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Tajani convoca ambasciatore Iran: solidarietà a Cipro, non coinvolto

Roma, 3 mar. (askanews) – Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, in merito alla convocazione dell’ambasciatore iraniano in Italia, ha affermato che “aveva chiesto lui un incontro già”, ma poi “dopo quello che è successo a Cipro, credo si debba dire all’Iran di fare attenzione: Cipro non è coinvolta in alcun modo nelle vicende belliche. È un Paese che non fa parte della Nato, ma è membro dell’Unione Europea, quindi la solidarietà europea va manifestata”.

“L’Italia non partecipa ad alcuna operazione bellica”, ha sostenuto ancora Tajani, ribadendo che l’Italia è “contraria a qualsiasi realizzazione di arma atomica e all’uso e incremento di missili, eventualmente anche contro l’Europa”. Tajani ha inoltre affermato che l’Italia rimane aperta al dialogo, anche con l’Iran e per questo l’ambasciata è aperta. “Continuiamo a tenere aperta l’ambasciata e a parlare, ma diciamo, e diremo, anche basta con le reazioni che rischiano solo di peggiorare la situazione, basta con attacchi a Paesi che non c’entrano nulla come sono gli Emirati e com’è Cipro”, ha concluso il ministro.

Da Mattarella un messaggio di fiducia: non rassegnarsi ad un mondo di chi si impone

Roma, 3 mar. (askanews) – Un nuovo conflitto si è aperto in Medioriente, sempre più vicino, con il suo carico di preoccupazioni e conseguenze per il nostro paese. Sergio Mattarella prova a lanciare un messaggio di fiducia per rassicurare e incoraggiare gli italiani chiarendo anche da che parte della storia il nostro paese tradizionalmente si colloca. L’occasione è la consegna delle onorificenze conferite motu proprio, il 31 gennaio scorso, a cittadine e cittadini che si sono distinti per il loro impegno nel sociale, manifestato attraverso l’uso etico e responsabile dei social network, l’attività sportiva come mezzo di inclusione, l’arte come strumento di integrazione sociale, l’assistenza e il supporto ai detenuti, le attività solidali e di volontariato, per aver costruito un modello di imprenditoria etica, per l’impegno elargito nella tutela del bene della salute, anche al di là dei confini nazionali, per il coraggio e l’eroismo dimostrato, oltre i propri doveri professionali, per essersi resi esempi di cittadinanza attiva.

Un modello positivo, secondo il capo dello Stato, da contrapporre a quello negativo che finisce col produrre i conflitti. “La guerra è tornata a spargere sangue nel mondo, in tante sue parti, anche non lontano dalla nostra Italia – osserva -. A tutti i livelli, a partire dalla vita quotidiana, fino a quella della dimensione della vita internazionale, si confrontano due modi contrapposti di pensare: c’è quello di preoccuparsi soltanto dei propri interessi, imponendosi sugli altri” dice senza alcun riferimento all’attualità ma è facile intravedere quanto accade in Iran con l’attacco di Usa e Israele che ha ulteriormente destabilizzato tutta l’area del Medio Oriente e fino a lambire il nostro Mediterraneo da un lato, e l’aggressione russa all’Ucraina. Il Presidente della Repubblica ha spesso criticato e denunciato i rischi di questa politica di potenza che scavalca il multilateralismo in nome degli interessi del più forte.

Ma c’è un altro modo per stare nel mondo, assicura Mattarella, “quello di condividere invece difficoltà e opportunità, per cercare di conseguire successi insieme. Non dobbiamo rassegnarci, né pensare che siano derive inevitabili. Al contrario, occorre aver fiducia. Perché la premura per gli altri, il senso di comunità, la capacità di affrontare difficoltà, che a taluno appaiono insormontabili, sono più forti delle circostanze e degli eventi negativi. E l’Italia di queste doti ne ha grande abbondanza”.

Il capo dello Stato elogia quindi la grande generosità degli italiani e la solidarietà che viene dimostrata ogni giorno nella società: “I gesti, i comportamenti di solidarietà, la scelta di non ignorare le esigenze degli altri fanno crescere la vita della società – assicura -. Rendono, inoltre, anche più forti le istituzioni. Si tratta di gesti e comportamenti di persone che non sono chiuse nel proprio io, che si assumono la responsabilità che le situazioni reclamano”.

“Particolarmente in questo nostro tempo – è l’invito del Presidente al paese – è necessario rifuggire, abbattere i muri della paura, dell’indifferenza, della rassegnazione. È necessario vincere la tentazione dell’isolamento. Si vive in una comunità, non in un anonimo insieme di individui che si ignorano vicenda, indifferenti gli uni agli altri”. E le storie raccontate oggi al Quirinale, gli esempi di solidarietà, coraggio civile, superamento delle difficoltà, forza d’animo nell’affrontare eventi imprevisti “trasmettono fiducia e speranza in un tempo in cui abbiamo grande bisogno di fiducia e di speranza”.

Cinema, il docufilm "Agnus Dei" arriva in sala dal 21 al 24 aprile

Roma, 3 mar. (askanews) – Presentato in anteprima mondiale alla 82esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia all’interno della sezione Biennale College Cinema, dal 21 al 24 aprile arriva al cinema “Agnus Dei”, documentario di Massimiliano Camaiti, con la distribuzione di Kinèa Distribuzioni, realtà indipendente dedicata alla valorizzazione del cinema del reale e del documentario d’autore.

Tra i principali festival a cui ha partecipato, la selezione al Fipadoc di Biarritz, dove ha ricevuto il Premio Michel Mitrani come miglior opera prima, la partecipazione ad Alice nella Città e al Tertio Millennio Film Fest. Vincendo il Doc/it professional award 2025, “Agnus Dei” è stato inoltre eletto miglior documentario dell’anno dall’Associazione Documentaristi Italiani. Già venduto in Svizzera, Brasile e Giappone, il documentario è in shortlist per la cinquina ai Premi David di Donatello.

“Agnus Dei” osserva una tradizione plurisecolare che ogni anno lega due agnelli appena nati a una monaca del Monastero di Santa Cecilia a Roma. La donna nutre e cresce gli animali con un’attenzione materna. La presenza degli animali ha però uno scopo preciso: con la loro lana le stesse monache tesseranno una sciarpa per il Pontefice, il pallium. È il 2025 e mentre il rito si compie il Papa si ammala improvvisamente.

Con un linguaggio cinematografico essenziale, attento al silenzio e al tempo che scorre, Massimiliano Camaiti costruisce un’opera contemplativa che invita lo spettatore a rallentare, osservare e interrogarsi sul significato del sacrificio, della fede e della continuità.

A debuttare nelle sale con il film di Camaiti è anche Kinèa Distribuzioni, che inaugura il percorso theatrical di una realtà attiva nella valorizzazione del documentario indipendente.

Massimiliano Camaiti ha detto: “Sono convinto che quando si è girato un film piccolo e indipendente come ‘Agnus Dei’ bisogna uscire dagli ingranaggi della distribuzione classica. Sono meccanismi troppo pesanti che il film non riuscirebbe a sopportare. Bisogna essere flessibili, molto intraprendenti. Una società giovane come Kinèa Distribuzioni risponde a questa necessità”.

La Commissione d’inchiesta: la morte del manager Mps David Rossi è omicidio. Il mistero dell’uomo nel vicolo

Roma, 3 mar. (askanews) – Le perizie a firma Manghi e Gregori Manghi mostrano “come David Rossi sia stato vittima di un’azione con l’intervento di soggetti terzi, escludendo quindi definitivamente che si sia trattato di un evento suicidiario, quanto invece di un omicidio”. E’ quanto si legge nella relazione intermedia sull’attività svolta dalla Commissione parlamentare di inchiesta sulla morte del manager di Mps David Rossi, presieduta dal deputato Gianluca Vinci (Fdi). La relazione è stata approvata all’unanimità.

Ecco perché per la Commissione si tratta di omicidio “La rottura dell’orologio e le specifiche lesioni al polso e al gomito sinistro sono coerenti con una dinamica di forte trazione e afferramento nel tentativo di sostenere e contrastare la caduta del soggetto” e con l’intenzione “di farlo rientrare” si legge nelle conclusioni della relazione intermedia della Commissione di inchiesta sulla morte di David Rossi approvata stamane. Rossi, che era capo della comunicazione del Monte dei Paschi di Siena, la sera del 6 marzo 2013, venne trovato morto sulla strada su cui si affacciava il suo ufficio in Rocca Salimbeni, a Siena.

La commissione parlamentare nel documento approvato, in riferimento alle ferite agli arti di Rossi, spiega che “escludendo che tali danni siano stati prodotti dall’impatto al suolo, sia per la tipologia delle lesioni riscontrate, che non sono compatibili con un solo impatto della cassa al suolo ma invece abbiano necessitato di più azioni ripetute, sia per gli esiti della perizia sul video della caduta, dove viene rinvenuto l’orologio in volo e quindi accertato come questo non fosse più al polso di David Rossi al momento della caduta ma invece già separato, con la cassa d’acciaio caduta qualche istante prima e il cinturino invece qualche istante dopo David Rossi”.

Insomma – si sottolinea – “sulla base di tale perizia, dunque, è stato chiarito definitivamente come non possa essersi trattato di suicidio e che le ferite al polso siano state formate da uno o più soggetti terzi, escludendo quindi, in forza di questo nuovo dirimente elemento, tutte le precedenti ipotesi avanzate negli anni circa una possibile causazione delle stesse a seguito dell’impatto al suolo”. Più avanti si aggiunge: “In merito agli istanti precedenti la morte di David Rossi, le risultanze tecniche e scientifiche della prima perizia del tenente colonnello Adolfo Gregori in forza ai Ris di Roma e di Robbi Manghi, medico legale, in merito alle lesioni sul polso di David Rossi ricostruiscono uno scenario chiaro, nel quale David Rossi, prima di precipitare, si trovava sospeso all’esterno della finestra del proprio ufficio, trattenuto per entrambi i polsi e negli ultimi istanti solo per il braccio sinistro, con mani di terzi che stringono il polso”.

Il manager viene “sospeso all’esterno della finestra, trattenuto per il braccio sinistro, con, almeno nell’ultima fase, due mani che stringono il polso. La rottura dell’orologio e le specifiche lesioni al polso e al gomito sinistro sono coerenti con una dinamica di forte trazione e afferramento nel tentativo di sostenere o contrastare la caduta del soggetto, escludendo che tali danni siano stati prodotti dall’impatto al suolo”.

La Commissione d’inchiesta sul caso David Rossi spiega: “La prima perizia a firma Gregori Manghi e la seconda a firma Manghi, unitamente ai chiarimenti dati in audizione dagli stessi consulenti nelle sedute del 9 dicembre 2025 e del 24 febbraio 2026, mostrano quindi come David Rossi sia stato vittima di una azione con l’intervento di terzi soggetti, escludendo quindi definitivamente che si sia trattato di un evento suicidario, quanto invece di un omicidio”.

Perché “la prima perizia infatti accerta un forte tentativo di trattenere, sospendere il corpo per il polso sinistro sull’orologio e sul braccio destro con delle ecchimosi dette vibici, da parte di soggetti terzi, mentre la seconda perizia sul volto chiarisce come David Rossi abbia subito lesioni al volto appena prima della caduta, in posizione genuflessa, incompatibili con una volontà autolesiva”. Ma rimane “da individuare con certezza il movente di un tale accadimento. David Rossi, nella sua qualità di responsabile delle comunicazioni esterne e istituzionali del Monte dei Paschi di Siena, era però anche responsabile di tutta l’attività di raccolta pubblicitaria, pubblicità istituzionale e delle sponsorizzazioni, esprimeva a tal proposito le valutazioni preliminari da sottoporre al Consiglio di Mps per l’erogazione del relativo denaro, per importi di circa 50 milioni di euro l’anno”. La Commissione d’inchiesta sulla morte di David Rossi non ha concluso il suo lavoro, con la relazione intermedia che è stata depositata nelle ultime ore. In un passo del documento si spiega che “risultano inoltre tutt’ora in corso da parte del tenente colonnello Gregori le operazioni di verifica di corrispondenza dell’altezza della persona comparsa nelle immagini del vicolo pochi minuti dopo la caduta di David Rossi, come ricavata da perizia dei RIS della precedente Commissione e quella della persona indicata da alcuni auditi nell’attuale Commissione”. Quello dell’uomo nel vicolo, sotto Rocca Salimbeni, è uno dei misteri della vicenda, per cui da anni, osservatori, cronisti e reportage si sono concentrati. Anche alimentando ipotesi poco percorribili per gli inquirenti. Per questo “risulta inoltre attualmente in fase di preparazione il fascicolo da inviare alla Procura della Repubblica di Roma per contrasto tra le dichiarazioni di alcuni auditi della presente Commissione”.

Un altro inquietante particolare emerge dalla relazione della Commissione: se fosse stato tempestivamente soccorso, si sarebbe salvato. “Un dato di estrema rilevanza, emerso dall’esame istologico dei polmoni, riguarda l’agonia di David Rossi e le sue possibilità di sopravvivenza se soccorso tempestivamente. Le analisi microscopiche hanno mostrato una massiva aspirazione di sangue nei polmoni, definita ‘sommersione interna’, confermando che Rossi ha respirato per circa 20 minuti dopo la caduta, cercando disperatamente aria”. Alla domanda se un soccorso tempestivo avrebbe potuto salvarlo, la risposta dei medici legali è stata affermativa, sottolineando che la lesività cranica non era immediatamente letale: ‘Un paziente di questo genere (…) se intubato rapidamente arriva vivo in ospedale e ha buone possibilità di sopravvivere'”.

