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Ucraina, Conte: col Pd impostazioni diverse, serve svolta negoziale

Roma, 10 giu. (askanews) – “Se voi fate con molta onestà una valutazione per quanto riguarda la situazione attuale politica del centrodestra, voi vedrete che su ogni questione loro non solo si dividono, ma litigano più o meno furiosamente e ormai più o meno platealmente. Per quanto riguarda noi, lei ha parlato della risoluzione: in materia di politica estera siamo molto vicini su tantissime posizioni, su tantissimi dossier per noi centrali, come ad esempio il ripristino della legalità internazionale, il fatto di condannare tutti gli attacchi illegali anche delle grandi potenze a partire dagli Stati Uniti come di Israele, che stanno seminando il disordine nell’ordine mondiale”. Lo ha detto Giuseppe Conte, leader del M5S, rispondendo ai cronisti che a Bruxelles gli hanno chiesto conto delle divisioni nel centrosinistra sulla politica estera e in particolare sulla guerra in Ucraina.

“Poi – ha proseguito l’ex presidente del Consiglio – per quanto riguarda specificamente la questione dell’Ucraina c’è una diversità per quanto riguarda di impostazione, di visione e di risoluzione dei problemi col Partito democratico in particolare, non con AVS; perché riteniamo che la svolta è l’unica possibile. Riteniamo che continuare a scommettere sulla vittoria militare è una follia, visto il fallimento di questi anni. E riteniamo e siamo ancora più convinti che ci avevamo visto giusto sin dall’inizio che se avessimo investito su quel che costa nulla, zero, cioè dialogo e diplomazia, anziché continuare a buttar soldi per un’escalation militare che ha comportato oggettivamente anche per la popolazione ucraina tantissime distruzioni di città, devastazioni e centinaia, migliaia di morti. E allora a quel punto lì riteniamo che sia improcastinabile oggi essere protagonisti di una svolta negoziale”.

“Purtroppo l’Italia non è invitata, non partecipa ormai neppure al vertice di Londra, non ha partecipato al vertice dei Balcani con l’Unione europea, ma da questo punto di vista questa è una questione che chiariremo all’interno del progetto progressista perché la riteniamo sicuramente un dossier fondamentale. Ma ripeto su tutto il resto c’è molta più vicinanza con le altre forze progressiste rispetto alle incolmabili distanze che stanno venendo fuori all’interno della maggioranza di governo”.

Ponte sullo Stretto, Morelli: “Il percorso va pienamente avanti

Roma, 10 giu. (askanews) – “Stiamo ad osservare cosa valuterà la magistratura. È chiaro che dal punto di vista puramente amministrativo non cambia assolutamente nulla, quindi il percorso va pienamente avanti”. Lo ha affermato il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio, Alessandro Morelli, interpellato sull’indagine annunciata ieri dalla Procura di Roma sul Ponte sullo stretto di Messina a margine di un panel al Forum PA.

“L’obiettivo – ha spiegato – è di realizzare la più grande infrastruttura del secolo, non per il Meridione ma per il Paese e l’Europa. Quindi contrasto con grande forza chi ha sostenuto che vi siano divergenze tra Italia ed Europa su questa infrastruttura”, che è stata inserita nelle direttrici infrastrutturali chiave della Unione europea.

“Quindi l’obiettivo comune è di ottenere il risultato – ha concluso Morelli – fare il Ponte. Chiaro che ci sono criticità in fase di discussione e soluzione. Ne abbiamo affrontate tante, affrontiamo anche questa e andiamo avanti”.

Commissione Covid, bagarre in Aula alla Camera, M5s grida "onestà"

Roma, 10 giu. (askanews) – Bagarre in aula alla Camera sulla vicenda della commissione Covid. Lo scontro nasce dopo l’intervento della deputata di Fdi Alice Buonguerrieri che critica la richieste delle opposizioni di chiedere lo scioglimento della commissione. “Conte annuncia querele per tutti – ha detto -, trovo molto singolare che voglia denunciare chi ricerca la verità ma non abbia ancora denunciato chi ha speso il suo nome su queste gravi vicende. Noi non accettiamo lezioni di coraggio da chi parla di gestione della pandemia dappertutto ma non ha avuto il coraggio di riferire in commissione. Noi non abbiamo nulla da nascondere e lei presidente Conte?”.

Alfonso Colucci del M5s ha ribadito che la “commissione è completamente delegittimata e abbiamo scritto ai presidenti di Camera e Senato per denunciare le gravi irregolarità che avvengono continuamente: i commissari esercitano pressione verso i cittadini auditi, urla, minacce, perfino il presidente che stacca il microfono. Cinque cittadini sono stati auditi in un commissariato di polizia da soggetti che non sono parlamentari ma consulenti nominati da Fdi. Non abbiamo paura di nulla, non abbiamo nulla da nascondere” ha urlato Colucci. Quindi il collega Aiello è stato richiamato dal vicepresidente Sergio Costa.

La seduta è stata sospesa quando i deputati del M5s hanno cominciato a gridare “onestà, onestà”. Alla ripresa dopo qualche minuto Colucci ha ribadito: “Chiediamo la rimozione del presidente Lisei perchè inadatto e la riconduzione della commissione in un perimetro di legittimità parlamentare”.

“E’ inaccettabile che ogni volta che si pone una questione sulla comissione Covid si risponde accusando per far diventare quest’aula un megafono per opportunità politica mentre parliamo di temi che sono istituzionali”, ha detto Gian Antonio Girelli del Pd sollecitando “i presidenti di Camera e Senato a rispondere nel merito perchè quanto accaduto è davvero grave e lesivo del ruolo del Parlamento. Se si vuole parlare di scandali dovremmo parlare di Regione Lombardia. E l’elenco sarebbe lunghissimo ma non lo abbiamo mai fatto. E’ intollerabile che chi ha le maggiori colpe faccia il maestrino”.

Il vicepresidente Costa ha concluso il dibatitto assicurando che “so che il presidente Fontana è in contatto con il presidente La Russa su questa vicenda”.

Governo, Conte: Meloni dice "faremo" ma la legislatura è in scadenza

Roma, 10 giu. (askanews) – “Per quanto riguarda Meloni, oggi intervento all’assemblea di Confcommmercio ha dichiarato che per lei è come se fosse il primo giorno, se avesse appena iniziato. È proprio così: non ci siamo accorti di quattro anni di governo e zero proposte”. Lo ha detto il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, parlando a Bruxelles, a margine di una iniziativa del suo partito con i giovani sul futuro dell’Europa.

“Il problema – ha aggiunto – è che ormai la legislatura è in scadenza e quindi oggi può semplicemente dire agli italiani ‘faremo, diremo’, ma probabilmente non sarà più lei a Chigi. Potrà dire dall’opposizione, ma a fare semmai saranno i prossimi governi, speriamo siamo noi”.

“Veramente abbiamo perso una grande opportunità, perché la longevità può essere assolutamente una premessa per far bene, ma se non fai nulla diventa addirittura una aggravante di responsabilità”, ha concluso l’ex premier.

Lavoro, Calderone: divieto decisioni su rapporti demandate solo all’IA

Roma, 10 giu. (askanews) – L’articolo 41 dello schema di decreto legislativo di adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento del Parlamento e del Consiglio europeo, che stabilisce regole armonizzate di utilizzo dell’intelligenza artificiale nella formazione, è “molto importante perché introduce il divieto di decisioni esclusivamente automatizzate. Non potrà avvenire che decisioni che incidono sul rapporto di lavoro come assunzione, modifica delle condizioni contrattuali, licenziamento e sanzioni disciplinari siano adottate esclusivamente da un sistema automatizzato”. Lo ha detto il ministro del Lavoro, Marina Calderone, in conferenza stampa al termine del consiglio dei ministri.

“Invece – ha aggiunto – deve sempre intervenire una persona fisica che abbia un potere decisionale in merito, che possa fare le adeguate valutazioni. Sono previsti anche degli oneri e obblighi di trasparenza nei confronti dei lavoratori e soprattutto la nullità nel caso dei licenziamenti che siano adottati in violazione del divieto di decisioni demandandole solo ed esclusivamente ai sistemi di intelligenza artificiale”.

Usa, a maggio inflazione salita al 4,2% annuo, massimo da 3 anni

New York, 10 giu. (askanews) – I prezzi al consumo negli Stati Uniti sono saliti in linea alle stime ma al massimo di tre anni fa circa, colpa degli effetti della guerra in Medio Oriente. Stando al Bureau of Labor Statistics, il mese scorso i prezzi sono saliti del 4,2% rispetto allo stesso mese del 2025, un livello che non si vedeva dell’aprile 2023. Il dato di aprile era stato al 3,8%. Mese su mese il dato e’ cresciuto dello 0,5%, come atteso, dopo un +0,6% di aprile.

Il dato “core”, ovvero quello depurato dalla componente dei prezzi dei beni alimentari ed energetici, ha registrato un balzo annuale del 2,9% dal 2,8% di aprile, come atteso. L’incremento su aprile e’ stato dello 0,2%, leggermente meglio del consenso pari a un +0,3%. I prezzi dell’energia sono saliti in un mese del 3,9% dopo essere cresciuti del 3,8% ad aprile e del 10,9% a marzo. Anno su anno l’incremento e’ stato del 23,5%. I prezzi del cibo sono cresciuti dello 0,2% su aprile e del 3,1% sul maggio del 2025. La media settimanale degli stipendi è scesa dello 0,2% a maggio.

Giorgetti: i costi dei diritti sportivi sono incompatibili con le tv pubbliche

Roma, 10 giu. (askanews) – “Per quanto riguarda la concorrenza con altre piattaforme qui c’è un tema di risorse non banale perché quando si fa riferimento ai diritti sportivi c’è stata una escalation di costo che è difficilmente compatibile con la gestione delle reti pubbliche e questo vale non soltanto in Italia ma credo che sia un fatto abbastanza diffuso in Europa”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, rispondendo ad una domanda nel corso dell’audizione all’VIII Commissione del Senato sulla riforma della RAI.

“Peraltro è un tema anche di scelte” ha aggiunto “credo che sia di interesse, diciamo così, non tanto per il pluralismo dell’informazione, ma per il tifo avere la possibilità di vedere Sinner o Cobolli… Qualcuno potrà dire ‘no è più importante avere tre diversi telegiornali piuttosto che Cobolli’, però questo si trova in un terreno che credo che possa essere sconfinato”.

Lazio, Bankitalia: crescita 2025 moderata (+0,6%), sopra media nazionale

Roma, 10 giu. (askanews) – Crescita moderata nel 2025 per l’economia del Lazio, in un contesto caratterizzato da un’elevata incertezza del quadro geopolitico internazionale. Secondo l’indicatore trimestrale dell’economia regionale (Iter) della Banca d’Italia, il prodotto è aumentato in termini reali dello 0,6 per cento, un valore lievemente superiore a quello medio nazionale e più contenuto rispetto al 2024. L’attività economica è stata sostenuta principalmente dai consumi privati e dagli investimenti, soprattutto quelli in lavori pubblici legati agli interventi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) e del Giubileo. Un contributo positivo è provenuto anche dall’incremento delle esportazioni di beni. E’ la fotografia scatta dal Rapporto “L’economia del Lazio”, presentato oggi presso la Sede di Roma della Banca d’Italia.

Secondo l’analisi, tutti i settori hanno registrato un’espansione nel 2025, fatta eccezione per l’agricoltura. Nell’industria la crescita è stata trainata nuovamente dall’export del comparto farmaceutico che ha raggiunto la metà delle vendite all’estero della regione. Le costruzioni hanno beneficiato degli investimenti in opere pubbliche.

Il settore dei servizi, la cui rilevanza nel Lazio è superiore alle altre regioni, ha registrato una crescita contenuta nonostante i segmenti legati al turismo abbiano tratto beneficio dai maggiori afflussi di visitatori stranieri, anche in connessione con l’evento giubilare. Le condizioni economiche e finanziarie delle imprese sono rimaste favorevoli: una quota elevata di aziende ha chiuso l’esercizio in utile e la liquidità finanziaria, già abbondante, è ulteriormente salita.

L’andamento del mercato del lavoro è stato moderatamente positivo, prosegue Bankitalia. L’occupazione è cresciuta, ma a un ritmo più contenuto dell’anno precedente, in linea con quanto accaduto nel resto del Paese. L’aumento si è concentrato nei servizi e nelle costruzioni e ha riguardato soltanto i lavoratori con almeno 50 anni, mentre per quelli di età inferiore si è intensificata la flessione. Il tasso di disoccupazione è diminuito, riflettendo anche un maggiore numero di inattivi. Informazioni preliminari suggeriscono che nell’ultimo biennio le retribuzioni nel settore privato siano cresciute in termini reali, dopo la flessione registrata nel periodo 2021-23.

