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venerdì, 13 Febbraio, 2026
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Taxi, sciopero e protesta a Roma contro governo e multinazionali

Roma, 13 gen. (askanews) – Sciopero nazionale dei tassisti in gran parte delle città italiane, da Nord a Sud, dalle 8 alle 22. La categoria protesta contro il governo e l’ingresso, che definisce sempre più invasivo, delle multinazionali nel settore. Una ventina le sigle aderenti. Manifestazione in piazza Montecitorio con cori, bandiere, esplosione di petardi e slogan contro la premier Giorgia Meloni definita “l’americana”.

“‘Giorgia Meloni tu vuo fa l’americana ma sei nata in Italy. Dove paga le tasse Uber?”, uno dei cartelli esposti dalla categoria.

Ingente lo schieramento delle forze dell’ordine. Chiusa la piazza davanti a Palazzo Chigi. Matteo Hallissey, presidente di +Europa e Radicali, ha denunciato di essere stato aggredito con sputi e calci, insieme a Ivan Grieco quando si sono avvicinati alla piazza con Pos e cartelli con scritto “basta lobby”: “È inconcepibile – ha detto – che una delle lobby più tutelata d’Italia protesti chiedendo ancora più privilegi”.

Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, ha convocato per il 14 gennaio le sigle sindacali che hanno organizzato la protesta.

Ex Ilva, Urso conferma maxi richiesta danni da 7 mld a ArcelorMittal

Firenze, 13 gen. (askanews) – Ieri i legali dei commissari dell’ex Ilva “hanno presentato la richiesta di un risarcimento che ammonta a circa 7 miliardi per i danni, sembra arrecati in modo volontario, ad ArcelorMittal. È una delle cause di risarcimento più significative della nostra storia”. Lo ha detto il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, a margine dell’inaugurazione di Pitti Immagine Uomo a Firenze.

L’Onu all’Iran: basta uccidere manifestanti pacifici

Roma, 13 gen. (askanews) – L’Alto commissario delle Nazioni unite per i diritti umani Volker Turk ha chiesto alle autorità di iraniane di “cessare immediatamente di uccidere manifestanti pacifici”. “E’ inaccettabile qualificare i manifestanti come ‘terroristi’ per giustificare la violenza contro di loro”, ha affermato Turk in una dichiarazione diffusa dall’Alto commissariato delle Nazioni unite per i diritti umani. Il responsabile Onu ha sottolineato che l’uso della forza contro la popolazione civile e la criminalizzazione delle proteste rappresentano una grave violazione degli obblighi internazionali dell’Iran in materia di diritti umani.

Dargen D’Amico, in vista di Sanremo esce col brano "Pianti Grassi"

Milano, 13 gen. (askanews) – Dargen D’Amico, tra i concorrenti della 76ª Edizione del Festival di Sanremo, pubblica venerdì 16 gennaio il brano “Pianti Grassi”, disponibile in presave.

Nel nuovo singolo l’artista offre una disamina lucida e ironica della società contemporanea. Un mondo che assomiglia alla chiesa citata nella prima strofa: “vende l’organo, sostituisce la musica con un video su YouTube, ma poi il bluetooth non funziona davvero”. Un’immagine paradossale che racconta perfettamente un presente fatto di scorciatoie, soluzioni provvisorie e connessioni solo apparenti. È la stessa logica che attraversa i comportamenti quotidiani: la tendenza a ridurre tutto al minimo, dall’impegno che mettiamo in ciò che facciamo all’interesse che dimostriamo verso gli altri. Un abbassamento generale dell’intensità emotiva e della responsabilità, dove tutto è più veloce, più leggero, ma anche più fragile. Dentro questa riflessione corale, Dargen D’Amico chiama in causa chiunque: chi lo conosce da sempre e chi invece non lo conosce affatto. Nessuno è escluso da questo ritratto disilluso, ma profondamente umano, che alterna sarcasmo e malinconia.

Con “Pianti Grassi” Dargen D’Amico offre un’anticipazione prima di calcare il palco dell’Ariston per la terza volta con il brano “AI AI”. L’artista torna a Sanremo a due anni di distanza dall’ultima volta, portando con sé il suo carisma e il suo stile musicale unico. La sua sarà la terza partecipazione al Festival della Canzone Italiana, dopo quella nel 2022 con “Dove Si Balla”, diventata una vera e propria hit che ha raggiunto per ben 7 volte la certificazione di Disco di Platino, e quella nel 2024 con “Onda Alta”, ad oggi Disco di Platino.

Nel 2025 si è dedicato anche all’ideazione e alla conduzione del podcast “Tolomeo – Le impronte che lasciamo”, in cui l’artista conversa e discute con i suoi ospiti che, attraverso la loro attività e il loro esempio, hanno fatto della loro vita un modello di esempio e riferimento per gli altri.

È "Tutto tranne questo" il nuovo singolo di Irama

Milano, 13 gen. (askanews) – È “Tutto tranne questo” il nuovo singolo di Irama, in rotazione radiofonica da venerdì 16 gennaio. Il brano è contenuto in “Antologia della vita e della morte”, il nuovo album dell’artista pubblicato per Warner Records Italy/Warner Music Italy, che continua a raccontare con lucidità e intensità il suo percorso emotivo e artistico più recente.

“Tutto tranne questo” è una ballad intensa e dolorosamente sincera, che affronta il momento in cui una relazione arriva al suo epilogo inevitabile. È il racconto dell’impossibilità di immaginare un finale diverso, della resa dolceamara di chi ha provato tutto senza riuscire a cancellare il peso di ciò che resta. Una canzone che si muove tra rimpianto e consapevolezza, dove le parole diventano ferite aperte e il dolore si fa vivido, senza filtri.

Il brano si inserisce all’interno di “Antologia della vita e della morte”, il disco che segna il ritorno di Irama a tre anni dall’ultimo lavoro in studio e che esplora i confini tra memoria, perdita e rinascita. Un progetto intimo e viscerale entrato al n.1 della classifica Fimi, recentemente certificato Disco d’Oro e inserito nella top 100 degli album più venduti del 2025, impreziosito dalle collaborazioni con Achille Lauro (Arizona), Giorgia (Buio) ed Elodie (Ex), e accolto con grande entusiasmo da pubblico e critica.

Le nuove canzoni, insieme ai brani più amati del suo repertorio – da “Lentamente” a “Ovunque sarai”, da “Nera” a “La genesi del tuo colore” – prenderanno nuova vita sul palco dello Stadio San Siro di Milano l’11 giugno 2026, per un evento unico prodotto da Vivo Concerti, destinato a scrivere una pagina memorabile della sua carriera.

Auto, Urso: tavolo il 30 gennaio su riforme Ue e misure nazionali

Firenze, 13 gen. (askanews) – “Ho convocato il tavolo per l’automotive il 30 gennaio sia per affrontare insieme il percorso di riforme avviato grazie alla determinazione del nostro governo in sede europea, sia per discutere le misure nazionali”. Lo afferma il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, parlando con i giornalisti a Firenze.

“Nei prossimi giorni — annuncia — mi recherò a Bruxelles per incontrare i commissari competenti e i gruppi parlamentari italiani, per sostenere e rafforzare un processo riformatore iniziato con il regolamento sulla CO2 ma che deve proseguire e intensificarsi, perché non ci basta quanto proposto dalla Commissione”.

“Dobbiamo unire il Paese e rafforzare le nostre posizioni — prosegue Urso — per una riforma regolatoria necessaria a creare un contesto europeo che tuteli industria e lavoro, a partire dall’automotive, che racchiude chimica, elettronica e intelligenza artificiale”. Senza l’auto, avverte, “non c’è industria europea”.

Al tavolo, aggiunge il ministro, si discuterà anche delle misure nazionali già attivate per sostenere l’innovazione tecnologica e la crescita delle imprese, attraverso contratti e mini contratti di sviluppo e il piano Transizione 5.0, reso strutturale con lo strumento dell’iperammortamento.

Tv, Hbo Max è live in Italia: annunciate nuove produzioni italiane

Roma, 13 gen. (askanews) – Hbo Max, il servizio streaming globale di Warner Bros. Discovery, è live in Italia. Già disponibile in oltre 100 Paesi, ora il pubblico italiano può accedere ai contenuti di Hbo, Warner Bros. Pictures, Warner Bros. Television, DC Universe, Max Originals, Eurosport e molto altro in un unico servizio.

Hbo Max è disponibile via web (hbomax.it), via app e su abbonamento all’interno di Amazon Prime Video. Inoltre Tim è partner al lancio, rendendo Hbo Max disponibile per i clienti Timvision.

Al debutto arriva in esclusiva streaming “A battle after another” del regista Paul Thomas Anderson e con protagonista Leonardo Di Caprio. Tra i titoli più attesi a livello globale, la serie Hbo Original “A Knight of the Seven Kingdoms) (disponibile dal 19 gennaio), il nuovo epico capitolo dell’universo di “Game of Thrones” e la seconda stagione di “The Pitt”, il medical drama Max Original trionfatore agli Emmy Awards. Arriva per la prima volta in Italia anche la serie Hbo “Original Industry”, ambientato nel mondo della finanza e “Heated Rivalry, la complessa e tormentata storia d’amore tra due giocatori rivali di hockey sul ghiaccio.

Ci saranno successi storici firmati Hbo come “Welcome to Derry”, “The Last of Us”, “The White Lotus”,”Euphoria”, “Task”, “House of the Dragon”, “Succession”, “The Penguin”, “His Dark Materials”, “And Just Like That…”, “Peacemaker”; i contenuti Adult “Swim’s Rick and Morty”, cosi come le serie cult come “Friends”, “Game of Thrones”, “The Big Bang Theory”, “Sex and the City”, ecc.

Gli amanti del cinema potranno godersi i grandi successi mondiali che hanno dominato il dibattito quest’anno, tra cui “Sinners”, candidato al Golden Globe, “Superman” della DC e, presto, “Weapons” e “The Conjuring: Il rito finale”, firmato New Line Cinema. Tra i classici senza tempo del servizio ci sono le avventure magiche della saga di “Harry Potter” e “Animali fantastici”, così come i leggendari viaggi attraverso la Terra di Mezzo nella trilogia del “Signore degli Anelli”. Per chi è alla ricerca di ulteriori emozioni, “Dune” e i film con protagonista The Batman.

Alla prima produzione originale italiana “Portobello” (in arrivo il 20 febbraio 2026) – la serie di Marco Bellocchio con Fabrizio Gifuni acclamata alla 82esima Mostra Internazionale d’arte cinematografica di Venezia, che racconta uno dei più clamorosi errori giudiziari italiani legato alla vicenda del presentatore televisivo Enzo Tortora – e a “Melania Rea – Oltre il caso”, la serie diretta da Stefano Mordini con Maria Esposito e Daniele Rienzo, che ripercorre lo sconvolgente femminicidio del 2011, si aggiungono altri nuovi progetti italiani.

Tra le serie scripted in sviluppo anche “500 battiti”, medical drama ad alta tensione, emotivo e moralmente complesso, in cui una corsa contro il tempo per un trapianto di cuore intreccia le vite di medici, pazienti e famiglie, esplorando ciò che accade prima, durante e dopo la salvezza. Inizieranno il 14 gennaio, le riprese della serie “Peccato”, la mockumentary comedy diretta da Valerio Vestoso con Emanuela Fanelli. Scritta da Emanuela Fanelli, Giulio Somazzi e Valerio Vestoso, “Peccato” è un racconto documentaristico surreale, ambientato in un futuro prossimo che immagina, con ironia e intelligenza, la parabola professionale di Emanuela Fanelli. Attraverso un mix di immagini d’archivio reali e ricostruzioni fittizie – tra interviste, frammenti televisivi e opere create ad hoc – la serie racconta gli alti e bassi personali e professionali dell’attrice, riuscendo a divertire e commuovere allo stesso tempo, in compagnia di un cast stellare.

Arriverà poi “In utero”, la serie con Sergio Castellitto, creata da Margaret Mazzantini e diretta da Maria Sole Tognazzi. Ambientata all’interno di una clinica per la fertilità a Barcellona, la serie esplora le storie di chi affronta difficoltà riproduttive e di chi li accompagna in questo percorso, sollevando interrogativi sul significato di famiglia e sui limiti della scienza.

Sul versante docu-serie, oltre a “Gina Lollobrigida: diva contesa”, il resoconto della battaglia per l’eredità di un’icona del cinema e di un intenso melodramma familiare, e “Saman – LA Verità nascosta”, la straziante lotta per la libertà di una giovane donna pachistana assassinata dal suo stesso clan familiare per aver rifiutato un matrimonio combinato, si aggiungerà una serie sul fiorente mercato dell’ayahuasca e del cosiddetto “turismo sciamanico”, rivelandone non solo i segreti più oscuri ma anche un inquietante mondo sotterraneo: una rete internazionale di traffico di organi intrecciata a una pratica ancestrale proibita, quella delle teste umane rimpicciolite, le famigerate “tsantsa”.

Infine, tra i numerosi film in esclusiva sulla piattaforma: “Nonostante”, il film diretto e interpretato da Valerio Mastandrea, scelto per aprire la sezione Orizzonti dell’81esima Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, “Squali”, il potente debutto cinematografico di Daniele Barbiero con Lorenzo Zurzolo e James Franco, presentato alla 20esima Festa del Cinema di Roma, “Leopardi & Co.”, una commedia romantica ambientata a Recanati che intreccia amore, poesia e turismo culturale, “Norimberga”, storico-drammatico ambientato nel dopoguerra, durante i celebri processi ai criminali nazisti con Russell Crowe e Rami Malek, “Warfare”, un film di guerra intenso e realistico che racconta il caos e la brutalità del combattimento moderno dal punto di vista dei soldati sul campo.

Gli appassionati di sport potranno seguire in diretta tutte le competizioni dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026 (6-22 febbraio 2026), che saranno disponibili integralmente per tutti gli abbonati, indipendentemente dal piano scelto. I Giochi Olimpici saranno disponibili sul servizio, affiancati da una copertura locale con programmi, interviste, collegamenti da Casa Italia a Milano e Cortina e da tutte le principali venue.

Per un’esperienza sportiva definitiva lungo tutto l’anno, gli abbonati potranno integrare la propria offerta con il pacchetto Sport per veder tutti i contenuti Eurosport. Tra questi, spiccano i primi due tornei del Grande Slam di tennis (Australian Open e Roland-Garros) – che vedranno Jannik Sinner difendere il titolo a Melbourne e cercare il riscatto a Parigi – oltre 300 giorni di ciclismo con i tre Grandi Giri e le Classiche, gli sport invernali, con i Mondiali e la Coppa del mondo, la FA Cup di calcio, la UFC, l’atletica, i motorsport e molto altro.**

JB Perrette, CEO e President of Global Streaming and Games di Warner Bros. Discovery, ha dichiarato: “Siamo entusiasti di iniziare il 2026 portando Hbo Max in nuovi mercati che includono alcune delle economie più rilevanti in Europa. Il pubblico in questi Paesi avrà a disposizione una ricchissima offerta, con alcuni dei titoli più attesi disponibili sulla piattaforma. Il prossimo grande appuntamento sarà poi il lancio di Hbo Max in UK e Irlanda a fine marzo”.

