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Ciclismo, impresa Ciccone che vince a San Sebastian

Roma, 2 ago. (askanews) – L’Italia torna a trionfare nella Classica di San Sebastian: impresa solitaria per Giulio Ciccone che torna in gara dopo la caduta sfortunatissima all’ultimo Giro e lo fa in grande, imponendosi in terra spagnola. Successo numero dodici per l’abruzzese della Lidl-Trek, uno dei più belli dell’intera carriera. Una vittoria che mancava addirittura dal 2003, quando ad imporsi fu Paolo Bettini davanti a Ivan Basso e Danilo Di Luca. L’abruzzese è riuscito ad evadere dal gruppo proprio assieme al messicano secondo all’ultimo Giro d’Italia. I due hanno guadagnato una quarantina di secondi sugli inseguitori e si sono andati a giocare il successo sull’ascesa decisiva del giorno: Murgil-Tontorra. Sulle durissime pendenze Ciccone ha fatto la differenza staccando il proprio rivale e tenendo il passo anche su un rimontante Christen. Nella successiva discesa Ciccone ha incrementato il gap e si è andato a prendere un successo bellissimo sul lungomare basco, arrivando a braccia alzate

Formula1, Magia Leclerc: Ferrari in pole in Ungheria

Roma, 2 ago. (askanews) – Incredibile all’Hungaroring: la Ferrari di Charles Leclerc è in pole position nel GP Ungheria. Un giro da fenomeno del monegasco, che dopo una sessione tra mille difficoltà è autore di un colpo da maestro e si mette alle spalle le velocissime McLaren. “Sono primo? Cosa? Mamma mia!” esulta incredulo via radio il ferrarista. Piastri (secondo) si ferma a 26 millesimi dal tempo di Charles. Terzo, invece, Lando Norris (+0.041) davanti alla Mercedes di Russell. In grande spolvero le due Aston Martin con le due vetture in quinta e sesta posizione. Fuori Hamilton e Antonelli in Q2. Lewis Hamilton litiga costantemente con la SF-25, eloquente il gestaccio alla fine del suo giro, e in gara partirà dodicesimo.

Fonti Chigi: da oggi Italia collabora a consegna aiuti a Gaza

Roma, 2 ago. (askanews) – “Nell’ambito di un’operazione umanitaria internazionale guidata dagli Emirati Arabi Uniti e dalla Giordania e con la partecipazione di altre Nazioni europee, l’Italia questa mattina ha iniziato ad offrire la sua collaborazione operativa alla consegna di aiuti alla popolazione di Gaza mediante lanci aerei oggi operati con velivoli degli Emirati”. Lo rendono noto fonti di Palazzo Chigi.

“Grazie all’azione del Ministero degli Esteri e della Cooperazione Internazionale e del Ministero della Difesa, l’Italia continuerà a ripetere tali operazioni anche nei prossimi giorni in raccordo con i partner più stretti, a partire dagli Emirati Arabi Uniti e dalla Giordania”, spiegano le stesse fonti.

“Parallelamente a questo sforzo in termini di aiuti umanitari, l’Italia resta impegnata a sostenere l’obiettivo di un cessate il fuoco che apra la via al termine permanente delle ostilità e al rilancio di un processo politico verso una pace giusta e duratura, basata sulla soluzione dei due Stati”, concludono.

Si chiude la 19esima Biennale Danza: oltre 21mila presenze

Milano, 2 ago. (askanews) – Si conclude oggi, sabato 2 agosto, il 19esimo Festival Internazionale di Danza Contemporanea della Biennale di Venezia, registrando 21.043 presenze, +18% rispetto alla scorsa edizione. In crescita la partecipazione dei giovani, studenti e under 26, che segna +26% rispetto al 2024.

Diretto da Wayne McGregor che lo ha intitolato alla potenza generativa degli artisti visti come creatori dei miti contemporanei, Myth Makers, il festival ha portato in laguna oltre 160 artisti presentando, attraverso la radicalità dei tanti diversi linguaggi della danza, 8 prime mondiali, 7 europee, 5 italiane.

Quest’anno il Leone d’oro alla carriera ha celebrato Twyla Tharp e il suo Jubilee Tour, e confermato con il Leone d’argento Carolina Bianchi, autrice, regista, performer fuori da ogni canone. Accanto alle due artiste, il festival ha conquistato il pubblico con le evoluzioni aeree di Yoann Bourgeois accompagnate dalle musiche di Patrick Watson, con la potenza dei cyber danzatori di Chunky Move, la furia aspra di Virginie Brunelle, la ritualità originale di Aakash Odedra, la fisicità post-punk del duo Bullyache e quella nervosa e surreale di Tânia Carvalho. E ancora le ultime generazioni con Mattia Russo e Antonio De Rosa della compagnia Kor’sia, Philippe Kratz alla testa della storica formazione Nuovo Balletto di Toscana, e soprattutto i giovani danzatori e coreografi di Biennale College, punto di forza del festival. A loro sono stati affidati cinque lavori ponendoli a confronto con altrettanti approcci alla danza: dal riallestimento di In C di Sasha Waltz a The Remaning Silence di Anthony e Kel Matsena, quasi un secondo tempo di The Herds, la performance di arte pubblica che aveva anticipato il festival a giugno, fino alle due nuove opere di Wang Le, Coexistence, e AI’M di Tamara Fernando e Matthew Totaro, vincitori di Biennale College coreografi.

Gran finale questa sera con due nomi importanti: il maestro della coreografia contemporanea William Forsythe al Teatro alle Tese con Friends of Forsythe e Marcos Morau al Teatro Malibran con l’ormai storica compagnia La Veronal per la prima mondiale di La mort i la primavera.

Basket, a Riccione la fase finale delle Estathé 3×3 Italia finals

Milano, 2 ago. (askanews) – E’ Riccione la città che ospita la fase finale, per la categoria Open, delle Estathé 3×3 Italia Finals 2025, atto conclusivo dell’Estathé 3×3 Italia Streetbasket Circuit, il circuito dedicato all’attività 3×3 organizzato dalla Federazione italiana pallacanestro in collaborazione con Master group sport.

Un tour, partito da Alba il 31 maggio, che in due mesi ha toccato 18 Regioni italiane con oltre 100 tornei tra Circuito Elite (tornei Master e Top) e Circuito Classic. Sui campi allestiti in Piazzale Roma, a Riccione, sono state annunciate le 16 squadre maschili e le 12 Femminili che prenderanno parte all’evento finale che assegnerà i titoli Open 2025. La squadra vincitrice maschile si aggiudicherà anche il pass per la tappa di Debrecen (29-31 agosto) del Fiba 3×3 world tour, il tour più importante al mondo del 3×3.

La località romagnola per la prima volta vede protagoniste nello stesso palcoscenico atleti senior e atleti giovanili (finali Under 14, Under 16, ed Under 18, Maschili e Femminili), a dimostrazione di un tour sempre più inclusivo.

“Siamo felici di poter contribuire alla crescita dello Street basket in Italia perché da sempre siamo vicini al mondo dello sport, ai suoi valori, orgogliosi del coinvolgimento sempre più ampio di tutto il settore giovanile a testimoniare l’importanza dello sport per un corretto stile di vita, come mezzo di conoscenza reciproca, di rispetto e di inclusione, dove prima di ogni risultato conta il divertimento”, ha commentato Fabrizio Gavelli, presidente e amministratore delegato Ferrero Commerciale Italia, che ha partecipato alla presentazione delle Finals insieme a Roberta Frisoni, assessora a Turismo, commercio, sport della Regione Emilia-Romagna, Simone Imola, assessore allo Sport Comune di Riccione, Maurizio Bertea, segretario generale Federazione italiana pallacanestro, e Antonio Santa Maria, direttore generale Master group sport.

Le Estathé 3×3 Italia Finals 2025 sono patrocinate dal Comune di Riccione e rientrano nel cartellone degli eventi sportivi sostenuto dalla Regione Emilia-Romagna per la valorizzazione del territorio e l’attrattività turistica.

“La quinta edizione dell’Estathé 3×3 Italia Streetbasket Circuit, ormai giunta alla conclusione, è stata un successo straordinario, con oltre 100 tornei sul territorio che hanno coinvolto nelle piazze italiane migliaia di appassionati -ha commentato Maurizio Bertea, segretario generale Federazione italiana pallacanestro – La Federazione italiana pallacanestro sta continuando a investire nel movimento 3×3, lavorando, con l’aiuto dei comitati regionali, sulla formazione di arbitri e ufficiali di campo e sull’attività giovanile, che in questa stagione è stata strettamente connessa al circuito senior. Per la prima volta è la stessa località a ospitare Finali Open e Finali Giovanili: un segnale concreto di crescita, appartenenza e inclusività, di cui siamo particolarmente orgogliosi. A Riccione sono presenti atleti e atlete di altissimo livello, a conferma della qualità raggiunta dal circuito. Guardiamo con fiducia anche al futuro Azzurro: a settembre la Nazionale 3×3 Open Maschile tornerà a disputare l’Europe Cup dopo nove anni di assenza. L’obiettivo è crescere ancora, per qualificarci ai Giochi Olimpici di Los Angeles 2028 sia con la Nazionale maschile sia con quella femminile”.

Giubileo, i giovani accampati a Tor Vergata in attesa del Papa

Milano, 2 ago. (askanews) – Tende, bandiere di diverse nazionalit e musica: i giovani da tutto il mondo sono accampati a Tor Vergata in attesa dell’arrivo del pontefice per il Giubileo dei giovani. Forze di polizia, Protezione civile, steward, Vigili del fuoco e Ares 118 hanno dato vita al sistema sicurezza, accogliendo i pellegrini pronti ad attendere le liturgie che saranno celebrate a partire da questa sera dal Santo Padre.

Giubileo, il Papa: atteso un milione di giovani, per me è un privilegio

Milano, 2 ago. (askanews) – “Più di mezzo milione, dicono, forse un milione di giovani che sono venuti da tanti Paesi del mondo. Per me è un privilegio”. Lo ha detto Papa Leone XIV, ricevendo in udienza gli artisti che animeranno l’incontro dei giovani a Tor Vergata. Per il Santo Padre, “è una benedizione poter partecipare in questa missione, in questo servizio, come Vescovo di Roma, come Santo Padre, conoscendo soprattutto la fede, l’entusiasmo e la gioia che condividiamo e che dà voce a quello che abbiamo nel nostro cuore, e che è soprattutto il desiderio di trovare la felicità, la gioia, l’amore; di sperimentare la fede anche con i doni che il Signore ci ha dato: la musica, il ballo e tante forme artistiche che voi condividerete questo pomeriggio con i giovani”. È veramente un dono per noi tutti e per tutta la Chiesa, e vi ringrazio sinceramente – ha sottolineato ancora il Pontefice -. Grazie a voi per questo momento e chiedo a Dio che vi benedica e vi aiuti ad accompagnare questi giovani che hanno anche tanto bisogno di trovare la vera gioia, la vera felicità che troviamo tutti in Gesù Cristo”.

Tesla condannata a pagare 243 milioni di dollari per un incidente mortale con Autopilot

Roma, 2 ago. (askanews) – Una tribunale della Florida ha stabilito che Tesla è stata in parte responsabile di un incidente mortale avvenuto nel 2019 che ha coinvolto un veicolo dotato del software di assistenza alla guida dell’azienda, Autopilot, assegnando ai querelanti quasi 329 milioni di dollari di danni. Tesla dovrà pagare un terzo dei danni compensativi e l’intero importo dei danni punitivi, per un totale di 243 milioni di dollari di danni. Lo riportano i media Usa.

In particolare il Wsj spiega come sia “la prima volta che una giuria riconosce un risarcimento danni in una causa relativa alle funzionalità di assistenza alla guida di Tesla e rappresenta un grave ostacolo per l’ azienda di veicoli elettrici di Elon Musk”.

