Home Blog Pagina 165

Giocosa e radicale, al Museion grande retrospettiva su Nicola L.

Bolzano, 13 ott. (askanews) – Il Museion di Bolzano uno di quei luoghi nei quali il contemporaneo si manifesta nella sua versione pi impegnata e consapevole, uno spazio che sa accogliere la libert radicale dell’arte e farne narrazione espositiva. Succede anche con la nuova mostra, dedicata all’artista francese Nicola L., intitolata “I Am The Last Woman Object” e curata da Leonie Radine. “Il suo lavoro – ha detto la curatrice ad askanews – parla al presente, anche se parte dal 1960. Continua a portare speranza, specialmente nel periodo che stiamo vivendo. Lei ha sviluppato sia una pratica radicalmente politica e socialmente impegnata, sia lavori giocosi e divertenti, all’incrocio tra diverse discipline: la scultura, la pittura, la performance, il disegno, il collage e i film”.

La mostra racconta il lavoro di un’artista che ha vissuto in molti luoghi e ha esplorato molte tipologie di opere, dai grandi striscioni per le manifestazioni a sculture magnetiche dedicate a donne della storia e della letteratura, come Cleopatra e Madame Bovary, ma anche Ulrike Meinhof. E una parte importante dell’esposizione dedicata a opere fatte per essere indossate. “Una delle sue serie pi importanti – ha aggiunto Radine – sono i ‘pntrables’, Li considerava una sorta di seconda pelle e quello che aveva in mente, soprattutto con i pntrables collettivi, come per esempio degli impermeabili per undici o pi persone da indossare insieme e contemporaneamente, era proprio l’idea di comunit e collettivit. Voleva creare un corpo collettivo, nella stessa pelle, senza distinzioni di classe sociale, etnia o altri fattori che di solito portano all’esclusione”.

Il messaggio di Nicola L., morta negli Stati Uniti nel 2018, radicale, pur nel suo apparire facile e spesso anche accattivante. Come nel caso delle sculture antropomorfe, tra tutte la “Little Tv Woman”, che ammette il suo essere donna oggetto. “Questi lavori sono molto divertenti e giocosi – ha concluso Leonie Radine – ma sono anche prese di posizione politiche sul tradizionale ruolo dei generi, specialmente nell’ambiente domestico, con le donne spesso oggettificate e rinchiuse in una funzione”.

praticamente impossibile raccontare tutte le suggestioni che la mostra di Nicola L. arriva a suscitare, giusto che ogni visitatore le attraversi con in proprio corpo e le proprie sensazioni, come se l’intera esposizione fosse un grande unico pntrable che ci consente di essere noi stessi, ma dentro un pi grande corpo collettivo, che quello di un’arte contemporanea pensata per la vita e non solo per i musei. (Leonardo Merlini)

M.O., rilascio ostaggi a Gaza: per Tajani "altra luce di speranza"

Roma, 13 ott. (askanews) – “Dal Medio Oriente si accende un’altra luce di speranza dopo due anni di orrori. I primi ostaggi israeliani hanno lasciato le loro prigioni a Gaza”. Lo ha scritto su X il ministro degli Esteri e vice presidente del Consiglio, Antonio Tajani.

“Dopo il cessate il fuoco, un altro passo in avanti di un percorso ancora fragile, il passaggio dalla guerra alla pace”, ha aggiunto il titolare della Farnesina, “Tutto è ancora molto incerto: il compito che spetta a tutti noi, ai governi e ai popoli dell’Europa assieme ai nostri amici del mondo arabo, è quello di consolidare e costruire giorno dopo giorno le condizioni perchè la pace resista e si rafforzi”.

“L’Italia contribuirà a far sì che il progetto dei “Due popoli, due Stati” non rimanga uno slogan vuoto”, ha concluso il ministro degli Esteri, “Si impegnerà con lealtà e convinzione perché i due popoli possano trovare la pace nel rispetto e nella sicurezza”.

Folla a Tel Aviv e in tutto Israele per accogliere gli ostaggi

Roma, 13 ott. (askanews) – Folla di persone nella Piazza degli Ostaggi di Tel Aviv e lungo le strade del sud di Israele, vicino al confine con Gaza, si sono radunate in occasione del rilascio del primo gruppo di ostaggi.

In tutto lo stato ebraico, amici e parenti che non si recano alla base di Reim hanno preparato i festeggiamenti per il ritorno degli ostaggi. Gli amici di Evyatar David hanno celebrato il momento con magliette con la sua foto, mentre nella periferia di Haifa, gli amici di Matan Angrest e della sua famiglia sono riuniti in trepidante attesa, secondo le immagini di Channel 12.

“Quando abbiamo sentito la notizia, abbiamo preparato le magliette, abbiamo preparato tutto per accogliere Matan, finalmente!”, ha spiegato un amico di famiglia.

Trump sull’accordo a Gaza: "La guerra è finita"

Roma, 13 ott. (askanews) – Parlando ai giornalisti sull’Air Force One all’inizio della visita “molto speciale” in Medio Oriente, Donald Trump ha smorzato i timori relativi al cessate il fuoco e all’accordo di rilascio degli ostaggi tra Israele e Hamas.

“La guerra è finita. Okay? Lo capite?”, ha detto il 79enne presidente americano quando gli è stato chiesto se fosse sicuro che il conflitto tra lo stato ebraico e il movimento integralista islamico palestinese fosse concluso.

Alla domanda se il cessate il fuoco avrebbe retto, ha aggiunto: “Penso che durerà. Credo che la gente sia stanca. Sono passati secoli”.

In Israele, Trump incontrerà le famiglie degli ostaggi rapiti da Hamas nell’attacco del 7 ottobre 2023, prima di rivolgersi al parlamento israeliano.

Trump si recherà poi in Egitto, dove lui e il presidente Abdel Fattah al Sisi ospiteranno insieme un vertice di oltre 20 leader mondiali per sostenere il suo piano per porre fine alla guerra di Gaza e promuovere la pace in Medio Oriente.

Hamas ha consegnato alla Croce rossa i primi ostaggi vivi

Roma, 13 ott. (askanews) – La Croce Rossa ha notificato all’esercito israeliano di aver prelevato 7 ostaggi da Hamas a Gaza City. Lo hanno annunciato le Forze di Difesa israeliane (Idf). Le sette persone inizialmente liberate dal movimento fondamentalista islamico palestinese sono Matan Angrest, i fratelli Gali e Ziv Berman, Alon Ohel, Eitan Mor, Omri Miran e Guy Gilboa-Dalal. La Croce Rossa ha poi consegnato gli ostaggi alle truppe delle Idf all’interno di Gaza; saranno poi scortati fuori dalla Striscia verso una base militare vicino a Re’im, dove saranno sottoposti a un primo check-up fisico e mentale e incontreranno le loro famiglie. Gli altri 13 ostaggi in vita saranno rilasciati successivamente, sempre oggi, in diverse zone di Gaza.

Olanda usa il suo "golden power" su Nexperia, controllato da Cina

Roma, 13 ott. (askanews) – Il governo olandese si è appropriato del controllo del produttore di microprocessori Nexperia, dal 2017 detenuto da un gruppo della Cina, facendo ricorso a un provvedimento simile a quello del “golden power” italiano. Con un comunicato, il ministero degli Affari economici spiega che la decisione punta a “scongiurare una situazione in cui beni prodotti da Next Perry, come risulterebbero non disponibili in caso di emergenza”.

Il governo olandese precisa che i processi produttivi proseguiranno. Il provvedimento in questione, denominato “Goods Availability Act (Wet beschikbaarheid goederen)” è stato deciso a seguito di “segnali acuti di gravi carenze a livello di management e di iniziative da parte di Nexperia.

Questi segnali implicavano “una minaccia sulla continuità” produttiva e sulla salvaguardia di Olanda e Europa “su tecnologie cruciali e capacità produttive” di microprocessori o semilavorati utilizzati sia nel settore automobilistico sia per elettrodomestici e elettronica di consumo.

Sulla base di questo provvedimento, “le decisioni dell’azienda potranno essere bloccate o revocate dal ministero degli Affari economici se sono potenzialmente dannose per gli interessi della società, del suo futuro come entità olandese ed europea – si legge – e per preservare il suo valore nelle catene di approvvigionamento in Europa”.

Mara Carfagna inciampa sul sovranismo double face

Apparsa ieri su Repubblica, l’intervista a Mara Carfagna offre uno spunto politico di rilievo: la necessità di rompere l’assedio dell’estremismo e di costruire una cultura di centro fondata non sui sovranismi nazionali, ma sull’idea di un “sovranismo europeo”. È un’intuizione felice, che si colloca nel solco di un pensiero riformatore e realista, capace di immaginare un’Europa non più semplice cornice, ma soggetto politico unitario, capace di difendersi e di reagire con strumenti comuni alle crisi globali.

Nelle parole della segretaria di Noi Moderati risuona una consapevolezza che la politica italiana, spesso prigioniera di risorgenti pregiudizi ideologici, stenta a maturare: l’Europa come “scudo” e come garanzia per la libertà e il benessere dei popoli.

Un sovranismo europeo, non nazionale

L’idea che il centro debba farsi promotore di questo sovranismo europeo, nel quadro dell’alleanza occidentale, va nella direzione giusta. È il segno di un europeismo maturo, emancipato dal lessico tecnocratico e attento alla dimensione politica e di sicurezza del continente. «Le crisi internazionali – dice la Carfagna – ci hanno dimostrato che i sovranismi nazionali non hanno più senso, non difendono i popoli ma anzi li condannano alla sottomissione ai più forti. Il centro dovrebbe farsi alfiere di un nuovo sovranismo europeo nel quadro dell’alleanza occidentale. Un’Europa capace di difendersi, più integrata nei commerci, capace di fare spesa comune per reagire alle emergenze, è il primo scudo per l’Italia e per il benessere degli italiani».

 

Linciampo del bipolare: il nodo dellalleanza a destra

Eppure, proprio qui si apre la contraddizione. Nella stessa intervista, Carfagna esclude la possibilità di costruire un centro autonomo, rifugiandosi nella logica del “non funziona”: gli elettori – dice – vogliono scegliere tra due blocchi e il modello bipolare non lascia spazio a terze vie. Ma se il centro si arrende a questo schema, rinuncia alla propria funzione storica: quella di mediare, ricomporre, innovare. L’argomento del “realismo” diventa così una resa preventiva.

Come si può proporre un “sovranismo europeo” restando alleati di chi non crede nell’Europa – salvo prefigurarne una illegibile sul piano politico concreto – e ne osteggia l’integrazione in chaive sovranazionale?

Tra buone intenzioni e convenienze pratiche

È difficile credere che la cultura liberale e moderata possa fiorire dentro una coalizione dove prevalgono pulsioni nazionaliste e anti-europeiste. Il centro non può stare dentro questo quadro: deve piuttosto ragionare sull’alternativa, anche a costo di pagare temporaneamente il prezzo della marginalità (ammesso che sia tale di fronte alla sfida del nostro tempo).

Mossa da buone intenzioni, Carfagna cede all’escamotage della convenienza. Il suo pensiero si avvita nella contraddizione tra una lucida analisi del presente e l’incapacità di trarne le necessarie conseguenze politiche. Ma la politica di centro, se vuole rinascere, deve avere il coraggio delle proprie idee e delle proprie scelte, anche se talvolta in solitudine: solo così potrà tornare a essere forza di innovazione e di equilibrio, non semplice appendice di un blocco di potere.

Roccella, parole infelici su Auschwitz. La replica non basta a chiudere la polemica

L’intervento della ministra Eugenia Roccella davanti all’Unione delle comunità ebraiche ha suscitato una forte ondata di reazioni, per una frase giudicata inopportuna. Nel corso del suo discorso, la ministra avrebbe paragonato le visite ad Auschwitz a semplici “gite”, espressione che ha provocato sconcerto e indignazione. Una definizione che, seppur forse non intenzionale, risulta impropria rispetto alla gravità e al significato civile delle visite ai luoghi della Shoah.

La replica serale della ministra

Le critiche sono giunte da più parti, non solo dall’opposizione. Esponenti del mondo ebraico e figure istituzionali hanno sottolineato come la memoria dell’Olocausto non possa essere ridotta a un episodio didattico o turistico. È un’esperienza di conoscenza e coscienza, che richiede rispetto e misura, tanto più da parte di chi ricopre incarichi pubblici.

In serata, la ministra ha diffuso una nota ufficiale per chiarire il senso delle proprie parole, accusando di strumentalizzazione chi ne ha offerto una lettura distorta. Di seguito il testo integrale della replica:

“Delle mie chiarissime parole di oggi contro l’antisemitismo è stata data un’interpretazione distorta da chi è animato da cattiva coscienza e ha l’interesse a strumentalizzare per nascondere l’odio anti-ebraico che dal 7 ottobre ribolle senza freni a sinistra, o da chi non ha ascoltato direttamente il discorso. Immaginare che una persona come me, da sempre amica di Israele e degli ebrei, possa presentarsi di fronte all’Unione delle comunità ebraiche per pronunciare parole negazioniste, è ridicolo prima ancora che strumentale. Del resto, la platea che mi ascoltava ha perfettamente compreso il senso del mio discorso. In ogni caso, molto volentieri andrò in audizione sull’antisemitismo di ieri e sull’antisemitismo di oggi in Commissione Segre, dove ogni dubbio potrà essere chiarito, innanzi tutto di fronte alla senatrice Segre, certamente in buona fede e alla quale telefonerò direttamente, e anche di fronte a chi di buona fede dal 7 ottobre in poi ne ha dimostrata davvero poca.”

Un chiarimento che non dissipa le critiche

La precisazione non è bastata a placare il malumore. La correzione di tiro è evidente, ma non sufficiente a dissipare gli equivoci. In un tema così delicato, che tocca la memoria della tragedia ebraica e i valori fondanti della nostra coscienza democratica, le parole devono essere scelte con la massima cautela.

Non si può dire che le visite ad Auschwitz siano delle gite: anche solo come figura retorica, l’affermazione suona antipatica e fuori luogo e ferisce la sensibilità di chi considera quei viaggi un atto di educazione civile e di memoria collettiva.

Campania, la novità è rappresentata dalla scelta di PER: fuori dal campo largo

Il movimento PER – le Persone e la Comunità, affiancato da Insieme e Rete Civica Campana, ha deciso di correre fuori dal “campo largo” voluto dal Partito Democratico di Elly Schlein e costruito, a livello nazionale, in asse con il Movimento 5 Stelle.

No a Fico: un progetto distinto dall’asse Schlein-Conte

Per accordi tra i vertici dei due partiti, le candidature a presidente di Regione in Calabria e Campania sono state assegnate al M5S, rispettivamente con Pasquale Tridico e Roberto Fico. Ma proprio in Campania, dove il governatore uscente Vincenzo De Luca ha a lungo resistito alla soluzione unitaria, la coalizione ha mostrato tutti i suoi limiti: una sintesi fragile, più frutto di compromessi che di visione politica.

È in questo contesto che PER ha scelto di seguire una via autonoma, lanciando la candidatura di Nicola Campanile, già sindaco di Villaricca, come alternativa di ispirazione cristiano-sociale a entrambi i poli.

