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Papa a Lampedusa, il vescovo di Agrigento: da Leone uscirà messaggio politico

Lampedusa, 3 lug. (askanews) – “Penso che dalla visita del Papa uscirà un messaggio politico, incentrato cioè sulla dignità di ogni persona e questo è certamente un tema politico. Saranno infatti le scelte politiche a determinare, ostacolare o accompagnare i diritti”. Lo ha detto l’arcivescovo di Agrigento, mons. Alessandro Damiano, alla vigilia della visita di Leone domani a Lampedusa.

“La porta d’Europa – ha aggiunto – è un luogo simbolico. Una porta che deve rimanere aperta; se si chiude l’Europa rimane prigioniera di se stessa”.

Rai, Rossi: Telemeloni? Una straordinaria operazione di marketing

Roma, 3 lug. (askanews) – “Telemeloni? Questo è un marchio che ci portiamo avanti da tempo, devo dire che io continuo a trovarla una straordinaria operazione di marketing, che in quanto tale, quando funziona, viene riprodotta all’infinito. Io credo che lo sforzo che è stato fatto in questi anni in Rai sia un valore che non può essere non riconosciuto da intelligenze libere, ed è stato quello di creare il più possibile un’offerta capace di raccontare la molteplicità della narrazioni e l’identità del nostro Paese e della nostra nazione”.

Lo ha detto l’amministratore delegato della Rai Giampaolo Rossi alla presentazione dei palinsesti Rai per la stagione televisiva 2026-2027, “Rai C’é”, al Teatro delle Muse di Ancona, rispondendo a una domanda in conferenza stampa.

“Questo l’abbiamo fatto aprendo spesso e volentieri anche filoni di pensiero e di confronto…, portando dinamiche narrative completamente diverse e trasversali… Telemeloni è quella che ha fatto rientrare Roberto Benigni in Rai, mi sembra quindi una dichiarazione che abbia poco fondamento” ha aggiunto.

“È anche quella – ha proseguito – che garantisce oggi una pluralità del racconto giornalistico che raramente c’è stata in passato e quella che sta cercando di intercettare anche i target che in qualche modo possono essere intercettati, perché hanno abbandonato la tv generalista e approdano su altre forme distributive e che invece attraverso offerte mirate possono tornare alla televisione generalistica”.

Rai, l’ad Rossi: Agnes sarebbe straordinaria presidente di garanzia

Ancona, 3 lug. (askanews) – Sulla nomina di Simona Agnes come presidente della Rai l’amministratore delegato della servizio televisivo pubblico Giampaolo Rossi alla presentazione dei palinsesti per la stagione televisiva 2026-2027, “Rai C’é” al Teatro delle Muse di Ancona ha dichiarato: “Mi permetto di dire che credo sia stato un errore non nominare Simona Agnes presidente Rai. Conosco, frequento e abito questa azienda da 25 anni e credo che Simona sarebbe stata una straordinaria presidente di garanzia della Rai”. Poi Rossi ha proseguito: “In questi anni ne ho potuto apprezzare la competenza e la correttezza. Sarebbe stato di gran lunga superiore a presidenti di garanzia del passato, lo dico non per ragioni politiche ma aziendali e sarebbe stati coerente col lavoro incredibile che sta facendo nel Cda”.

Dal 10 al 12 luglio torna il Festival dell’Argentario

Roma, 3 lug. (askanews) – E’ tutto pronto per la terza edizione del Festival dell’Argentario, in programma a Porto Santo Stefano da venerdì 10 a domenica 12 luglio. Promosso dal Comune di Monte Argentario, fortemente voluto dal Sindaco Arturo Cerulli e grazie all’impegno dell’Assessora al Turismo, Cultura e Commercio Chiara Orsini, il Festival torna con tre serate dedicate a cultura, spettacolo e grande musica. A fare gli onori di casa sarà ancora una volta Gigi Marzullo, che accoglierà gli ospiti sul palco di Piazzale dei Rioni.

Venerdì 10 luglio il Festival si aprirà con “Tu vuo’ fa’ l’americano”, spettacolo teatrale e musicale scritto da Massimo Cinque, diretto da Marcello Cirillo, con gli arrangiamenti e la direzione musicale del Maestro Demo Morselli e la voce narrante di Barbara De Rossi. Un racconto in musica dedicato ai milioni di emigranti italiani partiti tra i primi del Novecento e gli anni Sessanta alla ricerca dell’American Dream.

Sabato 11 luglio sarà protagonista la prima edizione del Premio “Brando Giordani”, dedicato al grande dirigente Rai, giornalista, regista, autore e sceneggiatore italiano. I vincitori scelti dalla giuria composta da Claudio Nicola, Paolo De Andreis, Martina Ilari e Gigi Marzullo sono Mara Venier, Alberto Matano e Giovanna Botteri, premiati per il loro straordinario contributo al mondo della televisione e dell’informazione. La serata sarà condotta da Gigi Marzullo e da Valentina Bisti, giornalista del Tg1, con la partecipazione del Maestro Stefano Magnanensi e della sua band, storica formazione musicale di Domenica In.

Gran finale domenica 12 luglio con uno dei cantautori più amati e celebrati dal pubblico, Riccardo Cocciante sarà protagonista di un viaggio tra i più grandi successi della sua carriera, da Bella senz’anima a Celeste nostalgia, da Margherita a Se stiamo insieme. Come da tradizione del Festival, la musica si alternerà al racconto: Gigi Marzullo dialogherà con l’artista ripercorrendone la vita e il percorso umano e musicale. Tre serate, un palcoscenico affacciato sul mare e un programma che conferma il Festival dell’Argentario come uno degli appuntamenti più attesi dell’estate toscana.

Sanremo, Rossi: con De Martino più internazionale, sarà incredibile

Roma, 3 lug. (askanews) – Con Stefano De Martino sarà un Sanremo “ancora più internazionale e globale”, “sarà incredibile” ha detto l’amministratore delegato della Rai Giampaolo Rossi, alla presentazione dei palinsesti “Rai C’é”, ad Ancona.

L’ad ha ringraziato ancora Carlo Conti per i record di ascolti, per aver richiamato tanti giovani davanti alla tv e per aver riportato il festival “alla dimensione di grande racconto “popolare e nazionale”. Poi ha aggiunto: “Il passaggio di testimone con Stefano De Martino sul palco dell’Ariston è stata una delle pagine più belle della storia della Rai e del Festival ma è stato anche un atto di fiducia generazionale: affidare Sanremo a un talento di 36 anni, il conduttore e direttore artistico più giovane degli ultimi 25 anni del festival, significa consegnare le chiavi dell’evento culturale più importante a chi la contemporaneità la vive e la respira ogni giorno, non deve sforzarsi di capirla. È una scommessa, ma avrete un Sanremo ancora più internazionale e globale, è questa la direzione che abbiamo scelto e che Stefano sta perseguendo con la sua squadra con entusiasmo, sarà un Sanremo incredibile” ha concluso.

Flotilla, Delia: in migliaia vogliono partire, sono frustrati per Gaza

Roma, 3 lug. (askanews) – “Global Sumud Flotilla: la storia siete voi” è il titolo del libro di Maria Elena Delia, (edito da Ponte alle Grazie), con prefazione dello storico e attivista israeliano Ilan Pappé, che la portavoce della Flotilla in Italia ha presentato nella sala stampa della Camera, in un incontro promosso dalla deputata del M5S Stefania Ascari.

Il sottotitolo “La storia siete” voi sembra proprio rimandare al celebre brano di De Gregori (La Storia), mentre – ironizza Delia “lui non si ricorda nemmeno di se stesso”. É l’agosto 2025 quando oltre 40 barche salpano da diversi porti del Mediterraneo dirette a Gaza:

“Racconta come un gruppo di persone, noi, ma anche voi e questo è ‘la storia siete voi’. Uomini, donne, che magari fino ad allora non avevano mai partecipato a un’azione attivistica”, ha ricordato Delia, che fa parte del comitato direttivo.

Come e perché ci si arruola nella flotilla?

“Noi abbiamo ricevuto migliaia di richieste, in tutto il mondo ovviamente”, ha svelato.

“La spinta proprio etica, ma ancora di più la spinta di chi è frustrato, che da un anno e mezzo, l’anno scorso, vedeva le immagini del genocidio e sentiva il bisogno di fare qualcosa, è una spinta istintiva. Ci mandavano la richiesta: dal pensionato 86enne alla casalinga, lo studente”, ha sottolineato.

All’incontro, moderato dal direttore di FanPage Francesco Cancellato, è intervenuto anche Saif Abukeshek, l’attivista palestinese con cittadinanza spagnola, ritenuto uno dei leader della missione, catturato nel raid dell’Idf del 29 aprile al largo di Creta e detenuto illegalmente 11 giorni nelle carceri israeliane. Come sarà la prossima missione?

“Noi dalla missione dell’anno scorso a quella di quest’anno abbiamo già visto un’escalation di violenza nei confronti degli attivisti. Quest’anno hanno sparato e anche coloro che sono stati sequestrati sono stati trattati molto peggio. L’intercettazione è avvenuta a Creta, sono arrivate le navi della marina israeliana a Creta, quindi la prossima, quando ci sarà, noi ci aspettiamo un’escalation ancora ulteriore”, ha concluso.

Servizio di Stefania Cuccato

Montaggio Carlo Molinari

Difesa, assegnato secondo contratto da 4,6 mld sterline per GCAP

Roma, 3 lug. (askanews) – Assegnato oggi il secondo contratto internazionale congiunto per il Global Combat Air Programme (GCAP), il programma di sviluppo di un caccia di nuova generazione che vede la collaborazione tra Italia, Giappone e Regno Unito. Il contratto, del valore di 4,6 miliardi di sterline, consentirà di completare la fase di definizione del concept avanzato e di valutazione del programma, nonché di proseguire con la progettazione di dettaglio e lo sviluppo congiunti. L’accordo, della durata di 18 mesi, è stato assegnato dalla GCAP Agency – ente che gestisce il programma per conto dei tre governi – a Edgewing, il prime contractor trinazionale e autorità di progettazione del velivolo GCAP.

Edgewing è una joint venture internazionale tra Bae Systems, Leonardo e JAIEC.

Si tratta del secondo contratto internazionale congiunto assegnato dalla GCAP Agency a Edgewing, dopo quello iniziale da 686 milioni di sterline stipulato nell’aprile 2026.

“Sono lieto di firmare questo contratto internazionale a nome delle tre nazioni del GCAP: Italia, Giappone e Regno Unito. Esso consentirà alla GCAP Agency e a Edgewing di continuare a compiere enormi progressi in tutte le aree di realizzazione del progetto – ha dichiarato Masami Oka, amministratore delegato della GCAP Agency -. Il programma è vitale per la sicurezza globale e per contrastare le minacce future, permettendo al contempo la condivisione di costi e vantaggi tecnologici e la creazione di posti di lavoro altamente qualificati in tutti e tre i Paesi. Grazie a questo finanziamento a lungo termine, il futuro del GCAP è più solido che mai. Sono entusiasta dei risultati che otterremo nei prossimi 18 mesi e delle opportunità che potremo creare per far crescere ulteriormente il programma”.

“Questo contratto – ha aggiunto Marco Zoff, amministratore delegato di Edgewing – testimonia la fiducia riposta in noi da tutte e tre le nazioni e dai nostri partner dell’Agenzia GCAP; una fiducia consolidata dai rapidi progressi compiuti nell’ambito del primo contratto internazionale. Tale slancio è alimentato dal nostro innovativo modello di collaborazione nel settore della difesa: è la prima volta che tre Paesi si uniscono per creare un unico prime contractor ingegneristico, operando per conto delle rispettive industrie nazionali e interfacciandosi con un unico cliente dotato di pieni poteri decisionali. Mentre intensifichiamo le attività e avviamo la fase successiva del programma, guardo con orgoglio ai passi avanti già compiuti e con fiducia al futuro che ci attende”.

L’Ad della Rai Rossi: rinnovare è rendere possibile l’impossibile

Ancona, 3 lug. (askanews) – “La qualità editoriale nasce sempre dalla qualità delle condizioni produttive, migliorare le conduzioni produttive significa riuscire a migliorare la qualità del prodotto, rinnovare significa anche rendere possibile ciò che non prima non era possibile, e questa convinzione, tra industria racconto che oggi è uno dei punti decisivi della strategia che abbiamo in mente e che stiamo realizzando”. Lo ha detto l’amministratore delegato della Rai Giampaolo Rossi alla presentazione dei presentazione dei palinsesti Rai per la stagione televisiva 2026-2027, “Rai C’é” al Teatro delle Muse di Ancona “Il numero di programmi e delle ore di inchiesta giornalistica della Rai – e voglio sottolinearlo anche per eliminare qualche polemica che in passato c’è stata, è aumentato costantemente passando dalle circa 400 ore del 2023 alle quasi 700 ore del 2025, aumenta l’informazione della Rai, non diminuisce”. “Inoltre abbiamo assunto e stabilizzato 127 giornalisti precari, abbiamo voluto restituire pieno riconoscimento professionale a colleghi dopo anni di attività svolti in condizioni non pienamente coerenti con il loro lavoro, dando un segnale evidente e tangibile” .

Vela, prima navigazione di Luna Rossa a Napoli

Roma, 3 lug. (askanews) – Primo giorno di navigazione oggi per Luna Rossa nelle acque di Napoli. Il team italiano è arrivato nel capoluogo campano con due AC40 per cominciare le sessioni di allenamento in vista della Preliminary Regatta Naples di settembre (24 – 27), e oggi ha effettuato la prima uscita in mare.

“Si tratta di un momento molto importante dal punto di vista sportivo e di forte significato simbolico – dice Max Sirena, Amministratore Delegato di Luna Rossa – Navigare per la prima volta nelle acque di Napoli con i due AC40 a poco meno di un anno dall’inizio delle regate rappresenta una pietra miliare per il nostro team. Dal punto di vista tecnico, queste sessioni sono fondamentali per prendere confidenza con il campo di regata e per ruotare gli equipaggi, in preparazione delle preliminari di settembre. Ma oltre a questo c’è anche l’aspetto psicologico: l’emozione di trovarci nella venue ufficiale dell’evento — che per la prima volta è in Italia —, il piacere di navigare nel golfo di Napoli e quello di respirare il calore di questa splendida città, sono indescrivibili. Siamo in una fase molto intensa per il team, impegnato sia a Napoli con gli AC40, sia a Cagliari con la preparazione e lo sviluppo sull’AC75. Oggi festeggiamo un traguardo significativo, che segna un importante passo avanti verso il nostro obiettivo finale”.

“Siamo molto felici di aver iniziato a navigare a Napoli – dice Simone Salvà, uno dei coach di Luna Rossa – Il nostro obiettivo in questa fase è raccogliere dati fondamentali sulle condizioni meteo marine – che poi ritroveremo tra un anno – e allenare gli equipaggi sia nella flotta sia nel match race, massimizzando le uscite. Avere due barche, infatti, ci permette di navigare praticamente sempre, potendo alternare gli scafi nei momenti di manutenzione. Per quanto riguarda le condizioni meteo generali, l’alta pressione sul golfo regala generalmente una brezza di mare più leggera rispetto a Cagliari; inoltre, essendo questa città un importante snodo marittimo, c’è un’onda generata dalle navi di passaggio che va tenuta in considerazione. Per noi sono tutte informazioni preziose guardando non solo alle regate di settembre, ma soprattutto a quelle del 2027”.

