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Irama il 2 ottobre tornerà live all’Arena di Verona

Milano, 22 gen. (askanews) – Ha concluso il 2024 con un concerto sold out all’Unipol Forum di Assago, ora Irama, uno degli artisti di maggior successo nell’attuale panorama musicali italiano, capace di spaziare tra generi e mondi diversi, inaugura il 2025 con una serie di novità.

In attesa di vederlo sul palco del Festival di Sanremo con il brano “Lentamente”, annuncia un altro importante appuntamento live: il 2 ottobre tornerà all’Arena di Verona portando tutte le sue hit che gli hanno fatto collezionare 53 dischi di Platino e 4 oro e oltre 2,5 miliardi di streaming.

A maggio, invece tornerà a Milano per due concerti all’Unipol Forum di Assago, il 21 e 23 maggio , di cui il 23 già sold out, e poi a Roma , il 22 luglio al Rock in Roma all’ippodromo delle Capannelle.

Tutti gli eventi sono organizzati da Vivo Concerti.

“Lentamente”, il brano che porta al Festival, è stato scritto dallo stesso Irama con Blanco e Michelangelo alla produzione: “Con questo brano canto un amore viscerale che si distrugge lentamente da entrambe le parti fino a sgretolarsi. Lentamente e’ una canzone diversa per me, con un testo crudo e allo stesso tempo trasparente che mi mette a nudo”.

IA, Georgieva (Fmi): può alzare di 0,8 punti la crescita globale

Roma, 22 gen. (askanews) – Sull’intelligenza artificiale “la buona notizia è che il potenziale che ha per rafforzare la crescita globale è rilevante: di circa 0,8 punti percentuali. La seconda parte di una nostra ricerca, tuttavia, mostra che ci sta molti gradi di preparazione e di esposizione tra le economie”. Lo ha affermato la dirtettrice del Fondo monetario internazionale, Kritalina Georgieva durante una delle sessioni di discussione al World Economic Forum, a Davos.

Nelle economie avanzate il 60% dei lavori sono esposti alla Ia, sia positivamente, nel senso che possono ricavarne un aumento di produttività, sia negativamente, nel senso che potrebbero sparire. Questo quota scende al 40% nei mercati emergenti e al 6% nei paesi a basso reddito. Il terzo elemento del nostro studio – ha concluso – è che quando guardiamo alle opportunità di tradurre queste potenzialità in crescita, ci sta un divario molto rilevante tra economie avanzate e economie a basso reddito. E noi vogliamo chiudere questo divario”.

Il caff napoletano oggi: tra nuovi stili, creativit e tendenze

Roma, 22 gen. – Un Sigep fuori dagli schemi, dal 18 al 22 gennaio 2025, a Rimini, per Caff Toraldo, storica azienda napoletana con oltre mezzo secolo di storia presenta, alla fiera leader del Foodservice, il caff napoletano come espressione di stile, attraverso un confronto tra passato e presente nello stand dal concept grafico rivoluzionario ideato dall’ artista di fama internazionale “Gianpiero D’Alessandro”. Da un lato, l’area tradizione, dall’altro l’area contemporanea, che esplora i metodi di estrazione alternativi del caff per esaltare gli specialty coffee, presentati in anteprima proprio al Sigep, e ancora: “latte art”, coffee mixology e un assaggio di “pasticceria liquida” con una masterclass dedicata. L’ispirazione artistica al centro del concept 2025, ideato da Gianpiero, una delle “menti creative” pi apprezzate a livello internazionale, con esperienze al fianco di brand e celebrit come Dolce & Gabbana, Snoop Dogg, Justin Bieber, Netflix. Originario di Sant’Anastasia, Gianpiero torna alle sue radici con un progetto legato a uno dei simboli pi iconici di Napoli: l’espresso. Il suo impegno con Caff Toraldo parte proprio da Sigep, con la realizzazione del format grafico che ha ridato nuova linfa all’immagine dello stand e, in generale, al brand. Gianpiero ospite al Sigep per segnare l’inizio di una collaborazione che continuer per tutto il 2025, con un restyling del packaging, accessori e progetti creativi. Anche un omaggio alla storia del caff napoletano: nell’area tradizione, con la classica macchina a leva e barista in divisa, con giubba e copricapo. Al retaggio della tradizione si unisce l’apertura ai nuovi trend. Infatti, l’azienda presenta in anteprima una selezione di specialty coffee, frutto di un’attenta selezione delle migliori monorigini, degustati per la prima volta nell’area “contemporanea” con metodi “Brewing” guidati da un esperto, come Aeropress, V60 e Chemex, e lo scenografico metodo Syphon. Anche la coffee mixology protagonista con diversi momenti dedicati alle masterclass e degustazione di grandi classici e drink signature originali, sia alcolici che analcolici, firmati dal bartender: Coffee Bean, il Sospeso Martini, il Tropical Coffee e l’innovativa pasticceria liquida con il “Tiramis Special”. In tema di tendenze, non poteva mancare la “Latte Art” con focus sull’automazione del comparto con macchine automatiche ad alta tecnologia in grado di schiumare ed erogare il latte. Inoltre, silver sponsor del Gelato Europe Cup, nel “Gelato Arena” con una postazione dedicata all’assaggio del caff, utilizzato anche nella preparazione di gelati speciali.

Landini, Tajani: è fondamentalista, aizza all’odio sociale

Roma, 22 gen. (askanews) – “Un leader sindacale deve fare il leader sindacale, non aizzare il popolo ma contribuire a risolvere i problemi. Non condivido le posizioni della cgil e della UIL. Non condivido le parole fondamentaliste di Landini: aizzare all’odio sociale serve solo a fare un grave danno alla nostra economia”. Lo ha detto il ministro degli Esteri e leader di Fi Antonio Tajani intervenendo al convegno “Partecipazione dei lavoratori all’impresa: un traguardo vicino” organizzato dal dipartimento lavoro di Fi a Montecitorio.

“Facendo danno all’economia si fa innanzitutto un danno ai lavoratori e alle fasce deboli che noi non vogliamo lasciare indietro”, ha aggiunto Tajani.

Zelensky: in caso di tregua con la Russia, servirebbero 200mila truppe Ue per garantire la sicurezza

Roma, 22 gen. (askanews) – Almeno 200mila truppe europee dovrebbero essere dispiegate per garantire la sicurezza dell’Ucraina in caso di tregua con la Russia e per prevenire una nuova invasione. Lo ha indicato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, in un video diffuso oggi da Kiev.

È la prima volta che un alto responsabile ucraino menziona pubblicamente le proporzioni di un simile contingente, malgrado il progetto sia stato discusso “dietro le quinte” per diversi mesi tra Kiev e i suoi alleati occidentali.

Già prima del suo insediamento, lunedì, Donald Trump aveva detto che stava preparando un incontro con il presidente russo Vladimir Putin per “porre fine” al conflitto. “Non sono quindi sorpreso che gli Stati Uniti siano in contatto con Putin”, ma l’Ucraina deve essere “una priorità” per il presidente degli Stati Uniti, ha detto Zelensky. “Perché siamo alleati degli Stati Uniti. Noi siamo la vittima. Putin è l’occupante. E non siamo stati noi a iniziare la guerra, ma lui”, ha affermato.

Mettere fine alla guerra che ha provocato decine di migliaia di vittime da entrambe le parti e devastato l’Ucraina “sarà molto difficile per il presidente Trump”, ha avvertito Zelensky, “Dobbiamo tutti capire che Putin non vuole porre fine alla guerra” perché non ha raggiunto “il suo obiettivo essenziale: l’indipendenza dell’Ucraina”. Secondo Zelensky, “distruggerla è il suo sogno”.

Caso Almasri, Schlein: Meloni riferisca in Parlamento, non si nasconda

Roma, 22 gen. (askanews) – Il rilascio di Almasri è “di una gravità inaudita” e adesso la premier deve riferire in Parlamento. Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein durante una conferenza stampa insieme ai capigruppo di tutte le opposizioni. “Le opposizioni chiedono a Giorgia Meloni di smettere di nascondersi dietro ai suoi ministri. Lo fa sui treni, su altre cose…”.

La Meloni, ricorda la leader Pd, aveva annunciato “la guerra (ai trafficanti di esseri umani, ndr) in tutto il globo terracqueo. Ne avevano arrestato uno sul suolo italiano e l’hanno accompagnato a casa. Chiediamo massima trasparenza su questa vicenda estremamente opaca. Altro che chiodi e cavilli”.

Ha concluso la Schlein: “Chiediamo alla presidente del Consiglio di venire a riferire in aula su questa vicenda. I capigruppo delle opposizioni stanno mandando una lettera con questa richiesta al presidente della Camera. Non ci fermeremo finché non avremo piena chiarezza su quanto accaduto”.

Lagarde: Ue davanti a sfida esistenziale, da Trump spinta ad agire

Roma, 22 gen. (askanews) – “Sì, concordo sul fatto che in Europa fronteggiamo una sfida esistenziale. Dobbiamo essere tutti molto realistici in questa fase, come lo è stato il rapporto di Mario Draghi. Fronteggiamo un momento esistenziale e abbiamo le diagnosi su quello che dovremmo fare. E ora abbiamo una grande spinta, perché un altro grande player dell’economia mondiale (gli Usa, con il ritorno di Donald Trump-ndr) sta organizzando le cose in maniera diversa e penso che questo sia un nuovo campanello d’allarme che può portare l’Europa ad agire”. Lo ha affermato la presidente della Bce, Christine Lagarde durante uno dei dibattiti al World Economic Forum, a Davos, in Svizzera.

Secondo Lagarde in Europa “abbiamo i talenti, abbiamo i fondi e abbiamo le idee. Ma in termini di azione e di fare ci serve una spinta, ci serve la svolta”.

“Ovviamente dobbiamo agire – ha proseguito – dobbiamo agire assieme e dobbiamo giocare non solo in difesa, ma anche di anticipo, se devo usare termini calcistici. E assicurare che facciamo leva sugli asset che abbiamo”.

“L’Unione europea sforna quasi altrettanti laureati Stem per abitante che gli Usa, quest’anno abbiamo 3,5 milioni di europei nel settore tecnologico. Questo è quello che dico quando affermo che abbiamo i talenti.E quando dico che abbiamo i soldi mi riferisco al 15% di tasso di risparmio degli europei, che però ogni anno investono 300 miliardi di euro negli Stati Uniti”.

“Registriamo la stessa quantità di brevetti degli Usa. Ma spesso ci diamo la zappa sui piedi – ha detto Lagarde – perché non completiamo quello che dovremmo, come ad esempio sul mercato unico. Se avessimo un mercato unico, dice il rapporto di Enrico Letta, elimineremmo un 14% di dazi tra di noi. Faremmo un lavoro più che discreto lavoro se rimuovessimo alcune delle barriere che abbiamo lasciato che la storia e la pigrizia costruissero tra noi”. (fonte immagine: World Economic Forum).

Almasri, Schlein: Meloni riferisca in Parlamento, non si nasconda

Roma, 22 gen. (askanews) – Il rilascio di Almasri è “di una gravità inaudita” e adesso la premier deve riferire in Parlamento. Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein durante una conferenza stampa insieme ai capigruppo di tutte le opposizioni. “Le opposizioni chiedono a Giorgia Meloni di smettere di nascondersi dietro ai suoi ministri. Lo fa sui treni, su altre cose…”.

La Meloni, ricorda la leader Pd, aveva annunciato “la guerra (ai trafficanti di esseri umani, ndr) in tutto il globo terracqueo. Ne avevano arrestato uno sul suolo italiano e l’hanno accompagnato a casa. Chiediamo massima trasparenza su questa vicenda estremamente opaca. Altro che chiodi e cavilli”.

Ha concluso la Schlein: “Chiediamo alla presidente del Consiglio di venire a riferire in aula su questa vicenda. I capigruppo delle opposizioni stanno mandando una lettera con questa richiesta al presidente della Camera. Non ci fermeremo finché non avremo piena chiarezza su quanto accaduto”.

Brescia capitale del car sharing a guida autonoma: percorso il primo km

Brescia, 22 gen. (askanews) – Brescia vuole diventare la capitale europea del car sharing a guida autonoma. Il progetto sperimentale è stato presentato da A2A e dal Politecnico di Milano che hanno svelato il kit robo-driver in grado di consentire a un’automobile di raggiungere da sola ogni potenziale utente, guidare fino a destinazione e poi ripartire verso un parcheggio. Il progetto è parte del programma di ricerca del MOST (Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile).

L’auto dei pionieri è una Fiat 500 elettrica, scelta anche perché icona del made in Italy. La vettura ha percorso il suo primo chilometro in modalità di guida totalmente autonoma, con a bordo solo un supervisore rimasto immobile lungo il tragitto. Un percorso che ha dato il via a una sperimentazione innovativa: una prima volta in Italia su strade aperte al traffico, in modo da analizzare l’interazione tra questa tipologia di vettura e la complessità della mobilità di una città.

“Le potenzialità della guida autonoma combinate a quelle del car sharing possono favorire l’efficientamento degli spostamenti, la fluidità del traffico, un trasporto più sicuro e sostenibile e un progresso nella decarbonizzazione delle città”, ha spiegato l’ad di A2A Renato Mazzoncini. Brescia, ha rivendicato la sindaca Laura Castelletti, “si conferma terreno fertile per progetti pilota di rilevanza non solo nazionale. Oggi proseguiamo su questa strada con un’innovazione che pone Brescia come modello europeo per il futuro della mobilità urbana”.

A2A, Politecnico di Milano e MOST, viene fatto sapere, intendono sviluppare un modello di car sharing unico in Europa. Il progetto unisce le potenzialità dell’auto elettrica a quelle della guida autonoma, proponendo un nuovo paradigma di mobilità urbana, riducendo il numero di auto circolanti in città e trasformando il servizio in un’esperienza più pratica e agevole.

Sergio Savaresi, docente del Politecnico di Milano, ha spiegato che i costi del kit sono ragionevolmente contenuti, tra i 10 e i 15mila euro. “Abbiamo installato un robo driver con gli attuatori, i sensori e i computer dotati di intelligenza artificiale che permettono la guida. Abbiamo scelto la 500 elettrica, ma potremmo prendere il kit e trasferirlo su qualsiasi tipo di vettura. La sfida – ha aggiunto – è avere maggiore integrazione con le piattaforme auto”.

La sperimentazione, condotta su strada pubblica, è stata autorizzata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e dal comune di Brescia in base alle direttive del decreto ministeriale “Smart Road”. È prevista la conclusione entro la fine di novembre 2025, con uno-due test ogni mese. L’area interessata copre una vasta porzione di Brescia, includendo il centro storico e i quartieri limitrofi. Ogni test sarà monitorato da un supervisore a bordo del veicolo in grado di intervenire tempestivamente in caso di necessità.

Dopo la fase di test ci saranno le prime valutazioni. “Se ci crediamo davvero dbobbiamo andare veloce, con un business plan da almeno 30 veicoli – ha chiosato Mazzoncini – Dobbiamo decidere di mettere più risorse: serve un progetto nazionale con cifre piccole che siamo in grado di trovare”.

Cinema, "Diamanti" di Ozpetek supera i 2 milioni di presenze

Roma, 22 gen. (askanews) – Alla vigilia della sua anteprima nazionale a De Rome à Paris 2025 domani sera a Parigi, già sold out, “Diamanti” di Ferzan Ozpetek ha infatti superato i 2 milioni di presenze, volando verso i 15 milioni di euro di incasso, oltre ad essere il film italiano con il maggior numero di spettatori tra i film usciti nel 2024 e il film più visto in assoluto del regista.

Ambientato nel presente e negli anni ’70, il film racconta fatti di vita e vicende amorose di un gruppo di donne che ruota attorno a una grande sartoria di cinema diretta da due sorelle tanto diverse quanto legate. Girato interamente a Roma e ha una sceneggiatura firmata da Carlotta Corradi, Elisa Casseri e dallo stesso Ferzan Ozpetek.

