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Tajani lancia Manifesto inclusivo per quota 20%: Fi diversa da alleati

Telese Terme (Bn), 28 set. (askanews) – L’obiettivo è il 20% alle elezioni politiche del 2027. Per raggiungerlo Forza Italia deve allargare i propri confini: parlare ai delusi del centrosinistra (che Schlein e Conte hanno spostato solo a sinistra), al ceto medio sì, ma anche ai deboli, detassando gli stipendi bassi, a chi fa scelte diverse rispetto alla famiglia tradizionale. È il ragionamento di Antonio Tajani a conclusione della tre giorni a Telese Terme, nel beneventano, dove il partito fondato da Silvio Berlusconi si è ritrovato per “rilanciare la propria identità” attraverso il manifesto della Libertà e un nuovo Pantheon. E’ una sfida al Pd, a M5s ma anche agli alleati di governo, la Lega in particolare, con cui il segretario azzurro ha visioni radicalmente opposte su banche e rottamazione.

“Abbiamo riposizionato Fi. Il manifesto della Libertà serve a dare più forza alla nostra identità, a ribadire che siamo differenti anche dai nostri alleati”, puntualizza Tajani. “Una forza come la nostra deve essere la grande sostenitrice del ceto medio ma anche far crescere chi è sotto la soglia della povertà per farlo diventare ceto medio”. Non con il salario minimo per legge, “roba da Urss”, né con il reddito di cittadinanza caro ai 5 stelle. Bensì detassando gli stipendi più bassi, quelli tra 7,5 euro e 9 euro l’ora. Non costa granché, è roba di qualche centinaio di milioni di euro”.

Su questa proposta Tajani lancia dal palco la sfida a Conte che in mattinata lo ha attaccato per aver ballato venerdì sera in piazza sulle note di Battisti: “Preferisco non essere un segretario impomatato, preferisco stare in mezzo alla gente, non mi vergogno di essere parte di questo popolo”.

Il Manifesto della Libertà contiene alcuni distinguo rispetto alle istanze degli alleati di Fdi e della Lega. Sulla famiglia ad esempio: “Noi consideriamo la tutela giuridica di forme di affettività diverse dalla famiglia un diritto legittimo”. Concetto che Tajani riprende dal palco: “Dobbiamo garantire i diritti alle unioni civili, che non significa andare contro la famiglia tradizionale, ma rispettare anche chi fa scelte diverse. Siamo cristiani, per noi sono tutti figli di Dio”. La parole gay o omosessuali non vengono mai pronunciate ma il messaggio a quel mondo arriva e Gaylib plaude. E mentre la Lega di Salvini punta quotidianamente il dito contro i profitti delle banche, Fi gli dedica un passaggio del manifesto: alla finanza e alle banche che “crediamo esercitino un ruolo positivo fondamentale per il funzionamento di un’economia avanzata e quindi per il benessere collettivo”.

“L’ho fatto avere anche a Marina e Piersilvio Berlusconi, credo gli sia piaciuto”, rivela Tajani. Sul palco lo illustra il suo estensore, Andrea Orsini, deputato di lungo corso di Fi, molto vicino a Silvio Berlusconi, lo commentano Mario Sechi, ex portavoce della premier Giorgia Meloni e direttore di Libero, e Pupi Avati. Per il regista, elettore di Fi “innamorato di Berlusconi”, “il partito manca un po’ di un’identità, non quella della destra ma quella che guarda al 50% di chi non vota, come fece Berlusconi nel 1994. Era l’Italia migliore. Come riacchiapparli? Dimostrando di essere non così continuamente in polemica, così stizziti”. A cominciare dal mondo della cultura e del cinema che – Avati ne è convinto a differenza di Sechi – non è più vero sia tutto in mano alla sinistra. “Col cinema italiano bisogna aprire un dialogo, aiutarlo a rimanere vivo”. E propone che Fi si faccia promotrice, in maggioranza, di una agenzia per il cinema, sottraendo la competenza al ministero della Cultura di Giuli. Un’agenzia fatta di tecnici perché i politici “non capiscono nulla di cinema”.

Insomma tutti sono convinti che il partito abbia grandi potenzialità ma Tajani, seppure artefice di una ripresa inaspettata, sa di non essere Berlusconi e quindi esorta a “rinforzare la nostra struttura organizzativa. Berlusconi copriva tutte le magagne ma io non sono Berlusconi, bisogna fare in modo che il partito supplisca all’assenza del fondatore e lo può fare solo rafforzando la democrazia interna, facendo congressi dove gli iscritti devono essere liberi di scegliersi chi li comanda, il segretario deve essere eletto dalla base”.

Nella tre giorni telesina non si fanno nomi sul candidato alle elezioni regionali in Campania. Sia il segretario regionale, l’europarlamentare Fulvio Martusciello, che Tajani sottolineano a più riprese che se il centrodestra vuole vincere deve puntare su un candidato civico perché dopo la scelta di Fico come candidato del campo largo sono tanti nel Pd, ‘deluchiani’ soprattutto, a essere delusi e attratti da Fi. Ad esempio il consigliere regionale Giovanni Zannini, ospite della kermesse, dove ricorda le sue 22mila preferenze. “Mi auguro gli alleati ci ascoltino”.

Tramontata l’ipotesi di Giosy Romano, in pole, sembra essere il prefetto di Napoli Michele Di Bari. Un civico, secondo Tajani, serve anche in Puglia, altra regione dove la partita è in salita, in Veneto invece Fi non ha pregiudizi. Lì il braccio di ferro è tutto tra Lega e Fdi ma il ministro degli Esteri fa sapere che Fi chiederà il sindaco di Verona.

Crosetto incontra rappresentanti Flotilla: pericoli elevatissimi e non gestibili se forzate blocco di Israele

Roma, 28 set. (askanews) – Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha incontrato la portavoce e i rappresentanti italiani della Global Sumud Flotilla. “Ci sono pericoli elevati e non gestibili se le barche civili forzano il blocco militare israeliano”, sottolinea il ministro in una nota, diffusa dopo l’incontro, in cui ricorda che “la priorità mia e del Governo è e resta la sicurezza e il ricorso a soluzioni efficaci e sicure per portare gli aiuti alla popolazione di Gaza”.

“Oggi pomeriggio, alle ore 15.15, ho incontrato, presso il Comando della Compagnia Carabinieri Roma-San Pietro, la portavoce della Global Sumud Flotilla, Maria Elena Delia, e le altre esponenti del movimento Simona Moscarelli e Giorgina Levi. Ho ribadito loro tutte le mie preoccupazioni, ma anche l’importanza del dialogo e la necessità di evitare azioni che possano mettere a rischio qualunque vita, in primis degli attivisti italiani”, ha spiegato il ministro della Difesa.

“L’obiettivo dichiarato della Flotilla è quello di aiutare il popolo di Gaza, ma è fondamentale che questo impegno non si traduca in atti che non porterebbero ad alcun risultato concreto, ma che, al contrario, rischierebbero di avere effetti drammatici con rischi elevati ed irrazionali”, ha aggiunto Crosetto, ribadendo: “La priorità mia e del Governo è e resta la sicurezza e il ricorso a soluzioni efficaci e sicure per aiutare realmente la popolazione di Gaza, attraverso i canali umanitari e diplomatici, tutti già attivi”. “Le istituzioni italiane – a partire dal Presidente della Repubblica, dal Presidente del Consiglio e da tutte le principali cariche dello Stato – stanno profondendo ogni sforzo diplomatico e operativo affinché prevalga il senso di responsabilità”, ha ricordato il ministro della Difesa, concludendo: “Ma qualora la Sumud Flotilla decidesse di intraprendere azioni per forzare un blocco navale si esporrebbe a pericoli elevatissimi e non gestibili, visto che parliamo di barche civili che si pongono l’obiettivo di ‘forzare’ un dispositivo militare. Sono certo che si possano ottenere risultati migliori e maggiori per il popolo palestinese in altri modi, mezzi e sistemi, come ho ribadito loro, ringraziando per il confronto sincero e corretto”.

Calcio, Pisa-Fiorentina 0-0 nel derby dell’Arno

Roma, 28 set. (askanews) – Il Derby dell’Arno, tornato in Serie A dopo 34 anni, finisce 0-0 tra Pisa e Fiorentina. Partenza sprint dei nerazzurri, con Nzola che colpisce la traversa e Kean vicino al gol per i viola. Dopo un avvio sofferto, la squadra di Italiano prende campo ma trova sulla sua strada un attento Semper. Nella ripresa, dopo l’infortunio di Aebischer e l’ingresso del debuttante Hojholt, cresce la Fiorentina: Kean segna due volte ma è sempre in fuorigioco. Al 71′ il sinistro di Meister illude l’Arena Garibaldi, ma il VAR annulla per tocco di mano. Poco dopo proteste per un sospetto rigore non concesso al Pisa per mani di Pongracic. Nel finale entrambe provano a vincerla, ma il risultato non si sblocca.

Calcio, Roma-Verona 2-0: giallorossi in testa alla classifica

Roma, 28 set. (askanews) – Vince ancora la Roma di Gian Piero Gasperini. Vince e convince, contro un Hellas Verona comunque volenteroso e sempre dentro la partita. All’Olimpico la sfida delle 15 finisce 2-0 in favore dei giallorossi con reti, una per tempo, di Artem Dovbyk nel primo e di Matias Soule nel secondo.

Nella prima frazione partono fortissimo i giallorossi che dopo 7 minuti sono già avanti grazie all’incornata di Dovbyk, bravo a prendere posizione e impattare un cross morbido di Celik dalla trequarti. Il Verona però reagisce e si crea due ottime occasioni con Gift Orban che però non è preciso, colpendo anche una clamorosa traversa a porta spalancata e Svilar battuto.

Nella ripresa la Roma prova a sviluppare gioco ed il Verona comunque pericoloso nei contropiedi e nelle transizioni veloci. Svilar è però un muro, la difesa regge e a dieci minuti dal termine arriva anche il gol per la tranquillità giallorossa: Kone e Pellegrini recuperano palla a centrocampo, col francese che poi è bravo a premiare l’inserimento di Soulé che da pochi passi segna il gol del 2-0. Gli ultimi minuti servono solo per le statistiche, col risultato che non si smuoverà più fino al novantesimo anche per via di un gol annullato a Gift Orban allo scadere per tocco di mano.

Ciclismo, bis di Pogacar: campione del mondo in Rwanda

Roma, 28 set. (askanews) – Anche in Rwanda, a Kigali, Tadej Pogacar ha imposto la sua legge. Lo sloveno si è laureato campione del mondo per la seconda volta consecutiva, conquistando la maglia iridata al termine di una prova di forza che non ha lasciato scampo agli avversari. Un dominio assoluto, suggellato da un attacco sul Mont Kigali a 104 km dall’arrivo e da una cavalcata solitaria cominciata a 66 km dal traguardo.

Alle sue spalle si è piazzato il belga Remco Evenepoel, protagonista di una giornata complicata tra problemi meccanici e rincorse continue, ma capace comunque di chiudere al secondo posto con orgoglio. Il bronzo è andato all’irlandese Ben Healy, che nel finale ha avuto la meglio sul danese Mattias Skjelmose. Ottima prova anche per Giulio Ciccone, che si è difeso con carattere chiudendo in sesta posizione.

Altri droni avvistati su basi militari, la Danimarca vieta i voli civili Uav in vista del vertice Ue

Roma, 28 set. (askanews) – Dopo quelli sulla base di Karup, altri droni sono stati avvistati sopra le basi militari della Danimarca e il Paese ha deciso di vietare tutti i voli civili degli apparecchi Uav, la prossima settimana. La ragione è quella di garantire la sicurezza, visto che la capitale Copenaghen ospiterà il Vertice della Comunità Politica Europea che riunirà, tra mercoledì e giovedì, diversi capi di Stato e di governo. Lo ha dichiarato il ministro dei Trasporti Thomas Danielsen.

“La Danimarca ospiterà i leader europei la prossima settimana, dove presteremo particolare attenzione alla sicurezza. Pertanto, da lunedì a venerdì, chiuderemo lo spazio aereo danese a tutti i voli civili di droni – ha dichiarato il Ministro dei Trasporti – In questo modo, eliminiamo il rischio che droni nemici possano essere confusi con quelli ufficiali e viceversa”, ha aggiunto. La decisione è stata presa dopo che le autorità danesi hanno avvistato altri droni in diverse strutture militari durante la notte. La violazione del divieto può comportare una multa o una pena detentiva fino a due anni, ha aggiunto il Ministero.

Calcio, Sassuolo-Udinese 3-1

Roma, 28 set. (askanews) – Il Sassuolo torna a vincere, si assicura il lunch match contro l’Udinese al termine di una prova convincente. 3-1 il risultato finale. Partita messa in cassaforte a cavallo tra l’8′ e il 12′ grazie alla reti di Laurienté e Kone. Particolarmente brillante il francese che dopo aver aperto le marcature con un bel destro sul palo più lontano ha anche servito l’assist per il canadese.