A sugellare il valore simbolico di questa giornata è stato l’incontro con il sindaco Gaetano Manfredi, che ha approfittato dell’arrivo di Luna Rossa in città, per invitare Max Sirena e il team in Municipio e dare loro un caloroso benvenuto – Oggi comincia l’avventura di Luna Rossa a Napoli – ha detto il primo cittadino.- Rivolgiamo un in bocca al lupo da parte della nostra città al team, a Max Sirena e alla famiglia Bertelli. Luna Rossa è il team che rappresenta l’Italia e quindi potrà contare sul massimo sostegno e sul tifo di tutta la nostra città”.

Presente all’incontro nella Sala Giunta di Palazzo San Giacomo anche il Presidente del Circolo del Remo e della Vela Italia, Roberto Mottola di Amato che ha elogiato Manfredi per il suo l’impegno:”Grazie al sindaco che ha reso possibile tutto questo. Luna Rossa è nei nostri cuori da trent’anni e adesso lo è ancor di più”.

Max Sirena ha sottolineato il valore di questo momento per l’intero team: “È una giornata importante perché per la prima volta navigheremo nelle acque di Napoli con le barche di Luna Rossa. Inizia una nuova era di avvicinamento alla Coppa America che sarà fantastica e Napoli sarà sicuramente il valore aggiunto di questo evento. Regateremo con i colori del Circolo del Remo e della Vela Italia e quindi siamo un po’ il team di casa; per questo abbiamo una grande responsabilità, soprattutto quella di avvicinare più napoletani possibile a Luna Rossa e alla Coppa America”.

Peter Burling, uno dei timonieri di Luna Rossa, ha aggiunto: “Abbiamo ricevuto un’accoglienza straordinaria. Siamo davvero entusiasti di regatare per la prima volta a Napoli, un posto così bello. Non vediamo l’ora di iniziare a conoscere questo luogo e guardiamo con fiducia all’anno che ci attende”. (Credit Studio Borlenghi)

Droga, furto di Fentanyl da ospedale a Roma: indagano i carabinieri

Roma, 3 lug. (askanews) – Furto di un farmaco iniettabile a base di Fentanyl all’ospedale Israelitico di Roma. La struttura sanitaria ha denunciato alla stazione Carabinieri Roma Trullo il furto di 80 fiale di un farmaco iniettabile e base di Fentanyl, utilizzato in anestesia.

Il fatto – secondo quanto si spiega in una nota – è stato oggetto di una riunione a Palazzo Chigi, presieduta da Alfredo Mantovano, sottosegretario di Stato alla presidenza del Consiglio dei Ministri.

Il comando Carabinieri per la Tutela della Salute, attesa la gravità dell’episodio – si sottolinea – provvederà ad intensificare le normali attività di vigilanza sulla corretta detenzione e gestione dei farmaci stupefacenti lungo tutta la filiera distributiva, ovvero presso farmacie e distributori intermedi, coinvolgendo anche farmacie pubbliche di ospedali e aziende sanitarie, nonché i Servizi per le Dipendenze.

I Reparti Tutela Salute svolgono il compito istituzionale di vigilanza della filiera del farmaco anche nel settore degli stupefacenti – si sottolinea – in via amministrativa e/o penale in relazione alle circostanze, anche in coordinazione con il competente Ufficio del ministero della salute per l’attuazione di programmi annuali di sorveglianza.

In seguito all’episodio di sottrazione indebita di medicinali, in particolare di 80 fiale di fentanyl, idonee a confezionare fino a circa 20.000 dosi destinate al consumo illecito, avvenuto nella farmacia dell’ospedale Israelitico di Roma, da Palazzo Chigi filtra “forte allarme per
il comportamento irresponsabile di chi è chiamato a garantirne la sicurezza di tali sostanze, nonostante siano previste regole rigorose per l’accesso e la custodia di esse”.

Nel primo pomeriggio di oggi il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, ha presieduto una riunione d’urgenza a Palazzo Chigi, alla quale hanno partecipato, tra gli altri, il capo di Gabinetto del ministero della Salute, il direttore della Direzione centrale per i servizi antidroga, il Direttore generale della Direzione Salute della Regione Lazio e i dirigenti del Dipartimento per le politiche contro le dipendenze della presidenza del Consiglio.

Nel corso della riunione – sottolineano fonti di palazzo Chigi – è stata ribadita la necessità di assicurare il rispetto delle procedure previste per la gestione dei medicinali ad alto rischio, al fine di tutelare la salute pubblica e di prevenire il ripetersi di episodi analoghi.

Nel frattempo – si precisa – sono stati attivati i carabinieri del NAS per gli accertamenti del caso, mentre il Ministero della Salute ha disposto un’ispezione per verificare eventuali responsabilità e accertare il rispetto dei protocolli vigenti.

Nei prossimi giorni – si fa sapere – sarà riconvocato a Palazzo Chigi il tavolo di monitoraggio sull’attuazione del Piano anti-fentanyl, con l’obiettivo di far applicare da tutti i soggetti interessati le cautele e i controlli necessari.

Poste Italiane, c’è Camera con Vista

Roma, 3 lug. (askanews) – Poste Italiane “si prende cura delle sue persone anche nel periodo estivo”. Tra le iniziative di welfare aziendale c’è Camera con Vista, l’iniziativa dedicata ai dipendenti del Gruppo per vacanze sostenibili, accessibili e soprattutto di qualità. Quest’anno altri quattro alloggi si aggiungono al totale delle strutture prenotabili e perfette per godersi il riposo. Il servizio del TG Poste.

Vannicola (ANCL): “Nessuno escluso da sfida tecnologica”

Roma, 3 lug. (askanews) – “Il consulente del lavoro è un professionista strategico a prescindere dal territorio nel quale opera che necessariamente deve affiancare le aziende verso i nuovi adempimenti che costituiscono realmente l’essere imprenditore oggi. Le aziende necessitano del supporto di una figura professionale che le accompagnino nel rispetto delle normative ma soprattutto nel compiere un’analisi dettagliata di quella che è la propria organizzazione senza la quale non si ha una mappatura di quelle che sono le competenze e non si possono stabilire i principi di equità e trasparenza e la parità di genere. La sfida tecnologica non esclude nessuno; non è qualcosa riservata alle grandi realtà. Sicuramente nel Mezzogiorno d’Italia, caratterizzato da una parcellizzazione della classe imprenditoriale, tutte le aziende hanno bisogno di essere accompagnate nel processo di digitalizzazione”. Lo ha dichiarato Enrico Vannicola, presidente nazionale ANCL, nel corso del primo congresso interregionale dell’Associazione Nazionale Consulenti del Lavoro del Sud su trasparenza salariale e digitalizzazione, promosso dai presidenti dei Consigli regionali ANCL di Basilicata, Campania, Calabria, Puglia, Sardegna e Sicilia. Il ruolo dei consulenti del lavoro è stato ribadito da Rosario De Luca, presidente del Consiglio nazionale dei Consulenti del lavoro: “Abbiamo un ruolo centrale, di regia all’interno delle aziende. Possiamo orientare le aziende e condurle verso quelle che sono le nuove dinamiche del lavoro con l’utilizzo dei nuovi strumenti e l’applicazione della normativa. Nel Mezzogiorno questo avviene perché è un momento di grande crescita occupazionale, quindi, valorizza ancora di più il ruolo dei consulenti del lavoro”. Di welfare ha parlato Stefano Dalla Mutta, presidente Enpacl: “Come ente di previdenza ci preoccupiamo dei professionisti attraverso un’attività di welfare avanzato che assiste sia i giovani in ingresso alla professione che assistendo i colleghi che viaggiano verso fine carriera. Riusciamo a supportare i nostri iscritti dall’inizio alla fine dell’attività con particolare attenzione al ‘dopo’ professione”. I giovani in prima linea nell’orientamento e nella formazione, come ha ribadito Elisa Paolieri, presidente nazionale Giovani Consulenti del lavoro: “I consulenti del lavoro affiancano quotidianamente imprese e lavoratori. Come giovani siamo impegnati nell’attività di orientamento per chi si affaccerà a questo mondo affinchè lo faccia in modo informato e consapevole diffondendo la cultura dell’etica, della legalità della trasparenza salariale e della parità di genere”. Per Beniamino Scarfone, segretario nazionale ANCL: “Trasparenza retributiva e digitalizzazione impattano in modo importante nella nostra professione. La digitalizzazione ha cambiato il modo di lavorare soprattutto con l’introduzione dell’IA. I consulenti devono riscrivere i processi di studio affrontando la quotidianità in modo diverso”. Fabrizio Manca, componente UdP nazionale ha sottolineato che: “L’approccio delle imprese alla trasparenza salariale e al gender gap sarà fondamentale. Si tratta di una grande opportunità per tutte le aziende che vorranno cambiare i loro processi organizzativi attivando le trasformazioni necessarie ad attrarre nuovi talenti e migliorare la compliance”. Secono Luigi Carbonelli, componente UdP nazionale: “Le ultime normative accentuano il carattere di terzietà e sussidiarietà della nostra categoria. Trattare di trasparenza retributiva e riduzione del gender gap consente ai consulenti del lavoro di fornire le risposte migliori a questi temi a lavoratori e aziende, allineando le aspettative di tutti senza penalizzare né gli uni con retribuzione che non corrispondono alle mansioni svolte, né le altre con carichi troppo aggressivi sugli oneri collaterali delle retribuzioni”. Perplessità ha espresso Gaspare Patinella, componente del Consiglio nazionale ANCL: “La normativa sulla trasparenza salariale nasce un pò zoppa in un Paese a piena applicazione contrattuale. In Italia, rispetto al resto d’Europa, rischia di avere poco senso e utilizzo. C’è tuttavia una direttiva europea che va rispettata e sicuramente l’applicheremo”. Per il numero uno dei consulenti partenopei, Francesco Duraccio: “E’ necessario un mix di competenze professionali ma anche competenze digitali di cui sentiamo tutti il bisogno prima per accrescere la capacità professionale personale e degli studi per poi trasferirla al mondo delle imprese e delle utenze di riferimento. Il consulente del lavoro è la guida verso il cambiamento epocale del nostro tessuto socioeconomico”. Protagonisti della giornata di lavoro i presidenti ANCL delle regioni del Sud. Stefania Damiani, presidente ANCL Campania ha evidenziato come: “Il consulente del lavoro svolge un ruolo cruciale nella trasparenza salariale accompagnando le aziende a un cambio di paradigma radicale. Lo studio digitale, anche se sono pochi quelli che si sono già adeguati, è una realtà e bisogna informare i colleghi in questo processo. La parità di genere deve rivoluzionare il mondo del lavoro”. Ottimista Raffaele Quaranta, presidente ANCL Calabria: “C’è grande soddisfazione nel vedere oggi riuniti tutti i colleghi provenienti da tutto il Sud, questo congresso rappresenta un’importante occasione di confronto e di crescita ma soprattutto dimostra che quando le Regioni lavorano insieme è possibile costruire una visione comune per il futuro della nostra associazione e della nostra professione. Dalla Calabria vogliamo portare il nostro contributo confrontarci con le altre realtà territoriali e tornare a casa con nuove energie da mettere in campo e da condividere con i colleghi iscritti alla nostra associazione. L’ANCL cresce se cresce la partecipazione”. Guarda al futuro Fabrizio Solomita, presidente ANCL Puglia: “La digitalizzazione all’interno degli studi necessita una formazione adeguata. E’ quanto stiamo facendo con ANCL nazionale per la chi si occupa della gestione amministrativa di studi e aziende con l’obiettivo di creare una scuola di formazione che metta in relazione professionisti e aziende”. Per Annalisa Giorgi, presidente ANCL Sardegna: “La sfida è impegnativa ma i consulenti del lavoro nascono e crescono nelle sfide. La trasparenza retributiva soprattutto è una norma piuttosto complicata e farraginosa. Ma i consulenti del lavoro possono assolutamente accompagnare i loro clienti ad affrontare questa nuova sfida”. In conclusione, è intervenuto Alessandro Subba, presidente ANCL Sicilia: “Siamo abituati ad analizzare e studiare le tante innovazioni legislative grazie al lavoro dei centri studi e l’attività di formazione che consentono a tutti i colleghi di essere sempre aggiornati e al passo con le novità. In tema di IA, sicuramente ci troviamo di fronte a un nuovo strumento che dobbiamo imparare a gestire”.

La Procura del Principato di Monaco: l’attentatrice non ha agito da sola

Roma, 3 lug. (askanews) – La donna ucraina di 39 anni Anastasia Berezovska, identificata come principale sospettata dell’attentato dinamitardo avvenuto lunedì 29 giugno nel Principato di Monaco contro l’oligarca ucraino Vadim Ermolaev e la sua famiglia, “non ha agito da sola”. Lo ha affermato il vice procuratore del Principato, Morgan Raymond, in una conferenza stampa.

“Non ha agito da sola, altri due uomini sono stati arrestati nei giorni scorsi, ma non ci sono prove che suggeriscano un loro coinvolgimento. La loro custodia cautelare è stata revocata”, ha precisato Raympond, così come riporta Le Figaro.

Secondo quanto riferito dalla Procura, gli Ermolaev stavano rientrando da una cena al mare al momento dell’attentato. La sospettata avrebbe “prelevato un pacco nascosto in una borsa” prima di recarsi all’ingresso dell’edificio per verificare l’identità delle vittime. L’ordigno esplosivo sarebbe stato poi attivato tramite un telecomando.Le prime immagini delle telecamere di sorveglianza sembravano mostrare un uomo con un berretto nero e abiti larghi. Un’analisi più approfondita delle registrazioni ha rivelato diverse apparizioni della stessa figura, vestita in modo identico e con la stessa borsa, alcuni giorni prima nel Principato.

Questa identificazione ha inoltre condotto gli inquirenti a un veicolo immatricolato in Germania, un’auto a noleggio avvistata a Monaco. Tracciandone gli spostamenti, è stato possibile ricostruire il suo percorso fino in Italia, poi attraverso diversi paesi europei, fino al suo ritorno in Germania. Nei confronti di Anastasia Berezovska, la donna ucraina sospettata di aver piazzato la bomba scoppiata lunedì scorso nel Principato di Monaco, è stato emesso un mandato di arresto internazionale. Lo hanno dichiarato la Procura di Francoforte sul Meno e l’Ufficio Territoriale della Polizia Criminale dell’Assia.

“La donna ricercata è attualmente latitante. Nei suoi confronti è stato emesso un mandato di arresto internazionale”, si legge in un comunicato.

La polizia ha aggiunto di aver sequestrato l’auto e perquisito l’abitazione utilizzata dalla donna, domiciliata in Germania.

Formula1, Hamilton vola nelle libere a Silverstone

Roma, 3 lug. (askanews) – Lewis Hamilton firma il miglior tempo nell’unica sessione di prove libere del Gran Premio di Gran Bretagna, dodicesimo appuntamento del Mondiale di Formula 1, regalando alla Ferrari un avvio incoraggiante sul circuito di Silverstone. Il sette volte campione del mondo, davanti al pubblico di casa, chiude in 1’29″260 precedendo la Mercedes di Andrea Kimi Antonelli e l’altra Ferrari di Charles Leclerc.

La sessione, l’unica a disposizione dei team prima delle qualifiche Sprint, offre indicazioni positive soprattutto per la Scuderia di Maranello. Oltre al miglior tempo di Hamilton, anche Leclerc conferma la competitività della SF-26 con il terzo crono, mentre nelle simulazioni di passo gara entrambe le Ferrari mostrano un ritmo costante, girando su tempi nell’ordine dell’1’32″4-1’32″5. Un dato che lascia intravedere un buon potenziale, pur considerando i differenti carichi di carburante adottati dai vari team.