Nel cast Luisa Ranieri e Jasmine Trinca, e in ordine alfabetico Stefano Accorsi, Luca Barbarossa, Sara Bosi, Loredana Cannata, Geppi Cucciari, Anna Ferzetti, Aurora Giovinazzo, Nicole Grimaudo, Milena Mancini, Vinicio Marchioni, Paola Minaccioni, Edoardo Purgatori, Carmine Recano, Elena Sofia Ricci, Lunetta Savino, Vanessa Scalera, Carla Signoris, Kasia Smutniak, Mara Venier, Giselda Volodi, Milena Vukotic. E con Lorenzo Franzin, Antonio Iorio, Antonio Adil Morelli, Valerio Morigi, Dario Samac, Edoardo Stefanelli, Erik Tonelli.

“Diamanti” è prodotto da Greenboo Production di Marco Belardi, Faros Film e Vision Distribution, in collaborazione con Sky. Le vendite internazionali del film sono curate da Vision Distribution.

Un regista convoca le sue attrici preferite, quelle con cui ha lavorato e quelle che ha amato. Vuole fare un film sulle donne ma non svela molto: le osserva, prende spunto, si fa ispirare, finché il suo immaginario non le catapulta in un’altra epoca, in un passato dove il rumore delle macchine da cucire riempie un luogo di lavoro gestito e popolato da donne, dove gli uomini hanno piccoli ruoli marginali e il cinema può essere raccontato da un altro punto di vista: quello del costume. Tra solitudini, passioni, ansie, mancanze strazianti e legami indissolubili, realtà e finzione si compenetrano, così come la vita delle attrici con quella dei personaggi, la competizione con la sorellanza, il visibile con l’invisibile.

Norme Ue case green costeranno fino a 30mila euro per appartamento

Roma, 22 gen. (askanews) – Le ristrutturazioni di immobili residenziali finalizzate a soddisfare i requisiti normativi dell’Unione europea in termini di efficienza energetica “potrebbero costare da 10.000 a 30.000 euro per unità residenziale”, avendo come riferimento un appartamento di 80-100 metri quadrati (mq) con le prestazioni più basse. E’ la stima relativa ai costi per le società immobiliari con rating da parte dell’agenzia S&P, che ha pubblicato una analisi dal titolo eloquente: “Decarbonizzare l’immobiliare europeo non sarà facile”.

Le società immobiliari europee hanno come obiettivo una riduzione delle emissioni del 40%-50% entro il 2030. Secondo l’agenzia questo equivale a un miglioramento dell’efficienza energetica del 15%-20%, in linea con i nuovi requisiti normativi imposti dall’Unione europrea.

Le soluzioni di decarbonizzazione sono già generalmente disponibili, ma le aziende dovranno continuare a rinnovare i propri portafogli per soddisfare le normative e i propri obiettivi. L’importo dipende dalle condizioni e dall’ubicazione dell’immobile, aggiunge S&P secondo cui la ristrutturazione viene risulta una soluzione complessivamente più economica e rapida, rispetto alla nuova costruzione.

Le aziende con portafogli costituiti da vecchi edifici riscaldati da combustibili fossili si trovano ad affrontare le sfide più significative, avverte lo studio, a causa di un isolamento più scarso e di un elevato utilizzo di energia da combustibili fossili per riscaldare gli edifici, il che implica una maggiore necessità di investimenti.

L’impatto complessivo sul credito è stato finora limitato. Questo perché, in ogni mercato europeo, S&P ritiene che le società immobiliari residenziali con rating dispongano di capacità finanziaria di investire in interventi di riqualificazione; di una strategia per gestire gli edifici meno efficienti dal punto di vista energetico. Infine, su questo onere le società immobiliari potranno anche fare leva sul “potenziale per trasferire parte dei costi risultanti agli inquilini”, avverte l’analisi.

Sport, Fenix Race – Winter Rising ad Anguillara Sabazia 1-2 marzo

Roma, 22 gen. (askanews) – La Fenix Race – Winter Rising è un evento sportivo relativo alla disciplina della Gara su tracciato a ostacoli (O.C.R.) della durata di due giorni che si svolgeràl’1 e il 2 marzo 2025 ad Anguillara Sabazia, all’interno del Parco Naturale di Martignano.

L’O.C.R. è una disciplina giovane, che si è diffusa nel mondo e in Italia a partire dal 2014, e che prevede una notevole varietà di formati che vanno dai 100 metri ai 50 km pur mantenendo la specificità della disciplina, cioè la presenza di ostacoli di vario genere (sospensione, equilibrio, trasporto, abilità) disseminati lungo il percorso, che rendono queste gare una sfida sempre nuova e divertente.

I calendari e le attività nazionali dell’O.C.R. sono in capo alla F.I.O.C.R. – Federazione Italiana O.C.R., che assegna i titoli nazionali riconosciuti anche a livello internazionale da WO (World Obstacol Association). L’evento dell’1 e 2 marzo sarà la prima gara calendarizzata in ambito F.I.O.C.R. dell’anno 2025 a seguito della pausa invernale e coinvolgerà diversi formati di gara: Formato Short (competitiva), un percorso di 4 km e 20 ostacoli, qualificante per campionato italiano, campionati europei e mondiali e inserito tra gli eventi del circuito Coppa Italia OCR.

All’edizione inaugurale del novembre 2024, hanno partecipato circa 100 atleti professionisti e amatoriali. La Fenix Short Race ha totalizzato il più alto gradimento nei sondaggi valutativi degli atleti presenti tra tutte le gare svolte in Italia nel 2024 (con un rating di 93/100 contro una media di 65/100 degli eventi nazionali). In ragione di questi risultati, la Fenix Race di marzo 2025 ha ottenuto il riconoscimento di gara Fascia “Gold” dalla Federazione Italiana, attestandosi al massimo livello previsto per questa tipologia di gara.

Formato Standard (Competitiva): un percorso di 8 km e 25/30 ostacoli, qualificante per campionato italiano, campionati europei e mondiali ed inserito tra gli eventi del circuito Coppa Italia OCR. Si tratta della prima edizione della gara Standard, da sempre la più partecipata in ambito OCR, e comprenderà passaggi davvero suggestivi. E’ attesa la presenza di circa 150 atleti, tra professionisti ed amatori.

Formato Coppa Giovani: gara dedicata ai più giovani (6-15 anni) che coinvolge e sposta i settori giovanili dei team di tutta Italia, e in particolare del Centro-Sud afferenti alla federazione, con numeri che si attestano attorno ai 50 atletini con accompagnatori.

Gara Open (non competitiva): per i neofiti che vogliono cimentarsi in una vera O.C.R., un percorso di 6km che ricalcherà buona parte del circuito della Standard, con gli stessi ostacoli e la possibilità di effettuare tentativi illimitati su di essi. L’evento si svolgerà con il Patrocinio del Comune di Anguillara Sabazia e dell’Ente Parchi di Bracciano e la collaborazione del Trail dei Due Laghi, su parte del tracciato di quest’ultimo. Sarà presente un’area festival al di fuori del campo, in corrispondenza della start e finish line e del parcheggio veicoli con spazi disponibili per gazebo o altre strutture pubblicitarie o espositive.

Trump (che vuole scuse dal vescovo che ha chiesto pietà) autorizza arresto migranti in chiese e scuole

New York, 22 gen. (askanews) – Il presidente americano Donald Trump ha attaccato oggi il vescovo episcopaliano Mariann Edgar Budde, che martedì durante la preghiera alla National Cathedral di Washington lo aveva invitato ad avere pietà per le famiglie di immigrati, per i gay e i transgender. Il presidente americano, in un lungo post su Truth Social, ha definito il vescovo donna “una radicale di sinistra che odiava Trump” che “ha portato la sua chiesa nel mondo della politica in modo molto scortese. Era cattiva nei toni e non convincente o intelligente”. Il presidente nel post ha ribadito il suo pensiero sui migranti illegali e sulla loro pericolosità per il paese ed è tornato ad attaccare la Budde scrivendo: “Non è molto brava nel suo lavoro! Lei e la sua chiesa devono delle scuse al pubblico!”. Trump ha poi commentato anche la preghiera dicendo: “A parte le sue dichiarazioni fuori luogo, il servizio è stato molto noioso e poco stimolante”.

Intanto il neo presidente, continua ad andare dritto per la sua strada. L’amministrazione Trump ha, infatti, autorizzato l’Immigration and Customs Enforcement (ICE), l’agenzia Usa per l’immigrazione e le dogane, ad effettuare arresti di immigrati illegali nelle scuole e nelle chiese, revocando le linee guida che impedivano gli arresti in quelle che venivano definite aree “sensibili”.

La direttiva, emessa lunedì dal segretario ad interim del Dipartimento della sicurezza interna (DHS) Benjamine Huffman, è stata annunciata solo martedì sera, dal portavoce del Dipartimento. Una seconda direttiva ha limitato i molteplici programmi di libertà vigilata, che consentono ai migranti, provenienti da paesi interessati da crisi umanitarie di vivere e lavorare negli Stati Uniti in maniera temporanea. “L’amministrazione Biden-Harris ha abusato del programma di libertà vigilata umanitaria per consentire indiscriminatamente a 1,5 milioni di migranti di entrare nel nostro paese”,si legge ancora nella dichiarazione che non precisa quali cittadini di paesi in crisi saranno sottoposti al provvedimento.

Presentati risultati osservatorio McArthurGlen moda e generazioni

Napoli, 22 gen. (askanews) – Indagare il rapporto tra identit e moda, comprendere come le nuove generazioni usino l’abbigliamento per esprimere al meglio la propria autenticit. E’ questo l’obiettivo prioritario della ricerca di McArthurGlen La Reggia Designer Outlet che ha presentato a Napoli i risultati relativi alla Campania del primo Osservatorio Moda e Generazioni “Fashion and Identity – Vestirsi senza infrastrutture”, un’indagine esclusiva realizzata in collaborazione con BVA Doxa. Lo studio ha cercato di comprendere il ruolo dell’identit e le modalit di costruzione identitaria delle nuove generazioni, con l’obiettivo di identificare ruolo e rilevanza della moda per la massima espressione di s. Federica Faggi, center manager di La Reggia Designer outlet: “La ricerca si basa essenzialmente su Millennials e Generazione Z, considerando anche il fatto che la Generazione Z nei prossimi cinque anni rappresenter circa il 30% della nostra base di clienti, per cui comprendere quelle che sono le loro scelte, ma soprattutto le modalit che stanno alla base delle loro scelte, diventa per noi determinante anche nel capire quelle che saranno poi le evoluzioni di questo target di clientela”. Quindi non solo un’analisi a tutto tondo per capire davvero quelle che sono le motivazioni alla base della loro spinta all’acquisto “ma anche della loro spinta all’interazione tramite i social e alla costruzione della loro identit, – continua la Faggi – che viene fortemente influenzata sia da un aspetto digital e social media, ma anche da un aspetto di influenza della famiglia, che comunque ha sempre un ruolo di grande importanza, soprattutto qua in Campania”.

Le informazioni raccolte supporteranno ulteriormente le iniziative sociali promosse dall’Outlet campano rafforzando i progetti di integrazione nelle comunit locali e promuovendo temi centrali come la sostenibilit ambientale e sociale, l’inclusione, l’empowerment femminile e la tutela della salute. Ancora Federica Faggi: “Questi dati sono per noi la base anche di analisi e di pensamenti in merito a quelle che sono le prossime strategie, strategie che come dicevo non saranno legate soltanto ad un aspetto di brand mix, cio capire quelli che sono i brand pi interessanti per le nuove generazioni, ma anche capire come interagire da un punto di vista sociale, da un punto di vista proprio di integrazione”.

L’indagine ha evidenziato anche come Millennial e Generazione Z si comportano in Campania rispetto al dato nazionale. A spiegarlo Cristina Liverani, unit manager di BVA Doxa: “il Target Campano pi vicino al mondo della moda, nel senso che una quota pi alta di acquirenti frequenti di abbigliamento dei cosiddetti heavy user, coloro che portano a termine un acquisto di capo di abbigliamento almeno una volta al mese Un altro elemento interessante il ruolo maggiore che hanno i negozi fisici e le vetrine nell’influenzare quelle che sono poi le scelte in termini di mode, quindi costruzione della propria identit anche espressiva. In ultimo mi viene da dire il rapporto che hanno con i social, soprattutto i ragazzi pi giovani della generazione Z, che pi che non a livello nazionale vedono nei social uno strumento per esprimere la loro identit rispetto ad assumere un ruolo pi di ispirazione”. Le principali evidenze dello studio vertono intorno a tre macro-argomenti: la percezione dell’immagine personale, il ruolo dei social media, la definizione di identit e stile. La ricerca stata condotta all’interno di un campione rappresentativo della popolazione tra i 18 e i 44 anni per indagare quanto GenZ (18-29 anni) e Millennials (30-44 anni) si percepiscano “personal shopper di s stessi”, liberi di vestirsi senza vincoli, utilizzando l’aspetto esteriore come mezzo per rappresentare la propria autenticit.

Germania, un uomo attacca con un coltello la folla in un parco in Baviera: almeno due morti e molti feriti gravi

Roma, 22 gen. (askanews) – Almeno due persone sono morte oggi in un attacco con coltello ad Aschaffenburg, in Baviera. Tra le vittime, secondo quanto riportato dalla Bild, ci sarebbe anche un bambino. Secondo la polizia, un uomo è stato “preso in custodia”. Non ci sono altri sospettati.

L’attacco, che avrebbe provocato anche diversi feriti gravi, è stato compiuto al parco Schöntal, nel centro della città, intorno alle 11:45 La polizia ha inizialmente parlato del coinvolgimento di tre adulti e un bambino. Poi però è arrivata la conferma di almeno due persone morte. Secondo le informazioni della Bild, il bambino dovrebbe essere tra queste.

Santanchè, La Russa: non ne ho parlato a pranzo con Meloni

Roma, 22 gen. (askanews) – “Non abbiamo fatto dichiarazioni, vorrei sapere come si fa a fare le ricostruzioni di quello che ci siamo detto”. Lo ha detto il presidente del Senato, Ignazio La Russa, rispondendo ai cronisti che lo hanno interpellato sul suo pranzo di ieri con la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel quale secondo alcuni retroscena giornalistici sarebbe stato trattato il tema delle possibili dimissioni della ministra del Turismo Daniela Santanchè.

“Visto che eravamo io e lei, che la riunione non era sulla Santanchè, è di conseguenza priva di ogni riscontro la ricostruzione che ne fanno alcuni giornali. Io non ho fatto dichiarazioni, Meloni sicuramente non ne ha fatte, non c’era nessun altro, per forza devono essere prive di verosimiglianza”, ha ribadito La Russa.

Cavo Dragone: cooperazione Nato-Ue essenziale, pietra angolare pace

Milano, 22 gen. (askanews) – “La cooperazione tra la NATO e l’UE è più che strategica. È essenziale in molti modi, anche per la produzione della difesa”. Lo scrive l’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, presidente del Comitato militare della Nato su X, rispondendo a un tweet del segretario generale Mark Rutte a proposito del suo incontro con il nuovo Commissario europeo per la Difesa e lo Spazio, Andrius Kubilius. “È alla pietra angolare della pace, della stabilità e della maggiore resilienza, in un mondo in continua evoluzione”, aggiunge Cavo Dragone. “Uniti, proteggiamo i nostri valori condivisi” chiosa.

Sanremo, Antonella Clerici e Gerry Scotti coconduttori prima serata

Roma, 22 gen. (askanews) – Antonella Clerici e Gerry Scotti saranno i conduttori che affiancheranno Carlo Conti nella prima serata, martedi 11 febbraio, del Festival della Canzone Italiana di Sanremo. Lo ha annunciato in diretta lo stesso direttore artistico durante la trasmissione condotta da Antonella Clerici “E’ sempre Mezzogiorno” della Clerici, con un “divertito” Scotti in collegamento.

