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Cinema, Mattarella: patrimonio che va sostenuto e valorizzato

Roma, 5 mag. (askanews) – Il cinema è “un patrimonio del Paese che come tale va considerato, sostenuto, valorizzato, incoraggiato. Incoraggiato nelle produzioni, come anche nelle sperimentazioni”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella durante la cerimonia al Quirinale per i candidati ai David di Donatello.

“Il cinema è anche lavoro. L’industria cinematografica e dell’audiovisivo italiana occupa più di centomila persone, tenendo conto dei tanti – davvero tanti – mestieri indispensabili alla realizzazione dei prodotti. Ad essi va aggiunta una lunga filiera di produzione e di servizi, con un indotto che va ben al di là di quanti sono direttamente impegnati nei film e nelle serie tv – ha sottolineato il capo dello Stato -. Una ricchezza culturale e sociale ma anche economica, che può essere conservata e accrescersi soltanto se saremo capaci di tenere alta la qualità delle ideazioni, la competitività delle produzioni, il legame con il pubblico. Il cinema deve continuare il suo cammino perché è il nostro cammino”.

Trump torna ad attaccare il Papa alla vigilia dell’incontro con Rubio

Roma, 5 mag. (askanews) – Il presidente statunitense Donald Trump torna ad attaccare Papa Leone XIV a pochi giorni dalla visita alla Santa Sede del Segretario di Stato Marco Rubio. Il Papa “sta mettendo in pericolo molti cattolici e molte persone” ha evidenziato il presidente Trump in nuove dichiarazioni durante una trasmissione tv, insinuando che Leone sia favorevole ad una possibile opzione nucleare per Teheran.

“Penso che (il Papa, ndr) stia mettendo in pericolo molti cattolici e molte persone, ma immagino che, se dipendesse da lui, per lui andrebbe benissimo che l’Iran abbia un’arma nucleare”, ha affermato Donald Trump la scorsa notte, intervenendo a Salem News Channel. La dichiarazione è arrivata in risposta a una domanda del giornalista News Hugh Hewitt, che chiedeva al leader statunitense come mai Leone non intervenisse in favore di Jimmy Lai, attivista di Hong Kong attualmente incarcerato in Cina. “Beh, il Papa preferisce parlare del fatto che per l’Iran va bene avere un’arma nucleare, e non credo che sia una cosa positiva”, ha replicato Trump.

Nel frattempo, in vista dell’incontro di giovedì, l’ambasciatore statunitense presso la Santa Sede Brian Burch ha rappresentato all’agenzia Reuters che il colloquio sarà il momento per una “conversazione franca” sulle politiche dell’amministrazione Trump. “Le nazioni hanno dei disaccordi, e penso che uno dei modi per superarli sia… attraverso la fratellanza e un dialogo autentico”, ha affermato Burch. “Penso che il Segretario venga qui con questo spirito”, ha evidenziato l’ambasciatore, specificando che l’intento è quello di avere “una conversazione franca sulla politica statunitense, per impegnarsi in un dialogo.”Dal Vaticano, il Sottosegretario del Dicastero Vaticano per la Cultura e l’Educazione Antonio Spadaro espone come il significato della visita di Rubio al Papa sia il tentativo di Washington non tanto di “negoziare concessioni concrete, ma per riportare il confronto a un livello più pacato e istituzionale”. Rubio, cattolico praticante, per Spadaro “può fungere da ponte simbolico tra l’amministrazione e un elettorato che si sente sinceramente a disagio di fronte allo spettacolo della Casa Bianca in aperto conflitto con la più alta autorità morale della propria tradizione”.

In definitiva, Antonio Spadaro osserva che l’obiettivo è quello di “raffreddare la retorica”. Nel corso dell’ultima crisi tra Papa Leone XIV e Donald Trump è infatti emerso come, pur non disponendo di potere militare, il Vaticano continui a esercitare un significativo ascendente morale nello scenario internazionale.

David, Amelio: noi in vetrina, le maestranze non ci sono ai premi

Roma, 5 mag. (askanews) – “Il mio augurio per il cinema è che si lavori, si lavori perché noi qua siamo in vetrina, ma c’è molta gente che non viene in vetrina, sta nel magazzino, ci sono le categorie che non vengono rappresentate qui al Quirinale e nemmeno domani sera ai premi, ci sono le maestranze, ci sono i macchinisti, gli elettricisti, i quali come me, tengono famiglia e allora il problema è che bisognerebbe essere ricchi per fare questo lavoro”. Così il regista Gianni Amelio, arrivando al Quirinale per il consueto incontro con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ogni anno riceve i candidati dei David di Donatello. La cerimonia di premiazione della 71esima edizione si tiene il 6 maggio, trasmessa in diretta, in prima serata su Rai 1, dagli studi di Cinecittà, condotta da Flavio Insinna e Bianca Balti.

“Questo è un mestiere da una parte privilegiato, perché? Perché facciamo il lavoro che ci appassiona. D’altra parte, però, lo si paga”, ha aggiunto il regista italiano che riceverà il David alla carriera.

Trump torna ad attaccare il Papa a vigilia incontro con Rubio

Roma, 5 mag. (askanews) – Il presidente statunitense Donald Trump torna ad attaccare Papa Leone XIV a pochi giorni dalla visita alla Santa Sede del Segretario di Stato Marco Rubio. Il Papa “sta mettendo in pericolo molti cattolici e molte persone” ha evidenziato il presidente Trump in nuove dichiarazioni durante una trasmissione tv, insinuando che Leone sia favorevole ad una possibile opzione nucleare per Teheran.

“Penso che (il Papa, ndr) stia mettendo in pericolo molti cattolici e molte persone, ma immagino che, se dipendesse da lui, per lui andrebbe benissimo che l’Iran abbia un’arma nucleare”, ha affermato Donald Trump la scorsa notte, intervenendo a Salem News Channel. La dichiarazione è arrivata in risposta a una domanda del giornalista News Hugh Hewitt, che chiedeva al leader statunitense come mai Leone non intervenisse in favore di Jimmy Lai, attivista di Hong Kong attualmente incarcerato in Cina. “Beh, il Papa preferisce parlare del fatto che per l’Iran va bene avere un’arma nucleare, e non credo che sia una cosa positiva”, ha replicato Trump.

Nel frattempo, in vista dell’incontro di giovedì, l’ambasciatore statunitense presso la Santa Sede Brian Burch ha rappresentato all’agenzia Reuters che il colloquio sarà il momento per una “conversazione franca” sulle politiche dell’amministrazione Trump. “Le nazioni hanno dei disaccordi, e penso che uno dei modi per superarli sia… attraverso la fratellanza e un dialogo autentico”, ha affermato Burch. “Penso che il Segretario venga qui con questo spirito”, ha evidenziato l’ambasciatore, specificando che l’intento è quello di avere “una conversazione franca sulla politica statunitense, per impegnarsi in un dialogo.”

Dal Vaticano, il Sottosegretario del Dicastero Vaticano per la Cultura e l’Educazione Antonio Spadaro espone come il significato della visita di Rubio al Papa sia il tentativo di Washington non tanto di “negoziare concessioni concrete, ma per riportare il confronto a un livello più pacato e istituzionale”. Rubio, cattolico praticante, per Spadaro “può fungere da ponte simbolico tra l’amministrazione e un elettorato che si sente sinceramente a disagio di fronte allo spettacolo della Casa Bianca in aperto conflitto con la più alta autorità morale della propria tradizione”.

In definitiva, Antonio Spadaro osserva che l’obiettivo è quello di “raffreddare la retorica”. Nel corso dell’ultima crisi tra Papa Leone XIV e Donald Trump è infatti emerso come, pur non disponendo di potere militare, il Vaticano continui a esercitare un significativo ascendente morale nello scenario internazionale.

Fotografia Europea 2026: Vestiges of the Future di F.D. Oberland

Reggio Emilia, 5 mag. (askanews) – All’interno della ventunesima edizione di Fotografia Europea Fantasmi del Quotidiano, fino al 14 giungo 2026 ai Chiostri di San Pietro, l’installazione Vestiges of the Future di Frédéric D. Oberland a cura di Luce Lebart. Fotografie sgranate, filmati Super8 e musiche sperimentali si alimentano costantemente a vicenda. Sfarfallii e sovraesposizioni richiamano l’impermanenza del suono. Il color-grading psichedelico direttamente sul negativo produce immagini caleidoscopiche in cui corpi, paesaggi e rituali si dissolvono in tracce cromatiche effimere. Come compositore, la sua musica emerge da stati alterati di coscienza sospesi tra reminiscenza e immaginazione. Con Vestiges of the Future, Frédéric D. Oberland presenta un’installazione site- specific che amplia i confini del suo omonimo libro fotografico, pubblicato da Sun/Sun. Quella che viene rappresentata è la sensazione di un pericolo scampato: quell’istante in cui la vita ci scorre davanti, come un’onda di visioni allucinate in un mondo tremolante, uno spaziotempo quantico popolato da fantasmi, tracce di ciò che è appena stato o di ciò che tra poco svanirà o apparirà. L’artista ne ha parlato ad askanews invitando il visitatore ad entrare fisicamente nel suo sogno camminando nell’installazione.

La ventunesima edizione di Fotografia Europea è promossa e organizzata dalla Fondazione Palazzo Magnani e dal Comune di Reggio Emilia con il contributo della Regione Emilia-Romagna.

David, Insinna: non sono pronto a condurre, confido in Bianca (Balti)

Roma, 5 mag. (askanews) – “Non sono pronto” alla conduzione della cerimonia dei David di Donatello, “confido in Bianca (Balti)”: ironizza così Flavio Insinna, co-conduttore assieme a Bianca Balti della cerimonia di premiazione della 71esima edizione dei Premi David di Donatello, in diretta su Rai 1 mercoledì 6 maggio dagli Studi di Cinecittà, arrivando al Quirinale per il consueto incontro con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ogni anno riceve i candidati al premio.

“Per me è una festa!”, ha aggiunto Insinna.

Orsini: lavorare già in Finanziaria sulle aggregazioni delle imprese

Milano, 5 mag. (askanews) – “Una delle cose da fare, già nella prossima legge Finanziaria, è lavorare sulle aggregazioni delle imprese: lavorare per farle diventare più grandi”. Lo ha detto il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, al Salone del risparmio in corso a Milano. “Le aggregazioni – ha detto – sono una grande opportunità”, come i Pir che “hanno saputo dare una risposta”, ha aggiunto il leader degli industriali. Orsini ha poi ricordato la necessità di “saper utilizzare una parte” del risparmio degli italiani, dai “400 miliardi dei fondi pensione” e “i 1.500 miliardi dei risparmi privati delle famiglie che sono sui conti correnti”.

Da Bebe Vio ad Alberto Tomba per l’addio ad Alex Zanardi

Roma, 5 mag. (askanews) – Da Bebe Vio a Giusy Versace, da Alberto Tomba ai ragazzi di Obiettivo3, l’associazione che Alex Zanardi ha creato per promuovere la handbike: il mondo dello sport, e non solo, è presente ai funerali di Alex Zanardi, il supercampione morto il 2 maggio, celebrati a Padova, nella Basilica di Santa Giustina.

Per l’addio ad Alex sono arrivati anche il ministro dello Sport, Andrea Abodi, il presidente della Fia, Stefano Domenicali, l’ex presidente del Comitato italiano paralimpico, Luca Pancalli.

Decine e decine di persone, nonostante la pioggia, si è radunata davanti alla Basilica per dare l’ultimo saluto al campione paralimpico. La bara bianca, le rose sempre bianche, i lunghi applausi della folla. Il feretro di Alex Zanardi è arrivato nella Basilica di Santa Giustina, a Padova, accompagnato dal saluto della gente.

Un lunghissimo applauso, e tanta commozione, anche all’interno della Basilica. Commozione anche della moglie Daniela, del figlio Niccolò, e della mamma Anna Mezzetti.

Per volere della famiglia, i funerali si svolgeranno senza diretta, ma la funzione viene trasmessa sui maxischermi allestiti davanti alla basilica per consentire a tutti i presenti di dare l’ultimo saluto al grande campione.

Flotilla, la polizia di Israele vuole prorogare di 6 giorni la detenzione degli attivisti

Roma, 5 mag. (askanews) – La polizia israeliana chiederà una proroga di sei giorni della detenzione dei due attivisti della Global Sumud Flotilla, Saif Abukeshek e Thiago Ávila, che oggi comparirono di nuovo davanti alla corte di Ashkelon. Lo riporta Haaretz.

Ieri gli avvocati di Adalah, l’organizzazione palestinese che assiste i due attivisti catturati in acque internazionali dalla marina israeliana, al largo di Creta, hanno fatto loro visita, denunciando gli abusi a cui sono sottoposti. Avila, cittadino brasiliano, ha raccontato ai legali di essere stato sottoposto a lunghi interrogatori, nel corso dei quali è stato minacciato di essere “ucciso” o di rimanere “100 anni in prigione”. Adalah ha riferito che gli interrogatori si sono concentrati principalmente sulla missione della Flotilla.

Sia Avila che Abukeshek, palestinese con cittadinanza spagnola, sono tenuti in isolamento, in celle costantemente illuminate da luci ad alta intensità, una pratica che, secondo Adalah, è studiata per indurre privazione del sonno e disorientamento sensoriale. Entrambi vengono bendati ogni volta che escono dalle loro celle, anche durante le visite mediche, una pratica che Adalah ha definito “una grave violazione degli standard etici medici”.

I due attivisti sono in sciopero della fame, consumando solo acqua, per protestare contro il loro rapimento in acque internazionali lo scorso 30 aprile.

Bankitalia, Panetta: interconnettersi sui pagamenti rafforza la stabilità

Roma, 5 mag. (askanews) – Il G20 ha indicato la direzione da seguire per migliorare il funzionamento dei pagamenti internazionali. “Spetta ora ai singoli paesi tracciare la rotta da seguire per tradurre l’agenda globale in iniziative nazionali”. Lo ha rilevato il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, anche in qualità di presidente del Committee on Payments and Market Infrastructures, oggi a Londra presso Ambasciata d’Italia nel Regno Unito, all’evento intitolato “Cross-border payments at a turning point”.

“Al centro di ogni sistema finanziario vi è l’infrastruttura dei pagamenti: l’insieme dei servizi e dei meccanismi che consentono di trasferire il denaro in modo sicuro ed efficiente tra persone, imprese e Pubbliche amministrazioni, entro e oltre i confini nazionali. Il ruolo dei pagamenti, tuttavia, non si esaurisce nella dimensione tecnica – ha rilevato Panetta -. Dal loro buon funzionamento dipende la possibilità che la moneta sia universalmente accettata e utilizzata nella vita quotidiana”.

“In assenza di un sistema dei pagamenti affidabile, la moneta non può assolvere pienamente la propria funzione di mezzo di scambio, né sostenere la fiducia su cui poggia il sistema finanziario. Per questo i pagamenti rappresentano il punto di raccordo tra politica monetaria, stabilità e inclusione finanziaria”, ha proseguito.

E “nel processo di modernizzazione dell’economia, i pagamenti transfrontalieri restano ancora un cantiere incompiuto. Negli ultimi vent’anni i pagamenti domestici hanno conseguito progressi significativi: sono divenuti più veloci, meno costosi, disponibili ventiquattro ore su ventiquattro. Ciò nonostante, i pagamenti oltre i confini nazionali restano spesso lenti, costosi e vincolati da regole frammentate. Non è solo una questione di natura finanziaria. È una sfida per l’economia mondiale – ha avvertito il governatore – un banco di prova della sua capacità di rimanere interconnessa in un contesto di crescente rivalità strategica”.

Secondo Panetta, per le economie più lontane dagli obiettivi prefissati, le misure di azione individuate dal G20 in una tabella di marcia “offrono un percorso concreto per rafforzare le infrastrutture nazionali, rimuovere i colli di bottiglia ed evitare che i progressi restino confinati a poche giurisdizioni. Per le economie più avanzate, esse rappresentano un’opportunità e, al tempo stesso, una responsabilità: assumere un ruolo di guida a beneficio delle economie più vulnerabili e del sistema globale nel suo complesso”.

