Home Blog Pagina 322

Fonti Nato: Rutte in Usa vede esponenti Congresso a Capitol Hill

Milano, 15 lug. (askanews) – Il Segretario Generale della NATO Mark Rutte incontra oggi esponenti del Congresso a Capitol Hill in quella che è ancora mattina a Washington DC e dove Rutte si trova al momento, all’indomani del bilaterale con il presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump nello Studio ovale. È quanto si apprende da un funzionario della NATO.

L’ufficio del senatore Usa Thom Tillis organizza un incontro con i senatori Tillis e Shaheen per la stampa intorno alle 12.15, ora di Washington DC (18.15 italiane).

Il repubblicano Thom Tillis (NC) è co-presidente del Gruppo di Osservatori NATO del Senato come la senatrice statunitense Jeanne Shaheen (democratica del New Hampshire). Da lunedì 23 giugno a mercoledì 25 giugno 2025, i senatori statunitensi Shaheen e Tillis hanno guidato una delegazione bipartisan con il senatore Chris Coons (D-DE) al Summit NATO del 2025 all’Aia, nei Paesi Bassi. Durante la loro permanenza all’Aia, la delegazione ha incontrato leader stranieri, partecipato a eventi pubblici e sottolineato il forte sostegno bipartisan del Congresso alla NATO e all’Alleanza transatlantica.

UniCredit, Ue: dubbi che Dpcm miri a tutelare pubblica sicurezza

Milano, 15 lug. (askanews) – “Le autorità italiane sostengono che il decreto è stato adottato per motivi di pubblica sicurezza, che è uno degli interessi riconosciuti ai sensi dell’articolo 21 del Regolamento Concentrazioni. Tuttavia, in via preliminare, la Commissione ritiene che vi siano ragionevoli dubbi sul fatto che il decreto miri effettivamente a tutelare tali interessi riconosciuti”. E’ quanto si legge nella lettera integrale con cui la Commissione europea smonta di fatto punto per punto il decreto golden power relativo all’Ops di UniCredit su Banco Bpm.

La risposta dell’Italia “non individua e spiega adeguatamente il modo in cui l’operazione comporta un rischio per la sicurezza pubblica, né dimostra la compatibilità delle prescrizioni con il diritto dell’Unione”, sottolinea Bruxelles. “Sulla base delle informazioni disponibili, fatti salvi gli ulteriori chiarimenti che potranno essere forniti dalle autorità italiane, la Commissione ritiene in via preliminare che il Decreto, nella sua forma attuale, violi l’articolo 21 del Regolamento Concentrazioni, per i seguenti motivi”. In primo luogo, “vi è un ragionevole dubbio sul fatto che il decreto e gli obblighi mirino effettivamente a tutelare la pubblica sicurezza. Su tale base, l’Italia avrebbe dovuto notificare preventivamente il Decreto alla Commissione e astenersi dall’imporre gli obblighi prima dell’approvazione della Commissione”.

In secondo luogo, si legge nella lettera di 56 pagine, “la Commissione ritiene in via preliminare, sulla base delle informazioni attualmente disponibili, che ciascuna delle prescrizioni contenuta nel decreto sia incompatibile con i principi generali e le altre disposizioni del diritto dell’Ue, nella misura in cui: la prescrizione su prestiti e depositi costituisce una restrizione alla libera circolazione dei capitali, che non è giustificata nell’interesse della pubblica sicurezza; la prescrizione sul project finance costituisce una restrizione alla libera circolazione dei capitali, che non è giustificata nell’interesse della pubblica sicurezza; le prescrizioni sugli investimenti in emittenti italiane costituisce una restrizione alla libera circolazione dei capitali, che non è giustificata nell’interesse della pubblica sicurezza; la prescrizione sullo sviluppo della società costituisce una restrizione alla libera circolazione dei capitali, che non è giustificata nell’interesse della pubblica sicurezza; la prescrizione di uscita dalla Russia costituisce una restrizione dei poteri di vigilanza attribuiti alla Bce”.

UniCredit, Bruxelles: Dpcm è contro norme Ue, a rischio revoca

Milano, 15 lug. (askanews) – Il decreto golden power sull’Ops di UniCredit su Banco Bpm, così come oggi è scritto, è contrario alle normative europee e se le conclusioni preliminari della Commissione Ue saranno confermate il prossimo passo sarà la revoca del Dpcm. Il governo ha 20 giorni di tempo (da ieri) per replicare a Bruxelles. E’ quanto si legge nella lunga lettera della Commissione che, in 56 pagine, ha esaminato nel dettaglio tutte le prescrizioni imposte dal Governo a UniCredit nell’offerta su Banco Bpm.

“La Commissione europea è giunta alla conclusione preliminare che l’Italia ha violato l’articolo 21 del Regolamento Concentrazioni, in particolare i paragrafi 2 e 4 – si legge nella versione integrale della missiva -, in quanto: l’adozione e l’entrata in vigore del decreto, nella sua forma attuale, senza previa comunicazione alla Commissione, viola gli specifici obblighi di comunicazione e sospensione previsti da tale disposizione, e il decreto, nella sua forma attuale, è contrario alle norme dell’Ue sulla libera circolazione dei capitali, alla competenza esclusiva della Bce in quanto autorità di vigilanza prudenziale ai sensi dell’articolo 127, paragrafo 6, Tfue e dell’Ssmr, nonché alla legislazione sui servizi finanziari, compresa la direttiva CRD, la direttiva Oicvm, la direttiva Mifid II e la direttiva Gefia”.

“Se questa conclusione preliminare fosse confermata – conclude la lettera -, la Commissione potrebbe adottare una decisione a norma dell’articolo 21 del Regolamento Concentrazioni in cui dichiara che l’Italia ha violato l’articolo 21 del Regolamento Concentrazioni e le ordina di revocare senza indugio il decreto. Bruxelles invita l’Italia a presentare le sue osservazioni entro 20 giorni lavorativi dal ricevimento della lettera”.

Tajani: vogliamo la pace in Ucraina, serve un messaggio forte a Putin

Washington, 15 lug. (askanews) – “Noi vogliamo la pace, ma dobbiamo convincere Putin” e, per farlo, bisogna mandargli “un messaggio forte”. L’ha detto oggi il ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani intervistato da Fox Business, in occasione della sua visita a Washington, rispondendo a una domanda sugli annunci di ieri del presidente Usa Donald Trump.

“L’Italia e l’Europa stanno inviando armi insieme all’America, e per questo serve un’unica strategia per la protezione dell’Ucraina, per raggiungere la pace. Ma senza un messaggio forte a Putin, è difficile avviare i negoziati tra Putin e Zelensky”, ha detto Tajani.

“Questo è il nostro obiettivo: la pace è l’obiettivo finale, ma in questo momento dobbiamo agire con forza per ottenere questi risultati. Sono totalmente d’accordo con il Presidente Trump: dobbiamo essere forti in questo momento”, ha aggiunto il ministro.

Tajani è oggi a Washington per incontrare il segretario di Stato Usa Marco Rubio, il rappresentante commerciale Usa Jamieson Greer, altre istituzioni Usa ed esponenti della comunità d’affari italiana negli Stati uniti.

Separazione carriere, ok finale Senato slitta a martedì 22 luglio

Roma, 15 lug. (askanews) – Le dichiarazioni di voto e il voto finale sulla riforma della Giustizia che prevede la separazione delle carriere, slittano da domani a martedì della prossima settimana, il 22 luglio. Lo ha deciso la capigruppo del Senato, dopo che il presidente Ignazio La Russa ha accolto la richiesta di alcuni gruppi.

“Domani – ha spiegato il presidente dei senatori di Fi Maurizio Gasparri – si esaurisce il dibattito sul provvedimento e martedì ci saranno le dichiarazioni di voto e il voto finale. Noi avremmo voluto votare subito ma se c’è una richesta del presidente e ampia condivisione, siccome giudichiamo questa riforma una riforma che ha un appuntamento con la storia e non con la cronaca, non saranno tre-quattro giorni a modificare la sostanza”.

Dazi, opposizioni chiedono in aula Camera informativa Meloni: "non si nasconda"

Roma, 15 lug. (askanews) – Pd, M5s, Avs, Iv e Azione hanno chiesto in aula alla Camera che la premier Giorgia Meloni riferisca in Parlamento la strategia che il governo intende attuare dopo l’annuncio dei dazi da parte del presidente Usa Donald Trump.

“Di fronte alla scelta irresponsabile che rischia di portare una crisi sociale ed economica di portata enorme, Meloni ha il dovere di condividere con Parlamento e opposizione la strategia. Ad oggi non c’è stata nessuna informazione o contatto con noi, invece pensiamo sia doveroso che la premier spieghi agli italiani qual è strategia”, ha detto il Verde Angelo Bonelli prendendo la parola in apertura di seduta e sottolineando in particolare le “posizioni incomprensibili ed irresponsabili di Salvini che contiunua a difendere la scelta di Trump e continua a sostenere che il problema sia l’Europa. C’è qualcuno che nel nostro governo agisce per procura per danneggiare gli interessi nazionali”.

Alla richiesta di Bonelli si è associata la presidente dei deputati Pd Chiara Braga: “Meloni si è limitata a 5 righe social dopo più di 24 ore” dall’annuncio di Trump. “Non è accettabile, non è serio. Chinare la testa e fare concessioni all’America di Trump non porta a niente”.

“Come opposizioni – ha insistito Braga – ma anche a nome dei lavoratori, delle imprese, di chi nel paese ogni giorno produce ricchezza, chi paga le tasse vuole sapere che cosa ha in mente la presidente del consiglio italiano, capire se la sua relazione speciale con il presidente Trump, un uomo che non vuole amici, ma solo sudditi intende portarla avanti. Una relazione che finora non ha portato nessun risultato”. Per Braga “serve negoziare a schiena dritta nell’unica sede possibile che è l’Europa: Meloni esca dal silenzio assordante in cui si è rinchiusa in questi giorni, venga in Parlamento a dire quali contromisure intende sostenere a livello europeo ma anche quali azioni intende mettere in campo il suo governo per rilanciare la domanda interna, rafforzare la nostra economia reale e una politica industriale strategica”.

Braga ha ricordato che in Spagna “il premier Sanchez ha attivato una consultazione permanente con i soggetti economici e sociali e con le opposizioni. Noi non pretendiamo tanto però vogliamo che almeno la presidente del consiglio smetta di scappare e venga qui in Parlamento a riferire, a confrontarsi con tutte le forze politiche, con il paese: per questo chiediamo anche la convocazione di una conferenza dei capigruppo per formulare ufficialmente in quella sede la nostra richiesta alla presenza del governo”.

Stessa richiesta di un’informativa urgente è arrivata anche da Chiara Appendino (M5s), Maria Chiara Gadda (Iv) e Federica Onori (Azione).

A Roma al via 19 luglio "Effetto Notte", con omaggio a Dario Argento

Roma, 15 lug. (askanews) – Dal 19 al 27 luglio torna a Roma, nell’Area Archeologica di Santa Croce in Gerusalemme, Effetto Notte, l’oramai tradizionale iniziativa a ingresso gratuito promossa dal Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale d’intesa con la Direzione generale Cinema e audiovisivo del MiC e in collaborazione con la Soprintendenza Speciale Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Roma, la Direzione Musei Statali della Città di Roma e con il Museo Nazionale degli Strumenti Musicali.

L’edizione 2025 vedrà una serata speciale di preapertura, il 19 luglio, con la proiezione (alle 21) di “Onde ribelli: 50 anni di libertà in FM” di Maurizio Pizzuto – documentario che celebra i 50 anni dalla nascita delle prime radio libere italiane – e a seguire “La tregua” di Francesco Rosi – film fondamentale per ricordare la Shoah e per ricordare un regista di cinema civile e di impegno che ha saputo incarnare oltre cinquant’anni di cinema e di storia d’Italia.

E dal 20 al 27 luglio altre otto serate di grande cinema, all’insegna dell’horror e del mistero. La programmazione cinematografica 2025 proporrà un omaggio al genio e al talento del maestro indiscusso del brivido – Dario Argento – in occasione dei suoi 55 anni di carriera. Oltre ad alcuni “cult”, saranno presenti titoli che vedono il maestro nelle inconsuete vesti di attore protagonista (nel film drammatico e perturbante “Vortex” del regista di Gaspar Noé) e di sceneggiatore. I film in programma saranno: “C’era una volta il West” di Sergio Leone (introdotto da Marco Giusti), “Sei donne per l’assassino” di Mario Bava (introdotto da Steve Della Casa), “Occhiali neri” di Dario Argento (introdotto da Steve Della Casa e Laurentina Guidotti), “Il gatto a nove code” di Dario Argento (introdotto da Antonio Tentori), “4 mosche di velluto grigio” di Dario Argento (introdotto da Luigi Cozzi), “Tenebre” di Dario Argento (introdotto da Luciano Tovoli), “Phenomena” di Dario Argento (introdotto da Franco Ferrini) e “Vortex” di Gaspar Noé (introdotto da Steve Della Casa).

“Effetto Notte” non è solo cinema: accanto alle proiezioni, spazio alle visite guidate a Santa Croce in Gerusalemme, area di grande fascino e importanza archeologica alla scoperta delle monumentali strutture dell’Acquedotto Claudio, del Circo Variano, della sontuosa residenza imperiale detta il Palazzo Sessoriano, nonché le domus decorate con affreschi e mosaici. Le visite guidate sono a cura della Soprintendenza Speciale Archeologica Belle Arti e Paesaggio di Roma.