Svelati, dunque, i “due grandi amici” che Conti stava cercando di coinvolgere per completare il cast dei co-conduttori (annunciati la scorsa settimana) della kermesse: Bianca Balti, Geppi Cucciari, Katia Follesa, Nino Frassica, Elettra Lamborghini, Miriam Leone, Mahmood, Cristiano Malgioglio, Alessia Marcuzzi, e Alessandro Cattelan.

Nella prima serata, Carlo condurrà con Antonella Clerici e Gerry Scotti. Nella seconda, Bianca Balti, Nino Frassica e Cristiano Malgioglio. Nella terza, Katia Follesa, Elettra Lamborghini e Miriam Leone. Nella quarta serata, Geppi Cucciari e Mahmood. Nella quinta ed ultima, con Carlo e Alessandro Cattelan, anche Alessia Marcuzzi.

Ue, Mattarella: le sfide presenti non sono risolvibili dagli Stati nazionali

Roma, 22 gen. (askanews) – “Il cambiamento climatico, la crisi energetica, la carenza di materie prime essenziali per lo sviluppo tecnologico, i movimenti migratori, la transizione digitale, la difesa, la cybersicurezza non sono problemi risolvibili autonomamente dagli Stati nazionali ma richiedono l’interazione tra parlamenti, esecutivi e amministrazioni nazionali, europee e, se possibile, sovranazionali”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo alla cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico 2024/2025 dell’Università degli Studi di Messina che gli ha conferito il dottorato honoris causa in Scienza della pubblica amministrazione.

“La limitata coscienza politica, che l’Unione ha di sé stessa, condiziona il suo operare concreto e la rende troppo spesso non adeguatamente risoluta, e quindi tempestiva, dinanzi alle grandi sfide che gli Stati e i popoli europei si trovano ad affrontare”, ha aggiunto Mattarella, sottolineando: “Il presente assetto dell’amministrazione europea sconta tuttavia l’assenza di uno spazio politico europeo effettivamente integrato, di soggetti politici realmente di livello europeo, di un’opinione pubblica europea che non si riduca alla semplice sommatoria delle diverse sensibilità nazionali”. Che “soltanto uniti i paesi dell’Unione europea potranno continuare ad assicurare ai loro cittadini, come avviene da oltre settant’anni, un futuro di pace e di diffuso benessere”.

Formula1, in centinaia per i primi giri di Hamilton in Ferrari

Roma, 22 gen. (askanews) – E’ cominciata poco dopo le 9 del mattino di oggi l’avventura di Lewis Hamilton come pilota Ferrari. Il sette volte iridato è sceso in pista sul circuito di Fiorano al volante della SF23 ‘aggiornata’ a livello di livrea con i nuovi sponsor. In più occasioni Hamilton ha salutato le centinaia di persone assiepate nei tradizionali luoghi della passione dove ogni anno i tifosi della Ferrari si ritrovano per celebrare l’inizio della stagione che quest’anno coincide con i primi giri in rosso a Fiorano di Lewis Hamilton. Tante le frenate al limite del britannico per trovare il giusto feeling all’interno dell’abitacolo della Ferrari con in cuffia l’ingegnere di pista Riccardo Adami. Presenti i genitori Anthony e Carmen. La scuderia italiana ha messo a disposizione la F1-75 del 2022 e la SF-23 impiegata nel 2023.

Von der Leyen al Parlamento europeo: una nuova era di dura competizione geostrategica

Bruxelles, 22 gen. (askanews) – Le prime tre settimane del 2025 segnano un cambiamento che sta nella politica mondiale con l’entrata ‘in una nuova era di dura competizione geo-strategica. Abbiamo a che fare con potenze delle dimensioni di un continente. E interagiscono tra loro principalmente in base ai loro interessi. Questa nuova dinamica dominerà sempre di più le relazioni tra gli attori globali. Le regole di ingaggio stanno cambiando. In Europa questa nuova realtà potrebbe non piacere, ma dobbiamo farci i conti. I nostri valori non cambiano. Ma per difenderli, alcune cose devono cambiare’.

Lo ha sottolineato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nel suo intervento di stamattina al dibattito nella plenaria del Parlamento europeo, a Strasburgo, sui risultati del Consiglio europeo di dicembre.

Von der Leyen ha illustrato le tre priorità strategiche su cui secondo lei deve concentrarsi l’Ue per mantenere e rafforzare la sua posizione in questa nuova era: innanzitutto, recuperare e consolidare la competitività della propria economia, seguendo la ‘stella polare’ delle raccomandazioni del Rapporto Draghi, in particolare sviluppando l’innovazione e finanziandola, oltre che con i fondi pubblici, sempre più con gli investimenti privati, attraverso l’unificazione a livello europeo dei mercati dei capitali nazionali; in secondo luogo, ridurre i prezzi dell’energia, mediante lo sviluppo delle fonti pulite delle nuova generazione e la modernizzazione delle reti; e infine rafforzando la sicurezza economica, con gli accordi di partenariato con i paesi terzi per l’accesso alle materie prime e alle catene di approvvigionamento vitali.

Riguardo alla nuova Amministrazione Trump negli Stati Uniti, la presidente della Commissione ha sottolineato la volontà dell’Ue di mantenere e rafforzare il legame transatlantico, ricordando che non ci sono altri esempi al mondo di due blocchi economici così interconnessi e integrati (con scambi commerciali pari a 1.500 miliardi di euro all’anno). Con gli Usa bisogna ‘discutere degli interessi comuni’ e negoziare in modo ‘pragmatico cercando un terreno comune’. Il ritiro dagli accordi e le organizzazioni internazionali e le minacce di Trump riguardo ai nuovi dazi sono adombrati implicitamente solo nell’ultima frase del discorso, quando von der Leyen assicura che ‘difenderemo sempre i nostri principi europei’.

‘Prima di tutto – ha spiegato la presidente della Commissione -, abbiamo i nostri compiti da fare a casa. Se vogliamo proteggere i nostri interessi e sostenere i nostri valori, dobbiamo anche essere forti economicamente. L’Europa ha tutti gli strumenti per svolgere con successo il suo ruolo nel concerto delle potenze. Abbiamo un settore privato con una lunga tradizione di innovazione. Disponiamo di una forza lavoro di prim’ordine. Disponiamo di un’infrastruttura sociale unica per proteggere le persone dai grandi rischi della vita. E abbiamo un enorme mercato unico di 450 milioni di persone. Questo è il nostro porto sicuro in acque agitate e la nostra leva più forte quando ci sono negoziati difficili. Ma la nostra Unione e il nostro mercato unico necessitano di attenzione e cura’.

‘La prossima settimana – ha annunciato von der Leyen – presenteremo la nostra nuova ‘Bussola della competitività’, che trasforma in azione l’eccellente Rapporto Draghi. Sarà la stella polare della nuova Commissione e guiderà il nostro lavoro per i prossimi cinque anni’.

‘Sull’innovazione – ha ricordato -, l’analisi di Draghi è molto chiara: esiste un circolo vizioso di bassi investimenti e bassa innovazione, che ha portato, ad esempio, a un’adozione più lenta delle tecnologie digitali. Come interrompere questo ciclo? Gli investimenti pubblici devono sicuramente svolgere un ruolo’, ed è ‘necessario migliorare il coordinamento tra il livello europeo e gli Stati membri, in particolare in alcuni settori strategici su cui davvero dobbiamo concentrarci, come l’intelligenza artificiale, la tecnologia quantistica e le biotecnologie’.

‘Ma i finanziamenti pubblici – ha osservato la presidente della Commissione – non saranno mai sufficienti. Per stimolare l’innovazione alla giusta velocità e portata, il capitale privato sarà fondamentale. La buona notizia è che le aziende europee stanno incrementando i loro investimenti nell’innovazione’, e l’anno scorso l’industria europea ha investito in Ricerca e Sviluppo ‘per la prima volta in dieci più degli Stati Uniti e della Cina’, tornando ‘al secondo posto a livello mondiale’.

Ma perché questo sforzo abbia successo, ha rilevato von der Leyen, ‘abbiamo bisogno di unificare i mercati dei capitali per le nostre aziende, e specificamente per le start-up’. Per questo, ha annunciato, ‘lanceremo l’Unione europea del risparmio e degli investimenti’, come aveva proposto l’anno scorso l’altro ex premier italiano, Enrico Letta, nel suo Rapporto sul Mercato unico. ‘Creeremo nuovi prodotti europei di risparmio e investimento, nuovi incentivi per il capitale di rischio e un nuovo impulso per garantire un flusso agile di investimenti in tutta l’Unione’.

La seconda priorità, ‘mentre completiamo l’eliminazione graduale dei combustibili fossili russi, come abbiamo fatto negli ultimi due anni’, è quella di ‘ridurre i prezzi dell’energia’ che ‘in Europa sono ancora strutturalmente più alti che negli Stati Uniti o in Cina e variano notevolmente all’interno dell’Ue’, ha indicato la presidente della Commissione.

‘Non solo dobbiamo continuare a diversificare le nostre fonti energetiche. Dovremo investire nelle tecnologie di energia pulita di prossima generazione, come la fusione (nucleare, ndr), la geotermia potenziata e le batterie allo stato solido. Dobbiamo inoltre mobilitare più capitali privati ​​per modernizzare le nostre reti e le nostre infrastrutture di stoccaggio. Dobbiamo rimuovere tutti gli ostacoli rimasti alla nostra Unione energetica. E dobbiamo collegare meglio i nostri sistemi energetici puliti e a basse emissioni di carbonio. Tutto questo farà parte di un nuovo piano energetico accessibile che presenteremo a febbraio’, ha annunciato von der Leyen.

Il terzo punto, infine, è quello del rafforzamento della resilienza e della sicurezza economica dell’Unione, ha continuato la presidente della Commissione, mentre ‘le potenze mondiali sono ora in competizione per l’accesso alle materie prime e alle catene di approvvigionamento vitali. Negli ultimi anni – ha ricordato – abbiamo concluso più di 35 nuovi accordi con partner in tutto il mondo, specificamente per garantire il nostro accesso alle materie prime, ad esempio all’idrogeno, e per diversificare alcune delle nostre filiere di fornitura di tecnologie pulite. Questo lavoro sarà ancora più cruciale negli anni a venire’.

‘In meno di due mesi, dall’inizio del mandato’ della nuova Commissione, ha rivendicato von der Leyen, ‘abbiamo già concluso tre nuove partnership con il Mercosur, il Messico e la Svizzera. E lunedì scorso abbiamo ripreso i negoziati con la Malesia. Questi partenariati riguardano alcuni dei nostri principali interessi economici. Aprono nuovi e dinamici mercati di esportazione. Proteggono i nostri prodotti distintivi con denominazione geografica protetta e settori chiave come l’agricoltura. E garantiscono il nostro accesso a minerali essenziali e a energia pulita’.

‘Ampliare la nostra rete di partenariati – ha aggiunto – è stata una delle raccomandazioni principali del Rapporto Draghi. Stiamo lavorando con il Parlamento europeo e il Consiglio per portare avanti questi accordi. Questo nuovo impegno con i paesi di tutto il mondo non è solo una necessità economica, ma anche un messaggio al mondo. È la risposta dell’Europa alla crescente concorrenza globale’.

‘Vogliamo – ha indicato ancora von der Leyen – una maggiore cooperazione con tutti coloro che sono aperti a questo tipo di collaborazione. E questo include naturalmente anche i nostri partner più stretti, come, naturalmente, agli Stati Uniti d’America. Nessun’altra economia al mondo è così integrata come quella europea e quella americana. Milioni di posti di lavoro su entrambe le sponde dell’Atlantico dipendono dal nostro commercio e dai nostri investimenti. Il volume degli scambi tra noi è di 1,5 trilioni di euro. Ma oltre a questi numeri c’è molto di più. Amicizie, legami familiari, storia e cultura comuni. Lo terremo sempre a mente quando interagiremo con la nuova Amministrazione’.

Con gli Usa ‘ci impegneremo da subito a discutere degli interessi comuni e saremo pronti a negoziare. E quando arriverà il momento, saremo pragmatici nel cercare un terreno comune. Ma voglio anche che sappiate – ha concluso la presidente della Commissione rivolta agli eurodeputati – che rispetteremo sempre i nostri principi europei’.

Tennis, Sinner: "Ho recuperato energie. Shelton? Sarà dura"

Roma, 22 gen. (askanews) – “Oggi sentivo tutto e in giornate come queste in cui vai subito un break avanti è tutto più facile. Alex è un grande competitore, non molla mai”. Così Jannik Sinner nell’intervista flash di fine gara dopo aver staccato il pass per la semifinale battendo l’ustraliano De Minaur. “L’atmosfera è stata straordinaria – continua – Ci conosciamo bene, ci siamo affrontati tante volte. Mi ero preparato bene alla sfida, anche se poi basta un calo per far cambiare la partita. Sono molto soddisfatto della prestazione. Ieri è stata una giornata tranquilla, ho palleggiato con i miei coach e mi hanno dato un buon ritmo. Sono giovane e ho recuperato in fretta. Ho dormito e mi sono riposato, ho recuperato e oggi ero pronto. Ho un team che è molto esperto, capiscono i momenti anche meglio di me. Ci sono tante piccole cose sulle quali posso migliorare. Ero pronto alla partita di oggi, ho preso fiducia già nei preparativi e il risultato si è visto. Ho visto Djokovic-Alcaraz fino alla fine, è stata una partita straordinaria. Peccato che sia arrivata così presto, è la più bella rivalità del tennis con grandi scambi. Shelton? Sarà una partita dura, abbiamo giocato partite equilibrate. E’ mancino, serve alla grande con rotazione: devo rispondere, restare concentrato e sarà una grande partita per tutti”.

A Londra tenore Grigolo ospite d’onore a serata vip Styler-Sting

Milano, 22 gen. (askanews) – È stato il tenore Vittorio Grigolo l’ospite d’onore della serata vip di presentazione a Londra di “Posso entrare? An ode to Naples”, il documentario su Napoli della regista britannica Trudie Styler prodotto da Big Sur, Mad Entertainment con Rai Cinema in coproduzione con Luce Cinecittà.

“Il mio motto, la mia vocazione è quella di portare nel mondo la lirica italiana: intendo farlo fino alla fine: continuerò a vibrare esprimendo quello che esce dall’anima”, ha detto il tenore al termine della sua applauditissima performance, lasciando intendere che dopo il suo Rigoletto alla Scala potrebbe essere in vista un suo ritorno a Covent Garden dopo sei anni di assenza dalle scene della capitale britannica.

Il cantante lirico, una delle voci del bel canto italiano più conosciute al mondo, mancava da Londra da sei anni, e al termine della proiezione ha eseguito delle arie del repertorio napoletano ed operistico per un parterre d’eccezione: ad ascoltarlo, tra gli altri, Sting – che di Trudie Styler è il marito e ha partecipato al documentario -, Hugh Grant, Kiefer Sutherland e tanti altri attori e protagonisti del panorama cinematografico e discografico.

In sala anche Paolo Dal Brocco, presidente di Rai Cinema, il direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Londra Francesco Bongarrà e il Console d’Italia Alessandro Mignini.

Oltre alle sue intense interpretazioni di opere di Puccini, Verdi e Donizetti, Vittorio Grigolo non ha mai nascosto la sua passione per la musica pop. E continua a incantare le platee internazionali come anche quelle italiane. L’Omaggio a Frank Sinatra, ad esempio, prodotto dal Ravello Festival e andato in scena nel ‘salotto buono della Costiera’ a chiusura del Festival 2023, è stato riproposto a Monte Carlo il 2 dicembre 2024 con grande successo.