Milano, al via la fase operativa di ‘SheLeads: Donne Protagoniste d’Impresa’

Roma, 3 mar. (askanews) – Al via a Milano la fase operativa di “SheLeads: Donne Protagoniste d’Impresa”, l’iniziativa promossa dal Fondo per la Repubblica Digitale Impresa sociale e sostenuta da Visa Foundation per supportare la crescita dell’imprenditorialità femminile e lo sviluppo delle competenze digitali nel territorio metropolitano milanese, nell’ambito del più ampio impegno di Visa per contribuire alla legacy dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026.

Presentata oggi a Palazzo Isimbardi, sede della Città Metropolitana di Milano, il progetto segna il passaggio dal lancio nazionale all’attivazione concreta sul territorio, coinvolgendo istituzioni locali, partner dell’iniziativa e le future protagoniste dell’ecosistema imprenditoriale locale.

L’incontro, moderato dalla giornalista Irene Soave del Corriere della Sera, ha visto gli interventi di: Diana De Marchi, Consigliera delegata alle Politiche sociali, del lavoro e pari opportunità della Città Metropolitana di Milano; Martina Lascialfari, Direttrice Generale del Fondo per la Repubblica Digitale Impresa sociale; Valeria Pigozzo, Head of Milano Cortina Olympic and Paralympic Games Program, Visa; Martina Caironi, Legacy Specialist, Fondazione Milano Cortina 2026

“Ospitare SheLeads per Città Metropolitana di Milano significa dare continuità a un impegno concreto che l’Ente porta avanti da anni attraverso politiche attive del lavoro orientate a formazione, inclusione ed empowerment femminile. Strumenti come il Piano EMERGO, i percorsi del programma GOL e le misure di riqualificazione e aggiornamento delle competenze digitali, mettono al centro l’accompagnamento personalizzato e il sostegno all’occupabilità”, ha affermato Diana de Marchi. “In questo quadro, SheLeads si integra pienamente con le politiche pubbliche già attive, ampliando l’accesso delle donne a competenze strategiche e favorendo percorsi di autonomia professionale nei settori innovativi. Può diventare un vero moltiplicatore di impatto per il territorio, migliorando la qualità del lavoro femminile e sostenendo quel cambiamento culturale imprescindibile per uno sviluppo realmente equo e sostenibile della nostra area metropolitana”.

“SheLeads è pienamente in linea con la mission del Fondo per la Repubblica Digitale di promuovere le competenze digitali come leva di inclusione, autonomia e sviluppo per tutta la popolazione. per il rafforzamento dell’imprenditorialità femminile mediante percorsi di formazione digitale sul territorio milanese”, ha commentato Martina Lascialfari. “Il progetto – interamente sostenuto da Visa Foundation da cui l’Impresa sociale ha ricevuto un grant – mira al rafforzamento dell’imprenditoria femminile sul territorio milanese mediante la realizzazione di percorsi di formazione digitale e educazione finanziaria rivolte a donne imprenditrici o aspiranti tali. L’iniziativa si affianca alle altre azioni messe in campo dal Fondo aperte a tutto il territorio nazionale, tra cui il canale di cofinanziamento, strumento che promuove l’attivazione di collaborazioni strategiche tra organizzazioni filantropiche, enti privati e Terzo Settore per realizzare iniziative volte alla crescita di competenze digitali e allo sviluppo economico e sociale delle comunità. Ringraziamo Visa Foundation per averci coinvolto nella realizzazione del progetto e la Città Metropolitana di Milano per l’ospitalità e per aver accolto questa prima tappa del percorso, che rappresenta la concreta attivazione dell’iniziativa sul territorio”.

“Con SheLeads, rinnoviamo l’impegno di Visa Foundation nell’offrire un supporto concreto alle imprenditrici, fornendo loro le competenze digitali e le conoscenze finanziarie necessarie per crescere e competere nell’economia odierna”, ha dichiarato Valeria Pigozzo. “Questa iniziativa riflette la strategia di Visa a sostegno delle piccole imprese in Italia, con particolare attenzione a Milano, città chiave dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano Cortina 2026. Investendo nelle competenze e nel potenziale di cinquanta imprese guidate da donne, contribuiamo a rafforzare il tessuto economico locale e a costruire un’eredità positiva e duratura per le comunità, che andrà ben oltre i Giochi”.

“È un grande onore essere una delle voci di un progetto capace di far convergere imprenditoria, talento femminile, nuove competenze e innovazione digitale. L’impegno di Visa, unito al forte legame con gli stakeholder territoriali, rende questa iniziativa profondamente attuale e di stimolo per il mercato del lavoro, lanciando un segnale di fiducia per il futuro. È emozionante testimoniare come un progetto nato dalla spinta dello sport possa diventare parte integrante della legacy che i Giochi di Milano Cortina 2026 lasceranno al nostro Paese”, ha dichiarato Martina Caironi.

Un progetto per lo sviluppo locale

“SheLeads” nasce dall’analisi delle principali barriere che ancora limitano la piena partecipazione delle donne all’economia digitale e imprenditoriale in Italia. Secondo dati Unioncamere 2025, in Lombardia – regione che ha ospitato i Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026 e che si prepara ad accogliere i Giochi Paralimpici di Milano Cortina 2026 – le imprese guidate da donne rappresentano il 19,9% del totale , con una forte concentrazione nelle province di Milano, Brescia e Bergamo. In questo contesto, il progetto si propone di colmare il divario digitale e imprenditoriale, rafforzando il tessuto economico locale attraverso l’empowerment delle piccole e medie imprese a guida femminile. L’obiettivo è formare 50 donne imprenditrici o aspiranti tali entro settembre 2026, offrendo:

– Un percorso formativo online su competenze digitali e imprenditoriali, tra cui Digital Readiness, Business Model & Value Proposition, Digital Marketing Essentials, Financial Literacy ed E-Commerce.

– Tre eventi di networking a Milano per favorire la creazione di relazioni professionali e il confronto con stakeholder istituzionali, accademici e imprenditoriali, oltre a laboratori pratici e sessioni di role modeling pensati per stimolare la partecipazione attiva e trasferire strumenti concreti di sviluppo aziendale e conciliazione vita-lavoro.

Chi può partecipare

Potranno prendere parte all’iniziativa: – Imprenditrici titolari di ditte individuali o in possesso di partita IVA; – Fondatrici e/o socie amministratrici di imprese (di qualsiasi forma giuridica) con sede in Italia e fino a 10 dipendenti; – Aspiranti imprenditrici. Le partecipanti devono risiedere, avere il domicilio o esercitare la propria attività in maniera continuativa nell’area metropolitana di Milano. Grande riscontro e ultimi giorni per candidarsi

Il progetto ha già ricevuto un riscontro più che positivo, con manifestazioni di interesse già tre volte superiori ai posti disponibili. La conferenza stampa ha rilanciato l’iniziativa sul territorio, ricordando che le iscrizioni – da completare tramite il form online – resteranno aperte fino al 6 marzo 2026. Per saperne di più: www.fondorepubblicadigitale.it/she-leads/

Salmo torna dal vivo in Europa, 9 date nelle principali città

Milano, 3 mar. (askanews) – Anche il 2026 sarà un anno a tutto live per Salmo. A pochi mesi dalla traversata live in Europa con cui ha chiuso il 2025, e in attesa di vederlo tra i protagonisti della stagione estiva dei concerti italiani, Salmo annuncia oggi il ritorno dal vivo sui palchi delle principali città del continente, con le 9 date -prodotte da Vivo Concerti- del TOUR EUROPEO 2026 in programma nel mese di novembre.

Salmo porterà tutta la sua energia live: il 16 novembre a Brussels @ La Madeleine, il 19 novembre ad Amsterdam @ Melkweg, il 21 novembre a Malmö @ Moriska Paviljongen, il 22 novembre a Amburgo @ Mojo Club, il 24 novembre a Madrid @ La Riviera, il 25 novembre a Barcellona @ Sala Razzmatazz, il 27 novembre a Marsiglia @ Espace Julien, il 29 novembre a Parigi @ Cabaret Sauvage, il 30 novembre a Londra @ Electric Ballroom.

I biglietti saranno disponibili su www.vivoconcerti.com a partire dalle ore 14:00 di mercoledì 4 marzo. L’organizzatore declina ogni responsabilità in caso di acquisto di biglietti fuori dai circuiti di biglietteria autorizzati non presenti nei comunicati ufficiali.

In attesa dei live, è sempre più vicina la release dell’album “Hellvisback 10 years later”. In uscita il 3 aprile per Sony Music Italy, il nuovo progetto di Salmo -che è ad un tempo celebrazione del suo disco culto del 2016 e nuovo grande snodo del suo percorso artistico- è stato anticipato dai singoli “10 AD” e “CRACKERS”, che hanno acceso la scintilla iniziale e alimentato l’attesa tra i fan.

Ringo Starr annuncia il nuovo album "Long Long Road"

Milano, 3 mar. (askanews) – Ringo Starr pubblica “It’s Been Too Long”, con le fantastiche voci di Molly Tuttle e Sarah Jarosz, martedì 3 marzo 2026. Si tratta del primo singolo tratto dal suo prossimo album Long Long Road, scritto e prodotto in collaborazione con T Bone Burnett. L’album, composto da 10 brani, include anche collaborazioni con Billy Strings, Sheryl Crow e St Vincent ed è l’attesissimo seguito di Look Up, album che ha scalato le classifiche lo scorso anno.

“Sono fortunato ad avere T Bone nella mia vita in questo momento e a lavorare con lui su questi dischi”, ha dichiarato Ringo. “Dopo aver realizzato l’ultimo disco, che adoro ascoltare, questo è venuto fuori quasi per caso. Mi piace dire che a volte faccio le mosse giuste, come quando puoi andare a destra o a sinistra in qualsiasi momento, e una delle mosse giuste è stata quella di collaborare con T Bone per Look Up, e ora per questo, che ho chiamato Long Long Road, perché ho percorso una strada molto lunga”.

Come suggerisce il titolo, e proprio come il percorso personale di Ringo, Long Long Road affonda le sue radici nella musica country e americana, evolvendosi poi in qualcosa di più ampio, creando un mosaico sonoro dell’eredità musicale e delle influenze di Starr, tra cui Carl Perkins. “Ho registrato due canzoni di Carl Perkins con i Beatles, e sia T Bone che io ne volevamo una in questo disco”, ha spiegato Ringo, “e lui ha trovato questo bellissimo brano che non avevo mai sentito prima, ‘I Don’t See Me In Your Eyes Anymore'”.

Registrato a Nashville e Los Angeles, questo disco vede il ritorno di molti dei musicisti di Look Up, compresa la band principale (che T Bone chiama affettuosamente The Texans, dal nome della band con cui Ringo suonava a Liverpool nel 1959) con Paul Franklin, David Mansfield, Dennis Crouch, Daniel Tashian, Rory Hoffman, Patrick Warren e Colin Linden.

“Ho sempre amato il modo di suonare e cantare di Ringo”, ha dichiarato T Bone. “Poi una sera eravamo insieme a una lettura di poesie e lui mi ha detto: ‘Perché non scrivi una canzone per me? Così gli ho scritto una canzone in stile Gene Autry, perché ho sempre considerato Ringo un artista texano: il suo modo di suonare mi ricordava la musica del Texas. Ringo Starr è un artista di altissimo livello e volevo circondarlo di questi giovani maestri, apportando un po’ di quella straordinaria energia giovanile che si respira a Nashville in entrambi questi dischi”.

La loro prima collaborazione, Look Up, pubblicata il 10 gennaio 2025, ha riscosso un successo travolgente e un grande consenso. È stato il primo disco country di Ringo in 50 anni e gli è valso la sua prima Top 10 nella classifica Billboard dei migliori album venduti di tutti i generi, oltre a fargli conquistare molte altre posizioni nelle classifiche Billboard. Nel Regno Unito l’album ha raggiunto un traguardo significativo nella sua carriera, facendogli ottenere il suo primo album solista al primo posto nella classifica ufficiale country. Nel febbraio 2025 Starr ha debuttato al Grand Ole Opry dopo essere stato invitato da Emmylou Harris durante la prima delle sue due serate al leggendario Ryman, registrate per uno speciale di 2 ore ancora in streaming su CBS/Paramount Plus.

10 canzoni, 6 scritte o co-scritte da T Bone Burnett, due co-scritte da Ringo e Bruce Sugar, una scritta da Ringo Starr, Mark Hudson e Gary Burr e una da Bernie Benjamin e George David Weiss e registrata da Carl Perkins.

L’album è stato prodotto da T Bone Burnett e co-prodotto da Daniel Tashian e Bruce Sugar

Disponibile in digitale, CD, LP standard, LP Limited Edition in vinile colorato “Ultraviolet Dream”

Wide flip e laptop foldable: i device Huawei che non vedremo in Italia

Barcellona, 3 mar. (askanews) – Un notebook pieghevole con un ampio display flessibile che si apre come un libro, uno smartphone trifold ultrasottile pensato per trasformarsi in un mini tablet e un telefono a conchiglia con apertura laterale e schermo in formato wide. Al Mobile World Congress di Barcellona Huawei mostra alcune delle sue soluzioni piu innovative.

Tra queste, il MateBook X-Fold, un notebook con grande display pieghevole pensato per la produttività in mobilità, con tastiera magnetica o anche con tastera touch toccando lo schermo con le dita ; il Mate XTs, smartphone trifold super sottile che amplia la superficie di visualizzazione senza rinunciare alla compattezza; e il Pura X, un wide flip con apertura orizzontale che punta su un uso piu flessibile dello schermo anche da chiuso.

