Home Blog Pagina 272

MotoGp, Alex Marquez guiderà una Ducati factory con team Gresini

Roma, 19 set. (askanews) – Alex Marquez compirà un passo decisivo nella sua carriera. Dalla prossima stagione lo spagnolo correrà in MotoGP con una Ducati Desmosedici GP Factory, la versione ufficiale della “rossa”, mantenendo però la livrea del team Gresini.

«È un onore poter correre con una moto ufficiale nel team Gresini. La squadra ha lavorato per tante stagioni in maniera impeccabile e credo che questa sia una ricompensa per tutti, per me e per il team», ha dichiarato il minore dei fratelli Marquez, attualmente in sella a una Ducati non ufficiale. «È un passo in più verso i nostri sogni e per fare ancora meglio nel 2026».

Alex, unico pilota ancora matematicamente in grado di raggiungere il fratello Marc, leader del Mondiale con 182 punti di vantaggio, rappresenta una delle scommesse più importanti della Ducati per il futuro.

Grande soddisfazione anche da parte di Nadia Gresini, proprietaria del team: «I risultati ottenuti quest’anno e nelle scorse stagioni ci hanno permesso di raggiungere questo traguardo. Siamo felici che Alex, dal prossimo anno, possa avere a disposizione una moto factory. Il 2025 resterà un anno indimenticabile e il 2026 ci entusiasma già moltissimo».

A confermare la scelta anche Luigi Dall’Igna, direttore generale di Ducati Corse: «La stagione di Alex Marquez è davvero impressionante. Dopo un’attenta valutazione, abbiamo deciso di aumentare ulteriormente il nostro supporto affinché il pilota e il gruppo possano continuare a crescere. Alex sta sfruttando al massimo il potenziale della Desmosedici GP e con i nuovi aggiornamenti siamo convinti che potrà migliorare ancora. Sarà un valore aggiunto per tutto il sistema Ducati».

Petrolio, FT: Cina fa incetta di scorte impedendo calo dei prezzi

Roma, 19 set. (askanews) – Vi sarebbero massicci acquisti da parte della Cina, volti a accumulare ingenti scorte di petrolio, alla base del mancato calo delle quotazioni, che persiste nonostante la previsione di un imminente gigantesco eccesso di offerta. Lo riporta il Financial Times, rilevando che sia istituzioni come l’Agenzia Internazionale per l’Energia (Aie) o la US Energy Information Administration, sia società di analisi e elaborazione dati private, come la banca d’affari Macquarie, si attendono che il prossimo anno il mercato sia inondato di petrolio.

Al punto tale che l’Aie pronostica un eccesso di offerta da 3,3 milioni di barili, perfino superiore a quello del 2020, l’anno dei primi controversi lockdown e blocchi alle attività, decisi da diversi governi a motivo del Covid che crearono crolli di produzione dell’industria, dei trasporti e dei consumi di energia e carburanti. In quell’anno in media e il petrolio si attestò a 42 dollari.

Adesso invece, lungi dal dirigersi verso l’area dei 50 dollari stimata da diverse agenzie, i prezzi dell’oro nero si mantengono con una tenace resistenza attorno ai 67 dollari, per quanto riguarda il Brent, e ai 63 dollari per il West Texas Intermediate. E questo nonostante il fatto che diversi Paesi produttori dell’Opec+ stiano anche aumentando l’offerta.

Gli analisti citati dal quotidiano sostengono che il fattore alla base di questa tenuta dei prezzi è il rastrellamento di forniture che sta portando avanti la Cina. Secondo il direttore della divisione petrolio e mercati dell’Aie, Toril Bosoni nel secondo trimestre di quest’anno gli acquisti del Dragone hanno raggiunto 900.000 barili al giorno e al momento proseguono a ritmo di mezzo milione di barili, livello che dovrebbero mantenere per diversi mesi.

Alla base di questa sete cinese di petrolio vi sarebbe la decisione di dotarsi di scorte consistenti nell’ipotesi in cui vi sia un peggioramento delle tensioni geopolitiche o un mancato accordo con Usa e altri paesi occidentali sugli scambi commerciali, che possa vedere la Cina bersaglio di sanzioni o provvedimenti analoghi.

Il quotidiano aggiunge che alcuni analisti ritengono che l’eccesso di offerta del prossimo anno sarà probabilmente meno consistente di quanto previsto dall’Aie. E che molti Paesi dell’Oopec+, anche se affermano di voler alzare l’offerta, di fatto sono già ai massimi delle loro capacità produttive.

Nel frattempo a tarda mattina il barile di Brent si lima di uno 0,34% a 67,21 dollari, il Wti nell’afterhours perde circa mezzo punto percentuale a 63,22 dollari.

Nautica, Nerea Yacht al Salone di Genova con il nuovo NY40 Jasna

Genova, 19 set. (askanews) – Nerea Yacht, dopo il grande successo registrato al Cannes Yachting Festival, ha portato anche al Salone Nautico Internazionale di Genova lo yacht Jasna, nuovo modello su misura della gamma NY40. Questa versione unica, realizzata per un armatore con base a Dubai, rappresenta un perfetto connubio tra creativit estetica, tecnologia avanzata e cura sartoriale nella costruzione nautica.

“Noi – spiega Dario Messina, fondatore di Nerea Yacht – abbiamo una clientela di nicchia dove andiamo sempre a personalizzare il nostro prodotto e puntiamo ancora di pi a fare quello. Questo oggetto, questa barca la dimostrazione di quello che noi sappiamo fare. Veramente quando il cliente arriva qui vede quello che pu realizzare a livello proprio di personalizzazione. Il cliente ha scelto un colore molto particolare, un Prismaviolet. E’ cangiante all’esterno. Sotto il sole vira di colore ed bellissimo da vedere. Lo abbiamo accontentato in tutto e per tutto con varie personalizzazioni dai piccoli dettagli a quelli pi grandi come le verniciature”.

L’imbarcazione, caratterizzata da linee fluide e senza tempo e da finiture di alto livello, arricchita infatti anche da altri elementi custom.

“Nerea insieme al cliente – aggiunge Messina – ha scelto di aggiungere a questa imbarcazione degli oggetti veramente importanti. Cosmo la pancetta abbattibile che fa sia da scala bagno che da passerella. E’ un nostro prodotto custom che abbiamo inserito. Passando anche per una doccetta in carbonio a poppa che su un 40 piedi comunque ha la sua importanza. Ma anche piccoli dettagli come il timone, per esempio, che stato personalizzato con una scritta incisa in acciaio all’interno della borchia impellata”.

Il cantiere boutique italiano, intanto, sta per lanciare una nuova importante innovazione.

“Noi – conclude il fondatore di Nerea Yacht – abbiamo motorizzato questa imbarcazione con dei Volvo Penta 440. Siamo gi contentissimi delle prestazioni ma stiamo lavorando per avere un progetto nostro a livello di propulsione da applicare sulle prossime imbarcazioni. E’ un progetto che rivoluzioner un po’ il mondo della nautica in generale ma anche il modo di guidare le imbarcazioni. Ci stiamo lavorando ormai da un annetto e siamo molto confidenti di proporlo sulle prossime imbarcazioni in concomitanza anche con l’uscita del walkaround che presenteremo prossimamente”.

La contesa ha superato il livello di guardia

Se il mondo (e la politica italiana) arriva a litigare anche su un omicidio, quello del giovane repubblicano americano Kirk, c’è da tremare. Quasi a dire che la contesa ha largamente superato il livello di guardia e che neppure l’impegno contro la violenza riesce più a unire la persone.

Accuse che richiamano vecchi fantasmi

E, infatti, puntualmente le reciproche accuse di incitare all’odio hanno preso il posto degli argomenti più blandi e più innocui, in nome dei quali maggioranza e opposizione incrociano metaforicamente i loro ferri. Così è tornato a galla un po’ di tutto, fino al terrorismo delle Brigate rosse e magari anche oltre. Meloni ha denunciato la stagione dell’odio facendone fin troppo carico ai suoi avversari, i quali, a loro volta, hanno ribattuto con toni non troppo composti e argomenti non abbastanza costruttivi.

Rissa o finzione?

Senza che mai si levasse una voce, da una parte o dall’altra, che cercasse di evocare ragioni politiche e civili meno faziose di quelle che continuano a risuonare. Ora dovremmo chiederci se esiste davvero tanto odio tra i contendenti di cui sopra. O se, invece, quella parola serve solo a dar fuoco alle polveri della polemica politica e magari già quasi elettorale. Se fosse così, paradossalmente, sarebbe quasi peggio. Poiché l’odio finto, evocato ad arte, può diventare perfino più pericoloso dell’odio vero, che discende da dispute di qualche maggiore autenticità. Il fatto è che ormai siamo in bilico tra la rissa e la finzione che finiscono così per essere due facce della stessa medaglia.

Fonte: La Voce del Popolo – 18 settembre 2025

Testo qui riproposto per gentile concessione dell’autore e del direttore del settimanale della diocesi di Brescia

Burocrazia e tecnocrazia contro la fondamentale libertà del pensiero

Da quando si è innervata nella vita quotidiana l’ossessione del progresso, con l’enfasi della modernità e della post modernità, tutto è andato maledettamente a complicarsi. Il miraggio del benessere ha divaricato la stratificazione sociale, il ceto medio (ex borghesia) si è impoverito, si sono create nicchie intoccabili di ricchezza (in parte colluse con il potere, in parte per una cancrena valoriale che ha virato decisamente al peggio) e sacche espandibili di povertà: lo certifica l’Istat, lo conferma la Caritas, lo spiega il Censis.

Una torre di Babele moderna

Tante cose sono cambiate a cominciare dal loro nome, abbiamo introdotto espressioni lessicali sempre più contorte, sigle e acronimi indecifrabili ma siamo scivolati verso un impoverimento linguistico che ci preclude la comprensione della realtà, procedure sempre più artefatte e complicate: e non mi riferisco solo all’antica metafora della parola data e della stretta di mano (che pure anticipavano e risolvevano tanti garbugli), ora ci servono algoritmi, tecnologie sofisticate, mentre un uso distorto dell’intelligenza artificiale atrofizza e sostituisce l’uso di quella naturale. 

Disponiamo di mezzi di comunicazione dalle potenzialità straordinarie ma non riusciamo più a parlarci, a capirci e a comprenderci, dalle beghe di condominio alle guerre devastanti. Non ci si ferma più, siamo vittime delle sovrastrutture logiche e illogiche che abbiamo costruito ma abbiamo alla fin fine prodotto una criptica e caleidoscopica torre di babele. Nella società complessa, trasparente, liquida e digitale il senso del diritto ha prevaricato quello del dovere, così hanno fallito i singoli e le istituzioni.

Sfiducia e delusione

Il bisogno di intermediazione sociale non è stato soddisfatto dal decentramento gerarchico né da quello autarchico. Le campagne elettorali hanno dello scandaloso: programmi zero e prevaricazione di lotte intestine e personali, mancano un’idea di Stato e un modello sociale convincente. Prima, seconda terza e quarta Repubblica sono finzioni semantiche e persino storiche: non credo di essere il solo a pensare che staremmo meglio con meno apparati capaci di generare un effetto moltiplicatore di burocrazia. 

Il Risorgimento ci aveva consegnato un’idea di nazione che ci univa, a poco a poco è stata disgregata nei mille rivoli degli egoismi locali – la globalizzazione ne è l’alibi paradossale – meri centri di potere generatori di conflitti, sovrapposizioni, interferenze, contenziosi: dovevano servire a risolvere e semplificare, ma sono diventati il volano di problemi sempre più complessi che allontanano i cittadini dalle istituzioni, una sorta di ritrazione silenziosa di massa alimentata da sfiducia e delusione. 

L’autonomia si trasforma in privilegio, la discrezionalità in sfida e spregio, trasparenza e privacy sono sapidi condimenti di una demagogia che affligge l’immaginario collettivo, la stessa democrazia è in grave pericolo. Libero mercato, par condicio, sondaggi, digitalizzazione, counseling dei call center, influencer e imbonitori ci stanno imprigionando in una gabbia dalla quale difficilmente usciremo perché il cambiamento continuo delle regole genera insicurezza.

La coscienza come ultima difesa

Ansia e depressione sono epifenomeni della sensazione del “non farcela”, si predica la sostenibilità generazionale ma si diseducano i giovani con la pedagogia sociale del ‘tutto è permesso’, mentre si isolano e si marginalizzano gli anziani a mero fardello delle logiche computazionali, vittime dei falsi miti dell’efficienza e dell’efficacia, in un mondo effimero dove alla fine siamo tutti più soli. Burocrazia e tecnocrazia sono degenerazioni cancerogene che si frappongono all’autenticità delle relazioni umane, sono la fine del pensiero critico, la tomba delle identità, il carcere dove lentamente si affievolisce la coscienza come sede dell’intimo convincimento e della scelta tra il bene e il male. 

Citare Platone, Sant’Agostino, Pascal, Kant, Dostoevskij sarebbe perfino impenetrabile alla comprensione dell’immaginario collettivo contemporaneo. Ci basti sapere che ne scrive oggi Dan Brown ne L’ultimo segreto: “Non c’è tema più importante della coscienza umana”. Non possiamo sfuggire a questa verità che ci salva dal bavaglio degli apparati e dalla morte del pensiero.

Gaza, il turpe messaggio dell’Eldorado

A Gaza ci si muove contro voglia dalle proprie case, scarse a scansarsi dalle bombe che piovono. C’è una gentilezza di fondo anche nella guerra. Dall’alto, piovono volantini che si librano nell’aria quasi portassero buone notizie da afferrare prima che precipitino, al pari di stelle comete che si spengono gradualmente al termine della lucente missione, altrimenti perdono il valore del dono e della sorpresa. Da lontano possono confondersi in aquiloni. Subito dopo la mancanza di tiranti ti dice che non li comandi e puoi solo goffamente inseguirli o attendere che ti si posino forse addosso come tu fossi un fortunato prescelto da una sorte amica.

Ti dicono che devi sloggiare verso Sud perché da lì a poco sarà l’inferno. Sarà un sudario tutto da guadagnare. E’ il gioco preferito dei bambini, afferrare a volo quei messaggi per contare poi chi sia stato più bravo ad ammucchiarli. Durante il viaggio, chi a piedi, chi su un carretto, ciascuno sembra munito, comunque, di un materasso da conservare. E’ utile in caso di fine corsa. Quando verrà il momento della tua ora, ti troverà sdraiato al punto giusto, non completamente a terra. Così la morte non si sporcherà per impacchettarti e il tuo corpo. Ad un minimo di distanza dai germi del suolo, avrà più tempo per decomporsi.

Lungo la strada una scia di escrementi in bella vista, a meno che non si approfitti del mare che la costeggia. Se un giorno volessero tornare impareranno da Pollicino come si fa anche se non saranno le briciole di pane a fare da guida.

