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Bossi, Fontana a Gemonio: Lega perde chi l’ha inventata, io un amico

Gemonio (Va), 20 mar. (askanews) – “Oggi la Lega perde chi l’ha inventata e io perdo un amico”. Così il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, arrivando a Gemonio per rendere omaggio a Umberto Bossi. “L’avevo sentito l’ultima volta la settimana prima delle Olimpiadi”, racconta Fontana prima di entrare nella villa del fondatore della Lega, accolto dal figlio Renzo Bossi.

Calcio, Spalletti: "Totale disponibilità al rinnovo"

Roma, 20 mar. (askanews) – Vigilia di campionato per la Juventus, attesa dalla sfida contro il Sassuolo con in palio punti pesanti nella corsa Champions. L’allenatore bianconero Luciano Spalletti mantiene il focus sul campo e dribbla le domande sul mercato: “Mi sentirei un idiota a rispondere ora. Non conviene parlarne pubblicamente”.

Il tecnico apre invece alla possibilità di prolungare il rapporto con il club: “Durante la sosta ci sarà meno stress e più tempo. Da parte mia c’è totale disponibilità a sentire cosa la società vorrà dirmi”. Un incontro è atteso nei prossimi giorni per discutere il rinnovo.

Sulla sfida imminente, Spalletti sottolinea il peso della qualificazione europea: “Entrare in Champions cambia tutto per un giocatore, ma questa pressione è un privilegio. Dobbiamo viverla con entusiasmo, pur sapendo che comporta dei rischi”.

Massima attenzione al Sassuolo, squadra che il tecnico considera tra le più organizzate del campionato: “Per idee di calcio è una delle migliori, sa costruire dal basso e ribaltare l’azione. Bisognerà essere pronti e aggressivi”. E un riconoscimento all’allenatore neroverde Fabio Grosso: “È molto bravo, guardo sempre il lavoro degli allenatori che affrontiamo”.

Capitolo formazione: restano dubbi in attacco, dove Dušan Vlahovic è ancora in bilico dopo un nuovo fastidio accusato in rifinitura. “Abbiamo un paio di giocatori con qualche problema, decideremo all’ultimo momento”, spiega Spalletti, lasciando aperta l’ipotesi di confermare un reparto offensivo più leggero.

Ballottaggio anche tra i pali, con Mattia Perin e Michele Di Gregorio in competizione: “Entrambi sono al top. Questo periodo senza giocare ha fatto bene a Di Gregorio, l’ho visto molto determinato. Sceglierò in extremis”.

Infine, un messaggio alla squadra in vista del rush finale: “Mancano nove partite, 810 minuti. Non si può essere sempre migliori degli avversari, ma bisogna saper riconoscere i momenti e fare le scelte giuste. La scelta viene prima del gesto tecnico”.

MotoGp, Acosta il più veloce nelle prime libere in Brasile

Roma, 20 mar. (askanews) – Pedro Acosta si prende la prima sessione della storia della MotoGP a Goiania per il Gp del Brasile di MotoGp, secondo appuntamento del Motomondiale. Sessione disputata su pista bagnata ma in progressivo miglioramento: il pilota Ktm ha preceduto Miller (unico competitivo con le gomme slick) e Bezzecchi (Aprilia). 4° Marc Marquez, per larghi tratti in testa alla classifica, nono Pecco Bagnaia. Programma posticipato di 1 ora: alle 20, le Pre-qualifiche con in palio i primi 10 pass per il Q2 del sabato.

Difesa, americana Nuburu punta di nuovo su Tekne: accordo per il 70%

Milano, 20 mar. (askanews) – Nuburu società americana quotata a Wall Street attiva nel settore Difesa ha siglato un accordo con Tekne per acquisire il 70% della società subordinatamente all’autorizzazione prevista dalla normativa italiana sul Golden Power. Nuburu che ha già ricevuto uno stop dal governo all’acquisizione di Tekne la scorsa estate fa segnare un rialzo del 22,1% a 0,21 dollari.

Tekne, con sede operativa a Ortona (Chieti), è un operatore specializzato in ingegneria della difesa e nella progettazione, produzione e allestimento di veicoli industriali, speciali e militari. Grazie all’intervento di Nurburu, la società prevede di generare circa 50 milioni di euro di ricavi nel 2026 e 100 milioni nel 2027, riflettendo una forte crescita trainata da veicoli speciali dual use e programmi di guerra elettronica.

L’accordo tra Nuburu e Tekne fa seguito a un piano di cooperazione strategica progressiva avviato nel 2025, frutto del confronto con gli stakeholder istituzionali, e finalizzato a strutturare un quadro coerente con le priorità strategiche della difesa italiana. Una volta completata, l’operazione consentirà a Nuburu di consolidare le attività di Tekne

L’intesa prevede l’ottenimento da parte Nuburu, che detiene attualmente il 2,9% del capitale Tekne, di una quota complessiva del 70%, subordinatamente all’autorizzazione prevista dalla normativa italiana sul Golden Power, la cui notifica da parte delle società è prevista nel mese di aprile.

Nel dettaglio, oltre a circa 3,5 milioni di euro in linee di finanziamento collegate al magazzino, Nuburu ha già fornito a Tekne 13 milioni di euro a titolo di finanziamento soci che sarà convertito in capitale di Tekne. Inoltre, alla firma del nuovo accordo e con l’obiettivo di dare continuità alla produzione di Tekne e garantire i livelli occupazionali esistenti, Nuburu ha fornito ulteriori 3,7 milioni di euro.

L’accordo prevede che, all’ottenimento dell’autorizzazione di legge, i finanziamenti siano convertiti in capitale di Tekne sulla base di una valutazione della società di 52 milioni di euro e Nuburu sottoscriva un ulteriore aumento di capitale di 13 milioni di euro, alla medesima valutazione della società, venendo così a detenere una partecipazione pari al 57,1% del capitale sociale (fully diluted) oltre al 2,9% già detenuto. È previsto infine che Nuburu acquisirà un ulteriore 10% di Tekne dagli attuali azionisti.

“Nell’ultimo anno abbiamo lavorato intensamente con consulenti specializzati per sviluppare un quadro industriale allineato agli interessi nazionali italiani, consentendo al contempo a Nuburu di costruire una solida piattaforma tecnologica per la difesa radicata nel Paese”, ha dichiarato Alessandro Zamboni, presidente e Co-Ceo di Nuburu.

Un nuovo orizzonte nella cura dell’emofilia A e B

Milano, 20 mar. (askanews) – In Italia arriva una nuova opzione terapeutica per l’emofilia. È stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la rimborsabilità di un trattamento innovativo per l’emofilia A e B severa senza inibitori, nasce Marstacimab, sviluppato da Pfizer che apre nuove prospettive nella gestione della malattia. Nel nostro Paese sono circa 5.000 le persone che convivono con questa patologia rara, che, nel tempo, può compromettere articolazioni, autonomia e qualità della vita. La nuova opzione terapeutica ha un approccio diverso rispetto alle terapie tradizionali, perché non sostituisce i fattori della coagulazione ma agisce riequilibrando il sistema emostatico, contribuendo a ridurre i sanguinamenti. Abbiamo parlato con Maria Elisa Mancuso, Referente Centro Malattie Emorragiche presso IRCCS Humanitas Research Hospital e Professoressa a Contratto presso Humanitas University:

“Marstacimab sicuramente favorisce una aderenza migliore al trattamento di profilassi, che è lo standard di cura nell’emofilia per prevenire gli episodi emorragici, perché è somministrabile per via sottocutanea, con infusioni solo una volta a settimana. Storicamente nell’emofilia questa è una grossa rivoluzione, perché da sempre siamo stati abituati a somministrazioni endovenose ogni 2-3 giorni, quindi chiaramente c’è un bel passo avanti. È un farmaco efficace e sicuro, quindi la prevenzione dei sanguinamenti restituisce alle persone con emofilia una qualità di vita normale e anche uno stile di vita normale”.

L’impegno di Pfizer nelle malattie rare e, in particolare, nell’emofilia prosegue da oltre quarant’anni e lo sviluppo di Marstacimab rappresenta i continui progressi ottenuti. È poi intervenuta Barbara Capaccetti, Direttore Medico di Pfizer in Italia:

“L’impegno di Pfizer nelle malattie rare, in particolare nell’emofilia, prosegue da oltre 40 anni con l’introduzione dei fattori ricombinanti, che hanno cambiato la storia naturale di questa patologia. L’impegno però in ricerca e sviluppo non si è affermato. Volevamo comunque andare oltre e cercare anche di migliorare quello che è il carico della terapia su questi pazienti. E quindi oggi ci siamo riusciti a farlo, oggi abbiamo la possibilità di offrire una nuova opzione di trattamento, un anticorpo monoclonale per pazienti adolescenti e adulti con diagnosi di emofilia severa o bisensi inibitori”.

Accanto agli aspetti clinici, resta fondamentale l’attenzione alla qualità della vita, all’autonomia e al supporto psicologico. È poi intervenuto Andrea Buzzi, Presidente di Fondazione Paracelso:

“Oggi l’emofilia può essere ben compensata, ben curata, ben affrontata sul piano clinico, però noi abbiamo visto rispetto all’enorme evoluzione che c’è stata nel corso dei decenni sulla strategia terapeutica di questa malattia, abbiamo visto che i livelli di ansia e di preoccupazione, in particolare bisogna dire delle mamme e dei papà, questa malattia viene gestita per procura dei genitori. Noi dobbiamo aiutare i genitori a trasmetterla, a inquadrarla, a collocarla nella giusta posizione dentro la propria vita”.

Un’innovazione che punta a semplificare la gestione della malattia e a migliorare l’aderenza alle terapie. Perché oggi l’obiettivo non è solo controllare i sanguinamenti, ma permettere alle persone con emofilia di vivere con maggiore libertà.

Delmastro, Conte: dimissioni, Meloni prigioniera del sottosegretario?

Roma, 20 mar. (askanews) – “Delmastro si deve dimettere stasera, non può più entrare al ministero (della Giustizia, ndr) un personaggio del genere. Meloni deve azzerare anche il gruppo dirigente del Piemonte perché in società c’erano altri tre alti dirigenti di Fratelli d’Italia piemontesi”. Così il presidente del Movimento cinque stelle, Giuseppe Conte, intervistato a Tagadà, su La7, a proposito del sottosegretario alla Giustizia.

Meloni “è prigioniera di Delmastro, di Santanchè, dei suoi compagni di partito che in giunta siciliana sono accusati di corruzione, sono accusati di malversazione. Meloni è prigioniera perché hanno condiviso insieme una storia, battaglie e dei segreti evidentemente”, ha detto ancora.

Reguzzoni: funerali Bossi a Pontida una scelta simbolo

Gemonio, 20 mar. (askanews) – “Appuntamento per tutti a Pontida, gli amici che hanno voluto bene a Umberto sanno che questa è una scelta assolutamente simbolo, con chi gli ha voluto bene ci vediamo all’Abbazia di Pontida”. Lo ha detto Marco Reguzzoni, ex capogruppo della Lega alla Camera, lasciando la casa di Umberto Bossi a Gemonio e ricordando i funerali di domenica dell’ex leader leghista morto a 84 anni.

Usa, cresce l’allerta sicurezza per i Mondiali di calcio 2026: timori su possibili attacchi

Roma, 20 mar. (askanews) – Cresce l’allerta sicurezza per i Mondiali di calcio 2026, in programma a giugno e luglio tra Stati Uniti, Canada e Messico, in un contesto internazionale segnato dall’aumento del rischio di attentati legati alla guerra con l’Iran e a possibili azioni di ritorsione.

Secondo briefing d’intelligence esaminati da Reuters, estremisti e criminali potrebbero prendere di mira la competizione in questione. Tra i possibili scenari indicati figurano attacchi alle infrastrutture di trasporto, disordini civili e azioni di singoli individui radicalizzati. A tal proposito, le forze dell’ordine americane hanno innalzato il livello di vigilanza dall’inizio del conflitto con Teheran, temendo reazioni dirette o indirette sul territorio.

Le valutazioni arrivano da documenti redatti da funzionari federali e statali statunitensi insieme alla FIFA, la federazione internazionale che governa gli sport del calcio. Ed emergono mentre il regime iraniano lancia avvertimenti minacciosi: “Da ora in poi i centri turistici e ricreativi nel mondo saranno insicuri per i nemici”, ha dichiarato oggi il portavoce dell’esercito Sardar Shekarchi.

A complicare i preparativi per gli imminenti Mondiali di calcio, vi è il ritardo nell’erogazione di un pacchetto da 625 milioni di dollari di fondi federali destinati alla sicurezza, previsti da un disegno di legge di spesa approvato nel luglio 2025. La Federal Emergency Management Agency (FEMA) aveva indicato fine gennaio come termine per la distribuzione; ma i fondi sono stati assegnati solo questa settimana, dopo le pressioni di autorità locali e organizzatori.

