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Dazi, dichiarazione Ue-Usa pronta al 90-95%, sospese contromisure Ue

Roma, 5 ago. (askanews) – In piena estate proseguono le trattative tecniche tra Unione europea e Stati Uniti, volte a dare attuazione all’accordo politico sui dazi commerciali raggiunto lo scorso 27 luglio. L’elemento che si sta ora cercando di finalizzare è una “dichiarazione congiunta”, che stabilirà una sorta di percorso a tappe condiviso su questa partita. Anche quest’ultima, come l’accordo stretto tra il presidente Usa, Donald Trump, e la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, non sarà legalmente vincolante. Ma darà ulteriori certezze, a beneficio soprattutto delle imprese e dei loro piani di investimento. Il lavoro “è pronto al 90-95%”, secondo fonti comunitarie che sperano di finalizzare questo elemento in tempi brevi.

Intanto Bruxelles ha sgomberato il campo da un possibile inciampo sul percorso: la Commissione ha confermato di aver adottato le procedure per sospendere per sei mesi l’attuazione delle contromisure che, in caso di mancato accordo, sarebbero scattate contro gli Usa da giovedì 7 agosto. La decisione, adottata con procedura di urgenza, dovrà essere approvata entro due settimane dai Paesi della Unione europea, con maggioranza semplice, ha spiegato un portavoce della commissione.

Secondo il commissario europeo al Commercio, Maros Sefcovic, che ha supervisionato il negoziato, le discussioni con Washington per attuare l’accordo “proseguono con spirito costruttivo” su “tutti gli elementi”, ha precisato.

Apparentemente un riferimento al fatto che se ad oggi Washington ha emanato un ordine esecutivo che riconduce al 15% i dazi sulla maggior parte delle importazioni dalla Ue, a partire dall’8 agosto, restano da regolare settori chiave come acciaio e alluminio, da una parte, e auto, dall’altra, che hanno tutt’ora livelli molto più elevati (rispettivamente 50% e 27,5%). Fonti comunitarie spiegano che resta sul tavolo l’impegno a ridurre sempre al 15% i dazi su auto e componenti per l’auto, così come i trattamenti ad hoc concordati su alcune produzioni strategiche, tra cui aeromobili e componenti per aeromobili. Per acciaio e alluminio, invece, si continua a negoziare un accordo specifico basato su quote di importazione. Inoltre, resta da definire la lista dei beni con dazi a zero, o limitati ai bassi livelli previsti secondo la categoria Wto di “nazione più favorita”, in cui la Ue vorrebbe diversi prodotti sensibili (tra cui vini, birra e alcolici).

Fonti della Commissione hanno confermato anche che non sono in discussione né i regolamenti Ue riguardanti il mercato e i servizi digitali (Mda e Dsa), né la normativa molto rigorosa sanitaria e fitosanitaria che l’Ue applica alle importazioni di prodotti agroalimentari, anche se in alcuni casi si potrà lavorare a delle “semplificazioni” amministrative.

Ma intanto rischia di aprirsi una frattura intra europea dopo le parole e l’iniziativa del ministro delle Finanze della Germania, Lars Klingbeil. Quest’ultimo ha manifestato insoddisfazione e critiche per l’accordo sui dazi commerciali, e si è recato a Washington per incontrare il segretario al Tesoro, Scott Bessent. Una mossa che potrebbe apparire un tentativo di scavalcare la Commissione, che ha la competenza sui negoziati riguardanti il commercio con l’estero, in particolare sulla partita di dazi e quote di scambio su acciaio e alluminio.

“Siamo piuttosto sorpresi da quanto detto dal ministro tedesco. Vorrei ricordarvi che i Paesi Ue e i loro portatori di interessi hanno consistentemente sottolineato che un conflitto non era desiderabile”, ha risposto il portavoce della Commissione Olof Gill, responsabile per il Commercio, interpellato sulla questione durante la conferenza stampa di metà giornata. Inoltre, ha aggiunto Gill; Paesi e portatori di interessi “hanno insistito che solo una soluzione negoziale” era auspicabile: “questa era la visione della maggioranza schiacciante, inclusi – ha sottolineato – gli stakeholder da dove proviene il ministro in questione”.

“Abbiamo raggiunto una soluzione negoziata” per evitare qualcosa di negativo per tutti. “Abbiamo continuato a assicurare accesso al nostro maggiore mercato, è quello che ci chiedevano e ora abbiamo un sistema inclusivo di dazi al 15% (dove ‘inclusivo’ significa che includono anche i dazi per la ‘nazione più favorita’, ndr). Abbiamo raggiunto una assicurazione che non emergeranno altri dazi in questo contesto molto volatile e imprevedibile”, ha proseguito il portavoce. “Questo 15% orizzontale negoziato dalla Commissione per conto degli Stati Ue si applicherà anche in futuro. E verrà ulteriormente delineato nella dichiarazione congiunta Ue-Usa, con cui avremo una piattaforma stabile da cui trovare altre aree per ridurre i dazi”.

“Quindi, per ripeterlo, è molto sorprendente per noi sentire da un ministro dei Paesi membri in questione, il fatto che abbia espresso queste visioni: nulla è accaduto in termini di approccio della Commissione, senza un chiaro segnale di ricevuto da parte dei nostri Paesi membri”, ha concluso Gill. (fonte immagine: The White House).

Urban Impressionism (Piano Solo), l’ep di Dardust che incanta

Milano, 5 ago. (askanews) – E’ uscito Urban Impressionism (Piano Solo), l’ep di Dardust composto da 8 perle suonate in piano solo, versioni alternative di alcuni dei brani contenuti nell’omonimo ultimo progetto discografico di Dardust, uscito a novembre per Artist First e Sony Masterworks, un lavoro che sfida le convenzioni della musica neoclassica/contemporanea, abbattendo i confini tra le arti e unendo musica e architettura.

L’ep, con focus track Mon Coeur, Béton Brut – Piano Solo, contiene le versioni al piano di 8 dei brani di Urban Impressionism ed è stato anticipato da Nuage for a Fading Sky – Piano Solo e Golden Cage – Piano Solo.

Con l’album Urban Impressionism Dardust, pianista, produttore e compositore tra i più influenti e premiati, artefice di uno stile personalissimo e innovativo, ha esplorato nuove combinazioni di suoni e contrasti partendo da più fonti d’ispirazione artistica. L’album traduce in musica da una parte le geometrie architettoniche delle periferie urbane, dal brutalismo al post-modernismo, che in musica diventano espressioni genuine, forgiate senza il ricorso ad abbellimenti o artifici produttivi; dall’altra, le rapide pennellate dell’impressionismo pittorico, che si riflettono nel suo approccio alla composizione.

Prosegue intanto il tour di Urban Impressionism, dopo aver attraversato da marzo i palchi delle città italiane ed europee, si aggiungono 10 nuove tappe nei teatri: raddoppia Milano al Teatro San Babila – dopo l’annuncio del sold out per la data del 20 novembre – con un secondo appuntamento il 21 novembre. In programma poi Lecce, Catania, Bologna, Sassuolo (MO), Torino, Padova, Montecatini Terme (PT), Verona, Bolzano.

I biglietti per le nuove date sono disponibili online. Il tour è prodotto da Metatron, Vivo concerti, ITB International Talent Booking.

Tajani: non esiste la Palestina, riconoscerla è finzione giuridica

Roma, 5 ago. (askanews) – “Riconoscere la Palestina quando non esiste la Palestina è una finzione giuridica. Non è neanche una scelta politica. Noi siamo a favore dello Stato palestinese, è assodato, lo diciamo da anni”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, parlando alla Camera.

A chi gli faceva notare che Stati come Francia e Gran Bretagna hanno annunciato che riconosceranno lo stato palestinese, Tajani ha risposto: “Gli altri Stati diranno quello che vogliono, ho studiato giurisprudenza, ho ancora qualche reminiscenza, vi prendete le prime tre pagine della definizione di stato e vedete…”.

“Lavoriamo per costruire lo Stato palestinese. Già l’ho detto quello che bisogna fare, ciò che siamo pronti a fare: serve una missione dell’Onu a guida araba, siamo pronti a mandare anche i nostri militari per riunificare. Riunificata la Palestina poi si può riconoscere lo Stato. Riconosciamo l’Anp, Hamas se ne deve andare”, ha concluso.

Nuova offensiva a Gaza, Netanyahu contro i vertici Idf

Roma, 5 ago. (askanews) – L’ennesima offensiva nella Striscia di Gaza, questa volta con l’obbiettivo di una totale occupazione: Benjamin Netanyahu – a quanto riporta la stampa israeliana – sarebbe deciso a rilanciare l’opzione militare relegando in un secondo piano il negoziato per la liberazione degli ostaggi (il cui successo viene ritenuto improbabile).

Un piano che verrà discusso oggi nella riunione ristretta del gabinetto di sicurezza ma che suscita la perplessità degli analisti, di almeno una parte dell’opinione pubblica e – aspetto non secondario – dei vertici militari nella persona del capo di stato maggiore dell’Idf, Eyal Zamir.

I primi si chiedono infatti perché gli esiti di questa offensiva dovrebbero differire da quelli di tutte le altre, che non hanno portato né alla sconfitta di Hamas né alla liberazione degli ostaggi, nonostante l’accordo firmato con la mediazione statunitense e successivamente violato.

La stessa domanda se la pone l’opinione pubblica, in cui cresce il peraltro non infondato sospetto che al governo della sorte degli ostaggi importi assai meno della propria sopravvivenza e che i proclami di riportarli a casa “vivi o morti” sia da intendersi in maniera letterale.

