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“Tempi di cronaca, dai giornali ai social” come cambia il fotogiornalismo

Gradisca, 4 giu. (askanews) – Dalla pellicola, passando per il digitale, fino all’invasione degli smartphone che sostituiscono sempre pi spesso le macchine fotografiche. Nella Corte D’Aviano di palazzo Torriani, a Gradisca, con la mostra dedicata al foto-giornalismo Tempi di cronaca, dai giornali ai social tre grandi reporter, Luciano del Castillo, Franco Lannino e Manuel Silvestri, raccontano come cambiato il mestiere e la societ negli ultimi 40 anni.

“Beh, sicuramente cambiato moltissimo perch prima le immagini erano molto di impatto, erano molto forti, – racconta del Castillo- ed oggi invece le immagini forti non vengono neanche selezionate, si usano i pixel, si usa il pixel per nascondere parti dell’immagine e secondo me questa una specie di censura inutile, un’ipocrisia. Se noi copriamo un fatto di cronaca nera o una guerra, le guerre purtroppo fanno male e i nostri elettori devono vedere quello che fanno le guerre, non quello che potrebbero immaginarsi dietro a un pixel”.

Del Castillo e Lannino all’inizio della loro carriera hanno documentato le stragi di Mafia in Sicilia.

“Quando abbiamo cominciato a lavorare a L’Ora di Palermo c’era una commissione parlamentare che aveva stabilito che la mafia non esisteva. Grazie alle nostre immagini dure, forti, immagini di omicidi, immagini di persone uccise dentro del loro auto, l’opinione pubblica ha cominciato a capire che forse c’era qualcosa che non andava e non solo l’opinione pubblica italiana, anche l’opinione pubblica dall’estero, venivano i giornalisti e da l si riuscita a creare una coscienza antimafia”.

Testimoni di un mondo che cambia, capaci con uno scatto di raccontare una storia difficile da dire a parole, del Castillo spiega le ripercussioni della rivolizione digitale.

“Paradossalmente lo smartphone d la possibilit di raccontare a tutti le proprie vicende, ma se non sai maneggiare l’informazione, se non capisci come fare informazione, rischi di fare semplicemente una grande confusione e confondere le persone. Io non sono contrario agli smartphone per devono essere utilizzati bene”.

La mostra organizzata nell’ambito del Festival del Giornalismo, in programma dal 10 al 15 giugno a Ronchi dei Legionari, rester aperta fino al fino al 31 agosto.

Chiusi oggi i centri per la distribuzione di cibo a Gaza. Le forze israeliane: sono zone di combattimento

Roma, 4 giu. (askanews) – I centri di distribuzione degli aiuti gestiti dalla Gaza Humanitarian Foundation (Ghf) oggi rimarranno chiusi nella Striscia di Gaza “per lavori di riorganizzazione e miglioramento dell’efficienza”. L’organizzazione sostenuta da Stati Uniti e Israele ha spiegato che i lavori mirano a migliorare la gestione del numero delle persone che si recano nei centri per ricevere gli aiuti, a fronte di circa 15.000 persone l’ora, una cifra superiore alle stime iniziali. Nel comunicato riportato da Haaretz si precisa inoltre che la pausa faciliterà “i preparativi delle Forze di difesa israeliane sulle strade di accesso ai centri”. L’esercito israeliano, infatti, ha messo in guardia i residenti di Gaza dal viaggiare nelle aree che conducono ai centri di distribuzione degli aiuti, dopo che almeno 27 palestinesi sono stati uccisi dal fuoco israeliano mentre attendevano il cibo nei punti allestiti dalla fondazione sostenuta anche dagli Stati Uniti. Ieri, un portavoce militare israeliano ha affermato che le strade che conducono ai centri di distribuzione allestiti dalla Gaza Humanitarian Foundation (GHF) sono considerate “zone di combattimento”.

In un post sui social media, l’organizzazione ha così annunciato che i suoi punti di distribuzione sarebbero stati chiusi oggi per “lavori di aggiornamento, organizzazione e miglioramento dell’efficienza”. Il gruppo non ha fornito ulteriori informazioni sui miglioramenti che intende apportare. Le operazioni saranno riprese domani, ha affermato il gruppo. L’organizzazione ha quindi aggiunto di essere in trattativa con l’esercito israeliano per rafforzare le misure di sicurezza oltre il perimetro immediato dei siti del gruppo.

Intanto, l’azienda americana Boston Consulting Group (Bcg), che ha contribuito a progettare e gestire le attività della Gaza Humanitarian Foundation (Ghf), ha ritirato il proprio personale dal programma di distribuzione degli aiuti nella Striscia di Gaza. Lo riporta il Washington Post, citando un portavoce della società, secondo cui l’azienda ha rescisso il contratto con la Gaza Humanitarian Foundation.

Tre fonti vicine sia alla Ghf che al Bcg hanno detto al Wp che sarà difficile per la fondazione continuare a operare senza i consulenti che hanno contribuito a crearla. Oltre a partecipare allo sviluppo dell’iniziativa in stretto coordinamento con Israele, l’azienda americana ha anche stabilito i prezzi per il pagamento e l’equipaggiamento degli appaltatori che hanno creato quattro centri di distribuzione di aiuti nella Striscia di Gaza.

Cisgiordania, Italia e 12 Paesi condannano lo sfollamento dei palestinesi

Roma, 4 giu. (askanews) – Le missioni diplomatiche di dodici Paesi, tra cui l’Italia, e dell’Unione europea in Cisgiordania e Gaza hanno rilasciato un comunicato stampa congiunto in cui hanno espresso la loro “forte solidarietà alla comunità palestinese di Mughayir a-Deir”, un villaggio della Cisgiordania i cui residenti sono fuggiti a causa delle violenze dei coloni israeliani.

I consolati generali di Italia, Belgio, Francia, Spagna, Svezia e Regno Unito, e gli Uffici di Rappresentanza di Canada, Danimarca, Finlandia, Germania, Irlanda e Paesi Bassi, così come l’Ufficio del Rappresentante dell’Unione Europea in Cisgiordania e Gaza, hanno rilasciato una dichiarazione in cui hanno invitato Israele a “rispettare i propri obblighi ai sensi del diritto internazionale” e hanno esortato le autorità israeliane a smantellare un avamposto di coloni che era stato creato nei pressi del villaggio e ad “adottare misure urgenti ed efficaci per consentire il ritorno in sicurezza dei residenti sfollati”.

Nella dichiarazione si evidenzia inoltre come Mughayir a-Deir non sia “un caso isolato” e come sia in atto “un modello più ampio di sfollamento” in Cisgiordania caratterizzato da “ripetute violenze dei coloni, restrizioni alla circolazione, confisca di terreni e accesso inadeguato ai servizi essenziali che rendono la vita insostenibile e spingono le comunità ad andarsene”: una “tendenza allarmante” che “mina gravemente le prospettive di una pace giusta e duratura”.

Le missioni firmatarie hanno espresso infine la loro “chiara e costante opposizione agli insediamenti, che sono illegali ai sensi del diritto internazionale”.

Drone colpisce tenda di sfollati, donne e bambini tra le vittime dell’attacco isareliano a Khan Younis

Roma, 4 giu. (askanews) – E’ di almeno 18 morti l’ultimo bilancio delle vittime dell’attacco messo a segno oggi da un drone israeliano contro una scuola a Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza. Lo ha riferito ad Al Jazeera una fonte medica dell’ospedale Nasser. L’agenzia di stampa palestinese Wafa ha riferito di donne e bambini tra le vittime dell’attacco che ha preso di mira una tenda di sfollati all’interno della scuola.

Almeno 95 palestinesi sono morti e altri 440 sono rimasti feriti negli attacchi israeliani condotti
nelle ultime 24 ore nella Striscia di Gaza. Lo ha riferito oggi il ministero della Sanità dell’enclave palestinese, precisando che sale così a 54.607 il numero dei morti e a 125.341 quello dei
feriti dall’inizio del conflitto, il 7 ottobre 2023.

Usa, in vigore i dazi al 50% fissati da Trump su acciaio e alluminio al 50%

Roma, 4 giu. (askanews) – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha aumentato al 50% i dazi sulle importazioni di acciaio e alluminio, in vista dei negoziati con diversi partner commerciali che si terranno oggi a Parigi. I nuovi dazi sono entrati in vigore alla mezzanotte ora locale, le 6 del mattino in Italia. In un ordine esecutivo pubblicato ieri e in vigore dalla mezzanotte ora locale, il presidente americano ha giustificato questo aumento con la volontà di “garantire che (le importazioni) non mettano a repentaglio la sicurezza nazionale”. “Sebbene i dazi imposti finora abbiano fornito un sostegno essenziale ai prezzi nel mercato statunitense, non hanno permesso a queste industrie di sviluppare e mantenere un tasso di utilizzo della capacità produttiva sufficiente per la loro sostenibilità e alla luce delle esigenze di difesa nazionale”, si legge nel testo dell’ordine esecutivo.

La decisione giunge mentre il rappresentante commerciale della Casa Bianca, Jamieson Greer, deve incontrare il Commissario europeo per il Commercio, Maros Sefcovic, a margine di una riunione dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), la cui conclusione è prevista per oggi.

Usa, in vigore i dazi al 50% fissati da Trump su acciaio e alluminio al 50%

Roma, 4 giu. (askanews) – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha aumentato al 50% i dazi sulle importazioni di acciaio e alluminio, in vista dei negoziati con diversi partner commerciali che si terranno oggi a Parigi. I nuovi dazi sono entrati in vigore alla mezzanotte ora locale, le 6 del mattino in Italia. In un ordine esecutivo pubblicato ieri e in vigore dalla mezzanotte ora locale, il presidente americano ha giustificato questo aumento con la volontà di “garantire che (le importazioni) non mettano a repentaglio la sicurezza nazionale”. “Sebbene i dazi imposti finora abbiano fornito un sostegno essenziale ai prezzi nel mercato statunitense, non hanno permesso a queste industrie di sviluppare e mantenere un tasso di utilizzo della capacità produttiva sufficiente per la loro sostenibilità e alla luce delle esigenze di difesa nazionale”, si legge nel testo dell’ordine esecutivo.

La decisione giunge mentre il rappresentante commerciale della Casa Bianca, Jamieson Greer, deve incontrare il Commissario europeo per il Commercio, Maros Sefcovic, a margine di una riunione dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), la cui conclusione è prevista per oggi.

Incontro fiume Meloni-Macron, ecco come il dialogo (faticosamente) è ripartito in nome di "un’Europa più forte"

Roma, 4 giu. (askanews) – Sorrisi, due baci di saluto, le mani strette, qualche parola bisbigliata. La ‘pacificazione’ tra Giorgia Meloni ed Emmanuel Macron inizia, a favore di fotografi e telecamere, nel cortile d’onore di Palazzo Chigi. Nell’attesa, già sul tappeto rosso, Meloni rompe la tensione scherzando con fotografi e operatori di entrambi i Paesi: “È il parterre delle grandi occasioni, c’è molto interesse per questo bilaterale”, dice.

Poi, alle 18.15, il presidente francese varca il portone del palazzo della Presidenza del Consiglio, e inizia l’atteso incontro, organizzato dopo settimane di alta tensione tra Roma e Parigi. Tante – negli ultimi tempi – le occasioni di irritazione, da entrambe le parti: Meloni non ha mai apprezzato l’iniziativa dei “volenterosi” sull’Ucraina, considerata una fuga in avanti; Macron non ha gradito il ruolo di “ponte” tra Usa e Ue assunto dall’italiana. In mezzo ‘sgarbi’ (il mancato invito dell’Italia alla riunione sull’Ucraina a margine del summit della Comunità politica europea di Tirana; il no alla visita a Kiev della presidente del Consiglio) e parole dure: come “evitiamo le fake news” del francese rivolto alla collega o il basta con “i personalismi” dedicato all’inquilino dell’Eliseo. Livelli di tensione troppo alti per due Paesi fondatori dell’Ue, a maggior ragione in un momento di stallo sia nelle trattative per l’Ucraina sia nei negoziati per i dazi.

L’incontro, per quanto preparato con cura, non è stato formale né con un risultato scontato. La stessa Presidenza francese, ammettendo che l’Italia è “un partner importante”, oggi ha sottolineato che Meloni e Macron avrebbero dovuto verificare di essere “davvero in grado di andare avanti insieme sulle questioni essenziali”. A testimoniare l’importanza della posta in gioco la lunghezza del faccia a faccia: oltre tre ore di bilaterale, prima della cena di lavoro di un’ora, allargata alle delegazioni. Una durata inusuale per gli standard diplomatici, letta come un segnale positivo da entrambe le parti ma allo stesso tempo un indicatore di quanto fossero intricati i nodi da sciogliere. E se alla fine non è accordo, dal comunicato congiunto diffuso (in due lingue) al termine dell’incontro sembra emergere almeno la definizione di una base programmatica minima, un “modus vivendi” che possa essere utile a entrambe le parti e all’Europa.

Nella nota si sottolinea come il bilaterale sia servito per “coordinare gli sforzi di mobilitazione e azione europea di fronte alle sfide comuni che si moltiplicano e si aggravano”, con Italia e Francia che “fedeli al loro ruolo di nazioni fondatrici” intendono “rafforzare il loro impegno comune per un’Europa più sovrana, più forte e più prospera, soprattutto orientata alla pace e capace di difendere i propri interessi e di proteggere i propri cittadini”. In particolare sono emerse – viene assicurato – “forti convergenze sull’agenda europea per la competitività e la prosperità, da attuare in modo ambizioso e accelerato” con i temi connessi della semplificazione normativa, degli investimenti pubblici e privati, dell’energia, della piena applicazione del principio di neutralità tecnologica e, più in generale, “sulle condizioni necessarie a far concorrere le imprese europee ad armi pari”. I due leader si dicono anche “determinati” a “collaborare nella preparazione del prossimo Consiglio europeo e, più in generale, sul prossimo quadro finanziario pluriennale, sulla migrazione, sull’allargamento e sulle riforme”. Sull’Ucraina, “a più di tre anni dall’inizio dell’aggressione russa e all’indomani dei colloqui tra Ucraina e Russia di Istanbul, il sostegno incrollabile e senza esitazioni di Francia e Italia all’Ucraina è ancora più necessario per raggiungere una soluzione equa e duratura, presupponendo al contempo un ambizioso cambiamento di scala nella difesa europea, sia in termini di investimenti che di sostegno alla base di difesa industriale e tecnologica europea”. Tra i temi affrontati anche i dossier Medio Oriente e Libia e, naturalmente, la questione dei dazi. A questo proposito, si evidenzia nella nota, Italia e Francia intendono “coordinare le proprie posizioni in tema di relazioni transatlantiche, nonché sulla sicurezza economica e commerciale dell’Unione Europea”. In questo quadro, Meloni e Macron hanno infine deciso di tenere il prossimo Vertice bilaterale in Francia all’inizio del 2026.

Prima di Macron Meloni aveva ricevuto Robert Fico, premier della Slovacchia. L’incontro, inizialmente previsto ai primi di maggio, era stato rinviato, forse per evitare l’imbarazzo di una foto con l’unico leader europeo presente alla parata del Giorno della Vittoria a Mosca. Tra i temi sul tavolo i rapporti bilaterali e le questioni europee e internazionali, a partire dall’Ucraina. Su questo Fico ha una posizione particolare: “Io sono tra i politici europei che supportano pienamente l’idea del cessate il fuoco. Probabilmente non sarete d’accordo con me, ma credo che ci siano paesi nell’Unione Europea che vogliono prolungare questa guerra perché pensano che sia il modo per danneggiare la Russia. Non credo che questa strategia funzioni”. A livello bilaterale, viene sottolineato in una nota congiunta, Italia e Slovacchia si impegnano ad accrescere la cooperazione, in particolare nei settori dell’energia – anche nucleare – e dell’industria della difesa. Sul primo punto, in particolare, proprio oggi Newcleo e Javys, la società statale slovacca per il nucleare, hanno firmato un accordo per la creazione in joint venture di un Centro per lo sviluppo dell’utilizzo del combustibile nucleare esaurito (Cvp).