Tutti e tre i dispositivi si basano su HarmonyOS, il sistema operativo proprietario di Huawei. Prodotti innovativi, già presenti in Cina ma che, almeno per ora, non sono destinati al mercato italiano.

Iran, Tajani: evitare prenotazioni se non si è certi di partire

Roma, 3 mar. (askanews) -“Bisogna però evitare di fare confusione, perché alcuni si prenotano su pullman, per esempio da Dubai verso l’Oman, e poi quando il pullman parte non si presentano. Questo rischia di creare confusione”, ha osservato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, durante il suo punto stampa prima della riunione con l’Unità di crisi della Farnesina.

“Quindi bisogna evitare, se non si è certi di partire o se lo si fa solo per scrupolo, per garantirsi un’opzione in più. Ecco, evitare di farlo, perché poi si impedisce magari ad altri, che vogliono davvero partire, di farlo, perché il pullman è completo e invece magari parte con poltrone vuote”, ha specificato Tajani.

Iran, Tajani: non siamo in guerra, ci preoccupiamo dei concittadini

Roma, 3 mar. (askanews) – “Noi non siamo in guerra con nessuno, lo dice la nostra Costituzione. Ci preoccupiamo soltanto di proteggere i nostri cittadini e i nostri militari”, ha precisato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, parlando ai giornalisti prima di entrare all’Unità di Crisi della Farnesina.

Tornando sulle richieste di aiuti “logistici” da parte dei paesi

del Golfo, come rappresentato ieri dal ministro dell Difesa Guido Crosetto in Senato, Tajani ha riferito che “naturalmente verranno fatti tutti i passaggi necessari”, ma l’obiettivo primario rimanere “quello di difendere i 70.000 cittadini italiani che vivono nell’area del Golfo”.

F1: Hamilton, "Questo è l’anno del Cavallo di Fuoco"

Roma, 3 mar. (askanews) – Nella settimana che apre il Mondiale di Formula 1 con il GP d’Australia in programma domenica 8 marzo, Lewis Hamilton affida al Corriere della Sera pensieri e ambizioni in rosso Scuderia Ferrari. “Il mio traguardo l’anno scorso era vincere il Mondiale con la Ferrari, non ci sono riuscito. Ciò non significa che non possa arrivarci: bisogna guardarsi dentro e osservare le persone che ti circondano, dai collaboratori alla famiglia, restare motivati e porsi delle domande scomode”.

Il sette volte campione del mondo richiama anche il calendario cinese: “Questo è l’anno del Cavallo di Fuoco. Rappresenta la libertà, il desiderio di sgombrare la mente dalla pressione e riportare al centro i valori fondamentali”.

Sul rapporto con il compagno di squadra Charles Leclerc: “La Ferrari è una sola e lui è un grande pilota”. Poi uno sguardo al futuro tecnico: “Da 14 mesi lavoro sulla monoposto 2026, al simulatore e con gli ingegneri. Rispetto alla precedente che ho trovato già progettata, e potevo cambiare davvero poco, in questa macchina c’è un po’ del mio Dna”.

Hamilton è anche coproduttore del film F1, con Brad Pitt protagonista e quattro nomination agli Oscar. “È stato un viaggio iniziato quattro anni fa con una chiamata del regista Joe Kosinski. Leggendo la prima bozza ho pensato: ‘Oh my God, questo è stile Hollywood mischiato a Fast & Furious’. Così mi sono messo a educare tutti sulla F1, dagli autori agli attori”.

Il pilota non potrà essere alla serata degli Oscar perché impegnato in Cina. “Nel film ho voluto mettere una donna a capo dell’aerodinamica, per mandare un messaggio. Sa quante ragazze hanno scritto per chiedere come si diventa ingegnere di F1? E nel cast ho inserito anche un meccanico nero. Se non vedi, non credi sia possibile”.

Infine i riferimenti ideali: “Ayrton Senna aveva una visione molto più ampia rispetto al resto dei piloti. In pochi oggi parlano di sostenibilità, diritti dei minori, razzismo: con la visibilità che abbiamo potremmo dare un grande aiuto”. Tra le sue fonti di ispirazione anche Nelson Mandela e Muhammad Ali: “Mandela è il mio eroe insieme a Ali, Superman e Senna”

Pallanuoto, Maurizio Mirarchi nuovo ct del Setterosa

Roma, 3 mar. (askanews) – Il Setterosa cambia guida tecnica. Il presidente Paolo Barelli, in accordo con consiglio federale e dirigenti di riferimento, nomina Maurizio Mirarchi commissario tecnico della nazionale femminile di pallanuoto allenata negli ultimi cinque anni da Carlo Silipo. Maurizio Mirarchi, che lascia il posto di assistente tecnico della nazionale maschile a Goran Volarevic, sarà assistito da Marco Manzetti che prende il posto di Mino Di Cecca. “Silipo e Di Cecca – cui vanno i ringraziamenti della federazione per impegno e professionalità profusi nel corso degli anni è scritto in una nota della federazione – restano a disposizione del settore tecnico dopo aver guidato la squadra alla conquista del bronzo agli europei di Spalato 2022 e ai mondiali di Fukuoka 2023 e aver ottenuto il quarto posto ai mondiali di Budapest 2022 e agli europei di Eindhoven 2024 e Funchal 2026 che hanno seguito il sesto posto alle Olimpiadi di Parigi 2024 e il settimo ai mondiali di Singapore 2025”. Il primo impegno di Mirarchi con il Setterosa è la prima fase della World Cup in programma a Rotterdam dal 1° al 6 maggio. Le azzurre sono nel girone insieme all’Olanda campione d’Europa, alla Grecia (che l’ha battuta nella fase a gironi e nella finale per il bronzo agli europei di Funchal) e all’Australia argento olimpico. “È un onore ricevere questo incarico – sottolinea Mirarchi – Ringrazio il presidente Paolo Barelli e la Federazione Italiana Nuoto per la fiducia; voglio anche ringraziare il presidente della Pallanuoto Trieste Enrico Samer con il quale ho condiviso questa scelta. Un saluto a chi mi ha preceduto, Carlo Silipo, che in passato ha portato ottimi risultati. Adesso si parte con un nuovo percorso. La mia responsabilità è chiara: costruire una nazionale competitiva e orgogliosa di rappresentare l’Italia”.

Tennis, a Indian Wells per Sinner esordio con Duckworth o qualificato

Roma, 3 mar. (askanews) – Il Masters 1000 di Indian Wells inizierà per Jannik Sinner contro James Duckworth o un qualificato. È questo l’esito del sorteggio del torneo statunitense, il primo Masters 1000 della stagione. Testa di serie numero 2 del torneo, Sinner entrerà in gioco al secondo turno. Dalla sua parte del tabellone ci sono Ben Shelton (potenziale avversario ai quarti), Sascha Zverev e Lorenzo Musetti (uno dei due possibile rivale in semifinale, il carrarino entrerà in scena contro l’ungherese Fucsovics o un qualificato). Nella parte alta, invece, riflettori su Carlos Alcaraz e Novak Djokovic che possono incrociarsi in semifinale. Un sorteggio con qualche insidia per lo spagnolo che già nel match d’esordio potrebbe sfidare Grigor Dimitrov. Sono sette gli italiani al via: come Sinner e Musetti, anche Flavio Cobolli e Luciano Darderi debutteranno al secondo turno. Il romano, campione ad Acapulco, attende Altmaier o Kecmanovic mentre l’italoargentino, vincitore a Santiago, esordirà con un qualificato. Al primo turno, infine, sono in programma Berrettini-Mannarino (chi vince affronterà Zverev), Bellucci-Diallo e Arnaldi con un qualificato.

Iran, P.Chigi: massimo impegno governo per sicurezza connazionali

Roma, 3 mar. (askanews) – “Massimo impegno dell’esecutivo” per la sicurezza dei cittadini italiani presenti nelle aree coinvolte dagli sviluppi della crisi in Medio Oriente. E’ quanto emerso al termine di una delle due riunioni presiedute oggi a Palazzo Chigi dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, con il vicepresidente e Ministro degli Esteri Antonio Tajani, il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, e i sottosegretari alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari.

“La riunione – informa una nota di Palazzo Chigi – si è focalizzata sugli ultimi sviluppi della crisi, con particolare attenzione alle misure per assistere e garantire la sicurezza dei cittadini italiani presenti nelle aree coinvolte, ribadendo il massimo impegno dell’esecutivo”.

Siderurgico e CBAM, come cambia il mercato dell’acciaio

Roma, 3 mar. (askanews) – Le trasformazioni che stanno attraversando il settore dell’acciaio non riguardano solo l’andamento dei mercati, ma anche il quadro normativo che regola gli scambi internazionali. Decisioni europee su quote di importazione e dazi stanno già modificando l’equilibrio tra domanda e offerta, imponendo alle aziende una pianificazione sempre più attenta delle forniture e delle strategie di approvvigionamento. Ne abbiamo parlato con Greta Gatti, amministratore delegato di Steel Spa:

“Ci saranno delle modifiche a partire dalla metà del 2026, in cui sono state ridotte le quote di importazione del 50%, e un aumento dei dazi a partire dal 25% al 50%. Questo sicuramente comporterà una riduzione del materiale importato”.

Accanto alle misure di salvaguardia, dal 2026 entrerà in vigore anche il CBAM, la nuova normativa europea che regola l’importazione di acciaio extra UE e che richiederà un’autorizzazione specifica per poter sdoganare i materiali coinvolti, un requisito che Steel ha già ottenuto per garantire continuità operativa ai propri clienti.

“Dal 1° gennaio 2026 è entrata in vigore la normativa CBAM per le emissioni di CO2 sul materiale importato dai paesi extra UE, – prosegue Greta Gatti – ci sarà la parte di compensazione sul costo della materia prima che non è ancora ben determinata dalla normativa europea. Steel Spa ha iniziato a effettuare le dichiarazioni trimestrali CBAM dall’ultimo trimestre del 2023”.

Adeguarsi al CBAM richiede competenze specifiche e aggiornamento continuo: per questo Steel Spa è in grado di offrire alle imprese un supporto operativo concreto: “Abbiamo internamente una struttura che consente di seguire tutte le nuove normative europee correlate al CBAM e un ufficio esterno che ci aiuta nella consultazione e nella compilazione delle dichiarazioni. Steel Spa può dare informazioni al cliente sulla nuova normativa e sui nuovi aggiornamenti e sulla compilazione e sui pagamenti dei nuovi certificati CO2 che verranno emessi” afferma l’amministratore delegato.

Mentre le aziende si attrezzano per affrontare i nuovi obblighi normativi, all’orizzonte si profilano anche cambiamenti sul fronte dei prezzi: “Nel 2026 ci aspettiamo un aumento dei prezzi in tutti i settori siderurgici: negli ultimi due anni c’è stato un calo importante sul prezzo dell’acciaio, quindi prevediamo comunque un aumento graduale che dovrà soprattutto realizzarsi dal secondo semestre del 2026”.

Tajani: 3.000 italiani alle Maldive aspettano di essere imbarcati

Roma, 3 mar. (askanews) – Stiamo vedendo di far partire l’ambasciata di Colombo, Sri Lanka, per andare nelle Maldive a sostenere il nostro lavoro in un’area dove ci sono comunque tanti italiani: “Sono circa 3.000 quelli che stanno aspettando di essere imbarcati”. “Stiamo favorendo anche la presenza di voli charter che possano incrementare le partenze per andare direttamente verso l’Italia”, ha sottolineato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, parlando ai giornalisti prima di entrare in riunione con l’unità di crisi.

“E’ un lavoro complicato e stiamo cercando in tutti i modi anche di dare risposte ai nostri connazionali”, ha sostenuto ancora Tajani, specificando l’aiuto che sta promuovendo l’India nei nostri confronti.

“L’India sta aiutando la nostra ambasciata a Nuova Delhi, così come a Colombo, perché non tutti i medicinali richiesti dagli italiani sono disponibili nel Paese” lo stesso vale per altri beni necessari, ha specificato Tajani.

Display 3D, gaming e AI: i concept di Lenovo al Mwc

Barcellona, 2 mar. (askanews) – Dai portatili modulari ai display tridimensionali senza occhiali, fino a una console portatile pieghevole e a un compagno da scrivania sempre attivo in qualità di assistente AI. Al Mobile World Congress Lenovo presenta una serie di concept che esplorano nuovi modi di usare schermi, computer, gioco e intelligenza artificiale. Come ha spiegato Alessandro De Lio, PCSD Leader Lenovo Italy, illustrando i diversi prototipi, a partire dal ThinkBook Modular Ai Pc display: “In pratica si tratta di un device che oltre ad avere uno schermo normale ha un secondo screen, che può essere messo al posto della tastiera. La tastiera è staccabile, bluetooth. La seconda cosa che posso fare è prendere lo schermo, metterlo nella parte back del device e quindi avrò la possibilità di condividere quello che vedo nello schermo principale anche con una persona seduta in fronte a me”, ha spiegato.

Sempre a proposito di display, ecco lo Yoga Book Pro 3D: “Lo schermo, senza aver bisogno di occhialini, vi permette di avere una visione tridimensionale e grazie a una tecnologia molto avanzata, molto evoluta, riconosce la posizione della persona che sta guardando lo schermo e lavorando in maniera software mi dà un senso di profondità”.

C’è poi il mondo del gaming, con una console portatile che cambia forma, la Legion Go Fold Concept: “Abbiamo un oggetto che ci permette di raddoppiare la dimensione dello schermo e quindi di poter giocare con uno schermo veramente unico come mai visto prima all’interno del mondo delle console portatili. Un altro esempio di quanto Lenovo innovi tutto quello che è lo screen pieghevole o srotolabile”.

