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Torino celebra l’innovazione al femminile con Premio GammaDonna

Torino, 6 nov. (askanews) – Nella splendida cornice di Palazzo Madama, Torino ha ospitato la XXI edizione del Premio GammaDonna, l’iniziativa che da oltre vent’anni valorizza il talento e l’innovazione dell’imprenditoria femminile. La vincitrice 2025 Francesca Failoni, CFO e co-founder di Alps Blockchain, azienda trentina che ha rivoluzionato il mondo del digital mining rendendolo sostenibile. Le sue mining farm, installate all’interno di centrali idroelettriche storiche, trasformano l’energia rinnovabile in potenza di calcolo per la blockchain, con un modello che coniuga innovazione tecnologica e impatto ambientale positivo. Queste le parole di Amalia Ercoli Finzi:

“Il messaggio che io voglio dare a queste nuove generazioni, alle ragazze che vanno ad esordire nel mondo del lavoro, questo. Abbiate fiducia in voi stesse. Certamente avete le qualit, la preparazione e la determinazione per poter ottenere dei grandi risultati, ma ricordatevi che il mondo non facile. Il mondo non qui per dirvi che siete bravi. Il mondo qui per dirvi che dovete fare l’impossibile, perch per le donne, se la vita difficile per tutti, per le donne difficilissima”.

Accanto alla vincitrice, sono stati assegnati altri importanti riconoscimenti: Simona Maschi, del Copenhagen Institute of Interaction Design, ha ricevuto il Giuliana Bertin Communication Award; Valeria Della Rosa, fondatrice di Oli Help, ha ottenuto il Women Startup Award per la sua app che supporta i bambini con disturbi del neurosviluppo; mentre Lucia Cuman, CEO di STL Design & Tecnologia, ha ricevuto la Menzione Speciale per l’Internazionalizzazione promossa da DHL Express Italy. poi intervenuta Valentina Parenti – Presidente Gammadonna:

“Per rafforzare i modelli virtuosi che oggi abbiamo premiato come gamma donna nella competizione internazionale, chiediamo fondamentalmente tre cose. Da un lato una visibilit globale e un accesso ai mercati esteri, perch le nostre imprenditrici sono gi protagonisti oltre confine, ma hanno bisogno di vedere riconosciuti i propri modelli e hanno bisogno di ulteriore supporto. Dall’altro un’adeguata capitalizzazione, perch in Italia solo il 15% delle startup fondata da donne e a parit di performance spesso recuperano minori capitali degli uomini”.

Durante l’evento, promosso da GammaDonna, sono intervenute Amalia Ercoli-Finzi, pioniera nel campo delle scienze e tecnologie aerospaziali, e Antonella Sada, DHL Express Italy, che hanno sottolineato il valore della leadership femminile come leva di crescita e innovazione per il Paese:

“Per le imprenditrici, non solo italiane, mi viene da dire che serve sicuramente autodeterminazione e grazia. Muoversi con grazia all’interno dell’ambiente competitivo, del commercio e del business sicuramente una chiave valoriale dell’approccio femminile che va evidenziata”.

Realizzato con il contributo della Camera di Commercio di Torino, Mediolanum Private Banking, EY e Rocco Forte Hotels, e con il patrocinio di Commissione Europea, Regione Piemonte e Citt di Torino, il Premio GammaDonna 2025 conferma il ruolo di Torino come Capitale Europea dell’Innovazione. Un appuntamento che, anno dopo anno, continua a ispirare e a costruire un futuro in cui le donne sono protagoniste e motrici del cambiamento.

Rugby, L’Italia perde Lamaro per la sfida all’Australia

Roma, 6 nov. (askanews) – Gonzalo Quesada, Commissario Tecnico della Nazionale Italiana Maschile, ha ufficializzato la formazione che affronterà sabato 8 novembre l’Australia alle 18.40 al Bluenergy Stadium di Udine nel primo Test Match degli Azzurri nelle Quilter Nations Series. La partita dell’Italia sarà trasmessa in diretta su Sky Sport Uno, NowTV, Rai Sport e Raiplay. Sarà il confronto numero ventidue tra le due squadre, il quattordicesimo in Italia con l’ultimo precedente che sorride agli Azzurri con la vittoria di misura a Firenze – con il risultato di 28-27 – nel novembre 2022. Nella prima formazione della stagione, nel XV iniziale il triangolo allargato sarà formato da Capuozzo, Lynagh e Ioane. Torna la coppia di centri composta da Menoncello e Brex, al terzo caps da capitano dell’Italia. Le chiavi della mediana saranno affidate a Paolo Garbisi e Varney. In terza linea Lorenzo Cannone vestirà la maglia numero 8 con Zuliani e Vintcent a completare il reparto. In seconda linea spazio a Zambonin e Niccolò Cannone, mentre in prima linea scenderanno in campo Ferrari, Nicotera e Fischetti. Pronti a subentrare dalla panchina Di Bartolomeo – prima volta in lista gara in Italia – Spagnolo, Riccioni, Ruzza, Izekor, Page-Relo, Allan e Marin. Michele Lamaro sarà indisponibile per la partita contro l’Australia. Terza linea, 48 caps con la maglia dell’Italia, in allenamento ha riportato un infortunio muscolare alla coscia destra che non gli consentirà di poter essere in campo sabato a Udine. Il giocatore ha fatto rientro a Treviso: le sue condizioni saranno monitorate dallo staff medico della Nazionale in sinergia con quello del Benetton Rugby che hanno pianificato un piano di recupero specifico mirato al rientro in campo nel minor tempo possibile. Questa la formazione azzurra: Capuozzo, Lynagh, Brex, Menoncello, Ioane, Garbisi, Varney, Cannone, Zuliani, Vintcent, Zambonin, Cannone, Ferrari, Nicotera, Fischetti. A disposizione: Di Bartolomeo, Spagnolo, Riccioni, Ruzza, Izekor, Page-Relo, Allan, Marin.

MotoGP, Bagnaia: "A Portimao voglio riprendermi il terzo posto"

Roma, 6 nov. (askanews) – Le colline di Portimao accolgono un Pecco Bagnaia sereno e determinato, pronto a difendere il terzo posto nel mondiale e a chiudere il 2025 con una nota positiva. Il torinese proverà nel week end in Portogallo a ritrovare le stesse sensazioni di Sepang, quando aveva fatto pole e vittoria nella Sprint prima del ritiro per la gomma bucata in gara. “La pista è molto particolare, è bellissima e mi ci sono sempre trovato abbastanza bene. Sono contento, spero che sia bel tempo e che ci si possa divertire un po’”, racconta alla vigilia del weekend portoghese.

Sull’approccio al circuito, il torinese resta cauto ma fiducioso: “Non lo so onestamente, vedremo. Cercheremo di prenderla con lo stesso approccio di sempre, arrivando qui consapevoli di poter far bene. Poi ci adegueremo di conseguenza”.

Il bilancio delle ultime settimane, tra difficoltà e riscatti, rimane nel complesso positivo. “Arrivavamo da due weekend abbastanza difficili, soprattutto l’Indonesia. In Australia c’erano state comunque grandi difficoltà… ma in Malesia siamo ripartiti dallo stesso punto, avevo un feeling migliore e riuscivo a spingere”. Sabato a Sepang è stata la sua giornata: “Siamo passati dal Q1, abbiamo fatto la pole e vinto la Sprint con un ottimo ritmo, andando via a tutti: una giornata molto dominante”.

Poi la domenica, tra il dramma della Moto3 e la sfortuna di una gomma bucata: “Non è stato molto positivo il tutto… però rimane il positivo del weekend, quindi arriviamo qua con la stessa forza”.

Nel media scrum di Portimao, Bagnaia parla anche di Nicolò Bulega, al debutto in MotoGP al suo fianco: “È bello per lui, penso si sia meritato questa chance. A Portimao non sarà facile, ma è un grandissimo pilota. Se riuscirà ad adattarsi in fretta alla gomma Michelin potrà anche divertirsi. Consigli? Preferisce fare per conto suo, ma ovviamente sono a disposizione”.

Sul proprio obiettivo di fine anno, Bagnaia è pragmatico: “Proveremo a stare davanti e a riprenderci il terzo posto in campionato. Meglio terzo che quarto… è il massimo risultato che posso ottenere in questa stagione, ma nella prossima voglio poter lottare e finire in modo diverso”. E sul rapporto con Marc Marquez aggiunge: “Da un pilota come lui puoi solo imparare. È tra i più forti della storia e anche quest’anno ha fatto la differenza. Non ci sono mai stati problemi tra noi”.

Tornando ai momenti più difficili della stagione, Pecco ricorda Mandalika come “il mio peggiore GP di sempre in MotoGP” e una delle “cadute più strane della mia carriera”. Dopo l’altalena di Motegi e l’adattamento ritrovato in Malesia, il suo obiettivo è chiaro: concludere forte e voltare pagina.

Infine, una riflessione sulla sicurezza e sulla gestione dell’incidente tra Rueda e Dettwiler in Moto3: “C’è stata fretta nel comunicare che tutto era a posto, ma in realtà le cose non stavano così… Quando un pilota ha un arresto cardiaco la situazione è grave, è stata una perdita di credibilità. Per me la gara Moto3 non sarebbe dovuta partire”.

Rai, Floridia: centrodestra non sblocca Vigilanza, coinvolgere i cittadini

Roma, 6 nov. (askanews) – L’audizione in Vigilanza Rai di Raffaele Corsini e Sigfrido Ranucci, dopo l’attentato subito dal conduttore di Report, non ha sbloccato lo stallo, in corso da oltre un anno, dei lavori della commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi. Lo riferisce ad Askanews la presidente della stessa commissione di Vigilanza, Barbara Floridia (M5S), la quale evidenzia la gravità di questa “paralisi” e rilancia annunciando iniziative di piazza per coinvolgere “sempre di più i cittadini” in “difesa della democrazia”, della “Costituzione” e della “libertà di stampa” su cui “l’opposizione – assicura – è unita”.

L’impasse va avanti da ottobre del 2024 e riguarda il nome della presidente Rai designata dal governo, Simona Agnes, che non ha incontrato il gradimento delle opposizioni. L’accordo almeno con parte dei gruppi di minoranza è una strada obbligata poiché il voto sulla presidenza della Rai richiede una maggioranza qualificata, in quanto figura di garanzia. La ‘mossa’ della maggioranza da allora è stata quella di disertare le sedute della commissione: ci sono state undici fumate nere e l’attività della commissione, anche quella “ordinaria” è bloccata da un “ricatto”, denuncia Floridia.

Dopo la decisione unanime in ufficio di presidenza di riunirsi per l’audizione seguita all’attentato contro Sigfrido Ranucci, “ero molto contenta e speranzosa sul fatto che la commissione potesse ricominciare il proprio lavoro, ma la maggioranza in maniera chiara e assertiva ha voluto sottolineare” che si è trattato di “un’audizione particolare ed esclusiva e mi hanno confermato che i lavori continueranno a essere bloccati”, spiega Floridia.

In stand by è pure la richiesta delle opposizioni di una seduta straordinaria per poter audire, almeno l’Ad della Rai Giampaolo Rossi dopo “un anno che opera e fa scelte”. Su questo si attende da febbraio che si esprima la Giunta per il Regolamento del Senato, chiamata in causa dal centrodestra. Un “paradosso”, attacca Floridia: il regolamento “tutela la funzionalità delle commissioni e il regolamento prevede che in casi eccezionali si possa fare una audizione non condivisa in ufficio di presidenza. Il centrodestra ha contestato la decisione della presidente di accogliere la richiesta e l’ha accusata di aver “interpretato malamente il regolamento e mi ha segnalato alla giunta. Eppure, nonostante le sollecitazioni, non si è mai pronunciata. Io – sottolinea – ho chiesto che mi venisse dato anche torto, ma lo voglio vedere scritto nero su bianco”.

A questo punto, come se ne esce? “Come presidente di commissione continuerò questa battaglia, continuando a scrivere e sollecitare le istituzioni”, afferma ricordando di avere in questi mesi scritto ai presidenti di Camera e Senato e anche al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, “che ha pubblicamente espresso un monito nei confronti di questo atteggiamento, l’ha stigmatizzato. Ma adesso – sottolinea – deve cominciare una battaglia politica, con la P maiuscola”, di un paese “che vuole che le istituzioni funzionino”.

Come se la immagina questa battaglia politica? “Sicuramente cominciando a coinvolgere sempre di più i cittadini, perché quando si parla di commissioni sembra che sia qualcosa che riguardi solo la politica, no”. In gioco ci sono “la difesa della Costituzione, la libertà di stampa”. La mancata vigilanza “è un danno gravissimo per i cittadini che, imbavagliati anche loro, sono costretti a sentire tutto ciò che viene detto dal servizio pubblico senza che nessuno” possa controllare.

La paralisi dei lavori della Vigilanza Rai, mentre si stanno svolgendo diverse tornate elettorali e si va verso il referendum costituzionale sulla Giustizia, “è un danno gravissimo per la tenuta democratica, mai si era visto” prima. “Penso di essere la prima presidente che ha subito un bavaglio istituzionale. In commissione, a parte le delibere, che sono obblighi di legge, non abbiamo la possibilità di monitorare cosa accade nel servizio pubblico”.

La “battaglia” nel Paese “è già partita – conclude – lo abbiamo visto con la sensibilità nei confronti di Ranucci, le persone sono già scese in piazza, sono scese in piazza per Gaza, per la libertà di stampa. L’opposizione in questa battaglia”, come “in molte altre, è unita. Adesso la questione è diversa: le persone devono sposare questa battaglia per evitare di essere pilotati dal servizio pubblico, non c’è niente di peggio che può accadere a una democrazia e alla libertà delle persone”.

Tennis, Musetti in semifinale ad Atene

Roma, 6 nov. (askanews) – Lorenzo Musetti batte Alexandre Muller 6-2, 6-4 dopo un’ora e 20 minuti di gioco ed è in semifinale all’Atp 250 di Atene. Una buona prestazione da parte del carrarino, che ha dominato dall’inizio alla fine considerando anche le condizioni non perfette di Muller (che si è toccato la gamba sinistra nel terzo game del secondo set). Con questo successo, Musetti resta in corsa per qualificarsi alle Atp Finals (qui tutti i gironi). In semifinale, la 24^ a livello Atp, Lorenzo affronterà l’americano Sebastian Korda.

“Oggi sono partito meglio rispetto a ieri – le parole di Musetti – La chiave è stata il servizio e questo mi ha permesso di essere più aggressivo nel gioco e mi ha dato una mano ad adattare il mio gioco a una superficie come questa”. Sulla semifinale: “Devo prepararmi al meglio. Korda è molto forte, soprattutto su questi campi. Sarà dura”.

