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Casa, Fimaa protagonista del Re Key Italy 2025

Roma, 9 set. (askanews) – Fimaa Italia sarà uno dei protagonisti del Re Key Italy 2025, la tre giorni dedicata al real estate globale, investimenti strategici e potere istituzionale, con cui Fiabci vuole rafforzare il confronto tra leader immobiliari, innovatori tecnologici, investitori istituzionali e decisori pubblici. L’evento prende il via domani a Roma e Maurizio Pezzetta – delegato Fimaa, presidente di Fimaa Roma e Lazio e Vicepresidente di Fiabci Italia – interverrà al panel di apertura dal titolo Cross-Border Business: The Role of Associations che si svolgerà a partire dalle 15 presso la Facoltà di Architettura dell’Università La Sapienza di Roma.

Il panel è moderato dal presidente della Fiabci, Antonio Campagnoli. Assieme al vicepresidente vicario di Fimaa Italia, parteciperanno Paulo Barros Trindade, Presidente di Tegova; Federico Filippo Oriana, Presidente di Aspesi; Giuseppe Gabriele Mazzetta, Presidente di Assogentile; Laura Rocca, presidente di Cobaty Italia; Massimiliano Pulice, presidente di Rics Italia; Luke Brucato, presidente di Isivi; Angelo Donato Berloco, Presidente di & Co-Founder E-Valuations.

Per l’impegno svolto all’interno della Fimaa e della Fiabci, Maurizio Pezzetta verrà quindi insignito del premio “Leadership & Support” 2025, l’onorificenza verrà conferita nel corso della Networking Dinner che si terrà giovedì 11 settembre alla Lanterna di Roma.

“Fimaa è convinta che il mercato immobiliare sia, oggi più che mai, globale – commenta Pezzetta. – Per questo, sosteniamo la cooperazione internazionale e promuoviamo standard professionali condivisi, indispensabili per creare fiducia e trasparenza. Intendiamo costituire ponti tra professionisti e mercati diversi, in modo che ciascun operatore possa muoversi a livello internazionale con competenza e sicurezza. Grazie alla partnership con FIABCI – prosegue il Presidente Pezzetta, – come FIMAA abbiamo creato connessioni dirette tra operatori italiani e investitori stranieri, in particolare nei settori del residenziale, del turistico e della rigenerazione urbana. Ma non ci limitiamo a facilitare operazioni immobiliari, vogliamo intensificare lo scambio di esperienze e visioni, per arricchire le competenze dei nostri professionisti e rafforzare il ruolo dell’Italia come destinazione privilegiata per gli investimenti internazionali”.

Fondata a Parigi nel 1951, Fiabci è una federazione internazionale presente oggi in 83 nazioni e riconosciuta con status consultivo presso le Nazioni Unite. Con la sua attività, promuove lo sviluppo sostenibile delle città, l’adozione di standard internazionali e il dialogo tra real estate, finanza, istituzioni e mondo accademico. Riunisce oltre 180 membri e rappresenta migliaia di professionisti, imprese e associazioni del settore immobiliare a livello globale. In Italia, Fiabci è rappresentata dal Capitolo Italiano, di cui Fimaa è Principal Member ed è stata tra i fondatori sin dagli anni ’50, rafforzando il legame storico e istituzionale tra la Federazione e la rappresentanza italiana degli agenti immobiliari.

Caffo (Telefono Azzurro): l’AI una sfida, va governata per bambini

Reggio Emilia, 9 set. (askanews) – L’arrivo prepotente dell’intelligenza artificiale ” in parte una grande occasione, ma va governata”. Per questo “credo che gli adulti e i ragazzi insieme debbano affrontare questa sfida”. Lo ha detto il neuropsichiatra e presidente di Telefono Azzurro Ernesto Caffo, a margine di un dibattito alla Festa nazionale dell’Unit a Reggio Emilia, parlando dell’intelligenza artificiale.

“L’arrivo prepotente dell’intelligenza artificiale in parte una grande occasione, ma va governata. Va governata pensando anche allo sviluppo di questo strumento che va non solo conosciuto, ma gestito con molta attenzione”, ha spiegato Caffo. “Da una parte occorre evitare che i bambini troppo piccoli accedano a questo strumento. Bisogna far s che i ragazzi possano avvicinarsi a questo strumento, conoscerlo, gestirlo e anche costruire insieme al mondo degli adulti delle proposte”.

Il presidente di Telefono Azzurro ha messo in guardia sui rischi: “Come il cambiamento delle immagini, creare talvolta degli scherzi e forme di bullismo che possono danneggiare dei ragazzi e bambini adolescenti. C’ da fare un gran lavoro educativo. Occorre avere delle regole nuove costruite tra istituzioni e mondo delle aziende, perch certi limiti vanno definiti”, ha aggiunto.

Sul divieto del cellulare a scuola, Caffo ha precisato: “Il nostro sforzo quello di far s che i ragazzi possano usare questi strumenti, essere responsabili di loro stessi, usarli per quello che necessario, non essere attratti dagli algoritmi. Il problema di governare questi processi con grandissima attenzione del mondo degli adulti”.

Zelensky: un raid russo ha ucciso 20 persone in fila per la pensione

Roma, 9 set. (askanews) – “Un brutale e selvaggio” attacco aereo russo sull’insediamento rurale di Yarova, nella regione di Donetsk, ha provocato la morte di oltre 20 persone. Lo rende noto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky su X. “Direttamente sulla gente. Persone comuni. Proprio nel momento in cui venivano erogate le pensioni. Secondo le prime informazioni, più di 20 persone sono state uccise. Non ci sono parole… Le mie condoglianze a tutte le famiglie e ai cari delle vittime”, scrive Zelensky.

“Attacchi russi di questo tipo non devono essere lasciati senza una risposta adeguata dal mondo. I russi continuano a distruggere vite umane, evitando nuove sanzioni severe e nuovi duri colpi. Il mondo non deve rimanere in silenzio. Il mondo non deve rimanere inerte. È necessaria una risposta dagli Stati Uniti. È necessaria una risposta dall’Europa. È necessaria una risposta dal G20. Sono necessarie azioni forti per far sì che la Russia smetta di portare morte”.

FT: "La Francia è la nuova periferia, secondo gli investitori"

Roma, 9 set. (askanews) – “La Francia è la nuova periferia”. E’ una delle frasi di analisti citati dal Financial Times – in questo caso Kevin Thozet, del gruppo di gestione patrimoniale Carmignac – sugli aumenti dei tassi di interesse sul debito pubblico dell’Esagono, che hanno accompagnato le tensioni sulla tenuta del governo fino alla bocciatura al voto di fiducia ieri.

Al 3,49%, i rendimenti sui titoli pubblici decennali della Francia sono ben al di sopra del 3,37% di quelli della Grecia e si avvicinano al 3,52% dei Btp analoghi dell’Italia, rileva il quotidiano, Paesi tradizionalmente indicati come periferia dell’area euro, appunto, in termini di tassi di mercato, come Spagna o Portogallo. Gli sviluppi di politica interna e l’apparente stallo potrebbero sfociare in nuovi declassamenti di rating. Lo scorso dicembre Moody’s ha abbassato le sue valutazioni sulla Francia. Venerdì un possibile aggiornamento è atteso da Fitch – che attualmente le assegna un valore ‘AA-‘ con orientamento negativo – e successivamente anche S&P potrebbe rivedere le sue valutazioni.

“La Francia sarà il ‘ragazzo difficile’ sul mercato obbligazionario per i prossimi 18 mesi”, secondo David Zahn, della Franklin Templeton, pronosticando volatilità. Un riferimento al fatto che il mandato dell’attuale presidente francese, Emmanuel Macron, scadrà nella primavera del 2027. Saltato Bayrou, sarà sempre lui a scegliere il nuovo premier, ben il quinto della sua seconda presidenza.

“Quello che oggi vediamo è la migrazione della Francia nella categoria periferia, a meno che la politica di bilancio non venga aggiustata in tempi brevi”, sostiene Tomasz Wieladek, di T Rowe Price citato sempre dal FT. “Difficile vedere un esito positivo”, osserva Maya Bhandari, di Neuberger Berman.

Il problema (che non viene menzionato dal Ft) è che il piano di risanamento che era stato approntato dal governo appena sfiduciato faceva leva in ampia misura su correzioni che avrebbero dovuto essere sobbarcatate da esecutivi futuri. Prevedeva misure particolarmente impopolari, tra cui l’eliminazione di due festività nazionali. E non avendo i macronisti la maggioranza, si fatica a capire come cambiando semplcemente timoniere possano cambiare gli esiti.

Peraltro il risanamento dovrebbe avvenire mentre si aumentano le spese su difesa e armamenti al 5% del Pil, come previsto dagli accordi del patto Atlantico. Intanto i valori chiave del bilancio francese continuano ad appesantirsi. All’inizio del primo mandato di Macron, nel 2017, il rapporto tra debito pubblico e Pil era al 101%, sul 2026 è atteso al 118%. E secondo le stime del Fmi raggiungerebbe il 130% nel 2023.

Finora la bocciatura del governo Bayrou ha ricevuto una accoglienza senza strappi sui mercati. A metà seduta la Borsa di Parigi guadagna lo 0,40% mentre i tassi sugli Oat decennali sono poco mossi al 3,48%, pagando un differenziale (spread) di 74 punti base rispetto ai Bund tedeschi equivalenti.

Tommaso Paradiso torna dal vivo e porta nuova musica

Milano, 9 set. (askanews) – Tommaso Paradiso sorprende il suo pubblico con un doppio annuncio che segna l’inizio di un nuovo importante progetto: il ritorno dal vivo con un attesissimo tour nei palazzetti in programma ad aprile 2026 prodotto da Live Nation, e nuova musica con il singolo “Lasciamene un po’” da questo venerdì 12 settembre su tutte le piattaforme digitali e in radio accompagnato dal videoclip su YouTube per Columbia Records – Sony Music Italy, già disponibile in presave.

A distanza di due anni dal suo ultimo progetto discografico, “Lasciamene un po’” – prodotto da Simonetta – arriva di petto e conferma lo stile inconfondibile di Paradiso: una scrittura unica, sempre attuale con una vena nostalgica, capace di trasformare scene quotidiane in immagini universali. Le sonorità, estremamente identitarie, uniscono il calore degli anni ’80 a un pop contemporaneo diretto e immediato tra synth, chitarre e ritmi incalzanti, per un brano romantico, incisivo ed estremamente coinvolgente.

Il tour nei palasport – occasione per ascoltare dal vivo nuova musica e grandi successi di Tommaso Paradiso – toccherà tutta Italia nella primavera del 2026: in partenza dal Palazzo dello Sport di Roma il 18 aprile, arriverà poi all’Unipol Forum di Milano il 22 aprile, all’Inalpi Arena di Torino il 23 aprile, all’Unipol Arena di Bologna il 25 aprile, alla Kioene Arena di Padova il 26 aprile, al Mandela Forum di Firenze il 28 aprile e al Palapartenope di Napoli il 30 aprile.

Conte: il governo chiarisca sui soldati israeliani in vacanza in Italia

Roma, 9 set. (askanews) – “Noi abbiamo chiesto dei chiarimenti al Governo che devono essere assolutamente forniti in trasparenza”. Lo ha detto il leader del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, nel corso di un punto stampa a San Benedetto del Tronto, commentando la notizia dei soldati israeliani in vacanza nelle Marche.

A giudizio dell’ex presidente del Consiglio “la cosa più importante è sapere se c’è stato un accordo, canali diplomatici, se sono state attivate le vie governative, di contatto fra governi, per ospitare questi soldati, che sarebbe del tutto inopportuno. Quindi bisogna vedere a che titolo sono venuti, privatamente, senza voler perseguitare nessuno, singoli cittadini stranieri. Ma ecco, è importante il ruolo del nostro governo giocato in questa partita”, ha concluso Conte.

Marche, Conte: non faccio pronostici, spero buon risultato coalizione

Roma, 9 set. (askanews) – “Io pronostici non ne voglio fare, voglio semplicemente invitare ai cittadini ad andare a votare, comunque: la cosa più importante è la partecipazione, per dare una buona qualità della nostra democrazia. Mi auguro sicuramente un buon risultato, non tanto per il Movimento quanto per l’intera coalizione”. Lo ha detto il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, nel corso di un punto stampa a San Benedetto del Tronto.

“Noi abbiamo lavorato tantissimo – ha rivendicato l’ex presidente del Consiglio – con grande generosità anche per questo progetto. Come sapete abbiamo sostenuto Ricci anche quando c’è stata la notizia sopravvenuta dell’avviso di garanzia, l’abbiamo valutata con grande serenità, con grande linearità e lealtà. Abbiamo assunto una corresponsabilità in questo progetto, ci sentiamo pienamente partecipi e siamo convinti di poter fare un buon risultato”.

Per Conte “quel che conta sono i progetti per i cittadini. Qui c’è tanto da fare, abbiamo 150mila marchigiani che hanno rinunciato alle cure. Pensate: i soldi che abbiamo portato del Pnrr, un capitolo così importante com quello della sanità, delle prestazioni sanitarie, hanno speso soltanto il 20 per cento. Stanno buttando soldi e ormai siamo in dirittura finale. C’è tanto da fare anche per le infrastrutture viarie e tantissimi altri progetti, nel segno sempre della giustizia sociale. Perché una comunità non può andare avanti se si presta ossequio, omaggio, e si fanno sempre gli interessi dei soliti noti: gruppi imprenditoriali amici, gruppi di potere, banche. Dobbiamo pensare a tutti i cittadini”, ha concluso il leader del M5S.

Reclutamento con finalità di terrorismo, arrestato un estremista islamico

Milano, 9 set. (askanews) – All’alba di questa mattina la Polizia di Stato, al termine di una complessa attività d’indagine coordinata dalla Procura Distrettuale della Repubblica di Brescia, ha eseguito una misura di custodia cautelare agli arresti domiciliari ristretti disposta dal GIP presso il Tribunale di Brescia nei confronti di un trentasettenne cittadino del Bangladesh residente nella Provincia mantovana, ritenuto responsabile del compimento di attività, penalmente rilevanti ai sensi dell’art. 270 quater co. II del c.p., di arruolamento per il compimento di atti di violenza ovvero di sabotaggio di servizi pubblici essenziali, con finalità di terrorismo.

L’attività investigativa, condotta dalle D.I.G.O.S. di Brescia e di Genova, con la collaborazione della DIGOS di Mantova, coordinate dalla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione / U.C.I.G.O.S., discende dalle articolate evidenze investigative emerse dall’analisi del dispositivo dell’indagato effettuata dalla DIGOS di Genova nel contesto di altra attività di indagine, culminata nella recente condanna in via definitiva di un giovane per il delitto di partecipazione ad associazione con finalità di terrorismo, segnatamente l’associazione terroristica Tehrik e Taliban Pakistan (TPP), ramificazione di Al Qaeda.

In particolare, grazie alle evidenze investigative, si è rilevato come tale giovane fosse stato indottrinato proprio dall’odierno indagato, che ne carpiva la fiducia, interessandosi della sua storia personale, della sua fede e della sua cultura in materia; nonostante il ragazzo gli avesse confessato di non avere frequentato una scuola Coranica ma di leggere testi dello scrittore Ali Jaber al Fayfi (già attivista di Al Qaeda), l’indagato gli assicurava di disporre di tanti “libri religiosi” per i ragazzi giovani, offrendosi di spedirglieli.