Tale ritardo rappresenta un peso considerevole su una macchina organizzativa già sotto pressione. Stati e città ospitanti sono difatti nelle fasi finali della pianificazione dell’evento, con il tempo per acquistare tecnologie e attrezzature che è ormai più che limitato. “Sarà estremamente difficile rispettare i tempi”, ha avvertito Mike Sena, presidente della National Fusion Center Association.

In un contesto di questo tipo, va considerato anche il rischio di possibili minacce interne. Un rapporto di intelligence del dicembre 2025 del New Jersey, Stato che ospiterà la finale del torneo, cita recenti attacchi domestici, complotti sventati e una crescente propaganda estremista. Viene inoltre indicato il rischio di assembramenti spontanei legati a tensioni tra Paesi partecipanti.

Un ulteriore rapporto del 2025 menziona un post online che incoraggerebbe azioni contro la rete ferroviaria durante il torneo, con riferimento alle partite sulla costa occidentale di Stati Uniti e Canada.

Sul piano interno, il clima politico statunitense ha un peso specifico. Le misure restrittive sull’immigrazione volute dall’amministrazione Trump alimentano in tal senso i timori di proteste e tensioni. Secondo analisti della FIFA, l’attivismo anti-ICE potrebbe abbassare la soglia “per azioni ostili da parte di estremisti o lupi solitari”.

Restano inoltre incognite legate ai divieti di viaggio imposti a decine di Paesi. Tra questi l’Iran, la cui partecipazione al Mondiale continua a essere incerta, che sta discutendo con la FIFA lo spostamento delle proprie partite in Messico, a causa del conflitto in corso con gli Stati Uniti. Restrizioni riguardano anche tifosi di Haiti, Costa d’Avorio e Senegal, tutte qualificate al torneo.

Ogni partita, avvertono i responsabili locali, avrà un impatto comparabile a quello di un Super Bowl. “Le amministrazioni locali e le forze dell’ordine avranno il loro bel da fare”, ha dichiarato la deputata del New Jersey Nellie Pou, la quale ha aggiunto che, per garantire un’organizzazione adeguata, e un piano di sicurezza stabile, “servono tutte le risorse disponibili, subito”.

(di Gabriele De Angelis)

Gas, Pichetto: difficile fare stime su prezzi, sono ministro non mago

Milano, 20 mar. (askanews) – “Faccio il ministro, non il mago. Quando siamo passati dai 28-30 euro, il dato di riferimento quando ho fatto il decreto tre settimane fa, ai 72 euro di ieri mattina, le stime diventano molto difficili da fare”. Così il ministro dell’ Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, a margine dei 70 anni di Cesi.

Riguardo le imprese “stanno certamente soffrendo. Settori fortemente gasivori come ceramica ed elettronica soffrono enormemente”, ha aggiunto. “Con 102.000 imprese a media tensione, superare i 150 euro sul Pun (Prezzo Unico Nazionale) significa che chi non ha contratti a prezzo fisso predeterminato ne soffre tantissimo. Dipende dal margine dell’impresa e dal peso dell’energia sui costi”, ha concluso Pichetto.

Oro calato del 4,5% in un mese, pesano Fed e dollaro forte

Roma, 20 mar. (askanews) – I prezzi dell’oro sono scesi ancora, avviandosi alla terza chiusura settimanale negativa consecutiva a causa del rafforzamento del dollaro e dell’atteggiamento prudente della Federal Reserve sui tassi. Il lingotto ha perso circa il 4.5% del suo valore nell’ultimo mese. Gli investitori restano cauti in attesa di segnali più chiari sull’inflazione USA, che finora hanno spinto il biglietto verde ai massimi, rendendo il lingotto meno appetibile.

Al momento, l’oro spot è scambiato a 4.556,94 dollari l’oncia, in deciso calo di 91,28 dollari (-1,96%). I futures sull’oro con scadenza ad aprile 2026 si attestano a 4.579,60 dollari l’oncia, in flessione di 26,10 dollari (-0,57%).

Gas, Pichetto: fiducioso che da metà aprile si partirà con stoccaggi

Roma, 20 mar. (askanews) – “Credo che possiamo partire con gli stoccaggi nell’ottica 2026-2027 verso metà aprile”. Lo ha affermato il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, a margine dei 70 anni del Cesi.

“La valutazione va fatta rispetto alla capacità delle pompe, alla portata a quanto si riesce a iniettare. È una questione di tempi”, ha detto.

“Non si può mai essere pronti per un conflitto. Dobbiamo essere pronti a ricostituire gli stoccaggi entro fine anno. L’Italia parte da una condizione migliore rispetto al resto d’Europa, con molte fonti alternative di approvvigionamento. Sono abbastanza fiducioso che da metà aprile si possano ricostituire gli stoccaggi in modo adeguato”.

Ue, Urso: su Ets "svolta storica, riconosciute le ragioni dell’Italia"

Roma, 20 mar. (askanews) – “Le posizioni espresse dalla presidente Von der Leyen e le successive decisioni assunte stanotte dal Consiglio europeo indicano che finalmente l’Europa si muove sulla strada indicata dall’Italia: una strada condivisa da un sempre crescente e più ampio fronte di Stati membri”. Lo dichiara con un comunicato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, definendo la posizione espressa una “una svolta storica”.

“È di grande rilevanza – continua Urso – il riconoscimento che la prossima revisione dell’ETS affronterà, da subito, proprio le questioni rilevanti per il nostro Paese, come l’estensione delle quote gratuite per le industrie energivore e la volatilità del prezzo degli ETS, condizionata anche dalla speculazione finanziaria. Altrettanto significativo è che la Commissione lavorerà già da lunedì con il nostro Governo proprio su quanto previsto dal decreto bollette ‘per affrontare – come riconosciuto dalla stessa von der Leyen – le specificità italiane'”.

“Ancora una volta il Presidente Meloni è riuscito, quando pochi lo ritenevano possibile, a far breccia indicando con responsabilità la strada giusta all’Europa e tutelando al meglio gli interessi della nostra Nazione, delle nostre imprese, del nostro sistema sociale e produttivo”, ha concluso il ministro.

Carburanti, Pichetto: durata taglio accise dipende da stop Hormuz

Milano, 20 mar. (askanews) – Sulla durata del decreto per il blocco delle accise sui carburanti al momento in vigore per 20 giorni “vediamo man mano, perché non sappiamo quale sarà il quadro fra 20 giorni”. Così il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, a margine dei 70 anni di Cesi a Milano.

“Se i sei Paesi che hanno firmato l’impegno per liberare lo Stretto di Hormuz, riuscissero a liberarlo – ha detto – questo avrebbe immediatamente un effetto sul prezzo e automaticamente potrebbe far venir meno le condizioni che ci hanno portato a intervenire”.

Usa, allarme sicurezza Mondiali: timori per possibili attacchi

Roma, 20 mar. (askanews) – Cresce l’allerta sicurezza per i Mondiali di calcio 2026, in programma a giugno e luglio tra Stati Uniti, Canada e Messico, in un contesto internazionale segnato dall’aumento del rischio di attentati legati alla guerra con l’Iran e a possibili azioni di ritorsione.

Secondo briefing d’intelligence esaminati da Reuters, estremisti e criminali potrebbero prendere di mira la competizione in questione. Tra i possibili scenari indicati figurano attacchi alle infrastrutture di trasporto, disordini civili e azioni di singoli individui radicalizzati. A tal proposito, le forze dell’ordine americane hanno innalzato il livello di vigilanza dall’inizio del conflitto con Teheran, temendo reazioni dirette o indirette sul territorio.

Le valutazioni arrivano da documenti redatti da funzionari federali e statali statunitensi insieme alla FIFA, la federazione internazionale che governa gli sport del calcio. Ed emergono mentre il regime iraniano lancia avvertimenti minacciosi: “da ora in poi i centri turistici e ricreativi nel mondo saranno insicuri per i nemici”, ha dichiarato oggi il portavoce dell’esercito Sardar Shekarchi.

A complicare i preparativi per gli imminenti Mondiali di calcio, vi è il ritardo nell’erogazione di un pacchetto da 625 milioni di dollari di fondi federali destinati alla sicurezza, previsti da un disegno di legge di spesa approvato nel luglio 2025. La Federal Emergency Management Agency (FEMA) aveva indicato fine gennaio come termine per la distribuzione; ma i fondi sono stati assegnati solo questa settimana, dopo le pressioni di autorità locali e organizzatori.

Tale ritardo rappresenta un peso considerevole su una macchina organizzativa già sotto pressione. Stati e città ospitanti sono difatti nelle fasi finali della pianificazione dell’evento, con il tempo per acquistare tecnologie e attrezzature che è ormai più che limitato. “Sarà estremamente difficile rispettare i tempi”, ha avvertito Mike Sena, presidente della National Fusion Center Association.

In un contesto di questo tipo, va considerato anche il rischio di possibili minacce interne. Un rapporto di intelligence del dicembre 2025 del New Jersey, Stato che ospiterà la finale del torneo, cita recenti attacchi domestici, complotti sventati e una crescente propaganda estremista. Viene inoltre indicato il rischio di assembramenti spontanei legati a tensioni tra Paesi partecipanti.

Un’ulteriore rapporto del 2025 menziona un post online che incoraggerebbe azioni contro la rete ferroviaria durante il torneo, con riferimento alle partite sulla costa occidentale di Stati Uniti e Canada.

Sul piano interno, il clima politico statunitense ha un peso specifico. Le misure restrittive sull’immigrazione volute dall’amministrazione Trump alimentano in tal senso i timori di proteste e tensioni. Secondo analisti della FIFA, l’attivismo anti-ICE potrebbe abbassare la soglia “per azioni ostili da parte di estremisti o lupi solitari”.

Restano inoltre incognite legate ai divieti di viaggio imposti a decine di Paesi. Tra questi l’Iran, la cui partecipazione al Mondiale continua a essere incerta, che sta discutendo con la FIFA lo spostamento delle proprie partite in Messico, a causa del conflitto in corso con gli Stati Uniti. Restrizioni riguardano anche tifosi di Haiti, Costa d’Avorio e Senegal, tutte qualificate al torneo.

Ogni partita, avvertono i responsabili locali, avrà un impatto comparabile a quello di un Super Bowl. “Le amministrazioni locali e le forze dell’ordine avranno il loro bel da fare”, ha dichiarato la deputata del New Jersey Nellie Pou, la quale ha aggiunto che, per garantire un’organizzazione adeguata, e un piano di sicurezza stabile, “servono tutte le risorse disponibili, subito”. (di Gabriele De Angelis)

La strana storia del blogger russo ex filo-Putin finito in clinica psichiatrica

Roma, 20 mar. (askanews) – Un blogger russo, storicamente schierato su posizioni filo-Cremlino , è stato ricoverato in un ospedale psichiatrico dopo aver pubblicato dichiarazioni critiche nei confronti del presidente Vladimir Putin e dell’offensiva russa in Ucraina. Lo ha confermato l’agenzia di stampa France Presse citando fonti dell’ospedale di San Pietroburgo dove si trova ora Ilia Remeslo, giurista e blogger noto in particolare per aver scritto e testimoniato contro l’oppositore Alexei Navalny, morto in una prigione russa due anni fa.

Remeslo ha pubblicato martedì su Telegram “cinque ragioni” per cui ha “smesso di sostenere Vladimir Putin”. “Vladimir Putin non è un presidente legittimo, Vladimir Putin deve dimettersi ed essere giudicato come criminale di guerra e ladro”, ha accusato sul suo canale seguito da oltre 100mila persone. Il blogger, 42 anni, ha anche denunciato l’offensiva in Ucraina come “un vicolo cieco” che ha causato “uno o due milioni di vittime” ed è condotta “unicamente a causa dei complessi di Putin”.

Ilia Remeslo ha inoltre criticato “l’assenza” di opposizione, “la repressione della libertà di internet e dei media” nel Paese e “un mandato senza fine” di Putin, aggiungendo che i russi hanno “bisogno di un nuovo presidente moderno”.

Queste dichiarazioni hanno scioccato la comunità dei blogger sostenitori dell’offensiva russa in Ucraina, entrata nel suo quinto anno. Alcuni hanno persino ipotizzato che il suo account Telegram fosse stato hackerato. L’interessato ha quindi registrato un video confermando di essere l’autore dei messaggi, aggiungendo anche “una sesta ragione” per non sostenere Putin: “Una folle attrazione per il lusso”, accusando il presidente russo di possedere “una ventina di residenze-castelli”.

