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Regionali, Salvini: accordo in settimana su Veneto e Campania

Milano, 30 set. (askanews) – L’accordo sul candidato del centrodestra alle regionali in Veneto e Campania “conto” che arrivi “entro questa settimana perch si vota il 23 novembre, ormai siamo a fine settembre, quindi conto che si scelga entro questa settimana”. Lo ha detto il segretario della Lega e vicepremier, Matteo Salvini, a margine della presentazione del villaggio olimpico di Milano.

Quanto alla Lombardia, ha continuato, “l si vota nel 2028, quindi abbiamo tempo per ragionarci, poi giusto che il primo partito avanzi le proprie disponibilit e le sue ambizioni su una regione straordinaria come la Lombardia. giusto, io non dico ‘no, mai, non ne parlo neanche’, poi in Veneto, in Puglia e in Campania si vota tra un mese e 20 giorni, in Lombardia si vota fra pi tempo e abbiamo pi tempo”.

Parigi dà l’addio a Claudia Cardinale: funerali a Saint-Roch

Roma, 30 set. (askanews) – La Chiesa di Saint-Roch, in rue Saint-Honoré a Parigi, ha accolto oggi i funerali di Claudia Cardinale, l’attrice italiana scomparsa lo scorso 23 settembre nella sua casa di Nemours, a sud della capitale francese. Le esequie hanno rappresentato il primo di due momenti di commemorazione: aperte al pubblico quelle di oggi, mentre domani si terrà una cerimonia privata, a porte chiuse, presso la chiesa di Saint-Jean-Baptiste di Nemours. La celebrazione di domani sarà riservata ai figli, ai familiari e agli amici più stretti dell’artista. Lontano dai riflettori, sarà l’occasione per un addio intimo e raccolto, in una città che Claudia Cardinale aveva scelto come rifugio negli ultimi anni. Qui l’attrice viveva immersa nella natura, accanto ai suoi affetti e alla sua Fondazione, creata nel 2023 per sostenere i giovani artisti emergenti.

La famiglia ha espresso con chiarezza le sue volontà: niente fiori, niente ricordi materiali. Chi lo desidera potrà invece contribuire con una donazione alla Fondazione Claudia Cardinale. Sul sito ufficiale sono riportate le parole dell’attrice, che poco prima della morte ribadiva il senso del suo impegno: «Sono sempre stata convinta che l’arte e la creazione siano risorse illimitate per rinnovare l’immaginario sui temi contemporanei. Le battaglie che ho combattuto nel corso della mia vita, come la difesa dei diritti delle donne e dell’ambiente, sono ancora più feroci che mai e richiedono nuove energie per essere portate avanti. È da questo desiderio di condivisione che è nata la Fondazione». Nessuna presenza di volti noti del cinema o della televisione. A salutare Cardinale, almeno per ora, soltanto alcuni abitanti del quartiere. Parigi ha così dato l’addio a una delle più grandi icone del cinema italiano e internazionale, che negli ultimi anni aveva scelto la riservatezza e la serenità della sua casa di Nemours. La figlia dell’attrice, Claudia, ha confidato il «dolore profondo per la perdita della madre», ricordando però l’eredità morale e umana che le ha lasciato: forza, autenticità e quello spirito libero che ha reso unica Cardinale, dentro e fuori dal set. Il ricordo dell’attrice proseguirà mercoledì 30 settembre, con una serata celebrativa in Tunisia, terra delle sue origini, a testimonianza del legame speciale che Cardinale ha sempre mantenuto con il Paese nordafricano.

Salvini: Milano rischia di diventare una citt solo per ricchi

Milano, 30 set. (askanews) – “Dobbiamo riflettere su dove sta andando questa citt perch se” l’edilizia “convenzionata a 3.800 euro al metro quadrato rischiamo di andare verso una citt per ricchi, altro che mix sociale”. Lo ha detto il vicepremier e segretario della Lega, Matteo Salvini, durante la consegna del villaggio olimpico di Milano per i Giochi invernali del 2026. “Questo rischia di essere un laboratorio antropologico interessante”, ha concluso.

Trump: vogliamo la guerra perché non vogliamo guerre

New York, 30 set. (askanews) – Il presidente degli Stati uniti Donald Trump, incontrando i vertici militari statunitensi a Quantico, ha dichiarato che il “cambio di nome (del Dipartimento della Difesa in dipartimento della Guerra) riflette molto più di un semplice cambiamento di branding. È davvero una riaffermazione storica del nostro scopo, della nostra identità e del nostro orgoglio”. Il presidente ha aggiunto che “vogliamo la guerra perché non vogliamo guerre, ma bisogna esserci e sapete, a volte bisogna farla”.

“Hamas dovrà accettare e se non lo farà, sarà molto dura per loro, ma è così”, ha detto tra le altre cose Trump commentando il piano di cessate il fuoco a Gaza. E sull’Ucraina: “Dobbiamo risolvere la questione con il presidente Putin e Zelensky. Dobbiamo riunirli e farla finita. L’unico modo per farlo è attraverso la forza. Voglio dire, se fossimo deboli, non risponderebbero nemmeno alla mia telefonata”.

“Di recente siamo stati un po’ minacciati dalla Russia, e ho inviato un sottomarino, un sottomarino nucleare, l’arma più letale mai realizzata. Numero uno, non puoi rilevarlo. Non c’è modo. Siamo 25 anni avanti a Russia e Cina nei sottomarini”, ha continuato Trump. “Francamente, se dovessero essere utilizzate, ne abbiamo più di chiunque altro, abbiamo il meglio, il più nuovo, ma è qualcosa a cui non vogliamo nemmeno pensare”.

Salvini: su San Siro sbaglio di Fi, ma centrodestra non in discussione

Milano, 30 set. (askanews) – La decisione di Forza Italia di uscire dall’aula nel momento del voto nel Consiglio comunale di Milano sulla vendita di San Siro, favorendo cos l’approvazione della delibera, “una scelta sbagliata perch gli assenti hanno sempre torto, ti hanno eletto per stare in Consiglio”, ma “non questa scelta a mettere in discussione il centrodestra” anche se “una scelta che non condivido”. Lo ha detto il vicepremier e segretario della Lega, Matteo Salvini, a margine della consegna del villaggio olimpico di Milano.

“Che Milano abbia bisogno di uno stadio evidente, che Sala e la giunta abbiano perso 5 anni evidente, abbiamo perso 5 anni e un miliardo e 300 milioni di investimenti per arrivare a una delibera non chiara in tutti i punti. Si persa una grande occasione per ridisegnare l’intero quartiere e una scelta cos importante non si fa di fretta e furia” ha aggiunto. “La Lega stata coerente, altri hanno fatto scelte diverse e mi dispiace, perch io preferisco chi ci mette la faccia non chi esce” ha concluso.

Hegseth ai generali: l’unica missione del Pentagono è la guerra, basta con l’ideologia woke

Roma, 30 set. (askanews) – Pete Hegseth, segretario della Difesa Usa e capo del Pentagono, in una riunione straordinaria convocata con i vertici militari nella base di Quantico, in Virginia, , ha dichiarato che “l’unica missione del Pentagono è la guerra, quella di prepararsi alla vittoria”. “Se i nostri nemici sceglieranno in maniera stolta di sfidarci; saranno schiacciati dalla violenza, dalla precisione e ferocia del Dipartimento di Guerra”, ha dichiarato sul palco Hegseth. Il segretario della Guerra ha criticato le scelte delle passate amministrazioni, dichiarando che “l’esercito è stato costretto da politici stolti e sconsiderati a concentrarsi sulle cose sbagliate”, per poi aggiungere che “questo discorso riguarda la riparazione di decenni di errori, alcuni evidenti e altri nascosti”. “Come ha dichiarato il presidente”, ha proseguito Hegseth, “eliminare i detriti, rimuovere le distrazioni”. Hegseth, ha annunciato che il Pentagono abbandonerà il suo recente approccio “woke”, riconoscendo di aver perso la “strada” negli ultimi anni: “Abbiamo perso la via. Siamo diventati il Dipartimento woke, ma non più”, ha detto Hegseth nel suo discorso agli alti ufficiali militari statunitensi. “Non più ragazzi in vestiti (da donna, ndr). Basta con l’adorazione del cambiamento climatico, basta con le questioni di genere. Come abbiamo già detto, e diciamo di nuovo: noi abbiamo finito con questa merda”, ha affermato il segretario. Hegseth, ha delineato oggi, davanti ai massimi comandanti militari la nuova era del Dipartimento della Guerra, sottolineando come l’epoca del Dipartimento della Difesa sia finita e che ora l’unica missione del Pentagono è quella di prepararsi a vincere le guerre. “Benvenuti al Dipartimento della Guerra, perché l’era del Dipartimento della Difesa è finita”, ha affermato il segretario. “Il motto del mio primo plotone era ‘Chi desidera la pace deve prepararsi alla guerra’. Racchiude una verità semplice ma profonda: per garantire la pace, dobbiamo prepararci alla guerra. Da questo momento in poi, l’unica missione del Dipartimento della Guerra, appena ripristinato, è questa: combattere, prepararsi alla guerra e prepararsi a vincere”, ha osservato Hegseth. Le uniche persone che meritano la pace sono quelle disposte a lottare per ottenerla, ha affermato, aggiungendo che l’ideologia pacifista è “ingenua e pericolosa”.

“Le uniche persone che meritano veramente la pace sono quelle disposte a fare la guerra per difenderla. Ecco perché il pacifismo è così ingenuo e pericoloso. Ignora la natura umana e ignora la storia umana. O proteggi il tuo popolo e la tua sovranità, o sarai sottomesso a qualcosa o qualcuno. È una verità antica come il mondo”, ha detto Hegseth. “Dobbiamo alla nostra repubblica un esercito che vincerà qualsiasi guerra sceglieremo o qualsiasi guerra ci verrà imposta. Se i nostri nemici sceglieranno stoltamente di sfidarci, saranno schiacciati dalla violenza, dalla precisione e dalla ferocia del Dipartimento della Guerra”, ha ribadito il Segretario della Guerra.

In merito alle modifiche promosse, il segretario ha affermato che il Pentagono ridurrà “drasticamente la formazione obbligatoria, restituendovi tempo reale”. “Meno PowerPoint, meno corsi online, più tempo in officina e al poligono”, ha osservato Hegseth.”Il nostro compito è assicurarci che abbiate i fondi, l’attrezzatura, le armi e i ricambi necessari per la formazione e la manutenzione”, ha aggiunto il segretario della Guerra. Hegseth, nel corso del suo discorso dalla base militare di Quantico, ha affermato che sta emanando nuove politiche che riorganizzeranno i programmi dell’ispettore generale e delle pari opportunità del Dipartimento della Guerra.

“La chiamo la politica del ‘non camminare più sulle uova’”, ha detto. “Stiamo liberando comandanti e sottufficiali. Stiamo liberando voi.” “Stiamo rivedendo il processo dell’ispettore generale, l’ispettore generale che è stato trasformato in un’arma”, ha proseguito il segretario, riferendosi a quanto promosso dall’Amministrazione Biden. “Stiamo facendo lo stesso con le politiche sulle pari opportunità e sulle pari opportunità in ambito militare”, ha aggiunto. “Basta con reclami frivoli, basta con reclami anonimi, basta con reclami ripetuti, basta con reputazioni infangate. Basta con attese infinite, basta con il limbo legale. Basta con le carriere deviate. “Ciononostante, Hegseth ha affermato che questo cambiamento non significherà promuovere forme di razzismo o molestie sessuali. “Entrambe sono sbagliate e illegali. Questo tipo di infrazioni saranno perseguite senza pietà”, ha specificato il segretario. “Ma dire a qualcuno di radersi, di tagliarsi i capelli, di rimettersi in forma, di sistemarsi l’uniforme o di presentarsi in orario per lavorare sodo, è esattamente il tipo di discriminazione che vogliamo”, ha puntualizzato il segretario.

Alla vigilia della riunione c’era tensione al Pentagono attorno alla nuova strategia della difesa dell’amministrazione Trump. Secondo fonti interne, più alti ufficiali – incluso il capo degli Stati maggiori riuniti, generale Dan Caine – avrebbero espresso – secondo il Washington Post, che ha pubblicato un’inchiesta sull’argomento – forti preoccupazioni per il piano del segretario alla Difesa Pete Hegseth, che riorienta le priorità militari Usa sulle minacce interne e ridimensiona il ruolo in Europa e Africa. E al vertice di Quantico con il presidente Trump ed Hegseth si temevano epurazioni e una riorganizzazione dei comandi. Nel corso del suo discorso dalla base militare di Quantico, il segretario della Guerra degli Stati Uniti Pete Hegseth ha affermato che se gli ufficiali non sono stati soddisfatti di ciò che avevano sentito da lui, avrebbero dovuto lasciare l’esercito: “Se le parole che sto pronunciando oggi ti spezzano il cuore, allora dovresti fare la cosa giusta e dimetterti”, ha detto il segretario della Guerra.

Fondatore Porretta Soul Festival ha ricevuto Legacy Award a Memphis

Roma, 30 set. (askanews) – Il fondatore del Porretta Soul Festival, Graziano Uliani, ha ricevuto il Legacy Award 2025 durante la cerimonia di ammissione alla Memphis Music Hall of Fame, tenutasi presso il Cannon Center for Performing Arts nel centro di Memphis. Ad assegnarglielo il Comitato di Nomina della Memphis Music Hall of Fame, che seleziona ogni anno artisti e visionari da introdurre nella Hall of Fame.

Il Comitato Memphis Music Hall of Fame è composto da professionisti ed esperti del settore musicale che riconoscono e onorano i risultati eccezionali ottenuti in ambito musicale.

Questo il testo uscito sul Commercial Appeal, quotidiano di Memphis: “Il promoter di musica soul italiana Graziano Uliani ha ricevuto il Legacy Award dell’organizzazione. Il riconoscimento premia coloro che hanno contribuito a far progredire la musica della città. Fondatore del Porretta Soul Festival in Italia, Uliani ha mantenuto viva la tradizione soul di Memphis, portando numerosi musicisti di Bluff City ad esibirsi al festival di Porretta Terme negli ultimi trent’anni”.

Quest’anno sono entrati nella Hall of Fame, oltre a Graziano Uliani sei nuovi membri, tra cui tre icone come il bluesman Robert Johnson e i leggendari Johnnie Taylor e Denise LaSalle.

