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Raid aereo israeliano colpisce l’ospedale Nasser a Khan Younis, tra i morti anche 4 giornalisti

Roma, 25 ago. (askanews) – Un un raid aereo israeliano ha colpito il piano superiore dell’ospedale Nasser a Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza, riferiscono i media palestinesi rilanciati dal Times of Israel. Almeno 14 persone sono state uccise nell’attacco israeliano che ha colpito il pronto soccorso, secondo quanto riferito da un rappresentante della struttura, riportato dal canale Al Jazeera.

Tra le vittime figurano anche quattro giornalisti, secondo fonti ospedaliere citate da Al Jazeera, operatori della stampa locale e internazionale, compreso un cameraman di Al Jazeera e uno che lavorava anche per Reuters.

Fonti locali riportate dalla rete informativa palestinese Quds, hanno successivamente riferito i nomi dei quattro reporter uccisi dal raid israeliano che ha colpito oggi il Nasser Hospital di Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza. Si tratta di Hussam Al-Masri, fotoreporter per Reuters, Mohammed Salama, fotoreporter per Al Jazeera, Mariam Abu Daqa, collaboratrice di Independent Arabia e
Associated Press, Moath Abu Taha, giornalista per NBC News.

Valore D al Meeting Rimini, presentato DVerso: codice condotta per aziende

Rimini, 25 ago. (askanews) – Una realt virtuale inclusiva, equa e sicura, dove ogni individuo, indipendentemente dalle proprie abilit, caratteristiche fisiche, origini e credenze pu confrontarsi, apprendere, lavorare e crescere: il metaverso, se costruito basandosi su principi come pari opportunit, accessibilit e responsabilit sociale, pu essere uno spazio di relazione a misura d’uomo. Valore D porta al Meeting di Rimini il progetto DVerso sul Metaverso: un codice di condotta con 9 principi guida da offrire alle aziende per “creare spazi virtuali pi equi, pi sicuri e pi sostenibili”. A presentarlo Cristiana Scelza, presidente di Valore D.

“Siamo felici di essere per il secondo anno consecutivo al Meeting di Rimini – dice – un luogo simbolico dove idee e valori diventano azioni per il futuro del Paese, contenti quindi di portare le nostre attivit per una societ pi equa e inclusiva. Quest’anno il nostro programma parla di multiculturalit, di innovazione digitale e di attenzione alle nuove generazioni”.

Si tratta, aggiunge Scelza, “del primo progetto presentato per la prima volta qui a Rimini: il D-Verso, il nostro progetto sul metaverso, creato in collaborazione con Accenture e Politecnico di Milano.

“Si tratta di un codice di condotta, nove principi guida che vengono donati alle aziende per dare loro la possibilit di creare degli spazi virtuali pi equi, pi sicuri e pi sostenibili”, aggiunge la presidente di Valore D.

“Secondo i dati del Politecnico di Milano, tutte le tecnologie emersive sono una grande opportunit per l’economia del paese. Si parla di 47 miliardi in 5 anni e in uno scenario favorevole addirittura 26 miliardi nel 2029, pi del’1% dell Pil nazionale. Una grande opportunit economica che deve avere un impatto positivo per la societ, perch una opportunit se non trattata bene, se non regolamentata, pu diventare una minaccia. Ed questa la nostra preoccupazione. Quando abbiamo creato il tavolo di lavoro nell’ottobre 2024 – conclude – abbiamo voluto capire come potevamo evitare di trascinare, di riportare tutti i pregiudizi e gli stereotipi dal mondo reale allo spazio virtuale. Abbiamo cos creato il codice di condotta, con novi principi guida permettendo alle aziende di partecipare e di dare un contributo alla societ e creare spazi virtuali che siano pi innovati, pi equi e soprattutto pi responsabili”.

Ravello Festival chiude in bellezza con Royal Philharmonic Orchestra

Ravello (Salerno), 25 ago. (askanews) – Dopo la favolosa performance del tenore statunitense Michael Spyres “il Pomo d’Oro” con clavicembalo e direzione di Francesco Corti ieri sera sul belvedere di Ravello, un’altra esclusiva italiana: la Royal Philharmonic Orchestra, sotto la bacchetta di Vasily Petrenko, propone oggi pagine di Erich Wolfgang Korngold (brani dalla colonna sonora del film The Sea Hawk cioè Lo sparviero del mare con Errol Flynn), John Williams (brani dalle colonne sonore dei film Star Wars, Superman, E.T.) e di Nikolaj Rimskij-Korsakov (Shahrazad op. 35).

È davvero chiusura in bellezza, dopo una stagione molto applaudita, per il Ravello Festival 2025, organizzato dalla Fondazione Ravello guidata dal presidente Alessio Vlad con la direzione generale di Maurizio Pietrantonio e la direzione artistica di Lucio Gregoretti.

Un programma che risente molto dell’influsso wagneriano, attraverso le pagine di Korngold, uno dei protagonisti della migrazione culturale dall’Europa verso Hollywood fra gli anni Trenta e Quaranta del Novecento: si dice che la sua musica parlasse con l’accento di Hollywood, pur essendo stato già incoronato da Gustav Mahler, che dopo averlo incontrato, disse di lui: “è un genio della musica”. Costretto all’esilio dall’avvento del nazismo, l’austriaco trovò nel cinema un nuovo spazio d’azione, contribuendo in modo decisivo alla definizione di un’estetica musicale del film avventuroso, che affrontò prendendo spunto proprio dall’esempio orchestrale e semantico del compositore del Ring.

Anche John Williams, allievo di un altro emigré come Mario Castelnuovo-Tedesco, ha saputo rinnovare i codici della scuola sinfonica hollywoodiana in chiave postmoderna. Nelle sue pagine l’orchestra diventa veicolo di emozioni collettive, trasfigurando l’eredità di Wagner in un linguaggio accessibile ma sofisticato.

A eseguire le loro note, insieme con l’immaginario di Rimskij-Korsakov, una delle maggiori orchestre inglesi sotto la guida del suo direttore musicale.

Serve una sinistra sociale e non una sinistra populista

La questione sociale, purtroppo, resta una costante della politica italiana. E non solo italiana, com’è a tutti evidente. Ma nel nostro Paese, seppur nelle diverse fasi storiche, la questione sociale si è manifestata più o meno intensamente e una politica autenticamente democratica, riformista e anche costituzionale non si può voltare dall’altra parte.

E non solo per una motivazione sociale – o cristiana per chi ha quella cultura – ma anche, e soprattutto, per una ragione profondamente e squisitamente politica. Perché il perseguimento della giustizia sociale resta un obiettivo che nessuna forza politica democratica può rinnegare o, peggio ancora, aggirare.

Sinistra sociale e sinistra populista

Su questo versante, però, non tutte le risposte sono uguali. Anzi, il più delle volte sono profondamente diverse se non addirittura alternative. La differenza più macroscopica è quella tra la sinistra sociale – soprattutto quella di ispirazione cristiana – e la sinistra populista o assistenziale o pauperista.

La prima è quella che storicamente ha caratterizzato l’esperienza della Dc, sopravvissuta nel Ppi e nella Margherita e in parte, ma con minor incisività, nella prima fase del Pd. La seconda ha trovato spazio con i partiti populisti e qualunquisti, fino a trovare la sua compiutezza con il Movimento 5 Stelle, prima di Grillo e poi, soprattutto, di Conte.

La via delle riforme

La sinistra sociale parte dai problemi reali e cerca di affrontarli con le armi della politica e delle riforme. Un esempio fra tutti: lo Statuto dei Lavoratori del 1970, varato dal “ministro dei lavoratori” Carlo Donat-Cattin.Ad un problema drammatico – dare dignità ai lavoratori e promuovere i ceti popolari – si rispose con riforme strutturali, non con sussidi a pioggia o provvedimenti tampone. Valeva anche per la contrattazione locale e nazionale: il nodo era abbattere i bassi salari e migliorare le condizioni di vita. Ancora una volta, riforme e non sussidi.

Deriva assistenzialista? La strada è un’altra

Ben diverso è il metodo della sinistra populista, qualunquista e vagamente assistenziale, inaugurato a livello nazionale dal Movimento 5 Stelle. La misura simbolo, il “reddito di cittadinanza”, ne è l’emblema.

Una strategia che oggi si vuole estendere anche a livello regionale, come emerge dai programmi in vista delle prossime elezioni. Una strategia che cavalca gli istinti più triviali della pubblica opinione, offrendo risposte deboli, transitorie e prive di organicità riformista.

Ecco perché, di fronte a una questione sociale sempre più urgente, occorre scegliere: da una parte chi intende riproporre un approccio politico, riformista e democratico; dall’altra chi privilegia la strada del populismo e della demagogia.

Questa è, e resta, la differenza di fondo che divide la sinistra sociale – spesso di ispirazione cristiana ma non solo – dalla sinistra populista e pauperista.

Campo largo in Calabria, braccio di ferro in Puglia

Leggendo il curriculum di Pasquale Tridico ne emerge un economista di tutto rispetto e per questa sua competenza i 5 Stelle, dal 2019 al 2023, lo hanno messo a capo dell’INPS. Dopo questa esperienza, sempre in omaggio al fatto che sono da debellare “i professionisti della politica”, si è pensato bene di candidare il buon Tridico al Parlamento europeo nella Circoscrizione Sud e così è andata a dire la sua anche dalle parti di Bruxelles.

Nel frattempo, se ben si apprende dal web, si è anche conquistato vari incarichi, tra cui quello di professore ordinario di politica economica e docente di economia del lavoro presso il Dipartimento di Economia dell’Università Roma Tre, dove è anche direttore del centro di ricerca di eccellenza Jean Monnet Labour, Welfare and Social Rights, titolare della cattedra Jean Monnet dell’Unione europea in Economic Growth and Welfare Systems, e coordinatore del corso di laurea magistrale in mercato del lavoro, relazioni industriali e sistemi di welfare.

Tridico, una candidatura fuori canone (a Cinque Stelle)

Ora si comprende come sia ufficiale la sua candidatura alla Presidenza della Regione Calabria, confermando un andazzo che sa di scandalo e che i 5 Stelle, rivoluzionari di stile e di etica, stanno al contrario replicando. Si chiede agli elettori di esprimere un rappresentante al Parlamento europeo per poi buggerarsene interrompendo quella esperienza politica e “collocarlo” da un’altra parte, peraltro senza nessuna particolare radice in quel territorio. Se eletto, gli sarà presumibilmente difficoltoso mantenere anche i suoi impegni di insegnamento.

“Ob torto collo” il popolo, preso per il collo e per i fondelli, abbozzerà e farà finta di nulla e si andrà avanti così, perché ai peccati dei moralisti si fa prima ad abituarsi che a sperare in un ravvedimento. Potrebbe parlarsi di una mazzata sulla corretta prassi politica dandosi del coraggio, secondo uno slogan vincente, per il “vecchio che avanza”.

Per Tridico varrà la necessità di un triduo di penitenza o di acclamazione del popolo o dei partiti, staremo a vedere. L’importante è stare sempre in tredici, sempre al centro dell’attenzione proprio come un candelabro che troneggia in mezzo a un tavolo di rappresentanza. Occorre però stare attenti perché stare in tredici è anche, secondo la cabala napoletana, un segno di sfortuna e non è detto sia un bene ostinarsi ad essere presenti sulla scena.

Incertezze e contrasti nel centrosinistra

Intanto, nella Puglia, si combatte che è un piacere. Emiliano e Decaro stentano a chiarirsi le idee su chi debba mollare la presa e quale spazio semmai reciprocamente lasciarsi.

Si legge qualcosa di ancora più preoccupante. Sembra infatti che Azione non sosterrà il nostro Tridico in Calabria, mentre l’esponente locale di Calenda dichiara che dunque non ci sarà il simbolo del partito ma i candidati saranno comunque presenti in altre liste. Se non è una incomprensibile pazzia, poco ci manca. Non ci sto ma ci sto: un rebus tutto da decifrare.

Peggio ancora la dichiarazione, se vera, di Fratoianni e di Bonelli, che non sono soddisfatti della considerazione che gli è allo stato riconosciuta. Così dichiarano: “Ora è il momento di fare, con tutte le nostre forze, la campagna elettorale nelle regioni al voto. Dopo occorrerà discutere di come si costruisce una coalizione vincente…”.