Nordio: la riforma della giustizia è un obbligo, approvazione entro l’estate

Roma, 22 gen. (askanews) – Il ddl costituzionale del governo sulla separazione delle carriere dei magistrati “è promanato direttamente dal programma elettorale e la riforma della giustizia di questo era ai primi punti, quindi era un obbligo, un dovere verso gli elettori. La coalizione, che oggi è maggioranza, si era presentata compatta allo scrutinio elettorale con questo programma. La riforma è garantita dalla condivisione delle forze politiche di maggioranza che con una unità di intenti hanno sottoscritto questo testo e lo sosterranno con la medesima determinazione nel corso di quest’anno, nel quale completeremo l’iter di approvazione nelle Camere in prima e seconda lettura entro l’estate”. Lo ha detto al Senato il ministro della Giustizia Carlo Nordio, nella relazione sull’amministrazione della giustizia.

“Siamo lieti che almeno una parte dell’opposizione sia pure con varie motivazioni e riserve abbia dato la sua adesione”, ha concluso.

Lagarde: inflazione al 2% nel 2025, siamo fiduciosi. Trump? L’Ue si prepari

Roma, 22 gen. (askanews) – Alla Banca centrale europea “se guardiamo all’inflazione siamo fiduciosi che la vedremo tornare al nostro livello obiettivo (2%) nel corso del 2025. Ora siamo fiduciosi che l’obiettivo sia portata di mano”. Lo ha ribadito la presidente Christine Lagarde in una intervista a Cnbc, evitando di sbilancarsi su quanti saranno i tagli dei tassi di interesse quest’anno (se 3 o 4) e sul dove arriverà il principale riferimento della Bce (se al 2% o al 2,25%). “Per la crescita economica – ha proseguito, durante una diretta da Davos, in Svizzera, dove si sta svolgendo il World Economic Forum – i rischi sono al ribasso e guarderemo attentamente i dati. Siamo in questo percorso di disinflazione, guarderemo attentamente ai prezzi dei servizi e ai salari, per vedere se nei primi mesi del 2025 i servizi avranno i rallentamenti dei prezzi che ci attendiamo”. “Se il nostro scenario previsionale di base tiene – ha affermato – penso che siamo ben posizionati” per raggiungere in maniera sostenibile l’obiettivo di inflazione. Quanto alle future decisioni sui tassi “non mi metterò a dire se (i tagli) saranno 3 o 4, se i tassi andranno al 2% o al 2,25%, procediamo un passo alla volta – ha concluso – la direzione è molto chiara”.

Tra i vari elementi che l’istituzione tiene sotto controllo, in particolare in merito alle ricadute dell’arrivo della nuova amministrazione Trump negli Usa “il tasso cambio (euro-dollaro-ndr) sarà un elemento interessante che potrebbe avere conseguenze”, ha aggiunto. Se al debutto la nuova amministrazione Trump non ha imposto nuovi dazi sulle importazioni dall’Europa, questo non significa che non arriveranno nelle prossime settimane, magari in maniera più “mirata”. Il dialogo con Washington deve proseguire, ma intanto l’Europa deve prepararsi alle sfide poste dalla svolta Usa, completando il mercato unico su cui ha un controllo diretto e su cui ancora persistono delle “barriere” interne, ha affermato la presidente della Bce, Christine Lagarde interpellata sull’esordio di Donald Trump alla Casa Bianca durante l’intervista a Cnbc.

La non imposizione immediata di dazi generalizzati sull’Europa “è quello che mi aspettavo – ha detto – e penso che sia un approccio molto scaltro, perché i dazi generalizzati non danno necessariamente i risultati che si attende. Ma questo non significa che non li avremo, magari più selettivi e focalizzati, nei prossimi giorni o settimane”.

“Penso che quello che dobbiamo fare in Europa sia essere preparati e anticipare quello che accadrà, in modo da poter rispondere”. In particolare in Europa “abbiamo creato un mercato unico, ma non abbiamo finito il lavoro. Abbiamo questo enorme mercato, con tanti consumatori pronti a attivare il loro potere di acquisto e a usare i loro risparmi. Ma abbiamo ancora barriere, nonostante le aspirazioni del mercato unico e penso che sia uno degli aspetti su cui, come ha detto ieri la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen” si può intervenire perché è qualcosa “su cui abbiamo il controllo diretto”.

Poi ci sta “quello che accadrà nelle prossime settimane” con gli Usa. “Penso che in tutte le circostanze il dialogo debba continuare e che le parti debbano stare al tavolo per capire quali siano le loro agende”, ha proseguito.

Lagarde è stata intervistata dalla emittente Usa a margine del World Economic Forum in corso a Davos, in Svizzera, l’appuntamento annuale dell’organizzazione fondata dal magnate Klaus Schwab, attivista sulle politiche globaliste oggetto di crescenti critiche da parte di molti movimenti politici “sovranisti”, e di molti dei sostenitori della nuova amministrazione Trump.

Tornando alle politiche promesse da Trump, “francamente se guardi a questa teoria della sostituzione, in cui abbasso le importazioni dall’Europa per aumentare la produzione interna negli Usa è opinabile. Perché l’economia Usa è piuttosto surriscaldata, se guardi al mercato del lavoro, c’è la disoccupazione molto bassa, se guardi la capacità produttiva sta già al massimo. Quindi questa idea che puoi fabbricare quello che non importi è qualcosa che richiederà un po’ di tempo”, ha concluso Lagarde.

Australian Open, Sonego si ferma ai quarti: Shelton vince in 4 set

Roma, 22 gen. (askanews) – Si interrompe ai quarti il sogno australiano di Lorenzo Sonego. Al primo quarto Slam in carriera, l’azzurro ha perso contro Ben Shelton: 6-4, 7-5, 4-6, 7-6 lo score in quasi quattro ore di gioco. Sonego esce a testa alta dagli Australian Open, giocando un grandissimo tennis soprattutto nel terzo e nel quarto set. Lorenzo ha pagato qualche errore di troppo nei primi due parziali, in cui aveva commesso 32 errori gratuiti. Resta un inizio di stagione più che positivo per Sonego che da lunedì tornerà in top 40.

Lagarde: Ue si prepari a Trump rimuovendo barriere nel mercato unico

Roma, 22 gen. (askanews) – Se al debutto la nuova amministrazione Trump non ha imposto nuovi dazi sulle importazioni dall’Europa, questo non significa che non arriveranno nelle prossime settimane, magari in maniera più “mirata”. Il dialogo con Washington deve proseguire, ma intanto l’Europa deve prepararsi alle sfide poste dalla svolta Usa, completando il mercato unico su cui ha un controllo diretto e su cui ancora persistono delle “barriere” interne. Lo ha affermato la presidente della Bce, Christine Lagarde interpellata sull’esordio di Donald Trump alla Casa Bianca durante una intervista a Cnbc.

La non imposizione immediata di dazi generalizzati sull’Europa “è quello che mi aspettavo – ha detto – e penso che sia un approccio molto scaltro, perché i dazi generalizzati non danno necessariamente i risultati che si attende. Ma questo non significa che non li avremo, magari più selettivi e focalizzati, nei prossimi giorni o settimane”.

“Penso che quello che dobbiamo fare in Europa sia essere preparati e anticipare quello che accadrà, in modo da poter rispondere”. In particolare in Europa “abbiamo creato un mercato unico, ma non abbiamo finito il lavoro. Abbiamo questo enorme mercato, con tanti consumatori pronti a attivare il loro potere di acquisto e a usare i loro risparmi. Ma abbiamo ancora barriere, nonostante le aspirazioni del mercato unico e penso che sia uno degli aspetti su cui, come ha detto ieri la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen” si può intervenire perché è qualcosa “su cui abbiamo il controllo diretto”.

Poi ci sta “quello che accadrà nelle prossime settimane” con gli Usa. “Penso che in tutte le circostanze il dialogo debba continuare e che le parti debbano stare al tavolo per capire quali siano le loro agende”, ha proseguito.

Lagarde è stata intervistata dalla emittente Usa a margine del World Economic Forum in corso a Davos, in Svizzera, l’appuntamento annuale dell’organizzazione fondata dal magnate Klaus Schwab, attivista sulle politiche globaliste oggetto di crescenti critiche da parte di molti movimenti politici “sovranisti”, e di molti dei sostenitori della nuova amministrazione Trump.

Tornando alle politiche promesse da Trump, “francamente se guardi a questa teoria della sostituzione, in cui abbasso le importazioni dall’Europa per aumentare la produzione interna negli Usa è opinabile. Perché l’economia Usa è piuttosto surriscaldata, se guardi al mercato del lavoro, c’è la disoccupazione molto bassa, se guardi la capacità produttiva sta già al massimo. Quindi questa idea che puoi fabbricare quello che non importi è qualcosa che richiederà un po’ di tempo”, ha concluso Lagarde.

Lagarde: fiduciosi su ritorno inflazione al 2%, rischi su crescita

Roma, 22 gen. (askanews) – Alla Banca centrale europea “se guardiamo all’inflazione siamo fiduciosi che la vedremo tornare al nostro livello obiettivo (2%) nel corso del 2025. Ora siamo fiduciosi che l’obiettivo sia portata di mano”. Lo ha ribadito la presidente Christine Lagarde in una intervista a Cnbc, evitando di sbilancarsi su quanti saranno i tagli dei tassi di interesse quest’anno (se 3 o 4) e sul dove arriverà il principale riferimento della Bce (se al 2% o al 2,25%).

Tra i vari elementi che l’istituzione tiene sotto controllo, in particolare in merito alle ricadute dell’arrivo della nuova amministrazione Trump negli Usa “il tasso cambio (euro-dollaro-ndr) sarà un elemento interessante che potrebbe avere conseguenze”, ha aggiunto.

“Per la crescita economica – ha proseguito, durante una diretta da Davos, in Svizzera, dove si sta svolgendo il World Economic Forum – i rischi sono al ribasso e guarderemo attentamente i dati. Siamo in questo percorso di disinflazione, guarderemo attentamente ai prezzi dei servizi e ai salari, per vedere se nei primi mesi del 2025 i servizi avranno i rallentamenti dei prezzi che ci attendiamo”.

“Se il nostro scenario previsionale di base tiene – ha affermato – penso che siamo ben posizionati” per raggiungere in maniera sostenibile l’obiettivo di inflazione. Quanto alle future decisioni sui tassi “non mi metterò a dire se (i tagli) saranno 3 o 4, se i tassi andranno al 2% o al 2,25%, procediamo un passo alla volta – ha concluso – la direzione è molto chiara”.

Biden e Trump. Un diverso senso delle istituzioni.

Chiunque abbia a cuore le sorti delle democrazie liberali indipendentemente dalle proprie idee politiche non può, se vuole essere sinceramente oggettivo, non osservare l’enorme differenza di comportamento e di stile, umano innanzitutto e poi anche istituzionale, fra il Presidente Biden e il Presidente Trump nel periodo di transizione fra le due presidenze e nel giorno stesso del giuramento del nuovo Presidente.

Abbiamo tutti ancora negli occhi la compostezza con la quale Joe Biden ha affrontato l’altro ieri un momento che certo non poteva essere facile per lui: con le strette di mano, con il sorriso al nuovo rappresentante del popolo degli Stati Uniti, al nuovo Commander in Chief, ben conscio dell’importanza che per un sistema democratico e per una nazione rivestono le cerimonie formali che illuminano la sostanza, ovvero l’espressione della volontà popolare. Tanto più se all’indomani di combattute e aspre competizioni elettorali. Una consapevolezza che era ben presente nella Rotonda del Campidoglio fra gli ex presidenti lì riuniti, Clinton, Bush jr., Obama e nei vicepresidenti inclusa Kamala Harris, certo lei molto tesa e meno capace di mascherare il proprio sentimento di netta ostilità nei confronti di chi l’ha apostrofata come “pazza” durante la campagna elettorale.

La collaborazione fra l’Amministrazione uscente e quella entrante è stata massima, come è giusto che sia, e ha raggiunto il suo vertice nel conseguimento dell’accordo per una tregua a Gaza e il conseguente rilascio degli ostaggi israeliani.

Ebbene, a fronte di questo comportamento esemplare non si può dimenticare (e non lo si può non confrontare) quello ben diverso, anzi opposto, esibito da Donald Trump quattro anni fa. Distruttivo di qualsiasi grammatica democratica, rivoluzionario nel suo disprezzo proprio della volontà popolare: che non ha riconosciuto, non ha accettato, mai ammettendo la sconfitta, mai chiamando il suo successore con l’appellativo a lui dovuto: Mr. President. E mai condannando lo sfregio indelebile portato all’istituzione più sacra di ogni nazione democratica, quell’ignobile assalto al Campidoglio che resta la ferita più grave subìta dagli Stati Uniti dai tempi della loro cruenta Guerra Civile. Trump ha deciso di libererare dalle galere i responsabili di quell’oltraggio, inviando così un ulteriore messaggio di disprezzo nei confronti di quella consapevolezza istituzionale che in questi due mesi Biden e idealmente con lui gli altri ex Presidenti hanno dimostrato di possedere e di rispettare.  

Non solo. Nel suo discorso di insediamento il 45mo e 47mo Presidente ha cominciato bene salutando i suoi predecessori con il loro giusto titolo, incluso il Presidente Biden, chiamato così per la prima volta in quattro anni, ma subito dopo ha tramutato quello che avrebbe dovuto essere un intervento istituzionale di pacificazione nazionale in un comizio dai toni durissimi, come se la campagna elettorale non si fosse conclusa.

Trump e la nuova dirigenza del vecchio e glorioso Partito Repubblicano ormai disonorato e reso un mero strumento a servizio del tycoon newyorkese vogliono rivoluzionare l’America secondo i dettami del loro nuovo vangelo individualista e sovranista. Arricchito con le iperboli marziane di Elon Musk e con il potere invasivo della tecnocrazia digitale che insieme offrono un senso di onnipotenza a rischio di tramutarsi in delirio e che solo le solide – ma sono ancora tali? – istituzioni repubblicane potranno moderare. Quelle istituzioni che Joe Biden ha onorato nel comportamento e nell’atteggiamento, alle quali ha voluto dedicare la propria legacy, ammonendo i propri compatrioti a non tradirle mai e a difenderle, se dovesse rivelarsi necessario di fronte a un pericolo ormai non più solo virtuale: “Oggi in America sta prendendo forma una oligarchia di estrema ricchezza, potere e influenza che minaccia la nostra intera democrazia, i nostri diritti e libertà basilari e le pari opportunità per tutti di avanzare nella società”, con un nucleo di miliardari espressione del “tech industrial complex”, del settore tecnologico, che hanno acquisito “una pericolosa concentrazione di potere”.

God bless America. E tutti noi.

Nuova spinta dell’ONU per l’unità libica, ma persistono le divisioni.

Dopo la rivoluzione del 2011, la Libia ha affrontato un profondo vuoto di potere che ha portato a una frammentazione politica significativa. Diverse fazioni e governi rivali si sono contesi il controllo del Paese, generando conflitti armati e violenze diffuse. Attualmente, la Libia è divisa principalmente tra il Governo di Unione Nazionale (GNU), con sede a Tripoli, e l’Amministrazione ad interim della Libia orientale. Questa divisione perpetua uno stato di confusione e disordine, ostacolando qualsiasi forma di governance efficace e sostenibile.

Uno dei principali ostacoli è rappresentato dalla mancanza di un dialogo politico sincero tra le diverse fazioni. I colloqui mediati dalla comunità internazionale, incluso il piano delle Nazioni Unite per le elezioni, hanno finora prodotto risultati limitati. Proprio in questo contesto, Stephanie Williams, inviata speciale dell’ONU per la Libia, ha recentemente incontrato a Bengasi il presidente della Camera dei rappresentanti, Aguila Saleh. Durante l’incontro, Williams ha sottolineato l’urgenza di formare un governo unificato e di organizzare elezioni nazionali per riportare stabilità nel Paese.