Al Museo Etrusco di Villa Giulia l’installazione di Maloberti "Poesia"

Roma, 6 nov. (askanews) – Negli spazi esterni del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma – che ha sede nella Villa Rinascimentale voluta da Papa Giulio III, amante delle arti e della bellezza – dal 7 novembre 2025 al 6 febbraio 2026, l’artista Marcello Maloberti (Codogno, Lodi, 1966) presenta POESIA, a cura di Cristiana Perrella, un’installazione luminosa, ideata appositamente per il museo. Costruita fra il 1551 e il 1553 su progetto di Jacopo Barozzi detto il Vignola, Giorgio Vasari e Bartolomeo Ammannati, Villa Giulia è la cornice rinascimentale che ospita la grande scritta al neon a luce bianca della parola POESIA capovolta ideata dall’artista. Le lettere, che ricalcano la grafia di Maloberti stesso, appaiono come sospese, sostenute soltanto da una struttura metallica di tubi innocenti, un’architettura temporanea che rimanda all’idea del cantiere, dello scenario urbano, del provvisorio. L’opera, come un’apparizione, si inserisce silenziosamente nella monumentalità del luogo, illuminando l’architettura con un ribaltamento, una parola capovolta che sembra caduta dal cielo creando una vertigine visiva che invita a leggere la realtà con occhi nuovi. L’arte del resto, come la poesia, agisce come dispositivo di disorientamento e rivelazione. Nel corso della sua ricerca Marcello Maloberti ha approfondito il binomio arte/vita utilizzando una pluralità di linguaggi – fotografia, video, performance, installazione, oggetti e collage – comunque attraversati da una forte componente performativa e dall’interazione con il pubblico. Andando oltre la quotidianità, con sguardo neorealista, straniante e onirico, e un approccio archeologico alla storia dell’arte, l’artista esplora temi come la dimensione poetica della parola, la sacralità del quotidiano, l’interesse per le trasformazioni del paesaggio urbano. La mostra sarà anche l’occasione per presentare il nuovo libro di Maloberti, edito da Treccani, anch’esso intitolato POESIA, in cui le sue celebri frasi scritte a mano, conosciute come “Martellate”, si presentano ora come atti poetici. Nel libro l’artista mette in atto una rinnovata modalità di scrittura, affrontando temi legati al sacro, al mistico e al divino, in una continua ricerca dell’Alto. Le poesie, come frasi oscure continuamente in cerca di senso e significato, irrompono sulla pagina bianca alternando umori e registri formali differenti. Il volume, in lingua italiana e francese, riporta le traduzioni di Jean-Paul Manganaro. POESIA di Marcello Maloberti è un progetto di BAM, con il sostegno del Main Partner Istituto Gentili e del Partner Aspesi, con il supporto tecnico di Baioni Comunicazione, MAG e NeonLauro; Follador è sparkling partner.

Stop ad Abdrazakov al Teatro Filarmonico di Verona. Giuli: bene

Roma, 6 nov. (askanews) – “Approvo la scelta del Teatro Filarmonico di Verona, che ha annullato l’esibizione di Ildar Abdrazakov. Non si tratta principalmente d’una questione di sicurezza, pur importantissima: le arti e più in generale la cultura russa, al pari delle altre, sono sempre benvenute in Italia quando rappresentano un veicolo di dialogo e pacificazione fra i popoli. Non così, invece, quando diventano lo strumento di propaganda al servizio di un potere dispotico che non può e non deve avere diritto di cittadinanza nel mondo libero”. Così il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli In una nota, la Fondazione Arena di Verona aveva annunciato: “Ildar Abdrazakov non prenderà parte all’opera Don Giovanni, in programma al Teatro Filarmonico di Verona dal 18 al 25 gennaio 2026”. La decisione dopo le proteste contro il baritono russo, giudicato vicino alle posizioni di Putin.

Manovra, Giorgetti: il taglio della seconda aliquota Irpef per tutelare i redditi medi

Roma, 6 nov. (askanews) – “Il mantenimento di una politica di bilancio responsabile è un requisito fondamentale per il nostro Paese”. Lo ha sottolineato il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, nel corso dell’audizione alle commissioni bilancio di Camera e Senato sulla manovra. Giorgetti ha ricordato la “crescente credibilità sui mercati conquistata dall’Italia di cui hanno beneficiato le istituzioni finanziarie e e le aziende del nostro Paese”. Scendendo nel dettaglio, il ministro ha spiegato che per la riduzione di due punti percentuali della seconda aliquota Irpef “volto a tutelare i contribuenti con redditi medi sono stati destinati 3 miliardi”.

La misura, ha sottolineato il ministro, “estende, quindi, la platea di soggetti che avevano, a partire dal 2025, beneficiato dalla riduzione strutturale del cuneo fiscale, coinvolgendo 13,6 milioni di contribuenti (il 32 per cento del totale) di cui 8,2 milioni lavoratori dipendenti. Il beneficio medio atteso è pari a 218 euro annui, con un beneficio massimo di 440 euro all’anno”. Riguardo alla spesa sanitaria, “anche con questa manovra si stanziano nuove risorse, pari a 2,4 miliardi nel 2026 e 2,65 miliardi a decorrere dal 2027. Queste risorse faranno in modo che il rapporto tra spesa sanitaria e PIL salirà al 6,2 per cento nel 2026. Inoltre, non può sottacersi che ogni confronto di livelli della spesa in relazione al PIL non può non tenere in debita considerazione il valore di tale grandezza a livello pro capite, scontando gli effetti di una demografia che di fatto ha oramai imboccato la strada del tasso di sostituzione negativo”, ha spiegato il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti.

Il ministro è intervenuto anche sul capitolo spese militari. “Il governo agli inizi del prossimo anno finanziario informerà il Parlamento circa le prospettive della spesa militare nel corso del prossimo trienno e qualora se ne ravvisasse la necessità, l’Italia potrebbe, sempre con il pieno coinvolgimento delle assemblee parlamentari, valutare anche l’attivazione della clausola di salvaguardia nazionale prevista dall’ordinamento euro unitario per tali tipologie di spesa”, ha detto Giorgetti, in audizione alle commissioni Bilancio riunite di Senato e Camera sulla Manovra.

In generale – ha ricordato – “nel nuovo quadro di governance europea gli spazi di manovra sono più contenuti rispetto al passato” quindi “ogni confronto della manovra 2026-28, pari ad un valore medio annuo di 18 miliardi, con le precedenti per le sue dimensioni non terrebbe in considerazione alcuni aspetti rilevanti”. E a copertura della manovra dal settore finanziario arriverà “un contributo di circa 10 miliardi nel triennio. Un impatto assobibile alla luce della solidità e della e profittabilità del nostro sistema bancario cui ha contribuito la linea di rigore adottata dal governo”. Il ministro dell’economia, Giancarlo Giorgetti, infine ha sottolineato che gli emendamenti parlamentari alla manovra devono tenere conto delle nuove regole europee e quindi anche degli effetti sulla traiettoria di spesa. “Il disegno di legge rappresenta una proposta condivisa e predisposta nell’ambito del Consiglio dei ministri” ha detto, che “il Parlamento potrà, nell’ambito delle proprie prerogative, modificare ove lo ritenga necessario. Ma i nuovi parametri europei impongono una attenta valutazione degli effetti finanzari delle proposte emendative, non solo alla luce dei saldi di finanza pubblica ma anche della traiettoria di spesa”.

“Da parte del Mef – ha aggiunto Giorgetti – assicuro come di consueto la massima collaborazione alla valutazione delle proposte emendative che saranno tempestivamente presentate”.

Esce il 14 novembre il Vasco Live 2025 – The Essentials

Roma, 6 nov. (askanews) – Vasco Live 2025 – The Essentials, già in prevendita, è un progetto originale. Un esperimento che, oltre a scatenare emozioni e ricordi degli strepitosi Live 2025, ha il valore aggiunto di farsi ascoltare come se fosse un disco di studio.

Le 21 canzoni che lo compongono (per un totale di 99 minuti circa) sono state estrapolate dalla scaletta ufficiale e sono le “essenziali”: quelle cioè indispensabili a esaltare il concept del concerto di quest’anno, “celebrare la vita”.

Ne è nato, con la complicità di Vince Pastano, un album che pone volutamente più attenzione alle liriche, in una scaletta ideale che parte da “Vita Spericolata” fino alla consapevolezza che noi SIAMO una Vita Spericolata, una vita vissuta intensamente, libera da condizionamenti e Senza rimpianto, il finale di “Se ti potessi dire”, cantato in coro e a loop.

“Se vogliamo celebrare la vita, quale miglior canzone d’apertura se non Vita Spericolata” – dice Vasco in un incontro con i fan – “Tutti i brani che vengono dopo in scaletta dovevano essere collegati. Tutte le mie canzoni sono delle polaroid di vita, di certe sensazioni che proviamo. Ad un certo punto ho capito che NOI siamo una vita, una vita spericolata”.

Vince Pastano aggiunge: “I nuovi arrangiamenti non vogliono sostituire le versioni originali dei brani, che sono immortali. Sono nuove riletture, che insieme in scaletta creano un vero e proprio concept”.

Roma, all’Alexanderplatz Jazz Club il "Collettivo Bassmat"

Roma, 6 nov. (askanews) – L’Alexanderplatz Jazz Club di Roma, con la direzione artistica di Eugenio Rubei, presenta, venerdì 7 e sabato 8 novembre, Pippo Matino “Collettivo Bassmat”. La band capitanata e diretta dal bassista Pippo Matino suona e propone brani tratti dal repertorio vasto e consolidato del musicista partenopeo, un sano mix di jazz, rock ed influenze da tutta la musica del Mediterraneo, inclusa quella classica Napoletana.

I brani sono in parte presenti in alcuni dei dischi registrati dal 92 ad oggi, ma il Collettivo Bassmat, in questo caso un quintetto Pianoless, rielabora e ripropone tutte le composizioni in maniera originale e creativa.

Non mancheranno omaggi ad alcuni dei big del jazz internazionale come Jaco Pastorius, Joe Zawinul e John Coltrane. Pippo Matino è considerato dalla critica nazionale uno dei bassisti più creativi ed interessanti nel panorama jazz fusion Europeo, e con lui sul palco straordinari musicisti bravi, che hanno ciascuno una storia intensa da raccontare: Daniele Scannapieco al sax tenore, Giovanni Imparato, percussioni e voce, Lorenzo Tucci alla batteria, Roberto Schiano al trombone. Non solo musica all’Alexanderplatz ma anche la possibilità di gustare un’ottima cucina, vini selezionati e servizio bar.

Calcio, Messi riceve le chiavi di Miami: "Questa città è casa mia"

Roma, 6 nov. (askanews) – Lionel Messi ha ricevuto le chiavi della città di Miami. Il fuoriclasse dell’Inter Miami è stato omaggiato dal sindaco Francis Suarez nel corso dell’American Business Forum, che si è tenuto nella città della Florida. “Sono molto grato per il riconoscimento ricevuto dalla città di Miami, un luogo davvero speciale per me e la mia famiglia. Fin dal primo giorno le persone ci hanno fatto sentire un affetto incredibile, proprio come oggi all’American Business Forum. Ringrazio i residenti di questa splendida città e tutte le persone dell’Inter Miami”, ha dichiarato il campione argentino, che ha anche parlato dei Mondiali del 2026, che si disputeranno tra Stati Uniti, Canada e Messico.

“Ho aspettative molto alte, sarà qualcosa di straordinario”, ha aggiunto Messi, che ha poi presentato la “Coppa Messi”, torneo che a dicembre ospiterà le otto migliori accademie giovanili del mondo e che, nelle sue parole, “contribuirà allo sviluppo del calcio negli Stati Uniti”.

Durante l’evento, Messi ha confermato anche il rinnovo con l’Inter Miami fino al 2028, annunciato con un video girato nel cantiere del nuovo stadio del club, la cui inaugurazione è prevista per il prossimo anno. “Il rinnovo è stato facile, qui stiamo bene, la mia famiglia si trova benissimo e io sono felice di poter continuare a contribuire alla crescita del club. Restare qui è stata una decisione di famiglia, è importante poter scegliere e da quando siamo arrivati in questa città incredibile, tutto è stato spettacolare con un affetto impressionante da parte della gente”, ha spiegato l’argentino.

Sul suo futuro, Messi non si sbilancia: “Non penso a quel che sarà, non me ne preoccupo né mi immagino il momento. Cerco di godermi ogni giorno, felice di fare quello che ho sempre amato fin da bambino. So che il tempo passa, ma ora mi godo anche le piccole cose a cui, da giovane, non davo tanta importanza. Quando sarà il momento del ritiro, darò valore a tutto ciò che ho fatto nella mia carriera. Purtroppo, il calcio ha una data di scadenza, ma se penso al dopo dico che il mondo degli affari mi interessa, mi piace”.

Schlein: su Almasri figura imbarazzante e vergognosa del governo

Roma, 6 nov. (askanews) – ” stata una figura imbarazzante e vergognosa per il nostro Paese, perch evidentemente per la Procura libica il diritto internazionale vale solo fino a un certo punto, come per questo governo, per parola del ministro Tajani”. Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein a margine dell’iniziativa ‘Il Domani delle donne’, a Roma.

“Giorgia Meloni dall’inizio non ha mai voluto rispondere sui motivi di una scelta che ha visto riportare a casa con il volo di stato un torturatore libico, mentre loro buttano un miliardo degli italiani a costruire delle prigioni vuote in Albania dove deportare i suoi torturati. Quindi una figura veramente vergognosa per cui noi continueremo a chiedere conto a questo governo che per sapete si fatto votare dal Parlamento per non essere su questo giudicato”, ha concluso.

Manovra, Schlein: estremamente preoccupati, zero su sanit e trasporti

Rom, 6 nov. (askanews) – “Noi siamo estremamente preoccupati e faremo le nostre proposte insistendo sugli stipendi degli italiani che sono troppo bassi, sul rifinanziamento dei servizi pubblici essenziali, non solo la sanit, guardate che sui trasporti questa manovra mette zero. Questo vuol dire che i sindaci saranno costretti o a tagliare le tratte oppure ad aumentare il prezzo dei biglietti e prendersi la colpa al posto di Salvini che ha messo zero sulla manovra”. Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein parlando a margine dell’iniziativa ‘Il Domani delle donne’, a Roma.

