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venerdì, 23 Gennaio, 2026
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Calcio, Spalletti: "Ho parlato con Elkann, tornare a vincere"

Roma, 13 dic. (askanews) – Luciano Spalletti guarda al futuro della Juventus con fiducia e rilancia l’ambizione bianconera alla vigilia della sfida di Bologna, snodo chiave della corsa Champions. ‘Ho sentito e visto John Elkann ieri, spesso mi manda anche i suoi pareri. Come ha detto lui oggi pensando al futuro, dobbiamo avere in testa l’idea di tornare a vincere. Finché la matematica non ci condannerà, dobbiamo provare a stare nella tavola rotonda’, spiega l’allenatore, mentre il club è al centro delle attenzioni anche per le recenti vicende societarie, con Elkann che ha respinto l’offerta di Tether per il controllo della società.

Il tecnico bianconero sottolinea il peso della vicinanza della proprietà: ‘Sono arrivato da poco, ma fa piacere sentire la forza e la passione di John Elkann e della famiglia per la Juventus. Sta a noi onorare il passato e costruire un futuro dello stesso livello o ancora migliore’. Spalletti non nasconde l’ottimismo: ‘Nessuno mi convincerà che questi ragazzi non siano bravi o che non riusciremo a superare i limiti. Ho accettato questo incarico credendo nel miglioramento: un allenatore deve essere ossessionato dall’idea di far crescere la squadra. Ho un gruppo interessato e disponibile’.

Sul campo, l’attenzione è tutta rivolta allo scontro diretto del Dall’Ara. ‘Al Bologna vanno fatti i complimenti: a chi lo allena e a chi lo ha costruito. È una squadra che non ha paura, vuole decidere le regole della partita e indirizzarti negli spazi che preferisce. Bisognerà abbattere questi recinti, non uomo contro uomo ma uomo oltre l’uomo. Se non saremo pronti, sarà una serata complicata’. Parole di stima anche per Vincenzo Italiano: ‘È uno dei più forti della nuova generazione, da lui si possono imparare tante cose. L’ho sempre detto a tutti, non solo a De Laurentiis’.

Dal punto di vista tattico, Spalletti sembra orientato a dare continuità al 3-4-2-1, con Conceicao e Yildiz alle spalle della punta. ‘Conceicao può diventare più decisivo sotto porta, ha uno spunto micidiale. Deve crescere nei duelli, ma ho visto grande disponibilità anche in fase difensiva’. In difesa, Rugani è già utilizzabile, seppur con cautela, mentre per Bremer servirà ancora tempo. ‘Nel calcio di oggi non vinci occupando posizioni, ma spazi: i moduli sono solo un punto di partenza’.

Capitolo ritiro: nessun passo indietro. ‘Non andremo più in ritiro, è una fatica maggiore. Si inizia a pensare troppo presto alla partita e ci si corrode. Se hai un gruppo serio come questo, non serve: chi indossa la maglia della Juventus è in ritiro anche a casa. I risultati dipendono dallo stile di vita, non è che se sei privilegiato devi stare in prigione’. Una linea chiara, nel segno della responsabilità e della fiducia.

Calcio, Torino-Cremonese 1-0: decide Vlasic

Roma, 13 dic. (askanews) – Il Torino ritrova la vittoria in Serie A dopo quasi due mesi, superando 1-0 la Cremonese davanti al proprio pubblico. Decide la sfida il sinistro al volo di Nikola Vlasic al 27′, su assist di Duvan Zapata. Un successo che permette ai granata di Baroni di tornare a sorridere: i punti in classifica sono ora 17, tre in meno della squadra di Nicola.

La partita si apre con una chance per Adams, che conclude trovando la risposta di Audero. Al 27′ arriva l’episodio decisivo: Zapata lavora spalle alla porta e serve Vlasic, che colpisce al volo di sinistro e sorprende Audero sul primo palo. La Cremonese prova a reagire subito con Bonazzoli, ma Paleari è attento e respinge la rovesciata dell’attaccante grigiorosso.

Nella ripresa il Torino sfiora il raddoppio con Ismajli, fermato dal portiere, mentre Nicola prova a cambiare l’inerzia inserendo Zerbin e poi l’ex Sanabria al 64′. Adams tenta ancora di chiudere i conti con un destro a giro, ma Audero salva. Nel finale Moumbagna spreca da pochi passi, mentre al 99′ un tocco di mano in area di Simeone fa protestare la Cremonese: il Var controlla ma Marinelli non viene richiamato al monitor.

Finisce 1-0: per il Torino è la prima vittoria dal 26 ottobre, quando arrivò il 2-1 sul Genoa. Un risultato che allenta la tensione dopo settimane difficili, mentre la Cremonese resta a quota 20 e manca l’occasione di un aggancio importante in classifica.

Calcio, risultati serie A: Lecce scatto salvezza

Roma, 13 dic. (askanews) – Questi i risultati e la classifica di serie A dopo Torino-Cremonese 1-0

Quindicesima giornata: Lecce-Pisa 1-0, Torino-Cremonese 1-0, ore 18 Parma-Lazio, ore 20.45 Atalanta-Cagliari, domenica 14 dicembre ore 12.30 Milan-Sassuolo, ore 15 Fiorentina-Verona, Udinese-Napoli, ore 18 Genoa-Inter, ore 20.45 Bologna-Juventus, lunedì 15 dicembre ore 20.45 Roma-Como.

Classifica: Milan, Napoli 31, Inter 30, Roma 27, Bologna 25, Como 24, Juventus 23, Sassuolo, Cremonese 20, Lazio 19, Udinese 18, Torino 17, Atalanta, Lecce 16, Cagliari, Genoa, Parma 14, Pisa 10, Verona 9, Fiorentina 6

Sedicesima giornata: sabato 20 dicembre ore 18 Lazio-Cremonese, ore 20.45 Juventus-Roma, domenica 21 dicembre ore 12.30 Cagliari-Pisa, ore 15 Sassuolo-Torino, ore 18 Fiorentina-Udinese, ore 20.45 Genoa-Atalanta, mercoledì 14 gennaio ore 18.30 Napoli-Parma, ore 20.45 Inter-Lecce, giovedì 15 gennaio ore 18.30 Verona-Bologna, ore 20.45 Como-Milan.

L’AS Roma annuncia una nuova partnership strategica con Wizz Air

Roma, 13 dic. (askanews) – L’AS Roma “è orgogliosa di svelare una nuova importante partnership con Wizz Air, una delle principali compagnie aeree low-cost europee e uno dei maggiori carrier nel panorama aereo italiano”. L’accordo nomina Wizz Air come Main Partner del Club e introduce una sponsorizzazione in evidenza sulla manica della maglia, che debutterà il 15 dicembre. Nell’ambito di questa partnership, Wizz Air diventerà anche la compagnia aerea ufficiale dell’AS Roma, portando la prima squadra alle partite nazionali durante tutta la stagione.

“Siamo entusiasti di dare il benvenuto a Wizz Air nella famiglia dell’AS Roma”, ha dichiarato Michael Gandler, Chief Business Officer AS ROMA. “Questa partnership unisce due organizzazioni che stabiliscono standard elevati, ispirano passione e mantengono un legame eccezionalmente forte con i propri supporter. Il calcio unisce le persone, e lo stesso fa Wizz Air. Mostrare il loro brand sulla nostra manica segna un nuovo entusiasmante capitolo per il club.”

Come parte della partnership, Wizz Air sarà presente in numerosi punti di contatto del club, inclusa la visibilità durante le partite, sui canali digitali e attraverso iniziative dinamiche di fan-engagement. Rinomata per la sua flotta moderna, i prezzi accessibili leader di mercato e la missione di rendere i viaggi aerei accessibili a tutti, Wizz Air lavorerà a stretto contatto con l’AS Roma per offrire promozioni esclusive, pacchetti viaggio per i supporter e attivazioni speciali durante tutta la stagione, aiutando i tifosi giallorossi a rimanere più vicini al club in casa e in trasferta.

“Wizz Air è incredibilmente orgogliosa di collaborare con l’AS Roma, un club che, come noi, è amato dagli italiani per la sua ambizione, energia e profonda connessione con la sua comunità”, ha affermato Silvia Mosquera, Commercial Officer di Wizz Air. “Proprio come il calcio riunisce le persone, Wizz Air collega milioni di persone in Europa e oltre. Diventare la Compagnia Aerea Ufficiale dell’AS Roma è un grande onore e non vediamo l’ora di supportare la squadra a terra e in volo, creando al contempo esperienze indimenticabili per i tifosi.”

Questa “storica collaborazione unisce due brand noti per la loro audace crescita, il seguito appassionato e l’impegno per l’eccellenza. Con milioni di supporter in tutto il mondo e una storia radicata nel cuore della capitale italiana, l’AS Roma continua ad elevare la sua strategia commerciale globale allineandosi con partner di livello mondiale che ne condividono la visione, i valori e la traiettoria ambiziosa”, conclude la nota della As Roma.

Salvini su Russia e Ucraina: l’Europa boicotta il processo di pace

Milano, 13 dic. (askanews) – Il leader leghista Matteo Salvini ha parlato della guerra tra Russia e Ucraina a margine di un evento a Milano. “L’Europa prima non c’era, adesso mi sembra che stia boicottando un processo di pace, forse perch Macron, Starmer e altri leader sono in difficolt in casa loro e quindi devono portare all’esterno i problemi francesi o inglesi, per noi non siamo in guerra contro la Russia e non voglio che i miei figli entrino in guerra contro la Russia. Quando c’ una potenza che ha 6000 testate nucleari il dialogo di cui parla sempre il Santo Padre, Papa Leone, la via maestra, quindi lasciamo che Trump, Zelensky e Putin trovino un accordo senza disturbare questo percorso”.

Governo, Buffon: Meloni rappresenta nel modo migliore nostra Nazione

Roma, 13 dic. (askanews) – Giorgia Meloni “rappresenta nel modo migliore la nostra nazione, sta governando da tanto e questo è un grandissimo risultato”. Lo ha detto Gianluigi Buffon, capo delegazione della Nazionale italiana di calcio, a Corriere tv, arrivando alla festa di Atreju per prendere parte al dibattito con il ministro dello Sport Andrea Abodi dal titolo “Quando lo sport diventa comunità: il ruolo degli oratori nella formazione dei giovani”.

“Adesso il nostro obiettivo è andare al mondiale. La mia fortuna è stata non tanto viverlo da protagonista, quanto viverlo da tifoso”, ha aggiunto Buffon nel suo intervento ad Atreju, la kermesse di Fdi in corso a Roma, “Andarci porterebbe magia nel Paese e l’Italia diventerebbe un grandissimo oratorio dove tutti siamo uniti”.

Calcio, Chivu: "Troppe etichette sull’Inter, stiamo facendo bene"

Roma, 13 dic. (askanews) – Cristian Chivu allunga lo sguardo oltre l’immediato e difende con decisione il percorso dell’Inter, respingendo letture riduttive e giudizi affrettati. Nella conferenza stampa che precede la trasferta di Genova, il tecnico nerazzurro ha toccato temi tecnici, emotivi e identitari, ribadendo la volontà di restare fedeli a un’idea di calcio riconoscibile nonostante pressioni, assenze e aspettative sempre elevate.

L’Inter arriverà in Liguria con una lista di indisponibili significativa: Acerbi e Calhanoglu sono fuori causa, così come Darmian e Dumfries. Un quadro che obbliga a soluzioni alternative ma che, nelle parole dell’allenatore, non deve diventare un alibi. ‘Siamo abituati a convivere con le pressioni – ha spiegato Chivu – all’Inter è normale, perché qui bisogna sempre vincere ed è giusto che sia così’. Dopo vent’anni vissuti all’interno del club, l’allenatore rivendica una conoscenza profonda dell’ambiente e invita a guardare oltre il risultato secco: ‘Non mi piacciono le etichette, se ne mettono troppe. Io non valuto una vittoria o una sconfitta, ma il percorso di crescita’.

