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M.O., ambasciatrice Palestina: Italia può mediare con Usa

Roma, 14 nov. (askanews) – L’Italia può fungere “da intermediario” tra l’Autorità nazionale palestinese (Anp) e gli Stati Uniti per favorire un “coinvolgimento palestinese” nel piano di pace del presidente Donald Trump e fare in modo che questo piano, che “non è un piano di pace, ma un piano di cessate il fuoco per Gaza”, diventi più chiaro. Lo ha detto l’ambasciatrice palestinese in Italia, Mona Abuamara, in un’intervista rilasciata ad askanews dopo la recente visita a Roma del presidente Mahmoud Abbas (Abu Mazen).

Una visita definita “proficua” con “incontri molto lunghi, molto amichevoli e calorosi” che hanno permesso di avere “una discussione molto approfondita” sulla situazione nei Territori palestinesi. E’ vero che il presidente auspicava il riconoscimento dello Stato palestinese da parte dell’Italia in occasione della visita, che “purtroppo non c’è stato, ma credo siano emerse cose che hanno chiarito e reso più semplice, spero, per il governo italiano procedere verso questa decisione”, ha detto l’ambasciatrice, rimarcando che per l’Anp “adottare quella decisione significa assicurare la soluzione dei due Stati e procedere con la discussione della sua attuazione, quindi con la fine dell’occupazione, del sistema di apartheid e della risoluzione delle questioni ancora in sospeso”.

Nell’incontro con la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, si è quindi discusso “dell’amicizia dell’Italia con Israele e Stati Uniti” e del “ruolo molto proficuo che l’Italia può svolgere” perché il piano di pace di Trump “sia più trasparente, per poter vedere una tabella di marcia, per definire meglio alcune parti che sono ancora molto vaghe”.

“L’Italia può discutere con l’amministrazione Trump per rendere queste parti del piano più realistiche, può fungere da intermediario, alla luce dei suoi stretti legami con gli Stati Uniti, e può trasmettere il messaggio dell’importanza di un coinvolgimento di noi palestinesi nel nostro futuro e che siano i palestinesi a guidare la Palestina”, ha sottolineato l’ambasciatrice. A questo proposito, il presidente Abu Mazen “ha apprezzato molto” la dichiarazione del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sull’Anp quale “interlocutore assolutamente fondamentale per l’Italia e per la comunità internazionale”.

Per quanto riguarda la ricostruzione della Striscia di Gaza “abbiamo discusso di molti ambiti in cui sarà possibile cooperare” e se anche “non è stato deciso nulla, è stato importante che l’Italia abbia dichiarato di voler essere parte degli sforzi per arrivare a una soluzione”.

Riguardo all’attuale situazione umanitaria nell’enclave palestinese, Abuamara ha espresso “grande apprezzamento per l’aiuto che sta fornendo l’Italia” attraverso l’iniziativa ‘Food for Gaza’, ma ha aggiunto che “non può sostituire” l’Agenzia Onu per rifugiati palestinesi (Unrwa) che “bisogna sostenere, perché è importante non solo per i rifugiati palestinesi in Palestina, ma anche per i rifugiati fuori la Palestina”.

“Sarebbe molto più efficace ricorrere all’unica organizzazione capace di raggiungere anche le comunità più vulnerabili”, anche perchè “in questo momento speriamo che aumentino gli aiuti che entrano a Gaza, che la popolazione possa avere un riparo, e che tutti i valichi vengano aperti per far entrare non solo una goccia degli aiuti, ma tutti gli aiuti necessari per mettere fine a fame e malnutrizione”, ha concluso Abuamara.

(di Simona Salvi)

La rivoluzione di Jovanotti: nel 2026 nuova musica e nuovi live

Milano, 14 nov. (askanews) – Nel 2026 Jovanotti rimette il mondo in moto. Pedala, canta, sogna, attraversa paesi e città come un esploratore del presente. Ogni viaggio è diverso dal precedente, perché per lui la regola è una sola: non ripetersi mai. Lorenzo inventa nuove rotte, cambia prospettiva, mescola le carte e ogni volta trasforma la musica in un esperimento di felicità, un modo per ricordarci che muoversi è vivere, e che la musica serve a farlo meglio. Dopo i 600.000 spettatori del PalaJova, Lorenzo finalmente riparte e ancora una volta reinventa ancora una volta l’idea stessa di tournée. Il nuovo progetto è L’Arca di Loré, un viaggio musicale e simbolico, una festa itinerante che nel 2026 porterà Jova in tutto il mondo fino a Roma, dove il viaggio si concluderà — o forse ricomincerà — con Jova al Massimo , al Circo Massimo, nella sua città natale approdo finale dell’Arca. È un progetto che unisce musica nuova, pedalate, incontri, avventura, gioia, balli, feste ed è pensato come un racconto collettivo di tutti coloro che saliranno sull’Arca e lo vorranno scrivere. Un giro del mondo, e poi dell’Italia, come un nuovo Cantagiro, ma in bicicletta: una carovana di ruote e canzoni, di ritmo e respiro. Dopo il PalaJova, Lorenzo torna nel centro della musica scegliendo, tra i tanti, una serie di festival internazionali che rappresentano il cuore creativo della scena musicale contemporanea: luoghi dove la programmazione è viva, curiosa e sorprendente, e dove la musica si mescola a cultura, tecnologia e immaginazione. Non torna nei luoghi dove tutto è già scritto, ma in quelli dove ogni sera può accadere qualcosa di nuovo. Non cerca le grandi arene, ma gli spazi dove la musica è vera, si genera e si rigenera, dove la regola è l’imprevisto e il gioco è ricominciare ogni volta da capo. È un viaggio che nasce dal desiderio di tenere acceso il fuoco della scoperta, di guardare la musica da prospettive diverse, di non dare mai per scontato il proprio posto nel mondo della musica . Di stare sempre sul crinale, che è il posto che a Lorenzo è sempre suonato più congeniale. È un ritorno alla musica come linguaggio universale, come incontro, come libertà che, per Lorenzo, coincide con l’arte di restare vivi, curiosi e in movimento. Dopo il giro estero l’Arca approda in Italia per un a nuova avventura. Un tour che nasce dall’esperienza unica e meravigliosa dei Jova Beach Party, che ora si apre a nuove geografie e nuovi spazi, scelti per la loro energia e per la possibilità di trasformarsi in luoghi di incontro e di festa. Il Jova Summer Party 2026, prodotto e organizzato da Trident Concerts, toccherà diverse zone al sud rimaste fuori dal giro del PalaJova 2025, che si era spinto fino a Roma. Anche questa volta il viaggio avrà come traguardo la Capitale, ma il percorso sarà inverso: dalla Sardegna all ‘ Abruzzo, passando per la Puglia, la Calabria, la Campania e fino alla Sicilia , dove Lorenzo torna dopo otto anni, dall ‘ ultima volta nel 2018. Un itinerario che diventa racconto, attraversamento, festa in movimento fino ad arrivare a Jova al Massimo, al Circo Massimo . I luoghi sono stati immaginati, progettati a volte inventati per allestire una grande festa, in un evento che unisc a la potenza di un concerto all’atmosfera libera di un festival. Una giornata intera di festa. Una vera esperienza di avventura e scoperta per chi parteciperà. Gli spostamenti tra una tappa e l’altra per Lorenzo saranno in bici. È il JOVAGIRO, la versione contemporanea e sostenibile del leggendario Cantagiro degli anni ’60, che portava la musica in ogni piazza d’Italia. Oggi quell’idea torna, con un ritmo diverso: su due ruote, a energia umana, con la musica come motore e la meraviglia come destinazione.

Ma ovviamente Lorenzo ci mette tanta nuova musica. Dentro l’Arca viaggia anche un disco nuovo: “NIUIORCHERUBINI”, in uscita da Island Records in uscita il 20 novembre prossimo su tutte le piattaforme digitali e qualche settimana dopo su supporto fisico e che sceglie una sua strada precisa, non codificata. Un album nato in soli sei giorni di jam session a New York, nell’ottobre 2025, registrato in presa diretta su nastro analogico, senza sovraincisioni e senza correzioni. Un disco libero, urgente, istintivo. Un gesto d’amore verso la spontaneità, verso il suonare insieme, verso quella parte imprevedibile della musica che oggi rischia di perdersi tra algoritmi e produzione digitale. Per Lorenzo una vera immersione nella sua passione più grande. L’album, il cui titolo è un omaggio a dallamericaruso, è prodotto da Jovanotti con Federico Nardelli, con la collaborazione del maestro Oscar Hernandez – figura di culto della scena latina newyorkese – per la versione “salsa dura” di Senza se e senza ma, incisa al Mozart Studio di Hoboken (New Jersey), l’album è un viaggio sonoro e sentimentale dentro la città madre della musica: New York. Ogni brano è nato da un incontro, da un’idea lanciata e catturata in tempo reale, in uno studio di Brooklyn dove la parola chiave era “suonare, non pensare”. Le canzoni sono nate da appunti nel cellulare, frasi appuntate per strada, ritmi improvvisati, linee di basso scoperte in un pomeriggio e diventate brani interi in due take. È un disco che racconta la ricerca della musica più vera, un ritorno alle origini istintive del ritmo e della parola, un viaggio dentro la metropoli e la mente. Ogni take era una fotografia emotiva: se funzionava, restava così com’era. È la colonna sonora naturale dell’Arca di Loré: viva, imperfetta, vera, energetica e… in movimento!

Massiccio attacco russo contro Kiev, centinaia di missili e droni: ci sono morti e feriti

Milano, 14 nov. (askanews) – Nella notte tra il 13 e il 14 novembre la Russia ha lanciato un massiccio attacco con missili e droni contro la capitale Kyiv e i suoi sobborghi. Secondo l’edizione on-line del “Kyiv Independent” le prime esplosioni sono state registrate intorno alle 00.45 locali, seguite da altre due ondate tra l’1 e l’1.30.

Il sindaco di Kyiv, Vitali Klitschko, ha riferito al giornale ucraino che i detriti di un drone hanno colpito un edificio residenziale di cinque piani nel distretto di Dniprovskiy, mentre un incendio è divampato al dodicesimo piano di un altro palazzo. Altri roghi sono stati segnalati dall’esercito al decimo piano di un edificio nel distretto di Podilskyi e un altro sul tetto di un immobile di cinque piani nel distretto di Solomianskyi. Si sono registrati blackout in diversi quartieri.

Il vasto attacco russo con missili e droni ha provocato danni in otto dei dieci distretti della capitale. Il capo dell’amministrazione militare della città, Timur Tkatchenko, ha denunciato “colpi contro edifici residenziali” e “numerosi palazzi danneggiati in quasi ogni distretto”, parlando inizialmente di dodici feriti, fra cui una donna incinta.

Il sindaco Vitali Klitschko ha invitato i cittadini a rifugiarsi nei bunker, parlando di “un attacco massiccio contro la capitale”. Incendi sono scoppiati in più quartieri e alcune zone sono rimaste temporaneamente senza riscaldamento per danni alla rete.

Situazione difficile anche nell’area metropolitana: il sindaco di Irpin, Oleksandr Markoushyn, ha descritto una “notte difficile” con “molteplici shahed e missili” in sorvolo sulla città.

Sul fronte militare, la Russia continua ad avanzare nell’est del Paese, in particolare nella regione di Donetsk dove si concentrano i combattimenti, e prosegue da settimane con bombardamenti contro infrastrutture civili, energetiche e ferroviarie mentre le temperature scendono con l’arrivo dell’inverno.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha comunicato che quattro persone sono state uccise nel vasto attacco russo contro Kiev. Su X, ha precisato che decine di persone sono state inoltre ferite. “Circa 430 droni e 18 missili sono stati utilizzati durante questo attacco”, ha indicato.

“Si è trattato di un attacco deliberatamente calcolato per infliggere il massimo danno alle persone e alle infrastrutture civili”, ha aggiunto, specificando che decine di edifici residenziali sono stati danneggiati.

Municipia ad Anci: IA al centro della digitalizzazione dei comuni

Bologna, 14 nov. (askanews) – Il ruolo dell’Intelligenza Artificiale e come essa possa intervenire nell’ambito della trasformazione digitale dei comuni. stato questo uno dei temi principali con cui Municipia – Engineering Group si approcciata all’Assemblea ANCI 2025, partecipando a due panel nel corso della manifestazione. Un evento in cui Municipia intervenuta portando la prospettiva di chi affianca quotidianamente oltre 500 Comuni italiani nella trasformazione digitale, come sottolineato da Stefano De Capitani, Amministratore Delegato dell’azienda.

“L’intelligenza artificiale dirompente nel momento in cui va a effiicentare i processi quindi un tema organizzativo di lavoro, diciamo, umano oserei persino dire prima che tecnologico e per diventare sistemico e portare davvero dei benefici deve diventare una leva strategica dell’amministrazione ai pi alti livelli deve essere un tema su cui il sindaco, la giunta, i dirigenti sono sensibilizzati e orientano la ricerca e lo sforzo che viene fatto all’interno alla soluzione dei problemi di efficienza ed efficacia dell’amministrazione”.

Queste infrastrutture digitali permettono agli enti locali di superare la frammentazione storica dei sistemi e di sviluppare capacit predittive utili per migliorare la qualit dei servizi. Il tutto, per, ponendo al centro il tema dell’uso etico e responsabile dei dati nei Comuni e nella PA.

“Sul tema dei dati abbiamo fatto dei grandi progressi, i comuni hanno fatto grandi progressi oggi direi non c’ comune che non abbia basi dati di buona qualit, integrate spesso e volentieri e che non usi, non sia consapevole, non usi il dato per prendere decisioni. Quello che manca appunto la capacit di utilizzare il dato e l’informazione che ne deriva in ottica predittiva, vuol dire sostanzialmente prevenire determinati fenomeni sociali, economici, territoriali e mettere in atto politiche che anticipino, in qualche modo prevengano il problema”.

Stefano De Capitani e Natale Di Giovanna, Direttore Commerciale di Municipia, hanno illustrato come le informazioni raccolte sul territorio, organizzate e messe in relazione attraverso tecnologie come l’Intelligenza Artificiale, permettano agli Enti di passare da una postura “reattiva” a una “predittiva”, capace di anticipare bisogni e rischi in ambiti cruciali come ambiente, sicurezza e mobilit.

“Abbiamo la fortuna per un certo verso di lavorare in un ambito molto regolato, non esiste la possibilit che un algoritmo processi una determinata informazione e produca un determinato risultato che impatta su un cittadino al di fuori di quelle che sono norme, regole, regolamenti, procedure”.

