettorale contando di trarne un vantaggio numerico si è trovato invece a fare i conti con esiti tutt’altro che trionfali.

Il cambiamento delle regole in corso d’opera trasmette infatti agli elettori un segnale di affanno e di debolezza, oltre che – inutile negarlo – di una certa tracotanza.

Dunque verrebbe da consigliare alla maggioranza meloniana di non insistere troppo sull’argomento. Che si tratti di virtù, di astuzia o persino di scaramanzia, i precedenti suggeriscono di non forzare la mano.

Né al destino, né – soprattutto – ai propri elettori.

 

Fonte: La Voce del Popolo – 15 gennaio 2026

Articolo qui riproposto per gentile concessione dell’autore e del direttore del settimanale della diocesi di Brezi.

L’altro infinito: la Legge di Moore e la rivoluzione dei semiconduttori.

Preceduto da una minuziosa e argomentata presentazione di Alessandro Aresu (già consulente scientifico del Governo Draghi), l’agile volumetto di Liberilibri riporta una serie di saggi di Gordon E. Moore (Cramming More Components onto IntegratedCircuits (1965) – Progress In Digital Integrated Electronics (1975) – Lithography and the Future of Moore’s Law (1995) – Intel: Memories and the Microprocessor (1996) – Speech at the International Solid-State Circuits Conference (2003)), tradotti per la prima volta in italiano a cura del prefatore. 

Riletti tenendo presenti le date di redazione e rivisitati alla luce dell’illuminante introduzione di Aresu, questi scritti-conferenze, esprimono una lungimirante e profetica predizione di ricerca pura ed applicata in materia di elettronica e digitalizzazione nei processi di conoscenza, archiviazione e utilizzo dei dati.

Da un genio della chimica, dell’informatica e dell’imprenditoriacome Gordon Moore, fondatore di Intel e ideatore della cd. “Legge di Moore”, non ci si poteva attendere qualcosa di diverso, una spiegazione semplicistica, una riduzione ai minimi termini della straordinaria evoluzione scientifica che ha caratterizzato la storia dei transistor, dei diodi e dei semiconduttori.

Non si tratta di pedanti nozioni teoretiche ma di un percorso di innovazione che ha cambiato il concetto di elaborazione, conservazione, utilizzazione dei dati e dei processi, raccontato attraverso la descrizione di evidenze pratiche.

Usando le parole di Aresu “La “Legge di Moore” tecnicamente non è una Legge ma, come cerco di spiegare in un saggio di 70 pagine che accompagna questo volume di Liberilibri, la “Legge” diviene nel corso del tempo il metronomo dell’imprenditorialità e dell’innovazione dell’industria più importante del pianeta e al centro delle principali contese politiche. Perciò, la Legge che non è una Legge è anche la Legge che muove il mondo.”

Reduce dalla lettura e recensione del saggio di Carlo Rovelli “Sull’eguaglianza di tutte le cose” che prende per mano il lettore e lo porta al cospetto dell’universo, della fisica che studia i fenomeni quantistici, dell’idea di Einstein sui campigravitazionali, dei buchi neri e dei buchi bianchi; reduce dunque da una dimensione di conoscenza dilatata oltre le rigidità delle coordinate spazio-temporali, chi si accinge a commentare il libro che spiega la legge di Moore resta inevitabilmente colpito da eguale, speculare stupore: dall’immensità incommensurabile allo straordinariamente piccolo e miniaturizzato che contiene milioni di dati utili alla scienza ma anche al funzionamento di tutto ciò a cui affidiamo gran parte della nostra vita e che ci circonda in un abbraccio tecnologico, a partire dal primo transistor del 1947 – inventato presso il Bell Telephone Laboratory – passando poi a quello planare, che era stato introdotto nel 1959, fino ai semiconduttori e alla stessa I.A. come campo di potenzialità infinite di applicazione, tenendo conto che oggi un circuito completo contenente diversi milioni di transistor costa meno all’utente rispetto a un singolo transistor di trentacinque anni fa.

La corsa alla miniaturizzazione non è meno intrigante e affascinante dell’esplorazione dell’immensità dello spazio, lo ricordava e raccomandava nel 1995 lo stesso Gordon Moore:“Voglio incoraggiare ciascuno di voi a pensare sempre più in piccolo”. L’introduzione di Aresu e i saggi di Moore rafforzano una deriva storicamente consolidata che possiamo riscontrare pensando semplicemente alle dimensioni di oggetti in uso trenta, quarant’anni fa e più e comparandole con quelle degli stessi oggetti, più evoluti funzionalmente e più efficaci, della odierna quotidianità: ho sempre pensato alla miniaturizzazione come ad una sorta di esigenza necessitata, un processo irreversibile, per ragioni di praticità, economia, costi, durata. 

La Legge di Moore rappresenta un elemento ormai integrato e consustanziale dell’economia mondiale ed ha affiancato in modo decisivo lo sviluppo dell’industria dei semiconduttori che, oggi, è la base di ogni aspetto della vita digitale: “La digitalizzazione del mondo è la ‘semiconduttorizzazione’ del mondo” ricorda Aresu.

