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Diritti, rapporto A buon diritto: erosi o dimenticati, quadro preoccupante

Roma, 28 gen. (askanews) – Qual è lo stato dei diritti in Italia? Secondo “A Buon diritto onlus” è “preoccupante”: crescono le discriminazioni, quasi un italiano su dieci rinuncia alle cure mediche, diminuiscono i salari ma non le morti sul lavoro, “oltre il 94,5% dei comuni italiani sono a rischio idrogeologico”. Il rapporto annuale, consultabile da oggi in rete, sullo stato dei diritti è stato presentato con una conferenza stampa alla Camera.

“Questo lavoro ha l’ambizione di monitorare tempestivamente la condizione del riconoscimento e dell’effettività dei diritti e delle garanzie in Italia”, ha spiegato Luigi Manconi fondatore di “A buon diritto onlus”. “I diritti non sono concessioni – ha detto il leader di Sinistra italiana Nicola Fratoianni che ha preso parte alla conferenza stampa insieme ai curatori del rapporto -. Misurarne lo stato, la condizione, ci dà il termometro della democrazia, e la febbre è piuttosto alta: i diritti si stanno riducendo, si erodono e con essi si erode anche la qualità della nostra democrazia” e “le scelte di questa maggioranza aumentano le disuguaglianze e creano strappi, rendendo i diritti delle concessioni. È arrivato il momento di invertire la rotta, altrimenti questa tendenza mette in discussione la qualità della democrazia”.

“Il quadro che emerge è piuttosto preoccupante – spiega Camilla Siliotti, responsabile comunicazione di “A Buon diritto onlus” – in Italia quasi una persona su 10 rinuncia alle cure mediche, i salari reali continuano a diminuire, ma le morti sul lavoro non diminuiscono e non diminuisce la povertà che coinvolge tantissimi minori, soprattutto di famiglie con background migratorio, abbiamo tanti livelli di discriminazione che si sommano. Le persone più colpite sono i minori, i giovani, le donne. Il 94,5% dei comuni italiani è a rischio idrogeologico, e quello che sta succedendo in questi giorni lo mostra molto bene”.

Inoltre, prosegue, “rimane troppo ampio il divario tra Nord e Sud e questo emerge da tutti i capitoli”, inoltre “il carcere in questo Paese soffoca le persone, solo nel 2025 sono stati 79 i suicidi in carcere, eppure il governo chiede più carcere e più misure repressive, anche del dissenso”.

“Sono molto a rischio infine l’autodeterminazione femminile e i diritti delle persone Lgbt, delle persone rom e sinti”, “dobbiamo fronteggiare misure sempre più oscurantiste”, “vengono tagliati i fondi alla ricerca, mentre aumentano quelli per le armi”.

Italia-Emirati Arabi, Mattarella al Presidente al Nahyan: urgente porre fine ai conflitti

Abu Dhabi, 28 gen. (askanews) – Al centro dei colloqui ad Abu Dhabi fra il preisidente della Repubblica Sergio Mattarella e il presidente degli Emirati Arabi Uniti Mohamed bin Zayed al Nahyan, a quanto si apprende , c’è stata la situazione internazionale. I due capi di Stato hanno parlato con pieno accordo e condivisione, della urgente necessità di porre fine ai numerosi conflitti e di ripristinare ovunque nel mondo pace e stabilità. Mattarella e il Presidente degli EAU sono stati d’accordo anche sulla necessità di contrastare ogni azione che punti a mantenere alta la tensione, particolarmente nel Medio Oriente.

La prima edizione di Nameless Winter con Gigi D’Agostino headliner

Milano, 28 gen. (askanews) – La prima edizione di Nameless Winter, che si terrà sabato 14 e domenica 15 febbraio a Barzio (LC), è pronta a partire: svelata la line up completa.

Sarà Gigi D’Agostino, icona indiscussa della dance italiana nel mondo, l’headliner della prima giornata, quella di sabato 14 febbraio. Alla sua esibizione si aggiungeranno quelle di Merk & Kremont, Zomboy, Automhate, Marnik, Conrad Taylor e Kiss’N’Fly.

A guidare la line up di domenica 15 febbraio sarà invece Axwell, dj e produttore di fama mondiale. La performance sarà anticipata da quelle di Edmmaro, Rudeejay, Yetti, Astrality, Padma San e Danilo Seclì.

Un unico grande palco che in due giorni intratterrà i partecipanti con tanta musica e divertimento. Oltre a vivere l’emozione della musica, domenica 15 febbraio i partecipanti che hanno acquistato il 2-Day Pass potranno approfittare di un Après-Ski che si terrà dalle ore 12:00 alle ore 16:00 sulla terrazza panoramica dei Piani di Bobbio, in collaborazione con B MUSIC.

Nameless Winter, edizione invernale di Nameless Festival, nasce dalla volontà di offrire un’esperienza più intima, immersiva e focalizzata sulle radici elettroniche del Festival. Significativa la scelta della location: Barzio (LC). Il luogo che ha ospitato Nameless Festival tra il 2015 e il 2019 e che ha visto l’evento prendere forma, crescere e diventare un appuntamento dal respiro sempre più internazionale, trasformando la valle in un’esperienza collettiva unica.

RADIO 105 è radio ufficiale di Nameless Winter .

Rai, in settimana confronto La Russa-Fontana su stallo Vigilanza

Roma, 28 gen. (askanews) – I presidenti di Senato e Camera, Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana, si confronteranno in settimana sullo stallo nella commissione di Vigilanza Rai.

Entrambi (La Russa la scorsa settimana e Fontana oggi) hanno incontrato i capigruppo di opposizione dei due rami del Parlamento assicurando – viene riferito – un impegno alla moral suasion nei confronti del centrodestra dopo che le proteste delle opposizioni si sono fatte più pressanti in vista del referendum sulla Giustizia (che si terrà fra meno di due mesi) e anche della campagna elettorale per le Politiche del 2027.

All’uscita dall’incontro di oggi, i capigruppo a Montecitorio Chiara Braga (Pd), Riccardo Ricciardi (M5S), Luana Zanella (AVS), Maria Elena Boschi (IV), Fabrizio Benzoni (Azione), Riccardo Magi (+Europa) e Manfred Schullian (Misto), hanno espresso l’estrema preoccupazione per uno stallo sul nome del presidente del board della Rai che “sta determinando una vera e propria situazione di emergenza democratica”. Senza che sia ancora giunto “alcun segnale per superare questa grave situazione” attraverso il “ricatto che la maggioranza sta portando avanti disertando i lavori e impedendo alla Commissione di Vigilanza di svolgere le proprie funzioni istituzionali da oltre un anno”. Senza una presidenza di garanzia, è l’accusa, si consegna “di fatto il servizio pubblico nelle mani della maggioranza la quale lo utilizza in modo sempre più disinvolto per alimentare una propaganda filogovernativa”.

Maltempo, Meloni: oggi in Sicilia per ribadire vicinanza Stato

Roma, 28 gen. (askanews) – “Oggi sono stata in Sicilia, nei territori duramente colpiti dall’eccezionale ondata di maltempo che nei giorni scorsi ha interessato anche la Sardegna e la Calabria. Ho voluto essere presente per seguire da vicino la situazione, incontrare le istituzioni locali e ribadire la vicinanza dello Stato alle comunità che stanno affrontando momenti difficili”. Lo scrive la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un post sui social.

“Il governo – aggiunge – è al lavoro per sostenere i territori colpiti, garantire assistenza immediata e avviare gli interventi necessari per superare l’emergenza e ripristinare le condizioni di normalità. Ringrazio la Protezione civile, i Vigili del fuoco, le amministrazioni locali e tutti coloro che stanno operando con professionalità e dedizione in queste ore complesse. Continueremo a seguire l’evoluzione della situazione con la massima attenzione”.

Il Cremlino: se Zelensky vuole vedere Putin, lo invitiamo a Mosca, garantiremo la sicurezza

Roma, 28 gen. (askanews) – Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump ha proposto che la Russia prenda in considerazione la possibilità di un incontro tra il presidente russo Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky e per il Cremlino la questione non è nuova: se il presidente ucraino è davvero pronto per un incontro, allora lo invitiamo a Mosca. E allo stesso tempo, garantiremo la sua sicurezza e le condizioni di lavoro necessarie”, ha detto Yury Ushakov, , consigliere per la politica estera del capo dello Stato russo.

La questione di un possibile incontro tra Putin e Zelensky è stata discussa più volte durante i colloqui telefonici tra i leader di Russia e Stati Uniti, ha detto Ushakov al giornalista di Rossiya 1, Pavel Zarubin.

“La questione per noi non è nuova, è stata discussa alcune volte durante le conversazioni tra i presidenti Trump e Putin. E durante queste conversazioni Trump, in particolare, ha suggerito di prendere in considerazione questa possibilità”, ha aggiunto Ushakov.La Russia non ha mai rifiutato i contatti di Putin con Zelensky, ma devono essere ben preparati e finalizzati al raggiungimento di risultati concreti e positivi, ha spiegato Ushakov. “Il nostro presidente ha anche detto più volte, conversando con i giornalisti, che se Zelensky è davvero pronto per un incontro, allora lo invitiamo a Mosca. E allo stesso tempo, garantiremo la sua sicurezza e le condizioni di lavoro necessarie”, ha concluso Ushakov.

Meloni: saremo veloci sugli indennizzi a Niscemi, non sarà come nel ’97

Roma, 28 gen. (askanews) – La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, si è recata questa mattina in Sicilia per un sopralluogo sui luoghi colpiti dal maltempo e una riunione operativa nel comune di Niscemi. Con l’occasione “ha garantito al sindaco Conti che il Governo farà tutto ciò che è possibile per scongiurare che si ripeta quanto accaduto con la frana del 1997, in particolare per ciò che riguarda i ritardi negli indennizzi. Il governo agirà velocemente in questa direzione” e Meloni “si è impegnata a fissare un nuovo incontro tra circa due settimane per prendere decisioni più dettagliate, alla luce delle necessarie informazioni”. E’ quanto si legge in una nota di palazzo Chigi. Durante il sopralluogo in Sicilia la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha colto l’occasione per ringraziare l’on. Angelo Bonelli, presente a Niscemi, con cui ha avuto occasione di confrontarsi sulla grave emergenza.

Maltempo, Meloni: veloci su indennizzi, non sarà come nel ’97

Roma, 28 gen. (askanews) – La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, si è recata questa mattina in Sicilia per un sopralluogo sui luoghi colpiti dal maltempo e una riunione operativa nel comune di Niscemi. Con l’occasione “ha garantito al sindaco Conti che il Governo farà tutto ciò che è possibile per scongiurare che si ripeta quanto accaduto con la frana del 1997, in particolare per ciò che riguarda i ritardi negli indennizzi. Il governo agirà velocemente in questa direzione” e Meloni “si è impegnata a fissare un nuovo incontro tra circa due settimane per prendere decisioni più dettagliate, alla luce delle necessarie informazioni”. E’ quanto si legge in una nota di palazzo Chigi.

Milano-Cortina, Kostner tedofora: Olimpiadi simbolo di unione popoli

Bolzano, 28 gen. (askanews) – Carolina Kostner tedofora per i Giochi invernali di Milano-Cortina 2026 a Bolzano, 51esima tappa della fiamma olimpica. “Speriamo davvero che possa essere un simbolo di unione dei popoli e questo fuoco ci possa toccare nel cuore”, ha detto rispondendo a una domanda sul senso della tregua olimpica e dei giochi in un periodo così tormentato da guerre e tensioni in tutto il mondo.

