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Lami: all’Ambrosiana l’attualit dell’Est Europa diventa storia

Milano, 12 nov. (askanews) – “I paesi che stavano dietro la Cortina di ferro non erano paesi dell’Est nati dall’oggi al domani, dopo la Seconda guerra mondiale. Erano parte di un tessuto di relazioni che andava da Milano a Praga, a Mosca, a Kiev, a Varsavia, a Cracovia, a Belgrado e forse la consapevolezza di questo tessuto di rapporti attraverso accademie, universit ma anche commerci, viaggiatori, competenze, ecco questo senso andato perduto. Io penso ai Maestri comacini che prestavano la loro opera per l’abbellimento di chiese e di palazzi in una vastissima area, dei quali si ritrovano le tracce ancora oggi in Polonia come in Russia. Questo importante perch ci fa capire che veniamo da un passato e la Biblioteca Ambrosiana questo passato lo conserva, lo tramanda ed anche in grado di tramandarlo in maniera rinnovata, adattata ai tempi e con gli strumenti attuali”. A parlarci Giulia Lami, neo accademica dell’Ambrosiana, che dalla sua fondazione all’inizio del XVII secolo rappresenta a Milano un’agor, ovvero un luogo dedicato a promuovere l’incontro e il dialogo tra diversi popoli e culture, un crocevia tra Nord e Sud, tra Est ed Ovest. Gli Accademici all’Ambrosiana sono affermati studiosi e promettenti ricercatori, lavorano per custodire e promuovere lo straordinario patrimonio culturale dell’Istituzione attraverso convegni (Dies Academicus), pubblicazioni e scambi che mirano a costituire una comunit scientifica di livello mondiale. E in questo senso Lami che insegna Storia dell’Europa Orientale all’Universit degli Studi di Milano e che tra i suoi libri annovera anche il prezioso “L’Ucraina in 100 date. Dalla Rus’ di Kyiv ai nostri giorni” (Della Porta, 240 pagine), offre sicuramente un contributo di significato.

“Diceva Federico Borromeo che bisognava agire con penna e calamaio, per cui chi veniva qua a studiare poteva prendere appunti avvalendosi di questi strumenti. Adesso abbiamo degli strumenti digitali ben pi sofisticati, ma il concetto non cambia. C’ anche il wifi e c’ soprattutto una preziosa digitalizzazione di documenti e di manoscritti che possono essere consultabili da tutti in rete, i cui originali si conservano proprio qui e quindi vi questo doppio aspetto di mandare avanti degli studi, ma anche di conservare un patrimonio e la conoscenza di quel patrimonio che importante”, spiega Lami.

Chiediamo a Lami se l’importanza di questa biblioteca anche nel fatto che accoglieva sin dall’inizio pure le donne: “Senz’altro, la bellezza e l’importanza dell’Ambrosiana che come biblioteca stata subito una biblioteca aperta al pubblico agli inizi del Seicento: stato molto importante dal punto di vista europeo e milanese, essendo aperta a tutti, purch le persone sapessero leggere. Quindi non solo aperta a dotti, a studiosi, ad ecclesiastici, ma proprio al popolo milanese e in particolare, mi preme sottolineare, alle donne che potevano venire qui a leggere e ad approfondire le proprie conoscenze dal Seicento all’Ottocento, al Novecento dove lo diamo per scontato. Ma forse nel Seicento non era cos e non lo era dappertutto”, ci dice.

Il suo contributo come accademico, visto il peso e l’importanza dei suoi studi sull’Europa orientale, quale sar?

“Senz’altro – dichiara – il mio contributo sar quello di continuare nei miei studi e nelle mie ricerche, per portare l dove fosse necessario una competenza specifica sui paesi di cui mi sono occupata, che sono la Russia, l’Ucraina, la Polonia, la Romania, in chiave storica, guardando proprio all’epoca moderno-contemporanea, per intrecciare quelle che sono le radici di processi che vediamo ancora in atto, per sottrarli anche solo alla dimensione dell’attualit. E far vedere in prospettiva da dove vengono certi processi e perch attualmente si configurano in un certo modo, ma anche per tenere una porta aperta sul futuro, perch questi studi devono continuare cos come continua l’esistenza di questi paesi, delle loro culture, soprattutto in connessione con i loro studiosi, tenendo sempre presente che in questa Europa , come diceva Giovanni Paolo II , c’ un mondo a due polmoni: c’ un polmone a ovest ma c’ anche un potente polmone ad est e d veramente fiato ad uno spirito europeo che dovrebbe ritrovare unit”.

Intervista di Cristina Giuliano

Montaggio di Linda Verzani

Immagini askanews

Conte: smascherare bluff Meloni, sfidiamo il governo con proposte

Roma, 12 nov. (askanews) – “Su tasse e sicurezza va smascherato il bluff della Meloni. Le tasse aumentano e, girando sui territori, si tocca con mano che le persone si sentono sempre più insicure: con questo governo sono aumentati furti, scippi, rapine. Da padre sono allarmato dalle baby gang e dagli spari che uccidono i giovani dell’età del mio ragazzo. Abbiamo il dovere di fare qualcosa”. Lo afferma il leader M5S Giuseppe Conte intervistato da La Stampa.

Occorre, spiega, “sfidare il governo con proposte: procedibilità d’ufficio per scippo e altri reati odiosi per cui oggi c’è la querela di parte e destinare il miliardo buttato sull’Albania in un fondo per la sicurezza dei Comuni. Auspico su queste proposte anche una convergenza di tutte le forze progressiste”.

“Oggi – prosegue Conte – con Giorgia Meloni al governo, abbiamo il record di pressione fiscale da dieci anni a questa parte. Le famiglie e le imprese non arrivano alla fine del mese. Andiamo a colpire gli extraprofitti di banche, colossi energetici e del web, questa è la priorità se si vuole redistribuire la ricchezza e garantire una vera giustizia sociale”. Le priorità per la legge di bilancio sono “primo: aumento della no-tax area dagli attuali 8500 ai 20mila di reddito l’anno con beneficio per le fasce deboli da 150-160 euro a mese. Secondo: potenziamento dell’assegno unico sui figli. Terzo: recupero del meccanismo dei crediti di imposta per un robusto piano triennale di vero sostegno agli investimenti delle imprese. E infine: i soldi del riarmo firmato da Meloni a Bruxelles e a L’Aja spostiamoli sulla sanità”.

Per quanto riguarda il centrosinistra, Conte assicura: “Lavoreremo per trovare una sintesi sulle questioni ancora aperte”. E sull’ipotesi primarie di coalizione: “Siamo disponibili a discutere sui vari criteri per scegliere la candidata o il candidato più competitivo”. A chi gli chiede se accetterebbe di sostenere un candidato che non sia lui stesso, assicura: “Non sarò mai un ostacolo nella scelta del candidato migliore per vincere”.

Trump: ho l’obbligo di fare causa alla BBC (per 1 miliardo di dollari)

Roma, 12 nov. (askanews) – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato, durante un’intervista rilasciata a Fox News, di avere l'”obbligo” di fare causa alla BBC.

“Penso di avere l’obbligo di farlo, non puoi permettere alla gente di farlo”, ha dichiarato il presidente statunitense, riferendosi alle modifiche al suo discorso prima dell’attacco al Campidoglio degli Stati Uniti del 6 gennaio 2021 effettuato dall’emittente pubblica britannica.

“Immagino di doverlo fare. Hanno truffato l’opinione pubblica e lo hanno ammesso. Questo avviene all’interno di uno dei nostri grandi alleati, presumibilmente il nostro grande alleato (il Regno Unito,ndr)”, ha aggiunto Trump.

“È un evento piuttosto triste. Hanno addirittura modificato il mio discorso del 6 gennaio, che era un discorso bellissimo, molto rassicurante, e lo hanno reso radicale”, ha osservato il presidente Usa. Il presidente degli Stati Uniti ha, inoltre, ribadito la volontà di avviare un’azione legale da 1 miliardo di dollari.

Mattarella: rischio allargamento guerre, impegno Italia in missioni

Roma, 12 nov. (askanews) – “Oggi il mondo è attraversato da nuove e dolorose ferite: dall’area del Sahel al conflitto che coinvolge tutta l’area mediorientale, alla guerra che da oltre tre anni insanguina il suolo ucraino, continuano a cadere vittime civili innocenti. Queste tragedie, alimentate da odio e contrapposizioni, rischiano di allargarsi, di rinfocolare conflitti sopiti e di travolgere intere regioni, generando instabilità, forme di neocolonialismo e nuovi pericoli per la sicurezza internazionale. L’Italia, fedele alla propria tradizione di dialogo e di cooperazione, continuerà a contribuire con determinazione alle missioni internazionali mettendo a disposizione, nelle aree di crisi, il proprio personale militare e civile”. Lo afferma il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in un messaggio inviato al Ministro della Difesa Guido Crosetto.

“Un impegno – aggiunge – che riflette i valori sanciti dalla nostra Costituzione e il profondo senso di umanità che anima la nostra comunità nazionale. I militari e i civili impegnati oggi nelle zone di conflitto sanno di poter contare sul sostegno e sull’affetto degli italiani. A loro, e alla memoria di quanti hanno donato la vita per il bene comune, va la riconoscenza della Repubblica”.

Ucraina, l’esercito di Kiev: i russi avanzano a Zaporizhzhia. Massicci bombardamenti a Kharkiv

Roma, 12 nov. (askanews) – Il Comandante in Capo delle Forze Armate ucraine Oleksandr Syrskyi ha segnalato un netto peggioramento della situazione nella regione di Zaporizhzhia, dove le forze russe hanno conquistato tre insediamenti in questa regione orientale del Paese.

“L’aggressore ha inoltre intensificato l’attività nella regione di Zaporizhzhia”, ha rappresentanto Syrskyi, evidenziando come l’esercito russo abbia sfruttato “le condizioni meteorologiche – la fitta nebbia – per infiltrarsi tra le nostre posizioni”.

“La situazione è notevolmente peggiorata nelle direzioni di Oleksandrivka e Huliaipole, dove il nemico, approfittando della superiorità numerica in uomini e mezzi, nel corso di aspri combattimenti è avanzato e ha occupato tre insediamenti”, ha aggiunto il capo dell’esercito ucraino.

Syrskyi ha inoltre segnalato che l’esercito russo è “ora più attivo nella direzione di Pokrovsk”, in quanto “circa il 40% dei combattimenti si è concentrato proprio lì”.(Segue) Lo Stato Maggiore dell’esercito ucraino ha diffuso una nota, questa mattina, in cui ha comunicato che nelle ultime ventiquattro ore si sono registrati 217 scontri sul fronte e ribadendo che l’esercito russo è stato più attivo nelle direzioni Yuzhno-Slobozhansky, Kupyansky, Pokrovsky e Oleksandrivsky.

Inoltre, nella città di Kharkiv si sono verificate oggi almeno tre esplosioni, secondo quanto riferito dal sindaco Ihor Terekhov sul suo canale Telegram. Le deflagrazioni sarebbero avvenute nel distretto di Kholodnogorsk, mentre in parte della regione è stata attivata l’allerta aerea.

I media ucraini parlano di bombardamenti massicci. Secondo le autorità russe, tali attacchi sono diretti contro infrastrutture militari, industriali e di comando, ma Kiev denuncia danni anche a strutture civili.

Kharkiv, nel nord-est dell’Ucraina, vicino al confine con la Russia, è la seconda città più popolosa dell’Ucraina, importante centro industriale, culturale e universitario.

La portaerei Usa nei Caraibi, il Venezuela innalza l’allerta militare: "Massiccio dispiegamento" di forze

Roma, 12 nov. (askanews) – Il Venezuela ha annunciato un “massiccio dispiegamento” di forze terrestri, navali, aeree, fluviali e missilistiche, così come di milizie civili, in risposta alla presenza americana al largo delle sue coste che ha registrato anche l’arrivo della portaerei Ford, la più grande al mondo.

In una nota riportata da El Pais, il ministro della Difesa venezuelano, Vladimir Padrino López, ha annunciato che il livello di allerta militare nel Paese è stato innalzato come da “ordini impartiti” dal presidente Nicolas Maduro. In questo modo, ha spiegato, viene data attuazione a “una fase superiore” del cosiddetto “Piano Indipendenza 200”, un meccanismo di risposta militare deciso lo scorso settembre per rafforzare le misure di difesa contro la presenza militare statunitense nei Caraibi.

Il provvedimento prevede “la messa in piena prontezza operativa dell’intero arsenale militare del Paese, così come il massiccio dispiegamento di risorse terrestri, aeree, navali, fluviali e missilistiche; di sistemi d’arma; di unità militari; della milizia bolivariana; degli organi di sicurezza cittadina; dei comandi di difesa integrale”.

Secondo El Pais, il Partito socialista unito del Venezuela (Psuv) ha concordato in un’assemblea straordinaria di passare a “una fase armata del processo rivoluzionario” in caso di scoppio delle ostilità. E alcuni giorni fa Maduro ha dichiarato in un incontro con i suoi sostenitori nel movimento operaio che “l’ordine è stato dato: se verrà sferrato un attacco contro il Paese, dichiareremo uno sciopero generale, insurrezionale e rivoluzionario”.

La guerra di Trump al narcoterrorismo, la portaerei Ford è arrivata nelle acque dei Caraibi

Roma, 12 nov. (askanews) – Gli Stati Uniti hanno annunciato che la portaerei USS Gerald R. Ford, considerata la più grande al mondo, è entrata nell’area di responsabilità del Comando Sud degli Usa, che copre l’America Latina e i Caraibi. In una nota, il Comando Sud degli Stati Uniti ha ricordato che l’arrivo della portaerei avviene dopo che il segretario alla Guerra, Pete Hegseth, ha incaricato il Gruppo d’attacco portaerei di supportare la direttiva del presidente Donald Trump di smantellare le organizzazioni criminali transnazionali e contrastare il narcoterrorismo.

“La presenza rafforzata delle forze statunitensi nell’area di responsabilità del Comando Sud rafforzerà la capacità degli Stati Uniti di individuare, monitorare e contrastare attori e attività illecite che compromettono la sicurezza e la prosperità del territorio nazionale degli Stati Uniti e la nostra sicurezza nell’emisfero occidentale”, ha affermato il portavoce del Pentagono, Sean Parnell. “Queste forze potenzieranno e amplieranno le capacità esistenti per contrastare il traffico di stupefacenti e smantellare le organizzazioni criminali transnazionali”, ha aggiunto il portavoce. Intanto, stando a quanto appreso dalla Cnn, il Regno Unito ha smesso di condividere con gli Stati Uniti informazioni di intelligence sulle imbarcazioni sospettate di trafficare droga nei Caraibi, perché non vuole essere complice di attacchi militari che ritiene illegali.

Le fonti sentite dall’emittente americana hanno ricordato che il Regno Unito, che controlla diversi territori nei Caraibi dove ha sedi di intelligence, ha aiutato negli ultimi anni gli Stati Uniti a localizzare le imbarcazioni sospettate di trasportare droga, in modo che la Guardia Costiera statunitense potesse intercettarle. Le imbarcazioni venivano quindi fermate, abbordate, l’equipaggio trattenuto e la droga sequestrata. Ora funzionari britannici ritengono che gli attacchi condotti dall’amministrazione Trump dallo scorso settembre, che hanno causato finora la morte di 76 persone, violino il diritto internazionale. Il mese scorso l’Alto Commissario Onu per i diritti umani, Volker Türk, ha dichiarato che gli attacchi violano il diritto internazionale e costituiscono “esecuzioni extragiudiziali”. Il Regno Unito concorda con questa valutazione, stando a quanto hanno riferito le fonti alla Cnn, precisando che Londra ha sospeso più di un mese fa lo scambio di intelligence con Washington.