L’obiettivo di Municipia, dunque, quello di aiutare i Comuni a passare dal “governo dei dati” al “governo attraverso i dati”, attraverso una data governance federata e sostenibile.

Alibaba.com: le PMI scelgono l’AI per l’innovazione di prodotto

Milano, 15 nov. (askanews) – Quasi la met delle piccole e medie imprese italiane prevede di aumentare gli investimenti nell’innovazione di prodotto nei prossimi dodici mesi. Questo quanto emerge da una nuova ricerca avanzata da Alibaba.com, una delle principali piattaforme di e-commerce B2B al mondo. Nonostante l’aumento dei costi, il 47% delle imprese italiane punta su ricerca e sviluppo, e oltre il 90% considera l’innovazione di prodotto un fattore chiave per la crescita. Abbiamo parlato con Luca Curtarelli – Country Manager di Alibaba.com Italia, Spagna e Portogallo:

“Abbiamo intervistato diverse migliaia di imprese europee e in particolar modo oltre 1000 decisori di piccole e medie imprese italiane e ci hanno raccontato come nel 50% dei casi queste imprese siano fortemente orientate all’innovazione e abbiano nei loro piani un continuo investimento in innovazione di prodotto e trasformazione digitale nei prossimi 12 mesi. In questo senso Alibaba.com si vuole porre al fianco delle imprese continuando ad offrire marketplace ed e-commerce altamente evoluti, consentendo alle imprese di entrare in contatto con centinaia di migliaia di fornitori internazionali in maniera facile ed efficace, e da ultimo continuare a dotarsi di tecnologie in particolar modo alimentate da intelligenza artificiale”.

La ricerca conferma che molte PMI guardano con fiducia all’intelligenza artificiale: il 60% la utilizza gi per supportare lo sviluppo di nuovi prodotti. Queste tendenze sono al centro di CoCreate Europe, il grande evento B2B di Alibaba.com che il 14 novembre, a Londra, riunisce PMI, produttori e investitori per celebrare la forza dell’innovazione e costruire nuove opportunit di business.

“Nel 44% dei casi le PMI italiane raccontano come un aumento dei costi e una riduzione di risorse siano i principali elementi frenanti in questo percorso innovativo. Alibaba.com si vuole porre al fianco delle imprese offrendo sia opportunit di business, come nel caso di CoCreate Europe: il primo evento fisico legato a tematiche di ecommerce e commercio internazionale B2B che per la prima volta sbarca in Europa e consente alle imprese di raccontare i propri prodotti a un audience internazionale. Dall’altra parte la volont quella di continuare ad offrire soluzioni tecnologiche come nel caso dell’agente AI all’interno di Accio, motore di ricerca B2B alimentato da intelligenza artificiale, che oggi gi consente alle imprese di automatizzare fino al 70% dei processi di approvvigionamento che attualmente sono gestiti manualmente”.

CoCreate Europe dunque l’occasione per trasformare le idee in collaborazioni concrete e guardare insieme al futuro dell’innovazione.

Uso inappropriato dei farmaci FANS: “Urgenza sanitaria e sociale”

Roma, 14 nov. (askanews) – Un report di Osmed ha confermato i dati di inappropriatezza dei farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) e ha messo in evidenza la crescita della spesa sostenuta direttamente dai cittadini, aumentata del 2,7% annuo, a fronte di un incremento dei consumi dell’1,2%. Per quanto attiene, invece, alla spesa SSN il report ha indicato una riduzione rispetto al precedente rapporto del 3,9% in termini di spesa e del 5,7% in termini di consumi. Questi dati per non risolvono la situazione: una recente analisi real world condotta su oltre 12 milioni di assistiti ha infatti mostrato che nell’84% dei casi le prescrizioni dei FANS risultano inappropriate e che nella met dei casi questi farmaci vengono prescritti a persone che presentano chiare controindicazioni al loro utilizzo, con potenziale rischio di importanti effetti collaterali. Un ulteriore elemento considerato di inappropriatezza dei FANS risiede nel loro uso occasionale: il 51,3% dei pazienti riceve una sola prescrizione/anno.

Sulla base di queste evidenze Motore Sanit, con il contributo incondizionato di Angelini Pharma, ha promosso dei tavoli macro-regionali di confronto tra esperti e istituzioni su appropriatezza prescrittiva e corretta informazione, fattori chiave nella gestione del dolore cronico. In Italia questo colpisce 13 milioni di persone, circa il 10% della popolazione, con forti ricadute in ambito sanitario, compromettendo la qualit della vita dei pazienti, generando isolamento sociale e lavorativo, oltre a determinare un peso economico importante sia per il singolo che per il sistema sanitario. La gestione di questi pazienti, stato evidenziato, richiede un approccio multidisciplinare integrato, che coinvolga il medico di medicina generale, lo specialista, gli infermieri, i fisioterapisti, gli psicologi e i terapisti occupazionali. In Italia esistono da anni le Reti di Terapia del Dolore, strutture che ancora oggi a causa della carenza di risorse, sono inadeguate. Proprio per questo motivo, il ministero della Salute ha emanato Linee Guida sulla terapia del dolore cronico non oncologico ribadendo la necessit di garantire accesso alle cure attraverso il potenziamento delle reti e la continuit assistenziale tra territorio e ospedale.

Cinema, arriva "La camera di consiglio", sul maxiprocesso di Palermo

Roma, 14 nov. (askanews) – Dopo essere stato presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma, uscirà al cinema il 20 novembre distribuito da Notorious Pictures, “La camera di consiglio”, il nuovo film di Fiorella Infascelli con protagonisti Sergio Rubini e Massimo Popolizio accanto a un cast corale.

Il film (prodotto da Armosia e Master Five Cinematografica con Rai Cinema), racconta la camera di consiglio più lunga della storia giudiziaria italiana: 36 giorni in cui 8 giurati, blindati in un appartamento-bunker nel carcere dell’Ucciardone, dovettero decidere condanne e assoluzioni per 470 imputati del maxiprocesso di Palermo.

Il maxiprocesso, celebrato alla fine degli anni ’80, rappresenta una delle pagine più decisive della storia della Repubblica: per la prima volta lo Stato riuscì a infliggere una condanna collettiva a Cosa Nostra, riconoscendo l’esistenza dell’organizzazione mafiosa come struttura unitaria. Un momento di svolta giudiziaria e civile che ha cambiato per sempre la storia del Paese.

Un racconto corale con al centro il presidente della giuria (Sergio Rubini) e il giudice a latere (Massimo Popolizio), affiancati da Betti Pedrazzi, Roberta Rigano, Anna Della Rosa, Stefania Blandeburgo, Rosario Lisma e con Claudio Bigagli. La sceneggiatura, firmata da Fiorella Infascelli e Mimmo Rafele con la collaborazione di Francesco Licata, è stata sviluppata con la consulenza di Pietro Grasso, giudice a latere del Maxiprocesso.

Girato interamente in interni, “La camera di consiglio” adotta un’impostazione scenica teatrale, che restituisce la tensione e l’isolamento di quei giorni. L’opera si distingue inoltre per l’utilizzo dei materiali di repertorio, capaci di collocare le vicende dei giurati dentro un quadro storico e civile più ampio. Non semplicemente un film “sulla mafia”, ma un’opera che riflette sul concetto di legge e giustizia, sull’esperienza umana e civile di chi fu chiamato a decidere il destino di centinaia di imputati, in una delle prove più alte e drammatiche della democrazia italiana.

Centrosinistra, Prodi: serve riformismo concreto, coalizione più ampia

Roma, 14 nov. (askanews) – Il centrosinistra ha bisogno di “un riformismo concreto che impasti insieme realismo e coraggio” da realizzare “con idee e leader credibili”: dice Romano Prodi in una intervista al Corriere della sera, aggirando la domanda sui leader attuali della coalizione progressista, Giuseppe Conte ed Elly Schlein: “I leader – precisa – possono nascere. O farsi”.

Dopo le sue critiche al centrosinistra, spiega l’ex presidente della Commissione europea, “Schlein mi ha chiamato. Ci siamo sentiti spesso nelle ultime settimane”, aggiunge, “la mia preoccupazione è che una parte dell’elettorato si allontani dal centrosinistra perché ritiene che dall’opposizione arrivi una lettura troppo ristretta della società, non sufficiente per un’alternativa concreta di governo. Ed è già tardi perché siamo oltre metà legislatura. Le ho anche spiegato che a me non interessano i partiti, ma le coalizioni di governo. C’è tanto da cambiare, ma a dire il vero molti anche nel Pd vogliono semplicemente conservare il proprio ruolo”.

Secondo Prodi, la vittoria delle due governatrici democratiche n Virginia e New Jersey “è quello che serve a noi: un riformismo coraggioso, ma concreto, che punti al cambiamento”, in contrapposizione alla ricetta del neosindaco di New York Mamdani. Quanto al centrosinistra italiano, il professore punta il dito sul leader del Movimento 5 stelle: “Nella mente di Conte”, afferma “non è ancora definito quello che lui pensa sia il suo ruolo. Se il centrosinistra uscirà vincitore dalle Politiche auguriamoci che non gli prenda la bertinottite. Alla fine uno dei due leader, tra Schlein e Conte, dovrà riconoscere che l’altro ha vinto. Ma prima, ben prima, occorre un modello di coalizione ampia, con un programma capace di intercettare una platea che vada oltre gli attuali confini”. È un riferimento implicito anche al progetto politico dell’ex direttore delle Entrate Ernesto Maria Ruffini? “Ruffini – replica Prodi – lo conosco da molti anni, lo stimo e non posso che parlarne bene. Lo seguo con interesse e so che proprio in questi giorni riunirà i suoi comitati. Seguo lui come ho seguito con interesse ciò che è accaduto a Milano qualche settimana fa nel Pd (la convention dei riformisti, ndr)”.

Usa lanciano operazione "Southern Spear" contro i "narco-terroristi"

Roma, 14 nov. (askanews) – Il segretario alla Guerra degli Stati uniti Pete Hegseth ha annunciato sul social X il lancio dell’operazione Southern Spear, un’iniziativa militare volta a colpire quelli che definisce “narco-terroristi” nel continente americano, in attuazione di una direttiva del presidente Donald Trump.

Nel messaggio, Hegseth ha spiegato che l’operazione sarà guidata dalla Joint Task Force Southern Spear insieme al Comando meridionale statunitense. L’obiettivo dichiarato è difendere il territorio nazionale, neutralizzare i gruppi criminali operanti nell’emisfero occidentale e contrastare il traffico di droga verso gli Stati uniti.

Sebbene non siano stati forniti dettagli operativi, l’agenzia Associated Press riporta che la portaerei USS Gerald R. Ford, la più moderna della Marina USA, si avvicinerà alle coste del Venezuela nei prossimi giorni. Questa si unirà a una forza militare significativa già presente nella regione, composta da navi da guerra, sottomarini nucleari e velivoli, segnando il più grande dispiegamento statunitense in America Latina e nei Caraibi dai tempi dell’invasione di Panama del 1989.

L’amministrazione del presidente Donald Trump accusa il governo venezuelano di inazione contro il narcotraffico. Da settembre 2025, gli USA hanno già lanciato attacchi missilistici contro navi venezuelane sospettate di trasportare droga. Secondo fonti della CNN, Trump valuta anche attacchi diretti sul territorio venezuelano come parte di una strategia per indebolire il presidente Nicolás Maduro.

La Casa Bianca starebbe valutando l’impiego di forze speciali d’élite come la Delta Force o i Navy SEAL Team 6, con l’obiettivo di colpire i vertici del regime venezuelano, incluso il possibile rapimento o assassinio di Maduro.

Il presidente venezuelano ha definito le azioni statunitensi un “assedio ostile” e ha chiesto a Washington di rinunciare ai tentativi di cambio di regime nella regione. Secondo il Washington Post, Maduro avrebbe anche chiesto al presidente russo Vladimir Putin il potenziamento della difesa aerea venezuelana, inclusa la riparazione dei caccia russi Su-30. Mosca non ha esplicitato l’intenzione di offrire sostegno militare e si è limitata a parlare di aiuti economici. Nei circoli più conservatori afferenti al sistema di potere russo da mesi si discute uno scenario in cui la Russia potrebbe dislocare missili in Venezuela, ma l’opzione è ritenuta a eccessivo rischio di scontro diretto con gli Usa.

E se la coerenza, ogni tanto, fosse dosata?

Si consiglia di non esagerare con le accuse di incoerenza (altrui). Infatti ha gioco facile Meloni a obiettare ai dirigenti del Pd che i vertici dell’authority per la privacy di cui, oggi, essi chiedono le dimissioni sono nati, per così dire, in casa loro.

E che prima ancora era stato proprio il partito di Schlein a cavalcare un referendum – quello contro il Jobs Act – che mirava a cancellare una legge voluta da un suo controverso, ma all’epoca popolarissimo, predecessore.

Quando la svolta diventa una risorsa

Però avrebbe gioco altrettanto facile il Pd medesimo a ribattere che, nel caso di Giorgia Meloni, è proprio nell’incoerenza che risiede la sua fortuna e forse il suo merito principale.

Infatti, se dovesse mai cercare di governare insistendo sui temi di cui pochi anni fa faceva la propria bandiera (il blocco navale, l’uscita dall’euro, gli elogi verso Putin e chi più ne ha più ne metta), lei stessa sarebbe in braghe di tela e il Paese di più ancora.

Insomma, anche la coerenza dovrebbe essere dosata. Poiché è virtù di un(a) leader evitare eccessi di testardaggine e magari trovare il modo di rivedere alcune delle proprie antiche convinzioni, soprattutto quelle che strada facendo si sono rivelate (uso un eufemismo) inadatte al nuovo contesto.

La democrazia come esercizio di revisione

È la regola della democrazia, appunto. E cioè di un regime politico che vive della sua stessa sensibilità: quella peculiare capacità di ripensarsi e adeguarsi a un contesto mutevole che induce sempre ad aggiornarsi e, se del caso, a correggersi.

Invece è proprio quando si vuole far finta di essere gente tutta d’un pezzo che si finisce per smarrire la rotta, che non sarà mai così lineare come la si racconta.

Fonte: La Voce del Popolo – 13 novembre 2025

Articolo qui riproposto per gentile concessione dell’autore e del direttore del settimanale della diocesi di Brescia.

