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Thaddaeus Ropac: VALIE EXPORT e Ketty La Rocca in dialogo

Milano, 17 dic. (askanews) – La galleria Thaddaeus Ropac presenta fino al 28 febbraio 2026 negli spazi di Palazzo Belgioioso a Milano la sua seconda mostra, Body Sign, un dialogo inedito tra due grandi artiste femministe protagoniste dell’Arte Concettuale: VALIE EXPORT e Ketty La Rocca.

Alberto Salvadori, co-curatore della mostra insieme a Andrea Maurer, ha raccontato ad askanews l’idea alla base del progetto: “Body Sign il primo dialogo tra due artiste straordinarie, VALIE EXPORT e Ketty La Rocca, che in vita non si sono mai incontrate, ma che hanno avuto uno sviluppo del proprio pensiero artistico e del proprio lavoro che ha corso in parallelo. Ketty La Rocca, come sappiamo, mancata molto giovane, VALIE EXPORT per fortuna qui presente in mostra ed la testimonianza diretta di una delle pi grandi artiste cresciuta in quel contesto di un femminismo internazionale tra gli anni Sessanta e Settanta e che sta lasciando un’eredit che sta definendo i confini di un periodo storico molto importante. Questo dialogo, questo incontro, stato ben accolto con grande entusiasmo da VALIE EXPORT che si sente di avere avuto come una sorella artistica in Ketty La Rocca. Entrambe sono state a loro modo innovative, rivoluzionarie e hanno definito una modalit ben precisa per smarcarsi da un atteggiamento che pervadeva e purtroppo pervade tuttora la societ che questo atteggiamento totalmente legato ad un’identit maschile a tratti maschilista e patriarcale. La definizione di un nuovo linguaggio che non fosse il linguaggio degli uomini un tema per loro importante, stato fin dall’inizio un ambito di ricerca quasi esclusivo: in questo anche la dimensione tattile, quindi muovendosi all’interno di una dimensione concettuale dell’arte, ma riportando tutto a dimensione anche materiale attraverso questa necessit dell’incontrarsi e la tattilit, fare incontrare la materia con le mani. Le mani che sono lo strumento di trasmissione e definizione di nuovi possibili linguaggi e di nuovi possibili messaggi”.

VALIE EXPORT e Ketty La Rocca hanno messo in luce la dicotomia tra l’utilizzo del linguaggio nello spazio pubblico e quello privato per riconoscere e trasmettere le proprie idee, dimostrando come fosse necessario un campo d’azione pi ampio. Entrambe hanno superato i limiti imposti da un unico mezzo espressivo, sperimentando la fotografia, il video, la scultura e la performance come strumenti fluidi e permeabili.

Ecco due esempi delle opere esposte. In BODY SIGN B (1970) – la serie fotografica che d il titolo alla mostra – VALIE EXPORT si confronta con il linguaggio visivo della sessualit. L’artista ritratta nell’atto di sollevare il vestito e sfidare lo sguardo dell’astante, rivelando un tatuaggio a forma di giarrettiera sulla coscia, che si era fatta fare in pubblico in occasione della performance Body Sign Action. Ricorrendo alla semiotica sociale del tatuaggio, l’artista mette in atto un ribaltamento radicale e ironico dell’oggettivazione del corpo femminile da parte dello sguardo maschile. J with dot (three dimensions) (1970), una scultura in pv/ nero a grandezza umana – una lettera assente dall’alfabeto italiano, sua lingua madre – associata al francese Je, ovvero io e nella fotografia Con attenzione (1971), Ketty La Rocca si presenta a letto con questo carattere linguistico, mettendo in scena allo stesso tempo un processo di identificazione e di estraneit tra il linguaggio e il s. Guardando fisso negli occhi lo spettatore da sotto le lenzuola, sottolinea con ironia i limiti del linguaggio come mezzo di comunicazione.

Nico Santos, la hit "All Time High" sbarca nelle radio italiane

Roma, 17 dic. (askanews) – “All Time High” è l’ultimo singolo del cantautore e produttore tedesco Nico Santos, pubblicato a ottobre per Energy/Universal e in rotazione sulle radio italiane da venerdì 19 dicembre.

Dotato di una voce capace di muoversi con naturalezza tra pop e soul, attraversando un ampio spettro di sfumature sonore, Nico Santos firma con “All Time High” un inno dance pop intenso ed emozionale. Il brano racconta la sensazione di aver perso un legame importante, senza però rinunciare alla speranza che il meglio debba ancora venire. Un messaggio positivo che celebra la convinzione di poter raggiungere il massimo nella vita continuando a cercare e a credere nelle persone giuste. Questo viaggio emotivo trova una forte rappresentazione anche nell’omonimo videoclip, diretto da Basti Hansen: indossando una tuta spaziale, l’artista accompagna l’ascoltatore in un percorso attraverso diverse “galassie sonore”, incarnando la sua personale definizione di sé: “Un astronauta con le cuffie e il cuore aperto”.

Cantante, autore e produttore, Nico Santos è stato l’artista più trasmesso dalle radio tedesche nel 2018 e nel 2019, superando superstar internazionali come Ariana Grande, Lady Gaga e Sam Smith. Artista estremamente versatile, spazia dal pop all’hip hop, dall’R&B alla deep house, fino alla musica da film. Hit come “Unforgettable”, “Rooftop”, “Safe”, “Oh Hello” e “Better” hanno dominato le classifiche radiofoniche in numerosi Paesi europei, raggiungendo la posizione n. 1 in Germania, Austria e Svizzera. Con oltre 850 milioni di stream globali, 15 certificazioni d’oro e 20 di platino, Nico Santos ha vinto nel 2021 il prestigioso premio tedesco 1Live per il miglior singolo ed è stato selezionato come artista globale VEVO DSCVR nel 2019. I suoi ultimi 18 singoli sono entrati tutti nella Top 5, con sette brani arrivati al primo posto delle classifiche tedesche. Negli ultimi anni si è esibito in tutta Europa e, durante il Summer Tour 2022, ha venduto oltre 250.000 biglietti.

Tra le sue collaborazioni internazionali figurano artisti come Robin Schulz, Lena (vincitrice dell’Eurovision Song Contest), Álvaro Soler, Topic e molti altri. Il suo show su YouTube, Nico Santos Karaoke Box, è stato uno dei format musicali di maggior successo sulla piattaforma. Il suo percorso artistico ha continuato a crescere anche con l’uscita del brano “Wanta”, realizzato in collaborazione con Fanta. Nel mese di dicembre 2025 Nico Santos, in qualità di coach, ha vinto The Voice of Germany con la sua concorrente Anne Mosters.

Compie 10 anni l’album Ex-Otago "Marassi", al via concept tour 2026

Roma, 17 dic. (askanews) – “Marassi” degli Ex-Otago è un album generazionale, straordinariamente specifico e incredibilmente universale, che nel 2026 compie dieci anni ma che è più vivo e attuale che mai. Un disco che ha cambiato la vita e consacrato la carriera della band genovese, tra le capostipiti dell’indie italiano.

Per festeggiarne il decennale, gli Ex-Otago riportano “Marassi” live nei piccoli club, dove tutto è iniziato, con un tour che parte dalla loro Genova il 13 gennaio al Crazy Bull per poi proseguire il 14 a Torino al Cap 10100, il 15 a Milano all’Arci Bellezza, il 16 a Bologna al Covo Club, il 21 a Pistoia a H2NO, il 22 a Roma all’Alcazar, il 23 a Salerno al DSSZ Club e il 24 a Conversano (BA) alla Casa delle Arti.

Un ritorno alla musica dal vivo proprio in quei luoghi in cui Marassi è nato e cresciuto, concerto dopo concerto, fino a raggiungere migliaia di persone e di cuori diventando protagonista assoluto di quel momento musicale che ha visto l’indie italiano diventare pop, raggiungere i grandi palcoscenici, le classifiche e i grandi numeri.

“Se è vero che i palazzetti, gli stadi e i mega eventi in generale sono importanti, è altrettanto vero che anche i piccoli club lo sono. Per alcuni aspetti pure di più, perché un club è portatore di un’idea di musica, di suono di società forse”, spiega la band. “Questo concept tour per noi è anche un’occasione per ribadire quanto la musica italiana debba essere riconoscente a questi posti, che hanno ospitato migliaia di artisti che spesso e volentieri hanno cambiato la storia della musica italiana. E noi ci teniamo a far passare la nostra storia, ancora una volta, nei piccoli club”, sottolineano.

Nonostante infatti siano trascorsi dieci anni intensi, siano stati vissuti centinaia di live e di esperienze, di pause e di avventure, di cambiamenti e crescita, oggi come allora gli Ex-Otago continuano a portare avanti una precisa idea di musica. Una musica indipendente, autentica e umana, che nasce dalla loro vita e fluisce poi verso quella degli altri grazie a quella preziosa e inspiegabile magia che è il suonarla, cantarla, sbagliarla dal vivo. Quella magia unica che i club hanno coltivato e continuano a coltivare, fatta di sudore ed empatia, di furgoni e di stanze d’albergo, di ritornelli urlati a squarciagola e di mani al cielo.

Dopo il mini tour invernale, gli Otaghi poi tornano a casa ad abbracciare la città che gli ha dato tutto e da cui tutto è partito: il 16 luglio 2026 l’Arena del Mare di Genova diventa il cuore pulsante di una grande festa dedicata a Marassi. Una celebrazione collettiva, un viaggio dentro la memoria e l’energia di un disco che ha cambiato la traiettoria del pop italiano.

“Marassi è nato dal desiderio profondo di non fare un metro avanti, di rimanere lì, esattamente nel quartiere dove eravamo nati, dove avevamo la saletta, dove erano nati questi pezzi, per celebrare l’assoluta e detonate normalità”, raccontano gli Ex-Otago. “Porre luce, per la prima volta, su una zona di Genova (e di un linguaggio forse) a cui nessuno prima aveva osato avvicinarsi. Il quartiere di Marassi: una zona popolare, famosa per il carcere e lo stadio. Da una parte si marcisce in galera, dall’altra si gioca, si rincorrono palloni e si guadagnano un mare di soldi. Dopo i vicoli, il porto e le campagne di De Andrè, Conte e Lauzi, noi abbiamo cercato di glorificare (in qualche caso demolire anche) il nostro quartiere, simbolo della periferia genovese, emblema di tutte le periferie possibili”, aggiungono.

L’album ha segnato in modo determinante il panorama indie italiano, le cui canzoni – da I giovani d’oggi a Quando sono con te, da Cinghiali incazzati a La nostra pelle – sono diventate colonna sonora di una generazione e sono ancora fortemente attuali.

“Perché in dieci anni è cambiato tutto ma non è cambiato niente. I giovani d’oggi ancora non valgono un cazzo, la gente lavora per niente, spara e s’ammazza, inganna e devasta non molto lontano da noi. E al tempo stesso, ancora vogliamo restare a galla sotto il cielo di Camogli, ci vogliamo lasciare accarezzare e invadere da un frastuono o una musica”, spiega la band.

“E soprattutto, ancora ci vuole molto coraggio ad avere coraggio. Ad esempio, il coraggio di fermarsi e tornare lì dove si era partiti, con la gratitudine verso chi e ciò che ci ha reso ciò che siamo. Di recuperare l’essenza e l’essenziale. Con la certezza che le cose vere, le cose vive, non si spengono mai”, concludono.

Ucraina, Meloni: su asset aperti a tutte soluzioni ma no forzature

Roma, 17 dic. (askanews) – “Se si decide di andare verso questa direzione” di uso degli asset russi sarebbe “miope, rivolgere le attenzioni su un unico soggetto detentore dei beni sovrani russi congelati, cioè il Belgio, quando anche altre nazioni partner hanno asset immobilizzati nei rispettivi sistemi finanziari. La nostra volontà di aiutare il popolo ucraino non è mai stata e non sarà mai in discussione e desidero ricordare in questa sede che proprio sotto la presidenza italiana del G7 è stato raggiunto il primo storico ma allo stesso tempo solido giuridicamente e finanziariamente compromesso per fare leva sui frutti dei fondi congelati russi. Ma oggi come ieri abbiamo il dovere di cercare la soluzione più efficace per preservare l’equilibrio tra la fornitura di un’assistenza concreta all’Ucraina da un lato e il rispetto dei principi di legalità, sostenibilità e stabilità finanziaria e monetaria dall’altro”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante le comunicazioni alla Camera in vista del Consiglio europeo del 18-19 dicembre.

“Siamo aperti a tutte le soluzioni e intendiamo privilegiare quella che meglio può garantire questo equilibrio, ma si tratta di decisioni complesse che non possono essere forzate”, ha aggiunto.

Tajani: a gennaio 3 giorni di mobilitazione per ricordare Berlusconi

Milano, 17 dic. (askanews) – Forza Italia prepara una tre giorni di convegni per ricordare la discesa in campo di Silvio Berlusconi. A dettagliare il programma è il segretario degli Azzurri, Antonio Tajani. “Il 23, 24 e 25 gennaio ci saranno tre giorni di mobilitazione di Forza Italia, per parlare dei valori che erano contenuti nel famoso messaggio di Berlusconi”, ha detto a margine della conferenza degli ambasciatori in corso a Rho (Milano). Il 23 a Napoli ci sarà un evento “sugli aspetti sociali”, il 24 a Roma il focus sarà sul garantismo “e sarà ospite il leader del partito Radicale Turco. Il 25 gennaio un grande evento sulla libertà economica a Milano”, evento al quale parteciperà il leader di Azione, Carlo Calenda.

Ucraina, Meloni: non intendiamo abbandonare Kiev, Usa-Ue non competitor

Roma, 17 dic. (askanews) – “Nella serata di lunedì ho partecipato al vertice di Berlino in un clima costruttivo e unitario che penso valga la pena di sottolineare. La dichiarazione finale sottoscritta dai Paesi europei riprende le priorità che Italia ha sempre sostenuto. Il camino verso la pace non può prescindere da quattro fattori: lo stretto legame tra gli Usa e l’Ue che non sono competitor, anche se hanno angoli di visuale non sovrapponibili, il rafforzamento della posizione negoziale ucraina che si tiene mantenendo chiaro che non intendiamo abbandonare Kiev, la necessità di non ignorare i rischi se la Russia ne uscisse rafforzata e il mntenimento della pressione sulla Russia ovvero la nostra capacità di costruire deterrenza”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante le comunicazioni alla Camera in vista del Consiglio europeo del 18-19 dicembre.