L’eredità politica e culturale del conservatorismo di Margaret Thatcher

La casa editrice Liberilibri ci fa dono di una raccolta di sei saggi curati da Luca Bellardini che – a distanza di cento anni dalla nascita di Margaret Thatcher e a dodici dalla sua scomparsa – ne rievocano la figura di donna e di statista, considerando gli aspetti caratteriologici della persona e la sua visione olistica che somma politica, economica, etica, concezione antropologica e welfare ridefinendo per l’epoca – e rendendoli ancora attuali – i concetti di conservatorismo e liberismo che una frettolosa agiografia ha consegnato ai posteri in modo certamente caratterizzante ma in taluni casi forzato e semplificativo.

Si tratta di un’eredità complessa di cui vengono colte le sfaccettature più denotative che si ricompongono in un quadro d’insieme che potremmo definire interessante storicamente e quanto mai attuale in un contesto in cui l’essere “conservatore”, in un mondo che cambia troppo rapidamente e in modo convulso, ci restituisce i valori della tradizione e delle radici culturali di appartenenza, derive utili a fronte di un processo di globalizzazione e omologazione troppo spesso caratterizzato da confusioni semantiche e riduttive, prive di ideali e di riferimenti alti e dirimenti. Il volume a lei dedicato si compone di contributi e riflessioni di alto livello e profonda conoscenza del personaggio e del suo stile di governo.

Si tratta di un tema che investe la politica laddove è necessario rivisitare alcune differenze che vengono inscritte nel concetto di ‘destra politica’, dove serve distinguere tra populismi emergenti, nazionalismi che si spingono verso regimi autarchici, ibridi insostenibili tra orfani dell’Occidente declinante e improbabili alleanze ad ispirazione filoputiniana da un lato e liberismo economico, spirito imprenditoriale, tutela dei valori culturali caratterizzanti l’identità nazionale dall’altro.

Negli undici anni e mezzo di governo del Regno Unito – dal 4 maggio 1979 al 28 novembre 1990 – l’avvocatessa e laureata in chimica, figlia di un droghiere ed emersa alla guida dei Tories esprimendo un forte carattere unito a doti e talento personali non ha messo in discussione la vocazione occidentale del Paese, non avendo mai adombrato l’ipotesi della Brexit nonostante un certo euroscetticismo. Peraltro il thatcherismo è stato descritto da Nigel Lawson, Cancelliere dello Scacchiere della Thatcher dal 1983 al 1989, come una piattaforma politica che enfatizza i mercati liberi con spese governative limitate e tagli fiscali, insieme al nazionalismo britannico sia in patria che all’estero.

Nulla a che fare con l’emergente Farage ma storicamente continuista rispetto all’originario conservatorismo di Winston Churchill. Recentissima la rivisitazione della vita politica della Lady di ferro, ripresa e pubblicata dal magazine “Formiche” è quella di John O’Sullivan, presidente di Danube institute e speechwriter della prima donna a Downing Street mettendone in luce le virtù vigorose e decise nella vita politica nazionale.

L’attualità del thatcherismo consiste nella sintesi tra liberalismo e conservatorismo, e ciò che può esserne declinato non riguarda il Regno Unito anche nell’era della Brexit ma una Weltanschauung, una visione del mondo. La sua dottrina economica contempera un welfare sostenibile – tale da non compromettere gli interessi generali in un contesto dove aiutare e sostenere non significa dilapidare le finanze pubbliche – e la tutela e il rispetto delle libertà individuali, favorendo lo spirito di iniziativa e la consapevolezza che, nel perseguire il bene comune, soggetto e società condividono una convergenza di interessi.  Si può persino affermare che lo stesso laburista Tony Blair non fu esente da ispirazioni e scelte della Thatcher e non corresse mai l’idea di uno Stato improntato ad efficienza e tagli agli sprechi. Accusata di eccessivo rigorismo seppe affrontare la vicenda delle Isola Falkland e lo sciopero dei minatori nel 1984/85: la sua intransigenza non ebbe a nuocere al Paese.

Mi ricorda Rudi Bogni – un illustre italiano che vive da anni nella City, con una straordinaria carriera bancaria a livello mondiale – alcuni aneddoti sulla Lady di ferro, avendola conosciuta personalmente insieme al di lei marito Sir Denis. “Ho conosciuto bene molti suoi Ministri: Howe, Lawson, Brittan, Howell, Lamont: la rispettavano e la temevano anche se pochi l’amavano veramente per il suo fare imperioso, ad eccezione di Lord Tim Bell – suo fedelissimo ed affezionato collaboratore che l’aveva persino consigliata a migliorare la sua immagine, da come parlare e a come vestirsi”…“Notevole influenza esercitarono su di lei nelle scelte economiche Keith Joseph, Alan Walters e Sir Douglas Hague” . Interessante poi il riferimento alla politica della “casa sociale per tutti”, che consisteva nella vendita agli inquilini delle loro abitazioni in affitto, così come la scelta delle privatizzazioni tutte con esito positivo eccetto quella dell’acqua.

Mi sia consentita – concludendo questo breve excursus che rimanda senza indugio alla lettura del libro – un’ultima citazione decisamente autorevole, che conferma la descrizione di un personaggio forte e poco incline al compromesso o assoggettata ad un pensiero debole e incerto. Mi riferisco a ciò che mi disse della Signora Thatcher un profondo conoscitore della politica internazionale come Giulio Andreotti, nel corso di una lunga intervista che raccolsi nel suo studio di Palazzo Giustiniani, con aneddoti e ricordi personali di molte personalità, da De Gasperi a Papa Pacelli, da Gromyko ad Obama, a Gorbaciov, “visti da vicino”.

La Signora Thatcher è una donna molto ferma, non esprime quella che uno pensa sia la dote femminile per eccellenza, la gentilezza. Non che sia scortese, tutt’altro, solo che usa più i sostantivi che gli aggettivi nel dialogo, è molto precisa, ecco. Bisogna essere attenti a come ci si esprime parlando con lei, altrettanto precisi”.

Credo si tratti di un giudizio lusinghiero che mette in risalto le qualità della Lady di ferro, piuttosto che i suoi difetti e che la rende anche sotto questo profilo interessante ed attuale.

Tra Meloni e Schlein, lo spazio politico del Centro si ridisegna

Al di là del giudizio, delle valutazioni, delle riflessioni e delle opinioni che ognuno può avere sul profilo, sul progetto e sulla natura del Centro e della “politica di centro” nel nostro Paese, un fatto è indubbio. E cioè: nella storia democratica italiana il Centro o è protagonista o è un semplice accessorio. Destinato a svolgere un ruolo puramente ornamentale e periferico.

Lo dice la storia, lo dice l’esperienza concreta e lo dicono soprattutto le dinamiche politiche che si sono svolte in questi anni, cioè dal secondo dopoguerra in poi.

Il campo largo” e il ruolo marginale dei centristi

Ora, su questo versante, è abbastanza evidente registrare oggi dove una ricetta centrista può potenzialmente giocare un ruolo protagonistico. O meglio: non meramente aggiuntivo e, di conseguenza, del tutto pleonastico.

Nel cosiddetto “campo largo” chi, oggi, detta l’agenda politica e programmatica sono le quattro sinistre: la sinistra radicale e massimalista della Schlein, la sinistra populista e demagogica dei 5 Stelle di Conte, la sinistra estremista e ideologica del trio Fratoianni-Bonelli-Salis e la sinistra pan-sindacale della Cgil a guida Landini. Con l’aggiunta, non affatto secondaria, dell’ANM sui temi delicatissimi della giustizia e dell’immigrazione.

L’ANM è ormai una sorta di prolungamento della coalizione di sinistra e progressista. Per chi non si riconosce in quell’universo valoriale, come si suol dire, “c’è posto solo in piedi”. Da Renzi a Ruffini, dai “civici” di Onorato a Demos, dai sedicenti centristi del Pd ai numerosi gruppi e movimenti moderati, è tutto un mondo che può assistere alla partita ma che, di fatto, non entra mai nel gioco politico della coalizione.

Il centrodestra e la ricerca di equilibrio

Sul versante del centrodestra la situazione è un po’ diversa per due motivazioni di fondo.

Innanzitutto perché c’è un partito dichiaratamente centrista, Forza Italia. In secondo luogo perché c’è il tentativo della premier Meloni di allargarsi verso l’elettorato moderato, aprendo alla Cisl, alla Coldiretti, a Comunione e Liberazione e ad altre realtà associative riconducibili all’universo valoriale centrista e riformista.

Dopodiché c’è la Lega di Salvini – non quella di Zaia o Fedriga – che rappresenta una destra politicamente impresentabile e nociva per la stessa coalizione di governo.

Insomma, da queste parti il Centro non è respinto pregiudizialmente come capita, puntualmente e quotidianamente, a sinistra.

Un progetto politico autonomo

Infine, c’è chi persegue in modo solitario il progetto politico di un Centro democratico e riformista, con una vera e autentica cultura di governo. Come Carlo Calenda con il suo partito, Azione.

Una proposta che va rispettata e guardata con attenzione, perché – come è già capitato in altri momenti della storia della Seconda Repubblica – arriva un tempo in cui occorre avere anche il coraggio, nonché la coerenza, di marciare da soli per salvare un patrimonio politico, culturale e di governo che rischia di essere sacrificato sull’altare di un maldestro e nefasto bipolarismo.

Oggi, forse, siamo proprio in uno di quei tornanti storici decisivi per salvare il progetto del Centro e la sempre moderna e attuale “politica di centro”.

La Cisl chiude la sua maratona per la pace

All’incontro di sabato parteciperanno delegati e quadri sindacali, insieme a rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico, religioso, giornalistico e dell’associazionismo. Tra gli ospiti, tre Premi Nobel per la pace: Oleksandra Matviichuk e Oleksandra Romantsova (Ucraina) e Shirin Ebadi (Iran), che offriranno le loro testimonianze sul valore universale della pace, della libertà e dei diritti umani.

Il percorso e il significato delliniziativa

L’assemblea rappresenta il momento conclusivo di un cammino collettivo che, nelle ultime settimane, ha attraversato l’intero Paese coinvolgendo migliaia di lavoratori, pensionati, giovani e cittadini.

Un percorso fatto di incontri, dibattiti, manifestazioni e momenti di preghiera civile e interreligiosa, con l’obiettivo di rilanciare i valori della pace, del dialogo e della responsabilità collettiva.

Nel messaggio della Cisl emerge la convinzione che nessuna guerra sia inevitabile e che ogni conflitto possa trovare una via di riconciliazione.

Interventi e contributi

La giornata sarà aperta dal segretario confederale Mattia Pirulli e proseguirà con la consegna al presidente della Croce Rossa Italiana, Rosario Valastro, dei fondi raccolti attraverso la campagna “SOS Gaza”, destinati agli interventi umanitari a favore della popolazione civile colpita dal conflitto in Medio Oriente.

Seguiranno gli interventi istituzionali e culturali sul ruolo delle democrazie nella costruzione della pace e sulla responsabilità dell’informazione nei contesti di crisi.

Tra i relatori: Antonio Tajani, ministro degli Esteri; Giorgio Gori, europarlamentare; Vittorio Emanuele Parsi, docente all’Università Cattolica di Milano; e Lorenzo Cremonesi,  inviato speciale del Corriere della Sera.

 

Le voci della libertà

Un ampio spazio sarà riservato alle testimonianze internazionali di donne e uomini impegnati per la libertà, la democrazia e i diritti umani nei Paesi segnati da guerra o repressione.

Oltre alle tre premi Nobel, interverranno Svetlana Tikhanovskaya, leader dell’opposizione bielorussa in esilio; Anna Zafesova, giornalista e dissidente russa; Emanuele Fiano, scrittore; padre Giulio Albanese, direttore dell’Ufficio comunicazioni sociali del Vicariato di Roma; e Cecilia Brighi, presidente dell’associazione Italia-Birmania Insieme.

I lavori saranno conclusi dall’intervento della segretaria generale della Cisl, Daniela Fumarola, che tirerà le fila di un percorso di partecipazione civile e di testimonianza attiva per la pace.

John Henry Newman e la coscienza cattolica moderna

«La più viva coscienza cattolica dei nostri tempi». Con queste parole il cardinale Alfonso Capecelatro descriveva l’opera di John Henry Newman, riconoscendone il ruolo nella formazione di una cultura cattolica capace di dialogare con la modernità. Arcivescovo di Capua e studioso oratoriano, Capecelatro fu tra i primi a diffondere in Italia il pensiero del grande convertito inglese, pubblicando nel 1859 il volume Newman e la religione cattolica in Inghilterra.

Newman e l’Italia

La ricezione italiana di Newman s’intreccia con la stagione del Risorgimento e con la frattura tra Stato unitario e Santa Sede. In tale contesto, la riflessione del presbitero inglese


divenne per molti cattolici uno strumento per superare la contrapposizione tra fede e partecipazione alla vita pubblica. Decisiva fu la pubblicazione sulla “Rassegna Nazionale”, nel 1885, della Lettera al duca di Norfolk, tradotta in sei uscite. Il periodico fiorentino, espressione del cattolicesimo liberale e neoguelfo, diede così voce a un pensiero che cercava di ricomporre in chiave armonica i termini “cattolico” e “italiano”.

La questione della coscienza

Nella Lettera, Newman affrontava la questione della coscienza come legge divina impressa nell’uomo, «Voce di Dio nel cuore dell’uomo», riconosciuta anche dai protestanti. Essa non si opponeva all’autorità del Papa, ma ne stabiliva il limite: la libertà di coscienza era per lui il fondamento stesso dell’autorità morale.

Nello stesso anno, la rivista pubblicò anche il saggio Sull’interpretazione delle Scritture, nel quale Newman difendeva la legittimità di una lettura storica e critica della Bibbia dentro la prospettiva dogmatica cattolica, aprendo così la via a una concezione moderna dell’esegesi.

Fede e ragione

Le sue idee offrirono alla cultura cattolica italiana dell’Ottocento una via di conciliazione tra fede e ragione, tra autorità e libertà. Newman divenne il riferimento di quella corrente che cercò di collocare il cattolicesimo dentro la contemporaneità storica, partecipando al dibattito europeo sul rapporto tra Chiesa, coscienza e modernità.

Tennis, Musetti batte De Minaur in tre set alle Atp Finals

Roma, 11 nov. (askanews) – Lorenzo Musetti ha battuto in tre set l’australiano Alex De Minaur nel secondo turno delle Atp Finals di Torino. Dopo aver conquistato il primo set 7-5, l’azzurro ha perso il secondo 6-3 e in rimonta ha vinto il terzo 7-5, mandando in estasi la Inalpi Arena. Il match, molto equilibrato, è durato due ore e 47 minuti. Con questo risultato il carrarese ha ancora una possibilità di accedere alla semifinale: giovedì affronterà il numero 1 del mondo Carlos Alcaraz nella partita decisiva «La stanchezza si è fatta sentire – le parole di Musetto – facevo fatica ma ho scalato dentro di me con la poca energia rimasta. Senza i tifosi non sarebbe stato possibile, sono molto contento. Sono orgoglioso di aver raggiunto questo obiettivo, sono solo per me ma per tutta la mia famiglia che mi supporta ogni giorno. Lavoro costantemente, spesso le persone si dimenticano che siamo esseri umani. Non è facile performare al top ma ho fatto un salto di qualità e sono sicuro che negli anni passati non sarei riuscito a vincerla».