Decaro, la candidatura del potere

Non è un’investitura qualunque, ma un atto di forza politico: Antonio Decaro, ex sindaco di Bari ed ex presidente dell’ANCI, è ufficialmente il candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione Puglia. Un passaggio che, più che un’apertura democratica, suona come una resa del PD locale alle logiche di un leader che, forte di consenso personale, ha imposto tempi, condizioni e perfino avversari.

Il metodo Decaro”: consenso personale e veti politici

La trattativa si è consumata lontano dai riflettori, in un clima di apparente distensione ma di profondo disagio interno. Michele Emiliano, governatore uscente, è stato di fatto messo ai margini. Nichi Vendola, padre politico della “Primavera pugliese”, ha dovuto rinunciare persino all’idea di influire sul percorso.

Decaro ha posto la sua condizione: “Io sì, ma solo se loro restano fuori.” E il PD, pur di evitare una guerra intestina, ha accettato di cedere il controllo del processo politico al suo ex sindaco simbolo. Un dirigente locale, in forma anonima, commenta: «Non è stato il PD a scegliere Decaro. È Decaro che ha scelto il PD.»

Una Puglia che si piega: entusiasmo di facciata, irritazione di fondo

Dalle province arrivano messaggi contrastanti. A Bari, Decaro conserva un capitale di popolarità altissimo, alimentato da anni di amministrazione visibile e narrativa civica. Ma nel resto della regione prevale la diffidenza. “È troppo barese”, sussurra più di un amministratore. Altri parlano di centralismo politico, di una sinistra che non riesce più a parlare al territorio.

Nel frattempo, la comunicazione del PD nazionale è chirurgica: toni bassi, zero conflitti, tutto sotto controllo.

Ma il controllo, in politica, raramente coincide con la convinzione.

Lobuono, la risposta del centrodestra: un civico di rottura

Mentre il centrosinistra si chiude nella logica dell’autoconservazione, il centrodestra sorprende. Dopo settimane di scontri sotterranei tra Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia, arriva la quadra: Luigi Lobuono, imprenditore, con esperienza nel privato e forte radicamento civico, già presidente della Fiera del Levante.

Una scelta che spiazza i democratici, perché rompe lo schema del candidato di apparato.

Fitto, il regista silenzioso

Dietro questa ricomposizione c’è la mano di Raffaele Fitto, eurodeputato e leader pugliese di Forza Italia, riferimento politico per Giorgia Meloni nel Mezzogiorno. Fitto ha lavorato per evitare personalismi e garantire una candidatura competitiva, solida ma non divisiva.

Un ruolo da regista più che da protagonista, che gli restituisce centralità nazionale.

Decaro vs Lobuono: due Puglie, due visioni

Da un lato, Decaro rappresenta la continuità di un modello amministrativo fondato su un sindaco “popolare ma accentratore”. Dall’altro, Lobuono propone una Puglia produttiva, meno politicizzata, più vicina a impresa e professioni.

Fitto appare come l’uomo che ha riportato razionalità nel campo del centrodestra: per battere il blocco progressista guidato da Decaro, serviva un nome capace di parlare anche al centro. Con Lobuono, Fitto rilancia la linea del buongoverno, della competenza, dell’Europa.

Campania, la barca di Fico o di Caronte

Le prossime regionali attizzano i fuochi dello scontro tra parti avverse rischiando di attizzare un rogo sotto la barca di Fico che se si proteggesse con le sue foglie farebbe di peggio, posto le proprietà di quella pianta di aumentare la sensibilità della pelle ad ogni eventuale bruciatura. Il dibattito ad oggi trascura progetti o programmi e si sta incentrando se sia giusta che il gozzo di Fico, che attualmente non copre più cariche istituzionali, sia singolarmente ormeggiato al Circolo dell’Aeronautica a Napoli che certo non opera da ormeggio per gli amanti del mare.

Il metodo 5 Stelle si ritorce contro uno dei suoi protagonisti. L’indice puntato, stile Catone l’Uticense, contro ogni sospetto di trasgressione della morale pubblica potrebbe avere un effetto boomerang ritorcendosi adesso proprio su Conte e compagni e la loro cultura di accusatori ad ogni piè sospinto. Oggi, con meticolosità, si discute sui 34 piedi della imbarcazione, pari a 10, 362 metri, che sembra abbia il nome di Paprika. Ci vuole forse proprio un po’ di polvere di peperoni per dare del sapore ad un quadro politico non certo esaltante.

 

Il rischio di uno stile tradito

Non si tratta proprio di una scialuppa da quattro soldi e la faccenda rischia proprio di restare sul gozzo del candidato governatore della Campania. L’uomo della strada, tante volte sollecitato al giudizio dai 5 Stelle, potrebbe commentare che appena al potere si riempiono il gargarozzo secondo il principio del “levati tu che adesso tocca a me” gozzovigliando a più non posso appena ne capita l’occasione.

Occorre insomma guardarsi, direbbe il Giusti, dalla “scioccheria di morire a gozzo stretto”. Inevitabilmente si comincia a fare le pulci e puntualizzare che non si tratta di un gozzo ma di uno Sciallino, un’altra marca di imbarcazione, che anche se acquistato di seconda mano avrebbe comunque un suo valore. Un modo severo e inflessibile di ragionare che potrebbe portare allo sgozzamento politico del povero Fico che rilancia la palla in tribuna dicendo che queste critiche mostrano tutta la debolezza dei suoi avversari enel contempo anche sviandone una risposta di merito.

Essere benestanti non è un peccato e si dovrebbe avere il coraggio di dirlo. Ormeggiare dove non si può va invece censurato ed al riguardo, se in grado, e ne produrrà adeguata giustificazione. Per adesso, sembra nella sostanza abbia risposto, forse influenzato dal suo natante, con un termine da slang in uso soprattutto a Roma, “scialla”, qualcosa di simile a “stai tranquillo”, una sorta di tutto va bene o di non preoccuparsi per un certo accadimento, “inshallah”, Se Dio vorrà!

 

Lassenza dei partiti, la composizione delle liste elettorali ed il senso della opportunità

Tanta canizza potrebbe distrarre purtroppo dalla formazione delle liste dei vari partiti dove primeggiano figli o mogli di parlamentari o di uomini che già vantano un ruolo di primo piano in quella terra. Hanno tutto il diritto di farlo e nulla che ne debba vietare la loro partecipazione alla competizione regionale. Fico e De Luca, dopo miriadi di insulti e invettive, si stringono la mano mentre non si contano i cambi di casacca da una parte all’altra. Intanto la Commissione Anti Mafia segnala i nomi di candidati ritenuti “impresentabili” e sui quali i partiti, che non esistono più, non hanno preventivamente esercitato una doverosa valutazione. Forse si ragiona che il popolo, a proposito di gozzo, digerisce tutto e tutto dimentica. Di fondo mancano all’appello profili di opportunità e sensibilità che lasciano perlomeno perplessi.

 

Coerenza e sensibilità vocercando

Del resto anche a Roma, che fa sempre scuola, gli ex Sindaci Marino e Raggi marciano ormai sottobraccio a dispetto del sangue scorso tra loro in passato. E’ la stessa mancanza di senso di opportunità per cui, oltre confine, il ministro israeliano per la Sicurezza nazionale Ben Gvir ha festeggiato il primo sì alla legge di morte ai terroristi offrendo dolcetti in Parlamento, come si fosse trattato di un provvedimento a sostegno economico di asili nido e maternità.

Speriamo che resti ancora una Campania Felix e non invece infestata da ulteriori slabbrature politiche, una competizione tutta oppressa dalla brama di potere, ispirata esclusivamente al metodo dei calcoli stile navicella parlamentare. Tutti i candidati in campo, per primo Fico, sappiano condursi secondo la navicella dell’ingegno e non da altro. Stare annidati sull’albero di fico del potere immaginando che il popolo ti chiami a scendervi per fare qualcosa di meglio può essere una speranza da non disattendere.

La dignità del pensare: Sgarbi oltre la cronaca

Nulla so delle vicende personali e private di Vittorio Sgarbi. E tuttavia ho vissuto con un misto di stupore e indignazione la richiesta, per lui, dell’amministratore di sostegno.

Egli rappresenta, nella mia vita, quasi uno sfondo. Lo sento da sempre da me assai diverso, da più punti di vista: dal carattere all’orientamento politico. Eppure è come se la passione per il bello e per il vero a lui accomunasse me e tante altre persone.

Sono stato felice di ritrovarlo in tv, ospite di Bruno Vespa, per parlare di sé e di un suo libro. Un libro dove viene sottolineata l’importanza, nella storia dell’arte, delle altitudini, della montagna, intesa quasi come cifra del divino.

Del resto, le altezze sono un aspetto fondamentale del Sublime, a cui, nel mio piccolo, ho dedicato una silloge poetica. Ci si accosta al Sublime quando l’immaginazione oltrepassa la comune bellezza, afferrabile anche con il solo intelletto. È un po’ la lezione estetica di Kant.

Ecco, Sgarbi, proprio come l’arte nella prospettiva kantiana, da decenni ci dà da pensare. E di ciò dovremmo essergli grati.

Calcio, Italia contestata a Chisinau, Gattuso: "Non lo accetto"

Milano, 13 nov. (askanews) – “Quello che ho sentito oggi è una vergogna, non lo accetto”. Dopo il sofferto 0-2 a Chisinau contro la Moldova, che, complica la vittoria della Norvegia sull’Estonia costringerà l’Italia a giocare i playoff per qualificarsi ai Mondiali, il ct azzurro Rino Gattuso si scaglia contro gli ultras Italia, che, al 73′, avevano iniziato a contestare la squadra, ancora ferma sullo 0-0. “Io ho visto un’Italia che ha giocato e loro non hanno mai tirato in porta: non esistono partite facili, se siete rimasti all’11-1 (della Norvegia ai Moldavi) non è un problema mio. Io sono molto soddisfatto, andiamo avanti. – esordisce Gattuso -. Piuttosto è una vergogna la contestazione dei tifosi, mi dispiace quello che ho sentito oggi. Non è il momento di dire ai giocatori di andare a lavorare: bisogna stare uniti, perché la squadra sta combattendo in campo con le difficoltà e sentire 500 tifosi che contestano fuori casa non lo accetto”.

Il ct della Nazionale, poi, analizza l’impatto dei due centravanti subentrati, Retegui e Pio Esposito, dopo le difficoltà palesate da Scamacca e Raspadori: “Mettendo 11 giocatori nuovi dal primo minuto oggi pensavo che potevamo pure perderla: quando cambi così tanto… Invece chapeau”, si complimenta con i suoi Gattuso, che chiude con un pizzico di polemica sulla formula di qualificazione. “Il record di sei partite vinte dall’Italia? Dovete chiederlo a chi fa i gironi e le regole – punge -. Nel 1990 e 1994 c’erano due africane, adesso sono 8… Non è una polemica, ma ai nostri tempi la migliore seconda andava direttamente ai Mondiali. Le difficoltà ci sono e lo sappiamo bene”.

Tennis, Musetti fuori dalle Atp Finals, Alcaraz vince in due set

Milano, 13 nov. (askanews) – Carlos Alcaraz batte Lorenzo Musetti 6-4, 6-1 in un’ora e 23 minuti di gioco. Una partita divisa in due parti: nel primo set c’è stato tanto equilibrio, con lo spagnolo che ha strappato la battuta all’azzurro nel decimo game, chiudendo avanti 6-4 in 45 minuti. Nel secondo set, invece, molto più controllo di Alcaraz che ha conquistato il break sia nel quarto che nel sesto game (dopo aver annullato anche due palle del controbreak). Con questo risultato, Lorenzo Musetti è eliminato dalle Atp Finals, mentre Alcaraz (qualificato alle semifinali nel suo gruppo insieme a De Minaur) ha la certezza di chiudere l’anno da numero 1 al mondo.

In conferenza stampa dopo l’eliminazione, il tennista carrarino ha spiegato che “vista la mia condizione fisica ho parlato di comune accordo con Filippo Volandri e abbiamo deciso che, data anche la mia situazione fuori dal campo, per quest’anno non giocherò la Coppa Davis. C’è molto rammarico e molto dispiacere”.

Per quanto riguarda la partita giocata contro Alcaraz, Musetti ha detto “ho cominciato bene, servendo molto bene. L’unica chance che avevo per fare partita contro Carlos. Gli auguro il meglio per la semifinale. Sapevo che Carlos voleva vincere. Ha servito molto bene, mi ha messo pressione negli scambi. L’avevo visto in questa superficie con molti up and down, oggi invece è stato solido. Devo ancora scoprire come battere Jannik e Carlos. Hanno qualcosa di diverso dagli altri. Il modo in cui si muovono negli scambi è la cosa più impressionante, oltre al modo in cui sono capaci di passare da attacco a difesa”.

Infine sul 2026 ha rimarcato “spero di migliorare sempre di più. Il lato fisico è stato quello che mi ha dato più problemi. Sono orgoglioso di questo torneo, abbiamo due semifinali azzurre con Sinner e Bolelli-Vavassori. È stato un anno fantastico per il tennis italiano. Ma sapremo essere ancora più sorprendenti”.

Calcio, Moldova-Italia 0-2: decidono Mancini ed Esposito

Milano, 13 nov. (askanews) – L’Italia vince in Moldova soffrendo più del previsto, ma rimanda di qualche giorno la festa qualificazione della Norvegia. A decidere sono un colpo di testa di Mancini a due minuti dalla fine, secondo gol consecutivo dopo quello a Israele, e il raddoppio di Pio Esposito nel recupero. Con molte riserve in campo, però, la prestazione non convince: in vista dei playoff di fine marzo, servirà molto di più.

La serata di Chisinau sembra mettersi in discesa dopo un primo quarto d’ora di assedio, con l’Italia padrona del gioco e vicina al vantaggio in più occasioni. Scamacca e Raspadori non incidono, mentre le fasce ù Orsolini e Zaccagni in un 4-2-4 molto offensivo ù garantiscono volume ma non concretezza. La Moldova soffre ma resta ordinata, reggendo l’urto grazie alle parate di Cojuhar e a un paio di interventi duri che spezzano il ritmo. Alla mezzora il conto dei tiri è impietoso, ma il punteggio resta bloccato e prima dell’intervallo i padroni di casa sprecano addirittura una grande chance con Postolachi.

Nella ripresa Gattuso cambia l’attacco, inserendo Retegui e Pio Esposito per cercare più presenza in area. L’Italia riparte con lo stesso copione: tanto possesso, poca chiarezza. Le fiammate arrivano da Tonali e Retegui, ma il muro moldavo regge fino all’86’, quando Mancini svetta su cross di Dimarco e firma l’1-0. Nel recupero, poi, arriva il 2-0 firmato da Esposito su servizio di Politano: un gol che chiude la partita e dà a Gattuso la quinta vittoria consecutiva della sua gestione, traguardo riuscito in passato solo a Fabbri e Vicini.