Nel bilancio delle ultime gare, Chivu ha difeso l’atteggiamento mostrato dalla squadra anche contro avversari di caratura internazionale. Il confronto con il Liverpool, arrivato dopo una partita dispendiosa come quella contro il Como, viene letto in chiave positiva: ‘Dal punto di vista dell’intensità abbiamo aggiunto qualcosa in più. L’avversario era diverso, con più esperienza e qualità individuale, ma non abbiamo abbassato il livello’. Un passaggio che diventa quasi una dichiarazione di intenti: ‘Mi prendo tutto quello che di buono abbiamo fatto, perché l’atteggiamento e il gioco non sono stati inferiori’.

Il tema delle rimonte mancate, quando l’Inter si è trovata in svantaggio, viene ricondotto agli episodi e a singoli momenti della stagione. Chivu cita errori precisi, come il primo tempo contro l’Udinese o il secondo a Napoli, ma difende la coerenza della squadra: ‘Per il resto siamo sempre stati lì, cercando di essere dominanti e propositivi, senza speculare. Questa è la nostra identità e non vogliamo perderla’. L’obiettivo, semmai, è imparare dagli errori senza snaturarsi.

Alla domanda su cosa serva per compiere un ulteriore salto verso una mentalità davvero vincente, l’allenatore parla di percezioni e di gruppo. ‘La voglia c’è, il gruppo si è sempre messo in gioco. Non era scontato dopo l’estate che abbiamo vissuto’. Nonostante critiche e scetticismo iniziale, Chivu rivendica una stagione positiva, pur con alti e bassi: ‘Siamo sotto la lente d’ingrandimento dall’inizio, dicevano che eravamo falliti. Invece siamo qui, con determinazione e margini di miglioramento’.

C’è spazio anche per una riflessione più ampia sul ruolo dei tecnici emergenti e sulla comunicazione, con un riferimento diretto a Daniele De Rossi. ‘Dobbiamo avere l’umiltà di imparare da chi ha più esperienza. Con De Rossi ho vissuto anni importanti, ho sempre ammirato la sua intelligenza emotiva e calcistica’. Un riconoscimento che si intreccia alla sfida imminente, perché Genova non è mai stata una tappa semplice per l’Inter.

La vigilia, assicura Chivu, è stata vissuta con serenità e consapevolezza. ‘Sappiamo di dover aggiungere qualcosa in più in termini di attenzione, qualità e divertimento, ma il lavoro che stiamo facendo si vede in campo’. E sulla partita, il messaggio è chiaro: ‘Servirà una gara perfetta anche da parte nostra, con atteggiamento e voglia. A Genova dovremo mettere in campo tutto quello che abbiamo’.

Il banchiere centrale Cipollone ad Atreju per spiegare l’euro digitale

Roma, 13 dic. (askanews) – Sull’euro digitale “le resistenze maggiori sono soprattutto dal lato del sistema bancario. Ma non le chiamerei resistenze, sono legittime preoccupazioni. Si tratta di un’innovazione non banale e legittimamente gli operatori bancari si preoccupano di capire, per mitigare rischi e programmare gli investimenti”. Lo ha affermato Piero Cipollone, componente del Comitato esecutivo della Banca centrale europea, giunto a perorare la causa dell’euro digitale anche alla manifestazione annuale di Fratelli d’Italia, Atreju, in corso a Castel Sant’Angelo, a Roma.

Le banche hanno due tipi di preoccupazioni, quella ci possa essere una loro disintermediazione, “cioè che le persone tolgano i soldi dal conti correnti” per metterli sul “wallet” elettronico, ma secondo Cipollone le simulazioni della Bce escludono rischi di effetti destabilizzanti. E l’altra loro preoccupazione è: “non è che ci rubate il mestiere? Su entrambe di queste preoccupazioni noi abbiamo cercato di dare una risposta”. E “pensiamo che per le banche l’euro digitale possa essere una grande opportunità, perché potrebbero espandere i loro servizi in tutta Europa in maniera più facile”, e meno costosa rispetto a quanto avviene attualmente con i fornitori di servizi di pagamento non Ue.

Cipollone ha ribadito le aspettative e le speranze della Bce sulle tempistiche delle prossime tappe. “Se per la fine del 2026 avremo in piedi la legislazione a quel punto pensiamo di essere in grado di costruire tutta la macchina entro la prima metà del 2027 e quindi, a settembre del 27, di cominciare una fase di sperimentazione, il ‘Pilot’. Per poi partire con il lancio effettivo nel 2029. Abbiamo bisogno di questo tempo per fare tre cose. Primo costruire la macchina operativa, poi organizzare il Pilot e, terzo, per comunicare con i legislatori e soprattutto cominciare a parlare con i cittadini – ha proseguito – e spiegare esattamente come funzionerà, quali saranno le caratteristiche e quali saranno i benefici”.

La Bce, ha rivendicato, è sempre stata una sostenitrice dell’importanza del contante nell’economia. “E’ estremamente semplice da usare, come tale è inclusivo e lo si può usare dovunque ed è il mezzo di pagamento offerto dalla Banca centrale dei cittadini per i pagamenti al dettaglio. Quindi è sicuro, senza alcun rischio associato. Il guaio è che sta diventando sempre meno utilizzabile nell’economia perché l’economia si muove sempre più su una sfera digitale, dove ovviamente il contante non può essere utilizzato”.

“Significa che se le persone non hanno una cosa equivalente al contante per pagare online, sono private di una possibilità di pagare con quello che è lo strumento offerto dalla Banca centrale. Quindi la moneta di tutti: è come discriminare contro la moneta pubblica”. E alla Bce, in base al mandato istituzionale “dobbiamo estendere una specie di contante digitale che possa avere le stesse funzioni del contante ma nello spazio digitale. Questa è la motivazione fondamentale – ha detto – poi associata a questa ce ne sono alcune altre”.

“L’euro digitale è importante per l’Europa, perché via via che si espande lo spazio digitale dei pagamenti” su questo spazio, data la non presenza di operatori europei “la dipendenza verso alcuni pochi importanti operatori stranieri, non europei, diventa profonda”, ha rilevato. “Noi non abbiamo nulla contro gli operatori stranieri che lavorino nell’area dell’euro. Il problema è che noi vorremmo che l’area dell’euro avesse una infrastruttura autonoma, indipendente, che non dipenda dalle decisioni degli altri. Non fosse altro che per un problema di resilienza”.

Autonomia, Calderoli: mai finita nell’armadio

Roma, 13 dic. (askanews) – “La domanda sull’autonomia toglie dall’armadio ciò che tutti pensavano fosse andata nell’armadio. Non c’è mai andata. E non c’è solo l’autonomia differenziata, stiamo facendo anche la riforma di tre statuti: Sicilia, Trentino, Friuli. Poi c’è anche l’autonomia differenziata, approvata nel 2024. Quattro regioni (Lombardia, Veneto, Piemonte e Liguria) hanno chiesto di attivare i negoziati e da un anno si sono avviati su Protezione civile, professioni, previdenza completementare integrativa e sanità”. Lo ha detto il ministro per l’Autonomia Roberto Calderoli ad Atreju.

“Il Sud, il centro in particolare – ha ricordato – era stato attirato dall’autonomia differenziata. Su 15 regioni a statuto ordinario, 14 hanno chiesto l’autonomia differenziata. Fino al febbraio 2023, fino a quando c’era Bonaccini in prima fila con il suo sottosegretario all’autonomia più autonomista di Zaia. Quando Schlein è diventata segretaria di partito, i quattro governatori di centrosinistra hanno ricevuto una telefonata in cui gli veniva ordinato di essere contrari e votare contro l’autonomia. Lo slogan che è passato è stato quello che l’autonomia spacca l’Italia. Io sostengo sia una responsabilizzazione. Come dice Zaia in certe regioni c’è bisogno di più Stato e in altre di più autonomia e dove non interviene la regione lo stato deve intervenire”.

Ucraina, Salvini: Ue boicotta pace, non disturbi colloqui

Milano, 13 dic. (askanews) – “L’Europa prima non c’era, ora mi sembra che stia boicottando il processo di pace, forse perchè Macron, Starmer e altri leader sono in difficoltà in casa loro e quindi devono portare all’esterno i problemi francesi e inglesi. Ma noi non siamo in guerra contro la Russia e non voglio che i miei figli entrino in guerra contro la Russia”. Lo ha detto il vicepremier e segretario della Lega Matteo Salvini, al termine di un evento della Lega Lombarda a Milano, aggingendo: “Quando c’è una potenza che ha 6000 testate nucleari, il dialogo di cui parla sempre papa Leone è la via maestra. Lasciamo che Trump Zelensky e Putin trovino un accordo senza disturbare questo percorso”.

E sull’invio di armi e la confisca degli asset russi, ribadisce: “Prudenza. C’è un tavolo faticosamente aperto grazie agli americani dove ucraini e russi dopo 4 anni di sangue sono tornati a parlarsi. Prudenza prima di parlare di armi, di missili, di confische di un patrimonio, perchè noi abbiamo più di 300 aziende in Russia e se tu cofischi i beni russi loro confiscano i beni degli italiani in russia… Fa bene il governo italiano a tenere una linea di prudenza. Spero che nel 2026 non ci sia più bisogno di armi: siamo parte fondante del governo, abbiamo semrpe difeso e sostenuto in tutte le maniere il popolo ucraino, con un tavolo di confronto aperto serve prudenza”, ha concluso.

Bielorussia, Lukashenko grazia 123 persone, tra cui il Nobel Ales Bialiatski

Roma, 13 dic. (askanews) – Il presidente bielorusso Il presidente bielorusso Alexander Lukashenko ha graziato 123 persone tra cui il premio Nobel per la pace Ales Bialiatski e la musicista e oppositrice del governo bielorusso Maria Kolesnikova, e cittadini stranieri provenienti da diversi Paesi e condannati per “spionaggio e reati legati al terrorismo ed estremismo”.

Bialiatski è un attivista bielorusso a capo del Viasna Human Rights Centre e fondatore del Partito Bpf. Lukashenko, che ha ricevuto a Minsk l’inviato di Donald Trump John Coale, ha preso la decisione “nell’ambito degli accordi raggiunti con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e su sua richiesta, nonché nell’interesse della stabilità europea”.

Sono inoltre state revocate le sanzioni statunitensi sul potassio prodotto dalla Bielorussia: “Seguendo le istruzioni del presidente Trump, noi, gli Stati Uniti, revocheremo le sanzioni sul potassio”, ha dichiarato John Coale, parlando alla stampa da Minsk in un video pubblicato su Telegram dall’account Poul Pervogo, vicino alla presidenza bielorussa.

Pirelli HangarBicocca: nelle Navate un cinema per Nan Goldin

Milano, 13 dic. (askanews) – Venerd 12 dicembre 2025 Pirelli HangarBicocca ha presentato una serata speciale nella mostra This Will Not End Well, la prima retrospettiva dedicata al lavoro di Nan Goldin come filmmaker. Lo spazio delle Navate si trasformato in un vero e proprio cinema dove stato proiettato il film Liberty’s Booty di Vivienne Dick del 1980 interpretato tra gli altri dalla stessa Nan Goldin: un’indagine sulle sex workers nell’economia tardo capitalista, narrata dal punto di vista femminile, nonch un documento e una celebrazione della sottocultura newyorkese alla fine degli anni Settanta, la stessa raccontata da Goldin nei suoi slideshow. Vivienne Dick regista di fama internazionale e figura chiave del movimento No Wave a New York alla fine degli anni Settanta.

Dopo la proiezione si tenuta una conversazione, moderata da Cristina Piccino, tra Nan Goldin e Vivienne Dick durante la quale le due artiste hanno rivelato come entrambe siano state d’ispirazione reciproca per la propria attivit.