Popolari, il tempo è adesso. Contro la destra, per l’Europa

In Polonia, dunque, seppur con poco scarto, hanno eletto Presidente della Repubblica Karol Nawroki, esponente della destra nazionalista, noto per le sue posizioni filo russe e anti europee, nemico acerrimo del Primo Ministro Tusk, uno degli uomini di punta del Partito Popolare Europeo.

Questo fatto – oltre che sulla sempre più fragile situazione dell’Unione Europea nel disordine mondiale – dovrebbe farci riflettere anche su un altro aspetto, che ci interpella da vicino.

La distonia italiana nel PPE

In quasi tutta Europa i Partiti aderenti al PPE, pur con sfumature diverse, stanno cercando (talvolta vincendo come in Germania, talvolta perdendo come nelle presidenziali in Polonia) di contrastare con forza l’avanzata della Destra.

E in Italia, Paese Fondatore dell’Unione?

In Italia, invece, tutti i Partiti aderenti (fatta eccezione – se non sbaglio – di Base Popolare, recentemente ammessa come membro del PPE) fanno parte organica di una alleanza politica che comprende, in maniera integrale e sostanziale, le formazioni della Destra, ivi comprese quelle dichiaratamente anti europee, nazionaliste e filo russe.

Dubito che esista in natura lo spazio politico per un “centro” alleato con la Destra. Men che meno in Italia e men che meno oggi.

Aveva ragione Gabriel Valdes, grande leader della Democrazia Cristiana cilena: “se vinci con la Destra, è la Destra che vince”.

Ma se qualcuno invece ci crede, deve spiegare questa assoluta distonia tra le scelte politiche dei partiti aderenti al PPE nel resto dell’Europa e la situazione italiana.

E non può bastare la rivendicazione di una funzione “moderatrice”. Questa Destra non si può “moderare”, come si dimostra ogni giorno: si può solo avversare.

Una diaspora da ricomporre

Penso che la situazione italiana – derivante da una abiura che il popolarismo italiano ha compiuto da molti anni rispetto ai suoi doveri di pensiero e di presenza politicamente organizzata – richieda urgentemente una iniziativa coraggiosa, per corrispondere ad una domanda politica che da tempo in Italia non trova rappresentanza.

Cosa vogliamo ancora aspettare per decidere che le tante iniziative locali e nazionali nate, anche con sensibilità nuove, nel vasto mondo del vero popolarismo (quello che non ha dimenticato i valori costituzionali ed il monito degasperiano del confine invalicabile a destra) ricerchino una piattaforma politica comune, oltre ogni pretesa nostalgica o di piccolo orticello, aperta alla cooperazione con altri soggetti politici che hanno posizioni vicine alle loro?

 

Non c’è più tempo da perdere

Pensiamo forse che nel tempo dei tamburi di guerra che purtroppo stanno di nuovo rullando; di fronte a questa crisi profonda della Democrazia e dell’Europa; davanti alla avanzata in tutto il Mondo di una Destra che propugna valori esattamente opposti a quelli dell’intera nostra tradizione culturale e politica, possiamo salvarci la coscienza solo con qualche pur importante iniziativa “pre politica”; con banali e già visti tatticismi di posizionamento; oppure perdendo tempo nella morsa del dilemma se fare una battaglia dentro il PD o lavorare per un soggetto politico che oggi manca e senza del quale (Pd o non PD; Campo largo o non Campo largo) la Destra non si fermerà?

“Questo è il tempo che ci è dato di vivere, con tutte le sue difficoltà ” ci ricorderebbe oggi, di nuovo, Aldo Moro, esortandoci a fare coscienza che non possiamo pensare “saltiamo questo tempo e andiamo direttamente a questo domani”.

Non lo possono pensare i tanti popolari di base oggi partiticamente “apolidi”.

Non lo può pensare chi ha l’ambizione, il dovere e la possibilità di far parte di una leadership condivisa e non personalistica, che assuma la responsabilità di indicare da subito un orizzonte politico ed organizzativo e le tappe di un possibile percorso.

Il tempo è adesso.

Gaza, sotto le macerie della moschea: il dramma di una fede ferita

Tra le rovine di una moschea distrutta dai bombardamenti, in mezzo alla polvere e al cemento sbriciolato, alcune mani tremanti sollevano con cura le pagine strappate di un Corano. Non è solo carta sacra: è memoria, identità, speranza. In un luogo dove tutto sembra sgretolarsi, quel gesto racconta una resistenza silenziosa ma profonda: la fede che sopravvive alla guerra.

Le immagini che arrivano da Gaza sono strazianti. Macerie ovunque, pianti, corpi sotto i detriti, ma anche piccoli gesti che gridano umanità. Salvare le pagine di un libro sacro in mezzo al caos non è solo un atto di devozione, è una dichiarazione. Nessuna religione condivide la guerra. Nessun Dio benedice le bombe.

La guerra, che da mesi devasta la Striscia, non risparmia luoghi di culto né civili. Moschee, scuole, ospedali: tutto può diventare bersaglio. Ma è proprio in questi luoghi sacri – simboli di pace e raccoglimento – che si consuma una delle ferite più profonde. Perché la distruzione di una moschea non è solo perdita materiale: è uno strappo spirituale.

Eppure, tra i resti di ciò che era, Gaza mostra ancora la forza della sua gente. Nonostante la paura, nonostante la fame, nonostante la perdita, c’è chi si piega tra le macerie per cercare le parole di Dio. Non per odio, ma per ricordo. Non per vendetta, ma per non smarrire la propria umanità.

Oggi Gaza conosce un dramma che sembra non avere fine. Le bombe cadono, i corridoi umanitari si bloccano, e il mondo guarda – troppo spesso in silenzio. Ma tra quelle pagine strappate del Corano c’è un messaggio che ci interroga tutti: quale pace stiamo costruendo se accettiamo che la fede venga sepolta sotto le bombe?

L’eco di quelle mani che raccolgono le parole sacre tra le rovine è un richiamo. Non solo alla solidarietà, ma alla coscienza. Perché tra le vittime di ogni conflitto, c’è anche la dignità di un popolo. E salvare una pagina può significare, nel cuore di chi soffre, salvare una speranza.

Libia, caos permanente alle porte dell’Europa

Angosciati dalla tragedia che si sta consumando a Gaza è facile dimenticarsi degli altri angoli oscuri di questo mondo triste, anche di quelli più vicini a noi. È il caso della Libia, ad esempio. Che resta lì, stato fallito governato (si fa per dire) in Tripolitania, a ovest, da un esecutivo di unità nazionale riconosciuto dall’ONU guidato (ormai oltre i termini del mandato ricevuto a suo tempo) da Abdul Hamid Dbaibah e in Cirenaica, ad est, dal generale Khakifa Haftar, capo dell’Esercito nazionale libico, autoproclamatosi tale e autore anni fa di un tentativo non riuscito di presa del potere anche a Tripoli. A sud, nel Fezzan desertico ma ricco di idrocarburi, di fatto comandano i clan e le tribù locali, anche se in linea teorica il territorio è di pertinenza amministrativa di Tripoli. Infine, anche i due Parlamenti (di Tripoli e di Tobruk) sopravvivono da tempo alla scadenza del proprio mandato. Niente elezioni, sarebbero ingestibili.

Un pantano geopolitico tra potenze e milizie

Questo pantano politico è divenuto terreno di conquista per attori statali esterni: così la Turchia si è insediata in Tripolitania e la Russia in Cirenaica, entrambe interessate ad estendere la propria influenza nel Mediterraneo. Mentre Francia e Italia hanno ormai perduto ogni residua influenza (mantenendo però l’Eni la propria capacità estrattiva, strategica per il nostro paese).

Questa situazione di stallo si prolunga sostanzialmente da un lustro. Ed era finita nel dimenticatoio del sistema mediatico internazionale. Fin quando lo scorso mese, il giorno 12, un’esplosione di violenza a Tripoli ha riacceso i fari sulla Libia. Cosa era accaduto? Era successo che Dbeibah aveva deciso di liberarsi dell’ingombrante sostegno di alcune milizie armate (denominate Autorità per il Sostegno alla Stabilità) che lo hanno sostenuto in questi anni: è stato ucciso il loro capo, un certo Gheniwa, e sono state attaccate le loro basi ubicate presso la sede di un’altra milizia, la Brigata 444, ritenuta più fedele al governo. Il blitz è però sostanzialmente fallito perché diversi gruppi armati hanno reagito organizzando blocchi stradali, proteste, reazioni con armi da fuoco che hanno messo a soqquadro l’intera capitale. Una violenza che minacciava di far ripiombare il paese nella guerra civile, al punto che le ambasciate estere hanno organizzato voli di rientro in patria per i propri cittadini.

Fortunatamente la tensione è andata affievolendosi nei giorni successivi e Dbeibah ha potuto annunciare la fine degli scontri e il ritorno dell’ordine in città. È questa è la situazione al momento.

Una tregua apparente, un governo delegittimato

Fin qui la cronaca. Che rivela quanto precaria sia la condizione dello stato libico. L’iniziativa voluta dal Primo Ministro è fallita, rivelandone – se mai ce ne fosse stato bisogno – l’intrinseca fragilità. E ora sono molti i libici – che vivono in condizioni economiche di mera sopravvivenza – che chiedono elezioni libere per poter cacciare Dbeibah e il suo governo.

La coalizione di interessi tribali non sempre limpidi che in un qualche modo ha sostenuto il Primo Ministro, a sua volta aiutata non certo disinteressatamente dalla Turchia, è esplosa: dunque, di fatto, al momento – pur nella calma apparente – regna il caos. Ogni milizia si sta riposizionando, ogni clan pure: tutti cercando di capire quale possa essere il gruppo vincente, se ancora quello di Dbeibah o qualcun altro. Nel frattempo v’è chi teme che di questa situazione sospesa possa approfittare l’eterno Haftar riprovando a marciare su Tripoli, come fece senza successo nel 2019. Una eventualità che preoccupa Ankara, che però oggettivamente pare essere rimasta sorpresa dalla piega presa dagli eventi e finanche dalla debolezza, ancora maggiore di quella già nota, di Dbeibah.

Uno stato fallito sullorlo della deflagrazione

Dunque al momento la situazione è di stallo, come ormai da anni. Ma gli scontri nella capitale hanno testimoniato l’estrema instabilità del paese. Diviso e percorso da sotterranei movimenti potenzialmente prodromici di una guerra civile. Che riporterebbe la Libia in primo piano e aprirebbe un nuovo fronte di tensione assoluta nell’area mediterranea.

Sarà meglio, quindi, seguire con attenzione gli sviluppi politici e non solo in questa nazione che peraltro potrebbe tornare ad essere tale solo con un accordo generale volto a distribuire equamente la rendita petrolifera e a disarmare tutte le milizie che ne infestano il territorio. Un’utopia, al momento.

A forza di dire “era un bravo ragazzo”….Il grande alibi collettivo

La recrudescenza della violenza giovanile, che è un aspetto della violenza di genere e dei femminicidi, è un problema emergente in modo esponenziale che riguarda tutti, non solo gli specialisti che si interrogano sulle cause di questo fenomeno. Rubricando anche solo i fatti degli ultimi mesi il fermo immagine di questa piaga sociale ci descrive una realtà devastante. Non c’è più tempo da perdere: occorre un forte recupero di senso di responsabilità collettiva, bisogna che qualcuno abbia il coraggio di spezzare queste spirali perverse, ricominciando a parlare di senso del dovere, di rispetto, di dignità, di cultura come strumenti di emancipazione sociale e di crescita e formazione individuale, ripristinando il concetto del “limite invalicabile”.

Famiglia e scuola: unalleanza in crisi

Per contrastare la violenza giovanile bisogna scoprirla e intercettarla alle origini e intervenire con tempestività. Purtroppo il contesto su cui occorrerebbe agire è ampio e diversificato, non esiste intanto un target sociale di riferimento prevalente anche se spesso questi fatti accadono in ambienti di degrado e di vuoto etico e pedagogico ma abbiamo conosciuto storie di violenza omicidiaria anche tra studenti universitari o laureati, culturalmente in grado di discernere il bene dal male.

Addebitare le colpe soltanto alla società non rende giustizia alle azioni criminali che dipendono da fattori individuali e soggettivi, anche se non si può negare che l’educazione ricevuta in famiglia e poi dalla scuola ha un’influenza decisiva. Affermare che la scuola deve pensare all’istruzione mentre sono padre e madre a doversi occupare dell’educazione dei figli è un vulnus che sta all’origine di tanti guai. I ruoli genitoriali sono in rapida obsolescenza e la famiglia sta diventando il primo anello cedevole in termini di autorevolezza e buon esempio. Hanno ragione coloro che stigmatizzano il lassismo di padri e madri che consentono orari notturni ai propri figli, proprio a partire dalla minore età e spesso per il timore di ribellioni, fughe, ritorsioni in famiglia, che li proteggono e difendono pregiudizialmente, che hanno perduto il senso del ‘no’ di fronte alle richieste di soldi, di uscite piene di incognite e di rientri antelucani, che non sanno dove sono e con chi sono i propri ragazzi.

Il buco nero del web

Ma possiamo ancora chiamare famiglia quel contesto dove ciascuno si isola per smanettare il proprio smartphone? Perché è l’incultura dei social a diventare prevalente, il buco nero del web consente viaggi pieni di incognite, senza censure, senza paletti e si materializzano condizioni emotive estreme in assenza di guide e controlli, si radicano solitudini incomprese. Possiamo dire che i social sono la prima causa di tanti apprendimenti sbagliati e fuorvianti e di conseguenti comportamenti azzardati e pericolosi.

In rete ci finiscono cyberbullismo e revenge porn, solipsismo e negazionismo: tutto è facile, tutto è fattibile fino a perdere la coscienza critica, vero mentore dell’esistenza. E come affermano con cognizione e autorevolezza Andreoli, Crepet, Morelli il cd. ‘raptus’ è solo una giustificazione ricorrente anche negli stessi autori di azioni delittuose: non ci si può trincerare dietro l’affermazione ‘era un bravo ragazzo, non so spiegarmi cosa gli ha preso’. Narcisismo, senso proprietario di possesso della vita degli altri, rimozione del rischio, autoindulgenza non possono giustificare un comportamento doloso, la consapevolezza di scegliere la scorciatoia del male, confidando in un bravo avvocato o nella clemenza di un tribunale.

Una società che appare senza coscienza e senza guida

Come scrivo da tempo – a costo di ricevere le critiche dei buonisti e degli inclusivi di facciata – non servono il pentitismo postumo, le fiaccolate, i palloncini liberati al cielo: oltre la commozione (quella vera è però più composta) sono in prevalenza retorici nascondimenti per coprire con una sorta di catarsi collettiva, in quel composito assembramento umano, la presenza del prossimo colpevole.

La violenza ha radici lontane con ramificazioni inimmaginabili e riguarda tutti quelli che la realizzano e coloro che omettono di recidere – laddove competerebbe – la pianta del male. Siamo in presenza di una società malata e orfana di cultura assimilata, di valori e buoni esempi: in essa crescono giovani e giovanissimi ispirati da super-eroi invincibili che trasmettono un senso di impunità mascherato da gelosia e finto amore, un egocentrismo che confida nella prevalenza delle attenuanti generiche sulle aggravanti (spesso rimosse da una giustizia cervellotica), che è informato sugli sconti di pena e sulla sua valenza riparativa.

Ma siamo anche tutti parte di una umanità dolente e inconsapevole, dove si alimentano solitudini siderali e una concezione minimalista della stessa esistenza ridotta alla mercè dell’effimero, dell’inutile e del breve.

Che per questo non vale la pena di vivere o di essere vissuta, per fortuna non per tutti.

Incontro fiume Meloni-Macron, dialogo (faticosamente) riparte

Roma, 3 giu. (askanews) – Sorrisi, due baci di saluto, le mani strette, qualche parola bisbigliata. La ‘pacificazione’ tra Giorgia Meloni ed Emmanuel Macron inizia, a favore di fotografi e telecamere, nel cortile d’onore di Palazzo Chigi. Nell’attesa, già sul tappeto rosso, Meloni rompe la tensione scherzando con fotografi e operatori di entrambi i Paesi: “È il parterre delle grandi occasioni, c’è molto interesse per questo bilaterale”, dice.