“La giuria ha concluso che la casa automobilistica non ha fornito sufficienti avvisi o istruzioni per la funzione Autopilot della Tesla Model S del 2019 coinvolta nell’incidente, rendendo l’auto irragionevolmente pericolosa. La giuria ha assegnato ai querelanti 129 milioni di dollari di risarcimento danni e 200 milioni di dollari di risarcimento danni punitivi”.

Trump ha detto che i 2 sottomarini nucleari ora sono "più vicini alla Russia"

Roma, 2 ago. (askanews) – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato che due sottomarini nucleari da lui inviati in seguito alla presunta minaccia avanzata al Paese da Dmitry Medvedev, vicepresidente russo del Consiglio di Sicurezza, sono ora più vicini alla Russia.

Trump ha annunciato ieri in un post su Truth Social il dispiegamento di due sottomarini nucleari in “regioni appropriate” in risposta ai recenti commenti di Medvedev.

“Beh, un ex presidente russo che ora è a capo di uno dei consigli più importanti, Medvedev, ha detto cose molto brutte, parlando di nucleare. E quando si nomina la parola ‘nucleare’, sapete, mi si illuminano gli occhi e dico: ‘Meglio stare attenti’, perché è la minaccia definitiva”, ha detto Trump in un’intervista con Newsmax, alla Casa Bianca nella serata di ieri.

Trump ha confermato di aver inviato due sottomarini nucleari “nella regione”. Alla domanda se fossero ora più vicini alla Russia, Trump ha risposto: “Sono più vicini alla Russia. Sì, sono più vicini alla Russia”.

Tornerà il gran caldo, dopo i temporali e le grandinate

Milano, 2 ago. (askanews) – Erano 5 anni che non pioveva il 2 agosto su tutto il Nord: quest’anno una fase anomala di maltempo colpirà tutto il settentrione e anche le regioni centrali, proprio all’inizio delle vacanze estive agostane.

Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, conferma la persistenza del peggioramento in atto, associato ad una depressione centrata sulla Danimarca: un fronte freddo causerà diffusi temporali nelle prossime ore al Nord e poi via via verso il Centro. Al Sud il tempo sarà ancora buono e con temperature leggermente sotto la media del periodo.

Nel dettaglio, fino al pomeriggio del sabato si prevedono forti fenomeni su gran parte del Nord Italia e localmente anche tra Alta Toscana e Marche; in seguito avremo ancora rovesci sul Nord-Est, ma anche in Piemonte, Toscana, Umbria e Marche.

Attenzione poi ad una linea temporalesca molto attiva, prevista nella notte tra sabato e domenica tra Toscana, Emilia Romagna e medio Adriatico con fenomeni localmente insistenti fino al pranzo della domenica; in seguito la fase clou del maltempo dovrebbe attenuarsi e lasciare spazio a schiarite anche al Centro-Nord, seppur con residua instabilità sulla fascia adriatica. Il Sud vivrà invece un weekend soleggiato, salvo nubi in arrivo tra Puglia e Basilicata. In sintesi, durante questo primo fine settimana di agosto il cielo brontolerà in modo sonoro; avremo forti temporali al Nord e poi anche su parte del Centro, si temono altre grandinate e colpi di vento a causa della marcata differenza tra le masse d’aria che si stanno fronteggiando: da una parte ritroviamo l’aria calda estiva italiana, dall’altra l’aria polare scandinava in discesa verso le nostre spiagge come fanno i turisti di quelle zone in questa stagione; l’invasione scandinava quest’anno sarà sia turistica sia meteorologica.

Dopo questa fase di temporali forti, il meteo ci riserverà un’altra sorpresa di opposto carattere: da lunedì il sole tornerà prevalente su tutta l’Italia salvo residui ultimi scrosci al Sud e sul medio versante adriatico; e soprattutto, da giovedì arriverà, purtroppo, una nuova ondata di caldo africano!

Saliremo sulle montagne russe del meteo: prima forti temporali, grandine e temperature autunnali (al Centro-Nord), poi caldo africano con solleone, canicola ed afa opprimente. Agosto inizierà dunque in modo anomalo, sembrerà più una mezza stagione che il mese estivo per eccellenza, il mese delle ‘ferie di Augusto’, del Ferragosto: a tal proposito, va detto che il bel tempo della prossima settimana durerà incontrastato almeno fino a Ferragosto.

Strage di Bologna, Mattarella: fu un attacco ai valori della Costituzione

Roma, 2 ago. (askanews) – “La strage della Stazione di Bologna ha impresso sull’identità dell’Italia un segno indelebile di disumanità da parte di una spietata strategia eversiva neofascista che mirava a colpire i valori costituzionali, le conquiste sociali e, con essi, la nostra stessa convivenza civile”. Lo afferma il capo dello Stato Sergio Mattarella nell’anniversario della strage.

“Il 2 agosto di quarantacinque anni fa, con i corpi straziati, i tanti morti innocenti, la immane sofferenza dei familiari, lo sconvolgimento di una città e, con essa, dell’intera comunità nazionale, è nella memoria del Paese”.

Ricorda Mattarella: “Bologna, l’Emilia-Romagna, l’Italia, risposero con prontezza e fermezza, esprimendo tutta la solidarietà di cui sono capaci, respingendo il disegno destabilizzante, le complicità presenti anche in apparati dello Stato, le trame di chi guidava le mani stragiste”.

Aggiunge il presidente: “Nel giorno dell’anniversario, si rinnovano alle famiglie delle vittime i sentimenti di vicinanza. Espressione di una comunità coesa che aderisce a quei principi democratici, che gli artefici della strage volevano cancellare, generando paura per minare le istituzioni, cercando di spingere il Paese verso derive autoritarie, con responsabilità accertate grazie al tenace lavoro di Magistrati e servitori dello Stato”.

Conclude Mattarella: “Merita la gratitudine della Repubblica la testimonianza dell’Associazione dei familiari delle vittime, che ha sempre tenuto accesa la luce sul percorso che ha portato a svelare esecutori e mandanti, prezioso esempio di fedeltà ai valori costituzionali, specie per i giovani”.

Nordio: se le toghe cavalcano il referendum rischiano l’umiliazione

Roma, 2 ago. (askanews) – I toni usati da opposizione e “parte della magistratura” hanno reso “difficile un confronto” sulla separazione delle carriere, e il referendum rischia di trasformarsi in una “umiliazione” delle toghe. Lo dice il Guardasigilli Carlo Nordio in una intervista a Repubblica.

“Ho paura di vincere il referendum, dopo un dibattito cruento che veeda coinvolta la magistratura. Perché se questa si accodasse alla politica, o peggio ne guidasse la carica, una sconfitta sarebbe un’umiliazione che inciderebbe sulla sua credibilità, già pericolosamente crollata. E da cittadino e da magistrato non me lo auguro”. Per il ministro “la giustizia è lacrime e sangue e non può essere strumentalizzata a fini elettorali”.

Per quanto riguarda la sentenza della Corte Ue sui paesi sicuri dove poter rimpatriare i migranti, Nordio nega che sia stata bocciata la linea del governo e commenta: “La sentenza riconosce come legittimo ciò che abbiamo fatto: cioé designare tramite un atto legislativo un Paese terzo come ‘Paese di origine sicuro'”. Quindi aggiunge che certamente i giudici hanno il potere di controllare i provvedimenti ma “quel sidacato deve essere effettivo e motivato. Il giudice deve accertarsi dell’affidabilità delle informazioni su cui fonda il suo convincimento, di cui deve fornire adeguata motivazione. E questo non si può dire sia sempre avvenuto. Non è un dettaglio”.

"Popolare" di Michele Bravi feat.Mida inversione remix

Milano, 2 agi. (askanews) – Dopo il grande successo in radio e in digitale, “Popolare” di Michele Bravi feat.Mida (Pastore Studio under exclusive license to M.A.S.T./Believe) è uscita con una versione remix eccezionale firmata dal re della dance, Gabry Ponte.

Il remix regala al sound del brano un groove elettronico, arricchito dal tocco magico di Gabry Ponte, fresco del suo recente concerto sold out a San Siro, il San Siro Dance, che lo ha consacrato come il primo DJ della storia a esibirsi da headliner sul leggendario palco dello stadio milanese, davanti a 56mila persone.

Accanto ai suoni, i colori, gli stimoli visivi del Mardi Gras di New Orleans si accostano le atmosfere clubbing, in un’esplosione di energia travolgente che celebra il folklore.

Con “Popolare” Michele Bravi dedica un capitolo della sua storia musicale alla carnalità della Louisiana, alla passionalità della musica di strada e alla percussività del Mississippi.

“Ho voluto personalmente coinvolgere Gabry Ponte in questa rivisitazione del brano. Ero certo che la stoffa del suo sound avrebbe aggiunto colori inaspettati al pattern di tessuti che già la canzone includeva in sé”.

“Quando Michele mi ha mandato la sua canzone ho capito che poteva nascere una bella collaborazione, è stato divertente realizzare questo remix!”, queste le parole del DJ-producer.

Nel singolo, trova spazio anche uno dei giovani artisti di punta della scena pop attuale: Mida, che è nato a Caracas e ha trascorso i primi anni della sua vita in Venezuela. ?”Popolare” è anche un videoclip esplosivo e bizzarro, che vede protagonisti personaggi del mondo della tv, della musica, del cinema, dello sport e dell’entertainment in generale, tutti accomunati dall’essere “popolari”, nel senso di avere nel sangue l’istinto alla trasversalità, all’inclusività, al folklore. Ognuno con il proprio stile interpreta la canzone, divertendosi e lasciandosi coinvolgere dal suo ritmo: Carlo Conti, Fiorella Mannoia, Chiara Ferragni, Gerry Scotti, Simona Ventura, Maria Grazia Cucinotta, Ilenia Pastorelli, Il Gabibbo, Enzo Miccio, Angelo Madonia, Giulia Stabile, Vanessa Incontrada, Edoardo Prati…e tanti altri.

Siglato accordo tra Sony Music Entertainment Italy e Ballandi Music

Milano, 2 ago. (askanews) – Siglato un accordo tra Sony Music Entertainment Italy e Ballandi Music, la nuova etichetta discografica del gruppo Ballandi.

La Major distribuirà – in fisico e in digitale – il repertorio artistico di Ballandi Music, nuova realtà nata con l’obiettivo di scoprire e valorizzare talenti emergenti provenienti da contesti spesso periferici rispetto ai centri tradizionali dell’industria discografica.

«Siamo molto felici per questa partnership con un’azienda che rappresenta la storia della televisione italiana – commenta il Presidente e CEO Sony Music Entertainment Andrea Rosi – e che storicamente ha sempre avuto idee e intuizioni all’avanguardia. Siamo certi che anche nel campo musicale confermerà questa tradizione e Sony è pronta a fornire tutti i servizi necessari».

Attraverso questo accordo, Sony Music metterà a disposizione di Ballandi Music la propria rete di distribuzione capillare e un accesso qualificato al mercato nazionale e internazionale.

Le parole di Herzog, uno spiraglio tra le macerie di Gaza

Le dichiarazioni del presidente israeliano Isaac Herzog, affidate al social network X, non passano inosservate. Se da un lato egli ribadisce con fermezza la posizione d’Israele in merito alla guerra in corso, dall’altro, pur in tono difensivo, introduce parole che suonano nuove — almeno nel linguaggio ufficiale — nel riconoscere il dolore dei civili palestinesi di Gaza. Una frase su tutte, in apparenza semplice, segna un punto di discontinuità: “Non siamo indifferenti al dolore dei civili palestinesi a Gaza”.Herzog esprime “rispetto” per il presidente italiano Sergio Mattarella, definito “amico”, ma si dice “rattristato” da alcune sue recenti affermazioni. Tuttavia, la risposta non è quella tipica del muro contro muro diplomatico: c’è piuttosto un tentativo di dialogo, di chiarimento, di apertura.