Intanto la Memphis Music Hall of Fame Band è stata confermata come house band della trentottesima edizione del Porretta Soul Festival che si terrà a Porretta Terme (Bo) dal 23 al 26 luglio 2026.

La Memphis Music Hall of Fame onora gli artisti che hanno dato un contributo significativo alla musica di Memphis, tra cui Elvis Presley, Aretha Franklin, Isaac Hayes e Justin Timberlake. Tra gli altri membri figurano personaggi illustri come Booker T. Jones, Tina Turner e John Lee Hooker, che spaziano in un’ampia gamma di generi, dal soul al blues, dall’hip-hop al gospel.

Armani alla Pinacoteca di Brera: “Milano, per amore”

Milano, 30 set. (askanews) – Pittura e moda, arte e ricercatezza: anche la Pinacoteca di Brera, grande spazio dell’arte a Milano, ha voluto celebrare i 50 anni di arrivata di Giorgio Armani, a poche settimane dalla morte dello stilista, che nel quartiere aveva scelto di vivere e lavorare.

Pi di centoventi creazioni ripercorrono lo stile di Armani, reimmaginando il percorso del museo. Storia pittorica e storia della moda invitano il visitatore a fare esperienza dei contrasti cromatici e materici, a incrociare le forme degli abiti di Armani con le figure dell’arte classica, in un dialogo che, in qualche modo, vuole sospendere il tempo.

La mostra “Giorgio Armani – Milano, per amore” ha anche l’intento di utilizzare la moda come chiave di lettura della cultura e della societ contemporanea.

Prada, ok Antitrust Ue all’acquisizione del controllo su Versace

Roma, 30 set. (askanews) – La Commissione europea ha approvato l’acquisizione del controllo esclusivo della holding che detiene Versace, la Givi Holding S.r.l., da parte di Prada S.p.A., entrambe italiane.

L’operazione, riporta un comunicato dell’Antitrust Ue, riguarda principalmente la progettazione, la produzione e la distribuzione di beni di lusso.

La Commissione ha concluso che l’operazione notificata non desta preoccupazioni sotto il profilo della concorrenza, date le limitate posizioni di mercato delle società derivanti dall’operazione proposta. L’operazione notificata è stata esaminata nell’ambito della procedura semplificata di riesame delle concentrazioni.

Stellantis, Uliano (Fim-Cisl): ci vuole un patto serio con azienda

Milano, 30 set. (askanews) – La convocazione di Stellantis ” un fatto positivo perch la stavamo sollecitando da quando stato nominato l’amministratore delegato. importante perch ci vuole un patto serio tra noi e l’azienda rispetto alla salvaguardia occupazionale, alla salvaguardia degli stabilimenti che sono in forte difficolt”.

Cos il segretario generale della Fim-Cisl, Ferdinando Uliano, commentando la convocazione dei sindacati da parte del ceo di Stellantis, Antonio Filosa, il prossimo 20 ottobre a Torino.

“Abbiamo perso un terzo delle produzioni del 2024 sul 2023, ma ne perderemo altrettante nel 2025, quindi la situazione di difficolt c’. C’ una situazione politica istituzionale che non chiara e questo non aiuta” ha aggiunto il segretario generale della Fim-Cisl.

“Per quanto ci riguarda diventa fondamentale che l’amministratore delegato faccia chiarezza su un rilancio del piano industriale Italia. C’ la conferma del piano che c’ stato illustrato all’inizio di quest’anno, ma non basta. Serve fare di pi, servono scelte ancora pi importanti, ci sono degli stabilimenti che sono in forte sofferenza” ha spiegato ancora .

“Abbiamo una cassa integrazione che ormai morde perch si oltre il 60% dei lavoratori coinvolti, abbiamo situazioni delicate e critiche come quella di Termoli dove non hanno una prospettiva sulla Gigafactory e abbiamo una situazione per quanto riguarda i motori che vanno pian piano spegnendosi, quindi bisogna dare un’alternativa, come altrettanto importante sono risposte puntuali su Cassino, sulla stessa Pomigliano. Dobbiamo verificare come si prosegue per quanto riguarda Melfi, ma c’ un tema anche su Mirafiori: parte la 500 ibrida, ma per noi bisogna fare di pi”, ha concluso Uliano.

Dazi, Lagarde: +2% scambi intra eurozona basterebbero a compensarli

Roma, 30 set. (askanews) – “Un aumento di solo il 2% nel commercio intra area euro sarebbe sufficiente a compensare la perdita di esportazioni verso gli Stati Uniti causata dai dagli accresciuti dazi commerciali”. Lo ha sostenuto la presidente della Bce, Christine Lagarde, citando le analisi dei tecnici dell’istituzione durante una conferenza a Helsinki.

“Se i governi agiranno in maniera risoluta, potranno dare a imprese e famiglie ragioni per essere fiduciosi. Devono attuare le riforme delineate dai rapporti Draghi e Letta, come la semplificazione delle regole – ha detto – il completamento del mercato unico e la costruzione di un autentico mercato dei capitali europeo”.

“L’Europa ha superato con successo le crisi passate. Ma non tutte le ricadute dell’attuale contesto commerciale sono ancora visibili. E nuovi shock potrebbero sopraggiungere più avanti”, ha concluso.

Lagarde: con tassi al 2% Bce ha margini per eventuali imprevisti

Roma, 30 set. (askanews) – I dazi commerciali degli Stati Uniti hanno aumentato i rischi di indebolimento della crescita economica, che tuttavia per una serie di fattori ora risultano più bilanciati rispetto ai mesi scorsi, nel frattempo sull’inflazione i rischi sono bivalenti. E in questa situazione di incertezza con tassi di interesse al 2% “la Banca centrale europea dispone di margini per rispondere se i rischi sull’inflazione dovessero cambiare o se dovessero emergere nuovi shock”. Lo ha afferma la presidente della Bce, Christine Lagarde nel suo intervento auna conferenza a Helsinki.

“La linea monetaria della Bce resta in una buona posizione”, ha ribadito. “Avendo tagliato i tassi di 100 punti base dal dicembre del 2024, tamponando l’impatto delle tensioni geopolitiche mentre abbiamo mantenuto la stabilità dei prezzi, la Bce non si trova di fronte il classico dilemma monetario tra stallo e inflazione in aumento. I rischi sull’inflazione – ha detto – sono piuttosto contenuti in entrambi le direzioni”.

Quanto alla crescita economica “le analisi preliminari della Bce suggeriscono che i dazi potrebbero ridurre il potenziale di crescita se le imprese li percepissero come un persistente shock sulla fiducia e come un fattore che sposta gli investimenti fuori dall’area euro. Un potenziale di crescita più basso – ha rilevato – potrebbe far abbassare i tassi reali e ridurre la i margini” di intervento.

A La Manifestival a Roma ospiti Corbyn, Mélenchon, Montero e van Aken

Roma, 30 set. (askanews) – Ci saranno Jeremy Corbyn (Your party), Jean-Luc Mélenchon (La France Insoumise), Irene Montero (Podemos) e Jan van Aken (Die Linke) alla prima edizione de La Manifestival che dal 10 al 12 ottobre attraverserà il quartiere Garbatella, a Roma, prima rassegna culturale del collettivo del Manifesto, ideata e promossa dalla redazione del giornale.

‘In oltre mezzo secolo di vita, il manifesto ha organizzato praticamente di tutto, compresi un paio di partiti e grandi manifestazioni – ha detto il direttore Andrea Fabozzi – Eppure un festival internazionale gratuito e aperto non lo avevamo ancora fatto. Siamo emozionati e siamo felici di esserci riusciti, perché la dimensione di bene comune è quella nella quale più ci ritroviamo. Siamo una cooperativa, il giornale è di proprietà dei giornalisti e dei tecnici che ci lavorano, non abbiamo altri padroni. Cerchiamo ogni giorno di essere all’altezza di un compito grande per un giornale indipendente: provare a cambiare il mondo mentre lo raccontiamo. Per questo abbiamo bisogno delle nostre lettrici e dei nostri lettori. Speriamo di incontrarne tanti e nuovi nella manifestival’.

La prima edizione de La Manifestival porterà tra le strade dello storico quartiere capitolino della Garbatella incontri, mostre, approfondimenti, musica e spettacoli, grazie al contributo di ospiti internazionali e artisti e con la redazione del manifesto. ‘Il mondo al tempo di Gaza” è il titolo di questa prima edizione de La Manifestival. La prima giornata sarà interamente dedicata al genocidio in corso a Gaza, con un focus sulla questione palestinese anche nel resto del fine settimana.

Dopo l’inaugurazione de La Manifestival (con i saluti del sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, del rettore di Roma 3, Massimiliano Fiorucci, del presidente dell’VIII municipio, Amedeo Ciaccheri, da Legacoop Nazionale e del direttore del manifesto, Andrea Fabozzi), Ghassan Abu Sittah, chirurgo in diversi teatri di guerra, tra cui Gaza, e docente all’università di Glasgow e Raji Sourani, avvocato e direttore del Centro palestinese per i diritti umani, con Chiara Cruciati, vicedirettrice del manifesto, racconteranno cosa accade in Palestina in Prima e dopo Gaza (Teatro Palladium, venerdì 10, ore 16). A seguire Michele Giorgio, corrispondente del manifesto da Gerusalemme dialogherà con Sahar Francis, avvocata palestinese e già direttrice dell’Addameer Prisoner Support e Neve Gordon, docente di diritto internazionale alla Queen Mary University durante Dalla Striscia alla Cisgiordania: Palestina negata (Teatro Palladium, venerdì 10, ore 19.15). In serata (ore 20.30, Villetta Social Club) lo spettacolo di Eva Cambiale Racconta Palestina: l’attrice farà risuonare le voci delle persone di Gaza accompagnata dall’oud del musicista palestinese Tareq Abu Salamah. Come la stampa nazionale e internazionale ha raccontato la questione palestinese fino ad oggi? Se ne parlerà in Il giornalismo ai tempi del genocidio (sabato 11, ore 16, Teatro Palladium): Lucia Goracci, inviata del Tg3 dialogherà con Orly Noy, giornalista della rivista israeliano-palestinese +972mag e attivista del partito politico palestinese Balad, Lenaig Bredoux della testata francese Mediapart e Cyrus Salimi-Asl del quotidiano anticapitalista tedesco Neues Deutschland. Nel contesto attuale, tra giornalisti embedded e visti negati, come si racconta una guerra? Lo spiegheranno domenica 12 Alberto Negri e Sabato Angieri del manifesto durante Inviati di guerra (ore 19, Villetta Social Lab). Le immagini hanno un ruolo fondamentale per far comprendere i costi umani dei conflitti. Il genocidio dei gazawi ha segnato un punto di svolta nell’etica del fotogiornalismo. Ne discuteranno le photoeditor Nora Parcu e Veronica Daltri con Roberto Ciccarelli della redazione del manifesto durante Etica e immagini (sabato 12, ore 22, La Mescita).

L’avanzata dei governi di destra con programmi xenofobi e neoevangelici impone a sguire una riflessione alle sinistre globali. Durante La Manifestival si incontreranno gli esponenti dei partiti di sinistra europei per provare a trovare una risposta politica e di massa all’ondata neoconservatrice. Jeremy Corbyn (Your party), Jean-Luc Mélenchon (La France insoumise), Irene Montero (Podemos) e Jan van Aken (Die Linke) ne discuteranno durante Contrattacco, quale sinistra davanti all’onda nera (domenica 12 ottobre, ore 16.30, Teatro Palladium) con il direttore del manifesto, Andrea Fabozzi e la direttrice di Radio Popolare, Lorenza Ghidini. Di destre globali si parlerà anche nell’appuntamento con gli editorialisti del Manifesto, Marco Bascetta e Mario Ricciardi durante Liberalismo e neofascismi (venerdì 11, ore 20.45, La mescita). Non poteva mancare un focus sulla presidenza di Donald Trump: i corrispondenti dagli Stati Uniti del manifesto, Marina Catucci e Luca Celada riannoderanno il filo di quanto sta succedendo nell’ex democrazia al di là dell’Atlantico durante Usa: anatomia di una sovversione (sabato 11, ore 19.30, La Mescita).

Intanto in Italia il centrosinistra cerca di trovare unità per contrapporsi al governo Meloni. A che punto sono? Faranno un quadro Adriana Pollice e Andrea Carugati, della redazione politica del manifesto con Daniela Preziosi del quotidiano Domani in Tra centro e sinistra (domenica 12, ore 19.45, La mescita). Uno sguardo anche a quanto accade nei rapporti internazionali. Il nuovo corso mondiale ha accantonato l’obiettivo di combattere la catastrofe climatica come una priorità. Se ne parlerà durante Cina, Usa, Europa: che fine ha fatto la transizione verde (sabato 11, ore 16.15, Biblioteca Moby Dick) con Chiara Campione, direttora Greenpeace e Simone Pieranni, giornalista e scrittore esperto di Cina, moderati da Giovanna Branca, il manifesto. Durante l’incontro sarà proiettato il documentario sulla crisi climatica Il prezzo che paghiamo, prodotto da Greenpeace Italia e ReCommon, realizzato dal collettivo FADA e diretto da Sara Manisera.

Per tentare di fermare le migrazioni, il governo ha ingaggiato una fallimentare lotta contro i “trafficanti” ma spesso a farne le spese sono i rifugiati. Ne discuteranno Maysoon Majidi, attivista e artista curdo-iraniana, Mahamat Daoud, Refugees in Libya e il presidente nazionale dell’Arci Walter Massa, moderati da Michele Gambirasi del manifesto, durante Oltre la frontiera (sabato, ore 15.30, Villetta Social Lab). Il piano per i respingimenti e i centri di detenzione in Albania voluti dall’esecutivo, sono stati bocciati più volte dalle corti italiane e internazionali, suscitando l’ira della maggioranza contro i giudici. In Non si tratta dello straniero. Lo scontro su diritti e garanzie (sabato 11, ore 18, Biblioteca Moby Dick) Silvia Albano, giudice e presidente di Magistratura democratica e Luigi Ferrajoli, filosofo ed ex docente Roma 3, moderati da Giansandro Merli, del manifesto, ne parleranno con i lettori. Il lavoro povero e intermittente non è un destino. I lavoratori che si organizzano lo dimostrano e questo vale anche per i colossi della tecnologia. L’argomento sarà affrontato da Chris Smalls, sindacalista e fondatore Amazon Labor Union che ha guidato i lavoratori del magazzino Amazon JFK8 di Staten Island nella storica votazione per la sindacalizzazione, e Fabrizio Russo, segretario nazionale Filcams Cgil, moderati da Luciana Cimino, il manifesto, durante Davide contro Golia: battaglie sindacali nelle big tech (sabato 12, Teatro Palladium, ore 18.30). L’ansia è una delle conseguenze del clima di competizione indotto dal liberismo, ne soffrono soprattutto i più giovani. A Diritto a stare bene, per tutti (venerdì 10, ore 18 Villetta Social Lab) si parlerà della campagna Coop ‘Dire fare amare’ per l’educazione scolastica alle relazioni e della raccolta firme ‘Diritto a stare bene’ per un servizio pubblico di psicologia. Con Maura Latini, presidente Coop Italia , Francesco Maesano, giornalista Tg1/coordinamento Diritto a star bene e Alessandra Pigliaru, il manifesto.