Infine l’assistente personale, Lenovo AI Workmate Concept. “Ci spostiamo da una AI all’interno degli applicativi per avere qualcosa invece che lavora in maniera completamente diversa – ha sottolineato De Lio – Da qui l’introduzione di Lenovo e Motorola Kira, un’Ai agentico che ci permette di utilizzare dal nostro smartwatch, fino al PC passando per i tablet o per gli indossabili, e avere un’Ai agentica più produttiva, più personale e con un livello di privacy estrema. Ecco che avrà la capacità di leggere il contesto, esattamente come fa questo Proof of Concept, e quindi dare delle risposte molto più legate a quello che sto vivendo proprio nel momento in cui utilizzo i miei oggetti”.

Sono tutti concept, idee che potrebbero arrivare sul mercato oppure restare prototipi. Ma Lenovo ha già dimostrato, più di una volta, di saper trasformare le sperimentazioni in prodotti reali.

Tajani: “Task force Unità di crisi in Oman per gli italiani bloccati”

Roma, 3 mar. (askanews) – “È arrivata ed è già operativa la task force che abbiamo inviato da Roma la notte scorsa. È già operativa all’aeroporto di Mascate e alla frontiera tra Oman ed Emirati Arabi Uniti. Si tratta della task force dell’Unità di crisi – con diplomatici, funzionari Farnesina, due Carabinieri, due Finanzieri e un funzionario della Protezione Civile – per facilitare passaggio da Emirati a Oman, a Mascate, che è l’aeroporto aperto”: così il ministro degli Esteri parlando con i giornalisti a margine di un evento al Cnr a Roma.

“Perché Carabinieri e Finanzieri? Perché c’è già qualche tentativo di frode che vogliamo scongiurare”, ha messo in guardia.

“Poi stiamo aiutando le partenze dal Bahrein e dal Qatar verso Riad, perché l’aeroporto è aperto e ci sono voli in partenza per l’Italia”, ha sottolineato. “Stiamo lavorando anche per assistere i passeggeri italiani bloccati alle Maldive, stiamo favorendo l’arrivo di aerei che possono poi riportarli in Italia”, ha concluso.

Solo nel Golfo ci sono “70.000” italiani, “un’intera città”, ha osservato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, rappresentando che il ministero si sta muovendo per assicurare che tutti coloro che vogliono tornare in Italia possano farlo in sicurezza. Proprio per questo si è deciso di inviare “carabinieri e finanzieri” per evitare attività illecite di “bagarinaggio”.

Oltre alla situazione del Golfo, il ministro Tajani ha sottolineato che la guerra in Iran interessa anche il rientro in patria di tutti gli italiani presenti nel sud-est asiatico ed in India e Maldive, ma assicura che l’Italia farà di tutto per farli rientrare in sicurezza, una task force “lavora ventiquattro ore su ventiquattro” per questo.

Iran, Salvini: Cdm in settimana, Meloni riferirà a Camere

Milano, 3 mar. (askanews) – Sull’Iran “abbiamo un Consiglio dei ministri dedicato questa settimana” e alle opposizioni che chiedono la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in Parlamento Matteo Salvini dice: “Lo farà”. Parlando a Cinisello Balsamo il vice premier e segretario della Lega si rivolge alle opposizioni: “Ieri c’erano il ministro degli Esteri e il ministro della Difesa, l’appello che faccio alle opposizioni è di lavorare tutti insieme. Una guerra non è mai una buona notizia e aumentano il conto della luce, del gas e della benzina, i problemi aumentano e non c’è bisogno di chi fa solo polemiche”.

Dunque, ha rivendicato Salvini, “stiamo sul pezzo, cerchiamo di stare attenti a quello che succede in Iran ma anche a quello che succede in Italia, a Milano, a Roma, perché le famiglie hanno bisogno qui. Se i prezzi aumentano dobbiamo essere pronti a intervenire”.

Iran, Urso: preoccupati dalle conseguenze sul costo dell’energia

Roma, 3 mar. (askanews) – “Il governo sta valutando l’impatto che può avere il nuovo conflitto che dall’Iran viene propagato. Siamo preoccupati delle conseguenze che si possono avere sul costo dell’energia, a prescindere da approvvigionamento energetico che credo sia garantito”. Lo ha detto il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, nella conferenza stampa seguita al terzo forum Italia-Francia.

Secondo Urso, “il problema non è l’approvvigionamento quanto il costo dell’energia che potrebbe crescere ulteriormente”.

Il ministro ha poi aggiunto: “è necessario a breve un confronto tra il governo e il sistema produttivo del nostro Paese per supportare il sistema produttivo in questa fase così difficile”. “I tempi del conflitto avranno conseguenze – ha aggiunto – sul sistema energetico e produttivo, tanto più che alcuni Paesi coinvolti sono investitori in Italia e destinatari dei nostri prodotti”.

Inoltre, quanto sta accadendo “deve indirizzarci ancora di più in sede europea verso l’autonomia strategica, a partire da quella energetica”, ha concluso Urso.

Ddl antisemitismo, Segre: spero convergenza più ampia possibile

Roma, 3 mar. (askanews) – “Proprio in questi giorni, sulla spinta sia dei dati e delle analisi del CDEC, sia delle risultanze della Commissione anti-discriminazioni del Senato, anche la politica si è mossa per rafforzare i presidi e le azioni educative e formative a tutti i livelli, da parte dello Stato nelle sue varie articolazioni, nella scuola e nell’università, nella società in genere. Mi riferisco alla proposta di legge contro l’antisemitismo che proprio oggi, dopo un impegnativo lavoro nella commissione affari costituzionali, approda in discussione in Senato. Rinnovo il mio auspicio che si possa realizzare ‘una convergenza trasversale, la più ampia possibile’ nell’adozione di nuove norme che permettano di fronteggiare con maggiore efficacia l’ondata di antisemitismo che abbiamo davanti”. Lo scrive la senatrice a vita Liliana Segre, in un messaggio inviato in occasione della presentazione del “Rapporto sull’antisemitismo in Italia 2025” del CDEC.

“Una convergenza – aggiunge – che, al di là degli schieramenti e delle collocazioni parlamentari, abbia il respiro che dicevo poc’anzi: vedere nell’antisemitismo un nemico di tutti. Come nemica di tutti è ogni forma di razzismo, di discriminazione, di persecuzione di persone, di idee, di fedi. Perché il motto ‘Mai più’ non può ridursi a una invocazione retoricamente vuota, ma deve essere uno sprone alle coscienze, alla vigilanza, all’azione”.

L.elettorale, La Russa: contro pdl centrodestra chi spera in pareggi

Roma, 3 mar. (askanews) – “Tutto si può cambiare. Ma l’unica cosa che io apprezzo in questa legge è che vuol dire che comanda il popolo italiano. Chi ha un voto in più vince, chi ha un voto in meno perde. Chi è contrario a questa legge? Chi spera nei pareggi”. Lo ha detto il presidente del Senato, Ignazio La Russa, dopo essere passato per un saluto in sala Koch dove è in corso la riunione del gruppo di Fdi dedicato proprio alla proposta di legge elettorale presentata dal centrodestra.

“Mi auguro che anche il centrosinistra speri di vincere e non di pareggiare”, ha aggiunto

Mattarella: Italia ricca di solidarietà, rende più forti istituzioni

Roma, 3 mar. (askanews) – “Il nostro paese è ricco di solidarietà, ci sono centinaia di migliaia di persone che donano tempo e impegno anche altri che hanno affrontato situazioni di emergenza con comportamenti generosi e operano con impegno costante. I gesti, i comportamenti di solidarietà, la scelta di non ignorare le esigenze degli altri fanno vincere la vita della società e rendono più forti anche le istituzioni”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, durante la cerimonia di consegna al Quirinale delle onorificenze Omri.

Il capo dello Stato ha ringraziato i premiati sottolineando come i comportamenti di queste persone contribuiscono “a rendere più positiva e nobile la vita della società. Sono storie di umanità, di solidarietà, di condivisione, di coraggio civile, di superamento delle difficolta, capacità e forza d’animo di affrontare eventi imprevisti talvolta sconvolgenti ed esserne più forti” e che danno “aiuto e sostegno per chi ne ha bisogno”. Tutto questo “trasmette fiducia e speranza”.

Bankitalia lancia l’app per unire benessere e cultura finanziaria

Roma, 3 mar. (askanews) – Bankitalia, in collaborazione con la Banca centrale europea e altre 15 banche centrali dell’euroarea, lancia “EuroSteps Walking Challenge”, un’iniziativa che unisce benessere fisico e consapevolezza finanziaria.

“La sfida – fa sapere Bankitalia in una nota – sarà attiva dal 1° al 30 aprile 2026. I cittadini di tutta Europa sono invitati a camminare e imparare. Ogni passo crea valore per la salute, per la cultura finanziaria e per far salire in classifica il team del proprio paese. Nel frattempo l’app lancerà brevi notizie e consigli in materia di educazione finanziaria, dalla prevenzione delle frodi online, all’uso consapevole dei prestiti, dalla pianificazione pensionistica, alle decisioni su risparmio e investimenti. Sarà possibile iscriversi in qualsiasi momento e, a partire dal primo aprile, si riceveranno due o tre brevi consigli alla settimana. Alcuni messaggi saranno in particolare dedicati alle donne e con un focus sulla “violenza economica”.

“‘Steps to master your money’ e ‘Ogni passo crea valore’ – spiega l’stituto – sono gli slogan che sintetizzano la doppia missione dell’iniziativa, una sfida che trasforma l’attività fisica, ossia il numero di passi fatti ogni giorno, in una occasione di apprendimento. Al termine della sfida ogni partecipante riceverà un diploma digitale personalizzato direttamente nell’app e per i cinque concorrenti più attivi, insieme ad altri cinque estratti a sorte, è in palio un premio”. “L’iniziativa – conclude Bankitalia – rientra nell’impegno costante che da anni la Banca d’Italia riserva alla diffusione della cultura economica e finanziaria tra i cittadini di tutte le età e le imprese”. (fonte immagine: Banca d’Italia).

Mattarella: necessario abbattere muri indifferenza e rassegnazione

Roma, 3 mar. (askanews) – “E’ necessario rifuggire e abbattere i muri di indifferenza e rassegnazione, è necessario vincere la tentazione dell’isolamento. Si vive in una comunità non in un anomino insieme di individui che si ignorano a vicenda, indifferenti gli uni agli altri”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, durante la cerimonia al Quirinale per la consegna delle onorificenze Omri.

Servono i “gesti e i comportamenti delle perspone non chiuse nel proprio io e che si assumono responsabilità che le situazioni reclamano, particolarmente in questo nostro tempo”, ha aggiunto il capo dello Stato.

Iran, Mattarella: non rassegnarsi a mondo di chi si impone sugli altri

Roma, 3 mar. (askanews) – “La guerra è tornata a spargere sangue non lontano dall’Italia: si confrontano due modi contrapposti di pensare, c’è chi si preoccupa solo dei propri interessi imponendoli sugli altri e chi sceglie di condividere le difficoltà e le opportunità per avere successo insieme. Non dobbiamo rassegnarci, nè pensare che siano inevitabili. Al contrario bisogna avere fiducia e premura per gli altri perchè il senso di comunità e la capacità di affrontare le difficoltà sono più forti delle circostanze e degli eventi negativi e l’Italia di queste doti ne ha in abbondanza”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, durante la cerimonia di consegna al Quirinale delle onorificenze OMRI conferite “motu proprio” a cittadini distintisi per atti di eroismo e impegno civile.

Storico traguardo per Marracash: l’album Persona è disco di diamante

Milano, 3 mar. (askanews) – Marracash celebra un traguardo storico: l’album “Persona”, pubblicato il 31 ottobre 2019, dopo 330 settimane consecutive di permanenza in classifica (oltre 6 anni) – un primato senza precedenti nella musica italiana – conquista oggi la certificazione di disco di Diamante, superando le 500.000 copie vendute. Per festeggiare questo successo, sarà disponibile per 500.000 secondi (5 giorni) “Persona – Diamante Edition”, una versione unica e speciale dell’album da collezione. In contemporanea con questo straordinario risultato, l’album “Noi, Loro, Gli Altri” è certificato otto volte disco di platino.

Marracash consolida la sua posizione ai vertici della musica italiana ottenendo la certificazione disco di Diamante con l’album “Persona”. È il secondo artista nella storia del rap italiano a raggiungere questo traguardo. “Persona”, pubblicato nel 2019, ha fin da subito dominato le classifiche, diventando l’album più venduto del 2020; ha segnato un punto di svolta nel rap italiano, spingendo il genere oltre i suoi confini e consacrando Marracash come figura centrale della musica italiana. È il primo album della Trilogia, in cui Marracash racconta la propria “crisi” e riflette su carriera, vita e identità. Seguono “Noi, Loro, Gli Altri” – certificato oggi otto volte disco di platino – che affronta lo scontro e le questioni sociali, e “È finita la pace”, dove arriva all’accettazione e alla rivendicazione dell’essere unico.

Per celebrare questo traguardo Marracash annuncia “Persona – Diamante Edition”, un’edizione speciale da collezione. Si tratta di un Triplo Laminato Crystal numerato che include le tracce “NEON – Le ali (feat. Elisa)” e “SPORT RMX (feat. Lazza, Luchè, Paky, Taxi B)”. Questo formato esclusivo segna il ritorno di un prodotto già andato sold out nel 2021, arricchito ora da uno sticker celebrativo iridescente a forma di diamante e da un tassello numerato sul retro che rende ogni copia unica. A sottolineare l’eccezionalità dell’uscita, la tiratura è limitata con un periodo di disponibilità di 500.000 secondi (5 giorni, 18 ore, 53 minuti e 20 secondi), dopo i quali l’edizione non sarà più acquistabile. Il disco è disponibile esclusivamente sullo shop ufficiale di Universal Music Italia a questo link.

