Home Blog Pagina 260

Hamas: il piano di pace di Trump per Gaza verrà "valutato positivamente"

Roma, 1 ott. (askanews) – Il piano per Gaza dell’Amministrazione Trump “crea un’ingiustizia e favorisce una parte” ma “verrà valutato positivamente”: è quanto riporta il quotidiano saudita Asharq Al-Awsat citando fonti di Hamas. Le fonti non specificano la tempistica della risposta dell’organizzazione palestinese, che dovrebbe tuttavia arrivare entro 48 ore; alcuni punti tuttavia avranno bisogno di ulteriori discussioni, come la scadenza per la consegna degli ostaggi che andranno prima localizzati.

A quanto riporta il quotidiano sia la dirigenza politica all’interno della Striscia che quella all’estero avrebbero sottolineato la necessità di una riposta positiva per far cessare la guerra – un approccio che avrebbe avuto il via libera dell’ala militare di Hamas.

Tennis, Sinner vince l’Atp Pechino: "Grazie alle persone che mi circondano"

Roma, 1 ott. (askanews) – Due anni dopo l’ultima volta, Jannik Sinner torna a vincere l’Atp 500 di Pechino. L’azzurro ha conquistato il titolo nella capitale cinese grazie al successo sullo statunitense Learner Tien con un doppio 6-2 in poco più di un’ora di gioco. Una finale senza difficoltà per Sinner, dominante dall’inizio alla fine contro un giocatore che ha pagato tensione e stanchezza alla prima finale nel circuito maggiore. Per il n. 2 al mondo (che accorcia in classifica su Alcaraz) è il 21° titolo Atp in carriera, il terzo del 2025 e il primo Atp 500 da Halle 2024.

“Questo è un posto speciale per me – Le parole di Jannik Sinner durante la premiazione per il successo a Pechino. “Inizio da Learner. So che alle tue spalle c’è un grande team: in tutta la stagione hai dimostrato il tuo grande talento. Ti auguro il meglio per il resto dell’anno e per la tua carriera. Spero di poter condividere con te altri momenti in carriera. Grazie al mio team. Non è al completo qui, ma spero che gli altri stiano seguendo da casa. Grazie alle persone che mi circondano: cerchiamo di migliorare e spingere. Vediamo come sarà il finale di stagione, ma sono contento di condividere questo con voi”. E “grazie a tutti coloro che lavorano nel torneo: ci fate sentire a casa, sono sempre contento di tornare qui. Il sostegno è stato incredibile sin dal primo giorno, speriamo di rivederci l’anno prossimo”.

Tennis, Sinner vince l’Atp Pechino: Tien battuto in due set

Roma, 1 ott. (askanews) – Due anni dopo l’ultima volta, Jannik Sinner torna a vincere l’Atp 500 di Pechino. L’azzurro ha conquistato il titolo nella capitale cinese grazie al successo sullo statunitense Learner Tien con un doppio 6-2 in poco più di un’ora di gioco. Una finale senza difficoltà per Sinner, dominante dall’inizio alla fine contro un giocatore che ha pagato tensione e stanchezza alla prima finale nel circuito maggiore. Per il n. 2 al mondo (che accorcia in classifica su Alcaraz) è il 21° titolo Atp in carriera, il terzo del 2025 e il primo Atp 500 da Halle 2024

Tennis, Sinner: "Pechino è un posto speciale per me"

Roma, 1 ott. (askanews) – “Questo è un posto speciale per me – Le parole di Jannik Sinner durante la premiazione per il successo a Pechino. “Inizio da Learner. So che alle tue spalle c’è un grande team: in tutta la stagione hai dimostrato il tuo grande talento. Ti auguro il meglio per il resto dell’anno e per la tua carriera. Spero di poter condividere con te altri momenti in carriera. Grazie al mio team. Non è al completo qui, ma spero che gli altri stiano seguendo da casa. Grazie alle persone che mi circondano: cerchiamo di migliorare e spingere. Vediamo come sarà il finale di stagione, ma sono contento di condividere questo con voi. Grazie a tutti coloro che lavorano nel torneo: ci fate sentire a casa, sono sempre contento di tornare qui. Il sostegno è stato incredibile sin dal primo giorno, speriamo di rivederci l’anno prossimo”

Nameless Festival torna anche con la Winter Edition

Milano, 1 ott. (askanews) – Musica al centro, emozioni e connessioni umane: dopo il successo dell’edizione 2025, che con oltre 90mila presenze ha confermato il grande impatto dell’evento a livello culturale, economico e sociale, Nameless Festival, che si terrà dal 30 maggio al 1° giugno nella nuova venue del “Bione” di Lecco, svela le prime novità del 2026.

Come già annunciato in precedenza, l’anno prossimo l’appuntamento con il Festival sarà doppio: sabato 14 e domenica 15 febbraio a Barzio (LC) si terrà Nameless Winter Edition. Un’idea nata dalla volontà di offrire un’esperienza più intima, immersiva e focalizzata sulle radici elettroniche del Festival. L’edizione invernale prevederà una selezione artistica pensata per un pubblico attento ai suoni più attuali ma con uno sguardo sempre rivolto alla giusta atmosfera, con l’obiettivo di creare connessioni con la community e un rapporto sempre più stretto con chi segue il Festival da anni e ne ha plasmato il DNA. Ad inaugurare la line up è il dj di fama mondiale Axwell.

Nameless Festival, inoltre, si prepara ad ampliare i propri confini per il nuovo anno: ad anticipare l’edizione 2026 sarà la Lake Como Music Week, uno speciale evento diffuso che si terrà dal 26 maggio al 1° giugno. Una settimana di attività, side events, showcase e talks dislocati sul territorio della città di Lecco e non solo, il tutto organizzato in un contesto e paesaggio unico e famoso nel mondo: quello del Lago di Como. Un’iniziativa che è il frutto di una visione chiara: offrire un’esperienza musicale autentica, contemporanea e inclusiva, capace di rappresentare le diverse anime del Festival e mantenere allo stesso tempo un equilibrio tra innovazione e coerenza artistica. Unico costante punto fermo rimane il desiderio di regalare al pubblico, da sempre vero valore aggiunto del Festival, l’esperienza più completa, soddisfacente ed entusiasmante possibile.

Un nuovo ulteriore capitolo della storia di Nameless Festival, che dimostra quanto l’evento sia sempre in continua evoluzione e mai uguale a se stesso, seppur fortemente legato ai luoghi in cui è nato, che ha sempre cercato di valorizzare al meglio. A parlare, in tal senso, sono i numeri: l’ultima edizione ha avuto una ricaduta sul territorio pari a 11 milioni di euro e ha confermato come il Festival sia un volano per tutta l’economia locale e un potente strumento di promozione turistica. A tal proposito, nel 2023 Nameless Festival ha permesso al Comune di Annone di Brianza (LC) di essere inserito all’interno della Top10 delle mete di tendenza per gli italiani in vacanza stilata da Airbnb. Quest’anno, invece, Nameless Srl si è posizionata nella Top20 della classifica “Leader della Crescita 2025” stilata da II Sole 24 Ore e Statista e ha conquistato la prima posizione tra le aziende operanti nel settore degli eventi dal vivo.

Nameless Festival ha dimostrato, nel corso del tempo, di saper crescere costantemente, sia dal punto di vista dei numeri che della qualità dell’offerta. A parlare, in tal senso, è il pubblico: l’87% dei partecipanti all’edizione 2025, infatti ha dichiarato di essere intenzionato ad acquistare un ticket per l’edizione successiva; il 75%, invece, ha affermato di voler comprare il pacchetto per partecipare sia all’edizione 2026 di Nameless Festival che a Nameless Winter Edition. Un evento capace di richiamare pubblico eterogeneo di uomini (51%) e donne (49%) e un target estremamente giovane (il 37% dei partecipanti ha un’età compresa tra i 21 e i 25 anni e il 33 % tra i 26 e i 30), a dimostrazione di quanto il Festival sia in grado di stare al passo con i tempi con un’offerta musicale sempre attuale e diversificata, capace al contempo di soddisfare tutti i gusti musicali e rimanere fedele a se stesso.

Online anche l’aftermovie 2025, il racconto entusiasmante di un’edizione che ha registrato oltre 90mila presenze in 3 giorni e con cui il Festival ha consolidato la propria importanza a livello nazionale e internazionale, dimostrando ancora una volta di saper offrire al pubblico un’esperienza sempre più appagante.

Eurozona, attività manifatturiero in lieve contrazione a settembre

Roma, 1 ott. (askanews) – L’attività del settore manifatturiero è tornata a contrarsi a settembre per l’insieme dei Paesi dell’area euro, secondo l’indagine (Hcbo Pmi) di S&P Global: l’indice è sceso a 49,8 punti, da 50,7 di agosto, tenendo conto che la soglia di neutralità è pari a 50 punti.

Secondo quanto riporta un comunicato, la contrazione è stata provocata da un calo degli afflussi di nuovi ordini e da un aumento del tasso di perdita di posti di lavoro. I volumi produttivi hanno continuato ad espandersi, anche se il ritmo di crescita è rallentato notevolmente rispetto al massimo di quasi tre anni e mezzo di agosto.

L’indice Pmi sul manifatturiero della Spagna è sceso ai minimi da 3 mesi (51,5 punti), sulla Germania a 49,5 punti, sull’Italia a 49 punti e sulla Francia a 48, punti.

Secondo Cyrus de la Rubia, capo economista della Hamburg Commercial Bank “manca un segnale chiaro che le cose stiano per prendere velocità a breve termine. Durante la primavera e l’estate gli ordini in entrata sono leggermente calati per poi rimanere in stagnazione. Di conseguenza, a settembre le aziende hanno continuato a ridurre il personale e le giacenze”.

Ma “la stagnazione osservata nel settore manifatturiero può anche essere vista con un’ottica positiva. Considerando gli ostacoli causati dai dazi statunitensi, l’incertezza politica in Francia e Spagna (dove entrambi i governi sono in difficoltà), l’inizio difficile della Germania con la sua nuova amministrazione e le tensioni geopolitiche in senso lato, il settore manifatturiero europeo sta reggendo sorprendentemente bene – aggiunge – mostrando resilienza”.

Navi e droni israeliani circondano la Flotilla che continua la missione verso Gaza

Roma, 1 ott. (askanews) – Dopo essere entrata nella “zona ad alto rischio”, a meno di 150 miglia nautiche da Gaza, la Global Sumud Flotilla (GSF) ha riferito di aver avuto il suo “primo incontro” con navi della Marina israeliana, che hanno circondato la “barca di testa della flotta per circa sei minuti” disattivandone a distanza i sistemi di comunicazione.

“Abbiamo avuto una notte insonne, abbiamo avuto una visita dall’Iof (Forze occupazione israele, ndr) – racconta un attivista tedesco in un video postato su X – sono venuti con una grande nave militare e altri motoscafi più piccoli, sono venuti molto vicini alle nostre imbarcazioni e a tratti hanno paralizzato i nostri sistemi di comunicazione e poi se ne sono andati. Ora è spuntato il sole e ci dirigiamo a Gaza!”.

“É stata una notte turbolenta, ma tiriamo dritti verso Gaza. Delle navi ci hanno circondato, tutta la flotilla, era notte, non si capiva. L’unica cosa che potevamo sentire era la radio e le barche che si tenevano in comunicazione. Quella principale, la Alma, è stata circondata, ci sono stati dei danni, assieme alla seconda barca che avremmo dovuto seguire, la Sirius, ma poi hanno fatto delle valutazioni e siamo ripartiti. Stiamo andando avanti”: così Barbara Schiavulli, giornalista di guerra e direttrice di Radio Bullets, racconta in un video postato sul profilo Instagram della Global Sumud Flotilla, la nottata dopo l’ingresso nell’area ad alto rischio, a meno di 150 miglia nautiche da Gaza.

“Ovviamente le navi militari, adesso con il sole, come vedono noi, le vedremo anche noi, è questione di poco tempo”, ha aggiunto la giornalista e scrittrice, che aggiunge di “essere rimasta senza telefono e quindi le mie comunicazioni saranno molto più brevi”.