“L’efficienza, tuttavia, non basta – ha avvertito il governatore -. Pagamenti più rapidi, trasparenti, accessibili e a basso costo hanno valore solo se le infrastrutture sottostanti restano aperte, interconnesse, resilienti e affidabili. In un’epoca di crescente rivalità strategica, preservare un sistema globale che privilegi la connessione rispetto alla divisione non è soltanto auspicabile: è indispensabile. Interconnettersi per rafforzare la stabilità: questo è il principio guida e la via da seguire per il futuro”.

Il raggio verde nella notte di Venezia, Chris Levine per la pace

Milano, 5 mag. (askanews) – Il raggio taglia il cielo sopra Venezia, un fascio luminoso verde, sottilissimo, che dalla Laguna sale altissimo. Sembra una scena da fantascienza, qualcuno si lamenta, molti lo guardano affascinati. Non è un’invasione aliena, ma in un certo senso è un messaggio lanciato anche verso lo spazio: si tratta di un’opera luminosa dell’artista britannico Chris Levine, che dall’isola di San Clemente ha utilizzato una tecnologia militare laser per creare quello che, nelle sue intenzioni, è un monito per la pace. “High Power”, questo il titolo del lavoro, invita a “Fare la luce e non la guerra”. Il raggio verde, che evoca in qualche modo anche le suggestioni del cinema di Romher, si muove a velocità elevatissima e sembra perdersi letteralmente nello spazio, diventando quasi una bussola nel cielo veneziano per chi si muove nella città. Ma è stato visto anche dalle località della pianura veneta, a molti chilometri dalla Laguna.

Iran, le notizie più importanti del 5 maggio sulla guerra

Roma, 5 mag. (askanews) – Di seguito una selezione delle notizie più importanti di martedì 5 maggio 2026 sulla guerra di Usa e Israele contro l’Iran, un conflitto che coinvolge i Paesi del Golfo e il Libano, con serie ripercussioni sull’economia globale.

-09:42 Hormuz, Iran: Project Freedom un fallimento, navi non passano.

-09:16 Hormuz, Sudcorea valuta possibile partecipazione Project Freedom.

-09:02 Piazza Affari apre in rialzo, Ftse Mib +0,54%.

-09:01 Un palestinese è stato ucciso in un attacco con droni lanciato oggi dalle forze israeliane contro un gruppo di civili nella zona di Al-Ayoun, nel nord di Gaza City. Lo riporta l’agenzia di stampa Wafa citando fonti ospedaliere dell’enclave, secondo cui diverse persone sono rimaste ferite, tra cui alcune in modo grave.

-08:34 Iran, Ghalibaf: Usa mettono a rischio sicurezza navigazione Hormuz.

-08:26 Il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa ha espresso “piena solidarietà” al presidente degli Emirati arabi uniti Mohamed bin Zayed e al popolo emiratino dopo gli attacchi con missili e droni attribuiti all’Iran contro infrastrutture civili.

-07:35 Il primo ministro britannico Keir Starmer ha discusso della necessità di riaprire lo Stretto di Hormuz con il presidente francese Emmanuel Macron e con il segretario generale della Nato Mark Rutte. Lo ha riferito Downing Street.

-07:30 Hormuz, Iran: cinque civili morti per fuoco Usa contro imbarcazioni.

-07:29 Libano, Idf ordina evacuazione alcuni villaggi nel sud.

-07:24 Le Forze di difesa israeliane hanno affermato che Hezbollah ha lanciato diversi colpi di mortaio contro l’area del sud del Libano in cui stanno operando militari israeliani, in due episodi separati avvenuti nelle ultime ore.

-07:20 Iran, intelligence Usa: inalterata capacità sviluppo nucleare Teheran.

-07:17 Prezzo del petrolio in calo, il Wti scende a 104,33 dollari.

-07:16 Iran, Arabia saudita: no a nuova escalation in Medio Oriente.

-07:15 Hormuz, Cooperazione Golfo al fianco degli Emirati arabi uniti.

-07:06 Una nave Maersk battente bandiera statunitense ha attraversato lo Stretto di Hormuz sotto scorta militare americana. Lo ha riferito oggi l’emittente danese Tv2, citando una dichiarazione della compagnia.

-07:00 Il ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius ha confermato il dispiegamento del dragamine tedesco Fulda nel Mediterraneo, da dove potrebbe successivamente essere inviato nello Stretto di Hormuz per partecipare a una missione internazionale di sicurezza marittima.

Carceri, Antigone: 3 suicidi in pochi giorni. Reclusi oltre quota 64mila

Milano, 5 mag. (askanews) – Il 30 aprile si è suicidato un agente penitenziario di 42 anni. Ieri invece è morto, dopo tre giorni di agonia, un uomo di 27 anni che si trovava in custodia cautelare nel carcere di Parma, e si è tolto la vita un altro uomo, di 54 anni, recluso nel carcere di Torino. Sono già 19 le persone detenute che si sono tolte la vita da inizio anno.

A fine mese i presenti in carcere hanno superato anche la soglia delle 64.000 presenze. Al 30 aprile infatti si contavano nelle prigioni italiane 64.436 persone detenute. Da fine marzo la crescita è stata particolarmente significativa, 439 persone in più in un mese, a fronte di un aumento delle presenze negli ultimi 12 mesi di 1.991 unità. I posti realmente disponibili erano invece 46.318 e il tasso di affollamento era ormai del 139,1%. 73 istituti su 189 registravano un tasso pari o superiore al 150%. Lo denuncia in una nota l’Associazione Antigone, che si occupa della tutela dei diritti e delle garanzie nel sistema penale e penitenziario italiano.

“Le condizioni delle carceri sono disperate. Lo sono per le persone detenute, a cui mancano spazio e prospettive, costrette a vivere in celle sovraffollate e fare i conti con tutte le chiusure a cui si sta assistendo. Ma lo sono anche per gli operatori, costantemente in sotto organico e costretti a carichi di lavoro spesso eccessivi” ha dichiarato Patrizio Gonnella, presidente di Antigone, aggiungendo che “le carceri sono attraversate da una tensione palpabile”.

“Servirebbero provvedimenti urgenti che riportino il sistema penitenziario in linea con il dettato costituzionale, mettendo da parte invece tutti quei provvedimenti che, perseguendo marginalità e proteste, continuano a spingere sull’acceleratore di un sovraffollamento non più sostenibile” ha aggiunto Gonnella, concludendo che “servirebbe inoltre che il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria ritirasse tutte quelle circolari che negli ultimi anni hanno reso il carcere un luogo chiuso, asfittico e senza speranza”.

L’Iran: Project Freedom è un fallimento, le navi da Hormuz non passano

Roma, 5 mag. (askanews) – Lo Stretto di Hormuz resta “interamente nelle mani dell’Iran” e il Project Freedom degli Stati uniti è fallito. Lo ha sostenuto oggi l’agenzia iraniana Tasnim, citando verifiche basate su dati ufficiali internazionali di tracciamento marittimo.

Secondo Tasnim, nelle ultime 24 ore nessuna nave sarebbe transitata nello stretto nell’ambito dell’operazione americana, annunciata da Washington come iniziativa per creare una nuova rotta di passaggio sicuro per le imbarcazioni.

L’agenzia ha scritto che la marina statunitense ha affermato da ieri di avere creato un nuovo corridoio di transito nello Stretto di Hormuz, ma che, sulla base dei dati satellitari di tracciamento marittimo, nessuna nave avrebbe finora attraversato la via d’acqua nell’ambito del Project Freedom.

Anche l’affermazione relativa al passaggio di una nave del colosso danese della movimentazione container Maersk non sarebbe stata ancora confermata ufficialmente, ha aggiunto Tasnim. L’agenzia ha citato inoltre Hfi Research, istituto che analizza i dati del mercato del petrolio e del gas, secondo cui “nessuna nave sta nemmeno provando a testare il passaggio nello Stretto di Hormuz”.

Secondo Tasnim, il rapporto dello United Kingdom Maritime Trade Operations indica che ieri, nell’arco di circa un’ora, tre imbarcazioni che non avevano prestato attenzione agli avvertimenti iraniani sono state oggetto di colpi di avvertimento. Nelle prime ore di lunedì, inoltre, una petroliera emiratina collegata alla compagnia Adnoc sarebbe stata colpita.

L’agenzia ha infine sostenuto che, sulla base dei dati di tracciamento marittimo, nel giorno in cui è iniziata la presunta operazione americana di liberazione dello stretto, almeno tre imbarcazioni legate all’Iran, denominate Darya, Nooh Gas e Xavia, hanno attraversato lo Stretto di Hormuz.

Rischio espulsione per 1.500 palestinesi a Gerusalemme Est

Roma, 5 mag. (askanews) – “A Gerusalemme Est, un’intera comunità palestinese sta per essere espulsa”. Questo l’allarme lanciato dalla testata arabo-israeliana +972, affermando che Israele sta costringendo i 1.500 residenti dell’area di Al-Bustan, del quartiere Silwan, ad abbandonare le proprie case per costruire un parco a tema biblico.

“Per la prima volta dall’occupazione del 1967, Israele sta espellendo un intero quartiere palestinese di Gerusalemme”, ha sottolineato a sua volta l’organizzazione israeliana B’Tselem.

Il comune di Gerusalemme afferma che le case presenti nell’area di Al-Bustan sarebbero state costruite illegalmente, senza i permessi necessari. “Non ci sono permessi”, ha spiegato uno degli abitanti, Abu Rajab, perchè Israele rende quasi impossibile per i palestinesi di Gerusalemme Est ottenere l’autorizzazione necessaria. Negli ultimi dieci anni, Abu Rajab è già stato sfrattato da altre due case a Silwan: una è stata demolita dal comune, mentre l’altra l’ha demolita da solo. “Sto ancora pagando le multe per una casa che hanno demolito anni fa”, ha detto a +972, aggiungendo che anche questa volta sarà lui a distruggere la propria casa perchè “è più economico”.

Il quartiere di Al-Bustan è composto da 115 case e circa 1.500 residenti. “È un’intera sezione di Silwan destinata alla demolizione”, ha detto a +972 Aviv Tatarsky, ricercatore dell’organizzazione no profit israeliana Ir Amim, secondo cui il progetto del parco a tema ad Al-Bustan rientra in un più ampio sforzo per rafforzare il controllo israeliano sulla Città Vecchia di Gerusalemme e sui quartieri circostanti (noti come “Bacino della Città Vecchia”) attraverso l’espansione di attrazioni turistiche e parchi nazionali, anche su terreni di proprietà della Chiesa come il Monte degli Ulivi.

Situato immediatamente a sud della Città Vecchia, Al-Bustan è vicino a un’altra zona di Silwan, Batan Al-Hawa, che sta affrontando una campagna di espulsione simile guidata da organizzazioni di coloni israeliani. Secondo B’Tselem, 33 famiglie sono già stata cacciare da Batan al-Hawa e altre 53, con circa 130 bambini, rischiano la stessa sorte. “L’espulsione a Silwan si inserisce in una politica di pulizia etnica attuata in tutta la Cisgiordania”, ha denunciato l’ong.

Mafia, Mattarella ricorda Scaglione e Lo Russo: due servitori Repubblica

Milano, 5 mag. (askanews) – “Il 5 maggio 1971 persero la vita, sotto i colpi della violenza mafiosa, Pietro Scaglione, Procuratore della Repubblica di Palermo, e Antonino Lo Russo, agente di custodia, caduti a servizio della nostra comunità. Magistrato integerrimo, dotato di eccezionali capacità professionali e di specchiate doti morali, inflessibile difensore della legalità, il dottor Scaglione ha condotto delicate ed efficaci indagini sulle organizzazioni criminali operanti nel territorio siciliano. Il suo assassinio segnò l’avvio di una stagione di feroce attacco alle istituzioni da parte della criminalità organizzata, che, colpita con efficacia, intendeva dimostrare che Cosa nostra era pronta ad attaccare chiunque ostacolasse il suo cammino”. Lo ha dichiarato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. “A distanza di cinquantacinque anni, ricordare due autentici servitori della Repubblica significa ribadire la ferma adesione ai principi di giustizia e legalità che hanno testimoniato, e rinnovare la vicinanza ai loro familiari e a quanti ne custodiscono la memoria e ne proseguono l’esempio”, ha aggiunto il Capo dello Stato.

Piogge persistenti al Centro-Nord, caldo in aumento al Sud

Milano, 5 mag. (askanews) – Una “vigorosa perturbazione” di origine atlantica sta facendo il proprio ingresso sul nostro Paese a partire dal Sud della Francia e dal Mediterraneo Occidentale. Questo fronte instabile è trainato e accompagnato da forti venti meridionali, che stanno spingendo enormi quantità di aria calda e molto umida verso il nostro territorio. Lo sostiene Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, spiegando che l’impatto di questa massa d’aria creerà un vero e proprio “dualismo atmosferico”, restituendoci l’immagine di un’Italia tagliata in diagonale dal clima.

Al Centro-Nord regneranno incontrastati gli ombrelli: l’aria umida in risalita andrà a scontrarsi violentemente contro l’ostacolo orografico dell’Appennino tosco-ligure, innescando precipitazioni abbondanti per almeno due giorni soprattutto su queste zone.

La massima attenzione ricadrà sulle zone più esposte all’impatto delle correnti meridionali: Liguria di Levante, Alta Toscana, Lombardia settentrionale e Friuli. Su questi settori, nelle prossime 48 ore, potrebbero cadere oltre 150 mm di pioggia. Per farvi capire la portata dell’evento, si tratta di un quantitativo d’acqua superiore a quello che solitamente cade nell’intero mese di maggio, concentrato in sole 48 ore.

Discorso radicalmente opposto per il meridione e per il versante adriatico, dove prevarranno gli ombrelloni. L’aria calda pompata dai venti da Sud provocherà un aumento graduale ma inesorabile delle temperature. L’apice di questa “fiammata” africana si raggiungerà nel fine settimana: per domenica 10 maggio, in occasione della Festa della Mamma, i termometri potrebbero toccare addirittura i 34 gradi a Palermo. Le prime proiezioni per il prossimo weekend, pur necessitando di ulteriori conferme, delineano infatti un copione molto simile all’attuale: domenica con possibili nuove precipitazioni sulle stesse zone colpite in queste ore, ovvero Liguria, Nord-Est e Alta Toscana, ma è ancora troppo presto per esserne certi.

Nave Vespucci riparte per l’America per 250esimo Indipendenza

Genova, 5 mag. (askanews) – Nave Amerigo Vespucci, “la nave più bella del mondo”, dopo la lunga e importante sosta lavori svolti presso l’Arsenale Marittimo di La Spezia, continua il suo Tour Mondiale con la Campagna in Nord America 2026 per continuare a portare in giro per il mondo la bellezza, l’identità, il dialogo tra i popoli, la cultura e il fascino dell’Italia e degli italiani.   Partirà infatti il 9 maggio dal porto Antico di Genova per attraversare l’Oceano Atlantico e raggiungere le coste nordamericane tra Stati Uniti e Canada, toccando i principali porti dei due Paesi.

Al comando il Capitano di Vascello Nicasio Falica, con un equipaggio di circa 240 tra donne e uomini. A Baltimora si imbarcheranno poi i 180 allievi del primo anno dell’Accademia Navale.

“Mi sento onorato di essere al comando di Nave Amerigo Vespucci ma allo stesso tempo avverto l’impegno – racconta Falica nel trasferimento da La Spezia a Genova -. Tanta concentrazione ma ho la fortuna di avere un grande equipaggio che ho visto già in azione nel corso degli importanti lavori alla Nave”.

Il Tour Mondiale Amerigo Vespucci – Campagna in Nord America 2026, s’inserisce nelle celebrazioni per il 250° anniversario dell’Indipendenza degli Stati Uniti.