“Dall’altra parte noi insisteremo molto sul costo dell’energia, perch questa manovra come sapete non tocca n il tema dei costi dell’energia, il primo che ci pongono le imprese e non tocca nemmeno la questione dei dazi – ha aggiunto – su cui credo che siamo l’unico paese europeo dove non si messo una risposta in campo rispetto ai danni dei dazi di Trump essendo uno dei paesi che saranno pi colpiti dai dazi, proprio perch abbiamo una forte vocazione all’export e naturalmente insisteremo su tutte queste priorit nel lavoro che stiamo facendo di dialogo con tutte le parti sociali, le organizzazioni di presa, il terzo settore; le stiamo incontrando per ascoltarle e poi lavoreremo ai nostri emendamenti e a partire anche da una mozione fatta insieme alle altre forze di opposizione con cui siamo alleati nelle regionali”.

Sicurezza, Meloni: per sinistra nessun investimento? Smentita da dati

Roma, 6 nov. (askanews) – “Leggo che alcuni esponenti della sinistra sostengono che questo Governo ‘non avrebbe investito nulla sulla sicurezza’. Una tesi comoda, ma smentita dai numeri”. Lo scrive su X la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

“Negli ultimi tre anni – sottolinea – abbiamo già assunto circa 37.400 agenti nelle Forze di Polizia e prevediamo, da qui al 2027, altre 31.500 assunzioni. Abbiamo stanziato un miliardo e mezzo per rinnovare i contratti del comparto e abbiamo già sottoscritto il rinnovo dei contratti dell’ultimo triennio per le Forze di Polizia, con aumenti medi lordi mensili di 198 euro. Abbiamo sbloccato investimenti fermi da tempo e potenziato mezzi, strutture e tecnologie. Con il Decreto Sicurezza abbiamo previsto strumenti più rapidi ed efficaci contro le occupazioni abusive, i borseggi, l’accattonaggio minorile, le rivolte nelle carceri e le truffe agli anziani. Abbiamo introdotto pene più severe per chi minaccia e aggredisce i nostri uomini e donne in divisa, e rafforzato la tutela legale per agenti di polizia e militari che dovessero essere indagati o imputati per fatti inerenti al servizio. Abbiamo inoltre aumentato i presìdi nelle aree più sensibili: ospedali, stazioni, scuole e periferie. Negli ultimi anni sono stati effettuati milioni di controlli, con una presenza dello Stato sempre più stabile sul territorio. La lotta alle mafie parla da sola: 108 latitanti catturati, 278 maxi-operazioni, migliaia di arresti, 6,5 miliardi di euro il valore dei beni sottratti alla criminalità e oltre 18 mila i beni confiscati restituiti alla collettività. E interventi complessi come Caivano – oggi un modello replicato in altri territori – dimostrano che quando lo Stato investe, si organizza e resta, le cose cambiano davvero”.

“Detto questo – conclude – non ignoriamo la realtà e sappiamo bene che esistono criticità e fatti gravi che preoccupano i cittadini. Stiamo ponendo rimedio a decenni di lassismo e sottovalutazione. Ed è proprio per questo che non intendiamo arretrare di un millimetro e puntiamo a fare sempre di più. Continueremo a rafforzare, migliorare e intervenire. Perché la sicurezza degli italiani è una responsabilità quotidiana e un impegno che intendiamo onorare fino in fondo”.

Persone con autismo maltrattate in una struttura a Cuneo: 17 misure cautelari

Roma, 6 nov. (askanews) – Maltrattamenti contro persone a loro affidate, lesioni personali, sequestro di persona e violenza privata. Per queste accuse i carabinieri di Cuneo hanno eseguito 17 misure cautelari personali (2 in carcere, 4 agli arresti domiciliari, 11 divieti di avvicinamento e comunicazione con le persone offese con applicazione del braccialetto elettronico e l’obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria).

Gli indagati avrebbero rivolto le loro condotte nei confronti di persone affette da gravissime forme di autismo, ospiti di una struttura ricettiva gestita da una cooperativa. Il gip del tribunale di Cuneo ha disposto il sequestro preventivo della struttura, dei beni aziendali annessi, dei relativi beni strumentali e dei conti correnti. Le persone arrestate sono state portate in carcere a Torino a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Musica, Elisa: il 14 novembre "San Siro Live 2025″

Roma, 6 nov. (askanews) – Il 14 novembre arriva “San Siro Live 2025”, il nuovo progetto discografico live di Elisa che celebra il suo primo concerto allo stadio San Siro di Milano, andato in scena lo scorso giugno. Il live verrà pubblicato il 14 novembre in formato doppio CD arricchito da un booklet speciale, mentre per Natale, il 12 dicembre, è prevista l’uscita anche dell’edizione in vinile, che avrà due volumi differenti.

“San Siro Live 2025” restituisce tutta la forza del debutto negli stadi dell’artista, in uno show-evento che ha ripercorso più di venticinque anni di carriera attraverso hit diventate parte del patrimonio pop italiano e collaborazioni speciali. Una vera e propria celebrazione della dimensione live di Elisa, tra introspezione, energia e un dialogo continuo con il pubblico.

Celebrativo e al tempo stesso vivo, l’album è la fotografia di un percorso artistico che ha attraversato generazioni, superato generi, contaminato pop, elettronica, cantautorato e soul. È Elisa nella sua forma più pura.

Dentro la scaletta, i brani diventati patrimonio condiviso: “Luce (Tramonti a Nord Est)”, “Eppure sentire”, “Anche fragile”, “O forse sei tu”, e una serie di incontri sul palco che raccontano un percorso fatto di dialoghi e affidamenti.

E l’annuncio arriva alla vigilia di un nuovo capitolo live: l’8 novembre Elisa riaccende i riflettori nei Palasport, ripartendo da Mantova e approdando a Milano il 10 novembre, per poi toccare le principali città italiane fino a dicembre. Una tournée, prodotta e organizzata da Friends and Partners, che proseguirà anche nella primavera 2026.

Alleanza CIC-Legambiente per il riciclo organico e l’Italia

Rimini, 6 nov. (askanews) – L’Italia consolida la sua leadership nell’economia circolare. A Ecomondo, il Consorzio Italiano Compostatori e Legambiente hanno firmato un protocollo d’intesa per potenziare il riciclo della frazione organica, che nel nostro Paese rappresenta il 38% del quantitativo complessivo dei rifiuti differenziati. L’obiettivo dell’alleanza migliorare la qualit della raccolta e rafforzare l’impiantistica nazionale.

“I terreni agricoli si stanno impoverendo di sostanza organica – spiega il presidente di Cic, Gianpaolo Vallardi -. Parallelamente a causa dei conflitti che di cui purtroppo conosciamo, siamo a conoscenza, soprattutto la guerra in Ucraina e Russia, il costo del fertilizzante chimico sta esplodendo, sta avendo un picco verticale nei costi. E quindi ci sono due aspetti. L’aspetto economico per cui il compost assolutamente ad oggi economico, forse anche troppo economico, bisognerebbe aumentarsi un po’ il prezzo. E perch dal punto di vista ambientale i terreni hanno assolutamente bisogno di sostanza organica per mille motivi”.

L’accelerazione verso un’economia sempre pi circolare considerata da Legambiente una leva fondamentale per la transizione ecologica, utile a ridurre le emissioni e restituire risorse preziose all’agricoltura attraverso la produzione di compost e biometano. ” una fase due di una collaborazione che con il CIC dura da decenni – ricorda il presidente Legambiente, Stefano Ciafani -. Oggi c’ da fare uno sforzo ulteriore che l’oggetto del protocollo perch crediamo che in questo momento storico sia fondamentale aumentare la qualit della raccolta dell’organico differenziato, aumentare le prestazioni della dotazione impiantistica del paese colmando anche le lacune che ci sono in alcune parti del paese”.

L’alleanza tra le due realt, che si impegna nella promozione di impianti innovativi capaci di coniugare produzione di energia e recupero di materia, trova nella valorizzazione del suolo un obiettivo comune e prioritario. “Legambiente – conclude Vallardi – persegue i nostri stessi fini, la valorizzazione del terreno, la valorizzazione dell’habitat e quindi abbiamo gli stessi obiettivi e quindi dobbiamo essere alleati nella valorizzazione e nella tutela dell’ambiente. E il compost secondo me l’elemento essenziale, l’elemento principe per tutelare e fertilizzare il suolo”.

Investire sulla qualit della raccolta e sulla corretta informazione ai cittadini la condizione essenziale per ottenere compost di qualit elevata e chiudere davvero il cerchio del riciclo organico. Un accordo strategico per un’Italia pi resiliente e attenta alla valorizzazione delle proprie risorse naturali.

A Milano il Festival della Peste indaga il binomio potere piacere

Milano, 6 nov. (Askanews) – A Milano nel quartiere Porta Venezia da mercoled 5 a domenica 9 novembre 2025 torna l’ottava edizione del Festival della Peste, l’appuntamento annuale della Fondazione Il Lazzaretto sotto la direzione di Linda Ronzoni. Il festival rappresenta il momento di apertura pubblica del Lazzaretto, restituendo la sintesi di un anno di lavoro partecipato, attraverso performance, mostre, conversazioni, laboratori, pratiche psico-fisiche, che dalla sede della Fondazione si diffondono nel quartiere con la volont di contagiare l’intera citt di Milano.

Durante l’inaugurazione il co-curatore Salvatore Cristofaro ha raccontato ad Askanews il progetto: “Fondazione Lazzaretto presenta l’ottava edizione del Festival della Peste: l’evento culmine della Fondazione che durante tutto l’anno, il 2025, ha lavorato attorno a un binomio. E tutto partito da un salotto – in questo momento siamo nel salotto della Fondazione – con un incontro del Club dei Pestiferi onorari, in cui con loro abbiamo proprio deciso il binomio dell’anno. Quest’anno abbiamo lavorato sul binomio tra Potere e Piacere cercando di non vederle come due energie opposte, ma due energie che a un certo punto si possono toccare, ma si toccano quando l’una non cerca di sovrastare l’altra. Mi piace parlare del Festival della Peste come un cosmo di lucciole dove ogni lucciola un po’ una sfida, una sfida al rimanere qui e affrontare determinati problemi. Quando il potere diventa ossessione del potere, abbiamo queste redini sempre pi forti e spesso ci dimentichiamo della controparte, che noi siamo umani, che viviamo nel contemporaneo, che abbiamo bisogno anche di provare piacere, provare emozioni. Il festival si sviluppa dal 5 a 9 novembre e in questi giorni abbiamo invitato artisti, performer, insegnanti di meditazione. Ci saranno 18 eventi che spaziano tra opere, installazioni e spettacoli. Abbiamo lavorato tutto l’anno sul concetto delle vibrazioni, quindi sulla risonanza dei corpi, perch ci piaceva un po’ uscire dal primo senso che un po’ ci orienta che quello dello sguardo. E allora togliendo lo sguardo abbiamo parlato dell’ascolto. Non ci poniamo pi nella dimensione di io voglio scrutare l’altro ma io voglio ascoltarlo. Ci siamo chiesti cosa succede quando ci relazioniamo con la parte animale, con la parte vegetale e con la parte minerale. Il piacere noi l’abbiamo connesso anche al piacere di condividere una cena, piacere di condividere il contatto pelle con pelle, il piacere di stare insieme e vibrare insieme. Quello che vuole far passare il Festival della Peste con la Fondazione un po’ il lasciarci contagiare l’uno con l’altro, entrare in sintonia l’uno con l’altro cercando un po’ di sdoganare le visioni egemoniche, le visioni di controllo verticali, ma stare pi su una dimensione organica, fluida, porosa direbbe Walter Benjamin”.

Al centro del festival sono in programma laboratori, performance e installazioni, stratificando esperienze e interrogativi nello spazio con Andrea Q, Camilla Barbarito, Alessia Bernardini / La Nut, Mario Blacon, Nicoletta Cinotti, Circe, Gaia De Megni, Michelangelo Frammartino, Fritto Misto, Valentina Furian, Agnese Galiotto, Maura Gangitano Tlon, Sara Leghissa, Rebecca Moccia, Abe Pazos Solatie, Francesca Proia, Francesca Rossi, Studio Fludd e ultimabaret Titta C. Raccagni e Barbara Stimoli che indagheranno il binomio Potere e Piacere attraverso la loro pratica.

La Fondazione Il Lazzaretto un’istituzione non profit di base a Milano che dal 2014 impegnata nell’ideazione di progetti culturali partecipati all’insegna della sperimentazione tra arti visive, letteratura, performance arts, pratiche psico-fisiche, fotografia, editoria e le loro rispettive contaminazioni.

Milano-Cortina, atti alla Consulta sulla costituzionalità del decreto del governo

Milano, 6 nov. (askanews) – Il Tribunale di Milano chiede alla Consulta di esprimersi sulla legittimità costituzionale del decreto legge approvato nel giugno 2024 dal governo Meloni per assegnare lo status di “ente di diritto privato” alla Fondazione Milano-Cortina 2026.

L’iniziativa giudiziaria, come anticipato dal sito del Corriere della Sera, è del gip Patrizia Nobile che ha accolto la richiesta dei pm milanesi titolari dell’indagine sulle presunte irregolarità nelle procedure di affidamento delle prestazioni tecnologiche per le Olimpiadi invernali tra il marzo 2020 e il marzo 2021.

Secondo la Procura di Milano, che nel maggio 2024 aveva aperto un fascicolo per corruzione e turbativa d’asta, la Fondazione Milano Cortina è a tutti gli effetti un ente di diritto pubblico. Sarà la Corte Costituzionale a sciogliere il nodo giuridico sollevato dal Tribunale di Milano.

Cop30, Lula accoglie i leader: serve "serietà" per salvare pianeta

Roma, 6 nov. (askanews) – Il presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva ha iniziato a dare il benvenuto a decine di leader mondiali, questa mattina, all’apertura della Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, COP30, che si tiene nella città settentrionale di Belém do Parà.

Tra i primi ad arrivare al Parque de la Ciudad de Belém, sede dei dibattiti, il segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres e vari rappresentanti di organizzazioni multilaterali e banche, tra cui l’ex presidente brasiliana Dilma Rousseff (2011-2016), ora presidente della Nuova Banca di Sviluppo, nota come “la banca dei Brics”. Per l’Italia partecipa il ministro degli Esteri Antonio Tajani, inviato su delega della presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

“Se non riusciamo ad andare oltre i discorsi e ad agire concretamente, le nostre società perderanno fiducia, non solo nelle Cop30, ma nel multilateralismo e nella politica internazionale in senso più ampio. Ecco perché ho convocato i leader in Amazzonia: per fare di questa la ‘Cop30 della verità’, il momento in cui dimostreremo la serietà del nostro impegno comune per il pianeta”, ha precisato il presidente brasiliano in un articolo pubblicato sul Guardian.

“L’umanità ha dimostrato la sua capacità di superare grandi sfide quando agisce unita ed è guidata dalla scienza”, ha precisato Lula. “Abbiamo protetto lo strato di ozono. La risposta globale alla pandemia di Covid-19 ha dimostrato che il mondo può agire con decisione quando c’è coraggio e volontà politica.