Un gesto di libertà, non di isolamento

Il movimento guidato da Giuseppe Irace rivendica una cultura politica radicata nel cattolicesimo sociale, nel volontariato, nella prossimità alle persone e alle comunità locali.

Una tradizione che rifiuta tanto il populismo quanto la tecnocrazia, e che oggi fatica a riconoscersi in un centrosinistra piegato su equilibri di vertice e su un linguaggio politico sempre più distante dal Paese reale.

La scelta di PER è dunque un atto di libertà, ma anche di responsabilità: restituire alla politica una dimensione popolare e partecipativa, dove il consenso si costruisce dal basso, non nei laboratori delle segreterie.

L’humus è quello del cattolicesimo sociale

Con Campanile candidato e l’appoggio di Insieme e Rete Civica Campana, si apre uno spazio nuovo nel panorama campano. Non un ritorno nostalgico, ma il tentativo di ridare voce alla tradizione democratica cristiana, rimasta ai margini delle grandi alleanze.

La corsa autonoma di PER rompe il conformismo del “campo largo” e pone una domanda che attraversa tutto il Paese: è ancora possibile costruire una politica fondata sulla dignità del lavoro, la solidarietà e il bene comune, senza subire la legge dei blocchi?

In Campania, la risposta arriva da una scelta coraggiosa.

PER ha deciso di giocare la partita in piena autonomia. E questo, nel clima asfittico della politica italiana, è già di per sé un atto di rinnovamento.

Giappone, dopo la rottura nella maggioranza: la sfida per il governo entra nel vivo

Come già ricordato nell’analisi pubblicata ieri su Il Domani d’Italia, la rottura tra i liberaldemocratici (LDP) e i centristi del Komeito ha aperto una fase di incertezza che va ben oltre la contesa per la leadership.

A dieci giorni dall’apertura della sessione straordinaria della Dieta, il Giappone si trova a un bivio politico: la maggioranza uscente non dispone più dei numeri necessari per assicurare la nomina di Sanae Takaichi, prima donna alla guida dell’LDP e possibile premier.

Una crisi che si approfondisce

Il Komeito, con i suoi 24 seggi, ha scelto di non sostenere la candidata conservatrice, giudicando incompatibili le sue posizioni ultranazionaliste con la tradizione moderata del movimento. La frattura, già maturata sullo scandalo dei fondi che aveva travolto l’ex premier Fumio Kishida, appare ora definitiva e mette in crisi la tenuta del sistema di potere

che governa il Paese quasi ininterrottamente dal 2012.

 

Gli scenari della Dieta e i calcoli dei partiti

La nota diffusa da Askanews chiarisce che entrambe le camere voteranno per l’elezione del primo ministro, ma in caso di disaccordo prevarrà la decisione della Camera bassa. Se nessun candidato otterrà la maggioranza al primo turno, si procederà a un ballottaggio tra i due più votati.

Con l’LDP fermo a 196 seggi e senza un alleato stabile, le possibilità di Takaichi si riducono sensibilmente. Secondo il Nikkei Shinbun, tre sono gli scenari possibili: un governo di minoranza retto solo dall’LDP; un accordo fragile con piccoli partiti centristi, come il Democratico per il popolo (Dpfp); oppure un fronte alternativo che unisca le opposizioni intorno a Yuichiro Tamaki, leader del Dpfp, con l’appoggio del Partito costituzionale democratico (Cdp) e del Partito dell’innovazione.

Quest’ultima ipotesi, che porterebbe a un totale di circa 210 seggi, appare oggi la più plausibile sul piano numerico, ma resta condizionata da profonde divergenze programmatiche su energia nucleare, sicurezza nazionale e revisione costituzionale.

 

Un equilibrio in cerca di futuro

La crisi politica coincide con un periodo di forte volatilità finanziaria. Come ricordato da Asia News, i rendimenti dei titoli di Stato a lungo termine hanno raggiunto i massimi dal 2008, superando il 3,3% sui trentennali. Gli investitori esteri, ormai principali acquirenti del debito giapponese, guardano con preoccupazione alla possibilità di un governo debole o diviso.

In questo contesto, la figura di Takaichi, ispirata al modello di Shinzo Abe e sostenitrice di una linea assertiva in politica estera, rischia di spaccare ulteriormente il Paese. La sua elezione, anziché rappresentare un segno di rinnovamento, potrebbe trasformarsi in un fattore di instabilità.

La sessione straordinaria della Dieta, prevista per la settimana del 20 ottobre, sarà dunque un passaggio cruciale. Ma qualunque sia l’esito, la politica giapponese sembra avviata verso una fase di riallineamento strutturale, dove le identità dei partiti e le alleanze tradizionali vengono rimesse in discussione.

La fine del binomio LDP–Komeito segna, di fatto, la fine di un modello politico che per un quarto di secolo aveva garantito stabilità e continuità istituzionale.

Resta da capire se il Giappone saprà trasformare questa crisi in un’occasione di rinnovamento, o se cadrà in un ciclo di governi deboli e transitori. Per ora, la certezza è una sola: la pagina che si apre è tutta da scrivere.

Milano Premier Padel P1, quarto trionfo italiano per Chingotto-Galan

Roma, 12 ott. (askanews) – Dopo la prima mezzora, e dopo un primo set dominato da Arturo Coello e Agustin Tapia, la finale del Milano Premier Padel P1 sembrava segnata. Poi – si legge in una nota – Ale Galan e Fede Chingotto hanno cambiato marcia, ribaltando la partita e costringendo la coppia che da due anni domina il mondo al primo 6-0 della loro storia nel circuito Premier Padel. Il 2-6 6-3 6-0 che regala loro il sesto titolo stagionale, il secondo negli ultimi tre tornei dopo quello di due settimane fa a Dusseldorf, conferma l’incredibile feeling con l’Italia: dei cinque tornei del circuito Premier Padel giocati nel Paese dalla loro unione (Roma, Genova e Milano 2024, Roma e Milano 2025), Fede e Ale ne hanno vinti quattro. Mancava solo un trionfo a Milano, dove Galan aveva già alzato il trofeo nel 2022 e nel 2023 con Juan Lebron.

In un’arena strapiena, il primo allungo era stato quello dei numeri 1 del mondo nel terzo game, con un break bissato per volare 4-1 e ipotecare il primo set chiuso 6-2. Il break per Chingotto e Galan nel secondo game del secondo set ha però riaperto la finale, con le teste di serie numero 2 brave a difendere il vantaggio e a portare la partita al set decisivo. E un altro break nel primo game del terzo set ha dato un’altra scossa alla finale, con Chingotto e Galan che hanno preso il comando della partita fino allo schiacciante risultato finale: un punteggio che supera i tre 6-1 che Coello e Tapia avevano subito sempre da Chingotto e Galan, tutti in Italia.

Nel torneo femminile, Ari Sanchez e Paula Josemaria diventano per la prima volta le regine di Milano. Le due spagnole – finaliste in Italia anche nel Major di Roma lo scorso giugno – hanno superato 6-2 6-4 Bea Gonzalez e Claudia Fernandez. Ari e Paula, chiamate ad annullare due palle break nel primo game, hanno trovato l’allungo decisivo nel primo set al quarto game per poi chiudere 6-2. Più equilibrio nel secondo set con Sanchez e Josemaria che hanno servito per il torneo sul 5-3 salvo poi chiudere i conti con il nuovo break del 6-4 rimontando da 0-30 nel decimo game.

Prima gli ostaggi israeliani liberi, dopo i prigionieri palestinesi. Quando e come avverrà lo scambio

Roma, 12 ott. (askanews) – Un portavoce del governo israeliano ha dichiarato che il rilascio degli ostaggi trattenuti a Gaza inizierà nelle prime ore di lunedì mattina. Secondo il portavoce si prevede inoltre che tutti i 20 ostaggi viventi siano rilasciati contemporaneamente lunedì mattina presto, Hamas invece trasferirà i corpi degli ostaggi deceduti lunedì sera lo riferisce Haaretz, spiegando che un alto funzionario di Hamas, Hussam Badran, ha confermato al quotidiano qatariota Al-Araby Al-Jadeed che Hamas consegnerà gli ostaggi vivi lunedì, aggiungendo che è difficile consegnare tutti i corpi degli ostaggi morti in una sola volta. Il vicepresidente degli Stati Uniti J.D. Vance ha dichiarato che gli ostaggi israeliani potrebbero essere rilasciati da Gaza “da un momento all’altro”, lo riferisce The Guardian. “Dovrebbe accadere da un momento all’altro”, ha detto il vicepresidente al programma Meet the Press della NBC News quando gli è stato chiesto quando Hamas avrebbe rilasciato gli ostaggi. JD Vance ha anche affermato che quando Trump visiterà Israele lunedì mattina, intende salutare gli ostaggi dopo che Hamas li avrà rilasciati. “Non si può dire con esattezza il momento in cui verranno rilasciati, ma ci aspettiamo con ogni probabilità… che lui accoglierà gli ostaggi”, ha affermato.

Shosh Bedrosian, portavoce del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, ha rilasciato una dichiarazione ai media dove spiega la logistica del rilascio degli ostaggi domani mattina, dichiarazione riportata da The Guardian. Israele si aspetta che tutti i 20 ostaggi viventi vengano rilasciati da Hamas domani alla stessa ora. Shosh Bedrosian, portavoce del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, ha rilasciato una dichiarazione ai media dove spiega la logistica del rilascio degli ostaggi domani mattina, dichiarazione riportata da The Guardian.

“Israele è pronto a ricevere immediatamente tutti i nostri ostaggi. Il rilascio dei nostri ostaggi inizierà lunedì mattina presto. Ci aspettiamo che tutti i nostri 20 ostaggi viventi vengano rilasciati insieme in una sola volta alla Croce Rossa e trasportati su sei-otto veicoli senza alcuna manifestazione di malessere da parte di Hamas, l’organizzazione terroristica”, ha detto il portavoce del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu.

“Gli ostaggi saranno poi condotti alle forze armate all’interno delle zone di Gaza controllate da Israele e poi trasferiti alla base di Re’im, nel sud di Israele, dove potranno riunirsi alle loro famiglie”, ha proseguito il portavoce, sottolineando che “Israele è pronto… se un ostaggio vivente necessita di cure mediche urgenti, verrà trasportato immediatamente in una struttura medica”.

Inoltre “il primo ministro ha incaricato Gal Hirsch, coordinatore per i prigionieri e i dispersi, di prendere accordi con il Cicr (Comitato Internazionale della Croce Rossa Ndr) per preparare un convoglio di ambulanze per i nostri ostaggi e tutte le attrezzature necessarie nel caso in cui un ostaggio avesse bisogno di supporto medico immediato; in tal caso, gli ospedali di Soroka e Barzilai saranno entrambi pronti”. E “durante tutto il viaggio di ritorno in Israele, gli ostaggi saranno accompagnati da personale medico”, poi “gli ostaggi viaggeranno con le loro famiglie verso uno dei tre ospedali principali”.

“I prigionieri palestinesi saranno liberati dopo la conferma che tutti gli ostaggi di Gaza si trovano in Israele”, lo ha detto il portavoce Shosh Bedrosian, portavoce dell’ufficio di Benjamin Netanyahu, in una dichiarazione ai media a Tel Aviv, riportata da The Guardian, dove ha spiegato la logistica dello scambio, che è alla base dell’accordo di pace per Gaza. “Israele – ha ribadito il funzionario – inizierà a rilasciare i prigionieri palestinesi una volta che avrà la conferma che tutti gli ostaggi detenuti a Gaza saranno arrivati nel Paese. Saranno rilasciati non appena Israele avrà la conferma che tutti i nostri ostaggi che saranno rilasciati domani si trovano oltre il confine con Israele”, ha detto ai giornalisti a Tel Aviv.

In cambio degli ostaggi, Israele rilascerà circa 2.000 prigionieri palestinesi, la maggior parte dei quali sarà inviata a Gaza o esiliata nei paesi vicini.

Le ceramiche di Lucio Fontana, la manualità dell’avanguardia

Venezia, 12 ott. (askanews) – Un Lucio Fontana diverso, meno concettuale e più legato alla materia, ma sempre capace di creare opere intense e affascinanti, che forse non sono state mai abbastanza considerate. La Collezione Peggy Guggenheim di Venezia dedica una mostra alle opere in ceramica dell’artista italo-argentino, significativamente intitolata “Mani-Fattura”.

“Noi conosciamo Fontana di solito per i suoi tagli, per quel gesto autoritario, maschile, molto sicuro di sé – ha spiegato ad askanews Sharon Hecker, curatrice dell’esposizione -. Questa mostra vuole far vedere un altro Fontana, un Fontana più intimo, più in relazione con la creta, con il materiale, con le tecniche, più in sintonia con gli artigiani di Albisola dove lavorava e grande sperimentatore”.

La sperimentazione, appunto, è forse l’elemento che si coglie maggiormente nei lavori esposti, insieme a una vocazione sempre evidente per l’avanguardia. Un aspetto, questo, che alimenta il dialogo con la collezione del museo veneziano. “Questa mostra – ha aggiunto la direttrice della Peggy Guggenheim, Karole P.B. Vail – rientra nel programma che abbiamo ormai da un po’ di anni di organizzare mostre su artisti italiani del dopoguerra, come per esempio Tancredi, Edmondo Bacci, più recentemente Marina Apollonio. Però bisogna anche ricordarsi che anni fa avevamo fatto una mostra di Lucio Fontana intorno alle sue opere di New York e Venezia e quindi ci sembrava anche doveroso approfondire un aspetto praticamente sconosciuto, appunto le ceramiche di Fontana”.

Esposte circa settanta opere, alcune delle quali mai viste prima, provenienti da collezioni pubbliche e private, che mettono in risalto la visione scultorea di Fontana attraverso un materiale come la creta. E la sua lezione resta di grande attualità. “Abbiamo tanti sperimentatori in ceramica nell’arte contemporanea – ha detto ancora Sharon Hecker – che ci permettono di tornare indietro e rivalutare il livello di sperimentazione che c’è in queste ceramiche, anche a livello di superficie, lo vedrete in mostra, ogni opera è un’opera diversa”.

Tra un meraviglioso coccodrillo e dei concetti spaziali che sono dei piccoli capolavori, l’esposizione racconta una storia tremendamente affascinante, che ci riporta anche alla dimensione concreta dell’arte. “Un’altra cosa importante è che bisogna ricordare che tanti artisti amano molto lavorare con le mani – ha concluso Karole Vail – e questa mostra è proprio dedicata alla manualità, al fare, allo sporcarsi le mani”.

In mostra è anche presentato un cortometraggio inedito, “Le ceramiche di Lucio Fontana a Milano,” appositamente commissionato e realizzato dal regista argentino Felipe Sanguinetti. Concepito come parte integrante del percorso espositivo, il film conduce il pubblico in un viaggio cinematografico attraverso diversi luoghi della città lombarda.

Giocosa e radicale, al Museion grande retrospettiva su Nicola L.