Meloni: Mosca impantanata, difficoltà che può costringerla ad accordo

Roma, 17 dic. (askanews) – “La realtà sul campo è che Mosca si è impantanata in una durissima guerra di posizione tanto che dalla fine del 2022 a oggi è riuscita a conquistare appena l’1,45% del territorio ucraino, peraltro a costo di enormi sacrifici in termini di uomini e mezzi”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni nel corso delle comunicazioni in aula alla Camera in vista della riunione del Consiglio europeo del 18 e 19 dicembre 2025.

“Questa difficoltà – ha aggiunto – è l’unica cosa che può costringere Mosca a un accordo ed è una difficoltà che è stata garantita dal coraggio degli ucraini e dal sostegno occidentale alla nazione aggredita”.

Roma ampliamento città giudiziaria, Sartini: "Consumo suolo pubblico"

Roma, 17 dic. (askanews) – Gli atti depositati dimostrano che l’ampliamento della città giudiziaria di Piazzale Clodio a Roma si dovrebbe fare con consumo di suolo pubblico, ovvero con la distruzione di parte del parco adiacente ai palazzi ora esistenti. Lo scrive in un comunicato Renato Sartini (PD), vicepresidente del primo municipio della Capitale e primo firmatario dell’atto.

Le dichiarazioni dei sottoscrittori del Protocollo d’Intesa erano chiare: l’intenzione delle parti era di far sì che “il nuovo edificio, inoltre, dovrà essere realizzato senza nuovo consumo di suolo e utilizzando la minor quantità possibile di aree che oggi sono permeabili (cioè in grado di assorbire le acque piovane) e la maggior estensione possibile di superfici già compromesse sotto il profilo ambientale”.

In uno specifico file del bando concorsuale – si legge nel testo – però, indicato nell’atto, in ben 3 foto e 3 legende si rileva invece che, dei 19.000 mq su cui si edificherà il palazzo di 24 metri di altezza, circa la metà riguarda suolo non antropizzato: le opere, di fatto, prevedono “consumo di nuovo suolo”. A meno di chiarimenti sul significato di queste foto e legende, a oggi sembrerebbe che il bando non recepisca appieno le indicazioni del Protocollo.

Ecco perché con l’atto si chiede che “si verifichi se, da come sembra emergere dalle foto stesse, la metà circa dell’area riportata come di nuova edificazione sia suolo pubblico non antropizzato e che, di conseguenza, la procedura di gara in oggetto non rispetti le direttive del Protocollo d’Intesa”.

Il nuovo edificio, inoltre, “dovrà essere realizzato senza nuovo consumo di suolo e utilizzando la minor quantità possibile di aree che oggi sono permeabili (cioè in grado di assorbire le acque piovane) e la maggior estensione possibile di superfici già compromesse sotto il profilo ambientale”.

Purtroppo l’atto, approvato in commissione Lavori Pubblici l’11 dicembre, a causa del voto sul bilancio e quello sulla delibera del commercio, non ha trovato spazio negli ultimi consigli e potrà essere portato in aula non prima dell’8 gennaio 2026.

Resta il problema che il bando si chiuderà il 30/01 e che le osservazioni allo stesso potranno essere inviate entro il 20/01. Forse non ci saranno tempi sufficienti per eventuali interventi istituzionali efficaci a tutela del suolo. L’atto, però, è stato approvato con il voto compatto della maggioranza mentre le opposizioni, da sempre contrarie alla edificazione nel Pratone, non contrarie all’Atto nella sostanza, si sono riservate di votare in Consiglio.

Con questo atto i Consiglieri, avversi da sempre in maniera trasversale e unitaria all’edificazione sul Pratone di via Teulada, vogliono, nella logica del “Buon padre di famiglia”, quindi nel ruolo di indirizzo e controllo degli esecutivi, affermare “ancora una volta la propria volontà di tutelare il suolo pubblico nel rispetto anche della volontà dei Cittadini, dei Comitati e delle Associazioni. E nel farlo però propongono alternative che ritengono ragionevoli e rispettose dell’ambiente, delle leggi europee sul consumo di suolo, rigenerazione urbana, sulla tutela del paesaggio e delle leggi sulle riserve naturalistiche”.

L’ampliamento della Città Giudiziaria di Roma a Piazzale Clodio prevede la costruzione di un nuovo edificio (fino a 24 metri) per ospitare 520 operatori, 49 aule e nuovi spazi, utilizzando in parte l’area del “Pratone” di Via Teulada, ma con un progetto che mira anche alla riqualificazione paesaggistica di Monte Mario, con prati e percorsi ciclopedonali, con un costo stimato di 80 milioni di euro. Un concorso di progettazione è stato indetto a fine 2025, con consegna elaborati entro gennaio 2026. Il protocollo d’intesa era stato firmato nel luglio 2024 tra Ministeri, Regione e Comune per avviare l’iter.

Fi, Tajani: i Berlusconi li sento tutti i giorni, partito è aperto

Milano, 17 dic. (askanews) – I figli di Silvio Berlusconi “li sento tutti i giorni”. Lo ha detto il vicepremier, Antonio Tajani, in Fiera Milano per la conferenza internazionale degli ambasciatori. Parlando di Forza Italia e di Roberto Occhiuto, Tajani ha detto: “Non ho frizioni con nessuno, è vicesegretario del partito. Io ho ottimi rapporti con tutti. Il rinnovamento di Forza Italia è iniziato da quando io sono diventato segretario perché decidere di permettere ai nostri iscritti di scegliere la classe dirigente significa aprire il partito a chi vuole partecipare”, ha aggiunto.

A fine marzo, ha chiosato Tajani, “partiranno i congressi regionali quindi gli iscritti eleggeranno la loro guida regionale, ma già da tempo ho detto che all’inizio del 2027 ci sarà il congresso nazionale per eleggere il segretario di Forza Italia che condurrà Forza Italia alle elezioni. Io l’ho detto, mi ricandiderò, se ci sono altri dirigenti che vogliono candidarsi ben vengano, il dibattito politico anche all’interno è sempre un fatto positivo, non sono certamente io uno che pensa di chiudere il dibattito e chiudere le porte”.

Calderoli: via Roma e Bologna da classificazione comuni montani

Roma, 17 dic. (askanews) – “La nuova classificazione” dei comuni montani “intende valorizzare e concentrare le risorse disponibili sulle zone autenticamente montane, dando attuazione all’articolo 44 della Costituzione, che prevede provvedimenti a favore delle zone ‘Montane’, non certo delle parzialmente montane o persino prevalentemente pianeggianti, come sembrerebbero volere gli interroganti”. Così il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Roberto Calderoli, rispondendo al Question Time a un’interrogazione di Marco Sarracino, deputato del Pd-Idp.

“L’obiettivo è quello di ridurre l’attuale elenco di oltre 4 mila comuni, che contiene realtà quali Roma e Bologna che, con un’altimetria media rispettivamente di 67 e 82 metri, non hanno certo le caratteristiche geografiche della montagna”, ha sottolineato.

“Preannuncio sin d’ora la disponibilità del governo a includere, nel confronto con gli enti territoriali, ulteriori peculiari situazioni di interclusione, per giungere ad un totale di quasi 2.900 comuni montani”, ha aggiunto.

“Ricordo peraltro che la quota del Fosmit che la legge attribuisce alle regioni (oltre 85 milioni per l’anno corrente) può essere dalle stesse autonomamente gestita, e dunque anche destinata a comuni ulteriori rispetto a quelli della presente classificazione”, ha detto ancora.

“Permettetemi di concludere osservando che se è vero che oltre 1.100 comuni non saranno più qualificati come montani, questi stessi sono i comuni che sinora impropriamente hanno fruito dei vantaggi previsti per la montagna, sottraendo risorse alle zone realmente montane che sono le uniche legittimate a protestare sul come siano state gestite le risorse da 73 anni ad oggi”, ha detto in conclusione.

Rainbow acquisisce Geronimo Stilton, in arrivo nuovi progetti

Milano, 17 dic. (askanews) – Rainbow annuncia, con grande entusiasmo, l’acquisizione della proprietà intellettuale di Geronimo Stilton, uno dei personaggi più iconici della narrativa per ragazzi degli ultimi venticinque anni, diventato un vero e proprio fenomeno editoriale e culturale di dimensioni globali. L’operazione prevede l’acquisto dei diritti mediante la compravendita delle quote della International Characters S.r.l., la cui proprietaria è Elisabetta Dami, e delle quote della Pietro Marietti S.r.l., la cui proprietà è di Pietro Marietti.

Nato da un’idea di Elisabetta Dami, il celebre topo giornalista è diventato nel tempo un simbolo della letteratura per ragazzi e un punto di riferimento per milioni di giovani lettori, grazie a storie autentiche, umoristiche, positive e inclusive, dal forte valore educativo e attente ai temi sociali. I libri sono pubblicati in Italia da Piemme, tradotti in oltre 50 lingue e hanno venduto più di 190 milioni di copie nel mondo, che abbracciano generi e tematiche diverse. Accanto alla serie principale si è sviluppato un vero e proprio universo narrativo che comprende anche le Tea Sisters, estensione del mondo di Geronimo che ha dato vita a nuove linee editoriali, in particolare quelle firmate da Tea Stilton, sua sorella.

La forza del personaggio risiede nella sua capacità di far immedesimare i giovani lettori in storie che nascono dalla vita reale, accompagnandoli alla scoperta del mondo con uno sguardo autentico, rassicurante e sempre positivo. Geronimo Stilton è percepito come un “amico” autorevole che non impone comportamenti, ma consiglia: un portatore di valori universali che incoraggia osservazione, esplorazione e apprendimento. Questa profonda connotazione educativa ne ha consolidato il ruolo come riferimento affidabile in iniziative rivolte ai ragazzi e alla promozione della lettura, supportate anche da numerose partnership istituzionali.

Parallelamente, il brand gode di una popolarità internazionale straordinaria, che nel tempo ha dato vita a una community globale di lettori, attratta da un personaggio classico ma capace di rinnovarsi costantemente e di restare sempre al passo con i tempi attraverso storie coinvolgenti e ricche di significato.

“I libri di Geronimo Stilton hanno contribuito a formare l’immaginario di milioni di bambini, in Italia e nel mondo”, dichiara Iginio Straffi, fondatore di Rainbow. “Accogliere questo personaggio nella nostra famiglia è un grande onore e una grande responsabilità: crediamo nella forza dei suoi valori e nella sua capacità di continuare a ispirare giovani lettori. Il nostro impegno sarà quello di accompagnarlo in un percorso di crescita capace di espandersi su nuovi media e nuove forme espressive, rimanendo fedeli allo spirito che lo ha reso unico”.

“Sono felice che Geronimo entri nella prestigiosa famiglia Rainbow! Sono certa che continuerà a guidare i suoi amati lettori alla scoperta del mondo ricordando l’importanza della curiosità, dell’amicizia, della gentilezza e della fantasia!”, le parole di Elisabetta Dami, creatrice del personaggio. “Perché la vita con le sue infinite avventure è il viaggio più entusiasmante che possiamo fare insieme… insieme! Geronimo sarà sempre per i ragazzi un compagno fedele, leale e allegro… Viva l’amicizia, viva la gentilezza, viva la felicità!”.

“Sono veramente molto felice di questo accordo con Iginio Straffi! Per oltre 25 anni ho lavorato, fin dal suo lancio in Italia nel 2000, per creare quello che credo sia uno dei più grandi fenomeni editoriali del mondo. Milioni e milioni di copie di libri, oltre 1.700 minuti di cartoni animati, innovative strategie di marketing condiviso in oltre 170 paesi del mondo”, continua Pietro Marietti. “Entrare ora nell’universo Rainbow significa fare un altro balzo verso nuove avventure e nuovi orizzonti, a cui sarò lieto di poter collaborare”.

L’acquisizione da parte di Rainbow si inserisce in un percorso che vede il Gruppo impegnato nello sviluppo di contenuti per le famiglie, confermandone la crescita nel panorama internazionale dell’intrattenimento. Rainbow rappresenta già Geronimo Stilton per il licensing e il publishing a livello interazionale e l’acquisizione della proprietà intellettuale offrirà possibilità di crescita all’universo del personaggio, favorendone l’evoluzione attraverso nuovi progetti creativi e proposte di entertainment, sia per armonizzare la presenza del personaggio su più piattaforme sia per rafforzare il dialogo con il pubblico.

Il 2026 segnerà così l’avvio di una nuova stagione per il personaggio, con iniziative editoriali, digitali e di entertainment che Rainbow svilupperà con l’obiettivo di ampliare il suo pubblico e dialogare con le nuove generazioni. Una prospettiva che conferma la vocazione del Gruppo a valorizzare le grandi storie e a trasformarle in contenuti narrativi capaci di parlare a livello globale.

New York batte San Antonio e conquista la Nba Cup

Roma, 17 dic. (askanews) – New York batte San Antonio 124-113 e conquista la finalissima della terza edizione di NBA Cup, una competizione ufficiale introdotta dalla NBA per rendere più competitiva la prima parte della regular season. Si gioca con partite che valgono anche per la classifica, divise in gironi e poi a eliminazione diretta. La fase finale culmina con una finale in campo neutro a Las Vegas, unica gara che non conta per la regular season.

San Antonio guida per buona parte della partita nonostante un Victor Wembanyama quasi normale da 18 punti e 6 rimbalzi e con un Dylan Harper (21 punti e 7 rimbalzi) molto incisivo in uscita dalla panchina. A cavallo tra il 3° e il 4° quarto, però, New York cambia marcia e sulle spalle del solito Jalen Brunson, autore di una prova da 25 punti e premiato come MVP della manifestazione, e di un OG Anunoby da 28 punti e decisivo su entrambi i lati del campo conquista il trofeo.

Il Papa: non lasciamoci prendere dalla frenesia dei preparativi della festa di Natale

Città del Vaticano, 17 dic. (askanews) – “Con l’avvicinarsi del Natale, facciamo attenzione a non lasciarci prendere da un frenetico attivismo nei preparativi della festa, che finiremmo per vivere in modo superficiale e che lascerebbe spazio alla delusione”. A chiederlo è stato stamane Papa Leone XIV rivolgendo il suo invito ad un gruppo di pellegrini di lingua francese convenuti in piazza San Pietro per l’udienza generale. “Prendiamoci invece il tempo di rendere il nostro cuore attento e vigile nell’attesa di Gesù, – è stato il consiglio venuto da Papa Prevost – affinché la sua presenza amorevole diventi per sempre il tesoro della nostra vita e del nostro cuore”.