Quanto all’Idf, i vertici militari registrano la stanchezza delle truppe e la carenza di riservisti, e preferirebbero di gran lunga una soluzione negoziata o, se questa non fosse possibile, un assedio statico delle zone in cui Hamas mantiene un certo livello di attività, il che permetterebbe di ridurre il numero di effettivi al fronte.

Per tutti questi motivi la riunione di oggi promette di essere una sorta di resa dei conti fra l’ala “messianica” dell’esecutivo, con in testa i ministri della Sicurezza e della Finanze, Itamar Ben-Gvir e Bezalel Smotrich, e i comandi dell’esercito – sostenuti dalla parte meno intransigente del governo, come il ministro degli Esteri Gideon Sa’ar. Ad aprire il fuoco della retorica su X è stato proprio Ben-Gvir, che ha ricordato come i militari debbano obbedire alla dirigenza politica senza fare commenti; Sa’ar ha ribattuto osservando come il capo di stato maggiore abbia tutto il diritto di presentare la propria opinione professionale, anche se dissenziente. Uno scambio verbale che implica una frattura piuttosto profonda, se anche il titolare della Difesa, Israel Katz, è intervenuto nel dibattito per garantire che le forze armate applicheranno con professionalità quando disposto dai vertici politici.

I quali vertici peraltro, va ricordato, provengono in massima parte dagli alti ranghi dell’Idf e appartengono sostanzialmente alla stessa sfera: non si tratta quindi di una divergenza fra civili da una parte e militari dall’altra, quanto di quale sia la strategia migliore per ottenere il massimo risultato con le risorse operative attualmente disponibili.

In tutto questo la decisione ultima spetta a Netanyahu, il quale – sempre secondo le voci di stampa – avrebbe già invitato il generale Zamir alle dimissioni: e la preoccupazione principale del premier rimane il suo futuro politico, a questo punto legata a doppio filo a quella del suo esecutivo. Di qui il tentativo di licenziare la Procuratrice generale – che supervisiona il processo per corruzione a carico di Netanyahu – o di far approvare una legge che permetta agli ultraortodossi di continuare ad evitare il servizio di leva.

Soprattutto, concludono gli analisti, di prolungare il più possibile il conflitto – malgrado le crescenti pressioni internazionali e finché dura l’appoggio dell’alleato statunitense – per evitare quella che per lui potrebbe essere la vera resa dei conti: le effettive responsabilità del 7 ottobre 2023 e lo spettro di una condanna penale.

I campioni del mondo di magia in Sicilia per "Contaminazioni Spettacolari"

Roma, 5 ago. (askanews) – Arrivano i campioni del mondo di magia e la Sicilia si prepara a vivere la terza edizione di “Contaminazioni Spettacolari, international magic & circus festival “, il più importante festival di arte magica e circense del sud Italia. Ad ospitare la kermesse, il 17 agosto 2025, sarà ancora una volta l’incantevole località di Milazzo con uno show unico in produzione esclusiva, e sotto la direzione artistica di Francesco Merrina, che vanta il patrocinio della Regione Siciliana – Assessorato al Turismo, del Comune di Milazzo, del Club Magico Italiano, della Federazione Italiana dello spettacolo popolare, del Club Nazionale Amici del circo e del Gruppo Lidia Togni.

Uno spettacolo che promette di stupire il pubblico di ogni età con effetti avvolti dal mistero e dal fascino senza tempo delle illusioni.

Ben 7 grandi artisti campioni internazionali saranno sul palco per regalare alla platea una notte indimenticabile. Il gala prevede la presenza di ben 3 Campioni del mondo in particolare Lea Kyle, la più famosa trasformista del mondo, finalista di American got talent e vincitrice del Campionato del mondo 2025, Florian Sainvet, tra i protagonisti del Cirque du Soleil, campione del mondo di manipolazione con il suo numero Human Robot, Alexis Levillon campione del mondo di diablo, la specialità della giocoleria moderna che tanto piace ai giovani, Andrea Fratellini & Zio Tore, vincitore di Italia’s got talent 2020 con le esilaranti gag, Lupis campione italiano di magia, Vito Lasala con le sue grandi illusioni, e per finire Matteo Fraziano reduce da una brillante vittoria di Italia’s got talent 2024.

In occasione della kermesse sarà consegnato l’ambito “Cilindro Award”, in memoria dell’artista milazzese Nino Caragliano detto Cilindro, a Marcello Marchetti, personaggio noto nel mondo del circo europeo e condiviso con due illuminati sacerdoti siciliani Don Ugo Di Marzo di Palermo e Padre Alfonso Cammarata di Caltanissetta per opere di solidarietà. E nel contesto, in accordo con l’assessorato servizi sociali del Comune di Milazzo, saranno invitate a partecipare gratuitamente le famiglie non abbienti.

Un grande cast internazionale per 100 minuti di vero grande spettacolo che ha riscosso grande successo di pubblico e critica negli anni scorsi ed è stato inserito nella programmazione estiva del teatro al castello, fortemente voluta dal sindaco di Milazzo dr. Giuseppe Midili, che testimonia l’interesse sempre più ampio di grandi e piccoli verso il mondo magico.

Formula1, Alba Larsen e Niccolò Maccagnani nella Ferrari Academy

Roma, 5 ago. (askanews) – La Scuderia Ferrari Driver Academy è lieta di annunciare l’ingresso due nuovi talenti all’interno del programma riservato ai giovani della Scuderia Ferrari HP: si tratta di Alba Larsen, danese classe 2008, e di Niccolò Maccagnani, nato nel 2010.

Alba. Alba non è del tutto sconosciuta per l’Academy: la ragazza di Roskilde ha infatti vinto a fine 2023 la quarta edizione del programma Girls on Track – Rising Star realizzato in collaborazione con la FIA Women in Motorsport Commission. Appena quattordicenne al momento del successo nella finale disputata a Fiorano, gli esperti della Scuderia Ferrari Driver Academy avevano deciso di monitorare il suo percorso nella stagione 2024 e di organizzare per lei incontri periodici nel quartier generale di Maranello. Larsen ha debuttato in monoposto proprio l’anno scorso disputando alcune gare nel campionato indiano di F4 e quest’anno ha esordito in F1 Academy, dove in otto gare ha centrato la zona punti in ben sette occasioni conquistando un quarto posto, quattro quinti, un settimo e un ottavo. Alba occupa la sesta posizione in campionato e questa brillante prima parte di campionato ha fatto decidere ai tecnici della Academy che i tempi sono maturi per iniziare il percorso insieme.

Niccolò. L’altro nuovo allievo del programma giovani di Maranello è, come detto, Niccolò Maccagnani. L’italiano nato a Roma si è messo in mostra per le sue doti di guida sia in kart che con vetture monoposto, con le quali ha svolto svariati test privati. A novembre dello scorso anno Niccolò ha partecipato al 21° Supercorso ACI Sport nel quale si è distinto per la rapidità in pista ma anche come il giovane che ha mostrato maggior dedizione e margine di crescita. Recentemente poi, si è messo in luce per aver primeggiato in una sessione di prove collettive F4 a Vallelunga mettendosi dietro altri 36 giovani piloti.

Insieme dal 2026. Tanto Niccolò che Alba entreranno ufficialmente a far parte del programma giovani di Maranello l’1 gennaio 2026. Per entrambi i programmi sportivi verranno definiti più avanti nel corso della stagione.

Calcio, svolta arbitri, annunceranno le decisioni Var

Roma, 5 ago. (askanews) – Il designatore degli arbitri di Serie A e B, Gianluca Rocchi, ha annunciato una svolta epocale per la prossima stagione calcistica: l’announcement in campo. Questa novità, sperimentata con successo nelle ultime partite di Coppa Italia, prevede che l’arbitro possa spiegare direttamente allo stadio e in TV la decisione presa dopo aver consultato il VAR. Rocchi ha definito questa iniziativa “un passo avanti importante nella comunicazione, che già da anni curiamo con trasparenza”.

Una decisione che segna un punto di svolta nel rapporto tra arbitri, pubblico e calciatori. La possibilità di fornire spiegazioni in tempo reale, davanti a tutti, mira a rafforzare la chiarezza e la comprensione delle scelte arbitrali. Il team arbitrale si sta preparando intensamente, concentrandosi soprattutto sulla comunicazione per uniformare linguaggio e contenuti. Rocchi ha sottolineato che, sebbene non ci sia un tempo massimo per gli annunci, la qualità della comunicazione sarà la priorità assoluta.

Il designatore ha ribadito l’apertura al dialogo, ma ha anche lanciato un avvertimento chiaro: “Noi siamo aperti al dialogo, ma non agli attacchi”. In caso di comportamenti aggressivi, soprattutto a inizio stagione, verranno presi provvedimenti severi per dare un segnale forte. “Abbiamo recuperato un’ottima cooperazione con i capitani e ci aspettiamo collaborazione anche da club e calciatori. Il confronto va bene, ma deve essere rispettoso”, ha dichiarato Rocchi.

Il designatore ha ammesso che in passato il team arbitrale ha comunicato troppo poco, cercando a volte di “proteggere il gruppo anziché mostrare cosa realmente accadeva”. Tuttavia, ha sottolineato come la trasparenza, come dimostrato anche dal format televisivo Open Var, aiuti a far comprendere il lavoro degli arbitri. Per questo motivo, la stagione che verrà sarà all’insegna di una maggiore apertura e chiarezza.

Calcio, Lookman non si presenta in ritiro, rottura con l’Atalanta

Roma, 5 ago. (askanews) – Dopo l’assenza della giornata di ieri, lunedì 4 agosto, anche oggi Ademola Lookman non si è presentato a Zingonia. Continua lo strappo tra il calciatore nigeriano e l’Atalanta in seguito alle vicende di mercato che lo vedono coinvolto. Per lui erano previsti degli allenamenti individuali per recuperare dal problema muscolare accusato qualche settimana fa.