Secondo il presidente del Brasile, “per affrontare insieme questa crisi” climatica sono necessarie più “risorse”. “Dobbiamo riconoscere che il principio delle responsabilità comuni ma differenziate rimane il fondamento non negoziabile di qualsiasi patto climatico”, ha insistito Lula. “Ecco perché il Sud del mondo chiede un maggiore accesso alle risorse, non per carità, ma per giustizia. I paesi ricchi hanno tratto i maggiori benefici dall’economia basata sul carbonio. Ora devono assumersi le proprie responsabilità, non solo assumendo impegni, ma onorando i propri debiti”, ha commentato.

Tennis, Atp Finals: Sinner con Zverev, Shelton e (forse) Musetti

Roma, 6 nov. (askanews) – Svelati i gironi delle Atp Finals 2025 in programma a Torino dal 9 al 16 novembre. Jannik Sinner nel girone con Zverev e Shelton, possibile derby con Musetti. Nell’altro raggruppamento ci saranno Alcaraz, Djokovic, Fritz e De Minaur. Nel doppio Bolelli/Vavassori inseriti nel gruppo Fleming.

Atp Finals, i gironi – Singolare Gruppo Bjorn Borg Jannik Sinner Alexander Zverev Ben Shelton Auger Aliassime O Musetti

Gruppo Jimmy Connors Carlos Alcaraz Novak Djokovic Taylor Fritz Alex De Minaur

Doppio Gruppo Peter Fleming

Julian Cash/Lloyd Glasspool Marcel Granollers/Horacio Zeballos Kevin Krawietz/Tim Puetz Simone Bolelli/Andrea Vavassori

Gruppo John Mcenroe Harri Heliovaara/Henry Patten Marcelo Arevalo/Mate Pavic Neal Skupski/Joe Salisbury Christian Harrison/Evan King

Manovra, Conte: è la legge di bilancio più "draghiana" di sempre

Roma, 6 nov. (askanews) – “La pressione fiscale è cresciuta in Italia: negli ultimi dieci anni abbiamo il record della pressione fiscale. Abbiamo il record anche di un ceto medio impoverito, di fasce più fragili, abbiamo il record dei poveri assoluti, record storico. Questi sono diventati inoppugnabili e nello stesso tempo non abbiamo misure per la crescita. Questa è la legge di bilancio veramente più draghiana, forse, se vogliamo usare questo termine, che sia stata mai concepita. E per fortuna che abbiamo portato i soldi del Pnrr, saremmo in piena recessione…”. Lo ha detto il leader del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, nel corso di un punto stampa a Sessa Aurunca, in provincia di Caserta.

Sanità, Schlein: è emergenza e governo non dà risposte

Roma, 6 nov. (askanews) – La sanità è in “emergenza” e “il governo non dà risposte”. Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein, parlando all’iniziativa ‘il Domani delle donne’. “Siamo di fronte a un’emergenza vera su cui questo governo non dà le risposte che servono. Ho l’impressione che la destra, non avendo il coraggio di dirlo, vuole una sanità a misura del portafoglio delle persone. Chi ha i soldi va dal privato, chi non ce li ha rinuncia a curarsi”.

“C’è un gigantesco conflitto di interessi – ha aggiunto – i grandi imprenditori della sanità privata sono seduti in Parlamento tra le file della maggioranza, il sottosegretario Gemmato ha delle partecipazioni nelle cliniche private”.

Ecomondo, Assitol: biodiesel chiave della neutralit tecnologica

Rimini, 6 nov. (askanews) – Decarbonizzazione dei trasporti: la rotta segnata, ma la strada piena di bivi. A Ecomondo, la fiera dell’economia circolare di Rimini, il dibattito si concentra sul futuro del motore endotermico, oggi al centro delle sfide imposte dalla transizione energetica. La risposta arriva dalla filiera italiana del biodiesel, che chiede una strategia comune basata sulla neutralit tecnologica, valorizzando una risorsa immediatamente disponibile per la transizione energetica. L’obiettivo chiaro: riconoscere il contributo strategico del biodiesel nella decarbonizzazione della mobilit.

Carlotta Trucillo, Vicedirettrice ASSITOL e Segretario Gruppo biodiesel: “Noi pensiamo che il biodiesel sia una risposta fondamentale per la transizione ecologica, sia parte, e debba far parte in pieno titolo del mix energetico che ci permetter di passare in maniera pi veloce e da subito alle nuove sfide che l’ecologia e il mondo ci chiede, l’Europa ci chiede”.

Il biocarburante, utilizzabile sia in blend che in purezza, visto dal settore come una via economicamente efficiente per i trasporti. L’infrastruttura di distribuzione, in teoria, sarebbe pronta per la riconversione, che risulterebbe economica e fattibile. Ma la piena diffusione si scontra con un ostacolo strategico.

Letizia Pasqualini, Responsabile Transizione Energetica Assopetroli-Assoenergia: “Noi riteniamo che i biocarburanti siano una soluzione pronta ed efficace nonch economica e sostenibile per la decarbonizzazione dei trasporti e non solo. Ci che ritengo il principale elemento bloccante per la diffusione dei biocarburanti la mancanza di una strategia integrata, una strategia che metta quindi insieme sia la domanda che l’offerta”.

La sfida, dunque, abilitare all’uso di questi biocarburanti l’enorme parco circolante esistente, visto che il 97 % del trasporto pesante stradale ancora alimentato a diesel. Ed qui che interviene la tecnologia, come il Biodiesel Kit di Refuel Solutions, sviluppato proprio per la conversione per motori industriali e del trasporto pesante.

“Abbiamo deciso di lavorare sui veicoli gi circolanti per abilitarli, sono tantissimi. Pensiamo che il 97% del trasporto pesante stradale alimentato a diesel: milioni di veicoli in Europa senza contare la mobilita off road, in agricoltura, per il movimento terra, la generazione, per il settore navale e ferroviario. La nostra tecnologia compatibile ogni qualvolta ci sia un motore diesel”, ha detto Adriano Cordisco, Amministratore delegato Refuel Solutions

La filiera del biodiesel, riunita a Ecomondo, chiede dunque che sia riconosciuto il suo contributo strategico nella decarbonizzazione della mobilit, permettendo alla neutralit tecnologica di valorizzare al meglio tutte le risorse disponibili, e creare nuove prospettive per un settore che necessita di risposte immediate e concrete.

Spettacolo, Andrea Rizzolini torna in tour con "Th!Nk"



Roma, 6 nov. (askanews) – Uno spettacolo di mentalismo che parla del mentalismo. Uno show che svela al pubblico che la magia non esiste, e allo stesso tempo dimostra che è possibile crederle. “Th!Nk” di Andrea Rizzolini torna in tour ed è pronto a sfidare ancora una volta il pubblico con un assunto che è solo in apparenza una contraddizione: il trucco c’è, ma non vi diciamo quale.

Prodotto da Officine dell’Incanto con la regia di Piero Venesia, lo show fonde teatro, letteratura e filosofia con illusioni spettacolari. Un gioco di specchi in cui l’arte di leggere la mente – resa celebre da serie televisive come The Mentalist o Lie to Me – diventa il punto di partenza per esplorare le contraddizioni del pensiero umano e quelle “zone di frizione” in cui le nostre credenze entrano in contrasto tra loro.

Campione italiano di mentalismo, autore di “Incanti” e capitano della squadra italiana di magia che quest’anno ha fatto dell’Italia la nazione più premiata ai campionati del mondo, Rizzolini parte in tour da Gallarate il 27 novembre (Teatro Condominio), e continua il 29 novembre a Milano (Teatro Lirico), il 30 novembre a Bergamo (Teatro Colognola), per proseguire il 2 dicembre a Brescia (Teatro San Giulia), il 4 dicembre a Modena (Teatro Michelangelo), il 5 dicembre a Padova (Teatro Ai Colli) e il 6 dicembre a Pordenone (Teatro Pileo).

Nello spettacolo, coinvolge il pubblico tra esperimenti psicologici e illusioni percettive: legge nel pensiero una parola, distingue il vero dal falso dal tono della voce, coinvolge tutta la sala in un numero di ipnosi. E lo fa presentando una nuova figura di mentalista: non più un oscuro personaggio dai poteri soprannaturali, né uno Sherlock Holmes dalle abilità straordinarie, ma un illusionista disposto a ragionare con gli spettatori su quanto loro stessi siano disposti a credere a quello che sentono e che vedono.

Confindustria, Bdi, Medef: Ue cambi passo o si rischia declino industria

Roma, 6 nov. (askanews) – Appello urgente di Confindustria, Bdi e Medef all’Europa: è necessario un cambio di passo, altrimenti si rischia il declino dell’industria. In occasione del settimo forum trilaterale tra le tre associazioni imprenditoriali, svoltosi a Roma con la partecipazione del vicepresidente Esecutivo della Commissione europea Stéphane Séjourné e dei presidenti delle tre principali organizzazioni industriali europee – Emanuele Orsini (Confindustria), Peter Leibinger (Bdi) e Patrick Martin (Medef), è stata firmata una dichiarazione congiunta per sollecitare le istituzioni europee a un cambio di marcia nelle politiche industriali.

“Oggi l’Europa si trova a un bivio. Il mondo sta cambiando e l’Europa non può restare a guardare. Ora più che mai, deve affermare la propria indipendenza, proteggere la sicurezza comune e assumere la leadership nello sviluppo delle tecnologie essenziali per i propri interessi strategici”, si legge nel testo sottoscritto dalle organizzazioni che rappresentano gli imprenditori delle prime tre economie dell’Unione europea.

La semplificazione delle regole avviata con i pacchetti Omnibus, un approccio realistico alla neutralità climatica e un bilancio europeo orientato alla crescita sono tra le priorità indicate dalle associazioni degli imprenditori.

“La competitività deve diventare la bussola di ogni politica, regolamentazione e investimento europeo”, è l’indicazione che arriva dagli imprenditori francesi, tedeschi e italiani.

Associazioni: "Aumentare di 5 euro il prezzo delle sigarette"

Roma, 6 nov. (askanews) – AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica), Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro, Fondazione Umberto Veronesi e Fondazione AIOM lanciano oggi la campagna di raccolta firme per una proposta di legge d’iniziativa popolare. La richiesta è introdurre un’accisa fissa di 5 euro su tutti i prodotti da fumo e da inalazione di nicotina, compresi quelli di nuova generazione (sigarette elettroniche e tabacco riscaldato). L’obiettivo è contrastare il tabagismo e reperire nuove risorse per il sistema sanitario nazionale. In Italia quasi un quarto degli adulti fuma regolarmente ed è preoccupante anche la diffusione tra i più giovani. Un teenager su cinque tra i 15 e i 19 anni fa un uso quotidiano di sigarette, comportamento che tende poi a mantenere per il resto della vita. Da qui la scelta di lanciare una grande campagna di sensibilizzazione promossa dalla società scientifica (AIOM) e dalle principali fondazioni dell’oncologia (Fondazione AIRC, Fondazione Veronesi, Fondazione AIOM in collaborazione con Fondazione The Bridge).

L’obiettivo è raccogliere, entro la primavera, 50.000 firme autenticate. Saranno poi consegnate, insieme al testo del provvedimento, al Parlamento che dovrà discutere la proposta. La campagna, la prima del genere mai realizzata in Italia, è stata annunciata oggi in un convegno nazionale al Senato promosso da AIOM, alla vigilia del suo XXVII congresso nazionale, su iniziativa della Vice Presidente del Senato Mariolina Castellone.

“Chiediamo alle Istituzioni una legge nelle modalità e nei termini previsti dalla Costituzione – sottolineano Francesco Perrone (Presidente AIOM), Daniele Finocchiaro (Consigliere Delegato di Fondazione AIRC), Giulia Veronesi (Fondazione Veronesi) e Saverio Cinieri (Presidente di Fondazione AIOM) -. Nonostante le norme più restrittive, approvate negli ultimi decenni, ancora troppi cittadini fumano. Il tabagismo rappresenta uno dei più rilevanti fattori di rischio oncologico; vanno quindi incentivati tutti gli strumenti che favoriscano la cessazione. Le esperienze internazionali (in primo luogo di Francia e Irlanda) dimostrano che il forte incremento sostanziale del prezzo delle sigarette rappresenta la sola strategia efficace per abbassare drasticamente il numero di fumatori. Si stima una possibile riduzione del 37% del consumo di tabacchi se si aumentasse di 5 euro il prezzo delle sigarette e degli altri prodotti correlati. Lo scopo è rendere il fumo una pratica davvero costosa e poco sostenibile, soprattutto per i più giovani. Dall’altro, l’incremento delle entrate potrà contribuire a finanziare il servizio sanitario nazionale, a tutto vantaggio dei cittadini colpiti dal cancro (e non solo)”.

Solo nel nostro Paese, le patologie provocate dal fumo generano circa 24 miliardi di euro di costi diretti e indiretti. Solo le ospedalizzazioni per le principali malattie fumo-correlate comportano 1,64 miliardi di euro di spesa annuale. In totale, i prodotti a base di tabacco provocano 93.000 decessi l’anno. Le sigarette non causano solo il carcinoma polmonare ma anche le neoplasie del cavo orale, gola, esofago, pancreas, colon, vescica, prostata e rene. Più in generale, sono almeno 27 le malattie fumo-correlate, tra cui rientrano le patologie respiratorie non neoplastiche, come la broncopneumopatia cronica ostruttiva. Il fumo è anche uno dei più importanti fattori di rischio cardiovascolare: un tabagista presenta un rischio di mortalità, a causa di una coronaropatia, superiore da 3 a 5 volte rispetto a un individuo che non ha mai fumato. D’altro canto, l’invecchiamento generale della popolazione italiana provoca un aumento della spesa pubblica per la sanità. Servono quindi maggiori risorse ed investimenti per continuare a garantire a tutti la migliore assistenza.

“La raccolta di firme inizierà già nei prossimi giorni e potrà sfruttare le reti che sia AIOM che le Fondazioni coinvolte hanno sul territorio nazionale – sottolineano Perrone, Finocchiaro, Veronesi e Cinieri -. Un forte impegno collettivo che coinvolgerà centinaia di volontari e medici oncologi perché, con la raccolta delle 50mila firme, si porti il Parlamento a discutere la proposta. Ci auguriamo che le Istituzioni ai massimi livelli siano sensibili a un tema così rilevante per la sanità pubblica e a una norma che permetta di ridurre il carico di malattia, approvando una legge, magari all’unanimità come già è avvenuto per il diritto all’oblio”.

