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Banca Ifis presenta la quattordicesima edizione del NPL Meeting

Venezia, 27 set. (askanews) – Presso la sede di Banca Ifis di Villa F rstenberg a Mestre si tenuta la quattordicesima edizione del Npl Meeting, l’annuale appuntamento dedicato all’industria del credito deteriorato che per l’occasione stata intitolata “Framework & Frontiers”. Durante l’incontro stato presentato il “Market Watch Npl 2025” elaborato dall’Ufficio Studi di Banca Ifis, nel quale si sottolineato il basso tasso di deterioramento del credito nel nostro Paese, mentre l’Europa fa registrare un aumento degli indicatori di rischiosit prospettica.

Ad aprire l’evento prima di introdurre l’ospite Jeffrey Sachs, economista americano gi direttore del Earth Institute della Columbia University e consigliere economico dell’ONU dal 2001 al 2018, stato l’Amministratore Delegato di Banca Ifis Frederik Geertman: “Oggi siamo alla quattordicesima puntata di questo NPL Meeting. Tutti gli anni presentiamo il nostro Market Watch, il report che sintetizza lo stato dell’industria degli NPL. Quest’anno abbiamo visto cose che per l’Italia sono abbastanza incoraggianti. Seppur in Europa cresce leggermente il mondo del credito deteriorato, in Italia sul bilancio delle banche vediamo una contrazione. Non solo perch la nuova produzione di credito problematico bassa, ma anche perch esiste un’industria, appunto quella degli NPL, che aiuta con una certa facilit le banche a scaricare questi crediti problematici. Vediamo un’Italia che riduce la presenza di questi NPL sui bilanci delle banche, vediamo un’industria NPL sana che continua a investire”.

L’Npe ratio lordo previsto in calo al 2,3% nel triennio 2025-2027, ben al di sotto della soglia del 5% fissata come obiettivo dalla BCE: in Italia lo stock totale di crediti deteriorati a fine 2025 stimato a 275 miliardi di euro, un dato ben distante dai picchi registrati nel 2015 che mantiene il tasso di deterioramento del nostro Paese a un livello storicamente basso.

Nel prossimo triennio gli operatori del settore affronteranno due principali sfide trasformative: il consolidamento, che ha avuto gi inizio negli ultimi due anni, e l’adozione dell’Intelligenza Artificiale come fattore abilitante lo snellimento dei processi. A questo proposito l’Amministratore Delegato Geertman ha specificato: “Le previsioni sono di grande impatto, poi sempre utile guardare concretamente cosa si sta realmente implementando. Siamo ancora in una fase in cui gli impatti dei progetti concreti non sono ancora cos percepibili, ma le aspettative nel lungo termine di una forte trasformazione dei processi e delle tecnologie utilizzate anche in questo comparto da parte dell’Intelligenza Artificiale sono alte, sono confermate”.

Un terzo fattore chiave nello sviluppo del sistema sar ricoperto dall’efficienza dei recuperi. Banca Ifis ha riscontrato un rallentamento del tasso di recupero correlato all’aumento dell’incidenza del recupero giudiziale dal 2023 in avanti. Fattore chiave di questo processo l’aumento dei ritardi nei tribunali: il 60% dei fascicoli ha pi di cinque anni, motivo per cui dallo snellimento di questi processi dipender la capacit di recupero del sistema.

Banche, Tajani alla Lega: finché Fi al governo nessuna tassa su extraprofitti

Telese Terme (Bn), 27 set. (askanews) – “Minacciare extraprofitti non serve a niente. Finché Forza Italia sarà al governo, non ci saranno mai tasse sugli extraprofitti. Questo lo voglio dire in maniera molto chiara. Il presidente del Consiglio Meloni infatti ha detto ‘discutiamo’ ma la minaccia di tasse è inacettabile”. Lo ha detto Antonio Tajani, ministro degli Esteri e segretario di Fi, replicando alla Lega dalla festa del partito a Telese Terme (Bn).

“Io sono assolutamente contrario alle tasse sugli extra profitti, è roba da Unione Sovietica. Le banche possono dare un contributo” ma “non esiste il concetto di extra profitti, non esiste alcuna base giuridica. Le banche possono e devono fare il loro dovere ma l’extra profitto è una cosa che non esiste, devono spiegarmi cos’è”, ha tuonato Tajani.

“Tassare gli extra profitti e continuare a fare minacce alle banche significa mettere in difficoltà tutto il nostro sistema finanziario, spaventare i mercati, far fuggire gli investitori, serve buon senso e responsabilità quando si parla di queste cose”, ha sottolineato.

“Con le banche dobbiamo parlare, abbiamo già parlato, vediamo cosa si può fare, ma le minacce alle banche e l’idea di mettere nuove tasse significa soltanto avere effetti negativi e noi siamo per difendere il mercato, siamo per difendere le imprese, comprese le banche”, ha osservato Tajani. “Ognuno deve fare la sua parte, è giusto che le banche facciano la loro parte e parliamo con loro, vediamo cosa possono fare. Ma minacciare extraprofitti non serve a niente. Finché Forza Italia sarà al governo, non ci saranno mai tasse sugli extraprofitti. Questo lo voglio dire in maniera molto chiara. Siamo contro la pressione fiscale, siamo contro l’aumento delle tasse, sono i nostri valori”.

“Pensare di ricominciare con l’aumento delle tasse mi pare veramente inaccettabile. Questo è quello che pensiamo noi, gli altri danno le loro proposte, ma noi queste proposte non le possiamo approvare né nel governo né in Parlamento”, ha concluso.

Banche, Lega: da istituti credito possibile contributo di 5 miliardi

Milano, 27 set. (askanews) – In vista della prossima manovra, le grandi banche potranno generare un contributo di 5 miliardi di euro per sostenere famiglie, artigiani, commercianti e imprese. E’ quanto calcolato dal gruppo economico della Lega, che Matteo Salvini ha consultato per formalizzare una proposta ispirata a quanto sperimentato con successo, da anni, in alcuni Paesi europei. Lo fa sapere la Lega. L’obiettivo è intervenire sugli extraprofitti dei maggiori istituti di credito.

Usa, Trump: invierò truppe a Portland contro l’assedio di Antifa all’agenzia per l’immigrazione

Roma, 27 set. (askanews) – Il presidente Usa Donald Trump ha dichiarato che invierà truppe a Portland, in Oregon, contro i “terroristi interni” che “assediano” le strutture dell’Agenzia per l’immigrazione, la United States Immigration and Customs Enforcemen (Ice).

“Su richiesta del Segretario per la Sicurezza Nazionale, Kristi Noem, ordino al Segretario alla Guerra, Pete Hegseth, di fornire tutte le truppe necessarie per proteggere Portland, devastata dalla guerra, e qualsiasi nostra struttura Ice sotto assedio da attacchi di Antifa e altri terroristi nazionali. Autorizzo inoltre l’intervento a piena forza, se necessario”, ha scritto il presidente Usa sul proprio social media, Truth. La Casa Bianca – scrive la Associated Press – non ha risposto alla richiesta di dettagli sull’annuncio di Trump, in particolare sulla tempistica per il dispiegamento delle truppe o su quali truppe sarebbero state coinvolte.

In precedenza Trump aveva minacciato di inviare la Guardia Nazionale a Chicago senza però dare seguito agli annunci.

Si prevede che a Memphis, nel Tennessee, saranno schierati solo circa 150 soldati, molti meno di quelli inviati nel Distretto di Columbia o a Los Angeles in risposta alle proteste sull’immigrazione.

Manovra, Lega: dalle banche possibile contributo di 5 miliardi

Milano, 27 set. (askanews) – In vista della prossima manovra, le grandi banche potranno generare un contributo di 5 miliardi di euro per sostenere famiglie, artigiani, commercianti e imprese. E’ quanto calcolato dal gruppo economico della Lega, che Matteo Salvini ha consultato per formalizzare una proposta ispirata a quanto sperimentato con successo, da anni, in alcuni Paesi europei. Lo fa sapere la Lega. L’obiettivo è intervenire sugli extraprofitti dei maggiori istituti di credito.

Universit, Bernini: dalle tende ai cantieri, 2 miliardi a studentati

Telese Terme (BN), 27 set. (askanews) – “Abbiamo messo due miliardi sul piano ‘housing’, da tre anni a questa parte abbiamo investito due miliardi di fondi tra fondi nazionali e fondi PNRR, abbiamo raggiunto il target delle 60.000 circa domande, di cui 10.000 vengono dalla Campania, regione che sta dando un apporto importantissimo. ‘Housing’ significa studentato, cio un tetto dignitoso sulla testa, per gli studenti che non si possono permettere un alloggio”: lo ha detto – parlando a margine con i giornalisti – la ministra

dell’Universit, Anna Maria Bernini, alla festa di Fi a Telese Terme (Bn). “Per sintetizzare, siamo passati dalle tende ai cantieri”, ha concluso Bernini.

Flotilla, Tajani: si fermino, pericoloso rompere blocco navale Israele

Telese Terme (Bn), 27 set. (askanews) – Gli italiani hanno deciso di non scendere dalla Flotilla? “Libera scelta loro. Noi diciamo che è pericoloso andare verso il blocco navale israeliano e tentare di romperlo. Visto che è pericoloso, noi dobbiamo dirlo ai nostri concittadini, fermo restando che la nostra Unità di crisi li segue, li segue l’ambasciata, il consolato. A noi preoccupa l’incolumità fisica e la sicurezza dei nostri concittadini. Lo diciamo, lo ripetiamo, seguiamo le parole del presidente Mattarella”. Con queste parole il ministro degli Esteri e segretario di Fi, Antonio Tajani, è tornato a parlare della Global Sumud Flotilla nel corso della festa del partito a Telese Terme (Fi).

“Non possiamo – ha proseguito – mettere a rischio i nostri marinai in una situazione così delicata. Quindi ci auguriamo che la Flotilla recepisca le parole del presidente Mattarella e non prosegua verso le coste di Gaza perché sarebbe veramente rischioso. Lo abbiamo detto, lo continuiamo a ripetere. Noi più che sollecitare la nostra ambasciata, sollecitare il governo di Israele, non possiamo fare. Il rischio c’è, e non è secondario”.

Tajani ha ribadito che “le nostre navi non scorteranno la Flotilla. Sono lì soltanto per assistenza di tipo umanitario e sanitario. Certamente non andranno ad un scontro a fuoco con Israele, non possiamo assolutamente mettere a repentaglio la vita dei nostri marinai, che vale quanto quella degli altri italiani a bordo. Quindi dobbiamo sempre essere forti nel senso di responsabilità, tutti quanti. Peggiorare una situazione è pericoloso, l’abbiamo detto. Il presidente Mattarella ha usato parole molto sagge e molto giuste. Se l’obiettivo è quello di aiutare il popolo palestinese, il popolo palestinese verrà aiutato facendogli ricevere tutti i beni che la Flotilla ha a bordo”.

Ucraina, la centrale nucleare di Zaporizhzhya senza corrente da 3 giorni

Roma, 27 set. (askanews) – Crescono le preoccupazioni per la centrale nucleare di Zaporizhzhya, in Ucraina, occupata dai russi. L’alimentazione elettrica esterna alla centrale, che sostiene i generatori di emergenza per i sistemi di raffreddamento e di sicurezza, è interrotta da oltre tre giorni, un periodo record che solleva preoccupazioni per la sicurezza del sito.

Tuttavia oggi l’amministrazione delle centrale, riportano le agenzie di stampa russe, ha comunicato di disporre di carburante diesel sufficiente a garantire il funzionamento a lungo termine dei generatori di riserva in modalità autonoma.

“La centrale dispone di riserve di carburante diesel sufficienti a consentire il funzionamento a lungo termine dei generatori in modalità autonoma. Il raffreddamento del combustibile nucleare nelle piscine di stoccaggio e nei reattori è oprativo a pieno regime”, si legge in una nota pubblicata su Telegram. (Segue) Il 23 settembre, la centrale nucleare di Zaporizhzhya ha perso l’alimentazione elettrica esterna per la decima volta dall’inizio del conflitto militare nel 2022. La linea elettrica che porta all’impianto è stata tagliata sul lato russo alle 16,56 di martedì scorso e non ci sono segnali che la linea verrà ripristinata a breve.

L’amministrazione della centrale – scrive Ria Novosti – ha però confermato che la situazione è sotto controllo. Tutti i sistemi funzionano normalmente e il livello di radiazioni rimane entro i limiti naturali.

"Touchdown Mr. President", il libro su sport e politica negli Usa

Roma, 27 set. (askanews) – Mai così uniti come negli Stati Uniti d’America: sport e politica sono da sempre legati in quella che l’inno nazionale definisce The Land of the Free and the Home of the Brave. Libertà e coraggio in primo piano, insieme a sport e passione. Sin dall’inizio: George Washington, amante di caccia e nuoto, apre la lunga serie di presidenti sportivi che animeranno politica e campi da baseball e soccer, green e basketball court.

Si intitola “Touchdown Mr. President!”, il libro di Valentina Clemente e Dario Ricci (per la casa editrice Lab Dfg), dove si susseguono le storie, le passioni e le strategie sportive di John Fitzgerald Kennedy, Franklin D. Roosevelt, Gerald Ford, Richard Nixon, Bush padre e figlio.

E Barack Obama innamorato del basket tanto da organizzare proprio alla Casa Bianca una partita con LeBron James, Derrick Rose e Magic Johnson per il suo cinquantesimo compleanno. Sportivi – da LeBron a Megan Rapinoe – divenuti paladini di battaglie sociali e civili cui i presidenti devono dare ascolto. E in arrivo ecco i mondiali di calcio 2026 e le Olimpiadi di Los Angeles 2028, palcoscenici sportivi della seconda presidenza Trump.