(in foto frame delle immagini trasmesse in diretta dalla Flotilla in navigazione)

Oltre Greta: servono nuovi attivisti e soprattutto una nuova politica sull’ambiente

Una volta c’era Greta Thunberg, la ragazza che con un cartello in mano davanti al Parlamento di Stoccolma trasformò un tema tecnico e scientifico in un movimento di massa. Quel gesto solitario, nato nel 2018, aveva il merito di riportare la questione climatica nel cuore del dibattito pubblico e di smuovere governi e imprese. I “Friday for Future” sembravano allora un formidabile strumento intergenerazionale per contrastare il riscaldamento globale.

La critica di Abravanel

Oggi quella stagione appare lontana. Come osserva Roger Abravanel in un articolo apparso ieri sul Corriere della Sera (“Salvare il pianeta dagli ambientalisti”), Greta e il movimento che la circonda hanno imboccato un’altra strada. La battaglia per la sopravvivenza del pianeta si è trasformata in un’arena ideologica, dove ambientalismo, anticapitalismo, colonialismo e persino antisionismo finiscono per confondersi. Così, da piattaforma universale, i Fridays for Future si sono ridotti a megafono di una agenda politica di estrema sinistra, con il rischio di allontanare molti cittadini. Non è un caso che i giovani tedeschi del movimento si siano dissociati dalla loro fondatrice.

Dallutopia al pragmatismo

Per Abravanel, l’errore è evidente: trasformare la questione climatica in un “totem” ideologico non solo indebolisce la causa, ma favorisce gli avversari.

Il punto, allora, è tornare a un ambientalismo che non rinunci all’urgenza della sfida climatica, ma la liberi dal peso delle ideologie. È il senso di un passaggio incisivo dell’articolo: «Abbiamo bisogno di una nuova generazione di attivisti che non cerchino solo occasioni di protesta contro il fossile, il capitalismo, Israele, ma suggeriscano soluzioni informate e pragmatiche». Non sit-in rituali o flotillas mediatiche, dunque, ma un lavoro paziente di proposta: come aumentare le energie rinnovabili senza gravare sui costi sociali, come adattare città e territori a un pianeta che non rispetterà l’obiettivo di +1,5 gradi.

Il ruolo della politica

Qui si innesta una considerazione decisiva. Non basta che gli attivisti cambino passo: occorre che la politica esca dalle semplificazioni, ritrovi serietà e capacità di guida. La transizione climatica è al tempo stesso ambientale, sociale ed economica. Senza politiche pragmatiche e lungimiranti, capaci di attrarre investimenti e accompagnare le trasformazioni industriali, non ci sarà alcuna possibilità di successo. Serve un equilibrio nuovo, che respinga sia il negazionismo sia l’estremismo.

In questo senso la riflessione di Abravanel è lucidissima: non basta denunciare i limiti della “Greta ideologica”, bisogna aprire la strada a un ambientalismo adulto, maturo, pragmatico. E, parallelamente, a una politica che sappia affrontare la sfida più grande del nostro tempo con realismo e responsabilità.

Fallita l’opa di Putin, la Moldavia resta in Europa  

Precedute e accompagnate da un clima di tensione e di attesa per l’esito del voto, si sono svolte in Moldavia le elezioni per il rinnovo del Parlamento nazionale. Ad urne chiuse il Partito d’azione e solidarietà guidato dalla Presidente del governo uscente Maia Sandu ha ottenuto il 50,03 % dei voti doppiando il Blocco patriottico filorusso di Igor Dodon, fermatosi al 24,26 %. Secondo le prime proiezioni il PAS otterrebbe 53 seggi, mentre le opposizioni 48, con il Blocco Patriottico a 27 seggi e Alternativa a 9. Il Partidul Nostru avrà 6 seggi, come Democratia Acasa. In teoria, in un Parlamento di 101 seggi, il partito filoeuropeista disporrebbe di una maggioranza in grado di formare un nuovo governo orientato a mantenere la Moldavia ancorata all’Europa.

Brogli, hacker e proteste

Le votazioni si sono svolte in un clima condizionato da tentativi di brogli e da attacchi hacker. Ad urne ancora aperte, il leader filorusso Dodon — già Presidente fino all’elezione di Maia Sandu nel 2021 — aizzava i suoi a organizzare una manifestazione di protesta per il giorno successivo, allo scopo di invalidare il voto e chiedere nuove elezioni.

Il pressing di Putin su queste votazioni è stato massiccio e disinvolto, con emissari e finanziatori inviati a condizionare il voto in un Paese di poco meno di due milioni e mezzo di abitanti e con un’economia fragile, ma che il risultato ha mostrato tenacemente orientata verso l’integrazione europea. Alla vigilia del voto le autorità giudiziarie avevano scoperto un giro di 600 mila euro provenienti da Mosca, destinati a rafforzare il fronte filoputiniano.

Continuità filoeuropea

La capitale Chisinau dovrebbe quindi ospitare un governo di continuità, deciso a recidere i legami che un tempo soggiogavano il Paese all’URSS fino al 1991. Un esito opposto a quanto auspicato da Putin, che avrebbe voluto una Moldavia satellite della Russia, utile ad aprire un corridoio verso l’Ucraina da Odessa e dalla Transnistria, fino alla Romania. Anche ipotizzando la necessità di includere il Blocco alternativo (BeA), filoeuropeista e conservatore, Sandu dovrebbe riuscire a formare un governo stabile, orientato all’Europa e al libero mercato.

Il voto è stato accolto con favore a Bruxelles. Kaja Kallas, alto rappresentante per la politica estera dell’Ue, ha dichiarato: «Il voto della Moldavia è un chiaro sì a un futuro europeo. Nonostante i massicci sforzi della Russia per diffondere disinformazione e comprare voti, nessuna forza può fermare un popolo impegnato per la libertà. Siamo al fianco della Moldavia nel suo percorso verso l’Ue».

La strategia russa

Le mire espansionistiche di Putin non conoscono tregua. L’operazione Zapad 2025 e i sorvoli militari nei cieli dei Paesi Ue e NATO confermano il vero obiettivo: l’espansione verso l’Europa. Come osserva Paolo Mieli in un editoriale sul Corriere della Sera, l’Europa sta dimostrando una sorprendente capacità di resilienza, malgrado resti diffuso un atteggiamento negazionista che minimizza rischi ed evidenze.

Le parole di Lavrov, che evoca «conseguenze» in caso di abbattimento di aerei russi oltre frontiera, suonano paradossali: come se i sorvoli nei cieli esteri, la presenza di petroliere camuffate per ospitare droni e la devastazione dell’Ucraina fossero tollerabili. Una sfrontatezza che il mondo libero non può più permettersi di ignorare.

Il Centro e l’offerta politica

Il voto nelle Marche ci trasmette alcune indicazioni politiche – precise e puntuali – che fanno riflettere. Almeno per chi non procede con le categorie del pregiudizio ideologico e del preconcetto personale. E, per fermarsi ad una di queste riflessioni – ovvero, dov’è e chi vota oggi il Centro – l’analisi è semplice e persin disarmante.

Il campo largo” e il voto centrista

La coalizione di centrodestra ha stravinto, com’era nelle previsioni del resto. Mentre il cosiddetto campo largo, “testardamente unitario” come ripete la segretaria del Pd Schlein, ha miseramente fallito. E questa volta, va pur detto, era realmente un campo largo, anzi larghissimo.

La cosiddetta “casa riformista”, l’operazione costruita da Renzi e Bettini, ha ottenuto nelle Marche un modesto 1,9%. Nell’alleanza dell’attuale sinistra – che ricorda molto l’antico “Fronte popolare” del 1948 e la “gioiosa macchina da guerra” occhettiana del 1994 – il voto centrista, moderato e di governo è sostanzialmente esterno ed estraneo.

Forza Italia cresce nel centrodestra

Sul versante opposto, la situazione è diversa. Al di là del populismo sovranista ed anti europeo della Lega di Salvini, non si può negare che Forza Italia cresca, nelle Marche come in Val d’Aosta. E il prossimo voto calabrese, secondo i sondaggi, lo confermerà in misura maggiore. In queste aree la coalizione è percepita come meno estremista e radicale. La controprova arriva proprio dal voto centrista: a volte tutto appare più semplice di quanto sembri.

Il nodo dellastensionismo

Un elettore su due non ha votato. Un dato oggettivo che non si può né ignorare né sottovalutare. Proprio questo massiccio astensionismo spiega l’assenza di un’offerta politica specifica, adeguata e pertinente di un progetto centrista e di governo.

Non basteranno le concessioni di qualche parlamentare con il “diritto di tribuna”, né le prediche astratte dei Ruffini di turno. Su questo versante l’iniziativa di Calenda appare oggi la via più credibile per rappresentare autenticamente un Centro politico, culturale e programmatico. E proprio il voto nelle Marche lo ha ancora una volta confermato in modo chiaro ed esaustivo.

LENS: nasce a Milano la community europea di chirurgia robotica

Milano, 30 set. (askanews) – A Milano ha preso il via LENS, la nuova community europea di chirurgia robotica ideata da Medtronic. Un progetto che unisce oltre 60 chirurghi specialisti in urologia, ginecologia e chirurgia generale, provenienti da tutta Europa, per condividere esperienze, innovazione e formazione continua sull’utilizzo della piattaforma Hugo RAS, il sistema robotico per la chirurgia mininvasiva gi adottato in oltre trenta Paesi. Abbiamo parlato con Manuel Abate, Senior Business Director Surgical Italy:

“Il LENS un’iniziativa che parte da Milano e si svilupper a livello internazionale con l’obiettivo di riunire utilizzatori ed esperti della chirurgia robotica mininvasiva per creare un momento di networking e condivisione. In questi giorni abbiamo condiviso lo stato dell’arte, abbiamo analizzato i progressi fatti e abbiamo, attraverso un interscambio con i nostri operatori, condiviso, capito e sviluppato quelle che sono le idee per il prossimo futuro”.

LENS – acronimo di Learn, Engage, Network, Support – molto pi di un forum: un ecosistema in continua espansione, destinato a diventare punto di riferimento per i professionisti del settore che nei due giorni di forum si sono confrontati sugli usi e il futuro della robotica in medicina. poi intervenuto Bernando Rocco Universit Cattolica – Policlinico Gemelli Roma:

“Abbiamo avuto occasione di confrontarci su tante tematiche importanti: di tecnica, di costi, di gestione, di organizzazione di sale operatorie. fondamentale che gli esperti che utilizzano questo tipo di tecnologia abbiano il modo di mettere sul tavolo gli elementi importanti anche per lo sviluppo di queste tecnologie per tutto l’ecosistema che gira intorno al mondo della robotica e neurologia”.

Infine intervenuta Francesca Ciccarese Chirurgia Policlinico San Marco Zingonia:

“Per il chirurgo un comfort che non da meno rispetto a quello che pu essere per il paziente. Spesso il chirurgo non viene preso in considerazione in quanto il suo dovere operare e portare a termine il massimo dei modi di intervento. Chiaramente con la robotica il comfort determinato dalla robotica d uno step in pi rispetto a quello che pu essere anche l’abilit chirurgica”.

Dopo Milano, il progetto proseguir in Spagna e in altri Paesi europei, per poi crescere a livello globale. Medtronic conferma cos il proprio ruolo pionieristico nella chirurgia robotica: non solo sviluppando soluzioni tecnologiche avanzate, ma costruendo una vera e propria rete globale di professionisti uniti dall’obiettivo comune di migliorare la qualit delle cure per i pazienti.

Il Papa: spero che Hamas accetti il piano Usa per Gaza. No violenza contro la Flotilla, rispettare le persone

Roma, 30 set. (askanews) – “E’ importante il cessate-il-fuoco, la liberazione degli ostaggi. Ci sono elementi (nel piano) che sono molto interessanti. Spero che Hamas accetti nel tempo stabilito”, lo ha detto Papa Leone parlando con i giornalisti a Castel Gandolfo, prima di fare rientro questa sera in Vaticano.