Entrambi i leader hanno ribadito l’importanza di rispettare i diritti umani e di garantire responsabilità per eventuali violazioni. Tra i temi discussi, particolare attenzione è stata riservata alla controversa Legge di riconciliazione nazionale. Questa legge, approvata dalla Camera a Bengasi, è fortemente contestata a Tripoli. Il Consiglio presidenziale, un altro organo di governo, sostiene che la legge debba essere adottata nella versione da esso proposta, mentre la Camera insiste sulla propria autonomia legislativa. La proposta di riconciliazione, avviata nel 2021, punta a organizzare una conferenza inclusiva con il supporto della comunità internazionale. Tuttavia, i disaccordi tra le fazioni politiche continuano a ostacolare il progresso verso un accordo duraturo.

Un ulteriore fattore che complica la situazione è l’ingerenza straniera. La Libia è diventata un terreno di scontro per potenze regionali e globali, ciascuna con i propri interessi strategici. Paesi come Turchia, Russia, Emirati Arabi Uniti ed Egitto hanno sostenuto vari gruppi armati, alimentando ulteriormente il conflitto e rendendo ancora più difficile una risoluzione pacifica. Questa ingerenza esterna ha acuito la sfiducia tra le fazioni interne, minando gli sforzi per costruire una sovranità nazionale autentica.

In questo scenario, fra Tripoli e Bengasi si sta giocando una complessa partita a scacchi su diversi livelli, sia economici che geopolitici. Solo l’ENI attualmente sembra che continui a esercitare una notevole influenza. 

E anche se può sembrare positivo per l’Italia questo clima di incertezza politico libico la stabilità, invece, è cruciale per l’intera regione mediterranea.

AD, ovvero Autonomia Differenziata: l’Italia con un nuovo design?

La Corte Costituzionale ha dichiarato l’inammissibilità del referendum che ha mirato alla abrogazione della Autonomia Differenziata approntata dalla Lega. La Consulta ha ritenuto l’oggetto e le finalità del quesito referendario poco chiare così pregiudicando la possibilità di una scelta consapevole dell’elettore.

La Corte non si è lasciata corteggiare dalla parte che invocava sulla materia un freno al Governo e vedremo ora lo sviluppo dei fatti. A ridosso dell’estate si era appunto proposto con maggiore vemenza, nell’agone politico, il dibattito in tema di Autonomia Differenziata. È in soldoni la previsione di come ogni Regione possa regolare se stessa; in ingegneria si tradurrebbe nella capacità di funzionare senza rifornimento di energie da altri. Ciascuno conti sulle proprie forze e non si aspetti che si possano ripianare errori di gestione e debiti sulle spalle di altri più virtuosi. Formiche, cicale e grilli saggi potrebbero tornare utili a come ben normare.

La Differenza è invece la possibilità di portarsi in altre direzioni, non condannati ad una uguaglianza con altre persone o cose. Insomma uno sbandierare in omaggio alla diversità e specificità di ogni territorio. Noi siamo il Paese dei circa 8000 Comuni e gli effetti riflessi della autonomia oggi alla attenzione del Parlamento potrebbero essere disgreganti o esaltanti a seconda dei punti di vista.

“AD” non è solo il nome di una nota rivista di arredamento di case di lusso ma anche il progetto di restyling istituzionale del nostro paese, oggi alle prese anche con una ipotesi di Premierato. Roberto Napoletano, che pur riconosce alla Meloni doti e meriti, lancia in un suo scritto un allarme sul tema dalle alte temperature. 

Per quanto se ne comprende, Napoletano critica ogni possibilità di Autonomia Differenziata. A tal proposito, ricorda che l’Europa ha raccomandato all’Italia di semplificare e non aumentare la complessità del proprio quadro fiscale. Incomberebbe anche il rischio circa la tenuta dei conti pubblici mettendosi eventualmente in crisi la capacità del governo di indirizzare la spesa pubblica. 

Altro rilievo è la garanzia di garantire i medesimi livelli essenziali di servizi in regioni storicamente a bassa spesa “anche per l’evidente mancanza di un meccanismo perequativo senza risorse aggiuntive, dato che la legge stessa sancisce che questa riforma sia neutrale dal punto di vista del bilancio pubblico”.

Il direttore de “Il Mattino” ci dice, insomma, che occorrono tra i 60 e i 70 miliardi di euro per assicurare la parificazione dei diritti di cittadinanza nella sanità, nella scuola, nei trasporti. 

In mancanza, si correrebbe il pericolo di lasciare alla deriva una ventina di milioni di italiani ed i loro tessuti produttivi in una forma di sostanziale emarginazione che comprometterebbe lo sviluppo complessivo del paese.

Il ragionamento è che, se le regioni più ricche trattenessero le loro maggiori entrate fiscali, aumenterebbe il divario tra il Nord e il Sud dello Stivale.  Del resto in tutte le 20 Regioni d’Italia negli ultimi decenni si è registrata una egemonia di governi regionali che hanno segnato insuccessi di spesa ed una assai scarsa qualità di investimenti attuati. Non a caso l’Europa ha sollevato rilievi sulla inefficacia amministrativa subnazionale del nostro paese.

Conti alla mano, senza i soldi di cui si è detto, è impossibile equilibrare i LEP, (livelli essenziali di prestazioni) e quindi, se ben si comprende, si comprometterebbe una doverosa comune condizione di partenza. Insomma, per garantire i LEP, si dovrebbe ricorrere ad una sorta di lap dance, una danza ipnotica sul grembo degli italiani per convincerli che sia qualcosa di buono e giusto.

Il federalismo fiscale di Calderoli, attraverso lo stratagemma della spesa storica, avrebbe remato, secondo Napoletano, in modo inverso al raggiungimento di parità dei cittadini, distinguendo quelli di fascia A e quelli invece, meno fortunati, di fascia B.

Potrebbe dedursene che, se queste argomentazioni avessero un fondamento, si potrebbe conseguentemente fare un passo avanti nel mettere i motori in posizione di indietro tutta.  In materia sanitaria, come in altre, forse sarebbe il caso di invertire radicalmente la rotta e spogliare le Regioni di funzioni per riassegnarle allo Stato. È qualcosa che sa di vecchio, che suscita odore di muffa e sentimenti di ilarità. Eppure…

Oltre il cyberpunk. Che vuol dire?

Come ho già avuto modo di sottolineare su queste pagine, il cyberpunk è un sottogenere culturale che esplora temi come la tecnologia avanzata, la cybernetica e la società distopica. Tipicamente si concentra su un futuro in cui l’umanità è immersa in una tecnologia opprimente, mentre le disuguaglianze sociali vengono esasperate dal predominio di potenti corporazioni e sistemi tecnologici.

C’è oggi spazio, nel contesto panottico attuale, per un neo-movimento attivista che potremmo chiamare MetAIpunk? Se prendiamo il concetto di cyberpunk e lo fondiamo con la psicologia sociale delle reti neurali artificiali (AI) e del metaverso, potremmo immaginare il MetAIPunk come una sottocultura futuristica in cui l’umanità e l’intelligenza artificiale sono intimamente connesse. In questo scenario, la società non sarebbe solo definita dalla tecnologia, ma dalla relazione e fusione tra esseri umani e AI avanzate, presenti sia nel mondo fisico che in quello digitale del metaverso.

Non si tratta solo di riflettere sul post-cyberpunk, ma di analizzare come, in un contesto sociale avanzato, potremmo immaginare nuove disuguaglianze non più limitate a esseri umani e corporazioni. Esse potrebbero estendersi a diverse forme modulari di intelligenze artificiali, dove le AI avanzate e le comunità ibride verrebbero riconosciute come una nuova dimensione sociale, distinta dagli esseri umani tradizionali. La lotta per il controllo delle AI e delle tecnologie critiche potrebbe così diventare il nuovo motore dei conflitti globali.

Il cyberpunk tende a focalizzarsi sull’essere umano come sopravvissuto in un mondo dominato dalla tecnologia, mentre l’intelligenza artificiale non è generalmente centrale come entità autonoma. Al contrario, nel MetAIPunk, le reti neurali artificiali, i digital humans e i metalands assumono un ruolo più centrale: non sono solo strumenti, ma attori che interagiscono profondamente con l’essere umano.

La fusione tra uomo e macchina potrebbe essere vista come una nuova evoluzione del cyberpunk, in cui la tecnologia non rappresenta più esclusivamente una forza esterna opprimente, ma diventa anche agente di trasformazione interiore e collettiva. Il MetAIPunk esplora un futuro in cui la tecnologia emergente e l’intelligenza artificiale non si limitano a essere potenti, ma si integrano con l’umano, creando una realtà ibrida, complessa e interconnessa, a cavallo tra il fisico e il digitale.

In un mondo MetAIPunk, il confine tra l’essere umano e l’algotronica si dissolverebbe, dando vita a nuove forme di identità e società, aperte al modello di “meta digital interface human unity”. Questo significherebbe riassemblare i modelli sociali ponendo al centro la persona umana, in dialogo con una cognizione estesa.

Si tratterebbe di esplorare un futuro di simbiosi e ibridazione, in cui l’umanità si reinventa attraverso la connessione digitale e l’evoluzione condivisa con intelligenze artificiali generative, dotate di apprendimento emotivo e sempre più “umanizzate”.

Ambiente, Arta Abruzzo: un quarto di secolo a tutela territorio

Roma, 21 gen. (askanews) – “Da 25 anni ARTA Abruzzo rappresenta un punto di riferimento nella tutela ambientale. Abbiamo trasformato analisi e dati in strumenti concreti per prevenire rischi e proteggere il territorio, con una visione rivolta al futuro. Lavoriamo per formare cittadini consapevoli e per garantire un domani sostenibile. Custodire il presente il primo passo per costruire il futuro”.

Lo ha dichiarato l’Avv. Maurizio Dionisio, Direttore Generale di Arta Abruzzo, in occasione del 25esimo anniversario dell’Agenzia Regionale per la Tutela dell’Ambiente e le celebrazioni previste con due giornate di eventi il 23 e 24 gennaio, a L’Aquila e Pescara. Al centro, i traguardi raggiunti e le sfide per proteggere salute e ambiente.

La "Locura" di Lazza, il re del rap brilla nella sua Milano

Milano, 21 gen. (askanews) – “E’ un momento incredibile, ho superato tutte le previsioni col disco “Locura” e mi sto godendo i frutti di un lavoro che è stato complesso, sono contento, ma rotto fisicamente, lo spettacolo è lungo, 37 canzoni, arrivo a fine scaletta massacrato a livello vocale”. Così Lazza a poche ore dall’inizio del suo show al Forum di Assago prima data milanese del poker di sold out del 21-22-24-25 gennaio, parte del Locura Tour 2025.

Per Lazza non poteva esserci modo migliore per iniziare il nuovo anno: sul palco, con la sua musica, scatenando tutta la sua energia live davanti al suo pubblico, alla sua Milano. Per il suo secondo tour nei palazzetti, una volta in più ha voluto stupire il suo pubblico con uno show fuori dagli schemi, curato nei minimi dettagli: circa due ore e mezza di musica e delirio. Ovviamente non potevano mancare gli ospiti, con lui sul palco del Forum sono saliti molti tra i più forti nomi della scena rap attuale, a cominciare da Ghali, Tedua, Tony Effe e Sfera ma ci sono anche Kid Yugi, Noyz e Capo Plaza. Una carrellata di hit travolgenti ma non è solo una sorpresa dedicata ai fan di Milano: “anche nelle altre date dove è possibile ho cercato e cercherò di portare degli ospiti, non vorrei penalizzare che non è di Milano anche se questa è la mia città”. Nel momento acustico sul palco c’è una presenta familiare e fondamentale nella carriera di Lazza: “Ho voluto con me Alexander il mio maestro di pianoforte, è lui che mi ha insegnato a mettere le mani sui tasti, lo chiamo zio, per me è fondamentale, io sono molto legato alla famiglia e lui ne è parte”. Al centro dello show c’è l’ultimo album fresco di certificazione Triplo Disco di Platino “Locura” (Island Records), ma c’è anche il meglio del suo repertorio. Dietro il Locura Tour 2025 si cela un lavoro creativo e tecnico di altissimo livello, frutto della collaborazione tra lo Studio Blearred ed Eleonora Peronetti. Insieme hanno dato forma a una visione innovativa e immersiva che porta nei palazzetti italiani un’esperienza visiva senza precedenti. Il tema centrale del nuovo album di Lazza -il complesso rapporto tra l’artista, la follia e il successo- si riflette nella scenografia potente e simbolica con un palco a forma di Diamante: ci sono monoliti conficcati nel palco, lastre di cemento spaccate da cui emergono fasci di luce pulsante, metafore visive delle crisi creative che rigenerano l’arte. A dare movimento a quest’universo complesso e stratificato, l’utilizzo di soluzioni custom all’avanguardia come botole, lift e magic stairs. “Il pubblico dai diversi punti vede tutte cose diverse. Sono soddisfatto del risultato. Mi sono ispirato al disco diamante per disegnare il palco a forma di diamante ancora prima di ottenere la certificazione per Sirio, ma è un palco senza regole così come è senza regole il mio disco Locura” racconta Lazza. Il rapper sul palco si muove tra mondi eterei e sognanti rappresentati nei display LED, sfidando la fisicità della scena. Se la progettazione del lighting design unisce matericità e leggerezza, enfatizzando sia la solidità della scenografia che atmosfere oniriche, i contenuti video -curati dal collettivo Highfiles Visuals- amplificano il messaggio artistico trasformando ogni brano in un viaggio nella locura di Lazza. In linea con l’immaginario post apocalittico richiamato dall’allestimento è anche la visione moda dello show, dove tutti i capi custom (nei colori del bianco e nero) sono firmati da Domenico Orefice. Ovviamente non manca il riferimento agli Stadi (il 5 luglio a Lignano Sabbiadoro (UD) @ Stadio Teghil (data zero) e il 9 luglio 2025 a Milano @ Stadio San Siro) e al prossimo tour in Europa, toccando Barcellona, Madrid, Parigi, Londra, Bruxelles, Berlino, Amsterdam, Stoccarda, Zurigo, Vienna e Monaco. “Quando ho iniziato a fare i primissimi concerti da ragazzino speravo che ci fossero almeno 100 persone a sentirmi, ci mettevo la stessa enfasi che ci metto oggi, non avrei mai pensato di poter fare i palazzetti. La scena rap è cresciuta molto rispetto a quando ero piccolo ed è bello che ora i ragazzi possano avere grandi opportunità. Non ho ancora pensato a che tipo di show porterò, nelle date europee sarà nei club, con una dimensione più piccola dei palazzetti dove posso avere un rapporto diretto con quelli che sono nelle prime file. Negli stadi davvero non ci ho pensato ma magari a San Siro porterò qualcosa sul Milan” racconta il rapper grande tifoso rossonero.

Dopo Mantova, Padova, Eboli, Torino, Bologna e Milano, la progressiva catena di sold out dell’artista del roster Me Next toccherà anche Firenze (27 gennaio) per chiudere il cerchio a Roma (30 gennaio) però Lazza vuole prendere una piccola pausa, prima dei nuovi impegni in primavera: “Tutto il tempo libero lo dedico a mio figlio, mi piacerebbe portarlo ai concerti ma è ancora davvero troppo piccolo, in compenso a vedere i miei live viene sempre mia mamma che è la mia fan numero uno. Poi devo seguire i lavori della casa che ho comprato a Milano e vorrei fare anche fare una settimana di vacanza”. Al momento non sono previste sue partecipazioni come ospite al Festival di Sanremo, dei sui amici in gara Tony Effe, Emis Killa e Fedez: “Non ho sentito nulla e voglio godermi la sorpresa, auguro a tutti loro di fare un bel percorso come l’ho fatto io, poi tra gli altri concorrenti stimo e seguo Brunori Sas, penso che sia una penna geniale”.