Riparte l’avventura musicale di X Factor: da giovedì 11 settembre

Milano, 9 set. (askanews) – Riparte l’avventura musicale di X Factor: da giovedì 11 settembre, su Sky e in streaming su NOW, prende ufficialmente il via X Factor 2025. Come da tradizione, si parte con la fase dei casting e con le Audizioni degli aspiranti concorrenti: il primo step di un percorso lungo e appassionante che si concluderà anche quest’anno con una finalissima che sarà nuovamente un grande show di piazza, in diretta da Piazza del Plebiscito a Napoli: dopo il grande successo di un anno fa, con la straordinaria e indimenticabile festa per la finale della scorsa stagione che ha incoronato Mimì Caruso, anche l’atto decisivo di #XF2025, il prossimo 4 dicembre, sarà un evento gratuito e co-organizzato con il Comune di Napoli, in uno dei luoghi più scenografici, incantevoli e ammirati d’Italia.

A guidare la nuova edizione dello show Sky Original prodotto da Fremantle sarà ancora una volta Giorgia, artista tra le più amate della scena italiana, riconfermata alla conduzione dopo la sua applauditissima prima stagione. Con la sua sensibilità, la sua empatia e la sua presenza costante in backstage, sarà ancora una volta il punto di riferimento per tutti quelli che si affacceranno per la prima volta a un palco tanto importante. La sua voce non sarà solo quella delle canzoni, ma anche quella che incoraggia, sostiene, raccoglie emozioni.

Il tavolo dei quattro giudici di questa edizione – che come sempre si pone come obiettivo quello di scoprire, nutrire fino ad “accendere il talento”, proprio come recita il claim di quest’anno – ha una formazione inedita e accoglie Achille Lauro, Francesco Gabbani, Jake La Furia e Paola Iezzi. Novità di stagione è Francesco Gabbani, al suo esordio assoluto in un talent show: cantautore, polistrumentista e artista multiplatino, sei album in studio, 13 dischi di platino e 4 d’oro; ha trionfato due volte al Festival di Sanremo (primo artista nella storia del Festival a vincere per due anni consecutivi prima tra le Nuove Proposte e poi tra i Big); con oltre 700 milioni di visualizzazioni su YouTube, ha firmato canzoni per icone come Mina, Adriano Celentano e Ornella Vanoni, ha composto colonne sonore originali e il prossimo 1° ottobre sarà protagonista con un atteso live all’ Arena di Verona. Con lui i tre che avevano fatto il loro esordio assoluto nella giuria dello show a #XF2024: Achille Lauro, una delle personalità più interessanti della scena artistica italiana di oggi con la sua inconfondibile identità, da protagonista del mondo urban-street è diventato rapidamente icona glam, punk-rocker, pop star e autore capace di smantellare ogni stereotipo, sempre pronto a rinnovarsi e a muoversi con naturalezza tra generi ed epoche nel mondo della musica, del fashion e dell’arte; Jake La Furia, artista sorprendente e multicanale, rapper dalla carriera lunga quasi 25 anni, con i Club Dogo prima e da solista poi, prima di un’attesissima reunion – avvenuta proprio nel gennaio 2024 dopo 10 anni – che ha portato il gruppo a riempire palazzetti e stadi in un tour di straordinario successo; Paola Iezzi, cantautrice, musicista, produttrice discografica e deejay, nota per i suoi successi nel duo Paola & Chiara, con cui ha pubblicato 8 album in studio, 4 album internazionali e 3 raccolte, tornato – dopo Sanremo 2023, dove erano in gara con la hit Furore – protagonista assoluto della scena pop italiana, che continua oggi a dominare classifiche e dancefloor.

A loro quattro toccherà il compito di diventare guida, mentore, riferimento per gli aspiranti cantanti in gara a cui dovranno trasmettere quel qualcosa in più, un vero “X Factor Touch”, per accendere il talento. E lo faranno – proprio a partire dall’11 settembre tutti i giovedì su Sky e in streaming su NOW, sempre disponibile on demand e visibile su Sky Go; dal 16 settembre ogni martedì in chiaro alle 21:30 su TV8, al tasto 8 del telecomando – tramite un percorso di selezione, sempre sul palco dell’Allianz Cloud di Milano, che quest’anno si rinnova profondamente. Si parte con le tre serate di Audition che saranno, come sempre, uno spaccato di musica, sogni e prime volte. I concorrenti dovranno conquistare almeno tre sì per accedere alla fase successiva. Poi sarà il momento dei Bootcamp, due serate ad alta tensione e dal meccanismo totalmente modificato: i giudici – che saranno ancora tutti e quattro al tavolo insieme – ascolteranno nuovamente i concorrenti selezionati al primo step e, per farli avanzare, da quest’anno dovranno trovare un accordo unanime. Niente maggioranze: solo quattro sì netti potranno aprire le porte del turno successivo; se l’accordo non si trova, si apre la possibilità di confronti, decisioni in standby e colpi di scena. In più ogni giudice, anche all’ultimo, può decidere di giocarsi la potentissima carta dell’X Pass per cambiare il destino di un concorrente e portarlo con sé: indipendentemente dall’esito del giudizio al tavolo, infatti, con l’X Pass il concorrente sarà sicuro di accedere al livello successivo e di poterlo fare nella squadra di quello stesso giudice. Gli artisti che avranno ricevuto i 4 giudizi favorevoli oppure l’X Pass arriveranno quindi allo step decisivo delle Last Call, l’ultima e la più dura delle fasi prima dei Live. Anche qui il meccanismo cambierà completamente, e torneranno per questo step le iconiche sedie e i temutissimi switch: ogni giudice dovrà scegliere solo tre artisti per comporre la propria squadra definitiva, e ognuno dei cantanti che promuoverà post esibizione potrà sedersi su una delle tre sedie presenti sul palco fino a quando non saranno occupate tutte, perché in tal caso inizieranno gli switch e ogni posto sarà “in bilico” fino all’ultimo. Anche in questo caso, il margine per i ripensamenti sarà minimo: si entra ai Live o si esce definitivamente.

A questo punto, terminato il percorso di selezione, i quattro giudici avranno formato le rispettive squadre formate da tre concorrenti ciascuno che, a partire da giovedì 23 ottobre sempre su Sky e NOW, saranno pronti ad affrontare i Live Show, le puntate in diretta dal Teatro Repower di Milano. Manche dopo manche gli artisti in gara potranno farsi conoscere dal pubblico e giudicare dalla giuria, creando un appassionante e spettacolare percorso lungo 7 settimane che si concluderà anche quest’anno in Piazza del Plebiscito a Napoli, dopo il successo dello scorso anno in termini di partecipazione all’evento in piazza che ha fatto da corollario al successo di ascolti (la finale più vista delle ultime quattro stagioni). Proprio lì, in quella che è una delle piazze più grandi d’Italia nonché la suggestiva e magica sede di eventi di livello internazionale, giovedì 4 dicembre verrà proclamato il vincitore di questa edizione.

A raccontare tutto questo ci sarà come sempre una narrazione immersiva che abbraccia palco e retroscena, audizioni e confessionali, urgenze artistiche e fragilità umane. Non si ascolta solo la musica: si ascoltano i percorsi, le trasformazioni, le prese di coscienza. Si assiste, passo dopo passo, alla nascita di un’identità. X Factor 2025 è pronto a tornare. E con lui, torna il palco che può cambiare tutto. Perché da quest’anno più che mai, X Factor accende il talento.

EssilorLuxottica: accordo coi sindacati, accelera su settimana corta

Milano, 9 set. (askanews) – EssilorLuxottica sigla un nuovo accordo con i sindacati in Italia e accelera l’adozione delle settimane corte in azienda con un test su un intero sito produttivo. Al via anche le sperimentazioni delle prime produzioni di componenti per dispositivi wearable in Italia.

EssilorLuxottica e le segreterie nazionali, i coordinatori nazionali e il coordinamento sindacale di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil hanno, infatti, firmato un accordo programmatico per coordinare azioni e risorse volte allo sviluppo e alla competitività delle fabbriche italiane. Tra le principali novità introdotte dal nuovo accordo è l’ulteriore evoluzione del modello di organizzazione del lavoro a settimane corte introdotto con successo più di due anni fa dal contratto integrativo aziendale 2024-26, che prevede 20 giorni di riposo aggiuntivi l’anno, tipicamente i venerdì, a parità di stipendio. L’obiettivo, a partire dal 1 gennaio 2026, è estendere per la prima volta il modello a un intero sito produttivo, permettendo a tutto il personale di beneficiare di 20 settimane di quattro giorni lavorativi senza alcuna riduzione retributiva. Il nuovo modello permetterà una maggiore efficienza produttiva, un’ottimizzazione dei tempi di lavoro e un positivo impatto ambientale in particolare nei consumi energetici.

In questo contesto, l’accordo prevede il comune intento tra le parti di rafforzare la componente legata all’eccellenza della produzione nei meccanismi di incentivazione dei lavoratori e nel calcolo del premio di risultato annuale, per rendere condivisa e partecipata la strategia di sviluppo industriale del gruppo nel Paese. Le parti hanno infine concordato la possibilità di avviare progetti pilota per la produzione in Italia di componenti per dispositivi wearable e di avviare percorsi di stabilizzazione a tempo indeterminato di lavoratori potenzialmente impiegati anche in questo innovativo settore.

“Crediamo nell’importanza di sviluppare nuovi modelli che, attraverso una diversa gestione del tempo, favoriscano contemporaneamente la qualità della vita e la qualità del lavoro”, ha commentato Francesco Milleri, presidente e AD di EssilorLuxottica. “Lo facciamo valorizzando le competenze straordinarie già presenti nelle nostre fabbriche italiane e favorendo al tempo stesso la nascita di nuove professionalità. È un impegno che va oltre l’azienda e rappresenta un contributo al sistema di innovazione dell’intero Paese”.

Bce, giovedì attesa conferma ai tassi, le ragioni della cautela

Roma, 9 set. (askanews) – Riflettori puntati sul direttorio della Banca centrale europea giovedì. Alle 14 e 15 verranno pubblicate le decisioni sui tassi di interesse, per cui le attese prevalenti sono sul mantenimento dei livelli attuali: 2% sul principale riferimento del costo del danaro nell’area euro (che resta il tasso sui depositi delle banche presso la stessa Bce).

Una posizione che, secondo alcuni osservatori, serve anche a tutelarsi dal rischio di eventuali mortificanti cambi di rotta se il quadro, altamente incerto, dovesse repentinamente evolversi in maniera imprevista, con una risalita delle pressioni inflazionistiche. Nello scenario opposto, riavviare i tagli dei tassi sarebbe molto meno imbarazzante.

Ad ogni modo, l’istituzione monetaria aggiornerà anche le sue previsioni su crescita economica e inflazione. E generalmente gli analisti si attendono marginali ritocchi, a riflesso del rafforzamento dell’euro e dei livelli previsti dall’accordo politico sui dazi commerciali tra Ue e Usa.

Alle 14 e 45 la presidente Christine Lagarde terrà la consueta conferenza stampa esplicativa. L’attesa dominante è che ribadisca che al livello attuale dei tassi la Bce si trova “in una buona posizione” per attendere e soppesare gli sviluppi futuri dell’economia.

Potrebbe essere anche bersagliata di domande sulla sua madrepatria Francia, dopo la sfiducia al governo Bayrou. Già in passato i rialzi dei tassi erano stati oggetto di interrogativi alla presidente sul possibile ricorso agli strumenti anticrisi della Bce. Lagarde aveva escluso queste ipotesi ed è probabile che ribadisca questa posizione. Al 3,48% oggi, sulla scadenza decennale, i rendimenti dei titoli di Stato francesi sono lontani da livelli da poter ritenere allarmistici.

In Francia in queste situazioni Lagarde viene spesso considerata una sorta di possibile “riserva” della Repubblica. Sia come premier, sia come possibile futuro candidato presidente per il dopo Macron, per cui dovrebbe anticipare di qualche mese la conclusione del suo mandato alla Bce (ottobre 2027).

Tornando alla linea monetaria, “la Bce dovrebbe mantenere una posizione cauta”, afferma in una nota François Rimeu, del Crédit Mutuel AM”. Secondo Nadia Gharbi, economista di Pictet Wealth Management la Bce intende “preservare la massima flessibilità”. Le revisioni sulle stime “dovrebbero essere di entità ridotta e rifletteranno principalmente l’aggiornamento delle ipotesi tecniche (un euro più forte e prezzi dell’energia più bassi), le ipotesi fiscali (in particolare per quanto riguarda i piani di bilancio della Germania) e dell’accordo commerciale Ue-Usa”.

“La Bce vorrà preservare il margine di manovra della politica convenzionale e mirerà a ridurre al minimo il rischio di dover invertire la rotta poco dopo aver raggiunto il tasso terminale”, osserva Konstantin Veit, Portfolio Manager di Pimco. Resta in piedi l’ipotesi di una ulteriore futura limatura ai tassi ma al tempo stesso “riteniamo più probabile che il ciclo di tagli sia già concluso con l’attuale tasso del 2%”, aggiunge.

Possibili domande a Lagarde anche sui cambi dell’euro, i cui rafforzamenti rendono più difficoltose le esportazioni – per i paesi Ue dell’area valutaria – già frenate dai dazi commerciali. Gli apprezzamenti della valuta unica riflettono i nuovi cali del dollaro innescati dall’aumento delle aspettative di tagli ai tassi di interesse da parte della Federal Reserve (il cui direttorio si svolgerà il 16 e 17 settembre) dopo gli indebolimenti dei dati sul mercato del lavoro negli Usa.

“Un taglio dei tassi nella prossima riunione della Fed è ormai cosa fatta”, afferma Stephanie de Torquat, economista di Axiom Alternative Investments. L’incertezza, “se ce n’è”, riguarda la sua portata: l’ipotesi un taglio più consistente di 50 punti base (come quello elargito dalla Fed all’allora presidente Usa Joe Biden poco prima delle presidenziali, che perse a favore di Donald Trump) “sembra molto improbabile”, dice Torquat. I dati sull’inflazione Usa di questa settimana “saranno importanti per determinare il ritmo dei tagli futuri e la probabilità di interventi più consistenti”.

Usa, in un corpo di donna stilizzato gli auguri di Trump a Epstein

Roma, 9 set. (askanews) – I Democratici della Camera dei Rappresentanti Usa hanno pubblicato su X l’immagine di una lettera e di un disegno sessualmente allusivi che sembrano recare la firma di Donald Trump. Si tratterebbe, spiega il Guardian, del messaggio a Jeffrey Epstein che il presidente aveva negato di aver scritto dopo che, all’inizio di quest’anno, il Wall Street Journal ne aveva reso nota l’esistenza.

La lettera, consegnata dagli avvocati degli eredi di Epstein in risposta a un mandato di comparizione della Commissione di vigilanza della Camera, era inclusa in una serie di messaggi inviati ad Epstein per il suo 50° compleanno, il famigerato “Libro di compleanno”.

L’immagine mostra una lettera che in effetti corrisponde a una descrizione contenuta nell’articolo del Wsj. All’interno dello schizzo del corpo di una donna, il messaggio raffigura una conversazione immaginaria tra Trump ed Epstein, con quella che sembra essere la firma di Trump in basso.

“La commissione di vigilanza si è assicurata il famigerato ‘Libro di compleanno’ che contiene un messaggio del presidente Trump che lui stesso ha dichiarato inesistente”, ha dichiarato Robert Garcia, il principale esponente democratico della Commissione, in una nota. “È ora che il presidente ci dica la verità su ciò che sapeva e pubblichi tutti i file di Epstein”.