Valentina Clemente e Dario Ricci ci accompagnano in un lungo viaggio tra storia e sport, intreccio fondamentale per capire la Casa Bianca e gli Stati Uniti.

Tennis, Alcaraz avanza a Tokyo: battuto Bergs

Roma, 27 set. (askanews) – Dopo lo spavento per una distorsione alla caviglia rimediata nel match contro Baez, Carlos Alcaraz torna a far parlare di sé sul campo: nel torneo ATP 500 di Tokyo, il numero 1 del mondo ha battuto Zizou Bergs con il punteggio di 6-4, 6-3, guadagnandosi l’accesso ai quarti.

Nei primi game del primo set Bergs era riuscito ad ottenere il break, ma Alcaraz ha reagito con energia, infilando una striscia di quattro giochi consecutivi che gli ha permesso di mettere la partita sui suoi binari. Nel secondo set, dopo uno scambio di break, il tennista spagnolo ha imposto un nuovo allungo decisivo, chiudendo l’incontro in un’ora e venti minuti.

“È stata dura — ha detto Alcaraz — ma il giorno e mezzo di recupero è stato fondamentale. Ringrazio il mio fisioterapista: ha fatto un lavoro straordinario sulla mia caviglia. Qualche fastidio l’ho sentito ancora, ma credo di aver disputato un’ottima partita.”

Adesso in quarti lo attende Brandon Nakashima, che a sua volta ha eliminato Marton Fucsovics.

Con questa vittoria, Alcaraz manda un segnale chiaro: l’infortunio sembra alle spalle, e la forma è già in ripresa.

Tennis, Sinner: "Atmane difficile da affrontare"

Roma, 27 set. (askanews) – “Ci sono pochi giocatori come Terence Atmane. Ha uno stile di gioco abbastanza unico, poi è mancino e non ce ne sono molti nel circuito. Oggi ha avuto i crampi nel terzo set ma è molto migliorato da Cincinnati”. Così Jannik Sinner a caldo dopo il match, vinto a Pechino nonostante sia stato due volte avanti di un break nel secondo set. “Ho avuto qualche pausa di concentrazione” ha ammesso Sinner, che ha spiegato di aver provato a far qualcosa di diverso, ad aggiungere qualcosa al suo tennis. “Non sempre ho aspettato la palla giusta, ho sbagliato qualche scelta ma più cose riesco ad aggiungere adesso, più saranno i benefici tra un paio di mesi – ha detto – Essere ai quarti significa molto per me”.

MotoGp, Bagnaia: "Vincere la Sprint è qualcosa di speciale"

Roma, 27 set. (askanews) – “Vincere è sempre importante, ma farlo nella Sprint, dove quest’anno ho sempre faticato, è davvero qualcosa di speciale”. Così Francesco Bagnaia dopo il successo della Sprint in Giappone, primo in questa stagione. “Non abbiamo mai mollato e questo è il risultato – continua – Sono davvero felice e ora guardiamo avanti continuando a dare il massimo, sperando di aver trovato la chiave di volta. Vediamo come andrà la gara di domani, ma sappiamo di avere il potenziale dalla nostra parte. Dobbiamo partire bene, gestire la situazione e cercare di rimanere in lotta per il successo. L’obiettivo è comunque la top 5.”

Tennis, Sinner contro Atmane fatica ma avanza a Pechino

Roma, 27 set. (askanews) – Sinner fatica, ma accede ai quarti all’Atp 500 di Pechino. L’azzurro ha battuto il francese Terence Atmane con il punteggio di 6-4, 5-7, 6-0 in 2 ore e 20 minuti di gioco. Una vittoria tutt’altro che semplice per il n. 2 al mondo che ha fatto i conti con un’ottima versione di Atmane: il n. 68 al mondo è stato competitivo per due set, grazie a un tennis propositivo e in spinta. I primi due set sono stati punto a punto. Il primo (durato un’ora) indirizzato dal break per Sinner nel terzo game, il secondo con un andamento anomalo e una serie di quattro break a zero tra il terzo e il sesto game. Jannik ha pagato nel secondo parziale qualche errore di troppo, poi nel terzo set ha preso il largo approfittando anche del calo fisico di Atmane, rallentato dai crampi nel finale. Per il terzo anno consecutivo ai quarti a Pechino, Sinner affronterà lunedì l’ungherese Fabian Marozsan.

Avvistati droni sopra la più grane base militare della Danimarca: è un "attacco ibrido"

Roma, 27 set. (askanews) – Alcuni droni sono stati avvistati sulla base militare di Karup, nello Jutland centrale, la più grande della Danimarca. I velivoli non sono stati ancora identificati, ma l’incidente – scrive il Jyllands-Posten – è stato confermato dalla polizia danese e dalle forze armate. Si tratta dell’ultimo di una serie di avvistamenti che le autorità danesi hanno definito come “attacco ibrido”.

“Posso confermare che c’è stato un episodio intorno alle 20,15 di ieri che è durato alcune ore. Uno o due droni sono stati osservati all’esterno e sopra la base”, ha affermato l’ufficiale Simon Skelsjaer. I droni non sono stati abbattuti.

La base di aeronautica di Karup si estende su circa 3.000 ettari.

Ex Ilva, ricevute 10 offerte: solo due per l’intero perimetro

Milano, 27 set. (askanews) – Sono pervenute dieci offerte per l’acquisizione degli stabilimenti ex Ilva, ma solo due sono per tutti i complessi aziendali: ossia il fondo americano Bedrock Industries e la cordata Flacks Group + Steel Business Europe. Lo comunicano i commissari Straordinari di Acciaierie d’Italia in Amministrazione Straordinaria, Giovanni Fiori, Giancarlo Quaranta, Davide Tabarelli, e di Ilva in Amministrazione Straordinaria, Alessandro Danovi, Francesco di Ciommo e Daniela Savi.

Sono 8 le offerte interessate a singoli asset: Renexia (Gruppo Toto), Industrie Metalli Cardinale (IMC), Marcegaglia, Cordata Marcegaglia + Sideralba, CAR Srl, Cordata Marcegaglia + Profilmec + Eusider, Eusider e Trans Isole. A queste si aggiunge un’ulteriore offerta, presentata da un soggetto politico, che non corrisponde ai criteri della gara.

Sebbene il termine stabilito non sia da considerarsi perentorio, sottolineano i commissari, “eventuali proposte che dovessero pervenire successivamente saranno valutate esclusivamente qualora presentino condizioni particolarmente favorevoli per la procedura in corso”. Il termine è scaduto a mezzanotte.

I commissari “si riservano un periodo di tempo congruo per esaminare attentamente tutte le proposte ricevute, con particolare riguardo agli aspetti occupazionali, alla decarbonizzazione e all’entità degli investimenti, al fine di assicurare uno sviluppo sostenibile degli impianti e la massima tutela del lavoratori coinvolti”.

Schlein testa campo largo nelle Marche, sfida chiave verso politiche

Roma, 27 set. (askanews) – E’ la prima regione al voto, in questa tornata autunnale, ma potrebbe essere già quella decisiva per decidere il confronto tra centrodestra e centrosinistra. La sfida delle Marche rischia di essere “l’ago della bilancia”, perché è forse la regione dove il risultato è più incerto, una sorta di versione italiana dell’Ohio, lo stato Usa spesso decisivo per decidere chi conquista la Casa Bianca. In questo caso la posta in gioco non è così alta, ma non è certo un caso che sia Giorgia Meloni che Elly Schlein si stiano spendendo in prima persona nella corsa tra il presidente uscente Francesco Acquaroli e il candidato del campo largo Matteo Ricci.

In molte delle altre regioni al voto il risultato è considerato quasi scontato, sembra impossibile che il centrosinistra riesca a contendere il Veneto al centrodestra, e anche la Calabria viene considerata quasi una roccaforte dei partiti di maggioranza. Come pare un’impresa disperata per Fdi-Lega-Fi provare a giocarsela in Toscana, Campania e Puglia. Insomma, le Marche potrebbero decidere se le regionali d’autunno – una sorta di prova generale prima delle politiche – segneranno un pareggio o una vittoria di misura della coalizione progressista, come spera fortemente la Schlein.

La leader Pd ha scelto di puntare forte sul voto nelle regioni, per mesi ha lavorato – “testardamente”, come ama ripetere – alla costruzione dell’alleanza più larga possibile, una sorta di prova generale di quello che dovrà accadere da qui a un paio d’anni per le politiche, nei suoi piani. La missione è riuscita, perché salvo qualche smarcamento di Carlo Calenda, il fronte progressista è unito ovunque. “Meloni si abitui – dice la leader Pd ormai quotidianamente – non faremo più alla destra il favore di presentarci divisi”.

Ma questo ‘prototipo’ di alleanza ora deve superare la prova del voto, la leader Pd se bene che il percorso verso le politiche è solo all’inizio e che sono in tanti, dentro e fuori al Pd, ad avere progetti non del tutto coincidenti con i suoi. Innanzitutto perché c’è da sciogliere la questione della candidatura a palazzo Chigi e poi perché la minoranza interna è pronta a riaprire il dibattito sulla linea e sul profilo del partito. Discussioni alle quali la Schlein conta di arrivare rafforzata dal voto nelle regioni.

La leader Pd si è spesa tanto in queste settimane, ha girato la regione con Ricci, dopo aver studiato i sondaggi e raccolto le indicazioni dal territorio. La partita non è semplice, dice un parlamentare Pd, “perché la Meloni ha schierato tutta la potenza di fuoco possibile in vista del voto. Sono venuti più ministri in queste settimane che in dieci annià”. Nonostante questo, al Nazareno ritengono che lo scenario con cui si arriva alle urne sia quello di un testa a testa e che la vittoria andrà a chi riuscirà a mobilitare di più il proprio elettorato.

Il vero nemico da sconfiggere, insomma, sembra essere l’astensionismo e al Pd confidano che sulle urne possa pesare anche un “effetto Gaza”, considerando che il governo Meloni su questo tema è ha una linea poco in sintonia con il sentimento dell’opinione pubblica. L’ondata di mobilitazione contro l’invasione israeliana può riflettersi al momento del voto, spera più di un parlamentare Pd. Si vedrà lunedì pomeriggio chi ha saputo motivare di più i propri elettori.

Emanuele Franceschetti, a Roma reading di poesie a Casa Vuota

Roma, 27 set. (askanews) – La parola poetica incontra la pittura. Domenica 28 settembre 2025 alle ore 18 la poesia di Emanuele Franceschetti è protagonista a Casa Vuota, lo spazio espositivo del quartiere Quadraro in via Maia 12 a Roma, in occasione del finissage della mostra Sbocco di Andrea Rupolo, curata da Francesco Paolo Del Re e Sabino de Nichilo (per informazioni 3928918793 – vuotacasa@gmal.com). La pittura gestuale e carnale di Rupolo si confronta con le parole di Franceschetti, che propone al pubblico una lettura poetica di testi editi e inediti.

Emanuele Franceschetti (1990) è musicologo e poeta, e insegna Storia della Musica in Conservatorio. Si è addottorato in musicologia all’Università “La Sapienza” di Roma e ha vinto una borsa di studio trimestrale alla Paul Sacher Stiftung di Basilea. Si è occupato di attività divulgativa collaborando – tra gli altri – col Teatro dell’Opera di Roma e con l’Associazione “Lingotto Musica” di Torino, e ha collaborato con l’Enciclopedia della Musica Treccani. Tra le sue aree di ricerca e pubblicazione: la drammaturgia musicale nel Novecento italiano, gli studi su musica e poesia, i rapporti tra musica e critica musicale, la poesia italiana contemporanea. Ha curato, con Alessandro Avallone, la miscellanea di saggi Poesia e musiche. Convergenze e conflitti in Italia dal 1940 ad oggi (Lim, Lucca, 2023) e, con Italo Testa e Stefano Salvi, il XXVI numero de «L’Ulisse. Rivista di poesia, arti e scritture». Le sue ultime pubblicazioni poetiche sono Testimoni (premio Subiaco, secondo classificato premio Tirinnanzi, Premio Valéry, già incluso nel XV quaderno di poesia contemporanea e ripubblicato nel 2022, per Nino Aragno Editore) e la plaquette Diabàllo (Edizioni Volatili, 2023). È stato incluso nella rubrica “I poeti di trent’anni”, curata da Milo De Angelis sulla rivista «Poesia» edita da Crocetti.

Suoi testi e contributi sono apparsi anche su «Le Parole e le Cose», «Nuovi Argomenti», «Nazione Indiana», «Gradiva», «La Balena Bianca», «L’Ulisse». È presente in diverse antologie e miscellanee. Collabora col “CentroScritture” di Roma e col “Centro Studi Luciano Berio”.

LA MOSTRA DI ANDREA RUPOLO – I gesti pittorici ampi e ariosi di Andrea Rupolo (2002) riempiono le stanze di Casa Vuota, per un progetto installativo site-specific. Sono oli e tecniche miste di grandi dimensioni, caratterizzati da una pittura istintiva, informale e con una vaga reminiscenza di anatomie e macellazioni. Sperimentando le tecniche della grafica d’arte, Rupolo porta in mostra anche un dittico di collografie su tessuto. I segni dell’artista si rispecchiano e si confrontano con i segni impressi sulla pelle della casa, con la mappa di storie e di memorie che costella le superfici del suo ventre e che testimonia la vita che si è consumata al suo interno. Il focus della ricerca di Andrea Rupolo è il corpo scandagliato dall’interno, che l’artista comunica con crudezza, violenza e uno sguardo deformante. «Cerco di capire – spiega l’artista – in che modo l’identità possa modellare la carne; perciò mostro una materia cruda, deforme e imparziale, che non appartiene a nessuno e diventa superfice disidentificata, portandola al limite della morte». La ricerca del colore e la frenesia dell’enunciato pittorico hanno bisogno di spazi ampi per esprimersi, misurati dal ritmo del gesto.