Asini e cavalli lasciano a malincuore la loro stalla, non capiscono tutto quel trambusto e soprattutto sospettano che ad un certo punto del cammino faranno da biada per i loro padroni.

Minerva è la Dea della guerra giusta, sarà per questo la ragione che da quelle parti la zona si è fatta un trucco di proiettili da rossetto e crateri da riempire con cipria di polvere da sparo. Mancano le mine ma è solo questione di tempo. Inciampandoci sopra si brillerà per dare nuovo smalto alla regione e dimora alla ricchezza che verrà.

Un tal Smotrich, sapiente ministro israeliano, ha detto che Gaza sarà alla fine del conflitto un Eldorado per affari e investimenti, una autentica miniera d’oro che consentirà di rifarsi anche delle spese sostenute per far sloggiare i Palestinesi. Non occorrerà scavare sotto terra per trovare qualche succosa preziosa pepita da mettere a lucido. Al contrario, sarà il primo esempio di miniera sopra terra dove nessuno soffrirà di claustrofobia, una autentica pacchia per quelli che la temono.

La ricchezza che ne verrà sarà più fertile e rapida delle ossa dei morti sparsi tra i detriti delle case abbattute, spiazzerà la vita precedente sempre in competizione con la morte per somigliarle il più possibile, a volte persino superandola, dandole lo scherno della inutilità.

Hamas conserva sempre il suo bottino, i prigionieri a cui non intende rinunciare. E’ un paese dorato che hanno già in pugno. Dichiarano di non temere l’Inferno minacciato da Trump. Del resto, ne sono abituati da tempo e ci sguazzano alla grande.  E’ giunta l’ora di un magico “reset”. Per tutti le parti in gioco, finalmente, i sogni di gloria diventano realtà.

Tokio cambia la sua dottrina sulla sicurezza

Il decimo anniversario della promulgazione della Legge per la Pace e la Sicurezza (Legge sulla Sicurezza) segna un momento cruciale nella storia della politica estera e di difesa del Giappone del dopoguerra. Questa legge, che ha parzialmente autorizzato l’esercizio del diritto all’autodifesa collettiva, ha innescato, alla sua emanazione, un acceso dibattito politico e manifestazioni pubbliche senza precedenti. I principali punti di contesa ruotavano attorno a tre questioni fondamentali: sicurezza, costituzionalità e democrazia.

Il dibattito sulla sicurezza: la Cina e il cambio di rotta

Inizialmente, la politica di difesa del Giappone si basava sull’autodifesa individuale, consentita dall’Articolo 9 della Costituzione. Questo significava che il Giappone poteva usare la forza solo se attaccato direttamente. Tuttavia, i governi successivi avevano sempre respinto l’autodifesa collettiva, che avrebbe permesso al Paese di intervenire in difesa di un alleato attaccato, anche se il Giappone non fosse stato direttamente coinvolto.

L’amministrazione dell’allora Primo Ministro Shinzo Abe, preoccupata per l’ascesa della Cina come potenza militare e per la necessità di rafforzare la cooperazione militare con gli Stati Uniti, ha cambiato questa interpretazione nel 2014 attraverso una decisione del Consiglio dei Ministri. Questa mossa ha aperto la strada all’approvazione della Legge sulla Sicurezza nel settembre 2015, nonostante la feroce opposizione.

La nuova legge ha stabilito le condizioni per l’uso della forza contro un paese straniero:

  • Una “situazione di minaccia esistenziale”: un attacco a un alleato stretto che minaccia la sopravvivenza del Giappone e la vita dei suoi cittadini.
  • L’assenza di altri mezzi appropriati per far fronte alla situazione.
  • L’uso minimo e necessario della forza.

La legge ha inoltre esteso le operazioni delle Forze di Autodifesa del Giappone (FAD) oltre i confini nazionali, permettendo loro di fornire supporto logistico alle forze armate straniere e di proteggere navi militari alleate in mare, specialmente quelle statunitensi. La Legge sulle Operazioni di Mantenimento della Pace (PKO) è stata modificata per consentire alle FAD la “protezione a risposta rapida” di personale e civili alleati in pericolo.

Il dibattito costituzionale e democratico 

Il dibattito sulla costituzionalità è stato uno dei più accesi. I critici hanno sostenuto che l’interpretazione del governo Abe fosse un tradimento del costituzionalismo, il principio secondo cui la Costituzione deve limitare il potere dello Stato. La decisione di cambiare l’interpretazione del 1972 ha sollevato dubbi sulla trasparenza e sulla legittimità della mossa, specialmente perché il governo non ha fornito criteri chiari per definire una “situazione di minaccia esistenziale,” lasciando spazio a decisioni arbitrarie.

Dal punto di vista democratico, la legge è stata approvata grazie alla sola forza dei numeri della coalizione di governo, ignorando le obiezioni dei partiti di opposizione e le massicce proteste popolari. A seguito di questa legge, il Giappone ha anche acquisito la capacità di contrattacco contro le basi nemiche, di fatto svuotando la sua storica politica di difesa esclusivamente difensiva. Parallelamente, la spesa per la difesa è aumentata vertiginosamente, mentre gli sforzi diplomatici sembrano essere passati in secondo piano.

Dieci anni dopo

Dieci anni dopo la sua promulgazione, la Legge sulla Sicurezza ha cambiato radicalmente il ruolo delle Forze di Autodifesa, espandendone le attività sia in termini di contenuto che di area geografica. Mentre il Giappone si muove sempre più verso una posizione militare più assertiva, l’interrogativo rimane: questo cambiamento ha reso il Paese più pacifico e sicuro? La risposta non è semplice.

Nonostante le feroci proteste al momento dell’approvazione, il dibattito pubblico sulla Legge sulla Sicurezza si è evoluto. Le crescenti tensioni geopolitiche e l’inasprimento delle minacce hanno portato a un aumento del sostegno popolare per un rafforzamento delle capacità di difesa. Questo cambiamento nel sentiment pubblico ha permesso ai governi successivi di portare avanti riforme che un decennio fa sarebbero state considerate impensabili. Nonostante questo slittamento, la società giapponese non ha abbandonato del tutto il suo spirito pacifista, e permangono delle sfide. Ad esempio, il reclutamento nelle Forze di Autodifesa rimane difficile, in parte a causa della forte concorrenza del settore privato e della percezione che la carriera militare sia ancora socialmente meno prestigiosa.

Ucraina, Putin: oltre 700mila soldati russi lungo linea del fronte

Roma, 18 set. (askanews) – Oltre 700mila militari russi sono schierati lungo la “linea di contatto” in Ucraina, dove la Russia porta avanti da mesi operazioni offensive. Lo ha dichiarato il presidente russo Vladimir Putin durante una riunione con alcuni rappresentanti parlamentari.

Dall’inizio della sua offensiva su vasta scala contro l’Ucraina, più di tre anni e mezzo fa, la Russia ha mobilitato enormi risorse umane e materiali, subendo però pesanti perdite militari, secondo le stime di media indipendenti.

RemTech Expo, Ontm: le geologistica sfida i porti italiani

Ferrara, 18 set. (askanews) – Non pi solo geopolitica, ma geologistica. Il controllo delle rotte commerciali marittime diventa la nuova partita strategica per l’economia globale. A RemTech Expo di Ferrara, l’Osservatorio Nazionale Tutela del Mare lancia l’allarme: la Rotta del Nord, resa navigabile dal cambiamento climatico, sta ridisegnando i flussi mondiali delle merci. Una sfida che potrebbe ridimensionare il ruolo del Mediterraneo e dell’Italia come porta d’accesso all’Europa. Federico Ottavio Pescetto, direttore generale di ONTM, Osservatorio Nazionale Tutela del Mare.

“La movimentazione delle merci sta vedendo un’evoluzione anche in virt di accadimenti internazionali. Pensiamo alla Northern Sea Route, la Rotta del Nord, che prende sempre pi piede. Oggi interessa il bacino Mediterraneo, poich un domani potrebbe andare a comprimere la capacit di trasmissione delle merci attraverso il bacino Mediterraneo con ovvi danni per tutta l’economia nazionale, europea e di paesi che si affacciano sul mare”.

La Rotta artica minaccia di comprimere la capacit del Mediterraneo nella trasmissione delle merci, con potenziali danni per l’economia nazionale ed europea. Sogesid risponde con Porti 2040: un piano per trasformare gli scali italiani in hub intelligenti, capaci di competere con i grandi porti del Nord Europa. Una rivoluzione digitale che integra ambiente, energia e rigenerazione urbana. Lo spiega il direttore generale di Sogesid, Errico Stravato.

“L’Italia la banchina principale, multisettoriale e polifunzionale del grande porto del Mediterraneo. Questo il concetto. Quindi l’Italia ha un ruolo strategico su questo. Ma per far questo e consolidare questo suo posizionamento, che ha una valenza non solo strategica, ma anche economica, bisogna arrivare ad efficientare i nostri sistemi portuali”.

Una sfida tecnologica per porti intelligenti e resilienti che pu garantire all’Italia un posizionamento strategico nel Mediterraneo.

Ischia, Legnini: un terzo edifici danneggiati da ricostruire altrove

Ferrara, 18 set. (askanews) – “Un terzo circa degli edifici danneggiati non potranno essere ricostruiti in sito perch ci sono situazioni di rischio non mitigabili” e il piano delle delocalizzazioni “rappresenter uno sforzo molto molto rilevante”. Lo ha detto Giovanni Legnini, Commissario Straordinario per la ricostruzione nei territori di Ischia interessati dagli eventi sismici verificatisi a far data dal 21 agosto 2017.

“Per Ischia andiamo avanti sulla ricostruzione privata, su quella pubblica, sulla mitigazione del rischio idrogeologico, non c’ giorno nel quale non viene assunta una decisione o si fa un passo avanti”, ha spiegato Legnini a margine della Conferenza nazionale sul dissesto idrogeologico a RemTech Expo di Ferrara. “La novit pi rilevante che in questi giorni occuper la nostra attenzione quella relativa alla pubblicazione del piano della ricostruzione, finalmente varato dalla Regione Campania con il concorso attivo e propositivo di tutte le istituzioni a partire dalla struttura commissariale. Adesso il piano deve essere pubblicato e poi dobbiamo attuarlo”.

Il Commissario ha sottolineato che “tra gli impegni pi rilevanti che ci vedr molto attivi, prossimamente, vi quello del piano delle delocalizzazioni. Un terzo circa degli edifici danneggiati non potranno essere ricostruiti in sito perch ci sono situazioni di rischio non mitigabili e questo rappresenter uno sforzo molto molto rilevante”.

Infrastrutture, Oice: 98 cantieri aperti, servono laureati Stem

Ferrara, 18 set. (askanews) – “Italferr ci ha raccontato che ci sono 98 cantieri aperti adesso in Italia”. Anche per questo “stiamo cercando laureati Stem perch con tutte queste opere abbiamo bisogno di tecnici”. Lo ha detto Francesco Ventura, consigliere Oice con delega per l’ambiente, al convegno “Le sfide ingegneristiche per la progettazione di grandi infrastrutture: tra innovazione tecnologica e sostenibilit ambientale” organizzato a RemTech Expo di Ferrara.

“Il tema per noi progettisti quello delle grandi infrastrutture. Per noi di Oice e RemTech un momento di condivisione, di riflessione, di confronto con gli altri stakeholder, quindi con le maggior stazioni appaltanti, con le istituzioni, col mondo della ricerca e con le associazioni ambientaliste”, ha spiegato Ventura. “In questo nostro convegno abbiamo portato avanti il discorso delle istituzioni con interventi del ministero Ambiente, Infrastrutture e Trasporti, il Commissario del governo per le bonifiche e per le discariche. Abbiamo avuto come relatori importanti dirigenti delle maggiori stazioni appaltanti italiane come Anas, Ferrovie, Italferr, Sogesid e Terna”.

Sul tema dei tempi, Ventura ha sottolineato: “I tempi serrati sono quelli delle scadenze del PNRR che sono serratissimi, quindi abbiamo le stazioni appaltanti che a loro volta sono pressate da queste scadenze della Comunit Europea e noi progettisti cerchiamo di fare il possibile”.

RemTech Expo, Legnini: prevenzione priorit inderogabile con clima

Ferrara, 18 set. (askanews) – “Il rischio idrogeologico risulta fortemente aggravato dalla crisi climatica” e “gli eventi eccezionali sono sempre pi frequenti”, per questo “la necessit di fare prevenzione adesso diventa una priorit inderogabile”. Lo ha detto Giovanni Legnini, Commissario straordinario per la Ricostruzione Sisma 2017, durante la Conferenza nazionale sul dissesto idrogeologico a RemTech Expo di Ferrara.

“C’ sempre di pi la consapevolezza che il rischio idrogeologico risulta, come a tutti noto, purtroppo, fortemente aggravato dalla crisi climatica, dai cambiamenti climatici. Gli eventi eccezionali sono sempre pi frequenti, lo sappiamo tutti – ha spiegato Legnini -. E quindi ci che si dice non da oggi, da decenni sulla necessit di fare prevenzione, adesso diventa una priorit inderogabile, perch sappiamo che cosa pu accadere, peraltro la scienza e la tecnica ci aiutano in questa direzione”.

Il Commissario ha sottolineato che “le esperienze ricostruttive consentono anche di valutare quali sono le buone prassi, le buone esperienze che possibile elevare a modello di riferimento”.

Secondo Legnini RemTech Expo in corso a Ferrara ” sempre pi il luogo, l’evento che consente di mettere a confronto le esperienze nei vari territori e di assumere indirizzi, operare riflessioni su ci che c’ da aggiornare. Questo vale sul rischio sismico, vale sul rischio idrogeologico, vale sulla gestione delle emergenze, sulla gestione delle ricostruzioni”.

Hamas: non restituiremo nessun ostaggio vivo a Israele

Roma, 18 set. (askanews) – Hamas ha affermato che gli ostaggi rimasti nella Striscia di Gaza sono attualmente sparsi nei quartieri di Gaza City e che l’espansione dell’operazione militare israeliana nella città significa che nessuno di loro verrà restituito a Israele dalla prigionia.

Secondo Haaretz, in un comunicato l’ala militare di Hamas ha affermato che “Gaza non diventerà un bersaglio facile per l’esercito e non saremo cauti riguardo alla vita degli ostaggi, fintantoché Netanyahu deciderà di ucciderli”.

M.O., Salvini: sanzioni a Israele? Io credo nel dialogo

Brennero (Bz), 18 set. (askanews) – “Sanzioni ad Israele? Io sono d’accordo col dialogo e con la diplomazia”. Il vice premier e segretario della Lega Matteo Salvini risponde cos ad una domanda sulle sanzioni ad Israele di cui sta discutendo l’Unione Europea.