L’amicizia con Mattarella e la questione degli ostaggi

“Mattarella ha avuto ragione ad affermare che Israele è stato brutalmente attaccato il 7 ottobre” — riconosce Herzog — e subito ricorda che 50 ostaggi israeliani sono ancora prigionieri, “trattenuti in condizioni disumane nei tunnel di Hamas”. Ma aggiunge un passaggio significativo: “La loro intollerabile sofferenza, l’agonia delle loro famiglie e la sofferenza dei civili di Gaza, che non vogliamo, potrebbero finire oggi” se gli ostaggi fossero liberati.

Il presidente israeliano assicura che Israele ha accettato diverse proposte di cessate il fuoco, tutte respinte da Hamas. E ribadisce: “Israele non ha intenzione di uccidere indiscriminatamente. Vogliamo solo vivere in pace e sicurezza”. È un’affermazione che non basta certo a placare le critiche internazionali, ma nella quale si coglie almeno la consapevolezza che il tempo della guerra non può durare in eterno.

Il rispetto del diritto internazionale

In un passaggio meno difensivo e più riflessivo, Herzog ammette che “gli errori accadono in guerra” e che Israele “sta facendo tutto il possibile per migliorare la situazione”. Rivendica il rispetto del diritto internazionale “in condizioni quasi impossibili”, contrapponendolo alla condotta di Hamas, che “viola palesemente e orgogliosamente le convenzioni e le leggi sui diritti umani”.

Parole che, certo, restano nel solco della narrazione ufficiale, ma lasciano spazio — almeno tra le righe — a un possibile ripensamento strategico. La pressione diplomatica, non solo europea, e l’appello reiterato di Mattarella alla “proporzione” e al rispetto della dignità umana, sembrano aver smosso le acque.

Verso settembre, tra pause e svolte

In un’estate segnata dalla paralisi diplomatica e dalle sofferenze sul campo, la dichiarazione di Herzog rappresenta forse il primo segnale — tenue, prudente, ma non per questo irrilevante — di una possibile svolta. Il nodo resta quello del rilascio degli ostaggi, ma anche della volontà reale, da entrambe le parti, di fermare la spirale di violenza.

Mattarella, nel suo intervento, non ha negato il diritto di Israele a difendersi, ma ha chiesto con forza di uscire dalla logica della distruzione e dell’odio. Le parole di Herzog, pur segnate da cautela, sembrano aver raccolto almeno in parte quell’appello.

Asia, un continente sotto pressione: frontiere mobili, nazionalismi rigidi.

Come non bastassero le guerre che ci sono già, il mondo in questi ultimi mesi ne ha rischiate altre due, una delle quali potenzialmente devastante. Il teatro è quello asiatico, ovvero il continente che per molti analisti segnerà il tempo del pianeta in questo secolo.

Taiwan e l’incognita americana

Il continente nel quale, detto ora qui solo per inciso, si trova Taiwan, con il suo carico di generale pericolo per tutti, posta la reiterata determinazione della Cina nel considerarla una propria provincia e conseguentemente nel volerne tornare in possesso entro la metà del secolo o anche prima; e posta la parallela difesa della sua autonomia sempre patrocinata dagli Stati Uniti. Anche se, occorre dire, ora con la nuova e imprevedibile Amministrazione americana tutto è possibile: pure – come qualcuno comincia a temere fra i politici formosiani – che essa divenga una merce di scambio con Pechino nella partita economica che Donald Trump sta giocando col resto del mondo.

Preah Vihear: diplomazia, dazi e confini

Cominciamo dallo scontro più recente e meno inquietante ma non per questo non importante, quello fra Thailandia e Cambogia. L’oggetto del contendere è un antico tempio hindù, chiamato Preah Vihear, dal 2008 Patrimonio UNESCO. Ritenuto un “simbolo dell’identità nazionale” dai cambogiani, la sua attribuzione a Phnom Penh da parte dei colonizzatori francesi, oltre un secolo fa, una decisione sancita nel 1962 dalla Corte Internazionale di Giustizia, non è mai stata accettata dai thailandesi, che ritengono le alture ove esso si trova appartenenti al proprio territorio. Oltre il tempio, dunque, è una questione di confini (e sono ben 817 i km che separano i due paesi).

La tensione si protrae da decenni e ha condotto ad uno scontro armato durato 5 giorni che ha rinnovato quello del 2010, con qualche decina di morti e feriti, e che si è concluso con la mediazione della Malesia (presidente di turno dell’ASEAN) grazie (anche e forse soprattutto) alla minaccia di Trump di elevare i dazi al 36% per entrambi i paesi: sia per l’alleata Thailandia, sia per la meno vicina, ma non ostile, Cambogia. Ai colloqui ha partecipato anche la Cina, che naturalmente non può permettersi di delegare una disputa asiatica alla sola gestione statunitense.

India e Pakistan: lo spettro nucleare e la guerra dell’acqua

Più grave la tensione registratasi in maggio fra India e Pakistan. Due nazioni nucleari, nemiche da sempre, ovvero sin da quando, nel 1947, la fine dell’impero britannico consentì ai musulmani dell’area di fondare il loro stato, appunto il Pakistan, a ovest dell’India. Da allora le dispute territoriali fra le due nazioni si sono susseguite con regolarità: la principale riguarda il mitico Kashmir, fonte di numerosi scontri nel tempo (i più intensi furono nel 1971, assai prossimi ad una guerra vera e propria).

Questa volta la miccia è stata accesa da uno sconfinamento in territorio indiano – nella zona turistica della Valle di Pahalgam – da parte di un gruppo terroristico pakistano, il “Fronte della Resistenza”, di formazione jihadista, con l’uccisione a sangue freddo di ben 26 persone.

Nuova Dehli accusa Islamabad senza mezzi termini di proteggere, se non addirittura di favorire, queste milizie e dunque ha approntato una reazione molto dura: non tanto per i bombardamenti aerei effettuati, che hanno prodotto un certo numero di vittime, quanto per la sospensione del Trattato del 1960 sulle acque dell’Indo, ovvero il blocco delle acque dei fiumi che vanno verso occidente, verso il Pakistan. Un atto di guerra totale perché significa privare del bene più prezioso un’intera popolazione. E infatti il premier pakistano Shebbaz Sharif ha minacciato come ritorsione l’uso della bomba atomica (ormai la Russia ha 

fatto scuola…).

Una tregua fragile su un continente inquieto

La tregua presto siglata è definita da tutti alquanto fragile. Ma per ora regge. Senza però far cessare il timore di una deflagrazione degli scontri in un conflitto vero e proprio. Il dialogo fra le parti è infatti sostanzialmente minimo, per non dire inesistente, e dunque basta un nuovo episodio violento per far precipitare la situazione. Che potrebbe a quel punto farsi molto, molto seria.

In Asia i nazionalismi sono assai forti, hanno radici antiche, religiose e non solo, e rappresentano il carburante principale cui attinge chi gestisce il potere. Molto fuoco dunque cova sotto la cenere, anche da quelle parti.

Riconoscere o no lo Stato di Palestina? Un dilemma politico, linguistico e morale

Di recente al Presidente della Francia si sono aggiunti Canada, Singapore, San Marino, Portogallo, Gran Bretagna così che sono complessivamente 147 le nazioni che al mondo che hanno già riconosciuto lo Stato della Palestina ed altri prossimamente si aggiungeranno a questo elenco.

Si tratta di una presa di posizione che può costituire una buona palestra per capire se si ha la forza effettiva per mettere pace da quelle parti dove ad oggi risultano morti, a causa della fame, 89 bambini oltre a circa 200 adulti. Può darsi che invece ci si palleggi soltanto la palla senza sapere in quale porta segnare e soprattutto se farlo.

Una partita tra Stati e simboli

È un peccato che non ci si allarmi per piaghe simili che segnano tante popolazioni africane ma insomma non è il momento di mettersi a guardare ora troppo per il sottile.

I Pro Palestina ne vogliono riconoscere la soggettività e l’istituzione dello Stato con la speranza, se non la convinzione, che questa possa contribuire ad un piano di pace. Quelli che non si aggregano dicono che in questo modo non si fa che fare un piacere ad Hamas.

I confini geografici con relative frontiere, ad oggi mobili, non sembrano chiari ma è questione per adesso su cui è meglio non attardarsi.

Il verbo “riconoscere” sotto processo

Riconoscere è uno verbo che si fa forte del prefisso “ri” che ingarbuglia una situazione già non fluida fin dal punto di partenza. Già il solo ”conoscere” ha coinvolto pensatori e filosofie restando comunque una ambizione incompiuta. Nel mentre ci si dice certi di sapere di una materia, ne vien fuori, a tamburo battente, un aggiornamento che costringe continuamente ad una rincorsa su una gara che non ha mai un traguardo.

“So di non sapere” era la furbizia di Socrate che subito si arrendeva davanti al dominio di una conoscenza che scappava per sua natura dalle mani andandosene per fatti suoi, incurante di chi credeva di averla finalmente in possesso.

A voler fare gli speciosi si potrebbe sostenere che se presumo di conoscere una cosa non si comprende come possa “riconoscerla”, cioè conoscerla nuovamente. È una impellenza di doppiaggio che sa di idiozia.

Se conosco una cosa sfugge la ragione e la necessità di doverci ancora una volta tornarci su. Forse ci si potrebbe accontentare nel dire che si conosce lo Stato della Palestina o, meglio ancora, ne si prende atto senza aggiungervi altri rafforzativi.

In attesa di settembre

Forse per tirarsi fuori dagli impicci e dagli impacci grammaticali il nostro Governo ha dichiarato che questa decisione è per ora prematura evitando di dire immatura.

Ciò che è prematuro lascia aperta la porta ad una evoluzione positiva per il futuro, mentre immaturo sembra incline ad una condanna a morte perché indica come una negazione delle possibilità.

Il Segretario di Stato vaticano, cardinale Pietro Parolin, uno che con le parole ci sa fare, ha tagliato corto sulla situazione ricordando che è già una decina d’anni che si è proceduto in tal senso.

In fin dei conti ciò che importa è che alla Palestina non le si faccia tana, dandole una identità solo per poi metterla fuori rango, secondo le regole dei bimbi quando ci si rincorreva ad acchiapparella facendo fuori l’avversario di turno, mettendolo fuori gioco.

A settembre, con il riaffacciarsi di un primo fresco, le idee saranno più chiare, meno annebbiate, e “conosceremo” gli esiti di tanti buoni o cattivi propositi.

I partiti non sono tribunali morali

La recente “sentenza” di assoluzione preventiva del capo dei 5 Stelle, Conte, sulla candidatura di Ricci a Presidente della Regione Marche ripropone un capitolo pericoloso e inquietante sulla natura dei partiti. Certo, i partiti populisti con una chiara e netta identità giustizialista – e i 5 Stelle, sin dalle origini, sono l’interpretazione più autentica di questa deriva – fanno del moralismo, di norma a corrente alternata, la stella polare cui affidarsi nella concreta battaglia politica.

Le alleanze non si fondano su (pre)giudizi morali

Ma il dato di fondo a cui dobbiamo dare una risposta seria e convincente, a prescindere dal comportamento concreto dei populisti, è che i partiti – o ciò che resta di loro – non possono trasformarsi in una sorta di “tribunali morali” permanenti.

Le alleanze politiche, cardine fondamentale di ogni sistema democratico, non possono essere il frutto e la conseguenza di valutazioni moralistiche o pseudo giudiziarie. La valutazione sui singoli candidati, ovviamente legittima e discrezionale da parte di ogni partito, non può trasformarsi in una sentenza di assoluzione o di colpevolezza sulla base di giudizi astratti e moralistici. Fuorché qualcuno pensi di avere il monopolio esclusivo e totalizzante della moralità, della giustizia, della trasparenza e della correttezza etica e politica.

Un pericolo per la Costituzione repubblicana

Ma questo – è bene ricordarlo – accade nei regimi dispotici e dittatoriali disciplinati dal fondamentalismo religioso e dogmatico. Si tratta, cioè, di sistemi alternativi alla democrazia e ai principi liberali e, per quanto riguarda il nostro Paese, di un impianto pseudo-culturale del tutto estraneo ed esterno ai valori e ai principi della stessa Costituzione repubblicana.

