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Iran, Urso: preoccupati dalle conseguenze sul costo dell’energia

Roma, 3 mar. (askanews) – “Il governo sta valutando l’impatto che può avere il nuovo conflitto che dall’Iran viene propagato. Siamo preoccupati delle conseguenze che si possono avere sul costo dell’energia, a prescindere da approvvigionamento energetico che credo sia garantito”. Lo ha detto il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, nella conferenza stampa seguita al terzo forum Italia-Francia.

Secondo Urso, “il problema non è l’approvvigionamento quanto il costo dell’energia che potrebbe crescere ulteriormente”.

Il ministro ha poi aggiunto: “è necessario a breve un confronto tra il governo e il sistema produttivo del nostro Paese per supportare il sistema produttivo in questa fase così difficile”. “I tempi del conflitto avranno conseguenze – ha aggiunto – sul sistema energetico e produttivo, tanto più che alcuni Paesi coinvolti sono investitori in Italia e destinatari dei nostri prodotti”.

Inoltre, quanto sta accadendo “deve indirizzarci ancora di più in sede europea verso l’autonomia strategica, a partire da quella energetica”, ha concluso Urso.

Ddl antisemitismo, Segre: spero convergenza più ampia possibile

Roma, 3 mar. (askanews) – “Proprio in questi giorni, sulla spinta sia dei dati e delle analisi del CDEC, sia delle risultanze della Commissione anti-discriminazioni del Senato, anche la politica si è mossa per rafforzare i presidi e le azioni educative e formative a tutti i livelli, da parte dello Stato nelle sue varie articolazioni, nella scuola e nell’università, nella società in genere. Mi riferisco alla proposta di legge contro l’antisemitismo che proprio oggi, dopo un impegnativo lavoro nella commissione affari costituzionali, approda in discussione in Senato. Rinnovo il mio auspicio che si possa realizzare ‘una convergenza trasversale, la più ampia possibile’ nell’adozione di nuove norme che permettano di fronteggiare con maggiore efficacia l’ondata di antisemitismo che abbiamo davanti”. Lo scrive la senatrice a vita Liliana Segre, in un messaggio inviato in occasione della presentazione del “Rapporto sull’antisemitismo in Italia 2025” del CDEC.

“Una convergenza – aggiunge – che, al di là degli schieramenti e delle collocazioni parlamentari, abbia il respiro che dicevo poc’anzi: vedere nell’antisemitismo un nemico di tutti. Come nemica di tutti è ogni forma di razzismo, di discriminazione, di persecuzione di persone, di idee, di fedi. Perché il motto ‘Mai più’ non può ridursi a una invocazione retoricamente vuota, ma deve essere uno sprone alle coscienze, alla vigilanza, all’azione”.

L.elettorale, La Russa: contro pdl centrodestra chi spera in pareggi

Roma, 3 mar. (askanews) – “Tutto si può cambiare. Ma l’unica cosa che io apprezzo in questa legge è che vuol dire che comanda il popolo italiano. Chi ha un voto in più vince, chi ha un voto in meno perde. Chi è contrario a questa legge? Chi spera nei pareggi”. Lo ha detto il presidente del Senato, Ignazio La Russa, dopo essere passato per un saluto in sala Koch dove è in corso la riunione del gruppo di Fdi dedicato proprio alla proposta di legge elettorale presentata dal centrodestra.

“Mi auguro che anche il centrosinistra speri di vincere e non di pareggiare”, ha aggiunto

Mattarella: Italia ricca di solidarietà, rende più forti istituzioni

Roma, 3 mar. (askanews) – “Il nostro paese è ricco di solidarietà, ci sono centinaia di migliaia di persone che donano tempo e impegno anche altri che hanno affrontato situazioni di emergenza con comportamenti generosi e operano con impegno costante. I gesti, i comportamenti di solidarietà, la scelta di non ignorare le esigenze degli altri fanno vincere la vita della società e rendono più forti anche le istituzioni”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, durante la cerimonia di consegna al Quirinale delle onorificenze Omri.

Il capo dello Stato ha ringraziato i premiati sottolineando come i comportamenti di queste persone contribuiscono “a rendere più positiva e nobile la vita della società. Sono storie di umanità, di solidarietà, di condivisione, di coraggio civile, di superamento delle difficolta, capacità e forza d’animo di affrontare eventi imprevisti talvolta sconvolgenti ed esserne più forti” e che danno “aiuto e sostegno per chi ne ha bisogno”. Tutto questo “trasmette fiducia e speranza”.

Bankitalia lancia l’app per unire benessere e cultura finanziaria

Roma, 3 mar. (askanews) – Bankitalia, in collaborazione con la Banca centrale europea e altre 15 banche centrali dell’euroarea, lancia “EuroSteps Walking Challenge”, un’iniziativa che unisce benessere fisico e consapevolezza finanziaria.

“La sfida – fa sapere Bankitalia in una nota – sarà attiva dal 1° al 30 aprile 2026. I cittadini di tutta Europa sono invitati a camminare e imparare. Ogni passo crea valore per la salute, per la cultura finanziaria e per far salire in classifica il team del proprio paese. Nel frattempo l’app lancerà brevi notizie e consigli in materia di educazione finanziaria, dalla prevenzione delle frodi online, all’uso consapevole dei prestiti, dalla pianificazione pensionistica, alle decisioni su risparmio e investimenti. Sarà possibile iscriversi in qualsiasi momento e, a partire dal primo aprile, si riceveranno due o tre brevi consigli alla settimana. Alcuni messaggi saranno in particolare dedicati alle donne e con un focus sulla “violenza economica”.

“‘Steps to master your money’ e ‘Ogni passo crea valore’ – spiega l’stituto – sono gli slogan che sintetizzano la doppia missione dell’iniziativa, una sfida che trasforma l’attività fisica, ossia il numero di passi fatti ogni giorno, in una occasione di apprendimento. Al termine della sfida ogni partecipante riceverà un diploma digitale personalizzato direttamente nell’app e per i cinque concorrenti più attivi, insieme ad altri cinque estratti a sorte, è in palio un premio”. “L’iniziativa – conclude Bankitalia – rientra nell’impegno costante che da anni la Banca d’Italia riserva alla diffusione della cultura economica e finanziaria tra i cittadini di tutte le età e le imprese”. (fonte immagine: Banca d’Italia).

Mattarella: necessario abbattere muri indifferenza e rassegnazione

Roma, 3 mar. (askanews) – “E’ necessario rifuggire e abbattere i muri di indifferenza e rassegnazione, è necessario vincere la tentazione dell’isolamento. Si vive in una comunità non in un anomino insieme di individui che si ignorano a vicenda, indifferenti gli uni agli altri”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, durante la cerimonia al Quirinale per la consegna delle onorificenze Omri.

Servono i “gesti e i comportamenti delle perspone non chiuse nel proprio io e che si assumono responsabilità che le situazioni reclamano, particolarmente in questo nostro tempo”, ha aggiunto il capo dello Stato.

Iran, Mattarella: non rassegnarsi a mondo di chi si impone sugli altri

Roma, 3 mar. (askanews) – “La guerra è tornata a spargere sangue non lontano dall’Italia: si confrontano due modi contrapposti di pensare, c’è chi si preoccupa solo dei propri interessi imponendoli sugli altri e chi sceglie di condividere le difficoltà e le opportunità per avere successo insieme. Non dobbiamo rassegnarci, nè pensare che siano inevitabili. Al contrario bisogna avere fiducia e premura per gli altri perchè il senso di comunità e la capacità di affrontare le difficoltà sono più forti delle circostanze e degli eventi negativi e l’Italia di queste doti ne ha in abbondanza”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, durante la cerimonia di consegna al Quirinale delle onorificenze OMRI conferite “motu proprio” a cittadini distintisi per atti di eroismo e impegno civile.

Storico traguardo per Marracash: l’album Persona è disco di diamante

Milano, 3 mar. (askanews) – Marracash celebra un traguardo storico: l’album “Persona”, pubblicato il 31 ottobre 2019, dopo 330 settimane consecutive di permanenza in classifica (oltre 6 anni) – un primato senza precedenti nella musica italiana – conquista oggi la certificazione di disco di Diamante, superando le 500.000 copie vendute. Per festeggiare questo successo, sarà disponibile per 500.000 secondi (5 giorni) “Persona – Diamante Edition”, una versione unica e speciale dell’album da collezione. In contemporanea con questo straordinario risultato, l’album “Noi, Loro, Gli Altri” è certificato otto volte disco di platino.

Marracash consolida la sua posizione ai vertici della musica italiana ottenendo la certificazione disco di Diamante con l’album “Persona”. È il secondo artista nella storia del rap italiano a raggiungere questo traguardo. “Persona”, pubblicato nel 2019, ha fin da subito dominato le classifiche, diventando l’album più venduto del 2020; ha segnato un punto di svolta nel rap italiano, spingendo il genere oltre i suoi confini e consacrando Marracash come figura centrale della musica italiana. È il primo album della Trilogia, in cui Marracash racconta la propria “crisi” e riflette su carriera, vita e identità. Seguono “Noi, Loro, Gli Altri” – certificato oggi otto volte disco di platino – che affronta lo scontro e le questioni sociali, e “È finita la pace”, dove arriva all’accettazione e alla rivendicazione dell’essere unico.

Per celebrare questo traguardo Marracash annuncia “Persona – Diamante Edition”, un’edizione speciale da collezione. Si tratta di un Triplo Laminato Crystal numerato che include le tracce “NEON – Le ali (feat. Elisa)” e “SPORT RMX (feat. Lazza, Luchè, Paky, Taxi B)”. Questo formato esclusivo segna il ritorno di un prodotto già andato sold out nel 2021, arricchito ora da uno sticker celebrativo iridescente a forma di diamante e da un tassello numerato sul retro che rende ogni copia unica. A sottolineare l’eccezionalità dell’uscita, la tiratura è limitata con un periodo di disponibilità di 500.000 secondi (5 giorni, 18 ore, 53 minuti e 20 secondi), dopo i quali l’edizione non sarà più acquistabile. Il disco è disponibile esclusivamente sullo shop ufficiale di Universal Music Italia a questo link.

La carriera di Marracash è un susseguirsi di successi in ogni aspetto artistico. Si contano infatti 1 disco di diamante, 131 dischi di platino, 34 dischi d’oro, la vittoria della Targa Tenco 2022 con “NOI, LORO, GLI ALTRI” per la categoria miglior disco in assoluto, la creazione del primo festival rap italiano, il MARRAGEDDON, evento spartiacque per la scena nel settembre 2023 a Milano e Napoli e il primo tour negli stadi per un rapper italiano, il MARRA STADI25.

Borse europee in picchiata, Milano -4,1%: vola il gas, Brent a 82 dollari

Milano, 3 mar. (askanews) – Borse europee in picchiata con l’ampliarsi dell’escalation militare in Medio Oriente dopo l’attacco all’Iran, mentre il prezzo del gas ad Amsterdam fa segnare un balzo del 30% sfiorando i 60 euro, sui massimi da oltre tre anni, e il Brent sale di un altro 6% portandosi sopra quota 82 dollari al barile. Continuano a pesare i timori legati a una lunga interruzione dei traffici nello Stretto di Hormuz, da dove transitano oltre il 20% del petrolio e del Gnl mondiale. A poco più di due ore dall’avvio delle contrattazioni, Madrid (-4,2%) e Milano (-4,1%) restano le peggiori, seguite da Francoforte (-3,6%), Parigi (-2,8%) e Londra (-2,7%).

In netto ribasso il cambio euro/dollaro che scivola sulla soglia di 1,16 (-0,8%), con il biglietto verde che rafforza il suo status di bene rifugio. Rendimenti dei bond governativi dell’eurozona in deciso rialzo: gli investitori iniziano a valutare la possibilità di un aumento dei tassi da parte della Bce, con l’impatto dell’impennata dei prezzi del petrolio e del gas sull’inflazione nell’eurozona. Oggi Philip Lane, capo economista della Bce, in un’intervista al Financial Times, ha dichiarato che una guerra prolungata in Medio Oriente potrebbe causare un “picco” sostanziale dell’inflazione nell’eurozona e ridurre la crescita economica. Il tasso del Btp decennale italiano sale al 3,48% dal 3,35% della chiusura di ieri, quello dell’Oat francese a 10 anni al 3,40% (+12 pb). Il Bund a 10 anni è al 2,80% (+10 pb).

Inflazione, Istat: a febbraio accelera a +1,6%, carrello spesa a +2,2%

Roma, 3 mar. (askanews) – Nel mese di febbraio l’inflazione registra una variazione del +0,8% su base mensile e del +1,6% su base annua da +1,0% nel mese precedente. E’ la stima dell’Istat.

