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Il Papa: anch’io dico che terra, casa e lavoro sono diritti sacri

Città del Vaticano, 23 ott. (askanews) – “Più di dieci anni fa, qui in Vaticano, Papa Francesco vi ha detto che eravate venuti per piantare una bandiera. Cosa c’era scritto? ‘Terra, casa e lavoro’. Era una ‘cosa nuova’ per la Chiesa, ed era una cosa buona! Facendo eco alle richieste di Francesco, oggi dico: la terra, la casa e il lavoro sono diritti sacri, vale la pena lottare per essi, e voglio che mi sentiate dire ‘Ci sto!’, ‘sono con voi’!”. A dirlo è stato questo pomeriggio Papa Leone rivolgendosi così ai rappresentanti ai Movimenti popolari a Roma per il loro Giubileo.

“Chiedere terra, casa e lavoro per gli esclusi è una ‘cosa nuova’? Visto dai centri del potere mondiale, certamente no; – ha poi aggiunto il pontefice – chi ha sicurezza finanziaria e una casa confortevole può considerare queste richieste in qualche modo superate. Le cose veramente ‘nuove’ sembrano essere i veicoli autonomi, oggetti o vestiti all’ultima moda, i telefoni cellulari di fascia alta, le criptovalute e altre cose di questo genere”. “Dalle periferie, però, – ha aggiunto il Papa – le cose appaiono diverse; lo striscione che sventolate è così attuale che merita un intero capitolo nel pensiero sociale cristiano sugli esclusi nel mondo di oggi”.

Il cappuccino si fa con la tisana, cambiano le abitudini al bar

Milano, 23 ott. (askanews) – La tisana espressa, pronta in pochi secondi, servita in tazza bassa oppure nella versione “cappuccino botanico” con schiuma, la nuova bevanda del momento. Si tratta di un nuovo trend gi diffuso a Milano e ideato da un’azienda italiana. L’intuizione di Nicola Robecchi, titolare di Wilden Herbals, che ha voluto portare le tisane nel mondo del bar in modo immediato e contemporaneo. Abbiamo parlato con Nicola Robecchi, founder di Wilden Herbals:

“Con Herbpress vogliamo rivoluzionare l’offerta del bar, possiamo infatti offrire in tempi veloci sia infusi serviti concentrati come un caff espresso, sia infusi eventualmente miscelati ulteriormente con i latti o eventualmente anche tutte le alternative vegetali e pensiamo realmente che si possa sviluppare un menu contemporaneo in grado di attirare e rispondere ai bisogni dei consumatori di oggi e di domani”.

Questa nuova bevanda risponde alle esigenze dei consumatori che cercano esperienze gustose, naturali e “clean”. Una consuetudine gi in voga in Europa e ora diffusa anche in Italia soprattutto tra la Generazione Z. La tisana diventa quindi una vera protagonista della pausa al bar.

“Herbpress uno strumento di estrazione che permette di trasformare qualunque macchina da bar che sia dotata di un braccetto, di diventare anche una macchina in grado di estrarre infusi e tisane in circa un minuto”.

Le miscele tra cui possibile scegliere sono biologiche, realizzate con piante officinali selezionate tra le migliori filiere europee, prive di caffeina, zuccheri aggiunti o aromi artificiali. A Milano possibile degustarle nella pizzeria gourmet Confine, nella bakery Tone Bread Lab e nella caffetteria Eris. Poi intervenuto Giovanni Marabese, titolare di Tone Bread Lab:

“Avere un prodotto come Herbpress che sicuramente innovativo e sicuramente ci consente di servire un prodotto che costante, sempre, ci ha dato molta fiducia e abbiamo deciso di adottarlo per il nostro banco bar. Con Herbpress noi portiamo un prodotto che gi pronto e quindi rimane standard e quindi non ci sono t che sono troppo pesanti o troppo leggeri a cui manca gusto o che hanno preso magari una nota amara dovuta al troppo contatto della foglia con l’acqua calda”.

I professionisti del settore accolgono la tisana espressa come una soluzione innovativa, pratica e sostenibile, capace di rispettare le propriet naturali delle erbe e di aprire nuove possibilit creative nel mondo dell’infusione. Infatti, oltre ad essere perfetta da bere come un espresso o con schiuma come un cappuccino, pu diventare anche un ingrediente per realizzare cocktail analcolici “on the rocks”, ridefinendo il consumo della tisana al bar con estetica, gusto e qualit.

KPMG ecco i risultati di “Luxury in the Midst of Change”

Milano, 23 ott. (askanews) – Il mondo del lusso sta vivendo una trasformazione profonda. Lo rivela la ricerca condotta da KPMG “Luxury in the Midst of Change”, basata su 180 testimonianze a top manager internazionali. Dopo anni di crescita, nel 2024 le vendite hanno registrato un calo. A pesare: il rallentamento dei mercati asiatici, lo stallo in Europa e negli Stati Uniti, la disaffezione dei consumatori, oltre che l’incremento dei prezzi del 54% in cinque anni. Abbiamo parlato con Alessandro Manzo, Partner di KPMG, Head of Fashion & Luxury:

” necessario lavorare per salvaguardare la marginalit e per questo motivo molte organizzazioni stanno lavorando su intensi programmi di razionalizzazione delle proprie supply chain dei propri portafogli prodotti, stando avviando iniziative di insourcing di alcune parti strategiche della propria value chain. Le aziende che risulteranno vincenti nel futuro sono quelle che saranno in grado di ripensare il concetto di lusso verso un modello sempre pi autentico, sostenibile e profondamente umano”.

I brand reagiscono puntando su personalizzazione, arte, benessere e customer experience, mentre razionalizzano le supply chain e investono in sostenibilit. Cresce il bisogno d’innovazione, ma con la prerogativa di restare fedele all’identit del marchio. intervenuto, poi, Marco Bizzarri, Investor e former CEO Gucci:

“Credo che alla fine le opportunit che tu abbia oggi come brand, siano quelle di restare il pi possibile vicino ai tuoi valori, innovare sempre nel rispetto della tua storia e cercare di capire nel panorama dei creativi che ci sono, quello che pu meglio interpretare quella che stata la tua storia”.

Il lusso non pi solo esclusivit: relazione, cultura, sostenibilit e tecnologia. I brand che sapranno evolvere senza perdere la propria anima saranno i protagonisti del futuro.

"Tesoro dei Faraoni", l’Antico Egitto sbarca a Scuderie del Quirinale

Roma, 23 ott. (askanews) – Alle Scuderie del Quirinale apre Tesori dei Faraoni, un grande progetto culturale che porta nella Capitale una selezione di 130 capolavori dell’arte dell’Antico Egitto, provenienti dal Museo Egizio del Cairo e dal Museo di Luxor, molti dei quali esposti per la prima volta fuori dal loro paese.

La mostra, curata da Tarek El Awady, già direttore del Museo Egizio del Cairo, è prodotta da ALES – Arte Lavoro e Servizi del ministero della Cultura con MondoMostre, in collaborazione con il Supreme Council of Antiquities of Egypt, con il sostegno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, del Ministero della Cultura, del Ministero del Turismo e delle Antichità d’Egitto, con il patrocinio della Regione Lazio e la collaborazione scientifica del Museo Egizio di Torino.

“Tesori dei Faraoni” è un viaggio nella civiltà egizia attraverso le sue forme più alte e insieme più intime: potere, fede, vita quotidiana. Il percorso apre con lo splendore dell’oro, materia divina e simbolo dell’eternità. Il sarcofago dorato della regina Ahhotep II, la Collana delle Mosche d’oro, antica onorificenza militare per il valore in battaglia, e il collare di Psusennes I introducono al mondo delle élite egizie, dove l’ornamento diventa linguaggio politico e riflesso di una teologia del potere. Intorno al corredo funerario di Psusennes I, scoperto a Tanis nel 1940, si concentrano oggetti di straordinaria raffinatezza: amuleti, coppe e gioielli che, dopo tremila anni, conservano intatta la loro luce.

Dalla magnificenza regale si entra nell’universo del rito e del passaggio, dove la morte è intesa come trasformazione. Il monumentale sarcofago di Tuya, madre della regina Tiye, domina una sezione dedicata alle pratiche funerarie e alla fede di rinascita. Attorno, le statuette shabti, i vasi canopi e un papiro del Libro dei Morti raccontano la precisione quasi scientifica con cui gli Egizi preparavano il viaggio nell’aldilà: un insieme di formule, immagini e strumenti per attraversare il mondo invisibile e rinascere alla luce di Ra.

Il percorso si apre poi al volto umano della regalità. Le tombe dei nobili e dei funzionari, come quella di Sennefer, svelano la quotidianità del potere, la devozione e il senso del dovere di chi serviva il faraone come garante dell’ordine cosmico. In dialogo con queste figure, la poltrona dorata di Sitamun, figlia di Amenofi III, restituisce un’intimità sorprendente: un oggetto domestico, usato in vita e poi deposto come dono nella tomba dei nonni, testimonianza rara di affetto e continuità familiare.

Una delle sezioni più attese è dedicata alla “Città d’Oro” di Amenofi III, scoperta nel 2021 da Zahi Hawass. Gli utensili, i sigilli e gli amuleti provenienti da questo straordinario sito restituiscono la voce degli artigiani e dei lavoratori che costruivano la grandezza dei faraoni. Lì, tra le officine e le case, la civiltà egizia appare nel suo volto più umano e produttivo, capace di unire ingegno tecnico e senso religioso in ogni gesto.

La mostra culmina nel mistero della regalità divina. Le statue e i rilievi che chiudono il percorso sono tra le espressioni più alte dell’arte faraonica: l’Hatshepsut inginocchiata in atto d’offerta, la diade di Thutmosi III con Amon, la Triade di Micerino, fino alla splendida maschera d’oro di Amenemope, dove il volto del re, levigato e perfetto, diventa icona di un corpo che appartiene ormai al divino. In chiusura, la Mensa Isiaca – eccezionalmente concessa dal Museo Egizio di Torino – riannoda il filo simbolico che da Alessandria conduce a Roma, testimoniando l’antico legame spirituale e culturale tra i due mondi.

Come ricorda Zahi Hawass, “il più grande monumento mai costruito dall’Egitto non fu una piramide o un tempio, ma l’idea stessa di eternità”.

“Tesori dei Faraoni” è accompagnata da un catalogo, edito da Allemandi in edizione italiana e inglese, curato da Zahi Hawass, che firma per la casa editrice anche la guida breve e la guida per ragazzi. Nel catalogo le fotografie di Massimo Listri.

Tutti i visitatori potranno inoltre usufruire di un’audioguida inclusa nel biglietto, disponibile in quattro lingue, con la voce di Roberto Giacobbo per la versione italiana e quella di Zahi Hawass per la versione inglese; è prevista anche una versione dedicata ai bambini.

È inoltre attivo un ricco percorso didattico pensato per tutti i pubblici. Sono previsti laboratori didattici e visite guidate, progettati in collaborazione con il Museo Egizio di Torino: i più giovani potranno esplorare simboli, animali e figure divine, ricostruendo in modo interattivo la vita dell’antico Egitto. Per le scuole – dalla fascia dell’infanzia alle secondarie di primo grado – sono già attivi laboratori specifici, che estendono l’offerta formativa tradizionale e permettono di attraversare i principali assi tematici della mostra, come l’evoluzione sociale, l’arte funeraria, l’iconografia religiosa e le innovazioni materiali.

Infine, si affianca a questa proposta un programma di attività collaterali, in collaborazione con il dipartimento SARAS della Facoltà di Lettere dell’Università La Sapienza di Roma con incontri, seminari e approfondimenti condotti da studiosi, archeologi ed esperti, con l’obiettivo di arricchire la fruizione della mostra e favorire il dialogo tra cultura, ricerca e pubblico.

“Questa mostra racconta non solo i faraoni, ma anche le persone che li circondavano — spiega il curatore Tarèk El Awady —. Ogni reperto è una voce che ci parla di vita, fede e immortalità. È un dialogo tra passato e presente, tra Egitto e Italia, che continua da tremila anni”.

“Tesori dei Faraoni — aggiunge Fabio Tagliaferri, presidente di ALES — riafferma il ruolo delle Scuderie del Quirinale, che ALES gestisce per il ministero della Cultura, come spazio delle grandi narrazioni universali e della cooperazione culturale internazionale. Con questo progetto, ALES e i partner istituzionali propongono un modello di cooperazione culturale che guarda oltre la mostra: programmi di formazione, attività didattiche, scambi scientifici e collaborazioni con musei e università italiane ed egiziane. La cultura diventa così infrastruttura di relazioni, nel segno del Piano Mattei, come investimento concreto nella conoscenza e nel futuro condiviso del Mediterraneo”.

La mostra è resa possibile grazie al fondamentale sostegno di Intesa Sanpaolo ed ENI, Main Sponsor del progetto, che confermano il loro impegno costante nella promozione della cultura e nella valorizzazione del dialogo tra le civiltà.

EgyptAir è Vettore Ufficiale dell’esposizione, accompagnando idealmente – e concretamente – il viaggio delle opere dall’Egitto a Roma. Si ringraziano inoltre i Partner Cotral, Urban Vision e Ferrovie dello Stato Italiane per il prezioso contributo e la collaborazione a un’iniziativa che unisce eccellenza scientifica, visione internazionale e partecipazione collettiva.

L’iniziativa si inserisce nel quadro delle relazioni culturali tra Italia ed Egitto e dialoga con gli obiettivi del Piano Mattei per l’Africa, come esempio concreto di cooperazione fondata su conoscenza, formazione e valorizzazione del patrimonio condiviso. È un progetto che riafferma la cultura come strumento di dialogo e amicizia, capace di unire due civiltà legate da sempre dal Mediterraneo e dal fascino della storia comune.