“La rassegna ‘Effetto Notte’, che comprende i film di Dario Argento, offre un’interessante opportunità di esplorare l’intreccio tra l’estetica visiva e la narrazione cinematografica – dichiara Gabriella Buontempo, presidente della Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia – Argento, maestro del thriller e del genere horror, utilizza la tecnica dell’effetto notte, e vorrei giocare sul suggestivo titolo storico della rassegna, non solo per creare un’atmosfera inquietante, ma anche per arricchire le sue storie di tensione e suspense. In film come ‘Profondo Rosso’ e ‘Suspiria’, è evidente come la gestione della luce e delle ombre delizi il pubblico. Le scene notturne diventano veri e propri personaggi, mentre l’illuminazione non convenzionale amplifica la paura e il mistero. La soluzione cromatica e la composizione dei suoi piani sono studiate per incutere inquietudine, riflettendo le ansie e le paure dei protagonisti. La rassegna può anche incoraggiare un dibattito affascinante su come l’industria cinematografica abbia evoluto l’uso di questa tecnica nel tempo, confrontando l’opera di Argento con registi contemporanei. La sua visione distintiva continua a influenzare il genere horror, rendendo le sue opere fondamentali per ogni appassionato di cinema. In questo contesto, ‘Effetto Notte’ celebra non solo un mezzo tecnico, ma anche l’arte di raccontare storie che senza ombra di dubbio fa parte della magia del cinema”.

Calcio, Ranieri: "Italia? Non potevo fare due lavori"

Roma, 15 lug. (askanews) – Claudio Ranieri torna a parlare del suo ‘no’ alla panchina azzurra dopo la separazione con Spalletti di un mese fa: “Credo che dire no alla Nazionale sia costato a tutti – ha detto al TG3 -, ma non potevo fare due lavori. Ho un contratto con la Roma e non ho potuto accettare quello che voleva la Federazione. La Nazionale ha bisogno di una persona libera di poter scegliere e di poter convocare chi vuole”.

“Con me ci sarebbero stati troppi problemi – spiega Ranieri -, a ogni convocazione. Se un giocatore avesse giocato novanta minuti e poi avesse affrontato la Roma… Insomma, era troppo. Lì ci deve essere un uomo libero. Gattuso è uno che la Nazionale l’ha conosciuta, l’ha lottata, l’ha sofferta. Per cui gli auguro ogni bene”. Infine la sua Roma e Gasp: “Sono arrivato in un momento particolare, ma grazie all’aiuto e all’apporto di tutti quanti siamo riusciti a rimettere le cose a posto. Gasp? Sono il consigliere dei Friedkin e spero di far bene il mio lavoro. Gasperini ha un compito importante, piano piano le cose si metteranno bene”.

Nuoto, acque inquinate, gare di fondo rinviate a Singapore

Roma, 15 lug. (askanews) – Problemi a Singapore in vista delle due 10km in acque libere dei mondiali di nuoto. La gara femminile prevista nella notte italiana è stata posticipate per la scarsa qualità dell’acqua (una situazione non troppo diversa dal ‘caso Senna’ di Parigi 2024). Tra le 16 e 17 ora italiana gli atleti sapranno se l’esito delle analisi sarà positivo, a quel punto potranno gareggiare nella notte italiana in arrivo, all’1.30 e alle 4.30, altrimenti si posticiperà ancora. Le gare interessate sono la 10km maschile (Paltrinieri, foto Andrea Masini / Deepbluemedia ) e della 10km femminile (Taddeucci).

Sardegna, progetto contro fuga cervelli e abbandono scolastico

Roma, 15 lug. (askanews) – L’Italia continua a fare i conti con due emergenze educative: l’abbandono scolastico e la fuga dei cervelli. Con un tasso del 17,3% nel 2023, la Sardegna detiene il triste primato nazionale per numero di studenti che lasciano la scuola prematuramente, un dato che pone l’isola tra le regioni europee con la peggiore performance educativa. In risposta a questa crisi nasce Sport School Academy, un’iniziativa nazionale ideata da Alessandro Garuti, Marco Paolini e Roberto Pasolini, con l’obiettivo di rivoluzionare il modello scolastico italiano.

Il progetto partir a settembre proprio in Ogliastra, la provincia sarda pi colpita dallo spopolamento e dall’abbandono scolastico. La missione chiara: mettere lo studente al centro del processo educativo, trasformando il docente in un vero e proprio “talent scout”, capace di valorizzare le inclinazioni di ogni alunno attraverso piccoli gruppi di lavoro e percorsi personalizzati. L’educazione motoria avr un ruolo fondamentale, integrata quotidianamente nel programma scolastico.

Un elemento distintivo sar l’approccio sportivo, con l’attivazione di un liceo sportivo a indirizzo pallacanestro, sostenuto dalla FIP Sardegna. Il progetto mira a coniugare formazione di qualit e attivit fisica per uno sviluppo armonico degli studenti. A questo si aggiunge l’introduzione di materie extracurricolari innovative come l’educazione finanziaria, i media digitali con una radio scolastica gestita dagli studenti e l’intelligenza artificiale, per preparare i giovani alle sfide del futuro.

Un altro punto chiave l’interscambio culturale tra regioni: ogni anno, studenti delle scuole medie e superiori trascorreranno un mese in una diversa regione italiana, seguendo lo stesso programma ma vivendo esperienze formative nuove. Questo sistema, secondo Garuti, rappresenta una risposta concreta alla fuga dei cervelli: “Dobbiamo riscoprire le opportunit che il nostro Paese pu offrire, conoscendolo e vivendolo dall’interno”.

Il modello prevede anche la scuola a tempo pieno fino alle 16:30 per elementari e medie, eliminando i compiti a casa per favorire il tempo libero e il recupero delle relazioni familiari e sociali. “Non giusto che dopo ore di scuola i bambini debbano lavorare ancora a casa, n che i genitori debbano sostituirsi agli insegnanti”, spiega Garuti.

Con il sostegno del Comune di Bari Sardo e l’attivazione del liceo bilingue in inglese e spagnolo, Sport School Academy si prepara a espandersi in tutta Italia. Gi Emilia Romagna, Lombardia, Veneto e Sicilia hanno manifestato interesse. In un Paese dove l’11% dei giovani uomini abbandona gli studi, questa iniziativa rappresenta una concreta speranza per il rilancio dell’istruzione e il futuro dei giovani italiani.

Fine vita, Cappato: oltre 74mila firme per legalizzare l’eutanasia

Roma, 15 lug. (askanews) – L’Associazione Luca Coscioni ha depositato questa mattina in Senato le 74.039 firme raccolte sulla proposta di legge di iniziative popolare per legalizzare tutte le scelte di fine vita, inclusa l’eutanasia attiva. 57.000 le firme raccolte online in due settimane e 17.039 quelle raccolte ai tavoli organizzati dagli attivisti dell’Associazione in tutta Italia.

L’obiettivo della proposta di legge dell’Associazione Luca Coscioni è disciplinare le condizioni e le procedure per richiedere assistenza per porre fine volontariamente alla propria vita, anche con l’aiuto attivo del personale sanitario, nel rispetto della dignità umana e dell’autodeterminazione, eliminando l’attuale discriminazione tra persone malate dipendenti e non dipendenti da trattamenti di sostegno vitale: per poter accedere alla morte volontaria assistita si prevede che la persona debba essere pienamente capace di prendere decisioni libere e consapevoli, affetta da una condizione o patologia irreversibile o da una patologia con una prognosi infausta a breve termine, fonte di sofferenze fisiche o psicologiche ritenute intollerabili.

“Siamo grati alle persone che hanno sottoscritto la proposta di legge ‘Eutanasia legale’ dichiarano Filomena Gallo e Marco Cappato, segretaria nazionale e tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni.

“Da oggi, i Parlamentari italiani avranno sul tavolo un testo che rafforza ed estende i diritti che abbiamo finora strappato attraverso le disobbedienze civili e i ricorsi giudiziari. E’ una proposta alternativa a quella presentata dal Governo, ed è a disposizione di tutti i Parlamentari, di qualunque partito e schieramento, che vorranno difendere la libertà di scelta delle persone che soffrono”.

La legge prevede la presa in carico da parte del Servizio sanitario nazionale, con conclusione delle verifiche entro 30 giorni dalla richiesta e la possibilità per i medici di partecipare su base volontaria.

In tutta Italia il diritto al ‘suicidio assistito’ è già legale, a determinate condizioni, grazie alla sentenza 242/2019 della Corte Costituzionale sul caso ‘Cappato-Dj Fabo’, ma mancano procedure e tempi certi, e ci sono persone che hanno atteso anche due o tre anni prima di ottenere una risposta. Alcuni pazienti, inoltre, vengono discriminati perché, a causa delle loro patologie, non sono in grado di autosomministrarsi il farmaco letale. Oggi si chiede di estendere il diritto anche all’eutanasia per mano di un medico.

In contrasto, la proposta di legge presentata dal Governo punta a restringere il più possibile, fino a di fatto a cancellare, le possibilità di ottenere l’aiuto alla morte volontaria, riducendo drasticamente la platea potenziale degli aventi diritto (sono infatti escluse le persone dipendenti da farmaci salvavita o trattamenti forniti da caregivers e familiari), prevedendo tempistiche tali da negare di fatto l’aiuto alla morte volontaria di malati terminali, cancellando il ruolo del Servizio sanitario nazionale e affidando le decisioni a un organo di nomina governativa e alla magistratura.

Il nuovo volto dell’Alta Sabina

Marcetelli, 15 lug. (askanews) – Da territorio marginale a laboratorio di innovazione sociale e ambientale: l’Alta Sabina cambia volto e lo fa con una grande festa collettiva. A Marcetelli – il pi piccolo comune del Lazio – dieci sindaci dell’area sabina hanno firmato ufficialmente gli intenti per il Patto territoriale per l’Energia, il Clima e la Societ, sancendo la nascita di una comunit virtuosa e resiliente, sostenuta da 3 milioni di euro di fondi del PNRR “Green Communities”. Abbiamo parlato con Elena Battaglini, Designer del Progetto Pnrr Alta Sabina:

“I dieci sindaci oggi hanno firmato, non un manifesto d’intento, ma un vero e proprio contratto territoriale che impegna queste comunit fino al 2035 per aumentare il numero dei residenti e raggiungere la media nazionale. Su 3.500 attuali residenti sull’aggregato dei dieci comuni l’obiettivo di aumentare del 5% da qui al 2035. Come vedete un obiettivo generale che poi interseca e integra diversi comportamenti, azioni e interventi”.

Il patto firmato in una riunione collettiva e allargata del consiglio comunale dai sindaci di Rocca Sinibalda, Belmonte, Colle di Tora, Longone, Marcetelli, Torricella, Monteleone, Poggio Moiano, Poggio San Lorenzo e Varco Sabino – per un totale di circa 3.500 abitanti – punta cos a contrastare lo spopolamento cronico dell’area e a invertire la rotta. poi intervenuto Armando Cipolloni, Vicesindaco Marcetelli:

“Il progetto non prevede opere infrastrutturali ma stiamo cercando comunque di creare opportunit per i nostri territori, cercare di costruire servizi per combattere lo spopolamento. Non sicuramente facile, ci proveremo, ci siamo posti degli obiettivi e ovviamente lavoreremo per questo e per fare in modo che lo spopolamento venga frenato e che col passare del tempo si possano creare sempre pi opportunit per i nostri territori che sono veramente belli e noi ci teniamo tanto”.

Un progetto che va in controtendenza rispetto al ‘suicidio assistito’ delle aree interne di cui si parlato nell’ultimo periodo. Infine intervento Stefano Micheli, Sindaco di Rocca Sinibalda:

“Rispetto a quanto il governo in questi ultimi mesi aveva teorizzato rispetto al futuro delle aree interne e quindi a questo famoso suicidio assistito che tante polemiche ha scatenato, c’ stato gi un passo indietro anche del ministro Foti che ha riconosciuto l’errore e va adesso tutto nella direzione che pure noi abbiamo spiegato. Noi crediamo fortemente che per i nostri territori ci sia invece un futuro che fatto di buone pratiche, di progetti, di buon vivere e con questo progetto gi da due anni stiamo lavorando per realizzare questa prospettiva”.

Musica, passeggiate, mercati contadini, stand enogastronomici e laboratori per bambini hanno animato le strade di Marcetelli in una giornata pensata per coinvolgere la cittadinanza e celebrare le risorse del territorio. Fulcro simbolico dell’evento stato il suggestivo Ballo delle Pantasime.

Carmen Consoli, un’opera in tre parti: Sicilia, rock e cantautorato

Roma, 15 lug. (askanews) – Carmen Consoli torna con un progetto che è molto più di un disco: è una dichiarazione d’intenti, un’opera in 3 parti, un viaggio nelle profondità della sua identità artistica. L’artista ha annunciato oggi a sorpresa l’uscita di tre album distinti, ognuno specchio di una delle sue “tre anime”, che avranno uscite diverse.

“Contro il comune sentire, continuo a credere e praticare la lentezza”, scrive Carmen in un testo condiviso sui suoi canali social, che accompagna l’annuncio e ne svela il senso più profondo. Un progetto in cui il tempo diventa spazio creativo e la molteplicità dell’essere prende forma in tre diverse direzioni musicali e linguistiche.

Il filo conduttore è un riferimento personale: Quinto Ennio, poeta che si definiva “trifonico”, ovvero parlante tre lingue, e quindi portatore di “tre cuori”. “Seguendo Ennio – racconta Carmen – i miei prossimi tre album avranno lingue e intenzioni diverse”.

Il primo disco in uscita nei prossimi mesi, sarà dedicato alla cultura musicale siciliana, con testi che attingono alla tradizione, alle radici antiche dell’isola e alla sua produzione letteraria. Un lavoro che unisce studio e ispirazione, in cui trovano spazio anche autori come Nina da Messina e Ibn Hamdis, musicati per la prima volta. Un disco in dialetto, ma anche in greco antico, arabo e latino, pensato per accogliere “ospiti speciali” e costruire un ponte tra culture, epoche e voci.

Il secondo album (con release successiva) avrà una natura più rock, viscerale, sperimentale. Una riscoperta delle sue origini sonore più ruvide e libere, condivisa con musicisti come Raffaele e Davide degli Uzeda, compagni di percorso e di scena fin dai primi anni. “Vorrei riaprire quella porta con Raffaele e Davide, e riprendere quelle sperimentazioni rock che ancora mi chiamano a gran voce”, ha spiegato.

Il terzo lavoro sarà in lingua italiana, “la mia lingua di gala”, e rappresenterà la dimensione più narrativa, più cantautorale di Carmen. Un album pensato per raccontare, come sempre ha fatto, storie intime e collettive, emozioni che cercano forma tra parola e melodia.