Papa Leone ha commentato anche la situazione della Global Sumud Flotilla in avvicinamento a Gaza: “E’ molto difficile. Si nota il desiderio di rispondere a una vera emergenza umanitaria. Ma ci sono tanti elementi. Da tutte le parti stanno dicendo ‘speriamo non ci sia violenza e che siano rispettate le persone’. Quello è molto importante”. Il Papa Leone lasciando Castel Gandolfo, ha anche commentato le parole del Segretario Usa Pete Hegseth che ha presentato il nuovo Dipartimento della Guerra (ex Dipartimento della Difesa) difesa Usa che si è detto pronto alla guerra: “Questa forma di parlare è preoccupante perché mostra come ogni volta un aumento di tensioni. Questo vocabolario nel cambiare dal ministro della difesa in ministro della guerra. Speriamo sia solo un modo di parlare. Certo, hai uno stile di governo che vuole mostrare la forza per impressionare. Speriamo però che non ci sia la guerra, bisogna lavorare per la pace”.

Chiusa l’era del wokismo, negli Usa nasce il nuovo Dipartimento della Guerra (ecco i suoi obiettivi)

Roma, 30 set. (askanews) – Il segretario della Guerra degli Stati Uniti, Pete Hegseth, ha presentato oggi – di fronte ai più alti ufficiali dell’esercito americano – le nuove linee guida del Pentagono e del rinnovato Dipartimento della Guerra.

Dal palco della base militare di Quantico, in Virginia, Hegseth ha dichiarato ufficialmente chiusa l’era del wokismo nelle Forze Armate, aprendo una nuova fase. “Da questo momento in poi”, ha affermato, “l’unica missione del Pentagono è la guerra”.

Un messaggio condiviso anche dal presidente Donald Trump, che ha sottolineato come il cambio di denominazione – da Dipartimento della Difesa a Dipartimento della Guerra – rappresenti molto più di una semplice operazione di rebranding: è un cambio di rotta strategico.

L’ERA DEL DIPARTIMENTO DELLA DIFESA È FINITA Il segretario della Guerra degli Stati uniti Pete Hegseth, ha delineato oggi, davanti ai massimi comandanti militari dell’esercito Usa presso la base militare di Quantico, la nuova era del Dipartimento della Guerra, sottolineando come l’epoca del Dipartimento della Difesa sia finita e che ora l’unica missione del Pentagono è quella di prepararsi a vincere le guerre.

“Benvenuti al Dipartimento della Guerra, perché l’era del Dipartimento della Difesa è finita” ha affermato il segretario, che ha criticato le scelte delle passate Amministrazioni, dichiarando che “l’esercito è stato costretto da politici stolti e sconsiderati a concentrarsi sulle cose sbagliate”, per poi aggiungere che “questo discorso riguarda la riparazione di decenni di errori, alcuni evidenti e altri nascosti”.

“Come ha dichiarato il Presidente”, ha proseguito Hegseth definendo gli obiettivi del Pentagono, “eliminare i detriti, rimuovere le distrazioni”.

Per tali ragioni, Hegseth, ha annunciato che il Pentagono abbandonerà il suo recente approccio “woke”, riconoscendo di aver perso la “strada” negli ultimi anni. “Abbiamo perso la via. Siamo diventati il Dipartimento woke, ma ora non più”, ha detto Hegseth nel suo discorso agli alti ufficiali militari statunitensi.

“Non più ragazzi in vestiti (da donna, ndr). Basta con l’adorazione del cambiamento climatico, basta con le questioni di genere. Come abbiamo già detto, e diciamo di nuovo: noi abbiamo finito con questa merda”, ha precisato il segretario.

OBIETTIVO DEL PENTAGONO È VINCERE LE GUERRE Definendo i nuovi obiettivi del Pentagono, il segretario della Guerra Pete Hegseth ha proclamato che “l’unica missione del Pentagono è la guerra, quella di prepararsi alla vittoria”. “Se i nostri nemici sceglieranno in maniera stolta di sfidarci; saranno schiacciati dalla violenza, dalla precisione e ferocia del Dipartimento di Guerra”, ha dichiarato dal palco Hegseth.

Questo cambio di approccio è stato ritenuto necessario da Hegseth poiché il segretario della Guerra ritiene che le uniche persone che meritano la pace sono quelle disposte a lottare per ottenerla e preservarla.

“Le uniche persone che meritano veramente la pace sono quelle disposte a fare la guerra per difenderla. Ecco perché il pacifismo è così ingenuo e pericoloso. Ignora la natura umana e ignora la storia umana. O proteggi il tuo popolo e la tua sovranità, o sarai sottomesso a qualcosa o qualcuno. È una verità antica come il mondo”, ha osservato Hegseth.

In merito alla nuova prospettiva del Pentagono, il Segretario è stato chiaro: “Se le parole che sto pronunciando oggi ti spezzano il cuore, allora dovresti fare la cosa giusta e dimetterti”.

Dello stesso avviso è stato il presidente degli Usa Donald Trump affermando che il “cambio di nome (del Dipartimento della Difesa in dipartimento della Guerra) riflette molto più di un semplice cambiamento di branding. È davvero una riaffermazione storica del nostro scopo, della nostra identità e del nostro orgoglio”.

NUOVI STANDARD FISICI PER ESERCITO DI ÉLITE In merito ai nuovi standard previsti per il rinnovamento del corpo militare statunitense, il segretario della Guerra statunitense Pete Hegseth ha illustrato che le sue nuove politiche non mirano a impedire alle donne di prestare servizio nell’esercito.

“Non si tratta di impedire alle donne di prestare servizio”, ha dichiarato il segretario, “apprezziamo molto l’impatto delle truppe femminili. I nostri ufficiali e sottufficiali sono in assoluto i migliori al mondo. Ma quando si tratta di qualsiasi lavoro che richieda potenza fisica per essere eseguito in combattimento, questi standard fisici devono essere elevati e neutri rispetto al genere”.

“Se le donne possono farcela, ottimo. Altrimenti, tant’è. Se questo significa che nessuna donna sarà qualificata per alcuni lavori di combattimento, così sia. Non è questa l’intenzione, ma potrebbe essere il risultato”, ha osservato il segretario. “Significherà anche che gli uomini deboli non saranno qualificati perché non stiamo giocando. Questo è il combattimento. È una questione di vita o di morte”, ha specificato Hegseth.

“Francamente, è stancante osservare le formazioni di combattimento, o qualsiasi altra formazione, e vedere truppe obese”, ha detto il segretario della Guerra. “Allo stesso modo, è del tutto inaccettabile vedere generali e ammiragli obesi nei corridoi del Pentagono”. “È una brutta figura”, ha precisato. Delineando i nuovi codici di condotta e allenamento, Hegseth ha affermato che le truppe dovranno soddisfare i requisiti di altezza e peso e sottoporsi a test di idoneità fisica due volte all’anno, aggiungendo che tutte le truppe dovranno svolgere attività fisica ogni giorno di servizio.

L’IMPEGNO DI TRUMP IN FAVORE DELLE FORZE ARMATE Nel suo intervento dalla base militare di Quantico, il presidente Trump ha rappresentato alla platea il suo impegno a spendere oltre 1.000 miliardi di dollari per le forze armate statunitensi.

“Mi sono impegnato a spendere oltre 1.000 miliardi di dollari per le nostre forze armate nel 2026, la cifra più alta nella storia del nostro Paese”.

“Non saremo politicamente corretti quando si tratterà di difendere la libertà americana, e saremo una macchina da guerra e da vittoria”, ha proseguito il presidente Trump.

“Vogliamo combattere, vogliamo vincere e vogliamo combattere il meno possibile. Dovete contare su persone come me per tenervi fuori dalle guerre, perché non vogliamo entrarci”, ha aggiunto Trump, precisando che “molte delle guerre di cui vi ho appena parlato, avremmo potuto affrontarle e risolverle in modo diverso”, riferendosi al conflitto in Ucraina, ma anche ad altre guerre che il presidente si vanta di aver risolto.

Ucraina, l’allarme di Zelensky: "Situazione critica" nella centrale nucleare di Zaporizhzhia

Roma, 30 set. (askanews) – “Situazione critica” alla centrale nucleare di Zaporizhzhia. Ad affermarlo è il presidente ucraino Volodymyr Zelensky sul proprio canale Telegram.

“A causa dei bombardamenti russi, la centrale è stata disconnessa dalla rete elettrica. Attualmente è alimentata solo da generatori diesel. Si tratta di una condizione estremamente pericolosa. I generatori, come la centrale stessa, non sono progettati per funzionare così a lungo in questo regime. Abbiamo già ricevuto informazioni secondo cui uno dei generatori è fuori uso”, ha dichiarato Zelensky.

“Sono proprio i russi, con i loro attacchi, a impedire la riparazione delle linee elettriche e il ripristino della sicurezza di base”, ha proseguito il leader ucraino.

Questa situazione, ha aggiunto Zelensky, “è una minaccia per tutti, senza eccezioni. Nessun altro terrorista al mondo ha mai osato fare con una centrale nucleare ciò che la Russia sta facendo oggi”.

Calabria, Meloni dedica il libro al “patriota Thomas, non mollare”

Lamezia Terme, 30 set. (askanews) – La presidente del Consiglio Giorgia Meloni intervenuta sul palco a Lamezia Terme dove il centrodestra ha chiuso la campagna elettorale per la riconferma di Roberto Occhiuto.

Quando un giovane sostenitore di Fratelli d’Italia ha chiesto alla premier una dedica sul suo libro “Io sono Giorgia”, Meloni si ingionocchiata, ha preso il volume, e ha scritto “Al patriota Thomas, non mollare. Giorgia Meloni”.

Calabria, Meloni con Salvini e Tajani lanciano volata a Occhiuto: vinciamo

Lamezia Terme, 30 set. (askanews) – Sull’onda lunga del successo elettorale nelle Marche, i leader del centrodestra si sono ritrovati a Lamezia Terme per il comizio a sostegno del candidato presidente per la Regione Calabria, Roberto Occhiuto, che andrà al voto il prossimo 5 e 6 ottobre. Sul palco la premier, Giorgia Meloni, i due vice, Antonio Tajani e Matteo Salvini, il leader di Nm, Maurizio Lupi, con Antonio De Poli dell’Udc e Laura Castelli, di Sud chiama Nord, tutti uniti per lanciare la volata al presidente uscente.

La premier, dal palco lungo Corso Numistrano, nel cuore di Lamezia, è tornata a parlare delle Marche e della campagna elettorale fatta dalle opposizioni. “I cittadini sono più intelligenti di come li fa la sinistra. Guardano al lavoro, ai risultati, alla concretezza di chi li governa e non si fanno ammaliare dagli slogan, non si fanno trattare da stupidi come li tratta chi gli dice ‘vota Pd nelle Marche’ e avrai lo Stato in Palestina…’. I cittadini non sono stupidi. I marchigiani hanno capito quanto fosse disperata quella mossa” e “il cinismo di chi sfrutta le tragedie per raggranellare qualche voto”.

Meloni si è poi detta “orgogliosa della squadra con cui governiamo questa Regione e il Paese. Dopo 31 anni siamo ancora qui a combattere una battaglia comune, per vincere insieme come abbiamo vinto ieri nelle Marche, anche ribattezzate Ohio, dove i cittadini hanno riconfermato Acquaroli”.

La premier ha voluto anche ricordre come il suo sia “il quarto governo su 68 più longevo e tra poche settimane diventeremo il terzo e i primi tre saranno tre governi di centrodestra. Ed è naturale che solo il centrodestra possa dare stabilità” perché “noi non stiamo insieme per sconfiggere gli altri o perché detestiamo gli altri”, ma “perché abbiamo una visione del mondo. Non ci muove la rabbia ci muove l’amore”, ha sottolineato Meloni che sull’aereo per arrivare in Calabria si è trovata insieme con Tajani, la segretaria del Pd, Schlein e i due leader di Avs, Bonelli e Fratoianni.

Anche il ministro degli Esteri è voluto tornare sulla vittoria di ieri nelle Marche. “Il primo tempo è finito 1-0, ora stiamo facendo il secondo tempo, vinceremo due a zero. Chiediamo voti per Roberto Occhiuto perché ha governato bene la Calabria, perché Roberto ha trasformato la Calabria. Ha avuto sempre la grande capacità di dialogare con il governo nazionale, non creando un contrasto tra la Regione e Roma ma cercando di ottenere da Roma tutti gli strumenti utili per sviluppare la Calabria”, ha aggiunto il ministro degli Esteri.