Il presidente dela Garante della Privacy Stanzione: agiamo in autonomia, nessuna dimissione

Roma, 11 nov. (askanews) – “Nessuna dimissione. Noi agiamo in piena autonomia anche quando prendiamo una decisione scomoda”. Così il presidente dell’Autorità garante della privacy, Pasquale Stanzione, in un’intervista al Tg1.

Nessuna dimissione, da parte del collegio – ha continuato – “Le accuse sollevate sono infondate, infatti non vi è mai stata una decisione del Garante assunta per ragioni diverse dall’applicazione della legge, in piena indipendenza di giudizio”.

Stanzione ha spiegato al Tg1 che “la narrazione del Garante come subalterno alla maggioranza di Governo è una mistificazione che mira a delegittimarne l’azione, soprattutto quando le decisioni sono sgradite o scomode”. Poi – ha aggiunto – “dobbiamo ricordare che il Garante assume delle decisioni talvolta contrarie al governo, talvolta favorevoli allo stesso. E questa è la vicenda della autonomia. Quando la politica può gridare allo scioglimento o alle dimissioni non è più credibile”.

(foto di archivio)

Le forze di difesa israeliane hanno arrestato i coloni che hanno attaccato i palestinesi in Cisgiordania

Roma, 11 nov. (askanews) – Le forze di difesa israeliane (Idf) affermano di aver arrestato diversi coloni israeliani che hanno partecipato a un attacco contro i palestinesi in due villaggi della Cisgiordania vicino a Nablus.

Le truppe – scrive il Times of Israel – sono state inviate a Bayt Lid e Dayr Sharaf in seguito alle segnalazioni di decine di israeliani mascherati che poche ore prima avevano attaccato i palestinesi nei villaggi e dato fuoco alle loro proprietà, afferma l’esercito.

Le autorità israeliane affermano che quattro palestinesi sono rimasti feriti nell’attacco e che 10 veicoli, un fienile, una fabbrica di plastica e un grande magazzino sono stati dati alle fiamme.

“Le forze di sicurezza hanno lavorato per disperdere” i sospetti “utilizzando mezzi antisommossa e hanno arrestato diversi civili israeliani”, afferma l’Idf, aggiungendo che i sospetti sono stati consegnati alla polizia. L’Idf ha spiegato che poco dopo gli attacchi, molti degli aggressori israeliani mascherati si sono radunati nella vicina zona industriale di Baron. “Le truppe dell’Idf si sono precipitate sul posto, dove i civili israeliani hanno attaccato i soldati e vandalizzato un veicolo militare”, afferma l’esercito.

Secondo i media palestinesi le truppe israeliane hanno impedito ai palestinesi di raggiungere alcuni degli incendi appiccati dai coloni durante l’attacco. Gli arresti in tali episodi di violenza da parte dei coloni – nota il Times of Israel – sono rari e le condanne sono ancora meno comuni. La polizia israeliana ha comunicato poco fa che sono quattro i sospettati arrestati per essere interrogati. L’indagine sull’attacco dei coloni è condotta dal distretto di polizia della Cisgiordania, insieme all’agenzia di sicurezza interna israeliana Shin Bet.

(foto d’archivio)

Manovra, Conte: con Meloni record della pressione fiscale

Roma, 11 nov. (askanews) – “Abbiamo il record della pressione fiscale, quella peggiore, negli ultimi dieci anni. Questo è il governo delle tasse”. Così il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, intervistato da Giovanni Floris, a diMartedì su La7, in onda questa sera.

“Abbiamo di fatto il ceto medio completamente impoverito: dal 2021 i salari reali sono scesi del 9,9%, abbiamo 6 milioni di cittadini che rinunciano alle cure, abbiamo il record dei poveri assoluti, questa è la realtà del Paese”, ha sottolineato.

22 anni di storia e spirito da startup: Legàmi punta a Europa e Usa

Milano, 11 nov. (askanews) – “Non c’è un modello a cui mi sono ispirato, noi vogliamo lanciare il nostro modello. Il laboratorio creativo è quasi unico: qui sezioniamo i prodotti, li apriamo, li lavoriamo, li costruiamo, li prototipiamo. E’ una parte dove solo il dipartimento stile può entrare per cui neanche chi fa lo sviluppo, fino a quando quel progetto non è approvato, entra. E’ un modello, potrei dire, quasi unico”. Incrociamo Alberto Fassi, Ceo e fondatore del marchio Legami, nel quartier generale di Azzano Lombardo, che per la prima volta apre le sue porte alla stampa. Fassi sta visionando i prototipi di quelle che saranno le prossime novità del suo marchio. Li nasconde rapidamente prima che qualcuno possa vederli: qui all’interno del centro di innovazione e sviluppo alle porte di Bergamo i progetti sono off limits ai più – c’è un’area dedicata, accessibile solo al fondatore e a pochi altri collaboratori con tanto di serratura biometrica per aprire la porta – finchè non si decide il “visto, si produca”. E’ qui che nascono le penne cancellabili con gli animaletti, oggetti cult indistintamente per bambini e adulti, e tutto il resto del materiale di cartoleria a cui, in 22 anni di storia, si sono aggiunte altre 16 categorie, per un totale di 5mila prodotti che spaziano dagli accessori per la casa ai giochi vintage, dalla tecnologia, al viaggio e al beauty.

In realtà tutto è iniziato nel 2003 da una semplice cinghia per legare i libri, oggetto old-style. Ed è lì che nasce anche il nome di questa azienda, 1.400 dipendenti di cui 200 nell’head quarter bergamasco. Agli inizi per la verità era Légami, con l’accento ritratto, poi, con l’evoluzione del brand, si è spostato sulla seconda sillaba. “Il colpo di genio di Alberto – ha raccontato Fabio Pornaro, del marketing department, spiegando anche il senso del nome – è stato quello di immaginare che un oggetto semplice come una cinghia per libri attraverso dei colori potesse rappresentare uno stato d’animo. Ha associato un’emozione a un prodotto di uso quotidiano. E tutta Legami oggi funziona su questa idea: gli oggetti sono veicoli per riallacciare dei legami”.

Da questa idea 22 anni fa è nata un’azienda che nel 2024 (esercizio chiuso a marzo 2025) ha realizzato ricavi per oltre 245 milioni di euro, in crescita del 73% e un Ebitda superiore ai 50 milioni. “Una crescita molto importante – ha spiegato il direttore generale Massimo Dell’Acqua – se si considera che siamo partiti dai 7 milioni del 2023, con un utile di 44 milioni. Per quest’anno pensiamo di superare i 300 milioni di fatturato con la chiusura di marzo 2026”. Quando è partito Fassi era da solo con la sua idea imprenditoriale, oggi invece ad affiancarlo nel percorso di crescita un partner finanziario come DeA Capital (entrata nel 2023) che detiene una quota del 42% (al fondatore resta in mano la quota del 54%, il restante 4% è diviso tra il presidente Beppe Soda e il dg dell’Acqua). L’ipotesi della quotazione al momento dell’ingresso del fondo non era stata presa in considerazione e per il momento non è all’ordine del giorno. “Ogni passo va fatto al momento giusto – ha detto Dell’Acqua – penso che sia stata una scelta corretta nel 2016 di lavorare con un fondo (all’epoca era entrato il fondo Alto Partners e Rancilio Cube uscito poi con l’arrivo di DeA ndr), correttamente abbiamo fatto anche nel 2023 perchè ci ha aiutato a far crescere l’azienda lavorando su piano industriale, a definire una strategia. Sul tema quotazione ogni tanto ci pensiamo – ha ammesso – ma devo dire che siamo molto focalizzati sullo sviluppo del business. Oggi questo assetto di governance ci dà la tranquillità di stare concentrati sull’innovazione di prodotto, la gestione dei canali e la crescita delle persone insieme a noi”.

E queste sono le tre direttrici su cui si basa lo sviluppo futuro del marchio Legami, che oggi conta su una strategia multi-canale, dove accanto all’ecommerce e ai 600 corner aperti attraverso partnership con catene retail ha anche una rete dei negozi fisici in espansione. L’obiettivo è raggiungere a marzo 2026 le 180 boutique come le chiamano in azienda, dalle 146 boutique attuali, con un fatturato che dovrà arrivare per il 50% dall’estero. Nell’esercizio fiscale che si chiuderà a marzo 2026, infatti, Legami prevede di firmare nuovi accordi con partner distributivi in diversi Paesi nel mondo, come quello firmato recentemente con la catena Barnes & Noble negli Stati Uniti, che ha segnato l’ingresso nel mercato nordamericano. In parallelo lavora all’apertura di 16 nuove boutique dirette in Francia e 5 in Spagna. “Sono più di 40 milioni i clienti transitati nelle nostre boutique a oggi e l’obiettivo è quello di uno sviluppo internazionale – ha spiegato Dell’Acqua – I principali Paesi restano l’Italia, Francia e Spagna, ma l’ambizione è di sviluppare questo concept anche in altri Paesi europei. Oggi siamo molto focalizzati sull’europa centrale dove consolideremo la nostra presenza, sapendo che il mercato degli Stati Uniti è molto interessante ma prima guardiamo come si stabilizza la tematica dazi”. A oggi il 48% del fatturato arriva dall’Italia, il 37% da Germania, Spagna Francia e Uk mentre il restante 15% da altri Paesi. “Legami è sempre stata un cantiere e continua a esserlo” ha osservato Dell’Acqua sottolineando che “Oggi chi sente parlare di Legami pensa si tratti di una startup, comparsa negli ultimi anni. La verità è che abbiamo voluto mantenere negli anni uno spirito imprenditoriale molto molto easy, da startup, ma abbiamo alle spalle 22 anni di storia e di esperienza. Non siamo un fenomeno degli ultimi anni”.

Macron: Francia e Anp istituiranno un comitato per il consolidamento dello Stato di Palestina

Roma, 11 nov. (askanews) – E’ stato deciso di istituire un “comitato congiunto” Francia-Autorità Nazionale Palestinese “per il consolidamento dello Stato di Palestina”. Lo ha annunciato il presidente francese Emmanuel Macron dopo l’incontro all’Eliseo con il presidente palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen).

Questo comitato, ha spiegato Macron, secondo quanto riporta Bfmtv, avrà il compito di “lavorare” su “tutti gli aspetti”, compresi quelli “costituzionali e organizzativi”.

“Lavorare alla stesura di una nuova costituzione porterà a soddisfare tutte le condizioni per un tale Stato palestinese”, ha dichiarato il presidente francese. Dal canto suo, Abu Mazen ha indicato la sua disponibilità all’istituzione “immediata” di questo comitato.

Fieracavalli, Inagurata ArenaFISE 2025

Roma, 11 nov. (askanews) – Con la cerimonia ufficiale del taglio del nastro anche il padiglione 11 di Fieracavalli, la nuovissima ArenaFISE stata inaugurata. Via ufficiale, dunque, a tutte le attivit in un’area “total green” con un allestimento ecosostenibile.

A tagliare il nastro sul palco di ArenaFISE, stato il Presidente federale Marco Di Paola, accompagnato del Vicepresidente Ettore Artioli, dalla Consigliera Grazia Basano Rebagliati e, in rappresentanza dei Comitati Regionali, dal Presidente del C.R. Fise Emilia Romagna, Davide Zanghi Dalle Olle.

Il ricchissimo palinsesto sportivo ospita quattro giornate di grande sport.

Cinque Terre, in libreria la prima storia della pittura moderna ispirata dalle sue bellezze

Roma, 11 nov. (askanews) – Un paesaggio per essere bello deve mostrare anche la propria anima: così è per le Cinque Terre che da metà Ottocento a oggi hanno ospitato grandi personalità dell’arte. Ce lo racconta il volume “Artisti alle Cinque Terre” di Emanuela Cavallo e Marco Ferrari edito da Laterza uscito in questi giorni.

Emanuela Cavallo, giornalista e storica dell’arte e Marco Ferrari, giornalista e scrittore, hanno ricostruito nel libro le presenze artistiche alla Cinque Terre dalla prima scoperta di Telemaco Signorini nel 1860 assieme a Vincenzo Cabianca e Cristiano Banti sino all’attualità, al forte legame che Maria e Michelangelo Pistoletto, ai quali è dedicato il volume, mantengono con Corniglia dagli anni Sessanta a oggi.

Molti pittori, scrittori e viaggiatori sono riusciti a scoprire l’essenza di questo paesaggio particolare. Alcuni sono rimasti legati alla memoria della sua gente, la presenza di altri è stata scoperta solo di recente, diventando già patrimonio artistico. Questo libro racconta per la prima volta, salvandola dall’oblio, la storia della pittura delle Cinque Terre in epoca moderna, trasformandola in memoria, partendo dalla scoperta che fece Telemaco Signorini di un angolo di terra rimasto discosto e chiuso nel tempo. Dopo i Macchiaioli è toccato ad altra paesaggisti ritrarre angoli e anfratti in riva al mar Ligure, come Discovolo e Caselli, finché Renato Birolli non è riuscito a modernizzare la sostanza dei luoghi interpretando in chiave astratta l’asprezza vertiginosa del paesaggio, la geometria dei vigneti, la vastità del mare, fenomeni come la vendemmia, le mareggiate e gli incendi.

Birolli scoprì le Cinque Terre grazie alla Festa ai Pittori organizzata dal dopoguerra da Dario Capellini, vero artefice del rapporto tra paesaggio e pittori. Ma è stata Vernazza la culla dell’Arte Povera con la presenza di grandi maestri come Alighiero Boetti e Michelangelo Pistoletto, che poi ha trovato casa a Corniglia. Il viaggio si conclude davanti a una villa a Fegina, nel comune di Monterosso, culla poetica di Eugenio Montale di cui si è celebrato il centenario di “Ossi di seppia” e il cinquantennale del Premio Nobel. È sempre lui, con la sua inquietudine, a porci ancora oggi la domanda sul rapporto tra paesaggio e ispirazione artistica, nel momento in cui le Cinque Terre sono diventate una delle mete turistiche più ambite al mondo.

Il libro è corredato da immagini uscite dai cassetti di famiglia, mostrate per la prima volta: le performance dello Zoo di Pistoletto negli anni sessanta Corniglia; Alighiero Boetti nella sua casa di Prevo; la Festa ai Pittori negli scatti di Pablo Volta.