Udinese che si vede prima assegnare poi annullare dal VAR ben due rigori, tuttavia nella ripresa trova la forza di reagire grazie a Davis, bravo a farsi trovare pronto su una respinta del non irreprensibile Muric su conclusione di Atta. Nei minuti finali di partita arriva il primo gol in Serie A per Edoardo Iannoni, alla sua seconda presenza nel massimo campionato.

Con questo successo gli emiliani si avvicinano ai friulani, distanti un solo punto in classifica. Udinese che dopo un’ottima partenza in campionato hanno trovato la seconda sconfitta consecutiva.

Pallavolo, Italia-Bulgaria 3-1: gli azzurri campioni del mondo

Roma, 28 set. (askanews) – L’Italia batte la Bulgaria ed è campione del mondo! Vittoria netta dei ragazzi di De Giorgi che vincono 3-1 la finale con i parziali di 25-21, 25-17, 17-25, 25-10. Percorso straordinario degli azzurri che, dopo aver chiuso al secondo posto ai gironi (in cui è arrivata l’unica sconfitta, quella contro il Belgio per 3-2), nella fase a eliminazione diretta sono saliti sempre più di livello, battendo nell’ordine Argentina, Belgio e Polonia sempre per 3-0. Per l’Italia arriva il 5° Mondiale della storia, il secondo consecutivo dopo quello vinto nel 2022. Anno magico per la pallavolo italiana che dopo la vittoria dell’oro nel femminile, conquista il Mondiale anche nel maschile.

Canottaggio, Italia d’argento ai mondiali nell’otto misto

Roma, 28 set. (askanews) – A Shanghai, dove oggi era in corso l’ultima giornata dei Mondiali Assoluti, l’otto misto dell’Italia conquista la medaglia d’argento. Al traguardo Laura Meriano, Elisa Mondelli, Aisha Rocek, Alice Codato, Giacomo Gentili, Andrea Panizza, Nunzio Di Colandrea e Giovanni Codato, con al timone Alessandra Faella, sono preceduti all’arrivo soltanto della Romania dopo aver tenuto dietro corazzate del calibro di Nuova Zelanda, Stati Uniti, Olanda e Germania. Chiusura con il tempo finale di 5.39.58, a 5.12 dai rumeni.

In questa specialità, introdotta nel 2025 da World Rowing all’interno del programma dei Mondiali, l’Italia mette in mostra grande carattere e affiatamento. Panizza e Gentili lasciano così Shanghai con due medaglie, dopo aver conquistato giovedì l’oro nel quattro di coppia maschile insieme a Luca Chiumento e Luca Rambaldi. (Foto Kowacic/canottaggio.org)

Caivano, un proiettile recapitato a don Patriciello. Meloni: gesto vigliacco, lo Stato è con voi e non arretra

Roma, 28 set. (askanews) – Pesanti minacce a don Maurizio Patriciello a Caivano. Durante la messa nella parrocchia di San Paolo Apostolo, un uomo, confondendosi tra i fedeli, ha consegnato a don Patriciello un fazzoletto con dentro un proiettile, e poi si è dileguato.

“Inaccettabile quanto accaduto oggi a Caivano”, ha scritto su X la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, commentando l’accaduto.

Si è trattato, ha sottolineato la premier, di “un gesto vigliacco e criminale, compiuto nel luogo e nel momento più sacro, che non intimidirà chi, come don Patriciello, rappresenta coraggio e dedizione a favore della comunità e della legalità”. Saremo “al fianco di don Patriciello e di tutti coloro che non si piegano alla criminalità. Lo Stato è con voi, e non faremo mai un passo indietro”, conclude Meloni.

“È raccapricciante e vergognoso quello che è accaduto questa mattina in mia presenza, a Caivano, nella parrocchia di San Paolo Apostolo dall’interno Parco Verde durante la messa officiata da don Maurizio Patriciello”: a raccontarlo è Pina Castiello, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio
dei ministri. “Un esponente della criminalità locale – dice Castiello – confondendosi tra i fedeli in fila per il rito di comunione, si è avvicinato a don Maurizio Patriciello e gli ha consegnato un
fazzoletto contenente un proiettile, dileguandosi poi velocemente”. “Pronto è stato l’intervento delle
forze dell’ordine – continua Castiello – che stanno ora, con la consueta professionalità, svolgendo tutti gli accertamenti del caso”. “Ho avvertito dell’accaduto – conclude Castiello -il Prefetto di Napoli, Miche di Bari, e soprattutto il Presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni. Non ci faremo spaventare, non arretreremo di un millimetro nell’affermazione della legalità e nella lotta senza quartiere alla camorra!”

Ucraina, Tajani: tranquillizzo tutti, Putin non attacca l’Italia

Roma, 28 set. (askanews) – “Non è che rimango ottimista su Putin, Putin ha un’aggressività inaccettabile però credo assolutamente che voglia attaccare l’Italia. Questo lo posso smentire”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, segretario di Fi, parlando a Telese Terme (Bn) dove è in corso la festa del partito.

“La nostra difesa aerea – ha aggiunto – è sempre vigile e attenta”. Tajani ha sottolineato “l’efficienza dell’aronautica militare, sia a terra sia in cielo”. Poi ha proseguito: “Gli italiani possono stare tranquilli da tutti i punti di vista, non dobbiamo drammatizzare, non ci risulta nulla di preoccupante per quanto riguarda il nostro paese, voglio rassicurare tutti. Ho parlato anche con il ministro della difesa, stamattina ci siamo consultati. Vogliamo tranquillizzare tutti”. Sabato, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha avvertito che la Russia non si fermerà al suo Paese, motivo per cui sta testando le difese aeree europee con le recenti incursioni in diversi Paesi appartenenti all’alleanza militare della NATO.

L’affluenza alle elezioni Regionali: nelle Marche al 10,59%, in Valle d’Aosta al 21,68%

Roma, 28 set. (askanews) – E’ del 10,59%, alle ore 12, l’affluenza nelle Marche per le elezioni regionali. Quasi tre punti percentuali in meno rispetto alla stessa rilevazione alle precedenti elezioni regionali del 2020, quando fu del 13,43%. Il dato più elevato è stato registrato in provincia di Pesaro Urbino (12,35%), segue la provincia di Fermo (10,90%), poi Ascoli Piceno (10,33%), Macerata (10,15%), Ancona (9,60%). I prossimi dati sull’affluenza verranno diffusi alle 19 e alle 23 di oggi.

E’ invece del 21,68% l’affluenza, alle 12, per le elezioni regionali in Valle d’Aosta. Hanno votato in 22.379 su 103.223 aventi diritto. Nel 2020 (le elezioni si svolgevano su due giornate) l’affluenza alle ore 12 per il rinnovo del Consiglio regionale era stata del 17,66%. Alle ore 19 la prossima rilevazione dell’affluenza alle urne.

Massiccio atttaco in Ucraina, la Polonia fa decollare i caccia. Chiuso lo spazio aereo

Roma, 28 set. (askanews) – La Polonia ha fatto decollare dei caccia nel proprio spazio aereo questa mattina: lo hanno riferito le forze armate polacche, spiegando che è stato chiuso lo spazio aereo vicino a due delle sue città sudorientali, in seguito al massiccio attacco di droni su Kiev di questa notte.

Al di là del confine, in Polonia, già in allerta dopo le recenti incursioni di droni russi sul suo territorio, sono stati attivati aerei militari per proteggere lo spazio aereo.

“Sono state inviate coppie di caccia in servizio e i sistemi di difesa aerea terrestri e di ricognizione radar sono stati messi in stato di massima allerta”, ha scritto il Comando operativo delle forze armate polacche su X.

Sabato, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha avvertito che la Russia non si fermerà al suo Paese, motivo per cui sta testando le difese aeree europee con le recenti incursioni in diversi Paesi appartenenti all’alleanza militare della NATO.

Massiccio atttaco in Ucraina, la Polonia fa decollare i caccia. Chiuso lo spazio aereo

Roma, 28 set. (askanews) – La Polonia ha fatto decollare dei caccia nel proprio spazio aereo questa mattina: lo hanno riferito le forze armate polacche, spiegando che è stato chiuso lo spazio aereo vicino a due delle sue città sudorientali, in seguito al massiccio attacco di droni su Kiev di questa notte.

Al di là del confine, in Polonia, già in allerta dopo le recenti incursioni di droni russi sul suo territorio, sono stati attivati aerei militari per proteggere lo spazio aereo.

“Sono state inviate coppie di caccia in servizio e i sistemi di difesa aerea terrestri e di ricognizione radar sono stati messi in stato di massima allerta”, ha scritto il Comando operativo delle forze armate polacche su X.

Sabato, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha avvertito che la Russia non si fermerà al suo Paese, motivo per cui sta testando le difese aeree europee con le recenti incursioni in diversi Paesi appartenenti all’alleanza militare della NATO.

Il Papa in piazza San Pietro: giustizia e pace contro l’ingordigia e l’indifferenza

Roma, 28 set. (askanews) – “Alle porte dell’opulenza sta oggi la miseria di interi popoli, piagati dalla guerra e dallo sfruttamento. Attraverso i secoli, nulla sembra essere cambiato: quanti Lazzaro muoiono davanti all’ingordigia che scorda la giustizia, al profitto che calpesta la carità, alla ricchezza cieca davanti al dolore dei miseri”: così Papa Leone nell’omelia della messa celebrata a piazza San Pietro per il Giubileo dei Catechisti.

“Quando anche noi siamo tentati dall’ingordigia e dall’indifferenza, i molti Lazzaro di oggi ci ricordano la parola di Gesù, diventando per noi una catechesi ancora più efficace in questo Giubileo, che è per tutti tempo di conversione e di perdono, di impegno per la giustizia e di ricerca sincera della pace”, ha sottolineato il Papa, esortando: “Cari fratelli e sorelle, facciamo nostro questo invito! Ricordiamoci che nessuno dà quello che non ha. Se il ricco del Vangelo avesse avuto carità per Lazzaro, avrebbe fatto del bene, oltre che al povero, anche a sé stesso. Se quell’uomo senza nome avesse avuto fede, Dio lo avrebbe salvato da ogni tormento: è stato l’attaccamento alle ricchezze mondane a togliergli la speranza del bene vero ed eterno”.

Ucraina, centinaia di droni su Kiev: ci sono morti e decine di feriti

Roma, 28 set. (askanews) – Un “massiccio attacco” della Russia contro la capitale dell’Ucraina ha causato la morte di quattro persone e il ferimento di almeno altre otto. Lo ha dichiarato il sindaco di Kiev Vitali Klitschko. Durante la notte, si legge su Bbc News, numerosi droni hanno colpito diverse regioni, tra cui Zaporizhzhia, dove almeno 16 persone, tra cui tre bambini, sono rimaste ferite, secondo quanto riferito dalle autorità. Il ministro degli Esteri ucraino ha dichiarato che centinaia di droni e missili sono stati utilizzati negli ultimi attacchi in Ucraina.

In un post pubblicato questa mattina su Telegram, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha affermato che la Russia ha lanciato circa 500 droni e oltre 40 missili nell’attacco notturno all’Ucraina, uccidendo quattro persone e danneggiando infrastrutture civili. Il presidente ha riferito che gli obiettivi principali sono stati Kiev e le regioni di Zaporizhzhia, Khmelnytskyi, Sumy, Mykolaiv, Chernihiv e Odessa.

Zelenskyy ha dichiarato che “infrastrutture civili”, una fabbrica di gomma e condomini sono stati danneggiati dai “brutali attacchi” sferrati dalla Russia.

La Flotilla è partita per Gaza "seguiti dai droni senza difesa", l’appello: aiutateci, scendete in piazza

Roma, 28 set. (askanews) – La Global Sumud Flotilla questa notte è partita, quasi 50 barche sono partite alla volta di Gaza. Lo ha detto in un video messaggio Stefano Bertoldi, comandante dell’imbarcazione a vela Zefiro, una delle barche maggiormente danneggiate dagli attacchi di droni, costretta a fermarsi in Grecia perché pesantemente colpita.

“Ho analizzato la situazione geopolitica internazionale, e l’atteggiamento del nostro governo – irresponsabile a partire da Giorgia Meloni e dal ministro della Difesa Crosetto. Non avremo nessun tipo di difesa, non saremo scortati. Speriamo che la Spagna faccia il suo e non come il suo collega Crosetto che ha annunciato che eventualmente soccorrerà e raccoglierà i feriti. La Flotilla è in questo momento a rischio”, ha detto Bertoldi, ricordando quello che è successo alla sua barca: “L’avvertimento di qualche giorno fa – ha detto Bertoldi – è stato chiaro. La mia e un’altra barca sono tornate indietro pesantemente colpite dai droni, la barca Zefiro è stata colpita in maniera chirurgica, in quanto gli israeliani molto probabilmente sapevano che questa barca aveva un albero che poteva reggere questo colpo. Se questo attacco potente venisse fatto su altre barche il cui albero è semplicemente appoggiato gli alberi verrebbero giù”.