Bolzano, 12 ott. (askanews) – Il Museion di Bolzano è uno di quei luoghi nei quali il contemporaneo si manifesta nella sua versione più impegnata e consapevole, uno spazio che sa accogliere la libertà radicale dell’arte e farne narrazione espositiva. Succede anche con la nuova mostra, dedicata all’artista francese Nicola L., intitolata “I Am The Last Woman Object” e curata da Leonie Radine. “Il suo lavoro – ha detto la curatrice ad askanews – parla al presente, anche se parte dal 1960. Continua a portare speranza, specialmente nel periodo che stiamo vivendo. Lei ha sviluppato sia una pratica radicalmente politica e socialmente impegnata, sia lavori giocosi e divertenti, all’incrocio tra diverse discipline: la scultura, la pittura, la performance, il disegno, il collage e i film”.

La mostra racconta il lavoro di un’artista che ha vissuto in molti luoghi e ha esplorato molte tipologie di opere, dai grandi striscioni per le manifestazioni a sculture magnetiche dedicate a donne della storia e della letteratura, come Cleopatra e Madame Bovary, ma anche Ulrike Meinhof. E una parte importante dell’esposizione è dedicata a opere fatte per essere indossate. “Una delle sue serie più importanti – ha aggiunto Radine – sono i ‘pénétrables’, Li considerava una sorta di seconda pelle e quello che aveva in mente, soprattutto con i pénétrables collettivi, come per esempio degli impermeabili per undici o più persone da indossare insieme e contemporaneamente, era proprio l’idea di comunità e collettività. Voleva creare un corpo collettivo, nella stessa pelle, senza distinzioni di classe sociale, etnia o altri fattori che di solito portano all’esclusione”.

Il messaggio di Nicola L., morta negli Stati Uniti nel 2018, è radicale, pur nel suo apparire facile e spesso anche accattivante. Come nel caso delle sculture antropomorfe, tra tutte la “Little Tv Woman”, che ammette il suo essere donna oggetto. “Questi lavori sono molto divertenti e giocosi – ha concluso Leonie Radine – ma sono anche prese di posizione politiche sul tradizionale ruolo dei generi, specialmente nell’ambiente domestico, con le donne spesso oggettificate e rinchiuse in una funzione”.

È praticamente impossibile raccontare tutte le suggestioni che la mostra di Nicola L. arriva a suscitare, è giusto che ogni visitatore le attraversi con in proprio corpo e le proprie sensazioni, come se l’intera esposizione fosse un grande unico pénétrable che ci consente di essere noi stessi, ma dentro un più grande corpo collettivo, che è quello di un’arte contemporanea pensata per la vita e non solo per i musei. (Leonardo Merlini)

Ventenne ucciso nel centro di Palermo, i carabinieri rintracciano il presunto omicida

Roma, 12 ott. (askanews) – Portato in caserma il presunto autore dell’omicidio di Paolo Taormina, 21 anni, ucciso in pieno centro a Palermo con un colpo di pistola alla testa. I carabinieri del comando provinciale di Palermo – come riferiscono gli stessi militari in una nota – hanno accompagnato in caserma, per esser sottoposto ad interrogatorio da parte dei magistrati della Procura della Repubblica di Palermo, un giovane palermitano di ventotto anni, ritenuto responsabile del reato di omicidio.

“Le immediate attività d’indagine – svolte dal nucleo operativo della compagnia di Piazza Verdi con l’ausilio del Nucleo investigativo di Palermo, mediante l’acquisizione delle immagini delle telecamere pubbliche e private e dall’esame delle testimonianze raccolte sul posto – hanno permesso di identificare e rintracciare, nel quartier Zen, il presunto responsabile dell’omicidio di un ventenne, colpito mortalmente alla testa, mentre, intorno alle 03:00 di questa mattina, era intento a lavorare in un pub di famiglia del centro storico cittadino”, spiega il comunicato dei carabineiri. Secondo alcune ricostruzioni riportate dai media locali, la vittima, figlio del titolare del locale, era intervenuta per sedare una rissa.

L’appello di Mattarella: la sicurezza sul lavoro: diritto inalienabile

Roma, 12 ott. (askanews) – “In Italia, ogni giorno, si continua a perdere la vita sul luogo di lavoro: il numero di decessi e infortuni resta tragicamente alto, anche in raffronto con quello che accade nel resto dell’Unione Europea. Ciascuna vittima è un volto a cui occorre dare voce. Dietro ognuna ci sono persone, famiglie, storie interrotte che non devono essere dimenticate”. E’ quanto scrive il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della 75 Giornata Nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro, in una lettera inviata al presidente dell’Anmil Antonio Di Bella, nella quale rinnova il suo appello e il suo monito per la sicurezza nei luoghi di lavoro.

Serve, dunque, rilancia Mattarella, un “impegno collettivo” “affinché dal dolore nasca una nuova consapevolezza: la volontà comune di costruire luoghi di lavoro più sicuri, dove la vita e la dignità di ogni lavoratore siano sempre al primo posto”. “La sicurezza sul lavoro è un diritto inalienabile, un investimento sul valore dell’essere umano, sul significato profondo del lavoro e sulla qualità della vita – osserva il Capo dello Stato -. Con questo spirito, ricordo le vittime e rinnovo la vicinanza della Repubblica alle loro famiglie”.

“Nell’esprimere gratitudine all’Anmil per il suo impegno costante, anche a favore dell’inclusione lavorativa e sociale di chi ha subito un infortunio sul lavoro o una malattia professionale, formulo a tutti i partecipanti i miei più sentiti auguri affinché questa giornata contribuisca a rafforzare una cultura della prevenzione che protegga la vita”, conclude Mattarella.

Appello di Mattarella per sicurezza su lavoro: diritto inalienabile

Roma, 12 ott. (askanews) – “In Italia, ogni giorno, si continua a perdere la vita sul luogo di lavoro: il numero di decessi e infortuni resta tragicamente alto, anche in raffronto con quello che accade nel resto dell’Unione Europea. Ciascuna vittima è un volto a cui occorre dare voce. Dietro ognuna ci sono persone, famiglie, storie interrotte che non devono essere dimenticate”. E’ quanto scrive il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della 75ª Giornata Nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro, in una lettera inviata al presidente dell’Anmil Antonio Di Bella, nella quale rinnova il suo appello e il suo monito per la sicurezza nei luoghi di lavoro.

Serve, dunque, rilancia Mattarella, un “impegno collettivo” “affinché dal dolore nasca una nuova consapevolezza: la volontà comune di costruire luoghi di lavoro più sicuri, dove la vita e la dignità di ogni lavoratore siano sempre al primo posto”. “La sicurezza sul lavoro è un diritto inalienabile, un investimento sul valore dell’essere umano, sul significato profondo del lavoro e sulla qualità della vita – osserva il Capo dello Stato -. Con questo spirito, ricordo le vittime e rinnovo la vicinanza della Repubblica alle loro famiglie”.

“Nell’esprimere gratitudine all’Anmil per il suo impegno costante, anche a favore dell’inclusione lavorativa e sociale di chi ha subito un infortunio sul lavoro o una malattia professionale, formulo a tutti i partecipanti i miei più sentiti auguri affinché questa giornata contribuisca a rafforzare una cultura della prevenzione che protegga la vita”, conclude Mattarella.

Financial Times: gli attacchi ucarini ai siti energetici russi condotti con l’aiuto dell’intelligence Usa

Roma, 12 ott. (askanews) – Da mesi gli Stati Uniti stanno aiutando l’Ucraina a lanciare attacchi contro gli impianti energetici russi, nel tentativo di indebolire l’economia del presidente russo Vladimir Putin e costringerlo a sedersi al tavolo delle trattative. Lo riporta oggi il Financial Times, citando fonti a Washington e Kiev, secondo cui le informazioni fornite dall’intelligence statunitense hanno consentito alle forze ucraine di lanciare attacchi contro importanti impianti energetici russi, in particolare raffinerie di petrolio situate molto lontano dalla linea del fronte.

Secondo il Ft, il sostegno Usa “si è intensificato da metà estate ed è stato cruciale nell’aiutare l’Ucraina a compiere attacchi” che “hanno fatto salire i prezzi dell’energia in Russia e hanno spinto Mosca a tagliare le esportazioni di gasolio e a importare carburante”.

Financial Times: gli attacchi ucarini ai siti energetici russi condotti con l’aiuto dell’intelligence Usa

Roma, 12 ott. (askanews) – Da mesi gli Stati Uniti stanno aiutando l’Ucraina a lanciare attacchi contro gli impianti energetici russi, nel tentativo di indebolire l’economia del presidente russo Vladimir Putin e costringerlo a sedersi al tavolo delle trattative. Lo riporta oggi il Financial Times, citando fonti a Washington e Kiev, secondo cui le informazioni fornite dall’intelligence statunitense hanno consentito alle forze ucraine di lanciare attacchi contro importanti impianti energetici russi, in particolare raffinerie di petrolio situate molto lontano dalla linea del fronte.

Secondo il Ft, il sostegno Usa “si è intensificato da metà estate ed è stato cruciale nell’aiutare l’Ucraina a compiere attacchi” che “hanno fatto salire i prezzi dell’energia in Russia e hanno spinto Mosca a tagliare le esportazioni di gasolio e a importare carburante”.

I Gorillaz festeggieranno 25 anni di carriera con un live a Trieste

Milano, ott. (askanews) – In attesa del nuovo album The Mountain, i Gorillaz annunciano il ritorno sul palco con The Mountain Tour che farà tappa anche a Trieste, sabato 25 luglio 2026 in Piazza Unità d’Italia, con uno show imperdibile per festeggiare i 25 anni di carriera di una delle band più iconiche e influenti della scena musicale.

Pionieri del concetto di band virtuale, nati dalla mente visionaria di Damon Albarn e dall’estro grafico di Jamie Hewlett, hanno ridefinito i confini tra musica, arte e animazione, dando vita a un universo narrativo unico nel panorama musicale. Sul palco, a prendere vita saranno come sempre 2D (voce), Murdoc Niccals (basso), Russel Hobbs (batteria) e Noodle (chitarrista giapponese).

Il concerto dei Gorillaz arriva a quattro anni dall’ultima apparizione italiana del gruppo e anticipa l’uscita dell’attesissimo nuovo album, The Mountain, in arrivo a marzo 2026. Un primo assaggio del disco è già disponibile con il singolo The Happy Dictator, che ha riacceso l’entusiasmo dei fan in tutto il mondo.

Lo show in programma a Trieste – promosso dalla Regione Friuli Venezia Giulia attraverso PromoTurismoFVG, in collaborazione con il Comune di Trieste, FVG Music Live, VignaPR e Live Nation Italia – si preannuncia come un evento unico, tra visual spettacolari, atmosfere immersive e una scaletta che abbraccia l’intera carriera della band.

I biglietti saranno in vendita dalle ore 11:00 di venerdì 10 ottobre sui circuiti ufficiali (Ticketmaster.it, Ticketone.it, Eilo.it, Vivaticket.it e i circuiti internazionale Eventim.si e OeTicket.com).

“L’arrivo dei Gorillaz in Friuli Venezia Giulia nel 2026 rappresenta un’occasione straordinaria non solo dal punto di vista musicale, ma anche per la promozione turistica del nostro territorio, afferma il governatore FVG, Massimiliano Fedriga. I grandi concerti internazionali sono una leva potente per attrarre visitatori, valorizzare le nostre eccellenze e far conoscere il Friuli Venezia Giulia a un pubblico ampio e diversificato. La capacità dei Gorillaz – conclude Fedriga – di unire più generazioni attraverso una contaminazione di generi e stili diversi li rende un punto di riferimento culturale e musicale, perfettamente in linea con l’identità di una regione che punta sull’apertura, la qualità e l’innovazione. Il concerto fa parte della rassegna Go to Pordenone & friends, programma che unisce Nova Gorica – Gorizia 2025, capitale europea della cultura a Pordenone, capitale italiana della cultura 2027.”

“Siamo davvero entusiasti di ospitare il concerto di una band di fama mondiale come i Gorillaz nella nostra splendida Piazza Unità d’Italia, aggiungono il Sindaco Roberto Di Piazza e Giorgio Rossi, Assessore alle Politiche della Cultura e del Turismo. Questo grande evento sarà una nuova importante occasione per dare visibilità internazionale alla nostra città. Negli ultimi tre anni, i grandi concerti si sono dimostrati una straordinaria opportunità per Trieste, portando benefici economici, culturali e turistici. Continuiamo su questa strada, convinti che la musica e la cultura siano volano di crescita e promozione per tutto il territorio.”

Domani il vertice per la pace a Sharm El-Sheikh presieduto da Al-Sisi e Trump

Roma, 12 ott. (askanews) – Il presidente egiziano Abdel Fattah Al-Sisi e l’omologo americano Donald Trump copresiederanno domani pomeriggio un vertice internazionale intitolato “Summit per la pace di Sharm El-Sheikh”, a cui parteciperanno oltre 20 paesi. Lo ha annunciato la presidenza egiziana.

“Il vertice mira a porre fine alla guerra nella Striscia di Gaza, a rafforzare gli sforzi per portare pace e stabilità in Medio Oriente e a inaugurare una nuova fase di sicurezza e stabilità regionale – recita la nota – questo vertice si inserisce nella visione del presidente americano Trump di raggiungere la pace nella regione e nei suoi incessanti sforzi per porre fine ai conflitti in tutto il mondo”.

Secondo quanto precisato da un funzionario della Casa Bianca ai media americani, i paesi che parteciperanno sono: Italia, Regno Unito, Francia, Spagna, Germania, Canada, Giappone, India, Arabia Saudita, Qatar, Turchia, Emirati arabi uniti, Kuwait, Bahrein, Pakistan, Indonesia, Azerbaigian, Armenia, Ungheria, Grecia, Cipro.

Sarà presente anche il Segretario generale dell’Onu, António Guterres, secondo quanto annunciato dal suo ufficio.

Il vertice si tiene dopo l’entrata in vigore dell’accordo di cessate il fuoco nella Striscia di Gaza, concordato a Sharm El-Sheikh. Secondo quanto riferito oggi dal quotidiano israeliano Maariv, al vertice non parteciperanno né Israele né Hamas.

Seggi aperti fino alle 23 in tutta la Toscana, sfida Giani-Tomasi. L’affluenza è in calo

Roma, 12 ott. (askanews) – Seggi aperti in tutta la Toscana fino alle 23 dove 3.007.106 elettori toscani (oltre 17 mila i diciottenni al primo voto, 203mila i residenti all’estero) suddivisi in 3.922 sezioni elettorali sono chiamati a eleggere il Presidente della Toscana e il nuovo Consiglio Regionale che saranno in carica per i prossimi cinque anni. I primi dati dell’affluenza segnano un calo in Toscana alle elezioni regionali. La prima rilevazione è quella alle ore 12 e secondo il sito Eligendo, collegato al ministero dell’Interno, l’affluenza è al 9,94% in 3.707 sezioni su 3.922. Cinque anni fa, alla stessa ora, fu del 14,71%. Al momento si registra quindi una flessione di circa cinque punti percentuali. L’affluenza è rilevata dal Viminale alle 12, alle 19 e alle 23 a conclusione della prima giornata di votazione. I seggi riapriranno poi domani mattina alle 7 fino alle 15. Quando senza soluzione di continuità con la fine delle operazioni di voto avranno inizio quelle di scrutinio. Il primo risultato domani pomeriggio sarà il definitivo dell’affluenza: nel 2020 era stata del 62,6%. A seguire, nel tardo pomeriggio, è atteso il verdetto sul nome del nuovo Governatore.