Tennis, Alcaraz sfida Sinner: "Voglio vincere gli Australian Open"

Roma, 13 dic. (askanews) – “Il mio obiettivo per il 2026 è l’Australian Open”. Carlos Alcaraz ha lanciato il guanto di sfida a Jannik Sinner in vista di Melbourne, primo torneo slam che inizierà il prossimo 18 gennaio. Il numero uno del mondo lo ha ribadito nel corso di un avvenimento molto speciale per lui, la cerimonia del Premio al Merito Sportivo della Regione di Murcia. A casa sua, nella sua terra, in mezzo alla sua gente. Alcaraz è sempre stato orgogliosissimo di essere murciano, e dal palco, commosso, ha parlato di quelli che saranno i suoi obiettivi per il 2026. “Quello principale è vincere in Australia, e il bello e il brutto di tutto questo è che si tratta del primo torneo dell’anno. Per questo sto affrontando l’off season con grande entusiasmo, per arrivare a Melbourne al massimo della forma”. Naturale, che “l’happy slam” sia il grande obiettivo di Alcaraz per il prossimo anno. L’Australian Open è infatti l’unico major che gli manca per completare un clamoroso career slam a nemmeno 23 anni compiuti, e in più una sua vittoria alla Rod Laver Arena significherebbe detronizzare Jannik Sinner, due volte vincitore a Melbourne, e accumulare punti importantissimi per la corsa al n.1 contro l’azzurro, visto che poi il fuoriclasse italiano, dopo lo slam, avrà tre mesi dove non dovrà difendere nulla, data la sospensione decisa con la Wada nei primi mesi del 2025.

Fumarola: ora patto sociale, serve dialogo e non alzare decibel

Roma, 13 dic. (askanews) – Dopo la manifestazione della Uil il 29 novembre e lo sciopero generale ieri della Cgil, oggi a scendere in piazza sulla manovra è stata la Cisl. Ognuno per conto proprio; modi diversi di intendere il sindacato, anche nel rapporto con il Governo; parole d’ordine e, soprattutto, prospettive agli antipodi. L’unità tra le tre confederazioni appare una chimera. In questa “fase complicata”, la strada del conflitto scelta dalla Cgil non convince la Cisl e nemmeno la Uil di Pierpaolo Bombardieri, che pure per molti mesi è andata a braccetto con l’organizzazione guidata da Maurizio Landini.

Il sindacato guidato da Daniela Fumarola ha indetto la sua manifestazione nazionale per “migliorare” la legge di bilancio e lanciare un nuovo patto sociale, un accordo della responsabilità su obiettivi condivisi. In particolare su salari, tutele nel mercato del lavoro, pensioni, scuola, ricerca e partecipazione.

“Serve una visione comune che unisca chi vuole evitare che l’incertezza si trasformi in rassegnazione – ha detto Fumarola – un Paese che si arrende alla paura non cresce: si divide. Serve un grande accordo fondato su partecipazione, nuova e agile concertazione, corresponsabilità, per unire le migliori energie. In un tempo in cui tanti strappano, noi vogliamo cucire. In un tempo in cui tanti dividono, noi vogliamo unire. In un tempo in cui tanti urlano no a tutto, noi vogliamo costruire dei sì concreti”.

Al Governo, la numero uno della Cisl ha chiesto di rifinanziare il fondo delle legge 76 sulla partecipazione ed estendere la defiscalizzazione della contrattazione di primo livello ai salari fino a 38mila euro. “Chiediamo un dialogo strutturato con il Governo – ha affermato – continuiamo a chiedere a tutte le forze sociali e imprenditoriali e allo stesso esecutivo di sedersi intorno a un tavolo e fissare obiettivi che devono traguardare il nostro Paese verso un futuro migliore. Il metodo del confronto va consolidato, non usato a corrente alternata. Apriamo una stagione di concertazione nuova per trovare soluzioni e decidere insieme”.

Infine, l’invito rivolto alle altre due confederazioni: “Possiamo avere culture, storie e linguaggi diversi. Ma il Paese ha bisogno che sul terreno dei contenuti, degli obiettivi e delle proposte a vincere sia la concretezza. Alla gara a chi urla di più, certo noi non abbiamo mai partecipato e mai parteciperemo”.

Secondo Fumarola serve “un sindacato forte, autonomo, riformista, capace di contrattare, negoziare e ottenere risultati. Noi non siamo il sindacato che si specchia nei cortei e si dimentica dei contratti. Noi siamo liberi, ci assumiamo la responsabilità di fare scelte anche scomode. Siamo il sindacato del riformismo, quello che preferisce una conquista vera a cento comunicati stampa – ha aggiunto – che preferisce un tavolo in più e uno striscione in meno. Il nostro mestiere non è incendiare i luoghi di lavoro: è difenderli, migliorarli. Rispettiamo le altre posizioni sindacali, ma pretendiamo rispetto vero. Chiediamo che si smetta di pensare che fa sul serio solo chi alza i decibel, mostra i denti e affossa i negoziati”.

(Tante) Fotografie per fermare la polvere d’oro che la vita

Milano, 13 dic. (askanews) – Una vita in 1200 fotografie, testimonianza di un intellettuale curioso, sempre in movimento, consapevole dell’impermanenza di ogni cosa. La Triennale Milano dedica a Ettore Sottsass la mostra “Mise en scne”, ricchissima raccolta di immagini del designer, scrittore e artista, curata anche dalla compagna Barbara Radice. “C’ questo senso del tempo che passa e va e va – ha detto ad askanews – forse ce l’abbiamo tutti. E poi c’ quella che lui chiama polvere d’oro, che la vita: allora lui voleva in qualche modo fermare la clessidra del tempo, cio un modo di dire per dire che voleva riuscire a fissare qualche cosa di quello che stava passando”.

Fissare i momenti, in qualche modo salvarli, ma anche, in un altro, ammettere che si pu solo accettare il flusso e lasciarsi trasportare, cercando nel frattempo di tenere gli occhi, o l’obiettivo della macchina fotografica, bene aperti. ” una storia sociale degli artisti e degli intellettuali degli ultimi trent’anni – ha aggiunto Stefano Boeri, presidente della Triennale – ma anche la storia di come una piccola Leica pu aver anticipato quello che oggi facciamo normalmente per accumulare in modo compulsivo le immagini sul nostro cellulare, ma al contempo una mirabile esplorazione di mondi sociali e geografici”.

La mostra, che molto intima, ma anche traversale a sufficienza da restituire forte la sensazione di intelligenza mobile di Sottsass, curata anche da Micaela Sessa, con l’art direction di Christoph Radl. E la semplicit dell’allestimento gioca un ruolo importante. “Niente cornici – ci ha detto – solo puntine da disegno e poi questa specie di continuit di racconto e mescolare, per esempio, Mick Jagger con il muratore di Filicudi”.

“Penso che non poteva essere diverso, proprio un racconto – ha aggiunto Barbara Radice a proposito dell’allestimento – mi piacciono molto anche queste foto grandi, questo tempio di Kanchipuram, credo, nel Tamil Nadu dove sembra di poter entrare, se cammini verso il tempio”. Insomma, un viaggio, di questo si ragiona e questo, probabilmente, stata sempre la vita di Ettore Sottsass, sia quando girava il mondo sia quando si fermava per raccontarlo nei suoi tanti modi.

Juventus, direttorio Exor respinge all’unanimità offerta Tether

Roma, 13 dic. (askanews) – Il direttorio di Exor “ha respinto all’unanimità l’offerta non sollecitata da parte di Teher investment per acquisire l’intero capitale della Juventus Football Club”. Lo si legge in un comunicato pubblicato da Exor. La holding “ribadisce le sue precedenti comunicazioni sul fatto che non ha intenzione di vendere alcuna delle sue quote sulla Juventus ad alcuna terza parti, incluso ma non solo alla Tether che ha sede a El Salvador”. “La Juventus – prosegue il comunicato – è uno storico club di successo, di cui Exor e la famiglia Agnelli sono orgogliosamente azionisti in maniera stabile da oltre un secolo. E restano pienamente impegnati verso la squadra, a supporto del nuovo management a favore dell’attuazione di una chiara strategia per portare a risultati solidi, sia dentro che fuori dal campo”.

Ucraina, Salvini: su aiuti militari chiediamo discontinuità. Sugli asset russi l’Ue scherza col fuoco

Milano, 13 dic. (askanews) – Confiscare gli asset russi “personalmente lo ritengo un azzardo e un’imprudenza e bene ha fatto il governo italiano a mettere i puntini sulle ‘I’, perché appunto siamo in un libero mercato, non siamo in guerra contro la Russia”. Lo ha detto il vicepremier Matteo Salvini arrivando ad un evento della Lega Lombarda a Milano, a proposito delle puntualizzazioni del governo italiano sul congelamento indeterminato degli asset russi.

“Confiscare beni, soldi e negozi ha come controindicazione che i russi faranno altrettanto. Io ricordo che noi abbiamo 314 aziende italiane in Russia che fanno fatturato e che danno lavoro, quindi – ha aggiunto – mi sembra che a Bruxelles qualcuno stia scherzando col fuoco”.

Sull’invio di altri aiuti militari all’Ucraina “noi chiediamo una discontinuità rispetto agli anni passati, perché ci sono due novità: un tavolo di trattative aperto grazie a Trump, magari boicottato da qualcuno in Europa, e una corruzione dilagante in Ucraina. Quindi è chiaro che noi continuiamo a sostenere un popolo in guerra, però chiediamo prudenza, accortezza, responsabilità e sono convinto che saremo ascoltati”, ha ribadito il vicepremier e segretario della Lega Matteo Salvini, riguardo al decreto per gli aiuti all’Ucraina che il governo dovrà licenziare entro l’anno.

Bce, Cipollone: "Oro tornato di moda", riserve globali ai massimi

Roma, 13 dic. (askanews) – “L’oro è tornato di moda”. E negli ultimi anni gli acquisti di oro da parte delle Banche centrali sono aumentati al punto che il livello complessivo delle loro riserve, a 36.000 tonnellate, “è quasi il massimo che hanno avuto nel momento in cui esisteva la convertibilità” tra banconote e oro. Lo ha rilevato Piero Cipollone, componente del Comitato esecutivo della Banca centrale europea intervistato oggi ad Atreju.

Una presenza inconsueta, quella di un banchiere centrale all’evento di un partito politico. Cipollone, che a meno di una settimana dal Consiglio ditrettivo della Bce non può rilasciare dichiarazioni attinenti alla politica monetaria, è venuto per spiegare il progetto dell’euro digitale su cui la Bce sta cercando di accelerare i temi, pressando il Parlamento europeo per l’adozione di una legge che lo autorizzi.

A fine intervista gli è stata rivolta una domanda sul tema delle riserve di oro della Banca d’Italia, dopo il dibattito innescato da emendamento presentato alla manovra di Bilancio. Cipollone non è entrato nello specifico di queste vicende, ma ha fatto un discorso più generale.

“Le riserve auree hanno un fondamento storico importante”, ha spiegato, risalente “a quando c’era la convertibilità” tra banconote e oro. “Servivano come riserva rispetto alle banconote perché uno poteva, in teoria, andare presso una Banca centrale dare la banconote” e ricevere oro. “Ovviamente il mondo è cambiato da allora, è cambiato moltissimo e questa convertibilità i paesi l’hanno abolita perché siamo passati a quella che è chiamata la moneta ‘fiat'”. Ora “la credibilità del valore della moneta è affidata alla credibilità della Banca centrale nell’essere capace di controllare i prezzi”.

“Oggi è questo che dà fiducia nella moneta. Però, una eco di questa convertibilità è rimasta, nel senso che l’oro e le altre valute servono come riserva di valore contro tutta una serie di rischi importanti”.

“Recentemente – ha raccontato Cipollone – abbiamo fatto un una indagine con le banche centrali per capire perché stiano in questo momento comprando così tanto oro. E le Banche centrali ci hanno risposto che la prima preoccupazione è che può essere una difesa contro l’inflazione, ma anche contro i rischi nei mercati finanziari. In ogni caso le riserve sono una garanzia della capacità del paese di far fronte a possibili shock esterni”.

“E abbiamo visto che, soprattutto recentemente, c’è stata una grande passione delle banche centrali nell’acquisto” di oro. Normalmente compravano fra 400 e le 600 tonnellate l’anno di oro. Negli ultimi tre anni questo livello si è quasi raddoppiato: ne comprano circa 1000 tonnellate l’anno. E oggi le banche centrali hanno così tanto oro, credo 36.000 tonnellate, che è quasi il massimo che hanno avuto nel momento in cui esisteva la convertibilità. Quindi – ha concluso Cipollone – in qualche modo l’oro è tornato di moda”.