Nel testo che accompagna l’annuncio, l’artista si interroga sul rapporto con il tempo, sull’urgenza di restituire profondità al gesto creativo nella discografia di oggi: “Perché? Perché delegare alle macchine la nostra vita? Arriviamo persino a delegare all’AI cose meravigliose come scrivere o comporre. Ma cosa facciamo di tutto questo tempo guadagnato (perché non vissuto)? Per quello che mi riguarda, ho fatto una scelta di libertà e – nonostante la crisi profonda del settore – ho deciso di utilizzare il tempo guadagnato (ma avrò mai guadagnato del tempo?!) per declinare i temi a me più cari, le mie “tre anime”, in tre lavori diversi, piuttosto che concentrarli in un solo album”.

E conclude con un’immagine che è già una promessa: “Sono profondamente grata per questo dono… come un tessitore che sceglie e intreccia i fili migliori. L’Arte è dei Grandi… a loro spero di poter donare la coperta calda della mia musica”.

Il primo dei tre album verrà pubblicato in autunno, gli altri con release successive, ciascuno con una sua identità sonora e visiva, a comporre un mosaico unitario e libero. Tre anime, una sola voce, quella unica di Carmen Consoli.

Dazi, Ue: accordo raggiungibile, sforzi tutti sul negoziato

Roma, 15 lug. (askanews) – La Commissione europea sta continuando a negoziare intensamente con gli Stati Uniti la partita sui dazi commerciali, con incontri che proseguono in queste ore, ha preparato una lista di nuove contromisure nell’ipotesi di un mancato accordo di principio, ma in ogni caso non intende farle scattare prima della scadenza del primo agosto, l’ultima fissata da Washington per raggiungere una soluzione negoziale. Lo ha riferito un portavoce della commissione Ue, Olof Gill durante la riunione di metà giornata con la stampa a Bruxelles.

“Chiaramente pensiamo che un accordo di principio sia raggiungibile. Concentriamo tutti i nostri sforzi su questo” e “se non lo pensassimo”, che un accordo è fattibile “non avremo fatto tutti questi sforzi”, ha detto.

Nuovi colloqui si sono svolti ieri e un altro è previsto oggi, mentre una delegazione tecnica è appena ripartita per Washington, ha riferito. Dopo la scadenza dei termini, se sarà necessario, Bruxelles è pronta a fare approvare immediatamente un secondo pacchetto con la lista di contro-dazi da 72 miliardi di euro, che è stato comunicato già ieri agli Stati membri.

Questa procedura dispone di una certa agilità, dato che tecnicamente la Commissione propone la lista ai rappresentanti degli Stati membri per l’attivazione, generalmente entro 24 ore, e può essere bloccata solo se è contraria una maggioranza qualificata di Paesi. (fonte immagine: Europen Union).

La mamma di Trentini: “8 mesi in prigione e tutto tace, anche Meloni”

Roma, 15 lug. (askanews) – “Oggi sono otto mesi esatti che mio figlio Alberto in prigione, ma tutto tace e tace anche la nostra presidente del Consiglio. Questo silenzio per me e la mia famiglia insostenibile, il nostro Governo deve attivarsi come ha fatto quello svizzero con il compagno di prigionia di mio figlio che stato liberato da poco ed ha raccontato alla stampa le terribili condizioni di detenzione in cui si trova ancora Alberto”. Lo afferma Armanda Trentini, la mamma del giovane operatore umanitaria detenuto in Venezuela. La signora ha parlato fuori dal tribunale di Roma.

“Non possiamo pi aspettare, le nostre istituzioni dimostrino di avere a cuore la vita di un connazionale e si adoperino con urgenza ed efficacia per riportare a casa nostro figlio mettendo in campo qualsiasi strumento di diplomazia come stato fatto in altri casi: ogni giorno di inerzia in pi corrisponde ad indicibili sofferenze per Alberto e per noi. Contatti non ce ne sono e noi aspettiamo con fiducia che qualcuno faccia ci che necessario. Otto mesi sono troppi e dobbiamo ribellarci”, ha aggiunto la mamma di Alberto, visibilmente emozionata.

Il Pd presenta una proposta di legge sul part-time, Schlein: non sia sfruttamento

Roma, 15 lug. (askanews) – “Il Pd ha presentato una legge per contrastare il part-time involontario, quelle forme di precarietà che condannano 3 milioni di donne a stare in una condizione di lavoro povero”. Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein a margine di una conferenza stampa. “La nostra proposta mira a garantire che i lavoratori e le lavoratrici abbiano diritto a poter completare il proprio orario di lavoro, soprattutto se lo stanno già facendo ma non è contemplato dal contratto”.

Si tratta, ha aggiunto, di “una proposta che mira anche a contrastare il lavoro nero e il lavoro grigio, che mira a ricostruire un diritto al tempo delle persone, e in particolare delle donne. In questo paese il 31,5% delle donne che lavorano sono in part-time. Solo l’8% di uomini che lavoro sono in part-time. Il problema è che si eviti che il part-time, soprattutto quando forzato, sia una trappola di sfruttamento”.

Dazi, Schlein: Meloni esca da ‘modalità aereo’ e venga in Parlamento

Roma, 15 lug. (askanews) – Sui dazi Giorgia Meloni deve riferire in Parlamento, lo chiede la segretaria Pd Elly Schlein a margine di una conferenza stampa. “Chiedo che la presidente del Consiglio esca dalla modalità aereo in cui si è chiusa, venga a riferire in Parlamento, venga a dirci come vuole sostenere il negoziato europeo e le imprese e i lavoratori italiani nel caso – che speriamo non sia reale – di assenza di accordo il primo agosto”.

“È difficile – spiega – essere ottimisti nel momento in cui – nel mezzo di un negoziato che sosteniamo fortemente, un negoziato che sta provando a fare la Commissione europea per sventare una guerra commerciale – arriva una lettera che minaccia dazi al 30% dal primo di agosto. Dazi che sarebbero devastanti per la nostra economia. Sarebbe un disastro”. Secondo la Schlein “la strategia troppo arrendevole di Giorgia Meloni si è rivelata fallimentare, è tempo che il governo sostenga concretamente il negoziato dell’Ue, e lo faccia anche mettendo sul tavolo subito le contro-misure proporzionate, necessarie a colpire dove fa più male”.

Ha aggiunto la leader Pd: “Bisogna attaccare le aziende del ‘Big tech’ americane. E’ chiaro che Trump stia difendendo gli interessi delle grandi multinazionali americane. Perché non abbiamo a intervenire lì? Vediamo se si apre uno spiraglio nel negoziato per evitare che il primo di agosto scattino dazi che farebbero malissimo, all’economia italiana, europea, ma anche americana. E’ interesse di tutti evitare questa guerra commerciale”.

UniCredit-Commerzbank, vigilanza Bce "non si frappone a fusioni Ue"

Roma, 15 lug. (askanews) – La Vigilanza bancaria della Bce ribadisce che non si frappone alle fusioni bancarie transfrontaliere nella Ue, per cui usa gli stessi criteri con cui valuta le aggregazioni su base nazionale, senza penalizzarle quindi. E, senza voler intervenire nello specifico sulla manovra di UniCredit sulla tedesca Commerzbank, la presidente del ramo di vigilanza, la tedesca Claudia Buch, ha rimarcato che negli ultimi anni nella Ue sono stati fatti molti progressi sulla gestione del problema delle banche di rilevanza sistemica.

“Senza alcun pregiudizio per il ruolo della Commissione Ue”, che valuta gli aspetti sulla concorrenza “ovviamente operiamo come vigilante unico in un mercato integrato e siamo molto interessati e possiamo avere una lunga discussione sul perché ci siano ancora barriere alla piena integrazione delle banche – ha detto rispondendo ad una domanda su UniCredit e Commerzbank durante una audizioen al Parlamento Ue -. E siamo interessati a rimuovere queste barriere e al fatto che per quanto riguarda le banche che ci sia un mercato comune”.

“In questo senso, il nostro ruolo, quando guardiamo alle decisioni di fusione, è ovviamente relativo ai poteri che ci vengono conferiti dai legislatori sulla valutazione prudenziale. E non ci mettiamo di mezzo ad aggregazioni trans frontaliere – ha detto -: abbiamo dei chiari criteri di valutazione e non trattiamo le fusioni nazionali o transnazionali in maniera diversa”.

Peraltro, ha voluto aggiungere Buch “penso che sia importante notare che molto è successo nella regolamentazione per intervenire sulla questione della delle banche sistemiche. Abbiamo più vigilanza, abbiamo il regime di risoluzione delle crisi, quindi ci stanno tanti strumenti e poteri per affrontare la questione delle banche sistemiche”, ha concluso. (fonte immagine: European Union).

Il Cremlino: parole di Trump molto serie, serve tempo per analizzarle

Roma, 15 lug. (askanews) – Le nuove dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump sono molto serie, ha dichiarato oggi il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov.

Ieri, Trump ha detto che Washington imporrà dazi del 100% sui prodotti russi e sanzioni secondarie ai paesi che acquistano petrolio russo se non verrà raggiunto un accordo sul conflitto ucraino entro i prossimi 50 giorni. Ha anche affermato che gli Stati Uniti forniranno armi all’Ucraina, inclusi i sistemi di difesa aerea Patriot, con le nazioni europee che avranno tutti i costi a carico.

“Le dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti sono molto serie, qualcosa in esse è rivolto personalmente al presidente Vladimir Putin. Abbiamo certamente bisogno di tempo per analizzare ciò che è stato detto a Washington”, ha detto Peskov ai giornalisti.

Putin commenterà le nuove dichiarazioni di Trump se e quando lo riterrà necessario, ha aggiunto il portavoce della presidenza russa.

In Veneto Ago Panini gira il tv movie "Tempi supplementari"

Roma, 15 lug. (askanews) – Sono iniziate in Veneto, le riprese del tv movie “Tempi Supplementari”, diretto da Ago Panini con Giuseppe Zeno, Clotilde Sabatino e Alvise Marascalchi. Nel cast anche Bianca Baglioni e Arianna Moro.

Il film scritto da Sara Cavosi e Luca Monesi è prodotto da Pepito Produzioni con il supporto di Veneto Film Commission e sarà girato interamente in Veneto tra Feltre, Arsiè, Pedavena, Sovramonte e Alpago in provincia di Belluno e Asiago in provincia di Vicenza.

Tempi Supplementari è una storia d’amore, di sport, rivincita e riscatto. A Sandro, ex allenatore di hockey con una prestigiosa carriera ormai alle spalle, il destino offre una seconda inaspettata possibilità: allenare una squadra giovanile di ragazzi provenienti da situazioni sociali problematiche. Proprio nello stesso palaghiaccio in cui allena la squadra ritrova per caso anche sua figlia Thea che non vede da anni. Tra fallimenti iniziali, nuove alleanze e sentimenti che rifioriscono, Sandro dovrà scegliere se tornare al passato o restare accanto a ciò che ha appena ricostruito. Ma, come in ogni partita, ci sono i tempi supplementari.

Pepito Produzioni per incentivare la sostenibilità ambientale precisa di lavorare sul set nel rispetto del protocollo green film come strumento condiviso e come standard di riferimento per migliorare l’impatto ambientale dell’industria audiovisiva.

(Credito fotografico Alfio Sambataro)

Unicredit, Bce non si esprime su Ue e golden power: "Monitoriamo"

Roma, 15 lug. (askanews) – La vigilanza bancaria della Bce “osserva molto attentamente” ma non prende posizione sui rilievi mossi dalla Commissione europea all’Italia, riguardo all’utilizzo del cosiddetto “golden power” sui casi di aggregazioni bancarie nella Penisola, in particolare sull’offerta di Unicredit per Banco Bpm.

“Ovviamente stiamo monitorando attentamente quello che sta succedendo. Qui è importante ricordare che noi e la Commissione abbiamo ruoli diversi – ha affermato Claudia Buch, presidente del ramo di Vigilanza bancaria della Bce rispondendo ad una domanda sul tema durante una audizione al Parlamento Ue.

“La Commissione Ue ha un dialogo con le autorità italiane relativamente alla concorrenza e alla libertà di movimento dei capitali e non voglio interferire con queste valutazioni”, mentre la Bce guarda ai requisiti di solidità prudenziale delle banche. “Ma ovviamente monitoriamo”, ha ribadito. (fonte immagine: European Union).

Ucraina, Trump a Zelensky: "Puoi colpire Mosca?"

Roma, 15 lug. (askanews) – “Puoi colpire Mosca? Puoi colpire anche San Pietroburgo?”. Secondo quanto riporta un’esclusiva del Financial Times, il presidente degli Stati uniti Donald Trump avrebbe chiesto al presidente ucraino Volodymyr Zelensky se Kiev fosse in grado di far “sentire il dolore” ai russi con degli attacchi nel cuore della Russia. “Assolutamente. Possiamo farlo se ci dai le armi”, sarebbe stata la risposta del presidente ucraino.

Il presidente americano Donald Trump “non stava incoraggiando ulteriori uccisioni” quando ha chiesto al presidente ucraino Volodymyr Zelensky se le sue truppe potessero colpire Mosca, ha dichiarato la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt. Trump sta “lavorando instancabilmente per fermare le uccisioni e porre fine a questa guerra”, ha dichiarato la Leavitt in merito a un articolo pubblicato sul Financial Times che, citando due persone a conoscenza della conversazione, riportava che Trump aveva privatamente incoraggiato l’Ucraina a intensificare gli attacchi sul territorio russo.

Leavitt ha accusato il Financial Times di “aver estrapolato le parole dal contesto” e ha aggiunto che il presidente “stava semplicemente ponendo una domanda.

Bce, Buch: Bcc? "Anche le banche piccole possono essere rischiose"

Roma, 15 lug. (askanews) – Pur non volendo rispondere specificatamente a una domanda sul peso delle normative prudenziali per le banche del credito cooperativo (Bcc) in Italia, la presidente del ramo di vigilanza bancaria della Bce, Claudia Buch ha rilevato che in generale l’attività di sorveglianza effettuata dall’autorità risulta più intensa sulle banche più grandi, mentre le banche più piccole hanno minori obblighi di rendicontazione.