Nel 2021 infatti la marina statunitense ha invitato la Marina Militare a prendere parte allaSAIL250, il raduno globale di grandi velieri e navi militari che, con tappe a Baltimora (SAIL250 Maryland), Boston (SailBoston) e New York City (Sail4th 250), riunirà alcune delle più importanti unità navali del mondo. Nave Amerigo Vespucci al suo arrivo a New York prenderà parte all’evento culminante dei festeggiamenti ovvero “International NavalReview 250”, organizzata dalla US Navy in occasione del 4 luglio 2026, uno dei più rilevanti incontri internazionali di tallships (grandi velieri tradizionali, caratterizzati da alberi alti e da un’ampia velatura  e unità militari). In Canada Nave AmerigoVespucci prenderà parte, invece, al Rendez-vous naval de Québec, la 7ª edizione del prestigioso raduno internazionale di navi che si svolgerà dal 23 al 26 luglio 2026 nel porto di Québec City.   Il “Tour Mondiale Amerigo Vespucci – Campagna in Nord America 2026” è un’iniziativa del Ministero della Difesa e della Marina Militare ed è prodotta da Difesa Servizi S.p.A., la società in house del Ministero della Difesa chevalorizza in chiave duale gli asset del Dicastero.

Il progetto è sviluppato in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, il Ministero della Cultura, il Ministero del Turismo, il Ministro per lo Sport e i Giovani e il Ministro per le Disabilità.

Nave Amerigo Vespucci partirà da Genova sabato 9 maggio dopo la cerimonia che si svolgerà alle ore 10.30 al Porto Antico.   Il Tour durerà 156 giorni, durante i quali verranno percorse più di 12.000 miglia nautiche in 107 giorni in mare ed effettuate 13 soste, di cui 8 in porti esteri tra cui Baltimora(24-29 giugno), New York (4-8 luglio), Boston (11-16 luglio), Quebec City (23-27 luglio), Montreal (29 luglio – 3 agosto).

Al suo rientro in Italia Nave Amerigo Vespucci farà sosta a Cagliari (13-16 settembre), a Venezia (29 settembre – 3 ottobre) in occasione della XV edizione del Trans-RegionalSeapower Symposium (T-RSS). L’ultima tappa sarà a Trieste(8-12 ottobre), in occasione della Barcolana, la regata velica più partecipata del mondo con oltre 2000 imbarcazioni che si tiene ogni anno nel Golfo di Trieste. La 58ª edizione si svolgerà domenica 11 ottobre 2026.

Generali, Orcel (UniCredit): non c’è alcun piano per superare il 10%

Milano, 5 mag. (askanews) – “Non vi è alcun piano di superare in questo momento” il 10% in Generali, “per noi è un investimento finanziario, è un partner importante, ed essere in una posizione di difendere questa partnership, che per noi genererebbe molto valore, è importante”. Lo ha detto Andrea Orcel, Ceo di UniCredit, parlando della partecipazione della banca nel Leone.

“Quindi, se abbiamo un’esposizione sotto il 2% con una capacità di aiutare altri azionisti a mantenere la stabilità della compagnia per noi è un positivo”, ha spiegato in un’intervista a Class Cnbc. “Noi in Generali abbiamo un’esposizione economica significativamente inferiore al 2%, quindi da un punto di vista economico la nostra esposizione è contenuta. Quando abbiamo iniziato a ridurre la nostra esposizione economica l’abbiamo fatto attraverso dei dati, matchando al 100% quelle che erano le nostre azioni e mantenendo le azioni fisiche in nostro possesso e quindi diritti di voto, ma non l’aspetto economico. Perché l’abbiamo fatto? Perché al tempo – ha proseguito Orcel – era la miglior maniera di ridurre il nostro rischio senza muovere le quotazioni della compagnia di assicurazione e perché abbiamo, come anche Philippe Donnet ha evidenziato, dei dialoghi molto promettenti da un punto di vista industriale sull’assicurazione, sull’asset management, su una serie di aree dove potremo cooperando ridurre i costi e diventare più efficienti insieme, senza che questo abbia un impatto su Generali”.

“Quindi dal nostro punto di vista – ha concluso il Ceo di UniCredit – essere un azionista presente che può aiutare nella stabilità di questa partnership è una cosa valida, ma per noi è un investimento finanziario”.

A Hormuz nuova escalation di attacchi: a rischio il cessate il fuoco

Roma, 5 mag. (askanews) – Una nuova escalation degli attacchi nello Stretto di Hormuz e nel Golfo persico minaccia il fragile cessate il fuoco tra Iran e Stati uniti, mentre le parti faticano a fare progressi nei negoziati per una fine duratura della guerra.

Due cacciatorpediniere statunitensi, seguiti da vicino da due navi mercantili, sono stati attaccati ieri mattina durante il transito nello stretto, nell’ambito di un’espansione delle operazioni americane nella via d’acqua. Gli Emirati arabi uniti hanno denunciato un attacco iraniano contro un polo energetico che ha provocato un incendio. I media di stato dell’Oman hanno riferito di un attacco nel paese, senza indicare un responsabile.

L’Iran ha lanciato missili da crociera e droni contro le unità navali e commerciali statunitensi, senza colpirle, ha detto l’ammiraglio Brad Cooper, capo del Comando centrale degli Stati uniti. Teheran ha anche inviato sei imbarcazioni veloci contro le navi commerciali, ha aggiunto Cooper, ma le forze statunitensi hanno aperto il fuoco e le hanno distrutte. Secondo Teheran, le barche in questioni erano civili e cinque persone sarebbero morte.

Il presidente Usa Donald Trump ha affermato inoltre che l’Iran ha colpito una petroliera sudcoreana nello stretto. “Forse è ora che la Corea del Sud venga a unirsi alla missione”, ha scritto Trump su Truth Social.

Qualsiasi nave statunitense nello stretto sarà considerata “un obiettivo legittimo”, aveva avvertito ieri il capo del Corpo delle guardie rivoluzionarie islamiche, Ahmad Vahidi.”Lo Stretto di Hormuz non sarà aperto da un tweet del presidente degli Stati uniti; la gestione e il controllo di questa via d’acqua sono nelle mani dell’Iran”, ha scritto Vahidi su X.

Funzionari iraniani avevano detto nel fine settimana che i tentativi degli Stati uniti di “interferire” con la “gestione” iraniana dello stretto sarebbero stati considerati una violazione del cessate il fuoco.

La riapertura dello Stretto di Hormuz, passaggio cruciale per le forniture di petrolio e gas, è al centro dei negoziati tra Iran e Stati uniti da quando le due parti hanno concordato un cessate il fuoco il 7 aprile. Il traffico nello stretto è stato ridotto al minimo, con gravi conseguenze per l’economia globale.

Le due parti si sono scambiate diverse proposte e hanno tenuto colloqui diretti in Pakistan, ma non sono riuscite a superare divergenze rilevanti, compreso il dossier nucleare iraniano. Teheran ha inoltre insistito sull’uso del controllo dello stretto come leva per chiedere lo scongelamento di asset e riparazioni di guerra.

L’Iran ha minato parti dello stretto dopo i raid su larga scala lanciati da Stati uniti e Israele contro il paese alla fine di febbraio. Da allora, solo alcune navi sono state autorizzate a transitare, dopo coordinamento con Teheran, che ha iniziato a chiedere pedaggi. Altre imbarcazioni sono state attaccate. Gli Stati uniti hanno risposto il mese scorso con un blocco navale dei porti iraniani.

Cooper ha detto che Washington sta contattando centinaia di navi, appartenenti a 87 paesi, presenti nel Golfo persico per aiutarle ad attraversare lo stretto. Oggi il gigante danese dei trasporti via container Maersk ha affermato che una delle sue navi ha attraversato Hormuz sotto scorta di navi militari americane.

L’amministrazione Trump ha annunciato nel fine settimana l’intenzione di procedere con nuove azioni militari per riaprire lo Stretto di Hormuz, insieme a uno sforzo del dipartimento di Stato con partner internazionali per rafforzare la condivisione di informazioni sulla sicurezza nella via d’acqua.

Trump ha scritto domenica su Truth Social che l’iniziativa intende “liberare persone, aziende e paesi che non hanno fatto assolutamente nulla di male” e che sono “vittime delle circostanze”.

La missione militare statunitense per riaprire lo Stretto di Hormuz, denominata Project Freedom, comprende cacciatorpediniere lanciamissili, oltre 100 aerei della marina e dell’aeronautica, droni, immagini satellitari e più di 15mila militari, ha indicato lunedì il Centcom.

I due cacciatorpediniere statunitensi transitati lunedì nello stretto non stavano scortando le navi commerciali, ma stavano attraversando la via d’acqua per liberarla al traffico, ha detto Cooper.

Gli Emirati arabi uniti hanno riferito che le proprie difese aeree hanno affrontato ieri 15 missili e quattro droni, nei primi attacchi di questo tipo da quasi un mese. Le autorità locali dell’hub petrolifero di Fujairah hanno segnalato un incendio provocato da uno degli attacchi iraniani e il ferimento di tre persone. Il ministero degli Esteri emiratino ha inoltre indicato che una petroliera collegata alla compagnia petrolifera statale Adnoc è stata colpita da droni. La nave era vuota al momento dell’attacco.

In Oman, un attacco ha ferito due persone, secondo un rapporto dei media di stato che cita una fonte della sicurezza. L’attacco ha preso di mira un edificio residenziale in una località della penisola omanita di Musandam, nell’entroterra rispetto allo Stretto di Hormuz. L’esplosione ha infranto finestre e danneggiato quattro veicoli.

Il blocco navale statunitense dei porti iraniani resta in vigore. Due portaerei e diverse navi da guerra stanno intercettando imbarcazioni commerciali che hanno visitato porti iraniani o che trasportano petrolio o merci iraniane. La marina statunitense afferma di avere rimandato in Iran o fermato 48 navi, incluso un caso in cui ha aperto il fuoco per disabilitare un’imbarcazione che aveva tentato di superare il blocco.

UniCredit: primo trimestre record, utile netto a 3,2 miliardi (+16,1%)

Milano, 5 mag. (askanews) – Un altro trimestre record per UniCredit che ha registrato un utile netto a 3,2 miliardi, in crescita del 16,1%, battendo le attese degli analisti. Si tratta, sottolinea la banca, del “21esimo trimestre consecutivo di crescita redditizia e miglior trimestre di sempre – record su tutte le linee principali, a dimostrazione della solidità, della coerenza e della scalabilità della nostra continua trasformazione”.

Il gruppo, alla luce dei risultati, ha aumentato la sua “ambizione” per l’utile netto relativo all’esercizio 2026 a uguale o superiore a 11 miliardi, “a riprova della maggiore fiducia nella propria abilità di generare rendimenti eccellenti”. Nonostante un contesto macroeconomico più complesso, UniCredit conferma il proprio impegno per le ambizioni finanziarie al 2028 e oltre, “sostenute da una solida traiettoria standalone e da una equity story eccezionale”.

I ricavi nel primo trimestre 2026 sono cresciuti del 5% a 6,9 miliardi e i ricavi netti del 3,3% a 6,7 miliardi, assorbendo gli impatti negativi legati ai tassi, alle rettifiche su crediti e alla Russia. Il margine di interesse è pari a 3,6 miliardi (-2% su anno), le commissioni e il risultato netto della gestione assicurativa hanno totalizzato 2,5 miliardi (+8%), i costi operativi sono stati pari a 2,3 miliardi (-1%). A fine marzo, il RoTE è in rialzo di 2,7 p.p. al 25,8%, il Cet1 ratio è al 14,2% (14,8% proformato per il Danish Compromise) e a circa il 15% ulteriormente aggiustato per l’impatto temporaneo legato al valore del patrimonio netto di Commerzbank e Alpha Bank.

“UniCredit ha riportato un’altra serie record di risultati trimestrali in tutte le principali metriche finanziarie, dando prova della solidità e della coerenza del nostro modello, e della esecuzione della nostra strategia”, ha sottolineato l’amministratore delegato del gruppo Andrea Orcel. “Questi risultati riflettono una esecuzione disciplinata su tutte le leve – crescita dei ricavi, efficienza dei costi e solidità del capitale – dando prova di come una banca ben gestita e diversificata possa conseguire rendimenti eccellenti su tutto l’arco del ciclo macroeconomico, mentre investe per il proprio futuro. Mentre lo scenario geopolitico e macroeconomico si fa più incerto e complesso – ha concluso -, la nostra cultura vincente che unisce le nostre persone, la nostra continua trasformazione e i nostri punti di forza unici e linee di difesa ci preparano al meglio per il futuro in un’ampia serie di scenari”.

Playoff Nba, Knicks dominano, Minnesota ok al fotofinish

Roma, 5 mag. (askanews) – Si alza il sipario sul secondo turno dei playoff NBA con due gare-1 che offrono subito indicazioni nette e un finale al cardiopalma. A Est, New York travolge Philadelphia senza lasciare spazio a repliche, mentre a Ovest Minnesota espugna San Antonio al termine di una sfida combattuta fino all’ultimo possesso.

Al Madison Square Garden non c’è partita: i Knicks superano 137-98 i 76ers portandosi sull’1-0 nella serie. La squadra di casa indirizza il match già nel primo tempo, chiuso con un vantaggio superiore ai venti punti, trasformando la ripresa in un lungo garbage time. Protagonista assoluto è Jalen Brunson, che mette a referto 35 punti con percentuali eccellenti, segnandone 27 già nei primi due quarti. Accanto a lui brilla anche OG Anunoby con 18 punti quasi senza errori al tiro. Philadelphia, invece, appare scarica dopo la battaglia di gara-7 contro Boston: l’attacco non trova ritmo e le difficoltà al tiro di Tyrese Maxey e Joel Embiid, unite alle 19 palle perse complessive, pesano in maniera decisiva sull’andamento della gara.

Ben più equilibrata la sfida tra San Antonio e Minnesota, con i Timberwolves che si impongono 104-102 e strappano il fattore campo. Decisivo il finale punto a punto, in cui Julius Randle si prende la scena sfruttando i mismatch offensivi e chiudendo con una doppia doppia da 21 punti e 10 rimbalzi. Importante anche il rientro anticipato di Anthony Edwards, che parte dalla panchina ma contribuisce con 18 punti tirando con grande efficienza, pur pagando nel finale un calo fisico. Gli Spurs sfiorano la rimonta negli ultimi minuti, ma la tripla sulla sirena di Julian Champagnie non trova il bersaglio.

Serata complicata al tiro per Victor Wembanyama, che realizza solo 11 punti con 0/8 da tre, ma lascia comunque il segno con una prestazione difensiva storica: 12 stoppate, record assoluto per una partita di playoff NBA, a cui aggiunge 15 rimbalzi e 5 assist.

Trump minaccia di inviare una portaerei al largo di Cuba

Roma, 5 mag. (askanews) – Il presidente Usa Donald Trump ha detto di nuovo che sta valutando la possibilità di inviare la portaerei USS Abraham Lincoln al largo di Cuba dopo la soluzione della crisi con l’Iran.

Trump aveva già formulato una minaccia analoga la scorsa settimana.

“Forse sulla via del ritorno dall’Iran, quando avremo finito quella situazione, se volete farne una dopo l’altra, fermeremo la portaerei Abraham Lincoln, la portaerei più splendida che abbia mai visto. Fermeremo la Abraham Lincoln a un paio di centinaia di yard dalla costa e li guarderemo se vorranno fare qualcosa”, ha detto Trump all’emittente Salem News, parlando di Cuba.

La collezione libraria di Zoppi: cultura, economia, politica

É con particolare emozione che accogliamo la donazione della biblioteca del professor Sergio Zoppi, che confluisce oggi nel patrimonio della Biblioteca “Pio XII” dell’Università Europea di Roma. E’ un atto di generosità, coerente con l’impegno di Sergio Zoppi per la formazione e l’istruzione dei giovani.

(…)

Si tratta di oltre 5.000 volumi: diritto; filosofia; economia e management; politica; sociologia; spiritualità; storia. L’ex libris non recita solo “libri di”, ma “libri di lavoro” di Sergio Zoppi. E’ una formula felice, rivelatrice di una vita di studio e di azione in diversi ambiti. Tanti gli ambiti, tantissimi i titoli. Si noti che, oltre che per il contenuto, ciascun titolo può essere studiato “per accostamento”: Dorso, per esempio, si ritrova accanto a Sereni. Oppure per “densità di annotazione”: fittissima quando si tratta di Alcide De Gasperi e di Luigi Sturzo. Scorrono davanti agli occhi tre quarti di secolo di economia e politica. Un pensiero si fissa: è la cultura che, insieme all’impegno, anima la società e lo Stato.