Qui è tutta l’arte del ribaltamento: mettere il prima e il dopo in posizione viceversa. Intanto, se possibile, vinciamo e poi vediamo se possiamo stare insieme e a quali condizioni. Qui le premesse sono peggiori delle solite promesse della politica.

Sud Italia, terra secca di idee

Così messe le cose, si parte con una coalizione che non tiene neanche con la miglior colla. Del resto il desiderio di potere rende indistinte le parti e i fronti opposti, l’importante è andare al risultato. La Calabria, come la Puglia, è oggi una terra senza pioggia, a secco di idee ed a volte, se non si presta attenzione, lo Stivale d’Italia può sferrarti un bel calcione e piazzarti il tacco negli stinchi.

Chi vuole espugnare trono e regno all’avversario dovrebbe indicare una via alternativa, basta che non conduca a cadere in un burrone. Sperare nell’acume di una terza via sarebbe troppo, ma appare certo che intanto la diritta via è smarrita.

Chissà se Google Maps darà una mano o si stancherà anch’esso di suggerire il giusto percorso da seguire. Anche Google, oltre al popolo, può talvolta girarti le spalle.

Toyoake, il Comune del Sol Levante che vuole limitare l’uso dello smartphone

La città giapponese di Toyoake, nella prefettura di Aichi, sta preparando un’ordinanza destinata a far discutere: un limite massimo di due ore al giorno di utilizzo dello smartphone, escluse le ore dedicate al lavoro o allo studio. La proposta, che sarà esaminata dal consiglio comunale nei prossimi giorni, potrebbe entrare in vigore già dal 1° ottobre 2025.

L’obiettivo dichiarato dal sindaco Masafumi Koki è semplice: ridurre l’uso eccessivo dei dispositivi, spesso collegato a disturbi del sonno e ad altri problemi di salute fisica e mentale. Per i bambini delle scuole elementari si raccomanda di non usare il telefono dopo le 21, mentre per i ragazzi delle superiori il “coprifuoco digitale” scatterebbe alle 22.

Il dibattito sui social

Come prevedibile, l’annuncio ha acceso la discussione online. Molti utenti hanno bollato l’iniziativa come irrealistica: “Due ore non bastano nemmeno per guardare un film”, ha commentato qualcuno, mentre altri hanno ricordato che i giovani superano già oggi le cinque ore quotidiane online nei giorni feriali. Di fronte alle critiche, il sindaco ha precisato che la misura è priva di sanzioni e che il testo riconosce l’indispensabilità dei telefoni cellulari nella vita quotidiana.

Non è la prima volta

Il Giappone non è nuovo a tentativi del genere: nel 2020 la prefettura di Kagawa introdusse linee guida che raccomandavano ai ragazzi tra i 12 e i 18 anni di limitare i videogiochi a un’ora al giorno nei feriali e a un’ora e mezza nel weekend, con restrizioni simili per l’uso dello smartphone.

Esperimenti di questo tipo non si limitano al Giappone. In Francia, ad esempio, le scuole hanno vietato l’uso dei cellulari durante le lezioni e persino negli intervalli, per restituire ai ragazzi attenzione e socialità. In Corea del Sud, un Paese notoriamente tecnologico, esistono programmi governativi per contrastare la dipendenza da internet e da videogiochi, con veri e propri centri di recupero per adolescenti.

Il tema del digital well-being

Il filo conduttore è quello che oggi viene chiamato digital well-being, ovvero il “benessere digitale”: imparare a convivere con la tecnologia senza diventarne schiavi, bilanciando le opportunità offerte dai dispositivi con la necessità di proteggere tempo, salute e relazioni sociali.

A Toyoake, insomma, non si pensa a multe o divieti severi, ma a un invito collettivo a staccare la spina. Un gesto forse simbolico, ma che intercetta un bisogno reale: riscoprire il valore del tempo “offline” in un mondo dove il prossimo messaggio è sempre a un clic di distanza.

Massimo Naro, la misura dell’umano: l’armonia tra creaturalità e creatività

 In un tempo che sembra oscillare tra l’idolatria dell’autonomia assoluta e la rinuncia ad ogni responsabilità, il saggio di Massimo Naro (“La divina proporzione e l’equilibrio tra creaturalità e creatività”) si impone come una riflessione di sorprendente attualità. L’autore non affronta soltanto una questione teologica o estetica, ma tocca il cuore di un dibattito che riguarda la condizione contemporanea: quale equilibrio può esistere tra l’uomo come creatura e l’uomo come artefice?

Il punto di partenza è l’antica idea di armonia. Già i Greci intuirono che il kósmos fosse ordine e proporzione, e che l’uomo, con il suo éthos, ne riflettesse la struttura. Aristotele riconobbe però che tra finito e infinito non esiste proporzione. Tommaso d’Aquino, raccogliendo quella lezione alla luce della Rivelazione, indicò che la relazione tra Dio e l’uomo è resa possibile solo dall’iniziativa divina, per amore e per grazia.

 

Creaturalità e creatività

Da questa prospettiva, la fede stessa è relazione: più che un gesto dell’uomo verso Dio, è l’esperienza di lasciarsi afferrare da Lui. L’immagine biblica dell’uomo come icona di Dio svela allora il punto di incontro tra creaturalità e creatività: l’uomo è creato, ma proprio perché creato riceve la libertà e la responsabilità di creare, di plasmare, di generare cultura e bellezza. Non c’è vera creatività senza riconoscere la propria condizione di creatura; e non c’è creaturalità autentica che non sbocci in creatività.

Il passaggio moderno, da Kant in poi, ha tentato di sciogliere questo intreccio, enfatizzando l’autonomia fino a contrapporla alla dipendenza da Dio. L’uomo si è pensato come assoluto autore di sé. Ma questo ha prodotto il rischio dell’autoreferenzialità e dello smarrimento. Recuperare la “divina proporzione” significa allora restituire senso all’umano: riconoscersi destinatari di un dono che ci abilita a inventare, non a rinchiuderci.

La bellezza come epifania

La parte forse più suggestiva del saggio è quella in cui la bellezza diventa categoria decisiva. Non semplice ornamento, ma epifania di armonia: l’uomo, come nel mosaico di Monreale che raffigura Dio scalzo di fronte ad Adamo, è la trasparenza della presenza divina nel mondo. La bellezza autentica non coincide con l’astratto pulchrum, ma con il formosum che prende forma nella carne di Cristo, icona vivente dell’armonia.

La divina proporzione” non è un calcolo matematico

L’autore non propone dunque un esercizio erudito, ma una vera provocazione culturale. In una società che esalta la creatività come assoluta originalità, dimenticando la responsabilità di essere parte di un ordine più grande, il suo richiamo alla “proporzione” appare quanto mai urgente. Viviamo infatti in un’epoca di fratture: tra scienza e etica, tra tecnica e umanesimo, tra libertà individuale e legami comunitari.

La via d’uscita non è né la nostalgia di un’autorità perduta né l’ebbrezza di un’autonomia illimitata, ma la capacità di riconciliare creaturalità e creatività. Qui sta l’attualità più stringente: se l’uomo contemporaneo accetta di vivere questa tensione, senza risolverla in un monologo autoreferenziale, allora potrà ritrovare un senso condiviso. La “divina proporzione” di cui parla l’autore non è un calcolo matematico, ma la misura giusta della nostra libertà, che è sempre risposta a una chiamata. In questa proporzione si custodisce l’armonia necessaria per abitare il mondo senza distruggerlo, per creare senza usurpare, per essere finalmente uomini, creativi perché creature.

Massimo Naro

Teologo, presbitero della diocesi di Caltanissetta

Calcio, Risultati serie A: stasera chiude Inter-Torino

Roma, 24 ago. (askanews) – Questi i risultati e la classifica della prima giornata di serie A:

Prima giornata: Sassuolo-Napoli 0-2, Genoa-Lecce 0-0, Milan-Cremonese 1-2, Roma-Bologna 1-0, Cagliari-Fiorentina 1-1, Como-Lazio 2-0, Atalanta-Pisa 1-1, Juventus-Parma 2-0, lunedì 25 agosto ore 18.30 Udinese-Verona, ore 20.45 Inter-Torino.

Classifica: Napoli, Cremonese, Roma, Como, Juventus 3, Lecce, Cagliari, Fiorentina, Genoa, Atalanta, Pisa 1, Bologna, Udinese, Inter, Milan, Lazio, Torino, Parma, Verona, Sassuolo 0

Seconda giornata: venerdì 29 agosto ore 18.30 Cremonese-Sassuolo, ore 20.45 Lecce-Milan, sabato 30 agosto ore 18.30 Bologna-Como, Parma-Atalanta, ore 20.45 Napoli-Cagliari, ore 20.45 Pisa-Roma, domenica 31 agosto ore 18.30 Genoa-Juventus, ore 18.30 Torino-Fiorentina, ore 20.45 Inter-Udinese, Lazio-Verona

Terza giornata: sabato 13 settembre ore 15 Cagliari-Parma, ore 18 Juventus-Inter, ore 20.45 Fiorentina-Napoli, domenica 14 settembre ore 12.30 Roma-Torino, ore 15 Atalanta-Lecce, Pisa-Udinese, domenica 14 settembre ore 18 Sassuolo-Lazio, ore 20.45 Milan-Bologna lunedì 15 settembre ore 18.30 Verona-Cremonese, ore 20.45 Como-Genoa,

Calcio, Risultati serie A, Scatto Como, frena la Fiorentina

Roma, 24 ago. (askanews) – Questi i risultati e la classifica della prima giornata di serie A dopo le partite del pomeriggio, Como-Lazio 2 a 0 e Cagliari-Fiorentina 1-1.

Prima giornata: Sassuolo-Napoli 0-2, Genoa-Lecce 0-0, Milan-Cremonese 1-2, Roma-Bologna 1-0, Cagliari-Fiorentina 1-1, Como-Lazio 2-0, ore 20.45 Atalanta-Pisa, Juventus-Parma, lunedì 25 agosto ore 18.30 Udinese-Verona, ore 20.45 Inter-Torino.

Classifica: Napoli, Cremonese, Roma, Como 3, Lecce, Genoa, Cagliari, Fiorentina 1, Bologna, Pisa, Udinese, Inter, Juventus, Milan, Atalanta, Lazio, Torino, Parma, Verona, Sassuolo 0

Seconda giornata: venerdì 29 agosto ore 18.30 Cremonese-Sassuolo, ore 20.45 Lecce-Milan, sabato 30 agosto ore 18.30 Bologna-Como, Parma-Atalanta, ore 20.45 Napoli-Cagliari, ore 20.45 Pisa-Roma, domenica 31 agosto ore 18.30 Genoa-Juventus, ore 18.30 Torino-Fiorentina, ore 20.45 Inter-Udinese, Lazio-Verona

Terza giornata: sabato 13 settembre ore 15 Cagliari-Parma, ore 18 Juventus-Inter, ore 20.45 Fiorentina-Napoli, domenica 14 settembre ore 12.30 Roma-Torino, ore 15 Atalanta-Lecce, Pisa-Udinese, domenica 14 settembre ore 18 Sassuolo-Lazio, ore 20.45 Milan-Bologna lunedì 15 settembre ore 18.30 Verona-Cremonese, ore 20.45 Como-Genoa.

Tajani: Non c’ nessuna crisi diplomatica con la Francia

Rimini, 24 ago. (askanews) – “Non c’ nessuna crisi diplomatica” con la Francia dopo le polemiche innescate dalle dichiarazioni del vice premier Matteo Salvini sul conflitto in Ucraina. Lo ha chiarito il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, durante una conferenza stampa al Meeting di Rimini, riferendo dei suoi colloqui con l’omologo francese Jean-Noel Barrot.

“Con Barrot ci siamo parlati a lungo ieri, abbiamo preparato il G7, oggi abbiamo parlato delle scelte del G7 – ha spiegato Tajani -. Mi pare che sia giusto ricordare che le relazioni di politica estera le tengono il presidente del Consiglio e il ministro degli Esteri e i colloqui del presidente del Consiglio con il presidente francese e i colloqui miei con il ministro degli Esteri francese sono frequenti”.

