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Flotilla, Ciriani: operazione gonfiata per dare spallata a governo

Roma, 2 ott. (askanews) – “Abbiamo avuto la sensazione che tutta questa operazione della Flotilla sia stata molto gonfiata mediaticamente e politicamente con la speranza che potesse offrire l’occasione di una spallata politica al governo ma le elezioni delle Marche hanno raffreddato molto questa speranza e adesso il clima mi pare un pochino più tranquillo”. Lo ha detto il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani conversando con i giornalisti al Senato durante il dibattito sulle comunicazioni del governo sulla situazione a Gaza.

Tv, Netflix e BBC annunciano il sequel di "Peaky Blinders"

Roma, 2 ott. (askanews) – La serie “Peaky Blinders” tornerà su Netflix e sulla BBC, raccontando la storia di una nuova generazione di Shelby, firmata dallo sceneggiatore e creatore Steven Knight.

Sono state annunciate due nuove serie, ciascuna composta da 6 episodi da 60 minuti che saranno girate ai Digbeth Loc. Studios di Birmingham. Entrambe saranno prodotte da Kudos (SAS Rogue Heroes, House of Guinness, Grantchester) e da Garrison Drama (Peaky Blinders S1-6, The Peaky Blinders Film). La linea temporale del sequel seguirà gli eventi dell’atteso film di “Peaky Blinders”, attualmente in post-produzione.

Sarà ambientata in Gran Bretagna nel 1953; dopo essere stata pesantemente bombardata durante la Seconda guerra mondiale, Birmingham sta costruendo un futuro migliore fatto di cemento e di acciaio. In una nuova era dei Peaky Blinders di Steven Knight, la corsa al controllo del massiccio progetto di ricostruzione della città diventa una brutale competizione dalle dimensioni mitiche. Questa è una città di opportunità e di pericoli senza precedenti, e vede la famiglia Shelby come sempre al centro del suo cuore insanguinato.

I produttori esecutivi sono Cillian Murphy, Karen Wilson e Martin Haines (Kudos), Jamie Glazebrook (Garrison Drama), Jo McClellan (BBC), Mona Qureshi e Toby Bentley supervisioneranno per Netflix.

Steven Knight ha dichiarato: “Sono entusiasta di annunciare questo nuovo capitolo della storia di Peaky Blinders. Ancora una volta sarà radicato a Birmingham e racconterà la storia di una città che risorge dalle ceneri del Blitz. La nuova generazione di Shelby ha preso il volante e sarà un viaggio incredibile”.

Mona Qureshi per Netflix ha detto: “Non potremmo essere più felici di intraprendere un nuovo capitolo di Peaky Blinders con i nostri meravigliosi partner di Kudos, Garrison Drama e la BBC. Ci sono pochi narratori moderni paragonabili a Steven Knight e resteremo con il fiato sospeso mentre torna per le strade di Birmingham con la prossima generazione della famiglia Shelby. Siamo pronti a lasciarci catturare di nuovo insieme al nostro pubblico!”.

E Lindsay Salt, direttrice di BBC Drama, ha dichiarato: “Questa serie rivoluzionaria ha avuto un enorme impatto quando è arrivata per la prima volta sui nostri schermi 12 anni fa ed è uno dei drama più amati della BBC. Steven ha fatto ancora una volta la sua magia e non vedo l’ora che le riprese inizino a Birmingham facendo prendere vita ai suoi copioni. Siamo entusiasti di lavorare con Kudos, Garrison Drama e Netflix su questo show epico: i fan di Peaky possono aspettarsi tantissimo drama!”.

M.O., Renzi: piano Blair-Trump unica possibilità concreta

Roma, 2 ott. (askanews) – Il piano “Blair-Trump è “l’unica possibilità concreta perché i bambini di Gaza smettano di morire. Non ci sono alternative”. Lo ha detto il leader Iv Matteo Renzi parlando in aula al Senato. “Voteremo la mozione della maggioranza, pur non condividendo alcuni toni usati dal vice-presidente qualche istante fa, voteremo la mozione delle opposizioni pur non condividendo la totalità delle posizioni”.

“Noi siamo parlamentari – ha aggiunto – non influencer che devono prendere dei ‘like’. Noi non siamo pagati per indignarci, siamo pagati per costruire la pace”.

Renzi ha continuato: “A quelli che dicono ‘non abbiamo coinvolto i palestinesi’ dico: i palestinesi quali? L’Anp è favorevole, come i turchi, i qatarini… E’ gente che fa politica e sa che la politica non è pura testimonianza ma la fatica di far funzionare le cose”.

Flotilla, Tajani: il numero degli italiani fermati è salito a 40

Roma, 2 ott. (askanews) – Si è “conclusa l’operazione della Marina israeliana di fermo della Flottila in mare, è in corso il trasferimento dei suoi membri al porto di Ashdod, in vista delle successive procedure di espulsione. Come previsto, sta salendo il numero degli italiani fermati: sono ora “40” ma “il quadro sarà definitivo al termine di tutte le procedure di identificazione”. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli esteri Antonio Tajani in sede di replica dopo le sue comunicazioni al Senato sui recenti sviluppi della situazione nella Striscia di Gaza.

Flotilla, attivisti arrestati portati al porto israeliano di Ashdod

Roma, 2 ott. (askanews) – Arrivano nel porto di Ashdod, in Israele, gli attivisti della Global Sumud Flotilla arrestati negli abbordaggi israeliani alle imbarcazioni della carovana umanitaria verso Gaza.

Secondo quanto riferisce El Pais, una grande nave della Marina israeliana è entrata nel porto con a bordo circa 400 membri della missione detenuti, tra i quali si trovano 65 cittadini spagnoli, secondo quanto reso noto dal Ministero degli Esteri spagnolo. Inoltre il giornale iberico ha segnalato l’arrivo di una delle piccole imbarcazioni della flottiglia di aiuti a Gaza con a bordo un soldato israeliano e la bandiera palestinese ancora issata.

(nella foto un frame del video dell’abbordaggio da parte delle forze israeliane pubblicato sui social della Global Sumud Flotilla)

San Francesco, dal 10 gennaio 2026 al via celebrazioni per 800 anni

Roma, 2 ott. (askanews) – (Di Serena Sartini) Si parte il 10 gennaio 2026, quando nella Basilica di Santa Maria degli Angeli in Porziuncola, si terrà il rito di apertura dell’VIII Centenario del Transito di San Francesco. E si va avanti per un anno con tante iniziative e attività, tra Assisi e in tutta l’Umbria.

Ricorrono quest’anno gli 800 anni dal Transito di San Francesco d’Assisi. “Ottocento anni fa, il Poverello non moriva, ma ‘transitava’, passava cioè da questa vita terrena a quella eterna, con una gioia e una serenità che ancora oggi interrogano e ispirano”, sottolineano i frati francescani. “Celebrare questo centenario non significa solo ricordare un evento storico, ma immergersi nel significato profondo di una scomparsa che, come disse il grande Chesterton, fece sì che le stelle non videro mai un uomo morire così felice”.

Le iniziative sono state presentate nella Sala Polifunzionale di Palazzo Chigi. Proprio nei giorni in cui il Parlamento dubatte sulla legge che riconosce la Festa di San Francesco, il 4 ottobre come festa nazionale. “Che questa legge sia stata votata all’unanimità è una conferma che San Francesco rappresenta un punto di unione fra tutti – ha sottolineato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano -. Che San Francesco sia di tutti, non significa che tutti possono arruolarlo tra le loro bandiere” perché “è particolarmente sgradevole l’uso strumentale dei santi”, ha aggiunto Mantovano.

“La terra umbra gioisce per un riconoscimento che vede riconosciuta la festa di San Francesco festa nazionale – ha ribadito da parte sua Stefania Proietti, presidente della Regione Umbria -. San Francesco incarna quei valori in cui il nostro paese dice di riconoscersi”. “E’ rarissimo, forse cosa unica – ha aggiunto Proietti – avere l’unanimità di tutte le forze politiche per una legge. Significa riconoscere l’unità nei valori francescani: il dialogo, la pace, l’unità di intenti”.

Da San Francesco e Santa Chiara a San Carlo Acutis. La chiesa di Assisi è feconda di santi. “Quando Carlo Acutis diceva che ad Assisi ci stava bene, lo diceva perché pensava a Francesco, a Chiara, e per questa chiesa”, ha detto mons. Domenico Sorrentino, vescovo di Assisi. “La Chiesa di Assisi si è impegnata per questo Giubileo – ha aggiunto – e ringraziamo il governo per la sua sensibilità e per il suo aiuto”.

E per le celebrazioni del prossimo anno, “abbiamo invitato il Papa ad Assisi a partecipare a uno degli eventi promossi”, ha annunciato Frà Marco Moroni, custode del sacro convento di Assisi, ricordando che due saranno i momenti forti del ‘Giubileo’ francescano. “Ci sarà l’ostensione del corpo di San Francesco perché attraverso le sue spoglie mortali vogliamo trasmettere la bellezza della vita”.

E poi, per la festa di San Francesco, il 4 ottobre del prossimo anno, “ci stiamo preparando a far diventare un momento di festa una solennità a carattere internazionale. Desideriamo far conoscere al mondo Francesco d’Assisi”.

E proprio il 4 ottobre del prossimo anno, ad Assisi arriverà il presidente della Repubblica. Sarà infatti l’Italia intera a portare l’olio e il capo dello Stato rappresenterà questo momento.

Alla conferenza è intervenuto anche padre Francesco Piloni, ministro provinciale di Umbria e Sardegna, illustrando tutti gli appuntamenti in cantiere per il centenario. E lanciando il sito: https://centenarifrancescaniassisi.org/

Tennis, Sinner a Shanghai: "Calendario? Ognuno è libero di scegliere"

Roma, 2 ott. (askanews) – Dopo il trionfo al China Open di Pechino, Jannik Sinner si prepara a tornare in campo per il Rolex Shanghai Masters 2025, ultimo appuntamento della tournée asiatica. Il numero 2 del mondo ha parlato in conferenza stampa nel Media Day del Masters 1000 cinese, affrontando i temi legati al calendario, ai piccoli cambiamenti nel suo gioco e alle condizioni con cui dovrà confrontarsi a Shanghai. Reduce dal titolo conquistato in finale contro Learner Tien, Sinner ha raccontato le sensazioni del ritorno a Shanghai: «È fantastico tornare in questo torneo, è un posto speciale per me. Le condizioni sono molto diverse da Pechino, avrò solo una sessione di allenamento per adattarmi, ma sono contento di essere qui. Il primo turno sarà complicato, non si sa mai cosa può succedere. Giocare davanti al pubblico di Shanghai sarà un piacere». Il campione altoatesino ha sottolineato come il suo percorso di crescita non sia fatto di stravolgimenti, ma di piccoli passi: «Non sono l’unico a modificare il proprio gioco, lo fanno tutti i giocatori. Non si tratta di rivoluzioni, ma di dettagli: migliorare qui e lì, testare soluzioni nuove in partita. Alcune cose funzioneranno meglio, altre richiederanno più lavoro. È un processo normale e siamo soddisfatti del cammino intrapreso».

Tema caldo della stagione, quello della gestione del calendario. Sinner ha scelto la via della chiarezza senza alimentare polemiche: «Non voglio criticare nulla. Ognuno la pensa a modo suo. La cosa importante è che ogni giocatore sappia quali sono le priorità. Abbiamo ancora la libertà di scegliere: se vuoi giocare un torneo, lo giochi; se vuoi riposare o allenarti, fai quello. Anche la scorsa stagione ho preso decisioni simili saltando diversi tornei. Il calendario è questo, bisogna adattarsi».

Il numero 2 del mondo si è detto pronto, pur consapevole delle difficoltà che lo attendono: «Mi sento bene. Le condizioni qui sono diverse: più umido, più caldo rispetto a Pechino. Non so come reagirà il mio corpo, ma avrò un giorno di riposo per prepararmi. Sarà una sfida dura, come sempre al primo turno, ma non vedo l’ora di scendere in campo». Con la vittoria a Pechino che ha dato ulteriore fiducia e la possibilità di testare i nuovi accorgimenti nel suo tennis, Sinner si presenta a Shanghai con l’obiettivo di allungare la sua striscia vincente e confermare la solidità che lo ha portato al secondo posto del ranking mondiale.

Skunk water e abbordaggio, la Flotilla: civili pacifici vittime di rapimento

Roma, 2 ott. (askanews) – Gli attivisti a bordo della Global Sumud Flotilla sono stati oggetto di un “rapimento illegale, in violazione diretta del diritto internazionale e dei diritti umani fondamentali” da parte delle forze di Israele. Lo afferma un comunicato della flottiglia, che fa il punto sulla situazione dopo gli abbordaggi della notte proseguiti stamattina.

“Dopo che le forze navali dell’occupazione israeliana hanno illegalmente intercettato le imbarcazioni della Global Sumud Flotilla – un convoglio pacifico e non violento che trasportava cibo, latte in polvere per neonati, medicine e volontari provenienti da 47 Paesi verso Gaza – centinaia di partecipanti sono stati rapiti e sarebbero stati portati a bordo della grande nave da guerra MSC Johannesburg”, accusa la JSF.

“Ciò è avvenuto dopo che sono stati attaccati con cannoni ad acqua, cosparsi di acqua chimica maleodorante (“skunk water”) e sottoposti a un sistematico disturbo delle comunicazioni, in ulteriori atti di aggressione contro civili disarmati”, continua il comunicato. “Inoltre, secondo quanto riferito, diverse barche sarebbero state fermate da una sorta di barriera a catena in acque internazionali, dove Israele non ha alcuna giurisdizione, così come non ha giurisdizione sulle acque e sulla costa di Gaza, aggravando i crimini di guerra e il blocco illegale portato avanti da Israele”, ha accusato ancora la flottiglia.