Tra il giocatore e la Dea, che ha rifiutato l’offerta dell’Inter da 42 milioni più 3 di bonus, è rottura totale. L’amministratore delegato Percassi ha dichiarato che la promessa di cessione era stata fatta a Lookman per l’estero e non in Italia. Dal canto suo il giocatore ha cancellato tutte le foto con l’Atalanta dai suoi social e, tramite un post, ha chiesto ufficialmente la cessione: “È giunto il momento di vivere nuove avventure. Mi avevano promesso che davanti a una giusta offerta mi avrebbero lasciato andare. E quell’offerta c’è. Non capisco perché mi stiano bloccando. Per questo ho presentato ufficialmente una richiesta di trasferimento. Spero di arrivare a una soluzione amichevole il più presto possibile”.

Tennis, Djokovic rinuncia a Cincinnati, farà solo gli Us Open

Roma, 5 ago. (askanews) – Novak Djokovic non giocherà il Masters 1000 di Cincinnati. Il serbo, numero sei del ranking mondiale, ha infatti deciso di rinunciare al secondo 1000 dell’estate nordamericana, così come aveva già fatto con il Masters 1000 di Toronto. Una decisione decisamente sorprendente visto che questo forfait porterà il serbo a presentarsi agli US Open senza nemmeno aver disputato una partita da Wimbledon.

L’ultima apparizione ufficiale di Djokovic, infatti, risale proprio alla semifinale dei Championships. In quella occasione il serbo, che sperava di poter conquistare il venticinquesimo Slam della carriera, perse abbastanza nettamente da Jannik Sinner, con il numero uno del mondo che si impose con il punteggio di 6-3 6-3 6-4.

"No Regular Music 2″ di Sadturs & KIID in vetta alle classifiche

Milano, 5 ago. (askanews) – “No Regular Music 2” (Warner Music Italy), il nuovo album di Sadturs & KIID, conquista la vetta della classifica ufficiale FIMI/Gfk degli album più venduti della settimana sia nel formato digitale sia in quello fisico. Un risultato che certifica l’impatto di un disco nato fuori dagli schemi e pensato per lasciare il segno.

Inoltre, a meno di 24 ore dall’uscita del progetto, il brano “Maneskin” con Ghali e Shiva ha debuttato al 1° posto delle classifiche digitali Spotify, Amazon Music e Apple Music, con tutti i pezzi del album in Top100 Spotify al momento dell’uscita, evidenziandone la forte accoglienza da parte del pubblico e segnando uno tra gli esordi più potenti dell’anno.

Pubblicato venerdì 25 luglio, “No Regular Music 2” è il nuovo progetto di Sadturs & KIID, che unisce artisti già affermati a nuove promesse del panorama urban italiano, come: Tony Boy, Astro, Ghali, Shiva, ANNA, Glocky, Simba La Rue, thasup, Anyma, Faneto, Melons, RRARI DAL TACCO, Artie 5ive, Lito, EnnyP, Lubi, Flaco G, Over Lapa, Aira, Waze RRX.

Dazi, la Commissione Ue: contromisure su Usa sospese per 6 mesi

Roma, 5 ago. (askanews) – La Commissione europea ha confermato di aver adottato le procedure per sospendere per sei mesi l’attuazione delle contromisure che, in caso di mancato accordo con gli Usa sui dazi commerciali sarebbero scattate da giovedì 7 agosto. La decisione, adottata con procedura di urgenza, dovrà essere approvata dai Paesi della Unione europea con maggioranza semplice. Lo ha riferito un portavoce della commissione Ue, Olof Gill durante la conferenza stampa di metà giornata.

“Posso confermare che la Commissione oggi ha adottato le procedure necessarie per sospendere l’attuazione delle nostre contromisure che avrebbero dovuto scattare il 7 agosto – ha detto -. Questo è stato fatto con procedura d’urgenza e, fondamentalmente, verrà pubblicato già oggi sulla gazzetta Ue. Inoltre, entro due settimane i Paesi Ue daranno approvazione (alla decisione ndr) a maggioranza semplice”.

Annalisa coinvolge Marco Mengoni nel nuovo singolo "Piazza San Marco"

Milano, 5 ago. (askanews) – Due delle voci più amate e iconiche del panorama musicale italiano uniscono per la prima volta i loro mondi in una collaborazione straordinaria: Annalisa per il suo nuovo singolo “Piazza San Marco” coinvolge Marco Mengoni, un incontro artistico che promette di regalare un intenso viaggio emotivo, così come suggerito anche dal titolo della canzone.

“Piazza San Marco”, in uscita il 5 settembre, è una ballad in bianco e nero, un racconto cinematografico in cui i protagonisti si confidano trovando supporto una nell’altro. Un connubio vocale e narrativo sorprendete, sullo sfondo maestoso di uno dei luoghi più iconici del mondo.

Il brano sarà contenuto nel nuovo album di Annalisa “Ma io sono fuoco” in uscita nell’autunno 2025 e segue il suo nuovo percorso discografico iniziato a maggio con il singolo “Maschio” che si è mantenuto stabile nella Top 10 della classifica FIMI per settimane, facendole raggiungere il record come donna italiana con il maggior numero di ingressi nella Top 10 della classifica FIMI e tra le tre artiste femminili più ascoltate su Spotify.

Annalisa, dopo il successo tutto sold out di Palasport e Arene con oltre 250 Mila biglietti venduti solo nel 2024, tornerà live dal 15 novembre nei principali palasport italiani con il “CAPITOLO I” del suo nuovo viaggio (organizzato da Friends & Partners).

Questo il calendario completo, info friendsandpartners.it:

sabato 15 novembre @Jesolo (VE)- Palazzo del Turismo (data zero) Domenica 16 novembre @Jesolo (VE)- Palazzo del Turismo martedì 18 novembre @Padova – Kioene Arena venerdì 21 novembre @Roma – Palazzo dello Sport Sabato 22 novembre @Roma – Palazzo dello Sport lunedì 24 novembre @Firenze – Nelson Mandela Forum venerdì 28 novembre @Milano – Unipol Forum SOLD OUT Sabato 29 novembre @Milano – Unipol Forum martedì 2 dicembre @ Eboli (ASA) – Palasele venerdì 5 dicembre @Bari – Palaflorio Sabato 6 dicembre @Bari – PalaFlorio mercoledì 10 dicembre @Bologna – Unipol Arena sabato 13 dicembre @Torino – Inalpi Arena

Marco Mengoni – reduce dal successo del suo trionfale tour negli stadi con oltre 500 mila biglietti venduti – sarà protagonista in autunno di un tour che lo porterà ad esibirsi nei principali palazzetti in Italia e in Europa a partire dal 5 ottobre, con 31 live prodotti e organizzati da Live Nation.

La Nasa proporrà di costruire un reattore nucleare sulla Luna

Roma, 5 ago. (askanews) – Il Segretario ai Trasporti statunitense e amministratore ad interim della Nasa, Sean Duffy, annuncerà questa settimana i piani per la costruzione di un reattore nucleare sulla Luna: è quanto riporta il sito di Politico, citando fonti dell’Agenzia spaziale americana. La Nasa aveva già discusso in precedenza la possibilità di costruire un reattore lunare, ma Duffy dovrebbe annunciare delle tempistiche più precise, e ciò malgrado l’agenzia si trovi alle prese con un massiccio taglio dei finanziamenti, soprattutto per quanto riguarda la missioni scientifiche.

“Si tratta di vincere la seconda gara per lo spazio” nei confronti di Russia e Cina, hanno spiegato le fonti, e di fatto l’Amministrazione Trump ha proposto per il 2026 un bilancio che aumenterebbe le risorse a disposizione per i soli voli con equipaggio.

Il produttore Big Fish con Mecna e Guè torna con "Lato B"

Milano, 5 ago. (askanews) – Il produttore simbolo della scena hip hop e urban italiana Big Fish fa il suo grande ritorno da solista con “Lato B”, un’imperdibile collaborazione con Mecna e Guè, due dei nomi più riconoscibili del panorama rap italiano. Il singolo, edito per Warner Music Italy, sarà disponibile su tutte le piattaforme digitali e in radio a partire da venerdì 22 agosto e in pre-save dal 10 agosto. L’annuncio segue la comparsa, negli ultimi giorni, di alcune audiocassette speciali ispirate alla cover del singolo, contenenti un’anteprima esclusiva del brano. Un omaggio all’estetica analogica, in perfetta sintonia con il concept del brano, intitolato “Lato B”.

Il “Lato B” a cui fa riferimento il singolo è quel lato nascosto delle persone che va oltre la superficie e che va scoperto poco a poco con il tempo, proprio come la seconda metà della tracklist di un album. Il brano unisce tre veterani del genere hip-hop: il rap indie e sperimentale di Mecna si fonde a quello più classico e diretto di Guè, e i due stili vengono sapientemente miscelati dall’orecchio esperto di Big Fish, regalando un prodotto finale musicalmente raffinato e dai richiami old-school.

“Lato B” è un brano che fonde passato e presente: nasce come rielaborazione del classico di Big Fish “Resta ancora”, di cui parte della base è stata reinterpretata con un sound più fresco, unendo le sonorità del rap contemporaneo all’anima autentica dell’hip-hop della vecchia scuola. Il pezzo omaggia apertamente l’estetica G-Funk e richiama l’atmosfera di “California Love” di 2Pac, evocandone tutta l’energia. Una traccia che si rivela insieme manifesto musicale e dichiarazione d’amore per la cultura hip hop.