A Palazzo Farnese il Premio Letterario Angelo Zanibelli

Roma, 23 ott. (askanews) – Nella splendida cornice del Salone d’Ercole in Ambasciata di Francia a Roma si svolta la cerimonia di premiazione dell’edizione 2025 del Premio Letterario Angelo Zanibelli “La Parola che cura”. Il riconoscimento, istituito da Sanofi in memoria di Angelo Zanibelli, suo storico Direttore delle Relazioni istituzionali, rappresenta ormai un appuntamento consolidato, iconico, nel panorama culturale e sanitario italiano. Abbiamo parlato con Marcello Cattani, Presidente e Ad Sanofi Italia e Malta:

“Oltre alla nostra missione che ricercare e sviluppare nuovi farmaci e vaccini per curare nuove patologie o curarle meglio, il ponte della parola, dell’educazione della parola verso chi ha la forza e il coraggio di condividere un’esperienza di malattia, di malattia di qualsiasi natura che ha impatto oltre sulla persona, sulla collettivit o sulla famiglia. E quindi il senso molto ampio di dare una dimensione, una dignit alla voce del malato”.

I temi di questa tredicesima edizione – che ha visto in gara quasi 150 tra opere edite e inedite – hanno spaziato, tra gli altri, dalla crisi del sistema sanitario all’organizzazione della medicina d’urgenza, dalla crescita demografica grazie a percorsi assistiti in gravidanza al ruolo delle donne nella storia della medicina, da diversi ambiti della prevenzione e della patologia, alla gestione della perdita e del lutto, al mondo dell’infanzia. poi intervenuta Emilia Zazza, Vincitrice Narrativa con “Trotula”:

“Mi emoziona il fatto che sia un premio alla parola che cura, quindi ha una caratteristica che aveva Trotola de Ruggero che la protagonista del romanzo, che una donna che effettivamente vissuta, che ha inventato la medicina di genere e che curava moltissimo attraverso la parola, attraverso il rapporto con il paziente e la paziente”.

Infine intervenuto Daniele Coen, Vincitore Saggistica con “Corsia d’emergenza”:

“Una grande soddisfazione perch quando uno scrive lo fa per essere letto, quindi essere letto, essere apprezzato una bella cosa. E una soddisfazione perch l’obiettivo che mi ponevo era quello di fare conoscere un po’ pi dall’interno il pronto soccorso e i problemi della medicina d’urgenza e almeno in parte, almeno rispetto all’uditorio che ha voluto leggerlo, mi sembra di esserci riuscito”.

Anche quest’anno, a guidare con sapienza e passione i lavori della Giuria del Premio il Presidente Gianni Letta, giornalista ed ex Segretario del Consiglio dei ministri della Repubblica italiana, affiancato da un autorevole gruppo di esperti provenienti dal mondo della politica, della cultura, della sanit e del giornalismo. Membro d’onore della Giuria il Ministro della Salute Orazio Schillaci. Presente anche il Ministro degli Esteri, Antonio Tajani che salito sul palco per consegnare il premio speciale per il personaggio dell’anno, attribuito in memoria al professor Giovanni Scambia.

NeoBorocillina PropolTuss: innovazione naturale in caso di tosse

Milano, 22 ott. – Nasce NeoBorocillina PropolTuss. L’integratore pensato per offrire un rimedio a base di ingredienti naturali in caso di tosse e per il benessere della gola. Con l’inverno alle porte, i fastidi delle vie respiratorie diventano particolarmente frequenti, motivo per il quale Alfasigma risponde alle esigenze dei consumatori attraverso il nuovo lancio. Un approccio naturale quando la tosse inizia a farsi sentire. Abbiamo parlato con il Dott. Paolo Petrone, Dirigente Medico ORL Ospedale CTO Bari:

“La tosse sicuramente il pi fastidioso tra questi sintomi e spesso ci pu portare all’utilizzo e all’abuso di alcuni farmaci come antibiotici che vanno assolutamente sconsigliati perch possono determinare dei gravi effetti collaterali a carico dell’organismo. invece consigliabile, anche per prevenire questi episodi, idratarsi molto, lavarsi spesso le mani, soprattutto durante l’inverno e utilizzare dei rimedi fitoterapici, come ad esempio imprimi su tutto l’utilizzo del miele perch vanno a lenire gli effetti dell’infiammazione e questo determinato ed dimostrato da diverse ricerche scientifiche autorevoli”.

Una formulazione innovativa che amplia la gamma di integratori alimentari di NeoBorocillina. All’interno un cuore liquido a base di Propoli M.E.D e Miele. Tra gli ingredienti funzionali, si trovano il Timo, l’Edera e la Biotina, che insieme agiscono sui primi fastidi legati alla tosse. Poi intervenuto Edoardo Lipari, Brand Manager NeoBorocillina – Alfasigma:

” un prodotto con una formulazione innovativa, con un cuore liquido di propoli e miele e un involucro esterno con ingredienti funzionali e, non lo specifico, edera e timo. Oggi avremo con noi un ospite d’eccezione, Lorenzo Maragoni, che campione del mondo di Poetry Slam e proprio qui appunto nasce la nostra volont di presentare i prodotti ma anche di comunicarli in modo nuovo ai nostri consumatori”.

Con il lancio di NeoBorocillina PropolTuss, Alfasigma mira a rendere ancora pi completo il suo portafoglio prodotti, rafforzando ulteriormente la sinergia tra expertise e innovazione.

(Servizio PUBBLIREDAZIONALE)

Ucraina, le sanzioni Ue colpiscono anche raffinerie in Cina

Roma, 23 ott. (askanews) – L’Unione europea, tra le sanzioni imposte oggi a società cinesi, ha colpito anche due raffinerie cinesi e a una società commerciale con sede a Hong Kong, accusate di contribuire indirettamente alla guerra in Ucraina attraverso l’acquisto e la lavorazione di petrolio di origine russa. La decisione, approvata oggi dai 27 Stati membri, ha provocato una dura reazione da parte di Pechino.

Secondo quanto annunciato a Bruxelles, le nuove misure colpiscono in totale 15 entità registrate in Cina continentale o a Hong Kong. Tra queste figurano le raffinerie Liaoyang Petrochemical Company e Shandong Yulong Petrochemical, entrambe controllate dal colosso statale China National Petroleum Corporation (Cnpc), e la società commerciale Chinaoil (Hong Kong) Corporation, anch’essa parte del gruppo. Sanzionata anche la società di trading Tianjin Xishanfusheng International.

Le aziende interessate vedranno congelati tutti gli asset detenuti nell’Ue e saranno soggette a un divieto totale di commercio e investimenti con operatori europei. Bruxelles accusa le raffinerie di “raffinare e lavorare greggio, inclusi prodotti di origine russa, fornendo così una fonte significativa di entrate al governo della Federazione russa e sostenendo la sua guerra di aggressione contro l’Ucraina”.

La mossa arriva nonostante alcuni Paesi dell’Ue, come Ungheria e Slovacchia, continuino a importare petrolio russo in virtù di un’esenzione temporanea concessa agli Stati senza sbocco al mare che dipendono dalle forniture via oleodotto.

Oltre alle aziende energetiche, undici società di logistica, componentistica elettronica e commercio sono state inserite nella cosiddetta “Annex IV”, la lista nera europea che vieta alle imprese dell’Ue di fornire o ricevere prodotti a doppio uso da soggetti che operano con il complesso militare-industriale russo. Pechino ha reagito immediatamente, ribadendo di “non aver mai fornito armi letali a nessuna parte del conflitto” e di esercitare “rigorosi controlli sulle esportazioni di beni a doppio uso”. “La maggior parte dei Paesi, compresi quelli europei e gli Stati uniti, continua a commerciare con la Russia – ha dichiarato il ministero degli Esteri cinese -. L’Ue e gli Stati uniti non sono in posizione di criticare gli scambi normali tra aziende cinesi e russe”.

Il nuovo pacchetto di sanzioni amplia anche i controlli sulle esportazioni di semiconduttori avanzati, sistemi di navigazione e macchinari industriali utilizzati nella produzione di armi, oltre a inserire nella lista nera decine di navi e società di trasporto che operano fuori dal tetto al prezzo del greggio imposto dal G7.

La decisione, arrivata dopo che il premier slovacco Robert Fico ha ritirato il proprio veto, potrebbe aggravare le tensioni tra Bruxelles e Pechino, già ai minimi per le relazioni con Mosca e per le recenti restrizioni cinesi sull’export di terre rare e magneti.

I leader europei, riuniti oggi al Consiglio europeo, intendono discutere possibili contromisure. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha avvertito che “la leadership cinese deve capire che l’Europa non può accettare quanto sta accadendo”, pur aggiungendo che “l’obiettivo resta trovare una soluzione condivisa e non un’escalation”.

Secondo il commissario europeo all’Economia Valdis Dombrovskis, Bruxelles “sta esaminando contromisure” nel caso in cui le condizioni non migliorino, mentre il commissario al Commercio Maros Sefcovic ha concordato con il ministro cinese del Commercio Wang Wentao di organizzare a Bruxelles “colloqui urgenti” per affrontare la disputa sulle terre rare, previsti per la prossima settimana.

Netanyahu ha ordinato di sospendere l’iter della legge di annessione della Cisgiordania

Roma, 23 ott. (askanews) – Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha ordinato di sospendere, fino a nuovo avviso, l’iter parlamentare dei disegni di legge sull’annessione della Cisgiordania approvati ieri in prima lettura dalla Knesset. Lo riportano i media israeliani, sottolineando che la decisione arriva dopo le dure critiche mosse dall’amministrazione americana.

In un’intervista pubblicata oggi dalla rivista Time, il presidente Usa Donald Trump ha affermato che non ci sarà alcuna annessione della Cisgiordania da parte di Israele “perché ho dato la mia parola ai Paesi arabi”, aggiungendo che “se accadesse, Israele perderebbe tutto il sostegno degli Stati Uniti”.

Ranucci: Garante privacy armato per punire Report. Pd: chiarezza su mega-multa

Roma, 23 ott. (askanews) – “In questi giorni raccolgo solidarietà bipartisan ma si sta rivelando ipocrita: da una parte è solidarietà, dall’altra qualcuno sta armando il Garante della privacy per punire Report e dare un segnale esemplare a altre trasmissioni”. Lo affermo con cognizione di causa, me ne prendo la responsabilità e si vedrà nelle prossime ore”. Questo quanto ha denunciato il giornalista Sigfrido Ranucci, vittima la scorsa settimana di un grave atto intimidatorio, in una conferenza stampa organizzata al Parlamento europeo dal deputato Dem Sandro Ruotolo.

“Chiedo che il garante europeo – ha proseguito Ranucci – verifichi come sta operando il Garante della privacy italiano perchè sembra agire come un’emanazione del governo”.

Su quanto prefigurato da Ranucci sono intervenuti i componenti Democratici della commissione di Vigilanza Rai osservando che “non solo il governo e i partiti di maggioranza non hanno ritirato le querele temerarie nei confronti di Ranucci, ma, da quanto apprendiamo, in questi giorni il Garante della privacy si sarebbe mosso su input politico per sanzionare in modo esemplare le puntate di Report che riguardavano l’origine del caso Boccia e le sue dimissioni”.

“Aspettiamo una rapida smentita, al contrario sarebbe atto fuori da ogni logica di trasparenza un ulteriore grave attacco al servizio pubblico – osservano gli esponenti del Pd -. Vogliamo comprendere meglio la situazione e, riguardo a quanto denunciato da Ranucci, attendiamo di acquisire informazioni prima di valutare un eventuale accesso agli atti su questo procedimento. Allo stesso tempo, sarà importante verificare come la Rai intende tutelare un programma del servizio pubblico, affinché possa continuare a svolgere il suo lavoro di informazione libera e indipendente”.

Ruotolo, infine, ha rivolto due richieste alla premier Giorgia Meloni: “la prima ritirare le querele temerarie, cioè quegli atti intimidatori nei confronti dei giornalisti”, la seconda dire “chi ha spiato” i giornalisti italiani spiati illegalmente con il dispositivo Paragon.

FDC Consulting Digital ESG e KMA contro violenza di genere

Roma, 23 ott. (askanews) – Ogni giorno le cronache ci ricordano quanto sia urgente fare di pi per contrastare la violenza di genere e i femminicidi, una piaga che continua a crescere e che coinvolge l’intera societ.

Di fronte a questa realt, diventano fondamentali iniziative concrete capaci di restituire alle donne fiducia, forza e consapevolezza di s.

Con questo obiettivo FDC Consulting Digital ESG, in collaborazione con KMA – Krav Maga Academy, ha ideato e coordinato un progetto che offre strumenti di autodifesa, crescita personale e consapevolezza per aiutare le donne a riconoscere e gestire situazioni di rischio.

L’iniziativa finanziata da Authos S.p.A. Societ Benefit, nell’ambito del proprio percorso di sostenibilit e impatto, guidato e accompagnato da FDC Consulting e si svolge presso la sede del dealer a Moncalieri (TO).

“Un gesto obbligato per dare una risposta concreta” – afferma Francesco Di Ciommo, CEO di FDC Consulting Digital ESG. Ai primi tre appuntamenti hanno partecipato 50 donne di et ed esperienze diverse, unite dal desiderio di sentirsi pi sicure e padrone di s.