Secondo lo studio, l’aumento dell’occupazione e delle retribuzioni ha sostenuto il reddito disponibile delle famiglie residenti in regione; il potere di acquisto è stato tuttavia frenato dal rialzo dell’inflazione. Le decisioni di risparmio sono apparse improntate alla cautela, in un contesto di elevata incertezza. Nel frattempo nel Lazio la ricchezza nominale delle famiglie rimane leggermente superiore alla media nazionale, sebbene nel periodo 2014-24 sia diminuita in misura maggiore in termini reali. La quota di nuclei familiari in condizioni di povertà relativa è sensibilmente inferiore a quella del Paese. Al suo interno la regione continua a caratterizzarsi per la presenza di ampi divari territoriali: l’area urbana di Roma mostra livelli medi di reddito più elevati.

Anche da una lettura più ampia delle condizioni economiche e sociali attraverso gli indicatori di benessere equo e sostenibile (BES) emergono condizioni più favorevoli nella capitale. All’interno dell’area romana questi vantaggi si accompagnano a una più marcata disuguaglianza nella distribuzione dei redditi familiari, che nel corso dell’ultimo decennio si è ulteriormente accentuata.

Secondo il rapporto, il credito bancario al settore produttivo ha ripreso a espandersi con vigore, beneficiando di condizioni di costo ulteriormente migliorate. L’incremento dei prestiti si è concentrato fra le aziende più grandi, riflettendo in larga parte una maggiore domanda orientata agli investimenti, pur in presenza di un’ampia disponibilità di risorse interne. Il credito alle famiglie ha continuato a crescere, sostenuto da una più elevata domanda, sia di mutui per l’acquisto di abitazioni sia di credito al consumo. La qualità del credito si è mantenuta su livelli soddisfacenti, con un tasso di deterioramento leggermente diminuito. Il risparmio di famiglie e imprese sotto forma di depositi bancari e titoli in custodia presso il sistema bancario è nuovamente aumentato; il valore complessivo dei titoli, in particolare, ha registrato un forte incremento, trainato da azioni e titoli di Stato.

La spesa primaria degli enti territoriali del Lazio è salita: a fronte di uscite correnti rimaste invariate, quelle in conto capitale sono cresciute in misura significativa, sospinte da una forte espansione degli investimenti fissi lordi. L’incremento di questa componente è riconducibile in larga parte ai Comuni, in particolare a quello di Roma Capitale, sostenuto dagli interventi legati al PNRR e al Giubileo 2025. Nonostante il forte recupero osservato a partire dal 2019, la spesa per investimenti pro capite rimane inferiore ai livelli medi italiani. Le entrate degli enti territoriali hanno mostrato un andamento moderatamente positivo, con una crescita più sostenuta per i Comuni rispetto agli altri livelli di governo. Il debito delle Amministrazioni locali è diminuito, sebbene resti elevato nel confronto nazionale, soprattutto per effetto della componente riconducibile alla Regione.

Infine, le indicazioni congiunturali per l’anno in corso appaiono in deterioramento, condizionate dalle tensioni geopolitiche nel Medio Oriente. Le imprese industriali e dei servizi si attendono un fatturato stabile e una spesa per investimenti in calo, in base all’indagine della Banca d’Italia. L’aumento dei prezzi dei beni energetici potrebbe riflettersi negativamente sui redditi reali e sulle decisioni di spesa delle famiglie. L’incertezza è destinata a rimanere elevata, aumentando i rischi di un ulteriore peggioramento del clima di fiducia di imprese e famiglie. In questo contesto l’attività economica continuerebbe a beneficiare principalmente del sostegno degli investimenti ancora in fase di realizzazione, riconducibili al PNRR e al Giubileo.

Valditara: l’IA entra nel curriculum formativo a scuola

Milano, 10 giu. (askanews) – “Entra nel curriculum formativo l’intelligenza artificiale. Entra in modo esplicito, forte, prepotente per quanto riguarda i licei. Per quanto riguarda le scuole elementari vi sono cenni che già abbiamo inserito nelle indicazioni nazionali del primo ciclo: innanzitutto abituare il bambino al linguaggio dell’IA. Per esempio, faccio l’esempio più semplice e più comprensibile, il tema dell’algoritmo: conoscere innanzitutto che cosa voglia dire l’algoritmo”. Lo ha annunciato il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, nel corso della conferenza stampa a Palazzo Chigi al termine del Consiglio dei ministri.

“Partiamo innanzitutto dalle nuove linee guida sull’educazione civica che vengono richiamate: occorre educare e formare i giovani alla consapevolezza dei rischi legati all’IA, dei rischi legati all’utilizzo dei social e dei devices, ma in particolare, per quanto riguarda l’aspetto qui in gioco, dell’intelligenza artificiale” ha spiegato il ministro, spiegando che “poi c’è tutto il tema dei risvolti etici connessi con l’IA. Questo è il primo punto di intervento” ha proseguito, aggiungendo che “il secondo punto di intervento è il potenziamento delle competenze scientifiche attraverso l’utilizzo dell’IA. Il terzo punto di intervento – ha concluso – è l’orientamento nei confronti dei giovani per una scelta consapevole dei percorsi successivi, in particolare con riferimento a quei percorsi che afferiscano alle discipline Stem”.

Piantedosi: con l’IA alla polizia nessun "Grande Fratello" per i cittadini

Milano, 10 giu. (askanews) – “Non c’è nessun Grande Fratello generalizzato, perché è vietato l’utilizzo di banche date biometriche create con raccolta massiva e generalizzata, quindi non mirata di dati dal web”. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, illustrando nella conferenza stampa convocata a Palazzo Chigi il contenuto del Dgls che disciplina l’utilizzo dell’intelligenza artificiale da parte delle forze di polizia.

L’utilizzo dell’IA, ha sottolineato il ministro, “può avvenire in tempo reale solo in casi eccezionali e ‘ex ante’ la commissione di reati soltanto quando c’è il pericolo di minacce grave e specifiche, come con finalità di terrorismo, o in presenza di altri reati di particolare allarme sociale. Oppure ancora quando c’è necessità per la ricerca di persone scomparse o vittime di tratta, sequestro di persona e sfruttamento sessuale”.

Le procedure saranno patricolarmente stringenti: “Il confronto avviene solo con banche date di riferimento. Serve una richiesta del questore, quindi dell’autorità di pubblica sicurezza, che poi va indirizzata al procuratore della Repubblica e quindi poi una necessaria autorizzazione della autorità giudiziaria”, ha chiarito Piantedosi che ha subito aggiunto: “Sono previsti meccanismi di valutazione di impatto sui diritti fondamentali prima dell’uso”.

L’uso dell’IA ‘ex post’ alla commissione di reati riguarda “soprattutto i sistemi di videosorveglianza, di riconoscimento facciale e di utilizzo dei dati biometrici – ha spiegato ancora Piantedosi -. Anche qui sono previste numerose garanzie: ad esempio l’obbligo di conservare per solo 7 giiorni i dati biometrici raccolti per creare la base di riferimento. E’ inoltre vietato prendere decisioni che incidono negativamente sulla persona basandosi solo sul risultato del riconoscimento facciale così come è vietata qualsiasi forma di identificazione biometrica generalizzata e non mirata scollegata, da uno specifico reato dopo procedimento penale”.

Inps, De Felice: Piattaforma unica ascolto e IA, servizi e decisioni migliori

Roma, 10 giu. (askanews) – Una piattaforma unica per raccogliere, integrare e analizzare i feedback di cittadini e stakeholder, trasformando l’ascolto in uno strumento di miglioramento dei servizi e supporto alle decisioni. È il progetto presentato da Diego De Felice, direttore centrale Comunicazione INPS, nel corso dell’evento “Il nuovo ecosistema di ascolto INPS: migliorare l’efficacia dei servizi per incrementare il valore pubblico generato”, organizzato nell’ambito di Forum PA.

Il percorso, riporta un comunicato, avviato nel 2025 e destinato a completarsi nel 2027, punta a superare la frammentazione degli attuali sistemi di rilevazione attraverso un ecosistema integrato che unisce comunicazione, innovazione tecnologica e governo dei dati.

“L’obiettivo è centralizzare le informazioni provenienti dai diversi canali, costruire dashboard unificate e utilizzare i dati per comprendere meglio bisogni ed esigenze degli utenti, migliorando la qualità dei servizi e rafforzando la fiducia dei cittadini”, ha spiegato De Felice.

Elemento qualificante del progetto è l’utilizzo concreto dell’intelligenza artificiale, alimentata da una base dati proprietaria costruita attraverso milioni di feedback raccolti dall’Istituto.

Secondo De Felice, la nuova piattaforma consentirà di eliminare duplicazioni, ottimizzare risorse e creare un sistema stabile di ascolto e analisi, mantenendo all’interno dell’INPS il presidio strategico delle competenze e dei dati.

Mondiali 2026, al via il torneo più grande di sempre

Roma, 10 giu. (askanews) – È il Mondiale dei record e delle prime volte. Da domani prende il via la Coppa del Mondo 2026 organizzata da Stati Uniti, Canada e Messico, la prima ospitata da tre Paesi e la prima con 48 nazionali partecipanti invece delle tradizionali 32. Un torneo destinato a entrare nella storia non solo per le dimensioni senza precedenti, ma anche per il suo peso economico, mediatico e geopolitico.

L’edizione nordamericana rappresenta il progetto più ambizioso mai realizzato dalla FIFA. Le squadre passano a 48, le partite aumentano fino a 104 e il calendario si estende per oltre un mese, con la finale in programma il 19 luglio. La manifestazione coinvolge 16 città e tre nazioni, trasformando il Mondiale in un gigantesco evento continentale capace di mobilitare milioni di tifosi e generare ricavi senza precedenti per federazioni, sponsor e broadcaster.

Accanto all’entusiasmo per il calcio, non mancano però le incognite. La complessità logistica è enorme: le distanze tra le sedi sono spesso di migliaia di chilometri, con trasferimenti che interesseranno squadre, tifosi e operatori. Sullo sfondo restano inoltre le tensioni geopolitiche internazionali e i temi legati ai controlli alle frontiere e alle politiche migratorie, aspetti che hanno già accompagnato la vigilia del torneo.

La FIFA punta comunque a trasformare il Mondiale in una celebrazione globale. Per la prima volta nella storia sono previste tre cerimonie di apertura, una in ciascuno dei Paesi ospitanti. Si comincia l’11 giugno a Città del Messico prima della sfida inaugurale tra Messico e Sudafrica, per poi proseguire il giorno successivo a Toronto e a Los Angeles con eventi dedicati a Canada e Stati Uniti. Musica, spettacolo e identità culturali saranno il filo conduttore di una formula pensata per rappresentare l’intero continente nordamericano.

Anche il protocollo prepartita sarà rinnovato. La FIFA ha introdotto un nuovo cerimoniale per gli inni nazionali: in campo entreranno non solo i titolari ma l’intera rosa disponibile, con le squadre schierate una di fronte all’altra attorno al cerchio di centrocampo e alle spalle delle rispettive bandiere nazionali. Un format studiato per aumentare il coinvolgimento emotivo dei protagonisti e rafforzare il senso di appartenenza alla maglia nazionale.

Sul campo, intanto, l’attenzione è tutta per le grandi favorite. L’Argentina campione del mondo in carica cerca la conferma, mentre Brasile, Francia, Inghilterra, Spagna e Germania puntano a riportare il trofeo a casa. Gli Stati Uniti sognano di sfruttare il fattore campo per compiere un salto di qualità definitivo nel panorama calcistico mondiale.

Tra spettacolo, interessi economici e nuove sfide organizzative, il Mondiale 2026 si presenta come il più grande evento calcistico mai realizzato. Un torneo chiamato a ridefinire il futuro della Coppa del Mondo e a misurare la capacità della FIFA di gestire una manifestazione dalle dimensioni mai viste prima.

Dal punto di vista delle favorite, il gruppo di testa resta quello tradizionale: Argentina, Brasile (di Carletto Ancelotti), Francia, Inghilterra, Spagna e Germania. L’Argentina campione in carica punta sulla continuità del progetto vincente, mentre la Francia resta tra le selezioni più complete per qualità e fisicità. Il Brasile cerca invece una nuova identità vincente, affidandosi a una generazione di talento offensivo.

Tra le possibili stelle del torneo (presenti i sempiterni Messi e Cristiano Ronaldo) spiccano i protagonisti già affermati come Kylian Mbappé, Jude Bellingham e Vinícius Júnior, insieme ai leader tecnici delle rispettive nazionali. Attesa anche per le nuove generazioni emergenti, pronte a imporsi in un contesto globale come quello mondiale. Il torneo potrebbe così consacrare nuovi talenti o rafforzare definitivamente i campioni già affermati sul palcoscenico internazionale.