Il comandante della nave ha poi spiegato che le persone della Flotilla in navigazione hanno avvistato droni che seguono le barche: “In questo momento ci sono delle persone di vedetta e ho letto dai messaggi che si stanno scambiando i miei colleghi in navigazione – quando sono le ore 4.30 ora locale italiana 5.30 ora locale greca – sono scortate da dei droni, sono ovviamente droni di controllo israeliani, forse ci saranno anche droni di controllo di Frontex o forse della Grecia ma comunque la questione è questa il prossimo attacco, se verrà fatto, e purtroppo i miei segnali mi dicono che verrà fatto, sarà micidiale. È molto probabile che questa volta ci siano gravi feriti ed eventualmente delle morti”, ha avvertito.

Da qui l’appello: “Vi prego, fate girare questo messaggio. Il 22 settembre non deve rimanere un caso isolato, in quanto a manifestazioni e coinvolgimento della popolazione. Scendiamo in piazza. Ci sono partiti e sindacati che si stanno aggregando va bene tutto, ma mi raccomando impegniamoci, ci sono cari amici a bordo delle navi e vogliamo che le loro vite siano salvaguardate. Non fidiamoci dei nostri governi, non faranno nulla per noi. E’ l’ora del popolo, è l’ora delle persone, anche quelle meno impegnate politicamente, anche quelle più scettiche” “La nostra missione – ha spiegato ancora Bertoldi, comandante dell’imbarcazione della Flotilla Zefiro – non è una missione umanitaria per portare pochi pacchi alla popolazione palestinese di Gaza, la nostra è una missione politica: l’assedio deve finire, il genocidio deve finire, le vite degli attiviosti pacifisti non armati deve essere tutelata, mi raccomando organizzaimoci “. “Chiamiamo tutti quelli che possiamo. Organizziamoci, scendiamo in piazza il più presto possibile, ovviamente in modo non violento”, ha ribadito Bertoldi, concludendo: “Organizziamoci per il secondo lunedì di battaglia ovviamente in maniera non violenta. Scendiamo in piazza, chiamate chi potete, che può darci una, mano ci sono i nostri amici, fratelli, skipper, marinai che in buona fede in modo non violento fanno tutto questo per noi, per la nostra democrazia sotterrata da governi irresponsabili, che non ci aiuteranno”.

(nella foto, dal video sui social, la Flotilla in navigazione verso Gaza)

Ucraina, Tajani: tranquillizzo tutti, Putin non attacca l’Italia

Roma, 28 set. (askanews) – “Non è che rimango ottimista su Putin, Putin ha un’aggressività inaccettabile però credo assolutamente che voglia attaccare l’Italia. Questo lo posso smentire”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, segretario di Fi, parlando a Telese Terme (Bn) dove è in corso la festa del partito.

“La nostra difesa aerea – ha aggiunto – è sempre vigile e attenta”. Tajani ha sottolineato “l’efficienza dell’aronautica militare, sia a terra sia in cielo”. Poi ha proseguito: “Gli italiani possono stare tranquilli da tutti i punti di vista, non dobbiamo drammatizzare, non ci risulta nulla di preoccupante per quanto riguarda il nostro paese, vglio rassicurare tutti. Ho parlato anche con il ministro della difesa, stamattina ci siamo consultati. Vogliamo tranquillizzare tutti”.

La magia dello swing torna a Milano con Swing’n’Milan

Milano, 28 set. (askanews) – La magia dello swing torna a Milano: dal 10 al 12 ottobre lo Spirit De Milan (Via Bovisasca, 29), la Cattedrale dello Swing nel cuore della Bovisa, accoglierà ballerini, musicisti e appassionati da tutto il mondo per la tredicesima edizione di Swing’n’Milan!

Tre giorni di musica dal vivo, ballo, dj set, competizioni e corner vintage animeranno il locale milanese, trasformandolo ancora una volta in un viaggio nel tempo verso l’energia travolgente degli anni 30 e 40.

Ogni sera, a partire dalle 19.30, lo Spirit de Milan si accenderà con concerti di grandi band italiane e internazionali e una doppia ballroom pronta ad accogliere migliaia di ballerini da ogni parte del mondo.

Venerdì 10 ottobre il palco sarà tutto per il carismatico Gordon Webster, pianista e bandleader di fama mondiale, amatissimo dalla scena lindy hop. A infiammare la pista ci sarà anche la competizione Mi & Ti (Mix and Match) e lo swing dj set.

Sabato 11 ottobre sarà una notte imperdibile: si alterneranno la potenza travolgente della NP Big Band, l’energia senza fine di Gordon Webster e la Strictly Lindy Hop Couple Competition con i migliori ballerini internazionali, per poi concludere con lo swing dj set.

Domenica 12 ottobre chiusura in grande stile con la Monday Orchestra, 18 musicisti guidati da Luca Missiti che proporranno standard jazz, swing e arrangiamenti originali. A fine serata è obbligatorio scatenarsi con lo swing dj set!

I biglietti singoli per il festival sono acquistabili sul sito ufficiale e comprendono una consumazione (venerdì 10 ottobre – 25€; sabato 11 ottobre – 35€; domenica 12 ottobre – 20€). Il Party Pass (65€) offre l’accesso a tutte e tre le notti con un drink incluso per ciascuna.

Oltre alle serate del festival, Swing’n’Milan propone un camp intensivo di Lindy Hop e Solo Jazz con insegnanti internazionali. Otto ore di workshop suddivise tra sabato e domenica offriranno la possibilità a ballerini di ogni livello – da chi ha appena iniziato fino ai professionisti più esperti – di approfondire tecnica, musicalità e improvvisazione. Sono previsti quattro livelli (Intermediate, Advanced, Expert, Pro) per Lindy Hop e un livello Expert per Solo Jazz.

Gli insegnanti che partecipano a questa nuova edizione incarnano lo spirito del festival: tecnica, passione e capacità di trasmettere l’anima dello swing: Pamela & Tadas, coppia nata sulla pista in Lituania, portano un approccio che valorizza l’improvvisazione e lo stile personale; Jill & Alex, con background nella danza contemporanea e nel breakdance, trasmettono l’essenza più autentica del Lindy Hop old school, mescolando energia e ricerca stilistica; Isabella & Pontus, record di medaglie d’oro ai campionati svedesi, offrono un metodo pedagogico che sviluppa la consapevolezza e l’identità di ogni ballerino; Sonia & Hector, pionieri della scena swing spagnola, diffondono il Lindy Hop nel mondo con uno stile basato su comunicazione, rimbalzo e qualità del movimento.

A guidare il pubblico nelle serate come Masters Of Ceremonies, ci saranno l’inesauribile Dalila Del Giudice, sul palco del festival da un decennio, affiancata da Jean-Charles Zambo, artista poliedrico che ha calcato i palchi più prestigiosi in Francia e nel mondo. Con il loro carisma e l’esperienza di ballerini, cantanti e attori, accompagneranno gli spettatori tra concerti, esibizioni e competizioni.

Durante la tre giorni sarà possibile provare i piatti pensati apposta per il festival e curiosare tra mercatini di abiti e accessori vintage.

Cynar Spritz sarà partner di questi tre giorni, con la lezione primi passi gratuita di lindy hop e la presenza di taxi dancers per far volteggiare in pista anche chi non ha mai ballato!

Lo Spirit de Milan, con le sue atmosfere vintage e il suo fascino industrial, è ormai un luogo riconosciuto a livello nazionale che ogni sabato ospita centinaia di ballerini di Lindy Hop e Balboa e che durante Swing’n’Milan si trasforma in un autentico tempio dello swing.

Swing’n’Milan nasce nel 2013 con l’obiettivo di introdurre la città di Milano al ballo, alla musica e alla cultura swing degli anni 30 e 40 nella sua forma più autentica e originale. Da allora, il festival ha continuato a crescere e a riscuotere un crescente successo. Swing’n’Milan è ideato da KLAXON srl, società nata nel 2000 come studio di progettazione che opera nel campo dell’exhibition design e già ideatore di Spirit De Milan. Tra i suoi obiettivi principali c’è quello di creare eventi tematici che coinvolgano i partecipanti a 360°.

Doverosi ricordi. Le radici della Democrazia Cristiana

Ha fatto bene l’on. Cappa, nel suo completo discorso, a ricordare che la Democrazia Cristiana trae le sue origini e trova la sua continuità storica nel Partito Popolare Italiano. Questo doveroso riconoscimento, che aveva (vorrei dire) una conferma nel fatto che i popolari di allora sedevano negli stessi settori e parlavano dagli stessi banchi di oggi, andava fatto come giusto tributo di riconoscenza per coloro che ci hanno preceduti e come ammonimento ai giovani a non obliare la loro opera ed il loro insegnamento.

L’appello di don Sturzo

Il Ppi infatti sorse nel 1919, tra molte diffidenze e non pochi contrasti, con un programma di libertà, di tutte le libertà, ed il primo appello che don Luigi Sturzo, con altri dieci amici, lanciava il 18 gennaio 1919 al Paese era diretto a tutti gli uomini liberi e forti e chiedeva la libertà della famiglia, della scuola, della stampa, delle organizzazioni, delle classi, degli enti pubblici locali e la libertà della Chiesa.

Oltre a ciò si domandava l’unità sindacale, una legislazione sociale nazionale ed internazionale a tutela del lavoro, lo sviluppo della cooperazione, un piano di assicurazioni per la malattia, la vecchiaia, la invalidità e la disoccupazione, la difesa e l’incremento della piccola proprietà rurale, l’abolizione del latifondo.

Il filo storico con la Dc

Tutto questo programma di rinnovamento nel campo economico-sociale trovava con la Democrazia Cristiana un nesso storico, dottrinale e pratico evidente. Chiunque ricordi i primi convegni democristiani del 1900 ed anni prossimi constata le affinità e le analogie sicure tra le domande del Ppi ed il programma dei popolari.

Di più: gli uomini erano gli stessi e basti ricordare fra tutti il nome caro e venerato di don Luigi Sturzo.

E la Dc si ricollegava proprio, come l’acqua del fiume alla fonte, all’enciclica di Leone XIII Rerum Novarum (1891), che giustamente (e non per adulazione, come avversariamente si è scritto) passa alla storia come la “carta cristiana del lavoro”.

Le diffidenze e i contrasti

Le diffidenze contro il Ppi provenivano dai liberali; i contrasti dai socialisti. I liberali ci accusavano di essere dei falsi amici della libertà, ed il pontefice massimo di essi (parlo di Benedetto Croce) non lesinava giudizi meno favorevoli. Basta rileggere la Storia d’Europa del Croce per trovarvi con la svalutazione dell’età liberale anche gli apprezzamenti meno severi verso i “democratici cattolici” che si chiamarono poi “popolari”.

Il Croce che, ammettendo la sua educazione e la sua “virtù cristiana”, credeva di poter parlare in nome della “religione della libertà”, concedeva l’ingresso al nuovo tempio a tutti, meno a coloro che provenivano dalle organizzazioni cattoliche.

I socialisti (e fu il loro più grave errore) ci combattevano aspramente prima nel Paese e poi alla Camera definendoci senz’altro unicamente come sostenitori delle classi abbienti.

Né liberali né socialisti

I popolari non erano certamente dei liberali perché del liberalismo agnostico erano i primi critici, ma avevano accolto in pieno il metodo della libertà, questo metodo bastava ai liberali di buona fede per lasciare libero ingresso alle forze giovani che chiedevano di partecipare al rinnovamento dello Stato.

I popolari non erano nemmeno dei socialisti, perché rifiutavano la dottrina del materialismo storico ed il metodo della lotta di classe, ma ugualmente per la elevazione delle classi meno abbienti lavoravano ed agivano con fede e purezza di intenzioni e su questo terreno sarebbe stata possibile una intesa per operare un profondo rinnovamento sociale.

Non fu così: errori, fatalità, incomprensioni, disegno di una follia, esasperazioni nazionalistiche portarono ad una soluzione dai più forse imprevista ed il fascismo con la violenza, le minacce e la frode riuscì per un ventennio a dominare il Paese portando l’Italia alla rovina ed alla strage, di cui tutti fummo testimoni e vittime.

La ricostruzione

Ed oggi, dopo i tempi duri che il Paese ha superato, mentre rinasce l’amore per la libertà, i popolari che tennero alta la vecchia ed onorata bandiera, sono lieti di affidarla ai giovani della Dc perché, col tesoro della esperienza e della storia vissuta dagli anziani, essi sappiano operare in profondità per la attesa ricostruzione.

Sarà lecito sperare una maggior comprensione degli avversari verso la Dc? Il sincero amore alla libertà, che anima tutta la Dc, ed il loro ardente desiderio di dare alle classi lavoratrici un maggior benessere ed un più alto tenore di vita saranno ancora messi in dubbio? Noi non lo crediamo.