(…)

Tanti “i sentieri che si biforcano” (Jorge Luis Borges) in questa biblioteca; tanti quelli che si ricongiungono.

C’è il sentiero dell’uomo d’azione: collaboratore del ministro per il Mezzogiorno Giulio Pastore e caporedattore del Nuovo Osservatore; direttore e presidente del Formez; sottosegretario di Stato alla Funzione Pubblica e alla Pubblica Istruzione; animatore di iniziative di cultura politica e cultura tout court. L’uomo d’azione è nelle letture policy-oriented, ma – si badi – anche nei testi di etica e filosofia, coerentemente con l’idea che debba esservi una “ascetica dell’uomo d’azione” (à la Paronetto).

C’è poi il sentiero del manager-pensatore del “terzo tempo” dello sviluppo; il tempo del fattore umano, il tempo della formazione di ceti dirigenti capaci di gestire gli impetuosi fenomeni dello sviluppo. Di quel tempo Zoppi è stato uno dei protagonisti con il Formez, in un dialogo ideale sia con la cultura nazionale (Felice Balbo, Pasquale Saraceno, Giorgio Sebregondi, Ezio Vanoni) sia internazionale, inclusi i rappresentanti dell’economia nuova venuta dopo Keynes, da Galbraith in giù. Il Mezzogiorno è al centro del suo impegno all’ANIMI, al FORMEZ, alla SVIMEZ, ma sempre in una cornice ampia.

Infine, il sentiero dello storico per formazione e per vocazione, fin dalla tesi discussa a Firenze con Giovanni Spadolini, il sentiero dell’autore di pregevoli saggi su Leone XIII, la Rerum Novarum e Romolo Murri, sulla Democrazia Cristiana, su De Gasperi e su Sturzo, ma anche sul poliedrico Umberto Zanotti Bianco: antifascista, archeologo, filantropo, presidente della Croce Rossa Italiana, uno dei senatori a vita nominati dal Presidente della Repubblica Luigi Einaudi. E non era stato Einaudi, da grande bibliofilo, a dire che la biblioteca è “specchio del raccoglitore” e che essa ha un’anima?

(…)

La forza fragile di Alex: libertà oltre il paradigma dell’efficienza

La morte di Alex Zanardi non dovrebbe essere consegnata soltanto al registro della commozione. Sarebbe troppo poco. Sarebbe quasi un torto. Alex domanda un’altra lettura: più profonda, più culturale, più radicale. La sua esistenza non è stata il racconto di un limite, ma il suo capovolgimento più luminoso.

Viviamo in un tempo dominato dalla religione della prestazione. La tecno-performance ci vorrebbe perfetti, efficienti, misurabili. Il corpo è sempre più pensato come macchina da ottimizzare, superficie da correggere, materia da laboratorio, scatto da cronometrare con il metro dell’efficienza. Ogni cosa deve funzionare, produrre, corrispondere a uno standard. Ogni figura deve apparire integra, levigata, competitiva.

Alex ha spezzato questa logica. Ha mostrato che ogni corpo, in qualunque forma si presenti, è presenza viva: libertà incarnata, modo irripetibile di abitare il mondo. Non un difetto da compatire, non una mancanza da nascondere, non una deviazione dal modello dominante, ma una possibilità diversa e potentissima di esistenza.

In un tempo in cui il disagio giovanile viene spesso inseguito da analisi, diagnosi, decodifiche cliniche e risposte improvvisate da saperi che pretendono di spiegare tutto, forse Alex ci riconduce all’origine più semplice e più decisiva: la vita e la non-vita. Ciò che è bios, ciò che pulsa, resiste, desidera, si manifesta come valore prima ancora che come categoria. Non ideologia, non retorica, ma libertà valoriale: il vivente che chiede di essere riconosciuto per ciò che è.

Per questo l’esempio di Alex andrebbe raccontato nelle scuole. Non come favola edificante, non come consolazione facile, ma come rivoluzione dello sguardo. La fragilità non è una iattura: può essere forza, stile, sovranità, forma originale e irriducibile dell’essere al mondo.

Altro che semplice educazione emotiva. Qui serve un’educazione a vedere: uno sguardo che non riduce, non misura, non incasella; uno sguardo che libera perché finalmente riconosce. E forse proprio da qui potrebbe cominciare una piccola, necessaria rivoluzione: insegnare ai ragazzi che non si è vivi perché si è perfetti, ma perché si è capaci, in qualunque corpo, di trasformare il limite in presenza, la ferita in energia, la fragilità in luce.

Meotti analizza il naufragio annunciato del Vecchio continente

L’autore di questo lucido e impietoso saggio edito da Liberilibri – il giornalista e scrittore Giulio Meotti, storica firma de ’Il Foglio’ – ad un certo punto della sua introduzione definisce “l’Unione europea … una nave alla deriva senza motore, timone e bussola, con un equipaggio sull’orlo dell’ammutinamento e ignara che il capitano ha un flute di champagne in mano mentre il Titanic affonda. La metafora del Titanic che si inabissa è ricorrente nella considerazione del Vecchio continente come possibile naufragio nel più ampio contenitore del mondo occidentale, considerando le derive storiche e quelle più attuali dove si evidenziano dinamiche involutive alle quali non si riesce a metter mano, quasi si trattasse della lenta agonia che porta ad un destino già scritto. Ben altre erano le premesse dopo la seconda guerra mondiale, il progetto volgeva lo sguardo ad una Comunità di Stati che salvaguardando le tradizioni identitarie nazionali costruisse una realtà politica, istituzionale e organizzativa che le trascendesse in nome di un interesse superiore e condiviso.

 

LEuropa come Eutopia”

Secondo Meotti l’Europa assomiglia ancora oggi (e forse più di ieri) ad una “Eutopia”, una sorta di immaginifica rappresentazione di un luogo ideale di pace e benessere a cui si aspira e che ci si prefigge di costruire: la dimensione continentale, lata ed estesa, dell’allegoria della ‘città del sole’.
In realtà il ”modello europeo”, che si basa su un difficile compromesso tra Stato sociale, multiculturalismo e crescita economica, sembra sopravvivere come astratta rappresentazione di un’idea che resta tale, nelle divisioni e nelle incomprensioni di Stati e Nazioni legati agli interessi nazionali prevalenti ma erosi nelle loro tradizioni,  incapaci di spiccare il volo verso il pragmatismo di sintesi efficaci e di un disegno comune e condiviso: nella struttura federale, nelle economie, nella politica fiscale, nella difesa dei confini, nelle potenzialità della forza militare (seppure in chiave difensiva).

 

Il nodo dellallargamento e Il richiamo inascoltato alla visione comune

Probabilmente aveva ragione Sylvie Goulard quando descriveva i pericoli di un frettoloso ed eccessivo allargamento degli Stati membri dell’U.E., un mismatch caleidoscopico e di difficile ricomposizione verso convergenze unitarie, iconografia di un’Europa “grande da morire” dove le delegazioni nazionali sono riunite in estenuanti e costose sedute permanenti a Bruxelles, mentre i distinguo e le primazie rappresentative tra Parlamento, Consiglio e Unione prevalgono sulle convergenze o dove le iniziative più coraggiose sono affidate alla nicchia degli Stati volonterosi, senza rimuovere veti incrociati e divergenze ostative e paralizzanti.

Così come va letto oggi il costante e finora inascoltato richiamo di Mario Draghi (‘non c’è tempo da perdere’) ad una visione unitaria sorretta da azioni sollecite e concrete, reiterato in più occasioni dopo il Rapporto sul futuro della competitività europea presentato nel 2024.

 

Demografia e migrazioni

Nel frattempo, secondo Meotti ma certamente le proiezioni statistiche lo confermano, saremo travolti da ondate migratorie che porteranno milioni di persone da Africa, Asia e Medio Oriente nelle nostre città, la più grande ondata umana della storia che estirperà le radici e sommergerà le identità sotto uno tsunami demografico, che contribuirà a dissolvere i punti di riferimento e ogni radicato e millenario genius loci, a cancellare le singolarità nazionali e a rendere i popoli più malleabili, più anonimi, più intercambiabili. Si prevede che la popolazione europea diminuirà del 5 % entro il 2050, ma addirittura del 17 % tra i 25 e i 64 anni: ricordo che in un’intervista che realizzai con lui l’illustre demografo e allora Presidente dell’ISTAT prof. Giancarlo Blangiardo mi spiegò che entro la stessa data la popolazione della Nigeria supererà i 400 milioni e sarà la quarta al mondo (conservando un tasso di natalità di 5 figli per donna). Citato da Meotti il professor Stein Emil Vollset – considerando il futuro delle nascite – ci ricorda che nel mondo avremo contemporaneamente un baby boom in alcuni Paesi e un baby disastro in altri.
L’’Africa subsahariana, ad esempio, da un miliardo e 200 milioni, passerà 3 miliardi e mezzo.

 

Dati, esempi e trasformazioni sociali

Non sono affermazioni che aprono alla xenofobia, sono semplicemente descrizioni: Meotti propone esempi di status attuale e di proiezione nei vari Paesi europei, la lettura dei dati è consigliata ma allucinante. Si può citare Birmingham – cuore pulsante e officina della GB, seconda città dopo Londra con un milione e mezzo di abitanti- per alcuni dati eclatanti: nel quartiere popolare di Small Heath, nella zona orientale della città, il 95 per cento della popolazione è musulmana, nell’area urbana ci sono già ora duecento moschee, la maggior parte dei negozi ha insegne in arabo, come spiega Matt Goodwin: ‘Una città in cui meno della metà dei residenti è inglese, uno su tre è musulmano, la stragrande maggioranza degli alloggi popolari è andata a persone che non sono nate nel Regno Unito, uno su sette rifiuta apertamente un’identità britannica e più di uno su cinque vive in famiglie in cui gli adulti non parlano inglese come lingua principale’. (M. Goodwin, What happened to Birmingham? in www.mattgoodwin.org, 28 marzo 2025). Ciò in epoca di Brexit. Ma questa tendenza vale in misura diversa per ogni Pese europeo, dal Portogallo all’Ungheria, alla Grecia, alla Polonia. Quanto all’Italia -che è destinata a diventare un vasto mercato immobiliare per bed and breakfast e lo vediamo già oggi nelle principali città – basti anticipare che nel 2100 avrà un tasso di un solo figlio per coppia, di cui per metà in famiglie di migranti.

 

Crisi dellOccidente e perdita di identità

Assisteremo ad una inversione del trend inarrestabile di crescita della popolazione mondiale che il biologo americano Edward Osborne Wilson aveva preconizzato, ponendo un semaforo rosso di compatibilità ambientale e sostenibilità antropologica al superamento dei 6 miliardi di abitanti (e siamo già vicini agli 8 miliardi) o meglio si verificheranno trend di denatalità in Europa e nel mondo occidentale compensati da flussi migratori provenienti – come detto – principalmente dall’Africa.
La stessa Cina è avviata ad un dimezzamento della popolazione attuale. Quanto tutto questo potrà influire sulle realtà socio economiche dei Paesi interessati è facilmente intuibile: invecchiamento e carenza di forza lavoro giovanile nella popolazione nativa e graduale (ove non esplosiva) sostituzione etnica. Considerando queste previsioni in rapporto al trastullarsi dell’Occidente -e dell’Europa in particolare- in quisquilie di piccolo cabotaggio consolidando solo rendite di posizione senza alcuna previsione programmatica sul futuro, o se ne prende atto come di un processo irreversibile o si inorridisce immaginando a quale rivoluzione culturale e di civiltà i nostri figli e nipoti saranno destinati.

 

Il declino politico e culturale europeo

Senza cadere in eccessi retorici l’Europa sembra vivere gli aspetti deteriori dei cascami politici, economici e sociali della globalizzazione in una prospettiva di dissolvenza incrociata: anemica e debole, esausta e fragile, pur se forte di una cultura ineguagliata e di cime inarrivabili di pensiero, muove passo dopo passo verso un incolore limbo dell’indeterminato. “L’Islam politico parla la lingua di Eutopia. Ha preso il linguaggio dell’Occidente, l’ha spogliato e l’ha usato come una maschera in nome di inclusione e diversità (cose che non esistono nei Paesi islamici). E dietro questa maschera c’è una barbarie che si autodefinisce “vittima”. In questo Occidente addolcito che si scusa di esistere, che ama i suoi carnefici e odia i suoi alleati, ai giovani viene insegnato che la verità non esiste, ma che tutto è narrazione…. C’è una tragica bellezza in questa Eutopia: quella delle democrazie che tendono la mano a chi vuole sottometterle”.

Questo passaggio testuale del libro di Meotti spiega il vulnus di fondo colto dall’autore: divisioni e debolezze, luoghi comuni e retorica del bene comune, relativismo multiculturale, falsi miti (come trasparenza e privacy, integrazione coatta, rispetto e riguardo cedevoli e non ricambiati, pentimento dei propri simboli e autoflagellazione per non offendere quelli altrui) sono i passaggi in cui l’Europa perde la sua storica primazia culturale e di civiltà e si consegna arrendevole alla soccombenza, cede il passo alla radicalizzazione e alla teocrazia, consente che politica e religione si sovrappongano nei meandri delle sue metropoli fino a prenderne possesso, dopo aver disdegnato e rifiutato di riconoscere le radici giudaico-cristiane come fondamento della cultura occidentale. (‘Che peso ha questa Europa che si rifiuta di riconoscere le sue radici cristiane? Vediamo solo croste su una pelle vecchia e malata’. Michel Onfray, Le nihilisme de l’Europe maastrichtienne face à la vigueur des civilisations-empires, in ≪Le Journal du Dimanche≫, 23 luglio 2025).

 

Una malattia forse irreversibile

Una malattia forse irreversibile sta rendendo marcia la mente occidentale, fino a pensare che la resa sia una virtù: si allarga a macchia d’olio il pensiero dominante della cedevolezza e della rinuncia alla propria storia, il feticcio dell’inclusione consente a solerti tribunali di assolvere predicatori di violenza e istigatori alla ribellione contro l’ordine costituito dello Stato, di annullare provvedimenti di espulsione di condannati e pluripregiudicati, di accettare come espressione di una cultura tramandata la sopraffazione fisica e simbolica sulle donne, di rimuovere tradizioni culturali come il Natale in nome di un egualitarismo senza radici né identità, sostituendole con riti pagani per celebrare la diversità come valore ma in una acefala ed ibrida pseudo-uguaglianza di tutti, mentre si chiudono le Chiese o le si utilizzano come centri multiculturali e si aprono le moschee dove uomini e donne pregano separati e gli infedeli non sono ammessi. ‘l’Islam trionferà con le buone o con le cattive’, come affermato dal terrorista degli attentati di Parigi, Salah Abdeslam, intanto in Europa e nel mondo continuano le persecuzioni dei cristiani mentre antisemitismo ed antisionismo dilagano.

 

UnEuropa marginale nel mondo

“Il Vecchio continente non ispira più paura né sogni. E può finalmente ritirarsi dalla storia. E quello che si vede è un nano politico, orfano militare, castrato diplomatico, cornuto economico. Russi, cinesi, americani, indiani, la quinta colonna islamista, tutti si leccano i baffi”. Scrive allora l’economista Andrea Dugo: “L’ Europa rischia di diventare una provincia in un mondo definito da altri…..Le capitali litigano su energia, debito, migrazione e politica industriale; una strategia di difesa comune rimane solo un’aspirazione e ambiziosi piani per investimenti tecnologici congiunti o per mercati dei capitali più solidi vengono soffocati dal dibattito […] Le attuali divisioni del blocco la rendono altrettanto vulnerabile alla concorrenza globale, con Washington che detta le regole della difesa, la Russia che minaccia l’est del continente, la Cina che domina le catene di approvvigionamento, e la Silicon Valley che domina l’economia digitale” (A. Dugo, ‘Europe today look like Renaissance Italy – and that’s a problem’, in ≪Politico≫, 12 novembre 2025).