A margine della cerimonia al tunnel del Brennero, Salvini tornato anche sul caso dell’ambasciatore russo salutato ad un ricevimento: ” incredibile che a sinistra si riesca a far polemica financo su un saluto ad un ambasciatore in una sede diplomatica… Io lavoro per avvicinare, non per allontanare. Magari qualcuno in Europa preferisce armarsi e partire, io preferisco dialogare con tutti. Spero che le morti di civili innocenti cessino il prima posssibile, punto. E ribadisco il sacrosanto diritto all’esistenza e alla difesa dello Stato di Israele”, ha aggiunto tornando sul tema del Medio Oriente.

Manovra, Salvini: convinto che banche daranno contributo, vedr gli Ad

Brennero (Bz), 18 set. (askanews) – “Io incontrer personalmente i vertici delle banche che vorranno incontrarmi, e continuo a ritenere che, in un momento in cui in tanti sono chiamati a fare sacrifici, soggetti che l’anno scorso hanno guadagnato pi di 46 miliardi di euro, tagliando costi, aumentando i ricavi e dando lo zero virgola a chi lascia i soldi in banca e chiedendo il 4, il 5, il 6% a chi li chiede, ecco un contributo sono sicuro lo vorranno dare volentieri”. A margine della cerimonia al tunnel del Brennero, il vice premier e segretario della Lega Matteo Salvini risponde cos ai giornalisti che gli chiedono un commento sulla reazione delle banche all’ipotesi di un nuovo contributo sui cosiddetti extraprofitti.

“Stiamo ragionando sulle forme normative e fiscali che potr avere questo contributo”, ha spiegato Salvini, ribadendo che “se le banche chiuderanno il 2025 con 42 o 43 miliardi di guadagni invece di 46, non penso che nessuno si straccer le vesti e con quei soldi possiamo aiutare tante famiglie e imprese”.

Al via "Cinema in Festa", dal 21 al 25 settembre in sala metà prezzo

Roma, 18 set. (askanews) – Al via la settima edizione di Cinema in Festa, l’imperdibile occasione per vedere i film al cinema a un prezzo speciale. Un’iniziativa proposta al pubblico da parte di ANEC (Associazione Nazionale Esercenti Cinema) e ANICA (Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive e Digitali), con il supporto del MiC e in collaborazione con il David di Donatello – Accademia del Cinema Italiano. La nuova edizione partirà domenica 21 Settembre con oltre 900 sale cinematografiche aderenti per circa 2800 schermi e si concluderà giovedì 25 Settembre con le nuove uscite della settimana.

Cinema in Festa è il progetto che ha visto il suo debutto nel 2022 e che proseguirà fino al 2026: ogni anno, nei mesi di giugno e settembre, per 5 giorni dalla domenica al giovedì, il biglietto sarà accessibile a soli 3,50 euro per tutti i film e in tutta Italia. Ispirato alla “Fête Du Cinéma” francese, il progetto è nato dalla collaborazione tra distributori e cinema per garantire agli spettatori italiani una stagione cinematografica lunga dodici mesi.

L’edizione di giugno 2025 ha ottenuto incassi pari a 3.537.412 euro e raggiunto un totale di 963.029 presenze, in crescita rispettivamente del 39,2% e del 40,4% sullo stesso periodo del 2024, ribadendo il trend di crescita e consolidamento del mercato cinematografico italiano.

L’iniziativa si inserisce nell’ambito di “Cinema RRevolution – Che Spettacolo L’Estate”, la campagna che ha trasformato l’estate italiana in una stagione straordinaria, con l’obiettivo di incentivare sempre più la frequentazione delle sale nei mesi estivi.

Brennero, Salini (Webuild): Stiamo costruendo nuovo Paese, o si muore

Brennero (BZ) 18 set. (askanews) – “Stiamo costruendo un nuovo Paese: le ferrovie, le strade, l’Alta velocit, l’acqua… un Paese che sta cambiando: ci vuole un po di tempo”. Lo ha rivendicato Pietro Salini, amministratore delegato di Webuild, al termine della cerimonia al tunnel del Brennero per l’abbattimento del diaframma transfrontaliero nel cuniculo esplorativo del tunnel di base.

Anche il Ponte di Messina, ha proseguito Salini, “cambier il modo di essere del Sud, cambier il modo di essere di una parte del Paese, e non sono infrastrutture isolate: se uno guarda l’investimento che viene fatto in Sicilia sull’Alta velocit e sul Sud dell’Italia, gigantesco. Si tratta di somme che non sono state mai state stanziate dai tempi di Cavour per il cambiamento di un Paese. Dobbiamo ricordarci che senza infrastrutture non c’ sviluppo: non ci sono le pensioni del futuro, non ci sono gli stipendi, non c’ la sanit, non c’ la scuola. Un Paese che non compete con gli altri in un sistema aperto un Paese morto: non un Paese pi bello o pi sano, il contrario. un Paese che non ha la forza di fare nulla, un Paese che subir. Quindi noi oggi dobbiamo correre sulle infrastrutture perch siamo in ritardo”.

Buon compleanno Sofficini, compie mezzo secolo un prodotto icona

Roma, 18 set. (askanews) – Compie 50 anni uno dei prodotti che ha scritto la storia dei piatti pronti surgelati: i Sofficini Findus. Nati nel 1975, hanno aiutato innumerevoli massaie a ‘liberare’ un po’ del proprio tempo mettendo comunque in tavola un piatto gustoso amatissimo dai bambini. Hanno attraversato la storia dell’Italia, dall’artigianalit all’industrializzazione, e si sono evoluti con essa.

Renato Roca – Country Manager Findus Italia: “Celebriamo oggi i 50 anni di Sofficini Findus, un prodotto simbolo e iconico per quanto riguarda Findus, ma direi anche simbolo ed iconico dell’innovazione industriale applicata al cibo e di una modalit di alimentazione rappresentata dal claim originale ‘il nuovo piatto che libera dall’abitudine'”. “Sofficini in questi 50 anni ha portato sulle tavole degli italiani innovazione, allegria, gusto e spensieratezza”.

La forma, la panatura croccante, il ripieno cremoso sono diventati iconici: da quando venivano chiusi a mano da 50 addette a oggi, i Sofficini hanno affrontato un lungo viaggio nei gusti degli italiani.

Renato Roca – Country Manager Findus Italia: “Un viaggio durato 50 anni in cui Sofficini ha saputo reinventarsi nella forma nella comunicazione nel prodotto nei gusti, ma sempre rimanendo fedele a se stesso”.

Oggi il ‘fenomeno Sofficini’ ha numeri importanti.

Renato Roca – Country Manager Findus Italia: “I sofficini sono presenti oggi in 5 milioni di famiglie italiane: nell’ultimo anno abbiamo prodotto nel nostro stabilimento di Cisterna di Latina, che il cuore pulsante di Findus Italia, 27 milioni di confezioni che corrispondono a 7mila tonnellate”. “Nel corso di questi 50 anni abbiamo prodotto circa 2 miliardi di Sofficini che, se fossero messi intorno alla circonferenza della terra, coprirebbero 6 volte la circonferenza della terra”.

A fare da sfondo al successo di questo prodotto una comunicazione di successo, accattivante e con claim che rimangono in mente.

Marco Miglioranza – Southern Europe Head of Marketing Findus: “Partiti dagli anni Settanta con le prime produzioni industriali e il primo claim storico che ricordiamo ‘il piatto che libera dall’abitudine’, quindi superare la routine alimentare del tempo”. “Poi con il famosissimo jingle che ha fatto la storia della televisione italiana e della pubblicit italiana ‘il sorriso che c’ in te’ per muovere poi su un altro frame di comunicazione che sostanzialmente quello delle famiglie del sorriso”. “Fino ad arrivare alla pi famosa delle famiglie, la famiglia dei camaleonti con il nostro eroe Carletto, quindi il bambino che in ognuno di noi e che racconta appunto questo elemento di divertimento, di gusto, sempre al centro delle nostre tavole”.

E, per celebrare questo compleanno ad ottobre e novembre in ogni confezione di Sofficini ci sar un gadget da collezionare: sette Carletti ispirati alle Meraviglie del Mondo Moderno.

Romaeuropa Festival fa 40 e lancia "Ultra ref" al Mattatoio a Roma

Roma, 18 set. (askanews) – Per i suoi 40 anni, il Romaeuropa Festival rilancia con forza il suo percorso di innovazione, creatività e sperimentazione attraverso Ultra Ref, un festival nel festival che trasforma il Mattatoio di Roma in un crocevia di linguaggi artistici, estetiche e nuove esperienze immersive. Grazie alla collaborazione con Roma Capitale e con l’Azienda Speciale Palaexpo, La Pelanda torna ad essere il cuore pulsante del festival, laboratorio delle sezioni più innovative, ibride e trasversali del programma.

‘Azienda Speciale Palaexpo è orgogliosa di rinnovare e rafforzare la collaborazione con Romaeuropa Festival attraverso Ultra Ref, un progetto che valorizza appieno la vocazione del Mattatoio come polo della creatività contemporanea. Con la trasformazione de La Pelanda in un laboratorio di sperimentazione artistica e linguistica, confermiamo il nostro impegno a sostenere le pratiche più innovative della scena culturale e a promuovere il dialogo tra arti, pubblico e istituzioni. Un percorso che ribadisce il ruolo di Azienda Speciale Palaexpo nella costruzione di un ecosistema culturale aperto, inclusivo e proiettato verso il futuro’, ha dichiarato il presidente di Azienda Speciale Palaexpo Marco Delogu.

‘Con Ultra Ref inauguriamo un programma fondamentale per la creatività emergente e per i nuovi linguaggi, consolidando il Mattatoio come spazio centrale di innovazione artistica. Dopo le straordinarie giornate d’inaugurazione della quarantesima edizione di Romaeuropa, questa collaborazione ci permette di sottolineare l’anima multidisciplinare del Festival e di aprirci a pubblici diversi, alle nuove generazioni di artiste, artisti e spettatori, incrociando linguaggi, memorie e futuri’, ha affermato il direttore generale e artistico Fabrizio Grifasi, insieme al Presidente della Fondazione Romaeuropa Guido Fabiani.

L’apertura di Ultra Ref, il 20 settembre, è affidata a un doppio concerto: Lyra Pramuk, punta di diamante dell’avant-pop globale, approda per la prima volta al Festival con un universo sonoro inedito; voci decostruite e strumenti classici filtrati da processi tecnologici e intelligenza artificiale. Accanto a lei, Isabelle Lewis, progetto nato dall’incontro tra il producer Valgeir Sigurðsson, il controtenore e regista teatrale Benjamin Abel Meirhaeghe e la violinista Elisabeth Klinck – presentato grazie al supporto di Flanders State of The Arts – fonde elettronica e suggestioni classiche, atmosfere sensuali e romantiche, suoni avvolgenti ed elettronica pulsante.

Gli appuntamenti musicali al Mattatoio proseguono con Ultra Club, la nuova sezione curata da Matteo Antonaci, Giulia Di Giovanni e Federica Patti, che concentra in un’unica settimana i percorsi del festival dedicati alla pop music e alla ricerca tecnologica. Cinque giorni di musica che si aprono il 23 settembre con una selezione di 5 tra i vincitori della raster.call soundtrack Europe 20-25 a cura di Caterina Tomeo (Ireen Amnes & Merlin Ettore, Amit Dagim, Maarja Nuut, Léa Paintandre e Camilla Pisani), accompagnati dai visual realizzati dagli studenti di RUFA – Rome University of Fine Arts. Si passa poi al cantautorato italiano al femminile con Le parole delle canzoni – Treccani, dialogo tra Anna Castiglia, vincitrice della Targa Tenco 2025, e la giornalista Valentina Farinaccio, e con i live di Gaia Banfi, che intreccia elettronica e tradizione cantautorale, e di Ginevra (Asian Fake), che presenta con full band l’album Femina, dove scrittura intima e tensione politica si incontrano in un pop scuro e raffinato.

Non mancano le contaminazioni con la tradizione e i ritmi latini nelle musiche del duo Tarta Relena (presentato grazie al Programma di Internazionalizzazione della Musica e delle Arti Performative Spagnole, co-organizzato da Instituto Cervantes e INAEM nell’ambito del Piano di Recupero, Trasformazione e Resilienza – NextGenerationEU), e il ritorno live – dopo sette anni – di Populous con il nuovo progetto Isla Diferente, arricchito dai visual di Furio Ganz e dalla danza di Francesca Santamaria (anche protagonista di Dancing Days). La ricerca digitale e sonora prosegue con la rinnovata collaborazione con RE:Humanism Art Prize, che presenta Improbable Excess di Jess Tucker e Orynthia di Valerie Tameu, opere vincitrici del Romaeuropa Digitalive Prize che esplorano intelligenza artificiale e realtà virtuale. Sempre dalla Spagna, arriva per la prima volta a Roma Maria Arnal, una delle artiste più originali della scena avant-pop globale post-Rosalìa, con la sua ricerca radicata nella memoria mediterranea e nella tradizione vocale, trasformata in linguaggio universale attraverso intelligenza artificiale e l’elettronica sperimentale. La stessa sera Klang presenta Sara Persico, artista residente a Berlino e parte del noise underground di Napoli, già al fianco di artiste come Caterina Barbieri, Andy Moor e Elvin Brandhi e Érotiq, progetto nato a Roma, attraversa territori elettronici e immaginari simbolici per costruire un linguaggio che riflette sul potere, sull’estetica e sulle forme della manipolazione. All’indie più radicale è infine dedicata l’ultima serata della sezione, con uno showcase speciale firmato Dischi Sotterranei, di cui sono protagonisti Gaia Morelli e la new entry Satantango, e i concerti di Altea e Fuera con il live elettronico ibrido realizzato appositamente per Ultra Club.

Ma gli eventi musicali proseguono anche con il live di San Damiano, il documentario presentato alla Festa del Cinema di Roma 2024 ora eseguite dal vivo da Cosimo Damiano e Pietro Pompei, accompagnati dalle immagini inedite di Gregorio Sassoli, in un viaggio sonoro sospeso tra sogno e quotidianità; con la performance elettroacustica di Martina Bertoni che con il suo Electroacoustic Works for Halldorophone trasforma feedback e sistemi generativi in paesaggi sonori in continua evoluzione e con la lecture performance di Donatella Della Ratta, in collaborazione con THE VOID (Tommaso Campagna & Jordi Viader Guerrero) che esplora la “violenza speculativa” delle immagini generate dall’AI.

Infine Tempo Reale dedica uno speciale appuntamento tra installazione, musica e performance in omaggio a Luciano Berio con un’installazione sonora immersiva che restituisce attraverso una partitura di suoni e voci, la complessità dell’universo artistico del grande maestro della musica contemporanea, e la performance Berio a colori, dove le composizioni di Berio si fondono con immagini storiche di Bruno Munari, e con le fotografie di Roberto Masotti e Silvia Lelli; mentre alla coreografa e performer italiana Simona Bertozzi, è affidata l’interpretazione di due significative composizioni per violoncello solo, accostate per la prima volta ed eseguite dal vivo da Claudio Pasceri.