La sfida è a tre: vince chi prende pi voti purchè superando la soglia del 40% dei voti, altrimenti in Toscana è previsto un secondo turno di ballottaggio fra i due più votati al primo. Il Presidente Pd uscente Eugenio Giani punta alla conferma allargando però la sua maggioranza Pd-Iv-Avs al sostegno dell’intero campo largo: sono con lui quest’anno Pd Cinque stelle Avs e la lista Giani Presidente che include la Casa Riformista renziana, socialisti, riformisti. Lo sfidante è il sindaco di Pistoia coordinatore regionale di Fratelli d’Italia Alessandro Tomasi, alla testa di una coalizione formata dall’intero centrodestra Fdi-Lega-Forza Italia-Noi moderati e da civici di area della lista Tomasi Presidente. Terza candidata Antonella Bundu alla testa di Toscana Rossa: coalizione formata da Rifondazione Comunista, Possibile e Potere al Popolo.

Quanto al Consiglio Regionale della Toscana in palio ci sono 40 seggi. Per entrare le liste non coalizzate devono superare il 5% dei voti validi. Oppure il 3% se si fa parte di una coalizione che ha ottenuto almeno il 10%. Alla coalizione vincente spetta un premio di maggioranza variabile: non meno di 23 seggi e non più di 26. Se il presidente eletto otterrà più del 45% dei voti, alla sua coalizione andranno almeno 24 seggi (il 60% dell’assemblea), fino a un massimo di 26. In caso di preferenze tra il 40% e il 45%, i seggi saranno da 23 a 26, integrati eventualmente con un premio di maggioranza. Se infine nessun candidato supererà il 40% di voti al primo turno e si dovesse quindi andare al turno di ballottaggio alla coalizione vincente spetteranno almeno 23 seggi e almeno 14 dovranno essere garantiti alle forze di opposizione.

Gaza, il Papa: proseguire con coraggio verso pace giusta e duratura

Roma, 12 ott. (askanews) – “Incoraggio le parti coinvolte a proseguire con coraggio il percorso tracciato verso una pace giusta, duratura e rispettosa delle legittime aspirazioni del popolo israeliano e del popolo palestinese”: così Papa Leone nell’Angelus. “Due anni di conflitto hanno lasciato ovunque morte e macerie, soprattutto nel cuore di chi ha perso brutalmente i figli, i genitori, gli amici, ogni cosa. Con tutta la chiesa sono vicino al vostro immenso dolore”, ha detto il Pontefice.

“Oggi soprattutto a voi è rivolta la carezza del Signore, la certezza che anche nel buio più nero egli resta sempre con noi. A Dio, unica pace dell’umanità, chiediamo di guarire tutte le ferite e di aiutare con la sua grazia a compiere ciò che umanamente ora sembra impossibile: riscoprire che l’altro non è un nemico, ma un fratello a cui guardare, perdonare, offrire la speranza della riconciliazione”, ha concluso il Papa.

Mezzosangue live con Viscerale tour dal 24 ottobre nei club

Milano, ott. (askanews) – Con Viscerale (Columbia Records / Sony Music Italia), Mezzosangue torna con un lavoro crudo e necessario. Sul palco i brani cambiano pelle e respirano con il pubblico. Dopo la vibrazione del Red Bull 64 Bars Live a Roma, il tour diventa rito condiviso: la confessione privata si fa voce comune.

24 ottobre – Roma, orion 25 ottobre – Roma, orion 3 novembre – Milano, alcatraz 4 novembre – Torino, hiroshima mon amour 5 novembre – Firenze, teatro cartiere carrara 7 novembre – Perugia urban 8 novembre – Senigallia (an), mamamia 14 novembre – Padova, hall 21 novembre – Napoli, casa della musica 22 novembre – Bologna, estragon 28 novembre – Molfetta (ba), eremo club

Acquista biglietti: https://www.vivaticket.com/it/tour/mezzosangue/414

Viscerale, uscito il 4 aprile, è un disco che non concede tregua: dodici tracce che attraversano le contraddizioni del presente e le ombre più intime, oscillando tra fragilità e resistenza. È il racconto di un autore che sceglie di guardarsi dentro, trasformando dubbi e paure in una lingua tagliente, capace di farsi confessione.

È da qui che prende vita il “Viscerale Tour”: dal coraggio di un album che non ha paura di esporsi, dall’energia già respirata nei grandi eventi, dalla volontà di rendere ogni concerto unico e irripetibile. Non un calendario di date, ma un rito condiviso, in cui la confessione privata diventa voce comune.

Torna Lecornu, ancora senza maggioranza: un equilibrio incerto può spezzarsi

Il ritorno di Sébastien Lecornu a Matignon segna una mossa audace ma rischiosa di Emmanuel Macron. In un contesto politico frammentato, il Presidente sceglie la continuità e affida a un uomo di disciplina e mediazione il compito più arduo: restituire un minimo di stabilità alla Quinta Repubblica.

Il tentativo è chiaro: dare vita a un governo “libero”, capace di superare la logica delle appartenenze e dei veti incrociati. Ma la realtà politica francese resta una macchina complessa, ingolfata da rivalità e calcoli di sopravvivenza.

I Repubblicani si chiamano fuori

La destra moderata, anziché rispondere alla chiamata dell’Eliseo, ha preferito restare sulla soglia. I Républicains, divisi tra chi teme di scomparire e chi auspica una nuova identità d’opposizione, hanno scelto la formula del “sostegno senza partecipazione”.

È un modo elegante per non dire né sì né no, ma soprattutto per non compromettersi. La posizione di Bruno Retailleau e del presidente del Senato Gérard Larcher è stata netta: nessun ingresso al governo, almeno finché non si vedranno segnali concreti di discontinuità e rigore.

La prudenza si traveste da coerenza, ma il risultato politico

è un isolamento che rischia di favorire le forze più estreme.

Lecornu, monaco soldato” del macronismo

Lecornu incarna perfettamente la linea del Presidente: pragmatismo, senso delle istituzioni e una certa freddezza tecnocratica. Si definisce “un uomo libero”, ma la sua libertà è quella di chi deve navigare tra gli scogli.

Vuole un governo “senza partiti”, eppure dovrà chiedere i voti di quei partiti per ogni singolo provvedimento. Dovrà negoziare il bilancio entro pochi giorni, senza una maggioranza certa e sotto la minaccia costante delle mozioni di censura che arrivano tanto da destra quanto da sinistra.

Un equilibrio precario che ricorda il destino dei governi di minoranza, spesso nati per necessità più che per progetto.

Macron cerca la stabilità, ma la Francia resta inquieta

Dietro la facciata istituzionale si avverte la fatica di un sistema politico esausto. Macron tenta di mantenersi al centro, ma ogni suo gesto viene letto come arroganza o disperato esercizio di potere.

I partiti tradizionali, logorati e incapaci di offrire alternative credibili, oscillano tra l’attendismo e la resa. Intanto Marine Le Pen e Jordan Bardella consolidano la loro forza nelle periferie sociali e culturali del Paese.

Lecornu non ha colpe per questa deriva, ma il suo compito è titanico: ricucire una Francia che non crede più nella propria classe dirigente. Per farlo dovrà mostrare più coraggio politico che virtù amministrativa.

Una partita che riguarda anche lEuropa

La crisi francese non è solo interna. Da Parigi dipende la tenuta dell’asse europeo, in un momento in cui Berlino appare indebolita e Roma incerta.

Un Macron isolato e un Lecornu prigioniero dei numeri parlamentari rischiano di indebolire la voce dell’Europa nel mondo. È qui che la partita francese diventa europea: nella capacità – o nell’incapacità – di costruire un governo che ridia forza alla democrazia rappresentativa e senso all’idea stessa del riformismo.

Notturno Imperiale, al via le visite alle Terme di Caracalla by night

Roma, 12 ott. (askanews) – Scoprire le Terme di Caracalla, uno dei più maestosi complessi archeologici di Roma, in una suggestiva atmosfera notturna: sarà possibile grazie a nove appuntamenti straordinari, tra stasera e il 2 novembre, in cui questo patrimonio unico della “Città eterna” aprirà eccezionalmente le sue porte in orario serale per un ciclo di visite guidate “by night”. In ciascuna delle serate, i visitatori potranno partecipare a tour guidati della durata di 40 minuti, con gruppi composti da un massimo di 40 persone. Le visite si svolgeranno in italiano e inglese (con possibilità di altre lingue su richiesta).

“Le aperture serali alle Terme di Caracalla rappresentano un’occasione unica per vivere uno dei luoghi simbolo dell’antica Roma in una dimensione nuova e immersiva”, ha spiegato Daniela Porro, Soprintendente Speciale di Roma. “Offriamo ai visitatori non solo la possibilità di ammirare l’imponenza architettonica delle terme e di scoprire i sotterranei e il mitreo, ma anche di vivere un’esperienza sensoriale grazie agli effetti scenici presso lo specchio d’acqua, per un viaggio tra storia e contemporaneità”.

Saranno accessibili anche i luoghi segreti delle Terme di Caracalla: come gli ambienti sotterranei, normalmente non aperti al pubblico e che accolgono l’antiquarium del complesso con reperti di eccezionale importanza, tra gli altri i due raffinatissimi capitelli in stile misto di età severiana. Questi spazi ipogei, che si estendono sotto tutta la superficie delle terme, e anche oltre, raccontano un’altra dimensione della vita quotidiana del complesso. Qui si trovavano gli ambienti di servizio, le caldaie, i magazzini e le gallerie: una vera e propria enorme “sala macchine” che faceva funzionare l’impianto termale e dove lavoravano centinaia di persone. Strutture che, avvolte nel silenzio e nell’ombra, svelano un ingegnoso sistema idraulico e termico, ancora in parte visibile.

La visita comprende anche un’eccezionale discesa al più grande mitreo ritrovato a Roma e che rappresenta un unicum per la sua posizione all’interno di un impianto di terme imperiali. L’ambiente, ricco di simbolismi, conserva parte dell’altare e delle decorazioni che un tempo arricchivano le cerimonie dedicate al culto del dio Mitra. Il percorso di visita è arricchito dallo Specchio d’Acqua che con le sue scenografiche installazioni tra luci, giochi di vapore e getti d’acqua, crea un’atmosfera evocativa dell’ambiente degli impianti delle terme imperiali a Roma. Oltre a quella odierna le serate in programma si svolgeranno il 16, 17, 18, 24, 25, 30 ottobre e del primo e 2 novembre. I posti sono limitati e su prenotazione. (Photo credit: Fabio Caricchia)

Giappone, a rischio la formazione del nuovo governo dell’ultraconservatrice Takaichi

A meno di una settimana dalla sua elezione a leader del Partito liberaldemocratico (LDP), la conservatrice Sanae Takaichi vede già vacillare la prospettiva di diventare la prima donna premier del Giappone. La crisi è esplosa ieri 10 ottobre, quando il partito Komeito ha annunciato la fine della coalizione di governo, che è rimasta in piedi quasi ininterrottamente dal 1999. La decisione ha aperto una nuova fase di incertezza politica e messo in discussione la stabilità dell’esecutivo, aprendo la possibilità per l’opposizione di capitalizzare il momento.

La rottura è stata giustificata dal leader del Komeito, Tetsuo Saito, con la necessità di “porre fine alla commistione tra politica e denaro”. Il riferimento è allo scandalo dei fondi che lo scorso anno aveva travolto l’LDP portando allo scoperto una serie di pagamenti illeciti giustifcati come raccolte fondi. Lo scandalo aveva già costretto alle dimissioni l’ex premier Fumio Kishida e portato a un crollo della fiducia nei confronti dell’LDP.

L’elezione di Takaichi, nota per le sue posizioni ultraconservatrici, avrebbe dovuto rappresentare un tentativo di rilancio. Ma la scelta di nominare Koichi Hagiuda, coinvolto nello scandalo, a un ruolo di vertice nel partito ha suscitato indignazione tra gli alleati. Il Komeito, nato negli anni ‘50 come braccio politico dell’organizzazione buddhista Soka Gakkai, si fonda su principi di moderazione e trasparenza. Molti membri hanno espresso inquietudine per la figura di Takaichi, legata alla destra nazionalista e alle visite ripetute al santuario di Yasukuni, dove sono onorati anche criminali di guerra. L’ultima visita di un premier in carica risale al 2013, quando l’allora primo ministro Shinzo Abe (mentore della stessa Takaichi) scatenò le proteste di Cina e Corea del Sud.

Il principale partito di opposizione, il Partito costituzionale democratico del Giappone (CDP) guidato da Yoshihiko Noda, ha colto l’occasione per proporre una candidatura contro Takaichi. “È un’occasione che capita una volta ogni dieci anni per un cambio di governo”, ha dichiarato Noda, auspicando un’alleanza con il Partito democratico per il popolo (DPFP) di Yuichiro Tamaki.

Il CDP dispone di 148 seggi nella Camera bassa, l’LDP di 196 e il Komeito di 24. Anche un’eventuale intesa tra LDP e DPFP non basterebbe a raggiungere la maggioranza di 233 seggi necessari per l’elezione del premier. Se i tre principali partiti d’opposizione – CDP, DPFP e il Partito dell’innovazione – riuscissero a convergere su un candidato unico, avrebbero 210 voti, sufficienti a impedire a Takaichi di essere eletta. Restano, tuttavia, divergenze profonde su temi come la sicurezza, l’energia nucleare ed eventuali revisioni costituzionali volute dall’estrema destra.

Sul piano economico, l’elezione di Takaichi alla guida del LDP ha già avuto effetti immediati sui mercati finanziari. I rendimenti dei titoli di Stato a lunghissimo termine (JGB) sono saliti ai massimi dal 2008, superando il 3,3% sui trentennali, segno che gli investitori si attendono una politica fiscale espansiva sotto la sua leadership.

Con la Banca del Giappone impegnata a ridurre gli acquisti di obbligazioni e le banche nazionali limitate da regole più rigide sul rischio, il governo si trova ora a dover cercare nuovi acquirenti per il proprio debito. Gli investitori stranieri hanno comprato oltre 9,4 trilioni di yen in titoli a lungo termine nei primi otto mesi dell’anno, quasi triplicando il record precedente.

Ma questa dipendenza dai capitali esteri rende la stabilità politica ancora più importante per il Giappone. Al momento Takaichi resta la favorita per la prima votazione parlamentare. Il Komeito, che intende votare per il proprio leader al primo turno, non ha ancora chiarito quale posizione assumerà in un eventuale ballottaggio. Tuttavia se l’opposizione riuscisse a convergere su un unico nome, il Paese potrebbe assistere a un importante cambio di governo.

👉 Per leggere il testo originale clicca qui

Cosa resta dopo l’estremismo?

Dalla piazza al governo: due linguaggi diversi

Resta una domanda inevasa, anche e soprattutto alla luce delle vicende legate allo storico “accordo di pace” sul futuro del Medio Oriente, su ciò che è capitato — e che sicuramente capiterà ancora — nel nostro Paese. E cioè: cosa resta dopo la predica e la pratica politica quotidiana dell’estremismo, del massimalismo e del radicalismo?

Perché un conto è salutare positivamente e convintamente la discesa in piazza di centinaia di migliaia di persone per manifestazioni pacifiche e democratiche. Altra cosa, tutt’altra cosa, è cavalcare sistematicamente e fare propri gli slogan più violenti, più radicali e più estremisti che proprio quelle piazze hanno anche sprigionato.