“La proposta avanzata oggi può essere davvero efficace – conclude Maria Sofia Cattaruzza, Docente del Dipartimento di Sanità Pubblica e Malattie Infettive della Sapienza di Roma -. Nel nostro Paese le accise sulle sigarette risultano tra le più basse d’Europa. Sono solo di 3,19 euro per pacchetto contro i 7,45 euro della Francia e i 9,92 della Repubblica d’Irlanda. Questi due Paesi hanno negli ultimi anni introdotto forti rincari sui tabacchi e in entrambi si è registrato un calo del numero di fumatori abituali. Sono esempi virtuosi e quindi anche l’Italia dovrebbe adottare quanto prima provvedimenti simili”.

Bankitalia: evitare ripetute e inattese modifiche alla tassazione delle banche

Roma, 6 nov. (askanews) – Le ripercussioni sui patrimoni di banche ed assicurazioni degli interventi fiscali contenuti in manovra “appaiono contenute” ma “in generale, sarebbe opportuno evitare il ripetersi frequente di inattese modifiche della tassazione”. Lo ha detto il vice capo Dipartimento Economia e Statistica della Banca d’Italia, Fabrizio Balassone, nel corso dell’audizione alle commissioni Bilancio di Camera e Senato sulla manovra.

“Le ripercussioni degli interventi sulla posizione patrimoniale del complesso degli intermediari appaiono contenute – ha detto – Il sistema bancario italiano è nell’insieme solido, ben patrimonializzato e oggi tra i più redditizi d’Europa. I rischi di credito restano limitati, grazie anche alle buone condizioni finanziarie delle imprese”.

Istat: le persone che rinunciano a curarsi sono salite a 5,8 milioni

Roma, 6 nov. (askanews) – “Nel 2024 il 9,9% delle persone ha dichiarato di aver rinunciato a curarsi per problemi legati alle liste di attesa, alle difficoltà economiche o alla scomodità delle strutture sanitarie: si tratta di 5,8 milioni di individui, a fronte di 4,5 milioni nell’anno precedente (7,6%)”. Lo rileva l’Istat nell’audizione alle commissioni Bilancio di Camera e Senato sulla manovra.

“La rinuncia a causa delle lunghe liste di attesa costituisce la motivazione principale, indicata dal 6,8% della popolazione, e risulta anche la componente che ha fatto registrare l’aumento maggiore negli ultimi anni: era il 4,5% nel 2023 e il 2,8% nel 2019” spiega Istat.

La rinuncia in conseguenza delle lunghe liste di attesa, prosegue l’Istituto di statistica, “è più elevata per le persone adulte di 45-64 anni (8,3%) e tra gli anziani di 65 anni e più (9,1%). Il fenomeno è più diffuso tra le donne (7,7%), sia nelle età centrali (9,4% a 45-64 anni) sia in quelle avanzate (9,2% a 65 anni e più). Nel 2024 il problema ha interessato il 6,9% dei residenti nel Nord, il 7,3% nel Centro e il 6,3% nel Mezzogiorno; rispetto a cinque anni fa i valori risultano decisamente più elevati: nel 2019 la quota era 2,3% al Nord, 3,3% al Centro e 3,1% nel Mezzogiorno”.

Clima, Pichetto difende l’accordo Ue: "Compromesso equilibrato"

Roma, 6 nov. (askanews) – Su Green Deal e energia con altri Paesi dell’Unione europea si è raggiunto un “compromesso equilibrato”. Lo ha sostenuto il ministro di Ambiente e sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, cercando di difendere l’intesa appena raggiunta a fronte delle critiche ricevute da più parti, sia da alleati di governo, in particolare la Lega, sia dall’industria.

Pichetto ha riconosciuto che l’Italia è stata determinante per rimuovere la minoranza di blocco che avrebbe potuto frapporsi sui pesanti obiettivi di taglio alle emissioni che la Ue si è autoimposta. “La partita era estremamente difficile, c’è stato tutto un percorso per raggiungere l’intesa – ha detto -. Si è aperto un confronto con la minoranza di blocco, eravamo in grado di bloccare” le misure.

Ma poi “noi ci siamo presentati con una serie di temi, che sono quelli che la presidente del Consiglio”, Giorgia Meloni ha illustrato al Parlamento. E incassati questi aspetti l’intesa era “un punto di interesse nazionale notevole”, ha proseguito Pichetto.

Restano dei target molto pesanti. E sono arrivate diverse critiche. Una tra tutte oggi su La Stampa quella del presidente di Federacciai, Antonio Gozzi: “una montagna che ha partorito un topolino. Con l’energia più cara del mondo l’Europa non può essere competitiva. E ricordiamoci – ha avvertito – che in un deserto industriale non cresce nulla di verde”.

Critiche anche sull’effettiva sensatezza dei target, in particolare di tagliare del 90% le emissioni da qui al 2040. Secondo Pichetto, invece, “l’obiettivo è raggiungibile perché i passi della tecnologia e il cambiamento di pelle del sistema industriale ci portano ad accelerazioni notevolissime, quindi è raggiungibile perfettamente nel trend che sta proseguendo”.

E poi ci sono le tappe di flessibilità e possibili revisioni. “Questo è il tema che abbiamo posto: stiamo attenti di non fare dell’Europa un luogo di best practices e poi pagarne conseguenze noi perché il tema climatico è un tema mondiale. L’Europa sulle emissioni pesa per il 6% e l’Italia per lo 0,6%. Si tratta di essere razionali equilibrati e io credo che il compromesso raggiunto è equilibrato”.

“Non dobbiamo commettere l’errore che è stato fatto dalla precedente Commissione europea con il divieto dei motori endotermici al 2035, pensando di sapere come sarebbe stata la tecnologia 15 anni dopo”, ha sostenuto.

Bollette, Pichetto: decreto o provvedimento entro la fine dell’anno

Roma, 6 nov. (askanews) – Il decreto – o il “provvedimento” – sul caro bollette arriverà entro la fine dell’anno, mentre l’intervento sulla parte tecnica riguardante gas, tetto alle emissioni (carbon cap) e intasamento della rete arriverà “prestissimo, io credo già al prossimo Consiglio dei ministri. Pensavo già questo (ieri.ndr) ma io ero a Bruxelles”. Lo ha affermato il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin intervistato a Radio24.

“Poi c’è un ragionamento a livello di governo che stiamo portando avanti, che deve essere un decreto, o un provvedimento, non un una tantum, ma che dia un percorso più strutturale e importante sulle bollette che arriverà entro fine anno”, ha detto.

Iveco, utile III trim cala a 40 mln esclusa Difesa, tagliata guidance

Milano, 6 nov. (askanews) – Iveco chiude il terzo trimestre con ricavi consolidati, escluso il business Defence dopo l’accordo raggiunto per la cessione a Leonardo, pari a 3,1 miliardi di euro rispetto a 3,2 miliardi di euro nel terzo trimestre 2024. I ricavi netti delle attività Industriali sono stati pari 3,04 miliardi di euro (da 3,1 miliardi nel terzo trimestre 2024), con maggiori volumi e migliore mix in Bus che compensano parzialmente minori volumi in Truck e un impatto negativo dei tassi di cambio.

L’Ebit adjusted è stato pari a 111 milioni di euro (da 183 milioni di euro), con un margine del 3,6% (5,7% nel terzo trimestre 2024). L’Ebit adjusted delle Attività Industriali è stato pari a 76 milioni di euro (da 144 milioni di euro), principalmente per effetto di minori volumi e minor assorbimento dei costi fissi per Truck, e di un maggior costo del prodotto per Bus, parzialmente compensati da azioni di contenimento delle spese generali, amministrative e di vendita. Il margine Ebit adjusted delle Attività Industriali è stato pari al 2,5% (da 4,6% nel terzo trimestre 2024). L’utile netto adjusted è stato pari a 40 milioni di euro (94 milioni di euro) con risultato diluito per azione adjusted pari a 0,15 euro (0,35 euro nel terzo trimestre 2024).

Il Free cash flow delle Attività Industriali è stato negativo per 513 milioni di euro, principalmente per effetto delle minori vendite, (-283 milioni di euro nel terzo trimestre 2024).

Nel trimestre a livello di business unit, la divisione Truck registra un calo dei ricavi dell’11% a 2 miliardi e un Ebit dimezzato a 59 milioni (da 121 mln) pari a un margine del 2,9% (da 5,4%); Bus ricavi in aumento del 31,4% a 719 milioni e margine in calo al 4% (-110 pb), Powertrain ricavi stabili a 745 milioni, Ebit a 38 milioni (+1 mln) e margine in aumento di 10 pb base al 5,1%.

“Considerando le performance registrate finora, abbiamo rivisto le nostre prospettive finanziarie per l’intero anno. Per il quarto trimestre ci aspettiamo un miglioramento della redditività rispetto all’anno precedente in tutte le business unit e un contributo decisivo del Programma di Efficienza”. Così il Ceo di Iveco, Olof Persson.

Iveco prevede ora un Ebit adjusted fra 830-880 milioni (da 880-980 mln) e 680-730 milioni escluso il business Defence. Confermato il calo dei ricavi fra -3% e -5%, mentre escluso il business Defence le stime sono fra -4 e -6%. L’Ebit adj è atteso fra 700 e 750 milioni (da 750-800 mln) e 550-600 esclusa la Defence. Il cash flow è atteso fra 250 e 350 milioni (da 350-400 milioni), non disponibile il dato esclusa la Defence.

Riguardo la vendita di Defence a Leonardo e l’offerta pubblica di acquisto di Tata Motors “procedono secondo il piano” con l’obiettivo di chiudere la cessione di Idv entro fine marzo 2026. Il Business Defence ha registrato nel terzo trimestre ricavi in aumento a 293 milioni di euro (+9,7%), un Ebit di 25 milioni (+2 mln) e un margine in calo di 10 pb all’8,5%. Nei 9 mesi i ricavi sono aumentati a 908 milioni (+17,2%), l’Ebit adj a 104 milioni (+32 mln) pari a un margine dell’11,5% (+220 pb)

Nei nove mesi esclusa il business Defence l’Ebit adj è diminuito a 399 mln (-262 mln), l’utile netto a 179 milioni (-226 mln), il free cash flow delle attività industriali è negativo per 1,24 miliardi (-419 mln).

Anni di piombo: strategia della tensione, terrorismo e crisi della democrazia

L’espressione anni di piombo, introdotta nel linguaggio comune dopo il film di Margarethe von Trotta “Die bleierne Zeit” del 1981, definisce il periodo di violenze politiche e conflitti ideologici che, tra la fine degli anni Sessanta e i primi Ottanta, mise alla prova la democrazia italiana. Fu una stagione segnata da due estremismi: prima il terrorismo neofascista, poi quello di estrema sinistra.

Dalla strategia della tensione al terrorismo rosso

Il 12 dicembre 1969, una bomba nella Banca Nazionale dell’Agricoltura di piazza Fontana, a Milano, provocò 17 morti e oltre 80 feriti. Inizialmente attribuita agli anarchici, si rivelò opera di gruppi neofascisti legati a Ordine Nuovo. Con piazza Fontana prese avvio la strategia della tensione: una serie di attentati – dalla strage di Gioia Tauro nel 1970 alla strage di Brescia nel 1974, fino al treno Italicus del 1974 e alla strage della stazione di Bologna nel 1980, con 85 vittime – miranti a creare paura e instabilità per spingere il Paese verso un assetto autoritario.

In questo intreccio agivano organizzazioni eversive, settori deviati dei servizi segreti, logge massoniche e strutture parallele come Gladio e la P2. L’Italia appariva come una “democrazia di frontiera” nel blocco atlantico, sospesa tra fedeltà alla NATO e forza di una sinistra comunista di massa.

Dal 1974 lo scenario cambiò: al terrorismo nero subentrò quello rosso, alimentato dalla radicalizzazione dei movimenti sociali post-’68. Le Brigate Rosse, fondate da Renato Curcio, Mara Cagol e Alberto Franceschini, volevano abbattere lo “Stato imperialista delle multinazionali” e instaurare la “dittatura del proletariato”. Dopo anni di sequestri e omicidi, il 16 marzo 1978 colpirono al cuore dello Stato con il rapimento di Aldo Moro.

Il caso Moro e la crisi della democrazia

Presidente della Democrazia cristiana, Moro cercava di superare la logica del blocco politico tradizionale e di avviare un processo di alternanza democratica fondato sul riconoscimento reciproco tra cattolici e comunisti. Il suo assassinio, dopo 55 giorni di prigionia, segnò la fine di una prospettiva di rinnovamento e la sconfitta della mediazione tra le due grandi culture politiche del Paese. Come ha osservato Francesco Biscione, il delitto Moro rappresenta “il punto più alto del conflitto tra logica atlantica e logica costituzionale”.

Le radici sociali e la risposta dello Stato

La violenza di quegli anni si innestò in una società in rapido mutamento: un Paese passato in pochi decenni da agricolo a industriale, dove la crescita economica non fu accompagnata da una piena maturazione democratica. La transizione dal fascismo alla Repubblica era stata incompleta e la cultura politica restava polarizzata tra ideologie inconciliabili.

La reazione dello Stato fu lenta ma determinata: dalle leggi speciali antiterrorismo all’azione di magistrati e forze dell’ordine, che negli anni Ottanta portarono allo smantellamento dei gruppi armati. Le successive commissioni parlamentari — dalla Commissione Stragi alla Moro-2 — tentarono di ricomporre un quadro unitario tra misteri di Stato e verità indicibili.

 

Eredità di una stagione

Gli anni di piombo furono insieme tragedia e laboratorio civile, un periodo caratterizzato da una doppia faccia, come quella di Giano bifronte, simbolo di contrasti e trasformazioni. Da un lato, c’era la violenza politica che minacciava la democrazia, dall’altro, l’emergere di importanti riforme civili che segnarono l’evoluzione del Paese. Come due volti opposti di una stessa moneta, gli anni Settanta riflettevano sia le ombre della violenza e della destabilizzazione, sia le luci del progresso sociale e delle conquiste democratiche: l’Italia approvò lo Statuto dei Lavoratori, il nuovo diritto di famiglia, la legalizzazione del divorzio e dell’aborto e l’istituzione del Servizio Sanitario Nazionale.

Come scrive Giovanni Moro, gli anni ’70 sono stati il decennio della partecipazione civile e delle riforme, così come sono stati anche il decennio delle vittime e dei carnefici.

La democrazia italiana uscì ferita ma non distrutta: seppe reagire governando i conflitti con la forza della legalità e della libertà.

Non dimenticare

La memoria degli anni di piombo rimane un monito per l’Italia contemporanea. Sebbene l’attuale contesto socio-politico sia profondamente mutato, la sfida di gestire le tensioni interne e difendere le libertà democratiche resta tuttora cruciale. Le nuove forme di radicalizzazione, la diffusione di discorsi d’odio e il deterioramento del dibattito pubblico sono segnali inquietanti di un periodo storico che non può essere dimenticato. La democrazia italiana, pur nelle sue fragilità, continua a fare i conti con il rischio di forze destabilizzanti, ma la sua vera forza risiede nella capacità di confrontarsi con le differenze senza cedere alla violenza.