Ma Ultra Club non è solo musica: è sperimentazione digitale, innovazione e laboratorio di pensiero, uno spazio in cui storia, presente e futuro si intrecciano attraverso linguaggi e tecnologie accessibili, frutto dell’alleanza tra nuove generazioni e risorse a loro dedicate. Al centro di questa visione c’è Pascolo Abusivo, collettivo di studenti e studentesse RUFA, che presenta REFrame, un’esperienza immersiva in realtà virtuale che ripercorre la storia del festival dalle origini a scenari visionari proiettati verso il futuro, realizzata grazie al finanziamento dell’Unione Europea – Next Generation EU – PNRR Transizione Digitale Organismi Culturali e Creativi. La narrazione è affidata a ChatGPT che guida il pubblico tra decenni di memoria e creatività, trasformando eventi, immagini e suoni del passato in un gioco interattivo. Pensato come un videogioco in VR, REFrame invita a “ricollocare la cornice”: rileggere ciò che è stato per aprire nuove prospettive, costruire connessioni tra passato e futuro e ribadire la centralità delle nuove generazioni come protagoniste del cambiamento. Ogni scelta del giocatore modifica il percorso, trasformando la memoria collettiva in un’esperienza partecipativa, immersiva e ludica. Flesh ar(t) attack ideato da Chiara Passa, porta l’arte digitale all’ex Mattatoio con le opere in realtà aumentata di 25 studenti del triennio in Arti Multimediali e Tecnologiche dell’Accademia di Belle Arti di Roma. Parallelamente, Re:Humanism, l’Accademia di Belle Arti di Roma e l’Accademia di Belle Arti di Brera presentano un’installazione/azione temporanea che esplora usi e abusi dell’AI firmata da Mara Oscar Cassiani & Guido Segni.

Infine, il Collettivo Noise in partnership con NABA – Nuova Accademia delle Belle Arti- esplora il concetto di rumore come metafora di disturbo, imprevisto e margine.

Dal 30 settembre al 5 ottobre, Ultra Ref apre una finestra sulla scena lituana in collaborazione con il Lithuanian Culture Institute, il Lithuanian Council for Culture e l’Ambasciata della Lituania in Italia. Un attraversamento che intreccia musica, danza e teatro, restituendo l’immagine di una cultura viva, capace di connettere le eredità del passato con le urgenze del presente.

La musica si fa esperienza collettiva con il concerto di Merope, in cui voci, strumenti tradizionali ed elettronica disegnano paesaggi sospesi tra minimalismo e folk. Nato come collettivo internazionale con musicisti provenienti da Lituania, Belgio e Spagna, Merope unisce radici baltiche, sonorità mediterranee e ricerca sperimentale, creando un linguaggio sonoro unico che attraversa culture e generi. Le loro composizioni, radicate in una sensibilità cosmopolita, intrecciano tradizioni antiche e tecnologie contemporanee, dando vita a un’esperienza ipnotica e profondamente condivisa.

Una stessa tensione alla sperimentazione guida l’ensemble Sports Group, formato da Gabriele Labanauskaite, Gaile Griciute e Viktorija Damerell, che intreccia poesia, voce e strumenti inconsueti – persino attrezzi da palestra – in un rito sonoro che scardina i confini tra performance, installazione e concerto.

La danza si accende nel lavoro del giovane coreografo Dovydas Strimaitis, che con Hairy trasforma il corpo in simbolo di libertà e metamorfosi. Ispirato al simbolismo dei capelli fluenti, il suo linguaggio oscilla tra ordine e caos, evocando la rivoluzione di Isadora Duncan e la potenza teatrale di Pina Bausch, fino a farsi gesto politico ed espressione poetica insieme.

Accanto a musica e danza, il focus porta in scena -con la collaborazione del Lithuanian National Drama Theatre- anche la nuova drammaturgia al femminile, che ha rinnovato radicalmente il panorama teatrale lituano con scritture intime e critiche, capaci di affrontare fragilità quotidiane, corpo, amore e traumi collettivi. In tre stage reading tradotti da Toma Gudelyte, il pubblico incontra A Stand-up for Meaning and Meaninglessness di Birute Kapustinskaite, Real Estate Drama di Gabriele Labanauskaite e Patina di Virginija Rimkaite, voci coraggiose e rappresentative di una drammaturgia piccola per geografia, ma vasta per visione, portate in scena grazie alla collaborazione con l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio d’Amico.

Il focus si arricchisce inoltre della proiezione di Requiem di Jonas Mekas, ospitata al MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo: un omaggio a una delle figure più radicali e poetiche del cinema d’autore, che in questo contesto diventa un appuntamento collaterale, eco preziosa della memoria e della visione del grande regista lituano.

Un percorso che proietta la Lituania come un laboratorio creativo di respiro internazionale, dove linguaggi diversi si intrecciano per generare nuove e sorprendenti forme di immaginazione artistica.

Spazio alla scena coreografica africana, il 7 e l’8 ottobre con il progetto Bambu ideato da Roberto Castello, che costruisce un ponte tra Italia e Africa attraverso spettacoli di danza e teatro contemporanei. La prima edizione propone tre assoli scelti attraverso un doppio processo di selezione: una rete di programmatori africani provenienti da Nigeria, Mali, Sudafrica, Madagascar e Mozambico ha individuato i lavori, successivamente selezionati da dieci programmatori italiani. Sul palco del Mattatoio, si alternano Un voyage autour de mon nombril di Julie Iarisoa (Madagascar), Chute perpétuelle di Aziz Zoundi (Burkina Faso) e Nakatša go rwešwa di Humphrey Maleka (Sudafrica), tre creazioni capaci di tradurre in linguaggio scenico la complessità dei rispettivi contesti culturali, con linguaggi vivi, innovativi e profondamente radicati nei territori d’origine.

Ma è dal 15 al 19 ottobre che Ultra Ref si lascia invadere dalla danza con Dancing Days, la rassegna a cura di Francesca Manica dedicata ai nuovi linguaggi coreografici italiani ed europei. La sezione seleziona le proposte più innovative della scena contemporanea, molte presentate in prima nazionale, valorizzando le giovani generazioni grazie alla collaborazione con la rete europea Aerowaves e con DNAppunti Coreografici, progetto a sostegno dei coreografi under 35. Ad aprire la rassegna è Armin Hokmi con Shiraz, spettacolo ispirato allo storico Shiraz Arts Festival che negli anni ’60 e ’70 trasformò l’Iran in un crocevia di sperimentazione artistica internazionale, e Janet Novás e Mercedes Peón con Mercedes máis eu, performance che intreccia musica, danza e oggetti per raccontare storie collettive e personali. Tra le prime nazionali, la coreografa greca Ermira Goro presenta Sirens una pièce sensuale e misteriosa accompagnata dalle musiche di Jeph Vanger, mentre Francesca Santamaria porta in scena Good vibes only (the great effort), esplorando il corpo come campo attraversato da flussi di informazioni e aspettative sociali. Aristide Rontini con Lampyris Noctiluca riflette sull’eredità di Pier Paolo Pasolini e il corpo come luogo di memoria e trasformazione, mentre Vittorio Pagani in Superstella fonde danza, video e testi per interrogarsi sulle implicazioni etiche e filosofiche della creazione contemporanea. La rassegna si chiude con Fuck me blind di Matteo Sedda, ispirato al film autobiografico Blue di Derek Jarman, e con la presentazione dei finalisti di DNAppunti Coreografici, selezionati in collaborazione con Centro Nazionale di produzione della danza Virgilio Sieni, Operaestate Festival/CSC, L’arboreto – Teatro Dimora, Fondazione Romaeuropa, Gender Bender Festival e Triennale Milano Teatro. Tra i progetti finalisti: Cosmogonia Futura di Jessica De Masi, Everybody has a fate di Riccardo De Simone, Horizon di Nunzia Picciallo e One, two, through di Barbara Carulli e Sara Capanna.

Ultra Ref è anche scene teatrali ibride, dove contaminazione, dialogo e incontro diventano il vocabolario di una nuova generazione di creativi. Significativo, in questo ambito, l’arrivo in prima nazionale – l’8 e il 9 ottobre- di iGirl di Marina Carr, tradotto da Monica Capuani e Valentina Rapetti e portato in scena da Federica Rosellini. Un’opera sciamanica e polifonica, articolata in 21 quadri che intrecciano poesia, memoria e mito, trasformata in rito contemporaneo dalla regia e dalla presenza magnetica della stessa Rosellini, dalle musiche di Daniela Pes e dalle immagini di Rä di Martino.

Torna per il terzo anno consecutivo il Premio Silvio d’Amico alla Regia, promosso dall’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio d’Amico in collaborazione con Romaeuropa Festival. Il progetto vincitore di questa terza edizione è Special K., sorprendente esperimento teatrale di Michele Eburnea, giovane autore, attore e regista (già in scena con Antonio Latella, Giacomo Bisordi e Leonardo Manzana o nei film di registi come Marco Bellocchio, Nanni Moretti e i Fratelli d’Innocenzo). Lo spettacolo mescola immagini, scrittura di scena, citazioni kafkiane e paradossi sull’identità maschile, con un uso originale del linguaggio e degli oggetti di scena, creando un’esperienza teatrale unica e inaspettata.

Ma è Anni Luce, la sezione a cura di Maura Teofili che esplora i territori più innovativi del teatro italiano contemporaneo. In programma al Mattatoio dal 21 al 26 ottobre nell’ambito di ULTRA REF, la rassegna mette in dialogo prime nazionali e progetti di ricerca, con un’attenzione particolare agli under 30 grazie a Powered by REF, promosso in collaborazione con Carrozzerie | n.o.t e una rete di partner tra cui Periferie Artistiche, ATCL per Spazio Rossellini, Teatro Biblioteca Quarticciolo, 369gradi e Cranpi.

La sezione si apre il 10 e 11 ottobre con la preview Speaking Cables di Agnese Banti, versione Expanded: un’esperienza multisensoriale che rende il teatro accessibile a persone cieche e ipovedenti, trasformando ogni gesto e suono in materia viva e percepibile. Dal 21 ottobre, il programma centrale propone tre prime nazionali: La futura classe dirigente di Caterina Marino, che compone una drammaturgia originale attraverso le parole dei bambini per riflettere sulla visione del futuro delle nuove generazioni; Several Love’s Request di Pietro Angelini e Pietro Turano, indagine sul desiderio maschile nell’era digitale; e Uno spettacolo gigantesco di Alice Sinigaglia, un viaggio grottesco e filosofico tra il comico e il visionario, ispirato all’immaginario di Rabelais.

La rassegna prosegue con la VI edizione di Powered by REF, che presenta studi di tre giovani artisti: Andrea Fabris con AION, dialogo tra suono digitale e algoritmi (tutor Alessio Maria Romano); Annalisa Limardi con TRE, narrazione intima e politica sulla disabilità familiare (tutor Babilonia Teatri); e Irene Mantova con 612-ter., riflessione ironica e lucida su consenso e revenge porn (tutor lacasadargilla). Un’occasione per osservare il teatro italiano più giovane mentre sperimenta linguaggi, forme e tematiche urgenti, tra riflessione, gioco e provocazione.

Ghost Track, il format ideato da Maura Teofili e Gioia Salvatori con il coordinamento musicale di Simone Alessandrini, torna al Mattatoio in una forma nuova e più intima: un convivio in cui lo spettatore è invitato a sedersi attorno a un tavolo per condividere storie, riflessioni e sorprese. Quattro gli appuntamenti:Francesca Cavallo immagina nuove favole per cambiare modelli e orizzonti; Silvia Bencivelli e Carlo Amleto esplorano credenze popolari e “quackeries” tra scienza e comicità; l’Associazione Vanvera mette in discussione desideri, canzonette e stereotipi amorosi; Chiara Alessi rilegge gli oggetti del quotidiano illuminandoli da prospettive inaspettate.

La Russa: clima d’odio da sinistra per presunta superiorità morale

Roma, 18 set. (askanews) – “Sono stato molto chiaro: dobbiamo essere coerenti con noi stessi e non accettare che qualcuno cerchi di rigirare la frittata. Noi dobbiamo insistere nel sostenere che vanno abbassati i toni, da parte di tutti. Non c’è una equiparazione possibile tra quello che facciamo noi e quello che fa la sinistra, ma facciamo finta. Certo siamo noi gli unici a dire facciamo tutti un passo indietro”. Lo ha detto il presidente del Senato, Ignazio La Russa, intervistato durante ‘Fenix’, la festa di Gioventù nazionale in corso all’Eur.

“Il clima d’odio – ha aggiunto – può nascere da mille cose ma spesso, almeno quello di sinistra, nasce dal convincimento di una pretesa superiorità morale e quindi dalla non accettazione che qualcuno possa non essere d’accordo con loro. Se qualcuno la pensa diversamente va condannato e odiato e indicato al pubblico ludibrio”.

“Non mi è mai capitato di partecipare o di leggere in altre parti d’Italia una attività di persone di destra tesa a impedire le manifestazioni degli altri. Avete mai avuto notizia di gente di destra che ha impedito una manifestazione di destra? Mai. Ricordatela sempre questa differenza di cui dobbiamo essere orgogliosi”, ha osservato.

Cnpr Forum: 5,8 milioni di italiani rinunciato a cure sanitarie

Roma, 18 set. (askanews) – “Oltre 5,8 milioni di italiani hanno rinunciato a curarsi: una violazione dell’articolo 32. Servono pi risorse strutturali, personale e investimenti sulla medicina territoriale per riportare la sanit almeno alla media europea. Negli ultimi anni il Servizio Sanitario Nazionale ha subito un progressivo definanziamento in rapporto al Prodotto interno lordo”. Lo ha dichiarato Antonio Misiani (Pd), vicepresidente Commissione Bilancio del Senato della Repubblica, nel corso del Cnpr Forum ‘Liste d’attesa, fondi e personale: quale cura per il servizio sanitario?’, promosso dalla Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili, presieduta da Luigi Pagliuca. Secondo Andrea Mascaretti (Fratelli d’Italia), vicepresidente Commissione parlamentare per l’attuazione del federalismo fiscale, “il Governo Meloni ha gi compiuto passi significativi per la sanit: dal 2022 il ‘FSN’ salito da 126 a 136,5 miliardi, con oltre 10 miliardi in pi, mai stanziati prima. Dopo 11 anni senza un ‘Piano sanitario’, in preparazione un nuovo documento strategico. Stanziati 870 milioni per ridurre le liste d’attesa e avviato un piano triennale di assunzioni per 10mila medici e 20mila infermieri”. Critico Mauro Del Barba (Italia Viva), segretario Commissione Finanze a Montecitorio: “Il quadro allarmante: molti cittadini rinunciano alle cure o non riescono nemmeno a entrare in lista d’attesa per prestazioni essenziali. Oltre alla carenza di personale, pesano strutture territoriali obsolete che alimentano inefficienze. La sanit, presidio di coesione sociale e vanto del welfare italiano, non pu subire ulteriori arretramenti. Servono misure concrete, soprattutto per trattenere gli infermieri in Italia, con incentivi e servizi aggiuntivi che frenino la fuga all’estero”. Su quanto sia prioritario per i cittadini il tema della sanit si espresso Alessandro Cattaneo, deputato di Forza Italia nella Commissione parlamentare per le questioni regionali, “la sanit una priorit per ‘FI’, che propone un piano di riorganizzazione complessiva: ripensare il ruolo dei medici di base e della medicina territoriale, potenziare prevenzione, gestione della cronicit e assistenza domiciliare. Non basta aumentare i fondi: servono strumenti nuovi per affrontare sfide nuove. S a una collaborazione virtuosa pubblico-privato e alla sanit integrativa, per garantire cure pi moderne, accessibili ed efficienti, senza demonizzare il ruolo del privato”. Nel corso del dibattito, moderato da Anna Maria Belforte, il punto di vista dei professionisti stato illustrato da Mario Chiappuella, commercialista e revisore legale dell’Odcec di Massa Carrara: “La sanit regionalizzata mostra gravi criticit: frammentazione, disparit nei servizi, difficolt nello scambio dati e migrazione sanitaria. Crescono le rinunce alle cure per costi e liste d’attesa. Servono interventi urgenti per garantire equit e rafforzare la fiducia nel sistema”. Le conclusioni sono state affidate a Paolo Longoni consigliere dell’Istituto nazionale esperti contabili: “La sanit pubblica, diritto costituzionale, necessita di riforme concrete: non basta pi finanziare, serve un progetto che valorizzi la medicina territoriale oltre il medico di base, migliori reclutamento e retribuzioni del personale e garantisca servizi equi ed efficienti, ridando fiducia ai cittadini e rafforzando il welfare.