Per queste ragioni, semplici ma oggettive, i partiti – qualsiasi partito – non possono trasformarsi in tribunali morali ed etici permanenti che distribuiscono patenti di legittimità, di agibilità, di trasparenza giudiziaria e di moralità personale necessari per partecipare all’attività politica e istituzionale.

Un sistema del genere sarebbe semplicemente devastante per la qualità della nostra democrazia e per la stessa credibilità delle istituzioni democratiche.

Il populismo mina la democrazia alla radice

Il vero tarlo corrosivo di questa deriva democratica ha un nome preciso: populismo. Se il populismo – che poi si trascina dietro i peggiori vizi della politica, dal trasformismo all’opportunismo, dal giustizialismo al moralismo – continua a condizionare i comportamenti della politica italiana, non possiamo stupirci se la nostra democrazia appare fragile ed esposta al vento di estremismi che rischiano di minarla alla radice.

Il populismo, al riguardo, e di qualsiasi marca sia, era e resta il peggiore nemico della democrazia e, con essa, dei valori e dei principi costituzionali.

Il rischio di normalizzare la deriva

Ecco perché chi si allea oggi con i populisti, soprattutto quando hanno una vena giustizialista e vagamente moralistica, corre il rischio non solo di sdoganare definitivamente quella deriva nella cittadella politica italiana ma, ancor più gravemente, di condividere quel sistema di disvalori che sono e restano agli antipodi di una sana e trasparente democrazia liberale, sociale, solidale e, soprattutto, costituzionale.

Dopo parole Medvedev Trump ordina ridispiegamento di due sottomarini nucleari

Roma, 1 ago. (askanews) – “Sulla base delle dichiarazioni altamente provocatorie dell’ex presidente russo Dmitry Medvedev, ora Vicepresidente del Consiglio di Sicurezza della Federazione Russa, ho ordinato il riposizionamento di due sottomarini nucleari nelle regioni appropriate, nel caso in cui queste dichiarazioni insensate e provocatorie fossero più di questo”. Lo scrive il presidente Usa Donald Trump sul proprio social Truth.

“Le parole – prosegue Trump – sono molto importanti e spesso possono portare a conseguenze indesiderate, spero che questo non sia uno di quei casi”.

Lunedì, Medvedev aveva affermato di considerare come una minaccia e un passo verso la guerra tra Usa e Russia l’imposizione di ultimatum da parte di Trump per l’accettazione, da parte di Mosca, di un cessate-il-fuoco con l’Ucraina. In risposta, il presidente Usa aveva duramente criticato Medvedev per le sue dichiarazioni, sottolineando che l’ex delfino di Putin sta “entrando in un territorio molto pericoloso”.

Trump: dopo parole Medvedev ridispiegamento 2 sottomarini nucleari

Roma, 1 ago. (askanews) – “Sulla base delle dichiarazioni altamente provocatorie dell’ex presidente russo Dmitry Medvedev, ora Vicepresidente del Consiglio di Sicurezza della Federazione Russa, ho ordinato il riposizionamento di due sottomarini nucleari nelle regioni appropriate, nel caso in cui queste dichiarazioni insensate e provocatorie fossero più di questo”. Lo scrive il presidente Usa Donald Trump sul proprio social Truth.

“Le parole – prosegue Trump – sono molto importanti e spesso possono portare a conseguenze indesiderate, spero che questo non sia uno di quei casi”.

Lunedì, Medvedev aveva affermato di considerare come una minaccia e un passo verso la guerra tra Usa e Russia l’imposizione di ultimatum da parte di Trump per l’accettazione, da parte di Mosca, di un cessate-il-fuoco con l’Ucrina. In risposta, il presidente Usa aveva ha duramente criticato Medvedev per le sue dichiarazioni, sottolineando che l’ex delfimo di Putin sta “entrando in un territorio molto pericoloso”.

Banche italiane in linea o sopra Cet1 medio Ue in stress test Eba

Roma, 1 ago. (askanews) – Le maggiori banche italiane coinvolte nell’ultima tornata di stress test dell’Eba mostrano risultati per lo scenario avverso sostanzialmente in linea o molto superiori alla media del campione monitorato dall’autorità bancaria europea. Il “riferimento” è un coefficiente patrimoniale Cet1 al 12 percento, misurato a fine 2027 per l’insieme delle 64 banche coinvolte nella simulazione.

Secondo le tabelle fornite dalla stessa autorità, Intesa SanPaolo a fine 2027 disporrebbe di un Cet1 al 12%, UniCredit Cet1 al 12,50%, Mps Cet1 al 17,11%, Bpm Cet1 all’11,41%, Bper Cet1 al 14,10% e Iccrea Cet1 al 21,30%. (fonte immagine: EBA).

Gaza, Herzog: rattristato dalle parole di Mattarella

Roma, 1 ago. (askanews) – “Nutro grande rispetto per il Presidente della Repubblica” italiana, “il mio amico Sergio Mattarella. Per questo motivo sono rimasto rattristato da alcuni aspetti delle sue recenti dichiarazioni sulla situazione a Gaza e ho sentito il bisogno di chiarire i fatti”. Lo scrive su X il presidente israeliano Isaac Herzog.

Mattarella, prosegue Herzog, “ha avuto ragione ad affermare che Israele è stato brutalmente attaccato il 7 ottobre. Delle centinaia di persone innocenti prese in ostaggio da Hamas in quel giorno buio, 50 rimangono prigioniere, trattenute in condizioni disumane nei tunnel di Hamas. La loro intollerabile sofferenza, l’agonia delle loro famiglie e la sofferenza dei civili di Gaza, che non vogliamo, potrebbero finire oggi se tutti gli ostaggi venissero rilasciati. Israele ha accettato numerose offerte di cessate il fuoco mediate. Hamas ha ripetutamente respinto gli accordi e si è rifiutato di rilasciare gli ostaggi. Israele – sottolinea il presidente Herzog – non ha ‘intenzione di uccidere indiscriminatamente’. Vogliamo solo vivere in pace e sicurezza. Sì, gli errori accadono in guerra e non siamo indifferenti al dolore dei civili palestinesi a Gaza. Stiamo facendo tutto il possibile per migliorare la situazione. Agiamo secondo il diritto internazionale in condizioni quasi impossibili. A differenza del nostro nemico, che viola palesemente e orgogliosamente le convenzioni e le leggi sui diritti umani”.

Bce: banche bruciano meno capitale rispetto ai passati stress test

Roma, 1 ago. (askanews) – Anche il campione allargato preso in considerazione dalla Banca centrale europea, per la nuova tornata di stress test Ue, mostra che le banche dell’area euro risultano “resilienti rispetto a uno scenario di grave peggioramento dell’economia”. Lo afferma l’istituzione di Francoforte, dopo la pubblicazione dei risultati della simulazione appena completata assieme all’Eba, l’autorità bancaria europea.

Oltre alle 51 grandi banche dell’area euro che facevano parte del campione di 64 istituti di credito di tutta l’Ue del test Eba, la Bce ha messo alla prova altre 45 banche di medie dimensioni, per un totale di 96 banche rappresentative dell’83% del settore nell’area euro.

Nello scenario avverso ipotizzato, complessivamente le banche sottoposte alla simulazione subirebbero perdite per 628 miliardi di euro, tra operazioni di credito, esposizioni di mercato e rischi operativi, a fronte di 548 miliardi di euro di perdite registrate nella simulazione del 2023.

Ma “nonostante queste perdite, il consumo patrimoniale è stato più basso dei precedenti stress test”. Questo miglioramento del risultato in termini di perdite patrimoniali “è principalmente dovuto alla maggiore redditività delle banche – rileva la Bce con un comunicato – sostenuta da tassi di interesse più elevati e qualità degli impieghi stabile”.

Tuttavia “la sostenibilità di questi elevati livelli di utili resta incerta e può differire tra le banche”, aggiunge la Bce.

Per l’insieme delle banche coinvolte, la misura più utilizzata per i livelli di solidità patrimoniali, il coefficiente Cet1 esce dallo scenario avverso al 12%, a fronte del 10,4% cui calava nello stress del 2023. Questo corrisponde alla perdita di 4 punti percentuali pieni rispetto al livello iniziale.

Secondo la Bce, i risultati della simulazione suggeriscono che i livelli attuali dei margini di sicurezza patrimoniali sono in grado di sostenere la capacità del settore bancario europeo di affrontare shock avversi.

La Bce ricorda che lo stress non è un elemento con “promossi o bocciati”, ma piuttosto serve ad aiutare le banche a migliorare le loro pratiche di gestione del rischio e alle autorità di vigilanza a valutare la resilienza del settore.

Stellantis: vendite luglio -12%, quota cala al 26%. Nei 7 mesi -11,7%

Milano, 1 ago. (askanews) – Stellantis chiude il mese di luglio con immatricolazioni in calo del -12,1% a 35.038 veicoli, pari a una quota del 26% (-2,1pp). Lo si apprende da un’elaborazione Stellantis su dati Dataforce. Nei primi 7 mesi le immatricolazioni sono diminuite dell’11,7% a 281.454 veicoli, pari a una quota del 28,9% (-2,6pp). Il mercato è in calo del 5,11% a luglio e del 3,75% nei primi sette mesi.

Fra i brand Stellantis, a luglio in crescita Fiat (+8,1% a 11.061), Citroen/Ds (+2,3% a 4.100), Alfa Romeo (+13,7% a 1.953 auto) e Maserati (+13% a 182). In calo Jeep (-13,8% a 4.938), Peugeot (-24,2% a 4.820), Opel (-34,3% a 2.739), e Lancia (-71,2% a 800).

Nei 7 mesi bilancio positivo per Alfa Romeo (+35,2% a 18.795 auto) e Peugeot (+7,3% a 53.813). In calo tutti gli altri brand: Fiat (-11,6% a 93.535), Jeep (-6,2% a 41.837), Citroen/Ds (-12,9% a 40.401), Opel (-17% a 24.728), Lancia (-77,6% a 6.168) e Maserati (-25,1% a 1.202).

Auto, immatricolazioni luglio -5,1% a 118.493, nei 7 mesi -3,7%

Milano, 1 ago. (askanews) – Mercato dell’auto ancora in calo a luglio. Secondo i dati diffusi dal Ministero dei Trasporti, le immatricolazioni sono diminuite del 5,11% a 118.493 unità. Nei primi 7 mesi la flessione è del 3,75% a 973.396 unità

I trasferimenti di proprietà sono stati 510.989 a fronte di 480.488 passaggi registrati a luglio 2024, con un aumento del 6,35%.

Il volume globale delle vendite mensili, pari a 629.482, ha interessato per il 18,82% vetture nuove e per l’81,18% vetture usate.

A guidare la classifica delle 10 auto più vendute è Fiat Panda (8.935 auto), seguita da Dacia Sandero (4.370), Jeep Avenger (3.517), Dacia Duster, Toyota Yaris Cross, Toyota Yaris, MG ZS, Peugeot 208, Ford Puma e Volkswagen T-Roc.

Fra le case auto a luglio Stellantis registra una quota di mercato del 26%, seguita da Volkswagen al 16,4% e Renault 12,2%. Fra gli altri brand bene i cinesi con MG del gruppo Saic al 3,16% con MG ZS al 7° posto fra le auto più vendute, Byd che sale all’1,7% e Omoda Jaecoo di Chery all’1,2%. In crescita DR/Evo all’1,94%. Male Tesla che con il -5% di luglio vede la quota scendere nei 7 mesi allo 0,7% a 6.925 auto (-34,7%).

Piazza Affari e le altre europee hanno chiuso in forte calo nel giorno dei dazi

Roma, 1 ago. (askanews) – Giornata da dimenticare per Piazza Affari che nel giorno dopo la firma dell’ordine esecutivo del presidente statunitense Donald Trump sui dazi al 15% per l’Europa cede il 2,55% a 39.942 punti. Lo spread chiude in lieva rialzo a 86 punti base, con un rendimento del 3,53%.