Le lezioni, condotte dagli istruttori della KMA, non sono state soltanto un’occasione per apprendere tecniche di difesa personale, ma anche un momento di condivisione e di valorizzazione della propria forza interiore.

Ciclismo, svelato il Tour 2026 via il 4 luglio da Barcellona

Roma, 23 ott. (askanews) – Il percorso del Tour de France 2026 è realtà. Nella giornata di giovedì 23 ottobre gli organizzatori del GT francese hanno svelato le 21 tappe che caratterizzeranno l’edizione numero 113 della sua storia. La Grande Boucle si correrà fra il 4 e il 26 luglio, mettendo insieme 3.333 chilometri e toccando anche la Spagna, che sarà scenario del Grand Départ, data la scelta di Barcellona come città di riferimento per l’evento. Il finale invece sarà, come da tradizione, sulle strade della capitale Parigi, scenario conclusivo dopo un doppio arrivo sull’Alpe d’Huez a coronare tre settimane che si preannunciando di grande battaglia visto che si partirà con una cronosquadre e le prime montagne arriveranno sin dai primi giorni.

Composto da due cronometro (di cui la prima a squadre), quattro tappe collinari, otto di montagna (con cinque arrivi in salita) e sette pianeggianti, il Tour 2026 avrà un dislivello complessivo di 54450 metri, di cui più del 10%, 5600, nell’ultima tappa di montagna, una prova durissima che potrebbe ribaltare la situazione, senza dimenticare che la giornata conclusiva non sarà neanche quest’anno un passerella visto che è previsto nuovamente il circuito di Montmartre, da affrontare tre volte prima di tornare verso gli Champs-Elysées, con un ultimo giro del circuito tradizionale, dove sarà ufficializzato il vincitore finale di questa edizione.

MotoGp, Bagnaia: "A Sepang per ritrovare le sensazioni giuste"

Roma, 23 ott. (askanews) – Pecco Bagnaia arriva a Sepang con un solo obiettivo: ritrovare se stesso e le sensazioni dei test invernali. Dopo le difficoltà di Mandalika e il weekend da incubo di Phillip Island, il campione del mondo Ducati spera che la pista malese possa restituirgli fiducia e feeling con la moto.

«Andavamo molto forte qui nei test, questo weekend sarà utile per capire. Farei scelte diverse potendo tornare indietro? No, onestamente no», ha dichiarato a Sky Sport.

Durante la conferenza piloti, Bagnaia ha spiegato il piano di lavoro per il GP della Malesia: «Al solito proveremo a lavorare da subito cercando di trovare una quadra. Spero che questa pista, essendo stata sempre buona per me, ci possa aiutare a trovare prima qualcosa che mi faccia andare più forte».

Sulla pista di Sepang, il pilota piemontese non ha dubbi: «È decisamente più amica rispetto alle ultime due. Qui negli anni sono sempre andato fortissimo. È una pista che sento nelle mie corde».

Bagnaia sottolinea anche l’importanza del weekend per il futuro: «È fondamentale per indirizzare il lavoro in vista dei test di Valencia. Purtroppo con questa moto ho sempre avuto delle difficoltà e stiamo cercando di capire come tornare ad avere il feeling di sempre. Quando ci riusciremo, spero entro Valencia, saremo tutti più contenti».

Nel media scrum con i giornalisti, Bagnaia ha poi analizzato con franchezza il momento tecnico: «A Phillip Island il problema era il setup: la moto scuoteva troppo, e nel warm up abbiamo provato una soluzione ancora peggiore. Sono caduto perché ho spinto troppo. Quest’anno ho sofferto spesso il posteriore che spinge sull’anteriore in frenata e in ingresso curva».

Un problema, quello di feeling con la Desmosedici, che ora inizia a toccare anche altri piloti: «A inizio stagione ero l’unico ad avere queste difficoltà, ora anche Morbidelli inizia a soffrirne. Se più piloti dovessero avere gli stessi guai, sarebbe un problema per Ducati».

Infine, un passaggio sulle critiche e sulle discussioni social: «Quando le cose vanno male, si leggono tante c…e. Io so estraniarmi. Ho dimostrato di saper essere competitivo quando ho il feeling giusto. Non è una questione di adattamento, ma di funzionamento, e stiamo cercando di capire il motivo».

Vance: "Molto stupido" il sì della Knesset all’annessione della Cisgiordania

Roma, 23 ott. (askanews) – Il primo sì espresso ieri dalla Knesset, il parlamento monocamerale di Israele, per l’annessione della Cisgiordania è stato “molto stupido”. Lo ha detto il vicepresidente americano J.D. Vance parlando all’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv dopo il suo viaggio di due giorni in Israele.

Il voto, è stato “strano”, ha detto Vance rispondendo a una domanda, riporta il Times of Israel, aggiungendo di essere “un po’ confuso”. Vance ha spiegato che gli è stato detto che si trattava di una “trovata politica” e “puramente simbolica”, ma che si è trattato di una “trovata politica molto stupida, e personalmente la considero un insulto”.

“La Cisgiordania non verrà annessa da Israele”, ha sottolineato Vance, “questa continuerà a essere la nostra politica, e se si vuole votare simbolicamente si può farlo, ma di certo non ne siamo stati contenti”.

Alla Festa del Cinema Gruppo FS ha presentato “Andata e ritorno”

Roma, 23 ott. (askanews) – Si intitola “Andata e ritorno” il documentario presentato con successo dal Gruppo FS alla Festa del Cinema di Roma. Si tratta di un’opera corale che racconta, attraverso il montaggio alternato, il viaggio di sei passeggeri alle prese con le gioie e le difficolt quotidiane. Storie di un’umanit pendolare dove il treno non rappresenta pi solo un mezzo di trasporto, ma un’opportunit di incontro e scoperta, motore di realizzazione, rivincita e affermazione personale.

Gianpiero Strisciuglio, AD e direttore generale di Trenitalia, ha spiegato: “La presenza del Gruppo Ferrovie nel mondo della cultura, negli appuntamenti di cultura molto forte, ci teniamo perch il treno, la mobilit, sono elementi di cultura quotidiana. Il rapporto con le persone, con i nostri viaggiatori, raccontare le storie, i loro sogni, la loro vita quotidiana il nostro lavoro ed molto importante. Trasportiamo pi di due milioni di persone al giorno, quindi sono due milioni di storie, che corrono su binari paralleli, proprio il caso di dire, e che quando si incrociano sulla stessa direzione creano nuovi valori, nuove opportunit, nuove occasioni. Siamo molto orgogliosi di essere qui oggi”.

Nel documentario realizzato da Gruppo Creativo Multimedia per Ferrovie dello Stato Italiane, scritto e diretto da Roberto Campagna ed Elena de Rosa, il treno diventa metafora di vita, strumento di connessione per raggiungere un lavoro, un sogno, un’occasione di libert o di futuro. La capillarit del Gruppo FS diventa lo scenario vivo e autentico di questi micro-universi quotidiani. Ogni storia ha la sua voce, il suo paesaggio, il suo dialetto.

“Abbiamo cominciato un percorso di comunicazione che ha raccontato il cambiamento che stiamo mettendo in campo in Italia, attraverso le nuove infrastrutture, nuove reti, nuovi collegamenti, che creeranno nuove connessioni. – ha spiegato Giuseppe Inchingolo, Chief Corporate Affairs, Communication & Sustainability Officer Gruppo FS – Abbiamo pensato di raccontare anche la storia delle ferrovie, attraverso la storia dei 120 anni che ci sar, che la storia d’Italia. Abbiamo pensato di presentare, di dare grande risalto, attraverso la comunicazione, a tutto ci che fa ferrovie, che non soltanto trasporto, ma ingegneria, innovazione, appunto proiezione nel futuro. Non ultimo, abbiamo pensato di dare spazio ai passeggeri, che sono poi il cuore pulsante della nostra azienda, il nostro business core”.

Giornata Polio, campagna vaccinazioni nel docu "Gaza’s Silent Threat"

Roma, 23 ott. (askanews) – Dall’ottobre 2023, oltre l’80% delle infrastrutture sanitarie, idriche e igienico-sanitarie di Gaza è stato distrutto o danneggiato dalle operazioni militari, creando le condizioni ideali per la diffusione di malattie infettive. Dopo 25 anni, la poliomielite è riemersa nella Striscia d Gaza nell’agosto 2024, con il caso di un bambino di dieci mesi rimasto paralizzato; i campioni ambientali di Deir al Balah e Khan Younis, raccolti nel dicembre 2024 e nel gennaio 2025, hanno confermato la trasmissione del poliovirus. Per questo Unicef, Oms e altri partner hanno condotto – tra molte difficoltà – diversi cicli di campagne di vaccinazioni antipolio raggiungendo oltre 600 mila bambini sotto i 10 anni.

Per raccontare questa campagna, l’Unicef ha realizzato il documentario “Gaza’s Silent Threat” (La minaccia silenziosa di Gaza), che mette in luce la ricomparsa della poliomielite e il lavoro degli operatori umanitari, tra cui il dottor Younis Awadallah, insignito del premio TIME100 Health, e Fairuz AbuWarda, che hanno guidato la campagna di vaccinazione d’emergenza per proteggere i bambini in uno dei contesti umanitari più difficili al mondo.

Consegnare vaccini in una zona di guerra attiva è una delle sfide più complesse e urgenti che gli operatori umanitari devono affrontare, che richiede competenze, coraggio e resilienza straordinari, spiega Unicef in un comunicato. Tra ricorrenti minacce alla sicurezza, ostacoli logistici e accesso limitato ai servizi sanitari, il dottor Younis e il suo team conducono una campagna di immunizzazione urgente a Gaza per proteggere i bambini vulnerabili dalla diffusione della poliomielite, si legge nel esto. Questa è più di una semplice storia su una campagna di vaccinazione. È una potente testimonianza dell’impatto della guerra sulla salute dei bambini e un tributo al coraggio delle famiglie e degli operatori sanitari che lottano per sopravvivere e prendersi cura gli uni degli altri nelle circostanze più fragili, conclude l’organizzazione.

MotoGp, Marquez, stagione finita: "Ci vediamo nel 2026″

Roma, 23 ott. (askanews) – Marc Marquez non tornerà più in pista in questa stagione. Tramontata anche l’ultima ipotesi di rivedere il campione del mondo 2025 a Valencia o nei test post-season, il pilota spagnolo chiude ufficialmente il suo anno dopo l’infortunio alla spalla destra rimediato nell’incidente con Bezzecchi a Mandalika.

La Ducati, in un comunicato, ha confermato che “l’evoluzione clinica della frattura coracoidea e della lesione legamentosa è positiva e nella norma”, ma che Marquez dovrà restare con l’arto immobilizzato per altre quattro settimane prima di poter iniziare la riabilitazione. Il ritorno in pista è dunque rinviato ai test di Sepang del 3-5 febbraio 2026.

Operato alla scapola il 13 ottobre, dopo che la frattura non mostrava sufficienti segni di stabilizzazione, il fuoriclasse di Cervera salterà anche i GP di Portimao (7-9 novembre) e Valencia (14-16 novembre). Ducati farà sapere nelle prossime settimane chi lo sostituirà negli ultimi due appuntamenti della stagione: per ora, in Malesia come a Phillip Island, in sella ci sarà Michele Pirro.

Marquez, attraverso i canali ufficiali Ducati, ha commentato con lucidità e serenità: «Analizzando la situazione, riteniamo più appropriato rispettare i tempi biologici del recupero, anche se questo significa chiudere la stagione in anticipo. Ci aspetta un inverno di duro lavoro per tornare al 100%. Questo non deve farci dimenticare il grande obiettivo raggiunto: diventare campioni del mondo».

Sulla stessa linea Gigi Dall’Igna, direttore generale di Ducati Corse: «Fin da subito sapevamo che le chance di rivederlo in pista a Valencia erano basse. È un peccato, ma inutile prendere rischi. L’obiettivo è averlo pienamente recuperato per la nuova stagione».

Calcio, Allegri: "Pisa neopromossa? Come la Cremonese"

Roma, 23 ott. (askanews) – Vigilia di campionato per il Milan di Massimiliano Allegri impegnato domani contro il Pisa. Il tecnico del Milan ha parlato a tutto campo, dai giovani talenti agli obiettivi stagionali, passando per l’approccio mentale della squadra.

Sul giovane Bartesaghi, prodotto del settore giovanile, Allegri ha sottolineato le qualità fisiche e tecniche: “Ha il physique du rôle per giocare al Milan, è bello da vedere. Ma deve migliorare tantissimo”. Sul gruppo, il tecnico ha chiarito: “Il mantenimento non esiste, solo miglioramento o peggioramento. Continuiamo così: a 16 punti nemmeno ci si salva, il primo obiettivo è sempre arrivare a 40”.

Commentando la statistica che vede il Milan segnare soprattutto nei secondi tempi (7 reti su 11), Allegri ha spiegato: “Significa che stiamo bene fisicamente e che chi entra dalla panchina dà il suo contributo. Le stagioni si giocano in 22, non in 11”.

Sulla maturità necessaria per concentrarsi sul campo, il tecnico ha aggiunto: “Bisogna averla, perché affrontiamo una squadra che verrà a Milano per giocarsela. Vincere non è mai semplice, le partite vanno giocate e vinte”.

Allegri ha elogiato Modric come “un campione che si diverte nel suo ruolo” e ha parlato dei giovani De Winter e Pavlovic: il primo potrebbe giocare titolare, il secondo deve ancora crescere, pensando a un orizzonte di quattro anni.