Con una carriera iniziata nel 1994 nel gruppo hip-hop Sottotono, Massimiliano Dagani, in arte Big Fish, ha continuato a farsi conoscere nell’industria musicale come solista e come produttore, contribuendo alla realizzazione di alcune delle canzoni e degli album più importanti della scena rap. Tra le sue collaborazioni più note spiccano opere storiche all’interno del panorama hip-hop del nostro Paese, fra cui “Tradimento” di Fabri Fibra, “Supereroe” di Emis Killa e “Nesliving, Vol. 3 – Voglio di +” di Nesli. In seguito a una reunion dei Sottotono nel 2021, Big Fish torna nel 2025 in questo nuovo capitolo della sua carriera, che inizia proprio affiancato da Guè Pequeno e Mecna.

Dazi, Sefcovic: lavoro costruttivo con Usa per attuare accordo

Roma, 5 ago. (askanews) – Le discussioni tra Commissione europea e Stati Uniti per dare attuazione all’accordo politico sui dazi commerciali raggiunto a fine luglio “proseguono con spirito costruttivo”. Lo ha affermato il commissario europeo al commercio, Maros Sefcovic, precisando che su questa partita resta in contatto con il segretario di Stato Usa competente, Howard Lutnick e con l’ambasciatore JamiesonGreer.

Il lavoro “prosegue su tutti gli elementi”, ha aggiunto Sefcovic, secondo quanto riporta un portavoce.

Ad oggi Washington ha emanato un ordine esecutivo che riconduce al 15% i dazi sulla maggior parte delle importazioni dalla Ue. Ma restano da regolare settori chiave come acciaio, alluminio e auto, che hanno tutt’ora livelli molto più elevati. Inoltre, resta da definire la lista dei beni cop dazi a zero, in cui la Ue vorrebbe maggiori categorie (tra cui vini e alcolici).

La Commissione europea sta negoziando questa partuta per tutti i Paesi della Unione europea.

M.O., Netanyahu ha convocato una riunione del gabinetto di sicurezza su Gaza

Roma, 5 ago. (askanews) – Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha convocato una riunione del gabinetto di sicurezza per discutere le possibili iniziative militari nella Striscia di Gaza: è quanto riporta la rete televisiva israeliana Channel 12. Alla riunione parteciperanno il ministro della Difesa Israel Katz, il capo di stato maggiore delle forze armate, generale Eyal Zamir, il ministro per gli affari strategici Ron Dermer e il direttore delle operazioni dell’Idf, generale Itzik Cohen.

L’obbiettivo del vertice è di mettere a punto un piano operativo da presentare in settimana al governo per l’approvazione; Netanyahu in particolare spingerebbe per l’occupazione totale della Striscia, un’ipotesi alla quale i vertici militari sarebbero invece contrari.

Torna l’anticiclone africano, a San Lorenzo con picchi di 40°C

Milano, 5 ago. (askanews) – Torna il caldo africano ed è finito il periodo relativamente fresco. Lo prevede Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, che conferma la fine della fase gradevole iniziata tra il 25 e il 26 luglio: adesso si prevede la rimonta dell’alta pressione sull’Italia con temperature in forte aumento da metà settimana. Nelle prossime ore vivremo ancora qualche momento di instabilità all’estremo Sud con locali rovesci tra Puglia, Basilicata e soprattutto Calabria. In seguito, tutto il Paese sarà avvolto da un campo di alta pressione e il tempo sarà splendido, soleggiato e ancora non particolarmente caldo o afoso.

Mercoledì le temperature saliranno in Toscana, dove le massime supereranno di poco i 35°C, mentre Roma si dovrebbe fermare a 34. Questo sarà il punto di inizio di un’escalation termica che porterà un primo picco per San Lorenzo, domenica 10 agosto. Giovedì, infatti, le temperature saliranno già fino a 36-37°C nel foggiano e nelle zone interne dell’Umbria, mentre Modena, Bologna e Ferrara si scalderanno fino a 34-35°C. Inizialmente farà più caldo al Centro che al Sud (Puglia esclusa). Venerdì sarà la prima giornata di caldo africano per tutti: al Nord si prevedono 37°C a Ferrara e Reggio Emilia (con elevato tasso di umidità e quindi condizioni estremamente afose), 36°C sul resto dell’Emilia Romagna e anche a Mantova; al Centro, Terni raggiungerà 38°C, Firenze e Frosinone 36-37°C; anche il Sud toccherà valori da febbre umana con 37°C a Benevento, Foggia, Taranto, Caserta e Caltanissetta.

Ma il picco arriverà nel weekend del martirio di San Lorenzo: sulla ‘graticola’ troveremo temperature africane, quasi doppie rispetto a quelle registrate lo scorso weekend di maltempo; ecco i numeri, Terni 40°C, Benevento 39°C, Roma, Firenze, Ferrara, Frosinone e Mantova 38°C. Anche la Capitale vivrà di nuovo la febbre umana con l’anticiclone infernale in arrivo dal Nordafrica: sarà a rischio qualche valore record per il mese di agosto. Al momento i 3 gradini del podio ‘agostano’ restano lontani, almeno per quanto riguarda le rilevazioni storiche di Roma Ciampino: sul primo gradino domina incontrastato da più di 40 anni il record del 4/8/1981 con 41°C, seguito dalla coppia 25/8/2007 e 2/8/2017 (pari merito) con 40°C e dalla medaglia di bronzo del 26/8/2007 con 39,4°C. Vedremo se qualche massima si avvicinerà a questi valori con l’arrivo dell’ennesimo ‘Cammello’, come viene definito in gergo meteorologico l’Anticiclone Africano.

Al momento, quello che è certo è che trascorreremo un secondo weekend di Agosto totalmente diverso dal primo: dalle trombe marine, dalla grandine e dalle temperature quasi autunnali, passeremo alla graticola di San Lorenzo con l’anticiclone subtropicale deciso ad infiammare l’Italia per almeno una settimana. Martedì 5. Al Nord: sole e temperature in aumento. Al Centro: sereno e temperature in aumento. Al Sud: migliora con ampi spazi soleggiati salvo locali rovesci specie in Calabria, temperature in aumento. Mercoledì 6. Al Nord: sole e caldo in aumento; qualche rovescio sulle Alpi. Al Centro: sereno con caldo in deciso aumento. Al Sud: sereno o poco nuvoloso e caldo. Giovedì 7. Al Nord: sole, caldo ed afa in aumento. Al Centro: sole e caldo in deciso aumento. Al Sud: sole e caldo in deciso aumento. Tendenza: anticiclone africano in rimonta su tutta l’Italia con massime fino a 40°C.

Brasile, giudice della Corte suprema dipone arresti domiciliari per Bolsonaro

Roma, 5 ago. (askanews) – Il giudice della Corte Suprema, Alexandre de Moraes, ha disposto gli arresti domiciliari per l’ex presidente Jair Bolsonaro per “reiterata inosservanza delle misure precauzionali”. Moraes ha dichiarato che l’ex presidente ha “ignorato e mancato di rispetto” alla Corte e ha giustificato la misura con la partecipazione telefonica di Bolsonaro alla manifestazione contro la Corte Suprema e a favore dell’amnistia che ha radunato i sostenitori a Copacabana, nella Zona Sud di Rio, domenica. Lo riporta on line il quotidiano O Globo.

Jair Bolsonaro è sotto processo per golpe. I legali Jair Bolsonaro hanno annunciato di voler presentare ricorso contro la decisione della Corte Suprema federale di disporre gli arresti domiciliari per l’ex presidente brasiliano: è quanto riporta Cnn Brasil.

Secondo la difesa infatti Bolsonaro – per il quale era già stato ordinato il braccialetto elettronico per evitare il pericolo di fuga – avrebbe rispettato “rigorosamente” tutte le misure cautelari previste. La Corte sostiene invece che l’ex Presidente avrebbe violato una dell disposizioni, ovvero il divieto di utilizzo dei social network propri o di terzi: in particolare, un filmato diffuso dal figlio, il senatore Flavio Bolsobaro, nel quale l’ex presidente si rivolgeva ad alcuni sostenitori.

Bolsonaro è indagato (insieme ad altre 39 persone) per i capi di imputazione di colpo di Stato, abolizione violenta dello Stato democratico di diritto e appartenenza ad organizzazione criminale; in caso di condanna, la pena complessiva potrebbe superare i quarant’anni di carcere.

Tv, dal 20 agosto "Missioni d’Estate" in seconda serata su Rai 2

Roma, 5 ago. (askanews) – Il titolo trae ispirazione dal contenuto. Missioni d’Estate, il nuovo programma di Rai 2, andrà in onda per quattro puntate in seconda serata: mercoledì 20 agosto, venerdì 22 agosto, venerdì 29 agosto e venerdì 5 settembre. Prodotto da 7Colli, il programma – si legge in una nota – racconta l’avventura di un gruppo di talent che accettano l’invito di un misterioso e curioso personaggio ad affrontare un viaggio a tappe, con una serie di missioni da compiere per lui.

Il personaggio misterioso si chiama Charlie ed è liberamente ispirato alla celebre voce e sagoma di Charlie di Charlie’s Angels, il famoso serial televisivo degli anni ’70 e ’80. In questa occasione, i protagonisti della nostra storia, chiamati inviati, non si occuperanno di catturare malavitosi da consegnare alla giustizia, ma dovranno destreggiarsi in un percorso lungo che attraversa buona parte del territorio italiano, affrontando numerose missioni che Charlie chiederà loro di portare a termine.

Al fianco di Charlie, del quale vedremo sempre e solo la silhouette, ma di cui sentiremo la voce, ci sarà una figura di riferimento: l’uomo delle missioni notturne, Roberto Verde, che avrà il compito non solo di assegnare i compiti agli inviati, ma anche di cronometrare tutta la durata delle prove per determinarne la validità o meno.