Salvini: bene governo italiano su asset russi, Ue scherza col fuoco

Milano, 13 dic. (askanews) – Confiscare gli asset russi “personalmente lo ritengo un azzardo e un’imprudenza e bene ha fatto il governo italiano a mettere i puntini sulle ‘I’, perché appunto siamo in un libero mercato, non siamo in guerra contro la Russia”. Lo ha detto il vicepremier Matteo Salvini arrivando ad un evento della Lega Lombarda a Milano, a proposito delle puntualizzazioni del governo italiano sul congelamento indeterminato degli asset russi.

“Confiscare beni, soldi e negozi ha come controindicazione che i russi faranno altrettanto. Io ricordo che noi abbiamo 314 aziende italiane in Russia che fanno fatturato e che danno lavoro, quindi – ha aggiunto – mi sembra che a Bruxelles qualcuno stia scherzando col fuoco”.

Bonelli (AVS): importante che i palestinesi non si dividano

Milano, 13 dic. (askanews) – “La cosa pi importante in questo momento che i palestinesi non si dividano”. Lo ha detto Angelo Bonelli, parlamentare di AVS e co-portavoce di Europa Verde, a margine dell’incontro con il presidente dell’Autorit nazionale palestinese Mahmud Abbas – Abu Mazen. Bonelli ha anche sottolineato che il “genocidio” da parte di Israele sulla popolazione palestinese sta andando avanti.

Conte incontra Abu Mazen: processo di pace non sia solo facciata

Roma, 13 dic. (askanews) – Il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte ha incontrato Mahmud Abbas, in Italia chimato ancora Abu Mazen, presidente dell’Autorit nazionale palestinese. “Il processo di pace a Gaza – ha detto Conte – non sia solo di facciat, noi siamo realmente per la politiche dei due popoli e due Stati”.

Sci, Goggia terza a St. Moritz: "E’ stata una prova solida"

Roma, 13 dic. (askanews) – Sofia Goggia torna per l’ottava volta sul podio di St.Moritz: il terzo posto nella discesa odierna permette alla bergamasca di toccare quota 63 presenze tra le top3 nel massimo circuito e ventiquattro ore dopo il quarto posto di venerdì le sensazioni sono diverse.

“Sono contenta per come ho sciato e per l’atteggiamento, avevo più confidenza nelle gambe. Peccato per la lunga curva verso destra nel finale, sono entrata veloce ma non sono riuscita ad invertire bene. Mi sono ritrovata bassissima: sono comunque soddisfatta della prestazione e del podio. Mi fa piacere essere così migliorata: è stata una prova solida”.

L’obiettivo ora è crescere giorno dopo giorno. “La gara di ieri mi è servita anche per ritrovare fiducia dopo diverse settimane in cui non mi allenavo in discesa. Negli ultimi due mesi in pratica ho potuto fare solo gigante, viste che le condizioni in Nord America non consentivano di fare training in discesa. E’ una specialità che richiede molto ed oggi giro che ho fatto qui e che farò nelle prossime giornate mi consentirà di costruire la mia sciata al top anche in questa disciplina Qui a St. Moritz ho avuto la possibilità di fare una bella prova mercoledì, giovedì ho preferito non spingere viste le condizioni. Tra ieri e oggi si sono già visti miglioramenti: serviva rodaggio”.

Lindsey Vonn oggi è più vicina. “E’ sempre bello vedere in gara Lindsey Vonn: una campionessa del genere aiuta tutti noi ad alzare l’asticella, è uno stimolo in più. L’anno scorso ad ottobre si vociferava del rientro di Lindsey, l’ho chiamata e le ho detto che sarebbe stato un sogno tornare sul podio insieme. Mi ha detto di tenercelo come obiettivo ed oggi ci siamo arrivate. E’ bello essere sul podio insieme, ma entrambe vogliamo vincere”.

Cresce anche Laura Pirovano, sesta nella seconda discesa dopo l’ottavo posto di venerdì: “Un po’ meglio rispetto a ieri, sono riuscita ad attaccare di più. Peccato per un errore nella parte bassa che mi è costato un po’; ora aspettiamo questo primo SuperG: l’obiettivo è interpretare al meglio la tracciatura”.

Sci, Sofia Goggia terza nella discesa di St. Moritz

Roma, 13 dic. (askanews) – E’ arrivato il primo podio stagionale – il 63° in carriera – per l’azzurra Sofia Goggia, terza in 1.30.79 nella seconda discesa di St. Moritz. Subito davanti a lei, sul secondo gradino del podio dopo lo strepitoso successo di ieri, la straordinaria Lindsey Vonn in 1.30.74. La vittoria – la terza in carriera per una ragazza di grande talento e di soli 22 anni – è andata alla tedesca Emma Aicher in 1.30.50. Per l’Italia – ancora con condizioni meteo e di neve perfette – c’è ancora la bella prova della trentina Laura Pirovano 6^ in 1.31.26. Più indietro Roberta Melesi in 1.32.23, Elena Curtoni in 1.32.50 , Nicol Delago in 1.32.69 e sua sorella Nadia in 1.32.778. Domenica la tappa di St. Moritz si chiude con il superG, altra grande occasione per Sofia Goggia, Elena Curtoni e le altre ragazze jet azzurre.

Parma Food Valley all’Onu, prodotti a 250 corrispondenti

Bologna, 13 dic. (askanews) – La Parma Food Valley protagonista all’ONU con una vetrina d’eccezione durante la 29esima edizione degli UNCA Awards a New York, dove Fondazione Parma UNESCO Creative City of Gastronomy ha servito agli ospiti i prodotti delle 6 filiere d’eccellenza: Prosciutto di Parma, Parmigiano Reggiano, alici, latte, pasta e pomodoro. L’evento è stato ospitato nello storico palazzo di vetro di New York per celebrare gli 80 anni dell’ONU e ha visto la partecipazione dell’attore Javier Bardem, premiato “Cittadino globale dell’anno”.

“Rappresentare la Parma Food Valley all’ONU è stato un grandissimo onore – ha dichiarato Alessandra Foppiano, portavoce di Fondazione ed executive manager di Parma Alimentare -. Abbiamo accolto con grande piacere l’invito della giornalista Valeria Robecco, in un evento che rappresenta perfettamente il focus di Fondazione: promuovere il territorio anche e soprattutto a livello internazionale”.

L’evento ha rappresentato l’occasione per celebrare la recente nomina della Cucina Italiana a patrimonio culturale immateriale Unesco, candidatura che Fondazione ha sempre sostenuto dal 2020. “Non posso che gioire per la nomina – ha proseguito Foppiano – La cucina è l’anima viva di una cultura che unisce territori, saperi e persone e in questo scenario le filiere agroalimentari di Parma sono un pilastro fondamentale”.

Il fatturato delle 6 filiere nel 2024 è stato di 11,5 miliardi di euro, di cui 5,1 derivanti dall’export. L’alimentare parmense rappresenta il 5% dell’intero valore italiano, con Parma al terzo posto sulle 110 province italiane per fatturato export alimentare.

Energia, Cattaneo (Enel): incentivare solo ciò che genera valore e Pil

Roma, 13 dic. (askanews) – “Non ripetere gli errori del passato e incentivare solo ciò che genera valore e Pil”. Secondo, “dare energia a costo più basso alle imprese” Tarzo, “fare investimenti sugli impianti, che possono essere potenziati”, ad esempio l’idroelettrico: è la ricetta per contenere i costi dell’energia spiegata da Flavio Cattaneo, amministratore delegato di Enel durante un intervento ad un dibattito ad Atreju.

“Enel – ha ricordato – oggi ha una quota di produzione di poco superiore al 10% dell’energia in Italia. Per individuare soluzioni al problema del prezzo dell’energia dobbiamo ragionare senza demagogia e fare alcune distinzioni”.

“È vero che ci sono settori energivori a rischio di delocalizzazione, e vanno aiutati, perché per loro l’energia rappresenta il 30/35% dei costi, ma si tratta di aziende che pagano il prezzo all’ingrosso. Per le famiglie, grazie al costo delle reti che è una voce della bolletta che in Italia è più bassa, la differenza con gli altri paesi europei è contenuta. Va capito cosa è successo ai prezzi – ha proseguito il manager -: fino al 2015 la differenza tra Italia e Spagna era di 25/30 euro al megawattora, poi per un quinquennio il prezzo si è allineato, fino al 2020, quando il divario si è accentuato”.

“Questo è successo perché tra il 2015 e il 2020 il gas costava tra 16 e 18 euro e l’Ets era molto inferiore al prezzo attuale; poi entrambe queste voci sono cresciute. Dove va fatta una scelta allora? Dobbiamo agire su tre leve – ha detto Cattaneo -: non ripetere gli errori del passato e incentivare solo ciò che genera valore e Pil; dare energia a costo più basso alle imprese, con misure importanti come quelle messe in campo dal Governo; fare investimenti sugli impianti, che possono essere potenziati, come ad esempio nel settore idroelettrico”.

M.O., Schlein incontra Abu Mazen: per parlare di pace serve riconoscimento Palestina

Roma, 13 dic. (askanews) – “Tutte le parti devono rispettare quell’accordo, ma non si potrà parlare di pace finché non ci sarà un pieno riconoscimento dello stato palestinese”. Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein dopo l’incontro con Abu Mazen.

“E’ stato un incontro molto positivo – ha spiegato – per ribadire tutto il supporto del Pd al popolo palestinese e alla sofferenza che ha ingiustamente subito. La prima questione è l’autodeterminazione del popolo palestinese senza cui non ci può essere la pace”.

Poi, ha aggiunto la Schlein, “altra questione affrontata è la situazione umanitaria: non arrivano ancora tutti gli aiuti umanitari indispensabili alla popolazione palestinese. Serve anche porre fine alle occupazioni illegali in Cisgiordania. Sono passi necessari per cui tutta la comunità internazionale e il governo italiano devono fare la loro parte”.

Le Olimpiadi al polso, due modelli a cinque cerchi per Swatch

Milano, 13 dic. (askanews) – Due nuovi modelli per essere parte dei Giochi Olimpici invernali di Milano Cortina 2026: Swatch ha lanciato i suoi orologi per la festa a cinque cerchi che l’Italia sta per vivere. E come per le tante aziende coinvolte, anche per la maison svizzera le Olimpiadi sono sempre un grande palcoscenico. “Per Swatch – ha detto ad askanews Carlo Giordanetti, CEO dello Swatch Art Peace Hotel Shanghai – grazie al fatto che Omega il timekeeper ufficiale dei giochi olimpici ormai dal 1932, diciamo che un bell’esercizio entrare nel mondo degli olimpici con degli orologi che sono anche al polso dei volontari, che sono una delle forze importanti della struttura olimpica”.

I due orologi olimpici li abbiamo scoperti nello store Swatch di Corso Vittorio Emanuele II nel capoluogo lombardo. “Per Milano-Cortina – ha aggiunto il manager – abbiamo pensato innanzitutto, ovviamente, a un cronografo, perch siamo nel mondo dello sport e perch Swatch forse il marchio che pi di altri ha tanti cronografi all’interno del suo mondo. In particolare poi per il mercato italiano un orologio che parla molto, un orologio bello che si esprime, che racconta di essere dinamico, che racconta di essere sportivo anche se poi magari come me non lo sei, ma comunque un orologio che comunica emozioni, quindi il cronografo era fondamentale per noi”.

Sportivo e con un piacevole mix di bianco e colore, il cronografo “Snowy Slopes” dialoga con un modello che vira sul blu, il “Chasing Peaks”. “Accanto al cronografo quasi direi come opposto, mi viene da dire – ha concluso Giordanetti – abbiamo un Gent, quindi quello Swatch che diventato un’icona a partire dal 1983, che tutti riconoscono come uno Swatch per la sua forma, per la sua dimensione, per i suoi dettagli e anche in questo caso forse la cosa che lo distingue maggiormente l’utilizzo del numero 26, quindi naturalmente il 2026, esattamente naturalmente come nella grafica delle Olimpiadi, proprio al centro del quadrante”.

In attesa di viverle, queste Olimpiadi italiane che arrivano vent’anni dopo Torino, si possono per ora gi mettere al polso e, volendo, usare anche per scandire il tempo che ci separa dall’inizio delle gare.