Il ministro ha poi sottolineato l’importanza del metodo diplomatico: “Io credo che la forza delle idee sia quella che conta. Se si vogliono ottenere dei risultati bisogna puntare sulle idee, anche quando ci sono delle differenze. Non che anche con gli amici europei abbiamo sempre la stessa idea, per secondo me si ottengono successi con la forza delle idee piuttosto che con la violenza delle parole”.

“Andiamo avanti nella direzione di un confronto”, ha concluso Tajani, confermando la solidit dei rapporti bilaterali nonostante le tensioni.

Tajani: no pizzicotti a banche, contrario a extra profitti

Rimini, 24 ago. (askanews) – “Le banche devono pagare le tasse come tutti gli altri, ma sono contrario al principio degli extraprofitti perch non so che cos’ l’extra profitto, so cos’ il profitto”. E’ la posizione sul dibattito fiscale che riguarda il settore bancario espressa dal ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in una conferenza stampa al Meeting di Rimini.

“Io credo nel libero mercato, quindi non credo che il governo debba intervenire su questa o quella operazione – ha spiegato Tajani -. L’importante che si rispettino le regole dei mercati. Sono imprese, non credo serva dare pizzicotti alle banche ma serve parlare con loro, perch un Paese come il nostro non pu fare a meno di un sistema bancario forte”, ha aggiunto riferendosi a quanto detto ieri dal ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, che dal palco del Meeting di rimini ha voluto tirare un “pizzicotto” agli istituti di credito.

“E’ giusto che le banche paghino le tasse e diano il loro contributo, ma senza blitz o operazioni strane, non credo che servano pizzicotti. Servono invece regole serie e discutere”, ha sottolineato il vicepremier. Il ministro Tajani ha poi lanciato un monito: ” giusto che le banche paghino le tasse come tutti gli altri, ma attenzione: la caccia alla banca significa dare la caccia al sistema industriale e imprenditoriale italiano”.

Tajani ha infine sottolineato la specificit del sistema bancario italiano: “Ricordiamo che le banche non sono soltanto le grandi. In Italia c’ un sistema binario dove ci sono quelle importanti, che servono per sostenere anche le nostre imprese all’estero e fare grandi operazioni. Poi ci sono tutte le banche popolari e di credito cooperativo che sono quelle pi legate al territorio. Se le andiamo a colpire – ha concluso – penalizziamo le piccole e medie imprese”.

Nuoto, Mondiali jrs. D’Ambrosio oro nei 100 sl

Roma, 24 ago. (askanews) – Si chiudono con le finali della sesta giornata i mondiali juniores all’Aquatic Complex di Otopeni. Un altro fenomeno del nuoto azzurro, un ragazzo capace di andar forte gara dopo gara, giorno dopo giorno. Carlos D’Ambrosio fa nuovamente scacco matto e piazza una strepitosa tripletta vincendo i 100 stile libero. Un assolo fantastico dopo il bronzo nei 50 e la corona di re dei 200 sl con ritocco del suo record italiano. Perfetta la prova del 18enne vicentino – tesserato per Fiamme Gialle e Fondazione Bentegodi, allenato da Luca De Monte e argento con la 4×100 sl e terzo con la 4×200 – reattivo allo start (0.63), veloce al passaggio in 23″08 e sempre a marce impossibili per la concorrenza in un ritorno da 24″80.

Meeting, Vittadini: “Invito a sussidiariet allearsi col popolo”

Rimini, 24 ago. (askanews) -“L’inizio del bene c’ gi anche in un mondo disastrato. Bisogna guardare a questa miriade si minoranze creative nel mondo che stanno costruendo risposte per la gente di adesso, il metodo di San Benedetto con cui si ricostruisce un mondo in cui vivono anche l’egoismo e la violenza. Quando c’ la gratuit, questo diventa anche un metodo politico” Lo ha detto ad askanews Giorgio Vittadini, presidente della Fondazione per la Sussidiariet, parlando della sfida che arriva dal Meeting di Rimini sul principio di sussidiariet. “L’invito alla sussidiariet di allearsi col popolo che non smette di lavorare, costruire imprese e opere sociali, e che pu essere un fattore di costruzione. Lo ha detto anche Draghi: “A livello di Europa l’esistenza di corpi intermedi pu essere un fattore di novit e costruzione se si integra col mondo pubblico”. Poi anche Zuppi lo ha detto oggi con la sua autorevolezza anche dal punto di vista dei valori”. Ha concluso Vittadini.

Ginnastica, Raffaeli oro nel cerchio e bronzo nella palla

Roma, 24 ago. (askanews) – Sofia Raffaeli ha conquistato la medaglia d’oro d’oro nel cerchio ai Mondiali di ginnastica ritmica in corso a Rio de Janeiro. L’azzurra ha preceduto la bulgara Stiliana Nikolova, argento, e la tedesca Anastasia Simakova, bronzo. Successivamente Raffaeli ha conquistato la medaglia di bronzo nella palla. Davanti a lei la tedesca Darja Varfolomeev, oro con 29.850, e la statunitense Rin Keys, argento con 29.050. Sesto posto per l’altra azzurra, Tara Dragas, con 28.050. Sono tre le medaglie per Sofia Raffaeli, dopo il bronzo conquistato nell’All Around.

Card. Zuppi: siamo figli dei sopravvissuti a Guerra, rafforzare Ue

Rimini, 24 ago. (askanews) – L’Unione Europea va rafforzata con “i mattoni del pensarsi insieme. L’Europa nasce dalla divisione, dall’ideologia, dai totalitarismi, dalla mancanza di democrazia, dal pensarsi senza gli altri o contro gli altri”. Lo ha detto il card. Matteo Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, a margine del Meeting di Rimini. “L’Europa nasce da questo – ha aggiunto – e i mattoni che servono sono quelli di continuare a costruire il pensarsi insieme, quindi tutte le scelte devono essere fatte pensandosi insieme, anche faticosamente. Non facile, non scontato pensarsi insieme, ma il patrimonio e il testamento di quelli che sono sopravvissuti alla Seconda Guerra Mondiale. Noi siamo i figli di quei sopravvissuti, non dobbiamo dimenticare questa consapevolezza e fare le manutenzioni necessarie perch l’Europa funzioni bene e anche che cresca, non che diminuisca”.

Tajani a Salvini: ognuno libero dire ci che vuole, siamo in democrazia

Rimini, 24 ago. (askanews) – “Ognuno libero di dire ci che vuole. Siamo in democrazia e ci mancherebbe che un leader di partito non possa esprimere le proprie idee”. Cos il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, al Meeting di Rimini, in risposta alle esternazioni di Matteo Salvini sull’eventualit di invio di militari italiani in Ucraina.

“Anche noi siamo convinti che la soluzione non sia quella di inviare i militari italiani in Ucraina – ha precisato Tajani -. Abbiamo sempre detto che semmai era pi giusto trovare una soluzione che garantisse la sicurezza dell’Ucraina con un modello tipo l’articolo 5 della Nato, che possa garantire con un’azione di mutuo soccorso in futuro la sicurezza di questo paese che stato attaccato dalla Federazione Russa”.

Il vicepremier ha anche ricordato la posizione del governo: “Avevamo anche detto che eravamo pronti a mandare i militari in caso ci fosse stata una zona cuscinetto guidata dalle Nazioni Unite ma non sappiamo se questa sar una ipotesi fattibile”.

“Non faccio nessuna schermaglia con nessuno – ha concluso Tajani -. Ognuno libero di dire ci che pensa, io ho detto quello che penso, io cerco di far vincere le idee nelle quali noi crediamo e la forza delle idee, ripeto, vale pi della violenza delle parole”.

Inps, Fava: per la prima volta giovani al centro delle politiche

Rimini, 24 ago. (askanews) – “Per la prima volta l’INPS mette i giovani al centro”. Lo ha dichiarato il presidente Gabriele Fava al Meeting di Rimini, illustrando il progetto “Giovani al Centro” e il nuovo Portale Giovani. In Italia gli under 35 sono oltre 11 milioni e, secondo Fava, “il futuro del Paese dipende da loro”. Il portale, accessibile via web e app, raccoglie oltre 50 servizi dedicati a studenti, lavoratori, disoccupati e neo-imprenditori.

Per questo Fava ha presentato il nuovo Portale Giovani, primo punto di accesso unico in Italia ai servizi previdenziali per under 35. Per favorirne l’utilizzo verr introdotto un QR Code diffuso in tutte le campagne di comunicazione e stampato anche sul retro di oltre 4 milioni di comunicazioni cartacee inviate dall’Istituto. “Chiediamo a genitori e nonni di aiutare i ragazzi ad avvicinarsi all’INPS”, ha spiegato Fava.

Media: 3 raid aerei sulla capitale dello Yemen Sanaa

Roma, 24 ago. (askanews) – Il corrispondente dell’emittente libanese Al Mayadeen ha riferito di tre raid aerei lanciati oggi contro la capitale dello Yemen, San’a, controllata dal gruppo Houthi. L’emittente affiliata al gruppo yemenita, Al Masirah, ha riferito di “un’aggressione israeliana contro la capitale San’a”.

Successivamente, l’ufficio del ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha diffuso una fotografia che ritrae il premier Benjamin Netanyahu, il ministro Katz e il capo dello Stato maggiore, il generale Eyal Zamir, mentre seguono dal centro di comando dell’Aeronautica a Tel Aviv gli attacchi lanciati oggi contro gli Houthi in Yemen. Lo riporta il Times of Israel. Secondo quanto riportato dai media affiliati al gruppo Houthi, gli attacchi sono avvenuti a San’a e hanno preso di mira un deposito di carburante e una centrale elettrica.

MotoGp, Marquez vince anche in Ungheria, è il decimo squillo

Roma, 24 ago. (askanews) – Marc Marquez conquista il Gran Premio d’Ungheria di MotoGP e firma la sua decima vittoria stagionale, la settima consecutiva in gara lunga. Lo spagnolo della Ducati taglia il traguardo con un vantaggio netto e sale a quota 72 successi in carriera nella classe regina, consolidando ulteriormente la leadership del campionato con 455 punti complessivi, +175 sul fratello Alex. Una prova di forza che conferma il momento straordinario del pilota catalano, capace di dettare i ritmi sin dall’avvio e di lasciare poco spazio agli avversari. La gara è caratterizzata da sorpassi spettacolari nelle prime fasi, da qualche caduta e da una penalità che condiziona la corsa di Pecco Bagnaia, ma soprattutto dal ritmo insostenibile imposto da Marquez, che prende il comando al decimo giro e da lì costruisce la sua ennesima fuga vincente. Sul podio anche Acosta e Bezzecchi. 4° Martin, poi Marini e Morbidelli. 9° Bagnaia, 14° Alex Marquez.

Italia-Francia, Lupi: da Salvini toni sbagliati ma no a truppe in Ucraina

Rimini, 24 ago. (askanews) – “Lo ha detto anche il ministro Tajani: la politica estera la definisce il presidente del Consiglio e il ministro degli Esteri. La maggioranza sulla posizione unita e anche Matteo Salvini ha ribadito la posizione che vede tutta la maggioranza di governo unita”. Lo ha detto Maurizio Lupi, di Noi Moderati, a margine del Meeting di Rimini.

“Le parole e i toni in politica non sono solo forma – ha aggiunto Lupi – ma anche sostanza e quindi si possono ribadire con forza le posizioni dell’Italia, ma usando toni e parole che sono coerenti con la responsabilit di governo e il lavoro che stiamo facendo non solo in Europa, ma in tutto il mondo”. “Credo che la querelle con la Francia finir assolutamente e non ci sono divisioni su questo all’interno della maggioranza. Ricordo anche agli amici francesi – ha aggiunto Lupi – che tante volte anche da parte di ministri francesi successa la stessa cosa e noi l’abbiamo condannata, non ultima nel 2023, un ministro degli interni che ha fatto un richiamo e un giudizio molto pesante al nostro governo e al presidente del consiglio, ma il il rapporto di Italia-Francia un rapporto che per noi fondamentale”.

“L’Italia non condivide l’idea di inviare truppe europee in Ucraina; un errore, si acuirebbe ulteriormente la tensione e non garantirebbe i due obiettivi che come governo italiano ci poniamo”, ha concluso.