E di superarsi, Lazza -l’artista italiano con più certificazioni del 2024 secondo dati FIMI- non ha intenzione di smettere: lo ha fatto anche nelle ultime settimane conquistando il Disco di Diamante con SIRIO. Un risultato unico nel suo genere, considerando che nessun rapper solista in Italia è mai arrivato a fare Disco di Diamante per un album, confermando una volta in più SIRIO come album culto del genere in Italia, per oltre due anni sempre saldamente ai vertici delle classifiche di vendita, con il primato assoluto di permanenza al n°1 FIMI (21 settimane) e il traguardo di 1 miliardo di stream su Spotify recentemente raggiunto e superato.

Neonata rapita da una clinica a Cosenza, ritrovata da polizia

Milano, 21 gen. (askanews) – Una bambina nata da un giorno è stata rapita dalla clinica Sacro Cuore di Cosenza presumibilmente intorno alle 18 e 30 e successivamente ritrovata dalla polizia dopo il disperato appello dei familiari. La neonata, Sofia Cavoto, secondo il Quotidiano del Sud è stata ritrovata forse in contrada Rocchi, in ogni caso nell’area urbana della città calabrese, in un’auto con a bordo una coppia che era stata ripresa da telecamere di sorveglianza esterne. I testimoni avevano raccontato di una donna tarchiata e bassa, vestita di nero, con una mascherina, capelli con treccine bianche e nere. Si sarebbe finta infermiera, avrebbe prelevato la bambina con tutta la culletta con la scusa di una visita pediatrica. La donna sarebbe uscita senza problemi, fuori un uomo era in attesa.

Grandine e auto: Car Work Academy forma i nuovi professionisti

Roma, 21 gen. (askanews) – I danni provocati dalla grandine impattano negativamente sul valore delle auto. Nico Castaldi ci parla di questo fenomeno in continuo aumento. Tra i fenomeni meteo estremi, causati dai cambiamenti climatici, sono sempre pi frequenti le grandinate di grandi dimensioni. Negli ultimi anni sono aumentate in modo esponenziale, provocando spesso danni ingenti soprattutto alle vetture. Bastano pochi minuti di maltempo per ritrovarsi con la carrozzeria devastata da bolli e ammaccature.

” vero, – afferma Nico Castaldi, amministratore di Car Work – soprattutto negli ultimi due anni il numero delle auto colpite da grandine si aggira intorno al milione in Europa, ma il problema non circoscritto solo a quel territorio ma a tutto il globo. Il nostro team, per l’appunto, appena rientrato dagli Stati Uniti: quando si tratta di gestire queste problematiche, per noi non esistono limiti geografici”.

I danni da grandine rappresentano quindi un incubo per molti automobilisti. La buona notizia che oggi si possono riparare con tecniche pi efficaci di quelle della carrozzeria tradizionale e soprattutto in tempi molto pi veloci. “Il nostro lavoro prevede una riparazione tecnica a freddo; nel passato si doveva utilizzare la stuccatura e la verniciatura, e ci comportava una perdita di valore dell’auto, ma grazie al nostro metodo non si va a toccare la vernice e di conseguenza il valore della macchina resta immutato” prosegue Castaldi. La riparazione dai danni della grandine quindi di grande utilit sociale, ma pu diventare allo stesso tempo anche una buona opportunit professionale.

“Per svolgere questa professione occorre grande competenza, ecco perch abbiamo messo a disposizione la nostra esperienza quarantennale fondando l’Accademia pi competente d’Italia, la Car Work Academy, che andr a formare professionisti in grado di riparare danni da grandine in tutto il mondo” afferma l’amministratore di Car Work.

Frequentare quindi la Car Work Academy per levabolli professionisti pu fare la differenza. “La Car Work Academy prevede una parte teoria dove andremo ad elencare tutti i principi fondamentali della tecnica e poi una parte pratica che andr a sviluppare le competenze necessarie per svolgere questa professione. L’Academy, inoltre, non si limita solo a fornire le competenze ma anche ad “inserire” nel campo professionale, attraverso il nostro network, per riparare le auto danneggiate dalla grandine in tutto il mondo. Questa si rivela una grande opportunit professionale perch questi fenomeni sono fortemente localizzati e dunque c’ una richiesta sempre pi alta di professionisti in questo campo” conclude Nico Castaldi.

Esplosione a Catania, crollata palazzina di tre piani per fuga gas

Milano, 21 gen. (askanews) – Una palazzina di tre piani è crollata dopo un’esplosione a Catania nel quartiere San Giovanni Galermo per una fuga di gas. Secondo il sindaco della città etnea, Enrico Trantino, intervenuto a Rai News 24, si tratta di una palazzina dell’Istituto Autonomo Case Popolari che era in corso di ristrutturazione. Fatto che induce a sperare con non fosse abitata. Il primo cittadino ha citato l’ipotesi di un bilancio di sette persone ferite, alcune delle quali gravi, ma ha precisato che non ci sono notizie certe né confermate su eventuali vittime o feriti.

Il crollo è avvenuto in via Fratelli Gualandi e, secondo quanto appreso dal Quotidiano di Sicilia, sul posto si era prima sentito un forte odore di gas. Per questo stavano operando due squadre di operai per ricercare una perdita nella rete cittadina e i vigili del fuoco. Una persona in codice rosso è stata ricoverata all’ospedale Cannizzaro, altri tre feriti sono stati trasferiti al Policlinico. Il boato è stato avvertito a distanza.

A Milano primo evento dedicato a sport più importanti di racchetta

Milano, 21 gen. (askanews) – Padel Trend Expo, il progetto vincente che in due edizioni ha entusiasmato oltre 40mila visitatori e coinvolto 265 brand e 4500 club, si trasforma in Racquet Trend e torna a Milano, per la prima volta negli spazi espositivi di Fiera Milano a Rho, dal 7 al 9 marzo 2025.

Un’evoluzione – sottolinea una nota – che fa di questo atteso appuntamento il primo format in Europa interamente dedicato a tutti i principali sport di racchetta, coinvolgendo i settori B2B e B2C per offrire un’esperienza unica a professionisti e appassionati.

Un primato consacrato in un prestigioso palcoscenico: Racquet Trend sarà infatti ospitato nel nuovo padiglione realizzato all’interno di Fiera Milano e destinato ad accogliere i prossimi Giochi Olimpici invernali, facendosi così tra i capifila di un’era di grandi eventi sportivi a livello globale.

Tennis, padel, pickleball, beach tennis e tennis tavolo: tutto il mondo dei principali sport di racchetta saranno presenti con aree dedicate, dove gli appassionati potranno trovare tutte le novità di settore, cimentarsi sui 22 campi allestiti, partecipare a clinic, eventi, competizioni, spettacoli e convegni, alla presenza di campioni, coach, vip e leggende di questi sport. Quello della racchetta è un settore multidimensionale, in grande espansione, che conta in Italia milioni di appassionati, anche grazie al diffondersi di nuove discipline.

Racquet Trend diventa così un influente punto di riferimento internazionale per il divertimento, il business, la conoscenza di questi sport, coinvolgendo allo stesso tempo addetti ai lavori, aziende, giocatori e appassionati. Ad attenderli, un percorso immersivo che vede la collaborazione e il coinvolgimento delle Federazioni Sportive e di aziende di oltre 20 Paesi: queste – conclude il comunicato – animeranno un’esposizione con le ultime collezioni e le novità dei migliori brand del mondo, dove il pubblico potrà anche acquistare i prodotti esposti.

Salvini in aula insiste su sabotaggi treni. Spiccano assenze Fdi-Fi

Roma, 21 gen. (askanews) – Richiesto a gran voce dalle opposizioni nei giorni neri dei ritardi ferroviari, Matteo Salvini ri-compare in aula alla Camera alle 18.30 in punto per rispondere finalmente sulle difficoltà che si sono registrate nelle ultime settimane lungo la rete ferroviaria. La maggioranza lo accoglie con un paio di applausi quando ringrazia i dipendenti delle Fs che “non meritano fango” e quando cita il numero record di viaggiatori registrati, l’opposizione non esita a sottolineare che tra i banchi del governo c’è “un monocolore della Lega”.

Accanto al ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, alla sua destra, c’è un solo ministro, è Roberto Calderoli. Nella fila in basso tutti i sottosegretari della Lega: ci sono Nicola Molteni, Edoardo Rixi, Giuseppina Castiello, Luigi D’Eramo, Federico Freni, Massimo Bitonci, Claudio Durigon, Andrea Ostellari, Alessandro Morelli. Tutti schierati. A presiedere l’aula il Presidente Lorenzo Fontana. “Nessuna forza politica di maggioranza ci mette la faccia, solo il suo partito”, commenta il capogruppo Iv Davide Faraone. Non si è fermato nemmeno il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove che per tutto il pomeriggio è stato in aula a seguire il decreto giustizia approvato a Montecitorio in via definitiva. L’esponente di Fdi è uscito dall’aula e ha lasciato la Camera non appena il vicepresidente di turno Sergio Costa ha dichiarato chiusa la votazione finale, un minuto prima dell’arrivo del leader del Carroccio.

Nella sua informativa Salvini insiste sul fatto che ritardi e problemi siano dovuti a sabotaggi: “Guarda un po’ la coincidenza, dopo le pubbliche denunce e gli esposti non si sono più verificati. Tanto che la circolazione è tornata regolare con rarissime eccezioni in gran parte dovute al maltempo”, afferma. Ma secondo Benedetto Della Vedova, deputato di Più Europa, “il punto politico sembra un altro: a sostenerlo dai banchi del governo la delegazione leghista quasi al completo ma nessun membro di governo di FdI e Forza Italia. Un caso o un sabotaggio politico?”.

Al termine dell’intervento del ministro la maggioranza applaude ma ad alzarsi in piedi sono solo i deputati leghisti. Nel dibattito che segue l’informativa per Fdi e di Fi non ci sono nomi di spicco. Parlano il capogruppo del partito di Meloni in commissione Trasporti, Fabio Raimondo, e il vicepresidente della stessa commissione, il forzista Andrea Caroppo. Sostengono Salvini, gli chiedono di andare avanti. Per la Lega prende la parola il presidente dei deputati Riccardo Molinari, per Noi Moderati il leader Maurizio Lupi.

La segretaria del Pd, Elly Schlein, attacca: “Lei non fa più il ministro dell’Interno e non è possibile che l’unico spostamento che le interessa è il suo al Viminale. Ma Giorgia Meloni non vuole affidarle quell’incarico, si rassegni e cominci a lavorare”. Poi aggiunge una battuta diretta alla premier: “A Giorgia Meloni, che ha la vera responsabilità di tutto questo disagio che vivono ogni giorno lavoratori e studenti, dico di smetterla di nascondersi ogni giorno dietro a Salvini. La ricorderanno come quella che ‘quando c’era lei non c’era un treno che arrivasse in orario”.

Al termine della seduta, i giornalisti in Transatlantico chiedono a Salvini se la ministra Santanchè debba dimettersi: “Perché? Perché M5s chiede le dimissioni?” Il rinvio a giudizio “non è una condanna. Siamo in un paese dove uno è colpevole dopo tre gradi di giudizio. Quindi, per quello che mi riguarda non cambia assolutamente nulla”. Mentre sull’assenza degli alleati dai banchi del governo preferisce tacere: manda un bacio e augura buon lavoro.

Schlein compatta Pd su Trump e Salvini, ma nodo è Jobs act

Roma, 21 gen. (askanews) – Donald Trump, Elon Musk, la tecno-destra, Matteo Salvini, l’autonomia differenziata: Elly Schlein fissa l’agenda comunicativa del Pd, punta i riflettori sul centrodestra e cerca di tenere da parte le questioni più spinose, dal ritrovato protagonismo dei “moderati” dem alla questione del referendum sul Jobs act. La leader democratica convoca anche la segreteria, la riunione dura parecchio e viene dedicata, appunto, soprattutto ai temi della “mobilitazione”, come li ha definiti lei stessa. Sui centristi neanche una parola con i cronisti, ma frasi molto diplomatiche anche durante la riunione della segreteria. Per quanto riguarda il Jobs act appena un accenno quando i giornalisti le pongono la domanda: “Io li ho firmati – ha spiegato quando le è stato chiesto quale sarà l’indicazione di voto – senz’altro non faremo mancare il nostro contributo”.

Se ne discuterà, l’ala moderata-riformista del Pd – quella che era stata più vicina a Matteo Renzi – non ha intenzione di rinnegare il lavoro fatto dieci anni fa. Alessandro Alfieri, sul Corriere della sera, lo ha già spiegato: “Un referendum sul Jobs act rischia di riaprire ferite del passato. Fin dall’inizio ho dichiarato che non l’avrei sostenuto. Abbiamo bisogno, oggi, di mettere in evidenza le tantissime battaglie che ci uniscono, non quelle che ci dividono”. Posizione che è un po’ quella di tutta la minoranza, da Marianna Madia a Graziano Delrio e Lorenzo Guerini. Certo, precisa uno di parlamentari ‘moderati’, “non ci metteremo a fare i comitati del no con Renzi, ma c’è una strumentalizzazione da parte di Landini che non ci fa bene. E certamente non faremo campagna per il sì, ne voteremo per l’abrogazione”. La minoranza spera che la segretaria arrivi a non dare indicazione di voto, pur ovviamente facendo campagna attiva per il sì. “Se schierasse il partito tutti noi non la seguiremmo”.

Antonio Misiani, responsabile economia in segreteria, la mette così: “Capisco che il referendum non è il migliore degli strumenti possibili, ma è importante che arrivi un segnale nella direzione di un rafforzamento delle tutele del lavoro”. Insomma, difficile non stare con la Cgil e chi vuole l’abrogazione del Jobs act. Ma, precisa, “avremo luoghi in cui discuterne, il Pd non è e non sarà mai una caserma”.

Sui movimenti di cattolici e riformisti – i due convegni dello scorso fine settimana – non sono mancate le critiche – da sinistra – in segreteria. Ma, appunto, non da parte di Schlein, che – raccontano – è stata assai prudente. La segretaria, del resto, sa che chi era ad Orvieto, a partire da Paolo Gentiloni, non mette in discussione la permanenza nel Pd. E lo stesso ex premier oggi ha precisato: “C’è una gran voglia di pluralismo interno. Sarebbe un errore trasformare questo in una fronda nei confronti di Elly Schlein, che ha riattivato il Pd in fondo, e quindi ha dei meriti”. Al tempo stesso, ripete, se i centristi fuori dal partito si uniscono bene, ma in ogni caso il Pd “deve avere un profilo di governo” e non cercare un “alibi per dire che mandiamo all’esterno le componenti riformiste”.

Da questo punto di vista, raccontano, la stessa Schlein sarebbe almeno in parte d’accordo: la leader Pd non intende rinunciare al profilo ‘netto’ che ha dato al partito, ma non vede bene nemmeno la nascita di una ‘nuova Margherita’ che porti alla fuoriuscita dei moderati Pd. La spaccatura ridimensionerebbe il partito e aprirebbe la discussione sul nome del ‘federatore’, o meglio del candidato – o della candidata! – premier. Dunque bene se Renzi, Calenda, Sala, Ruffini, Più Europa trovano un modo per presentare un’unica lista. Ma l’esodo dei moderati dem sarebbe un’altra cosa, non auspicabile. Per questa discussione però c’è tempo, se parlerà molto da qui alle politiche.

Salvini alla Camera su ritardi treni, Schlein: cominci a lavorare

Roma, 21 gen. (askanews) – “Viene qui con un esposto a ricordarci che le Ferrovie si sono scusate. Ma quand’è che si scusa lei con gli italiani? Quand’è che si scusa Giorgia Meloni per i disagi?”. La leader Pd Elly Schlein interviene in aula alla Camera, attacca il ministro dei Trasporti Matteo Salvini, che ha riferito in Parlamento sui disservizi della rete ferroviaria. “E non parliamo solo dei disagi dovuti ai guasti, ma ai ritardi, alle procedure troppo complicate per i rimborsi. Non passa giorno che la situazione non veda un peggioramento. Oggi è difficile programmare qualsiasi spostamento”.

