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Conti pubblici, l’Istat: nel 2025 il deficit-Pil cala al 3,1%

Roma, 2 mar. (askanews) – Nel 2025 l’indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche, misurato in rapporto al Pil, è stato pari a -3,1%, a fronte del -3,4 % nel 2024. Lo ha reso noto l’Istat.

Il saldo primario, ossia l’indebitamento netto meno la spesa per interessi, misurato in rapporto al Pil è stato pari a +0,7% (+0,5% nel 2024). Nel 2025 l’economia italiana ha registrato una crescita del Pil in volume dello 0,5% rispetto al 2024. Lo ha reso noto l’Istat rivedendo al ribasso la precedente stima, diffusa il 30 gennaio, che dava una crescita a +0,7%.

Nel 2025 il Pil ai prezzi di mercato è stato pari a 2.258.049 milioni di euro correnti, con un aumento del 2,5% rispetto all’anno precedente.

Dal lato della domanda interna si è registrato un incremento in volume del 3,5% degli investimenti fissi lordi e dello 0,9% dei consumi finali nazionali rispetto al 2024. Per quel che riguarda i flussi con l’estero, le importazioni di beni e servizi sono salite del 3,6% e le esportazioni dell’1,2%.

La domanda nazionale al netto delle scorte ha contribuito positivamente alla dinamica del Pil in volume per 1,5 punti percentuali, mentre l’apporto della domanda estera netta e della variazione delle scorte sono stati negativi per 0,7 e 0,2 punti rispettivamente.

Il valore aggiunto ha registrato aumenti in volume dello 0,3% nell’industria in senso stretto, del 2,4% nelle costruzioni e dello 0,3% nelle attività dei servizi, mentre si è registrata una lieve flessione dello 0,1% nell’agricoltura, silvicoltura e pesca.

Al Consolato dell’Iran a Milano murale con Trump seduto su lapide Khamenei

Roma, 2 mar. (askanews) – È apparso al Consolato Generale della Repubblica Islamica dell’Iran a Milano un murale di aleXsandro Palombo che raffigura il presidente degli Stati Uniti Donald Trump seduto su una lapide con la scritta “RIP Khamenei”. L’opera, che l’artista aveva già realizzato a gennaio nei pressi del Consolato degli Stati Uniti, assume oggi un valore sorprendentemente premonitore alla luce della morte della guida suprema iraniana Ali Khamenei, avvenuta nelle scorse ore in seguito ai raid americani e israeliani.

Nel murale Trump è ritratto con le braccia conserte sopra la lapide dell’ayatollah, che ha governato l’Iran per 37 anni dal 1989 fino alla sua morte ed è considerato il leader iraniano più longevo dopo lo Shah Mohammad Reza Pahlavi. Negli ultimi anni Palombo ha dedicato numerosi lavori alla situazione iraniana e ai diritti civili nel Paese, e la presenza del murale davanti al Consolato iraniano si inserisce in questo percorso. Su questo stesso muro erano apparse opere come The Cut del 2022, con Marge Simpson che si taglia i capelli in solidarietà a Mahsa Amini, e Freedom del 2024, ispirata alla vicenda della studentessa Ahoo Daryaei fermata dalla polizia morale dopo un gesto di protesta nel campus dell’Università Azad di Teheran.

Il murale si configura come un testamento visivo che attraversa il tempo e si inserisce nel corpus di opere con cui Palombo continua a denunciare il regime iraniano e a raccontare le trasformazioni sociali e i diritti umani in Iran.

Conflitto Iran scuote borse europee: Piazza Affari male con banche

Milano, 2 mar. (askanews) – L’inasprirsi del conflitto in Medio Oriente scuote i mercati. A Milano il Ftse Mib cede il 2,36% a 46.095,78 punti mentre l’All Share arretra del 2,35%. Nel resto del Vecchio Continente non va meglio: il Dax cede il 2,31%, il Cac40 l’1,93, l’Ibex di Madrid il 3%. Limitano le perdite intorno all’1% Londra e Amsterdam.

Sul listino principale milanese, le vendite risparmiano pochi titoli. Alle perdite si sottraggono, infatti, solo le azioni del comparto della difesa e gli energetici, sostenuti dalla corsa del prezzo del greggio e del gas: Leonardo sale del 5,11%, in scia anche all’imminente commessa da 1 miliardo da parte del governo britannico per la costruzione di elicotteri. Corrono poi Eni (+4,12%) e Fincantieri (+1,66%) seguite a distanza da Italgas (+0,82) e Tenaris (+0,74%).

Crolla invece Stellantis che lascia su terreno il 5,33% a 6,571 euro. Vendite anche sui titoli bancari con Bper Banca a 4,7%, Mps (-4,35%), Unicredit (-4,32%), Popolare di Sondrio (-4,30%) e Intesa Sanpaolo (-4,27%). Male anche i titoli del lusso con Cucinelli (-4,25%) e Moncler (-4,21%).

Intanto il petrolio continua la sua corsa col Brent che si mantiene a ridosso degli 80 dollari al barile e il Wti che supera i 73 dollari (+9%). Anche il gas continua a infiammarsi: il Ttf ad Amsterdam sale del 24,7% a 39,86 euro al MWh. Sul fronte valutario il cambio euro/dollaro è in calo dello 0.91% con la moneta unica scambiata a 1,17 dollari.

Il governo Uk ha firmato un contratto da 1 miliardo per gli elicotteri Leonardo

Milano, 2 mar. (askanews) – Il governo britannico ha firmato il contratto da un miliardo di sterline per la costruzione di elicotteri militari di Leonardo. Lo riporta una nota dell’esecutivo inglese, dopo le anticipazioni di venerdì da parte dei media locali.

Il nuovo accordo con Leonardo, spiega la nota, fornirà alle Forze Armate inglesi 23 nuovi elicotteri di medio carico New Medium Helicopter, Nmh) che potrebbero essere impiegati insieme ad altri velivoli senza equipaggio, e apre la strada a futuri ordini militari internazionali da realizzare nel Regno Unito, con una quota di produzione per la Gran Bretagna superiore al 40%. Sono circa 20 i Paesi che richiedono nuovi elicotteri di medio carico. Insieme agli altri elicotteri di Leonardo, gli ordini internazionali per NMH potrebbero generare oltre 15 miliardi di sterline di esportazioni nei prossimi 10 anni.á La produzione di elicotteri avverrà nello stabilimento Leonardo di Yeovil, nel Somerset, sostenendo 3.300 posti di lavoro. Di questi, 650 lavorano direttamente sugli elicotteri di medio caricoe un numero maggiore è coinvolto nei sistemi autonomi e fornisce supporto e produzione continuativi alle flotte di elicotteri Merlin e Wildcat.

La cancelliera Rachel Reeves, ha affermato che l’accordo apre la strada a futuri ordini per l’esportazione dell’elicottero AW149 da costruire nel Regno Unito, il che potrebbe portare alla creazione di 600 posti di lavoro.

Per il Segretario alla Difesa, John Healey, l’accordo renderà Yeovil “l’orgogliosa sede della produzione mondiale di elicotteri militari di Leonardo, costruendo elicotteri di livello mondiale per le nostre forze armate e i nostri alleati in tutto il mondo per molti anni a venire”.

Carburanti, prezzi in deciso rialzo con gasolio ai massimi da 11 mesi

Roma, 2 mar. (askanews) – In deciso rialzo i prezzi di benzina e gasolio alla pompa, con nuovi rialzi sui listini dei prezzi consigliati dei maggiori marchi. Il gasolio è al livello più alto da oltre undici mesi, dal 28 febbraio 2025. Ma è solo l’inizio: gli aumenti che si registrano questa mattina non tengono infatti conto del balzo delle quotazioni petrolifere registrato questa mattina dopo l’attacco di Stati Uniti e Israele all’Iran, sabato mattina. Il Brent è balzato del 10% superando gli 80 dollari al barile negli scambi infragiornalieri (l’ultima chiusura sopra gli 80 dollari risale al luglio 2024). Gli effetti sui prezzi alla pompa si vedranno a partire da domani. A preoccupare è anche il gas, con il Ttf schizzato del 30% negli scambi infragiornalieri.

Stando alla consueta rilevazione di Staffetta Quotidiana, Ip ha aumentato di un centesimo al litro i prezzi consigliati di benzina e gasolio.

Queste sono le medie dei prezzi praticati comunicati dai gestori all’Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese e del Made in Italy ed elaborati da Staffetta Quotidiana, rilevati alle 8 di ieri mattina su circa 20mila impianti: benzina self service a 1,673 euro/litro (+3 millesimi, compagnie 1,682, pompe bianche 1,655), diesel self service a 1,728 euro/litro (+8, compagnie 1,738, pompe bianche 1,706). Benzina servito a 1,813 euro/litro (+3, compagnie 1,860, pompe bianche 1,725), diesel servito a 1,865 euro/litro (+7, compagnie 1,913, pompe bianche 1,774). Gpl servito a 0,690 euro/litro (+1, compagnie 0,701, pompe bianche 0,678), metano servito a 1,404 euro/kg (invariato, compagnie 1,415, pompe bianche 1,394), Gnl 1,232 euro/kg (-1, compagnie 1,239 euro/kg, pompe bianche 1,227 euro/kg).

Questi sono i prezzi sulle autostrade: benzina self service 1,778 euro/litro (servito 2,038), gasolio self service 1,829 euro/litro (servito 2,088), Gpl 0,829 euro/litro, metano 1,464 euro/kg, Gnl 1,321 euro/kg.

In Kuwait diversi aerei militari Usa sono precipitati, equipaggi illesi

Roma, 2 mar. (askanews) – “Diversi aerei da combattimento americani sono precipitati questa mattina” in Kuwait, ha reso noto il ministero della Difesa locale, precisando che gli equipaggi “sono sopravvissuti e illesi” e sono stati evacuati e trasferiti in ospedale per controlli sanitari. Le loro condizioni sono “stabili”, è stato aggiunto.

Il ministero della Difesa kuwaitiano ha precisato inoltre che si sta coordinando con l’alleato statunitense in merito alle “circostanze dell’incidente” e sta proseguendo le indagini sulle “cause dell’incidente”.

PhotoVogue Festival 2026 racconta come le donne si raccontano

Milano, 2 mar. (askanews) – Per il suo decimo anniversario PhotoVogue Festival viene ospitato dall’1 al 4 marzo 2026 nella Biblioteca Nazionale Braidense a Milano: attraverso l’uso delle teche e la realizzazione di esposizioni a libro il festival si integra con il luogo che lo ospita. L’edizione 2026, a cura di Alessia Glaviano, con il tema Women by Women celebra le modalità con cui le donne si esprimono e si immaginano, mettendo in discussione l’idea che diritti, visibilità e riconoscimento femminili siano acquisiti e garantiti, evidenziando come conquiste sociali un tempo sicure possano essere sempre più minacciate nel clima politico e culturale attuale. Con un palinsesto di 4 mostre di immagini e contributi visivi, 8 video documentari, 1 stand-up comedy, 5 conversazioni e 20 tavole rotonde, PhotoVogue Festival esplora il modo in cui immagine, fotografia e video possano contribuire a costruire identità e a sfidare i paradigmi visivi dominanti.