Il passaggio della fiamma olimpica è stata l’occasione per “festeggiare insieme il valore dello sport, i valori olimpici come il rispetto, l’amicizia, la ricerca dell’eccellenza e poterlo vivere insieme qui a Bolzano in una piazza piena è davvero in grandissimo piacere e onore”, ha aggiunto.

La campionessa olimpica, medaglia di bronzo nel 2014 a Sochi, ha passato la torcia a un’altra grande campionessa olimpica, di Bolzano, Tania Cagnotto, fuoriclasse nei tuffi.

Kostner è ambassador per la Fisg Federazione Italiana Sport del Ghiaccio, con l’obiettivo di promuovere il pattinaggio proprio in occasione dei Giochi in cui ha anche un ruolo attivo con il team azzurro, lavorando con gli atleti e sostenendoli, anche all’estero.

Iran, Trump: "Grande armata" pronta a intervenire, se necessario

Roma, 28 gen. (askanews) – Il presidente americano Donald Trump è tornato a rimarcare la presenza nei pressi dell’Iran di una “grande armata, più grande di quella inviata in Venezuela”, pronta, “come per il Venezuela, a compiere la sua missione, con rapidità e violenza, se necessario”. In un post su Truth, Trump ha quindi ribadito: “Speriamo che l’Iran si sieda rapidamente al tavolo delle trattative e negozi un accordo giusto ed equo – NIENTE ARMI NUCLEARI – che sia vantaggioso per tutte le parti”.

“Il tempo stringe”, ha ammonito il presidente americano, sollecitando Teheran a fare un accordo::”Come ho già detto all’Iran una volta, FATE UN ACCORDO! Non l’hanno fatto, e c’è stata l”Operazione Martello di Mezzanotte’, una massiccia distruzione dell’Iran. Il prossimo attacco sarà peggiore! Non fatelo accadere di nuovo”.

Tennis, Musetti: "Grande frustrazione, è stato uno strappo"

Roma, 28 gen. (askanews) – “Non avrei mai immaginato di essere in vantaggio due set a zero contro Novak, giocare così, avere il controllo del match in quel modo ed essere poi costretto a ritirarmi. È qualcosa che non avrei mai immaginato ed è davvero molto doloroso”. E’ tutta la delusione di Lorenzo Musetti, trovatosi avanti 2-0 con Djokovic prima di essere costretto ad abbandonare per un problema fisico.

Musetti parla con un filo di voce, ha la testa bassa quando rilascia l’ultima intervista del suo Australian Open 2026. “Ho iniziato a sentire un fastidio a inizio secondo set – spiega – , ho sentito che c’era qualcosa di strano nella gamba destra e ho continuato perché stavo giocando davvero molto molto bene. Ma il dolore aumentava e il problema non se ne andava. Alla fine, quando ho preso il medical time-out, sono rimasto seduto tre minuti e quando ho ricominciato ho sentito che il livello del dolore continuava ad aumentare; quindi, non c’è molto altro da dire”. “Penso di conoscere il mio corpo e sono abbastanza sicuro che si tratti di uno strappo, purtroppo – dice -. Ho giocato quasi tutto il secondo set così, ma riuscivo a farlo e soprattutto il servizio mi aiutava molto; cercavo un po’ di spingere dalla linea di fondo, sentivo bene la palla; quindi, ho cercato di resistere e non pensare troppo al dolore. Poi però il dolore è aumentato molto, soprattutto quando andavo col dritto in open stance e non riuscivo a tornare al centro. Da quel momento non sono più riuscito a giocare. Non aveva senso e non c’era modo di fasciarla o fare qualcosa per continuare. Ovviamente farò tutti gli esami quando tornerò a casa e vi aggiornerò”.

Finché ha potuto Musetti ha giocato un tennis magico, tanto bello quanto concreto: “Forse oggi ho giocato una delle migliori partite della mia vita – conferma – , sia per l’importanza della partita stessa, sia in termini di pesantezza di palla. Credo di aver messo davvero in difficoltà, dal punto di vista del gioco, il giocatore che ha vinto di più nella storia del tennis. Questa è una cosa che mi porterò a casa e che, ripensandoci, mi fa ancora più arrabbiare. Non riesco proprio a capacitarmi di come sia arrivato questo infortunio, con tutto il lavoro che ci sto mettendo per prevenire questi problemi. La stagione è appena iniziata, quindi non posso dare la colpa a uno schedule esagerato. Se mi fossi fatto male a Torino, dopo aver giocato otto, nove settimane di fila, ci sarebbe stata una scusante ma qui venivo da un mese di preparazione e da una settimana a Hong Kong. Non so cosa possa essere accaduto, sicuramente questo mi da’ tanta frustrazione”.

Maltempo, Renzi: Meloni in Sicilia, rincorre Schlein e avversari

Roma, 28 gen. (askanews) – “Oggi Giorgia Meloni, all’improvviso, ha ritrovato il coraggio ed è scesa in Sicilia. È andata il giorno dopo la Schlein, rincorrendo gli eventi e gli avversari. Ed è andata dopo la nostra denuncia. Ma è andata: speriamo che si preoccupi del dissesto e del maltempo e che magari annunci la riapertura di Italia Sicura. Il ciclone Harry ha fatto male al Sud, ma anche il ministro Nello (Musumeci) ci ha messo del suo”. Lo afferma Matteo Renzi, leader di Italia Viva, nella sua Enews.

Tennis, Sinner: "Contento. Djokovic? Fortunati ad averlo "

Roma, 28 gen. (askanews) – “È davvero difficile giocare contro Ben. Sento che sta migliorando tantissimo anno dopo anno. Soprattutto dopo la off-season non sai mai come certi giocatori giocheranno contro di te, perché cambiano molte cose”. Così Jannik Sinner dopo il successo sull’americano Ben Shelton che gi vale l’ingresso nelle semifinali degli Australian Open. Jannik Sinner è in semifinale per il sesto Slam consecutivo, un traguardo che in precedenza, nell’Era Open, era stato centrato solo da Ivan Lendl, Novak Djokovic, Rafael Nadal e Roger Federer “Sono molto felice della prestazione di oggi – continua – Come faccio a rispondere? Istinto, direi. Poi non sempre la potenza è solo la cosa che conta, certe volte serve al corpo ed è un po’ più facile arrivare sulla palla. Comunque il suo è un servizio diverso dagli altri, rispondere a Ben è una delle sfide più difficili. Anche sulla seconda ha molto spin, giocando la sera la palla rimbalza meno alta e questo un po’ mi aiuta. Djokovic? Questi sono i momenti per i quali ti alleni, per batterlo devi essere al meglio. Siamo fortunati ad avere Novak qui, che gioca un tennis incredibile alla sua età”.

Amy Macdonald, la star scozzese in Italia: data unica a Milano

Roma, 28 gen. (askanews) – Amy Macdonald arriva in Italia per una data unica il 17 febbraio al Fabrique di Milano, special guest del live Better Joy. La compositrice scozzese presenterà live, oltre ai suoi più grandi successi, i brani contenuti nel suo nuovo album, “Is This What You’ve Been Waiting For?”, uscito l’11 luglio 2025 via BMG e anticipato dalla title track.

Il talento di Amy Macdonald nel trasformare esperienze di vita fatte di emozioni positive, lotte e speranze in canzoni coinvolgenti, l’ha consacrata come una delle artiste più amate del Regno Unito. Questa capacità le ha permesso di conquistare anche il pubblico internazionale, affermandosi anche come performer straordinaria con oltre 5 milioni di spettatori in tutto il mondo.

Con il nuovo album “Is This What You’ve Been Waiting For?”, Amy Macdonald ha inaugurato un nuovo capitolo della sua carriera, che la vede protagonista di un importante tour nel Regno Unito e in Europa, con una data speciale nell’arena di Glasgow all’OVO Hydro. Inoltre, in vista dell’uscita del disco, Amy si è esibita anche in una serie di prestigiosi festival, tra cui quello all’Isola di Wight e il Neighbourhood Weekender, e da concerti in Germania e Svizzera.

Rai, opposizioni: grazie Fontana ma emergenza democratica su Vigilanza

Roma, 28 gen. (askanews) – “Ancora un nulla di fatto sulla Rai, La maggioranza non dà alcun segnale di voler superare lo stallo che sta determinando una vera e propria situazione di emergenza democratica”. È di estrema preoccupazione il commento dei rappresentanti dei gruppi di opposizione Chiara Braga (Pd), Riccardo Ricciardi (M5S), Luana Zanella (AVS), Maria Elena Boschi (IV), Fabrizio Benzoni (Azione), Riccardo Magi (+Europa) e del Misto e Manfred Schullian (Misto) al termine dell’incontro che si è tenuto questa mattina con il Presidente della Camera, Lorenzo Fontana.

“Ringraziamo il Presidente per averci ascoltato – prosegue la nota – ma registriamo che dalla maggioranza non arriva alcun segnale per superare questa grave situazione che sta bloccando il servizio pubblico. Prosegue un vero e proprio ricatto che la maggioranza sta portando avanti disertando i lavori e impedendo alla Commissione di Vigilanza di svolgere le proprie funzioni istituzionali da oltre un anno. Anche la legge di riforma necessaria ad adeguare il nostro ordinamento al Media Freedom Act non sta facendo alcun passo concreto in avanti. Si tratta di uno stallo insostenibile e di un vulnus istituzionale che costituisce un grave precedente e consegna di fatto il servizio pubblico nelle mani della maggioranza, senza una presidenza di garanzia, la quale lo utilizza in modo sempre più disinvolto per alimentare una propaganda filogovernativa, snaturandone il ruolo di pluralismo, indipendenza e garanzia democratica, alla vigilia di importanti appuntamenti elettorali come quello referendario”, concludono.

Disegno di legge sulla violenza sessuale, Schlein: ho chiesto a Meloni di fermarsi e tornare ad un accordo

Roma, 28 gen. (askanews) – La segretaria del Pd Elly Schlein ha sentito la premier Giorgia Meloni dopo che ieri la commissione Giustizia del Senato ha adottato come testo base sulla violenza sessuale il testo Bongiorno che elimina la parola consenso su cui c’era stato il voto unanime alla Camera.

“Il testo Bongiorno – ha detto in conferenza stampa alla Camera – è irricevibile, un gravissimo passo indietro rispetto ad un accordo fatto dalla premier Meloni e da me. Ci siamo sentite, non gliel’ho detto solo pubblicamente: ho ribadito che per noi questo testo non è accettabile. Non c’è nessuna virgola di questa proposta mediata con il Pd”.

“Ho chiesto a Meloni di fermarsi e tornare al testo del nostro accordo e inserire il consenso in quel testo perché è incredibile che da una legge sul consenso la maggioranza sia riuscita a cancellare la parola consenso. Rispetto al testo Bongiorno meglio nessuna legge”, ha concluso.

Torna "Ted Lasso", la quarta stagione in estate su Apple tv

Milano, 28 gen. (askanews) – “Ted Lasso” sta per tornare. Apple tv ha annunciato l’arrivo della quarta stagione della serie con protagonista, oltre che produttore esecutivo, Jason Sudeikis.

La nuova stagione vedrà l’allenatore sui generis Ted Lasso di ritorno a Richmond per affrontare un’altra sfida: guidare una squadra di calcio femminile di seconda divisione.