La Norvegia resta avanti per differenza reti e domenica, a San Siro, potrà mettere il sigillo sulla qualificazione. Per gli azzurri sarà una gara d’orgoglio, utile soprattutto a misurare lo stato di una squadra che, per staccare il pass per il Mondiale, dovrà passare dai playoff. E con prove più convincenti rispetto a quella opaca e disordinata vista in Moldova.

La BBC si scusa con Trump ma respinge le richieste di risarcimento

Milano, 13 nov. (askanews) – La BBC ha chiesto scusa al presidente degli Stati Uniti Donald Trump per una puntata di “Panorama” che aveva montato insieme parti diverse di un suo discorso, ma ha respinto le sue richieste di risarcimento. Lo scrive sul suo sito la stessa emittente inglese, spiegando che il montaggio aveva creato “l’erronea impressione che il presidente Trump avesse lanciato un appello diretto alla violenza” e ha dichiarato che il programma non sarà più trasmesso. Le conseguenze dello scandalo hanno portato alle dimissioni del direttore generale, Tim Davie, e della responsabile dell’informazione, Deborah Turness.

Le scuse arrivano dopo che il Daily Telegraph ha rivelato un secondo filmato montato in modo simile, trasmesso da “Newsnight” nel 2022. Nella sezione “Corrections and Clarifications” (“Correzioni e Chiarimenti” ndr), pubblicata giovedì sera, la BBC ha precisato che la puntata di “Panorama” era stata rivista in seguito alle critiche sul modo in cui era stato montato il discorso di Trump.

Gli avvocati di Trump hanno minacciato di citare in giudizio la BBC chiedendo 1 miliardo di dollari (759 milioni di sterline) di danni, a meno che la società non pubblichi una smentita, porga le scuse e lo risarcisca. Il sito della British Broadcasting Corporation spiega poi che “un portavoce ha riferito che gli avvocati della BBC hanno scritto al team legale di Trump in risposta a una lettera ricevuta domenica”.

“Il presidente della BBC, Samir Shah, ha inoltre inviato una lettera personale alla Casa Bianca per chiarire al presidente Trump che lui e l’emittente si scusano per il montaggio del discorso del 6 gennaio 2021 presente nel programma”, ha aggiunto il portavoce citato nell’articolo del sito dell’emittente.

Ribadendo di non avere alcuna intenzione di ritrasmettere il documentario su nessuna piattaforma, la televisione pubblica britannica ha sottolineato che “pur rammaricandoci sinceramente per il modo in cui il filmato è stato montato, riteniamo fermamente che non vi siano basi per una causa per diffamazione”.

E’ svizzero il miglior formaggio al mondo: Gruyere dop trionfa a Berna

Berna, 13 nov. (askanews) – E’ il Gruyere Aop spezial 18 mesi del caseificio di montagna Vorderfultigen il vincitore del World Cheese Awards 2025. Per questa 37esima edizione, dunque, il miglior formaggio al mondo arriva dalla Svizzera, che quest’anno anche il Paese ospitante della competizione, a Berna. “Siamo davvero entusiasti di questa vittoria specialmente quest’anno che Berna la capitale mondiale del formaggio – ha commentato a caldo Giovanna Frova, country manager Switzerland cheese marketing Italia – veramente un grande onore per noi e per tutti i produttori”. “D’altronde – aggiunge Frova – il Gruyere un formaggio eccezionale che tra l’altro ha vinto l’anno scorso il campionato nazionale e ha alle spalle molte medaglie. Siamo veramente molto felici e orgogliosi questa sera”.

Nella Neue Festhalle della citt elvetica, il Gruyere Aop del caseificio Vorderfultigen ha avuto la meglio, con 85 punti, sugli altri 13 formaggi arrivati in finale, 4 dei quali svizzeri e nessun italiano. Berna per tre giorni stata la capitale mondiale del formaggio: sono stati 5.244 i formaggi formaggi degustati da una giuria internazionale composta da 256 esperti di formaggi. Un’edizione record per numero di formaggi, il 9,13% in pi rispetto all’edizione precedente, provenienti da 46 Paesi del mondo, tra cui per la prima volta Afghanistan e Panama. Di questi 948 sono stati formaggi svizzeri, quasi un quinto del totale.

Alla Camera dei Deputati il 25 anniversario di OTAN

Roma, 13 nov. (askanews) – “Le Tecnologie Alimentari per lo Sviluppo Sostenibile” l’incontro che si tenuto presso la Sala Regina all’ interno della Camera dei Deputati, in occasione del 25 anniversario del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Tecnologi Alimentari (OTAN) dove autorevoli esponenti del mondo accademico, scientifico e istituzionale si sono confrontati sul ruolo fondamentale che i Tecnologi Alimentari svolgono per tutelare la qualit, la sicurezza e la sostenibilit degli alimenti che arrivano ogni giorno sulle tavole degli italiani. Un contributo di conoscenza e di sapere che, attraverso la scienza, la tecnologia, la ricerca e l’innovazione, ha accompagnato lo sviluppo della societ verso un cibo pi sicuro e accessibile. Abbiamo parlato con Laura Mongiello, Presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Tecnologi Alimentari (OTAN):

“I prossimi obiettivi, noi abbiamo un discorso aperto con il Ministero del Lavoro, stiamo cercando di ottenere la nostra cassa di previdenza perch aderiamo ancora al sistema di gestione separata che ovviamente per noi professionisti uno svantaggio perch non possiamo essere competitivi come gli altri sul mercato. Per cui stiamo lavorando in sinergia con il Ministero e siamo fiduciosi che questo obiettivo presto sar raggiunto”.

Negli anni la qualit, la sicurezza e l’accessibilit al cibo sono diventate parte integrante anche delle agende politiche, che attribuiscono alla ricerca scientifica nel campo agricolo un’importanza strategica per il futuro del nostro pianeta. poi intervenuto Giorgio Salvitti, Senatore, Commissione Ambiente e transizione ecologica, delegato Ministero Agricoltura:

“La tecnologia pu aiutare ad incrementare quella che la produzione agricola, di qualit naturalmente, senza occupare nuovo suolo, quindi la possibilit di poter implementare la produzione agricola diventa di fondamentale importanza facendo delle piante pi residenti, pi resistenti a quelli che sono gli agenti atmosferici che stanno cambiando notevolmente e quindi ben venga la ricerca. La ricerca in questo ambito, in questo campo diventa di fondamentale importanza”.

Nel corso dell’evento stato presentato il libro, edito da oVer Edizioni, a cura di Giorgio Donegani, “Dal botulino alla surgelazione. Scienza, innovazione e sicurezza per nutrire il mondo di ieri, oggi e domani”, che rivolgendosi direttamente ai consumatori, spiega come la tecnologia alimentare non sia un “nemico nascosto”, bens un alleato silenzioso della nostra salute. Ed proprio grazie alla scienza e alla tecnologia applicate agli alimenti, che i tecnologi alimentari con la competenza, l’etica e la responsabilit che li contraddistinguono, consentono ai cittadini di poter accedere a cibi sani, controllati e sostenibili, difendendo il valore del cibo come elemento di sviluppo e di crescita sociale.

Forum Balzan, la precisione che unisce scienze e umanesimo

Berna, 13 nov. (askanews) – A Berna parlano i premiati Balzan 2025. Quattro studiosi che arrivano da mondi lontani, e che proprio per questo riescono a illuminare lo stesso punto: come si costruisce conoscenza in un tempo che cambia. Per il premio arrivano candidature di studiosi di altissimo livello da tutto il mondo, figure che hanno davvero segnato un prima e un dopo nel loro ambito degli studi.

Marta Cartabia, presidente del Comitato generale Premi Balzan: “In questo forum vengono esposti a un pubblico anche di non esperti non solo i risultati delle ricerche di questi grandi studiosi, ma ne emerge anche il metodo e il loro percorso di vita. Molto spesso, dietro dei risultati scientifici, accademici cos rilevanti ci sono vite molto interessanti e questo, secondo me, un aspetto da tenere presente”.

Ha aperto i lavori Carl June, scienziato che ha trasformato il sistema immunitario in una terapia. Le cellule riprogrammate diventano una sorta di “farmaco vivente”: cercano il tumore, lo riconoscono, lo eliminano. June lo dice con semplicit: questa rivoluzione nasce attraverso un lavoro collettivo, ed stata resa possibile dal coraggio dei pazienti che hanno accettato di provarci quando nulla era garantito.

Christophe Salomon, fisico francese. La sua materia il tempo – misurarlo con una precisione difficile persino da immaginare. In settant’anni, gli orologi atomici hanno ridotto l’errore a un secondo ogni 13,7 miliardi di anni: pari all’et dell’universo. Sembra una curiosit tecnica, ma dettaglio che permea le nostre vite: GPS, reti bancarie, internet. E a Berna, citt dove Einstein ha elaborato la teoria della relativit, Salomon ricorda che il tempo non uguale per tutti. Cambia sulla Terra, in orbita, a seconda della gravit.

Il panel cambia ancora registro con Rosalind Krauss, della Columbia University, figura di riferimento nella storia dell’arte contemporanea, che propone un viaggio nella lettura: dal modernismo alle griglie di Mondrian, da Barthes a Proust e introduce l’immagine delle “mandala”: nodi di senso che si ripetono nei testi come costellazioni. Lo strutturalismo, dice, un metodo che attraversa linguaggi e culture, per mostrare ci che sta sotto la superficie delle storie.

L’ultimo intervento porta il discorso dentro la politica. Josiah Ober studia la democrazia ateniese per capire la nostra. La domanda semplice e spiazzante: come ha fatto Atene a restare una democrazia funzionante circondata da potenze autoritarie? La risposta nella qualit della partecipazione, nella responsabilit degli oratori, nella circolazione della conoscenza. La retorica non era manipolazione, ma uno spazio pubblico severo, dove un cattivo discorso poteva costare caro. Ober collega questa storia ai temi di oggi: resilienza democratica, ricostruzione dopo le crisi, sfida dell’intelligenza artificiale.

Maria Cristina Messa, presidente della Fondazione Balzan “Premio”: “La cosa che mi ha colpito di pi oggi stata la loro personalit, la loro capacit di essere comprensibili e di portare alla semplicit concetti che sono particolarmente complessi, il loro amore per la ricerca e la loro voglia di portare le loro scoperte al bene comune”. “Oggi abbiamo parlato per esempio di intelligenza artificiale, quanto questa sta cambiando scienza, quanto sar un acceleratore, ma questo riguarda tutti, sia il fisico che il medico che l’umanista che lo storico”.

Quattro lezioni, quattro linguaggi, un’unica direzione: il punto di contatto tra cellule, orologi atomici, testi e democrazia sempre lo stesso. La precisione. Che al Forum Balzan, diventa anche una forma di responsabilit.

Fitto: revisione Pnrr Italia procede, ok Consiglio Ue a novembre

Bologna, 13 nov. (askanews) – La proposta di rimodulazione del Pnrr italiano “sta procedendo positivamente” e dopo l’ok della Commissione europea si attende l’approvazione del Consiglio “nei prossimi giorni, nel mese di novembre”. Lo ha affermato il vicepresidente esecutivo della Commissione europea, Raffaele Fitto, a margine dell’Assemblea annuale di Anci a Bologna.

“La Commissione ha dato un suo ok, adesso aspettiamo l’ok del Consiglio – ha spiegato Fitto -. Successivamente a questo si potr intervenire in questa direzione raccogliendo tutti questi indirizzi che consentono con la revisione del Pnrr di attuare la flessibilit”.

“Io penso che su questo bisogna insistere: non si possono utilizzare le risorse, nella stagione che viviamo, con i profondi cambiamenti complessivi che abbiamo nel contesto mondiale, con la rigidit di un bilancio ingessato che non pu cambiare per anni – ha proseguito il vicepresidente -. Noi dobbiamo avere la capacit di dare strumenti e di avere strumenti per muovere le risorse anche per affrontare le sfide nuove di fronte alle quale ci troviamo”.

Schlein: centri Albania inumani e vuoti, Meloni si prenda responsabilit

Roma, 13 nov. (askanews) – “La colpa del fatto che hanno fallito e hanno costruito centri inumani, illegali e peraltro vuoti colpa della presidente del Consiglio che ogni tanto dopo tre anni che governa potrebbe prendersi mezza responsabilit”. Cos Elly Schlein sui centri in Albania, a margine di un evento a Roma, nel giorno del Vertice intergovernativo Italia-Albania con il presidente Edi Rama a Roma da Meloni.

“Aveva detto funzioneranno e non funzionano, hanno buttato 800 milioni di euro degli italiani per fare prigioni vuote hanno impiegato esponenti delle forze dell’ordine quando in tutta Italia hanno problemi di organico per fare propaganda inutile e inefficace”.

Violenza donne, Schlein: norma consenso svolta culturale

Roma, 13 nov. (askanews) – Il s della commissione della Camera alla norma sul consenso per gli atti sessuali “un passo avanti culturale importantissimo”, secondo la leader Pd Elly Schlein. Parlando a margine di un evento la leader Pd ha detto: “Finalmente entra nel nostro ordinamento il principio del libero consenso. Si sancisce che ogni atto sessuale fatto senza il consenso violenza, stupro”.

“E’ importantissima questa svolta, dimostra che su questo terreno maggioranza e opposizione possono anche trovare un terreno comune per far fare un passo avanti insieme al paese. Siamo molto soddisfatti di questo risultato e proseguiremo anche su altre cose”.

Perch, ha aggiunto, “vogliamo poter arrivare a votare insieme anche norme necessarie sulla prevenzione, a partire dall’educazione alle differenze e alla sessualit che per noi deve essere obbligatoria in tutti i cicli scolastici”.

"Tesori dei Faraoni": a Roma la mostra record anticipa l’apertura

Roma, 13 nov. (askanews) – La mostra “Tesori dei Faraoni”, ospitata alle Scuderie del Quirinale, sta conquistando il pubblico con un successo straordinario. A sole tre settimane dall’inaugurazione, sono già stati venduti oltre 98.700 biglietti, con un’impennata delle richieste nei fine settimana, tanto che le disponibilità stanno rapidamente esaurendosi.

