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giovedì, 12 Febbraio, 2026
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Trump alla Casa Bianca mostra foto degli arrestati in Minnesota nei blitz Ice e insulta gli immigrati somali

Roma, 20 gen. (askanews) – “La Somalia non è neanche un Paese, non hanno nulla che assomiglia a un paese. E se lo è, è considerato il peggiore al mondo”: lo ha detto il presidente americano, Donald Trump, aprendo la conferenza stampa alla Casa Bianca e illustrando i risultati ottenuti dalla sua amministrazione nella lotta all’immigrazione irregolare. Trump ha rilanciato le sue critiche alla deputata democratica del Minnesota, Ilhan Omar, di origine somala, e agli immigrati somali, definendoli “persone con un quoziente di intelligenza molto basso”. Trump ha mostrato alla stampa le foto segnaletiche di alcune persone arrestate in Minnesota nell’ambito della lotta all’immigrazione irregolare – nei blitz condotti dall’Ice, durante uno dei quali è stata uccisa a Minneapolis da un agente la 37enne americana Renee Good – affermando: “Molti di loro sono assassini, spacciatori, persone cattive … volete vivere con queste persone?”. “In Minnesota, la criminalità è incredibile”, ha proseguito, attaccando quindi Omar, “una deputata corrotta”.

Nella conferenza stampa, il presidente Donald Trump ha definito “una tragedia, una cosa orribile” quando accaduto a Renee Good, uccisa da un agente dell’Ice in Minnesota, sottolineando che “lo direbbero tutti, anche l’Ice direbbe la stessa cosa”. “Capisco entrambe le parti”, ha aggiunto, rimarcando però che alcune delle persone che hanno protestato contro il comportamento tenuto dall’Ice sono “agitatori professionisti”.

Nella conferenza stampa in corso alla Casa Bianca, il presidente americano Donald Trump ha detto inoltre che si recherà in “un bellissimo posto in Svizzera”, aggiungendo: “Sono sicuro che sono atteso con grande gioia”. Trump sarà domani al World Economic Forum di Davos. Mentre su un altro fronte, Trump ha detto che gli Stati Uniti potrebbero coinvolgere la leader dell’opposizione venezuelana, il Premio Nobel per la pace Maria Corina Machado, nella politica del Paese caraibicoForse potremmo coinvolgerla in qualche modo. Mi piacerebbe molto poterlo fare. Maria, forse possiamo farlo”, ha concluso.

Dopo il blitz che ha portato alla cattura di Nicolas Maduro, Trump si è detto contrario ad affidare un ruolo a Machado, considerata priva di appoggi nel Paese e una personalità divisiva, preferendo la soluzione di continuità rappresentata dalla presidente Delcy Roriguez.

Prosegue lavoro governo su pacchetto sicurezza, norme slittano ancora

Roma, 20 gen. (askanews) – “Piena condivisione e sintonia” nel governo su una nuova stretta in materia di sicurezza ma perché il pacchetto messo a punto dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi veda la luce in Consiglio dei ministri serve ancora un po’ di tempo: il vertice a Palazzo Chigi con la premier Giorgia Meloni, i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, il titolare del Viminale, il ministro della Giustizia Carlo Nordio, il ministro della Difesa, Guido Crosetto, e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, serve a fare il punto sulle nuove misure che, secondo quanto viene riferito, vedono tutti d’accordo ma non chiarisce quali entreranno immediatamente in vigore con un decreto legge e quali invece saranno destinate a un iter parlamentare più lungo attraverso un disegno di legge.

Sulla scia degli ultimi fatti di cronaca, da ultimo l’omicidio di Abanoub Youssef, ucciso all’interno di un istituto superiore di La Spezia con una coltellata dal compagno di classe Zouhair Atif, l’intenzione del governo è quella di far confluire nel decreto legge la stretta sulle armi da taglio e le norme sulla violenza giovanile, misure che nelle bozze del 13 gennaio (un decreto di 25 articoli e un ddl di 40 articoli) scorso erano previste nel ddl. Ma non c’è ancora nulla di definito. Tanto che appare ottimistica la previsione di Salvini che pronostica un varo delle norme già la prossima settimana.

L’iter e i tempi sono legati anche alle interlocuzioni del governo con il Quirinale, avviate alcuni giorni fa su alcune norme che avevano suscitato perplessità nel Colle, in modo particolare le norme che insistono sul diritto a manifestare e sulla gestione dei migranti. “Non c’è ancora il decreto, come si fa a storcere il naso se non sa che cosa si fa? Si preannuncia una stortura di naso? Non riesco a prevederlo. Io penso che siano norme assolutamente di buon senso, condivise e richieste dalle associazioni, dalle famiglie. Su cosa ci sarebbero perplessità?”, è il commento di Salvini. “Nessuno storce il naso – insiste il leader della Lega – se prendiamo provvedimenti nei confronti di chi non rispetta la legge, anche per quello che riguarda i cosiddetti ‘minori non accompagnati’ che oggi rimangono fino a 21 anni e spesso hanno 21 anni come me. Prevedere che chi commette un reato smetta di essere assistito e mantenuto a carico degli italiani, penso che sia una norma di buon senso quindi non penso che nessuno storcerà il naso”.

Dunque, a varare la nuova stretta a neanche un anno dalla conversione in legge del decreto sicurezza del 2025, con ogni probabilità non sarà il prossimo consiglio dei ministri bensì il successivo. “7 italiani su 10 – osserva il Ministro Piantedosi in un post su X – sono favorevoli alle nuove norme in materia di sicurezza che questo Governo sta per varare. Il dato, che emerge dall’ultimo sondaggio dell’Istituto Noto, va oltre i colori di partito e testimonia come la strada intrapresa, capace di offrire risposte concrete ai cittadini, sia ancora una volta quella giusta”.

La lettera di Eleonora, sopravvissuta alla strage di Crans-Montana: era un inferno, non so come sono uscita

Roma, 20 gen. (askanews) – “Era la mia prima volta in Svizzera. Avevamo organizzato una bellissima cena in appartamento e avevamo raggiunto la piazza per il conto alla rovescia. Eravamo felici, con la spensieratezza che si ha a questa età. E’ stato un caso trovarsi li, volevamo solo far durare la festa ancora un po’ e avevamo optato per Le Constellation. Non avrei mai immaginato che quella serata avrebbe stravolto le nostre vite in un istante”. E’ il racconto di Eleonora, una delle sopravvissute della strage di Crans-Montana, ora ricoverata al Niguarda di Milano, in una lettera inviata al Tg1.

“Una volta varcata la soglia tutto è precipitato. Sono stata spinta dalla folla e divisa da Filippo. Sapere lui al sicuro è stato il mio unico sollievo. Poi il fumo, e il calore che saliva, quella lingua di fuoco che arrivava dalle scale. Per la prima volta nella vita – ha aggiunto la ragazza – io che cerco sempre una soluzione, ho pensato di non farcela. Ero in trappola, l’aria era tossica. Ma nel buio qualcosa dentro di me ha lottato più forte della paura”.

“Non ho ricordi chiari di come sono uscita ma il mio istinto di sopravvivenza mi ha guidato fuori da quell’inferno. Adesso ci sono giorni fatti di sollievo e altri in cui prevalgono il bisogno di silenzio. So che la strada è lunga”, ha concluso.

"Perfetto imperfetto" è il nuovo album di Marco Masini

Milano, 20 gen. (askanews) – Il 6 marzo esce in CD e il 24 aprile in vinile “Perfetto imperfetto” (Momy Records, Concerto Music / BMG), il nuovo progetto discografico di Marco Masini, prodotto da Gianluca Tozzi e Milo Fantini e composto da 12 brani. Venerdì 23 gennaio sarà disponibile in rotazione radiofonica e sulle piattaforme digitali “E poi ti ho visto cadere”, brano che anticipa il progetto discografico. “E poi ti ho visto cadere”, scritto e composto da Cesare Chiodo, Antonio Iammarino, Marco Masini e Simone Zampieri, tramite il testo e le scelte di arrangiamento racconta, con un sound e un ritmo coinvolgente e dinamico, il percorso emotivo di chi sceglie di chiudere una relazione. «”E poi ti ho visto cadere” è il racconto di una persona che decide di porre fine a una storia quando si accorge che il sentimento si è trasformato, e non si sente più innamorato – racconta Marco Masini – Ciò che accade dopo può essere inaspettato: assistere alla “caduta” dell’altra persona, dolorosa per entrambi, anche per chi lascia. L’arrangiamento accompagna il passaggio dalla spensierata energia iniziale di chi sente arrivare il momento di rinascere e di ripartire al momento in cui questa stessa energia si sgretola davanti alla disperazione della persona che si sta lasciando. L’amore era finito davvero?».

“Perfetto Imperfetto”, tredicesimo album in studio che esce a un anno e mezzo dal precedente lavoro “10 Amori”, riflette un cambiamento importante sia dal punto vista artistico che personale vissuto con consapevolezza da Marco.

«Questo album rappresenta per me una vera e propria evoluzione: nel pensiero, nel modo di interpretare e di raccontare ciò che ha segnato un cambiamento profondo, sia umano che professionale – spiega Marco Masini – È anche il frutto di molte collaborazioni con ragazzi appartenenti a una nuova generazione, dai quali ho imparato a comunicare in modi diversi, attraverso sonorità nuove, una diversa impostazione vocale e un differente approccio all’espressione delle emozioni e dei sentimenti. È un lavoro nato da grandi collaborazioni e da una squadra straordinaria, che ha condiviso con me sentimenti, riflessioni e la consapevolezza di questo cambiamento».

Roy Paci e Aretuska inviano a alzarsi e ballare

Milano, 20 gen. (askanews) – Il 23 gennaio Roy Paci pubblica con gli Aretuska il nuovo singolo “Ritmo s’alza” (Etnagigante/Altafonte Italia), un brano travolgente e senza confini. Fiati in primo piano, ritmo contagioso e spirito collettivo trasformano l’ascolto in una festa istantanea. Una traccia solare e pulsante che attraverso un brillante uso dello spanglish fonde new moombahton e latin vibes. Già dal titolo, il brano gioca su un doppio significato: “s’alza” come invito ad alzarsi, a muoversi, a reagire, ma anche un chiaro richiamo alla salsa, intesa non solo come genere musicale, ma come spirito, miscela di culture, calore e movimento. Un gioco di parole che racchiude perfettamente l’anima del pezzo e la poetica musicale di Roy Paci: contaminazione, apertura e ritmo come linguaggio comune.

“Ritmo s’alza” nasce dopo una bellissima festa multietnica nella zona di Tulum ed è stato scritto da Roy Paci insieme alla moglie Roxy, dj e producer, trasformando un’esperienza reale di incontro e condivisione in una canzone che invita a ballare senza barriere. Il ballo diventa così atto collettivo, momento di unione e allo stesso tempo mezzo per esorcizzare la tristezza, per ritrovare leggerezza e connessione con gli altri.

Al centro del brano c’è il ritmo, elemento primordiale e universale: ciò che, in ogni musica e in ogni parte del mondo, spinge il corpo a muoversi prima ancora della mente, il primo linguaggio che accomuna popoli e tradizioni, ed è proprio su questa forza istintiva che “RITMO S’ALZA” costruisce la sua energia contagiosa.

Con questo nuovo singolo, Roy Paci si conferma ancora una volta come artista e musicista curioso e libero, capace di attraversare generi e culture mantenendo un’identità forte e riconoscibile.

“RITMO S’ALZA” è un’esortazione chiara e diretta: alza il ritmo, alzati, balla, perché è proprio nel movimento condiviso che si ritrova energia, umanità e speranza.

Alleanza per l’Economia Circolare: promuove competenze e filiere

 

 

Milano, 20 gen. (askanews) – L’Alleanza Italiana per l’Economia Circolare sostiene l’eccellenza delle imprese nazionali per fare dell’Italia un modello di riferimento del settore. Nata come iniziativa privata nel 2017, l’Alleanza riunisce un gruppo di grandi realtà di settori diversi che lavorano insieme per la diffusione di best practice verso istituzioni, mondo imprenditoriale e comunità. Le aziende che compongono l’Alleanza sono nove: A2A, Aquafil, Cassa Depositi e Prestiti, Cisco Italia, Enel, Ferrovie dello Stato Italiane, Gruppo Hera, Intesa Sanpaolo Innovation Center e Touring Club Italiano.

Per le aziende membri, l’Alleanza rappresenta una piattaforma di competenze, networking e progettualità che accelera l’innovazione, favorisce iniziative intersettoriali e investimenti a supporto delle filiere strategiche. A livello europeo contribuisce a rafforzare il ruolo dell’Italia nella transizione circolare e mira ad unificare le istanze di trasformazione industriale alle linee guida europee.

Per fare il punto sull’attività svolta l’Alleanza ha organizzato un evento in Cariplo Factory di Milano. Coerentemente con gli obiettivi del Manifesto firmato a dicembre del 2024, durante il 2025 sono state realizzati webinar e workshop interattivi per individuare aree per disegnare piattaforme di open Innovation e attività di advocacy a livello europeo con la produzione di un joint statement in ambito del Circular Economy Act 2026. L’evento è stata l’occasione per presentare le finaliste del programma di open innovation Call4Circular Solutions supportato dal Circular Economy Lab di Intesa Sanpaolo Innovation Center e Cariplo Factory. Su 81 candidature, il 12% proveniente dall’Europa, sono state selezionate 10 startup suddivise in tre cluster: materie prime critiche, digitalizzazione e tracciabilità di filiera e valorizzazioni di asset sottoutilizzati.

 

Scontro nel governo sulla Consob, in Consiglio dei ministri salta la nomina del presidente

Roma, 20 gen. (askanews) – Scontro nel governo sul presidente della Consob (la Commissione Nazionale per le Società e la Borsa) che dovrà prendere il posto di Paolo Savona, in scadenza a marzo. La nomina di Federico Freni, attuale sottosegretario all’Economia e deputato della Lega, data per certa da numerosi quotidiani oggi, ha fatto storcere il naso a Forza Italia tanto che la riunione lampo del Consiglio dei ministri non ha avviato la procedura per designare il successore di Savona.

Il portavoce nazionale di Forza Italia, Raffaele Nevi, ospite di prima mattina al programma Start di Sky TG24, non ci gira intorno: “Non ci ha mai convinto la designazione di un politico alla Consob. Noi rimaniamo su questa posizione: è bene che lì, siccome si tratta di questioni molto tecniche, ci sia un tecnico, un non politico di alto livello con grande esperienza”. Nevi aggiunge: “Non facciamo nomi, ci sono tante persone autorevoli che secondo noi potrebbero svolgere al meglio senza nulla togliere a Freni che è uno straordinario sottosegretario al Ministero delle Finanze e penso stia facendo bene. La Consob deve essere trattata in modo completamente diverso”.