Già la lotta combattuta in comune ed i sacrifici in comune sopportati ce lo facevano sperare: questi pochi mesi di libertà, queste prime giornate di dibattiti alla Consulta ce ne hanno dato conferma.

Una nuova Italia

Vi sono delle ombre, nel quadro (noi non lo neghiamo), vi sono qua e là degli eccessi che meritano di essere corretti, ma chi confronti l’andamento delle sedute attuali alla Consulta, con le risse quotidiane della XXV legislatura, non può avere dubbi di sorta.

Dal crogiuolo delle sofferenze e dal comune dolore è nata una nuova Italia; sappiamo esserne degni e trovare tra le opposte ideologie il comune denominatore delle sane intese e delle proficue collaborazioni.

Umberto Merlin (1874–1964), giurista e politico di formazione cattolica, fu tra i fondatori del Partito Popolare Italiano e poi dirigente della Democrazia Cristiana. Deputato alla Costituente, più volte ministro, contribuì a valorizzare con il suo impegno pubbluco l’identità democratica e sociale del cattolicesimo politico italiano.

L’asse dei droni, la Polonia sceglie Taiwan: no alla dipendenza dalla Cina

Mentre la guerra infuria alle sue porte, la Polonia si è rivolta a un partner inaspettato, Taiwan, per rafforzare le sue difese aeree. In una mossa che segna un netto cambio di rotta rispetto al passato, Varsavia è diventata il principale acquirente di droni di Taiwan, assorbendo quasi il 60% delle esportazioni totali dell’isola in un anno.

Questa alleanza strategica, emersa in modo evidente dai dati che mostrano un’impennata delle esportazioni di droni taiwanesi verso la Polonia fino a 32 milioni di dollari solo quest’anno, è guidata da un obiettivo primario: allontanarsi dalla dipendenza dai componenti cinesi. Gli Stati Uniti, in confronto, si posizionano al secondo posto, con importazioni di circa 7 milioni di dollari nello stesso periodo.

Dopo l’invasione russa del 2022, i droni sono diventati strumenti indispensabili per le forze ucraine e i loro alleati. Anche perché sempre più spesso i droni russi sconfinano nello spazio aereo della NATO, inclusa la Polonia.

L’industria polacca decolla

Di fronte a questa minaccia, l’industria polacca dei droni ha reagito con una crescita esplosiva. WB Electronics, il principale produttore del paese, ha visto il suo fatturato annuale più che raddoppiare, raggiungendo quasi 3 miliardi di zloty (829 milioni di dollari) nel 2024. Oltre a fornire l’esercito polacco, l’azienda collabora strettamente con l’Ucraina, dove ha anche uno stabilimento produttivo.

Questa espansione ha aperto le porte a nuove partnership. Il produttore taiwanese di droni Ahamani ha confermato che la domanda polacca è così robusta da giustificare l’apertura di un nuovo stabilimento in Europa. 

Allo stesso tempo, anche le aziende polacche stanno consolidando i legami con Taiwan. Farada Group, un produttore di droni con ambizioni di espansione negli Stati Uniti, ha sostituito i componenti cinesi con quelli taiwanesi, ritenuti “equivalenti di alta qualità con una disponibilità simile” in grado di soddisfare i rigorosi standard di sicurezza americani.

Sinergia in un mondo diviso

Questa partnership, sostanzialmente, si basa su una sinergia di interessi e necessità. 

La vicinanza della Polonia all’Ucraina aggiunge poi un ulteriore strato di valore a questa relazione e dimostra come in un momento di crescenti tensioni geopolitiche Paesi con interessi simili si stiano unendo per forgiare una nuova via in un mondo sempre più diviso.

La Fattoria degli animali: Orwell oggi parla all’America

[…] nel 2025, gli americani potrebbero leggere questo romanzo con occhi leggermente diversi rispetto al passato, quando il governo autoritario, l’adorazione dei leader come una setta e la propaganda che negava la realtà erano cose che accadevano altrove. Oggi, è difficile leggere la mordace descrizione di Orwell degli stravaganti panegirici a Napoleone (“due mucche, sorseggiando un drink in piscina, esclamavano: ‘Grazie alla leadership del compagno Napoleone, che sapore eccellente ha quest’acqua!'”) e non pensare agli esempi a cui assistiamo quotidianamente: dalla sensibilità decisamente idolatra comune tra la base di Trump ai funzionari dell’amministrazione che si accalcano l’uno sull’altro per elogiare Trump durante una riunione di gabinetto, o un membro del Congresso che dice ai giornalisti che Trump “non sbaglia mai”, o l’addetta stampa Karoline Leavitt che esulta : “Cracker Barrel è una grande azienda americana e hanno preso un’ottima decisione di fidarsi di Trump!” Allo stesso modo, quando Orwell nota ironicamente che gli animali “non avevano nulla su cui basarsi se non le liste di cifre di Clarinetto, che invariabilmente dimostravano che tutto stava migliorando sempre di più”, non si può fare a meno di pensare a Trump che licenzia il commissario del Bureau of Labor Statistics che non ha voluto trasmettere quel messaggio.

La riscrittura degli slogan, le insidiose cospirazioni invocate per spiegare qualsiasi cosa vada storta, il capo della propaganda che convince gli altri animali che ciò che hanno visto con i propri occhi non è accaduto o è accaduto in modo molto diverso: i parallelismi sono ovunque. Si potrebbe persino sottolineare che, come la rivoluzione animale di Orwell, il populismo trumpiano pretende di difendere gli oppressi e gli emarginati. E l’accogliente incontro di Trump con Vladimir Putin il mese scorso evoca l’inquietante ultima riga del romanzo in cui gli animali “guardavano dal maiale all’uomo, e dall’uomo al maiale, e di nuovo dal maiale all’uomo; ma era già impossibile dire chi fosse chi”.

Questo non vuol dire che siamo intrappolati nella Fattoria degli Animali, ovviamente. A differenza dei suoi abitanti, abbiamo altre fonti di informazione e comprare ciò che gli Squealer del MAGA stanno vendendo è una scelta. Finora, le azioni di questa amministrazione sono più una presa di potere caotica e costellata di incompetenza che un governo autoritario; al posto dei temibili cani di Napoleone che sbranano i dissidenti al suo segnale, abbiamo le Guardie Nazionali che impacchettano la spazzatura a Washington, DC. Ma se La Fattoria degli Animali non è (ancora) la nostra storia, è certamente un utile avvertimento. E non solo per i nemici di Trump: il devoto Boxer, venduto alla fabbrica di colla in modo che i maiali possano comprarsi qualche cassa di birra, può essere visto come un sostituto non solo della classe operaia sovietica, ma di tutti i fedeli del MAGA che vengono fregati dalle politiche di Trump.

I parallelismi con l’America moderna non sono certo l’unica ragione per rileggere “La fattoria degli animali” . Ma sono un valido promemoria del fatto che la favola di Orwell non ha mai riguardato solo l’Unione Sovietica.

Traduzione automatica da Google. Per leggere il testo completo: clicca qui.

Sciamanesimo e potere: la radice nascosta dell’imperialismo russo

Gli “oggetti volanti non identificati” che hanno interrotto il traffico aereo in vari Paesi europei — dalla Polonia alla Norvegia — non sono soltanto strumenti di guerra ibrida. «Sono segni di un immaginario che Mosca vuole imporre come forza oscura, capace di incutere timore e paralisi», scrive Stefano Caprio su Asia News. I droni anonimi diventano nuovi totem sospesi, simboli di un potere che si ammanta di magia e di suggestioni cosmiche.

L’orso, Šaman e i riti della caccia

Non è casuale che il partito del Cremlino si chiami “Russia Unita” e abbia come emblema l’orso siberiano, animale-totem delle popolazioni dell’Estremo Oriente russo. Caprio ricorda che «lo stesso Medvedev, il cui cognome significa ‘dell’orso’, funge da sacerdote laico dei rituali putiniani, maledicendo l’Occidente con linguaggio tribale e visionario». A questo universo appartiene anche il cantante Šaman, autore dell’inno Ja russkij! (“Io sono russo”), e la figura dello sciamano della Jacuzia Aleksandr Gabiščev, perseguitato per aver annunciato una marcia verso Mosca per scagliare una maledizione su Putin. Lo stesso presidente, con l’amico Šojgu, ama mostrarsi come cacciatore nelle steppe di Tuva: «il leader-totem che domina la natura e trasforma la caccia in rituale politico», annota Caprio.

Dalla Siberia all’Universo

Lo sciamanesimo, ammesso in Russia come “religione tradizionale minore” dopo l’Ortodossia, è oggi sostenuto persino in ambito tecnico-scientifico. «Nei manuali di aviazione e cosmonautica compaiono capitoli che esaltano l’esperienza sciamanica come ponte con l’Universo», osserva Caprio. Il festival Sajanskoe Koltso, tenuto quest’estate nel villaggio di Šušenskoe, celebra l’anello dei monti Sayan, legando la memoria dell’esilio di Lenin al culto dei totem naturali. Si crea così una continuità ideologica tra l’URSS e la Russia attuale: il mausoleo di Lenin a Mosca e i droni odierni sono due facce della stessa religione civile.

La paura come metodo

Secondo Caprio, Putin divide il mondo in due soli attori: Russia e America. «L’Europa non esiste — scrive —, può solo andare a fumare in corridoio mentre i grandi decidono». La paura, diffusa attraverso simboli arcaici e tecnologie militari, diventa lo strumento per tenere in scacco le società europee. Lo sciamanesimo politico funziona perché parla alle emozioni, costruendo un immaginario di forze oscure pronte a colpire. In questo intreccio tra religione ortodossa, caccia rituale e sciamanesimo popolare, Caprio individua «la radice nascosta dell’imperialismo russo».

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Telefonata di mezz’ora con portavoce Flotilla, Tajani: vanno avanti

Telese Terme (Bn), 27 set. (askanews) – Telefonata di mezz’ora circa tra il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, e la portavoce della Global Sumud Flottilla Maria Elena Delia. “Vanno avanti”, ha spiegato Tajani parlando con i giornalisti a Telese Terme (Bn) dove è in corso la festa del partito. “Credo capiscano quali sono i rischi. Ho parlato con la portavoce italiana, ho chiesto di riferire agli altri che sono lì. Come mio dovere di ministro italiano mi preoccupo dei nostri concittadini a bordo”, ha spiegato.

Tajani ha ribadito a Delia che “non ci sarà alcuna protezione di tipo militare. La neve della marina militare non accompagnerà la Flotilla nelle acque israeliane, lo sapevano. Mi auguro possa succedere qualche cosa. Facciamo di tutto per evitare ci sia un deterioramento della situazione, io sono disponibile a parlare con loro giorno e notte”.

Tajani: non credo Italia obiettivo o che Putin voglia III guerra mondiale

Roma, 27 set. (askanews) – “Non credo che Putin voglia scatenare la terza guerra mondiale e non credo che l’Italia sia un obiettivo militare, in ogni caso la nostra difesa aerea è in grado di abbattere droni con intenzioni minacciose e anche la Nato è in grado di farlo”. Così il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in diretta a 4 di sera sy Rete4 ha risposto alla dichiarazione di Zelensky a proposito della possibilità che anche l’Italia diventi oggetto delle incursioni di droni russi come sta accendo in Polonia in queste ore.

“Credo che Putin stia testando le reazioni dell’Occidente – ha aggiunto – ma dobbiamo avere i nervi saldi non avere reazioni spoporzionate, non commettere errori, dobbiamo lavorare per la pace, proteggendo il nostro spazio aereo, siamo in grado di farlo, perciò diciamo che servono più soldi per la sicurezza. Io sono convinto che non ci sarà nessuna guerra però dobbiamo impedire che la situazione degeneri”.

Zelensky: intercettati droni russi, Italia potrebbe essere la prossima

Roma, 27 set. (askanews) – “92 droni erano diretti verso la Polonia. Li abbiamo intercettati sul territorio ucraino, 19 hanno raggiunto il loro spazio aereo. Eppure, vediamo la direzione, per così dire la coreografia di questo volo. L’Italia potrebbe essere la prossima. Vedete Norvegia, Danimarca. Ci sono segnali dalla Svezia. Ci sono rumeni, polacchi, i paesi baltici. Putin sta testando ciò che hanno gli europei”. Lo ha scritto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky su X.

Secondo Zelensky “la Russia sta mettendo alla prova la propria capacità di difendersi e sta cercando di influenzare la società, così la gente inizia a chiedersi: ‘Se non riusciamo a proteggerci, perché dovremmo continuare a sostenere l’Ucraina?’. Questo mira a ridurre gli aiuti all’Ucraina, soprattutto in vista dell’inverno”.