La Casa Bianca non ha commentato immediatamente la lettera, ma i funzionari hanno cercato di screditarla. Il vice capo dello staff per le comunicazioni, Taylor Budowich, ha suggerito in un post su X, che il disegno riporta una versione diversa della firma di Trump, come se la lettera o la firma fossero state falsificate.

Il Nepal è nel caos

Roma, 9 set. (askanews) – Non si placano le proteste in Nepal e l’esercito è stato costretto ad evacuare i ministri dalle loro residenze a Bhaisepati utilizzando elicotteri. La decisione arriva dopo una serie di incendi dolosi e atti vandalici contro le abitazioni di ministri e alti funzionari, riporta il Kathmandu Post.

L’esercito inoltre sta presidiando il Parlamento, mentre tutti i voli all’aeroporto internazionale di Tribhuvan sono stati cancellati oggi a causa di problemi di sicurezza.

I voli internazionali sono stati sospesi dalle 12:45 (ora locale,ndr) a seguito di una colonna di fumo nei pressi di Koteshwar, ha dichiarato Hansa Raj Pandey, direttore generale dell’aeroporto internazionale di Tribhuvan.

Il primo ministro nepalese Khadga Prasad Sharma Oli ha rassegnato le dimissioni in seguito alle proteste che hanno devastato il Paese e prodotto la morte di 19 manifestanti.

Lutto nella cultura: è morto Stefano Benni, aveva 78 anni

Roma, 9 set. (askanews) – È scomparso all’età di 78 anni Stefano Benni, scrittore, umorista, giornalista e drammaturgo tra i più amati della letteratura italiana contemporanea. Da alcuni anni si era ritirato a vita privata, segnato da una lunga malattia.

Autore di romanzi e raccolte che hanno fatto epoca – da Bar Sport a Margherita Dolcevita, da Elianto a Terra! e La compagnia dei celestini – Benni ha conquistato generazioni di lettori con uno stile ironico, visionario e profondamente legato all’attualità. I suoi libri, tradotti in oltre trenta lingue, hanno avuto un grande successo anche all’estero. Tra i titoli a lui più cari, come dichiarava spesso, c’era Blues in sedici.

Nato a Bologna nel 1947, ma cresciuto tra i paesaggi dell’Appennino, Benni amava raccontare con ironia la propria formazione: “Molte parti della mia biografia sono inventate, è un modo di difendere la mia privatezza”, spiegava. Il soprannome di Lupo derivava dalle notti trascorse a ululare in compagnia dei suoi cani, un ricordo che lui stesso definiva “una bellissima follia notturna”.

Poliedrico anche a teatro, aveva collaborato con Dario Fo e Franca Rame e nel 2012 aveva esordito nella regia con Le Beatrici, presentato al Festival di Spoleto. L’anno seguente firmò Il poeta e Mary, un intreccio di musica e parole sul valore sociale dell’arte.

Nel 2017, in occasione dei suoi settant’anni, aveva liquidato con la consueta ironia la richiesta di un bilancio: “Non ho voglia di bilanci. Chiedimelo di nuovo fra settant’anni”.

La caduta di Bayrou e l’incubo della radicalizzazione: si torna al proporzionale?

Destra e sinistra hanno dato la sfiducia all’ultimo democristiano di Francia. È la prima volta che un governo cade in questo modo, con il primo ministro che gioca la carta della verifica davanti all’Assemblea nazionale e qui registra, com’era previsto fin dall’inizio di partita, l’opposizione di Mélenchon e Le Pen, passando per i socialisti, ovvero di tutto ciò che non è “centro” e non vuole soprattutto misurarsi con l’acuirsi della crisi per eccesso di deficit e d’indebitamento della “douce France”.

Torna la IV Repubblica?

Ora, c’è un errore che non possiamo permetterci: leggere la crisi francese con la lente della pura emotività o, peggio, della strumentalità politica. In Italia, come altrove, qualcuno si affretta a celebrare l’uscita di scena di Bayrou come una resa dei conti inevitabile, senza cogliere l’elemento preoccupante: l’erosione del centro e l’accentuarsi della spinta radicale. A occhio, complice il populismo degli “Insoumis” e lo smarrimento dei (pochi) socialisti, a trarne vantaggio potrebbe essere un domani sempre più vicino il Fronte Nazionale, impegnato a presentarsi in veste nazional-popolare e anti europeista come unica alternativa forte al logoramento dell’esperienza macroniana.

La sfiducia di ieri va ben oltre la normale routine parlamentare. È il segnale di un’Europa che rischia di perdere la Francia come suo vettore nell’azione di contenimento del neo imperialismo russo e come punto di riferimento nella transizione post atlantista imposta dall’America di Trump. Lo spettacolo della instabilità, con la richiesta di nuove elezioni (Le Pen) e più ancora con l’appello alle dimissioni di Macron (Mélenchon), spingono molti autorevoli osservatori a parlare di un ritorno agli anni fragili della IV Repubblica. Intanto, contro tutto e tutti, la piazza si prepara alla lotta: il movimento “Bloquons tout” annuncia scioperi e proteste a catena.

 

Il discorso di Bayrou

A dare il tono al passaggio politico non facile, per certi aspetti anche drammatico, è stato proprio Bayrou nel discorso all’Assemblea nazionale. Alcune affermazioni meritano di essere riprese. «Questa prova di verità, come capo del governo, con l’assenso del Presidente della Repubblica, l’ho voluta». […] Poi ha aggiunto: «Alcuni di voi hanno pensato che fosse sconsiderato, un rischio troppo grande; e invece, io penso l’esatto contrario. Il rischio più grave sarebbe stato non prenderlo, lasciare tutto com’è, senza che nulla cambi». E infine, dopo aver riassunto le ragioni dell’appello alla responsabilità, si è lanciato in un duro ammonimento: «Un voto non cancella la realtà. Quella realtà rimane e si impone». Chi lo andrà a spiegare al popolo della protesta, rabbiosamente ostico a qualsiasi richiamo all’inevitabile bagno di realismo?

 

Il bivio di fronte a Macron

Ora Macron deve decidere se tentare una nuova alleanza, fragile ma necessaria, o andare al voto anticipato con il rischio concreto di consegnare l’Assemblea all’onda lepenista. L’alternativa, pare di capire, non esiste: Macron non intende dimettersi e nemmeno immagina, a questo punto, di riportare il Paese alle urne per la seconda volta dal 2022.

Ebbene, i tempi sono stretti: il bilancio 2026 incombe ed è in gioco la credibilità della Francia sui mercati. Bisogna inventare un percorso nuovo, anche al di là dell’urgenza finanziaria. Stamane Robert Guetta, europarlamentare vicino al Presidente, ha confidato al Corriere della Sera che serve anche una riforma elettorale di tipo proporzionale, essendo chiaro che il sistema uninominale a doppio turno non è più in grado di assicurare il necessario equilibrio tra rappresentanza e governabilità. Insomma, in giro per l’Europa rimangono solo Giorgia Meloni (ma per quanto?) ed Elly Schlein a credere alle virtù del maggioritario.

Infine, una domanda resta aperta: Bayrou ha sbagliato a forzare la mano, o ha compiuto un atto che merita rispetto? Probabilmente entrambe le cose. Ma è certo che la Francia non può gioire dell’ennesima defenestrazione di un Primo Ministro, ma deve interrogarsi sulla sua capacità di ricostruire da qui al 2027 un centro politico solido, pena la deriva verso alternative dannose, non solo per Parigi.

Francia, Parigi +0,73% e titoli Stato poco mossi dopo caduta governo

Roma, 9 set. (askanews) – Non è un brindisi ma poco ci manca. I mercati finanziari della Francia mostrano un orientamento positivo all’indomani della (scontata) bocciatura del governo Bayrou al voto di fiducia in Parlamento.

Parigi ha aperto la seduta in leggero rialzo e dopo mezz’ora di contrattazioni l’indice Cac 40 accelera al più 0,73%, il guadagno più marcato tra le Borse europee. Nel frattempo i titoli di Stato francesi risultano poco mossi, dopo alcune volatilità in apertura i rendimenti degli Oat decennali guadagnano circa 1 punto base al 3,48% e lo spread rispetto ai Bund tedeschi equivalenti si attesta sui 75-76 punti base.

In arrivo una forte ondata di maltempo, rischio di temporali autorigeneranti

Milano, 9 set. (askanews) – Con la fine delle vacanze, tornano i banchi di scuola e, puntuali, arrivano anche le piogge dal sapore autunnale. Siamo infatti alle porte di un peggioramento meteo piuttosto intenso che caratterizzerà gran parte della settimana.

Federico Brescia, meteorologo de iLMeteo.it, conferma che il tempo sta per peggiorare drasticamente. Scordiamoci pertanto le belle giornate soleggiate di questo primo weekend di settembre appena trascorso e tiriamo fuori gli ombrelli.

L’Italia si prepara a fare i conti con un’intensa ondata di maltempo che, a partire da martedì 9, porterà piogge e temporali su buona parte della penisola. Già dal mattino, sono previsti rovesci e temporali sparsi su buona parte del Nord, in Sardegna e in Toscana. In serata e nottata il maltempo si accentuerà ulteriormente.

Ma la fase clou di questa ondata di maltempo si avrà mercoledì 10 e sarà davvero una giornata “nera”. La perturbazione abbraccerà praticamente tutta l’Italia, portando temporali diffusi su gran parte delle regioni settentrionali e centrali, con un’attenzione particolare per quelle tirreniche come Lazio e Toscana, che potrebbero essere colpite da fenomeni anche di forte intensità.

A proposito di Lazio e Toscana, la lente d’ingrandimento è puntata proprio su queste due regioni, perché secondo gli ultimi aggiornamenti modellistici, sarà davvero elevato il rischio di temporali autorigeneranti. Questi fenomeni, caratterizzati dalla stazionarietà e dalla capacità di scaricare ingenti quantità di pioggia in un breve lasso di tempo sulla stessa zona, potrebbero causare nubifragi, allagamenti e disagi alla viabilità, mettendo a dura prova le aree urbane. Massima attenzione.

Gli Usa verso il ritiro dalla partnership con l’Ue contro la disinformazione

Roma, 9 set. (askanews) – Gli Stati Uniti hanno informato alcuni Paesi europei che si stanno ritirando dagli sforzi congiunti contro la disinformazione proveniente da paesi come Russia, Cina e Iran, secondo quanto riferito da tre funzionari europei a conoscenza della questione al Financial Times.

Secondo il quotidiano britannico, i governi europei hanno ricevuto una comunicazione ufficiale da parte del Dipartimento di Stato americano in cui si annunciava la cessazione dei memorandum d’intesa firmati lo scorso anno sotto l’amministrazione Biden. Quegli accordi miravano a creare un approccio comune per identificare e contrastare la diffusione di informazioni false da parte di governi stranieri con l’obiettivo di creare caos.

I memorandum cui fa riferimento FT, erano parte di un’iniziativa guidata dal Global Engagement Center (GEC), un’agenzia del Dipartimento di Stato dedicata a contrastare la disinformazione diffusa da Paesi in contrasto con gli Stati Uniti e da gruppi terroristici.

James Rubin, che ha diretto il GEC fino a dicembre, ha definito la decisione “un atto unilaterale di disarmo” nella guerra dell’informazione contro Russia e Cina.

Gaza, una flottilla di parole fuori proporzione

Tempo fa sembrò opportuno commentare che sarebbe stato d’auspicio, dopo i fatti del 7 ottobre, una reazione non proporzionata d’Israele a fronte dei suoi 1400 morti e un centinaio di rapiti trattati da bestie e usati come merce di scambio. Il pan per focaccia fa sì che ci si muova con le stesse modalità di sentimento, senza conoscere rispetto e misura verso il nemico da abbattere. In campo vale solo l’odio che sconfina oltre ogni eventuale staccionata, il desiderio di debellare il nemico dalla faccia della terra. Direbbe Totò che “se tu mi fai un torto io ti faccio un ritorto” e così via fino a quando resta un solo colpo in canna.

Una flottilla, non unarmata

Ora, si strilla eludendo per convenienza e praticità il tema centrale della faccenda, simile a quello di voler definire in materia sessuale cosa sia la normalità o la diversità. La cronaca racconta di alcuni intraprendenti che hanno deciso di puntare le prue verso Israele per protestare su quanto accade a Gaza. Non si è composta nessuna invincibile armata, che peraltro ebbe una cattiva sorte per mano degli Inglesi. Si è invece messa in piedi una flottilla di volenterosi per manifestare contro la barbarie della guerra. Gesto umanitario o politico: è la stentorea discussione che si è armata e che serve a dare un minimo di agio sempre alle stesse notizie di cronaca.

Flottiglia non è proprio un modo felice di definire l’impresa; fa rima con paccottiglia, qualcosa di abborracciato, messa lì con tanto fumo da mandare negli occhi per accecare le truppe di Israele ma niente di più. Per darsi un maggior tono l’hanno chiamata “Global Simud Flottilla”, dove “simud” sta per un misto di resistenza e perseveranza: termini troppo impegnativi per essere associati a una semplice flottiglia, che in marina esigerebbe un unico comando, qui sfuggente tra sigle e nomi dei soggetti che la sostengono.

Il problema della proporzione

Torniamo alla concretezza dei fatti. Cosa sia una risposta “proporzionata” è la domanda sulla quale ci si potrebbe lambiccare, materia per filosofi più che per il popolo, una porzione di ragionamento che non può essere davanti ai semplici di turno.

In matematica una proprietà delle proporzioni è che il prodotto dei medi è sempre uguale al prodotto degli estremi. Così l’estrema violenza di Hamas ha valicato l’ordine di mezzo imposto da Israele che di rimando si è spinta al limite della reazione per bilanciare la legittimazione che i banditi di Hamas intendono da anni assegnarsi, rivendicando il comando su quella terra.

La sproporzione delle parole

Ancor oggi si invoca da più parti un’azione simmetrica e non oltre, un gesto corrispondente al male subito, dove la giusta corrispondenza non significa accontentarsi di mandare lettere d’amore o di odio al detestato nemico da annientare, evitando di ispirarsi a Manzoni quando scriveva di “un disperato, che tiene corrispondenza co’ disperati più furiosi”.

Può darsi che Israele stia reagendo piuttosto in perfetta proporzione a quanto subito, mentre si sperava che replicasse in modo sproporzionato, cioè più tenue rispetto allo sfregio patito. Può darsi che non sia affatto così.

In questioni di guerra l’uso di alcune parole andrebbe inibito: è comunque spropositato se non inutile. Non esistono bilance che possano registrarne il peso esatto. Altro non v’è.

Luci al centro

Leggo sempre con interesse su questo giornale le riflessioni (sempre efficaci e foriere di nuove intuizioni) di Nino Labate.

La questione riguarda quel “benedetto” (o “maledetto”) centro politico al quale fanno riferimento in tanti e, ormai, da troppi anni senza che si riesca, come si suol dire, a cavare un ragno dal buco.

Dal Ppi ai cattolici disseminati nei partiti

Sono passati cinque lustri dalla fine del Partito Popolare, con in pompa magna coloro che con quella decisione ritennero di dare nuovo vigore a una presenza politica cristianamente ispirata con metodo diverso dal passato politico democristiano.

Forse ispirati dalle riflessioni e dai consigli di Pietro Scoppola, questi ex democristiani (e poi popolari) scelsero la famosa parabola del lievito di Gesù.

Ma ahimè! Sul piano politico essere solo lievito giova a ben poco se poi i numeri sono in mano ad altri. In altre parole, in politica contano i voti e, quindi, le maggioranze.