Qualche dubbio arriva anche da Fratelli d’Italia. Il responsabile economico del partito di Giorgia Meloni e presidente della commissione Finanze della Camera, Marco Osnato, commenta ad Affaritaliani: Freni “è una persona che ha tutte le caratteristiche per svolgere quel ruolo ma allo stesso tempo è una pedina importante nello scacchiere del Mef”. Il risultato è che quella che sembrava la nomina che avrebbe aperto la grande partita che quest’anno riguarderà le maggiori società partecipate dallo Stato e diverse Authority è stata rinviata.

Per il partito di Antonio Tajani, a quanto si apprende, Freni può essere indicato come componente della Consob (la Commissione è un organo collegiale composto da quattro membri più il presidente) ma è difficile che il leghista sia disposto a laciare l’incarico di governo e il seggio alla Camera per un ruolo che non sia quello di presidente. Fonti Lega intanto minimizzano e parlano “solo di un pasticcio, un’incomprensione che sarà risolta”.

Tempo ancora ce n’è, Savona scade l’8 marzo, anche se il governo era intenzionato a designare già da ora il suo successore per garantire l’entrata in carica del nuovo presidente in concomitanza con la fine del mandato del predecessore. La nomina del presidente Consob, come quella dei presidenti di altre Autorità indipendenti, infatti, non è immediata: dopo la designazione del Consiglio dei ministri, la proposta deve ottenere i pareri non vincolanti delle commissioni parlamentari competenti. Un iter che potrebbe rivelarsi lungo e andare oltre la scadenza di Savona con il rischio che il collegio sia costretto a deliberare con quattro componenti.

Scontro nel governo su Consob, in Cdm salta nomina presidente

Roma, 20 gen. (askanews) – Roma, 20 gen. (askanews) – Scontro nel governo sul presidente della Consob che dovrà prendere il posto di Paolo Savona, in scadenza a marzo. La nomina di Federico Freni, attuale sottosegretario all’Economia e deputato della Lega, data per certa da numerosi quotidiani oggi, ha fatto storcere il naso a Forza Italia tanto che la riunione lampo del Consiglio dei ministri non ha avviato la procedura per designare il successore di Savona.

Il portavoce nazionale di Forza Italia, Raffaele Nevi, ospite di prima mattina al programma Start di Sky TG24, non ci gira intorno: “Non ci ha mai convinto la designazione di un politico alla Consob. Noi rimaniamo su questa posizione: è bene che lì, siccome si tratta di questioni molto tecniche, ci sia un tecnico, un non politico di alto livello con grande esperienza”. Nevi aggiunge: “Non facciamo nomi, ci sono tante persone autorevoli che secondo noi potrebbero svolgere al meglio senza nulla togliere a Freni che è uno straordinario sottosegretario al Ministero delle Finanze e penso stia facendo bene. La Consob deve essere trattata in modo completamente diverso”.

Qualche dubbio arriva anche da Fratelli d’Italia. Il responsabile economico del partito di Giorgia Meloni e presidente della commissione Finanze della Camera, Marco Osnato, commenta ad Affaritaliani: Freni “è una persona che ha tutte le caratteristiche per svolgere quel ruolo ma allo stesso tempo è una pedina importante nello scacchiere del Mef”. Il risultato è che quella che sembrava la nomina che avrebbe aperto la grande partita che quest’anno riguarderà le maggiori società partecipate dallo Stato e diverse Authority è stata rinviata.

Per il partito di Antonio Tajani, a quanto si apprende, Freni può essere indicato come componente della Consob (la Commissione è un organo collegiale composto da quattro membri più il presidente) ma è difficile che il leghista sia disposto a laciare l’incarico di governo e il seggio alla Camera per un ruolo che non sia quello di presidente. Fonti Lega intanto minimizzano e parlano “solo di un pasticcio, un’incomprensione che sarà risolta”.

Tempo ancora ce n’è, Savona scade l’8 marzo, anche se il governo era intenzionato a designare già da ora il suo successore per garantire l’entrata in carica del nuovo presidente in concomitanza con la fine del mandato del predecessore. La nomina del presidente Consob, come quella dei presidenti di altre Autorità indipendenti, infatti, non è immediata: dopo la designazione del Consiglio dei ministri, la proposta deve ottenere i pareri non vincolanti delle commissioni parlamentari competenti. Un iter che potrebbe rivelarsi lungo e andare oltre la scadenza di Savona con il rischio che il collegio sia costretto a deliberare con quattro componenti.

Agli I-DAYS Milano ci sarà A$AP ROCKY icona dell’hip-hop mondiale

Milano, 20 gen. (askanews) – Alla lista dei grandi nomi internazionali protagonisti dell’edizione 2026 degli I-DAYS Milano Coca-Cola si aggiunge una delle icone assolute dell’hip-hop mondiale: A$AP ROCKY.

Il poliedrico artista, imprenditore, attore e punto di riferimento di stile, approderà per la prima volta dal vivo nel nostro paese giovedì 10 settembre e ha scelto gli I-DAYS Milano Coca Cola (Ippodromo Snai San Siro) per l’unico appuntamento italiano del suo tour mondiale.

A$AP ROCKY arriverà sul palco degli I-DAYS Milano Coca-Cola portando dal vivo “Don’t be dumb”, il nuovo album pubblicato lo scorso venerdì che arriva a distanza di ben otto anni dal precedente lavoro. Il suo ritorno discografico ha generato un’attenzione globale senza precedenti ancora prima dell’uscita ufficiale con oltre 130.000 copie in vinile vendute in pre-order e il primato di album hip-hop più pre-salvato di sempre su Spotify superando 1 milione di pre-save.

Tra le figure più influenti della musica internazionale, A$AP ROCKY ha totalizzato ad oggi oltre 25 miliardi di stream e 5 miliardi di visualizzazioni su YouTube. Nel 2018, dopo due album d’esordio al primo posto della Billboard 200 “LONG.LIVE.A$AP” e “AT.LONG.LAST.A$AP”, ha pubblicato l’attesissimo terzo album in studio, “TESTING”, che ha superato 1 miliardo di stream a livello globale e ha debuttato al primo posto su iTunes in 16 Paesi al momento dell’uscita.

I due brani che precedono l’album, “Punk Rocky” e “Helicopter”, hanno creato un’enorme attesa per “DON’T BE DUMB”. “Punk Rocky” è stato definito da Variety come “un nuovo standard in termini di umorismo e surrealtà” per Rocky, mentre Rolling Stone aveva affermato che “l’album di prossima uscita si preannuncia come uno dei più creativi di Rocky”. L’incredibile livello di creatività si vede fin dalla copertina firmata con il pluripremiato regista Tim Burton che presenta sei dei personaggi più rappresentativi di Rocky rivisitati nell’inconfondibile stile del visionario regista. Ogni personaggio del cast offre una finestra su momenti indimenticabili della carriera di Rocky. L’elenco degli alter ego include GR1M, MR. MAYERS, RUGAHAND, BABUSHKA BOI, DUMMY e SHIRTHEAD, che preparano il terreno per l’universo narrativo in continua evoluzione di “DON’T BE DUMB”. Ma non è solo Burton ad aver dato il suo contributo. Anche due importanti brand con Quince e Bilt hanno preso parte al progetto realizzando un prodotto senza tempo, che sfuma il confine tra musica, design e prodotto culturale. Questo album arriva sulla scia di un anno memorabile per Rocky, anno in cui è stato co-presidente del Met Gala 2025, ha recitato in due lungometraggi prodotti da A24 (Highest 2 Lowest diretto da Spike Lee e If I Had Legs I’d Kick You diretto da Mary Bronstein, vincitore del Golden Globe) è stato annunciato come direttore creativo di Ray-Ban ed è stato nominato nuovo ambasciatore della maison Chanel.

I biglietti per questo appuntamento saranno disponibili in prevendita sull’app I-DAYS e su My Live Nation dalle 9:00 di lunedì 26 gennaio e in vendita generale dalle ore 9:00 di martedì 27 gennaio su ticketmaster, ticketone e vivaticket.

Dopo gli annunci di Florence + The Machine, System of a down, Queens of the stone age, Acid bath, Foo fighters, Idles e Fat dog, David Guetta e Maroon 5, l’arrivo di A$AP ROCKY, una delle icone dell’hip-hop mondiale, arricchisce un cast già memorabile confermando il ruolo dominante della concert series milanese all’interno dei circuiti live internazionali.

Dal 1999 ad oggi gli I-DAYS sono diventati simbolo di un cast artistico di alto livello e sempre attuale che risponde alle esigenze di un pubblico davvero appassionato di musica e ogni giorno più attento e variegato.

Questo il calendario aggiornato: 25 giugno 2026 Maroon 5 Ippodromo Snai San Siro **Unica data italiana 03 luglio 2026 Florence + The machine Ippodromo Snai San Siro 06 luglio 2026 System of a down Ippodromo Snai la Maura **Unica data italiana Queen of the stone age Acid bath 05 luglio 2026 Foo fighters Ippodromo Snai la Maura **Unica data italiana Idles Fat dog 6 settembre 2026 David Guetta Ippodromo Snai San Siro **unica data italiana 10 settembre A$AP ROCKY Ippodromo Snai San Siro **Unica data italiana

Il 2026 dei Musei Civici di Venezia: "Cultura come inclusione"

Venezia, 20 gen. (askanews) – Tredici musei per raccontare storie che vanno dagli Etruschi e Veneti fino alla pittura di Jenny Saville, dalle vedute del Guardi alle ultime ricerche in tema di vetro di Murano. A Ca’ Rezzonico a Venezia è stato presentato il programma 2026 dei Musei Civici, con uno sguardo che abbraccia anche la laguna e Mestre.

“Sarà un anno ricco di novità, ricco di musei inclusivi, aperti a un pubblico sempre più vasto – ha detto ad askanews Mariacristina Gribaudi, presidente della Fondazione Musei civici di Venezia -. Saremo presenti sia a Venezia, nelle isole, e anche in terraferma dove stiamo facendo un lavoro egregio, proprio per essere sempre di più aperti a un pubblico non solo nazionale ma internazionale, ma soprattutto che possano accedere tutte le persone con le disabilità”.

Dalla zona di San Marco, con Palazzo Ducale a fare da principale polo attrattivo, ma anche con il Museo Correr, da Ca’ Pesaro al Museo Fortuny, per arrivare ai musei del Settecento e poi fino a Burano e Torcello, l’agenda dei Musei Civici è ricca e variegata, e risponde a un’idea di offerte culturali aggiornata ai giorni nostri.

“I musei non sono solo più degli spazi dove creare delle mostre, ma quello che noi stiamo cercando di fare è proprio quello di creare degli spazi sempre più aperti, perché i musei devono essere condivisi, devono essere a portata di tutti. Soprattutto noi stiamo facendo un lavoro soprattutto per le nuove generazioni, quindi il museo deve essere proprio un ambiente sereno dove poter creare delle opportunità, le nuove generazioni e parlo dei nostri figli e dei nostri nipoti in modo che capiscano quanto sia inclusiva e quanto è importante il mondo della cultura per tutti noi”.

Un’importanza che a Venezia si sente anche di più, e che permea la stessa forma della città.

Il ritorno di Harry Styles: esce col singolo "Aperture"

Milano, 20 gen. (askanews) – Venerdì 23 gennaio uscirà in digitale e sarà in radio “Aperture”, il nuovo singolo della superstar e vincitore di Grammy Awards Harry Styles, primo estratto dal suo attesissimo quarto album di inediti, “Kiss All The Time. Disco, Occasionally.”, in uscita il 6 marzo.

L’album, che vedrà Kid Harpoon come produttore esecutivo e sarà composto da 12 nuove tracce, è disponibile in pre-order (QUI) nelle versioni CD e LP Standard (su Sony Music Store e presso tutti i retailers), LP nero Esclusiva Discoteca Laziale (Indie Exclusive) ed LP blu Esclusiva La Feltrinelli (Blue Vinyl). Sul sito ufficiale dell’artista, sono inoltre disponibili in pre-order LP in edizione limitata, merchandise esclusivo e box set.

Atletica, Jacobs: "Felice di tornare con Camossi"

Roma, 20 gen. (askanews) – “Sono felice di tornare a lavorare con Paolo Camossi. Insieme abbiamo scritto una grande pagina dello sport italiano, insieme crediamo di poterne scrivere altre”. Parla Marcell Jacobs, dopo l’annuncio del presidente FIDAL Stefano Mei della rinnovata collaborazione tecnica tra l’oro olimpico di Tokyo e il coach che l’ha accompagnato verso le imprese dei Giochi.

“Le ripartenze fanno parte della mia vita, non solo sportiva – aggiunge il 31enne azzurro delle Fiamme Oro – Il percorso di ognuno è fatto di cadute e risalite: esperienze che non devono abbattere, ma aiutare a rinascere e fare sempre meglio. Prima di prendere decisioni sul mio futuro dovevo ritrovare le motivazioni di fondo, le stesse di quando ero ragazzo, quelle che mi hanno portato al doppio oro di Tokyo. Correre, gareggiare è ciò che amo ed è quello che so fare”.

“Ha detto bene il presidente FIDAL Stefano Mei: è un nuovo inizio e siamo tutti fiduciosi – continua Jacobs -. Oggi il nostro orizzonte è Los Angeles 2028. Ora si torna al lavoro, per dare nuove emozioni e soddisfazioni a chi ci ha sempre seguito, nei successi e nelle sconfitte. È anche per loro che abbiamo preso questa decisione”

Mercosur e dl Ucraina, le spine (leghiste) per Meloni in Parlamento

Roma, 20 gen. (askanews) – Aumentano i distinguo della Lega sulla politica estera del governo, a trazione Fdi. L’ultimo capitolo in ordine di tempo è il dossier ‘Mercosur’.

Giorgia Meloni – in cambio di diverse concessioni – si è alla fine convinta a dare il via libera dell’Italia all’accordo di libero scambio tra l’Ue e un blocco di paesi dell’America del Sud, tanto che il presidente argentino, l'”amico” della premier, Javier Milei, l’ha ringraziata (“il suo impegno è stato cruciale per il successo di questo negoziato”). Una decisione sostenuta dal vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani.

Oggi però, giorno della protesta dei trattori a Bruxelles, la Lega si è messa rumorosamente di traverso: il vicepresidente del Senato Marco Centinaio ha esplicitato il ‘no’ al Mercosur paventando “l’invasione” di prodotti del Sud America e ha annunciato: “il nostro voto sarà decisamente contrario”. Così come il responsabile economico Alberto Bagnai: “è inefficace”, ha tagliato corto citando in Tv uno studio della Commissione europea su un impatto dello 0,1% strutturale per l’Italia. Mentre gli eurodeputati salviniani con i Patriots hanno confezionato un ricorso alla Corte di Giustizia sulla compatibilità dell’accordo con i trattati. Posizione che, nelle file delle opposizioni, è condivisa dal Movimento Cinque Stelle (in forza anche loro nella città belga), Avs e dai Verdi europei.