Il tasso tendenziale di variazione dei prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona, il cosiddetto ‘carrello della spesa’ evidenzia una moderata accelerazione da +1,9% a +2,2%.

A febbraio, “secondo le stime preliminari, l’inflazione registra una sensibile accelerazione (+1,6%, dal +1% di gennaio), dovuta soprattutto alla dinamica dei prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona e, in particolare, a quella dei Servizi di alloggio (+10,3%), dei Servizi relativi ai trasporti (+3%) e degli Alimentari non lavorati (+3,6%). Un effetto di contenimento della crescita inflazionistica si deve all’ampliarsi della flessione dei prezzi degli Energetici (-6,6%)”, è il commento dell’Istat.

Guerra all’Iran, tutti gli aggiornamenti sulla situazione

Roma, 3 mar. (askanews) – Soldati israeliani sono entrati in Libano dopo avere attaccato sia Teheran e sia Beirut. L’Unifil ha evacuato il personale non essenziale. L’Iran ha colpito Israele e gli Emirati, centrata l’ambasciata Usa a Riad. Trump: risponderemo. Le Idf: colpito il quartier generale del regime a Teheran. Di seguito le notizie più importanti di oggi martedì 3 marzo. (A cura di Fabio Santolini e Giovanna Turpini)

-10:59 L’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (Aiea) ha confermato oggi che gli ultimi attacchi statunitensi hanno causato danni all’impianto nucleare sotterraneo di Natanz.

-10:50 Israele: colpito il quartier generale del regime iraniano a Teheran.

-10:40 Udita una serie di esplosioni a Gerusalemme.

Tajani: pronti nuovi voli di rientro da M.O., diversi previsti oggi

Roma, 3 mar. (askanews) – “Stiamo lavorando senza sosta per assistere i nostri connazionali rimasti bloccati in Medio Oriente. Per rispondere all’emergenza in corso, stiamo facilitando, insieme alle Ambasciate italiane nella regione e in collaborazione con le Autorità locali, alcuni voli di rientro dei connazionali dalla regione del Medio Oriente”, ha indicato il Ministro Tajani.

Come rende noto la Farnesina, per oggi 3 marzo sono previsti: – due voli commerciali speciali da Mascate (Oman) verso Roma Fiumicino, per un totale di circa 300 persone. – un volo da Abu Dhabi diretto a Milano con a bordo circa 200 persone, tra cui gli studenti, in larga parte minorenni, della World Students’ Connection presenti a Dubai. Il gruppo si trova già presso l’aeroporto di Abu Dhabi ed è assistito dal personale dell’Ambasciata a Abu Dhabi e del Consolato Generale a Dubai. – altri due voli Etihad da Abu Dhabi per l’Italia, uno alle ore 14:20 per Milano e l’altro alle ore 14:40 per Roma. I voli sono destinati a riproteggere i passeggeri che non erano potuti partire prima con la compagnia.

Per domani 4 marzo è già stato programmato un ulteriore volo da Mascate (Oman).

È stato approntato un meccanismo di trasferimento via autobus dagli Emirati Arabi Uniti all’Oman: i primi spostamenti sono già in corso. Le istruzioni per i trasferimenti sono inviati a chi si trova negli Emirati ed è registrato sulla app “Viaggiare Sicuri” o sul sito www.dovesiamonelmondo.it.

Un analogo sistema è in corso di predisposizione da Kuwait, Bahrein e Qatar verso l’Arabia Saudita.

a Farnesina rinnova l’invito a seguire esclusivamente le comunicazioni ufficiali e a registrarsi sull’App Viaggiare Sicuri o sul sito www.dovesiamonelmondo.it. per ogni aggiornamento, che sarà comunicato attraverso questi canali istituzionali.

I gesuiti di Aggiornamenti Sociali bocciano la riforma costituzionale sulla giustizia

[…] Non è la prima volta che la nostra Costituzione viene modificata. In quasi ottant’anni sono stati cambiati in parte, introdotti o soppressi trentanove articoli. Nella maggioranza dei casi le revisioni costituzionali approvate dal Parlamento sono entrate in vigore senza sottoporle al voto dei cittadini, vuoi perché nessuno lo ha richiesto, vuoi perché approvate con una maggioranza così ampia che la legge esclude il ricorso al referendum. Solo in quattro casi, in effetti, si è tenuto un referendum costituzionale: sono state approvate nel 2001 la riforma del Titolo V, relativo alle Regioni e agli Enti locali, e nel 2020 la riduzione del numero dei parlamentari; sono state bocciate le proposte di revisione più ampia della seconda parte della Costituzione proposte dal Governo Berlusconi nel 2006 e dal Governo Renzi nel 2016.

Una lezione si può trarre dalla storia che ci precede: la maggioranza delle revisioni della Costituzione, per renderla rispondente a nuove esigenze o sensibilità, ha avuto un esito positivo quando si è posta nel solco dello spirito di dialogo e confronto tra diverse sensibilità politiche da cui scaturì il testo della Carta in Assemblea costituente. Non è accaduto così per tanti progetti legislativi, presentati da una parte politica, che si sono arenati nelle aule parlamentari senza essere approvati; né per i due progetti di riforma complessiva presentati dal centrodestra e dal centrosinistra in passato, che, pur attraverso vicende politiche diverse, costituivano bandiere politiche di parte.

Tutto questo non sorprende se dall’esperienza spostiamo l’attenzione alla riflessione teorica, perché c’è un aspetto che si impone come riferimento da tenere fermo. Di fatto le regole previste dai costituenti miravano a far sì che una modifica del testo fosse rara, da realizzare solo quando ritenuto veramente necessario, e fosse possibile solo al verificarsi di due condizioni essenziali: un’ampia convergenza a livello di classe politica o, nel caso del voto referendario, il sostegno della maggioranza dei cittadini che si sono recati alle urne.

Non sappiamo ovviamente quale sarà l’esito del voto referendario, mentre è già evidente che non vi è stata unautentica apertura al confronto nelle sedi parlamentari lungo liter di approvazione del disegno di legge costituzionale, presentato dal Governo Meloni e sostenuto fedelmente dall’attuale maggioranza, tradendo di fatto lo spirito costituente. Allo stesso modo va riconosciuto che l’obiettivo di separare le carriere di giudici e pubblici ministeri potrebbe essere raggiunto con una legge ordinaria, senza fare ricorso a una modifica della Costituzione, che invece, pensando al futuro, introduce un fattore di rigidità su una questione importante, che merita di essere discussa e affrontata, ma non risolta al livello di legge fondamentale.

Soprattutto desta preoccupazione lampio rinvio alla legislazione ordinaria di attuazione della riforma, che dovrà essere approvata entro un anno e di cui al momento non conosciamo i possibili contenuti, se si considerano le affermazioni di alcuni esponenti del Governo. È così per la dichiarazione del Ministro Nordio che si stupisce come «Elly Schlein non capisca che questa riforma gioverebbe anche a loro, nel momento in cui andassero al governo», e che lascia presagire la possibilità di rimettere in seria discussione il principio dell’autonomia e indipendenza della magistratura, che per la Costituzione è sottoposta solo alla legge (art. 101, c. 2, Cost.). Ma non meno preoccupanti sono le numerose e ripetute manifestazioni di insofferenza espresse nei confronti della magistratura, accusata di ostacolare il lavoro del Governo con i suoi interventi su alcuni temi, ritenuti sensibili, come la pubblica sicurezza o l’immigrazione.

La separazione dei poteri prevista nella Costituzione è un valore troppo fondamentale per rischiare di metterlo in pericolo. Per questo la scelta di salvaguardarlo di fronte a prospettive incerte sui successivi passaggi normativi orienta verso un voto negativo su una questione che può essere affrontata in altri modi e in altre sedi.

 

Per leggere il testo integrale si rinvia qui:

https://www.aggiornamentisociali.it/articoli/giustizia-un-voto-inevitabilmente-politico/

Daniele Comboni, lo storico Romanato ne ripropone la biografia

Si potrebbe definire, mutuando il conio di stampa garibaldino, l’«eroe dei due mondi». Conservò la sua identità europea Daniele Comboni, e delle sue radici era ben fiero. Al contempo, servì con coraggio, lungimiranza e passione la causa dell’Africa, quella primitiva, precedente alla spartizione coloniale, e non quella che conosciamo oggi, sottolinea lo storico Gianpaolo Romanato nel libro LAfrica di Daniele Comboni (1831-1881). Missione, esplorazione, avventura (Roma, Edizioni Studium, 2026, pagine 391, euro 28).

Comboni non dimenticò mai — spiega l’autore nel segno di un’analisi lucida, asciutta e penetrante — di essere un europeo, non fu mai colto dal dubbio se dovesse convertire o convertirsi, e imparò che il selvaggio non è un contenitore da riempire ma un essere umano da rispettare.

Nella premessa lo storico ricorda che il libro lo scrisse una trentina di anni fa, quando Comboni non era stato ancora canonizzato. «Potei studiare la sua vita in totale autonomia, non condizionato da pregiudizi, da stereotipi, da pie devozioni». Quindi aggiunge: «Fui lasciato totalmente libero anche dai suoi missionari che non pilotarono in alcun modo il mio lavoro, ma, anzi, misero a mia disposizione archivi, biblioteche, documenti, lasciando alla mia esclusiva responsabilità trarre delle conclusioni».

Con i necessari aggiornamenti Romanato ora ripropone il volume perché nel frattempo Comboni è stato proclamato santo. «Per decenni — si legge nella premessa — i censori ecclesiastici hanno esaminato il suo operato, le testimonianze su di lui, i suoi scritti, dove non mancano sferzanti opinioni sulla curia romana, duri giudizi su eminenti prelati del tempo, senza trovare nulla che impedisse la canonizzazione». C’è poi un altro motivo per riproporre il libro. La missione nella quale operò Comboni, il cui centro fu a Khartoum, sulle rive del Nilo, ebbe parte attiva nella scoperta delle sorgenti del fiume — la maggiore epopea geografica ottocentesca — e in tutte le drammatiche vicende storiche che portarono alla nascita del moderno Sudan.

Oggi questo Paese è teatro di una guerra civile devastante, che ha provocato milioni di vittime tra morti, feriti, profughi, dispersi, «non senza la pratica infame dei bambini-soldato, addestrati ad uccidere». Ma la catastrofe odierna — evidenzia lo storico — viene da molto lontano, e trae origine dalle vicende ottocentesche, quando la penetrazione prima egiziana e poi europea, della quale fu parte la missione cattolica, iniziò la destabilizzazione degli equilibri tradizionali di tutta la regione nilotica. «Comboni e i suoi missionari furono così testimoni, cronisti, protagonisti inconsapevoli e poi vittime designate, di una tragedia storica di enorme portata» sottolinea Romanato.

Con giusto scrupolo, l’autore tiene a precisare che Comboni non è l’unico protagonista del libro. Altre figure ebbero, infatti, un’importanza pari alla sua ed esercitarono una significativa attrattiva. In particolare, Romanato cita i due responsabili della missione che precedettero l’arrivo di Comboni in Sudan: il polacco Maxymilian Ryllo e lo sloveno Ignaz Knoblecher, due uomini che meriterebbero «uno studio biografico specifico». Tutti e tre morirono stroncati dal clima africano, come la maggior parte dei loro compagni, alcuni giovanissimi. Comboni, che visse fino a cinquant’anni, fu uno dei più longevi.

L’autore — nell’illustrare nel minimo dettaglio la vicenda biografica e l’opera di Comboni, nonché le fasi di preparazione alla missione — mette in rilievo che la sua vocazione africana non consisteva nella «stravaganza di un giovane esaltato», ma si innervava dell’impegno per la vita e per la morte di un prete della Restaurazione che «non ebbe nessun altro ideale che quello di essere missionario nelle terre che giudicava, non a torto, le più lontane da Cristo e da ogni conforto umano».

L’impatto con l’Africa su Comboni non ebbe conseguenze traumatiche. Romanato riporta un suo commento: «Che mutazione successe nella vita! Sei mesi fa mi trovavo fra gente colta, incivilita, fra cristiani; si abitava in case fatte a muraglia, si mangiava sopra tavole, si dormiva sul letto. Qui una rozza capanna di canne e di giunchi ci accoglie, si mangia saporitamente sopra una delle nostre casse di viaggio, e si dorme sopra un asse».