La prova della politica estera

Un partito, o una coalizione, che hanno l’obiettivo di governare un Paese e quindi, di conseguenza, di cercare di declinare una vera e credibile cultura di governo, sono francamente incompatibili con atteggiamenti e comportamenti che accarezzano gli estremismi della piazza e che poi, d’incanto, fingono di essere governisti in sede istituzionale.

Ora, per essere chiari e senza equivoci, è indubbio che quando si parla di politica estera, di assetto geopolitico, di alleanze internazionali e di scelte concrete, l’estremismo e il radicalismo cedono il passo di fronte al realismo della politica e alla maturità della cultura di governo.

Due coalizioni a confronto

Se dobbiamo valutare concretamente il comportamento delle due coalizioni maggioritarie oggi in campo, non possiamo non avanzare una riflessione ben precisa. E cioè: nella coalizione di governo questa pratica decisiva — cioè la politica estera — è decisa, pianificata e progettata dalla Presidente del Consiglio e dal Ministro degli Esteri, mentre il populismo e l’antieuropeismo della Lega di Salvini non condizionano affatto la strategia politica complessiva.

Sul versante opposto, invece — quello dell’alleanza di sinistra — la politica estera oltre a dividere profondamente i partiti che fanno parte della coalizione è elemento anche di spaccatura all’interno stesso dei partiti. Un elemento, questo, che non può passare inosservato perché proprio sulla politica estera si misura la credibilità, l’affidabilità e la maturità di una coalizione politica.

Gli slogan come identità e limite

Per queste ragioni, semplici ma oggettive, il massimalismo e l’estremismo restano incompatibili con qualsiasi cultura di governo. Anche perché quando si cavalcano o si accarezzano o, peggio ancora, si condividono gli slogan estremisti e radicali, proprio quelle parole d’ordine rischiano di diventare parte dell’identità e del profilo stesso di quei partiti e di quella coalizione.

E quando c’è qualche ripensamento su quella piattaforma estremista, o si perdono settori consistenti dell’elettorato oppure, al contrario, diventa di fatto impossibile tradurre quegli slogan in un programma di governo.

La politica tra leaderismo e responsabilità

Ecco perché, anche in una stagione politica dove i partiti sono diventati il semplice prolungamento dei rispettivi capi o grigi ed aridi cartelli elettorali, gli slogan non possono diventare i tasselli fondamentali di un progetto politico.

Prima o poi i nodi vengono semplicemente al pettine: e se la politica è debole ed incerta non si ha la titolarità per guidare un Paese e per determinarne gli indirizzi programmatici. Soprattutto nel campo sempre più delicato e complesso della politica estera.

Padre Riggio e la “flottiglia della speranza”

Nel suo ultimo editoriale per Aggiornamenti Sociali, padre Giuseppe Riggio S.I., direttore della rivista dei gesuiti di Milano, prende spunto da un passo delle Città invisibili di Calvino per invitare a “riconoscere ciò che, in mezzo all’inferno, non è inferno” e a dargli spazio.

L’inferno evocato dallo scrittore è quello delle guerre, delle sopraffazioni e delle ingiustizie che segnano il nostro tempo. Ma — scrive Riggio — proprio in questi momenti si misura la capacità di resistere alla logica della violenza e di alimentare una speranza concreta, fondata sul coraggio e sulla fraternità.

Una flotta anomala nel Mediterraneo

L’editoriale si concentra sull’esperienza della Global Sumud Flotilla, una quarantina di imbarcazioni a vela partite da vari porti del Mediterraneo — Genova, Catania, Barcellona, Tunisi — per portare aiuti umanitari alla popolazione palestinese di Gaza.

A bordo, seicento persone provenienti da quarantaquattro Paesi: marinai, attivisti, parlamentari, uniti dal principio della nonviolenza e dal rispetto del diritto internazionale.

Pur consapevoli dei rischi, gli equipaggi hanno scelto di trasformare il Mediterraneo da frontiera a luogo di solidarietà, affermando la possibilità di un impegno comune al di là dei confini politici e religiosi.

Davide contro Golia

Riggio interpreta la Flotilla come un simbolo di resistenza morale, richiamando la sproporzione tra Davide e Golia. La sfida non è nella forza, ma nella logica: da una parte la prepotenza che alimenta la guerra, dall’altra la fiducia nella giustizia e nella dignità dell’uomo.

Anche quando le istituzioni tacciono, scrive il gesuita, l’iniziativa civile diventa un “accelerante etico della legalità”, un modo per ricordare che la pace non è solo il frutto di accordi, ma il riflesso di un dovere morale da rinnovare ogni giorno.

Lo spreco” della speranza

Affidarsi al vento, esporsi al rischio, testimoniare con la propria presenza: nella Flotilla Riggio riconosce uno “spreco fecondo”, un gesto di fede nella vita che non si misura sull’efficacia immediata ma sulla capacità di resistere.

Questa scelta, apparentemente anacronistica, diventa un atto di umanità condivisa.

Uscire dall’inferno della violenza — conclude Riggio — significa scegliere di far durare ciò che non è inferno, rendendo visibile, in mezzo alla distruzione, il volto ancora possibile della pace.

Calcio, l’Italia vince in Estonia, Gattuso: "Ora Israele"

Roma, 12 ott. (askanews) – Tallinn, missione compiuta. L’Italia di Gennaro Gattuso espugna la Le Coq Arena battendo 3-1 l’Estonia e consolida il secondo posto nel gruppo I delle qualificazioni mondiali. Una vittoria solida, non priva di sbavature, ma costruita con personalità e con quell’intensità che il nuovo ct azzurro pretende da ogni suo giocatore. Chiamata a rispondere al successo rotondo della Norvegia contro Israele, l’Italia ha indirizzato subito la partita con un avvio furioso e un gol al 5′ di Kean, salvo poi dover gestire la prevedibile fase di sofferenza e un finale meno brillante, macchiato solo dal pasticcio Donnarumma-Sappinen.

L’Italia parte con un 4-4-2 molto più liquido di quanto dica la lavagna tattica. Orsolini e Raspadori si muovono come esterni d’attacco più che da centrocampisti, dando all’impianto di Gattuso l’aspetto di un 4-2-4 a trazione anteriore. Il segnale è chiaro: cercare subito il vantaggio, e magari una “pioggia di reti”, come aveva chiesto alla vigilia il ct. E così succede: dopo appena cinque minuti, Dimarco innesca Kean, che rientra sul destro e batte Hein. È l’inizio ideale, ma anche la fine precoce del suo match: l’attaccante della Fiorentina è costretto a uscire al 15′ per una distorsione alla caviglia.

Nonostante l’imprevisto, l’Italia continua a spingere. Retegui si guadagna un rigore al 30′, ma Hein lo ipnotizza, aiutato dal palo. L’attaccante non si abbatte e poco dopo, al 38′, firma il raddoppio su assist di Orsolini: un’azione costruita con geometrie e aggressività, marchio di fabbrica della gestione Gattuso.

All’intervallo il 2-0 fotografa bene la supremazia azzurra. Ma la ripresa mostra un volto diverso: meno lucidità, più gestione. “L’importante è creare, poi ci sta che si possano sbagliare gol o rigori”, dirà poi Gattuso. Parole che raccontano la filosofia del nuovo corso: meno ansia da prestazione, più fiducia nei propri mezzi.

Raspadori sfiora il tris, ma Hein si supera ancora. Poi è Spinazzola, entrato nella ripresa, a confezionare l’assist per il 3-0 di Pio Esposito al 74′. Il giovane interista conferma l’impressione lasciata al debutto: intensità feroce, zero paura. “Pio si merita tutto – ha detto Gattuso – quando vedi un ragazzo di quest’età andare su ogni pallone come se fosse quello della vita, capisci che è speciale. Ha educazione, rispetto e una testa che non perde mai lucidità. Ora sta a noi aiutarlo a crescere”.

Milano Premier Padel P1, nel femminile Sanchez-Josemaria in finale

Roma, 11 ott. (askanews) – Semifinaliste nel 2023, assenti lo scorso anno. Domenica, dalle 16.30, Paula Josemaria e Ari Sanchez vivranno – all’Allianz Cloud – la loro prima finale del Milano Premier Padel P1.

Le spagnole, a lungo dominatrici del Qatar Airways Premier Padel Tour, non vincono un torneo da Valladolid, e – si legge in una nota – avranno l’occasione di tornare ad alzare un trofeo. Dall’altra parte della rete non ci saranno Delfi Brea e Gemma Triay, dominatrici del circuito: Gemma è stata infatti costretta al ritiro per un problema fisico, con conseguente qualificazione alla finale di Claudia Fernandez (campionessa in carica, proprio con Triay) e Bea Gonzalez, che invece a Milano ha vinto nel 2023 con Delfi Brea e sempre con Delfi è stata finalista lo scorso anno. Sanchez e Josemaria si sono guadagnate la finale grazie al 6-3 6-1 su Andrea Ustero e Sofia Araujo, nel match che aveva aperto la giornata.

Se la finale femminile vedrà in campo le teste di serie numero 1 e 3, quella maschile sarà la stessa dello scorso anno e che spesso assegna titoli in tutto il mondo. Da una parte Arturo Coello e Agustin Tapia, dall’altra Fede Chingotto e Ale Galan. Appuntamento non prima delle 18 sul centrale dell’Allianz Cloud, dove in campo ci saranno tre giocatori su quattro già vincitori del P1 di Milano: nel 2022 e nel 2023 toccò a Galan, in coppia con Juan Lebron, mentre nel 2024 i numeri 1 del ranking FIP si sono imposti con il punteggio di 6-4 7-5. Nella prima delle due semifinali, Coello e Tapia hanno battuto 6-4 6-3 proprio Lebron e Franco Stupaczuk; in serata, invece, è stato il turno di Fede Chingotto e Galan con il 7-6 6-4 a Martin Di Nenno e Leo Augsburger (6). Il conto dei precedenti vede Coello e Tapia avanti 17-7 nei testa a testa; decimo duello nel 2025, con un parziale di 7-2.

Teatro, a Sala Umberto "Non si fa così" con Lante della Rovere e Iannace

Roma, 11 ott. (askanews) – Va in scena alla Sala Umberto di Roma, dal 16 al 19 ottobre, “Non si fa così”, con Lucrezia Lante Della Rovere e Arcangelo Iannace (testo di Audrey Schebat, traduzione di Virginia Acqua), per la regia di Francesco Zecca.

Francesca e Giulio, in apparenza, sembrano una coppia stabile e solida fino a quando Francesca, pianista di fama mondiale, tornata inaspettatamente da un viaggio di lavoro, scopre e impedisce che Giulio, un riconosciuto psicoanalista, commetta l’irreparabile. Per lei il comportamento di Giulio appare inspiegabile, non c’era stata alcuna avvisaglia. Perché allora?

La commedia prende il via proprio dall’iniziale shock di Francesca e dalla necessità di comprendere il gesto che il compagno stava per compiere: abbandonare tutto, andare via per sempre, attaccato al lampadario della loro casa, sul tavolo della loro cucina. Una lettera di commiato le avrebbe permesso di comprendere le sue ragioni ma lui non l’ha scritta.

Seguirà una notte durante la quale la coppia è costretta a fare il punto sulle loro vite, sulle scelte e sulle non scelte, sull’inconciliabilità di alcuni pensieri e azioni e, inevitabilmente, sulla loro relazione. In discussione la coppia e la sua longevità, il desiderio, l’inadeguatezza, gli interrogatori permanenti in grado di sfidare il tempo. Ci nascondiamo ogni giorno dietro le nostre routine, aggrappati ai nostri lavori più o meno soddisfacenti, alla ricerca di quei successi tanto agognati ma che, da motore delle nostre esistenze, sono diventati trappole per le nostre anime. Davanti a un grande dolore ci sono due possibilità: o si soccombe o si ritrova la motivazione per riaccendere lo sguardo, smascherando le nostre anime e rimettono in luce i nascondigli dei nostri cuori. Una sola notte per lasciarsi o amarsi di nuovo. Una sola notte per reinventare il proprio destino. Un testo, quello di Audrey Schebat che, alternando rabbia e umorismo, con una forza insolita, scuote i suoi personaggi, divertendo ed emozionando il pubblico.

A Disneyland Paris torna il Festival di Halloween Disney

Roma, 11 ott. (askanews) – Il Festival di Halloween Disney è tornato a Disneyland Paris e continuerà fino al 2 novembre 2025. Sarà l’occasione per i visitatori di scoprire un programma che mescola brividi, risate e sorprese grazie agli incontri con i Cattivi Disney, gli straordinari spettacoli e le attrazioni da brivido.

A Frontierland, il ristorante The Lucky Nugget Saloon si trasformerà in The Unlucky Nugget Saloon, ispirato all’universo di Phantom Manor, una delle attrazioni cult del Parco Disneyland. Non mancheranno leccornie a tema che includono gustosi dolcetti, tra cui tre éclair alla vaniglia, un omaggio ai celebri abitanti di questa casa stregata. Inoltre, per rendere tutto ancora più sinistro, al calar della sera Main Street, U.S.A si illuminerà di proiezioni spettrali.

Halloween: i Personaggi Disney scendono in campo! All’ingresso del Parco Disneyland, gli ospiti saranno accolti da zucche sorridenti e adorabili fantasmi. In questa atmosfera terribilmente esilarante, grandi e piccini si troveranno faccia a faccia con la spaventosa banda dei Cattivi Disney, tra cui Crudelia De Mon, Malefica, Jafar, la Regina di Cuori e tanti altri. Inoltre, potranno incontrare Jack Skellington e Sally, dall’opera di Tim Burton Nightmare Before Christmas, e anche Miguel, il giovane eroe del film Coco dei Pixar Animation Studios, pronti a scattare foto ricordo e firmare autografi.

Per tutta la durata de Il Festival di Halloween Disney, la parata Mickey’s Halloween Celebration vedrà sfilare la banda dei Simpatici Malandrini – Pippo, Cip e Ciop e i loro amici, Paperina, Clarabella e Orazio. Al calar della sera, gli ospiti potranno assistere per la prima volta a proiezioni a tema Halloween nel cuore di Main Street U.S.A., per vivere un’atmosfera più spaventosa che mai.

Irresistibili leccornie e gadget dedicati al Festival di Halloween Disney! Lo spirito di Halloween invaderà anche i menu e i negozi di Disneyland Paris. I visitatori potranno gustare nuovi piatti deliziosi ispirati ai Simpatici Malandrini, ai Cattivi Disney e agli Ospiti Misteriosi. Al Boardwalk Candy Palace troveranno una selezione di pasticcini stregati, creati appositamente per la stagione. Al Last Chance Cafe, invece, li attendono tre nuovi éclair alla vaniglia, un omaggio ai celebri spiriti di Phantom Manor. In aggiunta, una grande e inedita caccia al tesoro, organizzata da M&M’s®, partner ufficiale di Disneyland Paris, rallegrerà la giornata di grandi e piccini. Con una mappa creata appositamente per l’occasione e consegnata da alcuni Cast Members (impiegati Disney), i partecipanti partiranno alla ricerca di porte misteriose sparse per tutto il Parco Disneyland che riveleranno indizi colorati. Una volta completata la missione, appuntamento al Boardwalk Candy Palace per gustare deliziosi dolcetti di Halloween.