La sfida della rappresentanza unitaria

Ora, per tornare alle riflessioni di Labate e del suo articolo “Società secolarizzata e cattolici divisi: cos’è il centrismo, vocazione o condanna?”, è opportuno rilevare alcuni aspetti.

Anche chi scrive (e in più occasioni) ha sempre sostenuto che tornare nostalgicamente a quella che fu la Democrazia Cristiana è fuori dalla storia e dalla fase politica apertasi con il crollo dell’URSS e la caduta del muro di Berlino.

Ma ciò non vuol dire anche rinuncia a una rappresentanza e a una presenza politiche unitarie, disdegnando quel teorema scoppoliano secondo il quale i cattolici devono disseminarsi in tutti i partiti proprio per essere lievito che fermenta la massa.

Chi sono oggi i cattolici italiani?

E riprendendo una riflessione di Marco Follini sulla marginalità dei cattolici di destra e di sinistra, Nino Labate si interroga: “Chi sono oggi i cattolici italiani, e come li si pesa e valuta? Sono solo quelli che dichiarano nei sondaggi di andare a messa? O anche quelli che ignorano del tutto la Dottrina sociale della Chiesa?”

Con molta modestia voglio osservare che, forse, i cattolici non sono coloro che pensano solo al denaro; non sono coloro che sotto il manto religioso gestiscono compagnie delle opere e via dicendo per fini di lucro; non sono coloro che di religioso non hanno nulla quando sono timorosi (forse perché ricattati proprio sul piano del denaro?) nel ribellarsi e nel contrastare l’attuale Governo e la sua leader rispetto ai fatti di Gaza, rispetto alle politiche assurde del riarmo, rispetto alla sudditanza a un antidemocratico che porta il nome di Donald Trump.

I cattolici (o meglio i cristiani) autentici sono coloro che guardano al povero, che guardano al nemico come fratello (perché in entrambi vi è il volto di Cristo); sono coloro che mettono al primo posto un mondo senza più sfruttati (altro che comunismo: comunitarismo, come amava dire Dossetti e come ci ha insegnato Papa Francesco), che considerano l’economia come mezzo per abbattere la povertà e la fame nel mondo sul piano concreto.

Dal Vangelo allimpegno politico

Si dirà, tutte belle teorie rispetto a una realtà che è profondamente diversa.

Certo! La realtà è profondamente diversa, ma il messaggio evangelico e l’azione di Gesù ci spronano al dovere di cambiarla, ognuno secondo i talenti a disposizione.

Non si tratta di affermazioni insolite e al di fuori del contesto politico, anzi dalla presa di coscienza di questi problemi dovrebbe dedursi il dovere dell’impegno politico attivo, con le conseguenti idee e con una presenza autonoma e libera.

Cattolici conservatori e cattolici democratici

Quindi, proprio per rimanere sulle riflessioni di Labate e sulla marginalità espressa da Follini su quei cattolici che a Rimini hanno riservato una standing ovation alla Meloni, credo di non poter essere né diffidato né censurato se sostengo si tratti di falsi cattolici, ossia di persone che ritengono di dover costruire muri anziché ponti; di persone che guardano al fenomeno immigrazione con gli occhi tipici del razzismo salviniano e meloniano; di persone che pensano che il dovere di ogni buon cristiano sia quello di andare a messa la domenica, di confessarsi e comunicarsi.

Don Luigi Sturzo aveva ragione quando li definì cattolici conservatori e, come tali, non potevano essere parte di quel Partito Popolare che guardava ai poveri e alle questioni sociali emergenti.

Oggi potremmo dire che si tratta di cattolici borghesi e quindi vanno lasciati al loro destino.

Una stagione nuova allinsegna dellazione

Ai cattolici democratici invece (perché esistono ancora i cattolici democratici) oggi si richiede di uscire dalle sagrestie perché è finito il tempo della meditazione; oggi è il tempo dell’azione per “ri-cominciare” (come amava dire Martinazzoli) una stagione nuova all’insegna dei valori intramontabili e laici che hanno ispirato le migliori coscienze nel costruire un centro come risorsa politica per questo Paese.

Gruppi cristiani Usa pro-Israele querelano Francesca Albanese

Roma, 9 set. (askanews) – Gruppi cristiani pro-Israele statunitensi citano in giudizio la relatrice ONU per i palestinesi, Francesca Albanese, per diffamazione e calunnia. I querelanti sono Christian Friends of Israeli Communities e Christians for Israel USA, due organizzazioni no profit con sede negli Stati Uniti.

In una causa intentata presso un tribunale federale del Colorado, dove ha sede Christian Friends of Israeli Communities, i due gruppi affermano che Albanese ha “diffuso menzogne maligne” per “danneggiare la loro reputazione e il loro benessere finanziario” a causa del loro sostegno a Israele.

Ad aprile, Albanese ha inviato lettere ai due gruppi accusandoli di complicità in “gravi violazioni dei diritti umani che richiedono l’immediata cessazione”, crimini di guerra, crimini contro l’umanità e apartheid, secondo quanto riportato nella causa.

Nelle lettere si affermava che i querelanti erano a “grave rischio di essere implicati in crimini internazionali” e potenzialmente penalmente responsabili.

La causa include copie delle lettere, che accusavano le organizzazioni no profit di favorire attività di insediamento illegale, di assistere l’esercito israeliano, di negare ai palestinesi il diritto all’autodeterminazione e di favorire l’annessione illegale di terre palestinesi.

la Global Sumud Flotilla denuncia: colpiti da un drone. Tunisi smentisce

Roma, 9 set. (askanews) – Gli attivisti per la Palestina della Global Sumud Flotilla hanno dichiarato che durante la notte l’imbarcazione principale della flottiglia, la “Familiy boat” è stata colpita da un drone mentre era ancorata nel porto tunisino di Sidi Bou Said, vicino Tunisi. Gli attivisti hanno pubblicato diversi filmati di una telecamera di sorveglianza dell’imbarcazione, in cui si osserva un principio di incendio.

La guardia nazionale tunisina ha però smentito la ricostruzione: “Secondo i primi accertamenti, si è verificato un incendio nei giubbotti di salvataggio a bordo di una nave ancorata a 50 miglia dal porto di Sidi Bou Said, proveniente dalla Spagna. L’indagine è in corso e non è stato rilevato alcun drone”, ha dichiarato all’AFP il portavoce della guardia nazionale Houcem Eddine Jebabli.

Un giornalista dell’AFP, giunto rapidamente a Sidi Bou Said, vicino Tunisi, ha potuto vedere l’imbarcazione circondata da altre barche, ma l’incendio non era più visibile.

Una riforma elettorale di metà legislatura per restituire equilibrio al sistema politico

La recente iniziativa presentata in Cassazione per lanciare una raccolta firme intorno alla proposta di legge di iniziativa popolare, messa in campo dall’amico Ettore Bonalberti ed altri, trova da parte mia convinta condivisione e pieno sostegno.

L’iniziativa veicola, senza mezzi termini, il coraggio politico dell’amico Bonalberti e di quanti, provenienti dall’area dei cattolici democratici e dei popolari, non sono disposti a barattare i valori della piena rappresentatività di ogni angolo di territorio e del pluralismo che furono alla base delle scelte da parte dei padri costituenti, già messi alla prova da un andirivieni trentennale di bizzarre riforme elettorali, pur nella riduzione (qualcuno l’ha definita mutilazione), non senza effetti perniciosi, delle rappresentanze parlamentari portata a compimento, nella precedente legislatura, dal governo Conte II, poi sottoposta al rituale referendum, trattandosi di modifiche costituzionali, ove esprimemmo apertamente la nostra contrarietà.

I limiti delle leggi elettorali a misura di leader”

Entrando nel merito delle questioni, è obiettivamente idea comune – anche se nessuno degli odierni leader ha a cuore l’ottenimento di una effettiva rappresentatività quanto piuttosto trarre dal sistema di voto il massimo delle proprie convenienze politiche – che nessuna altra legge elettorale può essere in grado di eliminare tutti quegli effetti distorsivi che in questi trent’anni hanno prodotto le tante “trovate” su riforme elettorali inventate di volta in volta nell’idea di fregare l’avversario politico del momento.

Proporzionale con preferenze e cancellierato italiano”

L’intento dei promotori è perciò quello di avviare iniziative che “..affrontano alcune questioni centrali per la Democrazia italiana e tendono a introdurre, in quest’ottica, una nuova legge elettorale, basata su un sistema proporzionale con preferenze, che mira a restituire agli elettori il diritto di eleggere i loro rappresentanti e a ripristinare reale rappresentatività e pluralismo al Parlamento.

Ad essa si affianca l’ulteriore proposta di ”..una riforma costituzionale denominata “Cancellierato italiano”, sul modello costituzionale tedesco, che mira a rafforzare l’efficienza del Governo, senza stravolgere gli attuali equilibri istituzionali, e costituisce una seria alternativa al c.d. Premierato che invece finirebbe per depotenziare il ruolo del Capo dello Stato.”, così si legge nel Comunicato stampa del 1 settembre scorso pubblicato su Il Popolo.cloud.

Il rischio dellallontanamento degli elettori

Un coraggioso tentativo di risposta all’attacco concentrico, da parte di questo governo, all’impianto costituzionale, frutto di una virtuosa sintesi di valori e principi, che i nostri costituenti seppero tradurre nel mirabile testo entrato in vigore il primo gennaio 1948.

Mentre, ben a ragione si propone un modello di governo, ispirato alla tradizione costituzionale della Repubblica federale tedesca, con cui si è saputo coniugare il sistema proporzionale con un efficiente meccanismo di stabilità dei governi.

Non altrettanto scontata appare oggi una pedissequa applicazione nel nostro sistema politico.

Prova ne è il fatto di non cogliere forse, a sufficienza, il pernicioso peso del progressivo allontanamento di quote sempre più consistenti di elettorato, ove non appaiono estranei tutti quegli espedienti con cui si è facilmente aggirata la regola aurea della sovranità popolare.

Escamotage e distorsioni della volontà popolare

Come altro possono definirsi tutti quegli escamotage mediante i quali la scelta dei rappresentanti, in un sistema ove da tempo si sono ostracizzate le preferenze, non è più riconducibile alla volontà popolare ma a meccanismi artefatti costruiti aprioristicamente a tavolino dai capi partito?

A ciò si aggiunga il fatto che assistiamo sempre più spesso a rapidi mutamenti di opinione e di consensi, man mano che i governi entrano nella fase del cosiddetto giro di boa, vuoi per le promesse non mantenute, vuoi per effetto di ondeggiamenti di strategie sui temi cruciali della vita civile e sociale, oltre palesi ambiguità, poco rassicuranti, sul quadrante geopolitico, ora dell’uno, ora dell’altro polo.

Bipolarismo e ruolo smarrito del centro

Tutto questo si iscrive in una realtà politica che vede saldamente ancorate le due leader della maggioranza e dell’opposizione nell’idea di una convinta prosecuzione del bipolarismo.

Con buona pace per quello che può essere oggi un ruolo del centro nella crescente estremizzazione del sistema politico.

Tanto da far dire a Lorenzo Dellai su queste pagine del 6 settembre scorso: “Piantiamola di dare credito alle tante micro iniziative costruite in “franchising” da altri; di accreditare ambigue presenze “civiche” che avrebbero il ruolo di una sorta di “legione straniera” per coprire al centro il Campo Largo; di ritenerci ognuno il perno aggregatore del tutto. Oggi nessuno è in grado di farlo.

Questo stallo sostanziale, del resto, spiana solo la strada per l’espansione al centro (elettoralmente, non certo nei contenuti) della Destra al Governo.”.

Una terza via difficile ma necessaria

Coltivare allora la speranza che una proposta di riforma elettorale proporzionale ad iniziativa popolare possa mutare il sistema elettorale appare obiettivo difficilmente realizzabile.

Insomma poco efficace, a ben guardare, appare predittivamente il risultato che ci si prefigge.

Serve invece una visione più avanzata che fotografi attraverso una predisposizione di stadi elettorali di pari livello (non essendo sufficienti, come efficaci test di gradimento, l’avvicendarsi di tornate elettorali regionali come solitamente si snodano nel corso di ogni legislatura) l’effettiva aderenza tra maggioranza parlamentare e orientamento elettorale.

Il modello americano delle midterm

E non è un’invenzione di questi tempi. Basta guardare al sistema elettorale degli States, per trovare l’esatto profilo di quello che può essere disegnata come una virtuosa intermittenza codificata attraverso il meccanismo delle elezioni di medio termine (midterm election) destinato a esprimere in modo più diretto la varietà degli umori dell’opinione pubblica.

Esso appare come il modo più razionale per restare aderenti ai mutamenti dell’elettorato con il voto ogni due anni con cui si rinnova negli Usa l’integralità della Camera dei rappresentanti del Congresso, per la precisione 435 (quanto al Senato la quota di ricambio è al di sotto della metà, 30 su 100).

La palese differenza della quota rinnovabile si spiega con il fatto che la Camera dei rappresentanti, uno dei due rami del Congresso (formalmente definito in bicameralismo perfetto, ma non sono poche le differenze con il nostro sistema per alcune specificità di poteri monocamerali) viene ritenuta il ramo più popolare e diretto nel sistema di voto riguardo alle due istituzioni.

Sovranità popolare e partecipazione civica

Trattandosi di un sistema presidenziale, va da sé che tale modello non scalfisce i poteri del presidente che negli USA è il capo dell’esecutivo, fino a fine mandato.

Tuttavia uno spostamento elettorale capace di incidere sulle maggioranze, nelle due istituzioni, costringe il presidente in carica a mediazioni che oggettivamente possono indebolire la linea politica seguita fino a quel momento.

Ora è intuitivo che un tale cambiamento, se di certo va ad affievolire una certa idea di stabilità della legislatura, giova fortemente ad assicurare un’aderenza capillare al principio della sovranità popolare (art. 1 della Costituzione) perché dà alle maggioranze emerse dal voto popolare una rappresentatività effettiva della volontà dei cittadini.

Effetto che, oltre a valorizzare al massimo la tutela del pluralismo e delle minoranze, serve anche a depotenziare derive populiste ed antidemocratiche.

Oltre al fatto che non sarà minore la spinta ad una maggior partecipazione dei cittadini alla vita politica.

Una petizione popolare per la riforma costituzionale

Apriamo pertanto un cantiere per elaborare e definire una petizione popolare per la riforma degli artt. 60 e 61 e norme ad esse collegate della Costituzione, assicurando tutte le compatibilità che si richiedono con il nostro sistema basato, come è noto, sulla centralità del parlamento.

In questa visione mi pare convergente l’ipotesi di una terza via, come si domanda Marco Paolucci su questo giornale qualche giorno fa, a proposito della sfida che andrebbe affrontata nel contesto dell’attuale legge elettorale: ”..Esiste una terza strada, un’alternativa? Nell’attuale contesto e con la presente legge elettorale, sì. Con due coalizioni così polarizzate e vicine in termini di numeri, a giudicare dai recenti sondaggi, basta un gruppo indipendente che riesca a superare lo sbarramento per far saltare il banco dei due poli e impedire ad entrambi di avere la maggioranza per governare”.

Mps conquista Mediobanca: a Siena il 62,3% del capitale

Milano, 8 set. (askanews) – Svolta storica nel mondo finanziario italiano: Mps conquista Mediobanca. La scalata del Monte al salotto buono di Piazzetta Cuccia si è chiusa con adesioni pari al 62,3% del capitale, un traguardo su cui in pochi a inizio anno erano pronti a scommettere (era l’alba del 24 gennaio quando una nota dell’istituto senese annunciava a sorpresa il lancio di un’offerta di acquisto). Un successo per Luigi Lovaglio, alla guida della banca dal 2022, mentre si avvia alla chiusura, dopo quasi 20 anni, l’era di Alberto Nagel al timone di Mediobanca.