Comboni si dichiarava «molto contento» perché, sebbene ancora non vedesse in quale modo «queste persone abbiano a convertirsi», tuttavia, «diffidando affatto dei mezzi umani», egli aveva fiducia in «un colpo prodigioso della grazia di Dio». Segue la puntuale considerazione di Romanato: «La vita gli avrebbe insegnato che Dio non spiana la strada a nessuno, neppure ai missionari. Ma Daniele Comboni era preparato a tutto, anche al silenzio di Dio». Considerazione fatta alla luce di un significativo messaggio inviato da Comboni un mese soltanto dopo essere giunto a Santa Croce: «La nostra vita, la vita del missionario, è un misto di dolore e di godimenti, di affanni e di speranze, di patimenti e di conforti. Si lavora colle mani e colla testa, si viaggia coi piedi e colle piroghe, si studia, si suda, si soffre. Ecco quello che da noi vuole la Provvidenza».

Era articolato e complesso il piano che Comboni aveva elaborato per l’Africa. Romanato indica, in questo denso scenario, uno degli obiettivi del missionario, che consisteva nel fondare sulla costa una serie di insediamenti missionari, contemporaneamente di evangelizzazione e di civilizzazione, forniti di scuole, seminari, università, gestiti da personale europeo e africano insieme, fino a quando gli africani stessi non fossero stati in grado di autogestirsi pienamente. In tali centri — spiega lo storico — si sarebbe preparato personale locale che poi, per irradiazione, avrebbe allargato e trasmesso nell’interno del continente l’insegnamento ricevuto, sia civile sia religioso. In tal modo si sarebbe raggiunto prima o poi il fine della «rigenerazione dell’Africa coll’Africa stessa», che era lo scopo di tutto il suo progetto. Sta qui, dichiara Romanato, «la geniale intuizione» di Comboni. La cristianizzazione del continente, come anche la sua civilizzazione, dovevano essere opera degli africani, resi padroni del proprio destino attraverso un’azione mirata che ne rispettasse la cultura, l’indole, le necessità, l’autonomia. Un’azione diretta «non a portare all’Europa le spoglie dei vinti» ma «ai vinti il tesoro della fede cattolica e della civiltà europea».

Fonte: L’Oservatore romano – 2 marzo 2026

Titolo: Che sia l’Africa a rigenerare l’Africa

Ucraina, Zelensky: i piani russi esistono ma Mosca non ha le forze per realizzarli

Documenti sui piani militari russi

Nella giornata di ieri il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha reso noto che Kiev è entrata in possesso di documenti strategici russi relativi agli obiettivi militari fino al 2027. Secondo quanto riferito, tali piani confermano la volontà di Mosca di proseguire l’occupazione delle regioni orientali e di estendere la pressione verso il sud del Paese.

Zelensky ha dichiarato: “Abbiamo ottenuto dei documenti sui piani per il 2025, 2026 e 2027… comprendiamo che le loro direttive rimangono l’occupazione della parte orientale del nostro Stato”.

Gli obiettivi strategici di Mosca

Secondo Kiev, le direttrici indicate comprendono Donetsk e Luhansk, la regione di Zaporizhia e una spinta verso Dnipro, fino al possibile obiettivo di Odessa. Si tratta di linee operative coerenti con la strategia perseguita fin dall’inizio dell’invasione.

Tuttavia, il presidente ucraino ha sottolineato che queste mappe operative non corrispondono alla situazione reale sul terreno.

Offensiva primaverile in dubbio

Zelensky ha affermato che l’offensiva russa prevista per la primavera dipendeva dai risultati militari ottenuti entro la fine del 2025, risultati che Mosca non è riuscita a conseguire.

“Le loro mappe non corrispondono alla realtà… Non possono lanciare l’offensiva di marzo esattamente come volevano”, ha spiegato.

Le parole del presidente ucraino rafforzano la convinzione di Kiev: la pressione militare russa resta pericolosa, ma la resistenza ucraina continua a impedire il raggiungimento degli obiettivi strategici del Cremlino.

Nasce il Laboratorio nazionale di innovazione sociale integrata

Viviamo una fase storica in cui la complessità dei bisogni sociali e sanitari richiede un salto di paradigma. Non bastano più interventi settoriali, né risposte frammentate. Occorre un luogo–idea capace di orientare, connettere e valorizzare ciò che già esiste, dentro una visione sistemica e generativa.

È in questa prospettiva che nasce la proposta di un Laboratorio nazionale di innovazione sociale integrata: non un nuovo ente, non un centro studi formale, ma una cornice politico-operativa di posizionamento strategico, capace di promuovere una cultura dell’innovazione sociale come bene comune.

Un luogo di sperimentazione

Il Laboratorio si configura come spazio di sperimentazione di modelli integrati socio-sanitari, in cui testare pratiche innovative orientate all’umanizzazione dei servizi, alla prossimità territoriale, alla presa in carico multidimensionale della persona.

L’integrazione non è solo organizzativa, ma culturale: significa superare la separazione tra cura e assistenza, tra ospedale e territorio, tra dimensione clinica e relazionale. Significa riconoscere che la salute è un bene comune che richiede prevenzione, educazione, governance condivisa e sostenibilità.

 

Uno spazio stabile di co-programmazione

Il Laboratorio diventa inoltre luogo stabile di co-programmazione tra livello centrale e territoriale, tra istituzioni pubbliche, enti del Terzo Settore, università, servizi e comunità locali.

La riforma del Terzo Settore ha introdotto strumenti come la co-programmazione e la co-progettazione, riconoscendo il valore della collaborazione strutturata tra pubblico e privato sociale. Il Laboratorio intende valorizzare tali strumenti non come adempimento formale, ma come metodo ordinario di governo delle politiche sociali e sanitarie.

La legge offre già una base normativa per la replicabilità delle buone pratiche: ciò che viene sperimentato in un territorio può diventare modello adattabile in altri contesti, se sostenuto da criteri di valutazione trasparenti e da indicatori di impatto sociale.

Integrazione come principio guida

“Integrata” significa almeno tre cose:

  • integrazione tra sociale e sanitario, superando frammentazioni storiche;
  • integrazione tra livello centrale e municipale/territoriale, con un dialogo continuo tra governance e prossimità;
  • integrazione tra dimensione istituzionale e comunitaria, riconoscendo il ruolo generativo delle reti civiche.

Questo approccio richiama la visione del bene comune come costruzione condivisa e non mera somma di interessi individuali, dove la salute è esplicitamente indicata come ambito privilegiato di integrazione.

Valutazione e replicabilità delle pratiche

Un vero Laboratorio non si limita a ideare, ma misura. Ogni sperimentazione deve prevedere criteri di:

  • impatto sociale,
  • sostenibilità economica,
  • inclusività,
  • replicabilità.

La cultura dell’innovazione sociale nasce quando le pratiche diventano patrimonio condiviso e trasferibile, generando apprendimento collettivo.

Avviare una cultura dellinnovazione sociale

L’obiettivo non è aggiungere una struttura, ma generare un orientamento culturale. Il Laboratorio è una piattaforma di senso: un dispositivo che connette competenze, esperienze e responsabilità, trasformando la complessità in opportunità.

Significa riconoscere che l’innovazione non è solo tecnologica, ma organizzativa, relazionale, istituzionale. Significa costruire un ecosistema in cui la persona sia posta al centro e in cui il sistema pubblico, il Terzo Settore e le comunità lavorino in reciproca corresponsabilità.

In un tempo segnato da disuguaglianze crescenti e pressioni sulla sostenibilità del sistema, un Laboratorio nazionale di innovazione sociale integrata può rappresentare il luogo in cui si sperimentano nuove forme di governance, si consolidano reti di fiducia e si orientano le politiche verso un bene comune misurabile, condiviso e generativo.

Non un nuovo contenitore, dunque. Ma una visione che diventa metodo. Un’idea che diventa cultura.

Rosapia Farese presidente Associazione FareRete InnovAzione BeneComune APS

Calcio, risultati di A: scatto Udinese, quota 35

Roma, 2 mar. (askanews) – Questi i risultati e la classifica della 27esima giornata dopo Udinese-Fiorentina 3-0

27^ GIORNATA Parma-Cagliari 1-1, Como-Lecce 3-1, Verona-Napoli 1-2, Inter-Genoa 2-0, Cremonese-Milan 0-2, Sassuolo-Atalanta 2-1, Torino-Lazio 2-0, Roma-Juventus 3-3, Pisa-Bologna 0-1, Udinese-Fiorentina 3-0.

Classifica: Inter 67, Milan 57, Napoli 53, Roma 51, Como 48, Juventus 47, Atalanta 45, Bologna 39, Sassuolo 38, Udinese 35, Lazio 34, Parma 33, Cagliari, Torino 30, Genoa 27, Cremonese, Lecce, Fiorentina 24, Pisa e Verona 15.

28^ GIORNATA venerdì 6 marzo 20.45 Napoli-Torino, sabato 7 marzo 15.00 Cagliari-Como, 18.00 Atalanta-Udinese, 20.45 Juventus-Pisa, domenica 8 marzo 12.30 Lecce-Cremonese, 15.00 Bologna-Verona, 15.00 Fiorentina-Parma, 18.00 Genoa-Roma, 20.45 Milan-Inter, lunedì 9 marzo 20.45 Lazio-Sassuolo.

Iran, Meloni: Ue non avvisata, crisi diritto figlia dell’attacco a Kiev

Roma, 2 mar. (askanews) – Un conflitto che è stato deciso “senza il coinvolgimento dei partner europei” ma che sul suolo del Vecchio continente ci è già arrivato, come dimostra il drone che ha colpito nella notte la base della Royal Air Force a Cipro. A sera, a più di 48 ore dall’attacco e dopo una giornata in cui le opposizioni hanno invocato a gran voce un suo intervento in Parlamento, Giorgia Meloni, decide di parlare in prima persona della “preoccupante” situazione che si è creata in Iran e nell’area del Golfo dopo la decisione di Usa e Israele di attaccare Teheran. Pochi minuti per dire che il governo ha messo tra le sue priorità il rientro degli italiani rimasti bloccati, ma anche per dare una lettura del contesto con quella dose di equilibrismo ormai costante in politica internazionale, soprattutto quando di mezzo c’è l’America di Donald Trump.

E così, oltre all’ammissione di un certo stupore per la mancata condivisione con i Paesi europei da parte dello storico alleato, la presidente del Consiglio esprime più in generale i suoi timori per la “crisi del diritto internazionale”. Una crisi per la quale, tuttavia, non indica esplicitamente corresponsabilità americane ma che considera “figlia” dell’attacco della Russia all’Ucraina e di quella “stagione di caos” diventata “inevitabile” dopo che “un membro del Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite ha deliberatamente attaccato un suo vicino”. La premier concorda sul fatto che “non possiamo permetterci che l’attuale regime iraniano abbia missili a lungo raggio con testate atomiche” e che, nonostante gli sforzi a cui ha partecipato anche l’Italia, il tentativo di un accordo sul nucleare di Teheran “ha fallito”. Ma dopo l’attacco di Usa-Israele, osserva, “l’obiettivo è ovviamente che la crisi non dilaghi” sebbene nulla può andare meglio “se l’Iran non ferma i suoi attacchi nei confronti dei paesi del Golfo che sono totalmente ingiustificati”.

L’estensione del conflitto a quell’area così strategica per i fragili equilibri del Medio Oriente ha colto di sorpresa le cancellerie europee e, ovviamente anche l’Italia. D’altra parte, dice Meloni, “sarebbe stupido ritenere che quello che accade anche lontano dai nostri confini non ci coinvolga”. I timori, sono quelli di una guerra dalla durata più lunga di quanto non si fosse temuto all’inizio, ma anche di trovarsi impreparati di fronte a attacchi che dovessero tornare a toccare il suolo europeo. Lo dicono, praticamente in chiaro, il ministro degli Esteri e quello della Difesa, ascoltati oggi nelle commissioni Esteri di Camera e Senato e protagonisti anche di serrati botta e risposta con le opposizioni, schierate in audizione con quasi tutti i loro leader: Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli. La crisi in Iran potrebbe essere lunga, durare “giorni, forse settimane”, apre scenari “finora mai considerati” e “incide direttamente sulla nostra sicurezza nazionale”, hanno spiegato Tajani e Crosetto. Siamo, ha detto quest’ultimo, in una fase in cui “la possibilità di azioni che giudichiamo folli è superiore alla nostra capacità di immaginazione”. Un attacco simile a quello avvenuto negli Emirati, ha osservato, “sarebbe peggio in Italia, perché le difese da queste nuovi armi che sono soprattutto i droni” sono “molto più difficili rispetto alle armi tradizionali”. Toccato anche il tema del sostegno di tipo militare che potrebbe essere richiesto. “Abbiamo ricevuto richieste di aiuto logistico e di forniture di materiali da parte dei Paesi del Golfo, che coincidono anche con la protezione dei nostri militari presenti nell’area”, ha fatto sapete Tajani. Proprio su questo prossimamente tornerà a riferire Crosetto che durante l’audizione è stato bersagliato soprattutto per la sua presenza (e poi permanenza) a Dubai nelle ore in cui era già esploso il conflitto. A sera arriva anche il sostegno di Giorgia Meloni che, però, somiglia tanto a una mera difesa d’ufficio. “Non ha mai smesso di fare il suo lavoro”, si è limitata a dire la premier.