Sul listino, sotto pressione i titoli bancari con i ribassi di Fineco (-5,80%), Intesa (-5,57%) e Bps (-4,49%). Vendite anche sul titolo saipem che lascia sul terreno il 4,69%.

Sul fronte opposto, in evidenza quest’oggi il titolo Campari che ha compiuto un vero e proprio rally guadagnando il 7,95% sull’onda dei conti del primo semestre. Avanzano anche Nexi (+1,40%) e Inwit (+1,16%).

Le borse europee chiudono la settimana in forte calo sui dazi Usa. Francoforte cede il 2,59%, mentre Londra perde un più contenuto 0,70% per i dazi più favorevoli rispetto alla Ue. Male anche Parigi in ribasso del 2,91% e Madrid che cede l’1,92%

Banche, stress test Eba: "Resilienti anche nello scenario grave"

Roma, 1 ago. (askanews) – “I risultati confermano che le banche europee sono in grado di restare resilienti anche in un ipotetico scenario di grave peggioramento economico”. Lo afferma l’Eba, l’autorità bancaria europea, dopo i nuovi stress test eseguiti sulle principali banche dell’Unione Europea, 64 istituti che rappresentano il 75% del settore.

Lo scenario avverso simulato dall’autorità Ue implica un grave deterioramento del quadro macroeconomico globale, innescato da un aumenti delle tensioni geopolitiche, frammentazione del commercio, anche a seguito di ulteriori rialzi dei dazi commerciali, e persistenti difficoltà nelle catene di approvvigionamento.

In questo quadro, “le banche europee, nonostante perdite totali per 547 miliardi di euro”, principalmente su crediti e mercati “manterrebbero solide posizioni patrimoniali e la loro capacità di continuare a supportare l’economia”, dice l’Eba.

Nello scenario avverso verrebbero “bruciati” complessivamente 370 punti base (3,7 punti percentuali) del coefficiente patrimoniale Cet1, che al termine dell’esercizio (2025-2027) risulta del 12%. Secondo l’Eba “la forte generazione di cassa ha aiutato le banche a compensare in parte le perdite e ad accusare una minore perdita patrimoniale rispetto all’esercizio del 2023”.

L’autorità rileva che le banche hanno iniziato la simulazione con livelli di redditività e patrimoniali più elevati rispetto agli anni passati. Inoltre, pur essendo sensibili ai rischi, hanno mostrato maggiori capacità di assorbire le perdite tramite la generazione di utili. Al tempo stesso e le banche mostrano “maggiori vulnerabilità sul credito e sui rischi di mercato, che sono i maggiori contributori alle perdite” dovute allo stress simulato.

“La forte per performance delle banche dell’Ue nello stress test 2025 è rassicurante, tuttavia – conclude l’Eba – mantenere livelli patrimoniali adeguati resta essenziale per salvaguardare la sicurezza del sistema bancario”. (fonte immagine: EBA).

Crosetto: dal 9 agosto al via il lancio di aiuti italiani a Gaza

Roma, 1 ago. (askanews) – “Nel rispetto delle indicazioni del Governo, ho dato il via libera a una missione che coinvolgerà assetti dell’Esercito e dell’Aeronautica Militare per il trasporto e l’aviolancio di beni di prima necessità destinati ai civili di Gaza, duramente colpiti dal protrarsi del conflitto. L’avvio operativo è previsto nelle prossime ore, con l’invio di un ‘advance party’, che si occuperà delle attività preparatorie e di coordinamento con le autorità locali. I nostri primi aviolanci sono programmati e potrebbero avvenire già a partire dal 9 agosto, per consentire al Maeci di completare l’approvvigionamento dei generi alimentari e il loro trasporto in Giordania”. Così il ministro della Difesa, Guido Crosetto.

Libia, Meloni vede Erdogan e Dabaiba: impegno per stabilità verso elezioni

Roma, 1 ago. (askanews) – “Il presidente del Consiglio ha ribadito l’impegno dell’Italia per la stabilità, l’unità e l’indipendenza della Libia e il sostegno a un processo politico, a guida libica e con la facilitazione delle Nazioni Unite, che conduca ad elezioni”. E’ quanto si legge in una nota di Palazzo Chigi dopo la visita a Istanbul della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che ha incontrato il Presidente della Repubblica di Turchia, Recep Tayyip Erdogan, e il primo Ministro del governo di Unità Nazionale libico, Abdulhameed Mohamed Dabaiba.

I tre leader hanno concordato di continuare i lavori da subito a livello tecnico per individuare azioni concrete da condurre congiuntamente in un quadro di tempo ben definito.

Migranti, Meloni da Erdogan: rafforzare cooperazione e sostenere Libia

Roma, 1 ago. (askanews) – Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, si è recata oggi a Istanbul dove ha avuto un incontro trilaterale con il Presidente della Repubblica di Turchia, Recep Tayyip Erdogan, e con il primo Ministro del Governo di Unità Nazionale libico, Abdulhameed Mohamed Dabaiba.

Nel corso dell’incontro, spiega una nota della presidenza del Consiglio, i tre leader hanno discusso il rafforzamento della cooperazione per rispondere alle sfide comuni, a partire da quella della gestione dei flussi migratori.

Ricordando gli “eccellenti” risultati raggiunti in questo ambito con la Turchia, il Presidente del Consiglio ha sottolineato “l’opportunità di valorizzare le lezioni apprese applicandole anche per il sostegno all’azione del Governo di Unità Nazionale libico in ambito migratorio”.

In questo quadro, il presidente Meloni ha discusso con i suoi interlocutori una serie di linee d’azione per combattere le reti criminali internazionali di trafficanti di esseri umani, migliorare la prevenzione dei movimenti irregolari e sostenere la Libia nella gestione della pressione migratoria cui è sottoposta.

Trump se la prende ancora con Powell della Fed

Roma, 1 ago. (askanews) – Usa/ Usa, Trump contro Powell: “E’ un disastro, abbassa i tassi” Presidente Usa continua a chiamarlo “Too Late”

Roma, 1 ago. (askanews) – Prosegue lo scontro tra il presidente degli Stati uniti Donald Trump e Jerome Powell, presidente della Federal Reserve. Trump ha attaccato sul proprio profilo Truth Powell scrivendo: “Jerome ‘Too Late’ Powell è un disastro. ABBASSA I TASSI!”. “La buona notizia è che i dazi stanno portando miliardi di dollari negli Stati uniti!”, ha concluso il presidente.

Dazi, auto non incluse in ordine Usa su 15% per l’import dalla Ue

Roma, 1 ago. (askanews) – L’ordine esecutivo emanato ieri dall’amministrazione Trump negli Usa, che riconduce al 15% i dazi sulla maggior parte delle importazioni dalla Unione europea, lascia ancora fuori – almeno per ora – il settore delle auto e delle componenti per l’auto, sottoposto attualmente a dazi del 27,5%, nonostante fosse inteso fare parte dell’accordo politico sui dazi al 15% raggiunto domenica scorsa: E’ quanto si apprende da Bruxelles.

Come ha affermato stamattina dal commissario europeo al commercio, Maros Sefcovic, l’ordine Usa è “un primo passo” della attuazione degli accordi raggiunti. La Commissione Ue assieme agli Usa continua a lavorare per finalizzare una dichiarazione congiunta, come era stato concordato domenica scorsa. (fonte immagine: European Union).

Prima di morire Martina Oppelli ha denunciato la Asl per tortura

Milano, 1 ago. (askanews) – Martina Oppelli, prima di andare in Svizzera, ha depositato, tramite la sua procuratrice speciale Filomena Gallo, avvocata e Segretaria nazionale dell’Associazione Luca Coscioni, una denuncia-querela nei confronti di Asugi, l’azienda sanitaria locale triestina che per tre volte le ha negato l’accesso al “suicidio medicalmente assistito”. Lo ha annunciato questa mattina durante una conferenza stampa a Trieste Marco Cappato, Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni e rappresentante legale di Soccorso Civile, l’associazione che organizza le azioni di disobbedienza civile per l’aiuto alla morte volontaria. Oppelli ha contestato due reati principali all’azienda sanitaria: rifiuto di atti d’ufficio e tortura.

In primo luogo ha accusato l’Asugi e i medici della commissione di aver rifiutato di svolgere atti dovuti per legge. L’azienda sanitaria le aveva, in passato, negato la rivalutazione delle sue condizioni di salute, sostenendo che un nuovo esame sarebbe stato un costo inutile per la pubblica amministrazione. Martina Oppelli aveva dovuto presentare un ricorso d’urgenza nel 2024 presso il tribunale di Trieste che aveva ordinato all’azienda sanitaria nuove verifiche. Inoltre, non le è stato riconosciuto, per oltre due anni, il requisito della “dipendenza da trattamento di sostegno vitale” (uno dei quattro requisiti previsti dalla sentenza 242/2019 della Corte costituzionale “Cappato-Antoniani” per poter accedere legalmente in Italia al suicidio assistito), nonostante dipendesse totalmente non solo dai suoi caregiver per sopravvivere ma anche dalla macchina della tosse e nelle ultime settimane dal catetere vescicale, disapplicando in tal modo il giudicato costituzionale.

Secondo Oppelli, inoltre, l’azienda sanitaria non solo le ha negato un diritto, ma l’ha fatta soffrire inutilmente, causandole danni fisici e psicologici che, per legge, si configurano come una vera e propria forma di tortura. Così ha denunciato di essere stata vittima di un trattamento inumano e degradante da parte delle istituzioni che hanno ignorato le sue sofferenze, constringendola a vivere per anni in una condizione di dolore estremo, aggravata dal rifiuto reiterato e immotivato dell’Asugi di riconoscerle l’accesso legale alla morte assistita.

“Seguendo le volontà di Martina, abbiamo agito pubblicamente assumendoci le responsabilità per l’aiuto a lei fornito. Questa volta però, con Claudio Stellari, Matteo D’Angelo e Felicetta Maltese, abbiamo deciso di non recarci dalle forze dell’ordine per autodenunciarci, perché la denuncia c’è già, ed è la denuncia di Martina contro uno Stato che l’ha costretta a subire una vera e propria tortura, contro un Servizio sanitario di Regione Friuli Venezia Giulia che non ha fatto il proprio dovere, in linea con le posizioni politiche del Presidente Fedriga in materia. Siamo comunque a disposizione di eventuali indagini per fornire tutte le informazioni sull’aiuto prestato a Martina. Proseguiremo con le azioni di disobbedienza civile e per chiedere la calendarizzazione della legge di iniziativa popolare per l’Eutanasia legale”, spiega Marco Cappato, rappresentante legale di Soccorso Civile e Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni.

Dollaro crolla dopo dati lavoro Usa, euro +1,5% rimbalza sopra 1,15

Roma, 1 ago. (askanews) – Immediato testacoda del dollaro, tornato a calare marcatamente con l’euro schizzato di oltre l’1,5% sopra 1,15 sul biglietto verde, laddove in precedenza la valuta statunitense era in rafforzamento. Nel pomeriggio l’euro si scambia a 1,1547 dollari.

La frenata del mercato del lavoro alimenta le ipotesi di futuri tagli dei tassi da parte della Federal Reserve. Proprio oggi i due componenti del direttorio che hanno votato contro il mantenimento dello status quo mercoledì scorso, tra cui la vicepresidente Michelle Bowmann, hanno pubblicato documenti esplicativi con le loro motivazioni.

Il mercato del lavoro negli Stati Uniti perde colpi. A luglio sono stati creati molti meno posti di quanto inizialmente stimato, mentre l’ufficio di statistica competente (il Bureau of Labor Statistics) ha anche pesantemente rivisto al ribasso le letture sui mesi precedenti. Ora per il mese appena trascorso vengono indicati 73.000 nuovi posti di lavoro, invece degli oltre 100mila indicati in un sondaggio nei giorni scorsi.

Parallelamente i dati su maggio e giugno sono stati rivisti al ribasso per ben 258.000 posizioni lavorative totali: nel primo mese sono stati creati solo 19.000 posti di lavoro, a giugno solo 14.000. Nel frattempo, il tasso di disoccupazione negli Stati Uniti è aumentato 4,2%, in linea con le attese. (fonte immagine: Federal Reserve).