Certo di vincere, anzi di stravincere in Calabria, il leader della Lega, Matteo Salvini “Se nei prossimi giorni darete il vostro contributo, noi non vinciamo… noi stravinciamo le Regionali. Le stravinciamo. Vogliamo vincere con 20 punti di vantaggio, con la Lega al suo massimo storico in doppia cifra per continuare a fare quello che stiamo facendo: 22 miliardi di euro sul territorio, lavoro, sicurezza, il Ponte sullo Stretto, strade, ferrovie e alta velocità”.

Convinto del successo elettorale domenica e lunedì prossimi anche Lupi. “Dopo il buon risultato, quasi il 2% nelle Marche, in Calabria noi crediamo come Noi Moderati di dare un contributo decisivo, credo che supereremo abbondantemente il 5% e questo dimostra che c’è bisogno di più centro nel centro-destra”, ha detto il leader di Nm.

Da parte sua, Occhiuto ha ammesso che “molte delle cose che abbiamo realizzato non avremmo potuto realizzarle senza il sostegno e l’amicizia di Giorgia Meloni, Antonio Tajani, Matteo Salvini. Non abbiamo avuto la bacchetta magica, nessuno ce l’ha, ma in quattro anni abbiamo fatto molto di più che nei decenni precedenti. La Calabria era immobile, ferma, se ne parlava solo male e in quattro anni abbiamo costruito una Calabria finalmente orgogliosa, di cui si comincia a parlare bene e abbiamo messo mano a riforme importanti”.

Al termine del suo intervento dal palco, dopo il selfie con tutti gli altri leader, la presidente del Consiglio ha trovato il tempo di accontentare la richiesta di un sostenitore di Fratelli d’Italia che gli ha chiesto una dedica sul suo libro “Io sono Giorgia”. Meloni si è inginocchiata, ha preso il volume, e ha scritto “Al patriota Thomas, non mollare. Giorgia Meloni”.

Meloni: il piano di Trump apre una speranza per Gaza. L’equilibrio è fragile, la Flotilla si fermi

Roma, 30 set. (askanews) – “Con il piano di pace per il Medio Oriente proposto dal Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, si è finalmente aperta una speranza di accordo per porre fine alla guerra e alla sofferenza della popolazione civile palestinese e stabilizzare la regione. Questa speranza poggia su un equilibrio fragile, che in molti sarebbero felici di poter far saltare. Temo che un pretesto possa essere dato proprio dal tentativo della Flotilla di forzare il blocco navale israeliano. Anche per questo ritengo che la Flotilla dovrebbe fermarsi ora e accettare una delle diverse proposte avanzate per la consegna, in sicurezza, degli aiuti”. Lo afferma la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

“Ogni altra scelta – aggiunge – rischia di trasformarsi in un pretesto per impedire la pace, alimentare il conflitto e colpire così soprattutto quella popolazione di Gaza alla quale si dice di voler portare sollievo. È il tempo della serietà e della responsabilità”.

Denatalit Lazio, Possemato: servono strumenti strutturali

Roma, 30 set. (askanews) – “Nel Lazio le nascite sono crollate del 27% in dieci anni, e l’et media della prima maternit supera i 32 anni. Davanti a una crisi strutturale come questa, servono politiche familiari che non siano bonus spot, ma strumenti economici e culturali continui”. Lo ha dichiarato Donatella Possemato, presidente dell’Osservatorio Vita e Natalit (ONV), in audizione nella VII Commissione consiliare permanente “Sanit, politiche sociali, integrazione sociosanitaria e welfare” del Consiglio regionale del Lazio, durante l’esame della proposta di legge n. 207/2025 su famiglia e natalit.

Tra i punti condivisi, ONV valuta positivamente l’estensione dei benefici ai nascituri fin dal concepimento. ” un passo avanti – ha detto Possemato – ma va accompagnato da sportelli di prevenzione per infertilit e disturbi alimentari, diagnosi prenatali gratuite, e supporto psicologico lungo tutto il percorso materno-infantile.” Possemato ha rilanciato la proposta di un “Codice fiscale della famiglia”: “Solo se trattiamo la famiglia come un soggetto economico – ha affermato – potremo costruire politiche efficaci. Proponiamo un rating familiare, gestito tramite CAF e patronati, che generi credito fiscale da tutte le spese documentate, inclusi beni per la prima infanzia e spese sanitarie.” Per favorire le nuove famiglie, l’ONV propone il coinvolgimento attivo del sistema bancario, con prestiti a tasso agevolato e accesso garantito alla casa. “Non basta dire ai giovani di fare figli: bisogna creare le condizioni materiali e culturali per farlo.”L’Osservatorio chiede anche interventi strutturati per madri fragili, famiglie numerose e genitori separati, inclusi voucher, pacchi nascita tramite bandi pubblici, e sostegno alle spese scolastiche. “Un bonus da mille euro finisce in dieci giorni – ha detto – servono strumenti duraturi, come forniture gratuite di latte, pannolini, libri e beni essenziali.” Infine, ONV sottolinea l’importanza del fattore culturale. “Serve un nuovo immaginario positivo della famiglia. Proponiamo campagne social, cortometraggi, progetti nelle scuole e nei media per far tornare la genitorialit una scelta desiderabile, non un ostacolo.”

Il Qatar: il piano di pace Usa per Gaza trasmesso ad Hamas. Trump: se lo rifiuta, la pagherà cara

Roma, 30 set. (askanews) – Il primo ministro del Qatar Mohammed al Thani in un’intervista all’emittente televisiva qatariota “Al Jazeera” ha dichiarato di aver “trasmesso il piano di Trump alla delegazione negoziale di Hamas”. L’emiro ha affermato che, insieme all’Egitto, hanno “chiarito ad Hamas il nostro obiettivo principale: porre fine alla guerra. Hamas ha agito responsabilmente e ha promesso di studiare il piano”. Al-Thani ha, inoltre, aggiunto: “Dobbiamo proseguire sulla strada attuale e renderla efficace e vincente”. Il presidente statunitense Donald Trump dal canto suo ha dichiarato che concederà ad Hamas “tre o quattro giorni” per rispondere alla sua proposta di cessate il fuoco a Gaza, che prevede il disarmo totale del movimento palestinese e la sua esclusione da futuri ruoli di governo. Il presidente statunitense Donald Trump ha avvertito che Hamas subirà “conseguenze gravi” e la pagherà cara se non accetterà il piano di pace per Gaza che prevede il disarmo totale del movimento.

Stati Uniti e Israele non sono inclini ad accettare dei cambiamenti importanti nel piano di pace per
mettere fine alla guerra nella Striscia di Gaza: è quanto riporta la rete televisiva israeliana Channel 12, citando fonti dei due governi. Washington e Tel Aviv si è detta disponibile a negoziare dei
dettagli tecnici, come ad esempio la tempistica del ritiro dell’esercito israeliano o le modalità del disarmo di Hamas – ma non dei cambiamenti radicali.

Spuntano bandiere Free Palestine vicino a comizio del centrodestra

Milano, 30 set. (askanews) – Le bandiere Free Palestine sopra, e sotto in piazza quelle dei partiti del centrodestra. Al comizio elettorale a Lamezia Terme a sostegno di Roberto Occhiuto, candidato del centrodestra alla presidenza della Regione Calabria, sono spuntate sui balconi della piazza le bandiere palestinesi.

Calabria, Salvini: vogliamo vincere con 20 punti di differenza

Lamezia Terme, 30 set. (askanews) – “Vogliamo vincere con 20 punti di vantaggio, con la Lega al suo massimo storico in doppia cifra per continuare a fare quello che stiamo facendo, portando 22 miliardi di euro sul territorio, lavoro, sicurezza, il Ponte sullo Stretto, strade, ferrovie con l’alta velocit dal Nord al Sud della Calabria. Non vedo l’ora che arrivi domenica per il voto”.

Cos il leader della Lega, Matteo Salvini, a margine del comizio elettorale a Lamezia Terme a sostegno di Roberto Occhiuto, candidato del centrodestra alla presidenza della Regione Calabria.

Flotilla, Lupi (Nm): avanti contro buonsenso vuol dire sbagliare

Roma, 30 set. (askanews) – “Ci vuole coraggio, ma il coraggio non quello di andare avanti, ci vuole il coraggio della responsabilit. Qualcuno diceva che il meglio il nemico del bene, se come abbiamo visto lo scopo non era umanitario, ma lo scopo della Flottiglia era di sensibilizzare legittimamente l’opinione pubblica, ognuno fa le sue scelte, mi sembra che il risultato ci sia stato. Andare avanti contro qualsiasi gesto di buonsenso vuol dire sbagliare e far diventare negativo anche un’iniziativa che pu essere positiva”.

Cos il leader di Noi Moderati, Maurizio Lupi, a margine del comizio elettorale a Lamezia Terme a sostegno di Roberto Occhiuto, candidato del centrodestra alla presidenza della Regione Calabria.

“L’ideologia sempre una verit giusta ma che poi impazzisce – ha proseguito Lupi – qui siamo di fronte a un ennesimo rischio di strumentalizzazione di far s che una cosa buona, una manifestazione di solidariet e di sensibilit, diventi secondo noi una cosa negativa, quindi si risponda positivamente, si fa sempre in tempo, all’appello del presidente de Mattarella”.

Cresce in Italia il Kiwi Sungold, Zespri investe ancora sul Lazio

Roma, 25 set. (askanews) – Nuovi investimenti nella produzione di kiwi SunGold Zespri nel Lazio, che consolideranno il primato della regione nella produzione italiana. Lo annuncia, a pochi giorni dall’inizio della raccolta, Zespri, leader mondiale nel settore dei kiwi, che da gennaio 2025 ha iniziato a impiantare altri 300 ettari in Italia e ha organizzato una due giorni a Cisterna di Latina alla scoperta di questo frutto.

Emanuele De Santis, Zespri Marketing Manager Italy & Med. Countries: “Il distretto del kiwi nel Lazio il distretto pi importante in termini di produzione in Italia e noi siamo qui per mostrare cosa c’ dietro la qualit e il gusto dei nostri prodotti”.

Il kiwi giallo Sungold sempre pi presente nella dieta degli italiani grazie al suo gusto dolce, rinfrescante e all’alto contenuto di vitamina C, mentre il kiwi verde diventato il primo frutto fresco in assoluto a ricevere un claim salutistico autorizzato dalla Commissione Europea.

“Oggi siamo venuti a scoprire come avverr la raccolta nei nostri frutteti. Il kiwi SunGold un kiwi che in Italia sta crescendo molto in termini di penetrazione e su cui Zespri sta puntando particolarmente anche con investimenti di marketing e comunicazione”.

La raccolta dei kiwi SunGold infatti ai nastri di partenza e durer circa 20-30 giorni. E’ eseguita interamente a mano, come tutta la coltivazione di questa pianta generosa ma delicata. E se il Lazio la regione pi produttiva in Italia, l’Italia stessa secondo player mondiale dopo la Nuova Zelanda e primo in Europa.

Mariarosaria Mazzeo, Zespri Orchard Programmes Regional Manager: “Siamo nel distretto di Latina dove la maggior parte del Sungold viene prodotto a livello nazionale”.

“Attualmente le prospettive per il Sungold sono molto positive, per quest’anno di raccolta abbiamo una previsione di aumenti nazionali del volumi di circa il 20%”.

“Zespri punta ad aumentare la produzione nel Lazio per valorizzare ancora di pi il suo brand con un aumento degli ettari impiantati nel prossimo anno”.

Una produzione attenta anche alla sostenibilit, tanto che proprio a partire da quest’anno, tutti i kiwi Zespri saranno dotati di un nuovo bollino compostabile, innovazione assoluta nel campo dell’ortofrutta.

.Sedute di yoga, colazioni del benessere, degustazioni e visite alle aziende agricole diventano cos un modo nuovo per comunicare un prodotto, il Kiwi SunGold, che sta incontrando sempre di pi il favore dei consumatori.

Emanuele De Santis, Zespri Marketing Manager Italy & Med. Countries: “Nelle ultime 2 stagioni abbiamo avuto una crescita importante, quindi abbiamo avvicinato oltre 1 milione di nuovi consumatori alla marca”.