Remeslo ha pubblicato un ultimo messaggio online mercoledì sera. Giovedì, il blog di informazione filo-Cremlino Baza ha annunciato che era stato internato. Contattato oggi dall’Afp, l’ospedale psichiatrico numero 3 di San Pietroburgo ha confermato che “Ilia Borisovic Remeslo” vi è stato ricoverato giovedì e che la sua famiglia, inclusa la moglie, è stata informata. L’ospedale si è rifiutato di fornire dettagli sul suo stato di salute.

Questo ospedale, fondato nel 1870 e intitolato a Ivan Skvortsov-Stepanov, uno dei creatori della censura politica nell’Urss, è noto per essere stato un luogo di internamento di dissidenti politici repressi in epoca sovietica. Dall’inizio dell’offensiva contro l’Ucraina nel 2022, il Cremlino ha intensificato la repressione contro l’opposizione.

Iran, Trump: senza di noi, la Nato è una "tigre di carta"

Roma, 20 mar. (askanews) – “Senza gli Stati Uniti, la Nato è una tigre di carta!”, ha scritto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sul proprio profilo Truth.

“Ora quella lotta è militarmente vinta, con pochissimo pericolo per loro, si lamentano dei prezzi elevati del petrolio che sono costretti a pagare, ma non vogliono aiutare ad aprire lo Stretto di Hormuz, una semplice manovra militare che è l’unica ragione dei prezzi alti del petrolio”, ha proseguito Trump, minacciando che “così facile da fare per loro, con così poco rischio. codardi, e ce ne ricorderemo”.

I Muse annunciano il decimo album in studio, "The WOW! Signal"

Milano, 20 mar. (askanews) – I Muse, giganti del rock inglese e vincitori di GRAMMY® Award, annunciano il loro prossimo decimo album in studio, “The WOW! Signal”, in uscita il 26 giugno su etichetta Warner Records — di seguito la tracklist. L’annuncio è stato davvero fuori dal mondo, con i Muse che hanno diffuso la notizia dallo spazio! In collaborazione con Sent Into Space, la band ha inviato un tablet appositamente progettato a 33 km di altezza nell’atmosfera per presentare in anteprima il video di “Be With You”, mentre un secondo pacco conteneva degli adesivi per un’edizione in vinile in tiratura limitata che i fan potranno richiedere.

“The WOW! Signal” segna il ritorno dei MUSE con un nuovo album dopo l’acclamato “Will Of The People” del 2022, che ha debuttato al primo posto nelle classifiche “Top Rock Albums” e “Top Alternative Albums” di Billboard. Invitando a tuffarci in pieno nel mondo del nuovo album, i Muse condividono il potente singolo di lancio, “Be With You”, insieme a un video musicale ufficiale con protagonista Ella Balinska (Resident Evil, The Occupant).

“Be With You” si apre con il suono di un imponente organo da chiesa e la voce altrettanto epica di Matt Bellamy, mentre si concentra su un momento intenso “It seems my light’s been swallowed up, I’ve used up every ounce of luck / I need to leap into the fire, find a higher power, and reach for something new.” Ma ben presto il brano si trasforma in un’elettronica trascinante e, alla fine, in un rock bruciante, mentre la prospettiva del narratore passa dallo sconforto alla determinazione: “I feel my life has just begun, it can’t just be with anyone / It’s got to be with you.” Diretto da Nico Paolillo (Deafheaven, BAD OMENS), il video di “Be With You” dà vita a questo momento elettrizzante con straordinari dettagli cinematografici. Mentre un alone rosso avvolge la luna, Balinska inizia a notare strani fenomeni e sembra trascinata nella notte da una forza superiore. Alla fine incontra un uomo pervaso dalla stessa strana energia e insieme assistono a un fenomeno al tempo stesso bellissimo e terrificante.

The WOW! Signal prende il nome da uno dei misteri interstellari più affascinanti del secolo scorso: un potente impulso radio della durata di 72 secondi rilevato nel 1977, proveniente dalla costellazione del Sagittario, con una larghezza di banda e un’intensità che suggerivano una possibile origine extraterrestre. L’astronomo che scoprì l’anomalia cerchiò la sequenza ormai iconica “6EQUJ5” e scrisse “WOW!” sulla stampa accanto ad essa, dando questo nome al segnale e consolidando la sua posizione nella tradizione scientifica e nella cultura popolare.

Sebbene “Be With You” sia solo il primo assaggio di “The WOW! Signal”, i temi comuni tra la canzone e questo fenomeno parlano delle forze che alimentano il nuovo album dei MUSE: un mix di mistero cosmico, speranza esistenziale e l’esaltante possibilità di entrare in contatto con qualcosa di molto più grande di noi stessi.

Lega, il ministro Giorgetti a casa di Bossi a Gemonio

Gemonio, 20 mar. (askanews) – Nelle immagini il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti lascia la casa a Gemonio di Umberto Bossi, morto a 84 anni.

Giorgetti era arrivato alle 9 questa mattina e si è trattenuto a lungo con la famiglia. I funerali si svolgeranno domenica a Pontida.

Il "Re Del Valzer" André Rieu torna live in Italia

Milano, 20 mar. (askanews) – A novembre dello scorso anno è andata in scena l’attesa prima volta di André Rieu in Italia, all’Unipol Forum di Milano: biglietti esauriti in meno di un mese dall’annuncio del concerto e 10.000 spettatori entusiasti arrivati da tutta Italia. A grande richiesta, il “Re Del Valzer” è tornato con tre nuovi concerti evento nel nostro Paese – prodotti da VignaPR e VIVO Concerti – con i 60 elementi della sua Johann Strauss Orchestra. Dopo il successo di Bologna, oggi è a Torino all’Inalpi Arena e sabato 21 marzo 2026 a Milano all’Unipol Forum. I biglietti saranno disponibili in prevendita dalle ore 10:00 di venerdì 24 ottobre su Ticketone.it, l’unico circuito ufficiale per questi tre concerti.

Con oltre 40 milioni di album venduti, 4 miliardi di visualizzazioni su YouTube, oltre 20 milioni di follower sui social e più di 700.000 spettatori all’anno in oltre 80 concerti in tutto il mondo, André Rieu è uno degli artisti di maggior successo e più amati dei nostri tempi. Ha inoltre all’attivo finora 500 Dischi di Platino, 270 Dischi D’Oro, 30 Primi posti nelle classifiche di vari Paesi nel mondo, 10 album nella Top Ten delle classifiche UK, innumerevoli Awards dal 1995 in poi, fra i quali 3 Classic Brit Award consecutivi per l'”Album of The Year” nel 2011, 2012, 2013 e l’SSE Best Live Award nel 2018, ma soprattutto il record assoluto di incassi per un artista di “Classica” nella storia di Billboard.

Durante ogni sua esibizione il pubblico viene trascinato in un universo di melodie incantevoli mentre André Rieu dirige la Johann Strauss Orchestra – la più numerosa orchestra privata al mondo con i suoi 60 elementi – il coro e molteplici solisti, in un repertorio che varia da capolavori classici a celebri valzer, passando attraverso successi popolari, colonne sonore e brani d’opera. Fra i brani che hanno reso famose le sue straordinarie performance dal vivo citiamo The Lonely Shepherd dalla colonna sonora di Kill Bill di Quentin Tarantino, il Bolero di Ravel, il Second Waltz di Shostakovich – uno dei più conosciuti di Rieu, definito il “Re del Valzer Moderno”. Non mancano popolarissime hit come Can’t Help Falling in Love di Elvis Presley o My Way di Frank Sinatra, ma anche Mambo N°5 di Lou Bega, senza dimenticare il nostro Domenico Modugno con Nel blu dipinto di blu. Fra i maestri che lo hanno ispirato Rieu cita Johann Strauss, “un imprenditore e un artista gigantesco allo stesso tempo, aveva cinque orchestre contemporaneamente e componeva musica straordinaria” e infatti Il Danubio Blu non manca mai nei live di André.

L’energia straordinaria dei suoi spettacoli – vere e proprie performance che sprigionano gioia e romanticismo – è un elemento decisivo per il pubblico di André Rieu. I suoi concerti sono esperienze immersive uniche: un’esplosione di luci, messe in scena elaborate con visual e schermi di grande effetto, costumi sontuosi, un coinvolgimento straordinario quando il Maestro e l’Orchestra raggiungono il palco attraversando la folla sulle note del Gladiatore, ma soprattutto la partecipazione calorosa di un pubblico fra i più diversificati per età e provenienza, che trova terreno comune nel celebrare la Musica in un’atmosfera di pura magia.

Dice André: “Le emozioni sono il fattore chiave! Quando un brano mi arriva al cuore, so che farà breccia anche nel vostro cuore. Non vedo l’ora di tornare a Milano e di suonare per la prima volta a Bologna e Torino, ho aspettato questo momento e so che anche il pubblico italiano lo ha desiderato a lungo, mi aspetto di vedervi tutti ballare e cantare al concerto!”

Nuoto, Cameron McEvoy fa il record mondiale nei 50 sl

Roma, 20 mar. (askanews) – Cameron McEvoy è il nuovo uomo più veloce del pianeta in acqua. Il 31enne australiano ha stabilito il record del mondo nei 50 metri stile libero con il tempo di 20″88 durante l’Open di Shenzhen, in Cina, migliorando di tre centesimi il precedente primato di 20″91 appartenente al brasiliano César Cielo, realizzato nel 2009 a San Paolo nell’era dei costumoni.

Campione olimpico della specialità ai Giochi di Parigi 2024, McEvoy conferma il suo dominio nello sprint più breve del nuoto, dopo i titoli mondiali conquistati nel 2023 e nel 2025. L’australiano, originario della Gold Coast, abbassa sensibilmente il proprio personale (21″06 nel 2023) e apre una nuova era nella distanza regina della velocità.

“L’obiettivo era scendere sotto i 22 secondi”, ha dichiarato dopo la gara, sottolineando la crescita progressiva che lo ha portato al primato. Per l’impresa incassa anche un premio di 20mila dollari. McEvoy, che in passato sognava di diventare astronauta, continua a viaggiare a velocità “stellari”, ma stavolta lo fa in corsia.

Calcio, i convocati di Gattuso per i playoff, c’è Chiesa

Roma, 20 mar. (askanews) – Prenderà il via domenica sera con il raduno fissato al Centro Tecnico Federale di Coverciano la ‘missione Mondiale’ della Nazionale, impegnata giovedì 26 marzo (ore 20.45, diretta Rai 1) allo Stadio di Bergamo nella semifinale dei play-off con l’Irlanda del Nord. In caso di successo, martedì 31 marzo l’Italia si giocherebbe poi il pass per il Mondiale in trasferta con la vincente della sfida tra Galles e Bosnia ed Erzegovina. Le due semifinaliste sconfitte del percorso A dei play-off (Italia-Irlanda del Nord/Galles-Bosnia ed Erzegovina), il 31 marzo saranno invece chiamate a disputare un’amichevole. Un match che gli Azzurri giocherebbero comunque in trasferta, a Cardiff o a Zenica.

Sono 28 i calciatori convocati dal Ct Gennaro Gattuso e il volto nuovo è quello di Marco Palestra, difensore del Cagliari classe 2005 alla prima chiamata in Nazionale maggiore. Torna a vestire la maglia azzurra Federico Chiesa, campione d’Europa nel 2021 e lontano dalla Nazionale da EURO 2024. Prima convocazione con Gattuso anche per Giorgio Scalvini e Niccolò Pisilli, assenti rispettivamente dal marzo e dal novembre 2024.

L’ELENCO DEI CONVOCATI

Portieri: Elia Caprile (Cagliari), Marco Carnesecchi (Atalanta), Gianluigi Donnarumma (Manchester City), Alex Meret (Napoli);

Difensori: Alessandro Bastoni (Inter), Alessandro Buongiorno (Napoli), Riccardo Calafiori (Arsenal), Andrea Cambiaso (Juventus), Diego Coppola (Paris FC), Federico Dimarco (Inter), Federico Gatti (Juventus), Gianluca Mancini (Roma), Marco Palestra (Cagliari), Giorgio Scalvini (Atalanta), Leonardo Spinazzola (Napoli);

Centrocampisti: Nicolò Barella (Inter), Bryan Cristante (Roma), Davide Frattesi (Inter), Manuel Locatelli (Juventus), Niccolò Pisilli (Roma), Sandro Tonali (Newcastle);

Attaccanti: Federico Chiesa (Liverpool), Francesco Pio Esposito (Inter), Moise Kean (Fiorentina), Matteo Politano (Napoli), Giacomo Raspadori (Atalanta), Mateo Retegui (Al-Qadsiah), Gianluca Scamacca (Atalanta).