‘Tutto – prosegue l’artista – è costruito su un movimento costante, il movimento della materia che cambia la sua forma e il suo spazio’. Quella che Rupolo sfida è ‘una carne che non appartiene a nessuno’, carne viva che la pittura porta al limite, in ‘uno spazio che cambia la percezione della propria misura’ e attraverso ‘un colore che si costruisce di conseguenza’. Un modo di mettersi dentro l’esperienza del corpo, per arrivare a definire un’identità: è ‘la bozza – nelle intenzioni di Rupolo – di un sistema che possa raccogliere la forma della soggettività nomade, distaccata dalle conseguenze esterne e costruita sulla persona’.

‘Andrea Rupolo si esercita in una pittura informale che ha in sé la memoria del corpo. Non c’è luogo più adatto all’osservazione del corpo dello spazio domestico e, in questo corpo-casa, la giovane pittura di Rupolo è come un fiume in piena in cerca di uno sbocco’, scrivono i curatori Francesco Paolo Del Re e Sabino de Nichilo. ‘Materia che si ammassa ed esplode, dietro la spinta di altra materia. Tutta l’urgenza dei vent’anni, la ricerca di un proprio segno e di una propria voce nella pratica pittorica e la riflessione su alcuni temi fondanti della dimensione etica e dell’esperienza estetica del presente (come il corpo e la carne, l’umano e il postumano, il bello e il mostruoso, la superficie e la profondità, il dentro e il fuori, il transeunte e la memoria) si trasferiscono in questa prima restituzione di un itinerario artistico ancora tutto da tracciare e da scoprire, ma che già affascina per la sua vigoria. La pittura di Rupolo parla di masse e materia in movimento, in trasformazione. Con la sua qualità liquida e gestuale, cattura frame di pulsazioni di organi, tessuti, muscoli e parti di corpo’.

Proseguono Del Re e de Nichilo: ‘In un orizzonte tecnologico che vede tutto l’universo racchiuso nel piccolo schermo di uno smartphone, la ricerca di Andrea Rupolo ha uno slancio potente e antinarrativo che si esprime nell’immaginare opere di grandi dimensioni. Si trova a suo agio nell’affrontare spazi ampi, sempre più ambiziosi, dove si affacciano insorgenze pittoriche libere da qualunque necessità di rappresentazione, tra orografia e stratificazione. Questi agitati fraseggi, che appaiono a volte ventosi nell’emersione dei fondi più chiari e a volte marezzati da un sapiente uso di cromie sia concilianti sia dissonanti, sono affidati spesso a tessuti e teli che non hanno bisogno di essere rinchiusi nell’armatura di un telaio, ma che vengono lasciati liberi di cadere lungo i muri o di impossessarsi degli ambienti di Casa Vuota, facendosi soglie, sipari e membrane da toccare e attraversare’.

‘Basta pochissimo per cambiare la percezione dello spazio – annotano i curatori – e la pittura installativa di Andrea Rupolo diventa elemento di riconfigurazione dei volumi; ammorbidisce le geometrie e altera l’esperienza dell’abitare comune che si esercita nei rituali di una mostra. Ciò che si mostra diventa tanto importante, quanto lo è ciò che non si vede, ciò che resta precluso alla conoscenza e alla comprensione. Allo stesso modo i segni e le tracce che Casa Vuota già possiede, per l’azione delle vite che l’hanno occupata nella sua privatezza o delle mostre che si sono succedute nella sua funzione espositiva, costituiscono un repertorio fossile, visibile o nascosto, che amplia e potenzia la voce dell’artista. Sì accendendo così, per il visitatore, occasioni di stupori e assonanze, vertigini e reminiscenze, tra i pieni della pennellata, le cicatrici della tela e le trasparenze’.

‘La carne si manifesta, superficie nuova tutta da mappare. A ogni corpo corrisponde una pelle’, concludono Del Re e de Nichilo. ‘Con l’intervento di Rupolo, la casa ha una seconda pelle da sfogliare brano a brano, tra le spire di un grande rettile acquattato in procinto di fare la muta. È una rapsodia di sudari, su cui restano impresse le detumescenze dello sforzo, lo spasmo dei muscoli, la vivisezione di una selvatica vitalità. Non può non esserci però, negli occhi di chi guarda, l’eco di qualcos’altro. La corporalità è un pretesto per l’artista, lo spunto di un’improvvisazione che si apre a rivelazioni impreviste. Il corpo si fa paesaggio, mappa di esperienza. Nel gesto nevrotico della pittura, si affastellano i segni di Guerniche contemporanee, le scorie degli orrori di un’umanità smemorata e impotente, rispecchiando la guerra di sé contro il mondo, conforme a questo presente gramo. Ma cercare un racconto è impresa vana, è come interrogare le stelle o tentare di interpretare le aruspicine di una ferita sublimata nello sfogo del corpo, nella sua purga, nel suo sfiatatoio. Refrattario alla ricerca di un significato, Rupolo si concentra sul gesto, sulla sua prestazione quasi agonistica e titaneggia, sfida il tempo e le sue storture, ambisce a scardinare il corpo, a conquistare il cielo. Solo i pazzi o i veggenti osano tanto. E i suoi vent’anni sono la freccia più preziosa del suo arco’.

Al via la sfida delle Regionali, le Marche "ago della bilancia" che Meloni non può perdere

Roma, 27 set. (askanews) – C’è più di un motivo se le elezioni di domenica e lunedì nelle Marche sono così significative per Giorgia Meloni. Tanto per cominciare, il calendario. Sono le prime, insieme alla Valle d’Aosta, di una serie di consultazioni regionali che, una dopo l’altra, porteranno al voto la Calabria (5-6 ottobre), la Toscana (12-13 ottobre), e il 23-24 novembre anche Campania, Puglia e, soprattutto, Veneto. Innescare un trend positivo sarebbe certamente un buon viatico per la coalizione di centrodestra, ma di certo non è la spinta principale.

Quelle che si terranno nelle prossime settimane, infatti, sono votazioni che interesseranno complessivamente milioni di persone chiamate a scegliere tra i candidati sostenuti dall’attuale coalizione di governo da una parte e, dall’altra, quelli indicati dal ‘campo largo’ del centrosinistra che, mai come questa volta, si schiera compatto. Di fatto, prove generali delle elezioni Politiche che probabilmente si terranno nella primavera del 2027 e che, per i partiti, sono molto più vicine di quanto sembri.

Di certo, per il centrodestra la partita più importante è quella che si gioca in Veneto, dove la vittoria è considerata sicura ma dove, anche a causa di una competizione interna tra Lega e Fratelli d’Italia – e non essendo più possibile puntare su Luca Zaia, arrivato al limite dei mandati – non è stato ancora ufficializzato il candidato.

Nelle Marche lo scenario è completamente diverso perchè in questo caso le speranze della maggioranza sono tutte affidate al governatore uscente Francesco Acquaroli, uno di quelli – per capirsi – che nel dicembre 2012 partecipò alla scissione dal Pdl che portò alla nascita di Fratelli d’Italia. Insomma, diretta espressione della stessa Giorgia Meloni. E per quanto in questi tipi di consultazioni abbiano ovviamente un grande peso le questioni locali, difficilmente l’esito non potrebbe essere letto come una vittoria o una sconfitta personale anche della presidente del Consiglio. Che, peraltro, da queste parti si è fatta vedere non soltanto per il comizio di chiusura della campagna elettorale con gli altri leader della coalizione, ma anche per fare l’annuncio dell’inclusione di Marche e Umbria nella Zes.

Ma di tutte le prossime partite regionali, quella delle Marche è considerata anche la più contendibile, quella dall’esito più incerto. Nelle ultime settimane nel centrodestra, in realtà, si è diffuso un certo ottimismo sulle chance di vittoria di Acquaroli rispetto allo sfidante del centrosinistra, Matteo Ricci. Aggiudicarsi il primo round aumenterebbe d’altra parte le probabilità di chiudere la tornata elettorale di autunno con un pareggio rispetto al ‘campo largo’, ossia un 3 a 3 (la Valle d’Aosta, con il predominio dei partiti autonomisti, fa storia a sé).

Il voto di domenica e lunedì, tuttavia, sarà inevitabilmente uno spartiacque anche all’interno della stessa coalizione di governo. Nonostante molteplici vertici annunciati e poi rinviati nelle scorse settimane, infatti, mancano ancora i candidati del centrodestra di tutte e tre le Regioni che voteranno a fine novembre, dove invece il centrosinistra ha già schierato i suoi. L’esito del voto nelle Marche non potrà dunque non avere una sua influenza sulle decisioni che ormai dovranno essere prese a breve. In Puglia e Campania, a sfidare rispettivamente Antonio Decaro e Roberto Fico, si dovrebbe optare per due civici: i nomi potrebbero essere quelli del sindaco di Monopoli, Angelo Annese, e del prefetto di Napoli, Michele di Bari. Due sfide che per il centrodestra appaiono tutte in salita.

Ben diverso il nodo da sciogliere in Veneto. Matteo Salvini vuole che la guida resti leghista e ha già prenotato palazzo Balbi per il suo vice segretario, Alberto Stefani. Ma ormai da mesi Fratelli d’Italia, e la stessa presidente del Consiglio, rivendicano la presidenza di una regione del Nord. Se Meloni dovesse cedere sul Veneto le mire non potrebbero che spostarsi sulla Lombardia, che – almeno sulla carta – va a elezioni solo nel 2028. Uno ‘scambio’, insomma, presupporrebbe la sigla di un patto di ferro tra alleati e, forse, anche un voto anticipato insieme alle Politiche. La Lega lombarda, guidata da Massimiliano Romeo, tuttavia, di questa ipotesi non ne vuol sentir parlare. Insomma, un’altra bella grana per Matteo Salvini. C’è poi l’incognita tutta da risolvere del futuro politico di Luca Zaia: alla fine non ci dovrebbe essere una sua lista personale ma il ‘doge’ sarà candidato ovunque come capolista e non si esclude la presenza del suo nome nel simbolo. Successivamente potrebbe entrare in Parlamento attraverso elezioni supplettive e, magari, riservarsi un posto da ministro nel prossimo governo.

A chiudere la tornata delle elezioni regionali ci sono poi Toscana e Calabria. Nella prima, per sfidare l’uscente Eugenio Giani, il centrodestra ha deciso di puntare sul sindaco di Pistoia, il meloniano Alessandro Tomasi. In Calabria Roberto Occhiuto, esponente di spicco di Forza Italia, punta al bis dopo aver deciso di dimettersi a seguito dell’apertura di una indagine per corruzione a suo carico, portando di fatto la regione a elezioni anticipate. Per sbarrare la strada a una sua riconferma il campo largo punta sull’ex presidente dell’Inps Pasquale Tridico, espressione del M5s.

Marche, Acquaroli-Ricci all’ultimo voto, tutti sul campo altro che Ohio

Roma, 27 set. (askanews) – Nessuno dei due si è lasciato troppo incantare da questa storia delle Marche come l’Ohio d’Italia, ma sia il governatore uscente di centrodestra, di nuovo in campo per il secondo mandato, Francesco Acquaroli che lo sfidante, europarlamentare Dem ed ex sindaco di Pesaro, Matteo Ricci, hanno preferito parlare di temi: sanità, economia, infrastrutture, anche fine vita. E pure, nel caso di Ricci, di Gaza, con la promessa di riconoscere lo stato di Palestina alla prima riunione della giunta regionale. In caso di vittoria, ovviamente.

Le Marche sono la prima regione ad andare al voto nella tornata di elezioni d’autunno ma non sono certo l’Ohio, suggestioni buone “per i titoli dei giornali, qui votano i marchigiani”, ha sentenziato qualche giorno fa, dalla piazza a sostegno di Ricci, Stefano Bonaccini, presidente del Pd e a lungo governatore della sua Emilia Romagna. Francesco Acquaroli, accomunato, fin dalla fondazione di Fratelli d’Italia, a Giorgia Meloni da un comune sentire politico, ha battuto per tutta la campagna elettorale proprio sul fatto che la sinistra fa promesse e vola alto, ma il centrodestra ha lavorato per i marchigiani.

Il racconto di quello che è accaduto nelle Marche negli ultimi cinque anni è a dir poco distonico nell’interpretazione dei due principali candidati: quando si confrontano – come è accaduto nel duello tv su Sky Tg24 – Acquaroli e Ricci sembrano raccontare due Regioni diverse, due realtà in antitesi. Anche la premessa non sfugge a questa logica. “Con noi – spiega Acquaroli -, con il centrodestra che si è imposto nel 2020, le Marche sono uscite dall’anonimato e hanno avuto un’attenzione importante, ora dobbiamo restare concentrati per non distrarci dagli obiettivi concreti dei marchigiani”. Ricci gli fa eco così: “Non dobbiamo mai essere provinciali, non dobbiamo mai guardarci l’ombelico come ha fatto in questi cinque anni il centrodestra, dobbiamo essere ambiziosi e dare alle Marche una speranza”.

Su tutti i temi è un refrain del genere: Ricci dice che l’economia è ferma ed Acquaroli sostiene che invece c’è stato il rilancio; Acquaroli porta i dati dell’aumento delle prestazioni sanitarie e Ricci accusa le lunghe liste di attesa e la necessità di andarsi a curare altrove (“i marchigiani – ha detto Schlein – sono costretti a pagare la sanità due volte”), il centrodestra rivendica le opere infrastrutturali ferme da anni e sbloccate grazie al suo governo e il centrosinistra parla solo di inaugurazioni.