Migranti, Meloni: politici, burocrati e giudici non mi fermeranno

Roma, 30 set. (askanews) – Sui migranti “se qualcuno vuole fermarci si sbaglia di grosso: non c’è politico, burocrate, giudice che può impedirmi di fare quello che gli italiani hanno chiesto: fermare l’immigrazione illegale. Ci metteranno i bastoni tra le ruote e li salteremo con soluzioni nuove e diverse”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in un comizio a Lamezia Terme a sostegno del candidato governatore Roberto Occhiuto.

Nei confronti delle migrazioni, ha detto ancora, “solo la sinistra italiana propone porti aperti, anche in Europa ci è arrivata qualche sinistra. Ci sono rimasti solo loro, come il soldato giapponese” ma del resto “quando per anni hai fatto guadagni con il business dell’accoglienza non vuoi che finisca”.

Meloni: parole odio possono portare violenza, storia già vissuta

Roma, 30 set. (askanews) – “Odio e violenza sembrano avere troppo spesso il sopravvento, si moltiplica la schiera di chi cerca di avvelenare il dibattito ma serve responsabilità perché con le parole non si scherza e possono diventare brodo di coltura per frange violente, una storia che l’Italia ha già attraversato e non permetteremo che torni. Per noi” chi sta dall’altra parte è “un avversario ma mai un nemico da abbattere, questo è un privilegio che lasciamo agli altri. La maggioranza silenziosa è più forte delle minoranze rumorose. E la maggioranza ci chiede di andare avanti”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in un comizio a Lamezia Terme a sostegno del candidato governatore Roberto Occhiuto.

Meloni: solo i cittadini ci possono mandare a casa

Roma, 30 set. (askanews) – “Roberto Occhiuto ci ha chiamato qua prima del tempo” con le sue dimissioni ma “è una scelta che comprendo e condivido e che racconta qualcosa di come siamo fatti, di cosa c’è nel nostro Dna in cui c’è sempre il fatto che sono i cittadini a dover dire se si fidano di noi, che ci mettono in sella e sono gli unici che ci possono mandare a casa. Finché abbiamo il consenso il resto si affronta a testa alta”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in un comizio a Lamezia Terme a sostegno del candidato governatore Roberto Occhiuto.

Tennis, Alcaraz vince a Tokyo ma rinuncia a Shanghai

Roma, 30 set. (askanews) – E sono otto in questo 2025. A Tokyo Carlos Alcaraz non domina (fatta eccezione ai quarti contro Nakashima) durante il torneo 500, concede qualcosa nel percorso ma alla fine il titolo è suo: sconfitto in finale un acciaccato Taylor Fritz con il risultato di 6-4 6-4 in un’ora e 33 minuti di gioco. È il sesto tennista dal 2000 a conquistare almeno otto trofei in una sola stagione: come lui i Fab Four (Roger Federer, Rafa Nadal, Novak Djokovic e Andy Murray) e Jannik Sinner. E proprio con l’azzurro continua la sfida (a distanza) per la vetta del ranking.

Carlos Alcaraz non giocherà il Masters 1000 di Shanghai. Il numero 1 al mondo, dopo la vittoria del titolo all’Atp 500 di Tokyo, ha annunciato il suo forfait in una storia su Instagram: “Sono deluso dal dover annunciare il mio ritiro dal torneo di Shanghai di quest’anno. Sono alle prese con alcuni problemi fisici e dopo aver discusso con la mia squadra crediamo che la decisione migliore sia quella di riposare. Non vedo l’ora di giocare di nuovo davanti al pubblico di Shanghai: spero di tornare presto di vedere i miei fan cinesi l’anno prossimo!”. Il numero 1 al mondo dovrà recuperare dal problema alla caviglia avuto durante la sfida d’esordio a Tokyo contro Baez lo scorso 25 settembre.

Mattarella: tra Italia e Azerbaigian massima collaborazione e amicizia

Roma, 30 set. (askanews) – “I nostri due paesi dimostrano come è possibile sviluppare la collaborazione, abbracciare sempre più settori, per far crescere insieme il benessere dei nostri paesi: sono lietissimo di essere qui e grato al presidente Ilham Aliyev di avermi invitato per la seconda volta e ribadirgli l’apprezzamento per il suo ruolo e il suo impegno in sede internazionale”. Così il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al termine del colloquio con il presidente dell’Azerbaigian in occasione della visita ufficiale a Baku.

“Domani sarà una giornata importante per la cultura azera e italiana e un segno importante di come si intende la collaborazione e l’amicizia tra paesi e tra Azerbaigian e Italia è al massimo grado”, ha aggiunto il capo dello Stato ricordando l’appuntamento che domani lo condurrà insieme al presidente Aliyev ad inaugurare un campus dell’Università Italo-Azerbaigiana di Baku nata dalla collaborazione tra l’Università ADA – Azerbaigian Diplomatic Academy – e alcuni Atenei italiani.

Nel colloquio “abbiamo parlato dell’esigenza di sviluppare la collaborazione con l’Ue e l’Italia si sta adoperando in questa direzione, già c’è una interlocuzione autorevole e ampia con molti paesi europei e con l’Unione speriamo cresca”, ha proseguito il capo dello Stato ribadendo la “grande amicizia” e l’intesa piena che si sviluppa da anni tra Roma e Baku, fin dal 2018 quando in occasione della sua prima visita in Azerbaigian Mattarella e Aliyev lavorarono insieme per realizzare il Tap.

“Sette anni fa abbiamo inaugurato insieme un grande impianto industriale, ed è significativo che accanto alla collaborazione energetica e a quella industriale domani mostreremo che anche sul piano culturale, dell’istruzione e dell’università c’è un rapporto crescente di amicizia tra i nostri paesi”, ha concluso.

Il villaggio olimpico pronto, ecco le camere degli atleti

Milano, 30 set. (askanews) – 1700 posti letto per gli atleti olimpici, ma anche spazi comuni, aule studi, cucine in condivisione e terrazze. E’ stato presentato a Milano il Villaggio Olimpico dei Giochi di Milano e Cortina. Uno spazio che, una volta terminate le olimpiadi invernali, si trasformer nel pi grande studentato in edilizia convenzionata in Italia. Il Villaggio il primo tassello del progetto di rigenerazione urbana nell’ex scalo di Porta Romana, che da storico snodo ferroviario si trasforma in un nuovo quartiere sostenibile e intergenerazionale, progettato per accogliere 1.700 studenti, 2.000 residenti tra edilizia libera, convenzionata e pubblica, 6.000 lavoratori e con oltre 20 spazi per attivit commerciali e servizi di prossimit al piano terra del nuovo complesso.

“Questa opera stata realizzata al 100% con imprese e fornitori italiani ed un esempio di collaborazione tra pubblico e privato”, ha detto il fondatore e Ceo di Coima Manfredi Catella.

Nel corso della presentazione sono stati svelati per la prima volta gli spazi interni che ospiteranno gli atleti. Le camere da letto, singole e doppie, le cucine e alcune aule, ancora vuote ma che presto saranno animate dall comunit olimpica da tutto il mondo e subito dopo dagli studenti delle universit milanesi. Le iscrizioni sono gi aperte.

Il segretario dell’Onu Guterres invita tutte le parti ad accettare il piano di Trump per Gaza

Roma, 30 set. (askanews) – Il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha invitato oggi “tutte le parti” ad accettare e attuare il piano per Gaza presentato il giorno prima dal presidente degli Stati Uniti, ha dichiarato il suo portavoce in una nota.

“E’ ora fondamentale che tutte le parti si impegnino a rispettare questo accordo e la sua attuazione”, ha aggiunto, accogliendo con favore il piano di Donald Trump e “l’importante ruolo dei Paesi arabi e musulmani” nel suo raggiungimento.

Caso Almasri, la giunta della Camera dice no al processo per Nordio, Piantedosi, Mantovano

Roma, 30 set. (askanews) – La Giunta per le autorizzazioni di Montecitorio ha respinto con 13 voti a 6 la richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti dei ministri Nordio e Piantedosi e del sottosegretario Mantovano indagati a vario titolo nella vicenda Almasri. È stata respinta infatti la relazione di Federico Gianassi (Pd) che aveva proposto invece di accoglierla. È stato quindi nominato relatore Pietro Pittalis, deputato di Forza Italia, che interverrà in aula il 9 ottobre quando è già fissato il voto sulla vicenda.

Almasri, no Giunta Camera a processo per Nordio, Piantedosi, Mantovano

Roma, 30 set. (askanews) – La Giunta per le autorizzazioni di Montecitorio ha respinto con 13 voti a 6 la richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti dei ministri Nordio e Piantedosi e del sottosegretario Mantovano indagati a vario titolo nella vicenda Almasri. È stata respinta infatti la relazione di Federico Gianassi (Pd) che aveva proposto invece di accoglierla. È stato quindi nominato relatore Pietro Pittalis, deputato di Forza Italia, che interverrà in aula il 9 ottobre quando è già fissato il voto sullaávicenda.

Un cittadino su 2 non versa un euro di Irpef

Roma, 30 set. (askanews) – Nel 2024 (dati Mef-Agenzia Entrate) su una popolazione di circa 59 milioni di cittadini residenti sono stati 42,5 milioni “quanti hanno presentato una dichiarazione dei redditi ma versare almeno 1 euro di IRPEF, però, solo 33.540.428 residenti, vale a dire poco più della metà degli italiani” E’ quanto emerge dalla dodicesima edizione dell’Osservatorio sulle entrate fiscali, a cura del Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali, presentata alla Camera dei Deputati insieme a CIDA, sostenitrice della ricerca, in occasione del convegno “Il difficile finanziamento del welfare italiano”.

Nel dettaglio, da 0 a 7.500 euro lordi si collocano 7.288.399 soggetti, il 17,12% del totale, che pagano in media 26 euro di IRPEF l’anno (19 se rapportati ai cittadini) “e sono pertanto pressoché a carico dell’intera collettività”.

Nella fascia subito superiore, quella dei contribuenti che dichiarano redditi tra i 7.500 e i 15.000 euro lordi l’anno sono 7.696.479: in questo caso, al netto del TIR, l’IRPEF media annua pagata per contribuente è di 296 euro (214 euro per abitante), a fronte – a titolo esemplificativo – di una spesa sanitaria pro capite pari di circa 2.222 euro.

Tra 15.000 e 20.000 euro di reddito lordo dichiarato si trovano circa 5 milioni di contribuenti, che pagano un’imposta media annua di 1.817 euro, che si riduce a 1.311 euro per singolo abitante; seguono da 20.001 a 29.000 euro 9,7 milioni di contribuenti, con un’imposta media di 3.750 euro che scende a 2.706 se rapportata al totale abitanti.

Seguono quindi i redditi tra 29.001 e 35mila euro, fascia in cui si collocano 4.359.429 contribuenti pari a 6.041.664 abitanti: questi contribuenti, il 10,24%, pagano un’imposta media di 6.254 euro l’anno, 4.512 euro per abitante, e versano complessivamente il 13,16% delle imposte.

Sommando tutte le fasce di reddito fino a 29mila euro, sottolinea lo studio, si evidenzia dunque che il 72,59% dei contribuenti italiani versa soltanto il 23,13% di tutta l’IRPEF.

Trump: se non mi danno il Nobel per la Pace sarà un insulto per gli Usa

Roma, 30 set. (askanews) – Il presidente Donald Trump ha detto che sarebbe un “insulto” per gli Stati Uniti se non ricevesse il Premio Nobel per la Pace per avere – come spesso ripete – risolto numerose guerre.

“Vincere il Premio Nobel? Assolutamente no. Lo daranno a qualcuno che non ha fatto un bel niente – ha detto Trump incontrando i vertici militari presso la base di Quantico, in Virginia – Lo daranno a qualcuno che ha scritto un libro sulla mente di Donald Trump e su cosa è servito per risolvere le guerre… il Premio Nobel andrà a uno scrittore. No, vedremo cosa succederà, ma sarebbe un grave insulto al nostro Paese. Vi dico, non lo voglio io, voglio che lo riceva il Paese”.