Mps, forte dell’apppoggio dei principali soci Delfin e Caltagirone, che con il loro 30% hanno fatto da apripista, ottiene, con ampio margine, la maggioranza di Piazzetta Cuccia e potrà ora accelerare l’integrazione. E’ a portata di mano il raggiungimento anche della soglia del 66,67% che permetterebbe a Siena di realizzare appieno le sinergie stimate, controllare l’assemblea straordinaria e procedere alla fusione, assorbendo così anche il 13% di Generali in pancia a Mediobanca. Scontata, infatti, la riapertura dei termini dell’offerta per cinque giorni lavorativi, tra il 16 e il 22 settembre.

Nel dettaglio, nell’ultimo giorno di adesioni all’offerta, partita il 14 luglio, sono state apportate all’offerta ulteriori 134.114.712 azioni, per un totale di 506.633.074. Il 15 settembre avverrà il pagamento del corrispettivo di 2,533 azioni Mps più una componente in contanti di 0,9 euro ad azione per ogni titolo Mediobanca.

Con tutta probabilità, nel prendere atto del cambio di controllo, l’amministratore delegato di Mediobanca, Alberto Nagel, che fino all’ultimo ha tentato di difendersi dall’assalto di Mps, e l’intero cda dell’istituto, si presenteranno dimissionari nel corso della riunione del board già prevista il prossimo 18 settembre per l’approvazione del bilancio. Si apre ora il cantiere per la successione e i giochi sono ancora aperti.

“Giornata storica per il mondo finanziario italiano”, ha prontamente commentato il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini. “La più antica banca del mondo, che in passato ha rischiato di scomparire per le pessime gestioni, torna protagonista positiva e aggregante”.

Dalla lavatrice a 3 obl ai giochi smart, tutte le novit tech da Ifa

Berlino, 8 set. (askanews) – Dalle lavatrici multi lavaggio con tre obl in una sola macchina agli occhiali dotati di intelligenza artificiale. Sono tante le novit presentate a Ifa 2025 ad aver attirato la curiosit dei visitatori tra gli stand della storica fiera tech di Berlino.

Grande attenzione per la nuova Candy Multi Wash dotata di tre cestelli indipendenti per gestire contemporaneamente capi diversi con lavaggi in spazi e tempi separati.

Cyber10 Ultra di Dreame un robot aspirapolvere dotato di braccio robotico di presa e di un sistema multi-utensile, per raccogliere, calzini o peluche abbandonati per terra prima di iniziare le pulizie.

Il proiettore Premiere 5 di Samsung pu invece trasformare una scrivania o altre superfici in un touchscreen interattivo extralarge.

Per chi ama gli scacchi, la sfida superare le mosse di Senserobot, mentre per gli amanti del tennis c’ da divertirsi con Acemate, un macchinario da campo che spara palline in ogni direzione, con diversi programmi gestibili via app, e si sposta fino a 5 metri al secondo per raccoglierle in tempo reale.

Ha un sapore vintage la tastiera in stile macchina da scrivere di Yunzii. La carta sostituita da un display ma i pulsanti assicurano un nostalgico effetto retr.

TCL NXTPaper 60 Ultra invece uno smartphone perfetto per chi divora i libri: grazie a un tasto il display passa in modalit e-ink con l’opacit e l’antiriflesso degli ebook.

Nel campo dell’IA e della realt aumentata Rockid ha presentato i nuovi occhiali smart: pesano appena 49 grammi, sono dotati di traduttore simultaneo in 89 lingue con sottotitoli, scattano foto e video, trasmettono appunti sulle lenti per sentirsi pi sicuri durante una riunione o uno speech.

A Berlino, infine, LG ha presentato il sistema ThinQ ON, un hub centrale che coordina tutti gli elettrodomestici intelligenti della casa, esponendo la “LG AI Appliances Orchestra”, un concept che simboleggia l’integrazione fluida e coordinata degli elettrodomestici intelligenti all’interno della vita quotidiana.

Mps conquista Mediobanca: Opas chiude con adesioni al 62,3%

Milano, 8 set. (askanews) – L’Opas di Mps su Mediobanca, annunciata a sorpresa lo scorso 24 gennaio e avviata il 14 luglio, si è chiusa con adesioni pari al 62,29% del capitale. Il Monte, forte dell’apppoggio dei principali soci Delfin e Caltagirone, conquista così la maggioranza di Piazzetta Cuccia e potrà ora accelerare l’integrazione. Il superamento della soglia del 50% è infatti cruciale per poter effettivamente consolidare Mediobanca, attivare i maggiori benefici fiscali e realizzare le sinergie stimate.

Un successo per Luigi Lovaglio che a questo punto vede a portata di mano il raggiungimento anche della soglia del 66,67% che permetterebbe a Siena di controllare anche l’assemblea straordinaria. Il mercato si attende infatti la riapertura dei termini dell’offerta per cinque giorni lavorativi, tra il 16 e il 22 settembre.

Nel dettaglio, oggi sono state apportate all’offerta ulteriori 134.114.712 azioni, per un totale di 506.633.074. Il 15 settembre avverrà il pagamento del corrispettivo di 2,533 azioni Mps più una componente in contanti di 0,9 euro ad azione per ogni titolo Mediobanca.

Meloni: amarezza e indignazione per polemiche su week-end con mia figlia

Roma, 8 set. (askanews) – “Leggo, con un misto di amarezza e indignazione, l’ennesima polemica costruita ad arte sul nulla”. Lo scrive sui social network la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, commentando la discussione sul suo finesettimana a New York.

“Per due giorni – spiega – ho scelto di fare ciò che considero il mio ruolo più bello e naturale: essere madre. Ho regalato a mia figlia un fine settimana insieme all’estero per il suo compleanno, viaggiando con voli di linea, come qualunque altra persona e come è normale che sia”.

“Eppure, anche questa scelta privata è stata trasformata in un’arma politica, tra insinuazioni su voli di Stato e incontri segreti mai avvenuti. Tutto falso”, aggiunge.

“Rivendico con orgoglio il diritto di dedicare del tempo – nelle occasioni possibili rispetto al mio ruolo – a mia figlia, senza che questo debba diventare l’ennesimo pretesto per attacchi meschini e speculazioni politiche”.

Conclude Meloni: “Ci sono menzogne che affronto ogni giorno con determinazione. Ma questa la combatto anche come donna e come madre. E se alcuni dei miei avversari politici sono ridotti ad attaccarmi perfino per un fine settimana con mia figlia, significa che hanno davvero toccato il fondo”.

Francia, il Parlamento nega la fiducia: cade il governo Bayrou

Roma, 8 set. (askanews) – L’Assemblea Nazionale ha votato a stragrande maggioranza contro la fiducia al premier francese Francois Bayrou. Lo riportano i media francesi. Nel dettaglio, 364 deputati hanno votato contro, 194 a favore, mentre 25 si sono astenuti.

Bayrou ha ottenuto risultati persino peggiori di Michel Barnier, il premier francese che lo ha
preceduto, quando è stato estromesso a dicembre dello scorso anno dopo un mandato record di tre mesi: 331 parlamentari hanno votato contro Barnier a dicembre; 364, ovvero 33 in più, si sono opposti a Bayrou.

L’esito – come previsto – porterà il capo del governo a dimettersi nelle prossime ore, con ogni probabilità martedì mattina.  Il presidente francese Emmanuel Macron “prende atto” del crollo del governo guidato dal premier di Francois Bayrou – sfiduciato durante il voto questa sera dall’Assemblea Nazionale – e nominerà il suo successore “nei prossimi giorni”, ha annunciato l’Eliseo in un comunicato. Il presidente della Repubblica “riceverà domani il primo ministro Francois Bayrou per accettare le dimissioni del suo governo”, ha aggiunto l’Eliseo, senza fornire ulteriori dettagli.

“Bayrou è caduto. Vittoria e sollievo popolare. Macron è ormai in prima linea davanti al popolo. Anche lui se ne deve andare”. Così su X il leader della France Insoumise, Jean-Luc Melenchon, dopo il voto dell’Assemblea Nazionale che ha provocato la caduta del governo guidato da Francois Bayrou.

Match Sinner-Alcaraz il più visto nella storia di SuperTennis

Roma, 8 set. (askanews) – La finale dello US Open 2025 tra Jannik Sinner e Carlos Alcaraz ha battuto tutti i record su SuperTennis. E’ infatti il match più visto di sempre nella storia del canale con 2.436.848 di spettatori come ascolto medio, ovvero la media delle persone che hanno assistito a ogni minuto del programma, e 5.592.104 contatti, numero che rappresenta il totale degli spettatori che anche parzialmente ha guardato SuperTennis durante la finale. In prime time, senza la concorrenza della Serie A, SuperTennis ha raggiunto il 15,51% di share durante la finale con un picco sui 15 minuti del 18,33% raggiunto nel quarto d’ora conclusivo, tra le 23.15 e le 23.30.

In prime time, la finale su SuperTennis è stata il programma più visto in Italia. Battuti anche Canale 5, che ha raggiunto il 14,3% con La Notte del Cuore, e Rai 1, che ha raggiunto l’11,8% con la fiction Imma Tataranni.

In termini di ascolto medio, invece, suddividendo gli ascolti della finale in periodi di 15 minuti, il picco è stato raggiunto tra le 21.45 e le 22, nel periodo migliore di Jannik, compreso tra il break del 3-1 e il 5-2 del secondo set. Nel quarto d’ora successivo, che racchiude la fine del secondo set e il primo game del terzo, è stato infine raggiunto il picco di contatti su SuperTennis, 3.459.952.

Grazie agli ascolti record del match, la giornata di ieri, domenica 7 settembre 2025, ha fatto registrare il record storico del canale per ascolto medio (408.236 spettatori), contatti (6.429.257) e share (5,09%).

Netanyahu: i residenti di Gaza vadano via, lanceremo una grande operazione di terra

Roma, 8 set. (askanews) – Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha lanciato oggi un appello ai residenti di Gaza affinché vadano via, perché Israele lancerà una grande operazione di terra. “Tutto questo è solo un’introduzione e un preludio alla principale e grande operazione: la manovra terrestre delle nostre forze, che ora si stanno organizzando ed entrando nella città di Gaza”, ha detto Netanyahu.

“Dico al popolo di Gaza: ascoltatemi attentamente. Siete stati avvertiti, andatevene da lì!”, ha dichiarato il primo ministro israeliano.

Intanto, l’esercito israeliano ha attaccato e fatto crollare la torre di uffici ‘Al-Roya’ nella parte occidentale di Gaza City, dove si trovano, tra gli altri, gli uffici dell’emittente qatariota Al Arabya. E’ il quarto attacco di questo tipo in poche settimane portato avanti dall’Idf. Nei pressi dell’edificio si trovano anche uffici dell’Unrwa, uffici governativi e istituzioni accademiche, oltre a un campo di tende per gli sfollati. Il portavoce dell’Idf, riporta il quotidiano Haaretz, ha dichiarato che l’edificio era utilizzato dai militanti di Hamas, che vi avevano installato “mezzi di raccolta di informazioni, ordigni esplosivi e posizionato postazioni di osservazione”. L’esercito ha inoltre affermato che “prima dell’attacco, sono state adottate misure per mitigare i danni ai civili”.

Palazzo Chigi: Meloni a New York era in visita privata con volo di linea. Nessun mistero, fa la mamma

Roma, 8 set. (askanews) – “Il senatore Borghi e quanti, anche dagli organi di stampa, sollevano ‘misteri’ sulle due giornate di assenza pubblica del presidente del Consiglio dovrebbero forse riconoscere una verità molto semplice: almeno una volta all’anno, il presidente ha il diritto di svolgere il suo ruolo più naturale, quello di madre”. Così in una nota Palazzo Chigi.

“Il presidente del Consiglio ha trascorso il fine settimana a New York in veste privata con sua figlia Ginevra, che tra qualche giorno compie gli anni. Il viaggio era il regalo di compleanno per sua figlia. Entrambe hanno viaggiato con voli di linea all’andata e al ritorno, perché il presidente Meloni non ha mai utilizzato voli di Stato per ragioni private. Pertanto, il Presidente Meloni intende adire le vie legali nei confronti di chi ha diffuso o insinuato notizie infondate in merito”, conclude la nota.

La risposta arriva dopo l’interrogazione parlamentare depositata dal senatore Enrico Borghi, vicepresidente di Italia Viva: “La Presidente del Consiglio dei ministri” intende “chiarire le ragione per le quali non si sia recata ad alcuno degli eventi avvenuto nel fine settimana da venerdì 6 a domenica 8 settembre scorso? Intende chiarire se abbia partecipato o meno a eventi istituzionali non resi pubblici, in Italia oppure all’estero, come hanno ventilato alcune fonti giornalistiche, a New York con un volo di stato o in Puglia?”, riportava l’interrogazione di Borghi riferendosi a “organi di stampa”, che “riportano come durante lo scorso fine settimana, la Presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni non abbia compiuto alcun tipo di apparizione pubblica, salvo le congratulazione via social per la vittoria del mondiale femminile di pallavolo, nonostante vi siano stati diversi eventi di assoluta importanza per il nostro Paese, quali il Forum di Cernobbio, il Gran Premio di Formula uno a Monza ovvero la camera ardente del signor Giorgio Armani. Non si può, infatti, non esprimere – spiega Borghi – un certo stupore nell’osservare come la Presidente del Consiglio dei Ministri non abbia partecipato ad alcuno degli importanti eventi suddetti, per i quali era innegabilmente doverosa la sua presenza istituzionale e di rappresentanza”.

La risposta di Palazzo Chigi non si è fatta attendere.

Pallavolo, bagno di folla per l’Italvolley femminile a Malpensa

Roma, 8 set. (askanews) – L’Italia del volley femminile scrive un’altra pagina di storia. Dopo il trionfo alle Olimpiadi di Parigi 2024, le azzurre di Julio Velasco hanno conquistato in Thailandia il secondo titolo mondiale della loro storia, battendo in finale la Turchia per 3-2. Una vittoria sofferta, arrivata al termine di un percorso impeccabile che ha visto la Nazionale imbattuta dal 1° giugno 2024.

All’aeroporto di Malpensa, al rientro dalla spedizione iridata, la squadra è stata accolta da centinaia di tifosi entusiasti. Un abbraccio caldo e travolgente, forse persino più intenso di quello ricevuto dopo l’oro olimpico.

“Servirà tempo per capire ciò che abbiamo fatto. La stanchezza è forte e probabilmente si è vista anche durante la finale – ha spiegato Myriam Sylla all’arrivo in Italia -. Non mi importa che non siano arrivati premi a livello personale, ciò che conta è di aver completato un percorso incredibile, che ci ha consentito di dimostrare la nostra capacità”.

Il simbolo di questo trionfo è anche nella capacità delle ragazze di resistere al dolore e alle difficoltà. In semifinale Sarah Fahr e Alessia Orro hanno stretto i denti nonostante i problemi fisici. “Affrontare la semifinale con una caviglia malandata non è stato sicuramente il massimo. Alla fine è andata come doveva andare e sono orgogliosa di quanto compiuto da questa squadra – ha raccontato la centrale dell’Imoco Volley -. Intanto voglio godermi quest’anno, visto che nelle ultime due stagioni abbiamo ottenuto risultati incredibili che devo ancora realizzare. Dopo la semifinale ero in lacrime, ma dopo la finale non ho detto nulla perché devo ancora realizzare”.