Gli avvocati di Adalah, che rappresentano i partecipanti della flottiglia davanti alle autorità israeliane, “hanno ricevuto aggiornamenti minimi e non sono stati informati se i circa 443 volontari della flottiglia, sequestrati con la forza dalle loro imbarcazioni, arriveranno ad Ashdod, dove si prevede vengano trattenuti sotto detenzione illegale”. Si tratta “di un rapimento illegale, in violazione diretta del diritto internazionale e dei diritti umani fondamentali”, perché “intercettare navi umanitarie in acque internazionali costituisce un crimine di guerra; negare l’accesso a un’assistenza legale e nascondere la sorte di chi è stato sequestrato aggrava ulteriormente tale crimine”.

La flottiglia fa appello ai “governi, leader mondiali e istituzioni internazionali” affinché “intervengano immediatamente per ottenere informazioni sui partecipanti scomparsi, garantirne la sicurezza ed esigerne l’immediato rilascio”. L’impegno della GSF resta quello di “rompere l’assedio illegale di Israele e porre fine al genocidio in corso contro il popolo palestinese. Ogni atto di repressione contro la nostra flottiglia, ogni escalation di violenza a Gaza e ogni tentativo di soffocare le azioni di solidarietà rafforzano soltanto la nostra determinazione”.

Resta poco chiara la situazione della nave Mikeno, che al tracker appare aver raggiunto le acque prospicienti a Gaza, circostanza negata da Israele: “La Mikeno, battente bandiera francese, potrebbe aver fatto ingresso nelle acque territoriali palestinesi secondo i dati AIS, ma resta fuori contatto”.

Erano 47 le navi della Global Sumud FLotilla, che è stata oggetto di un blocco e di abbordaggi israeliani. Di seguito, una lista delle imbarcazioni fornita dalla GSF.

Imbarcazioni confermate come intercettate: – Free Willy (bandiera polacca) – Captain Nikos (bandiera polacca) – Florida (bandiera polacca) – All In (bandiera francese) – Karma – Oxygono (bandiera polacca) – Mohammad Bhar (bandiera olandese) – Jeannot (bandiera spagnola) – Seulle (bandiera polacca) – Hio (bandiera polacca) – Morgana (bandiera italiana) – Otaria (bandiera italiana) – Grande Blu (bandiera polacca) – Deir Yassine (bandiera algerina) – Huga (bandiera polacca) – Aurora (bandiera italiana) – Yulara (bandiera spagnola) – Spectre (bandiera spagnola) – Adara (bandiera spagnola) – Alma (bandiera britannica) – Sirius (bandiera britannica)(Segue) Imbarcazioni non più rilevate, si presume intercettate: – MiaMia (bandiera italiana) – Vangleis (bandiera polacca) – Pavlos (bandiera polacca) – Wahoo (bandiera polacca) – Inana (bandiera britannica) – Maria (bandiera italiana) – Alakatalla (bandiera italiana) – Meteque (bandiera italiana) – Mango (bandiera polacca) – Adagio (bandiera spagnola) – Ahed Tamimi (bandiera polacca) – Australe (bandiera polacca) – Amsterdam (bandiera olandese) – Ohwayla (bandiera britannica) – Selvaggia (bandiera italiana) – Catalina (bandiera tedesca) – Estrella (bandiera spagnola) – Fair Lady (bandiera italiana) Le autorità e le organizzazioni che seguono la flottiglia parlano di centinaia di volontari provenienti da quasi 50 Paesi, la cui sorte resta incerta dopo l’operazione navale. La Global Sumud Flotilla, secondo le dichiarazioni degli organizzatori, trasportava generi alimentari, latte in polvere, medicinali e attivisti con l’obiettivo dichiarato di rompere il blocco di Gaza.

Nella lista non è compresa la “Mikeno, battente bandiera francese”, che “potrebbe aver fatto ingresso nelle acque territoriali palestinesi secondo i dati AIS, ma resta fuori contatto”.

Attacco contro una sinagoga a Manchester: ci sono morti e feriti. Starmer: scioccante

Roma, 2 ott. (askanews) – Due persone sono morte in seguito al sospetto attacco terroristico avvenuto davanti a una sinagoga a Crumpsall, quartiere a nord di Manchester, da parte di un uomo che è stato colpito a morte dalla polizia. Lo ha riferito oggi la Greater Manchester Police.

L’uomo ritenuto l’attentatore è stato raggiunto dal fuoco degli agenti armati della polizia e sarebbe anch’egli deceduto.

Tuttavia, la polizia ha precisato che al momento non è possibile confermarne ufficialmente la morte a causa di problemi di sicurezza legati ad alcuni oggetti sospetti che aveva con sé. Sul posto è stato chiamato e sta operando il reparto artificieri.

Altri tre civili rimangono in gravi condizioni. Il primo ministro britannico Keir Starmer ha definito “assolutamente scioccante” l’attacco di stamani contro una sinagoga a Manchester, in cui sarebbero rimaste uccise due persone. Lo riferisce il Guardian.

Il capo del governo di Londra ha deciso di rientrare anticipatamnete da Copenaghen, dove si trovava per la riunione della Comunità politica europea, con lo scopo di presiedere una riunione d’emergenza del comitato Cobra sull’incidente.

Galleria Poggiali presenta a Milano le opere di Bai Yiyi

Milano, 2 ott. (askanews) – Galleria Poggiali nella sede di Foro Bonaparte a Milano ospita fino al 13 dicembre 2025 la prima mostra personale in Italia di Bai Yiyi (Datong, Cina, 1992), intitolata Healing e a cura di Elisa Carollo.

In occasione dell’apertura Marco Poggiali ha raccontato ad Askanews la scelta dell’artista e la sua pratica: “L’opera di Bai Yiyi si inserisce all’interno di una ricerca che la Galleria Poggiali sta portando avanti da circa il 2020 in cui si sono succeduti artisti del calibro internazionale dagli Stati Uniti all’Europa. In questo caso abbiamo voluto portare Bai prima di tutto perch il lavoro ci ha colpito in maniera incredibile e anche perch rappresenta la prima volta di un esponente della cultura cinese. Il lavoro di Bai inserito in una cultura taoista (o daoismo) in cui appunto l’opera serve in primis a lui per guarire quasi da uno stato caotico in cui si trovava il suo essere che poi attraverso la pittura ha quasi una guarigione che poi si esprime attraverso sia quello che lui rappresenta sia il come lo realizza che sono queste stratificazioni di pittura in acrilico che sono addirittura dai 18 ai 20 strati che poi dopo rielaborano tutto un processo sia interiore che esperienziale di quello che lui ha vissuto e che vive nel quotidiano. proprio l’idea della stratificazione della pittura acrilico che crea queste increspature quasi come se fosse una pelle di un serpente, una guaina che si avvolge sul telaio. In realt, lui tutti questi effetti li crea esclusivamente con la pittura e con il pennello”.

La ricerca dell’artista di base a Shanghai propone una visualizzazione della realta come un continuum fra energie e materia, in una costellazione di particelle in continua metamorfosi. Attraverso una tecnica puntinista che fonde il dian hua della pittura classica cinese con la pixelazione digitale, Bai Yiyi crea opere luminose che dissolvono i confini tra enti e tra corpo, e spirito, dissolvendosi in un unico flusso di energie e materia.

Israele: provocazione finita, nessuna imbarcazione ha raggiunto le acque di Gaza (ma una nave resta)

Roma, 2 ott. (askanews) – Contrariamente a quanto affermato da alcuni attivisti, sulla base di informazioni di tracciamento errate, nessuna delle imbarcazioni della Global Sumud Flotilla è riuscita a raggiungere le acque controllate da Israele al largo della costa di Gaza. Lo ha affermato l’esercito israeliano, così come riporta Times of Israel. Intanto, prosegue il quotidiano, una delle nuove imbarcazioni da sbarco della Marina israeliana, o nave di supporto logistico, è stata avvistata in arrivo al porto di Ashdod con alcuni degli attivisti detenuti della Global Sumud Flotilla.

La stragrande maggioranza delle 47 imbarcazioni della flottiglia è stata intercettata e abbordata dalle forze dell’unità di commando navale Shayetet 13. All’arrivo in Israele, gli attivisti detenuti saranno espulsi dal Paese.

Il ministero degli Esteri israeliano ha sostenuto oggi che l’azione della Global Sumud Flotilla “è terminata”, senza che nessuna imbarcazione della carovana umanitaria si arrivata nelle acque prospicienti Gaza.

“La provocazione Hamas-Sumud è terminata. Nessuno degli yacht della provocazione Hamas-Sumud è riuscito nel tentativo di entrare in una zona di combattimento attiva o di violare il blocco navale legittimo”, ha affermato il ministero.

Membri della flottiglia e il tracker della stessa, invece, hanno sostenuto che una nave è riuscita ad arrivare nelle vicinanze della costa. “Tutti i passeggeri sono al sicuro e in buona salute. Stanno raggiungendo in sicurezza Israele, da dove saranno deportati in Europa”, ha continuato.

“Rimane a distanza – ha affermato ancora il ministero – un’ultima imbarcazione della provocazione. Se si avvicinerà, anche il suo tentativo di entrare in una zona di combattimento attiva e di violare il blocco sarà impedito”.

Il tracker della Global Sumud Flotilla aveva segnalato alle 11 di oggi che 40 delle navi della carovana diretta a Gaza sono state intercettate, oppure sono considerate intercettate, dalla marina israeliana. Quattro, invece, sono date ancora in navigazione. Tra quelle date in navigazione, anche la Mikeno, che sarebbe riuscita ad arrivare alle acque immediatamente antistanti Gaza. In tarda mattinata il tracker ha smesso di funzionare e sul sito è apparsa una pagina di errore. Poi, la mappa è ricomparsa ma nessuna barca era segnalata, “0 vessels”, l’indicazione nel tracker.

Welfare Forum 2025: Edenred porta Milano al centro del dibattito

Milano, 2 ott. (askanews) – Milano ha ospitato oggi il Welfare Forum di Edenred Italia, che ha riunito oltre 300 direttori del personale per discutere il futuro del welfare aziendale. Al centro, i dati dell’Osservatorio Welfare: caro-vita come principale preoccupazione (66%), aumento di burnout, turnover e quiet quitting, e un dato significativo – il 58% dei lavoratori vorrebbe un cambiamento concreto sul posto di lavoro. Giulio Siniscalco, Commercial Director di Edenred Italia, ha sottolineato come il welfare sia ormai decisivo per restituire motivazione e benessere, trasformandosi in una vera leva di competitivit.

“Almeno il 70% delle persone la propria vita lavorativa ha sperimentato un fenomeno di burnout. Questo un problema sicuramente per le persone e per le aziende, di cui non possiamo non farci carico. Occuparsi di benessere delle proprie persone un investimento e non un costo e quindi le persone che stanno bene sono pi fidelizzate e quindi per trattenere i talenti all’interno dell’azienda e per essere attrattivi il welfare aziendale non sicuramente la panacea ma uno strumento importante che all’interno di una cultura aziendale appunto di benessere pu trattenere e cercare appunto di limitare questo fenomeno”.

Fabrizio Ruggiero, Amministratore Delegato di Edenred Italia, ha riportato l’attenzione sul tema del Work-Life Balance, concetto nato negli anni ’70 e tornato oggi di grande attualit: non solo come rivendicazione lavorativa ma come una nuova esigenza reale di ricerca di equilibrio tra vita privata e professionale.

“Work-life balance nasce negli anni 70 in UK, dopo 50 anni in qualche modo non secondo noi, secondo quello che vediamo insieme ai nostri clienti, adeguato al contesto. Oggi con le nuove generazioni gen Z che arrivano al mondo del lavoro non c’ pi una separazione fra work e life, c’ una vita dentro cui il lavoro deve essere una parte importante, deve essere lavoro buono. Oggi una persona ingaggiata e motivata attaccata all’azienda performa di pi, si impegna di pi, mette se stesso dentro il posto di lavoro. Quello che una ricerca di sdabocconi ci dice che questo porta fino a un 10% di fatturato in pi e di risultato in pi per le aziende che lo fanno”.

La giornata si chiusa con l’intervento della psicologa Stefania Andreoli, che ha evidenziato come il conflitto sociale sia passato da una “lotta di classe” a un divario generazionale. Oggi si parla pi delle relazioni sul posto di lavoro che del lavoro in s: le nuove generazioni chiedono ambienti sani, dove le relazioni positive sono al centro della quotidianit anche lavorativa.

“Quando ti parlano del lavoro, ti parlano in termini di relazioni. Per loro il lavoro sono le persone. Mentre gli adulti ti dicono cosa fanno loro o gli altri, i giovani adulti ti dicono come si comportano loro e gli altri. In termini morali, in termini etici, in termini inclusivi, in termini di contemporaneit”.

Il Welfare Forum 2025 ha cos confermato Milano come capitale del dibattito sul futuro del lavoro, con il welfare al centro di una trasformazione che mette prima di tutto le persone.

Pro Pal, Mantovano: a guerra non si risponde con violenza

Roma, 2 ott. (askanews) – “Il governo si è espresso” sulla situazione a Gaza, sulla Flotilla e sulle manifestazioni “nelle sedi istituzionali e sarebbe improprio da parte mia aggiungere qualcosa. Posso soltanto formulare un auspicio – visto che vengono annunciate iniziative sul territorio nazionale: se veramente siamo contro la guerra, alla guerra non si risponde con azioni di violenza”. Lo ha detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, a margine della presentazione delle iniziative per gli 800 anni dal transito di San Francesco.

“Le nostre forze di polizia, con la guida del ministro dell’Interno – ha spiegato – sono tra le migliori nel mondo per una regione particolare insieme a tante altre, quelle che da decenni riescono a garantire con estrema difficoltà, l’equilibrio tra la libertà di manifestare e la tutela dei beni di ciascuno di noi. Io credo che il loro lavoro vada rispettato – ha concluso Mantovano – e soprattutto che al desiderio di pace non si debba rispondere con azioni violente per le strade, sui negozi, nelle ferrovie nei luoghi di comunicazione, perché certamente i cittadini italiani non devono pagare le scelte su cui il governo si è già espresso del governo d’Israele”.

M.O., Camera approva risoluzione su piano Usa: 182 sì e 101 astenuti

Milano, 2 ott. (askanews) – La Camera ha approvato con 182 voti a favore, 101 astenuti e nessun voto contrario la risoluzione di maggioranza e Azione per sostenere “l’iniziativa di pace messa in campo dagli Usa” per Gaza.