Poi, alle 18.15, il presidente francese varca il portone del palazzo della Presidenza del Consiglio, e inizia l’atteso incontro, organizzato dopo settimane di alta tensione tra Roma e Parigi. Tante – negli ultimi tempi – le occasioni di irritazione, da entrambe le parti: Meloni non ha mai apprezzato l’iniziativa dei “volenterosi” sull’Ucraina, considerata una fuga in avanti; Macron non ha gradito il ruolo di “ponte” tra Usa e Ue assunto dall’italiana. In mezzo ‘sgarbi’ (il mancato invito dell’Italia alla riunione sull’Ucraina a margine del summit della Comunità politica europea di Tirana; il no alla visita a Kiev della presidente del Consiglio) e parole dure: quell'”evitiamo le fake news” del francese rivolto alla collega o il basta con “i personalismi” dedicato all’inquilino dell’Eliseo. Livelli di tensione troppo alti per due Paesi fondatori dell’Ue, a maggior ragione in un momento di stallo sia nelle trattative per l’Ucraina sia nei negoziati per i dazi.

L’incontro, per quanto preparato con cura, non è stato formale né con un risultato scontato. La stessa Presidenza francese, ammettendo che l’Italia è “un partner importante”, oggi ha sottolineato che Meloni e Macron avrebbero dovuto verificare di essere “davvero in grado di andare avanti insieme sulle questioni essenziali”. A testimoniare l’importanza della posta in gioco la lunghezza del faccia a faccia: oltre tre ore di bilaterale, prima della cena di lavoro di un’ora allargata alle delegazioni. Una durata inusuale per gli standard diplomatici, letta come un segnale positivo da entrambe le parti ma allo stesso tempo un indicatore di quanto fossero intricati i nodi da sciogliere. E se alla fine non è accordo, dal comunicato congiunto diffuso (in due lingue) al termine dell’incontro sembra emergere almeno la definizione di una base programmatica minima, un “modus vivendi” che possa essere utile a entrambe le parti e all’Europa.

Nella nota si sottolinea come il bilaterale sia servito per “coordinare gli sforzi di mobilitazione e azione europea di fronte alle sfide comuni che si moltiplicano e si aggravano”, con Italia e Francia che “fedeli al loro ruolo di nazioni fondatrici” intendono “rafforzare il loro impegno comune per un’Europa più sovrana, più forte e più prospera, soprattutto orientata alla pace e capace di difendere i propri interessi e di proteggere i propri cittadini”. In particolare sono emerse – viene assicurato – “forti convergenze sull’agenda europea per la competitività e la prosperità, da attuare in modo ambizioso e accelerato” con i temi connessi della semplificazione normativa, degli investimenti pubblici e privati, dell’energia, della piena applicazione del principio di neutralità tecnologica e, più in generale, “sulle condizioni necessarie a far concorrere le imprese europee ad armi pari”. I due leader si dicono anche “determinati” a “collaborare nella preparazione del prossimo Consiglio europeo e, più in generale, sul prossimo quadro finanziario pluriennale, sulla migrazione, sull’allargamento e sulle riforme”. Sull’Ucraina, “a più di tre anni dall’inizio dell’aggressione russa e all’indomani dei colloqui tra Ucraina e Russia di Istanbul, il sostegno incrollabile e senza esitazioni di Francia e Italia all’Ucraina è ancora più necessario per raggiungere una soluzione equa e duratura, presupponendo al contempo un ambizioso cambiamento di scala nella difesa europea, sia in termini di investimenti che di sostegno alla base di difesa industriale e tecnologica europea”. Tra i temi affrontati anche i dossier Medio Oriente e Libia e, naturalmente, la questione dei dazi. A questo proposito, si evidenzia nella nota, Italia e Francia intendono “coordinare le proprie posizioni in tema di relazioni transatlantiche, nonché sulla sicurezza economica e commerciale dell’Unione Europea”. In questo quadro, Meloni e Macron hanno infine deciso di tenere il prossimo Vertice bilaterale in Francia all’inizio del 2026.

Prima di Macron Meloni aveva ricevuto Robert Fico, premier della Slovacchia. L’incontro, inizialmente previsto ai primi di maggio, era stato rinviato, forse per evitare l’imbarazzo di una foto con l’unico leader europeo presente alla parata del Giorno della Vittoria a Mosca. Tra i temi sul tavolo i rapporti bilaterali e le questioni europee e internazionali, a partire dall’Ucraina. Su questo Fico ha una posizione particolare: “Io sono tra i politici europei che supportano pienamente l’idea del cessate il fuoco. Probabilmente non sarete d’accordo con me, ma credo che ci siano paesi nell’Unione Europea che vogliono prolungare questa guerra perché pensano che sia il modo per danneggiare la Russia. Non credo che questa strategia funzioni”. A livello bilaterale, viene sottolineato in una nota congiunta, Italia e Slovacchia si impegnano ad accrescere la cooperazione, in particolare nei settori dell’energia – anche nucleare – e dell’industria della difesa. Sul primo punto, in particolare, proprio oggi Newcleo e Javys, la società statale slovacca per il nucleare, hanno firmato un accordo per la creazione in joint venture di un Centro per lo sviluppo dell’utilizzo del combustibile nucleare esaurito (Cvp).

Macron arrivato a Palazzo Chigi, incontro con Meloni dopo tensioni

Roma, 3 giu. (askanews) – Il presidente francese Emmanuel Macron arrivato a Palazzo Chigi per incontrare la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. La Premier, accompagnata dal suo consigliere militare Franco Federici, ha accolto Macron nel cortile d’onore: tra i due scambio di baci e larghi sorrisi, anche in favore delle telecamere. Adesso in corso un colloquio, a cui seguir una cena di lavoro.

L’incontro di oggi stato fissato per un ‘chiarimento’ dopo settimane di tensione tra Roma e Parigi.

Robert Fico da Meloni a Chigi: “Discusso di Ucraina, energia, armi”

Roma, 3 giu. (askanews) – L’Ucraina stato uno dei temi principali affrontati durante l’incontro a Palazzo Chigi fra la premier Giorgia Meloni e il premier slovacco

Robert Fico. “Era molto interessata (Meloni, ndr) alla mia opinione, perch la Slovacchia un Paese confinante con l’Ucraina – ha spiegato Fico al termine dell’incontro – “Abbiamo discusso del repowering. Cosa succeder in Europa se tutte le energie provenienti dalla Russia non entreranno nell’Unione Europea. In terzo luogo, ci siamo concentrati sulle questioni bilaterali. Ci sono due argomenti concreti su cui vogliamo cooperare: la questione dell’energia nucleare, stiamo per firmare un accordo speciale su come utilizzare gli impianti gi usati e ci sono buone opportunit sulla produzione di armi”.

Tennis, Tiafoe ko in 4 set: Musetti vola in semifinale a Parigi

Roma, 3 giu. (askanews) – Per la prima volta in carriera Lorenzo Musetti è in semifinale al Roland Garros. Il carrarino è tra i migliori quattro del torneo grazie alla vittoria in quattro set su Frances Tiafoe: 6-2, 4-6, 7-5, 6-2 il punteggio finale in 2 ore e 48 minuti di gioco. Una partita gestita con esperienza e pazienza da Musetti, bravo a non scomporsi nei momenti di difficoltà attraversati tra il secondo e il terzo set. È stata una sfida equilibrata e combattuta, indirizzata da Lorenzo con il break nel dodicesimo game del terzo set. Poi un quarto parziale totalmente dominato da Musetti che diventa il quinto italiano nell’Era Open in semifinale al Roland Garros. Il carrarino tornerà in campo venerdì contro Alcaraz o Paul. “Sicuramente è stato decisivo il terzo set. Oggi era complicato giocare bene con il vento, non era semplice fare le scelte giuste. Nel terzo è stata una dura battaglia, era complicato ottenere il break”. Così Lorenzo Musetti dopo la storica partita con Tiafoe che gli ha dato l’accesso alle semifinali del Roland Garros. “Ero un po’ stanco – continua – restare tranquillo non era semplice. Ho trovato l’energia extra per vincere il set, poi il quarto parziale è stato il migliore per me”. E sulla sua crescita: “Fa parte del processo di crescita, dentro e fuori dal campo. Lo scorso anno sono diventato papà e questo mi ha reso più responsabile. Adesso credo di approcciare le cose in maniera più professionale, non solo durante le partite ma anche nella mia routine quotidiana. Mi godo i momenti con la mia famiglia: anche se non sono qui fisicamente, sono con me con il cuore. Questa vittoria è per loro”. E sul suo stile di gioco: “Siamo italiani, siamo eleganti (ride, ndr). A parte gli scherzi, ho uno stile che appartiene al passato. Purtroppo ormai ci sono pochi giocatori con il rovescio a una mano, è difficile rispondere su servizi sopra i 200 km/h. Quando mi hanno messo in mano una racchetta è stato sempre naturale per me giocarlo. Il mio allenatore non l’ha voluto cambiare e fa parte del mio successo”.

Colpito con il taser dalla polizia a Pescara, muore in ospedale dopo malore

Milano, 3 giu. (askanews) – Un uomo di 30 anni, R.Z., è morto in ospedale dopo aver avuto un malore nelle camere di sicurezza della questura di Pescara dove era stato accompagnato dalla polizia dopo essere stato arrestato intorno alle 11 di questa mattina. Secondo quanto riferito in una nota della stessa polizia, l’uomo, “apparentemente coinvolto poco prima in un alterco da strada”, era stato colpito con il taser in dotazione per aver opposto resistenza agli agenti.

“Una volta condotto nelle camere d’attesa per compiere gli atti di polizia giudiziaria conseguenti, il trentenne ha accusato un malore per il quale è stato dapprima soccorso sul posto dal 118 e, quindi, trasportato in ospedale per le manovre di rianimazione, che purtroppo non hanno potuto impedirne il decesso” precisa la polizia, spiegando che sulla vicenda sono in corso indagini della locale Squadra Mobile dirette dalla procura di Pescara.

Con ogni probabilità il magistrato disporrà l’autopsia che potrebbe chiarire l’eventuale correlazione con la scarica emessa dalla storditore elettrico e le cause esatte del decesso.

Prime pagine giornali, Cenci (Eikon) con Trump tsunami narrativo

Roma, 3 giu. (askanews) – “Dalla nostra analisi semantica delle prime pagine dei giornali emerge tra il 2024 e il 2025 uno tsunami narrativo il cui regista Trump”.

Cos Cristina Cenci, Senior Partner & Founder di Eikon, ha illustrato l’analisi semantica avanzata realizzata da Eikon Strategic Consulting, basata su oltre 20.000 prime pagine di quotidiani nazionali e locali e presentata al Senato nel corso della cerimonia di certificazione di Best in Media Communication, il progetto di Eikon Strategic Consulting e Fortune Italia.

Se il contesto restituito dalle prime pagine dei giornali in questo ultimo anno appare caratterizzato da sentimenti di allerta e tensione, l’analisi vuole approfondire e misurare l’impatto su questa rappresentazione e sulla reputazione del Sistema Paese delle aziende certificate Best in Media Communication, quelle aziende cio che nel corso all’audit realizzato da Eikon, sono state certificate perch si sono distinte non solo in termini di reputazione, ma anche nella qualit delle relazioni stabilite con le redazioni giornalistiche. Per il 2025 queste aziende sono state 19, il 71% di quelle candidate: A2A, ALIA, AXA Italia, BAT Italia, Edison, ELI Lilly, ENI, Ferrovie dello Stato Italiane, Generali Italia, Gruppo Hera, INWIT, Iren, MSD, Open Fiber, Philip Morris Italia, Poste Italiane, SIMEST, Takeda, Zurich.

In collaborazione con Eikon

Tennis, Sinner: "Perché soffro Alcaraz? Credo abbia più opzioni"

Roma, 3 giu. (askanews) – Jannik Sinner, intervistato da Prime Video France, ha risposto in maniera sincera all’ex tennista Jo-Wilfried Tsonga, intervenuto nella trasmissione di approfondimento posteriore alla vittoria dell’azzurro contro il russo Andrey Rublev negli ottavi di finale del Roland Garros 2025. Tsonga ha evidenziato come il livello di gioco espresso dall’altoatesino sia difficilmente gestibile dalla maggior parte dei rivali, eccetto Carlos Alcaraz. Lo spagnolo (n.2 del mondo) ha sconfitto negli ultimi quattro incontri ufficiali l’altoatesino. Per questo, il transalpino ha chiesto a Jannik cosa ci sia nel tennis dell’iberico che gli dia così fastidio. “Penso che io e Carlos sappiamo tutto quello che c’è in gioco prima di ogni partita. Per me, l’anno scorso c’è stata una partita importante che ho vinto, nell’esibizione in Arabia Saudita. Anche se non era un incontro ufficiale, mi ha aiutato a capire delle cose. Perché ci ho perso spesso? A volte ho la sensazione che lui abbia più opzioni. Sa fare lo slice corto, sa giocare lungo, le sue volée sono incredibili, ha una mano molto buona e ora serve anche molto bene. Fisicamente, è molto forte. Ha la qualità dei giocatori più speciali”, ha dichiarato Sinner.

“Tuttavia, anche quando perdo, mi piace sempre giocare contro di lui perché mi dà un sacco di feedback su cosa devo migliorare. Non voglio dare dettagli su quali contromisure sto prendendo anche perché non voglio perderci ancora (sorride, ndr.)”, ha concluso il n.1 del mondo.

Calcio, l’addio di Inzaghi: "Separazione decisa insieme al club"

Roma, 3 giu. (askanews) – “Cara famiglia nerazzurra, è venuto per me il momento di salutare questo club dopo un percorso di quattro anni, durante i quali ho dato tutto”. Comincia così la lettera di addio che Simone Inzaghi ha affidato al sito dell’Inter per salutare i tifosi nerazzurri. “Ogni giorno ho dedicato all’Inter il mio primo e ultimo pensiero della giornata – prosegue -. Sono stato ricambiato con professionalità e passione da calciatori, dirigenti e da ogni singolo dipendente del club. I sei trofei conquistati, tra cui lo scudetto della seconda stella, unitamente al percorso in Uefa Champions League nel 2023 e pochi giorni fa, sono la testimonianza tangibile di quanto il mio lavoro sia stato supportato da una comunione d’intenti con il mio staff e con ogni componente dell’Inter”. L’ormai ex allenatore nerazzurro poi passa alla proprietà: “Ringrazio gli azionisti per la fiducia che non è mai mancata, il presidente e i suoi collaboratori per l’aiuto e il dialogo quotidiani. In una giornata difficile come quella di oggi penso sia giusto ribadire questo senso di gratitudine anche per il confronto che si è concluso poco fa. Siamo stati sinceri e abbiamo insieme deciso di concludere questo magnifico percorso”. E infine ai tifosi: “Un’ultima parola la voglio dedicare ai milioni di tifosi nerazzurri che mi hanno incitato, hanno pianto e sofferto nei momenti difficili e hanno riso e festeggiato nei sei trionfi che abbiamo vissuto insieme. Non vi dimenticherò mai. Forza Inter”.

Calcio, l’Inter saluta Inzaghi: "Passione e dedizione"

Roma, 3 giu. (askanews) – È arrivato anche il comunicato ufficiale del club nerazzurro: “Le strade del Club e di Simone Inzaghi si separano. È questa la decisione presa di comune accordo dopo l’incontro avvenuto pochi minuti fa. La gestione di Inzaghi all’Inter sarà ricordata da tifosi, calciatori, dirigenti e dipendenti come caratterizzata da grande passione, accompagnata da professionalità e dedizione. Sei trofei, uno scudetto, due coppa Italia e tre Supercoppa di serie A, sono il palmares maturato in quattro stagioni, che hanno riportato il club ai vertici del calcio italiano ed europeo. Inzaghi è uno degli allenatori con il maggior numero di partite nella storia del club nerazzurro, dopo Herrera, Mancini, Trapattoni e Mourinho. Esattamente come gli altri membri esclusivi di questo novero, Inzaghi ha contribuito significativamente alla crescita del palmares interista e passerà per sempre alla storia come il coach che ci ha portato alla conquista della Seconda Stella. “A nome del nostro azionista Oaktree e di tutto il club, desidero ringraziare Simone Inzaghi per il lavoro svolto, per la passione dimostrata e anche per la sincerità nel confronto odierno, che ha portato alla decisione comune di separare le nostre strade. Solamente quando si è combattuto insieme per raggiungere il successo giorno per giorno, si può avere un dialogo franco come quello accaduto oggi” ha detto il Presidente Giuseppe Marotta, al termine dell’incontro”

Poste Italiane, welfare aziendale porta in vacanza i dipendenti

Roma, 3 giu. (askanews) – Con “Camera con Vista” Poste Italiane mette a disposizione gratuitamente ai dipendenti e ai loro familiari una settimana di vacanza in bellissime localit turistiche italiane. Un’iniziativa di welfare, nata grazie al grande patrimonio immobiliare di Poste Italiane, che mette a disposizione 17 alloggi in diverse zone di mare, lago e montagna.