Il quotidiano raccontato da chi lo ha fondato e da chi continua ogni giorno a portarlo in edicola. Lo sguardo del collettivo sulle notizie: due caporedattori del manifesto, Giulia Sbarigia (Europa/esteri) e Rocco Vazzana (politica e società) condurranno i partecipanti, in modo interattivo, nelle prime pagine dei quotidiani nazionali con le principali notizie dall’Italia e dal mondo. Rassegna stampa (domenica 12, ore 9 Casetta Rossa). Il manifesto è molto più della sua redazione, è soprattutto la sua comunità di lettori e lettrici: della fase politica in corso e del ruolo del quotidiano ne parleremo durante un’ Assemblea di lettor*, collaborator* e giornalist* (domenica 12, ore 10 Casetta Rossa). Quest’anno ricorrono i cento anni dalla nascita di uno dei fondatori del giornale, Luigi Pintor, che abbiamo ricordato con un inserto speciale “Essenzialmente Pintor”. Della sua figura ne parleranno durante Cento anni di Luigi Pintor (domenica 12, ore 12.15 Biblioteca Moby Dick) Andrea Fabozzi, direttore del manifesto, Massimiliano Smeriglio, assessore alla Cultura di Roma Capitale, Francesca Borrelli, Responsabile Alias domenica, Tommaso Di Francesco, già condirettore del manifesto, Davide Luccini, curatore della mostra “Luigi Pintor 25”. Cinquantacinque anni dopo aver dato vita all’avventura corsara del quotidiano, Luciana Castellina dialoga con le vicedirettrici del manifesto, Micaela Bongi e Chiara Cruciati, durante Una vita comunista (sabato 11, ore 20.30 Teatro Palladium).

Lo sviluppo tecnologico non è una linea retta. Delle implicazioni dell’Ia ne parleranno il Collettivo N.i.n.a (Beatrice Gobbo e Simone Renza) con Mema, l’Ai del manifesto (Matteo Bartocci, Guido Vetere, Robert Alexander) durante Intelligenze artificiali: macchine di potere, macchine di comunità (sabato 11, ore 19 Villetta Social Lab). L’Ia si è affacciata anche nelle relazioni, sentimentali e d’amicizia. Dei suoi usi, tra solitudini, fragilità e amori digitali parlano Alessandra Pigliaru e Shendi Veli, del manifesto, in Cuore e algoritmo (domenica 12, ore 18 Villetta Social Lab). L’uso della scienza sui corpi, tra biotecnologia, sperimentazioni postumane e performance artistiche è al centro di Cambiare corpo, tra arte e scienza (venerdì 10, ore 21.45 La Mescita), un dialogo tra Arianna Di Genova e Andrea Capocci, del manifesto.

I corridoi dei palazzi di giustizia, di questure e procure, raccontano la società nelle sue pieghe giudiziarie. Di questi luoghi, tra l’attualità della cronaca nera e i racconti dei romanzi, parlano Mario Di Vito e Guido Caldiron, del manifesto, in Il noir e la nera (sabato 11, ore 21 La Mescita). Patrizio Gonnella, presidente di Antigone, ed Eleonora Martini, del manifesto, dialogano in Carcere e cantastorie (domenica 12, ore 18.45 La mescita). Di fenomeni underground, musica e culture dai margini parlano Alberto Piccinini e Giuliano Santoro, il manifesto, con Castro X (Ak47) in Dalle controculture alla trap (domenica 12, ore 20 Villetta Social Lab). Durante il pranzo di domenica ci sarà Guido Farinelli, storico dell’alimentazione, con lo spettacolo Forchetta e martello (domenica 12, ore 14 Casetta Rossa), un viaggio tra cibo e lavoro che ha segnato la storia del movimento operaio e contadino. In scena anche Arturo Cirillo e Marche Teatro con Scende giù per Toledo (domenica 12, ore 21 Teatro Palladium), la travolgente invenzione letteraria di Giuseppe Patroni Griffi su un travestito napoletano, emblema di stravaganza e fragilità. Per le vie del quartiere che ospita il festival accompagnano i lettori Francesca Romana Stabile, docente Roma 3 e Claudio D’Aguanno giornalista, durante Alla scoperta di Garbatella (domenica 12, ore 15 Casetta Rossa) passeggiata tra i lotti discutendo di architettura e storia, letteratura e cinema, sport e altro. Anche nei tempi disastrati che viviamo, la satira ha un suo spazio. Zerocalcare, fumettista, e Paola Michelini, attrice, dialogano moderati da Lucrezia Ercolani, il manifesto, durante Ridere alla fine del mondo (domenica 12, ore 19 Teatro Palladium).

Salvini: “Le follie di Bruxelles non sono Green Deal”

Milano, 30 set. (askanews) – Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini torna ad attaccare l’Europa e le sue politiche ambientali dalla cerimonia di inaugurazione del Villaggio olimpico a Milano, in vista dei Giochi invernali 2026. Per Salvini, mentre il Villaggio un’opera green, “le follie di Bruxelles non sono Green Deal”.

Cinema, terza edizione per #24FrameAlSecondo con l’evento Fuoricorti

Roma, 30 set. (askanews) – Arriva la terza edizione del festival di cortometraggi 24FrameAlSecondo – La Mia Battaglia – Il conflitto fuori e dentro di sé per la Generazione Z.

Il festival, nato nel 2023 in memoria di Francesco Valdiserri, studente di Letteratura, Musica e Spettacolo alla Sapienza di Roma, vittima di omicidio stradale a 18 anni, è promosso dalla famiglia Valdiserri/Di Caro e dall’Associazione Culturale Controchiave APS, in collaborazione con il Corriere della Sera. Al progetto, a cui possono partecipare giovani registi, nati dal primo gennaio 2000 in poi, è la valorizzazione dei talenti della Generazione Z.

Dopo Paolo Virzì che ha presieduto la prima edizione e Paola Cortellesi la seconda, quest’anno il presidente di giuria sarà Valerio Mastandrea. La scorsa edizione ha ricevuto 433 cortometraggi da oltre 60 nazioni diverse e la finale ha visto la partecipazione di circa 1.000 spettatori nella Sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone di Roma.

I premi saranno assegnati da una giuria formata da critici cinematografici, giovani attori, docenti, esperti cinefili. Il premio al miglior cortometraggio sarà di 1.000 euro e prevede anche la proiezione su Rai Cinema Channel, che da questa edizione diventa partner del concorso.

Gli altri premi previsti sono: Premio della Giuria: 500 euro; Migliore regia – 500 euro; Miglior film straniero – 500 euro; Miglior attrice – 250 euro; Miglior attore – 250 euro; Miglior sceneggiatura – 250 euro; Miglior fotografia – 250 euro; Miglior montaggio – 250 euro; Miglior colonna sonora 250 euro; Miglior postproduzione 250 euro; Premio Shotiko per gli esordienti – 250 euro.

Quest’anno #24FrameAlSecondo sarà presente anche alla prossima Festa del Cinema di Roma, il 15 ottobre 2025 dalle 14.30 alle 15.15 nello spazio Roma Lazio Film Commission all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone. Altra novità della terza edizione è l’evento Fuoricorti, che a dicembre 2025 proporrà una serata al Cinema Troisi, dedicata alla presentazione dei cortometraggi realizzati da autori che hanno partecipato alle edizioni passate.

Il regolamento prevede che possano concorrere tutti i registi nati dopo il primo gennaio 2000, che presentino un lavoro di gruppo o individuale. La dead-line per la presentazione dei cortometraggi – che potranno essere editi o inediti – è il 15 febbraio 2026. I corti non devono superare i 10 minuti di durata (titoli di coda esclusi) e liberamente ispirarsi al tema “La mia battaglia – Il conflitto fuori e dentro di sé per la Generazione Z”. La piattaforma per iscrivere i cortometraggi è FilmFreeway e la partecipazione è gratuita.

Il concorso prevede quattro semifinali in sale cinematografiche, a Roma, tra i cortometraggi scelti dalla giuria tra marzo e aprile 2026. Sarà previsto anche un voto popolare – solo per chi sarà presente alle proiezioni – attraverso il quale un cortometraggio potrà accedere alla finale. La finale fra i migliori lavori selezionati si terrà tra maggio e giugno 2026.

#24FrameAlSecondo ha i patrocini del Ministero per lo Sport e i Giovani, del Corriere della Sera e dei Nastri d’Argento. Ha attivato gemellaggi con La Settima Arte di Rimini e con Dominio Pubblico. I cortometraggi vincitori sono stati proiettati al Padiglione della Regione Veneto al Festival del Cinema di Venezia, al Giffoni Film Festival, al Tempo delle Donne del Corriere della Sera alla Triennale di Milano, alla XII edizione di Dominio Pubblico – Youth Fest al Teatro India di Roma, in eventi della programmazione dell’Estate Romana e alla Festa per la Cultura di Controchiave.

Edilizia sostenibile, Di Tommaso (Knauf): importanza protocolli

Roma, 30 set. – Ospite della rubrica Road to Forum di GBC Italia, Jonathan Di Tommaso, Project & Specification Excellence Manager di Knauf Italia, intervenuto ribadendo il ruolo dei protocolli e della misurazione e sottolineando la centralit della “leggerezza” dei sistemi come leva di sostenibilit:

“Negli ultimi anni la normativa sulla sostenibilit ha compiuto passi significativi, anche grazie al ruolo di GBC Italia nel recepire e diffondere i protocolli di riferimento. Questo avanzamento ha camminato in parallelo con l’evoluzione del quadro pubblico, si pensi ai Criteri Ambientali Minimi (CAM), e ci permette di valorizzare il nostro expertise tecnico, orientando soluzioni pienamente conformi ai CAM e ai protocolli. La nostra cifra distintiva la leggerezza: sistemi e materiali leggeri comportano minore uso di materia prima, ridotto impiego di risorse come l’acqua e, a fine ciclo vita dell’edificio, meno rifiuti. Cos i criteri di sostenibilit trovano attuazione concreta nelle soluzioni leggere di Knauf.”

(Comunicato Stampa)

Potrebbero passare diversi giorni prima che Hamas dia una risposta sul piano Trump

Roma, 30 set. (askanews) – Una fonte palestinese vicina ad Hamas ha affermato che il gruppo sta esaminando la proposta del presidente degli Stati Uniti Donald Trump per porre fine alla guerra di Gaza. “Hamas ha avviato una serie di consultazioni con i suoi vertici politici e militari, sia in Palestina che all’estero”, ha dichiarato la fonte all’Afp in condizione di anonimato. “Le discussioni potrebbero richiedere diversi giorni a causa della complessità della comunicazione tra i membri della leadership e i movimenti, soprattutto dopo l’aggressione israeliana a Doha”, ha aggiunto la fonte. Anche un’altra fonte palestinese ha confermato che Hamas sta esaminando il piano di Trump.

Edilizia, Dall’ (GBC Italia): centrale incontro teoria pratica

Roma, 30 set. – Ospite della rubrica Road to Forum di GBC Italia, Giuliano Dall’ (GBC Italia), Presidente del Comitato Tecnico Scientifico di GBC Italia, intervenuto richiamando la centralit della concretezza e dell’incontro tra teoria e pratica:

“L’importanza del Green Building Council sta nel fatto che non un’associazione che elabora teorie astratte, ma punta alla concretezza: i saperi convergono su edifici reali e gli effetti sono ormai evidenti ogni giorno. Gran parte dell’evoluzione della sostenibilit in edilizia dovuta allo sforzo di queste associazioni, nate anni fa e spinte in questa direzione. Per questo, nella piattaforma di GBC Italia essenziale far dialogare chi elabora le teorie e chi costruisce: i primi traggono ispirazione dall’esperienza di cantiere, i secondi migliorano il proprio approccio grazie al contributo della ricerca. Questo scambio continuo, dentro un ecosistema aperto, definisce al meglio il ruolo di Green Building Council Italia”.

(Comunicato stampa)

Milano, La Russa: sbagliato rompere unità centrodestra su San Siro

Roma, 30 set. (askanews) – “Quello che io dico è che è stato sbagliato rompere l’unità del centrodestra da parte di Forza Italia preventivamente vantandosene. E’ stato sbagliato. E’ sembrato quasi un correre in aiuto del mondo della urbanistica? Spero di no. E’ sembrato però un modo per uscire da una coalizione che stava discutendo di uscire tutti insieme dall’aula per lasciare la resistenza dalla maggioranza di decidere: ci sarebbe stato un esito più dirompente. Comunque dimostra che non c’è stata una maggioranza”. Lo ha detto, intervenendo a Palazzo Wedekind alla VII edizione della Scuola The young hope, Ignazio La Russa, presidente del Senato, parlando del voto che ha portato il Consiglio comunale di Milano a dare il via libera alla vendita di San Siro e delle aree circostanti a Inter e Milan.

Secondo Israele dei documenti ritrovati dimostrano legami tra Hamas e Flotilla

Roma, 30 set. (askanews) – Alcuni documenti di Hamas recuperati dai soldati israeliani a Gaza rivelerebbero il “coinvolgimento diretto” del gruppo terroristico nell’azione portata avanti dalla Global Sumud Flotilla, con decine di imbarcazioni in navigazione verso la Striscia per violare il blocco imposto da Israele. Lo afferma in una nota il Ministero degli Esteri israeliano.