Ance, Brancaccio: modello Pnrr per fondi Ue, riforme e legge urbanistica

Roma, 10 giu. (askanews) – Usare il “modello Pnrr, con gli opportuni correttivi” in modo da riuscire a sfruttare i fondi europei “che questo paese non non spende”, proprio ora che il Pnrr va a chiudersi. “Continuare con le riforme, combattere fortemente le ideologie tra chi dice ‘cambiamenti climatici sì e chi dice cambiamenti climatici no'”. Perché in Italia “abbiamo strumenti di mitigazione, interventi di efficientamento dell’energia, la rigenerazione urbana, abbiamo le competenze, le tecnologie e sicuramente con la volontà politica di portarle avanti. Bisogna cercare alleanze”. E poi “questo paese ha disperatamente bisogno di una legge” sull’urbanistica. È la ricetta delinata da Federica Brancaccio, presidente dell’Ance intervenuta oggi ad un dibattito al Forum PA.

Su questi temi “è assolutamente fondamentale che si faccia rete, che si faccia sistema, anche perché le opere che già esistono vanno portate avanti. Serve che nessun anello della catena salti. Noi come associazione da anni lavoriamo a un cambio di approccio, anche di tencologie e cultura, sui temi di rigenerazione urbana, dell’adattamento climatico, dell’efficientamento energetico. Di come come intervenire sui territori può migliorare l’ambiente o i consumi”.

Brancaccio ha però rimarcato che l’edilizia è “in assoluto il settore che richiede più autorizzazione della PA, ovviamente per gli appalti ma anche per iniziative private”.

Quanto alla rigenerazione urbana e a cosa serva “per andare nella direzione giusta: un quadro normativo chiaro. Questo paese ha disperatamente bisogno di una legge – ha detto -. Ci si muove su una materia regolata da una legge urbanistica del 1942, quando non c’erano né la Costituzione, né le Regioni. È veramente un grande caos quindi serve e, speriamo di arrivarci, un quadro normativo dove ci si possa muovere adeguatamente”.

Per quanto riguarda il piano casa “noi cosa chiediamo -ha proseguito la presidente Ance -? Chiediamo di continuare a lavorare sulle riforme. Il Pnrr ha avuto la riforma del codice dei contratti. Riforme e semplificazioni hanno fatto sì che il Pnrr sia andato molto meglio di ogni rosea aspettativa, perché godeva di semplificazioni, riforme e monitoraggio. Quindi un quadro chiaro, un governo centrale, una cabina di regia che non andava a invadere le autonomie degli altri enti ma era una guida, uno stimolo, e dava anche alcune risposte, perché non tutti gli enti territoriali hanno una struttura adeguata”.

Questo è il motivo per cui “chiediamo che si applichi il modello Pnrr con gli opportuni correttivi, perché sappiamo anche che cosa non funziona, ora sulla spesa di quei fondi strutturali europei che questo paese non spende. Siamo preoccupati per il tracollo del dopo Pnrr? E il piano casa richiede del tempo? Ma ci sono i soldi dei fondi europei”, ha sottolineato Brancaccio.

E poi c’è anche “il tema del risparmio delle famiglie italiane che non entra nell’economia. Quindi continuare con le riforme, combattere fortemente le ideologie. Abbiamo le competenze, le tecnologie e sicuramente la volontà politica di portarle avanti e di cercare alleanze”, ha concluso.

Calcio, stop alle trasferte per i tifosi di Torino e Juventus

Roma, 10 giu. (askanews) – Trasferte vietate per i tifosi di Torino e Juventus per le prime dieci giornate del prossimo campionato, fino al 3 novembre. È questa la decisione del Ministero dell’Interno dopo i disordini avvenuti tra ultras in occasione del derby del 24 maggio scorso.

Il provvedimento prevede la chiusura dei settori ospiti negli stadi in cui granata e bianconeri giocheranno in trasferta e il divieto di vendita dei biglietti per le stesse gare ai residenti nelle regioni coinvolte. In particolare, non potranno acquistare i tagliandi i residenti in Piemonte per le partite del Torino e quelli residenti in Piemonte e Lombardia per gli incontri della Juventus.

La tifoseria granata era già stata colpita da misure restrittive nella stagione appena conclusa a seguito degli episodi verificatisi durante Torino-Verona dell’11 aprile, che avevano portato anche al divieto di trasferta a Cremona e Udine.

L’applicazione del provvedimento sarà affidata caso per caso ai prefetti delle province interessate dalle singole partite. Resta ancora da chiarire se il divieto sarà esteso anche alle eventuali amichevoli estive delle due squadre.

Mondiali, l’arbitro somalo respinto: "Interrogato 11 ore"

Roma, 10 giu. (askanews) – L’arbitro somalo Omar Artan non potrà partecipare ai Mondiali 2026 dopo essere stato respinto all’ingresso negli Stati Uniti, dove era arrivato per motivi legati alla competizione FIFA.

Secondo quanto raccontato dallo stesso direttore di gara in un’intervista al New York Times, Artan sarebbe stato sottoposto a un lungo interrogatorio durato circa 11 ore prima di essere trattenuto in una cella di detenzione e successivamente imbarcato su un volo di ritorno verso Istanbul. Il fischietto ha dichiarato di aver presentato tutta la documentazione necessaria, compresi i certificati e i materiali ufficiali della FIFA, sostenendo di essere in possesso dei requisiti richiesti per l’ingresso nel Paese.

Artan, premiato come miglior arbitro africano, ha riferito di essere stato sottoposto anche a domande relative alla situazione politica in Somalia e ad alcuni gruppi attivi nel Paese. Al termine della procedura, le autorità statunitensi gli avrebbero negato il visto senza fornire spiegazioni dettagliate, limitandosi a un diniego di ingresso.

Il caso ha avuto conseguenze immediate sulla sua partecipazione ai Mondiali, con la FIFA che ha confermato l’impossibilità per il direttore di gara di prendere parte al torneo. Le autorità sportive hanno precisato di non avere competenza sulle decisioni migratorie del Paese ospitante, che resta responsabile delle autorizzazioni di ingresso.

TonyPitony svela il calendario completo del tour estivo

Milano, 10 giu. (askanews) – TonyPitony svela il calendario completo del tour estivo, prodotto da TOSC S.R.L. e in co-produzione con XLR Produzioni S.R.L.: oltre 30 date e 130mila biglietti già venduti nei principali festival italiani, numeri che confermano il suo status di fenomeno musicale più imprevedibile e irresistibile del momento. Giovedì 11 giugno 2026 si terrà il concerto di TonyPitony al Circolo Magnolia di Milano, ma è solo un aperitivo per i fan milanesi, in attesa del grande appuntamento con il suo ConcerTony è per venerdì 4 settembre all’Ippodromo Snai San Siro di Milano, per una serata che promette un grande show. Si tratta infetti dell’unico artista italiano headliner agli I-Days Milano Coca-Cola 2026, uno dei festival più importanti d’Europa. I bigliettony sono già disponibili su Ticketmaster, Ticketone e Vivaticket. Molte date del tour estivo sono già sold out.

11 giugno 2026 – Milano @ Circolo Magnolia // Sold out 18 giugno 2026 – Casalgrande (RE) @ Mosa Festival 19 giugno 2026 – Zero Branco (TV) @ Villa Guidini 20 giugno 2026 – Udine @ Castello di Udine // Sold out 22 giugno 2026 – Udine @ Castello di Udine // Sold out 23 giugno 2026 – Ferrara @ Ferrara Summer Festival 25 giugno 2026 – Perugia @ L’Umbria che spacca // Sold out 30 giugno 2026 – Firenze @ Visarno Arena 1 luglio 2026 – Collegno (TO) @ Flowers Festival // Sold out 2 luglio 2026 – Legnano @ Rugby Sound // Sold out 3 luglio 2026 – Cremona @ Tanta Robba Festival // Sold out 5 luglio 2026 – Pescara @ Terrasound 10 luglio 2026 – Cosenza @ Rendano Arena 11 luglio 2026 – Bari @ Fiera del Levante 15 luglio 2026 – Bologna @ Sequoie Music Park // Sold out 16 luglio 2026 – Vicenza @ Jamrock Festival // Sold out 17 luglio 2026 – Collegno @ Flower Festival // Sold out 20 luglio 2026 – Cagliari @ Fiera di Cagliari 21 luglio 2026 – Sassari @ Abbabula Festival 23 luglio 2026 – Genova @ Balena // Sold out 24 luglio 2026 – Pisa @ Pisa Summer Knights 25 luglio 2026 – Caserta @ Caserta Summer Festival 30 luglio 2026 – Catania @ Villa Bellini// Sold out 31 luglio 2026 – Ragusa @ Castello di Donnafugata 1 agosto 2026 – Bagheria (PA) @ Piccolo Parco Urbano // Sold out 3 agosto 2026 – Bagheria (PA) @ Piccolo Parco Urbano 7 agosto 2026 – Bellaria Igea Marina @ Beky Bay 8 agosto 2026 – Senigallia @ Mamamia 9 agosto 2026 – Termoli @ Arena del Mare 42° 15° 11 agosto 2026 – Gallipoli @ Parco Gondar 12 agosto 2026 – Messina @ Mish Mash 13 agosto 2026 – Catania @ Villa Bellini // Nuova data 27 agosto 2026 – Romano D’Ezzellino (VI) @ Ama Music Festival // Nuova data 29 agosto 2026 – Roma @ Cavea Auditorium Parco della Musica // Nuova data

Tennis, Musetti, salta il Queen’s: ritorno a Wimbledon

Roma, 10 giu. (askanews) – Nuovo stop per Lorenzo Musetti, che posticipa ancora il rientro in campo e rinuncia alla partecipazione al torneo del Queen’s, uno degli appuntamenti chiave della stagione sull’erba in vista di Wimbledon.

Il tennista carrarino, alle prese con il recupero dopo il problema fisico accusato nelle ultime settimane, non prenderà quindi parte al torneo londinese ATP 500 e punta direttamente allo Slam sull’erba di Wimbledon, in programma a fine giugno.

La decisione arriva per evitare rischi in una fase delicata del recupero, con lo staff tecnico che preferisce non forzare i tempi dopo gli ultimi problemi muscolari che avevano già condizionato il suo percorso recente.

Il Queen’s Club Championships, tradizionale torneo di preparazione a Wimbledon, si conferma così ancora una volta una tappa mancata per il giocatore italiano, che concentrerà tutte le energie sul completo ristabilimento fisico.

Le condizioni di Musetti saranno monitorate nei prossimi giorni, con l’obiettivo di arrivare allo Slam londinese nelle migliori condizioni possibili.

Mondiali, Messi torna e segna. In 90.000 in Alabama

Roma, 10 giu. (askanews) – L’Argentina campione del mondo chiude la preparazione al Mondiale 2026 con una convincente vittoria per 3-0 contro l’Islanda e ritrova il suo uomo simbolo, Lionel Messi. Entrato nella ripresa dopo aver recuperato da un problema muscolare al bicipite femorale sinistro, il capitano dell’Albiceleste ha lasciato subito il segno, realizzando una rete e contribuendo al successo della squadra guidata da Lionel Scaloni.

Nell’amichevole disputata ad Auburn, in Alabama, davanti a 90.000 spettatori, l’Argentina ha sbloccato il risultato dopo appena otto minuti grazie a Valentín Barco. La squadra sudamericana ha mantenuto il controllo della gara per tutto l’incontro e nella ripresa ha accolto il ritorno in campo di Messi, rimasto inizialmente in panchina per precauzione dopo l’infortunio accusato con l’Inter Miami CF.

La Pulce è entrata al 69′ e dopo appena un minuto ha illuminato il gioco servendo Lautaro Martínez, atterrato in area dal portiere islandese. Dal dischetto è stato lo stesso Messi a trasformare il rigore del 2-0, confermando di aver pienamente recuperato la condizione in vista dell’esordio mondiale. Nel finale è arrivata anche la rete di Thiago Almada per il definitivo 3-0.

Per Messi si tratta del 117° gol con la maglia dell’Argentina e di un segnale importante a pochi giorni dall’inizio della rassegna iridata. Secondo i media argentini e internazionali, il fuoriclasse di Rosario ha mostrato subito la sua influenza sul gioco, partecipando direttamente alle azioni decisive della partita.

L’Argentina si presenterà così al Mondiale con rinnovata fiducia e con il proprio capitano nuovamente al centro del progetto tecnico. I campioni in carica debutteranno nel Gruppo J contro l’Algeria, prima di affrontare Austria e Giordania nella fase a gironi.