Pallavolo L’Italia batte Cuba 3-0 ed è agli ottavi ai Mondiali

Roma, 24 ago. (askanews) – Partita perfetta della Nazionale italiana femminile di Julio Velasco che batte con un netto 3-0 Cuba: 25-9, 25-8, 25-16 i parziali in poco più di un’ora di gioco. Con questo successo arriva al 31^ vittoria consecutiva per le ragazze di Velasco, che conquistano l’accesso agli ottavi di finale e si giocheranno il primo posto nel girone nella giornata di martedì 26 contro il Belgio (in campo alle ore 12). La migliore realizzatrice del match è stata Paola Egonu, autrice di 12 punti. (Foto Federvolley)

Pallavolo, Velasco: "Pronti per entrare nel vivo del mondiale"

Roma, 24 ago. (askanews) – “Mi piace sottolineare che, nonostante fossimo consapevoli del fatto che Cuba non fosse una squadra molto forte, le ragazze abbiano giocato con una determinazione straordinaria”. Così Julio Velasco dopo il netto successo contro Cuba che spalanca le porte degli ottavi di finale dei mondiali femminili di pallavolo. “Credo – continua il ct – che questo sia molto importante per consentirci di arrivare agli ottavi di finale con la capacità di stare sul pezzo anche in un match da dentro o fuori. Poi nel terzo set quando ho apportato dei cambi le ragazze hanno avuto bisogno di qualche momento di assestamento perché non è mai facile subentrare quando la squadra iniziale fa così bene. Però si sono subito sistemate in campo chiudendo il set a 16 e dimostrando di essere sul pezzo.

Il Papa a Zelensky: prego che le armi tacciano per avviare il dialogo

Roma, 24 ago. (askanews) – “Imploro il Signore di toccare i cuori delle persone di buona volontà, perchè il fragore delle armi cessi e lasci il passo al dialogo, aprendo il cammino della pace per il bene di tutti”: è quanto si legge nel messaggio inviato da Papa Leone XIV al presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, in occasione della Giornata dell’indipendenza dell’Ucraina. “Con il cuore ferito dalla violenza che devasta la vostra terra, mi rivolgo a voi in questo giorno della vostra festa nazionale”, ha scritto il pontefice.

Nel suo messaggio il Papa ha ricordato in particolare i feriti, le famiglie colpite dal lutto e quanti hanno perso la casa: “Che Dio li consoli, rafforzi i feriti e conceda il riposo eterno ai defunti”. Concludendo il suo messaggio, il pontefice ha quindi affidato la nazione ucraina alla Beata Vergine Maria, Regina della Pace.

In un messaggio su X, Zelensky ha ringraziato il Papa “per le sue parole premurose, la sua preghiera e l’attenzione al popolo ucraino nel pieno di una guerra devastante”.

“Tutte le nostre speranze e i nostri sforzi mirano a garantire alla nostra nazione la tanto attesa pace – ha aggiunto il presidente ucraino – perché il bene, la verità e la giustizia prevalgano. Apprezziamo la leadership morale e il sostegno apostolico del pontefice”.

Quando "Viaggio in Italia" cambiò la fotografia nel nostro Paese

Vada, 24 ago. (askanews) – Una mostra che ha segnato la storia della fotografia italiana e ha cambiato il modo in cui abbiamo guardato a questo medium. Era il 1984 quando Luigi Ghirri, Gianni Leone ed Enzo Velati curarono la collettiva “Viaggio in Italia”, con fotografi come Basilico, Castella, Cresci, Chiaramonte, Jodice, Barbieri: quarant’anni dopo il Museo di Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo ha ricreato quell’esposizione e la casa editrice Quodlibet ha ripubblicato lo storico e introvabile catalogo. Una delle presentazioni del grande progetto si è tenuta anche al Vada Photo Festival.

“Forse oggi – ha detto il direttore del MUFOCO, Matteo Balduzzi, ad askanews – Viaggio in Italia può stare davvero tra i classici. Tra i classici vuol dire che non se ne può prescindere, non si può non conoscere, non averlo guardato o studiato quando si parla di fotografia in Italia, ma anche quando si parla di Italia, quando si parla di paesaggi italiani. E nello stesso tempo forse, come ogni classico, siamo anche liberi di superarlo, non siamo più obbligati a imitarlo e a subirne in qualche modo l’influsso. E io vedo questo tra i giovani. Sta nella loro formazione, ma nello stesso tempo non è per forza, come invece è stato per molti anni, una sorta di modello linguistico, di stile. È qualcosa che è diventato un po’ più profondo”.

Nella serata vadese si è ripercorsa la storia di un progetto che ha riunito quelli che sono diventati i grandi nomi della fotografia italiana, ma soprattutto ha offerto una possibilità di sguardo diversa sullo stesso paesaggio del nostro Paese, anti retorica e più vicina all’arte contemporanea. Aiutandoci a ripensare anche noi stessi nello spazio del quotidiano.

“Ghirri – ha aggiunto Balduzzi – diceva che guardare le cose è già un primo modo per volerle bene, per capirle, per tutelarle. D’altra parte è anche vero che poi questi autori hanno preso direzioni anche molto diverse tra di loro. Cioè è anche interessante che Viaggio in Italia sia stato un momento quasi magico, ma poi giustamente gli autori hanno preso strade anche divergenti secondo la loro personalità, secondo la loro ricerca e poi sono diventati appunto i grandi nomi della fotografia italiana nel mondo”.

“Puntiamo sui vuoti, sulle assenze”, scriveva Arturo Carlo Quintavalle nella presentazione del libro, “sulle strutture della nostra realtà che sono, almeno nella rappresentazione fotografica, emarginate”. In qualche modo in queste parole c’è il senso più radicale del progetto e della sua valenza sia artistica sia etico-politica.

Tajani a Salvini: politica estera la fa premier e ministro Esteri

Rimini, 24 ago. (askanews) – “La politica estera la fanno il presidente del Consiglio, il ministro degli Esteri e se si devono far valere delle ragioni, come ho detto, si vince con la forza delle idee, non con la violenza delle parole”. Lo ha detto, arrivato al Meeting di Rimini, il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, rispondendo ai cronisti che gli chiedevano delle “tensioni” dentro la maggioranza di governo, dopo le esternazioni del ministro Salvini verso Macron.

“Io uso sempre toni calmi”. Ha aggiunto Tajani a chi gli ricordava il monito della presidente del Consiglio Giorgia Meloni di abbassare i toni dopo le “provocazioni” di Salvini verso Macron in merito al conflitto in Ucraina, Tajani ha spiegato: “Bisogna sempre ricordare che la forza delle idee in politica conta pi della violenza delle parole. Quindi se si vuole vincere bisogna usare la forza delle idee. Quello che io ho sempre cercato di fare per prevalere”.

Da domenica più sole. Poi perturbazione collegata a Erin

Roma, 24 ago. (askanews) – Prosegue la fase dinamica e molto movimentata legata alla burrasca che ha interessato il nostro paese negli ultimi giorni; oltre a nuovi rovesci temporaleschi nel corso di domenica 24 agosto è previsto pure un calo delle temperature su parte dell’Italia. Mattia Gussoni, meteorologo de iLMeteo.it, conferma una diminuzione sensibile dei valori termici specie sulle regioni del Nord con temperature massime non oltre i 23-24°C in città come Torino, Milano, Genova e Venezia. Più caldo invece sul resto dell’Italia, ma senza eccessi, con punte sui 28-29°C grazie anche ad una vivace ventilazione dai quadranti settentrionali. Nelle prossime ore avremo anche il rischio di rovesci temporaleschi sull’arco alpino, in Emilia Romagna, in Liguria e sulle zone interne di Toscana, Marche, Abruzzo, Molise e Puglia; come capita spesso in questa stagione si tratterà dei classici acquazzoni dalla durata di massimo un’ora, quindi non in grado di rovinare l’intera giornata. Poi, dopo un inizio di settimana contraddistinto da una rimonta anticiclonica che garantirà più sole su buona parte dei settori, l’approdo dell’uragano Erin sul Nord Europa (col passare dei giorni si trasformerà in tempesta extra tropicale) influenzerà il tempo anche sul Mediterraneo e sull’Italia. Il suo avvicinamento al continente europeo richiamerà infatti un flusso di aria molto calda e umida (a causa del moto antiorario delle correnti attorno al minimo depressionario) direttamente dalle latitudini subtropicali. Questo afflusso di aria rovente sarà particolarmente marcato al Centro Sud e sulle due Isole Maggiori dove sono previsti valori oltre i 36-38°C, con punte fino a 40°C in Sicilia e Sardegna. Lo scenario sarà molto diverso al Nord, dove invece inizierà una fase di maltempo intenso. Il contrasto tra l’aria calda in risalita e le correnti più fresche di origine atlantica, infatti, darà origine a condizioni di forte instabilità. Da Mercoledì 27 Agosto si prevede una vera e propria ondata di maltempo, con piogge abbondanti, temporali violenti, grandinate e possibili nubifragi. Sarà una fase delicata, con alto rischio di criticità idrogeologiche, allagamenti e disagi, soprattutto nelle zone più vulnerabili. Non si possono escludere inoltre mareggiate lungo le coste maggiormente esposte, a causa del rinforzo dei venti e del moto ondoso.

Papa: Gesù mette in crisi sicurezza credenti, non bastano parole

Roma, 24 ago. (askanews) – “Mentre a volte ci capita di giudicare chi è lontano dalla fede, Gesù mette in crisi “la sicurezza dei credenti””. Lo ha detto Papa Leone XIV nel suo discorso all’Angelus.

“Egli, infatti, ci dice che non basta professare la fede con le parole, mangiare e bere con Lui celebrando l’Eucaristia o conoscere bene gli insegnamenti cristiani – ha spiegato il Papa -. La nostra fede è autentica quando abbraccia tutta la nostra vita, quando diventa un criterio per le nostre scelte, quando ci rende donne e uomini che si impegnano nel bene e rischiano nell’amore proprio come ha fatto Gesù; Egli non ha scelto la via facile del successo o del potere ma, pur di salvarci, ci ha amati fino ad attraversare la “porta stretta” della Croce. Lui è la misura della nostra fede”.

Quando “Viaggio in Italia” cambi la fotografia nel nostro Paese

Vada, 24 ago. (askanews) – Una mostra che ha segnato la storia della fotografia italiana e ha cambiato il modo in cui abbiamo guardato a questo medium. Era il 1984 quando Luigi Ghirri, Gianni Leone ed Enzo Velati curarono la collettiva “Viaggio in Italia”, con fotografi come Basilico, Castella, Cresci, Chiaramonte, Jodice, Barbieri: quarant’anni dopo il Museo di Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo ha ricreato quell’esposizione e la casa editrice Quodlibet ha ripubblicato lo storico e introvabile catalogo. Una delle presentazioni del grande progetto si tenuta anche al Vada Photo Festival.

“Forse oggi – ha detto il direttore del MUFOCO, Matteo Balduzzi, ad askanews – Viaggio in Italia pu stare davvero tra i classici. Tra i classici vuol dire che non se ne pu prescindere, non si pu non conoscere, non averlo guardato o studiato quando si parla di fotografia in Italia, ma anche quando si parla di Italia, quando si parla di paesaggi italiani. E nello stesso tempo forse, come ogni classico, siamo anche liberi di superarlo, non siamo pi obbligati a imitarlo e a subirne in qualche modo l’influsso. E io vedo questo tra i giovani. Sta nella loro formazione, ma nello stesso tempo non per forza, come invece stato per molti anni, una sorta di modello linguistico, di stile. qualcosa che diventato un po’ pi profondo”.

Nella serata vadese si ripercorsa la storia di un progetto che ha riunito quelli che sono diventati i grandi nomi della fotografia italiana, ma soprattutto ha offerto una possibilit di sguardo diversa sullo stesso paesaggio del nostro Paese, anti retorica e pi vicina all’arte contemporanea. Aiutandoci a ripensare anche noi stessi nello spazio del quotidiano.

“Ghirri – ha aggiunto Balduzzi – diceva che guardare le cose gi un primo modo per volerle bene, per capirle, per tutelarle. D’altra parte anche vero che poi questi autori hanno preso direzioni anche molto diverse tra di loro. Cio anche interessante che Viaggio in Italia sia stato un momento quasi magico, ma poi giustamente gli autori hanno preso strade anche divergenti secondo la loro personalit, secondo la loro ricerca e poi sono diventati appunto i grandi nomi della fotografia italiana nel mondo”.