Alessandro Araimo, EVP Managing Director Warner Bros. Discovery Southern Europe: “Siamo lieti che Hbo Max sia finalmente arrivata anche in Italia. Hbo Max ha una proposta estremamente ricca e riconoscibile e da oggi è l’unico luogo che raggruppa la straordinaria offerta di film e serie tv di Warner Bros. Discovery. L’arrivo di Hbo Max in Italia è un importante fattore per l’industria italiana dell’audiovisivo e sarà il luogo dove raccontare alcune delle storie che hanno segnato la nostra società”.

Tennis, problemi per Musetti: si ritira nell’esibizione con Zverev

Roma, 13 gen. (askanews) – Problemi per Lorenzo Musetti nella opening week degli Australian Open. Impegnato sulla Rod Laver Arena contro Alexander Zverev in un match di esibizione, l’azzurro si è ritirato alla fine del primo set, durato un’ora e un quarto e perso al tiebreak. Musetti si è toccato più volte nella zona dell’anca e ha chiesto l’intervento del fisioterapista. Dopo un breve trattamento, però, Lorenzo ha scelto di non proseguire l’incontro.

“Speravo la giornata potesse andare meglio, ma non è il mio giorno – ha spiegato Musetti nell’intervista in campo – Mi sarebbe piaciuto continuare, ma avrei rischiato troppo in vista dei veri match”. Lorenzo aveva già accusato un problema fisico a Hong Kong, lamentando un fastidio al braccio destro nella finale di singolare contro Bublik. Poi, però, era sceso regolarmente in campo nella finale del doppio, vinta insieme a Lorenzo Sonego. L’azzurro avrà ancora qualche giorno di tempo per recuperare appieno in vista dell’inizio del torneo che scatterà domenica.

I Subsonica annunciano il nuovo singolo "Il Tempo in Me"

Milano, 13 gen. (askanews) – In attesa di celebrare il trentennale di carriera con “Cieli su Torino 96-26”, quattro concerti speciali, i Subsonica annunciano il nuovo singolo “Il Tempo in Me” in uscita venerdì 16 gennaio per Epic Records/Sony Music Italy e da oggi in pre-save. Il brano anticipa l’uscita dell’undicesimo album in studio in uscita in primavera.

Racconta la band: «”Il Tempo in Me” è una canzone che parla del tempo, che è anche un elemento base per la musica. Che si tratti di velocità o di lunghezza, ogni canzone ha un suo ritmo, un suo respiro. Il suo tempo. In tempi recenti la richiesta per la durata di una canzone, nei circuiti ufficiali, è drasticamente scesa sotto i tre minuti, con una benevolenza disposta a un limite massimo di tre minuti e quindici secondi.

Sorge la spontanea curiosità di domandarci il perché. Perché abbiamo tutti troppo di meglio da fare che distrarci o perderci in una canzone? Perché stiamo rimodulando la soglia della nostra attenzione sui ritmi delle piattaforme e dei device? Perché riteniamo conclusa l’epoca delle hit che meritavano di essere fruite in un respiro più ampio? Ma soprattutto, è sempre stato così? Le canzoni popolari se la sono sempre dovuta sbrigare in gare a tempo tra chi arriva più rapidamente al ritornello e alla conclusione? E, domanda delle domande… chi con una clessidra in mano e le tavole della legge strette nell’avambraccio, ha preso questa importante decisione per il bene dell’umanità?

Torniamo indietro alla penultima domanda. È davvero possibile che una canzone, non di natura puramente sperimentale ma di ampia fruizione, duri più di… facciamo 4 minuti?

A quanto pare sì. Ci siamo presi la briga di dare un’occhiata ad alcune tra le canzoni che, tra varie epoche e altrettanti generi, hanno segnato la vita di molti, ed ecco cosa abbiamo scoperto. Adriano Celentano: “Il ragazzo della Via Gluck” (4,15) Lucio Battisti “Il mio canto libero” (5,28) Claudio Baglioni “Sabato pomeriggio” (5,35) Umberto Tozzi “Gloria” (4,24) Lucio Dalla “L’anno che verrà” (4,26) Eugenio Finardi “Musica Ribelle” (4,24) PFM Impressioni di Settembre (5,44) Antonello Venditti “Buona domenica” (5,37) Rino Gaetano “Ma il cielo è sempre più blu” (4,32) Area “Gioia e Rivoluzione” (4,36) Pino Daniele “Quanno Chiove (4,37) Riccardo Cocciante “Bella senz’anima” (4,34) Pooh “Dammi solo un minuto” (4,35) Potremo andare avanti ancora a lungo ma ci siamo capiti, è un gioco. Ovviamente esistono capolavori di breve durata, come “Azzurro” di Paolo Conte, a riprova del fatto che ogni canzone fa storia a sé. E di certo non pretendiamo di creare paragoni tra queste nostre nuove canzoni e brani che hanno fatto la storia della musica.

Detto questo “Il Tempo in Me” è nata come gioco di fusione tra un certo tipo di canzone italiana, senza tempo, e la nostra passione per le sonorità contemporanee da club. Ci abbiamo messo dentro un’orchestra e tutte le 12 note disponibili nella melodia della voce, prendendoci le nostre libertà, nella convinzione di riuscire comunque a scrivere qualcosa capace di parlare a tutti.

Per mettere insieme tutto questo, c’è bisogno di spazio e con gli attuali limiti standard diventa impossibile. Armandoci buona volontà, per quello che per noi potrebbe essere un singolo nel 2026, siamo riusciti a esprimere il tutto con una durata di 4’07. Non resta che vedere se a qualcuno va, sfidando clessidra e tavole della legge, di provare a farla vivere al di fuori dell’ecosistema subsonico. Ci è stato detto che oggi è impossibile. Quindi non resta che provarci».

I Subsonica si preparano a celebrare il trentennale della loro storia con Cieli su Torino 96-26″, quattro speciali appuntamenti live alle OGR Torino. Le date, prodotte da Live Nation, sono previste per il 31 marzo, 1, 3 (SOLD OUT) e 4 (SOLD OUT) aprile 2026 e i biglietti sono già disponibili in tutti i punti vendita autorizzati e su Ticketmaster, TicketOne e Vivaticket. Cieli su Torino 96-26″ non rappresenta solo l’atteso ritorno della band alla dimensione live. Ogni biglietto infatti darà la possibilità di accedere anche ad una mostra antologica coinvolgente nel Duomo delle OGR interamente dedicata alla storia del gruppo – con foto, memorabilia, costumi di scena, strumenti e apparecchiature dei primi album, manifesti e tanto altro -, oltre a un dj set in cui, al termine di ogni concerto, i Subsonica si alterneranno in consolle.

Ogni show presenterà una scaletta diversa, con una parentesi di brani storici che varieranno di sera in sera. Un’occasione unica e irripetibile per ripercorrere a 360°, tutti insieme, 30 anni di musica.

Info e biglietti su www.livenation.it e www.subsonica.it. Radio Deejay, Radio Capital e Radio m2o sono le radio partner di CIELI SU TORINO 96-26.

La festa non si ferma alle OGR, anche la stessa città di Torino e la Regione Piemonte saranno infatti – grazie alla collaborazione con l’agenzia torinese Consiste. Entertainment – protagoniste delle celebrazioni del trentennale, con iniziative che le coinvolgeranno, intrecciandosi con i luoghi che più hanno segnato la storia dei Subsonica: mostre, eventi, percorsi sonori che trasformeranno il capoluogo in un grande museo a cielo aperto, per un abbraccio e omaggio reciproco fra band e città.

Le OGR Torino, l’hub della Fondazione CRT, sono un centro di cultura e innovazione unico in Europa, dedicato alla sperimentazione: culturale, artistica e musicale nelle OGR Cult, scientifica, tecnologica e imprenditoriale nelle OGR Tech.

Ex officine per la riparazione dei treni nate a fine Ottocento, oggi patrimonio archeologico industriale, sorgono nel cuore di Torino su un’area di 35.000 mq per attivare nuovi orizzonti di collaborazione, creazione e convivialità.

Missione in Asia per Meloni, da domani in Oman, Giappone e Sud Corea

Roma, 13 gen. (askanews) – Sei giorni per rafforzare i rapporti bilaterali, la cooperazione economica e gli scambi commerciali, con una attenzione speciale ai dossier di politica estera, a cominciare dalla stabilità dell’Indo-Pacifico. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, da domani al 19 gennaio, sarà impegnata in una missione ufficiale in Asia che, la porterà in Oman, Giappone e Corea del Sud.

Domani la premier sarà in visita nel Sultanato dell’Oman, su invito del Sultano Haitham bin Tariq Al Said. Dopo l’ultimo bilaterale avuto a Manama il 3 dicembre scorso nell’ambito dei lavori del Vertice del Consiglio di Cooperazione del Golfo, dove l’Italia era ospite d’onore su invito del Re del Bahrein, Meloni tornerà a confrontarsi con Tariq Al Said sul rafforzamento del dialogo politico ed economico tra Italia e Oman e della cooperazione bilaterale in campo di difesa, giustizia, cultura, istruzione, ricerca, sport e politiche sociali. I due leader affronteranno anche i temi regionali, a cominciare dalla situazione in Medio Oriente, in Yemen e Iran.

Dopo la tappa in Oman, la presidente del Consiglio si sposterà in Giappone dove il 16 gennaio a Tokyo è previsto un incontro bilaterale con il primo ministro del Giappone, Sanae Takaichi, la prima donna nella storia del Paese a guidare il governo nipponico. La visita, spiegano fonti italiane, rappresenta la terza missione di Meloni nello Stato asiatico e la prima visita di un capo di governo europeo dall’insediamento della premier Takaichi nell’ottobre scorso. La premier ha già avuto un incontro con Takaichi in occasione del Vertice del G20 di Johannesburg nel novembre 2025. Inoltre, nel 2026 si celebra il 160° anniversario dei rapporti diplomatici tra Italia e Giappone. Obiettivo della visita è quindi rafforzare il dialogo politico e la cooperazione economica, industriale e tecnologica tra le due nazioni. Il Giappone infatti è il terzo partner commerciale italiano in Asia. Tra gennaio e ottobre 2025, il commercio bilaterale è stato pari a 10,4 miliardi, con esportazioni in crescita a 7 miliardi (+2,6%), trainato dai beni di consumo di alta gamma. In crescita anche la presenza imprenditoriale italiana in Giappone, con circa 170 aziende attive soprattutto nei settori della moda, del lusso e della meccanica di precisione. La visita arriva poi a poche settimane dalla conclusione dell’Expo universale di Osaka 2025, nell’ambito del quale, viene sottolineato dalle stesse fonti, il Padiglione Italia ha riscosso grande successo di visitatori e di pubblico, ottenendo anche il Premio più prestigioso del BIE.

Meloni e Takaichi adotteranno una dichiarazione congiunta che eleva i rapporti bilaterali tra Italia e Giappone al livello di Partenariato Strategico Speciale e contiene una serie di impegni concreti per accelerare l’attuazione del Piano d’Azione Italia-Giappone 2024-2027. Scelta in continuità con il rilancio delle relazioni bilaterali portato avanti negli ultimi anni tra Roma e Tokyo. Nel 2023, infatti, il Presidente Meloni e il predecessore di Sanae Takaichi, Fumio Kishida, avevano elevato i rapporti tra le nazioni a partneriato strategico. Verranno affrontate, inoltre, le principali questioni di politica estera: la sicurezza e la stabilità dell’Indo-Pacifico, la guerra in Ucraina, il Medio Oriente, la cooperazione in Africa.

Continente, quest’ultimo, dove Italia e Giappone condividono un modello di sviluppo inclusivo e su base paritaria, Roma con il Piano Mattei e Tokyo con l’iniziativa TICAD. Sabato 17 gennaio la premier incontrerà presso l’Ambasciata italiana i vertici delle principali aziende giapponesi. Si tratta, spiegano sempre fonti italiane, di gruppi economici e industriali, che complessivamente hanno un fatturato di oltre mille miliardi di euro e con i quali Meloni avrà uno scambio di vedute “per incoraggiare nuovi partenariati industriali e ulteriori investimenti in Italia”. La visita in Giappone cade inoltre nel giorno del compleanno della presidente del Consiglio che, il 15 gennaio, compie 49 anni. Il 19 gennaio, la presidente del Consiglio sarà a Seoul, dove sarà ricevuta dal presidente della Repubblica di Corea, Lee Jae-myung. Anche in questo caso, si sottolinea da fonti italiane, si tratta della prima visita di un leader europeo dall’insediamento del presidente Lee. Rappresenta la prima missione bilaterale di un presidente del Consiglio italiano negli ultimi 19 anni. L’incontro – il secondo dopo il colloquio tenutosi a New York nel settembre scorso a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite – sarà incentrato, oltre che sui rapporti politici, economici, industriali e culturali tra Italia e Corea del Sud, anche sulla situazione in Asia orientale. Al termine dell’incontro, Meloni e il presidente Lee assisteranno alla firma di una serie di intese, tra cui un accordo volto a potenziare la cooperazione industriale in materia di semiconduttori; un memorandum d’intesa sulla prevenzione e gestione dei disastri naturali, nel quale la Protezione Civile italiana condividerà parte della propria esperienza operativa; e un accordo relativo alla tutela del patrimonio culturale. La Corea è il quarto partner commerciale italiano in Asia, ma a livello pro capite Seoul è il primo mercato asiatico per l’export italiano. Significativa la presenza imprenditoriale italiana, con circa 120 aziende che operano nei settori dell’industria manifatturiera, trasporti, logistica e commercio, con un fatturato complessivo di 3,2 miliardi di euro. Meloni e Lee adotteranno, infine, una Dichiarazione congiunta che individua le priorità strategiche per dare ulteriore impulso alla cooperazione bilaterale, con l’obiettivo di rafforzare gli scambi commerciali, accrescere gli investimenti reciproci e promuovere partenariati industriali nei settori ad alta tecnologia, in particolare nei comparti delle tecnologie avanzate e dei semiconduttori.

Crans Montana, Tajani: a Capodanno una tragedia incommensurabile

Roma, 13 gen. (askanews) – “La notte di Capodanno, si è consumata a Crans-Montana, in Svizzera, una tragedia incommensurabile. Quaranta persone, tra cui giovani tra i 14 e i 17 anni, hanno perso la vita nel rogo del locale ‘Le Constellation’, dove stavano festeggiando spensieratamente, pensando di essere al sicuro insieme ai loro amici, l’arrivo del nuovo anno. 116 i feriti, molti dei quali in gravissime condizioni”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani nelle sue comunicazioni al Senato sulla strage di Capodanno a Crans-Montana.

“Voglio ricordare insieme a voi, in quest’Aula, i nomi dei nostri connazionali che quella notte ci hanno lasciato: Achille Barosi, Chiara Costanzo, Emanuele Galeppini, Giovanni Tamburi, Riccardo Minghetti, Sofia Prosperi”, ha proseguito Tajani.