E come afferma lo stesso Moore: “L’industria dei semiconduttori è diventata la più grande industria manifatturiera degli Stati Uniti, misurata in termini di valore aggiunto” e “l’industria elettronica, considerata a livello mondiale, è la più grande industria manifatturiera che esista”. L’ordine di grandezza di questa primazia nell’industria manifatturiera vede gli Usa detentori del 50% del mercato, seguiti da Corea del Sud, Taiwan, Giappone, Europa, Repubblica Popolare Cinese.

Alla base di tutto il processo evolutivo verso strumenti sempre più miniaturizzati e specularmente in grado di svolgere funzioni se mai più complesse c’è il silicio: da qui si può dedurre quanto questo minerale conti negli eventi bellici in atto e nei prossimi, possibili conflitti e con esso la gestione delle cd. “terre rare”. 

Gli Usa detengono il primato dell’industria manifatturiera, come detto, mentre Cina e Taiwan competono quanto a sofisticata evoluzione tecnologica ma sono carenti di materia prima poiché silicio e terre rare sono altrove. In primis proprio in Ucraina, ghiotto boccone per spartizioni militari e geografiche.

Scriveva ancora Moore trent’anni fa: nel 1986 l’industria dei semiconduttori rappresentava circa lo 0,1% del PIL globale. Tra soli dieci anni, attorno al 2005, se rimarremo sulla stessa traiettoria di crescita, saremo all’1%; ed entro il 2025 circa il 10%.  (Ma a conti fatti nel 2025 siamo arrivati al 15% del PIL e verosimilmente entro la metà del secolo, questo asset tecnologico costituirà quasi l’intero PIL globale).

Rendendo le cose più piccole, tutto migliora riducendo persino i tempi tecnici di fabbricazione ed utilizzo. 

Non c’è più bisogno di rinunciare a qualcosa. La velocità dei nostri prodotti aumenta, il consumo energetico diminuisce, l’affidabilità del sistema, man mano che mettiamo una parte maggiore del sistema su un chip, migliora a passi da gigante, ma soprattutto il costo di fare qualcosa elettronicamente diminuisce come risultato della tecnologia. Si pensi alla riduzione degli agenti inquinanti in rapporto all’utilizzo di nuove fonti di energia: auto elettriche o ibride in primis. L’industria automobilista è il primo vettore nell’utilizzo dei semiconduttori (“l’industria delle industrie”). Si pensi alle tecnologie informatiche, ai processi produttivi, alla rete delle comunicazioni, alla gestione dei servizi.

Si è realizzata una diminuzione nell’ordine di dieci milioni di volte del costo di un transistor e si sono inserite gratis tutte le interconnessioni, usando la Dram come esempio. È difficile trovare un settore in cui il costo del prodotto di base sia diminuito di dieci milioni di volte, anche considerando periodi di tempo molto più lunghi.

Questi risultati si ottengono dunque con una significativa riduzione dei costi e con una implementazione dei benefici combinata ai processi di automatizzazione e di diversificazione delle risorse e delle competenze umane che richiedono profili professionali sempre più sofisticati. L’industria dei semiconduttori è al momento l’asset strategico indispensabile a governare ogni aspetto della vita digitale, ma è anche un elemento di cruciale competizione politica, un tassello imprescindibile nella configurazione in fieri di un nuovo ordine mondiale.

L’incerta politica USA in Asia

Con la riscoperta e il rilancio in una versione aggiornata della “Dottrina Monroe” appare alquanto chiara la determinazione degli Stati Uniti oggi guidati da Trump di riacquisire un pieno dominio dell’intero continente americano. I dossier ancora aperti sono diversi, dal Canada al Brasile, per non dire di Cuba, ma il quadro generale è stato disegnato e annunciato.

Quello che invece non è tuttora evidente, neanche un po’, è il disegno – se ve ne è uno – che la Casa Bianca sta immaginando per il continente asiatico. Quello che tutti gli indicatori da anni ormai predicono come il “centro del mondo” del XXI secolo.

Il tramonto del “pivot to Asia”

Durante la prima Amministrazione Trump l’obamiano “pivot to Asia” era rimasto un cardine della politica estera americana, sia pure gestito con qualche volo pindarico del tycoon newyorkese (si ricorderà, ad esempio, il surreale incontro col dittatore nordcoreano Kim Jong-un). Ora invece le cose appaiono meno chiare, al punto che – come recentemente si è scritto anche qui – la difesa di Taiwan dalle mire territoriali di Pechino non sembra affatto granitica e l’intesa strategica con l’India in ottica anti-cinese è stata picconata almeno un po’, e non si sa bene con quanta consapevolezza.

Il vertice previsto la prossima primavera fra Xi e Trump potrà forse offrire qualche indicazione in proposito.

La SCO come alternativa al multilateralismo occidentale

Per intanto – pur dovendo affrontare molti problemi incombenti, occultati dal ferreo controllo interno imposto dal regime – la dirigenza cinese ha rafforzato la propria influenza, politica e economica, sui paesi inquadrati nella Conferenza per la Cooperazione di Shangai (SCO). Costituita nel 2001, la SCO era in origine un’organizzazione informale di sicurezza comune fra Cina, Russia e paesi centroasiatici già appartenenti all’Unione Sovietica.