Secondo il Ministero i documenti “mostrano un legame diretto tra i leader della flottiglia e l’organizzazione terroristica di Hamas”, in particolare il braccio estero del gruppo, quello che gli israeliani chiamano ‘Conferenza Palestinese per i Palestinesi’, o Pcpa.

La Pcpa – spiega il Times of Israel – è stata istituita nel 2018 e, secondo Israele, “funziona come organo di rappresentanza di Hamas all’estero, operando di fatto come ambasciate di Hamas”. La Pcpa è stata designata da Israele come gruppo terroristico nel 2021, in quanto braccio di Hamas.

Un documento pubblicato dal ministero, recentemente ritrovato a Gaza, è una lettera del 2021 firmata dall’allora capo politico di Hamas, Ismail Haniyeh, che “invita direttamente ed esplicitamente il presidente del Pcpa all’unità. Nella lettera, Haniyeh sostiene pubblicamente l’organizzazione del Pcpa”, afferma il ministero.

Il ministero afferma che un secondo documento, rinvenuto in un avamposto di Hamas a Gaza, mostra un elenco di membri del Pcpa, “alcuni dei quali sono agenti di Hamas di alto rango e ben noti”. Tra questi figura Zaher Birawi, che è a capo del Pcpa nel Regno Unito ed è noto per aver organizzato missioni di flottiglia di attivisti a Gaza negli ultimi 15 anni. Nel 2010, è stato uno dei portavoce della flottiglia turca Mavi Marmara.(Segue).

Birawi, scrive il Times of Israel, è descritto sul quotidiano filo-palestinese Middle East Monitor come giornalista, presidente del Comitato Internazionale per la Rottura dell’Assedio di Gaza e membro fondatore della Freedom Flotilla Coalition.

Nella lista c’è anche Saif Abu Kashk, membro del Pcpa in Spagna, che il ministero afferma essere anche l’amministratore delegato di Cyber Neptune, “una società di facciata in Spagna proprietaria di decine di navi che partecipano alla Global Sumud Flotilla”.

Ue lancia iniziative su educazione finanziaria e conti risparmio

Roma, 30 set. (askanews) – La Commissione europea ha annunciato due iniziative sull’Unione dei risparmi e degli investimenti: sull’educazione finanziaria e con un piano per i conti di risparmio e di investimento, strumento che afferma voler “rendere gli investimenti più semplici e accessibili per tutti”.

Sull’educazione finanziaria Bruxelles dice di voler “aiutare i cittadini a prendere decisioni finanziarie sane, migliorando in ultima analisi il loro benessere, la loro sicurezza finanziaria e la loro indipendenza”.

Secondo quanto riporta un comunicato, si basa su quattro pilastri che si rafforzano reciprocamente. Primo, coordinamento e migliori pratiche: La Commissione riunirà i portatori di interessi per facilitare l’apprendimento reciproco delle iniziative nazionali e internazionali di successo in materia di alfabetizzazione finanziaria e incoraggerà l’adozione di migliori pratiche da parte degli Stati membri, comprese azioni mirate alle esigenze di gruppi specifici; Comunicazione e sensibilizzazione: la Commissione lancerà una campagna di alfabetizzazione finanziaria a livello dell’UE che integrerà e amplificherà gli sforzi nazionali volti a sensibilizzare i cittadini in materia finanziaria.

Terzo pilastro è nei finanziamenti per iniziative di alfabetizzazione finanziaria, compresa la ricerca: la Commissione incoraggerà gli Stati membri a utilizzare gli strumenti di finanziamento dell’UE esistenti per sostenere le iniziative di alfabetizzazione finanziaria e la ricerca. Infine monitoraggio dei progressi e valutazione degli impatti: La Commissione condurrà regolarmente indagini Eurobarometro e incoraggerà gli Stati membri a sviluppare strumenti di valutazione per monitorare i progressi dei livelli di alfabetizzazione finanziaria.

Il pacchetto annunciato prevede poi un piano per i conti di risparmio e di investimento, sotto forma di raccomandazione della Commissione agli Stati membri.

Secondo Bruxelles sono conti forniti da fornitori di servizi finanziari autorizzati, anche online, che consentono agli investitori al dettaglio di investire in strumenti dei mercati dei capitali. Questi conti sono spesso dotati di incentivi fiscali e procedure fiscali semplificate, il che li rende un’opzione interessante per i cittadini. Le valutazioni d’impatto sulla sostenibilità promuoveranno una cultura degli investimenti più forte tra i cittadini dell’UE e trasformeranno il modo in cui interagiscono con i mercati dei capitali.

“Trasferendo parte dei loro risparmi in investimenti più produttivi, i cittadini possono anche agevolare il finanziamento delle imprese, stimolando la crescita economica e la creazione di posti di lavoro in tutta Europa, in linea con gli obiettivi dell’Unione dei risparmi e degli investimenti. Investire – afferma la Commissione – nell’economia europea consente loro di contribuire all’agenda dell’UE per la competitività e di trarne vantaggio”.

Inoltre la Commissione raccomanda agli Stati membri di introdurre “valutazioni d’impatto sulla sostenibilità” laddove non esistono ancora e di migliorare i quadri esistenti integrando le migliori pratiche di tutta Europa e del mondo.

Uccide la moglie con una pietra, è caccia all’uomo nel beneventano

Napoli, 30 set. (askanews) – Questa mattina a Paupisi (Benevento) un uomo ha ucciso la moglie vicino la loro abitazione. La donna, 49 anni, sarebbe stata uccisa a colpi di pietra. Sul posto i Carabinieri del nucleo operativo e radiomobile di Benevento. L’uomo ha fatto perdere le proprie tracce e quindi è ricercato.

E’ stato trovato intorno alle 9.30 il cadavere di Elisabetta Polcino, 49 anni, uccisa questa mattina nella frazione Frasso, a Paupisi (Benevento). La donna è stata ritrovata senza vita in casa e presentava vistose ferite alla testa, verosimilmente da una pietra. Al momento risulta irreperibile il marito, Salvatore Ocone, 58 anni, insieme ai due figli minori della coppia: una ragazza di 16 anni e un ragazzo di 15. Un terzo figlio, maggiorenne, lavora a Rimini e da quanto si apprende, avvisato dalle forze dell’ordine, sta facendo ritorno in paese. L’uomo è ricercato dai Carabinieri non solo a Paupisi, ma anche nel resto della provincia di Benevento.

Casa, Fimaa: banca data inquilini morosi per ripartenza mercato locazioni

Roma, 30 set. (askanews) – Una banca dati in cui iscrivere gli inquilini morosi e misure di sostegno per i proprietari degli immobili che non riescono a incassare i canoni di locazione. Sono alcuni degli interventi che Fimaa-Italia propone di attuare per arginare l’emergenza delle locazioni nel medio-lungo termine.

“In Italia – spiega il presidente Nazionale di Fimaa-Italia, Santino Taverna – la maggior parte dei conduttori paga regolarmente i canoni di locazione, a prezzo di grandi sacrifici. Il problema dei conduttori morosi tuttavia è reale, tanto che una fetta consistente di proprietari preferisce lasciare gli immobili sfitti, piuttosto che correre rischi”.

“In Italia – sottolinea Taverna – su 35 milioni di abitazioni, circa 9 milioni e mezzo risultano non abitate. Anche sottraendo 3 milioni e mezzo di seconde case per utilizzo proprio, restano circa 6 milioni di immobili che i proprietari si preferiscono non locare. Il problema è che tutti questi proprietari di casa non si sentono sufficientemente tutelati, di conseguenza preferiscono rinunciare a un’entrata economica, piuttosto che correre il rischio di imbattersi in inquilini morosi”.

La Fimaa-Italia propone quindi di costituire una banca dati in cui registrare gli inquilini morosi. “Quando devono erogare un mutuo – prosegue Taverna – gli istituti bancari si rivolgono al sistema di informazioni Eurisc di Crif, una banca dati in cui sono segnalati i nominativi di chi non onora il rientro dei prestiti. Un sistema analogo, anche per le locazioni, potrebbe aiutare a fronteggiare un problema sociale che sta diventando preoccupante”.

Fimaa-Italia propone inoltre di correggere tutte quelle incongruenze all’interno della normativa italiana che scoraggiano i proprietari. Chi loca un immobile a un inquilino che smette di versare l’affitto, ad esempio, è comunque tenuto a corrispondere le imposte sui canoni non percepiti, fintanto che non si consolida una procedura di sfratto. O ancora, nel caso in cui il conduttore non corrisponda le spese condominiali, sarà costretto a farsene carico il proprietario per evitare di incorrere nel rischio di ritrovarsi con l’immobile esecutato.

“Sarebbe inoltre opportuno introdurre delle misure per sostenere il mercato delle locazioni”, osserva il presidente di Fimaa-Italia. “Ad esempio, chi concede un appartamento in locazione a categorie svantaggiate, come studenti, giovani lavoratori e famiglie meno abbienti, dovrebbe godere di un’esenzione dell’Imu o di altre agevolazioni fiscali” conclude Taverna.

Casa, Fimaa: banca data inquilini morosi per ripartenza mercato locazioni

Roma, 30 set. (askanews) – Una banca dati in cui iscrivere gli inquilini morosi e misure di sostegno per i proprietari degli immobili che non riescono a incassare i canoni di locazione. Sono alcuni degli interventi che Fimaa-Italia propone di attuare per arginare l’emergenza delle locazioni nel medio-lungo termine.

“In Italia – spiega il presidente Nazionale di Fimaa-Italia, Santino Taverna – la maggior parte dei conduttori paga regolarmente i canoni di locazione, a prezzo di grandi sacrifici. Il problema dei conduttori morosi tuttavia è reale, tanto che una fetta consistente di proprietari preferisce lasciare gli immobili sfitti, piuttosto che correre rischi”.

“In Italia – sottolinea Taverna – su 35 milioni di abitazioni, circa 9 milioni e mezzo risultano non abitate. Anche sottraendo 3 milioni e mezzo di seconde case per utilizzo proprio, restano circa 6 milioni di immobili che i proprietari si preferiscono non locare. Il problema è che tutti questi proprietari di casa non si sentono sufficientemente tutelati, di conseguenza preferiscono rinunciare a un’entrata economica, piuttosto che correre il rischio di imbattersi in inquilini morosi”.

La Fimaa-Italia propone quindi di costituire una banca dati in cui registrare gli inquilini morosi. “Quando devono erogare un mutuo – prosegue Taverna – gli istituti bancari si rivolgono al sistema di informazioni Eurisc di Crif, una banca dati in cui sono segnalati i nominativi di chi non onora il rientro dei prestiti. Un sistema analogo, anche per le locazioni, potrebbe aiutare a fronteggiare un problema sociale che sta diventando preoccupante”.

Fimaa-Italia propone inoltre di correggere tutte quelle incongruenze all’interno della normativa italiana che scoraggiano i proprietari. Chi loca un immobile a un inquilino che smette di versare l’affitto, ad esempio, è comunque tenuto a corrispondere le imposte sui canoni non percepiti, fintanto che non si consolida una procedura di sfratto. O ancora, nel caso in cui il conduttore non corrisponda le spese condominiali, sarà costretto a farsene carico il proprietario per evitare di incorrere nel rischio di ritrovarsi con l’immobile esecutato.

“Sarebbe inoltre opportuno introdurre delle misure per sostenere il mercato delle locazioni”, osserva il presidente di Fimaa-Italia. “Ad esempio, chi concede un appartamento in locazione a categorie svantaggiate, come studenti, giovani lavoratori e famiglie meno abbienti, dovrebbe godere di un’esenzione dell’Imu o di altre agevolazioni fiscali” conclude Taverna.

Propriet Intellettuale, il nuovo Master di Lefebvre Giuffr

Milano, 30 set. (askanews) – Un’opportunit importante per tutti gli operatori del settore. Lefebvre Giuffr, in collaborazione con lo studio legale Trevisan & Cuonzo e la General Counsel Association, lancia il nuovo Master Propriet Intellettuale. Dal 16 ottobre al 2 dicembre saranno 8 gli incontri per 32 ore totali dove sar offerta una formazione avanzata su tutte le complesse sfaccettature della protezione del patrimonio immateriale e dell’innovazione all’interno dell’aziende.

Luca Trevisan, Founding Partner Trevisan & Cuonzo, ha dichiarato: “La propriet intellettuale tutela il valore aggiunto delle aziende nell’innovazione. La concorrenza non si fa pi sul prezzo, ma sulla qualit dell’offerta e dalla possibilit che quest’ultima si differenzi per innovazione o diversit”.

Nell’epoca dell’innovazione tecnologica e dell’Intelligenza Artificiale, fondamentale capire l’importanza strategica della Propriet Intellettuale. Proprio per questo il Master di Lefebvre Giuffr rivolto a tutte le figure coinvolte nel settore.

“Il General Counsel potr trovare le risposte immediate che gli vengono chieste in azienda, ricercando quelle informazioni utili per dare indirizzo all’attivit dell’impresa. Le aziende, infatti, commettono spesso l’errore di disperdere la propria tecnologia, le proprie caratteristiche perch non pensano prima a regolare queste cose. Il General Counsel non gestisce solo il contenzioso con avvocati esterni, ma regola l’attivit dell’impresa tenendo a mente le norme giuridiche per proteggere la propria azienda”, conclude Luca Trevisan, Founding Partner Trevisan & Cuonzo.

Un percorso ideale per tutti i professionisti coinvolti. Un percorso d’eccellenza targato Lefebvre Giuffr.

Netanyahu ha detto che uno Stato palestinese non è nell’accordo di Trump

Roma, 30 set. (askanews) – Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha pubblicato un video sui suoi social in cui ha ripercorso il suo incontro a Washington con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump descrivendolo come un successo “eccellente”. Netanyahu ha affermato che Israele ha “ribaltato la situazione” isolando Hamas e che il presidente americano si è impegnato a dare a Israele “il suo pieno sostegno per portare a termine l’operazione militare volta a eliminare” Hamas se quest’ultimo respingesse il piano proposto. Netanyahu ha anche affermato che il piano permetterebbe all’esercito israeliano di rimanere nella maggior parte di Gaza.