Il servizio del TG Poste.

Beppe Grillo non rinuncia e dà mandato ai legali per tentare di riappropriarsi del simbolo del M5S

Roma, 3 giu. (askanews) – Il fondatore del Movimento 5 stelle, Beppe Grillo, ha dato mandato ai suoi legali di avviare una azione giudiziaria per tentare di riappropriarsi del simbolo del M5S. Lo fanno sapere fonti vicine a Grillo. Lo scontro politico che lo ha contrapposto al presidente del M5S, Giuseppe Conte, si era concluso a cavallo fra novembre e dicembre dello scorso anno, con il doppio voto degli iscritti che ha abolito la carica statutaria di garante nazionale fino a quel momento ricoperta dallo stesso Grillo.

Calcio, Ancelotti: "In Brasile mi chiamano Carlinho, e mi piace"

Roma, 3 giu. (askanews) – “Già mi chiamano ‘Carlinho’ e mi piace”. Sono passati pochi giorni ma sembra che l’adattamento di Carlo Ancelotti alla nuova realtà del Brasile proceda a gonfie vele. “Inizia un’altra avventura, è una responsabilità grande, ma anche una grande felicità avere l’opportunità di allenare la nazionale brasiliana – ha spiegato il neo Ct in un’intervista a Vivo Azzurro TV -. Sono stato accolto con molto affetto, spero di preparare bene la squadra e fare in modo che sia competitiva al prossimo Mondiale. La nuova lingua? Dovrò studiare il portoghese come ho dovuto studiare il francese, l’inglese, lo spagnolo: mi aiuterà il fatto che il portoghese ha la stessa grammatica”. Nuova avventura che permette anche di riavvolgere il nastro a quello che è stato il suo percorso: “La vittoria è un attimo fuggente, si guarda subito avanti – ha detto -. La sconfitta è uguale: è dispiacere, tristezza, ma ti dà possibilità di migliorare e il calcio ti dà sempre l’opportunità di guardare avanti. Reggo l’usura del tempo grazie alla passione che ho sempre avuto per il calcio e che ti fa sopportare la pressione e lo stress”. “Il carattere si forma con i maestri che hai avuto nell’infanzia: tuo papà, gli insegnanti a scuola e gli allenatori – ha aggiunto -. La convivenza tra i grandi campioni dipende dall’intelligenza individuale di ciascuno di loro, mentre il rapporto con i giovani oggi è più complicato rispetto al passato: adesso hanno molte più responsabilità addosso rispetto a quella che avevo io quando ero calciatore. Ora il giovane ha dietro tanta gente, dal procuratore alla famiglia”. Differenze che si percepiscono in tutto lo spogliatoio: “I giocatori si isolano molto con le cuffie e la loro musica, ai miei tempi non si poteva addirittura ascoltarla perché deconcentrava. Sono poi concentrati sul proprio telefono e non c’è molta comunicazione”. Invitando a una soluzione affinché si giochi meno e si preservi così la salute dei giocatori, Ancelotti racconta poi del rapporto col figlio Davide, suo assistente nelle ultime stagioni: “È ancora più affidabile perché c’è un grado di parentela molto vicino – conclude -. Ha quindi più confidenza rispetto ad altri assistenti e può dirmi cose che a volte gli altri fanno più fatica a dirmi”.

Obiettivo Terra, Ferri: fotografia valorizza biodiversit

Roma, 3 giu. (askanews) – “Siamo veramente felici anche per questa edizione di promuovere questa iniziativa che attraverso la fotografia valorizza la biodiversit italiana e pone l’accento sulla necessit di preservare il nostro ecosistema”.

Flavia Ferri, Direttore Generale di Haiki Cobat, divisione di Haiki+, ha cos ribadito in qualit di partner il sostegno alla 16a edizione di “Obiettivo Terra” 2025, il concorso fotografico nazionale dedicato alla difesa e alla valorizzazione del patrimonio ambientale, del paesaggio, dei borghi, delle peculiarit e delle tradizioni enogastronomiche, agricole, artigianali, storico-culturali e sociali delle Aree Protette d’Italia, promosso dalla Fondazione UniVerde e dalla Societ Geografica Italiana.

Vino, i 25 anni del Consorzio Montecucco

Poggi del Sasso (Gr), 3 giu. (askanews) – Il Consorzio Tutela Vini Montecucco ha celebrato i 25 anni di attivit con un convegno nella cornice del Forum Bertarelli a Poggi del Sasso. Rappresentanti delle istituzioni, aziende produttrici, tecnici, stampa, a confronto in un momento partecipato di racconto della storia della Denominazione, di riflessione sulla sua evoluzione, che ribadisce l’impegno per una viticoltura di qualit, sempre pi consapevole delle sfide ambientali.

“Il consorzio -afferma il Presidente del Consorzio Montecucco Giovan Battista Basile- cresciuto nella promozione, nel far conoscere il territorio, nel far conoscere la denominazione. Partecipiamo ovviamente a fiere internazionali, cerchiamo di coinvolgere i nostri produttori in tutte le attivit che facciamo, presentiamo i vini dei nostri associati (e non), alle guide specializzate di vino e lavoriamo soprattutto perch ci sia una sempre crescente partecipazione dei soci, dei produttori e perch la qualit dei nostri vini continui a migliorare, cosa che fanno i i produttori indipendentemente da quello che il nostro intervento, perch sono comunque bravi”.

La Selezione Poggi del Sasso (da viti centenarie e franche di piede), sviluppata con il supporto della Fondazione Bertarelli, ha permesso di valorizzare le peculiarit genetiche e di selezionare cloni di Sangiovese capaci di esprimere al meglio il carattere del territorio amiatino.

Come spiega Giuliano Guerrini, agronomo di ColleMassari, “con questo lavoro che abbiamo fatto sui Sangiovesi delle vigne vecchie, le poche rimanenti, abbiamo propagato le gemme, abbiamo portato avanti studi antivirotici con l’Universit di Pisa e l’Universit di Firenze, e abbiamo propagato le marze di queste selezioni massali per poter trasportare la base del territorio e la base storica del Sangiovese verso il futuro”.

Il Consorzio non rinuncia certo ai propri capisaldi, quali sostenibilit ed enoturismo. Il il 90% della produzione certificata biologica, mentre il 100% delle aziende del territorio attrezzato per l’accoglienza.

Leonardo Salustri tra i fondatori della Doc Montecucco: “Uno ci deve credere fino in fondo. Secondo me le cantine che hanno pi successo sono state le cantine che hanno creduto in questa zona. Quello che si pu ottenere perch una zona da sfruttare al massimo. E qui il massimo il biologico perch una zona tranquilla dove si fanno la met dei trattamenti rispetto a un’altra zona”.

L’innalzamento delle temperature impone scelte coraggiose. Per questo il Consorzio ha gi avviato l’iter per una modifica ordinaria del disciplinare, che estenda l’area di produzione verso quote pi alte del Monte Amiata.

Calcio, Inzaghi lascia l’Inter: andrà all’Al Hilal

Roma, 3 giu. (askanews) – Simone Inzaghi e l’Inter si separano. A quattro anni esatti dal giorno in cui venne ufficializzato il suo approdo all’Inter, Inzaghi ha comunicato al club la voglia di chiudere la sua carriera nerazzurra, in anticipo rispetto alla scadenza naturale del contratto fissata nel 2026, e di accettare l’offerta dell’Al Hilal. Inzaghi debutterà con i sauditi al Mondiale per club contro il Real Madrid il 18 giugno. Decisivi, per la decisione del tecnico, la delusione forte dopo il 5-0 della finale Champions ma ancor di più il senso di stanchezza per un ciclo comunque lungo e stressante, chiuso con un ko pesante ma anche, nel complesso, ricco di soddisfazioni. Dal 2021 al 2025 Inzaghi è stato allenatore dell’Inter per 217 partite complessive (con una media punti di 2.14): 141 vittorie, 41 pareggi e 35 sconfitte. In questo periodo l’Inter ha vinto sei trofei: dallo scudetto della seconda stella (nella passata stagione) alle due Coppe Italia per finire alle tre Supercoppe Italiane che lo hanno reso il più vincente di sempre nella competizione.

A Milano il MetLife Human Health Summit

Milano, 3 giu. (askanews) – Medicina predittiva sempre pi efficace grazie ai passi in avanti compiuti dalla genetica e dall’analisi del Dna anche per la prevenzione delle malattie cardiovascolari. Centralit di uno stile di vita sano per assicurare longevit e benessere all’essere umano. Sono stati questi alcuni dei temi del MetLife Human Health Summit che si tenuto a Milano gioved 29 maggio.

Maurizio Taglietti, General Manager di MetLife in Italia, ha sottolineato l’importanza dell’incontro, giunto alla sua seconda edizione: “MetLife – ha spiegato – con i suoi 157 anni di storia e oltre 100 milioni di clienti nel mondo in 40 Paesi fra cui l’Italia, dove siamo presenti da oltre 30 anni, si occupa da sempre di proteggere le persone. Siamo un’azienda che, oltre agli obiettivi di mercato, si fonda su valori essenziali per la collettivit: esperienza, solidit, costanza, integrit, prevenzione, responsabilit. Valori che, per usare un termine che oggi abbiamo sentito spesso, sono scritti nel nostro DNA. Per questo confermiamo il nostro impegno per la salute non solo arricchendo la nostra offerta con soluzioni dedicate alle patologie pi gravi, ma anche attraverso momenti come questo, che rafforzano e diffondono la cultura della prevenzione, dei corretti stili di vita e del benessere. Rivolgerci a chi sta attraversando un momento delicato per la salute, ma anche a chi desidera restare informato sui progressi della ricerca medica, significa essere fedeli alla nostra purpose, ovvero di stare accanto alle persone e costruire per loro un futuro pi rassicurante”.

Gli esperti si sono confrontati sui passi in avanti compiuti dalla medicina predittiva, ovvero quel ramo di scienza medica che, basandosi sulle informazioni ricavate dalla costituzione genetica di un individuo, in grado di elaborare una stima del rischio di quest’ultimo di contrarre una certa patologia nell’arco della vita. Come ha dichiarato Giuseppe Novelli, direttore del Laboratorio Genetica Medica al Policlinico Tor Vergata: “Siamo abituati a pensare al Dna come qualcosa che abbiamo dentro e che ci d l’informazione per diventare qualcuno o qualcosa che inevitabile ed ineluttabile, non cos. Il Dna come uno spartito musicale, ma poi c’ l’orchestra che suona gli strumenti e noi dobbiamo capire che l’orchestra l’ambiente, lo stile di vita, quello che facciamo, come ci comportiamo, cosa mangiamo ed agisce sul nostro Dna. Capire cosa c’ scritto nel nostro Dna per adattarlo a capire quali sono le nostre scelte. Il Dna non lo cambiamo ma lo stile di vita s”.

Grande attenzione, poi, stata posta alla tematica delle malattie cardiovascolari, che in Italia sono la prima causa di morte con circa 250mila decessi l’anno. Patologie complesse da prevenire, ma di cui si possono sempre di pi conoscere e misurare i fattori di rischio individuali secondo il Dott. Jos Pablo Werba, Responsabile dell’Unit di Ricerca e Prevenzione dell’aterosclerosi del Centro Cardiologico Monzino IRCCS: “La migliore prevenzione quella di conoscere quali sono gli stili di vita pi adeguati per mantenere in salute il proprio cuore e le proprie arterie. Inoltre fare una valutazione quantomeno periodica della propria condizione di salute. Questo implica spesso un incontro con un medico che faccia attenzione a questi aspetti e che possa fare con semplici indagini e minimi esami una valutazione integrale del rischio della persona, correggendolo”.

A introdurre i lavori stata IPSOS, attraverso l’intervento di Eva Sacchi, Public Affairs Research Director, e Stefania Fregosi, Head of Healthcare Service line, che hanno fornito una fotografia della situazione attuale del Paese. In particolare, hanno posto l’accento sulla crescente attenzione degli italiani nei confronti del proprio benessere (il 79% sente la necessit e ha il desiderio di prendersi cura della salute fisica e l’89% crede che mangiare sano abbia effetti positivi).

M.O., Meloni-Fico: rilascio ostaggi e cessate fuoco permanente

Roma, 3 giu. (askanews) – La presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il premier slovacco Robert Fico, nell’incontro di oggi, “hanno richiamato il loro impegno per un Medio Oriente stabile e pacifico. Hanno richiesto l’immediato rilascio di tutti gli ostaggi nelle mani di Hamas e un cessate il fuoco permanente nella Striscia di Gaza”. E’ quanto si legge nella nota congiunta diffusa al termine del bilaterale.

I due leader, conclude la nota, “hanno nuovamente confermato il loro sostegno a una soluzione dei due Stati con uno Stato indipendente palestinese che viva a fianco di Israele in pace e sicurezza”.

Iliad festeggia il suo settimo anniversario in Italia

Milano, 3 giu. (askanews) – Iliad festeggia il suo settimo anniversario in Italia e lo fa alzando ancora di pi l’asticella presentando ‘iliadbox super’, la nuova offerta fibra. Connessione pi veloce e di ultima generazione che garantir maggiore fruibilit agli utenti. Abbiamo parlato con Benedetto Levi, AD Iliad Italia:

“Oggi celebriamo il settimo anniversario dall’ingresso di Iliad sul mercato italiano e lo facciamo a modo nostro portando una nuova offerta rivoluzionaria nel mercato della fibra ottica in Italia. Oggi lanciamo l’offerta pi completa di sempre nella fibra di Iliad, un’offerta che oltre al nostro router Iliad Box con Wi- Fi 7, la fibra che per il secondo anno consecutivo stata nominata la pi veloce d’Italia. In questa offerta sono inclusi anche due extender per avere un Wi-Fi ottimo in tutti gli angoli della casa, un antivirus Mecafee per coprire fino a 5 device e, prima volta in Italia, un pocket Wi- Fi con una SIMdati, quindi una saponetta per poter avere un’ottima connessione anche fuori casa. E infine siamo il primo operatore in Italia a includere in un’offerta anche sei mesi di intelligenza artificiale di livello premium con Mistral AI”.

Sette anni di successi per Iliad che continua a crescere e migliorarsi.

“In questi sette anni la community Iliad cresciuta, oggi conta pi di 12 milioni di persone e per 28 trimestri consecutivi siamo stati il leader in Italia per crescita di utenti. Questo stato reso possibile dalla coerenza che abbiamo avuto in questi sette anni, quindi rimanere fedeli ai nostri valori con offerte totalmente trasparenti, offerte semplici, nessun tipo di fregatura o di costo nascosto. Questo ha pagato, abbiamo 12 milioni di utenti soddisfatti che scelgono Iliad per il loro mobile e per la loro offerta a casa in fibra ottica”.

Una giornata importante per il marchio che certifica anni di lavoro ed impegno per favorire l’esperienza dei clienti e garantire una maggiore crescita.

Servizio in collaborazione con Iliad

Baby K torna con "Follia Mediterranea" tra femminismo e libertà

Milano, 3 giu. (askanews) – Baby K, l’artista dei record, l’unica artista femminile a raggiungere il Disco di Diamante, a superare il miliardo di visualizzazioni su YouTube con un brano, a rimanere per 11 settimane consecutive al n. 1 della classifica ufficiale Fimi/GFK, la prima ad affacciarsi nel mondo urban, torna il 6 giugno con un nuovo singolo “Follia Mediterranea”, prima parte di una trilogia in musica e di concetti che inizia con l’estate ma continua tutto l’anno. L’annuncio di Baby K arriva con una nuova immagine che mostra un’evoluzione capace di unire femminismo e libertà.