“Puntiamo sui vuoti, sulle assenze”, scriveva Arturo Carlo Quintavalle nella presentazione del libro, “sulle strutture della nostra realt che sono, almeno nella rappresentazione fotografica, emarginate”. In qualche modo in queste parole c’ il senso pi radicale del progetto e della sua valenza sia artistica sia etico-politica.

Patti Smith celebra i 50 anni dell’album "Horses"

Milano, 24 ago. (askanews) – Legacy Recordings, la divisione catalogo di Sony Music Entertainment, annuncia l’uscita il 10 ottobre di “Horses (50th Anniversary)” per celebrare il 50esimo anniversario di “Horses” di Patti Smith. L’album, pubblicato originariamente nel 1975, sarà disponibile in doppio CD e vinile.

Questa edizione conterrà l’iconico album originale rimasterizzato direttamente dai nastri master originali da 1/4, oltre a canzoni inedite, provini e rarità, tra cui il nastro del provino RCA di Patti Smith del 1975.

“Horses (50th Anniversary)” conterrà otto canzoni mai pubblicate prima, come “Snowball” e “Birdland (Alternate Take)”, insieme ai demo RCA. Il primo singolo, “Snowball”, è disponibile da oggi su tutte le piattaforme streaming https://pattismith.lnk.to/50Horses.

“Il poeta può stare da solo, ma quando si fonde con una band, si arrende alla meraviglia del lavoro di squadra. Così uniti, abbiamo fatto nascere insieme Horses”. – Patti Smith, “Bread of Angels”. Il 4 novembre Patti Smith pubblicherà il suo atteso libro di memorie, “Bread of Angels” (Random House Publishing). Nella sua opera più intima e visionaria, Patti Smith descrive la sua infanzia nel secondo dopoguerra nella classe operaia di Philadelphia e nel South Jersey, la sua adolescenza quando i primi barlumi di arte e romanticismo prendono piede, la sua ascesa come icona del punk rock fino al suo ritiro dalla vita pubblica quando incontra il suo unico vero amore e mette su famiglia sulle rive del lago Saint Clair, nel Michigan. Quando Patti Smith subisce profonde perdite, ritorna alla scrittura, l’unica costante di un percorso di vita guidato dalla libertà artistica e dal potere dell’immaginazione.

Massimo Vitali, un fotografo in spiaggia al Vada Photo Festival

Vada, 24 ago. (askanews) – Una spiaggia e un fotografo che da anni racconta gli italiani attraverso le immagini riprese in luoghi balneari. In occasione del Vada Photo Festival, Massimo Vitali ha scelto di realizzare dei nuovi scatti alle Spiagge bianche di Rosignano Marittimo, luogo molto frequentato da bagnanti e vacanzieri, ma anche controverso per la vicinanza agli stabilimenti Solvay.

“Io sono stato qui a Vada 30 anni fa per la prima volta – ha detto Vitali ad askanews – e poi ci sono venuto altre volte e dato che le mie foto comunque sono su come siamo noi, com’è la gente, cosa succede anche sulle spiagge, ho voluto tornare, perché mi sembrava un’ottima occasione per edere cosa è successo, cosa succede”.

Attraverso la “Beach Series” dal 1995 Vitali racconta proprio il costume italiano, e quindi la società, osservata attraverso il luogo simbolo delle vacanze, con uno sguardo che, con una postura che guarda all’arte, assume certamente anche connotazioni sociologiche. “È tutto cambiato – ha aggiunto il fotografo – ovviamente la cosa più incredibile è che la gente non parla più uno con l’altro, parlano ognuno col proprio telefono. Quello è il cambiamento degli ultimi anni, ma è cambiato il colore degli asciugamani, sono cambiati i costumi da bagno, i capelli, è cambiato tutto. Ora, da più di un anno mi sono occupato dell’archivio e sull’archivio vedo delle cose che non avevo mai pensato. Non avevo mai pensato che il mio lavoro di documentazione fosse così profondo, andasse così a fondo”.

Una profondità, e questo forse è l’aspetto più interessante, che nasce dagli scatti che vorrebbero raccontare la superficie, il momento lieve, la spiaggia della vacanza spensierata e magari anche frivola. Ma tutto questo, in realtà, dice molto di noi e del modo in cui vorremmo essere.

Giunto alla sua quinta edizione, il Vada Photo Festival porta nella cittadina sulla costa livornese mostre, workshop e talk intorno alla fotografia che, per alcune settimane sul finire dell’estate, letteralmente invade piazze e strade.

Nuovo album per la band britannica Wolf Alice: "The clearing"

Milano, 24 ago. (askanews) – È uscito in fisico e in digitale “The clearing” (https://columbia.lnk.to/WolfAlice), il nuovo attesissimo album della band britannica Wolf Alice, contenente il nuovo singolo Just two girls, da oggi in radio.

Parlando del nuovo singolo Just two girls, la frontwoman Ellie Rowsell racconta: “L’ispirazione mi è venuta durante alcune cene con le mie amiche, una alla volta, in momenti diversi. Mi sono accorta di quanto spesso dicevo ‘Oh mio Dio, hai proprio ragione!’ ed è stato bello rendermi conto di quanto siano preziose e rassicuranti queste conversazioni, e di quanto io stia imparando da esse. In questo periodo sto cercando di capire molte cose, come l’invecchiare, e mi trovo a riflettere molto anche sull’aspetto fisico. Sono temi che condividi con le tue amiche, e all’improvviso non ti sembrano più così pesanti. Mi è sembrato naturale che ci fosse una canzone che raccontasse proprio questo.

Dopo aver pubblicato tre singoli dirompenti “Bloom Baby Bloom” (QUI un’incredibile performance live che hanno realizzato al Jimmy Kimmel Live!), “The Sofa” e il più recente “White Horses”, ciascuno capace di svelare una precisa direzione sonora, “THE CLEARING” arriva come un momento di cristallizzazione per una delle band più creative ed emotivamente intense del Regno Unito. Scritto nel quartiere londinese Seven Sisters, e registrato l’anno scorso a Los Angeles con il vincitore di GRAMMY e produttore Greg Kurstin, il nuovo progetto “The clearing” è un album senza tempo e riunisce una serie di brani che mostrano l’ambizione, le idee e le emozioni che hanno spinto la band a realizzarlo: è il lavoro più raffinato di Wolf Alice fino a oggi. “The clearing” è un classico disco pop/rock che strizza l’occhio agli anni ’70, pur restando fermamente ancorato al presente. Se i Fleetwood Mac scrivessero oggi un disco nel Nord di Londra, il risultato potrebbe ricordare questa sequenza di tracce grandiose e diverse l’una dall’altra.

“The clearing” è un disco che parla di arrivo, non una meta precisa ma una ritrovata serenità lungo il cammino. Che si tratti dell’autoanalisi di Thorns, della nostalgia struggente di Leaning Against The Wall o dell’intimità ruvida di Play It Out, ogni brano segna una tappa nell’evoluzione della band. Un album fondamentale, tanto nel concetto quanto nella realizzazione, che non rappresenta una reinvenzione, ma piuttosto il pieno riconoscimento delle capacità del gruppo: intenso e vulnerabile, giocoso e profondo al tempo stesso. Al centro spicca la scrittura poetica in continua trasformazione di Ellie Rowsell, accompagnata dalla voglia condivisa con Joff, Theo e Joel di divertirsi, forti della loro ambizione e della piena consapevolezza del proprio talento in questo momento unico della loro carriera. Dall’euforia di Bread Butter Tea Sugar, all’accettazione in The Sofa, l’album racconta una band che non ha paura di spingersi oltre come mai prima d’ora.

I Wolf Alice adesso sono pienamente padroni della propria identità: non più alla ricerca, ma pronti a entrare con sicurezza in un nuovo capitolo.

Il titolo dell’album serve sia come una dichiarazione di intenti sia come fulcro emozionale. I quattro componenti della band si ritrovano ora a meditare su cosa rimane quando le insicurezze e le incertezze dei vent’anni se ne vanno.

In White Horses, il messaggio “Know who I am, that’s important to me. Do what I can to see the wood from the trees” non suona come un trionfo, ma come un’accettazione serena. The Clearing rappresenta il lavoro più compiuto e toccante dei Wolf Alice fino a oggi.

Sisma Centro Italia, Meloni: ricostruzione sbloccata

Roma, 24 ago. (askanews) – “Nel nono anniversario di quella drammatica notte vogliamo ricordare chi non c’è più e stringerci ancora una volta ai familiari delle vittime” rinnovando “il nostro ringraziamento a tutti i soccorritori” e garantendo che “l’Italia non dimenticherà mai il loro eroismo”. Si apre con queste parole la lettera che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha scritto al Messaggero ricordando il terremoto del 24 agosto 2016 che devastò il Centro Italia.

“Oggi – sottolinea Meloni – il cratere sismico è il più grande cantiere d’Europa e in questo cantiere non si stanno ricostruendo solo le case, gli edifici pubblici, le chiese e le fabbriche. Si sta ricostruendo anche la vita di un’intera comunità, travolta da un evento che ha cambiato per sempre il volto di borghi, città e territori”. Il governo, aggiunge la premier, “ha lavorato con determinazione e caparbietà per imprimere, dopo troppi rinvii e false partenze, una decisa accelerazione nella ricostruzione post sisma”.

Calcio, Risultati serie A, Cremonese e Roma in testa

Roma, 24 ago. (askanews) – Questi i risultati e la classifica della prima giornata di serie A dopo Milan-Cremonese 1-2, Roma-Bologna 1-0

Prima giornata: Sassuolo-Napoli 0-2, Genoa-Lecce 0-0, Milan-Cremonese 1-2, Roma-Bologna 1-0, domenica 24 agosto ore 18.30 Cagliari-Fiorentina, Como-Lazio, ore 20.45 Atalanta-Pisa, Juventus-Parma, lunedì 25 agosto ore 18.30 Udinese-Verona, ore 20.45 Inter-Torino.

Classifica: Napoli, Cremonese, Roma 3, Lecce, Genoa 1, Bologna, Pisa, Udinese, Inter, Juventus, Fiorentina, Milan, Atalanta, Lazio, Cagliari, Torino, Parma, Verona, Como, Sassuolo 0

Seconda giornata: venerdì 29 agosto ore 18.30 Cremonese-Sassuolo, ore 20.45 Lecce-Milan, sabato 30 agosto ore 18.30 Bologna-Como, Parma-Atalanta, ore 20.45 Napoli-Cagliari, ore 20.45 Pisa-Roma, domenica 31 agosto ore 18.30 Genoa-Juventus, ore 18.30 Torino-Fiorentina, ore 20.45 Inter-Udinese, Lazio-Verona

Terza giornata: sabato 13 settembre ore 15 Cagliari-Parma, ore 18 Juventus-Inter, ore 20.45 Fiorentina-Napoli, domenica 14 settembre ore 12.30 Roma-Torino, ore 15 Atalanta-Lecce, Pisa-Udinese, domenica 14 settembre ore 18 Sassuolo-Lazio, ore 20.45 Milan-Bologna lunedì 15 settembre ore 18.30 Verona-Cremonese, ore 20.45 Como-Genoa,

Nubifragio sulla Romagna. Albero sui binari, treno evacuato

Roma, 24 ago. (askanews) – Un violento temporale, con forti raffiche di vento che hanno superato in alcune città come a Bellaria i 100 chilometri all’ora, ha colpito stanotte l’Emilia Romagna. Il temporale scoppiato intorno alle 4.30 del mattino nella zona di Ravenna si è spostato in tutta la riviera romagnola.

Cesenatico, ma soprattutto Gatteo, Bellaria Igea Marina, Rimini fino a Riccione e Cattolica sono le zone più colpite dove si sono riscontrati più danni. A causa di un albero caduto sui binari un treno bloccato sulla linea Rimini-Ravenna è stato evacuato e i passeggeri messi in salvo.

Numerosi gli alberi caduti su auto, giardini e case con città semiparalizzate e sottopassi e garage interrati ancora allagati. Sul posto, nei luoghi dove si sono riscontrati maggiori danni, diverse squadre di vigili del fuoco e della Protezione civile.

Un partito di Draghi?