Rispondendo a una domanda del suo team sull’eventuale accordo tra i due leader sulla creazione di uno Stato palestinese, Netanyahu ha dichiarato inequivocabilmente: “assolutamente no, non è nemmeno nell’accordo”. Il premier israeliano ha ribadito la forte opposizione di Israele alla creazione di uno Stato palestinese, una posizione che, ha detto, il presidente Trump “comprende”. “Recupereremo tutti i nostri ostaggi, mentre l’esercito israeliano rimarrà nella maggior parte della Striscia di Gaza”, ha spiegato Netanyahu, dopo aver espresso pubblicamente il giorno prima il suo sostegno al piano di pace del presidente Trump, che prevede il dispiegamento di una “forza internazionale di stabilizzazione” nella Striscia mentre l’esercito israeliano si ritira. “Ci viene detto: dovete accettare le condizioni di Hamas. L’Idf deve ritirarsi, e Hamas potrà rafforzarsi, controllare la Striscia. No, no, questo non accadrà”, ha aggiunto in questo video in ebraico.

Tennis, Sinner: "Partita dura, ho una notte per recuperare"

Roma, 30 set. (askanews) – “Il livello è stato molto alto, tanti grandi scambi e tante chances di break. Ho avuto le mie nel secondo e non le ho sfruttate. Nel terzo ho alzato il livello e ottenendo il break sono entrato in fiducia”. Così Jannik Sinner dopo il successo contro De MInaur che gli apre la terza finale consecutiva a Pechino. “E’ stata una partita equilibrata – continua – sono molto contento della vittoria e di essere in finale. De Minaur serviva e rispondeva bene, ho utilizzato bene il servizio ma lui è molto veloce con il campo lento era difficile. Ho cercato di non perdere energie mentali, è stata una partita difficile e sono contento. Ho una notte per recuperare, starò bene in finale perché c’è più adrenalina e non vedo l’ora di giocarla. E’ bello avere un altro bel risultato”.

Tennis, Battuto De Minaur: Sinner in finale a Pechino

Roma, 30 set. (askanews) – Per il terzo anno consecutivo, Jannik Sinner conquista la finale al torneo Atp 500 di Pechino. Il n°2 azzurro ha battuto la terza testa di serie del seeding, Alex De Minaur, con i parziali di 6-3, 4-6, 6-2 in quasi due ore e mezza di gioco, portando a 11 le vittorie di fila contro il rivale, che non l’ha mai battuto. Una partita dai tre volti. Dopo un primo set dominato, è arrivato un black out nel 2°, forse condizionato anche da qualche problemino fisico. Dominio totale nel 3° parziale, in cui ha anche fronteggiato i crampi nell’ultimo game. Sinner tornerà in campo mercoledì alle ore 8 contro il vincente di Tien-Medvedev per andare a caccia del 3° titolo dell’anno, il secondo a Pechino. Per Jannik è la 7^ finale dell’anno su 8 tornei giocati, la 9^ consecutiva sul cemento da Cincinnati 2024

Cgil: sciopero generale tempestivo in caso di attacchi a Flotilla

Roma, 30 set. (askanews) – La Cgil è pronta a proclamare lo sciopero generale nel caso di attacchi, blocchi o sequestri delle imbarcazioni e materiali della missione umanitaria della Global Sumud Flotilla. Lo ha deciso l’assemblea generale del sindacato condividendo le proposte avanzate nella relazione del segretario generale, Maurizio Landini.

Nel documento approvato all’unanimità, con sei astenuti, l’assemblea generale della Cgil dà mandato alla Segreteria “in coordinamento con la Flotilla e il movimento per Gaza a proclamare lo sciopero generale tempestivo per tutte le categorie in caso di attacchi, blocchi o sequestri delle imbarcazioni e materiali della missione umanitaria della Global Sumud Flotilla ed alla conseguente non apertura di corridoi umanitari a Gaza ed in difesa dei valori costituzionali che sostengono tale missione”.

Mattarella: il dialogo aiuta la pace, la Carta dell’Onu è la bussola per le crisi

Roma, 30 set. (askanews) – “Viviamo oggi più che mai in un’era di conflitti e tensioni che travalicano ampiamente i confini non soltanto nazionali e regionali, e mettono in discussione, nell’ordine globale, principi e regole universali, che pensavamo di poter dare per acquisite”. Fenomeni “di vasta portata, quali il cambiamento climatico, l’avanzamento della desertificazione, la transizione energetica, il tema cruciale della sicurezza alimentare, che impongono una riflessione e un’azione concertata dell’intera comunità internazionale”. Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, durante il suo viaggio in Kazakistan, nel suo intervento all’Accademia Nazionale per la Pubblica Amministrazione di Astana.

“Sarebbe velleitario – ha proseguito il Capo dello Stato – immaginare che singoli Stati siano in grado di attuare soluzioni efficaci su fenomeni di così vasta portata, prescindendo dalla collaborazione con gli altri Paesi” e “Italia e Kazakhstan condividono la responsabilità di contribuire a percorsi di dialogo e che aiutino a mantenere la pace e la stabilità, a promuovere lo sviluppo nel rispetto dei principi di giustizia, equità, solidarietà, leale collaborazione”.

“In tale spirito, apprezziamo pienamente il costante riferimento delle istituzioni kazake alla centralità della Carta delle Nazioni Unite e dei suoi valori, quale bussola per affrontare ogni crisi e ogni conflitto da una prospettiva equilibrata e costruttiva”, ha sottolineato Mattarella.

“Il percorso della Repubblica del Kazakhstan dall’indipendenza è eloquente, a partire dalla scelta di rinunciare agli ordigni nucleari esistenti sul suo territorio e di aderire al Trattato di non proliferazione e di messa al bando degli esperimenti nucleari. Una scelta di pace e di civiltà”, ha fatto notare il presidente evidenziando come la “comune adesione ai valori del multilateralismo e la condivisa volontà di operare per rendere più efficaci le organizzazioni in cui si esprimono” siano “elementi che contribuiscono a consolidare il dialogo tra Astana e Roma”.

“L’amicizia sincera che unisce i nostri Paesi e i nostri popoli non si riverbera soltanto nel dialogo istituzionale in continua crescita, ma interpella le rispettive società civili, nell’ambito del rapporto bilaterale, con significativi risultati sul terreno culturale e sul piano economico e commerciale con cifre di assoluto rilievo”, aggiunge.

Ad avere un ruolo nel dialogo tra le nazioni è la “dimensione culturale” che “ovunque, nel mondo” è “lo strumento più efficace e più importante per far conoscere, condividere sensibilità e rimuovere contrapposizioni che portano a guerre e tensioni”, dice Mattarella ricordando i rapporti tra Italia e Kazakistan che condividono l’esistenza di “antiche tradizioni” e “sensibilità culturale”. “L’apertura dell’Istituto di cultura italiano qui è proprio il segno che registra questa intensa, comune, condivisa volontà di approfondimento culturale”. Rapporti che rendono “molto più solide, più convincenti, più stimolanti le nostre collaborazioni anche negli altri comparti: quello economico, quello turistico, quello generale”.

Si tratta di interazioni “proficue” tra “istituzioni, imprese, realtà economiche e accademiche nonché – per restare nell’alveo dell’istituzione che oggi cortesemente mi ospita – amministrazioni pubbliche dei rispettivi Paesi” che, puntualizza, come “punto focale” hanno “le persone” che sono “al centro dell’attività della pubblica amministrazione è alla base delle scelte democratiche operate dai nostri Paesi”.

Milano, Consiglio comunale approva vendita S.Siro a Inter e Milan

Milano, 30 set. (askanews) – Dopo oltre 11 ore di discussione il Consiglio comunale di Milano ha approvato intorno alle 4 di notte la delibera di vendita dello stadio di San Siro e delle aree limitrofe a Inter e Milan con 24 favorevoli, 20 contrari e nessun astenuto, mentre 2 consiglieri non hanno partecipato al voto abbassando il quorum. L’accordo prevede l’acquisto da parte dei club per 197 milioni per costruire un nuovo impianto sull’area dove sorgeva il palasport, mentre il Meazza verrà abbattutto. “Al termine della discussione una parola di ringraziamento all’aula e a tutti gli uffici che hanno lavorato in questi mesi” ha detto la vicesindaca, Anna Scavuzzo, al termine della seduta.

Democrazia ferita, un elettore su due diserta le urne

La partecipazione cala ancora. Era previsto, tant’è che nelle Marche il Pd sperava di poterne trarre vantaggio. Ha vinto invece Acquaroli. Questo dimostra che una falsa percezione della realtà non fa i conti con l’evidenza dei fatti. Lo stato maggiore del Pd continua a scommettere sull’implosione del blocco elettorale della destra. Dunque, la tattica è scontata: mobilitare al massimo il proprio mondo, anche radicalizzando il messaggio politico, a fronte del non voto degli elettori dell’altro campo. Conseguenza? In pubblico si deplora il fenomeno dell’astensionismo, in privato se ne auspica la dilatazione. 

Il problema assai vistoso è che la crescente rinuncia all’esercizio di un diritto – quello della croce su una scheda – denuncia un vuoto di rappresentanza. Non è fisiologico che per un presidente di regione si rechi alle urne un avente diritto su due, ben al di sotto della linea rossa che divide la legittimità formale dalla legittimità sostanziale, quale che sia l’esito della competizione elettorale. Di questo passo ad implodere non è uno schieramento politico, ma la democrazia come luogo e momento di partecipazione. In definitiva, sta cedendo l’impalcatura del bipolarismo nato nel  biennio ‘92-‘94.

Da questa analisi succinta non deriva l’automatismo per il quale tra destra e sinistra si riaffaccia il centro, genericamente, anche a prescindere dalla sua connotazione politica e programmatica. Nemmeno significa però che valga un dispositivo di sicurezza facente leva sulla presunta inammissibilità del centro, a forza identificato come punto di raccolta di incertezze, ambiguità e opportunismi. Anche questo è un automatismo che risente, nello specifico, della propaganda e del pregiudizio. A beneficio dell’immobilismo.

Ci vuole uno sforzo di fantasia perché il Paese avverte il fastidio di una morsa che impedisce l’apertura a un nuovo cielo della politica. Alla lunga, come si è visto, l’artificiosa contrazione dello spazio di centro comporta la lenta ma inesorabile demoralizzazione dell’elettorato che non si riconosce nella dialettica tra la destra e  la sinistra, magari radicalizzate. Qui sta il nodo e qui bisogna intervenire, pena l’insorgere di una democrazia ferita per i colpi inferti dall’astensionismo.

Trump rinnega Trump e si fa garante degli stessi palestinesi

Una pagina storica? Una fase intermedia? Un accordo ancora da costruire? Un fatto è indubbio. La conferenza di Donald Trump alla Casa Bianca, presente Netanyahu, è destinato a segnare un punto di svolta nella complessa questione mediorientale e, nello specifico, della questione palestinese. Certo, mancano ancora molti tasselli di questo complesso e delicatissimo mosaico. Ma ci sono alcuni aspetti che non si possono, adesso, non evidenziare.

Il coinvolgimento dei Paesi arabi e in prospettiva “due popoli, due Stati”

Innanzitutto il pieno coinvolgimento dei paesi arabi nella costruzione di un nuovo ordine geopolitico per quanto riguarda il territorio di Gaza. Un coinvolgimento che sino ad oggi non era così scontato ed incisivo.

In secondo luogo il riconoscimento dello storico slogan “due popoli due Stati”. E l’individuazione di una figura di prestigio internazionale, Tony Blair, nell’opera di ricostruzione di Gaza. Un fatto che segna un decisivo passo in avanti nella normalizzazione di una regione che non può continuare a vivere in una situazione drammatica come quella a cui stiamo assistendo da troppo tempo.

La forza della mediazione americana

In terzo luogo il Presidente americano, con il progetto che ha illustrato in una attesissima conferenza stampa, piega anche la eventuale resistenza di alcuni ministri israeliani doppiamente legati al fondamentalismo religioso al raggiungimento di un risultato che la comunità internazionale attende da anni.

Inoltre non si può non evidenziare, almeno in questa delicata e forse storica occasione, il ruolo giocato dal Presidente americano. Al di là delle sue intemperanze e della sua strategia, a volte eccessivamente confusa e contraddittoria, non c’è alcun dubbio che in questa circostanza ha messo in campo sino in fondo l’autorevolezza, il prestigio, il peso e il ruolo degli Stati Uniti.

L’Europa…deve esserci

Attraverso una mediazione, ed un progetto concreto e tangibile, che coinvolge direttamente tutti gli attori che possono e devono essere protagonisti nella soluzione definitiva della questione mediorientale.

In ultima analisi, e di fronte alla concreta possibilità di costruire una soluzione democraticamente condivisa per dare vita ad un assetto definitivo al Medio Oriente, tutti gli attori democratici a livello planetario devono, adesso, battere un colpo. A cominciare anche e soprattutto dall’Europa. Non per piantare una bandierina ma, al contrario, per continuare a sciogliere un nodo che può giustamente essere definito storico.

Una pagina che può entrare nella storia

Credo che, forse, siamo alla vigilia di una pagina che può passare realmente alla storia. Come pure accartorciarsi – non è affatto escluso – nell’ennesimo tentativo destinato alla sconfitta per svariate e complesse motivazioni. E che, forse, potrebbe anche modificare, per quanto possibile, il giudizio politico e strategico sull’attuale Presidenza americana.

Dalla crescita alla stagnazione: l’Italia sotto esame di Emanuele Felice

‘Uno splendido libro’ l’ha definito Sabino Cassese, mentre Michele Salvati ritiene che si tratti di un volume che qualsiasi italiano preoccupato per il destino del suo Paese dovrebbe avere nella propria biblioteca.

Leggendo le 400 pagine di questa lunga e articolata riflessione sulle alterne vicende che hanno storicamente caratterizzato le fasi di ascesa e di declino dell’economia italiana, si coglie uno sforzo descrittivo e interpretativo legato a doppio filo alle evidenze: non solo nell’indagine retrospettiva e lungamente prodromica ed esplicativa che porta al presente ma anche nella visione lungimirante, scaltrita e prospetticamente aperta delle dinamiche in divenire.

Un’indagine tra storia e attualità

Il Prof. Emanuele Felice – docente allo IULM di Milano – consegna all’editrice Il Mulino un’esplorazione aggiornata che non si riduce ad un compendio per ‘addetti ai lavori’ cucito con i panni della monografia universitaria ma offre una rivisitazione documentata e connotativa delle criticità e delle potenzialità delle condizioni economiche del nostro Paese, legate a dinamiche socio-politiche interne – come vettori di sviluppo e di ritrazione – ma inquadrate in un contesto multipolare e globale sempre più incisivo e condizionante.