Venice 4 Palestine: a 5 mesi da "pace" a Gaza si continua a morire

Roma, 13 gen. (askanews) – In una lettera aperta inviata alla European Film Academy, nomi celebri del mondo del cinema e della cultura internazionali – tra i firmatari Annie Ernaux, Roger Waters, Minervini, Riondino, Sabina Guzzanti, Gaia Furrer – il coordinamento di artisti nato a Venezia 82, Venice 4 Palestine, lancia un appello contro i massacri ancora in corso nella Striscia di Gaza.

“‘Fermate gli orologi, spegnete le stelle’: cominciava così la nostra chiamata alla scorsa Mostra del Cinema di Venezia. Sono passati quasi 5 mesi e le immagini che ci arrivano direttamente dai territori palestinesi (quelle immagini che ad oggi sono costate la vita a quasi 300 operatori dell’informazione palestinesi) confermano quotidianamente che il cosiddetto ‘processo di pace’, paravento di accordo tra potenze occidentali e arabe alleate, la pace non l’ha portata, ancor meno la giustizia, ma ha fatto sì che la soglia di attenzione mondiale si abbassasse drasticamente. Risultato: Israele continua impunemente a commettere crimini contro l’umanità. E noi non vogliamo assistere immobili alla normalizzazione di questa tragedia”, si legge nella lettera.

“A Gaza si continua a morire. Il governo Netanyahu impedisce l’ingresso di cibo, generi di prima necessità, aiuti umanitari, medicine. A 37 organizzazioni umanitarie che nella Striscia operavano tra rischi e difficoltà, dal primo gennaio è stato reso impossibile l’accesso. Mentre in Cisgiordania le invasioni dei coloni israeliani protetti dall’esercito sono sempre più letali, l’inverno è arrivato e miete ulteriori vittime”, prosegue il testo.

“Come artisti, autori, lavoratori del cinema e attivisti, essere a fianco della Palestina è ancora più necessario, proprio adesso che la crescente politica di repressione del dissenso, di criminalizzazione delle proteste e la persecuzione penale di singoli attivisti e organizzazioni aumentano quotidianamente: di Palestina si parla solo in termini di provvedimenti giudiziari nei confronti di associazioni ed attivisti”, denuncia V4P.

“Molti governi europei hanno già adottato la definizione di antisemitismo formulata dall’IHRA (International Holocaust Remembrance Alliance): una definizione fallace ma fondamentale per la narrazione sionista perché equipara volontariamente le legittime critiche al governo di Israele a delle espressioni di antisemitismo. Questo conferma la stretta repressiva e censoria che è sempre più schiacciante in Europa e in linea con l’inquietante tendenza a delegittimare il Diritto Internazionale, tanto quanto i diritti civili e sociali – scrivono gli attivisti – La normalizzazione della repressione di ogni dissenso (anti sionista o di qualunque altro tipo), così come il capovolgimento delle narrazioni, sono sotto gli occhi di tutti noi. Per questo non possiamo distogliere lo sguardo dalla Palestina, perché la Palestina oggi rappresenta tutte le oppressioni e tutte le ingiustizie che avvengono nel mondo”.

“Lo sguardo è l’ingrediente fondamentale del cinema: la difficoltà di questo momento ci deve rendere ancora più motivati proprio perché il ‘mondo del cinema’ ha sempre a che fare con il ‘mondo reale’. L’arte è mezzo di trasformazione, di testimonianza, di comprensione profonda del mondo, di rappresentazione dell’umano e di sviluppo della coscienza critica: uno straordinario mezzo di riflessione, di partecipazione attiva e di resistenza che ha il dovere di rispondere alla deresponsabilizzazione e al crescente silenzio sulla Palestina. Occorre ancora ricordare che la semantica, il linguaggio, le parole e le immagini, non sono accessori, sono una forma di resistenza sostanziale. Se così non fosse, ancora una volta, dovremmo pensare di arrenderci davvero all’evidenza che essere cineasti o giornalisti, oggi, non ha più alcun senso”, aggiungono.

“Noi vogliamo continuare a credere nel cinema e nelle persone che il cinema lo fanno, che lo amano e che lo guardano. E che lo celebrano. Ricordiamolo: opere candidate quest’anno agli EFA come The Voice of Hind Rajab e With Hasan in Gaza raccontano di persone vere, di bombardamenti veri, di crimini veri, perpetrati dal Governo Netanyahu anche con la complicità dei nostri Paesi. Possiamo unirci alla loro forma di resistenza. Possiamo essere all’altezza di queste opere e continuare ben oltre il tempo di un film a raccontare la verità in tutti gli spazi che attraversiamo prima che questa venga oscurata dalle narrazioni capovolte degli oppressori”, sottolineano.

V4P esorta “quindi coloro che parteciperanno sabato 17 gennaio alla cerimonia degli European Film Awards a Berlino, che calcheranno il tappeto rosso, che saliranno sul palco per premiare o per essere premiati, a prendere posizione contro l’apartheid, il genocidio, la pulizia etnica e l’occupazione della Palestina, ad esprimere dissenso e reclamare la liberazione del popolo palestinese, a farlo creativamente nel segno delle nostre capacità artistiche e comunicative”.

“‘La Paura mangia l’Anima’ ammoniva un tempo Fassbinder. E allora esortiamo tutti a non avere paura perché è ancora tanto quello che possiamo fare. Possiamo cominciare noi stessi a fare quello che i nostri governi non fanno, nonostante l’ONU abbia sancito l’esistenza del genocidio in corso. Possiamo cominciare noi, interrompendo la complicità con Israele e i suoi ambasciatori culturali. Possono cominciare il cinema europeo e gli European Film Awards, in questo momento storico, diventando occasione per esprimere anche i nostri sentimenti e i nostri pensieri più scomodi, soprattutto se riusciamo tutti ad avere un po’ più di coraggio”, concludono gli artisti di Venice 4 Palestine, al grido di “Free Palestine” e “Free the World”.

Venice 4 Palestine con Graziella Bildesheim Kostantin Bojanov Sonia Bergamasco Luciana Castellina Francesco Costabile Celeste Dalla Porta Leonardo Di Costanzo Anna Di Francisca Juliette Duret Annie Ernaux Abbas Fahdel Gaia Furrer Ivan Gergolet Fabrizio Gifuni Sabina Guzzanti Tecla Insolia Luigi Lo Cascio Alina Marazzi Roberto Minervini Teona Mitevska Laura Morante Lino Musella Arab Nasser Tarzan Nasser Claudio Noce Bruno Olivieri Raffaele Oriani Gianfilippo Pedote Sara Petraglia Edoardo Purgatori Desideria Rayner Michele Riondino Sergio Rubini Fausto Russo Alesi Valia Santella Céline Sciamma Ezzaldeen Shalh Claire Simon Eyal Sivan Jasmine Trinca Antonia Truppo Yanis Varoufakis Roger Waters Jessica Woodworth e La Palestine Sauvera le Cinema UICD – Unione Italiana Casting Directors

L’Istat prevede per l’Italia un quadro di crescita debole rispetto all’area euro

Roma, 13 gen. (askanews) – In Italia, dove nel terzo trimestre del 2025 si registra un contenuto incremento congiunturale del Pil (+0,1%), i dati ad alta frequenza più recenti segnalano un indebolimento generalizzato dell’economia ad ottobre, dopo la ripresa nel mese precedente. Si evidenzia un quadro di crescita debole rispetto alla media dell’area euro, con andamenti differenziati tra i diversi settori. Lo ha comunicato l’Istat che ha diffuso la Nota sull’andamento dell’economia italiana.

Sul fronte internazionale, negli ultimi mesi del 2025, l’attenuazione delle tensioni commerciali e il taglio dei tassi d’interesse hanno ridotto l’incertezza e favorito la liquidità, contenendo in parte le pressioni al ribasso sulla crescita dell’economia mondiale. L’inizio del 2026 è stato segnato da nuovi focolai di instabilità che supportano le previsioni di un rallentamento dell’attività economica a livello internazionale per l’anno in corso.

In Italia la dinamica congiunturale degli scambi commerciali tra agosto-ottobre è risultata nel complesso modesta (+0,3% e +0,2% rispettivamente per l’export e l’import). Nei primi dieci mesi dell’anno, si registra un incremento tendenziale del 3,4% per le esportazioni e del 3,7% per importazioni nazionali, con andamenti differenziati a livello settoriale.

A novembre l’occupazione diminuisce rispetto a ottobre ma cresce in termini tendenziali. Il calo congiunturale coinvolge le sole donne e tutte le classi d’età, a eccezione delle 25-34enni. Tra settembre e novembre si rileva, in media, un contenuto incremento congiunturale dell’occupazione (+0,3% per un totale di +66mila occupati), mentre calano le persone in cerca di lavoro.

A dicembre la crescita tendenziale dell’indice armonizzato dei prezzi al consumo è stata pari all’1,2%, ancora nettamente inferiore alla media dell’area euro (+2%). Sulla base dei dati provvisori, l’inflazione nel 2025 è stata pari all’1,7% in Italia e al 2,1% nell’area euro. In aumento nel terzo trimestre il potere d’acquisto delle famiglie.

Fed, Lagarde, Consiglio Bce e altre banche centrali difendono Powell

Roma, 13 gen. (askanews) – La presidente Christine Lagarde, a nome di tutto il Consiglio direttivo della Bce, che include tutti i governatori delle banche centrali dell’area euro, il governatore della Banca d’Inghilterra, Andrew Bailey e di diverse banche centrali nel mondo firmano una dichiarazione congiunta in difesa del presidente della Federal Reserve, Jerome Powell.

Domenica notte lo stesso Powell aveva riferito di essere oggetto di una procedura che punta a una incriminazione da parte del Dipartimento di Giustizia Usa per i costi di ristrutturazione della sede dell’istituzione, mossa che ha definito “pretestuosa” e volta sostanzialmente a insidiare l’indipendenza della politica monetaria.

“Piena solidarietà alla Federal Reserve al suo presidente, Jerome Powell”, affermano i firmatari. “L’indipendenza delle banche centrali è cruciale per la stabilità economica, finanziaria e dei prezzi nell’interesse dei cittadini che serviamo. Per questo è cruciale preservare questa indipendenza, con il pieno rispetto dello stato di diritto e delle regole democratiche”.

Trump, Venezuela e Unione Europea

Trump ha deciso di smentire tutti coloro che hanno accolto il suo nuovo mandato come una ventata di pacifismo. Difficile essere scontenti del rovesciamento del regime disastroso di Nicolás Maduro, ma di fronte all’ennesima violazione del diritto internazionale non si può festeggiare. 

Ora i Venezuelani sono veramente liberi?

Vedere i cittadini scendere in piazza per la liberazione da un dittatore è entusiasmante, ma è legittimo interrogarsi sui risvolti futuri: i venezuelani saranno davvero liberi di autodeterminarsi oppure l’influenza americana continuerà a condizionarli?

Il dibattito politico di oggi tende purtroppo alla continua polarizzazione e alla creazione di schieramenti che non conoscono sfumature. Essere preoccupati per le nuove modalità dei grandi leader internazionali, basate sulla forza e non sulla legge, non significa supportare il regime di Maduro. Al contrario, significa interrogarsi sui mezzi utilizzati e sulle conseguenze che questi producono sull’ordine internazionale.

La logica dell’intervento americano

Il Venezuela dispone di alcune delle più grandi riserve petrolifere al mondo e intrattiene rapporti energetici con Russia, Cina e Iran. Il presidente Donald Trump si è servito dell’accusa di narcotraffico per giustificare un’azione militare iniziata ormai da mesi e che ha già provocato più di cento vittime. Si tratta di un attacco che costituisce una grave violazione non solo del diritto internazionale, ma anche di quello statunitense.

Appare evidente come il riferimento al narcotraffico sia stato utilizzato principalmente come pretesto per aggirare il Congresso, appellandosi alla sicurezza nazionale. Il presidente americano crea un precedente gravissimo che andrà a legittimare comportamenti analoghi anche da parte di potenze rivali. Il ritorno alla dottrina Monroe, auspicato da Trump, non può che destare preoccupazione.

In questo contesto, la condotta americana finisce paradossalmente per rafforzare le narrative di Cina e Russia, che possono giustificare le proprie azioni come risposte simmetriche. La sfera d’influenza può essere, oggi più che mai, ancora più rivendicabile da queste grandi potenze che vedono in Taiwan e Ucraina ciò che Trump vede in Venezuela e Groenlandia.

La crisi dell’ordine internazionale

È inutile soffermarsi inoltre sul fatto che gli interessi del presidente riguardino ben poco i diritti di cui beneficiano i venezuelani, mentre risulta centrale l’interesse verso le loro risorse petrolifere. Trump è lo stesso leader che ha tentato di delegittimare le elezioni e la volontà popolare, che esercita continue pressioni sui media indipendenti, che fa un uso espansivo e politicizzato della macchina repressiva e che minaccia i diritti civili e di protesta, minando costantemente la neutralità delle istituzioni.

Tutte caratteristiche che tendono a identificarlo più come uno smantellatore dello Stato di diritto che come un esportatore di democrazia, rendendo così privi di fondamento gli appellativi che lo presentano come “liberatore di popoli”.

Il sistema internazionale si sta sgretolando e la legge del più forte sta sottomettendo il diritto. La delegittimazione degli organi di cooperazione internazionale ci condurrà verso derive imperialistiche che arrecheranno gravi danni all’equilibrio mondiale.

Il ruolo irrisolto dell’Unione Europea

In questo contesto è doveroso interrogarsi sul ruolo e sul futuro dell’Unione Europea, che fatica a trovare spazio. Rischia di rimanere spettatrice di un confronto tra grandi potenze, incapace di difendere i propri interessi e i propri valori. L’alleato americano non è in discussione ma, soprattutto in casi come questo, in cui Trump, con le recenti dichiarazioni sulla Groenlandia, di fatto minaccia un territorio europeo, diventa di fondamentale importanza la nostra postura nei suoi confronti.

Ad oggi manca quell’autonomia strategica che permetterebbe all’UE di stare nell’alleanza atlantica con la schiena dritta, dettando il gioco e non subendolo sistematicamente. Per emanciparsi è chiaro che serva innanzitutto autonomia dal punto di vista difensivo, ma il vero limite dell’Unione Europea, più che la debolezza nelle capacità militari, è la mancanza di una visione politica comune che trasformi la somma degli Stati in una comunità federale.

La Difesa comune ha bisogno di un disegno politico

Senza un’idea condivisa di destino, anche un piano di sicurezza e difesa rischia di ridursi a una dispersione di risorse preziose per altri scopi fondamentali e critici, a partire dalle politiche sociali. Un progetto di difesa ha senso solo se inserito all’interno di un progetto che coordina scelte, responsabilità e obiettivi strategici. In assenza di questa dimensione comunitaria, il riarmo non produce sicurezza, ma spreco e aumento della tensione.

Il percorso appare lungo e tortuoso, soprattutto in una fase in cui, in tutta l’Unione, i nazionalismi sembrano tornare a prevalere. È qui che emerge il principale nodo politico europeo: quanti Stati e quanti cittadini sarebbero oggi davvero disposti a cedere una parte della propria sovranità nazionale in favore di una sovranità europea condivisa?