Interpellato sui distinguo della Lega, il presidente dei Fratelli d’Italia alla Camera, Galeazzo Bignami, ha negato che il tema possa rappresentare un altro problema di disallineamento all’interno dell’esecutivo. Come sull’Ucraina, dove Bignami, intercettato in Transatlantico, ha puntualizzato che il voto del partito di Salvini sulla risoluzione del centrodestra non è mancato. Anche se c’è stata la defezione di tre parlamentari leghisti (il ‘no’ di Edoardo Ziello e Rossano Sasso che si sono detti pronti a replicare il ‘copione’ al prossimo appuntamento e la non partecipazione al voto del ‘fedelissimo’ Claudio Borghi). E non è escluso, secondo quanto si apprende, che potrebbe aumentare il numero degli ‘assenti’ sul decreto che proroga l’invio delle armi a Kiev, atteso a febbraio.

C’è poi la politica del presidente Donald Trump. Mentre la presidente del Consiglio è alle prese con un complesso equilibrismo dettato dal ruolo che si è auto-assegnata di mediatrice tra gli Usa e l’Unione europea sempre più complesso dopo la detonazione del caso Groenlandia, il leader Iv Matteo Renzi ironizza su X: “la Lega festeggia per i dazi di Trump e lotta contro gli accordi commerciali del Mercosur. Ragazzi, non scherziamo: si tratta del partito che esprime vice premier e ministro dell’economia del governo Meloni. Ma davvero Confindustria, il Nord, gli imprenditori continuano a tacere?. Mai visto un appiattimento delle categorie così imbarazzante. Crolla la produzione industriale e gli imprenditori fanno la standing ovation a chi li massacra. Contenti loro, scontenti tutti…”, conclude Renzi.

Maltempo, la Protezione civile: allerta rossa in Sardegna, Sicilia e Calabria

Roma, 20 gen. (askanews) – Una circolazione depressionaria centrata sulla Tunisia continua a determinare maltempo e a richiamare correnti umide sud-orientali sulle regioni meridionali italiane. Sono attese, quindi, precipitazioni abbondanti e persistenti su Sicilia e Calabria, specie sui versanti orientali, e intensa ventilazione di Scirocco che raggiungerà intensità di burrasca forte e raffiche fino a tempesta, con forti ed estese mareggiate sulle coste esposte.

Sulla base delle previsioni disponibili, il Dipartimento della Protezione Civile d’intesa con le regioni coinvolte – alle quali spetta l’attivazione dei sistemi di protezione civile nei territori interessati – ha emesso un nuovo avviso di condizioni meteorologiche avverse che fa seguito a quello emesso in precedenza.

L’avviso prevede il persistere di venti di burrasca dai quadranti orientali, con raffiche fino a tempesta su Sicilia e Calabria, con forti mareggiate sulle coste esposte. Si prevede, inoltre, il persistere di precipitazioni diffuse, anche a carattere di rovescio o temporale: sulla Sicilia, specie settori nord-orientali, e sulla Calabria, specie settori ionici, dove assumeranno carattere nevoso sopra i 1000-1200 metri. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, frequente attività elettrica e locali grandinate.

Sulla base dei fenomeni previsti e in atto è stata valutata per la giornata di domani, mercoledì 21 gennaio, allerta rossa sul versante centro-meridionale della Sardegna, sul settore nord-orientale della Sicilia e sul settore ionico meridionale della Calabria. Valutata, inoltre, allerta arancione su alcuni settori di Sardegna, Sicilia e Calabria, gialla in Puglia, Basilicata e sui restanti territori di Sardegna, Sicilia e Calabria.

La Corte Suprema Usa non si pronuncia sui dazi di Trump, la decisione slitta al 20 febbraio

Roma, 20 gen. (askanews) – La Corte Suprema degli Stati Uniti non si è pronunciata martedì sui dazi imposti dal presidente Donald Trump, il che significa che probabilmente ci vorrà almeno un altro mese prima che una decisione, sulla controversa politica economica messa in atto contro tutti paesi del mondo, venga assunta.

La prossima data possibile per una decisione sui dazi è il 20 febbraio. Le argomentazioni del 5 novembre suggerivano che la maggioranza dei giudici fosse scettica sul fatto che Trump avesse l’autorità di imporre i dazi in base a una legge del 1977 che conferisce al presidente poteri speciali in situazioni di emergenza. Intanto prendono tempo per studiare il caso, che potrebbe rivelarsi una grande sconfitta legale per Trump. Oggi il segretario al Tesoro Usa, Scott Bessent ha affermato di ritenere però molto improbabile una bocciatura. (fonte immagine: The White House).

Mercosur e dl Ucraina, le spine (leghiste) per Meloni in Parlamento

Roma, 20 gen. (askanews) – Aumentano i distinguo della Lega sulla politica estera del governo, a trazione Fdi. L’ultimo capitolo in ordine di tempo è il dossier ‘Mercosur’.

Giorgia Meloni – in cambio di diverse concessioni – si è alla fine convinta a dare il via libera dell’Italia all’accordo di libero scambio tra l’Ue e un blocco di paesi dell’America del Sud, tanto che il presidente argentino, l'”amico” della premier, Javier Milei, l’ha ringraziata (“il suo impegno è stato cruciale per il successo di questo negoziato”). Una decisione sostenuta dal vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani.

Oggi però, giorno della protesta dei trattori a Bruxelles, la Lega si è messa rumorosamente di traverso: il vicepresidente del Senato Marco Centinaio ha esplicitato il ‘no’ al Mercosur paventando “l’invasione” di prodotti del Sud America e ha annunciato: “il nostro voto sarà decisamente contrario”. Così come il responsabile economico Alberto Bagnai: “è inefficace”, ha tagliato corto citando in Tv uno studio della Commissione europea su un impatto dello 0,1% strutturale per l’Italia. Mentre gli eurodeputati salviniani con i Patriots hanno confezionato un ricorso alla Corte di Giustizia sulla compatibilità dell’accordo con i trattati. Posizione che, nelle file delle opposizioni, è condivisa dal Movimento Cinque Stelle (in forza anche loro nella città belga), Avs e dai Verdi europei.

Interpellato sui distinguo della Lega, il presidente dei Fratelli d’Italia alla Camera, Galeazzo Bignami, ha negato che il tema possa rappresentare un altro problema di disallineamento all’interno dell’esecutivo. Come sull’Ucraina, dove Bignami, intercettato in Transatlantico, ha puntualizzato che il voto del partito di Salvini sulla risoluzione del centrodestra non è mancato. Anche se c’è stata la defezione di tre parlamentari leghisti (il ‘no’ di Edoardo Ziello e Rossano Sasso che si sono detti pronti a replicare il ‘copione’ al prossimo appuntamento e la non partecipazione al voto del ‘fedelissimo’ Claudio Borghi). E non è escluso, secondo quanto si apprende, che potrebbe aumentare il numero degli ‘assenti’ sul decreto che proroga l’invio delle armi a Kiev, atteso a febbraio.

C’è poi la politica del presidente Donald Trump. Mentre la presidente del Consiglio è alle prese con un complesso equilibrismo dettato dal ruolo che si è auto-assegnata di mediatrice tra gli Usa e l’Unione europea sempre più complesso dopo la detonazione del caso Groenlandia, il leader Iv Matteo Renzi ironizza su X: “la Lega festeggia per i dazi di Trump e lotta contro gli accordi commerciali del Mercosur. Ragazzi, non scherziamo: si tratta del partito che esprime vice premier e ministro dell’economia del governo Meloni. Ma davvero Confindustria, il Nord, gli imprenditori continuano a tacere?. Mai visto un appiattimento delle categorie così imbarazzante. Crolla la produzione industriale e gli imprenditori fanno la standing ovation a chi li massacra. Contenti loro, scontenti tutti…”.

Premio Futura 2025, vincono "Las Italianas" e "Sin Plumas"

Roma, 20 gen. (askanews) – “Las italianas” di Laura Citarella (Argentina) per la categoria Italia-America Latina e “Sin plumas” di Marco Borromei ed Elettra Pierantoni (Italia) per la categoria Italia-Spagna: sono questi i vincitori dell’edizione 2025 del Premio Futura, come deciso dalla giuria composta da Paola Leonardi (producer serie originali, Italia), Jaime Nualart (diplomatico e manager culturale, Messico) e Mayca Sanz (produttrice di Allegra Films, Spagna).

Il Premio Futura, istituito da La Nueva Ola – Festival del Cinema Spagnolo e Latinoamericano, è dedicato allo sviluppo di nuove sceneggiature originali e nasce con l’obiettivo di favorire la collaborazione cinematografica tra l’Italia, la Spagna e i Paesi dell’America Latina. Con una dotazione complessiva di 1.500 euro, il Premio sostiene progetti pensati fin dalla fase di scrittura in una prospettiva internazionale.

L’edizione 2025 ha registrato 32 candidature provenienti da 8 Paesi, confermando il crescente interesse per un’iniziativa che promuove il dialogo e la cooperazione tra diverse realtà produttive e culturali.

Il Premio Futura si inserisce in una linea di lavoro del Festival La Nueva Ola, orientata a rafforzare il dialogo tra le industrie cinematografiche dei Paesi coinvolti e a favorire i processi di coproduzione tra l’Italia e il mondo iberoamericano, attraverso il sostegno allo sviluppo delle sceneggiature e la creazione di occasioni di incontro tra autori, produttori e professionisti del settore.

“Con il Premio Futura vogliamo sostenere storie capaci di oltrepassare confini geografici, linguistici e immaginativi. Crediamo nella forza del cinema come ponte tra culture, come spazio di confronto e di futuro”, dichiarano Federico Sartori e Iris Martin-Peralta, direttori artistici del Festival. Questa linea di sviluppo si inserisce nel percorso della 19esima edizione de La Nueva Ola, che si terrà a Roma dal 6 al 10 maggio 2026, confermando il ruolo del Festival come piattaforma di confronto e collaborazione all’interno dell’industria audiovisiva internazionale.

Il Premio Futura, come l’intero Festival La Nueva Ola, è promosso da EXIT Media, realtà di riferimento in Italia per la distribuzione, la promozione e lo sviluppo del cinema spagnolo e latinoamericano, operando tra programmazione, formazione e sviluppo di nuovi progetti.

Usa, Corte Suprema non decide sui dazi, decisione slitta al 20 febbraio

New York, 20 gen. (askanews) – La Corte Suprema degli Stati Uniti non si è pronunciata martedì sui dazi imposti dal presidente Donald Trump, il che significa che probabilmente ci vorrà almeno un altro mese prima che una decisione, sulla controversa politica economica messa in atto contro tutti paesi del mondo, venga assunta.

La prossima data possibile per una decisione sui dazi è il 20 febbraio. Le argomentazioni del 5 novembre suggerivano che la maggioranza dei giudici fosse scettica sul fatto che Trump avesse l’autorità di imporre i dazi in base a una legge del 1977 che conferisce al presidente poteri speciali in situazioni di emergenza. Intanto prendono tempo per studiare il caso, che potrebbe rivelarsi una grande sconfitta legale per Trump. Oggi il segretario al Tesoro Usa, Scott Bessent ha affermato di ritenere però molto improbabile una bocciatura. (fonte immagine: The White House).

A Rava premio Top Jazz "Musicista dell’anno", a primavera nuovo disco

Roma, 20 gen. (askanews) – Enrico Rava è il Musicista dell’anno al Top Jazz 2025, mentre Jacopo Fagioli, anche lui trombettista, si aggiudica il premio come Nuovo Talento. La rivista Musica Jazz, punto di riferimento della scena jazzistica italiana e internazionale da oltre 80 anni, ha reso noti i vincitori dell’edizione 2025 del suo prestigioso referendum annuale Top Jazz, che ogni anno premia i protagonisti del jazz sulla base del voto dei critici specializzati del settore.

Enrico Rava, da sempre considerato una delle voci più autorevoli del jazz italiano nel mondo, sarà in concerto il 25 febbraio a Monopoli con il suo quintetto Fearless Five. In vista dell’uscita del nuovo album, prevista per la primavera, inizierà un lungo tour che partirà venerdì 3 e sabato 4 aprile dal Blue Note di Milano, per poi proseguire a Correggio, Bologna, Vicenza, Mantova e in numerose altre città italiane.

Jazzista italiano tra i più conosciuti e apprezzati a livello internazionale, Rava si distingue per una personalità artistica fuori dagli schemi e per una poetica immediatamente riconoscibile. La sua sonorità lirica e intensa, unita a una straordinaria freschezza d’ispirazione, continua a caratterizzare ogni suo progetto.

Nuovo Talento dell’anno è Jacopo Fagioli, giovane trombettista toscano nato a Prato nel 1997, che si è affermato come una delle figure più interessanti della nuova generazione jazzistica.

Diplomato con lode al Conservatorio e con una formazione solida tra jazz e musica contemporanea, Fagioli ha recentemente pubblicato per Aut Records il suo secondo album da leader, “Dialogue”. Un progetto in quartetto dalla forte personalità espressiva, che affronta in musica temi come il potere, il dominio, la crisi climatica e il greenwashing, ma anche la spiritualità, l’identità e l’eredità culturale.

“Non ho fatto questo disco per cercare delle risposte – dichiara Jacopo – ma per lasciare spazio alle domande. Dialogue è questo: un tentativo sincero di comunicare, di mettersi in ascolto, di abitare il confronto senza evitarlo”.

Oltre a portare avanti i suoi progetti in ambito jazzistico, ha condiviso il palco con la cantautrice Emma Nolde e collabora la cantante di origine turca Burçin Cingöz. A febbraio sarà impegnato in diversi concerti nel quartetto di Simone Alessandrini, Giacomo Ancillotto e Ferdinando Romano.

Spazi da non perdere, a Palermo il sogno “Traiettorie Urbane”

Roma, 20 gen. (askanews) – “Noi abbiamo solo un sogno: continuare a fare prossimità”. È il sogno del progetto “Traiettorie Urbane”, selezionato da Con i bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile e cofinanziato da Fondazione EOS – Edison Orizzonte Sociale. Il progetto, in quattro anni, ha coinvolto ragazze e ragazzi dei quartieri Zisa, Noce, Danisinni, Sant’Erasmo e Kalsa di Palermo, offrendo nuove opportunità di crescita e spazi in cui sperimentare potenzialità e talenti.