Un Barbanera 2026 sotto l’albero per celebrare natura e buone pratiche

Roma, 17 dic. (askanews) – A fine anno c’ un gesto che si ripete da generazioni: sfogliare il nuovo almanacco Barbanera e appendere il calendario che ci accompagner per dodici mesi, con l’invito a restare connessi con la terra che abitiamo. Un tempo legato alla natura e ai suoi ritmi, alle stagioni che tornano e alle buone pratiche quotidiane: ricette facili, tisane, piccoli riti di benessere. E gesti semplici per cogliere la bellezza delle piante, dei fiori, dei frutti che la terra ci offre tutto l’anno. Senza dimenticare lo sguardo al cielo, alla luna e ai movimenti degli astri.

Barbanera racconta questo dialogo continuo tra uomo e natura dal 1762. Per il 2026 torna con le sue edizioni storiche – l’Almanacco, il classico calendario da parete e l’oroscopo per il nuovo anno – e invita a osservare con occhi nuovi anche le citt, dove tra tetti, parchi e strade vive una fauna selvatica spesso invisibile, una vera “animalopoli” fatta di gheppi, rospi o scoiattoli…

Pagine che guidano nei lavori dell’orto e del giardino, seguendo il ciclo delle stagioni e della Luna. Ricette vegetariane di stagione, per nutrirsi in modo semplice, sano e sostenibile. Ogni mese ha i suoi protagonisti: frutta, ortaggi, erbe, fiori e biodiversit, raccontati attraverso testi e illustrazioni originali che reinterpretano le antiche xilografie popolari. Un vero e proprio compagno quotidiano, che scandisce l’anno tra lavori, festivit e tradizioni.

L’Almanacco Barbanera nasce a Spello, nel cuore dell’Umbria, in un luogo speciale dove ogni giorno si sperimentano le buone pratiche che suggerisce tra le sue pagine. Qui, la Fondazione Barbanera 1762 custodisce la pi grande collezione di almanacchi e lunari del mondo, compresa la collezione Barbanera riconosciuta “memoria del mondo” UNESCO: un patrimonio che da pi di due secoli e mezzo dialoga con il presente e che continua a entrare ogni anno nelle case di milioni di italiani.

Sfogliare Barbanera significa viaggiare tra saperi antichi, curiosit, consigli pratici e saggezza popolare. Un viaggio che dal 1762 arriva fino a oggi, con il Barbanera 2026, disponibile anche in una confezione regalo, pronta da mettere sotto l’albero. Per ricordarci che vivere meglio significa, prima di tutto, vivere in armonia con la natura.

Riello torna italiana: Ariston acquisisce azienda veneta, valutata 289 mln

Milano, 17 dic. (askanews) – Riello torna in mani italiane. Il gruppo Ariston ha raggiunto un accordo con il colosso americano Carrier Global Corporation per l’acquisizione del 100% della storica azienda veneta, specializzata nei settori del comfort climatico e delle combustion technologies. Le parti, spiega una nota diffusa nella serata di martedì da Ariston, hanno raggiunto un accordo sulla base di un enterprise value di 289 milioni di euro, su base cash and debt free, includendo la stima delle sinergie a regime.

Dall’operazione è atteso un impatto positivo dell’utile per azione rettificato già dal secondo anno post-closing, “con un incremento high-teens nel 2026, includendo la stima delle sinergie a regime”. Grazie alla complementarità tra le due aziende, spiega la nota, le sinergie attese ammonteranno a circa 25 milioni di euro di Ebitda a regime, nel quarto anno dal closing.

Nello specifico l’operazione consentirà al gruppo Ariston di accedere a canali di vendita, linee di prodotto e rete di assistenza complementari, permettendo al gruppo di rafforzare il proprio ruolo nel settore del comfort climatico in Italia, rafforzare la propria posizione nel comparto dei dei bruciatori, estendere la propria presenza e il portafoglio prodotti nei segmenti commerciale e industriale e rafforzare la propria presenza in Nord America.

Fondata nel 1922 a Legnago, in Veneto, Riello conta di chiudere il 2025 con ricavi netti pari a circa 400 milioni di euro e un Ebitda rettificato pari a circa 35 milioni di euro. L’operazione sottoscritta con Ariston comprende tutte le attività dell’azienda che ha nel comparto del comfort climatico i due terzi del proprio business, accanto al restante terzo rappresentato dalla divisione combustion technologies. In questo modo tutte le principali strutture industriali saranno trasferite ad Ariston, inclusi gli stabilimenti produttivi di Legnago e Volpago (Veneto, Italia), Torun (Polonia), Shanghai (Cina), il sito di assemblaggio e testing di Mississauga (Ontario, Canada) e i centri R&D di Lecco (Lombardia, Italia) e Angiari (Veneto, Italia). Inoltre porterà in dote 1.150 dipendenti, la metà dei quali basati in Italia. I marchi Riello e Beretta continueranno a operare in Italia e nei mercati internazionali, mantenendo la loro identità distintiva, le rispettive strategie di go-to-market e le linee di prodotto.

L’acquisizione sarà finanziata con fondi propri di Ariston Group, con pagamento previsto al completamento dell’operazione. Il completamento dell’operazione, soggetto alle consuete condizioni di closing, è previsto entro la fine del primo semestre 2026.

“Sono lieto di annunciare l’acquisizione di Riello, una tappa fondamentale della nostra strategia di crescita. Riello rappresenta con orgoglio un’icona italiana centenaria nei settori del comfort termico e delle tecnologie avanzate di combustione – ha dichiarato Paolo Merloni, presidente esecutivo di Ariston group – In continuità con le ragioni alla base della nostra quotazione in Borsa nel 2021 e con le numerose acquisizioni realizzate nell’ultimo decennio, inclusa Wolf-Brink, siamo determinati a svolgere un ruolo attivo nel processo di consolidamento del nostro settore; scala e innovazione sono gli elementi fondamentali per la transizione energetica e per gestire la crescente sofisticazione del mercato”.

A esprimere apprezzamento anche il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, per il quale “l’operazione rafforza la filiera del Paese, tutela l’occupazione e garantisce continuità e sviluppo alle attività produttive, nell’ambito di una strategia di crescita solida e di lungo periodo”. Nella mattinata di giovedì al Mimit ci sarà il tavolo sulla vertenza Riello, già convocato in vista di questo passaggio.

Sanremo, Alessandro Gassmann: c’è mio cantante preferito, lo guarderò

Roma, 17 dic. (askanews) – “Io Sanremo lo guardo solo quando canta il mio cantante pop preferito; quest’anno ci sarà e quindi guarderò Sanremo”. Risponde così Alessandro Gassmann, a chi gli chiede se stia salendo la tensione in vista di Sanremo 2026 dove è in gara, tra i big, il figlio Leo Gassmann.

Reduce dal successo in Un professore, Alessandro Gassmann è intervenuto all’Auditorium Parco della Musica di Roma alla presentazione della stagione Rai Fiction 2026. Il prossimo anno è impegnato nella serie Guerrieri, dove interpreta un avvocato penalista di successo.

“Penso sia una serie che racconta la giustizia in maniera equilibrata – sottolinea – nel senso che sappiamo quali sono i problemi della giustizia nel nostro paese ma sappiamo anche che ogni tanto ci sono anche persone che lavorano in campo giuridico di grandissima qualità e che risolvono i problemi delle persone”.

“E’ una serie che commuove, fa riflettere, fa arrabbiare e fa ridere – sottolinea – fa tutto quello che dovrebbe fare una serie televisiva, ovvero far nascere emozioni in chi la guarda”.

Von der Leyen: questo è il momento dell’indipendenza dell’Europa, dobbiamo difenderci e contare su noi stessi

Roma, 17 dic. (askanews) – Viviamo in “un mondo di guerre, un mondo di predatori”, per cui “noi europei dobbiamo difenderci e contare su noi stessi” perché “la pace di ieri è finita” e “non abbiamo tempo per abbandonarci alla nostalgia, ciò che conta è come affrontiamo il presente” e “non possiamo permetterci di lasciare che le visioni del mondo degli altri ci definiscano”. Lo ha detto la presidente della Commissione europea, Ursula Von der Leyen, nel suo intervento al Parlamento europeo in vista del Consiglio europeo del 18 e 19 dicembre, sottolineando che “il nostro compito al vertice di questa settimana è dimostrare che siamo concentrati sui nostri interessi strategici e sulle nostre priorità” perchè “questo è il momento dell’indipendenza dell’Europa”.

La presidente ha affermato che “da quando abbiamo iniziato a usare questo termine, indipendenza, molti hanno espresso scetticismo”, invitando quindi a “guardare cosa abbiamo già fatto”: “Dalla difesa all’energia, abbiamo reso possibile l’impossibile come parte della nostra nuova realtà. E siamo pronti a fare di più. Perché nella nostra indipendenza, ci facciamo più forti”.

“Un’Europa più forte è un partner più forte, non solo per promuovere, ma per garantire un mondo più sicuro”, ha rimarcato Von der Leyen.

Rai, presentate Fiction 2026: "Da gennaio a maggio mosaico di storie"

Roma, 17 dic. (askanews) – Da Luca Argentero (che torna sul piccolo schermo con Doc) ad Alessandro Gassmann nei panni dell’avvocato Guerrieri, da Imma Tataranni interpretata da Vanessa Scalera fino a La Preside con Luisa Ranieri. E’ stata presentata all’Auditorium Parco della Musica di Roma la stagione 2026 delle Fiction targate Rai, in programma tra gennaio e maggio.

Una ricca offerta, un viaggio nella complessità del Paese, con personaggi capaci di parlare al presente, riaffermando i valori del Servizio Pubblico, e con una ricchezza di generi e linguaggi: dal giallo alla commedia, dal legal al thriller, dal dramedy alla ricostruzione storica, dal civile al coming of age.

“Le novità – dice la direttrice di Rai Fiction, Maria Pia Ammirati – si fondano su protagonisti e temi inediti: storie civili che interrogano la coscienza collettiva, di riscatto, biografie di grandi figure della cultura e dello sport, saghe familiari che attraversano il Novecento. Accanto a queste, commedie sentimentali arricchiscono il panorama con leggerezza e ironia, mentre polizieschi, thriller e legal drama esplorano tensioni morali del presente. La forza della fiction sta nel sapersi rinnovare senza interrompere il dialogo con il pubblico. Insieme ai nuovi titoli tornano i grandi sequel che hanno creato un’affezione duratura: storie di comunità e solidarietà, di professionisti alle prese con dilemmi etici e personali, di giovani che cercano un futuro diverso nonostante le difficoltà. Serie che hanno conquistato i telespettatori e che, stagione dopo stagione, confermano un patto fondato sulla fiducia e sulla riconoscibilità dei personaggi. Al centro dell’offerta ci sono eroi imperfetti, personalità complesse che cercano un equilibrio tra privato e pubblico, tra sentimenti e lavoro, tra problemi familiari e impegno sociale. Hanno paure e incertezze, ma di fronte a un rischio o a una scelta affrontano la realtà con coraggio e responsabilità. Che siano ragazzi di una periferia o di un istituto minorile, un medico, un avvocato, una preside, un sostituto procuratore o un notaio, tutti portano la tensione di un racconto che interroga la società”.

“In questa cornice – conclude Ammirati – il femminile rimane un architrave strutturale, attraversa generi e storie, ridefinisce relazioni e valori e diventa motore di visioni che parlano al Paese. Le figure femminili – presidi, magistrati, professioniste, madri e figlie – sono protagoniste di percorsi che intrecciano responsabilità pubblica e vita privata e restituiscono con forza la dimensione esemplare della fiction di Servizio Pubblico. È proprio da questa capacità di dare voce a esperienze diverse e di farne specchio della società contemporanea, che nasce la forza di una proposta in grado di crescere e rinnovarsi. Così la fiction Rai si conferma ancora una volta non solo intrattenimento, ma un linguaggio attraverso il quale alimentare un dialogo vivo con il nostro presente”.

Natale, Confesercenti: italiani a caccia di regali, spesa media da 250 euro

Roma, 17 dic. (askanews) – Abbigliamento, cosmetica e giocattoli i doni più ricercati. Il Natale entra nel vivo: saranno quasi 20 milioni gli italiani in cerca degli ultimi doni da mettere sotto l’albero. E i punti vendita fisici tornano al centro dell’interesse dei consumatori: il 62% farà i suoi acquisti anche in un negozio, il 22% in un supermercato e il 17% in un mercato o mercatino di Natale. Complessivamente, per i regali di Natale 2025 si prevede un budget di 250 euro a persona e un giro d’affari totale di 9,5 miliardi di euro. È quanto emerge dal consueto sondaggio Confesercenti Ipsos sui consumi degli italiani in occasione delle festività invernali.

L’approccio dei clienti è ormai sempre più multicanale, orientato all’utilizzo di un mix di forme di retail, dalle piattaforme eCommerce ai siti indipendenti, passando per grande distribuzione e negozi di prossimità, mercati e mercatini: in media ogni consumatore acquisterà in circa tre format differenti. L’ultima settimana prima del Natale, però, tende a premiare i negozi. A ridosso della scadenza, infatti, il canale fisico beneficia del vantaggio dell’immediatezza: si compra e si porta via, senza tempi e incertezze delle consegne. Infatti, man mano che ci si avvicina a Natale cresce la quota di acquisti intercettata dai punti vendita offline: nel periodo del Black Friday (da mercoledì 26 novembre a martedì 2 dicembre) la quota di persone che hanno acquistato un regalo anche presso il canale fisico si è fermata al 32% circa. Nei sette giorni successivi (3-9 dicembre) è stata del 39%, mentre tra il 10 ed il 16 dicembre è salita al 47%. Tra questa settimana e l’inizio della prossima (16-24 dicembre), invece, è intenzionato ad acquistare anche in un negozio il 62% degli intervistati, il 22% in un supermercato ed il 17% in un mercato/mercatino. Rispetto al periodo del venerdì nero, tra oggi e la Vigilia gli acquirenti dei punti di vendita fisici saranno oltre 6 milioni in più. La spesa. Dalle risposte degli intervistati emerge un budget mediano assegnato per i doni di 250 euro, per un giro d’affari complessivo stimato di 9,5 miliardi di euro. La spesa prevista è più alta tra le persone oltre i 34 anni di età e tra i residenti delle regioni del Nord Italia (300 euro circa). È invece più bassa tra i giovani (200 euro), gli abitanti del Centro (poco meno di 250 euro) e quelli del Sud e delle Isole (200 euro circa).