La carriera di Marracash è un susseguirsi di successi in ogni aspetto artistico. Si contano infatti 1 disco di diamante, 131 dischi di platino, 34 dischi d’oro, la vittoria della Targa Tenco 2022 con “NOI, LORO, GLI ALTRI” per la categoria miglior disco in assoluto, la creazione del primo festival rap italiano, il MARRAGEDDON, evento spartiacque per la scena nel settembre 2023 a Milano e Napoli e il primo tour negli stadi per un rapper italiano, il MARRA STADI25.

Borse europee in picchiata, Milano -4,1%: vola il gas, Brent a 82 dollari

Milano, 3 mar. (askanews) – Borse europee in picchiata con l’ampliarsi dell’escalation militare in Medio Oriente dopo l’attacco all’Iran, mentre il prezzo del gas ad Amsterdam fa segnare un balzo del 30% sfiorando i 60 euro, sui massimi da oltre tre anni, e il Brent sale di un altro 6% portandosi sopra quota 82 dollari al barile. Continuano a pesare i timori legati a una lunga interruzione dei traffici nello Stretto di Hormuz, da dove transitano oltre il 20% del petrolio e del Gnl mondiale. A poco più di due ore dall’avvio delle contrattazioni, Madrid (-4,2%) e Milano (-4,1%) restano le peggiori, seguite da Francoforte (-3,6%), Parigi (-2,8%) e Londra (-2,7%).

In netto ribasso il cambio euro/dollaro che scivola sulla soglia di 1,16 (-0,8%), con il biglietto verde che rafforza il suo status di bene rifugio. Rendimenti dei bond governativi dell’eurozona in deciso rialzo: gli investitori iniziano a valutare la possibilità di un aumento dei tassi da parte della Bce, con l’impatto dell’impennata dei prezzi del petrolio e del gas sull’inflazione nell’eurozona. Oggi Philip Lane, capo economista della Bce, in un’intervista al Financial Times, ha dichiarato che una guerra prolungata in Medio Oriente potrebbe causare un “picco” sostanziale dell’inflazione nell’eurozona e ridurre la crescita economica. Il tasso del Btp decennale italiano sale al 3,48% dal 3,35% della chiusura di ieri, quello dell’Oat francese a 10 anni al 3,40% (+12 pb). Il Bund a 10 anni è al 2,80% (+10 pb).

Inflazione, Istat: a febbraio accelera a +1,6%, carrello spesa a +2,2%

Roma, 3 mar. (askanews) – Nel mese di febbraio l’inflazione registra una variazione del +0,8% su base mensile e del +1,6% su base annua da +1,0% nel mese precedente. E’ la stima dell’Istat.

Il tasso tendenziale di variazione dei prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona, il cosiddetto ‘carrello della spesa’ evidenzia una moderata accelerazione da +1,9% a +2,2%.

A febbraio, “secondo le stime preliminari, l’inflazione registra una sensibile accelerazione (+1,6%, dal +1% di gennaio), dovuta soprattutto alla dinamica dei prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona e, in particolare, a quella dei Servizi di alloggio (+10,3%), dei Servizi relativi ai trasporti (+3%) e degli Alimentari non lavorati (+3,6%). Un effetto di contenimento della crescita inflazionistica si deve all’ampliarsi della flessione dei prezzi degli Energetici (-6,6%)”, è il commento dell’Istat.

Guerra all’Iran, tutti gli aggiornamenti sulla situazione

Roma, 3 mar. (askanews) – Soldati israeliani sono entrati in Libano dopo avere attaccato sia Teheran e sia Beirut. L’Unifil ha evacuato il personale non essenziale. L’Iran ha colpito Israele e gli Emirati, centrata l’ambasciata Usa a Riad. Trump: risponderemo. Le Idf: colpito il quartier generale del regime a Teheran. Di seguito le notizie più importanti di oggi martedì 3 marzo. (A cura di Fabio Santolini e Giovanna Turpini)

-10:59 L’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (Aiea) ha confermato oggi che gli ultimi attacchi statunitensi hanno causato danni all’impianto nucleare sotterraneo di Natanz.

-10:50 Israele: colpito il quartier generale del regime iraniano a Teheran.

-10:40 Udita una serie di esplosioni a Gerusalemme.

Tajani: pronti nuovi voli di rientro da M.O., diversi previsti oggi

Roma, 3 mar. (askanews) – “Stiamo lavorando senza sosta per assistere i nostri connazionali rimasti bloccati in Medio Oriente. Per rispondere all’emergenza in corso, stiamo facilitando, insieme alle Ambasciate italiane nella regione e in collaborazione con le Autorità locali, alcuni voli di rientro dei connazionali dalla regione del Medio Oriente”, ha indicato il Ministro Tajani.

Come rende noto la Farnesina, per oggi 3 marzo sono previsti: – due voli commerciali speciali da Mascate (Oman) verso Roma Fiumicino, per un totale di circa 300 persone. – un volo da Abu Dhabi diretto a Milano con a bordo circa 200 persone, tra cui gli studenti, in larga parte minorenni, della World Students’ Connection presenti a Dubai. Il gruppo si trova già presso l’aeroporto di Abu Dhabi ed è assistito dal personale dell’Ambasciata a Abu Dhabi e del Consolato Generale a Dubai. – altri due voli Etihad da Abu Dhabi per l’Italia, uno alle ore 14:20 per Milano e l’altro alle ore 14:40 per Roma. I voli sono destinati a riproteggere i passeggeri che non erano potuti partire prima con la compagnia.

Per domani 4 marzo è già stato programmato un ulteriore volo da Mascate (Oman).

È stato approntato un meccanismo di trasferimento via autobus dagli Emirati Arabi Uniti all’Oman: i primi spostamenti sono già in corso. Le istruzioni per i trasferimenti sono inviati a chi si trova negli Emirati ed è registrato sulla app “Viaggiare Sicuri” o sul sito www.dovesiamonelmondo.it.

Un analogo sistema è in corso di predisposizione da Kuwait, Bahrein e Qatar verso l’Arabia Saudita.

a Farnesina rinnova l’invito a seguire esclusivamente le comunicazioni ufficiali e a registrarsi sull’App Viaggiare Sicuri o sul sito www.dovesiamonelmondo.it. per ogni aggiornamento, che sarà comunicato attraverso questi canali istituzionali.

I gesuiti di Aggiornamenti Sociali bocciano la riforma costituzionale sulla giustizia

[…] Non è la prima volta che la nostra Costituzione viene modificata. In quasi ottant’anni sono stati cambiati in parte, introdotti o soppressi trentanove articoli. Nella maggioranza dei casi le revisioni costituzionali approvate dal Parlamento sono entrate in vigore senza sottoporle al voto dei cittadini, vuoi perché nessuno lo ha richiesto, vuoi perché approvate con una maggioranza così ampia che la legge esclude il ricorso al referendum. Solo in quattro casi, in effetti, si è tenuto un referendum costituzionale: sono state approvate nel 2001 la riforma del Titolo V, relativo alle Regioni e agli Enti locali, e nel 2020 la riduzione del numero dei parlamentari; sono state bocciate le proposte di revisione più ampia della seconda parte della Costituzione proposte dal Governo Berlusconi nel 2006 e dal Governo Renzi nel 2016.

Una lezione si può trarre dalla storia che ci precede: la maggioranza delle revisioni della Costituzione, per renderla rispondente a nuove esigenze o sensibilità, ha avuto un esito positivo quando si è posta nel solco dello spirito di dialogo e confronto tra diverse sensibilità politiche da cui scaturì il testo della Carta in Assemblea costituente. Non è accaduto così per tanti progetti legislativi, presentati da una parte politica, che si sono arenati nelle aule parlamentari senza essere approvati; né per i due progetti di riforma complessiva presentati dal centrodestra e dal centrosinistra in passato, che, pur attraverso vicende politiche diverse, costituivano bandiere politiche di parte.

Tutto questo non sorprende se dall’esperienza spostiamo l’attenzione alla riflessione teorica, perché c’è un aspetto che si impone come riferimento da tenere fermo. Di fatto le regole previste dai costituenti miravano a far sì che una modifica del testo fosse rara, da realizzare solo quando ritenuto veramente necessario, e fosse possibile solo al verificarsi di due condizioni essenziali: un’ampia convergenza a livello di classe politica o, nel caso del voto referendario, il sostegno della maggioranza dei cittadini che si sono recati alle urne.

Non sappiamo ovviamente quale sarà l’esito del voto referendario, mentre è già evidente che non vi è stata unautentica apertura al confronto nelle sedi parlamentari lungo liter di approvazione del disegno di legge costituzionale, presentato dal Governo Meloni e sostenuto fedelmente dall’attuale maggioranza, tradendo di fatto lo spirito costituente. Allo stesso modo va riconosciuto che l’obiettivo di separare le carriere di giudici e pubblici ministeri potrebbe essere raggiunto con una legge ordinaria, senza fare ricorso a una modifica della Costituzione, che invece, pensando al futuro, introduce un fattore di rigidità su una questione importante, che merita di essere discussa e affrontata, ma non risolta al livello di legge fondamentale.

Soprattutto desta preoccupazione lampio rinvio alla legislazione ordinaria di attuazione della riforma, che dovrà essere approvata entro un anno e di cui al momento non conosciamo i possibili contenuti, se si considerano le affermazioni di alcuni esponenti del Governo. È così per la dichiarazione del Ministro Nordio che si stupisce come «Elly Schlein non capisca che questa riforma gioverebbe anche a loro, nel momento in cui andassero al governo», e che lascia presagire la possibilità di rimettere in seria discussione il principio dell’autonomia e indipendenza della magistratura, che per la Costituzione è sottoposta solo alla legge (art. 101, c. 2, Cost.). Ma non meno preoccupanti sono le numerose e ripetute manifestazioni di insofferenza espresse nei confronti della magistratura, accusata di ostacolare il lavoro del Governo con i suoi interventi su alcuni temi, ritenuti sensibili, come la pubblica sicurezza o l’immigrazione.

La separazione dei poteri prevista nella Costituzione è un valore troppo fondamentale per rischiare di metterlo in pericolo. Per questo la scelta di salvaguardarlo di fronte a prospettive incerte sui successivi passaggi normativi orienta verso un voto negativo su una questione che può essere affrontata in altri modi e in altre sedi.

 

Per leggere il testo integrale si rinvia qui:

https://www.aggiornamentisociali.it/articoli/giustizia-un-voto-inevitabilmente-politico/

Daniele Comboni, lo storico Romanato ne ripropone la biografia

Si potrebbe definire, mutuando il conio di stampa garibaldino, l’«eroe dei due mondi». Conservò la sua identità europea Daniele Comboni, e delle sue radici era ben fiero. Al contempo, servì con coraggio, lungimiranza e passione la causa dell’Africa, quella primitiva, precedente alla spartizione coloniale, e non quella che conosciamo oggi, sottolinea lo storico Gianpaolo Romanato nel libro LAfrica di Daniele Comboni (1831-1881). Missione, esplorazione, avventura (Roma, Edizioni Studium, 2026, pagine 391, euro 28).

Comboni non dimenticò mai — spiega l’autore nel segno di un’analisi lucida, asciutta e penetrante — di essere un europeo, non fu mai colto dal dubbio se dovesse convertire o convertirsi, e imparò che il selvaggio non è un contenitore da riempire ma un essere umano da rispettare.

Nella premessa lo storico ricorda che il libro lo scrisse una trentina di anni fa, quando Comboni non era stato ancora canonizzato. «Potei studiare la sua vita in totale autonomia, non condizionato da pregiudizi, da stereotipi, da pie devozioni». Quindi aggiunge: «Fui lasciato totalmente libero anche dai suoi missionari che non pilotarono in alcun modo il mio lavoro, ma, anzi, misero a mia disposizione archivi, biblioteche, documenti, lasciando alla mia esclusiva responsabilità trarre delle conclusioni».

Con i necessari aggiornamenti Romanato ora ripropone il volume perché nel frattempo Comboni è stato proclamato santo. «Per decenni — si legge nella premessa — i censori ecclesiastici hanno esaminato il suo operato, le testimonianze su di lui, i suoi scritti, dove non mancano sferzanti opinioni sulla curia romana, duri giudizi su eminenti prelati del tempo, senza trovare nulla che impedisse la canonizzazione». C’è poi un altro motivo per riproporre il libro. La missione nella quale operò Comboni, il cui centro fu a Khartoum, sulle rive del Nilo, ebbe parte attiva nella scoperta delle sorgenti del fiume — la maggiore epopea geografica ottocentesca — e in tutte le drammatiche vicende storiche che portarono alla nascita del moderno Sudan.

Oggi questo Paese è teatro di una guerra civile devastante, che ha provocato milioni di vittime tra morti, feriti, profughi, dispersi, «non senza la pratica infame dei bambini-soldato, addestrati ad uccidere». Ma la catastrofe odierna — evidenzia lo storico — viene da molto lontano, e trae origine dalle vicende ottocentesche, quando la penetrazione prima egiziana e poi europea, della quale fu parte la missione cattolica, iniziò la destabilizzazione degli equilibri tradizionali di tutta la regione nilotica. «Comboni e i suoi missionari furono così testimoni, cronisti, protagonisti inconsapevoli e poi vittime designate, di una tragedia storica di enorme portata» sottolinea Romanato.