I protagonisti delle Missioni d’Estate sono: Eleonora De Angelis, Michela Persico, Gegia, Barbara Francesca Ovieni, Veronica Ursida, Mila Suarez, Il Mago Gabriele Gentile, Massimo Alparone, Luca Virno e Lorenzo Marchetti. Le località in cui gli inviati approderanno e dovranno affrontare le missioni sono molteplici: Alassio e Varazze in Liguria, Fermo e San Benedetto del Tronto nelle Marche, Pescara in Abruzzo, Cerignola in Puglia, Acciaroli nella costiera cilentana e Vietri sul Mare in quella amalfitana, in Campania.

Tra imparare il dialetto locale, improvvisarsi pescatori e ballerini, affrontare viaggi lunghissimi in poco tempo e diventare anche artigiani, i nostri inviati – prosegue il comunicato – vivranno esperienze esilaranti e ne combineranno di tutti i colori. Poiché il filo conduttore di “Missioni d’Estate” unisce avventura e divertimento, con un tocco di sana ironia.

Il format nasce da un’idea di Paolo D’Amico, che è anche il produttore esecutivo del programma, insieme a Eleonora De Angelis e Andrea Iannuzzi, che lo ha scritto e realizzato insieme a Marco Trombetti. La fotografia è curata da Stefano Chiesa e la regia è di Antonio Centomani.

Washington resta in Europa: parola dei repubblicani non trumpiani

Il legame atlantico non si spezza

A sei mesi dal ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca, circola in Europa la convinzione che l’America stia preparando il disimpegno strategico dal vecchio continente. Ma un recente documento pubblicato dal McCain Institute, autorevole centro studi conservatore con sede a Washington, smentisce questa lettura. Lungo e articolato, il testo afferma con chiarezza che gli Stati Uniti non devono e non possono abbandonare l’Europa, e rilancia il ruolo guida della Nato come garanzia di sicurezza collettiva.

Il McCain Institute, ispirato alla visione internazionale e assertiva del senatore John McCain, scomparso sette anni fa, si colloca oggi in posizione autonoma rispetto al trumpismo, ma i suoi contenuti dialogano con settori influenti dell’attuale amministrazione repubblicana. Per questo il documento assume rilievo: esprime una visione strategica che, pur non identica a quella ufficiale della Casa Bianca, ne influenza indirettamente il profilo internazionale.

Una minaccia strutturale e globale

Secondo il documento, la Russia di Vladimir Putin resterà un nemico strutturale dell’America anche dopo l’eventuale conclusione della guerra in Ucraina. Il Cremlino punta a minare l’ordine internazionale fondato sulle alleanze democratiche e a consolidare un asse autoritario con Cina, Iran e Corea del Nord. In questo scenario, una “pace sbagliata” – che premi l’aggressore o favorisca un disimpegno americano – non farebbe che rafforzare l’espansionismo russo.

Solo una strategia fondata sulla deterrenza militare e sulla coesione transatlantica, secondo gli autori, può garantire una pace duratura.

Nato più forte, America più presente

La proposta chiave è il rafforzamento della Nato: tutti i Paesi membri dovrebbero portare la spesa per la sicurezza al 5% del PIL, con almeno il 3,5% destinato alla difesa vera e propria. Al tempo stesso, si sottolinea la necessità di una presenza americana avanzata nei Paesi dell’Est Europa, con assetti convenzionali e nucleari in funzione deterrente.

Non si tratta solo di proteggere l’Ucraina, ma di difendere l’intero spazio euro-atlantico da una possibile ripresa delle ambizioni imperiali di Mosca.

Tecnologia, energia, sanzioni: le leve strategiche

Gli autori insistono sull’uso coordinato di strumenti economici e tecnologici per impedire alla Russia di riorganizzarsi militarmente. Le sanzioni devono restare in vigore anche dopo la pace, e gli asset congelati – oltre 300 miliardi di dollari – dovrebbero essere impiegati per finanziare la ricostruzione ucraina.

Il documento richiama poi la necessità di rafforzare l’indipendenza energetica europea, rilanciando l’obiettivo della “dominanza energetica americana” per neutralizzare l’arma del gas russo e contenere l’influenza cinese  nell’Indo-Pacifico.

Democrazie di confine e guerra informativa

Altro fronte cruciale è quello delle democrazie minacciate dall’influenza russa: Moldova, Georgia, Armenia, ma anche i Balcani occidentali. Secondo il McCain Institute, è essenziale sostenere queste realtà con aiuti economici, militari e mediatici, contrastando la penetrazione russa sul piano della propaganda e della corruzione.

Il documento invita anche a passare all’offensiva nel cyberspazio e nella sfera informativa: pubblicare le prove della corruzione del regime putiniano e sostenere media indipendenti nei Paesi sotto pressione.

Un’agenda strutturata per la sicurezza americana

Infine, il rapporto propone misure concrete al Congresso: l’istituzione di una Select Committee on Russia, la reintroduzione di un report annuale sul potenziale militare russo e l’adozione di una nuova strategia di difesa missilistica per proteggere il territorio americano.

L’obiettivo è costruire una strategia coerente, di lungo termine, condivisa dal Congresso e dall’opinione pubblica, che consideri la Russia non un incidente geopolitico, ma un nemico di sistema.

Il paradosso del trumpismo

Per i lettori europei, questo documento offre uno spunto prezioso. Da un lato, afferma chiaramente che l’America – esattamente il vecchio establishment repubblicano – non si sta sganciando dall’Europa, ma anzi mira a rafforzare i vincoli di difesa comune. Dall’altro, segnala una tensione crescente tra le due sponde dell’Atlantico, legata alla politica commerciale – e non solo commerciale – aggressiva del presidente Trump, che in sei mesi ha già prodotto un forte irrigidimento nei rapporti con Bruxelles (e quindi con tutte le capitali europee).

Il risultato è un paradosso geopolitico: mentre si ragione sul consolidamento dell’asse militare, il clima politico e culturale tra Stati Uniti ed Europa si raffredda, alimentando nell’opinione pubblica europea un sentimento di antipatia e diffidenza verso Washington. Il McCain Institute, senza dibbio distante dal trumpismo, rappresenta oggi una delle poche voci conservatrici capaci di tenere aperto un ponte con l’Europa, nel segno della stabilità strategica e della solidarietà democratica.

P.S. Per leggere il rapporto ufficiale del McCain Institute (Post‑War Pathway: Principles for U.S.‑Russia Relations After Ukraine, 30 luglio 2025), clicca qui.

Israele più solo: vince sul piano militare, perde su quello politico

Israele sta perdendo la guerra della comunicazione. Su questo non c’è dubbio. Una sconfitta che lo Stato ebraico si è procurato da sé, a causa del suo disumano comportamento verso la popolazione civile di Gaza. Il risultato è un crescente isolamento politico, che coinvolge ormai anche le opinioni pubbliche e le classi dirigenti dell’Occidente. Se la situazione dovesse proseguire su questa linea, al fianco di Israele resterebbero solo gli Stati Uniti, ma anche questi ultimi sembrano aver tracciato una “linea rossa” da non oltrepassare. Lo si è capito quando persino il presidente Trump — ed è tutto dire — ha smentito Netanyahu a proposito della carestia indotta nella Striscia.

La guerra dell’immagine e l’illusione della forza

Perdere sul terreno mediatico e politico equivale a perdere del tutto. Ma chi oggi guida Israele pare non volerlo comprendere, perché continua a guardare solo al piano militare. E lì, va detto, sta vincendo. Lo dimostra la condizione attuale dell’Iran, primo nemico giurato dello Stato ebraico, che da anni sostiene e alimenta una rete di organizzazioni ostili — i cosiddetti “proxy” — distribuite in tutta la regione mediorientale.

Teheran, dopo l’attacco americano ai suoi siti nucleari, ha scelto un profilo basso: segno dell’efficacia dei raid israeliani prima, e del bombardamento USA poi. Nel Paese cresce una sorda opposizione interna, anche se — a differenza di quanto avvenne tre anni fa con la rivolta delle donne seguita all’omicidio di Mahsa Amini — non si sono ancora verificate manifestazioni di massa. Intanto all’interno del regime è in atto un confronto serrato tra l’ala moderata del presidente Pezeshkian e la corrente più radicale dei Guardiani della Rivoluzione. La Guida Suprema, l’ayatollah Khamenei, in età avanzata e con salute incerta, sembra aver perso parte della sua presa sul potere. I vertici dei pasdaran, un tempo giovani della Repubblica islamica, oggi sono figure di una gerontocrazia sempre più distante dalla popolazione giovanile, che anela a una libertà mai conosciuta.

La crisi dei proxy

Anche i proxy sono in crisi. I durissimi attacchi dell’IDF ai loro vertici e alle basi operative hanno prodotto effetti tangibili. Lo si è visto con Hezbollah, il potente “partito di Dio” che controlla ampie aree del Libano. Dopo i bombardamenti sull’Iran, Hezbollah ha dichiarato di non voler avviare alcuna rappresaglia contro Israele: un segnale inequivocabile di debolezza. I suoi leader sono stati eliminati, molti miliziani uccisi, e le rampe di lancio dei missili a lunga gittata quasi annientate.

Lo stesso vale per altre forze dell’“Asse della Resistenza”, il reticolato di gruppi sciiti finanziati da Teheran. Tra questi, l’iracheno al-Hashd al-Shaabi, parzialmente integrato nell’esercito di Baghdad, e i noti Houthi, attivi nello Yemen. Questi ultimi, pur ancora in grado di colpire con droni e missili le navi nel Mar Rosso, hanno subito una riduzione significativa del proprio potenziale offensivo nel corso del 2025.

L’ultima sponda siriana

Infine, con la caduta di Bashar al-Assad è venuta meno anche la Siria, alleato strategico dell’Iran non solo per la comune matrice sciita (alawita), ma per la sua posizione: snodo finale del “Corridoio sciita” tra Iraq, Libano e Mediterraneo. Israele ha colto l’occasione per condurre missioni offensive nel Paese, ufficialmente in difesa della minoranza drusa, ma in realtà per colpire un’area di influenza ormai considerata instabile e inaffidabile.