Ucraina, Lega: su dl ci attendiamo cambiamenti, governo non rischia

Roma, 13 dic. (askanews) – “In merito ad un eventuale rinnovo del decreto per l’invio di armi all’Ucraina la posizione della Lega è molto semplice: abbiamo sempre appoggiato le decisioni del Governo senza rinunciare ad esprimere le nostre idee e, come detto già l’anno scorso, la Lega non voterà una semplice ennesima riproposizione del vecchio decreto armi. Ci attendiamo un cambiamento che ravvisi una discontinuità che tenga conto della situazione attuale e dei negoziati in corso”. Lo afferma in una nota il senatore della Lega, Claudio Borghi.

“Nessuna intenzione di mettere a rischio un Governo che con la sua stabilità è l’unica salvezza per l’Italia in uno scenario mondiale pericolosissimo: si tratta di una semplice richiesta di buonsenso, peraltro diffusissima fra i cittadini, solida e ben motivata. La Lega, come tantissimi italiani, vuole solo la pace e le idee belliciste della Ue, prima dell’intervento di Trump, hanno fatto di tutto per allontanare la fine delle ostilità anziché avvicinarla”, conclude.

L’appello del Papa: la pace è il dovere che unisce l’umanità

Roma, 13 dic. (askanews) – “Rievoco con voi l’accorato appello che San Paolo VI rivolse all’Assemblea delle Nazioni Unite esattamente sessant’anni fa. Quel che unisce gli uomini, notava il mio venerato Predecessore, è un patto suggellato ‘con un giuramento che deve cambiare la storia futura del mondo: non più la guerra, non più la guerra! La pace, la pace deve guidare le sorti dei Popoli e dell’intera umanità!’. Sì, la pace è il dovere che unisce l’umanità in una comune ricerca di giustizia”. Così Papa Leone XIV ricevendo in udienza in Vaticano i partecipanti al Giubileo della Diplomazia Italiana.

“La pace è l’intento che dalla notte di Natale accompagna tutta la vita di Cristo, fino alla sua Pasqua di morte e risurrezione. La pace è il bene definitivo ed eterno, che speriamo per tutti. Al fine di custodire e promuovere la pace vera, siate dunque uomini e donne di dialogo, sapienti nel leggere i segni dei tempi secondo quel codice dell’umanesimo cristiano che sta alla base della cultura italiana ed europea”, ha concluso Prevost.

Il Wall Street Journal: blitz di forze militari Usa su una nave cargo in viaggio dalla Cina all’Iran

Roma, 13 dic. (askanews) – Una squadra di forze speciali statunitensi avrebbe effettuato un raid su una nave cargo in viaggio dalla Cina all’Iran nell’Oceano Indiano il mese scorso: lo rivela il Wall Street Journal, che cita funzionari statunitensi sotto condizione di anonimato, i quali precisano che sarebbero stati sequestrati articoli di natura militare. I militari statunitensi sarebbero saliti a bordo della nave a diverse centinaia di miglia dallo Sri Lanka.

Il carico consisteva in componenti potenzialmente utili per le armi convenzionali iraniane, secondo le fonti; la spedizione è stata distrutta e alla nave è stato poi permesso di proseguire.

Bollette, Scornajenchi (Snam): ecco come potranno calare i prezzi

Roma, 13 dic. (askanews) – In Italia i prezzi delle bollette dell’energia scenderanno “se saremo in grado di diversificare e di guardare senza paura alle regole di sistema, che sono state definite trent’anni fa e che oggi, forse, non sono più attuali. E va dato merito a questo governo di aver posto al centro della discussione un ragionamento su queste regole”. Lo ha affermato l’amministatore delegato di Snam, Agostino Scornajenchi, intervendo ad un dibattito ad Atreju. Se così sarà “si” le bollette scenderanno, “altrimenti no”, ha avvertito.

La Russia attacca "Ursula Pfizer": vuole rubare le riserve sovrane russe, ci saranno conseguenze

Roma, 13 dic. (askanews) – I tentativi della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen di sequestrare i beni statali congelati della Russia minano il sistema finanziario globale: lo ha affermato Kirill Dmitriev, ceo del Fondo russo per gli investimenti diretti russi e inviato speciale di Putin, dopo che i paesi dell’Ue hanno concordato di congelare i beni della Russia a tempo indeterminato.

“La burocrate non eletta dell’Ue Ursula ‘Pfizer’ von der Leyen cerca di rubare le riserve sovrane russe, minando l’intero sistema finanziario globale guidato dagli Stati Uniti. Forse ha ricevuto troppi booster dalla Pfizer”, ha scritto Dmitriev su X, ironizzando sui rapporti con il colosso farmaceutico Pfizer della presidente della Commissione Ue. “I funzionari dell’Ue dovranno affrontare le conseguenze dei loro tentativi illegali di rubare i beni russi”, ha affermato ancora Dmitriev, commentando un articolo di Politico sulla decisione dell’Italia di sostenere il Belgio nella sua resistenza al piano dell’esecutivo dell’Ue di consegnare i fondi russi sequestrati all’Ucraina.

“L’Italia dice no al piano sconsiderato dell’Ue di utilizzare, rubare le riserve russe. Non si tratta solo della Russia: si tratta di distruggere la fiducia nel sistema globale delle riserve, nello stato di diritto e nella credibilità finanziaria dell’Europa. I burocrati dell’Ue in preda al panico dovranno affrontare le conseguenze delle loro azioni illegali”, ha affermato Dmitriev.

Energia, Orsini (Confindustria): problema di sicurezza nazionale

Roma, 13 dic. (askanews) – “L’energia è un problema di sicurezza nazionale, di salvaguardia nazionale delle imprese. Dobbiamo rimanere competitivi: e uno degli elementi più importanti e ovviamente l’energia. E’ ovvio che questo è un tema di attrazione e per mantenere le imprese”. Lo ha affermato il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini intervenendo ad un dibattito ad Atreju.

“Diventa per forza un problema di sicurezza nazionale e quindi è ovvio che, anche qui, quello che stiamo dicendo con forza è che serve costruire un percorso per incrementare le forze, con un mix energetico. Ricordiamoci – ha detto – che ancora oggi noi abbiamo 130 GW da mettere a terra e che ancora i comuni stanno aspettando e non ci danno le concessioni per fare nuovi impianti. Se dall’altra parte abbiamo necessità di energie, e stiamo aspettando di mettere a terra le fonti rinnovabili, credo che sia un problema, che non si è ancora capito dove si vuole arrivare”.

“E anche vero che noi dobbiamo prendere atto che oggi serve avere una politica industriale italiana per il percorso dell’energia, perché senno noi saremo fuori mercato. Oggi non è solo un problema europeo, ma è un problema internazionale perché con un’Europa che purtroppo non sta facendo l’Europa del mercato unico, delle energie, per noi diventerebbe un problema. E noi dobbiamo risolverlo velocemente”, ha concluso.

Abi: a novembre prestiti bancari +1,9% annuo, il livello più elevato da fine 2022

Roma, 13 dic. (askanews) – Si è rafforzata a novembre la dinamica della crescita dei prestiti bancari in Italia, mentre sui tassi di interesse l’andamento è risultato sostanzialmente stabile, con un calo a favore delle imprese. E’ la fotografia che emerge dall’ultimo rapporto mensile dell’Abi.

Secondo i calcoli dell’associazione bancaria, l’ammontare dei prestiti a imprese e famiglie a novembre è cresciuto dell’1,9% su base annua, il livello più elevato da fine 2022, secondo l’associazione, e più di quanto era cresciuto ad ottobre (+1,7%), quando i prestiti alle famiglie erano cresciuti del 2,2% e quelli alle imprese dell’1,2%.

Per le famiglie, osserva l’Abi, è l’undicesimo mese consecutivo in cui si è registrato un incremento e per le imprese è il quinto mese consecutivo in cui sono cresciuti i finanziamenti.

Sempre a novembre 2025 il tasso medio sulle nuove operazioni per l’acquisto di abitazioni, i mutui, si è limato al 3,30%, dal 3,31% del mese precedente. Il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese è calato al 3,44%, rispetto al 3,52% nel mese precedente. Il tasso medio sul totale dei prestiti (quindi sottoscritti negli anni) è stato il 3,96%, come nel mese precedente, dice l’Abi.

Nel frattempo il tasso praticato sui nuovi depositi a durata prestabilita (cioè certificati di deposito e depositi vincolati) a novembre 2025 è stato il 2,14%. A ottobre tale tasso era in Italia superiore a quello medio dell’area dell’euro (Italia 2,08%; area dell’euro 1,88%). Il rendimento delle nuove emissioni di obbligazioni bancarie a tasso fisso a novembre 2025 è stato il 2,42%, con un incremento di 111 punti base rispetto a giugno 2022 quando era l’1,31%. A novembre 2025 il tasso medio sul totale dei depositi (certificati di deposito, depositi a risparmio e conti correnti), è stato lo 0,63%, come nel mese precedente. Il tasso sui conti correnti è rimasto invariato allo 0,28%.

Sempre secondo l’Abi, la raccolta indiretta, cioè gli investimenti in titoli custoditi presso le banche, ha presentato un incremento di 98,6 miliardi tra ottobre 2024 e ottobre 2025 (30,8 miliardi famiglie, 18,9 miliardi imprese e il restante agli altri settori, imprese finanziarie, assicurazioni, pubblica amministrazione). La raccolta diretta complessiva (depositi da clientela residente e obbligazioni) a novembre 2025 è risultata in aumento del 2,4% su base annua, proseguendo la dinamica positiva registrata da inizio 2024.

A novembre 2025 i depositi, nelle varie forme, sono cresciuti del 2,4% su base annua (+2,7% il mese precedente). Infine, riporta ancora l’associazione, la raccolta a medio e lungo termine, tramite obbligazioni, a novembre 2025 è aumentata del 2,5% rispetto ad un anno prima (+4,1% nel mese precedente).

Caso Albanese, Valditara: no indottrinamento nelle scuole, non mi lascio intimidire

Roma, 13 dic. (askanews) – “Se siamo veri democratici, se amiamo veramente la Costituzione, non possiamo dividerci: le scuole non sono e non dovranno mai essere luoghi di indottrinamento, di propaganda politica, devono abituare lo studente allo spirito critico, al confronto plurale. La scuola delle dittature impone una visione e dice ‘sei obbligato ad accettarla senza nessun confronto’. A leggere alcune reazioni di ieri, temo ci sia ancora una mentalità totalitaria in alcuni esponenti dell’opposizione: quando mi si contesta il fatto che io voglia fare chiarezza se effettivamente Francesca Albanese durante più lezioni curriculari, cioè lezioni obbligatorie, abbia veramente detto che questo governo è costituito da fascisti, è complice di genocidio e abbia veramente incitato ad occupare le scuole, se mi si contesta la necessità di fare chiarezza su un punto dirimente per quanto riguarda la correttezza della formazione dei nostri giovani, vuol dire che non si ha maturità democratica”. Così il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, intervenendo a Roma ad Atreju è tornato sul caso delle ispezioni inviate in alcune scuole in Toscana dove ha tenuto degli incontri la relatrice speciale dell’Onu per i territori palestinesi occupati Francesca Albanese.

“Il ministro – ha proseguito – non si lascia intimidire da nessuno, ha il dovere di far sì che la legge, la Costituzione, il pluralismo vengano rispettati e nelle scuole non si faccia propaganda o indottrinamento. Dopodichè, io non parto con alcun pregiudizio, accerteranno gli ispettori e vedranno se eventualmente si sono violate alcune regole e se c’è una responsabilità degli organi scolastici”, ha concluso Valditara.

Ancora scontri Cambogia-Thailandia, nonostante l’annuncio di Trump della tregua

Roma, 13 dic. (askanews) – I combattimenti tra le forze thailandesi e cambogiane sono continuati nelle prime ore di sabato, dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che i due paesi hanno concordato un cessate il fuoco. Lo scrive la Bbc.

Il primo ministro thailandese Anutin Charnvirakul ha dichiarato di aver detto a Trump che un cessate il fuoco sarà possibile solo dopo che la Cambogia ritirerà tutte le sue forze e rimuoverà le mine antiuomo. La Thailandia continuerà a compiere azioni militari finché non avvertiremo più danni e minacce alla nostra terra e al nostro popolo. Voglio essere chiaro. Le nostre azioni di stamattina hanno già parlato” ha scritto il premier thailandese sui social.