Per rispondere a questa eccezionale affluenza, a partire da sabato 16 novembre, l’apertura della mostra nei weekend e nei giorni festivi sarà anticipata alle 9:00, un’ora prima rispetto all’orario consueto delle 10:00. I biglietti per queste nuove fasce orarie sono già disponibili in prevendita.

L’iniziativa conferma l’enorme interesse che la rassegna “Tesori dei Faraoni” sta suscitando nel nostro Paese e all’estero, offrendo un’opportunità unica per immergersi nel fascino e nel potere dell’antico Egitto nel cuore di Roma. Fino al 3 maggio 2026, turisti e residenti potranno così scoprire l’eredità straordinaria di una civiltà che continua a esercitare un potente fascino sul mondo contemporaneo.

Biglietti acquistabili su: www.scuderiequirinale.it o su Vivaticket.it.

Caos treni per una persona investita in stazione in Calabria

Roma, 13 nov. (askanews) – Tragedia a Praia a Mare, in Calabria. Una persona stata travolta da un treno Frecciarossa partito da Reggio Calabria Centrale e diretto a Venezia, nei pressi della stazione ed deceduta.

L’incidente avvenuto intorno alle 8:30 del mattino lungo i binari della linea tirrenica meridionale. intervenuta l’Autorit giudiziaria; caos treni con cancellazioni e ritardi e ripercussioni su linee Alta velocit, Intercity e Regionali, fino a Roma. Poi la circolazione si ripresa gradualmente, ha fatto sapere Trenitalia. Sul posto sono intervenuti polizia ferroviaria, carabinieri e personale del 118 per ricostruire la dinamica.

Sicurezza infrastrutture: da Napoli la rotta tracciata da Ansfisa

Napoli, 13 nov. (askanews) – Prevenzione del dissesto idrogeologico e riduzione degli impatti sulla mobilit, ma anche funzioni di autorizzazione, vigilanza e controllo esercitate dall’Ansfisa, l’Agenzia nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie e delle Infrastrutture stradali e autostradali. Sono gli argomenti dei quali si discusso presso la sede dell’Unione degli Industriali di Napoli nell’ambito della giornata Ansfisa ‘Conoscenza, Supervisione e Sicurezza’.

“Ansfisa si occupa di controllare e valutare la sicurezza delle infrastrutture su tre principali argomenti che sono: le Ferrovie, le strade e le autostrade e gli impianti fissi. Un elemento comune a tutte e tre le direzioni, quindi a tutte e tre le infrastrutture, – ha spiegato Domenico Capomolla, direttore Ansfisa – il dissesto idrogeologico presente in tutto il territorio italiano dove il 94% dei Comuni sono soggetti a problemi di erosione e ai fenomeni derivanti dal dissesto idrogeologico. Ansfisa con questa giornata, ma ce ne saranno altre durante tutto l’anno prossimo in cui presenteremo un libro che stato realizzato assieme alla societ Rem Tech Expo, divulgher questa necessit di dover intraprendere una serie di iniziative che mirano alla valutazione dei fenomeni derivanti dal sistema idrogeologico e quindi migliorare la sicurezza delle infrastrutture stesse”.

Alessandro Morelli, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha aggiunto: “Per combattere il dissesto idrogeologico, il governo si sta impegnando innanzitutto per evitare lo spopolamento dei nostri territori. La manutenzione deve essere ordinaria e solo con il buonsenso, con l’attivit continua, umana, sui nostri territori interni si pu evitare che avvengano delle tragedie. Insomma, il dissesto idrogeologico deve diventare una forma di contrasto abituale e non una sorta di straordinariet che costa alla collettivit tantissimi soldi”.

Dario Lo Bosco, amministratore delegato e direttore generale di Italferr, gruppo Ferrovie dello Stato ha poi proseguito: “Per la prevenzione del rischio occorre ottimizzare i progetti, ottimizzarli fin dalla fase di concepimento delle opere, occorre farlo con sistemi digitali avanzati, utilizzando l’intelligenza artificiale e i sistemi tecnologici di cui Italferr driver in Italia e nel mondo con il Gruppo Ferrovie dello Stato italiane. Noi abbiamo una piattaforma unica in Europa e in buona parte del mondo che il DIM 4d e 5d che va nelle sue estensioni fino a 7d il che significa che oltre alla presentazione tridimensionale del terreno e delle parti d’opera di ciascuna infrastruttura. Si pu monitorare i tempi, quindi, mai pi ritardi e i costi. Mai pi extra costi a carico della finanza pubblica e quindi non realizzare pi varianti in corso d’opera che non siano essenziali”.

Focus anche sui processi: dal quadro autorizzativo alle attivit di vigilanza e controllo, fino al confronto conclusivo tra autorit giudiziaria e mondo tecnico sui profili di responsabilit amministrativa e penale. Sul tavolo, infine, il tema molto complesso di contemperare esigenze di sicurezza con quelle di continuit dei servizi pubblici, attraverso una visione d’insieme proporzionata ed equilibrata.

Senza sonno non c’ salute: 1 italiano su 4 soffre di insonnia

Milano, 13 nov. (askanews) – In Italia 1 adulto su 4 soffre di disturbi del sonno e il 10-15% di insonnia cronica, ma il problema resta spesso sottovalutato. Se ne parlato a Milano a “Ipnosis – Accendere una luce sulla notte” l’evento, promosso da Neopharmed Gentili, che ha proposto un percorso tra 15 opere d’arte dedicate al tema dell’insonnia per fare chiarezza sull’argomento. “L’insonnia una riduzione della durata o della qualit del riposo notturno. Il primo sintomo che deve allertare il risvegliarsi al mattino, comunque alzarsi al mattino, avendo la sensazione di non aver dormito abbastanza, quindi avendo difficolt poi nell’affrontare le nostre attivit nell’arco della giornata”. Ha detto Carolina Lombardi Direttore del Centro di Medicina del Sonno, Istituto Auxologico Italiano IRCCS di Milano.

La privazione del sonno pu generare numerose patologie e innescare una serie di problemi fisici e psichici. “I rischi a livello psicologico dell’insonnia sono quelli di stimolare la comparsa in primo luogo di disturbi d’ansia. Secondariamente di disturbi depressivi, pensiamo che l’insonnia sia fondamentalmente un fattore predittivo di comparsa di disturbi che riguardano la salute mentale, ma anche la salute fisica, quella cardiologica, metabolica e di altre patologie” ha aggiunto Claudio Mencacci psichiatra e co-presidente della Societ Italiana di Neuropsicofarmacologia.

Un problema reale che ha anche radici culturali lontane, non semplici da scardinare. “Pensare che il dormire sia una perdita di tempo una concezione malsana che si imposta. Questa fase fondamentale per la nostra vita, il sonno, il pi grande protettore del nostro cervello ma dovremmo dire anche del nostro corpo” ha proseguito Mencacci.

L’insonnia pu avere momenti acuti ma pu spesso cronicizzare, di fronte a disturbi del sonno necessario rivolgersi in prima battuta al proprio medico di medicina generale. “Questo non vuol dire che necessariamente dobbiamo cosmetizzare la durata del sono, vuol dire che dobbiamo pretendere di svegliarci riposati e quindi di essere poi soddisfatti nell’arco della giornata. Le soluzioni possono essere diverse. A seconda del contesto clinico a cui ci troviamo di fronte. Non dobbiamo mai aspettarci delle soluzioni troppo facili, quindi spesso un percorso, ma vale sempre la pena di iniziare a intraprenderlo” ha concluso Lombardi.

La scienza conferma che il buon sonno un alleato di salute, prevenzione e coesione sociale, e invita a riconoscere e affrontare l’insonnia, senza banalizzarla. Per questo online la campagna di sensibilizzazione “Se vuoi essere sveglio, dormi”.

Da Villa Vigoni a Boves, premio Segretaria per dialogo italo-tedesco

Loveno sul Menaggio (Como), 13 nov. (askanews) – Nella splendida cornice di Villa Vigoni, a Loveno di Menaggio, sul lago di Como, l’Ambasciatore tedesco in Italia, Thomas Bagger, ha consegnato oggi alla Segretaria generale di Villa Vigoni, Christiane Maria Liermann Traniello, un’onorificenza dell’Ordine al Merito della Repubblica Federale di Germania.

Il 25 agosto 2025, infatti, il presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier ha conferito a Liermann Traniello l’onorificenza di Cavaliere (Verdienstkreuz am Bande) per le sue particolari benemerenze verso la Repubblica Federale di Germania.

Dal 2005 la Dr. Christiane Liermann Traniello, nata il 18 settembre 1960 a Bonn, ha contribuito alla fondazione e allo sviluppo del “Centro italo-tedesco per il dialogo europeo” sul Lago di Como (Villa Vigoni). Inoltre, grazie al suo pluriennale impegno nel volontariato, ha reso un servizio eccezionale alle relazioni italo-tedesche.

“Cara Dr. Liermann, quasi esattamente vent’anni fa, la sua carriera è iniziata a Villa Vigoni come referente scientifica. Da allora, e dal 2018 in qualità di Segretaria generale, ha accompagnato e promosso con grande impegno personale lo sviluppo di Villa Vigoni, trasformandola da piccola realtà a think tank di fama internazionale – ha affermato l’Ambasciatore Bagger, sottolineando – Il dialogo in Europa e soprattutto la reciproca comprensione tra l’Italia e la Germania sono diventati il tema centrale della sua vita, sia nell’ambito del suo lavoro scientifico sia nel suo impegno personale per una cultura della memoria condivisa a Boves, sia attraverso format di dialogo come il progetto faro ‘Vigonomics’. Ciò che ha realizzato nel corso degli anni nella Sua ‘patria adottiva, l’Italia, è difficilmente quantificabile. La ringrazio per questi Suoi preziosi contributi e sono molto lieto di consegnarle questa meritatissima onorificenza”.

Nell’ambito della cultura della memoria, Christiane Liermann ha reso possibile nel 2005 una visita a Boves dell’allora Ambasciatore tedesco Michael Gerdts. In questo comune piemontese il 19 settembre 1943 è stato commesso il primo crimine di guerra tedesco in Italia durante la Seconda Guerra Mondiale. Da oltre 20 anni il Comune di Boves è in stretto contatto con Villa Vigoni e in particolare con la Signora Liermann. Lei stessa ha curato personalmente i contatti con l’Ambasciata e il Comune di Boves. All’epoca c’erano ancora partigiani in vita, che Liermann, con grande sensibilità, convinse ad accettare la visita di un Ambasciatore tedesco a Boves.

Grazie soprattutto all’impegno di Liermann, la mostra “Trotz der lange verstrichenen Zeit” (Nonostante il tempo trascorso) sull’elaborazione giuridica dei crimini nazisti in Italia, esposta in oltre dieci città italiane (tra cui Piazza Venezia a Roma, inaugurata dal Presidente Mattarella), è stata allestita anche a Francoforte nella Paulskirche. È merito anche suo se Villa Vigoni ha ampliato la sua attenzione alle tematiche dell’integrazione europea; grazie al background politico-intellettuale della stessa Liermann, Villa Vigoni si è arricchita di tutta una serie di nuovi format di dibattiti, eventi e pubblicazioni.

(copyright foto Ambasciata federale di Germania)

Gioielli e sculture, a Roma la mostra-esperienza “Cartier e il Mito”

Roma, 13 nov. (askanews) – Tiare di fine ‘800 e primi ‘900, bracciali e collane preziose, tra le sculture antiche di Palazzo Nuovo che per la prima volta ospita una mostra temporanea. Gioielli unici, che guardano all’arte antica, classica, e in dialogo con essa. A Roma, fino al 15 marzo 2026, la mostra “Cartier e il Mito ai Musei Capitolini” accosta le creazioni della Maison alle sue ispirazioni greche e romane.

L’esposizione curata dalla storica del gioiello Bianca Cappello, dall’archeologo Stphane Verger, dal Sovrintendente Capitolino Claudio Parisi Presicce ed promossa da Roma Capitale (Assessorato alla Cultura, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, in collaborazione con la Maison Cartier e con il supporto di Ztema Progetto Cultura).

La curatrice: “La Maison nasce nel 1847, ancora oggi attiva e nel corso di questi oltre 150 anni abbiamo un’interpretazione dell’antico che cambia anche a seconda di quella che era la cultura all’interno della quale si trova a muovere, ma sempre in maniera nuova, originale e innovativa”. “Le meravigliose sculture che troviamo, sia di imperatori, sia di divinit, sono in perfetto dialogo con i gioielli”.

Miti, divinit, disegni, motivi e ornamenti che si ritrovano in collane e bracciali, come il mosaico delle colombe, il vello d’oro. Con minuziosi calchi e disegni che ricostruiscono il processo di lavorazione dei gioielli. All’ingresso il busto di Livia ha una corona come la Dea dell’abbondanza Cerere, e accanto c’ un diadema Cartier di inizio ‘900, di platino e diamanti che riprende il tema delle spighe di grano.

Ci sono anche gioielli mai mostrati prima. “Una bellissima collana sautoir, qportata molto lunga, come andava di moda nel primo ventennio del novecento, che si ispira a Cleopatra, quindi fa parte di tutto quell’immaginario che nel tardo impero romano entra nel pantheon romano. Quindi questo collegamento, attraverso questa bellissima collana realizzata tra l’altro in materiali preziosissimi, platino, diamanti, zaffiri, smeraldi e quant’altro, ma anche costruita attorno a un pezzo antico” ha spiegato ancora la curatrice.

In ogni sala si crea un’esperienza, grazie anche alle installazioni olfattive create da Cartier. E i visitatori al loro arrivo sono accolti dalla scalinata cinematografica del premio Oscar Dante Ferretti, con bozzetti di scenografie ispirate alla classicit.

Centri Albania, Schlein: non funzionano, Meloni ne risponda

Roma, 13 nov. (askanews) – “L’Albania non è colpa mia, dice Meloni. Dice che ognuno si assumerà le proprie responsabilità. Ognuno tranne lei, perché la colpa del fatto che hanno fallito, e hanno costruito centri inumani, illegali e peraltro rimasti vuoti è della presidente del Consiglio che, ogni tanto, dopo tre anni che governa, potrebbe prendersi delle responsabilità”. Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein a margine di un evento.

Ha ricordato la leader Pd: “Aveva detto funzioneranno e la realtà è che ancora adesso non funzionano. Anzi. Hanno buttato 800 milioni degli italiani per fare delle prigioni vuote, hanno impegnato lì esponenti delle forze dell’ordine quando in tutta Italia le forze dell’ordine hanno problemi di organico per fare propaganda inutile sulla pelle delle persone più fragili”.