Ispirandosi a icone dell’arte e citando ironicamente l’immaginario contemporaneo, come l’iconica banana di Maurizio Cattelan, Claudia si mette letteralmente in scena: avvolta da nastro adesivo, quasi come un’opera provocatoria, rappresenta metaforicamente una donna-oggetto che si riappropria del suo corpo per raccontare una verità più profonda.

È un atto artistico, ma anche un manifesto di umanità e autodeterminazione: è una risposta a stereotipici femminili che impongono canoni impossibili nel mondo della musica, dell’estetica e della perfomance.

Nasce così “Follia Mediterranea”, scritta da Baby K con Cicco Sanchez, Viviana Colombo e Massimo Barberis, in cui Baby K non si vergogna come donna di raccontare il momento del piacere e di farlo con tutta la sua sensualità. E una volta che lo sai — che sei viva — non puoi più tornare nella scatola.

Schlein si tinge i capelli di rosso per un fioretto a "Un giorno da pecora"

Roma, 3 giu. (askanews) – La Segretaria del Pd Elly Schlein tiene fede alla promessa fatta prima della sua elezione e si lascia tingere una ciocca di rosso in diretta su Radio1. Il commento? “Sembro Mirko dei Bee Hive”. Poi imbraccia la chitarra (imparata a suonare perché infatuata di un ragazzo) e suona i Cranberries: “alla Meloni dedico ‘Lo scrutatore non votante’ di Bersani”

L’aveva promesso prima di diventare leader del Pd e ha mantenuto la promessa fatta. Elly Schlein, segretaria del Partito Democratico, oggi è stata ospite di Un Giorno da Pecora, su Rai Radio1, dove ha accettato di tingere una ciocca di capelli di rosso, ‘fioretto’ che, sempre agli stessi microfoni, aveva annunciato prima della sua elezione. Come si può vedere dalle foto e dal video, il parrucchiere Antonio Frisina ha provveduto a tingere i capelli della deputata, mentre Giorgio Lauro e Geppi Cucciari la intervistavano sull’attualità politica e non solo. Dopo aver visto il risultato di questa operazione, Schlein ha commentato ironicamente: “con questa ciocca rossa sembro Mirko dei Bee Hive!” (personaggio di un cartone animato cult degli anni ’80, ndr).

Nel corso della puntata, Schlein ha anche raccontato com’è nata la sua passione per la musica, in particolare per la chitarra. “Ho iniziato a suonarla da adolescente perché c’era un ragazzo che mi piaceva e che però suonava la batteria”. E cosa c’entra con la chitarra? “C’entra perché io gli chiesi di insegnarmi a suonare la batteria e lui mi rispose: lo farò quando tu mi insegnerai la chitarra”. Lei cosa fece? “Raccolsi i miei risparmi ed andai a comprarmi una chitarra elettrica molto modesta, una finta Stratocaster. Quando tornai a casa, bussai alla porta. Mi aprì mio padre che, quando vide chitarra ed amplificatore, richiuse la porta…” Poi fece da insegnante a quel ragazzo? “No, si vede che era passata l’infatuazione. Però ho imparato a strimpellare”. Si ricorda il suo nome? “Sì chiamava Simone”.

Chitarra a parte, ci fu qualcosa con lui? “No, assolutamente niente”. Per tornare all’attualità, che canzone suonerebbe con la sei corde a Giorgia Meloni? “Un brano di Samuele Bersani dal titolo ‘Lo scrutatore non votante'”. Imbracciata una chitarra, in diretta a Un Giorno da Pecora, la segretaria Pd ha anche accennato qualche brano famoso, in particolare ‘Zombie’, un classico dei Cranberries.

Football americano, sfida a stelle e strisce per i Frogs Legnano

Milano, 3 giu. (askanews) – Una partita unica nel suo genere si svolta domenica primo giugno al Velodromo Vigorelli di Milano: i Frogs Legnano (storico team di football americano in Italia) hanno ospitato, direttamente dagli Stati Uniti, i Blugolds della University of Wisconsin – Eau Claire, per un incontro amichevole. Ormai tradizione che in questo periodo si disputi una partita tra Frogs Legnano e un college americano, spiega Ettore Guarneri, presidente Frogs Legnano.

“Quest’anno il college quello dei Blugolds della University of Wisconsin, Eau Claire. Abbiamo deciso di giocare con loro, nonostante oggi sia una giornata caldissima. Non solo, ma visto che dobbiamo cercare di far crescere e far apprezzare a tutti il football americano, abbiamo deciso con la dirigenza di invitare giocatori di altre squadre. Giocano con noi i Rebels di Lugano, i Gorillas di Varese e i Rhinos di Milano, per aprire un po’ a tutti questa esperienza di giocare con un college americano. Un filo conduttore per chi andr in finale all’Italian Bowl: la finale sar disputata nel Glass Bowl di Toledo (Ohio, considerato uno dei pi bei campi del campionato universitario americano) il prossimo 28 giugno. Io spero che sia un sinonimo di continuit giocare contro questa squadra del Wisconsin per poi concludere l’Italian Bowl di Toledo”, afferma.

I Frogs Legnano sono fra le squadre in corsa verso questo ambizioso traguardo, secondi nel proprio girone, e affronteranno il turno di wild card questo sabato (7 giugno) sempre al Vigorelli. E la finale un sogno come ci spiega Antonio Gianera #2 Linebacker dei Frogs (ruolo della difesa): ” successo anche due anni fa che si sia giocato l’Italian Bowl in America a Toledo, ho visto dei filmati di amici che sono andati anche a allenarsi in palazzetti indoor, fare una settimana di football come se si fosse realmente l al college un’esperienza che capita una volta nella vita. Quindi sicuramente bellissimo e farebbe crescere tanto sia individualmente che a livello di squadra, che a livello di prospettiva, quindi magari riuscire a riportare in Italia qualcosa di qual la mentalit e qual il modo di fare, il know-how. Speriamo di arrivarci, non garantito, abbiamo due partite e lotteremo per arrivarci perch un’esperienza che vogliamo fare”, dice.

Intanto legami fra le organizzazioni italiane e statunitensi si stanno rafforzando in questi ultimi anni, e si inseriscono nelle crescenti iniziative e investimenti da oltreoceano non solo in Italia ma a livello internazionale per fare crescere questo sport, e tutto ci che vive intorno, fuori dagli Stati Uniti d’America. Un’accelerazione sicuramente stata generata dal fatto che la versione senza contatto del Football americano, il Flag Football, sar sport olimpico a Los Angeles 2028, e costituisce un’importante opportunit per portare pi attenzione verso questa disciplina.

Servizio di Cristina Giuliano

Montaggio Linda Verzani

Immagini askanews

Tennis, prima semifinale al Roland Garros: Sabalenka contro Swiatek

Roma, 3 giu. (askanews) – Sarà tra la bielorussa Aryna Sabalenka e la polacca Iga Swiatek la prima semifinale al Roland Garros, secondo Slam del 2025 (56.352.000 euro di montepremi) che si sta disputando sulla terra rossa parigina. Nei quarti la numero uno del mondo si è imposta per 76(3) 63, in poco meno di due ore, sulla cinese Zheng Qinwen, n.7 WTA ed ottava testa di serie, campionessa olimpica, centrando per la seconda volta un posto al penultimo atto nel Major francese (ci era già riuscita nel 2023, stoppata poi da Muchova nonostante un match-point a favore). La Swiatek ha avuto ragione 6-1 7-5 sulla Svitolina. Negli altri due quarti si affronteranno domani Andreeva-Boisson e Keys-Gauff

Sci, Brignone avanti tutta: "Il recupero procede senza intoppi"

Roma, 3 giu. (askanews) – A distanza di due mesi esatti dalla caduta di Passo San Pellegrino nel corso del gigante valevole per i Campionati Italiani, Federica Brignone ha fatto il punto della situazione presso il J/Medical di Torino dove sta affrontando la riabilitazione nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato il dottor Andrea Panzeri (Presidente della Commissione Medica FISI), il dottor Luca Stefanini (Direttore Generale di J/Medical) e Federico Bristot (coordinatore area fisioterapica J/Medical).

Il dottor Panzeri ha aperto facendo il punto della situazione dal punto di vista medico. “Non è stato un infortunio banale, questi due mesi sono stati importanti. Federica ha lavorato molto bene, siamo rimasti soddisfatti della scelta di effettuare la riabilitazione al J/Medical, si trattava del posto migliore insieme a Federico Bristot che è stato in Federazione e al dottor Stefanini per la struttura che ci è stata messa a disposizione. Federica ci ha messo tanto impegno, la TAC e la risonanza effettuate nei giorni scorsi hanno dato esiti confortanti e adesso posso dire che la sera dell’intervento non mi sarei aspettato un recupero così buono. I feedback sono tutti positivi, la strada è ancora lunga ma dobbiamo guardare le cose buone che ci sono state fino ad ora. Nei prossimi giorni Federica inizierà un nuovo step, caricando sempre più per recuperare il movimento completo ed evitare rigidità. La stabilità è buona, non si può che migliorare. Federica ha tanta voglia, conosce la fatica, tra un mese faremo un nuovo punto della situazione. Sin dall’inizio abbiamo dato priorità alla parte ossea, la parte legamentosa passava in secondo piano a oggi possiamo escludere un intervento sul legamento crociato. Ognuno di noi nella propria testa si costruisce i tempi di rientro, c’è tempo ma non bisogna perdere tempo. Federica dentro di sé sa quanto tempo avrà bisogno per allenarsi, ma non sappiamo cosa sentirà al ginocchio al termine dei prossimi step. Però i grandi atleti hanno un concetto della fatica e del dolore diverso, saranno le risposte che conosceremo solamente nei prossimi mesi”.

Il dottor Luca Stefanini ha parlato della struttura a disposizione di Brignone: “Ci tenevo a ringraziare la Federazione Italiana Sport Invernali, quando è accaduto questo infortunio siamo stati immediatamente contattati, ci siamo messi subito a disposizione, è motivo di orgoglio essere individuati come centro che ci potesse dare un supporto. Abbiamo individuato i primi obiettivi, che era quello di camminare bene. La strada non sarà semplice, ma noi siamo a disposizione per offrire tutto il supporto possibile”.

Federico Bristot lavora a stretto contatto con Federica: “Ci conosciamo da tanti anni, sul suo ginocchio lavoravamo già in passato. Il programma è molto intenso, svolgiamo doppie sedute quotidiane, con l’obiettivo di recuperare la deambulazione corretta che sta avvenendo in maniera lineare e il recupero della mobilità articolare, senza perdere d’occhio il tono muscolare. Tutto ciò avviene con grande impegno, sfruttiamo anche l’utilizzo della piscina e i risultati sono buoni. L’approccio di Federica è stato esemplare, raramente abbiamo trovato una autodisciplina e uno spirito di sacrificio e di sopportazione di questo genere”.

Chiude Brignone: “Sono già passati due mesi e sono passati velocemente, il tempo di lavoro qui è tantissimo, mi sento di essere solamente all’inizio del mio percorso. In questi due mesi ho gustamente rispettato le indicazioni di medici e fisioterapisti, adesso inizio a mordere un po’ il freno, significa che le cose vanno meglio. Finora la mobilità era ridotta ma sono rimasta fiduciosa e positiva, dopo le ultime news lo sono maggiormente. C’è tanta voglia di camminare prima possibile, rispettando i tempi. Ciò che mi è mancato in questo periodo è stata l’indipendenza, ho passato settimane in cui dovevo essere assistita anche per il gesto più semplice. Lavoro più di cinque ore tutti i giorni, purtroppo non si tratta di un infortunio che ha casistiche precedenti e non abbiamo risposte in tal senso sul recupero. Così è difficile fare programmi ma non si può fare nient’altro, in passato ho già perduto una stagione per un infortunio meno grave che in realtà me ne ha fatte perdere due, qui gli step sono delineati, con indicazioni precise ma non riguardo i tempi di recupero. Sto lavorando prima di tutto per la mia salute come persona e non come atleta, poi tornare sugli sci mi dà grande motivazione, e mi convince a fare qualcosa in più tutti i giorni. Da qui alla prossima stagione c’è tempo ma non così tanto tempo, è impossibile ipotizzare un ritorno sulla neve, finché non appoggerò il piede sarà impossibile fare pronostici, il prossimo step sarà togliere le stampelle, quando tornerò sugli sci è perché mi sentirò a mio agio”. (foto fisi.org)

Il Mascagni Festival 2025 celebra la sua sesta edizione

Roma, 3 giu. (askanews) – Due anteprime internazionali, un programma ricco di contaminazioni e un omaggio sentito nel nome di Pietro Mascagni. La sesta edizione del Mascagni Festival – in scena dal 2 agosto al 13 settembre 2025 – si annuncia come una rassegna di profilo sempre pi nazionale e internazionale, capace di unire tradizione lirica, innovazione tecnologica e apertura ai nuovi linguaggi.

L’edizione 2025, in occasione dell’80 anniversario della scomparsa del compositore, partir da due prestigiose vetrine globali: l’Expo di Osaka, dove dal 16 al 18 luglio sar presentata la versione digitale di “Cavaller IA Rusticana”, e un evento in Abruzzo (29 luglio a Guardiagrele) con lo spettacolo “Le prospettive dell’amore”, interpretato dai giovani della Mascagni Academy. L’anteprima nazionale sar invece il 6 giugno a Livorno, con il concerto Mascagni al Calasole, dedicato alla Nave Scuola Amerigo Vespucci.

Il cuore del Festival si svolger a Livorno, citt natale di Mascagni, tra la Fortezza Vecchia, le Terrazze Mascagni e il Teatro Goldoni. Novit assoluta di questa edizione la nuova location degli Angar Creativi. Sotto la direzione artistica del tenore Marco Voleri, il Festival conferma la sua anima eclettica, tra opera, musica popolare, contaminazioni e nuove tecnologie. Ad aprire la rassegna sar il 2 agosto “Largo al Factotum e al Verismo” con Elio (Elio e le Storie Tese) e il pianista Roberto Prosseda: un viaggio ironico e raffinato nella storia della musica.

Tra gli eventi di punta sulla Terrazza Mascagni (26-30 agosto): Giancarlo Giannini in “Mascagni, il Divo”, ritratto teatrale del compositore; Il tenore Fabio Armiliato in una serata dedicata al tango con Cantatango; Max Gazz e l’Orchestra Popolare del Saltarello in un live tra folk e canzone d’autore; La Banda Musicale dei Vigili del Fuoco in un inedito omaggio sinfonico a Mascagni.

Il 6 settembre spazio alla sperimentazione con “Cavaller-IA Rusticana”: confronto tra interpreti umani e intelligenza artificiale nell’opera simbolo di Mascagni. Chiusura il 12 e 13 settembre con una nuova produzione de L’Amico Fritz, raffinata commedia lirica, al Teatro Goldoni.

“Celebriamo l’eredit di Mascagni con uno sguardo al futuro – ha dichiarato il direttore artistico Marco Voleri – in un festival che accende il passato, lo fa dialogare con il presente e sperimenta linguaggi nuovi. Vogliamo dare spazio ai giovani, valorizzare il territorio e portare la musica fuori dai luoghi convenzionali”.

Con il progetto #MascagniFuoriPorta, la rassegna raggiunge anche Bibbona e Cecina con eventi legati alle #TerreMascagnane, tra cui il reading musicale Quel giorno cap che doveva volare, racconto degli esordi artistici del giovane Mascagni. “La citt si fa teatro a cielo aperto – ha detto il sindaco Luca Salvetti, presidente della Fondazione Teatro Goldoni – con una rassegna che mescola lirica, danza, teatro e tecnologia, rafforzando il ruolo del Mascagni Festival nel circuito nazionale dei festival musicali”.

L’identit visiva 2025 firmata da Oblo Creature (Giulia Bernini), ispirata al celebre poster di Milton Glaser per Bob Dylan: il profilo di Mascagni si fonde con le onde del mare di Livorno, simbolo della forza e modernit della sua musica.