Entrambe le parti hanno riferito di continui bombardamenti e scontri a fuoco oltre confine sabato.

Manovra, Fumarola: in piazza per unire e cambiare il domani

Roma, 13 dic. (askanews) – La Cisl oggi è in piazza per “cambiare il domani” e per dire “una cosa semplice: un tempo in cui tanti strappano, noi vogliamo cucire. In un tempo in cui tanti dividono, noi vogliamo unire”. Lo ha detto il segretario generale Daniela Fumarola concludendo la manifestazione in piazza Santi Apostoli.

“In un tempo in cui tanti urlano no a tutto – ha aggiunto – noi vogliamo costruire dei sì concreti per il lavoro, le famiglie e il Paese. Questa non è una piazza contro, ma è la piazza della responsabilità”.

Auto, Pichetto: "Togliere idiozia politica" di stop Ue motori termici

Roma, 13 dic. (askanews) – “Era ora!” sulla possibile revisione della messa al bando Ue dei motori endotermici dal 2035. “Io mi sono occupato in passato tanto di automotive. Si tratta di togliere quella che è stata un’idiozia politica”. Lo ha affermato il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin intervenendo ad un dibattito ad Atreju.

“L’idiozia politica – ha rimarcato – era quando un politico ha deciso lo strumento che doveva esserci 15 anni dopo. E che ha portato a uccidere o comunque massacrare quello che è il più grande sul sistema manifatturiero europeo”, l’auto.

Governo, A.Meloni: le priorità del 2026 saranno le riforme

Roma, 13 dic. (askanews) – “La parola chiave del 2026? Riforme”. Lo assicura la responsabile della segreteria politica Fdi, Arianna Meloni, in una intervista a Il Giornale. Questo perchè, spiega, “il segnale più importante lanciato dal governo è la stabilità, un valore che ha risvegliato l’Italia. La certezza economica è fondamentale e va assicurata con riforme solide. Non ha pagato quella lunga stagione con decine di partiti al governo che ha creato storture economiche. Gli elettori devono essere garantiti: dalle urne deve uscire vittorioso un governo e non un esecutivo scelto al ribasso dai partiti per trovare un punto in comune. Vogliamo evitare il rischio del passato, quando governi colabrodo svuotavano le casse dello Stato”.

“La nuova legge elettorale – continua Arianna Meloni – anticiperà il premierato, la madre di tutte le riforme. Significa che i partiti non potranno più sperare in intese dopo il voto. È un progetto chiaro che noi immaginiamo condotto da una coalizione di centrodestra che governa bene anche con un processo dialettico interno molto accentuato”.

“Immaginiamo – spiega Meloni – una legge per gli italiani che hanno il diritto di godere di certezza economica. Per capirci, oggi l’Italia è la nazione più stabile d’Europa. Per questo perseguiremo una regola netta: chi vince le elezioni governa per cinque anni. Basta davvero con l’ipotesi di governo tecnici che ci sono costati tantissimi soldi”.

La responsabile della segreteria politica di FdI sottolinea “il riconoscimento delle grandi agenzie di rating, compresa Moody’s, dopo anni di ostilità verso l’Italia. Anche il Fondo monetario internazionale e la presidente Bce Lagarde hanno preso ad esempio l’Italia sui conti pubblici. Oggi lo spread è a 67, mentre nel 2022 il governo si era insediato a quota 250. Abbiamo il record dell’attuazione del Pnrr, superato il Giappone nell’export. E i conti in ordine ci hanno consentito di abbassare le tasse ad aziende, lavoratori e famiglie”.

Sulle critiche della sinistra in merito alla legge elettorale dice: “La sinistra? Sono ottantadue partiti che non riescono neppure mettersi d’accordo sul come confrontarsi ad Atreju con la presidente del Consiglio. Per forza sono attaccati a questo sistema elettorale: dal 2008 non hanno più vinto le elezioni e sperano sempre che alle urne si verifichino le condizioni per un inciucio”.

Trump invia Witkoff a Berlino per incontrare Zelensky e i leader Ue

Roma, 13 dic. (askanews) – L’inviato speciale statunitense Steve Witkoff incontrerà il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e i leader europei riuniti a Berlino questo fine settimana: lo ha confermato la Casa Bianca. Il presidente Usa Donald Trump invia il suo inviato Steve Witkoff a Berlino questo fine settimana per incontrare Zelensky e i leader europei, riferiscono fonti ufficiali, mentre gli Stati Uniti fanno pressione sull’Ucraina per fare importanti concessioni alla Russia e porre fine alla guerra. Già ieri Bild aveva rivelato che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky sarà lunedì a Berlino per incontrare il cancelliere tedesco Friedrich Merz, mentre sono previsti colloqui nel cosiddetto formato E3 con i Paesi europei Germania, Gran Bretagna e Francia.

Intanto il presidente Usa ha rilanciato l’idea di creare una zona economica libera nel Donbass: “Funzionerebbe”, ha detto Trump durante un evento nello Studio Ovale. “Ora la situazione è molto complessa, ma (l’idea) funzionerebbe, e molte persone vogliono vederla funzionare”, ha dichiarato Trump. Il quotidiano statunitense Politico ha riferito venerdì che l’ultimo piano di pace dell’Ucraina “propone una ‘zona libera’
demilitarizzata nella regione del Donbass, dove gli interessi commerciali americani potrebbero operare”.

Abi, a novembre prestiti bancari +1,9% annuo, massimo 2 anni e mezzo

Roma, 13 dic. (askanews) – Si è rafforzata a novembre la dinamica della crescita dei prestiti bancari in Italia, mentre sui tassi di interesse l’andamento è risultato sostanzialmente stabile, con un calo a favore delle imprese. E’ la fotografia che emerge dall’ultimo rapporto mensile dell’Abi.

Secondo i calcoli dell’associazione bancaria, l’ammontare dei prestiti a imprese e famiglie a novembre è cresciuto dell’1,9% su base annua, il livello più elevato da fine 2022, secondo l’associazione, e più di quanto era cresciuto ad ottobre (+1,7%), quando i prestiti alle famiglie erano cresciuti del 2,2% e quelli alle imprese dell’1,2%.

Per le famiglie, osserva l’Abi, è l’undicesimo mese consecutivo in cui si è registrato un incremento e per le imprese è il quinto mese consecutivo in cui sono cresciuti i finanziamenti.

Sempre a novembre 2025 il tasso medio sulle nuove operazioni per l’acquisto di abitazioni, i mutui, si è limato al 3,30%, dal 3,31% del mese precedente. Il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese è calato al 3,44%, rispetto al 3,52% nel mese precedente. Il tasso medio sul totale dei prestiti (quindi sottoscritti negli anni) è stato il 3,96%, come nel mese precedente, dice l’Abi.

Nel frattempo il tasso praticato sui nuovi depositi a durata prestabilita (cioè certificati di deposito e depositi vincolati) a novembre 2025 è stato il 2,14%. A ottobre tale tasso era in Italia superiore a quello medio dell’area dell’euro (Italia 2,08%; area dell’euro 1,88%). Il rendimento delle nuove emissioni di obbligazioni bancarie a tasso fisso a novembre 2025 è stato il 2,42%, con un incremento di 111 punti base rispetto a giugno 2022 quando era l’1,31%. A novembre 2025 il tasso medio sul totale dei depositi (certificati di deposito, depositi a risparmio e conti correnti), è stato lo 0,63%, come nel mese precedente. Il tasso sui conti correnti è rimasto invariato allo 0,28%.

Sempre secondo l’Abi, la raccolta indiretta, cioè gli investimenti in titoli custoditi presso le banche, ha presentato un incremento di 98,6 miliardi tra ottobre 2024 e ottobre 2025 (30,8 miliardi famiglie, 18,9 miliardi imprese e il restante agli altri settori, imprese finanziarie, assicurazioni, pubblica amministrazione). La raccolta diretta complessiva (depositi da clientela residente e obbligazioni) a novembre 2025 è risultata in aumento del 2,4% su base annua, proseguendo la dinamica positiva registrata da inizio 2024.

A novembre 2025 i depositi, nelle varie forme, sono cresciuti del 2,4% su base annua (+2,7% il mese precedente). Infine, riporta ancora l’associazione, la raccolta a medio e lungo termine, tramite obbligazioni, a novembre 2025 è aumentata del 2,5% rispetto ad un anno prima (+4,1% nel mese precedente).

La tradizione del “J a J” a Corato: il grande fal per Santa Lucia

Corato (Bari), 13 dic. (askanews) – Ogni anno, alla vigilia di Santa Lucia, la tradizione del “J a J” si ripete a Corato. Dal Duomo del Comune pugliese parte la processione con la statua di Santa Lucia, che si conclude con l’accensione di un grande fal in Piazza Cesare Battisti. Il “Jo a Jo”, che in dialetto ricorda i bambini in festa per il fal, simbolo di luce e calore e parte di un’antica tradizione legata ai riti contadini. L’evento accompagnato da musica e performance artistiche, con degustazione di prodotti tipici presso gli stand enogastronomici allestiti per l’occasione. Una festa che da quest’anno vanta anche una novit: il varo di “Corato Cultivar Bellezza”, un progetto manifesto di identit e innovazione, un invito a scoprire la Puglia pi autentica, dove la cultura diventa esperienza, l’olio arte, e la comunit bellezza condivisa.

Carabinieri a Gibuti per la cerimonia chiusura corsi gendarmi locali

Roma, 13 dic. (askanews) – Il capo di Stato Maggiore dell’Arma dei Carabinieri Generale Andrea Taurelli Salimbeni, accompagnato dal comandante della MIADIT Somalia 23, colonnello Antonio Dibari, dal colonnello Giuseppe Mazzullo, il 3 dicembre è andato a Gibuti al centro d’Istruzione “Cheik Moussa” per incontrare il comandante della gendarmeria nazionale, colonnello Hassan Aden Zakaria, e partecipare alla premiazione dei gendarmi che si sono distinti in tutte le attività didattiche svolte dai carabinieri della missione addestrativa e alla cerimonia di chiusura dei corsi “Formed Police Unit” (rivolto a 91 militari e sviluppato nell’ambito della dottrina d’impiego delle Nazioni Unite in operazioni di peacekeeping), “Diritti Umani e Tecniche di Polizia per il personale femminile”, “Guida avanzata per motociclisti”, “Incidentistica stradale”, “Falso documentale”, “Rilievi dattiloscopici e “CQB” e un’esercitazione di ordine pubblico.

In questa occasione il vertice dell’Arma ha elogiato l’impegno della gendarmeria gibutina, grazie al supporto dei Carabinieri, nel diffondere la conoscenza nel campo della polizia scientifica ai componenti delle Polizie dell’Africa centrale.

Subito dopo la cerimonia, ricevuto dal comandante della Base Militare Italiana di Supporto (BMIS), comandante colonnello AM Francesco Sassana, Salimbeni ha incontrato tutto il personale dell’Arma in servizio a Gibuti e, il giorno successivo, accompagnato dal Comandante della MIADIT Somalia 23, ha preso parte, presso l’Accademia di Polizia “Idriss Farah Abaneh” di Gibuti, alla cerimonia di chiusura dei corsi “Darwish” destinati a ufficiali e agenti della polizia somala, alla presenza del ministro dell’Interno di Gibuti, Said Nouh Hassan, e delle autorità civili, militari e di polizia gibutiane e somale.

A margine della cerimonia, l’alto ufficiale ha consegnato al direttore generale della polizia nazionale colonnello Abdourah Ali Kahin la “Croce d’Oro al merito dell’Arma dei Carabinieri”, dopodiché, rientrato alla BMIS, ha partecipato ai briefing del comandante della base, colonnello Francesco Sassara (che ha illustrato le attività di supporto logistico e operativo fornito dalle Forze Armate italiane ai contingenti militari impegnati nelle missioni nel Corno d’Africa e nel Mar Rosso) e del Comandante della MIADIT Somalia 23 Colonnello Antonio Dibari (che ha riferito sulle numerose attività di formazione e addestramento condotte in favore delle Forze Armate e di Polizia di Gibuti e della Polizia somala).