Con giusto scrupolo, l’autore tiene a precisare che Comboni non è l’unico protagonista del libro. Altre figure ebbero, infatti, un’importanza pari alla sua ed esercitarono una significativa attrattiva. In particolare, Romanato cita i due responsabili della missione che precedettero l’arrivo di Comboni in Sudan: il polacco Maxymilian Ryllo e lo sloveno Ignaz Knoblecher, due uomini che meriterebbero «uno studio biografico specifico». Tutti e tre morirono stroncati dal clima africano, come la maggior parte dei loro compagni, alcuni giovanissimi. Comboni, che visse fino a cinquant’anni, fu uno dei più longevi.

L’autore — nell’illustrare nel minimo dettaglio la vicenda biografica e l’opera di Comboni, nonché le fasi di preparazione alla missione — mette in rilievo che la sua vocazione africana non consisteva nella «stravaganza di un giovane esaltato», ma si innervava dell’impegno per la vita e per la morte di un prete della Restaurazione che «non ebbe nessun altro ideale che quello di essere missionario nelle terre che giudicava, non a torto, le più lontane da Cristo e da ogni conforto umano».

L’impatto con l’Africa su Comboni non ebbe conseguenze traumatiche. Romanato riporta un suo commento: «Che mutazione successe nella vita! Sei mesi fa mi trovavo fra gente colta, incivilita, fra cristiani; si abitava in case fatte a muraglia, si mangiava sopra tavole, si dormiva sul letto. Qui una rozza capanna di canne e di giunchi ci accoglie, si mangia saporitamente sopra una delle nostre casse di viaggio, e si dorme sopra un asse».

Comboni si dichiarava «molto contento» perché, sebbene ancora non vedesse in quale modo «queste persone abbiano a convertirsi», tuttavia, «diffidando affatto dei mezzi umani», egli aveva fiducia in «un colpo prodigioso della grazia di Dio». Segue la puntuale considerazione di Romanato: «La vita gli avrebbe insegnato che Dio non spiana la strada a nessuno, neppure ai missionari. Ma Daniele Comboni era preparato a tutto, anche al silenzio di Dio». Considerazione fatta alla luce di un significativo messaggio inviato da Comboni un mese soltanto dopo essere giunto a Santa Croce: «La nostra vita, la vita del missionario, è un misto di dolore e di godimenti, di affanni e di speranze, di patimenti e di conforti. Si lavora colle mani e colla testa, si viaggia coi piedi e colle piroghe, si studia, si suda, si soffre. Ecco quello che da noi vuole la Provvidenza».

Era articolato e complesso il piano che Comboni aveva elaborato per l’Africa. Romanato indica, in questo denso scenario, uno degli obiettivi del missionario, che consisteva nel fondare sulla costa una serie di insediamenti missionari, contemporaneamente di evangelizzazione e di civilizzazione, forniti di scuole, seminari, università, gestiti da personale europeo e africano insieme, fino a quando gli africani stessi non fossero stati in grado di autogestirsi pienamente. In tali centri — spiega lo storico — si sarebbe preparato personale locale che poi, per irradiazione, avrebbe allargato e trasmesso nell’interno del continente l’insegnamento ricevuto, sia civile sia religioso. In tal modo si sarebbe raggiunto prima o poi il fine della «rigenerazione dell’Africa coll’Africa stessa», che era lo scopo di tutto il suo progetto. Sta qui, dichiara Romanato, «la geniale intuizione» di Comboni. La cristianizzazione del continente, come anche la sua civilizzazione, dovevano essere opera degli africani, resi padroni del proprio destino attraverso un’azione mirata che ne rispettasse la cultura, l’indole, le necessità, l’autonomia. Un’azione diretta «non a portare all’Europa le spoglie dei vinti» ma «ai vinti il tesoro della fede cattolica e della civiltà europea».

Fonte: L’Oservatore romano – 2 marzo 2026

Titolo: Che sia l’Africa a rigenerare l’Africa

Ucraina, Zelensky: i piani russi esistono ma Mosca non ha le forze per realizzarli

Documenti sui piani militari russi

Nella giornata di ieri il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha reso noto che Kiev è entrata in possesso di documenti strategici russi relativi agli obiettivi militari fino al 2027. Secondo quanto riferito, tali piani confermano la volontà di Mosca di proseguire l’occupazione delle regioni orientali e di estendere la pressione verso il sud del Paese.

Zelensky ha dichiarato: “Abbiamo ottenuto dei documenti sui piani per il 2025, 2026 e 2027… comprendiamo che le loro direttive rimangono l’occupazione della parte orientale del nostro Stato”.

Gli obiettivi strategici di Mosca

Secondo Kiev, le direttrici indicate comprendono Donetsk e Luhansk, la regione di Zaporizhia e una spinta verso Dnipro, fino al possibile obiettivo di Odessa. Si tratta di linee operative coerenti con la strategia perseguita fin dall’inizio dell’invasione.

Tuttavia, il presidente ucraino ha sottolineato che queste mappe operative non corrispondono alla situazione reale sul terreno.

Offensiva primaverile in dubbio

Zelensky ha affermato che l’offensiva russa prevista per la primavera dipendeva dai risultati militari ottenuti entro la fine del 2025, risultati che Mosca non è riuscita a conseguire.

“Le loro mappe non corrispondono alla realtà… Non possono lanciare l’offensiva di marzo esattamente come volevano”, ha spiegato.

Le parole del presidente ucraino rafforzano la convinzione di Kiev: la pressione militare russa resta pericolosa, ma la resistenza ucraina continua a impedire il raggiungimento degli obiettivi strategici del Cremlino.

Nasce il Laboratorio nazionale di innovazione sociale integrata

Viviamo una fase storica in cui la complessità dei bisogni sociali e sanitari richiede un salto di paradigma. Non bastano più interventi settoriali, né risposte frammentate. Occorre un luogo–idea capace di orientare, connettere e valorizzare ciò che già esiste, dentro una visione sistemica e generativa.

È in questa prospettiva che nasce la proposta di un Laboratorio nazionale di innovazione sociale integrata: non un nuovo ente, non un centro studi formale, ma una cornice politico-operativa di posizionamento strategico, capace di promuovere una cultura dell’innovazione sociale come bene comune.

Un luogo di sperimentazione

Il Laboratorio si configura come spazio di sperimentazione di modelli integrati socio-sanitari, in cui testare pratiche innovative orientate all’umanizzazione dei servizi, alla prossimità territoriale, alla presa in carico multidimensionale della persona.

L’integrazione non è solo organizzativa, ma culturale: significa superare la separazione tra cura e assistenza, tra ospedale e territorio, tra dimensione clinica e relazionale. Significa riconoscere che la salute è un bene comune che richiede prevenzione, educazione, governance condivisa e sostenibilità.

 

Uno spazio stabile di co-programmazione

Il Laboratorio diventa inoltre luogo stabile di co-programmazione tra livello centrale e territoriale, tra istituzioni pubbliche, enti del Terzo Settore, università, servizi e comunità locali.

La riforma del Terzo Settore ha introdotto strumenti come la co-programmazione e la co-progettazione, riconoscendo il valore della collaborazione strutturata tra pubblico e privato sociale. Il Laboratorio intende valorizzare tali strumenti non come adempimento formale, ma come metodo ordinario di governo delle politiche sociali e sanitarie.

La legge offre già una base normativa per la replicabilità delle buone pratiche: ciò che viene sperimentato in un territorio può diventare modello adattabile in altri contesti, se sostenuto da criteri di valutazione trasparenti e da indicatori di impatto sociale.

Integrazione come principio guida

“Integrata” significa almeno tre cose:

  • integrazione tra sociale e sanitario, superando frammentazioni storiche;
  • integrazione tra livello centrale e municipale/territoriale, con un dialogo continuo tra governance e prossimità;
  • integrazione tra dimensione istituzionale e comunitaria, riconoscendo il ruolo generativo delle reti civiche.

Questo approccio richiama la visione del bene comune come costruzione condivisa e non mera somma di interessi individuali, dove la salute è esplicitamente indicata come ambito privilegiato di integrazione.

Valutazione e replicabilità delle pratiche

Un vero Laboratorio non si limita a ideare, ma misura. Ogni sperimentazione deve prevedere criteri di:

  • impatto sociale,
  • sostenibilità economica,
  • inclusività,
  • replicabilità.

La cultura dell’innovazione sociale nasce quando le pratiche diventano patrimonio condiviso e trasferibile, generando apprendimento collettivo.

Avviare una cultura dellinnovazione sociale

L’obiettivo non è aggiungere una struttura, ma generare un orientamento culturale. Il Laboratorio è una piattaforma di senso: un dispositivo che connette competenze, esperienze e responsabilità, trasformando la complessità in opportunità.

Significa riconoscere che l’innovazione non è solo tecnologica, ma organizzativa, relazionale, istituzionale. Significa costruire un ecosistema in cui la persona sia posta al centro e in cui il sistema pubblico, il Terzo Settore e le comunità lavorino in reciproca corresponsabilità.

In un tempo segnato da disuguaglianze crescenti e pressioni sulla sostenibilità del sistema, un Laboratorio nazionale di innovazione sociale integrata può rappresentare il luogo in cui si sperimentano nuove forme di governance, si consolidano reti di fiducia e si orientano le politiche verso un bene comune misurabile, condiviso e generativo.

Non un nuovo contenitore, dunque. Ma una visione che diventa metodo. Un’idea che diventa cultura.

Rosapia Farese presidente Associazione FareRete InnovAzione BeneComune APS

Calcio, risultati di A: scatto Udinese, quota 35

Roma, 2 mar. (askanews) – Questi i risultati e la classifica della 27esima giornata dopo Udinese-Fiorentina 3-0

27^ GIORNATA Parma-Cagliari 1-1, Como-Lecce 3-1, Verona-Napoli 1-2, Inter-Genoa 2-0, Cremonese-Milan 0-2, Sassuolo-Atalanta 2-1, Torino-Lazio 2-0, Roma-Juventus 3-3, Pisa-Bologna 0-1, Udinese-Fiorentina 3-0.

Classifica: Inter 67, Milan 57, Napoli 53, Roma 51, Como 48, Juventus 47, Atalanta 45, Bologna 39, Sassuolo 38, Udinese 35, Lazio 34, Parma 33, Cagliari, Torino 30, Genoa 27, Cremonese, Lecce, Fiorentina 24, Pisa e Verona 15.

28^ GIORNATA venerdì 6 marzo 20.45 Napoli-Torino, sabato 7 marzo 15.00 Cagliari-Como, 18.00 Atalanta-Udinese, 20.45 Juventus-Pisa, domenica 8 marzo 12.30 Lecce-Cremonese, 15.00 Bologna-Verona, 15.00 Fiorentina-Parma, 18.00 Genoa-Roma, 20.45 Milan-Inter, lunedì 9 marzo 20.45 Lazio-Sassuolo.

Iran, Meloni: Ue non avvisata, crisi diritto figlia dell’attacco a Kiev

Roma, 2 mar. (askanews) – Un conflitto che è stato deciso “senza il coinvolgimento dei partner europei” ma che sul suolo del Vecchio continente ci è già arrivato, come dimostra il drone che ha colpito nella notte la base della Royal Air Force a Cipro. A sera, a più di 48 ore dall’attacco e dopo una giornata in cui le opposizioni hanno invocato a gran voce un suo intervento in Parlamento, Giorgia Meloni, decide di parlare in prima persona della “preoccupante” situazione che si è creata in Iran e nell’area del Golfo dopo la decisione di Usa e Israele di attaccare Teheran. Pochi minuti per dire che il governo ha messo tra le sue priorità il rientro degli italiani rimasti bloccati, ma anche per dare una lettura del contesto con quella dose di equilibrismo ormai costante in politica internazionale, soprattutto quando di mezzo c’è l’America di Donald Trump.

E così, oltre all’ammissione di un certo stupore per la mancata condivisione con i Paesi europei da parte dello storico alleato, la presidente del Consiglio esprime più in generale i suoi timori per la “crisi del diritto internazionale”. Una crisi per la quale, tuttavia, non indica esplicitamente corresponsabilità americane ma che considera “figlia” dell’attacco della Russia all’Ucraina e di quella “stagione di caos” diventata “inevitabile” dopo che “un membro del Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite ha deliberatamente attaccato un suo vicino”. La premier concorda sul fatto che “non possiamo permetterci che l’attuale regime iraniano abbia missili a lungo raggio con testate atomiche” e che, nonostante gli sforzi a cui ha partecipato anche l’Italia, il tentativo di un accordo sul nucleare di Teheran “ha fallito”. Ma dopo l’attacco di Usa-Israele, osserva, “l’obiettivo è ovviamente che la crisi non dilaghi” sebbene nulla può andare meglio “se l’Iran non ferma i suoi attacchi nei confronti dei paesi del Golfo che sono totalmente ingiustificati”.