ABABO HUMAN per 2 AGOSTO 1980 nella Stazione AV di Bologna

Bologna, 1 ago. (askanews) – In occasione del quarantacinquesimo anniversario della strage alla Stazione di Bologna, l’Accademia di Belle Arti di Bologna propone ABABO HUMAN per 2 AGOSTO 1980, un grande progetto espositivo, realizzato in collaborazione con il Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, l’Associazione tra i Familiari delle Vittime della Strage della Stazione di Bologna del 2 Agosto 1980, il Comitato di Solidariet alle Vittime delle Stragi e il Comune di Bologna. Composto da quattro distinti interventi artistici, allestito nel passaggio pedonale della stazione sotterranea Alta Velocit di Bologna Centrale, sopra i binari dal 16 al 19, fino al 7 agosto 2025 e accompagnato da testi di Mili Romano e Carlo Branzaglia.

In occasione della presentazione, ne ha parlato ad Askanews il direttore dell’Accademia di Belle Arti di Bologna, Enrico Fornaroli: “Il progetto che stiamo visitando e un progetto che in realt nasce nel 2014 grazie a un’idea di Poster for the city del corso di Design grafico, ma quest’anno ha integrato tutta una serie di altri interventi legati all’illustrazione, all’installazione, con altri corsi in collaborazione ovviamente con il gruppo Ferrovie dello Stato. L’idea sostanzialmente quella di far confrontare giovani artisti, i nostri studenti dei corsi che hanno partecipato, a questa, non solo commemorazione, ma momento importante di memoria e di ricostruzione storica: perch ovviamente parliamo di giovani artisti che hanno conosciuto solo attraverso il racconto quello che avvenne il 2 agosto 1980 alla stazione di Bologna. Questa opportunit per noi stata fondamentale: attraverso le illustrazioni dei ritratti di alcune delle vittime della strage, attraverso dei poster che ricordano l’accaduto e il momento, quella giornata drammatica per la citt di Bologna, e poi l’installazione che abbiamo realizzato ricostruendo in scala uno a uno dal punto di vista fotografico l’autobus che trasport i feriti”.

Presente alla visita guidata anche il vicepresidente dell’Associazione tra i Familiari delle Vittime della Strage della Stazione di Bologna del 2 Agosto 1980, Paolo Lambertini: “Siamo in stazione che per me un luogo di ricordo, un luogo importante: la stazione di Bologna il luogo che ha segnato la mia vita. E oggi c’ un’emozione per fortuna diversa, un’emozione di ricordo, un’emozione profonda dove si stringono ancora una volta in una coralit di azioni a sostegno della memoria varie persone. In questo caso sento di dover ringraziare l’Accademia di Belle Arti di Bologna, sento di dover ringraziare RFI e Grandi Stazioni il Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane perch hanno dato vita a un’iniziativa per me straordinaria. Questa iniziativa straordinaria per dimensioni e per emozioni che suscita: dimensioni, si vede, perch ho alle mie spalle l’autobus 37 di 11 metri che per me ha un aggancio emotivo molto importante; emozioni perch ci sono dei ritratti che riguardano le vittime del 2 agosto che sono tutti nomi noti. Io mi sento di ringraziare anche per il modo in cui l’hanno fatto, cio coinvolgendo i giovani, quindi passando un testimone di memoria che per noi importante, dando la parola ai giovani e credo che non ci sia modalit migliore”.

L’Associazione tra i Familiari delle Vittime della Strage della Stazione di Bologna del 2 Agosto 1980 porta ogni anno nelle scuole il racconto dell’attentato perch ricordare un impegno verso il futuro.

Non la prima volta che l’Accademia di Bologna si impegna a commemorare l’attentato di matrice neofascista che il 2 agosto 1980 caus la morte di 85 persone e il ferimento d oltre 200. Dal 1997 al 2005, ABABO stata promotrice del progetto di public art Accademia di stazione, a cura di Mili Romano e Roberto Daolio. Dal 2014, inoltre, alla strage di Bologna sono dedicati una serie di manifesti sviluppati per il Comune di Bologna dal corso triennale di Design grafico dell’Accademia, nell’ambito del progetto Poster for the City, ideato da Danilo Danisi. Il primo intervento nell’area pedonale sotterranea della Stazione di Bologna composto dai 12 poster 70×100 cm scelti per rappresentare il drammatico evento della strage di Bologna dal 2014 al 2025, oltre alle proposte non selezionate di questa edizione.

Venti ritratti per la memoria: 2 agosto 1980 del triennio di Fumetto e illustrazione e biennio di Linguaggi del fumetto, a cura di Sara Colaone e Gianluca Costantini, il secondo intervento. Quattro gruppi di cinque ritratti delle vittime della strage restituiscono dignit e voce e portano le storie fuori dall’anonimato dei numeri. Significa trasformare il ricordo in presenza viva nella nostra societ. Ogni storia diventa un passo verso una cittadinanza pi consapevole e la memoria diventi ogni giorno un atto di giustizia.

Un caro amico, del biennio di Fotografia a cura di Paola Binante e Tommaso Bonaventura, il terzo intervento. Il 2 agosto 1980, l’autobus 37 divenne veicolo di soccorso, ma soprattutto simbolo dell’unione dei cittadini, che in quel tragico giorno hanno deciso di non stare ai margini. L’opera una stampa fotografica in bianco e nero in scala 1:1, del bus originale che ritorna ogni 2 agosto in Piazza Medaglie D’oro. Ai piedi della stampa fotografica sono riportate le parole, tratte da un’intervista, dell’uomo che quel giorno ne prese il volante, Agide Melloni, colui che oggi ricorda il 37 come un caro amico”. Si ringrazia TPER per aver messo a disposizione l’autobus matricola 4030 diventato per tutti Autobus37.

Voglio un paese, del triennio di Scenografia e del biennio di Scenografia del teatro dell’opera e spettacolo musicale a cura di Nicola Bruschi e Marco Cesare Consumi il quarto intervento che si tiene sabato 2 agosto alle ore 16 e alle ore 18: quattro studentesse della Scuola di Scenografia interpreteranno una lettura sonorizzata da Marco Cesare Consumi, tratta dal testo Voglio un paese scritto nel 2013 da Andreas Flourakis, poeta e drammaturgo greco contemporaneo.

Nuoto, Ceccon in finale nei 100 farfalla con il record italiano

Roma, 1 ago. (askanews) – Thomas Ceccon vola in finale dei 100 farfalla ai mondiali di nuoto col quinto tempo e col record italiano di 50″42 (23″25 ai 50) strappato a Piero Codia a 50″64 dall’oro europeo di Glasgow 2018. La gara che non doveva fare (se non fosse stato eliminato nei 200 dorso in batteria), è quella della sorpresa: in positivo stavolta. Con un 27″1 molto forte spera che possa “saltar fuori qualcosa ma la medaglia è difficile, non so se farò più questo tempo, è molto forte, non me l’aspettavo. Una gara che non ho mai preparato. La facilità di nuotata nei 50 si è mantenuta nei 100”. Più veloci di Ceccon ci sono l’ex bronzo olimpico Noè Ponti, svizzero allenato dal romano Massimo Meloni, primo in 50″18, il canadese Josh Liendo 50″24, l’iridato francese Maxime Grousset 50″25 e l’altro canadese Ilya Kharun 50″39. Il crono di Ceccon per 3 centesimi non entra nella top 10 mondiale alltime. Ceccon ha già conquistato 3 medaglie in questa edizione dei Mondiali di Singapore: argento nella 4×100 sl e nei 100 dorso di cui è campione olimpici, bronzo nei 50 farfalla. Vanta 9 medaglie nella rassegna iridata.

Unrwa: i lanci aerei di aiuti a Gaza sono 100 volte più costosi di quelli via terra

Roma, 1 ago. (askanews) – Lanciare aiuti a Gaza dal cielo è 100 volte più costoso che consegnarli via camion, via terra, ha dichiarato oggi il capo dell’Unrwa, la principale agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi.

“I lanci aerei sono almeno 100 volte più costosi dei camion. I camion trasportano il doppio degli aiuti rispetto agli aerei”, ha scritto Philippe Lazzarini su X.

I lanci aerei sono stati effettuati da Emirati Arabi Uniti, Giordania, Egitto e altri da quando Israele li ha nuovamente autorizzati la scorsa settimana. L’Onu aveva già avvertito che i lanci aerei sono pericolosi oltre che costosi, mentre i palestinesi di Gaza hanno dichiarato alla Cnn di risentirsi di non avere altra scelta che inseguire gli aiuti lanciati via aereo “come cani”.

“Se c’è la volontà politica di consentire i lanci aerei, che sono altamente costosi, insufficienti e inefficienti, dovrebbe esserci un’analoga volontà politica di aprire i valichi stradali”, ha affermato ancora il numero uno dell’Unrwa.

Lazzarini ha affermato che la sua agenzia ha 6.000 camion carichi di aiuti in attesa del via libera per entrare a Gaza. Israele insiste nel controllare tutti i camion prima che attraversino il territorio.

Lazzarini ha aggiunto che durante il cessate il fuoco, durato da gennaio a marzo, l’Unrwa è riuscita a far arrivare dai 500 ai 600 camion al giorno. “Non c’è alternativa alla risposta coordinata delle Nazioni Unite con l’Unrwa, poiché la spina dorsale ha prodotto risultati simili”, ha affermato, in un’apparente critica alla Gaza Humanitarian Foundation (Ghf), sostenuta dagli Stati Uniti, che ha messo da parte il ruolo delle Nazioni Unite nella distribuzione degli aiuti.

TERA presenta il modello rigenerativo di Tassullo

Roma, 1 ago. (askanews) – A Montecitorio l’ecosistema minerario che genera futuro: TERA, il modello rigenerativo di Tassullo. Dai beni alimentari al primo Data Center europeo all’interno di una miniera attiva: l’azienda trentina Tassullo ha presentato alla Camera dei Deputati TERA, un ecosistema unico al mondo che coniuga sostenibilit e tecnologia nel cuore della montagna. Un incontro organizzato dall’on. Alessia Ambrosi componente Commissione XIV Politiche dell’Unione Europea.

“Quello di TERA un progetto straordinario, unico al mondo per il suo genere, perch coniuga economia circolare, sostenibilit e innovazione tecnologica. La sostenibilit che non solo un dovere, ma in questo caso diventa una vera e propria opportunit di rigenerazione. Questo progetto coniuga insieme e vede la collaborazione di un partenariato pubblico e privato, dove vede la collaborazione tra le imprese del territorio, la collaborazione dell’universit e delle istituzioni con la provincia autonoma di Trento e i sindaci del territorio”.

Grazie alle attivit estrattive dell’azienda Tassullo, che ogni giorno ricava dalla montagna la Dolomia per i propri prodotti per l’edilizia, sta infatti nascendo un mondo sotterraneo, dove convivono attivit di settori diversi ma accomunate da una visione

comune, che mette al centro il rispetto dell’ambiente e del territorio. Abbiamo parlato con l’Ing. Roberto Covi, CEO Tassullo TERA:

“Oggi abbiamo avuto l’onore di presentare il progetto TERA in un contesto prestigioso come la Camera, l’ecosistema minerario che racchiude tutti i progetti. Tassullo include Intacto, Melinda, Trentingrana e Cavit, che all’interno di questa miniera trovano residenza e hanno sfidato il sottosuolo per portare qualcosa di innovativo, trovando all’interno di una miniera attiva la possibilit di sfruttare caratteristiche uniche, come la temperatura, la sicurezza e la stabilit dei luoghi, a beneficio del proprio processo produttivo. Oggi abbiamo presentato un caso studio che all’interno di TERA prender piede a partire dal prossimo anno, che appunto il Data Center di Intactur”.