Ecco perché a Tel Aviv si pensa di essere sulla strada giusta per una vittoria definitiva. Ma commettere l’errore di guardare solo all’aspetto militare delle cose rischia di rivelarsi fatale. I governi occidentali, sia pure in ritardo, stanno cercando di farlo capire a Netanyahu e al suo esecutivo. Ma — come recita un vecchio adagio — non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.

La Palestina entra nel cuore del dibattito politico americano

«Siamo a un punto di svolta. Riconoscere lo Stato palestinese è un passo necessario e urgente, non solo per la pace, ma per la dignità umana». Con queste parole il deputato democratico Ro Khanna, promotore dell’iniziativa, ha commentato la lettera firmata da almeno 13 membri del Congresso, destinata al presidente Donald Trump e al segretario di Stato Marco Rubio. Un appello netto, indirizzato al cuore della politica estera americana, che chiede il riconoscimento ufficiale dello Stato di Palestina da parte degli Stati Uniti.

Una lettera che parla al futuro

La spinta progressista nel partito democratico

La lettera – che dovrebbe essere inviata il prossimo mese dopo aver raccolto ulteriori adesioni – è sostenuta da esponenti di rilievo del fronte progressista come Jim McGovern, Nydia Velázquez, Chellie Pingree, Pramila Jayapal e il texano Greg Casar. Si tratta di nomi noti anche per l’impegno su diritti civili e giustizia sociale, che vedono nella causa palestinese un’estensione coerente di quei principi. I firmatari ricordano che oltre 140 Paesi hanno già riconosciuto la Palestina e che gli Stati Uniti rischiano l’isolamento se continuano a negare l’evidenza di uno Stato che esiste sul piano del diritto e della volontà politica di milioni di persone.

«Riconoscere la Palestina per rafforzare il diritto internazionale»

I firmatari invocano una visione più ampia e strutturale del conflitto israelo-palestinese. «Crediamo che riconoscere lo Stato palestinese e obbligare i leader palestinesi a rispettare il diritto internazionale vincolante per gli Stati e i loro governi renderà questo obiettivo molto più realizzabile e sostenibile di decenni di apolidia e repressione», si legge nel testo. Il riferimento è anche alla proposta della Lega Araba che lega il riconoscimento reciproco dei due Stati alla fine delle ostilità. La crisi umanitaria a Gaza – con oltre 30 mila morti secondo fonti locali – ha riacceso l’urgenza di un’iniziativa politica e diplomatica globale.

Il vento di New York

L’onda pro-palestinese non resta confinata ai corridoi del Congresso. Alle recenti primarie democratiche per la carica di sindaco di New York, la vittoria del giovane socialista Zohran Mamdani ha sorpreso molti, ma non chi ha seguito la sua campagna: tra i temi forti, la richiesta di giustizia per la Palestina. Un segnale che anche l’opinione pubblica americana, soprattutto tra i più giovani, si sta spostando su posizioni più critiche verso lo status quo. Mamdani ha parlato di «solidarietà necessaria con chi non ha voce», raccogliendo consensi in quartieri popolari e a forte presenza etnica.

Ostacoli prevedibili, ma il tema resta

L’iniziativa dei deputati democratici non ha ricevuto alcun sostegno dai repubblicani, e difficilmente sposterà l’amministrazione Trump dalle sue posizioni filoisraeliane. Ma il valore della lettera è soprattutto politico: rompe un tabù, introduce una narrativa nuova e chiede che il dibattito sulla Palestina entri nel mainstream del pensiero democratico americano. Se i numeri aumenteranno, è probabile che si arrivi alla presentazione di una vera e propria risoluzione parlamentare.

Dunque, il riconoscimento della Palestina non è più solo una questione di politica estera: è diventato uno specchio delle contraddizioni e delle speranze che attraversano il campo democratico. Dalla Camera al municipio di New York, qualcosa si muove. E forse, per la prima volta, la Palestina entra davvero nel lessico politico americano come questione interna di coscienza e di civiltà

Umarell, la fedeltà silenziosa delle piccole presenze

È agosto.

Le città si svuotano, i cantieri si fermano, il rumore delle ruspe lascia spazio a un silenzio sospeso. Le strade, per mesi attraversate da uomini e macchine al lavoro, ora sembrano trattenere il respiro. Tutto si arresta, come in attesa.

E viene da chiedersi: dove sono finiti gli umarell?

In molte città italiane, c’è una figura che ritorna con discrezione: un uomo anziano, le mani dietro la schiena, lo sguardo rivolto a un cantiere. Non fa rumore, non pretende attenzione, ma c’è. È l’umarell, parola bolognese che oggi indica con affetto quei pensionati che si fermano ad osservare i lavori stradali o edilizi.

Ma dietro quella postura familiare c’è più di una semplice curiosità. C’è un modo di abitare il tempo con pazienza, di restare fedeli ai luoghi, di custodire il senso di comunità. È un gesto di presenza gratuita: uno sguardo che veglia, una compagnia muta ma costante alla vita della città che cambia.

L’umarell non cerca utilità. È lì per partecipare con gli occhi e con il cuore. Forse perché, con il passare degli anni, si impara a guardare meglio. Si impara che osservare può essere una forma d’amore.

Negli ultimi anni, questa figura è stata riconosciuta anche a livello linguistico. Nel 2021, il termine “umarell” è stato inserito nello Zingarelli, e nel 2022 nel vocabolario Treccani come neologismo. Un piccolo riconoscimento che racconta un tratto autentico della nostra cultura: la capacità di dare valore anche alle presenze semplici, fedeli, quotidiane.

E ora che tutto tace, che i cantieri sono chiusi e i rumori svaniti, forse gli umarell sono ancora lì. A guardare non più il fare, ma l’attesa. Perché anche il silenzio ha bisogno di testimoni. Anche la pausa ha bisogno di uno sguardo che la accompagni.

In un mondo che corre, loro si fermano. E nel fermarsi ricordano che c’è dignità nell’esserci, senza clamore, senza protagonismo.

Che il tempo donato, anche senza scopo apparente, è tempo abitato.

Successo per Roberta Bruzzone al Dionisio Festival

Roma, 4 ago. – Emozione, consapevolezza e partecipazione intensa hanno caratterizzato la serata di sabato 2 agosto al Dionisio Festival, che ha visto protagonista Roberta Bruzzone con il suo spettacolo “Favole da Incubo”, accolto da un pubblico attento e numeroso.

L’appuntamento si confermato uno dei momenti pi significativi dell’edizione 2025 del festival, grazie alla potenza del messaggio portato in scena dalla criminologa e psicologa forense, da anni impegnata in prima linea nella lotta contro la violenza di genere. Un racconto teatrale coinvolgente e rigoroso, capace di unire il linguaggio dell’arte con l’analisi scientifica, per raccontare storie vere che lasciano un segno profondo.

“Favole da Incubo” ha trasformato il palcoscenico in uno spazio di riflessione collettiva, affrontando il tema della violenza contro le donne con lucidit e umanit. Un atto di denuncia e insieme di speranza, che ha saputo toccare le coscienze e stimolare un dibattito necessario.

Il Dionisio Festival ha cos rinnovato la sua vocazione a farsi luogo di cultura viva, capace di accogliere tematiche complesse e urgenti. La partecipazione dell’amministrazione comunale, in particolare dell’Assessorato alla Cultura e alle Pari Opportunit, ha confermato la volont condivisa di dare voce a contenuti che vanno oltre l’intrattenimento, per costruire una comunit pi consapevole e solidale.

Lo spettacolo di Roberta Bruzzone ha rappresentato un momento di alto valore civile e culturale, ribadendo quanto il teatro possa essere strumento di verit e trasformazione. Il Dionisio Festival prosegue ora con i prossimi appuntamenti, rafforzando il suo impegno nel coniugare arte, impegno sociale e partecipazione attiva.

M.O., Schlein: fermare Netanyahu adesso, Meloni non indugi

Roma, 4 ago. (askanews) – “Netanyahu va fermato, adesso. Il governo italiano non indugi a condannare subito il proposito criminale di occupazione totale di Gaza annunciato dal governo israeliano”. Lo dice la segretaria Pd Elly Schlein.

“Chiediamo con urgenza all’esecutivo – aggiunge – di mettere in campo da subito ogni sforzo diplomatico e politico, a cominciare dalla richiesta di convocare una riunione straordinaria del Consiglio europeo e un’azione Onu immediata per bloccare questa sciagurata occupazione, fermare i crimini di Netanyahu e salvare tutti i civili palestinesi”.

Accolti rilievi Colle a decreto Sport, salta la norma su Sport e Salute

Roma, 4 ago. (askanews) – Nuovo ripensamento del governo e della maggioranza sul decreto Sport all’esame del Senato in seconda lettura: l’esecutivo ha deciso alla fine di accogliere tutti i rilievi del Colle sul provvedimento. L’aula del Senato ha approvato un emendamento di maggioranza, a firma Giorgio Salvitti (Fdi), per sopprimere l’articolo 9-quater, finito sotto osservazione del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

La norma, inserita alla Camera, prevedeva che nei casi di concessione di un contributo statale superiore a 5 milioni di euro a favore dell’organizzatore di un evento sportivo di rilevanza nazionale o internazionale il governo indicasse la società Sport e salute S.p.a. per la gestione e l’organizzazione dell’evento. Secondo quanto riferiscono fonti di maggioranza, la misura sarà ripresentata con un altro provvedimento che non abbia il carattere di urgenza, quindi non un decreto.