Canto d’amore è il nuovo singolo di Angelina Mango con Marco Mengoni

Milano, 10 giu. (askanews) – Esce il 12 giugno Canto d’amore (Latarma Records, distribuito da Ada/Warner Music Italy), il nuovo singolo di Angelina Mango con Marco Mengoni, che vede nuovamente i due cantautori collaborare in una canzone riflessiva e autentica. Il brano, che uscirà venerdì su tutte le piattaforme digitali e sarà in rotazione radiofonica, è scritto dalla stessa Angelina Mango con Marco Mengoni e Jacopo Ettore, composto da Jacopo Ettore e Nicola Lazzarin, e prodotto da Cripo e Giovanni Pallotti e attinge alle radici mediterranee dei canti popolari su una produzione contemporanea e sofisticata.

Canto d’amore parla di contrasti, di come gli esseri umani riescano a essere perfetti e imperfetti insieme, sicuri e insicuri allo stesso tempo; racconta l’esigenza comune di accettare la propria autenticità, della voglia di sbagliare senza colpevolizzarsi, abbandonando la ricerca di perfezione che ci viene richiesta, in ultima analisi di essere pienamente umani.

La coralità è centrale in questo brano: i cori incalzanti diventano ritornelli trascinanti e potenti, con le voci di Marco e Angelina che si fondono con le altre anche a riflettere la loro voglia e necessità di stare in mezzo all’umanità, che arricchisce e non spaventa.

Il brano arriva a distanza di due anni dalla prima collaborazione dei due artisti sulle note di Uguale a me, contenuto nel primo album di Angelina, Poké melodrama.

Angelina Mango avrà l’occasione di portare nuovamente la sua musica dal vivo dal 17 luglio, con Nina canta nei teatri d’estate, tour prodotto e organizzato da Live Nation. Con questa nuova tournée il pubblico potrà rivivere ancora una volta i suoi brani in un’atmosfera intima di condivisione, che prenderà forma in luoghi in cui musica, arte e natura si uniscono, per dar vita a spettacoli unici e suggestivi tra anfiteatri, teatri all’aperto, castelli, piazze d’armi e una cava.

Nina canta nei teatri d’estate inizierà il 17 luglio al Teatro Romano di Verona, per poi proseguire con le date di Caserta (20 luglio – Belvedere di San Leucio), Palermo (22 luglio – Teatro di Verdura), Taormina (24 luglio – Teatro Antico), Porto Recanati (28 luglio – Arena Beniamino Gigli), Roma (30 luglio – Auditorium Parco della Musica – Cavea), Castiglioncello (2 agosto – Castello Pasquini), Assisi (5 agosto – La Rocca), per concludersi a Matera (8 agosto – Cava del Sole).

Perché a Belfast è scattata la caccia allo straniero

Roma, 10 giu. (askanews) – Violenti scontri sono scoppiati a Belfast, in Irlanda del Nord, ieri sera durante delle manifestazioni anti-immigrazione organizzate per protestare contro un accoltellamento attribuito a un rifugiato sudanese. Immagini di un autobus e di auto incendiati, oltre a diverse case in fiamme hanno fatto il giro del mondo. Il sospetto, Hadi Alodid, 30 anni, secondo la stampa britannica, è stato posto in custodia cautelare per quattro settimane questa mattina dal tribunale di Belfast dopo essere stato accusato di tentato omicidio ai danni di Stephen Ogilvie, circa 40 anni, di minacce di morte a un tecnico di radiologia del servizio sanitario nazionale (Nhs) e possesso di un coltello, secondo Press Association. Secondo quanto riferito dai media britannici, la vittima ha perso un occhio a seguito dell’accoltellamento e presenta diverse ferite sulla testa.

La polizia nordirlandese e le autorità britanniche avevano ripetutamente lanciato appelli alla calma durante la giornata, temendo disordini dopo che un video dell’attacco con il coltello, diffuso dall’estrema destra, aveva sconvolto la nazione. Figure dell’estrema destra, come l’attivista Tommy Robinson, avevano lanciato appelli alle proteste sui social. La polizia ha escluso al momento l’ipotesi di terrorismo, sebbene il movente dell’attacco rimanga ancora poco chiaro. Il video ha suscitato indignazione in tutto il Paese e una condanna unanime da parte della classe politica britannica. Il primo ministro Keir Starmer ha definito l’attacco “ripugnante” su X e ha condannato gli appelli lanciati online a scendere in piazza.

Richard Tice, vice leader di Reform UK, partito di estrema destra in forte ascesa guidato da Nigel Farage che ha fatto della lotta all’immigrazione il suo cavallo di battaglia, ha organizzato questa mattina una conferenza stampa in cui ha annunciato una “giornata di azione nazionale” il 4 luglio. Tice si è infuriato quando un giornalista gli ha chiesto se i disordini di Belfast potessero essere collegati all’incitamento di Nigel Farage, che la settimana precedente aveva esortato la gente a reagire con “pura e fredda rabbia” all’omicidio di Henry Nowak, il 18enne inglese accoltellato da un immigrato che dichiarò falsamente di aver subito un attacco a sfondo razziale da parte della vittima che praticamente in fin di vita fu assurdamente ammanettata dalla polizia. Farage per ha pronunciato quelle parole martedì mattina della scorsa settimana. Quella stessa notte, una protesta a Southampton era degenerata in violenza.

Carburanti, Meloni: non aver paura di far quello che va fatto

Roma, 10 giu. (askanews) – “Quando si parla di sostenibilità non dobbiamo mai dimenticare quella economica e sociale. Dall’inizio del mandato siamo schierati per un approccio non ideologico e pragmatico sulla transizione”, ad esempio con la “richiesta di rivedere il sistema Ets, limitare l’impatto sull’autotrasporto, la modifica dell’Ets marittimo. Non abbiamo smesso di sostenere l’acquisto di carburante dell’autotrasporto, per contenere la spinta inflazionistica e salvare” il settore, perchè “non bisogna avere paura di fare quel che è giusto fare”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, intervenendo all’assemblea di Confcommercio.

“Quando si parla di sostenibilità – ha sottolineato – noi certo dobbiamo parlarne in chiave ambientale ma dobbiamo anche ampliare il concetto alla qualità della vita complessiva esattamente come quando parliamo di sostenibilità non dobbiamo mai dimenticare quella economica e sociale e qui voi sapete che dall’inizio del nostro mandato siamo schierati sullo stesso fronte nel sostenere un approccio pragmatico e non ideologico alla transizione ecologica. Il lavoro che stiamo facendo in Europa sui tanti dossier sta lì a dimostrarlo: la richiesta ad esempio pressante che stiamo portando avanti per rivedere il sistema Ets, per diminuire l’impatto sul trasporto pesante, per rivedere l’Ets marittimo che rischia di penalizzare enormemente i nostri porti a vantaggio dei porti del Nordafrica senza alcun beneficio tra l’altro in termini di riduzione delle emissioni inquinanti nel Mediterraneo. Per la stessa ragione non abbiamo smesso di sostenere l’acquisto del carburante per l’autotrasporto sia in via ordinaria sia reagendo all’aumento dei prezzi causato dalla crisi dello stretto di Hormuz se noi vogliamo contenere l’effetto inflazionistico della crisi energetica sui cittadini e allo stesso tempo salvare un settore che fa muovere e vivere la nazione, come un’altra crisi quella del covid ci ha ampiamente dimostrato, non bisogna avere paura di fare quello che è giusto fare”.

È morta Patrizia Caselli, conduttrice e showgirl

Roma, 10 giu. (askanews) – È morta a 66 anni Patrizia Caselli, attrice, conduttrice televisiva, showgirl e cantante che ha segnato una stagione della televisione italiana tra gli anni Ottanta e Novanta. La notizia della scomparsa è stata diffusa attraverso i suoi profili social, dove nelle ultime ore si moltiplicano messaggi di cordoglio e ricordi da parte di colleghi, amici e telespettatori. Da tempo combatteva contro una grave malattia: nel giugno del 2024 aveva raccontato pubblicamente di essere affetta da un tumore al terzo stadio, confessando la propria paura di fronte alla diagnosi.

Nata a Udine il 13 maggio 1960, Caselli aveva iniziato la carriera giovanissima, lavorando anche con Nanni Loy. Il successo arrivò soprattutto nelle televisioni private, tra Antennatre e Telealtomilanese, dove si impose come showgirl e conduttrice. In quegli anni condivise spesso il palco con Walter Chiari, con il quale visse una lunga relazione sentimentale conclusasi nel 1987.

Nel corso degli anni aveva raccontato con ironia il rapporto con Chiari, ricordando un’esistenza imprevedibile e ricca di incontri con protagonisti della cultura e dello spettacolo italiano. Una relazione intensa e spesso tormentata, che contribuì a renderla un volto molto noto al grande pubblico.

Parallelamente alla televisione, Caselli si dedicò anche alla musica incidendo diversi 45 giri e al teatro. Recitò nello spettacolo “Hai mai provato con l’acqua calda?” insieme a Walter Chiari e Ivana Monti, mentre successivamente prese parte alla riedizione di “Mi è caduta una ragazza nel piatto” accanto a Domenico Modugno.

L’esordio in Rai arrivò nel 1987 con il varietà estivo “Bella d’estate” su Rai2, ancora al fianco di Walter Chiari. Successivamente entrò nel cast di “Chi tiriamo in ballo?”, programma condotto da Gigi Sabani. Negli anni Novanta raggiunse la piena notorietà conducendo con Piero Vigorelli il contenitore pomeridiano “Detto tra noi”, trasmissione che accompagnò il pubblico per tre stagioni e che nel 1994 si trasformò in La vita in diretta. Nello stesso periodo guidò anche il quiz del mezzogiorno “Se fosse…”, ereditando una fascia televisiva resa popolare da Raffaella Carrà.

Dopo il 1994 scelse di allontanarsi dalla televisione per seguire ad Hammamet Bettino Craxi, al quale fu legata sentimentalmente per circa nove anni, fino alla morte dell’ex presidente del Consiglio nel 2000. Più volte aveva ricordato la vicinanza all’uomo politico durante gli anni difficili successivi a Mani Pulite.

Dopo la scomparsa di Craxi sposò il medico Alberto Bossi, con il quale adottò un figlio, François. Proprio pensando al figlio aveva raccontato il dolore e le preoccupazioni legate alla malattia, confessando di non sentirsi pronta a lasciarlo. Negli anni Duemila era tornata sporadicamente al cinema con i film La fabbrica del vapore di Ettore Pasculli e Dentro la città di Andrea Costantini.

Con la sua scomparsa se ne va una delle figure più riconoscibili della televisione italiana di fine Novecento, protagonista di una stagione di profonda trasformazione del piccolo schermo tra emittenti private e servizio pubblico.

Governo. Meloni: non è tempo dubbi e incertezze è tempo dell’azione

Roma, 10 giu. (askanews) – “Possiamo fare meglio? No dobbiamo fare meglio ma abbiamo bisogno di crederci sul serio, di non adeguarci al limiti che qualcuno vuole metterci, di chi tentenna, indugia, utilizza il contesto come alibi per non doversi mettere alla prova. Non è il tempo dei dubbi, delle incertezze, dell’attesa, questo è il tempo dell’azione che è anche il tempo dell’Italia”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, intervenendo all’assemblea di Confcommercio.

Meloni a Confcommercio: il "sense of Italy" non si delocalizza

Milano, 10 giu. (askanews) – “Sostenere le imprese del terziario significa difendere noi stessi, custodire quello che ci identifica e caratterizza, che racconta al mondo cosa vuol dire essere italiani. Farò mia l’espressione ‘sense of Italy’ usata dal presidente Sangalli perchè i nostri prodotti raccontano e portano con loro una identità, uno stile di vita, un fascino, un patrimonio immateriale che ha solo quello che è prodotto in Italia da italiani, che nessuno può replicare, che nessuna piataforma può delocalizzare e portare a basso costo: esiste solo da noi, esiste solo con noi. È il senso del nostro successo”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, intervenendo all’Assemblea di Confcommercio. “Difendere il commercio di vicinato significa difendere più di un settore economico: relazioni, identità, qualità della vita”.

Lega,in corso a Montecitorio il Consiglio Federale riunito da Salvini

Roma, 10 giu. (askanews) – È in corso il consiglio federale della Lega, nella sala Salvadori presso gli uffici del gruppo a palazzo Montecitorio, convocato dal segretario Matteo Salvini. All’ordine del giorno: l’approvazione del rendiconto 2025 e comunicazioni del segretario. Alla riunione il presidente della Camera Lorenzo Fontana e tre ministri: dell’Economia Giancarlo Giorgetti, dell’Istruzione Giuseppe Valditara e delle Regioni Roberto Calderoli.