Alla visita ha partecipato anche l’Ambasciatore d’Italia in Etiopia, accreditato presso Gibuti, Sem Fabrizi.

Prima di rientrare, il capo di Stato Maggiore dell’Arma ha presieduto infine gli incontri bilaterali con i vertici della Polizia Somala e Gibutiana.

I Kings Of Leon tornano in Italia il 20 giugno 2026

Milano, 13 dic. (askanews) – I Kings Of Leon tornano finalmente a Milano per la prima volta dal 2017. L’appuntamento, prodotto da Vivo Concerti, è previsto sabato 20 giugno 2026 a Fiera Milano Live di Milano. I biglietti per uno dei più grandi gruppi alternative rock degli ultimi vent’anni a livello mondiale, sono disponibili online su www.vivoconcerti.com da venerdì 12 dicembre 2025 alle ore 10:00 e in tutti i punti vendita autorizzati da mercoledì 17 dicembre 2025 alle ore 10:00. Riconosciuti come uno dei più grandi gruppi alternative rock degli ultimi 20 anni a livello mondiale, la ricca storia dei tour dei Kings of Leon include festival da headliner come Coachella, Glastonbury, Roskilde e numerosi Lollapalooza a Berlino, San Paolo, Chicago e Santiago.

Dal loro debutto nel 2003, i Kings of Leon, band composta da Caleb (chitarra/voce), Nathan (batteria), Jared (basso) e Matthew Followill (chitarra), hanno pubblicato nove album: Youth & Young Manhood (2003), Aha Shake Heartbreak (2004), Because of the Times (2007), Only by the Night (2008), Come Around Sundown (2010), Mechanical Bull (2013), WALLS (2016), When You See Yourself (2021), Can we please have fun (2024), hanno venduto oltre 20 milioni di album e quasi 40 milioni di singoli in tutto il mondo. I riconoscimenti includono otto nomination ai Grammy Award, tre vittorie ai Grammy, tre NME Awards, due Brit Awards e un Juno Award. Nel 2025 i Kings of Leon hanno pubblicato un EP di 4 canzoni, intitolato EP#2, il singolo Live in Jersey feat Zach Bryan e Bruce Springsteen e We’re Onto Something, con la voce ospite di Zach Bryan, che aveva contribuito anche alla sua canzone Bowery.

In radio una versione inedita di Mia Martini "Di tanto amore"

Milano, 13 dic. (askanews) – E’ già in radio “Di tanto amore” una versione inedita di Mia Martini del brano, scritto da Ivano Fossati, tratto da “Tarab” l’album con canzoni inedite e interpretazioni alternative di brani già noti proposti con nuovi arrangiamenti disponibile in digitale, in cd e in doppio Vinile Crystal (Nar International/Warner Music Italy).

Per il lancio del brano è stato realizzato un Video lyrics per “Di Tanto Amore”. Si conclude con questo singolo la promozione del progetto nato, nel 2024, per celebrare in questo 2025 il trentennale della scomparsa di Mia Martini, prodotto da Massimo Massagrande che ha voluto ci si concentrasse su brani inediti, rarità e performance vocali rare, ascoltabili solo attraverso registrazioni dal vivo o prove in studio.

Maurizio Piccoli, produttore artistico, spiega “il lavoro si è diviso tra l’uso delle registrazioni originali delle voci e la creazione di nuovi arrangiamenti moderni per valorizzare la sua voce. L’obiettivo è stato quello di offrire a Mimì una “nuova primavera”. Il risultato è stato un confronto quotidiano con la sua musica, la sua voce, includendo circa quaranta brani selezionati con il contributo di Franco Canuto, per rappresentare le diverse sfaccettature musicali e interpretative di Mia Martini, che da oltre cinquanta anni continua a regalarci grandi emozioni.”

Tarab deriva dall’arabo tarabi (???) che significa “agitarsi”, “danzare” o “divertirsi con la musica”. È una parola che incarna lo stato d’estasi che si vive quando si ascolta una musica che ci piace molto, che ci emoziona e ci permette un distacco dal luogo in cui siamo, per trasportarci altrove. È una delle dieci parole al mondo che non possono essere tradotte con un unico termine in un’altra lingua, ma che devono essere spiegate utilizzando più parole.

Questa la tracklist dell’album con importanti informazioni sulle versioni presenti: “TARAB (Soffio d’anima)” composizione inedita datata tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta. Si tratta di un brano di soli vocalizzi molto suggestivo; “Madre e Figlia”, inedito del 1982 che grazie a questo progetto vede la luce, composto dalla stessa Mia per quanto riguarda il testo e da Guido Guglielminetti per la musica, tratta del rapporto tormentato tra una madre e una figlia.

“Il fiume dei profumi” brano all’origine pubblicato nell’album “Lacrime” del 1992. La versione contenuta in questa raccolta è una prova registrata nello studio di casa di Biagio Antonacci nel 1991. “Il Pescatore” canzone dell’amatissimo Fabrizio De Andrè, già presente live nel disco “Miei compagni di viaggio” (1983), viene rispolverata dall’artista negli anni ’90 con un cantato completamente diverso dal precedente e con un arrangiamento del tutto inedito. “Di tanto amore”, venne pubblicata nell’album “Danza” del 1978.

Mimì amava rispolverare qualche suo brano del passato con l’intenzione di inserirlo in un nuovo progetto. Questa versione è un cantato del 1992 del brano composto da Ivano Fossati. “Almeno tu nell’universo” uno dei brani più rappresentativi del repertorio dell’artista, sicuramente quello che la riportò al successo dopo un periodo di silenzio. Scritto da Bruno Lauzi sulle musiche di Maurizio Fabrizio, qui nel cantato del provino che fu fatto ascoltare alla commissione esaminatrice del festival di Sanremo del 1989.

“Stiamo come stiamo” fu presentato a Sanremo 1993 dalla coppia Mia Martini – Loredana Bertè. Questa versione, nell’interpretazione da solista, fu provinata in studio. Il brano, di Maurizio Piccoli e Loredana Bertè, piaceva particolarmente a Mimì, tanto da inserirlo nella scaletta del tour dello stesso anno. “Io e la musica” di Amedeo Minghi e Antonio Coggio, descrive il rapporto simbiotico che ogni artista vive con la musica. Questa versione inedita doveva far parte di un progetto a supporto del singolo “Spaccami il cuore”. Verrà poi ripresa e inserita nell’album “La mia razza” pubblicato nel 1990.

Quando il potere non è dominio. Benedetto XVI e la misura della politica

Le parole che restano

I Pontefici passano. Per fortuna restano le loro parole di cui sarebbe bene avere memoria. Benedetto XVI in tre diverse occasioni ha ben descritto quale deve essere il profilo a cui deve ispirarsi chi voglia impegnarsi in politica. Disegna una linea assai chiara che i leaders mondiali e di ogni nazione, intanto di fede cristiana e non solo, che non sembrano siano capaci da seguire. Non si tratta soltanto di modi e di stile rispetto ad una sobrietà di atteggiamenti e dichiarazioni che peraltro non stonerebbe. È purtroppo questione di sostanza, da qui un allarme che non dovrebbe lasciare indifferenti.

Il potere come servizio

In occasione dell’incontro con le autorità della città di Milano il Santo Padre ebbe a ricordare come Sant’Ambrogio dicesse che l’amministratore pubblico deve essere tale da suscitare l’ammirazione dei suoi cittadini per la sua dedizione al bene comune. Secondo il Santo “l’istituzione del potere deriva così bene da Dio, che colui che lo esercita è lui stesso ministro di Dio”. Benedetto XVI commentò al riguardo che nessun potere dell’uomo può considerarsi divino, quindi nessun uomo è padrone di un altro uomo. Il politico deve dotarsi della qualità della giustizia e dell’amore per la libertà che diventa elemento discriminante tra i buoni e cattivi governanti.

Gratuità, misericordia, comunione

Ne deriva che la “città dell’uomo non è promossa solo da rapporti tra diritti e poteri, ma ancor più e ancor prima da relazioni di gratuità, di misericordia e di comunione”. Tant’è che, secondo il Santo di Milano, “quello che fa l’amore, non potrà mai farlo la paura. Niente è così utile come farsi amare”. Su questa traccia, al tempo, Re Salomone chiese a Dio: “Concedi al tuo servo un cuore docile, perché sappia rendere giustizia al tuo popolo e sappia distinguere il bene dal male”.

Successo e tentazione

Benedetto XVI insegnò che per un politico, il suo criterio ultimo e la motivazione per il suo lavoro non deve essere il successo e tanto meno il profitto materiale. La politica dove essere un impegno per la giustizia e creare così le condizioni di fondo per la pace. Naturalmente il politico cercherà il successo senza il quale non potrebbe mai avere la possibilità di una azione politica effettiva.

Avvertì però che il successo può anche essere una seduzione e così aprire la strada alla contraffazione del diritto, alla distruzione della giustizia. “Togli il diritto – allora cosa distingue lo Stato da una grossa banda di briganti?” ha sentenziato una volta Sant’Agostino.

Il limite del principio maggioritario

Ma è evidente che nelle questioni fondamentali del diritto, nelle quali è in gioco la dignità dell’uomo e la umanità, il principio maggioritario non basta: nel processo di formazione del diritto ogni persona che ha la responsabilità deve cercare lei stessa i criteri del proprio orientamento. Benedetto fa riferimento a quelle esperienze storiche dove i regimi usavano un diritto disumano per perseguire un prossimo oppresso.

La ragione senza finestre

Nel corso della sua visita al Parlamento della Repubblica federale tedesca sottolineò come sia una minaccia per l’umanità allorché la ragione positivista si ritenga la sola cultura sufficiente. La ragione positivista che si presenta in modo esclusivista non è in grado di percepire qualcosa che sia al di là di ciò che è funzionale, assomiglia agli edifici di cemento armato senza finestre, in cui ci diamo il clima e la luce da soli e non vogliamo più ricevere ambedue le cose dal mondo vasto di Dio. Da qui la domanda: come può la ragione ritrovare la sua grandezza senza scivolare nell’irrazionale?

Lanima dellEuropa

Il discorso vale oggi più che mai anche o soprattutto per l’Europa. Al riguardo Benedetto XVI rammentò che “la cultura dell’Europa è nata dall’incontro tra Gerusalemme, Atene e Roma – dall’incontro tra la fede in Dio di Israele, la ragione filosofica dei greci e il pensiero giuridico di Roma. Questo incontro ha fissato dei criteri del diritto, difendere i quali è il nostro compito in questo momento storico”.

La forza del diritto, non il diritto della forza

A questo proposito è più che mai attuale la riflessione di Mons. Vincenzo Paglia quando ci dice che i governanti del mondo dovrebbero impegnarsi per far valere la forza del diritto piuttosto che il diritto della forza e che secondo lo spunto della Dichiarazione conciliare Nostra Aetate le religioni del mondo dovrebbero proporre il tema della fratellanza tra gli uomini ancor prima di premettere l’identità del loro credo. Una autentica rivoluzione rispetto al convincimento che per secoli ha improntato la Chiesa per cui “Extra ecclesiam, nulla salus”.

La domanda che resta aperta

Molto e di più ci sarebbe da dire riportando le riflessioni di Papa Benedetto nel suo incontro con le autorità civili del Regno Unito e con il Corpo diplomatico della Repubblica Ceca. Resta ferma la domanda: i leaders del mondo di oggi, semmai ne avessero uno, chiedono ancora al loro Dio, al pari di Salomone, di avere un cuore docile, la capacità di distinguere il bene dal male e di stabilire cosa sia un vero diritto, di servire la giustizia e la pace? Si ha l’impressione che le cose non stiano esattamente così.

Ucraina, Mattarella invoca la responsabilità dell’Europa

Il monito del presidente della Repubblica Sergio Mattarella sulla guerra in Ucraina va ben oltre il richiamo, pur drammatico, a un conflitto che continua a insanguinare il continente europeo. Quando il capo dello Stato mette in guardia dal rischio di un “nuovo ordine mondiale basato sulla sopraffazione”, indica una linea di frattura profonda che attraversa il sistema internazionale e chiama direttamente in causa l’Europa, la sua identità politica e la sua capacità di agire come soggetto responsabile sulla scena globale.