In media si faranno circa 8 regali a testa, anche se il 20% degli intervistati progetta di farne 3 o meno. E, contrariamente all’iconografia tradizionale, Babbo Natale è donna: 9 regali in media, contro i 7 degli uomini. La classifica dei doni più ricercati restituisce un Natale ancora molto “materiale” e tradizionale. In testa ci sono capi d’abbigliamento (44%) e cosmetica/profumi (41%): due categorie ampie, con prezzi scalabili e un buon equilibrio tra “regalo personale” e scelta relativamente semplice. Subito dietro c’è giochi e giocattoli (33%), che restano un pilastro delle feste. Seguono accessori moda (26%) e libri (26%) e gioielli e bigiotteria (25%). Il regalo legato alla tavola è presente con un peso non marginale: i prodotti gastronomici sono al 23%, quelli da enoteca al 19%.

Il 17% sceglierà invece calzature, mentre il 16% arredamento/articoli per la casa, mentre oggettistica, gadget e collezionismo si fermano al 15%. La tecnologia non domina ma è ben distribuita: il 14% comprerà tech sotto i 150 euro e una quota identica tech sopra i 150 euro (14%), lo stesso livello di piccoli elettrodomestici e buoni spesa. Le esperienze restano minoritarie: trattamenti benessere/bellezza (13%), biglietti per spettacoli/eventi (12%), abbonamenti streaming/Tv (9%), viaggio o vacanza (7%) e corsi (2%).

Follini (Adnkronos): “Trump costringe l’Europa a scegliere”

L’Europa è spesso cresciuta sotto pressione. Non per slancio ideale, ma perché costretta dagli eventi. È una costante della sua storia politica: i passaggi decisivi dell’integrazione sono nati quasi sempre da crisi esterne. È in questa chiave che Marco Follini, in un intervento pubblicato dall’Agenzia Adnkronos, invita a leggere il nuovo corso impresso da Donald Trump alla politica internazionale: non solo come una minaccia, ma come una occasione storica per l’Unione europea.

La frattura atlantica come fatto politico

Follini coglie un dato strutturale: l’atteggiamento di Trump verso l’Europa non è un incidente di percorso né una provocazione estemporanea. È l’espressione di una visione che mette in discussione l’assetto dell’Occidente così come si è consolidato dal secondo dopoguerra in poi. L’alleanza atlantica, per decenni perno della sicurezza e della stabilità europea, non può più essere considerata un riferimento automatico e indiscutibile.

Di fronte a questa discontinuità, l’Europa è chiamata a una scelta di fondo: continuare a vivere di rendita, confidando in equilibri che non esistono più, oppure assumersi fino in fondo la responsabilità della propria autonomia politica.

Il limite delle mezze misure europee

Nel ragionamento di Follini emerge una critica implicita all’Europa delle mezze misure. Un’Unione che ha saputo costruire un grande mercato e una moneta comune, ma che resta fragile sul piano politico e strategico proprio quando sarebbe chiamata a contare davvero.

La tentazione di cavarsela con aggiustamenti tattici, mediazioni diplomatiche o riforme minime rischia di tradursi in una forma nuova di subalternità. Senza una voce politica unitaria, l’Europa resta esposta alle oscillazioni delle grandi potenze e agli umori dei loro leader.

Una costituente europea come salto di qualità

È in questo contesto che Follini rilancia un’idea forte: avviare una costituente europea. Non un semplice ritocco dei trattati, non l’ennesima riforma tecnica, ma un processo politico capace di ridefinire finalità, poteri e responsabilità dell’Unione.

L’obiettivo non è astratto né ideologico. Si tratta di colmare il divario tra integrazione economica e debolezza politica, restituendo all’Europa una soggettività riconoscibile sulla scena internazionale. Una prospettiva che richiama la migliore tradizione del pensiero democratico europeo e del cattolicesimo politico, per il quale l’Europa è anzitutto una comunità di destino.

Una scelta che interpella anche lItalia

La riflessione di Follini chiama in causa direttamente anche l’Italia. Restare in bilico, tentando di compiacere Washington senza investire davvero nel rafforzamento dell’Europa, equivale a rinunciare a un ruolo autonomo. Al contrario, sostenere una svolta costituente significherebbe tornare a esercitare una funzione di proposta, in coerenza con la tradizione europeista che ha segnato la storia repubblicana.

Paradossalmente, è proprio Trump a costringere l’Europa a guardarsi allo specchio. Sta agli europei — e all’Italia — decidere se trasformare questa pressione in un’occasione politica o lasciarla scivolare via come tante altre.

Fonte: Marco Follini, intervento pubblicato dall’Agenzia Adnkronos.

Cisl sotto esame: crisi di autonomia, eclisse del pluralismo e deriva politica

La crisi culturale e politica della Cisl è sotto gli occhi di tutti. Un grande sindacato, che nasce fondato sulla cultura dell’autonomia, del contrattualismo e del riformismo, è da alcuni anni collocato su di una deriva che scivola a destra, in un sostanziale collateralismo mascherato del governo della destra post missina.

Lassenza di dibattito e la tentazione del potere

Non c’è più dibattito interno perché l’intero gruppo dirigente sembra come abbagliato da quella confusa cultura sociale di matrice rautiana che ispira la nostra destra di governo, ma in realtà è più chiaramente forse attratto dalla lusinga del potere, come dimostra la parabola del precedente segretario generale divenuto improvvisamente sottosegretario del governo Meloni per meriti sul campo. È oggi impossibile sfuggire alla sensazione che anche l’attuale vertice dell’organizzazione stia lavorando per garantirsi un seggio parlamentare fra 2 anni.

 

Il patto sociale” come foglia di fico

La proposta di un patto sociale lanciata nei giorni scorsi sembra l’ennesima foglia di fico per nascondere una totale mancanza di guida, di strategia, di ispirazione. È una proposta lanciata nel vuoto, senza adeguati contenuti, senza un percorso di reale dialogo, anzi ostentando la massima distanza possibile dalla CGIL, il maggior sindacato del paese. Senza un coinvolgimento anche minimo della UIL come in altre fasi è pure avvenuto.

Per parlare di concertazione bisogna anzitutto condividere una analisi comune con le altre maggiori parti sociali, dell’impresa e del lavoro. Oggi anche la Confindustria ha una posizione più autonoma da questo governo, il che è davvero paradossale.

 

La manovra di bilancio e ladesione acritica

La manovra di bilancio, del tutto priva di ogni visione socio-economica e di azioni riformatrici, è solo tesa a razionalizzare i conti pubblici, per ottenere fra pochi mesi da Bruxelles il via libera a spendere in grave ritardo quasi il 50% delle risorse del PNR ancora congelate per grave inefficienza del governo e incapacità di accelerare i procedimenti di spesa pubblica a tutti i livelli.

Questo dicono i dati, malgrado la incessante propaganda di regime. Ed anche per accantonare un tesoretto da mettere in bilancio nel prossimo anno elettorale, e promettere di spendere, salvo poi realizzare assai poco.

E la Cisl che dice?

E la Cisl che dice? Dice che, tutto sommato, non si tratta di una cattiva legge di bilancio, perché migliora il trattamento fiscale del ceto medio, anche di tutti coloro che hanno un reddito superiore ai 60 mila euro. Dice che con altri piccoli ritocchi potrebbe quasi essere perfetta. Non ci si può credere, eppure è così.

 

La rappresentazione irreale del lavoro

Basta leggere ciò che è scritto poi, sui siti ufficiali dell’organizzazione riguardo al mercato del lavoro. A via Po ascoltano la propaganda di Tele-Meloni e si autoconvincono. Una situazione quasi rosea, nella quale non esiste la condizione penosa di migliaia e migliaia di giovani del Sud che, dopo studi brillanti, sono costretti ad emigrare all’estero; dove non esistono alcuni milioni di lavoratori sottopagati e dove, invece di battersi per un salario minimo, ci si trincera dietro il simulacro dell’autonomia della contrattazione, che la Cisl di oggi difende per principio anche quando le parti sottoscrivono accordi indecorosi, specie per la debolezza del sindacato, in molti settori di lavoro non qualificato.

Quando la Cisl era una scuola di pensiero

Un tempo la Cisl disponeva del miglior centro studi sindacale, dove hanno lavorato e sono cresciute figure come Tiziano Treu o Ezio Tarantelli, Guido Baglioni o Pietro Merli Brandini. La Cisl di Mario Romani e Giulio Pastore ha imposto alla politica gli accordi contrattuali come fonte normativa primaria nel diritto del lavoro e dell’economia.

Oggi cosa c’è di tutto questo? Neanche un vago ricordo.

Il pluralismo perduto

Un tempo la Cisl assicurava un permanente pluralismo interno, di ispirazioni e di culture. E in questo confronto-laboratorio in costante riflessione si esprimevano sindacalisti come Pierre Carniti o Franco Marini, Luigi Macario o Franco Bentivogli, Eraldo Crea o Sergio D’Antoni. Democratici cristiani, cristiano-sociali, socialisti riformisti, tutti fermamente antifascisti, con la schiena dritta e mai inclini verso la destra postfascista ingrassata con i denari di Berlusconi.

Oggi il gruppo dirigente appare grigiamente omogeneo, incapace del minimo dibattito interno ed esterno.

Ripensare il sindacato, il lavoro, il futuro

Il sindacato oggi è molto debole nel nostro Paese e in tutto l’Occidente. È necessario lavorare per riaprire il dialogo e il confronto con tutte le principali organizzazioni nel paese e in Europa. È necessario pensare al lavoro del futuro, alle nuove tecnologie che, se ben gestite, possono portare sviluppo e benessere.

È necessario pensare alla integrazione di milioni di stranieri per tutti quei lavori che i nostri giovani non vogliono più fare. È necessario ripensare la scuola perché si rafforzi come spazio essenziale per l’educazione civile e la formazione critica. È urgente ripensare al modello di welfare, per accrescere le responsabilità di ciascuno e realizzare una effettiva universalità delle prestazioni.

Serve una Cisl allaltezza della propria storia

Servirebbe, per tutto questo, davvero una Cisl consapevole della propria straordinaria storia, capace, ad esempio, di riunire i migliori giovani studiosi ed elaborare nuove idee e proposte, scevra da penosi servaggi politici.

Servirebbe, ad esempio, che la Fondazione Franco Marini non fosse solo una targa per coprire le vergogne, ma si animasse di lavoro intellettuale e organizzativo per sostenere una ripartenza consapevole.

Una nuova palestra di elaborazione politica nel solco del cattolicesimo democratico

La storia della Democrazia cristiana è costellata anche, e soprattutto, dalla presenza di riviste, agenzie d’informazione, giornali e strumenti di comunicazione politica e culturale. O meglio, e per essere più precisi, accanto alla Democrazia cristiana è l’intera area cattolica italiana che storicamente si è caratterizzata per la presenza e la diffusione di riviste di elaborazione politica, culturale, sociale e religiosa. Riviste che hanno avuto il grande merito di segnare e di caratterizzare la stessa evoluzione del pensiero politico nel nostro paese.

Le riviste come anima del cattolicesimo democratico

Tra queste riviste, e per partire solo dagli anni ’80, non possiamo non citare una delle esperienze più prestigiose e più raffinate dell’universo democratico cristiano. Terzafase di Carlo Donat-Cattin, un mensile nato nel 1983 e durato un decennio, ha rappresentato per molto tempo un punto di riferimento importante e autorevole non solo per il cattolicesimo sociale italiano ma per l’intera esperienza del cattolicesimo politico nel nostro paese.

Una palestra di confronto e di approfondimento politico e culturale, accompagnata da firme prestigiose e, soprattutto, dotata della capacità e dell’intelligenza di saper condizionare il dibattito politico italiano.

Identità, correnti e dibattito pubblico

Certo, non possiamo negare che le riviste erano quasi una carta di identità delle sinistre democristiane. E questo perché sia la sinistra politica sia la sinistra sociale della Dc individuavano nelle riviste – regionali o nazionali – lo strumento indispensabile e necessario che doveva accompagnare la presenza politica nel partito e nella società.

Riviste, però, che rappresentavano anche un naturale prolungamento del dibattito che avveniva già nel partito, nell’area cattolica e nell’intera società civile.

Dopo la fine del partito, il vuoto e la polarizzazione

Una prassi, questa, che tuttavia non è del tutto scomparsa dall’orizzonte del cattolicesimo sociale e popolare del nostro paese. Certo, da tempo ormai manca un partito di riferimento di quest’area culturale e mancano addirittura le correnti, le componenti o le aree di riferimento all’interno di partiti che anche solo lontanamente o vagamente si rifanno a questo pensiero e a questa tradizione ideale. Tanto a destra quanto a sinistra.

Anzi, con l’avvento della radicalizzazione del conflitto politico e della conseguente polarizzazione ideologica, proprio questa corrente di pensiero è stata definitivamente sacrificata sull’altare degli “opposti estremismi”.

 

Una tradizione che resiste

Eppure, come dicevamo, la tradizione delle riviste di elaborazione politica e culturale resiste. Seppur in mezzo a difficoltà oggettive e quasi insuperabili.

E oggi si può tranquillamente sostenere, e senza alcuna piaggeria o forzatura, che Il Domani dItalia è la quasi naturale prosecuzione di Terzafase e, forse, l’unica e ultima tribuna editoriale del cattolicesimo popolare e sociale del nostro paese.

Il Domani dItalia, una Terzafase del nostro tempo

Una palestra di confronto e di approfondimento quotidiana e online – non più solo mensile: cambiano i tempi e, di conseguenza, cambia l’offerta – che oggi continua una tradizione e una prassi, questa sì secolare, che continua a ritenere necessaria ed indispensabile una permanente capacità di elaborazione culturale per arricchire e qualificare la politica.

E il mondo cattolico democratico, popolare e sociale non può rinunciare a questa specificità e originalità storica. Il Domani dItalia, appunto, ne rappresenta una degna e nobile prosecuzione.

Quando la mente “pesa” sul cuore. Intervista a Lucy Barone del Policlinico Tor Vergata

Per anni salute mentale e malattie cardiovascolari sono state considerate ambiti distinti, affidati a competenze, percorsi e linguaggi diversi. Oggi questa separazione appare sempre più artificiale. La ricerca scientifica dimostra che depressione, ansia e stress cronico non solo accompagnano le patologie cardiache, ma ne influenzano in modo diretto l’insorgenza, l’evoluzione e gli esiti clinici. Una connessione profonda, che riguarda milioni di persone e pone interrogativi nuovi al sistema sanitario, chiamato a ripensare prevenzione e presa in carico in modo integrato.