Una sola regola per Trump: il dollaro. E intanto attacca Mamdani.

L’attivismo di Trump nella politica internazionale, al di là dei suoi effettivi risultati, non certo misurabili sulla base delle sue roboanti dichiarazioni, sta ponendo in secondo piano, da questa parte dell’Atlantico, quanto egli sta combinando negli Stati Uniti, a casa sua.

Con Trump grave involuzione

Ed è un male, perché a quasi un anno dal suo nuovo insediamento alla Casa Bianca sono molteplici i segnali che fanno temere una grave involuzione della democrazia statunitense. Ancora non irreversibili, come l’elezione del nuovo, giovane e radicale sindaco di New York ha testimoniato (e le vittorie delle candidate democratiche in Virginia e New Jersey hanno confermato), eppure sufficienti per destare più d’una preoccupazione. Con criptica disinvoltura, il Presidente ha commentato così il trionfo del “comunista” Zohran Mamdani “Abbiamo perso un po’ di sovranità…a New York, ma ce ne occuperemo”.

L’opinione del politologo Zakaria

Fareed Zakaria ha parlato, intervistato da Monica Maggioni (a In mezzora su Rai3), di uno scivolamento verso una sorta di “democrazia illiberale” (ne aveva già scritto con inusuale preveggenza in un suo libro pubblicato nel 2003); Marco Minniti, presente in studio, ha ribattuto – con qualche ragione – che una democrazia o è liberale o non è, per cui se l’attuale piano inclinato dovesse continuare a tendere in quella direzione si andrebbe verso una inquietante “autocrazia”, ovvero un sistema per il quale da un voto democratico iniziale prende l’abbrivio un sistema che trasforma l’assetto costituzionale di base in qualcosa di diverso. Qualche altro osservatore, va anche oltre parlando – spingendo forse un po’ troppo in là il concetto – di “dittatura presidenziale”.

Ora, al di là delle definizioni semantiche, è certo che l’interventismo trumpiano nello smantellamento di alcuni cardini della democrazia a stelle e strisce rivela un disegno alquanto preoccupante, interpretato da un Presidente egocentrico ed eccessivo ma elaborato da menti che al riparo della popolare vulgata MAGA hanno esattamente l’obiettivo di mutare radicalmente quella che è stata sinora la democrazia in America”, per usare il titolo del celeberrimo saggio di Alexis de Tocqueville.

L’uso spregiudicato degli Executive Orders

I “capi d’accusa” in questo senso – dal debordante utilizzo degli Executive Orders al tentativo di indebolire ogni Agenzia Federale che non si piega ai voleri presidenziali – sono numerosi e meritano uno studio approfondito. Certo che già un loro parziale elenco non può non preoccupare, specie alla luce delle ambigue affermazioni e degli enigmatici silenzi con i quali talvolta Trump ha fatto cenno ad un suo possibile “terzo mandato”, assolutamente incostituzionale. Brividi che corrono lungo la schiena ove si ricordi il drammatico assalto al Campidoglio del 6 gennaio 2021 e l’amnistia in favore dei suoi autori prontamente decisa e attuata da Trump appena rieletto, condannati e ora liberati e così ringraziati. Di fatto, la legittimazione di un violento attacco all’istituzione democratica, alla sua sacralità, al suo indelebile simbolismo liberale faro di speranza e riferimento per tutta la civiltà occidentale.

Ed è forse proprio questo il vero bersaglio della rivoluzione interna al sistema concepita nei think tank finanziati dall’ipermoderna oligarchia plurimiliardaria del Big Tech, veicolata attraverso il movimento MAGA e la volgarità trumpianaalle masse impoverite dalla crisi economica e inebetite dai social media: superare la regola democratica, riscrivere le regole del gioco abolendo ogni limite, adottare e celebrare la regola del dio dollaro, unica e suprema.

Abu Mazen in Vaticano: il confronto che può ridisegnare la rotta del Medio Oriente

Il ritorno della Palestina al centro della diplomazia pontificia Abu Mazen lo ha ricordato con una frase destinata a pesare: “Non posso dimenticare che Papa Francesco riconobbe la Palestina senza che nessuno glielo chiedesse”.

Santa Sede e mondo arabo

È la memoria di una scelta che ha segnato un passaggio epocale nei rapporti tra Santa Sede e mondo arabo, oggi attualizzata nel nuovo quadro aperto da Papa Leone XIV.

Oggi il Presidente palestinese incontra il Pontefice in Vaticano, a quasi un mese dall’entrata in vigore dell’accordo di tregua nella Striscia di Gaza. Non un mero appuntamento protocollare: è un incontro che rimette Roma nella traiettoria del grande nodo geopolitico del nostro tempo.

Una storia di relazioni che continua

Undici anni fa Abbas partecipò, con Papa Francesco, Shimon Peres e Bartolomeo I, alla storica preghiera nei Giardini Vaticani, con la piantumazione dell’ulivo. Quel gesto è diventato elemento identitario della possibile pace: il decennale fu ricordato da Bergoglio lo scorso 7 giugno, nello stesso luogo.

Negli anni, Abbas e Francesco si sono parlati più volte, dentro e fuori agenda. Anche dopo il 7 ottobre 2023, le telefonate furono frequenti, con la ripetuta richiesta di protezione dei civili, tutela dei luoghi sacri, rispetto del diritto internazionale, e condanna dell’uso indiscriminato della forza.

Il ruolo di Leone XIV

Con Leone XIV, Abbas aveva già avuto un colloquio telefonico il 21 luglio scorso, centrato sulle violenze a Gaza e Cisgiordania. In quell’occasione il Papa ricordò il valore del decimo anniversario dell’Accordo globale Santa Sede – Stato di Palestina (firmato nel giugno 2015 e in vigore dal gennaio 2016): architettura diplomatico-giuridica ancora oggi attuale.

Il passaggio cruciale non è celebrare un anniversario, ma riprendere quel metodo: negoziazione, riconoscimento, diritto, diplomazia multilaterale. È qui che la Santa Sede può tornare ad essere riferimento reale nelle fratture mediorientali.

Una speranza realistica

Il vertice di oggi è dunque un segnale politico. Non c’è illusione salvifica e non c’è pacifismo ingenuo: la tregua è instabile, la mappa del conflitto resta incerta, le agende di USA, Israele, Iran e attori regionali non convergono facilmente.

Eppure Roma, quando apre canali, lascia sempre una traccia. Il mondo ha bisogno di luoghi che possano ancora parlare il linguaggio della mediazione. In questo quadro, la Santa Sede – oggi – torna ad essere interlocutore necessario.

Maria e i suoi titoli: dottrina e fede nella ‘Mater populi fidelis’

Il recente documento del Dicastero per la Dottrina della Fede (pubblicato il 7 ottobre u.s.) intitolato Mater populi fidelis (“Madre del popolo fedele”) e approvato da Papa Leone XIV, non rappresenta solo un atto di magistero interno alla Chiesa, ma un intervento che tocca le corde più profonde della devozione popolare e del dibattito teologico, con ricadute significative anche sul piano culturale ed ecumenico.

La Nota intende fare chiarezza sull’uso di alcuni appellativi mariani, valorizzandone alcuni e invitando alla prudenza su altri, in un’ottica che ribadisce con forza la centralità assoluta di Cristo.

Il nodo della Corredentrice

Il titolo di Corredentrice è da tempo oggetto di discussione. Alcuni Papi lo hanno impiegato in passato, spesso in riferimento all’unione di Maria con Cristo sotto la Croce, ma senza una definizione dottrinale precisa. La Nota, invece, lo giudica “inappropriato e sconveniente”.

La posizione del Dicastero — che riprende le riserve espresse già da figure come il cardinale Joseph Ratzinger (poi Benedetto XVI) e oggi confermate da Papa Leone XIV — è chiara: il termine rischia di “oscurare l’unica mediazione salvifica di Cristo”.

Come ricordava Ratzinger, questa formula si allontana dal linguaggio biblico e patristico, generando equivoci. La cooperazione di Maria all’opera della salvezza è realtà indiscussa, ma il titolo di Corredentrice, proprio perché richiede continue spiegazioni per essere compreso correttamente, finisce per non servire alla fede del Popolo di Dio.

La Mediatrice: un confine sottile

Più sfumata la posizione sul titolo di Mediatrice. Le Scritture affermano con chiarezza che Cristo è l’unico Mediatore. Tuttavia, il termine “mediazione” è spesso usato, anche nella vita comune, per indicare cooperazione o intercessione.

In questo senso, la Nota ammette il titolo di Mediatrice solo se inteso in modo subordinato e partecipato: un’espressione che evidenzia la funzione materna di Maria, la quale non diminuisce l’efficacia della mediazione di Cristo, ma anzi la manifesta pienamente.

Particolare cautela è invece richiesta riguardo al titolo di Mediatrice di tutte le grazie. Il documento precisa che nessun essere umano — neppure Maria — può essere dispensatore universale della grazia, che è dono esclusivo di Dio attraverso l’umanità di Cristo.

Maria, in quanto “prima dei redenti”, non può essere mediatrice della grazia che lei stessa ha ricevuto. Tuttavia, l’espressione al plurale, grazie, può avere un significato accettabile se intesa come riferimento all’aiuto — anche materiale — che il Signore concede ascoltando l’intercessione materna di Maria.

Larmonia della fede

In definitiva, la Nota ribadisce un principio centrale della dottrina cattolica: tutto in Maria rimanda a Cristo e trova in Lui il suo senso più pieno.

Titoli come Madre del popolo fedele o Madre dei credenti sono dunque valorizzati perché esprimono con semplicità e profondità la dimensione materna e spirituale di Maria all’interno della Chiesa.

Mater populi fidelis non rappresenta un freno alla devozione, ma un invito a viverla in modo maturo e consapevole: una devozione che unisce affetto e discernimento, evitando formule che, pur nate da sincera pietà, possono generare confusione teologica o squilibri nella comprensione della fede.

Si tratta, in definitiva, di un atto di chiarificazione teologica che mira a custodire la purezza del messaggio cristiano e a favorire un dialogo ecumenico autentico, mostrando come la teologia, lungi dall’essere una disciplina statica, resti un cammino vivo di ascolto e di discernimento per tutto il Popolo di Dio.

Usa, Trump: disposto a parlare con Mamdani, ma sia rispettoso

Milano, 6 nov. (askanews) – Il presidente Usa Donald Trump in un’intervista con il conduttore di Fox News Brett Baier ha dichiarato che il sindaco eletto di New York City, Zohran Mamdani, dovrebbe cercare di instaurare un nuovo rapporto con Washington, avvertendo che Mamdani rischia di perdere molto se non collabora. Trump ha affermato di essere disposto a parlare con Mamdani, ma ha sottolineato che il nuovo sindaco deve essere rispettoso con Washington e con il suo sostegno finanziario alla città, se vuole avere successo.

Usa, Trump: ripresa test nucleari su base paritaria

Milano, 6 nov. (askanews) – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che potrebbe essere al lavoro su un piano per la denuclearizzazione con Cina e Russia, senza però fornire dettagli. “Forse stiamo lavorando a un piano per la denuclearizzazione, tutti e tre. Vedremo se funzionerà”. Lo riportano i media Usa.

Poco prima su Truth Trump aveva scritto: “Gli Stati Uniti possiedono più armi nucleari di qualsiasi altro Paese. Questo obiettivo è stato raggiunto durante il mio primo mandato, incluso un completo ammodernamento e rinnovamento delle armi esistenti.

Considerati i programmi di test condotti da altri Paesi, ho incaricato il Dipartimento della Guerra di iniziare a testare le nostre armi nucleari su base paritaria”.

Senatori Usa a Rubio: in Georgia preoccupa aumento retorica antiUsa

Milano, 6 nov. (askanews) – I senatori statunitensi Jeanne Shaheen (democratico), membro di spicco della Commissione per le relazioni estere del Senato , Roger Wicker (repubblicano), John Curtis (repubblicano) e Sheldon Whitehouse (democratico) e i rappresentanti Joe Wilson (repubblicano) e Steve Cohen (democratico) hanno inviato una lettera bipartisan al Segretario di Stato Marco Rubio, esortando l’amministrazione a difendere gli ex membri del personale statunitense ingiustamente presi di mira dai funzionari georgiani di Sogno Gerogiano nel contesto di un preoccupante aumento della retorica antiamericana.

Nella lettera, i legislatori hanno invitato il segretario Rubio a chiedere alle autorità georgiane garanzie che gli ex dipendenti del Servizio Estero (FSN) dell’Agenzia degli Stati Uniti per lo Sviluppo Internazionale (USAID) e altro personale impiegato dagli Stati Uniti non saranno calunniati o presi di mira. Hanno inoltre chiesto al Dipartimento di Stato di respingere con forza le pericolose falsità diffuse dal partito al governo in Georgia, il “Sogno Georgiano”, che hanno messo in pericolo l’ex personale statunitense.

“Le autorità georgiane, guidate da Sogno Georgiano, hanno ripetutamente proclamato il desiderio di ricostruire le relazioni bilaterali con gli Stati Uniti, ma le loro continue azioni e dichiarazioni indicano il contrario”, hanno scritto i legislatori. “Vi esortiamo a chiedere al governo georgiano garanzie che gli ex dipendenti del Servizio Estero dell’Agenzia degli Stati Uniti per lo Sviluppo Internazionale (USAID) e altro personale impiegato dagli Stati Uniti non saranno calunniati o presi di mira”.

“Il primo ottobre, i media hanno riportato che il capo del Servizio di Sicurezza dello Stato della Georgia, Mamuka Mdinaradze, ha accusato il governo statunitense di fomentare la rivoluzione erogando ‘pagamenti’ ai Servizi di Sicurezza dello Stato, che in realtà erano pagamenti di fine rapporto (pensionamento) previsti dalla legge georgiana a seguito del licenziamento del personale statunitense”, hanno continuato i legislatori. “I suoi commenti sono stati ripresi dai politici del Sogno Georgiano. Questa interpretazione errata sta mettendo a repentaglio i Servizi di Sicurezza dello Stato (FSN). Le dichiarazioni servono anche come importante punto di riferimento: il Sogno Georgiano non ha dimostrato alcuna seria intenzione di cercare di migliorare le relazioni bilaterali con gli Stati Uniti”.

Ambiente, tutti i punti dell’accordo Ue sugli obiettivi climatici

Bruxelles, 5 nov. (askanews) – Che cosa contiene il complicato compromesso sul clima che il Consiglio Ambiente dell’Ue ha raggiunto nelle prime ore di stamattina a Bruxelles, dopo oltre 20 ore di negoziati (soprattutto mediante incontri bilaterali della presidenza di turno danese con i ministri dei diversi paesi membri)?