Sul percorso della squadra: “Abbiamo un grande gruppo che lavora bene. Giocatori esperti come Rabiot, Modric, Maignan e Tomori fanno da traino ai più giovani. L’obiettivo è riportare il Milan in Champions, il suo habitat naturale”.

Non sono mancati commenti sui singoli: Gimenez sta crescendo dopo un ritardo di condizione, mentre Leao può essere impiegato sia come prima che come seconda punta per sfruttarne al meglio le qualità offensive.

Infine, Allegri ha precisato: “Non ci sono fughe. Vincere sarebbe fondamentale per avvicinarci ai punti necessari per entrare in Champions, almeno 74. Ora pensiamo ai prossimi tre punti col Pisa, recuperando Nkunku e valutando Loftus-Cheek”.

Il tecnico livornese ha chiuso parlando con pragmatismo: “Le squadre iniziano una stagione in un modo e la finiscono in un altro. Chiacchiere poche, corsa e lavoro tanto”.

Tajani: lo stop Ue ai motori endotermici entro il 2035 deve essere rivisto

Bruxelles, 23 ott. (askanews) – Le normative europee contro il cambiamento climatico “non possono distruggere l’industria”, e il regolamento sulle emissioni delle auto va cambiato, perché se resta così com’è “rischia di far perdere 70.000 posti di lavoro in Italia”. Lo ha detto oggi a Bruxelles il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, rispondendo ai giornalisti a margine del pre-vertice del Ppe che precede il Consiglio europeo.

Sulla contrarietà allo stop ai motori endotermici, visto come conseguenza dell’obiettivo zero emissioni nette previsto per il 2035 dal regolamento Ue sulle emissioni di CO2 dai veicoli nuovi, “la posizione del Ppe è stata sempre molto chiara: al congresso del Partito – ha ricordato Tajani – abbiamo approvato un documento che era stato presentato da Forza Italia, da me, e poi è diventato un documento alla presidenza, dove si parlava di politica industriale, una politica industriale che è chiaro che deve essere parte della lotta al cambiamento climatico”.

La lotta al cambiamento climatico, ha continuato il ministro, “non può distruggere l’industria e tanto meno distruggere l’agricoltura; quindi la parte delle auto deve essere assolutamente rivista. Noi siamo un continente che produce auto, dove l’industria dell’automotive e tutto l’indotto svolgono un ruolo importante. Se rimane la norma attuale così come è stata approvata, che io non votai all’epoca, quando ero deputato europeo, noi rischiamo di perdere nel 2035 – ha avvertito Tajani – 70.000 posti di lavoro in Italia. E poi chi glielo va a raccontare alle famiglie? Quindi l’appello deve essere fatto anche alle forze socialiste che continuano a insistere su certe posizioni che sono contro i lavoratori, contro gli operai”. “Quando si fa la lotta al cambiamento climatico – ha insistito il ministro – non si può non tenere conto della questione sociale, perché se non si tiene conto della questione sociale, si fa ideologia, ma poi non si fa buona politica e non si guarda all’interesse dei cittadini”.

A una domanda sui casi sempre più frequenti di votazioni al Parlamento europeo in cui la maggioranza che aveva sostenuto Ursula von der Leyen si spacca, con il Ppe che vota insieme all’estrema destra e contro i Socialisti e i Liberali, Tajani ha risposto: “Ma la maggioranza che cos’è? La maggioranza variabile, quella che c’è nelle posizioni europee. La posizione del Ppe è chiara: noi andiamo avanti per la nostra strada. E’ una politica a favore dell’industria, un’industria che non deve essere inquinante, ma serve il tempo necessario per trasformarla”.

Ucraina, Zelensky: abbiamo mantenuto promesse su adesione, ora lo faccia Ue

Bruxelles, 23 ott. (askanews) – “Da oltre 6 mesi i progressi sui cluster nei negoziati di adesione dell’Ucraina all’Ue sono bloccati. Questo non è giusto e non fa bene all’Europa”. Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, parlando al Consiglio europeo.

“L’Ucraina – ha aggiunto – ha fatto tutto il necessario per riaprire i cluster in tempo. Il blocco è artificiale e dobbiamo trovare un modo per andare avanti. L’allargamento dell’Ue significa maggiore stabilità in Europa” e “fa anche parte della nostra difesa comune, della sicurezza geopolitica dell’Europa. Vi esorto a trovare un modo per far sì che l’Ue mantenga le sue promesse, proprio come l’Ucraina sta mantenendo le sue”.

Ucraina, Zelensky a Ue: decidete presto su asset russi

Bruxelles, 23 ott. (askanews) – “Quando parliamo di beni russi congelati, dobbiamo usarli in un modo di far capire alla Russia: sta pagando la propria guerra. Quindi vi chiedo di prendere una decisione il prima possibile: i beni russi dovrebbero essere utilizzati appieno per difendersi dall’aggressione russa”. Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, parlando al Consiglio europeo.

“Chiunque ritardi la decisione sul pieno utilizzo dei beni russi congelati non solo limita la nostra difesa, ma rallenta anche i progressi dell’Ue stessa. È giunto il momento di agire sui beni russi. E vi esorto a dare il vostro pieno sostegno”, ha aggiunto.

Crosetto dice che bisogna lasciare una via d’uscita a Putin

Roma, 23 ott. (askanews) – “Putin è nell’angolo. Una volta disse ‘non dovete mai chiudere una bestia in un angolo. Perché se la chiudete in un angolo avrà solo la possibilità di attaccarvi per uscire dall’angolo’. Adesso Putin è in qualche modo chiuso in un angolo perché se lui domani dovesse tornare indietro dall’economia di guerra che ha costruito all’economia normale sarebbe in enorme difficoltà”. Così il ministro della Difesa Guido Crosetto nella lectio magistralis che ha tenuto oggi agli Istituti di formazione dell’Esercito a Torino in occasione dell’inaugurazione dell’Anno Accademico 2025-2026.

“E’ arrivato a tre milioni di riservisti e militari che paga, dovrebbe dire loro ‘tornate a casa e trovatevi un lavoro’, dovrebbe dire al 55% dell’industria russa che ha convertito in economia militare ‘tornate a fare frigoriferi, auto ecc’. Si troverebbe nella stessa situazione in cui si è trovata l’Italia dopo la Prima guerra mondiale quando ritornarono a casa i soldati, si sentirono traditi e in qualche modo costruirono i germi su cui nacquero nazismo e fascismo. Quindi si troverebbe a in una situazione interna che lo metterebbe in difficoltà Putin”, ha aggiunto il ministro. “Per questo ormai da tempo penso che uno dei modi per uscire dalla crisi ucraina è consentire a Putin una via d’uscita che non sia l’attacco”, ha affermato Crosetto ricordando che ogni mese muoiono 35.000 russi. “Sono morti dall’inizio della guerra oltre un milione di russi e oltre 550.000 ucraini”, ha concluso.

Re Carlo insieme a Papa Leone per la preghiera nella Cappella Sistina

Roma, 23 ott. (askanews) – E’ stata definita una visita di Stato “storica” quella che Re Carlo III compie oggi in Vaticano. Dopo l’incontro, accompagnato dalla consorte Regina Camilla che indossa un velo nero, con Papa Leone XIV, il monarca britannico diventerà il primo capo della Chiesa d’Inghilterra a pregare pubblicamente con il pontefice in cinque secoli.

Il re, 76 anni, è infatti il Governatore Supremo della Chiesa d’Inghilterra e pregherà con Papa Leone durante una celebrazione ecumenica nella Cappella Sistina, una prima volta dopo lo scisma anglicano del XVI secolo.

Per il suo primo incontro con il nuovo capo della Chiesa cattolica, Carlo III è stato ricevuto questa mattina presso il Palazzo Apostolico Vaticano. Ma il momento clou è la preghiera congiunta attesa alle 12 nella Cappella Sistina, sotto i celebri affreschi di Michelangelo, alla presenza di leader religiosi e autorità.

L’arrivo di Carlo e Camilla in Vaticano, ingenti misure di sicurezza

Roma, 23 ott. (askanews) – L’arrivo dei reali inglesi, Carlo III e la consorte Camilla, in Vaticano per l’attesa visita e l’incontro con Papa Leone XIV. Nelle immagini il corteo di auto arriva a San Pietro.

Sono state disposte misure straordinarie di sicurezza intorno a tutta la zona e in area Vaticano. Via della Conciliazione stata chiusa al transito dei visitaroti e dei pellegrini anche se alcuni gruppi hanno percorso in mattinata il corridoio dedicato per giungere alla basilica, per varcare la Porta Santa giubilare.

Anche via Gregorio VII stata interdetta al parcheggio di veicoli mentre i pre-filtraggi intorno alla Basilica si sono rafforzati.

L’Usb: sciopero generale contro la finanziaria il 28 novembre

Roma, 23 ott. (askanews) – Lo sciopero generale “contro la finanziaria di guerra” sarà il 28 novembre. Ad indirlo è l’Usb. La data sarà sottoposta all’approvazione dell’assemblea nazionale dei delegati e delle delegate in programma a Roma per il prossimo primo novembre al Teatro Italia. Al centro dello sciopero “c’è la questione del salario sul quale l’Usb invita a rimettere in discussione la firma degli ultimi contratti nazionali che hanno tutti contraddetto l’esigenza unanimemente riconosciuta di garantire il potere d’acquisto delle retribuzioni. Tutti i contratti nazionali devono assicurare almeno 2mila euro come livello minimo di partenza e in paga base, somma che rappresenta la linea invalicabile per garantire una retribuzione dignitosa e consentire il recupero delle fortissime perdite accumulate dai salari negli ultimi trent’anni”.

Per il sindacato “non è accettabile che si continui ad allungare l’età pensionabile che va invece riportata a 62 anni: in Italia si lavoro troppo e con salari da fame. È insopportabile che milioni di pensionati siano condannati ad una vecchiaia di povertà assoluta”.

A pagare “devono essere le banche, che hanno incassato extraprofitti e stanno affamando il paese, approvando interventi veri ben diversi dalle iniziative ipocrite inserite nella legge di Bilancio. Le tariffe dei beni e servizi essenziali vanno messe sotto regime controllato”. Invece di “comprare e costruire nuove armi è ora di tornare a costruire case popolari e di affrontare l’emergenza della sanità pubblica, investendo in personale e strutture sanitarie”.

Sulla piattaforma contro “la finanziaria di guerra” e il governo Meloni, l’Usb “lancia un piano di mobilitazione per tutto il mese di novembre e propone ai movimenti sociali e alle realtà indipendenti di costruire una grande mobilitazione nazionale per il sabato 29 novembre. È ora di riprendere la pratica del Blocchiamo tutto, utilizzata efficacemente in difesa del popolo palestinese, contro il genocidio e a sostegno della Global Sumud Flotilla, per fermare la corsa al riarmo e costruire un nuovo futuro”.

Festa Roma, red carpet speciale per "I Love Lucca Comics and Games"

Roma, 23 ott. (askanews) – Red carpet molto animato e popolato ieri sera alla Festa del Cinema di Roma per l’anteprima ufficiale, nella sezione FreeStyle Arts di “I Love Lucca Comics and Games”.

A sfilare all’Auditorium Parco della Musica e, subito dopo al Maxxi, il regista e sceneggiatore del film Manlio Castagna, il produttore e direttore editoriale di I Wonder Pictures e All At Once Andrea Romeo e il direttore di Lucca Comics and Games Emanuele Vietina. Con loro anche l’executive producer del film Giulia Moretti, la scrittrice Licia Troisi, il Country Manager di Asmodee Italia Massimo Bianchini, il rapper e produttore discografico Frankie hi-nrg mc, il fumettista Roberto Recchioni, il direttore della fotografia Luca Ciuti, la montatrice Ilaria Cimmino e il compositore della colonna sonora Fabio Antonelli.

Ad accompagnarli anche Martina D’Arco, Antonio Di Nuto, Iago e Gianluigi Rizzuti e Luigi Ruberto, alcuni dei community members di Lucca Comics and Games, l’evento dedicato alla pop culture che ogni anno porta nella città medievale di Lucca più di 300.000 appassionati.

All’anteprima nazionale del film anche una parata di oltre 40 cosplayer – tra cui alcuni dei nomi di spicco nel panorama nazionale e internazionale come Leon Chiro e Elizabeth Rage, Nynphahri, Himorta, Gaia Giselle e Nives Sela – che, insieme ai talent, alle associazioni e ai fandom presenti, hanno portato sul tappeto rosso della Festa l’energia e le emozioni che da sempre caratterizzano un fenomeno internazionale.

L’evento cinematografico sarà poi disponibile nelle sale italiane per tre giorni, il 10, 11 e 12 novembre 2025.

È il primo film che esplora la manifestazione dall’interno, restituendo, attraverso la forza del cinema, l’immagine prismatica di una realtà unica nel panorama culturale internazionale.

Il film nasce da un’idea di Andrea Romeo e di Manlio Castagna, che ne firma anche la regia e la sceneggiatura con la collaborazione di Giulia Giapponesi e Alessandro Diele, e la supervisione editoriale di Anita Rivaroli. Ad accompagnare i titoli di coda del film, il brano inedito “Lucca Around”, scritto da Frankie hi-nrg mc e interpretato eccezionalmente da Lillo Petrolo.