Al Bano e Mogol in “Vai Italia”, la Cucina Italiana candidata Unesco

Roma, 18 set. (askanews) – “La cucina italiana” candidata a Patrimonio dell’Umanit. Al ministero della Cultura (MiC) per presentare l’iniziativa “Vai Italia”, a sostegno della candidatura, il cui esito verr svelato solo il 10 dicembre a Nuova Delhi, sono intervenuti il paroliere Mogol, il cantautore, voce della canzone italiana nel mondo, Al Bano, il produttore musicale Fio Zanotti, il direttore dell’Antoniano, frate Giampaolo Cavalli e il sottosegretario alla Cultura Gianmarco Mazzi.

“Vai Italia” anche il brano colonna sonora dell’iniziativa. Autore della musica Oscar Prudente, testo di Mogol:

“Mi farebbe molto piacere che (questo brano) incrementasse l’affetto per il nostro Paese, perch questo il fine di questa canzone”.

Al Bano l’ha cantata assieme ai bambini di Caivano e il coro dell’Antoniano. Sulla tradizione culinaria italiana, sottolinea:

“La cucina italiana un’operazione da grandi artisti, grandi artisti dell’arte culinaria, ma si pu imparare e modificare e abbellire sempre di pi la nostra tradizione culinaria. Parlo perch non so come canto, ma quando cucino so di non essere secondo a nessuno”.

A collegarsi dal Sudafrica, dove impegnato per il G20, il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, mentre Mazzi ha ricordato che, se la candidatura sar approvata, la cucina italiana sar la prima al mondo a ricevere questo riconoscimento:

“La cucina italiana vale nel mondo 250 miliardi di euro all’anno. Abbiamo un problema grandissimo con i prodotti contraffatti che ci sottraggono fino a 120 miliardi di euro l’anno, se riusciremo ad avere questo riconoscimento riteniamo di poter avere anche una forma di tutela maggiore”.

Il titolo ufficiale del dossier “La cucina italiana tra sostenibilit e diversit bioculturale” (Italian Cooking between sustainability and biocultural diversity), la richiesta di candidatura stata presentata il 23 marzo 2023 dai ministeri della Cultura e dell’Agricoltura. Le comunit promotrici della candidatura sono l’Accademia italiana della Cucina, La Fondazione Casa Artusi e la rivista La Cucina Italiana.

Calcio, Josè Mourinho torna al Benfica

Roma, 18 set. (askanews) – Josè Mourinho è ufficialmente il nuovo allenatore del Benfica, a distanza di 25 anni dalla sua prima esperienza sulla panchina dei lusitani.

Il ritorno di Mourinho arriva a poche settimane dall’eliminazione del Fenerbahce, la sua precedente squadra, dalla Champions League, proprio per mano del Benfica nei preliminari che assegnavano un posto nel tabellone principale del torneo. L’epilogo in Turchia fu amaro: l’esonero dello Special One e un turbinio di polemiche. La storia però è beffarda: stavolta sarà proprio Mourinho, dall’altra parte della barricata, a guidare i lusitani in Champions, mentre il Fenerbahce guarderà il torneo solo dalla tv.

Giovedì è arrivata la firma sull’accordo che lega Mourinho al Benfica fino al 2027. Il contratto include una clausola – esercitabile sia dal club che dall’allenatore – che permette di interrompere il rapporto al termine della stagione. La firma è stata seguita dalla conferenza stampa di presentazione, prima dell’allenamento pomeridiano della squadra fissato intorno alle 17.

La storia di Mourinho e il Benfica ha radici lontane. Tutto iniziò nel settembre del 2000, quando fu chiamato dall’allora dirigente Eladio Parames per sostituire l’esonerato Jupp Heynckes. L’esperienza durò meno di dieci partite a causa di un cambio presidenziale, ma segnò l’inizio di un percorso straordinario. Tre anni e mezzo più tardi, Mourinho conquistò la Champions League alla guida del Porto, storico rivale dei lusitani, prima di vivere una carriera costellata di successi in Inghilterra, Spagna e Italia.

Tajani: oggi è inutile riconoscere lo Stato Palestinese

Roma, 18 set. (askanews) – “Non possiamo riconoscere oggi lo Stato palestinese perché è assolutamente inutile. Lo ha detto stamani un giornalista importante che è Lucio Caracciolo, direttore di Limes”, il quale “dice che riconoscere lo Stato palestinese è un modo per lavarsi la coscienza e non risolve il problema perché oggi non c’è lo Stato palestinese”. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani rispondendo, durante il Question Time al Senato, a un’interrogazione, presentata dal Pd, sulle iniziative diplomatiche del governo nei confronti del governo israeliano per una conclusione delle ostilità a Gaza.

“Da una parte c’è Hamas e dall’altra c’è l’autorità nazionale palestinese. E’ molto più utile, lo diceva lo stesso” Caracciolo, “creare corridoi umanitari per cercare di salvare il maggior numero possibile di persone. Ed è quello che stiamo facendo, è quello che sta facendo il governo italiano. Io non sono mai stato contrario allo Stato palestinese. Ho detto che noi non possiamo riconoscere un Stato palestinese che non riconosca Israele e non sia riconosciuto da Israele”, ha sottolineato Tajani.

Fmi, Georgieva: lasciar circolare capitali aiuta prospettive crescita

Roma, 18 set. (askanews) – “Viviamo in un mondo di profonda incertezza, con spostamenti tettonici nel commercio internazionale e persistenti tensioni geopolitiche: il tutto può avere un impatto rilevante su crescita economiche e inflazione”. Lo ha affermato la direttrice del Fondo monetario internazionale, Kristalina Georgieva, aprendo l’evento annuale intitolato all’ex direttore Michel Camdessus.

“Anche in un mondo di profondi cambiamenti, i capitali continuano a muoversi tra le frontiere alla ricerca di buoni investimenti e solidi di rendimenti. La storia ci insegna” che l’apertura alla circolazione di capitali “può aiutare a convogliare i risparmi dove sono maggiormente necessari – ha proseguito – migliorando le prospettive di crescita creando al tempo stesso forti incentivi per una gestione prudente delle economie”.

Al tempo stesso “tassi di cambio flessibili” sulle valute “restano fondamentali per aiutare i paesi ad adattarsi agli shock”.

Infine, “la realtà quotidiana dei policy maker in molte economie è spesso fatta di bilanciamenti difficili tra gestire flussi di capitali volatili e al tempo stesso preservare la stabilità macroeconomica e finanziaria. Data questa realtà, vi possono essere benefici nel far ricorso a strumenti addizionali che vadano oltre la politica del bilancio, i tassi di interesse e la regolamentazione macro prudenziale di vigilanza sul settore bancario”.

Su questo, ha concluso Gerogieva, il Fmi è impegnato a fornire le sue consulenze ai governi e alle istituzioni. (fonte immagine: IMF).

Trump: sono in disaccordo con Netanyahu sull’attacco a Gaza

New York, 18 set. (askanews) – “Voglio che gli ostaggi vengano rilasciati, e penso che andrà tutto bene, ma è stato un periodo brutale, e questo va avanti da molto tempo. Non è qualcosa che dura da un anno, due anni, ma da decenni e decenni. Ma vogliamo che finisca”, ha detto Trump rispondendo ai giornalisti sulla guerra di Israele a Gaza durante la conferenza stampa con primo ministro britannico.

“Noi vogliamo che i combattimenti finiscano, e finiranno, ma ci sono tante cose brutte”, ha aggiunto il presidente parlando di attacchi brutali e ha ribadito che “sono in disaccordo con il Primo Ministro su questo punto, uno dei nostri pochi disaccordi”.

Olimpiadi, il Cio promuove opere e organizzazione di Milano-Cortina

Milano, 18 set. (askanews) – Promozione a pieni voti del Comitato olimpico internazionale per l’organizzazione e per le strutture dei prossimi Giochi invernali di Milano Cortina. La nuova presidente del Cio, Kirsty Coventry, nella sua prima visita in Italia nella veste di numero uno dello sport mondiale, ha avuto infatti parole di grande apprezzamento, per il futuro villaggio olimpico di Milano, ormai completato, e per l’andamento del cantiere della nuova arena di Santa Giulia, visitata in mattinata.

“Abbiamo fatto – ha riferito l’ex nuotatrice – un bellissimo giro stamattina, prima in quella che sar la casa dell’hockey sul ghiaccio, ed stato veramente bellissimo vedere il ritmo veloce dei lavori e i progressi. Adesso siamo qui in questo bellissimo luogo che mi sta facendo venire la voglia di essere un’atleta degli sport invernali. Sar bellissimo, nel giro di pochi mesi accoglier atleti di tutto il mondo e dovete essere molto orgogliosi. Congratulazioni a Milano Cortina, alle autorit locali, all’azienda coinvolta nella costruzione, ma ancora pi importante l’eredit di trasformazione in studentato”.

Un elogio raccolto dal presidente del Comitato organizzatore, Giovanni Malag, particolarmente soddisfatto per i progressi del nuovo palazzetto che ospiter le gare di hockey su ghiaccio. “C’ ancora da completare, c’ ancora da sistemare, per i giudizi – ha detto – sono unanimemente estremamente entusiasti. Ci fa molto piacere. Oggi a Santa Giulia erano tutti nel vero senso della parola particolarmente colpiti dall’impianto, soprattutto della versatilit dell’impianto, dell’opportunit di creare uno spazio multidisciplinare, la citt di Milano ne aveva sicuramente molto bisogno ma direi tutto il Paese”.

La visita della Commissione esecutiva del Cio, l’ultima prima dell’inizio dei Giochi, precede di 70 giorni l’accensione della Fiamma Olimpica a Olimpia, in Grecia. Il 6 dicembre la fiaccola arriver poi in Italia e comincer il suo viaggio in 110 province, fino alla cerimonia di apertura in programma a Milano il 6 febbraio 2026 allo stadio di San Siro.

È tutto pronto per Romics 35, l’omaggio a Corto Maltese e ai Peanuts

Roma, 18 set. (askanews) – La 35esima edizione di Romics, il Festival Internazionale del Fumetto, Animazione, Cinema e Games, è in programma alla Fiera Roma dal 2 al 5 ottobre. Tantissimi eventi in contemporanea, oltre 350 espositori, e nei due manifesti della campagna l’omaggio ai Peanuts e all’indimenticabile Corto Maltese.

I personaggi di Charles M. Schulz, in occasione del 75esimo anniversario, saranno protagonisti di una grande mostra con tavole originali, omaggi d’autore e memorabilia, in collaborazione con il Charles M. Schulz Museum e Peanuts Worldwide. Nel trentennale della scomparsa di Hugo Pratt, Corto Maltese sarà celebrato con l’attribuzione di un Premio Speciale ai due artisti francesi Martin Quenehen e Bastien Vivès; l’iniziativa è realizzata in collaborazione con Cong Edizioni e il Festival della Letteratura di Viaggio.

Insigniti del prestigioso Romics d’Oro durante la 35esima edizione del Festival saranno Fabio Civitelli, Ron Clements, Oscar Martín e Kevin Pike.

Fabio Civitelli festeggia quest’anno ben 40 anni di lavoro su TEX, la grande icona Bonelliana. Ha esordito con Mister No e ha realizzato opere per Orient Express, Dylan Dog Color Fest e numerosi volumi illustrati, distinguendosi per uno stile elegante e riconoscibile. Civitelli sarà protagonista di due incontri: il primo dedicato a Tex, venerdì 3 ottobre e l’incontro di celebrazione Romics d’Oro in programma sabato 4 ottobre.

Ron Clements, leggenda dei Walt Disney Animation Studios, ha firmato insieme a John Musker la regia dei più grandi classici Disney: La Sirenetta, Aladdin, Hercules, Il Pianeta del Tesoro e La Principessa e il Ranocchio. Ha diretto anche l’epico viaggio in Oceania, candidato all’Oscar. L’incontro di celebrazione Romics d’Oro è in programma sabato 4 ottobre.

Oscar Martín, debutta come disegnatore storico di Tom & Jerry, di cui quest’anno Romics ha celebrato l’85mo anniversario, lavora anche con Disney e con l’editore francese Casterman. È il creatore della saga post-apocalittica Solo, cult con numerosi spin-off e La Gilda. A Romics Oscar Martín presenterà in anteprima Solo – Integrale 3. L’incontro di celebrazione Romics d’Oro è in programma domenica 5 ottobre.

Kevin Pike, maestro americano sia degli effetti speciali che digitali, ha lavorato a brand iconici quali Indiana Jones, Star Wars e soprattutto Ritorno al Futuro per il quale è stato il designer della leggendaria DeLorean e ha ricevuto una nomination agli Oscar. A Romics, la celebrazione della sua straordinaria carriera dal 50mo anniversario de Lo Squalo ai quarant’anni di Ritorno al Futuro. L’incontro di celebrazione Romics d’Oro è in programma domenica 5 ottobre.

Novità di questa edizione, il Premio Romics Special, per rendere omaggio ad artisti e professionisti che si siano distinti nell’esplorazione di nuovi mondi e personaggi, aprendo nuove frontiere creative al mercato e sperimentando linguaggi espressivi innovativi. Ad essere insigniti del Romics Special sono Jason Shiga, Martin Quenehen e Bastien Vivès.