“Tra le tante iniziative che il progetto ha messo in campo – spiega Cristina Alga, presidente dell’ecomuseo Mare Memoria Viva, tra i partner dell’iniziativa – c’è stato il sostegno all’apertura di nuovi spazi o al consolidamento di alcuni spazi esistenti che hanno sperimentato diverse pratiche di partecipazione giovanile. Penso alle attività svolte ai Cantieri Culturali alla Zisa, all’Ecomuseo Mare Memoria Viva, alla Fattoria sociale di Danisinni, a Booq, alla nascita di un centro aggregativo rivolto agli adolescenti all’interno del centro diaconale La Noce e alla nuova piccola new entry del Mandorlo a piazza Ingastone”.

“Il Mandorlo nasce dall’impegno di un gruppo di amici e volontari per creare degli spazi in cui i giovani possano sentirsi accolti”, approfondisce Giuseppe Vitrano, volontario dell’associazione “Il Mandorlo”.

In questi spazi, la scelta di lavorare sulle attitudini e sulle life and social skills degli adolescenti con attività creative, ideate e messe in atto dai ragazzi stessi, mira ad offrire occasioni di emancipazione da contesti difficili, rinforzando la fiducia in sé stessi e nel gruppo dei pari.

“Pensiamo che l’esistenza di questi spazi possa essere una eredità importante del progetto “Traiettorie Urbane” – conclude Cristina Alga – perché Palermo sconta ancora un problema grave di mancanza di spazi dedicati ma soprattutto autogestiti, auto-organizzati, dove i ragazzi e le ragazze possano sentirsi protagonisti, immaginare e realizzare i loro desideri. E quindi l’idea che adesso stiamo provando a portare avanti, che vogliamo fare crescere, è quella di mettere in rete questi spazi, di farli dialogare tra loro e di immaginarli come un unico centro aggregativo diffuso”.

Primo Ciak per "Memoriae", serie con Dario Aita e Gaia Messerklinger

Roma, 20 gen. (askanews) – Sono iniziate il 19 gennaio a Venzone e in altre località del Friuli-Venezia Giulia le riprese di Memoriæ, la nuova serie coprodotta da Rai Fiction e Filmclub Distribuzione, diretta da Cosimo Alemà e Isabella Aguilar.

Ambientata tra le montagne italiane, Memoriæ prende avvio da un evento catastrofico: a seguito di una frana, gli abitanti di Vallata (nella realtà il borgo medioevale di Venzone) si ritrovano privati di sei anni della propria memoria. Mentre una rigida quarantena li separa dal resto del mondo, Matteo (Dario Aita), uno spericolato fotoreporter e Alma (Gaia Messerkinger), una dottoressa dal passato travagliato, cercano di capire se il disastro abbia riportato alla luce qualcosa di sepolto nella terra o nei recessi più profondi della mente.

Tra mistero, dramma psicologico e thriller, Memoriæ indaga i temi dell’identità, memoria e costruzione del sé: in una comunità rurale apparentemente immobile, il vuoto lasciato dai ricordi perduti apre domande su chi siamo senza il nostro passato.

Scritto da Gaetano Colella, Andrea Simonetti e Isabella Aguilar (Califano, Tutto Può Succedere, Baby, Dieci Inverni, The Place e Follemente), la serie è diretta dalla stessa Aguilar e da Cosimo Alemà (Zeta – una storia hip-hop e la serie Estranei, prossimamente in onda su Rai 2).

A dare il volto ai protagonisti Dario Aita, già noto nella serialità televisiva in grandi successi come L’Allieva, Noi, Un Professore, Il cacciatore, La mafia uccide solo d’estate, La Legge di Lidia Poët, tra i protagonisti di Parthenope di Paolo Sorrentino e presto al cinema e in tv con Franco Battiato. Il lungo viaggio, nel ruolo del grande cantautore; affiancato da Gaia Messerklinger, volto di serie Rai di successo come Don Matteo, Cuori, Le indagini di Lolita Lobosco, Il paradiso delle Signore, oltre che da Anna Godina diplomata al Piccolo di Milano, giovanissima ma già nota al pubblico per serie come Don Matteo e Noi siamo leggenda.

Accanto a loro troviamo Roberto Citran, nei panni di un ex sindaco coraggioso, candidato come miglior attore non protagonista ai David di Donatello 2025 per Berlinguer – La grande ambizione di Andrea Segre. Attore pupillo di Carlo Mazzacurati, ha preso parte a decine di film di successo, tra cui i recenti Conclave, Le città di pianura e La valle dei sorrisi. È inoltre un volto molto amato della serialità televisiva, con partecipazioni a numerose serie come Libera, La porta rossa, Nero a metà, Il cacciatore, In arte Nino e molte altre.

Memoriæ è una coproduzione Rai Fiction – Filmclub Distribuzione, con il sostegno della Friuli Venezia Giulia Film Commission – PromoTurismoFVG. Le riprese si svolgeranno dal 19 gennaio al 28 marzo 2026. La serie sarà poi visibile su Rai Play.

Giorgio Marrapodi nuovo ambasciatore presso le Nazioni Unite

Roma, 20 gen. (askanews) – Giorgio Marrapodi ha assunto l’incarico di Ambasciatore e Capo Rappresentanza Permanente d’Italia presso le Nazioni Unite a New York: lom ha reso noto la Farnesina.

Diplomatico di carriera con più di 35 anni di esperienza, prima di giungere a New York, è stato dal gennaio 2022 Ambasciatore d’Italia in Turchia, e in precedenza, dal gennaio 2018 Direttore Generale per la Cooperazione allo Sviluppo presso il Ministero degli Affari Esteri.

Nel corso del 2020/2021 è stato membro del Comitato consultivo delle Nazioni Unite per la preparazione dell’UNSG Summit sui sistemi alimentari.

In precedenza ha prestato servizio come Ambasciatore in Austria (2013-2017) e come Capo del Servizio per gli Affari Giuridici presso il Ministero degli Affari Esteri (2010-2013). In tale veste è stato membro del collegio italiano di difesa davanti alla Corte Internazionale di Giustizia nella causa Germania c. Italia sull’immunità degli Stati. È stato anche il punto focale nazionale per la mediazione e la responsabilità di proteggere e membro della Commissione internazionale per la gestione degli archivi di Bad Arolsen. In precedenza ha svolto l’incarico di Vice Capo Missione presso l’Ambasciata d’Italia in Spagna (2005-2009). Prima di Madrid era stato assegnato alla Rappresentanza Permanente d’Italia presso l’Unione Europea a Bruxelles, come Primo Consigliere per la stampa e con funzioni di portavoce della Rappresentanza (2001-2005).

Al Ministero degli Esteri a Roma ha prestato servizio presso la Direzione Generale per gli Affari Economici, dove si è occupato di questioni ONU, OCSE e altre organizzazioni economiche multilaterali (1998-1999). Dal 1999 al 2001 ha prestato servizio presso la Segreteria Generale del Ministero degli Affari Esteri, lavorando principalmente alla riforma del Ministero e nella stesura di discorsi.

Ha anche prestato servizio presso la Rappresentanza Permanente d’Italia presso le Nazioni Unite a New York (1994-1998). Ha rappresentato l’Italia al Comitato Esecutivo del Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia (1994) e del Programma di Sviluppo delle Nazioni Unite (1994-1997). Nel 1995 ha rappresentato l’Italia al Comitato per le sanzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Nel 1996, durante il semestre italiano di Presidenza dell’Unione Europea, ha presieduto le riunioni di coordinamento dell’UE per le questioni della Seconda Commissione, oltre a prestare servizio come negoziatore dell’UE nel gruppo di lavoro delle Nazioni Unite sull’Agenda per lo sviluppo e in materia di ristrutturazione dei settori economico e sociale.

A Bucarest, ha prestato servizio presso l’Ambasciata d’Italia in Romania come Primo Segretario Commerciale (1990-1994), un periodo di forte crescita degli investimenti italiani, durante il quale vennero costituite in Romania oltre 3.000 joint venture italo-rumene. È stato allo stesso tempo anche Console d’Italia, durante un periodo di intensa attività.

Si è laureato con il massimo dei voti (110/110) nel 1984 presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Firenze. Parla inglese, francese, spagnolo e rumeno.

È Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana; Cavaliere di Gran Croce del Sovrano Militare Ordine di Malta; Stella della Diplomazia della Lituania; Cavaliere di Gran Croce d’Oro con Fascia della Repubblica d’Austria. Nato nel 1961, Marrapodi è sposato e ha un figlio. È un appassionato di arte e architettura contemporanea.

Capaccioli: eccellenza italiana Green Building driver strategico

Roma, 20 gen. – In occasione del forum “Green Building Industry & Sustainable Tourism”, ospitato oggi dall’Ambasciata della Repubblica Slovacca a Roma, Fabrizio Capaccioli è intervenuto come relatore nel panel dedicato al confronto sull’edilizia verde. A margine del suo intervento, volto a favorire partnership strategiche tra i due Paesi su sostenibilità ed economia circolare, il Presidente di GBC Italia ha dichiarato:

“È stato un momento di confronto fondamentale tra Italia e Repubblica Slovacca, che pone al centro delle iniziative l’edilizia sostenibile e l’economia circolare. Mettere a fattore comune le esperienze all’interno dell’UE è cruciale, soprattutto considerando che l’Italia è l’unico Paese europeo nella top 10 mondiale per edifici certificati. Questo primato diventa un driver strategico sia per l’industria italiana che guarda all’estero, sia per le imprese slovacche alla ricerca delle migliori tecnologie. Per Green Building Council Italia era essenziale essere presenti: insieme allo Slovak Green Building Council abbiamo individuato importanti punti di convergenza, come il recupero degli edifici storici, su cui supporteremo le aziende italiane pronte ad aprirsi a questo mercato.”

Zelensky (forse) non va a Davos, la contesa sulla Groenlandia oscura la guerra in Ucraina

Roma, 20 gen. (askanews) – Il Forum di Davos avrebbe dovuto rappresentare il palcoscenico decisivo di un lungo e complesso negoziato sulle garanzie di sicurezza per l’Ucraina. Quello che per Kiev doveva essere il coronamento di un percorso diplomatico rischia invece di trasformarsi in un incubo politico, con il dossier Groenlandia che sta monopolizzando l’appuntamento sulle alpi svizzere.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato oggi che il suo posto è in Ucraina, non a Davos. Tuttavia, ha precisato di essere pronto a lasciare Kiev qualora i colloqui tra le delegazioni ucraina e statunitense dovessero portare alla stesura del documento definitivo sulle garanzie di sicurezza.

Kiev è in ginocchio, colpita da una profonda crisi energetica prodotta dai numerosi attacchi russi, per questo il presidente ucraino ha detto questa mattina che “in questo caso scelgo l’Ucraina, non il Forum economico”, durante una conferenza stampa online, specificando il senso della sua assenza al forum internazionale.

Eppure, Zelensky non ha chiuso definitivamente alla possibilità di muoversi verso la città svizzera, qualora vi sia la possibilità di giungere ad un accordo con la controparte americana.

“Se i documenti saranno pronti, ci incontreremo e ci sarà un viaggio. Se ci saranno pacchetti energetici o decisioni su una difesa aerea aggiuntiva, andrò sicuramente”, ha precisato il presidente ucraino, aggiungendo che in questo momento il suo impegno è concentrato sulla crisi energetica che ha colpito l’Ucraina dopo i continui attacchi russi.

“Sebbene ci siano segnali dal team ucraino a Davos che indicano che hanno quasi ultimato il documento sulla ricostruzione dell’Ucraina. Vedremo. Per ora, sono al mio posto”, ha riassunto così la sua posizione il presidente ucraino.

Da Davos, il capo della delegazione ucraina, Rustem Umerov, ha confermato che le discussioni proseguono. “Questa mattina, insieme a David Arakhamia, abbiamo tenuto un incontro con i consiglieri per la sicurezza nazionale di Francia, Germania e Regno Unito. Abbiamo sincronizzato gli approcci sulle garanzie di sicurezza e sul proseguimento del lavoro diplomatico”, ha informato il capo delegazione, aggiungendo che “nei prossimi giorni ci attendono ulteriori incontri con i partner riguardo alle garanzie di sicurezza, allo sviluppo economico e alla ricostruzione dell’Ucraina”.

Fonti citate da Politico riferiscono però che la Casa Bianca non avrebbe intenzione di incontrare Zelensky, ritenendo che non siano stati compiuti passi avanti sostanziali.

In questo contesto, il presidente Donald Trump, fortemente concentrato sul dossier Groenlandia, sembra aver lasciato agli europei la gestione del conflitto russo-ucraino. Ciononostante, a Davos è atteso un incontro tra Kirill Dmitriev, emissario del Cremlino e principale negoziatore russo per l’Ucraina, e gli inviati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner.

Sci, fantastica Brignone: sesta al rientro dopo l’infortunio

Roma, 20 gen. (askanews) – Il ritorno in gara di Federica Brignone si chiude al sesto posto del gigante di Coppa del Mondo di Kronplatz, sulla pista Erta di San Vigilio di Marebbe, in provincia di Bolzano. Dopo 292 giorni dal drammatico incidente dell’aprile scorso, la campionessa azzurra è subito protagonista: un risultato che ha dell’incredibile alla luce delle poche giornate di allenamento e del ristretto tempo trascorso dal grave infortunio e dai successivi interventi chirurgici. Settima a metà gara, Federica ha saputo risalire di un’ulteriore posizione nella seconda manche, affrontando con grande e positivo riscontro un tracciato impegnati ed esigente anche dal punto di vista fisico come la Erta. Doveva essere un test, stando alle parole della valdostana della vigilia, ed il responso del cronometro stando al risultato è stato sicuramente più che positivo.

Brignone chiude la gara con un gap di 1″23 dall’austriaca Julia Scheib che nella seconda manche sa risalire dalla terza piazza provvisoria per centrare il quarto successo stagionale: 2’19″85 il riscontro della leader della classifica di specialità che si lascia alle spalle l’elvetica Camille Rast di 0″37 e la svedese Sara Hector, terza a 0″46 dopo essere stata al comando a metà gara.

Macron al Forum di Davos: "Ci stiamo dirigendo verso un mondo senza legge"

Roma, 20 gen. (askanews) – Emmanuel Macron, prendendo la parola al Forum di Davos, ha descritto “un periodo di instabilità e squilibri dal punto di vista della sicurezza e dell’economia”, prima di denunciare una “deriva verso l’autocrazia e l’aumento della violenza”, dove “il conflitto è diventato la norma”. Il presidente francese ha messo in guardia contro la normalizzazione dei conflitti, che ora sono ibridi e si estendono a molteplici ambiti. Stiamo entrando in “un mondo senza legge in cui il diritto internazionale viene violato”, ha aggiunto il capo dello Stato francese, denunciando “le ambizioni imperialistiche che stanno riemergendo”. “Ci stiamo dirigendo verso un mondo senza legge, dove solo la legge del più forte sembra contare”, ha insistito il presidente francese.