Di questo si è discusso anche al recente congresso della Società Italiana di Cardiologia (SIC), dove Lucy Barone, cardiologa da tempo impegnata su questi temi e confermata nel Consiglio regionale SIC del Lazio, ha presentato una relazione dedicata al nesso tra salute mentale e patologie cardiovascolari. Con lei abbiamo provato a fare il punto.

Dottoressa Barone, lei si occupa da tempo del rapporto tra salute mentale e patologie cardiache. Può darci una prima fotografia del fenomeno? Quanti sono i casi riscontrati in Italia?

«Parliamo di numeri rilevanti. In Italia oltre il 30% dei pazienti con patologie cardiovascolari presenta disturbi depressivi o ansiosi clinicamente significativi. Allo stesso tempo, chi soffre di depressione maggiore ha un rischio cardiovascolare aumentato fino al 50%. Non si tratta quindi di una semplice coincidenza, ma di una relazione bidirezionale che incide su prognosi, aderenza alle terapie e mortalità».

Quali sono oggi le principali tendenze osservate e quali i processi in corso per rafforzare la prevenzione? Esiste un piano strutturato?

«La tendenza più chiara è il superamento di una visione esclusivamente specialistica. La cardiologia moderna deve integrare la valutazione del benessere psicologico, anche attraverso strumenti semplici di screening. Tuttavia, in Italia non esiste ancora un piano nazionale organico che colleghi in modo sistematico salute mentale e prevenzione cardiovascolare. Ci sono esperienze locali e buone pratiche, ma manca una strategia condivisa. Un piano sarebbe non solo utile, ma necessario».

Guardando al futuro, cosa dobbiamo aspettarci?

«Dobbiamo puntare su una medicina sempre più centrata sulla persona. Il futuro è fatto di équipe multidisciplinari, formazione continua e prevenzione precoce, capace di tenere insieme fattori biologici, psicologici e sociali. Curare il cuore significa anche curare la mente: è una nuova frontiera che dobbiamo rendere strutturale».

Venezuela: Usa violano il diritto internazionale, blocco navale annunciato da Trump sconsiderato

Roma, 17 dic. (askanews) – Il governo venezuelano ha denunciato come una minaccia “grave e sconsiderata” l’annuncio del presidente americano Donald Trump del blocco totale di tutte le petroliere sanzionate. In un comunicato ufficiale, Caracas ha affermato che gli Stati Uniti stanno “violando il diritto internazionale, il libero scambio e la libertà di navigazione” e che Trump, nel suo post su Truth, “presuppone che il petrolio, la terra e le ricchezze minerarie del Venezuela siano di sua proprietà.

“Il presidente degli Stati Uniti intende imporre, in modo assolutamente irrazionale, un presunto blocco navale militare al Venezuela con l’obiettivo di rubare la ricchezza che appartiene alla nostra patria”. Nella dichiarazione, Caracas ha quindi invitato “il popolo degli Stati Uniti e i popoli del mondo a respingere con ogni mezzo questa minaccia stravagante che rivela ancora una volta le vere intenzioni di Trump di rubare le ricchezze del Venezuela”.

Trump blocca le petroliere in Venezuela: "E’ completamente circondato dalla più grande Armada mai radunata"

Roma, 17 dic. (askanews) – Il presidente americano Donald Trump ha ordinato un “blocco totale” delle petroliere sanzionate in partenza e in arrivo in Venezuela. “Il Venezuela è completamente circondato dalla più grande Armada mai radunata nella storia del Sud America”, ha scritto Trump sui social, aggiungendo che “diventerà sempre più grande e lo shock per loro sarà come non lo hanno mai visto prima, almeno fino a quando non restituiranno agli Stati Uniti tutto il petrolio, la terra e gli altri beni che ci hanno rubato in passato”.

“Il regime illegittimo di Maduro sta usando il petrolio di questi giacimenti rubati per finanziare se stesso, il terrorismo della droga, il traffico di esseri umani, gli omicidi e i rapimenti”, ha proseguito il presidente, per poi annunciare: “Per il furto dei nostri beni e per molte altre ragioni, tra cui il terrorismo, il contrabbando di droga e il traffico di esseri umani, il regime venezuelano è stato designato come ORGANIZZAZIONE TERRORISTICA STRANIERA. Pertanto, oggi ordino UN BLOCCO TOTALE E COMPLETO DI TUTTE LE PETROLIERE SANZIONATE”. Secondo il servizio di tracciamento indipendente Tanker Trackers, all’inizio del mese erano più di 30 le navi operative in Venezuela sanzionate dagli Stati Uniti.

La scorsa settimana gli Stati Uniti hanno sequestrato una petroliera nel Mar dei Caraibi che trasportava petrolio venezuelano destinato a Cuba e alla Cina. Come riporta il New York Times, un giudice federale aveva spiccato un mandato di sequestro sulla base del fatto che la petroliera aveva trasportato petrolio dall’Iran.

Dallo scorso settembre l’esercito statunitense ha condotto attacchi aerei nei Caraibi e nel Pacifico orientale contro imbarcazioni accusate di traffico di droga, molte delle quali colpite nei pressi delle coste del Venezuela, causando la morte di almeno 95 persone.

Stretta sulle pensioni anticipate e novità sul Tfr, il governo corregge così la manovra

Roma, 16 dic. (askanews) – Spunta una stretta sulle pensioni anticipate in manovra all’interno dell’emendamento da 3,5 miliardi di euro annunciato dal ministro dell’economia Giancarlo Giorgetti, e depositato in commissione bilancio del Senato.

La norma contiene una penalizzazione fino a 30 mesi per l’accesso alla pensione anticipata per chi ha riscattato il periodo di laurea e un allungamento fino a sei mesi della finestra per l’accesso alle prestazioni dalla data di maturazione del diritto alla pensione.

L’emendamento del governo prevede che per i soggetti che maturano i requisiti per il pensionamento anticipato successivamente al 2030 non concorrano le anzianità contributive derivanti dal riscatto della laurea in misura crescente: sei mesi per chi matura il diritto nel 2031; 12 mesi per chi matura il diritto nel 2032; 18 mesi per chi lo matura nel 2033; 24 mesi per chi matura il diritto nel 2034 e 30 mesi per chi lo matura nel 2035.Nello stesso emendamento si interviene sulle finestre per accesso alla prestazione. Si passa dai tre mesi confermati per chi matura il diritto entro la fine del 2031, a quattro mesi per chi lo matura entro il 2033, a cinque mesi per chi lo matura entro il 2034 mentre chi maturerà il diritto alla pensione anticipata dal 1 gennaio 2035 potrà accedere al trattamento pensionistico dopo sei mesi.

Forti le reazioni di sindacati e opposizioni alla nuova norma depositata dal governo. “La legge di bilancio si arricchisce, fuori da ogni confronto, di un capitolo di nuove norme sulle pensioni. Confondendo Pasqua con Natale, nell’emendamento del governo c’è la sorpresa: un ulteriore allungamento del tempo da attendere per poter andare in pensione anticipata (le chiamano finestre) e una mega fregatura per chi ha riscattato la laurea, con un taglio fino a due anni e mezzo degli anni riscattati validi ai fini del requisito di accesso alla pensione. Insomma: età pensionabile secondo Meloni? Verso l’infinito e …oltre” afferma Maria Cecilia Guerra, responsabile Lavoro nella segreteria nazionale del Pd.

“Ve lo ricordate lo slogan “aboliremo la Fornero”? Era propaganda, come tutto il resto” afferma Angelo Bonelli (AVS) “Oggi la destra non solo non abolisce nulla, ma peggiora le condizioni, allunga i tempi, scarica i costi sulle spalle di chi lavora e di chi studia, mentre continua a investire miliardi nella corsa al riarmo. È una scelta politica precisa e vergognosa: colpire il lavoro e il futuro per finanziare la guerra”.

“Il Governo mette mano alle pensioni, ma lo fa in silenzio – afferma il capogruppo M5S in Senato Stefano Patuanelli – Dal 2031 i contributi riscattati per la laurea valgono sempre meno, fino a perdere due anni e mezzo dal 2035. E anche quando maturi i requisiti, la pensione non parte più: slitta di mesi, fino a sei. Non è una riforma, è un rinvio sistematico dell’assegno. È risparmio di spesa scaricato sulle generazioni future, scritto nei commi per non dirlo apertamente”.

Critiche anche dalla Cgil. “Con queste scelte l’Esecutivo riesce in un’impresa clamorosa, quella di superare persino la legge Monti-Fornero, rendendo il sistema previdenziale ancor più rigido, ingiusto e punitivo per lavoratrici e lavoratori” commenta la segretaria confederale Lara Ghiglione.

Nell’emendamento del governo in tema previdenziale arrivano due novità anche sul Tfr con il silenzio assenso per i neoassunti per quanto riguarda l’adesione ai fondi complementari e l’obbligo di versare il Tfr all’Inps o ad un fondo anche per le aziende che hanno superato i 50 dipendenti dopo la riforma.

Calcio, Dembélé miglior giocatore 2025, Donnarumma il portiere

Roma, 16 dic. (askanews) – Ousmane Dembélé è stato incoronato miglior giocatore del 2025. L’attaccante del Paris Saint-Germain, già vincitore del Pallone d’Oro, ha ricevuto il riconoscimento durante la cerimonia dei The Best Fifa Football Awards 2025, in corso a Doha.

Serata di prestigio anche per Gianluigi Donnarumma, eletto miglior portiere dell’anno. L’estremo difensore azzurro ha superato una concorrenza di altissimo livello composta, tra gli altri, da Alisson Becker, Thibaut Courtois, Emiliano Martinez, Manuel Neuer, David Raya, Yann Sommer e Wojciech Szczesny. A decretare il vincitore è stata una giuria internazionale formata da commissari tecnici e capitani delle nazionali maschili, giornalisti specializzati e tifosi, che hanno espresso il loro voto sul sito ufficiale della Fifa. La short list dei candidati era stata selezionata da un panel di esperti sulla base delle prestazioni tra l’11 agosto 2024 e il 2 agosto 2025.

Un’annata straordinaria per Donnarumma, culminata con il triplete conquistato con il Psg — campionato, Coppa di Francia e Champions League — prima del passaggio al Manchester City. “È un grande onore vincere questo prestigioso premio e ringrazio tutti coloro che hanno votato per me», ha dichiarato il portiere della Nazionale. «Sono orgoglioso di essere stato scelto davanti a portieri eccezionali, per i quali nutro grande rispetto”. Donnarumma ha poi aggiunto: “È stato un anno incredibile, che resterà a lungo nella mia memoria. Ora lavorerò per ottenere nuovi successi con il mio nuovo club”.

Il 2025 ha consacrato definitivamente il numero uno azzurro, inserito anche nel FifPro Men’s World 11 e vincitore del Trofeo Yashin. Donnarumma figura infatti nel miglior undici dell’anno insieme a Hakimi, Pacho, Van Dijk e Nuno Mendes in difesa; Palmer, Bellingham, Vitinha e Pedri a centrocampo; Lamine Yamal e Dembélé in attacco.

A completare il dominio parigino è il premio di miglior allenatore assegnato a Luis Enrique. Alla guida del Psg, il tecnico spagnolo ha firmato una stagione storica, conquistando la prima Champions League del club, oltre a Ligue 1, Coppa di Francia e Supercoppa Europea. C’è anche Gianluigi Donnarumma nel miglior undici del 2025. Questa la formazione completa: Gianluigi Donnarumma (Psg/Manchester City); Achraf Hakimi (Psg), Willian Pacho (Psg), Virgil Van Dijk (Liverpool), Nuno Mendes (Psg); Cole Palmer (Chelsea), Jude Bellingham (Real Madrid), Vitinha (Psg), Pedri (Barcellona); Lamine Yamal (Barcellona), Ousmane Dembélé (Psg).

Proclamati i vincitori del Premio Ezio Bosso alla Divulgazione musicale

Roma, 16 dic. (askanews) – Con la famiglia Bosso, sia quella vera e propria sia quella del cenacolo professionale oggi allargata agli membri di Associazione Ezio Bosso, si celebrerà il 29 dicembre alle ore 23.00 la festa dal vivo dalla Sala A della sede Rai di Via Asiago per Grazie, Ezio! lo spettacolo di premiazione della prima edizione del Premio alla Divulgazione Musicale Ezio Bosso, con la trasmissione in differita su Rai3, Rai Radio2 e RaiPlay.

Sarà celebrata la consegna dei primi quattro premi alla Divulgazione Musicale Ezio Bosso: il Primo Premio e Premio del Pubblico vanno dunque a Fondazione Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi per il progetto “Discovery” per un totale di 12.000 euro. Il Secondo Premio ad Associazione Bologna Festival per il progetto Baby Bofe’ con 6.000 euro; Il Terzo Premio a Tempo Reale di Firenze per il progetto Scuola di Suono con 4.000 euro.

Ezio Bosso torna così a casa, quella Rai3 che trasmise i suoi programmi divulgativi “Che Storia la Musica!”, che lo ospitava a Rai Radio2 con grande affetto e frequenza, che lo ha sempre sostenuto a partire dal Sanremo di Carlo Conti.

La serata Grazie, Ezio!, nel contesto festivo natalizio, tanto amato da Ezio presente con molti contributi video fra cui vere sorprese e tanti aneddoti divertenti, ha la regia di Roberto Giannarelli, la conduzione della giornalista Francesca Parisella, il contributo straordinario di Luca Barbarossa di cui Ezio era brillante e felice ospite nella trasmissione Radio2 Social Club. Fondamentali poi i momenti musicali dal vivo del TTR Piano Trio composto da David e Diego Romano, prime parti dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, e Mario Montore al pianoforte; quindi il primo violoncello, sempre dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Luigi Piovano con l’inedito di Bosso Cigue da Endless Smiles. Due dei tre vincitori poi hanno scelto di aggiungere i loro contributi allo spettacolo non solo con video che raccontano le loro attività, ma anche con omaggi di musica dal vivo: per la Sinfonica di Milano il loro quartetto composto dalle prime parti Luca Santaniello e Lycia Viganò ai violini, Gabriele Mugnai alla viola e Mario Shirai Grigolato al violoncello; per Bologna Festival invece il giovane pianista virtuoso Daniele Martinelli, vincitore del prestigioso Premio Venezia.

A consegnare i quattro premi il Presidente del Comitato Scientifico Michele dall’Ongaro, il Presidente di Puglia Culture Paolo Ponzio, il Presidente di Associazione Ezio Bosso Tommaso Bosso.