Tra gli ospiti d’onore di questa edizione, quattro grandi protagonisti della scena internazionale: Francesca Baerald, Meredith McClaren, Carmine Di Giandomenico e Valerio Schiti.

17ma edizione Festival di Musica Internazionale dell’Azerbaigian

Roma, 18 set. (askanews) – Nell’ambito della 17ma edizione del Festival di Musica Internazionale dell’Azerbaigian, dedicato al Maestro Uzeyir Hajibeyli, il Centro Culturale dell’Azerbaigian, in collaborazione con l’Ambasciata della Repubblica dell’Azerbaigian in Italia, ha organizzato una serata di musica e danza presso la splendida Sala Accademica del Conservatorio di Musica Santa Cecilia. Ad introdurre la serata la Direttrice del Centro Culturale Gulnar Taghizada, che ha innanzittutto offerto il microfono all’Ambasciatore dell’Azerbaigian in Italia.

Salutando il pubblico, S.E. Rashad Aslanov ha ricordato l’importanza del compositore, direttore d’orchestra, educatore, musicologo e promotore culturale Uzeyir Hajibeyli, che contribu in maniera determinante allo sviluppo delle istituzioni musicali dell’Azerbaigian. Fond scuole, orchestre e fu a lungo alla guida del Conservatorio Statale. La sua opera “Leyla e Majnun”, rappresentata per la prima volta nel 1908 considerata la prima opera del mondo islamico e a lui si deve, nel 1919, la composizione dell’inno nazionale della Repubblica Democratica dell’Azerbaigian, ripristinato dopo l’indipendenza nel 1991. Ha ripreso poi la parola la Direttrice Taghizada, che ha evidenziato come l’anniversario della nascita del Maestro, che si celebra il 18 settembre, rientri nel contesto di un festival musicale internazionale organizzato dal Ministero della Cultura e celebrato in tutto il mondo da anni.

Ad esibirsi a Roma, in un alternarsi di quindici brani, capolavori del repertorio tradizionale azerbaigiano, la cantante d’opera Chinara Shirin, ammirata per la sua voce potente ed espressiva. Ad accompagnare le musiche, il Ritm Dance Ensemble, che ha portato l’energia, l’eleganza e i colori della danza azerbaigiana sul palco.

Abbiamo parlato con il Maestro Lea Pavarini, Progetti Esteri Santa Cecilia: “Questa una delle sale storiche della nostra citt, ed il Conservatorio fra l’altro che aperto a queste culture e che proprio con l’Azerbaigian ha dei rapporti di scambio interculturale. stata una bellissima serata”.

poi intervenuta Daniela Traldi, Consigliere Amministrazione Teatro di Roma – Teatro Nazionale: “Questa stata una bella occasione per conoscere le loro tradizioni. Dal punto di vista musicale sono, tra l’altro, molto pi vicine alle nostre di quanto noi non ci immaginiamo”.

Infine intervenuto Giovanni Pomponi, imprenditore: “La cultura musicale dell’Azerbaigian molto importante ed oggi ne abbiamo avuto prova con ottimi talenti. Tra l’altro stata scelta questa sala che a mio avviso una delle pi bell, sia per acustica che per fama”.

Un viaggio nella cultura azerbaigiana e nella creativit di uno dei suoi pi amati rappresentanti, che ha anche sancito ulteriormente un’amicizia, quella tra Azerbaigian ed Italia, che passa anche dall’arte.

Spazi da non perdere, colori e comunit a Genova

Roma, 18 set. (askanews) – La street art a colorare il quartiere Cep di Genova. nato qui il progetto Nuovo Orizzonte, selezionato dall’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povert educativa minorile, che vede la Comunit di Sant’Egidio – Liguria come ente capofila.

“L’idea stata quella – ha affermato Sergio Casali, responsabile del progetto – di portare proprio qui, in un territorio di periferia, le realt pi vive e anche un’idea di scuola pi moderna e capace di avere una forza attrattiva”.

Un punto di partenza quindi non solo per conoscersi, ma anche per arricchire la formazione dei bambini e ragazzi coinvolti nel progetto.

La collaborazione con l’Istituto Comprensivo Voltri 2 di Genova, altro partner del progetto, si mossa proprio in tal senso, con i docenti parte attiva delle attivit pomeridiane.

Al termine del primo anno di attivit, i partecipanti (gli studenti dell’Istituto comprensivo “Voltri 2” e i ragazzi della Scuola della Pace della Comunit di Sant’Egidio) hanno voluto fare un regalo al quartiere: sotto la guida degli artisti dell’associazione Linkinart, hanno realizzato un murale sul muro antistante al plesso “Aldo Moro”.

L’arte ha quindi permesso ai diretti interessati di esprimersi liberamente e di portare ancora pi vita all’interno del contesto di riferimento. Infatti, “Una cosa che rende il quartiere pi vivace e meno grigio sono le opere d’arte sparse per il quartiere – spiega Elisabetta, 13 anni – tuttavia la cosa che permette veramente di superare i confini l’amicizia tra i cittadini del quartiere”.

Il Papa sul genocidio a Gaza per ora non si pronuncia

Città del Vaticano, 18 set. (askanews) – “La parola genocidio viene usata sempre più spesso. Ufficialmente, la Santa Sede non ritiene che si possa fare alcuna dichiarazione in merito in questo momento”. E’ quanto dice Papa Leone XIV in nel libro-intervista la cui pubblicazione avviene oggi in Perù, a firma della vaticanista Elise Ann Allen. “Esiste una definizione molto tecnica di cosa potrebbe essere il genocidio, – ha chiarito e spiegato Papa Leone – ma sempre più persone sollevano la questione, tra cui due gruppi per i diritti umani in Israele che hanno rilasciato questa dichiarazione”.

E’ “altamente improbabile, certamente nel prossimo futuro, che la dottrina della Chiesa in termini di cio’ che insegna sulla sessualità, ciò che la Chiesa insegna sul matrimonio” potrà cambiare. Lo chiarisce Papa Leone XIV tocccando il tema Lgbt nel libro-intervista di Elise Ann Allen, che esce oggi in Peru’ (Penguin).

“Francesco ha detto molto chiaramente quando diceva: ‘Tutti, tutti, tutti’. Tutti sono invitati, ma io non invito una persona perchè ha o non ha una specifica identità. Invito una persona perchè è un figlio o una figlia di Dio. Siete tutti benvenuti, e impariamo a conoscerci e a rispettarci a vicenda”, ha poi chiarito Papa Prevost aggiungendo che “la gente vuole che la dottrina della Chiesa cambi, vuole che gli atteggiamenti cambino. Penso – ha concluso – che dobbiamo cambiare gli atteggiamenti prima ancora di pensare di cambiare ciò che la Chiesa dice su una determinata questione”. Sul tema delle donne e, in particolare, delle cosiddette diaconesse, “per il momento non ho intenzione di cambiare l’insegnamento della Chiesa sull’argomento”.

Gli Iron Maiden a San Siro, il metal debutta allo stadio di Milano

Milano, 18 set. (askanews) – Gli Iron Maiden suoneranno a San Siro il 17 giugno 2026, portando per la prima volta nella storia il metal nel tempio della musica milanese.

Un evento già segnato nel calendario di tutti i fan e fra le prima date annunciate del “Run for your lives tour” che attraverserà tutte l’Europa, a partire da Atene, passando per Amsterdam, Parigi, Lisbona, fino a un grande show conclusivo nella loro patria, il Regno Unito.

Gli Iron Maiden sul palco avranno la forza di tutti i loro 50 anni di carriera, pieni di successi con cui hanno fatto la storia dell’heavy metal, dal debutto nel 1980 con l’album omonimo Iron Maiden, poi “Number of the beast”, “Fear of the dark”, dischi che hanno venduto 130 milioni di copie in tutto il mondo.

I biglietti saranno in vendita dalla settimana del 22 settembre, prima in pre sale e poi per tutti.

Calcio, Ademola Lookman torna in gruppo: l’Atalanta volta pagina

Roma, 18 set. (askanews) – Ademola Lookman è tornato a pieno regime con il gruppo. L’attaccante nigeriano si è allenato per la prima volta dall’inizio del ritiro sotto la guida di mister Ivan Juric, chiudendo definitivamente la parentesi degli scambi verbali a distanza, degli “scioperi” e delle speculazioni sul suo possibile trasferimento all’Inter, sul quale poi la società bergamasca aveva posto il veto finale. I segnali di apertura erano arrivati già fra domenica e lunedì, fino a sfociare in un colloquio decisivo prima della partenza per Parigi. Questa mattina, il confronto finale con Juric ha sancito la volontà di Lookman di voltare pagina, pronto a dare il 100% come richiesto dal tecnico e dalla società.

Prima dell’allenamento, l’attaccante ha parlato anche con la squadra, raccontando di aver vissuto un’estate complicata, ma di aver ritrovato serenità e motivazioni. Dopo le spiegazioni, Lookman si è unito alla seduta post-Psg, segnando un chiaro passo avanti verso la normalità. Alla vigilia della sfida di Champions, capitan De Roon aveva già aperto le porte al rientro: ora Atalanta e numero 11 guardano avanti insieme. Per il weekend a Torino potrebbe arrivare la prima convocazione, chiudendo così un capitolo delicato e aprendo una nuova pagina in vista della stagione.

Caduta dei capelli, quanto incide il cambio di stagione

Roma, 15 set. – Il periodo transitorio che intercorre tra gli ultimi colpi di coda dell’estate e l’avvicinamento dell’autunno pu avere una percentuale d’incidenza su alcune variazioni dell’organismo umano: sistema immunitario, metabolismo e non solo. Anche i capelli, infatti, possono essere influenzati dal cambio di stagione.

La dermatologa Valentina Amadu, a tal proposito, dichiara: “Il cambio di stagione pu influire tantissimo sulla caduta dei capelli. Non solo l’autunno, ma tutte le stagioni possono influire su questo fenomeno perch cambia il clima, cambiano le nostre abitudini alimentari, cambia anche l’esposizione che abbiamo avuto sui capelli durante, per esempio, le ore di luce dell’estate, e cambiano le nostre abitudini. Quindi queste variazioni possono incidere e aumentare la caduta dei capelli. Ci sono alcune persone pi predisposte ad avere questo tipo di caduta stagionale che pu anche sovrapporsi ad altre problematiche che riguardano il cuoio capelluto, come per esempio una predisposizione genetica, oppure l’utilizzo di farmaci che possono accentuare la caduta”.

Importante, secondo gli esperti, riconoscere quando il fenomeno della caduta dei capelli pu celare dei tratti patologici da approfondire con un dermatologo e, soprattutto, risulta necessario osservare delle buone pratiche per evitare problemi ai capelli.

” importantissimo rivolgersi al dermatologo se la caduta abbondante, quindi parliamo di pi di 80-100 capelli al giorno, e se il fenomeno non si arresta in maniera spontanea nell’arco di due-tre mesi” – prosegue la Dott.ssa Amadu – “In chi predisposto difficile poter prevenire questa problematica. Sicuramente per una sana alimentazione, uno stile di vita regolare pu aiutare anche i capelli. Sono molto importanti per esempio i cibi ricchi di vitamine, di sali minerali e di proteine come le uova, i legumi, le carni. Questo importante sottolinearlo perch le nostre sane abitudini di vita poi si ripercuotono anche sui nostri capelli”.

L’autunno secondo gli esperti pu dunque contribuire alla formazione di sintomatologie dermatologiche da affrontare con stili di vita sani e con il supporto dei professionisti del settore.

(Servizio pubbliredazionale)

M.O:, Salvini: Stato Palestina? Finchè c’è Hamas non si riconosce nulla

Brennero (Bz), 18 set. (askanews) – “Fino a che c’è Hamas, fino a che ci sono tagliagole e terroristi islamici, non ritengo utile riconoscere nulla”. Lo ha detto il vice premier e segretario della Lega Matteo Salvini rispondendo – a margine della cerimonia al tunnel ferroviario del Brennero – ad una domanda sulla posizione italiana all’Onu circa il riconoscimento dello Stato di Palestina, con il ministro Tajani che ha annunciato l’adesione “convinta” alla Dichiarazione nell’ambito delle Nazioni Unite “con l’obiettivo di costruire uno Stato palestinese e far cessare le ostilità”.

Trump: "Legame indissolubile" tra Stati Uniti e Regno Unito

Roma, 18 set. (askanews) – Il presidente americano Donald Trump, seduto accanto al primo ministro britannico Keir Starmer durante un incontro con business leader, ha sottolineato il “legame indissolubile” tra Stati Uniti e Regno Unito.

“Penso che il nostro sia un legame indissolubile, indipendentemente da ciò che stiamo facendo oggi, penso che sia indissolubile”, ha affermato il presidente durante la tavola rotonda tenutasi a Chequers, la residenza di campagna del primo ministro.

“A maggio, il Regno Unito è diventato il primo Paese a stipulare un accordo commerciale con gli Stati Uniti durante il mio secondo mandato, (riferimento all’accordo sui dazi, ndr) e in un certo senso volevamo che fosse il primo, perché il legame è così forte e la relazione così lunga”, ha aggiunto Trump che è in visita di Stato nel Regno Unito.

Starmer e Trump oggi, di fronte ai leader aziendali, hanno apposto la loro firma all’accordo tecnologico “Tech Prosperity Deal”, che prevede investimenti per miliardi di dollari nello sviluppo delle tecnologie in più rapida crescita come l’intelligenza artificiale, la tecnologia quantistica e nucleare.

La Moldova al voto il 28 settembre, cruciale per l’Europa

Roma, 18 set. (askanews) – Domenica 28 settembre 2025 la Moldova andrà alle urne per rinnovare il parlamento, un voto di un piccolo Stato al margine orientale dell’Europa con importanti implicazioni geopolitiche per l’intero continente. Situata tra l’Ucraina e la Romania, la Moldova gioca un ruolo strategico nel sostegno a Kiev, nell’export di grano via il Danubio e come linea di confine e barriera contro l’influenza russa. Un ritorno del paese sotto l’orbita del Cremlino potrebbe indebolire il fianco est dell’Unione Europea, minacciando la stabilità dei vicini membri della NATO come Romania, Polonia e i Paesi baltici.

Il significato del voto è chiaro ai leader europei: a fine agosto il presidente francese Emmanuel Macron, il premier polacco Donald Tusk e il cancelliere tedesco Merz si sono recati a Chisinau per ribadire il sostegno dell’UE al percorso europeo moldavo. L’eventuale vittoria delle forze pro-Russia rafforzerebbe i timori di nuove pressioni, anche militari, ai confini orientali dell’Unione: la Russia mantiene 1.500 soldati in Transnistria, regione separatista filorussa.