Macron dal palco del Forum di Davos si è rammaricato di entrare in “un mondo in cui il multilateralismo è ulteriormente indebolito” e in cui “la concorrenza sta diventando sempre più agguerrita, sempre più difficile, in particolare con gli Stati Uniti, che chiedono concessioni sempre maggiori e cercano di indebolire l’Europa”. “Altre minacce stanno minando i nostri scambi commerciali e mettendo a repentaglio il sistema internazionale”, ha aggiunto il capo dello Stato francese. Per affrontare questi problemi, Macron chiede “una maggiore cooperazione per costruire nuovi approcci e una sovranità strategica ed economica più forte, in particolare in Europa”. “L’Europa deve difendere il multilateralismo, che serve i nostri interessi e gli interessi di tutti coloro che si rifiutano di sottomettersi alla forza bruta”, ha sottolineato Macron. Per raggiungere questo obiettivo, “abbiamo bisogno, da un lato,
di maggiore sovranità, maggiore autonomia per gli europei e, dall’altro, di un multilateralismo efficace che produca risultati attraverso la cooperazione”, ha detto Macron, aggiungendo che “questo non è un modo obsoleto di concepire il multilateralismo”. Il capo dello Stato francese chiede “soluzioni collaborative” e “dialogo cooperativo”, citando come esempi la missione europea in Groenlandia intrapresa da diversi Paesi europei in risposta alle minacce di Donald Trump, nonché le discussioni in seno al G7. Il presidente francese  ha sottolineato la necessità di “risolvere la questione della guerra in Ucraina” e di rimanere concentrati sulla pace in Europa. Ha inoltre deplorato le nuove minacce tariffarie brandite da Donald Trump contro i Paesi europei. “Riuscite a immaginare? È assurdo che dobbiamo usare per la prima volta lo strumento anti-coercitivo contro gli Stati Uniti”, ha sottolineato.

Fisco, Timpone: riapre la rottamazione ma per molti sarà una trappola

Roma, 20 gen. (askanews) – Domani riapre la rottamazione ma “per molti sarà una “trappola senza via d’uscita” con il rischio che si crei un “esercito degli esodati” composto da chi aveva aderito alle precedenti edizioni della sanatoria e che, per difficoltà economiche, è decaduto dai piani di pagamento. Lo spiega il tributarista Gianluca Timpone.

“C’è il via libera ufficiale: a partire da domani, 21 gennaio, i contribuenti potranno presentare le istanze per l’accesso alla nuova edizione della rottamazione delle cartelle esattoriali. Una misura attesa, che punta a svuotare il magazzino della riscossione, ma che presenta un perimetro d’azione molto più stretto e selettivo rispetto al passato” afferma, spiegando che “la nuova definizione agevolata riguarda esclusivamente i carichi affidati all’Agente della Riscossione entro il 31 dicembre 2023. Tuttavia, la vera restrizione risiede nella natura del debito: a differenza delle precedenti sanatorie ‘universali’, questa misura riguarda soltanto le imposte dichiarate e non pagate (da controllo automatizzato). Restano quindi escluse tutte le imposte derivanti da atti di accertamento e contestazioni d’ufficio”.

Il piano di ammortamento, ricorda Timpone, è di 54 rate bimestrali e “per chi rientra nei requisiti, il vantaggio è significativo: possibilità di dilazionare il debito in un massimo di 54 rate bimestrali (un piano di 9 anni); si applicherà un tasso del 3% annuo; abbattimento totale di sanzioni e interessi di mora, pagando solo la quota capitale e le spese di notifica/esecutive”.

La “nota dolente” secondo Timpone è che “se da un lato la misura offre ossigeno a chi ha debiti da dichiarazione, dall’altro crea una preoccupante voragine per una vasta platea di contribuenti, definibili come i nuovi ‘esodati della rottamazione’. Si tratta di tutti quei soggetti che avevano aderito alle precedenti edizioni della sanatoria (come la Rottamazione-quater) per debiti derivanti da atti di accertamento e che, per difficoltà economiche, sono decaduti dai piani di pagamento”.

Per costoro, riferisce il tributarista, “la nuova normativa non offre alcuna sponda. C’è una esclusione oggettiva: poiché il debito nasce da accertamento e non da semplice dichiarazione, non possono confluire nella nuova rottamazione. Un ritorno al debito pieno: con la decadenza dalla precedente sanatoria, il debito è tornato a lievitare immediatamente, gravato nuovamente da sanzioni piene e interessi di mora originari. E niente rate, solo saldo: essendo decaduti da una precedente rottamazione, la strada della rateizzazione ordinaria è spesso preclusa o estremamente complessa. L’unica via d’uscita rimane il pagamento in un’unica soluzione”.

“Il rischio concreto, conclude Timpone, “è che migliaia di contribuenti si trovino ora in un vicolo cieco: impossibilitati a rateizzare il vecchio debito “maggiorato” e privi di una nuova sanatoria che li accolga. Senza il pagamento immediato dell’intero importo, l’unica prospettiva rimane l’avvio inevitabile delle azioni esecutive da parte dell’Agente della Riscossione, con pignoramenti presso terzi, blocchi dei conti correnti e fermi amministrativi”.

Groenlandia, l’Ue non cambia linea sugli acquisti di armi Usa

Roma, 20 gen. (askanews) – Nonostante le crescenti tensioni con Washington sulla questione della Groenlandia, al momento l’Unione europea non prevede cambiamenti al meccanismo di acquisto di armi e equipaggiamenti per l’Ucraina, che prevede la possibilità di rivolgersi anche agli Stati Uniti in assenza di forniture, necessarie per Kiev, che non siano disponibili, in ordine di priorità, nella stessa Ucraina, nei paesi Ue, in quelli dello Spazio economico europeo (See) o ancora nei paesi che hanno concluso accordi nel quadro del programma Safe per l’aumento delle capacità di difesa. Lo ha spiegato il commissario europeo all’Economia, Valdis Dombrovskis, durante la conferenza stampa al termine del Consiglio Ecofin oggi a Bruxelles. Tuttavia il ministro delle finanze di Cipro, Makis Keravnos, che esercita la presidenza di turno dell’Ecofin, ha lasciato intendere che la situazione potrebbe cambiare.

Su questo versante “la nostra proposta è rimasta ampiamente invariata”, ha detto Dombrovskis rispondendo a un giornalista che gli chiedeva se ci fossero ripensamenti sugli acquisti di armi dagli Usa da parte degli Stati membri, da finanziare con il prestito Ue da 90 miliardi di euro all’Ucraina per i prossimi due anni. “Fondamentalmente, quello che prevede” la decisione Ue sul prestito “è che andrebbe data priorità ai produttori in Ucraina, nella stessa Unione europea, nel See e in paesi terzi che abbiano concluso accordi ‘Safe’ con la Ue. Ma questo principio a cascata prevede possibili deroghe, se non è possibile mobilitare gli equipaggiamenti necessari in Europa, che lascia aperta la possibilità di mobilitare forniture da altri paesi”. Perché “in questo caso – ha spiegato – la priorità deve essere ovviamente data alle necessità di difesa dell’Ucraina”.

Per parte sua, il ministro cipriota ha rilevato che “per quanto riguarda la necessità o l’eventualità di dover collaborare con paesi terzi” sugli acquisti di armamenti, “le linee guida sono state definite e naturalmente dovremo lavorare anche con altri Stati”.

“Ma non c’è cooperazione – ha puntualizzato Keravanos – con paesi che non rispettano i criteri e che rappresentano una minaccia per gli Stati membri”. (fonte immagine: European Union).

Sostenibilità, AI e consumi: GS1 e l’evoluzione della private label

Bologna, 20 gen. (askanews) – (contenuto in collaborazione con GS1Italy)

Un focus su consumi Non Food, AI, Sostenibilità, digitalizzazione e category management. È con questo ricco parterre di argomenti che GS1 Italy ha preso parte alla dodicesima edizione di Marca by BolognaFiere &ADM con due momenti di approfondimento, il 14 e 15 gennaio.

Durante il primo incontro, l’argomento di dibattimento ha riguardato le rinnovate normative europee in ambito green per il settore e gli strumenti con cui GS1 Italy intende affrontare questa nuova sfida.

Ne ha parlato Tomasso Alabardi, Public policy manager di GS1 Italy: “Molte delle sfide green che riguardano il settore dell’agroconsumo arrivano dal legislatore. Sono sfide normative. Agli operatori del settore viene richiesto di rispondere a dei requisiti legislativi. Gli standard di GS1 permettono di rispondere a questi requisiti attraverso il nostro QR code standard GS1. E non solo il passaporto digitale del prodotto, ma anche il regolamento sulla deforestazione, conosciuto come EUDR. I nostri standard, di condivisione in questo caso, permettono di veicolare e condividere le informazioni che stabilisce il legislatore”.

Le nuove tecnologie, peraltro, stanno diventando fondamentali anche nell’accelerazione degli scambi di filiera, come spiegato da Mirko Repetto, Sales & business development manager di GS1 Italy Servizi, che nell’occasione ha presentato Procedo Client, nuova piattaforma digitale di GS1 Italy Servizi: “Procedo Client è una soluzione nata per permettere una maggior diffusione dell’EDI. soprattutto dalla parte delle aziende distributive, magari quelle medio-piccole. L’EDI si pensa sia molto diffuso e invece c’è ancora molto da fare. Le realtà distributive più strutturate sono già attive, ma ce ne sono tante che non lo sono e che potrebbero automatizzare tutti i loro flussi documentali con i vari fornitori grazie agli standard EDI”.

Infine, nella terza ed ultima parte del pomeriggio, è intervenuto Ermanno Bertelle, Training manager dell’Academy di GS1 Italy, che ha illustrato il ruolo della MDD e di come gli strumenti di GS1 debbano essere perfettamente integrati per supportare in modo concreto la categoria: “Il category management si sviluppa sempre di più come un approccio strategico e non tanto come una serie di strumenti, per cui sicuramente si deve partire dal dato, la capacità di analizzare dati è assolutamente fondamentale. La capacità di avere una visione più ampia rispetto alla semplice categoria o al semplice prodotto, ma anche la capacità di collaborare con gli altri attori della filiera. Per cui, se si è un distributore, saper collaborare con la produzione, con l’industria e viceversa”.

GS1 Italy, dunque, ha partecipato a Marca by BolognaFiere & ADM, ponendo l’accento su tematiche importanti, sia nel primo momento di approfondimento, tenutosi mercoledì, che anche nella mattinata di giovedì 15, che ha chiuso i lavori dell’evento con uno speech dedicato al comparto non alimentare, incentrato sulle evidenze dell’Osservatorio Non Food di GS1 Italy e sul ruolo dell’Intelligenza Artificiale nel semplificare l’esperienza di acquisto in contesti ad alta complessità informativa.

Mattarella: nuove povertà da affrontare nel nostro paese

Roma, 20 gen. (askanews) – “Ci sono da affrontare nuove povertà nel nostro paese e non solo nel nostro paese, condizioni specifiche di difficoltà di tanti giovani, dei migranti, nell’approccio al lavoro, nella disponibilità di abitazione, tutti problemi che sono la frontiera per sfuggire alla trappola della povertà”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, prendendo la parola “fuori programma” alla cerimonia per i 430 anni dell’Ufficio Pio di Torino.

“Volevo esprimere apprezzamento per la storia dell’ufficio Pio e per l’opera svolta in questi nostri giorni con un impegno non di analisi astratta ma concreta di sostegno operoso per chi è in difficoltà”, ha sottolineato il capo dello Stato.

“L’Ufficio Pio ha attraversato olttre 4 secoli in cui ha incontrato mutamenti profondi sia sul versante delle condizioni politiche e istituzionali, di assetti di governo, sia sul versante sociale e lo ha fatto restando sempre uguale a se stesso, riuscire a farlo è un’impresa di grande rilievo e da sottolineare. E’ stato sempre guidato da due principi stabili: l’autonomia rispetto al potere pubblico e l’attenzione ai più deboli, alle fragilità, con un intervento concreto di sostegno e così è rimasto sempre uguale a se stesso nonotante i mutamenti di questa grande città”, ha concluso.

Groenlandia, von der Leyen: "I dazi aggiuntivi sono un errore"

Roma, 20 gen. (askanews) – La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, concludendo il suo intervento al World Economic Forum di Davos, in Svizzera, ha parlato di Groenlandia, spiegando che “quando si tratta della sicurezza della regione artica, l’Europa è pienamente impegnata e condivide gli obiettivi degli Stati Uniti in questo ambito”.

In merito ai dazi, von der Leyen ha ribadito che i patti devono essere rispettati e si aspetta che essi vengano rispettati.

“I dazi aggiuntivi proposti sono un errore, soprattutto tra alleati di lunga data. L’UE e gli Stati Uniti hanno concordato un accordo commerciale lo scorso luglio. E in politica, come negli affari, un accordo è un accordo. E quando gli amici si stringono la mano, questo deve significare qualcosa”.

Trinity ViaggiStudio: vacanze per crescere e mettersi alla prova

Milano, 20 gen. (askanews) – Le vacanze studio non sono più soltanto un soggiorno all’estero per migliorare una lingua straniera. Sempre più spesso diventano esperienze educative complete, capaci di unire apprendimento linguistico, passioni personali e sviluppo di competenze utili per il futuro. Un cambiamento che riflette l’evoluzione dei modelli educativi e le aspettative delle nuove generazioni, orientate a imparare attraverso l’esperienza, la pratica e il coinvolgimento diretto.

In questo scenario si inserisce Trinity ViaggiStudio, tour operator italiano specializzato in vacanze studio per studenti di diverse fasce d’età, che propone Programmi Speciali pensati per affiancare allo studio dell’inglese attività tematiche strutturate. Un approccio che anticipa un trend oggi sempre più diffuso e che per l’estate 2026 si arricchisce di nuove proposte, in linea con i temi più rilevanti per i giovani: creatività digitale e sostenibilità ambientale.

I Programmi Speciali di Trinity ViaggiStudio nascono con l’obiettivo di superare il modello tradizionale di vacanza studio e trasformare la lingua in uno strumento vivo, utilizzato per sperimentare, creare, collaborare e mettersi alla prova in contesti reali. Accanto ai corsi linguistici, ogni percorso integra contenuti qualificanti e attività specifiche, offrendo agli studenti un’esperienza internazionale più consapevole, personalizzata e coerente con i nuovi bisogni educativi.

Le proposte si svolgono in Irlanda, Scozia, Inghilterra e Stati Uniti, all’interno di campus universitari selezionati, con elevati standard di qualità didattica, sicurezza e accompagnamento.