Quando quella romana era l’espressione della ‘più prospera fra tutte le economie preindustriali che si siano viste nella storia’ (Willem Jongman), l’Italia era il faro di un mondo civilizzato che non esisteva altrove: oggi siamo attori e comparse di una coreografia polifonica planetaria dove la rivoluzione industriale e quella tecnologica hanno impresso accelerazioni dirompenti, con equilibri e disequilibri incerti e cangianti.

L’economia come fattore strategico

Questo interessante e argomentato volume è innanzitutto un invito alla rivisitazione della Storia di cui la dimensione economica è vettore di emancipazione e progresso: nelle pieghe dei corsi e ricorsi, nei flussi di andata e ritorno essa è a un tempo causa ed effetto dei tempi di pace e di guerra (come oggi drammaticamente e ciclicamente riscontriamo), di ribaltamenti e consolidamenti sociali, elemento strategico per regimi e democrazie, distribuzione delle ricchezze e marginalizzazione delle povertà, emergenza e spiegazione delle stesse relazioni interpersonali nei sodalizi umani, fattore strategico sempre determinante ad ogni inquadramento spazio-temporale.

L’economia non è mai stata una scienza esatta e incontrovertibile ma neppure la spiegazione dietrologica dei ‘se’ e dei ‘ma’: conserva per statuto una certa fedeltà alle regole che la spingono verso espansione e progresso ma non è premessa della crescita illimitata, per questo l’autore la indaga – con un inquadramento rigoroso e denotativo – nella logica delle intersezioni e dei condizionamenti dove tra azzardi e ricerca di stabilità il quadro politico nazionale e internazionale in continua evoluzione gioca – lo ha sempre fatto – un condizionamento ed un indirizzo caratterizzante e dirimente.

Politiche, imprese e crisi

Non per niente sono prevalentemente in uso dizioni come politiche monetarie, politiche fiscali, politiche tributarie, politiche di piano, debito pubblico, capitalismo, welfare, assistenzialismo, nazionalizzazioni, libero mercato, distribuzione dei redditi, controllo pubblico (interessante l’approfondimento sulle nazionalizzazioni e i settori trainanti, dall’energia, alla chimica, all’industria automobilistica) fenomeno imprenditoriale delle PMI – base espansiva del Paese poi messa in crisi da burocrazia paralizzante e calo dei consumi interni. Così come nell’attuale contingenza epocale la vicenda dei dazi imposta da Trump sta condizionando non poco alleanze, ostracismi, mediazioni diplomatiche e relazioni internazionali.

Dal miracolo italiano alla stagnazione

In un libro aggiornato rispetto alla precedente edizione del 2015 non possono mancare riflessioni più approfondite sul presente ma anche ripensamenti sui pregressi storici ed economici: a partire da una rivisitazione delle conseguenze delle due guerre mondiali, alla globalizzazione (e ai suoi limiti), alle problematiche relative alla sostenibilità (un mix ambientale e antropologico), alle emergenze demografiche, alle migrazioni, alla concentrazione delle ricchezze, al riemergere dei nazionalismi, alla crescita dei populismi, all’incidenza delle tecnologie, alle peculiarità e ai chiaroscuri della politica italiana, mentre un intero capitolo viene dedicato all’esperienza riferita alla leadership berlusconiana.

L’autore non indulge a retorica e si sofferma con dovizia descrittiva su un fenomeno che sta caratterizzando l’economia italiana degli ultimi decenni: l’arresto della crescita e dello sviluppo, il timore della recessione, il miracolo italiano relegato al ricordo di anni forse irripetibili, una spesa pubblica crescente e improduttiva, l’assenza di una strategia centrata su ricerca e sviluppo, l’inefficienza del sistema formativo fanalino di coda delle valutazioni dell’OCSE.

Metafore e prospettive

Il Prof. Felice, analizzando l’insieme dei fattori che ci hanno portato dall’ascesa al declino, usa la metafora del passaggio dall’età dell’oro a quella dell’argento e a quella del bronzo. Viene spontaneamente da chiedersi dove – almeno in Europa e nel mondo occidentale – si colgano segnali più positivi dei nostri. L’impressione è che il mercato del lavoro per le professioni medio-alte offra più opportunità all’estero, il brain drain supera il brain gain.

Le secche della stagnazione economica in cui l’Italia è andata impantanandosi hanno radici storiche e spiegazioni culturali, si deve prender atto di un calo di motivazione sociale che spinge all’appiattimento e alla rendita di posizione.

Una questione di classe dirigente

Forse – per il legame secolare che qui e altrove lega l’economia e la politica in un rapporto duale di incomprensione dei bisogni, difetto di rappresentanza e scelta del male minore – la strada della ripresa è anche legata ad un radicale rinnovamento della classe dirigente di cui non si intravvede una luce in fondo al tunnel. Il gap tra paese legale e paese reale esiste e si divarica ma il dramma forse più intrinseco ma incompreso consiste nella reciproca intercambiabilità dei ruoli, senza alternative risolutive e senza i necessari salti di qualità.

Emanuele Felice, Ascesa e declino. Una storia dell’economia italiana, Edizioni il Mulino.

Ricomporre l’area cattolico democratica attorno alla Costituzione e alla dottrina sociale

Si moltiplicano gli appelli per la firma alle due Leggi di Iniziativa Popolare a sostegno del ritorno alla legge proporzionale con preferenze e al cancellierato modello tedesco, autentica cartina di tornasole per accertare l’esistenza in vita di un’area politica di ispirazione cattolico democratica, liberale e cristiano sociale nel nostro Paese. L’obiettivo è quello di raccogliere almeno 50.000 firme on line entro sei mesi, difficile, ma non impossibile per la vasta galassia, seppur articolata, della nostra area socioculturale e politica.

Gli articoli della Costituzione come bussola

In attesa di tale verifica gli amici di articolo 53 ci invitano a ricomporci attorno agli articoli costituzionali 2, 3 e 53 della Costituzione, articoli che “uniscono i diritti ai doveri e che furono elaborati, formulati e scritti da democratici cristiani quali Dossetti, La Pira, Moro, Scoca e Vanoni e trovarono concordi le correnti di pensiero che poi firmarono la Carta Costituzionale dai liberali ai comunisti, esclusi i monarchici e quelli dell’Uomo qualunque di Guglielmo Giannini, che si facevano chiamare “afascisti”, come accade ancora a qualcuno, anche ai giorni nostri…

La dottrina sociale cristiana e la tradizione DC

Ritrovarci nell’ispirazione dei principi della dottrina sociale cristiana su cui è nata e si è sviluppata l’esperienza politica dei Popolari e della DC, insieme alla difesa e all’impegno all’attuazione della Costituzione repubblicana, è la premessa essenziale per il progetto della nostra ricomposizione politica. Di fronte ai rischi di regressione democratica e di stravolgimento del nostro assetto costituzionale, è indispensabile perseguire tale obiettivo, superando le velleitarie ipotesi di alleanza a destra o a sinistra che taluni amici intendono favorire, in larga parte per ragioni riconducibili soprattutto alle loro ambizioni di sopravvivenza politica personale.

Una scuola politica da trasmettere alle nuove generazioni

La lunga sequela delle encicliche sociali che, dopo la Rerum Novarum, ispiratrice del movimento-partito di Luigi Sturzo, è stata la fonte cui si sono riferite le diverse generazioni democratico cristiane, da Papa Giovanni XXIII sino a Papa Francesco, e, in attesa della prima che redigerà Papa Leone sulle grandi priorità di questo inizio secolo, rappresenta la fonte primaria della nostra cultura politica, così come la fedeltà costituzionale, espressa dai nostri padri DC, da De Gasperi a Fanfani, da Moro a Rumor, sino a Forlani e Martinazzoli, costituisce la tradizione storico politica da reinterpretare nell’attuale fase della politica italiana.

È dalla straordinaria Scuola dei democratici cristiani, che abbiamo saputo ricordare nel recente libro 👉 Scuola di Democrazia Cristiana che dovremmo trovare i modelli esemplari di leader, che seppero coniugare la fede religiosa con le loro scelte repubblicane e antifasciste, il cristianesimo sociale, il popolarismo, il centrismo e l’apertura a sinistra, l’atlantismo e l’europeismo; bibliografie politiche della storia migliore dell’Italia repubblicana.

Trasmettere il testimone politico

In un contesto nuovo e carico di enormi difficoltà e rischi, tanto a livello internazionale che in casa nostra, e in un decadimento progressivo e avvilente della politica italiana, è ancora nell’affidamento a quei valori e a quelle esperienze che le nuove generazioni dovranno ispirarsi, mentre spetta a noi più anziani, ormai percorrenti l’ultimo miglio, additare loro questi modelli, per un’ideale trasmissione del testimone politico della migliore tradizione democratico cristiana italiana.

Calcio, risultati serie A: La Lazio risale la classifica

Roma, 29 set. (askanews) – Questi i risultati e la classifica di serie a dopo Genoa-Lazio 0-3

Quinta giornata. Como-Cremonese 1-1, Juventus-Atalanta 1-1, Cagliari-Inter 0-2, Sassuolo-Udinese 3-1, Pisa-Fiorentina 0-0, Roma-Verona 2-0, Lecce-Bologna 2-2, Milan-Napoli 2-1, Parma-Torino 2-1, Genoa-Lazio 0-3.

Classifica: Napoli, Roma, Milan 12, Juventus 11, Cremonese, Atalanta, Inter 9, Como 8, Cagliari, Udinese, Bologna 7, Sassuolo, Lazio 6, Parma 5, Torino 4, Verona, Fiorentina 3, Genoa, Pisa, Lecce 2.

Sesta giornata: venerdì 3 ottobre ore 20.45 Verona-Sassuolo, sabato 4 ottobre ore 15 Lazio-Torino, Parma-Lecce, ore 18 Inter-Cremonese, ore 20.45 Atalanta-Como, domenica 5 ottobre ore 12.30 Udinese-Cagliari, ore 15 Bologna-Pisa, Fiorentina-Roma, ore 18 Napoli-Genoa, ore 20.45 Juventus-Milan.

M.O., Palazzo Chigi: proposta Trump possibile svolta, Italia farà sua parte

Roma, 29 set. (askanews) – “Da tempo il Governo italiano è impegnato a sostenere tutti gli sforzi per porre fine alla guerra a Gaza e ottenere il rilascio degli ostaggi. La fine delle ostilità è fondamentale anche per poter affrontare la terribile crisi umanitaria che colpisce la popolazione civile della Striscia e che rappresenta una tragedia assolutamente ingiustificabile e inaccettabile. La proposta presentata oggi dal Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, può rappresentare una svolta in questo processo, permettendo di giungere ad una cessazione permanente delle ostilità, al rilascio immediato di tutti gli ostaggi e ad un accesso umanitario pieno e sicuro per la popolazione civile”. Così in una nota Palazzo Chigi.

Il Piano, che “l’Italia accoglie con favore, presenta un ambizioso progetto di stabilizzazione, ricostruzione e sviluppo della Striscia di Gaza, con il pieno coinvolgimento dei partner regionali”, si legge nella nota dove si spiega che “in questo quadro, l’Italia è pronta a fare la sua parte, in stretto coordinamento con gli Stati Uniti, i partner europei e della Regione, e ringrazia il Presidente Trump per il lavoro di mediazione e i suoi sforzi per portare la pace in Medio Oriente”.

L’Italia esorta quindi “tutte le parti” a “cogliere questa opportunità e ad accettare il Piano”, “Hamas, in particolare, che ha avviato questa guerra con il barbaro attacco terroristico del 7 ottobre 2023, ha ora la possibilità di porvi fine rilasciando gli ostaggi, accettando di non avere alcun ruolo nel futuro di Gaza e disarmando completamente”, si puntualizza.

L’Italia “sosterrà gli sforzi di Washington per la ripresa di un dialogo tra Israele e i palestinesi per concordare un orizzonte politico verso una pacifica e prospera coesistenza. Una pace giusta e duratura è possibile in Medio Oriente, con uno Stato di Israele e uno Stato palestinese che vivono fianco a fianco in pace e sicurezza, e con la piena normalizzazione di Israele con le Nazioni arabe e islamiche”, conclude il comunicato di Palazzo Chigi.

Marche, campo largo manca ‘reconquista’. Schlein: avanti uniti

Roma, 29 set. (askanews) – Il ‘sorpasso’ non riesce, la speranza del centrosinistra di vincere le regionali e partire in vantaggio nella volata per le politiche sfuma nelle Marche, dove il presidente uscente Francesco Acquaroli riesce per la seconda volta consecutiva a vincere in quella che per anni è stata una roccaforte progressista. Matteo Ricci non ce la fa, nonostante sia riuscito a raccogliere oltre 40mila voti in più rispetto alla coalizione che lo sosteneva. Non c’è “l’effetto Gaza” che più di un dirigente Pd aveva sperato, non paga nemmeno il paziente lavoro di tessitura di Elly Schlein che ha portato all’alleanza più larga possibile (Calenda a parte), nelle Marche come nelle altre regioni. Il centrodestra si conferma avversario duro e la priorità per il vertice Pd, ora, è evitare contraccolpi sulla linea politica seguita fin qui.

E’ significativo il commento di Elly Schlein: “Sapevamo che non sarebbe stato facile nelle Marche”, premette. Quindi: “Ci aspettano altre cinque regioni al voto fino alla fine di novembre e il nostro impegno unitario con la coalizione progressista al fianco dei nostri candidati continua con grande determinazione”.

La segretaria sa bene che il rapporto preferenziale con M5s e Avs e lo spostamento a sinistra dell’asse del partito sta mandando in fibrillazione la minoranza interna e non è un caso che il messaggio che viene mandato subito è: la linea non cambia. Igor Taruffi, responsabile organizzazione e fedelissimo della leader, è ancora più esplicito: “Noi pensiamo che l’alleanza larga che abbiamo messo in campo nelle Marche e in tutte le altre regioni italiane debba ovviamente continuare”.