Alessia Glaviano, Head of Global PhotoVogue and Festival Director, ha raccontato ad askanews: “Siamo felici di essere alla Braidense per la decima edizione del PhotoVogue Festival, dopo 10 anni di attività. Il primo festival 10 anni fa nel 2016 era stato dedicato a The Female gaze. Torniamo su questo tema 10 anni dopo con Women by women in una società che è radicalmente cambiata e anche il discorso critico sulla fotografia è cambiato. Se 10 anni fa ancora leggevamo lo sguardo femminile come un contraltare in contrapposizione a quello maschile, oggi vediamo nel lavoro di tutte queste incredibili artiste un’autonomia e un prendersi lo spazio. Come si raccontano queste donne? Quello che secondo me è molto importante ed è una delle ragioni per cui ho pensato a questo tipo di allestimento – un racconto corale, scrivere un libro insieme di cui ogni artista è un capitolo – non esiste uno sguardo femminile, esiste la complessità di individui diversi ognuno con una sua visione. È un discorso orizzontale e non verticale, è un lavoro corale dove ogni voce è rilevante e importante. Alle mostre si accompagna un programma di quattro giorni di talk dove andremo più a fondo rispetto a tutti i temi trattati dalle artiste. PhotoVogue è una realtà globale. Non è una realtà italiana, non è una realtà occidentale, è una realtà globale che parla a tutti e che parla alle donne di tutto il mondo”.

Il PhotoVogue Festival è co-curato da Caterina De Biasio, Visual Editor di PhotoVogue, e Daniel Rodrìguez Gordillo, Senior Manager of Education and Community Initiatives di Condé Nast ed organizzato in collaborazione con la Pinacoteca di Brera e la Biblioteca Nazionale Braidense ed è patrocinato dalla Camera Nazionale della Moda Italiana.

L’Iran non negozia, il fronte si allarga: operazione Idf in Libano

Roma, 2 mar. (askanews) – Il conflitto in Medio Oriente si allarga, con l’azione militare congiunta di Stati Uniti e Israele che prosegue in Iran – con la rappresaglia dei missili balistici iraniani – e le Idf (Forze di Difesa israeliane) che hanno annunciato l’apertura di un nuovo fronte in Libano, con l’avvio di un’operazione contro Hezbollah che nella notte ha già provocato 31 morti e quasi 150 feriti. Esplosioni continuano a susseguirsi anche in Bahrein, Qatar ed Emirati Arabi Uniti.

Il capo del Consiglio supremo di sicurezza nazionale iraniano, Ali Larijani, ha respinto qualunque negoziato con gli Stati Uniti, accusando il presidente Donald Trump di aver seminato “il caos” in Medio Oriente con l’offensiva lanciata insieme a Israele. Trump, da parte sua, ha dichiarato al New York Times di avere “tre ottime scelte” per guidare la repubblica islamica dopo la conferma della morte della Guida suprema, l’ayatollah Ali Khamenei. Quest’ultimo, ha aggiunto, aveva provato “due volte” a ucciderlo.

Il primo ministro indiano Narendra Modi ha dichiarato di aver parlato con il suo omologo israeliano e di aver chiesto una fine “rapida” del conflitto dopo i raid contro l’Iran. “L’India ribadisce la necessità di una rapida cessazione delle ostilità”, ha scritto su X dopo il colloquio telefonico Modi, che aveva incontrato Benjamin Netanyahu giovedì a Gerusalemme.

La sovranità, la sicurezza e l’integrità territoriale dei paesi del Golfo Persico devono essere pienamente rispettate, ha dichiarato oggi la portavoce del ministero degli Esteri cinese, Mao Ning, commentando la situazione in Medio Oriente. – I raid di Israele e Stati Uniti hanno provocato almeno 27 morti nel nord-ovest dell’Iran in due giorni. Lo ha riferito lunedì un funzionario iraniano, Majid Farshi. Mentre il ministero della Salute di Israele ha segnalato che sono 777 le persone ricoverate negli ospedali.

Il capo di stato maggiore delle Forze di Difesa Israeliane (Idf), tenente generale Eyal Zamir, ha approvato i piani per proseguire l’operazione contro l’Iran. Lo hanno dichiarato le Idf. Zamir ha spiegato all’esercito israeliano che “molti altri giorni di combattimenti ci attendono”.

Il governo di Cipro ha confermato un attacco con drone alla base britannica di Akrotiri, vicino a Limassol. Attacco che ha ricevuto la condanna della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen.

Il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, ha ribadito oggi di essere “in contatto costante con le sedi diplomatiche italiane in Medioriente” e di seguire “le condizioni di tutti gli italiani, civili e militari, che sono nell’area”.

Il petrolio continua a correre: Brent a 80 dollari al barile (+10%)

Milano, 2 mar. (askanews) – L’escalation del conflitto in Medio Oriente, dopo l’attacco di Usa e Israele all’Iran e le conseguenti rappresaglie della Repubblica Islamica, ha fatto schizzare, come previsto nel weekend, il prezzo del petrolio. I future del Brent con consegna a maggio stanno accelerando la cosa al rialzo toccando, a ridosso delle 9, gli 80 dollari al barile. Già in apertura di contrattazioni il Brent aveva superato gli 80 dollari per poi scendere sotto. Ora il Brent sale del 9,83% a 80,03 dollari al barile. Corre anche il Wti con consegna ad aprile che sale del 9,16% a 73,31 dollari

Le borse europee aprono in profondo rosso: Dax -2,43%. A Milano Ftse Mib -2%

Milano, 2 mar. (askanews) – Dopo un weekend ad alta tensione per l’attacco di Stati Uniti e Israele all’Iran e le conseguenti rappresaglie su diversi Paesi dell’area da parte della Repubblica islamica, le borse europee aprono in profondo rosso. Il Dax perde il 2,43%, il Ftse 100 lo 0,85%, il Cac40 il 2,34%. Male anche l’Aex di Amsterdam (-1,02%) e l’Ibex di Madrid che crolla del 3,11%.- I timori di una escalation del conflitto in Medio Oriente, pesano sull’avvio di Piazza Affari che apre la prima seduta della settimana in forte calo. Il Ftse Mib ai primi minuti di scambio cede il 2,09% a 46.221 punti, mentre l’All Share cede l’2,25%.

Trump: Khamenei ha provato ad uccidermi due volte

Roma, 2 mar. (askanews) – Il presidente americano Donald Trump ha affermato che l’Ayatollah Ali Khamenei ha tentato di farlo uccidere due volte, ma Trump si è rallegrato di aver ucciso Khamenei per primo, ha riferito ABC News.

Trump ha rilasciato questo commento durante una chiamata con Jonathan Karl, corrispondente capo da Washington per ABC News.

“Il presidente Trump mi ha detto questo sulla morte dell’ayatollah Khamenei: ‘L’ho preso prima che lui prendesse me. Ci hanno provato due volte. Beh, l’ho preso prima io’. Questo è un riferimento a quello che l’intelligence statunitense ritiene fosse un complotto per uccidere Trump nel 2024”, ha scritto Karl in un post su X.

Crosetto: a Dubai ero senza scorta, accelerazione inattesa

Roma, 2 mar. (askanews) – “Sono venuto” a Dubai “perché le informazioni disponibili non lasciavano presagire una tale accelerazione. E quando ho capito che ù a differenza di altre volte ù ci sarebbe potuto essere anche un attacco agli Emirati Arabi Uniti, ho deciso di portare a casa la mia famiglia”. Lo dice, alludendo all’operazione militare in Iran avviata congiuntamente da Stati Uniti e Israele, il ministro della Difesa italiano Guido Crosetto, che in un’intervista a Repubblica chiarisce di aver effettuato il viaggio senza scorta.

“Dovevano partire la mattina (e quindi saremmo arrivati tranquillamente), ma per un mio impegno istituzionale ad Abu Dhabi abbiamo preso il volo del pomeriggio”, prosegue. “Il fatto di trovarsi bloccato non è una cosa su cui fare polemica soprattutto perché la reazione che ha colpito Dubai non era stata ipotizzata da nessuno come conseguenza immediata”.

“Io non sono andato di nascosto, ma essendo una questione familiare non ho voluto scorte, né codazzi e ho usato una compagnia aerea civile. Cosa che faccio da tre anni sempre. Anche quando avevo sulla testa una taglia Wagner. Nulla di segreto. Secondo me è un esempio semmai virtuoso”, chiarisce il ministro. “Per il resto non penso che l’opposizione sia preoccupata dei miei rischi personali, ma solo alle polemiche e infatti chiede dimissioni. Per cosa? Perché l’Iran ha attaccato Dubai? Sono preoccupati della mia salute, ma poi fanno polemiche inventate. Non meritano la fatica che ho dedicato al servizio della nazione in questi anni. Lo dico con sofferenza, ma è così”.

Tennis, Darderi trionfa a Santiago, quinto titolo Atp

Roma, 2 mar. (askanews) – Cordoba, Marrakech, Bastad, Umago e adesso anche Santiago del Cile. Luciano Darderi conquista il quinto titolo Atp in carriera, ancora sulla sua amata terra rossa. Stavolta al Chile Open, torneo Atp 250, grazie alla vittoria su Yannick Hanfmann, n. 81 al mondo, con il punteggio di 7-6, 7-5 in un’ora e 49 minuti. La conclusione di una domenica straordinaria per il tennis italiano, iniziata con il trionfo di Flavio Cobolli ad Acapulco, proseguita con il primo titolo Challenger di Federico Cinà e chiusa in bellezza da Luciano con il titolo a Santiago.

L’azzurro è il giocatore con più titoli vinti su questa superficie nelle ultime 52 settimane (4 trionfi) e da luglio 2025 ha un record di 16 vittorie e 2 sconfitte che diventa 21-2 considerando anche le partite a livello Challenger. “È una sensazione davvero fantastica – le parole di Darderi durante la cerimonia di premiazione – Non mi aspettavo di vincere questa settimana qui perché non ero mai andato oltre i quarti di finale qui, quindi sono molto felice. È la mia seconda finale dell’anno, quindi conquistare un titolo così presto è molto importante e mi dà molta fiducia per il resto della stagione”. Primo campione italiano di sempre al Chile Open, Darderi è a un passo dall’ingresso in top 20: attualmente n. 21 al mondo, Luli è lontano soltanto 66 punti da Francisco Cerundolo e nei Masters 1000 di Indian Wells e Miami dovrà scartare complessivamente appena 30 punti.

Calcio, risultati di A: oggi si chiude con Bologna e Fiorentina

Roma, 2 mar. (askanews) – Questi i risultati e la classifica della 27esima giornata dopo Roma-Juventus 3-3

27^ GIORNATA Parma-Cagliari 1-1, Como-Lecce 3-1, Verona-Napoli 1-2, Inter-Genoa 2-0, Cremonese-Milan 0-2, Sassuolo-Atalanta 2-1, Torino-Lazio 2-0, Roma-Juventus 3-3, lunedì 2 marzo ore 18.30 Pisa-Bologna, ore 20.45 Udinese-Fiorentina.