Iran, piano Aie: tagliare consumi con limiti velocità e targhe alterne

Roma, 20 mar. (askanews) – L’International Energy Agency ha presentato oggi sul proprio sito ufficiale una serie di azioni dal lato della domanda per attenuare gli impatti economici sui consumatori derivanti dalle interruzioni dei mercati petroliferi causate dalla guerra in Medio Oriente.

Il conflitto ha innescato la “più grande interruzione di fornitura nella storia del mercato petrolifero globale”, con il transito attraverso lo Stretto di Hormuz ridotto al minimo.

Secondo l’Agenzia, “le sole misure dal lato dell’offerta non possono compensare completamente l’entità dell’interruzione”, rendendo l’intervento sulla domanda uno strumento critico e immediato per migliorare l’accessibilità economica e sostenere la sicurezza energetica.

Fatih Birol, direttore esecutivo dell’Iea, ha dichiarato: “La guerra in Medio Oriente sta creando una grave crisi energetica, inclusa la più grande interruzione di fornitura nella storia del mercato petrolifero globale. In assenza di una rapida risoluzione, gli impatti sui mercati energetici e sulle economie sono destinati a diventare sempre più severi”.

Il nuovo rapporto identifica dieci misure attuabili rapidamente da governi, imprese e famiglie per ridurre i consumi. Tra le principali azioni figurano il lavoro da casa dove possibile, la riduzione dei limiti di velocità autostradali di almeno 10 km/h, l’incentivo all’uso del trasporto pubblico e la rotazione dell’accesso delle auto private nelle grandi città.

Il piano suggerisce inoltre di aumentare il car sharing, promuovere la guida efficiente per i veicoli commerciali, dirottare l’uso del GPL dai trasporti verso usi essenziali ed evitare i viaggi aerei dove esistono opzioni alternative.

Infine, l’Agenzia invita a passare a soluzioni di cottura moderne ed elettriche e a sfruttare la flessibilità nell’industria implementando misure di efficienza a breve termine. (Fonte immagine: IEA)

Tokyo punta su Trump: Giappone accelera investimenti negli Usa

Roma, 20 mar. (askanews) – Il Giappone sta accelerando più di qualunque altro grande partner commerciale degli Stati uniti nel trasformare le intese sui dazi con Donald Trump in progetti industriali concreti. Dopo il vertice di ieri alla Casa Bianca tra il presidente americano e la premier Sanae Takaichi, Tokyo ha annunciato una seconda tornata di investimenti e finanziamenti fino a 73 miliardi di dollari, che porta a circa 109 miliardi il valore complessivo dei progetti già messi sul tavolo nelle prime due tranche, cioè quasi un quinto del pacchetto da 550 miliardi concordato nell’accordo quadro bilaterale del luglio 2025.

La nuova tranche si concentra interamente sull’energia e comprende fino a 40 miliardi di dollari per piccoli reattori modulari sviluppati da Ge Vernova Hitachi in Tennessee e Alabama, 17 miliardi per impianti di generazione elettrica a gas in Pennsylvania e altri 16 miliardi per strutture analoghe in Texas.

La prima tranche, annunciata a febbraio, includeva invece un progetto per diamanti sintetici industriali, un’infrastruttura per l’export di greggio statunitense e un progetto di generazione a gas, per un totale di circa 36 miliardi.

E’ proprio questa rapida traduzione dell’intesa in singoli dossier industriali a distinguere il Giappone: la Corea del sud ha approvato solo il 12 marzo la legge necessaria a rendere operativi i suoi impegni da 350 miliardi, mentre l’Unione europea procede ancora su un binario più politico e regolatorio, con un voto del Parlamento europeo arrivato solo ieri per far avanzare la legislazione collegata all’accordo con Washington.

Per Tokyo, però, non si tratta soltanto di commercio. Il governo giapponese ha scelto di non rimettere in discussione il patto con Washington neppure dopo la sentenza con cui il 20 febbraio la Corte suprema degli Stati uniti ha bocciato i dazi globali imposti da Trump sotto la legge sui poteri economici d’emergenza. La cautela giapponese nasce dal timore che un irrigidimento nei confronti della Casa Bianca possa tradursi in nuove pressioni tariffarie attraverso altri strumenti legali, soprattutto in comparti sensibili come l’auto, che resta centrale per l’economia nipponica. Non a caso, già a fine febbraio Tokyo aveva chiesto che il nuovo regime tariffario americano non peggiorasse il trattamento concordato l’anno scorso.

Il vertice Trump-Takaichi ha inoltre allargato il perimetro della cooperazione oltre l’energia. I due paesi hanno presentato un piano d’azione congiunto sulle terre rare e i minerali critici per costruire alternative alla dipendenza dalla Cina, con 13 progetti indicati come prioritari e l’avvio di un gruppo di lavoro dedicato anche allo sviluppo delle risorse minerarie nei fondali marini. In altre parole, il pacchetto giapponese non serve solo a difendere l’accesso al mercato americano, ma punta a inserirsi nella più ampia strategia di sicurezza economica degli Stati uniti.

Resta però il nodo della sostenibilità finanziaria e industriale. Già a febbraio il ministro Ryosei Akazawa aveva ammesso che sui primi accordi restavano da sciogliere diversi dettagli, compresi parametri essenziali come i tassi attesi e la redditività dei singoli progetti. Il 13 marzo Mitsubishi Ufj Financial Group ha poi segnalato che monitorerà attentamente l’impatto sulla liquidità di eventuali nuovi prestiti collegati al pacchetto americano, mentre sullo sfondo continuano a circolare ipotesi su ulteriori iniziative, come una possibile fabbrica avanzata negli Usa affidata a Japan Display, che però resta per ora allo stadio delle indiscrezioni.

Il punto politico è che il Giappone sta assumendo un’esposizione molto più diretta e molto più rapida di altri alleati degli Stati uniti. Se i progetti energetici e industriali annunciati tra febbraio e marzo andranno davvero in porto, Tokyo potrà presentarsi come il partner più affidabile della nuova strategia americana di reindustrializzazione. Ma se costi, tempi e ritorni economici dovessero deragliare, il governo Takaichi rischierebbe di trasformare il negoziato sui dazi in una scommessa onerosa per banche, industria e finanza pubblica giapponese.

Nato, mercoledì caccia italiani hanno intercettato un aereo russo

Roma, 20 mar. (askanews) – Caccia italiani hanno intercettato l’altro ieri un velivolo russo nello spazio aereo del Mar Baltico nell’ambito delle attività Nato di sorveglianza rafforzata. Lo ha reso noto oggi il Comando aereo dell’Alleanza atlantica su X. “Mercoledì jet da combattimento italiani dell’Aeronautica militare, schierati presso la base di Amari in Estonia per la missione di Enhanced Air Policing della Nato, hanno intercettato un aereo russo Su-30 sul Mar Baltico”, si legge in un messaggio diffuso sui social. “I velivoli italiani hanno attivato un’operazione di Alpha Scramble nell’ambito delle attività Eastern Sentry della Nato, insieme a jet di Finlandia e Svezia, per garantire la sicurezza dello spazio aereo dell’Alleanza”, prosegue la nota.

Due morti per il crollo di un casale nel Parco degli Acquedotti a Roma

Roma, 20 mar. (askanews) – A Roma due persone, la cui identità è in fase di identificazione, sono state trovate morte all’interno del Casale del Sellaretto – una ex casa cantoniera in Via delle Capannelle 221, nel Parco degli Acquedotti – probabilmente uccise dal crollo della struttura causato da una esplosione.

Ieri sera era stato sentito un boato proveniente dal fabbricato, una struttura abbandonata ed usata come riparo da senza fissa dimora. Questa mattina è stato rinvenuto un cadavere: giunti sul posto Polizia, Vigili del Fuoco e Scientifica hanno poi trovato il secondo corpo senza vita. In corso le operazioni per escludere presenza di altre persone coinvolte. Sul posto, a supporto, anche la Polizia Locale di Roma Capitale con il VII Gruppo Tuscolano.

Gas, Pichetto: fiducioso che da metà aprile si partirà con stoccaggi

Roma, 20 mar. (askanews) – “Oggi siamo al 20 marzo e fino al 20 marzo ci siamo arrivati. Garantisco che nei prossimi 10 giorni” manterremo questi livelli di approvvigionamento. “Credo che possiamo partire con gli stoccaggi nell’ottica 2026-2027 verso metà aprile”. Lo ha affermato il ministro dell’ Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, a margine dei 70 anni del Cesi.

“La valutazione va fatta rispetto alla capacità delle pompe, alla portata a quanto si riesce a iniettare. E’ una questione di tempi”, ha detto.

“Non si può mai essere pronti per un conflitto. Dobbiamo essere pronti a ricostituire gli stoccaggi entro fine anno. L’Italia parte da una condizione migliore rispetto al resto d’Europa, con molte fonti alternative di approvvigionamento. Sono abbastanza fiducioso che da metà aprile si possano ricostituire gli stoccaggi in modo adeguato”. Riguardo l’ipotesi di un piano per incentivare gli stoccaggi, il Ministro ha risposto “si tratta di valutare qual è il momento opportuno; è un po’ come saper leggere il futuro rispetto a cosa sta succedendo purtroppo a due passi da noi”.

"Ricostruire Gaza", la Global Sumud Flotilla riparte dai porti italiani

Roma, 20 mar. (askanews) – La Global Sumud Flotilla torna a salpare da vari porti italiani nel corso del prossimo mese con “almeno cento barche con migliaia di partecipanti da 50 paesi”. L’obiettivo, si spiega, “non è più limitato a portare aiuti umanitari e rompere il blocco navale che da quasi 20 anni tiene sotto assedio le acque di Gaza – un assedio illegittimo secondo il diritto internazionale, che viene ignorato e normalizzato da tantissimi governi occidentali, tra cui quello italiano”, ma “su richiesta della popolazione palestinese alla Flotilla parteciperanno medici, costruttori, educatori e altri figure fondamentali alla ricostruzione della Striscia”.

“È uno sforzo guidato da chi la Palestina la vive, a differenza del piano ‘Riviera di Gaza’ propinato dal cosiddetto Board of Peace di Trump e Kushner: un nodo turistico e finanziario che ignora totalmente la volontà di una popolazione che da anni sopravvive a occupazione e genocidio. In un mondo in cui le guerre imperversano sulla pelle dei civili, la resistenza e resilienza dei palestinesi – in arabo, appunto, ‘sumud’ – sono il faro del viaggio di solidarietà e speranza che guida la Global Sumud Flotilla”.

Questo viaggio, spiegano ancora dalla Sumud, “parte proprio dall’Italia, che ancora è complice della produzione di armamenti venduti a Israele, in particolare tramite Leonardo S.p.A, partecipata statale che collabora producendo droni armati, radar, cyber-sicurezza, sistemi missilistici e infrastrutture digitali di sorveglianza, come rivelato dal dossier di Rossana De Simone per BDS. E mentre il Consiglio dei Ministri riferisce ‘grande preoccupazione per i gravi effetti destabilizzanti’ della guerra iniziata da Israele e Stati Uniti in Iran e in tutto il Medio Oriente, l’Italia continua a fornire armi e a ospitare basi militari statunitensi senza battere ciglio. La flotilla è l’alternativa solidale e pragmatica all’inazione e alla complicità del governo Meloni e lo dimostrerà con una serie coordinata di partenze da diversi porti italiani, per raggiungere la Sicilia e salpare insieme per Gaza”.

La partenza delle barche sarà accompagnata da “talk, concerti ed eventi partecipati da civili e personalità pubbliche solidali alla causa”: Livorno 22 marzo; Ancona 22 marzo; Civitavecchia e Napoli 29 marzo; Bari 4-7 aprile. Appuntamenti in altri porti italiani sono in via di definizione e saranno comunicati nei prossimi aggiornamenti.

“In un momento in cui l’attenzione sulla Palestina si affievolisce, fagocitata dalle mire imperialiste di Stati Uniti e Israele, la Global Sumud Flotilla torna a salpare in direzione della popolazione palestinese e di tutti i popoli oppressi”, conclude la Global Sumud Flotilla.

Iran, le notizie più importanti del 20 marzo sulla guerra

Roma, 20 mar. (askanews) – Di seguito una selezione delle notizie più importanti di venerdì 20 marzo sulla guerra di Usa e Israele contro l’Iran, un conflitto che coinvolge ormai tutti i Paesi del Golfo e il Libano, con gravi ripercussioni sull’economia globale.

-10:26 Iran, Crosetto: per come conosco il Paese, è molto difficile il cambio di regime.

-10:00 Iran: ucciso il portavoce dei pasdaran, generale Naeini.

-09:30 Iran, Guterres: commessi crimini di guerra nel conflitto in Medioriente, da entrambe le parti.