Alle spalle delle due Ferrari si mette in evidenza Andrea Kimi Antonelli, autore del secondo tempo con la Mercedes, davanti al compagno di squadra George Russell, quarto. Nelle fasi iniziali della sessione il giovane italiano era anche riuscito a portarsi al comando con un giro in 1’29″473 prima della risposta di Hamilton nel finale.

La Red Bull resta nelle posizioni di vertice senza però impressionare sul giro secco. Max Verstappen e i piloti del team anglo-austriaco concentrano parte del lavoro sulla raccolta dati, mentre Oscar Piastri è protagonista di un testacoda senza conseguenze che provoca una breve bandiera gialla.

Hamilton, sostenuto dall’entusiasmo del pubblico di Silverstone, trova il giro decisivo negli ultimi minuti della sessione, fermando il cronometro sull’1’29″260 e confermando le sensazioni positive emerse già durante le simulazioni di gara.

Il programma del weekend prosegue ora con le qualifiche Sprint, in programma nel pomeriggio, che definiranno la griglia della Sprint Race di sabato. Una prima sessione che rilancia le ambizioni della Ferrari e di Hamilton proprio sul circuito dove il britannico ha costruito alcune delle pagine più significative della sua carriera.

Rai, la prossima stagione tra conferme, Sal Da Vinci, Benigni

Roma, 3 lug. (askanews) – Grandi conferme come “Affari Tuoi”, con Stefano De Martino, Milly Carlucci e il suo “Ballando con le Stelle”, giunto alla ventunesima edizione, “Tale e Quale Show” condotto da Carlo Conti, collocato il mercoledì sera, con una giuria rinnovata e “The Voice Senior”, condotto da Antonella Clerici; e ancora Speciali Prime Time, tre appuntamenti evento come quello dedicato ai 50 anni di carriera di Sal Da Vinci e tanta musica. Inoltre, tornerà Roberto Benigni in autunno per una prima serata evento dedicata a San Francesco, in occasione degli ottocento anni dalla morte da Assisi e Federica Sciarelli ha concluso la lunga esperienza a “Chi l’ha visto?” ma ancora non si sa dove sarà collocata. Inoltre, grande protagonista Alberto Angela tra “Lo spettacolo della conoscenza”, dal Colosseo, la serie “Una notte a…”, e “Ulisse – Il piacere della scoperta”.

Alla presentazione dei palinsesti Rai per la prossima stagione televisiva, “Rai C’é”, al Teatro delle Muse di Ancona, Williams Di Liberatore, direttore Intrattenimento Prime Time, ha detto che sarà “l’anno della sperimentazione, dell’introduzione di nuove idee editoriali, sia attraverso il rinnovamento di programmi cult dell’intrattenimento, sia nell’introduzione di nuovi titoli. La Rai continua così a raccontare l’Italia, ispirandosi ai modelli dell’intrattenimento internazionale e sviluppando format sempre più contemporanei e competitivi” ha detto.

Rai 1 si confermerà la casa dei gran di eventi, degli show popolari e della musica. Dall’autunno in particolare, oltre agli appuntamenti consueti del venerdì e del sabato sera ci sarà anche il mercoledì dedicato all’intrattenimento.

Nella nuova stagione ci sarà l’evoluzione dei format di maggiore successo in appuntamenti evento: gli Speciali Prime Time di “Affari Tuoi”, “L’Eredità” e “Reazione a Catena” che porteranno i grandi successi dell’Access Prime Time e del preserale al centro della prima serata.

Vasta l’offerta musicale e i grandi eventi targati Rai. Si parte a settembre con il grande concerto-evento “Roma, Baby. Cremonini Live Circo Massimo”. Seguono “Suzuki Juke Box – La Notte delle Hit”, con Antonella Clerici e Clementino, e la ventesima edizione dei “Music Awards”, condotti da Carlo Conti e Vanessa Incontrada dall’Arena di Verona.

Ma l’offerta musicale si potenzia con un grande evento. A novembre, con “Meravigliosamente”, due serate dedicate ai cinquant’anni di carriera di Sal Da Vinci, che uniranno musica, spettacolo, grandi ospiti internazionali e racconto personale in una produzione origina le e fortemente identitaria e in un percorso tra Napoli e New York. Nello stesso mese torna, in una versione rinnovata, “Una Nessuna Centomila”, il grande evento musicale e sociale dall’Arena di Verona, con protagonisti Fiorella Mannoia e Carlo Conti, che coniuga spettacolo, sensibilizzazione e impegno.

A dicembre, con “Sarà Sanremo”, la Rai inaugura la fase di avvicinamento al Festival della Canzone Italiana 2027, trasformando l’appuntamento dedicato ai giovani e alla presentazione dei cantanti in gara, in una serata evento condotta da Stefano De Martino, molto atteso al debutto sul palco dell’Ariston. E ancora la musica accompagnerà gli italiani verso il 2027 con “L’Anno che verrà”, il grande evento di Capodanno che, con la conduzione di Marco Liorni, approda quest’anno a Palermo.

Accanto alla musica, il racconto del territorio con eventi come “La Notte della Taranta” nel sud Italia, “La Notte dei Serpenti” al centro e la neonata “Notte dei Fiori al nord”.

Oltre ai grandi appuntamenti di spettacolo, la Rai conferma eventi come “Le maschere del Teatro”, “Prix Italia – Appunti di Viaggio”, il “Premio Luchetta – Bambini senza nome” e la “Maratona Telethon” valorizzando talento, impegno civile e solidarietà. Sempre a dicembre, ci saranno poi alcuni appuntamenti simbolo della tradizione televisiva Rai, come il ritorno in prima serata de “Lo Zecchino d’Oro”, e il “Festival Internazionale del Circo di Montecarlo”.

Su Rai 2 prosegue il consolidamento di un’offerta editoriale fondata su sperimentazione, contemporaneità e valorizzazione dei brand distintivi della rete. Torna “Boss in Incognito”, con Elettra Lamborghini. Tra i debutti, “Party Angels by High Life”, docu-reality ambientato nel mondo della nightlife e “Formidabile”, un grande racconto dedicato ai programmi cult che hanno segnato la storia di Rai 2, celebrando la vocazione innovativa e sperimentale della rete. Nuovo ritorno anche per “Belve” con Francesca Fagnani, uno dei programmi più riconoscibili del panorama televisivo contemporaneo in sieme allo spin-off “Belve Crime”.

Completa il quadro Rai 3 con “Blob”, uno dei marchi più celebri del Servizio Pubblico, che continua a raccontare il Paese attraverso uno sguardo critico, originale e contemporaneo sul linguaggio televisivo.

Toscana, Giani a scavo AV: Firenze sarà bypassata, è la prima volta

Firenze, 3 lug. (askanews) – “Oggi vedere che dalle talpe arriva il tunnel di tre chilometri che da Viale Redi fino a Campo di Marte, consentirà, è la prima volta nella storia, di vedere Firenze bypassata, è un percorso che consentirà di essere funzionale a quella che è l’alta velocità più importante, la Milano-Roma, che passa per Bologna, che ha già la stazione sotterranea, e finalmente Firenze”: lo ha affermato il governatore della Regione Toscana Eugenio Giani partecipando – insieme alla sindaca di Firenze Sara Funaro e al ministro dei Trasporti Matteo Salvini – all’evento per il completamento dello scavo di due gallerie, con TBM Marika e Iris, del passante AV Firenze – Cantiere della stazione AV Firenze.

Iris e Marika sono le due gigantesche frese meccaniche TBM (Tunnel Boring Machine) che stanno scavando i due tunnel

paralleli del passante sotterraneo dell’Alta Velocità: hanno già scavato ciascuna circa 3 chilometri di sottosuolo fiorentino.

“E poi ci sarà il 30% in più di treni. E poi Firenze, sono 14 minuti che oggi significano la fermata alta velocità di Santa Maria Novella, qui in 6 minuti la gente arriva in treno scende, risale, capite quanti vantaggi ci sono”, ha aggiunto.

Roma, sette serate di musica nel Parco della Pace

Roma, 3 lug. (askanews) – Un’iniziativa per consentire ai cittadini di vivere lo spazio pubblico attraverso serate di divertimento e musica. Con quest’obiettivo è stata presentata la manifestazione “Estate in Consiglio 2026”, organizzata dal Consiglio regionale del Lazio nel Parco della Pace, l’area verde adiacente alla sede dell’assemblea regionale, nell’undicesimo Municipio di Roma Capitale. La rassegna musicale è stata illustrata durante una conferenza stampa nella sala “Giovanni Bartoloni” del Consiglio regionale del Lazio dal Presidente del Consiglio regionale, Antonello Aurigemma, collegato da Bruxelles per impegni istituzionali, e dal vicepresidente del Consiglio regionale, Giuseppe Emanuele Cangemi.

Marcello Cirillo, Direttore artistico di “Estate in Consiglio 2026” ha presentato così la rassegna: “Si tratta di sei appuntamenti molto importanti, durante i quali il pubblico potrà, attraverso degli artisti come Annalisa Minetti, Luisa Gorna, Manuela Villa, un gruppo jazz straordinario e il format ‘Voglio tornare agli anni 90’, ritrovarsi la sera, stare insieme e condividere attraverso la musica i momenti più belli della nostra vita. Il mio spettacolo, insieme a quello di Demo Morselli, che si intitola Music Live Tour, le canzoni della nostra vita, sarà il 29 di luglio alle ore 21”.

Durante la conferenza è stato illustrato il programma della manifestazione: da lunedì 6 luglio, all’interno del parco, saranno organizzate sette serate musicali con ospiti d’eccezione come Annalisa Minetti e Manuela Villa.

Annalisa Minetti, cantante e campionessa paralimpica, ha dichiarato: “L’estate in Consiglio sarà un evento pazzesco, durante il quale il Parco della Pace, attraverso la musica, sarà riabilitato, riattivato, riaperto al grande pubblico, alle persone della periferia che chiaramente vorrà in qualche modo integrarsi, riunirsi, incontrarsi e riavvicinarsi. La musica sarà un mezzo, uno strumento di educazione alla vita, alla socialità. Il mio appuntamento sarà il 16 luglio, durante il quale ripercorrerò la musica italiana, in tutte le sue sfaccettature e sfumature”.

La cantante Manuela Villa ha presentato, invece, in questo modo il suo appuntamento musicale: “Il mio live si terrà il 24 luglio alle ore 21, quindi sarò molto felice di essere in mezzo a tanta gente in un parco meraviglioso. Passeremo insieme due ore in totale musica e ci faremo tante risate, perché la condivisione è anche questo”.

Serate di musica, condivisione e divertimento: appuntamenti dedicati alla comunità romana per trascorrere delle serate estive all’insegna della cultura.

Fabio Rovazzi in "La Costiera Amalfitana" ft. Nino D’Angelo e Arisa

Milano, 3 lug. (askanews) – Milano ad agosto sembra una prova di sopravvivenza. E in uno scenario quasi apocalittico, Fabio Rovazzi decide di farsi un giro in “La Costiera Amalfitana” (https://wmi.lnk.to/costiera-amalfitana; distribuito da Warner Records/ Warner Music Italy), il nuovo singolo insieme a Nino D’Angelo e Arisa fuori ovunque.

“La Costiera Amalfitana” racconta una delle più grandi illusioni dell’estate italiana: pensare che bastino un lettino, una piscina affollata e una granita per sentirsi in vacanza. Però non funziona mai. Perché arrivano le zanzare e l’asfalto rovente a ricordarti che stai passando agosto in città.

A rendere il viaggio ancora più irriverente arrivano anche Arisa, una delle voci più belle del panorama musicale italiano e artista poliedrica che ha appena pubblicato il nuovo album “Foto mosse” ed è in tour nelle principali città italiane e Nino D’Angelo, che quest’anno celebra 50 anni di carriera, figura simbolo della musica popolare italiana.

Tre mondi lontanissimi che si incontrano in un brano fresco, leggero e pieno di immagini tanto surreali quanto incredibilmente familiari. Da una parte il richiamo irresistibile del Sud e delle vacanze da cartolina, dall’altra la realtà di chi resta a combattere contro il caldo della città scrollando sui social foto di tramonti vista mare.

Perché puoi portarti un asciugamano all’Idroscalo e anche tutta la buona volontà del mondo. Ma, come ci ricorda Nino D’Angelo, “A Costiera Amalfitana nun te ‘a può purtà a Milano”.

Nelle scorse settimane a sorpresa sul palco del TIM Summer Hits 2026 il pubblico ha potuto ascoltare una parte del brano in anteprima, e da quello che si è potuto sentire anche dallo spoiler del ritornello comparso sui profili social dell’artista, il brano è già destinato a diventare uno dei tormentoni dell’estate 2026. Fabio Rovazzi, classe 1994, è un artista trasversale che ha saputo fondere musica, video, comicità e cultura pop come pochi in Italia. Dall’exploit virale di “Andiamo a Comandare” nel 2016, ha collezionato certificazioni multiplatino, collaborazioni con big della musica e del cinema (da Morandi a Will Smith) e milioni di visualizzazioni. Oggi è uno dei volti più riconoscibili del nuovo intrattenimento italiano, capace di trasformare ogni progetto in un evento sensazionale.

Orsini: porti efficienti, non tutto passi da Amsterdam

Genova, 3 lug. (askanews) – L’Italia deve puntare su porti più efficienti e competitivi, senza lasciare che i flussi commerciali verso l’Europa passino soltanto da Amsterdam. Lo ha detto il presidente di Confindustria Emanuele Orsini, a margine dell’assemblea pubblica di Confindustria Genova “Long Term Life. A 50 anni dalla scomparsa di Angelo Costa, quali sfide dovremo vincere nei prossimi 50 anni?”, sottolineando che la logistica è fondamentale per spedire i prodotti italiani, soprattutto in un momento in cui l’export del Paese continua a crescere del 3,3%.

“Dobbiamo lavorare – afferma Orsini per avere dei porti efficienti e per non avere una sola centralità di Amsterdam: se vogliamo essere aperti al mondo, i prodotti non possono passare solo per Amsterdam, ma dobbiamo avere dei porti efficienti anche noi e fare in modo che i nostri porti possano essere competitivi, avere le condizioni perché le navi possono arrivare e avere tutti i servizi possibili”.

“La parte della logistica – sottolinea il presidente di Confindustria – è fondamentale per poter spedire i nostri prodotti, soprattutto per un Paese come il nostro che, nonostante tutto, sta facendo un 3,3% di esportazioni in più”.

Mediaset – Gruppo MFE entra in Nuvola Zero

Modena, 3 lug. (askanews) – Mediaset – Gruppo MFE, attraverso Ad4Ventures, entra nella compagine societaria di Nuvola Zero. L’operazione, effettiva dal 1° luglio, apre una nuova fase per l’azienda emiliana, attiva nello sviluppo di alimenti destinati a specifiche esigenze nutrizionali. Ne ha parlato Cesare De Stefano, CEO di Nuvola Zero: “Per Nuvola Zero significa soprattutto accelerare nella comunicazione, sulla distribuzione, sullo sviluppo di nuovi prodotti e sulla crescita del brand. Restiamo sempre imprenditoriali con la stessa visione, entrando però in una fase più strutturata e molto più ambiziosa”.

Fondata nel 2019 da un progetto di ricerca avviato nel 2013, Nuvola Zero ha ampliato negli anni la propria presenza sul mercato, affiancando allo sviluppo dei prodotti un progressivo rafforzamento della rete distributiva.