Con più di 300mila visitatori ogni anno, oltre 900 ospiti e 600 espositori, Lucca Comics and Games è tra le manifestazioni dedicate alla cultura pop più grandi del mondo. Ma è anche molto di più: un’esperienza trasformativa, un punto di incontro capace di portare migliaia di persone a vivere un’esplosione di gioia e creatività. Un luogo che genera felicità. Attraverso le voci di autori, editori e ospiti (tra cui il regista Gabriele Mainetti, gli scrittori di best-seller R.L. Stine e Licia Troisi, il rapper Frankie hi-nrg mc, i fumettisti Pera Toons, Sio, Fumettibrutti, Yoshitaka Amano, Roberto Recchioni…) e l’incontro con alcuni dei visitatori che ogni anno vivono Lucca come una seconda casa, il regista e scrittore Manlio Castagna mostra la community, i valori e l’esperienza di questo evento unico nel suo genere.

Ue, Meloni vede von der Leyen: urgenti provvedimenti su auto ed energia

Bruxelles, 23 ott. (askanews) – La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha incontrato oggi a Bruxelles la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen.

Al centro del colloquio – riferisce Palazzo Chigi – le priorità italiane in vista dell’odierno Consiglio Europeo, a partire da competitività, transizione climatica e semplificazione.

Meloni ha inoltre “ribadito la necessità di urgenti provvedimenti a sostegno del settore automobilistico e delle industrie ad alto consumo energetico, in particolare sul fronte della riduzione dei prezzi dell’elettricità”.

Manovra, Ciriani: il grosso è chiuso, in Parlamento dettagli

Roma, 23 ott. (askanews) – “La dinamica politica non mi spaventa: è logica, naturale, ogni partito deve cercare di rivendicare le proprie posizioni ma l’impostazione della finanziaria è già chiusa poi in Parlamento discuteremo dei dettagli, ma sul grosso il tema è già chiuso”. Così il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani (Fdi), commenta le richiesta di Fi e Lega di cambiare alcune norme contenute nella legge di bilancio.

“Non si può mettere in discussione né l’impianto, né la filosofia della finanziaria nei saldi finali: in Parlamento ci saranno aggiustamenti che non compromettono l’impianto generale che è fondato sull’idea che prima i conti in ordine e poi tutto il resto”, ha ribadito. Quanto alla normativa sugli affitti brevi Ciriani ha osservato: “Il Parlamento fa il suo mestiere: se c’è qualche correttivo, qualche integrazione da fare si farà. Si è sempre fatta, non c’è scandalo in questo. Nel merito degli affitti brevi, vedremo. Però quello che posso dire, in generale, se c’è spazio per fare qualche correttivo si farà perché il Parlamento ha diritto ad esprimere la sua opinione”.

Uccioli: Salvare un piede diabetico significa salvare una vita_

Roma, 22 ott. (askanews) – “Il diabete, quando mal curato, pu causare neuropatia e arteriopatia periferica: gli organi pi colpiti sono quelli pi distanti. Il vero problema del piede diabetico non solo il costo o la sofferenza, ma la mortalit”, ha spiegato Luigi Uccioli, Endocrinologo Universit di Roma Tor Vergata, intervenendo a Largo Chigi, format televisivo di Urania Tv. “Uno studio francese su 170mila casi di ulcera ha mostrato che il 15% dei pazienti diabetici muore entro un anno dalla diagnosi. Il 2,3% va incontro ad amputazione maggiore, e il 30% di questi muore entro l’anno successivo , ha ricordato. Per Uccioli, quando diciamo “salva un piede, salva una vita”, una verit clinica . La chiave la prevenzione e una cura tempestiva, perch la mortalit del piede diabetico equivalente a quella del tumore al polmone . Non esistono ulcere “banali”: servono almeno uno o due centri specializzati per regione e una rete che permetta di indirizzare il paziente a seconda della gravit, come in un ascensore”. Quanto alle innovazioni, Uccioli ha sottolineato i progressi nei sistemi automatici di controllo dell’insulina e nei farmaci protettivi cardiovascolari, che riducono significativamente la mortalit. Secondo l’Ocse, l’Italia tra i Paesi che ricorrono meno all’amputazione del piede diabetico: un risultato importante, reso possibile da un sistema di assistenza che altrove non garantito, dove i pazienti spesso devono pagarsi perfino l’insulina , ha concluso.

Piede diabetico, Girelli (PD): Mef al lavoro

Roma, 22 ott. (askanews) – “Investire in prevenzione una necessit. La medicina deve essere di prossimit per arrivare meglio al cittadino, con pilastri quali stile di vita e comportamenti, uniti all’importanza degli screening. C’ un punto da sottolineare che l’aspetto organizzativo socioeconomico. Intendo dire che dopo una diagnosi servono dettati di cura e un’attenzione prolungata verso il paziente, assistito da un punto di vista anche psicologico. Il paziente non va tenuto fuori dal lavoro e dagli ambienti sociali. Poi la multidisciplinariet, che riguarda il superare lo stacco tra medicina ospedaliera e quella cosiddetta territoriale. Ma purtroppo non si pu non fare i conti con la carenza di personale. Siamo nella media Ocse ma la distribuzione degli addetti inadeguata, abbiamo carenza di infermieri e ai cittadini le informazioni arrivano troppo poco. Si critica il ritardo nell’apertura di nuove case di comunit ma in quelle che abbiamo gi il personale scarseggia. Pensiamo allora a un diverso riconoscimento economico per il personale sanitario. Poi sarebbe giusto escludere il capitolo prevenzione dai parametri del patto di stabilit. Serve ed giusto perch la prevenzione pu essere inquadrata come un investimento. Ho proposto questo al Ministero della Salute”. Lo ha detto Gian Antonio Girelli (PD), membro della Commissione Affari Sociali alla Camera, a Largo Chigi, format di Urania Tv.

Piede diabetico, Ciancitto (FdI): Aggiornare i Lea

Roma, 22 ott. (askanews) – “Il paziente va educato, non solo inserito nel percorso assistenziale. La maggiore consapevolezza e informazione riduce i costi. Si parla della depressione per i pazienti con piede diabetico, ricordo che la depressione ha legami con il sistema endocrino e anche il diabete endocrino. Penso quindi che sia necessario tenere il paziente attivo, non far smettere le attivit che prima faceva. A tal proposito ricordo che al Mef, con Freni e Giorgetti, stanno lavorando per far conteggiare la prevenzione tra gli investimenti, quindi potenzialmente slegandola dal calcolo del deficit. Il DM 77 una bella norma, che introduce pi posti per medicina e scienze infermieristiche, spero si vada verso una maggiore integrazione tra ospedali e territorio, ma in ogni struttura ospedaliera se anche non c’ lo stesso livello di esperienza deve esserci lo stesso percorso terapeutico. E vanno aggiornati i Lea (Livelli essenziali di assistenza), inammissibile non poter arrivare alle diagnosi pi velocemente perch alcuni esami non sono ancora inseriti nei Lea, ogni esame inserito riduce invece i costi complessivi”. Lo ha detto Francesco Maria Salvatore Ciancitto (FdI), membro della Commissione Affari Sociali alla Camera, a Largo Chigi, format di Urania Tv.

La fisica quantistica e l’arte: The Quantum Effect a Venezia

Venezia, 23 ott. (askanews) – Una mostra per stati paralleli, ci che accade in una parte si riflette in maniera misteriosa dall’altra: le possibilit si intrecciano e l’idea di una unica realt si sgretola. Lo SMAC di Venezia, San Marco Art Centre ha presentato la mostra “The Quantum Effect”, curata da Daniel Birnbaum e da Jacqui Davies e prodotta insieme alle OGR di Torino. Un percorso dentro le equazioni della fisica quantistica che da 100 anni ha cambiato radicalmente il modo in cui guardiamo alla struttura profonda delle cose.

Dalla grande sala specchiante di Isa Genzken si aprono due corridoi paralleli che, in linea con il principio di indeterminazione di Heisenberg ci mettono di fronte alle variazioni e alle possibili alternative rispetto a ci che la fisica classica considerava il reale. Insomma, il gatto di Schr dinger, ormai lo sappiamo, pu essere contemporaneamente vivo o morto, senza che tra i due stati ci sia una contraddizione.

Ogni sala dell’esposizione ha il suo doppio e, per esempio, le equazioni spazio-temporali di Einstein sono rappresentate da un pallone da basket sospeso di Jeff Koons, mentre la teoria delle strighe prende la forma delle sottilissime ragnatele di Tomas Saraceno e il teletrasporto diventa l’occasione per un video di Dara Birnbaum su Wonder Woman. Scienza e arte si scambiano i ruoli, e lo spettatore stesso diventa attore inconsapevole di una verit che per forza multiforme e molteplice, mai uguale a se stessa.

In qualche modo la mostra dello SMAC vuole offrire un’esperienza di mondi paralleli o di altre dimensioni che oggi, a tutti gli effetti, sono parte del discorso scientifico e non solo patrimonio della, sempre troppo sottovalutata, fantascienza.

Chi colpiscono le sanzioni Ue alla Russia

Bruxelles, 23 ott. (askanews) – Divieto graduale di importazione di Gnl (Gas naturale liquefatto), stop alle transazioni per alcune banche russe e per entità di Paesi terzi, ulteriori divieti di espostazioni di prodotti industriali, limitazione alla circolazione di diplomatici russi. E’ quanto prevede, secondo quanto si apprende da fonti della presidenza danese, il 19esimo pacchetto di sanzioni approvato oggi dall’Unione europea. “Un pacchetto significativo che mira a colpire le principali fonti di reddito russe attraverso nuove misure in ambito energetico, finanziario e commerciale”, sottolineano le fonti. Ecco cosa prevede il pacchetto.

Misure relative all’energia:

– Divieto graduale di importazione di GNL: sei mesi per i contratti a breve termine e dal 1° gennaio 2027 per i contratti a lungo termine.

– Inasprimento del divieto di transazione per due importanti compagnie petrolifere russe e sanzioni per 117 nuove navi della “flotta ombra” (divieto di accesso ai porti, restrizioni ai trasferimenti da nave a nave e riassicurazione), portando il numero totale di navi a 558.

– Ampliamento dei criteri di inserimento nell’elenco per i porti di paesi terzi utilizzati per trasferimenti di UAV/missili o per elusione delle sanzioni relative al petrolio.

Misure finanziarie:

– Divieto di fornire riassicurazione per aeromobili e navi russe usate per i primi cinque anni dalla loro vendita a un paese terzo.

– 5 banche russe soggette a divieto totale di transazioni ed estensione del divieto di transazioni ai sistemi di pagamento elettronico russi (Mir, Fast Payment System) e a 4 banche di paesi terzi (in Bielorussia e Kazakistan).

– Divieto di transazioni per 8 entità di paesi terzi (5 banche, 1 exchange di criptovalute e 2 trader di petrolio) in Tagikistan, Kirghizistan, Paraguay, Emirati Arabi Uniti e Hong Kong. Estensione dell’ambito di applicazione del divieto di transazioni alle entità speculari/successive di entità originariamente sanzionate.

– Nuovo divieto per gli operatori dell’UE di stipulare nuovi contratti con 9 zone economiche speciali russe e divieto totale di contratti ad Alabuga e Technopolis Mosca.

– Divieto totale di servizi di criptovalute per cittadini, residenti ed entità russe.

Medvedev: fine delle illusioni su Trump, gli Usa sono un avversario

Roma, 23 ott. (askanews) – Il numero due del Consiglio di sicurezza russo, l’ex presidente Dmitri Medvedev ha dichiarato che “non ci sono più illusioni” su Donald Trump, lo dimostrano a suo avviso le recenti prese di posizione riguardo al conflitto in Ucraina. “Se qualcuno nutriva ancora illusioni – ora se le tolga”, ha scritto Medvedev su Telegram. “Gli Stati Uniti restano nostri avversari, e il loro loquace ‘pacificatore’ è ormai pienamente entrato sul sentiero di guerra contro la Russia”. Secondo Medvedev, Trump non agisce ancora apertamente al fianco di Kiev, ma considera ormai il conflitto “suo”, e non solo di Biden. “Si dirà che ha agito sotto pressione del Congresso, ma questo non cambia la sostanza: le decisioni prese sono un atto di guerra contro la Russia”, ha aggiunto.

Medvedev ha anche sottolineato che “ora possiamo colpire tutte le postazioni banderiste con ogni tipo di arma, senza dover più pensare a negoziati inutili”, ha detto, riferendosi ai vertici ucraini. “La vittoria va cercata sul campo, non a tavolino”, ha concluso.

Mattarella: l’Onu è un argine contro l’imbarbarimento delle relazioni internazionali

Roma, 23 ott. (askanews) – L’Organizzazione delle Nazioni Unite ha “svolto un ruolo di argine importante, anche se non obbligatoriamente coercitivo” davanti “all’imbarbarimento delle relazioni internazionali” e a una “involuzione del quadro internazionale”. Lo afferma il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in una intervista esclusiva a Marco Giudici alla Voce di New York in occasione degli 80 anni dell’Onu. Quindi, osserva il presidente, “la prevalenza del principio della coesistenza pacifica” stabilito dall’Onu e “quel sistema resta oggi più che mai valido, proprio di fronte ai disastri che la sua inosservanza procura, e va difeso, proprio perché si trova sotto attacco”. “L’alternativa sarebbe il regresso a un mondo in perenne ebollizione, regolato da temporanei rapporti di forza, in ultima analisi da quella realtà che ha condotto alle macerie seguite allo scoppio della seconda guerra mondiale, da cui la Carta di San Francisco ha cercato di riscattare la comunità internazionale”, ha ribadito il Capo dello Stato.