IL PARTITO PAS DELLA PRESIDENTE PRO-EU MAIA SANDU IN DISCESA La presidente Maia Sandu e il suo Partito Azione e Solidarietà (PAS) detengono attualmente la maggioranza assoluta con 63 seggi su 101, ottenuti nel 2021. Il partito ha guidato il paese verso un maggiore allineamento con l’Unione Europea, avviando i negoziati di adesione nel 2024 e partecipando al primo vertice UE-Moldova nel luglio 2025.

Tuttavia, l’entusiasmo iniziale appare affievolito. I sondaggi più recenti vedono PAS al 25,8% nei consensi, rispetto al 52,8% ottenuto nel 2021. Le cause principali vanno ricercate nelle difficoltà economiche, nella mancanza di progressi concreti su riforme promesse, nella lentezza del contrasto alla corruzione e forti pressioni esterne dovute alla guerra in Ucraina.

I PRINCIPALI BLOCCHI POLITICI IN CORSA Pro-Europa: PAS e l’Alternativa Bloc PAS (Partito Azione e Solidarietà) Pro-UE, riformista, anti-corruzione. Rischia di perdere la maggioranza e potrebbe essere costretto a una coalizione.

Alternativa Bloc Nuovo soggetto politico moderato, pro-europeo ma critico verso PAS. Include figure note come il sindaco di Chisinau Ion Ceban, l’ex premier Ion Chicu e il giurista Alexandr Stoianoglo. È visto come possibile ago della bilancia, ma il passato ambiguo dei suoi membri suscita dubbi.

Pro-Russia: blocchi e figure chiave Blocco della Vittoria (Victory Bloc) Creato nel 2024, guidato da esponenti legati a Ilan Shor, latitante per corruzione. Fortemente filorusso, propone un modello federale che darebbe ampi poteri a regioni come Transnistria e Gagauzia. Il blocco è stato escluso dalle elezioni dalla Commissione elettorale, ma la decisione è oggetto di ricorso.

Blocco dei Comunisti e Socialisti Coalizione di sinistra con tendenze sovraniste, guidata dall’ex presidente Igor Dodon (accusato di corruzione e sotto processo). Ha attenuato la sua opposizione all’UE, ma propone relazioni più strette con Mosca e energia a basso costo.

Partito del Nostro Popolo (Our Party) Movimento populista guidato da Renato Usatii, che si presenta come alternativa sia pro-Russia che a pro-PAS. Potrebbe ottenere il 5% necessario per entrare in parlamento e diventare decisivo per una coalizione.Interferenze e rischi geopolitici La Moldova è da anni terreno fertile per la disinformazione russa, attacchi informatici e tentativi di destabilizzazione. Le autorità moldave e l’UE temono che il Cremlino possa intensificare i tentativi di manipolazione, come accaduto durante le elezioni presidenziali del 2024 e il referendum costituzionale sull’UE.

La presenza di truppe russe in Transnistria, regione che non riconosce l’autorità di Chisinau, resta una minaccia per la traiettoria pro-europea e filo-atlantica. Concretamente, in caso di una svolta favorevole alla compagine filo-russa, la regione potrebbe de facto diventare una base avanzata sul fianco orientale della NATO.

PAS rimane in testa nei sondaggi, ma con un margine ristretto. Una coalizione sarà quasi inevitabile, e l’alleanza con partiti minori pro-UE o neutri sarà cruciale.

Il rischio di un parlamento frammentato potrebbe rallentare o bloccare il processo di adesione all’UE.

Atletica, Nadia Battocletti in finale nei 5000 metri ai mondiali

Roma, 18 set. (askanews) – Nadia Battocletti continua a scrivere pagine di grande atletica azzurra. La mezzofondista trentina si è qualificata per la finale dei 5000 metri ai Mondiali di Tokyo, in programma sabato 20 settembre alle 14.29 ora italiana. L’azzurra ha chiuso la sua semifinale in seconda posizione con il tempo di 14’46″36, alle spalle della keniota primatista mondiale Beatrice Chebet, prima in 14’45″59. Per la 26enne azzurra si è trattato di una gara controllata, con poche energie spese grazie a un ritmo non particolarmente elevato. La qualificazione non è mai stata in discussione, mentre a sorpresa è uscita di scena una delle favorite della vigilia, l’etiope Byrke Haylom. Battocletti, reduce dal fantastico argento nei 10.000 metri alle spalle proprio di Chebet — con tanto di record italiano demolito in 30’38″23 — si candida così a un ruolo da protagonista anche nella finale dei 5000: “Sono molto soddisfatta, ho avuto buone sensazioni e adesso testa alla finale”, ha dichiarato dopo la gara. Nella seconda semifinale, corsa anch’essa su ritmi controllati, la vittoria è andata all’etiope Gudaf Tsegay (bronzo nei 10.000) con 14’56″46 davanti alla keniota Faith Kipyegon, campionessa mondiale dei 1500 metri, seconda in 14’56″71. Con Chebet, Tsegay e Kipyegon, Battocletti sarà tra le grandi attese della finale che promette spettacolo e alta intensità. Non accedono invece all’atto conclusivo le altre due italiane in gara: Federica Del Buono, dodicesima in 15’08″48, e Micol Majori, sedicesima con 15’14″66.

Brennero, Meloni: opera monumentale, giornata storica

Milano, 18 set. (askanews) – Il collegamento sotterraneo tra Italia e Austria attraverso il Brennero è “un progetto monumentale”, un’opera “da primato” che “unisce ancora di più due nazioni già profondamente unite dalla loro storia e dalla loro geografia, partner su numerosi dossier europei e della politica internazionale”. Lo ha sottolineato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, nel saluto alla cerimonia di abbattimento transfrontaliero tra Italia e Austria del diaframma del cunicolo esplorativo della Galleria di base del Brennero per il nuovo collegamento ferroviario ad Alta velocità e ad Alta capacità.

“Oggi compiamo un passo decisivo per la realizzazione di una delle opere infrastrutturali più grandi di tutto il continente. È una giornata storica per l’Italia, l’Austria e l’intera Europa. Perchè la galleria di base del Brennero rappresenta uno degli snodi centrali del corridoio Scandinavo-Mediterraneo”, che avrà effetti positivi “sul sistema produttivo” e garantirà “molti benefici dal punto di vista ambientale per i meravigliosi e delicati territori che attraversa. Un’opera immensa nel cuore d’Europa che ha iniziato il suo lungo cammino nel 2004 con la sottoscrizione dell’accordo tra Italia e Austria. Sono passati 20 anni ma siamo determinati a completarla. Abbiamo la responsabilità di dimostrare ai nostri cittadini che non c’è un progetto troppo grande per essere affrontato, una sfida troppo difficile perchè ci si possa scommettere. Crediamo nelle nostre eccellenze, nel nostro know how”. Anche “in tempi in cui tutto sembra volerci convincere che le nostre società non siano in grado di lassciare eredità positive alle generazioni future. Io sono convinta del contrario. Grazie al lavoro, al sudore, la fatica e la competenza dell’esercito silenzioso che da anni lavora a questo progetto: il collegamento ferroviario più lungo al mondo, opera da primato come altre due opere previste dal tracciato del Corridoio: il Ponte sullo Stretto e il collegamento sul Mar Baltico. Opere che ci ricordano cosa siamo capaci di fare quando crediamo nelle nostre capacità”.

Bankitalia, Scotti: controvalore stablecoin a 300 mld, in un anno +75%

Roma, 18 set. (askanews) – Le stablecoin rappresentano ancora una quota limitata rispetto all’intero settore dei criptoasset, circa il 7,5% con un controvalore attuale di 300 miliardi di dollari, rispetto ai 4.000 mld dell’universo cripto, ma sono lievitate del 75% nell’ultimo anno. Lo ha rilevato Chiara Scotti, vicedirettrice generale della Banca d’Italia nel suo intervento in apertura della XIV conferenza “Economics of Payments”, organizzata a Roma dalla Banca d’Italia e dal Committee on Payments and Market Infrastructures.

Il settore delle stablecoin è molto concentrato negli Stati Uniti: il Teher Usdt rappresenta il 56% del mercato e il Circle’s Usdc un altro 25%. “Assieme queste due stablecoin in dollari dominano l’80% dello spazio e complessivamente le stablecoin che puntano alla parità con il dollaro statunitense rappresentano il 98% del mercato globale”, ha detto.

All’opposto, le stablecoin denominate in euro hanno un controvalore di appena 620 milioni di dollari, circa lo 0,2% del totale.

Sia l’Unione europea, con il regolamento Mica(r), sia gli Usa, più di recente, con il Genius Act, hanno adottato normative per questi settori, con differenze tra i due approcci. Generalmente le regole Ue risultano meno permissive.

Secondo Scotti strumenti come le stablecoin “possono offrire nuove soluzioni a problemi che si trascinano da tempo sui pagamenti e sull’intermediazione finanziaria, in particolare nell’ambito transfrontaliero. Tuttavia la loro crescita solleva anche questioni rilevanti su governance, stabilità, il loro possibile abuso per scopi illeciti e la coerenza della vigilanza tra le giurisdizioni”, ha avvertito.

“E’ essenziale che restiamo aperti alle opportunità rappresentate dalle moderne tecnologie mentre al tempo stesso valutiamo attentamente il loro potenziale impatto sull’insieme del sistema finanziario. Trovare il giusto equilibrio tra consentire l’innovazione e salvaguardare gli obiettivi chiave della politica, come la stabilità finanziaria, la sovranità monetaria, l’inclusione finanziaria e la tutela dei consumatori, assieme alla fiducia sulla moneta – ha concluso – resta una sfida rilevante per le autorità”. (fonte immagine: Bankitalia).

Schlein: Meloni venga in Parlamento, si voti sulla linea del governo su Gaza

Roma, 18 set. (askanews) – Giorgia Meloni deve presentarsi in Parlamento e sottoporsi a un voto sulla linea da tenere rispetto alla guerra a Gaza. Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein parlando con i giornalisti alla Camera. “Abbiamo chiesto insieme alle altre opposizioni al Governo una comunicazione della Presidente del Consiglio Meloni, che ricordo è in partenza per New York senza che questo Parlamento e l’Italia sappiano ancora che cosa andrà a fare, che cosa andrà a dire”.

Ha sottolineato la Schlein: “C’è un’iniziativa della Francia e di altri paesi per il riconoscimento dello Stato di Palestina”, atto “che noi stiamo chiedendo da anni a gran voce, soprattutto adesso che con l’occupazione criminale, fatta anche con i tank via terra, vede una situazione che rischia di cancellare per sempre la Palestina”. Del resto, aggiunge la leader Pd, questo è un “obiettivo dichiarato dai ministri israeliani: avete sentito ieri le parole terrificanti di Smotrich, che annuncia che Gaza sarà una straordinaria occasione d’oro immobiliare, una miniera d’oro immobiliare. Sono parole vergognose e inaccettabili. Questo governo non ha nemmeno condannato queste parole”. Su Gaza si deve esprimere il Parlamento, la Schlein su questo insiste: “Noi vogliamo che la presidente del Consiglio venga in questo Parlamento a dare occasione a questo Parlamento di esprimersi votando, perché non è possibile che – con grave ritardo – l’Unione europea si stia muovendo per chiedere sanzioni, per usare ogni leva disponibile per fare pressione e fermare i crimini di Netanyahu a Gaza come in Cisgiordania e noi non sappiamo se non dai retroscena sui giornali che cosa sta facendo il governo italiano”.

Così come “non sappiamo perché il commissario Fitto non abbia partecipato a questa importante discussione nella Commissione europea. Non sappiamo perché la premier, secondo i retroscena, stia andando a prendere la linea dalla Germania tradendo la tradizione diplomatica italiana che è sempre stata a ponte con il Medio oriente e attenta alla questione palestinese”.

Ha concluso la leader Pd: “Quindi questo Parlamento è la sede dove discutere e votare sugli impegni che l’Italia assume rispetto alla posizione che sta tenendo a Bruxelles sulle sanzioni e a New York sul riconoscimento dello Stato di Palestina”.

Gb, Banca d’Inghilterra conferma i tassi sulla sterlina al 4%

Roma, 18 set. (askanews) – La Banca d’Inghilterra ha confermato i livelli dei tassi di interesse sulla sterlina, dopo il taglio da 0,25 punti percentuali deciso il mese scorso al 4%. Questo dopo che l’inflazione nel Regno Unito ha mostrato una leggera risalita nelle ultime settimane, risalendo al 3,8% ad agosto.

Secondo quanto riporta un comunicato della Bank of England, la decisione è stata assunta a maggioranza dal direttorio, con 7 componenti favorevoli mentre altri due avrebbero preferito un altro taglio da 25 punti base. (fonte immagine: Bank of England).

Separazione carriere, Nordio: bagarre opposizione per amarezza sconfitta

Roma, 18 set. (askanews) – “In politica chi è sconfitto cerca di annacquare l’amarezza della sconfitta con una diversione, in questo caso la bagarre è stata provocata per sminuire l’importanza della vittoria della maggioranza sulla riforma della giustizia. In politica ci sta, non mi scandalizzo se l’opposizione cerca di annacquare la sconfitta con una diversione”. Così il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, commenta in Transatlantico l’approvazione in terza lettura della riforma sulla separazione delle carriere.

“Noi non abbiamo affatto applaudito – ha spiegato ai cronisti – è normale che di fronte alla vittoria, che non va vissuta come una sconfitta della magistratura e tantomeno come una umiliazione della magistratura a cui mi sento ancora di appartenere, un certo entusiasmo per una maggioranza schiacciante che penso sarà confermata anche con il referendum, sia più che normale”.

Giustizia, caos alla Camera dopo il voto sulla separazione delle carriere: le opposizioni contro il governo

Roma, 18 set. (askanews) – L’Aula della Camera ha approvato in terza lettura la riforma costituzionale della giustizia sulla separazione delle carriere con 243 voti a favore e 109 contrari. Il ddl torna al Senato per l’ultimo sì. Non essendo stata raggiunta la maggioranza assoluta sarà necessario un referendum confermativo. Subito dopo il voto sulla riforma costituzionale è scoppiato il caos in Aula alla Camera. Le opposizioni, hanno denunciato la scorrettezza di vedere applaudire anche gli esponenti del governo. Chiara Braga del Pd, l’ha definita “scena patetica” in cui “anche il ministro degli esteri si è alzato per applaudire”. Il vicepresidente della Camera Sergio Costa ha cercato di calmare gli animi e dare la parola alla capogruppo Pd che voleva intervenire sull’ordine dei lavori ma non è essendoci riuscito ha sospeso la seduta per alcuni minuti.

La riforma costituzionale della giustizia, che oggi è stata approvata in terza lettura dalla Camera e ora torna all’esame del Senato per il quarto passaggio parlamentare in vista del referendum confermativo in programma a primavera 2026, prevede una separazione strutturale tra magistratura requirente e giudicante, il conseguente sdoppiamento del Csm e l’istituzione di un’Alta Corte Disciplinare per i magistrati. Il disegno di legge interviene sull’art.104 della Costituzione introducendo una separazione netta tra le funzioni di requirente e giudicante. Allo stato attuale si accende in magistratura attraverso un concorso unico, i magistrati possono svolgere funzione tanto di giudicante quanto di inquirente e hanno la possibilità di cambiare ruolo nel corso della loro carriera. Un assetto che la riforma ribalta, prevedendo un concorso che obbliga a scegliere sin dall’inizio la carriera di giudicante o di requirente: in pratica, non sarà più possibile “migrare” da un ruolo all’altro.