In collaborazione con il Mascagni Festiva

Cultura, torna Il Libro Possibile in Puglia: tema 2025 Viva la Vida

Roma, 3 giu. (askanews) – Il Libro Possibile 2025 torna in Puglia nelle sue storiche sedi di Polignano a Mare, dal 9 al 12 luglio e di Vieste, dal 22 al 26 luglio. Il cartellone estivo della XXIV edizione arriva dopo il successo della tappa di Londra, che a marzo di quest’anno ha segnato l’esordio internazionale del festival sul palcoscenico dell’editoria mondiale. La direttrice artistica Rosella Santoro, per gli appuntamenti dell’estate in Puglia, ha scelto il tema ‘Viva la Vida’, dal titolo del celebre brano dei Coldplay, ispirato all’ultimo dipinto di Frida Kahlo. Un titolo che è un inno alla vita e farà da filo rosso – e colonna sonora – agli incontri nelle piazze vista mare, all’ora del tramonto.

‘In un tempo segnato da crisi mondiali, guerre e disorientamento globale – ha spiegato Rosella Santoro – la cultura è un esercizio di resistenza e libertà. ‘Viva la Vida’ è un invito a non cedere alla paura, a opporre la bellezza alla brutalità, l’immaginazione alla rassegnazione’. La narrazione del mondo che stiamo vivendo sarà inevitabilmente al centro degli incontri in programma, per approfondire i fatti attraverso le lenti del sapere, della letteratura e del pensiero critico. Per trovare, nelle parole degli ospiti, il significato profondo delle nostre vite. ‘Viva la Vida – ha concluso la direttrice artistica – vuole essere un manifesto scritto a più mani, da impaginare nella XXIV edizione #iLP25 e consegnare al pubblico’.

Il Libro Possibile raccoglierà su carta i pensieri autografi degli autori intervenuti: un’opera corale, che custodirà visioni e riflessioni emerse nelle serate di dialogo costruttivo e di vita. L’opera-manifesto sarà svelata al termine del festival e sarà intitolata Viva la Vida! Gli interventi saranno un invito a ritrovare senso e bellezza della vita attraverso le parole, le storie e il pensiero di grandi figure viventi del nostro tempo. Prenderanno parte oltre 250 scrittori: pluripremiati autori, giornalisti, scienziati, artisti, magistrati, filosofi, imprenditori, cantautori, esponenti delle istituzioni. I libri saranno il cuore del festival, ma anche un atto poetico, politico, dissacrante, libero e necessario per la collettività.

Tra i nomi internazionali più attesi a #iLP25, torna Jonathan Coe, il romanziere britannico già protagonista al Libro Possibile Londra 2025; per la prima volta la scrittrice iraniana Azar Nafisi, che in Italia pubblica per Adelphi e incarna il tema ‘Viva La Vida’, per aver sfidato l’oppressione del regime degli ayathollah scegliendo di vivere da donna libera senza mai smettere di lottare per la libertà di tutte; Bjorn Larsson, filologo, traduttore, scrittore e appassionato velista, capace di comprendere la vita con la sua Filosofia minima del pendolare (Bompiani); lo scrittore norvegese Aslak Nore maestro del thriller e dei colpi di scena, con Gli eredi dell’Artico (Marsilio) porta al festival un thriller politico contemporaneo che mescola le attuali tensioni dell’Europa alla fragilità dell’animo. Infine, l’autrice palestinese Alae Al Said, propone una testimonianza letteraria intensa con Il ragazzo con la kefiah arancione (Ponte alle Grazie), uno sguardo giovane e penetrante su uno dei conflitti più radicati del nostro tempo.

Il Libro Possibile 2025 accoglierà anche quest’anno il confronto con le istituzioni, invitandole a riflettere sul ruolo della politica, della cultura e della parola pubblica in un presente fragile e complesso. Tra i vari appuntamenti, le Lectio Magistralis di Massimo Cacciari, Umberto Galimberti, Stefano Mancuso, Massimo Recalcati. Per la sezione Economia e Imprenditoria, Marco Tronchetti Provera, Tommaso Pincio e Antonello Piroso dialogherannano su come sta cambiando la società prendendo spunto da cinque parole che accompagnano la nostra quotidianità: tatuaggi, alberi, meditazione, orologio, post. Incontri con Carlo Cottarelli, direttore dell’Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani dell’Università Cattolica di Milano, ed Elsa Fornero, economista e docente all’Università di Torino, entrambi già membri di governo e oggi attivi divulgatori; Tommaso Ebhardt, managing editor di Bloomberg per il Sud Europa; Andrea Prencipe, economista e già rettore della Luiss; Aminata Gabriella Fall, influencer e fondatrice del progetto Pecuniami; il senatore Mario Turco e l’ex governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco.

A #iLP25 interverranno inoltre ‘alfieri’ della legalità come l’ex presidente del Senato Pietro Grasso, il Procuratore di Perugia Raffaele Cantone e il Consigliere di Stato Francesco Caringella. Il Procuratore di Napoli Nicola Gratteri, tornerà a svelare i volti cangianti delle mafie 4.0, mentre Lirio Abbate firmerà un’indagine straordinaria sui diari privati di Matteo Messina Denaro.

A completare il quadro, la testimonianza civile di Dario Vassallo, fratello del “sindaco pescatore” di Pollica, vittima di un attentato mafioso rimasto impunito.

Per la Narrativa, accanto a firme affermate come Alice Basso, Diego De Silva, Erri De Luca, Mario Desiati, Costanza DiQuattro, Gabriella Genisi e Nadia Terranova – tra i finalisti del Premio Strega 2025 -, il Libro Possibile accoglie voci nuove e debutti sorprendenti. Dal thriller morale nella giungla amazzonica Meccanica di un addio di Carlo Calabrò (Marsilio) al potente romanzo di formazione La grande sete (Garzanti) di Erica Cassano, fino all’irriverente esordio di Chiara De Silva con Congiuntivi sbagliati (Marsilio).

Tra le presentazioni delle più recenti uscite in libreria: Le chiamava persone medicina (Rizzoli), il nuovo romanzo poetico di Gio Evan; La verità è un fuoco di Agnese Pini (Garzanti), racconto intimo sull’identità; Alberto D’Amico firma Un milione di fragili intenti (Santelli), storia d’amore same-gender. Completano il quadro la storia vera di Frollino, il mio bambino magico (Mondadori) affetto da una rara sindrome, di Giada Di Berardino e Anna Cherubini, e Vipera (Feltrinelli) di Ilaria Salis, diario politico e personale nato dal carcere in Ungheria. E ancora Elisa True Crime, Sandra Bonzi, Vittorio Colitta, Pierluigi Manzo, Michele Masneri, Angelo Mellone, Alessio Orsingher, David Lubrano, Francesca Mautino.

Ampio anche il parterre di autori per la Saggistica. Saranno presenti: Annarita Briganti, Italo Bocchino, Stefano Boeri, Antonio Calabrò, Gianrico Carofiglio, Giuseppe Cruciani, Tommy Dibari, Rachele Ferrario, Tiziana Ferrario, Oscar Farinetti, Massimo Giannini, Laura Pranzetti Lombardini, Francesco Marzella, Leonardo Mendolicchio, Salvo Noè, Antonio Padellaro, Micaela Palmieri, Michele Partipilo, Manuela Pompas, Daniele Orazi, Sigfrido Ranucci, Marzia Roncacci, Sergio Rizzo, Simona Ruffino, Alessandro Sallusti, Paolo Taticchi, Emilio Targia, Gennaro Vessio.

Un’ampia sezione dedicata alle guerre, attraverso il punto di vista incrociato di scrittori, giornalisti, storici, intellettuali e militari. Dai nuovi fronti del Medio Oriente all’ombra lunga del Novecento, dai linguaggi della propaganda alle dinamiche della disinformazione, il Libro Possibile 2025 accoglie uno spazio di confronto ad alta intensità critica sul significato – e sul peso – della parola “guerra”. Luciano Canfora, tra i massimi accademici e filologi classici italiani, guida la riflessione storica con il suo sguardo lucido e anticonvenzionale. È anche direttore della nuova collana Orwell di Edizioni Dedalo, una serie di pamphlet agili e incisivi sui grandi temi della contemporaneità, pensata per fornire chiavi di lettura alternative al disordine internazionale. I primi titoli della collana — La Nato in guerra di Fabio Mini e Le guerre che ti vendono di Sara Reginella — saranno presentati a Il Libro Possibile dai due autori che, da prospettive differenti, svelano i meccanismi nascosti delle guerre contemporanee, tra retroscena strategici e propaganda mediatica. Con loro, Luca Sommi, giornalista e autore televisivo, pronto a tornare in librerai proprio a luglio con Solo amore. Per un manifesto in difesa degli animali. (PaperFirst).

Tra le Esclusive #iLP25, farà tappa a Polignano a Mare, Il Grande Romanzo della Bibbia, ovvero lo spettacolo teatrale tratto dall’omonimo libro di Aldo Cazzullo, che sarà in scena con Moni Ovadia e con le partiture musicali live di Giovanna Famulari. Il grande romanzo della Bibbia è stato il libro più venduto in Italia nel 2024, ora dai teatri d’Italia alle piazze del Libro Possibile, solo per #iLP25, con una tappa speciale del tour, per proporre una lettura della Bibbia, come il primo grande romanzo della nostra civiltà.

Inoltre, come da consuetudine la musica è parte fondante della narrazione collettiva di ogni edizione del festival. Anche quest’anno, le terrazze di Polignano a Mare e le piazze assolate che affacciano sulla costa di Vieste ospitano musicisti-autori che raccontano sé stessi attraverso libri che sono confessioni, bilanci, inviti alla libertà. Alla XXIV edizione, anche un mini live esclusivo del cantante Ermal Meta, pensato e realizzato in dialogo con il tema Viva la Vida: una performance musicale che unisce musica e parola in un’esperienza irripetibile. Tra gli altri musicisti, presenti in veste di autori, per parlare dei loro libri tornano al festival Al Bano Carrisi, con Il sole dentro (Mondadori); Red Canzian con Centoparole per raccontare una vita (Sperling and Kupfer); Niccolò Fabi con Libertà negli occhi (BMG, 2025); Erica Mou con Una cosa per la quale mi odierai (Fandango); Rita Pavone, con Gemma e le altre (La nave di Teseo+); Beatrice Venezi con Puccini contro tutti (Utet), Cosimo Damiano Damato firma con Fuori piove una canzone di Jannacci (Aliberti) chiude la sua “trilogia dell’amore, delle inquietudini e delle rivoluzioni”. A impreziosire l’incontro, gli interventi musicali del Maestro Gianni Iorio, tra i più raffinati interpreti del bandoneón in Europa.

Cinema, radio e tv diventano pagina scritta: al Libro Possibile 2025 le celebrities del piccolo e grande schermo si mettono alla prova con narrativa, saggistica e autobiografie, raccontando vite pubbliche e private, passioni e fragilità, tra confessioni intime e osservazioni taglienti sul mondo dello spettacolo. Dai memoir di Jane Alexander e Marco Bonini al debutto narrativo di Alberto Matano che sarà in dialogo con la giornalista Elvira Serra, dai ritratti cult di Alessandro Ferrucci in dialogo con Rossella Brescia, al telebestiario satirico di Francesco Specchia, fino all’omaggio di Savino Zaba con Dario Salvatori alla radio italiana. Al suo secondo romanzo, l’attore Marco Bocci spiazzerà con un noir psicologico. Presente sin dalle prime edizioni, Dario Vergassola tornerà con le sue immancabili incursioni sui palchi per sottoporre alcuni ospiti alle sue celebri ‘interviste impossibili’.

Infine ci sarà Drusilla Foer, protagonista assoluta della serata finale a Vieste con il suo Parla con Dru – Chiacchiere e canzoni (Savà Produzioni Creative). Drusilla incanterà il pubblico in finale tra musica, leggerezza e profondità, per celebrare la libertà di essere se stessi, l’arte come espressione autentica dell’anima e la vita in tutte le sue sfumature.

Da ventiquattro edizioni Il Libro Possibile dedica ampio spazio alla scena editoriale pugliese, agli autori più noti e alle giovani promesse, confermandosi vivaio culturale e palcoscenico per nuove voci e talenti affermati. Oltre 50 gli autori attesi quest’anno, per restituire una scena editoriale dinamica, radicata nel territorio e aperta al mondo.

Ue, Meloni riceve premier slovacco Fico. Alle 18 incontro con Macron

Roma, 3 giu. (askanews) – La presidente del Consiglio Giorgia Meloni riceve a Palazzo Chigi il premier slovacco Robert Fico. Dopo l’accoglienza nel cortile d’onore, con Fico che ha donato a Meloni un mazzo di fiori bianchi e rosa, è in corso un colloquio.

Sul tavolo, come spiegato dal governo slovacco, lo sviluppo delle reciproche relazioni bilaterali tra Slovacchia e Italia e la possibilità di un’ulteriore cooperazione nel campo dell’energia. Sul tavolo anche le questioni di attualità legate all’Unione Europea.

L’incontro con Fico era stato programmato ai primi di maggio e poi rinviato.

Alle 18 Meloni riceverà poi il presidente francese Emmanuel Macron, per un faccia a faccia dopo le tensioni delle scorse settimane.

BNL Italy Major Premier Padel, Foro Italico accoglie le grandi stelle

Roma, 3 giu. (askanews) – Non è solo un torneo, è lo spettacolo che accende la città di Roma, oltre il gioco, dentro la storia. Il Parco del Foro Italico è pronto a trasformarsi ancora una volta nel palcoscenico ideale per il grande padel internazionale, dove tecnica, grinta e giocate sopraffine si fonderanno in un mix irresistibile. A un anno di distanza dal trionfo di Ari Sánchez e Paula Josemaría nel femminile e di Ale Galan e Federico Chingotto nel maschile, torna nella Capitale il BNL Italy Major Premier Padel. Dalle qualificazioni dell’8 giugno alle finali di domenica 15, Roma è pronta ad accogliere nuovamente i fuoriclasse del circuito. Atleti di caratura mondiale che si daranno battaglia per conquistare l’ambito titolo, mentre il pubblico – protagonista sugli spalti – accompagnerà ogni punto con il solito contagioso entusiasmo. Otto giorni di competizione ad altissimo livello, un’esperienza da vivere tutto d’un fiato.

“Il BNL Italy Major Premier Padel di Roma, giunto alla quarta edizione, non è solo uno dei quattro grandi Major del circuito mondiale, ma rappresenta uno degli eventi più emozionanti della stagione – ha detto il presidente della International Padel Federation, Luigi Carraro, nel corso della conferenza stampa di presentazione – Una location speciale: per questo siamo orgogliosi di aver siglato, qualche settimana fa, il rinnovo dell’accordo per l’Italy Major qui a Roma per altri cinque anni. Cinque anni che poi saranno per sempre, perché abbiamo inserito un sistema di rinnovi automatici, che faranno di Roma una location definitiva”.

“Il Foro Italico – prosegue il presidente Carraro – non ha eguali nell’architettura mondiale dei luoghi di sport e ogni cosa che accade qui diventa un pezzo unico di valore inestimabile”. Poi, un salto nel passato: “Qui a Roma abbiamo vissuto pagine che hanno contribuito a rendere il padel un fenomeno globale, sia dal punto di vista delle competizioni agonistiche, sia sotto l’aspetto della pratica amatoriale. E lo sappiamo: Roma e il padel rappresentano la rima perfetta in un’opera in versi che narra di grandi giocatori e grandi giocatrici in mezzo a uno spettacolo di pubblico unico”. “Le prime tre pagine del Major – ricorda il numero uno della FIP – sono state straordinarie per lo spettacolo e per il gioco di squadra che si è creato tra FIP e Premier Padel con la Federazione Italiana Tennis e Padel e Sport e Salute nell’organizzazione di questo grande torneo. Ora scriveremo la quarta, consapevoli che anche questa sarà indimenticabile, grazie anche alla presenza di una campionessa olimpica come Sara Errani, vincitrice nel doppiodella medaglia d’oro all’Olimpiade di Parigi, di sei tornei dello Slam e delle ultime due edizioni del torneo di doppio proprio qui al Foro Italico. A lei siamo orgogliosi di riservare una wild card per il tabellone principale di un Major – conclude Carraro – che equivale allo Slam del tennis”.

In campo 240 atleti in gara su due tabelloni (main draw e qualificazioni), con l’ormai consolidata formula combined. 118 match in programma per uno dei quattro Major (ovvero il corrispettivo di un torneo dello slam nel tennis) del calendario internazionale, insieme a Doha, Parigi e Acapulco.