Piantedosi: faremo ricorso, decisione del giudice contro espulsione dell’imam di Torino è singolare

Roma, 16 dic. (askanews) – Il decreto di espulsione per l’imam Shahin è stato disapplicato da “un giudice in condizioni secondo noi anche molto singolari, molto particolari, per cui faremo ricorso, perché è tornato su una decisione che la sua stessa Corte d’Appello aveva già assunto in altri termini sul caso. Noi abbiamo il dovere di andare avanti, quindi di far valere le nostre ragioni perché ci tengo a precisare che sono provvedimenti che noi adottiamo per la tutela dell’interesse nazionale, della sicurezza dello Stato. E sono provvedimenti che fanno parte di strumenti legislativi e di provvedimenti che il nostro sistema adotta per preservare l’Italia, come successo finora, dagli attentati terroristici, quindi andremo avanti”. Così, ai microfoni di ‘4 di Sera’, in onda questa sera su Retequattro, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.

Secondo il ministro, “l’imam Shahin era pericoloso per gli analisti, per gli operatori, per le cose che avevamo agli atti. Abbiamo dei segnali di vicinanza a soggetti pericolosi, addirittura soggetti che hanno vissuto una forma di radicalizzazione che si è concretizzata nell’andare a combattere in scenari di guerra come quelli della Siria. Quindi, per noi sussistevano tutti gli elementi per fare la tutela anticipata preventiva, di carattere preventivo, che si mette in campo in queste circostanze. Una persona le cui dichiarazioni, dal nostro punto di vista, di istigazione al terrorismo, di apologia di episodi terroristici erano in qualche modo pubbliche”.

“Sono sicuramente d’accordo col presidente Meloni” che commentando la decisione dei giudici sull’imam di Torino ‘è impossibile garantire la sicurezza’. Perché è chiaro che noi ci muoviamo nell’unico obiettivo ed interesse di perseguire la sicurezza dello Stato. Ci aspettiamo che ci sia una condivisione delle finalità, ovviamente nel rispetto della legge, anche da parte di tutto il quadro istituzionale. Anche perché di questi provvedimenti, ne abbiamo adottati più di duecento dall’inizio del nostro mandato di governo e credo che tutto questo abbia contribuito a preservare l’Italia, il nostro Paese, da attentati terroristici”, ha sottolineato Piantedosi.

Per l’opposizione, questa nuova decisione dei giudici è l’ennesimo fallimento suo e di questo governo. Lei come risponde? “Io non credo che si possa parlare di fallimento del governo su questi temi, che sono appunto della tutela della sicurezza nazionale e di contrasto a fenomeni come l’immigrazione irregolare, perché i numeri parlano chiaro. Potrei raccontargliene tanti. Poi, capisco che l’opposizione debba fare la sua parte, ma su temi come quelli della sicurezza dello Stato ci aspetteremo maggiore cautela anche da parte dell’opposizione”, ha risposto Piantedosi.

Auto, Orsini: dalla Ue solo "una mezza svolta, è troppo poco"

Roma, 16 dic. (askanews) – “Troppo poco” sull’auto dalla Commissione europea. Una svolta a metà, “una mezza svolta, una mezza curva”, ma “noi con le mezze curve facciamo gli incidenti”. E’ il giudizio non lusinghiero del presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, a margine dell’evento celebrativo, oggi pomeriggio a Roma, per i 35 anni di Previndai.

Nelle stesse ore, a Bruxelles, la Commissione Ue presentava il suo pacchetto di revisioni delle regole Ue sulle emissioni delle auto. Così “non si elimina l’incertezza”, ha avvertito Orsini.

La Commissione europea “ha fatto questa mezza svolta sull’auto, hanno modificato alcuni obiettivi. Troppo poco – ha detto il numero uno di Confindustria -. Cioè le mezze svolte, noi con la mezza curva facciamo gli incidenti. A noi non servono le mezze curve, noi quando si va in strada o si fa o la curva o si va dritti, questi fanno delle mezze cose tutte le volte”.

“La verità – ha detto Orsini – è che con le mezze cose non si pianifica, bisogna che la smettano di mettere mezze cose, loro devono fare ‘cose’. E oggi non le stanno facendo. Io sono un europeista convinto, ma se non fanno i compiti, io credo che continuiamo ad avere dell’incertezza. La cosa che ci vuole fare è eliminare l’incertezza e le mezze curve – ha concluso – a noi non ci servono”.

Valiani (UGL Lazio): modello partecipativo istituzioni e imprese

Roma, 16 dic. – Si concluso questa mattina in Piazza del Popolo il convegno organizzato dall’UGL, che ha visto la partecipazione, tra gli altri, del Sindaco Matilde Celentano, dei rappresentanti di Confesercenti e di Unindustria. Al centro del dibattito, moderato dal giornalista Egidio Fia, la necessit di rendere la regione attrattiva e solida attraverso le Zone Logistiche Semplificate e le Zone Economiche Speciali. A tracciare la sintesi politica dell’incontro intervenuto Armando Valiani, Segretario Regionale UGL Lazio:

“Si appena concluso presso il Comune di Latina l’evento organizzato dall’UGL riguardante la ZLS e la ZES; ringraziamo il sindaco Matilde Celentano per averci messo a disposizione la sala comunale. Si tratta di due provvedimenti che potrebbero cambiare l’economia di questa regione. Ecco perch ringraziamo anche chi intervenuto, come Confesercenti e il Presidente di Unindustria: perch tutti insieme, attraverso un modello partecipativo, possiamo dare uno slancio a questo territorio.”

Ulgiati (UGL): ZES e ZLS strumenti indispensabili

Roma, 16 dic. – Si tenuto quest’oggi presso la Sala Enzo De Pasquale del Comune di Latina l’evento “ZES e ZLS: costruiamo il domani”, promosso dall’UGL Latina. L’iniziativa ha rappresentato un importante momento di confronto tra istituzioni e parti sociali sulle opportunit di attrazione degli investimenti. A chiudere i lavori intervenuto il Vice Segretario Generale Luigi Ulgiati, che ha sottolineato l’importanza di ridurre gli ostacoli amministrativi per favorire la crescita:

“La Zona Economica Speciale uno strumento utile per le imprese e anche per il rilancio dell’economia. uno strumento che pu garantire uno sviluppo economico e creare nuovi posti di lavoro. indispensabile che nel nostro Paese ci siano delle zone in grado di poter aiutare l’impresa nella sburocratizzazione e anche a creare una capacit industriale e di sviluppo che, altrimenti, non potrebbe essere messa in atto.”

Roma, Gualtieri inaugura Metro C: “Stazioni-museo pi belle al mondo”

Roma, 16 dic. (askanews) – ” una bellissima giornata, storica, fra pochissimo, apriremo al pubblico due fermate, sono dei veri e propri capolavori, di ingegneria e anche di capacit di coniugare le infrastrutture con la storia del nostro passato. Grazie a queste due fermate tanti quartieri lontani dal centro di Roma potranno avere un collegamento rapido ed efficace nel cuore della citt e anche una stazione di scambio con la metro B, che la linea C che fondamentale, e al tempo stesso sono due stazioni-museo, delle archeostazioni pi belle al mondo”: lo ha dichiarato il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, a margine della conferenza stampa nella stazione Metro C Colosseo-Fori Imperiali, inaugurata oggi assieme a Porta Metronia, dopo lavori lungo la terza linea metropolitana della Capitale durati 13 anni.

“La stazione Porta Metronia avr un museo meraviglioso con questa straordinaria caserma che stata ritrovata e che stata ricostruita esattamente com’era”, ha ricordato.

“E la stazione Colosseo, che come vedete un capolavoro, perch ha anche i reperti dentro la stazione con delle scoperte straordinarie, come i geniali pozzi scavati che alimentavano l’irrigazione della Roma repubblicana, la villa con le terme”, ha aggiunto il primo cittadino dela capitale.

Gualtieri: su opere pubbliche collaboro sempre, ho fatto Giubileo…

Roma, 16 dic. (askanews) – “Per le opere noi siamo sempre per la collaborazione, quando si tratta di fare cose utili per i cittadini e per il Paese, noi ci siamo sempre. Siamo per realizzare infrastrutture e rafforzare la mobilit pubblica su ferro. Roma purtroppo ha accumulato un ritardo, noi lo stiamo colmando, accelerando, facendo tantissimi investimenti”: lo ha dichiarato il sindaco di Roma Capitale, Roberto Gualtieri, a margine della conferenza stampa alla nuova fermata della Metro C Colosseo-Fori Imperiali, inaugurata oggi assieme a Porta Metronia dopo circa 13 anni di lavori.

In merito all’invito a “collaborare” per il ponte sullo Stretto di Messina diretto a tutte le forze politiche lanciato dal ministro per le Infrastrutture Matteo Salvini, Gualtieri ha replicato: “Collaboro sempre, ho fatto il Giubileo, lo sapete”.

Ucraina, il Cremlino: l’Europa ai negoziati "non promette nulla di buono"

Roma, 16 dic. (askanews) – La Russia non ha ancora ricevuto alcun segnale riguardo all’esito dei negoziati svoltisi a Berlino per una soluzione al conflitto in Ucraina. Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov, così come riportano le agenzie di stampa russe.

“Non ne abbiamo ricevuto nessuno”, ha detto Peskov ai giornalisti quando gli è stato chiesto se Mosca avesse ricevuto segnali riguardo a un’intesa.

Domenica scorsa Berlino ha ospitato i negoziati sull’accordo proposto dagli Stati Uniti, che hanno coinvolto l’inviato speciale Usa Steve Witkoff, il genero del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, Jared Kushner, e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. L’incontro è durato cinque ore. Witkoff ha poi riferito sui progressi dei negoziati.

Ieri Berlino ha ospitato il secondo round di colloqui, a cui hanno partecipato numerosi leader europei.

La partecipazione europea ai negoziati sull’Ucraina “non promette nulla di buono”, ha inoltre dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov, così come riportano le agenzie di stampa russe.

“La partecipazione europea”, in termini di accettabilità dell’accordo da parte di Mosca, “non promette nulla di buono”, ha affermato Peskov aggiungendo di non essere stato ancora informato dell’esito degli ultimi colloqui avvenuti a Berlino.

I principali Paesi europei – tra cui Germania, Francia e Gran Bretagna – hanno proposto una forza multinazionale per l’Ucraina, che sarebbe composta da contributi di nazioni disponibili e supportata dagli Stati Uniti.

Auto, Tzitzikostas: dal 2035 30%-35% potranno essere non elettriche

Roma, 16 dic. (askanews) – La Commissione europea stima che la riduzione di 10 punti percentuali sull’obiettivo di riduzione delle emissioni nette sulle nuove auto, da qui al 2035, consentirà il fatto che circa una auto su tre da quell’anno in poi sia non elettrica, che si tratti di motori a combustione tradizionali, ibridi o altre tecnologie. Lo ha spiegato il commissario europeo a clima e a “net zero”, Apostolos Tzitzikostas durante la conferenza stampa di presentazione del pacchetto auto.

“Abbiamo valutato che questa riduzione del 10% sulle emissioni di CO2, al 90% invece del 100% (di zero emissioni nette), consentirà flessibilità ai mercati e approssimativamente a un 30%-35% di auto di essere non elettriche, che si tratti di motori a combustione, ibride plugin o con range extender, oppure anche – ha aggiunto – qualunque nuova tecnologia che dovesse emergere nei prossimi 10 anni”.

L. elettorale, La Russa: non uso scaramanzia, se ne parlerà

Roma, 16 dic. (askanews) – Al presidente della Camera, Lorenzo Fontana, che ha suggerito di evitare la riforma elettorale “per scaramanzia” visto che “in passato chi l’ha cambiata non è che gli sia andata particolarmente bene”, ha replicato stasera Ignazio La Russa, presidente del Senato, rispondendo alle domande dei cronisti al termine del convegno sul trentennale del Tatarellum, la legge elettorale delle regioni: “Non tutti quelli, alcuni sì, alcuni no”, ha commentato. “C’è questo rischio – ha aggiunto – però al presidente del Senato perlomeno spetta un altro obbligo. Questo è proprio un obbligo. Di non usare purtroppo o per fortuna, la scaramanzia e di non accelerare, ma neanche di rallentare”.

A giudizio del presidente del Senato “questo è veramente un tema su quale le forze politiche debbono interrogarsi e debbono trovare risposte. Purtroppo non possiamo sapere prima gli effetti di una legge elettorale come di tante altre leggi, ma a me piace immaginare che la migliore legge possibile sia quella che sia idonea a garantire il principio di democrazia che vince chi ha un voto più dell’altro”.

Quanto alla tempistica per l’esame parlamentare, “i tempi – ha osservato La Russa – ci sono e deciderà nella propria autonomia il Parlamento. Sicuramente io ne sento parlare molto, quindi se devo fare un giudizio prognostico dico che si parlerà di legge elettorale, poi dove si arriverà lo vedremo”.

Consiglio europeo al buio sull’Ucraina. I dubbi di Meloni sull’uso degli asset russi

Bruxelles, 16 dic. (askanews) – Sul finanziamento all’Ucraina e l’eventuale utilizzo degli asset russi non ci sarà un rinvio: al Consiglio europeo che si apre giovedì “andrà presa una decisione”, per quanto riguarda la direzione da prendere. E’ quanto ribadiscono fonti europee, mentre proseguono i contatti del presidente del Consiglio europeo Antonio Costa e della presidente della Commissione Ursula Von der Leyen per trovare una soluzione.

Ieri, al termine dell’incontro di Berlino, Costa, Von der Leyen e altri leader europei (la danese Frederiksen, il finlandese Stubb, il francese Macron, il tedesco Merz, Meloni, l’olandese Schoof, il norvegese Store, il polacco Tusk, lo svedese Kristersson e il britannico Starmer) hanno rilasciato una dichiarazione congiunta in cui salutano i “significativi progressi” fatti da Donald Trump nella ricerca della pace allo stesso tempo riaffermando il “forte supporto” a Kiev nella guerra contro “l’invasione illegale” della Russia. In realtà il giudizio sull’andamento dei negoziati sembra essere stato improntato a un eccesso di ottimismo. Ma soprattutto l’Europa, nei prossimi giorni, si trova a dover affrontare il problema tutto interno su come proseguire il sostegno.

Per finanziare l’Ucraina, al momento le ipotesi sul tavolo sono due, ma solo teoricamente. La prima è quella del prestito di riparazione basato sugli asset russi congelati (ora a tempo indeterminato, dopo la decisione presa dai paesi Ue a maggioranza qualificata la settimana scorsa), mentre la seconda è quella del ricorso al debito comune con garanzie dal bilancio Ue.