“Le Risoluzioni dell’Assemblea Generale sono per loro natura non vincolanti. La loro forza risiede nell’indirizzo che esprimono, nella capacità di persuasione. Le molte Risoluzioni approvate a maggioranza su Ucraina e Gaza hanno indicato un chiaro giudizio della Comunità internazionale. Gli sviluppi in Medio Oriente sono anche il frutto di una mobilitazione internazionale cui l’ONU ha dato voce e mi auguro che l’ONU giochi in futuro un ruolo incisivo in quel contesto”, ha osservato il Capo dello Stato.

“Giudicare l’efficacia dell’Onu dalla capacità di porre fine ai conflitti sarebbe paradossale, visto che sono scatenati da Stati che ne fanno parte”, ha anche detto, per proseguire: “Farne parte significa rispettarne le regole, non, invece, violarle a proprio piacimento”, ricorda Mattarella osservando che “i segnali di un disimpegno – che spesso coinvolge anche i principali attori internazionali – richiamano proprio a una maggiore responsabilità e sollecitano una azione ancora più incisiva a favore del multilateralismo”.

“Senza cambiamento nei meccanismi di governance dell’Onu, il rischio è che molte nazioni rinuncino a guardarvi come il luogo in cui è possibile costruire obiettivi comuni” quindi “il dibattito in corso per una riforma delle Nazioni Unite è benvenuto e necessario. Il mondo non è più, ovviamente, quello del 1945”. E poi: “In verità le critiche riguardano, più che altro, la capacità effettiva di intervento nel corso di conflitti e scontri armati, mentre amplissimo è il riconoscimento del raggiungimento di ottimi obiettivi ascritto alle attività di tutto il sistema onusiano, con le sue agenzie” aggiunge Mattarela osservando che “nuove sfide, nuovi attori, nuovi protagonisti sono emersi da tempo e l’Onu deve adeguarsi a questi cambiamenti, fermo restando il valore della Carta di San Francisco”. “Per quanto riguarda il diritto di veto, che spesso blocca la capacità decisionale del Consiglio soprattutto in presenza di crisi e conflitti, occorre acquisire la disponibilità alla discussione dei 5 Membri Permanenti – ragiona Mattarella -. Esistono proposte per limitarne l’utilizzo e per migliorare i metodi di lavoro del Consiglio rendendoli in primo luogo più trasparenti”.

“Un seggio permanente per l’Europa resta un obiettivo ambizioso, anche se appare ancora lontano” anche perché “alla base di quell’aspirazione mancata vi è un progetto di Europa politica ancora incompiuto”, così ancora il presidente. Peraltro, aggiunge, è “urgente, in una realtà multipolare, dominata da soggetti di scala ben superiore a quella di singoli Stati, accelerare il processo di integrazione che porti a compimento il disegno di un’Europa politica, dotata di meccanismi di governance efficaci e in grado di svolgere un ruolo incisivo sugli scenari globali”.

Nel dibattito sulla riforma della governance dell’Onu “la proposta italiana continua a mantenere la sua attualità, in un frangente in cui, a fronte di incomprensibili crescenti ambizioni per seggi permanenti di singole nazioni, l’azione sostenuta dall’Italia promuove soluzioni che offrano maggiore voce ai continenti storicamente sottorappresentati”. Ha proseguito Mattarella alla Voce di New York. “Penso all’Africa, all’America Latina e all’Asia – aggiunge – con l’obiettivo di disegnare un Consiglio di Sicurezza più inclusivo e rappresentativo. E per ciò stesso più in grado di rispondere ai bisogni dei popoli del mondo”.

Mattarella ha spiegato anche che il discorso sulla possibile e necessaria riforma della governance dell’Onu “non può che partire da una riflessione sulle modalità di funzionamento del Consiglio di Sicurezza”. “La proposta di Andreatta – ricorda – ispira in fondo anche quella attuale del gruppo United for Consensus, con l’introduzione di nuovi membri eletti e non permanenti ma di maggiore durata, e a beneficio soprattutto di quello che ora viene definito ‘Sud Globale'”. “La riforma finora, dopo almeno 30 anni di dibattito, non è stata varata e, tuttavia, a dimostrazione di come il tema sia sul tappeto, la discussione su come rendere il Consiglio di Sicurezza più rappresentativo e in grado di svolgere le funzioni che la Carta fondativa gli attribuisce è tutt’altro che chiusa”, così il presidente.

"Io ti conosco" è il nuovo singolo di Ermal Meta

Milano, 23 ott. (askanews) – Dopo il successo del tour estivo e del suo secondo romanzo “Le camelie invernali”, arriva il 24 ottobre su tutte le piattaforme digitali e in radio “Io ti conosco” (Columbia Records/Sony Music), il nuovo singolo di Ermal Meta.

Con la poesia e la sensibilità che lo rendono uno dei cantautori più amati e stimati del panorama musicale italiano, Ermal Meta racconta in questo brano la bellezza dell’amore autentico che arriva quasi per caso e cambia la vita (“non ti ho vista nemmeno arrivare, mi sei scivolata tra la schiena e il cuore”). L’amore profondo, che vede, accoglie e diventa casa donando un nuovo senso alle cose (“la leggerezza che fa bene e io non lo sapevo”).

“Succede che arriva qualcuno e ci sorprende, che va oltre le barriere che abbiamo. Succede che ogni gesto ne porta dentro un altro, che ogni sorriso copre una ferita. Succede che non devi nasconderti da me perché io ti conosco.” Racconta l’artista.

Ermal Meta concluderà questo intenso 2025 con due speciali eventi live: il 5 dicembre al Teatro Orfeo di Taranto con l’Orchestra della Magna Grecia e il 13 dicembre al Teatro Comunale di Monfalcone con l’Orchestra Sinfonica Accademia Musicale Naonis di Pordenone.

Mattarella: giudizio chiaro su Gaza e Ucraina da risoluzioni Onu

Roma, 23 ott. (askanews) – “Le Risoluzioni dell’Assemblea Generale sono per loro natura non vincolanti. La loro forza risiede nell’indirizzo che esprimono, nella capacità di persuasione. Le molte Risoluzioni approvate a maggioranza su Ucraina e Gaza hanno indicato un chiaro giudizio della Comunità internazionale”. E’ quanto afferma il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in una intervista alla Voce di New York in occasione degli 80 anni dell’Onu.

“Gli sviluppi in Medio Oriente sono anche il frutto di una mobilitazione internazionale cui l’ONU ha dato voce e mi auguro che l’ONU giochi in futuro un ruolo incisivo in quel contesto”, osserva il Capo dello Stato.

Onu, Mattarella: argine a imbarbarimento quadro internazionale, va difeso

Roma, 23 ott. (askanews) – L’Organizzazione delle Nazioni Unite ha “svolto un ruolo di argine importante, anche se non obbligatoriamente coercitivo” davanti “all’imbarbarimento delle relazioni internazionali” e a una “involuzione del quadro internazionale”. Lo afferma il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in una intervista alla Voce di New York in occasione degli 80 anni dell’Onu.

Quindi, osserva il presidente, “la prevalenza del principio della coesistenza pacifica” stabilito dall’Onu e “quel sistema resta oggi più che mai valido, proprio di fronte ai disastri che la sua inosservanza procura, e va difeso, proprio perché si trova sotto attacco”. “L’alternativa sarebbe il regresso a un mondo in perenne ebollizione, regolato da temporanei rapporti di forza, in ultima analisi da quella realtà che ha condotto alle macerie seguite allo scoppio della seconda guerra mondiale, da cui la Carta di San Francisco ha cercato di riscattare la comunità internazionale”, ribadisce il Capo dello Stato.

Non basta evocare la Margherita

Leggo che al Parco dei Principi si è tenuto un incontro promosso da alcune cosiddette espressioni “civiche” del centrosinistra.

E che Giuseppe Conte, presente all’incontro, ha espresso “interesse” per l’iniziativa.

Leggo inoltre che qualche commentatore ha evocato, a questo riguardo, la Margherita.

Con tutto il rispetto che si deve ad ogni proposta che cerca di uscire dal vicolo cieco nel quale l’opposizione si trova, mi permetto di osservare che questa lettura è totalmente infondata.

E, dunque, a mio parere, non idonea a tracciare una linea politica e di rappresentanza sociale utile a costruire una credibile alternativa alla Destra.

Il rischio di un “franchising” politico

Vi è, in primo luogo, un elemento fondamentale: nessuna “nuova” iniziativa politica può credibilmente nascere in franchising.

Al massimo può essere una congettura tattico-elettorale, utile per chi si ritiene – tolemaicamente – il perno politico attorno al quale gravita il tutto.

Vale per il Pd e vale – si può arguire dalla presenza all’incontro di Conte – anche per il Movimento 5 Stelle.

In secondo luogo, mi pare che questo modo di procedere sia più consono ad una competizione interna al perimetro del campo largo, nella rassegnata prospettiva di rimanere ancora a lungo all’opposizione, piuttosto che ad una strategia di efficace competizione con la Destra per il governo del Paese.

Insomma, uno sforzo di redistribuzione del consenso dentro un recinto già consolidato – oggi ampiamente minoritario – più che un progetto per riconquistare la fiducia della maggioranza degli italiani.

La Margherita non fu un movimento civico

In terzo luogo, ritengo infondato il riferimento alla Margherita.

Personalmente, avendo avuto un qualche ruolo al riguardo, sono particolarmente legato a quella esperienza, nata in Trentino a metà degli anni Novanta e poi realizzata a livello nazionale qualche anno dopo.

Essa non fu una proposta solo “civica”, ma pienamente politica.

Non fu “neutra” rispetto alle culture politiche, ma il tentativo di dare corpo a una nuova presenza, autonoma e organizzata, ispirata al popolarismo di laica matrice cristiana, al pensiero liberal-democratico e alle sensibilità ambientaliste di cifra più germanica che italica.

Quella esperienza fu poi fondamentale per la stagione dell’Ulivo guidato da Romano Prodi: una formula che, al tempo, fu “più” di una semplice coalizione elettorale ma “meno” di un partito unico.

Pur con le sue criticità, seppe dare voce e rappresentanza plurale a una larga parte di cittadini e alla loro speranza di una prospettiva di governo riformista.

Poi le cose sono andate come sappiamo: la reductio ad unum nel PD (che personalmente non ho mai condiviso) e la conseguente crisi di rappresentanza sia della sinistra riformista sia del centro di ispirazione degasperiana – quello capace di essere, come la Dc, una barriera verso la destra – che oggi vediamo con assoluta evidenza.

Ripensare il centro con coraggio

Ovviamente non si può pensare al futuro con gli occhiali del passato.

Tuttavia, se si vuole evocare la Margherita, occorre ragionare in modo assai diverso.

Lo spazio per reinterpretare oggi, mutatis mutandis, quella esperienza ci sarebbe – e forse è molto più ampio di quanto la mitologia del bipolarismo muscolare e radicalizzato lasci pensare.

Ma, appunto, servono iniziative politiche di altro tenore e spessore, capaci di vera autonomia (perché se non si esiste come soggetti politici autonomi non si possono costruire coalizioni che non siano fondate sulla logica dei satelliti); di contenuti forti (non si sconfigge questa destra con quattro slogan sul “pericolo fascista”); di leadership autorevoli e di pensiero innovativo.

Serve capacità di dialogo fuori dai recinti e di rappresentanza di quella larga parte di elettori che non votano o votano a destra per la carenza di credibili alternative e di progetti coerenti sui nodi principali del futuro nazionale ed europeo, come ha giustamente ricordato Ernesto Ruffini nella sua ultima intervista ad HP.

Una prospettiva popolare e europeista

Chi volesse oggi dare corpo a un’iniziativa ispirata alla Margherita dovrebbe dunque dire:

noi partiamo in forma autonoma, senza nessun “padrinaggio” di altri;

siamo alternativi a questa Destra, in forza della nostra idea di società;

sappiamo che la politica, al di là dei sistemi elettorali, richiede alleanze e non solitudini identitarie;

non riteniamo che questo campo largo sia adatto – per postura politica e per credibilità dei programmi – a dare risposta al futuro del Paese e dell’Europa;

lavoriamo dunque, con chi ci sta, per una vera coalizione europeista e trasformatrice, perché i tempi nuovi lo esigono.

In ogni caso, saremo presenti con la nostra proposta alle prossime elezioni politiche, poiché la democrazia non si esaurisce solo nel vincere – e noi siamo popolari, non populisti – e sappiamo avere uno sguardo lungo, nel quale la seminagione è il presupposto della raccolta.

Un appello alla responsabilità comune

Ci sono varie esperienze politiche, nazionali e territoriali, che ragionano in questo senso, per ora in modo separato.

Vogliamo finalmente cercare di metterle a fattor comune, iniziando – come primissimo passo – con una intesa politico-operativa tra i soggetti di ispirazione popolare che condividono questa prospettiva.

Roma Capitale, pessima riforma costituzionale: un errore di Gualtieri

La Commissione Affari costituzionali della Camera ha approvato ieri il testo base della riforma di Roma Capitale, aprendo una nuova fase del confronto politico su un tema che da sempre attraversa la vita  democratica della Repubblica.

A colpire è la larga convergenza, decisamente ambigua, che ha segnato la seduta conclusiva di ieri: Fratelli d’Italia e Partito Democratico, pur da prospettive differenti, hanno sostenuto l’impianto del provvedimento, provando a riconoscerne la valenza nazionale e la necessità di un aggiornamento del quadro normativo.

Bignami (FdI): “Una battaglia storica della destra”

“L’adozione del testo base per la riforma di Roma Capitale da parte della Commissione Affari costituzionali rappresenta un passo avanti concreto verso il pieno riconoscimento del ruolo speciale della nostra Capitale”, ha dichiarato Galeazzo Bignami, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera.