Ha concluso la Schlein: “Non serviva un genio per leggere le norme europee e quelle nazionali. La sentenza della Corte europea aveva già chiarito che questi centri non avrebbero funzionato perché contrastano col diritto europeo. Quando l’abbiamo detto ci hanno attaccato. Semplicemente bastava leggere quelle sentenze. Si prendesse mezza responsabilità Giorgia Meloni. Perché al governo c’è lei”.

Vertice Italia-Albania, Meloni: in ritardo ma centri funzioneranno

Roma, 13 nov. (askanews) – “Una giornata storica” per “la qualità e la quantità delle intese bilaterali tra tecniche e governative sottocritte”, ben sedici, che apre una “fase nuova” tra Italia e Albania: “Un’amicizia che arriva da lontano ma che da oggi vuole essere più sistemica”. Al termine del vertice intergovernativo, il primo in questo formato, il sodalizio tra la premier Giorgia Meloni e il primo ministro albanese Edi Rama e i rispettivi governi appare ancora più solido anche a difesa del protocollo sui migranti che ha portato all’apertura dei centri in Albania.

“Il Protocollo Italia-Albania funzionerà quando sarà messo in campo il nuovo patto migrazione e asilo”, assicura la premier. “Funzioneranno – garantisce – esattamente come avrebbero dovuto dall’inizio ma avremo perso due anni. La responsabilità non è la mia” se “arriveremo due anni dopo: ciascuno si assumerà le proprie responsabilità”. Meloni difende la bontà di quello che definisce “un meccanismo innovativo” di cui “non tutti hanno compreso la validità: in molti hanno lavorato per bloccarlo ma siamo determinati ad andare avanti”. Il riferimento è ai tribunali che hanno fermato i trasferimenti di migranti in Albania: “Se sono stati bloccati ritenendo che Bangladesh e Tunisia non fossero paesi sicuri quando la proposta di lista europea di paesi sicuri annovera quei paesi è giusto sospettare che queste decisioni avessero motivazioni di carattere diverso”. E all’opposizione che in Italia considera “non efficace” il Protocollo, la presidente del Consiglio ricorda che in Europa viene preso a modello da replicare tanto che “alcune nazioni europee da tempo cercano di inserirsi perché tutti comprendono che è rivoluzionaria nella gestione dei flussi migratori”. Anche se il primo ministro albanese Rama spiega (in italiano) che lo rifarebbe “cento volte” con l’Italia mentre “con altri paesi mai. Quando mi domandano ‘perché?’, rispondo ‘perchè non siete l’Italia, è un problema’”.

Proprio la cooperazione mostrata da Tirana in tema di migranti, per Meloni è la dimostrazione che “l’Albania si comporta già come una nazione membro dell’Unione europea, capace di una solidarietà coi paesi con cui coopera che di rado si è vista”, “è già una nazione europea”. L’obiettivo della premier sarebbe “poter avviare i negoziati politici” per l’adesione dell’Albania all’Ue “in occasione della presidenza di turno italiana del consiglio europeo prevista per i primi sei mesi 2028. Sarebbe uno sbocco naturale”. Il tempo c’è ma, come puntualizza la stessa premier, vanno prima chiusi i negoziati tecnici e se due anni sembrano tanti ma “con la burocrazia europea possono non esserlo”.

Tra i focus del vertice citati da Meloni durante le dichiarazioni alla stampa, “la realizzazione del corridoio 8, una dorsale che parte dalla Puglia e arriva sulle sponde del Mar Nero passando per l’Albania, per la Macedonia del Nord e la Bulgaria: avvicinare sempre di più le sponde dell’Adriatico e farne un corridoio strategico, mettere a disposizione di tutti le infrastrutture significa assicurare sviluppo, benessere e sicurezza all’Europa nel suo complesso”. Poi un focus dedicato alla sicurezza, alla cooperazione nella lotta al narco-traffico e alla cyber sicurezza. Ricordando che “l’Italia è il primo partner commerciale di Tirana”, la premier infine lancia l’obiettivo comune con Rama di organizzare un “business forum con le rappresentanze dei nostri sistemi produttivi per i primi sei mesi del 2026”.

Prima delle dichiarazioni congiunte alla stampa, sfilano davanti a Meloni e Rama per lo scambio delle intese i ministri italiani (Tajani, Piantedosi, Nordio, Crosetto, Pichetto Fratin, Giuli, Schillaci, Musumeci) e gli omologhi albanesi. “Siamo stati tutti un po’ commossi dall’attraversare la nostra assemblea plenaria con quasi venti ministri che hanno preso la parola esclusivamente parlando in italiano. Questo – secondo Meloni – racconta quanto l’Italia sia un punto di riferimento per l’Albania”.

Francia ricorda gli attacchi 13 novembre, Macron: "Il dolore rimane"

Roma, 13 nov. (askanews) – “10 anni. Il dolore rimane. In solidarietà, per le vite perse, i feriti, le famiglie e i propri cari, la Francia ricorda”: lo ha scritto in un post su X il presidente francese Emmanuel Macron, che ha partecipato alle commemorazioni per i dieci anni dall’attacco jihadista che colpì Parigi il 13 novembre 2015, visitando ognuno dei luoghi del massacro, dove ha salutato parenti e sopravvissuti insieme alla sindaca della capitale francese Anne Hidalgo.

Dopo una cerimonia davanti ai cancelli dello Stade de France, politici, sopravvissuti e parenti delle vittime, si sono riuniti davanti ai luoghi degli attentati del 13 novembre. Una commemorazione carica di emozioni davanti ai locali colpiti nel X e XI arrondissement di Parigi, durante la quale sono stati letti ad alta voce i nomi delle 39 vittime – tra di loro la ricercatrice italiana Valeria Solesin – e sono state deposte corone di fiori dopo un momento di silenzio, tra le lacrime dei presenti.

Le strade intorno a questi bar e ristoranti sono state transennate, mentre regnava un grande silenzio, secondo Afp. Davanti a La Belle Equipe, dove dieci anni fa persero la vita 21 persone, fiori, candele e fotografie hanno sommerso la targa commemorativa.

Le cerimonia si è poi spostata davanti al Bataclan: davanti alla sala concerti, dove fu perpetrato il massacro più sanguinoso, con 90 giovani vite spezzate, si sono raccolti in rispettoso silenzio, oltre a Macron, sempre accompagnato dalla First lady Brigitte, e alla sindaca di Parigi, anche François Hollande, che allora era presidente. Presenti inoltre il primo ministro francese Sébastien Lecornu, il ministro degli Interni Laurent Nuñez, il ministro della Giustizia Gérald Darmanin, la ministra della Cultura Rachida Dati e gli ex primi ministri Manuel Valls e Bernard Cazeneuve.

Gli omaggi per questo decimo anniversario di quello che fu l’attacco alla Francia più grande dalla Seconda guerra mondiale, culmineranno con la cerimonia ufficiale, alle 18, al “Jardin du 13 novembre” alla presenza sempre del presidente della Repubblica dove sarà inaugurato un memoriale per le vittime.

Manovra, Salis: mancano 11mila agenti, in finanziaria zero risorse

Bologna, 13 nov. (askanews) – “Sono state fatte 37.000 nuove assunzioni in 3 anni per la Polizia di Stato. Peccato che la dotazione prevista dalla legge 109.000 unit e siamo sotto le 98.000, quindi mancano 11.000 persone sul territorio rispetto a quelle previste dalla legge”. Lo ha detto il sindaco di Genova, Silvia Salis, a margine di un incontro all’Assemblea Anci a Bologna.

“Questo solo uno dei tanti dati – ha proseguito Salis -. Un altro dato: in 13 anni abbiamo perso 12.000 agenti di polizia locale in tutta Italia. Vanno investite risorse per la sicurezza, c’ poco da fare e in questa finanziaria le risorse non ci sono”.

“I sindaci si prendono tutte le responsabilit che devono, per la sicurezza in capo al governo – ha aggiunto il sindaco – C’ un po’ un gioco mediatico che a me non piace: dire che le grandi citt sono insicure, ma l’80% delle grandi citt gestita dal centrosinistra. Il tema della sicurezza nelle grandi citt dipende dalla loro grandezza e da temi nazionali scaricati sulle spalle dei sindaci, soprattutto se questo poi diventa un gioco politico favorevole”.

Torna la festa della Lega Lombarda, Romeo: il Nord sia al centro

Milano, 13 nov. (askanews) – Dopo 6 anni torna l’appuntamento con la festa nazionale della Lega Lombarda, che si terrà il 21-22-23 novembre a Castelcovati (BS) presso il centro sportivo di via Aldo Moro. “Un appuntamento politico e di coesione fortemente voluto dal senatore Massimiliano Romeo”, spiega una nota del segretario regionale della “Lega Lombarda Salvini”.

Dopo lo stop dovuto al Covid, la festa non si era più tenuta ma ora, dice ancora Romeo “sarà una tre giorni per ritrovarsi, per stare insieme e per confrontarsi. Ci sarà la nostra base territoriale, ci saranno i nostri sindaci e amministratori, che hanno il polso dei rispettivi territori e sono sempre in prima linea, ci saranno i nostri giovani, che rappresentano il nostro futuro, e naturalmente ci saranno i nostri consiglieri e assessori regionali, con il Governatore Attilio Fontana, e i nostri parlamentari e i nostri ministri, con la chiusura domenica pomeriggio con l’intervento del nostro segretario Matteo Salvini”.

L’ala nordista del partito cerca dunque anche così di correggere la rotta della Lega, sempre più caratterizzata dai temi della destra ed esposta alle incursioni di Roberto Vannacci. Contro le sortite del generale si sono espressi nei giorni scorsi tutti i governatori del Nord, oltre a Fontana anche Zaia e Fedriga. Ma il tema politico nel Carroccio è preesistente all’ingresso del generale: “Vannacci ha ‘salvato’ il risultato delle ultime Europee perchè in quel momento rappresentava una novità, ma ormai la Lega è tornata alle percentuali di quando era solo il partito del Nord, avendo però perso la sua anima”, spiega un parlamentare. Ecco allora che anche con iniziative come quella della festa della Lega Lombarda i ‘nordisti’ cercano di riacquistare centralità, confortati dai dati della Lombardia (“Con Attilio Fontana che è tornato ‘leghista’ stiamo recuperando”, assicurano) e in attesa di capire cosà vorrà fare Luca Zaia una volta concluse le elezioni in Veneto.

Intanto Romeo sottolinea: “Il prossimo weekend avremo tre giorni per discutere della nostra Lombardia e del Nord, che abbiamo riportato al centro del dibattito politico. Siamo alla vigilia di grandi momenti per la nostra regione: si avvicina la firma della prima pre intesa sull’autonomia differenziata. E siamo ormai vicinissimi alle Olimpiadi Invernali, un evento planetario voluto e portato qui dalla Lega. Parleremo di questo e di altro, ci confronteremo, raccoglieremo e lanceremo idee e proposte, anche sulla base della Carta della Lombardia e per il Nord, presentata due mesi fa a Pontida e sottoscritta da migliaia di cittadini lombardi”.

Mattarella a Berlino dal 15 novembre

Roma, 13 nov. (askanews) – Sergio Mattarella sarà a Berlino il 15 e 16 novembre. Insieme al presidente della repubblica tedesco Frank-Walter Steinmeier interverrà alla Cerimonia di consegna del “Premio dei Presidenti”, che si terrà sabato pomeriggio a palazzo Bellevue e il giorno seguente alla ‘Giornata del Lutto nazionale’ per commemorare insieme le vittime della guerra e della tirannide.

L’appuntamento del 15 novembre a Schloss Bellevue, sarà incentrato sulle relazioni interpersonali e tra le comunità, e sul rafforzamento dei gemellaggi tra città e comuni dei due Paesi durante la cerimonia congiunta di premiazione del ‘Premio dei Presidenti per la cooperazione comunale tra Italia e Germania’. Istituito nel settembre 2020 ad opera dei due Presidenti, il riconoscimento che viene assegnato ogni due anni è alla sua terza assegnazione. Il premio è volto a insignire gemellaggi e progetti tra Comuni in Italia e Germania soprattutto nei settori Giovani e Dialogo intergenerazionale, Impegno civico, Europa e Cultura della memoria, Sostenibilità e Coesione sociale. L’iniziativa viene finanziata in modo paritetico da entrambi i Ministeri degli Esteri. La selezione dei vincitori viene effettuata da una giuria di composizione paritetica italo-tedesca. I vincitori di quest’anno sono, per i comuni di di grandi dimensioni Bologna e Münster (Nord Reno-Vestfalia); Pistoia (Toscana) e Zittau (Sassonia).

Il giorno seguente Mattarella e Steinmeier parteciperanno alla Cerimonia della ‘Giornata del Lutto nazionale’, a 80 anni dalla fine della Seconda guerra mondiale. Dopo la deposizione di una corona di fiori alla Neue Wache di Berlino, il capo dello Stato terrà il discorso centrale durante la cerimonia commemorativa al Bundestag, dinanzi ai massimi rappresentanti degli organi costituzionali della Germania.

Il Giorno della Memoria fu reintrodotto nella Germania Ovest nel 1952 su proposta della Commissione tedesca per le tombe di guerra come giorno di “lutto nazionale”. Il Giorno della Memoria commemora anche le vittime civili della guerra. Oltre ai soldati morti, onora anche donne, bambini e uomini che sono caduti vittime della guerra e della violenza nei paesi occupati e in Germania. Fin dall’inizio, i presidenti federali hanno chiesto che fossero ricordate le vittime della dittatura, le persone che erano state perseguitate per motivi politici, religiosi o cosiddetti razziali. Oggi, il Giorno della Memoria commemora le vittime della guerra e della violenza e allo stesso tempo chiede la riconciliazione, la comprensione e la pace.

Dal punto di vista della riconciliazione storica Italia e Germania da anni portano avanti un lavoro comune, i luoghi dove i nazisti commisero brutali stragi – Fivizzano, Marzabotto, le Fosse Ardeatine, Sant’Anna di Stazzema e Civitella – fanno parte della comune cultura del ricordo di entrambi i Paesi. Nel 2008, l’Italia e la Germania hanno istituito una “Commissione storica italo-tedesca” incaricata di rivalutare congiuntamente il passato bellico italo-tedesco. Negli anni successivi, il governo tedesco istituì il “Fondo per il futuro italo-tedesco” per finanziare progetti commemorativi. Tra queste, una mostra permanente a Berlino-Niederschöneweide sugli internati militari italiani (IMI). Ricorda i soldati italiani che, dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, si rifiutarono di collaborare con i nazisti e furono deportati nei campi di concentramento per svolgere lavori forzati per l’economia di guerra della Seconda Guerra Mondiale.