Tennis, Alcaraz batte a fatica Fritz alle Atp Finals

Roma, 11 nov. (askanews) – Carlo Alcaraz batte in rimonta Taylor Fritz alle Atp Finals ed avrà la certezza di chiudere da n.1 il ranking Atp nel 2025. Lo spagnolo ha fatto molta fatica per avere la meglio su Fritz. Ha perso il primo set al tie-break (7-2) contro un ottimo Fritz rischiando tantissimo nel secondo parziale, annullando due palle-break sul 2-2 in un quinto game lungo oltre 14 minuti. È la svolta: Alcaraz ritrova la prima di servizio, strappa la battuta all’ultima occasione disponibile per chiudere 7-5 e nel terzo set domina 6-3. Si avvicina alle semifinali: per l’aritmetica deve sperare che De Minaur batta stasera Musetti

Mons. Braschi: in Biblioteca Ambrosiana l’antico fa capire l’oggi

Milano, 10 nov. (askanews) – “La Biblioteca Ambrosiana venne fondata nel 1609: era un periodo, anche quello, molto turbolento per l’Europa e Federico Borromeo volle un luogo che fin dall’inizio fosse capace di custodire e far conoscere le culture. Quindi non soltanto la cultura italiana, non soltanto la cultura ecclesiastica e volle fin dall’inizio anche un particolare interesse per le culture orientali e per le culture di tutta l’Europa. Da questo punto di vista noi possiamo dire che continuiamo la tradizione di Federico Borromeo perch lui stesso chiedeva che anche nei periodi pi turbolenti i dottori mantenessero rapporti con gli studiosi di tutta Europa. Questo perch Federico Borromeo era convinto che i legami personali e culturali fossero capaci di offrire un punto di ripartenza anche nei momenti in cui fossero poi terminate le ostilit. E questo il motivo per cui noi oggi ci proponiamo ancora come un luogo deputato a far conoscere ma anche come un luogo di dialogo”.

A parlarci monsignor Francesco Braschi, viceprefetto della Biblioteca Ambrosiana e il riferimento chiaramente al momento che stiamo vivendo, che vede una guerra nel cuore dell’Europa e un continente tornato alle logiche chiuse dei due blocchi. Secondo Braschi Federico Borromeo, cugino di San Carlo e anche lui arcivescovo di Milano, voleva che nella sua citt il clero e la popolazione tutta fossero aperti alla conoscenza delle diverse culture, e che chi non poteva viaggiare, potesse conoscerle almeno attraverso i libri.

Recentemente un convegno alla Biblioteca si occupato anche dello studio della Slavistica e delle diverse lingue nazionali slave dopo la dissoluzione del mondo dell’ex patto di Varsavia. Un confronto con studiosi che venivano da tutti i paesi slavi dove chiaramente, pur nella diversit, si potuto guardare insieme una situazione complessa. Nel segno di una tradizionale vocazione della Biblioteca Ambrosiana a mantenere contatti accademici con tutti i soggetti presenti nel nostro continente.

“Da parte nostra l’attenzione a continuare a mantenere quei rapporti che possano un domani essere rifondativi di organizzazioni, di possibilit, di scambio di conoscenze, di progetti culturali che possano favorire e consolidare la convivenza e la pace”, dice.

Tra i nuovi accademici, impossibile non notare la presenza di una accademica milanese, Giulia Lami, che insegna storia dell’Europa orientale all’Universit degli Studi di Milano ed considerata una valente studiosa in questo campo.

“La professoressa Lami – sottolinea – gi tante volte ha collaborato con noi. Ha presentato presso di noi, con un grande successo di pubblico, tanto la sua “Storia dell’Ucraina in cento date” quanto il primo volume della sua Storia dell’Europa orientale. Abbiamo voluto cooptarla nella classe di slavistica della nostra Accademia proprio perch in questo momento avere una presenza che ci aiuta ad approfondire le radici storiche, il significato storico anche dell’Europa orientale, ci sembrava assolutamente necessario. E oltre a questo, diciamo, c’ anche un’amicizia personale che da anni mi ha permesso di apprezzare le doti umane e le doti didattiche della professoressa Lami”.

Tra i tanti volumi capolavoro, un Evangeliario anticoslavo che don Braschi ci ha mostrato nel corso di questa intervista e che era tra i tesori che Federico Borromeo mostr l’8 dicembre del 1609 quando apr la Biblioteca. Come mai cos importante?

“Questo Evangeliario del XVI secolo che possediamo, manoscritto, proveniente come norma calligrafica da una zona che pu essere considerata tra Kiev e Mosca, testimonianza di attenzione anche per il mondo dell’Europa orientale, per il mondo slavo. Ed un manufatto particolarmente importante per la sua qualit (ha una copertura in argento dorato con delle pietre preziose, particolarmente significativa come esemplare artistico), ma soprattutto per noi uno dei testi che sottolineano l’importanza del collegamento con la tradizione del cristianesimo orientale, del cristianesimo ortodosso. Il cristianesimo ortodosso molto vario, noi abbiamo testimonianze che variano dalle chiese siriache e copte alla chiesa bizantino greca, alle chiese bizantino slave. Questo aspetto per noi fondamentale perch abbiamo parlato finora dell’aspetto culturale, per cos dire, laico, ma c’ anche un aspetto di ricerca delle radici e dell’unit delle varie chiese cristiane che pure da noi in Ambrosiana sempre stato tenuto nella massima considerazione”.

Intervista di Cristina Giuliano

Montaggio di Linda Verzani

Immagini askanews

Zenti (VDP): Cantieri sostenibili e monitoraggio ambientale

Roma, 11 nov. (askanews) – Si conclusa a Rimini l’edizione 2025 di Ecomondo, la fiera internazionale dedicata alla green & circular economy. In occasione del convegno promosso da AIS – Associazione Infrastrutture Sostenibili, intervenuto l’ing. Alessandro Zenti, Project Manager di VDP Srl, per parlare di cantieri sostenibili e monitoraggio ambientale.

Zenti ha sottolineato come la sostenibilit dei cantieri rappresenti un elemento cruciale per garantire infrastrutture di trasporto realmente responsabili lungo tutto il loro ciclo di vita dalla progettazione all’esecuzione, fino alla gestione. Ha inoltre ricordato che, in Italia, sono numerosi i cantieri avviati grazie agli investimenti del PNRR, per i quali necessario un monitoraggio ambientale rigoroso.

VDP Srl ha recentemente avviato, insieme ad Anas, il Tratto 4 dedicato al monitoraggio ambientale delle infrastrutture nel Centro Italia, a partire dalla variante di Amatrice e dagli interventi nell’area del Centro Congressi di Roma-EUR.

La tradizione siciliana conquista il mondo grazie a SIMEST

Sciacca, 11 nov. (askanews) – Sostenere la crescita, l’innovazione e l’internazionalizzazione delle imprese italiane da oltre trent’anni al centro della missione di SIMEST. Accanto ai tradizionali strumenti di finanza agevolata, supporto all’export e investimenti partecipativi, la societ del Gruppo Cassa Depositi e Prestiti promuove oggi nuovi percorsi dedicati allo sviluppo delle competenze, alla crescita sostenibile e al rafforzamento della competitivit internazionale delle imprese. E’ questo l’obiettivo della Lounge CDP – SIMEST – ELITE, il programma che ha offerto alla siciliana Campodoro l’opportunit di seguire un percorso di formazione avanzata e occasioni di networking con l’ecosistema Elite, che oggi conta oltre 1.400 aziende in pi di 20 paesi.

Maria Teresa Cardinale di Simest ha dichiarato: “Dal successo della prima edizione, abbiamo deciso di lanciare una nuova Lounge che partir a dicembre 2025 e che durer ventiquattro mesi. Avr un focus sulle Pmi del Sud Italia e sulle imprese giovanili e femminili per le quali saranno previsti dei criteri e delle condizioni di accesso ad hoc. L’obiettivo quello di fornire alle imprese partecipanti degli strumenti operativi che consentano di tradurre la visione aziendale in azione. Questo d’altronde corrisponde alla visione istituzionale di SIMEST e CDP che accompagnano il tessuto imprenditoriale italiano nella crescita internazionale. Tra i partecipanti alla prima edizione figura l’impresa Campo d’Oro che opera da circa 40 anni a Sciacca nella produzione di specialit alimentari tipiche della tradizione siciliana”.

La partecipazione alla Lounge CDP SIMEST ELITE ha permesso all’Azienda siciliana guidata da Paolo Licata di poter contare su know how, capitali e relazioni per affrontare con fiducia le sfide dei mercati internazionali.

Paolo Licata, Amministratore Delegato di Campo d’Oro, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: “Campo d’Oro produce a Sciacca conserve e specialit tipiche siciliane che vengono esportate in tutto il mondo. La nostra produzione dedicata principalmente al mondo dei sughi pronti e dei pesti che vengono distribuiti in diverse nazioni e che sono destinati principalmente ai supermercati. Campo d’Oro negli ultimi anni ha intrapreso un percorso di crescita e di internazionalizzazione e, grazie agli strumenti che SIMEST ha messo a nostra disposizione, abbiamo avuto l’opportunit di partecipare a tantissime fiere in giro per il mondo, di investire in macchinari e in una visione sostenibile ma anche di migliorare l’organizzazione aziendale. Con SIMEST abbiamo avuto l’opportunit di partecipare alla Lounge Elite, un percorso di alta formazione strategica che ci ha permesso di creare delle sinergie con altre imprese e di accrescere le nostre competenze all’interno di una visione strategica e internazionale”.

Un esempio concreto di come l’integrazione tra strumenti finanziari, formazione e networking possa trasformarsi in un vero acceleratore di crescita. Grazie alla Lounge CDP SIMEST ELITE e al supporto degli strumenti di SIMEST e CDP, realt come Campo d’Oro possono oggi contare su competenze, capitali e relazioni strategiche per affrontare con fiducia le sfide dei mercati internazionali.

Migrantes: nel 2024 iscritti all’Aire oltre 123mila italiani

Roma, 11 nov. (askanews) – Da gennaio a dicembre 2024 si sono iscritti in Italia all’AIRE (l’Anagrafe degli italiani residenti all’estero) per la sola motivazione “espatrio” 123.376 cittadini italiani, il 53,8% maschi, il 70,2% celibi/nubili e il 23,9% coniugati, a cui unire lo 0,3% di unioni civili. A metterlo in rilievo è il XX Rapporto italiani nel mondo (2025), redatto dalla Fondazione Migrantes della Cei, reso noto oggi.

Secondo il Rapporto di Migrantes, quindi, “è evidente la piena ripresa della mobilità italiana” con un +38% rispetto all’anno precedente che, in valore assoluto, si traduce in circa 34 mila partenze in più.

L’aumento registrato riguarda prevalentemente i giovani e i giovani adulti, mette sempre in rilievo lo studio di Migrantes, che aggiunge che in particolare, nella classe di età 18-34 anni si rileva un +47,9% rispetto all’anno precedente a cui unire il +38,5% della classe immediatamente successiva (35-49 anni). La componente dei giovani e dei giovani adulti, quindi, nell’insieme raggiungerebbe il 72,2% del totale delle iscrizioni per espatrio avvenute lungo il corso del 2024 (era il 68,8% l’anno precedente) “ed è sempre più interprete indiscussa dell’attuale esperienza migratoria dall’Italia”.

Alle 89 mila partenze di giovani e giovani adulti si devono aggiungere più di 15 mila minori (il 12,3% del totale) e 13.433 adulti maturi (il 10,9%). E’ stata l’Europa il “baricentro” della mobilità italiana degli ultimi 20 anni. A metterlo in rilievo è il XX Rapporto italiani nel mondo (2025), redatto dalla Fondazione Migrantes della Cei, reso noto oggi. Un annuale appuntamento sugli andamenti dell’emigrazione di nostro connazionali all’estero che ha evidenziato come, dal 2006 al 2024, si sono diretti in Europa poco meno di 1 milione e 250 mila espatri (il 76% del totale complessivo degli espatri degli ultimi vent’anni) e da qui proviene circa il 60% dei rimpatri (488 mila). All’interno del continente, l’Unione europea (con il Regno Unito ricondotto all’UE per omogeneità di serie) assorbe da sola quasi la metà delle partenze (46,4%) e oltre un terzo dei rientri (36,8%).

Il saldo con l’UE, dunque, mette in rilievo il Rapporto, “è il cuore dello squilibrio: -459mila – oltre il 56% del saldo totale nel periodo -, mentre il contributo dell’Europa nel suo complesso sale a oltre il 93% del saldo. In altre parole, la gran parte delle uscite (e degli squilibri) dei cittadini italiani avviene dentro lo spazio europeo di libera circolazione, mentre il resto del mondo pesa molto meno. Fuori dall’Europa, le destinazioni tradizionali d’oltremare rimangono attrattive ma su scala più contenuta”.

Il Nord America totalizza, invece, 102 mila espatri e 54 mila rimpatri (con un saldo pari a -48 mila unità), mentre l’Oceania conta 36 mila espatri e 14 mila rimpatri (saldo -22 mila), “flussi significativi, ma lontani per volume e impatto da quelli europei”, nota il Rapporto.

In Asia lo squilibrio è modesto (65 mila partenze e 60 mila rientri, con uno squilibrio di -5,7 mila). Per il continente africano il saldo è positivo, pur su volumi piccoli (complessivamente +16 mila), “e potrebbe essere interpretato come segnale di mobilità spesso circolare o temporanea verso contesti di cooperazione, servizi e imprese, con ritorni più frequenti di nuove partenze”.

RO.ME – Museum Exhibition al via a Roma nel segno di Better together

Roma, 11 nov. (askanews) – Nell’Anno Giubilare, RO.ME – Museum Exhibition – piattaforma di approfondimento e networking internazionale per istituzioni, aziende e professionisti che operano in musei e destinazioni culturali – apre la sua ottava edizione dal 12 al 14 novembre a pochi metri dalla Basilica di San Pietro, nella meravigliosa location delle Corsie Sistine del Complesso Monumentale di Santo Spirito in Sassia.

L’edizione 2025 è dedicata al tema “Better together”, uno slogan-appello rivolto alle istituzioni affinché ripensino strategie e rafforzino il fundraising, valorizzando la collaborazione. Tra i temi al centro di questa edizione la partnership tra pubblico e privato, la trasformazione digitale e la partecipazione dei cittadini, per potenziare resilienza organizzativa, offerta culturale ed esperienza dei visitatori.

In programma oltre 35 incontri sui temi più innovativi del settore, tra cui eventi speciali, presentazioni e panel a cui interverranno, nelle tre giornate di lavori, oltre 80 speaker nazionali e internazionali.

La manifestazione rinnova la collaborazione con la Scuola di Fundraising di Roma, Patrimonio Cultura e Fundraising Lab che promuoveranno all’interno della manifestazione, l’edizione 2025 di Più Fundraising Più Cultura, programma dedicato al fundraising culturale del futuro, a partire dalle esperienze di istituzioni e organizzazioni culturali, aziende, fondazioni e amministrazioni pubbliche.

Circa 80 le aziende nazionali e internazionali che saranno presenti in fiera con desk e allestimenti in cui mostrare prodotti e soluzioni innovative: dal merchandise e artigianato museale agli allestimenti e all’illuminotecnica, dai progetti immersivi attraverso la mixed reality alle app per i visitatori.

Sarà inoltre aperto ai visitatori il RO.ME Museum Store, una boutique dove saranno esposti accessori di moda, tessuti, gioielli, articoli di carta, ceramica e pelletteria di aziende che in una cornice originale, promuoveranno i loro prodotti ai buyer di musei nazionali e internazionali.