Nel corso degli anni, l’offerta di Trinity ViaggiStudio si è articolata in diversi percorsi tematici, pensati per valorizzare talenti, interessi e attitudini personali, con diverse tipologie:

Sport Academy – Programmi che combinano corso di inglese e allenamenti sportivi strutturati, dedicati a discipline come calcio, pallavolo, basket, tennis e baseball. Lo sport diventa un linguaggio universale per sviluppare spirito di squadra, leadership e fiducia in sé stessi in un contesto internazionale.

Digital Creators Lab – Un percorso dedicato a creatività digitale, comunicazione e uso consapevole dei media. Attraverso laboratori pratici e progetti di gruppo, gli studenti imparano a creare contenuti multimediali, riflettendo sul ruolo dei social network come strumenti di espressione e responsabilità.

Planet First – Il programma pensato per studenti sensibili ai temi di ambiente e sostenibilità. Workshop, attività pratiche e progetti educativi accompagnano i ragazzi in un percorso che unisce studio dell’inglese e consapevolezza ambientale, stimolando pensiero critico e responsabilità globale.

Exam Preparation – Percorsi di preparazione alle certificazioni linguistiche Trinity, riconosciute a livello internazionale, che rappresentano un valore aggiunto concreto per il percorso scolastico degli studenti.

Scegliere i Programmi Speciali Trinity ViaggiStudio significa offrire agli studenti una vacanza studio che va oltre l’apprendimento linguistico, trasformandosi in un’esperienza dal forte valore formativo. Ogni programma è progettato per valorizzare passioni, interessi e talenti specifici, grazie a percorsi tematici strutturati e coerenti. I campus universitari selezionati garantiscono standard elevati di qualità, sicurezza e stimolo culturale, mentre il supporto costante e la consulenza personalizzata di Trinity ViaggiStudio accompagnano famiglie e studenti in ogni fase del percorso. Il risultato è un’esperienza internazionale capace di lasciare competenze concrete, utili per il futuro scolastico, personale e professionale.

I dettagli dei singoli Programmi Speciali, con destinazioni, campus e contenuti specifici, sono disponibili in sintesi qui di seguito oppure consultabili al link:

https://trinityviaggistudio.it/programmi/vacanze-studio-estero/junior/programmi-speciali-estero

Gibellina 2026, torna la preghiera sul mare dei MASBEDO

Gibellina, 20 gen. (askanews) – Una preghiera che si muove sul mare della Sicilia, una nave con un grande schermo e la musica. Tra le opere portate a Gibellina per la Capitale dell’arte contemporanea 2026 c’è anche il film “Resto” dei MASBEDO, che insieme ad Adrian Paci sono stati chiamati a installare in un luogo simbolo della cittadina siciliana come il Teatro di Pietro Consagra, che per la prima volta viene aperto al pubblico.

“Per noi oggi installare un lavoro – ha detto ad askanews Jacopo Bedogni, che insieme a Nicolò Massazza forma i MASBEDO – implica anche trovare un senso, un nesso in qualcosa che possa essere site specific o context specific, per cui è sempre una sfida che si evolve e quando il direttore artistico Andrea Cusumano e ci ha invitato e ci ha proposto questo spazio, sia per la natura del fatto che è un incompiuto potentissimo sia per la paternità del luogo e per la volontà di portare un momento di riflessione, ci sembrava il luogo adatto per portare il mare nel centro della Sicilia”.

Nelle sale brutaliste ed enormi del teatro le immagini del film scorrono e creano una diversa relazione tra l’opera, lo spazio e il pubblico, con un effetto di amplificazione dell’emozione artistica, che ha a che fare anche con la presenza, metaforica e reale, del mare. “Per noi il mare – ha aggiunto l’artista – è parte anche forse inconscia di un sottotraccia, un sottopelle di tantissimi nostri lavori. Noi sosteniamo che il mare è il più grande spazio pubblico, che non appartiene a nessuno e allo stesso tempo appartiene a tutti ed è il luogo ideale per una riflessione costante e continua nel nostro contemporaneo”.

Il lavoro dei MASBEDO è parte delle mostra “Dal mare. Dialoghi con la città frontale”, una di quelle che hanno inaugurato il programma di Gibellina Capitale italiana dell’arte contemporanea 2026.

Sicurezza, oggi alle 15 vertice a Palazzo Chigi

Roma, 20 gen. (askanews) – Un vertice di governo sul nuovo pacchetto sicurezza che dovrebbe essere approvato entro la fine del mese si terrà oggi pomeriggio prima del consiglio dei ministri. Secondo quanto si apprende, la riunione è stata convocata alle 15. Oltre alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, saranno presenti il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, che ha messo a punto le norme che dovrebbero confluire in un decreto legge e in un disegno di legge, il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, i vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani.

Le Borse europee peggiorano per i timori di una guerra commerciale (Milano -1,4%)

Milano, 20 gen. (askanews) – Peggiorano le Borse europee a poco più di un’ora dall’avvio delle negoziazioni, con Milano che lascia sul terreno l’1,4%, Francoforte l’1,3%, Parigi l’1,2%. Pesano sui mercati i timori di una nuova guerra commerciale, con le minacce di Trump all’Ue sul fronte dei dazi per il controllo della Groenlandia. Oggi il presidente Usa ha anche minacciato di imporre dazi del 200% su vino e champagne francesi dopo che il presidente Macron si è dichiarato riluttante a unirsi al suo Board of Peace per Gaza. Le azioni del colosso del lusso Lvmh – che possiede Moet & Chandon, Dom Pérignon e Veuve Clicquot – perdono il 2,4, mentre Remy Cointreau cede il 2,2%.

Tennis, Sinner al secondo turno a Melbourne

Roma, 20 gen. (askanews) – Esordio vincente a Melbourne Park per Jannik Sinner. L’azzurro inizia la difesa del titolo agli Australian Open battendo il francese Gaston, n. 93 al mondo, che si è ritirato per un problema fisico dopo aver perso i primi due set 6-2, 6-1 dopo poco più di un’ora di gioco. Per lui un problema fisico che lo aveva costretto a prendere una pastiglia al termine del primo parziale. Il francese si è poi seduto sulla sua panchina ed è scoppiato in lacrime. Sinner è andato subito a consolarlo e a sincerarsi delle sue condizioni. Partita finita dopo un’ora e 7 minuti di gioco. Jannik attende al 2° turno giovedì il vincente tra Prizmic e Duckworth

Tennis, Sinner: "Un po’ teso all’inizio, ma ho giocato bene"

Roma, 20 gen. (askanews) – “Ho visto che non stava servendo forte nel 2° set. Non volevo vincere così, ha un grande talento e un grande tocco”. Così Jannik Sinner dopo l’esordio vincente agli Australian Open avvenuto battendo, per ritiro, il francese Gaston. “Sapevo che all’inizio avrebbe giocato così – continua – Sono contento della partita e di come ho giocato. Mi sento ben preparato, ho lavorato molto. L’esibizione con Felix è servita, anche se le partite ufficiali sono diverse. Ero un po’ teso all’inizio, ma devo anche pensare a divertirmi. Ci si allena per questo”.

Lavrov: "La Nato si prepara seriamente alla guerra con la Russia"

Roma, 20 gen. (askanews) – Il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha dichiarato oggi che la Nato si sta preparando “seriamente” ad una guerra contro la Russia.

“La Nato si sta preparando seriamente alla guerra con la Russia”, ha affermato il diplomatico russo durante la conferenza stampa in cui ha delineato i risultati della diplomazia moscovita.(Segue) “Se si leggono le dichiarazioni di Kallas, von der Leyen, Macron, Starmer, Rutte, di tutti quanti. Si stanno seriamente preparando a una guerra con la Russia” ha specificato il diplomatico russo.

“Non lo nascondono affatto”, ha aggiunto Lavrov. Oggi nel mondo è in atto un gioco in cui “la forza prevale sul diritto”, ha affermato il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov.

“Le regole che dovrebbero presumibilmente sostenere un ordine mondiale adatto all’Occidente sono state tutte cancellate. Si sta svolgendo un gioco di potere… Siamo tutti testimoni di questo”, ha evidenziato Lavrov, aggiungendo che “le conseguenze di questa politica non si fanno sentire solo sugli Stati del Sud e dell’Est del mondo; le tendenze di crisi si stanno sviluppando anche all’interno della stessa società occidentale”.

Israele demolisce gli edifici dell’UNRWA a Gerusalemme

Roma, 20 gen. (askanews) – Funzionari dell’Autorità fondiaria israeliana hanno avviato la demolizione di edifici all’interno di un complesso dell’Unrwa a Gerusalemme, accompagnati da agenti di polizia. Lo scrive oggi Haaretz.

Immagini diffuse dal luogo mostrano bulldozer e altri mezzi pesanti impegnati nell’abbattimento delle strutture.

Nel mese di ottobre 2024 la Knesset ha approvato una legge che vieta le attività dell’Unrwa in Israele, senza prevedere soluzioni alternative per le funzioni svolte dall’agenzia delle Nazioni unite nella Striscia di Gaza e a Gerusalemme Est.

Il provvedimento è stato adottato nonostante le critiche e l’opposizione espresse da diversi Paesi occidentali e arabi.

Davos, i principali interventi in agenda (aspettando Trump)

Roma, 20 gen. (askanews) – Il World Economic Forum di Davos entra oggi nel vivo, con oltre 3000 partecipanti da 130 Paesi la 56esima si svolge fino al 23 gennaio a Davos-Klosters, in Svizzera, ufficialmente intitolata “Lo spirito del dialogo”, il Wef diventa luogo di incrocio tra leader mondiali alle prese con molteplici crisi e nodi che appare impossibile sciogliere tramite compromessi. Il presidente americano Donald Trump, impegnato in un braccio di ferro senza precedenti in seno alla Nato sulla Groenlandia, imprescindibile mediatore per l’Ucraina, si annuncia protagonista, in ogni caso. E’ atteso domani, con un discorso ufficiale in agenda, incontri ritenuti possibili e altri che arriveranno. Ecco i principali momenti attesi, sulla base del calendario iniziale.

Martedì 20 gennaio Stamattina il discorso della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, previsto tra le 10:50 e le 11:20.

Nel pomeriggio, interventi del presidente francese Emmanuel Macron (14:00-14:30), del segretario al Tesoro USA Scott Bessent (14:30-15:00), del premier e ministro degli Esteri del Qatar Mohammed bin Abdulrahman Al Thani (15:30-16:00) e del primo ministro canadese Mark Carney (16:30-17:00).

Spazio anche al conflitto in Ucraina, con una sessione dedicata al percorso verso la pace e alle garanzie di sicurezza per Kiev. A margine del forum, l’emissario del Cremlino e principale negoziatore russo Kirill Dimitrev dovrebbe incontrare gli inviati Usa Steve Witkoff e Jared Kushner, genero di Trump. De facto, un ritorno dei russi alla kermesse di Davos.

Mercoledì 21 gennaio In mattinata, discorsi del presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi (09:30-10:00) Ursula von der Leyen partecipa ai lavori in parallelo.

Dalle 10:15 alle 11:00 il dibattito su “Se l’Europa è in grado di difendersi”, con il segretario generale della NATO Mark Rutte.

Alle 11:00 interviene il segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres.

Nel pomeriggio, alle 14:30, l’intervento più atteso: il discorso di Donald Trump. Il presidente degli Stati Uniti non intenderebbe incontrare il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che sarà al forum e che non ha anticipato la data del suo intervento. Trump potrebbe avere altri bilaterali con leader europei e la presidente della Commissione Ursula von der Leyen. Oggi lo stesso Trump ha annunciato che si terrà una riunione sulla Groenlandia. Giovedì 22 gennaio Atteso il presidente israeliano Isaac Herzog (09:00-09:30). Seguono gli interventi del premier greco Kyriakos Mitsotakis (10:30-11:00) e del cancelliere tedesco Friedrich Merz (11:30-12:00).

Il presidente finlandese Alexander Stubb parla di nuovo ordine mondiale tra le 12:30 e le 13:00. Nel pomeriggio, dalle 15:00 alle 15:30, è prevista una conversazione con il leader siriano Ahmed al-Sharaa.

Venerdì 23 gennaio Dalle 09:00 alle 09:45 Jane Harman, presidente della Commissione USA sulla strategia di difesa nazionale, presenta il rapporto sui rischi geopolitici del 2026.

Davos, i principali interventi in agenda (aspettando Trump)

Roma, 20 gen. (askanews) – Il World Economic Forum di Davos entra oggi nel vivo, con oltre 3000 partecipanti da 130 Paesi la 56esima si svolge fino al 23 gennaio a Davos-Klosters, in Svizzera, ufficialmente intitolata “Lo spirito del dialogo”, il Wef diventa luogo di incrocio tra leader mondiali alle prese con molteplici crisi e nodi che appare impossibile sciogliere tramite compromessi. Il presidente americano Donald Trump, impegnato in un braccio di ferro senza precedenti in seno alla Nato sulla Groenlandia, imprescindibile mediatore per l’Ucraina, si annuncia protagonista, in ogni caso. E’ atteso domani, con un discorso ufficiale in agenda, incontri ritenuti possibili e altri che arriveranno. Ecco i principali momenti attesi, sulla base del calendario iniziale.

Martedì 20 gennaio Stamattina il discorso della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, previsto tra le 10:50 e le 11:20.

Nel pomeriggio, interventi del presidente francese Emmanuel Macron (14:00-14:30), del segretario al Tesoro USA Scott Bessent (14:30-15:00), del premier e ministro degli Esteri del Qatar Mohammed bin Abdulrahman Al Thani (15:30-16:00) e del primo ministro canadese Mark Carney (16:30-17:00).

Spazio anche al conflitto in Ucraina, con una sessione dedicata al percorso verso la pace e alle garanzie di sicurezza per Kiev. A margine del forum, l’emissario del Cremlino e principale negoziatore russo Kirill Dimitrev dovrebbe incontrare gli inviati Usa Steve Witkoff e Jared Kushner, genero di Trump. De facto, un ritorno dei russi alla kermesse di Davos.

Mercoledì 21 gennaio In mattinata, discorsi del presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi (09:30-10:00) Ursula von der Leyen partecipa ai lavori in parallelo.

Dalle 10:15 alle 11:00 il dibattito su “Se l’Europa è in grado di difendersi”, con il segretario generale della NATO Mark Rutte.

Alle 11:00 interviene il segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres.

Nel pomeriggio, alle 14:30, l’intervento più atteso: il discorso di Donald Trump. Il presidente degli Stati Uniti non intenderebbe incontrare il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che sarà al forum e che non ha anticipato la data del suo intervento. Trump potrebbe avere altri bilaterali con leader europei e la presidente della Commissione Ursula von der Leyen. Oggi lo stesso Trump ha annunciato che si terrà una riunione sulla Groenlandia. Giovedì 22 gennaio Atteso il presidente israeliano Isaac Herzog (09:00-09:30). Seguono gli interventi del premier greco Kyriakos Mitsotakis (10:30-11:00) e del cancelliere tedesco Friedrich Merz (11:30-12:00).