Ci sono poi due immediate conseguenze della crisi di cui il governo si è dovuto occupare: il rischio di attacchi terroristici (oggi al Viminale Piantedosi ha riunito il Comitato per l’ordine e la sicurezza) e il costo dell’energia e delle materie prime già schizzato a seguito della chiusura dello Stretto di Hormuz.

Calcio, risultati di A: Bologna in corsa europea

Roma, 2 mar. (askanews) – Questi i risultati e la classifica della 27esima giornata dopo Pisa-Bologna 0-1

27^ GIORNATA Parma-Cagliari 1-1, Como-Lecce 3-1, Verona-Napoli 1-2, Inter-Genoa 2-0, Cremonese-Milan 0-2, Sassuolo-Atalanta 2-1, Torino-Lazio 2-0, Roma-Juventus 3-3, Pisa-Bologna 0-1, ore 20.45 Udinese-Fiorentina.

Classifica: Inter 67, Milan 57, Napoli 53, Roma 51, Como 48, Juventus 47, Atalanta 45, Bologna 39, Sassuolo 38, Lazio 34, Parma 33, Udinese 32, Cagliari, Torino 30, Genoa 27, Cremonese, Lecce, Fiorentina 24, Pisa e Verona 15.

28^ GIORNATA venerdì 6 marzo 20.45 Napoli-Torino, sabato 7 marzo 15.00 Cagliari-Como, 18.00 Atalanta-Udinese, 20.45 Juventus-Pisa, domenica 8 marzo 12.30 Lecce-Cremonese, 15.00 Bologna-Verona, 15.00 Fiorentina-Parma, 18.00 Genoa-Roma, 20.45 Milan-Inter, lunedì 9 marzo 20.45 Lazio-Sassuolo.

Calcio, Pisa-Bologna 0-1: decide Odgaard all’86esimo

Roma, 2 mar. (askanews) – Colpo esterno del Bologna che passa 1-0 sul campo del Pisa nel posticipo della 27ª giornata di Serie A. Decide una prodezza di Odgaard all’86’, al termine di una gara in cui i toscani, a secco di vittorie da 15 giornate, giocano un secondo tempo di grande intensità ma si arrendono alle parate di Skorupski.

La squadra di Italiano, reduce da quattro successi nelle ultime cinque gare in tutte le competizioni, soffre più del previsto all’Arena Garibaldi. Nel primo tempo meglio i rossoblù sul piano del possesso (61%), ma le occasioni più clamorose sono una per parte: traversa di Caracciolo di testa per il Pisa e palo di Castro per il Bologna.

Nella ripresa i padroni di casa alzano ritmo e baricentro. Moreo sfiora il vantaggio sugli sviluppi di corner, Leris impegna Skorupski in uscita e Stojilkovic vede un colpo di testa salvato sulla linea. Il Bologna si affida alle ripartenze e alle rotazioni dalla panchina: dentro Orsolini e Odgaard per cambiare volto all’attacco.

Quando il pari sembra scritto, all’86’ arriva l’episodio decisivo. Odgaard controlla al limite e lascia partire un destro immediato che non dà scampo a Nicolas: è il quinto centro in campionato per il centrocampista danese e vale tre punti pesanti. Nel finale forcing del Pisa, con dentro Iling-Junior per il tutto per tutto, ma il risultato non cambia.

L’attacco all’Iran impatta sui mercati: oro, petrolio e gas su, Borse giù

Milano, 2 mar. (askanews) – Bilancio complesso e articolato sui mercati mondiali nel giorno della riapertura dopo l’attacco di Usa e Israele all’Iran nello scorso fine settimana, con l’uccisione della Guida Suprema Ayatollah Ali Khamenei e le conseguenti rappresaglie di Teheran nei confronti di Paesi vicini. L’elevarsi del grado delle tensioni geopolitiche e l’acuirsi delle incertezze sulle prospettive economiche globali ha prodotto da un lato un ulteriore incremento del prezzo dell’oro, bene rifugio per eccellenza, con i future Usa che hanno sfiorato i 5.433,75 dollari l’oncia per poi assestarsi a un livello inferiore e dall’altro una prevista impennata dei prezzi di gas e petrolio legati alle paure di una possibile prolungata una interruzione dei flussi navali commerciali nello Stretto di Hormuz, da dove transita circa un quinto del petrolio e del Gnl mondiale ogni giorno. I future sul Brent hanno raggiunto un massimo intraday a 81,89 dollari al barile, quelli sul Wti hanno toccato i 74,99 dollari al barile. Alla borsa di Amsterdam il prezzo del gas naturale è schizzato fino a un massimo di 49,14 euro al MWh dopo l’annuncio dell’interruzione da parte di QatarEnergy della produzione di Gnl nell’impianto più grande al Mondo, per poi attestarsi a fine giornata sui 43,300 euro al MWh (+35,49%).

Forti ribassi, invece, sono stati accusati dai mercati azionari internazionali. L’onda è partita dall’Asia, con Tokyo che ha ceduto l’1,44% e anche le altre altre Borse del continente che hanno chiuso in rosso. Stessa sorte è toccata poi alle Borse europee: Milano ha terminato con un rosso dell’1,97% Francoforte ha ceduto il 2,69%, Londra l’1,24%, Parigi il 2,17%, Madrid il 2,72%. Decisamente meno impattata appariva, intanto, Wall Street che dopo un avvio in flessione annullava i cali. A risentire dell’ondata di vendite in Europa sono stati in particolare i titoli di Banche, Assicurazioni e Lusso e quelli del comparto Automotive. Bene invece, come ci si aspettava, quelli legati al settore Oil, saliti sulla scia dei rialzi del petrolio, e quelli della Difesa.

Poco impattati i govies europei, mentre la moneta unica si è indebolita nei confronti del dollaro, calando sotto quota 1,17, ai minimi da oltre un mese.

Gli analisti parlano di reazioni tutto sommato composte e non drammatiche dei mercati. Ma incombono grandi interrogativi e forti preoccupazioni. Le variabili da tenere sotto osservazione sono principalmente la durata del conflitto e la sua possibile estensione a livello geografico. Da queste dipenderanno le future evoluzioni e i calcoli dei livelli di rischiosità, nonchè gli impatti inflattivi.

Drone dall’Iran sulla base britannica a Cipro, il conflitto lambisce l’Ue

Roma, 2 mar. (askanews) – Il conflitto con l’Iran lambisce l’Unione europea dopo che nella notte un drone ha colpito la base della Royal Air Force ad Akrotiri, a Cipro, territorio sovrano britannico. L’episodio è avvenuto poco dopo mezzanotte ora locale (le 23 nel Regno Unito) e ha provocato danni limitati, senza vittime, hanno riferito dal ministero della Difesa di Londra e dalle autorità cipriote. Fonti cipriote hanno riferito a Reuters che sarebbe stato il movimento sciita filo iraniano Hezbollah a colpire Cipro con droni-kamikaze lanciati dal Libano.

Per il ministro della Difesa Guido Crosetto, “l’attacco a Cipro ha un significato superiore a quello che finora gli abbiamo attribuito”. Se viene colpita una base di un Paese non direttamente coinvolto, ha osservato riferendo in Parlamento, “quanti altri Stati possono trovarsi a rischio?”. Crosetto ha parlato di una fase in cui “la possibilità di azioni che giudichiamo folli è superiore alla nostra capacità di immaginazione”, richiamando alla massima attenzione.

Il governo britannico ha parlato di un “presunto attacco con drone”, al quale le forze armate hanno reagito attivando i protocolli di sicurezza. In via precauzionale, Londra ha disposto il trasferimento dei familiari del personale militare che vive nella base in alloggi alternativi sull’isola. La base, ha assicurato il ministero, “continua a operare normalmente”.

Il portavoce della presidenza cipriota, Konstantinos Letymbiotis, ha confermato che si è trattato di un drone non pilotato e che il Consiglio di Sicurezza nazionale resta in sessione permanente. A seguito dell’attacco è stato rinviato un incontro informale dei ministri degli Affari europei dell’Ue previsto a Cipro.

Secondo fonti citate dai media britannici, jet sono decollati nel tentativo di intercettare il velivolo senza pilota. La Grecia ha annunciato l’invio di una fregata e di caccia F-16 a sostegno della sicurezza dell’isola.

L’episodio si inserisce nell’escalation seguita ai raid israelo-americani sull’Iran e segna un’estensione diretta delle tensioni alle porte dell’Unione europea.

“Questa notte un drone iraniano ha colpito la pista d’atterraggio di una base cipriota e di una base britannica. Ha provocato per fortuna solo danni lievi, ma il messaggio è inequivocabile: nessuno sarebbe al riparo da un Iran dotato di missili oltre che dell’arma atomica”, ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani nelle comunicazioni alle Commissioni Esteri e Difesa del Senato. Tajani ha aggiunto che l’Italia ha ricevuto richieste di supporto da Paesi alleati, anche in relazione alla protezione dei militari presenti nell’area.

Da Londra, la ministra degli Esteri Yvette Cooper ha definito l’episodio una dimostrazione della “gravità del modo sconsiderato in cui opera il regime iraniano”, pur ribadendo che il Regno Unito non è stato coinvolto negli attacchi contro Teheran.

Meloni: Usa e Israele hanno deciso di attaccare senza coinvolgere i partner europei

Roma, 2 mar. (askanews) – “Noi non possiamo permetterci che l’attuale regime iraniano abbia missili a lungo raggio con testate atomiche” ma l’accordo sul nucleare “è fallito e Stati Uniti e Israele hanno deciso di attaccare senza il coinvolgimento dei partner europei”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un’intervista al Tg5.

In merito all’attacco in corso “mi preoccupa il contesto generale, una crisi del diritto internazionale che è inevitabilmente figlia della guerra in Ucraina, quando un membro del Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite ha deliberatamente attaccato un suo vicino. Era inevitabile che avrebbe portato a una stagione di caos”.

“Attualmente – ha spiegato Meloni – il governo è impegnato a dare assistenza alle migliaia di italiani che sono rimasti bloccati, particolarmente nei paesi del Golfo. Siamo in contatto con quei Paesi, siamo in contatto con i nostri partner europei, l’obiettivo è ovviamente che la crisi non dilaghi ma penso che nulla possa andare meglio se l’Iran non ferma i suoi attacchi nei confronti dei paesi del Golfo che sono totalmente ingiustificati”.

“Posso dirle – ha concluso la premier rispondendo ad una domanda – che il ministro Crosetto non ha mai smesso di fare il suo lavoro”.

Iran, lettera opposizioni: subito Meloni in Parlamento

Roma, 2 mar. (askanews) – Le opposizioni chiedono formalmente alla presidente del consiglio Giorgia Meloni di riferire in parlamento sulla crisi in Medioriente. In una lettera inviata ai presidenti di camera e Senato Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa, Pd, M5s, Avs, Più Europa, Iv e Azione sollecitano una convocazione “urgente” della la presidente del Consiglio e spiegano: “La natura e la portata della crisi in atto investono infatti la politica estera e di sicurezza nella sua dimensione complessiva e strategica, incidendo su profili che attengono alla collocazione internazionale dell’Italia, ai suoi obblighi derivanti dal diritto internazionale e dai trattati, alla sicurezza energetica, alla tutela dei cittadini italiani presenti nell’area e alla stabilità dell’intero quadrante mediorientale”.

Iran, Crosetto in audizione ha detto che era a Dubai "perché c’erano i miei figli"

Roma, 2 mar. (askanews) – “Siccome in alcuni interventi è emerso un fatto che io consideravo personale, però che sta avendo rilevanza politica, non mi costa nulla toccarlo. Anche perché questo fatto non è emerso da uno scoop giornalistico è emerso dal fatto che io l’ho detto”, ha detto Guido Crosetto, ministro della Difesa, in audizione nelle Commissioni congiunte di Camera e Senato, chiarendo le ragioni della sua permanenza a Dubai.

“Ero a Dubai perché avevo deciso di concedermi un periodo di vacanza – ha raccontato il ministro – e potevo scegliere di partire in maniera istituzionale e poi ricollegarmi alla mia famiglia, o partire direttamente con loro. Sarei potuto partire subito, ma sono rimasto nel bunker con gli altri italiani.