“Abbiamo intercettato un bisogno reale: mangiare meglio e con gusto, senza però vivere l’alimentazione con una rinuncia. Poi chiaramente si è giunta l’innovazione della nostra ricetta, l’attenzione alla qualità e la capacità distributiva che viene dalla nostra esperienza” ha aggiunto De Stefano.

Parallelamente alla crescita dell’attività, l’azienda ha investito nella tutela della proprietà intellettuale.

“Brevetti, tecnologie proprietarie e marchi registrati ci permettono di differenziarci e di dare ancora più valore al brand. Proteggere il nostro lavoro costruito nel tempo è importantissimo. In questo mercato, che è comunque sempre più competitivo e in cerca di innovazione, la proprietà intellettuale è fondamentale” ha continuato De Stefano.

Un’operazione che conferma la solidità del progetto e rafforza la volontà di Nuvola Zero di continuare nel proprio percorso di crescita.

“Noi vogliamo continuare a portare Nuvola Zero oltre il singolo prodotto e alla singola categoria merceologica. Stiamo costruendo, da ormai tanti anni, una piattaforma alimentare innovativa, riconoscibile e capace di parlare ai mercati esteri come a quelli italiani” ha concluso De Stefano.

Confermata quindi l’ambizione dell’azienda di voler diventare un punto di riferimento internazionale nell’innovazione alimentare, valorizzando ricerca, proprietà intellettuale e know-how italiano in un numero sempre maggiore di mercati.

Formula1, Vasseur: "Hamilton in Ferrari anche nel 2027″

Roma, 3 lug. (askanews) – Lewis Hamilton continuerà a vestire i colori della Ferrari anche nel 2027. La conferma arriva direttamente dal team principal della Scuderia, Fred Vasseur, che in un’intervista al Corriere della Sera ribadisce la fiducia del Cavallino nel sette volte campione del mondo e nel progetto avviato insieme.

“Lo abbiamo ingaggiato per l’esperienza che portava con sé. Posso confermare che Lewis Hamilton sarà un pilota Ferrari nel 2027”, afferma Vasseur, mettendo così fine a ogni ipotesi su un possibile addio anticipato del britannico.

Il manager francese torna anche sulle difficoltà incontrate da Hamilton nella fase iniziale della sua avventura a Maranello, ammettendo di aver sottovalutato la complessità del cambiamento. “L’anno scorso ho sottovalutato la portata del passaggio dalla Mercedes alla Ferrari: per lui era tutto nuovo. Lewis non è uno di quei piloti che cambiano squadra ogni due o tre anni, come Carlos Sainz”, spiega.

Secondo Vasseur, il processo di adattamento è ormai completato e il pilota britannico rappresenta oggi un punto di riferimento all’interno della squadra. “Oggi conosce gli strumenti, le persone e il nostro approccio. Grazie ai suoi risultati ha intrapreso un percorso positivo. Questo è il ruolo di ogni pilota; anche Charles Leclerc sprona la squadra ogni giorno”, sottolinea il team principal.

Le dichiarazioni di Vasseur confermano quanto lo stesso Hamilton aveva già lasciato intendere nelle scorse settimane durante il Gran Premio del Canada, quando aveva respinto le voci su un possibile ritiro: “In molti stanno cercando di farmi ritirare, ma resto qui… dovete abituarvi”. La Ferrari, dunque, conferma la volontà di proseguire il proprio progetto tecnico facendo affidamento sull’esperienza del britannico e sul tandem formato con Charles Leclerc.

Orsini (Confindustria): Ue fa da arbitro Cina-Usa, produce solo regole

Genova, 3 lug. (askanews) – L’Europa deve smettere di essere solo un arbitro tra Stati Uniti e Cina e tornare a produrre, non soltanto regole. Lo ha detto il presidente di Confindustria Emanuele Orsini, a margine dell’assemblea pubblica di Confindustria Genova “Long Term Life. A 50 anni dalla scomparsa di Angelo Costa, quali sfide dovremo vincere nei prossimi 50 anni?”, sottolineando che Pechino porta sul mercato europeo prodotti a basso costo anche grazie al sostegno dello Stato, mentre l’Italia continua comunque a registrare buoni risultati sul fronte dell’export.

“La Cina – ha detto Orsini – sta portando prodotti in Europa a costo basso con il sostegno dello Stato. Anche qui serve che l’Europa faccia la sua parte per poter essere competitivi, perché in questo momento l’Europa sta facendo da arbitro tra due continenti, tra gli Stati Uniti e la Cina, e noi stiamo solo producendo regole e non stiamo producendo prodotti, nonostante l’Italia stia facendo molto bene come esportazioni”.

In Iran i funerali di Khamenei: Pezeshkian rende omaggio alla Guida suprema

Roma, 3 lug. (askanews) – Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha reso omaggio alla Guida Suprema Ali Khamenei – assassinato lo scorso 28 febbraio – insieme ad altri funzionari, tra cui il principale negoziatore iraniano, il presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf.

La televisione di stato ha mostrato Pezeshkian mentre pregava davanti alla bara di Khamenei, sulla quale era stato deposto un turbante nero. Erano presenti anche i capi dei poteri esecutivo e giudiziario della repubblica islamica.

In precedenza, anche i familiari di Khomeini, compresi i suoi nipoti, avevano reso omaggio nella principale moschea di Teheran.

Stasera a New York il matrimonio tra Taylor Swift e Travis Kelce

Roma, 3 lug. (askanews) – E’ ormai tutto pronto al Madison Square Garden di New York dove stasera si celelebrerà il matrimonio tra Taylor Swift e Travis Kelce. Per giorni, camion e squadre di operai sono entrati e usciti dalla struttura montando tende e trasportando enormi quantità di materiale, alimentando a dismisura le speculazioni sulla trasformazione dell’iconica location newyorkese per l’occasione.

Gran parte dei dettagli delle nozze rimangono un segreto, ma secondo un permesso comunale ottenuto dall’Associated Press la cerimonia inizierà alle 17 ora locale (le 23 in Italia) e potrebbe durare fino alle 4 del mattino seguente. Sarebbero un migliaio le persone invitate, mentre una sorta di ‘prova generale’, con annessa cena per un centinaio di opsiti, si è già svolta ieri, “protetta” da tendoni contro sguardi indiscreti.

Il matrimonio è il coronamento della relazione tra la superstar della musica e il giocatore di football americano, che da tre anni emoziona e affascina milioni di persone in tutto il mondo, in primis i fan della pop star.

Secondo diverse fonti però, scrive il New York Post, la superstar e il ‘tight end’ dei Kansas City Chiefs, che hanno donato 26 milioni di dollari in beneficenza prima dei sontuosi festeggiamenti, si sarebbero già sposati in privato.

Tv, "Il ritorno" con Emma Marrone dall’11 luglio su RaiPlay

Roma, 3 lug. (askanews) – Sarà disponibile dall’11 luglio in esclusiva su RaiPlay: “Il ritorno”, il film di Stefano Chiantini, presentato in concorso nella sezione Panorama Italia di Alice nella Città, che racconta la difficile rinascita di una madre dopo dieci anni di carcere, tra il peso del tempo, gli affetti perduti e la ricerca di un nuovo inizio. Un intenso dramma psicologico che ha segnato una tappa significativa nel percorso cinematografico di Emma Marrone, capace di dare vita a un personaggio complesso e profondamente umano, quello di Teresa, attraverso un’interpretazione essenziale e di grande intensità emotiva.

Teresa vive alla periferia di una cittadina laziale insieme al compagno Pietro e al piccolo Antonio. La precarietà economica, le difficoltà quotidiane e l’inaffidabilità dell’uomo mettono continuamente alla prova il fragile equilibrio della famiglia. Quando Pietro arriva a rappresentare un pericolo per il figlio, Teresa compie un gesto estremo per proteggerlo, una scelta che le costa dieci anni di carcere. Una volta tornata in libertà, la donna trova un mondo profondamente cambiato. Antonio è ormai un ragazzo, Pietro ha ricostruito la propria esistenza e il tempo ha scavato una distanza che sembra impossibile colmare. Nel tentativo di riprendersi il proprio posto di madre, Teresa dovrà confrontarsi con il peso delle assenze, con i silenzi e con la consapevolezza che l’amore, da solo, non sempre basta a ricucire ciò che il tempo ha irrimediabilmente spezzato. Con uno stile rigoroso e asciutto, fatto di sguardi, silenzi e gesti più che di parole, Chiantini costruisce un racconto intimo sulla maternità, sul senso di colpa e sulla difficoltà di ricominciare.

Il regista Stefano Chiantini ha raccontato il cuore del progetto: “Il ritorno a casa di una madre dopo una lunga assenza diventa il racconto di un viaggio che dovrebbe colmare il vuoto creato da quel distacco forzato ma che finisce invece per amplificarlo. Mi interessava analizzare le dinamiche psicologiche ed emotive di una persona che torna dopo una lunga separazione e misurarmi con il suo animo e con quello di chi le sta accanto. Ho scelto di raccontare tutto questo attraverso le atmosfere e il corpo, eliminando quasi completamente il dialogo dalla scena. Il silenzio e il non detto si caricano così dell’impotenza della protagonista, mentre il volto e il corpo dell’attrice diventano gli strumenti attraverso cui emergono emozioni e pulsioni interiori”.

Venezia83: da Lubitsch a Rossellini: 19 restauri a Venezia Classici

Roma, 3 lug. (askanews) – È stata definita la selezione di Venezia Classici dell’83esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia, che presenta in anteprima mondiale 19 restauri realizzati nel corso dell’ultimo anno di capolavori provenienti da cineteche, istituzioni culturali e produzioni di tutto il mondo.

Il direttore artistico della Mostra, Alberto Barbera ha dichiarato: “Non è da ricercare nella nostalgia la ragione profonda della scelta di una sezione come Venezia Classici. Se l’obbiettivo consiste nel ricordare la vitalità di quando ‘il cinema era tutto’ (per dirla con Leonardo Sciascia), un’altra considerazione s’impone, ed è la consapevolezza che il cinema di domani non può che alimentarsi della linfa vitale dei film del passato. Un immaginario vivido fatto di grandi capolavori indimenticabili che attendono solo di essere rivisitati, e di film parzialmente dimenticati, che necessitano invece di un’attenta riconsiderazione”.

“La Mostra – ha spiegato Barbera – si apre con un omaggio doveroso a un regista per troppo tempo frainteso se non addirittura osteggiato, come Tinto Brass e il suo ‘Col cuore in gola’, omaggio pop alla Londra degli anni Sessanta, che si avvalse della collaborazione di Guido Crepax. Addirittura ‘resuscitato’ è ‘Lo zio di Brooklyn’ di Ciprì e Maresco, scomparso dagli schermi dopo l’infelice parentesi di un’uscita quasi clandestina nelle sale cinematografiche del Paese, che Aurelio De Laurentiis ha generosamente consentito di riportare alla luce. Tra i film più eccentrici e meno visti di Ettore Scola, ‘Brutti, sporchi e cattivi’ merita sicuramente un’attenta rivalutazione, mentre ‘Viaggio in Italia’ di Roberto Rossellini è da molto tempo considerato uno dei suoi capolavori dopo l’iniziale ostilità della critica. Chiude la pattuglia italiana ‘La lunga notte del ’43’, primo film di Florestano Vancini e a detta di molti il suo film più intenso e riuscito”.

“Non si può evitare di parlare di capolavoro anche a proposito del film di Ernst Lubitsch ‘Vogliamo vivere!’ che, nel bel mezzo del secondo conflitto mondiale, si servì di Shakespeare per realizzare la più feroce e irresistibilmente divertente satira del nazismo. Dall’America arrivano altri due importanti restauri: ‘I selvaggi di Roger Corman’, il più grande successo commerciale del prolificissimo regista, presentato in concorso alla Mostra del Cinema del 1966, e ‘Minnie e Moskowitz’ di un indimenticabile John Cassavetes” ha detto ancora.

Inoltre, ha diciharato Barbera, “in più di un’occasione, Martin Scorsese ha inserito tra i suoi 10 film preferiti anche ‘Cenere e diamanti’ di Andrej Wajda, capostipite della nouvelle vague polacca, duramente criticato dal regime comunista dell’epoca, mentre uno dei suoi discepoli, Roman Polanski, considera giustamente ‘Cul de sac’ (realizzato in Inghilterra) il suo film più riuscito. Alexander Kluge, scomparso pochi mesi fa, conquistò invece il suo primo Leone d’Argento alla Mostra del Cinema di Venezia del 1966 con il suo esordio ‘La ragazza senza storia’, mentre il cecoslovacco Jaromil Jirés ebbe non pochi problemi con la censura di diversi paesi per il suo ‘Fantasie di una tredicenne’, (“fascinoso caleidoscopio di sortilegi e allucinazioni” – così M. Morandini). I restanti restauri consentono un sintetico giro intorno al mondo: dal Messico proviene ‘L’illusione viaggia in tranvai’, uno dei film forse meno visti di Luis Bunuel, così come assai poco noto è l’argentino ‘Los de la mesa 10’ di Simón Feldman, mai distribuito in Italia ma considerato uno dei primi e più rilevanti film della cosiddetta Generazione dei Sessanta, la nouvelle vague argentina dell’epoca. Dal Giappone, un altro film che merita di essere riscoperto è ‘The Catch’ del grande regista Shinji Somai. Opera prima dell’indiano Dev Bengal, ‘English, August vinse’ il premio come miglior film al Torino Film Festival del 1995, mentre nello stesso anno e nello stesso festival la regista cinese (ma con studi al Centro Sperimentale di Roma) Ning Ying si fece apprezzare con il secondo film della trilogia pechinese, dal titolo ‘Poliziotto di quartiere’. Seconda parte di una trilogia e uno dei primi film politici di Hong Kong è invece ‘The Story of Woo Viet’ di Ann Hui, che affronta il dramma dei rifugiati vietnamiti in una città dominata da sentimenti di incertezza per il proprio futuro. Per finire, ‘Gli occhi azzurri’ di Yonta di Flora Gomes, secondo film di un regista della Guinea Bissau, rivelatosi qualche anno prima alla Mostra del Cinema con il suo film d’esordio Mortu Negra”.

Sarà il regista e sceneggiatore Daniele Vicari a presiedere la Giuria di studenti di cinema che – per il tredicesimo anno – assegnerà il Premio Venezia Classici per il miglior film restaurato. La Giuria sarà composta da 24 studenti, ognuno indicato dai docenti dei diversi corsi di cinema delle università italiane, dei DAMS e della veneziana Ca’ Foscari.

La sezione Venezia Classici si tiene dal 2012 alla Mostra. Curata da Alberto Barbera con la collaborazione di Federico Gironi.

Treni, Salvini: polemiche? Politica non arrivi sui binari

Firenze , 3 lug. (askanews) – “Oggi abbiamo tre massimi storici: 1300 cantieri aperti, quasi diecimila treni circolanti e il massimo storico dei passeggeri. E’ chiaro che questi tre massimi storici possono comportare qualche disagio”. Lo ha detto il ministro dei Trasporti e vice premier Matteo Salvini intervenendo a Firenze al completamento dello scavo di due gallerie, con TBM Marika e Iris, del passante AV Firenze – Cantiere della stazione AV Firenze.

“Spero che la politica arrivi ovunque ma non sui binari” ha aggiunto ricordando di essere “un ministro del Trasporti politico, assolutamente politico, sono segretario di un partito”.