Respinta invece la risoluzione di Pd, M5s e Avs che non hanno accettato la riformulazione del governo.

Approvata invece la mozione di Italia Viva, col parere favorevole del governo: 105 astenuti, favorevoli 181.

La risoluzione di maggioranza più articolata è stata approvata con 7 astenuti, 165 favorevoli, e 108 contrari.

Votazione per parti separate sulla risoluzione Magi: approvato ill dispositivo ad eccezione del 4 capoverso, col parere favorevole del governo: 106 astenuti, 182 favorevoli. Respinti il 4 capoverso del dispositivo e le premesse, col parere contrario del governo.

Flotilla, Schlein: abbordaggio illegale, governon non stia a guardare

Roma, 2 ott. (askanews) – L’abbordaggio delle navi della Flotilla da parte di Israele è un “atto illegale” e il governo non può “restare a guardare”. Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein parlando alla Camera. “Non abbiamo sentito da parte vostra una parola di condanna”, ha aggiunto rivolta al governo. “Non è possibile stare a guardare mentre Netanyahu compie atti di pirateria in acque intenazionali. I governi europei e il governo italiano non lo devono tollerare”.

Bisogna tutelare gli attivisti, ha continuato, “la loro detenzione è illegittima. Dovete fare tutto il possibile per fermare il blocco illegale degli aiuti imposto dal governo israeliano. Gli attivisti della Flotilla stavano provando a fare ciò che avrebbero dovuto fare i governi europei”, bisogna “aprire un corridoio umanitario permanente per portare aiuti ai palestinesi”.

M.O., Schlein: appello unità ipocrita mentre Meloni usa la clava

Roma, 2 ott. (askanews) – “Con quale ipocrisia venite qui a fare finti appelli all’unità mentre Meloni con la clava accusa di essere contro la pace!”. Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein, parlando alla Camera. “Dove si parla di pace noi ci siamo e ci siamo sempre stati. Voi per parlare di pace avete aspettato il permesso di Trump, adesso datevi da fare anche voi per ottenere quell’accordo di pace. Voi che avete bloccato per mesi una posizione chiara dell’Europa, che non avete condannato con nettezza i crimini e che, a differenza degli altri paesi, non avete ancora riconosciuto la Palestina”.

Ha aggiunto la Schlein: “Presidente Meloni molli la clava e provi a fare la presidente del Consiglio di questo paese”.

Meloni: sciopero generale per la Flotilla? Weekend lungo e rivoluzione non stanno insieme

Milano, 2 ott. (askanews) – “Le operazioni di abbordaggio sono ancora in corso le stiamo seguendo minuto per minuto, siamo in contatto con gli avvocati di alcuni imbarcati e facciamo il possibile perchè possano tornare in Italia il prima possibile. Al netto di questo, continuo a ritenere che tutto questo non porti alcun beneficio al popolo della Palestina. Al tempo stesso mi pare di capire che porti molti disagi al popolo italiano”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in alcune dichiarazioni alla stampa a margine del vertice di Copenaghen, in riferimento allo sciopero generale convocato per domani. Lo sciopero generale indetto dai sindacati per domani “c’entra poco con la questione palestinese e molto con le questioni italiane. Ce lo spiegano gli stessi sindacati: mi sarei aspettata che almeno su una questione che reputavano così importante non avessero indetto uno sciopero generale di venerdì, perché weekend lungo e rivoluzione non stanno insieme”, ha sottolineato Meloni che ha ricordato i palestinesi evacuati e gli aiuti inviati, “con le risorse del popolo italiane che affronterà nei prossimi giorni molti disagi”.

Parole che hanno scatenato la reazione di sindacati e opposizioni . “Non è accettabile l’attacco della presidente Meloni allo sciopero, con minacce di precettazioni. Giù le mani dal diritto di sciopero, l’Italia è migliore di chi la governa”,  ha detto la segretaria Pd Elly Schlein parlando alla Camera. “Smettetela di criminalizzare ogni piazza e ogni forma di dissenso. Ci saranno scioperi anche domani, noi saremo con loro pacificamente”.

“Pensavo che a un livello così basso un presidente del consiglio non ci arrivasse mai”. Così il leader
della Cgil, Maurizio Landini, a “L’Aria che tira”, ha commentato le parole della premier Giorgia Meloni. “In rapporto con la missione Flotilla – ha detto – abbiamo proclamato per domani lo sciopero generale, rispettando i servizi essenziali che devono essere garantiti, per dire no al genocidio”. Le parole della premier Meloni sono “un’offesa – ha proseguito Landini – deve portare rispetto. Vorrei ricordare, forse Meloni non lo sa, che nella storia di questo Paese nel 1943 per dire no alla guerra furono i lavoratori che usarono anche lo strumento dello sciopero per riconquistare
la democrazia”. Secondo il numero uno della Cgil il presidente del consiglio “non porta rispetto a tanti italiani, che stanno semplicemente difendendo i valori della nostra Costituzione e che non stanno a guardare di fronte a quello che sta succedendo, a differenza di quello che sta facendo lei e di quello che stanno facendo altri. Dovrebbe portare rispetto”.

Tv, arriva "Suits LA": spin-off del celebre legal drama

Roma, 2 ott. (askanews) – Arriva “Suits LA” spin-off dell’amatissimo legal drama “Suits”, in onda dal 2011 al 2019 per nove stagioni, letteralmente esploso sulle piattaforme negli ultimi anni, tanto da essere stato nel 2023 la serie più vista in streaming negli Stati Uniti. Debutta in esclusiva su Sky e in streaming solo su NOW dal 3 ottobre.

Ambientata nello stesso mondo dei brillanti avvocati della serie madre, lo spin-off cambia costa spostando a Ovest, da New York a Los Angeles, il nuovo studio legale al centro del racconto. Racconta infatti una storia completamente nuova, con ambientazione e protagonisti inediti, pur mantenendo il legame con l’universo originale. Non mancano i camei di personaggi storici, tra cui Harvey Specter, interpretato ancora una volta da Gabriel Macht. Questa volta l’azione si sposta sulla West Coast, e dal diritto societario della serie madre si passa al penale nel mondo dello spettacolo.

Protagonista è Ted Black (Stephen Amell), ex procuratore federale di New York che cerca di rilanciare la propria carriera come avvocato, rappresentando alcuni dei clienti più potenti di Los Angeles, dallo sport al cinema fino alla televisione. Mentre combatte per salvare il suo nuovo studio, segreti e verità sul suo passato a New York iniziano a emergere, alimentando tensioni e colpi di scena.

Il cast principale include Stephen Amell nel ruolo di Ted Black; Lex Scott Davis nel ruolo di Erica Rollins, socia di Ted nello studio Black & Associates; Josh McDermitt nei panni di Stuart Lane, avvocato penalista ed ex socio di Ted che lo tradisce portando via colleghi e clienti; e Bryan Greenberg nel ruolo di Rick Dodsen.

Proteste per la Flotilla, sciopero generale il 3 ottobre. A Milano occupata la Statale di Milano

Milano, 2 ott. (askanews) – “L’aggressione contro navi civili che trasportavano cittadine e cittadini italiani, rappresenta un fatto di gravità estrema. Un colpo inferto all’ordine costituzionale stesso che impedisce un’azione umanitaria e di solidarietà verso la popolazione palestinese sottoposta dal governo israeliano ad una vera e propria operazione di genocidio. Un attentato diretto all’incolumità e alla sicurezza di lavoratrici e lavoratori, volontarie e volontari imbarcati. Non è soltanto un crimine contro persone inermi, ma è grave che il governo italiano abbia abbandonato lavoratrici e lavoratori italiani in acque libere internazionali, violando i nostri principi costituzionali”. Con queste parole la Cgil ha annunciato dopo l’abbordaggio, in difesa di Flotilla, dei valori costituzionali e per Gaza, lo sciopero generale nazionale di tutti i settori pubblici e privati per l’intera giornata di venerdì, 3 ottobre, ai sensi dell’art.2, comma 7, della legge n.146/90. Durante lo sciopero generale, fa sapere la Cgil “saranno garantite le prestazioni indispensabili, come stabilito dalle regolamentazioni di settore”. “La Global Sumud Flotilla è stata abbordata e aggredita dallo Stato genocida di Israele. Una missione civile e pacifica, impegnata a consegnare aiuti umanitari e ad aprire un corridoio permanente verso Gaza, è stata colpita in mare aperto, in violazione di ogni principio del diritto internazionale”, così via social anche l’USB ha proclamato “la mobilitazione immediata e lo sciopero generale per il 3 ottobre, per dire basta al genocidio, rompere la complicità del nostro governo e chiudere ogni collaborazione economica e militare con Israele”.

L’Università Statale di Milano è stata occupata dagli studenti che si dicono pronti per lo sciopero generale e annunciano: “Dalle università alle piazze blocchiamo tutto”. La protesta è scattata in seguito alle prime operazioni di abbordaggio effettuate da Israele contro alcune navi della Global Sumud Flotilla. “Come abbiamo promesso, se avessero toccato la Flotilla, avremmo bloccato tutto: così questa mattina, dopo il corteo che ieri ha bloccato la stazione di Milano Cadorna, abbiamo occupato l’università Statale di Milano”, sottolineano gli attivisti di Cambiare Rotta Milano.

“Come equipaggio di terra della Global Sud Flottilla siamo da tre settimane in mobilitazione permanente, con presidi, assemblee studentesche con i lavoratori, mobilitazioni nei dipartimenti e il blocco degli ingressi dell’università il 22 settembre in occasione dello sciopero generale indetto dall’unione sindacale di base – affermano i promotori della protesta -. Oggi, di fronte alla gravità di quanto successo e alla sempre più diffusa indignazione degli studenti, abbiamo deciso di seguire l’appello lanciato dalla facoltà di Lettere occupata in Sapienza e di lanciare un segnale forte per rompere ogni complicità con il genocidio e il sionismo”.

Prevista un’assemblea degli studenti per mettere a punto le prossime iniziative di protesta. “Il 22 settembre ce l’ha dimostrato: studenti e lavoratori uniti possono bloccare guerra e genocidio, ogni ateneo sarà una barricata – sottolineano da Cambiare Rotta Milano -. Contro il genocidio, per la Palestina, per rompere con Israele”. Cresce la mobilitazione giovanile in solidarietà al popolo palestinese. La Rete della Conoscenza – che riunisce LINK Coordinamento Universitario e l’Unione degli Studenti – annuncia la propria adesione allo sciopero generale del 3 ottobre e al corteo nazionale del 4 ottobre a Roma, con uno spezzone giovanile e studentesco: “Come Rete della Conoscenza saremo nelle piazze di tutto il Paese per lottare al fianco della Palestina, contro il genocidio che Israele sta compiendo nei territori occupati e a Gaza e per denunciare la complicità dello Stato italiano”, dichiara Francesca Cantagallo, coordinatrice nazionale.

“L’Italia – sostiene – non ha mai cessato l’invio di armi e il supporto logistico all’esercito israeliano, anzi ha rinnovato i rapporti commerciali con lo Stato criminale di Israele”.

Tommaso Martelli, coordinatore nazionale dell’Unione degli Studenti, aggiunge: “Chiediamo al governo di fermare subito l’invio di armi e a scuole e università di interrompere ogni accordo con Israele e con le aziende belliche. È inaccettabile che studentesse e studenti vengano mandati in formazione scuola-lavoro in aziende che producono strumenti di morte”.

Anche dal mondo universitario arrivano critiche. “Leonardo e le altre aziende produttrici di armi sono aziende di morte”, afferma Arianna D’Archivio, coordinatrice nazionale di LINK: “Le università non possono diventare luoghi in cui si costruiscono armi che poi vengono usate contro studenti e popolazioni civili di altri Paesi. Chiediamo l’interruzione immediata di ogni protocollo di collaborazione”.

“Il 3 ottobre blocchiamo tutto con lo sciopero generale. Il 4 ottobre saremo in piazza a Roma per denunciare il genocidio e l’occupazione della Palestina e per ribadire che le giovani generazioni rifiutano guerra, oppressione e un sistema che arma i genocidi e ruba futuro”, concludono dalla Rete della Conoscenza.

(nella foto l’abbordaggio da parte dell’Idf di una nave della Flotilla)

Cisl, Fumarola: “La pace si costruisce, non si grida in piazza”. È rottura con la Cgil

Daniela Fumarola, segretaria generale della Cisl, sceglie la via della concretezza davanti ai conflitti internazionali. Ospite del programma “Soul” (TV2000) condotto da Monica Mondo, in onda domenica 5 ottobre ore 21.05 e lunedì 6 ottobre a Radio InBlu2000 ore, ha chiarito la posizione della sua organizzazione sindacale.

Aiuti, non bandiere

“Guai a concentrarsi su un solo fronte – ha affermato – abbiamo condannato tutte le guerre: da Gaza all’Ucraina”. Per questo, invece di accendere le piazze, la Cisl ha avviato una raccolta fondi da destinare alla Croce Rossa, “sapendo che ha già progetti in campo e può garantire assistenza effettiva”.

Lo strappo con la Cgil

Il diverso approccio pesa anche nei rapporti con le altre sigle sindacali. “Quello che ci ha separati – ha spiegato Fumarola – sono stati merito e metodo. Non proclamiamo scioperi preventivi: prima analizziamo i documenti, avanziamo le proposte e, solo se non ci sono margini, si va in piazza. È il nostro modo di essere sindacato”.

Lautonomia come principio

Alla domanda sul rapporto con l’attuale maggioranza di governo, la leader Cisl ha ribadito la linea tradizionale di autonomia: “Siamo gelosi della nostra indipendenza, non incasellati né a destra né a sinistra. Cerchiamo tavoli di confronto con chi governa, chiunque esso sia. Gli uomini e le donne della Cisl sono liberi di votare chi vogliono”.