“C’erano i miei figli, io ho fatto questa valutazione”, ha sottolineato Crosetto, spiegando che “gli Emirati non erano coinvolti, ma erano tra i pochi Paesi dell’area a essere contrari all’attacco”. “Forse dovevo abbandonare là i miei figli e tornare in Italia, ma sono rimasto”. “Questa è la parte privata che mi dispiace dover rendere pubblica”, ha specificato Crosetto. “Nonostante anche parte dell’opposizione mi abbia detto perché non li porti con te nell’aeroporto vuoto – ha proseguito il ministro – non li ho portati perché mi sembrava istituzionalmente sbagliato farlo e rientreranno con le possibilità che hanno tutti gli altri italiani”.

“Qualcuno ha detto: ‘Ma se tu sei in vacanza non fai il ministro’ – ha osservato Crosetto ancora – No, faccio il ministro come quando volo all’estero; io all’estero mi collego quotidianamente con il ministero, ho gli strumenti per farlo in modo sicuro, non ho mai perso di vista un soldato italiano, una base, nulla in Italia”.

(foto di archivio)

Italiani bloccati a Dubai, musicisti su MSC: “Surreale, ma qui sicuri”

Roma, 2 mar. (askanews) – La caduta di un detrito a Dubai ripreso in diretta da chi è in crociera. Da sabato 28 febbraio circa 5.000 persone, tra passeggeri appena imbarcati ed equipaggio, sono ferme nel porto della città più popolosa degli Emirati Arabi Uniti a bordo della MSC Euribia, che fa il giro dei principali porti del Golfo. Tra di loro anche i due trombettisti e amici Tony Santoruvo e Pietro Latte, che ad askanews hanno raccontato:

“Era un po’ surreale la situazione perché c’erano tanti passeggeri che prendevano il sole e poi magari si vedeva del fumo in cielo”, ricorda Latte. “Dappertutto si parla di Dubai sotto attacco, la questione è molto più confinata di quello che sembra all’esterno”, spiega.

“Trecentocinquanta intercettazioni tra missili e droni, caduti in Paesi sparsi, tra cui anche Dubai. Quello che ad esempio è esploso a Palm Jumeirah, era un detrito di un drone”, ricorda Tony Santoruvo.

“Soprattutto chiediamo veramente con il cuore di cercare di filtrare le notizie e di non diffondere fake news”, aggiungono.

Il capitano e le autorità locali consigliano di non lasciare la nave, ritenuta il “posto più sicuro”, dopo l’attacco congiunto di Usa e Israele contro l’Iran, mentre il Golfo è bloccato, lo spazio aereo è chiuso e in cielo sono visibili scie di missili o nuvole di fumo.

“Siamo bloccati da sabato (28 febbraio), l’inizio della crociera sarebbe stato sabato poi è rimasta bloccata per quanto accaduto. Fortunatamente noi siamo in nave, ci tengo a precisare che stiamo bene e non ci manca niente, siamo molto tranquilli, il capitano fa comunicazioni molto spesso durante il giorno, la situazione è abbastanza sotto controllo”, spiega Pietro Latte.

“Ieri (domenica) c’è stato un gruppo di italiani andati in ansia, però alla fine il comandante ha avuto un incontro diretto con loro, noi ci sentiamo molto tranquilli”, rassicurano.

La Farnesina ha attivato la “Task Force Golfo” che rafforza il lavoro dell’Unità di Crisi per far fronte

alle migliaia di richieste di assistenza degli italiani bloccati nei Paesi del Golfo.

“Attendere, soprattutto, avere pazienza, perché non possiamo fare molto di più che aspettare le direttive dalla varie ambasciate o consolati”, aggiunge Pietro.

“L’unica cosa che possiamo immaginare è che gli aeroporto si sblocchino e riusciamo a tornare a casa o che riescano a creare dei corridoi sicuri, ma sono supposizioni che noi stiamo facendo”, sottolineano i due trombettisti.

“Navighiamo a vista giorno per giorno, i nostri superiori ci dicono se si continua o non si continua con lo show, fino a ieri il Carousel Lounge era pieno, le persone ballavano sulla nostra musica, attendiamo di vedere oggi”, concludono i due musicisti.

Stellantis: immatricolazioni febbraio +27,7%, quota sale al 34%

Milano, 2 mar. (askanews) – Stellantis chiude il mese di febbraio con immatricolazioni in crescita del 27,7% pari al doppio del mercato (+14%), a 53.592 unità. La quota del gruppo è salita al 34% rispetto al 30,4% di febbraio 2024. Lo si apprende da dati Dataforce elaborati da Stellantis. Nei primi due mesi le vendite sono aumentate del 19,9% a 100.108 unità, pari a una quota del 33,3% (+2,6 pp).

Il gruppo Stellantis e il marchio Fiat rimangono saldamente al primo posto della classifica italiana di vendite. Fiat, in particolare, ha registrato a febbraio 21.269 immatricolazioni pari al 13,5% di quota (in crescita di 2,8 pp rispetto a febbraio dello scorso anno). Pandina si conferma la best seller del mercato italiano con 12.612 unità che arrivano a quasi 26.000 unità dall’inizio dell’anno. In crescita costante anche Grande Panda con 5.500 immatricolazioni a febbraio.

Da primato il risultato di Leapmotor che ha consolidato la propria ascesa nel mercato italiano della mobilità elettrica. A febbraio, il brand, attivo in Italia nell’ambito della joint venture Leapmotor International che fa capo a Stellantis, ha ottenuto un risultato storico con 5.006 immatricolazioni, una quota di mercato vetture del 3,2% e, nel mercato privati, del 6%. Si tratta di una performance complessiva che segna un incremento del 2.196% rispetto allo stesso mese del 2025 e posiziona Leapmotor come il marchio con la crescita più rapida dell’intero panorama competitivo, soprattutto rispetto ai principali concorrenti asiatici. Leapmotor, grazie soprattutto alla T03 che si è confermata l’auto elettrica più venduta in Italia, a febbraio è salita sul gradino più alto del podio sia nel mercato totale Bev, con quota del 39,1%, sia nel canale dei privati con il 51,4%.

Nei veicoli commerciali, infine, Fiat Professional conferma la leadership in Italia a febbraio con 3.640 immatricolazioni pari al 23,7% di quota di mercato. Il brand si impone nei 4 segmenti del mercato in cui è presente: Ducato, il van più venduto in Italia, nel segmento dei Large Van, Scudo nel Medium Van, Doblò nel Compact Van e Panda Van nel “Car Derived”.

Auto: immatricolazioni febbraio +14% a 157.334 unità

Milano, 2 mar. (askanews) – Prosegue la crescita del mercato auto. A febbraio le immatricolazioni sono aumentate del 14,04% a 157.334 unità. Lo rende noto il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Nei primi due mesi le immatricolazioni sono aumentate del 10,2% a 299.373 unità.

I trasferimenti di proprietà sono stati 513.810 a fronte i 498.103 passaggi registrati a febbraio 2025, con un aumento del 3,15%.

Il volume globale delle vendite mensili, pari a 671.144 unità, ha interessato per il 23,44% vetture nuove e per il 76,56% vetture usate.

Nella top ten i primi tre modelli sono tutti brand Stellantis: Fiat Panda, Jeep Avenger, e Leapmotor T03.

Il Mobile World Congress compie 20 anni a Barcellona

Barcellona, 2 mar. (askanews) – Ha preso il via a Barcellona il Mobile World Congress, che celebra il suo ventesimo anniversario come appuntamento di riferimento globale per il mondo della tecnologia mobile.

La manifestazione, organizzata da GSMA, si svolge fino al 5 marzo negli spazi della Fira de Barcelona – Gran Via. Attesi circa 110.000 visitatori da oltre 200 Paesi, con più di 2.900 stand distribuiti nei padiglioni della fiera.

Al centro dell’edizione 2026 c’è l’ecosistema degli smartphone e della mobilità. Tra i principali produttori presenti figurano Samsung, Xiaomi, Honor, Oppo, Vivo, Huawei e Realme. Accanto ai brand di dispositivi, trovano spazio anche i protagonisti delle piattaforme e dei chipset per il mobile, come Qualcomm e MediaTek, insieme agli operatori e ai fornitori di tecnologie che supportano lo sviluppo degli smartphone di nuova generazione.

Il tema scelto per questa edizione è “The IQ Era”, con un’attenzione particolare all’intelligenza artificiale applicata al mobile, alle reti avanzate e ai nuovi servizi digitali. Un’edizione celebrativa che guarda al futuro, partendo da vent’anni di evoluzione della telefonia e della connettività.

Conti pubblici, l’uscita dell’Italia dalla procedura Ue per deficit eccessivo rischia di slittare

Roma, 2 mar. (askanews) – Rischia di slittare di un anno l’anelata uscita dell’Italia dalla procedura europea per deficit eccessivo. Anche se non è ancora detta l’ultima parola. Oggi l’Istat ha pubblicato i dati preliminari sui conti pubblici 2025 della Penisola.

E, contestualmente a una revisione al ribasso della stima sulla crescita economica dello scorso anno – al più 0,5% a fronte dello 0,7% indicato a fine gennaio – il rapporto tra disavanzo di Bilancio e Pil vine indicato al 3,1%. Per quanto in calo rispetto al 2024, il dato non appare sufficiente al chiudere in anticipo la procedura Ue.

Lo scorso novembre, infatti, nel presentare le previsioni economiche di autunno, il commissario europeo agli Affari economici, Valdis Dombrovskis aveva spiegato che l’uscita dalla procedura era possibile questa primavera, ma appunto a condizione che il deficit italiano fosse “confermato sotto il 3% del Pil”. In quelle previsioni Bruxelles stimava il deficit dell’Italia proprio al 3% del Pil.

Il dato di oggi, tuttavia, è provvisorio e “suscettibile di modifiche a conclusione del processo di notifica per deficit eccessivo, il 21 aprile 2026, se dovessero essere disponibili informazioni più aggiornate”, ha puntualizzato l’Istat.

All’Istat ha fatto eco il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti: “E’ un dato provvisorio, prima delle comunicazioni che l’Italia farà all’Ue. Cercheremo di capire le valutazioni Istat. Peccato per il colpo di coda del Superbonus condomini – ha aggiunto – causa principale del dato di oggi”.

Per parte sua la Commissione Ue, tramite un portavoce ha “preso atto dei dati preliminari” sui conti pubblici dell’Italia forniti dall’Istat”. Ora “questi dati verranno trasmessi a Eurostat – ha aggiunto – che li valuterà e, il 22 aprile, pubblicherà le statistiche certificate” sulle finanze pubbliche. “La Commissione – ha spiegato il portavoce – valuterà la situazione del deficit dell’Italia nell’ambito del Pacchetto di primavera del semestre europeo, sulla base del risultato del 2025”.

Secondo un’altra fonte comunitaria, il 21 maggio la Commissione presenterà le sue previsioni economiche aggiornate. E il 3 giugno, posto che si tratta di date indicative, dovrebbe presentare il “Pacchetto di primavera” del Semestre Europeo, con le raccomandazioni sulla uscita – o la non uscita – dalle procedure per deficit eccessivo degli stati membri.

Al via la 2^ edizione dell’Open Week di Noi Distribuzione

Milano, 2 mar. (askanews) – Cinque giorni per scoprire da vicino il mondo del retail moderno. Dal 2 al 6 marzo 2026 torna la Open Week di Noi Distribuzione, il progetto promosso da Federdistribuzione con il sostegno delle aziende associate, pensato per avvicinare i giovani alle opportunità professionali della Distribuzione Moderna. Un settore che, con circa 450 mila lavoratori, si caratterizza per un’elevata stabilità occupazionale come conferma una recente ricerca realizzata da Federdistribuzione in collaborazione con PwC Italia: i contratti a tempo indeterminato rappresentano l’86,3% del totale, un dato superiore rispetto alla media nazionale. Significativo anche il tasso di occupazione femminile, pari al 62,1%, ben al di sopra della media italiana.

“La Distribuzione Moderna è un settore in grande crescita in termini occupazionali. Ma è in grande evoluzione, cresce e si modifica in funzione di quelle che sono le esigenze della società dei consumi. Investe molto in tecnologia e proprio per questo ha necessità di attrarre giovani talenti, con nuove opportunità occupazionali nell’ambito tecnologico, della logistica e in tutte le tematiche che oggi vengono affrontate, anche dallo sviluppo dell’intelligenza artificiale, che sarà un altro elemento importante nelle attività delle imprese della Distribuzione Moderna” ha dichiarato Carlo Alberto Buttarelli, Presidente di Federdistribuzione.