L’estensione del conflitto a quell’area così strategica per i fragili equilibri del Medio Oriente ha colto di sorpresa le cancellerie europee e, ovviamente anche l’Italia. D’altra parte, dice Meloni, “sarebbe stupido ritenere che quello che accade anche lontano dai nostri confini non ci coinvolga”. I timori, sono quelli di una guerra dalla durata più lunga di quanto non si fosse temuto all’inizio, ma anche di trovarsi impreparati di fronte a attacchi che dovessero tornare a toccare il suolo europeo. Lo dicono, praticamente in chiaro, il ministro degli Esteri e quello della Difesa, ascoltati oggi nelle commissioni Esteri di Camera e Senato e protagonisti anche di serrati botta e risposta con le opposizioni, schierate in audizione con quasi tutti i loro leader: Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli. La crisi in Iran potrebbe essere lunga, durare “giorni, forse settimane”, apre scenari “finora mai considerati” e “incide direttamente sulla nostra sicurezza nazionale”, hanno spiegato Tajani e Crosetto. Siamo, ha detto quest’ultimo, in una fase in cui “la possibilità di azioni che giudichiamo folli è superiore alla nostra capacità di immaginazione”. Un attacco simile a quello avvenuto negli Emirati, ha osservato, “sarebbe peggio in Italia, perché le difese da queste nuovi armi che sono soprattutto i droni” sono “molto più difficili rispetto alle armi tradizionali”. Toccato anche il tema del sostegno di tipo militare che potrebbe essere richiesto. “Abbiamo ricevuto richieste di aiuto logistico e di forniture di materiali da parte dei Paesi del Golfo, che coincidono anche con la protezione dei nostri militari presenti nell’area”, ha fatto sapete Tajani. Proprio su questo prossimamente tornerà a riferire Crosetto che durante l’audizione è stato bersagliato soprattutto per la sua presenza (e poi permanenza) a Dubai nelle ore in cui era già esploso il conflitto. A sera arriva anche il sostegno di Giorgia Meloni che, però, somiglia tanto a una mera difesa d’ufficio. “Non ha mai smesso di fare il suo lavoro”, si è limitata a dire la premier.

Ci sono poi due immediate conseguenze della crisi di cui il governo si è dovuto occupare: il rischio di attacchi terroristici (oggi al Viminale Piantedosi ha riunito il Comitato per l’ordine e la sicurezza) e il costo dell’energia e delle materie prime già schizzato a seguito della chiusura dello Stretto di Hormuz.

Calcio, risultati di A: Bologna in corsa europea

Roma, 2 mar. (askanews) – Questi i risultati e la classifica della 27esima giornata dopo Pisa-Bologna 0-1

27^ GIORNATA Parma-Cagliari 1-1, Como-Lecce 3-1, Verona-Napoli 1-2, Inter-Genoa 2-0, Cremonese-Milan 0-2, Sassuolo-Atalanta 2-1, Torino-Lazio 2-0, Roma-Juventus 3-3, Pisa-Bologna 0-1, ore 20.45 Udinese-Fiorentina.

Classifica: Inter 67, Milan 57, Napoli 53, Roma 51, Como 48, Juventus 47, Atalanta 45, Bologna 39, Sassuolo 38, Lazio 34, Parma 33, Udinese 32, Cagliari, Torino 30, Genoa 27, Cremonese, Lecce, Fiorentina 24, Pisa e Verona 15.

28^ GIORNATA venerdì 6 marzo 20.45 Napoli-Torino, sabato 7 marzo 15.00 Cagliari-Como, 18.00 Atalanta-Udinese, 20.45 Juventus-Pisa, domenica 8 marzo 12.30 Lecce-Cremonese, 15.00 Bologna-Verona, 15.00 Fiorentina-Parma, 18.00 Genoa-Roma, 20.45 Milan-Inter, lunedì 9 marzo 20.45 Lazio-Sassuolo.

Calcio, Pisa-Bologna 0-1: decide Odgaard all’86esimo

Roma, 2 mar. (askanews) – Colpo esterno del Bologna che passa 1-0 sul campo del Pisa nel posticipo della 27ª giornata di Serie A. Decide una prodezza di Odgaard all’86’, al termine di una gara in cui i toscani, a secco di vittorie da 15 giornate, giocano un secondo tempo di grande intensità ma si arrendono alle parate di Skorupski.

La squadra di Italiano, reduce da quattro successi nelle ultime cinque gare in tutte le competizioni, soffre più del previsto all’Arena Garibaldi. Nel primo tempo meglio i rossoblù sul piano del possesso (61%), ma le occasioni più clamorose sono una per parte: traversa di Caracciolo di testa per il Pisa e palo di Castro per il Bologna.

Nella ripresa i padroni di casa alzano ritmo e baricentro. Moreo sfiora il vantaggio sugli sviluppi di corner, Leris impegna Skorupski in uscita e Stojilkovic vede un colpo di testa salvato sulla linea. Il Bologna si affida alle ripartenze e alle rotazioni dalla panchina: dentro Orsolini e Odgaard per cambiare volto all’attacco.

Quando il pari sembra scritto, all’86’ arriva l’episodio decisivo. Odgaard controlla al limite e lascia partire un destro immediato che non dà scampo a Nicolas: è il quinto centro in campionato per il centrocampista danese e vale tre punti pesanti. Nel finale forcing del Pisa, con dentro Iling-Junior per il tutto per tutto, ma il risultato non cambia.

L’attacco all’Iran impatta sui mercati: oro, petrolio e gas su, Borse giù

Milano, 2 mar. (askanews) – Bilancio complesso e articolato sui mercati mondiali nel giorno della riapertura dopo l’attacco di Usa e Israele all’Iran nello scorso fine settimana, con l’uccisione della Guida Suprema Ayatollah Ali Khamenei e le conseguenti rappresaglie di Teheran nei confronti di Paesi vicini. L’elevarsi del grado delle tensioni geopolitiche e l’acuirsi delle incertezze sulle prospettive economiche globali ha prodotto da un lato un ulteriore incremento del prezzo dell’oro, bene rifugio per eccellenza, con i future Usa che hanno sfiorato i 5.433,75 dollari l’oncia per poi assestarsi a un livello inferiore e dall’altro una prevista impennata dei prezzi di gas e petrolio legati alle paure di una possibile prolungata una interruzione dei flussi navali commerciali nello Stretto di Hormuz, da dove transita circa un quinto del petrolio e del Gnl mondiale ogni giorno. I future sul Brent hanno raggiunto un massimo intraday a 81,89 dollari al barile, quelli sul Wti hanno toccato i 74,99 dollari al barile. Alla borsa di Amsterdam il prezzo del gas naturale è schizzato fino a un massimo di 49,14 euro al MWh dopo l’annuncio dell’interruzione da parte di QatarEnergy della produzione di Gnl nell’impianto più grande al Mondo, per poi attestarsi a fine giornata sui 43,300 euro al MWh (+35,49%).

Forti ribassi, invece, sono stati accusati dai mercati azionari internazionali. L’onda è partita dall’Asia, con Tokyo che ha ceduto l’1,44% e anche le altre altre Borse del continente che hanno chiuso in rosso. Stessa sorte è toccata poi alle Borse europee: Milano ha terminato con un rosso dell’1,97% Francoforte ha ceduto il 2,69%, Londra l’1,24%, Parigi il 2,17%, Madrid il 2,72%. Decisamente meno impattata appariva, intanto, Wall Street che dopo un avvio in flessione annullava i cali. A risentire dell’ondata di vendite in Europa sono stati in particolare i titoli di Banche, Assicurazioni e Lusso e quelli del comparto Automotive. Bene invece, come ci si aspettava, quelli legati al settore Oil, saliti sulla scia dei rialzi del petrolio, e quelli della Difesa.

Poco impattati i govies europei, mentre la moneta unica si è indebolita nei confronti del dollaro, calando sotto quota 1,17, ai minimi da oltre un mese.

Gli analisti parlano di reazioni tutto sommato composte e non drammatiche dei mercati. Ma incombono grandi interrogativi e forti preoccupazioni. Le variabili da tenere sotto osservazione sono principalmente la durata del conflitto e la sua possibile estensione a livello geografico. Da queste dipenderanno le future evoluzioni e i calcoli dei livelli di rischiosità, nonchè gli impatti inflattivi.

Drone dall’Iran sulla base britannica a Cipro, il conflitto lambisce l’Ue

Roma, 2 mar. (askanews) – Il conflitto con l’Iran lambisce l’Unione europea dopo che nella notte un drone ha colpito la base della Royal Air Force ad Akrotiri, a Cipro, territorio sovrano britannico. L’episodio è avvenuto poco dopo mezzanotte ora locale (le 23 nel Regno Unito) e ha provocato danni limitati, senza vittime, hanno riferito dal ministero della Difesa di Londra e dalle autorità cipriote. Fonti cipriote hanno riferito a Reuters che sarebbe stato il movimento sciita filo iraniano Hezbollah a colpire Cipro con droni-kamikaze lanciati dal Libano.

Per il ministro della Difesa Guido Crosetto, “l’attacco a Cipro ha un significato superiore a quello che finora gli abbiamo attribuito”. Se viene colpita una base di un Paese non direttamente coinvolto, ha osservato riferendo in Parlamento, “quanti altri Stati possono trovarsi a rischio?”. Crosetto ha parlato di una fase in cui “la possibilità di azioni che giudichiamo folli è superiore alla nostra capacità di immaginazione”, richiamando alla massima attenzione.

Il governo britannico ha parlato di un “presunto attacco con drone”, al quale le forze armate hanno reagito attivando i protocolli di sicurezza. In via precauzionale, Londra ha disposto il trasferimento dei familiari del personale militare che vive nella base in alloggi alternativi sull’isola. La base, ha assicurato il ministero, “continua a operare normalmente”.

Il portavoce della presidenza cipriota, Konstantinos Letymbiotis, ha confermato che si è trattato di un drone non pilotato e che il Consiglio di Sicurezza nazionale resta in sessione permanente. A seguito dell’attacco è stato rinviato un incontro informale dei ministri degli Affari europei dell’Ue previsto a Cipro.

Secondo fonti citate dai media britannici, jet sono decollati nel tentativo di intercettare il velivolo senza pilota. La Grecia ha annunciato l’invio di una fregata e di caccia F-16 a sostegno della sicurezza dell’isola.

L’episodio si inserisce nell’escalation seguita ai raid israelo-americani sull’Iran e segna un’estensione diretta delle tensioni alle porte dell’Unione europea.

“Questa notte un drone iraniano ha colpito la pista d’atterraggio di una base cipriota e di una base britannica. Ha provocato per fortuna solo danni lievi, ma il messaggio è inequivocabile: nessuno sarebbe al riparo da un Iran dotato di missili oltre che dell’arma atomica”, ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani nelle comunicazioni alle Commissioni Esteri e Difesa del Senato. Tajani ha aggiunto che l’Italia ha ricevuto richieste di supporto da Paesi alleati, anche in relazione alla protezione dei militari presenti nell’area.

Da Londra, la ministra degli Esteri Yvette Cooper ha definito l’episodio una dimostrazione della “gravità del modo sconsiderato in cui opera il regime iraniano”, pur ribadendo che il Regno Unito non è stato coinvolto negli attacchi contro Teheran.

Meloni: Usa e Israele hanno deciso di attaccare senza coinvolgere i partner europei

Roma, 2 mar. (askanews) – “Noi non possiamo permetterci che l’attuale regime iraniano abbia missili a lungo raggio con testate atomiche” ma l’accordo sul nucleare “è fallito e Stati Uniti e Israele hanno deciso di attaccare senza il coinvolgimento dei partner europei”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un’intervista al Tg5.

In merito all’attacco in corso “mi preoccupa il contesto generale, una crisi del diritto internazionale che è inevitabilmente figlia della guerra in Ucraina, quando un membro del Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite ha deliberatamente attaccato un suo vicino. Era inevitabile che avrebbe portato a una stagione di caos”.

“Attualmente – ha spiegato Meloni – il governo è impegnato a dare assistenza alle migliaia di italiani che sono rimasti bloccati, particolarmente nei paesi del Golfo. Siamo in contatto con quei Paesi, siamo in contatto con i nostri partner europei, l’obiettivo è ovviamente che la crisi non dilaghi ma penso che nulla possa andare meglio se l’Iran non ferma i suoi attacchi nei confronti dei paesi del Golfo che sono totalmente ingiustificati”.

“Posso dirle – ha concluso la premier rispondendo ad una domanda – che il ministro Crosetto non ha mai smesso di fare il suo lavoro”.

Iran, lettera opposizioni: subito Meloni in Parlamento

Roma, 2 mar. (askanews) – Le opposizioni chiedono formalmente alla presidente del consiglio Giorgia Meloni di riferire in parlamento sulla crisi in Medioriente. In una lettera inviata ai presidenti di camera e Senato Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa, Pd, M5s, Avs, Più Europa, Iv e Azione sollecitano una convocazione “urgente” della la presidente del Consiglio e spiegano: “La natura e la portata della crisi in atto investono infatti la politica estera e di sicurezza nella sua dimensione complessiva e strategica, incidendo su profili che attengono alla collocazione internazionale dell’Italia, ai suoi obblighi derivanti dal diritto internazionale e dai trattati, alla sicurezza energetica, alla tutela dei cittadini italiani presenti nell’area e alla stabilità dell’intero quadrante mediorientale”.

Iran, Crosetto in audizione ha detto che era a Dubai "perché c’erano i miei figli"

Roma, 2 mar. (askanews) – “Siccome in alcuni interventi è emerso un fatto che io consideravo personale, però che sta avendo rilevanza politica, non mi costa nulla toccarlo. Anche perché questo fatto non è emerso da uno scoop giornalistico è emerso dal fatto che io l’ho detto”, ha detto Guido Crosetto, ministro della Difesa, in audizione nelle Commissioni congiunte di Camera e Senato, chiarendo le ragioni della sua permanenza a Dubai.

“Ero a Dubai perché avevo deciso di concedermi un periodo di vacanza – ha raccontato il ministro – e potevo scegliere di partire in maniera istituzionale e poi ricollegarmi alla mia famiglia, o partire direttamente con loro. Sarei potuto partire subito, ma sono rimasto nel bunker con gli altri italiani.