Per la prima volta, durante Il Festival di Halloween Disney, il ristorante The Lucky Nugget Saloon si trasformerà nel The Unlucky Nugget Saloon. Questa esperienza inedita, ispirata alla celebre attrazione Phantom Manor, invita gli ospiti a rivivere il luogo in cui si sarebbe dovuta tenere la festa di matrimonio di Melanie Ravenswood. L’atmosfera sarà unica, grazie a una scenografia che unisce decorazioni, musica, giochi di luce ed effetti speciali. Il risultato? Un’esperienza intrigante nel cuore di Frontierland.

In diverse boutique dei Parchi Disney non mancheranno i peluche di Topolino, Minnie e Stitch con i loro costumi halloweeniani, mentre Bob, dal film d’animazione Pixar Monsters & Co., travestito da un’adorabile zucca, fa il suo ingresso nella collezione dei mini-peluche magnetici da spalla. Per quanto riguarda le decorazioni, imperdibile un runner da tavola con i Personaggi Disney nei loro abiti di Halloween, perfetto per merende mostruosamente golose.

Attrazioni da brivido per tutti i gusti Per gli ospiti a caccia di emozioni forti, Disneyland Paris è il luogo perfetto – con le sue 53 attrazioni per grandi e piccini! I più coraggiosi potranno addentrarsi a Phantom Manor per un’avventura da bridivi, racchiusa in un’atmosfera misteriosa. Fantasmi fosforescenti banchettano e danzano nella grande sala da pranzo, incuranti dei curiosi. I più intrepidi metteranno alla prova il loro coraggio nell’attrazione The Twilight Zone Tower of Terror situata nel Parco Walt Disney Studios, immergendosi nelle storie tormentate di spiriti e precipitando da un edificio di 13 piani, mentre vengono proiettati nella quarta dimensione!

Disneyland Paris, il 31 ottobre il travestimento è per tutti, grandi e piccini! Il 31 ottobre 2025, il Parco Disneyland prolungherà il divertimento di Halloween fino alle 23.00. Streghe, pirati, chi più ne ha più ne metta… Gli ospiti di tutte le età potranno sfoggiare una sconfinata creatività per competere con gli abiti dei Cattivi Disney – e mimetizzarsi al meglio nello scenario da brividi. Al momento della chiusura, prima dello spettacolo serale Disney Tales of Magic, ci sarà A Nightfall with Disney Villains, uno spettacolo che illuminerà il Castello della Bella Addormentata nel Bosco.

"La Giuditta", l’Oratorio di Scarlatti si incontra con la musica

Roma, 11 ott. (askanews) – Si conclude martedì 14 ottobre – repliche alle 17.00 ed alle 20.00 con la nuova produzione presentata in prima assoluta “La Giuditta” : l’Oratorio di Scarlatti si incontra con la musica dei nostri tempi il progetto ‘Le radici dell’antico e nuove scritture per la Musica Sacra’, realizzato nell’ambito del Festival di Musica Sacra 2025 della Regione Lazio ed anche la programmazione estiva del festival I Concerti nel Parco, Estate 2025, entrambi realizzati sotto direzione artistica di Teresa Azzaro. Le celebrazioni in occasione del tricentenario della morte di Alessandro Scarlatti saranno l’occasione, il 14 ottobre in Villa Medici, per una nuova esecuzione dell’Oratorio La Giuditta detta “di Cambridge” a cura della Cappella Musicale di Villa Medici e delle tre voci soliste, nei ruoli principali di Giuditta, Nutrice e Oloferne, rispettivamente Susanna Coppotelli, Marta Pacifici, Roberto Manuel Zangari. Il capolavoro Scarlattiano, da un libretto di grande intensità drammatica scritto dal “Prencipe Antonio Ottoboni” nel 1690, si intreccerà con azioni coreografiche di tre danzatori curate da Aurelio Gatti, che amplificheranno nello spazio visivo il dramma , e la musica interpretata dal Coro della Cappella Musicale di Villa Medici e dai solisti, che alternerà ai brani dall’Oratorio di Scarlatti anche le opere contemporanee di Giacinto Scelsi e di Severine Balloon, vincitrice del Prix de Rome 2024, queste ultime si sovrapporranno infatti alla trama dell’Oratorio con la funzione di rendere universale e attuale il dramma di Giuditta, divenuta nel tempo personaggio simbolico del coraggio femminile contro l’oppressore e della ribellione contro il potere maschile. L’ideazione del progetto è di Riccardo Martinini, quest’anno artista in residenza a Villa Medici, che conclude così il ciclo annuale delle ‘Stagioni Barocche ideate in collaborazione con l’Accademia di Francia in Roma Villa Medici ed I Concerti nel Parco.

La prima replica delle ore 17.00 sarà preceduta da una introduzione all’ascolto di Luca Della Libera, uno dei maggiori studiosi contemporanei dell’opera di Alessandro Scarlatti.

I concerti sono realizzati con il contributo del MiC Ministero della Cultura Direzione Generale Spettacolo; dalla Regione Lazio Direzione Generale Cultura e Lazio Creativo e Lazio Crea. L’iniziativa inoltre è promossa e sostenuta dall’Assessorato alla Cultura di Roma con il supporto di Zètema Progetto Culturaed è realizzata in collaborazione con l’Accademia di Francia in Roma Villa Medici.

Tv, Rete 4: microchip day Leidaa a "Dalla parte degli animali"

Roma, 11 ott. (askanews) – Il microchip day della Lega Italiana Difesa Animali e Ambiente per fornire il microchip a tantissimi cani e gatti vittime del randagismo e della riproduzione incontrollata; Lillo, vittima di un furto d’auto ritrovato dalle forze dell’ordine e alcuni simpatici ricci rimasti senza mamma, allattatati al Cras “Stella del Nord” della Lega Italiana Difesa Animali e Ambiente. Sono questi alcuni dei temi della prossima puntata di Dalla Parte degli Animali, in onda domani, alle 10.05, su Rete 4: il programma ideato e condotto, con i piccoli Stella e Leo, dall’on. Brambilla, che viene riproposto in replica domenica alle 16.30 su La5 e il martedì in seconda serata sempre su Rete 4.

L’obbligo di identificare i propri animali è, con la sterilizzazione, uno degli strumenti più efficaci nella lotta contro il randagismo. Perciò la Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente organizza vari “microchip day” (il primo si è svolto a Palermo), in cui l’inoculazione è offerta gratuitamente e, grazie alla legge Brambilla, senza sanzioni per i proprietari o i detentori finora inadempienti. Per mettersi in regola, infatti, proprietari finora inadempienti possono avvalersi dell’importante agevolazione introdotta dall’art. 11 della legge Brambilla: far microchippare il proprio cane senza dover pagare la sanzione amministrativa prevista, da 150 a 900 euro per ciascun animale. Il proprietario o il detentore non vi sarà soggetto se adempie volontariamente all’obbligo di identificazione, purché la violazione non sia già stata constatata. A Palermo, in poche ore, sono stati inoculati a cani e gatti decine e decine di microchip.

Come storia a lieto fine vedremo quella di Lillo, un chihuahua rubato insieme all’automobile del suo proprietario, Alfio: l’uomo ci racconterà la sua terribile esperienza e come la polizia è riuscita a ritrovare il suo bene a quattro ruote e – soprattutto – il suo affetto a quattro zampe. Al Cras “Stella del Nord” di LEIDAA vedremo la storia di alcuni bei riccetti: rimasti senza mamma sono stati recuperati e ora vengono allattati, senza sosta, dalle balie che hanno fatto sì che potessero crescere sani e forti. Un impegno a dir poco costante: nei primi giorni di vita un baby riccio deve essere allattato ogni due o tre ore, ventiquattro ore su ventiquattro. Un impegno che i volontari della LEIDAA hanno messo per salvare Gioia, cagnolina recuperata a bordo strada nei pressi di Carlentini: un cacciatore le aveva probabilmente sparato per errore, tranciandole una zampa di netto, scambiandola per un animale selvatico. Subito recuperata e portata dal veterinario è stata curata: il suo percorso di riabilitazione sarà lungo ma si farà di tutto perché si riprenda completamente e trovi un’adozione del cuore.

Tra i servizi più leggeri, conosceremo Sara, anche lei balia, ma non dei ricci bensì dei micetti, entreremo nella casa del conduttore e attore Corrado Tedeschi, grande amante degli animali e prepareremo una innovativa ricetta veg: la tataki di batata, uno strano nome per definire una patata dolce e gustosissima originaria delle isole del Pacifico. E poi, ovviamente, conosceremo i tantissimi cani, gatti e altri animali in cerca di una casa dove vivere amati per sempre.

Dalla Parte degli Animali è un programma Mediaset, regia di Fabio Villoresi e a cura di Carlo Gorla.

Flautissimo, il Festival diffuso tra musica, teatro, letteratura

Roma, 11 ott. (askanews) – Il 19 ottobre prende il via la 27ª edizione di Flautissimo, il festival diretto da Stefano Cioffi e organizzato dall’Accademia Italiana del Flauto. Nato come rassegna dedicata alla musica classica da camera, Flautissimo negli anni ha ampliato i propri confini fino a diventare un festival diffuso che intreccia musica, teatro, letteratura e arti performative. Anche quest’anno gli appuntamenti si svolgeranno al Teatro Palladium, Teatro India, Teatro Torlonia e alla Biblioteca Vaccheria Nardi e Biblioteca Europea di via Savoia.

– Flautissimo Parole, Teatro & Musica. Sarà la prima assoluta de La casa del mago con Massimo Popolizio ed Emanuele Trevi a inaugurare l’edizione dal sottotitolo “Tutto quello che avrei voluto dirti… o quasi”, domenica 19 ottobre alle ore 18 al Teatro Palladium. La produzione, firmata Flautissimo/Stefano Cioffi e Compagnia Umberto Orsini, racconta di una porta che si apre su una casa piena di libri e silenzi. Un padre che sfugge, un figlio che insegue ombre. Un luogo dove restano sospese le parole che non sono mai state dette. La voce di Massimo Popolizio ci guida in un viaggio in cui la memoria diventa vertigine, e ogni spettatore è chiamato a riconoscere le proprie stanze segrete. Perché, come scrive Trevi, “la casa del mago è il luogo in cui si conserva ciò che ci ha resi ciò che siamo”.

Il 4 novembre alle ore 21, sempre al Teatro Palladium sarà la volta di Il fuoco che ti porti dentro, dal romanzo di Antonio Franchini, con Peppe Servillo e Cristiano Califano alla chitarra. La storia di Angela, madre fuori dagli schemi, e del figlio che cerca di decifrarla, prende vita tra ironia, tragedia e musica, in un ritratto vibrante e intenso che intreccia parola e canto. Il 2 e 3 dicembre al Teatro Torlonia, alle ore 20.30, andrà in scena Stare meglio di Giacomo Ciarrapico, con Carlo De Ruggieri e le musiche originali di Giuliano Taviani e Carmelo Travia. Una riflessione ironica e amara, tra comicità e malinconia, che trasforma la vicenda di un corpo fragile in un affresco pungente della società contemporanea.

L’8 dicembre alle ore 18 al Teatro India debutta a Roma Piccolo almanacco dell’attore di e con Fabrizio Bentivoglio. Un racconto umile e diretto, che intreccia vita e teatro, memoria e presente, restituendo l’essenza del mestiere dell’attore come un continuo ricominciare.

Il 10 e 11 dicembre al Teatro Torlonia, alle ore 20.30, in prima assoluta Teresa la notte di Paola Galassi, con la regia di Giampiero Solari, letta da Lucia Mascino con le musiche originali di Stefano Fresi. Un monologo serrato, che racconta la caduta di una donna comune nel buco nero della rete, dove identità segrete e minacce invisibili trasformano la quotidianità in incubo.

– Flautissimo Musica da Camera. Come ogni anno, al Teatro Palladium tornano le due intense giornate dedicate alla musica da camera: il 22 e 23 novembre i più autorevoli flautisti del panorama internazionale saranno protagonisti di recital e masterclass aperte al pubblico. Elisaveta Ivanova e Marianna Zolnacz, Mario Caroli e Riccardo Cellacchi, Juliette Hurel e Adriana Ferreira, Paolo Taballione e Denis Bouriakov, Silvia Careddu e Sebastian Jacot, Violeta Gil Garcia e Riccardo Ghiani saranno accompagnati da Sara Matteo, Francesca Carta, Isolda Crespi, Irene Veneziano e Gesualdo Coggi al pianoforte e Isabelle Moretti all’arpa. In programma musiche di Dutilleux, Andersen, Fauré, Cajkovskij, Debussy, de Grandval, Cras, Taktakishvili, Reinecke, J.S.Bach, Rachmaninoff, Mendelssohn, Mozart, Schubert, Roussel, Gaubert, Prokof’ev, Boehm, Strauss. In parallelo, la mostra di strumenti presso l’Hub culturale Moby Dick (22 e 23 novembre, ingresso libero) con i più importanti produttori e artigiani del settore.

– Le Letture di Flautissimo. Rinnovata la collaborazione con le Biblioteche di Roma, che accoglieranno otto letture a ingresso gratuito con Serena Sansoni: Quando basta una parola dai romanzi di Natalia Ginzburg (Biblioteca Vaccheria Nardi, dal 11 novembre al 15 dicembre) e Quello che manca da Orgoglio e pregiudizio (Biblioteca Europea, 2, 9 e 16 dicembre).

“Tutto quello che avrei voluto dirti… o quasi” è il filo sottile che attraversa musica, teatro e letture della 27ª edizione di Flautissimo: linguaggi diversi che trasformano il silenzio in arte e relazione. Le parole ricordano, curano, uniscono, sono loro che ci avvicinano ai nostri affetti, che raccontano il lutto, il desiderio, il silenzio. E così ogni spettacolo, ogni concerto, ogni lettura diventa occasione per colmare distanze, per ritrovare il senso del confronto, per restituire bellezza e profondità alla relazione con l’altro. Flautissimo non è un calendario di eventi: è un tempo diverso, intimo e collettivo al tempo stesso. È un festival ancora capace di sorprendere, di unire generazioni e di restituire alla città la possibilità di fermarsi ad ascoltare. Perché ciò che resta non detto può diventare musica, racconto, emozione. E finalmente trovare la sua voce. Stefano Cioffi Direttore Artistico Flautissimo

IL FESTIVAL. Il festival diretto da Stefano Cioffi è una manifestazione che affonda le sue radici nella musica classica e che negli anni ha vissuto tante stagioni di aperture ai nuovi linguaggi dello spettacolo contemporaneo. E così oggi Flautissimo è anche teatro, altre musiche, performance cross-disciplinari. Tra i tanti grandi nomi ospitati ricordiamo Emma Dante, Ennio Fantastichini, Galatea Ranzi, Elena Radonicich, Roberto Herlitzka, Massimo Wertmuller, Manuela Mandracchia, Francesco Piccolo, Giancarlo De Cataldo, Francesca Reggiani, Moni Ovadia, Fabrizio Bosso, Rita Marcotulli, Javier Girotto, Gabriele Coen, Emmanuel Pahud, Silvia Careddu, Avion Travel, Stefano Saletti & Banda Ikona, Klezroym, Giorgio Tirabassi, Max Paiella, Paola Minaccioni, Valerio Aprea.