Presenti, tra gli altri, il presidente del consiglio regionale del veneto Luca Zaia, il presidente della Regione Friuli-venezia Giulia Massimiliano Fedriga, della Regione Lombardia Attilio Fontana e del Veneto Alberto Stefani, insieme ai capigruppo di Camera e Senato, Riccardo Molinari e Massimiliano Romeo, i vicesegretari Claudio Durigon e Silvia Sardone.

Tutti, questa volta, sono in presenza. Come da indicazione dello stesso Salvini.

Meloni a Confcommercio: non siamo repubblica delle banane, regole si rispettano

Milano, 10 giu. (askanews) – “Il messaggio che vogliamo lanciare è che questa non è la repubblica delle banane: si rispettano le regole, perchè senza regole non c’è mercato e non c’è crescita”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, intervenendo all’Assemblea di Confcommercio in corso a Roma, citando i dati sul contrasto alle attività commerciali “apri e chiudi”, ovvero “chi apre una attività, la chiude dopo pochi mesi zenza pagare mai le tasse, per poi riaprire poco dopo sotto altro nome. Ne abbiamo chiuse 24mila, e sono attività spesso gestite da immigrati magari entrati illegalmente e che si mettono pure a fare concorrenza sleale. Non si può fare, non si può fare. E stiamo anche su questo rispondendo”.

Meloni: emergenza demografica, rischio tenuta Stato sociale

Roma, 10 giu. (askanews) – “Abbiamo una emergenza che si chiama giovani generazioni, si chiama offrire migliori e maggiori opportunità e ribaltare l’emergenza demografica che diventa uno dei nostri più grandi problemi economici. Perché è sì una questione di dare continuità alla nostra storia, la nostra civiltà, la nostra identità ma è anche un tema di tenuta dello stato sociale se non invertiamo i dati demografici”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, intervenendo all’assemblea di Confcommercio.

Ponte Stretto, Morelli: "Il percorso va pienamente avanti"

Roma, 10 giu. (askanews) – “Stiamo ad osservare cosa valuterà la magistratura. E’ chiaro che dal punto di vista puramente amministrativo non cambia assolutamente nulla, quindi il percorso va pienamente avanti”. Lo ha affermato il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio, Alessandro Morelli, interpellato sull’indagine annunciata ieri dalla Procura di Roma sul Ponte sullo stretto di Messina a margine di un panel al Forum PA.

“L’obiettovo – ha spiegato – è di realizzare la più grande infrastruttura del secolo, non per il Meridione ma per il Paese e l’Europa. Quindi contrasto con grande forza chi ha sostenuto che vi siano diverzenze tra Italia ed Europa su questa infrastruttura”.

L’epera, anzi, è stata inserita nelle direttrici infrastrutturali chiave della Unione europea. “Quindi l’obiettivo comune è di ottenere il risultato – ha concluso Morelli -: fare il Ponte. Chiaro che ci sono criticità in fase di discussione e soluzione. Ne abbiamo affrontate tante, affrontiamo anche questa e andiamo avanti”.

Tajani ha detto che Ben Gvir è indegno di rappresentare Israele

Roma, 10 giu. (askanews) – Quello usato dal ministro della Sicurezza israeliano Itamar Ben Gvir contro l’Italia è “un linguaggio infantile, volgare, provocatorio da parte di un ministro che non è degno di rappresentare un paese come Israele. Per questo noi già avevamo chiesto all’Unione Europea di avviare un procedimento per infliggere sanzioni a questo ministro che ha avuto un comportamento indegno di violazione diritti umani nei confronti di un gruppo di militanti della Flotilla che erano stati prelevati sulle navi e portati in Israele. E’ sempre un tema di dignità e di rispetto delle persone che Ben Gvir, responsabile della sicurezza nazionale in Israele, ha certamente violato”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani intervistato nel corso della trasmissione radiofonica Ping Pong su Rai Radio Uno.

Come Italia, ha proseguito Tajani, “vogliamo che vengano inflitte sanzioni” europee “a Ben Gvir” e ora “cerchiamo di superare l’ostacolo di qualche paese che si oppone”.

Bankitalia: aumentano i tassi su mutui e prestiti

Roma, 10 giu. (askanews) – Netti aumenti dei tassi di interesse sui prestiti bancari in Italia, in attesa degli aumenti dei livelli di riferimento che (domani) potrebbe decidere la Bce. Ad aprile il tasso annuale effettivo globale (Taeg) sui nuovi prestiti alle famiglie per l’acquisto di abitazioni, i mutui si è collocato al 3,91 per cento, dal 3,81 nel mese precedente). Il Tasso sulle nuove erogazioni di credito al consumo si è collocato al 10,41 per cento (10,34 nel mese precedente). I tassi di interesse sui nuovi prestiti alle società non finanziarie sono stati pari al 3,56 per cento, dal 3,38 nel mese precedente. Lo riporta la Banca d’Italia.

Sempre ad aprile i prestiti al settore privato, corretti sulla base della metodologia armonizzata concordata nell’ambito del Sistema Europeo delle Banche Centrali (SEBC), sono aumentati del 2,8 per cento sui dodici mesi (+2,7% nel mese precedente). I prestiti alle famiglie sono aumentati del 2,6 per cento (2,7 nel mese precedente) mentre quelli alle società non finanziarie sono aumentati del 3,1 per cento (2,8 in marzo).

Il gasolio ha superato i 2 euro al litro al self service

Roma, 10 giu. (askanews) – Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy rende noto che, in base agli ultimi dati rilevati dall’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit, oggi il prezzo medio dei carburanti in modalità ‘self service’ lungo la rete stradale nazionale è pari a 1,909 euro/litro per la benzina e 2,018 euro/litro per il gasolio. Sulla rete autostradale, prosegue il Mimit, il prezzo medio self è di 2,007 euro/litro per la benzina e 2,099 euro/litro per il gasolio.

Biennale Teatro, interni, spiriti e cose: la trilogia di Banushi

Venezia, 10 giu. (askanews) – Una trilogia sulla vita, sulla morte, sui fantasmi e sull’amore che, nonostante tutto, continua a esistere e a dare un senso anche al dolore, profondissimo, che permea tutta la storia. Un’idea di teatro che vive sulla costellazione interiore, intesa sia come dimensione dello spirito, sia come ambiente: gli interni che accompagnano la vita delle persone. “Romance Familiare” è il lavoro in tre capitoli che Mario Banushi ha presentato per la prima vota come un corpo unico alla Biennale Teatro a Venezia, festival che lo ha premiato con il Leone d’Argento. Albanese di nascita e poi da bambino emigrato in Grecia, Banushi lavora intorno all’idea del lutto, che in qualche modo appare come una condizione di fondo, strutturale della vita. Ma, come sapeva bene Amos Oz, la vita fa rima con la morte e il lutto si lega alla nascita, in un circolo che, attraverso il rituale (compreso quello della messa in scena), si rinnova di continuo.

L’idea di teatro di Banushi sembra sostenersi su due grandi pilastri: da una parte il ricordo personale, le immagini dell’infanzia con il loro inestirpabile mistero (qualcosa che, un po’ semplificando, certo, fa però pensare a Garcia Marquez e, più in generale, al Realismo magico letterario); dall’altra c’è una visione profondamente consapevole dello spazio scenico, della composizione delle figure e degli oggetti sulla palco, una “fotografia” diremmo se fosse cinema, che unita alla drammaturgia crea luoghi di immaginario universale. Nel secondo capitolo, per esempio, “Goodbye Lindita”, una finestra su un lato della scena ha il potere terribile e meraviglioso di creare tutta l’atmosfera, e quello che arriva in platea è la sensazione di trovarsi a guardare sia una fotografia costruita di Jeff Wall sia la Vocazione di San Matteo del Caravaggio, sebbene quello a cui assistiamo è, almeno sulla carta, solo un interno di una casa normale di una famiglia balcanica. Quando l’immaginazione radicale, fatta di defunti meravigliosamente agghindati, di morti che non muoiono e restano con noi e di spiriti persistenti con una spericolatezza malinconica che fa pensare anche al mondo di Emir Kusturica, si intreccia con la qualità fisica e con questi volumi dello spazio teatrale, perché di volumi si tratta, il risultato, nei momenti migliori, è un teatro che parla più lingue e la sua chiarezza, pur restando oscura, diventa lampante. Ci sono poi anche i momenti meno clamorosi, le parti in cui il senso magico diventa eccessivo o le nudità sembrano scontate. Ma nel complesso la trilogia regge eccome, probabilmente anche grazie a questi limiti, può essere onesto ammettere.

È affascinante poi lasciarsi prendere da quello che esce dalla scena: la diffusione dell’incenso in tutto il teatro, il profumo, decisivo e indimenticabile, di un uovo che viene fritto nel primo capitolo, “Ragada”: e già le immagini, le sedie, i tavoli e le strutture di comportamenti ci erano riconoscibili, ma quando a queste si uniscono le dimensioni invisibili, come l’olfatto, ecco che il rapimento diventa inevitabile, forse “facile”da un certo punto di vista, ma non importa: quello che conta è che funziona. E restituisce una presenza della categoria dello spirito del teatro che è contemporanea, anche se imbevuta di ritualità, come quelle legate ai defunti, che affondano nel passato tradizionale, ma perché questo a sua volta affonda nelle profondità comuni dell’umano.

Un’altra considerazione: qualche anno fa erano diffuse ovunque le videocamere che riprendevano la scena dall’interno, manovrate dagli stessi attori, e riproducevano in diretta sugli schermi una seconda prospettiva. Nel lavoro di Banushi la tecnologia torna a farsi analogica: cavi, microfoni con il filo, pareti che si muovono, supporti fisici. Ma quella sensazione di costante lavoro in divenire viene restituita ora dallo spostamento degli oggetti di scena, dal lavoro che una volta si sarebbe nascosto e adesso è parte della pratica teatrale. È come se, in assenza di parole (non c’è recitazione verbale negli spettacoli), fosse indispensabile ri-aggrapparsi alle cose (oltre che alle persone) e questo ci riporta a Foucault, ed è importante, ma soprattutto ci riporta, pur nella finzione del teatro, a una realtà fisica che continua a costituire l’infrastruttura portante del nostro essere vivi nel mondo e che troppo spesso scompare, offuscata dalla foga digitale. (Leonardo Merlini)

Confcommercio, Mattarella: sviluppo sia sostenibile per società e ambiente

Roma, 10 giu. (askanews) – “Il tessuto produttivo-imprenditoriale italiano è di fronte a complessità che richiedono autentico dialogo tra istituzioni e società, per promuovere un modello di sviluppo coerente con criteri di sostenibilità sociale e ambientale. Responsabilità particolari interpellano le parti sociali, alle quali compete in primis, nel dialogo contrattuale, la regolazione del mercato del lavoro, per contribuire, aderendo al dettato costituzionale, all’affermazione della coesione sociale, con la eliminazione di quelle distorsioni e pratiche che si traducono in arretramenti degli standard di tutela per i lavoratori”. Così, in occasione dell’assemblea di Confcommercio, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in una lettera inviata al presidente dell’associazione Carlo Sangalli.

“La storia della Repubblica – ha scritto il presidente – è strettamente intrecciata con quella delle cittadine e dei cittadini che l’hanno costruita, abitata, vissuta e, vivendola, hanno esercitato la libertà di associazione garantita dalla Costituzione, divenendo protagonisti dello sviluppo e del progresso dell’Italia” ed “è significativo che la celebrazione degli ottanta anni di vita della Repubblica e degli ottanta anni di vita di Confcommercio si siano sovrapposti. Il ruolo delle formazioni sociali che sono state traino nelle trasformazioni del Paese ne esce in tutta evidenza”.

“Sin dall’epoca delle libertà comunali – ha ricordato – i mercanti sono incisi nella storia d’Italia come uno dei passaggi che segnano la nostra identità nazionale, a conferma della funzione decisiva svolta dal settore per la circolazione di idee, costumi, innovazione. ‘Ricordare il futuro’ è stato l’efficace slogan scelto dalla vostra Confederazione nell’anniversario, per segnare la ferma volontà di essere parte delle nuove trasformazioni che ci attendono, in una realtà internazionale sempre più difficile e sfidante che richiede il coraggio di compiere scelte non facili”.

“Nell’esprimere apprezzamento per il vostro impegno, desidero rivolgere a tutti i presenti gli auguri di buon lavoro”, ha concluso.

Marina, Mattarella: presidio prezioso a garanzia indipendenza Italia

Roma, 10 giu. (askanews) – “Le donne e gli uomini della Marina sono un presidio prezioso a garanzia dell’indipendenza del Paese e la loro opera autorevole nell’azione dell’Italia a tutela della pace e della cooperazione internazionale, in un contesto gravato da conflitti e tensioni a partire dal Mediterraneo, in cui la tutela delle infrastrutture energetiche e digitali, la sicurezza e la libertà delle rotte assumono un rilievo sempre maggiore”. Così il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della Festa della Marina Militare, in un messaggio inviato al Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, Ammiraglio di Squadra, Giuseppe Berutti Bergotto.