Divisi su tutto, anche sull’atteggiamento – l’ex sindaco approccia i palchi sussurrando “vinciamo”, il governatore richiama continuamente alla “concretezza” e non ama troppo i voli oratori – Ricci e Acquaroli una cosa l’hanno ben chiara e la condividono: vince chi riesce a portare i propri elettori a votare. Sono 1,3 milioni i marchigiani interessati dal voto di domenica e lunedì (le urne saranno aperte domenica dalle ore 7 alle 23 e lunedì dalle ore 7 alle 15) per scegliere il nuovo governatore della Regione. Oltre ad Acquaroli e Ricci ci sono altri quattro candidati in corsa: Claudio Bolletta, sostenuto da Democrazia sovrana popolare Dsp con Marco Rizzo; Francesco Gerardi, con Forza del popolo con amore e libertà, Gerardi presidente Marche; Lidia Mangani supportata dal Partito comunista italiano e Beatrice Marinelli con Evoluzione della rivoluzione.

Nella campagna elettorale che ha portato i due duellanti in lungo e largo per le Marche, tra deliziosi borghi sul mare, città e aree interne, l’ultima parola, sulla bocca dei candidati come dei big – Schlein si è vista tantissimo, ma anche gli alleati, Conte, Fratoianni e Bonelli, non hanno fatto mancare il loro sostegno e, sul fronte opposto, la premier Giorgia Meloni ha riempito la piazza ad Ancona, mentre il vice premier Matteo Salvini ha organizzato a Pesaro un evento con tutti i ministri leghisti – è stato l’appello ad andare a votare, a non restare a casa, a scartabellare la rubrica (copyright Schlein), a “fare come se fossimo avanti di dieci voti” (copyright Salvini). Insomma, l’obiettivo è portare gente alle urne. La segretaria Dem, nella piazza di Pesaro con la celebre scultura di Pomodoro – che tutti in città chiamano “la palla” – è andata oltre rivendicando i valori della Costituzione “antifascista” e invitando gli elettori di centrodestra a “sentirsi liberi” perchè nella cabina elettorale “nessuno li vede”. Intanto Salvini – che nel perlustrare per giorni la regione a sostegno di Acquaroli non ha dimenticato di ribadire un concetto chiave (“viva il centrodestra unito, viva Acquaroli ma la Lega è la Lega”) – ha difeso la concretezza ‘problem solver’ del centrodestra: “Matteo Ricci dormiva nella galleria della Guinza per chiederne la riapertura, noi da svegli l’abbiamo riaperta”.

Tajani: voteremo contro revoca immunità per Salis, accusata di reati commessi quando non era parlamentare

Telese Terme (Bn), 27 set. (askanews) – “Voteremo contro la revoca dell’immunità per la Salis perché i reati di cui è accusata sono stati commessi quando non era ancora parlamentare. L’immunità parlamentare serve a garantire libertà di espressione, libertà di azione ai parlamentari, non per vicende che riguardano l’attività delle persone quando non erano ancora parlamentari, quindi non non è giuridicamente fondata la richiesta della conservazione della immunità”. Lo ha detto il ministro degli Esteri e segretario di Fi, Antonio Tajani, a Telese Terme (Bn) dove è in corso la festa del partito.

“Noi siamo garantisti, quindi finché uno non è condannato non è colpevole, però non possiamo dare un salva condotto alla Salis come non daremo a nessun altro in questo caso. Se fossero state cose avvenute durante il mandato parlamentare sarebbe stato diverso, ma in questo caso sono reati commessi prima della sua elezione all’Europarlamento quindi, è giusto votare contro la conservazione dell’immunità”, ha concluso.

"Ultrafisica", a Palazzo Merulana a Roma la mostra di Mauro Reggio

Roma, 27 set. (askanews) – Palazzo Merulana a Roma, nato dalla sinergia tra Fondazione Elena e Claudio Cerasi e CoopCulture, ospita dal 2 ottobre al 2 novembre 2025 la mostra di Mauro Reggio ULTRAFISICA, a cura di Valeria Rufini Ferranti con l’organizzazione di Medina Art Gallery e la sponsorship di Marziali Caffè.

Citando Giordano Bruno Guerri, l’Avanguardia di Mauro Reggio ricorda quella di D’Annunzio perché “entrambi animati dall’amore per il bello e per la classicità, usando le forme più tradizionali dell’espressione pittorica o poetica, creano nuove forme di Arte”. Dalle archeologie al Rinascimento/Barocco fino al post-Razionalismo. Dal mondo classico alle grandi opere fantascientifiche (Retrofuturiste? Cyberpunk?) della cinematografia mondiale e della comunicazione di massa.

Notevoli ed iconiche, le opere pittoriche di Mauro Reggio (più che statiche, ipnotiche) fanno parte delle più prestigiose collezioni pubbliche e private, italiane ed internazionali. Sono caratterizzate da dettagli che ci rimandano al fotorealismo americano e da elementi pop, come l’utilizzo di colori distopici, specialmente per il cielo. Più che architetture, paesaggi urbani e non, archetipi: la grande tradizione italiana del XX secolo, è innovata sulla base delle più recenti riflessioni contemporanee e tecnologiche. Un dialogo attualizzato con le opere della Scuola Romana e del Novecento italiano che costituiscono la Collezione Cerasi a Palazzo Merulana.

In un viaggio da Metropolis a Sant’Elia, fino a Blade Runner, con ritmo e retorica quasi orwelliana, atterriamo su atmosfere polarizzate e modulate da colori a campitura piatta ed azione psichedelica. Con “la capacità geniale di Reggio nella visione istantanea di un Aleph, che gli consente di squarciare il velo del possibile” come evidenziato dalla curatrice Valeria Rufini Ferranti.

Il piano Usa per Gaza, rilascio ostaggi e amnistia per Hamas

Roma, 27 set. (askanews) – La proposta statunitense per porre fine alla guerra a Gaza incoraggia i palestinesi a rimanere nella Striscia e prevede la creazione di un percorso verso un futuro Stato palestinese. Lo rivela il quotidiano israeliano Times of Israel, che ha ottenuto una copia del piano.

Il documento, in 21 punti, è stato condiviso dagli Stati Uniti con una manciata di paesi arabi e musulmani all’inizio di questa settimana a margine dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite e contiene anche clausole che sono state alla base di varie proposte elaborate da diverse parti interessate negli ultimi mesi, dal rilascio di tutti gli ostaggi alla rimozione di Hamas dal potere.

Tra i primi punti, il piano prevede che “1) Gaza sarà una zona deradicalizzata e libera dal terrorismo che non rappresenterà una minaccia per i suoi vicini. 2) Gaza sarà riqualificata a beneficio della sua popolazione. 3) Se entrambe le parti accetteranno la proposta, la guerra terminerà immediatamente, con le forze israeliane che interromperanno tutte le operazioni e si ritireranno gradualmente dalla Striscia. 4) Entro 48 ore dall’accettazione pubblica dell’accordo da parte di Israele, tutti gli ostaggi, vivi e deceduti, saranno restituiti. 5) Una volta restituiti gli ostaggi, Israele libererà diverse centinaia di prigionieri palestinesi che scontano l’ergastolo e oltre mille abitanti di Gaza arrestati dall’inizio della guerra. 6) Una volta restituiti gli ostaggi, ai membri di Hamas che si impegnano per la coesistenza pacifica verrà concessa l’amnistia, mentre ai membri che desiderano lasciare la Striscia verrà concesso un passaggio sicuro verso i paesi di accoglienza”.

Hamas, il quotidiano israeliano Haaretz, che cita fonti a conoscenza della questione, avrebbe accettato in linea di principio il piano del presidente degli Stati Uniti Donald Trump per porre fine alla guerra a Gaza.

Flotilla a Mattarella: la missione non è solo umanitaria. Anche la barca con i dem prosegue verso Gaza

Roma, 27 set. (askanews) – “Caro Presidente, il nostro Paese, l’Italia, ha assunto nella storia delle democrazie occidentali e non solo, un ruolo determinante, fondato sui principi di libertà, democrazia e difesa dei diritti umani. Valori radicati nella memoria storica della Resistenza e dei nostri Partigiani, la cui eredità ha ispirato la Costituzione repubblicana. Sono questi i principi che da sempre ispirano la nostra azione: nelle 37 missioni della Freedom Flotilla, e oggi, nella nuova missione partita dal porto di Otranto. I nostri padri costituenti offrirono al Paese e al popolo i propri corpi e le proprie vite, per garantirci libertà, democrazia e radicamento nei valori umani. Questi valori, divenuti patrimonio universale, abbiamo il dovere di custodirli e di difenderli, oltre i confini nazionali. Per questo crediamo che l’Italia possa e debba avere un ruolo centrale nella promozione della cultura della democrazia e della libertà anche a sostegno del popolo palestinese”. E’ quanto si legge in una lettera inviata al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, alla premier Giorgia Meloni e ai presidenti delle Camere, dalla Freedom Flotilla che ha aderito alla Global Sumud Flotilla.

“La nostra azione non si limita al piano umanitario – pure fondamentale per alleviare le sofferenze di un popolo martoriato, affamato e colpito da un assedio che assume i tratti di un genocidio. Essa mira anche a un obiettivo politico e istituzionale: richiamare la comunità internazionale al rispetto del diritto internazionale, sistematicamente violato dallo Stato di Israele da decenni”, si sottolinea. “Siamo convinti che sia doveroso sostenere sempre le iniziative umanitarie – e Lei, Presidente, può esserne protagonista insieme agli altri leader europei. Ma riteniamo altrettanto imprescindibile un’azione politica forte, capace di ristabilire il diritto internazionale e di impedire che simili crimini, che rievocano le pagine più oscure della storia, possano ancora ripetersi. A Lei, Presidente, chiediamo di assumere un’iniziativa trasversale e coraggiosa, che richiami ogni istituzione e ogni popolo alle proprie responsabilità e doveri umanitari. Con rispetto e fiducia, Freedom Flotilla Italia”.

Qualcuno ha abbandonato, dopo gli attacchi di droni alle imbarcazioni e l’appello di Mattarella, ma il viaggio verso Gaza della Flotilla quindi, continua. Anche la barca Karma con l’europarlamentare dem Annalisa Corrado e il deputato Pd Arturo Scotto, prosegue con la missione della Global Sumud Flotilla. I due esponenti del partito democratico, come gli altri parlamentari presenti, sono imbarcati per offrire, con la loro presenza, accompagnamento istituzionale alla missione che è al momento ancora in acque greche ma, secondo quanto viene riferito, è pronta a partire oggi.

Su circa una cinquantina di italiani, ieri una decina ha scelto di scendere dalle imbarcazioni, dopo gli attacchi dei giorni scorsi alla Flotilla e dopo l’appello del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. A bordo gli altri, compresi tutti i parlamentari che hanno deciso di accompagnare la missione.

Intanto vanno avanti le interlocuzioni tra gli organizzatori e le istituzioni, con governo e Colle. A Roma una piccola delegazione con la portavoce Maria Elena Delia.

La superstar Doja Cat esce col quinto album "Vie"

Milano, 27 set. (askanews) – È uscito “Vie” (Kemosabe Records/ RCA Records), il quinto e nuovo album della superstar vincitrice di un GRAMMY Award, Doja Cat. Disponibile anche il video del singolo “Gorgeous”, girato a New York City, è diretto da Bardia Zeinali (Justin Bieber / Sabrina Carpenter) e include la partecipazione, tra gli altri, di Yseult, Paloma Elsesser, Alex Consani, Irina Shayk, Amelia Gray, Ugbad, Ida Heiner, Mona Tougaard, Alek Wek, Karen Elson, Sora Choi, Imaan Hammam.

In merito all’album, Doja Cat ha commentato: “La parola in francese “Vie” (“vita”) è stata scelta per essere un gioco di parole, partendo dal fatto che questo è il mio quinto album. Volevo collegarlo al numero romano “cinque” che ho tatuato sulla clavicola. E il cinque nella numerologia rappresenta la curiosità, l’avventura e il cambiamento. Ho scelto Vie anche in riferimento a La Vie en Rose, ricollegandolo al tema dell’amore. In tutto questo album ho dato la mia interpretazione sulle diverse sfumature in una relazione, toccando i temi dell’amore, del sesso, del romanticismo, del dolore e della meraviglia. Queste canzoni possono essere riferite sia a una relazione con sé stessi, sia a una con gli altri. Sono molto legata alla parola Vie, perché senza vita non ci sarebbe l’amore e senza l’amore non ci sarebbe l’avventura. E questo è un album avventuroso, con omaggi e riferimenti agli anni ’80, ’70 e ’90, a cui ho voluto dare la mia personale reinterpretazione in chiave moderna”.

In occasione dell’uscita di “VIE”, Doja Cat ha nuovamente unito le forze con Amazon Music per lanciare una nuova collezione di merchandising ispirata all’album. La linea, dal forte richiamo anni ’80, comprende tra le altre cose t-shirts, felpe, un basco firmato, uno specchietto a forma di rosa, sciarpa in seta e una versione speciale per Amazon del vinile di Vie, con una copertina alternativa. La collezione è disponibile su Amazon.com/dojacat, app di Amazon Music, e su dojacat.com.

Il 1° ottobre, Doja Cat sarà co-host del “The Tonight Show Starring Jimmy Fallon”, e qualche giorno dopo, il 4 ottobre, farà invece il suo debutto come ospite musicale al Saturday Night Live, in occasione della premiere della 51esima stagione del programma.

Inoltre, Doja Cat ha annunciato il suo primo tour mondiale in Nuova Zelanda, Australia e Asia, il “Ma Vie World Tour”, che prenderà il via martedì 18 novembre ad Auckland presso la Spark Arena. Il tour toccherà città come Perth, Melbourne, Sydney, Manila, Tokyo e altre, per concludersi domenica 21 dicembre a Kaohsiung, presso la Kaohsiung Arena. L’annuncio segue il grande successo del suo tour del 2023, “The Scarlet Tour”.