Classifica: Inter 67, Milan 57, Napoli 53, Roma 51, Como 48, Juventus 47, Atalanta 45, Sassuolo 38, Bologna 36, Lazio 34, Parma 33, Udinese 32, Cagliari, Torino 30, Genoa 27, Cremonese, Lecce, Fiorentina 24, Pisa e Verona 15.

28^ GIORNATA venerdì 6 marzo 20.45 Napoli-Torino, sabato 7 marzo 15.00 Cagliari-Como, 18.00 Atalanta-Udinese, 20.45 Juventus-Pisa, domenica 8 marzo 12.30 Lecce-Cremonese, 15.00 Bologna-Verona, 15.00 Fiorentina-Parma, 18.00 Genoa-Roma, 20.45 Milan-Inter, lunedì 9 marzo 20.45 Lazio-Sassuolo.

Calcio, Roma e Juve corsa per la Champions nel segno di Gatti

Roma, 2 mar. (askanews) – All’Stadio Olimpico finisce 3-3, ma è un pareggio che pesa come una vittoria per la Juventus e come un’occasione sfumata per la Roma. I bianconeri, sotto fino al 93′, restano a -4 dai giallorossi e tengono viva la rincorsa Champions. La Roma mastica amaro per due punti quasi in tasca, ma rivendica prestazione e crescita.

L’equilibrio del primo tempo si spezza al 39′, quando Wesley disegna un destro da applausi che gela la Juve. È il lampo che accende l’Olimpico e premia una Roma intensa, ordinata, capace di alternare pressione e gestione. Nella ripresa, però, la squadra di Luciano Spalletti cambia passo: Conceiçao inventa l’1-1 con una giocata altrettanto bella, riaprendo una partita che sembrava scivolare via.

La Roma reagisce da grande squadra. In dieci minuti rimette la freccia con Ndicka e poi con Malen: 3-1 e inerzia tutta giallorossa. Sembra finita. E invece no. Boga riaccende la speranza juventina, accorcia le distanze e costringe la Roma a un finale di sofferenza. Al 93′ è Gatti a trovare il colpo del 3-3, un’incornata che vale un punto e tiene accesa la corsa al quarto posto.

Gian Piero Gasperini, lucido nell’analisi, non si lascia travolgere dall’emotività: “Il bicchiere è mezzo pieno. Mezzo vuoto solo per il gol a tempo scaduto che ci fa male, vedi sfumare due punti quasi in tasca. Il calcio è questo, i gol sono validi anche nei secondi finali”. Poi aggiunge: “Con due punti in più sarebbe stato un bel passo, ma così è un buon risultato. C’è un grande rammarico, ma la prestazione è stata superlativa. Si va avanti”.

E ancora, con una punta di orgoglio: “Se loro hanno esultato come una vittoria, noi dovremmo andare in depressione? Siamo avanti di quattro punti!”. L’ammissione finale riguarda la gestione: “Bisogna avere la forza a cinque minuti dalla fine di andare ancora forte, invece siamo rimasti un po’ fermi”. Su Pisilli non ha dubbi: “Tremendo, strepitoso, benissimo sotto tutti i punti di vista. Una grande partita”.

Dall’altra parte Spalletti si prende il carattere dei suoi: “Sotto l’aspetto della volontà il voto è 110 e lode, mentre sotto l’aspetto della qualità qualcosa abbiamo lasciato. Vedere la squadra riprendere questa partita mi fa ben sperare per un grande finale di stagione”. Sui gol subiti ammette: “Sono troppi, ma contro la Roma non è semplice”. E sulla rincorsa Champions è chiarissimo: “Vivo per quella posizione lì, diamole una forma”.

L’ultima parola è di Federico Gatti, l’eroe del 93′: “Dispiace perché dovevamo venire qua e vincere. Ma siamo ancora vivi”. È la fotografia della serata: una Roma bella e incompiuta, una Juve imperfetta ma indomabile. La Champions resta lì, a quattro punti, e la volata è tutt’altro che chiusa.

L’esercito inglese segnala un sospetto attacco con drone contro la base a Cipro

Roma, 2 mar. (askanews) – L’esercito britannico ha reagito a un “presunto attacco con drone” avvenuto nella notte tra domenica e lunedì contro la sua base aerea a Cipro. Lo ha indicato il ministero della Difesa di Londra, in seguito ai raid israelo-americani in Iran.

“Le nostre forze armate hanno risposto a un presunto attacco con drone contro la base della Royal Air Force ad Akrotiri, a Cipro, avvenuto a mezzanotte” ora locale, le 23 in Gran Bretagna, ha dichiarato un portavoce del ministero della Difesa del Paese. Non sono state segnalate vittime nell’immediato.

Sale il prezzo dell’oro (+1,9): il conflitto spinge la domanda di beni rifugio

Milano, 2 mar. (askanews) – Prezzi dell’oro in aumento lunedì dopo che gli Stati Uniti e Israele hanno attaccato l’Iran, uccidendo la Guida Suprema Ayatollah Ali Khamenei, aumentando le tensioni geopolitiche e approfondendo l’incertezza economica globale.

L’Oro spot, poco dopo le 7 ora italiana, è in rialzo dell’1,9%, attestandosi a 5.377,72,39 dollari l’oncia. I futures sull’oro statunitense corrono del 2,67% a 5.388,20 dollari.

L’oro, bene rifugio per eccellenza, ha già raggiunto livelli record quest’anno a causa dell’accresciuta incertezza politica ed economica globale. Ora le tensioni esplose in Iran rischiano di innescare una nuova corsa per i lingotti, accanto a un altro bene rifugio come l’argento che questa mattina sale dell’1,32%.

In Libano 31 morti nell’ondata di attacchi lanciati da Israele

Roma, 2 mar. (askanews) – Oltre 30 persone sono state uccise e quasi 150 ferite in un’ondata di attacchi lanciati da Israele questa mattina presto contro diversi obiettivi in Libano. Lo ha riferito il ministero della Salute libanese.

“Secondo i dati preliminari, ci sono 31 morti e 149 feriti a seguito di attacchi aerei israeliani”, ha annunciato il centro operativo di emergenza del Ministero della Salute.

Questa mattina, una fonte sanitaria ha riferito di almeno 20 morti e 50 feriti a causa di attacchi israeliani alla periferia meridionale della capitale e in diverse aree del sud del Libano.

Fumo nei pressi dell’ambasciata Usa in Kuwait, esplosioni a Doha, Dubai e Manama

Roma, 2 mar. (askanews) – Una nube di fumo si è alzata in cielo nei pressi dell’ambasciata degli Stati Uniti in Kuwait. Lo hanno riferito testimoni oculari all’agenzia di stampa Reuters: nella zona sono stati visti vigili del fuoco e ambulanze. Forti esplosioni sono state avvertite a Doha (Qatar), a Dubai (Emirati Arabi Uniti) e a Manama (Bahrein). Giornalisti della France Presse hanno riferito di aver sentito diverse forti detonazioni nelle capitali di Qatar e Bahrein, così come nella città più popolosa degli Emirati Arabi Uniti.

Esplosioni sono state avvertite anche a Gerusalemme, così come nella regione di Tel Aviv, nel centro di Israele, dove sono risuonate le sirene dopo l’annuncio dell’esercito di lanci di missili iraniani.

“Poco fa, le forze armate israeliane hanno identificato missili lanciati dall’Iran verso il territorio dello stato di Israele”, ha dichiarato l’esercito, aggiungendo che la difesa antiaerea è stata attivata per intercettarli e invitando la popolazione a raggiungere i rifugi.

Corre il prezzo del petrolio: il Brent balza del 7,6% a 78,4 dollari

Milano, 2 mar. (askanews) – Alla riapertura dei mercati volano i i prezzi del petrolio, dopo l’attacco di Stati Uniti e Israele all’Iran, che ha portato alla morte della Guida Suprema Alì Khamenei, e le successive rappresaglie di Teheran verso i Paesi vicini. Sui mercati asiatici il future del Brent con consegna a maggio 2026, intorno alle 7 ora italiana, salgono del 7,6% a 78,41 dollari al barile, dopo aver superato gli 80 dollari alla riapertura degli scambi (venerdì aveva chiuso a poco meno di 73 dollari). Anche i future del Wti con consegna ad aprile scambiano sopra i 71 dollari al barile, portandosi in rialzo del 6,67%.

Alla vigilia gli analisti avevano ampiamente previsto un rialzo di questa portata. I timori del mercato petrolifero sono legati alla chiusura del traffico attraverso lo Stretto di Hormuz, attraverso cui transita circa il 25% del petrolio e del gas mondiale. Domenica l’attività si era quasi fermata totalmente fermata, con centinaia di petroliere bloccate nelle acque aperte del Golfo davanti allo Stretto. Non sembra aver un grosso impatto la mossa dell’Opec+, che nella riunione di domenica ha concordato di aumentare la propria produzione di 206.000 barili al giorno a partire da aprile, meno di quanto alcuni trader avessero ipotizzato alla vigilia.

Conte straparla sul presunto caso Crosetto

Il grande statista Giuseppe Conte (noto come “Giuseppi”, al tempo del suo primo feeling con Trump) chiede le dimissioni del Ministro Crosetto perché – mentre USA e Israele attaccavano l’Iran – se ne stava ignaro a Dubai, in visita privata con la famiglia.

Una polemica sbagliata

Al tempo stesso si è scatenata una polemica per il suo rientro in Italia con un volo militare. Come se, in un momento come questo, lo Stato non abbia il dovere, non il diritto, di riportare in sede il Ministro della Difesa, ovunque sia nel mondo e per qualsiasi motivo, pubblico o privato, vi sia.

Questo governo di Destra non l’ho sostenuto e non lo sosterrei mai, neppure sotto tortura. Lo considero una sciagura per il Paese.

Tuttavia questa uscita del M5S, alle solite, mi pare strampalata e priva di ogni pur timido fondamento.

Le ambiguità del governo in politica estera

Come altri esponenti dell’opposizione hanno detto, la dura critica politica che si può e si deve rivolgere al Governo e alla sua Presidente – non ad un Ministro – é semmai quella di aver mantenuto una linea di politica internazionale ambigua, spesso in distonia con gli altri principali Paesi europei e di non aver fatto mistero di una certa “ontologica” assonanza con la visione etica e politica e con la “dottrina internazionale” di Trump.

Per fare questo, il M5S – e non da solo – dovrebbe però dimostrare di non avere la coda di paglia. Per esempio, dovrebbe fare ammenda delle sue posizioni spesso coincidenti con quelle della Amministrazione Americana – in primis sul conflitto in Ucraina – e dovrebbe poter dimostrare una sua coerenza, difficilmente riscontrabile, nelle questioni che riguardano il rafforzamento politico e militare dell’Unione Europea.

Occorre serietà da parte dell’opposizione

Da una opposizione seria, che volesse conquistare credibilità e affidabilità non solo presso i suoi tifosi, ma presso la maggioranza degli italiani – soprattutto in momenti internazionalmente così drammatici – ci si dovrebbero aspettare posizioni, visioni e atteggiamenti ben diversi.

Ma forse è illusorio attenderseli da una opposizione che – al pari della maggioranza di governo – non ha alcun vero punto strategico in comune sul futuro del Paese e men che meno sulla Politica europea ed estera.