Le imprese del settore di Roma e Lazio saranno presenti grazie al supporto di Regione Lazio, Lazio Innova e Camera di Commercio di Roma (tramite la sua Azienda Speciale, Sviluppo e Territorio). Oltre 600 gli incontri b2b in agenda con 30 buyer individuati in collaborazione con ICE – Agenzia per la Promozione all’Estero e l’Internazionalizzazione delle Imprese Italiane. Tra i buyer presenti, i responsabili degli acquisti di importanti musei e luoghi culturali degli USA quali: New York Historical Society, The Huntington Library, Columbus Museum of Art, Chrysler Museum of Art; di importanti musei europei, quali: Victoria and Albert Museum di Londra, Imma-Irish Museum of Modern Art di Dublino e Natural History Museum of Denmark; l’Hangzhou Winland Center dalla Cina e importanti società di exhibition design e di mixed reality quali: Lumsden Design dal Regno Unito, Knowliom – società subsidairy del Cultural Assets Group dall’Arabia Saudita, Expology dalla Svezia, Citès Immersives dalla Francia. Come di consueto, folta la lista dei buyer italiani tra cui Civita Mostre e Musei, Coopculture, Artefatto, Zetema, Opera Laboratori Fiorentini, Artem, e Azienda Palazzo Expo.

La manifestazione apre i battenti con due eventi speciali. Il primo, il Convegno inaugurale organizzato in collaborazione col Dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale e la Direzione Generale Musei del Ministero della Cultura. In linea con l’Atto di Indirizzo del Ministro Alessandro Giuli per il 2025-2027, il convegno proverà a sviluppare e condividere riflessioni su uno dei temi di maggiore interesse tra gli obiettivi indicati dal Ministro: il Piano Olivetti per la cultura. Il Piano approfondisce in particolare, come noto, i temi della rigenerazione delle periferie e delle aree marginali, lo sviluppo della cultura come bene comune accessibile e integrato nella vita delle comunità nel rispetto del principio di sussidiarietà orizzontale, la rigenerazione culturale delle aree interne e svantaggiate quali strumenti di educazione intellettuale e civica, di connessione sociale e di promozione della filiera dell’editoria libraria. I siti della cultura, quali custodi della storia e della memoria della nazione, vengono analizzati pertanto come strumenti strategici a servizio della comunità. Gli interventi dei relatori, provenienti da contesti eterogenei ma accomunati da un approccio sperimentale alla valorizzazione del patrimonio, punteranno a mettere in luce pratiche e modelli di governance capaci di connettere comunità locali, paesaggio e identità culturale. Il Convegno è incentrato sul tema ‘Il museo come strumento di rigenerazione culturale dei territori’. Al Convegno inaugurale prenderanno parte: Marianna BRESSAN, Museo storico e Parco del Castello di Miramare – Direzione regionale Musei Friuli-Venezia Giulia; Giorgio DE FINIS, MAAM – Museo dell’Altro e dell’Altrove di Metropoliz; Federica RINALDI, Museo Nazionale Romano; Daniela TISI, Alte Marche Creative “Cuore accogliente dell’Appennino”.

Il secondo evento speciale è la Conferenza internazionale “Deep surfaces. Architecture to enhance the visitor experience of unesco sites” promossa da UNESCO e da Royal Commission for AlUla in collaborazione con Fondazione Santagata for the Economics of Culture. A conclusione della mostra realizzata dall’Ufficio Regionale UNESCO per la Scienza e la Cultura in Europa presso Palazzo Zorzi a Venezia, nell’ambito della diciannovesima Mostra Internazionale di Architettura – La Biennale di Venezia, la conferenza riunirà istituzioni culturali e rappresentanti della comunità museale, e i responsabili di visitor centre dalla Germania, Italia, Romania, Arabia Saudita e Cina, per condividere prospettive e individuare nuove opportunità di collaborazione nella gestione dei visitatori e nell’interpretazione del patrimonio. Nella sessione istituzionale porteranno il loro contributo: Magdalena LANDRY, UNESCO Regional Bureau for Science and Culture in Europe, Silvia BARBONE, Royal Commission for AlUla.

L’edizione 2025 di RO.ME – Museum Exhibition prevede due rilevanti keynote speeches:

Il primo keynote sarà affidato a Georgia Haseldine, senior curator del V&A East Storehouse, sul tema “I depositi museali come nuova frontiera delle visitor experience”. Il progetto sperimenta un modello innovativo di accesso “dietro le quinte” ai depositi museali, valorizzando patrimonio, professioni e cultura materiale attraverso percorsi curatoriali, co-progettazione con le comunità ed esperienze dinamiche di consultazione delle collezioni.

Il secondo keynote sarà tenuto da James Dwyer, CEO e Direttore Creativo di Lumsden Design, sul tema “Disegnare spazi commerciali e attrazioni per i visitatori all’interno dei musei”. L’intervento approfondirà il ruolo strategico di retail, hospitality e servizi al pubblico nella visitor experience, evidenziando come progettazione, storytelling e collaborazioni creative possano generare nuove opportunità di sostenibilità economica. Case-study internazionali mostreranno pratiche e modelli adottati da musei di riferimento. A seguire, conversazione tra James Dwyer e Renata Cristina Mazzantini, direttrice della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma

Nella cornice della manifestazione sono previsti due appuntamenti istituzionali: il primo, propone una conversazione con Massimiliano Smeriglio, assessore alla Cultura di Roma Capitale, per approfondire le strategie, le progettualità e le visioni legate alla valorizzazione del Sistema Museale di Roma Capitale. Al centro del dialogo, gli interventi realizzati, i progetti in corso, le politiche di promozione e valorizzazione dei luoghi culturali e siti archeologici della Capitale nell’anno Giubilare, e in attuazione delle misure previste nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Il secondo, propone una conversazione con Federico Mollicone, Presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati, sul disegno di legge “Modifica al codice dei beni culturali e del paesaggio, e altre disposizioni concernenti la valorizzazione sussidiaria dei beni culturali e l’istituzione del circuito “Italia in scena”, attualmente in discussione in Parlamento che ha un duplice obiettivo: garantire una gestione più efficace, efficiente e sostenibile degli istituti, dei luoghi della cultura e dei beni culturali di pertinenza pubblica; e promuovere la partecipazione dei soggetti privati, singoli o associati, alla valorizzazione del patrimonio culturale secondo il principio di sussidiarietà per «ravvivare» situazioni di uso o di valorizzazione insufficiente di piccoli borghi, aree interne, comuni montani e beni culturali non gestiti in modo adeguato.

RO.ME – Museum Exhibition, è un evento ideato e realizzato da Fiera Roma e ISI.Urb, con il patrocinio del Ministero della Cultura, Roma Capitale, il supporto di Regione Lazio, Lazio Innova e Camera di Commercio di Roma (tramite la sua Azienda Speciale, Sviluppo e Territorio) e ICE – Agenzia per la Promozione all’Estero e l’Internazionalizzazione delle Imprese Italiane.

Patrocinano e partecipano alla manifestazione: Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco, ICOM Italia, Fondazione Santagata per l’Economia della Cultura, Scuola Fundraising Roma, Patrimonio Cultura, Fundraising Lab, Fondazione 1563 per l’Arte e la Cultura della Compagnia di San Paolo, Associazione Italiana per il Patrimonio Archeologico Industriale, Associazione Musei Ecclesiastici Italiani, Associazione Italiana Educatori Museali, Associazione Nazionale Musei Scientifici, Federculture, Borghi Autentici d’Italia, Museimpresa, Associazione Città dell’Arte e della Cultura, ANA-Associazione Nazionale Archeologi, Confesercenti, The Art Ways, Capitale Cultura Group, Eureka – Fiera Nazionale della Cultura e della Creatività,

Germania, incitava sul web ad attaccare Merkel o Scholz: arrestato

Roma, 11 nov. (askanews) – Avrebbe incitato online a colpire politici tedeschi di spicco, come gli ex cancellieri Angela Merkel o Olaf Scholz. Per questo motivo – scrive la stampa tedesca – un uomo è stato arrestato a Dortmund, ovest della Germania.

Il sospettato – precisa Die Welt – avrebbe anche chiesto donazioni in criptovaluta, che sarebbero state offerte come ricompensa per gli omicidi, ha dichiarato la procura locale.

Secondo Bild, l’uomo agiva nel dark web, il suo nome è Martin S. e ha 49 anni. In cima alla sua lista nera – rivela il tabloid – ci sarebbero stati nomi come Scholz, Merkel e molti altri politici noti.

Secondo quanto riportato dai media locali, più di 20 persone figurano nella lista dei potenziali bersagli nella sua piattaforma chiamata “Assassination Politics”.

Lo Spiegel, giornale tedesco, riferisce che sono stati rinvenuti anche presunti “fascicoli penali” e “condanne a morte” contro giudici e procuratori statali, insieme a contenuti di natura razzista ed estremista di destra, alcuni dei quali legati a teorie del complotto.

Interpellato sul caso durante una conferenza stampa precedentemente programmata, il ministro degli Interni Alexander Dobrindt ha affermato che le chiamate erano state fatte su una “piattaforma di estrema destra”.

Manovra, Ciriani: l’obiettivo è concludere l’esame in Parlamento entro Natale

Roma, 11 nov. (askanews) – Per la legge di bilancio “l’obiettivo è di arrivare in Aula per la settimana del 15 dicembre in modo da consentire al Senato di affrontare anche la riforma della Corte dei Conti ed il decreto anticipi che nel frattempo verrà votato dalla Camera e concludere prima di Natale. Questo l’auspicio poi dipende dalla buona volontà di tutti”. Lo ha detto il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, al termine dell’Ufficio di presidenza della Commissione bilancio del Senato che ha avviato l’esame della manovra.

“E’ stato concordato di fare circa 400 segnalati – ha riferito Ciriani – ci sarà una particolare considerazione per i gruppi più piccoli in modo tale che possano farne qualcuno in più rispetto a quanto spetterebbe a loro con una logica solo aritmetica. Abbiamo discusso anche di come presentare gli emendamenti, l’opposizione ha fatto alcune richieste sulle coperture in modo tale da consentire un dibattito politico su temi che le opposizioni vogliono porre in maniera un po’ più elastica” e “questa mi pare un’altra dimostrazione di disponibilità da parte del governo ad un lavoro ordinato e il più tranquillo possibile”.

Alla domanda se fosse possibile una terza lettura della legge di bilancio, Ciriani ha risposto: “A meno che no si riesca a fare molto prima in questo momento no. Ma mai dire mai” ricordando che ci sono diversi provvedimenti che dovranno essere approvati dal Parlamento entro fine anno come il ddl concorrenza, la riforma della Corte dei Conti ed il decreto anticipi.

Il clima in Commissione, ha riferito Ciriani al termine dell’Ufficio di presidenza, “è tranquillo, al momento. Abbiamo cercato di favorire un clima tranquillo”.

“Note di libert”, fiore di speranza e rinascita in nome musica

Roma, 11 nov. (askanews) – Standing ovation e pubblico in delirio al Teatro Martinitt di Milano per il concerto “Note di libert”, organizzato in occasione del 15 anniversario delle attivit musicali promosse nelle carceri milanesi dalla Fondazione Antonio Carlo Monzino e dall’Associazione Milano Musica.

L’iniziativa, che rientra nel progetto “Musica in Carcere” portato avanti presso la Casa Circondariale di San Vittore, la II Casa di Reclusione di Milano Bollate e l’Istituto Penale per Minorenni “Cesare Beccaria” con lezioni settimanali di chitarra, basso, percussioni e pianoforte, ha portato sul palco la Band Freedom Sounds, formazione composta interamente da detenuti della II Casa di Reclusione Milano Bollate.

Ad alternarsi nel corso della serata sono stati il gruppo torinese Eugenio in Via di Gioia, tra i fiori all’occhiello della musica italiana, il giovane cantante Blu, nome d’arte di Nicol Barbini, il cui stile unisce cantautorato italiano e pop urbano, Filippo La Mantia con la sua testimonianza sul periodo passato in carcere per un tragico errore giudiziario e la poliedrica artista e conduttrice radiofonica Rai Alma Manera, che ha anche presentato l’evento, svoltosi con la prestigiosa media partnership di Rai Isoradio, IGP Decaux e GAG.

Intervenuti anche Tommaso Sacchi, Assessore alla Cultura del Comune di Milano, Alessandro Giungi, Consigliere del Comune di Milano, Presidente della Sottocommissione carceri e VicePresidente delle Commissioni Educazione e Olimpiadi, Andrea Monzino, Direttore della Fondazione Antonio Carlo Monzino, Cecilia Balestra, Direttrice Milano Musica (partner Musica in Carcere dal 2018), Francesco Mondello, Assistente capo del quarto reparto casa Reclusione Milano Bollate Laura Bove, responsabile progetto Musica in Carcere e docente di pianoforte a Milano Bollate, Lucia Castellano, Provveditrice Regionale dell’amministrazione penitenziaria della Campania ed ex direttrice Casa di Reclusione Milano Bollate e Giorgio Leggieri, attuale Direttore della Casa di Reclusione Milano Bollate.

La serata si conclusa con una travolgente performance a due tra gli Eugenio in Via di Gioia e la Freedom Sounds, con il pubblico accorso fin sotto il palco per ballare e cantare a squarciagola insieme agli artisti sulle note di “Gianna, Gianna, Gianna” del mitico Rino Gaetano.

Con il suo lavoro nelle carceri la Fondazione Monzino ha dimostrato ancora una volta che la musica unisce e pu rendere liberi e che, anche nel giardino pi arido pu “far nascere il fiore” della speranza e della rinascita.

L’iniziativa stata resa possibile grazie al prezioso supporto di Carosello Records e ha ricevuto il patrocinio del Ministero della Giustizia, del Consiglio Regionale della Lombardia, del Comune di Milano, il contributo della Fondazione Cariplo e della Fondazione Intesa Sanpaolo Ente Filantropico.

(Comunicato Stampa)

La superstar mondiale Lewis Capaldi sarà live in Italia il 17 giugno

Milano, 11 nov. (askanews) – La superstar mondiale Lewis Capaldi – tra le voci più acclamate della scena pop internazionale con oltre 30 miliardi di stream totali – torna in Italia con un’unica e imperdibile data: appuntamento mercoledì 17 giugno 2026 a Fiera Milano Live per uno show che si preannuncia un ritorno coinvolgente e indimenticabile. Il suo comeback sul palco è anticipato del suo prossimo EP Survive, in uscita il 14 novembre.

I biglietti saranno in prevendita esclusiva Vivo Club da mercoledì 12 novembre 2025 alle ore 11:00. Mentre saranno disponibili online su www.vivoconcerti.com da giovedì 13 novembre 2025 alle ore 11:00 e in tutti i punti vendita autorizzati da martedì 18 novembre 2025.

Dopo aver conquistato il pubblico milanese nel 2023 con un concerto sold out al Forum di Milano che aveva emozionato migliaia di persone grazie alla voce potente, al carisma e alla spontaneità che lo contraddistinguono, Lewis Capaldi è pronto a tornare nel nostro Paese per un nuovo, attesissimo live. Il concerto a Fiera Milano Live si preannuncia come un evento speciale, pensato per ricreare quell’intensità che aveva reso memorabile la sua precedente esibizione. Sul palco, Capaldi porterà tutta la forza del suo repertorio musicale, unendo i brani che lo hanno consacrato come uno degli artisti principali della scena pop mondiale alle nuove canzoni del suo EP Survive. Sarà uno spettacolo che celebrerà la sua rinascita artistica, tra emozione, autenticità e la connessione unica che sa creare con il suo pubblico.