Carburanti, i gestori proclamano lo stato di agitazione: pronti allo sciopero

Roma, 3 lug. (askanews) – Faib e Fegica “sono costrette a denunciare gli incomprensibili ritardi del Mimit nel portare in approvazione del Cdm il testo del Ddl di riforma del settore, faticosamente messo a punto e condiviso da tutti gli operatori”. A sostegno della riforma, Faib e Fegica “mettono in stato di mobilitazione la Categoria, pronte e sostenere la rivendicazione anche con una chiusura prolungata degli impianti” e si dichiarano pronte allo sciopero.

“Adesso basta con i rinvii e i cincischiamenti: è ora di tirare fuori il testo del ddl condiviso ed avviarlo all’esame del CdM prima e del Parlamento poi”, concludono. In base agli ultimi dati rilevati dall’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del ministero delle Imprese e del Made in Italy, oggi il prezzo medio dei carburanti in modalità self service lungo la rete stradale nazionale è pari a 1,803 euro-litro per la benzina e 1,882 euro-litro per il gasolio.

Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 1,894 euro-litro per la benzina e 1,968 euro-litro per il gasolio.

Meloni: Piano Mattei pienamente operativo, oltre 70 progetti avviati

Roma, 3 lug. (askanews) – È stata trasmessa al Parlamento la Terza Relazione annuale sullo stato di attuazione del Piano Mattei per l’Africa, aggiornata al 30 giugno 2026 e adottata dalla Cabina di regia nella sua sesta riunione, tenutasi il 26 giugno scorso a Palazzo Chigi. Il documento è stato trasmesso alle Camere ai sensi dell’articolo 5, comma 3, della legge 24 gennaio 2024, n. 2.

“Oggi il Piano Mattei, riconosciuto come iniziativa di respiro europeo e internazionale, è una strategia pienamente operativa che sta producendo risultati tangibili – dichiara il Presidente Consiglio, Giorgia Meloni – Insieme ai nostri partner africani abbiamo avviato in questi anni più di 70 progetti, grazie ad una solida architettura finanziaria che sta mobilitando risorse pubbliche e private. L’Italia continuerà a lavorare in questa direzione, per consolidare questa prospettiva e dare sempre più forza al modello di cooperazione che abbiamo in mente: una cooperazione da pari a pari, fondata sul rispetto, sulla fiducia reciproca, sullo sviluppo condiviso”. “Il Piano Mattei si conferma dunque pienamente operativo, con un’architettura finanziaria consolidata e una rete di collaborazioni internazionali in costante ampliamento”, si legge in una nota di Palazzo Chigi, che fornisce alcuni numeri della relazione: 18 Nazioni partner, dalle 9 pilota di gennaio 2024 alle 14 di gennaio 2025, fino alle 18 dell’attuale perimetro, ampliato a marzo 2026 con l’ingresso di Gabon, Repubblica Democratica del Congo, Ruanda e Zambia; 5,5 miliardi di euro la dotazione iniziale del Piano Mattei; 2 Vertici Italia-Africa: Roma (gennaio 2024) e, per la prima volta nella storia della conferenza, in territorio africano ad Addis Abeba (13 febbraio 2026), con 35 delegazioni a livello di Capi di Stato e di Governo; 76 progetti in corso; circa 1,2 miliardi di euro deliberati dal Comitato Tecnico del Fondo Italiano per il Clima per 15 interventi in Africa, di cui 936,7 milioni nel solo anno preso in esame dalla Relazione (1° luglio 2025 – 30 giugno 2026); 4 miliardi di euro di garanzie concesse da SACE a sostegno di investimenti nelle Nazioni del Piano; 269 milioni di euro di crediti bilaterali italiani in corso di conversione in progetti di sviluppo, in un orizzonte decennale.

La Relazione ripercorre il consolidamento del Piano lungo le sue sei direttrici di intervento – acqua, agricoltura, energia, infrastrutture fisiche e digitali, istruzione, formazione e cultura, salute con al centro il capitale umano e con un rafforzamento nel corso dell’anno nel settore del digitale e dell’intelligenza artificiale. Tra i risultati anche il riconoscimento internazionale del Piano, il sempre maggiore raccordo con il Global Gateway dell’Unione Europea e il rafforzamento dell’architettura finanziaria, costruita attorno alla collaborazione con le principali istituzioni internazionali: l’accordo quadro con la Banca Mondiale, la partnership con la Banca Africana di Sviluppo nell’ambito della Mattei Plan-Rome Process Financing Facility, le garanzie della Commissione europea TERRA e RISE, le sinergie con UNDP, IFC, IFAD, FAO e African Finance Corporation.

Il documento sottolinea inoltre la dimensione di “Sistema Italia” che caratterizza il Piano, con il coinvolgimento coordinato di Ministeri, istituzioni finanziarie nazionali (CDP, SACE, SIMEST), Regioni, enti locali, mondo universitario, terzo settore e diaspora africana in Italia.

Italia-Usa, ricevimento a Villa Taverna nel segno della distensione

Roma, 3 lug. (askanews) – Festeggiamenti per i 250 anni dell’Indipendenza americana a Roma, a Villa Taverna, nel segno della distensione tra Italia e Usa, dopo lo scontro a distanza delle scorse settimane tra Donald Trump e Giorgia Meloni. Il tradizionale ricevimento nella residenza ufficiale dell’ambasciatore americano è diventato l’occasione per riavvicinare le due sponde dell’Atlantico tra hot dog, hamburger, birra e fuochi d’artificio.

Assente la premier Giorgia Meloni, poco prima a Padova per il congresso della Uil: ma presente una folta delegazione del governo e del centrodestra, compresa la sorella Arianna, capo della segreteria politica di FdI: dal presidente del Senato Ignazio La Russa, che dal palco ha assicurato che l’amicizia tra i due Paesi “non è mai messa in discussione” nella “pari dignità”, ai vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini e diversi ministri, compreso quello della Difesa Guido Crosetto.

Proprio Tajani, dal palco ha sottolineato: “Essere alleati non significa essere sempre d’accordo su tutto ma anche quando emergono sensibilità diverse, l’importante è parlarsi come si fa tra amici, con franchezza, rispettandosi a vicenda, essere consci che nei momenti decisivi siamo italiani e americani insieme, dalla parte giusta della storia, la parte dell’Occidente”.

Molto meno rappresentate le opposizioni. Nessuno del Movimento 5 stelle, presente una delegazione del Pd, Matteo Renzi, per il centrosinistra anche Benedetto Della Vedova (+Europa). Secondo l’ambasciatore Tilman Fertitta il rapporto tra Italia e Stati Uniti è al livello più alto. “Lavoriamo insieme su difesa, politica e commercio e molte altre tematiche – ha assicurato – tra leader capitano dei disaccordi ogni tanto. Ma per quanto mi riguarda, con il governo italiano è tutto normale, ogni singolo giorno. Non vedo alcuna conseguenza nel modo in cui collaboriamo su tutti i dossier”.

Nato, Trump: "Ridicolo" che gli Usa mantengano un rapporto "non reciproco"

Roma, 3 lug. (askanews) – A meno di una settimana dal vertice in Turchia, il presidente americano Donald Trump ha dichiarato che è “ridicolo” avere un rapporto “a senso unico” con la Nato, commentando un grafico che mostra la spesa di Stati Uniti (999 miliardi di dollari), Regno Unito (90,5 miliardi), Francia (66,5 miliardi), Italia (48,8 miliardi) e Polonia (44,3 miliardi).

“È ridicolo che gli Stati Uniti continuino su questa strada a senso unico quando il rapporto non è reciproco. Non c’erano per noi!!!”, ha scritto Trump sul suo account Truth, facendo riferimento al mancato sostegno nella guerra lanciata da Stati Uniti e Israele contro l’Iran.

Media: l’attentatrice del Principato di Monaco fuggita in auto in Italia

Roma, 3 lug. (askanews) – La donna sospettata di avere messo una bomba lunedì scorso nell’abitazione dell’oligarca ucraino Vadim Ermolaev e della sua famiglia sarebbe fuggita in Francia, per poi raggiungere l’Italia dopo il suo attacco nel Principato di Monaco. Lo riferisce Le Parisien, secondo cui la donna avrebbe utilizzato un’auto recuperata a Beausoleil, in Francia, al confine con il Principato di Monaco, dove sarebbe arrivata a piedi dopo l’attentato. La donna sarebbe un’ucraina di 39 anni, identificata come Anastasia B. Sarebbe nota alle autorità per i suoi legami con la criminalità organizzata.

Ultimi temporali, poi nuova svolta calda dal weekend

Roma, 3 lug. (askanews) – Il fronte temporalesco, dopo aver colpito duramente il Nord con grandine e raffiche di vento fino a 100 km/h, si sposta verso le regioni del Centro-Sud. Sarà l’ultimo sussulto del maltempo prima di una decisa svolta meteo: dal weekend è infatti attesa una poderosa rimonta calda su tutta la penisola. Mattia Gussoni, meteorologo de iLMeteo.it, conferma che, nel corso di venerdì 3 luglio, il fronte temporalesco si sposterà velocemente verso le regioni centro-meridionali.

Il peggioramento colpirà inizialmente il basso Lazio, per poi estendersi rapidamente a Puglia, Basilicata, Calabria, Sardegna e Sicilia. L’attenzione resta alta per la potenziale intensità dei fenomeni. Nei bassi strati dell’atmosfera c’è ancora molta energia potenziale in gioco, accumulata sotto forma di umidità dopo il caldo intenso delle ultime settimane. Per questo motivo non escludiamo il rischio di eventi estremi come nubifragi e forti grandinate, con i fenomeni più intensi che si concentreranno in particolare su Calabria e Sicilia. Al Nord invece avremo una prevalenza di tempo stabile e soleggiato. La fase di maltempo avrà comunque le ore contate. Già dalle prime battute del fine settimana è attesa una svolta a livello emisferico con una nuova pulsazione dell’anticiclone subtropicale africano. Questa imponente massa d’aria calda si allungherà direttamente dal Nord Africa verso il bacino del Mediterraneo, finendo per inglobare anche l’Italia.

Nel corso del weekend, sabato 4 e domenica 5 luglio, aspettiamoci dunque tanto sole da Nord a Sud, con cieli quasi ovunque sereni o poco nuvolosi. Non solo, oltre ad una maggior stabilità atmosferica è previsto pure un deciso e generale aumento delle temperature con punte massime pronte a toccare i 33-34°C in molte delle nostre città, dando il via a una nuova fase di caldo intenso.

Nel dettaglio Venerdì 3. Al Nord: sole e caldo in aumento. Al Centro: sole, acquazzoni su basso Lazio e Sardegna meridionale. Al Sud: temporali a carattere irregolare, specie sui settori tirrenici.

Sabato 4. Al Nord: stabile e soleggiato. Al Centro: sole ovunque. Al Sud: soleggiato, venti intensi dai quadranti settentrionali.

Domenica 5. Al Nord: sole e caldo in aumento. Al Centro: stabile e soleggiato ovunque. Al Sud: soleggiato, venti da nord.

Tendenza: stabilità atmosferica grazie alla presenza dell’anticiclone africano.

Le mezze misure diventano una trappola politica

Sulla carta la scommessa in corso tra Meloni e Vannacci appare una di quelle che i broker americani chiamerebbero “loose-loose”. E cioè destinata ad essere persa, da parte di Palazzo Chigi, sia in un caso che nel suo opposto. Infatti, se Meloni imbarca il generale perde ogni credito verso l’elettorato che un tempo si sarebbe detto “moderato”. Se, invece, lo lascia a terra perde un bel gruzzolo di voti dalla parte opposta e con essi anche la possibilità di far scattare il premio di maggioranza dalla sua parte.

In realtà, l’offensiva di Futuro Nazionale non è la causa della difficoltà di Meloni. Ne è la conseguenza, semmai. Essa nasce dal dilemma irrisolto di questa legislatura. La premier infatti avrebbe potuto completare la sua transizione spostandosi più al centro e tentando di mettere fuori gioco l’estrema destra con tutta la risolutezza di cui alle volte si è mostrata capace. O invece avrebbe potuto conservare il suo posizionamento d’antan chiudendo lo spazio a quanti volevano fare i duri e puri alla vecchia maniera.

Fermandosi a metà strada ha finito per lasciare più spazio alle perplessità di una parte e ai richiami della foresta della parte opposta. Un po’ la stessa cosa che le è capitata a proposito di Trump. Laddove essa si trova oggi ad incorrere nelle ire del tycoon e contemporaneamente nella forte disapprovazione di quanti lo considerano (compreso chi scrive) un flagello per il nostro tempo.

Personalmente, sono un cultore della misura, che in politica per me è (quasi) tutto. Ma appunto per questo so che le mezze misure, le cose a metà, possono invece qualche volta rivelarsi una trappola.

Fonte: La Voce del Popolo – Giovedì 2 luglio 2026

[Articolo qui riproposto per gentile concessione dell’autore e del direttore del settimanale della diocesi di Brescia]

Il “campo degasperiano” non sia un parcheggio per anime stanche

Si parla molto, in queste settimane, della necessità di costruire un campo degasperiano. La formula è suggestiva, forse perfino necessaria. Ma proprio perché evoca una delle stagioni più alte della politica italiana, non può essere ridotta a insegna da convegno, a marchio di bottega, a elegante tovaglia bianca sotto cui nascondere vecchie posate.

Se vuole davvero nascere, questo spazio non può essere il dopolavoro del ceto politico in pensione, né il rifugio climatico di chi cerca riparo dopo essere rimasto senza casa, senza partito o senza pubblico. De Gasperi non può diventare il nome buono per nobilitare operazioni piccole, tattiche, stanche. Non basta appendere un ritratto, citare due frasi sulla responsabilità e poi ricominciare con lo stesso linguaggio che ha consumato parole, speranze e pazienza civile.

 

Non rendite, ma responsabilità

La prima condizione è semplice: nessuno dovrebbe entrarvi per rendita. E la rendita non è solo economica. Esiste una rendita di posizione, di curriculum, di relazioni, di età, perfino di memoria. C’è chi pensa di avere sempre un posto a tavola solo perché un tempo ha apparecchiato. Ma oggi non basta aver attraversato stagioni importanti. Bisogna chiedersi che cosa si è ancora capaci di offrire.

Una simile iniziativa dovrebbe nascere non dalla somma dei reduci, ma dalla disponibilità a mettere in comune esperienza, cultura, competenza e discernimento.

Chi ha più anni e più strada alle spalle non è chiamato a ritirarsi, ma a trasformare la propria esperienza in servizio: offrire profondità, metodo e memoria critica, accompagnando con discrezione l’emergere di nuove energie e di nuove responsabilità.

 

I giovani non come platea, ma come soggetto

La seconda condizione riguarda i giovani. Troppo spesso vengono convocati come scenografia morale: li si mette in prima fila, li si cita nei saluti iniziali, li si applaude quando dicono cose ragionevoli e poi si torna a decidere altrove. Questa liturgia è finita. O almeno dovrebbe finire.

Se questo spazio ha senso, le nuove generazioni devono stare un passo avanti. Non perché siano automaticamente migliori, ma perché abitano già il tempo che molti adulti continuano soltanto a commentare. Conoscono la precarietà non come categoria sociologica, ma come esperienza biografica. Vivono la crisi della rappresentanza, del lavoro, della fiducia, dell’abitare, della scuola, dei legami. Non chiedono prediche o pacche sulle spalle. Chiedono spazio reale, fiducia, corresponsabilità.