Gli episodi sono attualmente in produzione e arriveranno sulla piattaforma in estate. Dalle prime immagini diffuse, vengono confermati tutti i principali protagonisti delle stagioni precedenti, tra cui la vincitrice dell’Emmy Hannah Waddingham, Juno Temple, il vincitore dell’Emmy Brett Goldstein, Brendan Hunt e Jeremy Swift.

Fra le new entry della quarta stagione Tanya Reynolds, Jude Mack, Faye Marsey, Rex Hayes, Aisling Sharkey, Abbie Hern e Grant Feely.

Dopo il suo debutto su Apple TV, “Ted Lasso” è diventata la commedia più nominata agli Emmy nella stagione d’esordio, conquistando anche due Emmy consecutivi come Miglior Serie Comica per le sue prime due stagioni.

Australian Open, Sinner in semifinale: Shelton ko in tre set

Roma, 28 gen. (askanews) – Jannik Sinner è di nuovo in semifinale agli Australian Open. L’azzurro è tra i migliori quattro a Melbourne Park per il terzo anno di fila grazie alla vittoria in tre set su Ben Shelton con il punteggio di 6-3, 6-4, 6-4 in poco meno di due ore e mezza di gioco. Una partita amministrata nel migliore dei modi da Jannik, intelligente nella gestione dei momenti chiave della partita. In una giornata con poche prime in campo (60%), il n. 2 al mondo è stato bravo nella gestione con la seconda. Dall’altra parte pesano gli errori di Shelton che complessivamente ha commesso 34 gratuiti. Alla nona semifinale Slam in carriera, Sinner tornerà in campo venerdì contro Novak Djokovic.

Ddl stupri, Schlein: chiesto a Meloni di fermarsi e tornare ad accordo

Roma, 28 gen. (askanews) – La segretaria del Pd Elly Schlein ha sentito la premier Giorgia Meloni dopo che ieri la commissione Giustizia del Senato ha adottato come testo base sulla violenza sessuale il testo Bongiorno che elimina la parola consenso su cui c’era stato il voto unanime alla Camera.

“Il testo Bongiorno – ha detto in conferenza stampa alla Camera – è irricevibile, un gravissimo passo indietro rispetto ad un accordo fatto dalla premier Meloni e da me. Ci siamo sentite, non gliel’ho detto solo pubblicamente: ho ribadito che per noi questo testo non è accettabile. Non c’è nessuna virgola di questa proposta mediata con il Pd”.

“Ho chiesto a Meloni di fermarsi e tornare al testo del nostro accordo e inserire il consenso in quel testo perché è incredibile che da una legge sul consenso la maggioranza sia riuscita a cancellare la parola consenso. Rispetto al testo Bongiorno meglio nessuna legge”, ha concluso.

Milano-Cortina, Cagnotto tifa Brignone: emozione vederla sugli sci

Bolzano, 28 gen. (askanews) – Due campionesse protagoniste della tappa numero 51 del viaggio della fiamma olimpica.

La fuoriclasse del pattinaggio sul ghiaccio Carolina Kostner ha passato la torcia alla tuffatrice Tania Cagnotto. Quest’ultima, una medaglia d’argento e una di bronzo alle Olimpiadi, è stata l’ultima tedofora di Bolzano, dove entrambe le sportiva sono nate.

Le Olimpiadi sono “una bellissima festa e poi auguriamo all’Italia di volare alto”, ha detto dopo aver acceso il braciere sul palco della piazza Walther.

Su quali gare la appassioneranno di più, non ha dubbi: “Ho seguito molto da vicino la storia di Federica Brignone, quindi, dopo il suo brutto infortunio, vederla adesso di nuovo sugli sci mi emoziona tanto. Quindi aspetto con ansia la sua gara, ovviamente non tralasciando nessuno. Mi piacciono tantissime altre discipline, dal pattinaggio sul ghiaccio, all’hockey”.

SpaceX, Musk vuole sbarco in Borsa alla congiunzione Giove-Venere (FT)

Roma, 28 gen. (askanews) – Elon Musk ha proposto di far coincidere lo sbarco in Borsa da record di SpaceX con il suo compleanno ma anche un allineamento tra pianeti: lo riporta il Financial Times, secondo cui l’Ipo (Offerta pubblica di vendita, in inglese) si svolgerebbe attorno nella seconda metà di giugno, quando Giove e Venere risulteranno visibili molto vicini, fenomeno noto come “congiunzione” che si verificherà per la prima volta da tre anni.

Il quotidiano cita diverse fonti anonime a conoscenza di queste ipotesi. Lo sbarco in Borsa di SpaceX potrebbe raccogliere fino a 50 miliardi di dollari, per una valorizzazione complessiva del gruppo da 1.500 miliardi, che stabilirebbe un nuovo record superando i 29 miliardi raccolti dalla saudita Aramco nel 2019. Musk compirà 55 anni il 28 giugno.

Euca, Gualtieri: Roma (EUR) sede ideale, dalle spiagge all’aeroporto

Roma, 28 gen. (askanews) – Roma potrebbe essere la sede ideale per l’Euca, l’Autorità europea delle dogane, per tre motivi: qualità della vita, connettività e gratuità dell’edificio che il Campidoglio, in collaborazione con il Governo italiano, metterebbe a disposizione nel moderno quartiere dell’Eur. Lo ha sostenuto il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, audito a Bruxelles dalla commissione Imco del Parlamento europeo che sta valutando le candidature delle città coinvolte. “In primo luogo, nessuna città può competere con l’offerta culturale e la straordinariamente alta qualità della vita di Roma – ha vantato Gualtieri -. Dalla vita culturale alle spiagge, Rona è una città moderna che sta investendo nella qualità dei servizi pubblici, nell’innivazione e ha appena ricevuto il riconoscimento di Smart city europea”.

Roma, inoltre, “è una città internazionale – ha ricordato Gualtieri – sede di articolazioni fondamentali del sistema delle Nazioni Unite: ospitiamo oltre 250 ambasciate, 30 organizzazioni internazionali e 40 istituti internazionali – ha ricordato Gualtieri – per questo Roma è particolarmente equipaggiata per ospitare larghe comunità di expacts, con un unico sistema di scuole, università internazionali e di opportunità di lavoro per le loro famiglie”.

Infine, Roma “è un hub logistico, con voli diretti verso tutte le capitali europee e l’aeroporto di Fiumicino che per il settimo anno consecutivo è stato votato come il settimo nel mondo, direttamente connesso al al meraviglioso palazzo in cui Euca verrà ospitato”. Nell’area, ha spiegato ancora Gualtieri “c’è una metro che porta in 7 fermate al Colosseo, e un treno urbano a distanza pedonale che porta in 7 fermate in spiaggia. Euca verrà ospitato in un bellissimo palazzo interamente dedicato, fattore estremamente importante per la sicurezza, e tutte le spese verranno coperte dal Governo italiano, permettendo un risparmio di 50 milioni di euro per il bilancio di Euca”. L’immobile individuato si trova in via della Civiltà Romana, vicino al centro congressi della Nuvola.

Per tutte queste ragioni, “e per la strategicità di un’efficiente unione doganale per la crescita, sicurezza e autonomia strategica europea, consideriamo con forza Roma la migliore possibile sede per Euca”, ha concluso Gualtieri.

Meloni a Niscemi, sopralluogo nelle zone colpite dal maltempo

Roma, 28 gen. (askanews) – La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni è arrivata a Niscemi, in provincia di Caltanissetta, per un sopralluogo nella zona colpita dalla frana. La premier prima ha sorvolato in elicottero le zone interessate dal maltempo col capo della Protezione civile, Fabio Ciciliano. Successivamente ha partecipato ad una riunione operativa nel Comune di Niscemi, con il capo della Protezione civile per fare il punto della situazione nella zona colpita da una frana. La premier è arrivata intorno alle 11 e l’incontro è durato poco più di una ventina di minuti. Al termine, Meloni è andata via senza rilasciare dichiarazioni. Alla riunione, oltre al sindaco di Niscemi, Massimiliano Conti, anche il presidente dell’Ars, Gaetano Galvagno.

Euro-dollaro aggrava difficoltà esportatori e crea pressioni sulla Bce

Roma, 28 gen. (askanews) – Si interrompe in mattinata, ma solo marginalmente, la corsa rialzista dell’euro, che ieri ha visto la valuta unica sfondare a rialzo la soglia psicologica di 1,20 dollari per la prima volta dal giugno del 2021. A mattina inoltrata l’euro si scambia 1,1985 sul biglietto verde, dopo aver toccato 1,2044 dollari.

La velocità del rally della moneta condivisa rischia di cogliere alla sprovvista Banca centrale europea. Al punto che il governatore della Banca centrale dell’Austria, Martin Kocher, uno dei paesi tradizionalmente ritenuti più propensi a una linea restrittiva di politica monetaria, avverte che se i cambi continueranno a muoversi in questa direzione, bisognerà intervenire.

“Non per via del cambio di per sé – mette le mani avanti, in una intervista al Financial Times – ma perché il tasso di cambio si traduce in meno inflazione e questa, ovviamente, è una questione di politica monetaria. Se l’euro continua ad apprezzarsi ancora, a un certo punto potrebbe ovviamente creare una certa necessità di reagire in termini monetari”.

O almeno questa è la versione che fornisce “proforma”. In realtà negli ultimi mesi, con una accelerazione in queste ultime settimane, i paesi dell’area valutaria e in particolare i loro esportatori si sono ritrovati in una sorta di morsa. Da un lato i dazi commerciali imposti dall’amministrazione Trump, per quanto mitigati dagli accordi raggiunti tra Ue e Usa, frenano le merci europee in uscita, in particolare quelle dell’eurozona, dall’altro il nodo dei cambi crea ulteriori erosioni alla competitività per l’area valutaria.

E questo molti dei giganti delle esportazioni dell’Asia, competitori diretti spesso delle aziende Ue, sembrano aver scelto deliberatamente ben altra strategia su questo versante: dallo scorso luglio lo yen del Giappone, il won della Corea del Dud e il dollaro di Taiwan si sono nettamente deprezzati rispetto al dollaro Usa.

Il rialzo del dollaro sull’euro è stato accentuato in queste settimane da una serie di elementi che hanno contribuito a deprezzare il biglietto verde. Tra cui le rinnovate tensioni geopolitiche ma anche l’ipotesi che gli Stati Uniti possano intervenire assieme al Giappone a sostegno dello yen.

E poi ci sta la politica monetaria Usa. Al momento la Federal Reserve non sembra orientata a tagliare ulteriormente i tassi, ma la questione è oggetto di un durissimo scontro tra stessa istituzione e la Casa Bianca, esacerbato dal fatto che il dipartimento di Giustizia Usa ha recapitato un mandato di comparizione al presidente della Fed, Jerome Powell, sospettandolo di malversazioni sui costi di rifacimento della sede. Lo stesso ha replicato in maniera energica accusando il governo federale di cercare di minare l’indipendenza della Fed.

Oggi i fari dei mercati saranno proprio sulla Federal Reserve: alle 20 italiane il direttorio comunicherà le sue decisioni sui tassi di interesse e alle 20 e 30 lo stesso Powell terrà la conferenza stampa esplicativa, che con ogni probabilità sarà più concentrata su lo scontro sulla Casa Bianca che sul tema monetario. Per parte sua, la Bce terrà il suo prossimo direttorio sui tassi di interesse mercoledì 4 e giovedì 5 febbraio.