Sicurezza, Salvini: non è il momento di togliere militari dalle strade

Roma, 13 gen. (askanews) – Sulla sicurezza ci sono frizioni fra la Lega e Fratelli d’Italia? “No, io sono contento di quello che stiamo facendo”, ha detto il vicepremier Matteo Salvini, leader della Lega, ai cronisti che lo hanno interpellato a margine di un convegno sul turismo al Senato.

“Sicuramente – ha precisato – non è il momento per togliere i militari dalle strade e dalle stazioni, anzi è un momento in cui c’è bisogno di ancora più divise nelle strade e nelle stazioni. Poi se sono militari, poliziotti, carabinieri, polizia locale… a me interessa che ci sia più presidio, più presenza, più sicurezza. È un errore in questo momento tagliare Strade sicure e togliere i militari delle strade”. Ha parlato con il ministro Crosetto di questo tema? “Ci stanno parlando i miei sicuramente”, ha tagliato corto Salvini.

Bankitalia, accelerano prestiti banche (novembre +2,1%), tassi stabili

Roma, 13 gen. (askanews) – Tassi di interesse bancari sostanzialmente stabili a novembre per i mutui alle famiglie e i prestiti alle imprese, mentre la dinamica di erogazione del credito ha mostrato una ulteriore accelerazione. Secondo l’ultima statistica della Banca d’Italia (Banche e moneta), in generale i prestiti al settore privato sono aumentati del 2,1 per cento su base annua, dal più 1,8 per cento nel mese precedente.

I prestiti alle famiglie sono aumentati del 2,3 per cento (come nel mese precedente) mentre quelli alle società non finanziarie sono aumentati dell’1,8 per cento, in rafforzamento dal più 1,1 per cento di ottobre. I depositi del settore privato sono aumentati del 2,6 per cento (come nel mese precedente); la raccolta obbligazionaria è aumentata del 2,8 per cento, con una frenata dal più 4,9 in ottobre.

Passando al costo del prestiti, secondo la rilevazione di Bankitalia a novembre il Tasso Annuale Effettivo Globale (TAEG) sui nuovi prestiti alle famiglie per l’acquisto di abitazioni si è collocato al 3,72 per cento, quasi invariato dal 3,73 di ottobre. Il tasso sulle nuove erogazioni di credito al consumo si è collocato al 10,12 per cento, dal 10,07 nel mese precedente.

I tassi di interesse sui nuovi prestiti alle società non finanziarie sono stati pari al 3,52 per cento, anche qui quasi immutati dal 3,53 nel mese precedente. I tassi passivi sul complesso dei depositi in essere sono rimasti allo 0,63 per cento.

Visionarie 2026: Ancora più eretiche: donne tra cinema, tv e racconto

Roma, 13 gen. (askanews) – Venerdì 30 e sabato 31 gennaio 2026 a Palazzo Merulana a Roma torna “Visionarie – donne tra cinema, tv e racconto”, il progetto ideato e diretto da Giuliana Aliberti, che da sette anni è un punto di riferimento per il dialogo tra le voci femminili dell’audiovisivo e della narrazione contemporanea. Due giornate di incontri, testimonianze, scambi e visioni che celebrano la presenza femminile nei linguaggi creativi, tra cinema, televisione, scrittura e pensiero critico.

Dopo l’edizione 2025 dedicata alle “Eretiche”, Visionarie 2026 rilancia con più forza: Ancora più eretiche è il titolo di quest’anno, un’affermazione di coraggio e un invito a disobbedire, a riscrivere, a trasformare. È un inno a tutte le donne che rivendicano il diritto all’immaginazione, alla parola, alla complessità. Donne che rompono gli schemi, che producono senso, che generano mondi possibili.

Il programma comincia, la mattina di venerdì 30 gennaio, con i saluti istituzionali e con una lunga e articolata sessione dedicata a un tema centrale: l’impegno dell’Audiovisivo verso il percorso per la parità di genere. Un confronto diretto e concreto tra istituzioni, associazioni, imprese, professioniste e professionisti del settore, per discutere criticità, strumenti, strategie e buone pratiche.

Il primo panel, focalizzato su gender gap, parità salariale e certificazione di genere, vedrà la partecipazione di Chiara Gribaudo, promotrice della legge sulle pari opportunità per le donne che lavorano, insieme a Giulia Minoli (Una Nessuna Centomila), Valeria Manieri (Le Contemporanee), e l’assessore alle attività produttive e pari opportunità di Roma Capitale Monica Lucarelli.

A seguire, una tavola rotonda tra rappresentanti di spicco delle aziende del settore audiovisivo: Maria Pia Ammirati (Rai Fiction), Luisa Cotta Ramosino (Netflix), Nicole Morganti (Amazon Studios), Chiara Sbarigia (APA), Alessandro Usai (ANICA), Stefania Ippoliti (Toscana Film Commission), e le produttrici e produttori Francesca Andreoli, Benedetta Caponi, Gloria Giorgianni e Riccardo Tozzi. Un’occasione preziosa per riflettere sulla parità di genere nei processi produttivi e decisionali, e sulle sfide ancora aperte.

Alle associazioni e ai festival è dedicato uno spazio particolare durante il quale prenderanno la parola Graziella Bildesheim (European Women’s Audiovisual Network), Emanuela Piovano (ANAC), Maria Iovine (Centautori), Francesca Massaro (WGI), Gaia Tridente (MIA), Camilla Toschi (Festival Internazionale Cinema e Donne di Firenze), Fabia Bettini (Alice nella Città), Annamaria Granatello (Premio Solinas).

La mattinata si conclude con un workshop esplicativo riservato alle aziende dell’audiovisivo sulla “Certificazione di parità di genere”, la premialità e gli sgravi fiscali per le Aziende virtuose, a cura di Enrico Gambardella (Winning Women Institute, istituto per il rilascio delle certificazioni di genere). Coordina l’intera mattinata Giuliana Aliberti.

Il pomeriggio si accende con uno degli appuntamenti più attesi e radicali del programma: “Da Anaïs Nin alle Ragazze del Porno”, un panel provocatorio e coraggioso che esplora la sessualità e il desiderio attraverso uno sguardo femminile, libero e non convenzionale. Dalla scrittura alla regia, dalle pratiche di intimacy coordination al porno etico e femminista, l’incontro attraversa corpi, linguaggi e immaginari. Interverranno Barbara Alberti, Nadia Fusini, Giuliana Gamba, Serena Guarracino, Lidia Ravviso, Mia Benedetta, Sarah Silvagni, Anna Negri, Monica Stambrini e Serena Guarracino del collettivo KinkyGirls. Coordina la giornalista e scrittrice Antonella Matranga.

La seconda giornata, sabato 31 gennaio, si apre con un incontro di grande intensità: Il cinema delle donne come resistenza oltre il silenzio. Un panel poetico e politico che unisce registe, produttrici, storiche e attiviste per raccontare resistenza, cinema e letteratura. Interverranno, tra le altre, Benedetta Caponi, che presenterà una clip dal film La voce di Hind Rajab, Graziella Bildesheim, Monica Maurer, la regista palestinese Najwa Najjar, Paola Caridi, Wilma Labate e Milena Fiore. Coordina la giornalista Gabriella Gallozzi. In questa occasione verrà consegnato il Premio Karama al regista Ezzaldeen Shalh, fondatore del Gaza International Festival for Women’s Cinema.

A concludere le due giornate sarà una novità che si aggiunge al tradizionale Premio Millennial Visionaria: il Premio Maestre Visionarie, un riconoscimento pensato per onorare quelle donne che, con coerenza, coraggio e immaginazione, hanno cambiato – e continuano a cambiare – il volto della cultura italiana. Il premio sarà consegnato alla grande regista Liliana Cavani, con la proiezione di due sue opere giovanili realizzate dalla Cineteca Nazionale – Centro Sperimentale di Cinematografia.

L’incontro sarà l’occasione per festeggiare la “Maestra Visionaria” Cavani insieme a molte delle registe che in questi anni hanno attraversato Visionarie: Sonia Bergamasco, Carolina Cavalli, Eleonora Danco, Antonietta De Lillo, Anna Di Francisca, Irene Dionisio, Flaminia Graziadei, Emanuela Giordano, Maria Iovine, Wilma Labate, Laura Luchetti, Francesca Mazzoleni, Anna Negri, Costanza Quatriglio, Paola Randi, Marta Savina, Fabiana Sargentini, Adele Tulli, Margherita Vicario e tante altre. Con loro anche docenti e allieve del Centro Sperimentale di Cinematografia e della Scuola d’Arte Cinematografica Gian Maria Volonté, in un ideale passaggio di testimone tra generazioni.

Programma definitivo a breve consultabile sul sito https://www.donnevisionarie.com/

Cinema, boom Zalone: "Buen Camino" primo incasso italiano di sempre

Roma, 13 gen. (askanews) – La commedia “Buen Camino” con Checco Zalone segna un nuovo record. In sole tre settimane di programmazione, con un incasso complessivo di 65.689.125 di euro e 8.157.202 spettatori, il film diretto da Gennaro Nunziante sorpassa “Quo Vado?” (65.365.736 euro) e diventa il film italiano con il maggiore incasso di sempre al box office italiano, preceduto soltanto da “Avatar” (68.600.000 euro).

L’inarrestabile ascesa di “Buen Camino” consolida Zalone e Nunziante come protagonisti assoluti della commedia italiana contemporanea e consacra il film non solo come un successo senza precedenti, ma come un evento cinematografico, capace di riportare in sala spettatori di ogni età, dal Nord al Sud del Paese. Il film ha costruito i suoi primati giorno dopo giorno, fin dal debutto nei cinema, con un impatto unico sul mercato cinematografico nazionale. A Natale, l’esordio record con un incasso di 5.671.922 di euro, il miglior risultato di sempre in Italia per un film nel giorno del 25 dicembre. Con una quota del 78,8%, “Buen Camino” traina l’intero mercato cinematografico italiano sopra i 7 milioni di euro complessivi nella giornata di Natale, un livello che non si raggiungeva dal 2011.

Il 26 dicembre il film sfiora gli 8 milioni di euro portando il totale dei primi due giorni di programmazione a quasi 14 milioni e segnando uno dei migliori risultati di sempre per il giorno di Santo Stefano, davanti anche a titoli internazionali come “Avatar – Fuoco e Cenere”. Il primo gennaio il film incassa oltre 5 milioni di euro, portando il totale a più di 41 milioni e superando i 5 milioni di spettatori.

Nella seconda settimana di programmazione, il film supera i 53 milioni di euro e sorpassa i precedenti successi di Zalone, diventando il terzo film con il maggiore incasso di sempre nella storia del cinema italiano, dopo “Avatar” e “Quo Vado?”. In meno di 20 giorni di programmazione supera i 65 milioni di euro complessivi e diventa il film italiano con il maggiore incasso di sempre al box office italiano, battendo il record di “Quo Vado?”.

Scuola, aperte le iscrizioni alle prime classi per l’anno 2026-27

Milano, 13 gen. (askanews) – Da oggi e fino al 14 febbraio 2026 sono aperte le iscrizioni alle prime classi per l’anno scolastico 2026/2027.

Le domande per il I e il II ciclo di istruzione potranno essere presentate online, attraverso la piattaforma Unica. La modalità online è prevista anche per le iscrizioni ai percorsi di istruzione e formazione professionale (IeFP) e alle scuole paritarie che, su base volontaria, aderiscono alla modalità telematica.

L’accesso alla piattaforma Unica avviene tramite credenziali SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale), CIE (Carta di Identità Elettronica), CNS (Carta Nazionale dei Servizi) o eIDAS (electronic IDentification Authentication and Signature).

Restano invece cartacee, e devono pertanto essere presentate direttamente presso le segreterie delle istituzioni scolastiche, le domande di iscrizione alla Scuola dell’infanzia, alle scuole della Valle d’Aosta, di Trento e di Bolzano, nonché quelle relative a specifici percorsi indicati annualmente nella nota del Ministero dell’Istruzione e del Merito.

All’interno della piattaforma Unica sono disponibili informazioni dettagliate sugli istituti (“Cerca la tua scuola”) e specifiche sezioni dedicate all’orientamento, pensate per accompagnare le famiglie e gli studenti della Scuola secondaria di I grado nella scelta del percorso formativo e professionale successivo. Tra queste: “Il tuo percorso”, “E-Portfolio”, “Docente tutor”, “Guida alla scelta”, “Statistiche su istruzione e lavoro” e, a partire da quest’anno, “What’s Next: l’orientamento nel Metaverso”, un innovativo servizio digitale.

Per l’anno scolastico 2026/2027 è possibile accedere alle importanti opportunità offerte dalla filiera formativa tecnologico-professionale presentando domanda d’iscrizione alle prime classi dei percorsi di 4 anni degli istituti tecnici e professionali e ai percorsi innovativi del Liceo del Made in Italy.

Le iscrizioni alle prime classi per l’anno scolastico 2026-2027 interessano 1.342.504 studenti e le relative famiglie.

Trump annuncia nuovi dazi per chi commercia con l’Iran, la Cina protesta

Roma, 13 gen. (askanews) – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump prova a stringere il cappio attorno all’Iran. Il capo della Casa bianca ha annunciato via social l’introduzione immediata di nuovi dazi del 25 per cento contro tutti i Paesi che intrattengono rapporti commerciali con l’Iran, definendo la misura “finale e conclusiva”. Una mossa che ha mandato su tutte le furie la Cina, che ha reagito annunciando che “salvaguarderà con determinazione i propri diritti e interessi legittimi”.

Il provvedimento, di portata globale, è destinato a colpire in particolare le grandi economie con forti legami energetici e commerciali con Teheran, a partire da Cina e India, ma anche Turchia, Emirati arabi uniti e Unione europea. Trump ha collegato esplicitamente la decisione alla repressione delle proteste antigovernative in Iran, nel cui contesto, secondo l’ong Iran Human Rights, sarebbero morte oltre 600 persone e sarebbe stato imposto un blackout quasi totale di internet. Il presidente statunitense ha inoltre evocato la possibilità di un intervento militare.

Pechino ha reagito con durezza. La portavoce del ministero degli Esteri cinese Mao Ning, intervenendo alla quotidiana conferenza stampa a Pechino, ha ribadito la “ferma opposizione” della Cina alle guerre tariffarie, avvertendo che Pechino “salvaguarderà con determinazione i propri diritti e interessi legittimi”. Mao ha anche condannato le minacce americane di ricorrere alla forza contro l’Iran, affermando che la Cina auspica che tutte le parti facciano di più per favorire la pace e la stabilità in Medio Oriente e ribadendo la contrarietà a misure coercitive e a pressioni che possano aggravare le tensioni regionali, nel rispetto del diritto internazionale. La portavoce ha aggiunto che la Cina sta monitorando attentamente la situazione in Iran e adotterà tutte le misure necessarie per garantire la sicurezza dei cittadini cinesi.