-09:04 Tajani: Italia impegnata a favorire la de-escalation.

Guterres (Onu): sono stati commessi crimini di guerra nel conflitto in Medioriente

Roma, 20 mar. (askanews) – Ci sono motivi per ritenere che nel conflitto in Medio Oriente possano essere stati commessi crimini di guerra da entrambe le parti. Lo ha affermato il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres.

Mercoledì, Israele ha attaccato il giacimento di gas naturale South Pars in Iran, spingendo Teheran a lanciare un attacco di ritorsione contro una grande infrastruttura energetica in Qatar. “Se ci sono attacchi contro l’Iran o dall’Iran contro infrastrutture energetiche, penso che ci siano ragionevoli motivi per ritenere che possano costituire un crimine di guerra”, ha dichiarato Guterres al quotidiano Politico in un’intervista.

Il crescente numero di vittime civili rende entrambe le parti del conflitto vulnerabili a possibili accuse di crimini di guerra, ha aggiunto. “Non vedo alcuna differenza. Non importa chi prenda di mira i civili. È totalmente inaccettabile”, ha affermato il segretario generale.

La fine del conflitto in Medio Oriente dipende dalla volontà politica degli Stati Uniti, ha detto Guterres.

“La guerra deve fermarsi…e credo che sia nelle mani degli Stati Uniti farla cessare. È possibile, ma dipende dalla volontà politica di farlo”, ha aggiunto.

Secondo il segretario generale dell’Onu, la strategia di Israele è eliminare le capacità militari dell’Iran. Ha inoltre affermato di non aver parlato con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump dall’inizio degli attacchi statunitensi e israeliani contro l’Iran.

Il 28 febbraio, gli Stati Uniti e Israele hanno lanciato attacchi congiunti contro obiettivi in Iran, anche a Teheran, causando danni e vittime civili. L’Iran ha risposto colpendo il territorio israeliano e strutture militari statunitensi in Medio Oriente.

Inizialmente, Stati Uniti e Israele hanno sostenuto che il loro attacco “preventivo” fosse necessario per contrastare la minaccia percepita derivante dal programma nucleare iraniano, ma in seguito hanno chiarito di voler vedere un cambiamento di potere in Iran.

Ungheria verso il voto: la difficile sfida di Magyar a Orban

Roma, 20 mar. (askanews) – A tre settimane dalle elezioni legislative del 12 aprile, l’Ungheria si presenta come un paese diviso non solo tra due leader, Viktor Orban e Peter Magyar, ma tra due idee opposte del proprio futuro politico. Le manifestazioni rivali del 15 marzo a Budapest, nel giorno della festa nazionale, hanno mostrato con evidenza questa frattura: da una parte il premier nazional-conservatore che chiede ai suoi una nuova “vittoria storica”, dall’altra il capo di Tisza che accusa il sistema di essere ormai ridotto alla difesa del potere “a ogni costo”. Al di là dell’impatto simbolico delle due piazze, il dato politico è che, per la prima volta da molti anni, Orban affronta una sfida davvero competitiva.

I sondaggi indipendenti più recenti danno infatti Tisza avanti. Una rilevazione del 21 Research Centre, pubblicata l’11 marzo, assegna al partito di Magyar il 53% tra gli elettori decisi contro il 39% di Fidesz; tra tutti gli elettori il vantaggio scende, ma resta significativo, 38% a 30%. La stessa indagine stima, in uno scenario lineare, 115 seggi a Tisza e 78 a Fidesz. Ma la campagna è ancora apertissima: gli indecisi restano numerosi e il partito di governo continua a citare sondaggi alternativi, spesso condotti da istituti ritenuti vicini all’area governativa, che descrivono una corsa molto più equilibrata o addirittura favorevole a Orban.

Qui poi entra in gioco il vero cuore del voto ungherese: il sistema elettorale. Il parlamento di Budapest ha 199 seggi, dei quali 106 sono assegnati in collegi uninominali con formula maggioritaria secca, mentre 93 vengono distribuiti con liste nazionali in un sistema proporzionale corretto da un meccanismo compensativo. In pratica, gli elettori con residenza in Ungheria esprimono due voti, uno per il candidato del collegio e uno per la lista nazionale. Non è però una proporzionale pura: i voti “in eccesso” maturati nei collegi vengono trasferiti alle liste, e questo produce un premio strutturale per il partito più forte sul territorio.

Il punto decisivo è che in Ungheria non vengono recuperati soltanto i voti dei candidati sconfitti, ma anche parte di quelli dei candidati vincitori, cioè i consensi non strettamente necessari per conquistare il seggio. Questo significa che chi domina nei collegi non solo porta a casa il mandato, ma rafforza anche il proprio bottino nella quota proporzionale. E’ uno dei motivi per cui il sistema viene considerato fortemente favorevole al vincitore. L’Osce/Odihr ricorda inoltre che nel 2024 sono stati ridisegnati i confini di 39 collegi uninominali, più di un terzo del totale, con Budapest che ha perso due seggi a vantaggio della contea di Pest, il territorio che circonda la capitale.

Tradotto in termini elettorali, questo vuol dire che vincere il voto nazionale potrebbe non bastare a Magyar. Fidesz conserva infatti una forza capillare nelle aree rurali, nei piccoli centri e in gran parte della provincia, mentre Tisza appare più forte a Budapest e nelle città maggiori. In un sistema dove i collegi pesano più della metà dei seggi, una serie di vittorie strette nelle campagne può valere più di larghi successi urbani concentrati in poche circoscrizioni. Uno studio dell’Osw, il centro studi polacco per l’Europa orientale, stima che Tisza avrebbe bisogno di un vantaggio nazionale di circa 3 punti per assicurarsi una maggioranza parlamentare, mentre Fidesz potrebbe restare maggioritario anche con un risultato vicino alla parità, o perfino leggermente inferiore a quello dell’opposizione.

Il precedente del 2022 spiega bene questa distorsione. Allora Fidesz ottenne il 54,13% del voto di lista e conquistò 135 seggi su 199, mantenendo la maggioranza dei due terzi. L’opposizione, pur forte nella capitale, fu travolta nel resto del paese. In altre parole, il sistema elettorale non traduce soltanto il consenso: lo amplifica. Ed è proprio per questo che le legislative del 12 aprile non sono un semplice referendum sulla popolarità di Orban, ma una prova di resistenza per l’architettura politica che il leader ungherese ha costruito dal suo ritorno al potere nel 2010.

A rendere ancora più difficile la sfida dell’opposizione è il contesto della campagna. L’Odihr, che ha dispiegato una missione di osservazione per il voto del 12 aprile, ha segnalato già nella sua valutazione preliminare preoccupazioni sulla debole separazione tra stato e partito, sulla trasparenza del finanziamento politico, sulla concentrazione del mercato dei media e sulla copertura sproporzionata a favore della forza di governo da parte dell’emittente pubblica. Sono rilievi che si aggiungono al giudizio molto severo formulato dall’Osce dopo il voto del 2022, quando le elezioni furono definite ben amministrate sul piano tecnico ma segnate dall’assenza di un vero “level playing field”, cioè di condizioni reali di parità. Negli ultimi giorni anche la libertà di stampa è tornata sotto i riflettori, dopo l’allontanamento forzato di due giornalisti di Telex da un evento elettorale legato a Fidesz.

Sul terreno dei contenuti, Orban continua a impostare la campagna come una scelta tra “guerra e pace”, sostenendo che i suoi avversari trascinerebbero l’Ungheria nel conflitto in Ucraina. E’ una linea che gli consente di saldare insieme nazionalismo, paura della guerra e polemica permanente con Bruxelles. Ma il premier arriva a questo appuntamento anche con un’economia debole: tre anni di quasi stagnazione, aumento del costo della vita, deficit intorno al 5% del pil per più anni consecutivi e difficoltà nel rilancio industriale, compreso il settore delle batterie su cui il governo aveva puntato molto. Magyar, ex uomo del sistema Orban poi divenuto suo antagonista, prova invece a presentarsi come una destra europeista e anti-corruzione: promette di sbloccare i fondi europei congelati, investire in sanità, istruzione e trasporti, e riallineare Budapest a Unione europea e Nato, pur mantenendo prudenza sull’adesione accelerata dell’Ucraina all’Ue.

Per questo il voto del 12 aprile ha una portata che supera i confini ungheresi. Orban si è appena presentato al Consiglio europeo come il leader che continua a bloccare il prestito da 90 miliardi di euro a Kiev, esasperando ancora una volta i partner europei. Una sua vittoria consoliderebbe dunque non solo il modello interno dell'”democrazia illiberale”, ma anche il ruolo dell’Ungheria come fattore di veto dentro l’Unione. Una vittoria di Tisza, al contrario, aprirebbe una fase nuova ma non necessariamente semplice: come osservano diversi analisti, anche battendo Fidesz nelle urne, l’opposizione dovrebbe poi misurarsi con istituzioni, regole e centri di potere plasmati in quindici anni di dominio orbaniano. La vera battaglia, insomma, non si giocherà soltanto nelle due piazze di Budapest, ma collegio per collegio, nella provincia che ha garantito a Orban la sua lunga egemonia. Ed è lì, molto più che nella capitale, che si capirà se il 12 aprile sarà l’inizio di una transizione o l’ennesima riconferma del sistema costruito da Fidesz, magari indebolito ma ancora vivo.

Accoglienza e diritto: la pace nella giustizia

Accogliere nella dignità

I migranti, i richiedenti asilo e i rifugiati devono essere accolti come esseri umani, nel pieno rispetto della loro dignità e dei loro diritti umani, qualunque sia il loro status migratorio. Sebbene ogni Stato abbia diritto a gestire e controllare le proprie frontiere, i migranti e i rifugiati devono essere accolti in conformità agli obblighi specifici in virtù del diritto internazionale, incluse le leggi sui diritti umani e quelle internazionali sui rifugiati.

E poi, quanto più si apriranno vie alternative e legali per i migranti e i rifugiati, meno essi diventeranno preda di reti criminali e vittime della tratta o di sfruttamento e abuso nel contesto del traffico di migranti. Il diritto alla vita è la garanzia più fondamentale della libertà civile e politica.

Promuovere lo sviluppo umano

Un altro verbo importante è promuovere, cioè favorire lo sviluppo umano integrale dei migranti e dei rifugiati. Attualmente la durata media dell’esilio di coloro che sono fuggiti dai conflitti armati è di 17 anni. Anche per i lavoratori migranti il tempo trascorso lontano da casa può arrivare a diversi anni.

 

Gli Stati di accoglienza, più che offrire una semplice risposta di emergenza e servizi di base, devono fornire strutture che consentano a coloro che rimangono a lungo termine di realizzarsi come persone, contribuendo così allo sviluppo del Paese che li ospita.

Inoltre, posto che uno dei principi fondamentali degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile 2030 è quello di “non lasciare nessuno indietro”, la comunità internazionale deve aver cura di includere i rifugiati, richiedenti asilo e lavoratori migranti nei suoi piani di sviluppo.

Integrare per arricchire le comunità

Infine integrare, ovvero arricchire le comunità grazie ad una maggiore partecipazione dei migranti e dei rifugiati. La presenza di migranti e di rifugiati è un’opportunità per creare una nuova comprensione e allargare gli orizzonti.

Ciò si applica sia a coloro che vengono accolti, che hanno la responsabilità di rispettare i valori, le tradizioni e le leggi della comunità che li accoglie, sia alla popolazione autoctona, chiamata a riconoscere il contributo benefico che ogni migrante può apportare a tutta la comunità.

Entrambe le parti si arricchiscono reciprocamente grazie alla loro interazione, mentre la comunità nel suo insieme si vede rafforzata da una maggiore partecipazione di tutti i suoi membri, sia autoctoni sia migranti. Ciò è vero anche quando i migranti o i rifugiati decidono di fare ritorno in patria.

Fraternità e pace duratura

Concludo con il numero 17 della Lettera Apostolica Octogesima adveniens di Paolo VI (1971):

“È dovere di tutti, e specialmente dei cristiani, lavorare con energia per instaurare la fraternità universale, base indispensabile di una giustizia autentica e condizione di una pace duratura: ‘Non possiamo invocare Dio, Padre di tutti gli uomini, se rifiutiamo di comportarci da fratelli verso alcuni tra gli uomini che sono creati ad immagine di Dio. La relazione dell’uomo con Dio Padre e quella dell’uomo con gli altri uomini, suoi fratelli, sono tanto connesse che la Scrittura dice: “Chi non ama, non conosce Dio” (1Gv 4,8)’”.