Il Papa ricorda la Shoah: auspico un mondo senza più antisemitismo, pregiudizio o persecuzione

Città del Vaticano, 28 gen. (askanews) – Papa Leone ha ricordato, al termine dell’udienza generale di stamane in Vaticano, il dramma dell’Olocausto citando la ricorrenza di ieri nel Giorno della Memoria. “In questa annuale occasione di doloroso ricordo – ha detto – chiedo all’Onnipotente il dono di un mondo senza più antisemitismo e senza più pregiudizio o oppressione e persecuzione per alcuna creatura umana. Rinnova il mio appello alla comunità delle nazioni, – ha quindi aggiunto – affinché sia sempre vigilante, così che l’orrore del genocidio non si abbatta più su alcun popolo e si costruisca una società fondata sul rispetto reciproco e sul bene comune”.

Euca, Freni (Mef): Roma sede ideale, Italia si farebbe carico dei costi

Roma, 28 gen. (askanews) – “Il governo italiano attribuisce all’Euca” la futura autorità europea sulle Dogane “e alle funzioni doganali un’importanza strategica per modernizzare il sistema doganale. Siamo convinti che soltanto migliorando la sicurezza doganale si possa migliorare la competitività del mercato unico, soprattutto alla luce del contesto geopolitico che stiamo vivendo in questo momento”. Lo ha affermato il sottosegretario all’Economia, Federico Freni durante una audizione al parlamento europeo sulle candidature delle città Ue per la sede della futura nuova autorità. Freni era accompagnato dal sindaco di Roma, Roberto Gualtieri.

“L’Italia – ha proseguito – è sempre stata il luogo dove la sicurezza doganale, la collaborazione tra Guardia di Finanza e agenzia delle Dogane, ha trovato il suo massimo sviluppo nella capacità di contrasto al traffico illecito dal contraffazione”.

“Roma – ha detto ancora Freni – è la sede ideale, ma di questo parlerà il sindaco Gualtieri, e l’Italia si farà carico integralmente di tutti i costi dell’agenzia Euca, destinando ad uso esclusivo dell’agenzia un immobile. Questa è una condizione che solo altri due candidati hanno immaginato e l’immobile sarà messo a disposizione a tempo indeterminato per l’agenzia e a titolo gratuito, assicurando anche benefici molto significativi a tutto il personale dell’agenzia e allo staff”.

“Penso che le bellezze di Roma parlino da sole – ha concluso il sottosegretario passando alla lingua inglese – ma il sindaco ne può parlare meglio di me”.

Possibili accordi di pace separati Ucraina-Usa e Russia-Usa. Su Donbass Zelensky pronto a incontro con Putin

Roma, 28 gen. (askanews) – Il ministro degli Esteri ucraino Andrij Sybiha ha dichiarato che i negoziati di pace potrebbero portare alla firma di due accordi distinti: uno tra Stati Uniti e Ucraina e l’altro tra Stati Uniti e Russia.

In un’intervista al quotidiano Europejska Pravda, Sybiha spiega che il quadro negoziale attuale si basa su un documento in 20 punti di natura bilaterale e che verrebbe firmato separatamente da Washington con Kiev e con Mosca. “È la struttura attualmente in discussione, ma i negoziati sono ancora in corso”, ha detto.

Restano tuttavia irrisolte due questioni chiave: lo status dei territori occupati e il futuro della centrale nucleare di Zaporizhzhya. Su questi temi, ha affermato Sybiha, il presidente Volodymyr Zelensky è pronto a un incontro diretto con Vladimir Putin. Secondo fonti del Financial Times gli Stati Uniti avrebbero lasciato intendere che le garanzie di sicurezza dipendono dall’accettazione da parte di Kiev di un accordo che includa il ritiro dal Donbass, affermazione smentita dalla Casa Bianca.

Il capo della diplomazia ucraina ha aggiunto che, pur non essendo previste firme europee sugli accordi, l’Europa resta coinvolta nel processo di pace e lo sarà nelle future garanzie di sicurezza.

Roma in gara con altre 8 città europee per nuova autorità Ue Dogane

Roma, 28 gen. (askanews) – Sono nove le città europee, tra cui Roma per l’Italia, candidate per ospitare il quartier generale della futura autorità europea sulle dogane (Euca o European Customs Authority). Stamattina in audizione al Parlamento europeo, presso la Commissione mercato interno e protezione dei consumatori, saranno presenti il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, e il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri

Le altre città candidate sono Bucarest, (Romania), Liegi (Belgio), Lille (Francia), Malaga (Spagna), Porto (Portogallo), L’Aia (Olanda), Varsavia (Polonia) e Zagabria (Croazia).

Al via la missione ufficiale di Mattarella negli Emirati Arabi: "amicizia e collaborazione"

Roma, 28 gen. (askanews) – “La ringrazio molto dell’accoglienza che lei sta riservando a me e alla delegazione che mi accompagna con questo spirito di amicizia tra i nostri paesi. Sono lietissimo di restituire la visita che lei ha fatto un anno fa a Roma, una visita graditissima e molto importante perl’Italia che ha lasciato grandi segni concreti della nostra collaborazione. Devo confidarle che sono tornato molto spesso col pensiero al nostro colloquio a Roma e alla saggezza delle sue considerazioni”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella inconytrando ad Abu Dhabi, il Presidente degli Emirati Arabi Uniti Mohamed bin Zayed al Nahyan, primo appuntamento della sua visita nel Golfo: prima visita negli Emirati Arabi di un capo di Stato italiano.

“E’ un piacere – è stata l’accoglienza di Mattarella da parte di bin Zayed- darle il benvenuto dopo l’incontro dello scorso anno a Roma. ricordo ancora l’eccezionale ospitalità ricevuta durante la mia visita nel vostro paese amico, sono fiducioso che questa visita darà un forte impulso alle relazioni bilaterali nell’ambito del partenariato strategico. Le nostre relazioni, iniziate nel 1971, hanno registrato un andamento ascendente che riflette la profondità dei nostri legami storici, questo sottolinea il nostro impegno comune ad aprire nuovi orizzonti per una cooperazione costruttiva basata sulla fiducia, sul rispetto, negli interessi comuni, che soddisferà le aspirazioni dei nostri paesi e dei nostri popoli”.

“Sono numerose – ha sottolineato ancora il pressidente arabo- le aree di cooperazione tra Emirati Arabi Uniti e Italia che aprono la strada a un futuro promettente per le nostre relazioni bilaterali e queste aree contribuiscono a rafforzare il nostro attuale partenariato strategico a beneficio di entrambi i popoli, specialmente nel settore degli investimenti in economia, tecnologia avanzata, intelligenza artificiale. Noi Emirati intendiamo rafforzare queste relazioni e siamo fiduciosi che il vostro paese amico condivida questo impegno con noi”.

Nel pomeriggio, Mattarella si recherà al Museo Nazionale Zayed, nel cuore del Saadiyat Cultural District, dedicato alla figura del padre fondatore degli Emirati, Sheikh Zayed bin Sultan Al Nahyan. Ad accoglierlo sarà il presidente del Dipartimento della Cultura e del Turismo di Abu Dhabi, Mohamed Khalifa Al Mubarak. Successivamente Mattarella visiterà la Casa della Famiglia Abramitica, monumento simbolo dell’amicizia tra le fedi, dove sorgono la Chiesa di San Francesco d’Assisi, la Sinagoga Moses Ben Maimon e la Moschea Ahmed El-Tayeb e, quindi, il Museo Louvre di Abu Dhabi.Prima di partire in serata per Dubai, il presidente Mattarella incontrerà i rappresentanti italiani del mondo accademico e scientifico presso la Residenza dell’Ambasciatore d’Italia.

Usa, alla Casa Bianca una foto di Trump con Putin

Roma, 28 gen. (askanews) – Una fotografia che ritrae il presidente americano Donald Trump accanto all’omologo russo Vladimir Putin, scattata durante il vertice ad Anchorage lo scorso agosto, in Alaska, è stata appesa alla Casa Bianca. Lo ha notato e lo riporta su X la corrispondente della Pbs alla Casa Bianca, Elizabeth Landers.

“Ho notato nell’atrio che collega l’Ala Ovest alla residenza qualcosa che non avevo mai visto prima: una foto incorniciata dei presidenti Trump e Putin al loro vertice estivo in Alaska”, ha scritto Landers, postando lo scatto della parete e precisando: “La foto in basso ritrae il presidente Trump con uno dei suoi nipoti”.

Crans-Montana, l’ambasciatore svizzero: inquirenti italiani e svizzeri già collaborano, a febbraio incontro

Roma, 28 gen. (askanews) – La Procura vallesana incontrerà a metà febbraio gli inquirenti italiani nell’ambito delle indagini in corso sulla strage di Capodanno a Crans-Montana. Lo ha detto l’ambasciatore svizzero in Italia, Roberto Balzaretti, precisando in un’intervista al gruppo CH Media che l’incontro sarà a livello tecnico.

“Le autorità giudiziarie italiane e svizzere stanno già collaborando”, ha detto l’ambasciatore, precisando che l’incontro previsto per metà febbraio non rappresenta “un ritardo da parte della Svizzera, ma la prima data possibile per la Procura di Roma”.

Niscemi, la Protezione civile: la frana è molto estesa, circa 4 chilometri di fronte

Roma, 28 gen. (askanews) – “La frana è molto estesa, si tratta di circa 4 km di fronte. Sull’orlo della frana c’è una zona di rispetto di circa 150 metri che è stata totalmente evacuata, dove ci sono due scuole, delle attività commerciali e 1.500 residenti che sono stati evacuati. In queste ore tutto il sistema di Protezione civile nazionale sta operando, dalle strutture operative alle forze dell’ordine, le istituzioni (Comune, Provincia, Regione e il Dipartimento nazionale), per monitorare costantemente la situazione e per cercare di comprendere quali possono essere le evoluzioni del fenomeno”. Lo ha detto a “Non stop news” su RTL 102.5, Luigi D’Angelo, direttore dell’Ufficio gestione delle emergenze della Protezione Civile.

Alla domanda se si sta andando verso un allargamento o una stabilizzazione della frana, l’ingegnere ha risposto che “al momento non è facile a dirsi: in questo momento qui sta piovendo e l’acqua è un po’ il principale motore di questo fenomeno franoso, quindi bisognerà sicuramente attendere che smettano le piogge, che il livello dell’acqua nel terreno in qualche modo si assesti per poter capire quali possono essere di possibili evoluzioni. In questo momento non è facile prevederlo, però il monitoraggio a vista di possibili fratture, di possibili lesioni, aiuta” ha proseguito, spiegando che “pertanto è importante il rispetto di questa fascia di 150 metri dove i cittadini non vanno, e in questo momento operano geologi per monitorare. All’interno di questa, c’è una fascia di 50 metri dall’orlo dove non vanno neanche i vigili del fuoco perché quella veramente a forte rischio di crolli. Si è creato uno strapiombo di circa 50 metri, è difficile immaginare che lì si possa tornare a vivere. È tutto molto in evoluzione, in divenire”.

“Niscemi è un comune grande con 25mila abitanti che in questo momento accoglie i 1.500 residenti che si sono dovuti allontanare dalle loro abitazioni” ha ricordato il funzionario della Protezione civile, precisando che “quindi: assistenza a queste persone, rispetto di questa zona rossa, monitoraggio costante dei fenomeni franosi e riattivazione di quelle che sono le strade per poter riconnettere il tessuto urbano, perché delle quattro strade provinciali, due sono interrotte dalla frana”.