Da destra, contro l’America di Trump: Veneziani va all’affondo

Marcello Veneziani, voce storica della destra culturale, prende una posizione netta contro la “prepotenza” – così si esprime – che governa gli equilibri mondiali. Non solo critica l’azione di Trump e Netanyahu, ma bolla senza appello la sudditanza mostrata dal governo. Senza assolvere il regime iraniano, richiama il primato del diritto internazionale e della misura politica. È un gesto di autonomia intellettuale che rompe il rigido schema degli schieramenti. Il suo dissenso, espresso nel post qui di seguito riproposto, merita il nostro rispetto. (A. D.)

𝐋𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐩𝐨𝐭𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐚𝐧𝐝𝐚 𝐬𝐮𝐥 𝐦𝐨𝐧𝐝𝐨

di Marcello Veneziani

Non chiamatelo almeno “attacco preventivo”: bombardare l’Iran è stata un’aggressione premeditata e deliberata, non scaturita da alcuna minaccia imminente.

L’Iran non voleva la guerra e non pensava di usare armi di distruzione contro Israele e non perché sia un paese di pacifisti innocui ma perché sapeva che un attacco a Israele avrebbe decretato la distruzione dell’Iran e la fine del regime. Che è avvenuta comunque, anche in mancanza di un’azione aggressiva di Teheran. Certo, il regime degli ayatollah è repressivo e liberticida, una parte della popolazione,  non sappiamo se maggioritaria, lo sostiene e un’altra lo detesta.

Non sappiamo davvero quale delle due sia maggioritaria e quanto sia estesa la zona grigia nel mezzo. Non sappiamo quanto sia reale la rappresentazione che ne viene data in occidente e quanto la protesta sia autoctona e genuina o manovrata, sobillata dall’esterno. Ma ci fa inorridire un ordine mondiale imposto con la forza delle armi e la prepotenza dei capi; un impero che decide in modo unilaterale chi merita di stare sulla faccia della terra e chi no, e un paese che può impunemente da anni colpire i paesi vicini.

Un imperatore prepotente affiancato da un criminale di guerra, sterminatore di popolo, che decidono a loro insindacabile e irreparabile giudizio chi sono i Criminali da uccidere e quelli invece che sono amici e alleati. Trump e Netanyahu stanno mettendo a rischio il pianeta, l’equilibrio internazionale e stanno legittimando con le loro azioni di guerra altri soprusi e altre aggressioni nel mondo. Speriamo che l’attacco non si estenda e non inneschi altri conflitti interni e internazionali.

E l’Italia? Cosa volete che possa fare, è stata tenuta all’oscuro di tutto, come una minorenne. Continua a pettinare le bambole delle leggi elettorali…

Dibattito. Giustizia al voto, politica in trincea

Ci sono, purtroppo, alcune certezze negative che emergono in modo chiaro e netto a poco meno di un mese dalla consultazione referendaria sulla giustizia. Elementi che hanno ormai segnato e caratterizzato il cammino del confronto politico del referendum costituzionale.

Il protagonismo politico dellANM

Innanzitutto, ed è indubbiamente l’aspetto più importante perché più dirompente, è la trasformazione pubblica e persino plateale dell’ANM in un soggetto politico a tutti gli effetti. Un soggetto politico che, come tutti i soggetti politici organizzati, interviene quotidianamente sui temi che sono in cima all’agenda politica del Paese ed è entrato nella contesa politica a pieno regime. Il tutto attraverso convegni, comunicati stampa, conferenze, organizzazione territoriale e tutto ciò che caratterizza e disciplina un soggetto politico organizzato.

Certo, fa un certo effetto assistere a questa evoluzione e, soprattutto, non sappiamo gli esiti concreti e tangibili che si potranno avere dopo questa trasformazione profonda della magistratura italiana, o di ampi settori della magistratura italiana, quella scientificamente politicizzata. Ora, se dovesse vincere il NO, è abbastanza naturale arrivare alla conclusione che si tratterebbe di una vittoria schiacciante della magistratura più politicizzata — com’è evidente a tutti, almeno credo — con conseguenze non facilmente prevedibili per l’assetto della nostra democrazia e per l’influenza, a quel punto inarrestabile perché suffragata anche dal corpo elettorale, della stessa magistratura sulle concrete vicende politiche italiane.

Un dibattito che ignora il merito dei quesiti

In secondo luogo siamo di fronte, almeno sino ad oggi, ad un confronto squisitamente politico che prescinde quasi radicalmente dal merito dei rispettivi quesiti referendari. Non è un caso che ormai il dibattito sia tutto concentrato su come battere definitivamente ed irreversibilmente l’attuale Governo, accusato di ogni nefandezza da un lato, e, dall’altro, su come cercare di resistere a questo assalto politico all’arma bianca.

Certo, è abbastanza deprimente discutere — come ormai sta concretamente capitando — quando si dovrebbe votare per le prossime elezioni politiche in caso di vittoria del NO o che cosa ancora programmare nell’azione di governo nel caso si affermasse il SÌ. In entrambi i casi il merito del referendum è del tutto archiviato e secondario perché, appunto, non è più un referendum sulla giustizia ma la resa dei conti finale sulla durata del Governo a guida Giorgia Meloni.

La trasversalità smarrita e il silenzio dei riformisti

In ultimo, ma non per ordine di importanza, anche la stessa trasversalità che è specifica della consultazione referendaria si è, questa volta, fortemente attenuata. O per ragioni di comprensibile paura — si pensi a tutti coloro che a sinistra sono coerentemente per il SÌ per la semplice ragione che la sinistra riformista si è sempre attestata su quelle posizioni in materia di giustizia — o per motivazioni più legate a potenziali vendette e rappresaglie a seconda dell’esito del voto, assistiamo ad un silenzio imbarazzante da parte di tutti coloro che storicamente erano favorevoli a questa riforma e che adesso, per ragioni inconfessabili, sono stati semplicemente “silenziati”.

Un passaggio che impoverisce la democrazia

Ecco perché le certezze, persino oggettive, che purtroppo sono emerse sino ad oggi dal confronto referendario non sono affatto incoraggianti né sotto il profilo democratico e costituzionale né, tantomeno, sotto il versante dello stile personale e della postura istituzionale. Altro che la bellezza della politica o la qualità della nostra democrazia: qui siamo, se tutto va bene, ad un altro passaggio che segna l’imbarbarimento della vita democratica del nostro Paese e la scarsa credibilità delle nostre istituzioni democratiche. Purtroppo.

Dalla sussidiarietà una via riformista per la sanità

Il Rapporto 2026 “Sussidiarietà e Salute” prodotto dalla Fondazione Sussidiarietà offre al dibattito pubblico una fotografia lucida del nostro sistema sanitario. Non è un atto d’accusa, né un esercizio accademico. È un invito a guardare in faccia la realtà: il Servizio sanitario nazionale resta uno dei pilastri più alti della nostra convivenza civile, ma mostra segni di affaticamento che non possiamo ignorare.

Come rendere effettivo il diritto alla salute?

La questione non è ideologica. Non si tratta di scegliere tra pubblico e privato, tra Stato e mercato. Si tratta di capire come rendere effettivo, oggi, il diritto alla salute in un contesto demografico, sociale ed economico profondamente cambiato.

Il Rapporto segnala alcuni dati che interrogano: cresce la spesa sanitaria sostenuta direttamente dalle famiglie; aumenta la quota di cittadini che rinuncia o rimanda le cure; persistono differenze territoriali che incidono sull’accesso ai servizi. Non è la fine dell’universalismo. È il segnale che l’universalismo va rafforzato.

Una riforma autenticamente riformista parte da qui: difendere il principio, correggere i meccanismi.

L’universalità non può restare una dichiarazione di principio. Se una famiglia rinuncia a una visita specialistica per ragioni economiche o per liste d’attesa insostenibili, quel diritto si svuota.

Occorre riallineare la spesa sanitaria pubblica agli standard europei, ma soprattutto migliorarne la qualità. Non basta “più spesa”: serve una spesa orientata alla prevenzione, alla medicina territoriale, alla gestione delle cronicità.

Dalla prestazione alla presa in carico

Il vero cambio di paradigma, suggerito dal Rapporto, è culturale prima ancora che organizzativo: passare dalla logica della singola prestazione alla logica della presa in carico della persona.

La sanità del futuro non può limitarsi a erogare atti medici. Deve accompagnare la persona lungo tutto il ciclo di vita, soprattutto quando la fragilità diventa cronica. Questo significa costruire équipe territoriali integrate, rafforzare la medicina di prossimità, garantire un referente chiaro per i pazienti più complessi.

Una persona anziana con più patologie non può essere lasciata a orientarsi da sola tra ambulatori, ospedali e servizi sociali. Serve continuità assistenziale reale, integrazione tra sanitario e sociale, strumenti digitali interoperabili che permettano di seguire il percorso di cura senza frammentazioni.

Sussidiarietà come alleanza

La sussidiarietà, se intesa correttamente, non è arretramento del pubblico ma valorizzazione delle energie della società. Il Terzo settore, le realtà mutualistiche, le comunità locali possono contribuire in modo significativo alla presa in carico, soprattutto nei territori più fragili.

Ma la regia deve restare chiara. Senza una governance unitaria e livelli essenziali realmente garantiti su tutto il territorio nazionale, l’autonomia rischia di trasformarsi in disuguaglianza. Autonomia e solidarietà devono procedere insieme.

Il nodo del personale

Ogni riforma si regge sulle persone. Medici, infermieri, operatori sociosanitari sono la spina dorsale del sistema. Senza un investimento serio sulla loro formazione, sulle condizioni di lavoro, sulle prospettive professionali, qualsiasi disegno organizzativo resta sulla carta.

Valorizzare il personale non è una concessione corporativa. È una scelta di giustizia e di efficienza.

Un Patto sociale per la salute

Il Rapporto richiama implicitamente una responsabilità collettiva. La sanità non può diventare terreno di scontro permanente né materia di interventi frammentari. Serve un Patto sociale che coinvolga istituzioni, professionisti, forze politiche e società civile.

La salute è un bene comune. E un bene comune esige scelte condivise, visione di lungo periodo e capacità di superare gli interessi di parte.

Riformare il sistema sanitario oggi non significa ridimensionarlo. Significa renderlo più vicino, più equo, più capace di accompagnare la persona nella sua interezza.

In fondo, la questione è semplice e decisiva: una società che sa prendersi cura dei suoi membri più fragili è una società più forte, più coesa, più umana.

Ed è da qui che passa, ancora una volta, la qualità della nostra democrazia.

Referendum, pm Di Matteo: mafiosi e grandi criminali voteranno Sì

Roma, 1 mar. (askanews) – “Ci saranno persone per bene che voteranno Sì, ci mancherebbe, ma i mafiosi, i grandi criminali voteranno Sì”. Lo ha detto il magistrato Nino Di Matteo intervenendo a Roma alla presentazione del volume di Marco Travaglio, direttore del Fatto Quotidiano, “PERCHÉ NO – Guida al REFERENDUM su magistratura e politica in poche e semplici parole”.