Padel, domani in programma semifinali e finali Fip Silver Torino

Roma, 27 set. (askanews) – Spettacolo al Fip Silver Mediolanum Padel Cup di Torino, dove oggi il derby torinese ha infiammato un Palavillage ‘sold out’. Alvaro Montiel, neoazzurro di origini italiane e torinese d’adozione, in coppia con Juan Belluati ha superato con un doppio 6-4 Matteo Rosingana ed Edoardo Zecchinelli al termine di due ore di battaglia. Domani Montiel-Belluati affronteranno in semifinale – ricorda una nota – Aimar Goñi, rivelazione 19enne della Premier Padel, e l’argentino Luciano Capra, tornato protagonista dopo un lungo stop per infortunio. Nell’altra sfida i giovanissimi Giuseppe Fino e Marc Lupon, entrambi 19 anni, affronteranno la coppia argentina formata da Ignacio Archieri, anche lui classe 2006, e Juan Pablo Dametto. Le semifinali maschili inizieranno alle 10.30, precedute alle 9 dalle semifinali femminili, con le numero uno del seeding Aranzazu Osoro (n.15 del ranking FIP) e Victoria Iglesias, già dominanti nei turni precedenti. Nel pomeriggio, dalle 14, in programma la finale femminile seguita da quella maschile.

Il Palavillage ha ospitato oggi anche la visita del presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, sceso in campo per un allenamento con Saverio Palmieri, tecnico della Nazionale italiana: “Il padel è sport socializzante come pochi”, ha detto il presidente. Domani spazio anche al calcio con la Vip ProAm Exhibition: alle 12 scenderanno in campo quattro stelle del pallone – Alessandro Costacurta, Luca Marchegiani, Nicola Amoruso e Cristian Brocchi – in un evento a ingresso gratuito all’insegna di spettacolo e divertimento.

Calcio femminile, la Juve batte la Roma e vince la Serie Women’s Cup

Roma, 27 set. (askanews) – La Juventus batte la Roma e conquista la prima edizione della Serie A Women’s Cup, la nuova competizione che inaugura la stagione del calcio femminile. Allo Stadio Romeo Menti di Castellammare di Stabia, davanti a 2.200 spettatori, le campionesse d’Italia superano 3-2 le giallorosse al termine di una finale combattuta ed emozionante. La squadra di Max Canzi parte alla grande e dopo cinque minuti è già in vantaggio: cross di Lindsey Thomas, un ex, dalla destra e correzione vincente sotto misura dell’attaccante danese Amalie Vangsgaard. La reazione delle ragazze di Luca Rossettini non tarda ad arrivare e dopo due pali nella stessa azione la norvegese Emilie Haavi trova il pareggio con una grande giocata individuale. Si va all’intervallo con il risultato in equilibrio ma nella ripresa la Juventus torna nuovamente avanti: sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Barbara Bonansea trova la deviazione vincente e batte Olivie Lukášová. La Roma non ci sta e dopo dieci minuti riporta la partita di nuovo in equilibrio, grazie a un colpo di testa del capitano Manuela Giugliano che trova l’angolino sul cross di Haavi. I supplementari sembrano lo sbocco naturale di una partita corsa via sul filo dell’equilibrio, ma in pieno recupero ancora Vangsgaard, sempre sugli sviluppi di un calcio d’angolo, trova il tap-in vincente sotto misura e regala il trofeo alle campionesse d’Italia.

Juventus-Roma 3-2 (p.t. 1-1) Juventus: Peyraud-Magnin; Lenzini (Cascarino 74′), Salvai (Kullberg 86′), Harviken; Thomas, Brighton (Godo 65′), Schatzer (Rosucci 74′), Bonansea; Tatiana Pinto; Girelli (Cambiaghi 86′), Vangsgaard All. Canzi

Roma: Lukášová; Di Guglielmo, Van Diemen, Heatley, Veje (Corelli 90’+4′); Giugliano, Rieke, Kuhl (Greggi 60′); Bergamaschi (Viens 60′), Pilgrim (Babajide 83′), Haavi All. Rossettini

MARCATRICI: Vangsgaard (J) 5′, Haavi (R) 30′, Bonansea (J) 69′, Giugliano (R) 79′, Vangsgaard (J) 90’+2′

AMMONITE: Brighton (J)

Ministra Bernini: errore interrompere ponti con Universit israeliane

Telese Terme (BN), 27 set. (askanews) – “L’Italia, la ricerca italiana, l’universit e ricercatori italiani non devono entrare in guerra con le universit e i ricercatori israeliani: ho personalmente visitato sia la parte palestinese che quella israeliana e ci sono rettori e presidenti di universit profondamente contrari agli errori e agli orrori del governo Netanyahu. Il fatto di lasciarli soli in un momento in cui loro stessi protestano contro il governo Netanyahu un errore, come un errore togliere speranza e ossigeno a quei luoghi della conoscenza, della diplomazia scientifica, che sar l’inizio di tutto quando la guerra sar finita. Da l si ricomincia, non bisogna mai interrompere i ponti di ricerca, cultura, formazione. Quello il pi grande detonatore di pace”. Lo ha detto la ministra dell’Universit, Anna Maria Bernini, alla festa di Fi a Telese Terme (Bn).

Banca Ifis presenta la quattordicesima edizione del NPL Meeting

Venezia, 27 set. (askanews) – Presso la sede di Banca Ifis di Villa F rstenberg a Mestre si tenuta la quattordicesima edizione del Npl Meeting, l’annuale appuntamento dedicato all’industria del credito deteriorato che per l’occasione stata intitolata “Framework & Frontiers”. Durante l’incontro stato presentato il “Market Watch Npl 2025” elaborato dall’Ufficio Studi di Banca Ifis, nel quale si sottolineato il basso tasso di deterioramento del credito nel nostro Paese, mentre l’Europa fa registrare un aumento degli indicatori di rischiosit prospettica.

Ad aprire l’evento prima di introdurre l’ospite Jeffrey Sachs, economista americano gi direttore del Earth Institute della Columbia University e consigliere economico dell’ONU dal 2001 al 2018, stato l’Amministratore Delegato di Banca Ifis Frederik Geertman: “Oggi siamo alla quattordicesima puntata di questo NPL Meeting. Tutti gli anni presentiamo il nostro Market Watch, il report che sintetizza lo stato dell’industria degli NPL. Quest’anno abbiamo visto cose che per l’Italia sono abbastanza incoraggianti. Seppur in Europa cresce leggermente il mondo del credito deteriorato, in Italia sul bilancio delle banche vediamo una contrazione. Non solo perch la nuova produzione di credito problematico bassa, ma anche perch esiste un’industria, appunto quella degli NPL, che aiuta con una certa facilit le banche a scaricare questi crediti problematici. Vediamo un’Italia che riduce la presenza di questi NPL sui bilanci delle banche, vediamo un’industria NPL sana che continua a investire”.

L’Npe ratio lordo previsto in calo al 2,3% nel triennio 2025-2027, ben al di sotto della soglia del 5% fissata come obiettivo dalla BCE: in Italia lo stock totale di crediti deteriorati a fine 2025 stimato a 275 miliardi di euro, un dato ben distante dai picchi registrati nel 2015 che mantiene il tasso di deterioramento del nostro Paese a un livello storicamente basso.

Nel prossimo triennio gli operatori del settore affronteranno due principali sfide trasformative: il consolidamento, che ha avuto gi inizio negli ultimi due anni, e l’adozione dell’Intelligenza Artificiale come fattore abilitante lo snellimento dei processi. A questo proposito l’Amministratore Delegato Geertman ha specificato: “Le previsioni sono di grande impatto, poi sempre utile guardare concretamente cosa si sta realmente implementando. Siamo ancora in una fase in cui gli impatti dei progetti concreti non sono ancora cos percepibili, ma le aspettative nel lungo termine di una forte trasformazione dei processi e delle tecnologie utilizzate anche in questo comparto da parte dell’Intelligenza Artificiale sono alte, sono confermate”.

Un terzo fattore chiave nello sviluppo del sistema sar ricoperto dall’efficienza dei recuperi. Banca Ifis ha riscontrato un rallentamento del tasso di recupero correlato all’aumento dell’incidenza del recupero giudiziale dal 2023 in avanti. Fattore chiave di questo processo l’aumento dei ritardi nei tribunali: il 60% dei fascicoli ha pi di cinque anni, motivo per cui dallo snellimento di questi processi dipender la capacit di recupero del sistema.

Banche, Tajani alla Lega: finché Fi al governo nessuna tassa su extraprofitti

Telese Terme (Bn), 27 set. (askanews) – “Minacciare extraprofitti non serve a niente. Finché Forza Italia sarà al governo, non ci saranno mai tasse sugli extraprofitti. Questo lo voglio dire in maniera molto chiara. Il presidente del Consiglio Meloni infatti ha detto ‘discutiamo’ ma la minaccia di tasse è inacettabile”. Lo ha detto Antonio Tajani, ministro degli Esteri e segretario di Fi, replicando alla Lega dalla festa del partito a Telese Terme (Bn).

“Io sono assolutamente contrario alle tasse sugli extra profitti, è roba da Unione Sovietica. Le banche possono dare un contributo” ma “non esiste il concetto di extra profitti, non esiste alcuna base giuridica. Le banche possono e devono fare il loro dovere ma l’extra profitto è una cosa che non esiste, devono spiegarmi cos’è”, ha tuonato Tajani.

“Tassare gli extra profitti e continuare a fare minacce alle banche significa mettere in difficoltà tutto il nostro sistema finanziario, spaventare i mercati, far fuggire gli investitori, serve buon senso e responsabilità quando si parla di queste cose”, ha sottolineato.

“Con le banche dobbiamo parlare, abbiamo già parlato, vediamo cosa si può fare, ma le minacce alle banche e l’idea di mettere nuove tasse significa soltanto avere effetti negativi e noi siamo per difendere il mercato, siamo per difendere le imprese, comprese le banche”, ha osservato Tajani. “Ognuno deve fare la sua parte, è giusto che le banche facciano la loro parte e parliamo con loro, vediamo cosa possono fare. Ma minacciare extraprofitti non serve a niente. Finché Forza Italia sarà al governo, non ci saranno mai tasse sugli extraprofitti. Questo lo voglio dire in maniera molto chiara. Siamo contro la pressione fiscale, siamo contro l’aumento delle tasse, sono i nostri valori”.

“Pensare di ricominciare con l’aumento delle tasse mi pare veramente inaccettabile. Questo è quello che pensiamo noi, gli altri danno le loro proposte, ma noi queste proposte non le possiamo approvare né nel governo né in Parlamento”, ha concluso.

Banche, Lega: da istituti credito possibile contributo di 5 miliardi

Milano, 27 set. (askanews) – In vista della prossima manovra, le grandi banche potranno generare un contributo di 5 miliardi di euro per sostenere famiglie, artigiani, commercianti e imprese. E’ quanto calcolato dal gruppo economico della Lega, che Matteo Salvini ha consultato per formalizzare una proposta ispirata a quanto sperimentato con successo, da anni, in alcuni Paesi europei. Lo fa sapere la Lega. L’obiettivo è intervenire sugli extraprofitti dei maggiori istituti di credito.

Usa, Trump: invierò truppe a Portland contro l’assedio di Antifa all’agenzia per l’immigrazione

Roma, 27 set. (askanews) – Il presidente Usa Donald Trump ha dichiarato che invierà truppe a Portland, in Oregon, contro i “terroristi interni” che “assediano” le strutture dell’Agenzia per l’immigrazione, la United States Immigration and Customs Enforcemen (Ice).

“Su richiesta del Segretario per la Sicurezza Nazionale, Kristi Noem, ordino al Segretario alla Guerra, Pete Hegseth, di fornire tutte le truppe necessarie per proteggere Portland, devastata dalla guerra, e qualsiasi nostra struttura Ice sotto assedio da attacchi di Antifa e altri terroristi nazionali. Autorizzo inoltre l’intervento a piena forza, se necessario”, ha scritto il presidente Usa sul proprio social media, Truth. La Casa Bianca – scrive la Associated Press – non ha risposto alla richiesta di dettagli sull’annuncio di Trump, in particolare sulla tempistica per il dispiegamento delle truppe o su quali truppe sarebbero state coinvolte.

In precedenza Trump aveva minacciato di inviare la Guardia Nazionale a Chicago senza però dare seguito agli annunci.

Si prevede che a Memphis, nel Tennessee, saranno schierati solo circa 150 soldati, molti meno di quelli inviati nel Distretto di Columbia o a Los Angeles in risposta alle proteste sull’immigrazione.

Manovra, Lega: dalle banche possibile contributo di 5 miliardi

Milano, 27 set. (askanews) – In vista della prossima manovra, le grandi banche potranno generare un contributo di 5 miliardi di euro per sostenere famiglie, artigiani, commercianti e imprese. E’ quanto calcolato dal gruppo economico della Lega, che Matteo Salvini ha consultato per formalizzare una proposta ispirata a quanto sperimentato con successo, da anni, in alcuni Paesi europei. Lo fa sapere la Lega. L’obiettivo è intervenire sugli extraprofitti dei maggiori istituti di credito.