In merito agli aiuti alla popolazione, D’Angelo ha spiegato che “ci sono degli immediati sostegni sia per le attività commerciali sia per i privati cittadini, in particolare chi è in autonoma sistemazione riceve un sostegno per essersi ricollocato in altre abitazioni, quindi da parenti o amici. Il Comune ha allestito con il supporto della produzione civile un centro di accoglienza, ma sono poche le unità che trascorrono lì la notte. Molti sono da parenti e amici. L’accoglienza e il supporto anche a queste persone è il principale focus della nostra attività”.

Frana Niscemi, D’Angelo: 4 km di fronte, fascia di 50 metri a rischio

Milano, 28 gen. (askanews) – “La frana è molto estesa, si tratta di circa 4 km di fronte. Sull’orlo della frana c’è una zona di rispetto di circa 150 metri che è stata totalmente evacuata, dove ci sono due scuole, delle attività commerciali e 1.500 residenti che sono stati evacuati. In queste ore tutto il sistema di Protezione civile nazionale sta operando, dalle strutture operative alle forze dell’ordine, le istituzioni (Comune, Provincia, Regione e il Dipartimento nazionale), per monitorare costantemente la situazione e per cercare di comprendere quali possono essere le evoluzioni del fenomeno”. Lo ha detto a “Non stop news” su RTL 102.5, Luigi D’Angelo, direttore dell’Ufficio gestione delle emergenze della Protezione Civile.

Alla domanda se si sta andando verso un allargamento o una stabilizzazione della frana, l’ingegnere ha risposto che “al momento non è facile a dirsi: in questo momento qui sta piovendo e l’acqua è un po’ il principale motore di questo fenomeno franoso, quindi bisognerà sicuramente attendere che smettano le piogge, che il livello dell’acqua nel terreno in qualche modo si assesti per poter capire quali possono essere di possibili evoluzioni. In questo momento non è facile prevederlo, però il monitoraggio a vista di possibili fratture, di possibili lesioni, aiuta” ha proseguito, spiegando che “pertanto è importante il rispetto di questa fascia di 150 metri dove i cittadini non vanno, e in questo momento operano geologi per monitorare. All’interno di questa, c’è una fascia di 50 metri dall’orlo dove non vanno neanche i vigili del fuoco perché quella veramente a forte rischio di crolli. Si è creato uno strapiombo di circa 50 metri, è difficile immaginare che lì si possa tornare a vivere. È tutto molto in evoluzione, in divenire”.

“Niscemi è un comune grande con 25mila abitanti che in questo momento accoglie i 1.500 residenti che si sono dovuti allontanare dalle loro abitazioni” ha ricordato il funzionario della Protezione civile, precisando che “quindi: assistenza a queste persone, rispetto di questa zona rossa, monitoraggio costante dei fenomeni frannosi e riattivazione di quelle che sono le strade per poter riconnettere il tessuto urbano, perché delle quattro strade provinciali, due sono interrotte dalla frana”.

In merito agli aiuti alla popolazione, D’Angelo ha spiegato che “ci sono degli immediati sostegni sia per le attività commerciali sia per i privati cittadini, in particolare chi è in autonoma sistemazione riceve un sostegno per essersi ricollocato in altre abitazioni, quindi da parenti o amici. Il Comune ha allestito con il supporto della produzione civile un centro di accoglienza, ma sono poche le unità che trascorrono lì la notte. Molti sono da parenti e amici. L’accoglienza e il supporto anche a queste persone è il principale focus della nostra attività”.

Sport invernali, design e e crisi climatica: “White Out” in Triennale

Milano, 28 gen. (askanews) – Una mostra dedicata agli sport invernali e all’intelligenza progettuale in relazione alle condizioni estreme della vita in montagna e alle prove future inevitabilmente poste dai cambiamenti climatici. Triennale Milano ha scelto di puntare anche su questo progetto nell’imminenza dei Giochi olimpici di Milano Cortina: l’esposizione “White Out – The Future of Winter Sports”.

“Noi ospitiamo Casa Italia – ha detto ad askanews il presidente Stefano Boeri – e quindi Triennale per un mese e mezzo sarà dedicata alle Olimpiadi invernali, sarà uno dei luoghi dove i giornalisti e gli appassionati si ritroveranno. Però abbiamo pensato che fosse importante accompagnare questa ospitalità con due contributi che giocano su piani molto diversi. Allora, l’orso polare di Jacopo Allegrucci unisce, se vogliamo, le Olimpiadi al carnevale, a un evento festoso e gioioso. Questa invece è una mostra di grande profondità tecnologica e scientifica, perché è una mostra che grazie all’intelligenza di Konstantin Grcic guarda alle innovazioni nel campo dei materiali, delle tecnologie che hanno accompagnato gli sport invernali, forse più che gli sport tradizionali, nel corso degli ultimi 30-40 anni”.

La mostra, affascinante e con un grande allestimento, prende il titolo dall’espressione che indica il particolare effetto ottico che si genera in alta quota quando le nuvole e il cielo bianco incontrano il paesaggio innevato che, riflettendo la luce, genera una condizione di scarsa visibilità in cui i punti di riferimento, come distanza e direzione, non sono più accessibili.

“White Out – ha aggiunto Marco Sammicheli, direttore del Museo del Design Italiano di Triennale e co-curatore della mostra – pesca nel formidabile bacino dei valori dello sport per tracciare una prospettiva di come l’innovazione e il design si stanno adattando ai cambiamenti climatici di questi ambienti, proprio gli stessi dove gli sport invernali avvengono. Attraverso equipaggiamenti, attrezzature, infrastrutture, ma anche attraverso temi come la sicurezza e la moda cerchiamo, insieme a Konstantin Grcic, di affrescare un universo che in occasione dei Giochi olimpici invernali serve a tracciare un mondo che sta profondamente cambiando”.

E la metafora del “White Out”, con la sua perdita dei riferimenti, oggi la possiamo estendere allo spaesamento causato dalla crisi climatica, che sta cambiando il modo in cui si vivono gli sport invernali, ma anche tutta la nostra vita sul pianeta antropizzato.

Australian Open, sfortuna Musetti: avanti 2-0 con Djokovic, si ritira. Nole: oggi era lui il migliore

Roma, 28 gen. (askanews) – Che sfortuna. Non ci sono altre parole per descrivere quanto accaduto sulla Rod Laver Arena, nella mattinata italiana di mercoledì 28 gennaio, nel match valevole per i quarti di finale dell’Australian Open 2026. Lorenzo Musetti, avanti 2-0 contro Novak Djokovic dopo due set praticamente perfetti (6-4, 6-3), è stato costretto ad alzare bandiera bianca nel corso del terzo parziale (3-1 Djokovic) per un problema fisico accusato qualche minuto prima e che lo aveva spinto a chiamare medical timeout. Tra secondo e terzo set Novak Djokovic chiede il fisioterapista, ma al rientro in campo è proprio lui a piazzare il break, con Lorenzo Musetti che sullo 0-40 addirittura lascia andare il punto. Il motivo è presto detto: il carrarino si siede in panchina e c’è il medical timeout con trattamento alla coscia. Dopo aver provato a giocare da fermo per qualche game, accortosi di non riuscire a muoversi ed avere troppo dolore, alza bandiera bianca. Molto fortunato Novak Djokovic, che ora attende uno tra Jannik Sinner e Ben Shelton.

“Ero pronto ad andare a casa, oggi il migliore è stato Musetti: ma è stato davvero sfortunato. Gli auguro di guarire presto”. Cosi’ Novak Djokovic rende omaggio a Lorenzo Musetti, ritiratosi al quarto di finale contro di lui quando era avanti di due set. “Nei primi due set non sentivo la palla, avevo qualche vescica – ha detto il serbo, nell’intervista dal campo – ma niente di particolare. Semplicemente era lui ad essere più forte. Sono stato fortunato: ringrazio Dio per l’opportunità che mi ha dato di giocare un’altra semifinale, vorrà dire che stanotte pregherò un altro po’… “.

Tennis, Djokovic: "Musetti sfortunato, ero pronto ad andare a casa"

Roma, 28 gen. (askanews) – “Ero pronto ad andare a casa, oggi il migliore e’ stato Musetti: ma e’ stato davvero sfortunato. Gli auguro di guarire presto”. Cosi’ Novak Djokovic rende omaggio a Lorenzo Musetti, ritiratosi al quarto di finale contro di lui quando era avanti di due set. “Nei primi due set non sentivo la palla, avevo qualche vescica – ha detto il serbo, nell’intervista dal campo – ma niente di particolare. Semplicemente era lui ad essere più forte. Sono stato fortunato: ringrazio Dio per l’opportunità che mi ha dato di giocare un’altra semifinale, vorrà dire che stanotte pregherò un altro po’… “.

Australian Open, sfortuna Musetti: avanti 2-0 con Djokovic, si ritira

Roma, 28 gen. (askanews) – Che sfortuna. Non ci sono altre parole per descrivere quanto accaduto sulla Rod Laver Arena, nella mattinata italiana di mercoledì 28 gennaio, nel match valevole per i quarti di finale dell’Australian Open 2026. Lorenzo Musetti, avanti 2-0 contro Novak Djokovic dopo due set praticamente perfetti (6-4, 6-3), è stato costretto ad alzare bandiera bianca nel corso del terzo parziale (3-1 Djokovic) per un problema fisico accusato qualche minuto prima e che lo aveva spinto a chiamare medical timeout. Tra secondo e terzo set Novak Djokovic chiede il fisioterapista, ma al rientro in campo è proprio lui a piazzare il break, con Lorenzo Musetti che sullo 0-40 addirittura lascia andare il punto. Il motivo è presto detto: il carrarino si siede in panchina e c’è il medical timeout con trattamento alla coscia. Dopo aver provato a giocare da fermo per qualche game, accortosi di non riuscire a muoversi ed avere troppo dolore, alza bandiera bianca. Molto fortunato Novak Djokovic, che ora attende uno tra Jannik Sinner e Ben Shelton.

La deputata dem Ilhan Omar aggredita durante un’assemblea a Minneapolis mentre chiede l’abolizione dell’Ice

Roma, 28 gen. (askanews) – Un uomo ha aggredito la deputata democratica del Minnesota, Ilhan Omar, durante un’assemblea cittadina a Minneapolis, tentando di spruzzarle addosso una sostanza sconosciuta, prima di essere bloccato dagli agenti.

“Dobbiamo abolire l’Ice per sempre. E la segretaria (del dipartimento della Sicurezza Interna, ndr) Kristi Noem deve dimettersi o affrontare l’impeachment”, stava dicendo Omar poco prima della tentata aggressione.

L’uomo è stato arrestato e portato in carcere con l’accusa di aggressione. Stando a quanto riferito dalla polizia, l’uomo, identificato in Anthony Kazmierczak, 55 anni, ha usato una siringa per spruzzare “un liquido sconosciuto” contro la deputata, da tempo obiettivo di attacchi da parte del presidente Donald Trump. Ancora ieri, durante un comizio in Iowa, Trump ha affermato che gli immigrati devono “dimostrare di poter amare il nostro Paese, devono esserne orgogliosi, non come Ilhan Omar”. L’ufficio della deputata ha fatto sapere che “sta bene” e che, una volta bloccato l’uomo, ha “continuato con il suo intervento perché non lascia vincere i bulli”.