Lewis Capaldi è tornato sulla scena con una serie di successi che ne confermano il talento e la capacità. Il ritorno di Capaldi – anticipato da singoli Almost, Survive e Something In The Heavens e The Day That I Die – è stato accolto con entusiasmo: la canzone Survive ha debuttato al numero 1 del Regno Unito, diventando il brano più venduto nel 2025 e portando l’artista a conquistare il suo sesto numero uno e il decimo brano nelle Top 10 UK. L’artista ha presentato la nuova musica in prestigiosi programmi televisivi come The Tonight Show Starring Jimmy Fallon, Good Morning America e The Graham Norton Show, oltre che con una straordinaria esibizione a Glastonbury. Il suo ultimo album, Broken By Desire To Be Heavenly Sent (2023), ha debuttato al primo posto nel Regno Unito, generando tre singoli numero uno – Pointless, Wish You The Best e Forget Me – e confermando Capaldi come una dei cantautori più intensi della musica pop contemporanea.

Formula1, Leclerc: "Restiamo uniti per ribaltare la situazione"

Roma, 11 nov. (askanews) – I piloti Ferrari sono tornati a parlare del deludente GP Brasile, dove entrambi sono stati costretti al ritiro. Charles Leclerc è stato messo fuori gioco al sesto giro a causa di un incidente (senza colpa) con Antonelli: “È stato un weekend molto difficile a San Paolo. È deludente per la squadra tornare a casa con quasi senza punti, in un momento cruciale della stagione, in cui si lotta per il secondo posto nel campionato costruttori. Da adesso in poi la strada sarà tutta in salita ed è chiaro che soltanto l’unità può aiutarci a ribaltare questa situazione nelle ultime 3 gare. Daremo il massimo, come sempre”. Non solo Leclerc, anche Hamilton è stato costretto al ritiro a Interlagos al 39° giro a causa della perdita di un alettone (sostituito) e poi per un danneggiamento al fondo della vettura: “Non è stata la gara che volevamo. È straziante, soprattutto dopo alcuni buoni progressi, ma andremo avanti – ha detto il britannico sette volte campione del mondo -. Sostengo la mia squadra. Sostengo me stesso. Non mi arrenderò. Né ora, né mai. Brasile, grazie per tutto l’amore che mi hai dimostrato, come sempre”.

Baby K torna con il nuovo singolo "Dimmi Dimmi Dimmi"

Milano, 11 nov. (askanews) – Baby K, l’artista dei record, l’unica artista femminile a raggiungere il Disco di Diamante, a superare il miliardo di visualizzazioni su YouTube con un brano, a rimanere per 11 settimane consecutive al n. 1 della classifica ufficiale Fimi/GFK, torna con il nuovo singolo Dimmi Dimmi Dimmi in uscita venerdì 14 novembre in radio e su tutti i digital store. Il nuovo brano, prodotto da Massimo Macs Barberis, arriva dopo l’uscita a giugno di “Follia Mediterranea” che costituiva la prima parte di una trilogia in musica e di concetti iniziato con l’estate ma che continua tutto l’anno.

“Dimmi Dimmi Dimmi” è appunto il secondo capitolo: dopo la pelle, arrivano le parole. È qui che l’oggetto si fa voce, e comincia a scoprire cosa significa essere umano. Dimmi Dimmi Dimmi è il gioco dell’orgoglio, della gelosia e del desiderio travestito da curiosità e pettegolezzo. Perché anche questo è umano: non volerlo ammettere, ma sapere che qualcuno inevitabilmente lo leggerà negli occhi.

Baby K è una delle artiste femminili italiane più influenti degli ultimi anni, in particolare nel panorama pop-urbano. Ha saputo reinventarsi ed evolversi costantemente, mantenendosi sempre attuale. Con Follia mediterranea prima e con “Dimmi Dimmi Dimmi” oggi, racconta in modo sincero e diretto l’universo femminile in tutte le sue sfaccettature: dal corpo alla mente e al cuore, dal desiderio alla gelosia, fino alla curiosità e al pettegolezzo.

Calcio, Palladino all’Atalanta, è ufficiale

Roma, 11 nov. (askanews) – Raffaele Palladino è ufficialmente il nuovo allenatore dell’Atalanta, come spiega il club nerazzurro sul suo sito ufficiale: “Atalanta BC è lieta di comunicare che il ruolo di responsabile tecnico della Prima Squadra è stato affidato a Raffaele Palladino”. Palladino ha firmato un contratto di un anno e mezzo con l’Atalanta, come spiega la società nerazzurra sul proprio sito ufficiale: “Raffaele Palladino si è legato al club nerazzurro con un contratto fino al 30 giugno 2027”. Juric lascia l’Atalanta al 13° posto in classifica, con 13 punti raccolti in 11 giornate di campionato. I nerazzurri sono distanti 9 punti dal 4° posto (occupato dal Napoli) valido per l’accesso in Champions League

Ucraina, formazioni di Kiev si ritirano dalla regione di Zaporizhzhia

Roma, 11 nov. (askanews) – L’ufficio stampa delle Forze di difesa del sud di Kiev hanno rilasciato un comunicato stampa in cui riportano la ritirata di alcune delle proprie formazioni dalle posizioni nei pressi di cinque insediamenti nella regione di Zaporizhzhia.

“Le Forze di Difesa (ucraine, ndr) hanno dovuto ritirarsi dalle posizioni vicino ai villaggi di Novouspenivske, Nove, Okhotnyche, Uspenivka e Novomykolaivka, per salvaguardare la vita del personale”, ha dichiarato l’ufficio stampa dell’esercito ucraino.

“Negli ultimi giorni qui sono stati registrati fino a cento scontri armati”, si legge nella nota. “A causa dell’intensificarsi delle azioni d’assalto nemiche, dei numerosi tentativi di infiltrazione e dell’aumento del fuoco massiccio sulle nostre posizioni (ogni giorno oltre 400 bombardamenti d’artiglieria con circa 2000 munizioni), e della distruzione effettiva di tutti i ripari e fortificazioni” alcune truppe ucraine hanno dovuto lasciare le proprie postazioni, illustra l’esercito ucraino. “Nella regione di Zaporizhzhia, in particolare nelle direzioni di Oleksandrivske e Huliaipole, da diversi giorni si stanno svolgendo intensi combattimenti. Il nemico utilizza tutti i tipi di armi disponibili per cercare di respingere le Forze Armate ucraine dalle posizioni occupate”, ha dichiarato L’ufficio stampa delle Forze di difesa del sud di Kiev

Crosetto: invieremo i carabinieri in Medio oriente ma non a Gaza

Roma, 11 nov. (askanews) – L’Italia è disponibile a inviare carabinieri per addestrare le forze di sicurezza palestinesi, ma questa attività non verrà svolta né a Rafah né a Gaza. Lo ha detto il ministro della Difesa Guido Crosetto, intervenendo oggi alla presentazione del Calendario dei Carabinieri 2026 a Roma.

Crosetto ha confermato il contributo italiano alla missione di stabilizzazione, chiarendo che “c’è un limite che non dobbiamo superare che è quello della sicurezza dei nostri Carabinieri”.

Crosetto ha continuato: “Siamo disponibili a fornire carabinieri per addestrare le future forze di sicurezza palestinesi quando tutto sarà finito. Non lo faremo né a Gaza né a Rafah ma in un luogo esterno per garantire la sicurezza dei nostri Carabinieri”.

Brunori Sas in tour nei teatri con TuttoBrunori, Canzoni e monologhi

Milano, 11 nov. (askanews) – Dopo un anno ricco di musica, riconoscimenti e nuove avventure, e mentre si prepara ai sempre più imminenti appuntamenti live in Europa, Brunori Sas guarda al 2026 annunciando oggi la tournée teatrale TuttoBrunori, Canzoni e monologhi.

Dario Brunori torna a uno dei luoghi che più gli appartengono -il teatro- con uno show completamente nuovo (prodotto da Vivo Concerti) che fonde in un unico racconto musica, parole e narrazione. Un viaggio a tutto tondo dentro il suo universo poetico e umano, dove le canzoni si intrecciano con riflessioni, ricordi, stand-up e monologhi, sempre nel segno della sua inconfondibile ironia e sensibilità d’autore.

La Spezia, Brescia, Milano, Genova, Torino, Firenze, Bologna, Trieste, Padova, Napoli, Roma, Assisi, Catania, Palermo, Bari: queste le città che a partire dal prossimo ottobre e per tutto il mese di novembre saranno toccate dalla tournée teatrale.

TuttoBrunori, Canzoni e monologhi è insieme esperienza di ascolto e di racconto, dove Brunori -da sempre maestro nel mescolare linguaggi e registri- offre al pubblico uno sguardo completo sulla propria storia, sul presente e sul continuo dialogo tra individuo e collettività che attraversa tutta la sua produzione, accompagnato sul palco da tutta la sua band di sempre.

I biglietti per le date di TuttoBrunori, Canzoni e monologhi saranno disponibili in prevendita dalle ore 14:00 di mercoledì 12 novembre su wwww.vivoconcerti.com, e nei punti vendita autorizzati dalle ore 11:00 di lunedì 17 novembre. L’organizzatore declina ogni responsabilità in caso di acquisto di biglietti fuori dai circuiti di biglietteria autorizzati non presenti nei comunicati ufficiali.

In attesa di vivere l’esperienza di TuttoBrunori, Canzoni e monologhi nei teatri, per approfondire l’universo brunoriano è disponibile in anteprima su RaiPlay -e sarà trasmesso su Rai 3 martedì 2 dicembre alle 15.25- il documentario “Brunori Sas – Il tempo delle noci”, firmato da Giacomo Triglia e presentato in anteprima alla ventesima edizione della Festa del Cinema di Roma: un ritratto sincero e poetico, capace di restituire tutta la complessità e la delicatezza di uno dei cantautori più amati della scena italiana.

Presentato da Rai Documentari, prodotto da Pier Giorgio Bellocchio, Manetti bros., Désirée Manetti, il film è una produzione Mompracem in collaborazione con Calabria Film Commission.

Venerdì 2 ottobre 2026 | La Spezia, Teatro Civico – data zero Domenica 4 ottobre 2026 | Brescia, Teatro Clerici Venerdì 9 ottobre 2026 | Milano, Teatro degli Arcimboldi Sabato 10 ottobre 2026 | Milano Teatro degli Arcimboldi Lunedì 12 ottobre 2026 | Genova, Teatro Carlo Felice Giovedì 15 ottobre 2026 | Torino, Auditorium Lingotto Domenica 18 ottobre 2026 | Firenze, Teatro Verdi Lunedì 19 ottobre 2026 | Bologna, Teatro Europauditorium Giovedì 22 ottobre 2026 | Trieste, Teatro Rossetti Venerdì 23 ottobre 2026 | Padova, Gran Teatro Geox Martedì 3 novembre 2026 | Napoli, Teatro Augusteo Giovedì 5 novembre 2026 | Roma, Teatro Conciliazione Venerdì 6 novembre 2026 | Roma, Teatro Conciliazione Martedì 10 novembre 2026 | Assisi, Teatro Lyrick Sabato 14 novembre 2026 | Catania, Teatro Metropolitan Domenica 15 novembre 2026 | Palermo, Teatro Politeama Mercoledì 18 novembre 2026 | Bari, Teatro Petruzzelli

Hamas: la legge sulla pena di morte "legalizza l’uccisione di palestinesi"

Roma, 11 nov. (askanews) – Il gruppo palestinese Hamas ha bollato come “un tentativo di legalizzare le uccisioni di massa di palestinesi” il disegno di legge approvato ieri in prima lettura dalla Knesset che introduce la pena di morte “per i terroristi che hanno ucciso israeliani”.

Ieri sera il parlamento israeliano ha approvato con 39 voti a favore e 16 contrari il disegno di legge presentato dal ministro della Sicurezza Nazionale ed esponente dell’estrema estrema destra israeliana Itamar Ben-Gvir. Il testo deve superare tre letture prima di diventare legge.

Hamas ha definito l’approvazione del disegno di legge “un’estensione dell’approccio razzista e criminale del governo sionista e un tentativo di legalizzare l’uccisione di massa organizzata del nostro popolo palestinese che vive sotto occupazione”. In un comunicato riportato dall’agenzia di stampa turca Anadolu, il gruppo palestinese ha aggiunto che “l’approvazione di questa legge fascista e sadica sotto lo sguardo del mondo rappresenta una nuova violazione delle leggi e delle convenzioni internazionali”, sollecitando l’intervento della comunità internazionale e delle organizzazioni per i diritti umani, perchè “condannino questa pericolosa legge razzista, impongano sanzioni deterrenti all’entità israeliana e facciano pressioni perchè ritiri la legge”.

I Talebani del Pakistan rivendicano l’attacco a Islamabad

Roma, 11 nov. (askanews) – I talebani pachistani hanno rivendicato la responsabilità dell’attacco che ha colpito la capitale del Pakistan.

“Il nostro combattente ha attaccato la commissione giudiziaria di Islamabad. Sono stati presi di mira giudici, avvocati e funzionari che hanno eseguito sentenze in base alle leggi anti-islamiche del Pakistan”, ha affermato il gruppo, come riferisce Afp.

Un’auto con a bordo un attentatore è esplosa fuori da un tribunale nella zona di Kacheri, causando almeno 12 morti e 21 feriti.

Tennis, Bolelli-Vavassori nella storia: semifinali Atp a Torino

Roma, 11 nov. (askanews) – Simone Bolelli e Andrea Vavassori entrano nella storia del tennis italiano centrando per la prima volta le semifinali delle ATP Finals in corso a Torino. Il duo azzurro ha superato 7-6, 6-4 lo spagnolo Marcel Granollers e l’argentino Horacio Zeballos nella seconda giornata del round robin di doppio, assicurandosi così l’accesso al turno successivo. La partita si è aperta in perfetto equilibrio. Gli italiani hanno mostrato grande scioltezza al servizio, approfittando di qualche imprecisione di Zeballos e conquistando una palla break già al quarto game, poi non sfruttata. Gradualmente, Granollers e Zeballos hanno trovato maggiore sicurezza, arrivando a ottenere tre palle break, tutte cancellate dagli azzurri che hanno continuato a spostare il gioco sull’argentino. Sul 5-5, Bolelli ha salvato un’altra situazione critica con una schiacciata a rete, costringendo infine gli avversari all’errore. Il set si è deciso al tie-break, vinto dai tricolori per 7-6.

Nel secondo set Bolelli e Vavassori hanno subito preso il controllo. Un rovescio incisivo di Bolelli sulla battuta di Zeballos ha fruttato il primo break della frazione, consolidato da un servizio impeccabile. Il duo italiano ha mantenuto il vantaggio, rispondendo con precisione ai tentativi di rimonta di Granollers e Zeballos e avvicinandosi a un nuovo break sul 5-3. Nonostante una risposta fortunata degli avversari, Bolelli e Vavassori hanno chiuso la partita 6-4, centrando un risultato storico.

Ora gli azzurri attendono il match tra i tedeschi Tim Pütz e Kevin Krawietz e gli inglesi Julian Cash e Lloyd Glasspool: una vittoria degli inglesi garantirebbe a Bolelli e Vavassori il primo posto nel raggruppamento con una giornata di anticipo.