Per il 2026 si stima un fabbisogno di circa 20 mila posizioni, tra nuove assunzioni, inserimento di nuovi profili professionali e sostituzione delle uscite, soprattutto nell’area vendite e nei servizi operativi, ma crescono anche i profili legati all’innovazione e alle nuove tecnologie.

“Dal 2 al 6 marzo torna Open Week di Noi Distribuzione, l’iniziativa dedicata ai giovani, dove le imprese si aprono per proporre le opportunità di lavoro che sono in grado di offrire. E’ un’iniziativa alla seconda edizione, nella prima ha avuto molto successo e la riproponiamo. Le imprese avvieranno diverse iniziative nell’ambito territoriale dove sono presenti” ha aggiunto Buttarelli.

Un settore dinamico, radicato nei territori e capace di offrire percorsi professionali diversificati. La Open Week punta proprio a questo: raccontare il retail con una voce nuova e mostrare ai giovani che dietro ogni punto vendita c’è un mondo di opportunità.

Bankitalia, nel Piano Strategico 2026-2028 fari su euro digitale e IA

Roma, 2 mar. (askanews) – Bankitalia ha pubblicato il Piano strategico 2026-2028. Annessa al documento, la lettera del governatore, Fabio Panetta, che ha descritto le linee guida dell’istituto per il prossimo triennio.

Il documento presenta una strategia che tiene conto di un contesto segnato da “tensioni geopolitiche e frammentazione economica”, spiega il governatore nella missiva, sfide che richiedono una Banca capace di “agire in maniera proattiva ai mutamenti del contesto e agli shock esterni”.

Tra i pilastri del piano spicca l’innovazione tecnologica. Panetta ha sottolineato la necessità di puntare sullo “sviluppo e la valorizzazione del capitale umano aziendale con il ricorso all’intelligenza artificiale”, con l’obiettivo di rendere i processi operativi e decisionali più efficienti.

Sul fronte monetario, resta centrale il “rafforzamento del ruolo della Banca nei sistemi di pagamento”, con un impegno diretto nella “realizzazione della moneta digitale di banca centrale” per garantire sovranità e sicurezza.

Il governatore ha poi ribadito l’importanza di un presidio costante sulle “tecnologie emergenti e dirompenti”, come l’IA e il calcolo quantistico, che rappresentano “un’eccezionale opportunità di innovazione” ma richiedono attenzione. Il piano punta infine a comunicare “con efficacia i risultati dell’azione istituzionale”, confermando l’impegno per la transizione ecologica e la tutela della legalità nel sistema finanziario.

La strategia, spiega infine Panetta “si tradurrà in azioni misurabili e monitorabili nel tempo”.

Conti pubblici, rischia di slittare stop procedura Ue su deficit Italia

Roma, 2 mar. (askanews) – Rischia di slittare di un anno l’anelata uscita dell’Italia dalla procedura europea per deficit eccessivo. Anche se non è ancora detta l’ultima parola. Oggi l’Istat ha pubblicato i dati preliminari sui conti pubblici 2025 della Penisola.

E, contestualmente a una revisione al ribasso della stima sulla crescita economica dello scorso anno – al più 0,5% a fronte dello 0,7% indicato a fine gennaio – il rapporto tra disavanzo di Bilancio e Pil vine indicato al 3,1%. Per quanto in calo rispetto al 2024, il dato non appare sufficiente al chiudere in anticipo la procedura Ue.

Lo scorso novembre, infatti, nel presentare le previsioni economiche di autunno, il commissario europeo agli Affari economici, Valdis Dombrovskis aveva spiegato che l’uscita dalla procedura era possibile questa primavera, ma appunto a condizione che il deficit italiano fosse “confermato sotto il 3% del Pil”. In quelle previsioni Bruxelles stimava il deficit dell’Italia proprio al 3% del Pil.

Il dato di oggi, tuttavia, è provvisorio e “suscettibile di modifiche a conclusione del processo di notifica per deficit eccessivo, il 21 aprile 2026, se dovessero essere disponibili informazioni più aggiornate”, ha puntualizzato l’Istat.

All’Istat ha fatto eco il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti: “E’ un dato provvisorio, prima delle comunicazioni che l’Italia farà all’Ue. Cercheremo di capire le valutazioni Istat. Peccato per il colpo di coda del Superbonus condomini – ha aggiunto – causa principale del dato di oggi”.

Per parte sua la Commissione Ue, tramite un portavoce ha “preso atto dei dati preliminari” sui conti pubblici dell’Italia forniti dall’Istat”. Ora “questi dati verranno trasmessi a Eurostat – ha aggiunto – che li valuterà e, il 22 aprile, pubblicherà le statistiche certificate” sulle finanze pubbliche. “La Commissione – ha spiegato il portavoce – valuterà la situazione del deficit dell’Italia nell’ambito del Pacchetto di primavera del semestre europeo, sulla base del risultato del 2025”.

Secondo un’altra fonte comunitaria, il 21 maggio la Commissione presenterà le sue previsioni economiche aggiornate. E il 3 giugno, posto che si tratta di date indicative, dovrebbe presentare il “Pacchetto di primavera” del Semestre Europeo, con le raccomandazioni sulla uscita – o la non uscita – dalle procedure per deficit eccessivo degli stati membri.

Galaxy S26 Ultra e il suo schermo che protegge da occhi indiscreti

Barcellona, 2 mar. (askanews) – Uno schermo che si oscura lateralmente e lascia visibili i contenuti solo a chi guarda frontalmente. Sul Galaxy S26 Ultra la privacy passa dal display, con una funzione pensata per proteggere dati e informazioni personali da occhi indiscreti e anche in luoghi affollati.

Il Privacy Display, attivabile con un click, limita l’angolo di visione senza compromettere luminosità e qualità dell’immagine. È una funzione esclusiva del modello Ultra della nuova gamma S26 che intercetta una esigenza piuttosto comune, come ha spiegato Nicolò Bellorini, Vice President Mobile Samsung Electronics Italia: “Oggi lo smartphone contiene tutti i dati più privati che abbiamo, sia per la vita personale che quella professionale, e dobbiamo poterlo usare ovunque senza avere preoccupazioni circa i nostri dati. Quindi questa modalità si può attivare e disattivare senza compromettere la qualità dell’immagine mai e si può customizzare per alcune applicazioni, l’applicazione della banca o alcune notifiche più private che noi vogliamo proteggere. Solo per quelle posso avere il Privacy Display attivo”.

È partendo da questa funzione che Samsung ha presentato il Galaxy S26 Ultra al Mobile World Congress di Barcellona che punta anche su un comparto hardware e software pensato per un utilizzo intensivo: display ad alta luminosità, prestazioni potenziate per multitasking e intelligenza artificiale, e una gestione più evoluta della sicurezza dei contenuti.

Allo stand Samsung alla fiera del Mobile di Barcellona trovano spazio anche altre novità. “Ovviamente qua a Barcellona, all’MWC, vedi tutte le novità a livello globale, anche dei prodotti che non sono oggi in commercio in Europa e in Italia, come il Trifold o anche tutta l’esperienza dei nostri visori e tutto l’ecosistema Samsung. Una novità che noi stiamo introducendo adesso sono le Buds 4, la quarta generazione delle nostre Buds, direi ancora più integrate e ottimizzate per l’AI, insieme all’S24 Ultra danno un’esperienza totalmente integrata, basta un long press sull’auricolare e posso conversare con il mio motore di AI preferito, Perplexity, Gemini o Bixby, come voglio”, spiega il manager Samsung.

Iran, Conte: da Crosetto varie versioni sul viaggio a Dubai

Roma, 2 mar. (askanews) – “Ministro Crosetto, questo non è un fatto personale, ma lei si è ritrovato lì, ha dichiarato, per impegni familiari, in Emirati Arabi, a Dubai con un viaggio privato. Poi invece è stato chiarito che c’era un incontro istituzionale col suo omologo emiratino. Poi ancora era andato lì perché non c’erano rischi. Oggi ha dichiarato invece che è andato lì perché ha capito che c’erano rischi, voleva mettere in salvo la sua famiglia. Mi chiedo allora degli altri italiani che ne è. Ecco, queste sono le ragioni per cui poi gli italiani e noi non possiamo sentirci tutelati da questo governo”. Lo ha detto il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, intervenendo nel dibattito sull’audizione dei ministri degli Esteri Antonio Tajani e della Difesa Guido Crosetto di fronte alle commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato.

Ex Ilva, sindacati: 24 ore di sciopero dopo l’incidente mortale

Roma, 2 mar. (askanews) – Dopo l’incidente nell’impianto ex Ilva di Taranto, costato la vita a un lavoratore, Fim, Fiom e Uilm proclamano 24 ore di sciopero a partire dalla giornata di oggi di tutti i dipendenti diretti e in appalto.

I sindacati esprimono “profondo cordoglio per la tragica perdita di Loris Costantino in un grave infortunio mortale sul lavoro all’ex Ilva di Taranto. La perdita di vite umane sul fronte occupazionale rappresenta una ferita aperta nel nostro Paese e richiede un intervento immediato e deciso. Abbiamo denunciato più volte la condizione di pericolosità degli impianti e dei luoghi di lavoro in seguito alle mancate manutenzioni – proseguono – riteniamo inaccettabile che si continui a pagare con la vita le conseguenze di una gestione inefficace che non garantisce né la sicurezza né tantomeno previene le situazioni di rischio. Per questo chiediamo il superamento della fase commissariale con la definizione di un assetto proprietario in cui lo Stato detiene la maggioranza e la gestione”.

Fim, Fiom e Uilm da tempo rivendicano “l’urgenza di interventi di manutenzione strutturali e controlli più severi sugli impianti e sui processi produttivi. Gli infortuni mortali di Claudio Salamida e di Loris Costantino si dovevano evitare. La sicurezza nei luoghi di lavoro deve essere una priorità assoluta. La convocazione odierna a Palazzo Chigi deve servire a tutelare la vita e la salute dei lavoratori prima di tutto e a risolvere la vertenza. Chiediamo alle istituzioni di intervenire con fermezza e responsabilità, la tutela della vita delle dei lavoratori resta il nostro impegno fondamentale”.

Giustizia, Ferro (Interno): Oltre 18.000 beni confiscati

Roma, 2 mar. (askanews) – “Siamo orgogliosi dei risultati raggiunti: negli ultimi tre anni abbiamo destinato oltre 18.000 beni confiscati alla criminalità, trasformandoli in presìdi di legalità, sicurezza e welfare per i territori”. Lo ha dichiarato Wanda Ferro, sottosegretario al Ministero dell’Interno, intervenendo al congresso “Presidio di legalità nell’interesse della collettività. L’Amministratore giudiziario guarda al futuro senza dimenticare il passato: snodo strategico o criticità del sistema dei sequestri?”, promosso dal Sinageco, sindacato nazionale Amministratori Giudiziari e Coadiutori, presieduto da Giovanni Mottura, al centro congressi “Roma Eventi Fontana di Trevi”.

Ferro ha ricordato i protocolli sottoscritti con numerose Regioni, alcune delle quali hanno investito risorse significative, come la Calabria con 44 milioni di euro, ma anche Sicilia e Campania. Determinante il lavoro di squadra con associazioni di categoria, mondo imprenditoriale e ABI, soprattutto per affrontare il tema dei crediti revocati al momento del sequestro. “Continueremo a migliorare, anche grazie al contributo degli amministratori giudiziari, rendendo più rapide ed efficaci le procedure per colpire gli interessi della criminalità organizzata”. Sulla centralità di questa figura è intervenuto Walter Verini, componente della Commissione parlamentare Antimafia, sottolineando l’importanza di una rappresentanza sindacale e proponendo consultazioni permanenti per rafforzare, non indebolire, gli strumenti di prevenzione. “Non basta il sequestro: bisogna guardare anche al dopo. Il fallimento dello Stato si verifica quando un bene confiscato non riesce a restare sul mercato”.

Giovanni Mottura ha ricordato che gli amministratori giudiziari iscritti all’albo sono 4.500 e chiedono il riconoscimento del proprio ruolo. Senza valorizzare questo segmento si rischia di vanificare l’impegno di istituzioni, forze dell’ordine, magistratura e Agenzia. Servono progettualità e risorse per garantire continuità gestionale di immobili e imprese. Lo Stato non deve diventare imprenditore, ma deve fare la propria parte per assicurare sostenibilità e rilancio nel segno della legalità.