“Lei non fa più il ministro dell’Interno e non è possibile che l’unico spostamento che le interessa è il suo al Viminale. Ma Giorgia Meloni non vuole affidarle quell’incarico, si rassegni e cominci a lavorare”, ha detto ancora la leader dem rivolta a Salvini.

“Il governo Meloni sta paralizzando l’Italia, blocca ogni giorno milioni di pendolari nelle amministrazioni. E non vi assumente neanche oggi uno straccio di responsabilità”, ha attaccato ancora Schlein. “Guardate che non fa male ogni tanto in politica dire ‘scusate, possiamo fare meglio’. I cittadini vogliono impegni concreti, treni in orario, rimborsi immediatià”.

Invece “Giorgia Meloni ha lasciato le briciole nella legge di bilancio per il trasporto pubblico. Mentre sprecate risorse pubbliche per il fantomatico ponte sullo Strettoà Un consiglio ministro (Salvini, ndr): lasci stare il ponte e il Viminale e lavori a far funzionare i treni”.

I robot “da favola” che aiutano i bambini in radioterapia

Milano, 21 gen. (askanews) – Combinare utile e meraviglia. l’obiettivo di “Enchanted Tools”, startup di robotica francese (presente al Ces di Las Vegas 2025, organizzato da Cta) che ha creato Mirokai, robot con AI e fattezze da mondo delle favole, che interagiscono con gli utenti, si orientano in autonomia, possono svolgere compiti grazie a mani e braccia robotiche.

“Lavoriamo con gli ospedali francesi, anche con uno pediatrico-oncologico, e i robot l accompagnano i bambini durante i trattamenti – spiegano – i robot sorridono, raccontano storie, cantano, li vedete i sorrisi sulle facce della gente che vedono questi robot”. In particolare vengono usati nelle stanze della radioterapia, dove i genitori dei bambini non possono entrare, per aiutarli a ridurre l’ansia, passare il tempo e rendere un po’ pi confortevole e giocoso un momento cos difficile.

Simone Cristicchi annuncia l’album "Dalle tenebre alla luce"

Milano, 21 gen. (askanews) – Il 14 febbraio esce in digitale, cd e vinile “Dalle tenebre alla luce” (Dueffel Music / ADA Music Italy), la speciale edizione dell’ultimo album di Simone Cristicchi che contiene anche “Quando sarai piccola”, brano in gara al 75° Festival di Sanremo. Da oggi, martedì 21 gennaio, l’album è disponibile in pre-save e in pre-order. La fotografia di copertina dell’album è stata realizzata da Andrea Arbizzi e rappresenta la nebulosa soprannominata l'”Occhio di Dio” (Helix Nebula NGC7293).

Prodotto da Francesco Migliacci e Francesco Musacco, “Dalle tenebre alla luce” è il quinto album in studio di Simone Cristicchi e prende il nome da uno dei brani che fanno parte dell’album, tratto dallo spettacolo teatrale del poliedrico artista, “Paradiso – Dalle tenebre alla luce”.

L’album contiene il singolo “Il clandestino” feat. Maurizio Filardo composto per l’omonima serie Tv diretta da Rolando Ravello con protagonista Edoardo Leo e due speciali collaborazioni: sulle note di “Le poche cose che contano” Cristicchi duetta con Amara (co-autrice del testo e delle musiche di “Le poche cose che contano”, autrice e compositrice di “Accade” e co-autrice della musica di “Quando sarai piccola”), mentre Francesco Musacco suona il pianoforte in “Credo”. Ad impreziosire l’album c’è anche la poesia di Marco Guzzi intitolata “L’ultima lezione”, recitata da Cristicchi nella seconda parte del brano “Accade”.

“Quando sarai piccola”, brano in gara al Festival di Sanremo e contenuto nella nuova edizione dell’album, è scritto dallo stesso artista con Nicola Brunialti con la musica composta da Cristicchi e Amara.

Questa la tracklist di “Dalle tenebre alla luce”: “Quando sarai piccola”, “Il Clandestino” feat. Maurizio Filardo, “Cerco una parola”, “Cade”, “Le poche cose che contano” feat. Amara, “Un altro noi”, “Credo” feat. Francesco Musacco (piano), “Sette miliardi di felicità”, “I tuoi occhi”, “Tornasole”, “Accade”, e “Dalle tenebre alla luce”.

Salvini alla Camera, tra i banchi del governo solo esponenti Lega

Roma, 21 gen. (askanews) – Inizia con due applausi dai banchi della maggioranza l’informativa del ministro per i Trasporti e le infrastrutture Matteo Salvini in aula alla Camera sui ritardi dei treni: uno per i dipendenti delle Fs che “non meritano il fango” delle reazioni che la situazione critica della rete ferroviaria ha suscitato e l’altro per il numero record di viaggiatori registrati.

Tra i banchi del governo, mentre il leader della Lega interviene, solo un ministro – Roberto Calderoli – e una schiera di sottosegretari, tutti del partito di Salvini: Nicola Molteni, Edoardo Rixi, Giuseppina Castiello, Federico Frenj, Massimo Bitonci, Claudio Durigon, Andrea Ostellari, Alessandro Morelli.

Al termine dell’intervento, tra i banchi della maggioranza, solo i deputati leghisti si sono alzati in piedi per applaudire il ministro Salvini.

Giornata Memoria, esce per TS Edizioni Abbecedario della Shoah

Roma, 21 gen. (askanews) – TS Edizioni pubblica “Abbecedario della Shoah. Le parole per capire e non dimenticare” di Anna Maria Foli. Scrive la curatrice nell’introduzione: “Abbecedario della Shoah vuol essere uno strumento agile per riflettere sulla tragedia che ha segnato il XX secolo lasciando un segno indelebile nella memoria collettiva dell’umanità. La Shoah, lo sterminio sistematico degli ebrei europei perpetrato dal regime nazista, rappresenta un abisso di brutalità e odio che ha stravolto la storia, la coscienza e i valori della civiltà occidentale”.

Questo semplice dizionario si propone di ritrovare la pregnanza di parole che altrimenti rischiano di perdere il loro impatto a causa del tempo e della distanza dagli eventi. Prosegue Foli: “La struttura dell’opera è semplice, ma densa: a ogni voce è affidato il compito di illustrare un concetto chiave. Alcuni termini descrivono le ideologie distorte e le classificazioni razziali che alimentavano l’odio nazista (‘Ariano’, ‘Sottouomini’, ‘Gerarchia delle razze’), altri ci conducono nei luoghi della tragedia (‘Auschwitz’, ‘Ghetto’, ‘Marcia della morte’). Non mancano riferimenti alla lingua stessa dell’orrore (‘Lagersprache’, ‘Matricola’), né all’universo simbolico che marchiava gli individui (come la ‘Stella di David’ e la pratica della ‘Marcatura’). Ogni voce si fa testimone e ricorda al lettore che il fanatismo malato può diventare contagioso e che l’essere umano può assuefarsi al male facendolo diventare ‘banale’, come ha sostenuto Hannah Arendt nel suo La banalità del male”.

Ogni voce è accompagnata da una scelta antologica di brani letterari, scritti e testimonianze che arricchiscono la riflessione e sostengono l’interiorizzazione del significato. “Attraverso voci che descrivono i luoghi dell’orrore, i processi di emarginazione e persecuzione, le istituzioni del terrore, le brutalità della selezione e delle camere a gas, il lettore è guidato in un percorso di conoscenza che non può e non deve essere cancellato”.

Al termine dell’introduzione si legge: “La funzione di questo essenziale glossario va oltre la didattica: esso intende promuovere una riflessione critica e invitare ciascuno a interrogarsi su come un simile orrore sia potuto accadere. La parola diventa così un invito alla consapevolezza storica e alla vigilanza morale. Questo dizionario si rivolge a un pubblico vasto e variegato: studenti e docenti che affrontano le tematiche della Shoah nelle scuole e nelle università, studiosi e appassionati di Storia, lettori comuni interessati a comprendere meglio le radici dell’odio e delle ideologie totalitarie. È uno strumento prezioso anche per educatori, operatori museali, giornalisti e chiunque sia impegnato nella lotta contro il negazionismo e l’indifferenza”.

Un abbecedario è per definizione un’opera oggettiva, ma qui l’oggettività lascia spazio a una responsabilità storica e morale. Comprendere queste parole non significa solo trattenerne il senso, ma anche entrare nel cuore di una catastrofe umana, affinché il suo ricordo resti vivo e diventi un monito contro ogni forma attuale di intolleranza e di odio.

Ue, con "Omnibus" comincia la deregolamentazione del Green Deal

Bruxelles, 21 gen. (askanews) – E’ l’aria del tempo: negli Usa, la deregolamentazione sarà una delle parole chiave della nuova Amministrazione Trump, che ha già cominciato a ritirarsi dagli accordi e dalle organizzazioni internazionali che impongono regole e limiti al mercato. E anche nell’Ue è arrivato il momento di rivedere e “semplificare” le normative, soprattutto quelle ambientali del Green Deal, che secondo l’industria, e le imprese in generale, impongono oneri burocratici e costi aggiuntivi che finiscono con aver un impatto negativo sulla competitività europea.

Se ne è parlato al Consiglio Ecofin, oggi a Bruxelles, e se ne riparlerà praticamente ogni mese, ad ogni nuova riunione dei ministri economici e finanziari in questo semestre, perché così ha deciso la presidenza di turno polacca del Consiglio Ue. E la Commissione europea presenterà già a fine febbraio una prima proposta, detta “Omnibus”, di semplificazione, in particolare per quanto riguarda tre regolamenti già in vigore sulla sostenibilità ambientale, l’ultimo dei quali (sulla “diligenza dovuta” delle grandi aziende nel controllo delle loro catene del valore) è stato approvato, dopo essere stato negoziato a lungo fortemente modificato, meno di un anno fa.

Durante l’Ecofin, i ministri hanno espresso le loro aspettative ai due membri della Commissione che hanno il compito di presentare la proposta “Omnibus”, il commissario per l’Economia e la Produttività, l’Attuazione e la Semplificazione, Valdis Dombrovskis, e il vicepresidente esecutivo responsabile per la Prosperità e la Strategia industriale, Stéphane Séjourné.

La “semplificazione”, aveva detto Séjourné stamattina arrivando alla riunione “è un grande tema, molto atteso dalle aziende e anche dal Consiglio Ue, con grandi aspettative. A fine febbraio – ha annunciato – presenteremo come Commissione europea un testo ‘Omnibus’ di semplificazione, con un certo numero di elementi che dovrebbero semplificare la vita delle imprese e fare del territorio europeo un’area di investimenti attraente anche per gli investimenti internazionali”.

Durante la conferenza stampa al termine del Consiglio, rispondendo a un giornalista che chiedeva delle anticipazioni sulla proposta “Omnibus’, e un chiarimento sulla sua portata, se includerà anche la legislazione già in vigore, Dombrovskis ha risposto: “Saluto con favore la discussione odierna dell’Ecofin: c’è stato un ampio sostegno da parte dei ministri per questo programma di semplificazione, e molti ministri hanno sottolineato la necessità di un approccio ambizioso verso la semplificazione”, ma “senza perdere di vista i nostri obiettivi di policy: questo è l’approccio che la Commissione europea deve seguire”.

Quanto al significato del nome “Omnibus”, ha precisato il commissario, si tratta “fondamentalmente di una tecnica legislativa in cui con una proposta possiamo aprire diversi atti della legislazione; quindi in un certo senso, se non aprissimo nessuna legislazione” già in vigore “non avremmo bisogno di omnibus”.

Insomma, ha continuato Dombrovskis, “certamente stiamo cercando la possibilità di aprire effettivamente tutti i tipi di legislazione, anche per eliminare certe incongruenze e sovrapposizioni tra diversi atti legislativi”. Inoltre, il commissario ha sottolineato che “se non riaprissimo alcuna legislazione, non saremmo in grado di raggiungere i nostri obiettivi di riduzione degli oneri burocratici, che come sapete sono del 25%, e del 35% nel caso delle Pmi”. Queste percentuali compaiono nella “lettera di missione” a Dombrovskis inviata dalla presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, per il suo nuovo mandato.

“Abbiamo bisogno – ha osservato il commissario – di avere un approccio serio e completo”, e “naturalmente questa proposta omnibus è solo l’inizio del lavoro: in realtà ogni membro della Commissione è responsabile di rilevare possibilità di semplificazione nella legislazione Ue esistente e di presentare proposte in questo senso che saranno poi integrate nel programma di lavoro della Commissione”. E’ un lavoro, quindi, “che continuerà nei prossimi mesi e anni”.

Il presidente di turno del Consiglio Ecofin, il ministro delle Finanze polacco Andrzej Domanski ha aggiunto poi che i ministri dei Ventisette “vogliono migliorare radicalmente l’ambiente aziendale. Naturalmente spetta alla Commissione aiutarci a raggiungere questo obiettivo, ma so che il commissario Dombrovskis è assolutamente dedito a questo compito, ne abbiamo parlato diverse volte, che è assolutamente prioritario per l’economia europea”.

“Ci sono paesi – ha riferito Domanski – che chiedono apertamente se non siamo andati troppo oltre con la regolamentazione che è già stata attuata”; in altre parole, per questi Stati membri non basta evitare che ci siano nuovi atti legislativi, ma bisogna rivedere quelli già in attuazione. “Quindi mi aspetto che entro il mese prossimo otterremo un progresso sostanziale, siamo impazienti di vedere le proposte della Commissione, il pacchetto di semplificazione ‘Omnibus’, e poi la ‘Bussola della Competitività’, che vedremo molto, molto presto. Credo che oggi tutti i ministri abbiano preso parte a questa discussione, e tutti erano davvero ben preparati; e per loro è davvero la massima priorità”.

“Questo è il motivo – ha spiegato il presidente di turno del Consiglio Ue – per cui abbiamo deciso di avere questo punto all’ordine del giorno di ogni riunione dell’Ecofin durante la presidenza polacca. Crediamo che sia giunto il momento di agire; anche a causa dei cambiamenti geopolitici: possiamo aspettarci – ha rilevato a questo punto Domanski – una certa deregolamentazione negli Stati Uniti, il che potrebbe mettere le aziende europee, le industrie europee in una posizione di svantaggio”. Insomma, la “semplificazione” dell’Ue dovrà anche controbilanciare la “deregolamentazione” negli Stati Uniti.

Rispondendo a un altro giornalista Dombrovskis, pur senza entrare nei dettagli della futura proposta Omnibus, ha confermato quanto è già stato annunciato sui tre regolamenti Ue che verranno “semplificati” riguardo agli oneri burocratici che richiedono alle imprese: si tratta della normativa del 2020 sulla “tassonomia” (i criteri di classificazione, ndr) degli investimenti etichettati come “verdi”; del regolamento del 2022 sugli “obblighi di rendicontazione” da parte delle aziende sulle loro politiche di sostenibilità; e del regolamento già citato sulla “diligenza dovuta” delle grandi aziende nel controllo delle loro catene del valore, del 2024.

La semplificazione di queste norme “è in effetti il nostro obiettivo principale” per la proposta annunciata, ha detto il commissario; ma, ha aggiunto il commissario, “stiamo anche valutando la possibilità di includere altri elementi in questo ‘Omnibus’, ma è tutto ancora in fase di elaborazione, quindi non posso annunciare alcun dettaglio”.