“Oltre a essere una battaglia storica della destra, sin dai tempi di Alleanza Nazionale, questo segnale di responsabilità istituzionale e di visione – ha aggiunto – va nella direzione da tempo indicata da Fratelli d’Italia: dotare Roma degli strumenti necessari per affrontare le sfide della modernità e valorizzare la sua funzione unica, non solo amministrativa ma anche culturale e internazionale”.

Con il nuovo provvedimento, ha proseguito Bignami, “si rafforza l’identità di Roma come cuore politico e simbolico della Nazione, garantendo poteri adeguati in ambiti chiave come mobilità, turismo, cultura e servizi. Fratelli d’Italia continuerà a sostenere con determinazione questo percorso, nella convinzione che una Capitale più efficiente e autorevole sia nell’interesse nazionale”.

Morassut (Pd): “Serve coerenza e sostegno finanziario”

Dalla parte opposta, ma con spirito costruttivo, il deputato Roberto Morassut ha espresso una posizione analoga, pur accompagnata da richiami di sostanza.

“Oggi, in Commissione Affari costituzionali della Camera, è stato adottato, come testo base dei lavori, il disegno di legge del Governo che è in realtà un testo concordato a livello istituzionale col Campidoglio. Per questa ragione – ha spiegato – abbiamo espresso una posizione favorevole”.

Tuttavia, ha aggiunto Morassut, “abbiamo sottolineato la necessità di dare rapido seguito a quella parte delle intese Governo-Campidoglio che prevedono la costituzione di una commissione paritetica per redigere una legge ordinaria che individui risorse e mezzi adeguati alle nuove competenze legislative. Soprattutto abbiamo chiesto che già in questa legge di bilancio ci siano risorse speciali per Roma Capitale. Solo in presenza di queste garanzie si potranno ritenere sincere le intenzioni di riformare davvero i poteri e le prerogative della Capitale.”

Un equilibrio istituzionale messo brutalmente alla prova

Dietro l’accordo politico, però, si cela una questione di equilibrio costituzionale e territoriale.

Roma, nel nuovo disegno, cessa di essere pienamente un comune, assumendo una configurazione istituzionale “sui generis” che ne altera la tradizionale identità civica. Il Campidoglio, simbolo storico dell’autonomia municipale, rischia così di perdere il prestigio di “primo Comune d’Italia”, trasformandosi in un ente speciale posto a metà tra la dimensione statale e quella regionale.

La Regione Lazio, a sua volta, viene deprivata del proprio baricentro politico e amministrativo, pur conservando la competenza in materia sanitaria e di programmazione territoriale. Ne deriva una frattura potenzialmente grave nel sistema delle autonomie, con effetti di squilibrio e sovrapposizione che difficilmente potranno essere sanati da semplici aggiustamenti tecnici.

Il nodo politico 

In definitiva, la riforma appare come un compromesso tra interessi divergenti: da un lato la volontà di rafforzare Roma dotandola di maggiori risorse e prerogative; dall’altro, il rischio di svuotare di significato la sua identità comunale. Tutto questo porta allo slabbramento del tessuto istituzionale regionale, con Roma estraniata dal rapporto (storico e funzionale) con le province, quasi per un sussulto di improvvida autarchia muscolare. Si tratta di un imperdonabile errore di Gualtieri.

A conti fatti, non si rafforza Roma (se non illusoriamente) e s’indebolisce la Regione, in nome di un obiettivo finanziario più che istituzionale. Si potrebbe dire: per i soldi si sfascia l’onore del Campidoglio.

Bilancio di un triennio di governo

Il governo Meloni è dunque giunto al terzo anno, diventando il terzo più longevo della storia repubblicana.

Si sprecano gli elogi dei sostenitori della destra, mentre continua l’affannosa ricerca di unità del cosiddetto “campo largo”, che anche oggi si dividerà sulle mozioni in discussione per la guerra russo-ucraina.

Il modo più serio per una corretta valutazione dei risultati del governo resta quello di partire dai dati della realtà effettuale, al di là dei giudizi propagandistici e ideologici di destra o di sinistra.

I numeri dell’economia: macro contro micro

Se i dati macroeconomici esposti, con comprensibile soddisfazione, dal governo – occupazione, riduzione dello spread, tenuta dei conti – sembrano volgere al bello, assai meno positivi risultano quelli di ordine microeconomico, che incidono sulle tasche dei cittadini.

Solo nel comparto degli alimentari, secondo i dati dell’ISTAT, gli italiani sopportano un costo aggiuntivo di circa 343 euro all’anno per famiglia, con i seguenti aumenti: carne bovina +7,3%, latticini +6,6%, uova +7,1%, burro +10,6%, agrumi +13,3%, cioccolato +11%, caffè +22%.

Promesse mancate e inversioni di rotta

Se ricordiamo le promesse elettorali della maggioranza, l’elenco è lungo:

il superamento della Legge Fornero (Salvini: “Se non la cancelliamo entro un anno potete spennacchiarmi”),

le pensioni minime a 1000 euro promesse da Tajani,

il rinnovo dell’“Opzione Donna” giurato da Meloni nel programma di Fratelli d’Italia.

Tutte promesse rimaste lettera morta.

In definitiva, lo scarto tra il prima e il dopo voto è netto e negativo:

dal NO all’euro al SÌ all’euro;

dal NO all’austerity al SÌ all’austerity;

dal NO alle tasse al SÌ alle tasse;

dal NO Draghi al SÌ all’agenda Draghi;

dal NO Fornero al SÌ al taglio delle pensioni;

dal NO accise al SÌ accise;

dal NO trivelle al SÌ trivelle;

dal NO MES al SÌ MES;

dal NO POS al SÌ POS;

dal SÌ al blocco navale al NO al blocco navale;

dalla scelta sovranista alla posizione ambigua europeista.

Politica estera e ambiguità strutturale

Quanto alle conclamate fortune internazionali della premier, oltre alla posizione di subordinazione alle strategie trumpiane, continua una triplice versione della politica estera italiana:

l’europeismo netto di Tajani, il filo-putinismo di Salvini, e la posizione euro-trumpiana della Meloni.

Un trilemma indecente che, nella Prima Repubblica, avrebbe condotto qualsiasi governo alle dimissioni.

Se esaminiamo poi il doppiogiochismo governativo sulla guerra in Medio Oriente, ricordiamo cosa diceva Meloni il 10 ottobre scorso: “Orgogliosi del contributo silenzioso ma costante dell’Italia all’accordo su Gaza”.

In realtà, le scelte del governo sono state chiare: nessuna sanzione a Israele; no al blocco delle vendite di armi a Netanyahu; no al riconoscimento della Palestina (con una lieve retromarcia tardiva); voto contro il cessate il fuoco; no all’arresto di Netanyahu.

Una costante esibizione della storica ambiguità e inaffidabilità italiana.

Astensionismo e crisi della rappresentanza

Un triennio, dunque, dal bilancio nettamente negativo, accompagnato da un progressivo distacco dei cittadini dalla politica.

Le ultime elezioni regionali lo confermano: astensionismo oltre il 51%, con il partito dei non votanti ormai maggioritario.

È su questo dato che tutte le forze politiche dovrebbero riflettere: esso esprime l’insoddisfazione, la frustrazione e la rabbia degli elettori che, in assenza di veri partiti, oggi si limitano ad astenersi, ma presto potrebbero tradurre il malcontento in forme più consistenti di reazione sociale e politica.

Il “Non Stato” e le nuove diseguaglianze

Nella mia teoria dei quattro Stati – casta, diversamente tutelati, terzo Stato produttivo e quarto “Non Stato” – individuavo in quest’ultimo l’insieme delle attività illegali e dell’“economia sommersa”.

Proprio in questi giorni l’ISTAT ha diffuso dati allarmanti: “L’economia sommersa e illegale è cresciuta di 15 miliardi nel 2023, raggiungendo il 10,2% del PIL.”

Agricoltura, costruzioni e servizi risultano le categorie più irregolari.

In un Paese in cui l’IRPEF grava in modo prevalente su dipendenti e pensionati – cioè su categorie fiscalmente controllabili all’origine – e con un terzo Stato produttivo costretto a versare quasi sei mesi di reddito annuo in imposte e contributi, è fisiologico che molti ricorrano al sommerso.

Ne deriva un’area di diseguaglianze e frustrazioni che oggi si traduce in fuga dal voto, ma che domani potrebbe deflagrare in una più seria reazione sociale.

La sfida del “centro nuovo”

Da questi dati dovrebbe partire una riflessione politica non solo per il governo e il campo largo, ma anche per quanti, eredi della tradizione democratico-cristiana e popolare, intendono contribuire alla costruzione di un nuovo centro politico, capace di saldare – come seppe fare la DC – gli interessi dei ceti medi con quelli delle classi popolari.

ChatGPT e la tentazione della perfezione

Il filosofo e psicoanalista lionese Roland Chvetzoff, in un intervento apparso sul sito de “La Croix”, riflette sul fascino ambiguo di ChatGPT e degli agenti conversazionali. Mentre la sofferenza psicologica cresce, soprattutto tra i giovani, queste macchine offrono un ascolto senza giudizio, rapido e sempre disponibile. Ma proprio l’assenza d’errore, di esitazione, di corpo, finisce per svuotare la parola della sua verità.

La relazione umana, ricorda Chvetzoff, vive invece dell’imperfezione: della pausa, del dubbio, del rischio di non essere capiti. È nell’“inciampo” del linguaggio che l’altro diventa reale.

La trappola della madre amorevole

ChatGPT si presenta come una presenza accogliente, una “madre amorevole” pronta a comprendere tutto. Ma in questa promessa di protezione totale – osserva Chvetzoff, evocando La promessa dell’alba di Romain Gary – si annida il pericolo di una dipendenza affettiva. La macchina non conosce la mancanza, non tollera il conflitto, non lascia spazio al desiderio.

Nel suo linguaggio perfetto e illimitato, l’Altro – quello vero, fatto di alterità e di resistenza – svanisce. La parola diventa un flusso di dati, lo scambio umano un simulacro.

Il valore del fallimento

Contro la tentazione del dialogo “senza attrito”, Chvetzoff richiama la lezione della psicoanalisi: lo psicoanalista non risponde per riempire, ma per aprire. Accoglie la mancanza, non la colma. La macchina, invece, corregge, chiarisce, riformula: mette a tacere ciò che ci fonda, la nostra divisione interiore.

“Mai altro. Ho provato. Ho fallito. Riprova. Fallisci meglio”, scriveva Beckett. È in questo fallire meglio che si misura l’umano. L’intelligenza artificiale, utile come strumento, diventa minacciosa solo quando si sostituisce all’interlocutore.

Il compito, conclude Chvetzoff, spetta a noi: ricordare che la cura, l’educazione e il dialogo non sono fatti di risposte perfette, ma di silenzi condivisi e fragilità accolte.

👉 Per leggere l’articolo originale di Roland Chvetzoff pubblicato su La Croix (22 ottobre 2025), clicca qui.

Airbus, Leonardo e Thales siglano accordo su attività spaziali

Milano, 23 ott. (askanews) – Airbus, Leonardo e Thales hanno siglato un Memorandum of Understanding (Mou) con l’obiettivo di unificare le rispettive attività spaziali in una nuova società.

Al termine dell’operazione, la nuova società sarà strutturata con i seguenti contributi: Airbus contribuirà con i suoi business Space Systems e Space Digital, provenienti da Airbus Defence and Space. Leonardo contribuirà con la sua Divisione Spazio, includendo anche le quote in Telespazio e Thales Alenia Space. Thales contribuirà principalmente con le sue quote in Thales Alenia Space, Telespazio e Thales Seso.

La nuova società impiegherà circa 25mila persone in tutta Europa e costituirà un player competitivo a livello mondiale potendo contare su un fatturato annuo di circa 6,5 miliardi di euro (dato pro forma, a fine 2024) e su un portafoglio ordini che ammonta a più di tre anni di ricavi previsti.

L’azionariato della nuova società sarà condiviso tra Airbus, Leonardo e Thales che possederanno rispettivamente il 35%, 32,5% e 32,5% e opererà sotto controllo congiunto, con una governance bilanciata tra gli azionisti.

Dall’unione è previsto si generino sinergie per un ammontare totale di diverse centinaia di milioni di euro all’anno sul risultato operativo a partire dal quinto anno successivo dalla sigla dell’accordo. Si prevede che i costi associati alla generazione di tali sinergie siano in linea con i parametri di riferimento del settore. Airbus, Leonardo e Thales informeranno e consulteranno i rappresentanti delle unioni sindacali, sulla base delle leggi dei Paesi coinvolti e degli accordi collettivi applicabili a ciascuna azienda. Il completamento dell’operazione è soggetto alle consuete condizioni, tra cui l’ottenimento delle necessarie autorizzazioni normative. Operatività della nuova società è prevista nel 2027.

Con la firma del Mou Airbus, Leonardo e Thales mirano a unire le forze per consolidare l’autonomia strategica dell’Europa nello spazio, settore cruciale che sostiene infrastrutture e servizi critici nei campi delle telecomunicazioni, della navigazione globale, dell’osservazione della Terra, della ricerca scientifica, dell’esplorazione e della sicurezza nazionale. La nuova società intende inoltre porsi come partner di fiducia per lo sviluppo e l’attuazione dei programmi spaziali strategici a livello nazionale.