Sulla stessa linea l’ambasciata cinese a Washington, che in una dichiarazione al Washington Post ha definito i nuovi dazi una forma di “coercizione” e “pressione”. Il portavoce Liu Pengyu ha affermato che la Cina si oppone con decisione a “sanzioni unilaterali illegittime e all’applicazione extraterritoriale della giurisdizione” e che adotterà contromisure per tutelare i propri interessi.

La posta in gioco è rilevante. La Cina è il principale partner commerciale dell’Iran, con circa il 30 per cento del commercio estero totale, anche se nei primi undici mesi del 2025 il commercio ufficiale tra Cina e Iran è diminuito del 24 per cento, segnale di un rallentamento già in atto proprio a causa delle sanzioni Usa.

Sul cruciale fronte energetico, la Cina è il primo importatore mondiale di petrolio: compra oltre l’80 per cento del greggio iraniano esportato via mare. Secondo i dati 2025 della società di analisi Kpler, la Cina ha acquistato in media 1,38 milioni di barili al giorno di petrolio iraniano lo scorso anno, pari a circa il 13,4 per cento delle importazioni marittime totali di greggio del Paese.

Negli ultimi anni la Cina ha fatto ampio ricorso all’acquisto di petrolio da Paesi sottoposti a sanzioni occidentali, in particolare Iran, Russia e Venezuela, per ridurre il costo complessivo della bolletta energetica, risparmiando miliardi di dollari. Pechino è oggi anche il maggiore acquirente di greggio venezuelano e uno dei principali importatori di petrolio russo.

I principali compratori cinesi di petrolio iraniano sono le raffinerie indipendenti, note come teapots, concentrate soprattutto nella provincia dello Shandong. Questi operatori, che rappresentano circa un quarto della capacità di raffinazione cinese, sono attratti dallo sconto applicato al greggio iraniano rispetto ai barili non sanzionati. Operando spesso con margini ridotti e penalizzati da una domanda interna debole, le teapots utilizzano il petrolio iraniano come leva per contenere i costi.

Le grandi compagnie petrolifere statali cinesi, secondo trader ed esperti riportati dall’agenzia di stampa Reuters, hanno invece evitato di acquistare greggio iraniano dal 2018-2019. Il petrolio Iranian Light viene venduto in Cina con uno sconto compreso tra 8 e 10 dollari al barile rispetto al Brent. Ciò consente ai raffinatori cinesi di risparmiare rispetto a importazioni alternative non sanzionate, come quelle dall’Oman.

Gli sconti si sono ampliati anche per l’accumulo di scorte: l’Iran dispone attualmente di una quantità record di petrolio in stoccaggi terrestri e offshore, pari a circa 50 giorni di produzione, mentre le importazioni cinesi sono diminuite a causa delle sanzioni e dei timori legati a possibili azioni militari statunitensi.

Le sanzioni Usa stanno comunque avendo un impatto crescente. Dopo il ripristino delle misure restrittive nel 2018, l’amministrazione Trump ha introdotto nuovi pacchetti sanzionatori contro il commercio petrolifero iraniano, inclusi provvedimenti contro tre raffinerie indipendenti cinesi. Questo ha spinto diversi operatori di medie dimensioni a ridurre gli acquisti per il timore di essere inseriti nelle blacklist statunitensi.

L’annuncio di Trump arriva in un contesto di tensioni commerciali già elevate. Lo scorso anno il presidente Usa aveva imposto dazi “reciproci” del 25 per cento contro l’India, aggiungendo una penalità analoga per l’acquisto di petrolio russo. Nello stesso periodo, nonostante un’intesa tra Trump e il presidente cinese Xi Jinping per allentare alcune barriere commerciali, la tariffa media statunitense sulle importazioni cinesi è rimasta al 47,5 per cento, secondo il Peterson Institute for International Economics.

Per quanto riguarda l’Iran, nello specifico, secondo quanto ha scritto oggi il New York Times, Trump sta seguendo una strategia doppia, oltre a esercitare la pressione commerciale. Da un lato valuta la possibilità di un intervento militare, tanto che il Pentagono avrebbe già presentato alla Casa bianca una serie di piani, dall’altro intende perseguire la via diplomatica. Ieri il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha confermato che un incontro con l’inviato speciale degli Stati uniti Steve Witkoff potrebbe avere luogo, nonostante le proteste di massa in corso nel Paese. In un’intervista ad Al Jazeera, Araghchi ha affermato che “i contatti con Witkoff hanno preceduto e seguito le proteste e continuano tuttora”, aggiungendo che “alcune idee sono state discusse con Washington e al momento le stiamo esaminando”.

Il capo della diplomazia iraniana ha inoltre espresso la disponibilità di Teheran a negoziare sul programma nucleare, a condizione che non vi siano minacce contro il Paese. Allo stesso tempo, ha detto, le autorità iraniane nutrono dubbi sulla reale volontà dell’amministrazione statunitense di avviare negoziati “costruttivi e onesti”.

Araghchi ha poi sostenuto che vi sono forze che cercano di trascinare Washington in una guerra con Teheran a beneficio di Israele. “Se Washington volesse tornare a uno scenario militare, come ha fatto in passato, siamo pronti”, ha avvertito, aggiungendo che “la nostra preparazione militare è significativa e più ampia rispetto all’ultima guerra”.

Addio al gelo: temperature in aumento, massime fino a 18°C

Milano, 13 gen. (askanews) – Gennaio si traveste da Novembre e torna l’Autunno, dopo una rigida fase invernale. Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, conferma un deciso aumento delle temperature, sia minime sia massime, in queste ore.

Tutto merito (o demerito, per gli amanti del freddo) dell’anticiclone subtropicale che tornerà a farci visita nelle prossime ore e nei prossimi giorni: dimentichiamoci le forti gelate degli ultimi giorni, dai -7°C in Pianura Padana del lunedì passeremo diffusamente ai +5° di minima anche al Nord, con massime fino a 7-10°C. In pratica, questa settimana vedrà il ritorno dell’Autunno con molte nubi al Centro-Nord, sole prevalente al Sud con temperature così previste: Nord 5°/10°, Centro 7°/15°, Sud 9°/18°.

Oltre all’aumento termico avremo anche un aumento della nuvolosità che risulterà compatta al Nord e sulle regioni centrali tirreniche: si prevedono locali fenomeni più probabili su Liguria, Alta Toscana e Lombardia, ma si tratterà di deboli ed isolate piogge.

Il vento, che ha soffiato in modo disastroso soprattutto al Sud, tenderà ad attenuarsi e favorirà la formazione di qualche banco di nebbia nei fondovalle: sembrerà Autunno, anche per l’arrivo di una perturbazione mite atlantica nel prossimo weekend.

E il freddo dove andrà? Il gelo rimarrà confinato tra Ucraina e Russia, mentre anche alle alte latitudini scorreranno correnti meno rigide: ad Oslo, ad esempio, passeremo dai -10C° attuali a +2/+3°C.

Per trovare un’altra fase invernale dovremo probabilmente aspettare la fine del mese (25 gennaio) anche se, ovviamente, per queste previsioni a lunga scadenza servono mille conferme: al momento possiamo solo affermare, con certezza, bentornato Autunno.

La Cina: dazi Usa a chi commercia con l’Iran? Ci opponiamo fermamente

Roma, 13 gen. (askanews) – La Cina ha condannato oggi la decisione del presidente Usa Donald Trump di imporre dei dazi ulteriori del 25% per i paesi che intrattengano rapporti commerciali con l’Iran.

La portavoce del ministero degli Esteri cinese Mao Ning, nella quotidiana conferenza stampa a Pechino, commentando le parole del presidente di Trump, ha ribadito la “ferma opposizione” della Cina “alle guerre tariffarie” e ha avvertito che “salvaguarderà con fermezza i propri diritti e interessi legittimi”.

Mao Ning ha anche condannato le minacce americane di attacco nei confronti dell’Iran e ha detto che Pechino spera che tutte le parti “facciano di più per favorire la pace e la stabilità in Medio Oriente”, ribadendo la propria contrarietà a “misure coercitive e a pressioni che possano aggravare le tensioni regionali”, richiamando “la necessità di un approccio responsabile basato sul rispetto del diritto internazionale”.

La portavoce cinese ha anche affermato che Pechino sta”monitorando da vicino l’andamento della situazione in Iran e faremo tutto il necessario per proteggere la sicurezza dei cittadini cinesi”.

Trentini e Burlò sono tornati in Italia

Roma, 13 gen. (askanews) – L’aereo italiano con a bordo Alberto Trentini e Mario Burlò è atterrato all’aeroporto di Ciampino.

I due cittadini italiani sono stati liberati ieri dal regime venezuelano. Ad accoglierli la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il ministro degli Esteri Antonio Tajani.

“Hai abbracciato mamma? È stata tanto in pensiero lo sai, vero?”: con queste parole, con un “bentornato” e chiedendo come stesse, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha salutato Alberto Trentini all’interno dell’aeroporto di Ciampino, al suo rientro in Italia dopo la
detenzione nelle carceri venezuelane.

Poi la premier ha salutato anche Mario Burlò con un altro “bentornato”, intrattenendosi brevemente, insieme al ministro degli Esteri Antonio Tajani. Infine si è congedata salutando tutti e dicendo “non vi voglio disturbare perché avete del tempo da recuperare”.

E’ stata “una gioia immensa nel toccare la mia bella Italia”. Lo ha detto Mario Burlò al telefono con Tg2 Italia-Europa dopo il suo arrivo a Ciampino.

“E’ stato difficile, ho perso 30 chili, ma non importa, l’importante è essere tornati, abbracciare i miei ragazzi”, ha detto l’imprenditore, ringraziando governo e ambasciatore per l’azione.

“Ho superato questi giorni pensando ai miei ragazzi, ai miei amici, i quali sapevano conoscendomi che erano accuse folli, infondate”, ha continuato.

“Sono stato sequestrato, come altri stranieri”, ha detto ancora, segnalando che nelle prigioni venezuelane ci sono “94 stranieri di 34 nazionalità differenti”. Burlò ha segnalato di non aver subito “violenze fisiche”, ma “psicologiche sì”, ricordando di aver potuto sentire i suoi figli solo dopo 11 mesi.

India–Stati Uniti, un’alleanza sotto pressione

Una crisi regionale e una mediazione controversa

La scorsa primavera – come si ricorderà – due potenze nucleari asiatiche, India e Pakistan, sono entrate in rotta di collisione e per alcuni giorni i cieli sopra quei paesi hanno assistito ad uno scontro alquanto cruento. La sua conclusione è intervenuta in seguito ad una mediazione promossa e condotta da Donald Trump. Almeno, questa è la versione fornita dal presidente americano, ai tempi in piena ricerca del Nobel per la Pace.

A New Delhi corre voce che, a causa di quell’auto-attribuzione di un merito che invece Narendra Modi, il premier nazionalista indù, ritiene dovuto alla reazione indiana e alla forza della sua aviazione militare, il rapporto fra i due leader si sia deteriorato.

Probabilmente le non secondarie conseguenze che si sono registrate nei mesi successivi non hanno quello screzio quale unica motivazione, anche se la postura da uomo forte di entrambi i leader può lasciarlo credere.

Il nodo dei dazi e il fattore russo

Certamente molto di più hanno inciso i dazi. Lo “strumento preferito” di Trump ha creato un solco profondo nelle relazioni degli Stati Uniti con l’India, oggi la nazione più popolosa del mondo e fra quelle in maggior sviluppo economico (al di là delle enormi sacche di povertà e miseria tuttora presenti).

Aver raddoppiato i dazi sulle esportazioni indiane con la motivazione punitiva legata all’acquisto di petrolio che New Delhi prosegue con Mosca e, contemporaneamente, averli diminuiti alla Cina dopo i primi fuochi d’artificio intorno a percentuali abnormi – che avevano provocato una dura risposta da parte di Pechino – ha fatto infuriare Modi.

Il ritorno diplomatico in Cina

Che ha così deciso di partecipare alla Conferenza dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO) dello scorso settembre, tenutasi a Tianjin. Era dal 2018 che non si recava in Cina e, anzi, fra il 2020 e il 2021 vi erano stati scontri fra gli eserciti dei due paesi nella regione himalayana del Ladakh, sulla quale Pechino nutre rivendicazioni territoriali.

Modi si è successivamente ben guardato dal partecipare all’imponente parata celebrativa dell’ottantesimo anniversario della fine della Seconda Guerra Mondiale – quella della famosa foto con Putin e il dittatore nordcoreano Kim Jong-un in ossequiosa conversazione con Xi Jinping, in mezzo a loro e vestito alla Mao Zedong e non all’occidentale come invece gli altri due – ma non si è sottratto a un bilaterale con Xi inteso ad attenuare i dissidi, nella comune consapevolezza che questo XXI secolo debba essere il “secolo dell’Asia”.

Competizione strategica e dossier irrisolti

In realtà, e i due leader lo sanno bene, il confronto per la superiorità in Asia è in pieno svolgimento e non sarà affatto semplice diminuirne l’intensità. I dossier aperti sono molteplici: dal transito concorrenziale per New Delhi della Belt and Road Initiative all’esplicito sostegno cinese al Pakistan, confermato anche durante la crisi dello scorso maggio.

Sino alla partecipazione indiana al Quad, l’organizzazione di cooperazione informale per la sicurezza con Stati Uniti, Giappone e Australia, che ha quale suo obiettivo proprio il contenimento dell’avanzata cinese nel Pacifico.

Un’alleanza necessaria ma fragile

Questioni spesse, non facilmente superabili. Anzi, proprio per la loro strategicità diventa molto improbabile immaginare, oggi, il loro superamento.

La novità, però, è la politica aggressiva della Casa Bianca nei confronti dei propri amici, anche di quegli alleati – come appunto l’India – che sono indispensabili per contrastare le ambizioni globali di Pechino. Con il suo viaggio in Cina, Modi ha certamente voluto inviare un messaggio forte a Trump. Non definitivo, però. I margini per un nuovo miglioramento delle relazioni fra Washington e New Delhi restano ampi.

Il secolo asiatico e l’incognita Trump

L’India nazionalista di Modi vuole ardentemente proporsi come superpotenza regionale. Non può tollerare un predominio cinese, tanto meno nell’area oceanica indiana. Gli Stati Uniti, per parte loro, non intendono perdere l’egemonia nel Pacifico garantita dalla VII Flotta (e pure dalla V). Dunque gli interessi strategici sono comuni.

Solo l’imprevedibilità di Trump e il suo atteggiamento arrogante, da signore feudale che ha a che fare con meri vassalli – assolutamente inaccettabile per l’orgogliosa e super-popolosa India – potrebbe affossare una collaborazione cresciuta nel tempo, soprattutto in questo secolo. Che, questo il presidente americano non vuole senz’altro riconoscere, sarà comunque il “secolo asiatico”.

Il centro è nella morsa ma può crescere

Verso il voto, tra schieramenti già definiti

Le elezioni politiche nazionali si avvicinano. Si voterà, salvo sconvolgimenti che non sono però all’ordine del giorno, fra circa 15 mesi. E, di conseguenza, ci si attrezza per capire quale sarà il profilo politico, culturale e soprattutto programmatico delle rispettive coalizioni.