Così anche il Csm, che attualmente gestisce nomine, trasferimenti e adotta provvedimenti disciplinari per pm e giudici, si sdoppia in due distinti organi di autogoverno: il Consiglio superiore della magistratura giudicante e il Consiglio superiore della magistratura requirente. La presidenza di entrambi gli organi è attribuita al Presidente della Repubblica, mentre sono membri di diritto del Consiglio superiore della magistratura giudicante e del Consiglio superiore della magistratura requirente, rispettivamente, il primo Presidente della Corte di Cassazione e il Procuratore generale della Corte di Cassazione.

Novità anche sulla composizione dei due Consigli: saranno estratti a sorte, per un terzo da un elenco di professori e avvocati compilato dal Parlamento in seduta comune e, per i restanti due terzi, rispettivamente, tra i magistrati giudicanti e tra i magistrati requirenti. Si prevede, inoltre, che i vicepresidenti di ciascuno degli organi siano eletti fra i componenti sorteggiati dall’elenco compilato dal Parlamento.

A vigilare sull’operato dei magistrati (compito attualmente in capo al Csm) sarà istituita un’Alta Disciplinare, composta da 15 giudici: 3 nominati dal presidente della Repubblica; 3 estratti a sorte da un elenco compilato dal Parlamento in seduta comune; 6 estratti a sorte tra i magistrati giudicanti in possesso di specifici requisiti; estratti a sorte tra i magistrati requirenti in possesso di specifici requisiti.

Una volta incassato il secondo via libera dall’aula di Palazzo Madama, il disegno di legge costituzionale sarà sottoposto a referendum: saranno i cittadini italiani, a primavera prossima, a decidere se approvare o bocciare la riforma che ridefinisce per sempre l’assetto della magistratura italiana.

Caos alla Camera dopo voto separazione carriere con seduta sospesa

Roma, 18 set. (askanews) – Caos in Aula alla Camera subito dopo il voto sulla riforma costituzionale della separazione delle carriere. Le opposizioni, hanno denunciato la scorrettezza di vedere applaudire anche gli esponenti del governo. Chiara Braga del Pd, l’ha definita “scena patetica” in cui “anche il ministro degli esteri si è alzato per applaudire”. Il vicepresidente della Camera Sergio Costa ha cercato di calmare gli animi e dare la parola alla capogruppo Pd che voleva intervenire sull’ordine dei lavori ma non è essendoci riuscito ha sospeso la seduta per alcuni minuti.

Tennis, rientro amaro per Berrettini: battuto a Hangzhou

Roma, 18 set. (askanews) – Il ritorno in campo è amaro per Matteo Berrettini. Tornato in campo 80 giorni dopo l’ultima volta, il romano ha perso all’esordio all’Atp 250 di Hangzhou contro il lucky loser ceco Dalibor Svrcina, n. 99 al mondo. Doppio 6-3 in un’ora e 25 minuti per il 22enne di Ostrava che mercoledì aveva perso nelle qualificazioni contro Giulio Zeppieri, prima di essere ripescato nel tabellone principale. Al di là del risultato, la notizia più importante resta il rientro in campo di Berrettini che dovrà ritrovare fiducia e continuità nei prossimi appuntamenti. Il romano proseguirà lo swing asiatico con l’Atp 500 di Tokyo (dal 24 al 30 settembre), poi volerà a Shanghai (1-12 ottobre) per il penultimo Masters 1000 della stagione.

Caso Almasri, la Giunta della Camera: ok a richiesta chiarimenti su Bartolozzi. Pd: governo vuole insabbiare

Roma, 18 set. (askanews) – La Giunta per le autorizzazioni di Montecitorio ha approvato l’istanza del centrodestra di chiedere al tribunale dei ministri e alla procura chiarimenti sulla capo di gabinetto del ministero della giustizia Giusi Bartolozzi nell’ambito della vicenda Almasri. Le opposizioni non hanno partecipato al voto per sottolineare la contrarietà a questa procedura. L’istanza sarà inviata al presidente della camera Lorenzo Fontana, al quale spetta dare seguito alla richiesta. “La maggioranza mostra un’ostinazione incomprensibile e pericolosa nel voler insabbiare e bloccare tutto, impedendo alla giustizia di fare il proprio corso. Un atteggiamento che non ha altre giustificazioni, se non quello di coprire responsabilità politiche sempre più evidenti. Per queste ragioni il Pd non ha partecipato al voto per stigmatizzare questa gravissimo strappo che dimostra un governo sotto ricatto”. Così Antonella Forattini, capogruppo Pd in Giunta per le Autorizzazioni alla Camera.

“Non solo – aggiunge Forattini – il governo ha gestito il caso in maniera irresponsabile e opaca, violando leggi e trattati internazionali e arrivando a liberare un criminale responsabile di omicidi e torture ma ora tenta persino di proteggere soggetti evidentemente in grado di esercitare pressioni sull’esecutivo. Con il voto di oggi il governo dimostra tutta la sua debolezza e ricattabilità: da un lato nei confronti della milizia libica, a cui ha dovuto cedere, dall’altro sul fronte interno verso i propri funzionari, che potrebbero avere in mano documenti capaci di smontare l’intera ricostruzione altalenante e omissiva fornita finora. E non è un caso che tutto questo avvenga nello stesso giorno in cui la Camera approva la riforma sulla separazione delle carriere, che nei fatti mira a subordinare la magistratura al potere politico, stabilendo quali reati perseguire e quali no. Proprio come stanno tentando di fare oggi in Giunta. Siamo di fronte a un attacco frontale ai principi basilari della Repubblica e della nostra democrazia”, conclude Forattini.

“Noi del M5S nella Giunta delle Autorizzazioni non abbiamo partecipato alla votazione-farsa sulla richiesta di approfondimento della posizione di Giusi Bartolozzi, capo di gabinetto del ministro Nordio. Questo voto non doveva neppure essere fatto, è un tema di cui ad oggi questo organo non è interessato. La Giunta è chiamata a decidere su tre ministri. Nessuna valutazione estranea e non è in connessione con la vicenda degli esponenti di governo di nostra competenza”, lo affermano le componenti M5S nella Giunta delle Autorizzazioni della Camera Daniela Torto, Enrica Alifano e Carla Giuliano. “La maggioranza – sottolineano le esponenti M5s – sta cercando di estendere la solita scappatoia addirittura a chi non è nè ministro, né parlamentare. È il solito abuso che umilia le istituzioni, ormai marchio di fabbrica del centrodestra. Il teatro dell’assurdo”.

RemTech Expo, Capomolla (Ansfisa): 94% comuni italiani a rischio

Ferrara, 18 set. (askanews) – Il 94% dei comuni italiani soggetto a fenomeni di dissesto idrogeologico e “milioni e milioni di cittadini vivono in condizioni di elevato rischio”, per questo serve il confronto “con tutti i rappresentanti locali e del governo per cercare di risolvere problematiche di questo tipo”. Lo ha detto Domenico Capomolla, direttore di Ansfisa, a RemTech Expo a Ferrara.

A RemTech Expo “abbiamo affrontato i problemi derivanti dal dissesto idrogeologico – ha spiegato Capomolla -, in particolare i fenomeni che scaturisce il dissesto idrogeologico rapportati alle infrastrutture che noi controlliamo. In particolare abbiamo affrontato il dissesto geologico sulla infrastruttura della rete che noi gestiamo e controlliamo che si tratta di strade, autostrade, ferrovie e impianti fissi”.

“Il dissesto idrogeologico – ha ricordato il direttore di Ansfisa – rappresenta una delle problematiche pi importanti che ci sono nell’Italia contemporanea ed individuato come l’insieme di tutti quei fenomeni che determinano instabilit nel territorio. Il 94% dei comuni italiani soggetto a problemi e a fenomeni del dissesto idrogeologico e milioni e milioni di cittadini vivono in condizioni di elevato rischio. E’ per questo che ci siamo confrontati con tutti i rappresentanti locali e con tutti i rappresentanti del governo per cercare di risolvere problematiche di questo tipo”.

Protesi anca e ginocchio: numeri record

Roma, 18 sett. (askanews) – Il mercato delle protesi articolari in Italia sta vivendo una crescita esponenziale, con oltre 200.000 interventi di protesi d’anca e ginocchio effettuati ogni anno e un incremento annuo del 5%. Questo boom determinato non solo dall’invecchiamento della popolazione, ma anche da un cambiamento culturale: gli anziani di oggi non accettano pi la disabilit e richiedono soluzioni che permettano loro di mantenere uno stile di vita attivo.

Il fenomeno riflette un’evoluzione sociale significativa, come spiega il dottor Luca Marega, uno dei chirurghi ortopedici pi esperti in Italia nel campo delle protesi articolari: ‘L’allungarsi della vita porta come conseguenza un maggiore consumo delle cartilagini, che sono un po’ come le gomme di un’automobile. Ma c’ un altro fattore determinante: anche le persone anziane non accettano pi la disabilit. Abbiamo tantissimi pazienti ottantenni che giocano ancora a golf o fanno escursioni in montagna. Una volta un sessantenne si accontentava e si fermava, oggi l’idea della disabilit non pi accettata’.

I dati mostrano che in Italia il numero di interventi di protesi di ginocchio e di anca in crescita, con un trend che non accenna a diminuire. Parallelamente, si assiste a un’evoluzione delle tecniche chirurgiche e dei materiali utilizzati, che permettono risultati migliori e una ripresa rapida.

‘Il terzo fattore che ha contribuito all’aumento degli interventi la migliore prestazione delle nostre protesi’, continua il dottor Marega. ’40 anni fa la protesi al ginocchio o all’anca la proponevamo a chi aveva esigenze funzionali modeste, come fare quattro passi o andare al supermercato. Oggi la proponiamo a persone che vogliono tornare a sciare, giocare a tennis o fare ciclismo. Un mio paziente settantenne mi ha mandato una foto dopo essere salito in cima allo Stelvio in bicicletta con una protesi di ginocchio, qualcosa che anni fa sarebbe stato impensabile’.

Particolarmente interessante il caso delle protesi di rivestimento, una nicchia specialistica che sta guadagnando terreno per i pazienti pi giovani e attivi.

‘Con le protesi di rivestimento abbiamo operato un maestro di arti marziali che tornato a insegnare, uno scialpinista che tornato a fare la guida alpina, e altri pazienti che sono tornati a giocare a tennis a livello amatoriale’, racconta il dottor Carlo Marega che lavora a tempo pieno nell’equipe. Con il fratello Filippo, che sta terminando la specializzazione in Ortopedia a Verona, proseguono il percorso tracciato dal nonno Tarcisio Marega nel lontano 1941.

Un altro aspetto rilevante l’introduzione della robotica nelle sale operatorie, che sta rivoluzionando il settore. ‘La robotica ci permette di mettere le componenti protesiche in maniera pi precisa, con tensioni muscolari pi corrette e orientamenti delle componenti pi precisi’, spiega Carlo. ‘Anche se al momento gli studi a 7-8 anni non mostrano ancora benefici significativi in termini di funzionalit o tassi di revisione rispetto alle tecniche tradizionali, siamo convinti che rappresenti il futuro del settore’.

Il sistema sanitario italiano, nonostante le critiche ricorrenti sulle criticit, mostra in questo settore specifico, un’efficienza notevole. ‘Il nostro sistema sanitario, confrontato con quello degli altri paesi, rimane probabilmente il migliore al mondo’, afferma con orgoglio il dottor Luca Marega. ‘Abbiamo un livello di chirurgia ai massimi livelli mondiali, con mediamente meno di due mesi di lista d’attesa per questi interventi chirurgici negli ospedali in cui lavoro.

Si parla sempre di un anno o due di attesa, ma i nostri pazienti riescono ad essere operati entro due mesi al massimo, e con risultati che attirano chirurghi da tutto il mondo che vengono a vedere le nostre tecniche’.

La sfida sar mantenere l’eccellenza clinica e l’accessibilit del sistema sanitario di fronte a una domanda in costante aumento.

Accordo tra CDP e Confindustria per la crescita delle imprese

Roma, 18 set. (askanews) – Unire le forze per dare un nuovo impulso allo sviluppo economico e sociale del Paese e rispondere con efficacia e tempismo alle sfide che le imprese dovranno affrontare. Sono questi i principali obiettivi del Protocollo d’Intesa firmato nella Sala delle Colonne dell’Universit Luiss Guido Carli dal Presidente di Confindustria, Emanuele Orsini e dall’Amministratore Delegato di Cassa Depositi e Prestiti, Dario Scannapieco.

“Oggi abbiamo con il nuovo piano strategico deciso di sostenere direttamente imprese anche pi piccole, di prendere pi rischio. Chiediamo che ci sia un tema di competitivit e che le imprese debbano crescere, devono essere di dimensioni maggiori. L’idea di andare in giro, non avere una cassa statica, ma una cassa che va sul territorio, lo fa insieme a Confindustria, per spiegare tutte le opportunit che possono essere offerte per sostenere la competitivit italiana”. Queste le parole di Dario Scannapieco, Amministratore Delegato di Cassa Depositi e Prestiti.

poi intervenuto Emanuele Orsini, Presidente di Confindustria:

“Noi dobbiamo tutelare il nostro tessuto impreditoriale, i nostri lavoratori, ma oltre a questo serve anche essere competitivi con il resto del mondo. Penso alla Cina o agli Stati Uniti che stanno cercando di attrarre a s anche le nostre imprese. Per fare questo dobbiamo investire e innovare. Contaminarsi tra noi e Cassa Depositi e Prestiti fondamentale perch ci si aiuta anche nel riuscire a trovare le priorit. Oggi una delle priorit proprio il piano casa. Sappiamo che questa diventata un’esigenza, ma per il nostro piano casa un’esigenza anche sapere attrarre i giovani. Sappiamo che purtroppo la demografia e la capacit di sapere attrarre nelle nostre imprese viene anche nel potergli dare un luogo alle persone che vogliono abitare a fianco alle imprese. Oggi abbiamo purtroppo alcuni tessuti italiani che sono diventati insostenibili, che raggiungono quasi il 35-40-45% del salario percepito. Non fattibile. Se noi vogliamo sapere attrarre abbiamo bisogno che non superi il 25%, quindi servono azioni velocissime per fare in modo che questo piano possa prendere forma”.

Con la sigla dell’accordo ha preso il via anche il Roadshow di CDP e Confindustria “Insieme per il futuro delle imprese” che ha visto riuniti, nella prima tappa di Roma, numerosi rappresentanti del mondo dell’imprenditoria nazionale e locale.