Modena, la Ferrari di ieri e oggi negli scatti di Mimmo Frassineti

Modena, 27 set. (askanews) – A Modena, nel Palazzo dei Musei, sessanta scatti in bianco e nero raccontano due epoche della Ferrari attraverso l’obiettivo di Mimmo Frassineti. Un viaggio fotografico che parte dal 1980 e arriva al 2024, promosso da CDP e Fondazione di Modena. Non solo la storia di un marchio simbolo del Made in Italy, ma soprattutto lo sguardo sulle mani e sui volti di chi, da oltre quarant’anni, trasforma l’acciaio in mito.

“Un omaggio al meglio che c’ del Made in Italy – spiega Giovanni Gorno Tempini, Presidente CDP – e tra l’altro molto bello anche la componente umana che emerge da questa mostra che fa vedere proprio la storia delle persone, delle donne e degli uomini che lavorano, non si possono definire catene di montaggio perch sono delle situazioni straordinarie, ma fanno vedere proprio la passione e la manualit”.

Due serie fotografiche a confronto: il 1980 e il 2024. Quarantacinque anni che raccontano l’evoluzione tecnologica ma anche la continuit umana. Il filo rosso che le unisce non solo il colore iconico del Cavallino, ma la passione negli sguardi degli operai, la precisione dei gesti, l’orgoglio del saper fare italiano che resiste al tempo e si rinnova con la tecnologia. Come spiega Matteo Tiezzi, Presidente Fondazione di Modena. “Passione per fare bene e per unire l’arte all’officina, unire il momento di produzione anche al momento di elevazione quindi anche l’oggi e il domani. Noi siamo secondo me responsabili del desiderio e dell’obiettivo che dobbiamo avere di mantenere questa passione, di mantenere questa spinta, di mantenere questo ecosistema perch una delle componenti insieme alla tecnologia”.

La mostra, visitabile gratuitamente fino al 16 novembre, si articola in sette parole chiave: Connessioni, Sintonia, Manifattura, Precisione, Orgoglio, Passione e Pazienza. Un percorso che attinge all’Archivio storico del Gruppo CDP, con oltre 20mila immagini che documentano l’evoluzione industriale italiana.

“La fabbrica – ricorda Mimmo Frassineti, fotografo e giornalista – diventata un complesso iper tecnologico in cui tutti i reparti sono separati, sono divisi, sono tra l’altro molto chiaramente individuati anche sul piano grafico e architettonico, sono tutti molto belli, molto curati. Naturalmente la tecnologia estremamente aggiornata, nuova, colpisce. Nello stesso tempo colpisce il fatto che l’atteggiamento delle persone, lo spirito con cui lavorano sia invece ancora rimasto quello, insomma sempre quello di tanti anni fa”.

“Sguardi d’Impresa” non solo una mostra fotografica, ma una riflessione sul rapporto tra uomo e macchina nell’Italia che produce eccellenza. A dicembre l’esposizione si sposter a Roma, nella sede del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, continuando a raccontare come la manifattura italiana sappia coniugare tradizione e innovazione.

Flotilla, Tajani: parlerò con portavoce italiana se lo chiede

Telese Terme, 27 set. (askanews) – “Se lo chiederà io sono disponibile, sono disponibile ad ascoltare tutti, a parlare con tutti, il mio telefono è sempre acceso, sono pronto ad ascoltare chi vuole parlare come abbiamo sempre fatto, con tutti i nostri concittadini”. Lo ha detto Antonio Tajani, ministro degli Esteri e segretario Fi, rispondendo ai cronisti che gli chiedevano se fosse disposto a incontrare Maria Elena Delia, portavoce italiana della Global Sumud Flottilla di rientro in Italia proprio per condurre un dialogo con le Istituzioni.

La Leopolda no, Ruffini non aderisce alla proposta di quarta gamba

Ruffini non andrà alla Leopolda, l’annuale assise renziana. È una buona notizia, anche se le ragioni del rifiuto non sono ancora esplicitate con sufficiente chiarezza. Infatti, non basta dire che la “quarta gamba” non rientra nel proprio orizzonte politico. L’opinione pubblica è interessata a capire se l’alternativa alla Meloni passa obbligatoriamente per il Nazareno, oppure se può costituirsi a prescindere da chi occupa oggi il quartier generale del PD, dovendosi prendere atto di una linea sbilanciata a sinistra e cedevole ai ricatti del movimentismo contiano. 

Su queste basi il centrosinistra non esiste. Semmai esiste la sinistra, magari con tentazioni radicali che il vecchio partito comunista sapeva ben altrimenti trattare.

Ogni giorno si manifesta la contraddizione che segna il cosiddetto campo largo, ad esempio in rapporto alla vicenda di Flottilla. È credibile una coalizione che vede M5S e AVS assecondare l’opzione più oltranzista degli organizzatori della spedizione umanitaria? Elly Schlein è la principale responsabile di questa “omissione di credibilità”. In fondo ha snaturato il PD, un partito che nacque per fissare un confine tra riformisti e radical-populisti. Dunque, per tornare alla “quarta gamba”, è fatale che l’invenzione di un piccolo caravanserraglio per dare copertura a una politica sbagliata sia agli occhi della gente comune una manovra essa stessa sbagliata.

Giorno dopo giorno, questa consapevolezza tende a farsi largo nella pubblica opinione. Ecco allora che l’ironia di Salvatore Merlo – v. il Foglio di oggi – sulla condotta di Ruffini è sproporzionata ed ingiusta. Che possa aspirare da riformista cattolico a sostituire la Schlein, non è di per sé uno scandalo; anzi è il modo concreto per determinare una svolta, mettendo in campo una proposta politica alternativa. A Ruffini può essere rimproverato di credere ingenuamente nella possibilità di riformare dall’interno il blocco PD-M5S-AVS; ma se l’obiettivo è quello, e cerca da parte sua di raggiungerlo, gli si deve riconoscere il merito di non abbandonarsi al pessimismo. 

È una sfida, la sua. Una sfida che esige coraggio e rigore, tanto da contemplare anzitutto il rifiuto dell’accozzaglia. Ruffini non va alla Leopolda per motivi politici, non per bizze caratteriali. Vede i contorni dell’accozzaglia e decide di tenersene a debita distanza. Perché dargli torto?

Se la politica si riduce a propaganda mista ad anarchia

La vicenda, incredibile nonché inquietante, della Flotilla, tra le molte altre cose, ci porta a fare una domanda di fondo. E cioè: ma la politica può essere avventurismo, anarchia, improvvisazione e sempre e solo propaganda?

La domanda si pone non solo per l’incredibile vicenda – lo ripeto – dell’imbarcazione Flotilla che ormai snobba e rifiuta addirittura le indicazioni e le richieste del Governo italiano, della Santa Sede e dello stesso Presidente della Repubblica Mattarella, ma per il concreto comportamento di molte forze politiche. Tanto della maggioranza, penso principalmente alla Lega di Salvini e, soprattutto, alle principali forze della coalizione di sinistra. E cioè, il Pd della Schlein, i populisti di Conte e gli estremisti di Fratoianni/Bonelli/Salis.

Cultura di governo o propaganda?

Del resto, come può la politica recuperare credibilità, prestigio e autorevolezza se il tutto viene sempre e solo piegato alle ragioni della propaganda, della demagogia e della casualità? Lo dico perché sin quando prevalgono questi disvalori la cosiddetta cultura di governo è destinata a uscire di scena.

Certo che, se la postura politica della Schlein – per fare un solo esempio concreto e come ormai ammettono gli stessi commentatori ed opinionisti di sinistra – è quella di confondere il partito, la coalizione e la stessa politica con una eterna e cronica assemblea studentesca dove sono proprio l’improvvisazione e la casualità a dettare la linea d’azione, è persin inutile pretendere una qualsivoglia cultura di governo.

Ed è proprio questa la cifra distintiva che separa i populisti e i massimalisti da chi concepisce e pratica la politica all’insegna dell’elaborazione, del radicamento e della costruzione di un progetto politico.

La vera emergenza della democrazia

Ora, il futuro della politica, o meglio la stessa prospettiva della democrazia italiana, la si gioca proprio su questo versante. Ovvero, se si antepone il progetto di governo alla sola demonizzazione e criminalizzazione irriducibile del nemico.

Proprio in questi giorni carichi di violenza politica, di insulti inusitati e di atti di vera e propria devastazione da parte di professionisti della violenza, è altresì necessario ed indispensabile recuperare le fondamenta di una cultura autenticamente democratica e costituzionale. A partire dalla capacità di sapere tradurre in atti di governo le domande che provengono dalla società.

Se, invece e al contrario, ci si limita a cavalcare la rabbia, la violenza e il disagio, il rischio che si corre è proprio quello che stiamo registrando in queste settimane. E cioè, divisione cronica della società, crescente violenza politica, esaltazione della radicalizzazione del conflitto e voglia di annientare e distruggere in modo irriducibile il nemico politico.

Recuperare il senso della responsabilità

Sono, questi, i disvalori che alimentano l’antipolitica e che archiviano definitivamente ed irreversibilmente quella cultura di governo che ha caratterizzato l’intera prima Repubblica – e non solo della Dc ma anche, seppur in modo più approssimativo, dell’opposizione del Pci – e che, purtroppo, si è progressivamente impoverita nel corso della cosiddetta seconda Repubblica per poi affondare del tutto dopo l’irruzione dei partiti populisti e l’affermazione della deriva estremista e massimalista.

Questa è, oggi, la vera emergenza del nostro sistema politico, sempreché vogliamo ancora salvaguardare la qualità della nostra democrazia e la credibilità delle nostre istituzioni democratiche. Oltre, come ovvio, all’efficacia dell’azione di governo.

Il modello policentrico di Thunder tra pluralismo e sussidiarietà

In un articolo apparso l’altro ieri su Avvenire, Flavio Felice prende spunto dal recente libro di David Thunder The Polycentric Republic. A theory of Civil Order for Free and Diverse Societies (Routledge), vincitore del Premio Ratzinger 2025, per proporre una riflessione sul futuro delle democrazie. 

Al centro, l’idea di una “repubblica policentrica” che si contrappone allo Stato sovrano moderno, troppo spesso tentato da un controllo pervasivo della società civile. «Lo Stato sovrano moderno, sebbene non eserciti un controllo perfettamente supremo e completo sull’ordine civile, è animato da un’ideologia dell’ordine profondamente problematica», scrive Felice, ricordando come i funzionari pubblici tendano a «esercitare un’influenza sproporzionata sui cittadini e sulle associazioni».

Dalla plurarchia di Sturzo alla sussidiarietà

Flavio Felice accosta il policentrismo di Thunder alla “plurarchia” elaborata da Luigi Sturzo durante l’esilio londinese: la coesistenza di centri sociali diversi, autonomi, capaci di dialogo o conflitto, ma liberi dall’assorbimento da parte dello Stato. È in questo contesto che assume forza la sussidiarietà, sia orizzontale – armonica ripartizione di compiti tra pubblico e privato – sia verticale – distribuzione chiara delle competenze tra i diversi livelli territoriali.

Un federalismo radicale

La repubblica policentrica diventa così un progetto di federalismo avanzato, che riconosce l’autonomia delle istituzioni locali e valorizza le associazioni non territoriali: famiglia, scuola, impresa, comunità religiosa. Tre, secondo Felice, le caratteristiche decisive: «il rifiuto definitivo della sovranità statale e centralizzata; il riconoscimento dell’autonomia delle istituzioni politiche locali; il riconoscimento dell’autonomia delle organizzazioni e delle istituzioni non territoriali».

Una sfida per l’Europa

Felice colloca questa visione nella tradizione di pensatori come Hayek, Ostrom e McIntyre. Non si tratta di una fuga dall’ordine civile, bensì di un modo per rafforzarlo, opponendosi a ogni deriva centralista. La “repubblica policentrica” è, in definitiva, un laboratorio politico e culturale che rilancia il pluralismo come antidoto a nuove forme di assolutismo e come occasione di bene comune.

Lorenzo Finn irrompe nel ciclismo mondiale

C’è un nome che sta accendendo le speranze del ciclismo italiano: Lorenzo Finn. Genovese, classe 2006, figlio di madre italiana e padre inglese, a 18 anni ha già messo in fila un palmarès da predestinato. Dopo il titolo iridato junior del 2024, è diventato campione del mondo Under-23 a Kigali, in Rwanda, scrivendo una pagina di storia che pochissimi prima di lui avevano osato immaginare. Nella categoria, solo Matej Mohorič era riuscito a centrare la doppietta iridata consecutiva.

Un predestinato in maglia azzurra 

Fisico asciutto, 1,81 per 63 chili, Finn ha trovato la sua dimensione naturale in salita. Ma non è solo un “arrampicatore”: ha già vinto il campionato italiano a cronometro Under-23 e si è piazzato quarto al mondiale di specialità. Insomma, un profilo completo, che oggi corre per la Red Bull–Bora–Hansgrohe Rookies, vivaio d’élite per i futuri professionisti.

La corsa perfetta sulle strade di Kigali

Il mondiale U23 su strada, 164 chilometri con oltre 3.300 metri di dislivello, ha esaltato le sue qualità. Finn ha corso con intelligenza, restando al coperto nelle prime fasi, senza sprecare energie. Poi, quando il gruppo si è assottigliato, ha iniziato a controllare gli avversari con freddezza.

A sei chilometri dall’arrivo ha scelto il momento giusto: un’accelerazione secca in salita, che nessuno ha potuto seguire. Da lì, una cavalcata solitaria fino al traguardo, con mezzo minuto di vantaggio e una naturalezza impressionante. Più che una fuga disperata, un capolavoro tattico.

Le ragioni del successo

Il segreto di Finn sta nella combinazione tra doti fisiche e maturità tattica.

  • Resistenza: sa distribuire lo sforzo, come i grandi interpreti delle corse a tappe.
  • Attacco lucido: non agisce d’istinto, ma coglie il momento esatto in cui gli avversari mollano.
  • Polivalenza: sa difendersi a cronometro, qualità che gli apre prospettive nelle classifiche generali.
  • Mentalità: il passaggio da junior a Under-23, spesso traumatico, per lui è stato naturale. Segno di una testa già da professionista.