Ora, e per fermarsi a quella che nel passato si chiamava “politica di centro”, meglio definita come progetto per un “centro di governo, democratico e riformista”, si deve prendere atto di quello che concretamente emerge dalla dialettica politica italiana. E, se vogliamo essere anche intellettualmente onesti, non possiamo non evidenziare alcuni dati di fatto, oggettivi.

La sinistra e il centro sotto la tenda

La coalizione di sinistra e progressista, ad esempio, è sempre più chiara e netta nel declinare il suo progetto politico. Sappiamo, ormai, chi sono i veri azionisti politici dell’alleanza – e cioè Schlein, Conte, il trio Fratoianni/Bonelli/Salis, Landini, con l’aggiunta delle note associazioni di categoria, soprattutto in questi tempi di dibattito sul referendum costituzionale sulla giustizia – e, di conseguenza, emerge in modo altrettanto chiaro la cifra politica di quel campo.

Ovvero, parliamo di una coalizione che fa del massimalismo, dell’estremismo e del radicalismo la sua essenza di fondo. Con tanti saluti, come ovvio, rispetto a tutto ciò che è anche solo lontanamente riconducibile al Centro o alla politica di centro.

Spiace dirlo, ma dobbiamo dare atto a quello che tempo fa l’autorevole dirigente ex comunista Goffredo Bettini aveva già previsto e pianificato. E cioè, per il Centro nella coalizione di sinistra e progressista c’è spazio solo sotto una “tenda”. E così è stato, piaccia o non piaccia alle mille sigle e agli innumerevoli aspiranti al seggio parlamentare dei vari protagonisti “centrini”.

Del resto, non c’è tema, argomento, proposta o dibattito che non registri il protagonismo degli esponenti della sinistra estremista, massimalista, radicale e populista. Per il resto, appunto, c’è spazio solo in tribuna. O meglio, al massimo si può aspirare a un “diritto di tribuna”.

Il centrodestra e il peso della leadership

Sul versante del centrodestra, malgrado esista un partito dichiaratamente centrista e riformista come Forza Italia, è indubbio che la forza, il carisma e il peso politico di Giorgia Meloni siano talmente forti ed evidenti che qualunque altro apporto risulta certamente importante, ma del tutto ininfluente ai fini del progetto politico complessivo della coalizione.

Anche perché l’elettorato centrista di quell’area, come ormai ci dicono quasi tutti i sondaggisti, tende sempre più a riconoscersi nel partito della Premier

Una scommessa ancora aperta

Per queste ragioni, semplici ma persino oggettive, chi nel 2027 vorrà riproporre un polo autenticamente centrista e riformista dovrà recuperare sino in fondo la scommessa lanciata nel lontano 1994 da Franco Marini, Mino Martinazzoli, Gerardo Bianco e molti altri leader e dirigenti del Ppi delle origini.

Fu il progetto del “Patto per l’Italia” con Mario Segni a contribuire a dare uno scossone a un bipolarismo che già allora si presentava con connotati troppo estremisti, massimalisti e radicali.

E se ci sarà un progetto politico che andrà davvero in quella direzione, non potrà non essere preso in seria considerazione da tutti coloro che ancora credono e scommettono sulla “politica di centro” nella democrazia italiana.

Il rebus dell’occupazione in Italia

Quelli che sostengono essere aumentata e gli altri che sostengono d’essere diminuita. Che cosa? L’occupazione.

A sentire le notizie televisive e a leggere i quotidiani sembra che la cosa sia molto ingarbugliata. E non si sa a chi dar credito. Al Governo? O all’opposizione? Per rendere semplice il problema, svolgo la seguente riflessione:

Il nesso logico: lavoro e produzione

Se aumenta l’occupazione, questa necessariamente accrescerà la produzione; se c’è più lavoro, c’è anche maggiore quantità di merci o di servizi. È evidente che se aumentano tanto i prodotti lavorati quanto i servizi resi, accresce pure il Prodotto Interno Lordo, il cosiddetto PIL.

Se invece, per contro, l’occupazione diminuisce, conseguentemente si accorcia la ricchezza prodotta, sia essa materiale, immateriale o sotto forma di servizi.

Oltre la disputa politica

Per ovviare alla disputa ormai sterile tra chi sta al governo e chi gli si oppone — e quindi tra chi sostiene la tesi dell’aumento occupazionale e chi invece vede solo precarietà — basta riferirsi ai dati economici e chiedersi qual è il loro andamento.

Quindi è semplice. Come sta andando il PIL in Italia in questi ultimi tempi? Lo dicono gli indici registrati in quest’ultimo anno e, se vogliamo, può essere indicato nella Finanziaria 2026 come andamento previsionale.

I dati reali…cosa dicono?

Purtroppo, le stime reali del PIL nazionale nell’ultimo anno sono state avare, tra le più basse d’Europa (intorno allo 0,4%-0,5%). Insomma, la ricchezza non ci sorride. Per il prossimo anno, ma è una previsione, ci sarebbe un leggero aumento. Poi, però, si vedrà se corrisponderà o meno ai dati reali.

Se c’è un aumento dell’occupazione, deve essere del tutto irrisorio, perché lo testimonia l’andamento della bilancia economica nazionale. In aggiunta, potrebbe anche esserci numericamente un aumento dei contratti, ma il monte ore complessivo del lavoro in Italia è rimasto al palo.

Se sbaglio, correggetemi.

Alto Adige: oltre le identità, il malessere

Oltre il disagio identitario

Esiste – è vero – un problema che riguarda il disagio degli italiani in Alto Adige: dall’uso della lingua, al tema della casa, a quello del lavoro fino all’inclusione “vera”, un termine che qui si usa come un mantra ma che in realtà spesso è solo un mero flatus vocis. Ma esiste anche – qui e altrove – un disagio di tutti, oltre il gruppo linguistico di appartenenza.

La politica sta dibattendo cause ed effetti, il focus è diventato virale ma le responsabilità del malessere collettivo vanno forse cercate in primis proprio nel gap che separa istituzioni e cittadini. È innanzitutto un problema di rappresentatività: ascoltando e intercettando la voce della gente si ha la sensazione che anche qui si replichi la frattura che si percepisce a livello sociale generale tra paese legale e paese reale.

La casa come cartina di tornasole

Il tema della casa è emblematico: l’affitto di un modesto appartamento equivale ormai a uno stipendio medio, non parliamo di una pensione, che lo rende irraggiungibile. L’acquisto di un’abitazione in condominio è proibitivo, i prezzi sono alle stelle e fuori portata: si parla di centinaia di migliaia di euro, fino a oltre il milione.

Mi spiega un sindaco: «è il libero mercato». Vero, ma la politica ha anche una funzione di controllo e di calmiere, di giustizia sociale. Qualche anno fa si incentivava il turismo delle seconde case, adesso nemmeno i nativi del posto, in particolare le giovani coppie, trovano casa a costi umanamente sostenibili. Venire a vivere qui era una scelta di vita, ora diventa un’utopia.

Costo della vita e fuga dei giovani

La spesa alimentare e dei prodotti domestici sale vorticosamente: Bolzano è la città più cara d’Italia ma anche nelle località delle valli, da un giorno all’altro, entrando in un supermercato si ha sempre la sgradita sorpresa di rialzi ingiustificabili.

Quanto al lavoro, avrà un significato il fatto che negli ultimi cinque anni molti giovani altoatesini siano emigrati all’estero: il brain drain è compensato solo dal brain gain di immigrati prevalentemente occupati in strutture alberghiere. È un problema sociale ed economico ma anche di mutamento dell’identità collettiva: si va perdendo a poco a poco quel genius loci che rendeva unica e tutelata la tradizione culturale del posto, un valore incommensurabile.

Politica miope e disagio sociale

Molte scelte politiche sembrano dettate più da demagogia che da buon senso e lungimiranza. I Rapporti CENSIS e ISTAT, che raccontano i flussi demografici presenti e futuri, la loro sostenibilità antropologica e culturale, l’evoluzione o l’involuzione della società, gli egoismi emergenti, il rancore collettivo, gli interessi commerciali che sgretolano i valori umani, dovrebbero essere letti e studiati anche da queste parti.

Microcriminalità, traffico di droga, violenza gratuita e di genere, anche tra giovani e giovanissimi, producono un senso di insicurezza e un disagio sociale profondo. Ormai è un trend pervasivo e quasi inarrestabile, facilitato dall’uso disinvolto delle armi e dall’incontrollato utilizzo delle tecnologie che alimentano reati sottotraccia. Solo grazie alle forze dell’ordine questo mercimonio di violenza è controllato e combattuto.

Sicurezza e responsabilità collettiva

In questi giorni in Italia sono accaduti due fatti di gravità inaudita, solo gli ultimi di una lunga deriva: una giovane è stata strangolata e forse abusata a Milano; un capotreno pugnalato e ucciso a Bologna. Entrambi per mano di persone irregolari, presenti sul territorio nazionale nonostante precedenti reati e provvedimenti di espulsione.

Sono soggetti tollerati dall’indifferenza sociale, clandestini, spesso privi di documenti di riconoscimento ma sovente provvisti di numerosi alias: espulsi con un cognome rientrano con false generalità. Arrestati e condannati per omicidio non scontano la pena per intero perché qualcuno confida nella loro redenzione.

Solidarietà e pragmatismo

Il tema della sicurezza sociale è in cima all’agenda delle priorità. Di fronte a questi reati sorprende che si decida di ospitare nei centri di accoglienza tutti i senza fissa dimora senza procedere alla loro identificazione. Sono decisioni da prendere cum grano salis, perché si riverberano sulla sicurezza di tutti, alimentando un disagio percepibile.

La solidarietà sociale e le scelte umanitarie sono valori da realizzare, ma sempre con sostenibile pragmatismo.

Iran, il Pentagono presenta a Trump varie ipotesi di attacco (NYT)

Roma, 13 gen. (askanews) – Il Pentagono ha presentato al presidente degli Stati uniti Donald Trump un’ampia gamma di opzioni per un possibile attacco contro l’Iran, inclusa l’ipotesi di colpire parti del programma nucleare di Teheran. Lo ha riferito nella notte il New York Times, citando una fonte americana di alto livello.

Secondo la fonte, le opzioni al momento considerate più probabili sarebbero tuttavia interventi mirati, come un cyberattacco o un’azione contro l’apparato di sicurezza interno iraniano, accusato di reprimere con la forza le proteste nel Paese. Qualsiasi operazione di questo tipo, ha aggiunto il funzionario, sarebbe “a pochi giorni di distanza”.

La stessa fonte ha precisato che Trump, mentre valuta le opzioni militari, sta parallelamente esplorando anche canali diplomatici.

Il presidente dovrebbe ricevere nelle prossime ore un briefing dettagliato sulle possibili azioni militari.

Il figlio dello Scià: abbiamo un piano per il dopo-ayatollah in Iran

Roma, 13 gen. (askanews) – Il principe Reza Pahlavi, figlio dell’ultimo Scià di Persia, afferma di avere già un piano per prendere le redini dell’Iran in caso di caduta del regime degli ayatollah. Lo afferma in una intervista pubblicata oggi dal Corriere della sera, nella quale sostiene che non ci sarà alcun vuoto di potere.

“Abbiamo già un piano, non ci sarà il vuoto. Ci siamo preparati per anni a questo momento”, afferma Pahlavi, spiegando che il progetto, denominato Iran Prosperity Project, prevede una prima fase di emergenza per garantire nei primi 180 giorni la continuità dei servizi e della sicurezza. Secondo il figlio dell’ultimo scià, seguirà una fase di stabilizzazione per far funzionare il Paese, assicurare i servizi essenziali, ripristinare la fiducia economica e mantenere una governance di base. In una fase successiva, aggiunge, partiranno un processo costituzionale e le elezioni nazionali.

Pahlavi sottolinea infine che la scelta sulla forma dello Stato dovrà spettare ai cittadini iraniani. “Voglio che gli iraniani abbiano il diritto di scegliere liberamente tra monarchia e repubblica”, dice.

Il Premier della Groenlandia: lavoreremo con la Nato per aumentare la difesa

Roma, 13 gen. (askanews) – La Groenlandia lavorerà allo sviluppo della difesa dell’isola in stretta cooperazione con la Nato. Lo ha dichiarato il primo ministro groenlandese Jens-Frederik Nielsen.

“La Groenlandia fa parte del Regno di Danimarca ed è membro della Nato attraverso il Regno. Pertanto il governo groenlandese lavorerà affinché lo sviluppo della difesa in Groenlandia e nelle aree circostanti avvenga in stretta cooperazione con la Nato, in dialogo con i nostri alleati, compresi gli Stati uniti, e in collaborazione con la Danimarca”, ha scritto Nielsen sui social media.

La dichiarazione arriva dopo le tensioni diplomatiche seguite all’annuncio, nel dicembre 2025, della nomina da parte del presidente degli Stati uniti Donald Trump del governatore della Louisiana Jeff Landry come suo inviato speciale per la Groenlandia. Landry ha successivamente confermato l’intenzione di Washington di rendere l’isola parte del territorio statunitense.

Il ministro degli Esteri danese Lars Lokke Rasmussen ha reagito esprimendo “estrema indignazione” per le affermazioni dell’inviato speciale statunitense e annunciando la convocazione dell’ambasciatore degli Stati uniti a Copenaghen per chiedere chiarimenti. In una dichiarazione congiunta, i primi ministri di Danimarca e Groenlandia, Mette Frederiksen e Jens-Frederik Nielsen, hanno messo in guardia Washington da qualsiasi tentativo di appropriarsi dell’isola, sottolineando l’attesa di rispetto per l’integrità territoriale condivisa.

Trump ha più volte affermato che la Groenlandia dovrebbe entrare a far parte degli Stati uniti, citando la sua importanza strategica per la sicurezza nazionale e per la difesa del cosiddetto “mondo libero”, anche in relazione a Cina e Russia. L’ex primo ministro groenlandese Mute Egede ha ribadito che l’isola non è in vendita.

Trump consentirà al Messico di continuare a fornire petrolio a Cuba

Roma, 13 gen. (askanews) – Il presidente degli Stati uniti Donald Trump potrebbe valutare il blocco delle forniture di petrolio dal Messico a Cuba come leva di pressione nei confronti dell’Avana. Lo ha dichiarato il segretario all’Energia statunitense Chris Wright.

Intervenendo a Fox News, Wright ha affermato che, qualora Trump decidesse di adottare questa misura, la sua attuazione sarebbe semplice.

Nella stessa giornata, CBS News aveva riferito che Washington consente attualmente al Messico di rifornire Cuba di petrolio, nonostante le dichiarazioni di Trump secondo cui nessuna fornitura energetica, indipendentemente dalla provenienza, dovrebbe raggiungere l’isola caraibica.

Secondo l’emittente statunitense, che cita lo stesso Wright e un altro funzionario dell’amministrazione, l’attuale linea di Washington è consentire al Messico di proseguire le forniture di greggio a Cuba.

Stando al network, gli Stati uniti non puntano a un cambio di regime sull’isola, ma a negoziare una transizione che superi l’attuale sistema politico cubano.