“Quello che facciamo è assicurare che abbiamo standard comuni in quest’area e che siano sempre proporzionali alla mole e ai rischi di queste istituzioni”, ha detto.

Peraltro, secondo Buch “in molte crisi finanziarie” quello che si è visto è che “anche le banche più piccole possono avere attività e modelli di business molto rischiosi”. Quindi che siano più piccole “non significa per forza che siano meno rischiose”, ha avvertito.

“Sulla questione delle Bcc italiane non risponderei, perché ci sono molti schemi diversi tra Paesi. Comunque – ha aggiunto – le banche più piccole hanno requisiti di rendicontazione molto più bassi rispetto a quelle grandi”. (fonte immagine: European Union).

Dazi, Buch (Bce): possibili rischi credito e accantonamenti banche

Roma, 15 lug. (askanews) – È ancora troppo presto per capire quali siano le possibili ricadute dei dazi commerciali per i bilanci delle banche nell’Unione europea, tuttavia “i rischi sul credito e le necessità di accantonamento potrebbero aumentare”. Lo ha affermato la presidente del ramo di vigilanza bancaria della Bce, la tedesca Claudia Buch nelle sue dichiarazioni introduttive per l’audizione trimestrale al Parlamento europeo.

“Le ricadute di lungo termine dell’aumento dei dazi per i bilanci delle banche saranno chiare solo con il passare del tempo. I dazi più alti rallentano il commercio e possono avere un impatto negativo sulla crescita e sulla salute finanziaria delle imprese – ha detto -. Persiste una notevole incertezza su come questi effetti si dipanino”.

“Le banche – ha proseguito Buch – devono assicurare di avere sufficienti margini per affrontare sviluppi avversi”.

Generalmente, secondo la vigilanza Bce, il settore bancario europeo immane ben patrimonializzato e liquido. Alla fine del 2024 le maggiori banche Ue disponevano in media di un coefficiente patrimoniale (Cet1) al 15,9% e i margini sulle liquidità risultavano ampiamente stabili.

“Lo scorso anno la redditività è rimasta solida con un ritorno medio sul capitale del 9,9%, a fronte del 5,5% Che si è visto mediamente tra 2015 e 2022. E i dati preliminari per il primo trimestre del 2025 – ha rilevato Buch – suggeriscono che la redditività e le condizioni di finanziamento siano rimaste ampiamente stabili”.

Tuttavia “ci sono segni iniziali di un deterioramento nella qualità degli asset. I prestiti allo stadio II sono aumentati a circa il 10% a fine 2024, a fronte dell’8,4% nel 2020. La quota di prestiti deteriorati (Npl) è rimasta relativamente stabile attorno al 2%, anche se ci sono sacche di vulnerabilità in particolare sui prestiti al settore commerciale”. (fonte immagine: European Union).

Giani: macch passo indietro da Regione Toscana! Mi affido a Schlein

Roma, 15 lug. (askanews) – Eugenio Giani non intende fare passi indietro dalla ricancandidatura alla Regione Toscana, il presidente lo ha detto rispondendo ai giornalisti al termine del lungo colloquio con la segretaria del partito Elly Schlein luned 14 luglio. A chi gli chiedeva se la sua nota diffusa alla stampa significasse il suo passo indietro ha risposto: “Macch passo indietro! Mi affido alla segretaria”.

Tajani oggi a Washington, vedrà Rubio e Greer

Washington, 15 lug. (askanews) – Il ministro degli Esteri Antonio Tajani è arrivato oggi a Washington, dove terrà una serie di incontri istituzionali, tra i quali il segretario di Stato Marco Rubio e il rappresentante commerciale Usa Jamieson Greer, in un momento di forte tensione commerciale tra Usa e Unione europea, sotto minaccia di dazi al 30% da parte del presidente americano Donald Trump.

Trump ha minacciato in una lettera l’imposizione di dazi al 30% per le merci europee, se non si raggiungerà un accordo entro l’inizio di agosto. L’Ue ha risposto alla minaccia ventilando controdazi, ma li ha sospesi fino ad agosto per dare spazio a una trattativa diretta alla ricerca di un accordo commerciale.

Al centro della missione, le relazioni bilaterali e transatlantiche e le principali sfide internazionali, a partire dal sostegno all’Ucraina nei confronti dell’aggressione russa. Grazie anche alla partecipazione statunitense, la Conferenza sull’Ucraina di Roma ha permesso la mobilitazione di 10 miliardi di euro di nuovi fondi e la firma di oltre 200 accordi ed intese a favore della ricostruzione dell’Ucraina. Le discussioni verteranno inoltre sulla situazione commerciale alla luce dell’annuncio dell’Amministrazione Trump sui dazi. Il governo italiano continua a lavorare per il raggiungimento di un accordo tra Unione europea e Stati uniti che salvaguardi le rispettive economie.

Verrà discussa anche la situazione a Gaza confermando la necessità di un immediato cessate il fuoco, la liberazione degli ostaggi, il ripristino di una piena assistenza umanitaria nella Striscia, cui l’Italia è pronta a contribuire con l’iniziativa Food for Gaza. La stabilità del Medio Oriente dipende inoltre da una soluzione pacifica della questione nucleare iraniana, rispetto a cui Tajani ribadirà l’importanza di perseguire il dialogo e la diplomazia, così come la disponibilità dell’Italia a favorire il confronto tra Stati uniti e Iran.

Sulla Libia il ministro Tajani avrà un confronto con Rubio per sottolineare innanzitutto la necessità di un intervento politico rinnovato per stabilizzare il paese, per evitare una nuova deriva che porti a nuovi scontri militari e favorisca altri flussi di immigrazione irregolare e per contrastare il rafforzamento di organizzazioni dedite al traffico di migranti. Il tema della stabilizzazione del Libano vede invece l’Italia sostenere la necessità di non abbandonare il sostegno alla missione Unifil: secondo Tajani le capacità e la presenza delle Nazioni Unite nel Sud Libano vanno sostenute e migliorate.

Durante la visita del ministro, sono previsti anche incontri con Mike Johnson, speaker della Camera dei Rappresentanti, e con Jim Risch, presidente della Commissione affari esteri del Senato Usa, oltre a esponenti della comunità imprenditoriale e rappresentanti della collettività italo-americana.

Il Papa ringrazia i carabinieri e indica loro l’esempio di Salvo D’Acquisto

Città del Vaticano, 15 lug. (askanews) – “Profonda gratitudine per il nobile e impegnativo servizio che l’Arma rende all’Italia e ai suoi cittadini, oltre che a favore della Santa Sede e dei fedeli che visitano Roma: penso specialmente ai molti pellegrini di quest’anno giubilare”. Ad esprimerla stamane è stato Papa Leone che alle 9 si è recato nella Stazione dei Carabnieri di Castel Gandolfo, dove risiede in questi giorni per un periodo di riposo, per celebrare messa nella cappella della caserma.

Il pontefice ha fatto riferimento alla devozione “alla Vergine fedele”, per ricordare come proprio questa “rispecchia il motto dei Carabinieri, ‘Nei secoli fedele’, esprimendo il senso del dovere e l’abnegazione di ogni membro dell’Arma, fino al sacrificio di sé”.

“Ringrazio dunque le Autorità presenti, civili e militari, per quello che fate nell’adempimento dei vostri compiti: davanti alle ingiustizie, che feriscono l’ordine sociale, non cedete alla tentazione di pensare che il male possa averla vinta. Specialmente in questo tempo di guerre e di violenza, restate fedeli al vostro giuramento: come servitori dello Stato, – ha aggiunto nell’omelia – rispondete al crimine con la forza della legge e dell’onestà. È così che l’Arma dei Carabinieri, la Benemerita, meriterà sempre la stima del popolo italiano”.

“In questa Eucaristia, mentre celebriamo la passione, morte e resurrezione del Signore, – ha concluso Papa Prevost – è giusto e doveroso far memoria dei Carabinieri che hanno dato la vita compiendo il proprio dovere: vi affido come esempio il venerabile Salvo D’Acquisto, medaglia d’oro al valore militare, del quale è in corso la causa di beatificazione”.

Trump: deluso da Putin, ma non non ho chiuso con lui

Roma, 15 lug. (askanews) – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha detto oggi in un’intervista alla Bbc di essere deluso da Vladimir Putin ma di non essere ancora pronto a rompere del tutto con il leader del Cremlino. Incalzato sulla sua fiducia nel leader russo, Trump ha risposto: “Non mi fido quasi di nessuno”.

Parlando dallo Studio Ovale, Trump ha affermato di aver pensato a un accordo con la Russia per porre fine alla guerra in Ucraina in quattro occasioni diverse. E a una domanda specifica sui suoi rapporti con Putin, ha commentato: “Sono deluso da lui, ma non ho chiuso con lui. Però sono deluso da lui”.

Incalzato su come avrebbe convinto il presidente russo a “fermare lo spargimento di sangue”, l’inquilino della Casa Bianca ha commentato: “Ci stiamo lavorando. Faremo un’ottima conversazione. Gli dirò: ‘Va bene, penso che siamo vicini a farcela’, e poi lui abbatterà un edificio a Kiev”.

Bankitalia, a maggio debito pubblico -10 mld a quota 3.053,5 mld

Roma, 15 lug. (askanews) – Dopo tre mesi consecutivi di rialzi a nuovi massimi storici, a maggio il debito pubblico dell’Italia si è attenuato di 10 miliardi di euro rispetto al mese precedente, portandosi a quota 3.053,5 miliardi dai 3.063,453 di aprile. Lo riporta la Banca d’Italia nella sua statistica “Finanza pubblica: fabbisogno e debito”, spiegando che l’attenuazione riflette la diminuzione delle disponibilità liquide del Tesoro, parzialmente compensato dal fabbisogno delle Amministrazioni pubbliche e dall’effetto degli scarti e dei premi all’emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e della variazione dei tassi di cambio.

Nel maggio dello scorso anno, il debito delle Amministrazioni pubbliche della Penisola risultava pari a 2.924,6 miliardi (l’aumento su base annua è quindi di quasi 129 miliardi di euro).

Con riferimento alla ripartizione per sottosettori, la diminuzione mensile del debito è imputabile a quello delle Amministrazioni centrali (per 10,0 miliardi), precisa Bankitalia, mentre il debito delle Amministrazioni locali e quello degli Enti di previdenza sono rimasti invariati.

La vita media residua è rimasta stabile a 7,9 anni. Nel frattempo la quota del debito detenuta dalla Banca d’Italia ha continuato a diminuire, collocandosi al 20 per cento (dal 20,2 del mese precedente). Ad aprile (ultimo mese per cui questo dato è disponibile) quella detenuta dai non residenti era aumentata al 33 per cento (dal 32,4 per cento del mese precedente) mentre quella detenuta dagli altri residenti (principalmente famiglie e imprese non finanziarie) era lievemente diminuita al 14,2 per cento (dal 14,3 per cento).

A maggio le entrate tributarie contabilizzate nel bilancio dello Stato sono state pari a43,6 miliardi, in aumento dello 0,7 per cento (0,3 miliardi) rispetto al corrispondente mese del 2024. Nei primi cinque mesi del 2025 le entrate tributarie sono state pari a 213,5 miliardi, in aumento del 3,3 per cento (6,8 miliardi) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Sbarcano a Londra i mosaici bizantini di Ravenna

Roma, 15 lug. (askanews) – I mosaici bizantini di Ravenna sbarcano a Londra. All’Istituto italiano di Cultura della capitale britannica diretto da Francesco Bongarrà apre i battenti una grande mostra di copie fedelissime ed imponenti nelle dimensioni realizzate negli anni ’50 del secolo scorso dagli stessi maestri mosaicisti che già si erano occupati del restauro degli originali in seguito ai danni subiti dopo la Seconda Guerra Mondiale. Riproduzioni dei particolari più preziosi delle opere ospitate nei monumenti della città dichiarati patrimonio Unesco, fonti di ispirazione per Dante e Byron ed amate da Re Carlo d’Inghilterra.

Ad inaugurare la mostra, che consente un viaggio nel periodo d’oro di Ravenna, immergendosi nelle bellezze del Mausoleo di Galla Placidia, del Battistero Neoniano e degli Ariani, della Basilica di Sant’Apollinare Nuovo e della Basilica di San Vitale, il neo sindaco della città, Alessandro Barattoni. Con lui, a tagliare il nastro della esibizione (aperta fino al 5 settembre), il vice Ambasciatore d’Italia nel Regno Unito Riccardo Smimmo ed il Console generale britannico a Milano Kassim Ramji.

“Questa mostra – ha detto Barattoni – rafforza il dialogo tra Ravenna e Inghilterra dopo l’apertura del museo Byron e la visita dei Reali britannici in Aprile. Il dialogo di due città collegate dalla cultura che considerano libertà come valori condivisi”. Smimmo e Ramji hanno sottolineato quanto quei mosaici siano cari a Re Carlo, che proprio ad aprile li ha visitati durante la sua visita di Stato in Italia ricevendo una straordinaria accoglienza dai ravennati. “Siamo felici di portare ancora una volta in Inghilterra un pezzo importante del bello infinito che abbiamo in Italia”, ha concluso Bongarrà.

Serve un nuovo partito? Gli italiani rispondono sì, soprattutto al centro

Il sondaggio Swg per il Tg La7, diffuso ieri, fotografa un’Italia politicamente inquieta, desiderosa di cambiamento e sempre più distante dall’offerta attuale dei partiti. Alla domanda se sia necessario un nuovo soggetto politico, con leader nuovi e programmi differenti, il 39% degli intervistati ha risposto in modo affermativo. Si tratta di una percentuale significativa, che supera quella di chi si accontenta dell’esistente (28%) e di chi spera solo in un ricambio interno ai partiti attuali (33%).

La richiesta di novità, in apparenza trasversale, si concentra però in modo eloquente tra quanti si definiscono di centro (49%) e di centrosinistra (44%). Persino nel centrodestra, che pure è al governo e gode di una leadership consolidata, il 27% degli elettori dichiara di desiderare positiva la nascita di un nuovo partito. Ma è soprattutto tra i “non collocati” — quasi la metà degli intervistati (45%) — che si annida la vera area del disincanto, spesso coincidente con l’astensionismo crescente.