La ventisettesima edizione di “Flautissimo Festival. Tutto quello che avrei voluto dirti… o quasi” è promossa e sostenuta dall’Assessorato alla Cultura di Roma in collaborazione con l’Accademia Italiana del Flauto e con il supporto di Zètema Progetto Cultura. La manifestazione, sotto la direzione artistica di Stefano Cioffi, è realizzata, inoltre, con il contributo della Regione Lazio e in collaborazione con Fondazione Roma Tre Teatro Palladium e il Teatro di Roma.

Tre Chiavi Michelin a Bottura per Casa Maria Luigia a Modena

Cervia (Ravenna), 11 ott. (askanews) – “Cosa vi dicevo all’inizio dell’anno? Aspettate, c’ il trentennale, Miseria e nobilt, parliamo dell’Italia, parliamo della cucina povera, la eleviamo a Tre Stelle Michelin… vedrete che soddisfazioni a fine anno. Ieri ero a Parigi e la Michelin ci ha premiato con altre tre stelle, cio mica male”. Un riconoscimento prestigioso quello ritirato da Massimo Bottura gioved 9 ottobre durante una cerimonia al Louvre di Parigi. Alla presenza del presidente francese Emmanuel Macron, la Guida Michelin ha assegnato le Tre Chiavi al suo hotel Casa Maria Luigia di Modena. Il massimo riconoscimento per l’ospitalit di lusso.

“Alla fine viaggi per il mondo, tutti ti trattano come una star, ma la cosa pi importante portare il mondo da me – dice Bottura -. Questa la cosa pi bella: vedere che tutti vengono, si divertono, stanno bene e capiscono che cos’ l’Emilia-Romagna. tanta roba”.

Lo chef pluripremiato ha parlato del riconoscimento a Cervia, dove ha ricevuto il Premio Fantini Club: i protagonisti d’impresa nel mondo, dedicato agli italiani che portano innovazione e visione sui mercati internazionali. “E’ una grande emozione, un grande successo. Avere il numero uno del mondo qui al Fantini per questo premio veramente un successo” commenta Claudio Fantini, fondatore e amministratore delegato del Fantini Club.

La cucina italiana ai massimi livelli nel mondo. Ma il “made in Italy” pu insegnare anche un modo di fare impresa? “Sai cosa possiamo insegnare? Il senso del bello, la passione – risponde Bottura -. E per noi emiliano-romagnoli questo nel nostro Dna. Questo sicuramente io ho visto, perlomeno in tutto quello che faccio, che quando tu hai passione perch sei andato in profondit nei tuoi interessi e dopo diventano parte della tua vita quotidiana. E quindi io dico sempre: nelle mie vene scorre dell’aceto balsamico, i muscoli sono fatti di Parmigiano Reggiano, ma nel mio cervello viaggiano i 12 cilindri. Perch esprimo il mio territorio, esprimo dove sono nato, in una terra straordinaria che l’Emilia-Romagna. E quando mi chiedono ‘ma che terra , come la descrivi?’, una terra di gente che si alza un’ora prima la mattina, va a letto un’ora dopo la sera, e nel frattempo ha anche deciso di farlo con passione. questo che fa la differenza nella vita, soprattutto oggi”.

Ucraina, Zelensky a colloquio con il presidente Usa Trump

Roma, 11 ott. (askanews) – Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky a colloquio con il suo omologo degli Stati Uniti, Donald Trump. Lo ha annunciato su Telegram il capo dell’amministrazione presidenziale ucraina, Andriy Yermak.

La conversazione avviene il giorno dopo uno degli attacchi russi più importanti contro la rete energetica ucraina. Durante una conferenza stampa ieri a Kiev, Zelensky ha invitato Trump a “esercitare pressioni” su Vladimir Putin affinché fermi gli attacchi aerei contro l’Ucraina.

"S.PER.AN.ZE. – Un futuro a 5G", corto dedicato al Papa e ai Papaboys

Roma, 11 ott. (askanews) – Dopo i progetti “Karol – Và nel mondo con amore, fa sentire la tua voce”, dedicato a S. Giovanni Paolo II per la sua canonizzazione, “Francesco – Una rete per la fede”, per il Giubileo Straordinario della Misericordia e “Mi passi un po’ di pace?”, alla luce del conflitto tra Russia e Ucraina, Saint Production srl in collaborazione con MPM Management Productions srl hanno ideato, in occasione del Giubileo Ordinario del 2025 “Pellegrini di speranza”, un nuovo cortometraggio: “S. PER AN. ZE. – Un futuro a 5G”.

Prodotto da Maria Paola Migliassi, il corto è stato pensato come sprone specie per i giovani ad avere fiducia, speranza per gli scoraggiati, mano che si porge e rialza chi è caduto. I cortometraggi, maggiormente in questo periodo, servono per arrivare in tutti i mezzi di comunicazione, per seminare e annunciare il Signore nel cuore di tanti.

Il commento finale è tratto dal testo di Papa Francesco “Spes Non Confundit – Bolla di indizione del Giubileo Ordinario dell’Anno 2025”. Il corto ha vinto 6 premi nell’ambito delle rassegne statunitensi Best Shorts Competition, IndieFest Film Awards, Global Shorts e nella rassegna italiana Bracciano Film & Arts Festival. E’ attualmente in concorso al David di Donatello 2026.

Le storie di quattro ragazzi, Stefano, Perla, Anna e Zeno, si incrociano nella città di Fiuggi, nel Lazio. I giovani espongono nel loro linguaggio codice le perplessità sul proprio futuro e quello della società dove vivono. I loro smartphone, che hanno generato i loro problemi, si trasformeranno in mezzi di riunione, riconciliazione e cammino verso una viva speranza delle loro vite. Un enigmatico titolo che parla di speranze, tecnologia e connessioni, non solo digitali, ma anche umane. Una ricerca profonda, un viaggio verso un futuro in cui il 5G non rappresenta solo innovazione tecnologica, ma un nuovo modo di vedere il mondo, di comunicare e di vivere. Il cortometraggio esplora temi contemporanei, lasciando spazio per riflessioni sulla speranza in un’era di cambiamenti rapidi e connessioni sempre più strette. Con il Patrocinio del Comune di Fiuggi questa produzione esclusiva è stata realizzata da Saint Production e MPM Management Productions, con il supporto dell’Ucsi – Unione Cattolica Stampa Italiana, Associazione Nazionale Papaboys, Unitre – Associazione Nazionale Università della Terza Età – Fiuggi, Pro Loco Fiuggi, DMO Alta Ciociaria ETS e la concessione della LEV – Libreria Editrice Vaticana – Dicastero per la Comunicazione. La regia è di Giancarlo Mici e il soggetto originale dello stesso Giancarlo e di Elena Tasso, I 4 giovani attori protagonisti: Stefano (Alessandro Marzia): promessa del calcio, fidanzato dolce e determinato. Perla (Noemi Petrangeli): attrice in erba con un sogno nel cuore. Anna (Valentina Giagnacovo): ballerina caparbia pronta a volare sul palco. Zeno (Federico Sardi de Letto): enigmatico e riflessivo, il filo conduttore di un mistero. Le voci degli SMS misteriosi sono interpretate da leggende come Paola Pitagora e Giuseppe Pambieri.

‘S. PER. AN. ZE. – Un futuro a 5G’ è dedicato a Papa Francesco e a Daniele Venturi, fondatore della rivista ‘Pensiero Settimanale’, ponte tra laici e non credenti, tra giovani e altre generazioni, punto di unione e accoglienza e anche fondatore e presidente dell’Associazione Nazionale Papaboys, prematuramente scomparso il 13 marzo 2025. È stato presentato al Nuovo Cinema Aquila – Roma, il 9 aprile 2025 mentre il 18 giugno scorso è stato presentato e consegnato al Santo Padre Papa Leone XIV. E’ stato inoltre presentato al Ecc.mo Pro-Prefetto S.E. Mons. Rino Fisichella, e successivamente al Vicario Generale per la Diocesi di Roma S.Em. Card. Baldassare Reina. Il 15 ottobre 2025 esce in streaming sul canale di Giancarlo Mici su YouTube. Il sito del cortometraggio: https://www.speranzeunfuturoa5g.it/

I palestinesi sfollati tornano a Gaza ma in molti non hanno più la casa, distrutta dai raid

Roma, 11 ott. (askanews) – Migliaia di palestinesi sfollati continuano a rientrare in una Gaza City devastata, nel secondo giorno di cessate-il-fuoco tra Israele e Hamas: oggi ne sono arrivati 50mila, secondo la protezione civile. Molti sconvolti dalla distruzione, altri tirano invece un sospiro di sollievo nel trovare le proprie case ancora in piedi.

Approfittando del cessate il fuoco, Raja Salmi è tornata a piedi alla sua casa a Gaza City, dove settimane di bombardamenti israeliani e operazioni di terra hanno colpito aree ritenute rifugi di migliaia di combattenti di Hamas.

“Abbiamo camminato per ore, e ogni passo era pieno di paura e ansia per la mia casa”, ha raccontato Salmi alla France Presse. Quando è arrivata nel quartiere di Al-Rimal, ha trovato la sua casa distrutta. “Non esiste più. È solo un cumulo di macerie”, ha detto, “Sono rimasta lì davanti e ho pianto. Tutti quei ricordi ora sono solo polvere”. Il flusso di persone di ritorno continua, con il dato odierno diffuso dall’agenzia della protezione civile, un servizio di soccorso che opera sotto l’autorità di Hamas.

“Questo porta il numero totale dei rientri a Gaza da ieri a circa 250mila finora”, ha affermato Mohammed Al-Mughayyir, un funzionario dell’agenzia.

Piantedosi: nei cortei Pro Pal ricomparsi vecchi nostalgici della lotta armata

Roma, 11 ott. (askanews) – “Tutto quello che sta dietro ad alcune scene e elementi” avvenute nelle manifestazioni pro Gaza degli ultimi giorni “sono al vaglio degli inquirenti, per capire se dietro ad alcune azioni apparentemente coordinate c’è una strategia unitaria o si è trattato di una costellazione di attivismo ed episodi non legati da un importante filo comune. Segnalo però che i nostri specialisti investigatori, da tempo, già dalle prime manifestazioni”, hanno appurato “la ricomparsa sullo scenario di alcuni vecchi nostalgici fautori della lotta armata, con nome e cognome, volti ben definiti”. Lo ha detto il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi alla festa del Foglio.

Per il titolare del Viminale “non significa che ora c’è il ritorno della lotta armata, ma testimonia che sul substrato delle grandi conflittualità, che storicamente si ripropongono, qualcuno vive la suggestione di impiantare la ricorrente passione per la lotta armata. E non ne fanno neanche mistero: ci sono stati documenti di alcuni gruppi”.

“Molto spesso non prendere subito nettamente le distanze, pur di non avere un comportamento concordato o di posizionamento analogo di quello di chi sta al governo, poi determina che di registrano gli effetti della sottovalutazione quando è troppo tardi. Facciamo in modo che non succeda come in quegli anni” e “non facciamo sottovalutazioni”, ha concluso il ministro.

Francia, Lecornu: nominerò un governo libero, senza figure prigioniere dei partiti

Roma, 11 ott. (askanews) – Sebastien Lecornu ha indicato di voler nominare “un governo libero”, composto da personalità “con sensibilità politiche, ma non prigioniere dei partiti”. Lo ha dichiarato lo stesso primo ministro francese, che ieri sera ha ottenuto il reincarico dal presidente Emmanuel Macron dopo le sue dimissioni.

Durante la sua visita al commissariato di L’Hay-les-Roses, comune francese situato nel dipartimento della Valle della Marna nella regione dell’Ile-de-France, Lecornu ha ribadito di non avere per se stesso “alcuna agenda” né “altra ambizione se non quella di uscire da questo momento”, che ha definito “abbastanza difficile per tutti”. “Farò il mio dovere e non sarò un problema”, ha ripetuto, ricordando di non essere “qui per fare la morale”, ma di non avere “l’impressione che ci siano molti candidati” disposti a prendere il posto a Matignon.

Affermando di “rispettare” la decisione del leader di Les Republicains, Bruno Retailleau, di non partecipare più al governo, ha promesso che “tutti i dibattiti sono possibili” riguardo alla riforma delle pensioni, di cui il Partito Socialista chiede la sospensione “completa e immediata”.

Giustizia, Amoroso: processo mediatico è una barbarie

Firenze, 11 ott. (askanews) – “Il processo mediatico è una barbarie e viola in concreto il principio di non colpevolezza”. Lo ha detto Giovanni Amoroso, presidente della Corte Costituzionale, intervistato alla festa del Foglio a Firenze. “E’ un appello” quello contro il processo mediatico che “possiamo fare oggi, a una festa dell’ottimismo (così si chiama la festa del Foglio, ndr), tutti insieme”, ha aggiunto Amoroso.

Parlando poi della riforma con la separazione delle carriere, il presidente della Consulta ha detto che “la distinzione tra l’attività del pm e quella del giudice si vede innanzitutto nel processo, soprattutto penale, il passaggio importante si è avuto nel nuovo processo e lì c’è stata una frizione tra Corte Costituzionale e Parlamento” che “si risolse con il nuovo articolo 111”.

Per Amoroso “c’è una separazione di carriere e non separazione di poteri, c’è la separazione del Csm che è destinato a raddoppiare”, “anche nella sua sezione disciplinare”.

“La democrazia si fonda sul principio della separazione dei poteri, quando l’equilibrio dei poteri comincia ad alterarsi allora c’è da preoccuparsi perché si può scivolare su forme che hanno tassi di democrazia inferiore. Attualmente non vedo questo spostamento dell’equilibrio dei poteri, che per essere allarmante dovrebbe essere verso l’Esecutivo. Non vedo questo scivolamento”, ha spiegato.

“Consideriamo anche che il nostro ordinamento, ed è un unicum nel mondo, prevede comunque la separazione dei poteri e un controllo giudiziario perché c’è la giustiziabilità dei conflitti tra poteri”, ha concluso.

Dazi, Fitto: non ci piacciono, ma definito miglior accordo possibile

Firenze, 11 ott. (askanews) – “La Commissione europea ha trattato sui dazi, rispetto ai quali bisogna avere un approccio molto concreto. Se la domanda se ci piacciono o meno i dazi, la risposta che non ci piacciono. In questa situazione la Commissione europea ha definito il miglior accordo possibile ed anche questo verificabile nel confronto con tutti gli altri accordi: va implementato ulteriormente e migliorato e mi sembra che su questa strada si stia facendo un buon lavoro”. Lo ha detto il vicepresidente della Commissione europea, Raffaele Fitto, parlando con i giornalisti a margine della festa del Foglio in corso a Firenze.

Sulle dichiarazioni di Donald Trump relative ad eventuali prossimi dazi alla Cina, “mi consentirete di non esprimermi, diventa un po pi complesso farlo” ha concluso Fitto.