Salvitti ha spiegato che la norma sarà riproposta in un altro provvedimento, non un decreto: “Si troverà un veicolo normativo diverso che consenta un ampio dibattito parlamentare, siamo convinti sia la strada giusta. Questa è tutt’altro che una sconfitta ma un’assunzione di responsabilità da parte del governo, per l’opposizione una vittoria di Pirro”.

La decisione di togliere la norma su Sport e Salute spa è arrivata al termine di una giornata in cui il governo aveva inizialmente fatto solo una parziale retromarcia sulle misure su cui il Colle aveva espresso perplessità: prima di votare il mandato al relatore la commissione Cultura e Sport aveva approvato soltanto una modifica all’articolo 11 del testo sulla Commissione indipendente per la verifica dell’equilibrio economico e finanziario delle società sportive professionistiche. “Per quanto mi riguarda ho fatto un passo al lato, ora è il Parlamento, con la mediazione del governo, a discutere col Quirinale”, aveva commentato il ministro dello Sport Andrea Abodi a margine della seduta rispondendo a chi gli domandava se non ci fosse un timore di rinvio alle Camere da parte di Mattarella: “Se andiamo avanti evidentemente no e rispettosamente no”. Tuttavia, dopo la discussione generale in aula e prima dell’inizio del voto degli emendamenti, è emersa la novità e il nuovo ripensamento.

“Le sorelle d’Italia e il ministro Abodi battono in ritirata: la norma sul decreto sport è stata cancellata”, commenta il senatore Matteo Renzi, leader di Italia Viva. “Sport e Salute, con il fido Mezzaroma, non metterà le mani su un evento che funziona e che merita di essere sottratto agli interessi del sottobosco romano. Il tennis italiano vince anche fuori dal campo, la Meloni perde game set e match, ma soprattutto perde la faccia”, aggiunge.

Il decreto, approvato in serata, torna alla Camera per la terza lettura. Sarà in aula già domani sera.

Almasri, Meloni: scelta concordata, assurdo giudizio solo per ministri

Roma, 4 ago. (askanews) – “Si sostiene pertanto che due autorevoli ministri e il sottosegretario da me delegato all’intelligence abbiano agito su una vicenda così seria senza aver condiviso con me le decisioni assunte. È una tesi palesemente assurda”. Lo dice la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, su X rendendo noto che il tribunale dei ministri che ha indagato sulla vicenda Almasri ha chiesto l’archiviazione per lei e il giudizio per i ministri Nordio e Piantedosi e per il sottosegretario Mantovano.

“A differenza di qualche mio predecessore, che ha preso le distanze da un suo ministro in situazioni similari, rivendico che questo governo agisce in modo coeso sotto la mia guida: ogni scelta, soprattutto così importante, è concordata. È quindi assurdo chiedere che vadano a giudizio Piantedosi, Nordio e Mantovano, e non anche io, prima di loro”, aggiunge Meloni.

Almasri, richiesta di giudizio per Nordio e Piantedosi, Meloni archiviata

Roma, 4 ago. (askanews) – “Oggi mi è stato notificato il provvedimento dal Tribunale dei ministri per il caso Almasri: dopo oltre sei mesi dal suo avvio, rispetto ai tre mesi previsti dalla legge, e dopo ingiustificabili fughe di notizie. I giudici hanno archiviato la mia sola posizione, mentre dal decreto desumo che verrà chiesta l’autorizzazione a procedere nei confronti dei ministri Piantedosi e Nordio e del sottosegretario Mantovano. Nel decreto si sostiene che io ‘non sia stata preventivamente informata e (non) abbia condiviso la decisione assunta’: e in tal modo non avrei rafforzato ‘il programma criminoso'”. Lo rende noto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, su X.

“Si sostiene pertanto che due autorevoli ministri e il sottosegretario da me delegato all’intelligence abbiano agito su una vicenda così seria senza aver condiviso con me le decisioni assunte. È una tesi  palesemente assurda”.

“A differenza di qualche mio predecessore, che ha preso le distanze da un suo ministro in situazioni similari, rivendico che questo governo agisce in modo coeso sotto la mia guida: ogni scelta, soprattutto così importante, è concordata. È quindi assurdo chiedere che vadano a giudizio Piantedosi, Nordio e Mantovano, e non anche io, prima di loro”, aggiunge Meloni. “Nel merito ribadisco la correttezza dell’operato dell’intero Esecutivo, che ha avuto come sola bussola la tutela della sicurezza degli italiani. L’ho detto pubblicamente subito dopo aver avuto notizia dell’iscrizione nel registro degli indagati, e lo ribadirò in Parlamento, sedendomi accanto a Piantedosi, Nordio e Mantovano al momento del voto sull’autorizzazione a procedere”.

Almasri, richiesta giudizio per Nordio-Piantedosi, Meloni archiviata

Roma, 4 ago. (askanews) – “Oggi mi è stato notificato il provvedimento dal Tribunale dei ministri per il caso Almasri: dopo oltre sei mesi dal suo avvio, rispetto ai tre mesi previsti dalla legge, e dopo ingiustificabili fughe di notizie. I giudici hanno archiviato la mia sola posizione, mentre dal decreto desumo che verrà chiesta l’autorizzazione a procedere nei confronti dei ministri Piantedosi e Nordio e del sottosegretario Mantovano. Nel decreto si sostiene che io ‘non sia stata preventivamente informata e (non) abbia condiviso la decisione assunta’: e in tal modo non avrei rafforzato ‘il programma criminoso'”. Lo rende noto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, su X.

"Zes per le Marche", Meloni apre corsa Acquaroli. Stallo altre Regioni

Ancona, 4 ago. (askanews) – Tutto, almeno nella forma, è impacchettato come un evento che più istituzionale non si può. C’è pure la voce fuori campo che dà pomposamente il via ufficiale alla cerimonia. Eppure tutto nell’evento organizzato alla Mole vanvitelliana di Ancona per la “presentazione degli interventi del governo nelle Marche” grida ‘campagna elettorale’. A poco serve lo sforzo della premier Giorgia Meloni di evitare qualsiasi riferimento alle elezioni in cui, a fine settembre, il ‘suo’ Francesco Acquaroli, si gioca una importante riconferma. Riesce a trattenersi anche Antonio Tajani, che festeggia il compleanno come ricorda la presidente del Consiglio dal palco (per lui anche l’omaggio di una torta e dolci tunisini nel viaggio fatto insieme in elicottero da Roma). Si ‘tradisce’ un po, invece, Matteo Salvini che in videocollegamento – dopo aver annunciato di essere bloccato al ministero perché al lavoro in vista dell’approvazione mercoledì del progetto definitivo per il Ponte sullo Stretto – si dice convinto che il centrodestra vincerà perché ha governato bene e non certo per le inchieste che hanno coinvolto Matteo Ricci.

Ma il tempismo, in politica, è tutto. E a meno di due mesi da quel ‘voto Ohio’ che può far pendere a favore del centrodestra la bilancia delle prossime regionali, i vertici del governo piombano ad Ancona per annunciare con la massima solennità che nel pomeriggio il Consiglio dei ministri avrebbe approvato il disegno di legge per allargare la Zona economica speciale anche a Marche e Umbria, il che vuol dire accesso ad agevolazioni fiscali e semplificazioni amministrative al momento riservate a sud e Isole. “Abbiamo scelto di dare a questo territorio, alla sua vita produttiva, alla sua gloriosa tradizione industriale e artigianale un’opportunità in più”, dice Meloni.

Quanto ci sia di campagna elettorale in questa giornata, lo dimostra anche quello che succede poco dopo la conclusione della cerimonia. La premier vola via con lo stesso elicottero con cui è arrivata per andare a tagliare il nastro dell’avvio dei lavori della Pedemontana Sud, ma Antonio Tajani si trattiene per oltre mezz’ora. E tra un buon compleanno e l’altro, canzoncina compresa, è tutta una processione per scattare foto con il segretario, da usare anche nei santini. A fare da ‘vigile’ è il responsabile Organizzazione del partito, Francesco Battistoni: ‘Ora la foto con quelli della provincia di Fermo, poi quella con i giovani’, e via discorrendo.

D’altra parte, le Marche sono l’unica regione – con l’aggiunta della new entry Calabria che va al voto per la decisione di Roberto Occhiuto di dimettersi causa inchieste – in cui il centrodestra ha già schierato il suo candidato. Per il resto, si prende tempo pure in quelle situazioni come la Toscana, in cui non ci dovrebbero essere dubbi sulla corsa del sindaco di Pistoia, il meloniano Alessandro Tomasi.

Persino il nuovo round del vertice di maggioranza, pur annunciato dai leader l’ultima volta che si sono visti chez Meloni, sembra essere al momento uscito dall’agenda. “C’è tempo”, rassicura Tajani. Ma la composizione del rebus sembra sempre più in stallo. E se il nodo principale resta sempre quello del Veneto, al quale la Lega non vuole rinunciare ma che Fdi rivendica e a cui si aggiunge l’incognita del futuro di Luca Zaia e della presentazione di una sua lista, la situazione sembra complicarsi anche in Puglia e Campania. Nell’una sembravano ormai fatti i giochi per l’azzurro Mauro D’Attis, nell’altra si attendono le mosse del centrosinistra ma i meloniani mettono sul piatto il nome forte del vice ministro degli Esteri, Edmondo Cirielli. La Lega però non sembra intenzionata a stare a guardare.

Per domani è stata convocata una conferenza stampa alla presenza tra l’altro del vice segretario federale, Claudio Durigon e dei coordinatori del partito nelle due Regioni, Giampiero Zinzi e Roberto Matri. Il primo, appena qualche giorno fa, aveva rilanciato in una nota per la Campania la corsa del ‘civico’ Giosy Romano, gradito anche a Forza Italia. Il secondo, ha nelle scorse settimane ammonito: “Anche la Lega ha candidati forti per la Puglia”.