“Quando i mafiosi, quelli che ragionano, pensano che una parte politica possa andare contro la magistratura già loro hanno deciso per chi votare. Ne abbiamo esperienze, anche consacrate in sentenze passate in giudicato, quando nel 1987 alcuni partiti, il Psi, i Radicali, furono fautori della riforma sulla responsabilità civile dei magistrati: i mafiosi erano talmente entusiasti che, anche cambaindo le loro inclinazioni verso la Dc, decisero di votare per Psi e Radicali”, ha ricordato Di Matteo.

Parlando prima delle conclusioni del leader M5s Giuseppe Conte, Di Matteo ha osservato: “Quando un mafioso ascolta, vede i politici che dedicano la riforma a Silvio Berlusconi, qualcuno di loro si ricorda pure che prima del 1994 uno dei fondatori del partito (Forza Italia, ndr) fu Marcello Dell’Utri, condannato definitivamente per mafia. Qualcuno ricorda che lo stesso Berlusconi, a cui oggi viene dedicata la riforma, secondo una sentenza definitiva, aveva stretto un patto, tramite dell’Urri, con le più importanti famiglie mafiose palermitane, di reciproco sostegno, patto di cui Dell’Utri fu garante, e che funzionò per almeno 18 anni e che comportò ogni anno un esborso di centinaia di milioni a favore di cosa nostra che con quelle centinaia di milioni in quel momento era capace di organizzare attentati, uccidere esponenti politici e magistrati”.

“Loro votano sì perché il sì è fondato sul presupposto della necessità di indebolite la magistratura, denigrarla, e la mafia ha bisogno che agli occhi del popolo la magistratura risulti delegittimata. È una regola evincibile da ogni minima esperienza di indagine o di processi di mafia”, ha concluso.

Iran, attesa per la riapertura dei mercati: occhi sul prezzo del petrolio

Milano, 1 mar. (askanews) – C’è attesa per la riapertura domani dei mercati azionari globali dopo l’attacco di Usa e Israele all’Iran, che hanno portato alla morte della Guida Suprema Khamenei, e le successive rappresaglie di Teheran verso i Paesi vicini. Gli occhi saranno puntati in particolare sul prezzo del petrolio, con gli analisti che prevedono rialzi tra il 5 e il 15% quando il mercato riaprirà già questa sera a New York, fino a uno scenario oltre i 100 dollari al barile. Il Brent ha chiuso venerdì a poco meno di 73 dollari, dopo essere già aumentato di oltre il 20% dall’inizio dell’anno.

La mossa odierna dell’Opec+, che ha concordato di aumentare la propria produzione di 206.000 barili al giorno a partire da aprile, meno di quanto ieri alcuni trader avevano ipotizzato, potrebbe avere uno scarso impatto sul mercato se dovesse proseguire l’escalation del conflitto. Il tema è lo Stretto di Hormuz, attraverso cui transita circa il 25% del petrolio e del gas mondiale: l’attività si è quasi fermata oggi, con centinaia di petroliere che hanno gettato l’ancora nelle acque aperte del Golfo davanti allo Stretto. Le compagnie assicurative, inoltre, hanno avvertito che i premi aumenteranno bruscamente per qualsiasi nave che desideri transitare nello Stretto.

L’Iran “mantiene ancora una capacità sproporzionata di destabilizzare i mercati energetici globali”, ha sottolineato l’FT. La principale fonte di preoccupazione per il mercato è l’influenza di Teheran sul traffico marittimo attraverso il nodo strategico di Hormuz e i possibili attacchi contro le infrastrutture energetiche. Oggi Maersk, la più grande compagnia di trasporto container al mondo, ha comunicato che interromperà fino a nuovo ordine il transito delle navi cargo attraverso lo Stretto di Hormuz per motivi di sicurezza, e la società di navigazione Msc ha sospeso tutte le prenotazioni per il trasporto di merci dirette in Medio Oriente.

Se le azioni dei titoli oil beneficeranno del rally del prezzo del greggio, i titoli delle compagnie aeree potrebbero invece soffrire con le migliaia di voli cancellati nel weekend, considerato che gli scali di Dubai e Doha – fermi – sono snodi principali dei flussi intercontinentali.

Un assaggio delle reazioni dei mercati si è avuto già oggi con l’andamento delle Borse del Medio Oriente aperte di domenica: in Arabia Saudita, il più grande mercato azionario dell’area, l’indice di riferimento Tasi ha perso il 2,1%, in Egitto l’EGX 30 ha ceduto il 3,5%. E’ stata invece chiusa oggi (e fino a nuovo avviso) la Borsa del Kuwait, mentre l’Autorità del mercato dei capitali degli Emirati Arabi Uniti ha annunciato la sospensione delle negoziazioni sui mercati ADX (Abu Dhabi Securities Exchange) e DFM (Dubai Financial Market) per le sedute di domani e martedì.

Calcio, Morto Rino Marchesi: allenò per primo Maradona

Roma, 1 mar. (askanews) – Lutto nel mondo del calcio italiano: è morto a 88 anni Rino Marchesi, che avrebbe compiuto 89 anni a giugno. Nato a San Giuliano Milanese ma fiorentino d’adozione, Marchesi è stato prima calciatore e poi allenatore di primo piano, protagonista tra campo e panchina di alcune delle pagine più significative del calcio italiano.

Difensore e centrocampista, esordì con la Fiorentina il 25 settembre 1960, restando in viola fino al 1966. Con la maglia della Fiorentina conquistò due Coppe Italia, una Mitropa Cup e la Coppa delle Coppe 1960-61, quella della doppia finale contro i Rangers, uno dei trionfi europei più prestigiosi della storia del club.

Conclusa la carriera da giocatore, Marchesi intraprese quella di allenatore, sedendosi su panchine di grande prestigio in Serie A. Guidò il Napoli, diventando il primo tecnico in Italia ad allenare Diego Armando Maradona, appena arrivato in azzurro. Un passaggio storico per il club partenopeo, che segnò l’inizio di una nuova era.

Allenò anche l’Inter e la Juventus, dove lavorò con Michel Platini negli anni in cui il fuoriclasse francese era il simbolo dei bianconeri. Tecnico preparato e uomo di calcio di lunga esperienza, Marchesi lascia il ricordo di una figura elegante e competente, capace di attraversare epoche diverse del pallone italiano, legando il proprio nome a due tra i più grandi campioni della storia.

Il Papa: molto preoccupato per il ritorno della guerra

Città del Vaticano, 1 mar. (askanews) – Papa Leone XIV, dopo le parole di stamane all’Angelus, è tornaro ad esprimere la sua forte preoccupazione “per quello che succede nel mondo, specialmente ieri e oggi e non sappiamo per quanti giorni ancora”, cioè, “la guerra di nuovo”. Lo ha fatto nella parrocchia dell’Ascensione di Nostro Signore Gesù Cristo al Quarticciolo a Roma, visitata nel pomeriggio. Il pontefice ha poi ribadito che occorre essere “annunciatori di pace” per “rifiutare la tentazione del male”, perchè la violenza, ha detto, “non è mai la scelta giusta” mentre occorre “imparare a rispettarci tra noi”.

Sanremo, Sal Da Vinci: E’ la vittoria di chi come me persevera nei sogni

Sanremo, 1 mar. (askanews) – Sal Da Vinci è il trionfatore della 76esima edizione del Festival di Sanremo 2026 con il brano Per Sempre Sì. Con oltre 450 milioni di streaming per Rossetto e Caffè, si è imposto come uno dei fenomeni musicali più rilevanti del panorama italiano recente, confermando la sua trasversalità tra generazioni e tradizioni culturali. La sua voce, la sua presenza scenica e il suo stile narrativo appartengono a una categoria ristretta: quella degli interpreti capaci di reinventarsi continuamente, rimanendo fedeli al cuore della propria arte. Sal racconta ad askanews come non si aspettasse questa vittoria: “No, perché io non mi aspettavo assolutamente da vittoria, questo no. Mi aspettavo, o meglio non mi aspettavo, proprio perché io non sono abituato, non sono stato educato a non aspettarmi niente. Ma naturalmente questa credo che sia la vittoria di tutte quelle persone come me che hanno perseverato i sogni alcuni realizzati, alcuni meno ma comunque sempre i sogni sono stati. Questa è la vittoria della gente, di tutti quelli che nella vita nonostante le avversità non mollano mai i propri sogni, nonostante le salite ripide, nonostante le avversità, i fallimenti, le delusioni”. Nei giorni del festival si sono moltiplicati i meme sul suo essere un “cantante da matrimoni”, Sal Da Vinci sorride e risponde: Non mi offendo assolutamente, perché se questa cosa è giocosa va bene se invece è una cosa per ghettizzare allora magari mi faccio una risata. Non mi faccio toccare assolutamente da questo punto di vista. Non posso piacere a tutti, poi dietro si nasconde un mondo infinito di persone che purtroppo hanno dei buchi dentro che scrivono per prendersela proprio con gli altri, che secondo me amano la partita dell’offesa. Io vado avanti per la mia strada. Non mi sento toccato affatto, per cui scrivete qualsiasi cosa, nel bene e nel male. Sinceramente, va bene così”.

Sal Da Vinci ha annunciato due speciali date evento in occasione del 50° anniversario dal suo storico debutto sul palco. Gli appuntamenti, prodotti da Vivo Concerti, sono previsti venerdì 25 settembre 2026 e sabato 26 settembre 2026 all’Arena Flegrea di Napoli.

I biglietti sono già disponibili online su www.vivoconcerti.com e in tutti i punti vendita autorizzati da martedì 3 marzo 2026 alle ore 11:00.

Le due date evento anticipano la tournée già annunciata Sal Da Vinci – Live Teatri 2026, che partirà mercoledì 7 ottobre 2026 a San Marino (Teatro Nuova Dogana, Data zero), venerdì 9 ottobre 2026 a Roma (Auditorium Conciliazione), lunedì 12 ottobre 2026 a Brescia (Teatro Clerici), mercoledì 14 ottobre 2026 a Torino (Teatro Colosseo), venerdì 16 ottobre 2026 a Padova (Gran Teatro Geox), domenica 18 ottobre 2026 a Bologna (Europauditorium), per poi proseguire martedì 20 ottobre 2026 a Milano (Teatro Arcimboldi), venerdì 23 ottobre 2026 a Bitritto (BA) (Palatour), martedì 3 novembre 2026 a Firenze (Teatro Verdi), giovedì 5 novembre 2026 a Catania (Teatro Metropolitan), per concludersi sabato 7 novembre 2026 ad Avellino (Teatro Carlo Gesualdo).

Sanremo, Rossi (Rai): con Stefano De Martino ridisegniamo il Festival

Sanremo, 1 mar. (askanews) – “È chiaro che Stefano De Martino ha un profilo diverso da quello di Carlo Conti, perché è un personaggio più legato al mondo dello show e dell’intrattenimento. È chiaro che si ridisegnerà anche il Festival di Sanremo a seconda delle caratteristiche dei direttori artistici”. Lo ha detto Giampaolo Rossi, amministratore delegato della Rai, rispondendo a una domanda sul ruolo (doppio) affidato a Stefano De Martino, di conduttore e di direttore artistico.

“È tradizione ormai da tanti anni a Sanremo che il conduttore sia anche il direttore artistico – ha sottolineato Rossi – Ovviamente poi i profili dei singoli conduttori sono diversi. Carlo Conti viene da una formazione musicale, quindi per lui il rapporto con l’industria discografica è un rapporto naturale e per lui svolgere il ruolo di direttore artistico è un elemento molto importante”.