1) I nuovi obiettivi climatici Innanzitutto, l’accordo permette all’Ue di non presentarsi ‘a mani vuote’ alla trentesima conferenza delle parti (Cop30) della Convenzione di Parigi contro il cambiamento climatico, che si terrà a breve, dal 10 al 21 novembre, a Belém, in Brasile; e questo è un risultato certamente positivo, riconosciuto anche delle Organizzazioni ambientaliste, come ad esempio il Wwf o il World Resources Institute, molto critiche invece su altri aspetti della posizione adottata dal Consiglio.

Rispetto ai due obiettivi di riduzione delle emissioni su cui gli Stati membri dovevano pronunciarsi e impegnarsi a raggiungere, non ci sono state grandi sorprese: da una parte, il Consiglio ha sostanzialmente confermato la proposta di modifica della ‘Legge sul clima’ che la Commissione aveva presentato a luglio per fissare il nuovo obiettivo per il 2040 (-90% delle emissioni rispetto al livello del 1990); dall’altra, i ministri hanno approvato il ‘contributo determinato a livello nazionale’ (Ndc), che i paesi firmatari della Convenzione di Parigi devono aggiornare ogni cinque anni, e che questa volta riguarderà il 2035. Su questo punto, è stata confermata la ‘forchetta’ indicativa di riduzione delle emissioni, tra il 66,3% e il 72,5%, sempre rispetto al 1990, che era già stata proposta in un precedente Consiglio Ambiente il 18 settembre

La soglia più bassa corrisponde al taglio delle emissioni che si raggiungerebbe con un percorso di riduzione lineare tra l’obiettivo già fissato per il 2030 (-55%) e quello finale del 2050 (zero emissioni nette, ovvero riduzione del 100%). La soglia più alta tiene conto, invece del taglio ulteriore delle emissioni che si otterrebbe al 2035 con l’effettiva e piena applicazione della riduzione del 90% al 2040.

La ‘forchetta’ è stata una soluzione negoziale che ha permesso di evitare possibili veti, in particolare dall’Ungheria, per una decisione (quella sull’Ndc da presentare nel quadro della Convenzione di Parigi) che richiede l’unanimità, al contrario delle altre decisioni in campo climatico e ambientale, che si prendono a maggioranza qualificata. In realtà, sottolineano le organizzazioni ambientaliste, il 72,5% sarebbe il minimo per mantenere una traiettoria lineare verso l’obiettivo del 2050, senza dover imprimere una troppo brusca e costosa accelerazione finale.

2) I ‘crediti di carbonio’ internazionali La prima concessione ai paesi, Italia in testa, che volevano più ‘flessibilità’ sul modo di raggiungere gli obiettivi climatici è stato l’aumento dal 3% al 5% (rispetto alla proposta originaria dalla Commissione) della soglia massima delle ‘compensazioni internazionali’ che potranno essere usate per raggiungere l’obiettivo Ue del 90% al 2040, attraverso l’acquisto di ‘crediti di carbonio’ certificati dall’Onu, che finanzieranno delle riduzione delle emissioni attraverso, ad esempio, il passaggio dall’uso di fonti fossili alle energie rinnovabili, o la riforestazione in paesi extra Ue. Il nuovo sistema dei crediti internazionali sarà applicato pienamente dal 2035, con una fase pilota dal 2031 al 2035.

3) Le ‘compensazioni interne’ Su richiesta dell’Italia, ma appoggiata da diversi altri paesi, l’accordo prevede anche la possibilità, per gli Stati membri che vorranno ricorrervi, di utilizzare dei ‘crediti di carbonio’ internazionali anche per contribuire, sempre con una soglia massima del 5%, al conseguimento degli specifici obiettivi nazionali di riduzione delle emissioni che verrà assegnato a ogni Stato membro nel quadro del cosiddetto ‘effort sharing’, la condivisione dello sforzo.

In questo caso, la soglia massima del 5% non si somma al 5% dei crediti internazionali relativi all’obiettivo europeo, gli obiettivi nazionali di riduzione riguardano solo i settori non industriali o energetici, che non sono coperti dall’Ets (il sistema europeo del commercio dei permessi di emissioni). La somma dei target nazionali, infatti, rappresenta circa poco più del 40% dello sforzo complessivo europeo di riduzione delle emissioni (l’obiettivo -90% al 2040). Inoltre, è probabile che solo una parte degli Stati membri farà ricorso a questo strumento volontario, che comunque ha i suoi costi. Secondo alcune stime citate da fonti del Consiglio Ue, il peso effettivo di questi crediti di carbonio per uso nazionale sarebbe limitato a non più dell’1-2 per cento del totale delle emissioni da ridurre entro il 2040. Le richieste degli Stati membri di poter far uso di questo strumento saranno esaminate nell’ambito della revisione degli obiettivi climatici prevista ogni cinque anni.

4) Clausole di revisione e di valutazione E’ un punto che era stato esplicitamente richiesto dai capi di Stato e di governo nel Consiglio europeo del 23 ottobre: una ‘clausola di revisione’ per valutare periodicamente l’avanzamento lungo il percorso verso gli obiettivi climatici, e l’eventuale opportunità di modifiche, adattamenti o forme di sostegno in caso di difficoltà. L’accordo prevede che, a partire da un anno dopo l’approvazione, la Commissione valuti e riferisca ogni due anni ‘in merito all’attuazione degli obiettivi intermedi e delle traiettorie di decarbonizzazione stabiliti’, tenendo conto ‘delle più recenti evidenze scientifiche, dei progressi tecnologici e dell’evoluzione delle sfide e delle opportunità per la competitività globale dell’Ue’.

Questa valutazione con scadenza biennale, che ‘può essere corredata, se del caso, da proposte legislative’, si aggiunge alla già prevista revisione ogni cinque anni, che presuppone la possibilità di modificare gli obiettivi climatici prefissati, se occorre, in un senso o nell’altro.

5) ‘Freno d’emergenza’ per i ‘carbon sink’ Su richiesta francese, è stato concordato che durante le revisioni quinquennali la Commissione, che le conduce, valuti anche eventuali modifiche della legislazione Ue riguardo all’obiettivo climatico del 2040, ‘tenendo conto anche della diminuzione della capacità’ dei pozzi di assorbimento naturale del carbonio (‘carbon sink’). In altre parole, in caso di emergenza (come un disastro naturale), bisognerà valutare l’impatto di una eventuale ridotta capacità naturale di rimozione del carbonio, in particolare nell’uso dei suoli e nella gestione delle foreste, nel paese interessato.

6)Rinvio di un anno dell’Ets2 L’accordo tra i ministri dell’Ambiente prevede lo slittamento di un anno, dal 2027 al 2028, dell’entrata in vigore dell’Ets2, il nuovo, controverso sistema di permessi di emissioni di CO2 che dovranno acquistare i fornitori di combustibili per i trasporti su strada, per il riscaldamento domestico e per le Pmi. Molti Stati membri, come è risultato evidente nel dibattito tra i leader dell’ultimo Consiglio europeo, temono fortemente il malcontento sociale che sarà causato dal conseguente, inevitabile aumento dei costi dei carburanti e delle merci per imprese e famiglie.

L’Ets2 è destinato comunque a finanziare il nuovo ‘Social Climate Fund’, che mira a sostenere le fasce sociali più sfavorite dalla transizione energetica. Era già previsto che Il finanziamento del Social Fund iniziasse nel 2026, con un anno di anticipo rispetto all’entrata in vigore dell’Ets2, e che si dovesse attingere per questo, provvisoriamente, alle entrate dell’attuale Ets. Ora bisognerà raddoppiare a due anni la durata di questo finanziamento provvisorio. Ma allo stesso tempo la Commissione sta studiando possibili modifiche all’Ets2 che ne mitighino al massimo gli effetti sul rincaro dei prezzi dei carburanti, in una situazione in cui resta ancora troppo caro, più in generale, il prezzo dell’energia nell’Ue.

6) Un futuro per i biocarburanti Come ha detto, con soddisfazione, il ministro italiano dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, incontrando i giornalisti stamattina a margine del Consiglio, ‘per la prima volta si portano in una proposta normativa i biocarburanti’, con la prospettiva di continuare a utilizzarli dopo il 2030.

E’ una richiesta che il governo italiano sostiene da anni, in prima linea, e che all’inizio la Commissione aveva ignorato, esprimendo solo una apertura possibilista ai carburanti sintetici. Ora, dopo che Ursula von der Leyen aveva menzionato esplicitamente, per la prima volta, i biocarburanti nella sua lettera ai capi di Stato e di governo in vista del Consiglio europeo del 23 ottobre, si apre finalmente la prospettiva di prevederne l’uso anche in vista della scadenza del 2035, anno in cui potranno essere immesse sul mercato Ue solo veicoli a ‘zero emissioni nette’. L’aspettativa è che questo sia esplicitamente previsto nella revisione del regolamento sulle emissioni di CO2 dei veicoli, quello che ha fissato appunto l’obiettivo per il 2035. Una revisione che la Commissione, sollecitata dagli Stati membri e dall’industria automotive, ha promesso di anticipare al dicembre 2025, un anno prima del previsto.

7)Più tempo per le quote di emissioni gratuite C’è, infine, un punto che riguarda i permessi di emissione gratuiti concessi finora, nell’ambito dell’Ets, alle industrie ad alto consumo energetico, o per le quali è difficile la sostituzione con fonti non fossili (‘hard to abate’). La questione è collegata all’entrata in vigore graduale, a partire dal 2026, del Cbam (‘Meccanismo di adeguamento del carbonio alla frontiera’), i nuovi ‘dazi climatici’ sulle importazioni nell’Ue dei prodotti di alcuni comparti ad alta intensità energetica (cemento, ferro, acciaio, alluminio, fertilizzanti, elettricità e idrogeno). Il meccanismo mira a compensare lo svantaggio sui mercato Ue delle imprese europee, rispetto ai prodotti importati da paesi in cui non si applicano normative per l’acquisto dei permessi di emissione analoghe al sistema Ets.

Parallelamente all’attuazione del Cbam, si prevedeva che venissero gradualmente soppresse le quote di emissioni gratuite di cui dispongono le industrie energivore europee, con una eliminazione progressiva dal 2026 al 2034. L’accordo dei ministri dell’Ambiente prevede ora che i permessi di emissione gratuiti siano eliminati ‘a un ritmo più lento, a partire dal 2028’, e senza data finale.

Il testo di compromesso, che il commissario europeo responsabile per la Politica climatica Wopke Hoekstra ha giudicato ‘eccellente’, è stato alla fine approvato a maggioranza qualificata, con il voto contrario solo di Polonia, Ungheria e Slovacchia, e con l’astensione di Belgio e Bulgaria.

Adesso si attendono la discussione e il voto da parte del Parlamento europeo sul testo del regolamento modificato per la legge sul clima approvato dal Consiglio Ue. Un primo dibattito tra gli eurodeputati della commissione Ambiente è previsto già la settimana prossima. Poi dovranno esserci un voto in plenaria e i negoziati dell ‘trilogo’ con il Consiglio e la Commissione, prima dell’approvazione finale.

Bper e Banca Popolare di Sondrio approvano il progetto di fusione

Roma, 5 nov. (askanews) – I Consigli di amministrazione di Bper Banca e di Banca Popolare di Sondrio S.p.A. hanno approvato il progetto di fusione per l’incorporazione di BP Sondrio in Bper. Secondo quanto riporta un comunicato, in linea con i programmi approvati da Consob a giugno 2025, la fusione “costituisce una leva strategica coerente con il percorso di crescita sostenibile e di creazione di valore per tutti gli stakeholder già delineato dai piani industriali”.

“La maggiore scala operativa permetterà al nuovo gruppo di realizzare appieno le economie di scala, incrementare la produttività, migliorare l’efficienza operativa e ottimizzare gli investimenti”, prosegue il comunicato.

In particolare, sono attese sinergie di costo stimate a regime fino a circa 190 milioni di euro ante imposte per anno, derivanti da economie di scala e da una migliore efficienza operativa, con la creazione di una struttura agile, liberando importanti risorse per gli investimenti (anche tecnologici). I costi di integrazione sono stimati complessivamente in circa 400 milioni ante imposte una tantum, e si prevede che siano sostenuti per il 75% entro il 2025 e per il restante 25% entro il 2026.

In base ai termini stabiliti, all’esito della fusione l’assetto del capitale Bper vedrà Unipol Assicurazioni al 18,7%, Fondazione di Sardegna al 7%, Blackrock al 4,7%, JP Morgan Chase & Co al 3,3% e un 66,3% di flottante sul mercato. (fonte immagine: BPER).

Rai, Corsini: bomba Ranucci, giustizia individui presto autori e mandanti

Roma, 5 nov. (askanews) – “Un ordigno sotto l’auto di un giornalista non è soltanto un gesto criminale; è un attacco simbolico alla trasparenza e alla verità. E’ dovere di tutti noi, nell’ambito delle proprie responsabilità e competenze, riflettere sul contesto in cui quest’azione è maturata e augurarsi che la giustizia individui al più presto gli autori immateriali e i mandanti”. Lo ha detto il direttore Approfondimento della Rai, Paolo Corsini, intervenendo in Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi.

Legge elettorale, Lollobrigida ‘apre’ trattativa in maggioranza. Anche su indicazione leader

Roma, 5 nov. (askanews) – La linea ufficiale continua a essere quella del “tutto è fermo, nessuna novità”. Anzi, se si pone esplicitamente il tema a interlocutori dei partiti di maggioranza di diverso grado e ruolo, la risposta è tipicamente un ‘non me ne occupo’ o in alternativa un ‘non ci siamo ancora riuniti’. Eppure, di legge elettorale, all’interno della coalizione di centrodestra, si parla da settimane. Anzi, il nodo che condizionerà tutta la fine della legislatura è stato argomento dominante anche nelle trattative per i candidato delle regionali di fine novembre, soprattutto tra Fdi e Lega.

Finora la questione è rimasta pubblicamente sotto traccia. Il leit motiv è che se ne parlerà come minimo da gennaio, superato lo scoglio delle imminenti elezioni e poi della manovra. La base di partenza è un modello simile a quello delle Regionali con assegnazione del premio di maggioranza. Ma se è vero che due indizi fanno una prova, ormai non ci sono più dubbi che quel cantiere sia ufficialmente aperto.