Droni sulla Danimarca, soldati francesi sulla petroliera della "flotta ombra" russa

Roma, 2 ott. (askanews) – Alcuni soldati francesi sono saliti a bordo di una petroliera della “flotta ombra” russa sospettata di essere coinvolta nei recenti voli di droni sulla Danimarca e hanno arrestato due membri dell’equipaggio. A riportarlo oggi è il quotidiano britannico The Telegraph.

Secondo la ricostruzione del giornale inglese, la petroliera lunga 800 piedi, ormeggiata al largo delle coste francesi, stava navigando vicino alla Danimarca quando la scorsa settimana alcuni velivoli non identificati e senza pilota hanno costretto alla chiusura temporanea di diversi aeroporti.

La nave battente bandiera del Benin, che ha lasciato la Russia il mese scorso, è stata inserita nella lista nera dell’Unione Europea in quanto parte della “flotta ombra” di petroliere russe che violano le sanzioni, riporta il Telegraph. La nave, chiamata Boracay, è ancorata da diversi giorni nei pressi del porto occidentale di Saint Nazaire in attesa di ulteriori indagini.

M.O., Fratoianni (Avs): no a appello Tajani, piano Trump neocoloniale

Roma, 2 ott. (askanews) – Avs dice “no” all’appello del governo per un voto unitario in Parlamento su Gaza, quell’invito è “strumentale” e il piano Trump “non è un piano di pace”, ma rischia di essere “neocoloniale”. Lo ha detto Nicola Fratoianni, intervenendo alla Camera. “Signor ministro degli Esteri, lei è venuto oggi in Parlamento chiedendo a noi uomini e donne dell’opposizione un gesto di unità. Ha detto:’ E’ il momento in cui il Parlamento tutto deve unirsi in nome della pace’. E’ uno sforzo apprezzabile – il suo – tradito rapidamente dalle parole violente della presidente del Consiglio. Giorgia Meloni ha rivelato molto rapidamente la natura strumentale del suo appello”.

La premier “ha ricominciato, come ormai è ad usa fare, ad attaccare a mani basse le opposizioni i cittadini e le cittadine di questo paese, i sindacati, le organizzazioni della società civile e movimenti, gli studenti, le studentesse…”.

Inoltre, ha aggiunto il leader di Sinistra italiana, “il piano di Donald Trump non è un piano di pace, lo dico in modo molto chiaro”. Certo, ha precisato, “tutto ciò che può avvicinare ad un cessate il fuoco è benvenuto. Ma la pace è altra cosa, non esiste pace in Palestina, in Israele senza il riconoscimento incondizionato dello Stato palestinese. Non esiste pace in Palestina e in Israele senza una parola chiara che dica che è arrivato il momento di porre fine all’illegale occupazione della Cisgiordania”, occupazione che creato “un’insopportabile e inaccettabile regime di apartheid”.

Israele: Greta e i suoi amici sono sani e salvi. Abbordata anche la nave con i parlamentari italiani

Roma, 2 ott. (askanews) – Il tracker della Global Sumud Flotilla ha segnalato alle 11 di oggi che 40 delle navi della carovana diretta a Gaza sono state intercettate, oppure sono considerate intercettate, dalla marina israeliana. Quattro, invece, sono date ancora in navigazione. Israele sostiene che gli attivisti della Global Sumud Flotilla arrestati sono “sani e salvi”. Lo ha comunicato lo stesso ministero degli Esteri dello Stato ebraico, che definisce la flottiglia “Hamas-Sumud”.

“Diverse imbarcazioni della flottiglia Hamas-Sumud sono già state fermate in sicurezza e i loro passeggeri stanno venendo trasferiti in un porto israeliano”, ha scritto su X il ministero. “Greta e i suoi amici – ha aggiunto – sono sani e salvi”.

Il post include anche un video che mostra l’arresto di Greta Thunberg, l’attivista svedese che era sulla nave Alma. La Global Sumud Flotilla ha comunicato oggi che anche la nave Morgana, che ha a bordo parlamentari e giornalisti italiani, è stata intercettata e abbordata dalle forze israeliane mentre navigava verso Gaza. “Le forze navali israeliane hanno illegalmente intercettato e abbordato l’imbarcazione Morgana della Global Sumud Flotilla insieme ad altre navi in acque internazionali. Le trasmissioni in diretta e le comunicazioni sono state interrotte. Lo stato dei partecipanti e dell’equipaggio resta non confermato”, si legge nella comunicazione della flottiglia. “Questo – aggiunge – è un attacco illegale contro civili disarmati impegnati in una missione umanitaria. Facciamo appello a governi e istituzioni internazionali affinché richiedano immediatamente la loro sicurezza e il loro rilascio”.

A bordo dell’imbarcazione ci sono i parlamentari Marco Croatti (Avs) e Benedetta Scuderi. Gli attivisti della Global Sumud Flotilla “stanno raggiungendo in modo sicuro e pacifico Israele”, dove inizieranno “procedure di deportazione verso l’Europa”. Lo ha scritto oggi su X il ministero degli Esteri di Israele. “I passeggeri della Hamas-Sumud sui loro yacht stanno raggiungendo in modo sicuro e pacifico Israele, dove inizieranno le procedure di deportazione verso l’Europa. I passeggeri sono sani e in buona salute”, ha comunicato il ministero.

Tra le navi intercettate anche la nave olandese Mohammad Bhar, con a bordo un cittadino francese e sei olandesi e cinque degli attivisti hanno manifestato l’intenzione di avviare uno sciopero della fame. “Rifiutiamo di accettare cibo da un’entità che sta affamando i palestinesi anche attraverso il blocco illegale che abbiamo cercato di rompere”, hanno dichiarato alla ANP. Intanto il ministro degli Affari Esteri spagnolo José Manuel Albares ha annunciato di aver convocato questa mattina l’Incaricato d’Affari dell’ambasciata israeliana a Madrid per il fermo operato dalla Marina di Tel Aviv dei cittadini spagnoli della Global Sumud Flotilla. “Stiamo parlando di cittadini spagnoli pacifici e solidali, il cui obiettivo era solo ed esclusivamente umanitario, che non rappresentavano e non rappresentano alcuna minaccia per Israele o per chiunque altro”, ha sottolineato Albares in un’intervista alla Tve spagnola. Questi cittadini spagnoli, ha proseguito Albares, “stavano esercitando un diritto fondamentale del diritto internazionale, ovvero il diritto di passaggio inoffensivo in acque internazionali”. Per tutti questi motivi, ha sottolineato, “godono della piena protezione diplomatica e consolare del Ministero degli Esteri spagnolo, della nostra ambasciata e del nostro consolato in Israele”. Il premier spagnolo Pedro Sanchez, a margine della riunione della Comunità politica europea a Copenaghen, ha ribadito oggi che Madrid garantirà protezione diplomatica ai membri iberici della Global Sumud Flotilla arrestati dopo gli abbordaggi israeliani alle navi della flottiglia. “Ciò che sta facendo questa flottiglia è sostituirsi a qualcosa che Israele impedisce a Gaza, ovvero che le Nazioni Unite, in particolare l’agenzia che opera a Gaza da moltissimi anni, l’UNRWA, possano dispiegare tutta l’azione umanitaria, tutta la solidarietà umanitaria che tutti gli Stati membri e tutte le società del mondo stanno manifestando di fronte alla tragedia che si vive a Gaza”, ha continuato il capo del governo di Madrid.

“Per questo – ha concluso – siamo molto attenti, siamo stati tutta la notte concentrati su questa questione e garantiremo, logicamente, quella protezione diplomatica e la protezione dei diritti dei nostri connazionali”.

Cinema, al via la IV edizione del Monterotondo Film Festival

Roma, 2 ott. (askanews) – Dopo il successo delle passate edizioni, dal 6 ottobre al 14 dicembre 2025 torna il Monterotondo Film Festival (MFF), il progetto culturale del CineMancini, realizzato con il sostegno del Comune di Monterotondo e dell’ICM – Istituzione Culturale Monterotondo, sotto la direzione artistica del critico cinematografico e giornalista Franco Montini.

Per la quarta edizione, il MFF propone dieci serate speciali in cui il pubblico potrà assistere alla proiezione di film italiani – selezionati tra le migliori uscite del 2025 – alla presenza di registi, attori e sceneggiatori, protagonisti degli incontri che seguiranno ogni visione.

La serata conclusiva del festival, in programma il 14 dicembre, prevede la presenza in sala dei vincitori del festival, decretati da una giuria popolare di oltre 80 spettatori, per il ritiro dei diversi premi: Miglior Film e Regia, Miglior Attore e Attrice, Film Rivelazione e Attore e Attrice Rivelazione. “I film per i festival si scelgono in base alla qualità e al gradimento suscitato, per scoprire solo successivamente che l’insieme suggerisce dei percorsi tematici imprevisti ed imprevedibili” – dichiara Franco Montini, direttore artistico del Festival – “Ed ecco che questa prima selezione del Monterotondo Film Festival 2025 mostra di possedere una precisa caratteristica identitaria: l’attenzione verso la profondità, l’intimità, le realtà più nascoste e sconosciute, i misteri che si celano dietro l’apparenza. Il tutto emerge attraverso una serie di film, che, pur accomunati da grandi performance attoriali, sono molto diversi fra loro e spaziano dal drammatico, al biografico, al metafisico. Perché Elisa di Leonardo Di Costanzo, racconta un percorso verso la consapevolezza e l’assunzione di una colpa, che per anni si è cercato di rimuovere. Zvanì – Il romanzo famigliare di Giovanni Pascoli di Giuseppe Piccioni propone un ritratto di Giovanni Pascoli, lontano dall’immagine stereotipata e polverosa del poeta. La valle dei sorrisi di Paolo Strippoli mostra la realtà di sperduta una comunità solo apparentemente serena e felice. Fuori di Mario Martone dimostra che si possa essere ugualmente prigionieri dentro come fuori dal carcere. Come ti muovi sbagli di Gianni Di Gregorio racconta, con la consueta ironia e lievità, come la vita possa riservare sorprese inaspettate. Insomma i motivi di interesse non mancano”.

Il Monterotondo Film Festival è molto più di una rassegna cinematografica: vuole essere un atto politico, un progetto culturale e civile che, attraverso il cinema, prova a generare pensiero critico condiviso e a costruire comunità. Dal 2021, dopo anni di chiusura, il CineMancini è diventato una delle anime più vive e partecipate dell’intera comunità, grazie a una proposta di cinema d’autore accessibile a tutti, capace di coinvolgere un pubblico vasto e trasversale. Generando così, anno dopo anno, anche grazie alla affezionata comunità di spettatori e partecipanti al Festival, un vero luogo di accoglienza, confronto, conoscenza e approfondimento. Le scorse edizioni hanno registrato una crescente partecipazione ogni anno tra pubblico e addetti ai lavori e una straordinaria partecipazione nell’edizione del 2024 con ” oltre 2000 spettatori ” più di 80 membri nella giuria popolare Il pubblico ha accolto con entusiasmo la possibilità di incontrare da vicino i protagonisti del cinema italiano e di confrontarsi, in sala, su temi centrali quali immigrazione, dipendenza, carcere, adozione, crisi familiare, mafia e guerra.

In questa direzione, il festival fa sintesi della missione sociale delle due cooperative Folias e Il Pungiglione, promotrici delle attività e della programmazione del CineMancini, che vedono nel festival uno strumento concreto per fondare e animare uno spazio fisico di incontro e confronto, nel quale scambiare liberamente idee e riflettere sulle questioni più urgenti della contemporaneità. Nel corso delle sue prime edizioni, il MFF ha ospitato alcune delle voci più autorevoli del panorama cinematografico italiano, tra cui: ” registi: Matteo Garrone, Gianni Amelio, Pupi Avati, Paolo Virzì, Nanni Moretti, Francesca Comencini, Micaela Ramazzotti, Margherita Vicario, Neri Marcoré, Kasia Smutniak, Michele Placido, Kim Rossi Stuart, Gianni Di Gregorio, Riccardo Milani, Chiara Bondì, Isabel Achával, Edoardo De Angelis, Alessandro Bardani, Niccolò Falsetti, Simone Bozzelli, Margherita Ferri, Laura Luchetti, Fulvio Risuleo, Alessandro Marzullo, Stefano Chiantini, Fabio Grassadonia, Antonio Piazza, Marco Amenta.

” attori e attrici: Edoardo Leo, Fabrizio Bentivoglio, Alessandro Sperduti, Romana Maggiora Vergano, Sergio Castellitto, Valerio Lundini, Rose Aste, Samuele Carrino, Edoardo Pesce, Sara Serraiocco, Viola Sofia Betti, Yile Yara Vianello, Leonardo Maltese, Sara Mafodda, Aurora Giovinazzo, Andrea Fuorto, Demetra Bellina, Renata Malinconico.

” sceneggiatori:

Francesco Piccolo, Francesco Turbanti. Il festival si aprirà con una selezione di cinque film italiani di grande rilievo, usciti tra la primavera e l’estate 2025, alcuni dei quali presentati al Festival di Venezia. Ogni proiezione sarà accompagnata da un incontro con il/la regista presente in sala. Di seguito, il calendario delle prime cinque serate:

6 ottobre: Elisa – ospite in sala il regista, Leonardo Di Costanzo

13 ottobre: Zvanì – Il romanzo famigliare – ospite in sala il regista, Giuseppe Piccioni

20 ottobre: La valle dei sorrisi – ospite in sala il regista, Paolo Strippoli

27 ottobre: Fuori – ospite in sala il regista, Mario Martone 3 novembre: Come ti muovi sbagli – ospite in sala il regista, Gianni Di Gregorio

Come è già capitato nelle precedenti edizioni, gli incontri del Festival possono rivelare sorprese e ospiti che fanno parte del cast dei film. Gli appuntamenti di novembre e dicembre saranno annunciati entro fine ottobre, con il secondo gruppo di film e gli altri 5 ospiti. Per scoprire tutte le attività del Cinema Mancini e consultare il programma del Festival: https://www.cinemancini.it/monterotondo-film-festival/

M.O., Bonelli: non possiamo votare piano Trump, Meloni incendiaria

Milano, 2 ott. (askanews) – “Non possiamo votare a favore del piano di Trump perché non è un piano di pace, ma una tregua che ferma le bombe senza fermare la colonizzazione della Palestina. È un piano che esclude l’Onu, ignora i palestinesi, non prevede il ritiro dei coloni dalla Cisgiordania né un risarcimento dei danni. La pace deve essere decisa dai palestinesi, non imposta da Washington o da Netanyahu”. Così in una nota Angelo Bonelli, deputato di AVS e co-portavoce di Europa Verde.