Quest’ultima soluzione richiede l’unanimità – ed è “chiaro che non c’è”, ammettono le fonti – mentre per la prima basta la maggioranza qualificata, e dunque è l’unica che appare realmente percorribile. Ma anche in questo caso non è facile trovare i voti necessari. Dando per scontato il no dell’Ungheria e non escludendo anche quello della Slovacchia, altri Paesi (Italia compresa) hanno avanzato forti dubbi.

Al momento di votare la conferma del congelamento degli asset a tempo indeterminato, Giorgia Meloni, il premier belga Bart De Wever e i colleghi di Malta e Bulgaria hanno messo per iscritto in una lettera le loro perplessità. La presidente del Consiglio ha fatto sapere di aver dato il suo via libera, in questo caso specifico, “perché non vi siano dubbi sul proprio sostegno all’Ucraina”. Ma ha precisato comunque che l’approvazione non vuol dire “pregiudicare in alcun caso la decisione sull’eventuale utilizzo dei beni immobilizzati russi”, che dovrà essere discussa ed eventualmente adottata successivamente.

Per De Wever i dubbi sono molto concreti: la finanziaria belga Euroclear detiene il 90% (185 miliardi) degli asset di Mosca, che ha già annunciato ‘rappresaglie’. Meloni, da parte sua, teme eventuali problemi per le aziende italiane in Russia, pressata su questo punto da Matteo Salvini, che ha anche ricevuto per alcune sue posizioni i complimenti della portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova. Certo non una ‘medaglia’ da sfoggiare a Bruxelles.

E forse la presidente del Consiglio non vuole mettersi in rotta di collisione con Donald Trump, contrario all’impiego dei fondi bloccati per sostenere Kiev. Cosa farà dunque alla fine la premier resta tutto da vedere. La decisione – evidenziano le fonti – “spetta ai leader” che “riconoscono la posta in gioco per il Belgio” e la necessità della “condivisione di qualsiasi rischio o costo derivante da questa soluzione con il Belgio”.

Quindi al momento Costa non ha in mano una soluzione pronta, tanto che non è escluso che il Consiglio europeo vada lungo. Attualmente è in agenda il 18 e il 19, e solitamente il portoghese tenta di chiudere i lavori il primo giorno, ma questa volta appare molto difficile che ci riesca: “Durerà – concludono le fonti – il tempo necessario a prendere una decisione”.

Capgemini ridisegna l’AI con metodo, etica e collaborazione

Milano, 16 dic. (askanews) – Nel cuore della trasformazione digitale, Capgemini continua a guidare le aziende verso un futuro in cui l’intelligenza artificiale non solo tecnologia, ma valore concreto. Con un approccio strutturato e responsabile, la societ mette al centro le persone, le competenze e l’innovazione. Abbiamo parlato con Francesco Fantazzini – Chief Technology Innovation Officer Capgemini Italia:

“Capgemini azienda leader nella trasformazione digitale e dei propri clienti grazie a un approccio organico e industrializzato. Lo facciamo per tutte le tecnologie e anche per l’intelligenza artificiale. Nello specifico per questo ambito ci basiamo su quattro pilastri chiave. Il primo riguarda l’approccio metodologico e per fare questo utilizziamo un nostro framework che si chiama Resonance AI che ci consente di accompagnare i nostri clienti nelle AI adoption a prescindere da quali sia il loro livello di maturit su questo tema. Il secondo pilastro quello che chiamiamo Human AI Chemistry, quindi la chimica che c’ nel rapporto uomo e intelligenza artificiale. Per noi l’intelligenza artificiale un esoscheletro cognitivo quindi potenzia le capacit dell’uomo ma non si sostituisce ad esso. Il terzo pilastro invece quello che riguarda l’ecosistema, le partnership. L’innovazione un lavoro di squadra e per fare questo noi lavoriamo insieme a centri di ricerca universitari, partner tecnologici grandi, startup, per fare in modo di realizzare insieme dei prototipi sulle tecnologie pi innovative del momento. Ultimo elemento, ultimo pilastro quello che riguarda la sicurezza, la responsabilit e la fiducia proprio perch nei progetti ci sono dei potenziali rischi e noi utilizziamo delle linee guida molto rigorose per rispettare aspetti di sicurezza e responsabilit e trasparenza dei modelli”.

Questa visione prende forma all’interno dell’Applied Innovation Exchange di Milano, dove l’AI Demo Corner consente di esplorare trend, sviluppare soluzioni, testare prototipi e costruire percorsi di innovazione sostenibile.

“L’AI Demo Corner si trova all’interno dell’AIE che un acronimo che sta per Applied Innovation Exchange ed il luogo dove portiamo l’innovazione ai nostri clienti attraverso un percorso strutturato in quattro fasi. La prima fase quella che ci chiama Discover, quindi analizziamo tutti i trend di mercato e le tecnologie, ascoltiamo i bisogni dei nostri clienti e attraverso un framework strutturato riusciamo ad arrivare a coprire e individuare quali idee e con quali tecnologie possiamo realizzarle. La seconda fase quella che si chiama Devise, quindi partendo dall’idea facciamo la prototipazione rapida, quindi realizziamo un MVP, un POC di quello che stato pensato per toccare con mano il risultato. La terza fase quella di Deploy, quindi portiamo in scala quello che abbiamo realizzato nel prototipo e portiamo del valore aggiunto reale nel business del nostro cliente fino ad arrivare alla fase di Sustain, che vuol dire una roadmap pluriannale per fare in modo che l’innovazione diventi parte del DNA dei nostri clienti”.

In questo spazio opera anche Olivia, l’avatar AI di Capgemini che supporta team e clienti nella scelta delle demo pi adatte e nella co-creazione delle soluzioni. Un ecosistema dove tecnologia, persone e processi si integrano per trasformare l’AI in valore reale. cos che Capgemini rende concreta l’innovazione.

Salvini: politica si unisca per il ponte come per la metro di Roma

Roma, 16 dic. (askanews) – “Perch il Paese, e la politica di tutti i colori, si unito per un’opera ambiziosa e costosa e la stessa politica altrove si divide. La metropolitana unisce, la galleria unisce, non c’ la galleria sovranista, la galleria europeista, la galleria atlantista e la galleria multipolare. C’ la galleria, c’ la metropolitana, c’ il treno”: lo ha dichiarato il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, durante la conferenza stampa di inaugurazione alla Metro C Colosseo, nuova fermata inaugurata assieme alla stazione di Porta Metronia a Roma, dopo 13 anni di lavori.

“Perch la stessa politica – lo dico al sindaco Gualtieri – non si unisce per tutte le opere pubbliche in Italia. Perch c’ una metropolitana che va bene e un ponte che va male, perch ci sono opere che uniscono e opere che dividono”, ha aggiunto, sostenendo che “i romani e i milanesi, i torinesi e i napoletani hanno il diritto ad avere meno traffico, lo stesso diritto non ce l’hanno i siciliani”.

” un’opera ambiziosa, s, un’opera unica al mondo, s, come questa fermata della metropolitana. Il sistema paese si unito, anche se io so, ne ho parlato con il sindaco, che anche in questo caso c’ qualche parte del sistema paese che invece di agevolare complica la vita. Mettiamoci insieme”, ha insistito nel suo breve intervento dal palco.

“Allora perch lo stesso sistema Paese, che rende l’Italia eccellente, e tutta la politica si sono uniti per un’opera ambiziosa, difficile e costosa, che serve, e la stessa politica altrove si divide?”.

“Spero che tutti, dal tunnel del Brennero alla Tav e dal Mose di Venezia alla Napoli-Bari e al Ponte sullo Stretto, siano animati dalla stessa voglia di far crescere il Paese. Se lasciamo da parte le ideologie e le bandiere di partito e mettiamo opere a terra, opere incredibili, l’Italia non ha concorrenti al mondo”, ha sottolineato.

“Nel ’26, lo spirito della fermata Colosseo animi la politica in tutta Italia, io sono a disposizione, grazie e buon santo Natale a tutti”, ha concluso.

Auto, L’Ue propone un meccanismo che salva i motori a combustione anche dopo il 2035

Roma, 16 dic. (askanews) – Le auto con propulsori endotermici hanno un futuro nell’Unione europea anche dopo il 2035: la commissione Ue ha presentato un pacchetto di proposte (automotive package) con cui afferma di voler “venire incontro” alle difficoltà del settore e che rivede gli attuali obiettivi di riduzione delle emissioni. E come chiedevano Italia e Germania, oltre a consentire la prosecuzione delle immatricolazioni di ibride, ibride plugin e elettriche con range extender, prevede che anche “i veicoli con motori a combustione interna possano giocare un ruolo oltre il 2035”, come riporta un comunicato, assieme alle auto elettriche e a quelle a idrogeno.

Il meccanismo su cui si fa leva presenta diverse tecnicalità complesse, che andranno approfondite. Ad ogni modo, secondo la commissione Ue l’obiettivo di zero emissioni nette, che era stato fissato per il 2035, ora diventa di “riduzione del 90%” di queste emissioni – prendendo a riferimento i livelli del 2021 – con “il rimanente 10% di emissioni che potrà essere compensato tramite l’uso di acciaio fabbricato in Europa a basse emissioni o di carburanti elettronici (e-fuels) e biocarburanti” (sempre a basse o zero emissioni).

Con queste procedure si potrà appunto continuare a produrre e immatricolare anche auto a combustione, che precedentemente di fatto risultavano estromesse dal mercato con l’obiettivo di zero emissioni nette e la non possibilità di biocarburanti.

Inoltre, la Commissione prevede che vengano creati dei “super crediti” a beneficio di piccole auto elettriche fabbricate in Europa, mentre propone delle modifiche agli standard di emissioni per i veicoli pesanti.

Manovra, arriva una penalizzazione per chi riscatta la laurea sulla pensione anticipata

Roma, 16 dic. (askanews) – Arriva una penalizzazione fino a 30 mesi per l’accesso alla pensione anticipata per chi ha riscattato il periodo di laurea. E’ quanto prevede l’emendamento del governo alla manovra depositato oggi in Commissione bilancio del Senato.

La norma prevede che per i soggetti che maturano i requisiti per il pensionamento anticipato successivamente al 2030 non concorrano le anzianità contributive derivanti dal riscatto della laurea in misura crescente: sei mesi per chi matura il diritto nel 2031; 12 mesi per chi matura il diritto nel 2032; 18 mesi per chi lo matura nel 2033; 24 mesi per chi matura il diritto nel 2034 e 30 mesi per chi lo matura nel 2035.

Auto, Ue propone meccanismo che salva motori a combustione oltre 2035

Roma, 16 dic. (askanews) – Le auto con propulsori endotermici hanno un futuro nell’Unione europea anche dopo il 2035: la commissione Ue ha presentato un pacchetto di proposte (automotive package) con cui afferma di voler “venire incontro” alle difficoltà del settore e che rivede gli attuali obiettivi di riduzione delle emissioni. E come chiedevano Italia e Germania, oltre a consentire la prosecuzione delle immatricolazioni di ibride, ibride plugin e elettriche con range extender, prevede che anche “i veicoli con motori a combustione interna possano giocare un ruolo oltre il 2035”, come riporta un comunicato, assieme alle auto elettriche e a quelle a idrogeno.

Il meccanismo su cui si fa leva presenta diverse tecnicalità complesse, che andranno approfondite. Ad ogni modo, secondo la commissione Ue l’obiettivo di zero emissioni nette, che era stato fissato per il 2035, ora diventa di “riduzione del 90%” di queste emissioni – prendendo a riferimento i livelli del 2021 – con “il rimanente 10% di emissioni che potrà essere compensato tramite l’uso di acciaio fabbricato in Europa a basse emissioni o di carburanti elettronici (e-fuels) e biocarburanti” (sempre a basse o zero emissioni).

Con queste procedure si potrà appunto continuare a produrre e immatricolare anche auto a combustione, che precedentemente di fatto risultavano estromesse dal mercato con l’obiettivo di zero emissioni nette e la non possibilità di biocarburanti.

Inoltre, la Commissione prevede che vengano creati dei “super crediti” a beneficio di piccole auto elettriche fabbricate in Europa, mentre propone delle modifiche agli standard di emissioni per i veicoli pesanti.

Attentato di Sydney, nuove immagini rivelano che due coniugi uccisi tentarono di disarmare un killer

Roma, 16 dic. (askanews) – Una coppia uccisa nella sparatoria di Bondi Beach, a Sydney, ha tentato di fermare uno degli attentatori afferrandogli l’arma. È quanto emerge – racconta la Bbc – da immagini di dashcam rese note oggi, mentre la famiglia ha reso omaggio al coraggio delle vittime.

Boris Gurman, 69 anni, e la moglie Sofia, 61, hanno cercato di proteggere altre persone intervenendo direttamente contro l’assalitore prima di essere colpiti a morte, ha riferito la famiglia in una nota. Nel video si vede Gurman, in pensione, lottare con uno dei killer, riuscire a sottrargli l’arma e cadere con lui sull’asfalto. L’uomo si rialza quindi e sembra colpire l’attaccante con il fucile; secondo la ricostruzione, l’assalitore avrebbe poi recuperato un’altra arma, usata per uccidere la coppia.

“Nulla può alleviare il dolore per la perdita di Boris e Sofia, ma proviamo un immenso orgoglio per il loro coraggio e la loro altruistica generosità”, ha scritto la famiglia. “Questo gesto racchiude chi erano: persone che istintivamente e senza esitazione hanno cercato di aiutare gli altri”.

Secondo quanto riportato dal Sydney Morning Herald, i Gurman, di religione ebraica, sono stati i primi due a perdere la vita nell’attacco di domenica, avvenuto durante un evento per celebrare il primo giorno di Hanukkah. Il bilancio complessivo della sparatoria è salito ad almeno 15 morti.

Ue, istituita la Commissione per i risarcimenti dei danni di guerra all’Ucraina. Cos’è e cosa farà

Roma, 16 dic. (askanews) – Oggi la Commissione europea, rappresentata dalla vicepresidente Kaja Kallas e dal Commissario per la Democrazia, la Giustizia, lo Stato di Diritto e la Tutela dei Consumatori, Michael McGrath, ha firmato la Convenzione che istituisce la Commissione per le Richieste Internazionali per l’Ucraina, a nome dell’Ue.