Tennis, Djokovic: "Il caso Clostebol seguirà Sinner sempre"

Roma, 11 nov. (askanews) – “La questione del doping è una nuvola che lo seguirà, così come la nuvola del Covid seguirà me”. Novak Djokovic torna a parlare di Jannik Sinner e del caso Clostebol. Lo fa in un’intervista al programma web “Piers Morgan Uncensored” che sarà trasmessa integralmente oggi. Nell’anteprima diffusa sul canale YouTube dal controverso conduttore britannico, si sente il campione serbo rispondere in questi termini secchi alla domanda sul tema. Djokovic, in passato, non ha mai nascosto le sue critiche sulla vicenda che ha portato il numero 2 del mondo alla sospensione di tre mesi concordata con la Wada. La positività di Sinner al Clostebol – dovuta, secondo la ricostruzione, a tracce infinitesimali della sostanza assorbite durante un massaggio a mani nude del suo fisioterapista, che aveva utilizzato una pomata contenente lo steroide per curare una ferita – ha scatenato ampie discussioni nel circuito. Quando la vicenda di Sinner venne alla luce, Nole denunciò “una mancanza di protocolli standardizzati e chiari” argomentando così le sue perplessità: “Ci sono giocatori che aspettano da più di un anno che il loro caso venga risolto. Quindi il problema sono l’incoerenza e la mancanza di trasparenza. Sono stato davvero frustrato, come la maggior parte degli altri giocatori, dal fatto che siamo rimasti all’oscuro per cinque mesi. La maggior parte dei giocatori pensa ci sia del favoritismo. Sembra si possa quasi influenzare l’esito se sei un top player, se hai accesso ai migliori avvocati e a determinate risorse”. Va ricordato che l’Itia (l’agenzia internazionale per l’integrità del tennis) ha ribadito più volte come, nel caso Sinner, tutte le regole e le procedure siano state rispettate, secondo il codice Wada. Adesso, nell’intervista appena rilasciata, il 24 volte vincitore di Slam parla di “nuvola” che accompagnerà Sinner per il resto della sua vita creando un parallelismo (non proprio azzeccato) con le polemiche scatenate dal suo rifiuto di vaccinarsi contro il Covid, che portò alla sua espulsione da Melbourne prima dell’Australian Open 2022.

Juventus, Damien Comolli nominato amministratore delegato

Milano, 11 nov. (askanews) – Il Consiglio di Amministrazione della Juventus ha nominato Damien Comolli Amministratore Delegato, con contestuale cessazione del precedente incarico di Direttore Generale, “conferendogli poteri di amministrazione sostanzialmente in continuità con l’assetto precedente”. Lo si legge in una nota. Il board, riunito sotto la presidenza di Gianluca Ferrero, ha istituito i Comitati endoconsiliari. Invece, il Consiglio di Amministrazione ha rinviato ad una successiva riunione ogni deliberazione in merito ai compensi da attribuire agli Amministratori investiti di particolari cariche.

Mattarella: Onu insostituibile, inaccettabili allusioni su armi nucleari

Vienna, 11 nov. (askanews) – Definisce “inaccettabili” le allusioni all’uso di armi nucleari e difende l’Onu a cui, in ottanta anni di storia, non sono mancati “ostacoli, errori e lacune”, ma che resta “fondamentale” in un mondo che, dall’Ucraina al Medio Oriente, all’instabilità in diverse aree del continente africano, presenta sempre nuove sfide e nuove crisi. Richiama, allo stesso tempo, la necessità di rafforzare la cooperazione internazionale contro il crimine organizzato transnazionale perchè questa è “una comune responsabilità morale”. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella interviene al Polo Onu di Vienna, in occasione dei 25anni della Convenzione di Palermo, e ribadisce che le Nazioni Unite sono un “insostituibile strumento di pace e di stabilità, che sarebbe irresponsabile indebolire”, al netto della necessità di una riforma che ne renda più efficace e più adatta ai tempi attuali l’azione.

Che in realtà, osserva Mattarella, molti degli errori e delle lacune che vengono imputate all’Onu sono sì, in parte “riconducibili a carenze strutturali dell’Organizzazione”, ma “in parte all’altalenante volontà politica degli stessi Stati Membri a sostenerne pienamente l’azione”. E’ chiaro che “l’Onu può adempiere al suo mandato di garante della pace internazionale solo se gli Stati che ne fanno parte le consentono di farlo”. Resta necessaria, comunque, “una riflessione più ampia” sui meccanismi decisionali dell’Onu, a cominciare del Consiglio di Sicurezza che riflette, nei poteri e nella composizione, il mondo del 1945.

Detto questo per Mattarella “non esistono alternative al multilateralismo, a meno che non si ritenga di imboccare la strada dei conflitti permanenti, con un ritorno ad una visione primitiva dei rapporti fra popoli, i cui esiti sono storicamente e drammaticamente ben noti”. E lancia un richiamo sulla non proliferazione delle armi nucleari “in una fase storica – avverte – in cui, invece, assistiamo a inaccettabili allusioni all’impiego di armi di distruzione di massa”.

L’Italia, che ha scritta nella sua Costituzione “la strada” per una partecipazione alle organizzazioni internazionali e che ha “attraversato momenti di proterva aggressione da parte della criminalità organizzata” – sono impressi nella memoria collettiva, dice Mattarella, gli attentati a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino -, rinnova oggi la sua adesione alla Convenzione, che ha fatto propria l’intuizione di Falcone sulla necessità di un’alleanza globale contro il crimine.

Mattarella: Onu insostituibile, inaccettabili allusioni su armi nucleari

Vienna, 11 nov. (askanews) – Definisce “inaccettabili” le allusioni all’uso di armi nucleari e difende l’Onu a cui, in ottanta anni di storia, non sono mancati “ostacoli, errori e lacune”, ma che resta “fondamentale” in un mondo che, dall’Ucraina al Medio Oriente, all’instabilità in diverse aree del continente africano, presenta sempre nuove sfide e nuove crisi. Richiama, allo stesso tempo, la necessità di rafforzare la cooperazione internazionale contro il crimine organizzato transnazionale perchè questa è “una comune responsabilità morale”. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella interviene al Polo Onu di Vienna, in occasione dei 25anni della Convenzione di Palermo, e ribadisce che le Nazioni Unite sono un “insostituibile strumento di pace e di stabilità, che sarebbe irresponsabile indebolire”, al netto della necessità di una riforma che ne renda più efficace e più adatta ai tempi attuali l’azione.

Che in realtà, osserva Mattarella, molti degli errori e delle lacune che vengono imputate all’Onu sono sì, in parte “riconducibili a carenze strutturali dell’Organizzazione”, ma “in parte all’altalenante volontà politica degli stessi Stati Membri a sostenerne pienamente l’azione”. E’ chiaro che “l’Onu può adempiere al suo mandato di garante della pace internazionale solo se gli Stati che ne fanno parte le consentono di farlo”. Resta necessaria, comunque, “una riflessione più ampia” sui meccanismi decisionali dell’Onu, a cominciare del Consiglio di Sicurezza che riflette, nei poteri e nella composizione, il mondo del 1945.

Detto questo per Mattarella “non esistono alternative al multilateralismo, a meno che non si ritenga di imboccare la strada dei conflitti permanenti, con un ritorno ad una visione primitiva dei rapporti fra popoli, i cui esiti sono storicamente e drammaticamente ben noti”. E lancia un richiamo sulla non proliferazione delle armi nucleari “in una fase storica – avverte – in cui, invece, assistiamo a inaccettabili allusioni all’impiego di armi di distruzione di massa”.

L’Italia, che ha scritta nella sua Costituzione “la strada” per una partecipazione alle organizzazioni internazionali e che ha “attraversato momenti di proterva aggressione da parte della criminalità organizzata” – sono impressi nella memoria collettiva, dice Mattarella, gli attentati a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino -, rinnova oggi la sua adesione alla Convenzione, che ha fatto propria l’intuizione di Falcone sulla necessità di un’alleanza globale contro il crimine.

Turchia, chiesti 2.000 anni di reclusione per il sindaco di Istanbul

Roma, 11 nov. (askanews) – Un pubblico ministero turco ha chiesto una condanna a oltre 2.000 anni di carcere per il sindaco di Istanbul Ekrem Imamoglu, in carcere da marzo in attesa di processo per accuse di corruzione, respinte da lui e dal suo principale partito di opposizione.

L’atto d’accusa, presentato dal Procuratore capo di Istanbul, accusa Imamoglu e altre 401 persone di essere coinvolti in una rete di corruzione che avrebbe causato danni allo Stato per 160 miliardi di lire (3,81 miliardi di dollari) in un periodo di 10 anni.

Centinaia di membri e leader eletti del Partito Popolare Repubblicano (CHP), il principale partito di opposizione di Imamoglu, devono affrontare una serie di accuse di corruzione in una repressione che il partito definisce politicizzata e antidemocratica.

Rigamonti lancia la Carta delle bresaole e dei carpacci

Milano, 11 nov. (askanews) – Trasparenza e educazione al gusto, nel segno dell’innovazione. La nuova Carta delle bresaole e dei carpacci, lanciata da Rigamonti, il primo strumento messo a disposizione dei consumatori per un vero e proprio vademecum legato ai prodotti del settore, ma soprattutto un’operazione trasparenza per due prodotti che devono essere declinati a seconda dell’origine della materia prima.

Sulla scia del successo crescente dei carpacci – che registrano un incremento a doppia cifra nei primi nove mesi 2025 – Il leader nella produzione di bresaola con un fatturato di 256 milioni nel 2024 – invita alla sperimentazione nella scoperta di gusti differenti in base all’origine e alle caratteristiche delle carni, passando dalla Fassona da filiera 100% italiana fino all’Angus. Cos come accade per la carta dei caff.

L’Ad di Rigamonti, Claudio Palladi, spiega l’idea alla base dello sviluppo della Carta, che non si fermata alla bresaola, ma si allargata ai carpacci: “Siamo partiti da due esigenze: da un lato quella di essere trasparenti verso i consumatori sulla provenienza della materia prima; dall’altro fare cultura di prodotto con uno strumento per far apprezzare tanti modi diversi di fare bresaola. Ora siamo andati oltre, sviluppando con la stessa filosofia la carta dei carpacci. Il nostro sogno che le persone consumino vari tipi di bresaole durante la settimana per poter avere a disposizione una fonte di proteine interessante e facile da fruire”.

La Carta delle bresaole e dei carpacci stata curata dal giornalista enogastronomico Marco Bolasco: “Carpaccio una parola che rimanda ad un immaginario collettivo molto forte, qui parliamo di un prodotto straordinariamente nuovo nella sua freschezza e versatilit. Il nostro obiettivo stato lavorare su questo per farne comprendere la peculiarit e trovare suggestioni di abbinamento per trovare condimenti e piatti interessanti. Abbiamo cercato, affiancando prodotti dal mondo vegetale e dai formaggi e le bevande, tutto ci che potesse stimolare la fantasia partendo dal carpaccio”.

La Carta delle bresaole e dei carpacci stata presentata ufficialmente a Sondrio durante la settimana della Valtellina Wine Trail, corsa fra i vigneti e le montagne che ha visto ai nastri di partenza 3.700 atleti da tutto il mondo, fra cui il campione di snowboard Maurizio Bormolini.

HR NEXT di DEGG, a Roma l’appuntamento sull’HR del Futuro

Roma, 11 nov. (askanews) – DEGG ha lanciato un nuovo appuntamento con “HR NEXT: il Digital Twin per l’HR del Futuro”, un incontro dedicato alle aziende che vogliono comprendere come l’intelligenza artificiale possa accelerare la trasformazione digitale, migliorare la misurabilit dei processi e amplificare l’impatto sul business. Un evento organizzato in collaborazione con Assodigit e Factorial. Assodigit rappresentata dal Presidente Giovanni Cinquegrana, che ha presentato HR Hub, un’iniziativa nata in collaborazione con DEGG, pensata come punto di riferimento per aziende, professionisti e stakeholder. HR Hub effettua analisi, trend emergenti e best practice per affrontare con consapevolezza la trasformazione digitale che sta ridefinendo il ruolo delle Risorse Umane.

E ancora Factorial, scale-up spagnola che con Daniele Pollifrone, Partner Development Manager, ha puntato l’attenzione su Factorial ONE: la pi grande novit della sua storia. Una piattaforma AI-first, gi integrata in ogni processo HR, che introduce la possibilit di creare un Digital Twin capace di replicare il proprio modo di lavorare e supportare le attivit ripetitive. Factorial ha effettuato un passo evolutivo che incarna pienamente il messaggio dell’evento: usare l’Al per valorizzare le persone, comprendere meglio i processi e guidare verso decisioni pi consapevoli.

Marco Alessandrini, Account Executive di DEGG, ha dichiarato: “Quando si parla di business, parliamo di tanti dipartimenti. Raramente per viene affrontato il tema delle risorse umane che, invece, ha un ruolo chiave perch tratta le persone, ovvero il centro di ogni azienda. Per questo motivo abbiamo ospitato il nostro partner Factorial che sta prendendo il via anche nel mercato italiano. Vogliamo portare un contributo in questo settore”.

La Rubrica HR NEXT nasce dalla consapevolezza che la trasformazione digitale non una scelta opzionale, ma un processo culturale, che coinvolge persone e aziende perch l’Al possa diventare un alleato strategico nell’ambito dell’HR, aiutando le organizzazioni a valorizzare il capitale umano.

“Durante l’evento HR Next abbiamo affrontato il tema dell’intelligenza artificiale nelle piattaforme HR. Cos abbiamo trattato argomenti fondamentali come il GDPR, la privacy dei dati e la possibilit di utilizzare le applicazioni tramite il linguaggio naturale”, ha affermato Vlad Grigoriu, CTO di DEGG.

L’intelligenza artificiale pu coadiuvare l’HR attraverso attivit di reclutamento, onboarding, engagement e analytic e performance. Uno strumento di supporto nelle attivit di HR per potenziare e non sostituire le competenze umane.

Luca Corigliano, Head of Digital Solutions di DEGG, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: ” importante introdurre il tema dell’AI nei processi HR perch necessario partire dalle persone. L’intelligenza artificiale deve essere uno strumento per raggiungere determinati obiettivi, affiancando le persone”.

HR NEXT rappresenta un passo decisivo verso una funzione HR pi data-driven, etica e misurabile, capace di collaborare con tutta l’organizzazione per generare valore reale e duraturo, rimettendo le persone al centro.

Casa, Fimaa: compravendite +4,5% nel 2025, ma gap tra domanda e offerta

Roma, 11 nov. (askanews) – Il mercato immobiliare mostra ottimi segnali di vitalità nel 2025, ma allo stesso tempo manifesta primi segnali di uno scollamento tra domanda e offerta. È quanto emerge dall’ultima Indagine Fimaa-Confcommercio sul mercato immobiliare residenziale italiano. “Le proiezioni per il numero delle compravendite dell’intero anno, prevedono un incremento del 4,5% – spiega Santino Taverna, presidente di Fimaa-Italia Confcommercio – e supereranno probabilmente, le 750 mila transazioni. Si prevede anche un aumento dei prezzi stimato in circa il 3,9%. La domanda di acquisto è solida mentre l’offerta risulta attualmente in contrazione”.

Come evidenzia l’indagine condotta dalla Federazione, infatti, la domanda di acquisto di abitazioni si sta rafforzando. Nel secondo quadrimestre è risultata in crescita nel 29,4% dei casi, un netto balzo in avanti rispetto a quanto succedeva un anno fa, quando la quota di giudizi si attestava al 9,7%. La quota più rilevante è rappresentata ancora dai giudizi di stabilità della domanda, ma la percentuale (55,7%) si riduce sensibilmente rispetto a un anno fa (68,3%). Analogamente anche per i casi in cui si registra una domanda in calo che si attesta al 14,9%, contro il 22% del secondo quadrimestre 2024.