Paola Frassinetti, sottosegretario all’Istruzione e al Merito, ha evidenziato come i beni confiscati siano presìdi fondamentali per la collettività e ha ribadito il ruolo della scuola nel contrasto alla cultura mafiosa. Le lezioni di legalità registrano grande partecipazione e interesse. Nell’ambito dell’educazione civica sono stati firmati protocolli con le forze dell’ordine, anche alla luce dei recenti episodi di violenza giovanile, segnale di una disgregazione sociale che impone un approccio multidisciplinare fatto di prevenzione, supporto psicologico, rieducazione e attenzione alle fragilità attraverso una didattica personalizzata.

Il direttore dell’Agenzia nazionale beni sequestrati e confiscati, prefetto Maria Rosaria Laganà, ha posto l’accento su una collaborazione più strutturata e proattiva con amministratori e coadiutori, fin dalla fase del sequestro, per conoscere tempestivamente potenzialità e criticità dei beni e rendere più efficace il percorso di destinazione. “Molti beni hanno valore economico e culturale, ma soprattutto simbolico: rappresentano la riaffermazione dello Stato”.

Antonio Balsamo, sostituto procuratore generale della Cassazione, ha ricordato che l’amministratore giudiziario è insieme gestore di patrimoni sequestrati, ausiliario del giudice e protagonista di cambiamento sociale. In Sicilia la lotta alla mafia ha segnato il riscatto di un popolo e oggi costituisce un’identità nazionale da proiettare in Europa. La cultura della legalità, come insegnava Paolo Borsellino, deve essere un movimento morale capace di coinvolgere soprattutto i giovani.

Leonardo Guarnotta, segretario della Fondazione Falcone ed ex magistrato del Pool Antimafia, ha sottolineato l’importanza del dialogo con le nuove generazioni quale prosecuzione ideale della stagione del maxiprocesso: trasformare la memoria in impegno concreto per rafforzare lo Stato di diritto. Efrem Romagnoli ha richiamato l’attenzione sulle complessità operative: gestire imprese significa affrontare continuità produttiva, rapporti di lavoro e mercato; anche per gli immobili la vera sfida è la valorizzazione. Occorrono strumenti legislativi più incisivi per rendere produttivi i beni destinati a finalità sociali. Infine Antonio Uva ha indicato come prioritaria la tracciabilità delle risorse sequestrate: sul Fondo Unico Giustizia risultano circa 5 miliardi di euro, ma manca chiarezza sulla destinazione. Le risorse confiscate devono essere trasparenti e riconoscibili, “con un’etichetta”, nel rispetto della responsabilità verso la collettività.

Sanremo, al Villaggio del Festival 2026 tanti big e boom social

Sanremo, 2 mar. (askanews) – Una settimana, di musica, divertimento, enogastronomia, e molto di più, Il Villaggio del Festival 2026 è stato l’isola felice a Sanremo fuori dal centro. “È stata una settimana interessante e entusiasmante. Abbiamo aperto con un’inaugurazione davvero che ci ha reso felici per la partecipazione. Durante tutta la settimana abbiamo avuto tanti artisti, cantanti big del Festival, ma anche giovani, studenti e istituzioni che ci sono venuti a trovare” spiega Giuseppe Grande

Direttore Villaggio del Festival.

Sono stati davvero tanti i big arrivati al Villaggio del Festival, a cominciare da Enrico Nigiotti, Ermal Meta, Raf, Le bambole di Pezza, Lda e AKA7even, ma anche Eddie Brock, Mecna, Cristina d’Averna, Mario Biondi, Roy Paci, il Maestro Enrico Melozzi, Fabrizio Bosso e tanti tanti altri. Un successo confermato da numeri importanti.

“Abbiamo avuto oltre 5 milioni di visualizzazioni sui canali social collegati al Villaggio del Festival e oltre un milione di interazioni. Sono dati davvero che ci hanno reso felici e hanno attestato che Il Villaggio del Festival è piaciuto, è stato seguito per la qualità dei contenuti e la qualità delle persone che hanno collaborato all’evento” continua Grande.

Grande spazio ai giovani, il Villaggio ha ospitato i quattro concorrenti in gara delle nuove proposte a cominciare dal vincitore Nicolò Filippucci, la talentuosa Angelica Bove, ma anche Mazzariello e Blind, El Ma & Soniko. Non poteva mancare neppure il conduttore Gianluca Gazzoli. Dietro a tutto questo c’è un progetto e tanto lavoro.

“Credere negli obiettivi partendo dalle intuizioni. Perché sono le intuizioni quelle che poi ti fanno diventare grande un evento” aggunge il direttore.

Ma è già tempo di guardare al futuro. “Il lavoro inizia praticamente il mese dopo la fine del Festival. Ci si siede a tavolino, si inizia a pensare, a creare, perché prima di scoprire bisogna sempre creare. Questa è una frase a cui sono molto affezionato”.

Tram deragliato, c’è un errore nell’identità di una vittima

Milano, 2 mar. (askanews) – Non è il senegalese di 56 anni la seconda vittima dell’incidente tramviario avvenuto venerdì 27 febbraio in viale Vittorio Veneto a Milano. Secondo quanto si apprende in ambienti giudiziari milanesi, si è verificato uno scambio di persona nelle prime fasi successive alla tragedia dovuto a un errore nell’indentificazione della vittima.

L’uomo indicato inizialmente come deceduto si trova in realtà ricoverato in rianimazione in ospedale codice rosso. La seconda vittima è invece un uomo originario dell’Africa Centrale, già identificato dagli inquirenti, che stanno cercando di mettersi in contatto con i familiari.

Honor presenta il Robot Phone, con braccio robotico e camera mobile

Barcellona, 2 mar. (askanews) – Un braccio robotico che spunta dal classico rettangolo dello smartphone, con una camera che si muove in diverse direzioni e osserva l’ambiente circostante. Al Mobile World Congress di Barcellona, Honor ha mostrato un concept che prova a spingere lo smartphone oltre i suoi limiti tradizionali.

Si tratta del primo progetto concreto sviluppato all’interno dell’Alpha Plan, la strategia con cui Honor punta a integrare l’intelligenza artificiale in modo più profondo e fisico nei dispositivi personali. Come ha spiegato Pier Giorgio Furcas, Deputy General Manager Italia e Svizzera di Honor: “Oggi siamo felicissimi di aver visto il primo progetto sviluppato dell’Alpha Plan che è il Robot Phone, il primo robot smartphone che cambia un po’ il settore in maniera disruptive”.

Il concept combina intelligenza artificiale e movimento. Dal corpo del telefono emerge un sistema meccanico con gimbal e fotocamera, capace di ruotare, seguire i soggetti e adattare l’inquadratura in tempo reale. Non è solo una questione di ripresa video, ma di interazione.

“Questa camera ha dei comportamenti molto simili a quelli dell’essere umano: può essere triste, può essere felice, danzare quando sente una musica, perché non è passiva ma attiva. Nel momento in cui viene fuori comincia a riconoscere l’ambiente circostante e a capire che tipo di supporto può dare all’utente finale”.

Il Robot Phone si inserisce in una visione più ampia, che Honor chiama Augmented Human Intelligence: dispositivi capaci di combinare intelligenza, consapevolezza spaziale e relazione con l’utente. Una direzione che alla fiera del Mobile di Barcellona passa anche dal nuovo pieghevole Magic V6, con uno schermo ancora più resistente delle versioni precedenti e una batteria più sottile e potente, e dalla presentazione del suo primo robot umanoide. Segnali di come Honor stia allargando il proprio ecosistema, guardando a dispositivi intelligenti e robotici pensati per affiancare le persone nella vita quotidiana.

Scherma, rinvio tutte le gare di coppa del mondo per crisi Iran

Roma, 2 mar. (askanews) – La Federazione Internazionale di Scherma ha disposto il rinvio di tutte le gare di Coppa del Mondo del prossimo weekend, slitta dunque anche il Trofeo Luxardo di Padova, storica tappa del circuito iridato di sciabola maschile.

“Vista l’attuale situazione globale, la relativa incertezza e il crescente numero di delegazioni che potrebbero non essere in grado di viaggiare o di rientrare nei propri Paesi a causa, ad esempio, di cancellazioni dei voli, il Comitato Esecutivo della FIE ha deciso di rinviare le seguenti competizioni:

Il Cairo (EGY), Coppe del Mondo di fioretto, 5-8 marzo 2026

Padova (ITA), Coppa del Mondo di sciabola maschile, 6-8 marzo 2026

Atene (GRE), Coppa del Mondo di sciabola femminile, 6-8 marzo 2026.

Questa decisione di forza maggiore – si legge nella comunicazione della FIE alle Federazioni nazionali – è stata adottata al fine di garantire, come priorità assoluta, la sicurezza dell’intera famiglia della scherma e di assicurare che le delegazioni non siano private della partecipazione per ragioni al di fuori del loro controllo.

Inoltre, il Comitato Esecutivo della FIE continuerà a monitorare quotidianamente la situazione e a collaborare con gli organizzatori in merito a possibili nuove date”.

Sci, Brignone conclude la stagione: "Il fisico chiede il conto"

Roma, 2 mar. (askanews) – Federica Brignone ha concluso a Soldeu la sua stagione agonistica. Lo ha annunciato la Fisi con un comunicato. La due volte campionessa olimpica di supergigante e gigante a Milano Cortina 2026, rientrata in pista dopo il terribile infortunio del 3 aprile 2025, ha deciso di non prendere parte né alle prossime tappe di Coppa del mondo in programma da venerdì 6 a domenica marzo in Val di Fassa, né ai successivi fine settimana di Are del 14/15 marzo (gigante e slalom) e delle finali in Norvegia dal 21 al 25 marzo.

“Credo di avere chiesto molto al mio corpo nel corso di questi mesi – dichiara Brignone al sito Fisi -. Dal giorno stesso in cui mi sono infortunata ho dedicato tutta me stessa all’obiettivo di partecipare alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026, ottenendo il doppio risultato di portare la bandiera tricolore e di salire sul podio. Ce l’ho fatta addirittura in due occasioni, salendo oltretutto sul gradino più alto del podio. Ho provato a proseguire la stagione, adesso però il mio fisico mi sta presentando il conto. Quindi approfitto della stagione ormai al capolinea per concedermi una pausa e continuare successivamente al meglio la riabilitazione, che è stata logicamente forzata nel corso di tutto questo tempo per arrivare al miracolo che siamo stati capaci di compiere. Ringrazio tutti coloro che hanno creduto nel sogno olimpico e mi hanno permesso di rimettermi in piedi e partecipare a questa stagione”.

Formula1, Fia: valutazioni in corso sul conflitto

Roma, 2 mar. (askanews) – Mohammed Ben Sulayem, presidente della FIA (l’organo che regolamenta la Formula 1), ha pubblicato un post sulle valutazioni in corso dopo l’inizio del conflitto in Medio Oriente. Nel calendario F1 sono previsti infatti due Gran Premi nelle zone interessate dalla guerra: GP Bahrain, quarto appuntamento (10-12 aprile) e GP Arabia Saudita, quinto appuntamento (17-19 aprile): “In qualità di Presidente della FIA, i miei pensieri sono rivolti a tutte le persone colpite dai recenti eventi in Medio Oriente – scrive Mohammed Ben Sulayem sul suo profilo -. Siamo profondamente rattristati per la perdita di vite umane e siamo vicini alle famiglie e alle comunità coinvolte. In questo momento di incertezza, auspichiamo calma, sicurezza e un rapido ritorno alla stabilità. Il dialogo e la protezione dei civili devono restare delle priorità” “Siamo in stretto contatto con i nostri Club Membri, i promotori dei campionati, le squadre e i colleghi sul campo, e monitoriamo gli sviluppi con attenzione e responsabilità. La sicurezza e il benessere guideranno le nostre decisioni mentre valutiamo i prossimi eventi in programma in quell’area per il Campionato del Mondo FIA Endurance e il Campionato del Mondo FIA di Formula 1. La nostra organizzazione si fonda sull’unità e su obiettivi condivisi. Questa unità conta oggi più che mai”

Istat: nel 2025 Pil a +0,5%, deficit-Pil cala al 3,1%

Roma, 2 mar. (askanews) – Nel 2025 l’economia italiana ha registrato una crescita del Pil in volume dello 0,5% rispetto al 2024. Lo ha reso noto l’Istat rivedendo al ribasso la precedente stima, diffusa il 30 gennaio, che dava una crescita a +0,7%.

Nel 2025 l’indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche, misurato in rapporto al Pil, è stato pari a -3,1%, a fronte del -3,4 % nel 2024. Ad ottobre scorso, nel Documento Programmatico di Finanza Pubblica, il governo prevedeva di raggiungere il 3,0%. Un’eventuale discesa sotto il 3% permetterebbe all’Italia di uscire dalla procedura di infrazione Ue per deficit eccessivo.