 

Unanalisi fondata sui fatti

Inazione, pletora di preliminari e protocolli, inconcludenza affabulatoria, sistematico rinvio, enfasi delle liturgie consultive, narrazione logorroica, miopia, scarsa lungimiranza, difetto di pragmatismo, mitologia dell’hortus conclusus, autosufficienza basata sulla rendita morale: l’Europa che discute sulla misura delle vongole e limita l’uso delle cannucce di plastica ma importa il 92% delle terre rare dalla Cina, nel 1990 produceva un quarto dei chip mondiali, nel 2025 meno del 7%. Il libro di Meotti è ricchissimo di esempi, citazioni, aneddoti e documenta in modo analitico le situazioni e i contesti dove prende corpo il gap culturale, economico, di pensiero e di scelte disattese che sta affliggendo l’Europa: l’analisi è suffragata da una scelta metodologica che privilegia i fatti e le evidenze al punto da rendere incontestabili le deduzioni minuziosamente argomentate.

 

Conclusione: una chiave di lettura del presente

Il saggio è una lucida disamina per fermo immagine e rapide, ampie sequenze di una realtà che non solo gli addetti ai lavori percepiscono ma che si immedesima penetrandolo con rara efficacia descrittiva in quell’immaginario condiviso ancora scevro dal ciarpame dei condizionamenti, preconcetti e dei luoghi comuni indimostrabili.
L’eccellente lavoro di analisi documentata dell’autore, sorretta da argomentazioni aderenti alle evidenze fattuali, statistiche e alle proiezioni dei dati meritano la ricompensa di una lettura del libro.
Pagina dopo pagina si ha come l’impressione di inforcare occhiali nuovi che ci permettono di leggere la realtà in atto e le sue interpretazioni in chiave di prossimità temporale ormai imminente.

Non trovo – a questo punto – modo migliore per chiudere questa riflessione che riprendere la frase di Michael Hopf, posta all’inizio del libro, e utilizzarla come una sorta di spiegazione riassuntiva che chiude il cerchio del ragionamento di ogni buon analista, in quanto applicabile all’Europa di oggi: “Tempi difficili creano uomini forti. Uomini forti creano tempi buoni. Tempi buoni creano uomini deboli. Uomini deboli creano tempi difficili”.

La battaglia per la pace

Cara Barbara,

non mi illudo sulla sorte del mio libro sul diritto di guerra; ci vorrà molto tempo a penetrare negli ambienti di cultura, mentre sono pochi quelli che si occupano con competenza delle questioni internazionali. Per i più che seguono per sentimento le correnti pacifiste, bastano i pamphlets della Lega delle Nazioni e altri simili opuscoli. Inoltre, la mentalità pratica inglese è incline più ai libri pragmatici, storici e tecnici, anziché ai libri speculativi.

Tutto ciò mi era davanti quando ho scritto il mio libro e voi ne avete avuto il saggio più diretto, quando nel tradurlo avete dovuto superare molte difficoltà per esprimere un pensiero molte volte astratto e involuto.

Ma non per questo mi pento dello sforzo fatto a dare una teoria della organizzazione internazionale in rapporto alla guerra; penso che non sarà perduto e che in un tempo più o meno lontano la mia teoria potrà penetrare in ambienti oggi refrattari o indifferenti. Dalle poche recensioni avute fin qui possono intuirsi le varie fasi che passerà il mio libro nel futuro. Chi lo ha compreso ed apprezzato di più è il recensore del «Friend». A parte che lo stato d’animo dei quaccheri è verso ogni sforzo per la pace, e quasi nella ricerca della giustificazione e della riprova del loro modo di sentire, Mr. Pollard ha visto la larga costruzione sociologico-storica sulla quale è basata tanto la giustificazione quanto la condanna della guerra, come è da me concepita.

Il recensore del «Times Literary Supplements» ha intravisto lo sforzo di creare una teoria sociologica attorno al problema della Comunità Internazionale e la guerra, ma non ne ha colto che qua e là qualche tratto, qualche punto e gli è sfuggita la sintesi. L’ «Aberdeen Press» l’ha colto abbastanza, ma la sua recensione è rimasta in termini generici; e così più o meno degli altri, compreso W. Steed nella «Review of Reviews». Voi siete stata contenta delle buone parole scritte da Chesterton nel suo «Weekly», ma io no; le buone parole non dicono niente. Quel che mi ha fatto meraviglia è la sua incomprensione e la sua superficialità a trattare un simile tema. Egli dice che tutto il mio argomentare si riduce ad un argomento di analogia (abolizione della schiavitù e del duello) e di speranza. Essi si appoggiano sulla nostra ignoranza del futuro e sulla presunzione che la nostra civiltà sia in progresso e non in declino. Così egli insinua la fallacità dell’una e dell’altra, e per conforto conclude che io sono almeno un idealista ragionevole e il libro è molto utile a leggere. Ora io avrei preferito che Chesterton avesse portato la sua critica a fondo, senza addolcirla di aggettivi graziosi.

Credo che il mio libro dia la buona occasione perché questo tipo di cattolici medievalistizzanti e reazionari, influenzati dal pensiero dei nazionalisti francesi, avessero chiarito le loro idee sulla questione della guerra. E anche gli altri cattolici più strettamente teorici e attaccati alla tradizione scolastica, dovrebbero portare il loro pensiero sopra l’importante fenomeno della organizzazione della pace che in questo ultimo decennio ha avuto il suo grande inizio.

Il fatto che questa organizzazione sia al di fuori dell’influenza diretta della Chiesa cattolica, non porta né a minimizzarne gli sforzi, né a svalutarne il contenuto ideale.

Questo contenuto ideale, in fondo in fondo, è un contenuto cristiano, e fa parte del grande influsso, che il cristianesimo ha dato alla civiltà occidentale.

Ma purtroppo non arriverò a smuovere questo masso irrigidito che è la cultura dei cattolici di destra. Quelli che sono del mio parere e che seguono il movimento d’oggi sono in gran parte influenzati assai più da una cultura non cristiana, che da quella sicuramente tale.

Tutto ciò vi scrivo, perché vedo come voi v’interessate alle sorti del mio libro, e come spesso parlate del mio libro agli estranei, invogliandoli a leggerlo e con quanta cura aspettate i ritagli delle riviste e dei giornali che ne parlano, rallegrandovi di quelli che sono favorevoli.

Quando vi ho portato la prima copia con la mia lunga dedica, ho pensato che voi non eravate solo la traduttrice accurata e fedele, ma anche una sostenitrice delle mie idee, che a forza di guardarle in faccia per bene interpretarle, sono divenute anche parte delle vostre idee.

Del resto, del vostro spirito pacifista e democratico non ho mai dubitato; e questa comunanza di idee io vorrei allargare nella cerchia dei cattolici inglesi. Solo Mr. Watkin credo che mi comprenda appieno; sventuratamente egli sta lontano, e non posso con lui facilmente comunicare le mie idee e averne le sue impressioni. Il buon amico Leo Ward non credo che partecipi alle mie convinzioni sulla eliminabilità della guerra e così anche Mr. Muir, il quale però ha letto il mio libro col più grande interesse. La cerchia dei cattolici, specialmente giovani, è assai rada: dalla folla di giovani con i quali ho vissuto tutta la vita, sono passato alla solitudine della mia stanzetta. Ma anche oggi sento assai il bisogno di ridiscutere le mie idee, di sentirle riflettere nel viso di uomini pensosi e di giovani fervidi; e mi è un conforto quando voi venite a visitarmi, e possiamo parlare di cose religiose e spirituali, o di arte e di politica o storia, e trarne conforto al nostro lavoro.

Io sono tanto interessato al vostro tentativo di ricostruire una vita di Dante, interpretandola in un romanzo psicologico storico e poetico, e vi auguro un grande successo.

Il vostro medioevalismo convinto non è gretto e chiuso, come quello di coloro che vorrebbero che la società tornasse intellettualmente, economicamente e ecclesiasticamente a un piano medioevale. Ma voi lo vivete nelle sue grandi figure, nella sua arte o nella sua vita minuta come una delle più alte manifestazioni umane e in ciò non avete torto; e molto spirito medievale può rivivere oggi come aspirazione idealistica e come virtù ingenua.

La poesia di Dante e il pensiero di S. Tommaso che voi cercate di penetrare, sono le più alte manifestazioni del genio umano, e voi avete bene scelto i vostri più cari ideali. Vedo la data della lettera: 15 Maggio; è questo un giorno sacro per me; il giorno della festa della Democrazia Cristiana. Molti cattolici hanno dimenticato la data e il nome; ma non potrà mai essere dimenticato lo sforzo di un Papa ad avvicinare la classe operaia, e la Rerum Novarum rimane sempre il ricordo più caro della mia giovinezza.

Luigi Sturzo

Londra, 15 Maggio 1929

Iran, le notizie più importanti del 5 maggio sulla guerra

Roma, 5 mag. (askanews) – Di seguito una selezione delle notizie più importanti di martedì 5 maggio 2026 sulla guerra di Usa e Israele contro l’Iran, un conflitto che coinvolge i Paesi del Golfo e il Libano, con serie ripercussioni sull’economia globale.

-07:06 Una nave Maersk battente bandiera statunitense ha attraversato lo Stretto di Hormuz sotto scorta militare americana. Lo ha riferito oggi l’emittente danese Tv2, citando una dichiarazione della compagnia.

-07:00 Il ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius ha confermato il dispiegamento del dragamine tedesco Fulda nel Mediterraneo, da dove potrebbe successivamente essere inviato nello Stretto di Hormuz per partecipare a una missione internazionale di sicurezza marittima.

Pedofilia e porno sul web, Polizia: 224 arresti nel 2025

Roma, 5 mag. (askanews) – L’impegno del Servizio Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica nella tutela dei minori. Per il contrasto ai fenomeni di abuso sessuale nel dominio cibernetico. Il lavoro dei detective del web, in occasione della Giornata Nazionale contro la Pedofilia e la Pedopornografia, è rappresentato anche da numeri relativi alle attività di indagine che sono state fatte nell’ultimo anno.

Nel 2025 – si spiega – sono stati trattati 2.623 casi, eseguite 1.039 perquisizioni, arrestate 224 persone e denunciate in stato di libertà 1.085 soggetti, mentre 2.876 siti contenenti materiale illecito sono stati inseriti in black list e resi inaccessibili. I dati, contenuti nel report “Tracce digitali, vittime reali: l’impegno a difesa e protezione dei più piccoli”, restituiscono la dimensione concreta di un fenomeno in continua evoluzione, nel quale le tecnologie digitali vengono sfruttate per la commissione di reati particolarmente gravi in danno dei minori.

Le attività investigative della Polizia di Stato evidenziano come le minacce si avvalgano sempre più di strumenti avanzati, quali sistemi di anonimizzazione, ambienti del dark web e applicazioni basate sull’intelligenza artificiale, utilizzate anche per la creazione e diffusione di materiale a contenuto sessualmente esplicito. Tra i fenomeni più insidiosi e pericolosi si conferma l’adescamento online, con 434 casi trattati nel 2025, con un coinvolgimento crescente di minori appartenenti alle fasce di età più giovani.

Il Servizio Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica nel 2025 ha registrato 223 episodi trattati di estorsione sessuale online (sextortion), nonché una persistente diffusione di fenomeni di cyberbullismo, con 365 casi che coinvolgono minori.

La prevenzione riveste un ruolo centrale – si sottolinea – la tutela dei minori richiede un impegno condiviso tra istituzioni, famiglie e contesti educativi, fondato sulla consapevolezza dei rischi connessi all’utilizzo delle nuove tecnologie digitali.

Erion Care promuove il bando buone pratiche

Roma, 4 mag. (askanews) – Erion Care è il primo Consorzio EPR (Responsabilità estesa del produttore), in Italia, dedicato a contrastare l’abbandono dei rifiuti dei prodotti del tabacco nell’ambiente al fine di garantirne la corretta gestione. Costituito nel 2022 su iniziativa dei maggiori player operanti nel mercato del tabacco, Erion Care ha indetto un bando nazionale rivolto a Comuni, enti territoriali e aziende dell’igiene urbana che, grazie ad iniziative dedicate, si distinguono per la lotta contro il fenomeno dell’abbandono dei mozziconi nell’ambiente.

L’intervista a Letizia Nepi, Direttore Generale del Consorzio, che apre con un focus sul rifiuto proveniente dai prodotti di tabacco: “Basta considerare che il mozzicone di sigaretta è il secondo rifiuto più ritrovato in assoluto per renderci conto di quanto sia diffuso e anche dannoso. Perché è dannoso? Perché all’interno dei mozziconi di sigaretta c’è una particolare sostanza plastica che inibisce poi la vita degli animali, delle piante. Quindi quando noi abbandoniamo i mozziconi nei parchi, sulle spiagge, nelle città, oltre a un danno di decoro e di immagine, creiamo un danno all’ambiente”.

E sui partecipanti al bando: “Lo abbiamo chiamato bando buone pratiche perché devono essere iniziative concrete, pratiche, sul territorio, sviluppate proprio da quei soggetti che sono sul territorio, a partire dalle amministrazioni pubbliche e quindi comuni, consorzi di comuni. Ma anche le aziende di igiene urbana che operano sul territorio.”

Cosa spetterà ai vincitori del premio? : “Avranno un riconoscimento da parte del consorzio di Erion Care, un riconoscimento ufficiale come buona pratica, anche un supporto in termini di materiali di comunicazione. La cosa importante è dare anche visibilità e mettere in rete queste esperienze, proprio per far sì che ci sia anche uno scambio tra territori e soggetti che sono impegnati nella realizzazione di queste buone pratiche”.

Buone pratiche fa parte di un percorso ben più lungo che culminerà con Ecomondo 2026: “Abbiamo pensato che è bello premiare chi si impegna sul territorio, dunque tra le buone pratiche riconosciute ne selezioneremo alcune, le chiameremo le migliori pratiche per controllo e abbandono dei mozziconi, ma non finisce qui perché abbiamo intenzione poi di, attraverso momenti di confronto successivi, come dicevo, di promuovere lo scambio e la partecipazione tra coloro che erano proprio i promotori di questi progetti.”

Come nasce Erion Care?: “Erion Care è un consorzio che proviene da un obbligo specifico previsto dalla legge e da una direttiva comunitaria che promuove appunto tutte le azioni che sono contrarie al littering, cioè all’abbandono di tutti i rifiuti in plastica, dei prodotti in plastica, tra cui anche i filtri dei mozziconi. Questo lo fa rendendo responsabili direttamente i produttori di questi prodotti che si sono quindi consorziati e hanno costituito Erion Care ormai già dal 2022”.

Il messaggio: “Io chiedo a tutti veramente di partecipare, di andare sulla pagina ufficiale di Erion Care appunto sub bando buone pratiche. Entro il 4 ottobre si possono presentare le proprie candidature, quindi vi aspettiamo.”

Un’iniziativa concreta che punta a diminuire il fenomeno del littering dei mozziconi di sigarette, per preservare l’ambiente in cui viviamo e costruire un futuro un po’ più libero dall’inquinamento.

Dombrovskis: tassa extra profitti energia? "Certamente possibile"

Roma, 4 mag. (askanews) – Nella comunicazione “Accelerate EU” quella di imporre una tassazione sui cosiddetti “extra profitti” delle società energetiche “è una possibilità e gli Stati membri possono avvalersene. Al momento non stiamo raccomandando alcuna iniziativa europea. La nostra valutazione è che l’applicazione delle tassazioni sugli extra profitti nelle precedenti crisi energetiche ha prodotto risultati misti. Ma se gli Stati membri sono interessati ad attuarle a livello nazionale, certamente c’è la possibilità di farlo”. Lo ha affermato il commissario europeo all’Economia, Valdis Dombrovskis nella conferenza stampa al termine dell’Eurogruppo.

Orsini: Ue non può fare solo arbitro, Cina e Usa giocano partita

Sassuolo (Modena), 4 mag. (askanews) – “Se noi facciamo solo gli arbitri con il fischietto e altri continenti giocano la partita come la Cina e gli Stati Uniti, credo che per noi sia molto difficile. Bisogna che ci svegliamo”. Lo ha detto il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, criticando la lentezza dell’Europa nel reagire alle sfide globali, a margine del premio “Un Fiore dall’argilla” che gli è stato consegnato dai Lions di Sassuolo durante una cerimonia a Confindustria Ceramica.