Per quanto riguarda l’offerta di abitazioni in vendita, le ipotesi in cui l’offerta è in crescita si sono ridotte all’8,7%, contro il 17,7% dell’anno precedente. Crescono invece sia i casi in cui l’offerta rimane stabile (raggiungono il 47,8%, dal 44,2% di un anno fa) che quelli in cui diminuisce (toccano quota 43,2%, rispetto al 38,1% del secondo quadrimestre 2024).

Le aspettative per l’ultima frazione dell’anno confermano questi trend. C’è un sostanziale ottimismo sul fronte della domanda, con il 28,8% degli agenti immobiliari accreditati FIMAA che prevede un’ulteriore crescita (erano al 19% un anno prima), mentre il 50,5% si attende che resti stabile (65,1%). Si amplia però la platea di coloro che si aspettano una battuta di arresto (20,7%, contro il 15,9% di un anno fa). Per quanto riguarda l’offerta, solo il 10% del campione confida in un aumento (un anno fa erano quasi il doppio, il 18,7%), mentre la quota di chi si attende un mercato stabile subisce un leggero calo (50,6%, contro il 51,6% del secondo quadrimestre 2024). I giudizi su un ulteriore calo arrivano così al 39,4%, un anno fa erano al 29,7%).

Sul fronte dei prezzi, il 32,2% degli agenti FIMAA si attende un aumento (erano al 23,7% un anno prima), ma allo stesso tempo cresce – anche se in maniera meno sensibile – la platea di coloro che propendono per una diminuzione (15,7%, da 13,7%). Si attestano al 52,1% i giudizi sulla stabilità (62,6%). Tra i fattori che influenzeranno positivamente gli scambi, l’andamento favorevole dei tassi dei mutui (33,1%), il buon rendimento degli affitti brevi (17,9%) e i prezzi vantaggiosi degli immobili a bassa efficienza energetica (14,6%). A frenare il mercato, invece, fattori come il costo delle ristrutturazioni (23,5%), la scarsa disponibilità di immobili ristrutturati di piccole e medie dimensioni (15,9%) e l’aumento dei prezzi (15,3%).

“È necessario sostenere l’offerta – aggiunge ancora Taverna, – favorendo la rigenerazione urbana e l’efficientamento energetico, in modo da garantire tempi certi sui procedimenti autorizzativi e supportare con incentivi selettivi, il mercato degli alloggi ristrutturati e riqualificati. Servono ulteriori misure a supporto dei giovani, delle famiglie e dei ceti meno abbienti, per ridurre i tempi di ricerca e nel contempo frenare eventuali spinte rialziste dei prezzi”, conclude il presidente di Fimaa-Italia Confcommercio.

Neonatology in Naples: innovazione e cura su misura

Napoli, 11 nov. (askanews) – Il calo demografico e la necessit di garantire elevati standard assistenziali ai neonati sono stati al centro della settima edizione di Neonatology in Naples, il Convegno internazionale di Neonatologia, presieduto dal Prof. Francesco Raimondi, Direttore dell’U.O.C. di Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale dell’Universit degli Studi di Napoli Federico II e Presidente della Commissione per l’Equit delle Cure Neonatologiche sul Territorio Nazionale della Societ Italiana di Neonatologia (SIN), che si svolto il 10 e l’11 novembre 2025 presso l’Aula Magna del Centro Congressi dell’Universit Federico II di Napoli.

Per Massimo Agosti, presidente della Societ Italiana di Neonatologia ” una disciplina molto giovane che sta cambiando radicalmente rispetto a alcuni decenni fa. C’ un connubio fra tutta quella che la parte scientifica e tecnologica, per la quale i neonati molto fragili riescono a sopravvivere, stiamo parlando di prematuri, neonati affetti da gravi patologie, ma c’ tutta un’altra parte anche legata all’accudimento, legata alla presenza dei genitori in terapia intensiva. davvero una disciplina in cui si coniugano molto bene la parte di ragione, la parte di scienza, la parte di tecnologia e la parte di sentimento, quindi di accudimento, di saper abilitare queste persone cos giovani, sono neonati, quindi a inizio vita, cos fragili, per dare loro un’aspettativa di vita la pi lunga e soprattutto la migliore possibile”.

L’incontro ha evidenziato i progressi compiuti dalla neonatologia nell’applicazione delle nuove tecnologie, senza rinunciare all’attenzione per l’aspetto umano dell’assistenza. A spiegarlo il Prof. Francesco Raimondi: “I nostri operatori sono addestrati alle nuove tecnologie, ma in realt uno dei motivi fondamentali per fare un’attivit di Terapia Intensiva Neonatale quella di avere una grande carica umana, che viene poi generosamente dispensata non solo ai nostri neonati che sono in difficolt, ma anche alle loro famiglie e genitori in particolare. Come in molti altri criteri, noi soffriamo di una differenza Nord-Sud. Nel caso delle cure neonatali, un passo in avanti pu essere fatto semplicemente razionalizzando le risorse, evitando di frammentarle in unit che possono poi in realt comportare pi spesa che rendimento in senso ovviamente buono e assistenziale del termine”.

La settima edizione di Neonatology in Naples ha confermato il ruolo di Napoli come punto di riferimento internazionale per la neonatologia. Il convegno ha evidenziato i progressi tecnologici del settore e l’importanza di mantenere un approccio umano alle cure. Centrale il tema dell’equit assistenziale e della personalizzazione delle cure, a sostegno dei neonati e delle loro famiglie in un contesto di crescente calo demografico.

Comandante generale dei Carabinieri: scarcerazioni facili? Ci facciamo domande

Roma, 11 nov. (askanews) – Nelle scarcerazioni eccessivamente rapide di persone che commettono reati, non c’è un senso di frustrazione da parte delle forze di polizia ma la comunità si deve fare domande su come sia stata applicata la legge. Lo ha detto il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri generale Salvatore Luongo alla presentazione del Calendario dei Carabinieri 2026, rispondendo a una domanda sulle scarcerazioni di criminali percepite come eccessivamente rapide dall’opinione pubblica.

“Il nostro obiettivo primario è quello di far applicare legge. Può succedere che qualche risultato investigativo non abbia l’esito che pensavamo e che qualcuno venga rimesso in libertà presto. Non penso che questo crei frustrazione nei carabinieri. Certo, ci facciamo delle domande anche nel nostro piccolo mondo ‘carabinieresco’. Il fatto che un malfattore, dopo che ha commesso un crimine sia ancora un giro, penso sia un problema di comunità che dei carabinieri stesso o delle forze di polizia”, ha detto il generale.

“C’è sicuramente – ha continuato l’alto ufficiale – qualcosa che ci porta a vedere se forse abbiamo sbagliato qualcosa, abbiamo applicato male la legge, non siamo stati in grado di essere molto performanti, oppure c’è qualcuno che non l’ha fatto”.

"La crisi climatica è la principale preoccupazione degli italiani"

Milano, 11 nov. (askanews) – La crisi climatica è per gli italiani la più grande preoccupazione per il futuro: ne hanno timore quasi 6 su 10 (57%, contro il 44% del 2022). Anche la visione della società italiana del domani è a tinte fosche: il 51% prevede un peggioramento, mentre solo 2 su 10 dimostrano ottimismo. Ma c’è chi si sta impegnando per creare una società migliore: al primo posto c’è il Non Profit (48%), una visione in coerenza con il dato che vede quasi 7 italiani su 10 (67%) protagonisti attivi di una donazione nel corso della vita. Sono alcuni dei dati emersi da una nuova ricerca promossa dal Comitato Testamento Solidale sotto la direzione dell’Istituto Walden Lab. Lo studio è stato condotto a luglio 2025 su un campione di 1000 italiani dai 25 anni in su.

Chi non si ritrova a pensare al futuro? 9 italiani su 10 dichiarano di farlo molto o abbastanza spesso, ma non è un pensiero rassicurante. A livello personale, la paura più diffusa riguarda la possibilità di contrarre gravi malattie (66%) ma, allargando lo sguardo sul mondo, anche la salute del nostro pianeta è un motivo di forte inquietudine: nelle prime 5 posizioni, tra le cause di preoccupazione troviamo i cambiamenti climatici e l’inquinamento (57%), nuove guerre (44%), la crescita della povertà (42%), possibili nuove pandemie (38%) ed eventi naturali catastrofici (22%). In questo scenario globale, si teme che tra 10 anni in Italia diminuiranno l’eguaglianza economica (63%), la partecipazione democratica e il benessere mentale (entrambi al 59%), ma si prevede anche più attenzione all’ambiente (50%). In questo quadro, la metà degli italiani (48%) riconosce alle realtà del Terzo Settore l’impegno più grande, oggi, per migliorare le cose. 8 su 10 ritengono il Non Profit importante dal punto di vista sociale (81%), per il contributo che dà alla realizzazione di una società migliore, culturale (80%), per i valori che rappresenta e promuove, ed economico (77%), per il valore dei servizi che produce.

Un rapporto di fiducia che si traduce in donazioni in favore di cause umanitarie, sociali, ambientali: quasi 7 su 10 (67%) dichiara di averlo fatto almeno una volta nella vita e il 35% racconta di aver donato a una Non Profit proprio quest’anno. Anche nel 2025 resta in cima alla lista delle cause prescelte la ricerca medico-scientifica (45%) ma si nota la crescita dell’aiuto alle povertà in Italia (dal 18% del 2024 al 23% del 2025) e negli altri paesi (dal 16% del 2024 al 22% del 2025) e l’aiuto alle persone con disabilità (dal 13% del 2024 al 18% del 2025). Importante il senso di protezione per l’ambiente e per le altre specie animali, che insieme raccolgono il 26% dei consensi, e le donazioni per le emergenze umanitarie (24%).

Ma se il futuro è incerto, sempre più italiani decidono di fare la propria parte per incidere positivamente anche quando non ci saranno più: una ricerca del Comitato, realizzata insieme a Walden Lab e Vita e presentata lo scorso settembre, mostra che, tra il 2020 e il 2024, complessivamente, è cresciuta di 16 punti – la percentuale delle Organizzazioni Non Profit che hanno ricevuto almeno un lascito: dal 61% al 77%; contestualmente, cresce anche il peso percentuale dei lasciti sul totale delle raccolte fondi che quasi raddoppia passando dall’8% del 2020 al 14% del 2024. E guardando al futuro, la previsione risulta ancor più positiva: il 77% prevede un aumento (certo o probabile) dei lasciti, solo il 3% una diminuzione. Di fatto, la percentuale degli Italiani over 50 che hanno già previsto un lascito nel proprio testamento è stabile da 7 anni. Parliamo di più di mezzo milione di individui. Parallelamente, gli Italiani over 50 che si dichiarano propensi a prendere in considerazione un lascito solidale sono quest’anno il 19%, poco meno di 5 milioni, con un calo di 3 punti percentuali rispetto al 2024. Questa battuta d’arresto appare strettamente collegata alla percezione di instabilità generale e alle crescenti preoccupazioni per il futuro economico delle proprie famiglie.

“In un momento in cui il futuro appare incerto e le preoccupazioni crescono, gli italiani continuano a dimostrare un profondo senso di responsabilità collettiva – commenta Rossano Bartoli, Portavoce del Comitato Testamento Solidale e Presidente della Lega del Filo d’oro – La fiducia riposta nel Terzo Settore e la propensione alla donazione sono segnali importanti: ci ricordano che, anche di fronte alla paura, prevale la volontà di costruire una società più giusta, solidale e sostenibile. In questo contesto, il lascito solidale rappresenta una forma di generosità particolarmente preziosa, perché consente a ciascuno di lasciare un segno concreto di speranza e di impegno verso le generazioni future. Come Comitato Testamento Solidale, continueremo nel nostro impegno per sensibilizzare e informare gli italiani su uno strumento di solidarietà alla portata di tutti, che può contribuire in maniera davvero concreta a realizzare il futuro che vogliamo e a scongiurare quello che invece temiamo”.

Il Comitato Testamento Solidale, nato nel 2013 per opera di 6 Organizzazioni promotrici, è impegnato da oltre un decennio nel coinvolgimento del mondo del Non Profit in importanti attività di studio del settore, di informazione e di sensibilizzazione. Attualmente il Comitato conta 26 organizzazioni aderenti: AIL, AISM, Fondazione Don Carlo Gnocchi, Fondazione Lega del Filo d’Oro, Save the Children, Airalzh – Associazione Italiana Ricerca Alzheimer, Aiuto alla Chiesa che Soffre, Amref, Associazione Luca Coscioni, Centro Benedetta d’Intino, Comitato Italiano per l’UNICEF Fondazione ETS, Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro ETS, Fondazione L’Albero della Vita ETS, Fondazione Mission Bambini ETS, Fondazione Operation Smile Italia ETS, Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro, Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico, Fondazione Progetto Arca, Fondazione Telethon ETS, Fondazione Umberto Veronesi, Greenpeace, Istituto Pasteur Italia, San Patrignano, Smile House Fondazione ETS, Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ETS-APS, VIDAS, WWF.

Mattarella: l’Onu è insostituibile, irresponsabile indebolirlo

Vienna, 11 nov. (askanews) – “Le Nazioni Unite restano, pur con tali limiti, uno straordinario, insostituibile strumento di pace e di stabilità, che sarebbe irresponsabile indebolire”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella parlando al Polo Onu di Vienna in occasione del 25esimo anniversario della Convenzione di Palermo contro il crimine organizzato transnazionale. Mattarella ha ribadito che in ottanta anni di storia delle Nazioni Unite non sono mancati “errori” e “lacune” ma l’Onu resta anche oggi “fondamentale”.

“Il quadro geo-politico che abbiamo di fronte, dalla perdurante guerra di aggressione russa all’Ucraina, alla crisi in Medio Oriente, all’instabilità in diverse aree del continente africano, spesso associata a drammatiche crisi umanitarie, richiede con tutta evidenza un sostegno attivo alle Nazioni Unite, non certamente il suo smantellamento” ha osservato Mattarella. “L’Onu può adempiere al suo mandato di garante della pace internazionale solo se gli Stati che ne fanno parte le consentono di farlo”. Mattarella ha osservato quindi che la recente riforma varata dal Segretario Generale Guterres “è stata avviata per fornire risposta a questa richiesta di maggiore efficacia”, “un passo nella giusta direzione che, comunque, sollecita a una riflessione più ampia sugli stessi meccanismi decisionali dell’ONU, a cominciare del Consiglio di Sicurezza, la cui composizione – e i cui poteri in capo ai membri permanenti – riflettono il mondo del 1945”. “Oggi l’Onu continua a essere la cornice di riferimento fondamentale per affrontare sfide che travalicano i confini nazionali” e questo anche se “in questo lungo percorso non sono mancati ostacoli, errori e lacune, in parte riconducibili a carenze strutturali dell’Organizzazione, in parte all’altalenante volontà politica degli stessi Stati Membri a sostenerne pienamente l’azione”. C’è “l’esigenza di rafforzare – e non demolire – l’architettura relativa al disarmo e alla non proliferazione delle armi nucleari, in una fase storica in cui, invece, assistiamo a inaccettabili allusioni all’impiego di armi di distruzione di massa.