“C’erano i miei figli, io ho fatto questa valutazione”, ha sottolineato Crosetto, spiegando che “gli Emirati non erano coinvolti, ma erano tra i pochi Paesi dell’area a essere contrari all’attacco”. “Forse dovevo abbandonare là i miei figli e tornare in Italia, ma sono rimasto”. “Questa è la parte privata che mi dispiace dover rendere pubblica”, ha specificato Crosetto. “Nonostante anche parte dell’opposizione mi abbia detto perché non li porti con te nell’aeroporto vuoto – ha proseguito il ministro – non li ho portati perché mi sembrava istituzionalmente sbagliato farlo e rientreranno con le possibilità che hanno tutti gli altri italiani”.

“Qualcuno ha detto: ‘Ma se tu sei in vacanza non fai il ministro’ – ha osservato Crosetto ancora – No, faccio il ministro come quando volo all’estero; io all’estero mi collego quotidianamente con il ministero, ho gli strumenti per farlo in modo sicuro, non ho mai perso di vista un soldato italiano, una base, nulla in Italia”.

(foto di archivio)

Italiani bloccati a Dubai, musicisti su MSC: “Surreale, ma qui sicuri”

Roma, 2 mar. (askanews) – La caduta di un detrito a Dubai ripreso in diretta da chi è in crociera. Da sabato 28 febbraio circa 5.000 persone, tra passeggeri appena imbarcati ed equipaggio, sono ferme nel porto della città più popolosa degli Emirati Arabi Uniti a bordo della MSC Euribia, che fa il giro dei principali porti del Golfo. Tra di loro anche i due trombettisti e amici Tony Santoruvo e Pietro Latte, che ad askanews hanno raccontato:

“Era un po’ surreale la situazione perché c’erano tanti passeggeri che prendevano il sole e poi magari si vedeva del fumo in cielo”, ricorda Latte. “Dappertutto si parla di Dubai sotto attacco, la questione è molto più confinata di quello che sembra all’esterno”, spiega.

“Trecentocinquanta intercettazioni tra missili e droni, caduti in Paesi sparsi, tra cui anche Dubai. Quello che ad esempio è esploso a Palm Jumeirah, era un detrito di un drone”, ricorda Tony Santoruvo.

“Soprattutto chiediamo veramente con il cuore di cercare di filtrare le notizie e di non diffondere fake news”, aggiungono.

Il capitano e le autorità locali consigliano di non lasciare la nave, ritenuta il “posto più sicuro”, dopo l’attacco congiunto di Usa e Israele contro l’Iran, mentre il Golfo è bloccato, lo spazio aereo è chiuso e in cielo sono visibili scie di missili o nuvole di fumo.

“Siamo bloccati da sabato (28 febbraio), l’inizio della crociera sarebbe stato sabato poi è rimasta bloccata per quanto accaduto. Fortunatamente noi siamo in nave, ci tengo a precisare che stiamo bene e non ci manca niente, siamo molto tranquilli, il capitano fa comunicazioni molto spesso durante il giorno, la situazione è abbastanza sotto controllo”, spiega Pietro Latte.

“Ieri (domenica) c’è stato un gruppo di italiani andati in ansia, però alla fine il comandante ha avuto un incontro diretto con loro, noi ci sentiamo molto tranquilli”, rassicurano.

La Farnesina ha attivato la “Task Force Golfo” che rafforza il lavoro dell’Unità di Crisi per far fronte

alle migliaia di richieste di assistenza degli italiani bloccati nei Paesi del Golfo.

“Attendere, soprattutto, avere pazienza, perché non possiamo fare molto di più che aspettare le direttive dalla varie ambasciate o consolati”, aggiunge Pietro.

“L’unica cosa che possiamo immaginare è che gli aeroporto si sblocchino e riusciamo a tornare a casa o che riescano a creare dei corridoi sicuri, ma sono supposizioni che noi stiamo facendo”, sottolineano i due trombettisti.

“Navighiamo a vista giorno per giorno, i nostri superiori ci dicono se si continua o non si continua con lo show, fino a ieri il Carousel Lounge era pieno, le persone ballavano sulla nostra musica, attendiamo di vedere oggi”, concludono i due musicisti.

Stellantis: immatricolazioni febbraio +27,7%, quota sale al 34%

Milano, 2 mar. (askanews) – Stellantis chiude il mese di febbraio con immatricolazioni in crescita del 27,7% pari al doppio del mercato (+14%), a 53.592 unità. La quota del gruppo è salita al 34% rispetto al 30,4% di febbraio 2024. Lo si apprende da dati Dataforce elaborati da Stellantis. Nei primi due mesi le vendite sono aumentate del 19,9% a 100.108 unità, pari a una quota del 33,3% (+2,6 pp).

Il gruppo Stellantis e il marchio Fiat rimangono saldamente al primo posto della classifica italiana di vendite. Fiat, in particolare, ha registrato a febbraio 21.269 immatricolazioni pari al 13,5% di quota (in crescita di 2,8 pp rispetto a febbraio dello scorso anno). Pandina si conferma la best seller del mercato italiano con 12.612 unità che arrivano a quasi 26.000 unità dall’inizio dell’anno. In crescita costante anche Grande Panda con 5.500 immatricolazioni a febbraio.

Da primato il risultato di Leapmotor che ha consolidato la propria ascesa nel mercato italiano della mobilità elettrica. A febbraio, il brand, attivo in Italia nell’ambito della joint venture Leapmotor International che fa capo a Stellantis, ha ottenuto un risultato storico con 5.006 immatricolazioni, una quota di mercato vetture del 3,2% e, nel mercato privati, del 6%. Si tratta di una performance complessiva che segna un incremento del 2.196% rispetto allo stesso mese del 2025 e posiziona Leapmotor come il marchio con la crescita più rapida dell’intero panorama competitivo, soprattutto rispetto ai principali concorrenti asiatici. Leapmotor, grazie soprattutto alla T03 che si è confermata l’auto elettrica più venduta in Italia, a febbraio è salita sul gradino più alto del podio sia nel mercato totale Bev, con quota del 39,1%, sia nel canale dei privati con il 51,4%.

Nei veicoli commerciali, infine, Fiat Professional conferma la leadership in Italia a febbraio con 3.640 immatricolazioni pari al 23,7% di quota di mercato. Il brand si impone nei 4 segmenti del mercato in cui è presente: Ducato, il van più venduto in Italia, nel segmento dei Large Van, Scudo nel Medium Van, Doblò nel Compact Van e Panda Van nel “Car Derived”.

Auto: immatricolazioni febbraio +14% a 157.334 unità

Milano, 2 mar. (askanews) – Prosegue la crescita del mercato auto. A febbraio le immatricolazioni sono aumentate del 14,04% a 157.334 unità. Lo rende noto il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Nei primi due mesi le immatricolazioni sono aumentate del 10,2% a 299.373 unità.

I trasferimenti di proprietà sono stati 513.810 a fronte i 498.103 passaggi registrati a febbraio 2025, con un aumento del 3,15%.

Il volume globale delle vendite mensili, pari a 671.144 unità, ha interessato per il 23,44% vetture nuove e per il 76,56% vetture usate.

Nella top ten i primi tre modelli sono tutti brand Stellantis: Fiat Panda, Jeep Avenger, e Leapmotor T03.

Il Mobile World Congress compie 20 anni a Barcellona

Barcellona, 2 mar. (askanews) – Ha preso il via a Barcellona il Mobile World Congress, che celebra il suo ventesimo anniversario come appuntamento di riferimento globale per il mondo della tecnologia mobile.

La manifestazione, organizzata da GSMA, si svolge fino al 5 marzo negli spazi della Fira de Barcelona – Gran Via. Attesi circa 110.000 visitatori da oltre 200 Paesi, con più di 2.900 stand distribuiti nei padiglioni della fiera.

Al centro dell’edizione 2026 c’è l’ecosistema degli smartphone e della mobilità. Tra i principali produttori presenti figurano Samsung, Xiaomi, Honor, Oppo, Vivo, Huawei e Realme. Accanto ai brand di dispositivi, trovano spazio anche i protagonisti delle piattaforme e dei chipset per il mobile, come Qualcomm e MediaTek, insieme agli operatori e ai fornitori di tecnologie che supportano lo sviluppo degli smartphone di nuova generazione.

Il tema scelto per questa edizione è “The IQ Era”, con un’attenzione particolare all’intelligenza artificiale applicata al mobile, alle reti avanzate e ai nuovi servizi digitali. Un’edizione celebrativa che guarda al futuro, partendo da vent’anni di evoluzione della telefonia e della connettività.

Conti pubblici, l’uscita dell’Italia dalla procedura Ue per deficit eccessivo rischia di slittare

Roma, 2 mar. (askanews) – Rischia di slittare di un anno l’anelata uscita dell’Italia dalla procedura europea per deficit eccessivo. Anche se non è ancora detta l’ultima parola. Oggi l’Istat ha pubblicato i dati preliminari sui conti pubblici 2025 della Penisola.

E, contestualmente a una revisione al ribasso della stima sulla crescita economica dello scorso anno – al più 0,5% a fronte dello 0,7% indicato a fine gennaio – il rapporto tra disavanzo di Bilancio e Pil vine indicato al 3,1%. Per quanto in calo rispetto al 2024, il dato non appare sufficiente al chiudere in anticipo la procedura Ue.

Lo scorso novembre, infatti, nel presentare le previsioni economiche di autunno, il commissario europeo agli Affari economici, Valdis Dombrovskis aveva spiegato che l’uscita dalla procedura era possibile questa primavera, ma appunto a condizione che il deficit italiano fosse “confermato sotto il 3% del Pil”. In quelle previsioni Bruxelles stimava il deficit dell’Italia proprio al 3% del Pil.

Il dato di oggi, tuttavia, è provvisorio e “suscettibile di modifiche a conclusione del processo di notifica per deficit eccessivo, il 21 aprile 2026, se dovessero essere disponibili informazioni più aggiornate”, ha puntualizzato l’Istat.

All’Istat ha fatto eco il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti: “E’ un dato provvisorio, prima delle comunicazioni che l’Italia farà all’Ue. Cercheremo di capire le valutazioni Istat. Peccato per il colpo di coda del Superbonus condomini – ha aggiunto – causa principale del dato di oggi”.

Per parte sua la Commissione Ue, tramite un portavoce ha “preso atto dei dati preliminari” sui conti pubblici dell’Italia forniti dall’Istat”. Ora “questi dati verranno trasmessi a Eurostat – ha aggiunto – che li valuterà e, il 22 aprile, pubblicherà le statistiche certificate” sulle finanze pubbliche. “La Commissione – ha spiegato il portavoce – valuterà la situazione del deficit dell’Italia nell’ambito del Pacchetto di primavera del semestre europeo, sulla base del risultato del 2025”.

Secondo un’altra fonte comunitaria, il 21 maggio la Commissione presenterà le sue previsioni economiche aggiornate. E il 3 giugno, posto che si tratta di date indicative, dovrebbe presentare il “Pacchetto di primavera” del Semestre Europeo, con le raccomandazioni sulla uscita – o la non uscita – dalle procedure per deficit eccessivo degli stati membri.

Al via la 2^ edizione dell’Open Week di Noi Distribuzione

Milano, 2 mar. (askanews) – Cinque giorni per scoprire da vicino il mondo del retail moderno. Dal 2 al 6 marzo 2026 torna la Open Week di Noi Distribuzione, il progetto promosso da Federdistribuzione con il sostegno delle aziende associate, pensato per avvicinare i giovani alle opportunità professionali della Distribuzione Moderna. Un settore che, con circa 450 mila lavoratori, si caratterizza per un’elevata stabilità occupazionale come conferma una recente ricerca realizzata da Federdistribuzione in collaborazione con PwC Italia: i contratti a tempo indeterminato rappresentano l’86,3% del totale, un dato superiore rispetto alla media nazionale. Significativo anche il tasso di occupazione femminile, pari al 62,1%, ben al di sopra della media italiana.

“La Distribuzione Moderna è un settore in grande crescita in termini occupazionali. Ma è in grande evoluzione, cresce e si modifica in funzione di quelle che sono le esigenze della società dei consumi. Investe molto in tecnologia e proprio per questo ha necessità di attrarre giovani talenti, con nuove opportunità occupazionali nell’ambito tecnologico, della logistica e in tutte le tematiche che oggi vengono affrontate, anche dallo sviluppo dell’intelligenza artificiale, che sarà un altro elemento importante nelle attività delle imprese della Distribuzione Moderna” ha dichiarato Carlo Alberto Buttarelli, Presidente di Federdistribuzione.

Per il 2026 si stima un fabbisogno di circa 20 mila posizioni, tra nuove assunzioni, inserimento di nuovi profili professionali e sostituzione delle uscite, soprattutto nell’area vendite e nei servizi operativi, ma crescono anche i profili legati all’innovazione e alle nuove tecnologie.

“Dal 2 al 6 marzo torna Open Week di Noi Distribuzione, l’iniziativa dedicata ai giovani, dove le imprese si aprono per proporre le opportunità di lavoro che sono in grado di offrire. E’ un’iniziativa alla seconda edizione, nella prima ha avuto molto successo e la riproponiamo. Le imprese avvieranno diverse iniziative nell’ambito territoriale dove sono presenti” ha aggiunto Buttarelli.

Un settore dinamico, radicato nei territori e capace di offrire percorsi professionali diversificati. La Open Week punta proprio a questo: raccontare il retail con una voce nuova e mostrare ai giovani che dietro ogni punto vendita c’è un mondo di opportunità.