Infine intervenuto Achille Spinelli, Assessore allo sviluppo economico, lavoro, famiglia, universit e ricerca della Provincia Autonoma di Trento:

“Oggi qui presentiamo un’iniziativa che ha a che fare con uno sviluppo privato, ma sul quale il pubblico ha dato un impulso decisivo. Grazie a un piano, a un fondo, che chiaramente deriva dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, stato sviluppato un progetto che guarda al futuro, che guarda alla sostenibilit, ma soprattutto guarda a coniugare perfettamente quello che ambiente e tecnologia, quello che digitalizzazione e innovazione”.

Un incontro che ha visto anche la partecipazione del Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso che ha fatto pervenire un messaggio istituzionale di saluto sottolineando il valore dell’iniziativa e l’importanza di modelli industriali sostenibili come quello promosso da TERA.

Straordinaria donazione di sangue alla Scuola Superiore di Polizia

Roma, 1 ago. (askanews) – Esserci Sempre: Donatorinati sposa in pieno il motto della Polizia di Stato e lo porta tra i giovani con gesti ed esempi di solidarietà concreta. Alla Scuola Superiore della Polizia a Roma, 60 giovani Commissari allievi del 114esimo Corso di formazione, hanno voluto aderire alla giornata di solidarietà e hanno donato.

È la più grande raccolta di sangue mai realizzata da DonatoriNati, peraltro nel periodo di agosto che risulta essere il mese nel quale è più carente. La straordinarietà è che sono tutti primi donatori giovanissimi, quindi sono stati avviati a questo lungo percorso valoriale, tantissime ragazze e ragazzi. Sono centinaia gli interventi chirurgici che saranno consentiti da questa straordinaria raccolta oltre le tantissime altre attività di supporto che saranno consentite dalla separazione di plasma piastrine e globuli rossi.

Oggi la Polizia di Stato insieme al Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS consolida uno storico rapporto valoriale accanto alle persone più deboli – si spiega in una nota – I 280 commissari frequentatori della Scuola Superiore di Polizia hanno dato prova di una eccezionale sensibilità sostenendo il progetto della donazione del sangue e l’associazione DonatoriNati, costituita da poliziotti, che da 23 anni opera con i maggiori ospedali di tutti Italia.

A raccogliere le donazioni di sangue un team dei medici trasfusionisti del Gemelli, coordinati da Nicola Piccirillo, Direttore della Unità Operativa Complessa Emotrasfusionale. Spesso un piccolo dono produce grandi effetti: donare il sangue salva la vita e dimostra che la solidarietà è una grande ricchezza dell’umanità. Decine e decine le sacche di sangue raccolte tra l’entusiasmo e l’intraprendenza dei giovani commissari del 114esimo corso e del personale permanente della Polizia di Stato.

“Donare il sangue è un gesto importante che apre i giovani alla vita e noi siamo certi che il filo rosso della solidarietà sia sempre più forte tra i giovani. La solidarietà è l’unico investimento che non fallisce mai. I nostri poliziotti, i nostri allievi da tempo sono sensibili al tema della donazione del sangue e lo straordinario risultato di oggi ci incentiva a fare ogni giorno del nostro meglio”, ha evidenziato il presidente Nazionale DonatoriNati Claudio Saltari.

Migranti, Schlein: governo responsabile di scelta illegale

Roma, 1 ago. (askanews) – “La Corte europea ha dato torto al governo italiano chissà se anche stavolta diranno che li abbiamo ispirati noi o che cerca solo di fermare la riforma della giustizia. Si prendano la responsabilità di non aver letto le leggi italiane ed europee e di aver fatto una scelta illegale con centri inumani in Albania che calpestano i diritti fondamentali dei migranti e richiedenti asilo e per cui hanno sperperato più di 800 milioni di euro degli italiani che potevamo invece usare per assumere medici e infermieri”. Così la segretaria del Pd, Elly Schlein, commenta la sentenza della corte di giustizia europea sulla normativa che indica i paesi sicuri per il rimpatrio dei migranti.

Marche, Schlein: sfida decisiva, possiamo vincere, tutti con Ricci

Roma, 1 ago. (askanews) – “Quella delle Marche è una sfida decisiva, la possiamo vincere, siamo tutti a supporto di Matteo Ricci che ha già dimostrato una grande capacità amministrativa da sindaco di Pesaro, tenendo insieme una coalizione plurale dove ogni forza mette la sua competenza e la sua passione. Ricci è stato un grande sindaco siamo sicuri possa essere un grande presidente di regione”. Lo ha detto Elly Schlein nel corso di un evento elettorale nelle Marche.

“Lo sosteniamo con una campagna che vuole mettere a nudo il fallimento della destra soprattuto sulla sanità pubblica – ha aggiunto la segretaria del Pd – Acquaroli come Meloni non ha a cuore la sanità pubblica, la stanno smantellando silenziosamente, il governo nazionale taglia risorse, diventa una sanità a misura del portafoglio delle persone”.

L’Onu: "1.373 palestinesi uccisi mentre cercavano cibo"

Roma, 1 ago. (askanews) – L’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani ha dichiarato oggi che 1.373 palestinesi sono stati uccisi mentre attendevano aiuti nella Striscia di Gaza dalla fine di maggio, la maggior parte dei quali per mano dell’esercito israeliano, riporta l’AFP.

“In totale, dal 27 maggio, almeno 1.373 palestinesi sono stati uccisi mentre cercavano cibo; 859 nelle vicinanze dei siti e 514 lungo le rotte dei convogli alimentari”, afferma in una nota l’ufficio dell’agenzia delle Nazioni Unite per i territori palestinesi.

Palazzo Chigi non è d’accordo con la sentenza Ue sui "Paesi sicuri"

Roma, 1 ago. (askanews) – “Sorprende la decisione della Corte di Giustizia Ue in merito ai Paesi sicuri di provenienza dei migranti illegali. Ancora una volta la giurisdizione, questa volta europea, rivendica spazi che non le competono, a fronte di responsabilità che sono politiche”. E’ quanto si legge in una nota di Palazzo Chigi.

“La Corte di Giustizia Ue – si sottolinea – decide di consegnare a un qualsivoglia giudice nazionale la decisione non sui singoli casi, bensì sulla parte della politica migratoria relativa alla disciplina dei rimpatri e delle espulsioni degli irregolari. Così, ad esempio, per l’individuazione dei cosiddetti Paesi sicuri fa prevalere la decisione del giudice nazionale, fondata perfino su fonti private, rispetto agli esiti delle complesse istruttorie condotte dai ministeri interessati e valutate dal Parlamento sovrano”.

Migranti, Palazzo Chigi: sorprende Corte Ue, spazi che non le competono

Roma, 1 ago. (askanews) – “Sorprende la decisione della Corte di Giustizia Ue in merito ai Paesi sicuri di provenienza dei migranti illegali. Ancora una volta la giurisdizione, questa volta europea, rivendica spazi che non le competono, a fronte di responsabilità che sono politiche”. E’ quanto si legge in una nota di Palazzo Chigi.

“La Corte di Giustizia Ue – si sottolinea – decide di consegnare a un qualsivoglia giudice nazionale la decisione non sui singoli casi, bensì sulla parte della politica migratoria relativa alla disciplina dei rimpatri e delle espulsioni degli irregolari. Così, ad esempio, per l’individuazione dei cosiddetti Paesi sicuri fa prevalere la decisione del giudice nazionale, fondata perfino su fonti private, rispetto agli esiti delle complesse istruttorie condotte dai ministeri interessati e valutate dal Parlamento sovrano”.

La bella invasione di Roma

Generalmente la parola “invasione” evoca alla mente eventi violenti e bellicosi, con aggressioni e sopraffazioni. E di questi tempi purtroppo ne abbiamo dei tragici esempi quotidiani, con immagini che turbano anche gli animi più insensibili. Quelle invasioni provocano lesioni gravi e ferite inguaribili che segnanoper sempre la vita di intere comunità.

In questi giorni a Roma è invece in corso una bella invasione, di migliaia di giovani provenienti da tutto il mondo per partecipare alla Giornata Mondiale della Gioventù organizzata nell’ambito del Giubileo dei Giovani. Roma è piena di ragazze e ragazzi che riempiono strade e piazze, sia in centro che in periferia, con gli zaini in spalla, con i colori delle loro magliette e dei loro occhi,dai quali traspare quel sorriso che genera la speranza per un futuro migliore. È davvero una bella invasione, perché questi giovaniarrivano a Roma da paesi, storie e culture diverse per pregareinsieme a Papa Leone per la fine delle guerre. In un momento difficile per la pace in Europa e nel mondo questi ragazzi ci indicano la priorità e la strada da seguire, ma probabilmente la politica e le istituzioni non riusciranno a dare un seguito a questo appello e a questo grido di dolore.

La politica e la diplomazia internazionale non riescono più a far prevalere il dialogo ed il ragionamento sulle azioni da intraprendere, sul criterio che dovrebbe guidare le scelte delleclassi dirigenti alla guida dei diversi paesi del mondo. La liturgia della parola della scorsa domenica – nel brano tratto dal libro della Gènesi (18,20-32) su Sodoma e Gomorra – ci ha ricordato la risposta del Signore alla domanda rivoltagli da Abramo sulle sorti della città di Sodoma “Davvero sterminerai il giusto con l’empio?”. No, rispose il Signore, “non la distruggerò per riguardo a quei dieci…”. 

Ma oggi i “signori della guerra” non hanno riguardo per nessuno, neanche per i bambini colpevoli solo di essere nati nel posto sbagliato! Chi è causa diretta o indiretta delle guerre si sostituisce a Dio decidendo della vita e della morte di molte migliaia di persone, senza alcuna distinzione tra il giusto e l’empio come recitano le sacre Scritture. Quelle Scritture che al Cremlino non vanno di moda e che anche in Israele sono state dimenticate e tradite. Un grande peccato davanti a Dio e agli uomini!

Abramo (Ibrahim), Pellegrino e Amico di Dio

Ilenya Goss

A partire dalla promessa del Signore ad Abramo ripensiamo l’identità cristiana in piena continuità con la storia dell’Israele biblico non solo dal punto di vista storico, ma per la centralità del dono di Dio e della sua iniziativa a cui risponde l’accoglienza piena di fiducia da parte di Abramo. 

Il movimento, il viaggio verso la pienezza della vita è tratto distintivo del rapporto di fiducia tra il Signore e Abramo ed è insegnamento ed eredità oggi per coloro che sono figli della stessa promessa di benedizione. Ebrei e cristiani, sullo stesso tronco della Scrittura e dell’esperienza dell’Israele biblico da cui prendono origine, vivono nel dinamismo della promessa.

Per i cristiani nella vita, nell’insegnamento e nella morte e risurrezione di Gesù di Nazareth il tempo storico è entrato in una nuova fase: la stessa fede da cui siamo generati ci rigenera nella fiducia che anche l’ultimo nemico, la distruzione della morte, la divisione e ogni male, è sconfitto.

Il credente entra in dialogo con ogni essere umano, forte della propria identità, nella gratitudine per la diversità tra i popoli e nel riconoscimento della bellezza del costruire insieme cammini di pace. Abramo come uomo di accoglienza (Mamre Gn 17/18) di una promessa ancora più straordinaria ci insegna a costruire il sogno che il Signore ha già annunciato di voler donare.

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Marco Cassuto Morselli

Inizio da due episodi biblici: la vocazione di Abramo e il momento più drammatico della sua vita, quando crede che Dio gli chieda di sacrificare il figlio Isacco. È possibile che Abramo abbia interpretato le parole rivoltegli secondo la cultura del tempo, che prevedeva l’offerta in sacrificio dei primogeniti, il punto decisivo è però che Isacco non viene sacrificato. Se Abramo non avesse superato la prova e avesse ucciso Isacco non sarebbe nostro padre nella fede. L’episodio si conclude con la solenne benedizione: «Saranno benedette per la tua discendenza tutte le famiglie della terra, perché hai ascoltato la mia voce».