La nave "Alpino" della Marina alla Flotilla: a 150 miglia da Gaza ci fermiamo

Roma, 30 set. (askanews) – Alle ore 16:30 circa, in Italia, (14.30 zulu) Nave Alpino della Marina Militare, raggiunta una distanza di circa 180 miglia nautiche dalle coste di Gaza, diramerà un avviso ufficiale a tutte le imbarcazioni della Global Sumud Flotilla. Nello specifico sarà comunicato che, in assenza di variazioni di rotta e velocità, alle ore 02:00 AM circa in Italia (00.00 Zulu) di domani primo ottobre, la Flotilla raggiungerà verosimilmente il limite delle 150 miglia nautiche dalle coste di Gaza. Nave Alpino, come comunicato più volte nei giorni scorsi, non oltrepasserà tale limite, come da disposizioni ricevute anche per non pregiudicare in alcun modo le garanzie di sicurezza delle persone imbarcate. La Fregata della Marina Militare sarà disponibile ad accogliere ogni persona che manifesti la volontà di trasferirsi a bordo, nel rispetto delle procedure di sicurezza e delle normative internazionali. Un ultimo avviso sarà diramato domani primo ottobre, al raggiungimento delle 150 miglia nautiche dalle coste di Gaza, dove la nave militare si fermerà e rimarrà a disposizione per eventuali interventi di assistenza e soccorso.

Usa, Hegseth: "Inaccettabile vedere generali obesi nei corridoi del Pentagono"

Roma, 30 set. (askanews) – Pete Hegseth, il segretario della guerra – stante il nuovo nome al dipartimento della Difesa divenuto dipartimento della guerra con l’amministrazione Trump – nel corso del suo discorso agli alti ufficiali dell’esercito statunitense nella base militare di Quantico, ha parlato di come le forze armate americane dovranno apportare cambiamenti culturali e nuovi standard al proprio interno, criticando il personale militare “grasso”.

“Francamente, è stancante osservare le formazioni di combattimento, o qualsiasi altra formazione, e vedere truppe obese”, ha detto il segretario della Guerra. “Allo stesso modo, è del tutto inaccettabile vedere generali e ammiragli obesi nei corridoi del Pentagono”.

“È una brutta figura”, ha affermato. Delineando i nuovi codici di condotta e allenamento, Hegseth ha affermato che le truppe dovranno soddisfare i requisiti di altezza e peso e sottoporsi a test di idoneità fisica due volte all’anno, aggiungendo che tutte le truppe dovranno svolgere attività fisica ogni giorno di servizio. “La maggior parte delle unità lo fa già, ma lo stiamo codificando”, ha precisato.

Regionali, Salvini: accordo in settimana su Veneto e Campania

Milano, 30 set. (askanews) – L’accordo sul candidato del centrodestra alle regionali in Veneto e Campania “conto” che arrivi “entro questa settimana perch si vota il 23 novembre, ormai siamo a fine settembre, quindi conto che si scelga entro questa settimana”. Lo ha detto il segretario della Lega e vicepremier, Matteo Salvini, a margine della presentazione del villaggio olimpico di Milano.

Quanto alla Lombardia, ha continuato, “l si vota nel 2028, quindi abbiamo tempo per ragionarci, poi giusto che il primo partito avanzi le proprie disponibilit e le sue ambizioni su una regione straordinaria come la Lombardia. giusto, io non dico ‘no, mai, non ne parlo neanche’, poi in Veneto, in Puglia e in Campania si vota tra un mese e 20 giorni, in Lombardia si vota fra pi tempo e abbiamo pi tempo”.

Parigi dà l’addio a Claudia Cardinale: funerali a Saint-Roch

Roma, 30 set. (askanews) – La Chiesa di Saint-Roch, in rue Saint-Honoré a Parigi, ha accolto oggi i funerali di Claudia Cardinale, l’attrice italiana scomparsa lo scorso 23 settembre nella sua casa di Nemours, a sud della capitale francese. Le esequie hanno rappresentato il primo di due momenti di commemorazione: aperte al pubblico quelle di oggi, mentre domani si terrà una cerimonia privata, a porte chiuse, presso la chiesa di Saint-Jean-Baptiste di Nemours. La celebrazione di domani sarà riservata ai figli, ai familiari e agli amici più stretti dell’artista. Lontano dai riflettori, sarà l’occasione per un addio intimo e raccolto, in una città che Claudia Cardinale aveva scelto come rifugio negli ultimi anni. Qui l’attrice viveva immersa nella natura, accanto ai suoi affetti e alla sua Fondazione, creata nel 2023 per sostenere i giovani artisti emergenti.

La famiglia ha espresso con chiarezza le sue volontà: niente fiori, niente ricordi materiali. Chi lo desidera potrà invece contribuire con una donazione alla Fondazione Claudia Cardinale. Sul sito ufficiale sono riportate le parole dell’attrice, che poco prima della morte ribadiva il senso del suo impegno: «Sono sempre stata convinta che l’arte e la creazione siano risorse illimitate per rinnovare l’immaginario sui temi contemporanei. Le battaglie che ho combattuto nel corso della mia vita, come la difesa dei diritti delle donne e dell’ambiente, sono ancora più feroci che mai e richiedono nuove energie per essere portate avanti. È da questo desiderio di condivisione che è nata la Fondazione». Nessuna presenza di volti noti del cinema o della televisione. A salutare Cardinale, almeno per ora, soltanto alcuni abitanti del quartiere. Parigi ha così dato l’addio a una delle più grandi icone del cinema italiano e internazionale, che negli ultimi anni aveva scelto la riservatezza e la serenità della sua casa di Nemours. La figlia dell’attrice, Claudia, ha confidato il «dolore profondo per la perdita della madre», ricordando però l’eredità morale e umana che le ha lasciato: forza, autenticità e quello spirito libero che ha reso unica Cardinale, dentro e fuori dal set. Il ricordo dell’attrice proseguirà mercoledì 30 settembre, con una serata celebrativa in Tunisia, terra delle sue origini, a testimonianza del legame speciale che Cardinale ha sempre mantenuto con il Paese nordafricano.

Salvini: Milano rischia di diventare una citt solo per ricchi

Milano, 30 set. (askanews) – “Dobbiamo riflettere su dove sta andando questa citt perch se” l’edilizia “convenzionata a 3.800 euro al metro quadrato rischiamo di andare verso una citt per ricchi, altro che mix sociale”. Lo ha detto il vicepremier e segretario della Lega, Matteo Salvini, durante la consegna del villaggio olimpico di Milano per i Giochi invernali del 2026. “Questo rischia di essere un laboratorio antropologico interessante”, ha concluso.

Trump: vogliamo la guerra perché non vogliamo guerre

New York, 30 set. (askanews) – Il presidente degli Stati uniti Donald Trump, incontrando i vertici militari statunitensi a Quantico, ha dichiarato che il “cambio di nome (del Dipartimento della Difesa in dipartimento della Guerra) riflette molto più di un semplice cambiamento di branding. È davvero una riaffermazione storica del nostro scopo, della nostra identità e del nostro orgoglio”. Il presidente ha aggiunto che “vogliamo la guerra perché non vogliamo guerre, ma bisogna esserci e sapete, a volte bisogna farla”.

“Hamas dovrà accettare e se non lo farà, sarà molto dura per loro, ma è così”, ha detto tra le altre cose Trump commentando il piano di cessate il fuoco a Gaza. E sull’Ucraina: “Dobbiamo risolvere la questione con il presidente Putin e Zelensky. Dobbiamo riunirli e farla finita. L’unico modo per farlo è attraverso la forza. Voglio dire, se fossimo deboli, non risponderebbero nemmeno alla mia telefonata”.

“Di recente siamo stati un po’ minacciati dalla Russia, e ho inviato un sottomarino, un sottomarino nucleare, l’arma più letale mai realizzata. Numero uno, non puoi rilevarlo. Non c’è modo. Siamo 25 anni avanti a Russia e Cina nei sottomarini”, ha continuato Trump. “Francamente, se dovessero essere utilizzate, ne abbiamo più di chiunque altro, abbiamo il meglio, il più nuovo, ma è qualcosa a cui non vogliamo nemmeno pensare”.

Salvini: su San Siro sbaglio di Fi, ma centrodestra non in discussione

Milano, 30 set. (askanews) – La decisione di Forza Italia di uscire dall’aula nel momento del voto nel Consiglio comunale di Milano sulla vendita di San Siro, favorendo cos l’approvazione della delibera, “una scelta sbagliata perch gli assenti hanno sempre torto, ti hanno eletto per stare in Consiglio”, ma “non questa scelta a mettere in discussione il centrodestra” anche se “una scelta che non condivido”. Lo ha detto il vicepremier e segretario della Lega, Matteo Salvini, a margine della consegna del villaggio olimpico di Milano.

“Che Milano abbia bisogno di uno stadio evidente, che Sala e la giunta abbiano perso 5 anni evidente, abbiamo perso 5 anni e un miliardo e 300 milioni di investimenti per arrivare a una delibera non chiara in tutti i punti. Si persa una grande occasione per ridisegnare l’intero quartiere e una scelta cos importante non si fa di fretta e furia” ha aggiunto. “La Lega stata coerente, altri hanno fatto scelte diverse e mi dispiace, perch io preferisco chi ci mette la faccia non chi esce” ha concluso.

Hegseth ai generali: l’unica missione del Pentagono è la guerra, basta con l’ideologia woke

Roma, 30 set. (askanews) – Pete Hegseth, segretario della Difesa Usa e capo del Pentagono, in una riunione straordinaria convocata con i vertici militari nella base di Quantico, in Virginia, , ha dichiarato che “l’unica missione del Pentagono è la guerra, quella di prepararsi alla vittoria”. “Se i nostri nemici sceglieranno in maniera stolta di sfidarci; saranno schiacciati dalla violenza, dalla precisione e ferocia del Dipartimento di Guerra”, ha dichiarato sul palco Hegseth. Il segretario della Guerra ha criticato le scelte delle passate amministrazioni, dichiarando che “l’esercito è stato costretto da politici stolti e sconsiderati a concentrarsi sulle cose sbagliate”, per poi aggiungere che “questo discorso riguarda la riparazione di decenni di errori, alcuni evidenti e altri nascosti”. “Come ha dichiarato il presidente”, ha proseguito Hegseth, “eliminare i detriti, rimuovere le distrazioni”. Hegseth, ha annunciato che il Pentagono abbandonerà il suo recente approccio “woke”, riconoscendo di aver perso la “strada” negli ultimi anni: “Abbiamo perso la via. Siamo diventati il Dipartimento woke, ma non più”, ha detto Hegseth nel suo discorso agli alti ufficiali militari statunitensi. “Non più ragazzi in vestiti (da donna, ndr). Basta con l’adorazione del cambiamento climatico, basta con le questioni di genere. Come abbiamo già detto, e diciamo di nuovo: noi abbiamo finito con questa merda”, ha affermato il segretario. Hegseth, ha delineato oggi, davanti ai massimi comandanti militari la nuova era del Dipartimento della Guerra, sottolineando come l’epoca del Dipartimento della Difesa sia finita e che ora l’unica missione del Pentagono è quella di prepararsi a vincere le guerre. “Benvenuti al Dipartimento della Guerra, perché l’era del Dipartimento della Difesa è finita”, ha affermato il segretario. “Il motto del mio primo plotone era ‘Chi desidera la pace deve prepararsi alla guerra’. Racchiude una verità semplice ma profonda: per garantire la pace, dobbiamo prepararci alla guerra. Da questo momento in poi, l’unica missione del Dipartimento della Guerra, appena ripristinato, è questa: combattere, prepararsi alla guerra e prepararsi a vincere”, ha osservato Hegseth. Le uniche persone che meritano la pace sono quelle disposte a lottare per ottenerla, ha affermato, aggiungendo che l’ideologia pacifista è “ingenua e pericolosa”.

“Le uniche persone che meritano veramente la pace sono quelle disposte a fare la guerra per difenderla. Ecco perché il pacifismo è così ingenuo e pericoloso. Ignora la natura umana e ignora la storia umana. O proteggi il tuo popolo e la tua sovranità, o sarai sottomesso a qualcosa o qualcuno. È una verità antica come il mondo”, ha detto Hegseth. “Dobbiamo alla nostra repubblica un esercito che vincerà qualsiasi guerra sceglieremo o qualsiasi guerra ci verrà imposta. Se i nostri nemici sceglieranno stoltamente di sfidarci, saranno schiacciati dalla violenza, dalla precisione e dalla ferocia del Dipartimento della Guerra”, ha ribadito il Segretario della Guerra.