Per Rossi, “Carlo ha riportato il Festival di Sanremo su una dimensione di festival della canzone. Ma il Festival di Sanremo è anche tante altre cose, è anche una capacità narrativa, è anche una capacità di racconto complessivo, artistico e comunicativo. Non è detto che il format Sanremo di domani – ha concluso – non possa avere anche delle sfaccettature che vanno oltre la semplice e complessa elaborazione di contenuti musicali”.

De Martino a Sanremo, Rossi (Rai): scelta politica? Polemiche morbose

Sanremo, 1 mar. (askanews) – “Lasciamo perdere le polemiche, che sono sempre un aspetto un po’ morboso. Le scelte in Rai non sono mai individuali. Vengono elaborate attraverso un lavoro molto complesso di analisi di mercato, di singolità, di rapporto con l’industria televisiva, in questo caso anche con la Rai”.

Così l’amministratore delegato della Rai, Giampaolo Rossi, ha spento le polemiche sulla scelta di Stefano De Martino come prossimo conduttore del Festival di Sanremo come “politica”. “Sono scelte che vengono condivise da manager che lavorano in Rai – ha aggiunto – e che ha una visione del prodotto televisivo. È il motivo per cui Stefano De Martino fu scelto due anni fa per condurre ‘Affari tuoi’. Per molti fu una scelta azzardata per la Rai e fu invece uno straordinario investimento nei confronti di un giovane, non solo conduttore, uno showman vero, su cui elaborare l’idea dell’intrattenimento del futuro”.

Sanremo, Sayf: “Prendiamo quello che ci regala il destino”

Sanremo, 1 mar. (askanews) – A poche ore dal suo incredibile exploit al Festival di Sanremo, dove ha conquistato il secondo posto ma soprattutto è stato il più votato al televoto, Sayf con il brano “Tu mi piaci tanto”, ad askanews, ha racccontato le sensazioni che sta vivendo”Incredulità che rimane ancora adesso, quindi vediamo”.

Sulla partecipazione a Eurovision ha detto: “Non ci tenevo particolarmente ma ci sarei andato per mandare poi un messaggio quello di unione, di fratellanza, ma veramente sentito. Dobbiamo ricordarci che siamo persone, siamo uguali, non siamo gli ordini, non siamo le guerre che ci vengono imposte”

Sul palco ha voluto la mamma: “Perché le voglio bene, perché la mamma la ama come sempre. Mi ha regalato un ricordo che porterò per sempre”.

Nel tuo futuro prossimo cosa c’è: “Ora vabbè, intanto due giorni un po’ di nanna. Poi vediamo, ci avremo da fare uscire il disco che è quasi pronto, ci avremo a deve date, quello che ci regala il destino lo prendiamo”.

Proprio ieri, Sayf ha annunciato anche il suo “Santissimo Tour”, con due appuntamenti live previsti per il 21 ottobre all’Alcatraz di Milano e per il 27 ottobre all’Atlantico di Roma. Inoltre, dopo il successo delle tre date sold out del 2025, Sayf ritorna a Genova con uno speciale evento estivo: La Santissima Fest 2026, che il 18 luglio lo porterà per la prima volta sul palco dell’Arena del Mare.

Sayf ha un talento cristallino e mixa sapientemente rap e melodie, strofe serrate e ritornelli apertissimi, momenti d’amore, situazioni leggere e racconti introspettivi e impegnati, caratterizzati da una profondità fuori dal comune che ha conquistato con la sua freschezza e la sua autenticità.

Sanremo, Rossi (Rai): con Stefano De Martino investiamo sul futuro

Sanremo, 1 mar. (askanews) – “Innanzittutto c’è un atto di generosità straordinaria di Carlo, è la prima volta nella storia della Rai e di Sanremo che avviene un passaggio di testimone così in diretta, con Stefano De Martino che si commuove, resterà credo negli annali, era importante per far vedere la capacità di programmazione dell’azienda”. Lo ha detto Giampaolo Rossi, amministratore

delegato della Rai, parlando della prossima edizione del Festival di Sanremo all’indomani della notizia del nuovo direttore artistico fatta in diretta da Carlo Conti.

La scelta di Stefano De Martino, come conduttore e direttore artistico del prossimo Festival di Sanremo, “non è una scelta estemporanea” e “nasce proprio da un ragionamento molto serio di un investimento anche sul futuro. Stefano Di Martino è stato un investimento per la Rai qualche anno fa e continua ad esserlo oggi. È l’idea di incarnare un modello di intrattenimento che potrà essere costruito nei prossimi mesi” ha aggiunto.

Crosetto sta rientrando in Italia con un aereo militare

Roma, 1 mar. (askanews) – “Sto rientrando in Italia continuando a gestire da ieri la situazione delicata con tutti gli strumenti tecnici necessari per farlo anche all’estero. Rientrerò come ovvio da solo, per evitare l’esposizione ad ulteriori pericoli ad altri che viaggiando con me in condizioni attuali possono essere messi a rischio. Lo farò ovviamente con un aereo militare, e lascerò qui la mia famiglia (che comprende la scelta), dopo essermi sincerato che per loro, come per gli altri cittadini italiani e stranieri, non ci siano rischi rilevanti se non quelli di nefasta casualità”. Lo scrive su X il ministro della Difesa Guido Crosetto, che si trovava a Dubai quand’è rimasto ‘bloccato’ negli Emirati Arabi Uniti a causa degli attacchi di Israele e Usa contro l’Iran. “Continuo a lavorare, per loro come per altri, per trovare una soluzione veloce e sicura a totale supporto dell’unità di crisi della Farnesina”, sottolinea il ministro della Difesa.

“Rientrerò utilizzando un volo militare ma dopo aver bonificato (un’ora fa) al Comando del 31esimo stormo di Ciampino un importo triplo (per mia scelta) rispetto a quello che prevede la tariffa per gli ospiti dei voli di Stato, in modo tale da togliere anche la possibilità di attaccarmi dicendo che sono tornato usando un volo di Stato”, aggiunge.

“Trovo vergognoso e basso questo modo di fare polemica e vorrei rassicurare sul fatto che non prendo lezioni da nessuno per senso dello Stato e delle istituzioni ed ancor meno per la quantità dell’impegno e per la dedizione all’Istituzione. Sulla qualità diranno altri. Non penso – scrive il titolare della Difesa – si possa strumentalizzare una situazione creatasi per eventi, l’attacco a Dubai, che non erano considerati tra le ipotesi di risposta iraniana, nelle tempistiche e nei modi con cui sono avvenuti e si sono concretizzati, proprio perché nell’ultima crisi, più violenta di questa, gli Emirati furono esclusi dalla reazione e l’aeroporto di Dubai rimase aperto”.

“Ciò detto la mia presenza qui ieri e questa notte è stata utile nella gestione della crisi in corso e nei rapporti con gli Eau. Così come lo sono state le interlocuzioni con i miei colleghi europei e mediorientali oggi e quella che avrò con il Pentagono questa sera tardi”.

Morto negli attacchi israeliani l’ex presidente iraniano Ahmadinejad

Roma, 1 mar. (askanews) – Secondo quanto riportato dalla stampa iraniana, “l’ex presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad è stato ucciso insieme alle sue guardie del corpo in attacchi terroristici”. Alcune immagini provenienti da Teheran mostrano che un’abitazione nel quartiere Narmak di Teheran, dove viveva l’ex presidente Mahmoud Ahmadinejad, è stata colpita. Con “attacchi terroristici” la stampa iraniana si riferisce agli attacchi lanciati da Usa e Israele.

Di seguito, man mano che arrivano, le altre notizie importanti sul conflitto.

-17:30 Le forze armate israeliane hanno mobilitato altri centomila riservisti.

-17:10 Gli Emirati Arabi pagano l’hotel agli stranieri bloccati ad Abu Dhabi.

-17:06 Trump: 48 leader iraniani uccisi nel corso delle operazioni.

-16:49 Netanyahu: gli attacchi si intensificheranno nei prossimi giorni.

-16:43 “Il rischio di un’ulteriore escalation è reale. Ecco perché è urgentemente necessaria una transizione credibile in Iran. Una transizione che ripristini la stabilità e apra la strada a una soluzione duratura”. Lo ha scritto la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, sul suo profilo di X.

-16:35 Gli Stati Uniti hanno utilizzato quattro bombardieri strategici B-2 nel corso delle operazioni contro l’Iran per colpire le postazioni di lancio dei missili balistici iraniani: è quanto riporta Fox News.

-16:15 È di tre militari morti e cinque feriti il bilancio provvisorio delle perdite statunitensi nelle operazioni in corso contro l’Iran: lo hanno reso noto fonti del Central Command, senza fornire ulteriori dettagli.

-16:00 Usa: colpita nave da guerra iraniana, sta affondando. Lo ha reso noto il Comando Centrale degli Stati Uniti.

-15:59 Schlein: governo si impegni per de-escalation e rientro connazionali.

-15:59 Maersk sospende transito navi attraverso lo stretto di Hormuz
. Stop dalla più grande compagnia di trasporto container al mondo.

-15:59 Tajani: solidarietà all’Oman per attacchi Teheran. Il ministro degli Esteri sente il collega Badr Albusaidi.

Sci, a Garmisch vince la nebbia, SuperG uomini cancellato

Roma, 1 mar. (askanews) – A Garmisch vince la nebbia: dopo una ripetuta serie di rinvii, la giuria di gara si è vista costretta a cancellare il superG che avrebbe completato il programma della tappa tedesca di Coppa del Mondo.

La fascia di nubi basse che ha abbracciato sin dalla prima mattina la parte alta del Kandahar insieme alla costante pioggerella non hanno dato le adeguate condizioni di sicurezza per disputare la sfida bavarese.

L’appuntamento con il massimo circuito maschile è dunque fissato per il prossimo fine settimana a Kranjska Gora (Slovenia) dove si disputeranno un gigante ed uno slalom.

Calcio, Cremonese-Milan 0-2, decidono Pavlovic e Leao

Roma, 1 mar. (askanews) – Il Milan sbanca lo “Zini” nel finale e batte 2-0 la Cremonese, decidendo una gara bloccata fino al 90′. A sbloccarla è Pavlovic di testa, poi nel recupero Leao chiude i conti in contropiede.

La partita resta in equilibrio per oltre ottanta minuti. Nel primo tempo i grigiorossi partono forte e sfiorano il vantaggio con Bonazzoli e Vardy, ma il Milan cresce alla distanza e crea le occasioni più nitide: Leao spreca clamorosamente davanti ad Audero, che nel finale di frazione salva anche su Pulisic e Fofana con due interventi decisivi.

Nella ripresa il copione non cambia. Al 60′ Audero è ancora protagonista su Leao, servito da Rabiot. La Cremonese risponde con Luperto e Vandeputte, senza trovare lo specchio. Allegri cambia assetto e uomini, inserendo forze fresche in attacco, mentre Nicola prova a rimescolare le carte.