“Trovo gravissimo che Giorgia Meloni continui ad attaccare la Flottilla, fatta di civili e attivisti pacifici, senza mai spendere parole altrettanto dure contro Netanyahu, responsabile di bombardamenti e massacri. Mentre dal Governo arrivano solo armi e sostegno a Netanyahu, la presidente del Consiglio si accanisce contro chi manifesta pacificamente per chiedere corridoi umanitari: parole vergognose che offendono la dignità e il sentimento popolare indignato dall’orrore di Gaza. Dire che dalla Flotilla non ci sarebbero benefici per la Palestina ma solo disagi per l’Italia è un insulto. È Meloni l’incendiaria, refrattaria alla democrazia e persino all’esercizio costituzionale del diritto a manifestare”, prosegue Bonelli.

“Il ministro Tajani ha detto che bisogna eliminare il terrorismo: bene, ma allora perché non si dice la verità? Netanyahu è oggi il principale terrorista in Medio Oriente: lo combattiamo?”, conclude.

Teatro, riparte la tournée de "I Tre Moschettieri-Opera Pop"

Roma, 2 ott. (askanews) – Dopo il successo della stagione 2024 con oltre 30.000 biglietti venduti, riparte l’11 ottobre, da Forlì, la tournée nazionale de “I Tre Moschettieri – Opera Pop”, prodotto da Stefano Francioni e dal Teatro Stabile d’Abruzzo, (di cui è direttore artistico Giorgio Pasotti). Uno spettacolo che ha trasformato un classico della letteratura in un’esperienza immersiva, conquistando platee sold out in tutta Italia e accolto dalla critica come una delle produzioni teatrali più innovative del panorama italiano.

Musical, danza e teatro si fondono in un racconto epico e moderno, firmato dalla regia visionaria di Giuliano Peparini, con testi di Alessandro Di Zio, musiche originali di Giò Di Tonno (che ha curato anche gli arrangiamenti con Giancarlo Di Maria) e una struttura scenica e narrativa che ha emozionato pubblico e critica. “I Tre Moschettieri – Opera Pop” affronta temi senza tempo: l’amicizia, l’identità, il conflitto tra onore e ambizione, e lo fa attraverso una narrazione che parla direttamente al pubblico di oggi. Peparini ha spiegato: “Questo spettacolo ha per me un grande valore simbolico ed è, in un certo senso, una pietra miliare nel mio rapporto con gli allievi della Special Class della Peparini Academy. Per la prima volta, infatti, alcuni di loro fanno parte del cast di ballerini che si alternano sul palco: un’opportunità estremamente significativa per i giovani dell’Accademia, che hanno ancora tanto da imparare, al di là dell’impegno scolastico.

Le arti sceniche ci insegnano, infatti, quanto sia importante esplorare nuovi territori e lanciarsi alla scoperta di spazi inediti da reinventare. Immergersi nell’opera di Alexandre Dumas significa, proprio per questo, cercare di comprenderne la profondità e mettersi al servizio della sua visione, rispettandone il messaggio e il contesto storico. Da qui nasce l’impegno di trasporla e renderla accessibile al XXI secolo, attraverso il lavoro congiunto degli artisti e della musica. La sfida è senza dubbio ambiziosa, ma fondamentale. L’opera di Dumas è senza tempo, così come le grandi canzoni: vere melodie immortali. Cambia solo il ritmo. Uno per tutti, tutti per uno”.

L’adattamento di Peparini parte da una scena di fabbrica, grigia e spersonalizzante, per aprirsi in un mondo epico e romantico. A guidare il pubblico nel cuore dell’avventura, un trio che ha già fatto la storia del musical italiano: Giò Di Tonno (Athos), Vittorio Matteucci (Porthos), Graziano Galatone (Aramis), affiancati da Sea John (D’Artagnan), Camilla Rinaldi (Milady), Beatrice Blaskovic (Costanza) e un cast giovane e talentuoso che dà corpo a un racconto ricco di passione, vendetta, amore e onore.

Al cuore di “I Tre Moschettieri – Opera Pop”, una colonna sonora completamente originale, firmata da Giò Di Tonno. La compilation “12 Diamanti”, disponibile su tutte le piattaforme digitali, racchiude i brani più significativi dello spettacolo: un viaggio musicale che spazia tra suggestioni orchestrali, influenze sinfonico-pop e sonorità che accompagnano i corpi in scena, sempre al servizio della drammaturgia.

Flotilla, Conte: ridicolo l’appello di Meloni a unità

Milano, 2 ott. (askanews) – “Meloni ha parlato dei disagi degli scioperi, ma non si pone il probema di chi ha la responsabilità di queste manifestazioni, del fatto che nei libri di storia queste manifestazioni ci salveranno l’onore? Per queste ragioni il vostro appello all’unità suona ridicolo”. Lo ha detto il presidente M5s Giuseppe COnte, in aula alla CAmera.

“Meloni ha definito i cittadini della Flotilla irresponsabili, si è intestata una trattativa miseramente fallita, li ha accusati di sabotare il processo di pace e ha detto perfino che sono indifferenti alle sofferenze palestinesi. Ma i principi del diritto internazionali sono scritti: il blocco navale è illegale, come è criminale l’assedio su Gaza che i cittadini della Flotilla volevano rompere”. E “il genocidio è il più grave delitto contro ‘l’umanità, non giratevi dall’altra parte, non fischiettate”, ha sottolineato Conte che poi si è chiesto: “Perchè un presidente del Consiglio assume questo atteggiamento protervo? L’unica risposta è che ha vissuto la vicenda come lo specchio di un governo imbelle e codardo. Meloni è aggressiva, perchè non può sopportare che dei semplici cittadini, indignati di fronte a tanto orrore hanno preso coraggio e con la loro dignità hanno detto ‘basta’: il più giusto e lineare gesto di politica estera che voi non avete fatto. Se Netanyahu avesse sentito che l’Italia si fosse discostata e avesse condannato, magari il genocidio avrebbe preso una piega diversa. È questo il problema morale con il quale dovrete convivere. Quando capirete che ci state portando dalla parte sbagliata della storia? I libri di storia sono pronti e chiari e univoci: non vi ponete il problema di come sarà rappresentata la posizione del governo italiano?”. E dunque, ha concluso Conte, “possiamo noi minimamente condividere il vostro operato? Ci espone a una vergogna storica”.

Alcune barche della Flotilla sarebbero ancora in navigazione, la Mikeno nelle acque davanti Gaza

Roma, 2 ott. (askanews) – Il tracker della Global Sumud Flotilla ha segnalato alle 11 di oggi che 40 delle navi della carovana diretta a Gaza sono state intercettate, oppure sono considerate intercettate, dalla marina israeliana. Quattro, invece, sono date ancora in navigazione.

Tra quelle date in navigazione, anche la Mikeno, che sarebbe riuscita ad arrivare alle acque immediatamente antistanti Gaza. Tuttavia, da tempo i dati del tracker la segnalano ferma a zero nodi di velocità. Secondo il tracker della Global Sumud Flotilla, l’imbarcazione Mikeno sarebbe riuscita a entrare nelle acque antistanti Gaza. Non è tuttavia chiara la situazione dell’imbarcazione.

Il tracker dà ancora l’imbarcazione in navigazione, anche se la sua velocità è data a zero nodi. Il ministro degli Esteri greco George Gerapetritis ha affermato stamani che ormai trentanove imbarcazioni della Global Sumud Flotilla sono state intercettate da Israele e stanno ora navigando verso il porto israeliano di Ashdod. Lo riferisce l’agenzia di stampa Reuters. Tutte le persone a bordo sarebbero in salvo, ha dichiarato il ministro.

Flotilla, Tajani: 22 italiani fermati dalle autorità israeliane. Saranno espulsi

Roma, 2 ott. (askanews) – “Al momento sarebbero 22 gli italiani fermati” dalla Marina israeliana dopo l’abbordaggio alle imbarcazioni della Global Sumud Flotilla. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani nelle sue comunicazioni alla Camera sui recenti sviluppi della situazione nella Striscia di Gaza.

“Continuiamo a monitorare la situazione – ha proseguito Tajani -. Su mie istruzioni, il Consolato a Tel Aviv e il Consolato Generale a Gerusalemme assisteranno tutti gli italiani, sia al porto sia nelle procedure di rimpatrio. Già da questa notte i due Consolati in contatto con i legali dei cittadini italiani imbarcati. Secondo le informazioni disponibili, raccolte attraverso l’Unità di Crisi, che sta seguendo passo dopo passo la situazione, tutti i nostri connazionali sono in buone condizioni”, ha aggiunto il ministro.

Roma, 2 ott. (askanews) – “Per quanto riguarda i tempi, entro la fine della mattinata, o primo pomeriggio” le autorità israeliane “dovrebbero completare le operazioni di trasferimento di circa 400 membri della flottiglia nel porto di Ashdod. Stasera, dopo lo Yom Kippur, verranno trasferiti in autobus alla struttura detentiva di Ben Sheva. Domani mattina, presto, la nostra ambasciata effettuerà le visite consolari”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani in sede di replica dopo le sue comunicazioni alla Camera sui recenti sviluppi della situazione nella Striscia di Gaza.

“Già cinque funzionari si recheranno a Ben Sheva, ripeteranno la visita domenica mattina perché sabato è shabbat – ha proseguito Tajani -. Le autorità israeliane sono intenzionate a fare un unico provvedimento giudiziario di espulsione coatta di tutti i membri della flottiglia. Li trasferirebbero lunedì 6, o martedì 7, all’aeroporto Ben Gurion e con due voli charter li manderebbero in due distinte capitali europei. Hanno chiesto Madrid, Londra e poi vedremo, perché lì è la sede direttiva del Samuel Flottiglia, ma non hanno ancora avuto risposta. Non credo che i charter arriveranno in Italia, però vediamo”.

Voiello innova la tradizione della pasta con due nuovi formati

Milano, 02 ott. (askanews) – Voiello prova a innovare la tradizione della pasta italiana lanciando sul mercato due nuovi formati. Con il paccariello capriccioso e lo spaghettone innamorato, il marchio di pasta campano punta a rispondere alle esigenze di un consumatore sempre pi aperto a sperimentare in cucina, interessato a tutto quello che non “la solita minestra”.

“Sicuramente innovare nella pasta una sfida molto importante, ma che ci appassiona tanto – Luigi Loico, marketing associate director Voiello – per noi una grande responsabilit, soprattutto consapevoli che gli italiani hanno chiare le aspettative in termini di performance qualitative del prodotto. Ma oggi sappiamo che non c’ solo quello: ci sono anche bisogni crescenti di sperimentazione in cucina, di esprimere la propria creativit e quindi di provare qualcosa di nuovo. Ed quello che emerso da uno studio che abbiamo condotto con Astra Ricerche per Voiello, dove appunto emerge che per tre italiani su quattro sperimentare in cucina e appunto provare le novit qualcosa che motiva e che rende viva questa passione per la pasta”.

E il formato uno degli elementi determinanti per l’acquisto della pasta. Un elemento che deve sorprendere per quattro italiani su dieci ma che deve saper conservare un legame con la tradizione per oltre la met di loro. Aspetti a cui Voiello ha cercato di dare forma:

“I due nuovi formati, il paccariello capriccioso e lo spaghettone innamorato, interpretano al meglio il Dna della marca e la sua anima esuberante, consapevoli del voler proporre alle persone il piacere eccezionale di una pasta di qualit elevata – spiega Loico – Siamo partiti da due grandi icone della nostra storia culinaria e storia partenopea, che sono appunto il pacchero e lo spaghetto, e lo abbiamo reinterpretato per rinnovare l’esperienza di consumo e renderla ancora pi sorprendente per i nostri consumatori”.

Ma come nasce un nuovo formato di pasta e quanto lavoro serve dall’idea al piatto in tavola?

“Un team di lavoro partito quasi due anni fa – Marzia Silva, direttore R&D Voiello – Una volta che abbiamo messo a terra questi capisaldi, siamo partiti e siamo andati in impianto pilota. L’impianto pilota una piccola linea industriale dove, insieme anche ai trafilai, che sono degli orafi sostanzialmente, abbiamo sviluppato per il paccariello abbiamo fatto 97 prove per arrivare a 12 formati diversi uno dall’altro e quando parliamo dello spaghettone ancora di pi. Una volta che abbiamo scelto, siamo andati in industriale, perch quello che abbiamo fatto in pilota doveva essere assolutamente uguale, se non migliore, a livello industriale”.

Prima di arrivare alla scelta definitiva sono state testate sette diverse trafile per il paccariello e nove per lo spaghettone, tutte al bronzo per conferire alla pasta quella ruvidit ricercata da pi di un italiano su due. Un vero e proprio lavoro di ingegneria culinaria che ha permesso di reinventare due grandi classici della cucina campana, come il pacchero e lo spaghetto.

M.O., Meloni a sindacati: sciopero per questioni italiane

Milano, 2 ott. (askanews) – Lo sciopero generale indetto dai sindacati per domani “c’entra poco con la questione palestinese e molto con le questioni italiane. Ce lo spiegano gli stessi sindacati: mi sarei aspettata che almeno su una questione che reputavano così importante non avessero indetto uno sciopero generale di venerdì, perchè weekend lungo e rivoluzione non stanno insieme”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in un punto stampa a margine del vertice di Copenaghen.

Melon ha ricordato i palestinesi evacuati e gli aiuti inviati, “con le risorse del popolo italiane che affronterà nei prossimi giorni molti disagi”.