In merito alle modifiche promosse, il segretario ha affermato che il Pentagono ridurrà “drasticamente la formazione obbligatoria, restituendovi tempo reale”. “Meno PowerPoint, meno corsi online, più tempo in officina e al poligono”, ha osservato Hegseth.”Il nostro compito è assicurarci che abbiate i fondi, l’attrezzatura, le armi e i ricambi necessari per la formazione e la manutenzione”, ha aggiunto il segretario della Guerra. Hegseth, nel corso del suo discorso dalla base militare di Quantico, ha affermato che sta emanando nuove politiche che riorganizzeranno i programmi dell’ispettore generale e delle pari opportunità del Dipartimento della Guerra.

“La chiamo la politica del ‘non camminare più sulle uova’”, ha detto. “Stiamo liberando comandanti e sottufficiali. Stiamo liberando voi.” “Stiamo rivedendo il processo dell’ispettore generale, l’ispettore generale che è stato trasformato in un’arma”, ha proseguito il segretario, riferendosi a quanto promosso dall’Amministrazione Biden. “Stiamo facendo lo stesso con le politiche sulle pari opportunità e sulle pari opportunità in ambito militare”, ha aggiunto. “Basta con reclami frivoli, basta con reclami anonimi, basta con reclami ripetuti, basta con reputazioni infangate. Basta con attese infinite, basta con il limbo legale. Basta con le carriere deviate. “Ciononostante, Hegseth ha affermato che questo cambiamento non significherà promuovere forme di razzismo o molestie sessuali. “Entrambe sono sbagliate e illegali. Questo tipo di infrazioni saranno perseguite senza pietà”, ha specificato il segretario. “Ma dire a qualcuno di radersi, di tagliarsi i capelli, di rimettersi in forma, di sistemarsi l’uniforme o di presentarsi in orario per lavorare sodo, è esattamente il tipo di discriminazione che vogliamo”, ha puntualizzato il segretario.

Alla vigilia della riunione c’era tensione al Pentagono attorno alla nuova strategia della difesa dell’amministrazione Trump. Secondo fonti interne, più alti ufficiali – incluso il capo degli Stati maggiori riuniti, generale Dan Caine – avrebbero espresso – secondo il Washington Post, che ha pubblicato un’inchiesta sull’argomento – forti preoccupazioni per il piano del segretario alla Difesa Pete Hegseth, che riorienta le priorità militari Usa sulle minacce interne e ridimensiona il ruolo in Europa e Africa. E al vertice di Quantico con il presidente Trump ed Hegseth si temevano epurazioni e una riorganizzazione dei comandi. Nel corso del suo discorso dalla base militare di Quantico, il segretario della Guerra degli Stati Uniti Pete Hegseth ha affermato che se gli ufficiali non sono stati soddisfatti di ciò che avevano sentito da lui, avrebbero dovuto lasciare l’esercito: “Se le parole che sto pronunciando oggi ti spezzano il cuore, allora dovresti fare la cosa giusta e dimetterti”, ha detto il segretario della Guerra.

Fondatore Porretta Soul Festival ha ricevuto Legacy Award a Memphis

Roma, 30 set. (askanews) – Il fondatore del Porretta Soul Festival, Graziano Uliani, ha ricevuto il Legacy Award 2025 durante la cerimonia di ammissione alla Memphis Music Hall of Fame, tenutasi presso il Cannon Center for Performing Arts nel centro di Memphis. Ad assegnarglielo il Comitato di Nomina della Memphis Music Hall of Fame, che seleziona ogni anno artisti e visionari da introdurre nella Hall of Fame.

Il Comitato Memphis Music Hall of Fame è composto da professionisti ed esperti del settore musicale che riconoscono e onorano i risultati eccezionali ottenuti in ambito musicale.

Questo il testo uscito sul Commercial Appeal, quotidiano di Memphis: “Il promoter di musica soul italiana Graziano Uliani ha ricevuto il Legacy Award dell’organizzazione. Il riconoscimento premia coloro che hanno contribuito a far progredire la musica della città. Fondatore del Porretta Soul Festival in Italia, Uliani ha mantenuto viva la tradizione soul di Memphis, portando numerosi musicisti di Bluff City ad esibirsi al festival di Porretta Terme negli ultimi trent’anni”.

Quest’anno sono entrati nella Hall of Fame, oltre a Graziano Uliani sei nuovi membri, tra cui tre icone come il bluesman Robert Johnson e i leggendari Johnnie Taylor e Denise LaSalle.

Intanto la Memphis Music Hall of Fame Band è stata confermata come house band della trentottesima edizione del Porretta Soul Festival che si terrà a Porretta Terme (Bo) dal 23 al 26 luglio 2026.

La Memphis Music Hall of Fame onora gli artisti che hanno dato un contributo significativo alla musica di Memphis, tra cui Elvis Presley, Aretha Franklin, Isaac Hayes e Justin Timberlake. Tra gli altri membri figurano personaggi illustri come Booker T. Jones, Tina Turner e John Lee Hooker, che spaziano in un’ampia gamma di generi, dal soul al blues, dall’hip-hop al gospel.

Armani alla Pinacoteca di Brera: “Milano, per amore”

Milano, 30 set. (askanews) – Pittura e moda, arte e ricercatezza: anche la Pinacoteca di Brera, grande spazio dell’arte a Milano, ha voluto celebrare i 50 anni di arrivata di Giorgio Armani, a poche settimane dalla morte dello stilista, che nel quartiere aveva scelto di vivere e lavorare.

Pi di centoventi creazioni ripercorrono lo stile di Armani, reimmaginando il percorso del museo. Storia pittorica e storia della moda invitano il visitatore a fare esperienza dei contrasti cromatici e materici, a incrociare le forme degli abiti di Armani con le figure dell’arte classica, in un dialogo che, in qualche modo, vuole sospendere il tempo.

La mostra “Giorgio Armani – Milano, per amore” ha anche l’intento di utilizzare la moda come chiave di lettura della cultura e della societ contemporanea.

Prada, ok Antitrust Ue all’acquisizione del controllo su Versace

Roma, 30 set. (askanews) – La Commissione europea ha approvato l’acquisizione del controllo esclusivo della holding che detiene Versace, la Givi Holding S.r.l., da parte di Prada S.p.A., entrambe italiane.

L’operazione, riporta un comunicato dell’Antitrust Ue, riguarda principalmente la progettazione, la produzione e la distribuzione di beni di lusso.

La Commissione ha concluso che l’operazione notificata non desta preoccupazioni sotto il profilo della concorrenza, date le limitate posizioni di mercato delle società derivanti dall’operazione proposta. L’operazione notificata è stata esaminata nell’ambito della procedura semplificata di riesame delle concentrazioni.

Stellantis, Uliano (Fim-Cisl): ci vuole un patto serio con azienda

Milano, 30 set. (askanews) – La convocazione di Stellantis ” un fatto positivo perch la stavamo sollecitando da quando stato nominato l’amministratore delegato. importante perch ci vuole un patto serio tra noi e l’azienda rispetto alla salvaguardia occupazionale, alla salvaguardia degli stabilimenti che sono in forte difficolt”.

Cos il segretario generale della Fim-Cisl, Ferdinando Uliano, commentando la convocazione dei sindacati da parte del ceo di Stellantis, Antonio Filosa, il prossimo 20 ottobre a Torino.

“Abbiamo perso un terzo delle produzioni del 2024 sul 2023, ma ne perderemo altrettante nel 2025, quindi la situazione di difficolt c’. C’ una situazione politica istituzionale che non chiara e questo non aiuta” ha aggiunto il segretario generale della Fim-Cisl.

“Per quanto ci riguarda diventa fondamentale che l’amministratore delegato faccia chiarezza su un rilancio del piano industriale Italia. C’ la conferma del piano che c’ stato illustrato all’inizio di quest’anno, ma non basta. Serve fare di pi, servono scelte ancora pi importanti, ci sono degli stabilimenti che sono in forte sofferenza” ha spiegato ancora .

“Abbiamo una cassa integrazione che ormai morde perch si oltre il 60% dei lavoratori coinvolti, abbiamo situazioni delicate e critiche come quella di Termoli dove non hanno una prospettiva sulla Gigafactory e abbiamo una situazione per quanto riguarda i motori che vanno pian piano spegnendosi, quindi bisogna dare un’alternativa, come altrettanto importante sono risposte puntuali su Cassino, sulla stessa Pomigliano. Dobbiamo verificare come si prosegue per quanto riguarda Melfi, ma c’ un tema anche su Mirafiori: parte la 500 ibrida, ma per noi bisogna fare di pi”, ha concluso Uliano.

Dazi, Lagarde: +2% scambi intra eurozona basterebbero a compensarli

Roma, 30 set. (askanews) – “Un aumento di solo il 2% nel commercio intra area euro sarebbe sufficiente a compensare la perdita di esportazioni verso gli Stati Uniti causata dai dagli accresciuti dazi commerciali”. Lo ha sostenuto la presidente della Bce, Christine Lagarde, citando le analisi dei tecnici dell’istituzione durante una conferenza a Helsinki.

“Se i governi agiranno in maniera risoluta, potranno dare a imprese e famiglie ragioni per essere fiduciosi. Devono attuare le riforme delineate dai rapporti Draghi e Letta, come la semplificazione delle regole – ha detto – il completamento del mercato unico e la costruzione di un autentico mercato dei capitali europeo”.

“L’Europa ha superato con successo le crisi passate. Ma non tutte le ricadute dell’attuale contesto commerciale sono ancora visibili. E nuovi shock potrebbero sopraggiungere più avanti”, ha concluso.

Lagarde: con tassi al 2% Bce ha margini per eventuali imprevisti

Roma, 30 set. (askanews) – I dazi commerciali degli Stati Uniti hanno aumentato i rischi di indebolimento della crescita economica, che tuttavia per una serie di fattori ora risultano più bilanciati rispetto ai mesi scorsi, nel frattempo sull’inflazione i rischi sono bivalenti. E in questa situazione di incertezza con tassi di interesse al 2% “la Banca centrale europea dispone di margini per rispondere se i rischi sull’inflazione dovessero cambiare o se dovessero emergere nuovi shock”. Lo ha afferma la presidente della Bce, Christine Lagarde nel suo intervento auna conferenza a Helsinki.

“La linea monetaria della Bce resta in una buona posizione”, ha ribadito. “Avendo tagliato i tassi di 100 punti base dal dicembre del 2024, tamponando l’impatto delle tensioni geopolitiche mentre abbiamo mantenuto la stabilità dei prezzi, la Bce non si trova di fronte il classico dilemma monetario tra stallo e inflazione in aumento. I rischi sull’inflazione – ha detto – sono piuttosto contenuti in entrambi le direzioni”.

Quanto alla crescita economica “le analisi preliminari della Bce suggeriscono che i dazi potrebbero ridurre il potenziale di crescita se le imprese li percepissero come un persistente shock sulla fiducia e come un fattore che sposta gli investimenti fuori dall’area euro. Un potenziale di crescita più basso – ha rilevato – potrebbe far abbassare i tassi reali e ridurre la i margini” di intervento.

A La Manifestival a Roma ospiti Corbyn, Mélenchon, Montero e van Aken

Roma, 30 set. (askanews) – Ci saranno Jeremy Corbyn (Your party), Jean-Luc Mélenchon (La France Insoumise), Irene Montero (Podemos) e Jan van Aken (Die Linke) alla prima edizione de La Manifestival che dal 10 al 12 ottobre attraverserà il quartiere Garbatella, a Roma, prima rassegna culturale del collettivo del Manifesto, ideata e promossa dalla redazione del giornale.

‘In oltre mezzo secolo di vita, il manifesto ha organizzato praticamente di tutto, compresi un paio di partiti e grandi manifestazioni – ha detto il direttore Andrea Fabozzi – Eppure un festival internazionale gratuito e aperto non lo avevamo ancora fatto. Siamo emozionati e siamo felici di esserci riusciti, perché la dimensione di bene comune è quella nella quale più ci ritroviamo. Siamo una cooperativa, il giornale è di proprietà dei giornalisti e dei tecnici che ci lavorano, non abbiamo altri padroni. Cerchiamo ogni giorno di essere all’altezza di un compito grande per un giornale indipendente: provare a cambiare il mondo mentre lo raccontiamo. Per questo abbiamo bisogno delle nostre lettrici e dei nostri lettori. Speriamo di incontrarne tanti e nuovi nella manifestival’.