Il debito è salito al 137,1% dal 134,7% del 2024. Il saldo primario è positivo e pari a 16.860 milioni di euro, con un’incidenza sul Pil pari a +0,7% da +0,5% del 2024, soprattutto per la forte crescita delle entrate (+46,5 miliardi). Il saldo di parte corrente è anch’esso positivo e pari a 48.576 milioni di euro in miglioramento rispetto al 2024 (era 36.218 milioni). Questo risultato rispecchia una crescita delle entrate correnti (+41,8 miliardi) più sostenuta di quella delle uscite correnti (+29,4 miliardi).

Dal lato della domanda interna si è registrato un incremento in volume del 3,5% degli investimenti fissi lordi e dello 0,9% dei consumi finali nazionali rispetto al 2024. Per quel che riguarda i flussi con l’estero, le importazioni di beni e servizi sono salite del 3,6% e le esportazioni dell’1,2%.

La domanda nazionale al netto delle scorte ha contribuito positivamente alla dinamica del Pil in volume per 1,5 punti percentuali, mentre l’apporto della domanda estera netta e della variazione delle scorte sono stati negativi per 0,7 e 0,2 punti rispettivamente.

Il valore aggiunto ha registrato aumenti in volume dello 0,3% nell’industria in senso stretto, del 2,4% nelle costruzioni e dello 0,3% nelle attività dei servizi, mentre si è registrata una lieve flessione dello 0,1% nell’agricoltura, silvicoltura e pesca.

Nel 2025 la pressione fiscale complessiva è risultata pari al 43,1%, in aumento rispetto all’anno precedente (era 42,4%), per effetto di una crescita delle entrate fiscali e contributive (+4,2%) superiore a quella del Pil a prezzi correnti (+2,5%). “La pressione fiscale è aumentata di 0,7 punti percentuali”, ha spiegato l’Istituto.

Il Conto consolidato delle Amministrazioni pubbliche sarà trasmesso all’autorità statistica europea, come da Regolamento, entro il 31 marzo. Il conto – ha spiegato l’Istat – è suscettibile di modifiche a conclusione del processo di notifica per deficit eccessivo, il 21 aprile 2026, se dovessero essere disponibili informazioni più aggiornate.

A Milano il conducente del tram indagato per disastro ferroviario

Milano, 2 mar. (askanews) – Scatta l’iscrizione nel registro degli indagati per l’autista del tram deragliato venerdì pomeriggio lungo viale Vittorio Veneto, a Milano, provocando due vittime e una cinquantina di feriti. L’uomo, un 60enne con oltre 35 anni di esperienza in Atm, è accusato di omicidio colposo, lesioni colpose e disastro ferroviario.

Nel frattempo gli agenti della polizia locale si sono presentanti nella sede di Atm per un’acquisizione di documenti utili per lo sviluppo dell’inchiesta coordinata dalla pm Elisa Calanducci e diretta dal procuratore Marcello Viola. Gli inquirenti hanno acquisito documenti sulle comunicazioni tra la conducente e la centrale della municipalizzata milanese dei trasporti per far luce sulla tragedia.

Conti pubblici, l’Istat: nel 2025 il deficit-Pil cala al 3,1%

Roma, 2 mar. (askanews) – Nel 2025 l’indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche, misurato in rapporto al Pil, è stato pari a -3,1%, a fronte del -3,4 % nel 2024. Lo ha reso noto l’Istat.

Il saldo primario, ossia l’indebitamento netto meno la spesa per interessi, misurato in rapporto al Pil è stato pari a +0,7% (+0,5% nel 2024). Nel 2025 l’economia italiana ha registrato una crescita del Pil in volume dello 0,5% rispetto al 2024. Lo ha reso noto l’Istat rivedendo al ribasso la precedente stima, diffusa il 30 gennaio, che dava una crescita a +0,7%.

Nel 2025 il Pil ai prezzi di mercato è stato pari a 2.258.049 milioni di euro correnti, con un aumento del 2,5% rispetto all’anno precedente.

Dal lato della domanda interna si è registrato un incremento in volume del 3,5% degli investimenti fissi lordi e dello 0,9% dei consumi finali nazionali rispetto al 2024. Per quel che riguarda i flussi con l’estero, le importazioni di beni e servizi sono salite del 3,6% e le esportazioni dell’1,2%.

La domanda nazionale al netto delle scorte ha contribuito positivamente alla dinamica del Pil in volume per 1,5 punti percentuali, mentre l’apporto della domanda estera netta e della variazione delle scorte sono stati negativi per 0,7 e 0,2 punti rispettivamente.

Il valore aggiunto ha registrato aumenti in volume dello 0,3% nell’industria in senso stretto, del 2,4% nelle costruzioni e dello 0,3% nelle attività dei servizi, mentre si è registrata una lieve flessione dello 0,1% nell’agricoltura, silvicoltura e pesca.

Al Consolato dell’Iran a Milano murale con Trump seduto su lapide Khamenei

Roma, 2 mar. (askanews) – È apparso al Consolato Generale della Repubblica Islamica dell’Iran a Milano un murale di aleXsandro Palombo che raffigura il presidente degli Stati Uniti Donald Trump seduto su una lapide con la scritta “RIP Khamenei”. L’opera, che l’artista aveva già realizzato a gennaio nei pressi del Consolato degli Stati Uniti, assume oggi un valore sorprendentemente premonitore alla luce della morte della guida suprema iraniana Ali Khamenei, avvenuta nelle scorse ore in seguito ai raid americani e israeliani.

Nel murale Trump è ritratto con le braccia conserte sopra la lapide dell’ayatollah, che ha governato l’Iran per 37 anni dal 1989 fino alla sua morte ed è considerato il leader iraniano più longevo dopo lo Shah Mohammad Reza Pahlavi. Negli ultimi anni Palombo ha dedicato numerosi lavori alla situazione iraniana e ai diritti civili nel Paese, e la presenza del murale davanti al Consolato iraniano si inserisce in questo percorso. Su questo stesso muro erano apparse opere come The Cut del 2022, con Marge Simpson che si taglia i capelli in solidarietà a Mahsa Amini, e Freedom del 2024, ispirata alla vicenda della studentessa Ahoo Daryaei fermata dalla polizia morale dopo un gesto di protesta nel campus dell’Università Azad di Teheran.

Il murale si configura come un testamento visivo che attraversa il tempo e si inserisce nel corpus di opere con cui Palombo continua a denunciare il regime iraniano e a raccontare le trasformazioni sociali e i diritti umani in Iran.

Conflitto Iran scuote borse europee: Piazza Affari male con banche

Milano, 2 mar. (askanews) – L’inasprirsi del conflitto in Medio Oriente scuote i mercati. A Milano il Ftse Mib cede il 2,36% a 46.095,78 punti mentre l’All Share arretra del 2,35%. Nel resto del Vecchio Continente non va meglio: il Dax cede il 2,31%, il Cac40 l’1,93, l’Ibex di Madrid il 3%. Limitano le perdite intorno all’1% Londra e Amsterdam.

Sul listino principale milanese, le vendite risparmiano pochi titoli. Alle perdite si sottraggono, infatti, solo le azioni del comparto della difesa e gli energetici, sostenuti dalla corsa del prezzo del greggio e del gas: Leonardo sale del 5,11%, in scia anche all’imminente commessa da 1 miliardo da parte del governo britannico per la costruzione di elicotteri. Corrono poi Eni (+4,12%) e Fincantieri (+1,66%) seguite a distanza da Italgas (+0,82) e Tenaris (+0,74%).

Crolla invece Stellantis che lascia su terreno il 5,33% a 6,571 euro. Vendite anche sui titoli bancari con Bper Banca a 4,7%, Mps (-4,35%), Unicredit (-4,32%), Popolare di Sondrio (-4,30%) e Intesa Sanpaolo (-4,27%). Male anche i titoli del lusso con Cucinelli (-4,25%) e Moncler (-4,21%).

Intanto il petrolio continua la sua corsa col Brent che si mantiene a ridosso degli 80 dollari al barile e il Wti che supera i 73 dollari (+9%). Anche il gas continua a infiammarsi: il Ttf ad Amsterdam sale del 24,7% a 39,86 euro al MWh. Sul fronte valutario il cambio euro/dollaro è in calo dello 0.91% con la moneta unica scambiata a 1,17 dollari.

Il governo Uk ha firmato un contratto da 1 miliardo per gli elicotteri Leonardo

Milano, 2 mar. (askanews) – Il governo britannico ha firmato il contratto da un miliardo di sterline per la costruzione di elicotteri militari di Leonardo. Lo riporta una nota dell’esecutivo inglese, dopo le anticipazioni di venerdì da parte dei media locali.

Il nuovo accordo con Leonardo, spiega la nota, fornirà alle Forze Armate inglesi 23 nuovi elicotteri di medio carico New Medium Helicopter, Nmh) che potrebbero essere impiegati insieme ad altri velivoli senza equipaggio, e apre la strada a futuri ordini militari internazionali da realizzare nel Regno Unito, con una quota di produzione per la Gran Bretagna superiore al 40%. Sono circa 20 i Paesi che richiedono nuovi elicotteri di medio carico. Insieme agli altri elicotteri di Leonardo, gli ordini internazionali per NMH potrebbero generare oltre 15 miliardi di sterline di esportazioni nei prossimi 10 anni.á La produzione di elicotteri avverrà nello stabilimento Leonardo di Yeovil, nel Somerset, sostenendo 3.300 posti di lavoro. Di questi, 650 lavorano direttamente sugli elicotteri di medio caricoe un numero maggiore è coinvolto nei sistemi autonomi e fornisce supporto e produzione continuativi alle flotte di elicotteri Merlin e Wildcat.

La cancelliera Rachel Reeves, ha affermato che l’accordo apre la strada a futuri ordini per l’esportazione dell’elicottero AW149 da costruire nel Regno Unito, il che potrebbe portare alla creazione di 600 posti di lavoro.

Per il Segretario alla Difesa, John Healey, l’accordo renderà Yeovil “l’orgogliosa sede della produzione mondiale di elicotteri militari di Leonardo, costruendo elicotteri di livello mondiale per le nostre forze armate e i nostri alleati in tutto il mondo per molti anni a venire”.

Carburanti, prezzi in deciso rialzo con gasolio ai massimi da 11 mesi

Roma, 2 mar. (askanews) – In deciso rialzo i prezzi di benzina e gasolio alla pompa, con nuovi rialzi sui listini dei prezzi consigliati dei maggiori marchi. Il gasolio è al livello più alto da oltre undici mesi, dal 28 febbraio 2025. Ma è solo l’inizio: gli aumenti che si registrano questa mattina non tengono infatti conto del balzo delle quotazioni petrolifere registrato questa mattina dopo l’attacco di Stati Uniti e Israele all’Iran, sabato mattina. Il Brent è balzato del 10% superando gli 80 dollari al barile negli scambi infragiornalieri (l’ultima chiusura sopra gli 80 dollari risale al luglio 2024). Gli effetti sui prezzi alla pompa si vedranno a partire da domani. A preoccupare è anche il gas, con il Ttf schizzato del 30% negli scambi infragiornalieri.

Stando alla consueta rilevazione di Staffetta Quotidiana, Ip ha aumentato di un centesimo al litro i prezzi consigliati di benzina e gasolio.

Queste sono le medie dei prezzi praticati comunicati dai gestori all’Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese e del Made in Italy ed elaborati da Staffetta Quotidiana, rilevati alle 8 di ieri mattina su circa 20mila impianti: benzina self service a 1,673 euro/litro (+3 millesimi, compagnie 1,682, pompe bianche 1,655), diesel self service a 1,728 euro/litro (+8, compagnie 1,738, pompe bianche 1,706). Benzina servito a 1,813 euro/litro (+3, compagnie 1,860, pompe bianche 1,725), diesel servito a 1,865 euro/litro (+7, compagnie 1,913, pompe bianche 1,774). Gpl servito a 0,690 euro/litro (+1, compagnie 0,701, pompe bianche 0,678), metano servito a 1,404 euro/kg (invariato, compagnie 1,415, pompe bianche 1,394), Gnl 1,232 euro/kg (-1, compagnie 1,239 euro/kg, pompe bianche 1,227 euro/kg).

Questi sono i prezzi sulle autostrade: benzina self service 1,778 euro/litro (servito 2,038), gasolio self service 1,829 euro/litro (servito 2,088), Gpl 0,829 euro/litro, metano 1,464 euro/kg, Gnl 1,321 euro/kg.