Universit, Bernini: dalle tende ai cantieri, 2 miliardi a studentati

Telese Terme (BN), 27 set. (askanews) – “Abbiamo messo due miliardi sul piano ‘housing’, da tre anni a questa parte abbiamo investito due miliardi di fondi tra fondi nazionali e fondi PNRR, abbiamo raggiunto il target delle 60.000 circa domande, di cui 10.000 vengono dalla Campania, regione che sta dando un apporto importantissimo. ‘Housing’ significa studentato, cio un tetto dignitoso sulla testa, per gli studenti che non si possono permettere un alloggio”: lo ha detto – parlando a margine con i giornalisti – la ministra

dell’Universit, Anna Maria Bernini, alla festa di Fi a Telese Terme (Bn). “Per sintetizzare, siamo passati dalle tende ai cantieri”, ha concluso Bernini.

Flotilla, Tajani: si fermino, pericoloso rompere blocco navale Israele

Telese Terme (Bn), 27 set. (askanews) – Gli italiani hanno deciso di non scendere dalla Flotilla? “Libera scelta loro. Noi diciamo che è pericoloso andare verso il blocco navale israeliano e tentare di romperlo. Visto che è pericoloso, noi dobbiamo dirlo ai nostri concittadini, fermo restando che la nostra Unità di crisi li segue, li segue l’ambasciata, il consolato. A noi preoccupa l’incolumità fisica e la sicurezza dei nostri concittadini. Lo diciamo, lo ripetiamo, seguiamo le parole del presidente Mattarella”. Con queste parole il ministro degli Esteri e segretario di Fi, Antonio Tajani, è tornato a parlare della Global Sumud Flotilla nel corso della festa del partito a Telese Terme (Fi).

“Non possiamo – ha proseguito – mettere a rischio i nostri marinai in una situazione così delicata. Quindi ci auguriamo che la Flotilla recepisca le parole del presidente Mattarella e non prosegua verso le coste di Gaza perché sarebbe veramente rischioso. Lo abbiamo detto, lo continuiamo a ripetere. Noi più che sollecitare la nostra ambasciata, sollecitare il governo di Israele, non possiamo fare. Il rischio c’è, e non è secondario”.

Tajani ha ribadito che “le nostre navi non scorteranno la Flotilla. Sono lì soltanto per assistenza di tipo umanitario e sanitario. Certamente non andranno ad un scontro a fuoco con Israele, non possiamo assolutamente mettere a repentaglio la vita dei nostri marinai, che vale quanto quella degli altri italiani a bordo. Quindi dobbiamo sempre essere forti nel senso di responsabilità, tutti quanti. Peggiorare una situazione è pericoloso, l’abbiamo detto. Il presidente Mattarella ha usato parole molto sagge e molto giuste. Se l’obiettivo è quello di aiutare il popolo palestinese, il popolo palestinese verrà aiutato facendogli ricevere tutti i beni che la Flotilla ha a bordo”.

Ucraina, la centrale nucleare di Zaporizhzhya senza corrente da 3 giorni

Roma, 27 set. (askanews) – Crescono le preoccupazioni per la centrale nucleare di Zaporizhzhya, in Ucraina, occupata dai russi. L’alimentazione elettrica esterna alla centrale, che sostiene i generatori di emergenza per i sistemi di raffreddamento e di sicurezza, è interrotta da oltre tre giorni, un periodo record che solleva preoccupazioni per la sicurezza del sito.

Tuttavia oggi l’amministrazione delle centrale, riportano le agenzie di stampa russe, ha comunicato di disporre di carburante diesel sufficiente a garantire il funzionamento a lungo termine dei generatori di riserva in modalità autonoma.

“La centrale dispone di riserve di carburante diesel sufficienti a consentire il funzionamento a lungo termine dei generatori in modalità autonoma. Il raffreddamento del combustibile nucleare nelle piscine di stoccaggio e nei reattori è oprativo a pieno regime”, si legge in una nota pubblicata su Telegram. (Segue) Il 23 settembre, la centrale nucleare di Zaporizhzhya ha perso l’alimentazione elettrica esterna per la decima volta dall’inizio del conflitto militare nel 2022. La linea elettrica che porta all’impianto è stata tagliata sul lato russo alle 16,56 di martedì scorso e non ci sono segnali che la linea verrà ripristinata a breve.

L’amministrazione della centrale – scrive Ria Novosti – ha però confermato che la situazione è sotto controllo. Tutti i sistemi funzionano normalmente e il livello di radiazioni rimane entro i limiti naturali.

"Touchdown Mr. President", il libro su sport e politica negli Usa

Roma, 27 set. (askanews) – Mai così uniti come negli Stati Uniti d’America: sport e politica sono da sempre legati in quella che l’inno nazionale definisce The Land of the Free and the Home of the Brave. Libertà e coraggio in primo piano, insieme a sport e passione. Sin dall’inizio: George Washington, amante di caccia e nuoto, apre la lunga serie di presidenti sportivi che animeranno politica e campi da baseball e soccer, green e basketball court.

Si intitola “Touchdown Mr. President!”, il libro di Valentina Clemente e Dario Ricci (per la casa editrice Lab Dfg), dove si susseguono le storie, le passioni e le strategie sportive di John Fitzgerald Kennedy, Franklin D. Roosevelt, Gerald Ford, Richard Nixon, Bush padre e figlio.

E Barack Obama innamorato del basket tanto da organizzare proprio alla Casa Bianca una partita con LeBron James, Derrick Rose e Magic Johnson per il suo cinquantesimo compleanno. Sportivi – da LeBron a Megan Rapinoe – divenuti paladini di battaglie sociali e civili cui i presidenti devono dare ascolto. E in arrivo ecco i mondiali di calcio 2026 e le Olimpiadi di Los Angeles 2028, palcoscenici sportivi della seconda presidenza Trump.

Valentina Clemente e Dario Ricci ci accompagnano in un lungo viaggio tra storia e sport, intreccio fondamentale per capire la Casa Bianca e gli Stati Uniti.

Tennis, Alcaraz avanza a Tokyo: battuto Bergs

Roma, 27 set. (askanews) – Dopo lo spavento per una distorsione alla caviglia rimediata nel match contro Baez, Carlos Alcaraz torna a far parlare di sé sul campo: nel torneo ATP 500 di Tokyo, il numero 1 del mondo ha battuto Zizou Bergs con il punteggio di 6-4, 6-3, guadagnandosi l’accesso ai quarti.

Nei primi game del primo set Bergs era riuscito ad ottenere il break, ma Alcaraz ha reagito con energia, infilando una striscia di quattro giochi consecutivi che gli ha permesso di mettere la partita sui suoi binari. Nel secondo set, dopo uno scambio di break, il tennista spagnolo ha imposto un nuovo allungo decisivo, chiudendo l’incontro in un’ora e venti minuti.

“È stata dura — ha detto Alcaraz — ma il giorno e mezzo di recupero è stato fondamentale. Ringrazio il mio fisioterapista: ha fatto un lavoro straordinario sulla mia caviglia. Qualche fastidio l’ho sentito ancora, ma credo di aver disputato un’ottima partita.”

Adesso in quarti lo attende Brandon Nakashima, che a sua volta ha eliminato Marton Fucsovics.

Con questa vittoria, Alcaraz manda un segnale chiaro: l’infortunio sembra alle spalle, e la forma è già in ripresa.

Tennis, Sinner: "Atmane difficile da affrontare"

Roma, 27 set. (askanews) – “Ci sono pochi giocatori come Terence Atmane. Ha uno stile di gioco abbastanza unico, poi è mancino e non ce ne sono molti nel circuito. Oggi ha avuto i crampi nel terzo set ma è molto migliorato da Cincinnati”. Così Jannik Sinner a caldo dopo il match, vinto a Pechino nonostante sia stato due volte avanti di un break nel secondo set. “Ho avuto qualche pausa di concentrazione” ha ammesso Sinner, che ha spiegato di aver provato a far qualcosa di diverso, ad aggiungere qualcosa al suo tennis. “Non sempre ho aspettato la palla giusta, ho sbagliato qualche scelta ma più cose riesco ad aggiungere adesso, più saranno i benefici tra un paio di mesi – ha detto – Essere ai quarti significa molto per me”.

MotoGp, Bagnaia: "Vincere la Sprint è qualcosa di speciale"

Roma, 27 set. (askanews) – “Vincere è sempre importante, ma farlo nella Sprint, dove quest’anno ho sempre faticato, è davvero qualcosa di speciale”. Così Francesco Bagnaia dopo il successo della Sprint in Giappone, primo in questa stagione. “Non abbiamo mai mollato e questo è il risultato – continua – Sono davvero felice e ora guardiamo avanti continuando a dare il massimo, sperando di aver trovato la chiave di volta. Vediamo come andrà la gara di domani, ma sappiamo di avere il potenziale dalla nostra parte. Dobbiamo partire bene, gestire la situazione e cercare di rimanere in lotta per il successo. L’obiettivo è comunque la top 5.”

Tennis, Sinner contro Atmane fatica ma avanza a Pechino

Roma, 27 set. (askanews) – Sinner fatica, ma accede ai quarti all’Atp 500 di Pechino. L’azzurro ha battuto il francese Terence Atmane con il punteggio di 6-4, 5-7, 6-0 in 2 ore e 20 minuti di gioco. Una vittoria tutt’altro che semplice per il n. 2 al mondo che ha fatto i conti con un’ottima versione di Atmane: il n. 68 al mondo è stato competitivo per due set, grazie a un tennis propositivo e in spinta. I primi due set sono stati punto a punto. Il primo (durato un’ora) indirizzato dal break per Sinner nel terzo game, il secondo con un andamento anomalo e una serie di quattro break a zero tra il terzo e il sesto game. Jannik ha pagato nel secondo parziale qualche errore di troppo, poi nel terzo set ha preso il largo approfittando anche del calo fisico di Atmane, rallentato dai crampi nel finale. Per il terzo anno consecutivo ai quarti a Pechino, Sinner affronterà lunedì l’ungherese Fabian Marozsan.

Avvistati droni sopra la più grane base militare della Danimarca: è un "attacco ibrido"

Roma, 27 set. (askanews) – Alcuni droni sono stati avvistati sulla base militare di Karup, nello Jutland centrale, la più grande della Danimarca. I velivoli non sono stati ancora identificati, ma l’incidente – scrive il Jyllands-Posten – è stato confermato dalla polizia danese e dalle forze armate. Si tratta dell’ultimo di una serie di avvistamenti che le autorità danesi hanno definito come “attacco ibrido”.

“Posso confermare che c’è stato un episodio intorno alle 20,15 di ieri che è durato alcune ore. Uno o due droni sono stati osservati all’esterno e sopra la base”, ha affermato l’ufficiale Simon Skelsjaer. I droni non sono stati abbattuti.

La base di aeronautica di Karup si estende su circa 3.000 ettari.

Ex Ilva, ricevute 10 offerte: solo due per l’intero perimetro

Milano, 27 set. (askanews) – Sono pervenute dieci offerte per l’acquisizione degli stabilimenti ex Ilva, ma solo due sono per tutti i complessi aziendali: ossia il fondo americano Bedrock Industries e la cordata Flacks Group + Steel Business Europe. Lo comunicano i commissari Straordinari di Acciaierie d’Italia in Amministrazione Straordinaria, Giovanni Fiori, Giancarlo Quaranta, Davide Tabarelli, e di Ilva in Amministrazione Straordinaria, Alessandro Danovi, Francesco di Ciommo e Daniela Savi.

Sono 8 le offerte interessate a singoli asset: Renexia (Gruppo Toto), Industrie Metalli Cardinale (IMC), Marcegaglia, Cordata Marcegaglia + Sideralba, CAR Srl, Cordata Marcegaglia + Profilmec + Eusider, Eusider e Trans Isole. A queste si aggiunge un’ulteriore offerta, presentata da un soggetto politico, che non corrisponde ai criteri della gara.

Sebbene il termine stabilito non sia da considerarsi perentorio, sottolineano i commissari, “eventuali proposte che dovessero pervenire successivamente saranno valutate esclusivamente qualora presentino condizioni particolarmente favorevoli per la procedura in corso”. Il termine è scaduto a mezzanotte.

I commissari “si riservano un periodo di tempo congruo per esaminare attentamente tutte le proposte ricevute, con particolare riguardo agli aspetti occupazionali, alla decarbonizzazione e all’entità degli investimenti, al fine di assicurare uno sviluppo sostenibile degli impianti e la massima tutela del lavoratori coinvolti”.

Schlein testa campo largo nelle Marche, sfida chiave verso politiche

Roma, 27 set. (askanews) – E’ la prima regione al voto, in questa tornata autunnale, ma potrebbe essere già quella decisiva per decidere il confronto tra centrodestra e centrosinistra. La sfida delle Marche rischia di essere “l’ago della bilancia”, perché è forse la regione dove il risultato è più incerto, una sorta di versione italiana dell’Ohio, lo stato Usa spesso decisivo per decidere chi conquista la Casa Bianca. In questo caso la posta in gioco non è così alta, ma non è certo un caso che sia Giorgia Meloni che Elly Schlein si stiano spendendo in prima persona nella corsa tra il presidente uscente Francesco Acquaroli e il candidato del campo largo Matteo Ricci.