“Purtroppo l’Europa sta facendo vedere il peggio di sé nei tempi di reazione verso il mondo – ha aggiunto Orsini -. Dopo il Covid, che forse è stata l’unica reazione veloce perché ha preso molta paura. Oggi da europeista convinto non vedo reazioni veloci su nessuna delle cose per cui è nata l’Europa: penso a un mercato unico dell’energia, a un mercato dei capitali, a una difesa unica europea”.

Ue, Dombrovskis: misure caro energia rispettino piani strutturali Bilancio

Roma, 4 mag. (askanews) – Sì di Bruxelles all’uso di “stabilizzatori automatici”, che consentono “accomodamenti” di bilancio ancor prima dell’uso di misure discrezionali dei Paesi, quanto a queste ultime “devono restare temporanee e mirate” e comunque vanno prese “rispettando i piani strutturali di bilancio”. Sono le indicazioni di politica economiche della Commissione europea, illustrate dal commissario europeo all’Economia, Valdis Dombrovskis nella conferenza stampa al termine dell’Eurogruppo. “Ma continuiamo a monitorare e siamo pronti ad aggiustare questa policy di risposta”, ha aggiunto.

Su questi temi, Dombrovskis ha riferito di aver incontrato oggi il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, che ai lavori di oggi ha proposto di estendere l’applicazione della clausola di salvaguardia nazionale (Nec) a fini di difesa alla crisi iraniana per quanto riguarda le conseguenze negative sul settore energetico, invocando le questioni di sicurezza nazionale già previste nel Temporary Framework approvato la settimana scorsa dalla Commissione Ue.

“Vari Paesi membri hanno espresso diverse opinioni sulle risposte di bilancia appropriate. Ovviamente continueranno a lavorare strettamente con i Paesi membri, inclusa l’Italia, sugli sviluppi di queste risposte, ma per il momento il nostro consiglio è di attenersi a queste misure temporanee e mirate, con impatto limitato sulle finanze pubbliche”, ha detto.

Energia, Orsini: sbloccare le concessioni ferme sulle rinnovabili

Sassuolo (Modena), 4 mag. (askanews) – “Abbiamo tante concessioni ferme e si deve fare tutto per metterle a terra, e soprattutto costruirne delle altre. Bisogna individuare le aree idonee per avere un costo energetico basso, perché l’unica via è il mix energetico”. Emanuele Orsini, presidente di Confindustria, ha chiesto un’accelerazione sulle rinnovabili, a margine del premio “Un fiore dall’argilla” che gli è stato conferito dai Lions di Sassuolo.

“Serve subito identificare le aree idonee e qui ci serve una responsabilità comune di tutti i partiti – ha spiegato Orsini -. Quello che faremo nei prossimi mesi sarà proprio andare a verificare quelle concessioni che sono ferme. In un momento come questo, dove abbiamo l’esigenza di far costare poco l’energia, vedere questa plasticità ci infastidisce molto”.

“Ogni Regione deve fare la sua parte, ogni provincia deve fare la sua parte – ha aggiunto il presidente di Confindustria -. L’industria italiana partecipa alla costruzione dell’83% del welfare del Paese e se non abbiamo questa coscienza diventa un problema. Il nucleare sicuramente è una via, ma ci vuole tempo, quindi si deve fare molto presto”.

Oggi non si può pensare di perdere competitività, soprattutto per un settore come il nostro che è quello che l’ha inventata. Per questo Orsini è tornato a chiedere la sospensione del sistema Ets per il distretto ceramico. “Non mettiamola via, non bocciarla. Bisogna fare massa critica”, spiega riferendosi alla proposta di superamento degli Ets respinta dall’Europa. “Il commissario Teresa Ribera Rodrìguez, quando siamo stati su qualche settimana fa, ha fatto una promessa di rimodulazione. Quello che ci preoccupa sono i tempi della rimodulazione, utilizzando dei benchmark mondiali”.

“Pensare oggi di non intervenire su un settore come questo, che conta oltre 40.000 addetti su un territorio di cinque comuni, è molto miope”, ha concluso il presidente di Confindustria.

10 milioni di italiani usano l’omeopatia ma serve più informazione

Roma, 4 mag. (askanews) – Il 97% degli italiani dichiara di conoscere l’omeopatia, oltre 10 milioni l’hanno utilizzata nell’ultimo anno e il 55% degli adulti si dichiara favorevole ai medicinali omeopatici. Ma c’è ancora un grande potenziale di crescita: molti cittadini favorevoli, infatti, non sono ancora utilizzatori anche per gli ostacoli che la legge impone alla comunicazione. È quanto emerge dall’indagine realizzata da Eumetra per conto di Omeoimprese, l’associazione di categoria che riunisce le aziende del comparto in Italia.

Silvia Nencioni, Presidente di Omeoimprese, ha spiegato: “L’omeopatia è ampiamente conosciuta e generalmente molto apprezzata dagli italiani ma soffre di una carenza di informazione corretta e strutturata, che ne limita anche lo sviluppo. Molti consumatori, molti pazienti, faticano a distinguere un medicinale omeopatico, per esempio da un integratore, da prodotti erboristici. Non a caso oltre il 30% degli intervistati dichiara di aver acquistato gli omeopatici anche o esclusivamente che non sono autorizzati. I medicinali omeopatici possono essere venduti, dispensati, direi, unicamente con la mediazione del farmacista”.

Oggi tra coloro che si sono avvicinati per la prima volta all’omeopatia le principali aspettative riguardano il rafforzamento delle difese dell’organismo (il 32%), la possibilità di trattare disturbi specifici come raffreddore, mal di testa o ansia (il 31%), e il sostegno al benessere in modo naturale (30%). Molti italiani però ancora non hanno le idee chiare sull’omeopatia e l’informazione a riguardo ha ancora dei limiti.

La Presidente di Omeoimprese Silvia Nencioni ha affermato: “Quest’indagine ci mostra che 8 italiani su 10 chiedono in maniera proprio esplicita di avere maggiori informazioni. La farmacie e il medico rimangono sicuramente gli interlocutori privilegiati, però certamente uno dei limiti importanti dell’informazione in omeopatia riguarda anche il fatto che sulle confezioni dei medicinali omeopatici non è possibile inserire campi d’applicazione e la posologia. E quindi, insomma, avere una confezione e un foglietto informativo parlante ci si aspetta che faciliterebbe sicuramente la diffusione dell’omeopatia. E poi anche la formazione degli operatori sanitari”.

Trump: l’Iran sarà spazzato via dalla faccia della Terra se attacca le navi Usa

Roma, 4 mag. (askanews) – L’Iran sarà “spazzato via dalla faccia della Terra” se attaccherà le navi statunitensi impegnate nel Project Freedom. Lo ha minacciato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.

Trump ha fatto queste dichiarazioni durante un’intervista a Fox News, aggiungendo di ritenere che la Repubblica islamica sia diventata “molto più malleabile” nei negoziati di pace.

Il presidente americano ha inoltre sottolineato che il rafforzamento militare degli Stati Uniti nella regione è in corso. “Abbiamo più armi e munizioni di qualità molto più elevata rispetto a prima”, ha detto Trump, “Abbiamo le migliori attrezzature. Abbiamo materiale in tutto il mondo. Abbiamo basi in tutto il mondo. Sono tutte fornite di equipaggiamento. Possiamo usare tutto questo materiale, e lo faremo, se necessario”.

Meloni replica a Trump: sempre rispettato impegni. E venerdì vede Rubio

Erevan, 4 mag. (askanews) – Da un lato l’incontro per ricucire, dall’altro toni che continuano a mostrare tensione. Al Karen Demirchyan Complex di Erevan, dove si riunisce la Comunità politica europea, lo stato dei rapporti tra il Vecchio Continente e gli Stati Uniti di Donald Trump continua a essere, per dirla con le parole del presidente francese Emanuel Macron, “l’elefante nella stanza”. Giorgia Meloni arriva nella capitale armena portandosi dietro la minaccia del presidente americano di ritirare i soldati dalle basi italiane (oltre che tedesche e spagnole) ma anche con la prospettiva di vedere il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, che nei prossimi giorni sarà a Roma per incontrare il Pontefice e partecipare a un pranzo con i ministri degli Esteri e della Difesa, Antonio Tajani e Guido Crosetto. Il meeting con la presidente del Consiglio, al quale le rispettive diplomazie hanno lavorato in questi giorni, alla fine si terrà venerdì alle 11.30 a palazzo Chigi. L’impegno è stato messo nero su bianco sul sito del governo pochi minuti dopo che la stessa premier, rispondendo a una domanda diretta dei giornalisti, ne aveva sostanzialmente dato conferma pur mantenendo un velo di incertezza: “Penso di sì”.

Un breve punto stampa prima di partire per Baku ed incontrare il presidente dell’Azerbaigian per discutere di forniture di gas e petrolio, quello di Meloni. Ma sufficiente a replicare alle accuse del presidente americano, soprattutto a quelle di “non essere stata di alcun aiuto”. La premier non ci sta a farsi appiccicare addosso l’etichetta di Paese inaffidabile e a suo beneficio cita i precedenti di Afghanistan e Iraq in cui l’Italia, sottolinea, ha dato il suo contributo “anche quando non erano in gioco i nostri interessi diretti”. “Diciamo che alcune cose che sono state dette nei nostri confronti non le considero corrette”, spiega per poi aggiungere un’altra stoccata a Trump senza mai citarlo: “Anche perché a livello di Patto Atlantico nessuno si è presentato in una sede formale a chiedere un sostegno degli alleati sulle scelte che stava facendo”. Quanto al tema caldo del ritiro dei soldati, rimarca, “è una decisione che non condividerei”. Ma il problema è più generale, e la presidente del Consiglio lo ricorda. “Noi – afferma – sappiamo che da tempo gli Stati Uniti discutono di un loro disimpegno dall’Europa, che è la ragione per la quale penso che noi dobbiamo rafforzare la nostra sicurezza e dobbiamo crescere nella nostra capacità di dare risposte da questo punto di vista”.

Non è l’unica sferzata ai colleghi. Nel suo intervento al vertice la presidente del Consiglio, esorta ad “alzare il livello della nostra azione” passando “dalla capacità di reagire alla capacità di anticipare” e invita ad affrontare le crisi partendo dal presupposto che sono “collegate tra loro”. Come esempio di questa strategia, la premier cita il tema dell’immigrazione che, osserva, se lasciata senza controllo condiziona economia, energia, competitività. Insomma, influisce sulla “qualità delle democrazie”. Meloni sollecita anche a guardare più verso il Mediterraneo e pur elogiando la presenza per la prima volta alla Cpe del primo ministro canadese, Mark Carney, chiede di andare oltre i rapporti con Paesi affini e di guardare anche al “vicinato geografico”. Un passaggio che tra le righe è anche una velata critica al formato nato nel 2020 su impulso di Macron.

Il vertice di Erevan per Meloni è occasione per affrontare anche un altro caso diplomatico, quello sorto con la Svizzera dopo l’invio ai feriti del rogo di capodanno a Crans Montana delle fatture delle spese ospedaliere. A margine del summit, la premier ha infatti incontrato il presidente Guy Parmelin incassando l’impegno politico affinché alle famiglie dei ragazzi italiani non venga richiesto alcun onere relativo alle cure. La soluzione, spiega, sarà poi gestita “sul piano bilaterale”.

Subito dopo il vertice in Armenia, Meloni è volata a Baku per concentrarsi su un altro aspetto che ha messo tra le sue priorità, specie dopo il conflitto in Iran: quello della sicurezza energetica dell’Italia. La premier ha incontrato il presidente dell’Azerbaigian, Ilham Alyiev, e ha annunciato l’intenzione di trasformare “la collaborazione in una sorta di coordinamento politico permanente”.

Giorgetti: Italia resiliente ma su shock energia serve risposta Ue

Roma, 4 mag. (askanews) – “L’economia italiana sta dimostrando resilienza, ma siamo molto preoccupati per il potenziale impatto sulla nostra industria, a cominciare dal settore chimico seriamente colpito dallo scarsità delle materie critiche”. Lo ha affermato il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, oggi all’Eurogruppo, secondo quanto riporta una nota durante il dibattito sull’impatto della crisi in Medioriente sull’economia europea. “Lo shock energetico causato dalla crisi iraniana richiede una risposta rapida – ha avvertito – coordinata e proporzionata da parte dell’Ue, che tragga insegnamento dalla crisi del 2022-2023”.

“Le prospettive macroeconomiche globali si sono indebolite a causa delle nuove recenti tensioni geopolitiche, siamo di fronte a uno shock energetico, al peggioramento delle prospettive di crescita e a significativi rischi al ribasso. L’inflazione è destinata ad aumentare, all’orizzonte potrebbe esserci una stretta monetario e la dipendenza strutturale dalle importazioni energetiche rimane elevata, sottolineando la necessità di accelerare la transizione verso fonti energetiche più sicure e sostenibili. La dipendenza dalle importazioni dalle economie del Golfo è relativamente bassa nel caso dell’Italia tuttavia non trascurabile”, ha sottolineato Giorgetti.

“Le misure di mitigazione di emergenza rimangono necessarie, ma dovrebbero essere mirate, temporanee e integrate in un quadro europeo comune. Dovremmo distinguere tra misure a breve-medio termine, volte a ridurre gli impatti negativi, e interventi a lungo termine, volti a ridurre le dipendenze. Se la situazione dovesse continuare a peggiorare – ha detto Giorgetti – sarebbe opportuno attivare una clausola di salvaguardia generale a livello UE per ottenere maggiore spazio di bilancio”.

“Se non si raggiungesse il consenso necessario per questa soluzione, un’attivazione coordinata delle clausole di salvaguardia nazionali rappresenterebbe la migliore alternativa, con un rigoroso impegno a mantenere la sostenibilità fiscale. Il suo utilizzo sarebbe temporaneo, di portata limitata e mirato ai settori più esposti, in linea con la flessibilità ora prevista dalla Commissione per il quadro UE sugli aiuti di Stato (il Quadro temporaneo per gli aiuti di Stato in Medio Oriente – METSAF)”.

Secondo Giorgetti, “un tale approccio garantirebbe parità di condizioni tra gli Stati membri, consentendo un sostegno mirato e preservando al contempo l’integrità del mercato unico. Spero che la Commissione lo prenda in considerazione. Le misure dovrebbero rimanere incentrate sull’attenuazione dell’impatto sui settori più colpiti, in particolare agricoltura, pesca, trasporti e industrie ad alta intensità energetica, attraverso un sostegno proporzionato e temporaneo. Un’altra opzione sarebbe quella di estendere, lasciando invariato il tetto già previsto, l’applicazione della clausola di salvaguardia nazionale (NEC) a fini di difesa alla crisi iraniana per quanto riguarda le conseguenze negative sul settore energetico, invocando le questioni di sicurezza nazionale già previste nel Temporary Framework approvato la settimana scorsa dalla Commissione Ue”.

“Sono anche interessato a discutere misure selettive per l’incremento delle entrate. In quest’ottica, sosterrei l’introduzione a livello UE di una tassa sugli extraprofitti delle società energetiche, come suggerito dall’Italia e da altri quattro Stati membri (DE, PT, AT, ES) in una lettera inviata alla Commissione il 3 aprile. Nella sua comunicazione AccelerateEU ??del 22 aprile, la Commissione ha dichiarato che non presenterà una proposta specifica, ma si dichiara pronta a fornire assistenza nella stesura di tali imposte. Pertanto – ha concluso il ministro – auspico una proficua collaborazione e un aiuto costruttivo in questo ambito. Credo che la politica ‘attendere e vedere’ sia finita. Ora è tempo di agire”.

Auto: mercato aprile +11,6%, Stellantis +14%

Milano, 4 mag. (askanews) – Il mercato italiano dell’auto chiude aprile in crescita a doppia cifra. Secondo i dati del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, le immatricolazioni sono state 155.210, in aumento dell’11,6% rispetto allo stesso mese del 2025. Nei primi quattro mesi dell’anno il mercato è salito a 640.083 unità, con un progresso del 9,8% rispetto al stesso periodo 2025.