Ma con l’arrivo al potere nella Città Proibita di Xi Jinping essa si è allargata a India e Pakistan (paesi fra loro in periodico conflitto) e successivamente all’Iran, trasformandosi nel tempo in un centro di aggregazione – a guida cinese, evidentemente – oppositivo al multilateralismo a trazione occidentale.

Il “secolo asiatico” visto da Pechino

Questi dirompenti dodici mesi trumpiani hanno favorito ulteriormente detto sviluppo, celebrato con l’incontro di Tianjin di pochi mesi fa. Il cui esito è stato, dal punto di vista concreto, l’impegno cinese a sovvenzionare gli Stati membri della SCO con un prestito triennale importante a un consorzio bancario della medesima SCO.

Ma più ancora degli investimenti economici, ai quali si associa un ormai chiaro incentivo all’utilizzo dello yuan cinese in luogo del dollaro, è il messaggio neanche tanto subliminale che conta di più, nella mente di Xi: ovvero la concreta possibilità – dimostrata agli altri asiatici – di una completa autonomia, di un effettivo ridimensionamento non provvisorio dell’Occidente (per di più guidato da una leadership americana che non se ne fa più pieno carico), di un nuovo ordine planetario destinato a celebrare il “secolo asiatico”, gerarchizzato intorno al sole cinese.

“Grande è la confusione sotto il cielo”

Questo piano, se da un lato sfrutta gli errori di Trump, dall’altro ingenera però preoccupazioni e sospetti legittimi in quelli che sono paesi asiatici vicini economicamente e politicamente al gigante a stelle e strisce, oggi giustamente inquieti a fronte della non chiara posizione americana nella regione. E così non solo l’India – che però gioca una partita a parte, ambendo a una supremazia regionale nell’occidente continentale – e non solo la sempre più angosciata isola di Taiwan, ma pure Vietnam, Filippine, Corea del Sud e naturalmente Giappone si domandano che fare: stretti fra un ingombrante vicino che mostra aspirazioni imperiali e un grande alleato che pare non volersi più interessare a loro come ha fatto sino ad oggi.

“Grande è la confusione sotto il cielo”, avrebbe detto il Grande Timoniere. Ma “la situazione è eccellente”? In effetti sì, vista da Pechino. Ma solo da lì.

L’Italia aggiorna la sua strategia per l’Artico

Si tiene oggi a Roma, presso Villa Madama, la conferenza di presentazione del nuovo documento strategico italiano sull’Artico, intitolato “La Politica Artica Italiana. L’Italia e l’Artico: i valori della cooperazione in una regione in rapida trasformazione”.

Come precisato dalla Farnesina in una nota, alla conferenza interverranno il ministro degli Affari esteri Antonio Tajani, il ministro della Difesa Guido Crosetto e il ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, i cui dicasteri hanno contribuito alla redazione del testo.

Un’iniziativa di sistema

All’evento partecipano rappresentanti delle istituzioni, membri del Tavolo Artico ed esponenti del mondo imprenditoriale, a conferma dell’impostazione trasversale e coordinata che ha guidato l’elaborazione del documento e che intende coinvolgere l’intero Sistema Paese.

Visione strategica e direttrici di intervento

“Il documento, elaborato nel corso del 2025, valorizza il ruolo finora assunto dall’Italia in Artico e delinea una visione strategica, insieme con una serie di obiettivi di lungo periodo, per rafforzare l’impegno italiano nella regione – recita la nota della Farnesina – questo impegno si concentrerà lungo le tre direttrici della sicurezza, della ricerca scientifica e dello sviluppo economico, mettendo insieme le diverse forze del Sistema Paese, nella prospettiva di una più incisiva azione dell’Italia in Artico”.

Un’impostazione che riflette la crescente complessità della regione artica e il suo impatto sugli equilibri geopolitici, ambientali ed economici globali.

Gli obiettivi nel dettaglio

“Tra i principali obiettivi tracciati, vi sono quelli di consolidare il ruolo dell’Italia come Paese non artico interessato all’Artico; contribuire al mantenimento dell’Artico quale area di stabilità, prevenendo dinamiche di escalation e sostenendo i meccanismi multilaterali di dialogo e cooperazione; rafforzare la sicurezza collettiva euro-atlantica, in coerenza con gli impegni Nato e Ue e con una visione integrata dei diversi teatri strategici; rafforzare, anche a livello bilaterale, le relazioni con i Paesi artici europei (Danimarca/Far Oer/Groenlandia, Finlandia, Islanda, Norvegia e Svezia), sostenendo il crescente ingaggio dell’Unione Europea sulle questioni artiche; rafforzare la ricerca scientifica italiana in Artico; cogliere le opportunità economiche che in ambito artico si stanno aprendo a favore delle imprese italiane”, ha aggiunto la Farnesina.

Il nuovo documento strategico, adottato a dieci anni di distanza dal primo, aggiorna e attualizza le politiche italiane nell’attuale fase di crescente rilevanza globale della regione