Oggi l’Italia e la Germania intrattengono relazioni eccellenti e molto intense in tutti i settori: dalla politica all’economia, dal commercio alla scienza e tecnologia, dalla cultura al sociale. Gli incontri istituzionali – a livello di capi di Stato, nelle interazioni tra i governi, tra le rappresentanze parlamentari e le amministrazioni locali – riflettono la solidità e la vitalità di questo scambio. Nel corso degli anni, l’Italia e la Germania hanno creato diversi strumenti importanti per promuovere il dialogo bilaterale. Tra queste, le consultazioni governative e il “Piano d’azione” firmato nel 2023. Le prossime consultazioni governative si svolgeranno in Italia all’inizio del 2026, in occasione del 75° anniversario dell’instaurazione delle relazioni diplomatiche tra Italia e Germania nell’aprile 1951.

Mattarella ha già fatto una visita di Stato a Berlino nel settembre 2024, quindi insieme al presidente federale Frank-Walter Steinmeier si è recato a Marzabotto per la commemorazione dell’80° anniversario del massacro di Marzabotto, (in cui i membri di una divisione delle SS e della Wehrmacht uccisero oltre 770 civili nel 1944).

Manovra, Schlein: taglio Irpef avvantaggia fascia più ricca

Roma, 13 nov. (askanews) – Il taglio dell’Irpef previsto dalla manovra avvantaggia “la fascia più ricca” di contribuenti. La segretaria Pd Elly Schlein lo ha detto parlando all’evento ‘La realtà del lavoro oggi’ organizzato da Italianeuropei.

“Meloni si offende ma l’intervento tanto decantato dal governo a favore del ceto medio avvanteggerà la fascia più ricca, tra i 50mila e i 200mila euro. Quell’intervento aiuta la fascia più ricca, tra i 50mila e i 200mila euro”, ha spiegato.

Caos treni fino a Roma Termini per una persona investita in Calabria

Roma, 13 nov. (askanews) – La circolazione dei treni sta subito ritardi da questa mattina per l’investimento di una persona in Calabria, a Praia a Mare e il conseguente intervento dell’Autorità giudziaria. I treni Intercity e Regionali questa mattina hanno subito cancellazioni. Da Trenitalia fanno sapere che la circolazione è in graduale ripresa. Fa sapere la società sul suo sito che la circolazione avrebbe ripreso a svolgersi regolarmente sull’intera rete Alta Velocità. Eventuali ritardi registrati si riferiscono a precedenti inconvenienti già risolti.

Meloni ricorda Solesin: terrorismo non spegne luce libertà

Roma, 13 nov. (askanews) – “Dieci anni fa, il 13 novembre 2015, Parigi fu colpita da un vile attacco terroristico rivendicato dall’ISIS, che sconvolse il mondo intero. Una ferocia che ha lasciato un segno indelebile nei ricordi e nelle coscienze di tutti. Ricordo ancora l’orrore, lo smarrimento, il dolore di quelle ore: il Bataclan e gli altri luoghi della capitale francese colpiti, le strade, le sirene. Immagini che nessuno di noi potrà mai dimenticare. Quella notte, l’Europa e l’Occidente furono attraversate da paura, rabbia e sgomento, ma anche da un forte sentimento di solidarietà, che ancora oggi ci unisce nella memoria e nella difesa dei nostri valori. Gli attentatori portarono via la vita a 130 persone innocenti, tra le quali c’era Valeria Solesin, una brillante giovane ricercatrice italiana. La sua storia, il suo sorriso, restano nel cuore di tutti noi. A dieci anni da quella strage, ci stringiamo alla sua famiglia e a quelle di tutte le vittime, con la stessa commozione di allora. Nessun terrorismo o fondamentalismo riuscirà mai a spegnere la luce della libertà che unisce i nostri popoli e anima la nostra civiltà”. Lo scrive sui social la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

La nuova leva militare in Germania

Roma, 13 nov. (askanews) – In Germania il governo di coalizione, formato dai conservatori dell’Unione Cdu-Csu e i socialdemocratici, appare soddisfatto del compromesso raggiunto sul progetto di legge che riguarda la “nuova leva militare”, sul modello svedese, che oltre alla coscrizione obbligatoria per i giovani, prevede anche la possibilità di una “coscrizione a richiesta”.

In una conferenza stampa a Berlino, i leader di Cdu-Csu e Spd dopo le tensioni sono apparsi sorridenti. “Nelle prossime settimane concluderemo rapidamente la discussione e la legge entrerà in vigore il primo gennaio (2026, ndr)”, ha annunciato il ministro della Difesa Boris Pistorius, al termine dei colloqui di coalizione, aggiungendo che “abbiamo superato” le tensioni e abbiamo “avviato colloqui molto intensi con grande flessibilità”.

Pistorius ha affermato che il disegno di legge definitivo della Germania si ispira al modello svedese di servizio militare e combina il principio di volontariato con la creazione di condizioni di servizio attraenti.

“Avremo impegni più vincolanti in materia di servizio volontario”, ha dichiarato da parte sua il capogruppo parlamentare della Cdu-Csu, Jens Spahn. Un “percorso di crescita vincolante” per il numero di soldati sarà sancito per legge. Spahn ha anche confermato “che tutti saranno sottoposti a un esame per il servizio militare”. “Se il servizio volontario dovesse rivelarsi insufficiente, sarà necessario anche il servizio obbligatorio”, ha chiarito l’esponente cristianodemocratico.

La legge dovrebbe entrare in vigore all’inizio del 2026 e introduce l’obbligo per tutti i giovani maschi nati dopo il 31 dicembre 2007 di compilare un questionario su peso, altezza e dati personali. Il questionario potrà essere compilato anche dalle donne in modo facoltativo.

Le frizioni maggiori nel governo sul disegno di legge riguardavano il meccanismo per aumentare il numero delle forze stabilito. Inizialmente per compensare la carenza di volontari si era pensato a un sorteggio, ma l’opzione è saltata.

Il disegno di legge è stato sottoposto all’esame del Bundestag in prima lettura il 16 ottobre, dove è stato duramente criticato dall’opposizione. Successivamente, la bozza è stata inviata alla Commissione Difesa del Bundestag.

Il disegno di legge prevede la possibilità di tornare alla coscrizione obbligatoria solo in caso di “peggioramento della situazione di sicurezza o di esaurimento delle opzioni di servizio volontario”.

L’obiettivo attuale per il personale militare è di 203.000 unità, tuttavia, il numero delle forze armate tedesche (Bundeswehr) è in calo da due anni consecutivi e a marzo si attesta a circa 182.000 unità.

Edi Rama: rifarei 100 volte il protocollo migranti con l’Italia

Roma, 13 nov. (askanews) – “Lei mi domanda se io mi sia pentito, ma se non si è pentito lei che fa da due anni la stessa domanda come posso pentirmi io che intanto ho fatto centro altre cose con il suo presidente del Consiglio?”. Così il primo ministro albanese, Edi Rama, quando durante il punto stampa con Giorgia Meloni gli è stato chiesto se fosse pentito del Protocollo sui migranti sottoscritto con l’Italia.

“Non so dire che cosa capiranno quelli che seguiranno la sua cronaca”, ha proseguito Rama, parlando con i giornalisti al termine del Vertice intergovernativo Italia-Albania, “perchè qui si è parlato di tantissimi progetti comuni che non sono semplicemente progetti che vanno bene all’Albania, ma sono progetti che vanno bene agli italiani. Agli italiani va benissimo sapere che il progetto per l’interconnessione sottomarina va avanti e che questo vorrà dire che in tempo ragionevole potranno vedere i risultati nella loro bolletta. Va benissimo agli italiani il fatto che noi lavoriamo per far sì che le imprese italiane facciano di più, investano di più, abbiano di più per redistribuire ai loro impiegati. Va benissimo all’Italia di collaborare con noi in materia di difesa perchè non potete evitare di dire come dobbiamo comprare armamenti dagli americani ma bisogna anche dire come Italia agisce in questo campo con i suoi prodotti d’eccellenza, aiutando l’Albania e gli altri e facendo economia per se stessa. Sono tante cose che sono state fatte mentre lei fa la stessa domanda…E’ una sola”.

Roma, il via alla XV Assemblea Nazionale di Conflavoro

Roma, 13 nov. (askanews) – Imprese ed imprenditori al centro della XV Assemblea Nazionale di Conflavoro PMI che si svolta a Roma, all’Auditorium Conciliazione. Una giornata che si aperta con la rielezione di Roberto Capobianco alla presidenza per un nuovo mandato quinquennale e che ha dato il via ai lavori della giornata con una proposta di grande rilievo rivolta al Governo Meloni. Abbiamo parlato con Roberto Capobianco, Presidente Conflavoro:

“Il tema centrale per noi l’impresa e guardare oltre ci che abbiamo fatto. Ovviamente veniamo fuori da un periodo molto delicato ma l’Italia ce la sta facendo, la sta facendo nonostante i vincoli dell’Europa che ci sta frenando e che ha permesso comunque sia a questo governo di non fare quello che voleva fare ma di fare una legge di bilancio con 18 miliardi di euro e noi con seriet l’abbiamo accettata vedendo comunque sia nuovamente un taglio per il cedo medio come una forma di rientro economico per i consumi, per la ripartenza dei consumi e quindi per la produttivit italiana”.

Oltre 1.500 imprenditori e professionisti presenti in sala, uniti per fare rete e per lavorare ad un piano al sostegno delle imprese italiane teso a migliorare il mondo del lavoro con uno sguardo alle sfide future ed alla capacit di innovare il sistema. Una voce rivolta al Governo, che si reso aperto al dialogo con i propri rappresentati. poi intervenuto Federico Freni, Sottosegretario al ministero dell’Economia e delle Finanze:

“Le imprese non hanno bisogno di essere aiutate, le imprese hanno bisogno di essere lasciate libere di fare il loro lavoro. Gli imprenditori non hanno bisogno dell’aiuto dello Stato, hanno bisogno che lo Stato li lasci liberi di lavorare, che una cosa molto diversa. Usciamo da questa idea di inutile assistenzialismo. Il lavoro si crea con il lavoro, il lavoro si crea con la libert di lavorare. Ecco perch uno degli obiettivi di questo governo una drastica, e quando dico drastica intendo veramente seria, riduzione della burocrazia che soffoca lo sviluppo delle imprese”.

Dal mondo della politica la risposta stata chiara. Un mondo del lavoro che cambier profondamente e che dovr essere pronto ad accogliere le nuove sfide che innovazione tecnologica, intelligenza artificiale e competitivit comporteranno per restare al passo con gli altri paesi europei.

Meloni: i centri per migranti in Albania funzioneranno con il nuovo Patto Ue

Roma, 13 nov. (askanews) – “In ogni caso, indipendentemente da ciò che faremo da qui all’entrata in vigore del Patto Ue per la migrazione e l’asilo, i centri in Albania funzioneranno esattamente come avrebbero dovuto dall’inizio ma avremo perso due anni. Per cosa? Per finire come era all’inizio. E la responsabilità non è la mia. Arriveremo due anni dopo, penso ciascuno si assumerà le proprie responsabilità”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni al termine del vertice intergovernativo Italia-Albania.

“Conosciamo anche le ragioni per cui non hanno funzionato come avrebbe dovuto finora. Certamente il Protocollo Italia-Albania funzionerà quando sarà messo in campo il nuovo patto migrazione e asilo. Ma devo chiedere una riflessione: se sono stati bloccati dei trasferimenti di migranti ritenendo che Bangladesh e Tunisia non siano Paesi sicuri quando la proposta di lista europea di Paesi sicuri li annovera dove sta la ragione? È giusto sospettare che queste decisioni avessero motivazioni di carattere diverso”, ha concluso.

Ddl Valditara, ostruzionismo opposizioni lo spinge fuori strada

Roma, 13 nov. (askanews) – Dopo una maratona di interventi a raffica in aula, appelli al regolamento e richieste di informative urgenti alla Camera sulle materie più disparate, il ddl Valditara finisce ‘fuori strada’. A guardare il calendario dei lavori parlamentari non se ne riparlerà prima di dicembre.

La maggioranza di centrodestra, nelle intenzioni iniziali, avrebbe voluto approvarlo già ieri ma l’opposizione, dopo lo scontro nell’emiciclo con il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, si ricompatta – dal Pd ai Cinquestelle, da Azione a Italia Viva, Avs e +Europa – per chiedere che si sospendano i lavori sul provvedimento e, magari, lo si riaffronti in commissione. Incassato il no, ieri, dalla conferenza dei capigruppo di Montecitorio che calendarizza l’esame del ddl per stamattina, scatta l’ostruzionismo delle opposizioni che porta al rinvio.

La seduta di stamani si conclude alle 13,30 con un nulla di fatto: giusto l’esame di qualche emendamento, ma il grosso slittae il Pd, con la vice presidente dei deputati Simona Bonafè, esprime l’auspicio che visto che “il procedimento è al momento bloccato” il governo possa modificare “almeno alcuni aspetti di merito, tenendo conto delle criticità che abbiamo più volte evidenziato”. Chissà che, con un paio di settimane nel mezzo, l’appello non possa essere, in parte, accolto, viste anche le perplessità di un pezzo di Forza Italia sul testo.

Intanto tutte le opposizioni hanno chiesto di nuovo che il ministro Valditara torni in aula “per scusarsi anche con il Paese” dei toni usati ieri. Toni accesi che, a dire il vero, in aula non sono mancati nemmeno oggi con la cinquestelle Susanna Cherchi che ha accusato Valditara di “non sapere quello che dice” e di “non essere all’altezza” accostando questa situazione a quanto accade “alle donne che vengono uccise dai mariti perchè i mariti sanno di non essere all’altezza di quelle donne e quindi le ammazzano”. La maggioranza protesta e dopo qualche ora arrivano le scuse di Cherchi: “Non era in alcun modo mia intenzione accostare il ministro ai comportamenti di uomini violenti e autori di femminicidi. Mi dispiace se c’è stato un fraintendimento”. Lapidario il giudizio del relatore del ddl, il leghista Rossano Sasso: “Dichiarazioni ignobili”, “l’opposizione svilisce il dibattito parlamentare”.