Il BNL Italy Major Premier Padel di Roma vedrà nuovamente in gara i migliori del circuito internazionale: giocatori e giocatrici si sfideranno per conquistare uno dei quattro titoli più prestigiosi al mondo. In pole position ci sarà la coppia numero uno composta da Agustin Tapia e Arturo Coello, già vincitrice del Riyadh Season P1, del Qatar Major Premier Padel, del P2 di Bruxelles e del P1 di Buenos Aires; dall’altra parte del tabellone Alejandro Galan e Federico Chingotto, desiderosi di riconfermarsi al Foro e vincitori di tre titoli nel 2025 (Miami, Santiago e Asuncion). Spiccano anche Juan Lebron e Franco Stupaczuk, con ‘El Lobo’ campione a Roma con Galan nella prima edizione disputata nel 2022. Grande attesa per Mike Yanguas e Coki Nieto, così come per Momo Gonzalez in coppia con Jon Sanz e per Juan Tello insieme a Martin Di Nenno. Da tenere d’occhio anche le coppie composte da Lucas Bergamini e Paquito Navarro (vero idolo dei tifosi del Foro Italico nelle precedenti edizioni), Pablo Cardona e Leandro Augsburger (protagonisti di un grande inizio di stagione), Edu Alonso e Jairo Bautista, oltre a Javi Garrido affiancato da Tino Libaak, uno dei tanti giocatori che nel 2024 si sono anche laureati campioni del mondo con la maglia dell’Argentina.

Anche il tabellone femminile promette sfide di altissimo livello: la giocatrice del momento è senza dubbio Gemma Triay che giocherà in coppia con Delfi Brea, con la quale sta costruendo una stagione straordinaria, avendo già conquistato i P2 di Gijón e Cancún, il P1 di Miami e, soprattutto, il prestigioso Qatar Major Premier Padel. Ma gli occhi di tutti saranno anche su Paula Josemaria e Ari Sánchez, che a Roma andranno a caccia del quarto successo stagionale dopo le vittorie nel P1 di Riyadh, nel P2 di Bruxelles e nel P1 di Buenos Aires, che ha permesso loro di riprendersi la prima posizione nel ranking dopo che per una settimana era stata proprio di Triay. Riflettori puntati anche su altre ‘parejas’ di grande qualità come Bea González e Claudia Fernández, Andrea Ustero e Sofía Araújo, Marta Ortega al fianco di Ale Alonso, oltre a Lucía Sainz e Patty Llaguno. Nel main draw figurano, inoltre, Veronica Virseda insieme a Alejandra Salazar, Tamara Icardo affiancata da Claudia Jensen, Aranzazu Osoro con Martina Calvo, oltre a Bea Caldera e Carmen Goenaga.

Dal trionfo in doppio agli Internazionali BNL d’Italia di tennis alla wild card nel BNL Italy Major Premier Padel: come annunciato da Carraro, a meno di un mese dopo il titolo vinto sulla terra con Jasmine Paolini, Sara Errani tornerà al Foro Italico per giocare il Major con la ‘pala’ in mano. Una passione, quella di Errani – sei volte campionessa Slam in doppio, medaglia d’oro all’Olimpiade di Parigi e nella squadra vincitrice della Billie Jean King Cup a Malaga -, che l’aveva portata a inizio stagione a giocare due tornei del CUPRA FIP Tour, il circuito internazionale della FIP: a Melbourne, pochi giorni prima dell’Australian Open, aveva fatto coppia con Tathiana Garbin, capitana della Nazionale italiana, mentre nel FIP Gold di Dubai la sua compagna era stata Caterina Baldi. A Roma, Sara giocherà con la 20enne Giulia Dal Pozzo, uno dei talenti da seguire del padel italiano; l’altra wild card per il tabellone principale è andata a Martina Parmigiani e alla romana Chiara Pappacena.

Nel torneo maschile, invece, le wild card per il main draw sono andate ad altri azzurri: Giulio Graziotti (anche lui romano) e Simone Cremona, Simone Iacovino (che, come Graziotti, giocherà in casa essendo nato nella Capitale) e Lorenzo Di Giovanni. Nel tabellone principale anche Alvaro Montiel Caruso e Flavio Abbate. Riccardo Sinicropi, in coppia con lo spagnolo Jorge Ruiz, ha ricevuto invece una wild card per le qualificazioni.

Il BNL Italy Major Premier Padel prenderà il via con le qualificazioni, che si giocheranno nelle giornate di domenica 8 e lunedì 9 giugno. Martedì 10, invece, partiranno contemporaneamente il main draw maschile e quello femminile. Le semifinali si giocheranno sabato 14: dalle ore 13 le prime due (prima femminile e poi maschile); le restanti non prima delle 19. Domenica 15, a partire dalle 18.30, sarà la volta delle finali, prima quella femminile, poi la maschile.

Dal 2022, anno della prima edizione del Major di Roma, il padel ha intrapreso un percorso di crescita vertiginosa a livello globale: Secondo i dati del FIP Research & Data Analysis Department, il centro studi della International Padel Federation, tre anni fa i praticanti in tutto il mondo erano circa 20 milioni; oggi superano i 30 milioni, con una crescita del 50%, con oltre 700.000 tesserati. Anche il numero dei campi ha registrato un’impennata significativa: dai 42.000 del 2022 si è passati a oltre 73.000 censiti nei primi cinque mesi del 2025 (+74%) distribuiti in più di 140 Paesi. Tra i praticanti, il 59% è presente in Europa, il 23% in Sudamerica, il 7% nel centro-nord America, il 6,4% in Asia, il 4,3% in Africa e il restante 0,3% in Oceania. La maggioranza degli amatori è composta da uomini (60%), ma il padel resta uno degli sport a livello mondiale più praticati dalle donne, che rappresentano il 40% del totale.

Angelo Binaghi, Presidente Federazione Italiana Tennis e Padel, ha sottolineato: “Dopo una edizione memorabile degli Internazionali BNL d’Italia di tennis, il BNL Italy Major Premier Padel animerà nuovamente il Foro Italico per accogliere tutte le migliori giocatrici e i migliori giocatori del circuito internazionale. Ospitare, ancora una volta, uno dei quattro Major, massima espressione di questa disciplina, è per noi motivo di orgoglio e – contestualmente – un’opportunità per continuare ad investire nella promozione di questo sport. Il nostro impegno nel padel è ripagato dai risultati che stiamo registrando: tutti gli indicatori segnano una crescita costante di questo sport nel corso degli ultimi anni. Una crescita che pone l’Italia ai vertici mondiali e che sancisce la solidità del movimento padelistico internazionale. A rendere possibile questo evento, è la perfetta sinergia messa in atto tra la nostra Federazione, Sport e Salute, Comune di Roma e Regione Lazio nonché la rinnovata fiducia che la Federazione Internazionale e Premier Padel ripongono nel nostro operato. Abbiamo dimostrato di essere ai vertici nell’organizzazione di eventi di caratura mondiale. Continueremo a lavorare per migliorare e garantire ulteriore crescita a questo sport, con l’obiettivo di coltivare nuove generazioni di atleti in grado di competere ai massimi livelli, esattamente come abbiamo già fatto nel tennis”.

Marco Mezzaroma, Presidente di Sport e Salute: “Il BNL Italy Major Premier Padel conferma Roma tra le capitali mondiali del padel. In soli tre anni, il Foro Italico ha saputo trasformarsi, accogliendo questo sport sempre più in crescita. Con oltre 1,2 milioni di praticanti in Italia, il padel è diventato un fenomeno sociale che unisce sport, cultura e inclusione. Dalla terra rossa e il bianco dei marmi degli Internazionali di tennis che si sono appena conclusi con un’edizione da record, siamo pronti a tuffarci nel blu dei campi padel per un evento internazionale che, in linea con gli altri organizzati da Sport e Salute insieme alle federazioni, sarà uno strumento per la crescita del turismo, dell’economia e del movimento sportivo”.

Alessandro Onorato, Assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale: ‘Il BNL Italy Major Premier Padel, il torneo più importante che si tiene solo in altre tre città al mondo, certifica il ruolo centrale nel padel di Roma, che è la terza città al mondo per numero di campi dietro soltanto a Madrid e Barcellona. Siamo orgogliosi di ospitare, per il quarto anno, i 240 atleti internazionali più forti che si sfideranno e daranno spettacolo in un site unico, affascinante, sempre più bello e accogliente. Il padel è uno sport accessibile, che permette a oltre 250 mila donne e uomini, di ogni età, di divertirsi, fare sport e socializzare. Sarà un grande evento sportivo che si inserisce in un programma già ricco di appuntamenti internazionali sportivi, musicali, culturali e di moda, che sono una risorsa per generare indotto economico, nuovi flussi turistici e più posti di lavoro’.

Geraldine Conti, Chief People & Engagement BNL BNP Paribas: “Entriamo nel ventesimo anno di partnership con FITP e confermiamo questo impegno affiancando, per il terzo anno consecutivo, il nostro naming anche al padel in qualità di title sponsor del BNL Italy Major Premier Padel. Semplicità nell’accesso a questa disciplina, trasversalità di genere dei giocatori, ampia diffusione, insieme alla spettacolarità e dinamicità dei gesti tecnici sono gli ingredienti di una formula vincente che ha portato il padel, in pochi anni, ad essere uno degli sport più praticati a tutti i livelli. Condividiamo fortemente questo carattere inclusivo, sottolineandone anche la capac

Musica, Enigmistica è il nuovo album di Simona Norato

Roma, 3 giu. (askanews) – Enigmistica è il nuovo album della cantautrice e musicista siciliana Simona Norato, in uscita martedì 3 giugno 2025 con distribuzione Artist First. Un lavoro che si colloca nel genere Avant-garde, con l’uso sapiente dell’elettronica sempre funzionale ai contenuti e all’espressività dei brani.

I suoni sintetizzati si armonizzano e convivono perfettamente con quelli analogici: il violoncello di Angelo di Mino, il clarinetto basso e il sax baritono di Beppe Scardino, il trombone di Lorenzo Manfredini e la batteria di Giulio Scavuzzo. Oltre naturalmente al pianoforte, strumento elettivo di Simona Norato, che, al pari della sua voce, non si concede mai una nota o un tono che non siano necessari.

Un album che per originalità e intensità si colloca al di fuori dei tracciati consueti del panorama italiano pur continuando ad essere canzone d’autore, ma di caratura internazionale.

Canzone che anticipa il disco è From the air (Nessun pilota) – sugli store digitali e in radio da lunedì 12 maggio, prima versione italiana di un brano tratto da Big Science e concesso dalla stessa Laurie Anderson.

“Enigmistica è un disco concepito senza peccato – racconta Simona -. È figlio di un figlio e madre e padre coincidono nella stessa persona. È una visione prolungata che ha il carattere, il suono, l’intenzione del lancio e delle sue proprietà verticali. Nell’album si trovano coordinate per decifrarsi, indizi per avvicinarsi, canzoni per raggiungersi. Risolvere l’enigma significa trovare l’autrice e liberarla. La canzone chiede un ascolto istintivo e profondo che tiene leggeri e vigili come durante un tuffo fatto dallo stesso scoglio, anno dopo anno. Questo disco salta, rimbalza. Si tuffa. Il suono arriva dal passato, dalla premonizione. La parola viene dal futuro, dall’inconscio. L’album è uno sguardo che riverbera, indugia ancora un po’”.

Musica, TIM Summer Hits a Roma: 4 serate e tanti artisti

Roma, 3 giu. (askanews) – Inizia l’estate e Roma si prepara ad accogliere le grandi hit del momento e le grandi stelle del panorama musicale con le quattro imperdibili serate, ad ingresso gratuito, firmate TIM Summer Hits.

Carlo Conti e Andrea Delogu saranno anche quest’anno alla guida di questo grande spettacolo che sabato 7, domenica 8, lunedì 9 e martedì 10 giugno porterà i successi più cantati e i volti più amati della musica in Piazza del Popolo a Roma, ancora una volta grande protagonista della colonna sonora dell’estate 2025

Tanti gli artisti che animeranno il palco ogni sera, nello specifico:

Sabato 7 giugno – Aiello, Alex Wyse, Antonia, Baby K, Benji & Fede, Boomdabash e Loredana Bertè, Ghali, Lorella Cuccarini, michele Bravi e Mida, Nek, Petit, Planet Funk, Raf, Riki, Rkomi, Rocco Hunt, Sal Da Vinci, Sangiovanni, Tredici Pietro, Trigno | Vale Lp e Lil Jolie;

Domenica 8 giugno – Brunori Sas, Carl Brave, Chiara Galiazzo, Coez, Cristiano Malgioglio, Diodato, Emis Killa, Fabio Rovazzi, Paola Iezzi e Dani Faiv, Finley e Nina Zilli, Francesca Michielin, Fred De Palma, Fulminacci, Joan Thiele, Lda, Levante, Luchè, Marco Masini, Noemi, Olly, Patty Pravo, Sarah Toscano, Tananai, Venerus;

Lunedì 9 giugno – Alessandra Amoroso, BigMama, Chiamamifaro, Coez, Coma_Cose, Ermal Meta, Eugenio in Via di Gioia, Fabio Rovazzi, Francesco Gabbani, Francesco Renga, Fuckyourclique, Gaia, Jacopo Sol, Leo Gassmann, Lorenzo Fragola, Ludwig e Sabrina Salerno; Nicolò Filippucci, Noemi, Orietta Berti, Rose Villain, Serena Brancale, Settembre, The Kolors;

Martedì 10 giugno – Achille Lauro, Alex Britti, Alfa, Annalisa, A-Clark, Vinny e Iva Zanicchi, BigMama, Bnkr44, Bresh, Capo Plaza, Clara, Clementino, Fedez, Gabry Ponte, Gigi D’Alessio Negramaro, Sayf, Shablo + Guests, Tropico.

TIM Summer Hits, con le emozioni e la grande musica che animeranno Piazza del Popolo, andrà in onda, a partire da venerdì 13 giugno, in prima serata su Rai 1, in contemporanea su Rai Radio2 con le interviste e i contenuti esclusivi dal backstage di Carolina Di Domenico, e disponibile anche su RaiPlay.

Per il quarto anno consecutivo, TIM è title sponsor di TIM Summer Hits. Un progetto che prenderà forma in un racconto crossmediale abbracciando TV, radio, digital e spazi urbani. TIM sarà presente nell’anteprima televisiva e nelle citazioni di palco, passando per una forte attivazione sui social con contenuti curati dal TIM AI Data Lab e dedicati al ruolo dei big data e dell’intelligenza artificiale nel mondo dell’intrattenimento. Inoltre, sono previste attività in store TIM, iniziative in piazza e pre-show live in collaborazione con Rai Radio2, pensati per avvicinare il pubblico agli artisti e creare momenti di connessione autentica.

Formula1, Hamilton: "L’auto non va ma forse è colpa mia"

Roma, 3 giu. (askanews) – “C’è qualcosa che non va in questa macchina, e la squadra non troverà risposte alla situazione. Probabilmente è solo colpa mia”, così Lewis Hamilton a SkySport dopo il Gp di Spagna quando si è visto superato nel finale anche dalla Sauber di Nico Hulkenberg. Incapace di chiudere il gap da George Russell e superato anche dalla Sauber di Nico Hulkenberg dopo nove appuntamenti del Mondiale, il campione britannico non è ancora riuscito ad andare a podio in una gara lunga, in un confronto ormai impari con Charles Leclerc, che ne ha conquistati due consecutivi e tre nelle ultime cinque gare. “Non ho idea del perché di tutti questi alti e bassi – ha dichiarato uno sconsolato Hamilton parlando a SkySport UK -. C’è qualcosa che non va in questa macchina. È la peggiore che abbia mai guidato. A Barcellona ho vissuto una brutta giornata, è stata terribile, non c’è bisogno di spiegare o aggiungere altro. Sono sicuro che la squadra non troverà risposte a questa situazione. Probabilmente è solo colpa mia”.