Perché, come osserva Papa Francesco in Fratelli tutti: “quando si accoglie di cuore la persona diversa, le si permette di continuare ad essere sé stessa, mentre le si dà la possibilità di un nuovo sviluppo… Non va ignorato il rischio di finire vittime di una sclerosi culturale. Perciò abbiamo bisogno di comunicare, di scoprire le ricchezze di ognuno, di valorizzare ciò che ci unisce e di guardare alle differenze come possibilità di crescita nel rispetto di tutti. È necessario un dialogo paziente e fiducioso, in modo che le persone, le famiglie e le comunità possano trasmettere i valori della propria cultura e accogliere il bene proveniente dalle esperienze altrui” (cfr. FT, n. 134).

 

Per leggere il testo integrale della prolusione

Possiamo dire che il re è nudo?

La destra italiana sta attraversando il suo momento più difficile. Un vantaggio di una decina di punti (almeno stando ai sondaggi) dissipati in un mese di campagna referendaria. 

Una destra in affanno

L’ordine sparso dei suoi maîtres à penser sul padiglione russo alla Biennale di Venezia. Un viceministro che se ne va solo soletto a chiacchierare con l’ambasciatore russo ignaro di come la pensano al riguardo il capo del suo partito e il titolare del suo dicastero. Un vago sentore di poca armonia tra i dignitari governativi più importanti.

Ce n’è quanto basta, insomma. Forse anche al di là delle obiezioni che si possono muovere a questi tre anni e mezzo meloniani.

La nebbia dell’alternativa

Si potrebbe pensare che questa condizione di difficoltà nella quale versa la destra spingesse ora la sinistra a dare il meglio di sé. E invece no. 

Dall’altra parte c’è la nebbia fitta di una confusione mai diradata, la chiusura a riccio di un’alleanza (si fa per dire) che non ha affatto chiarito la sua natura, una litigiosità malsana che si pretende di guarire con dosi massicce di ipocrisia.

Soprattutto, una totale confusione sul posizionamento internazionale del paese. Non starò a dire che il difetto è nel manico, e che questo tipo di bipolarismo, così muscolare e così propagandistico, conduce inevitabilmente allo stallo del paese. Non lo dico, anche se lo penso.

Il re è nudo

Vorrei solo che qualcuno, qua o là, ritrovasse il gusto di dire come la pensa. Apertamente, senza il velo ormai squarciato di una convenienza di brevissimo periodo.

Se qualcuno di quelli che contano qualcosa gridasse che il re è nudo, si potrebbe almeno cominciare a rivestirlo.

 

Fonte: La Voce del Popolo – Giovedì 19 marzo 2026

[Articolo qui riproposto per gentile concessione dell’autore e del direttore del settimanale della diocesi di Brescia]

Giustizia, sbagliato penalizzare la magistratura. Risposta a Gargani

La ragionevole esposizione di Giuseppe Gargani, sul significato e l’esigenza di completare l’ordinamento verso il giusto processo, non modifica di molto le ragioni per votare No.

Un’analisi incompleta delle origini della crisi 

Il ragionamento di Gargani parte dalle vicende di Tangentopoli e di un certo abuso di potere perpetrato da alcuni pubblici ministeri nei confronti di esponenti politici. Viene omessa ogni analisi, peraltro mai seriamente fatta dai gruppi dirigenti dei partiti dell’epoca, sui fatti reali che determinarono quel tumultuoso passaggio della nostra storia politica.

Orgogliosamente si rifiuta di considerare, con la nettezza necessaria, la gravissima crisi dei partiti politici, del tutto incapaci di evolvere democraticamente, come pure Aldo Moro aveva indicato; incapaci di rinnovarsi e di affrontare il nuovo mondo dopo la caduta del muro di Berlino.

I partiti sopravvivevano, a tal punto malamente finanziati che, in ogni appalto pubblico, il tema prevalente era diventato quello della percentuale di denaro da riconoscere al partito, alla corrente, al singolo esponente. Non interessava a nessuno l’esito, il costo, gli effetti di quell’appalto pubblico.

Non ci fu coraggio nella risposta a Tangentopoli

Il paese più serio e civile largamente divorziava da questa situazione.

Craxi fu lasciato solo in Parlamento a denunciare una realtà intollerabile, quando sarebbe bastato il coraggio di un provvedimento legislativo adeguato a mettere fine a inchieste a macchia d’olio.

Quel coraggio politico non vi fu, perché troppi interessi personali vi erano fra i più alti dirigenti, ormai spinti a un gioco al massacro dal quale poi uscirono tutti sconfitti.

La magistratura poi cercò anche di perseguire, spesso giustamente, Silvio Berlusconi, che su quelle ceneri costruì la sua fortuna politica.

Una riforma punitiva e illiberale

Di tutte queste “colpe” oggi si vuole far pagare il conto alla magistratura con una riforma costituzionale fortemente punitiva, che di liberale non ha proprio niente.

Una riforma che, riconoscendo tutela costituzionale al sorteggio, mina alla radice ogni principio democratico di rappresentanza, gli stessi partiti e i corpi sociali intermedi.

La mano della destra è oggi sagacemente armata per infilare un cuneo capace di sovvertire l’ordinamento repubblicano.

Tutto questo è stato già spiegato su questo giornale.

Il significato politico del voto

Dunque si voti No, coscienti che non si risolveranno i problemi aperti ma che forse si arresterà quella deriva che il paese ha imboccato da 25 anni: trasformare in direzione autoritaria e plebiscitaria la Repubblica italiana.

Poi bisognerà mettersi sul serio al lavoro per ricostruire una davvero indispensabile area di centro democratico, capace di confrontarsi con le istanze, ormai radicalizzate, di socialità e inclusione che buona parte del paese esige.

Intelligenza artificiale e Pax Silica

Un’alleanza tecnologica per il XXI secolo

Lanciata ufficialmente tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026, la Pax Silica si configura come un progetto che intreccia diplomazia, investimenti industriali e sicurezza nazionale. L’obiettivo è chiaro: costruire, sotto la guida degli Stati Uniti, un ecosistema tecnologico integrato tra Paesi considerati “affidabili”, escludendo al contempo la Cina dalle catene del valore più avanzate. Il principio alla base di questa strategia è tanto semplice quanto decisivo: chi controlla il silicio — e quindi i semiconduttori — e l’energia necessaria per alimentarli, controlla la sicurezza del XXI secolo.

Attualmente, l’alleanza comprende Giappone, Corea del Sud, Singapore, Israele, Emirati Arabi Uniti e Regno Unito, una rete di partner che riflette un equilibrio tra potenze tecnologiche, militari ed energetiche.

I pilastri della strategia americana

Per Washington, i pilastri della strategia si articolano su tre direttrici principali. In primo luogo, la costruzione di data center su terreni federali, una scelta che consente di aggirare le lungaggini burocratiche locali e accelerare lo sviluppo infrastrutturale. In secondo luogo, il cosiddetto “RatepayerProtection Pledge”, che impone alle grandi aziende tecnologiche — come Amazon, Microsoft e Google — di realizzare autonomamente le proprie fonti di approvvigionamento energetico, evitando che l’enorme fabbisogno richiesto dall’intelligenza artificiale si traduca in un aumento delle bollette per i cittadini. Infine, la ridefinizione dell’intelligenza artificiale come asset di sicurezza nazionale: i data center non sono più considerati semplici infrastrutture private, ma elementi critici, ai quali lo Stato può accedere con priorità per finalità militari e di intelligence.

Mentre l’ombra della guerra in Iran si estende minacciosa su scala globale, un altro conflitto — meno visibile e raramente raccontato dai media — si sta consumando in modo silenzioso ma strategico. Non si combatte con armi convenzionali, bensì con chip, energia e infrastrutture digitali: è la partita americana per l’espansione dei data center dedicati all’intelligenza artificiale e per il consolidamento della cosiddetta “Pax Silica”, l’alleanza geopolitica emergente fondata sul controllo tecnologico.

Europa davanti al bivio della sovranità

In questo scenario, l’Europa rischia di trovarsi in una posizione marginale, schiacciata tra le grandi potenze tecnologiche e relegata al ruolo di mercato di consumo. Le criticità sono molteplici. La strategia americana, sempre più orientata verso l’Indo-Pacifico, spinge infatti i Paesi europei a integrare i propri sistemi di difesa con tecnologie di intelligenza artificiale statunitensi, generando una dipendenza strutturale dai data center delle Big Tech. Al tempo stesso, gli investimenti in infrastrutture digitali nel continente faticano a competere con quelli statunitensi, favoriti da costi energetici significativamente più bassi. A ciò si aggiunge un quadro normativo europeo più rigoroso, in particolare sul fronte ambientale, che finisce per scoraggiare l’insediamento di grandi produttori di semiconduttori come Intel e TSMC.

Di fatto, la Pax Silica non si limita a essere un accordo commerciale: si configura piuttosto come una sorta di “ombrello nucleare tecnologico”. I Paesi che vi aderiscono ottengono accesso privilegiato a tecnologie avanzate e a forme di protezione strategica, ma in cambio devono accettare una parziale cessione della propria autonomia decisionale. 

L’Europa è chiamata a scegliere

A questo punto, l’Europa è chiamata a una scelta cruciale. Da un lato, difendere il proprio modello regolatorio, incarnato dall’AI Act, che introduce limiti etici stringenti all’uso dell’intelligenza artificiale; dall’altro, preservare la sovranità sui dati, evitando di cederla alle grandi piattaforme tecnologiche americane, come implicitamente richiesto dalla logica della Pax Silica. Sullo sfondo resta poi il nodo dei rapporti con la Cina, un partner commerciale fondamentale, da cui dipendono miliardi di euro di esportazioni europee.

Il tempo delle ambiguità sembra dunque esaurito: nell’era dell’intelligenza artificiale, la sovranità non si misura più soltanto in termini territoriali, ma nella capacità di controllare infrastrutture, dati e potenza di calcolo.

Meloni: per Hormuz nessuna missione militare ma un aiuto dopo il conflitto

Roma, 20 mar. (askanews) – “Voglio essere chiara: nessuno pensa a una missione militare per forzare il blocco” nello Stretto di Hormuz, “quando dovessero esserci le condizioni, ragionevolmente in una fase post conflitto, si tratta di come offrire un contributo, in accordo con le parti, per difendere la libertà di navigazione”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni, al termine del Consiglio europeo.

A Bruxelles “abbiamo parlato del tema della libertà di navigazione” nello Stretto, ha spiegato: “Da una parte si richiama l’Iran a garantire libertà e sicurezza nella navigazione e dall’altra si offre la disponibilità, quando ci saranno le condizioni, per dare una mano”.

“Nelle conclusioni” del Consiglio europeo, ha concluso la premier, “c’è un riferimento molto chiaro sul fatto che l’Europa, anche imparando dal 2015, debba prevenire una possibile crisi migratoria rafforzando i propri confini esterni. Iniziativa su cui c’è stato un importante contributo italiano”.

Enel, utile netto ordinario di 7 mld nel 2025 cedola di 49 cent

Roma, 19 mar. (askanews) – Enel ha chiuso il 2025 con un risultato netto ordinario di 7.011 milioni di euro, in diminuzione di 124 milioni di euro rispetto all’anno precedente (-1,7%). Al netto delle variazioni di perimetro l’utile risulta in aumento di 376 milioni (+5,7%).

Il dividendo complessivo proposto è di 0,49 euro, di cui 0,23 euro già corrisposti come acconto a gennaio. La cedola risulta in aumento del 4% rispetto all’esercizio precedente.

I ricavi si attestano a 80.346 milioni di euro, in aumento dell’1,8%, mentre l’Ebitda ordinario sale del 2% a 22.874 milioni.

Bossi, Salvini: gratitudine e orgoglio, ci hai insegnato a non mollare

Roma, 19 mar. (askanews) – “Coraggio, genio, passione, fatica, amore, rivoluzione, radici, libertà. Avevo 17 anni quando ti ho incontrato e mi hai cambiato la vita. Oggi ne ho 53 e ti saluto, nel giorno della Festa del Papà, con una lacrima ma con la stessa gratitudine, lo stesso orgoglio e la determinazione a non mollare mai, come ci hai insegnato. Il tuo immenso popolo ti rende omaggio e continuerà a camminare sulla strada che hai tracciato: quella della Libertà. Ciao, Capo. A Dio”. Così su X il leader della Lega Matteo Salvini.

Bossi, Mattarella: Italia perde leader politico appassionato e sincero democratico

Roma, 19 mar. (askanews) – “Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, esprime il suo sincero cordoglio per la scomparsa di Umberto Bossi. Fondatore e animatore della Lega Nord è stata protagonista di una lunga stagione politica. L’Italia perde un leader politico appassionato e un sincero democratico. Il Presidente della Repubblica manifesta vicinanza ai familiari e a tutti coloro che ne hanno condiviso l’impegno nel suo partito”. Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella sulla scomparsa di Umberto Bossi.