Una pagina così drammatica della Bibbia si presta a un’infinità di considerazioni, ne sottolineo due. La prima è che testi così antichi meritano molto rispetto, non possono essere letti in modo veloce e superficiale, perché si rischiano gravi fraintendimenti. La seconda riguarda il tema del nostro incontro: la speranza. Abramo aveva stretto un’alleanza con l’Eterno, una alleanza eterna, e già alla seconda generazione tutto sembra finire. Ma non è così. La emunah – fede, fedeltà, fiducia – di Abramo non viene meno perché è fondata sulla emunah di Dio.

Nella seconda parte accenno a Nostra Aetate §4 e concludo citando Rav Jonhatan Sacks: «Oggi Dio ci chiama, ebrei, cristiani e musulmani, a liberarci dall’odio e dalla sua predicazione, e a vivere, finalmente, come fratelli e sorelle, fedeli alla nostra fede e ad essere una benedizione per gli altri a prescindere dalla loro fede, rendendo onore al nome di Dio onorando la sua immagine, l’umanità»[1].

[1] Jonhatan Sacks, Non nel nome di Dio. Confrontarsi con la violenza religiosa, trad. di Rosanella Volponi, Giuntina 2017, p. 280.

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Cenap Mustafa Aydin 

Nella tradizione islamica, Abramo (Ibrahim, pace su di lui) incarna il viaggio più profondo dell’anima: quello del pellegrino in cerca di verità. Lasciando alle spalle le certezze terrene, egli cammina attraverso il dubbio, interrogando le stelle, la luna e il sole, finché il suo cuore non trova riposo solo in Dio. La sua storia è la nostra storia: un invito a non temere l’incertezza, perché è nel cammino che si incontra la luce.

Ma Abramo non è solo un cercatore solitario: è Khalil Allah, l’Amico intimo di Dio, colui che riceve la divina amicizia per la sua fede incrollabile. E questa amicizia non è confinata al passato. Oggi, Abramo è anche mio compagno di fede, un ponte tra le religioni che mi ricorda come l’amore per l’Unico unisca ebrei, cristiani e musulmani. Nella mia esperienza interreligiosa, ho scoperto che Abramo non è solo una figura religiosa, ma un fratello spirituale che ci chiama a riconoscerci gli uni negli altri, oltre ogni confine.

In questo intervento, esploreremo come il coraggio del pellegrino e la grazia dell’Amico di Dio possano ispirare il dialogo e la fratellanza oggi.

L’incontro si è tenuto presso la Basilica di Santa Maria degli Angeli ed è stato presieduto da Mons. Derio Oliverio, Vescovo di Pinerolo

La Svezia ha chiesto alla Ue di introdurre "misure commerciali contro Israele"

Roma, 1 ago. (askanews) – “La Svezia chiede all’Ue di introdurre misure commerciali contro Israele, come il congelamento della componente commerciale dell’Accordo di Associazione”, ha dichiarato su X la ministra degli Affari Esteri della Svezia, Maria Stenergard.

“Dobbiamo continuare a fare pressione sul governo israeliano affinché consenta un’assistenza umanitaria completa e senza ostacoli a Gaza, e su Hamas affinché si disarmi e rilasci gli ostaggi immediatamente” ha aggiunto la ministra.

Inoltre, ha concluso Stenergard: “accogliamo con favore il fatto che altri paesi in Medio Oriente chiedano ora ad Hamas di disarmarsi e di non avere alcun ruolo nella futura governance di Gaza”.

La Corte di Giustizia Ue: la decisione sui Paesi sicuri spetta ai giudici

Roma, 1 ago. (askanews) – “Il cittadino di un paese terzo può vedere respinta la sua domanda di protezione internazionale in esito a una procedura accelerata di frontiera qualora il suo paese di origine sia stato designato come ‘sicuro’ ad opera di uno Stato membro. La Corte precisa che tale designazione può essere effettuata mediante un atto legislativo, a condizione che quest’ultimo possa essere oggetto di un controllo giurisdizionale effettivo vertente sul rispetto dei criteri sostanziali stabilite dal diritto dell’Unione. Le fonti di informazione su cui si fonda tale designazione devono essere accessibili al richiedente e al giudice nazionale. Uno Stato membro non può, tuttavia, includere un paese nell’elenco dei paesi di origine sicuri qualora esso non offra una protezione sufficiente a tutta la sua popolazione”: lo scrive la Corte di Giustizia dell’unione Europa affidando di fatto ai giudici e non ai governi la definizione di status di Paese sicuro.

“In Italia, la designazione di paesi terzi come ‘paesi di origine sicuri’ viene effettuata, dall’ottobre 2024, mediante un atto legislativo. In virtù di questo atto, il Bangladesh è considerato in Italia come un ‘paese di origine sicuro’. In tale contesto, due cittadini del Bangladesh, soccorsi in mare dalle autorità italiane, sono stati condotti in un centro di permanenza in Albania in applicazione del protocollo Italia-Albania 3, da dove hanno presentato una domanda di protezione internazionale. La loro richiesta è stata esaminata dalle autorità italiane secondo la procedura accelerata di frontiera ed è stata respinta in quanto infondata, con la motivazione che il loro paese d’origine è considerato ‘sicuro’.

I ricorrenti hanno impugnato la decisione di rigetto dinanzi al Tribunale ordinario di Roma, che si è rivolto alla Corte di giustizia per chiarire l’applicazione del concetto di paese di origine sicuro e gli obblighi degli Stati membri in materia di controllo giurisdizionale effettivo. Il giudice del rinvio sostiene che, contrariamente al regime precedente, l’atto legislativo dell’ottobre 2024 non precisa le fonti di informazione sulle quali il legislatore italiano si è basato per valutare la sicurezza del paese. Pertanto, sia il richiedente sia l’autorità giudiziaria si troverebbero privati della possibilità, rispettivamente, di contestare e controllare la legittimità di siffatta presunzione di sicurezza, esaminando in particolare la provenienza, l’autorità, l’affidabilità, la pertinenza, l’attualità e l’esaustività di tali fonti”, ricorda la sentenza.

La Corte risponde che “il diritto dell’Unione non osta a che uno Stato membro proceda alla designazione di un paese terzo quale paese di origine sicuro mediante un atto legislativo, a condizione che tale designazione possa essere oggetto di un controllo giurisdizionale effettivo. Detto controllo deve vertere sul rispetto delle condizioni sostanziali di siffatta designazione enunciate all’allegato I a tale direttiva, in particolare quando un ricorso sia presentato avverso una decisione di rigetto di una domanda di protezione internazionale in esito alla procedura accelerata applicabile ai cittadini di paesi terzi così designati”.

Infine, la Corte precisa che “fino all’entrata in vigore di un nuovo regolamento destinato a sostituire la direttiva attualmente applicabile, uno Stato membro non può designare come paese di origine ‘sicuro’ un paese terzo che non soddisfi, per talune categorie di persone, le condizioni sostanziali di siffatta designazione. Il nuovo regolamento, che consente di prevedere eccezioni per tali categorie di persone chiaramente identificabili, entrerà in vigore il 12 giugno 2026, ma il legislatore dell’Unione può anticipare questa data”.

Trump ufficializza i dazi elevati (mentre cerca di rimodellare l’economia)

Roma, 1 ago. (askanews) – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ufficializzato la serie di elevati dazi doganali e accordi commerciali annunciati nelle ultime settimane, l’ultima escalation nel suo tentativo di sconvolgere e rimodellare l’ordine economico globale. Con un ordine esecutivo radicale, Trump ha ufficializzato i suoi accordi con importanti partner commerciali come l’Unione Europea, il Giappone, la Corea del Sud, il Regno Unito e le Filippine. Trump ha dichiarato alla NBC News in un’intervista esclusiva che la sua porta sarà sempre aperta a offerte allettanti: “Ciò non significa che tra quattro settimane non arriverà qualcuno a dire che possiamo raggiungere un accordo”.

L’ordine di Trump, arrivato poche ore prima di una scadenza autoimposta per gli accordi commerciali, stabilisce unilateralmente anche le aliquote per i partner commerciali che non hanno raggiunto accordi con lui, ad esempio Israele, Svizzera e Taiwan. L’aliquota della Svizzera sarà fissata al 39%, più alta di quanto precedentemente minacciato, mentre quella di Taiwan sarà fissata al 20%.

Si tratta di fatto di un reset delle relazioni commerciali mondiali, apparentemente concepito per avvantaggiare gli Stati Uniti, con tariffe doganali elevate mai viste da quasi un secolo.

Trump ritiene che le tasse sui beni importati cancelleranno i deficit commerciali e riporteranno la produzione manifatturiera negli Stati Uniti. Ha decantato i 125 miliardi di dollari di entrate derivanti dalle sue già esistenti tasse sulle importazioni, con centinaia di miliardi di dollari promessi da una manciata di Paesi sotto forma di investimenti.

L’ordinanza di Trump di giovedì afferma che i nuovi dazi non entreranno in vigore prima del 7 agosto.

Le merci spedite via nave non saranno interessate dalle nuove tariffe doganali fino al 5 ottobre. Tali prodotti dovranno essere spediti entro il 7 agosto, ma se gli importatori non li ritireranno dal porto o da un magazzino per la vendita, le nuove tariffe non saranno applicate per mesi. Secondo il Dipartimento dei Trasporti, gli articoli che arrivano via nave rappresentano oltre la metà delle importazioni statunitensi.

Trump e i massimi funzionari dell’amministrazione avevano insistito questa settimana sul fatto che non ci sarebbero stati ulteriori ritardi dopo la scadenza delle 00:01 di venerdì. Infatti, poche ore prima che la Casa Bianca pubblicasse l’ordine esecutivo di giovedì, il segretario al Commercio Howard Lutnick aveva urlato ai giornalisti fuori dalla Casa Bianca che non ci sarebbe stata “nessuna proroga” alla scadenza.

Ma giovedì mattina Trump ha accettato una proroga di 90 giorni per i colloqui con la presidente messicana Claudia Sheinbaum. Il Messico è il principale partner commerciale degli Stati Uniti. Giovedì mattina, anche il Segretario al Tesoro Scott Bessent ha dichiarato alla CNBC che lui e Trump avrebbero discusso di una proroga della scadenza per i dazi cinesi, prevista per il 12 agosto. E Lutnick aveva affermato giorni fa che i Paesi avrebbero potuto continuare a parlare con l’amministrazione Trump anche dopo la scadenza di venerdì.

Poiché le tariffe appena firmate non entreranno in vigore immediatamente, è probabile che persista l’incertezza per i consumatori e le aziende che cercano di pianificare per il resto dell’anno e oltre.

Nuoto, Quadarella e 4×200 sl in finale ai mondiali

Roma, 1 ago. (askanews) – Inizia positivamente la giornata del nuoto azzurro nelle vasche di Singapore. Due nuove finali centrate, dalla 4×200 stile libero maschile e da Simona Quadarella negli 800 stile libero. La staffetta, trainata da Carlos D’Ambrosio in prima frazione, ha chiuso le semifinali con il 4° tempo totale di 7’05″71, dietro soltanto alla Gran Bretagna, all’Australia e alla Corea del Sud. Quinto tempo in semifinale invece per Simona Quadarella: l’azzurra, dopo l’argento nei 1500 stile libero, chiude seconda la sua batteria in 8’20″47 alle spalle della canadese McIntosh e domani, sabato 2 agosto, proverà a strappare un’altra medaglia. La più veloce di tutte, tanto per cambiare, è stata Katie Ledecky in 8’14″62. Riscatto di Thomas Ceccon: eliminato ieri in batteria nei 200 dorso, si qualifica per le semifinali dei 100 farfalla con l’11° tempo complessivo, 51″36. Seconda prestazione personale nella distanza. In semifinale Leonardo Deplano e Lorenzo Zazzeri nei 50 stile libero. Chiude i conti l’eccezionale qualificazione in semifinale dei 50 farfalla con il 3° tempo di Silvia Di Pietro, capace di stabilire a 32 anni il primato personale nella distanza. (Foto Federica Muccichini e Giorgio Scala / DeepBlueMedia.eu)