Si tratta, in sostanza, di un’Italia che non si riconosce più nel gioco delle alleanze e nelle proposte attuali. Il dato più rivelatore riguarda proprio il campo progressista: l’esperimento di “collaborazione competitiva” tra Schlein e Conte non intercetta la domanda di rappresentanza che sale da settori più maturi, razionali e responsabili dell’elettorato progressista. Il ritorno a formule di sinistra identitaria non entusiasma, anzi spinge molti potenziali elettori a guardare altrove — o…a non guardare affatto.

C’è poi un messaggio inequivocabile per quell’area centrista, riformista, democratica e moderata che da anni subisce scissioni, personalismi e fallimenti organizzativi. Il 49% di chi si dichiara di centro chiede con chiarezza una forza nuova. Non un contenitore di riciclo, non un rassemblement d’occasion, ma un’iniziativa credibile, fondata su leader nuovi e visione riformatrice: qualcosa che oggi, semplicemente, non c’è.

Il sondaggio, con tutta la cautela dovuta alla sua dimensione campionaria, ha però il merito di ribadire un fatto: il sistema politico è stagnante, l’offerta partitica inadeguata, e il desiderio di rimescolare le carte è largamente diffuso. Se questo impulso rimarrà inascoltato, a guadagnarne non sarà il pluralismo, ma il disimpegno. Oppure — ed è l’altra ipotesi — emergerà infine una proposta nuova, capace di dar forma politica a ciò che oggi è solo attesa.

Cisl a congresso: ci sarà la ola alla Meloni?

La celebrazione di un congresso è da sempre un momento fondamentale per un’organizzazione democratica. Si traccia il bilancio del lavoro svolto nel periodo intercorso dal precedente congresso e si progetta il futuro politico e organizzativo e, nel caso di una confederazione di categorie rappresentative del mondo del lavoro, anche quello sindacale, sociale e culturale.

Sulla base di queste prospettive assisteremo con molto interesse, attenzione e passione personale al dibattito e alle conclusioni del XX Congresso confederale della Cisl, che si svolgerà a Roma da domani fino al 19 luglio.

Ci attendiamo molto da questa assise; speriamo in un dibattito trasparente e libero, che vada oltre le indicazioni “storiche” – e anche scontate – su autonomia, contrattazione e partecipazione.

Una crisi di autonomia

È innegabile che la Cisl, negli ultimi anni, abbia subito una chiara inversione di tendenza proprio su alcuni dei valori fondanti precedentemente citati.

Pur ritenendo essenziale la distinzione dalle logiche e dalle aspirazioni politiche del leader della Cgil, dobbiamo però prendere atto che anche la Cisl, nel quadriennio di Sbarra, abbia liquidato la strutturalità della sua storica autonomia, privilegiando palesemente le relazioni con il Governo Meloni e con i partiti del centrodestra.

Il logoramento dei rapporti unitari (non soltanto con la Cgil), l’avvicinamento al sindacalismo autonomo, le ovazioni alla Presidente del Consiglio nella giornata di saluto di Sbarra alla Cisl, le continue distinzioni anche su temi come la sicurezza sui posti di lavoro – che avrebbero dovuto segnare momenti di condivisione unitaria, come nel caso dello sciopero impedito dopo l’incidente alla diga di Suviana – e infine la nomina di Sbarra a Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, sono la conferma di quanto da noi evidenziato.

La qualità dei dirigenti e la deriva della cooptazione

Altro tema delicato è quello della formazione dei gruppi dirigenti, sempre più fondata su logiche di fedeltà (la lealtà politica all’organizzazione è altra cosa) e non sulla qualità espressa nella quotidianità.

Tutto ciò incide profondamente anche sulla contrattazione stessa. Dopo l’accordo del 2009 sugli assetti contrattuali e il successivo accordo del 2018 – enfaticamente definito “patto della fabbrica” – quali sono state le innovazioni promosse dalla Cisl nei contenuti negoziali di primo e secondo livello?

Non basta rivendicare gli esiti positivi di alcune vertenze contrattuali o l’approvazione di una legge “soft” sulla partecipazione: le trasformazioni in corso richiedono visione e idee nuove.

Dalla tradizione allinazione

La Cisl ha perso le caratteristiche di un’organizzazione capace di anticipare i tempi, di proporre modelli innovativi rispetto all’esistente – e ne abbiamo citati molti nei nostri articoli precedenti.

Basta osservare i vertici delle categorie e delle unioni regionali per riscontrare un calo oggettivo del livello di competenza. Ci sono ancora dirigenti validi, ma se continuerà il metodo di selezione adottato nel recente passato, questi saranno costretti a defilarsi invece di contribuire al dibattito democratico.

Una proposta per il rinnovamento

La Segretaria generale, Daniela Fumarola, ha tracciato in una recente intervista pubblicata su Il Progetto (storico periodico della Cisl) un percorso valoriale, ricostruendo la sua storia personale e individuando alcuni aspetti programmatici, per ora limitati ai titoli e ancora privi di contenuti sostanziali.

Apprezziamo comunque lo sforzo e attendiamo segnali di discontinuità rispetto al recente passato. Sosterremo con convinzione tutte le iniziative in questa direzione.

Due sono le esigenze strutturali più urgenti:

  1. il rinnovamento radicale dei gruppi dirigenti di alcune categorie e unioni territoriali, oggi ridotti a strumenti di rendita personale;
  2. la costituzione di un pensatoio culturale e tecnico, capace di elaborare proposte in campo economico e sociale.

Solo così la Cisl potrà recuperare il ruolo costruito nella sua storia, tornando visibile attraverso idee e contenuti. Solo così potrà dialogare con autorevolezza con i poteri pubblici e privati, dall’alto della qualità delle proprie proposte.

Il Pd “de sinistra” regala un po’ di Garbatella alla Meloni

Il passaggio dal Pd a Fratelli d’Italia di Eleonora Talli, consigliera dell’VIII municipio di Roma, più di una rottura individuale è un segnale politico. C’è qualcosa che agita nel profondo il Pd capitolino. Due fallimenti, intrecciati l’uno all’altro, spiegano il caso consumatosi in questi giorni alla Garbatella, storica roccaforte della sinistra romana.

Il primo fallimento ha il volto di Alessandro Onorato, assessore ai turismo, investito da Bettini nel ruolo di federatore dei moderati. Il suo movimento “alla Margherita” – privo di visione e di radicamento – ha mostrato da subito i limiti di una proposta effimera. Nel momento della rottura con il Pd, la consigliera dell’VIII municipio ha saltato a pie’ pari l’abborraciata ipotesi centrista. Per chi cerca una via di uscita dal Pd a trazione di sinistra, l’opzione Onorato non gode di fiducia.

Il secondo fallimento è ancora più grave perché investe direttamente la politica del Pd romano. Eleonora Talli viene dalla Garbatella e dalla Garbatella vengono pure Enzo Foschi e Valeria Baglio, rispettivamente segretario romano e capogruppo al Comune. In un ambito di quartiere così presidiato, parrebbe difficile ignorare lo stato di fibrillazione che arriva fino alla clamorosa defezione di un’eletta municipale. Eppure questo è avvenuto.

Foschi, voluto anzitutto da Zingaretti al vertice del partito, è da sempre fautore di una linea “de sinistra”. Da ciò deriva il rapporto privilegiato con AVS, tanto da giungere, ormai da anni, alla pratica consegna dell’VIII municipio – quello della Garbatella –  a  questo partito. E AVS, a Roma, è in mano a Smeriglio, Catarci e Ciaccheri, a turno presidenti del suddetto municipio: Smeriglio, dopo una legislatura al parlamento europeo, oggi è assessore alla cultura; Catarci, ex assessore al personale, fa parte del gabinetto del sindaco; Ciaccheri, infine, è il presidente in carica.

La Talli non è Anita Garibaldi, il suo non è il gesto di un’eroina. Più semplicemente, in modo sbrigativo, ha scelto l’abbraccio con la Meloni (anche lei della Garbatella). La cappa di una sinistra sfrontatamente autoreferenziale, senza respiro politico, produce un mix di disagio e insofferenza, fino a dare la stura ad atti di opportunismo. In questo quadro, Gualtieri può anche ostentare un’olimpica indifferenza, come se i fallimenti di Onorato e Foschi non lo riguardassero. Invece il caso Talli è la spia di una crisi che alla lunga può indebolire la sua leadership.

L’Unesco rafforza la protezione di Hebron

Durante la 47ª sessione del Comitato UNESCO per il Patrimonio Mondiale, tenutasi a Parigi, la Città Vecchia di Hebron — nota anche come Al‑Khalil in arabo — ha ricevuto una nuova conferma del suo status di sito dal “Valore Universale Eccezionale”. Iscritta nella Lista del Patrimonio Mondiale in Pericolo dal 2017, la designazione riconosce la necessità di proteggere la storica Moschea di Ibrahimi (Tomba dei Patriarchi), un luogo sacro per ebrei, musulmani e cristiani, risalente al I secolo d.C.  .

Cosa rappresenta Hebron

Hebron è una delle città più antiche del mondo, fondata circa 3.000 a.C. e situata nel sud della Cisgiordania. La Città Vecchia conserva il carattere urbano mamelucco (1250–1517), con pietre calcaree locali, strette vie artigiane e una morfologia urbana tradizionale; intorno sorge la Moschea di Ibrahimi, centro spirituale e culturale del sito UNESCO ().

Oltre al valore religioso, la città storica era crocevia di rotte commerciali tra Palestina, Sinai, Giordania e Penisola arabica.

Minacce reali: tensioni e nuovi insediamenti

L’Unesco ha espresso profonda preoccupazione per diverse attività israeliane — tra cui costruzioni, demolizioni di botteghe storiche e realizzazione di ascensori nella moschea — considerate violazioni della Convenzione del Patrimonio Mondiale  . Tali azioni minano l’autenticità, l’integrità e la libertà di accesso alla città vecchia.

Nei giorni scorsi, le autorità israeliane hanno installato unità abitative mobili in zone sotto controllo palestinese, suscitando timori circa un’espansione degli insediamenti illegali. Parallelamente, nell’intero governatorato di Hebron, l’esercito ha arrestato diversi palestinesi, innescando tensioni crescenti sul terreno.

UnoScudo Protettivo”: cosa comporta il riconoscimento

La riconferma del Valore Universale Eccezionale attiva:

  • Fondi urgenti da UNESCO per la conservazione e il restauro (es. Moschea di Ibrahimi, Casa Zahdeh, Al‑Sharabati) .
  • Meccanismi di avviso alle comunità internazionali, con un sollecito diretto alla fine delle violazioni e un obbligo di aggiornamento entro il 1° febbraio 2025 sullo stato di conservazione ().
  • Ritorno alla Lista del Patrimonio in Pericolo, finché permane lo stato di minaccia.

Una battaglia per la memoria e la dignità

Il rafforzamento protezionistico arriva in un momento cruciale. Come ha commentato l’UNESCO, le azioni recenti — dall’espansione degli insediamenti a misure infrastrutturali non autorizzate — rappresentano un attacco alla memoria storica, culturale e religiosa di Hebron.

Il governo giordano, custode dei siti sacri islamico‑cristiani a Gerusalemme, ha sostenuto la risoluzione, chiedendo il rispetto del diritto internazionale contro misure unilaterali che rischiano di alterare l’identità storica e demografica della città.

Un invito alla comunità internazionale

La Città Vecchia di Hebron non è solo un monumento: è il simbolo della convivenza fra culture e fedi, della storia viva di un popolo e del patrimonio condiviso dell’umanità. L’impegno UNESCO lancia un chiaro messaggio: non permettere che interessi geopolitici e insediamenti forzati stravolgano un luogo che rappresenta valori universali.

Proteggere Hebron significa salvaguardare l’identità storica, garantire l’accesso libero ai luoghi sacri e testimoniare che il rispetto della cultura e del diritto internazionale sono fondamenti imprescindibili della pace.

Chiarimento ‘franco’ Schlein-Giani, lui: macché passo indietro

Roma, 14 lug. (askanews) – Ci sono volute quasi quattro ore di faccia a faccia tra Elly Schlein e Eugenio Giani per rimettere sul binario un treno che rischiava di deragliare. Il colloquio tra la segretaria Pd e il presidente della Toscana è arrivato dopo una settimana di sospetti, strappi, tensioni e botta e risposta stizziti ed era necessario guardarsi in faccia per evitare di complicarsi la vita in una regione nella quale la partita contro il centrodestra dovrebbe essere relativamente facile. E la mediazione raggiunta è stata talmente faticosa che alla fine Giani è stato “scortato” da Igor Taruffi ben oltre il portone di uscita del Nazareno, per “proteggerlo” dall’assalto dei cronisti.

La prima preoccupazione del Pd era evitare dichiarazioni che potessero complicare ulteriormente la trattativa per le regionali. Schlein è determinata a chiudere le alleanze più larghe possibili in tutte e sei le regioni, per la leader Pd è importante che le trattative procedano in parallelo per non mettere gli alleati di fronte al fatto compiuto in qualche realtà e non è un mistero che M5s sia poco entusiasta di Giani.

Per questo l’accelerazione del presidente della Toscana della scorsa settimana – che quando ha fiutato un’aria poco rassicurante ha deciso di ufficializzare la propria “disponibilità” a ricandidarsi – ha irritato parecchio i fedelissimi della Schlein in Toscana, il segretario regionale Emiliano Fossi e Marco Furfaro, componente della segreteria. Al tavolo c’erano anche loro, insieme a Taruffi, il responsabile organizzazione e uomo-macchina della segretaria.

Il colloquio, racconta chi c’era, è iniziato con toni accesi, ognuno ha esposto le proprie rivendicazioni: al presidente della regione è stata rimproverata la scelta di muoversi da solo, mossa che – secondo il quartier generale Pd – ha rischiato di complicare la trattativa complessiva per le prossime regionali, che richiede un equilibrio complessivo. Giani dal canto suo, spiegano, si è detto amareggiato per le voci sempre più insistenti di una freddezza del partito sul suo nome e avrebbe messo sul tavolo le sue carte: il sostegno della maggioranza dei sindaci Toscani, della Cgil, il consenso registrato dal sondaggio del Sole24Ore.