M,.O., Meloni a sindacati: sciopero per questioni italiane

Milano, 2 ott. (askanews) – Lo sciopero generale indetto dai sindacati per domani “c’entra poco con la questione palestinese e molto con le questioni italiane. Ce lo spiegano gli stessi sindacati: mi sarei aspettata che almeno su una questione che reputavano così importante non avessero indetto uno sciopero generale di venerdì, perchè weekend lungo e rivoluzione non stanno insieme”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in un punto stampa a margine del vertice di Copenaghen.

Melon ha ricordato i palestinesi evacuati e gli aiuti inviati, “con le risorse del popolo italiane che affronterà nei prossimi giorni molti disagi”.

Flotilla, Meloni: no benefici a palestinesi, disagi per italiani

Milano, 2 ott. (askanews) – “Le operazioni di abbordaggio sono ancora in corso le stiamo seguendo minuto per minuto, siamo in contatto con gli avvocati di alcuni imbarcati e facciamo il possibile perchè possano tornare in Italia il prima possibile. Al netto di questo, continuo a ritenere che tutto questo non porti alcun beneficio al popolo della Palestina. Al tempo stesso mi pare di capire che porti molti disagi al popolo italiano”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in dichiarazioni alla stampa a margine del vertice di Copenaghen, in riferimento allo sciopero generale convocato per domani.

A Copenhagen incontro bilaterale Meloni-Merz

Roma, 2 ott. (askanews) – A margine del Vertice della Comunità Politica Europea, il Presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, ha incontrato il Cancelliere federale tedesco, Friedrich Merz. Oltre ai più recenti sviluppi in Ucraina e in Medio Oriente, il colloquio ha consentito un confronto approfondito sui temi della competitività europea, ed in particolare del settore automobilistico, in vista della discussione sulle questioni climatiche prevista al Consiglio Europeo del 23 e 24 ottobre prossimi.

I due Leader hanno inoltre approfondito la preparazione del Vertice bilaterale del prossimo 23 gennaio, soffermandosi sulla comune determinazione a imprimere un ulteriore significativo cambio di passo nella collaborazione politica ed economica tra le due Nazioni.

Come costruire l’alternativa alla destra

La prima verifica elettorale del voto regionale delle Marche ha dimostrato che un “campo largo”, che tenti di costruire un’alternativa alla destra con le sole componenti di sinistra, è destinato a fallire. Senza il contributo di un centro nuovo della politica italiana, ampio e plurale di ispirazione democratica, popolare, liberale, repubblicana e riformista, non nasce una nuova maggioranza e senza di esso non si favorisce il ritorno al voto dei renitenti.

La necessità del ritorno al proporzionale

La condizione preliminare, però, è il ritorno alla legge elettorale proporzionale senza la quale difficilmente la ricomposizione al centro potrà avvenire. Dal mattarellum al rosatellum, i diversi sistemi di tipo maggioritario hanno favorito e continueranno a favorire il mantenimento di un bipartitismo forzato destra-sinistra e a conservare la frantumazione al centro.

I risultati li abbiamo visti: disaffezione al voto di elettrici ed elettori che non trovano risposte ai loro interessi e valori dall’attuale offerta politica, e una situazione assurda nella quale la maggioranza di una minoranza del corpo elettorale può conquistare, come nel settembre 2022, il pieno controllo del Parlamento e del governo.

Due condizioni per unalternativa

Per tentare di contrastare questa deriva, che punta a una profonda modifica del nostro assetto costituzionale, devono costituirsi due condizioni all’interno dei poli della possibile alleanza di centro-sinistra:

  • la ricomposizione al centro, oggi diviso;
  • una modifica degli attuali assetti strategici del partito di maggioranza relativa a sinistra.

Le imminenti elezioni regionali in diverse parti d’Italia saranno la cartina di tornasole della capacità di tenuta dell’attuale leadership PD, mentre resta aperto il processo di ricomposizione del centro, a partire da quella che è stata e dovrà essere una delle principali sue componenti: l’area cattolico-democratica, liberale e cristiano-sociale.

Limpegno per la ricomposizione del centro

A tale progetto dedico da molto tempo il mio interesse, non solo giornalistico, ma da “osservatore partecipante”, insieme agli amici di Iniziativa Popolare, con i quali abbiamo attivato la raccolta firme delle due LIP (Leggi di Iniziativa Popolare) per il ritorno alla legge proporzionale con preferenze e l’introduzione del sistema del cancellierato modello tedesco. Questo in alternativa all’ircocervo meloniano del premierato, autentico grimaldello per stravolgere la repubblica parlamentare disegnata dai padri costituenti.

Un centro senza velleità personalistiche

Senza la presa di coscienza da parte di tutte le forze democratiche che credono nella Costituzione repubblicana della necessità del ritorno alla legge proporzionale, il mantenimento dell’attuale rosatellum potrà garantire solo il potere di nominare candidati ai maggiorenti di partito.

Così la Meloni rafforzerà il suo dominio e la Schlein resterà nella condizione minoritaria e insufficiente sperimentata finora, anche con il “campo largo” della sola sinistra. Analogamente, nell’area di centro, senza l’abbandono delle velleità personalistiche dei soliti noti — interessati più a garantirsi una candidatura sicura che a favorire la ricomposizione — il dominio della destra meloniana continuerà a perpetuarsi.

Una base valoriale per ripartire

Nei principi della dottrina sociale cristiana e nella difesa dei valori costituzionali risiedono le basi per il progetto di ricomposizione politica della nostra area. Su di essi si dovrà ripartire, per inverarli nella nuova situazione complessa interna e internazionale, puntando a saldare gli interessi dei ceti medi produttivi con quelli delle classi popolari e difendendo senza esitazioni gli articoli 1, 3 e 35 della Carta costituzionale.

Le prossime elezioni regionali e comunali potrebbero diventare l’occasione per attivare, nelle diverse realtà, liste unitarie della nostra area, fondate sulla fedeltà a tali principi. Agli amici più autorevoli in sede nazionale e territoriale il compito di impegnarsi per favorire il progetto, nella consapevolezza di concorrere — come i cattolici italiani hanno fatto da oltre un secolo — all’interesse del Paese.

L’Europa tra paure e realtà: Riflessioni sull’intervento di Fioroni e D’Ubaldo

So bene di avventurarmi su un tema che ignoro nelle sue ricadute geopolitiche. Ma sono da sempre convinto che anche le idee degli incompetenti servano: oggi aiutano a mostrare gli stati d’animo che circolano fra la gente comune, depositati nelle coscienze personali.

Ripensiamo lEuropa

Ho letto il buon articolo di ieri di Fioroni e D’Ubaldo sull’Europa: Ripensiamo l’Europa. È superfluo che io aggiunga il mio totale accordo sul senso di unità e di uguaglianza fra gli Stati europei che esso sollecita, e sulle finalità di fondo che suggerisce nel ricordo di De Gasperi, Adenauer e Schuman.

Mi è piaciuta anche la realistica e storica citazione del filosofo francese Étienne Borne: «Il sogno europeo è il contributo della politica democristiana a questo secolo, il ventunesimo». Niente di più vero, anche a detta di molti storici.

UnEuropa federata

Un’Europa politica e — aggiungo — federata, dunque. Il Trattato di Maastricht del 1993, la moneta unica e l’euro del 2002, gli accordi che sono seguiti fino all’altro ieri servono oggi ben poco. Bisogna darsi da fare, come fanno capire i due autori, per una forte e robusta unità politica europea.

Su questo punto ritorna da anni, sulle pagine del Sole 24 Ore, lo studioso Sergio Fabbrini, che bisognerebbe premiare con un “Nobel per l’Europa Unita”, per la sua insistenza e coerenza.

 

Il dubbio che resta

Con tutta la mia dichiarata inadeguatezza in materia di geopolitica, devo però aggiungere un dubbio personale che mi accompagna da tempo. Un dubbio che, grazie a Dio, non sono il solo a coltivare.

Non è questione da poco, ed è messo a tacere dall’opinione pubblica prevalente che circola in Europa e in Italia. Un dubbio quindi… pieno di dubbi, se si sommano i pareri e le analisi — anche di autorevoli editorialisti e studiosi — che battono da tempo il chiodo dei pericoli che corre l’Europa a seguito dell’invasione dell’Ucraina da parte di Putin.

Indiscutibile sul piano delle tragedie che ha causato e degli allarmi che ha fatto suonare. Ma discutibile sul piano della risposta, che secondo i miei cari amici «non può non riguardare la capacità di difesa».

 

Putin e la malattia del potere

Io non lo so. Ma, anche se è ormai indispensabile non credere a tutto quello che circola sui social, la notizia si è comunque diffusa: Putin è ammalato. Ecco! Premetto allora che, se prendiamo per buona questa notizia, la malattia che si deve pensare è solo quella mentale.

Una malattia seria, che meriterebbe un ricovero urgente, da curare subito, anche per il futuro del suo popolo e per i guai di lunghissimo periodo in cui, con questo suo stato patologico, Putin colloca la sua amata Russia.

Se lo vogliamo valutare come un folle dittatore nazionalista e imperialista, sul modello della sua “idola” Caterina di Russia; un ex investigatore nostalgico che ha rovistato nel passato territoriale russo; un leader che fonda il suo solitario potere sul buon rapporto col cristianesimo ortodosso autocefalo, nelle mani del patriarca Kirill; ebbene, se vediamo tutto questo, allora è molto probabile che egli abbia in testa di invadere diversi Stati europei, non esclusa l’Italia.

Per questo, dobbiamo al più presto ripulire e ristrutturare le trincee del nostro Piave per difenderci.

Lurgenza delle difese e il rischio della paura

Da qui l’urgenza di foraggiare le industrie belliche USA, per riarmarci al più presto, perché l’invasione in Europa è già iniziata. E i droni ne sono un chiaro segnale!

Ma se tutto questo fosse soltanto frutto dei timori e delle ansie diffuse, non solo da parte delle élite politiche e delle classi dirigenti che ne approfittano nelle loro inutili diatribe partitiche?

E se tutto questo fosse il risultato del momento storico agitato che viviamo — comprendendo Gaza e il destino della Flotilla, della cui missione mentre scrivo non so ancora l’esito — allora la mia personale opinione è che stiamo pensando a un fatto che realisticamente è solo figlio della paura. E appartiene più alla fantasia collettiva che alla realtà.

Beatrice Venezi, La Fenice e tanto rumor per molto

Ci voleva qualcosa di forte per rinnovare la tradizione, quel tanto di scuotimento che serve per vivacizzare il rischio di una palude. Anche la musica classica ha bisogno di un tocco di rap scatenato per riprendere brio. Lì dove non arrivano le note possono riuscirvi le parole o la loro combinazione con gli spartiti, una miscela che possa riaccendere la fiamma dell’interesse per ciò che si ripete ogni anno in modo pressoché simile.

Non c’è più la Venezia dei benamati

Dei tanti Comuni del bel Paese poteva accadere come apripista solo a Venezia con il suo mare che apre il respiro a chi è in cerca di bellezza e di incanto. Venezia sparge le sue vene d’acqua per il suo centro e nei suoi circondari, marca con i suoi canali i desideri dei suoi visitatori per ristorarne l’impeto e irregimentarne i passi. Porta in dote il contagio della malattia venerea della cultura dalla quale nessuno chiede di guarire. Sembra che Venezia alla origine del suo nome indichi l’amore e l’amicizia così che i suoi abitanti sarebbero i benamati; ciò malgrado qualcosa si è perso per strada e tra le onde.

 

La contestazione della nomina a La Fenice

E’ sui giornali la polemica circa la nomina a Direttore musicale de La Fenice a Beatrice Venezi. Eppure non ci sarebbe cognome più intonato, quasi una predestinazione, per andare a condurre quel teatro lirico di tanto grande lustro situato nel campo San Fantin “il cavallaro”. Si tratta di un santo che aveva pietà degli uomini e degli animali e che non ha evidentemente contaminato abbastanza le mura di quel teatro che pure proprio come l’uccello mitologico, da cui ha preso il nome, dovrebbe dimostrare continuamente di saper risorgere dalle sue ceneri. Per adesso siamo solo ad un punto di caduta.

La decisione di Nicola Colabianchi, Sovrintendete della Fondazione del prestigioso teatro, sembra oggi essere piuttosto un colabrodo che perde dai suoi fori l’obbedienza degli orchestrali e delle maestranze. Questi ultimi con il solito bagaglio di comunicati, sigle sindacali, assemblee e contestazioni del genere contestano la scelta fatta criticando il metodo e la sostanza. Si sarebbe trattato di un colpo di mano, di una decisione non condivisa previo confronto ad un tavolo sindacale. Si critica anche la capacità della Venezi con un curriculum, per dire di alcuni, troppo scarso per la direzione che le è stata affidata. Da qui, interviste di personaggi della cultura a suo sostegno o a sfavore, tifoserie a confronto e un effluvio di parole che si appiccano alla gola delle note per ora in silenzio.

 

La replica della Venezi

Per adesso la Direttrice musicale fresca di nomina ribatte di non ritenere opportuna la sua partecipazione al Festival delle Idee, che si tiene proprio da quelle parti, a Mestre, malgrado sia su terra ferma e con scarso rischio di essere gettata a mare. Sarà perché oltre alle idee ci vorrebbe un guizzo di fantasia per uscire dal pasticcio che si è creato. Sembra ora la volontà di una sottoesposizione, posto che le critiche al suo indirizzo fondano anche sul fatto di essere sponsorizzata politicamente dal Ministro Giuli e dal mondo di destra. La Venezi ha dichiarato che “sarebbe sbagliato in un momento così delicato se una parola mal interpretata o un qualsiasi altro evento non previsto, potesse suonare a mo’ di provocazione….” Suonare richiama il suonarsele di santa ragione, una confusione che crea distonie musicali che fanno male all’ascolto.

Nel film “Prove d’Orchestra” orchestrali immersi in un caos totale raccontano di se stessi in un clima surreale di totale indisciplina. Un tirannico Direttore tedesco proverà invano a ricondurli alla ragione. Sulla scena irrompe poi a sorpresa una gigantesca palla di ferro che intimorirà i musicisti che riprenderanno le prove. Forse obbligarne alla visione tutte le parti in causa potrebbe dare una qualche felice risolutiva ispirazione.