Tennis, clamoroso a Shanghai: Vacherot batte Djokovic ed è finale



Roma, 11 ott. (askanews) – Clamoroso a Shanghai, dove Valentin Vacherot, numero 204 del mondo e partito come alternate delle qualificazioni, vola in finale. E lo fa battendo il 24 volte campione Slam Novak Djokovic, quattro volte vincitore del Masters 1000 cinese e all’80^ semifinale in un Masters della carriera. 6-3, 6-4 i parziali per il 24enne monegasco, che ha sfruttato anche i tanti problemi fisici del serbo, non ultimo un guaio muscolare al gluteo. Vacherot, 204 del ranking, monegasco di passaporto, è il giocatore con la classifica più bassa a raggiungere la finale in un 1000. Domenica sfiderà uno tra Daniil Medvedev e… il cugino Arthur Rinderknech, 54 del mondo.

Toscana, sfida Giani-Tomasi tra incognita affluenza e echi nazionali

Firenze, 11 ott. (askanews) – Per il governatore uscente “non basta vincere, bisogna vincere bene”, per il sindaco outsider “il risultato non è già scritto e nessuna sfida è impossibile”. Con questi due viatici, pronunciati alla vigilia del voto rispettivamente dal presidente del Pd Stefano Bonaccini e dalla premier Giorgia Meloni all’indirizzo dei loro candidati, Eugenio Giani per il centrosinistra allargato al Movimento Cinquestelle e Alessandro Tomasi per il centrodestra si presentano agli oltre 3 milioni di elettori chiamati domani e lunedì a scegliere il nuovo presidente della Regione Toscana. In corsa c’è una terza candidata, Antonella Bundu, già consigliera comunale, per la lista di sinistra Toscana Rossa (che mette insieme Rifondazione Comunista, Potere al Popolo e Possibile).

Il primo ostacolo che i candidati dovranno superare per compiere la loro missione – che sia vincere bene oppure vincere per la prima volta in una regione in cui la sinistra ha governato ininterrottamente dal 1970 – è l’astensione, la piaga della bassa affluenza al voto. Non a caso, l’ultimo appello sia a destra che a sinistra, è perché la gente vada a votare, non resti a casa.

“Io ho dato tutto, ho fatto il possibile, ora tocca a voi fare la rivoluzione” e non fidatevi “di sondaggi vecchi che fanno girare ora per scoraggiarvi”, avverte Tomasi dal palco di piazza San Lorenzo, dove Giorgia Meloni quasi lo rivendica come cosa sua (“lo conosco da tanti anni”). Dal teatro Cartiere Carrara, dove chiude la manifestazione con Elly Schlein, ma non ci sarà né una piazza né una foto unitaria con i leader del campo largo (tanto “la foto porta male”, osserva), Giani ne fa un fatto di orgoglio: “Bisogna portare la gente a votare domenica prossima. Dobbiamo avere l’orgoglio di essere la Toscana, terra di libertà e di democrazia. Io voglio una Toscana che sta in vetta come partecipazione al voto”.

Le urne saranno aperte domani dalle ore 7 alle 23 e lunedì dalle 7 alle 15: lo spoglio inizierà subito dopo la chiusura dei seggi e proseguirà in serata. In “palio” ci sono, oltre alla poltrona di governatore, dai 23 ai 26 seggi per la maggioranza in Consiglio Regionale toscano e almeno 14 per l’opposizione. Assieme al presidente della Regione, i toscani eleggeranno anche i consiglieri che andranno a comporre la futura assemblea regionale: quaranta in tutto (quarantuno con il presidente della giunta che ne fa parte integrante), lo stesso numero del 2015 e 2020, quindici in meno rispetto al 2010 e ben venticinque in meno rispetto al 2005. Per la coalizione vincente è previsto un premio di maggioranza, variabile: su quaranta seggi, non potrà averne meno di 23 (ma non più di 26).

La sfida toscana ha, infine, il sapore agrodolce del terzo round, nella partita delle regionali d’autunno, che sulla carta dovrebbe confortare il campo largo dopo le due sconfitte consecutive nelle Marche e in Calabria. La proiezione di questa disputa elettorale sullo scacchiere nazionale è inevitabile: la Toscana è l’ennesima regione in cui il campo progressista si presenta unito – e in generale non è andata benissimo, al momento dieci a tre per il centrodestra che potrebbe diventare undici a sei a fine novembre -, ma con un rapporto complesso con i Cinquestelle, che hanno deciso di appoggiare Giani dopo una votazione della base degli iscritti, che, tuttavia, non ha sedato alcuni malumori e distinguo. Ma alla vigilia del voto – e nella popolare cornice della fiera di Scandicci – è trionfata l’armonia tra Giani e Giuseppe Conte che ha detto sicuro: “Vincere è d’obbligo”.

Qualche distinguo non è mancato nemmeno nel centrodestra per alcune frizioni tra Tomasi e il generale Vannacci della Lega. Matteo Salvini però ha minimizzato: nel centrodestra ci sono forze diverse, ma si sa stare insieme e governare insieme. Certo per la prima volta il centrodestra sembra crederci davvero nella possibilità di espugnare la Regione anche perché, come ha sottilmente osservato Meloni ieri, “il problema delle roccaforti è che poi non devi più dare risposte, gestisci il potere” e la gente “non è stupida”, “capisce molto di più di quello che la sinistra pensa”.

Tod’s, Della Valle: caporalato stupidaggine, fiducia in magistratura

Capri (Napoli), 11 ott. (askanews) – Grande fiducia nella magistratura, ma “dire che c’ del caporalato in mondi come i nostri una grossa stupidaggine”. Lo ha ribadito il patron di Tod’s, Diego Della Valle, intervenendo al 40esimo convegno dei Giovani di Confindustria a Capri, in relazione alla richiesta di amministrazione giudiziaria dell’azienda per sfruttamento colposo del caporalato avanzata dalla Procura di Milano.

“Quello che ribadisco – ha aggiunto – che non possiamo trattare con leggerezza temi che riguardano la dignit e la reputazione delle aziende, e non possiamo pensare che sia indolore qualsiasi cosa si dica, che si possa additare, nel mio caso a livello mondiale. Il mio invito ragionare e riflettere: abbiamo bisogno di una normativa che pur controllando qualsiasi cosa, capisca come questo mondo”.

“Venite a vedere le nostre aziende, organizziamo delle visite, guardate le aziende – ha proseguito Della Valle -. Le nostre aziende non sfruttano nessuno, il caporalato riguarda altri mondi non noi, offensivo. Io conosco tanti magistrati, gente in gamba, anche loro devono fare in modo che non scappino sulle fasce laterali dei ragazzi che si credono padroni del mondo. Io ho grande fiducia nella magistratura, e se qualcuno a volte esagera lo fa in buona fede”.

In Toscana sfida Giani-Tomasi tra l’incognita affluenza ed echi nazionali

Roma, 11 ott. (askanews) – Per il governatore uscente “non basta vincere, bisogna vincere bene”, per il sindaco outsider “il risultato non è già scritto e nessuna sfida è impossibile”. Con questi due viatici, pronunciati alla vigilia del voto rispettivamente dal presidente del Pd Stefano Bonaccini e dalla premier Giorgia Meloni all’indirizzo dei loro candidati, Eugenio Giani per il centrosinistra allargato al Movimento Cinquestelle e Alessandro Tomasi per il centrodestra si presentano agli oltre 3 milioni di elettori chiamati domani e lunedì a scegliere il nuovo presidente della Regione Toscana. In corsa c’è una terza candidata, Antonella Bundu, già consigliera comunale, per la lista di sinistra Toscana Rossa (che mette insieme Rifondazione Comunista, Potere al Popolo e Possibile).

Il primo ostacolo che i candidati dovranno superare per compiere la loro missione – che sia vincere bene oppure vincere per la prima volta in una regione in cui la sinistra ha governato ininterrottamente dal 1970 – è l’astensione, la piaga della bassa affluenza al voto. Non a caso, l’ultimo appello sia a destra che a sinistra, è perché la gente vada a votare, non resti a casa. “Io ho dato tutto, ho fatto il possibile, ora tocca a voi fare la rivoluzione” e non fidatevi “di sondaggi vecchi che fanno girare ora per scoraggiarvi”, avverte Tomasi dal palco di piazza San Lorenzo, dove Giorgia Meloni quasi lo rivendica come cosa sua (“lo conosco da tanti anni”). Dal teatro Cartiere Carrara, dove chiude la manifestazione con Elly Schlein, ma non ci sarà né una piazza né una foto unitaria con i leader del campo largo (tanto “la foto porta male”, osserva), Giani ne fa un fatto di orgoglio: “Bisogna portare la gente a votare domenica prossima. Dobbiamo avere l’orgoglio di essere la Toscana, terra di libertà e di democrazia. Io voglio una Toscana che sta in vetta come partecipazione al voto”.

Le urne saranno aperte domani dalle ore 7 alle 23 e lunedì dalle 7 alle 15: lo spoglio inizierà subito dopo la chiusura dei seggi e proseguirà in serata. In “palio” ci sono, oltre alla poltrona di governatore, dai 23 ai 26 seggi per la maggioranza in Consiglio Regionale toscano e almeno 14 per l’opposizione. Assieme al presidente della Regione, i toscani eleggeranno anche i consiglieri che andranno a comporre la futura assemblea regionale: quaranta in tutto (quarantuno con il presidente della giunta che ne fa parte integrante), lo stesso numero del 2015 e 2020, quindici in meno rispetto al 2010 e ben venticinque in meno rispetto al 2005. Per la coalizione vincente è previsto un premio di maggioranza, variabile: su quaranta seggi, non potrà averne meno di 23 (ma non più di 26).

La sfida toscana ha, infine, il sapore agrodolce del terzo round, nella partita delle regionali d’autunno, che sulla carta dovrebbe confortare il campo largo dopo le due sconfitte consecutive nelle Marche e in Calabria. La proiezione di questa disputa elettorale sullo scacchiere nazionale è inevitabile: la Toscana è l’ennesima regione in cui il campo progressista si presenta unito – e in generale non è andata benissimo, al momento dieci a tre per il centrodestra che potrebbe diventare undici a sei a fine novembre -, ma con un rapporto complesso con i Cinquestelle, che hanno deciso di appoggiare Giani dopo una votazione della base degli iscritti, che, tuttavia, non ha sedato alcuni malumori e distinguo. Ma alla vigilia del voto – e nella popolare cornice della fiera di Scandicci – è trionfata l’armonia tra Giani e Giuseppe Conte che ha detto sicuro: “Vincere è d’obbligo”.

Qualche distinguo non è mancato nemmeno nel centrodestra per alcune frizioni tra Tomasi e il generale Vannacci della Lega. Matteo Salvini però ha minimizzato: nel centrodestra ci sono forze diverse, ma si sa stare insieme e governare insieme. Certo per la prima volta il centrodestra sembra crederci davvero nella possibilità di espugnare la Regione anche perché, come ha sottilmente osservato Meloni ieri, “il problema delle roccaforti è che poi non devi più dare risposte, gestisci il potere” e la gente “non è stupida”, “capisce molto di più di quello che la sinistra pensa”.

Premio alla Divulgazione Musicale "Ezio Bosso", è boom d’iscritti

Roma, 11 ott. (askanews) – Entra nel vivo la prima edizione del Premio alla Divulgazione Musicale Ezio Bosso – 2025: ben 144 progetti da tutt’Italia con Associazioni, Scuole Statali, editori, Arci e Conservatori che hanno aderito da ben 63 province diverse. Una risposta di proporzioni inattese, giunta da tutto il territorio all’appello di Associazione Ezio Bosso, in collaborazione con Regione Puglia, per premiare ed incentivare la voglia di musica colta in Italia.

E l’Associazione ha rilanciato la sfida aggiungendo un quarto premio ai primi tre già finanziati da Regione Puglia.

Grandi e prestigiose associazioni concertistiche con decenni di esperienza alle spalle, piccole realtà giovani, città metropolitane, borghi, paesi, da Gorizia fino all’ultimo lembo di Sicilia: la prima edizione del Premio alla Divulgazione Musicale Ezio Bosso sta rivelando un’Italia inattesa e trasversale a qualsiasi classificazione, che considera la musica classica o “libera”, come imprescindibile strumento di conoscenza, benessere, crescita personale e sociale per bambini, anziani, malati, giovani, categorie fragili, famiglie, detenuti, extracomunitari in difficoltà; ma anche persone qualunque alla ricerca di dialogo, ascolto e sviluppo culturale attraverso l’unico mezzo che, come diceva Ezio, “connette cuore, cervello e pancia” in un batter d’ali.

Le regioni che hanno presentato più progetti sono: Lombardia, guidata da Milano; Lazio, trainato da Roma; Piemonte, Puglia e Emilia-Romagna, quindi Toscana e Veneto, ma stupisce soprattutto il gran numero di progetti provenienti dalle piccole province e dai borghi di campagna, a dimostrazione che l’Italia tutta e non solo i grandi centri, sente il bisogno di una capillare attività culturale musicale come alternativa ad un pericoloso e disgregante isolamento sociale, ancora più rischioso in epoca digitale.

E per premiare questa sorprendente voglia di musica intelligente, Associazione Ezio Bosso ha aggiunto un quarto premio di 2.000 euro ai tre già finanziati da Regione Puglia per un ammontare complessivo di 22.000 euro: il quarto riconoscimento, affidato al pubblico, verrà assegnato tramite voto diretto online sul sito dell’Associazione, dove si potrà scegliere tra i venti progetti finalisti stabiliti dal voto del Comitato Scientifico presieduto da Michele dall’Ongaro. Le votazioni verranno aperte il giorno 7 novembre e si chiuderanno il giorno 14 novembre. Tutte le fasi di voto, sia del comitato scientifico sia del pubblico, verranno certificate da notaio e i risultati saranno resi noti a dicembre 2025 contestualmente alla consegna dei premi in denaro.

Il Premio alla Divulgazione Musicale Ezio Bosso nasce per iniziativa dell’Associazione Ezio Bosso in collaborazione con Regione Puglia e Puglia Culture, dopo che il marchio Buxus degli eredi Bosso ha completato il percorso di pubblicazione dei suoi testi inediti, musicali e non. Il Premio è inteso dall’Associazione come strumento attivo per rendere sempre più vivo e socialmente incisivo il pensiero del grande musicista torinese quale lascito collettivo al suo paese.

Grande soddisfazione per l’iniziativa ha espresso Michele dall’Ongaro, Presidente del Comitato Scientifico del Premio: “Se c’è una cosa che Ezio Bosso ci ha insegnato è che la musica parla a tutti e tutti hanno diritto di godere della bellezza e della forza che ne scaturiscono. Il Premio ha lo scopo di dare una mano a chi lavora perché queste energie siano condivise e diffuse nel modo più capillare nel nostro Paese così come Bosso ha fatto con slancio incessante e passione contagiosa”.

Ue, Mattarella: auguro veloce ingresso Macedonia Nord e Moldova

Venezia, 11 ott. (askanews) – “Mi auguro un veloce ingresso della Macedonia del Nord e della Moldova nell’Unione europea. L’Italia è pienamente di questo avviso e il nostro Governo è su questa linea”. Lo ha dichiarato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del 35esimo anniversario della Commissione di Venezia.

All’evento sono presenti anche la presidente della Repubblica di Moldova, Maia Sandu, e la presidente della Repubblica di Macedonia del Nord, Gordana Siljanovska-Davkova.

“Non faccio che ripetere che il tempo è pienamente maturo per questo ingresso” ha concluso Mattarella.