Ma dopo il “chiarimento franco” iniziale, viene spiegato, è stato possibile trovare un terreno di dialogo: Schlein avrebbe chiesto a Giani di evitare altre accelerazioni e mosse solitarie, ribadendo la necessità di lavorare alla costruzione della coalizione più larga possibile. Bisogna costruire un percorso il più inclusivo possibile, gli è stato detto, e sarà necessario anche lavorare per dare segnali di novità sia sul programma che sulla squadra (liste elettorali e giunta). Ma il presidente della Toscana avrebbe di fatto ottenuto una rinnovata fiducia del Pd, incassando l’assicurazione che il partito non sta lavorando ad altre candidature per la regione.

Quindi il “patto” sulle dichiarazioni da affidare alla stampa: una nota di Giani, una di Taruffi, una di Fossi. Tutte per attestare una ritrovata armonia e per ribadire l’intenzione di lavorare a coalizioni larghe. Un passaggio del comunicato del governatore aveva suscitato qualche disorientamento: “Affido alla segretaria nazionale e al segretario regionale la guida del percorso politico che ci porterà a presentare alla Toscana un progetto all’altezza della sua storia e del suo futuro. Da parte mia, ne rispetterò le decisioni e la conclusione”. Ma l’incertezza dura poco, quando esce dal Nazareno, nonostante la “marcatura a uomo” di Taruffi, una battuta scappa. Un cronista chiede: “Ma lei fa un passo indietro”. Giani risponde secco: “Macché passo indietro”.

Euro digitale, rassicurazioni (e pressing) da Bce e Commissione Ue

Roma, 14 lug. (askanews) – L’euro digitale serve a preservare il ruolo del contante, non a farlo sparire, creandone una versione appunto digitalizzata, non sarà uno strumento di controllo sociale e non sarà programmabile. Sono alcune delle rassicurazioni su cui si sono prodigate Banca centrale europea e Commissione europea, durante una inusuale audizione congiunta al Parlamento Ue, sul progetto per la moneta digitale.

Inizialmente i rappresentanti delle due istituzioni – per Bruxelles il commissario all’economia, Valdis Dombrovskis, e il direttore generale per servizi finanziari, John Berrigan, per la Bce il componente del Comitato esecutivo che ha la delega sui sistemi di pagamento, l’italiano Piero Cipollone – hanno rilanciato il pressing sugli eurodeputati affinché procedano all’adozione di una legge che spiani la strada a questo progetto. Ma poi i quesiti rivolti da alcuni parlamentari Ue hanno portato il dibattito su aspetti evidentemente ancora controversi.

Come il sospetto l’euro digitale possa risultare uno strumento per abolire il contante: “questo è il motivo per cui abbiamo formulato due proposte in parallelo – ha replicato Dombroskis -: una sull’euro digitale e una sul corso legale del contante, che crea obblighi di disponibilità e accettabilità da parte degli operatori”.

Inoltre l’euro digitale “non sarà programmabile – ha proseguito il lettone -. E la Bce non avrà la possibilità di bloccarne l’uso ai singoli”. Non potrà quindi estromettere singoli cittadini dal suo uso. E in ogni caso il suo utilizzo “avverà unicamente su base volontaria da parte dei cittadini”.

“La moneta digitale che emetteremo non sarà programmabile: significa che non potrà essere usata solo per uno scopo – ha ribadito Cipollone -. Quello che consentiremo sono i pagamenti condizionali, che sono una cosa completamente diversa. Cioè il fatto che un pagamento può essere attuato unicamente quando si verificano determinate condizioni”.

Succede già oggi, ma unicamente avendo come parametro il tempo. “Pensiamo di poter fare meglio”: Cipollone ha fatto l’esempio di condizionare il pagamento del biglietto di un treno se questo arriva in orario. “Su questo concetto abbiate pazienza – ha detto -: tra due mesi faremo un rapporto con 70 casi di uso di questa funzionalità”.

O ancora sulla tracciabilità. “La Bce non potrà tracciare i pagamenti della gente. La Bce vedrà solo tre cose: un codice, un ammontare e un altro codice. L’entità che è dietro non sarà visibile e in ogni caso, se la gente è così spaventata, l’euro digitale consentirà anche pagamenti off line, che saranno visibili solo al pagatore e pagato. In questo senso – ha proseguito Cipollone – l’euro digitale offrirà una soluzione di privacy molto avanzata”.

Il dibattito sui rischi di abusi insiti in una valuta digitale della Banca centrale (Cbdc), cioè quello che sarebbe l’euro digitale, si è accentuato dopo che negli Stati Uniti l’amministrazione Trump ha intrapreso una strada diametralmente opposta a quella della Ue: ha vietato alla Federal Reserve alle altre agenzie federali di sviluppare o consentire l’utilizzo di Cbdc. Questo mentre molti esponenti repubblicani e dell’ala “Maga”, che sostengono il tycoon, ritengono che le Cbdc possano essere sistemi di controllo statale delle masse, incompatibili con le libertà dei singoli.

Washington punta piuttosto sulle Stablecoin, criptoasset agganciati a un titolo sottostante, in questo caso il dollaro, per cercare di avere quella stabilità che finora è chiaramente mancata a prodotti come il Bitcoin. Le istituzioni Ue, per parte loro, guardano alle stablecoin con crescente diffidenza e a quelle in dollari, in particolare, come a possibili minacce per la sovranità monetaria.

Su questo il banchiere centrale ha ribadito un’allerta che aveva già lanciato: il percorso scelto dagli Usa potrebbe essere un meccanismo per creare comunque una valuta digitale della Banca centrale “ibrida”, ha detto. Perché ci sta una provvedimento che potrebbe consentire alle emittenti di Stablecoin di avere accesso ai fondi della riserva federale. Alla fine “questo è un modo ibrido di fare una moneta digitale, che significa che il signoraggio invece di essere del pubblico andrà all’emittente di Stablecoin. Noi non lo facciamo: perché il signoraggio appartiene al pubblico – ha rivendicato – anche con l’euro digitale”.

Quello del signoraggio è un elemento chiave anche rispetto al tema dei costi dell’euro digitale. Cipollone ha ricordato che le stime iniziali ipotizzavano che potessero spaziare tra 400mila e 1,2 miliardi di euro. E verrebbero coperti appunto con il signoraggio. Mentre al momento ogni calo del ruolo del contante “non va a vantaggio delle soluzioni europee, ma di soluzioni di pagamento americane”. E aumenta i ricavi da commissioni a favore di operatori di carte di pagamento Usa.

Nell’area euro il ruolo del contante nei pagamenti quotidiani in termini di volumi è sceso dal 68% del 2019 al 40% del 2024 e, in valore, dal 40% al 24%, ha ricordato l’esponente della Bce.

Questo ha delle implicazioni rilevanti. “Il ruolo del contante sarà ridotto in maniera cospicua se non creiamo un equivalente digitale. E se non saremo in grado di farlo – ha proseguito – non ottempereremo la nostra responsabilità di Banca centrale rispetto al pubblico che serviamo”. Secondo Cipollone l’euro digitale preserverebbe il ruolo della moneta come bene pubblico accessibile a chiunque e accettato universalmente.

Un altro elemento oggetto di quesiti è stato quello dei limiti alla detenzione. Nei propositi dei promotori dell’euro digitale, serve ad evitare il rischio che la gente smetta di depositare fondi in banca, con effetti destabilizzanti per il sistema. “Chi esattamente deciderà questi limiti è oggetto di discussione nel processo legislativo – ha riferito Dombrovskis – la Commissione propone che sia la Bce, ma ci aspettiamo anche di avere un ruolo in questo”. E non è da escludere che anche gli gli Stati Ue vogliano avere un ruolo, come del resto è attualmente sull’imposizione di limiti ai pagamenti in contante, ad esempio.

Ad ogni modo il quadro della procedura per l’adozione di una legge Ue non sembra procedere così speditamente come era stato auspicato dalla Bce, che sperava inizialmente che questa tappa si completasse entro l’autunno, in modo da consentire a un successivo Consiglio direttivo di deliberare i passi ulteriori verso il lancio della Cbdc Ue.

Eloquente il fatto che su un tema parallelo, quello delle nuove “salvaguardie” dalle Stablecoin – a cui sta lavorando la Commissione Ue e da aggiungere a una normativa Ue pur recentissima (la Mica) – la presidente della Commissione affari economici e monetari del Parlamento Ue, la francese Aurore Lalucq, abbia lamentato che “i parlamentari Ue, pur essendo colegislatori, non sanno assolutamente nulla”.

Tornando all’euro digitale, “noi siamo pronti – ha detto Cipollone -. Dal momento che la legislazione Ue è pronta ci serve un anno e mezzo per fare l’infrastruttura, che sarà molto sofisticata e resiliente, e poi ci serve almeno un anno per fare sperimentazioni con gli operatori, per assicurare che funzioni tutto in maniera sicura”. Mentre ogni giorno che passa, ha insistito, e che il ruolo del contante si riduce, va a vantaggio di operatori non Ue.

“Ci sono molte disinformazioni e teorie complottistiche che circondano questo lavoro. Richiederanno penso molta pazienza e lavoro di comunicazione e ‘debunking’. Dobbiamo insistere, insistere e cercare di spingere la realtà”, ha concluso Dombrovskis. (fonte immagine: European Union 2025 – EP).

Dazi, Schlein: Meloni fallimentare, venga in Parlamento a chiarire

Roma, 14 lug. (askanews) – “Meloni nei confronti di Trump si è rivelata del tutto fallimentare. Ora venga in Parlamento a chiarire al paese che cosa intende fare per sostenere il negoziato europeo e per sventare questi dazi al 30% che avrebbero un impatto devastante sulle imprese e sui lavoratori italiani”. Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein al Tg3.

“In Spagna hanno un confronto permanente dal governo con le istituzioni locali, con le opposizioni e con tutte le categorie sociali”, ha osservato.

Per Schlein bisogna sostenere “concretamente” lo sforzo della commissione europea “essendo anche disponibili a mettere subito sul tavolo delle contromisure mirate, proporzionate e a colpire dove fa più male: servizi digitali, i servizi commmerciali. Non sarebbe la prima volra che per non infastidire Trump Meloni danneggia l’interesse nazionale”.

Dazi, M5s: Meloni non ha attributi per potenziare la web tax

Roma, 14 lug. (askanews) – “Giustamente alcuni Governi europei, che ancora cercano di non essere meri zerbini come l’Esecutivo Meloni, propongono all’Europa di trattare sui dazi di Trump usando lo strumento della web o digital tax. Secondo un recente studio di Mediobanca, nel 2022 i colossi del web hanno versato al Fisco italiano 162 milioni euro di tasse, con un tax rate effettivo del 28,3%. In realtà il tax rate è anche minore, visto che molti colossi restringono il perimetro del reddito imponibile utilizzando Paesi a fiscalità privilegiata. Il tutto mentre in Italia su un reddito da lavoro dipendente superiore ai 50.000 euro si arriva a pagare un’aliquota del 43%. Oggi un italiano che prende 2.500 euro netti al mese paga in proporzione più tasse di un colosso del web. I fatto è che Giorgia Meloni, nonostante i travestimenti e gli occhi iniettati di sangue solo a favore di telecamera, non ha gli attributi per spingere la leva della digital tax”. Lo si legge in una dichiarazione congiunta dei parlamentari M5S delle commissioni Bilancio e Finanze di Camera e Senato.

“L’ultima prova – denunciano- è arrivata con il recente Dl acconti Irpef, quando noi abbiamo presentato un emendamento per potenziare la digital tax, che da quando è in vigore in Italia ha comunque garantito un gettito da 1,5 miliardi, e finanziare per questa via un vero abbassamento dell’Irpef sul ceto medio. Il partito della Meloni che dai banchi di opposizione diceva che quella tassa era troppo bassa, ha detto no a quell’emendamento. Abbiamo una premier pavida ed elitaria. Questo è e questo non cambierà”.

Nato, Rutte da Trump: se fossi in Putin ci ripenserei su Ucraina

Milano, 14 lug. (askanews) – “Se fossi Vladimir Putin oggi” alla luce “di ciò che avete pianificato di fare tra 50 giorni, riconsidererei i negoziati sull’Ucraina più seriamente di quanto non stia facendo in questo momento”. Lo ha detto il segretario generale della Nato Mark Rutte incontrando alla Casa Bianca il presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump in un bilaterale, dopo che Trump ha dichiarato di essere “scontento della Russia, imporremo severi dazi se non avremo un accordo entro 50 giorni”, pur notando che “questa non è la mia guerra”. Rutte ha affermato che Germania, Finlandia, Canada, Norvegia, Svezia, Regno Unito e Danimarca saranno tra gli acquirenti per la fornitura all’Ucraina. Ha aggiunto che “la velocità è essenziale” e che le spedizioni dovrebbero indurre Putin a “riconsiderare” i negoziati di pace.

Rutte ha inoltre dichiarato in merito alla minaccia di Trump alla Russia: “penso che questa sia davvero un’ottima notizia. Quindi voglio davvero ringraziarla per questo” pur notando che “l’Europa sta contribuendo a questo”. Il segretario generale della Nato ha anche detto che l’Ucraina potrà avere un gran numero di “apparecchiature militari, munizioni. Questo è molto importante”.

Donald Trump “mi ha chiamato dicendo – ha dichiarato Rutte – che ha preso una decisione, e la decisione è che vuole che l’Ucraina abbia ciò che serve per essere in grado di difendersi dalla Russia, ma vuole che gli europei contribuiscano, il che è totalmente logico, e questo si basa sull’enorme successo del Vertice della NATO, il 5% (di spesa in difesa del pil), ma anche la decisione di mantenere l’Ucraina forte”, ha detto Rutte. “Quindi, su questa base, l’Europa si è fatta avanti. Si tratta, ancora una volta, di un’azione degli europei. Sono stato in contatto con molti paesi. Posso dirle – ha aggiunto rivolgendosi a Trump – che in questo momento la Germania in massa, ma anche la Finlandia, la Danimarca, la Svezia, la Norvegia, i Paesi Bassi e il Canada, vogliono tutti farne parte. E questa è solo la prima ondata. Ce ne saranno altre. Quindi quello che faremo è lavorare attraverso i sistemi NATO per assicurarci di sapere di cosa hanno bisogno gli ucraini” ha affermato Rutte nell’incontro avvenuto nello Studio Ovale e trasmesso in streaming dall’Alleanza.