Il primo è un passaggio dell’intervista a Repubblica in cui il presidente del Senato, Ignazio La Russa (peraltro grande esperto della materia) sostanzialmente ammette la concretezza dell’ipotesi che il premierato non sia più il piano A per ottenere una riforma in senso maggioritario del nostro sistema. “Se c’è la volontà politica, si può fare. Se poi non ci si arriva, c’è la legge elettorale”, dice in chiaro la seconda carica dello Stato. D’altra parte, a differenza di quella della separazione delle carriere, la cosiddetta ‘madre di tutte le riforme’ è impantanata alla Camera a ormai un anno e mezzo dalla prima approvazione in Senato. Nè è alle viste un’ipotesi di accelerazione.

Il secondo indizio è una dichiarazione del ministro del’Agricoltura Francesco Lollobrigida, altro punto di riferimento di Meloni su questo argomento (il terzo è Giovanni Donzelli), che a margine del question time alla Camera decide di rispondere, e non di schivare come abilmente sa fare, alle domande su una eventuale prossima riforma del voto. Uno dei nodi del contendere è quello dell’indicazione del capo della coalizione (quello del candidato premier non è possibile a costituzione vigente). Per Fdi è la strada da seguire ma Forza Italia frena. Con molto pragmatismo, Lollobrigida – che per tutta la giornata ha avuto incontri alla Camera – spiega che tutto “è negoziabile”, persino quel punto che invece per i meloniani è ‘storicamente’ dirimente. E, tuttavia, nel aprire formalmente la trattativa, e persino nel fare un’apertura agli alleati, di fatto il ministro dell’Agricoltura lancia loro un avvertimento. “L’indicazione del capo della coalizione, sul modello di quello che accade nelle Regioni, avvantaggia tutta la coalizione”, mentre “l’indicazione dei capi dei partiti, come stiamo già facendo avvantaggia le liste e, nel nostro caso, potrebbe anche favorire Fdi perché chi magari non ci vota ma vuole che il governo continui il suo lavoro è probabile che voti per Meloni. Quindi per noi è win-win”. Un invito, o un monito, ai compagni di coalizione a fare un supplemento di riflessione.

Per Forza Italia resta tuttavia il tema di essere fagocitati anche per la semplice motivazione che è impossibile togliere dal simbolo il nome di Silvio Berlusconi e quindi è necessario trovare un sistema, come appunto potrebbe essere quello dell’indicazione del leader di partito, per mettere in evidenzia il ruolo del segretario. “Come ha detto Tajani – spiega Alessandro Battilocchio, uno dei delegati ‘azzurri’ a sedere al tavolo sulla legge elettorale – siamo scettici a i indicare il nome del premier sulla scheda. Comunque ne discuteremo con gli alleati e poi con tutte le forze in Parlamento. Ad oggi nessuna riunione è stata fatta e non c’è nessuna convocazione programmata, ogni partito sta portando avanti i suoi approfondimenti prima del confronto”. Tra le ipotesi circolate in questi giorni, anche quella dell’indicazione del capo della coalizione sul programma elettorale e non sulla scheda. Una ‘mediazione’ che, tuttavia, non trova riscontro in Fdi.

Non è tuttavia l’unico tema da affrontare. Uno, quello dei collegi uninominali particolarmente caro alla Lega, sarebbe già stato oggetto di trattativa durante la partita delle Regionali. Tanto che secondo fonti azzurre, oltre alla Lombardia, Salvini avrebbe già ceduto anche su questo punto. Non una differenza da poco per un partito territoriale che grazie a quel sistema ha ottenuto più seggi del suo peso specifico. Altro argomento è quello delle preferenze, da sempre sponsorizzate dai meloniani. Tuttavia, tra gli addetti ai lavori c’è anche chi sostiene che il tema sia legato anche al problema della rappresentanza di genere.”Con le preferenze Meloni sarebbe l’unica donne eletta”, afferma Stefano Benigni, vice segretario di Fi.

Altri nodi da sciogliere sono poi quelli dello sbarramento e dell’assegnazione del premio di maggioranza al Senato sulla base dei risultati regionali.

Mostra sui videogiochi Made in Italy inaugurata al Mimit

Roma, 5 nov. (askanews) – Inaugurata, presso l’Atrio di Palazzo Piacentini, la mostra “Videogiochi. Oltre l’intrattenimento”, un percorso espositivo per raccontare un settore economico dell’industria culturale e creativa. Al taglio del nastro, secondo quanto riporta un comunicato, erano presenti il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, il presidente della Commissione Cultura della Camera dei deputati, Federico Mollicone, il direttore generale di IIDEA – Italian Interactive and Digital Entertainment Association, Thalita Malagò, e il ceo di Video Games Europe, Simon Little.

“Questa mostra rende omaggio a un settore in forte crescita, che unisce creatività, tecnologia e talento italiano”, ha dichiarato il ministro Urso. “Il videogioco è oggi una componente rilevante dell’industria culturale e creativa, dove nascono nuove professionalità e si sperimentano linguaggi capaci di educare e mettere in relazione le persone”, ha aggiunto il Ministro. “Un ambito in cui l’Italia può esprimere al meglio la propria identità, valorizzando capacità artistiche e competenze innovative che appartengono al nostro Made in Italy”.

La mostra, che esplora il settore dei videogiochi attraverso le sue quattro dimensioni principali – cultura e creatività, educazione, responsabilità e innovazione – proseguirà fino al 14 novembre e sarà visitabile con ingresso libero ogni pomeriggio durante la settimana, dalle ore 17 alle 19, e nei fine settimana del 18-19 e 25-26 ottobre, dalle 10 alle 18. (fonte immagine: MIMIT).

Bankitalia, oscurato sito truffa che ne usava illegalmente nome e logo

Roma, 5 nov. (askanews) – La Banca d’Italia segnala che è stato recentemente oscurato un sito internet fraudolento che utilizzava indebitamente il suo nome e il suo logo.

Con un comunicato, l’istituzione riferisce che il sito, apparentemente dedicato ad attività di “Supervisione e normativa sull’antiriciclaggio” e “Vigilanza antiriciclaggio”, invitava gli utenti a selezionare la propria banca con il falso pretesto di dover aggiornare gli adempimenti relativi alla normativa antiriciclaggio. Una volta effettuata la selezione, veniva aperta una pagina di autenticazione che riproduceva quella della banca indicata, inducendo l’utente a inserire le proprie credenziali bancarie, che venivano così rese disponibili ai truffatori.

La Banca d’Italia, dopo aver richiesto l’oscuramento del sito, ha prontamente informato le Autorità competenti, riservandosi ogni ulteriore iniziativa a tutela degli utenti e della propria immagine. Bankitalia raccomanda di non inserire credenziali o dati personali su siti di dubbia provenienza e di fare sempre riferimento per qualsiasi informazione al sito ufficiale della Banca d’Italia al seguente indirizzo www.bancaditalia.it.

Per qualsiasi dubbio o necessità di chiarimento è possibile anche inviare una richiesta di informazioni tramite la pagina “Servizi on line”.

P.A,Meloni: dopo anni blocchi firmati due contratti pubblici

Roma, 5 nov. (askanews) – “Firmato il rinnovo di due importanti contratti pubblici: enti locali e scuola. Dopo anni di blocchi, restituiamo continuità e rispetto a chi lavora ogni giorno per i cittadini”. Lo scrive su X la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

“I contratti sottoscritti – aggiunge – riguardano la tornata 2022-2024 e prevedono aumenti medi mensili di 150 euro per i dipendenti pubblici di Regioni, Province e Comuni e di 150 euro per i docenti e 110 per il personale ATA. Somme, quest’ultime, che si aggiungono a quelle stanziate per il contratto 2019-2021: 123 euro per i docenti e 89 per il personale ATA. Impegni mantenuti grazie alle imponenti risorse stanziate per il rinnovo dei contratti pubblici, e che hanno visto finora la conclusione anche degli accordi per il comparto funzioni centrali, sanità, difesa e sicurezza”, conclude.

Cédric Klapisch: Firenze come mio film, premio France Odeon toccante

Roma, 5 nov. (askanews) – “Il mio film parla del rapporto che c’è tra la nostra epoca e il passato, ai miei occhi Firenze rappresenta proprio questo, questo incontro così forte tra il passato e il presente. Per questo è stato un premio toccante”: lo ha detto ad askanews il regista francese Cédric Klapisch, commentando la menzione speciale della Giuria Giovani e Premio Foglia d’Oro del Pubblico alla XVII France Odeon a Firenze lo scorso fine settimana, per il suo “La venue de l’avenir” (“I colori del Tempo”, Distr.It. Teodora Film) ambientato nella Parigi contemporanea e nella Francia ottocentesca.

“É stato bizzarro, perché la seconda moglie di mio padre è una storica e ha lavorato molto a Firenze sul Rinascimento, sull’epoca medievale italiana. E dunque ho trascorso moltissimo tempo da ragazzino lì, tantissimo tempo agli Uffizi, ho conosciuto molto bene la storia di Firenze”, ha aggiunto il regista de “L’Appartamento spagnolo” (2002), in Italia per promuovere il suo nuovo film distribuito da Teodora Film e in sala dal 13 novembre, a margine della presentazione all’ambasciata francese in Italia del Prix Palatine 2026.

“È stata quasi una coincidenza buffa, ma anche molto toccante, commovente che questo premio mi sia arrivato dalla città di Firenze”, ha concluso Klapisch, che questa sera incontrerà il pubblico del Nuovo Sacher a Roma dopo la proiezione del film, poi farà tappa a Napoli (7 novembre), Genova (il 10), Bari (11 novembre) Milano e Gorizia (il 13 novembre) e ancora Foggia (14 novembre) e Torino (18 novembre).

Francesca Comencini: quel mio “si pu fallire” piaciuto ai giovani

Roma, 5 nov. (askanews) – ” stata un’esperienza meravigliosa questa del Prix Palatine perch ho potuto incontrare tantissimi ragazzi e ragazze in Francia innamorati dell’Italia e del cinema italiano. Questo importante dirlo, perch forse stando in Italia, e magari in altri ambiti, si pensa problematico, invece nel resto del mondo molto amato e questi ragazzi amano il cinema italiano”: lo ha affermato ad askanews la regista Francesca Comencini, vincitrice del Prix Palatine 2025 – premio cinematografico binazionale assegnato dagli studenti delle scuole superiori di Italia e Francia – con il suo film “Il tempo che ci vuole”.

“E poi stato molto bello perch stata un’occasione per incontrare i ragazzi e le ragazze e comunicare con le generazioni. Questa cosa per me in questo momento molto importante”, ha aggiunto Comencini, che assieme al collega francese Cdric Klapisch, ha dialogato con 200 studenti provenienti da tutta Italia, rappresentanti della grande giuria del Prix Palatine 2026 presentato oggi.

“Senza voler generalizzare, penso che la cosa che stata pi recepita da questi ragazzi nel mio film che si pu fallire. Nel mio film c’ una scena tra il padre e la figlia, quando la figlia in un momento molto difficile della sua adolescenza, in cui il padre le dice ‘si pu fallire nella vita, si fallisce sempre e poi bisogna rialzarsi’. Questa cosa per i ragazzi che hanno un’ingiunzione al successo, immediata e anche finta, quando si racconta loro che per riuscire bisogna fallire tantissime volte, hanno sentito questa cosa”, ha aggiunto la regista.

Il Prix Palatine 2026, unico premio cinematografico binazionale assegnato dagli studenti delle scuole superiori di Italia e Francia, quest’anno ha ottenuto il prestigioso patrocinio dell’Unesco e coinvolger 3.000 studenti e oltre 50 proiezioni organizzate in entrambi i Paesi, dando priorit a inediti e anteprime.

La selezione 2026 del Prix Palatine stata rivelata durante la presentazioen a Palazzo Farnese. In Francia, la giuria giovane vedr “Testa o croce?” di Alessio Rigo de Righi e Matteo Zoppis, un audace western ambientato tra la Maremma e la leggenda, Duse di Pietro Marcello, ritratto visionario della “Divina” Eleonora Duse, e Un anno di scuola di Laura Samani, racconto di formazione ispirato a Giani Stuparich.

In Italia, gli studenti scopriranno “I colori del tempo” di Cdric Klapisch, viaggio nella Parigi impressionista e riflessione sul progresso e sulla memoria, “Dossier 137” di Dominik Moll, thriller morale nella Parigi dei gilet gialli. Entrambi i film sono distribuiti da Teodora. Un terzo titolo sar scelto con il Festival Rendez-vous-Nuovo cinema francese, confermando il legame del Prix Palatine con le principali istituzioni del cinema francese.

Come innovare la progettazione nel settore Difesa e Aerospazio

Roma, 5 nov. (askanews) – Nella sede di RAIT88, societ italiana che da oltre trent’anni affianca i principali player del settore Difesa e Aerospazi, si tenuto l’evento “Soluzioni avanzate per il Settore Difesa e Aerospazio”, in collaborazione con Altium, leader globale nelle piattaforme di progettazione elettronica. Un incontro per presentare soluzioni digitali e metodologie di sviluppo per progettare in modo pi rapido, efficiente e sostenibile, come spiegato da Federico Massimi, Responsabile Ingegneria di RAIT88: “Nel settore della difesa, una progettazione con uno standard elevato passa anche in una documentazione tecnica affidabile e tracciabile. La sfida riuscire a gestire questa complessit in maniera agile, con processi snelli che vanno incontro alle esigenze operative. RAIT88, insieme ad Altium, riuscita a creare un connubio che permette di gestire questo processo. Oltre a usarlo nei nostri processi possiamo adesso offrirlo ai nostri clienti per avere una documentazione in linea con gli standard del settore”.

Nel corso dell’evento, sono stati mostrati casi concreti in cui l’adozione delle tecnologie Altium ha consentito di ridurre tempi di progettazione, garantire piena compatibilit e migliorare la collaborazione tra reparti tecnici e documentali, come confermato da Simone Brendas, Account Manager Altium Italia: “E’ bello incontrare quelli che sono i nostri clienti dal vivo e RAIT88 ci sta permettendo di realizzare questo perch uno dei clienti che usa al meglio la nostra piattaforma di progettazione elettronica. Il problema che nel settore difesa e aerospazio, in questo momento ancora, non vengono adottate tutte le possibilit che questi software ci danno e bisogna scoprirlo. Bisogna far capire che la soluzione che si mette in mezzo a tutti quelli che sono i processi esistenti, sempre articolati e longevi da millenni che per rallentano qualsiasi operazione e che una realt giovane, come ad esempio RAIT88, pu dimostrare che si possono sconfiggere con, ad esempio, il software che d Altium. Siamo qui per incontrare quelli che sono non clienti e clienti per dimostrare che si pu fare meglio”.

Un’iniziativa che si inserisce nel percorso di digital transformation promosso da RAIT88, che vuole creare sinergie tra mondo accademico, industria e difesa, allargando la competitivit tecnologica italiana al panorama internazionale.