Tra i principali gruppi, Stellantis, sulla base di dati Dataforce registra una crescita delle immatricolazioni ad aprile del 14% a 48.808 auto (44mila esclusa Leapmotor +4,6%) con una quota in aumento al 31,4% (+0,7 pp). Nei primi 4 mesi la crescita è del 15,7% a 206.609 unità e una quota del 32,2% (+1,6 pp). Il podio della top ten del mese è tutto di marchi del gruppo: a guidare la classifica è Fiat Panda, seguita da Jeep Avenger e Leapmotor T03.

La spinta principale arriva da Fiat, primo marchio in Italia con 16.009 immatricolazioni, in aumento del 31% e una quota del 10,3%. Nel gruppo Stellantis crescono anche Opel (+19,6%), mentre calano Peugeot (-7,5%), Citroen (-5,2%), Jeep (-4,3%), Alfa Romeo (-33,1%) e Lancia (-14,4%). Maserati resta su volumi ridotti, con 69 immatricolazioni, in flessione del 57,9%. Il brand Leapmotor distribuito attraverso la joint venture con il gruppo cinese, totalizza nel mese 4.496 immatricolazioni (+1.300%).

Il gruppo Volkswagen registra 25.071 immatricolazioni, il 16,1% del mercato, con una crescita del 7,1%. Il risultato è sostenuto da Audi (+15,5%), Skoda (+17,3%) e Cupra (+18,7%), mentre Volkswagen cresce dell’1% e Seat arretra del 25,4%. Nei primi quattro mesi il gruppo tedesco sale dell’8,8% a 100.802 unità. Renault-Dacia si attesta a 14.832 immatricolazioni, con una quota del 9,6% e un lieve calo dello 0,4%: Renault cresce dell’1,8%, Dacia scende del 2,3%. Nel cumulato gennaio-aprile il gruppo arretra dell’8,9%, a 60.672 unità, penalizzato soprattutto dal calo di Dacia.

Toyota, includendo Lexus, immatricola 11.840 auto, in aumento del 6,3% e con una quota del 7,6%. Bmw-Mini cresce del 6,2% a 8.518 unità, mentre Mercedes accelera del 31,7% a 5.578 immatricolazioni. Hyundai-Kia registra invece 7.037 unità, in calo del 7,4%, con Hyundai in flessione del 36,3% e Kia in crescita del 25,6%.

Tra i marchi a maggiore crescita spiccano i costruttori cinesi. Byd arriva a 4.572 immatricolazioni, quasi triplicando i volumi (+171,7%) e salendo al 2,9% del mercato. Omoda/Jaecoo del gruppo Chery raggiunge 3.857 unità (+310,8%), Mg (Saic) sale del 6,6% a 5.851 immatricolazioni. Tesla resta invece su numeri contenuti, con 422 immatricolazioni ad aprile, in calo del 5,4%, pur mantenendo nel quadrimestre una crescita del 23,6%.

Migranti, la dichiarazione ‘paneuropea’ di Erevan promossa da Meloni-Starmer

Roma, 4 mag. (askanews) – Trentaquattro Paesi europei hanno firmato oggi a Erevan, nell’ambito del Vertice della Comunità Politica Europea, una dichiarazione congiunta sull’immigrazione illegale, documento promosso dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dal premier britannico Keir Starmer.

La dichiarazione è stata sottoscritta dai leader di Albania, Armenia, Austria, Belgio, Bulgaria, Croazia, Cipro, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Georgia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Malta, Moldova, Montenegro, Paesi Bassi, Macedonia del Nord, Norvegia, Polonia, Portogallo, Romania, San Marino, Serbia, Slovacchia, Svezia, Svizzera e Regno Unito.

Il testo parte da una lettura della situazione internazionale: i massicci spostamenti di popolazione in Sudan, nel Corno d’Africa e nel più ampio Medio Oriente rendono urgente una risposta coordinata.

Vengono individuate otto priorità condivise. La prima riguarda la sorveglianza e il monitoraggio: i paesi si impegnano a condividere informazioni aggiornate per garantire una risposta coordinata nelle fasi di crisi. La seconda è l’assistenza umanitaria, con interventi nei paesi di origine per contenere i flussi prima che raggiungano le frontiere europee.

Terzo punto è la cooperazione con le organizzazioni internazionali – UNHCR, OIM e Consiglio d’Europa – cui si affianca il rafforzamento della sicurezza ai confini, terrestri e marittimi.

Un punto è dedicato alla lotta alla criminalità organizzata nel settore migratorio: interventi mirati contro scafisti e trafficanti, con azioni sulle catene logistiche e uso di sanzioni. Sul fronte della governance, i firmatari concordano sulla necessità di proteggere i quadri normativi nazionali e internazionali da abusi, per garantire che le risorse raggiungano chi ne ha effettivamente bisogno.

I rimpatri vengono indicati come strumento per scoraggiare le partenze e ridurre la pressione sui sistemi di accoglienza, attraverso accordi con i paesi di origine e transito.

Auto, pesa minaccia dazi Usa al 25%, Vda chiede stop a escalation

Milano, 4 mag. (askanews) – I dazi Usa tornano a colpire l’auto europea e in Borsa il conto lo pagano soprattutto i costruttori tedeschi. Dopo la minaccia del presidente americano Donald Trump di aumentare al 25% dal 15% le tariffe su auto e camion importati dall’Unione europea, l’indice europeo auto e componentistica ha ceduto il 2,3%. Porsche, Bmw, Mercedes e Volkswagen hanno lasciato sul terreno fra il 2% e il 3% a Francoforte, mentre tra i fornitori Continental ha ceduto il 4,6%.

La nuova stretta riapre il fronte commerciale tra Washington e Bruxelles e, secondo la Vda, l’associazione dell’industria automobilistica tedesca, rappresenta “un nuovo e grave fattore di tensione nei rapporti transatlantici”. I costi di questi dazi aggiuntivi, avverte il presidente Hildegard Müller, sarebbero “enormi” per l’industria automobilistica tedesca ed europea, in una fase già molto difficile, e potrebbero ricadere anche sui consumatori americani. La Vda richiama entrambe le parti al rispetto dell’accordo commerciale raggiunto tra Ue e Stati Uniti. Questo significa, sottolinea l’associazione, che anche Bruxelles deve “finalmente attuare la propria parte” dell’intesa siglata la scorsa estate. Da qui l’appello a Washington e Bruxelles ad “allentare la tensione” e ad avviare rapidamente nuovi negoziati.

Anche Unrae, l’associazione delle Case automobilistiche estere in Italia, segue “con attenzione” le tensioni accese dalle dichiarazioni di Trump e ribadisce con il suo presidente Roberto Pietrantonio la necessità di “stabilità, apertura e regole condivise”, senza chiusure o logiche di contrapposizione.

Trump ha accusato l’Ue di non aver rispettato pienamente l’accordo raggiunto lo scorso anno con Washington, che aveva ridotto al 15% i dazi americani sulle importazioni auto europee. Il mercato penalizza in particolare i gruppi tedeschi perché sono più esposti agli Stati Uniti con modelli premium e suv ad alta marginalità esportati dall’Europa. Secondo Matthias Schmidt, analista di Schmidt Automotive citato da Reuters, nuovi dazi indebolirebbero ulteriormente la posizione dei costruttori premium tedeschi e il 2026 rischia di essere “un altro anno di profit warning”, con Audi e Porsche tra i marchi più vulnerabili per l’assenza di impianti produttivi negli Stati Uniti.

Secondo il Wall Street Journal, gli analisti di Bernstein stimano un impatto significativo sugli utili operativi se il dazio al 25% resterà in vigore per il resto del 2026 e per tutto il 2027. Per Bmw l’effetto negativo incrementale sull’Ebit automotive sarebbe pari al 12,1% nel 2026 e al 15% nel 2027. Per Mercedes il colpo sull’Ebit adjusted della divisione auto arriverebbe al 14% quest’anno e a quasi il 18% nel 2027, mentre Volkswagen vedrebbe un impatto del 9% nel 2026 e dell’11% l’anno successivo. Sempre secondo Bernstein i 10 punti percentuali aggiuntivi di dazi costerebbero ai costruttori tedeschi circa 2,6 miliardi di euro di utile operativo nel 2026, anche se i gruppi potrebbero provare a compensare parte dell’impatto con aumenti dei prezzi.

Non è escluso, tuttavia, che la nuova minaccia tariffaria rientri nelle tattica negoziale del presidente Trump. Una leva per spingere Parlamento e Consiglio Ue ad accelerare l’adozione formale della rimozione dei dazi sui beni industriali americani prevista dall’intesa con Washington.

Germania, auto contro la folla nel centro di Lipsia: morti e feriti

Roma, 4 mag. (askanews) – Un’auto si è lanciata contro la folla nel centro cittadino della città tedesca di Lipsia: almeno due morti e alcuni feriti. Lo ha riportato l’emittente locale Mdr, che cita la polizia.

Ambulanze, auto delle forze dell’ordine, mezzi dei vigili del fuoco e un elicottero sono stati visti intervenire sul luogo dell’incidente. L’incidente è avvenuto a Grimmaische Strasse, una strada commerciale che collega diversi punti di interesse con la piazza del mercato di Lipsia.

La polizia non ha ancora diffuso ulteriori dettagli a causa di quella che ha definito una “situazione dinamica”.

Le forze dell’ordine di Lipsia hanno confermato all’agenzia di stampa Reuters che ci sono stati feriti a seguito di un incidente causato da un veicolo, ma non hanno voluto fornire ulteriori dettagli.

Un Suv Volkswagen incidentato, con una persona alla guida, è stato visto attraversare a elevata velocità una zona pedonale, secondo quanto riferito dall’emittente locale Radio Leipzig. L’emittente ha citato testimoni oculari che parlano di diversi corpi presumibilmente coperti da lenzuola, oltre a un episodio di accoltellamento.

Lipsia, il prossimo 20 maggio, ospiterà la finale della Conference League di calcio.

Hormuz, su efficacia "Project Freedom" è già guerra di propaganda

Roma, 4 mag. (askanews) – A poche ore dall’annuncio del presidente Usa Donald Trump sul “Project Freedom”, l’operazione “umanitaria” con cui gli Stati Uniti intendono liberare tutte le navi bloccate nello Stretto di Hormuz guidandole verso lidi sicuri grazie allo schieramento di “cacciatorpediniere lanciamissili, 100 aerei basati a terra e in mare, piattaforme senza equipaggio multidominio e 15mila militari”, è già guerra di propaganda con Teheran sull’efficacia del piano.

Per la verità Trump aveva fatto persino intendere che l’operazione andasse a beneficio anche degli equipaggi delle navi iraniane ma Teheran non ha mostrato di gradire l’interessamento, visto che ha denunciato l’operazione come una violazione del cessate il fuoco e che il suo Comando Centrale delle Forze armate si è affrettato ad affermare che avrebbe colpito “qualsiasi forza armata straniera” che avesse tentato di avvicinarsi o entrare nello Stretto, “in particolare, l’aggressivo esercito statunitense”.

E così, tra rivendicazioni contrapposte su chi effettivamente eserciti il pieno controllo dello Stretto di Hormuz, è partito il walzer degli annunci: “Con un avvertimento fermo e rapido da parte della Marina della Repubblica Islamica, è stato impedito l’ingresso di cacciatorpediniere nemiche, americane e sioniste, nello Stretto di Hormuz”, ha esordito Teheran in una nota. Addirittura l’agenzia di stampa semi-ufficiale Fars ha scritto che una nave Usa era stata “presa di mira da un attacco missilistico dopo aver ignorato un avvertimento” e non essendo in grado di proseguire la sua rotta era “stata costretta a ritirarsi e ad allontanarsi dalla zona”.

Notizia smentita poco dopo dal Centcom, il Comando centrale unificato delle Forze armate Usa: “Nessuna nave della Marina statunitense è stata colpita. Le forze statunitensi stanno supportando il Progetto Freedom e applicando il blocco navale sui porti iraniani”. Centcom che poco dopo rilanciava affermando che “le forze americane stanno attivamente supportando gli sforzi per ripristinare il transito commerciale” nello Stretto, tanco che, “come primo passo, due navi mercantili battenti bandiera statunitense hanno attraversato con successo lo Stretto di Hormuz e ora stanno proseguendo il loro viaggio in sicurezza”.

Anche dopo queste dichiarazioni Usa è arrivata la controsmentita iraniana: “Nessuna nave mercantile o petroliera ha attraversato lo Stretto di Hormuz nelle ultime ore”, ha rimarcato una nota diffusa dall’Ufficio Relazioni Pubbliche dei Pasdaran. “Le affermazioni dei funzionari statunitensi sono infondate e palesemente false”.

Intanto, nella guerra di propaganda incrociata, una nave gestita da una compagnia sudcoreana, la “Hmm Namu”, battente bandiera di Panama, è stata realmente attaccata mentre navigava nello Stretto, e a bordo si sono verificati un’esplosione e un incendio, mentre gli Emirati Arabi Uniti hanno condannato l’attacco iraniano con due droni contro una petroliera della compagnia petrolifera nazionale Adnoc. Il tutto mentre ammontano a circa due mila le navi che restano ancora bloccate in quell’angusta via di mare.

Quirinale, Mattarella: istituzioni e diritto internazionale quotidianamente sviliti

Roma, 4 mag. (askanews) – “Attraversiamo un tornante insidioso della storia. Le istituzioni multilaterali e il diritto internazionale, posti a garanzia dell’ordine contemporaneo, sono quotidianamente sfidati quando non sviliti da comportamenti di protagonisti della vita internazionale”. Lo ha scritto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato alla presidente dell’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale – ISPI, Maria Angela Zappia, in occasione della sesta edizione del forum NEXT di Milano.

“Una situazione di permanente conflittualità e competizione – ha sottolineato il capo dello Stato – pretenderebbe di sostituirsi alla logica della cooperazione. L’uso indiscriminato della forza, resa ancor più letale dall’introduzione di tecnologie basate sull’Intelligenza Artificiale, vorrebbe divenire lo strumento ordinario di risoluzione delle controversie tra gli Stati”.

“In questo periodo, si contano nel mondo – ha osservato Mattarella – diverse decine di guerre, alcune delle quali in corso da anni, altre conflagrate di recente, con costi umani e materiali inaccettabili. Il pensiero va a tutte le popolazioni in esse coinvolte, dall’Africa al Medio Oriente fino ai confini orientali della nostra Europa”.

Tennis, Internazionali BNL d’Italia 2026: prevendita già record

Roma, 4 mag. (askanews) – Gli Internazionali BNL d’Italia registrano un dato senza precedenti già in fase di prevendita. I biglietti venduti hanno raggiunto quota 299.535, segnando un incremento dell’11% rispetto allo stesso periodo della passata edizione.

Il dato è particolarmente rilevante perché porta l’incasso complessivo già oltre il record finale del 2025, prima ancora dell’inizio del torneo.

Un risultato che conferma il trend di crescita dell’evento romano, sempre più centrale nel calendario internazionale e capace di ampliare la propria base di pubblico e ricavi con largo anticipo rispetto alla fase live.

Poste Italiane, più di 9.200 Postamat. Il servizio del TG Poste

Roma, 4 mag. (askanews) – Poste Italiane supera i 9.200 Postamat installati e continua così a contrastare la desertificazione delle aree interne del Paese. Mentre gli sportelli bancari vengono chiusi, quelli di Poste Italiane aumentano la loro distribuzione sul territorio nazionale, rappresentando un presidio per i cittadini nei servizi di tutti i giorni, 24 ore su 24: pagamento di bollettini, ricariche telefoniche, consultazione del proprio saldo e molte altre operazioni svolte in tutta sicurezza grazie alla tecnologia anti-clonazione della carta. Il servizio del TG Poste.