La questione posta ieri dalla direzione di questa testata, Il Domani d’Italia, circa le ripercussioni politiche del discorso di Mario Draghi del 22 agosto al Meeting di Rimini, merita di essere dibattuta perché implica temi cruciali per il futuro dell’Europa.

Se gli argomenti con cui l’ex presidente della Bce sferza l’Ue ad affrontare le sfide di un tempo nuovo, non producono ricadute politiche, rischiano di rimanere belle parole. Tale è il senso della nota della redazione di questo giornale.

Il seme di una visione che germoglia

In effetti, se non sembra appropriato parlare di un “partito di Draghi”, non si può non rilevare che un seguito trasversale, ben oltre la politica, nei luoghi del potere del Paese e degli altri partner comunitari, alle priorità indicate da Draghi, in questi anni si sia manifestato. Perché quando si getta il seme di un’idea (e magari lo si fa anche per un breve ma intenso periodo da presidente del Consiglio), di una visione delle cose adeguata ai tempi, è inevitabile che da qualche parte questo seme germogli e dia frutti.

Ciò è testimoniato, solo per citare qualche esempio, da nuovi criteri di gestione della finanza pubblica affermatisi negli anni Venti, sia a livello nazionale che comunitario; dalla riscoperta, rispetto a un passato anche recente, di un intervento dello Stato in economia nella giusta misura, per creare i presupposti, orientare e massimizzare lo sviluppo economico e sociale in precise direzioni e capace di reggere il confronto a livello internazionale; dal decollo di un grande progetto di cooperazione con l’Africa, il Piano Mattei, con enormi implicazioni geopolitiche e in un settore strategico come quello energetico.

Cose che ci dicono che un “partito di Draghi” c’è ed opera in modo concreto, andando a incidere in profondità, talvolta scontando anche una incredibile riluttanza di una politica senza basi, ridotta alla personalizzazione e al modello degli influencer dei social media, ad affrontare le questioni che davvero contano per il bene comune e per il futuro.

Una politica debole e insignificante

La controprova si ha nel fatto che una politica che si accomoda per tatticismo sulla scia prodotta da altri, su narrazioni estrinseche ad essa, che rinuncia a voler decidere in autonomia sui temi della guerra e della pace, delle politiche monetarie, di una distribuzione della ricchezza più equa fra i diversi ceti sociali, finisce con l’essere percepita come insignificante da una parte consistente di cittadini.

Draghi non perde occasione per ricordarci che il tempo delle decisioni per l’Europa non è illimitato e che rinviare queste decisioni oltre il tempo giusto in cui vanno prese potrebbe rivelarsi esiziale per l’Unione Europea. Ci indica i concreti rischi di ulteriore declino fino al punto di non ritorno della sua irreversibilità.

Parole, sì parole, pesanti però come le pietre. Parole che non possono che innescare un processo virtuoso di risveglio, di presa di coscienza della posta in gioco, di abbandono di un fatalistico atteggiamento di mera gestione del declino.

 

Una sfida per il popolarismo

In questa prospettiva, un “partito di Draghi” si può innescare nelle diverse piattaforme politiche senza bisogno che qualcuno dia il la che non sia la stessa forza dell’intelligenza delle cose, e nel caso della tradizione politica popolare, cattolico-sociale, l’esempio che ci viene da fasi del passato anche più critiche di quelle attuali, che videro i cattolici impegnati in politica capaci di dare un contributo decisivo e lungimirante a districare i nodi politici a loro contemporanei.

Perché non può esserci popolarismo senza un programma. Ciò che dice Draghi non è accademia ma appartiene all’ambito del “si può fare”.

Draghi e il destino europeo: il pantheon delle idee in cerca di un centro

Nel vasto e complesso pantheon dell’Unione Europea riecheggiano, ancora oggi, molte voci, molte fedi civili e politiche che si intrecciano, si sovrappongono, talvolta si scontrano. Ogni Paese membro ha portato con sé un bagaglio di esperienze, di tradizioni, di convinzioni profondamente radicate.

Da queste differenti radici emergono riti e credenze differenti. C’è chi invoca con fermezza l’austerità come principio imprescindibile per la stabilità economica, chi invece mette al centro la sovranità nazionale come ultima e inviolabile garanzia di identità e autodeterminazione. Altri ancora affidano le loro speranze nella promessa di una più profonda integrazione economica, vedendola come la strada obbligata per una crescita condivisa e sostenibile. Vi sono poi coloro che elevano la transizione ecologica a nuovo atto fondativo dell’Europa, immaginando un futuro verde e resiliente come vera ragione d’essere del progetto europeo. E non mancano coloro che considerano la sicurezza condivisa, in un mondo sempre più instabile, come pilastro indispensabile per salvaguardare vite e valori.

Tuttavia, questo coro, pur ricco e potente, suona spesso dissonante. Mancano infatti quei tratti di una liturgia comune, di una visione condivisa capace di unire e orientare l’azione politica e istituzionale.

Lassenza di un centro politico

Non basta coordinarsi. Serve un centro, un principio unificante, un’idea guida che possa infondere senso e direzione al progetto europeo. È esattamente questa assenza che Mario Draghi ha messo in luce con chiarezza e sobrietà nel suo recente intervento al Meeting di Rimini. Con parole misurate, ma dal peso politico inequivocabile, ha posto una domanda essenziale, che più di ogni altra interpella il destino stesso dell’Europa.

Vogliamo davvero costruire un’Europa politica, dotata di istituzioni legittimate, di poteri effettivi condivisi, di una volontà unitaria capace di decidere e agire? Oppure preferiamo continuare a vivere in un’Europa che coordina, media, discute, ma non decide, non guida, non incarna un progetto di comunità? Questa domanda, lungi dall’essere un mero esercizio retorico, è un appello urgente.

La scelta non più rinviabile

L’Europa si trova davanti a scelte decisive. In un contesto internazionale caratterizzato da conflitti che si avvicinano alle sue stesse porte, da profonde trasformazioni tecnologiche e industriali, da crisi demografiche che mettono in discussione i modelli sociali ed economici consolidati, è indispensabile una risposta comune, forte, condivisa.

Accanto a queste sfide esterne, si somma però un problema interno non meno grave: l’incapacità di dare forma a un’intelligenza collettiva, a una vera volontà comune che sappia superare divisioni, egoismi e inerzie. Draghi non ha rivolto il suo discorso contro qualche parte politica specifica o qualche schieramento. Ha parlato per l’Europa, con l’intenzione di scuotere le coscienze di una classe dirigente spesso intrappolata in un limbo.

Un limbo fatto di europeismo di maniera, rituale e senza sostanza, e di sovranismo nostalgico, che guarda indietro con diffidenza e paura. Il suo europeismo è dunque un europeismo concreto, disincantato, operativo. Non si tratta di un’utopia ideale o di un progetto astratto, ma di una necessità urgente, quasi vitale.

La fede laica del costruire

Draghi ha ricordato che certe sovranità, lungi dal dissolversi quando vengono condivise, si rafforzano proprio grazie a questo processo. Il vero problema oggi non è dunque il pluralismo in sé, ma l’assenza di una scelta chiara, di una direzione che guidi le nostre politiche comuni.

La discussione se costruire un’Europa federale, dotata di istituzioni forti e di una reale sovranità politica, o un’Europa intergovernativa, che resta una somma di Stati affiancati ma sostanzialmente autonomi, è troppo spesso rimandata, nascosta dietro il velo di tecnicismi che servono più a nascondere che a chiarire. Ma questa è una questione eminentemente politica, forse la più importante del nostro tempo.

Non si tratta di una costruzione teorica o accademica, ma della capacità concreta dell’Europa di proteggere i propri cittadini, di governare con efficacia le grandi transizioni che stiamo vivendo, di contare e influenzare lo scenario globale. Senza strumenti comuni, senza una volontà unitaria, l’Europa sarà sempre costretta a inseguire gli eventi, a restare interlocutrice e non protagonista, spettatrice e non attore delle trasformazioni globali.

Il pantheon europeo, dunque, ha bisogno di un centro. Di un principio vivente e condiviso, attorno al quale ricostruire coesione, fiducia e coraggio. Draghi non ha imposto una dottrina o un dogma, ma ha sollevato il velo della retorica e della superficialità, richiamando tutti a una visione lucida e responsabile.

Ha parlato con la libertà di chi guarda avanti, non per nostalgia, ma per senso di responsabilità verso le nuove generazioni e verso il futuro. Ora la parola passa ai leader europei. La scelta è chiara e ineludibile: continuare a essere officianti di un culto senza anima, con un’Europa che resta una somma di particolarismi e riti slegati, o avere il coraggio di dare finalmente un volto e una voce a una cittadinanza politica comune, reale e concreta.

È una sfida che richiede fede laica nel costruire, passione per l’impegno concreto, e soprattutto coraggio. Un coraggio che deve essere ispirato dalle parole di chi, come Alcide De Gasperi, seppe immaginare l’Europa non come un’idea astratta o un’utopia irraggiungibile, ma come un progetto da edificare giorno dopo giorno, passo dopo passo.

Le sue parole tornano oggi più attuali che mai: «L’Europa non è un’improvvisazione, ma una realizzazione progressiva. E sarà tanto più solida quanto più sarà costruita su fatti e solidarietà.»

Oggi, dunque, più che mai, serve quella fede laica del costruire, che non è semplicemente una speranza, ma una scelta politica, una responsabilità collettiva. Serve il coraggio di scegliere e di agire, per trasformare il pantheon europeo in un organismo vivo e vitale, capace di affrontare le sfide del nostro tempo e di costruire insieme un futuro di pace, prosperità e giustizia.

Israele, Gantz rilancia un governo di emergenza: la priorità sono gli ostaggi

Il leader di Unità Nazionale, Benny Gantz, ha sorpreso la scena politica israeliana con un invito pubblico a formare un governo di emergenza nazionale. L’appello, rivolto al premier Benyamin Netanyahu, al leader dell’opposizione Yair Lapid e al presidente di Israel Beitenu Avigdor Liberman, punta a dare vita a un esecutivo di sei mesi con due obiettivi circoscritti: ottenere la liberazione degli ostaggi ancora nelle mani di Hamas e varare la legge sull’arruolamento obbligatorio degli ultra-ortodossi, da anni uno dei nodi irrisolti della politica israeliana.

Non voglio salvare Netanyahu, ma gli ostaggi”

Parlando in conferenza stampa, Gantz ha chiarito la logica della sua proposta: “Non voglio salvare Netanyahu ma gli ostaggi, che sono in pericolo di vita. Se il premier non sarà d’accordo, sapremo di aver fatto tutto il possibile”. Un messaggio che sposta il baricentro dalla contesa politica alla responsabilità collettiva, segnalando la necessità di un’assunzione di impegni concreti oltre gli interessi di partito.

L’ex capo di Stato Maggiore, già ministro della Difesa e figura di solida esperienza militare e istituzionale, aveva lasciato lo scorso giugno il gabinetto di guerra denunciando l’incapacità del premier di gestire la crisi con coerenza e credibilità. Da allora la sua posizione non è stata di mera opposizione, ma di costante richiamo all’unità nazionale in una fase segnata da fragilità interna e isolamento internazionale.

Uniniziativa che rompe gli equilibri

La proposta di Gantz mette in difficoltà l’attuale coalizione di destra. Accogliere un governo di emergenza significherebbe infatti ridimensionare il ruolo degli alleati ultraortodossi e soprattutto dei leader dell’estrema destra, Bezalel Smotrich e Itamar Ben Gvir, la cui agenda radicale è percepita da una parte crescente dell’opinione pubblica come un ostacolo a ogni soluzione credibile della crisi.

Lapid e Liberman si sono detti disponibili a discutere, mentre nei media israeliani l’iniziativa viene letta come un atto di responsabilità che potrebbe ridare credibilità al Paese, proprio mentre la comunità internazionale sollecita Israele a muoversi con maggiore determinazione sul fronte degli ostaggi e a riequilibrare il rapporto tra sicurezza e diritti civili.

La voce del buon senso

Se Netanyahu dovesse rifiutare l’offerta, Gantz consoliderebbe comunque l’immagine di uomo di Stato capace di anteporre l’interesse nazionale alle convenienze politiche. In un contesto segnato dall’instabilità e dall’erosione della fiducia dei cittadini, la sua figura emerge come quella di un leader pragmatico, pronto a offrire una via di mezzo tra il radicalismo e l’impotenza.