 

Non è solo una guerra regionale

L’aggressione russa all’Ucraina non rappresenta soltanto la violazione della sovranità di uno Stato indipendente. Essa mette in discussione un principio cardine dell’ordine internazionale nato dopo il 1945: il rifiuto della forza come strumento legittimo di regolazione dei rapporti tra Stati. Accettare, anche tacitamente, che la legge del più forte torni a imporsi significherebbe riaprire una stagione che l’Europa conosce bene, segnata da guerre di conquista, revisionismi territoriali e instabilità permanente.

Il richiamo al diritto come scelta politica

Nel linguaggio misurato di Mattarella non c’è retorica bellicista né automatismo geopolitico. Difendere l’Ucraina non viene presentato come un atto di schieramento ideologico, ma come una conseguenza necessaria della fedeltà al diritto internazionale, alla Carta delle Nazioni Unite, all’idea che la convivenza tra Stati debba poggiare su regole condivise e non su rapporti di forza. È una posizione che richiama la responsabilità politica delle democrazie, chiamate a scegliere se stare dalla parte delle regole o dell’arbitrio.

LEuropa davanti al suo bivio

È qui che il discorso del capo dello Stato assume una portata pienamente europea. L’Unione non può limitarsi a essere un contesto economico o un semplice spazio di coordinamento tra governi nazionali. La guerra in Ucraina ha mostrato che senza una vera Europa politica, capace di assumere decisioni comuni e di sostenerle nel tempo, il rischio è quello di un progressivo arretramento, mascherato da realismo o da stanchezza.

Le tentazioni di una “pace qualsiasi”, purché immediata, rischiano di tradursi in una resa strategica: un ordine fondato sulla sopraffazione non produce stabilità, ma moltiplica i conflitti, legittima nuovi imperialismi e rende strutturale l’insicurezza. Per l’Europa significherebbe rinunciare al ruolo storico che l’ha resa, pur tra mille contraddizioni, una riserva di civiltà fondata sul diritto e sul multilateralismo.

Pace e legalità non sono separabili

Nel pensiero di Mattarella, pace e diritto internazionale sono inseparabili. Non esiste una pace duratura che nasca dalla negazione della giustizia, né una sicurezza costruita sull’abbandono dei principi. È una lezione che affonda le radici nella tradizione costituzionale italiana e nell’europeismo dei padri fondatori, per i quali la pace non era assenza di conflitto, ma costruzione paziente di regole comuni.

Una voce che interpella lEuropa

In un tempo segnato dal ritorno delle guerre e dalla crisi del multilateralismo, la voce del presidente della Repubblica riafferma una verità scomoda ma essenziale: la neutralità di fronte alla sopraffazione non è prudenza, ma complicità. Difendere l’Ucraina significa difendere l’idea stessa di Europa come soggetto politico, capace di scegliere, di assumersi responsabilità e di non arretrare di fronte alla fatica della storia.

Se l’Europa rinunciasse a questo compito, il “nuovo ordine mondiale” evocato da Mattarella non sarebbe una minaccia astratta, ma una realtà già in atto. E sarebbe un mondo più ingiusto, più instabile, più pericoloso per tutti.

Taranto, con Amalfitano l’economia civile ancora al centro del dibattito culturale e politico

L’economia non è una dimensione separata dalla vita delle persone, né un ambito neutrale riservato agli addetti ai lavori. È uno spazio decisivo di scelta politica, che incide sugli equilibri sociali, sulle opportunità concrete e sulla qualità della democrazia. Da questa consapevolezza prende le mosse il percorso promosso dal Centro di Cultura per lo Sviluppo “Giuseppe Lazzati” di Taranto, guidato da Francesco Amalfitano, che continua a collocare l’economia civile al centro del dibattito culturale e politico del territorio  .

Tra il già fatto” e il non ancora”

L’assetto economico e istituzionale non è qualcosa di estraneo alla vita della società. Ci si può dire non responsabili solo rinunciando a incidere sulla realtà. Altrimenti, le conseguenze delle scelte – o delle non scelte – finiscono per presentarsi come inevitabili. È su questo crinale che si colloca l’economia civile, così come viene riproposta nell’ultima pubblicazione di Luigino Bruni e Stefano Zamagni, Introduzione all’economia civile. Tra il già-fatto e il non-ancora. Non una teoria consolatoria, ma una visione capace di tenere insieme critica, complessità e trasformazione.

Un pensiero che assume la realtà

A quasi venticinque anni dalle prime elaborazioni italiane su questo filone, l’economia civile viene riletta come un atlante concettuale, una mappa e insieme una prospettiva culturale viva. Un pensiero che non rinuncia a confrontarsi con la realtà concreta – sociale, produttiva, istituzionale – senza ridurla a schemi ideologici o puramente tecnici.

In questa prospettiva si colloca il ruolo del Centro Lazzati, che Amalfitano intende rafforzare come luogo stabile di animazione culturale e civile, capace di mettere in dialogo università, istituzioni e mondo associativo. Un impegno non episodico, ma parte di un percorso che mira a orientare lo sviluppo del territorio secondo criteri di responsabilità, partecipazione e coesione sociale.

Un hub culturale per Taranto: lincontro con Zamagni

Il prossimo appuntamento pubblico è l’incontro del 16 dicembre, presso la Biblioteca della Camera di Commercio di Brindisi–Taranto, con Stefano Zamagni, riconosciuto caposcuola dell’economia civile. Accanto a lui, Francesco Moliterni, Vincenzo Pacelli e Maria Antonietta Brigida, in un confronto che intreccia ricerca accademica, esperienza economica e impegno sociale. L’iniziativa è promossa dalla Camera di Commercio, dal Centro Lazzati e dal Dipartimento Jonico dell’Università di Bari.

Una continuità che guarda avanti

Più che un singolo evento, quello proposto dal Centro Lazzati è un indirizzo politico-culturale: riaffermare che l’economia è sempre una scelta di campo, perché produce effetti sociali, distribuisce potere, determina inclusioni ed esclusioni. L’economia civile, in questa prospettiva, non è un’alternativa marginale ma una critica esplicita al riduzionismo tecnocratico che ha spesso deresponsabilizzato la politica e impoverito il dibattito pubblico.

A Taranto, città simbolo delle contraddizioni dello sviluppo italiano, questo richiamo assume un valore ancora più netto. Continuare a tenere insieme etica, istituzioni e mercato significa rifiutare la logica dell’inevitabilità e riaffermare la possibilità di governare i processi, non solo di subirli. È qui che il lavoro del Centro Lazzati, sotto la guida di Amalfitano, si colloca come presidio culturale e civile: non per offrire ricette, ma per riaprire uno spazio di decisione consapevole, in cui lo sviluppo torni a essere una responsabilità politica condivisa.

Quando Omero torna in campo: l’epica come atto di insubordinazione

Evocare l’epica oggi è un chiaro atto di insubordinazione: è un gesto che sfida la velocità del presente e il consumo compulsivo dei fatti. E anche se niente e nessuno sembra più in grado di contrastare il quotidiano logorio degli eventi, l’uomo continua a cercare comunque vicende luminose ed eroiche in grado di elevargli lo spirito. Storie che non passino, volti che resistano all’inesorabile incedere dei giorni.

I nuovi campi di battaglia

Però adesso i campi di battaglia di un tempo si sono spostati altrove. Non più eserciti in marcia, non più eroi con elmi e corazze, ma corpi elastici in maglietta e scarpe da ginnastica, su superfici lisce illuminate da riflettori. È nei rettangoli di gioco, nelle piste da corsa, nel recinto di un ring che l’epica ricomincia a vibrare. Qui non si tratta più di conquistare regni o fondare civiltà: si tratta di provare a cogliere — o forse piuttosto a sfiorare —, davanti a un pubblico incantato, il confine stesso dell’umano. Ogni record, ogni match, ogni gara è una parabola che certo non cambia la storia del mondo, ma che racconta in forma simbolica lo sforzo eterno dell’uomo: provare a spostare un po’ più in là i propri limiti.

Il volto necessario delleroe

Non in tutti gli sport, però, l’epica riesce a fiorire con la stessa forza. Quelli di squadra, pur se molto seguiti, tendono a disperdere l’eroismo nella coralità. Perché lì una vittoria è sempre la somma dei gesti di tanti e si stempera nella trama collettiva. E anche la sconfitta è condivisa. L’epica, invece, esige un volto riconoscibile, singolare; un eroe con cui identificarsi, capace di sopportare da solo il peso del destino.

Larena delluno contro uno

L’epica contemporanea trova quindi il suo spazio privilegiato negli sport individuali: nel tennis, nella boxe, nell’atletica. Qui l’arena è essenziale: due corpi, due volontà contrapposte, due intelligenze che si affrontano senza mediazioni, senza vie di fuga, senza eserciti a proteggere i compagni dagli assalti o a disperdere i nemici.

Un poema in diretta

Il pathos non si diluisce anzi, si concentra fino a farsi bomba. Si pensi agli incontri-scontri tra Jannik Sinner e Carlos Alcaraz, due giovani scolpiti nel mito. Quando entrano in campo con borsoni e racchette, non sono soltanto ragazzi che giocano a tennis ma dei duellanti epici: specchi e nemesi l’uno dell’altro, avversari destinati a confrontarsi e a definirsi a vicenda. Non ci sono lance né scudi, ma palline che fendono l’aria e corpi che scivolano veloci sul campo da gioco; c’è il respiro trattenuto di uno scambio infinito, la tensione che si carica come un verso omerico. E noi spettatori — dagli spalti o dal divano di casa — non guardiamo semplicemente un incontro sportivo: assistiamo a un poema in diretta, a un duello che ci restituisce il brivido dello scontro glorioso.

La fragilità dellepica moderna

Certo, la nostra epica non ha più la solidità del mito antico. Non vive per secoli, non ha la forza di plasmare l’immaginario collettivo delle generazioni future. È fragile, effimera, racchiusa nel tempo breve di un tie-break o in un record del mondo che sarà presto superato.

Leco che non si spegne

Ma proprio questa fragilità le dona una potente intensità, incarna la fiammata dell’attimo assoluto: quell’attimo sufficiente a farsi memorabile epifania. Nel silenzio irreale che precede una palla break, nell’urlo liberatorio che spezza l’aria dopo un colpo vincente, si avverte una vibrazione che ci riporta lontano. È la voce degli aedi che non si è mai spenta del tutto, è l’eco di Omero che risuona ancora, trasfigurata, nei campi illuminati delle metropoli globali. E questa voce risuona ancora perché l’uomo, per sentirsi vivo, ha bisogno di raccontarsi come eroe, anche solo per la durata di una partita.

Lapplauso come ultimo canto

E allora, quando il respiro dell’arena si ferma e il tempo sembra non scorrere più e poi l’applauso esplode in un grido corale di gioia, non stiamo soltanto vivendo il momento culminante di un gioco: stiamo ascoltando per l’ennesima volta la voce di Omero che si traveste da applauso. E in quell’atto fragile e irripetibile, c’è tutta la clamorosa grandezza dell’epica che possiamo ancora permetterci.

N.B. L’impaginazione, con titolo e titoletti, risponde a criteri redazionali de “Il Domani d’Italia”.

Chalamet è il rapper virale EsDeeKid? Il "ni" dell’attore

Roma, 13 dic. (askanews) – Ci sono molte voci sul rapper virale, che ha pubblicato a giugno il suo primo album, “Rebel”, ha 11,5 milioni di ascoltatori mensili su Spotify ed è noto per esibirsi indossando un passamontagna. “I tuoi fan sono impazziti e dicono che sei EsDeeKid”, ha detto giovedì a Timothée Chalamet Amanda Holden, la conduttrice del programma radiofonico Gb “Heart Breakfast”. Il co-conduttore, Jamie Theakston, – fa sapere la Cnn – ha poi chiesto all’attore: “È vero?” “Non ho commenti in merito”, ha risposto Chalamet. Ma dopo le insistenze, la frase che lascia uno spiraglio: “Tutto sarà rivelato a tempo debito”.