 

Un pensiero incarnato, non un salotto profumato

La terza condizione è culturale. Certo, serve pensiero. Anzi, ne serve moltissimo, perché viviamo in un tempo in cui il dibattito pubblico appare spesso atrofizzato, piegato alla battuta, al sondaggio, alla frase buona per il titolo. Ma il pensiero, da solo, non basta. Un campo degasperiano non può essere un salotto speculativo dove anime colte commentano il declino con tazze di caffè e aggettivi ben stirati.

Deve essere un luogo in cui le idee incontrano le pieghe più concrete della società: famiglie affaticate, giovani senza prospettive, territori svuotati, scuola lasciata sola, sanità in tensione, lavoro povero, solitudini urbane, periferie materiali e spirituali. La politica non rinasce dai comunicati, ma dalla capacità di leggere i bisogni prima che diventino rabbia.

 

Il magistero come sale e lievito

Per i cattolici, poi, c’è un compito ulteriore. Non si tratta di costruire un recinto confessionale, né di rimpiangere forme politiche che appartengono alla storia. Si tratta, piuttosto, di prendere sul serio quella grande tradizione del magistero sociale della Chiesa che parla di dignità della persona, bene comune, solidarietà, sussidiarietà, pace, lavoro, cura del creato, giustizia tra le generazioni.

Questi principi non sono decorazioni da sacrestia civile. Sono sale e lievito. Possono aiutare molti, anche chi non condivide un’appartenenza ecclesiale, a ritrovare il senso umano della politica. Il cattolico impegnato nella vita pubblica non dovrebbe agitare bandiere identitarie come fazzoletti da curva. Dovrebbe portare una domanda più radicale: che cosa rende una società più giusta, più umana, più capace di custodire gli ultimi e di non sacrificare di questo tempo?

 

Basta politichese: parole pulite per una speranza possibile

Infine, serve un linguaggio nuovo. O meglio, un linguaggio pulito. Il politichese ha stancato. È vuoto, lucido, inamidato. Sembra dire tutto e non dice niente. Promette processi, tavoli, convergenze, perimetri, cantieri, sintesi avanzate. Poi il cittadino normale spegne, giustamente, perché ha altro da fare: lavorare, pagare bollette, crescere figli, assistere genitori, reggere la fatica quotidiana.

La lingua di un nuovo campo popolare dovrebbe essere sobria, comprensibile, concreta. Non populista, popolare. La differenza è decisiva. Il populismo accarezza la rabbia. Il popolare organizza la speranza. Il primo cerca applausi immediati. Il secondo costruisce legami, istituzioni, responsabilità.

In vista delle prossime elezioni politiche del 2027, la domanda vera non è se nascerà un nuovo contenitore. Di contenitori ne abbiamo già visti tanti: alcuni belli fuori e vuoti dentro, come certe bomboniere dimenticate nei cassetti. La domanda è se esista ancora una classe dirigente capace di rimettere al centro il Paese reale, senza furbizie, senza rendite, senza nostalgie travestite da futuro.

Un campo degasperiano avrebbe senso solo così: non come operazione di restauro, ma come atto di responsabilità generativa. Non per rifare la Democrazia cristiana, ma per recuperare il meglio di una culturapolitica: serietà, competenza, misura, popolarità, visione europea, attenzione agli ultimi, rispetto delle istituzioni.

Se sarà questo, potrà servire. Se invece sarà l’ennesimo giro di tavolo tra notabili, con giovani in platea e vecchie parole al microfono, allora sarà meglio lasciar stare. Perché De Gasperi merita di più. E anche l’Italia.

Il lavoro ferito interpella la coscienza

Il silenzio che accusa

Il silenzio che avvolge i campi dell’Alto Jonio cosentino e della Sibaritide non è quello della pace, ma quello pesante e dignitoso del lutto. È il silenzio che dura dal 1° giugno scorso, quando la terra di Amendolara si è macchiata del sangue di quattro braccianti agricoli, strappati alla vita e alle proprie famiglie nell’ennesima, drammatica espressione di un sistema che troppo spesso calpesta la carne viva dei lavoratori in nome del profitto.

Una vera e propria strage dell’invisibilità che anche il 4 luglio, interpellerà la coscienza di un’intera comunità ecclesiale e civile nel convegno promosso ad Amendolara Marina.

Mettersi dal punto di vista degli ultimi non è solo un dovere civico e giornalistico, ma una radicale scelta di fede. Tornano in mente le parole folgoranti e taglienti di don Lorenzo Milani: «Gli oppressi sono la mia patria, gli oppressori miei stranieri». Davanti al dramma del caporalato, dello sfruttamento pervasivo e dell’intermediazione illecita di manodopera, quelle parole smettono di essere un mero aforisma storico per tramutarsi in un severo esame di coscienza individuale e collettivo. Chi è vittima dello sfruttamento nei nostri campi è un nostro concittadino, un fratello; chi specula sulle vite e sulla sicurezza dei lavoratori si rende straniero alla civiltà, alla giustizia e al Vangelo.

Il presente non basta

A questo proposito amo ripetere che il presente, da solo, non basta. Per comprendere il nostro tempo dobbiamo salire sulle spalle dei giganti, di coloro che nei secoli hanno saputo consegnarci parole capaci di attraversare la storia. Nella letteratura classica risuonano espressioni di sorprendente attualità. Abbiamo forse dimenticato il messaggio di Didone, che nell’Eneide confessa: non ignara mali miseris succurrere disco («non ignara del dolore, imparo a soccorrere gli infelici»). Sono parole che sembrano scritte per il nostro tempo.

Non dimentichiamolo: migliaia di uomini e donne senza voce sfidano ogni giorno l’aridità dei deserti, le onde del mare e le montagne innevate alla disperata ricerca di un rifugio dove coltivare la speranza di un futuro sereno. Molti di loro approdano anche nelle nostre campagne, contribuendo con il proprio lavoro alla ricchezza del Paese, ma troppo spesso trovano sfruttamento, precarietà e morte.

«Sunt lacrimae rerum», scrive ancora Virgilio: vi sono lacrime nelle cose, nella storia degli uomini. E la storia continua a piangere non soltanto per i tanti morti che giacciono sul fondo del Mediterraneo, ma anche per quanti, sopravvissuti alle tragedie della migrazione, vengono umiliati, derisi e sfruttati, privati della loro dignità proprio nel momento in cui cercano una possibilità di riscatto.

 

La risposta della Chiesa

La Chiesa calabrese, attraverso la Conferenza Episcopale Calabra, ha voluto dare una risposta forte e visibile. Il titolo dell’appuntamento del 4 luglio parla chiaro: “Per un lavoro libero, dignitoso e sicuro”. Un percorso che non si limita alla necessaria denuncia, ma che si fa memoria attiva e impegno stringente dei credenti contro ogni forma di prevaricazione sociale.

I lavori del convegno si apriranno nei luoghi stessi del dolore, presso lo svincolo in cui hanno perso la vita i quattro giovani braccianti agricoli sulla SS 106, per poi spostarsi alla Parrocchia Madonna della Salute per la tavola rotonda dedicata a “La dignità della persona e la tutela dei diritti dei lavoratori”.

Per noi cattolici, la riflessione sul lavoro tocca il cuore stesso della teologia della giustizia. Non possiamo dimenticare il magistero di papa Francesco, che nell’enciclica Fratelli tutti ci ricorda come non possa esistere fraternità senza il riconoscimento della pari dignità di ogni essere umano e come il lavoro rappresenti uno dei pilastri fondamentali di tale riconoscimento. La disoccupazione e la mancanza di un lavoro dignitoso, affermava Papa Bergoglio, feriscono la dignità della persona, mentre un’economia governata esclusivamente dal profitto finisce inevitabilmente per scartare l’uomo.

 

La dignità oltre il profitto

A fare eco a questa visione interviene anche la recente enciclica di papa Leone XIV, Magnifica humanitas. Pur affrontando in modo particolare le sfide poste dall’intelligenza artificiale e dagli algoritmi, essa richiama un principio universale: la tecnica e il mercato devono rimanere strumenti al servizio della persona e mai trasformarsi in nuove forme di dominio.

Esiste infatti un filo rosso che unisce l’algoritmo che aliena il lavoratore digitale e il caporale che sfrutta il bracciante nei campi: in entrambi i casi la persona viene ridotta a semplice fattore produttivo, privata dei suoi diritti, della sua sicurezza e del suo futuro.

In un mondo dominato dal feticismo della produzione sembrano non trovare più spazio le parole del cardinale Carlo Borromeo: «Non c’è superiorità dell’uomo sull’uomo se non quella di mettersi al suo servizio», né quelle di Gesù “il Nazareno”: «Io sono venuto per servire e non per essere servito». Quando prevale la logica del profitto, i più deboli vengono inchiodati senza pietà alla croce della fame, della miseria e dello sfruttamento.

 

Una conversione necessaria

Il convegno di Amendolara, con gli interventi autorevoli dei vescovi Mons. Giuseppe Alberti, Mons. Francesco Savino e Mons. Giovanni Checchinato, arcivescovo di Cosenza/Bisignano e dei rappresentanti delle istituzioni, costituisce dunque un punto di significativa testimonianza. Non è più il tempo dei cordogli formali. La memoria dei quattro braccianti uccisi il 1° giugno esige riforme strutturali, controlli severi, percorsi autentici di accoglienza e integrazione, ma soprattutto una conversione culturale, sociale e antropologica del nostro modello di sviluppo.

Come ricordava don Lorenzo Milani, la fedeltà al Vangelo si misura dalla parte in cui decidiamo di stare. E noi non possiamo che stare dalla parte della patria degli oppressi, affinché il lavoro torni a essere ciò per cui Dio lo ha pensato: lo strumento attraverso cui l’uomo realizza la propria vocazione, custodisce la propria dignità e costruisce una società più giusta, oggi più di ieri è necessario elaborare con assoluta urgenza il nuovo modello di “welfare mediterraneo” così bloccando le logiche perverse della “remigrazione” che oltre ad essere inutili sono al limite della farneticazione.

Perché, in fondo, l’unica preghiera che ogni sera dovrebbe salire dalle nostre labbra è tanto semplice quanto esigente: ama e rispetta il tuo simile, vale per tutti noi la frase di Don Primo Mazzolari, sempre attuale: “Non è folle credere sempre nella carità”.

Per queste considerazioni sinteticamente espresse avrei voluto essere presente al convegno del 4 luglio, un fastidioso intervento chirurgico al ginocchio me lo ha impedito e quindi confermo attraverso questa nota la mia adesione ai valori di solidarietà e tolleranza sui quali è fondata la manifestazione del 4 luglio di Amendolara promossa dalla Conferenza Episcopale Calabra.

Oltre la stanza chiusa

Il filo invisibile della solitudine

C’è un filo sottile che lega il ragazzo che continua a scorrere lo schermo fino alle tre del mattino a quello che, da mesi, non trova più la forza di uscire dalla propria stanza. Quel filo ha un nome: solitudine.

Ci sono ragazzi che non escono di casa da mesi. Non per malattia, non per paura del contagio. Semplicemente non ce la fanno più. Hanno smesso la scuola, gli amici, hanno smesso, è la parola giusta, di credere che il mondo fuori dalla loro stanza abbia ancora un posto per loro.

In Giappone li chiamano hikikomori, “quelli che stanno in disparte”. Il fenomeno è nato lì, ma da anni ha attraversato i confini e oggi riguarda anche noi. Non è più una curiosità sociologica: è uno specchio che riflette una fragilità sempre più diffusa, quella di una generazione connessa con il mondo intero e, troppo spesso, incapace di sentirsi davvero parte di una comunità.

Quella stanza chiusa non nasce dal nulla. Nasce quasi sempre da un rapporto con la tecnologia che si è incrinato molto prima che il ritiro diventasse totale. Un rapporto che riguarda milioni di ragazzi che non arriveranno mai a quell’estremo, ma vivono ogni giorno una versione più lieve della stessa ferita.

 

Un meccanismo, non un vizio

Non stiamo parlando di svogliatezza o di mancanza di carattere. La ricerca scientifica ha documentato cosa accade nel cervello quando smartphone e social network vengono utilizzati in modo compulsivo. Ogni notifica, ogni like, ogni contenuto nuovo attiva il circuito della ricompensa, alimentando il rilascio di dopamina. Col tempo il cervello si abitua e ricerca stimoli sempre più frequenti. È un meccanismo neurobiologico, non un difetto morale.

Negli adolescenti il problema è ancora più delicato: le aree cerebrali che regolano autocontrollo, pianificazione e gestione degli impulsi completano la loro maturazione soltanto intorno ai vent’anni. Non sorprende, quindi, che siano proprio i più giovani a manifestare livelli crescenti di ansia, dipendenza dal telefono e difficoltà nel costruire relazioni stabili fuori dallo schermo.

 

Le tre solitudini

Gli hikikomori rappresentano la manifestazione più estrema di un disagio molto più ampio. Gli studiosi distinguono tre forme di solitudine che spesso si sovrappongono.

La prima è quella emotiva: sentirsi soli anche in mezzo agli altri, perché mancano relazioni profonde.

La seconda è quella sociale: perdere progressivamente la scuola, il lavoro, gli amici, i luoghi della partecipazione.

La terza è quella esistenziale: non riconoscersi più in alcun ruolo, non sentirsi necessari per nessuno, smettere di attribuire valore alla propria presenza nel mondo.

È questa la ferita più profonda. Perché la dignità di una persona non si misura dai follower che possiede né dalla velocità con cui risponde a un messaggio. Si misura dalla libertà di costruire relazioni autentiche e di riconoscersi parte di una comunità. Un ragazzo che vive chiuso nella propria stanza non ha perso il proprio valore. Ha perso la fiducia di poterlo esprimere.

 

Di chi è la responsabilità

Sarebbe facile liquidare tutto con un invito alla forza di volontà. Ma sarebbe profondamente ingiusto. Dall’altra parte dello schermo operano piattaforme che investono enormi risorse per catturare e trattenere la nostra attenzione il più a lungo possibile. Chiedere esclusivamente ai singoli di resistere significa ignorare il contesto in cui vivono.

Le famiglie restano fondamentali, ma non possono essere lasciate sole. Serve una scuola che insegni l’educazione digitale con la stessa serietà con cui insegna a leggere e scrivere. Servono aziende tecnologiche chiamate a rispondere pubblicamente dell’impatto dei loro prodotti sulla salute mentale dei minori. Serve una politica che riconosca la solitudine come una vera questione di salute pubblica e di coesione sociale.

 

Una proposta concreta

Le parole non bastano più. Servono atti. Propongo tre interventi concreti e realizzabili.

Il primo: uno sportello di ascolto sul ritiro sociale in ogni distretto sociosanitario, facilmente accessibile anche ai genitori.

Il secondo: un percorso strutturale di educazione digitale nelle scuole secondarie, continuo e non affidato a iniziative occasionali.

Il terzo: la costruzione di protocolli territoriali permanenti tra ASL, scuole, Comuni, associazioni specializzate, Caritas diocesane e realtà del Terzo settore, affinché nessuna famiglia affronti da sola il momento in cui il disagio emerge.

Questa collaborazione non parte da zero. In alcune diocesi italiane la Caritas, insieme alle associazioni che da anni lavorano sul ritiro sociale, ha già attivato percorsi di formazione, sportelli di ascolto e iniziative di accompagnamento delle famiglie. Non sostituisce la presa in carico sanitaria, ma svolge un ruolo prezioso di prossimità, intercettando il disagio prima che diventi invisibile. È una buona pratica che merita di essere sostenuta e messa in rete con le istituzioni pubbliche.