I Concerti nel Parco 2026, un cartellone appassionante e tre palchi

Roma, 4 mag. (askanews) – Un cartellone appassionante, sempre ricco di novità e diversità, nel segno di un’offerta culturale che fa della commistione tra generi diversi il suo punto di forza: la XXXVI edizione del Festival I Concerti nel Parco, Estate 2026 si svolgerà a Roma alla Casa del Jazz, a Frascati Villa Torlonia / Festival delle Ville Tuscolane, a Capranica (VT) “Viva Capranica ’26” Parco dell’ Acquaforte dal 1 luglio al 2 agosto ’26.

Il programma del festival,che riconferma la direzione artistica di Teresa Azzaro, si snoda su alcuni fil rouge che l’hanno ispirato e orientato.

#Anniversari Celebrazione degli anniversari di nascita, morte o altri importanti avvenimenti di artisti, autori, compositori o interpreti che hanno lasciato un segno nella storia, cultura, e nell’arte. Tra questi nel 2026, Stefano Benni, Dario Fo, Ornella Vanoni.

#Costume&Società Spettacoli che declinano in forma di spettacolo dal vivo tematiche esistenziali, del vivere comune e delle articolate e multiforme dinamiche nelle relazioni umane nella società contemporanea, che diventano poi anche materia e contenuti di opere letterarie, musicali, poetiche, visive, etc.

#International Artisti singoli o gruppi internazionali di acclarato spessore artistico e notorietà che il festival ha l’onore di avere come ospiti ricorrenti nella propria programmazione.

#TalentoGiovane2026 Giovani autori o interpreti, solisti, orchestre, compagnie di ballo che hanno già avviato un brillante percorso professionale in ambito nazionale e/o internazionale.

Tra le produzioni presentate in prima assoluta “La Misteriosa scomparsa di W “di Stefano Benni con Ambra Angiolini, coreografie di Craking Art, musiche di Durdust (01/07); “2016/2026 Cohen, Bowie, Prince, Michael” con Gabriele Coen Quartet e Giancarlo De Cataldo (03/07).

E poi altri eventi in prima nazionale o prima a Roma con nomi noti di calibro internazionale, come Yamandu Costa (07/07); Bgko Barcelona Gipsy Balkan Orchestra (19.07) Omar Sosa, Joo Kraus, Diego Pinera (02.08); e nazionale come Stefano Massini (05.07); Monica Guerritore (12.07); Danilo Rea e Martux_m (18/07); Spellbound Contemporary Ballet (23.07); Isabella Ragonese e Rodrigo D’Erasmo (25.07); Jacopo Fo con la Compagnia Fo Rame (31.07); Peppe Servillo, Javier Girotto, Natalio Magalavite (22/07 – Frascati).

Sempre grande spazio ai giovani solisti e orchestre di grande talento quali Agnese Valle, Solomeo Open Combo Wind Orchestra, l’Orchestra Papillon ed il collettivo di arti scenografiche e visual Craking Art.

Il festival avrà un’anteprima domenica 28 giugno al Parco dell’Acquaforte di Capranica per “Viva Capranica ’26”, con 2012/2026 Cohen, Bowie, Prince, Michael Gratitude, in cui, a dieci anni dalla scomparsa di quattro figure cardine della cultura e del pop di tutti i tempi, GABRIELE COEN QUARTET e GIANCARLO DE CATALDO li omaggiano con uno spettacolo multidisciplinare che intreccia alcune trascrizioni dei loro brani più iconici e narrazione d’autore attraverso un testo creato per l’occasione da Giancarlo De Cataldo

Lo spettacolo sarà replicato Venerdì 3 luglio, in prima a Roma, alla Casa del Jazz.

La manifestazione inaugura mercoledì 1 luglio, data unica a Roma, con LA MISTERIOSA SCOMPARSA DI W di STEFANO BENNI, ad un anno dalla morte del scrittore, uno spettacolo dal forte imprinting ambientalista, con le musiche di DARDUST e le coreografie di CRAKING ART che AMBRA ANGIOLINI, regista e protagonista, definisce un “soliloquio di gruppo, tragicomico, buffo e amaro…”, uno show esperienziale dove nessuno verrà solo per sedersi e guardare ma per scoprire che l’artificiale non esiste e tornare ad essere “noi” è l’unico artificio possibile.

Domenica 5 luglio ancora una prima a Roma, LA RICERCA DELLA FELICITA’ di e con STEFANO MASSINI e le musiche di Luca Roccia Baldini, un viaggio emozionante e pieno di ironia fra storie, racconti e testimonianze, in cui l’autore ci strascina n un vortice irresistibile fino all’incredibile constatazione che oggi siamo tutti ostaggi di un dovere categorico: essere per forza, a tutti gli effetti, sempre felici.

Martedì 7 luglio, unica data a Roma un evento realizzato in collaborazione con il Festival di Solomeo che schiera accanto a YAMANDU COSTA la Solomeo Open Combo Orchestra e nel solco delle collaborazioni che il chitarrista di fama mondiale intrattiene con organici di fiati di diversi tipologie. Il programma spazierà da autori latinoamericani come Arturo Marquez Chico Buarque, Joao Gilberto, Caetano Veloso, Maria Bêtania a composizioni delle stesso Yamandu Costa, adattate per l’occasione da Andrea Angeloni, in veste anche di direttore.

Sabato 11 luglio L’ORCHESTRAèPOP. Grandi compositori e cantautori per Orchestra Sinfonica: in prima assoluta la giovane compositrice, cantante e clarinettista AGNESE VALLE accompagnata dall’ORCHESTRA PAPILLON, orchestra in residenza del festival, proporrà un programma eclettico in cui convivono autori pop come Dalla, De Gregori e Battiato, insieme alle sue stesse composizioni, accostati a figure centrali del Novecento quali Khachaturian, Shostakovich e Piazzolla. Un percorso musicale che intreccia mondi diversi ma affini, uniti da una comune ispirazione: i temi folkloristici e popolari delle rispettive terre d’origine, riletti in una chiave orchestrale contemporanea e originale.

Domenica 12 luglio MENTRE RUBAVO LA VITA… uno spettacolo folle e commovente su testi di Alda Merini che unisce sul palco due artisti come MONICA GUERRITORE e GIOVANNI NUTI. La Guerritore, che per la prima volta si cimenta con i testi della Merini, di lei dice ” Nessuna donna resta indifferente davanti alla forza, all’energia libera, vitale, colorata, sensuale di Alda Merini e Giovanni Nuti, imprescindibile riferimento musicale della Merini che di lui parlava come di “matrimonio artistico”, reciteranno e canteranno, accompagnati da una band di cinque elementi, gli appassionati, dolorosi e ironici versi della grande poetessa.

Domenica 18 luglio SAKAMOTO & ME a Villa Torlonia a Frascati nell’ambito dell’Estate delle Ville Tuscolane ’26″ organizzato in collaborazione con il Comune di Frascati, è un omaggio di DANILO REA e MARTUX_m, tra acustica ed elettronica, alle colonne sonore immortali del grande compositore giapponese, arricchito da composizioni originali Un progetto, tra memoria e innovazione che rivisita la musica di Sakamoto, artista capace di fondere l’eleganza di Debussy, la sensualità di Puccini con la visionarietà della musica giapponese.

Lunedì 19 luglio la prima italiana del tour europeo della BGKO BARCELONA GIPSY BALKAN ORCHESTRA, ensemble dal sound travolgente e contemporaneo che deriva dall’appassionata e inarrestabile esplorazione dei suoni e dei timbri della musica rom, klezmer, balkan e mediterranea, inteso come un insieme di tradizioni musicali e culture multietniche che va oltre ogni confine geografico.

Mercoledì 22 luglio a Villa Torlonia a Frascati in collaborazione con Estate delle Ville Tuscolane L’ANNO CHE VERRA’ Le canzoni di Lucio Dalla, un progetto dedicato a Lucio Dalla, che propone una rilettura molto riuscita di PEPPE SERVILLO, delle più belle canzoni del cantautore bolognese, con il supporto di altri due grandi interpreti quali JAVIER GIROTTO e NATALIO MANGALAVITE. Il trio, affinatosi nel corso di ripetute collaborazioni, ha forgiato uno stile unico in cui convivono improvvisazione, elementi jazz e puro istinto musicale.

Giovedi 23 luglio, appuntamento annuale con la danza del festival, VIVALDIANA, una coproduzione di SPELLBOUND CONTEMPORARY BALLET con Les Théatres de la Ville Luxembourg che nasce dall’idea di una rielaborazione dell’universo musicale di Vivaldi declinato in coreografie che esaltano alcune caratteristiche della sua personalità ribelle e fuori dagli schemi. Da questa suggestione è partito il coreografo Mauro Astolfi per tradurre in movimento alcune creazioni di Vivaldi e raccontarne il talento e la capacità di reinventare, nella sua epoca, la musica barocca.

Sabato 25 luglio GLI AMORI DIFFICILI di Italo Calvino, uno spettacolo in cui, attraverso la toccante l’interpretazione di una fuoriclasse come ISABELLA RAGONESE, i visionari paesaggi sonori di RODRIGO D’ERASMO, le immagini dal film “Million Dar Mermald” di Ester Williams si declinano i racconti omonimi scritti dal giovane Calvino tra 1949 e il 1967 come un mosaico di vite e sentimenti, svelando le molteplici sfaccettature della femminilità in una relazione amorosa.

Sabato 25 luglio al Parco dell’Acquaforte a Capranica per la prima volta IL FUOCO CHE TI PORTI DENTRO, uno spettacolo su testo di Antonio Franchini, tra ironia tagliente e lampi di tragedia che racconta Angela, una donna capace di incarnare gli eccessi, le contraddizioni, le ferite di una intera generazione. A dare voce a questo ritratto indimenticabile è PEPPE SERVILLO che intreccia la lettura al canto, accompagnato dalla chitarra di Cristiano Califano.

Sabato 31 luglio in occasione delle Celebrazioni per il 100° anniversario dalla nascita di Dario Fo programmate dalla Fondazione Fo Rame sotto il Patrocino del Ministero della Cultura, JACOPO FO RACCONTA LE CANZONI DI DARIO FO spettacolo in cui JACOPO FO ripercorre, narrandole e cantandole, le tappe della ricerca musicale del padre. Questa prima a Roma per I Concerti nel Parco a Casa del Jazz sarà valorizzata dalla partecipazione di ospiti speciali, volti noti del mondo dello spettacolo e della cultura italiani, suoi grandi ammiratori o a lui vicini per sponde culturali e orizzonti condivisi anche se in contesti e tempi diversi.

Grande chiusura domenica 2 agosto in prima italiana con OMAR SOSA e il suo nuovo progetto in Trio VIBE FACTOR, con due importanti musicisti jazz e word della scena europea, Diego Piñera alla batteria e percussioni e Joo Kraus alla tromba, voce ed effetti: strumenti elettronici, un pianoforte a coda, tamburi e poliritmi uruguaiani, ritmi hip hop e un viaggio nella musica latinoamericana del Brasile e dell’Uruguay, il tutto permeato da un suono creativo ed energia contagiosa.

Il festival I Concerti nel Parco, Estate 2026, è realizzato in partnership con BCC Roma.

La manifestazione è sostenuta dal MiC Ministero della Cultura Direzione Generale Spettacolo e si è in attesa dei risultati della graduatoria FURS 2026/2028 anno 2026 della Regione Lazio Direzione Generale Cultura e Lazio Creativo.

L’iniziativa inoltre è promossa e sostenuta dall’ Assessorato alla Cultura di Roma Capitale in collaborazione con I Concerti nel Parco ETS e con il supporto di Zétema Progetto Cultura. Gli spettacoli realizzati a Frascati per ‘Estate delle Ville Tuscolane 2026’ e a Capranica (VT) per “Viva Capranica ’26” sono realizzate in collaborazione con i Comune di Frascati e Capranica.

Tennis, Cobolli: giochiamo per il Paese, un onore la maglia azzurra

Roma, 4 mag. (askanews) – “Noi di base giochiamo per il nostro Paese, quasi sempre, questo è uno sport singolo ma noi giochiamo per il Paese, non solo alla Coppa Davis; io quando vesto la maglia della Nazionale mi sento onorato, sento l’appartenenza e sono felice di farlo vedere”.

Così Flavio Cobolli, tra i tennisti e le tenniste azzurre ricevuti dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Quirinale. Il capo dello Stato ha incontrato le Nazionali vincitrici della Billie Jean King Cup e della Coppa Davis nel 2025 e Cobollo ha parlato durante l’incontro, in rappresentanza

della squadra vincitrice della Davis.

“Noi sentiamo sempre l’affetto di tutti voi – ha aggiunto – è un onore giocare per la Nazionale, qui al Foro Italico, è sempre bello mettere la maglia azzurra e ricevere così tanto affetto dai tifosi italiani, stiamo vivendo un momento incredibile, spero sia solo un punto di partenza e che possa andare sempre meglio”.

Tensioni Usa-Germania, media: Washington si prepara a ritirare 5.000 soldati americani da Grafenwöhr

Roma, 4 mag. (askanews) – Le tensioni tra Washington e Berlino iniziano a tradursi in mosse concrete sul piano materiale. Dopo le recenti frizioni tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il cancelliere tedesco Friedrich Merz, gli Usa si preparano a ritirare 5.000 soldati dal poligono di Grafenwöhr, in Baviera. A riferirlo è Bild, secondo cui il contingente interessato sarebbe la brigata Stryker di stanza a Vilseck, nell’Alto Palatinato.

In Germania sono attualmente stanziati circa 40.000 militari statunitensi. A Grafenwöhr operano circa 16.000 soldati in rotazione per le esercitazioni, mentre a Vilseck se ne contano 10.000. Il sito bavarese è in tal senso il più grande centro di addestramento dell’esercito Usa al di fuori del territorio americano. Difatti, nell’area dell’Alto Palatinato vivono oltre 30.000 cittadini statunitensi, tra militari, familiari e personale civile.

Il ritiro riguarderà anche le famiglie e dovrebbe essere completato entro un periodo compreso tra sei e dodici mesi, come indicato dal portavoce del Pentagono Sean Parnell. La decisione avrà un impatto rilevante su Vilseck, cittadina di circa 6.500 abitanti, dove la presenza americana rappresenta un pilastro economico in una delle aree più deboli della Baviera. Negli ultimi anni gli Stati Uniti hanno investito in modo significativo nella zona.

I militari e le loro famiglie vivono anche nel distretto di Amberg-Sulzbach e nella città di Amberg. Di recente sono state costruite 49 abitazioni per un valore di 20 milioni di euro e altre 36 sono attualmente in costruzione. Le fonti precisano che non è al momento ancora chiaro se questi progetti verranno portati avanti o meno.In ogni caso, la base non sarà comunque chiusa: dopo il ritiro resteranno tra i 5.000 e gli 8.000 soldati. Un piano analogo era già stato annunciato nel 2020, ma venne sospeso dopo la sconfitta elettorale di Trump contro Joe Biden. Secondo fonti civili statunitensi citate dalla Bild, la riduzione della presenza militare potrebbe indebolire il fianco orientale della Nato, privandolo anche di figure chiave come comandanti di carri armati, specialisti d’armamenti e piloti.

Tennis, le azzurre e gli azzurri ricevuti al Quirinale da Mattarella

Roma, 4 mag. (askanews) – Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha incontrato al quirinale le Nazionali italiane di tennis femminile e maschile, vincitrici della Billie Jean King Cup e della Coppa Davis nel 2025. “Un onore e un privilegio rappresentare la Nazionale e portare il nostro Tricolore nel mondo” ha detto Elisabetta Cocciaretto, in rappresentanza della nazionale italiana femminile, rivolgendosi al capo dello Stato. “Signor presidente, è un’emozione forte essere ricevuti qui al Quirinale – ha sottolineato Flavio Cobolli, in rappresentanza della squadra italiana vincitrice della Coppa Davis -. Questo non è solo un incontro, ma il riconoscimento di avere il nostro Paese vicino. Alla Coppa Davis non siamo mai da soli – ha aggiunto il tennista azzurro – c’è un Paese intero che ci guarda e nei momenti decisivi questo fa la differenza”. Al termine degli interventi, Cobolli e Cocciaretto hanno regalato al presidente Mattarella le due Coppe. Presente, tra gli altri, il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio.