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Caso Almasri, Schlein: Meloni venga a rispondere in Parlamento. Flash mob di Avs a Palazzo Chigi

Roma, 23 gen. (askanews) – “Giorgia Meloni deve venire a rispondere in Aula”. Elly Schlein, parlando con i giornalisti alla Camera, torna a chiedere che la presidente del Consiglio riferisca in Parlamento sulla vicenda Almasri. “In questa pessima vicenda – ha aggiunto la segretaria del Pd – non è possibile che non ci fosse un coinvolgimento diretto di palazzo Chigi”.

Dunque, Meloni “smetta di nascondersi dietro i suoi ministri, si prenda la responsabilità di venire a chiarire quello che è accaduto e perché lei che aveva dichiarato guerra ai trafficanti di esseri umani ha lasciato che ne fosse rilasciato uno e fosse rimandato direttamente in Libia su aereo italiano”.

Le proteste delle opposizioni per il rilascio del capo della polizia giudiziaria libica, contro cui pende un mandato d’arresto della Corte penale internazionale per crimini contro l’umanità, non accennano a spegnersi. “Attendiamo le dimissioni del ministro Nordio che ha mentito al paese, le questioni legate agli errori procedurali erano solo un alibi per consentire al trafficante di esseri umani, torturatore, stupratore e comandante libico” AlMasri “di essere liberato e addirittura di essere accompagnato con un aereo di Stato”: ha affermato Angelo Bonelli, co-portavoce di Europa Verde e deputato di Avs, nel corso di un flash mob del partito davanti Palazzo Chigi per protestare contro il governo per il rilascio di Najem Osama Almasri, arrestato domenica su mandato della Corte penale internazionalec e riportato l’altro ieri in Libia su un aereo dell’Aeronautica militare perché l’arresto, a causa di un vizio nell’applicazione delle norme, non era stato convalidato. Il libico era stato quindi espulso con un provvedimento proprio del Ministro dell’Interno.

“Siamo di fronte a una vergogna di Stato, il nostro governo umilia l’Italia di fronte al mondo e al diritto internazionale – ha sottolineato dal canto suo Nicola Fratoianni, leader di Sinistra italiana e deputato Avs -, abbiamo prima scarcerato poi riaccompagnato col volo di Stato un torturatore, un assassino, un criminale di guerra, accusato di crimini contro l’umanità nell’aeroporto costruito utilizzando i migranti in schiavitù e la costruzione di quell’aeroporto è proprio uno dei capi d’accusa che pendono sulla testa di Almarsi. Questa vergogna non può rimanere impunita, non se la caveranno con la storiella del cavillo, il cavillo non esiste, il cavillo ha un altro nome: si chiama complicità”.

Tra i cartelli esposti dagli esponenti di Avs si legge “Il boia nell’aereo di Stato” e “Il governo Meloni libera un torturatrore e uno stupratore”.

Giovani talenti sfidano futuro con discipline Stem e robotica

Roma, 23 gen. – “Abbiamo ospitato con gioia ed entusiasmo 200 appassionati studenti provenienti da 16 istituti scolastici di Campania, Lazio, Molise e Puglia. Una manifestazione internazionale di Stem e robotica che favorisce l’apprendimento di queste discipline attraverso esperienze dirette, creative e giocose di ‘problem solving’, progettazione, programmazione, realizzando anche prototipi robotizzati intelligenti con set motorizzati Lego. I progetti presentati riguardano tematiche scientifiche di grande impatto sociale, ambientale e tecnologico, che guidano la nostra missione scientifica, didattica e umana, e l’interazione con gli studenti partecipanti avvenuta anche attraverso eventi culturali preventivi ancillari al tema della competizione (l’esplorazione degli oceani, i suoi ecosistemi e potenzialit). Preziosa anche la partecipazione della Scuola di Robotica di Genova”. Lo ha dichiarato Laura Celentano, professore di Automatica e promotrice dell’iniziativa, nel corso della tappa partenopea della ‘First Lego League Challenge’ la gara di Stem e robotica per studenti dai 9 ai 16 anni, ospitata dalla Scuola Politecnica e delle Scienze di Base dell’Universit degli Studi di Napoli “Federico II.”. Una competizione che spinge i giovani partecipanti a confrontarsi con le tematiche del presente come sottolineato da Andrea Prota, presidente della Scuola Politecnica e delle Scienze di Base: “Attraverso la First Lego League possibile promuovere un investimento per il futuro dei ragazzi che iniziano a frequentare gli spazi universitari, noi li aiutiamo a capire quale possa essere la loro vera vocazione. La nostra ‘Scuola’ mette insieme le diverse discipline di base con ingegneria e architettura. Una contaminazione essenziale per creare profili trasversali e multidisciplinari e questa esperienza emblematica in questo senso”. Secondo Alfonso William Mauro, professore di Fisica Tecnica Industriale e coordinatore della commissione di orientamento della Scuola Politecnica: “I ragazzi portano una straordinaria energia grazie a questa challenge. Siamo contenti di promuovere queste iniziative offrendo qualcosa di nuovo al territorio. Vedere questi giovani entrare con scatole piene di giochi per partecipare alla gara motivo di grande emozione. Costruiscono un’idea attraverso un prototipo che deve essere in grado di affrontare e vincere una sfida che abbia un risvolto sociale, ambientale, economico. Pensare di stimolare giovanissimi verso un interesse che magari non sar il loro futuro ma li fa affacciare alle sfide attuali un grande risultato”. Oltre 200 i partecipanti che hanno animato la tappa napoletana della First Lego League Challenge provenienti da 16 istituti del Sud. La giornata della competizione ha previsto brevi interventi di orientamento agli studi di Architettura, Ingegneria, Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali. I giudici e gli arbitri della competizione sono volontari appartenenti al personale docente di tutta la SPSB e rappresentanti autorevoli del mondo della scienza e dell’istruzione (ing. Piera Levi-Montalcini e prof.ssa Anna Brancaccio). Ad aggiudicarsi il tagliando per la finalissima di Genova sono state le squadre Beebots del Liceo “G.B. Grassi” di Latina, vincitore della challenge (Dieci giovani studenti dal primo liceo al quarto scientifico ordinario, sportivo e matematica. Uno dei coach fa il quinto anno di liceo, ha iniziato a studiare alle medie robotica). Sul podio la squadra Fore de Capu (formata da studenti di Lecce e provincia, molto affiatati tra loro) e il team dell’istituto comprensivo A. Gemelli di Sant’Agnello, in provincia di Napoli (Il docente stato un grande motivatore, ha fatto crescere la loro curiosit, curandola come un ‘lievito madre’). La robotica stata affrontata in maniera consapevole ma anche giocosa. L’interesse si alimentato traendo forza ed energia dai feedback positivi e dall’entusiasmo che si trasmettevano l’un l’altro. A scuola si respira aria Stem. Soprattutto non c’ demonizzazione delle discipline scientifiche!). Per la prima volta nella challenge internazionale stato assegnato anche il premio ‘Girls in science’ (la composizione della squadra ed il contributo scientifico e tecnologico al progetto presentato da questo team sono stati prevalentemente al femminile), vinto dal team dell’ISIS Rosario Livatino di Napoli. La First Lego League Challenge si conferma un appuntamento che va oltre la semplice competizione: un momento di crescita, ispirazione e orientamento per i giovani, che vengono spinti a sviluppare competenze tecniche e soft skills, fondamentali per affrontare il futuro. Un passo importante per avvicinare le nuove generazioni alle sfide del presente, promuovendo la passione per la scienza

Al via l’anno giudiziario, è scontro tra politica e magistratura

Milano, 23 gen. (askanews) – Da un lato, il governo che preme sul pedale dell’acceleratore sulla separazione delle carriere e, come assicurato dal ministro Carlo Nordio, punta a portare a casa l’approvazione definitiva della riforma costituzionale in prima e seconda lettura da parte di Camera e Senato “entro l’estate”. Dall’altro lato, i magistrati che alzano le barricate contro una riforma che “non risponde ad alcuna esigenza di miglioramento del servizio giustizia, ma determina l’isolamento del pubblico ministero” con “il concreto rischio del suo assoggettamento al potere esecutivo”. L’anno giudiziario 2025 si apre in uno dei momenti più duri dello scontro tra politica e magistratura.

Dopo il via libera, in prima lettura, dell’aula di Montecitorio alla riforma che introduce la separazione delle carriere tra magistratura inquirente e giudicante, le toghe sono sul piede di guerra. Il comitato direttivo centrale dell’Anm, dopo l’assemblea straordinaria del 15 dicembre scorso, ha proclamato una serie di iniziative di protesta che avranno il loro culmine proprio durante le celebrazioni per l’inaugurazione dell’anno giudiaziario.

La cerimonia più importante è quella prevista domani, venerdì 24 gennaio, in Corte di Cassazione alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e delle più alte carico dello Stato e delle istituzioni. Ma il giorno più “caldo” sarà sabato, giorno delle cerimonie nelle 26 Corti d’Appello. Il clima si preannuncia “bollente” soprattutto a Napoli, dove sarà presente il ministro Nordio. Non appena il Guardasigilli prenderà la parola sul palco, i magistrati napoletani “con toga indosso e copia della Costituzione alla mano” abbandoneranno l’aula “in forma composta”. La stessa forma protesta sarà replicata in tutti i distretti italiani: toghe fuori dall’aula durante l’intervento del rappresentante del governo.

Non è tutto. I magistrati si presenteranno all’inaugurazione dell’anno giudiziario indossando la toga e una coccarda tricolore. Prima dell’inizio della cerimonia le toghe si riunitanno all’esterno “mostrando cartelli” con “frasi tratte da un testo significativo sul valore della Costituzione”. Sul palco saliranno anche i rappresentanti territoriali dell’Anm che prenderanno la parola “illustrando le ragioni della protesta e della presenza in toga”. Infine, lunedì 27, tutti i magistrati italiani incroceranno le braccia per una giornata di sciopero contro la separazione delle carriere.

Una forma di protesta che “non può far rimanere silenti”, attacca il Consiglio Nazionale Forense. Che se da un lato “prende atto della decisione dell’Associazione Nazionale Magistrati di voler abbandonare l’aula prima dell’intervento del Ministro della Giustizia e dei suoi rappresentanti in occasione delle cerimonie di inaugurazione dell’anno giudiziario”, dall’altro “intende richiamare al rispetto di quegli stessi valori costituzionali che formano condivisione – e non contrapposizione – con la magistratura, e specificamente il principio di eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, che è caposaldo anche dei principi di autonomia e indipendenza della magistratura”.

Almasri, Schlein: Meloni venga a rispondere in Parlamento

Roma, 23 gen. (askanews) – “Giorgia Meloni deve venire a rispondere in Aula”. Elly Schlein, parlando con i giornalisti alla Camera, torna a chiedere che la presidente del Consiglio riferisca in Parlamento sulla vicenda Almasri. “In questa pessima vicenda – ha aggiunto la segretaria del Pd – non è possibile che non ci fosse un coinvolgimento diretto di palazzo Chigi”.

Dunque, Meloni “smetta di nascondersi dietro i suoi ministri, si prenda la responsabilità di venire a chiarire quello che è accaduto e perché lei che aveva dichiarato guerra ai trafficanti di esseri umani ha lasciato che ne fosse rilasciato uno e fosse rimandato direttamente in Libia su aereo italiano”.

Rutte: se Ucraina perdesse, alla Nato costerebbe "trilioni"

Milano, 23 gen. (askanews) – “Se l’Ucraina perdesse, allora ripristinare di nuovo la deterrenza della NATO, avrà un prezzo molto, molto più alto di quello che state contemplando in questo momento in termini di spesa, di aumento della nostra spesa e aumento della nostra industria della difesa”. Da Davos il segretario generale della NATO Mark Rutte ha avvertito che una vittoria russa sull’Ucraina costerebbe carissima e comprometterebbe la forza dissuasiva dell’alleanza militare che lo scorso hanno ha compiuto 75 anni e resta la più grande e di maggior successo al mondo. Ripristinarne la credibilità potrebbe voler dire migliaia di miliardi da spendere in più: cifre enormi rispetto a quanto si chiede ora di contribuire e persino rispetto agli aumenti di spesa che ogni giorno diventano più urgenti. “Ciò significherebbe che nell’Alleanza non si parlerà di un 3% (ossia di un moderato aumento) rispetto agli attuali impegni di spesa assunti all’interno della NATO; qualunque sarà l’esito esatto di quel dibattito, non si tratterà di miliardi in più, ma di trilioni in più”, ha aggiunto Rutte al World Economic Forum, in Svizzera, da dove il segretario generale ha accolto bene le ultime dichiarazioni di Donald Trump di imporre più sanzioni alla Russia, definendosi “molto, molto contento” della posizione di Trump. “Sappiamo che l’economia russa sta andando terribilmente male, e le sanzioni aiuteranno” ha dichiarato alla Cnbc a margine del forum.

L’Alleanza in questi mesi si è rafforzata lungo il fianco orientale, dispiegando migliaia di truppe e di equipaggiamenti per dissuadere Mosca dall’espandere la sua guerra in Ucraina nel territorio di uno qualsiasi dei 32 Paesi membri. Inoltre grazie a una decisone a livello politico maturata in occasione del summit NATO di Vilnius del 2023 – al fine di consentire al SACEUR (Comandante Supremo Alleato in Europa, generale Chris Cavoli) di disporre di forze prontamente impiegabili (in tutti i domini) – ha creato la Allied Reaction Force, che l’Italia si è offerta di assumere e portare a piena capacità operativa, come ha sottolineato lo stesso Cavoli, pochi giorni fa a Bruxelles.

La Nato in questi anni ha inoltre accolto due ex campioni del non allineamento: Finlandia e Svezia. E oggi Rutte ha insistito sul fatto che i sostenitori occidentali di Kiev devono “intensificare e non ridurre il sostegno” che stanno fornendo al paese, quasi tre anni dopo l’inizio dell’invasione russa.

Rutte ha parlato in tre contesti principali: una colazione “ucraina” a inizio della mattina; un’intervista alla tv americana Cnbc e una sessione plenaria con il giornasta e tech star Nicholas Thompson, ceo di The Atlantic. Rispondendo proprio a lui ha detto: “Penso che Donald Trump abbia ragione sul fatto che non stiamo spendendo abbastanza. E comunque, dobbiamo trovare un equilibrio con quanto spendono gli Stati Uniti, ma in particolare qui, dobbiamo guardare alla base industriale. Quindi, cosa produce la nostra industria della difesa, e cosa non produce abbastanza. Ma anche in termini di innovazione, siamo troppo lenti nell’innovazione”.

Nelle battute alla Cnbc Rutte ha espresso la speranza che ora anche l’Europa “intensificherà” le sanzioni nel tentativo di “strozzare l’economia russa” e ridurre i proventi di guerra di Mosca. “Trump ha ragione, l’Ucraina è più vicina all’Europa, ma Trump ha anche ragione nel dire che si tratta di un conflitto geopolitico, quindi sono sicuro che gli Stati Uniti vogliono che finisca con un accordo buono e forte”, ha aggiunto Rutte. Poco prima, durante la “colazione ucraina”, il segretario generale aveva fatto notare che ridurre gli aiuti a Kiev sarebbe “un errore geopolitico”. E proprio in quel contesto, in quella colazione informale, trasmessa in diretta streaming, una posizione particolarmente forte è stata espressa dalla Polonia, in maniera bipartisan, sia il presidente polacco Andrzej Duda, sia dal ministro degli Esteri Radoslaw Sikorski. “Non voglio supplicare Vladimir Putin di sedersi al tavolo. Voglio che Vladimir Putin ci supplichi, supplichi l’Ucraina, supplichi gli alleati dell’Ucraina di sedersi al tavolo e di parlare di come porre fine a questa guerra e di come risolvere tutti i problemi che abbiamo intorno e sono pienamente d’accordo con il Segretario Generale (della Nato), con Mark Rutte: questo non è un conflitto locale, ma globale e richiede una soluzione globale”, ha detto il presidente della Polonia, in un discorso evidentemente molto sentito. “Questo non è il Putin che (Donald) Trump ha conosciuto nel suo primo mandato. Io penso che Putin debba guadagnarsi il summit (l’incontro con Trump)”. Lo ha detto il ministro degli Esteri polacco Radoslaw Sikorski.

Peraltro Duda senza nominarlo ha fatto riferimento a un articolo uscito a 10 giorni dall’inizio della invasione russa dell’Ucraina, della ex eminenza grigia del Cremlino Vladislav Surkov. Designato da Mosca come mente del separatismo del Donbass, il 14 febbraio 2022 Surkov pubblicava un articolo “Il nebbioso futuro del mondo osceno” in cui sconfessava anche il trattato di Brest-Litovsk, del 1918, a causa del quale Mosca “ha abbandonato i vasti territori degli Stati baltici, della Bielorussia e dell’Ucraina che in precedenza le appartenevano” e concludeva “ed è impensabile che la Russia rimanga entro i confini di un mondo osceno”. Duda sembra non aver dienticato quel testo: “Ora sto pensando – ha detto oggi a Davos – ai paesi dell’Europa centrale, in particolare a quei paesi che sono stati per anni dietro la cortina di ferro nella zona di influenza sovietica e come sapete molto bene, alcuni consiglieri di Vladimir Putin a volte hanno detto che questa è una vera zona di influenza russa, anche ora, e questo è il diritto della Russia di avere le sue influenze in quella parte d’Europa e anche in quella parte di Unione Europea”. Il presidente polacco ha poi aggiunto: “Se si guarda all’aggressione russa contro l’Ucraina, se si guarda al linguaggio che hanno al Cremlino, nelle élite russe, se si guarda la TV russa, se si vede la quantità e le tonnellate di propaganda russa, si vede qual è il vero problema e qual è la vera soluzione per quella situazione”. (di Cristina Giuliano)

Auto, Ue studia schema incentivi sulle elettriche, Trump li rottama

Roma, 23 gen. (askanews) – All’opposto di quanto sta facendo Donald Trump negli Usa, che ha smantellato gli “incentivi ingiusti” a favore delle auto elettriche, la Commissione europea sta studiando un possibile schema di sussidi agli acquisti di veicoli elettrici in Europa. Lo ha riferito la vicepresidente della Commissione, la spagnola Teresa Ribera, in una intervista al Financial Times.

I tecnici della Ue devono ancora valutate le opzioni per un eventuale schema di questo tipo. “Ha senso studiare come potremmo (agire) in chiave pan-europea per facilitare delle misure, piuttosto che tramite schemi nazionali”, ha affermato.

Uno dei problemi di questo eventuale schema sarebbe quello di evitare che alla fine si risolva con aiuti a favore di auto elettriche cinesi. Perché la stessa Ribera ha dovuto riconoscere che c’è una “complicazione” dovuta al disallineamento tra quelli che sono gli obiettivi di elettrificazione della Ue e le effettive capacità dei marchi europei di assicurare produzioni adeguate in termini qualitativi e quantitativi.

Ribera ha peraltro ribadito la sua ostilità all’ipotesi di rinviare il termine del 2035, fissato dalle politiche europee per la messa al bando sulla produzione di auto con propulsori endotermici.

Il tutto contrasta in maniera stridente ora con la svolta operata dagli Stati Uniti da Trump. Al suo primo giorno di insediamento alla Casa Bianca, dopo aver ordinato la cessazione delle politiche per il passaggio all’elettrico, ha detto chiaro ai suoi concittadini: “potrete tornare ad acquistare le auto che preferite”, senza vincoli, quindi, verso propulsori elettrici o sistemi ibridi.

Netanyahu: Elon Musk è "un grande amico di Israele"

Roma, 23 gen. (askanews) – Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha pubblicato su X un messaggio di sostegno a Elon Musk, accusato di aver fatto il saluto nazista fatto nel giorno del giuramento del nuovo presidente americano Donald Trump. Musk “viene falsamente diffamato”, ha scritto Netanyahu, definendo il proprietario di X, Space X e Tesla “un grande amico di Israele”.

“Ha visitato Israele dopo il massacro del 7 ottobre, quando i terroristi di Hamas hanno commesso la peggiore atrocità contro il popolo ebraico dall’Olocausto – ha ricordato il premier – da allora ha ripetutamente e con forza sostenuto il diritto di Israele a difendersi dai terroristi e dai regimi genocidari che cercano di annientare l’unico e solo stato ebraico. Lo ringrazio per questo”. “Grazie”, è stata la risposta di Musk su X.

Calcio, Deloitte: Real supera 1 mld ricavi, Milan 13esimo primo italiano

Milano, 23 gen. (askanews) – I primi 20 club di calcio per fatturato a livello mondiale hanno realizzato complessivamente la cifra record di 11,2 miliardi di euro nella stagione 2023/24, in crescita del 6% rispetto alla precedente stagione. Lo sottolinea la 28esima edizione della Football Money League, pubblicata da Deloitte Sports Business Group. Il Real Madrid è diventata la prima società a superare il miliardo di euro di entrate in una sola stagione, assicurandosi la vetta della classifica. Seguono Manchester City (838 mln), Paris Saint-Germain (806 mln), Manchester United (771 mln) e Bayern Monaco (765 mln).

Il Milan, prima squadra italiana per fatturato (397,6 mln), occupa la 13esima posizione, in linea con lo scorso anno. Anche l’Inter, che ha registrato 391 milioni di fatturato, rimane stabile al 14esimo posto della top 20, mentre la Juventus (355,7 mln) è scesa dall’11esimo al 16esimo posto, soprattutto a causa della mancata partecipazione alle coppe europee nel 2023/24.

I ricavi commerciali dei top 20 club al mondo hanno raggiunto un nuovo record a 4,9 miliardi e rappresentano la quota maggiore di fatturato per il secondo anno di fila. L’aumento del 10% rispetto all’anno precedente è stato in gran parte determinato da un aumento degli eventi dal vivo di natura non calcistica, da un miglioramento delle vendite al dettaglio e da un aumento degli introiti da sponsorizzazione.

I ricavi da matchday sono cresciuti dell’11%, confermandosi ancora una volta il flusso di entrate a maggiore crescita per i club grazie a un aumento della capacità degli stadi, ai prezzi dei biglietti e alle offerte premium per le partite. I ricavi da matchday hanno superato i 2 miliardi per la prima volta in assoluto, assorbendo il 18% dei ricavi totali, ossia la quota più alta dal 2014/15 (19%).

Non si registra invece un incremento degli introiti televisivi (4,3 mld) in quanto tutti i principali campionati hanno mantenuto gli stessi cicli di broadcast della stagione precedente. I cinque grandi campionati (Italia, Spagna, Inghilterra, Francia, Germania) vivono un periodo caratterizzato da ricavi radiotelevisivi relativamente stabili grazie a contratti nazionali di diritti TV a lungo termine, che dureranno almeno fino al 2027.

Carburanti, Commissione Senato: riallineare accise benzina-gasolio

Roma, 23 gen. (askanews) – Riallineare le accise tra benzina e gasolio nella misura di 1-2 centesimi ed utilizzare il ricavato per il trasporto pubblico locale. E’ quanto si legge nel parere dalla Commissione Finanze del Senato al dlgs accise.

Il parere della Commissione è favorevole con la condizione di “definire un tendenziale riavvicinamento, in un congruo arco di tempo e nella misura compresa tra l e 2 centesimi di euro, delle aliquote dell’accisa applicate al gasolio e alla benzina in modo da tener conto dell’impatto ambientale ed economico di ciascun prodotto, destinando le risorse al trasporto pubblico locale”.

La condizione prosegue stabilendo che “alle anzidette misure dovrà essere data attuazione, valutato il contesto di riferimento, con apposito decreto interministeriale”.

Fujifilm lancia nuova instax: “Ampliamo la fotografia istantanea”

Milano, 23 gen. (askanews) – L’analogico e il digitale insieme in una nuova fotocamera istantanea. Fujifilm ha lanciato instax WIDE Evo, che permette di realizzare immagini in formato panoramico che possono essere subito stampate. “Ibrido – ha detto ad askanews Marika Gherardi, Marketing & Communication Manager di Imaging Solution Fujifilm Italia – significa essere fotocamera e stampante per smartphone nello stesso corpo. Oggi la novit proprio un nuovo modello ibrido, il primo che dedicato al formato pi grande di stampa, il formato Wide, il pi versatile. un modello dedicato a chi vuole sperimentare con la fotografia, a ci vuole espandere la propria creativit con le fotocamere istantanee. Wide Evo si propone proprio come modello ponte perfetto tra analogico e digitale”.

Due mondi che sembrano essere sempre pi distanti, ma che nella nuova fotocamera trovano modo di dialogare proficuamente. “Presa in mano la macchina – ha aggiunto Riccardo Scotti Technical & Service di Imaging Solution Fujifilm Italia – si notano subito delle ghiere: queste ghiere sono fisiche e la nostra idea di portare la creativit nel mondo instax con queste ghiere che permettono di giocare con degli effetti creativi che vengono prima dello scatto, questo importante. Il fotografo ha modo di giocare con la fotografia, di interpretare a suo modo quello che deve essere lo scatto fotografico, ma proprio quando si sta scattando e non dopo. Questa la filosofia di instax: crediamo nell’immediatezza dello scatto, ma con questo modello Evo, oltre al formato Wide, ci permette di essere molto creativi prima dello scatto”.

Oltre alla dimensione analogica, ovviamente, c’ poi quella digitale e social: instax WIDE Evo dispone anche di strumenti e layout che permettono di condividere la fotografia che si stampata anche su Instagram. Ma il punto forte rappresentato dalla strettissima relazione con la dimensione fisica, reale verrebbe da dire, delle immagini. “Fujifilm – ha aggiunto Scotti – un’azienda che nata con le pellicole e poi passata al digitale e questo know-how lo vogliamo ovviamente portare avanti e le nuove generazioni restano stupite di fronte alla fotografia istantanea, per il fatto dell’immediatezza, ma anche per il fatto materico di avere l’oggetto”.

Al quale si associa una dimensione di relazione e di scambio che va oltre gli spazi virtuali. “Fermare l’istante, poterlo donare a se stessi e agli altri – ha concluso Marika Gherardi – un momento, una magia che solo questi prodotti possono regalare”.

Tenendo sempre presente la volont di Fujifilm di offrire ai fotografi e agli appassionati maggiore flessibilit e spazio per esprimere la creativit.

I togati del Csm contro le parole di Nordio: aprire pratica a tutela della magistratura

Milano, 23 gen. (askanews) – Con le sue “esternazioni” pronunciate ieri nella sua relazione annuale al Parlamento, il ministro della Giustizia Carlo Nordio “comportamento lesivo del prestigio e dell’indipendente esercizio della giurisdizione tali da determinare un turbamento alla credibilità della funzione giudiziaria”. A sostenerlo sono tutti i componenti togati del Csm che – insieme al componente laico Roberto Romboli – hanno depositato al comitato di presidenza la richiesta di apertura di una pratica a tutela dell’ordine giudiziario. a seguito delle esternazioni rese ieri dal ministro della Giustizia in Parlamento.

“Intervenendo in Parlamento per la relazione sullo stato della giustizia il ministro Nordio nel descrivere l’attività del pubblico ministero, ha riferito di ‘clonazioni’ di fascicoli, di indagini ‘occulte ed eterne’, di ‘disastri finanziari’ descrivendo tali condotte come prassi diffuse e condivise dalle procure della Repubblica – sottolineano i togati del Csm -. Ha poi spiegato come i pubblici ministeri siano già ‘superpoliziotti’ che godono, però, delle garanzie dei giudici proponendo così un’erronea ricostruzione dell’attività del Pm e del suo ruolo nell’attuale assetto ordinamentale”.

Esternazioni che appaiono “ancora più gravi – puntualizzano ancora i consiglieri togati del Csm – perché provenienti da uno dei titolari dell’azione disciplinare che ha l’obbligo di segnalare e perseguire le condotte che egli, con impropria e gratuita generalizzazione, pretende di attribuire alla generalità dei pubblici ministeri italiani”.

Il nuovo ordine americano e il risveglio europeo

Dopo il discorso del presidente Trump in occasione del suo giuramento a Capitol Hill, si moltiplicano le interpretazioni sia negli Stati Uniti d’America sia al di fuori di essi.

Non c’è dubbio che ci troviamo di fronte a una profonda trasformazione della tradizionale visione della democrazia americana, a seguito di un discorso che sembra voler segnare una svolta radicale sul piano istituzionale, economico e sociale degli USA.

Ci si chiede come sia stato possibile che gli americani abbiano sostenuto, per due mandati consecutivi, e in modo così plebiscitario la seconda volta, un leader politico definibile come “pregiudicato senza sanzioni”. Questo è reso possibile dalle norme che sanciscono la non perseguibilità del Presidente degli Stati Uniti. Allo stesso tempo, ci si interroga sulle cause di una sconfitta così bruciante per il Partito Democratico, rappresentato da una maggioranza di presidenti silenti durante il rito del giuramento, trasformatosi in una sorta di incoronazione del nuovo Zar d’America.

Rispondendo alle riflessioni di un caro amico, ho ricordato un saggio del sociologo tedesco Ferdinand Tönnies, “Comunità e società”, in cui distingue due forme di solidarietà: la prima, da lui definita “organica”, caratterizza i rapporti stretti e connessi tra gli attori di una comunità (come avviene probabilmente nella società americana extraurbana e rurale); la seconda, “meccanica”, è tipica delle realtà urbane, dove i legami sono frammentati e ridotti a funzioni meramente pratiche.

Con Trump, tuttavia, emerge una novità: le nuove élite pluto-tecnocratiche (ossia i più ricchi degli Stati Uniti e del mondo) non agiscono più come burattinai esterni ai politici, ma entrano direttamente nei centri di potere, assumendo ruoli rilevanti nel governo degli USA. Trump è riuscito a conquistare il voto del ceto medio e della povera gente, ma ora, di fatto, il potere è anche fisicamente nelle mani di quei personaggi in bella mostra durante il giuramento. Così, quella che era considerata la democrazia liberale per eccellenza, specie per quelli della mia generazione, ispirati negli anni Sessanta dagli ideali kennediani, si sta trasformando in una plutocrazia tecnocratica, impegnata a dominare il mondo.

Ricordo che, nel mio piccolo paese, Ficarolo (Rovigo), organizzai, all’epoca della presidenza Kennedy, il primo circolo polesano a suo nome. Ascoltare ieri il discorso della “rivincita trumpiana” mi ha colpito profondamente, rendendomi consapevole di quanto sia ormai dominante una realtà alternativa a quella che sognammo negli anni della nostra gioventù.

Questa neo-politica monroviana (“l’America agli americani”), trasformata in uno slogan – con Trump e Musk – in “Make America Great Again” (MAGA), viene sbandierata senza scrupoli anche contro gli stessi alleati occidentali. Tuttavia, rischia di diventare un boomerang per gli USA, che vedranno crescere il loro isolamento proprio tra i tradizionali partner.

Siamo testimoni del tramonto della democrazia liberale americana e del trionfo della plutocrazia tecnocratica trumpiana, che rappresenta l’ultima fase del turbo-capitalismo finanziario USA. Di fronte a questa realtà, è indispensabile una risposta unitaria dell’Europa, in difesa dei principi di democrazia e libertà.

Messa alle strette, auguriamoci che l’Unione Europea sappia ritrovare lo spirito dei suoi padri fondatori: De Gasperi, Adenauer, Monnet e Schuman. L’Europa, del resto, possiede il risparmio più grande rispetto a quello americano e competenze tecnologiche e scientifiche di altissimo livello. Tuttavia, per affrontare questa sfida, sarà necessario unificare i sistemi fiscali ed economico-finanziari, iniziando dall’applicazione, a livello europeo, della Legge Glass-Steagall e della nostra Legge bancaria del 1936, ristabilendo una netta separazione tra banche di prestito e banche di speculazione finanziaria. Solo così si potrà porre fine allo strapotere degli hedge funds anglo-caucasici/kazari, con base operativa nella City di Londra e fiscale, a tassazione zero, nello Stato del Delaware.

Purtroppo, oggi l’Unione Europea è ostaggio di 5-6 fondi speculativi che controllano al 100% banche, borse, energia, farmaceutica, telecomunicazioni e distribuzione alimentare. Ursula von der Leyen ha avuto una prima reazione efficace: è giunto il momento di pensare in modo più strategico. La “cuccagna” della difesa garantita a prezzi scontati dagli USA è terminata; è tempo di considerare nuovi interlocutori, a partire da Cina, India e i Paesi BRICS.

Superare il muro di ferro rappresentato da quei fondi speculativi non sarà facile, e richiederà l’impegno di tutti i cittadini europei interessati a difendere la democrazia e la libertà. In questo scenario, la presidente Meloni si è iscritta lodevolmente al club degli amici di Trump, dichiarando di voler svolgere un ruolo positivo di raccordo tra gli USA e l’Unione Europea. Le auguriamo ogni successo, con la speranza che l’Italia non cada nella storica e dolorosa tentazione del doppiogiochismo, già sperimentato durante le due guerre mondiali del XX secolo.

Santanchè, Conte: nuove ombre, calendarizzare subito sfiducia

Roma, 23 gen. (askanews) – “Escono nuove ombre sulla ministra Santanchè, sulla sua trasparenza, sulla vendita di Visibilia, anticipate da Report. Chiederemo la calendarizzazione immediata delle sue dimissioni, abbiamo una mozione”. Lo ha detto ai cronisti all’ingresso della Camera il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte.

“Non possiamo affondare – ha aggiunto l’ex premier – l’immagine, il prestigio, il decoro delle istituzioni. Non è pensabile che la ministra Santanchè possa promuovere l’immagine dell’Italia nel mondo e del turismo”.

Il ritorno della politica: culture e classi dirigenti per una democrazia rinnovata.

Forse riusciamo ad intravedere all’orizzonte qualche segnale di incoraggiamento e di inversione di rotta. Ovvero, un potenziale ritorno di quella politica che gli anni del populismo imperante e straripante ha sostanzialmente cancellato e rimosso. Ossia, partiti popolari, democratici e organizzati; classi dirigenti autorevoli, qualificate e rappresentative; culture politiche di riferimento e, soprattutto, una progettualità politica che non era solo il frutto della improvvisazione e della casualità. Insomma, tasselli di un mosaico che contribuivano, seppur con alti e bassi com’è naturale che sia, a qualificare la politica e la sua ‘mission’ concreta nella società.

Ora, almeno così pare, siamo nuovamente entrati in una stagione dove le storiche categorie del passato – e cioè la destra, la sinistra e il centro – ridiventano protagoniste nel confronto politico quotidiano. Certo, non possiamo fare confronti impropri e del tutto illusori con le dinamiche concrete della prima repubblica ma è indubbio che quando ritorna un dibattito serio e autorevole la sirena populista, demagogica, anti politica e qualunquista ha qualche difficoltà in più a farsi largo. Penso, nello specifico, a tutto ciò che ha caratterizzato il ruolo e la mission dei 5 stelle nel nostro paese in questi ultimi anni e, soprattutto, nel nostro sistema politico.

Ma le tre condizioni qualificanti ed indispensabili che sono necessarie per ridare qualità e sostanza alla politica contemporanea sono, ancora una volta, avere partiti democratici, radicati nel territorio ed espressione di pezzi della società; classi dirigenti che ricavano la loro legittimazione democratica dal basso e che non vengono aristocraticamente calate o cooptate dall’alto; e, infine, la riscoperta e la riattualizzazione di quelle culture che sono, e restano, fondamentali non solo per ragioni storiche ma anche, e soprattutto, per rafforzare e consolidare la qualità della nostra democrazia. Sotto questo versante il dibattito che si è aperto nell’area di Centro del nostro paese – che, come ovvio e scontato, non è riconducibile solo e soltanto a ciò che avviene nel Pd e dintorni – è di grande importanza. E questo non solo perché nel nostro paese, al di là di qualsiasi opinione, si continua “a vincere al centro “ e, sopratutto, “a governare dal centro” come diceva sempre uno degli ultimi maestri del cattolicesimo democratico italiano, Guido Bodrato. Ma perchè “la politica di centro” – per dirla con uno slogan della migliore cultura democratico cristiana – più che non la riedizione di un ennesimo partito di centro, continua ad essere di straordinaria attualità e modernità anche nella società contemporanea. “Una politica di centro”, tra l’altro, che non può essere appaltata a chi è culturalmente e politicamente estraneo ed esterno rispetto a quell’indole e a quel riferimento ideale. Ora, però, e al di là del dibattito sul futuro Centro nella politica italiana, è indubbio che la stessa prassi trasformistica ed opportunistica è destinata ad indebolirsi se non addirittura a sparire di fronte ad un ipotetico e del tutto possibile ritorno della politica. Come, al contempo, la stessa scorciatoia tecnocratica non dovrebbe più avere vita lunga se l’iniziativa politica prende il sopravvento e il tutto non viene più appaltato ai soliti e notissimi “salvatori della patria” buoni per tutte le stagioni.

Ecco perché, forse, siamo alla vigilia di una nuova fase politica nella storia democratica del nostro paese. E non può che essere incoraggiata da tutti coloro che credono nella democrazia dei partiti, nella centralità delle culture politiche e nel ruolo, sempre fondamentale e necessario, delle classi dirigenti.

Wto, Okonjo: Dazi? "Catastrofe se finiamo all’occhio per occhio"

Roma, 23 gen. (askanews) – Se l’imposizione di dazi commerciali innescasse una corsa “all’occhio per occhio” nel commercio internazionale “sarebbe una catastrofe che tutti pagherebbero caro”, a cominciare dai paesi poveri. Lo ha affermato la direttrice dell’Organizzazione mondiale del commercio (Wto), Ngozi Okonjo-Iweala, durante un dibattito sui dazi commerciali – minacciati dalla nuova amministrazione Usa di Donald Trump – durante un dibattito al World Economic Forum, a Davos, in Svizzera.

“Abbiamo visto questo film negli anni 30 e ha peggiorato la grande depressione. Poi il mondo ha capito che non era la strada da percorrere. Bisogna evitare le profezie che si auto realizzano. Perché se si va all’occhio per occhio le opinioni pubbliche cominceranno a dire ai loro politici: ‘sei l’unico che faccia la cosa giusta mentre tutti fanno quella sbagliata, perché non ti metti pure tu a fare quella sbagliata? E lì avremo le profezie che si auto realizzeranno. Sarebbe catastrofico – ha detto – e tutti pagherebbero. E i paesi poveri pagherebbero di più”.

E secondo l’economista Nigeriana, quand’anche invece di una guerra commerciale a tutto campo ci si limitasse “a dividerci in blocchi” si richierebbero comunque danni per migliaia di miliardi di dollari. “Per questo dico che possiamo usare la metodologia del Wto” per cercare di intervenire sulle dispute commerciali. “Se pensi di essere danneggiato puoi lanciare una serie di indagini e mostrarlo. E puoi richiedere consultazioni con le economie che ritieni che ti danneggino. Sono incoraggiata dalle indagini avviate da Trump – ha detto – non dico che non ne risulterà qualcosa che non ci piacerà, ma almeno si parte con un processo formale”.

Usa, Okonjo-Iweala (Wto): dazi Trump? "Evitiamo iperventilazione"

Roma, 23 gen. (askanews) – Sui dazi commerciali attesi dalla nuova amministrazione Trump “evitiamo di fare iperventilazione Prendiamo un respiro profondo”. Lo ha affermato la direttrice dell’Organizzaizone mondiale del commercio (Wto), Ngozi Okonjo-Iweala, rispondendo ad una domanda sui dazi minacciati da Donald Trump, durante un dibattito al World Economic Forum, a Davos, in Svizzera.

“I dazi sono molto facili da usare, basta firmarli, quindi vengono utilizzati piuttosto spesso per risolvere problemi che tuttavia magari non sono dovuti al commercio. Il commercio viene incolpato di tante cose, ma quando guardi ai deficit commerciali, a volte vedi che il problema non è che arrivi dal commercio – ha notato – ma degli squilibri macroeconomici”.

“A volte i consumi interni non sono adeguati, oppure non ci sono risparmi, oppure ci sono troppi risparmi. Se ci sono squilibri sui consumi che vanno risolti, anche usando i dazi possono farlo temporaneamente, riducendo il deficit, ma ci sono altre questioni che entrano in campo, come l’inflazione e la competitività, e alla fine torni al punto di prima – ha sostenuto – in cui i tuoi deficit tornano a salire. Quindi mi limito a dire dobbiamo guardare ai fondamentali e lavorare su quelli”.

Inoltre, “i dazi possono avere ricadute sui cambi valutari”, ha ricordato l’economista nigeriana. (fonte immagine: World Economic Forum).

Dombrovskis: con Trump cercare modo costruttivo per andare avanti

Roma, 23 gen. (askanews) – Come Unione europea con la nuova amministrazione Trump “certamente cercheremo di impegnarci nel dialogo per trovare un modo costruttivo per andare avanti”. Lo ha affermato il commissario europeo all’economia, Valdis Dombrovskis, in merito agli attesi nuovi dazi Usa durante un dibattito al World Economic Forum, a Davos, in Svizzera (dove oggi pomeriggio interverrà il nuovo presidente Usa).

“Ue e Usa sono alleati strategici. E specialmente nel contesto geopolitico attuale, in cui vediamo le autocrazie che mettono alla prova le regole dell’ordine globale, è importante che le democrazie lavorino insieme. Ed è con questo spirito di cooperazione che approcciamo anche la nuova amministrazione Trump. Ue e Usa – ha sottolineato Dombrovskis – fanno il 42% del Pil globale. Quindi ci sta molto in ballo anche economicamente”. (fonte immagine: World Economic Forum).

Sanremo, Francesco Gabbani: ” un luogo felice, mi sento a casa”

Milano, 24 gen. (askanews) – Francesco Gabbani torna al Festival di Sanremo per la quarta volta dopo aver vinto nel 2016 con “Amen” nella sezione nuove proposte e nel 2017 con “Occidentali’s Karma” e dopo essersi posizionato secondo nel 2020 con “Viceversa”. Un luogo che per lui casa: “Sanremo per me, a priori, una grande gioia, una grande emozione perch in un modo o nell’altro quando sono passato dal Festival ha sempre rappresentato un momento importante del mio percorso non solo artistico ma proprio esistenziale. Ho vinto prima nei Giovani poi nei Big, sono arrivato secondo nell’ultima partecipazione del 2020 con Viceversa, quindi diciamo che Sanremo un luogo felice per me. Quindi l’idea di tornarci una grande gioia, un po’ come l’idea di tornare a casa o tornare in un posto dove sei stato bene in vacanza, dove hai provato delle belle emozioni e quindi ci torni. ovvio che poi tornare a Sanremo comporta di default il fatto di avere una tensione, una piccola paura relativa all’esibizione in quanto tale. Esegui per la prima volta in diretta nazionale, una canzone che il pubblico non ha mai sentito, quindi un one shot, c’ un’inevitabile tensione che per ho imparato a fare una cosa, proprio come in Viva la Vita, ho imparato ad accettarla questa paura e forse anche la cosa bella di Sanremo”.

Il suo brano una ballad aperta e molto positiva. ” una canzone in cui il titolo stesso racconta un po’ il punto d’arrivo del brano, cio Viva la vita. una canzone che ci suggerisce di riacquisire un senso di gratitudine consapevole rispetto al fatto che siamo vivi. Lo anche questa accettazione consapevole della vita, anche una risposta alla sofferenza data dalla mancanza di risposte rispetto alle grandi domande, quelle universali sul senso della nostra esistenza, che sono un po’ il tormento di noi tutti esseri umani. Oggi la risposta la cerchiamo, ci illudiamo di trovarla nella realizzazione individuale a livello sociale, nel materialismo, nel possedere, nell’apparenza. In tutte queste cose per sono solo espedienti perch poi di fondo rimane il dubbio: perch il significato vero non lo so. Quindi Viva la vita dice: sii grato per il fatto che sei vivo, non darlo per scontato. Questo sta alla base di tutto”.

Santanchè, Tajani: siamo garantisti, eventuali dimissioni sua scelta

Roma, 23 gen. (askanews) – “Siamo garantisti per tutti, dall’ultimo al più importante cittadino italiano”: lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani a margine del Meeting Europa-Usa 2025. Sfide transatlantiche”, a Roma. “Per la Costituzione della Repubblica si è innocenti finché non c’è una sentenza definitiva. Quindi per me, finché non c’è una condanna in terzo grado, chiunque è innocente. L’abbiamo detto fin dall’inizio. Noi non abbiamo chiesto le dimissioni del ministro Santanchè perché, ripeto, in base alla Costituzione della Repubblica la Santanchè, finché non c’è una condanna definitiva, è innocente. È una scelta sua, ma certamente non è una nostra richiesta”, ha detto Tajani.

Il Cremlino: aspettiamo da Trump segnali non ancora pervenuti

Roma, 23 gen. (askanews) – Il Cremlino aspetta da Donald Trump segnali che non sono ancora stati ricevuti”: così il portavoce Dmitri Peskov commentando le dichiarazioni di ieri del presidente americano, che ha esortato Vladimir Putin a porre fine al più presto alla guerra in Ucraina.

“Naturalmente stiamo osservando molto da vicino tutta la retorica, tutte le dichiarazioni. Stiamo registrando attentamente tutte le sfumature, restiamo pronti al dialogo, il presidente Putin ne ha parlato ripetutamente. Per un dialogo paritario, per un dialogo reciprocamente rispettoso – questo dialogo ha avuto luogo tra i due presidenti, ancora una volta, durante la prima presidenza di Trump, e siamo in attesa di segnali, in attesa di segnali che non sono ancora stati ricevuti”, ha detto Peskov ai giornalisti.

Banche, Ft: arriva nuova pioggia di dividendi in Europa (123 mld)

Roma, 23 gen. (askanews) – Ancora pioggia di dividendi in Europa dalle banche. Secondo i calcoli di Ubs, citati dal Financial Times, gli istituti di credito elargiranno ai loro azionisti un ammontare che si avvicinerà a 123 miliardi di euro, di cui 74,4 miliardi in dividendi veri e propri e altri 49 miliardi in riacquisti di azioni (buyback, che fanno aumentare il valore delle quote detenute.

Secondo il Ft l’ammontare, che viene versato in base ai risultati realizzati nel 2024, supererà anche la cifra record di ritorni agli investitori elargita nel 2023, restando su valori molto sostenuti per il secondo anno consecutivo.

Sempre in base alle previsioni di Ubs, i maggiori livelli di retribuzione agli azionisti sono attesi da Hsbc, Banca britannica che tuttavia è profondamente radicata sui mercati asiatici, con 19,3 miliardi di euro, Bnp Paribas, con 11,6 miliardi di euro, e l’italiana Unicredit, con 8,8 miliardi di euro.

“Da quando le banche centrali hanno iniziato ad alzare i tassi, le prospettive per il settore bancario europeo sono migliorate sensibilmente, dopo aver superato un doloroso decennio di tassi bassi o negativi. Le banche realizzano profitti – dice il Ft – perché trasferiscono i tassi più alti” a coloro a cui concedono prestiti “in maniera più veloce di quanto lo facciano con i risparmiatori” sui depositi.

Tajani: l’Italia può essere il miglior ponte tra Ue e Usa

Roma, 23 gen. (askanews) – L’amicizia tra Donald Trump e Giorgia Meloni “non è un fatto personale”, “è ovvio che le relazioni personali contano in politica estera, ma l’Italia può essere il miglior ponte possibile tra l’Europa e gli Stati Uniti”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani, a margine di una conferenza a Palazzo Giustiniani a Roma. “L’Europa e gli Stati Uniti sono due facce della stessa medaglia, che sono le facce dell’Occidente, quindi noi continueremo a lavorare per rinforzare le relazioni transatlantiche”, ha commentato Tajani. “Mi pare che il lavoro del Presidente del Consiglio, come quello di tutto il governo, vada in questa direzione”.

Università Parma, al via ciclo incontri "La giustizia alle sue fonti"

Roma, 23 gen. (askanews) – S’intitola “La giustizia alle sue fonti” il ciclo di tre incontri attraverso il quale il Centro Interdipartimentale di Ricerca Sociale – CIRS dell’Università di Parma intende promuovere una riflessione sui fondamenti della giustizia, in collaborazione con i corsi di studio in Servizio sociale e in Programmazione e gestione dei servizi sociali, il Movimento Nonviolento, la Rassegna ‘Mi prendo il mondo’ (Salone del libro 2025), la Comunità francescana di San Francesco del Prato di Parma e con il sostegno della Fondazione Monteparma.

Gli appuntamenti, aperti a studentesse, studenti, docenti, educatrici, educatori, assistenti sociali, avvocate, avvocati e a tutte le persone interessate, sono in programma per il 24 gennaio, il 13 febbraio e il 14 marzo.

Il percorso è un invito ad andare oltre l’idea più consolidata di giustizia, quella che si risolve nel rispetto della norma e nella risposta sanzionatoria per chi non vi si adegua. Negli incontri vengono trattati i temi del rispetto dei diritti umani, anche in tempo di guerra, e della gestitone costruttiva del conflitto nelle relazioni in cui il conflitto abita.

Si inizia venerdì 24 gennaio, in prossimità del Giorno della Memoria, nella chiesa di San Francesco del Prato, dove alle 17 andrà in scena “Questo è stato un uomo. Vita e opere di Primo Levi”. Si tratta di una conferenza-spettacolo dedicata a Primo Levi, scritta e interpretata da Lorenzo Bastida su testi di Levi, accompagnata al violoncello da Volfango Dami. Lorenzo Bastida, docente di lingua e letteratura italiana e francese a Firenze e componente della Società Dantesca Italiana, tiene dal 2013 letture pubbliche su diversi autori ed è egli stesso poeta. La sua conferenza-spettacolo su Primo Levi si propone di avvicinare un pubblico di non specialisti alla personalità umana e letteraria dello scrittore torinese, attraverso recitazioni che ricostruiscono l’itinerario della sua produzione narrativa, saggistica e poetica. La riflessione su quale sia la condotta più “giusta” in uno scenario che impone la discriminazione o la violenza sarà infine attualizzata con una breve presentazione a cura del Movimento Nonviolento.

L’appuntamento di giovedì 13 febbraio, che si terrà a partire dalle 15 nell’Aula A della Sede centrale dell’Università di Parma, è invece un seminario interdisciplinare su “Il lavoro della giustizia e la composizione dei legami”.

Infine, venerdì 14 marzo alle 14.30 nell’Aula dei Cavalieri della Sede centrale, spazio a “Difendersi senza aggredire. Per una gestione nonviolenta dei conflitti”, incontro-laboratorio con Pat Patfoort, biologa, antropologa e formatrice.

Difesa, Joint Stars: chiusa a Civitavecchia Main Planning Conference

Roma, 23 gen. (askanews) – Contribuire al rafforzamento della postura di deterrenza della Nato, prepararsi ad affrontare ogni scenario, incluso un conflitto prolungato ad alta intensità per difendere i confini euro-atlantici. Sono queste alcune delle finalità della Joint Stars 25, l’evento addestrativo più importante della difesa che, sotto la guida del Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI), vedrà schierati in Sardegna, dal prossimo aprile, numerosi assetti delle Forze Armate, Corpi Armati dello Stato e altri dicasteri e agenzie.

La fase di pianificazione, avviata l’anno scorso, segna un’ulteriore tappa con la Main Planning Conference appena conclusa presso il Comando Valutazione e Innovazione dell’Esercito (COVIE) di Civitavecchia.

Più di 140 persone di Esercito, Marina Militare, Aeronautica Militare, Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza, Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, Corpo Militare della Croce Rossa Italiana hanno preso parte ai lavori. Presente anche una rappresentanza di studenti universitari provenienti da prestigiosi Atenei italiani (LUISS “Guido Carli” e LUMSA di Roma, Università degli Studi di Genova e Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa), che verranno inquadrati nell’Operational Planning Group dell’Operazione insieme ai “colleghi” militari. Una presenza importante, quella degli studenti, che conferma la sinergia tra Difesa e mondo accademico.

Giovedì scorso, alla conclusione dei lavori, il Capo Reparto Pianificazione ed Esercitazioni del COVI è intervenuto evidenziando come la Difesa, anche attraverso l’esercitazione Joint Stars, continui a lavorare per contribuire alla stabilità e deterrenza lungo il fianco sud dell’Alleanza, in questo caso esercitando la funzione di Comando e Controllo.

La Joint Stars 25, che dopo il successo del 2023 si svolgerà nuovamente in alcune località della Sardegna, risponde alla richiesta del Capo di Stato Maggiore della Difesa di pianificare e condurre un ciclo esercitativo articolato in fasi e si colloca in continuità con la Joint Stars 24.

Lo scopo è esercitare un Comando Operativo Interforze, costituito “ad hoc”, nel condurre un’operazione multinazionale con truppe schierate mediante l’impiego di assetti specialistici capaci di operare nei due nuovi domini delle operazioni militari, lo spazio e il cyber, a tutela della difesa collettiva dell’Alleanza atlantica.

Tra gli enti della Difesa, anche impegnati nella fase di condotta dell’esercitazione, vi sono il Comando delle Operazioni Spaziali (COS), il Comando per le Operazioni in Rete (COR), il Comando interforze per le Operazioni delle Forze Speciali (COFS).

Ci sarà, inoltre, spazio per moltissime iniziative di solidarietà e attività collaterali di tipo sportivo e sociale, a scopo benefico, che coinvolgeranno la popolazione, le Istituzioni, il mondo del volontariato e dell’imprenditoria sarda e nazionale.

Difesa, Invictus Games: consegnato Tricolore e presentato Team Italia

Roma, 23 gen. (askanews) – Si è svolta presso il Circolo unificato “Pio IX” di Roma, la cerimonia di presentazione del “Team Italia” del Gruppo Sportivo Paralimpico della Difesa e la consegna del Tricolore in occasione degli “Invictus Games 2025” che avranno luogo a Vancouver e Whistler in Canada, nel mese di febbraio

Presenti, tra le alte cariche civili e militari, il Sottosegretario di Stato alla Difesa Sen. Isabella Rauti, il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Luciano Portolano, il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello, il Sottocapo di Stato Maggiore della Difesa, l’Ammiraglio di Squadra Giacinto Ottaviani, il Presidente di Difesa Servizi, dott. Gioacchino Alfano, il Tenente Colonnello Medaglia d’Oro al Valor Militare Gianfranco Paglia e il Presidente del Comitato Italiano Paralimpico, Avvocato Luca Pancalli.

Il Sottosegretario di Stato alla Difesa, Isabella Rauti nel consegnare il Tricolore nelle mani del portabandiera e capitano del Team Italia il Capo di 2^ classe in congedo Andrea Quarta ha sottolineato “Lo sport è motore di inclusione sociale e gli atleti paralimpici con la loro tenacia e determinazione sfidano i limiti, superano ogni barriera e lanciano sempre il cuore oltre l’ostacolo”.

Il Capo di Stato Maggiore della Difesa ha espresso il proprio orgoglio e si è detto onorato di presiedere alla cerimonia di presentazione del Team Italia che rappresenterà la nazione alla settima edizione degli Invictus Games. In particolare, nel rivolgersi agli atleti, il Generale Portolano ha ribadito che potranno contare sempre sul supporto della grande famiglia della Difesa che non lascia indietro nessuno e ha evidenziato che attraverso la loro testimonianza insegnano che la disabilità non è mai un limite ma una prova da affrontare e vincere e un’opportunità di crescita umana. Ha poi aggiunto che loro rappresentano a pieno i valori che caratterizzano l’agire e l’essere del personale della Difesa.

Concludendo, nell’augurare al Team Italia di vivere un’esperienza significativa sia sotto il profilo sportivo sia dal punto di vista umano, il Generale Portolano ha voluto ringraziare lo staff, i tecnici, gli allenatori, i medici e i fisioterapisti che con il loro impegno aiutano gli atleti a sviluppare il loro talento alimentando quotidianamente la passione per lo sport. L’evento è stato arrichito dagli intermezzi musicali della banda dell’Esercito.

Il Team Italia partecipa con 18 atleti che si cimenteranno sia negli sport invernali (sci alpino, nordico, biathlon, skeleton e wheelchair curling) sia in quelli “classici” (nuoto, indoor rowing, wheelchair rugby e sitting volley).

Gli Invictus Games nascono su iniziativa del Principe Harry, il quale durante un viaggio negli Stati Uniti nel 2013, partecipò ai Warrior Games constatando l’effetto benefico dello sport sui militari feriti e malati. Analogo evento volle lanciare nel Regno Unito con la Invictus Games Foundation. La prima edizione si svolse a Londra nel 2014, a seguire le edizioni di Orlando 2016, Toronto 2017, Sydney 2018 e L’Aia 2020 (svoltasi nel 2022) e Dusserdolf 2023.

Starlink, Suigo (INWIT): Utile per il digital divide

Roma, 22 gen. (askanews) – “La possibile discesa in campo di un soggetto come Starlink pu contribuire a dare una soluzione al problema del digital divide, per portare copertura di rete in modo complementare, specie alla fibra ottica, nelle zone pi remote del paese, quindi ben venga l’ingresso nel mercato di operatori satellitari a bassa orbita. Al tempo stesso utile garantire uniformit di regole ai vari soggetti”, lo ha detto questa mattina Michelangelo Suigo, Direttore relazioni esterne, comunicazione e sostenibilit di INWIT, intervenuto a Largo Chigi, il format di Urania Tv. “Sulla semplificazione normativa e la sburocratizzazione Governo e Parlamento hanno fatto grandi passi in avanti a livello nazionale, ma urgente che tali regole siano applicate in modo uniforme sui territori. Un esempio? INWIT capofila del progetto del Piano Italia 5G del Pnrr per portare torri con il 5G degli operatori in oltre 1.400 aree bianche del paese. Siamo in linea con le milestone ma stiamo avendo problemi a livello territoriale: su circa 350 permessi per realizzare le torri, finora abbiamo avuto il 60% tra opposizioni e dinieghi, risolvendone solo il 24%, peraltro in tempi pi che doppi rispetto a quanto previsto dal codice delle comunicazioni elettroniche. Questo rappresenta un ostacolo inaccettabile, se si vuole davvero risolvere il problema del digital divide”.

Musk attacca Wikipedia su ‘saluto nazista’, il fondatore risponde

Roma, 23 gen. (askanews) – Elon Musk se l’è presa con Wikipedia, perché l’enciclopedia online open source ha osato aggiornare la sua pagina biografica citando il caso controverso del suo saluto apparentemente nazista alla folla della vittoria di Donald Trump. Un attacco, quello di Musk, a cui ha risposto per le rime Jimmy Wales, che ha detto che il multimiliardario “non è contento che Wikipedia non sia in vendita”.

“Durante il discorso per la seconda inaugurazione di Donald Trump, Elon Musk ha battuto la mano destra sul petto, con le dita aperte, per poi estendere il braccio destro in avanti con decisione, ad un angolo verso l’alto, con il palmo rivolto verso il basso e le dita unite. Ha poi ripetuto il gesto verso la folla dietro di lui. Terminando i gesti, ha detto alla folla: ‘Il mio cuore è con voi'”, scrive la pagina biografica di Musk su Wikipedia. “Il gesto – continua – è stato interpretato come un saluto nazista o romano da alcuni, tra cui i politici Yolanda Díaz, Alexandria Ocasio-Cortez e Jerry Nadler, oltre che dalla storica del fascismo Ruth Ben-Ghiat”. Ma l’enciclopedia online specifica anche che Musk ha negato di aver avuto intenzione di fare un saluto nazista.

Musk – a quanto riferisce l’agenzia di stampa France Presse – ha accusato Wikipedia di diffondere la “propaganda” dei media tradizionali e ha anche invitato i suoi sostenitori a non finanziare più Wikipedia.

D’altronde, per il miliardario Wikipedia è da tempo una spina nel fianco. Già in passato ha attaccato l’enciclopedia online. A dicembre, rispondendo a un commento sul suo social X, ha invitato gli utenti a bloccare le donazioni a Wikipedia. “Smettete di fare donazioni a Wikepedia finché non riequilibra le sue politiche editoriali”.

Wales, in un’intervista a Intelligencer, ha ribadito che l’obiettivo di Wikipedia è avere contenuti “che riconoscano i diversi punti di vista esistenti”. E, su X, ha respinto gli attacchi di Musk, sottolineando che quelli riportati sono fatti e non propaganda. Ha poi aggiunto: “Elon non è contento che Wikipedia non sia in vendita”.

Hera: in piano 2028 investimenti per 5,1 mld, cedola in crescita fino 21%

Milano, 23 gen. (askanews) – Investimenti quinquennali in aumento a 5,1 miliardi per accelerare il raggiungimento degli obiettivi di transizione ecologica e aumentare ulteriormente la resilienza di reti e impianti, utile in crescita di circa il 6% medio annuo e dividendo in crescita del 21% (fino a 17 centesimi per azione), con un rendimento medio annuo di circa il 5%. Sono i principali dati del nuovo piano industriale di Hera al 2028.

Previsti anche una crescita strutturale del Mol a 1,7 miliardi e un rapporto debito netto/mol stabilmente al di sotto del 3x nell’arco di piano (previsto a 2,8x nel 2028).

Con riferimento agli investimenti complessivi, il 25% contribuirà alla digitalizzazione e all’innovazione, il 47% all’incremento della resilienza delle infrastrutture ai cambiamenti climatici e il 60% alla transizione ecologica.

“Un piano di investimenti di 5,1 miliardi, in aumento del 46% rispetto al quinquennio precedente, a supporto di uno sviluppo industriale sostenibile e per l’incremento di resilienza delle nostre infrastrutture ci permetterà di traguardare al 2028 un margine operativo lordo di 1,7 miliardi sostenuto da una crescita visibile sia organica che per linee esterne”, ha commentato Cristian Fabbri, presidente esecutivo del gruppo Hera. “Il miglioramento degli obiettivi del nuovo Piano industriale e le positive previsioni, economiche e finanziarie, dei risultati 2024, ci permettono di rivedere al rialzo la politica dei dividendi proponendo un incremento, rispetto al 2024, del 7% già a partire dal 2025 fino ad arrivare al 21% al 2028. In crescita, a quasi 11 miliardi, anche il valore economico distribuito nei 5 anni di piano agli stakeholder dei territori nei quali operiamo”.

Carbonara senza guanciale: il ‘piatto’ della Von der Leyen non convince.

Settimana vivace ovunque tranne che a Bruxelles: Von der Leyen e Commissari vari a Davos e la Plenaria del Parlamento europeo in corso a Strasburgo. Ma gli occhi del mondo erano puntati su Washington per la cerimonia di inaugurazione della seconda Presidenza Trump. Partiamo da qui, non tanto per parlare dell’incredibile concentrazione di miliardari sul palco (da Arnault a Zuckerberg, da Bezos a Musk, vera musa trumpiana): c’è chi si è divertito e ha contato 1,5 miliardi di dollari per metro quadro nel palco dietro Donald. Ma in realtà interessa di più capire quali passi sta prendendo l’Unione europea in questi giorni per reagire alla novità rappresentata da Trump. Premessa doverosa, perchè i numeri non mentono mai: il volume degli scambi tra Ue e Usa è pari a 1,5 trilioni di euro, il 30% del commercio globale. Qualsiasi guerra condotta tramite dazi sarà sanguinosa. Forse anche in virtù di questo, per una volta, anche Ursula, intervenendo in Svizzera si è resa conto che “per sostenere la crescita nel prossimo quarto di secolo, l’Europa deve cambiare marcia”. 

Tutti a Bruxelles hanno ben chiaro che il mondo cooperativo immaginato 25 anni fa è sepolto dalla realtà: tra i primi atti firmati da Trump c’è l’uscita dagli Accordi di Parigi sul clima e dall’Organizzazione mondiale della sanità.

Come finalmente afferma von der Leyen “siamo entrati in una nuova era di dura competizione geostrategica, dall’intelligenza artificiale alle tecnologie pulite, dall’Artico al Mar Cinese Meridionale: la gara è aperta”.

Bene, ottimo e abbondante. Come anche il nuovo approccio verso la Cina, per trovare “soluzioni nel reciproco interesse, anche per espandere i nostri legami commerciali e di investimento”. Una novità clamorosa rispetto agli ultimi anni quando Pechino veniva considerato come rivale strategico. In effetti, l’unica soluzione in vista di possibili dazi statunitensi è ampliare gli accordi commerciali e la platea di partner, a partire da India, Africa e America del Sud.

Molto meno bene le dichiarate contromisure. Per citare di nuovo la Presidente della Commissione: “Ho chiesto a Draghi una relazione sulla competitività europea. Su questa base, la prossima settimana la Commissione presenterà la nostra tabella di marcia”. Ma Draghi ha scritto a chiare lettere che per realizzare la sua agenda servono 800 miliardi di euro di investimenti all’anno in più rispetto a oggi, mentre von der Leyen esclude nuove emissioni di debito comune una volta terminate le aste per finanziare il Recovery/Next Generation.

Per capirci: non stiamo parlando di fare le nozze coi fichi secchi. Stiamo dicendo che la soluzione è preparare una carbonara senza guanciale, senza pepe e senza pecorino, con la pasta comprata in un discount e per giunta scotta. Alla vigilia delle elezioni tedesche e nel contesto geopolitico odierno, il dubbio rimane: possiamo commissionare tanti report quanti ce ne vengano in mente, ma se non si finanziano le indicazioni ricevute, il tutto resta lettera morta. È come andare dal medico a farsi fare un approfondito check up e poi non mettere in pratica le indicazioni ricevute. Come soprendersi se poi i problemi non si risolvono?

La pace di Marco Rubio e quella di Paolo VI

Marco Rubio, nel mentre della sua nomina a nuovo Segretario di Stato USA, ha dichiarato con risoluta nettezza che “promuovere la pace è la nostra missione nel mondo e il nostro interesse nazionale dicendo che tutto il suo lavoro dovrà rispondere ad una di queste tre domande: ci rende più forti? Ci rende più sicuri? Ci rende più prosperi? Se non è una di queste tre cose, allora non dobbiamo farla”. 

È un tipo che certo non si defila e non marca visita. Rubio richiama il rosso di un rubino, un colore vivace che spicca sugli altri e lascia il segno negli occhi dell’osservatore. Il rubbio era anche un’antica unità di misura per aridi, forse più apprezzata negli scambi tra gente dai modi spicci. Forse sarà con lo stesso ruvido peso che valuterà le situazioni in politica estera.

I tre quesiti sono apparentemente meno impegnativi dell’indovinello della Sfinge della mitologia greca con corpo da leone, volto di donna ed ali da uccello, che divorava i tebani. Solo Edipo seppe trovare la soluzione provocando di conseguenza il suicidio della Sfinge. 

È possibile che anche Rubio dia una severa punizione a chi mostri di non soddisfare le condizioni richieste e che però, in modo opposto ai tempi antichi, conceda benevolenza a chi sappia tenergli testa ribattendogli con risposte adeguate. 

Della forza degli Usa e del desiderio di essere senza preoccupazioni non si dubita; quanto alla prosperità, si spera non sia garantita accendendo con un prospero, per qualche insano riflesso, il resto del mondo.

Rubio è anche il nome di uno dei banditi di spicco nel film “Per un pugno di dollari”. Per un pugno di egemonia ci si augura non si finisca per inasprire il quadro dei rapporti tra gli Stati del mondo.

Le domande così concepite svelano una concezione piuttosto asciutta della pace che esalta primariamente un profilo di convenienza. “A chi piace o a chi giova cotesta “pace” infelicissima dell’universo, conservata con danno e con morte di tutte le cose che lo compongono…”: potrebbe essere una revisione del dialogo tra la Natura ed un Islandese di leopardiana memoria, magari concludendosi, alla Seneca, con l’idea che ogni cosa sia da temere. 

Messa in questo modo la faccenda, sembra proprio non si sia imparato nulla dalle lezioni di San Paolo VI che insegnava come “senza la Pace nessuna fiducia, senza fiducia nessun progresso. Una fiducia, diciamo, radicata nella giustizia e nella lealtà. Solo nel clima della Pace si attesta il diritto, progredisce la giustizia, respira la libertà. Se questo è il senso della Pace, se questo è il valore della Pace, la Pace è un dovere”.

Fu proprio il Santo Padre ad istituire la Giornata Mondiale della Pace, a decorrere ogni anno dal 1° gennaio 1968 e sollecitava a convertire “le spade in vomeri e le lance in falci”.

Avendo ben presente le miserie umane, ricordava poi come la pace “non può essere basata su una falsa retorica di parole, bene accette perché rispondenti alle profonde e genuine aspirazioni degli uomini, ma che possono anche servire, ed hanno purtroppo a volte servito, a nascondere il vuoto di vero spirito e di reali intenzioni di pace, se non addirittura a coprire sentimenti ed azioni di sopraffazioni o interessi di parte”. 

La pace richiede un approccio diverso da quello che sembra emergere dalle secche parole di Rubio e per questo il Papa tutt’altro che amletico raccomandava come “la pace si deve fare, si deve produrre, si deve inventare, si deve creare con genio sempre vigilante, con volontà sempre nuova e instancabile. Siamo perciò tutti persuasi del principio informatore della società contemporanea: la pace non può essere né passiva, né oppressiva; dev’essere inventiva, preventiva, operativa”. 

Se questo non fosse, il rischio è che, per dirla secondo S. Agostino, «l’uomo preferirà trovarsi col suo cane, che con un uomo estraneo»

San Paolo VI insiste infine sul tema della riconciliazione: “Riconciliazione! Uomini giovani, uomini forti, uomini responsabili, uomini liberi, uomini buoni: vi pensate? Non potrebbe questa magica parola entrare nel dizionario delle vostre speranze, dei vostri successi?”.

Talvolta converrebbe ispirarsi alle parole delle grandi figure del passato per sapersi ben condurre nel presente. Da guardiani del mondo del secolo scorso, gli USA oggi non possono mancare, in un nuovo contesto internazionale, alla responsabilità di realizzare con lungimirante visione una pace globale, tralasciando i meri interessi di bottega. 

Per chi non avesse fiducia per il futuro, resterà la possibilità di riparare, come sarebbe piaciuto a Montini, “cum ipso in monte”.

Un’America senza più il sogno della inclusività?

Tenetevi, o antiche terre, la vostra vana pompa […] Datemi i vostri stanchi, i vostri poveri, le vostre masse infreddolite desiderose di respirare libere, i rifiuti miserabili delle vostre coste affollate. Mandatemi loro, i senzatetto, gli scossi dalle tempeste e io solleverò la mia fiaccola accanto alla porta dorata”. Così recita il sonetto scolpito alla base della Madre degli Esuli, la Statua della Libertà sulla Liberty Island nella baia di Hudson a sud di New York. Fu scritto dalla poetessa di origine ebrea sefardita Emma Lazarus, figlia di immigrati tedeschi e portoghesi, che diede il senso storico e morale a quella colossale opera (donata dalla Francia) che divenne un simbolo della porta di accesso alla speranza per milioni d’immigrati. Dal ponte delle navi i nuovi arrivati vedevano stagliarsi verso il cielo quella fiaccola simbolo del diritto all’esistenza e alla libertà. 

Nella vicina isola Ellis, centro per quarantena e accoglienza di milioni di migranti, sono conservati migliaia di registri degli arrivi. Due secoli dopo, milioni di famiglie di americani, tra i quali tanti deputati e senatori, tengono in casa incorniciata una copia di quei registri con il nome dei bisnonni e la data in cui furono accolti. Gli  sguardi, disperazioni e speranze di allora sono gli stessi dei tanti migranti che si buttano oggi nel Mediterraneo su barconi fatiscenti nel tentativo di attraversarlo. Il miraggio della vita in libertà è l’anelito che da secoli continua a  spingere coloro che tentano di valicare frontiere e oceani, al limite dell’impossibile. Il Mar Mediterraneo è un enorme cimitero senza lapidi, sacrario di immigrati ignoti. I rabbiosi reclami alle chiusure dei confini, fomentati dalla propaganda sovranista, trovano consensi nel panico di anime spaventate; ma le chiusure non sono soluzioni umane giuste e non sono praticamente possibili. Lampedusa e gli altri approdi del Mediterraneo sono i luoghi dove si gioca la forza e la capacità di accoglienza organizzata dell’Unione Europea. Tra due o tre generazioni i nuovi leaders dell’Europa si ricorderanno, con la copia di qualche documento, di chi furono discendenti, di quando e di chi li accolse.

Gli USA sono sempre stati un riferimento per tutti i paesi democratici che hanno firmato la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Libertà e Uguaglianza rimangono parole vuote e beffarde se non si affermano nei fatti come risultato della Fraternità vissuta nella Storia moderna. 

Ma ora e’ proprio dall’America che giunge un greve messaggio di passi indietro nella storia. Il neo Presidente Donald Trump è deciso a promuovere la deportazione di massa degli immigrati irregolari (cosa peraltro complicata da fare concretamente) ma soprattutto di smontare lo -Ius soli-, garantito da quel 14esimo emendamento il quale sancisce che è cittadino americano chiunque nasca nel Paese. Quel diritto che è stato l’architrave della costruzione nazionale degli Stati Uniti come terra di immigrati. Quasi tutti i Presidenti sono figli dell’immigrazione con ampia pluralità di origini: Lincoln inglese, i Kennedy irlandesi,  Reagan irlandese e scozzese, Obama afro-americano, Biden irlandese e inglese per arrivare a Trump tedesco. Se Trump passerà dalle parole ai fatti, un passo del genere avrà un effetto politico e demografico dirompente, e sicuramente avvierà una battaglia legale che arrivera’ alla Corte Suprema. 

La maggioranza di costituzionalisti ed esperti di leggi sull’immigrazione ritiene che il presidente non abbia il potere di abolire per decreto lo Ius soli. Ma diversi giuristi conservatori sostengono che il 14esimo emendamento dovrebbe valere solo per chi è in possesso della cittadinanza e per chi ha ottenuto la green card, cioè il permesso di soggiorno permanente. Questa interpretazione indica la strada che starebbe ora valutando la Casa Bianca per un intervento di smantellamento dello Ius soli attraverso un semplice decreto esecutivo. L’America fatta dagli immigrati rappresenta un elemento costitutivo della storia e dell’identità nazionale che l’ha resa un mito di libertà e una potenza mondiale. Certamente la sua storia di è stata percorsa anche da profondi conflitti interetnici, problemi di convivenza e discriminazioni. Tuttavia è proprio la cittadinanza ad avere legato tra loro tante generazioni di migranti attorno al mito collettivo del sogno americano.  

Sul piano morale questa scelta rende drammaticamente evidente l’inadeguatezza delle società libere e ricche nel rispondere alle istanze di protezione e giustizia rese più impellenti dalla crescita delle disuguaglianze. Un fallimento globale della prima responsabilità che ha la comunità internazionale cioe’ quella di offrire sicurezza, opportunità e protezione a ogni cittadino del mondo a partire dai bambini che vedranno la luce. I giuramenti sulla Bibbia che comportano nel credere alla misericordia, appaiono quindi a maggior ragione strumentalmente falsi, e forse questo ipocrito rito andrebbe abolito.

Scuola, la riforma Valditara tra illazioni e pregiudizi.

Tra tutte le chiavi di lettura del testo di revisione dei programmi scolastici anticipato a grandi linee dal Ministro Valditara in una intervista al Giornale non ce n’è una che sia in grado di definire una traccia organica del disegno riformatore, la sua ampiezza, la sua portata, le materie oggetto di trattazione, in un certo senso le ambizioni sottese, la cornice e i contenuti organici, l’ordine e il grado di istruzione interessati. 

Per ora lo stesso Ministro ha riferito di “nuove indicazioni nazionali per il primo ciclo” che prenderanno corpo non prima di marzo anche se è probabile che l’ipotesi iniziale possa poi estendersi alla scuola secondaria.

Nessuna di queste chiavi – rubricate nell’armamentario degli opinionisti e dei preconcetti oppositori – apre il cassetto della scrivania del titolare del dicastero di Viale Trastevere dove è custodita la bozza in progress del testo che la Commissione incaricata della materia sta gradatamente assemblando. Non è neppure chiara la veste giuridica che assumerà il provvedimento: si parla di un decreto ministeriale, di un disegno di legge, di una normativa che sarà posta al vaglio del Parlamento per poi assumere lo status di DPR, alla stregua dei cd. “decreti delegati” del 31/5/1974 che hanno appunto compiuto mezzo secolo. Perché è fondamentale l’assetto, potremmo dire l’impianto che il testo finale prevederà ma anche a quale livello di gerarchia normativa si posizionerà: c’è una bella differenza tra una circolare da interpretare e un decreto o una legge da applicare. 

Negli anni trascorsi dentro il sistema scolastico, come docente, dirigente scolastico e ispettore ho assistito alla costituzione di una pletora di Commissioni (e di alcune ho fatto parte), partecipando alla redazione di atti di indirizzo amministrativo e didattico, sono stato consultato come organo tecnico da diversi Ministri pro-tempore, lo stesso Sergio Mattarella firmò il mio decreto di nomina come vincitore del concorso ispettivo: istituire Commissioni di studio sui programmi scolastici è sempre stata una prassi legittima e democratica. 

Si aggiunga – per chi critica in modo pregiudizievole l’iniziativa di Valditara – che un Ministro deve fare il Ministro ed è giusto che lo faccia nella pienezza delle sue attribuzioni. Mi interesso da molto tempo di pedagogia comparativa che studia gli assetti organizzativi dei sistemi scolastici e posso con fondate deduzioni argomentare su riforme in itinere, impianti programmatici, ordinamenti che sistematicamente sono adeguati a sopravvenute esigenze di revisione: di norma i sistemi a forte tradizione centralizzata muovono verso il decentramento e la gestione locale, quelli decentrati nella direzione opposta, verso un “common core” (un curricolo basilare comune) che stemperi disuguaglianze e consolidi un programma unitario che giustifichi la dizione stessa di “sistema scolastico nazionale”. Non c’è nulla di sospetto, non c’è lesa maestà o attacco alla democrazia se ciò avviene anche in Italia. 

La canea dei detrattori, dei qualunquisti e dei complottisti si è scatenata prima di “vedere le carte”, un atteggiamento che deborda persino nel cattivo gusto: c’è stato anche chi ha chiesto chi fosse “il medico di Valditara”. Si tratta in genere di demagogiche illazioni prive di fondamento: avendo trascorso una vita nella scuola posso dire – se mai – di aver assistito al lungo disancoraggio dalla cultura tramandata, sostituita da qualche tempo da neologismi, anglicismi, acronimi che hanno svilito quelle tradizioni pedagogiche su cui si fondava l’impianto della nostra scuola, ad ogni livello. 

Il clima percepito negli istituti scolastici non assomiglia più a quel cenacolo fatto di relazioni umane, di formazione solida, di rispetto verso l’autorevolezza dei docenti, la stessa libertà di insegnamento è messa a dura prova da prescrizioni cogenti che neppure il Ministero si è mai preso la briga di dare. Il Ministro si è accorto – se posso permettermi – di due derive in atto che vanno riprese, analizzate, corrette. Già nel Convegno della Fondazione Einaudi del 18 luglio 2023 egli preconizzava la cultura dell’et et anziché dell’aut aut: “La rete non può né deve spazzare via la carta e la penna perché lettura su carta e scrittura a mano sono insostituibili. L’apprendimento attraverso i libri non è rimuovibile dal sistema dell’istruzione”. 

Ricordo ancora che in Svezia e Finlandia – dove il tablet aveva sostituito il corsivo e i libri nella letto-scrittura – c’è stato un precipitoso ritorno verso libri, penne e quaderni. L’OCSE è molto severa nel valutare l’uso smodato delle tecnologie nei percorsi formativi, si stima che uno studente della scuola secondaria padroneggi il significato di non più di 200 parole: divenuto adulto farà parte di quel 70 % che non comprende un testo di media difficoltà, ciò che posiziona l’Italia al quart’ultimo posto tra i Paesi industrializzati quanto a competenze cognitive. Svolgere un tema usando CHATGPT non è una prodezza ma un inganno verso sé stessi, un bluff: per questo finalmente un Ministro parla di letture, libri, poesie, esercizio della memoria, studio. 

Penso che non tema tanto l’avanzamento dell’intelligenza artificiale, quanto l’arretramento di quella naturale.

La seconda deriva riguarda la necessità di un riequilibrio tra indirizzi programmatici nazionali (la libertà di insegnamento è libertà di metodo, non di fine) e scelte assunte in sede di autonomia scolastica.

Soprattutto in un contesto in cui si parla di “qualità” a sproposito e in modo autoreferenziale senza prevedere alcuna modalità di un suo controllo tecnico ed “esperto”. Ho toccato con mano aberrazioni didattiche ed educative perpetrate in nome dell’autonomia e del decentramento decisionale di gran lunga peggiori delle anguste applicazioni delle più ottuse circolari ministeriali. Anche a scuola bisogna ritrovare una giusta via di mezzo e ridare spazio alla creatività, all’ingegno, alla riflessione. Ben vengano musica, letteratura, poesia, geografia, storia che le prassi più recenti hanno conculcato a cenerentole didattiche per far spazio a STEM, STEAM, CLOUD, neologismi e algoritmi: la scuola deve educare alla conoscenza, in modo possibilmente consapevole e gratificante, serio e umano. Non vedo attacchi alla democrazia né omicidi pedagogici se mai appelli al buon senso: lasciamo lavorare la Commissione e attendiamo il testo che va elaborando.

Aerospazio, Peluffo (Pd): Insistere su Iris 2

Roma, 22 gen. (askanews) – “Il ddl aerospazio dovrebbe dare un quadro normativo ad un settore di grande rilevanza. I nostri emendamenti al testo sono pensati in ottica di sostegno alla filiera nazionale, in particolare alle Pmi. In questo contesto, Musk rappresenta un elefante nella stanza, dato che Space X un’azienda ma pu essere intesa come un’intera filiera e ha un vantaggio competitivo enorme. Affidare tutto il settore a un soggetto privato, peraltro per una cifra molto importante, comporterebbe una serie di rischi su difesa e cybersicurezza. Se vogliamo un’alternativa europea dobbiamo credere al progetto Iris 2 e puntare anche su attori pubblici. Pensate al progetto del cloud nazionale del governo Draghi, che prevedeva il coinvolgimento anche di aziende statali. E’ necessario un approccio di sistema in ottica europea. Nel ddl aerospazio si carica di responsabilit l’Agenzia spaziale italiana, che per solo uno dei soggetti coinvolti, mentre noi come PD abbiamo presentato degli emendamenti per distribuire meglio il lavoro e dare pi competenze anche ad altri soggetti come Enac”. Lo ha detto Vinicio Peluffo, Capogruppo del Pd in commissione Attivit produttive a Largo Chigi, il format di The Watcher Post in onda su Urania Tv.

Digitalizzazione, Bussone (Uncem): certezza tempi e regole

Roma, 22 gen. (askanews) – “Per Uncem e i comuni montani non una novit, da almeno 3 o 4 anni, avere una connessione con l’antenna satellitare: penso ad esempio ai rifugi alpini. Il tema, certamente, che occorre sincronizzare i diversi piani: il Piano banda ultralarga, il Piano Italia 5G e il Piano Italia 1Giga – che non sono affatto piani isolati – in modo che l’innervamento digitale della montagna diventi un obiettivo prioritario di cui i Comuni siano il perno”. Lo ha detto a Largo Chigi, format di The Watcher Post, Marco Bussone, presidente Uncem – Unione nazionale dei Comuni, delle Comunit e degli Enti montani.

“Sulla digitalizzazione serve uno scatto: se cambiano le regole, dobbiamo capire – e spetta al governo e a chi bandisce le gare visto che c’ un codice dei contratti da rispettare – dove dobbiamo andare per non incorrere poi in problemi con la giustizia amministrativa. Il Piano Italia 5G oggi pu agevolare sicuramente i comuni montani, ma con regole e tempi certi”.

Tajani: al vertice non si parlato di Santanch. Noi garantisti

Roma, 22 gen. (askanews) – “Ci vediamo spesso. Abbiamo tutti gli uffici a Palazzo Chigi e facciamo spesso il punto della situazione….”. “Non si parlato di Santanch – ha detto rispondendo a una domanda dei giornalisti – siamo garantisti. Finch una persona non condannata in via definitiva innocente come prevede la nostra Costituzione. Poi sono scelte che far Santanch”.

Cos ha detto il ministro degli Esteri e vice-premier, Antonio Tajani, arrivando a un convegno a Montecitorio.

Usa, nuovo incendio a nord di Losa Angeles, 20.000 evacuati

Roma, 23 gen. (askanews) – Quasi 20.000 persone hanno ricevuto l’ordine di allontanarsi da un’area a nord di Los Angeles mercoledì dopo lo scoppio di un nuovo incendio in rapida evoluzione, che in poche ore ha superato gli 8000 acri (circa 3300 ettari), secondo le dichiarazioni di funzionari locali, riportate dai media americani.

Altre 15.000 persone hanno ricevuto un avviso di evacuazione dopo che l’incendio Hughes è scoppiato alle 10:53 di mercoledì vicino alla comunità di Castaic nel nord della contea di Los Angeles, ha dichiarato un portavoce del dipartimento dello sceriffo della contea di Los Angeles.

Nelle scorse settimane due roghi vicini hanno causato la morte di almeno 27 persone e distrutto migliaia di case nell’area di Los Angeles.

Secondo un comunicato della Angeles National Forest, al pomeriggio di mercoledì il nuovo incendio non era ancora stato domato. Secondo la California Highway Patrol, un tratto dell’Interstate 5 che attraversa un passo di montagna a nord di Castaic Lake è stato chiuso per un periodo imprecisato.

Trump torna a designare gli Houthi come "organizzazione terrorista"

Roma, 23 gen. (askanews) – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ordinato alla sua amministrazione di reinserire gli Houthi nello Yemen tra le organizzazioni terroristiche straniere (FTO), nel tentativo di reprimere il gruppo militante sostenuto dall’Iran. Lo rende noto il sito della Casa Bianca, che riporta l’ordine esecutivo firmato da Trump.

“Questo ordine – si legge – avvia un processo per cui Ansar Allah, noto anche come Houthi, sarà considerato per la designazione come Organizzazione Terroristica Straniera (Fto)”.

Fra le motivazioni della decisione, la Casa Bianca ha citato gli attacchi dei ribelli Houthi alle navi della Marina statunitense, alle imbarcazioni commerciali e alle infrastrutture civili in Medio Oriente.

La designazione ha lo scopo di interrompere i sostegni finanziari agli Houthi, dando al Dipartimento del Tesoro una maggiore libertà di emettere sanzioni e di segnalare ad altri governi, persone o aziende straniere che potrebbero perdere l’accesso al sistema finanziario statunitense se si impegnano con il gruppo sanzionato.

Usa, Pentagono ordina invio immediato di 1500 soldati al confine sud

Roma, 22 gen. (askanews) – Il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti (Pentagono) ha annunciato l’invio di 1500 soldati in più al confine con il Messico per affrontare l'”emergenza nazionale” dichiarata dal presidente Donald Trump.

In un comunicato pubblicato sul sito del dipartimento, il segretario alla Difesa facente funzioni, Robert Salesses, ha annunciato di aver adottato “tre azioni immediate che inizieranno oggi: in primo luogo, il Dipartimento della Difesa inizierà ad aumentare le proprie forze al confine sud-occidentale con un ulteriore personale di terra di circa 1.500 unità, oltre a elicotteri con relativi equipaggi e analisti di intelligence per sostenere maggiori sforzi di rilevamento e monitoraggio. Questo rappresenta un aumento del 60% delle forze di terra in servizio attivo da quando il presidente Trump ha giurato lunedì”.

Inoltre, “il Dipartimento fornirà un trasporto aereo militare per supportare i voli di espulsione del Dipartimento della Homeland Security (Dhs) di oltre cinquemila stranieri illegali dai settori di San Diego, California, ed El Paso, Texas, detenuti dalla Customs and Border Protection”.

Infine, “il Dipartimento inizierà a fornire assistenza nella costruzione di barriere fisiche temporanee e permanenti per aumentare la sicurezza e limitare l’attraversamento illegale delle frontiere e il traffico illecito”.

Il comunicato promette poi ulteriori azioni a breve: “Questo è solo l’inizio”, si legge, e presto sarà affrontata “l’intera gamma di minacce delineate dal Presidente ai confini della nostra nazione”.

“Il Presidente Trump – conclude la nota del Pentagono – ha richiesto l’intervento del Dipartimento della Difesa per la sicurezza dei confini nazionali e ha chiarito che si aspetta risultati immediati. Questo è esattamente ciò che i nostri militari stanno facendo sotto la sua guida”.

Colombo: in corso studio fattibilit rete satellitare nazionale

Roma, 22 gen. (askanews) – “Obiettivo del ddl Aerospazio far entrare i privati in supporto allo Stato negli investimenti e regolamentare tale accesso. Su questo sentiero, importante anche pensare allo sviluppo di una rete satellitare italiana. Non dimentichiamo le questioni di sicurezza nazionale, tuttavia Space X ha portato al governo un progetto interessante per le comunicazioni militari e diplomatiche. Il Ministro Urso aveva comunicato di aver affidato all’Asi la progettazione di una rete satellitare italiana e ora c’ lo studio di fattibilit che terminer entro l’estate. Crediamo fortemente nel settore aerospaziale e siamo ai vertici in Europa, ricordiamo che negli anni ’60, assieme a Stati Uniti e Nasa, mandammo in orbita un nostro satellite, poi per anni abbiamo fatto di meno. Certo la burocrazia nell’ambito un grande cruccio, il ddl Aerospazio aiuta a snellire a vantaggio delle imprese, ma va mantenuto alto il livello di sicurezza”. Lo ha detto Beatriz Colombo, Deputata di FdI e membro della Commissione Attivit Produttive a Largo Chigi, il format di The Watcher Post andato in onda su Urania Tv

"Gli elefanti non sono persone", resteranno nello zoo in Colorado

Roma, 22 gen. (askanews) – “Gli elefanti non sono persone”. Giuridicamente, la sentenza della Corte suprema dello stato americano del Colorado non ha nulla a che fare col “common sense”, il “buon senso” invocato dal presidente Donald Trump per giustificare la sua agenda politica in campagna elettorale, ma forse è comunque un segno dei tempi: i cinque pachidermi rinchiusi nel Cheyenne Mountain Zoo ci resteranno, malgrado un’associazione animalista pretendesse di esercitare il diritto alla libertà in loro vece.

Il Nonhuman Rights Project (Nrp) sosteneva che Missy, Kimba, Lucky, LouLou e Jambo fossero effettivamente detenuti nello zoo e aveva cercato di presentare una richiesta di “habeas corpus” per conto degli animali, chiedendo che fossero trasferiti in un parco speciale per elefanti. L’habeas corpus è un istituto della common law anglosassone che prevede il diritto delle persone di contestare la propria detenzione davanti a un giudice.

La Corte si è pronunciata per 6-0 a favore di una precedente decisione del tribunale distrettuale, che affermava che l’istituto dell’habeas corpus “si applica solo alle persone e non agli animali non umani”.

Questo vale “a prescindere da quanto possano essere cognitivamente, psicologicamente o socialmente sofisticati”, ha aggiunto il giudice della Corte Suprema dello Stato Maria Berkenkotter nella sua sentenza, secondo quanto riportato dalla Bbc.

Tajani: su Almasri errori di chi doveva parlare con Nordio

Roma, 22 gen. (askanews) -“La procedura penale deve essere rispettata: se ci sono dei vizi nell’applicazione delle norme i provvedimenti non possono essere applicati. Ci sono stati errori da parte di chi doveva parlare con il ministro” Nordio.

Lo ha detto il ministro degli esteri Antonio Tajani arrivando a un convegno a Montecitorio.

Dal 7 marzo la mostra "Caravaggio 2025" a Palazzo Barberini

Roma, 22 gen. (askanews) – Dal 7 marzo al 6 luglio 2025, in concomitanza con le celebrazioni del Giubileo 2025, le Gallerie Nazionali di Arte Antica, in collaborazione con Galleria Borghese, con il supporto della Direzione Generale Musei, Ministero della Cultura e col sostegno del Main Partner Intesa Sanpaolo, presentano a Palazzo Barberini Caravaggio 2025, a cura di Francesca Cappelletti, Maria Cristina Terzaghi e Thomas Clement Salomon: un progetto tra i più importanti dedicati a Michelangelo Merisi detto Caravaggio (1571-1610), con un eccezionale numero di dipinti autografi e un percorso tra opere difficilmente visibili e nuove scoperte in uno dei luoghi simbolo della connessione tra l’artista e i suoi mecenati.

Esaminando il contesto che ha reso l’artista una figura centrale nell’arte mondiale, Palazzo Barberini, ospiterà le opere in un allestimento che esalta la potenza e la modernità della pittura di Caravaggio, tra i più grandi maestri della pittura di tutti i tempi.

Riunendo alcune delle opere più celebri, affiancate da altre meno note ma altrettanto significative, la mostra vuole offrire una nuova e approfondita riflessione sulla rivoluzione artistica e culturale del grande pittore, esplorando per la prima volta in un contesto così ampio l’innovazione che introdusse nel panorama artistico, religioso e sociale del suo tempo. Tra le opere in esposizione il Ritratto di Maffeo Barberini recentemente presentato al pubblico a oltre sessant’anni dalla sua riscoperta, ora per la prima volta affiancato ad altri dipinti del Merisi; l’Ecce Homo, attualmente esposto al Museo del Prado di Madrid che rientrerà in Italia per la prima volta dopo secoli, accanto ad altri prestiti eccezionali come la Santa Caterina del Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid, capolavoro già nelle collezioni Barberini che tornerà nel Palazzo che la ospitava, e Marta e Maddalena del Detroit Institute of Arts, per il quale l’artista ha usato la stessa modella della Giuditta conservata a Palazzo Barberini, esposti per la prima volta tutti uno accanto all’altro.

La mostra sarà anche l’occasione per vedere di nuovo insieme i tre dipinti commissionati dal banchiere Ottavio Costa, Giuditta e Oloferne di Palazzo Barberini, il San Giovanni Battista del Nelson-Atkins Museum di Kansas City e il San Francesco in estasi del Wadsworth Atheneum of Art di Hartford, e opere legate alla storia del collezionismo dei Barberini, come i Bari del Kimbell Art Museum di Fort Worth in Texas, che torna nel palazzo romano dove fu a lungo conservato.

Chiude la selezione l’importante prestito concesso da Intesa Sanpaolo: il Martirio di Sant’Orsola, ultimo dipinto del Merisi, realizzato poco prima della sua morte.

La mostra si sviluppa in sezioni tematiche che esplorano vari aspetti della produzione di Caravaggio, svelando nuove scoperte e riflessioni critiche.

Centrale, a partire dalle prime opere del percorso, è il carattere di innovazione che l’artista ha significato nel contesto della produzione e del mercato delle opere d’arte tra Cinquecento e Seicento, fin dall’impatto dirompente dell’esordio romano.

L’eccezionale sequenza di capolavori permette inoltre di evidenziare la trasformazione e rivoluzione del linguaggio caravaggesco, con l’inconfondibile uso della luce che squarcia le sue rappresentazioni di tema sacro o profano, e che apre nuove vie all’interpretazione del vero.

Non solo nei drammi religiosi, come nell’incredibile teatralità della Cattura di Cristo proveniente dalla National Gallery of Ireland di Dublino si identifica la novità della pittura del Merisi, essa traspare anche in altri generi trattati dall’artista. La mostra offre infatti per la prima volta l’opportunità di esplorare anche quella che può essere considerata la nascita del ritratto moderno, a partire da quel Ritratto di Monsignor Maffeo Barberini, di collezione privata, ora per la prima volta a confronto con gli altri dipinti del Maestro.

Caravaggio 2025 rappresenta un’opportunità unica per riscoprire l’arte del grande maestro in una chiave nuova, offrendo un’esperienza espositiva che integra scoperte storiche, riflessioni critiche e un confronto ravvicinato con i suoi capolavori. Non solo un tributo al suo genio, ma una riflessione sulla sua continua influenza sull’arte contemporanea e il nostro immaginario collettivo.

Accompagna l’esposizione un catalogo edito da Marsilio Arte, che approfondisce i temi del percorso espositivo presentando nuovi studi critici, con saggi di alcuni tra i maggiori esperti internazionali, che esplorerà gli snodi biografici di Caravaggio, l’evoluzione del suo stile e il contesto culturale che ha influenzato la sua arte, presentando nuove chiavi di lettura e riflessioni sulla sua eredità.

Enilive, a Gela si produce il Biojet: fino a un terzo domanda europea

Gela, 22 gen. (askanews) – Per le compagnie aeree scatter da quest’anno in Europa l’obbligo di usare una parte di combustibile sostenibile, quote che diventeranno crescenti, fino a raggiungere il 70% nel 2050, secondo quanto previsto da regolamento dell’Unione eurpea, ReFuelEu Aviation. La domanda vista dunque in crescita e il Saf, vale a dire in gergo il carburante sostenibile per l’aviazione prodotto da materie prime di scarto e rifiuti, come oli alimentari esausti o grassi animali, al momento l’unica soluzione per decarbonizzazione il trasporto aereo. Questo lo scenario di mercato in cui Enilive ha avviato unica in Italia la produzione di biojet per il quale ha gi stretto accordi con alcune compagnie aeree. La societ di Eni dedicata alla mobilit sostenibile, ha gi fatto partire il primo impianto dedicato alla produzione di biojet nella bioraffineria di Gela, in Sicilia, dove gi si producono biocarburanti per il trasporto leggero.

“Per Gela si tratta di un importante traguardo”, ha detto l’amministratore delegato di Enilive, Stefano Ballista ricordando che quest’anno Gela celebra 60 anni di attivit. L’impianto fino al 2015 era un petrolchimico tradizionale ma nel 2019 diventata la seconda bioraffineria Eni dopo la riconversione, seguita a quella di Porto Marghera nel 2014. Oggi Gela ha la massima capacit di bioraffinazione in Enilive.

“La novit di oggi che con le modifiche fatte in questo impianto andiamo a produrre non solo Hvo diesel ma anche Hvo jet, cio biocarburante sostenibile per gli aerei, e con questo contribuiremo alla decarbonizzazione del settore dell’aviazione – ha spiegato Raffaella Lucarno, responsabile Bioraffinazione Enilive, sottolineando – Questo carburante porta una riduzione di CO2 rispetto al carburante fossile che va dal 60 al 90% ed uno dei mezzi per decarbonizzare l’aviazione perch il settore dell’aviazione non ha molte altre possibilit come invece c’ sui veicoli che hanno la possibilit di essere elettrici e levorare sull’idrogeno o con altri tipi di carburante”.

La produzione gi partita e l’impianto ha una capacit di 400mila tonnellate/anno, pari a quasi un terzo della domanda di Biojet prevista in Europa nel 2025. “Noi in Italia siamo i primi ad avere un impianto di questo tipo e siamo in secondi in Europa. nostra intenzione, visto che questo mercato un mercato in crescita, andremo a modificare anche la nostra raffineria di Venezia che attualmente fa solo diesel al 2026 far anche jet e poi anche altri siti li trasformeremo proprio per la produzione di Biojet”, ha aggiunto Lucarno.

Un investimento dunque importante anche per il territorio siciliano e per Gela che con il processo di riconversione dell’impianto tradizionale vede la bioraffineria, grazie alle modifiche agli impianti, imporsi per la produzione di quantitativi importanti di biocarburante.”La citt di Gela appunto si candida ufficialmente a citt cuore della bioraffineria e in questo caso del Bojet a livello europeo: sappiamo, conosciamo bene tutto il percorso che avvenuto dal 2014 ad oggi, un percorso che ha visto le due istituzioni, da una parte il Comune di Gela ed dall’altro Eni, percorrere questa strada tracciata, appunto nel portare dalla vecchia raffineria i nuovi metodi utilizzati della della raffinazione a tutela dell’ambiente e del territorio e per questo vogliamo continuare questo percorso”, spiega il sindaco di Gela, Terenziano di Stefano.

Trump: Putin chiuda questa ridicola guerra o scatenerò tasse e sanzioni

Roma, 22 gen. (askanews) – Donald Trump ha esortato Vladimir Putin a porre fine velocemente alla “ridicola guerra” in corso da tre anni in Ucraina, minacciando in caso contrario di scatenare “tasse, tariffe e sanzioni su tutto ciò che viene venduto dalla Russia agli Stati Uniti e a vari altri Paesi coinvolti”. Nel suo messaggio su Truth social il presidente americano non ha fatto riferimento alla possibilità di aumentare gli aiuti militari a Kiev o autorizzare attacchi in maggiore profondità sul territorio russo con missili americani, ma ha affermato che il conflitto non potrà che peggiorare. Ha anche ricordato il ruolo dell’Unione Sovietica che ha portato alla vittoria nella Seconda Guerra Mondiale.

“Non sto cercando di danneggiare la Russia. Amo il popolo russo e ho sempre avuto un ottimo rapporto con il Presidente Putin, e questo nonostante la Russia, Russia, Russia della sinistra radicale. Non dobbiamo mai dimenticare che la Russia ci ha aiutato a vincere la Seconda Guerra Mondiale, perdendo quasi 60.000.000 di vite nel processo. Detto questo, farò un grande favore alla Russia, la cui economia sta fallendo, e al Presidente Putin. Si mettano d’accordo ora e fermino questa ridicola guerra!”: ha scritto Trump, invitando il capo del Cremlino a porre fine al conflitto che “NON FARÀ ALTRO CHE PEGGIORARE”.

“Se non troviamo un “accordo”, e in tempi brevi, non ho altra scelta che imporre alti livelli di tasse, tariffe e sanzioni su tutto ciò che viene venduto dalla Russia agli Stati Uniti e a vari altri Paesi coinvolti. Facciamo in modo che questa guerra, che non sarebbe mai iniziata se io fossi stato Presidente, finisca! Possiamo farlo con le buone o con le cattive – e le buone sono sempre meglio. È ora di “fare un accordo”. NON SI DEVONO PERDERE ALTRE VITE!!!”, scrive Trump.

Cinema, a marzo si gira "Preachers of Beauty", docufilm con il Papa

Roma, 22 gen. (askanews) – Un docufilm con Papa Francesco. Andrea Iervolino e Luis Quinelli, insieme a Tatatu e alla Vitae Global Foundation, hanno annunciato la produzione di “Preachers of Beauty: A Spiritual Journey Through Art and Faith”, che vedrà il Pontefice dialogare con celebri artisti internazionali sul potere universale dell’arte come strumento di unità e speranza. Il progetto è stato ufficialmente confermato ieri dopo un’udienza privata con il Papa nella biblioteca del Palazzo Apostolico, seconda loggia del Cortile di San Damaso, Città del Vaticano.

Le riprese inizieranno a marzo e si svolgeranno nella Cappella Sistina. Andrea Iervolino, fondatore di Tatatu e TAIC, ha dichiarato: “‘Preachers of Beauty’ non è solo un documentario, ma un richiamo spirituale ad abbracciare il potere trasformativo dell’arte. Credo che l’arte, nella sua forma più pura, possa trascendere tutte le barriere culturali e religiose, diventando un linguaggio universale di speranza e pace. È un invito a riscoprire la bellezza e a diffondere luce in un mondo che ne ha disperatamente bisogno”.

Luis Quinelli, fondatore di Vitae, ha aggiunto: “Questo progetto nasce da un profondo desiderio di mostrare come l’arte possa riflettere la grandezza della creazione e avvicinare le anime. Papa Francesco ci ispira a vedere l’arte come un veicolo di unità, un ponte tra cielo e terra, capace di generare cambiamenti positivi nei cuori di tutti. Con ‘Preachers of Beauty’, vogliamo trasmettere un messaggio di amore universale e speranza rinnovata”.

“Preachers of Beauty” si presenta come un’opera unica, in grado di toccare profondamente lo spirito umano e di portare avanti il messaggio di Papa Francesco: un invito a costruire un mondo più bello attraverso atti di gentilezza, creatività e dialogo.

Tim: validità offerta per Sparkle prorogata al 15 marzo

Milano, 22 gen. (askanews) – E’ stata prorogata d’intesa tra le parti al 15 marzo la validità dell’offerta per Sparkle. Lo comunica una nota di Tim.

Il cda del gruppo di tlc, si legge, oggi ha accertato l’evoluzione positiva delle negoziazioni con Mef e Retelit (fondo Asterion) relative all’offerta per Sparkle. Tim ha quindi concesso un’estensione fino al 15 marzo per consentire la finalizzazione delle operazioni propedeutiche alla decisione finale sull’offerta.

L’ultima proposta presentata dal Mef e dal fondo Asterion lo scorso dicembre confermava per Sparkle un enterprise value di 700 milioni di euro e aveva validità fino al 27 gennaio.

Tajani ad askanews: ora lavorare per Accordi di Abramo è priorità

Roma, 22 gen. (askanews) – L’Italia è impegnata per la stabilizzazione dell’area mediorientale allargata e guarda con favore alla possibilità che si riapra concretamente il capitolo degli Accordi di Abramo dopo la tregua raggiunta a Gaza. Lo ha evidenziato il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani intervistato dal direttore di askanews Gianni Todini.

“L’Italia ha un’attività diplomatica molto intensa, c’è un lavoro costante perché siamo protagonisti nel Mediterraneo e se si stabilizza il Medio oriente si stabilizza tutto il Mediterraneo”, ha affermato Tajani. Riflettendo sull’intervento al World Economic Forum del presidente israeliano Herzog, che ha indicato la minaccia iraniana e ha descritto l’Arabia Saudita come attore di stabilità regionale, Tajani ha rilevato che “Herzog ha ragione, l’Arabia Saudita deve essere protagonista di questa nuova stagione; torniamo al 6 ottobre 2023, il lavoro per gli Accordi di Abramo diventa una priorità, Hamas ha attaccato il 7 ottobre proprio per far saltare gli accordi di Abramo”.

Cortinametraggio 2025, Michela Giraud entra in Giuria Commedia

Roma, 22 gen. (askanews) – Cortinametraggio celebra 20 anni di storia dedicati alla promozione del cortometraggio italiano e alla valorizzazione dei giovani talenti del cinema. In occasione di questa edizione speciale, il festival, fondato e presieduto da Maddalena Mayneri e in co-organizzazione con Giusi Gallotto di Nuove Reti, che si terrà a Cortina d’Ampezzo dal 17 al 23 marzo 2025, annuncia l’ingresso nella Giuria Commedia di tre grandi protagonisti del panorama artistico italiano: l’attrice e comica Michela Giraud, che ricordiamo recentemente in Flaminia che ha segnato il suo debutto alla regia e Maschile Plurale di Alessandro Guida e i registi Giuseppe Stasi e Giancarlo Fontana, autori di opere cinematografiche di successo come Metti la nonna in freezer e la serie tv The Bad Guy.

Una squadra di giurati d’eccezione che si affianca ai nomi già annunciati: Andrea Roncato, Pippo Mezzapesa, Sara Ciocca e Leonardo Maltese, confermando l’alta qualità artistica e culturale di questa edizione.

Un altro appuntamento importante sarà la chiusura del bando il 7 febbraio, seguita dall’annuncio dei finalisti previsto per il 10 febbraio, durante una speciale diretta social.

Maddalena Mayneri, fondatrice e presidente di Cortinametraggio, commenta: “Festeggiamo 20 anni di passione per il cinema con uno sguardo rivolto al futuro. Quest’anno, per la prima volta, la serata inaugurale sarà interamente dedicata ai giovani, che avranno l’occasione di incontrare di persona tutti i membri della giuria. Un’opportunità unica per costruire connessioni preziose e alimentare il proprio percorso artistico. Il nostro obiettivo rimane quello di scoprire e valorizzare nuovi talenti, anche grazie alla partecipazione di importanti produzioni cinematografiche”.

Tra le novità di quest’anno l’introduzione di una nuova sezione internazionale dedicata al cinema portoghese. In collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia, verrà inoltre organizzato un CSC Lab, un’occasione unica per coloro che si iscriveranno di confrontarsi con un professionista del settore.

La madrina di quest’anno sarà Barbara Venturato e Roberto Ciufoli come sempre alla conduzione.

L’edizione del ventesimo anniversario è resa possibile anche grazie al contributo e al patrocinio del MIC, Regione Veneto, Provincia di Belluno e Comune di Cortina. Partner Istituzionali: Direzione Generale Cinema e Audiovisivo; Regione Veneto; Provincia di Belluno; Comune di Belluno; Comune di Cortina d’Ampezzo; Aeronautica Militare; Capitanerie di Porto – Guardia Costiera; Ambasciata del Portogallo; Camões, I.P.; NUOVO IMAIE; Fondazione Marche e Cultura.

L’intervista, Tajani ad askanews: l’Ue deve cambiare, rischia la marginalità

Roma, 22 gen. (askanews) – “E’ ovvio che l’Europa debba cambiare marcia perché senza un salto di qualità rischia di essere marginale fra Usa, Russia, Cina e India, anche se è il mercato più ricco del mondo”. Lo ha dichiarato il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani in una intervista al direttore di askanews Gianni Todini, commentando le parole della presidente della Commissione Ursula von der Leyen al World Economic Forum di Davos, dove ha detto che per l’Europa è iniziata una “nuova era di dura concorrenza geostrategica”.

Tajani ha sostenuto che l’Ue “deve concludere intanto il suo percorso verso il mercato interno, e poi cominciare a pensare a una difesa comune europea. Ovviamente il nostro interlocutore principale sono gli Stati Uniti, siamo due facce della stessa medaglia; io sono contro la pena di morte chiaro ma c’è una condivisione di valori comuni”.

Quanto alla possibilità di individuare pragmaticamente delle priorità europee, “oltre i blocchi e i tabù” nella formula di von der Leyen, il ministro degli Esteri ha evidenziato che “dobbiamo guardare all’India, paese destinato a un ruolo importante. Ma l’Europa deve anche darsi una politica industriale perché se non punta a una crescita di questo settore rischia di impoverirsi”.

Tajani, ha inoltre individuato alcuni punti fondamentali da affrontare per la crescita industriale italiana: “La priorità è avere una politica industriale, far sì che la Green Economy diventi un’opportunità, la lotta al cambiamento climatico non può essere frutto di una scelta ideologica bensì di un’azione pragmatica, che metta sempre al centro la persona. Non possiamo pensare di cambiare il nostro sistema industriale in tempi troppo rapidi senza tener conto della questione sociale, non possiamo permetterci di perdere posti di lavoro”. “Noi daremo alcune idee, penso alla riduzione della burocrazia per favorire una politica industriale, serve anche avere una visione europea, cambiare le regole obsolete della concorrenza. ma vogliamo anche ascoltare le reazioni dell’industria, vogliamo sapere se le nostre idee, le nostre proposte sono apprezzate da loro o se hanno suggerimenti diversi”, ha detto Tajani al direttore Gianni Todini, in vista del lancio sabato a Milano del “piano industriale per l’Italia e per l’Europa” di Forza Italia.

“Nel giro di una ventina di giorni proporremo un documento conclusivo. Però l’Italia non può permettersi di avere una forza di governo che non si occupa di politica industriale. Siamo la seconda manifattura d’Europa e la quarta potenza commerciale mondiale. Non avere una politica industriale coordinata con una politica europea rischia di fare danni sociali enormi”, ha sottolineato il vicepremier Tajani.

Sul fronte mediorientale, dopo la tregua raggiunta a Gaza, l’Italia è impegnata per la stabilizzazione dell’area mediorientale allargata e guarda con favore alla possibilità che si riapra concretamente il capitolo degli Accordi di Abramo. Ha evidenziato il vicepremier, intervistato dal direttore di askanews Gianni Todini.

“L’Italia ha un’attività diplomatica molto intensa, c’è un lavoro costante perché siamo protagonisti nel Mediterraneo e se si stabilizza il Medio oriente si stabilizza tutto il Mediterraneo”, ha affermato Tajani. Riflettendo sull’intervento al World Economic Forum del presidente israeliano Herzog, che ha indicato la minaccia iraniana e ha descritto l’Arabia Saudita come attore di stabilità regionale, Tajani ha rilevato che “Herzog ha ragione, l’Arabia Saudita deve essere protagonista di questa nuova stagione; torniamo al 6 ottobre 2023, il lavoro per gli Accordi di Abramo diventa una priorità, Hamas ha attaccato il 7 ottobre proprio per far saltare gli accordi di Abramo”.

Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, nell’intervista con il direttore di askanews, Gianni Todini, ha anche annunciato che l’Italia ospiterà 21 bambini palestinesi con patologie oncologiche.

“Le Nazioni Unite dovrebbero svolgere un ruolo più efficace, non sempre sono state protagoniste. Noi lavoriamo bene con il Programma Alimentare Mondiale per esempio nel programma Food For Gaza, essendo ben visti sia da israeliani che palestinesi. Possiamo svolgere un ruolo importante per aiutare la popolazione civile. Per questo – ha spiegato Tajani – abbiamo deciso di ospitare in Italia 21 bambini malati di tumore che arriveranno negli ospedali di Roma e di Torino grazie a un accordo che stiamo organizzando in queste ore”.

Irama il 2 ottobre tornerà live all’Arena di Verona

Milano, 22 gen. (askanews) – Ha concluso il 2024 con un concerto sold out all’Unipol Forum di Assago, ora Irama, uno degli artisti di maggior successo nell’attuale panorama musicali italiano, capace di spaziare tra generi e mondi diversi, inaugura il 2025 con una serie di novità.

In attesa di vederlo sul palco del Festival di Sanremo con il brano “Lentamente”, annuncia un altro importante appuntamento live: il 2 ottobre tornerà all’Arena di Verona portando tutte le sue hit che gli hanno fatto collezionare 53 dischi di Platino e 4 oro e oltre 2,5 miliardi di streaming.

A maggio, invece tornerà a Milano per due concerti all’Unipol Forum di Assago, il 21 e 23 maggio , di cui il 23 già sold out, e poi a Roma , il 22 luglio al Rock in Roma all’ippodromo delle Capannelle.

Tutti gli eventi sono organizzati da Vivo Concerti.

“Lentamente”, il brano che porta al Festival, è stato scritto dallo stesso Irama con Blanco e Michelangelo alla produzione: “Con questo brano canto un amore viscerale che si distrugge lentamente da entrambe le parti fino a sgretolarsi. Lentamente e’ una canzone diversa per me, con un testo crudo e allo stesso tempo trasparente che mi mette a nudo”.