Più in generale, questa esperienza suggerisce un metodo che dovrebbe ispirare ogni riforma. Le politiche pubbliche funzionano quando valorizzano le competenze diffuse nella società. Il Terzo settore, i corpi intermedi, il volontariato, il mondo della scuola, le professioni sanitarie e le comunità locali incontrano ogni giorno persone, famiglie e fragilità che spesso sfuggono alle statistiche. Ascoltare la loro esperienza significa costruire politiche migliori.

Lo Stato non deve rinunciare alle proprie responsabilità. Deve però imparare a governare insieme a chi, sul territorio, genera già valore sociale. Il dialogo tra pubblico e privato sociale non è una delega, ma una forma più matura di responsabilità condivisa.

 

C’è ancora vita oltre lo schermo

Non si tratta di rimpiangere un mondo senza tecnologia. Sarebbe impossibile, oltre che inutile. La vera sfida è fare in modo che la tecnologia resti uno strumento al servizio della persona e non diventi il luogo in cui la persona si perde.

Riscoprire il valore di una conversazione senza notifiche, di una passeggiata, di uno sguardo che incontra un altro sguardo non è nostalgia. È restituire centralità a ciò che rende umana una comunità.

Le riforme migliori non nascono quando la politica pretende di avere tutte le risposte. Nascono quando ha l’umiltà di ascoltare chi ogni giorno incontra il dolore, la fragilità e la speranza delle persone. È da questo dialogo tra istituzioni, scuola, sanità, Terzo settore, famiglie e comunità locali che possono nascere politiche davvero capaci di cambiare la vita delle persone.

Perché nessun ragazzo dovrebbe sentirsi così solo da credere che il mondo fuori dalla propria stanza non abbia più un posto per lui. E una società si misura, prima di tutto, dalla capacità di riaprire quella porta.

Tra hot dog e hamburger, a Villa Taverna la "pace" Italia-Usa

Roma, 2 lug. (askanews) – La Festa dell’Indipendenza diventa la Festa della ricomposizione tra Italia e Usa. O almeno della distensione. Dopo lo scontro a distanza tra Donald Trump e Giorgia Meloni delle scorse settimane, il tradizionale ricevimento a Villa Taverna, residenza ufficiale dell’ambasciatore americano a Roma, diventa l’occasione per riavvicinare le due sponde dell’Atlantico tra hot dog, hamburger e birra.

La premier è assente – oggi pomeriggio era a Padova per il congresso della Uil – ma ha inviato una nutritissima delegazione del Governo e del centrodestra, compresa la sorella Arianna, capo della segreteria politica di FdI. Presente anche il presidente del Senato Ignazio La Russa, che dal palco assicura che l’amicizia tra i due Paesi “non è mai messa in discussione” nella “pari dignità”.

Per il Governo ci sono i vice Antonio Tajani e Matteo Salvini (che parlano dal palco), i ministri Francesco Lollobrigida, Giancarlo Giorgetti, Adolfo Urso, Giuseppe Valditara, Gilberto Pichetto Fratin, Guido Crosetto, il sottosegretario Alfredo Mantovano. “Il 4 luglio – dice Tajani nel saluto agli invitati (circa 2000) – celebriamo la nascita di una grande nazione libera. Ma per noi italiani è anche un modo per ricordare che i valori della democrazia e della libertà, ottant’anni fa, attraversarono l’Atlantico. Un modo per ribadire la nostra gratitudine agli Stati Uniti per aver dato un contributo decisivo a restituire libertà e sovranità all’Italia e all’Europa, e poi a preservarla nei decenni successivi grazie a una solida alleanza, fondata su valori comuni. L’Italia non dimentica i giovani americani che vennero a combattere lontano da casa”.

Dopo Tajani prende la parola anche Salvini, il più ‘Maga’ del Governo, che parla di una “scelta di campo”. “Nessuno – afferma – potrà mai mettere in discussione l’amicizia e i buoni rapporti tra Italia e Stati Uniti. La vostra presenza testimonia che libertà e democrazia non sono beni negoziabili. Nella costituzione americana i diritti alla vita, alla libertà, alla felicità sono intangibili”.

Molto meno rappresentate le opposizioni. Nessuno del Movimento 5 stelle, la delegazione del Pd è composta dal capogruppo in Senato Francesco Boccia, dal responsabile economico Antonio Misiani, dal presidente del Copasir Lorenzo Guerini, da Beatrice Lorenzin. Matteo Renzi (Iv) è certo che “250 anni di storia sono ben più grandi degli ultimi due anni di presidenza Trump”, anche se Meloni ha “posizionato l’Italia dalla parte sbagliata, ha ‘ciccato’ la politica estera e lo sa”. Per il centrosinistra anche Benedetto Della Vedova (+Europa) mentre non si vedono esponenti di Avs né Carlo Calenda, che aveva annunciato di non essere stato invitato.

Quindi pace fatta? Secondo l’ambasciatore Tilman Fertitta sì, anzi non c’era proprio da fare pace. “Il rapporto tra Italia e Stati Uniti oggi è al livello più alto che abbia mai visto. Io sono qui ogni giorno, parlo con tutti, dal primo ministro in giù, e lavoriamo insieme su difesa, politica e commercio e molte altre tematiche – assicura -. So che c’è un rapporto di lunga data tra Trump e la premier. Tra leader capitano dei disaccordi ogni tanto. Ma per quanto mi riguarda, con il governo italiano è tutto normale, ogni singolo giorno. Non vedo alcuna conseguenza nel modo in cui collaboriamo su tutti i dossier”.

Portavoce Flotilla: In prossima missione non vorremmo farci ammazzare

Roma, 2 lug. (askanews) – “Ci aspettiamo, vorremmo non dover arrivare a ripartire e farci ammazzare, perché questo sarà il prossimo passo e lo sappiamo tutti, per ottenere dal nostro governo, ma anche dall’Unione Europea e da tutte le istituzioni, delle prese di posizione forti, delle sanzioni a Israele, la rottura di tutti gli accordi commerciali con Israele”: così Maria Elena Delia, portavoce in Italia della Global Sumud Flotilla, presentando nella sala stampa della Camera – su invito della deputata del M5S Stefania Ascari – il suo libro “Global Sumud Flotilla, La storia siete voi”, edito da Ponte alle Grazie, con prefazione di Ilan Pappé.

“Io penso che le missioni della Global Sumud Flotilla, delle flotille, o anche con altri strumenti, non soltanto dovranno continuare, ma continueranno, e dovranno essere sistematiche e dovrà essere sistematico, perpetuo, la mobilitazione di tutti noi, che non necessariamente deve concretizzarsi salendo su una barca nel Mediterraneo”, ha aggiunto Delia.

L’incontro è stato moderato dal direttore di Fanpage Francesco Cancellato; sono intervenuti inoltre l’attivista Saif Abukeshek e Fabrizio Cassinelli delegato Fnsi.

Tra hot dog e hamburger, a Villa Taverna la "pace" Italia-Usa

Roma, 2 lug. (askanews) – La Festa dell’Indipendenza diventa la Festa della ricomposizione tra Italia e Usa. O almeno della distensione. Dopo lo scontro a distanza tra Donald Trump e Giorgia Meloni delle scorse settimane, il tradizionale ricevimento a Villa Taverna, residenza ufficiale dell’ambasciatore americano a Roma, diventa l’occasione per riavvicinare le due sponde dell’Atlantico tra hot dog, hamburger e birra.

La premier è assente – oggi pomeriggio era a Padova per il congresso della Uil – ma ha inviato una nutritissima delegazione del Governo e del centrodestra, compresa la sorella Arianna, capo della segreteria politica di FdI. Presente anche il presidente del Senato Ignazio La Russa, che dal palco assicura che l’amicizia tra i due Paesi “non è mai messa in discussione” nella “pari dignità”.

Per il Governo ci sono i vice Antonio Tajani e Matteo Salvini (che parlano dal palco), i ministri Francesco Lollobrigida, Giancarlo Giorgetti, Adolfo Urso, Giuseppe Valditara, Gilberto Pichetto Fratin, Guido Crosetto, il sottosegretario Alfredo Mantovano. “Il 4 luglio – dice Tajani nel saluto agli invitati (circa 2000) – celebriamo la nascita di una grande nazione libera. Ma per noi italiani è anche un modo per ricordare che i valori della democrazia e della libertà, ottant’anni fa, attraversarono l’Atlantico. Un modo per ribadire la nostra gratitudine agli Stati Uniti per aver dato un contributo decisivo a restituire libertà e sovranità all’Italia e all’Europa, e poi a preservarla nei decenni successivi grazie a una solida alleanza, fondata su valori comuni. L’Italia non dimentica i giovani americani che vennero a combattere lontano da casa”.

Dopo Tajani prende la parola anche Salvini, il più ‘Maga’ del Governo, che parla di una “scelta di campo”. “Nessuno – afferma – potrà mai mettere in discussione l’amicizia e i buoni rapporti tra Italia e Stati Uniti. La vostra presenza testimonia che libertà e democrazia non sono beni negoziabili. Nella costituzione americana i diritti alla vita, alla libertà, alla felicità sono intangibili”.

Molto meno rappresentate le opposizioni. Nessuno del Movimento 5 stelle, la delegazione del Pd è composta dal capogruppo in Senato Francesco Boccia, dal responsabile economico Antonio Misiani, dal presidente del Copasir Lorenzo Guerini, da Beatrice Lorenzin.

Matteo Renzi (Iv) è certo che “250 anni di storia sono ben più grandi degli ultimi due anni di presidenza Trump”, anche se Meloni ha “posizionato l’Italia dalla parte sbagliata, ha ‘ciccato’ la politica estera e lo sa”. Per il centrosinistra anche Benedetto Della Vedova (+Europa) mentre non si vedono esponenti di Avs né Carlo Calenda, che aveva annunciato di non essere stato invitato.

Quindi pace fatta? Secondo l’ambasciatore Tilman Fertitta sì, anzi non c’era proprio da fare pace. “Il rapporto tra Italia e Stati Uniti oggi è al livello più alto che abbia mai visto. Io sono qui ogni giorno, parlo con tutti, dal primo ministro in giù, e lavoriamo insieme su difesa, politica e commercio e molte altre tematiche – assicura -. So che c’è un rapporto di lunga data tra Trump e la premier. Tra leader capitano dei disaccordi ogni tanto. Ma per quanto mi riguarda, con il governo italiano è tutto normale, ogni singolo giorno. Non vedo alcuna conseguenza nel modo in cui collaboriamo su tutti i dossier”.

Ascari (M5S): “Palestina siamo noi, Flotilla è una luce fortissima”

Roma, 2 lug. (askanews) – “La Palestina siamo noi, siamo tutti noi e dobbiamo continuare a tenere la luce accesa, dal momento che questo governo continua ad essere complice del governo terrorista e genocida di Netanyahu, continua a sostenere il genocidio, oltre 70.000 esseri umani massacrati, di cui 20.000 sono bambini”: così la deputata M5S Stefania Ascari, a margine della presentazione – da lei promossa – nella sala stampa della Camera del libro della portavoce in Italia di GSF Maria Elena Delia “Global Sumud Flotilla, La storia siete voi”, edito da Ponte alle Grazie, con prefazione di Ilan Pappé.

“In questo buio c’è una luce fortissima che la Global Sumud Flotilla, attivisti pacifisti inermi che hanno fatto quello che avrebbe dovuto fare il governo, aiutare una popolazione deumanizzata, portando aiuti, ma soprattutto aiutandola ad avere la propria autodeterminazione e riconoscimento di dignità come tutti gli altri popoli. Noi siamo al fianco della Global Sumud Flotilla e continueremo a essere al fianco della Palestina”, ha sottolineato la deputata cinquestelle.

L’incontro è stato moderato dal direttore di Fanpage Francesco Cancellato; sono intervenuti inoltre l’attivista Saif Abukeshek e Fabrizio Cassinelli delegato Fnsi.

Rai, La Russa: avevo proposto mediazione, non ho avuto risposta

Roma, 2 lug. (askanews) – “Come si risolverà il caso della vigilanza Rai? Si sono dimessi tutti i commissari, che credo peraltro restino in carica fino alle nuove nomine, ma questo è solo un fatto formale e quindi aspetterò che, naturalmente insieme al presidente della Camera, si invitino i gruppi a darci i nomi per i nuovi componenti e dopodiché si procederà con quanto è previsto dal regolamento, cioè alla nomina di un nuovo presidente e quant’altro”. Così il presidente del Senato Ignazio La Russa al suo arrivo al tradizionale ricevimento a Villa Taverna, a Roma.

“Se c’è un vulnus politico da risolvere? Sì, io per la verità ho tentato una mediazione già qualche mese fa ma sto ancora aspettando una risposta, soprattutto da parte dell’opposizione – ricorda – perché la mia proposta di mediazione, per carità può non essere gradita, era abbastanza semplice. Il problema è la presidenza della Rai e l’opposizione ha chiesto che ci fosse un presidente di garanzia? Io ho detto all’opposizione di predisporre tutta una serie di nomi di garanzia da sottoporre alla maggioranza, perché se è di garanzia devono mettersi d’accordo sul nome, e se lo trovano – e secondo me è facile con la maggioranza che ha detto che era disponibile – a quel punto lo si nomina nel Consiglio di amministrazione, lo si elegge presidente se c’è l’accordo. Al posto di chi? Di uno della parte che l’ha proposto, cioè dell’opposizione. Ce ne sono due dell’opposizione in Cda, se vogliono un presidente di garanzia visto che non hanno trovato un accordo la mia proposta era scegliete insieme uno di garanzia proposto dall’opposizione al posto di uno dell’opposizione”.

“È chiaro che così si otterrebbe un presidente di garanzia e all’interno del consiglio d’amministrazione gli equilibri non sarebbero spostati numericamente – sottolinea La Russa – Però non lo so, sembra che oggi come oggi le mediazioni siano difficili. Non ho mai avuto una risposta per cui sono rimasto abbastanza sorpreso della impossibilità tra maggioranza e opposizione di trovare un’intesa e ancora più sorpreso di pensare che la soluzione possa venire ‘sic et simpliciter’ con le dimissioni generalizzate se tutti non ci mettono la buona volontà”.

Rai, Schlein: dimissioni inevitabili, no a deriva TeleMeloni

Milano, 2 lug. (askanews) – “Le dimissioni dei componenti delle forze di opposizione dalla Commissione di Vigilanza RAI sono state un atto inevitabile. È la prima volta nella storia della Repubblica che si arriva a una scelta così drastica, resa necessaria dalla paralisi di un organismo di garanzia che la destra ha scientificamente svuotato di senso e delle proprie funzioni, tenuto ostaggio anche dai loro litigi sui posti”. Lo dichiara la segretaria del Pd Elly Schlein, che denuncia: “In questi anni il governo ha impoverito il servizio pubblico, trattandolo come una proprietà e trasformandolo in un megafono della maggioranza, mortificando anche l’impegno e la passione dei tanti professionisti e delle maestranze che ogni giorno lavorano in RAI. Senza alcuna logica aziendale, e lo dimostra il calo degli ascolti, la destra ha proceduto ad una occupazione quasi totale della Rai”.