Dopo Nibali, un nuovo faro?

Per l’Italia, orfana dei successi di Vincenzo Nibali e in cerca di protagonisti credibili, Finn rappresenta molto più di una promessa. È la possibilità concreta di tornare competitivi ai massimi livelli, di rivedere un azzurro in lotta per le grandi corse a tappe.

Certo, la strada è lunga: serviranno una gestione attenta della crescita e un ambiente che lo protegga da pressioni premature. Ma i segnali sono incoraggianti. Se continuerà così, Lorenzo Finn non sarà solo il campione del mondo Under-23: potrà diventare la nuova bussola di un ciclismo italiano che ha bisogno di ritrovare rotta e orgoglio.

La sfida di Beko: “130 milioni per innovazione e design”

Milano, 26 set. (askanews) – Innovare e affermarsi come leader del settore degli elettrodomestici. con questi intenti che Beko Italy sta continuando a lavorare, consolidando la sua importanza anche attraverso lo stabilimento di Cassinetta di Biandronno, in provincia di Varese. Un polo produttivo fondamentale in cui sorgono tre stabilimenti produttivi, il Centro Globale di Design Industriale e il centro di ricerca e sviluppo globale per la cottura. Un luogo cruciale, come sottolineato da Francesco Misurelli, Amministratore Delegato di Beko Italy: “Il sito di Cassinetta si inserisce in una strategia italiana ed europea cruciale per la nostra espansione. Sono previsti investimenti da 130 milioni di euro tesi a sviluppare innovazione e design. Vogliamo che Cassinetta diventi un polo globale per il cooking”.

Beko sta investendo molto sul comparto degli elettrodomestici a incasso, puntando tanto sui forni e microonde, che vengono realizzati con tecnologie interne innovative e un’integrazione fra cottura tradizionale, microonde e vapore.

“Il comparto molto importante per noi” – aggiunge l’AD di Beko Italy, Francesco Misurelli – “In italia il 50% del fatturato dipende dagli elettrodomestici a incasso, noi rappresentiamo il 30% dei volumi venduti nel Paese e vogliamo aumentare la nostra quota”.

L’azienda sta continuando a implementare i propri prodotti, anche grazie alle 2000 persone impiegate nel solo stabilimento di Cassinetta, che rappresenta un centro di eccellenza per Beko. In sede, infatti, si sta puntando in maniera importante su dei prodotti finali che possano soddisfare il cliente sia dal punto di vista della funzionalit, che per quanto riguarda design e sostenibilit.

“Nel 2025 il sito di Cassinetta ci ha aiutati a creare nuove linee di prodotto. In particolare abbiamo effettuato tante variazioni nel cooking a partire dai forni, passando per i piani ad induzione”, ha infine concluso Misurelli.

A Cassinetta, infine, presente la Food Technology di Beko, che rappresenta una disciplina strategica, introdotta nel 2003 con l’obiettivo di creare un collegamento diretto tra le caratteristiche tecniche degli elettrodomestici e il comportamento degli alimenti. Si lavora, principalmente, allo sviluppo di sistemi di cottura innovativi, applicati a forni tradizionali, forni a microonde e piani cottura.

Salone Auto Torino, successo di pubblico per la prima giornata

Milano, 26 set. (askanews) – Successo di pubblico nonostante il meteo per la prima giornata del Salone Auto Torino, la manifestazione a cielo aperto nel cuore della citt con le ultime novit del settore per fornire ai visitatori un quadro del percorso intrapreso verso l’elettrificazione.

Salone Auto Torino organizzato dal presidente Andrea Levy, che ha inaugurato la manifestazione con il taglio del nastro insieme ad autorit e i top manager dei gruppi auto, ha raccolto l’adesione di 50 brand, di cui un terzo cinesi. Oltre 100 i modelli esposti, fra cui diverse anteprime. Le vetture sono schierate nell’area tra piazza Castello dove spiccano i numerosi stand di Stellantis e DR Automobiles presenti con tutti i loro brand, Piazzetta Reale e i Giardini dei Musei Reali. In Piazza Castello possibile effettuare il test drive di diversi modelli. Salone Auto Torino sar visitabile gratuitamente fino a domenica e gli organizzatori prevedono la presenza di 500mila visitatori.

Padel Family Days, a Roma weekend da non perdere: ospite Mati Diaz

Roma, 26 set. (askanews) – Settembre si conferma il mese del padel, grazie ai Padel Family Days, iniziativa gratuita realizzata da Msp Roma con il contributo della Regione Lazio, che porta in campo passione sportiva, competizione e divertimento per tutte le età. Dopo la tappa inaugurale di Latina che si è svolta nello scorso weekend al Latina Padel Club, sabato 27 e domenica 28 settembre – ricorda una nota – l’evento si sposterà a Roma, al Ponte Milvio Tennis Club, per un fine settimana ancora più ricco di eventi gratuiti.

La giornata di sabato sarà dedicata interamente al torneo maschile (dalle 12 alle 19), all’evento di Padel Mixto – che vedrà in campo coppie formate da un atleta normodotato e uno con disabilità motoria – e alle clinic gratuite degli istruttori del Ponte Milvio Tennis Club, aperte a tutti i livelli. Il momento clou della giornata sarà però quello della mattinata, con la presenza di Mati “The Warrior” Diaz, uno dei più grandi coach a livello mondiale, che dopo una carriera da giocatore di altissimo livello porterà la sua esperienza e il suo spettacolo in campo con clinic gratuite dalle 9.30 alle 12.30. Dario Marcolin, Stefano Fiore, Fernando Orsi e Alessio Cerci sono tra gli ex calciatori attesi al Ponte Milvio Tennis Club.

Domenica 28 settembre, oltre alle clinic aperte a neofiti e a tutti gli appassionati, sarà invece il turno del torneo femminile (dalle 13 alle 19) e del debutto assoluto del Major Padel Next Gen, la prima di 18 tappe che animeranno Roma per tutta la stagione e che coinvolgeranno giovani atleti dalle categorie Under 10 a Under 18, con l’obiettivo di far crescere il movimento giovanile e scoprire i talenti di domani.

La partecipazione ai tornei è gratuita e aperta a giocatori NC o con classifica di terza, quarta e quinta fascia, con premi per i vincitori (racchette special edition realizzate proprio per Padel Family Days), coppe per i secondi classificati e un welcome pack con la t-shirt celebrativa in in omaggio a tutti i partecipanti. A premiare i vincitori sarà Luciano Crea, presidente della Commissione Sport della Regione Lazio.

Durante la tappa di Roma, i partecipanti e il pubblico avranno inoltre l’opportunità di usufruire di visite mediche gratuite: un servizio aggiuntivo che valorizza l’aspetto della prevenzione e del benessere legato alla pratica sportiva. Come successo a Latina, anche a Roma ai partecipanti saranno distribuiti questionari sulle abitudini alimentari, che confluiranno in un report finale realizzato dal prof. Carlo Tranquilli volto a studiare e comprendere i comportamenti alimentari delle persone che praticano padel, contribuendo così a una fotografia più precisa del rapporto tra sport e salute.

“Lo sport, quando è accessibile e aperto a tutti, diventa un grande strumento di inclusione e di benessere – ha spiegato l’assessore allo sport della Regione Lazio, Elena Palazzo -. Con i Padel Family Days confermiamo il nostro impegno nel promuovere lo sport come momento di crescita e socialità. Vogliamo che tutti, dai più piccoli agli adulti, possano avvicinarsi a una disciplina in forte espansione come il padel, vivendo giornate di divertimento e di condivisione. Siamo particolarmente soddisfatti di poter ospitare due tappe, una a Latina e la seconda a Roma, estendendo così a un’area più vasta della regione l’opportunità di avvicinarsi a questa bella disciplina”.

“Il padel non è solo sport, ma anche socialità, aggregazione e inclusione – ha aggiunto il presidente di MSP Roma e responsabile nazionale padel per MSP Italia, Claudio Briganti – Siamo felici di vedere così tanti appassionati, famiglie e bambini avvicinarsi giorno dopo giorno a questa disciplina. Sabato sarà un onore avere un ospite come Mati Diaz: la sua presenza darà ulteriore prestigio all’evento e sarà un’ispirazione per tutti i partecipanti, dai neofiti ai più esperti”.

DR Automobiles: a Torino debutta brand Stilnovo con due suv

Torino, 26 set. (askanews) – DR Automobiles sceglie il Salone dell’Auto di Torino per svelare il brand Stilnovo che rappresenta una nuova frontiera per il gruppo molisano in termini di design e tecnologia come lo stato il movimento letterario per la poesia. Due i modelli 5 e 6 Stilnovo, due suv di 4,3 e 4,5 metri spinti da un 1.4 e da un 1.5 turbo benzina da 157 e 180 CV con doppia alimentazione benzina Gpl. I nuovi suv saranno sul mercato tra la fine dell’anno e gli inizi del 2026 e verranno commercializzati da un network di vendita dedicato.

“Stilnovo soprattutto, diciamo, l’inizio di un nuovo percorso industriale per DR che vedr la nascita anche di nuovi brand, di un nuovo modello industriale con il quale vogliamo portare avanti anche quello che l’indotto italiano perch prevede l’utilizzo di componentistica italiana su quelli che saranno i nuovi brand i prodotti dei nuovi brand per almeno un 45-50%. Questo in un immediato futuro ci consentir quindi di avere una produzione completamente made in Italy”, spiega Massimo Di Tore direttore marketing e comunicazione di DR Automobiles

Altra importante novit presentata a Torino la DR Collection 5 Full Hybrid il primo modello con questa alimentazione del gruppo DR. Si tratta di un full hybrid evoluto con pacco batterie di ultima generazione, un motore elettrico da 150 Kw che si sommano ai 70 Kw del 1.5 endotermico. Sia la modalita solo EV che quella HEV si attivano automaticamente, mentre si pu impostare la modalit di ricarica rigenerativa. “E’ una scelta per chi vuole approcciarsi all’elettrico ma non vuole avere, diciamo, l’ansia di dover ricaricare o di dover organizzare o programmare il viaggio perch comunque c’ la parte endotermica che consente in qualsiasi momento di sopperire”, sottolinea Di Tore.

Per il brand EVO invece la novit il suv EVO 7 Kairos con motore 1.5 Turbo da 174 CV, disponibile anche benzina/GPL. con una ricchissima dotazione di serie. In mostra nei numerosi stand del gruppo in Piazza Castello anche la Sportequipe 8 GT, l’ammiraglia del brand, un suv 7 posti, spinto da un 1.6 turbo da 186 CV (disponibile anche benzina/Gpl) e la nuova Tiger Eight, un suv dalle linee moderne, con maniglie integrate e grande tetto panoramico spinto da un motore 1.5 Turbo da 177 CV. Al debutto in un contesto automotive anche il quadriciclo pesante elettrico Birba capace di raggiungere i 90 km/h con un’autonomia di 182 km.

Lavoro, Calderone: abbiamo alzato l’occupazione alla media europea

Roma, 26 set. (askanews) – “Le cose non avvengono per caso. E quando si fanno delle scelte come quella di abolire il reddito di cittadinanza, poi devi avere anche la visione e la dimensione di dove vuoi andare e di quale futuro vuoi costruire. E noi abbiamo costruito un accompagnamento al lavoro con delle regole chiare, con delle regole certe, con degli strumenti nuovi e, se volete, tecnologicamente avanzati. Ora noi siamo un Paese che ha una piattaforma ipertecnologica di incrocio tra la domanda e l’offerta di lavoro. Pubblica, gratuita per tutti i cittadini e per tutte le imprese. Costruiamo formazione di qualità e finanziata. Questo ha portato oggi al nostro tasso di occupazione nazionale in media europea e soprattutto abbiamo degli indicatori importanti che ci consentono di impegnarci per il Sud. Perché in questo momento è la parte del Paese che è più stimolata e che ci stimola soprattutto con dati positivi”. Lo ha affermato il ministro del Lavoro e delle politiche sociali, Marina Elvira Calderone rispondendo ad una domanda sulla crescita del tasso di occupazione al Sud durante un video collegamento con l’evento “libertà” di Forza Italia, a Terme di Telese.

Al superamento del 50% di occupati al Sud “ci si è arrivati con tanto, tantissimo lavoro e anche, io dico, con un’analisi puntuale e concreta di tutte quelle che sono le indicazioni dei fenomeni del mondo del lavoro”, ha rivendicato Calderone.

“Si diceva e si spaventava la rivolta sociale se avessimo abolito il Reddito di cittadinanza. non mi pare invece che nessuno di noi possa raccontare di aver visto proteste di piazza su questo tema. E credo che questo sia poi fondamentalmente il segno del fatto che poi, alla fine, gli italiani, le persone, vogliono lavorare – ha detto -: non vogliono vivere di sussidio. Vogliono avere delle opportunità di lavoro che siano ovviamente stabili, regolari, sicure”.

“E quindi quella scelta di eliminare il reddito di cittadinanza per come lo avevamo ereditato, nel 2022, ma di non negare l’assistenza a chi ha bisogno, e quindi con l’introduzione dell’assegno di inclusione, abbiamo dimostrato di essere attenti non solo le fragilità, ma di voler mettere in protezione anche tante categorie in più rispetto al passato – ha proseguito -. Non avendo negato questo, non avendo negato l’aiuto, noi ci siamo concentrati su quello che io credo sia poi l’elemento importante che invece è il lavoro”.