Ora le azzurre avranno qualche giorno di meritato riposo, prima di tornare a lavorare con lo sguardo rivolto agli Europei del 2026. Un trofeo che manca dal 2021 e che potrebbe completare un ciclo già straordinario.

Julio Velasco, architetto di questa rinascita, ha voluto sottolineare la portata dell’impresa, senza dimenticare lo spirito con cui affrontare il futuro: “Alle Olimpiadi è successo qualcosa di straordinario visto che è difficile vincere tutte le partite per 3-0, non è normale. È normale invece dover soffrire in semifinale e finale come in questo caso. Faccio un in bocca al lupo a Gattuso per la partita di stasera. Dobbiamo ricordarci che, quando vinciamo, non dobbiamo diventare superbi, così come non è un disastro quando si perde. L’Italia ha vinto due Mondiali quando tutto andava male e questo non dobbiamo dimenticarlo”.

Luiss Business School al fianco di manager ed imprenditori

Roma, 8 set. (askanews) – Un mondo sempre pi competitivo ed alla ricerca di figure professionali competenti e continuamente aggiornate. Oggi il panorama del lavoro richiede skill tecniche e trasversali, come l’intelligenza artificiale, l’alfabetizzazione tecnologica, il pensiero analitico, la creativit, il problem-solving, la resilienza e l’apprendimento continuo. La Luiss Business School forma leader capaci di guardare senza timore alle nuove sfide e di padroneggiare le tecnologie digitali, e lo fa anche grazie ai programmi Executive che coinvolgono manager ed imprenditori in cerca di aggiornamento e sviluppo professionale. Il Graduation Day che si tenuto a Villa Blanc ha celebrato la conclusione ufficiale dell’anno accademico 2023 -2024.

Raffaele Oriani, Dean della Luiss Business School, ha dichiarato: “Gli Executive Master per noi il pilastro del modello di lifelong learning, l’apprendimento continuo. Come Business School siamo perfettamente consapevoli che cambiando il mercato del lavoro, il contesto professionale con un ritmo mai visto precedentemente, oggi i professionisti hanno bisogno di rinnovare e ampliare costantemente il proprio set di competenze. Quindi l’Academy Master esattamente l’obiettivo di lavorare su questo obiettivo”.

Luiss Business School propone diverse tipologie di programmi executive (Executive Masters, Executive Programme, Executive Flex, Executive Course) con frequenza part-time o nei weekend, in presenza o a distanza tra i quali scegliere sulla base dei propri obiettivi di carriera e delle proprie disponibilit.

Un momento di festa durante il quale gli studenti, accolti dall’entusiasmo dei familiari, hanno ricevuto il diploma tra gli applausi ed hanno concluso con il classico lancio del tocco.

Venezia 82, assegnato il Premio Sorriso Diverso Venezia Award

Roma, 8 set. (askanews) – Assegnati al Lido di Venezia i riconoscimenti “Sorriso Diverso Venezia Award”, Premio collaterale ufficiale della 82esima Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia per le opere cinematografiche di interesse sociale che valorizzano la diversità e tutelano le fragilità delle persone.

Ad aggiudicarsi il titolo di Miglior Film Italiano “Elisa” di Leonardo Di Costanzo, “per un’opera di grande potenza e statura internazionale, capace di affrontare temi etici ed esistenziali con rigorosa asciuttezza, e per l’intensa interpretazione di Barbara Ronchi, che racchiude nello sguardo e nel volto il dolore profondo della protagonista” mentre il riconoscimento per il Miglior Film Straniero va a “The Voice of Hind Rajab” di Kaouther Ben Hania “per l’audace scelta stilistica che trasforma una reale registrazione audio in una narrazione cinematografica unica, capace di rendere universale il dolore di una vicenda specifica e di dare voce, con sensibilità e lucidità, a chi spesso resta invisibile.”

In sala a ricevere i premi – consegnati dal Direttore Artistico della Mostra del Cinema di Venezia, Alberto Barbera – Leonardo Di Costanzo, regista di “Elisa” (distribuzione internazionale Rai Cinema International Distribution (Fulvio Firrito), mentre in Italia il film è distribuito da 01 Distribution (Sonia Pisana Dichter) e per “The Voice of Hind Rajab” (Distribuzione Italia: I Wonder Pictures) la regista Kaouther Ben Hania.

Presieduto da Diego Righini, con la direzione artistica di Paola Tassone, il Premio – giunto quest’anno alla sua 15esima edizione – ha visto 12 pellicole in nomination, scelte in accordo con la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia dalla giuria di esperti presieduta da Catello Masullo e composta da Paola Dei, Massimo Nardin, Rossella Pozza, Paola Dalla Torre, Franco Mariotti, Alessandro Occhipinti, Antonio Castaldo, Armando Lostaglio e Alberto Pierini.

Uno dei momenti più intensi della cerimonia è stato il monologo della madrina, la regista e attrice Eleonora Ivone, che ha ricordato con grande emozione il marito recentemente scomparso, il regista Angelo Longoni. “Accogliere il ruolo di madrina del Sorriso Diverso Venezia Award significa per me accompagnare un premio che ha il coraggio di unire cinema e impegno civile. A Venezia, luogo che da sempre dà voce alle storie e alle emozioni di tutto il mondo, questo riconoscimento diventa un invito a guardare alla diversità non come a una distanza, ma come a una ricchezza che ci rende più umani. Il sorriso, simbolo universale di empatia e di apertura, diventa così il filo rosso che unisce gli artisti, il pubblico e la società. Essere al fianco di un premio che diffonde questo messaggio è per me motivo di orgoglio e una responsabilità che accolgo con gioia” ha dichiarato Eleonora Ivone.

La serata ha visto anche l’intervento della contante e conduttrice Silvia Salemi, testimonial della resilienza sociale, che ha sottolineato il valore del premio in questo particolare momento storico: “Quest’anno, in uno scenario internazionale così complicato e segnato da conflitti, incertezze e fragilità sociali, questo premio assume un valore che va oltre la celebrazione simbolica. La parola “sorriso” diventa il filo conduttore di un messaggio universale: la ricerca della pace, la forza della speranza e la resilienza sociale. Resilienza significa trovare la capacità di rialzarsi dopo le cadute, di reagire alle difficoltà, di trasformare le ferite in possibilità di rinascita. È un concetto che riguarda non solo i singoli individui, ma l’intera comunità, chiamata oggi più che mai a riscoprirsi solidale e capace di guardare avanti con fiducia. Mi sento quindi profondamente onorata di essere stata scelta come testimonial di un premio che parla al cuore delle persone e che invita a credere in un futuro diverso. Sostenere e diffondere questo messaggio, con entusiasmo e responsabilità, è per me un privilegio e un impegno che accolgo con grande emozione”.

Nel corso della cerimonia premiati il Presidente della Fondazione UniVerde Alfonso Pecoraro Scanio, il Direttore della Fondazione UniVerde Giuseppe Di Duca e l’Amm. Isp. Capo Nicola Carlone (Comandante Generale del Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia costiera) per il video Mare Nostrum, realizzato dalla Fondazione UniVerde per celebrare il 15° Anniversario della campagna Mediterraneo da remare #NoLitter #PlasticFree, che esplora la straordinaria bellezza, ma anche la fragilità, degli ecosistemi costieri e marini della nostra Penisola.

Presenti alla consegna: il Presidente della Municipalità di Lido Pellestrina, Emilio Guberti, che da anni sostiene con entusiasmo il Sorriso Diverso Venezia Award; Valeria Mantovan, Assessore Regione Veneto; Roberto Padrin, Presidente Provincia di Belluno; Roberto Natale, Direttore Rai per la Sostenibilità (Partner); Guido Barlozzetti, autore e conduttore Rai per Rai Pubblica Utilità (Media partner); l’attrice Liliana Fiorelli.

A sottolineare il valore e la portata delle opere premiate il Presidente del Premio, Diego Righini: “La Giuria ha assegnato il Premio a due opere che raccontano come il male e la violenza abitino nelle nostre coscienze. Il modo in cui ce lo ha mostrato Di Costanzo è testimonianza del fatto che la persona criminale si distingue da quella onesta perché priva di moralità e di valori, strumenti essenziali per misurare i propri stati d’animo. La regista Kaouther Ben Hania, scegliendo di rappresentare la tragedia del nostro tempo, il genocidio dei bambini palestinesi, lo ha fatto utilizzando la vera voce che, in punto di morte, da sola possiede la forza di richiamare la nostra indignazione e la volontà di impedire che una simile tragedia, così disumana, si consumi davanti ai nostri occhi.”

Un pensiero condiviso anche dal Direttore Artistico del Premio, Paola Tassone, che dichiara: “Sono lieta e pienamente concorde con la scelta della nostra giuria: entrambi i film raccontano, con linguaggi diversi, la stessa tensione universale, quella di trasformare il dolore in memoria e la memoria in speranza. Parlano di resistenza e di umanità e non sono soltanto opere cinematografiche, ma veri e propri richiami di coscienza che ci raggiungono con la forza di un abbraccio universale. Ci ricordano che, nella diversità e attraverso un sorriso, vive la possibilità di costruire insieme un futuro più umano, più giusto e più luminoso.”

Il Premio Sorriso Diverso Venezia Award è promosso dall’Università Cerca Lavoro (presieduta da Ilaria Battistelli) che firma anche il Festival Internazionale della Cinematografia Sociale Tulipani di Seta Nera, e realizzato in collaborazione con Dream On.

Il premio gode del contributo del Ministero della Cultura e del patrocinio di Rai per la Sostenibilità ESG, con Rai Pubblica Utilità come media partner. Frecciarossa conferma il suo ruolo di Treno Ufficiale.

Francia, Bayrou: il Paese è in prognosi riservata a causa del suo sovraindebitamento

Roma, 8 set. (askanews) – Prendendo la parola davanti all’Assemblea Nazionale in vista del voto di fiducia atteso in serata, il premier francese Francois Bayrou ha detto che il Paese è in “prognosi riservata” a causa del suo “sovraindebitamento”. Il primo ministro ha criticato soprattutto l’espansione della spesa pubblica. “Spendiamo, ma non torniamo mai indietro. E’ diventato un riflesso e, peggio ancora, una dipendenza. Le spese ordinarie del Paese, per la nostra vita quotidiana, per i servizi pubblici, per le pensioni, per pagare i contributi previdenziali, ci siamo abituati a finanziarle con il credito”, ha deplorato, portando il Paese ad “un accumulo schiacciante di 3.415 miliardi di euro di debito”.

Il Paese deve affrontare diversi problemi “urgenti”, ha detto ancora evocando una “magnifica cattedrale da ricostruire per un popolo che se lo merita”. Oltre all’eccessivo indebitamento dello Stato, fra i problemi “urgenti” Bayrou ha parlato di “un enorme problema di istruzione nazionale”; di “un enorme problema di alloggi”; di questioni di “sicurezza e giustizia” e della questione cruciale dell'”immigrazione”.

Festival Film Villa Medici, al via il 10 settembre

Roma, 8 set. (askanews) – Prende il via mercoledì 10 settembre la quinta edizione del Festival di Film di Villa Medici, appuntamento divenuto ormai una tappa imprescindibile del calendario culturale romano e internazionale: il Festival si conferma infatti come un laboratorio vibrante di sperimentazione visiva e di incontro tra linguaggi, generazioni e visioni del mondo.

Con oltre trenta film provenienti da più di venti paesi e articolati in tre sezioni principali (Concorso, Focus e Piazzale), il Festival di Film è molto più di una rassegna cinematografica: è un invito ad attraversare le immagini come si attraversa il mondo, lasciandosi interrogare, stupire, toccare. Come afferma Sam Stourdzé, direttore dell’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici: «Cinque edizioni negli ultimi cinque anni sono più che un indizio: sono il riflesso di un festival che ha trovato la sua dimensione, che continua nell’intento di affermarsi e collocarsi geograficamente e culturalmente. In questa edizione, il Festival reitera il suo intento: celebrare un cinema libero, plurale e fuori dagli schemi.»

La prima serata si apre sotto le stelle, nel Piazzale tra i giardini di Villa Medici, con una prima romana molto attesa: GRAND CIEL di Akihiro Hata (2025, Francia/Lussemburgo, 92′, colore, V.O. francese con sottotitoli in italiano), alla presenza del regista. Una storia tesa e inquieta: in un quartiere futuristico ancora in costruzione, un operaio scompare nel nulla. I sospetti dei colleghi si fanno sempre più forti, finché un secondo lavoratore svanisce. La tensione si addensa in questo racconto sul silenzio delle istituzioni e il lato oscuro del progresso. L’uscita nelle sale è fissata per febbraio 2026, con distribuzione No.Mad Entertainment.

Durante il Festival, le proiezioni si terranno su tre schermi distribuiti negli spazi della Villa: le Grand Salon, la sala Michel Piccoli e il Piazzale, con un programma fitto di incontri e anteprime.

La giuria di quest’anno riunisce tre personalità di spicco della scena contemporanea: Alain Guiraudie, regista, fotografo e scrittore, autore di sette lungometraggi, tre romanzi per P.O.L. e mostre fotografiche presentate dal 2019 in Francia e all’estero; Guslagie Malanda, attrice e curatrice indipendente, candidata nel 2023 al César come miglior promessa femminile e protagonista all’ultimo Festival di Cannes, oltre che autrice di mostre a Parigi e Lima; Anri Sala, artista visivo che dal 2000 espone in grandi manifestazioni internazionali e che nel 2013 ha rappresentato la Francia alla Biennale di Venezia. Oltre ai premi ufficiali, i giurati presenteranno le loro cartes blanches, programmi speciali che riflettono i loro universi creativi.

"Mondi Sonori", a Roma il Festival tra musica, racconto e scoperta

Roma, 8 set. (askanews) – Domenica 14 settembre, alle ore 17, al Museo Nazionale degli Strumenti Musicali a Roma, riprendono gli incontri di Congegni Sonori, le lezioni-concerto che narrano di strumenti musicali di ogni parte del mondo e di ogni epoca. Dopo gli strumenti persiani presentati da Pejman Tadayon e le triplepipes gaeliche di Barnaby Brown, il terzo appuntamento sarà dedicato agli strumenti della tradizione popolare dell’America del Nord.

Protagonista dell’incontro sarà il musicista e ricercatore Stefano Tavernese, che guiderà il pubblico in una speciale lezione-concerto “parlata-narrata-suonato-cantato”. Un viaggio che intreccia cenni storici e tecnici agli strumenti, esecuzioni dal vivo, brani strumentali e canzoni simbolo della tradizione americana. Il percorso sarà completato dalla proiezione di filmati e documenti storici con protagonisti esponenti di rilievo della tradizione americana, che daranno maggiore spessore e autenticità al racconto musicale.

Stefano Tavernese è uno dei maggiori esperti italiani della tradizione musicale nordamericana, della quale ha attraversato in quasi cinque decenni quasi ogni tipo di espressione. Approfondisce l’utilizzo di strumenti come banjo, chitarra, violino, mandolino nel contesto popolare nel corso di una ricca carriera come musicista in varie formazioni e nelle collaborazioni con vari artisti di rilievo (PFM, Orchestra Italiana di Renzo Arbore, The Gang, oltre a un vasto numero di artisti americani ed europei). Dagli anni ’80 accompagna l’attività di palco con quella di ricercatore e giornalista. Redattore dal 1986 al 2015 del mensile specializzato Chitarre, ha curato anche trasmissioni radiofoniche e pubblicato libri monografici e manuali didattici, tra cui l’opuscolo divulgativo “Il manuale degli strumenti country” (Anthropos, 1982), la “Grande Enciclopedia della Chitarra e dei Chitarristi (Editori Riuniti, 2003), la “Storia della chitarra Rock” (Hoepli, 2018) e “Il mandolino blues” (Fingerpicking.net, 2022).