Nozze vip a Capri: Rocco Basilico (Luxottica) e Sonia Ben Ammar sposi

Roma, 14 lug. (askanews) – Rocco Basilico, potente manager degli occhiali ritenuto da Forbes uno degli uomini pi ricchi d’Italia, e la fascinosa Sonia Ben Ammar (nota anche come Sonia Ammar) si sono uniti in matrimonio sabato 12 luglio a Capri.

Basilico, 35 anni, chief wereables officer di EssilorLuxottica e amministratore delegato di Oliver Peoples, figlio del banchiere Paolo Basilico e di Nicoletta Zampillo vedova Del Vecchio, ha sposato la modella e attrice Sonia Ammar, 26 anni, figlia dell’importante produttore cinematografico franco-tunisino Tarak Ben Ammar e dell’attrice Beata Sonczuk.

Il s stato celebrato nella chiesa di Santa Sofia ad Anacapri. All’uscita dalla chiesa festa con le melodie popolari del gruppo folkloristico Scialapopolo Isola di Capri, prima di salire su una cabrio celeste e raggiungere il ricevimento nella trecentesca Certosa di San Giacomo, mentre l’after-wedding si tenuto alla taverna Anema e Core.

Tra gli invitati presente la cantautrice Camila Cabello, da 64 milioni di follower su Instagram, e si vocifera che Mark Zuckerberg e Jeff Bezos fossero sull’isola al momento dei festeggiamenti.

Ultimi giorni per vedere "Caravaggio" a Roma, pochi biglietti rimasti

Roma, 14 lug. (askanews) – Dopo la fortunatissima proroga e l’estensione dell’orario di apertura, la mostra “Caravaggio 2025” sta per concludersi. Fino a domenica 20 luglio, tuttavia, si trova ancora qualche biglietto per visitare l’esposizione che racchiude in un unico luogo 23 dei 24 capolavori inizialmente esposti a Palazzo Barberini a Roma, dopo che l’opera I Musici (1595-1596) è tornata al Metropolitan Museum of Art di New York.

I visitatori – con ingresso dal lunedì al mercoledì dalle 9 alle 22 e dal giovedì alla domenica dalle 9 alle 24 – possono godersi le grandi opere di Michelangelo Merisi provenienti da prestigiose collezioni pubbliche e private, italiane e internazionali, come La cattura di Cristo (che non si può fotografare e tornerà alla National Gallery of Ireland, Dublino), I Bari (dal Kimbell Art Museum in Texas), Conversione di Saulo, Giuditta decapita Oloferne, David con la testa di Golia, Flagellazione di Cristo o l’Ecce Homo riscoperto a Madrid nel 2021 (e non fotografabile).

La mostra curata da Francesca Cappelletti, Maria Cristina Terzaghi e Thomas Clement Salomon offre inoltre – per la prima volta esposto al pubblico – il ritratto di Maffeo Barberini, futuro Papa Urbano VIII, ritratto con un rivoluzionario realismo. Ma come è noto, il maestro lombardo non si limitò a ritrarre nobili prelati o illustri personaggi, usò come modelli, anche per i dipinti a soggetto religioso, persone di ceto sociale basso, rendendone eterna la memoria. È il caso di Giuditta decapita Oloferne, Marta e Maria Maddalena o Santa Caterina d’Alessandria.

Come è risaputo, nel 1606 la vita di Caravaggio subì una svolta drammatica, poiché dopo l’uccisione di Ranuccio Tomassoni durante una partita a pallacorda l’artista dovette fuggire da Roma; si rifugiò prima a Paliano, nei feudi laziali della famiglia Colonna, dove realizzò la Cena in Emmaus e si suppone il San Francesco in meditazione, oltre che, secondo alcuni studiosi, il David e Golia della Galleria Borghese, con Caravaggio che raffigurò se stesso nel volto di Golia; per altri Davide e Golia è stata eseguita a Napoli e spedita al cardinal Borghese come richiesta di grazia.

La mostra Caravaggio 2025 è un progetto delle Gallerie Nazionali di Arte Antica, realizzato in collaborazione con Galleria Borghese, con il supporto della Direzione Generale Musei – Ministero della Cultura, con il sostegno del Main Partner Intesa Sanpaolo, con il supporto tecnico di Coopculture per i servizi al pubblico e di Marsilio Arte per la pubblicazione del catalogo. Urban Vision è media partner; Dimensione Suono Soft è radio partner.

L’organizzazione ringrazia i prestatori che hanno reso possibile la mostra e concesso la proroga dei prestiti, tanto le collezioni private che hanno preferito rimanere anonime, quanto i musei pubblici e privati: Detroit Institute of Art (Detroit, US), Kimbell Art Museum (Fort Worth, US), Nelson-Atkins Museum of Art (Kansas City, US), Wadsworth Atheneum of Art (Hartford, US), .Museo Nacional Thyssen-Bornemisza (Madrid, ES), National Gallery of Ireland (Dublino, IE), Royal Collection Trust (Londra, UK) Galleria Borghese (Roma, I), Gallerie d’Italia (Napoli, I), Gallerie degli Uffizi – Palazzo Pitti (Firenze, I), Musei Capitolini (Roma, I) Pinacoteca di Brera (Milano, I), Museo e Real Bosco di Capodimonte – Patrimonio FEC (Napoli, I).

L’ultimatum di Trump: dazi alla Russia al 100% senza accordo sulla guerra in Ucraina entro 50 giorni

New York, 14 lug. (askanews) – “Siamo molto, molto insoddisfatti di loro (della Russia) e applicheremo dazi molto severi se non raggiungeremo un accordo entro 50 giorni, dazi al 100% circa, li chiameremmo dazi secondari”. A dichiararlo è il presidente americano Donald Trump in un incontro con i giornalisti, assieme al segretario generale della Nato, Mark Rutte, parlando del conflitto in Ucraina. “Sono deluso dal presidente Putin, perché pensavo che avremmo raggiunto un accordo due mesi fa, ma non sembra esserci riuscito. Quindi, in base a ciò, applicheremo tariffe secondarie”, ha detto il presidente Trump all’incontro con i giornalisti insieme al segretario generale della Nato, Mark Rutte. Trump ha aggiunto che “potrebbe essere più semplice, ma è così che stanno le cose. Spero che non dovremo farlo”.  “Abbiamo raggiunto un accordo oggi
in base al quale invieremo loro armi (all’Ucraina, ndr) e saranno loro a pagarle”, ha successivamente aggiunto  Trump. Il presidente ha elogiato il fatto che si sia arrivati all’accordo sulla spesa militare del 5% per i Paesi Nato “il che equivale a più di mille miliardi di dollari
all’anno. Quindi hanno un sacco di soldi, e queste sono nazioni ricche, hanno un sacco di soldi e vogliono farlo”. Rispondendo ad una domanda dei giornalisti sul disegno di legge del Congresso Usa su dazi al 500% contro la Russia, se non negozia sull’Ucraina, Donald Trump ha ribadito che “stanno facendo un buon lavoro alla Camera e al Senato”, spiegando che voteranno “il prima possibile”. Ha poi aggiunto che lo Speaker della Camera lo raggiungerà alla Casa Bianca per continuare la conversazione, ma la sua intenzione è di applicare dazi secondari al 100%, che non richiedono “un passaggio alla Camera e al Senato”. “Non voglio dire che (Putin) sia un assassino, ma è un tipo duro. Ha dato prova di sé nel corso degli anni. Ha ingannato molta gente. Ha ingannato Clinton, Bush, Obama, Biden, non ha ingannato me”, ha aggiunto Trump, durante l’incontro con i giornalisti assieme al segretario generale della Nato, Mark Rutte. Trump ha
ribadito che ha avuto “piacevoli telefonate” con Putin, ma alla fine sono state “conversazioni che non significavano nulla”, perché poco dopo lui bombardava Kiev e altre città. “Alla fine le parole non bastano. Bisogna agire. Devono esserci risultati. E spero che ci si riesca”.

L’ultimatum di Trump: dazi alla Russia al 100% senza accordo sulla guerra in Ucraina entro 50 giorni

New York, 14 lug. (askanews) – “Siamo molto, molto insoddisfatti di loro (della Russia) e applicheremo dazi molto severi se non raggiungeremo un accordo entro 50 giorni, dazi al 100% circa, li chiameremmo dazi secondari”. A dichiararlo è il presidente americano Donald Trump in un incontro con i giornalisti, assieme al segretario generale della Nato, Mark Rutte, parlando del conflitto in Ucraina. “Sono deluso dal presidente Putin, perché pensavo che avremmo raggiunto un accordo due mesi fa, ma non sembra esserci riuscito. Quindi, in base a ciò, applicheremo tariffe secondarie”, ha detto il presidente Trump all’incontro con i giornalisti insieme al segretario generale della Nato, Mark Rutte. Trump ha aggiunto che “potrebbe essere più semplice, ma è così che stanno le cose. Spero che non dovremo farlo”.  “Abbiamo raggiunto un accordo oggi
in base al quale invieremo loro armi (all’Ucraina, ndr) e saranno loro a pagarle”, ha successivamente aggiunto  Trump. Il presidente ha elogiato il fatto che si sia arrivati all’accordo sulla spesa militare del 5% per i Paesi Nato “il che equivale a più di mille miliardi di dollari
all’anno. Quindi hanno un sacco di soldi, e queste sono nazioni ricche, hanno un sacco di soldi e vogliono farlo”.

Dazi, il commissario europeo Sefcovic: la relazione Ue-Usa merita una soluzione negoziata

Bruxelles, 14 lug. (askanews) – L’Ue resta convinta che le relazioni transatlantiche “meritino una soluzione negoziata”, e “non si tira mai indietro senza un impegno concreto”, soprattutto “considerando quanto siamo vicini a raggiungere un accordo” con gli Stati Uniti. Lo ha detto il commissario europeo al Commercio, Maros Sefcovic, durante la conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri del Commercio dell’Ue, oggi a Bruxelles, avvertendo, tuttavia, che “ci vogliono due mani per applaudire”, e che “dobbiamo essere preparati a tutti gli esiti” del negoziato, anche quelli eventualmente negativi, che richiederanno “delle misure proporzionate” da parte europea per ristabilire l’equilibrio”.

Sefcovic ha riferito che tra le misure di ritorsione (ma ora si usa il termine “riequilibrio”) già pronte c’è una anche un seconda lista di merci americane importate, per un valore di circa 72 miliardi di euro, da colpire con i “contro dazi”, se sarà necessario, oltre alla prima lista che era stata decisa ad aprile, e di cui è stata prorogata da oggi la sospensione fino a inizio agosto. Riguardo alle relazioni Ue-Usa, ha detto il commissario, “apprezzo molto il forte e continuo sostegno alla Commissione espresso oggi attorno al tavolo” del Consiglio Ue. “Fin dal primo giorno – ha rilevato -, l’Unione ha affrontato i colloqui con gli Stati Uniti in buona fede, in modo costruttivo e con la massima intensità; ho discusso con i ministri dell’Ue i prossimi passi per le prossime settimane, fino alla nuova scadenza del primo agosto e oltre, e vedo la necessità di concentrarsi su quattro aree”.

“Innanzitutto, i negoziati: restiamo convinti – ha ribadito Sefcovic – che le nostre relazioni atlantiche meritino una soluzione negoziata, che porti a una rinnovata stabilità e cooperazione. Più tardi, oggi – ha annunciato -, proseguirò il mio dialogo con le mie controparti statunitensi. L’Ue, come è noto, non si tira mai indietro senza un impegno concreto; soprattutto considerando il duro lavoro profuso, quanto siamo vicini a raggiungere un accordo, e i chiari benefici della soluzione negoziata. Ma, come ho già detto, ci vogliono due mani per applaudire”.

“Da qui – ha continuato il commissario – il secondo filone: le misure di riequilibrio. Dobbiamo essere preparati a tutti gli esiti; comprese, se necessario, misure proporzionate per ristabilire l’equilibrio nelle nostre relazioni transatlantiche. Le nostre misure di riequilibrio riguardo ai dazi Usa su acciaio e alluminio sono sospese fino ad agosto; e oggi la Commissione ha condiviso con gli Stati membri la proposta per il secondo elenco di prodotti statunitensi”, da colpire eventualmente con i contro-dazi, “che rappresentano circa 72 miliardi di euro di importazioni statunitensi. Ora gli Stati membri avranno l’opportunità di discuterne. Questo non esaurisce le nostre possibilità, e ogni strumento rimane sul tavolo”.

“In terzo luogo – ha aggiunto Sefcovic -, vedo il valore di canali di comunicazione aperti e sempre più stretti con i nostri partner che condividono gli stessi ideali (‘like-minded’, ndr). E in quarto luogo – ha sottolineato -, l’Ue sta raddoppiando gli sforzi per aprire nuovi mercati e abbiamo dedicato un’intera sessione” della riunione del Consiglio “ai negoziati in corso. Stamattina ho sottolineato la svolta del nuovo accordo politico per concludere un partenariato con l’Indonesia, una delle maggiori economie del mondo”. E poi, ha riferito ancora Sefcovic, continuano i negoziati, ben avanzati, con Thailandia, Filippine e Malesia, che sono “altri esempi tangibili dell’impegno dell’Unione europea nel rafforzare la cooperazione con il Sud-est asiatico”, e anche con l’India e con gli Emirati Arabi Uniti.

Dazi, Sefcovic: relazione Ue-Usa merita una soluzione negoziata

Bruxelles, 14 lug. (askanews) – L’Ue resta convinta che le relazioni transatlantiche “meritino una soluzione negoziata”, e “non si tira mai indietro senza un impegno concreto”, soprattutto “considerando quanto siamo vicini a raggiungere un accordo” con gli Stati Uniti. Lo ha detto il commissario europeo al Commercio, Maros Sefcovic, durante la conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri del Commercio dell’Ue, oggi a Bruxelles, avvertendo, tuttavia, che “ci vogliono due mani per applaudire”, e che “dobbiamo essere preparati a tutti gli esiti” del negoziato, anche quelli eventualmente negativi, che richiederanno “delle misure proporzionate” da parte europea per ristabilire l’equilibrio”.