Il futuro di questa proposta resta incerto. Ma una cosa appare chiara: Gantz ha voluto riportare al centro della politica israeliana un linguaggio di sobrietà e di responsabilità, in netta controtendenza rispetto alla polarizzazione dominante. Per molti israeliani stanchi di promesse mancate e contrapposizioni sterili, questa è la voce del buon senso che ancora tiene viva la speranza di un’uscita dall’emergenza.

Trump e Putin: illusioni di pace

[…] La guerra continua, e questo è il vero messaggio del connubio di Trump e Putin: sarà una nuova versione della guerra fredda, più tecnologica e digitale, in cui oltre ai missili e ai carri armati conteranno i messenger e i social, il russo Max contro il WhatsApp occidentale, facendo a gara a chi riesce meglio a controllare le coscienze delle persone. L’Occidente dell’America e dell’Europa si confronta con l’Oriente della Russia e della Cina, dove la vera potenza economica è a Pechino, ma il manico del coltello militare è a Mosca, e i soldati russi stanno istruendo i cinesi nelle tattiche d’invasione, in previsione di un nuovo possibile episodio della vera guerra “calda” nell’isola di Taiwan. Dal canto loro, gli europei s’interrogano su quante armi e quanti soldati sia necessario schierare sul confine dell’Ucraina, magari appellandosi all’articolo 5 della Nato, facendo finta che non sia la Nato.

 

Limperatore di Washington e il mito del Nobel

L’imperatore di Washington ormai pretende il Nobel per la pace, per cui hanno deciso di firmare insieme la richiesta i presidenti dell’Azerbaigian e dell’Armenia, che peraltro non hanno ancora firmato il trattato di pace come promesso nell’altra sceneggiata americana. Trump ripete in continuazione di aver già risolto almeno sei guerre, quando l’unico vero accordo firmato davanti a lui è stato quello tra il Congo e il Ruanda, che peraltro continuano tranquillamente a combattersi come la Russia e l’Ucraina.

Il “settimo sigillo” di Trump avverrà prima o poi al Cremlino, dove l’americano sogna di recarsi ben più di quanto Putin aspiri a entrare nella Casa Bianca, anche considerando le sue visite alla sede dell’Onu a New York.

 

I commentatori russi: vittoria diplomatica e guerra permanente

La guerra continua, è anche il ritornello dei tanti blogger e propagandisti russi, tutti molto entusiasti dopo il vertice in Alaska. Come scrive Egor Kholmogorov, “Putin ha ottenuto una fantastica vittoria diplomatica, senza cedere su nulla”, mentre Akim Apačev assicura che “Putin non è più una canaglia per l’Occidente, Trump gli ha restituito lo status di politico di livello mondiale, a cui stringere la mano… questo non ci impedisce di continuare a fare la guerra, anche se è un nuovo punto di partenza”.

L’oligarca ortodosso Konstantin Malofeev afferma che “dobbiamo constatare che Putin è come sempre il migliore al mondo nelle trattative: con l’America c’è la pace, mentre nel Donbass continuiamo ad avanzare”, e l’ideologo eurasista Aleksandr Dugin riassume che “allora dobbiamo fare a tutti i complimenti per questo summit grandioso, vincere su tutto e non perdere su niente, così sapeva fare solo lo zar Aleksandr III… c’è ancora molto da fare, ma non dobbiamo avere paura delle trattative di pace come Gorbačev e Eltsin, Putin sa come andare fino in fondo”.

 

Lattesa per un incontro con Zelenskyj

Ora si attende l’incontro decisivo di Putin con Zelenskyj, provocatoriamente proposto al Cremlino, lasciando intendere che il suddito sconfitto debba prostrarsi ai piedi dello zar vittorioso. I commentatori sia russi che internazionali dubitano che Putin accetti di vedere il “nazista” ucraino in territorio neutro, fosse anche l’amichevole Ungheria di Viktor Orban, e al massimo invierà una delegazione un po’ più autorevole del “gruppo di lavoro” degli incontri a Istanbul, continuando a prendere tempo nelle trattative e nelle sceneggiate, perché tanto “la guerra deve continuare”.

 

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Calcio, Risultati serie A, primo squillo del Napoli

Roma, 23 ago. (askanews) – Questi i risultati e la classifica della prima giornata di serie A dopo Sassuolo-Napoli 0-2 e Genoa-Lecce 0-0

Prima giornata: Sassuolo-Napoli 0-2 e Genoa-Lecce 0-0, ore 20.45 Milan-Cremonese, Roma-Bologna, domenica 24 agosto ore 18.30 Cagliari-Fiorentina, Como-Lazio, ore 20.45 Atalanta-Pisa, Juventus-Parma, lunedì 25 agosto ore 18.30 Udinese-Verona, ore 20.45 Inter-Torino.

Classifica: Napoli 3, Lecce, Genoa 1, Bologna, Pisa, Cremonese, Udinese, Roma, Inter, Juventus, Fiorentina, Milan, Atalanta, Lazio, Cagliari, Torino, Parma, Verona, Como, Sassuolo 0

Seconda giornata: venerdì 29 agosto ore 18.30 Cremonese-Sassuolo, ore 20.45 Lecce-Milan, sabato 30 agosto ore 18.30 Bologna-Como, Parma-Atalanta, ore 20.45 Napoli-Cagliari, ore 20.45 Pisa-Roma, domenica 31 agosto ore 18.30 Genoa-Juventus, ore 18.30 Torino-Fiorentina, ore 20.45 Inter-Udinese, Lazio-Verona

Terza giornata: sabato 13 settembre ore 15 Cagliari-Parma, ore 18 Juventus-Inter, ore 20.45 Fiorentina-Napoli, domenica 14 settembre ore 12.30 Roma-Torino, ore 15 Atalanta-Lecce, Pisa-Udinese, domenica 14 settembre ore 18 Sassuolo-Lazio, ore 20.45 Milan-Bologna lunedì 15 settembre ore 18.30 Verona-Cremonese, ore 20.45 Como-Genoa,

Salvini: nessun insulto a Macron, da Eliseo reazione spropositata

Milano, 23 ago. (askanews) – La reazione dell’Eliseo “mi ha sorpreso, è spropositata. Non mi sembra che ci sia stato nessun insulto. Semplicemente a una domanda, peraltro di un vostro giornalista, che mi chiedeva un commento alla richiesta di Macron di inviare soldati europei, quindi i nostri figli a combattere e a morire in Ucraina, io ho detto semplicemente: No! Mai! Che è da sempre la posizione del governo italiano”. Lo ha detto a “4 di sera weekend” il vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini in merito alla presa di posizione dell’Eliseo che aveva definito inaccettabile la risposta di Salvini sull’ipotesi del presidente francese Manuel Macron di inviare truppe in Ucraina. “A Milano si direbbe ‘taches al tram’ – aveva detto Salvini – vacci tu sei vuoi, mettiti il caschetto, il giubbetto e vai in Ucraina. I guerrafondai e i bombaroli tacciano”.

“Non capisco perché da mesi Macron continua a parlare di esercito europeo, il mese scorso ha detto: ‘Siamo pronti a combattere’. No, parla a nome tuo! E poi ‘taches al tram è un detto simpatico milanese per dire: ‘Ma non pensarci neanche’, non è un insulto. C’è semplicemente un no fermo, sobrio, a nome della stragrande maggioranza del popolo italiano, ma dello stesso popolo francese, a entrare in una guerra che stiamo lavorando come governo perché finisca” ha proseguito Salvini, aggiungendo che “dopo 3 anni di morti, di massacri, di vittime innocenti, Trump, che magari non starà simpatico a qualcuno, magari non starà simpatico a Macron, però sta riuscendo a mettere intorno a un tavolo Putin e Zelensky, che è già qualcosa di importante. Il Santo Padre ogni domenica invita i leader mondiali a costruire la pace. Ecco, che qualcuno continui a dire: ‘mandiamo i nostri figli a combattere, ci vuole l’esercito europeo, metto a disposizione le mie armi nucleari per difendere l’Europa e andiamo in guerra’? No, semplicemente no”.

“Onestamente sono stupito perché è quasi ovvio dire di no a inviare i nostri figli a combattere e a morire in Russia. Dobbiamo lavorare sia fra Russia e Ucraina che fra Israele e Palestina perché sia la diplomazia a vincere, perché sia il dialogo, perché sia la serenità e il buon senso, non le parole forti. Quindi non so perché questa escalation” ha continuato il vicepremier leghista, sottolineando “non ho nessuna intenzione, nessuna voglia, nessun interesse a polemizzare con Macron ma se domani lei mi richiedesse un commento all’ipotesi di mandare i figli degli italiani a combattere in Ucraina, le risponderei ancora no, no e un’altra volta no. Non so come magari gliel’hanno tradotto male ‘taches al tram'”.

Alla domanda se avesse sentito la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, sulla polemica con la Francia, il ministro ha replicato “no, guardi siamo impegnati totalmente a lavorare a livello interno e a livello esterno per l’interesse degli italiani. Meloni lo fa in maniera egregia cercando di riannodare i nodi del dialogo e quando parla di spiragli di pace è anche frutto del suo lavoro di questi mesi. Ma un governo italiano equilibrato che non si è mai lanciato in parole, in gesta belliche come fatto, ripeto più volte, Macron. Libero di farlo, ne risponderà ai francesi. Però non può dire siamo pronti entrare in guerra anche a nome degli italiani che sono davanti al televisore, perché semmai lo decideremmo noi ma noi abbiamo già deciso che neanche un militare italiano dovrà andare in teatro di guerra e tutte le nostre energie è perché questo sia l’anno del ritorno alla pace. Parliamo della guerra in Ucraina dove comunque anche Trump ha lanciato segnali di, come dire, volere un’Europa vicino, di volerla unita e compatta”.

Fisco, Salvini: togliere la prima casa dal calcolo dell’Isee

Milano, 23 ago. (askanews) – “C’è un altro tema su cui stiamo lavorando con il ministro Giorgetti, perché molti bonus non arrivano in famiglie del ceto medio e vanno soprattutto ad altri perché se non hai l’Isee abbastanza basso non hai il bonus per l’asilo, non hai il bonus per l’affitto, non hai il bonus per la bolletta della luce, solo che per l’Isee se hai una casa di proprietà sei ricco e quindi sei eliminato. Secondo me è una follia, almeno la prima casa bisogna toglierla dal calcolo dell’Isee, perché uno si è fatto un mazzo così, si è comprato una casetta, ci pagato una marea di tasse, perché è proprietario di quella casa perde qualsiasi altro contributo che poi magari va sempre ai soliti. E quindi anche cambiare la stima del calcolo Isee, eliminando la prima casa come se fosse un privilegio da nababbi. Quindi rivedere gli Isee, pace fiscale, aumentare il tetto della flat tax per gli autonomi dagli 85 ai 100mila euro e poi indicizzare anche l’aumento delle pensioni che sicuramente di questi tempi è assolutamente fondamentale. Quindi è questo che cercheremo di fare nella prossima legge di bilancio”. Lo ha detto il vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini, nel corso di un incontro pubblico a Pinzolo (Trento) commentando le parole pronunciate ieri al Meeting di Rimini dall’ex premier Mario Draghi.

“E’ vero che c’è tanta gente che lavora ma gli stipendi non crescono così come cresce l’inflazione, il costo della vita e far la spesa alla famiglia cooperativa. Stiamo ragionando con il ministro dell’Economia Giorgetti, per capire come fare” ha aggiunto Salvini, spiegando che “c’è quella grande fascia centrale, che la maggioranza assoluta degli italiani, che pagano le tasse che dichiara tra i 30 e i 60.000 euro. Fai 50.000 euro, i cento milioni di lire che 30 anni fa erano una cifra della Madonna. I 50.000 euro di oggi, magari se hai due figli che studiano e se hai il mutuo, fatichi ad arrivare a fine mese e quindi bisogna, e su questo stiamo ragionando, arrivare ad aiutare la grande pancia degli italiani”.