L’evento è parte della sezione Congegni Sonori curata da Gianluca Dessì, inserita nel programma del festival Mondi Sonori, con l’ideazione e la direzione artistica della direttrice del Museo l’Architetto Sonia Martone, dedicato all’incontro tra culture e linguaggi artistici, con una particolare attenzione alla commistione tra le arti e alla valorizzazione della parola come strumento di memoria e dialogo. Il Museo Nazionale degli Strumenti Musicali, è parte dell’Istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione musei nazionali della città di Roma, diretto ad interim da Luca Mercuri. Con la sua ricca collezione di strumenti antichi, e del mondo, crea un connubio naturale tra musica ascoltata e cultura della musica. Il costo del biglietto d’ingresso di 6 euro permette anche la visita alle sale espositive.

La Commissione Ue: non incoraggiamo le consegne di aiuti con la Flotilla

Roma, 8 set. (askanews) – L’Unione Europea afferma di non “incoraggiare” le flottiglie che trasportano aiuti umanitari e attivisti filo-palestinesi a Gaza. “Non incoraggiamo flottiglie come” la Global Sumud Flotilla, “perché fondamentalmente possono aggravare la situazione e mettere a rischio i partecipanti”, ha affermato la portavoce della Commissione Ue Eva Hrncirova, spiegando che il “modo migliore per fornire aiuti umanitari” sia tramite organizzazioni partner che lavorano sul campo.

“Questo è ciò che cerchiamo di ottenere, fornire aiuti umanitari su larga scala, e manteniamo aperti i canali con Israele e parliamo con le autorità israeliane”, ha sottolineato. La Global Smud Flottilla, partita da Barcellona e arrivata oggi a Tunisi, dovrebbe raggiungere a Gaza entro metà settembre.

Israele ha imposto il divieto d’ingresso e sanzioni a 2 ministri spagnoli

Roma, 8 set. (askanews) – Israele ha imposto divieti d’ingresso e sanzioni personali a due ministri spagnoli per le loro forti critiche alle pratiche israeliane nella Striscia di Gaza e nella Cisgiordania occupata. “Israele non manterrà alcun legame con la vice premier – e ministro del Lavoro spagnolo – Yolanda Diaz”, ha affermato il ministro degli Esteri dello stato ebraico, Gideon Sa’ar, in una dichiarazione su X. Ha affermato inoltre che a Diaz, membro del Partito Comunista Spagnolo, sarà vietato l’ingresso in Israele. Diaz ha criticato la guerra di Israele a Gaza – definita un genocidio – e le violazioni dell’accordo di cessate il fuoco con il Libano, chiedendo l’imposizione di sanzioni internazionali e un embargo sulle armi contro Israele per le sue pratiche. “Sanzioni simili saranno imposte anche a Sira Rago, ministro per la Gioventù e l’Infanzia, dello stesso partito. L’ingresso in Israele sarà vietato e Israele non avrà alcun contatto con il Paese”, ha dichiarato Sa’ar. Rago ha anche descritto Israele come uno “stato genocida” per le sue azioni militari a Gaza e ha invitato l’Unione Europea a interrompere ogni legame con Israele e a imporre sanzioni. Sa’ar ha affermato che ulteriori discussioni sui divieti ai funzionari stranieri saranno condotte con il primo ministro Benjamin Netanyahu. Il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez ha annunciato oggi nove nuove misure volte a fermare il “genocidio a Gaza”, tra cui un divieto permanente alle esportazioni di armi verso Israele. Negli ultimi mesi, Israele ha vietato l’ingresso a molti funzionari e attivisti occidentali che hanno mostrato solidarietà con i palestinesi e criticato le azioni militari israeliane nella Striscia di Gaza.

Su RaiPlay il concerto evento di Lorenzo Jovanotti PalaJova

Roma, 8 set. (askanews) – Dopo due anni di silenzio, Lorenzo è tornato a incendiare i palasport italiani con PalaJova: 54 serate tutte esaurite per 600.000 spettatori. Ora quell’avventura prende vita in un formato mai visto: 23 episodi, dall’8 settembre su RaiPlay, un boxset da guardare d’un fiato o da assaporare uno alla volta. Un concerto che diventa visual album e insieme racconto, memoria, poesia.

Al centro dello show c’è il concetto di fioritura: il palco come un giardino in continuo movimento, simbolo di rinascita e trasformazione, un invito a riscoprire l’incanto della meraviglia che ci accompagna.

In scaletta oltre trenta canzoni – da L’Ombelico del Mondo a Ragazzo Fortunato, da Le Tasche Piene di Sassi a I Love You Baby e Montecristo – intrecciate a una lunga intervista di Lorenzo, registrata grazie all’ospitalità della Biblioteca Apostolica Vaticana, dove la sua storia personale diventa chiave per rileggere presente e futuro.

Per la prima volta in uno show dal vivo è stata utilizzata l’AI in diretta: i visual firmati da Steve Polli hanno reso dinamico e unico ogni concerto, trasformando in tempo reale i maxi schermi con immagini sempre nuove e in continua evoluzione. “Tornare sul palco è stato bellissimo – racconta Lorenzo Jovanotti. – Ritrovare la mia gente, ricostruire lo spettacolo pezzo per pezzo con la band, vivere il tutto esaurito in ogni città. In ogni fotogramma di PalaJova c’è la luce nei miei occhi. È un tour che non dimenticherò mai, e questa versione su RaiPlay lo racconta come se fosse un’opera nuova, viva. Ogni mia cellula dice grazie”.

Sul palco con Lorenzo una band insuperabile: Saturnino al basso, al suo fianco da trentacinque anni; Adriano Viterbini alla chitarra; Christian “Noochie” Rigano a tastiere e synth; Franco Santarnecchi al piano; Carmine “Dog” Landolfi alla batteria; Moris Pradella ai cori e seconda chitarra; Micol Touadi e Jennifer Vargas ai cori; Leo di Angilla e Kalifa Kone alle percussioni; Gianluca Petrella a guidare la sezione fiati con Sophia Tomelleri al sax e Camilla Rolando alla tromba. In questo viaggio uno spazio centrale lo hanno anche le parole della poeta Mariangela Gualtieri, che Lorenzo porta dentro lo show come un respiro poetico capace di amplificare il senso stesso della fioritura.

“PalaJova con Lorenzo Jovanotti è un regalo per il pubblico di RaiPlay che potrà vivere un’esperienza immersiva, spettacolare, mai vista prima – dice Marcello Ciannamea, direttore Rai Contenuti Digitali e Transmediali. – Non solo musica, ma immagini, emozioni, visioni, in un format che reinventa il concerto per lo streaming”. PalaJova è un original Rai Contenuti Digitali e Transmediali, direttore Marcello Ciannamea, prodotto da Soleluna in esclusiva su RaiPlay. Un progetto ideato da Lorenzo Jovanotti, diretto da Alberto Crupi. PaRlaJova è stato scritto con Federico Taddia. Lo show è prodotto da Trident Music. Si ringrazia la Biblioteca Apostolica Vaticana. Un concerto che diventa un format innovativo: un nuovo modo di vedere, ascoltare, ballare un live.

L’Onu: da Israele "retorica genocida" su Gaza

Roma, 8 set. (askanews) – “Sono inorridito dall’uso aperto della retorica genocida e dalla vergognosa disumanizzazione dei palestinesi da parte di alti funzionari israeliani”. Lo ha affermato l’Alto Commissario per i diritti umani delle Nazioni Unite Volker Turk nel suo discorso di apertura, a Ginevra, alla 60a sessione del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite.

“L’uccisione di massa di civili palestinesi a Gaza da parte di Israele; l’inflizione di sofferenze indescrivibili e distruzioni totali; l’ostacolo a sufficienti aiuti umanitarie e la conseguente fame dei civili; l’uccisione di giornalisti, personale delle Nazioni Unite e operatori di Ong e la commissione continua di crimini di guerra, stanno sconvolgendo la coscienza del mondo”, ha affermato Turk chiedendo un’azione internazionale per “porre fine alla carneficina”.

Ucraina, Salvini: da Lega sempre no a militari in guerre non nostre

Milano, 8 set. (askanews) – “La Lega non approverà mai l’invio di un solo militare italiano a combattere e a morire in Russia e in Ucraina. Mai. Mai”. Lo ha detto il vicepremier e segretario della Lega Matteo Salvini, in un punto stampa a margine di una iniziativa elettorale del partito a Catanzaro.

“Ascoltiamo il Santo Padre e quindi – ha aggiunto Salvini – mentre altri in Europa parlano di invio di truppe, di guerre, di armi nucleari, noi continuiamo a lavorare perchè siano la diplomazia e il dialogo a risolvere i problemi. Quindi mai un solo soldato italiano a combattere e a morire per guerre non nostre”. Quanto all’ipotesi di ulteriori sanzioni Usa nei confronti della Russia, annunciate da Trump, Salvini commenta: “Speriamo che si mettano d’accordo. Se non ci riesce Trump non ci riesce nessuno”.

L’arte di Paolo Mayol a Frascati dal 9 al 21 settembre

Roma, 8 set. (askanews) – L’arte di respiro internazionale di Paolo Mayol sbarca al Museo Tuscolano-Scuderie Aldobrandini di Frascati (piazza Marconi 6), dove lo scultore terrà dal 9 al 21 settembre 2025 la mostra “I riti del tempo: la pace”. L’inaugurazione, prevista martedì 9 settembre alle ore 17, sarà accompagnata dal saluto delle autorità locali e dalla presentazione critica di Franco Campegiani. L’esposizione, promossa dal MUSA diretto da Alfredo Moraci e patrocinata dal Comune di Frascati con il sostegno della sindaca Francesca Sbardella e dell’assessore Matteo Filipponi, è organizzata in collaborazione con Casa delle Culture e Laboratorio Calcografico San Nilo. La rassegna sarà visitabile dal martedì alla domenica, dalle ore 10 alle ore 19, con chiusura il lunedì. La sindaca di Frascati Francesca Sbardella sottolinea l’intento dell’artista in esposizione nella sua città: “Volti, corpi, pensieri, emozioni: le sculture di Paolo Mayol trovano oggi spazio alle Scuderie Aldobrandini per raccontarci le storie della vita, quelle che viviamo ogni giorno ma che spesso ci sfuggono nella frenesia del quotidiano. Ogni opera ci invita a fermarci, a osservare, a prendere coscienza di ciò che siamo e di ciò che potremmo diventare. La pace, così fragile e necessaria, diventa qui tangibile, percorribile, qualcosa che si costruisce guardando, sentendo e comprendendo. La mostra ci propone uno sguardo nuovo, ci sfida a confrontarci con noi stessi e con il mondo”.

Le 84 opere in esposizione al MUSA, tra sculture, dipinti, bassorilievi e incisioni, tracciano un percorso immersivo nella poetica di Mayol. Finestra sull’orizzonte, come esempio-chiave, racconta la guerra e la fragilità della vita umana, con aerei in piombo e rame che sfiorano un cielo pluricolore, simbolo della diversità dei popoli. L’arte di Mayol trasforma il dramma in riflessione: ogni particolare – la coda di un uccello, un pesce sospeso – è metafora di come anche nelle situazioni più difficili la vita continui, molteplice e resistente. Franco Campegiani osserva: “Mayol non si limita a rappresentare, egli costruisce un dialogo continuo tra forma e significato, tra materia e tempo. Ogni scultura è un’esperienza etica, un laboratorio di pensiero in cui l’artista si confronta con la propria ombra, con la violenza del mondo e con la necessità di ritrovare un ordine simbolico”. Il critico prosegue la sua analisi, scandagliando l’opera di Mayol Metafora, tracciandola come “un racconto della storia dell’umanità: dalle origini fluide e indeterminate fino alla danza armoniosa dell’essere umano che si confronta con il mito e con la realtà. Qui il tempo diventa osservabile, misurabile, ma anche emozionabile. È un invito a percepire la profondità dei cicli della vita”. Le sculture come Eternità e i cinque Totem sono al centro della riflessione sulla continuità e sullo scorrere del tempo. Campegiani sottolinea: “I Totem ruotanti non sono solo sculture: sono metafore dell’unità dei popoli, del dialogo necessario tra culture e della ciclicità della vita. Ciascun Totem, pur simile agli altri, ha un colore diverso, e insieme formano un coro di voci armoniche. Mayol ci mostra che la diversità non è conflitto ma ricchezza”. Anche le incisioni, come Cronostasi-Il tempo dei miti e L’albero degli specchi, rivelano il rapporto tra mito, introspezione e memoria collettiva. Campegiani evidenzia come gli specchi, ricorrenti nelle opere, siano simboli di consapevolezza: “Guardando se stessi riflessi nelle figure di Mayol, lo spettatore è chiamato a confrontarsi con il proprio tempo interiore, con le scelte e le responsabilità morali. Non c’è estetica fine a sé stessa, ma un progetto etico, in cui la bellezza serve da veicolo per la riflessione profonda”. Le opere recenti in vetro di Murano con bassorilievi in bronzo e i cinque trittici delle “Colombe della Pace” ampliano ulteriormente il tema centrale della mostra: il dialogo, l’armonia, la condivisione. Campegiani commenta: “Ogni oggetto, ogni incisione, ogni scultura è un tassello di un mosaico più grande, un invito a comprendere che la pace si costruisce nei dettagli, nel quotidiano. L’arte di Mayol non si limita a stimolare lo sguardo: educa l’anima e la coscienza, ricordandoci che il tempo non attende e che ogni gesto, anche piccolo, contribuisce a un mondo migliore”.

Tennis, Sinner: "Devo uscire dalla comfort zone"

Roma, 8 set. (askanews) – Dopo la sconfitta nella finale degli US Open contro Carlos Alcaraz, Jannik Sinner non si nasconde. Il numero uno azzurro guarda avanti, con la lucidità e l’onestà che lo hanno sempre contraddistinto.

“Devo uscire dalla comfort zone. Cambiare qualcosa nel mio gioco, e provarlo in partita nei tornei meno importanti: anche rischiando di perdere”, ha dichiarato Sinner. Nessuna scusa, solo l’analisi di chi sa che per continuare a crescere occorre osare.

La finale di Flushing Meadows ha avuto due protagonisti: “La finale l’ha vinta Carlitos o l’ha persa Jannik? Tutte e due. Credo tutto sommato di aver fatto una buona partita, ho cercato fino all’ultimo di stare nel match. Ma alcune cose non sono andate come volevo: se servi una prima sotto il 50%, sei sempre sotto pressione; sulla risposta ho fatto troppo poco. E qualche errore: non sono mica una macchina. Lui, al contrario, ha giocato un match molto buono. È stato pulito, ha fatto molte cose diverse che hanno cambiato la partita”.