Sefcovic ha riferito che tra le misure di ritorsione (ma ora si usa il termine “riequilibrio”) già pronte c’è una anche un seconda lista di merci americane importate, per un valore di circa 72 miliardi di euro, da colpire con i “contro dazi”, se sarà necessario, oltre alla prima lista che era stata decisa ad aprile, e di cui è stata prorogata da oggi la sospensione fino a inizio agosto. Riguardo alle relazioni Ue-Usa, ha detto il commissario, “apprezzo molto il forte e continuo sostegno alla Commissione espresso oggi attorno al tavolo” del Consiglio Ue. “Fin dal primo giorno – ha rilevato -, l’Unione ha affrontato i colloqui con gli Stati Uniti in buona fede, in modo costruttivo e con la massima intensità; ho discusso con i ministri dell’Ue i prossimi passi per le prossime settimane, fino alla nuova scadenza del primo agosto e oltre, e vedo la necessità di concentrarsi su quattro aree”.

“Innanzitutto, i negoziati: restiamo convinti – ha ribadito Sefcovic – che le nostre relazioni atlantiche meritino una soluzione negoziata, che porti a una rinnovata stabilità e cooperazione. Più tardi, oggi – ha annunciato -, proseguirò il mio dialogo con le mie controparti statunitensi. L’Ue, come è noto, non si tira mai indietro senza un impegno concreto; soprattutto considerando il duro lavoro profuso, quanto siamo vicini a raggiungere un accordo, e i chiari benefici della soluzione negoziata. Ma, come ho già detto, ci vogliono due mani per applaudire”.

“Da qui – ha continuato il commissario – il secondo filone: le misure di riequilibrio. Dobbiamo essere preparati a tutti gli esiti; comprese, se necessario, misure proporzionate per ristabilire l’equilibrio nelle nostre relazioni transatlantiche. Le nostre misure di riequilibrio riguardo ai dazi Usa su acciaio e alluminio sono sospese fino ad agosto; e oggi la Commissione ha condiviso con gli Stati membri la proposta per il secondo elenco di prodotti statunitensi”, da colpire eventualmente con i contro-dazi, “che rappresentano circa 72 miliardi di euro di importazioni statunitensi. Ora gli Stati membri avranno l’opportunità di discuterne. Questo non esaurisce le nostre possibilità, e ogni strumento rimane sul tavolo”.

“In terzo luogo – ha aggiunto Sefcovic -, vedo il valore di canali di comunicazione aperti e sempre più stretti con i nostri partner che condividono gli stessi ideali (‘like-minded’, ndr). E in quarto luogo – ha sottolineato -, l’Ue sta raddoppiando gli sforzi per aprire nuovi mercati e abbiamo dedicato un’intera sessione” della riunione del Consiglio “ai negoziati in corso. Stamattina ho sottolineato la svolta del nuovo accordo politico per concludere un partenariato con l’Indonesia, una delle maggiori economie del mondo”. E poi, ha riferito ancora Sefcovic, continuano i negoziati, ben avanzati, con Thailandia, Filippine e Malesia, che sono “altri esempi tangibili dell’impegno dell’Unione europea nel rafforzare la cooperazione con il Sud-est asiatico”, e anche con l’India e con gli Emirati Arabi Uniti. (Segue)

Euro digitale, Cipollone: serve a preservare il ruolo del contante

Roma, 14 lug. (askanews) – “L’euro digitale serve a preservare i benefici del contante nell’era digitale. Dobbiamo complementare il contante fisico con una sua forma digitale. L’incapacità di utilizzare contante fisico nelle transazioni online o nei pagamenti digitali ci sta privando di una opzione chiave di pagamento, riducendo la resilienza, la concorrenza, la sovranità e, in definitiva, la libertà dei consumatori di scegliere come pagare”. Lo ha affermato Piero Cipollone, componente del comitato esecutivo della Bce durante una audizione al Parlamento europeo sull’euro digitale.

Il ruolo del contante nei pagamenti quotidiani in termini di volumi è sceso dal 68% del 2019 al 40% del 2024 e, in valore, dal 40% al 24%, ha rilevato l’esponente della Bce.

Questo ha delle implicazioni rilevanti. “Il ruolo del contante sarà ridotto in maniera cospicua se non creiamo un equivalente digitale. E se non saremo in grado di farlo – ha proseguito – non ottempereremo la nostra responsabilità di Banca centrale rispetto al pubblico che serviamo”.

Secondo Cipollone l’euro digitale preserverebbe il ruolo della moneta come bene pubblico accessibile a chiunque e accettato universalmente. All’opposto Ela moneta privata ricade nell’ambito della concorrenza e non possiamo garantire la sua accettazione da parte di tutti i commerciantiE.

Inoltre, l’euro digitale aumenterà la resilienza dell’unione valutaria, ha sostenuto. Infine, consentirebbe di prevenire la concentrazione di mercato, mettendo i commercianti in una posizione più solida rispetto alle commissioni dei sistemi di pagamento. (fonte immagine: European Union).

Caparezza, in uscita il 31 ottobre il disco (e fumetto) "Orbit Orbit"



Roma, 14 lug. (askanews) – Dopo aver annunciato l’atteso ritorno al live nella prossima estate, Caparezza arriva con una nuova grande sorpresa: il 31 ottobre esce “Orbit Orbit”, il suo nuovo disco, accompagnato da un fumetto, che unisce ed esalta le sue due anime, quella di musicista e quella di grande appassionato e sceneggiatore di fumetti.

“Sono un appassionato lettore di fumetti, e creandone uno ho realizzato un sogno che avevo nel cassetto fin da bambino. Non potevo immaginare, però, che l’entusiasmo per questo nuovo percorso mi avrebbe motivato a concepire un intero nuovo album in studio, il nono”, racconta Caparezza.

Un album, pubblicato da BMG Italy in preorder da oggi 14 luglio(https://caparezza.lnk.to/OrbitOrbitPR), nato come la colonna sonora di un fumetto sull’immaginazione e sulla rinnovata voglia di fare musica.

In occasione dell’uscita dell’album, Caparezza firma anche il suo debutto come autore di fumetti, in collaborazione con Sergio Bonelli Editore, Casa editrice che rappresenta un riferimento nel panorama internazionale grazie al successo di personaggi quali Tex, Dylan Dog, Zagor, Nathan Never, Julia.

Contestualmente all’album, arriverà infatti in libreria e in fumetteria “Orbit Orbit”, il fumetto evento che accompagna e completa il nuovo disco: un viaggio onirico disegnato da grandi firme e nuovi talenti del fumetto italiano. Folle e scatenato, colorato, divertente e allo stesso tempo intimo e personale, Orbit Orbit è un’avventura senza limiti.

L’album sarà disponibile nei seguenti formati fisici: Space lp box (Doppio vinile “Space Version” + fumetto + adesivi), Space cd box (cd + fumetto + cartolina “artcard” + adesivi), doppio vinile “Idea version” colorato Pink- Purple Marbled per Amazon, doppio vinile “Flying airstream version” colorato Silver per Feltrinelli, doppio vinile “Planet nostos version” colorato Transparent Blue per Discoteca Laziale, doppio vinile black cd digipack.

Il fumetto, presentato da una copertina disegnata da Matteo De Longis, sarà disponibile sia in formato albo a colori (240 pagine, 16×21 cm) che in volume cartonato a colori (256 pagine, 19×26 cm) a partire dal 31 ottobre.

Dazi, Trump: Usa truffati da amici e nemici per decenni. L’Ue valuta alleanze con altri Paesi colpiti

Roma, 14 lug. (askanews) – “Gli Stati Uniti d’America sono stati truffati sul COMMERCIO (e sulll’ESERCITO!), da amici e nemici, allo stesso modo, per DECENNI”. A scriverlo in un post su Truth Social, oggi, è stato il presidente americano Donald Trump. Il presidente ha aggiunto che la truffa ha avuto “un costo di MIGLIAIA DI MILIARDI DI DOLLARI, e non è più sostenibile – E non lo è mai stato!”.

Il presidente, che ha ingaggiato una guerra sui dazi con alleati e non alleati, ha insistito dicendo che i paesi dovrebbero riconosce di aver approfittato degli USA, nel corso degli anni e che ora si “faccia ciò che è giusto per l’America”. Secondo Trump dovrebbero rispondere: “Grazie per aver compreso la situazione in cui ci troviamo. Molto apprezzato!” Dal canto suo, l’Unione Europea si starebbe preparando a intensificare l’interazione con gli altri paesi colpiti dai dazi di Donald Trump, con “un nuovo senso di urgenza”, dopo che il presidente USA ha annunciato dazi del 30% a partire dal primo agosto. In particolare, l’Ue starebbe valutando un potenziale coordinamento con nazioni come Canada e Giappone, secondo Bloomberg News, e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha in programma di parlare con il primo ministro canadese Mark Carney.

Funzionari dell’Ue, tra cui il ministro del Commercio austriaco Wolfgang Hattmannsdorfer e il responsabile della concorrenza dell’UE Teresa Ribera, sostengono la creazione di partnership e alleanze globali con altri paesi minacciati dai dazi statunitensi per aumentare la pressione esercitata sugli Stati Uniti”.

Tennis, Sinner racconta Wimbledon e rivela: "Ho quasi pianto"

Roma, 14 lug. (askanews) – Un Sinner visibilmente emozionato ha raccontato le sensazioni dopo la vittoria di Wimbledon durante la serata di gala: “Ho quasi pianto. Non ho pianto, ma quasi. Ho sempre detto che Wimbledon è IL torneo di tennis. Qui si respira la storia e anche soltanto passeggiare qui è davvero speciale”. Un sogno diventato realtà, che per il tennista italiano è senza dubbio il momento più alto della sua carriera. “Vincere questo torneo è stato senza dubbio il momento più speciale della mia vita su un campo da tennis. Ovviamente fuori dal campo esistono priorità più importanti, ma come tennista vincere Wimbledon è stato incredibile”, ha rivelato.

A Palazzo Ducale di Gevova Jacopo Benassi Libero!

Genova, 14 lug. (askanews) – Fino al 14 settembre 2025 Palazzo Ducale di Genova ospita negli spazi della Loggia degli Abati Jacopo Benassi Libero! a cura di Francesco Zanot: in un percorso che una grande installazione, in cui la fotografia si ibrida con scultura, performance, musica e pittura, la mostra esplora il mondo dell’artista e la sua produzione dal 2018 al 2025. L’esposizione un’interrogazione sul ruolo della fotografia oggi e sulla sua capacit di resistere e confrontarsi con il contemporaneo. Per Benassi la fotografia infatti uno strumento di azione e trasformazione, non soltanto di rappresentazione, e l’immagine un dispositivo aperto.

Completa la mostra un’opera inedita – che sar poi trasferita al Museo di Arte Contemporanea Villa Croce per entrare a far parte della collezione permanente – prodotta da Jacopo Benassi nel corso della residenza presso Palazzo Ducale a cura dell’Associazione BLU – Breeding and Learning Unit di Genova. L’artista ha trasferito per cinque settimane a giugno 2025 il suo studio nelle sale del palazzo e ha aperto il suo atelier al pubblico attraverso un calendario di appuntamenti, attivit performative, conversazioni, workshop, in cui produzione, partecipazione e sperimentazione si sono intrecciate. Il progetto sostenuto da Strategia Fotografia 2024, promosso dalla Direzione Generale Creativit Contemporanea del Ministero della Cultura.

Il curatore Francesco Zanot ha parlato ad Askanews dell’esposizione/installazione: “Questa mostra raccoglie il lavoro di Jacopo Benassi nel corso degli ultimi sette anni. Dal 2018 Jacopo ha cominciato a lavorare non soltanto con la fotografia, ma anche sulla fotografia, vale a dire sul linguaggio fotografico: combinando inizialmente diverse immagini tra di loro, dittici, trittici, multipli, e arrivando poi a un linguaggio molto complesso in cui oltre alle fotografie si sommano nelle sue opere, che a questo punto prendono il nome di Stratificazioni, altri oggetti, dipinti che lui realizza, ma anche oggetti che trova, gessi, calchi e altro. In questo modo Jacopo realizza delle sculture fotografiche. La materia e la pelle della fotografia sono protagoniste del suo lavoro”. Le fotografie di Benassi sono fatte per dare fastidio, sono interferenze, sono un dispositivo che consuma tutto ci che rappresenta invece di conservarlo. La fotografia diventa terreno di scontro e di smantellamento delle convenzioni.

Jacopo Benassi, che ha realizzato per l’inaugurazione la scritta “Benassi lotta contro la condanna della fotografia” all’esterno della mostra, ha descritto il suo modo di lavorare e di approcciarsi a questa mostra: “Non ho fatto niente io, ho solo creato delle connessioni, dei contatti, dei punti d’incontro, dei cortocircuiti. Penso di essere bravo a fare queste cose e queste cose mi danno vita, perci vivo attraverso queste cose. Ho prodotto tutto questo grazie a tutte queste cose che sono state generate. Non riesco a fare una mostra al tavolino. Ho voluto vivere filando e cambiando idee, spostando, litigando, discutendo… la mostra nata cos”.

Francesco Zanot ha concluso: “Abbiamo deciso di allestire questa mostra mettendo la maggior parte delle opere a terra: in questo modo si d il senso di una mostra che viene aperta al pubblico il giorno prima della sua definizione. Questo perch il lavoro di Jacopo un lavoro che si concentra tra le altre cose anche sull’imperfezione, sul fallimento, sul non finito. Si tratta appunto di un concetto fondamentale del suo lavoro negli ultimi anni che abbiamo voluto trasferire anche nell’allestimento. Le opere a terra si appoggiano sulla stessa superficie dei visitatori: dunque un modo per incontrare le opere senza essere sovrastati dai lavori. Quest’opera non richiede un atteggiamento di contemplazione, ma richiede un atteggiamento di immersione nel lavoro per cui letteralmente occupiamo la stessa posizione delle opere e partecipiamo alla loro definizione”.