Ancora più diretto è Pier Luigi Bersani, l’ex segretario Pd ormai moto parco di dichiarazioni sulle vicende del partito. In questo caso ritiene di dover dare la linea: “Quella che dobbiamo fare non è una corsa dei 100 metri, è una partita più profonda. Attenzione allo sconfittismo”. Perché un dirigente come lui che conosce bene le ‘usanze della casa’ del Pd, sa bene quali sono i ragionamenti che si fanno dalle parti della minoranza: guardare solo a sinistra non paga, se il Pd lascia scoperto il fronte moderato tanti elettori restano a casa.

Ragionamenti che, però, per ora nessuno esprime ad alta voce. Ci sono altre 5 regioni che andranno al voto, la Calabria già domenica prossima, adesso è il momento della campagna elettorale. Per la riflessione ci sarà tempo, si farà un bilancio a fine novembre, quando sarà finito questo turno elettorale a rate che a questo punto potrebbe finire con un pareggio, un tre a tre tra centrodestra e centrosinistra.

Marche, Meloni ‘festeggia’ Acquaroli e Fdi primo partito. Ora nodo Veneto

Ancona, 29 set. (askanews) – La festa, quella vera, liberatoria, la farà stasera nella sua Potenza Picena, in quello che è il suo ristorante del cuore, lo stesso dove ha seguito – scaramanticamente – anche lo spoglio di oggi. Ma l’immagine della vittoria di Francesco Acquaroli, riconfermato governatore delle Marche con il 52,5% e 8 punti di scarto sullo sfidante Matteo Ricci, sta tutta nel ritratto consegnato a telecamere e fotografi al suo arrivo al comitato elettorale, accompagnato dalla responsabile della segreteria politica di Fdi, Arianna Meloni, e dal capogruppo alla Camera, Galeazzo Bignami. Non c’è la presidente del Consiglio anche se, come confermato da più di una fonte, era stata tentata di essere qui a festeggiare. Alla fine affida la sua soddisfazione a un post sui social. “Francesco Acquaroli vince le elezioni regionali nelle Marche confermandosi presidente. Gli elettori hanno premiato una persona che in questi anni ha lavorato senza sosta per la sua Regione e i suoi cittadini. Sono certa che continuerà nel suo impegno con la stessa passione e determinazione. Complimenti Francesco e buon lavoro”. Poche parole, tono sobrio, un understament molto diverso dall’entusiasmo che trapela da via della Scrofa.

D’altra parte Giorgia Meloni aveva molte buone ragioni per dover vincere a tutti i costi questa sfida. Intanto, era il primo confronto diretto con il campo largo che poi si riproporrà anche nelle altre cinque regioni che andranno al voto entro fine novembre. Questa vittoria consente di sperare in un sostanziale pareggio per 3 a 3, ben lontano dal rischio di 4 a 1 (allora non era previsto ancora che si votasse anche in Calabria) che si paventava fino a qualche mese fa.

Inoltre, dopo Marco Marsilio, Francesco Acquaroli è il secondo governatore meloniano a essere riconfermato e questo, come ci tiene a sottolineare Arianna Meloni, sconfessa chi ha sempre accusato il partito di non avere una classe dirigente. “C’è – dice – una classe dirigente preparata, che sa governare, con storie di buona amministrazione, di militanza, che quando governa è risolutiva”. In più Acquaroli è tra i fondatori di Fratelli d’Italia, uno che – per usare una espressione cara alla premier – “viene dalla nostra storia”. E infatti è proprio a lei che il governatore appena riconfermato dedica il trionfo, “la prima persona he ha creduto in me”.

Una sconfitta, insomma, sarebbe stata una sconfitta anche della presidente del Consiglio. E, invece, Giorgia Meloni non solo vince ma si toglie anche la soddisfazione di vedere svettare la sua creatura politica sopra tutti gli altri con oltre il 27%, con il Pd che si ferma intorno al 22%. Si registra anche il sorpasso di Forza Italia (8,6%) sulla Lega (7,3%).

Domani, però riparte il treno della campagna elettorale. I leader della coalizione sono tutti attesi a Lamezia Terme per tirare la volata a Roberto Occhiuto nella sua sfida contro Pasquale Tridico. Ma non è escluso che l’evento possa essere anche l’occasione per sciogliere il grande nodo, quello dei nomi dei candidati mancanti in Puglia, Campania e, soprattutto Veneto. Per i primi due sembra rafforzarsi l’idea di due civici, ma è il successore di Zaia il vero punto del contendere. Dalla Lega ostentano sicurezza e danno ormai per certa la ‘nomination’ del candidato di Matteo Salvini, il suo vice segretario, Alberto Stefani. Antonio Tajani, a sua volta, spiega che “il Veneto può andare benissimo a un candidato della Lega” tanto a loro quello che importa è che Flavio Tosi venga candidato a sindaco di Verona. E sebbene tutti i giochi sembrino ormai chiusi, ben informati di Fratelli d’Italia continuano a frenare e a mantenere alto il livello della suspense. “Quello che non possiamo accettare – spiega un alto dirigente – è che ci si dica che dobbiamo rinunciare alla guida di una regione del Nord, anche considerando che ormai sono quelle in cui abbiamo più voti”.

Netanyahu dice sì al piano Usa per Gaza, Trump: se Hamas non accetta, appoggio a Israele per finire il lavoro

Roma, 29 set. (askanews) – “Siamo come minimo, molto, molto vicini. E penso che siamo oltre, molto vicini”: lo ha detto il presidente americano Donald Trump a proposito del raggiungimento di un accordo di cessate il fuoco per Gaza nella conferenza stampa congiunta con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu alla Casa Bianca. Trump ha poi ringraziato Netanyahu per aver accettato il suo piano per porre fine alla guerra a Gaza. “Se Hamas lo accetterà, l’accordo prevede il rilascio di tutti gli ostaggi rimanenti entro 72 ore”, ha confermato Trump.

Le persone attualmente nella Striscia di Gaza potranno scegliere tra rimanere nell’enclave palestinese o andarsene, con la possibilità di tornare. Lo ha annunciato la Casa Bianca nel suo piano per porre fine al conflitto.

“Nessuno sarà costretto a lasciare Gaza, e coloro che lo desiderano saranno liberi di farlo e di tornare. Incoraggeremo le persone a rimanere e offriremo loro l’opportunità di costruire una Gaza migliore”, si legge nel documento.

Israele non occuperà né annetterà la Striscia di Gaza e consegnerà gradualmente i territori che occupa a una Forza Internazionale di Stabilizzazione (Isf), secondo il piano pubblicato dalla Casa Bianca per porre fine al conflitto israelo-palestinese.

“Israele non occuperà né annetterà Gaza. A mano a mano che le Forze di Difesa Israeliane (IDF) ne ristabiliranno il controllo e la stabilità, si ritireranno secondo standard, tappe e tempistiche relative alla smilitarizzazione che saranno concordati tra le Idf, l’Isf, i garanti e gli Stati Uniti, con l’obiettivo di una Gaza sicura che non rappresenti più una minaccia per Israele, l’Egitto o i loro cittadini”, si legge nella dichiarazione. Il presidente americano Donald Trump ha affermato di ritenere che Hamas darà “una risposta positiva” al suo piano per raggiungere un cessate il fuoco nella Striscia di Gaza. In base al piano, i Paesi arabi e musulmani si impegneranno a smilitarizzare Gaza e a smantellare le capacità militari di Hamas e di tutte le altre organizzazioni terroristiche, ha detto Trump.

Il presidente Trump ha aggiunto che gli Stati Uniti sosterranno pienamente Israele nell’intraprendere qualsiasi azione necessaria se Hamas dovesse rifiutare il suo ultimo piano di pace. “E se Hamas rifiuta l’accordo, cosa sempre possibile, è l’unico rimasto. Tutti gli altri lo hanno accettato, ma ho la sensazione che avremo una risposta positiva”, ha detto Trump in una conferenza stampa con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. “Ma in caso contrario, come sai, Bibi, avrai il nostro pieno appoggio per fare ciò che dovrai fare”, ha detto.

Prima della conferenza stampa alla Casa Bianca però Taher al-Nono, consigliere per i media del capo dell’ufficio politico di Hamas, ha dichiarato a Reuters che il gruppo respinge alcune parti delle proposte di pace avanzate negli ultimi giorni. “Le armi della resistenza palestinese sono legate all’esistenza dell’occupazione e alla difesa del nostro popolo palestinese. Se l’occupazione finisse e venisse istituito uno Stato palestinese, queste armi diventerebbero parte dello Stato”, ha detto.

“Abbiamo detto di essere pronti ad accettare una tregua che potrebbe durare anni”, ha aggiunto. “Non abbiamo ricevuto il piano di cui si sta parlando. Quando lo riceveremo, dichiareremo la nostra posizione al riguardo, in base agli interessi del nostro popolo”, ha proseguito. Riguardo ai piani della Casa Bianca, secondo cui l’ex primo ministro britannico Tony Blair guiderà un organismo temporaneo per governare la Striscia di Gaza, senza il coinvolgimento dell’Autorità Nazionale Palestinese nella prima fase, al-Nono ha dichiarato: “Tony Blair è una figura inaccettabile per il nostro popolo. Abbiamo concordato di formare un comitato che non rappresenti nessuna delle fazioni palestinesi per gestire gli affari di Gaza dopo la guerra, e non accetteremo l’imposizione di una tutela straniera sul nostro popolo”. “Il nostro popolo è più capace di gestire i propri affari da solo”, ha aggiunto. “Sosteniamo la formazione di un governo tecnico che amministri sia la Cisgiordania che Gaza, al fine di garantire l’unità politica e geografica”.

Calcio, risultati serie A: Il Parma risale la classifica

Roma, 29 set. (askanews) – Questi i risultati e la classifica di serie a dopo Parma-Torino 2-1

Quinta giornata. Como-Cremonese 1-1, Juventus-Atalanta 1-1, Cagliari-Inter 0-2, Sassuolo-Udinese 3-1, Pisa-Fiorentina 0-0, Roma-Verona 2-0, Lecce-Bologna 2-2, Milan-Napoli 2-1, Parma-Torino 2-1, ore 20.45 Genoa-Lazio.

Classifica: Napoli, Roma, Milan 12, Juventus 11, Cremonese, Atalanta, Inter 9, Como 8, Cagliari, Udinese, Bologna 7, Sassuolo 6, Parma 5, Torino 4, Lazio, Verona, Fiorentina 3, Genoa, Pisa, Lecce 2.

Sesta giornata: venerdì 3 ottobre ore 20.45 Verona-Sassuolo, sabato 4 ottobre ore 15 Lazio-Torino, Parma-Lecce, ore 18 Inter-Cremonese, ore 20.45 Atalanta-Como, domenica 5 ottobre ore 12.30 Udinese-Cagliari, ore 15 Bologna-Pisa, Fiorentina-Roma, ore 18 Napoli-Genoa, ore 20.45 Juventus-Milan.

Marche, Schlein: avanti con coalizione progressista

Roma, 29 set. (askanews) – La sfida nelle Marche non era facile, ma ora bisogna andare “avanti con la coalizione progressista”. Lo dice la segretaria del partito democratico Elly Schlein commentando il voto delle regionali.

“Congratulazioni a Francesco Acquaroli che ha vinto riconfermandosi alla guida della regione Marche”, aggiunge la leader del Pd. “A nome di tutto il partito ci tengo a ringraziare Matteo Ricci per la campagna elettorale generosa e per il progetto di cambiamento che ha pazientemente costruito insieme a tutte le altre forze politiche e civiche alleate. Sarà uno strumento prezioso per impostare il lavoro di opposizione che ci aspetta in regione”.

La Schlein prosegue: “Sapevamo che non sarebbe stato facile nelle Marche, dove il centrodestra governava già da cinque anni. Ci abbiamo messo tanto impegno ma stavolta non è bastato, ringrazio tutte e tutti i candidati e coloro che si sono dati da fare per la campagna elettorale”.

“Ora – conclude – ci aspettano altre cinque regioni al voto fino alla fine di novembre e il nostro impegno unitario con la coalizione progressista al fianco dei nostri candidati continua con grande determinazione”.

Marche, Acquaroli: dedico la vittoria a Giorgia Meloni. Al lavoro da domani sulla giunta

Ancona, 29 set. (askanews) – A chi dedica questa vittoria? “Alla prima persona che ha creduto in me, alla presidente Giorgia Meloni”. Lo ha detto Francesco Acquaroli, riconfermato governatore delle Marche, parlando al suo comitato elettorale dopo la vittoria su Matteo Ricci. “Quelli per la formazione della nuova giunta, saranno “tempi tecnici, prenderemo i classici quindici giorni che servono a organizzarci. Ma ci metteremo al lavoro già domani”, ha poi spiegato Francesco Acquaroli. “I presidenti di centrodestra governano cinque anni e vengono confermati, il centrodestra sa governare”. Lo ha detto Arianna Meloni, arrivata al comitato elettorale con Francesco Acquaroli.

“I marchigiani hanno scelto la continuità” ma “prosegue il progetto di cambiamento per le
Marche”. Lo ha detto Matteo Ricci, candidato del centrosinistra alle regionali, parlando a La7. “Sapevamo che era una battaglia complicatissima, ho accettato con spirito di servizio la chiamata
pur sapendo che la strada era in salita. Però l’ho fatto con grande generosità, penso si sia visto”. “Dobbiamo – ha aggiunto – tenere unita questa coalizione, non dimentichiamoci che senza una coalizione unita non si compete neanche”. La sfida nelle Marche non era facile, ma ora bisogna andare “avanti con la coalizione progressista”. Lo dice la segretaria del partito democratico Elly Schlein commentando il voto delle regionali. “Congratulazioni a Francesco Acquaroli che ha vinto
riconfermandosi alla guida della regione Marche”, aggiunge la leader del Pd. “A nome di tutto il partito ci tengo a ringraziare Matteo Ricci per la campagna elettorale generosa e per il progetto di cambiamento che ha pazientemente costruito insieme a tutte le altre forze politiche e civiche alleate. Sarà uno strumento prezioso per impostare il lavoro di opposizione che ci aspetta in regione”. La Schlein prosegue: “Sapevamo che non sarebbe stato facile nelle Marche, dove il centrodestra governava già da cinque anni. Ci abbiamo messo tanto impegno ma stavolta non è bastato, ringrazio tutte e tutti i candidati e coloro che si sono dati da fare per la campagna elettorale”. “Ora – conclude – ci aspettano altre cinque regioni al voto fino alla fine di novembre e il nostro impegno unitario con la coalizione progressista al fianco dei nostri candidati continua
con grande determinazione”.