Il nuovo soggetto riunirà, svilupperà e realizzerà un portafoglio completo di tecnologie complementari e soluzioni integrate end-to-end, che vanno dalle infrastrutture spaziali ai servizi (escludendo i lanciatori). La società accelererà l’innovazione in questo mercato strategico, con l’obiettivo di creare un player europeo integrato e resiliente e dotato della necessaria massa critica per competere a livello globale e sfruttare le possibilità di crescita nei mercati internazionali.

Si stima che il progetto sarà in grado di accrescere i ricavi, sfruttando un portafoglio ampliato di prodotti e servizi end-to-end. Le competenze congiunte creeranno le condizioni per lo sviluppo di nuovi programmi ancora più innovativi con l’obiettivo di ampliare il posizionamento di mercato del nuovo player.

Possibili ulteriori sinergie operative – nei campi dell’ingegneria, della produzione e del project management – favoriranno l’efficienza e la creazione di valore nel lungo termine.

“Compiuto passo fondamentale verso la costituzione della nuova società per lo sviluppo dell’industria spaziale europea. Costruiamo, in linea con la nostra visione, una presenza europea più solida e competitiva all’interno di un mercato spaziale sempre più dinamico a livello globale”, hanno detto Guillaume Faury, Ad di Airbus, Roberto Cingolani, Ad e Dg di Leonardo e Patrice Caine, presidente e Ad di Thales. “La sigla della partnership è in linea con le ambizioni dei Governi europei nel voler rafforzare le proprie risorse industriali e tecnologiche, garantendo l’autonomia dell’Europa nel settore spaziale e nelle sue applicazioni”, hanno spiegato.

Schlein a Meloni: non decide lei cosa dice l’opposizione

Roma, 22 ott. (askanews) – “Presidente, so dove mi aspetta, ma non decide lei cosa dice l’opposizione”. Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein, intervenendo in aula alla Camera, rivolgendosi alla premier Giorgia Meloni. “Lei oggi festeggia tre anni del suo governo, ma gli italiani non hanno niente da festeggiare. I salari reali si sono abbassati di 7 punti dal 2021, il dato peggiore tra i paesi europei. La pressione fiscale invece è ai massimi dal 2020, non avete abbassato le tasse”.

Schlein: incoerenza Meloni ormai conclamata, è il tempo della verità

Roma, 22 ott. (askanews) – Per Giorgia Meloni è “il tempo della verità”, secondo la leader Pd Elly Schlein. Parlando in aula alla Camera la segretaria democratica si è rivolta alla premier: “Ora è il tempo della verità, presidente. Lasciamo alle spalle i monologhi sui social e anche Tele-Meloni, lasciamo alle spalle i video alla pompa di benzina in cui prometteva l’abolizione delle accise. Volevate abolire la Fornero e state ritardando la pensione al 99% dei lavoratori. La sua incoerenza ormai è conclamata”.

Festa Roma, Panahi: il mio cinema sociale grazie al Neorealismo

Roma, 22 ott. (askanews) – Il regista iraniano Jafar Panahi alla festa del cinema di Roma ha raccontato l’importanza dei film italiani per la sua crescita artistica.

“Per me importante essere qui in Italia perch il neorealismo italiano mi ha portato a essere un regista del cinema sociale e ‘Nuovo cinema Paradiso’ di Tornatore mi ha ricordato che amavo il cinema”, ha detto dal red carpet prima della sua serata d’onore.

Il grande regista iraniano alla Festa di Roma presenta al pubblico il suo nuovo film, “Un semplice incidente”, che ha ottenuto la Palma d’oro quest’anno a Cannes e che dal 6 novembre sar nei cinema italiani e riceve il Premio alla Carriera, che gli viene consegnato proprio da Giuseppe Tornatore.

Schlein: Meloni subalterna a Trump-Orban, contro interesse nazionale

Roma, 22 ott. (askanews) – “Sono preoccupanti le sue parole contro il superamento dell’unanimità nell’Unione europea, soprattutto adesso che leggiamo che il suo alleato Orban vuole di nuovo mettere i suoi veti per aiutare Putin. Questa subalternità a Trump, a Orban, la paga a caro prezzo il nostro paese perché va contro l’interesse nazionale”. Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein, rivolgendosi alla premier Giorgia Meloni durante la dichiarazione di voto al termine del dibattito sul Consiglio europeo.

“Lei – ha aggiunto la Schlein – ha detto che non vuole essere subalterna ma gli atti dimostrano il contrario. Ha detto stamattina che possiamo rafforzare la nostra competitività e la nostra sicurezza, invece avete accettato a testa bassa l’aumento delle spese militari al 5%. E questo mentre ancora oggi lei si dichiara contraria alla difesa comune europea dicendo che è solo una competenza nazionale. Ha addirittura rivendicato di aver agito perché lo strumento Edip non compri solo dall’industria europea, ma compri anche da Trump. Ma questo, presidente, ci rende più dipendenti sulla sicurezza, non meno dipendenti”.

Ha aggiunto la leader Pd: “Ha detto che non ha mai garantito a Trump per le big tech: allora presidente doveva essere un sosia di Giorgetti quello che al G7 ha accettato di cancellare le tasse minime globali sulle multinazionali americane, un altro regalo più ricchi”.

Carlo III e Camilla a Roma per incontrare Leone XIV

Roma, 22 ott. (askanews) – Il re Carlo e la regina Camilla del Regno Unito sono arrivati oggi a Roma per una visita di Stato in Vaticano. La coppia reale è arrivata all’aeroporto di Ciampino.

Domani Carlo III e Camilla saranno infatti ricevuti da Papa Leone XIV in udienza privata e, successivamente, Carlo III incontrerà anche il segretario di Stato, il cardinale Pietro Parolin, mentre Camilla visiterà la cappella Paolina.

Inizierà di fatto da domani la visita dei Reali della Gran Bretagna in Italia, con l’appuntamento in Vaticano e l’atteso incontro con Papa Leone
XIV. I reali britannici saranno nella capitale già da oggi ma è da domani che si terranno gli appuntamenti più importanti della coppia reale con la visita di Stato alla Santa Sede. Appuntamento, che ha già portato a ingenti misure di sicurezza e a modifiche alla viabilità, in particolare, in zona San Giovanni, San Paolo e Vaticano.

Re Carlo III e la regina Camilla, alloggeranno a Villa Wolkonsky, in via Ludovico di Savoia, residenza dell’ambasciatore britannico in Italia e saranno ricevuti nella mattinata di domani da Papa Prevost, in Vaticano, per poi visitare nel pomeriggio anche la Basilica di San Paolo Fuori le mura e il Pontificio Collegio Beda, in viale di San Paolo.

La zona di San Pietro già dalle 8 di stamane, è stata in qualche modo ‘blindata’ in attesa dell’arrivo dei reali con l’attivazione di divieti di sosta e servizi speciali di viabilità, con misure che resteranno in vigore fino alla giornata di giovedì.

In Vaticano il sovrano, accompagnato dalla consorte Camilla, sarà ricevuto da Papa Leone in udienza privata e, successivamente, Carlo III vedrà, come stabilisce il protocollo in questi casi, anche il segretario di Stato, il cardinale Pietro Parolin, mentre la regina visiterà la cappella Paolina.  Il viaggio dei reali inglesi da Papa Leone è stato definito da più osservatori come “storico” visto che si tratta della prima volta, da quando re Enrico VIII si separò dalla Chiesa di Roma nel 1534, che un monarca inglese pregherà con un Pontefice romano.

Ad accompagnare i reali in questa importante visita alla Santa Sede ci sarà anche l’arcivescovo di York, Stephen Cottrell, la seconda carica più
importante nella Chiesa anglicana, dopo l’arcivescovo di Canterbury. Arcivescovo che non è potuto essere presente a Roma visto che la sede di Canterbury è al momento vacante dopo la nomina della nuova arcivescova, Sarah Mullally (nomina non priva di polemiche) che prenderà possesso dell’arcidiocesi solo a marzo 2026.

Alle 10.45, dopo aver varcato l’Arco delle Campane, i sovrani saranno accolti, quindi, nel Cortile di San Damaso. Alle 11, nella Biblioteca privata l’udienza con il Papa, mentre alle 11.45 si terranno incontri paralleli: la regina Camilla visiterà la Cappella Paolina mentre re Carlo sarà a colloquio in Segreteria di Stato con il cardinale Pietro Parolin. Alle 12.10 la preghiera ecumenica per la cura del Creato, presieduta dal Papa in Cappella Sistina. Terminata la celebrazione, si terrà in Sala Regia l’incontro con le realtà impegnate nella cura della casa comune.
Quindi, è stato spiegato da parte vaticana, ecumenismo e cura del creato saranno i due cardini della visita.

Ultimo appuntamento, quello nella Basilica di San Paolo fuori le Mura dove a Re Carlo sarà conferito il titolo di Royal Confrater. Qui si svolgerà anche una celebrazione ecumenica con i reali che avranno l’occasione di visitare la tomba di San Paolo.
Soprattutto sul fronte ecumenico “si tratta di un evento storico, del riconoscimento di un cammino comune che celebra i progressi compiuti e offre un segno di speranza per il domani”, ha sottolineato il segretario del Dicastero per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, mons. Flavio Pace, in una conferenza stampa in Vaticano nei giorni scorsi.

McArthurGlen: quattro volti per la nuova moda over 50, i “Re-Styler”

Milano, 22 ott. (askanews) – Quattro volti, un’unica generazione che non smette di reinventarsi. Sono i NeoClassici, eleganti e fedeli alla qualit. I Social-Pop, curiosi e ironici. Gli Etici, attenti alla sostenibilit. E i Minimalisti, che scelgono misura e comfort. il ritratto della nuova moda over cinquanta, raccontato dall’Osservatorio Moda e Generazioni, promosso da McArthurGlen con Doxa. Donatella Doppio, Managing Director Italy McArthurGlen: Dalla ricerca “emerge che l’esperienza fisica all’interno dei nostri centri diventa sempre pi importante, in particolare per la nostra generazione dei Re-Styler che stiamo indagando, unita con la qualit che deve essere sempre di altissimo livello”.

Uomini e donne tra i cinquanta e i sessantacinque anni. Maturi ma curiosi. Con un rapporto autentico con la moda, vissuta come espressione personale pi che come tendenza. Scelgono con consapevolezza. Privilegiano la qualit. E vedono nella sostenibilit un valore guida.

” importante per noi – prosegue Donatella Doppio – analizzare le tendenze di mercato, proprio per essere sempre pi attenti alle oro richieste, in modo da poterle soddisfare nel modo migliore. E sicuramente tutta la parte di shopping experience e tutta la parte di contemporaneit gioca un ruolo importante. La parte di sostenibilit parte del DNA del nostro business, in cui operano i nostri brand partner. Quello che facciamo per loro cercare di far conoscere le nuove tendenze attraverso ricerche come questa, ma anche molte altre durante l’anno, mettendo a loro disposizione tutti i dati in modo che possano offrire ai clienti il miglior prodotto possibile”.

McArthurGlen punta a migliorare l’esperienza nei propri outlet, analizzando comportamenti e servizi per rispondere meglio a questa generazione di consumatori. Secondo la ricerca, i Re-Styler rappresentano il quarantasei per cento dei visitatori dei quattro Designer Outlet italiani del gruppo. E generano il quaranta per cento della spesa complessiva. Una fascia d’et che unisce capacit di spesa e desiderio di autenticit.

Jo Squillo, cantautrice e conduttrice televisiva: “Il bello deve ancora cominciare, un po’ perch i 60 sono i vecchi 40, ma soprattutto perch le donne della mia et hanno ancora tanta vitalit e l’esperienza che fa la differenza. Hanno la capacit di lasciarsi alle spalle le cose pesanti, guardando con nuovi valori verso una vita che offre ancora tantissime possibilit e opportunit”.

Sessant’anni, ma con lo sguardo avanti. I Re-Styler scelgono cosa indossare come scelgono come vivere: senza inseguire le mode, ma trovando la propria misura.

Meloni a Schlein: gravissime tue parole, danneggi l’Italia

Roma, 22 ott. (askanews) – Le parole di Elly Schlein sulla democrazia a rischio sono “gravissime”, rischiano di produrre “macerie” perché danneggiano l’Italia. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni parlando alla Camera prima del Consiglio europeo. “Collega Provenzano, ho sentito dire una cosa abbastanza inesatta. Non ho accusato l’opposizione di essere peggiore di Hamas, ho detto che in parlamento vi siete rifiutati di sostenere il piano di pace gaza che poi è stato accettato persino da Hamas e che quindi la vostra posizione era stata più fondamentalista di quella di Hamas”.

Semmai, ha aggiunto la Meloni, “c’è qualcun altro che ha accostato il governo italiano ai terroristi. Il segretario del principale partito di opposizione ha affermato in un contesto internazionale che in Italia è a rischio la libertà e la democrazia perché governa l’estrema destra e ha subdolamente collegato queste affermazioni all’attentato a subito dal giornalista Sigfrido Ranucci”.

M.O., Meloni: opposizione più fondamentalista di Hamas

Roma, 22 ott. (askanews) – “Non ho accusato l’opposizione di essere terrorista o peggiore di Hamas, ho detto che vi eravate rifiutati in Parlamento di sostenere il piano di pace su Gaza che poi è stato sottoscritto persino da Hamas e che quindi la vostra posizione è più fondamentalista di Hamas. È possibile che a sinistra non si conosca il significato della parola cortigiana ma almeno il significato della parola fondamentalista: è chi sostiene intransigentemente una dottrina senza ammettere mediazioni o compromessi che mi dispiace è esattamente quello che avete fatto”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni in aula alla Camera replicando al dibattito sulle sue comunicazioni in vista del Consiglio europeo.