La firma – spiega la Commissione Ue in una nota – rappresenta una pietra miliare negli sforzi collettivi dell’Europa per garantire all’Ucraina e al popolo ucraino la responsabilità e la giustizia, garantendo che le vittime della brutale guerra di aggressione russa siano adeguatamente risarcite. La firma è avvenuta nel contesto di una Conferenza Diplomatica ospitata dal Consiglio d’Europa e dai Paesi Bassi, alla quale ha partecipato il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelenskyy.

“L’accordo odierno – ha commentato la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen – invia un messaggio chiarissimo: la guerra di aggressione russa non rimarrà senza risposta. Si tratta di uno strumento concreto di giustizia per garantire che l’aggressore sia ritenuto responsabile. Poiché la responsabilità non è facoltativa, è inevitabile. Le vittime della brutalità russa hanno diritto a un risarcimento. E perseguiremo questo obiettivo, a ulteriore dimostrazione del fermo sostegno dell’Europa all’Ucraina”.

Operando nell’ambito del Consiglio d’Europa, la Commissione per i Risarcimenti (o per le compensazioni) sarà responsabile dell’esame, della valutazione e della decisione sulle richieste di risarcimento per danni, perdite o lesioni causati dalla Russia in Ucraina. Sarà inoltre responsabile della determinazione dell’importo del risarcimento dovuto in ciascun caso. La Commissione per i Risarcimenti si basa sull’importante lavoro svolto dal Registro dei Danni, istituito nel maggio 2023, per registrare le richieste ammissibili. Come fase finale, la Commissione sta discutendo con i suoi partner internazionali le modalità legali per istituire un fondo di risarcimento che garantisca che la Russia risarcisca direttamente l’Ucraina per i danni causati.

La Commissione per i Risarcimenti – conclude il comunicato della Commissione europea – sosterrà fermamente i principi di giustizia, responsabilità e diritti delle vittime e garantirà che questi siano rispettati in linea con il quadro giuridico internazionale.

Dopo la firma della Convenzione, l’Ue e i suoi Stati membri procederanno alla ratifica.

Nuove cover per Laura Pausini, in arrivo Io Canto 2

Milano, 16 dic. (askanews) – Laura Pausini: uscirà il 6 febbraio 2026 il nuovo album di cover, Io Canto 2, pubblicato per Warner Records / Warner Music Italy e da oggi disponibile in preorder (http://laurapausini.lnk.to/iyocanto2) nei seguenti formati fisici: cd deluxe (anche in versione autografata), doppio vinile standard (in 3 colori – rosso, perlato, e nero), doppio vinike deluxe, in edizione limitata autografato, in colore argento.

La notizia arriva a pochi giorni dall’uscita del primo estratto dell’album, Ritorno ad amare, nuovo singolo scritto e interpretato originariamente da Biagio Antonacci (2001), e pubblicato nella versione di Laura per Warner Records / Warner Music Italy su tutte le piattaforme digitali, prodotto e arrangiato da Paolo Carta e la stessa Laura.

Svelata anche la tracklist di Io Canto 2, nella versione standard (composta da 17 brani), e deluxe, quest’ultima arricchita da altre 4 tracce.

Si tratta di un vero e proprio tributo ai cantautori interpreti e compositori della storia della musica italiana, con un orizzonte più ampio che comprende anche brani in lingua straniera con un particolare legame con l’Italia: da un adattamento portoghese di Ana Carolina de La mia storia tra le dita, a un successo dei Tribalistas, Ja sei namorar, la cui front woman e autrice, Marisa Monte, ha radici nostrane; dalla versione francese di Due vite, di Marco Mengoni agli adattamenti in tedesco, portoghese e inglese de Il cielo in una stanza di Gino Paoli, cantato originariamente da Mina; fino al tributo ad una delle più grandi pop star di tutti i tempi, Madonna, anch’essa di origini italiane, di cui Laura reinterpreta la evergreen La isla bonita. I brani vanno dal 1960 al 2023, tra cui Felicità, brano in cui Laura unisce la sua voce a quella del grande compianto pilastro del cantautorato, Lucio Dalla.

L’appuntamento per ascoltare alcuni di questi brani dal vivo, oltre ai successi dell’intera carriera, è per marzo 2026, con il debutto di IO CANTO / YO CANTO WORLD TOUR 2026/2027, undicesima tournée mondiale, già un grandissimo successo che ha visto il recente raddoppio di nuove date.

L’ennesima grande maratona live di Laura Pausini partirà per la prima volta dall’estero, precisamente dalla Spagna, il 27 Marzo a Pamplona, toccando Tenerife e le città di Barcellona, Valencia e Madrid, per poi proseguire in America Latina, con date in Uruguay, Argentina, Cile, Perù, Colombia, Ecuador, Costa Rica, Messico, Repubblica Dominicana, Porto Rico, e sbarcare negli Stati Uniti, nelle città di Miami, Orlando, Dallas, Los Angeles, Chicago, Toronto, New York.

In autunno sarà la volta dell’Italia e dell’Europa, nei palazzetti delle più grandi metropoli, per poi sbarcare in Brasile a febbraio 2027 per tornare in patria con un mega show negli stadi, e una reprise invernale di nuovo in Italia ed Europa fino alla fine dell’anno.

Un calendario ricchissimo appunto, a cui recentemente si sono aggiunte nuovi appuntamenti per la leg italiana ed europea che parte a ottobre 2026: doppia data zero a Mantova l’1 e 2 ottobre, doppia data nelle città di Torino (17 e 18 ottobre), Bologna (3 e 4 novembre), Firenze (6 e 7 novembre), oltre a due nuovi stadi, Lignano Sabbiadoro e Pescara, il 2 e il 26 giugno 2027, e l’attesissima data alla Royal Albert Hall di Londra il 28 ottobre 2027.

Sarà l’ennesima grande maratona dal vivo, specchio della caratura di un’artista internazionale che da più di 30 anni porta la sua musica in giro per il mondo e che quest’anno presenterà oltre ai brani più celebri alcune delle tracce contenute nel nuovo album.

La versione spagnola dell’album, YO CANTO 2, verrà pubblicata per Warner records / Warner music il prossimo 13 marzo 2026, e conterrà brani di dei più grandi autori latini, a rappresentare ogni singolo paese che l’ha incoronata icona musicale, dalla Spagna all’Argentina, dal Messico al Cile, dalla Colombia al Perù, e molti altri ancora.

L’album, nella versione standard (composta da 18 brani), e deluxe, quest’ultima arricchita da altre 3 tracce, è disponibile in preorder dal 18 dicembre a mezzanotte nei seguenti formati fisici: cd standard, cd deluxe (anche in edizione limitata autografata), e doppio vinile standard in colore trasparente e doppio vinile deluxe, (in edizione limitata autografata), in colore bianco.

"Migrazioni Sonore", cala il sipario del Festival Popolare Italiano

Roma, 16 dic. (askanews) – Giovedì 18 e sabato 20 dicembre 2025, al Museo Nazionale degli Strumenti Musicali di Roma, vanno in scena gli ultimi due appuntamenti di Migrazioni Sonore, la rassegna del Festival Popolare Italiano dedicata ai dialoghi tra culture, identità e tradizioni dei suoni del Mediterraneo, curata da Stefano Saletti. Due serate che intrecciano pluralità, nuove cittadinanze, memorie sonore e visioni contemporanee, con protagonisti l’Orchestra Multietnica di Arezzo guidata da Enrico Fink e il progetto dedicato al Mediterraneo realizzato da Stefano Saletti & Banda Ikona con la partecipazione del Baobab Ensemble.

I concerti, con inizio alle ore 20.30, saranno preceduti alle ore 19.30 dalle Conversazioni in musica, curate in collaborazione con la rivista specializzata BlogFoolk, che mettono in dialogo artisti, giornalisti e comunità provenienti da diverse aree del mondo. Il costo del biglietto, 6 euro, comprende anche la visita al museo con ultimo ingresso alle ore 18.30.

Giovedì 18 dicembre – Pluralità, confronto e mescolanza: Orchestra Multietnica di Arezzo La serata si apre alle 19.30 con le Conversazioni in musica, dedicate a L’incontro possibile tra culture, religioni e tradizioni differenti, con Enrico Fink, a cura di Stefano Saletti.

Alle 20.30 il palco del Museo accoglie l’Orchestra Multietnica di Arezzo, diretta da Enrico Fink. Costituita nel 2007 l’OMA ha tracciato in questi anni di concerti, spettacoli teatrali e laboratori in tutta Italia un percorso di culture e di tradizioni. Un percorso di pace, di nomadismo e di amore per le proprie radici. L’attuale formazione, costituita da circa 30 musicisti provenienti da Albania, Palestina, Libano, Nigeria, Costa d’Avorio, Argentina, Colombia, Bangladesh, Giappone, Romania, Russia, Svizzera e dalle più svariate regioni italiane e propone un repertorio che spazia dalla tradizione araba a quella ebraica, dal Mediterraneo all’est Europa, dal Bangladesh al Sudamerica, offrendo al pubblico una vera e propria festa di suoni e di colori. Negli anni ha collaborato con Paolo Benvegnù, Stefano “Cisco” Bellotti, Raiz, Moni Ovadia, Filippo Graziani, Erriquez e Finaz (Bandabardò), Shel Shapiro, Frank London, Dario Brunori, Amanda Sandrelli, Ottavia Piccolo, Stefano Massini, Ginevra Di Marco, Santino Spinelli, Modena City Ramblers. Sul palco del Museo – in rappresentanza del grande ensemble – vedremo Luca Roccia Baldini, Massimo Ferri, Massimiliano Dragoni, Mariel Tahiraj, Gianni Micheli, Leila Sampaoli, Emad Shuman, Paola Scoppa, Madoka Funatsu, Auro Neri, Saverio Zacchei, Raffaella Farina e Daniel Boeke, che sotto la direzione di Enrico Fink, si esibiranno in un repertorio che unisce tradizioni arabe, ebraiche, balcaniche, mediterranee e sudamericane in una vera festa di suoni, colori e linguaggi condivisi.

Sabato 20 dicembre – Sacro Mediterraneo: Stefano Saletti & Banda Ikona. Sabato l’ultimo appuntamento di Migrazioni Sonore si apre alle 19.30 con le Conversazioni in musica con Elisabetta Malantrucco e Stefano Saletti che dialogheranno con Luigi Manconi e Marino Sinibaldi sul tema Diritti e nuove cittadinanze. Alle 20.30 Sacro Mediterraneo, un progetto creato da Stefano Saletti per Migrazioni Sonore, che contiene anche i brani di Mediterranima, l’album uscito nel maggio 2025 e protagonista di un risultato straordinario: classificatosi al 14° posto della World Music Chart Europe annuale su 935 dischi candidati e primo tra gli artisti italiani. Un riconoscimento che, unito al terzo posto alle Targhe Tenco e alla presenza anche nella Transglobal World Music charts (altra prestigiosa classifica mondiale dei dischi delle musiche del mondo), conferma la qualità del lavoro e la sua capacità di raccontare un Mediterraneo che resiste, dialoga e si riconosce nelle sue molte radici.

Sul palco, accanto a Saletti (voce, bouzouki, oud, chitarra), la Banda Ikona formata dalle Voci del Mediterraneo di Yasemin Sannino, Gabriella Aiello e Barbara Eramo, insieme a Gabriele Coen (clarinetto, sax soprano), Mario Rivera (basso acustico), Eugenio Saletti (chitarra, bouzouki, saltzouki) e Arnaldo Vacca (percussioni) daranno vita a brani originali ispirati a miti, ballate e melodie popolari, cantati in Sabir, l’antica lingua franca dei porti. Ospiti il coro e gli strumenti della tradizione del Mare Nostrum del Baobab Ensemble.

Sacro Mediterraneo è un viaggio musicale che attraversa le sponde del Mediterraneo per raccontarne l’anima comune, le influenze e le connessioni culturali. Un concerto che unisce passato e presente per riscoprire il senso profondo del dialogo mediterraneo. Dalla tradizione popolare pugliese e del Sud alle melodie balcaniche, da quella greca a quelle arabe e sefardite, fino ad arrivare al recupero dell’antica lingua del mare, il Sabir, la lingua dei pescatori e dei marinai che unisce parole dall’italiano, dal francese, dallo spagnolo e dall’arabo che da sempre utilizzano nelle composizioni originali.

Ucraina, Zelensky all’Aja: la Russia deve affrontare le conseguenze della sua aggressione

Roma, 16 dic. (askanews) – La guerra in Ucraina “e la responsabilità della Russia” a questo riguardo “devono diventare un chiaro esempio, affinché gli altri imparino a non scegliere l’aggressione”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, che ha concluso il suo intervento al Consiglio d’Europa all’Aja, dove è in fase di istituzione un tribunale speciale per il reato di aggressione contro l’Ucraina.

“Speriamo che il tribunale per l’aggressione russa inizi davvero il suo lavoro, non soltanto per noi, ma per tutti coloro che desiderano la pace in Europa”, ha dichiarato Zelensky. Ha inoltre detto ai leader europei riuniti che la guerra in Ucraina “e la responsabilità della Russia devono diventare un chiaro esempio, affinché altri imparino a non scegliere l’aggressione”.

“Tutta la pressione sulla Russia deve rimanere in vigore finché continuerà l’occupazione delle nostre terre”, ha concluso Zelensky. “La Russia deve avvertire di essere un Paese criminale e affrontarne le conseguenze”.

M.O., Schlein: subito riconoscimento immediato Italia Stato Palestina

Roma, 16 dic. (askanews) – “Ci aspettiamo che la comunità internazionale, l’Unione europea e il governo italiano portino il loro decisivo contributo alla costruzione della pace a Gaza”. Così la segretaria del Pd, Elly Schlein, a margine di una conferenza stampa al Nazareno.

“Spero che il tema sarà oggetto della discussione domani in aula con la presidente del Consiglio per capire qual è il contributo che il governo intende dare a questo percorso che deve mirare alla soluzione di due popoli e due Stati” con “il pieno immediato riconoscimento dello Stato di Palestina”, ha aggiunto la leader Dem.

Ucraina, Schlein: pace non può essere delegata a telefonate Trump-Putin

Roma, 16 dic. (askanews) – “Abbiamo sempre supportato il popolo ucraino ingiustamente invaso, crediamo che non si possa fare un tavolo negoziale senza che sia presente anche il popolo che ha subito un’invasione criminale e accanto a quel popolo un’Unione Europea a cui abbiamo chiesto, anche in questi giorni, uno sforzo diplomatico e politico molto più forte per contribuire ad assicurare una pace giusta perché questa non può essere delegata alle telefonate bilaterali tra e Trump e Putin”. Così la segretaria del Pd, Elly Schlein, a margine di una conferenza stampa al Nazareno.