Insegnamento dell’italiano, priorità per l’integrazione degli immigrati

I movimenti migratori nel mondo si stanno espandendo a un ritmo crescente. Si calcola che, approssimativamente, 200 milioni di persone dovranno abbandonare le loro terre d’origine a causa di diversi fattori, quali il cambiamento climatico, le guerre in corso (circa 50 attualmente) e le persecuzioni politiche.

Italia in prima linea

Se a questi fenomeni si aggiunge il cosiddetto “inverno demografico”, che si sta verificando non solo in Europa, ma anche in paesi asiatici come Cina e Giappone, e in parte negli Stati Uniti, si può desumere che, nonostante l’imperante propaganda anti-immigrazione, sia necessario prepararsi non solo ad accogliere questa immensa massa di persone, ma anche a inserirla in un contesto sociale ed economico, affinché possa rappresentare un valore aggiunto per lo sviluppo e il benessere globale.

L’Italia, per la sua posizione strategica, non fa eccezione, anzi: è esposta in prima linea sul tema dell’immigrazione, anche se gli strumenti finora adottati dai governi appaiono più orientati a una logica repressiva che all’accoglienza.

Il primo, indispensabile step per consentire a chi arriva di comprendere e relazionarsi con la nuova realtà che gli si presenta, è l’apprendimento della lingua italiana, che al momento è affidato in gran parte alle organizzazioni di volontariato.

 

Lesperienza Penny Wirton

In questo contesto emerge una realtà fondata diciotto anni fa dallo scrittore e insegnante Eraldo Affinati e da sua moglie Anna Luce Lenzi, anch’essa insegnante. Partita con un piccolo gruppo di volontari, oggi ha raggiunto dimensioni nazionali.

Il nome della scuola, completamente gratuita, che insegna l’italiano agli stranieri è Penny Wirton, tratto da un libro dello scrittore Silvio D’Arzo, il cui protagonista è un ragazzo che cerca la propria collocazione, con tutte le difficoltà del caso, nel mondo che lo circonda — proprio come coloro che hanno abbandonato il loro paese natale.

Una non-scuola”

L’originalità della scuola, che in maniera azzardata potremmo definire una “non-scuola”, sta nel rapporto uno a uno tra docente e studente, nell’assenza di valutazioni per entrambi, ma soprattutto nel valore aggiunto che si crea nella relazione umana.

Non si tratta soltanto di trasmettere, attraverso strumenti didattici predisposti dalla scuola, il maggior numero possibile di nozioni relative alla lingua italiana, ma anche di far sentire la persona accolta in una comunità. Questo coinvolgimento passa attraverso l’opera del volontario, che non è un semplice docente, ma a sua volta si arricchisce, sperimentando nuove dimensioni culturali e storie personali.

Una comunità multicolore

Alla Penny Wirton, infatti, gli studenti provengono da nazionalità variegate — solo per citarne alcune: cinesi, venezuelani, marocchini, egiziani — e anche le età e i livelli culturali sono molto diversi. Questa situazione, anziché costituire un ostacolo, rappresenta un punto di forza e spiega, forse, il rapido sviluppo dell’iniziativa.

La scuola per facilitare il lavoro dei docenti ha elaborato due libri, scritti dai fondatori, dal titolo Italiani anche noi. Il primo consiste in una serie di lezioni sulla grammatica italiana ed il secondo contiene esercizi di carattere interattivo. Penny Wirton non è finanziata, non fa raccolta fondi, ma basa tutta la sua attività sul volontariato e sulla collaborazione di alcune realtà — parrocchie, enti regionali, ecc. — che mettono gratuitamente a disposizione gli spazi in cui si tengono i corsi.

Una lezione di umanità

Certo, le difficoltà non mancano, ma questa attività rappresenta un segno tangibile di un processo ben più complesso, che dovrebbe essere messo in atto per supportare coloro che, arrivando, rappresentano un pezzo del nostro futuro e di quello delle generazioni che verranno.

Si può concludere con una leggenda africana: mentre la foresta brucia, tutti gli animali fuggono. Rimane solo il leone, che, pur avendo paura, deve restare lì per ultimo, come compete al suo ruolo. Quando è certo che tutta la fauna sia in salvo, si appresta a uscire anche lui, ma nota un colibrì con una goccia d’acqua sul petto che si dirige verso l’incendio. Il leone gli chiede dove pensa di andare con quell’aiuto così ridicolo. La risposta è illuminante: “Ognuno, anche nel suo piccolo, deve fare la sua parte.”

Questo è il vero tema: anziché alimentare la paura del diverso, è urgente mettersi in gioco, con le soddisfazioni e i rischi che ciò comporta.

Marco Coletti

Volontario Penny Wirton

Manifestazioni in diverse città d’Italia in solidarietà alla Flotilla

Roma, 2 ott. (askanews) – Sono molte le manifestazioni in sostegno degli attivisti della Global Sumud Flotilla bloccati dalle forze israeliane. Tra le principali città interessate da cortei e presidi ci sono Milano, Roma, Napoli, Torino, Livorno, Genova, Firenze, Bologna, Perugia, Catania e Palermo. A Milano un corteo ha attraversato i binari della stazione Cadorna mentre a Napoli sono stati temporaneamente occupati i binari della Stazione Centrale, così come a Pisa. A Palermo ci sono stati scontri con la polizia, che ha usato i manganelli e da video social una ragazza risulta ferita.

Flotilla, Meloni segue la vicenda in contatto con Tajani e Crosetto

Roma, 1 ott. (askanews) – La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, a Copenaghen per il Consiglio europeo informale, segue in stretto contatto con il ministro degli Esteri Antonio Tajani, con quello della Difesa Guido Crosetto e con il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano l’evolversi della situazione legata alla Global Sumud Flotillia, intercettata questa sera da navi israeliane.

Tajani, è stato in contatto con il ministro degli Esteri israeliano, Gideon Sa’ar: secondo quanto riferito, l’intero equipaggio delle navi sarà trasferito al porto di Ashdod e trattenuto in centri adibiti a tal fine. Stando a quanto precisato in una nota diffusa dalla Farnesina, i membri della Flotilla potranno scegliere tra due alternative. La prima è accettare l’espulsione volontaria immediata, che avverrà nei tempi più rapidi possibili; la seconda è rifiutare l’espulsione immediata, accettando una detenzione in carcere in attesa di rimpatrio forzato. In questo caso, membri della Flotilla dovranno attendere il provvedimento di respingimento dell’Autorità giudiziaria, la cui pronuncia giunge generalmente dopo 48-72 ore.

Questa mattina, arrivando nella capitale danese, la premier era tornata a chiedere uno stop dell’iniziativa, giudicata con un “un margine di pericolosità e irresponsabilità”, in particolare in una fase di “equilibrio delicato” e di fronte a “una possibilità storica” di pace. Un equilibrio, che secondo Meloni, proprio iniziative come quella della Flotilla, potrebbero mettere a rischio. La presidente del Consiglio era poi tornata a sollevare perplessità sulle motivazioni degli attivisti: “Diceva di nascere per una questione umanitaria, poi si è scoperto che non era una questione umanitaria, era per forzare un blocco navale” mentre “tutti quanti dovrebbero capire che esercitare la responsabilità, attendere mentre c’è un negoziato di pace è forse la cosa più utile che si può fare per alleviare le sofferenze del popolo palestinese. Ma forse le sofferenze del popolo palestinese non erano la priorità”, aveva accusato.

Intanto, mentre domani è attesa la discussione parlamentare sulle risoluzioni per la situazione di Gaza e il riconoscimento dello Stato di Palestina, questa sera manifestazioni e cortei si sono svolti in varie città d’Italia – Roma, Napoli, Milano, tra le altre – e per venerdì l’Usb ha proclamato lo sciopero generale a sostegno della Flotilla. Un’agitazione per la quale il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini sta valutando la precettazione. “Salvini – si legge in una nota del Mit – vuole evitare che una minoranza irresponsabile possa danneggiare milioni di italiani”.

Salvatore Russo (Ham Gourmet), eccellenza prodotti sani e genuini

Roma, 1 ott. – “Fare un prodotto di qualit tradizionale vuol dire ricerca, vuol dire trovare cose che ci siamo dimenticati, cose che appartenevano ai nostri nonni, prodotti che non fanno parte della nostra cultura alimentare ma che abbiamo reso italiano, perch l’Italia il paese in assoluto di eccellenza, e noi che veniamo dal sud abbiamo un’azienda oggi che rappresenta questa eccellenza”. Lo dichiara Salvatore Russo Ceo della Ham Gourmet Srl, per il quale “la mancanza di materia prima non solo sul mercato italiano ma a livello internazionale ha creato una volatilit in questo momento incredibile con incrementi del 30% del o 40%. La differenza tra un prodotto di bassa qualit e di alta qualit fondamentale ed necessario informare il consumatore di questa situazione, che lo aiuterebbe a scegliere i prodotti pi genuini e sani per la sua alimentazione”. Prosegue poi Russo parlando dello smash burger e dell’importanza della qualit della carne: “Anche se si schiacciasse la migliore del carne al mondo, in realt di questa cosa ci rimarrebbe come sapore? Preparare prodotti di qualit vuol dire scegliere materie prime pregiate, nulla da allevamenti intensivi, ma solamente da carne che abbiamo cresciuti allo stato brado e a ogni acquisto viene evidenziata una tracciabilit che garantisce non solo dal punto di vista qualitativo la bont ma anche e soprattutto il rispetto delle norme igienico sanitario”, conclude Russo.

(Servizio pubbliredazionale)

Calcio, Champions: tutti i risultati

Roma, 1 ott. (askanews) – In sei a punteggio pieno dopo la seconda giornata prima fase della Champions League. Cince ancora il Qarabag. Il Necastle surclassa Union Saint Gilloise ed il Manchester sity si fa fermare sul palo

Qarabag (Aze) – Copenhagen (Dan) 2-0, Union Saint-Gilloise (Bel) – Newcastle United (Ing) 0-4, Arsenal (Ing) – Olympiacos (Gre) 2-0, Barcelona (Spa) – Paris Saint-Germain (Fra) 1-2, Borussia Dortmund (Ger) – Athletic Club (Spa) 4-1, Leverkusen (Ger) – PSV Eindhoven (Ola) 1-1, Monaco (Fra) – Manchester City (Ing) 2-2, Napoli (Ita) – Sporting CP (Por) 2-1, Villarreal (Spa) – Juventus (Ita) 2-2

Classifica: Bayern, Real Madrid, PSG, Inter, Arsenal, Qarabag 6, Dortmund, Manchester City, Tottenham 4, Atl. Madrid, Newcastle, Marsiglia, Club Brugge, Sporting, Francoforte, Barcellona, Liverpool, Chelsea, Napoli, Royale Union SG, Galatasaray, Atalanta 3, Juventus, Bodo/Glimt, Leverkusen 2, Villarreal, PSV, FC Copenhagen, Olympiakos, Monaco, Slavia Praga, Pafos 1, Benfica, Ath. Bilbao, Ajax, Kairat Almaty 0

Atalanta (Ita) – Club Brugge (Bel) 2-1, Kairat Almaty (Kaz) – Real Madrid (Spa) 0-5, Atlético de Madrid (Spa) – Frankfurt (Ger) 5-1, Bodø/Glimt (Nor) – Tottenham (Ing) 2-2, Chelsea (Ing) – Benfica (Por) 1-0, Galatasaray (Tur) – Liverpool (Ing) 1-0, Inter (Ita) – Slavia Praha (Cze) 3-0, Marseille (Fra) – Ajax (Ola) 4-0, Pafos (Cyp) – Bayern München (Ger) 1-5

Classifica: Bayern, Real Madrid, Inter 6, Tottenham 4, PSG, Atl. Madrid, Marsiglia, Sporting, Club Brugge, Royale Union SG, Arsenal, Manchester City, Qarabag, Barcellona, Francoforte, Liverpool, Chelsea, Galatasaray, Atalanta 3, Bodo/Glimt 2, Dortmund, Juventus, Leverkusen, FC Copenhagen, Olympiakos, Slavia Praga, Pafos 1, Newcastle, Villarreal, Benfica, PSV, Napoli, Ath. Bilbao, Monaco, Ajax, Kairat Almaty 0

Giornata 3 – Martedì 21 ottobre 2025 Barcelona (Spa) – Olympiacos (Gre) (18:45), Kairat Almaty (Kaz) – Pafos (Cyp) (18:45), Arsenal (Ing) – Atlético de Madrid (Spa), Leverkusen (Ger) – Paris Saint-Germain (Fra), Copenhagen (Dan) – Borussia Dortmund (Ger), Newcastle United (Ing) – Benfica (Por), PSV Eindhoven (Ola) – Napoli (Ita), Union Saint-Gilloise (Bel) – Inter (Ita), Villarreal (Spa) – Manchester City (Ing). Mercoledì 22 ottobre 2025 Athletic Club (Spa) – Qaraba? (Aze) (18:45), Galatasaray (Tur) – Bodø/Glimt (Nor) (18:45), Monaco (Fra) – Tottenham (Ing), Atalanta (Ita) – Slavia Praha (Cze), Chelsea (Ing) – Ajax (Ola), Frankfurt (Ger) – Liverpool (Ing), Bayern München (Ger) – Club Brugge (Bel), Real Madrid (Spa) – Juventus (Ita), Sporting CP (Por) – Marseille (Fra)

Landini: pronti a sciopero generale per Flotilla

Roma, 1 ott. (askanews) – “Se ci sar il blocco, il sequestro o l’arresto di fronte a un atto di questa natura noi confermiamo che siamo pronti alla proclamazione dello sciopero generale”. Vogliamo “attraverso lo sciopero, che un atto di solidariet oltre che di protesta, rendere esplicito il nostro sostegno a chi ha avuto il coraggio e la dignit” di fare quella azione, ha aggiunto. Landini ha poi ricordato le grandi manifestazioni per Gaza del, affermando che “c’ una maggioranza forte dell’opinione pubblica di questo paese che davanti alle immagini forti del genocidio dice che dobbiamo fermarci”.