“Voi parlate di libertà. La libertà – ha detto Calderone – è anche quella di poter rivendicare un ruolo attivo nella società attraverso il lavoro. Allora ecco che liberare il lavoro è stato il nostro obiettivo, il nostro obiettivo di governo di questa stagione che ormai va avanti da tre anni. E che in questo momento dà anche la dimensione attraverso la stabilità non solo dei nostri conti, ma del governo stesso, di quanto poi sia importante la rassicurazione che noi possiamo dare agli italiani che le cose non avvengono per caso. E che soprattutto dietro c’è un pensiero riformista, riformatore, che tiene conto appunto dell’importanza di investire sui valori fondamentali”.

“Nel mio caso, ovviamente il compito è quello non facile di gestire il ministero del Lavoro e delle politiche sociali. Però – ha concluso Calderone – dico anche che c’è un clima di collaborazione, nel governo, che fa sì che, poi, tutti i ministeri siano pienamente ingaggiati e impegnati in questi processi”. (fonte immagine: FORZA ITALIA).

Flotilla, Meloni: grazie a Mattarella e a chi ha accolto suo appello

Roma, 26 set. (askanews) – “Rivolgo un ringraziamento ai partiti e agli esponenti di opposizione che, raccogliendo le sagge parole del Presidente Mattarella, al quale siamo grati, hanno invitato gli attivisti della Flotilla ad accettare le soluzioni alternative proposte e in particolare a consegnare gli aiuti a Cipro, al Patriarcato di Gerusalemme”. Lo scrive sui suoi profili social la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

“In questa fase – continua Meloni – è fondamentale lavorare per garantire l’incolumità delle persone coinvolte e non assecondare chi sostiene che l’obiettivo dell’iniziativa debba essere forzare il blocco navale israeliano. Una scelta che sarebbe estremamente pericolosa”.

Flotilla, Tajani: sappiamo che la situazione a rischio

Telese Terme (Bn), 26 set. (askanews) – “Sappiamo che la situazione a rischio, c’ la nave della Marina Militare per fare interventi di protezione civile, non per operazioni militari, in caso ci siano dei problemi che possono riguardare i cittadini italiani, abbiamo anche dato la nostra disponibilit a dare servizi anche a cittadini non italiani”.

Cos il ministro degli Esteri e segretario di Fi Antonio Tajani alla festa del partito a Telese Terme (Bn).

“Netanyahu criminale”, la protesta blocca Manhattan

New York, 26 set. (askanews) – Un mare di bandiere palestinesi ha riempito Times Square, bloccando il centro di Manhattan, mentre il presidente israeliano Benjamin Netanyahu parlava al palazzo di vetro dell’Onu di New York.

“Stop genocidio” e “Netanyahu criminale di guerra” fra i cartelli esposti dai manifestanti in solidariet della popolazione palestinese bombardata dai raid isrealiani, con l’esercito che ha intensificato in particolare le operazioni a Gaza City per occupare la citt.

Flotilla, Tajani: mi auguro cambino idea e dicano s a Mattarella

Telese Terme, 26 set. (askanews) – La Global Sumud Flotilla cambi idea e ascolti il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. l’appello del ministro degli Esteri, Antonio Tajani, segretario di Fi, a Telese Terme (Bn) per l’avvio della festa di partito.

“L’appello di Mattarella – ha aggiunto – ha un valore simbolico altissimo, un appello a consegnare tutto alla Chiesa per poi, attraverso il consenso del governo israeliano, consegnare alla popolazione civile di Gaza gli aiuti. Mi auguro che venga ascoltato, vero che hanno detto di no per credo che sia un appello al quale non si pu non rispondere in maniera positiva. Tutti conosciamo l’impegno di Mattarella per la pace. Penso si debba riflettere a lungo, si pu anche cambiare idea, il no pu diventare s, c’ anche da proteggere tante vite umane, impedire che la situazione precipiti”, ha detto Tajani.

“Ho apprezzato molto il messaggio di Mattarella – ha detto Tajani – ha lavorato tantissimo perch si trovasse un compromesso in grado di impedire un peggioramento della situazione ed evitare rischi a tutti quelli che partecipano a questa avventura della Flottilla e permettere di portare tutti i beni che hanno, attraverso l’intervento del patriarcato, alla popolazione civile di Gaza. Abbiamo lavorato con Israele, con il patriarcato, abbiamo sentito attraverso l’unit di crisi la Flotilla, si pu fare tutto, credo sia la soluzione migliore”.

Flotilla, appello Mattarella dopo contatti con Meloni e governo

Roma, 26 set. (askanews) – Non è stato affatto estemporaneo, naturalmente, l’appello lanciato oggi dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella agli equipaggi della Global Sumud Flotilla in rotta verso Gaza per recapitare aiuti alimentari e medicinali alla popolazione palestinese, nonostante il blocco navale israeliano. Un appello in cui in sostanza viene chiesto un cambio di rotta e di rivolgersi per esempio al Patriarcato Latino di Gerusalemme come tramite per la consegna di tutti quei beni di prima necessità imbarcati sulle navi, le barche che fanno parte della Flotilla. Le parole di oggi arrivano ovviamente dopo giorni in cui Mattarella ha seguito da vicino la questione della flottiglia. Si è informato, ha fatto le sue valutazioni e poi ha deciso di fare questo appello. Una esortazione che è seguita ai contatti avuti in queste ore, a tutti i livelli, dal Colle con il governo. A partire da colloqui telefonici con la premier Giorgia Meloni a prevedibili e quasi scontati contatti con i ministri degli Esteri e della Difesa, Antonio Tajani e Guido Crosetto. Una situazione la cui evoluzione è stata comunque seguita sempre, come per altro è prassi in casi delicati come questo, da tutti gli staff delle istituzioni coinvolte. Fino all’appello di oggi.

Parole che però il portavoce della Flotilla ha respinto, in maniera ferma e che, sia pure con il garbo dovuto, ha rimandato indietro. Di fronte ad un capo dello Stato che con parole chiare e senza possibilità di essere frainteso ha detto: “Mi permetto di rivolgere con particolare intensità un appello alle donne e agli uomini della Flotilla perché raccolgano la disponibilità offerta dal Patriarcato Latino di Gerusalemme – anch’esso impegnato con fermezza e coraggio nella vicinanza alla popolazione di Gaza – di svolgere il compito di consegnare in sicurezza quel che la solidarietà ha destinato a bambini, donne, uomini di Gaza”, la risposta dei volontari è stata netta e altrettanto chiara: “Abbiamo ricevuto la proposta del presidente Mattarella di accettare per il bene nostro e la tutela in generale della vita umana che noi condividiamo al 100% di deviare la nostra rotta. Noi non possiamo accettare l’appello perché questa proposta arriva per evitare che le nostre barche navighino in acque internazionali con il rischio d’essere attaccate. Come dire ‘se vi volete salvare, noi non possiamo chiedere a chi vi attaccherà di non attaccarvi, malgrado sia un reato, chiediamo a voi di scansarvi'”.

Tajani: giovedì Camere voteranno su riconoscimento Stato Palestina

Telese Terme (Bn), 26 set. (askanews) – Giovedì 2 ottobre Camera e Senato voteranno sulla risoluzione del centrodestra sul riconoscimento dello Stato di Palestina a condizione che “Hamas liberi gli ostaggi israeliani e si ritiri dalla politica palestinese”. La risoluzione sarà presentata nell’ambito delle comunicazioni del ministro degli Esteri Antonio Tajani prima alla Camera e poi al Senato. Lo spiega lo stesso Tajani, a Telese Terme (Bn) per la festa del partito.

“L’unico voto è quello”, ha chiarito a chi gli chiedeva conto della mozione annunciata da Giorgia Meloni da New York. “Lo abbiamo sempre detto, dal 1994 siamo per due popoli e due stati, non si può fare perché c’è Hamas, Hamas non può essere un interlocutore politico, non possiamo riconoscere un paese governato da un’organizzazione terroristica. Il nostro interlocutore è l’Anp”. Quindi “ci sarà una risoluzione del centrodestra dove noi diciamo che siamo pronti al riconoscimento della Palestina se Hamas libera ostaggi e si ritira dalla politica palestinese”. A chi gli domanda se nella risoluzione ci sarà un passaggio anche sul riconoscimento reciproco tra Israele e Palestina, Tajani ha risposto: “Stiamo vedendo. Cerchiamo di andare avanti, dare un segnale anche a Israele, ma non possiamo dare anche un segnale ad Hamas”.

ETS ammessa alle negoziazioni di Borsa Italiana

Milano, 26 set. (askanews) – Nella giornata di venerd 26 settembre ETS, societ ingegneristica leader in Italia nella progettazione e direzione lavori in diversi settori, come infrastrutture cosiddette mission critical, quali data center, impianti nucleari o a idrogeno e aeroporti, edilizia sanitaria, edilizia residenziale, ha concluso con successo il percorso di quotazione in borsa. Il raggiungimento di questo risultato motivo d’orgoglio per la societ.

Donato Romano, Presidente ETS, ha dichiarato: “Dopo la quotazione in borsa, noi ci siamo organizzati e fidelizzati per consolidare la societ nell’organizzazione e nel mantenimento dell’alto profilo professionale dei dipendenti e di procedere a investire nei nuovi settori che sono i datacenter, con del personale specializzato, nell’idrogeno e nel nucleare”.

Il collocamento avvenuto interamente in aumento di capitale, rivolto a investitori istituzionali e professionali per 915.000 azioni ordinarie complessive, inclusive dell’eventuale integrale esercizio dell’opzione greenshoe in aumento di capitale pari a 115.000 azioni ordinarie. L’offerta si completata a un prezzo pari a Euro 5,00 per azione, per un controvalore complessivo di 4,6 milioni di euro, come spiega Ing. Giambattista Parietti, vicepresidente di ETS: “Siamo una societ di ingegneria, abbiamo 30 anni di esperienza in questo settore, siamo partiti da subito nell’ingegneria integrate. Ci siamo accorti che, soprattutto negli ultimi anni, c’ grande richiesta da parte della committenza di transizione energetica ed infrastrutture. La societ si sviluppata tantissimo e abbiamo acquisito dei lavori in tutti i settori”.

In base al prezzo di offerta, la capitalizzazione prevista a inizio negoziazioni pari a circa Euro 24,6 milioni, ipotizzando l’integrale esercizio dell’opzione greenshoe, e il capitale sociale sar composto da 4.915.000 azioni ordinarie.

“Naturalmente con le entrate in borsa continueremo ad investire nella formazione del nostro personale; i nostri collaboratori rappresentano la nostra forza, sono la nostra garanzia per il future”, ha concluso Giambattista Parietti.

L’offerta ha registrato notevole interesse da parte di investitori istituzionali esteri di primario standing, che hanno sottoscritto complessivamente circa il 45,8% della raccolta totale. Il lotto minimo di negoziazione sar pari a 300 azioni ordinarie. Per ETS, dunque, questo un passo storico, che segna l’inizio di un nuovo percorso per la societ ingegneristica italiana.

Il maestro Uto Ughi incanta i giovani delle scuole con il suo violino

Milano, 26 set. (askanews) – Il Duomo di Milano gremito di giovani per il concerto del Maestro Uto Ughi che ha fatto vibrare le corde del suo violino incantando i ragazzi con brani di Vivaldi e Bach. Il concerto “Uto Ughi per i Giovani” un progetto itinerante che si propone di diffondere la musica classica tra le nuove generazioni e di supportare i giovani talenti.

“Perch i giovani formano il pubblico del domani, il pubblico del futuro. Se i giovani non conoscono un minimo di musica avremmo da stare da concerto vuote. Per questo i giovani meritano di essere istruiti. Abbiamo un repertorio immenso, una miniera ricchissima di grandi capolavori che darebbero la gioia a milioni di giovani praticamente disattesa perch non sono stati avviati alla musica”.

La musica un linguaggio universale e in un momento di grande tensione dove la diplomazia vacilla e parlano le armi, pu anche diventare strumento di pace e dialogo.

” un linguaggio che non ha barriere ideologiche n politiche. un linguaggio che va immediatamente all’anima, cuore della gente. Credo che la musica valga la pena di essere conosciuta e studiata a fondo, cosa che nelle scuole italiane non stato fatto finora”.

Proprio per questo con la sua fondazione il Maestro Ughi da sempre impegnato per promuovere la musica tra le giovani generazioni. Con questo tipo di concerti crea una speciale connessione con gli studenti leggendo e commentando in questo caso i sonetti vivaldiani che accompagnano le Quattro Stagioni. Ha offerto cos ai ragazzi una coinvolgente lezione-concerto all’insegna del dialogo tra musica e poesia.

La formazione essenziale a scuola e nei conservatori.

“Vedo ragazzi di grande volont, di grande talento. Io penso che i giovani devono essere aiutati anche nel cartellone del sale da concerto. Ci sono sempre troppo pochi giovani”.

Per arrivare a un pubblico pi vasto il concerto stato trasmesso in diretta streaming sul canale youtube del Ministero dell’Istruzione e del Merito.

Flotilla, Tajani: cambino idea e dicano sì a Mattarella

Telese Terme, 26 set. (askanews) – La Global Sumud Flotilla cambi idea e ascolti il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. È l’appello del ministro degli Esteri, Antonio Tajani, segretario di Fi, a Telese Terme (Bn) per l’avvio della festa di partito. “L’appello di Mattarella – ha aggiunto – ha un valore simbolico altissimo, è un appello a consegnare tutto alla Chiesa per poi attraverso il consenso del governo israeliano consegnare alla popolazione civile di Gaza gli aiuti. Mi auguro che venga ascoltato, è vero che hanno detto di no però credo che sia un appello al quale non si può non rispondere in maniera positiva.Tutti conosciamo l’impegno di Mattarella per la pace. Penso si debba riflettere a lungo, si può anche cambiare idea, il no può diventare sì, c’è anche da proteggere tante vite umane, impedire che la situazione precipiti”, ha detto Tajani.