Il presidente finlandese Alexander Stubb parla di nuovo ordine mondiale tra le 12:30 e le 13:00. Nel pomeriggio, dalle 15:00 alle 15:30, è prevista una conversazione con il leader siriano Ahmed al-Sharaa.

Venerdì 23 gennaio Dalle 09:00 alle 09:45 Jane Harman, presidente della Commissione USA sulla strategia di difesa nazionale, presenta il rapporto sui rischi geopolitici del 2026.

Trump: dazi su champagne al 200% se Macron non entra nel Board of Peace per Gaza

Roma, 20 gen. (askanews) – Il presidente degli Stati uniti Donald Trump ha dichiarato che imporrà un dazio del 200 per cento su vino e champagne francesi come forma di pressione affinché il presidente francese Emmanuel Macron accetti l’invito ad aderire al Board of Peace per la Striscia di Gaza.

“Imporrò un dazio del 200 per cento sui vini e sullo champagne francesi, e Macron si unirà al Board of Peace”, ha affermato Trump, secondo quanto riportato da Reuters, dopo che fonti hanno segnalato che il leader transalpino non intende accettare l’invito a fare parte all’organismo di governance.

Le minacce del presidente degli Stati uniti Donald Trump di imporre dazi del 200 per cento su vini e champagne francesi sono state definite “inaccettabili” e “inefficaci” dall’entourage del presidente Emmanuel Macron. Lo riferisce Le Figaro.

“Come abbiamo sempre sottolineato, le minacce tariffarie per influenzare la nostra politica estera sono inaccettabili e inefficaci”, ha dichiarato l’entourage del capo dello Stato francese.

Le dichiarazioni arrivano dopo le affermazioni di Trump sui dazi e fanno seguito al rifiuto di Macron di aderire al cosiddetto Board of Peace per Gaza.

Tennis, Australian open, avanti Musetti e Darderi, ko Cocciaretto

Roma, 20 gen. (askanews) – Lorenzo Musetti supera un debutto complesso agli Australian Open. L’azzurro è al 2° turno grazie valla vittoria sul belga Raphael Collignon, n. 72 al mondo, costretto al ritiro nel quarto set dopo 3 ore e 7 minuti di lotta intensa: 4-6, 7-6, 7-5, 3-2 il punteggio nel momento in cui Collignon ha scelto di non proseguire, rallentato dai crampi e da un vistoso calo fisico. Per Musetti non è stato un debutto facile, ma ha giocato una partita in crescendo e con il passare dei game è riuscito a trovare ritmo e solidità. Adesso c’è un derby all’orizzonte per Musetti che al secondo turno, in programma giovedì, affronterà l’amico Lorenzo Sonego che all’esordio ha battuto nettamente lo spagnolo Taberner (6-4, 6-0, 6-3)

Arriva la prima vittoria in carriera agli Australian Open per Luciano Darderi. L’italoargentino è al 2° turno grazie alla vittoria in tre set sul cileno Garin: 7-6, 7-5, 7-6 il punteggio finale in quasi tre ore di partita. Un debutto tutt’altro che semplice per Darderi, n. 22 del seeding a Melbourne Park, che ha giocato tre set combattuti e nel finale ha fatto i conti anche con problemi di stomaco. Darderi tornerà in campo giovedì contro lo spagnolo Sebastian Baez che ha superato in cinque set il francese Mpetshi Perricard.

Esordio amaro agli Australian Open per Elisabetta Cocciaretto. Reduce dal trionfo a Hobart, l’azzurra ha perso al primo turno contro l’austriaca Julia Grabher, n. 95 al mondo: 7-5, 2-6, 6-4 il punteggio in due ore e mezza di gioco. Un risultato che lascia non pochi rimpianti perché Cocciaretto non è riuscita a sfruttare le difficoltà dell’avversaria, che nel match ha commesso 10 doppi falli e 56 errori gratuiti.

Esce Luca Nardi al primo turno perdendo contro il cinese Wu 7-5 4-6 6-4 6-2. Nell’ultimo set Luca era palesemente in difficoltà fisica

Politico: contrasti franco-tedeschi indeboliscono l’Ue rispetto a Trump

Roma, 20 gen. (askanews) – Mentre l’Europa cerca di ricompattarsi di fronte alle pressioni del presidente degli Stati uniti Donald Trump sulla Groenlandia, i rapporti tra Francia e Germania attraversano una fase di forte tensione che rischia di indebolire il tradizionale asse franco-tedesco, spesso definito il motore dell’Unione europea. Lo scrive oggi Politico.

Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha annunciato l’intenzione di costruire nei prossimi giorni una posizione comune con il presidente francese Emmanuel Macron per ottenere un risultato negoziale con Trump. Un obiettivo che, tuttavia, arriva dopo mesi di frustrazioni reciproche, diffidenze e contrasti politici.

Da Parigi cresce la preoccupazione per una Germania sempre più assertiva, che tende a presentarsi come il principale attore politico e militare europeo. Berlino, dal canto suo, è irritata da una serie di dossier irrisolti con la Francia, dal programma congiunto per il nuovo caccia militare alle divergenze sull’accordo commerciale Ue-Mercosur, fino allo scontro sull’uso degli asset russi congelati per finanziare l’assistenza all’Ucraina.

Le differenze sono emerse con chiarezza anche nella risposta alla minaccia di Trump di imporre dazi ai Paesi europei contrari a una presa di controllo americana della Groenlandia. Macron ha invocato una reazione dura, facendo riferimento agli strumenti commerciali dell’Ue, mentre Merz ha adottato toni più concilianti, puntando sul dialogo con Washington. Lo stesso cancelliere ha ammesso pubblicamente che la Francia avrebbe voluto reagire in modo più aggressivo rispetto alla Germania. Un ulteriore elemento di frizione è rappresentato dalle divisioni interne alla coalizione di governo tedesca, che rendono difficile per Berlino parlare con una sola voce. Diplomatici europei segnalano posizioni contrastanti tra i ministri tedeschi sull’eventuale utilizzo dello strumento anti-coercizione commerciale dell’Ue, sostenuto da Macron.

Secondo funzionari comunitari, negli ultimi sei mesi il motore franco-tedesco non avrebbe prodotto risultati concreti. La sensazione a Parigi è che Berlino stia assumendo un ruolo politico più marcato, mentre in Germania cresce l’idea che la Francia non sia in grado di sostenere con fatti le proprie ambizioni europee, in particolare sul sostegno all’Ucraina e sull’apertura a nuovi partenariati commerciali.

A pesare sui rapporti bilaterali contribuiscono anche il rafforzamento militare tedesco, destinato a superare quello francese, e le incertezze politiche interne a Parigi, con l’ombra dell’ascesa del Rassemblement National in vista delle prossime elezioni presidenziali. Un contesto che rende più complesso per Francia e Germania presentarsi unite di fronte alle sfide poste dall’amministrazione Trump.

L’Impero dell’Io: la nuova geografia di Trump

Aprendo contemporaneamente più fronti di interesse e concreto o ipotizzato intervento Donald Trump sta letteralmente scompaginando la geopolitica a livello planetario: il rischio è di poter davvero gestire situazioni complicate tenuto conto che anche sul fronte interno gli USA qualche problemino ce l’hanno pure loro, dalla politica, alla FED, all’ordine pubblico.

Di fatto il disimpegno americano sul versante ucraino è di tutta evidenza: Trump addebita a Zelensky le colpe della tregua mancata e della pace rinviata, a fronte di trattative inconcludenti o di fatto inutili (che fine ha fatto il famoso piano per un ipotetico accordo?) egli è diventato il migliore alleato di Putin. Se avesse applicato la più elementare delle distinzioni tra un Paese aggressore ed uno aggredito, se si capacitasse della devastazione che i bombardamenti russi stanno provocando sul territorio martoriato dell’Ucraina avrebbe usato la stessa forza persuasiva che impiega altrove.

(Il suo distacco politico ed emotivo da un paese al buio e senza riscaldamento, con le centrali energetiche sotto tiro preluderà ad un nuovo Holodomor? Non pare fantapolitica.)

Dal disimpegno ucraino al protagonismo globale

A cominciare dal Venezuela con l’arresto e la deportazione di Maduro o dalla Nigeria con l’attacco a Boco Haram, dalle minacce interventiste in Iran contro il regime della guida suprema Alì Khamenei, dal Medio Oriente dove tutto pare ancora in sospeso mentre già si accredita per la gestione della ricostruzione di Gaza, Netanyahu permettendo. Ma il presenzialismo asfissiante che sta esercitando sulla Groenlandia va ora scuotendo le diplomazie europee, a cominciare dalla Danimarca che vi esercita un “protettorato”: l’isola è membro della Nato e fa geograficamente parte dell’Europa pur essendone decentrata.

La Groenlandia, le terre rare e la frattura dell’Occidente

Qui non il petrolio, il gas o più nobili intendimenti ispirano le sue mosse: sono le terre rare il vero motore di tanta cupidigia oltre al timore che gli USA possano essere preceduti dalla Cina e soprattutto dalla Russia per la posizione strategicamente importante per le rotte commerciali artiche (come la Northern Sea Route) grazie alla sua posizione nel GIUK gap (Groenlandia, Islanda, UK), che controlla l’accesso all’Atlantico, di questo vasto territorio abitato da poco più di 50 mila abitanti.

L’UE, il Consiglio d’Europa e alcuni Stati membri hanno reagito con fermezza a questo tentativo di ladrocinio: in ogni università del mondo al primo anno di giurisprudenza si insegna quali sono gli elementi costitutivi di uno Stato e di una Nazione, in base al sacrosanto principio dell’autodeterminazione: il popolo, il territorio e la potestà di governo. Impossessarsi di un territorio comprandolo (a 100 mila dollari a famiglia) o prendendolo con la forza nulla ha a che fare con i principi di libertà e democrazia.

È vero che finora l’Europa è stata il principale alleato degli USA ma questo sodalizio sembra destinato a frantumarsi per la cupidigia del Capo della Casa Bianca. Sostituire la Nato con un’Alleanza a guida americana significa rompere il fronte occidentale: arriveremo a due Occidenti, avversari tra loro?

Luigi Marco Bassani ha appena pubblicato un libro su questo ipotetico pericolo (Occidente contro Occidente, edizioni Liberilibri).

Il Nobel, la pace e la diplomazia come posta in gioco

Intanto Francia, Gran Bretagna e Germania (quest’ultima li ha frettolosamente ritirati come scrive Bild) hanno inviato una pattuglia di militari a presidiare simbolicamente e pacificamente l’isola.

La determinazione di Trump ad aggregare la Groenlandia è totale: in queste occasioni viene da chiedersi quanto vi sia di politicamente e strategicamente oggettivo in questo atteggiamento o quanta parte vada ascritta all’intemperanza del personaggio, evidentemente circondato da cattivi consiglieri.

Intanto Trump scrive al premier norvegese Jonas Gahr Store: «Senza il Premio Nobel non mi sento più obbligato alla pace». Un proposito che, prendendolo alla lettera, è la premessa di uno sconquasso nel campo della Nato e delle storiche alleanze dei Paesi dell’Occidente. Considerati i criteri che Trump va applicando per fregiarsi di questo riconoscimento: dazi, dazi e ancora dazi.

Dialogo, ascolto, diplomazia sono le invocazioni di chi vorrebbe evitare una crisi apicale: l’Ue i singoli Paesi dell’Europa sono concretamente impegnati in questa direzione e, francamente, il mondo intero, per l’effetto domino che sarebbe avviato ovunque a livello planetario, resta col fiato sospeso.

Referendum, accusare e giudicare sono due funzioni diverse. Dibattito

Un dibattito tecnico trasformato in scontro politico

Il dibattito in corso sul tema della divisione delle carriere tra magistrati giudicanti e pubblici ministeri si è purtroppo radicalizzato politicamente, e per una parte della sinistra lo rappresenta non tanto un problema tecnico processuale ma piuttosto il tentativo di una rivincita rispetto alla destra, artefice di tale importante riforma.

A fronte di un problema essenzialmente tecnico ritengo estremamente inopportune le prese di posizione della magistratura e purtroppo anche di esponenti del mondo cattolico.

La costituzione del comitato “Popolari per il sì” si propone di disinnescare il problema dalla battaglia sloganistica che viene combattuta con argomenti speciosi e con affermazioni prive di ogni fondamento.

È appena il caso di ricordare come la divisione delle carriere è stata in passato proprio una bandiera della sinistra e che proprio il Partito Popolare la menzionava tra i propri obiettivi di programma.

Quando la vera pena è il processo

Partirei dalla considerazione che nel nostro sistema giudiziario la vera pena è costituita proprio dal processo.

Siamo in presenza di processi di durata decennale che vedono distrutta la figura morale e professionale di persone che, dopo anni – avendo anche avuto periodi di arresti domiciliari o di carcerazione preventiva – vengono assolte con formula piena.

Il procuratore Nicola Gratteri, di cui peraltro ho grande stima quale PM, sostiene che le tante assoluzioni dimostrerebbero come il giudice non sia un collega di scrivania del PM, rendendo quindi superflua una separazione formale delle carriere che rischierebbe solo di sottoporre l’accusa al controllo politico.

Innanzitutto va chiarito che la riforma non tocca le garanzie sull’indipendenza dei magistrati, sia giudicanti che requirenti, previste dall’art. 107 della Costituzione, e ribadisce all’art. 104 che la magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere.

Le assoluzioni non smentiscono il problema, lo rivelano

L’argomento relativo alle numerose assoluzioni è suggestivo ma in realtà prova il contrario di quanto si vorrebbe sostenere.

Se le assoluzioni sono tante, il problema non è dimostrare l’indipendenza del giudice dal PM, ma il fatto che molti innocenti abbiano avuto la loro vita rovinata per diversi anni.

A fronte delle tante assoluzioni, probabilmente una buona metà dei procedimenti avrebbe ben potuto essere oggetto di preventiva archiviazione.

È qui che emerge il vero nodo: il Giudice dell’Udienza Preliminare, chiamato a decidere sull’archiviazione o sul rinvio a giudizio, troppo spesso si limita a un controllo formale dell’imputazione proposta dal PM, evitando di entrare nel merito e rimandando tutto al giudizio dibattimentale, che arriverà dopo anni.

Il ruolo decisivo del giudice dell’udienza preliminare

Tutto si incentra sulla reale autonomia del Giudice dell’Udienza Preliminare nel decidere se rinviare l’imputato a giudizio o emettere sentenza di non luogo a procedere.