In molte delle altre regioni al voto il risultato è considerato quasi scontato, sembra impossibile che il centrosinistra riesca a contendere il Veneto al centrodestra, e anche la Calabria viene considerata quasi una roccaforte dei partiti di maggioranza. Come pare un’impresa disperata per Fdi-Lega-Fi provare a giocarsela in Toscana, Campania e Puglia. Insomma, le Marche potrebbero decidere se le regionali d’autunno – una sorta di prova generale prima delle politiche – segneranno un pareggio o una vittoria di misura della coalizione progressista, come spera fortemente la Schlein.

La leader Pd ha scelto di puntare forte sul voto nelle regioni, per mesi ha lavorato – “testardamente”, come ama ripetere – alla costruzione dell’alleanza più larga possibile, una sorta di prova generale di quello che dovrà accadere da qui a un paio d’anni per le politiche, nei suoi piani. La missione è riuscita, perché salvo qualche smarcamento di Carlo Calenda, il fronte progressista è unito ovunque. “Meloni si abitui – dice la leader Pd ormai quotidianamente – non faremo più alla destra il favore di presentarci divisi”.

Ma questo ‘prototipo’ di alleanza ora deve superare la prova del voto, la leader Pd se bene che il percorso verso le politiche è solo all’inizio e che sono in tanti, dentro e fuori al Pd, ad avere progetti non del tutto coincidenti con i suoi. Innanzitutto perché c’è da sciogliere la questione della candidatura a palazzo Chigi e poi perché la minoranza interna è pronta a riaprire il dibattito sulla linea e sul profilo del partito. Discussioni alle quali la Schlein conta di arrivare rafforzata dal voto nelle regioni.

La leader Pd si è spesa tanto in queste settimane, ha girato la regione con Ricci, dopo aver studiato i sondaggi e raccolto le indicazioni dal territorio. La partita non è semplice, dice un parlamentare Pd, “perché la Meloni ha schierato tutta la potenza di fuoco possibile in vista del voto. Sono venuti più ministri in queste settimane che in dieci annià”. Nonostante questo, al Nazareno ritengono che lo scenario con cui si arriva alle urne sia quello di un testa a testa e che la vittoria andrà a chi riuscirà a mobilitare di più il proprio elettorato.

Il vero nemico da sconfiggere, insomma, sembra essere l’astensionismo e al Pd confidano che sulle urne possa pesare anche un “effetto Gaza”, considerando che il governo Meloni su questo tema è ha una linea poco in sintonia con il sentimento dell’opinione pubblica. L’ondata di mobilitazione contro l’invasione israeliana può riflettersi al momento del voto, spera più di un parlamentare Pd. Si vedrà lunedì pomeriggio chi ha saputo motivare di più i propri elettori.

Emanuele Franceschetti, a Roma reading di poesie a Casa Vuota

Roma, 27 set. (askanews) – La parola poetica incontra la pittura. Domenica 28 settembre 2025 alle ore 18 la poesia di Emanuele Franceschetti è protagonista a Casa Vuota, lo spazio espositivo del quartiere Quadraro in via Maia 12 a Roma, in occasione del finissage della mostra Sbocco di Andrea Rupolo, curata da Francesco Paolo Del Re e Sabino de Nichilo (per informazioni 3928918793 – vuotacasa@gmal.com). La pittura gestuale e carnale di Rupolo si confronta con le parole di Franceschetti, che propone al pubblico una lettura poetica di testi editi e inediti.

Emanuele Franceschetti (1990) è musicologo e poeta, e insegna Storia della Musica in Conservatorio. Si è addottorato in musicologia all’Università “La Sapienza” di Roma e ha vinto una borsa di studio trimestrale alla Paul Sacher Stiftung di Basilea. Si è occupato di attività divulgativa collaborando – tra gli altri – col Teatro dell’Opera di Roma e con l’Associazione “Lingotto Musica” di Torino, e ha collaborato con l’Enciclopedia della Musica Treccani. Tra le sue aree di ricerca e pubblicazione: la drammaturgia musicale nel Novecento italiano, gli studi su musica e poesia, i rapporti tra musica e critica musicale, la poesia italiana contemporanea. Ha curato, con Alessandro Avallone, la miscellanea di saggi Poesia e musiche. Convergenze e conflitti in Italia dal 1940 ad oggi (Lim, Lucca, 2023) e, con Italo Testa e Stefano Salvi, il XXVI numero de «L’Ulisse. Rivista di poesia, arti e scritture». Le sue ultime pubblicazioni poetiche sono Testimoni (premio Subiaco, secondo classificato premio Tirinnanzi, Premio Valéry, già incluso nel XV quaderno di poesia contemporanea e ripubblicato nel 2022, per Nino Aragno Editore) e la plaquette Diabàllo (Edizioni Volatili, 2023). È stato incluso nella rubrica “I poeti di trent’anni”, curata da Milo De Angelis sulla rivista «Poesia» edita da Crocetti.

Suoi testi e contributi sono apparsi anche su «Le Parole e le Cose», «Nuovi Argomenti», «Nazione Indiana», «Gradiva», «La Balena Bianca», «L’Ulisse». È presente in diverse antologie e miscellanee. Collabora col “CentroScritture” di Roma e col “Centro Studi Luciano Berio”.

LA MOSTRA DI ANDREA RUPOLO – I gesti pittorici ampi e ariosi di Andrea Rupolo (2002) riempiono le stanze di Casa Vuota, per un progetto installativo site-specific. Sono oli e tecniche miste di grandi dimensioni, caratterizzati da una pittura istintiva, informale e con una vaga reminiscenza di anatomie e macellazioni. Sperimentando le tecniche della grafica d’arte, Rupolo porta in mostra anche un dittico di collografie su tessuto. I segni dell’artista si rispecchiano e si confrontano con i segni impressi sulla pelle della casa, con la mappa di storie e di memorie che costella le superfici del suo ventre e che testimonia la vita che si è consumata al suo interno. Il focus della ricerca di Andrea Rupolo è il corpo scandagliato dall’interno, che l’artista comunica con crudezza, violenza e uno sguardo deformante. «Cerco di capire – spiega l’artista – in che modo l’identità possa modellare la carne; perciò mostro una materia cruda, deforme e imparziale, che non appartiene a nessuno e diventa superfice disidentificata, portandola al limite della morte». La ricerca del colore e la frenesia dell’enunciato pittorico hanno bisogno di spazi ampi per esprimersi, misurati dal ritmo del gesto.

‘Tutto – prosegue l’artista – è costruito su un movimento costante, il movimento della materia che cambia la sua forma e il suo spazio’. Quella che Rupolo sfida è ‘una carne che non appartiene a nessuno’, carne viva che la pittura porta al limite, in ‘uno spazio che cambia la percezione della propria misura’ e attraverso ‘un colore che si costruisce di conseguenza’. Un modo di mettersi dentro l’esperienza del corpo, per arrivare a definire un’identità: è ‘la bozza – nelle intenzioni di Rupolo – di un sistema che possa raccogliere la forma della soggettività nomade, distaccata dalle conseguenze esterne e costruita sulla persona’.

‘Andrea Rupolo si esercita in una pittura informale che ha in sé la memoria del corpo. Non c’è luogo più adatto all’osservazione del corpo dello spazio domestico e, in questo corpo-casa, la giovane pittura di Rupolo è come un fiume in piena in cerca di uno sbocco’, scrivono i curatori Francesco Paolo Del Re e Sabino de Nichilo. ‘Materia che si ammassa ed esplode, dietro la spinta di altra materia. Tutta l’urgenza dei vent’anni, la ricerca di un proprio segno e di una propria voce nella pratica pittorica e la riflessione su alcuni temi fondanti della dimensione etica e dell’esperienza estetica del presente (come il corpo e la carne, l’umano e il postumano, il bello e il mostruoso, la superficie e la profondità, il dentro e il fuori, il transeunte e la memoria) si trasferiscono in questa prima restituzione di un itinerario artistico ancora tutto da tracciare e da scoprire, ma che già affascina per la sua vigoria. La pittura di Rupolo parla di masse e materia in movimento, in trasformazione. Con la sua qualità liquida e gestuale, cattura frame di pulsazioni di organi, tessuti, muscoli e parti di corpo’.

Proseguono Del Re e de Nichilo: ‘In un orizzonte tecnologico che vede tutto l’universo racchiuso nel piccolo schermo di uno smartphone, la ricerca di Andrea Rupolo ha uno slancio potente e antinarrativo che si esprime nell’immaginare opere di grandi dimensioni. Si trova a suo agio nell’affrontare spazi ampi, sempre più ambiziosi, dove si affacciano insorgenze pittoriche libere da qualunque necessità di rappresentazione, tra orografia e stratificazione. Questi agitati fraseggi, che appaiono a volte ventosi nell’emersione dei fondi più chiari e a volte marezzati da un sapiente uso di cromie sia concilianti sia dissonanti, sono affidati spesso a tessuti e teli che non hanno bisogno di essere rinchiusi nell’armatura di un telaio, ma che vengono lasciati liberi di cadere lungo i muri o di impossessarsi degli ambienti di Casa Vuota, facendosi soglie, sipari e membrane da toccare e attraversare’.

‘Basta pochissimo per cambiare la percezione dello spazio – annotano i curatori – e la pittura installativa di Andrea Rupolo diventa elemento di riconfigurazione dei volumi; ammorbidisce le geometrie e altera l’esperienza dell’abitare comune che si esercita nei rituali di una mostra. Ciò che si mostra diventa tanto importante, quanto lo è ciò che non si vede, ciò che resta precluso alla conoscenza e alla comprensione. Allo stesso modo i segni e le tracce che Casa Vuota già possiede, per l’azione delle vite che l’hanno occupata nella sua privatezza o delle mostre che si sono succedute nella sua funzione espositiva, costituiscono un repertorio fossile, visibile o nascosto, che amplia e potenzia la voce dell’artista. Sì accendendo così, per il visitatore, occasioni di stupori e assonanze, vertigini e reminiscenze, tra i pieni della pennellata, le cicatrici della tela e le trasparenze’.

‘La carne si manifesta, superficie nuova tutta da mappare. A ogni corpo corrisponde una pelle’, concludono Del Re e de Nichilo. ‘Con l’intervento di Rupolo, la casa ha una seconda pelle da sfogliare brano a brano, tra le spire di un grande rettile acquattato in procinto di fare la muta. È una rapsodia di sudari, su cui restano impresse le detumescenze dello sforzo, lo spasmo dei muscoli, la vivisezione di una selvatica vitalità. Non può non esserci però, negli occhi di chi guarda, l’eco di qualcos’altro. La corporalità è un pretesto per l’artista, lo spunto di un’improvvisazione che si apre a rivelazioni impreviste. Il corpo si fa paesaggio, mappa di esperienza. Nel gesto nevrotico della pittura, si affastellano i segni di Guerniche contemporanee, le scorie degli orrori di un’umanità smemorata e impotente, rispecchiando la guerra di sé contro il mondo, conforme a questo presente gramo. Ma cercare un racconto è impresa vana, è come interrogare le stelle o tentare di interpretare le aruspicine di una ferita sublimata nello sfogo del corpo, nella sua purga, nel suo sfiatatoio. Refrattario alla ricerca di un significato, Rupolo si concentra sul gesto, sulla sua prestazione quasi agonistica e titaneggia, sfida il tempo e le sue storture, ambisce a scardinare il corpo, a conquistare il cielo. Solo i pazzi o i veggenti osano tanto. E i suoi vent’anni sono la freccia più preziosa del suo arco’.

Al via la sfida delle Regionali, le Marche "ago della bilancia" che Meloni non può perdere

Roma, 27 set. (askanews) – C’è più di un motivo se le elezioni di domenica e lunedì nelle Marche sono così significative per Giorgia Meloni. Tanto per cominciare, il calendario. Sono le prime, insieme alla Valle d’Aosta, di una serie di consultazioni regionali che, una dopo l’altra, porteranno al voto la Calabria (5-6 ottobre), la Toscana (12-13 ottobre), e il 23-24 novembre anche Campania, Puglia e, soprattutto, Veneto. Innescare un trend positivo sarebbe certamente un buon viatico per la coalizione di centrodestra, ma di certo non è la spinta principale.

Quelle che si terranno nelle prossime settimane, infatti, sono votazioni che interesseranno complessivamente milioni di persone chiamate a scegliere tra i candidati sostenuti dall’attuale coalizione di governo da una parte e, dall’altra, quelli indicati dal ‘campo largo’ del centrosinistra che, mai come questa volta, si schiera compatto. Di fatto, prove generali delle elezioni Politiche che probabilmente si terranno nella primavera del 2027 e che, per i partiti, sono molto più vicine di quanto sembri.