“Nel giorno dedicato alla Marina Militare – ha scritto Mattarella – desidero rivolgere a tutte le donne e a tutti gli uomini che appartengono al personale militare e civile l’augurio più intenso, esteso ai loro familiari, unitamente all’apprezzamento per il servizio reso alla Repubblica, in Italia e all’estero. Un pensiero commosso va ai marinai caduti nell’adempimento del dovere, che con il loro sacrificio hanno testimoniato dedizione alla Patria e fedeltà ai valori costituzionali, nell’omaggio alla Bandiera della Forza Armata che ne testimonia il valore”.

“Gli equipaggi delle unità navali, dei sommergibili, degli aeromobili, la Brigata Marina San Marco e i reparti speciali che operano quotidianamente nei principali teatri, dal Golfo di Guinea al bacino somalo e sino alle acque dell’Indo-Pacifico, sono significativi agenti della legalità internazionale – ha proseguito il Capo dello Stato – Prezioso è il contributo, sul terreno della sicurezza della navigazione, del soccorso in mare e della tutela dell’ambiente marino garantito dal Corpo delle Capitanerie di Porto-Guardia Costiera. L’evoluzione degli equilibri globali richiede capacità di analisi, innovazione, preparazione in costante aggiornamento”.

“La Marina Militare affronta queste sfide con impegno e lungimiranza. La comunità nazionale vi è grata. Buon vento! Viva la Marina Militare, viva le Forze Armate, viva la Repubblica”, ha concluso Mattarella.

Milano, La Russa: è ora di decidere, voto anticipato per non perdere tempo

Roma, 10 giu. (askanews) – “Non capisco come ci si possa stupire che io mi interessi di Milano, come si possa accusarmi di non fare il mio dovere. Renzi ‘Pinocchietto’ che si mette a darmi lezioni…”. Così il presidente del Senato Ignazio La Russa in un’intervista su ‘Il Corriere della Sera’, dopo le accuse ricevute in occasione del suo intervento in consiglio comunale a Milano.

Milano, dice La Russa, è “la mia città, dove sono stato eletto, ho il dovere nei confronti di chi mi ha votato di dire quello che penso e anche di operare per quello che ritengo sia il bene della comunità in cui ho sempre fatto politica e vivo”.

Il voto anticipato, incalza, “sarebbe un modo per non perdere altro tempo. Dopo tutto quello che è successo ù anche senza scendere nel merito delle questioni giudiziarie ù se fosse stato anche la metà, con un sindaco di centrodestra sarebbe successo il finimondo e avremmo Palazzo Marino accerchiato. La maggioranza è sempre più divisa e di fatto l’unica vera cosa che ha realizzato è prevedere l’abbattimento di San Siro, al quale sono pure contrario. Quindi l’anticipo delle elezioni non sarebbe un male”.

E aggiunge: “visto che me lo chiedono, sono pronto a fare la prima mossa: inviterò a pranzo ù spero si possa ancora fare ù esponenti che dal territorio sanno dare indicazioni e pareri e poi, solo dopo, porteremo la proposta o le proposte al tavolo dei leader”.

Macron tenta la “convergenza globale”: dialogo tra G7, Cina e Sud del mondo

A pochi giorni dal vertice del G7 di Evian, Emmanuel Macron prova a rilanciare un’idea di governance economica internazionale fondata sul dialogo tra potenze industriali e grandi Paesi emergenti. Giovedì il presidente francese organizzerà una videoconferenza denominata “vertice di convergenza globale per la crescita”, alla quale prenderanno parte i membri del G7, la Cina, il Fondo monetario internazionale e alcuni attori strategici del Sud globale come India, Brasile, Corea del Sud, Kenya ed Egitto.

L’iniziativa, annunciata dall’Eliseo, viene presentata come il tentativo di creare “le condizioni per una crescita equilibrata, sostenibile e condivisa”. Ma dietro la formula diplomatica emerge soprattutto la consapevolezza che il sistema economico mondiale attraversa una fase di forte tensione: guerre commerciali, squilibri macroeconomici, competizione tecnologica e crescente frammentazione geopolitica stanno logorando il quadro multilaterale costruito dopo la Guerra fredda.

 

Un segnale politico prima del G7

La scelta di convocare una riunione allargata prima ancora dell’apertura ufficiale del G7 non è casuale. Macron intende mostrare che l’Europa può ancora svolgere una funzione di mediazione tra Stati Uniti e Cina, evitando che il confronto tra Washington e Pechino degeneri in una nuova guerra fredda economica.

Secondo l’Eliseo, il vertice segnerebbe “una nuova disponibilità di Cina, Stati Uniti ed Europa a impegnarsi in un percorso di coordinamento economico”. Una formula prudente, ma significativa, in una fase in cui i rapporti internazionali restano segnati da diffidenze reciproche, dazi e competizione industriale.

La Francia punta inoltre a rafforzare il profilo politico del G7, allargandone la capacità di interlocuzione verso quelle economie emergenti che oggi incidono sempre più sugli equilibri globali.

Industria europea e commercio globale

Nel ragionamento francese pesa anche la questione industriale. Parigi insiste da tempo sulla necessità di “reindustrializzare” l’Europa e di correggere gli squilibri commerciali con Cina e Stati Uniti. Il tema riguarda soprattutto la capacità europea di restare competitiva nei settori strategici: energia, tecnologie avanzate, semiconduttori, intelligenza artificiale e difesa.

Negli ultimi anni la Francia ha criticato sia il dumping industriale cinese sia le massicce politiche di incentivazione americana, considerate penalizzanti per l’industria europea. Da qui l’idea di una “cooperazione regolata” che riduca le tensioni commerciali senza rinunciare alla tutela degli interessi strategici continentali.

Macron cerca dunque un difficile equilibrio: mantenere saldo il legame atlantico senza trasformare l’Europa in una semplice appendice economica degli Stati Uniti.

Il ritorno della questione multilaterale

La novità politica dell’iniziativa consiste forse proprio nel tentativo di riportare al centro il metodo multilaterale. Negli ultimi anni molti organismi internazionali hanno mostrato limiti evidenti, mentre le relazioni tra Stati sono diventate sempre più competitive e conflittuali.

Il coinvolgimento del Fondo monetario internazionale e di Paesi come India e Brasile segnala la volontà di costruire tavoli più inclusivi rispetto ai tradizionali formati occidentali. Non si tratta ancora di un nuovo ordine economico mondiale, ma certamente di un tentativo di evitare la frammentazione definitiva dell’economia globale.

In controluce emerge anche la consapevolezza europea di una crescente vulnerabilità. Senza cooperazione internazionale, infatti, l’Europa rischia di trovarsi schiacciata tra le grandi potenze continentali e le nuove aree di

influenza economica.

LEuropa cerca una voce autonoma

Resta da capire quanto questa strategia francese sia condivisa dagli altri partner europei e soprattutto dagli Stati Uniti. Washington continua infatti a guardare con sospetto ogni apertura verso Pechino, mentre diversi governi europei oscillano tra prudenza commerciale e fedeltà geopolitica atlantica.

Tuttavia il messaggio di Macron appare chiaro: l’Europa non può limitarsi a subire le dinamiche globali, ma deve tentare di orientarle. In questo senso il “vertice di convergenza” rappresenta anche un test politico sulla capacità europea di parlare con una voce autonoma nel nuovo scenario internazionale.

Il risultato concreto della videoconferenza sarà probabilmente limitato. Ma il segnale politico potrebbe essere rilevante: dopo anni di tensioni e divisioni, le grandi economie mondiali tornano almeno a sedersi allo stesso tavolo.

Fuori dai poli, dentro l’Europa

La decisione coraggiosa dell’onorevole Picierno di uscire dal PD in coerenza con le proprie idee europeiste e democratiche apre un nuovo orizzonte per tutti noi centristi orfani di una casa politica.

La vicepresidente del Parlamento Europeo ha pronunciato forti critiche contro il campo largo su temi dirimenti per l’azione politica: esteri, giustizia, economia. Essere al fianco dell’Ucraina, non adottare politiche giustizialiste, evitare la patrimoniale e la logica della decrescita felice, sono tutti temi non nuovi, che già in precedenza molti commentatori avevano fatto emergere.

Ora, si spalancano le porte di un nuovo Spazio Pubblico che per idee e proposte non è differente da ciò che dice il Manifesto centrista pubblicato su questa testata, né si discosta dalle posizioni di Azione o dalle proposte elaborate dai gruppi liberaldemocratici che esistono al di fuori della destra e della sinistra.

Bisogna prendere atto che, al di fuori dei due poli e al centro, esistono forze di piccole dimensioni ma molto numerose con personalità di esperienza e di esempio di buon governo, esponenti della miglior cultura popolare, liberale, socialdemocratica e riformista. Poiché non esiste una forza egemone o un leader più rispettato in grado di guidare un processo costituente, con umiltà tutti questi soggetti si dovrebbero ritrovare per parlare tra loro con uguale dignità e per scrivere insieme delle proposte in grado di riformare il Paese.

Ne cito alcuni. In tema economico, la cancellazione dei numerosi bonus e incentivi infruttiferi per abbassare le tasse sul lavoro. Investire i soldi degli italiani in due filoni: scuola e sanità. L’introduzione di rappresentati dei lavoratori nei CdA e l’incentivazione dei dipendenti con forme limitate di condivisione degli utili. Liberalizzazioni a tappetto in più settori: taxi, balneari, banche, per esempio affrontando il tema delle riduzioni dei costi di commissione invece che parlare di tasse sugli extraprofitti.

In tema di politica estera, dire con forza che siamo europei e che vogliamo un Unione che vada avanti senza il veto dei singoli Paesi. Ribadire con forza che la battaglia per la libertà dell’Ucraina è la nostra battaglia e che quella guerra può finire in un secondo, basta che Putin ritiri i suoi carri armati dal territorio ucraino. Riportare il dibattitto medio orientale sulla soluzione dei due Stati: lo stato israeliano e lo stato palestinese devono esistere, l’uno accanto all’altro, in pace.

In tema di giustizia, andare oltre una legge scritta male, come quella affrontata con il referendum, e risolvere i numerosi problemi della malagiustizia. Spingere per una riforma delle istituzioni che adotti il modello tedesco di legge elettorale proporzionale, cancellierato e sfiducia costruttiva, salvaguardando l’unica figura istituzionale che da trent’anni dimostra di funzionare e meritare la fiducia degli italiani: la Presidenza della Repubblica.

In tema di welfare, incentivare lo smart working come politica di rispetto dell’ambiente e per aiutare le famiglie a lottare contro il declino demografico. Creare nuovi asili nido. Costruire l’indipendenza energetica del futuro, con nuovi impianti rinnovabili (al contrario di quanto fa il campo largo in Sardegna) e investire nella ricerca del nucleare di nuovissima generazione.

Oggi si tratta di mettere da parte i personalismi e creare una casa per tutti i “liberi e forti” orfani di un qualunque tetto. Una casa, non una tenda appoggiata sul territorio di proprietà altrui, perché quando sarai scomodo ti verrà detto di andare via o di accettare tutto in silenzio. Una casa, lontana dai populismi di destra e sinistra, perché alla nostra Patria serve coraggio e responsabilità, per ribadire ancora oggi che Democrazia è Libertà.

Senza un Centro vero, la democrazia s’impoverisce

È abbastanza evidente che se si vuole ricostruire un vero, credibile ed autentico luogo di Centro vanno rispettati e, soprattutto, declinati alcuni criteri di fondo. Criteri che rispondono prevalentemente all’ideologia del buon senso. Anche perché, è inutile negarlo, di fronte ad una permanente radicalizzazione del conflitto politico e ad una conseguente polarizzazione ideologica tra i vari partiti e schieramenti, mai come oggi “la politica di centro” è richiesta e gettonata. Non solo è utile ma diventa drammaticamente necessaria se vogliamo conservare e rafforzare la qualità della nostra democrazia, la credibilità delle istituzioni democratiche e la stessa efficacia ed efficienza dell’azione di governo. È altresi necessario rafforzare “la politica di centro” se vogliamo far si che la cultura di governo non diventi solo un retaggio positivo del passato. Innanzitutto un Centro è credibile e serio se non rinuncia pregiudizialmente alla sua identità, al suo ruolo, alla sua funzione e al suo progetto. Progetto politico, culturale, sociale e di govemo.