Ucraina, attacco russo contro un treno passeggeri a Kharkiv: 5 morti

Roma, 28 gen. (askanews) – Almeno cinque persone sono rimaste uccise in un attacco russo contro un treno passeggeri nella regione di Kharkiv, nel nord-est dell’Ucraina. Lo ha riferito la Procura regionale, citata dal Kiev Independent, precisando che l’attacco è stato messo a segno con tre droni Shahed, uno dei quali ha colpito il treno, mentre gli altri due hanno colpito la zona circostante.

In un post su X, il presidente Volodomyr Zelensky ha pubblicato il video del treno in fiamme e definito l’attacco come “puro atto di terrorismo”, precisando che “oltre 200 persone erano a bordo del treno e 18 si trovavano nella carrozza colpita da uno dei droni russi”.

(foto screenshot dal video sui social del presidente ucraino)

Trump: i manifestanti anti-ICE a Minneapolis sono degli "agitatori pagati", sovversivi e malati

Roma, 28 gen. (askanews) – Durante un comizio in Iowa il presidente Usa Donald Trump ha definito i manifestanti anti-ICE a Minneapolis degli “agitatori pagati”, aggiungendo: “In alcuni casi sono davvero dei sovversivi (insurrectionists, ndr) pagati. Sono dei malati”.

Come riportano i media Usa, Trump ha dichiarato che la sua amministrazione ha ridotto “in modo molto significativo” la criminalità in Minnesota e ha aggiunto che, all’insaputa dell’opinione pubblica, “abbiamo eliminato migliaia di criminali incalliti, violenti e terribili”.

Trump, apprendista stregone: il rischio di guerra civile

Il dubbio che diventa domanda politica

È la domanda che, più o meno consapevolmente, in molti si stanno – ci stiamo – ponendo da ormai diversi mesi e che si è fatta più assillante in queste ultime settimane dopo i fatti di Minneapolis: Donald Trump e i suoi scherani stanno scientemente provando a trasformare la democrazia americana in un’autocrazia?

Gli indizi in questa direzione cominciano ad essere troppi e una certa inquietudine assale chi li esamina con attenzione. Ma quando un intellettuale come Robert Kagan – politologo e storico di tendenze conservatrici classiche, fra i più seguiti e rispettati d’America – sostiene, con tutta la brutalità necessaria, che il suo Paese rischia il declino democratico (lo ha scritto su The Atlantic) e che, testualmente, non è affatto «convinto che nel 2026, midterm, e nel 2028, presidenziali, avremo elezioni libere e trasparenti» (intervista a La Stampa, 25 gennaio), un vero brivido corre lungo la schiena.

Il precedente del 6 gennaio e la delegittimazione del voto

Perché il tentativo, violento, di non riconoscere l’esito elettorale è già stato posto in atto il 6 gennaio 2021. Trump ha sempre accusato di brogli i vincitori delle presidenziali del 2020, ha messo in dubbio la trasparenza del voto postale, ha sostenuto che la sua fosse una vittoria rubata: e lo ribadisce tuttora.

Tanto è vero che ha amnistiato gli autori del selvaggio attacco al Campidoglio; che sta cercando di rendere più difficile, se non addirittura di abolire, il voto per corrispondenza; che lascia intendere, con una mezza smorfia, che potrebbe anche fare un terzo mandato. A questo, in verità, ultimamente non accenna più: qualcuno deve avergli spiegato che è costituzionalmente impossibile, a meno di promuovere una reale rivoluzione che condurrebbe a una guerra civile.

ICE, tensione sociale e l’ombra dell’Insurrection Act

C’è poi lo schieramento para-militare attuato tramite l’ICE in diverse città a guida democratica, con l’obiettivo ufficiale di prelevare ed espellere dagli USA immigrati clandestini e con quello non dichiarato di creare tensione al loro interno, così da offrire il pretesto per un intervento più massivo della stessa ICE.

Un’azione che appare davvero propedeutica a un successivo ricorso all’Insurrection Act, quel provvedimento d’emergenza definito sin dal 1807 che consente al Presidente di schierare le Forze Armate nelle città a fronte di un dichiarato “stato d’emergenza” necessario per garantire l’ordine pubblico.

L’ideologia dell’odio e la catena delle responsabilità

La furia ideologica che sottende tutto ciò è incentrata sull’odio nei confronti degli immigrati – illegali e non – che Stephen Miller, l’invasato suprematista bianco consigliere della Casa Bianca per la sicurezza interna, ha più volte illustrato nei suoi brutali interventi pubblici.

La violenza fisica cui fanno ricorso gli agenti dell’ICE – preparati sommariamente e frettolosamente al loro delicato lavoro e, si dice, selezionati prevalentemente fra estremisti reazionari e razzisti violenti – è invece sempre stata “coperta” dalle dichiarazioni di Kristi Noem, segretario alla sicurezza interna.

Elezioni a rischio?

In un simile contesto, il tremendo dubbio esposto da Kagan – quello che si è visto sinora è «un grande addestramento per una messinscena che possono fare ovunque, in qualsiasi Stato dell’Unione» – assume un rilievo realmente inquietante.

È evidente come le modalità imperiali con cui Trump interpreta questo suo secondo mandato non siano compatibili con un Congresso controllato dall’opposizione: da qui le preoccupazioni per la regolarità delle elezioni del prossimo novembre.

Minneapolis e l’errore fatale dell’apprendista stregone

Succede però che l’apprendista stregone e i suoi degni aiutanti eccedano e che accada il disastro non previsto. Anzi, un doppio disastro.

I morti di Minneapolis sono due: sono stati deliberatamente uccisi da uomini dell’ICE, come dimostrato dalle immagini trasmesse da tutti i media mondiali, che hanno smentito le dichiarazioni giustificazioniste di Trump, di Vance e di Noem.

La reazione che costringe Trump alla frenata

La reazione popolare; quella degli stessi ambienti economici, pur vicini al mondo trumpiano; gli interventi – finalmente – degli ex presidenti Clinton, Obama e Biden; la netta difesa della propria comunità da parte del sindaco di Minneapolis Jacob Frey e del governatore del Minnesota Tim Walz; il clamoroso ritiro dalla campagna elettorale per il governatorato del candidato repubblicano Chris Madel, disgustato dall’operato dell’ICE, giudicato un “disastro”; i sondaggi nazionali che puniscono decisamente la presidenza per quanto avvenuto a Minneapolis: tutti elementi che hanno costretto Trump a una frenata.

Una tregua fragile, non una soluzione 

Ha dovuto parlare con Walz e Frey, ha trasferito Greg Bovino – l’inquietante capo dell’ICE vestito come un gerarca nazista – al suo precedente incarico, sostituendolo e aprendo alla possibilità di un ritiro dell’ICE dal Minnesota.

Non è finita. Ma forse – speriamo – l’apprendista stregone ha compreso che l’incendio appiccato con le sue truci parole e le sue decisioni sbagliate potrebbe divampare ovunque. E forse, allora, è meglio darci un taglio.

Femminicidio, non è raptus ma cultura che prepara la morte

La favola del “raptus”

Il femminicidio di Anguillara Sabazia – Federica Torzullo, 41 anni – smonta la favola del “raptus”.

La violenza non nasce all’improvviso: si infiltra come l’acqua nei muri, impercettibile, poi deflagrante. È fatta di controllo, svalutazione, isolamento. Quando la relazione smette di essere reciprocità e diventa proprietà, l’esito estremo è già inscritto nel processo.

Maschilità fragile e idolatria del possesso

Richiamare il patriarcato è necessario, ma non basta. Nelle società occidentali quel modello è entrato in crisi: ruoli rinegoziati, autonomia femminile, intimità come scelta.

Proprio le transizioni – separazioni, affidamenti, ridefinizione dei confini – mettono a nudo una maschilità fragile che vive la libertà dell’altra come esproprio e il conflitto come perdita di status. È l’idolo del possesso, in cui l’altra non è una persona ma un prolungamento dell’io.

Il sottosuolo sociale

Nel sottosuolo sociale si sgretola il cemento dei legami: la solitudine scava, l’educazione emotiva si assottiglia, la rabbia diventa abitudine.

Ansia e depressione, precarietà e frustrazione non “spiegano” il delitto, ma alzano il volume del risentimento. E una comunicazione mediatica satura di umiliazione e sopraffazione offre repertori simbolici immediati per chi non ha mediazioni educative solide.

La prevenzione come ossatura civile

I dati da tempo dicono che il rischio abita il perimetro affettivo: la violenza colpisce soprattutto dentro relazioni di coppia e familiari. Ma la prevenzione non può fermarsi al conteggio.

Deve diventare ossatura civile: educazione affettiva, servizi integrati, spazi di parola per uomini e ragazzi, responsabilità condivisa di scuola, comunità, media. Finché consideriamo la coppia un affare privato, la logica del dominio trova casa.

Un referto che chiama responsabilità

L’intimità è un luogo pubblico senza piazza: qui si misura la qualità della civiltà. Non basta l’indignazione rituale dopo l’ennesimo funerale: servono dispositivi territoriali stabili di ascolto, protezione e responsabilizzazione, e una tutela concreta capace di intervenire prima.

È lì che si gioca la posta antropologica: riconoscere l’altro come irriducibile, custodirne la libertà. Perché una società che non educa al limite – al “no” dell’altra, alla separazione, alla perdita – prepara la morte senza chiamarla per nome.

Cultura del possesso o cultura della libertà

C’è un punto che non possiamo più eludere: la violenza non è soltanto un gesto individuale. È anche un prodotto sociale.

Quando un uomo arriva a pensare che l’uscita di una donna da una relazione sia un affronto insopportabile, significa che per anni ha respirato – in mille modi, spesso invisibili – l’idea che l’amore autorizzi, che il legame dia diritto, che la frustrazione possa trasformarsi in punizione.

Anguillara, allora, non è solo cronaca: è un referto sociale. E questo referto ci costringe a scegliere: una cultura che addestra al possesso o una cultura che educa alla libertà. Perché il vero antidoto non è l’ennesima indignazione a scadenza, ma una conversione pubblica dello sguardo: imparare, finalmente, che nessuno appartiene a nessuno.

Dibattito | Sulla condizione della Cisl attuale

Non un atto di difesa, ma un dovere di onestà intellettuale

Non sono, come ovvio, il difensore d’ufficio della Cisl. Ma dalla Cisl, pur non essendo mai stato personalmente un sindacalista, arrivano i due leader politici che sono stati i miei principali ed esclusivi “maestri”: Carlo Donat-Cattin e Franco Marini.

Due storici leader sindacali e, soprattutto, politici, che hanno formato intere generazioni e che hanno caratterizzato il percorso e il cammino della sinistra sociale di ispirazione cristiana nel nostro Paese. Con Donat-Cattin nella Dc e poi nel Ppi, nella Margherita e nella prima stagione del Pd con Marini, prima che quest’ultimo diventasse il semplice prolungamento della filiera Pci/Pds/Ds/Pd.

Ma, per tornare alla Cisl, credo sia doveroso – nonché intellettualmente onesto – ricordare almeno due aspetti che non sono affatto secondari.

Quando il sindacato diventa soggetto politico

Innanzitutto non possiamo non dire che c’è una sigla sindacale oggi nel nostro Paese che si è trasformata in un soggetto politico. O meglio, per essere più precisi, in un petalo dell’alleanza di sinistra e progressista.