La prima edizione de La Manifestival porterà tra le strade dello storico quartiere capitolino della Garbatella incontri, mostre, approfondimenti, musica e spettacoli, grazie al contributo di ospiti internazionali e artisti e con la redazione del manifesto. ‘Il mondo al tempo di Gaza” è il titolo di questa prima edizione de La Manifestival. La prima giornata sarà interamente dedicata al genocidio in corso a Gaza, con un focus sulla questione palestinese anche nel resto del fine settimana.

Dopo l’inaugurazione de La Manifestival (con i saluti del sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, del rettore di Roma 3, Massimiliano Fiorucci, del presidente dell’VIII municipio, Amedeo Ciaccheri, da Legacoop Nazionale e del direttore del manifesto, Andrea Fabozzi), Ghassan Abu Sittah, chirurgo in diversi teatri di guerra, tra cui Gaza, e docente all’università di Glasgow e Raji Sourani, avvocato e direttore del Centro palestinese per i diritti umani, con Chiara Cruciati, vicedirettrice del manifesto, racconteranno cosa accade in Palestina in Prima e dopo Gaza (Teatro Palladium, venerdì 10, ore 16). A seguire Michele Giorgio, corrispondente del manifesto da Gerusalemme dialogherà con Sahar Francis, avvocata palestinese e già direttrice dell’Addameer Prisoner Support e Neve Gordon, docente di diritto internazionale alla Queen Mary University durante Dalla Striscia alla Cisgiordania: Palestina negata (Teatro Palladium, venerdì 10, ore 19.15). In serata (ore 20.30, Villetta Social Club) lo spettacolo di Eva Cambiale Racconta Palestina: l’attrice farà risuonare le voci delle persone di Gaza accompagnata dall’oud del musicista palestinese Tareq Abu Salamah. Come la stampa nazionale e internazionale ha raccontato la questione palestinese fino ad oggi? Se ne parlerà in Il giornalismo ai tempi del genocidio (sabato 11, ore 16, Teatro Palladium): Lucia Goracci, inviata del Tg3 dialogherà con Orly Noy, giornalista della rivista israeliano-palestinese +972mag e attivista del partito politico palestinese Balad, Lenaig Bredoux della testata francese Mediapart e Cyrus Salimi-Asl del quotidiano anticapitalista tedesco Neues Deutschland. Nel contesto attuale, tra giornalisti embedded e visti negati, come si racconta una guerra? Lo spiegheranno domenica 12 Alberto Negri e Sabato Angieri del manifesto durante Inviati di guerra (ore 19, Villetta Social Lab). Le immagini hanno un ruolo fondamentale per far comprendere i costi umani dei conflitti. Il genocidio dei gazawi ha segnato un punto di svolta nell’etica del fotogiornalismo. Ne discuteranno le photoeditor Nora Parcu e Veronica Daltri con Roberto Ciccarelli della redazione del manifesto durante Etica e immagini (sabato 12, ore 22, La Mescita).

L’avanzata dei governi di destra con programmi xenofobi e neoevangelici impone a sguire una riflessione alle sinistre globali. Durante La Manifestival si incontreranno gli esponenti dei partiti di sinistra europei per provare a trovare una risposta politica e di massa all’ondata neoconservatrice. Jeremy Corbyn (Your party), Jean-Luc Mélenchon (La France insoumise), Irene Montero (Podemos) e Jan van Aken (Die Linke) ne discuteranno durante Contrattacco, quale sinistra davanti all’onda nera (domenica 12 ottobre, ore 16.30, Teatro Palladium) con il direttore del manifesto, Andrea Fabozzi e la direttrice di Radio Popolare, Lorenza Ghidini. Di destre globali si parlerà anche nell’appuntamento con gli editorialisti del Manifesto, Marco Bascetta e Mario Ricciardi durante Liberalismo e neofascismi (venerdì 11, ore 20.45, La mescita). Non poteva mancare un focus sulla presidenza di Donald Trump: i corrispondenti dagli Stati Uniti del manifesto, Marina Catucci e Luca Celada riannoderanno il filo di quanto sta succedendo nell’ex democrazia al di là dell’Atlantico durante Usa: anatomia di una sovversione (sabato 11, ore 19.30, La Mescita).

Intanto in Italia il centrosinistra cerca di trovare unità per contrapporsi al governo Meloni. A che punto sono? Faranno un quadro Adriana Pollice e Andrea Carugati, della redazione politica del manifesto con Daniela Preziosi del quotidiano Domani in Tra centro e sinistra (domenica 12, ore 19.45, La mescita). Uno sguardo anche a quanto accade nei rapporti internazionali. Il nuovo corso mondiale ha accantonato l’obiettivo di combattere la catastrofe climatica come una priorità. Se ne parlerà durante Cina, Usa, Europa: che fine ha fatto la transizione verde (sabato 11, ore 16.15, Biblioteca Moby Dick) con Chiara Campione, direttora Greenpeace e Simone Pieranni, giornalista e scrittore esperto di Cina, moderati da Giovanna Branca, il manifesto. Durante l’incontro sarà proiettato il documentario sulla crisi climatica Il prezzo che paghiamo, prodotto da Greenpeace Italia e ReCommon, realizzato dal collettivo FADA e diretto da Sara Manisera.

Per tentare di fermare le migrazioni, il governo ha ingaggiato una fallimentare lotta contro i “trafficanti” ma spesso a farne le spese sono i rifugiati. Ne discuteranno Maysoon Majidi, attivista e artista curdo-iraniana, Mahamat Daoud, Refugees in Libya e il presidente nazionale dell’Arci Walter Massa, moderati da Michele Gambirasi del manifesto, durante Oltre la frontiera (sabato, ore 15.30, Villetta Social Lab). Il piano per i respingimenti e i centri di detenzione in Albania voluti dall’esecutivo, sono stati bocciati più volte dalle corti italiane e internazionali, suscitando l’ira della maggioranza contro i giudici. In Non si tratta dello straniero. Lo scontro su diritti e garanzie (sabato 11, ore 18, Biblioteca Moby Dick) Silvia Albano, giudice e presidente di Magistratura democratica e Luigi Ferrajoli, filosofo ed ex docente Roma 3, moderati da Giansandro Merli, del manifesto, ne parleranno con i lettori. Il lavoro povero e intermittente non è un destino. I lavoratori che si organizzano lo dimostrano e questo vale anche per i colossi della tecnologia. L’argomento sarà affrontato da Chris Smalls, sindacalista e fondatore Amazon Labor Union che ha guidato i lavoratori del magazzino Amazon JFK8 di Staten Island nella storica votazione per la sindacalizzazione, e Fabrizio Russo, segretario nazionale Filcams Cgil, moderati da Luciana Cimino, il manifesto, durante Davide contro Golia: battaglie sindacali nelle big tech (sabato 12, Teatro Palladium, ore 18.30). L’ansia è una delle conseguenze del clima di competizione indotto dal liberismo, ne soffrono soprattutto i più giovani. A Diritto a stare bene, per tutti (venerdì 10, ore 18 Villetta Social Lab) si parlerà della campagna Coop ‘Dire fare amare’ per l’educazione scolastica alle relazioni e della raccolta firme ‘Diritto a stare bene’ per un servizio pubblico di psicologia. Con Maura Latini, presidente Coop Italia , Francesco Maesano, giornalista Tg1/coordinamento Diritto a star bene e Alessandra Pigliaru, il manifesto.

Il quotidiano raccontato da chi lo ha fondato e da chi continua ogni giorno a portarlo in edicola. Lo sguardo del collettivo sulle notizie: due caporedattori del manifesto, Giulia Sbarigia (Europa/esteri) e Rocco Vazzana (politica e società) condurranno i partecipanti, in modo interattivo, nelle prime pagine dei quotidiani nazionali con le principali notizie dall’Italia e dal mondo. Rassegna stampa (domenica 12, ore 9 Casetta Rossa). Il manifesto è molto più della sua redazione, è soprattutto la sua comunità di lettori e lettrici: della fase politica in corso e del ruolo del quotidiano ne parleremo durante un’ Assemblea di lettor*, collaborator* e giornalist* (domenica 12, ore 10 Casetta Rossa). Quest’anno ricorrono i cento anni dalla nascita di uno dei fondatori del giornale, Luigi Pintor, che abbiamo ricordato con un inserto speciale “Essenzialmente Pintor”. Della sua figura ne parleranno durante Cento anni di Luigi Pintor (domenica 12, ore 12.15 Biblioteca Moby Dick) Andrea Fabozzi, direttore del manifesto, Massimiliano Smeriglio, assessore alla Cultura di Roma Capitale, Francesca Borrelli, Responsabile Alias domenica, Tommaso Di Francesco, già condirettore del manifesto, Davide Luccini, curatore della mostra “Luigi Pintor 25”. Cinquantacinque anni dopo aver dato vita all’avventura corsara del quotidiano, Luciana Castellina dialoga con le vicedirettrici del manifesto, Micaela Bongi e Chiara Cruciati, durante Una vita comunista (sabato 11, ore 20.30 Teatro Palladium).

Lo sviluppo tecnologico non è una linea retta. Delle implicazioni dell’Ia ne parleranno il Collettivo N.i.n.a (Beatrice Gobbo e Simone Renza) con Mema, l’Ai del manifesto (Matteo Bartocci, Guido Vetere, Robert Alexander) durante Intelligenze artificiali: macchine di potere, macchine di comunità (sabato 11, ore 19 Villetta Social Lab). L’Ia si è affacciata anche nelle relazioni, sentimentali e d’amicizia. Dei suoi usi, tra solitudini, fragilità e amori digitali parlano Alessandra Pigliaru e Shendi Veli, del manifesto, in Cuore e algoritmo (domenica 12, ore 18 Villetta Social Lab). L’uso della scienza sui corpi, tra biotecnologia, sperimentazioni postumane e performance artistiche è al centro di Cambiare corpo, tra arte e scienza (venerdì 10, ore 21.45 La Mescita), un dialogo tra Arianna Di Genova e Andrea Capocci, del manifesto.

I corridoi dei palazzi di giustizia, di questure e procure, raccontano la società nelle sue pieghe giudiziarie. Di questi luoghi, tra l’attualità della cronaca nera e i racconti dei romanzi, parlano Mario Di Vito e Guido Caldiron, del manifesto, in Il noir e la nera (sabato 11, ore 21 La Mescita). Patrizio Gonnella, presidente di Antigone, ed Eleonora Martini, del manifesto, dialogano in Carcere e cantastorie (domenica 12, ore 18.45 La mescita). Di fenomeni underground, musica e culture dai margini parlano Alberto Piccinini e Giuliano Santoro, il manifesto, con Castro X (Ak47) in Dalle controculture alla trap (domenica 12, ore 20 Villetta Social Lab). Durante il pranzo di domenica ci sarà Guido Farinelli, storico dell’alimentazione, con lo spettacolo Forchetta e martello (domenica 12, ore 14 Casetta Rossa), un viaggio tra cibo e lavoro che ha segnato la storia del movimento operaio e contadino. In scena anche Arturo Cirillo e Marche Teatro con Scende giù per Toledo (domenica 12, ore 21 Teatro Palladium), la travolgente invenzione letteraria di Giuseppe Patroni Griffi su un travestito napoletano, emblema di stravaganza e fragilità. Per le vie del quartiere che ospita il festival accompagnano i lettori Francesca Romana Stabile, docente Roma 3 e Claudio D’Aguanno giornalista, durante Alla scoperta di Garbatella (domenica 12, ore 15 Casetta Rossa) passeggiata tra i lotti discutendo di architettura e storia, letteratura e cinema, sport e altro. Anche nei tempi disastrati che viviamo, la satira ha un suo spazio. Zerocalcare, fumettista, e Paola Michelini, attrice, dialogano moderati da Lucrezia Ercolani, il manifesto, durante Ridere alla fine del mondo (domenica 12, ore 19 Teatro Palladium).