Addio a Bossi, "inventore" della Padania che sognava il federalismo

Milano, 19 mar. (askanews) – È morto nella sua Varese, Umberto Bossi. Il fondatore della Lega, l’inventore della Padania, l’uomo che ha attraversato e segnato 40 anni di politica italiana, anticipando linguaggi e modalità espressive. A partire da quel rapporto diretto con gli elettori che oggi i politici inscenano sui social ma che lui praticava quotidianamente e concretamente negli angoli più sperduti del suo Nord.

Studente non proprio brillante, col diploma alla Scuola Radio Elettra e gli studi di medicina appena accennati, arriva alla politica dopo aver tentato (nome d’arte Donato) la carriera del cantante. Lo fa insieme a Roberto Maroni, che abbandonerà la carriera di avvocato pur di seguirlo nell’avventura politica, inseguendo il sogno dell’autonomia del Nord, declinata in mille modi: come Picasso, c’è il periodo secessionista, quello autonomista, la Devolution, la Padania e le Macro-Regioni.

Ma più che la teoria, era l’istinto politico che lo guidava, e che gli ha fatto inventare un substrato culturale che spaziava da Alberto da Giussano alla battaglia di Lepanto contro gli Ottomani, fino agli indiani d’America (“Non hanno fermato l’immigrazione, ora vivono nelle riserve”, recitava un vecchio manifesto). È Tangentopoli a dargli l’occasione di entrare in Parlamento, e lì i suoi agitano il cappio sugli scranni, unica punizione possibile per i corrotti di Roma Ladrona. Pochi anni dopo Silvio Berlusconi gli dà l’opportunità di andare al governo. Bossi manda il fido Maroni, il volto istituzionale del Carroccio. Lui preferisce restare nel personaggio del barbaro: a villa Certosa si presenta in canottiera, e a “Berluskaiser” dà il benservito nel giro di pochi mesi, facendo crollare il suo primo esecutivo.

Ci tornerà nel 2001, ma sempre con Berlusconi e Alleanza Nazionale. Dimenticando le accuse di mafia, le liti e gli insulti, i “mai con i fascisti”. E mettendo nel cassetto una stagione fatta di ampolle, riti celtici e Dio Po, fino ai trecentomila bergamaschi armati pronti a calare su Roma. Restando sempre il capo indiscusso del suo movimento, facendo e disfando amicizie e carriere. Fino all’ictus che lo colpisce nel 2004 e da cui non si riprenderà. La presa sul partito si allenta, ai triumviri che assumono la reggenza (Maroni, Calderoli e Castelli) si oppone quello che viene chiamato il “cerchio magico”, un gruppo di persone che lo affianca e che finisce col filtrare i suoi rapporti con il resto del mondo. Toccherà ancora a Maroni rompere quella sorta di incantesimo e chiudere un’epoca, prendendo il posto del Capo come segretario federale.

E’ morto il fondatore della Lega Umberto Bossi

Roma, 19 mar. (askanews) – È morto nella sua Varese, Umberto Bossi. Il fondatore della Lega, l’inventore della Padania, l’uomo che ha attraversato e segnato 40 anni di politica italiana, anticipando linguaggi e modalità espressive. Aveva 84 anni.

Messaggi di cordodglio sono arrivati dai leader dei principali partiti.

“Con tutta Forza Italia piango la scomparsa di Umberto Bossi, leader storico e fondatore della Lega. Grande amico di Silvio Berlusconi, politico di grande intelligenza,è stato un protagonista di primo piano del cambiamento in Italia. Alla sua famiglia un grande abbraccio ed una preghiera perché riposi in pace”, ha scritto su X il ministro degli Esteri e leader di Forza Italia Antonio Tajani.

Per il leader M5s Giuseppe Conte “è indubitabile che Umberto Bossi sia stato un protagonista della storia politica recente del nostro Paese. Esprimo il mio cordoglio, anche a nome del Movimento 5 Stelle, ai suoi cari e alla comunità politica della Lega, che perde il suo storico fondatore e una personalità di assoluto riferimento”.

“Umberto Bossi. L’avversario più dignitoso che ho avuto in vita mia, e alla fine quello a cui ho voluto più bene”, ha scritto sui social Pier Luigi Bersani, che pubblica anche una foto di lui con Bossi.

Centrosinistra, Conte: dopo il programma sceglieremo candidato

Roma, 19 mar. (askanews) – A conclusione della nuova fase costituente programmatica del Movimento 5 stelle, aperta alla società civile, “porteremo questo risultato come dote del Movimento, di chi ha coraggio, di chi si assume questa grande responsabilità, questo onere, di chi spende anche risorse, perché costerà questo processo, a beneficio della collettività: del fronte progressista”. Lo ha detto il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, parlando a Milano nel corso di una iniziativa referendaria.

“Dopo – ha aggiunto – ci ritroveremo e discuteremo. Io ho sempre detto: non è un problema, per quanto mi riguarda, personale, di chi, perché questa è la domanda che fan tutti; a tempo debito, ma non in modo precostituito, che decidi oggi chi è lì e chi non è lì. A tempo debito andremo a vedere, dopo che avremo condiviso questo programma, chi è il candidato, la candidata che possa dare più garanzie di rispettare il programma, di essere competitivo per andare a vincere. Perché nessuno può pensare che si fa tutto questo lavoro per scegliere il candidato, la candidata, meno competitivo, quello che ha meno chance, quello che non sia affidabile, di realizzare il programma”, ha concluso Conte.

Conte: Delmastro si dimetta, come fa Meloni a lasciarlo al suo posto?

Milano, 19 mar. (askanews) – Andrea Delmastro “si deve assolutamente dimettere: stiamo presentando in queste ore la richiesta di revoca della sua nomina a Sottosegretario”. Lo ha detto il presidente del M5s Giuseppe Conte, arrivando all’Università di Statale per una iniziativa con gli studenti a favore del No al referendum sulla giustizia.

“Delmastro è già stato condannato, lo ricordiamo, in primo grado per violazione dei segreti di ufficio. È impensabile che un sottosegretario, un membro di governo, costituisca a fine 2024 una società e faccia affari con la figlia appena diciottenne, nominandola amministratrice, di un prestanome di un clan mafioso, tra l’altro temutissimo e potentissimo come quello dei senese. Dimissioni immediate e faccio un invito a Giorgia Meloni, e se lei non dovesse rispondere a tutti i giornalisti che in queste ore la intervistano. Questa è la domanda che devono fare: come fa un Presidente del Consiglio a tenere ancora al suo posto un sottosegretario alla Giustizia che si è ritrovato a fare gli affari quando bastava semplicemente andare sul web per sapere chi era, chi aveva di fronte, con chi stava facendo affari, con chi stava costituendo quella società? È una cosa vergognosa”, ha concluso Conte.

Padel, venerdì al FIP Silver Parma le top 30 mondiali Sainz e Orsi

Roma, 19 mar. (askanews) – Grande esordio per Elsa Terranova al FIP Silver Mediolanum Padel Cup in corso al Pro Parma Sport Center. L’atleta di casa, in coppia con Angelina Neizvestnaya, si è qualificata per gli ottavi di finale al termine di una sfida combattutissima contro Letizia Dell’Agnese e Giulia Pisano (3-6 6-3 7-5). Dopo aver perso il primo set, Terranova e Neizvestnaya hanno reagito con decisione, ristabilendo la parità e chiudendo al terzo set davanti al pubblico di casa. “Non abbiamo mollato nei momenti più difficili, il segreto è stato il feeling”, ha dichiarato Terranova, che al prossimo turno affronterà le spagnole Agueda Perez e Lucia Martinez, entrambe tra le prime 40 del ranking mondiale.

Nel tabellone maschile, derby italiano a Riccardo Sinicropi e Matteo Platania, che hanno superato Lorenzo Di Giovanni e Simone Iacovino in tre set (7-6, 6-7, 6-3). Agli ottavi affronteranno gli argentini Mauricio A. Rivero e Francesco Britos.La sorpresa di giornata arriva dalle qualificazioni, con Alessandro Ferrero e Matteo Rosingana capaci di eliminare le teste di serie numero 6 Insa/Roglan con il punteggio di 3-6, 7-6, 7-6.

Venerdì spazio anche alle big del tabellone femminile, con l’ingresso in gara di due giocatrici tra le prime 30 del ranking mondiale: la spagnola Lucia Sainz, ex numero uno del mondo e pluricampionessa internazionale, e l’azzurra Carolina Orsi, attuale numero 1 italiana e punto di riferimento del movimento nazionale. Sainz, reduce dal successo nel FIP Silver di Manila e protagonista di una carriera ai vertici del padel mondiale, debutterà in coppia con la giovane Raquel Eugenio. Orsi, numero 28 del ranking FIP, farà invece il suo esordio insieme alla compagna Letizia “Leti” Manquillo. Atteso inoltre un programma ricco di incontri con numerose giocatrici della top 100 e diversi talenti della nuova generazione azzurra.

Referendum, Conte: vogliono governanti “scudati”, non lo permetteremo

Milano, 19 mar. (askanews) – “Le campagne referendarie spesso si infiammano ma l’importante è che i cittadini riescano a capire, in questa confusione, la posta in gioco. In questo caso non è la separazione delle carriere né l’efficienza della giustizia, la verità è che la politica vuole rialzare, loro dicono la testa, ma è lo spazio di impunità, vogliono che i governanti di turno siano ‘scudati’ e si possano proteggere dalle inchieste della magistratura, non lo permetteremo, perché la legge è uguale per tutti e la devono rispettare anche ministri, presidenti del Consiglio e sottosegretari”. Così il leader M5s Guseppe Conte arrivando all’Università Statale di Milano in vista del referendum sulla giustizia.

Bce mantiene i tassi al 2% ma alza le previsioni di inflazione

Roma, 19 mar. (askanews) – Tassi di interesse fermi al 2% nell’area euro, per ora. Perché è chiaro che con il petrolio che prolunga la permanenza sopra la soglia dei 100 dollari, in prospettiva per la Banca centrale europea questa linea di politica monetaria diventa più difficile da tenere.

L’istituzione ha rivisto al rialzo le previsioni di inflazione e ha abbassato quelle di crescita. Quest’ultimo elemento ha anche un effetto contenitivo sul carovita, ma solo parziale.

Secondo la Bce la guerra in Iran e il quadro conflittuale in Medioriente “hanno aumentato in maniera rilevante l’incertezza” e i conseguenti rincari dell’energia “avranno un impatto consistente sull’inflazione nel breve termine”.

Ora per l’eurozona la Bce prevede una crescita dello 0,9% quest’anno (0,3 punti in meno rispetto alle stime di dicembre) dell’1,3% il prossimo e dell’1,4% nel 2028. L’inflazione dovrebbe risalire al 2,6% quest’anno, attenuarsi al 2% il prossimo e segnare il 2,1% nel 2028. Ma queste sono le previsioni dello “scenario di base”. Poi c’è uno scenario “avverso” in cui la crescita si ridurrebbe allo 0,6% quest’anno e uno scenario “grave” in cui si limiterebbe allo 0,4%. Nel primo caso, l’inflazione quest’anno toccherebbe il 3,5%, nel secondo il 4,4% e poi il 4,8% nel 2027.

È chiaro che con scenari di questo genere, difficilmente la Bce resterebbe ferma. La presidente Christine Lagarde ha evitato di sbilanciarsi sulle mosse future: per eventuali cambiamenti ai tassi “non posso darvi una data, ma vi posso assicurare che procederemo sulla base delle analisi e del lavoro prodotto dai tecnici”, ha affermato nella conferenza stampa al termine del Consiglio direttivo.

Sempre oggi i tassi di interesse di riferimento sono stati confermati, rispettivamente, anche dalla Banca centrale del Giappone, della Svizzera e della Gran Bretagna. Così come ieri una decisione analoga è stata adottata dalla Federal Reserve, la Banca centrale degli Stati Uniti. In tutti i casi è comunque evidente che nell’ipotesi di stabili rialzi dell’inflazione, la rotta monetaria verrà rivista.

Lagarde ha poi sostenuto che nell’area euro “siamo ben posizionati e ben equipaggiati per navigare questa incertezza”, con l’inflazione che è rimasta vicina al al 2% a lungo, le aspettative sui prezzi “ben ancorate” e l’economia che ha “dimostrato resilienza negli ultimi trimestri”, ha detto. “Monitoriamo attentamente la situazione e il nostro approccio basato sui dati ci aiuterà a stabilire la linea (monetaria) appropriata”, ha aggiunto.