Una trasformazione radicale del principale sindacato italiano, ovvero la Cgil di Landini, che non può e non deve mai passare sotto silenzio.

Una considerazione, questa, che non sempre viene adeguatamente evidenziata nella sua gravità e nella sua pericolosità, soprattutto per il ruolo storico – nonché costituzionale – a cui è chiamato ad essere il sindacato.

La specificità della Cisl non è negoziabile

In secondo luogo, la tradizione, la cultura, la storia e la prassi concreta della Cisl non possono essere confuse con quelle della Uil, anche quando lo storico sindacato socialista organizza un pur importante incontro con mons. Rino Fisichella.

Questo perché la storia e la cultura del tradizionale sindacato cattolico e riformista del nostro Paese non possono essere sacrificate sull’altare delle valutazioni e delle opinioni politiche contingenti.

Lo dico perché, su questo versante, la Cisl ha continuato ad essere fedele alla sua vocazione originaria.

Contrattazione, dialogo, riformismo

E cioè: un sindacato che pratica ed esalta la contrattazione a livello locale e nazionale; che crede nel confronto e nel dialogo con le parti sociali e con il Governo di turno, senza accampare le solite – e ormai collaudatissime – pregiudiziali politiche e ideologiche; che coltiva un approccio laico e riformista nel ricercare soluzioni utili per i lavoratori e per i ceti popolari del nostro Paese.

E, infine, un sindacato che non si trasforma in un soggetto politico o in un partito, dimenticando radicalmente la propria missione originaria.

Perché la Cisl non entra nel cono d’ombra

Ecco perché, pur senza santificare o esaltare oltre misura il ruolo e la funzione della Cisl, credo sia doveroso richiamare la specificità e l’originalità del sindacato di via Po quando si parla dell’attuale panorama sindacale italiano.

Certo, il sindacato italiano deve avere maggiore forza, incisività e coraggio nel proseguire il proprio cammino. Ma è indubbio che esso è credibile, serio, trasparente e competitivo solo se non rinuncia a fare il sindacato.

Nel momento in cui si trasforma in un partito o in una grigia e indistinta succursale di qualche potentato – di qualsiasi genere esso sia – è destinato inesorabilmente ad entrare in un cono d’ombra: a diventare irrilevante, ininfluente, puramente ornamentale. Un epilogo a cui la Cisl non si adegua. Per rispetto della sua storia. Innanzitutto e soprattutto.

Il Centro LiberalPopolare: urge l’appello per un’Italia protagonista in Europa

Un sistema politico bloccato dall’irresponsabilità

Il panorama geopolitico attuale è in preda a convulsioni che richiedono fermezza e visione. Eppure, l’Italia sembra prigioniera di un bipopulismo paralizzante che la condanna all’irrilevanza internazionale.

Da un lato, una sinistra che rincorre le ambiguità del Movimento 5 Stelle, assecondando pulsioni contrarie al sostegno militare all’Ucraina; dall’altro, una Lega che non ha mai abbandonato la retorica antieuropeista, minando strutturalmente la credibilità del Paese a Bruxelles.

L’anomalia di Forza Italia e il vuoto al Centro

In questo scenario, l’anomalia più evidente è rappresentata da Forza Italia. Nonostante l’affiliazione al PPE (Partito Popolare Europeo), il partito continua ad appoggiare un governo a trazione sovranista, spesso in rotta di collisione con i valori fondanti dell’Unione europea.

Questa ambiguità lascia orfano un elettorato moderato, cattolico-democratico e liberale, che non si riconosce né negli estremismi né in un europeismo solo nominale.

Verso il 2027: unire le forze

È tempo che i Popolari di Centro escano dall’ombra. Occorre organizzarsi con i “nostri umili mezzi”, ma facendo leva sulla qualità delle idee, per costruire una proposta politica fondata su serietà, competenza e responsabilità europea.

Un ultimo sondaggio lo conferma chiaramente, rispondendo alla domanda:

“Voterebbe per un nuovo partito di ispirazione cristiana?”

 

  • Sicuramente sì: 7%
  • Probabilmente sì: 19%

 

[Sondaggio Remtene per analisipolitica.it]

Numeri che indicano uno spazio politico reale, oggi scoperto e non intercettato.

Un progetto comune per ridare centralità all’Italia

L’obiettivo è chiaro: avviare un dialogo strutturato con Azione e con le altre formazioni centriste, per dare vita a una proposta politica solida, credibile e coerente con il profilo europeo del Paese.

Non c’è più spazio per i personalismi, né per micro-identità autoreferenziali.

Dobbiamo arrivare pronti alle elezioni politiche del 2027, con un progetto alternativo capace di riportare l’Italia al centro del protagonismo europeo.

L’ultima chiamata

Il futuro dell’Italia europea dipende dalla capacità di stare insieme, di superare frammentazioni e nostalgie, e di offrire una casa politica a chi non vuole scegliere tra sovranismo e populismo mascherato.

Questa è l’ultima chiamata per un Centro LiberalPopolare all’altezza della storia e delle sfide del presente.

Trump annuncia una "piccola de-escalation" in Minnesota: ‘Ma non è un ritiro’

Roma, 27 gen. (askanews) – In una intervista a Fox News durante una visita in Iowa, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato che ci sarà una “piccola de-escalation” in Minnesota, dopo le polemiche per le operazioni condotte dagli agenti federali dell’immigrazione con la morte di due cittadini.

Alla domanda sulla situazione a Minneapolis, Trump ha risposto che i dati sulla criminalità sono “buoni” perché le operazioni di immigrazione in corso hanno tolto dalle strade i “criminali incalliti” e ha fatto notare che Tom Homan, lo “zar delle frontiere” della Casa Bianca, è sul posto in questo momento per incontrare i funzionari locali, spiegando che Homan ha parlato con il governatore del Minnesota Tim Walz e con il sindaco di Minneapolis Jacob Frey e che entrambi desiderano vedere un miglioramento della situazione.

“Stiamo per allentare un po’ la tensione”, ha detto poi il presidente Usa, affermando che entrambi i recenti omicidi commessi a Minneapolis da agenti federali – quelli di Renee Good e Alex Pretti – sono stati “terribili”. Trump ha quindi lodato i genitori di Good, suoi sostenitori, aggiungendo che la donna potrebbe essere stata “radicalizzata. Odio vedere cose del genere”, ha precisato.

Trump ha anche respinto l’idea che la decisione di ritirare il controverso funzionario della polizia di frontiera Gregory Bovino e alcuni agenti da Minneapolis costituisca un “passo indietro”, definendo Bovino “un tipo piuttosto eccentrico”.

“Non credo che si tratti di un ritiro, è piuttosto un piccolo cambiamento”, ha detto Trump a Fox News: “Tutti voi in questa stanza che avete un’attività, sapete bene che a volte è necessario apportare piccoli cambiamenti. Bovino è molto bravo, ma è un tipo piuttosto eccentrico e, in alcuni casi, questo è un bene, ma forse in questo caso non lo era”.

Nel Pd c’è chi ‘apprezza’ mossa Vannacci: "Può azzoppare la Meloni"

Roma, 27 gen. (askanews) – Per una volta sono le divisioni altrui ad occupare la cronaca e in casa Pd c’è chi comincia a fare qualche conto in vista delle politiche. L’annuncio della presentazione del simbolo di Roberto Vannacci è accolta con commenti ironici in Transatlantico, ma innesca anche ragionamenti più seri, guardano al voto del prossimo anno: una lista all’estrema destra, è il ragionamento, è potenzialmente un problema per Giorgia Meloni, considerando che secondo la maggior parte dei sondaggi lo scarto tra i due schieramenti è intorno al 2%-3%.

Del resto, non è un mistero che una delle modifiche alla legge elettorale su cui lavorano gli uomini della premier è quella che riguarda lo sbarramento, da abbassare abbastanza da rendere più facile lo smarcamento di Carlo Calenda dal centrosinistra, perché proprio Azione – secondo le rilevazioni attuali – potrebbe portare praticamente in parità i due contendenti, se si schierasse con il ‘campo largo’.

Ecco allora il ragionamento di più di un parlamentare Pd: con Vannacci in campo si complica il puzzle della Meloni. Innanzitutto perché l’ex generale, con i suoi richiami alla ‘Decima Mas’, può erodere una quota di consensi a Fdi, pescando proprio nello ‘zoccolo duro’ del partito, nell’elettorato cresciuto con il Msi o comunque nostalgico del Ventennio. Inoltre, abbassare la soglia per ‘strappare’ Calenda al ‘Campo largo’ rischierebbe di aiutare anche Vannacci.

Solo scenari, per ora, perché lo strappo deve ancora avvenire e bisognerà capire – in caso – che partita sceglierà di giocare l’attuale vice-segretario di Matteo Salvini. Ma la speranza del Pd è che l’ex generale faccia, stavolta, l’incursore nelle file del centrodestra.

Su stupri destra adotta testo Bongiorno. Opposizioni: tradito patto

Roma, 27 gen. (askanews) – Dal patto Meloni-Schlein al muro contro muro. Dal voto unanime alla Camera allo scontro totale tra maggioranza e opposizione al Senato. La commissione Giustizia del Senato ha adottato oggi con i voti del centrodestra (12 a 10) il testo sulla violenza sessuale che riscrive l’articolo 609 del codice penale messo a punto dalla presidente della commissione Giustizia di Palazzo Madama, la leghista Giulia Bongiorno. Un unico articolo dal quale sparisce la parola “consenso”, che in prima lettura a Montecitorio aveva raccolto l’appoggio bipartisan, e compare il “dissenso”.

“La volontà contraria all’atto sessuale deve essere valutata tenendo conto della situazione e del contesto in cui il fatto è commesso. L’atto sessuale è contrario alla volontà della persona anche quando è commesso a sorpresa ovvero approfittando della impossibilità della persona stessa, nelle circostanze del caso concreto, di esprimere il proprio dissenso”, recita il testo.

Per il presidente dei senatori Pd, Francesco Boccia, “è stato tradito un patto e qualcuno dovrà rispondere”. Bongiorno non è dello stesso avviso: “Il patto era per mettere al centro di questa legge la volontà della donna, quindi il patto è stra-rispettato”. Anzi. Secondo la leghista “questo testo fa un passo avanti rispetto alla Camera perché lì tutta la parte del ‘freezing’ non c’era. Ora c’è una ‘presunzione di dissenso’ ogni qualvolta la donna non dice né sì né no perché è colta di sorpresa oppure c’è una situazione in cui è paralizzata, congelata dalla paura, il freezing”.

La seduta pomeridiana della commissione inizia subito incandescente. La presidente arriva con un testo ulteriormente rimaneggiato rispetto a quello della scorsa settimana. Quindi, oltre alla cancellazione della parola ‘consenso’, si prevede anche un inasprimento delle pene: da 7 a 13 anni nei casi di atti sessuali con violenza, minacce e abuso di autorità e da 6 a 12 anni per quelli compiuti contro la volontà della vittima (nella prima versione, le pene erano di 6-12 anni nel primo caso e di 4-10 nel secondo). Si alzano i toni tra Bongiorno e le senatrici del Pd Valeria Valente e Anna Rossomando e in un clima acceso si va al voto.