Per questo, promette Schlein, “noi insistiamo da tre anni: Meloni sarà l’ultima Presidente del Consiglio a lottizzare la RAI, e con le altre opposizioni continueremo a batterci per attuare il Media Freedom Act e per una riforma della governance che renda finalmente la RAI indipendente da politica e partiti. Per mesi la Commissione di Vigilanza è rimasta ostaggio delle divisioni interne alla maggioranza, nell’impossibilità di svolgere la funzione di controllo e garanzia che il Parlamento, e quindi i cittadini, le hanno affidato. È intollerabile che il governo sia rimasto sordo perfino al richiamo del Presidente della Repubblica. E, a quasi un anno dall’entrata in vigore del Media Freedom Act, la destra continua ad andare nella direzione opposta: anziché rafforzarne autonomia e pluralismo, accentua l’asservimento del servizio pubblico alla politica, comprimendo di fatto la libertà di informazione. Le dimissioni di tutti i commissari delle opposizioni, che ringraziamo, sono un atto di responsabilità e un segnale di non complicità rispetto a questa deriva. TeleMeloni deve tornare a essere la RAI di tutti i cittadini italiani”, conclude Schlein.

Rai, terremoto in Vigilanza, Floridia e opposizioni si dimettono. Centrodestra li segue

Roma, 2 lug. (askanews) – Terremoto in Vigilanza Rai. Dopo mesi di proteste e di appelli, la presidente Barbara Floridia (M5S) e gli altri 15 membri delle opposizioni (Pd-M5S-Avs-Iv), hanno rotto gli indugi, preso carta e penna e rassegnato in massa le dimissioni contro lo ‘stallo’ della commissione. Sotto accusa “l’arroganza” del centrodestra che ha continuato a disertare le sedute con l’obiettivo di imporre come presidente Simona Agnes, a dispetto di una maggioranza dei due terzi imposta dalla legge. Ne è seguito, dopo poche ore, un ‘coup de theatre’ dei partiti di governo, i cui membri della Vigilanza si sono dimessi a loro volta. Uno scenario totalmente inedito.

“È una decisione sofferta ma necessaria e inevitabile. Ho dovuto prendere atto che restare e denunciare non è servito. Il boicottaggio sistematico della commissione di vigilanza da parte della maggioranza e la situazione in cui sta precipitando il servizio pubblico non mi consente di andare oltre”, ha spiegato Floridia.

Sullo ‘stallo’ si era espresso anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, richiamando al pieno funzionamento degli organi di garanzia del Parlamento. La presidente Floridia e le opposizioni in questi mesi avevano denunciato a più riprese la “paralisi” dei lavori della commissione di Vigilanza, fino all’iniziativa eclatante del deputato di Iv Roberto Giachetti che aveva messo in atto uno sciopero della fame e si era incatenato in aula. Ma la situazione non si è sbloccata.

Nella lettera di dimissioni “irrevocabili” inviata ai presidenti di Senato e Camera, Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana, la scelta è stata definita “molto sofferta” ma dettata da un “punto di non ritorno” a causa di “ragioni tutte interne” alla maggioranza che ha “inferto un ulteriore durissimo colpo all’azienda Rai”, sempre più, è l’accusa, ‘Tele-Meloni’.”Restare al suo interno significherebbe abdicare alla funzione di controllo democratico e avallare un uso sempre più partitico del servizio pubblico. Le nostre dimissioni chiedono di restituire ai cittadini una Rai libera, autonoma e realmente pluralista”. In uno scorcio di legislatura cruciale, a un anno dalle elezioni politiche.

Speculare la reazione del centrodestra, i cui partiti hanno fatto dimettere a loro volta i propri componenti. In una nota hanno respinto alle accuse, attaccando: la “commissione di Vigilanza Rai è stata occupata, sequestrata e strumentalizzata in maniera irresponsabile dalla sinistra” poiché “ha sfruttato cinicamente la legge sulla Rai, che prevede una maggioranza a 2/3 per eleggere il presidente” mentre “perfino per la carica di presidente della Repubblica” dopo alcune votazioni andate a vuoto il capo dello Stato “può essere eletto a maggioranza” semplice. Peraltro ammettendo così di aver ‘forzato’ nei fatti la situazione, disertando le sedute.

Netta la replica delle opposizioni. Per il Pd il centrodestra ha “umiliato l’azienda e mortificato il Parlamento. A forza di nominare gli amici, sono rimasti solo loro. Chi se n’è andato, invece, sono stati i telespettatori”. Un “comportamento grave e irresponsabile che la dice lunga sul rispetto della cosa pubblica in tutte le sue articolazioni”. “A Floridia – è il commento del capogruppo M5S al Senato Luca Pirondini – va sostegno pieno per una scelta difficile ma necessaria. Ricostruire la Rai dopo questa stagione sarà un’impresa enorme. Ma deve essere una delle priorità del futuro governo progressista. TeleMeloni dovrà essere soltanto un brutto ricordo”.

“La destra non ha più senso del ridicolo – ha osservato il segretario di +Europa Riccardo Magi – visto che questa situazione di stallo è esclusivamente responsabilità loro, e non ha nemmeno il senso dei limiti del potere, dato che vorrebbero mettere le mani sul servizio pubblico senza avere alcun organo di controllo che li disturbi nelle loro manovre”. Lo stesso approccio, ha concluso, “alla base della nuova legge elettorale che stanno provando ad imporre al Paese”. “La destra – hanno affermato Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli di Avs – è il mandante della guerra di occupazione della Rai per controllare l’informazione, veicolare la propaganda del governo e attaccare l’opposizione” con un “problema urgente” da risolvere “che riguarda il rapporto tra informazione e democrazia, oggi totalmente mortificato dall’azione senza scrupoli del governo”.

A terremoto avvenuto, con lo svuotamento dei componenti di una commissione già privata da due anni della sua possibilità di agire, tocca ora, in prima battuta, ai presidenti di Senato e Camera prenderne atto e riavviare le macchine delle ‘procedure’ regolamentari. Ma per la soluzione del rebus, la strada è in salita, affidata ad un confronto politico, al momento ai minimi termini, tra maggioranza e opposizione. Intanto, domani ci sarà la presentazione dei palinsesti Rai del 2026/2027, un evento che sembra aver pesato nella scelta della tempistica.

Rai, Conte: Vigilanza boicottata, dimissioni Floridia raccontano quanto accaduto

Roma, 2 lug. (askanews) – “Barbara Floridia e i consiglieri di opposizione si sono dimessi dalla commissione di Vigilanza Rai. Il loro è un gesto di grande dignità che racconta meglio di qualsiasi discorso quello che è accaduto negli ultimi due anni”. Lo ha scritto sui suoi canali social il presidente del M5S, Giuseppe Conte.

“Due anni – ha spiegato – in cui abbiamo denunciato con tutte le nostre forze il vilipendio delle istituzioni da parte del centrodestra: un organo di garanzia del Parlamento è stato di fatto messo nelle condizioni di non poter svolgere il proprio ruolo, boicottato dalla maggioranza di governo che gli ha impedito di poter svolgere le sue funzioni e finanche di riunirsi. Non solo. Chi oggi siede a Chigi ne ha approfittato per portare avanti un’occupazione sistematica della Rai, mettendo persone di stretta fiducia in ogni snodo strategico e trasformando il servizio pubblico in un terreno di conquista politica. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: ascolti deludenti, una credibilità sempre più compromessa e un danno al servizio pubblico che sarà difficile riparare”.

A giudizio dell’ex premier “mai si era vista un’occupazione così capillare, così pervasiva, così spregiudicata come quella inauguratasi con l’insediamento di questo governo. La responsabilità politica di questo sfacelo ha un nome e un cognome: Giorgia Meloni, non ci giriamo intorno”.

“In questi anni di continua battaglia – ha proseguito Conte – Barbara Floridia è stata in prima linea, guidando la Commissione con la schiena dritta, difendendo le prerogative del Parlamento, il pluralismo e la dignità delle istituzioni con equilibrio, correttezza e profonda consapevolezza del proprio ruolo. Per questo voglio ringraziare pubblicamente lei, i parlamentari M5S e quelli delle altre opposizioni presenti in commissione di Vigilanza Rai. Con le loro scelte hanno restituito dignità a un’istituzione che altri hanno tentato di svuotare e umiliare. Noi continueremo a denunciare ogni abuso. Perché la Rai non appartiene al governo di turno. Appartiene ai cittadini italiani”, ha concluso il leader stellato.

Italia-Usa, Fertitta: essere italo-americano il più grande onore

Roma, 2 lug. (askanews) – “Essere a Roma per i 250 anni dell’America ed essere anche italo-americano è per me il più grande onore del mondo. Sono uno dei 17 milioni di americani di origine italiana, e tornare qui a celebrare questa data è qualcosa di straordinario”. Così l’ambasciatore Tilman Fertitta aprendo il 4 luglio a Villa Taverna.

L’ambasciatore ha raccontato i suoi viaggi in Italia: “sto facendo un tour di diplomazia nei territori. Vado in paesi dove nessun ambasciatore è mai stato. Guardo la mappa e decido dove fermarmi, passando serate meravigliose con i sindaci e le comunità”.

“Serve a conoscere davvero i sindaci, i prefetti, i leader militari di questi territori. È un’esperienza fantastica”, ha concluso.

Museo del Novecento: Vedere le cose secondo Joseph Kosuth

Milano, 2 lug. (askanews) – Il 1 luglio 2026 presso la Sala Fontana del Museo del Novecento di Milano è stata inaugura alla presenza dell’artista Vedere le cose (per A.S.), la nuova installazione site-specific di Joseph Kosuth: una scrittura di luce che si allunga per ventotto metri sul lato di via Marconi e trasforma il muro esterno del museo in un luogo di riflessione in dialogo con la città.

Il Direttore die Museo del Novecento, Gianfranco Maranello: “Il lavoro di Joseph Kosuth al Museo del Novecento segna un passaggio di livello ulteriore rispetto a una strategia che già ha visto in questi anni aprire il Museo del Novecento alla sua osmosi con la città: le finestre aperte per poter consentire alle opere di essere viste in alcuni casi già dall’esterno, dalla strada, e un museo che continuamente ha un felice strabismo tra quello che si vede dentro al museo e la città. Del resto il Museo in Piazza Duomo non poteva che concepirsi in questo modo”.

L’installazione arriva in un momento particolarmente significativo per il Museo del Novecento, che con l’avvio del cantiere per l’ampliamento nella seconda torre dell’Arengario apre una nuova stagione di trasformazione dei propri spazi e della propria identità come ha sottolineato l’Assessore alla Cultura Tommaso Sacchi: ” L’opera di Kosuth ha un carattere veramente simbolico, oltre ad essere una pera straordinaria, di fatto crea una relazione e anticipa quello che sarà il ponte vero proprio, anche nel vero senso del termine, che legherà i due arengari. Restituiremo alla città il secondo Arengario, collegato al primo del Museo del Novecento, come museo pubblico a disposizione dei cittadini e degli ospiti della nostra Milano. Questa opera è una sorta di prima pietra di questo percorso che ci porterà al completamento di uno dei grandi musei di arte moderne e contemporanea del nostro Paese”.

“Il presente, che è nel tempo quello che la facciata è nello spazio, impedisce di vedere le cose in profondità” è la frase, tratta dagli Scritti dispersi (1943-1952) di Alberto Savinio, che Joseph Kosuth ha scelto di realizzare in neon per la facciata del Museo. La riflessione metafisica evocata da Savinio incontra così il linguaggio concettuale di Kosuth, proponendo una riflessione che invita a superare l’immediatezza del presente per cercare, nella profondità delle cose, nuove possibilità di senso, com ha evidenziato durante la conferenza stampa anche Vincenzo Trione Presidente di Triennale Milano e curatore della mostra diffusa Metafisica/Metafisiche, della quale l’opera di Kosuth è ideale conclusione. Gianfranco Maranello inserisce questa riflessione nella più ampia funzione del museo: “Il presente e la facciata, qualcosa che nello spazio e nel tempo impediscono di vedere le cose in profondità, tutto questo è anche la responsabilità che un museo deve avere verso il proprio tempo, ma anche nella conoscenza storica. La nostra è un’attività che guarda alla storia dell’arte, ma cerca di contribuire al suo farsi. Nel caso di Joseph Kosuth, l’architettura non è soltanto un contenitore, è il contenuto assunto, è il materiale della sua opera. In questo senso, Joseph Kosuth fa del Museo del Novecento l’occasione del farsi dell’arte”.

L’opera è stata acquisita dal Comune di Milano ed entra a far parte della Collezione permanente del Museo.

Spazio, Urso incontra Lloyd: favorire nuove opportunità industriali

Milano, 2 lug. (askanews) – Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha incontrato in videocollegamento il sottosegretario di Stato al Dipartimento per la Scienza, l’Innovazione e la Tecnologia del Regno Unito, Liz Lloyd. L’incontro segue quello avuto al Mimit poche ore fa con il direttore generale dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), Josef Aschbacher.

“Dopo la Dichiarazione congiunta sottoscritta a Brema in occasione della Ministeriale dell’ESA, Roma e Londra devono ora tradurre quell’intesa in un partenariato rafforzato, capace di generare ulteriori opportunità industriali, tecnologiche e scientifiche per le nostre imprese e i nostri centri di ricerca”, ha dichiarato il ministro Urso. “Dobbiamo sviluppare un percorso che favorisca sempre più la nascita e il consolidamento di campioni industriali di livello globale, come avvenuto per Bromo, in grado di rafforzare l’autonomia strategica dell’Europa e di consolidarne la capacità di innovazione e la leadership tecnologica”, ha concluso.

Nel dettaglio Urso e Lloyd hanno condiviso l’esigenza di proseguire il confronto sul negoziato relativo allo EU Space Act, affinché il futuro quadro normativo europeo tenga conto delle esigenze dell’industria, salvaguardi le prerogative nazionali in materia di difesa e sicurezza, non introduca oneri eccessivi per PMI e start up e definisca un regime di equivalenza con i Paesi terzi che sia chiaro, efficace e concretamente applicabile.

Al centro del confronto anche i principali dossier strategici europei nel settore spaziale e la preparazione della riunione dei ministri degli Stati membri e associati dell’ESA, in programma l’8 luglio, organizzata dal ministro Urso e dalla ministra federale della Ricerca, della Tecnologia e dello Spazio della Germania, Dorothee Bär. Incontro che rappresenta un passaggio fondamentale per la Conferenza Ministeriale Intermedia (IMM26) che si terrà a Roma a dicembre, con particolare attenzione al futuro ruolo dell’ESA nell’esplorazione spaziale.

Tennis, Sonego al terzo turno a Wimbledon

Roma, 2 lug. (askanews) – Una vittoria alla Sonego. Il tennista italiano è al terzo turno di Wimbledon a seguito del successo contro il canadese Gabriel Diallo per 7-6, 4-6, 7-6, 6-7, 6-2 dopo oltre quattro ore di gioco. Una partita molto combattuta, in cui si sono giocati ben tre tiebreak. Alla fine, il torinese ha preso il largo nel quinto set, che gli permette di confermarsi imbattuto in questo parziale in quel di Wimbledon (3 vittorie su 3). Al terzo turno, per Sonego c’è l’americano e numero 6 del seeding Taylor Fritz.

Meloni: morti lavoro sconfitta di tutti. E ricorda Luana D’Orazio

Roma, 2 lug. (askanews) – “Oltre 1.000 l’anno sono le volte in cui noi siamo stati tutti sconfitti: persone, famiglie, storie interrotte che non devono e non possono essere dimenticate e anche io voglio qui rivolgere un pensiero di riconoscenza commossa” per “chi ha trasformato un dolore inimmaginabile come la perdita di una figlia in un impegno per la vita e quindi anche io voglio dire a Emma, la mamma di Luana D’orazio, che tutti noi la consideriamo una mamma straordinaria, una persona straordinaria”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel suo intervento al congresso della Uil.