Oggi, purtroppo, sia nella coalizione progressista e sia in quella di governo semplicemente il Centro non esiste. O perchè è radicalmente irrilevante – penso alla coalizione di Schlein, Conte, Fratoianni/ Bonelli e Landini – o perchè è semplicemente un gregario o un accessorio come nell’attuale alleanza di centro destra. In secondo luogo il Centro è un interlocutore se non si riduce a giocare un ruolo politico puramente testimoniale. Se, cioè, riesce ad incidere concretamente nelle dinamiche politiche concrete. Al di là del ruolo decisivo della Democrazia Cristiana declinato per 50 anni durante l’intera stagione della prima repubblica, penso ai partiti che anche nella seconda repubblica hanno saputo declinare con efficacia una “politica di centro”. Penso, per fare qualche esempio concreto, al Ppi, alla Margherita, al Ccd o alla prima esperienza di Forza Italia. Il Centro, cioè, ha un senso e una mission se svolge un ruolo da protagonista. E, quindi, non una semplice comparsa o una banale appendice nello schieramento/coalizione in cui è presente. In terzo luogo il Centro è altrettanto credibile e competitivo se è plurale al suo interno. Culturalmente plurale. Certo, ci sono culture politiche che sono storicamente intrecciate con il pensiero, la tradizione e la prassi di marca centrista. Penso, per esempio, al cattolicesimo politico. Ma non si possono dimenticare, come ovvio e persino evidente, la cultura liberal/democratica, azionista/repubblicana, socialdemocratica e laico/riformista.

Ma il Centro se dev’essere culturalmente plurale deve per forza di cose anche essere unito. Unico partito, unico contenitore oppure un unico agglomerato. Perchè la divisione, per forza di cose, non solo indebolisce il Centro ma pregiudica la bontà del progetto complessivo. In ultimo, ma non per ordine di importanza, il Centro e la “politica di centro” sono altrettanto credibili se vengono gestiti e governati da una classe dirigente autorevole e qualificata. Il tasso di autorevolezza della classe dirigente è la precondizione essenziale per qualificare la “politica di centro” e un altrettanto credibile Centro riformista e democratico.

Ecco perchè se si vuole dare vita ad un progetto politico che non sia soltanto una estenuante battaglia per raggiungere il quorum da un lato o per nascondersi in una coalizione politicamente e culturalmente esterna dall’altro non ci si può limitare a giocare un ruolo gregario, marginale e periferico. Occorre avere il coraggio, e la volontà, di ritornare ad essere protagonisti nella scena politica nazionale. Con umiltà indubbiamente ma anche con la consapevolezza che si tratta di un progetto utile ed indispensabile per il futuro della nostra democrazia.

Bulgakov, l’esilio come via interiore verso l’eterno presente

È un resoconto biografico speciale quello del filosofo e teologo russo Sergej Nikolaevič Bulgakov: gli accadimenti quotidiani — sebbene di forte rilievo — sono infatti consegnati, con discrezione, alla marginalità in funzione di una sublimata visione d’insieme, in cui la geografia dei luoghi perde l’oggettività del riferimento pragmatico e s’impone l’edificante dimensione morale.

Documento, rigoroso e prezioso, di questa prospettiva narrativa è il libro Sulla corda del silenzio. Diario spirituale (Bologna, Edizioni Dehoniane, 2026, pagine 147, euro 19, traduzione e cura di Lucio Coco). Nell’introduzione, il curatore ripercorre anzitutto le tappe salienti della vita del teologo ortodosso, figura «scomoda» per i bolscevichi: nel settembre del 1922 subì un arresto con l’accusa di inaffidabilità politica e alla fine di dicembre fu allontanato dalla Russia a tempo indeterminato e inviato a Costantinopoli senza diritto di fare ritorno in patria.

Nella sua condizione di esiliato, Bulgakov sperimentò — affondato nel silenzio di zone remote e sperdute — i corrosivi effetti della tagliente lama della solitudine. Al contempo, tuttavia, da tale esperienza seppe ricavare, nel segno di una pregevole lucidità, la linfa vivificante di riflessioni illuminanti, offerte ora a beneficio dei lettori grazie all’opera meritoria di Coco.

Il punto di partenza del diario — spiega il curatore — è un classico, ovvero è quello dell’uomo che, come di consueto, pone domande a sé stesso e a Dio di fronte al mistero dell’universo e all’enigma della presenza del male. Il teologo — nel constatare la distanza che sembra talvolta separare il Signore dal mondo — invita a non cedere alla paura, la quale, ammonisce, «è un peccato e può essere un peccato mortale». Al contrario Bulgakov è confortato dalla consapevolezza che un pertugio c’è sempre. È sbagliato pensare che non vi siano vie di uscite. Dovunque, infatti, «c’è un varco sulle ali della fede, sulle ali dell’azione gloriosa e della rivelazione».

Pregnante, poi, è la sua esortazione a concepire la preghiera come un lavoro. Al riguardo, scrive: «Bisogna amare il lavoro della preghiera e mai infiacchirsi in esso. Gli uomini cercano ricreazioni spirituali, e se la grazia mostra loro il suo volto, quando essa si separa da loro si rattristano e si raffreddano nell’anima. Ma il lavoro della preghiera, insistente, assiduo e ostinato, è l’espressione del nostro autentico amore verso Dio». Altrettanto significativo è il suo giudizio sul valore dell’umiltà, definita una «scienza» che ha tanti gradini. «Il primissimo gradino — afferma — è quando si aprono gli occhi su di sé e cade quella illusione nella quale impercettibilmente è immerso un uomo sin dalla prima infanzia, quando rappresenta sé stesso. A ogni uomo Dio dà un’immagine nella quale egli può rappresentarsi nell’impresa della vita. Ma la nostra immaginazione di peccatori ci fa credere che questa immagine brilla già in noi e che solo noi la possediamo e che gli altri uomini ne sono privi». In verità, il Signore misericordioso umilia ogni uomo, dandogli lezioni di vita che gli rivelano sapientemente la sua impotenza. L’uomo non è unico, se non nei propri peccati.

Spiccano quindi passaggi del diario in cui si intrecciano la dimensione spirituale e il versante filosofico. Un connubio, questo, che si riscontra quando Bulgakov osserva che gli uomini vivono per il giorno di domani: in esso ripongono ogni loro bene, ogni loro speranza, «ma è solo il giorno di domani». Mentre «l’oggi» è donato da Dio come «una insopprimibile profondità» e nell’oggi è dato di «trovare tutto», gli uomini vivono per il futuro: essi portano su un palmo di mano questo futuro, «lo sognano, si aspettano da esso quello che oggi non viene dato loro». Tuttavia, sottolinea il teologo, questo è un sentimento «non corretto». Tutto è già dato, bisogna solo trovarlo. «In ogni attimo di tempo, in ogni giorno presente — scrive — è contenuta la vita eterna, e nella misura in cui si è iniziati ad essa di dischiudono inesauribili possibilità e scompare il miraggio e l’autoinganno del futuro». Qual è, dunque, la direzione da seguire? Bulgakov, in merito, è categorico, invitando con forza a cercare — a dispetto di timidi tentennamenti e di insidiose esitazioni — «non il futuro, ma l’eterno presente».

Fonte: L’Osservatore Romano – 8 giugno 2026

Titolo originale: C’è sempre un varco sulle ali della fede

Iran, Usa annunciano ripresa attacchi dopo abbattimento elicottero

Roma, 10 giu. (askanews) – Gli Stati Uniti hanno annunciato di aver ripreso gli attacchi contro l’Iran, dopo che il presidente Donald Trump ha accusato la repubblica islamica di aver abbattuto un elicottero statunitense sopra lo Stretto di Hormuz.

Le forze americane hanno avviato gli attacchi alle 23 ora italiana di martedì, in risposta all’abbattimento dell’elicottero: lo ha dichiarato il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom). “La missione è una risposta proporzionata a un’aggressione iraniana ingiustificata”, ha affermato in una nota il Centcom.

Trump ha concesso un’intervista telefonica a un giornalista dell’emittente Abc, in cui ha spiegato di volere una risposta molto potente. “La risposta dovrebbe essere molto forte, molto potente”, ha detto il presidente americano, secondo quanto riportato da Abc, che ha chiarito che la conversazione si è conclusa poco prima che gli Stati Uniti annunciassero la ripresa di attacchi contro l’Iran.

“Ero al telefono con Trump mentre il Centcom annunciava attacchi di ritorsione degli Stati Uniti contro l’Iran”, ha scritto su X il giornalista Jonathan Karl, “Ecco che cosa ha detto: ‘Penso che sia molto importante rispondere. Hanno abbattuto un elicottero e noi stiamo rispondendo proprio mentre parliamo’. Ha aggiunto: ‘Questa è una risposta a ciò che hanno fatto al nostro elicottero la scorsa notte, e credo che la risposta debba essere molto forte, molto potente, ed è proprio così che sarà questa’”.

I due membri dell’equipaggio dell’elicottero Apache statunitense abbattuto sono stati salvati da un drone navale americano, aveva riferito in precedenza il Centcom. “C’erano due piloti a bordo, entrambi sono al sicuro e illesi”, aveva scritto Trump in precedenza sul suo social Truth, “Tuttavia, gli Stati Uniti devono necessariamente rispondere a questo attacco”.

Secondo il sito statunitense Axios, che cita un funzionario americano, gli Stati Uniti avrebbero colpito diversi sistemi iraniani di difesa e radar. La televisione di stato iraniana ha riferito che sono state segnalate esplosioni e attività della difesa aerea lungo la costa del Golfo Persico, comprese le aree di Bandar Abbas, Qeshm e Sirik.

Cybersecurity: con IA e geopolitica più minacce ma cresce la risposta

Roma, 9 giu. (askanews) – In uno scenario in cui la cybersicurezza è sempre più intrecciata agli equilibri geopolitici, aumenta il rischio cyber per cittadini, imprese e istituzioni. L’intelligenza artificiale, da un lato, accelera e rende più scalabili le minacce; dall’altro, offre nuove capacità di analisi e difesa. E’ quanto emerge dalla seconda edizione del “Cyber Security Report – Analisi delle minacce ed evoluzione dello scenario”, realizzato da TIM e Cyber Security Foundation. Secondo il dossier – che si basa sulle evidenze raccolte dai presìdi di difesa del Gruppo TIM nel corso del 2025, con il contributo analitico del Centro Studi TIM – crescono però anche la consapevolezza e la cooperazione tra istituzioni, imprese e comunità tecnica: leve fondamentali per trasformare l’analisi della minaccia in capacità concreta di prevenzione, risposta e resilienza.

Alessandra Michelini, Amministratrice delegata di Telsy (Gruppo TIM): “Abbiamo contribuito attivamente alla redazione del report, perché speriamo che mettendo a fattor comune le nostre conoscenze su quelle che sono le minacce cyber si possa favorire una maggiore consapevolezza del sistema e quindi risposte più efficaci e tempestive”.

Nel 2025, rileva il report, aumentano a livello globale gli attacchi ransomware. Quasi un evento su due riguarda gli USA, mentre l’Unione europea è la seconda area più colpita. In Italia i casi sono stati 166, +14%, con circa 4 episodi su 10 concentrati nel Nord-Ovest; in Lombardia oltre il 30% del totale nazionale. Sul fronte degli attacchi DDoS invece, gli eventi sono in calo, anche grazie alle misure di prevenzione attivate. Ma gli attacchi risultano più mirati, persistenti e concentrati su target strategici, con l’obiettivo di massimizzare l’impatto operativo. In Italia uno su due ha interessato il settore istituzionale e governativo.

Marco Gabriele Proietti, Fondatore e Presidente Cyber Security Foundation: “Ci sono tantissimi attacchi cyber che dobbiamo cercare di contenere. La cybersecurity ad oggi deve diventare una cultura per tutto il nostro paese italiano e deve dare anche attività di formazione per il nostro sistema-Paese”.

Di fronte alle nuove minacce, bisogna dunque investire in una cultura della sicurezza informatica, preventiva e diffusa: dalla pubblica amministrazione alle PMI, dalla scuola fino ai servizi essenziali.

Alessandro Colucci, deputato e Presidente Intergruppo Parlamentare per la Sicurezza Informatica e Tecnologica: “Le minacce cyber sono un pericolo per le famiglie, le imprese e le istituzioni: è fondamentale fare rete, fare squadra, dialogare, confrontarsi, essere consapevoli del rischio ed intervenire ciascuno per la propria parte per avere di questo sistema un beneficio e non un momento di preoccupazione”.

Reti di telecomunicazioni, dati, infrastrutture cloud e sistemi di comunicazione sono asset strategici essenziali per la continuità operativa del Paese e per la competitività del sistema economico.