“Il testo Bongiorno peggiora la situazione per le donne rispetto all’attuale giurisprudenza e quindi è inaccettabile”, dice Valente annunciando che il Pd farà “tutto quello che il regolamento ci consente per impedire l’approvazione di un testo di cui non condividiamo assolutamente nulla”. Stesso spirito da M5s: “Abbiamo chiesto – dice Ada Lopreiato – la trasformazione da sede redigente a referente”, quindi un iter più lungo che vede sfumare l’approdo in aula previsto per il 10 febbraio.

Intanto le opposizioni hanno chiesto nuove audizioni, entro giovedì ogni gruppo presenterà la lista di chi vuole sentire. “Il testo base è un punto di partenza”, spiega Bongiorno che non rinuncia all’obiettivo “di trovare un accordo”. La strada tuttavia sembra tutta in salita. Sia Boccia che il leader M5s Giuseppe Conte chiamano in causa la premier Meloni: “Dica cosa ne pensa”. Bongiorno non rivela se ha consultato la presidente del Consiglio (“Non credo sia corretto”) mentre dice che con Salvini ha avuto “una breve interlocuzione”. Invece Boccia accusa la presidente della commissione Giustizia di aver eseguito “l’ordine e l’indicazione del suo partito che ha un approccio patriarcale”. Mentre, “Fi e Fdi balbettano e provano vergogna”.

Il partito di Tajani e quello della premier non si prodigano in dichiarazioni pubbliche sul nuovo testo. “Forza Italia è favorevole al testo base. Si riserva di presentare emendamenti. Oggi si è votata l’adozione del testo base che non è il testo finale”, si limita a dire il presidente dei senatori azzurri Maurizio Gasparri. Fdi non si sbottona: “Sentiremo le audizioni e a valle faremo le nostre valutazioni, sentiamo anche cosa ci dicono i tecnici, chiederemo anche noi un’audizione”, dice il senatore Fdi Gianni Berrino, componente della Commissione, unico a commentare. “Ad oggi – osserva – le posizioni tra maggioranza e opposizione sono molto distanti”. Mentre Carolina Varchi, deputata Fdi, correlatrice alla Camera del testo bipartisan, preferisce non commentare.

La “Guida Gialla” Gault&Millau arriva in Italia

Praga, 27 gen. (askanews) – Dai ristoranti d’eccellenza ai giovani chef emergenti da scoprire fino alle realtà culinarie più pop del territorio. Gault&Millau, storico punto di riferimento internazionale della critica gastronomica, arriva in Italia dove debutterà dal 2027. L’annuncio ufficiale da Praga, durante la cerimonia di premiazione dell’edizione ceca della guida.

Nata in Francia negli anni Settanta e oggi presente in venti Paesi nel mondo, Gault&Millau porterà anche in Italia il suo sistema di valutazione basato sui Toques, i cappelli da cuoco simbolo dell’eccellenza gastronomica. Sarà un debutto graduale: la prima edizione italiana coprirà Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria, Lombardia e Trentino-Alto Adige, per arrivare a una copertura nazionale completa entro il 2031.

A spiegare cosa distingue la “Gialla” dalle altre guide è Daniele Scaglia, general manager di Gault&Millau Italia e capo ispettore: “La Gault Millau è una internazionale, fa principalmente scouting ed è molto trasversale sulla scelta dei ristoranti per le recensioni. Quindi si parte dal fine dining, che non é il target della Gault & Millau principale, fino ad arrivare all’offerta pop che è una parte molto attuale, molto importante e molto divertente per la gastronomia”.

La sede operativa di Gault&Millau Italia sarà in Piemonte dove sorgerà anche l’Academy per formare un centinaio di ispettori. Tutti italiani e formati secondo standard internazionali, opereranno in totale anonimato per valutare ristoranti, chef e nuove tendenze.

Sul mercato italiano e sul ruolo della guida, Scaglia aggiunge:”La Gault & Millau, essendo una reale guida, porterà il lettore a scegliere Gault & Millau per ottenere una lettura di esperienza all’interno della guida per il ristorante sul quale decide di andare per quel giorno per il pranzo o per la cena. Per cui sarà una vera e propria guida e sarà abbastanza distribuita nel senso che la capillarità dei nostri ispettori sarà importante. Per cui andremo realmente nel dettaglio in tutte le regioni d’Italia, anche se inizieremo con le regioni del nord-ovest”.

Accanto al fine dining, uno degli elementi chiave della Guida Gialla sarà la sezione POP, dedicata alla ristorazione più informale e ai talenti emergenti.

“La sezione pop è una delle sezioni più attuali, perché sappiamo tutti quali sono i ristoranti di fine dining ma ogni tanto ci dimentichiamo che esiste anche tutta una sezione che chiamiamo pop, con bistrot, piccole taverne eccetera dove si produce veramente dell’ottima materia, piatti magari molto particolari. E nel pop si possono trovare dei giovani nuovi talenti. Ricordiamo che Gault & Millau nasce come scouting, quindi questa è la parte fondamentale. Noi – conclude Scaglia – facciamo scouting anche di nuovi talenti, promuoviamo la gastronomia”.

Con il suo approccio internazionale, l’attenzione allo scouting e alla creativita, Gault&Millau si prepara così a raccontare e valorizzare la ristorazione italiana, dai grandi maestri alle nuove generazioni di chef, secondo una prospettiva diversa dalla Michelin e dalle altre guide già presenti nel mondo del food italiano.

Caseitaly Expo 2026: presentata la seconda edizione

Roma, 27 gen. (askanews) – Al Salone degli Arazzi di Palazzo Piacentini, sede del MIMIT, si è svolta la conferenza stampa di presentazione di CASEITALY EXPO 2026. La manifestazione fieristica dedicata alla filiera dell’involucro edilizio che andrà in scena alla Fiera di Bergamo dall’11 al 13 febbraio. Abbiamo parlato con Laura Michelini – Presidente Associazione Caseitaly:

“Pensavamo che fosse un progetto che non andasse a buon fine, irraggiungibile quasi, invece i dati ci hanno dimostrato esattamente il contrario. L’involucro edilizio viene coperto al 100% e l’interesse penso che potrà essere ancora migliorato, in quanto noi ce la metteremo tutta come associazione, cercheremo di lavorare per ottenere con l’aiuto delle istituzioni sempre un risultato migliorativo”.

La manifestazione è organizzata dall’Associazione Caseitaly e Promoberg in collaborazione con le associazioni di settore ACMI, ANFIT, ASSITES, PILE e la Federazione FINCO. È poi intervenuto Davide Lenarduzzi – Amministratore Delegato Promoberg:

“Un’edizione che batte ogni record, abbiamo dovuto allestire dei padiglioni supplementari per accettare tutte le richieste che vengono dall’Italia e dall’estero e siamo orgogliosi di essere qua al Ministero del Made in Italy perché è la casa di eventi internazionali come questo. Il nuovo modo di fare fiera di Promoberg, di fiera di Bergamo nasce appunto dalla verticalizzazione delle filiere e da riuscire a dare all’operatore del settore uno strumento il più possibile efficace ed efficiente per fare business e soprattutto vedere quello che accadrà in un certo mercato nel futuro”.

Infine abbiamo parlato con Carla Tomasi – Presidente FINCO:

“Noi chiediamo alle istituzioni una maggiore attenzione proprio per poter crescere insieme nell’interesse dei nostri rappresentati, delle imprese ma anche nell’interesse nazionale. L’Italia può scalare posizioni a livello imprenditoriale mondiale”.

CASEITALY EXPO 2026, alla sua seconda edizione, aprirà il sipario sulle soluzioni d’avanguardia per l’involucro edilizio, proiettando il settore verso un futuro fondato su efficienza, qualità, estetica, sicurezza e affidabilità.

Governo prova a chiudere caso ICE, Piantedosi andrà alla Camera

Roma, 27 gen. (askanews) – Il governo tenta di chiudere la polemica sulla presenza – confermata – di agenti ICE alle Olimpiadi di Milano-Cortina per garantire la sicurezza della delegazione americana, a partire dal vice presidente JD Vance e dal segretario di Stato Marco Rubio.

Le opposizioni hanno chiesto al governo di riferire in Parlamento e il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi sarà alla Camera il prossimo 4 febbraio alle 17.

Il titolare del Viminale, oggi, ha incontrato l’ambasciatore americano Tilman J. Fertitta. E’ stato confermato, riferisce il Viminale, che per le Olimpiadi di Milano-Cortina le autorità americane tra le varie agenzie coinvolgeranno anche l’Home Security Investigation, organismo investigativo di ICE – dunque non il braccio operativo dell’agenzia – e che i loro analisti lavoreranno esclusivamente all’interno delle loro sedi diplomatiche e non sul territorio.

Più nel dettaglio, in occasione delle Olimpiadi, gli USA allestiranno, presso il proprio Consolato a Milano, una propria sala operativa dove saranno presenti rappresentanti delle Agenzie americane potenzialmente interessate all’evento. In questo contesto, nella sala, saranno impegnati anche esperti dell’Homeland security investigation, ma con funzione di supporto alla gestione dei grandi eventi all’estero e di rapporto con gli Ufficiali di collegamento. Il Ministero assicura che gli investigatori dell’Homeland Security Investigation, “saranno rappresentati non da personale operativo come quello impegnato nei controlli sulla migrazione in territorio USA, ma da referenti esclusivamente specializzati nelle investigazioni, privi di alcuna attribuzione sul territorio italiano e principalmente deputati alla consultazione delle proprie banche dati e di supporto agli altri attori coinvolti”. Gli investigatori di Homeland Security Investigation sono presenti in oltre 50 nazioni, da anni anche in Italia, ma non svolgono operazioni o servizi di controllo dell’immigrazione in Paesi stranieri. Tutte le operazioni di sicurezza sul territorio dunque restano come sempre “sotto esclusiva responsabilità e direzione delle autorità italiane”.

Le rassicurazioni del Viminale non convincono però le opposizioni. “Il ministro dell’interno Piantedosi si è incontrato sul punto con l’ambasciatore americano in Italia. Se c’era un modo per avallare la sensazione della sovranità limitata, Piantedosi l’ha centrato! E dubito che il nostro ministro dell’Interno abbia contestato al suo interlocutore la definizione che il vice presidente JD Vance ha fatto degli agenti dell’ICE, definiti come ‘patrioti che godono di immunità piena’”, afferma il senatore Enrico Borghi, vicepresidente di Italia Viva e componente del Copasir. “Un Paese come l’Italia – attacca il segretario di +Europa Riccardo Magi – non può tollerare che le squadracce di Trump operino nel nostro Paese, non importa a quale livello, specialmente durante un evento dall’alto valore simbolico come i Giochi. Meloni, semplicemente, dovrebbe chiamare l’amico Trump e dire: no, grazie. La questione è politica, ancora prima che operativa”.

Sul tema, oggi, è intervenuto anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani. “Non troveremo agenti dell’ICE in mezzo alla strada”, perchè “l’ordine pubblico in Italia, anche in occasione dei giochi olimpici di Milano-Cortina lo garantiranno esclusivamente i Carabinieri, la Polizia e la Guardia di Finanza, punto”, ha assicurato. “Io – aveva detto il titolare della Farnesina in mattinata – sono stato quello più duro di tutti in Italia, ma questi qua non sono quelli che stanno in strada a Minneapolis, non è che stanno ad arrivare le SS. Non è che arrivano quelli coi mitra, con la faccia coperta, vengono dei funzionari”.