All’86’ Modric pennella in area per Fullkrug che svetta ma manda alto. All’89’ Bartesaghi scatta sulla sinistra e conquista un corner, ma si ferma toccandosi la coscia ed è costretto a uscire. Sugli sviluppi del tiro dalla bandierina, al 90′, Pavlovic svetta di testa e batte Audero. Il Var controlla per un possibile tocco di mano, poi convalida: Milan in vantaggio.

La Cremonese prova a reagire ma nel recupero si scopre. Al 94′ contropiede rossonero: Nkunku appoggia per Leao che deposita a porta vuota per il definitivo 2-0. Subito dopo il gol Pavlovic va ad abbracciare Bartesaghi, protagonista nell’azione del corner e uscito infortunato.

Calcio, risultati di A, Milan a -10 dall’Inter

Roma, 1 mar. (askanews) – Questi i risultati e la classifica della 27esima giornata dopo Cremonese-Milan 0-2

27^ GIORNATA Parma-Cagliari 1-1, Como-Lecce 3-1, Verona-Napoli 1-2, Inter-Genoa 2-0, Cremonese-Milan 0-2, ore 15 Sassuolo-Atalanta, ore 18 Torino-Lazio, ore 20.45 Roma-Juventus, lunedì 2 marzo ore 18.30 Pisa-Bologna, ore 20.45 Udinese-Fiorentina.

Classifica: Inter 67, Milan 57, Napoli 53, Roma 50, Como 48, Juventus 46, Atalanta 45, Bologna 36, Sassuolo 35, Lazio 34, Parma 33, Udinese 32, Cagliari 30, Torino, Genoa 27, Cremonese, Lecce, Fiorentina 24, Pisa e Verona 15.

28^ GIORNATA venerdì 6 marzo 20.45 Napoli-Torino, sabato 7 marzo 15.00 Cagliari-Como, 18.00 Atalanta-Udinese, 20.45 Juventus-Pisa, domenica 8 marzo 12.30 Lecce-Cremonese, 15.00 Bologna-Verona, 15.00 Fiorentina-Parma, 18.00 Genoa-Roma, 20.45 Milan-Inter, lunedì 9 marzo 20.45 Lazio-Sassuolo.

Centinaia di navi cariche di petrolio e Gnl bloccate davanti a Hormuz

Roma, 1 mar. (askanews) – Almeno 150 petroliere, tra cui navi per il trasporto di greggio e Gnl, hanno gettato l’ancora nelle acque aperte del Golfo, davanti allo Stretto di Hormuz. Lo scrive Al Jazeera.

Altre decine sarebbero ferme dall’altra parte dello Stretto. Secondo le stime dell’agenzia di stampa Reuters basate sui dati di tracciamento delle navi della piattaforma MarineTraffic, le petroliere sono raggruppate in acque aperte al largo delle coste dei principali produttori di petrolio del Golfo, tra cui Iraq e Arabia Saudita, nonché del gigante del Gnl Qatar.

L’Iran ha attaccato la petroliera Skylight, battente bandiera di Palau, mentre attraversava lo Stretto di Hormuz, al largo delle coste dell’Oman. 4 marinai sono rimasti feriti nell’attacco. L’intero equipaggio è stato evacuato.

Iran, Tajani: migliaia telefonate, normale non avere subito una risposta

Roma, 1 mar. (askanews) – “È chiaro che quando ci sono migliaia e migliaia di telefonate qualcuno può non avere una risposta immediata però proprio per questo abbiamo, tra ieri e oggi, incrementato il numero delle linee telefoniche nel consolato di Italia a Dubai e abbiamo costituito questa task force di 50 persone che sono operative a occuparsi soltanto degli italiani. Non si occupano degli altri problemi, cioè militari o politici, ma solo di assistere gli italiani”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani in un punto stampa alla Farnesina.

“Con la nuova direzione generale degli italiani all’estero abbiamo creato insieme all’unità di crisi questa task force, che ha lo stesso numero dell’unità di crisi ma è un centralino che smista alla task force “, ha detto il ministro mostrando un cartello con il numero di telefono “0636225”.

Tajani: l’Italia informata da Israele quando l’attacco all’Iran era già iniziato

Roma, 1 mar. (askanews) – “Noi siamo stati informati dal governo israeliano quando l’attacco” contro l’Iran “era in corso”, quando “era partito il primo attacco. Mi ha chiamato il ministro” degli Esteri “Gideon Sa’ar per dirmi quello che stava facendo e quello che stavano facendo insieme agli americani in piena sintonia politica e militare, quindi ieri mattina, presto, quando l’attacco era già iniziato”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani in un punto stampa alla Farnesina.

“È stato un lungo colloquio, l’obiettivo era quello di informare l’Italia dell’attacco che stavano portando” avanti, ha aggiunto Tajani.

“Mi auguro che” il ministro della Difesa Guido Crosetto “rientri prima” del 7 marzo da Dubai, quando dovrebbe riaprire lo spazio aereo degi Emirati Arabi Uniti. “Io personalmente non lo sapevo”, ha risposto Tajani alla domanda se il governo fosse a conoscenza della partenza di Crosetto per Dubai.

“Lui è partito prima” dell’attacco, ha spiegtao Tajani, “noi siamo stati informati dal governo israeliano quando l’attacco era in corso, quando era partito il primo attacco”.

Carlo Conti: "Sono felice, è stato un lavoro durato 5 anni, 3+2″

Sanremo, 1 mar. (askanews) – “Mi sono fermato solo per ringraziarvi, devo tornare a casa a riorganizzare le mia vita, portare a scuola mio figlio. Sono un felice, è stato un lavoro durato 5 anni, 3+2 e sono soddisfatto di vedere i risultati. Vado via con via con medaglia d’oro e di bronzo” ha detto Carlo Conti congedandosi dalla sala stampa alla fine del Festival di Sanremo.

“Ho chiesto all’azienza fortemente di fare questo passaggio di consegne in video, mi sono trovato in mezzo a un festival del passato di Pippo Baudo e quello del futuro di Stefano De Martino” ha detto Conti prima di lasciare la sala stampa con un speciale per Bruno, il pescatore che lo ha portato in barca in questi giorni, alla città di Sanremo che lo ha sempre accolto.

Incontrare William Kentridge: "Direi al me 18enne che ce la farà"

Milano, 1 mar. (askanews) – William Kentridge è uno dei grandi protagonisti della scena dell’arte contemporanea, le sue opere hanno attraversato tante pratiche e hanno dato una forma alla storia dell’apartheid e della società che è venuta dopo, ma soprattutto hanno dimostrato una mobilità e una capacità di lavorare lungo uno spettro ampio e mai rigidamente definibile. Skira gli dedica ora una monografia della nuova serie Milestones, che vuole essere un’immersione nel suo lavoro.

Lo abbiamo incontrato a Milano e gli abbiamo chiesto in che modo un artista guarda a questo grande catalogo della sua opera e della sua vita. “Credo che si debba guardare dietro con gli occhi del te stesso 18enne – ci ha risposto – e che si debba dire a quel giovane te stesso di non preoccuparsi: in 40 anni i tuoi lavori saranno esposti in tanti musei, avrai queste mostre, e la tua opera sarà riconosciuta e premiata. Sarebbe stato un tale sollievo per quel 18enne non avere l’ansia sul suo futuro, non chiedersi continuamente se avrò successo e se qualcuno guarderà a quello che faccio. Tutto quel panico che si innescava… oggi mi dispiace per quel me di 18 anni”.

Nato a Johannesburg nel 1955, Kentridge ha raggiunto notorietà internazionale soprattutto con i suoi film di animazione, opere che hanno ridefinito un paradigma e che mantengono una grande potenza, nonostante la semplicità formale. La sua storia personale e quella del Sudafrica passano nei lavori ed è forse scontato, ma anche naturale, chiedergli a un certo punto che cosa può fare un artista davanti al tempo presente e alle sue asperità. “Mi è sempre piaciuta la risposta di Gabriel Garcia Marquez alla domanda su quale sia il dovere di un artista di uno scrittore – ci ha detto -. Lui disse che il dovere rivoluzionario di uno scrittore è quello di scrivere bene, di lavorare al meglio e coscienziosamente nel suo studio. Questo è ciò che fa un artista, questo è ciò che fa la differenza. Come cittadino è diverso, puoi sostenere questa protesta o quel movimento, ma questa cosa secondo me non c’entra con il lavoro che fai in studio”.

Il mondo però intorno continua a esistere, continua a colpire. E, partendo dall’idea di fare il lavoro al meglio, l’arte che impatto reale può avere sulla società? “Ha un impatto sugli individui e gli individui danno alla società la sua forma – ha concluso Kentridge -. Talvolta molte persone sono colpite da una stessa opera d’arte, talvolta vale a livello di singolo. Pensateci, ci sono alcuni film o alcuni libri o dei brani musicali che in certi momenti della vita ti confermano come ti senti e chi sei oppure ti mostrano qualcosa di nuovo. Io credo che il ruolo delle arti nel modo in cui noi ci definiamo e ci percepiamo è molto centrale e importante. Per me è questo l’impatto dell’arte, piuttosto che un’azione diretta”.

L’intervista sa finendo, ma continuiamo a guardare William Kentridge, che a Milano ha portato suoi lavori sia nella nostra di Palazzo Reale sulla Metafisica sia da Lia Rumma e a Palazzo Citterio, con la sensazione di avere incontrato una grandezza, una eccezionalità, pur sotto un aspetto se volete comune. Ma che lascia il segno e che, un po’, potrebbe cambiare anche chi lo ha intervistato. Forse, chissà. (Leonardo Merlini)

L’Opec+: ad aprile aumenteremo la produzione di greggio, +206mila barili al giorno

Roma, 1 mar. (askanews) – L’Opec+, Arabia Saudita, Russia, Iraq, Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Kazakistan, Algeria e Oman, annuncia che gli otto membri aumenteranno la produzione di petrolio di 206.000 barili al giorno ad aprile. Era atteso un aumento di 137mila barili al giorno.

“Alla luce di una stabile prospettiva economica globale e degli attuali solidi fondamentali del mercato – spiega l’Opec+ in una nota al termine del meeting di oggi – come riflesso delle basse scorte di petrolio, gli otto paesi partecipanti hanno deciso di riprendere la liquidazione degli
1,65 milioni di barili al giorno di aggiustamenti volontari aggiuntivi annunciati nell’aprile 2023 e hanno concordato un aggiustamento della produzione di 206 mila barili al giorno”.

“I paesi continueranno a monitorare e valutare attentamente le condizioni di mercato e, nel loro continuo impegno a sostenere la stabilità del mercato, hanno ribadito l’importanza di adottare un approccio cauto e di mantenere la massima flessibilità per aumentare, sospendere o invertire la graduale eliminazione degli aggiustamenti volontari della produzione, inclusa l’inversione degli aggiustamenti volontari precedentemente implementati di 2,2 milioni di barili al giorno annunciati nel novembre 2023”, sottolinea la nota.

Gli otto paesi Opec+ terranno riunioni mensili per valutare le condizioni di mercato, la conformità e la compensazione. Gli otto paesi si incontreranno il 5 aprile 2026.