Educazione sessuale: i giovani preferiscono parlarne a scuola

Roma, 1 ott. (askanews) – L’educazione affettiva e sessuale tra le tematiche centrali per lo sviluppo delle nuove generazioni. Nonostante vivano in una realt sempre pi tecnologica ed iper-connessa, molti giovani incontrano difficolt nell’accedere ad informazioni relative alla sessualit, soprattutto all’interno dei propri nuclei familiari. I dati pi recenti dell’Osservatorio “Giovani e Sessualit”, giunto alla sua ottava edizione e realizzato da Durex in collaborazione con Skuola.net, confermano questa tendenza. L’indagine del 2025, condotta su oltre 15.000 giovani tra gli 11 e i 24 anni, rileva che il 49% dei giovani non parla di sesso e contraccezione in famiglia, favorendo l’insorgere di cattive abitudini e informazioni spesso incomplete o inesatte sul tema. In assenza di dialogo domestico, infatti, oltre la met dei giovani (53,2%) si affida a Internet come fonte principale.

Ad esempio, l’uso regolare del preservativo, che nel 2019 coinvolgeva oltre la met dei giovani (56,7%), nel 2025 sceso al 45,4%. La situazione fotografata dall’indagine dell’Osservatorio “Giovani e Sessualit” desta preoccupazione sia tra gli studenti che tra i genitori: quasi nove ragazzi su dieci (88,9%) e otto genitori su dieci (78,6%) chiedono infatti di introdurre percorsi strutturati di educazione affettiva e sessuale nelle scuole, con il supporto di professionisti qualificati come medici o psicologi. Non solo: il 45,3% dei genitori auspica che questi percorsi vengano avviati gi a partire dalle scuole medie.

In questo scenario, Durex ha rinnovato il suo impegno come promotore di “A Luci Accese”, un programma di educazione affettiva e sessuale per le scuole secondarie realizzato in linea con gli standard internazionali definiti dall’Organizzazione Mondiale della Sanit e condotto da operatori esperti dell’associazione ALA Milano e, da quest’anno, dell’Universit degli Studi di Milano-Bicocca. Attivo nella citt di Milano, dal 2023 ad oggi il programma ha coinvolto 43 scuole, 350 classi e circa 12.000 studenti, numeri che testimoniano l’impatto di un’iniziativa che parla direttamente ai giovani e risponde a un bisogno educativo sempre pi riconosciuto, divenendo un modello virtuoso sul territorio.

Labriola (Tim): cloud sovrano cruciale, Europa recuperi leadership

Torino, 1 ott. (askanews) – Intelligenza artificiale al servizio delle persone, accessibile a tutti per semplificare e migliorare l’esperienza di vita quotidiana dei propri clienti. Un cloud sovrano per mantenere la propria indipendenza in un’epoca di stravolgimenti geopolitici e un appello all’Europa ad agire subito per non soccombere e rimanere indietro in un mondo che viaggia velocemente. Questi i temi trattati dall’amministratore delegato di Tim, Pietro Labriola, sul palco della prima giornata della Italian Tech Week, in corso alle OGR di Torino.

“Il digitale ha creato una dimensione parallela nella quale la giurisdizione molto pi labile – ha spiegato -. Il cloud risponde alle norme italiane o alle norme americane? Quindi vanno poste delle domande che nel contesto geopolitico attuale probabilmente devono pensare a un cambiamento, a un approccio differente. Il fatto di avere data center sul territorio e server sul territorio non vuol dire che il dato che abbiamo su quel territorio risponda alla giurisdizione italiana. E se quindi un governo straniero in qualunque momento pu chiedere informazioni senza avvisare il governo italiano, senza avvisare il cliente, senza avvisare l’operatore che sta utilizzando quei dati, per un tema di sicurezza nazionale loro, giusto o sbagliato? Diciamo che dobbiamo trovare il modo di far convergere queste due dimensioni, la dimensione del mondo reale e la dimensione del digitale”.

L’Europa uno dei temi centrali della tre giorni della Italian Tech Week: proprio venerd sul paco interverr la presidente della Commissione europea, Ursula Von del Leyen, e per il numero uno di Tim non c’ tempo da perdere. “Nel 2023 a Barcellona durante un evento della GSMA ho fatto una presentazione dove dicevo ‘inaction is not an option’ – ha detto -. L’inazione non un’opzione. Draghi ha ripetuto la stessa cosa un anno dopo con il suo report. Dobbiamo capire che stare fermi non possibile, dobbiamo prendere delle decisioni drastiche e ora, tra tre anni tardi. Dobbiamo capire che l’Europa non pi il centro del mondo e non possiamo essere a traino. Dobbiamo recuperare una certa leadership e si fa solo con decisioni coraggiose”.

Labriola si soffermato anche sull’intelligenza artificiale, vista come una tecnologia a servizio della clientela. Il gruppo ha infatti siglato una partnership con una delle principali aziende del settore, Perplexity, per offrire gratis per un anno il servizio a tutti i clienti. “Come azienda che fa Sistema Paese abbiamo pensato di mettere a disposizione del Sistema Paese e dei nostri clienti questi tool per capire come funzionano – ha spiegato -. E’ abbastanza normale oggi che le persone non si avvicinino alle novit soprattutto se devono essere pagate perch hanno timore, vogliono capire, quindi dare la gratuit delle AI, dell’artificial intelligence un modo per avvicinarli a un futuro che sempre pi presente”.

Flottilla, Salvini: sciopero irresponsabile sindacati sinistra, aizzano piazze

Roma, 1 ott. (askanews) – “Irrispettosa la Flotilla, che in un momento decisivo per la diplomazia internazionale sceglie la provocazione. Irresponsabili i sindacati di sinistra, che aizzano le piazze danneggiando gli italiani”. Lo dichiara via social il vicepremier ministro di Trasporti e Infrastrutture Matteo Salvini, segretario della Lega, commentando lo sciopero generale di venerdì proclamato da Usb e Cgil a seguito dell’arembaggio israeliano alla Flotilla in navigazione verso Gaza.-

La Flotilla intercettata dalla Marina israeliana. "Saranno portati ad Ashdod ed espulsi"

Roma, 1 ott. (askanews) – A circa 80 miglia nautiche dalla costa di Gaza, la Global Sumud Flotilla è stata intercettata dalla Marina Militare israeliana. Dal tracker che segue la Flotilla sono segnalate come “attaccate” le navi Alma – a bordo della quale si trova anche l’attivista Greta Thunberg – e Sirius. “Non lo chiamerei attacco, lo chiamerei blocco. Mi auguro che tutto avvenga con razionalità, senza che ci sia nessun problema”, ha detto al Tg1 il ministro della Difesa Guido Crosetto, spiegando che “tutte le barche sono circondate” e gli attivisti “dovrebbero essere portati al porto di Ashdod, dove poi ogni nazione si attiverà per far rientrare i propri connazionali. E’ importante che quello che accadrà nella prossima ora avvenga senza violenza, senza che nessuno si faccia male, senza nessun rischio. Sia gli equipaggi” a bordo della Flottilla, “sia le autorità israeliane” sono preparati. “Sono giorni che stiamo seguendo la vicenda, sia come Difesa sia come Farnesina. Ora aspetto, dopo le molte notti insonni, la fine di questa di questa cosa”, ha concluso Crosetto. Intanto la Cgil ha annunciato “in difesa di Flotilla, dei valori costituzionali e per Gaza” uno sciopero generale nazionale di tutti i settori pubblici e privati per l’intera giornata di venerdì prossimo 3 ottobre” e anche l’Unione Sindacale di Base ha proclamato “la mobilitazione immediata e lo sciopero generale per il 3 ottobre, per dire basta al genocidio, rompere la complicità del nostro governo e chiudere ogni collaborazione economica e militare con Israele”.

Flotilla, Cgil proclama sciopero generale venerdì: colpita la Costituzione

Roma, 1 ott. (askanews) -“L’aggressione contro navi civili che trasportavano cittadine e cittadini italiani, rappresenta un fatto di gravità estrema. Un colpo inferto all’ordine costituzionale stesso che impedisce un’azione umanitaria e di solidarietà verso la popolazione palestinese sottoposta dal governo israeliano ad una vera e propria operazione di genocidio. Un attentato diretto all’incolumità e alla sicurezza di lavoratrici e lavoratori, volontarie e volontari imbarcati. Non è soltanto un crimine contro persone inermi, ma è grave che il governo italiano abbia abbandonato lavoratrici e lavoratori italiani in acque libere internazionali, violando i nostri principi costituzionali”. Con queste parole la Cgil annuncia, in difesa di Flotilla, dei valori costituzionali e per Gaza, lo sciopero generale nazionale di tutti i settori pubblici e privati per l’intera giornata di venerdì, 3 ottobre, ai sensi dell’art.2, comma 7, della legge n.146/90. Durante lo sciopero generale, fa sapere la Cgil “saranno garantite le prestazioni indispensabili, come stabilito dalle regolamentazioni di settore”.

Gaza, Pd-M5s-Avs valutano astensione su testo maggioranza su piano pace Trump

Roma, 1 ott. (askanews) – I contatti sono ancora in corso e una decisione finale verrà presa probabilmente solo dopo avere letto il documento della maggioranza, ma sembra da escludere Pd-M5s-Avs convergeranno su una risoluzione unitaria su Gaza. Durante la giornata, spiegano fonti del ‘campo largo’, ci sono state interlocuzioni con il governo ma allo stato non sembra esserci il clima perché tutto il Parlamento voti lo stesso testo. Al tempo stesso, però, la mossa del centrodestra di presentare due documenti potrebbe costringere i progressisti a rivedere la tattica in aula, perché di fronte ad un documento che “accoglie con favore” il piano di pace tanti – dentro al Pd – non sono disposti a votare no e adesso si ragiona su una possibile astensione su uno dei due testi.

Per un voto a favore “non ci sono le condizioni”, spiegano sia i democratici che fonti di Verdi-Sinistra. E Giuseppe Conte ha definito “davvero ardito chiedere un voto compatto su una risoluzione sulla Palestina dopo che un governo ha finto di non vedere un genocidio con ventimila bambini uccisi”. Anche per il leader 5 stelle “non ci sono i presupposti per un voto compatto”.

Ma, appunto, le cose si complicano se davvero – come pare – la maggioranza presenterà due testi: uno, di poche righe, per esprimere sostegno al tentativo Usa di arrivare ad un cessate il fuoco e un altro più articolato con le posizioni che il centrosinistra non può accettare, a cominciare dal riconoscimento condizionato dello Stato di Palestina.

“Non possiamo dire no al piano di pace. Hanno detto sì Sanchez, Starmer, il premier portoghese Montenegro… Se anche Hamas lo firma restiamo solo noi a dire no?”, ragiona un esponente dem della minoranza.

Non ci sono particolari problemi sulla mozione unica a cui stanno lavorando Pd, M5s e Avs. Il testo dovrebbe ricalcarela linea dell’ok tiepido al piano Trump (con osservazioni critiche su alcuni punti, a cominciare dagli insediamenti dei coloni in Cisgiordania) rilanciando invece il tema del riconoscimento senza condizioni dello Stato di Palestina. Su questa piattaforma ci starebbe tutto il Pd e ovviamente anche M5s e Avs.

La questione da risolvere è appunto come comportarsi sulla risoluzione della maggioranza che accoglie il piano Trump. Della possibile astensione il Pd sta ragionando anche con Avs e M5s. Di sicuro se ne parlerà alla riunione dei gruppi Pd che inizierà alle 21.30.

Gaza, Pd-M5s-Avs valutano astensione su testo maggioranza su piano pace

Roma, 1 ott. (askanews) – I contatti sono ancora in corso e una decisione finale verrà presa probabilmente solo dopo avere letto il documento della maggioranza, ma sembra da escludere Pd-M5s-Avs convergeranno su una risoluzione unitaria su Gaza. Durante la giornata, spiegano fonti del ‘campo largo’, ci sono state interlocuzioni con il governo ma allo stato non sembra esserci il clima perché tutto il Parlamento voti lo stesso testo. Al tempo stesso, però, la mossa del centrodestra di presentare due documenti potrebbe costringere i progressisti a rivedere la tattica in aula, perché di fronte ad un documento che “accoglie con favore” il piano di pace tanti – dentro al Pd – non sono disposti a votare no e adesso si ragiona su una possibile astensione su uno dei due testi.

Per un voto a favore “non ci sono le condizioni”, spiegano sia i democratici che fonti di Verdi-Sinistra. E Giuseppe Conte ha definito “davvero ardito chiedere un voto compatto su una risoluzione sulla Palestina dopo che un governo ha finto di non vedere un genocidio con ventimila bambini uccisi”. Anche per il leader 5 stelle “non ci sono i presupposti per un voto compatto”.

Ma, appunto, le cose si complicano se davvero – come pare – la maggioranza presenterà due testi: uno, di poche righe, per esprimere sostegno al tentativo Usa di arrivare ad un cessate il fuoco e un altro più articolato con le posizioni che il centrosinistra non può accettare, a cominciare dal riconoscimento condizionato dello Stato di Palestina.

“Non possiamo dire no al piano di pace. Hanno detto sì Sanchez, Starmer, il premier portoghese Montenegro… Se anche Hamas lo firma restiamo solo noi a dire no?”, ragiona un esponente dem della minoranza.

Non ci sono particolari problemi sulla mozione unica a cui stanno lavorando Pd, M5s e Avs. Il testo dovrebbe ricalcarela linea dell’ok tiepido al piano Trump (con osservazioni critiche su alcuni punti, a cominciare dagli insediamenti dei coloni in Cisgiordania) rilanciando invece il tema del riconoscimento senza condizioni dello Stato di Palestina. Su questa piattaforma ci starebbe tutto il Pd e ovviamente anche M5s e Avs.

La questione da risolvere è appunto come comportarsi sulla risoluzione della maggioranza che accoglie il piano Trump. Della possibile astensione il Pd sta ragionando anche con Avs e M5s. Di sicuro se ne parlerà alla riunione dei gruppi Pd che inizierà alle 21.30.