In precedenza, la presidente messicana Claudia Sheinbaum aveva dichiarato di aver avuto un colloquio con Trump nel quale sono stati affrontati i temi della sicurezza e della lotta al narcotraffico. Interrogata sull’eventuale discussione della questione cubana, Sheinbaum ha risposto negativamente.

Attacchi russi nella notte contro Kiev e Kharkiv

Roma, 13 gen. (askanews) – Le sirene antiaeree sono tornate a risuonare a Kiev nella notte, dopo che la Russia ha lanciato un attacco con missili balistici contro la capitale ucraina. Lo hanno riferito le autorità locali.

“Restate in luoghi sicuri. I russi stanno attaccando la capitale con missili balistici”, ha scritto su Telegram il capo dell’amministrazione militare di Kiev, Timur Tkachenko. Il sindaco della città, Vitali Klitschko, ha reso noto che le unità della difesa aerea sono state attivate per cercare di respingere l’offensiva.

Kiev non è stata l’unico obiettivo degli attacchi notturni. Anche la periferia di Kharkiv, la seconda città dell’Ucraina situata nel nord-est del Paese, è stata colpita.

L’attacco russo con missili e droni contro la periferia di Kharkiv ha causato almeno quattro morti e sei feriti. Lo hanno riferito il 13 gennaio le autorità regionali ucraine.

Secondo quanto comunicato dall’amministrazione locale, l’attacco ha colpito aree residenziali alla periferia della città, la seconda più grande dell’Ucraina.

Sanremo, Pausini: il Festival è il mio destino e la mia paura

Milano, 12 gen. (askanews) – “Sanremo è il mio destino. Il mio sorriso. La mia tentazione. La mia paura”. Commenta così Laura Pausini l’annuncio della sua presenza sul palco del Festival come conduttrice insieme a Carlo Conti. “A Sanremo sono nata artisticamente nel 1993 e quest’anno torno orgogliosa e commossa perché con tutto l’onore e la gioia del mondo condurrò con Carlo Conti la 76esima edizione del Festival – ha detto in una nota – Le prime volte non si scordano mai e come quando si dà il primo bacio mi sento emozionata. Ho passato tutti gli anni della mia vita vedendo Sanremo e mai avrei pensato di trovarmi ora in questo ruolo. Ringrazio Carlo, la stima che provo per lui da sempre è diventata anche fiducia, è riuscito a sbloccare la mia paura nell’immaginarmi conduttrice”. “Non vedo l’ora di divertirmi e commuovermi con lui al mio fianco – conclude l’artista – Farò davvero tutto il possibile per essere all’altezza di questo palcoscenico che rimane il più importante per me”.

Calcio, Genoa-Cagliari 3-0, rossoblù travolgenti

Roma, 12 gen. (askanews) – Il Genoa torna a vincere a Marassi e lo fa con un netto 3-0 contro il Cagliari, agganciando i sardi a quota 19 punti in classifica. Decisive le reti di Colombo nel primo tempo e quelle di Frendrup e Ostigard nella ripresa, arrivate nel giro di due minuti e capaci di chiudere definitivamente il match.

La squadra rossoblù parte forte e passa in vantaggio già al 7′: Malinovskyi imbuca in profondità, Colombo si libera della marcatura e batte Caprile di sinistro, confermando il suo ottimo momento di forma. Il Cagliari prova a reagire con Palestra, Adopo ed Esposito, ma trova sulla sua strada un attento Leali, protagonista di almeno tre interventi decisivi, compresa una punizione di Esposito e una conclusione ravvicinata di Luvumbo.

Nella ripresa il Genoa controlla e colpisce. Al 75′ Frendrup trova il primo gol stagionale in campionato con un sinistro potente da fuori area, deviato da Prati e imparabile per Caprile. Passano appena due minuti e arriva il tris: difesa del Cagliari in affanno, Martin pennella un pallone che Ostigard gira di testa in rete, con il Var che conferma la regolarità del gol.

Nel finale il Cagliari non riesce a riaprire la partita, mentre Marassi accompagna con i cori il ritorno al successo interno del Genoa, che non vinceva in casa dal 29 novembre. Una serata convincente per la squadra di Gilardino, solida dietro e cinica davanti, che ritrova entusiasmo e punti pesanti nella corsa salvezza.

Calcio, risultati serie A, Genoa scatto salvezza

Roma, 12 gen. (askanews) – Questo il riepilogo dei risultati e la classifica di serie A dopo Genoa-Cagliari 3-0

Ventesima giornata: Como-Bologna 1-1, Udinese-Pisa 2-2, Roma-Sassuolo 2-0, Atalanta-Torino 2-0, Lecce-Parma 1-2, Fiorentina-Milan 1-1, Verona-Lazio 0-1, Inter-Napoli 2-2, Genoa-Cagliari 3-0, ore 20.45 Juventus-Cremonese.

Classifica: Inter 43, Milan 40, Roma, Napoli 39, Juventus 36, Como 34, Atalanta 31, Lazio 28, Bologna 27, Udinese 26, Sassuolo, Torino 23, Cremonese 22, Parma 21, Cagliari, Genoa 19, Lecce 17, Fiorentina 14, Verona, Pisa 13.

Recuperi: mercoledì 14 gennaio ore 18.30 Napoli-Parma, ore 20.45 Inter-Lecce, giovedì 15 gennaio ore 18.30 Verona-Bologna, ore 20.45 Como-Milan.

Ventunesima giornata: venerdì 16 gennaio ore 20.45 Pisa-Atalanta, sabato 17 gennaio ore 15 Udinese-Inter, ore 18 Napoli-Sassuolo, ore 20.45 Cagliari-Juventus, domenica 18 gennaio ore 12.30 Parma-Genoa, ore 15 Bologna-Fiorentina, ore 18 Torino-Roma, ore 20.45 Milan-Lecce, lunedì 18 gennaio ore 18.30 Cremonese-Verona, lunedì 19 gennaio ore 20.45 Lazio-Como.

Sanremo, Rai: Laura Pausini condurrà con Conti 76ma edizione Festival

Milano, 12 gen. (askanews) – Sarà Laura Pausini, l’artista italiana più premiata nel mondo, a condurre con il direttore artistico Carlo Conti le cinque serate del Festival di Sanremo, in onda in diretta su Rai 1, RaiPlay e Rai Radio2 dal 24 al 28 febbraio. Laura Pausini tornerà a calcare il palcoscenico del Teatro Ariston, per la prima volta nella veste più prestigiosa, dopo le partecipazioni di inizio carriera, nel 1993 e 1994, e sei presenze in qualità di superospite, tra il 2001 e il 2022.

“Ringrazio Laura per aver accettato subito con entusiasmo il mio invito – sottolinea Carlo Conti – È un grande onore e una gioia condividere la conduzione del festival con un’artista ed una donna così forte, così carismatica e divertente come Laura. Con noi poi si alterneranno ogni sera vari co-conduttori e co-conduttrici con i quali animeremo il palco dell’Ariston”.

Iran, Khamenei: i politici Usa ricorrono a "inganni" e "mercenari"

Roma, 12 gen. (askanews) – La guida suprema dell’Iran Ali Khamenei ha denunciato “inganni” e l’uso di “mercenari” interni da parte degli Stati uniti, commentando le proteste che hanno attraversato il paese e che, secondo le organizzazioni per i diritti umani e i governi occidentali, sarebbero state represse nel sangue.

In un messaggio diffuso dall’ambasciata iraniana in Italia, Khamenei ha commentato manifestazioni pro-regime che si sono tenute oggi, affermando che tale mobilitazione ha “annullato i piani dei nemici stranieri che dovevano essere messi in atto tramite mercenari interni”, definendo quella odierna una “giornata storica” per il Paese. “Grande e nobile nazione dell’Iran, oggi avete compiuto una grande impresa”, si legge nel messaggio, che elogia la “ferma determinazione” dei partecipanti alle manifestazioni pro-regime.

Rivolgendosi direttamente alla popolazione, Khamenei ha sostenuto che il popolo iraniano avrebbe inviato “un avvertimento ai politici americani affinché pongano fine ai loro inganni e non facciano affidamento su mercenari traditori”.

Secondo la guida suprema, “il popolo iraniano è forte e potente, consapevole e capace di riconoscere il nemico, ed è sempre presente sulla scena”.

La Casa bianca: Trump preferisce trattare con l’Iran, ma non teme l’uso della forza

Roma, 12 gen. (askanews) – Il presidente degli Stati uniti Donald Trump privilegia la via diplomatica nei rapporti con l’Iran, ma non esclude il ricorso alla forza militare se lo riterrà necessario. Lo ha dichiarato oggi la portavoce della Casa Bianca,Karoline Leavitt.

“Il presidente Trump ha sempre affermato che la diplomazia è la prima opzione. Lo è sempre stata e lo sarà sempre. Tuttavia, non teme di usare la forza letale e la potenza militare degli Stati uniti quando lo ritiene necessario. E nessuno lo sa meglio del regime iraniano”, ha detto Leavitt in un’intervista a Fox News.

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha confermato che un incontro con l’inviato speciale degli Stati uniti Steve Witkoff potrebbe avere luogo nonostante le proteste di massa in corso nel Paese. In un’intervista ad Al Jazeera, Araghchi ha affermato che “i miei contatti con Witkoff hanno preceduto e seguito le proteste e continuano tuttora”, aggiungendo che “alcune idee sono state discusse con Washington e al momento le stiamo esaminando”.

Il capo della diplomazia iraniana ha inoltre espresso la disponibilità di Teheran a negoziare sul programma nucleare, a condizione che non vi siano minacce contro il Paese. Allo stesso tempo, ha detto, le autorità iraniane nutrono dubbi sulla reale volontà dell’amministrazione statunitense di avviare negoziati “costruttivi e onesti”. “Quando saranno pronti, esamineremo la questione”, ha dichiarato.

Araghchi ha poi sostenuto che vi sono forze che cercano di trascinare Washington in una guerra con Teheran a beneficio di Israele. “Se Washington volesse tornare a uno scenario militare, come ha fatto in passato, siamo pronti”, ha avvertito, aggiungendo che “la nostra preparazione militare è significativa e più ampia rispetto all’ultima guerra”.

Il governo fissa il Referendum per il 22 e 23 marzo (ma c’è rischio ricorso)

Roma, 12 gen. (askanews) – Il referendum sulla riforma della magistratura che prevede anche la separazione delle carriere, si terrà nel fine settimana del 22-23 marzo. Lo ha stabilito oggi il Consiglio dei ministri che ha anche accorpato, nello stesso weekend le elezioni suppletive per i collegi lasciati vacanti in Veneto da Alberto Stefani e Massimo Bitonci. Ma sulla decisione dell’esecutivo pende il rischio di un ricorso da parte del Comitato dei 15 volenterosi.

Sulla scelta della data, secondo quanto si apprende, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, nel corso del Cdm ha ricordato che il governo era tenuto “ad adempiere ad un obbligo di legge”, fissato in 60 giorni dalla comunicazione dell’ordinanza dell’Ufficio centrale per il referendum presso la Corte di Cassazione, che scadeva il 17 gennaio prossimo.

Subito dopo la decisione del Cdm di fissare le urne per il 22-23 marzo, è arrivata la ferma posizione Comitato promotore della raccolta di firme popolari per un referendum costituzionale sulla stessa riforma, che per voce dell’avvocato Carlo Guglielmi, ha annunciato che sono pronti a rispondere anche con le carte bollate. “Dato che purtroppo nel governo non c’è cultura istituzionale ce ne dovremo fare carico noi. Informeremo domani il presidente della Repubblica e i Comitati Promotori Parlamentari delle nostre iniziative a tutela della legalità repubblicana in tutte le sedi giudiziarie che la Costituzione prevede”, ha spiegato Guglielmi.

Sul tema è intervenuta anche Rosy Bindi, dirigente del Comitato per il No al referendum sulla giustizia, che ha detto di “non preoccuparsi” della data fissata dal governo per la consultazione popolare. “In ogni caso riusciremo a convincere gli italiani della pericolosità di questa riforma”, ha detto l’ex presidente della Commissione parlamentare Antimafia che ha posto l’accento su un altro aspetto: “la scelta fatta dal Consiglio dei ministri è rispettosa delle regole?”.

Intanto a Firenze oggi è stato presentato il Comitato “La Sinistra che vota Sì” al referendum, organizzato da Stefano Ceccanti, vicepresidente di Libertà Eguale ed ex parlamentare Pd. “La riforma è a vantaggio dell’autonomia dei giudici rispetto ai pubblici ministeri. Soprattutto nelle indagini preliminari, era il grande schema che aveva Vassalli. Non c’entra il rapporto con la politica, non cambia il rapporto con la politica”, ha spiegato Ceccanti.

Calcio, Arbitri, il presidente Zappi squalificato per 13 mesi

Roma, 12 gen. (askanews) – Tredici mesi di inibizione: il Tribunale Federale Nazionale ha accolto in pieno la richiesta della Procura Figc rispetto alla sanzione da comminare al Presidente dell’Aia Antonio Zappi. Le accuse portate avanti dalla Procura guidata da Giuseppe Chiné riguardano le presunte pressioni che il presidente avrebbe esercitato sugli ex designatori della Serie C Ciampi e della Serie D Pizzi in occasione dell’ultima tornata di nomine dei cosiddetti Organi Tecnici, la prima gestita dal Comitato Nazionale neo-eletto a seguito delle elezioni svoltesi poco più di un anno fa, il 14 dicembre 2024. Chiné ha raccolto l’esposto di un associato AIA – che poi ha smentito di averlo mai presentato denunciando un furto di identità – ma contenente elementi che hanno trovato riscontri e che la Procura ha ritenuto sufficienti a procedere: chat e mail che riguardavano appunto il turnover previsto dal nuovo Comitato per le guide tecniche degli arbitri: cosicché Ciampi da designatore della C sarebbe entrato a far parte della Commissione di A e B come uno dei vice di Rocchi, lasciando il posto a Orsato, mentre Pizzi avrebbe lasciato il vertice della D a Braschi per entrare proprio nuova commissione di C diretta dell’ex arbitro internazionale. Ma essendo i contratti biennali e ancora validi, per completare il puzzle sarebbero state necessarie le dimissioni dei due dirigenti. Concordate in funzione della ricollocazione, sostiene Zappi, forzate violando i doveri di lealtà, probità e correttezza (art. 4 del Codice di Giustizia Sportiva), secondo Chiné.

Strage di Crans Montana, l’ambasciatore italiano: l’indagine si sta allargando

Roma, 12 gen. (askanews) – L’indagine sull’incendio in un locale nella località svizzera di Crans-Montana, in cui sono morte decine di giovani tra i quali diversi italiani, si è già allargata, oltre che ai due proprietari del locale già indagati, alle autorità comunali della città elvetica e potrebbe estendersi “anche oltre”. Lo ha confermato ai microfoni della trasmissione Dentro la Notizia, condotta da Gianluigi Nuzzi su Canale 5 l’ambasciatore italiano in Svizzera Gian Lorenzo Cornado, dopo che ha incontrato la procuratrice generale del cantone Vallese Béatrice Pilloud.