“Ho apprezzato molto il messaggio di Mattarella – ha detto Tajani – ha lavorato tantissimo perché si trovasse un compromesso in grado di impedire un peggioramento della situazione ed evitare rischi a tutti quelli che partecipano a questa avventura della Flottilla e permettere di piortare tutti i beni che hanno, attraverso l’intervento del patriarcato, alla popolazione civile di Gaza. Abbiamo lavorato con Israele, con il patriarcato, abbiamo sentito attraverso l’unità di crisi la Flotilla, si può fare tutto, credo sia la soluzione migliore”.

Ciclismo, Lorenzo Finn campione del mondo su strada U23

Roma, 26 set. (askanews) – È ancora un Lorenzo Mark Finn mondiale. Dopo il titolo iridato su strada tra gli juniores nel 2024 a Zurigo, il 18enne genovese (il più giovane in gara) si ripete nella prova in linea Under 23 ai Mondiali di ciclismo in Rwanda. Capolavoro dell’azzurro, medaglia d’oro che a 6 km dal traguardo stacca lo svizzero Jan Huber sulla Cote Kigali Golf. Un attacco decisivo quello di Finn, salita che lo porta a vincere in solitaria e festeggiare una giornata memorabile.

Primo oro per l’Italia del ciclismo in Rwanda e traguardo storico di Lorenzo, che diventa il primo azzurro ad aggiudicarsi entrambi i titoli giovanili a distanza di un anno (ultimo a fare doppietta fu Matej Mohoric tra il 2012 e il 2013). E Finn batte proprio lo sloveno diventando il più giovane corridore di sempre a vincere in linea un titolo mondiale tra gli U23 a 18 anni e 281 giorni. Diventa così il terzo italiano a vincere nelle ultime 6 edizioni iridate dopo Samuele Battistella (2019) e Filippo Baroncini (2021).

“È incredibile, davvero – le sue parole – Il piano era capire come si sarebbe messa la corsa nella prima parte, che infatti è stata abbastanza controllata. Mi sono accorto subito che il percorso era davvero duro, con gli strappi, l’altitudine, il caldo e anche il pavé. Lì abbiamo dato una bella sgasata: eravamo in un gruppetto ristretto e ci siamo messi a tirare. Si è fatta la selezione, sono rimasto con lo svizzero e alla fine sono riuscito ad andarmene da solo. La gioia è immensa, come l’anno scorso: è incredibile. Voglio dedicare questa vittoria alla mia ragazza Fabiana, questa è per lei.”

Lufthansa, Handelsblatt: vuole tagliare 20% su posti amministrativi

Roma, 26 set. (askanews) – Si profilano pesanti tagli occupazionali al gruppo tedesco Lufthansa. Secondo il quotidiano finanziario Handelsblatt, fino al 20% dei circa 15.000 addetti del settore amministrativo – uno su cinque – potrebbe essere interessato da un riassetto. In pratica 3mila posti sono a rischio.

L’amministratore delegato di Lufthansa, Carsten Spohr ha affermato durante un’assemblea interna che l’obiettivo è di tagliare i costi amministrativi del 20%. Complessivamente Lufthansa conta circa 103.000 dipendenti, dice ancora il quotidiano citando fonti aziendali secondo cui le riduzioni di organico verranno attuate “in modo socialmente accettabile”.

Nei mesi scorsi, Lufthansa ha rilevato il 41% di Ita Airways, nell’ambito di un accordo che prevede che assuma il controllo completo del vettore italiano.

L’Ue lancia l’iniziativa per costruire un "Muro antidroni" sul Fianco Est

Bruxelles, 26 set. (askanews) – Il commissario Ue alla Difesa, Andrius Kubilius, ha avuto oggi una discussione in videoconferenza con al centro il progetto di un “Muro anti droni” sul “Fianco orientale”, a cui hanno partecipato i ministri della Difesa dei paesi di “prima linea” dell’Ue (ovvero con frontiere con la Russia o la Bielorussia): Bulgaria, Estonia, Finlandia, Lettonia, Lituania, Polonia e Romania. Hanno partecipato all’incontro, anche altri due Stati membri del ‘Fianco orientale’, Ungheria e Slovacchia, nonché l’Alta Rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell’Ue, Kaja Kallas e il ministro della Difesa finlandese Antti Hakkanen, come rappresentante della presidenza di turno danese del Consiglio dell’Unione.

“Oggi ho presieduto una videoconferenza ad alto livello per accelerare l’attuazione dello ‘Eastern Flank Watch’ (Sorveglianza del Fianco orientale, ndr), la nostra iniziativa di difesa di punta per proteggere l’intera Unione europea dalle crescenti minacce alla sicurezza”, ha riferito Kubilius durante un punto stampa teletrasmesso sul canale Ebs alla fine della videoconferenza, aggiungendo che c’è stata anche una sessione separata, con la partecipazione di due rappresentanti del governo ucraino: il vice primo ministro e ministro per la Trasformazione Digitale, Mykhailo Fedorov, e il ministro della Difesa, Denys Shmyhal, che “hanno condiviso la loro preziosa competenza, comprovata sul campo, con rappresentanti della Nato presenti in qualità di osservatori”.

“Le ripetute violazioni del nostro spazio aereo – ha affermato Kubilius – sono inaccettabili. Il messaggio è chiaro: la Russia sta mettendo alla prova l’Ue e la Nato. E la nostra risposta deve essere ferma, unita e immediata. Nella riunione odierna – ha sottolineato – abbiamo concordato di passare dall’idea iniziale ad azioni concrete”.

“Siamo stati d’accordo – ha annunciato il commissario – sul punto più importante: la sorveglianza del ‘Fianco orientale’, con il ‘Muro anti droni’ al centro, che sarà al servizio di tutta Europa”.

“Insieme ai nostri partner in prima linea e alla preziosa esperienza dell’Ucraina, abbiamo raggiunto – ha continuato Kubilius – un’intesa condivisa sulla sua progettazione: un ‘Muro anti droni’ con priorità immediata, con capacità avanzate di rilevamento, tracciamento e intercettazione”, e poi anche “Difese terrestri, come sistemi anti-mobilità, Sicurezza marittima per il Mar Baltico e il Mar Nero, e consapevolezza situazionale basata sulle tecnologie spaziali”.

“I prossimi passi – ha spiegato Kubilius – sono chiari: garantirò l’appoggio politico” a questa iniziativa “in vista del Consiglio europeo di ottobre; definiremo una tabella di marcia tecnica dettagliata con gli esperti nazionali; mobiliteremo l’industria della difesa europea; e creeremo un pacchetto completo di strumenti finanziari dell’Ue per rendere questo ‘scudo’ una realtà”.

“L’incontro di oggi – ha concluso il commissario – è stato una pietra miliare: ora ci concentreremo sulla realizzazione” del Muro anti droni.

(nella foto i resti di un drone danneggiato lanciato dalla Russia e abbattuto dai polacchi)

Vademecum dell’Ivass sul come difendersi dalle polizze truffa

Roma, 26 set. (askanews) – Quando si cerca su internet una polizza assicurativa, esistono dei “campanelli d’allarme” su cui l’attenzione andrebbe immediatamente rafforzata per evitare truffe e raggiri: sul sito web mancano i dati identificativi dell’impresa o dell’intermediario assicurativo autorizzato; non vi è indicazione che chi offre la polizza è soggetto al controllo dell’Ivass; viene richiesto il pagamento del premio a favore di carte di pagamento prepagate, cosa espressamente vietata dalle norme; il prezzo della polizza è estremamente conveniente e fuori mercato; tra i contatti di chi offre la polizza online compaiono soltanto numeri di cellulare personali, oppure indirizzi e-mail con un dominio generico (come ad esempio @gmail.com o @tiscali.it); i dati identificativi di chi offre la polizza non coincidono esattamente con quelli di iscrizione agli albi tenuti dall’Ivass. Ad elencare questi elementi è stato oggi Enrico Coratti, capo della Divisione Vigilanza e Distribuzione dell’Ivas, al webinar “Polizze false danni veri” organizzato da Ania e Federconsumatori.

L’intervento dell’esponente dell’autorità, intitolato “Come difendersi dalle truffe assicurative in internet” ha analizzato il fenomeno e fornito un vademecum sul come comportarsi. I casi di truffe assicurative sul web sono purtroppo numerosi, ha spiegato Coratti, secondo quanto riportano le slide del suo contributo. Il fenomeno più noto è quello del “Ghost broking” (intermediazione fantasma), cioè l’attività di operatori che si fingono intermediari assicurativi, ma non lo sono perché non hanno l’autorizzazione, oppure offrono polizze false o inesistenti, truffando chi è alla ricerca di un’assicurazione.

Un fenomeno difficile da contrastare totalmente perché i truffatori sono organizzati e sfruttano tutte le debolezze e le sensibilità degli utenti.

Tuttavia “proteggersi è possibile e le ‘assicurazioni truffa’ possono essere individuate – ha proseguito Coratti -. Il segreto è informarsi e approfondire. L’attività assicurativa può essere esercitata esclusivamente da imprese e intermediari iscritti negli Albi tenuti dall’Ivass, consultabili sul sito dell’autorità (www.ivass.it)”.

Vi sono poi il Registro delle imprese e dei gruppi assicurativi (Riga: ivass.bancaditalia.it/RIGAInquiry-public/ng/) e il Registro Unico degli Intermediari (Rui: https://infostat https://infostat-ivass.bancaditalia.it/RIGAInquiry-public/ng/). Le liste aggiornate dei siti internet delle imprese e degli intermediari assicurativi sono consultabili sempre sul portale dell’Ivass (https://www.ivass.it/consumatori/siti-imprese-intermediari/index.htm).

Spesso, inoltre, i siti fake utilizzano loghi ed elementi identificativi molto simili a quelli di primarie imprese di assicurazione o dati di intermediari del mercato, inducendo in errore gli utenti. “Conviene quindi consultare le liste Ivass dei siti internet regolari prima di sottoscrivere una polizza in internet. Ma qui attenzione – ha puntualizzato Coratti -: l’elenco dei siti di intermediazione è alimentato dalle registrazioni effettuate dagli intermediari nel Rui. Nella lista potrebbero figurare, temporaneamente, siti scaduti o dismessi o non più attivi, quindi potenzialmente pericolosi”.

In questo ambito, l’Ivass, oltre ad un’attenta attività di monitoraggio, promuove costantemente campagne informative per sensibilizzare gli intermediari a una corretta gestione del Registro e per informare gli utenti sui rischi legati alla sottoscrizione di polizze online. (fonte immagine: Ivass).

Garden of the Gods, in Colorado il “Giardino degli Dei” gratuito

Denver, 26 set. (askanews) – Qui si andava a caccia di mammut e, 15 mila anni fa, chi abitava da queste parti stato il primo fortunato turista del Giardino degli Dei con i suoi panorami mozzafiato: il Colorado vanta infatti una delle geologie pi diversificate. Il popolo della Roccia Rossa, i Nuu-ciu (o Ute) ha una forte presenza nel luogo: hanno sempre considerato questa regione casa e ne sono gli abitanti originari. Ma anche altri nativi americani hanno legami con il parco.

Siamo al Garden of the Gods Visitor & Nature Center, una delle mete consigliate da Brand Usa, Visit Colorado e Visit Colorado Springs. Tutto ebbe inizio durante l’era glaciale del Pleistocene, ma la svolta fu nel 1879, quando il generale William Jackson Palmer, fondatore di Colorado Springs, esort ripetutamente il suo amico Charles Elliott Perkins, a capo della ferrovia “Q”, a stabilire una sede nel Giardino degli Dei e a costruire la sua ferrovia fino a Colorado Springs. “La Q” non vi arriv mai, ma Perkins acquist 240 acri nel Giardino degli Dei per costruirvi la sua residenza estiva. Quando mor, i suoi figli lo cedettero il “giardino” alla citt di Colorado Springs, esaudendo la volont del padre: l’accesso sarebbe stato libero e il parco protetto, con tante cose da raccontare.

Nel 2008, il centro ha annunciato la scoperta dell’unico fossile conosciuto al mondo di una specie di dinosauro completamente nuova, Theiophytalia Kerri. Theios ha origine greca e significa “appartenente agli dei”, phytalia vuol dire “giardino” e kerri onora il nome dello scienziato che per primo scopr questo cranio di 125 milioni di anni fa nel Garden of the Gods Park. Il suo inizialmente stato un caso di identit errata. Nel 1878, il professor James H. Kerr del Colorado College trov quelle che credeva essere “parti di 21 diversi mostri marini”. Kerr scrisse della sua scoperta ai colleghi dell’est e cattur l’attenzione di OC Marsh, un famoso paleontologo dei dinosauri dell’Universit di Yale. Da l, numerose vicissitudini, finch si arriv all’identificazione nel nuovo millennio.

Ma quello che colpisce di questo parco , oltre alla gratuit dell’ingresso, un grande negozio che offre non i classici souvenir ma ceramiche e gioielli realizzati dai nativi americani, articoli da regalo geologici e persino il Monopoly di Colorado Springs, leggendaria citt della corsa all’oro di Pike’s Peak.

Servizio di Cristina Giuliano

Montaggio di Linda Verzani

Immagini askanews

M.O., portavoce Flotilla: no ad appello Mattarella, non deviamo rotta

Roma, 26 set. (askanews) – “Abbiamo ricevuto la proposta del presidente Mattarella di accettare per il bene nostro e la tutela in generale della vita umana che noi condividiamo al 100% di deviare la nostra rotta. Noi non possiamo accettare l’appello perché questa proposta arriva per evitare che le nostre barche navighino in acque internazionali con il rischio d’essere attaccate. Come dire ‘se vi volete salvare, noi non possiamo chiedere a chi vi attaccherà di non attaccarvi, malgrado sia un reato, chiediamo a voi di scansarvi'”. Così un portavoce di Flotilla replica all’appello lanciato oggi dal capo dello Stato Sergio Mattarella.