Autonomia, Salvini: in autunno primi accordi su competenze Regioni

Milano, 23 ago. (askanews) – “Il nostro obiettivo, con il ministro Calderoli, dopo 35 anni di battaglia nel nome del federalismo, dell’autonomia e dei territori, è di arrivare a sottoscrivere tra governo centrale, Lombardia, Veneto, Piemonte e Liguria nel prossimo autunno i primi accordi sulle competenze da delegare alle Regioni, perché gestire a livello locale quello che lo Stato non riesce a fare a livello centrale significa essere più efficienti”. Lo ha affermato il leader della Lega e vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini, nel corso di un incontro pubblico in piazza Carera a Pinzolo (Trento) commentando le parole pronunciate ieri al Meeting di Rimini dall’ex premier Mario Draghi.

Sottolineando che “le scuole di Trento sono tra le migliori di tutta Italia”, Salvini ha spiegato che “quando sono i territori a gestire alcune situazioni, spesso lo fanno meglio, perché conoscono meglio la loro cultura, le loro persone, il che non vuol dire che devi fare 20 scuole diverse, 20 sanità diverse. Però se la provincia autonoma di Trento gestisce direttamente i suoi insegnanti e le scuole funzionano e gli insegnanti sono soddisfatti, perché ad esempio non si può fare su altri temi? Sulla sanità c’è il tema delle liste d’attesa, lo dico da lombardo, noi anche se risparmiamo e spendiamo meno di altri, arrivi verso la fine dell’anno che anche se hai avanzato dei soldi, non li puoi usare come vuoi tu, ma li devi usare come ti dice lo Stato centrale. Io non ti chiedo un euro in più, ma potrò gestire la mia sanità come diamine voglio io, pagando meglio i miei medici e i miei infermieri. Questo significa autonomia: premiare il merito e punire lo spreco. E penso – ha concluso Salvini – che sia una grande opportunità anche per I cittadini del Sud, che adesso purtroppo spesso devono venire negli ospedali del nord a farsi curare”.

West Nile, Rocca: raggiunto picco, ora comincia il calo

Rimini, 23 ago. (askanews) – “Il picco” dei contagi del virus West Nile “credo sia stato oramai raggiunto e ora dovremmo avere dei numeri in calo”. Lo ha detto il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, intervenuto al Meeting di Rimini.

“Da subito si costituita una taskforce a livello regionale – ha spiegato Rocca – venuto anche il ministero a verificare la modalit di lavoro, che per quanto ci riguarda un modello.

Credo che il picco sia stato ormai raggiunto, dovremmo avere dei numeri a calare nei prossimi giorni e settimane. Quello che abbiamo fatto – ha aggiunto il governatore del Lazio – anche aver messo a disposizione dei comuni risorse a sufficienza per poter fare disinfestazioni e consentire comportamenti virtuosi”.

“Purtroppo la diffusione quest’anno ha avuto dei numeri leggermente superiori, ma dovremmo aver toccato ormai la parte pi alta”, ha concluso Rocca.

Giorgetti: Italia bene ma guerra in Ucraina e dazi non portano vento favorevole

Milano, 23 ago. (askanews) – “Se facciamo sistema sicuramente questo Paese ha energie inespresse che potranno migliorare non solo la percezione, ma la realtà della situazione”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, al Meeting di Rimini. “La previdenza complementare è molto, molto importante. I fondi pensionistici intervengono in Italia dall’estero, come il fondo pensionistico canadese che si comporta benissimo, sarebbe importante che anche i fondi di previdenza complementare finanziati con i contribuiti dei lavoratori guardassero più al sistema-Italia e investissero più in Italia che all’estero”, così Giorgetti nel suo intervento.

La discesa dello “spread” e i giudizi positivi “delle agenzie di rating” internazionali sono “elementi misurabili” del “lavoro” del governo, con “risultati positivi per le imprese, le famiglie e le istituzioni finanziarie”, ha anche affermato il ministro dell’Economia al Meeting. Il numero uno del Mef ha voluto però tirare “un piccolo pizzicotto alle banche” che, ha ricordato, “mutuano a condizioni più favorevoli: tutto questo deve tradursi poi alla fine in benefici concreti a favore delle famiglie”.

Il ministro ha anche detto che “non si può costruire una casa partendo dal tetto, bisogna costruirla partendo dalle fondamenta e lavorando con serietà, con responsabilità e umiltà portando un mattone dietro l’altro. E’ quello che abbiamo fatto, in silenzio, e i risultati cominciano a vedersi. Si incominciano a vedere le fondamenta solide su cui costruire e arricchire la casa per il futuro, andremo avanti con riforme importanti”. Giorgetti nel corso del suo discorso ha ricordato gli elementi “imponderabili e imprevedibili” che hanno ostacolato il cammino di questi anni, come il protrarsi della guerra in Ucraina e la guerra commerciale innescata dagli Usa. “Elementi – ha chiosato – che non portano certo vento favorevole…”. “La guerra commerciale con i dazi sono un elemento di imprevedibilità che nuoce soprattutto alle aspettative economiche, prima ancora che in termini effettivi in merito alle esportazioni, o meno, negli Stati Uniti”, ha specificato.

Italia-Francia, Piantedosi: da Salvini messaggi legittimi

Rimini, 23 ago. (askanews) – “Matteo Salvini un leader politico e quindi utilizza a volta una terminologia molto forte per veicolare in maniera altrettanto forte i suoi messaggi che in democrazia sono legittimi e leciti”. Lo ha detto il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, commentando lo ‘scontro’ diplomatico tra Salvini e Macron.

“Al di l della diplomazia ufficiale, la politica – soprattutto da parte dei leader politici – ha aggiunto Piantedosi a margine del Meeting di Rimini – sotto tutte le latitudini, anche in Francia, si alimenta e si esercita anche attraverso espressioni forti. Molto spesso, anche aldil di come si leggono, servono a conquistare dei commenti.

Calcio, 100 gol Ronaldo ma la Supercoppa è dell’Al Ahli

Roma, 23 ago. (askanews) – L’Al Ahli alza la Supercoppa d’Arabia Saudita al termine di una finale spettacolare e ricca di ex Serie A. A Hong Kong finisce 2-2 nei tempi regolamentari, con l’epilogo affidato ai calci di rigore: dagli undici metri è decisivo Galeno, che regala il trofeo ai verdi (5-4). Cristiano Ronaldo illude l’Al Nassr con il rigore del vantaggio al 41′, rete che gli vale il traguardo storico dei 100 gol in maglia gialloblù (CR7 è il primo a toccare quota 100 con quattro club diversi e la propria nazionale). Poco prima dell’intervallo però Franck Kessié rimette in equilibrio il match con un gran destro a giro dal limite. Nella ripresa l’ex Inter Marcelo Brozovic riporta avanti l’Al Nassr all’82’, approfittando di un errore in uscita proprio di Kessié, ma all’89’ è il difensore ex Roma Roger Ibañez a gelare Ronaldo e compagni con un colpo di testa che vale la lotteria dagli 11 metri. Dal dischetto non sbagliano Toney, Kessié, Mahrez, Joao Felix e compagni fino al penalty decisivo: l’errore di Al Khaibari costa caro al Nassr, mentre Galeno sigilla il 5-4 che consegna all’Al Ahli la coppa. Una finale ad altissimo tasso di stelle, che ha visto brillare ancora una volta CR7, ma anche gli ex Serie A Kessié, Brozovic e Ibañez, protagonisti assoluti di una serata che consacra l’Ahli sul trono d’Arabia.

Castelli: 12mila cantieri conclusi, 4mila famiglie in casa ad Amatrice

Rimini, 23 ago. (askanews) – “Dal 2023 abbiamo registrato un cambio di passo” nella ricostruzione post sisma in Centro Italia con “12.000 cantieri di ricostruzione privata conclusi, 8.500 in corso” e “4.000 nuclei familiari tornati nelle loro case”. Lo ha dichiarato Guido Castelli, commissario straordinario del Governo per la riparazione e la ricostruzione sisma 2016, a margine del suo intervento al Meeting di Rimini.

“Circa 10 miliardi di contributo ai terremotati che negli ultimi anni finalmente hanno cominciato a riprendere la via di casa – ha spiegato Castelli -. Nel solo 2024 parliamo di 1 miliardo e mezzo di liquidazioni effettuate in favore delle imprese che lavorano nei cantieri e sulle case, sui municipi e qualcosa come un miliardo e mezzo di opere pubbliche che stanno per partire”.

Il commissario ha riconosciuto che “sono attualmente fuori casa ancora 10.000 nuclei familiari, 6.000 nelle Marche, sicuramente ancora troppi” ma ha sottolineato i progressi ad Amatrice: “Negli ultimi 2 anni e mezzo ci siamo dovuti occupare ancora della rimozione delle macerie perch ahim io le avevo trovate ancora l. Oggi possiamo dire che la ricostruzione pubblica ad Amatrice ha finalmente segnato l’avvio del nuovo comune, della nuova caserma dei Vigili del Fuoco, del Museo Cola Filotesio”.

Castelli ha illustrato anche la strategia “next appennino”: “Ci stiamo curando non solo della ricostruzione fisica, ma dell’altra gamba della ricostruzione che la riparazione sociale ed economica. L’obiettivo evitare o rendere pi remoto il rischio che le case ricostruite rimangano vuote”.

Piantedosi: video Al Masri? L’ho visto, non cambia pericolosit

Rimini, 23 ago. (askanews) – Il video di Al Masri? “L’ho visto, l’ho visto sui social” ma “le ricostruzioni sembrano attribuire quel video a molti anni fa. Nessuno ha mai pensato che quel personaggio fosse meritevole di qualche considerazione”: cos il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, a margine del Meeting di Rimini, sul video apparso ieri sui social in cui Al Masri sembrerebbe uccidere con le proprie mani un uomo.

A chi gli chiede se non ci sia amarezza per non averlo assicurato alla giustizia, Piantedosi risponde: “Io ho firmato un decreto di espusione che si fondava in quota parte anche sugli elementi di pericolosit del soggetto. Sono stato anche un po discusso per questo – ha aggiunto il ministro – . Fa parte di considerazioni di giustizia, tutelare l’interesse degli italiani in Italia e all’estero, questa la condizione di giustizia maggiore che possiamo perseguire e che abbiamo voluto perseguire, ovvero quella di garantire la sicurezza degli italiani sul territorio italiano e all’estero”.

Ucraina, vescovo Kharkiv: Papa a Kiev? Ora non c’ sicurezza

Rimini, 23 ago. (askanews) – Il Papa a Kiev? “Sicuramente lo aspettiamo, ma la vera domanda se potr essere sicuro il suo viaggio in Ucraina. I russi sparano, il nostro Paese non pu garantire sicurezza”: risponde cos, ad askanews, monsignor Paolo Honcharuk, vescovo di Kharkiv-Zaporizhzhia, su un possibile viaggio del Pontefice nel paese.

Con Francesco sembrava un viaggio molto concreto, adesso questa ipotesi sembrerebbe scemata. “Ci hanno chiesto il nostro parere – risponde il vescovo che si trova al Meeting di Rimini per raccontare come la situazione attuale in Ucraina, tre anni dall’inizio del conflitto – ma sapete che quando viene il Papa ci sono migliaia di persone che vogliono incontrarlo. E se in questo periodo i russi sparano, se arriva un drone o un missile, chi si prender la responsabilit di tutti questi morti? L’Ucraina non pu garantire sicurezza”.

Infine, dal vescovo un appello alla pace: “Voglio ringraziare tutti per il supporto e per l’aiuto che ci state dando. E ricordatevi che la guerra inizia sempre dal cuore umano, e quando Dio viene allontanato dal cuore umano, nasce la guerra. Per questo vi dico: guardate bene i vostri cuori”.

Piantedosi: sgombero CasaPound? Prima o poi sar il suo turno

Rimini, 23 ago. (askanews) – Anche CasaPound rientra nei centri che andrebbero sgomberati. “Io sono stato, da prefetto di Roma, colui che l’ha inserito nell’elenco dei centri che sono da sgomberare prima o poi e prima o poi arriver anche il suo turno”. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, a margine del Meeting di Rimini.

A chi gli chiede un commento al ministro Giuli che ha sottolineato come non vada sgomberato purch rientri nella legalit, Piantedosi risponde: “Credo abbia detto che se si legalizza in qualche modo, potrebbe non essere sgomberato. successo gi ad altri centri, il Comune di Roma ha comprato addirittura delle strutture per legalizzarli e per consegnarlo, successo anche in altrecitt”.