Cornado ha confermato che “l’indagine si è già allargata dall’amministrazione comunale e potrebbe estendersi anche oltre all’amministrazione comunale” e ha riferito che la procuratrice ha assicurato che “sarà un’indagine che lei condurrà a tutto campo, se necessario”.

Sui tempi dell’inchiesta, Cornado ha detto di aver chiesto che il processo “possa essere svolto il più rapidamente possibile”, ma la procuratrice ha detto che l’indagine “richiederà del tempo perché è una tragedia di immani proporzioni”, portando come esempio i casi delle sciagure del Montarone e del crollo del Ponte Morandi, perché “anche in quei casi le indagini e il processo hanno richiesto del tempo”.

La procuratrice non ha confermato al diplomatico se, effettivamente, vi è stato da parte suo un diniego alla costituzione come parte civile del comune di Crans-Montana, il che suggerirebbe la presenza dell’istituzione sotto altra veste nel futuro processo, ma – ha segnalato l’ambasciatore – dichiarazioni sui giornali elvetici parlano proprio di questa circostanza.

Infine, l’ambasciatore ha confermato che gli addeti di polizia italiani presso la sede diplomatica sono in contatto con la Procura della Repubblica di Roma in merito ad attività di rogatoria internazionale.

Calcio, Real Madrid esonera Xabi Alonso, Arbeloa nuovo allenatore

Roma, 12 gen. (askanews) – Clamoroso da Madrid. Xabi Alonso non è più il tecnico dei blancos. Lo ha annunciato con un comunicato la società madridista. “Il Real Madrid CF annuncia che, di comune accordo tra il club e Xabi Alonso, è stato deciso di porre fine al suo mandato come allenatore della prima squadra – è scritto in una nota – Xabi Alonso avrà sempre l’affetto e l’ammirazione di tutti i tifosi del Madrid perché è una leggenda del Real Madrid e ha sempre rappresentato i valori del nostro club. Il Real Madrid sarà sempre la sua casa. Il nostro club ringrazia Xabi Alonso e tutto il suo team tecnico per il lavoro e la dedizione dimostrati in questo periodo e augura loro la migliore fortuna in questa nuova fase della loro vita”. Contestualmente all’annuncio dell’esonero dunque il club di Perez svela il nome del nuovo allenatore: “Il Real Madrid annuncia che Álvaro Arbeloa è il nuovo allenatore della prima squadra. Álvaro Arbeloa è l’allenatore del Castilla da giugno 2025 e ha trascorso l’intera carriera da allenatore nel settore giovanile del Real Madrid dal 2020”.

Andrea Bianconi da Barbara Davis a Houston con "Zipping Zap"

Milano, 12 gen. (askanews) – La Galleria Barbara Davis di Houston presenta la mostra “Andrea Bianconi: Zipping Zap”, che riunisce nuove opere dell’artista italiano, tra installazioni, disegni e sculture, e approfondisce i temi del ritmo, del movimento e della direzione, elementi centrali nella sua ricerca. Al centro del progetto espositivo vi è la ripetizione di un impulso mentale e visivo che guida lo spettatore in un’esperienza immersiva, in cui il disegno si trasforma in un linguaggio dinamico e in continua evoluzione.

Fulcro dell’esposizione è una installazione site-specific composta da 34 tele trasparenti disegnate a mano, sospese nello spazio della galleria. Le opere creano un labirinto attraversabile, leggero e fluttuante, che invita il pubblico a muoversi tra segni, ritmo e percezione, trasformando il disegno in una vera e propria architettura.

Accanto all’installazione, la mostra presenta una nuova serie di sculture in alluminio, nelle quali Bianconi rielabora il motivo ricorrente della freccia come simbolo di direzione, scelta e trasformazione. Un segno che diventa metafora del percorso umano, proiettato verso il futuro e allo stesso tempo radicato nelle decisioni del passato.

Con “Zipping Zap”, Andrea Bianconi, artista brillante e capace di un pensiero autonomo, propone una riflessione sul divenire e sull’azione, offrendo una visione aperta e positiva in cui intuizione, consapevolezza e movimento si intrecciano, invitando il pubblico a interrogarsi sul concetto di direzione, nello spazio e nella vita.

Austria, Aiea lancia "guerra nucleare" contro la zanzara-tigre

Roma, 12 gen. (askanews) – L’Agenzia internazionale per l’energia atomica e la città di Graz hanno deciso di usare le maniere forti contro un nemico fastidioso e difficile da sconfiggere: la zanzara-tigre asiatica. Aiea e città austriaca hanno annunciato oggi i primi risultati di uno studio sull’uso di maschi sterili di zanzara-tigre asiatiche (Aedes albopictus), nell’ambito di una valutazione per un possibile impiego futuro della “Tecnica dell’insetto sterile”, un metodo per diminuire il numero di questi fastidiosi insetti che stanno colonizzando l’Europa attraverso l’uso di maschi sterilizzati mediante radiazioni.

La zanzara-tigre asiatica è stata individuata per la prima volta in Austria nel 2012 e da allora si è diffusa in tutte le province del Paese. Negli ultimi anni Graz ha registrato densità particolarmente elevate dell’insetto e, in risposta all’aumento delle segnalazioni di disagio e al crescente rischio di arbovirosi in Europa, l’amministrazione cittadina ha chiesto il supporto dell’Aiea, per avviare uno studio di marcatura, rilascio e ricattura.

Lo studio prevede il rilascio e la successiva ricattura di un numero noto di zanzare maschio sterili, marcate con polveri colorate, in un’area definita, al fine di analizzare la popolazione locale e valutare la fattibilità tecnica e l’accettazione pubblica dell’applicazione della “Tecnica dell’insetto sterile”, una tecnologia di origine nucleare utilizzata per la gestione delle popolazioni di insetti nocivi.

Nel corso di sette settimane tra agosto e settembre, oltre 800mila zanzare maschio sterili sono state rilasciate in un’area di circa 15 ettari di orti urbani nella zona sud della città. Gli insetti sono stati prodotti presso il laboratorio per il controllo dei parassiti del Centro congiunto Fao-Aiea delle tecniche nucleari per l’alimentazione e l’agricoltura e sterilizzati mediante radiazioni in modo che l’accoppiamento con le femmine selvatiche non produca discendenti.

Le popolazioni di zanzare-tigre stanno crescendo rapidamente in Europa e nel mondo a causa dei cambiamenti climatici, dell’urbanizzazione e dell’intensificazione del commercio internazionale. Temperature più elevate e variazioni nelle precipitazioni creano condizioni favorevoli alla riproduzione, consentendo a specie un tempo limitate alle regioni tropicali di insediarsi in aree temperate, con un conseguente aumento dei rischi per la salute pubblica legati a malattie come chikungunya, dengue e virus Zika.

L’analisi delle zanzare ricatturate, condotta congiuntamente dalla città di Graz e dall’Aiea, ha fornito dati scientifici chiave sulla dimensione della popolazione selvatica, sulla distanza di dispersione dei maschi sterili, sulla loro sopravvivenza in condizioni naturali e sulla competitività negli accoppiamenti.

“I risultati preliminari ci forniscono la base per determinare come applicare al meglio la Tecnica dell’insetto sterile a Graz”, ha dichiarato Hanano Yamada, entomologa del Centro congiunto Fao-Aiea. “Queste informazioni sono essenziali per stabilire la scala, la frequenza e l’estensione geografica dei futuri rilasci”.

I primi dati mostrano che i maschi sterili rilasciati sono stati altamente efficaci. E’ stata osservata una sterilità di circa il 70 per cento delle uova e il numero di zanzare femmina catturate nelle trappole è diminuito nel corso dello studio rispetto a un’area vicina non trattata. I risultati indicano che i maschi sterili riescono a competere con quelli selvatici e che il loro rilascio può ridurre in modo significativo le popolazioni di zanzare in contesti urbani ad alta densità.

Sulla base di questi risultati, la città di Graz e l’Aiea stanno preparando raccomandazioni sui prossimi passi in vista della stagione delle zanzare del 2026.

Ong: 648 morti accertati per la repressione delle proteste in Iran

Roma, 12 gen. (askanews) – Almeno 648 manifestanti, tra cui nove minori, sarebbero stati uccisi in Iran nei primi sedici giorni della nuova ondata di proteste antigovernative. E’ il bilancio diffuso da Iran Human Rights, che avverte del rischio di esecuzioni di massa e chiede una risposta immediata della comunità internazionale.

Secondo l’organizzazione, migliaia di persone sono rimaste ferite e il numero degli arresti supererebbe le 10.000 unità. Il dato dei morti include esclusivamente i casi verificati direttamente o attraverso almeno due fonti indipendenti e potrebbe quindi essere ampiamente sottostimato.

Iran Human Rights segnala inoltre che informazioni non verificati parlano di diverse centinaia di vittime e, secondo alcune stime, di oltre 6.000 morti. Tuttavia, a causa del blackout quasi totale di internet in vigore dall’8 gennaio e delle severe restrizioni all’accesso alle informazioni, risulta estremamente difficile confermare in modo indipendente tali cifre.

L’organizzazione per i diritti umani segnala anche il rischio imminente di esecuzioni. In particolare, fonti vicine alla famiglia di Erfan Soltani, 26 anni, arrestato l’8 gennaio a Fardis, nella provincia di Alborz, riferiscono che il giovane sarebbe stato condannato a morte e che l’esecuzione sarebbe prevista per il 14 gennaio. Secondo le stesse fonti, Soltani non avrebbe avuto accesso a un avvocato né sarebbe stato sottoposto a un processo regolare.

Le proteste sono iniziate il 28 dicembre 2025 nel bazar di Teheran per il peggioramento delle condizioni economiche e si sono rapidamente estese a tutto il Paese, raggiungendo tutte le 31 province e circa 120 città prima dell’oscuramento della rete. Secondo Iran Human Rights, le forze di sicurezza hanno utilizzato armi militari contro i manifestanti, in alcuni casi sparando alla testa o alla parte superiore del corpo da distanza ravvicinata.

I media statali iraniani hanno riferito che almeno 121 membri delle forze armate, di polizia e dell’apparato giudiziario sarebbero stati uccisi durante le proteste, un dato che, secondo le stesse fonti, non includerebbe Teheran.

Il blackout di internet, che secondo NetBlocks riguarda circa il 99 per cento della rete nazionale, ha ulteriormente alimentato i timori di uccisioni di massa e dell’emissione di numerose condanne a morte. L’ultima interruzione di portata simile risale al novembre 2019, quando centinaia di manifestanti furono uccisi in pochi giorni.

Referendum, Barbera: la riforma garantisce toghe da correnti

Firenze, 12 gen. (askanews) – La riforma della giustizia che sarà sottoposta a referendum “garantisce di più sia i giudici sia i pubblici ministeri e da cosa li garantisce di più? Dalle correnti! E’ il governo che può soffocare l’indipendenza dei magistrati? Sono le correnti”. Lo ha detto il presidente emerito della Corte Costituzionale Augusto Barbera intervenendo a Firenze a un’iniziativa di LibertàEguale a favore del Sì al referendum sulla riforma della giustizia.

Iran, Macron: condanno la violenza di Stato di Teheran

Roma, 12 gen. (askanews) – Il presidente francese Emmanuel Macron ha condannato la “violenza di Stato” in Iran contro i manifestanti che chiedono il rispetto dei propri diritti.

In un messaggio pubblicato su X, Macron ha affermato: “Condanno la violenza di Stato che colpisce indiscriminatamente donne e uomini iraniani che chiedono con coraggio il rispetto dei loro diritti”.

“Il rispetto delle libertà fondamentali è un’esigenza universale e siamo al fianco di coloro che le difendono”, ha aggiunto.

Referendum, Barbera: non si vota né per né contro Meloni

 

 

Firenze , 12 gen. (askanews) – “Nel prossimo referendum non si vota né a favore del governo Meloni né contro, ci saranno altre occasioni per poter giudicare quel governo e le altre occasioni saranno le elezioni politiche del prossimo anno”. Lo ha detto Augusto Barbera presidente emerito della Corte Costituzionale intervenendo a Firenze a un evento organizzato da Libertà Eguale Toscana dal titolo “La sinistra che vota sì” al referendum sulla riforma della giustizia.

All’evento alla Palazzina reale di Santa Maria Novella sono presenti tra gli altri Enzo Bianco, Anna Paola Concia, Marilisa D’Amico, Benedetto Della Vedova, Claudia Mancina, Tommaso Nannicini, Raffaella Paita, Giovanni Pellegrino, Claudio Petruccioli e Cesare Salvi, le conclusioni saranno affidate a Stefano Ceccanti vice presidente di Libertà Eguale.

 

Fed, gli ex presidenti difendono Powell: "Attacco all’indipendenza"

Roma, 12 gen. (askanews) – L’iniziativa del Dipartimento di Giustizia Usa contro il presidente della Federal Reserve Jerome Powell rappresenta “un tentativo senza precedenti di attacco per minare l’indipendenza” della banca centrale Usa. E in questo modo la politica monetaria negli Stati Uniti rischia di assomigliare a quella dei paesi in via di sviluppo. Lo affermano una lunga lista di ex presidenti della Federal Reserve, ex segretari di Stato al Tesoro e ex consiglieri economici della Casa Bianca, in maniera bipartisan prevalentemente di campo democratico, ma non solo, in un documento firmato a seguito delle vicende rivelate nel corso della notte dallo stesso Powell.

Tra i firmatari compaiono Ben Bernanke, ex presidente Fed; Jared Bernstein, ex consigliere di Joe Biden; Jason Furman, ex concigliere di Barack Obama; Timothy Geithner segretario al Tesoro di Obama e presidente della Fed di New York; Alan Greenspan, storico ex presidente Fed, sotto le presidenze Reagan, Bush, Clintone George W. Bush; Glenn Hubbard, ex concigliere di George W. Bush; Jacob J. Lew, ex segretario al Tesoro sotto Obama; Gregory Mankiw, ex consigliere di George W. Bush; Henry M. Paulson, ex segretario al Tesoro sotto George W. Bush; Kenneth Rogoff, ex capo economista del Fmi; Christina Romer, ex consiglera di Obama; Robert E. Rubin, segretario al Tesoro durante la presidenza Clinton e Janet Yellen, ex presidente della Fed e segretario al Tesoro.

“L’indipendenza della Federal Reserve e la percezione del pubblico di questa indipendenza sono cruciali per le performance economiche, incluso il raggiungimento degli obiettivi che il congresso ha fissato alla Fieldes stabilità dei prezzi, massima popolazione e moderazione dei tassi sul lungo termine – scrivono – incriminazione presidente Fero Powell è un tentativo senza precedenti di utilizzare attacchi persecutori per minare questa indipendenza. Questa è come viene condotta la politica monetaria in mercati emergenti con economie deboli, con ricadute molto negative in termini di inflazione e di funzionamento più in generale delle economie. Non c’è spazio per questo negli Stati Uniti il cui principale interesse lo stato di diritto che alla base del nostro successo economico”.