Alessandra Michelini, Amministratrice delegata di Telsy (Gruppo TIM): “Telsy è la società del gruppo che si occupa di cyber security e siamo storicamente e da sempre a supporto delle pubbliche amministrazioni, del governo e delle aziende sulle tematiche di sicurezza e crediamo che queste tematiche siano a questo punto, per fortuna, ormai centrali all’interno del dibattito civile e politico, perché si è compreso come la protezione degli asset strategici del Paese, che vuol dire dati in primis, ma anche infrastrutture critiche, sia alla base elemento essenziale per favorire la competitività dell’impresa italiana, l’economia e ovviamente la sicurezza dei confini nazionali”.

La cybersicurezza, evidenzia dunque il rapporto, non è più soltanto una questione tecnologica, ma è una condizione essenziale per la continuità dei servizi, la competitività del tessuto produttivo e la sicurezza nazionale.

Diritti, Schlein: matrimonio egualitario sarà in programma campo largo

Roma, 9 giu. (askanews) – Nel programma del centrosinistra ci sarà “assolutamente” anche il matriomonio egualitario. Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein parlando al ‘Pride croisette’ a Roma. “Una legge serve anche per non lasciare più soli anche quegli amministratori e le amministratrici che in questi anni hanno sopperito a questa mancanza. E poi bisogna lavorare sulle adozioni, serve una legge contro l’omo-bi-lesbo-trans-fobia…”.

Ha assicurato la Schlein: “Sulla gran parte di questi obiettivi l’alleanza progressisti è già d’accordo. Questo sarà il mondo migliore per il centrosinistra per farsi perdonare la mancanza di coraggio che troppo spesso abbiamo visto”.

Dl Stupri, appello Schlein al centrodestra: "ci ripensi su legge sul consenso"

Roma, 9 giu. (askanews) – Serve un “grande cambiamento culturale per contrastare la violenza di genere” e per questo Elly Schlein rinnova l’ “appello alla destra” perché torni “indietro sui suoi passi” e dica sì alla legge sul consenso. La segretaria Pd lo ha detto durante un’intervista sul palco del ‘Pride croisette’ a Roma, nell’ambito del Roma Pride.

“Avevamo fatto la proposta di approvare una legge di civiltà, una legge che dica che senza il consenso ogni atto sessuale è stupro”. Ma, ha aggiunto, la destra ha cambiato idea: “Continuo a fare appello alla destra di tornare indietro sui suoi passi. Quella legge è fondamentale anche per cambiare la cultura di questo paese e per aiutare le donne vittime di violenza”.

Tennis, per Serena Williams ritorno con vittoria a 44 anni

Roma, 9 giu. (askanews) – Non poteva sognare un rientro migliore nel circus Serena Williams, che 1.375 giorni dopo l’ultima volta (US Open 2022) torna a conquistare un successo Wta. La 44enne americana, 23 Slam in bacheca e ritiratasi quattro anni fa, ha infatti superato il primo turno del torneo di doppio del torneo Wta del Queen’s.

Williams e la canadese hanno battuto 7-6, 6-2 l’americana Nicole Melichar-Martinez e la neozelandese Erin Routliffe, terze favorite del seeding.

Tennis, Times, Sinner tra i 100 sportivi più influenti del 2026

Roma, 9 giu. (askanews) – Nuovo prestigioso riconoscimento per Jannik Sinner. Il numero uno del ranking ATP è stato inserito tra i 100 sportivi più influenti del 2026, entrando nella categoria “Icons” della speciale classifica internazionale dedicata agli atleti che stanno lasciando un segno profondo nello sport mondiale. Un attestato che conferma l’impatto sempre più rilevante del campione altoatesino non soltanto sui campi da tennis, ma anche sul piano mediatico, commerciale e culturale.

Per Sinner si tratta dell’ennesima consacrazione in una stagione straordinaria. Il tennista azzurro ha consolidato il proprio status di leader del circuito ATP, mantenendo il vertice della classifica mondiale e collezionando risultati che stanno riscrivendo diversi record della disciplina. Nel 2026 ha conquistato una serie impressionante di tornei Masters 1000, diventando il primo giocatore nella storia a vincere consecutivamente i primi quattro appuntamenti della categoria in una singola stagione.

La sua influenza va ben oltre i risultati agonistici. Negli ultimi anni Sinner è diventato uno dei volti più riconoscibili dello sport internazionale, attirando l’interesse di grandi marchi globali e conquistando milioni di appassionati in tutto il mondo. Il suo stile sobrio, la professionalità e la continuità dei risultati lo hanno trasformato in un punto di riferimento per le nuove generazioni di sportivi.

Il 2026 ha ulteriormente rafforzato la sua immagine globale. Dopo aver completato imprese storiche nel circuito ATP e aver consolidato il proprio dominio nel tennis mondiale, l’azzurro è ormai considerato una delle figure più rappresentative dello sport contemporaneo. La presenza nella categoria “Icons” testimonia come il suo nome venga oggi affiancato a quello delle più grandi stelle internazionali, riconosciute per il loro impatto dentro e fuori dalle competizioni.

Calcio, Atalanta, esonerato Palladino, ora Sarri

Roma, 9 giu. (askanews) – Poche righe per comunicare quanto si stava andando delineando da giorni: “Atalanta Bc comunica che Raffaele Palladino è stato sollevato dall’incarico di allenatore della prima squadra”, recita la nota del club, che pone fine al contratto con l’allenatore di Mugnano di Napoli, subentrato in corsa in stagione all’esonerato Ivan Juric. Le strade di Atalanta e Palladino si separano nel modo più brusco, quindi, senza quell’addio consensuale che la società aveva proposto al tecnico.

Nella comunicazione della società, l’annuncio che Palladino è sollevato dall’incarico “assieme ai suoi più stretti collaboratori, vale a dire Stefano Citterio, Federico Peluso, Fabio Corabi, Nicola Riva, Mattia Casella, Andrea Ramponi e Andrea Berti. Atalanta Bc ringrazia Raffaele Palladino e il suo staff per l’impegno profuso, augurando loro il meglio per il futuro”. Per quello dell’Atalanta, che l’anno prossimo si giocherà l’accesso alla prossima Conference League con i preliminari conquistati proprio con Palladino, ora manca solo l’annuncio di Maurizio Sarri.

Treni, sospeso lo sciopero dei treni dell’11 giugno

Roma, 9 giu. (askanews) – I sindacati confederali di settore hanno sospeso lo sciopero di 8 ore nelle ferrovie. La decisione è arrivata al termine del tavolo convocato dal Mit e presieduto dal vice ministro Edoardo Rixi. La protesta riguardava la decisione di fare più gare per il servizio intercity su cui è stata avviata un’interlocuzione con la Ue e a breve ci saranno le risposte ai temi posti dai rappresentanti dei lavoratori, ha detto Rixi.

“Il tavolo direi è andato molto bene – ha detto il viceministro -. Noi abbiamo aperto un’interlocuzione anche con la commissione europea per arrivare a rendere possibile il lotto unico che oggi non è possibile inserire a gara a causa del decreto Pnrr che prevedeva solo il termine lotti al plurale. Abbiamo avuto un’ottima interlocuzione quindi ci stiamo proponendo di andare a individuare un obiettivo che dal punto di vista trasportistico sicuramente è importante per tutti non solo per le parti sociali, ma anche per garantire un servizio universale a livello paese”.

“Tutto sarà abbastanza rapido nel senso che è già tutto in itinere”, ha aggiunto Rixi rispondendo a una domanda sui tempi per l’accoglimento delle richieste dei sindacati.

Succesivamente, con un comunicato il Mit rivendica di aver ascoltato e raccolto le richieste dei sindacati dei ferrovieri, “tutelando una giornata di lavoro per milioni di lavoratori e pendolari. La sospensione dello sciopero dell’11 giugno dimostra che il confronto serio e concreto porta risultati. Il Mit continuerà a lavorare per garantire servizi efficienti”, conclude il ministero.

WhatsApp, Ue ordina a Meta di ripristinare accesso a assistenti IA di terzi

Roma, 9 giu. (askanews) – La Commissione europea ha ordinato a Meta di ripristinare l’accesso agli assistenti di intelligenza artificiale sviluppati da terze parti per il sistema WhatsApp e di mantenerlo fino a quando non sarà completata l’attuale indagine dell’Antitrust. “Questo impedirà danni gravi e irreparabili alla concorrenza in questo crescente mercato, che apparentemente vede le condotte di Meta violare le normative europee”, afferma l’Antitrust UE con un comunicato.

Sostanzialmente Bruxelles chiede che vengano ripristinate le condizioni che erano in vigore prima del 15 ottobre del 2025. “Meta deve mantenere l’accesso in quei termini e condizioni fino a quando la commissione adotterà una decisione sul caso. Meta – conclude il comunicato – deve ottemperare a queste misure entro 5 giorni lavorativi”.

Simest: partnership con Rina per supportare pmi e filiere industriali

Milano, 9 giu. (askanews) – Partnership strategica tra Simest e Rina per lo sviluppo di servizi integrati a sostegno dei piani di crescita sui mercati globali delle aziende italiane, con particolare attenzione alle pmi e alle filiere industriali. La collaborazione tra la società del gruppo Cassa Depositi e Prestiti e il gruppo multinazionale di ispezione, certificazione e consulenza ingegneristica punta a offrire strumenti concreti per affrontare le sfide legate all’innovazione e alla transizione digitale ed ecologica in atto, integrando i servizi di advisory e le soluzioni di Rina con l’offerta finanziaria integrata di Simest, come spiega Orazio Manni, Vice President Management Consulting & Sustainability di Rina.

“E’ una partnership estremamente importante per noi perché il tema della sostenibilità e della transizione digitale sono assolutamente temi attuali, perchè garantiscono e consentono alle aziende, in particolare alle piccole e medie imprese, di cogliere questa grande opportunità – ha spiegato -. Non bisogna considerare la sostenibilità e la transizione digitale come un obbligo normativo, neanche come un’opzione, ma come un driver per la crescita delle aziende. Rina ha inteso cogliere l’opportunità di costruire questa partnership con Simest proprio perché ritiene di poter mettere a disposizione delle imprese la propria competenza tecnica, la propria capacità di supportare le imprese nel cogliere le opportunità di finanziamento e Simest rappresenta un campione nazionale nel consentire alle aziende di promuovere i propri progetti di internazionalizzazione supportandoli con risorse, perché è vero – ha concluso – che le aziende italiane non hanno mai avuto difficoltà a cogliere le opportunità di innovazione, ma hanno bisogno di risorse e Simest insieme a Rina sono sicuramente due partner strategici in questo senso”.

L’accordo rientra nel progetto Filiere d’Impatto, promosso da Simest per sostenere la competitività delle imprese delle filiere dei champion nazionali, come spiega Carolina Lonetti, direttore export e finanza agevolata di Simest. “Il progetto Filiere d’Impatto nasce con la volontà, con l’obiettivo di utilizzare la finanza pubblica in complementarità con la finanza privata a servizio dello sviluppo di filiere industriali – ha spiegato -. A più di un anno dalla partenza del progetto abbiamo sottoscritto 14 accordi di filiera con altrettanti champion, intercettato interesse per finanza agevolata a supporto di progetti di investimento in Italia all’estero da parte di oltre 1500 aziende e stipulato oltre 500 contratti di finanziamento per 300 milioni”.

Per creare un circolo virtuoso capace di trainare la crescita dell’intera catena produttiva diventa fondamentale il ruolo delle imprese capofila delle filiere. “Oggi nel corso dell’evento Rina faranno una testimonianza i nostri partner Fincantieri ed Enel, che sono state tra le prime aziende ad aderire al progetto”, ha sottolineato Lonetti. “Il partner è fondamentale in questo percorso: ha una funzione di ingaggio, ha una funzione di guida per le imprese in quanto nella maggior parte dei casi il problema delle pmi non è tanto quello di accedere alla finanza – fondi pubblici ne esistono in abbondanza, come anche molte delle imprese con cui noi parliamo sono aziende solide e di valore -, il problema fondamentale è quello di fare delle scelte strategiche che vadano nella direzione di uno dello sviluppo del paese e dei territori”.

Usa, Trump: elicottero abbattuto da Iran, risponderemo

New York, 9 giu. (askanews) – Gli Stati Uniti hanno accusato l’Iran di avere fatto precipitare ieri nelle acque al largo dell’Oman un elicottero militare e hanno preannunciato una risposta. Ad anticiparla è il presidente americano, Donald Trump, ore dopo l’annuncio da parte dell’esercito americano dell’apertura di un’inchiesta sull’incidente da cui due soldati Usa sono stati portati in salvo.

Sul suo social Truth, Trump ha scritto: “Sono appena stato informato dal nostro grande esercito che ieri notte gli iraniani hanno abbattuto uno dei nostri elicotteri Apache altamente sofisticati mentre pattugliavano lo Stretto di Hormuz. Erano coinvolti due piloti, entrambi sono al sicuro e senza ferite. Tuttavia, gli Stati Uniti devono, per necessità, rispondere a questo attacco”.