Di certo, per il centrodestra la partita più importante è quella che si gioca in Veneto, dove la vittoria è considerata sicura ma dove, anche a causa di una competizione interna tra Lega e Fratelli d’Italia – e non essendo più possibile puntare su Luca Zaia, arrivato al limite dei mandati – non è stato ancora ufficializzato il candidato.

Nelle Marche lo scenario è completamente diverso perchè in questo caso le speranze della maggioranza sono tutte affidate al governatore uscente Francesco Acquaroli, uno di quelli – per capirsi – che nel dicembre 2012 partecipò alla scissione dal Pdl che portò alla nascita di Fratelli d’Italia. Insomma, diretta espressione della stessa Giorgia Meloni. E per quanto in questi tipi di consultazioni abbiano ovviamente un grande peso le questioni locali, difficilmente l’esito non potrebbe essere letto come una vittoria o una sconfitta personale anche della presidente del Consiglio. Che, peraltro, da queste parti si è fatta vedere non soltanto per il comizio di chiusura della campagna elettorale con gli altri leader della coalizione, ma anche per fare l’annuncio dell’inclusione di Marche e Umbria nella Zes.

Ma di tutte le prossime partite regionali, quella delle Marche è considerata anche la più contendibile, quella dall’esito più incerto. Nelle ultime settimane nel centrodestra, in realtà, si è diffuso un certo ottimismo sulle chance di vittoria di Acquaroli rispetto allo sfidante del centrosinistra, Matteo Ricci. Aggiudicarsi il primo round aumenterebbe d’altra parte le probabilità di chiudere la tornata elettorale di autunno con un pareggio rispetto al ‘campo largo’, ossia un 3 a 3 (la Valle d’Aosta, con il predominio dei partiti autonomisti, fa storia a sé).

Il voto di domenica e lunedì, tuttavia, sarà inevitabilmente uno spartiacque anche all’interno della stessa coalizione di governo. Nonostante molteplici vertici annunciati e poi rinviati nelle scorse settimane, infatti, mancano ancora i candidati del centrodestra di tutte e tre le Regioni che voteranno a fine novembre, dove invece il centrosinistra ha già schierato i suoi. L’esito del voto nelle Marche non potrà dunque non avere una sua influenza sulle decisioni che ormai dovranno essere prese a breve. In Puglia e Campania, a sfidare rispettivamente Antonio Decaro e Roberto Fico, si dovrebbe optare per due civici: i nomi potrebbero essere quelli del sindaco di Monopoli, Angelo Annese, e del prefetto di Napoli, Michele di Bari. Due sfide che per il centrodestra appaiono tutte in salita.

Ben diverso il nodo da sciogliere in Veneto. Matteo Salvini vuole che la guida resti leghista e ha già prenotato palazzo Balbi per il suo vice segretario, Alberto Stefani. Ma ormai da mesi Fratelli d’Italia, e la stessa presidente del Consiglio, rivendicano la presidenza di una regione del Nord. Se Meloni dovesse cedere sul Veneto le mire non potrebbero che spostarsi sulla Lombardia, che – almeno sulla carta – va a elezioni solo nel 2028. Uno ‘scambio’, insomma, presupporrebbe la sigla di un patto di ferro tra alleati e, forse, anche un voto anticipato insieme alle Politiche. La Lega lombarda, guidata da Massimiliano Romeo, tuttavia, di questa ipotesi non ne vuol sentir parlare. Insomma, un’altra bella grana per Matteo Salvini. C’è poi l’incognita tutta da risolvere del futuro politico di Luca Zaia: alla fine non ci dovrebbe essere una sua lista personale ma il ‘doge’ sarà candidato ovunque come capolista e non si esclude la presenza del suo nome nel simbolo. Successivamente potrebbe entrare in Parlamento attraverso elezioni supplettive e, magari, riservarsi un posto da ministro nel prossimo governo.

A chiudere la tornata delle elezioni regionali ci sono poi Toscana e Calabria. Nella prima, per sfidare l’uscente Eugenio Giani, il centrodestra ha deciso di puntare sul sindaco di Pistoia, il meloniano Alessandro Tomasi. In Calabria Roberto Occhiuto, esponente di spicco di Forza Italia, punta al bis dopo aver deciso di dimettersi a seguito dell’apertura di una indagine per corruzione a suo carico, portando di fatto la regione a elezioni anticipate. Per sbarrare la strada a una sua riconferma il campo largo punta sull’ex presidente dell’Inps Pasquale Tridico, espressione del M5s.

Marche, Acquaroli-Ricci all’ultimo voto, tutti sul campo altro che Ohio

Roma, 27 set. (askanews) – Nessuno dei due si è lasciato troppo incantare da questa storia delle Marche come l’Ohio d’Italia, ma sia il governatore uscente di centrodestra, di nuovo in campo per il secondo mandato, Francesco Acquaroli che lo sfidante, europarlamentare Dem ed ex sindaco di Pesaro, Matteo Ricci, hanno preferito parlare di temi: sanità, economia, infrastrutture, anche fine vita. E pure, nel caso di Ricci, di Gaza, con la promessa di riconoscere lo stato di Palestina alla prima riunione della giunta regionale. In caso di vittoria, ovviamente.

Le Marche sono la prima regione ad andare al voto nella tornata di elezioni d’autunno ma non sono certo l’Ohio, suggestioni buone “per i titoli dei giornali, qui votano i marchigiani”, ha sentenziato qualche giorno fa, dalla piazza a sostegno di Ricci, Stefano Bonaccini, presidente del Pd e a lungo governatore della sua Emilia Romagna. Francesco Acquaroli, accomunato, fin dalla fondazione di Fratelli d’Italia, a Giorgia Meloni da un comune sentire politico, ha battuto per tutta la campagna elettorale proprio sul fatto che la sinistra fa promesse e vola alto, ma il centrodestra ha lavorato per i marchigiani.

Il racconto di quello che è accaduto nelle Marche negli ultimi cinque anni è a dir poco distonico nell’interpretazione dei due principali candidati: quando si confrontano – come è accaduto nel duello tv su Sky Tg24 – Acquaroli e Ricci sembrano raccontare due Regioni diverse, due realtà in antitesi. Anche la premessa non sfugge a questa logica. “Con noi – spiega Acquaroli -, con il centrodestra che si è imposto nel 2020, le Marche sono uscite dall’anonimato e hanno avuto un’attenzione importante, ora dobbiamo restare concentrati per non distrarci dagli obiettivi concreti dei marchigiani”. Ricci gli fa eco così: “Non dobbiamo mai essere provinciali, non dobbiamo mai guardarci l’ombelico come ha fatto in questi cinque anni il centrodestra, dobbiamo essere ambiziosi e dare alle Marche una speranza”.

Su tutti i temi è un refrain del genere: Ricci dice che l’economia è ferma ed Acquaroli sostiene che invece c’è stato il rilancio; Acquaroli porta i dati dell’aumento delle prestazioni sanitarie e Ricci accusa le lunghe liste di attesa e la necessità di andarsi a curare altrove (“i marchigiani – ha detto Schlein – sono costretti a pagare la sanità due volte”), il centrodestra rivendica le opere infrastrutturali ferme da anni e sbloccate grazie al suo governo e il centrosinistra parla solo di inaugurazioni.

Divisi su tutto, anche sull’atteggiamento – l’ex sindaco approccia i palchi sussurrando “vinciamo”, il governatore richiama continuamente alla “concretezza” e non ama troppo i voli oratori – Ricci e Acquaroli una cosa l’hanno ben chiara e la condividono: vince chi riesce a portare i propri elettori a votare. Sono 1,3 milioni i marchigiani interessati dal voto di domenica e lunedì (le urne saranno aperte domenica dalle ore 7 alle 23 e lunedì dalle ore 7 alle 15) per scegliere il nuovo governatore della Regione. Oltre ad Acquaroli e Ricci ci sono altri quattro candidati in corsa: Claudio Bolletta, sostenuto da Democrazia sovrana popolare Dsp con Marco Rizzo; Francesco Gerardi, con Forza del popolo con amore e libertà, Gerardi presidente Marche; Lidia Mangani supportata dal Partito comunista italiano e Beatrice Marinelli con Evoluzione della rivoluzione.

Nella campagna elettorale che ha portato i due duellanti in lungo e largo per le Marche, tra deliziosi borghi sul mare, città e aree interne, l’ultima parola, sulla bocca dei candidati come dei big – Schlein si è vista tantissimo, ma anche gli alleati, Conte, Fratoianni e Bonelli, non hanno fatto mancare il loro sostegno e, sul fronte opposto, la premier Giorgia Meloni ha riempito la piazza ad Ancona, mentre il vice premier Matteo Salvini ha organizzato a Pesaro un evento con tutti i ministri leghisti – è stato l’appello ad andare a votare, a non restare a casa, a scartabellare la rubrica (copyright Schlein), a “fare come se fossimo avanti di dieci voti” (copyright Salvini). Insomma, l’obiettivo è portare gente alle urne. La segretaria Dem, nella piazza di Pesaro con la celebre scultura di Pomodoro – che tutti in città chiamano “la palla” – è andata oltre rivendicando i valori della Costituzione “antifascista” e invitando gli elettori di centrodestra a “sentirsi liberi” perchè nella cabina elettorale “nessuno li vede”. Intanto Salvini – che nel perlustrare per giorni la regione a sostegno di Acquaroli non ha dimenticato di ribadire un concetto chiave (“viva il centrodestra unito, viva Acquaroli ma la Lega è la Lega”) – ha difeso la concretezza ‘problem solver’ del centrodestra: “Matteo Ricci dormiva nella galleria della Guinza per chiederne la riapertura, noi da svegli l’abbiamo riaperta”.

Tajani: voteremo contro revoca immunità per Salis, accusata di reati commessi quando non era parlamentare

Telese Terme (Bn), 27 set. (askanews) – “Voteremo contro la revoca dell’immunità per la Salis perché i reati di cui è accusata sono stati commessi quando non era ancora parlamentare. L’immunità parlamentare serve a garantire libertà di espressione, libertà di azione ai parlamentari, non per vicende che riguardano l’attività delle persone quando non erano ancora parlamentari, quindi non non è giuridicamente fondata la richiesta della conservazione della immunità”. Lo ha detto il ministro degli Esteri e segretario di Fi, Antonio Tajani, a Telese Terme (Bn) dove è in corso la festa del partito.

“Noi siamo garantisti, quindi finché uno non è condannato non è colpevole, però non possiamo dare un salva condotto alla Salis come non daremo a nessun altro in questo caso. Se fossero state cose avvenute durante il mandato parlamentare sarebbe stato diverso, ma in questo caso sono reati commessi prima della sua elezione all’Europarlamento quindi, è giusto votare contro la conservazione dell’immunità”, ha concluso.

"Ultrafisica", a Palazzo Merulana a Roma la mostra di Mauro Reggio

Roma, 27 set. (askanews) – Palazzo Merulana a Roma, nato dalla sinergia tra Fondazione Elena e Claudio Cerasi e CoopCulture, ospita dal 2 ottobre al 2 novembre 2025 la mostra di Mauro Reggio ULTRAFISICA, a cura di Valeria Rufini Ferranti con l’organizzazione di Medina Art Gallery e la sponsorship di Marziali Caffè.

Citando Giordano Bruno Guerri, l’Avanguardia di Mauro Reggio ricorda quella di D’Annunzio perché “entrambi animati dall’amore per il bello e per la classicità, usando le forme più tradizionali dell’espressione pittorica o poetica, creano nuove forme di Arte”. Dalle archeologie al Rinascimento/Barocco fino al post-Razionalismo. Dal mondo classico alle grandi opere fantascientifiche (Retrofuturiste? Cyberpunk?) della cinematografia mondiale e della comunicazione di massa.

Notevoli ed iconiche, le opere pittoriche di Mauro Reggio (più che statiche, ipnotiche) fanno parte delle più prestigiose collezioni pubbliche e private, italiane ed internazionali. Sono caratterizzate da dettagli che ci rimandano al fotorealismo americano e da elementi pop, come l’utilizzo di colori distopici, specialmente per il cielo. Più che architetture, paesaggi urbani e non, archetipi: la grande tradizione italiana del XX secolo, è innovata sulla base delle più recenti riflessioni contemporanee e tecnologiche. Un dialogo attualizzato con le opere della Scuola Romana e del Novecento italiano che costituiscono la Collezione Cerasi a Palazzo Merulana.

In un viaggio da Metropolis a Sant’Elia, fino a Blade Runner, con ritmo e retorica quasi orwelliana, atterriamo su atmosfere polarizzate e modulate da colori a campitura piatta ed azione psichedelica. Con “la capacità geniale di Reggio nella visione istantanea di un Aleph, che gli consente di squarciare il velo del possibile” come evidenziato dalla curatrice Valeria Rufini Ferranti.