Il testo, intitolato “Disposizioni in materia di consenso informato in ambito scolastico” e proposto nel maggio scorso dal ministro, prevede l’obbligo di un consenso da parte delle famiglie per l’insegnamento dell’educazione sessuo-affettiva nelle scuole medie e superiori. Resta il divieto assoluto di fare educazione sessuale e affettiva nelle scuole elementari, così come previsto nel testo iniziale, ma grazie a un emendamento presentato dalla Lega tale divieto è stato rimosso per la scuola media.

Adesso il provvedimento sarà formalmente iscritto nel calendario della prossima settimana, nel seguito degli argomenti non conclusi, ma visto il numero di decreti e decreti legge che l’aula dovrà esaminare (decreto flussi, ddl semplificazioni, la legge sul reato di femminicidio), è realistico pensare che slitterà al mese prossimo e con i tempi contingentati.

Migranti, Meloni: centri Albania funzioneranno con nuovo Patto Ue

Roma, 13 nov. (askanews) – “In ogni caso, indipendentemente da ciò che faremo da qui all’entrata in vigore del Patto Ue per la migrazione e l’asilo, i centri in Albania funzioneranno esattamente come avrebbero dovuto dall’inizio ma avremo perso due anni. Per cosa? Per finire come era all’inizio. E la responsabilità non è la mia. Arriveremo due anni dopo, penso ciascuno si assumerà le proprie responsabilità”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni al termine del vertice intergovernativo Italia-Albania.

“Conosciamo anche le ragioni per cui non hanno funzionato come avrebbe dovuto finora. Certamente il Protocollo Italia-Albania funzionerà quando sarà messo in campo il nuovo patto migrazione e asilo. Ma devo chiedere una riflessione: se sono stati bloccati dei trasferimenti di migranti ritenendo che Bangladesh e Tunisia non siano paesi sicuri quando la proposta di lista europea di paesi sicuri li annovera dove sta la ragione? È giusto sospettare che queste decisioni avessero motivazioni di carattere diverso”, ha concluso.

Deloitte, mille incontri all’Entrepreneur Summit tra imprese e fondi

Milano, 13 nov. (askanews) – Oltre mille incontri One-to-One tra imprese e private equity, 25 minuti di confronto per far scoccare la scintilla tra management e investitori. Deloitte ha tenuto la settima edizione dell’Entrepreneur Summit, che ha riunito a Milano 180 imprese e 120 fondi. L’obiettivo stimolare la crescita del tessuto imprenditoriale, avvicinando le mid cap italiane non quotate al mondo del private equity, dei family office e delle holding di investimento.

Elio Milantoni, senior partner di Deloitte. “Le aziende hanno sempre pi bisogno di avere le spalle grosse, forti e soprattutto una traccia strategica importante. I fondi possono assolutamente contribuire a questo cambiamento organizzativo e questo l’obiettivo per cui realizziamo questo evento che permette di connettere le strategie dei fondi con le conoscenze delle aziende. L’interesse delle aziende quello proprio dell’apertura del capitale. Ma perch l’apertura del capitale? Proprio per un percorso di accelerazione del percorso di crescita. I fondi cercano delle realt che possono essere distintive dal punto di vista del posizionamento sul mercato, dal punto di vista del settore, dal punto di vista dei margini di crescita e quindi piattaforme per rendere le aziende, con una strategia di build up, di acquisizioni di aziende oltre che di crescita organica, che permettano sempre di pi di rendere le aziende italiane leader a livello globale”.

I settori pi interessanti per gli investitori sono tech, life science e healthcare. I fondi, italiani e stranieri, vantano un portafoglio complessivo di migliaia di societ. E vogliono crescere ancora.

Lorenzo Parrini, senior partner di Deloitte. “Noi abbiamo organizzato questo evento dal 2019, in questi sei anni l’industria delle private equity cresciuta in modo importante, se si pensa che c’erano circa 150 investitori oggi ce ne sono circa 240, i capitali raccolti da 3 miliardi sono passati a oltre 9, con forte presenza anche di capitali stranieri. Il numero di investimenti cresciuto dopo il Covid e si attestato intorno ai 300 investimenti all’anno, quindi un’industria florida e anche con le cautele di questo momento storico c’ sicuramente un outlook positivo in questo senso. A conferma anche del trend che abbiamo registrato nel settore private equity, anche nel summit abbiamo visto un numero crescente di imprese, nel 2019 ce n’erano circa 50, quest’anno abbiamo il record di oltre 170 partecipanti, circa 120 fondi che daranno luogo a quasi 1100 one-to-one meetings, quindi una comunit molto significativa e opportunit che quindi possono derivare da questo confronto virtuoso”.

Quando devono scegliere dove investire, fa sapere Deloitte, i fondi valutano soprattutto le performance finanziarie (30%), il buy & build potenziale (30%) e il posizionamento nel mercato (20%) delle aziende target.

Ue in stallo su direttiva tasse energia (che alzarebbe costi gas)

Roma, 13 nov. (askanews) – Unione europea in stallo sulla direttiva sulla (ulteriore) tassazione dell’energia. Quella che vorrebbe imporre nuovi rincari delle aliquote sul gas e alla quale l’Italia si è opposta in maniera netta. Secondo la presidenza di turno della Ue – fino a fine anno occupata dalla Danimarca – vi sono spinte in sensi opposti da parte dei Paesi e se si asseconda una parte si scontenta l’altra. Al punto che difficilmente in questo quadro si intravede una strada per procedere.

“Abbiamo lavorato duramente per delineare un compromesso. Abbiamo tenuto conto di molte delle preoccupazioni espresse. Ma ora se ci muoviamo a favore di un lato perdiamo consensi dall’altro”, ha spiegato il ministro degli Affari economici danese, Stephanie Lose. “A questo punto è diventato molto difficile trovare una possibile strada avanti sulla direttiva tassazione”.

Quanto all’ipotesi di una nuova analisi di impatto, “io stessa sono una fan delle valutazioni dei impatto, ma non sono certa che farebbe alcuna differenza. Perché – ha concluso – ci sono diverse questioni e aspettative che si muovono in direzioni opposte da parte dei Paesi”.

Nel corso dei lavori, oggi a Bruxelles, il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti ha ribadito la posizione contraria dell’Italia all’aumento delle aliquote su gas e Gnl, anche nell’ultima versione rivista.

La proposta iniziale risale al luglio del 2021 “in un contesto economico e geopolitico molto diverso da quello di oggi – ha ricordato Giorgetti -. Nella congiuntura attuale è prioritario preservare l’economia europea. L’Italia risente in modo significativo degli elevati prezzi dell’energia, in particolare del gas naturale, anche a seguito dell’uscita dalle forniture russe, che è fondamentale che il nostro sistema industriale”.

“Occorre quindi lavorare per una soluzione ragionevole della proposta, che tenga pienamente in considerazione la situazione degli Stati membri. L’ultimo testo di compromesso della presidenza rappresenta un passo nella giusta direzione, tuttavia – ha concluso Giorgetti – per noi rimangono ancora alcuni aspetti più problematici che non ci permettono di aderire a tale proposta”. Tra questi il fatto che le aliquote restano comunque troppo elevate.

Le PMI puntano alla crescita globale con l’AI secondo Alibaba.com

Milano, 13 nov. (askanews) – Quasi la met delle piccole e medie imprese italiane prevede di aumentare gli investimenti nell’innovazione di prodotto nei prossimi dodici mesi. Questo quanto emerge da una nuova ricerca avanzata da Alibaba.com, una delle principali piattaforme di e-commerce B2B al mondo. Nonostante l’aumento dei costi, il 47% delle imprese italiane punta su ricerca e sviluppo, e oltre il 90% considera l’innovazione di prodotto un fattore chiave per la crescita. Abbiamo parlato con Luca Curtarelli – Country manager di Alibaba.com Italia, Spagna e Portogallo:

“Abbiamo intervistato diverse migliaia di imprese europee e in particolar modo oltre 1000 decisori di piccole e medie imprese italiane e ci hanno raccontato come nel 50% dei casi queste imprese siano fortemente orientate all’innovazione e abbiano nei loro piani un continuo investimento in innovazione di prodotto e trasformazione digitale nei prossimi 12 mesi. Il 25% di esteri tiene questi investimenti fondamentali per continuare a conquistare vantaggio competitivo su scala globale. In questo senso Arrivava.com si vuole porre al fianco delle imprese continuando ad offrire marketplace ed e-commerce altamente evoluti continuando a permettere alle imprese di entrare in contatto con un repertorio di centinaia di migliaia di fornitori internazionali in maniera facile e efficace e da ultimo continuare a dotarsi di tecnologie in particolar modo alimentate da intelligenza artificiale”.

La ricerca conferma che molte PMI guardano con fiducia all’intelligenza artificiale: il 60% la utilizza gi per supportare lo sviluppo di nuovi prodotti. Queste tendenze saranno al centro di CoCreate Europe, il grande evento B2B di Alibaba.com che il 14 novembre, a Londra, riunir PMI, produttori e investitori per celebrare la forza dell’innovazione e costruire nuove opportunit di business.

“Nel 44% dei casi le PMI italiane raccontano come un aumento dei costi e una riduzione di risorse siano i principali elementi frenanti in questo percorso innovativo. Alibaba.com si vuole porre al fianco delle imprese offrendo sia opportunit di business come nel caso di CoCreate Europe il primo evento fisico legato a tematiche di e commerce e commercio internazionale B2B che per la prima volta sbarcher in Europa e consentir alle imprese di raccontare anche i propri prodotti ad un audience internazionale. Dall’altra parte la volont quella di continuare ad offrire soluzioni tecnologiche come nel caso dell’agente AI all’interno di Accio Accio il motore di ricerca B2B alimentato da intelligenza artificiale che oggi gi consente alle imprese di automatizzare fino al 70% dei processi di approvvigionamento che attualmente sono gestiti manualmente”.

CoCreate Europe sar dunque l’occasione per trasformare le idee in collaborazioni concrete e guardare insieme al futuro dell’innovazione.

Centri Albania, Meloni: lavorano per bloccarli ma andiamo avanti

Roma, 13 nov. (askanews) – Con il protocollo Italia-Albania sull’immigrazione è stato messo in campo “un meccanismo innovativo. Non tutti hanno compreso la validità di questo modello, in molti hanno lavorato per bloccarlo ma siamo determinati ad andare avanti perché cambia il paradigma della gestione dei fenomeni migratori”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni al termine del vertice inter governativo Italia Albania.

“Abbiamo fatto discutere in questi due anni per il nostro protocollo con l’Albania. Ma ringrazio Rama, il governo e l’intero popolo albanese. È un accordo di grande respiro europeo perché traduce in atti concreti la consapevolezza che la migrazione è un fenomeno europeo e va affrontato con cooperazione tra stati Ue e stati extra Ue”, ha aggiunto.

Dazi, Commissione apre a anticipo stop esensioni beni sotto 150 euro

Roma, 13 nov. (askanews) – La Commissione europea apre a una anticipazione già dal prossimo anno della possibilità di imporre dazi sulle importazioni di beni extra Unione europea per un valore inferiore ai 150 euro. “La discussione di oggi è stata sulla rimozione dell’esenzione (dei dazi Ue sull’import di beni extra Ue-ndr) sotto i 150 euro, ma tutti i Paesi membri concordano che (il 2028) è troppo tardi e ora lavoriamo su come accelerare dal prossimo anno, ma ci sono diversi dettagli che devono essere regolati”, ha affermato il commissario europeo all’Economia, Valdis Dombrovskis nella conferenza stampa al termine dell’Ecofin.

L’Ecofin ha appunto dato via libera a rimuovere questa esenzione, ma la misura approvata scatta solo dal 2028. Intanto stanno aumentando i flussi di importazioni di beni da Cina e Asia, anche per effetto dei dazi Usa.

“Lavoriamo sulle possibili opzioni, gli Stati hanno espresso una comprensibile necessità di dire se possiamo fare qualcosa prima del 2028, perché siamo tutti consapevoli che è un grande problema. E’ un problema per le imprese. Non abbiamo questa specifica soluzione ancora pronta, quindi non vi posso dare i dettagli, ma ovviamente abbiamo uno stretto dialogo con la Commissione e il tema verrà affrontato già al prossimo Ecofin”, ha detto per parte sua il ministro degli Affari economico della Danimarca, Stephanie Lose, Paese che ha la presidenza di turnod ella Ue fino a fine 2025.

Cdp rafforza il sostegno ai Comuni tra Pnrr e consulenza tecnica

Bologna, 13 nov. (askanews) – Non una semplice formalit, ma la conferma di un legame storico che si rafforza di fronte alle grandi sfide che i sindaci italiani sono chiamati ad affrontare. Cos il presidente di Cassa Depositi e Prestiti, alla cerimonia di apertura dell’Assemblea di Anci a Bologna, ribadisce il sostegno ai Comuni italiani.

“Il ruolo di Cassa Depositi e Prestiti nei confronti di Anci e delle municipalit – spiega il presidente Giovanni Gorno Tempini – assolutamente fondamentale, non tanto e non solo per l’attivit tradizionale di cassa che quella dei finanziamenti, quanto per l’accompagnamento nell’identificazione, nella programmazione, nell’esecuzione di progettualit”.

Il sostegno rivolto sia ai grandi sia ai piccoli comuni. E proprio la tutela dei centri pi distanti dai grandi nodi infrastrutturali stata al centro dell’intervento del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che li ha definiti un patrimonio ambientale, culturale, sociale, economico, irrinunciabile per l’Italia. “La presenza di Cassa Depositi e Prestiti ad Anci, che ormai una tradizione – prosegue il presidente – sottolinea ancora una volta il legame che unisce Cdp alla realt delle municipalit italiane”.

Tra le progettualit pi rilevanti, si distingue il lavoro sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Anche su questo punto il Capo dello Stato stato chiaro a Bologna, sottolineando che i risultati che l’Anci presenta per le prestazioni fornite nell’attuazione del Pnrr costituiscono una buona notizia per tutti. “Il Pnrr – secondo Gorno Tempini – rappresenta un momento di straordinaria importanza come esperienza. La necessit in tempi rapidi di pensare a cosa fare, a come fare e le competenze della Cassa Depositi e Prestiti si sono dimostrate molto importanti e molto rilevanti per aiutare tutte le amministrazioni in questo senso”.

Da poco Cdp e Anci hanno siglato un Protocollo d’Intesa, una piattaforma strategica volta a sostenere la competitivit dei territori che valorizza i Comuni come principali investitori pubblici. L’obiettivo assicurare che i piccoli Comuni siano messi nelle condizioni di essere un motore di vitalit e di ripartenza, come auspicato dal Presidente Mattarella.