Sci, Goggia: "Oggi sono davvero contenta, devo stare sul pezzo"

Roma, 1 mar. (askanews) – Sofia Goggia torna al successo, il ventottesimo della carriera che porta a quota 68 il proprio bottino di podi in Coppa del Mondo. L’acuto nel superG di Soldeu è la seconda vittoria di una stagione che l’ha vista medagliata olimpica in discesa per la terza volta consecutiva. “Oggi sono davvero contenta, ho fatto una bella gara nel complesso, all’interno di un weekend molto solido. Credo che tra ieri ed oggi la differenza non sia stata molta, ho spinto di più ma è stata soprattutto la strategia diversa in entrata muro a lanciarmi oggi. Ho fatto una gran gara, tutta all’attacco anche nei due punti dove era necessario stare più attenti. Anche se quando ho tagliato il traguardo non ero così sicura di poter vincere, per via di un paio di grattate sul muro. Ieri ero molto consapevole che nel tratto centrale ci fosse stato qualcosa che non andava: pagava di più stare alti prima dell’ingresso nel muro ed aver sistemato quel dettaglio mi ha portato a vincere”.

Un successo che permette di rafforzare il primato nella classifica di specialità. “Sono contenta delle mie prove in superG: credo sia frutto del tanto lavoro fatto anche in gigante, in questa disciplina che è perfetto connubio tra tecnica e velocità. La realtà dice però che c’è da rimanere sul pezzo: martedì ripartiamo già verso la Val di Fassa e ci saranno tante gare nel giro di poche settimane. La Coppa di specialità rimane un sogno e mantengo la concentrazione giorno per giorno per provare a realizzarlo. Ho feeling anche con la discesa, ma è stata una stagione particolare: sono partita bene a St. Moritz, ho sbagliato io in Val d’Isere ed in gennaio ho pagato piste e condizioni a me poco adatte. Poi il bronzo alle Olimpiadi e qui sono stata terza venerdì sapendo di aver accumulato tutto nella parte alta”.

Il quinto posto permette a Laura Pirovano di archiviare un altro ottimo piazzamento, sempre e costantemente a ridosso del podio. “Sono più contenta di ieri, mi sono sentita meglio e ho sciato meglio. So che quando la pista è rovinata mi manca la fiducia ma oggi ho tenuto fino in fondo. Quando ho visto che ero quinta mi son detta… “Eh, orami sono sempre lì”: sono molto orgogliosa di essere sempre tra le prime, manca sempre quel pizzico e continuerò a provarci ogni giorno. Ora non vedo l’ora di essere in Val di Fassa: ho tanti bei ricordi su La VolatA”.

Federica Brignone ha condotto una gara parallela a Goggia nella parte più tecnica del tracciato: “Rispetto a ieri ho corretto la linea nel salto prima del piano, ma sopra non ho ancora la giusta confidenza nei salti. Peccato perchè non sono riuscita ad esprimermi al mio livello per tutta la gara: nella parte bassa ho saputo sciare allo stesso livello di Sofia. E’ stata una settimana tosta, ma mi piace tanto essere qui e stare nel gruppo, con le altre ragazze. Sono felice di stare così, poi vedremo giorno per giorno”.

MotoGp: Marquez ritiro per foratura: "Gomma esplosa sul cordolo"

Roma, 1 mar. (askanews) – Gara sfortunata per Marc Marquez nel Gran Premio di Thailandia. Sul tracciato del Chang International Circuit, il campione del mondo in carica è costretto al ritiro al 22° dei 26 giri mentre occupa la quarta posizione, a causa di una foratura alla gomma posteriore della sua Ducati Desmosedici GP26. Ai microfoni di Sky Italia, Marquez conferma la sua versione: “Secondo me la gomma è esplosa sul cordolo. Mi è partito il posteriore alla curva sì, ma secondo me era normale, ero entrato forte. Ho visto che mi partiva dietro e allora mi sono detto di andare sulla parte più sicura, ovvero fuori dalla pista e rientrare, anche se perdevo tempo. Solitamente il problema è quando rientri in pista, perché questo tipo di cose succedono là e invece è accaduto andando fuori, non so perché. Secondo me è stato il cordolo che ha fatto esplodere tutto. La fortuna è che non sono caduto”.

Il pilota spagnolo lascia intendere che il podio è alla portata: “Oggi soffriamo, ma il secondo posto è possibile. Stavamo soffrendo, ma alla fine mi sentivo forte almeno per fare terzo o anche ottimisticamente secondo. La mia strategia di gara è chiarissima: all’inizio voglio risparmiare fisico e gomme e quando mancano 10 giri dare tutto. All’inizio perdo, ma poi mi riprendo. Non abbiamo fortuna, perché 100 piloti saltano quel cordolo e non succede mai niente”.

La ricostruzione è confermata anche da Piero Taramasso, responsabile Michelin per la MotoGp, ai microfoni di Canal+: “La foratura avviene sul cordolo, è quello che ci dice Marc. L’unico errore che commette è andare largo e colpire il cordolo: il cerchione si deforma, l’aria esce e la gomma si sgonfia. Peccato, perché in quel momento è il più veloce in pista”.

Secondo Taramasso, quello dei cordoli è un tema ricorrente nel weekend thailandese: “Abbiamo questo problema per tutto il fine settimana. Molte ruote tornano deformate perché fa molto caldo, le gomme sono morbide e i cordoli sono molto aggressivi. Anche ieri c’è una perdita di pressione all’anteriore di Martin per lo stesso motivo”.

Con il ritiro di Buriram, Marquez lascia la Thailandia con 9 punti complessivi, a 23 lunghezze dal leader Acosta e a 16 da Bezzecchi, in una classifica che ora si complica.

L’accorato appello del Papa: fermare la sprirale di violenza

Città del Vaticano, 1 mar. (askanews) – “Rivolgo alle parti coinvolte l’accorato appello ad assumere la responsabilità morale di fermare la spirale della violenza prima che diventi una voragine irreparabile. Che la diplomazia ritrovi il suo ruolo e sia promosso il bene dei popoli che anelano a una convivenza pacifica fondata sulla giustizia e continuiamo a pregare per la pace”. “Cari fratelli e sorelle, seguo con profonda preoccupazione quanto sta accadendo in Medio Oriente e in Iran in queste ore drammatiche. La stabilità e la pace non si costruiscono con minacce reciproche né con le armi che seminano distruzione, dolore e morte, ma solo attraverso un dialogo ragionevole, autentico e  responsabile. dinanzi alla possibilità di una tragedia di proporzioni enormi”.

Tajani ringrazia il premier del Qatar per l’assistenza agli italiani

Roma, 1 mar. (askanews) – “Ho ringraziato il primo ministro e ministro degli Esteri del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al Thani, per garantire la sicurezza e l’assistenza a tutti gli italiani in Qatar”. Lo ha affermato sui social il ministro degli Esteri e vice presidente del Consiglio italiano, Antonio Tajani.

“Gli ho espresso gratitudine e solidarietà per gli attacchi che stanno subendo anche in questi momenti dall’Iran”, ha aggiunto il capo della diplomazia italiana, “La nostra ambasciata a Doha, i nostri diplomatici e funzionari seguono tutti i nostri connazionali. Un pensiero anche ai nostri militari impegnati nella base di Al Udeid”.

Sci, Sofia Goggia vince il SuperG di Soldeu

Roma, 1 mar. (askanews) – Sofia Goggia ha vinto in 1.25.95 il SuperG di coppa del mondo a Soldeu (Andorra). A 34 anni è il suo 28mo successo in carriera e il secondo stagionale. Sul podio con Goggia, la tedesca Emma Aicher in 1.26.19 e la norvegese Lie Kajsa Vickhoff in 1.26.26. Quinto posto per Laura Pirovano in 1.26.72. Federica Brignone, campionessa olimpica di superG oltre che di gigante, ha chiuso invece ottava in 1.26.94. Goggia si conferma nettamente in testa nella corsa per la classifica della coppa di disciplina con 420 punti, inseguita dalla neozelandese Alice Robinson, oggi settima, a 336 punti quando mancano due gare alla fine della stagione. La coppa del mondo donne torna ora in Italia, nella trentina Val di Fassa. Da venerdì a domenica prossima sono in programma due discese e un superG. Federica Brignone – con la gamba sinistra sempre sofferente – come da lei stessa anticipato – dovrà decidere sulla partecipazione anche a queste gare. Proprio in Val di Fassa il 3 aprile dello scorso anno Federica fu vittima della caduta che la bloccò per parecchi mesi.

MotoGp, Bezzecchi: "Dopo l’errore di ieri importante rifarsi"

Roma, 1 mar. (askanews) – Dal primo all’ultimo giro in testa, con oltre cinque secondi di margine e la sensazione di controllo totale. Marco Bezzecchi domina il Gran Premio di Thailandia al Chang International Circuit, si lascia alle spalle la caduta di ieri e firma una delle prove più solide della stagione per l’Aprilia Racing.

“Sono molto molto contento perché dopo ieri, che è un errore che ci stava ma che fa sempre male, era importante cercare di rifarsi oggi”, dice a fine gara. “Avevo chiara in testa una strategia da poter provare a fare, ma era importante partire bene. Ce l’ho fatta, sono partito meglio di ieri e dopo ho cercato di gestire bene le gomme anche se stavo forzando chiaramente per cercare di mettere un po’ di distacco tra me e il secondo. E dai, sono contento, i ragazzi sono stati bravissimi e quindi cerchiamo di continuare così”.

Il consumo della posteriore fa la differenza su una pista tradizionalmente severa con gli pneumatici. Bezzecchi allunga fino a quattro secondi su Raul Fernandez e tiene un ritmo che resta inesorabile fino alla bandiera a scacchi.

“Perché all’inizio per andare via stavo chiaramente spingendo, però avevo ben chiari i punti dove poter spingere un po’ di più e altri dove toccava invece essere un po’ più conservativi”, spiega. “Questa è una pista un po’ maledetta per certi aspetti della gomma e quindi anche dove magari delle volte non fai attenzione, come possono essere i movimenti che fai sui rettilinei, qua fanno la differenza e quindi ho cercato semplicemente di guidare il più pulito possibile e mi veniva bene. La moto funzionava bene, quindi diciamo che è stato un insieme di cose. Sono molto soddisfatto”.

La superiorità della RS-GP emerge anche dal risultato complessivo: quattro Aprilia nei primi cinque posti. Un segnale forte per la casa di Noale.

“Vuol dire che sono stati bravi i ragazzi quest’inverno a fare delle cose buone in Aprilia perché ci hanno portato tante cose da provare”, osserva Bezzecchi. “Non è stato facile ai test riuscire a provare bene tutto, ad avere sempre chiaro cosa fosse meglio e cosa fosse un pelo peggio, perché i test spesso ti portano un po’ fuori strada visto che la pista diventa sempre fantastica. Però loro sono stati bravi e sono contento”.

Resta anche il peso mentale della caduta di ieri, superata già dalle prime curve di oggi. “Stamattina è stata tosta perché comunque ho cercato di entrare come se ieri non fosse successo niente e ho subito preso due o tre rischi importanti. Quindi mi sono detto di fare un respiro perché sennò avrei fatto i danni anche oggi. Dopo in gara sono partito fortunatamente forte e ho cercato di stare un po’ più tranquillo e mi è venuto tutto un pelo meglio. Dopo un po’ di giri mi sono dimenticato di ieri”.