Ad oltre un terzo delle sezioni scrutinate (852 su 1.572), si conferma la vittoria del meloniano Francesco Acquaroli per il centrodestra. Il candidato di centrosinistra, l’ex sindaco di Pesaro ed eurodeputato Matteo Ricci è dietro di più di sette punti percentuali.

Acquaroli è al 52,08% con 170.043 voti scrutinati e Ricci al 44,74% con 146.079 voti. Fratelli d’Italia è il primo partito nelle Marche con il 28,02%, seguito, a debita distanza, dal Pd con il 22,73%. Entrambi i partiti ‘forti’ delle due coalizioni distanziano gli alleati.

Secondo i dati dello scrutinio che ormai ha superato lo spoglio di circa i due terzi delle schede, nel centrodestra Fi è all’8,30%, la Lega il 7,18%, i Marchigiani per Acquaroli il 3,86%, Civici Marche per Acquaroli al 2,69%, Liste civiche libertas unione di centro l’1,91%, Noi Moderati l’1,63%.

Quanto al centrosinistra, dopo i dem, si afferma la lista civica per Matteo Ricci con il 7,06%. Stacco con M5S al 5,21% e Avs al 4,18%.

Netanyahu dalla casa Bianca si scusa con il premier del Qatar per l’attacco del 9 settembre

Roma, 29 set. (askanews) – Il premier israeliano Benjamin Netanyahu si è scusato con il primo ministro del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim al Thani, per l’attacco israeliano in Qatar del 9 settembre. Lo riporta Channel 12 spiegando che Netanyahu ha parlato telefonicamente per diversi minuti con Al Thani dalla Casa Bianca, dove è ospite del presidente americano Donald Trump.

L’emittente ha riferito che Netanyahu si è scusato per aver violato la sovranità del Qatar nell’attacco a Doha e ha espresso rammarico per l’uccisione di una guardia di sicurezza qatariota nell’attacco.

Secondo Channel 12, le scuse sono fondamentali per l’attuale sforzo di finalizzare un accordo per porre fine alla guerra a Gaza e garantire il rilascio di tutti gli ostaggi, poiché il Qatar si è rifiutato di mediare i negoziati con Hamas dopo l’attacco israeliano, che ha preso di mira diversi leader chiave di Hamas a Doha.

(nella foto il raid israeliano a Doha)

Elezioni in Valle d’Aosta, l’Union Valdotaine darà le carte per il nuovo presidente della regione

Milano, 29 set. (askanews) – Sarà ancora l’Unione Valdotaine a guidare le trattative per la formazione della nuova giunta regionale della Valle d’Aosta. Quando mancano da scrutinare meno del 5% delle schede, l’Uv è infatti la lista più votata, con il 31,77%. Più del centrodestra unito, che con le tre liste di Fdi, Fi e Lega si ferma al 29,5%. Ottimo risultato degli Autonomisti di Centro, che ottengono il 14%, mentre il Pd si ferma all’8%.

Il sistema elettorale valdostano prevede l’elezione di 35 consiglieri, con il proporzionale puro dal momento che nessuna lista o coalizione ha raggiunto il 42% che avrebbe fatto scattare il premio di maggioranza. Dai primi calcoli, Uv e Autonomisti potrebbero avere da soli la maggioranza, ma molto risicata. Ecco allora che lo scenario più plausibile potrebbe essere ancora una volta l’ingresso in maggioranza del Pd.

Le trattative per la formazione della nuova maggioranza si svilupperanno dunque nei prossimi giorni. E il presidente uscente Renzo Testolin ha confermato il gradimento tra gli elettori: è lui il più votato, con oltre 3.200 preferenze.

Marche, Acquaroli: determinati a continuare il lavoro, governo vicino

Ancona, 29 set. (askanews) – “Voglio ringraziare tutta la coalizione e la classe dirigente che è stata unita e coesa intorno alla sfida di una terra”. Lo ha detto Francesco Acquaroli, riconfermato governatore delle Marche, parlando al suo comitato elettorale dopo la vittoria su Matteo Ricci.

“E’ stata una campagna elettorale molto intensa, bella, e soprattutto mi fa piacere che intorno alla coalizione dei 5 anni precedenti si siano unite più di una forza civica, energie della società civile – ha aggiunto – che hanno dato un bel contributo. Un ringraziamento a tutta la classe del governo che in questi anni ha dato giusto ascolto alla nostra regione, ha saputo essere a fianco dei nostri territorio. Simo determinati a continuare il lavoro che è stato iniziato” .

Trump accoglie Netanyahu alla Casa Bianca: sono fiducioso in un accordo. Il piano Usa per Gaza in 21 punti

New York, 29 set. (askanews) – Il presidente Trump ha accolto il presidente israeliano Benjamin Netanyahu alla Casa Bianca. Sul tavolo dei due leader un piano in 21 punti, ideato dal presidente americano, per porre fine alla guerra a Gaza tra Israele e Hamas.

Rincorsi dalle domande sul piano per la soluzione della guerra tra Israele e Hamas, entrambi i leader hanno fatto il segno del pollice in su, ai giornalisti che li attendevano sulla porta della Casa Bianca.

E rispondendo ai cronisti che lo incalzavano, mentre sulla soglia della Casa Bianca salutava il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, il presidente Trump ha detto: “Sono molto fiducioso”.

Il piano in 21 punti dell’amministrazione Trump per porre fine alla guerra a Gaza prevede un cessate il fuoco immediato a Gaza e il rilascio di tutti gli ostaggi entro 48 ore. In cambio ci sarà un ritiro graduale delle truppe israeliane da Gaza, con l’obiettivo di un cessate il fuoco permanente. Ad averlo riferito è NBC News in contatto con fonti che hanno lavorato al piano.

Le fonti non sanno se Hamas ha già visto il piano, che è stato presentato ai leader di Qatar, Emirati Arabi Uniti, Giordania, Egitto, Turchia, Pakistan e Indonesia, ricevendone un’accoglienza positiva.

La tempistica per il completo ritiro delle Forze di Difesa Israeliane da Gaza non è stata specificata, ma sarà legata alla creazione di una forza di stabilizzazione composta da truppe degli stati arabi che garantirebbero la sicurezza della Striscia di Gaza.

Per quanto riguarda il governo della Striscia, il piano prevede due livelli: un organismo internazionale e un comitato palestinese. Il primo avrà potere di supervisione sul secondo, mentre non è chiaro il ruolo dell’Autorità Palestinese. Hamas, invece, dovrà deporre le armi e non svolgere alcun ruolo nella governance di Gaza.

Gli aiuti umanitari, torneranno ad essere gestiti dalle Nazioni Unite, mentre il ruolo della Gaza Humanitarian Foundation, fondata dai governi degli Stati Uniti e di Israele, è ancora sospeso.

Valle d’Aosta, Union Valdotaine darà le carte per nuovo presidente

Milano, 29 set. (askanews) – Sarà ancora l’Unione Valdotaine a guidare le trattative per la formazione della nuova giunta regionale della Valle d’Aosta. Quando mancano da scrutinare meno del 5% delle schede, l’Uv è infatti la lista più votata, con il 31,77%. Più del centrodestra unito, che con le tre liste di Fdi, Fi e Lega si ferma al 29,5%. Ottimo risultato degli Autonomisti di Centro, che ottengono il 14%, mentre il Pd si ferma all’8%.

Il sistema elettorale valdostano prevede l’elezione di 35 consiglieri, con il proporzionale puro dal momento che nessuna lista o coalizione ha raggiunto il 42% che avrebbe fatto scattare il premio di maggioranza. Dai primi calcoli, Uv e Autonomisti potrebbero avere da soli la maggioranza, ma molto risicata. Ecco allora che lo scenario più plausibile potrebbe essere ancora una volta l’ingresso in maggioranza del Pd.

Le trattative per la formazione della nuova maggioranza si svilupperanno dunque nei prossimi giorni. E il presidente uscente Renzo Testolin ha confermato il gradimento tra gli elettori: è lui il più votato, con oltre 3.200 preferenze.

Padel, Fip Silver di Torino: trionfano Capra-Goni e Osoro-Iglesias

Roma, 29 set. (askanews) – Grande spettacolo al Palavillage di Grugliasco per il Fip Silver Mediolanum Padel Cup, che ha incoronato Luciano “Lucho” Capra e Aimar Goni nel tabellone maschile e Aranzazu Osoro con Victoria Iglesias in quello femminile. Capra, argentino classe ’93 reduce da un lungo infortunio, e il giovane spagnolo Goni, vent’anni il mese prossimo, hanno vissuto una giornata perfetta. In semifinale – ricorda una nota – hanno battuto l’italo-argentino Alvaro Montiel, torinese d’adozione, e Juan Belluati con un doppio 6-2. In finale hanno poi superato la coppia argentina formata da Juan Pablo Dametto e Ignacio Archieri con il punteggio di 6-3 6-4, chiudendo il match con uno spettacolare smash dello spagnolo.

Pronostici rispettati nel tabellone femminile, dove le prime teste di serie Osoro (n.15 del ranking mondiale Fip) e Iglesias (21) hanno vinto il torneo senza perdere un set. Dopo aver superato in semifinale Caterina Baldi e Giulia Sussarello, le due hanno vinto la finale contro Laura Lujan e Leti Manquillo 7-6 6-1. A premiare le campionesse è stato il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, che ha sottolineato “l’importanza per il territorio di ospitare eventi internazionali di questo livello”.

Applausi anche per lo show che ha visto protagonisti quattro ex campioni del calcio: Alessandro Costacurta, Nicola Amoruso, Cristian Brocchi e Luca Marchegiani. I quattro si sono sfidati in un match a set unico, vinto al tie-break da Brocchi e Marchegiani contro Costacurta e Amoruso.

Sport: #BeActive, in 5mila allo Stadio dei Marmi "Pietro Mennea"

Roma, 29 set. (askanews) – In due giorni lo Stadio dei Marmi “Pietro Mennea” si è riempito di energia, voci e movimento. Sabato e lunedi, circa 5mila persone di ogni età – come riporta una nota di Sport e Salute – hanno scelto di esserci, di partecipare, di muoversi, rendendo il main event di #BeActive nell’ambito della Settimana Europea dello Sport, una vera festa della “vita attiva”.

Famiglie, studenti, appassionati e curiosi hanno vissuto un’esperienza concreta e positiva, fatta di sport, scoperta e condivisione, grazie alle aree di sport allestite da oltre 40 organismi sportivi. La Settimana Europea dello Sport, promossa dalla Commissione europea, dal Ministro per lo Sport e i Giovani attraverso il Dipartimento per lo Sport, e attuata da Sport e Salute, ha rilanciato da Roma e in tutta Italia un messaggio semplice e potente: “Move more, scroll less”. Un invito a riscoprire il piacere del movimento e a vivere il corpo, lo spazio e il tempo, mettendo da parte lo smartphone per un tempo, complessivamente calcolato in 16mila ore. Tutti connessi, ma non seduti.

Sabato mattina, prosegue la nota, lo Stadio dei Marmi si è trasformato in un luogo di divertimento, con il suono dei palloni, il ritmo delle corde, lo scoccarre delle frecce e le risate dei partecipanti capaci di creare un’atmosfera vivace e accogliente per le tante famiglie che hanno scelto di trascorrere la giornata all’insegna dello sport. In serata, poi la #BeActive Night ha regalato uno spettacolo dove comicità e sport si sono intrecciati in un contesto affascinante, creando una miscela di risate e benessere che ha emozionato e coinvolto. Questo lunedi, invece oltre 2mila studenti di diverse scuole di Roma hanno partecipato a una mattinata dedicata al benessere e all’attività fisica. A incontrarli, partecipando con loro alle varie attività, anche il Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, accompagnato dall’Amministratore Delegato di Sport e Salute, Diego Nepi Molineris.

“È una giornata meravigliosa, che ti rincuora e ti carica – ha detto il Ministro Abodi -. Questi adolescenti che sorridono, che sono felici mentre fanno sport, ci richiamano alla responsabilità di quello che dobbiamo fare per metterli nella condizione di vivere questa esperienza tutti i giorni dell’anno. Già a partire dalla scuola, dove dobbiamo offrire più sport, ma anche fuori dove stiamo creando le condizioni per rendere lo sport per tutti, come prevede la Costituzione. Siamo partiti con una misura che si chiama “Dote Famiglia” per chi ha un Isee sotto i 15 mila euro, dando un contributo di 300 euro all’anno fino a due bambini. Non risolvono il problema ma sono un piccolo sostegno che siamo sicuri di poter arricchire di contenuti. Il Governo sta facendo la sua parte aiutando le società e le associazioni nel mettere a disposizione lo sport per tutti. I primi segnali si vedono, stiamo migliorando sempre di più abbassando la percentuale di sedentarietà. Non solo vinciamo con i nostri atleti e con le nostre squadre ma convinciamo le persone che lo sport è un bene prezioso”.

Ad animare la giornata in un’atmosfera di sport e “vita attiva”, sono stati i membri del team “Illumina”: Angelika Savrayuk, Alessandro Ossola, Massimiliano Rosolino, Stefano Tilli, Andrea Lo Cicero, Alessia Filippi, Stefano Pantano, Pino Maddaloni e Valerio Vermiglio.

Il messaggio di #BeActive e il claim “Move more, scroll less” è risuonato in questo fine settimana in tutta Italia. A iniziare da Siracusa, dove domenica oltre al villaggio dello sport si è anche vissuta la “Plogging Run” con oltre 90 kg di rifiuti raccolti in una sola sessione di circa 2 ore corrispondenti a più di 126.000 grammi di C02 risparmiata. Complessivamente sono stati circa 150.000 i partecipanti degli oltre 900 eventi organizzati nelle piazze e nei luoghi di sport in tutta la Penisola grazie all’attività di migliaia di associazioni e società sportive che hanno aderito alla “call to action” della Commissione Europea, del Dipartimento per lo Sport e di Sport e Salute. Inoltre, a veicolare il messaggio negli stadi e nei palazzetti italiani, sono state anche le Leghe di calcio, basket e pallavolo che hanno promosso #BeActive durante le giornate di campionato e i propri eventi.