Questa fase è paradossalmente più importante della sentenza finale, perché l’innocente ha già “scontato” una pena: la pendenza del giudizio e, talvolta, la carcerazione preventiva.

La decisione di non luogo a procedere presuppone un giudice completamente distaccato dal PM: non un collega, ma un magistrato che, per ruolo e indipendenza, deve essere giudice super partes, oggetto di ossequio istituzionale, in un rapporto non diverso da quello che lega l’avvocato al giudice.

Una riforma coerente con il processo accusatorio

È stato più volte ricordato come la separazione delle carriere sia un corollario della riforma Vassalli sul processo accusatorio, mentre l’identità di concorso e di carriera tra magistrati giudicanti e requirenti è un residuo storico del codice penale fascista, ispirato a un modello inquisitorio.

La riforma costituzionale denominata “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare” prevede la scissione dell’attuale Consiglio Superiore della Magistratura in due Consigli distinti – uno per i giudici e uno per i pubblici ministeri – e l’istituzione di un nuovo organo disciplinare, l’Alta Corte di Giustizia.

Nessuna subordinazione politica dell’accusa

L’argomento secondo cui la riforma sottoporrebbe l’accusa al controllo politico del Ministro della Giustizia, sul modello francese, è privo di fondamento.

Nell’ordinamento italiano i Procuratori della Repubblica conserverebbero tutte le garanzie di indipendenza, rafforzate anzi dalla costituzione di un apposito Consiglio Superiore dei magistrati requirenti.

Va inoltre ricordato che le sanzioni disciplinari oggi irrogate dal CSM sono spesso di sconcertante tenuità: riduzioni di anzianità di scarso rilievo, a fronte di comportamenti gravissimi.

Per gli stessi fatti, gli avvocati coinvolti vengono talvolta radiati dall’Albo.

L’Alta Corte di Giustizia e il nodo delle correnti

Si comprende allora perché l’istituzione dell’Alta Corte di Giustizia preoccupi molti magistrati: oggi le sanzioni possono essere impugnate davanti alle Sezioni Unite della Cassazione, cioè davanti ad altri colleghi.

Un altro argomento dei sostenitori del “no” riguarda il sorteggio per la composizione dei Consigli Superiori e dell’Alta Corte.

Come ricorda Augusto Barbera, il CSM non è un organo rappresentativo ma di garanzia: sottrarlo alle logiche correntizie significa ricondurlo alla sua funzione originaria, non a quella di “sindacato dei magistrati”.

Il sorteggio, peraltro, è già previsto in diversi ambiti dell’ordinamento costituzionale: per i giudici aggregati alla Corte costituzionale in caso di messa in stato d’accusa del Presidente della Repubblica, per il Tribunale dei Ministri, per i giudici popolari della Corte d’Assise.

Contro la giustizia delle correnti

È significativo che, sinora, nelle nomine direttive e nei procedimenti disciplinari, i membri del CSM abbiano votato in modo compatto secondo l’appartenenza correntizia.

La riforma mira invece a sottrarre le decisioni di carriera a questi automatismi, evitando che i magistrati debbano rispondere alle correnti del proprio operato.

L’attuale sistema ha indotto alcuni giudici a fare politica con le inchieste, cercando visibilità mediatica, con grave discredito per la magistratura, che oggi, in modo poco opportuno, ha deciso di prendere posizione sul referendum.

Due funzioni diverse, due vocazioni diverse

Accusare e giudicare sono due funzioni diverse e presuppongono anche diverse vocazioni e differenti deontologie.

Non si vede la ragione per cui due mestieri distinti debbano essere accomunati in un’unica carriera, una peculiarità che nel panorama comparato sembra sopravvivere soltanto in Turchia e in Bulgaria.

 

Giulio Prosperetti

Vice Presidente emerito della Corte costituzionale

Il campo…delle Margherite

Dunque, a fronte del dibattito che attraversa la coalizione di sinistra e progressista, emerge da tempo una domanda: ma il Centro da quelle parti esiste ancora? Stando a ciò che dicono alcuni mezzi di informazione, quelli più compiacenti e funzionali alla “causa” progressista, esiste eccome. Anzi è sempre più forte e competitivo. Al punto che esistono addirittura più Margherite. Ovvero, l’ultimo e grande partito di centro, riformista, democratico, inclusivo, plurale e con una spiccata cultura di governo nell’alleanza di centro sinistra. Il partito, cioè, di Francesco Rutelli, Franco Marini, Arturo Parisi e altri leader centristi del tempo. Dopodiché, sul versante della coalizione di sinistra, sono emersi – almeno sino ad oggi – solo virtuali e personali partiti centristi, malgrado la buona volontà di molti leader e dirigenti di quel campo politico.

La proliferazione delle “nuove Margherite”

Ora, però, ogni mese assistiamo simpaticamente ai costruttori di nuove Margherite. L’ultimo in ordine di tempo è il capo del piccolo partito personale di Italia Viva, il vulcanico Renzi che addirittura ha annunciato la costruzione di una “Margherita 4.0”. Segue una infinità di altri tentativi. A partire da quello dell’assessore di Roma Alessandro Onorato – a proposito, che fine ha fatto? – che aveva riunito in alcune occasioni i cosiddetti “civici” dietro il suggerimento dell’ex dirigente comunista del Pd Goffredo Bettini. Per non parlare dell’ex grillino Spadafora che con la sua associazione vuole dar vita e da tempo, come da copione, ad un’altra Margherita.

Ambizioni personali e sigle ornamentali

Ma non manca all’appuntamento il sempre verde ed ex renzianissimo Delrio che a nome dei cattolici democratici del Pd – ormai una piccola, insignificante ed ornamentale ridotta indiana – lascia trapelare il retroscena di una eventuale e del tutto potenziale “nuova Margherita” alleata con il Pd della Schlein. Senza dimenticare, e mi scuso se lo cito per ultimo, il neo partito/movimento/gruppo/think-tank – non si è ancora ben capito – dell’ex Direttore dell’Agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini telecomandato, almeno così pare, dall’intramontabile Romano Prodi. E, come ovvio, non cito molti altri tentativi per evitare di allungare questa breve e sintetica riflessione.

Non ridicolizzare una storia politica

Ecco perché, alla luce di queste esperienze e di questi concreti tentativi, forse quando si parla a sproposito della Margherita è bene applicare quello che andiamo dicendo da svariati lustri sulla storica Democrazia Cristiana. E cioè, per quanto riguarda la Margherita – come, appunto, anche per la Dc – non sfregiamola con accorgimenti, tentativi, proposte e progetti che, purtroppo, contribuiscono solo a ridicolizzare una grande operazione politica, culturale e programmatica che ha caratterizzato il campo riformista nel nostro Paese nei primi anni Duemila.

E che, purtroppo, lo possiamo ormai dire senza tema di essere smentiti, è stata liquidata e sciolta forse con troppa superficialità e frettolosità dai grandi, qualificati ed autorevoli dirigenti di quel partito in quegli anni. Al punto che ormai da anni – soprattutto dopo che il Pd è diventato a tutti gli effetti un tassello organico e fondamentale della storica filiera politica e culturale del Pci/Pds/Ds/Pd – se ne invoca la rinascita o il ritorno.

Ma, con altrettanta chiarezza ed onestà intellettuale, forse è anche arrivato il momento per dire che coloro che, giustamente e legittimamente, ambiscono ad avere un ruolo e seggi parlamentari nel campo della coalizione di sinistra e progressista, non accampino nuove Margherite ma, molto più semplicemente, si limitino a concordare con i veri azionisti della coalizione qualche strapuntino attraverso le loro sigle personali, senza scomodare un partito che ha contribuito, qualunque sia l’opinione e il giudizio dei singoli, a costruire un pezzo importante del riformismo politico e di governo nel nostro Paese.

La malattia del troppo: è il vuoto che fa respirare, anche le organizzazioni

Come un artigiano modella il vaso intorno ad un vuoto e come la ruota con tutti i suoi raggi ha al centro un vuoto per poter girare su un perno, così un organismo viene continuamente rigenerato dalla circolazione di idee e discorsi fra loro diversi. Ciascuno dei quali può fornire all’organizzazione la sua forza propulsiva in un concatenamento che espande in senso generativo l’istituzionalità dell’ente.

Al contrario, ogni fissazione su un solo discorso, il suo eccesso di dominanza, spegne il lato propulsivo dello stesso a vantaggio del suo lato inerziale, cioè tendente a far diventare conforme, o quando va bene accessoria, ogni cosa che non gli corrisponde.

Insomma: ogni racconto e spiegazione ha nello stesso tempo potere di generare valore per l’organizzazione – se circolante con altri discorsi – e di sottrarglielo fino a bloccarla – se fisso ed emarginante ogni altra lettura.

Per questo, secondo Recalcati (Il vuoto e il fuoco. Per una clinica delle organizzazioni, Feltrinelli, 2024), è vitale la disponibilità di un Vuoto Centrale.  

Uno spazio libero, in  cui poter far coabitare e circolare letture diverse. Uno spazio da non correre ad inzeppare con altre caterve di cose da fare, soprattutto se pescate dal repertorio del presente. Uno spazio in cui la forza del Nuovo possa avere chanches, posssa continuamente accendersi e propagarsi.

Non si tratta tanto di far convivere per correttezza democratica istanze diverse ma di mantenere una ‘stanza vuota’ affinché la riflessione possa ruotare, così rigenerandosi di continuo, ed evitare che l’egemonia di un solo discorso si trasmetta top down in maniera incontrastata, annichilendo ogni altra lettura.

Preservare quindi la stanza vuota permette l’incontro di sguardi diversi. Permette una espansione generativa del campo istituzionale e non la sua fissazione discorsiva. 

È la fissazione discorsiva ciò che fa ammalare le organizzazioni.

Qual è qui, allora, il ruolo di una Direzione? Quello di farsi riconoscere con un nuovo discorso, il discorso della testimonianza.

Nessuna leadership può essere una leadership generativa se non sa insegnare, se il leader non è soprattutto un maestro. Ma nessuno può pensare di essere considerato un maestro se non è visto, sentito, percepito come un testimone.

“Solo il desiderio singolare del leader – il suo fuoco – può mettere in moto il desiderio di chi lavora con lui”. 

Solo il desiderio di un capo può animare il desiderio di sapere delle persone che sono con lui: l’effetto contagio che accende. Non i sermoni istituzionali, non le tecnicalità scientifiche, non gli antagonismi di comodo, non i ragionamenti inattaccabili.

L’atto della testimonianza “non ha altri fini se non quello di fare esistere la forza del desiderio come forza in atto. È quello che definisce una autentica leadership: testimoniare nei propri atti la forza del proprio desiderio, trasmettere il suo fuoco in modo tale che possa accendere e mantenere acceso quello del soggetto collettivo“. 

“No si tratta, infatti, di dire la verità, ma di fare la verità.”

Se i populismi contemporanei hanno descritto le istituzioni come nemiche della vita, per Recalcati la domanda è:  come far durare nel tempo una istituzione mantenendo vivo lo slancio “misterioso e commovente”, come direbbe Pasolini, del suo inizio?

La stanza vuota, il polmone delle organizzazioni

Ogni istituzione, ogni organizzazione chiede continua rigenerazione.

Lo fa  chi cura che vi siano luoghi dove si preserva il vuoto.

Crea chi sa stare nel vuoto, nel bianco, come lo scrittore davanti alla pagina libera, il pittore davanti alla tela immacolata. Come la musica si sprigiona dal silenzio, come l’amore si accende se c’è distanza, la scienza davanti all’ignoto, i colori appaiono se la luce ha spazio, se circola, se la stanza ha le finestre aperte.

Il futuro della Chiesa, e delle chiese? O succedono Esperienze Vitali o non succede nulla.

Quindi la Chiesa ha un futuro non se, come si dice, ‘si aggiorna’ o sfoggia dimestichezze con temi gettonati, ma se è il luogo dove è avvicinabile e possibile una Esperienza del Cristianesimo che ri-generi Vita.

Una Vita inaspettata e quindi sorprendente, che si distacca dallo stato anteriore, desolidarizza rispetto all’idea che si ha di coerenza, e genera così uno scarto dove ‘i possibili’ hanno lo spazio per nascere. Per farci Nuovi e piccoli come chi ha davanti un tesoro di possibilità.

Per ritornare al tema critico della 50ma Settimana Sociale: un posto dove si desidera stare invece che andarsene.

👉 Leggi qui la prima parte

Trump pubblica immagini IA con la bandiera Usa in Groenlandia

Roma, 20 gen. (askanews) – Il presidente degli Stati uniti Donald Trump ha pubblicato su Truth Social alcune immagini realizzate con l’intelligenza artificiale che mostrano la bandiera americana sovrapposta ai territori di Canada, Groenlandia e Venezuela.

In una prima immagine Trump è raffigurato nel suo ufficio alla Casa Bianca mentre mostra a leader europei una mappa in cui i territori di Canada, Groenlandia e Venezuela sono colorati con i colori della bandiera degli Stati uniti.

In una seconda immagine il presidente appare mentre colloca la bandiera statunitense sul territorio della Groenlandia, affiancato dal segretario di Stato Marco Rubio e dal vicepresidente JD Vance.

Nella foto compare anche una scritta secondo cui la Groenlandia sarebbe diventata territorio degli Stati uniti nel 2026.

Groenlandia, il premier danese: Trump non l’avrà

Roma, 20 gen. (askanews) – Il ministro degli Esteri danese Lars Lokke Rasmussen ha dichiarato che il presidente degli Stati uniti Donald Trump non potrà ottenere la Groenlandia facendo pressione sulla Danimarca e sull’Europa, dopo l’annuncio di Washington di nuovi dazi contro diversi Paesi europei legati alla questione dell’isola artica.

Trump ha annunciato l’introduzione a febbraio di un dazio del 10 per cento contro Danimarca, Norvegia, Svezia, Francia, Germania, Regno unito, Paesi Bassi e Finlandia, misura destinata a salire al 25 per cento fino alla conclusione di un accordo per l’acquisto della Groenlandia da parte degli Stati uniti.

“E’ fondamentale che tutti i nostri alleati nella Nato e nell’Unione europea difendano questi principi per mostrare al presidente americano che può avere un desiderio, una visione, una richiesta, ma non potrà mai ottenerla facendo pressione su di noi”, ha affermato Rasmussen in un’intervista a Sky News.

Il capo della diplomazia danese ha invitato Trump a trasferire il confronto dalla retorica sui social media a un dialogo formale, sottolineando che esistono linee rosse invalicabili per Copenaghen.

“Possiamo commerciare con i popoli, ma non possiamo commerciare i popoli”, ha dichiarato, ribadendo il principio dell’autodeterminazione dei groenlandesi.