Errani-Paolini vincono ancora e vanno in semifinale al Roland Garros

Roma, 3 giu. (askanews) – Sara Errani e Jasmine Paolini continuano a vincere e convincere. Le azzurre sono in semifinale al Roland Garros per il secondo anno consecutivo grazie alla vittoria in due set su Kudermetova e Mertens, nel remake della finale degli Internazionali d’Italia. A differenza di quanto accaduto al Foro Italico, stavolta Errani e Paolini hanno dominato la sfida, chiudendo con un netto 6-2, 6-3 in poco più di un’ora di gioco. Un match solido e continuo delle italiane che hanno approfittato anche dei tanti errori commessi dalle avversarie (32 errori gratuiti complessivi). Alla nona vittoria consecutiva, le campionesse di Roma e n. 2 del seeding a Parigi attendono adesso le russe Mirra Andreeva e Diana Shnaider che hanno superato in due set la coppia Danilovic/Potapova. Sarà il quinto confronto nell’ultimo anno: il bilancio nei precedenti è 3-1 per le azzurre che hanno già battuto le russe sulla terra del Roland Garros nella finale olimpica dello scorso anno.

Padel, Sara Errani al Foro anche con la pala: le wild card

Roma, 3 giu. (askanews) – Dal trionfo in doppio agli Internazionali BNL d’Italia di tennis alla wild card nel BNL Italy Major Premier Padel: neanche un mese dopo aver vinto il titolo sulla terra con Jasmine Paolini, Sara Errani tornerà al Foro Italico per giocare il Major, in programma dall’8 al 15 giugno, con la ‘pala’ in mano. Una passione, quella della Errani – sei volte campionessa Slam in doppio, medaglia d’oro all’Olimpiade di Parigi e nella squadra vincitrice della Billie Jean King Cup a Malaga – che l’aveva portata a inizio stagione a giocare due tornei del CUPRA FIP Tour, il circuito internazionale della FIP: a Melbourne, pochi giorni prima dell’Australian Open, aveva fatto coppia con Tathiana Garbin, capitana della Nazionale italiana, mentre nel FIP Gold di Dubai la sua compagna era stata Caterina Baldi. A Roma, Sara giocherà con la 19enne Giulia Dal Pozzo, uno dei talenti da seguire del padel italiano; l’altra wild card per il tabellone principale è andata a Martina Parmigiani e alla romana Chiara Pappacena.

Nel torneo maschile, invece, le wild card per il main draw sono andate ad altri azzurri: Alvaro Montiel Caruso e Flavio Abbate, Giulio Graziotti (anche lui romano) e Simone Cremona, Simone Iacovino (che, come Graziotti, giocherà in casa essendo nato nella Capitale) e Lorenzo Di Giovanni. Riccardo Sinicropi, in coppia con lo spagnolo Jorge Ruiz, ha ricevuto invece una wild card per le qualificazioni.

Il Prof Militello è "Cavaliere dell’Ordine al Merito" della Germania

Roma, 3 giu. (askanews) – L’Ambasciatore tedesco Hans-Dieter Lucas ha consegnato al Prof. Dr. Vincenzo Militello l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Federale di Germania presso l’ex Chiesa di Sant’Antonio dell’Università degli Studi di Palermo.

Il 5 dicembre 2024 il Presidente Federale Frank-Walter Steinmeier aveva conferito al Professor Militello l’Ordine al Merito nel grado di Cavaliere (“Verdienstkreuz am Bande”) per le sue particolari benemerenze verso la Repubblica Federale di Germania. Il Professor Vincenzo Militello ha svolto dal 2010 con straordinario impegno la funzione di Console Onorario della Repubblica Federale di Germania nelle province di Palermo, Trapani, Agrigento, Caltanissetta ed Enna. Professore di diritto penale presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Palermo dal 2000, Vincenzo Militello ha insegnato come docente ospite in numerose università e accademie tedesche, tra cui Bonn, Gottinga, Monaco, Dresda e Berlino. Molti dei suoi articoli scientifici sono stati pubblicati anche in lingua tedesca.

Per quasi 15 anni ha rappresentato la Repubblica Federale di Germania a Palermo, fornendo ampio sostegno a centinaia di cittadine e cittadini tedeschi con empatia e profonda conoscenza sia della materia che della lingua. In questo modo ha approfondito ulteriormente il suo legame con la Germania, si legge in un comunicato.

“Il Professor Vincenzo Militello è un costruttore di ponti tra l’Italia e la Germania – ha sottolineato l’Ambasciatore Lucas – In qualità di Console Onorario della Repubblica Federale di Germania a Palermo è stato un fondamentale punto di riferimento per tantissimi cittadini tedeschi in difficoltà. Con la sua attività scientifica ha svolto un ruolo significativo anche nel mondo accademico italo-tedesco. Grazie alla sua vastissima rete di contatti e alla sua ampia esperienza, il Professor Militello si è dimostrato fin dall’inizio un eccellente rappresentante della Repubblica Federale di Germania, un valido supporto strategico a Palermo per l’Ambasciata”.

(copyright foto Ambasciata federale di Germania)

Golf, Migliozzi lancia l’Open d’Italia: mi aspetto un grande torneo

Roma, 3 giu. (askanews) – “Non vedo l’ora di giocare l’Open d’Italia ed essere circondato da affetti e amici. Mi auguro una bella presenza di pubblico e un grande spettacolo. Mi aspetto, sicuramente, un torneo bellissimo”. Con queste parole, ai canali della Federazione Italiana Golf, Guido Migliozzi racconta l’attesa verso l’82° Open d’Italia in programma in Toscana, dal 26 al 29 giugno prossimi, all’Argentario Golf Club. “Per me sarà un’esperienza nuova – spiega il 28enne vicentino – su un campo dove non ho mai giocato ma che tutti mi dicono essere fantastico. L’Open arriva in un punto importante della stagione. La mia non è iniziata al meglio ma, questo evento, può ‘segnare’ un punto di svolta verso i prossimi, importanti appuntamenti come quelli delle Rolex Series e il The Open”.

È una gara speciale, l’Open d’Italia, per ‘Miglio’. “Il mio primo Open l’ho giocato da amateur, nel 2014, in Piemonte al Circolo Golf Torino-La Mandria. Avevo 17 anni e, al mio fianco, come caddie, c’era Niccolò Bisazza. Una figura importante, fondamentale, con cui sono tornato a lavorare e che mi affianca insieme a Pete Cowen. L’Open d’Italia è un torneo che noi italiani abbiamo sempre nei nostri pensieri. Sarebbe bellissimo – l’augurio di Migliozzi – vincerlo sul terreno di casa, davanti a un pubblico emozionante, che ci vuole bene”.

I servizi segreti ucraini: abbiamo colpito i piloni del ponte di Crimea

Roma, 3 giu. (askanews) – I Servizi di Sicurezza ucraini (SBU) hanno annunciato di aver condotto un’operazione speciale contro il Ponte di Crimea, colpendo per la terza volta dall’inizio dell’invasione russa nel 2022. Secondo quanto riferito su Telegram, l’attacco ha preso di mira le strutture subacquee del ponte, considerate strategiche per la logistica militare russa nei territori occupati.

“L’operazione è stata realizzata nel corso di diversi mesi. Gli agenti dell’SBU hanno minato i piloni di questa costruzione illegale”, si legge nella comunicazione ufficiale.

Il ponte, costruito da Mosca dopo l’annessione della Crimea nel 2014, è una delle principali vie di rifornimento per le forze russe. Il primo ordigno è stato fatto esplodere alle 4:44 del mattino, “senza causare vittime civili”, ha precisato il servizio segreto ucraino.

(nella foto d’archivio il ponte dopo l’attacco del 2022)

Bce, giovedì attesi tagli ai tassi e alle previsioni di crescita

Roma, 3 giu. (askanews) – Domani e giovedì mattina torna a riunirsi il Consiglio direttivo della Bce, sul quale l’attesa, praticamente unanime, è di un nuovo taglio ai tassi di interesse da 0,25 punti percentuali, accompagnato, con ogni probabilità, da nuove revisioni al ribasso delle previsioni di crescita economica per l’area euro.

Il direttorio, presieduto da Christine Lagarde, include tutti i governatori di banche centrali nazionali dell’unione valutaria. Eurolandia si trova in un quadro di persistente incertezza su quella che sarà la portata definitiva dei dazi commerciali dell’amministrazione Trump, così come delle relative rappresaglie che la Commissione europea deciderà per conto dei paesi Ue.

In questo modo permane una incognita molto rilevante sulle previsioni che verranno formulate. Tuttavia è abbastanza condivisa l’attesa di effetti negativi sulla crescita economica, si tratta semmai di verificarne la portata. Sull’inflazione le aspettative sono più sfumate, la stessa Bce ha ripetutamente parlato di possibili spinte bivalenti sul carovita, sebbene per il breve periodo l’effetto negativo in termini di crescita dovrebbe implicare un chiaro impatto deflazionistico nell’eurozona. Anche i rafforzamenti dell’euro, che ieri è risalito in prossimità dei massimi da quasi tre anni, hanno effetti deflazionistici.

Le decisioni sui tassi verranno comunicate giovedì alle 14 e 15. Attualmente il riferimento chiave resta il tasso sui depositi presso la stessa Bce, che all’ultima riunione era stato abbassato sempre di 25 punti base al 2,25%. Il nuovo rallentamento dell’inflazione media dell’area euro, all’1,9% a maggio, al di sotto dell’obiettivo ufficiale della stessa Bce (2%, ma che è sul medio termine) non può che rafforzare l’attesa di un taglio. Mezz’ora dopo l’annuncio delle decisioni, Lagarde terrà la consueta conferenza stampa esplicativa.

C’è però un altro argomento su cui la presidente potrebbe ricevere insistenti domande o richieste di chiarimenti da parte dei giornalisti: le continue indiscrezioni di stampa su una sua possibile uscita anticipata dalla Bce, per rilevare la presidenza del World Economic Forum, da cui si è dimesso il fondatore Klaus Schwab dopo una serie di controversie seguite a accuse anonime di malversazioni.

In una recente intervista, lo stesso Schwab ha riferito di aver discusso con Lagarde l’ipotesi che rilevi la presidenza del Consiglio dei fiduciari (Board of Trustees) del Wef da inizio 2027, diversi mesi prima della scadenza del suo mandato alla Bce (novembre di quell’anno).

Finora, interpellati su queste ipotesi, dalla Bce hanno risposto che Lagarde è impegnata a completare il suo mandato. Potrebbero comunque venire sollevati interrogativi anche sul semplice fatto – a voler dar credito a Schwab – che mentre svolge il ruolo di presidente di un organismo così importante come la Bce, Lagarde si sia messa a negoziare incarichi successivi presso organizzazioni private.

Il cadavere di padre Dall’Oglio forse in una fossa comune in Siria

Roma, 3 giu. (askanews) – In una fossa comune nei pressi di Raqqa in Siria sarebbe stato rinvenuto il cadavere di un uomo in abiti religiosi e si ritiene possa essere quello di Padre Paolo Dall’Oglio, il gesuita romano scomparso il 29 luglio 2013 nel Nord della Siria, all’epoca occupato dallo Stato Islamico, dove si era recato per trattare la liberazione di alcuni ostaggi. Lo scrive il settimanale Oggi.

La notizia del possibile ritrovamento è stata riferita ad Oggi dal vescovo di Qamishlie nel Nord del Paese e confermata dal nunzio apostolico a Damasco, il cardinale Mario Zenari: “Sono stato informato ieri sera”, ha dichiarato l’ambasciatore della Santa Sede, “le indicazioni sulla località del ritrovamento e sull’identificazione di Padre Paolo non sono ancora precise. Abbiamo contattato i gesuiti presenti sul territorio ma non siamo ancora riusciti ad avere conferma”.

Locarno Film Festival, Emma Thompson riceverà il Leopard Club Award

Roma, 3 giu. (askanews) – Emma Thompson riceverà il Leopard Club Award alla 78esima edizione del Locarno Film Festival che si svolgerà dal 6 al 16 agosto 2025. Il premio le sarà conferito la sera di venerdì 8 agosto in Piazza Grande, in occasione della première del nuovo thriller di Brian Kirk, “The Dead of Winter”, che la vede nel ruolo di protagonista.

Tra i volti più riconoscibili e amati del panorama cinematografico britannico, Emma Thompson vanta una straordinaria carriera come attrice, sceneggiatrice e produttrice per il cinema e la televisione, capace di spaziare tra produzioni indipendenti e grandi successi commerciali. Nel corso di oltre quattro decenni ha collezionato premi Emmy, Golden Globe, BAFTA e due Academy Award – risultando, a oggi, l’unica persona ad aver vinto un Oscar sia per la recitazione che per la sceneggiatura. La sua capacità di reinventarsi costantemente in ruoli sempre diversi le ha permesso di continuare a essere una presenza vitale e influente su palcoscenici e schermi di tutto il mondo, a dimostrazione dell’ammirazione che più generazioni di spettatori continuano a riservarle.

Tra i film più celebri a cui ha preso parte si annoverano “Casa Howard” (1992), “Quel che resta del giorno” (1993), “Ragione e sentimento” (1996), “Angels in America” (2003), la saga di “Harry Potter” (2003-2011), “Love Actually” (2003), “Nanny McPhee” (2005), “Saving Mr. Banks” (2013), “Years and Years” (2019), “Crudelia” (2021), “Matilda the Musical” di Roald Dahl (2022), e “Il piacere è tutto mio” (2022). Dopo la consegna del premio a Locarno Emma Thompson presenterà in prima mondiale “The Dead of Winter” di cui è anche produttrice esecutiva.

Giona A. Nazzaro, direttore artistico del festival ha dichiarato: “Emma Thompson incarna il meglio di una tradizione di interpreti che ha saputo infondere in ogni ruolo la traccia di un sapere profondissimo sul lavoro dell’attore. Lavorando con autori diversissimi fra loro, affrontando senza timori registri e personaggi sempre nuovi, passando da Shakespeare a James Ivory e dai regni di Harry Potter al trasformismo di Nanny McPhee, ha continuato a sorprendere instancabilmente il pubblico nell’arco di una carriera che le è valsa numerosi premi, fra i quali due Oscar, due Golden Globe, tre BAFTA, un Leone d’Oro, un Emmy e ben due David di Donatello. Onorare il talento di un’interprete geniale e poliedrica come Emma Thompson con il Leopard Club Award è un riconoscimento dovuto a un’artista che ci ha commosso, ci ha fatto pensare, ci ha divertito e che, soprattutto, non ha mai smesso di sorprenderci”.

Il Leopard Club, l’organizzazione che sostiene il Locarno Film Festival, omaggia ogni anno una grande personalità del cinema che, attraverso la sua opera, ha saputo lasciare un segno nell’immaginario collettivo con il Leopard Club Award. Tra le celebrità premiate figurano Faye Dunaway, Mia Farrow, Andy García, Stefania Sandrelli, Adrien Brody, Meg Ryan, Hilary Swank, Kasia Smutniak, Daisy Edgar-Jones e Irène Jacob.

Sicurezza lavoro, nuovo Accordo Stato-Regioni su formazione

Roma, 3 giu. – Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del 24 maggio 2025 (n. 119), ufficialmente in vigore il nuovo Accordo Stato-Regioni sulla formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro. “Un evento molto atteso dai professionisti del settore e dalle aziende, in quanto mira a rafforzare il ruolo della formazione come strumento di prevenzione”, spiega Matteo Gemmiti, Head of Business Development Gruppo Sintesi commentando le novit dell’accordo, che “presenta elementi innovativi di interesse, come l’inserimento del datore di lavoro all’interno dei percorsi formativi finora grande escluso cos come l’ampliamento e il rafforzamento dei contenuti dedicati ai preposti, a riprova del ruolo centrale che questi ricoprono all’interno del sistema di prevenzione aziendale”.

Non mancano le criticit: “prima fra tutte l’ambito di discrezionalit lasciato a Regioni e Province autonome nell’applicazione delle disposizioni normative, il che pone un tema di omogeneit a livello nazionale. Auspichiamo interventi correttivi successivi che possano essere introdotti”, aggiunge Gemmiti.

Alcuni termini che utile ricordare: “le aziende potranno continuare ad attivare corsi secondo i precedenti Accordi Stato-Regioni fino a maggio 2026. Tutti i datori di lavoro sono tenuti a concludere, entro maggio 2027, i percorsi formativi a loro dedicati. Qualora avessero gi implementato nel corso del 2025 dei percorsi secondo il nuovo Accordo Stato-Regioni, questi saranno comunque riconosciuti validi”.