“C’è una fortissima richiesta da parte degli Stati membri per questa azione; dobbiamo vedere il primo ‘Omnibus’ per poter valutare; ma se non è abbastanza – ha osservato ancora Domanski -, allora probabilmente possiamo aspettarci che venga presentata un’altra proposta legislativa”. Tra i ministri economici dell’Ue, “qualcuno l’ha chiamata una ‘flotta di Omnibus’; vedremo. Per quanto ne so, sarà pronta molto presto, quindi avremo a breve la possibilità di un’ulteriore discussione”, ha concluso il presidente di turno del Consiglio Ecofin. (fonte immagine: European Union).

Centro Nazionale Meteomont, ten. col. Gini è il nuovo comandante

Roma, 21 gen. (askanews) – Il Centro Nazionale Meteomont ha un nuovo comandante. Si tratta del tenente colonnello Emanuela Gini che subentra al tenente colonnello Vincenzo Romeo congedatosi dopo 16 anni di servizio presso il Meteomont, di cui un anno e mezzo come Comandante del Centro.

Laureata in “Scienze Biologiche”, il nuovo Comandante ha all’attivo un Master di secondo livello in “Sicurezza Ambientale” e un Dottorato di Ricerca in “Biologia Ambientale”. Esperta sciatrice, da sempre appassionata di montagna e ambiente, il tenente colonnello Gini è specialista “sciatore”, “Osservatore meteonivometrico”, “Esperto Neve e Valanghe” e “Previsore neve e valanghe” oltre ad essere abilitata allo sci fuori pista ed aver frequentato il corso Q-GIS.

Entrata a far parte del disciolto Corpo Forestale dello Stato nel 1996 come atleta del Centro Sportivo in virtù dei risultati ottenuti nella specialità di salto con l’asta (primati italiani 1993-94), con l’accorpamento nell’Arma dei Carabinieri ha prestato servizio con il grado di Maggiore come Comandante al Reparto Biodiversità di Roma (2017-2019) e successivamente fino al 2021 ha assunto diversi incarichi presso il Comando Tutela Forestale e Parchi.

Il Meteomont rappresenta un importante servizio dedicato alla montagna dove personale specializzato dell’Arma dei Carabinieri lavora sul fronte della prevenzione del pericolo valanghe svolto su tutto il territorio nazionale attraverso rilevamenti meteo in alta montagna, analisi del manto nevoso e test di stabilità al fine di accrescere la sicurezza dei fruitori dell’ambiente innevato.

La rete di monitoraggio e valutazione del pericolo valanghe è composta dal Centro Nazionale Meteomont del Comando Tutela Forestale e Parchi che certifica e pubblica i dati meteonivometrici e il Bollettino di previsione del pericolo valanghe (diffuso tutti i giorni alle 14:00) sul sito https://meteomont.carabinieri.it e sull’App Meteomont disponibile per Android e iOS. A livello periferico, il Servizio Meteomont è composto da 144 Stazioni Meteonivologiche Tradizionali (SMT) gestite dai Reparti Carabinieri Forestali, presso le quali operano unità di personale qualificato “Osservatore meteonivometrico” e Nuclei Itineranti di Rilevamento (NuIR) formati da personale qualificato “Esperto neve e valanghe”.

I controlli vengono effettuati con cadenza giornaliera da personale qualificato che, una volta raccolti i dati, procede alla elaborazione del Bollettino di previsione del pericolo valanghe, a supporto del Servizio Nazionale di Protezione Civile per le aree antropizzate caratterizzate da infrastrutture, centri abitati, strade ecc., oltre che di informazione pubblica per le aree naturali non antropizzate, elettivamente scelte per una funzione turisticoricreativa e sportiva.

In caso di valanga, tramite del Servizio di Segnalazione Valanghe, vengono attivate tutte le attività previste per l’acquisizione e l’elaborazione delle informazioni necessarie ad alimentare il sistema informativo digitalizzato dedicato, disponibile e consultabile sulle piattaforme web dell’Arma. In un quadro caratterizzato da evidenti cambiamenti climatici in atto, il monitoraggio del manto nevoso e la previsione del pericolo valanghe, rappresentano strumenti fondamentali per garantire sicurezza e protezione ambientale.

In tale ambito, il Servizio Meteomont Carabinieri è riferimento indispensabile per gli utenti dell’ambiente montano innevato che, adeguatamente informati possono vivere la propria esperienza con consapevolezza e quindi in sicurezza.

Sanit, tecnologia ed innovazione nel futuro dell’ASL di Caserta

Caserta, 21 gen. (askanews) – La transizione digitale ad oggi una delle sfide pi importanti per il futuro. La tecnologia e l’innovazione avranno, infatti, un ruolo sempre pi centrale, con l’obiettivo di ottimizzare servizi e processi. Grandi passi in avanti si stanno registrando anche nel servizio pubblico, con la sanit in prima linea. Ad esempio, presso il Palazzo della Salute di Caserta, stata illustrata la rivoluzione in campo sanitario che sta avvenendo in Campania e che vede protagonista, in particolare, l’Azienda Sanitaria di Caserta. La presentazione del progetto “Sistemi Informativi a supporto dei processi di pianificazione e controllo” avvenuta alla presenza del Direttore Generale dell’Asl di Caserta, Amedeo Blasotti e delle aziende leader del settore della tecnologia, Oracle, KPMG e Fastweb, partner del progetto di transizione digitale che l’Asl sta realizzando.

“La trasformazione digitale di tutti i processi aziendali – afferma Amedeo Blasotti – Direttore Generale dell’Asl di Caserta – tra i principali obiettivi strategici dell’Azienda e attraverso un innovativo processo di digitalizzazione desidera mettere a sistema numerose iniziative, progettualit e processi, con la finalit del benessere sociale, assistenziale, economico e ambientale di tutti gli utenti in un’ottica di efficacia, efficienza ed economicit oltre che di sicurezza dei dati. Una parte del processo di transizione e innovazione riguarda le persone e il cambiamento culturale – continua Amedeo Blasotti – Ecco perch abbiamo deciso che di pari passo con l’avanzamento del progetto, digitalizzazione dei sistemi, dei processi e raccolta dati, facciamo anche degli incontri con gli addetti ai lavori, distretto sanitario dopo distretto, per illustrare loro in che modo sta cambiando la sanit e cosa devono fare loro per consentire che questa transizione sia compiuta pienamente”.

Alla pianificazione di transizione digitale che innova la sanit stato dedicato un quaderno divulgativo, una pubblicazione che intende informare puntualmente gli addetti ai lavori e il grande pubblico.

“La realizzazione di questo quaderno divulgativo – spiega Blasotti – nasce dall’esigenza di creare un “ponte” tra l’Azienda Sanitaria Locale di Caserta e i cittadini che ogni giorno si affidano ai nostri servizi. Abbiamo voluto raccontare con trasparenza e chiarezza i passi compiuti e quelli ancora da percorrere nel processo di trasformazione che sta coinvolgendo la nostra Azienda. L’obiettivo duplice: da un lato, desideriamo informare gli assistiti sugli interventi innovativi e sugli investimenti in corso, dimostrando come questi si traducano in un miglioramento concreto dei servizi sanitari. Dall’altro, intendiamo sensibilizzare tutti gli attori coinvolti – cittadini, operatori sanitari, istituzioni – sull’importanza di un cambiamento che riguarda non solo la tecnologia, ma anche la cultura e il modo di percepire la sanit come un servizio vicino, accessibile e orientato ai bisogni di chi ne usufruisce”.

L’azione messa in campo dall’ Azienda Sanitaria di Caserta si realizzer completamente entro il 2028 e prevede investimenti per un valore complessivo di 6.700.000 euro, rispetto ai quali un importante aiuto arriva dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

Trump straccia gli accordi sulla tassazione globale, il rammarico Ue

Roma, 21 gen. (askanews) – Donald Trump ha stracciato gli accordi globali sulla tassazione delle multinazionali, che erano stati faticosamente raggiunti a livello di Ocse e G20. E inizia in salita la relazione della nuova amministrazione Usa con i Paesi dell’Unione europea.

In realtà avrebbe potuto iniziare anche peggio, come è sembrato voler suggerire il neo commissario europeo all’Economia, il lettone Valdis Dombrovskis, quando ha notato che (finora) Trump non ha annunciato nuovi dazi contro l’Ue. Ma di fatto una delle prime mosse operate dal tycoon al debutto, con uno dei vari ordini esecutivi, smantella anni e anni di trattative faticose che, anche con il contributo di due presidenze dell’Italia – prima del G7 nel 2017 e poi del G20 nel 2021 – avevano portato a queste articolate intese sulla tassazione delle multinazionali.

Il provvedimento è stato seguito a breve giro da un “memorandum” del dipartimento del Tesoro Usa, che evidentemente era pronto da tempo (assieme ad altre misure) e che non lascia spazio ad equivoci.

“Il segretario di Stato al Tesoro e il rappresentante Usa presso l’Ocse notificheranno che qualunque impegno preso dalla precedente amministrazione rispetto all’accordo sulla tassazione globale, non ha forza di legge o effetti negli Stati Uniti”, recita la prima sezione del memorandum.

E subito dopo la sezione II aggiunge eloquenti minacce. Tesoro e Dipartimento del Commercio intendono effettuare “accertamenti” su qualunque giurisdizione che imponga tassazioni “extraterritoriali o che colpiscano in maniera sproporzionata imprese americane”. Successivamente prepareranno una lista di “opzioni per misure protettive o altre azioni” (vedi rappresaglie). I risultati di questi accertamenti verranno comunicati alla Casa Bianca entro 60 giorni.

Di fronte a tutto questo la Commissione europea “prende atto e esprime rammarico” per il memorandum, ha affermato Dombrovskis nella conferenza stampa al termine dell’Ecofin. “Come Ue restiamo impegnati sugli accordi e a portare avanti il dialogo con i nostri partner”. Secondo Bruxelles bisogna “discutere con la nuova amministrazione Usa per capire meglio le nuove posizioni”.

Prima dei suddetti accordi Ocse diversi Paesi Ue, a cominciare dalla Francia, avevano avvertito che in assenza degli stessi avrebbero proceduto a imporre in maniera unilaterale tasse sulle multinazionali, in particolare per le quote di fatturato realizzate sui loro territori. Ora bisognerà vedere se riattiveranno questa opzione, con la prospettive di incappare nelle rappresaglie di Washington.

Tanto più che incombe lo spettro anche di una nuova fase di dispute commerciali, che per ora non vede i Paesi Ue investiti dalla prima raffica di misure adottate da Trump.

Sempre secondo Dombrovskis “Unione europea e Stati Uniti condividono una profonda alleanza e amicizia ed è chiaro che le relazioni transatlantiche sono cruciali a livello geopolitico. Per questo è molto importante fare del nostro meglio per costruire una relazione forte e bilanciata con la nuova amministrazione Usa fin dall’inizio”.

“Notiamo che il presidente Usa (finora-ndr) non ha annunciato nessun nuovo dazio sulla Ue, contrariamente ad alcune aspettative. Le relazioni commerciali tra Usa e Ue sono molto importanti, valgono 1.500 miliardi di euro l’anno. Due terzi degli asset americani all’estero sono in Europa e potrei andare avanti. Quindi – ha rilevato – ci sta molto in ballo sia a livello economico che geopolitico”.

Al momento non risultano calendarizzati incontri tra la Ue e gli Usa, ma è quantomai probabile che non tardino ad esser inseriti in agenda. Mentre più avanti sarà da vedere anche come si svilupperanno le relazioni tra le rispettive banche centrali, la Bce e la Federal Reserve. Istituzioni indipendenti rispetto ai governi, ma molto rilevanti nell’intreccio di interessi economici e finanziari tra le due aree. Peraltro il mandato dell’attuale presidente della Fed, Jerone Powell, su cui vari esponenti della nuova amministrazione Usa hanno ripetutamente manifestato malcontento, scade nel maggio del 2026, tra poco più di un anno.

Trump straccia gli accordi su tassazione globale, il rammarico Ue

Roma, 21 gen. (askanews) – Donald Trump ha stracciato gli accordi globali sulla tassazione delle multinazionali, che erano stati faticosamente raggiunti a livello di Ocse e G20. E inizia in salita la relazione della nuova amministrazione Usa con i Paesi dell’Unione europea.

In realtà avrebbe potuto iniziare anche peggio, come è sembrato voler suggerire il neo commissario europeo all’Economia, il lettone Valdis Dombrovskis, quando ha notato che (finora) Trump non ha annunciato nuovi dazi contro l’Ue. Ma di fatto una delle prime mosse operate dal tycoon al debutto, con uno dei vari ordini esecutivi, smantella anni e anni di trattative faticose che, anche con il contributo di due presidenze dell’Italia – prima del G7 nel 2017 e poi del G20 nel 2021 – avevano portato a queste articolate intese sulla tassazione delle multinazionali.

Il provvedimento è stato seguito a breve giro da un “memorandum” del dipartimento del Tesoro Usa, che evidentemente era pronto da tempo (assieme ad altre misure) e che non lascia spazio ad equivoci.

“Il segretario di Stato al Tesoro e il rappresentante Usa presso l’Ocse notificheranno che qualunque impegno preso dalla precedente amministrazione rispetto all’accordo sulla tassazione globale, non ha forza di legge o effetti negli Stati Uniti”, recita la prima sezione del memorandum.

E subito dopo la sezione II aggiunge eloquenti minacce. Tesoro e Dipartimento del Commercio intendono effettuare “accertamenti” su qualunque giurisdizione che imponga tassazioni “extraterritoriali o che colpiscano in maniera sproporzionata imprese americane”. Successivamente prepareranno una lista di “opzioni per misure protettive o altre azioni” (vedi rappresaglie). I risultati di questi accertamenti verranno comunicati alla Casa Bianca entro 60 giorni.

Di fronte a tutto questo la Commissione europea “prende atto e esprime rammarico” per il memorandum, ha affermato Dombrovskis nella conferenza stampa al termine dell’Ecofin. “Come Ue restiamo impegnati sugli accordi e a portare avanti il dialogo con i nostri partner”. Secondo Bruxelles bisogna “discutere con la nuova amministrazione Usa per capire meglio le nuove posizioni”.

Prima dei suddetti accordi Ocse diversi Paesi Ue, a cominciare dalla Francia, avevano avvertito che in assenza degli stessi avrebbero proceduto a imporre in maniera unilaterale tasse sulle multinazionali, in particolare per le quote di fatturato realizzate sui loro territori. Ora bisognerà vedere se riattiveranno questa opzione, con la prospettive di incappare nelle rappresaglie di Washington.

Tanto più che incombe lo spettro anche di una nuova fase di dispute commerciali, che per ora non vede i Paesi Ue investiti dalla prima raffica di misure adottate da Trump.

Sempre secondo Dombrovskis “Unione europea e Stati Uniti condividono una profonda alleanza e amicizia ed è chiaro che le relazioni transatlantiche sono cruciali a livello geopolitico. Per questo è molto importante fare del nostro meglio per costruire una relazione forte e bilanciata con la nuova amministrazione Usa fin dall’inizio”.

“Notiamo che il presidente Usa (finora-ndr) non ha annunciato nessun nuovo dazio sulla Ue, contrariamente ad alcune aspettative. Le relazioni commerciali tra Usa e Ue sono molto importanti, valgono 1.500 miliardi di euro l’anno. Due terzi degli asset americani all’estero sono in Europa e potrei andare avanti. Quindi – ha rilevato – ci sta molto in ballo sia a livello economico che geopolitico”.

Al momento non risultano calendarizzati incontri tra la Ue e gli Usa, ma è quantomai probabile che non tardino ad esser inseriti in agenda. Mentre più avanti sarà da vedere anche come si svilupperanno le relazioni tra le rispettive banche centrali, la Bce e la Federal Reserve. Istituzioni indipendenti rispetto ai governi, ma molto rilevanti nell’intreccio di interessi economici e finanziari tra le due aree. Peraltro il mandato dell’attuale presidente della Fed, Jerone Powell, su cui vari esponenti della nuova amministrazione Usa hanno ripetutamente manifestato malcontento, scade nel maggio del 2026, tra poco più di un anno.