Alcaraz, spiega Sinner, ha avuto il merito di variare continuamente il gioco: “Questa è una cosa che sa fare benissimo, è il suo stile: batte e viene a rete, attacca da lontano, fa una palla corta, usa lo slice. È veramente bravo in questo. Non diventerò mai come lui. Ma adesso tocca comunque a me cambiare il gioco, fare cose diverse: però devo provarle, abituarmi. Quando? Nei primi turni, magari non proprio degli Slam: negli altri tornei. Se è il caso, rischiare di perdere degli incontri: come fa Carlos. Però esercitarmi, e acquistare quella fiducia – ad esempio, nel servire una seconda palla più forte – che poi ti serve per giocare nei momenti importanti”.

Il punto di partenza resta comunque la solidità dal fondo: “Dal fondo mi sembra di essere abbastanza solido (sorride), colpisco forte la palla. È arrivato il momento di uscire dalla comfort zone cui mi sono abituato anche in allenamento, devo accettare di fare qualcosa di diverso: dettagli che possono fare la differenza. In questo torneo non ho mai usato il serve and volley, pochissimo le palle corte: vinci senza grandi difficoltà le altre partite, ma poi all’improvviso ti trovi di fronte uno come Carlos, senza punti deboli, e non hai soluzioni. E allora, cambiare. Ma non con l’unico obiettivo di battere Carlos, no: per diventare un giocatore migliore. Ci vorrà pazienza. Ma ci arriveremo”.

Quanto alla condizione fisica, dopo i problemi accusati nelle settimane precedenti, Sinner rassicura: “Fisicamente sto abbastanza bene. Non è quello il problema. Però, non fraintendetemi: sono molto contento della mia stagione, posso esserne orgoglioso. Due Slam vinti, altre due finali perse lottando. Sono felice, e ora voglio finire la stagione nel modo migliore possibile”.

Un messaggio chiaro: New York non è un punto di arrivo, ma una tappa di crescita. Sinner sa di dover rischiare per allargare il proprio repertorio, e con la pazienza che lo contraddistingue promette di tornare più completo e competitivo.

"Jazz Italiano per le Terre del Sisma", grande successo all’Aquila

Roma, 8 set. (askanews) – Si è conclusa l’undicesima edizione del “Jazz Italiano per le Terre del Sisma”, che dopo il Cammino Solidale che ha interessato Marche, Umbria e Lazio, ha avuto il suo epilogo sabato 6 e domenica 7 settembre all’Aquila, nella consueta due giorni di musica, laboratori e incontri all’insegna del jazz.

Un’edizione di grande successo, che consolida il rapporto tra pubblico, Città dell’Aquila e tutta la comunità del Jazz Italiano, e che ogni anno riempie le piazze e i palchi sparsi in tutto il territorio della città. Questa edizione ha visto coinvolti oltre 300 musicisti provenienti da tutta Italia, tra gruppi, cori, bande e orchestre distribuiti su 18 diverse location.

Un momento particolarmente significativo ed emozionante è stata la tradizionale commemorazione delle vittime del sisma del 2009 che, quest’anno è stata celebrata congiuntamente a quella del terremoto del Friuli (1976), in un momento di memoria condivisa. Per l’occasione, al Parco della Memoria è stata presentata una produzione originale, che ha unito coro, ensemble strumentale e direzione creativa, con musicisti provenienti dal Friuli e dall’Abruzzo.

Grande soddisfazione da parte degli organizzatori per i concerti a pagamento, che per la prima volta sono stati inseriti all’interno della programmazione. In particolare, il concerto la Grande Orchestra Avion Travel & Medit Orchestra diretta da Angelo Valori, ha visto un’ampia partecipazione di pubblico con oltre mille paganti.

Anche quest’anno – afferma Corrado Beldì, presidente dell’Associazione Jazz all’Aquila – la manifestazione ha mostrato un successo crescente, sia di pubblico, sia per la qualità delle produzioni, che hanno coinvolto in modo sempre più estensivo le realtà culturali aquilane. Questo forte tessuto di collaborazione con L’Aquila, i suoi luoghi, le persone, i suoi spiriti creativi non può che far presagire ad una grande edizione in occasione di L’Aquila, Capitale Italiana della Cultura 2026.

Il Jazz italiano per le terre del sisma è l’unica manifestazione che, dal 2015, ha portato e continua a portare nella città dell’Aquila, e nelle regioni colpite dal sisma del 2016, la più importante e numerosa rappresentanza del jazz italiano e la testimonianza reale di come la cultura e lo spettacolo dal vivo contribuiscano, in maniera determinante, alla costruzione e al consolidamento delle comunità locali.

Il tema di quest’anno “L’Aquila imprevista” ha portato il pubblico a scoprire una città capace di sorprendere, reinventarsi e trasformarsi e ispira un approccio innovativo che fonde tradizione, ricerca e sperimentazione. Seguendo questo filo conduttore il festival continua negli a reinterpretare il territorio con una prospettiva inedita, trasformando fragilità e ricordi in energia creativa e simboli di rinascita collettiva.

“Il jazz italiano per le terre del sisma” è organizzato dall’associazione Jazz all’Aquila; è promosso e sostenuto dal Ministero della cultura, il Comune dell’Aquila, è promosso da Regione Abruzzo, con il sostegno dei Main Sponsor SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori, e NUOVO IMAIE – Nuovo Istituto Mutualistico Artisti Interpreti Esecutori, il contributo di Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia dell’Aquila, dello sponsor tecnico Montarbo AEB industriale srl e dei molti partner tecnici coinvolti; è organizzato in collaborazione con la Federazione Nazionale Il Jazz Italiano e vede la partecipazione attiva di tutte le realtà ad essa associate. L’evento, inoltre, vede collaborazioni con alcuni dei più importanti enti culturali del territorio come il MUNDA-Museo Nazionale d’Abruzzo, il Conservatorio Alfredo Casella, Museo MAXXI L’Aquila, il Centro Sperimentale di Cinematografia (sede abruzzese), i Solisti Aquilani.

Tennis, Ranking Atp: Sinner scende al numero 2, Italia con 4 Top 30

Roma, 8 set. (askanews) – Grazie alla vittoria in finale allo US Open, Carlos Alcaraz è tornato numero 1 del mondo per la prima volta dal 10 settembre 2023. Lo è stato finora per 37 settimane, spalmate in quattro diversi periodi. Lo spagnolo ha conquistato il suo sesto Slam, come Boris Becker e Stefan Edberg, ed è salito a 14 “Grandi Titoli” (categoria in cui l’ATP fa rientrare gli Slam, le Nitto ATP Finals, i Masters 1000 e i Giochi Olimpici). Ne ha vinto uno ogni 3,8 giocati: solo Djokovic (3,3) e Nadal (3,5) hanno fatto meglio. Alcaraz precede Sinner, Zverev, Djokovic che ha fatto un balzo di tre posizioni diventando quarto, Fritz, Shelton, Draper, de MInaur, Musetti e Khachanov. Per quanto riguarda l’Italia, sorride Luciano Darderi che ha vinto l’Aon Open Challenger – Memorial Giorgio Messina, il Challenger 125 di Genova che già si era aggiudicato nel 2022. In finale ha sconfitto Andrea Pellegrino che grazie a questo risultato ha guadagnato 16 posizioni e raggiunto il suo nuovo best ranking: è numero 126 del mondo questa settimana. Continua a salire in classifica anche Federico Cinà, sempre più vicino all’ingresso in Top 200: questa settimana è n. 204, suo nuovo best ranking.

Tra i primi 20 italiani nel ranking ATP, chi ha guadagnato più posizioni è Giulio Zeppieri, che ne ha scalate 89 fino alla numero 171 grazie al titolo vinto al Challenger di Shanghai, il terzo per lui nel circuito dopo Barletta nell’agosto del 2021 e Cherbourg nel febbraio 2023 su Titouan Droguet (75 76). In classifica mondiale Zeppieri fa un salto di 89 posizioni portandosi al numero 171 del mondo. Il suo best ranking è numero 110 del mondo.

Delpero: giuria "divisa", io sostenitrice di The Voice of Hind Rajab

Este (Padova), 8 set. (askanews) – “Com’è andata a Venezia? Non immaginavo che sarei arrivata qui con questo peso… è stata un’esperienza bellissima, ma proprio tosta, un’edizione complessa, perché viviamo in un mondo complesso e il cinema spesso riflette la realtà. È stata una giuria bellissima ma anche con opinioni diverse. Ovviamente non posso raccontare posizioni di giurati, perché non sarebbe corretto nei loro confronti. Quello che sento di dire così a caldo… E mi viene da dirlo, perché serva anche per il futuro. Effettivamente, io sono stata una massima e accalorata sostenitrice di The Voice of Hind Rajab, perché penso che sia un film davvero importante in questo momento, che si sposino o no le scelte linguistiche che si fa, parlo di etica del linguaggio cinematografico”: lo ha affermato domenica sera la regista Maura Delpero, ospite d’onore della XXIV edizione dell’Euganea Film Festival ai giardini di Este (Pd), il giorno dopo che è terminata l’82esima Mostra del cinema di Venezia, di cui è stata componente di giuria.

“È un momento talmente fragile e quel film è un appello talmente urgente da ascoltare e spero davvero che sia distribuito e premiato”, ha aggiunto la regista di “Vermiglio” che sabato sera ha consegnato il Leone d’argento alla collega tunisina Kaouther Ben Hania.

L’Euganea Film Festival – organizzato dall’associazione Euganea Movie Movement con la direzione artistica del cineasta Giovanni Benini – è in programma dal 4 al 14 settembre 2025 e propone oltre 40 eventi nei luoghi più suggestivi dell’area compresa nel Parco Regionale dei Colli Euganei. A Maura Delpero è dedicato un focus in questa edizione.

M.O., Gerusalemme: uomini armati su un bus aprono il fuoco, 4 morti

Roma, 8 set. (askanews) – Almeno 6 persone sono state uccise in un attacco a Gerusalemme, dove due uomini armati sono saliti su un bus – all’altezza dell’incrocio di Ramot – e hanno aperto il fuoco sui passeggeri.  ci sono anche feriti. Le autorità hanno detto che “due terroristi sono stati neutralizzati”.

“I due terroristi” che hanno compiuto l’attentato a Gerusalemme – a bordo di un bus all’incrocio di Ramot – sono palestinesi della Cisgiordania. Lo hanno indicato le autorità di sicurezza israeliane, che hanno aggiunto che i due sono con ogni probabilità partiti da villaggi nell’area di Ramallah.  La loro identità è ancora oggetto di indagine da parte delle autorità di sicurezza dello stato ebraico. I due sono saliti su un bus armati e hanno aperto il fuoco sui passeggeri.

“Esprimo ferma condanna per l’attacco a Gerusalemme dove hanno perso la vita degli innocenti. Il terrorismo non può prevalere in nessun modo e lo combatteremo senza alcuna incertezza. Tutta la mia vicinanza ai familiari delle vittime coinvolte. Basta violenza, basta guerra”. Lo scrive su X il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani. “La priorità rimane quella di un immediato cessate il fuoco, di una rapida soluzione politica che porti a ‘due popoli-due Stati’ per dare pace e stabilità al Medio Oriente”, sottolinea Tajani. Anche il ministro degli Esteri tedesco ha denunciato l’attentato a Gerusalemme Est che ha provocato almeno cinque morti. “Sono profondamente scioccato dal vile attacco terroristico a Gerusalemme. I miei pensieri sono rivolti ai parenti delle vittime”, ha scritto il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul.

Intanto, fa sapere una nota dell’Idf, le forze israeliane stanno “isolando” diversi villaggi alla periferia di Ramallah (in Cisgiordania, occupata da Israele dal 1967) “per combattere il terrorismo e rafforzare gli sforzi difensivi”. Mentre Hamas ha fatto sapere che “noi affermiamo che questa operazione è una risposta naturale ai crimini dell’occupazione e al genocidio che porta avanti contro il nostro popolo”.

Intanto i legali di Benjamin Netanyahu hanno comunicato al tribunale distrettuale di Gerusalemme che il primo ministro israeliano non potrà presenziare all’udienza programmata per oggi per la sua testimonianza nel processo penale, a causa dell’attacco terroristico avvenuto a Gerusalemme questa mattina. Il suo avvocato, Noa Milstein, ha dichiarato alla corte che “diversi gravi incidenti di sicurezza in diverse scene con vittime” hanno costretto Netanyahu a  “partecipare a una serie di consultazioni, aggiornamenti sulla sicurezza e a prendere decisioni urgenti”. Milstein ha comunicato alla corte che il premier “non potrà presentarsi per la sua testimonianza programmata in tribunale”. Ha aggiunto che, se la corte acconsente, alle 14 potrà essere fornito un aggiornamento sulla possibilità che Netanyahu possa testimoniare tra le 16 e le 19. La testimonianza di Netanyahu, la prima udienza dopo la pausa estiva dei tribunali, era prevista per le 12 a porte chiuse. Netanyahu sta tenendo una “valutazione della situazione” con i responsabili della sicurezza dello stato ebraico, in seguito all’attacco terroristico avvenuto questa mattina all’incrocio di Ramot a Gerusalemme.

M.O., Gerusalemme: uomini armati su un bus aprono il fuoco, 4 morti

Roma, 8 set. (askanews) – Quattro persone sono state uccise in un attacco a Gerusalemme, dove due uomini armati sono saliti su un bus – all’altezza dell’incrocio di Ramot – e hanno aperto il fuoco sui passeggeri. Lo hanno riferito i primi soccorritori. Magen David Adom, il servizio nazionale di Primo soccorso dello stato di Israele, aveva inizialmente riferito che cinque persone, in gravi condizioni, erano state trasportate negli ospedali della città.

Ci sono diverse altre persone ferite in modo lieve, che saranno presto trasferite in ospedale, ha aggiunto il servizio.

Le autorità hanno riferito che “due terroristi sono stati neutralizzati”, ma non è ancora chiaro se siano morti.

Alfabetizzazione, Mattarella: in troppe aree del pianeta è un diritto negato

Roma, 8 set. (askanews) – “In troppe aree del pianeta, l’istruzione rimane un diritto negato, nonostante il suo formale riconoscimento, e anche nelle stesse società più avanzate resistono forme di esclusione dall’accesso alla lettura, alla scrittura, al far di conto. Analfabetismo è spesso sinonimo di povertà”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in una dichiarazione in occasione della Giornata Internazionale dell’Alfabetizzazione, istituita quasi sessanta anni fa dall’Unesco.

“Con la Repubblica, in Italia, l’analfabetismo tradizionale è stato in gran parte superato, in aderenza al dettato della nostra Costituzione. Continua però a preoccupare l’elevata incidenza dell’analfabetismo funzionale, che coinvolge un terzo della popolazione adulta: persone che hanno imparato a leggere e scrivere, e tuttavia non riescono a usare le informazioni in modo efficace nella vita di tutti i giorni, nel lavoro, nella società. E allarma la presenza di fasce di analfabetismo tra la popolazione immigrata. A questo si aggiungono le sfide rappresentate dalla digitalizzazione, che spostano la fruizione di contenuti e la stessa pratica dei diritti su nuove piattaforme, con il rischio di nuove disuguaglianze ed esclusioni”, aggiunge.

“Il tema scelto quest’anno per la Giornata è, opportunamente, ‘Promuovere l’alfabetizzazione nell’era digitale’ e ci invita a rivedere il significato stesso di alfabetizzazione. Un cammino che, ormai, non abbraccia solo le competenze linguistiche, ma anche quelle digitali, indispensabili per affrontare le grandi trasformazioni in atto. Si tratta di una condizione essenziale per esercitare i propri diritti e per consentire lo sviluppo di un pensiero critico e autonomo contribuendo, consapevolmente, alla costruzione di una società più equa, aperta e solidale”, conclude il capo dello Stato.