Secondo Martin Wolburg, senior economist di Generali Investments “il rischio è orientato verso l’alto: un’escalation del conflitto in Iran che spinga i prezzi dell’energia verso l’alto e aumenti i rischi di effetti di secondo impatto potrebbe giustificare un rialzo già ad aprile”.

Carburanti, Conte: decretino presa in giro, serve solo per referendum

Roma, 19 mar. (askanews) – “Il governo ci ha messo una notte per aumentare le accise con la legge di bilancio. E ci ha messo 20 giorni per ritornare indietro. Solo che ritorna indietro solo per altri 20 giorni, perché ha atteso 20 giorni dall’aumento di energia e carburanti e adesso fa un decretino che non si è mai visto. Di solito i decretini durano un po’ di più, ma questo vale 20 giorni. Il tempo di poter rassicurare chi va a votare in questo momento per il referendum: è una presa in giro”.

Lo ha detto il presidente del M5s Giuseppe Conte, commentando – al suo arrivo all’Università Statale di Milano – il decreto per il taglio delle accise varato dal Consiglio dei Ministri.

ESC 2026, alla conduzione Gabriele Corsi e Elettra Lamborghini

Milano, 19 mar. (askanews) -Una nuova coppia, assolutamente inedita per formazione e per percorsi artistici, farà il suo debutto alla conduzione italiana della prossima edizione, la numero 70, dell’Eurovision Song Contest di Vienna: il “veterano” Gabriele Corsi e la new entry Elettra Lamborghini. Per Corsi sarà il sesto appuntamento consecutivo con la telecronaca italiana dell’Eurovision e la sua diciottesima serata complessiva al commento del concorso, un record che ne conferma il ruolo di volto ormai simbolico della manifestazione per il pubblico Rai. Per Elettra Lamborghini, invece, sarà un esordio assoluto: cantante, personaggio televisivo e protagonista dalla popolarità trasversale tra musica e intrattenimento, porterà nella cabina italiana uno sguardo diverso, più istintivo e spettacolare, ma non privo di familiarità con l’universo eurovisivo. La proposta ufficiale è arrivata a sorpresa durante la conferenza stampa di presentazione di Canzonissima, il nuovo show di Rai 1 di cui la cantante fa parte del cast. A rivolgersi direttamente all’artista è stato il direttore del Prime Time Rai, Williams Di Liberatore, che le ha chiesto in diretta se volesse affiancare Gabriele Corsi alla conduzione dell’edizione italiana dell’Eurovision Song Contest. La risposta di Elettra Lamborghini è stata immediata, tra stupore generale e clima di festa: un sì che ha di fatto ufficializzato in pubblico la nascita della nuova coppia di commento. A suggellare il momento, con ironia, è stata Milly Carlucci, che ha commentato scherzando come il “matrimonio” fosse stato celebrato direttamente lì, davanti ai giornalisti. La presenza di Elettra Lamborghini si intreccia già da tempo con il mondo dell’Eurovision. Nel 2021, infatti, era stata a Rotterdam al seguito del marito Afrojack, tra gli ospiti della manifestazione, vivendo da vicino l’atmosfera del dietro le quinte. «Sono molto contenta anche perché anni fa andai a vedere l’Eurovision ed è veramente uno spettacolo pazzesco e quindi sono onorata» ha dichiarato a caldo. Elettra Lamborghini non sarà infine l’unica bolognese presente: oltre a lei ci sarà Senhit che parteciperà alla gara, accompagnata sul palco da Boy George, dopo aver vinto il San Marino Song Contest, in rappresentanza della Repubblica del Titano. Le tre serate in diretta vedranno inoltre il “nostro” Sal Da Vinci esibirsi prima fuori concorso durante la prima semifinale, in onda martedì 12 maggio su Rai 2, per poi tornare protagonista sabato 16 maggio nella finalissima su Rai 1 insieme agli altri 24 concorrenti, gli altri tre Paesi qualificati di diritto Francia, Germania e Regno Unito, i venti qualificati delle due semifinali e l’Austria, campione in carica e paese ospitante. La seconda semifinale sarà trasmessa giovedì 14 maggio, sempre su Rai 2. Sarà possibile seguire l’evento anche su Rai Radio 2 e sul canale 202 del Digitale terrestre con il commento in simulcast delle tre serate, oltre che su RaiPlay. Tra esperienza e debutto, memoria e spontaneità esuberante, la coppia formata da Gabriele Corsi ed Elettra Lamborghini promette così di accompagnare il pubblico italiano in un’edizione, la numero 70, che si annuncia particolarmente ricca di presenze simboliche e inattese. Una combinazione che tiene insieme il professionista ormai rodato del racconto televisivo e una personalità pop capace di portare ritmo, sorpresa e imprevedibilità, dentro uno show che dell’eccesso, dell’energia e della spettacolarità fa da sempre la propria cifra più riconoscibile.

Poste, da scarpe portalettere a pavimenti antitrauma per bambini

Roma, 19 mar. (askanews) – Il progetto di Poste Italiane “Scarpa vecchia fa buon gioco” diventa realtà. Le prime mattonelle antiurto, nate dal riciclo delle scarpe antinfortunistiche in dotazione ad oltre 40.000 tra portalettere e operatori di stabilimento, sono state consegnate e installate nel parco giochi dell’asilo nido aziendale PosteBimbi di Roma. È qui, tra scivoli e altalene, che le vecchie suole consumate dal lavoro del servizio di recapito hanno trovato una nuova vita. L’idea, nata da un gruppo di dipendenti, continua nel solco dell’attenzione del Gruppo verso l’ambiente e la sostenibilità.

Le vecchie scarpe vengono raccolte nei centri logistici di tutta Italia e inviate al Centro di Smistamento di Ancona per essere trasformate. Oggi ne sono state accumulate già 16 tonnellate, a riprova della partecipazione attiva di tutti i centri logistici e della sensibilità dei dipendenti di Poste Italiane sui temi ambientali e sociali che animano l’economia circolare. Un contributo importante arriva anche dal punto di vista ambientale: grazie all’impegno di Poste nel trasformare il rifiuto invece di smaltirlo, l’azienda ha ridotto nel 2025 l’impatto ambientale di 51.335 kg di CO?, l’equivalente di 169.421 chilometri percorsi da un’autovettura diesel o della capacità di assorbimento di 311 alberi. Numeri che raccontano con chiarezza l’efficacia di un progetto che unisce innovazione, sostenibilità e attenzione al territorio.

La gomma, che prima garantiva la sicurezza dei portalettere, oggi offre protezione ai bambini, un circolo virtuoso nato da un’idea di successo che presto – assicurano i suoi promotori – sarà estesa al riciclo di caschi e divise dismesse.

Triennale, il presente continuo di Andrea Branzi e Toyo Ito

Milano, 19 mar. (askanews) – Andrea Branzi, architetto, designer, professore, curatore e artista, figura centrale del design italiano e del pensiero progettuale, raccontato attraverso lo sguardo dell’architetto giapponese premio Pritzker Toyo Ito, coautore di numerosi progetti con Branzi e suo amico di lunga data. È la mostra, ampia e gioiosa, che Triennale Milano e Fondation Cartier pour l’art contemporain presentano nell’istituzione milanese nell’ambito del loro partenariato.

Il progetto è intitolato “Andrea Branzi by Toyo Ito – Continuous Present”. E come si declina questo presente conitnuo? “Il rapporto tra Andrea Branzi e Toyo Ito – ci ha risposto Nina Bassoli, curatrice Architettura rigenerazione urbana e città Triennale Milano e co-curatrice della mostra – è un rapporto anche di amicizia e di grandissima stima reciproca, che si è influenzato un po’ lungo tutta la loro carriera, ha a che fare con il tema del tempo, che non è inteso come il passato, il futuro, che il moderno, l’architettura moderna intendeva con le città, ma è uno stato d’animo, è uno stato del presente che va vissuto, percepito e attraversato. Ed è un presente continuo, come quello di un fiume che non è mai lo stesso ma che è sempre un fiume. Questa è un po’ la metafora che Toyo Ito propone come schema allestitivo”.

Una metafora che comprende anche l’aspetto più artistico del lavoro di Branzi, che con la Fondation Cartier aveva già lavorato nell’esposizione “Open Enclosures” del 2008, e due di quelle installazioni sono presenti in Triennale. “Sono degli ambienti – ha aggiunto Michela Alessandrini, curatrice Fondation Cartier pour l’Art Contemporain e co-curatrice della mostra nei quali l’architettura e il design si spingono anche un po’ oltre, diventando arte contemporanea quindi per definizione, come diceva Andrea Branzi, più liberi perché più pronti alla ricerca”.

L’idea di Toyo Ito è quella di creare un flusso ininterrotto, che diventa qualcosa di fluido, ma che pure presenta 400 opere su undici sezioni, con anche un grande lavoro site specific. E in un certo senso Branzi, in Triennale, torma a casa. “Lo sguardo di Toyo Ito – ha concluso il presidente della Triennale Stefano Boeri – riesce straordinariamente a mettere in evidenza gli aspetti più particolari, più potenti, più magici del lavoro di Andrea Branzi, che è stato un pensatore poliedrico, geniale, capace di esplorare mondi nuovi di continuo, curiosissimo”.

La mostra è aperta al pubblico fino al 4 ottobre.

A2A, Tasca: coinvolgere stakeholder ascoltando e andando nei territori

Roma, 19 mar. (askanews) – Su energia, ambiente, gestione dei rifiuti quello del coinvolgimento di tutti i portatori di interessi “è un tema che può essere approcciato a diversi livelli. Il primo livello è certamente, per chi come noi fa investimenti in infrastrutture, andare ad ascoltare, nelle comunità e sul territorio. Siamo in Italia, e sapete tutti che c’è una diffusa sindrome per cui la gente non vuole impianti ‘nei propri orti, nei propri giardini’. Noi dobbiamo però spiegare che questi impianti non sono malevoli, soprattutto che sono utili per quello che è il progresso della nostra società, per evitare danni, per evitare danni su tutti. Questo è un primo punto importante, noi cerchiamo di sviluppare il nostro rapporto con i territori, lo facciamo attraverso questa informazione”. Lo ha affermato Roberto Tasca, presidente di A2a a margine dell’evento “Stakeholder engagement: misurare l’impatto per creare valore”, organizzato oggi dal gruppo a Roma in collaborazione con Assonime.

“Quello che abbiamo fatto con questa iniziativa – ha spiegato – è un passaggio ulteriore, cioè proviamo a misurare gli effetti di queste iniziative, perché fare iniziative e avere una sensibilità territoriale è un fatto che nella cultura del gruppo A2A c’è da sempre. Provare a capire quale sia l’effetto concreto, sia da un punto di vista sociale, sia da un punto di vista di business, di queste attività, è il passaggio ulteriore che ci proponiamo a fare”.

“Alimentiamo questo percorso anche attraverso i rapporti con Sda Bocconi e con Teha, cercando di identificare insieme un metodo che abbia un certo profilo di scientificità e che questo possa essere un po uno stimolo anche perché su questa scorta di ricerca, d’indagine, si inseriscano poi anche altre imprese, perché poi le tematiche di rendicontazione che oggi finiscono per responsabilizzare i board delle società sono tematiche che possono essere trattate a livello qualitativo, oppure viceversa possono diventare dei veri e propri strumenti strategici. Noi crediamo in questa seconda missione e quello che abbiamo fatto è organizzare un processo di analisi e di misurazione che ci permetta di capire che cosa dobbiamo fare in questo”, ha detto Tasca.

Secondo Tasca, “l’esempio più classico” dei benefici del coinvolgimento degli stakeholder “è che un termovalorizzatore ha come alternativa una discarica, ma oggi è molto più efficiente da un punto di vista ambientale avere un termovalorizzatore. Però va spiegato – ha sottolineato – bisogna dall’altra parte ascoltare le comunità, per capire quali sono i bisogni futuri, perché noi decidiamo investimenti che hanno orizzonti temporali da 20-30 anni e non possiamo farlo senza tenere conto di quelle che sono le richieste delle nostre comunità. L’ultimo punto è che noi abbiamo obblighi di rendicontazione”.

“La rendicontazione non finanziaria oggi per le imprese quotate è ormai un dato di fatto. Lo facciamo già da due anni e lo faremo anche per questo prossimo bilancio. Oltre a dire quello che facciamo, dobbiamo anche cercare di spiegare ai nostri azionisti il risultato di quello che facciamo. E questo è il tentativo che stiamo facendo con questo tipo di esercizio – ha concluso il presidente di A2A – proprio per provare a verificare anche un po il confine della scientificità. Per dare un’indicazione quantitativa bisogna avere un metodo. Un metodo che sia fondato scientificamente. E questo è quello che stiamo facendo”.