M.O., fonti vicine a Netanyahu: occuperemo tutta Gaza

Roma, 4 ago. (askanews) – Alti funzionari dell’entourage del premier israeliano Benjamin Netanyahu hanno dichiarato che “il dado è tratto, procederemo all’occupazione totale della Striscia di Gaza”. Lo riporta il quotidiano Ynet.

“Ci saranno operazioni anche nelle aree in cui sono tenuti gli ostaggi. Se il capo di stato maggiore delle Forze di difesa israeliane non è d’accordo, dovrebbe dimettersi”, hanno aggiunto le fonti.

Ad oggi le forze israeliane controllano circa il 75% della Striscia di Gaza. Il capo di Stato maggiore ha espresso dubbi sul controllo di tutta l’enclave, sottolineando che potrebbe mettere a rischio la vita degli ostaggi.

Incendi boschivi, Pecoraro Scanio: sfida attiva da 25 anni

Roma, 4 ago. (askanews) – “La sfida contro gli incendiari, contro gli incendi boschivi resta attiva da ormai 25 anni”. Cos Alfonso Pecoraro Scanio, presidente della Fondazione Univerde in occasione della conferenza stampa “Tutela dei boschi e contrasto agli incendiari: a 25 anni dal Decreto Legge 4 agosto 2000, n. 220: Disposizioni urgenti per la repressione degli incendi boschivi”, promossa dalla Fondazione UniVerde in collaborazione con Federparchi, TeleAmbiente e con l’adesione del Comando Unit Forestali, Ambientali e Agroalimentari dei Carabinieri (CUFAA).

Pecoraro Scanio. gi Ministro delle Politiche Agricole e Forestali), ha fatto il bilancio a 25 anni dall’introduzione del reato di incendio boschivo nel Codice penale: “Quella norma ha dato finalmente protezione giuridica ai nostri boschi dagli incendiari e ha fornito alle forze dell’ordine e alla magistratura uno strumento normativo contro questi criminali. Ringrazio le unit specializzate nella salvaguardia del patrimonio naturale, in particolare il Comando Unit Forestali, Ambientali e Agroalimentari dei Carabinieri, per l’impegno crescente nella difesa dei nostri polmoni verdi e il sostegno alle attivit del Nucleo Informativo Antincendi Boschivi. Occorre potenziare il monitoraggio e favorire interventi sempre pi tempestivi e sicuri per il personale coinvolto. Tutto questo possibile con strumenti sempre pi innovativi e tecnologici, come droni che integrano l’intelligenza artificiale, capaci di fornire sistemi di supporto sia in tempo reale che predittivi. La transizione ecodigital ha il potenziale di rivoluzionare le operazioni di controllo dei territori, anche delle aree pi difficili da gestire. importante supportare le Aree protette e i Comuni con vaste superfici boscate, e quindi pi vulnerabili, a ridurre i rischi e rafforzare l’efficacia di tutte le operazioni, ma anche che le forze dell’ordine e la magistratura agiscano con fermezza per contrastare efficacemente gli incendi dolosi e impedire agli incendiari di nuocere ulteriormente”.

Il Papa: mille opportunità dall’IA, ma nessun algoritmo sostituisce un abbraccio

Roma, 4 ago. (askanews) – “Viviamo in un mondo sempre più digitale, dove l’intelligenza artificiale e la tecnologia ci offrono mille opportunità. Ricordate: nessun algoritmo potrà mai sostituire un abbraccio, uno sguardo, un vero incontro, né con Dio, né con i nostri amici, né con la nostra famiglia”. E’ quanto ha scritto Papa Leone XIV nel Messaggio inviato ai partecipanti al 36° Festival dei Giovani a Medjugorje che si tiene dal 4 all’8 agosto.

“Sull’esempio di Maria, vi incoraggio perciò a cercare incontri veri. Gioite insieme, e non abbiate paura di piangere con chi piange”, ha aggiunto il Pontefice. “Siete arrivati a Medjugorje da molte Nazioni e forse vi sembra che la lingua o la cultura siano un ostacolo all’incontro: abbiate coraggio. C’è un linguaggio più forte di ogni barriera, il linguaggio della fede, alimentato dall’amore di Dio. Siete tutti membra del suo Corpo, che è la Chiesa: incontratevi, conoscetevi, condividete. Solo così, camminando insieme, sostenendoci a vicenda, accendendoci l’un l’altro, arriveremo alla casa del Signore”.

Incendi boschivi, Santini (Federparchi): aumentata sensibilit

Roma, 4 ago. (askanews) – Per Luca Santini, Presidente di Federparchi, intervenuto alla conferenza stampa “Tutela dei boschi e contrasto agli incendiari: a 25 anni dal Decreto Legge 4 agosto 2000, n. 220: Disposizioni urgenti per la repressione degli incendi boschivi”, promossa dalla Fondazione UniVerde in collaborazione con Federparchi, TeleAmbiente e con l’adesione del Comando Unit Forestali, Ambientali e Agroalimentari dei Carabinieri (CUFAA), “E’ aumentata la sensibilit verso il mondo vegetale. La norma sugli incendi boschivi stata un grande passo in avanti per cercare di arginare questo fenomeno che spesso opera di mani criminali e colpisce anche le Aree Naturali Protette. Oggi importante aumentare l’attenzione per prevenire pi che reprimere. Far diventare le nostre foreste boschi evoluti significa anche avere meno incendi”.

“Voglio sottolineare l’importanza, la professionalit e l’esperienza delle Unit dei Carabinieri Forestali Ambientali e Agroalimentari per quanto riguarda tutti gli aspetti legati alla sorveglianza delle Aree Protette sia in termini di prevenzione che di repressione delle attivit illecite e la particolare attenzione al contrasto agli incendi, grazie all’operato dei Nuclei Antincendi Boschivi. Per un’azione efficace, anche in termini di prevenzione, necessario un forte coordinamento fra tutti soggetti in campo e, come Federparchi, siamo certi di poter proseguire la proficua collaborazione con il CUFAA che negli ultimi anni si positivamente rafforzata”, ha detto poi Santini.

Incendi boschivi, Ten. Col. CC Roseti: balzo in avanti indagini

Roma, 4 ago. (askanews) – Il Ten. Col. Angelo Battista Roseti (Comandante del Nucleo Informativo Antincendio Boschivo dipendente dal Tutela Forestale e Parchi del CUFAA), intervenuto in occasione della conferenza stampa “Tutela dei boschi e contrasto agli incendiari: a 25 anni dal Decreto Legge 4 agosto 2000, n. 220: Disposizioni urgenti per la repressione degli incendi boschivi”, promossa dalla Fondazione UniVerde in collaborazione con Federparchi, TeleAmbiente e con l’adesione del Comando Unit Forestali, Ambientali e Agroalimentari dei Carabinieri (CUFAA), ha ricordato come “il N.I.A.B. ha raccolto le varie attivit di polizia amministrativa e penale scaturenti dall’applicazione della norma e condotte da tutte le articolazioni territoriali del CUFAA quali i Gruppi, i NIPAF, i Reparti Parco e i loro dipendenti nuclei”.

Importante innovazione, derivante dall’applicazione della norma, stata l’introduzione del catasto degli incendi boschivi con onere in capo ai Comuni e la possibilit di utilizzare, per gli stessi, i rilievi realizzati dai Carabinieri Forestali. Il tutto, messo a sistema, consente di far emergere le violazioni ai vincoli imposti dalla norma facendo venir meno l’interesse a realizzare le condotte criminose. La norma risulta di particolare importanza e mette in risalto la duttilit d’impiego dei Carabinieri Forestali nell’applicarla, da cui emergono capacit di applicare metodi scientifici, (MEF) Metodo delle Evidenze Scientifiche, in maniera empirica, affidandosi all’esperienza. Il futuro vede il potenziamento di ulteriori tecnologie e l’implementazione dell’esperienza attraversi metodi di addestramento evoluti quali le sale immersive. “Anche le indagini subiranno un ulteriore balzo in avanti con il sistema integrato di controllo del territorio chiamato SDIMA, in fase di realizzazione. Le indagini sul campo degli incendi vedranno l’applicazione, direttamente sul luogo dell’incendio, del (MEG) Metodo delle Evidenze Geometriche attraverso tablet e software dedicati che consentiranno una semplificazione e una migliore precisione della ricerca dell’area di insorgenza dell’incendio e quindi della migliore capacit di individuare il punto d’inizio, l dove probabile che ci siano i segni (DNA, impronte e/o oggetti) riconducibili all’incendiario”, ha aggiunto.

Dazi, Meloni: impegno governo per difendere prodotti italiani

Roma, 4 ago. (askanews) – Si è tenuto oggi nella Sala Verde di Palazzo Chigi un incontro strategico dedicato alla filiera vitivinicola italiana, alla presenza del ministro dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e foreste, Francesco Lollobrigida. A quanto si apprende il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha voluto partecipare personalmente per testimoniare il sostegno del Governo a un comparto considerato fondamentale per l’economia nazionale e la promozione dell’identità italiana nel mondo.

L’incontro – spiegano – ha segnato l’avvio di un percorso condiviso per definire una strategia nazionale a tutela e rilancio del vino italiano, minacciato da nuove pressioni internazionali, come l’ipotesi di dazi statunitensi e iniziative di stampo proibizionista.

“Sono venuta per dimostrare ancora una volta l’attenzione che il governo rivolge al settore dell’agricoltura nel suo complesso e, in particolare, di quello vitivinicolo. Il vino è un pezzo cardine della dieta mediterranea ed è fondamentale fare la distinzione tra uso e abuso”, ha detto la premier.

Riguardo al tema dei dazi e alla trattativa Ue-Usa, il presidente del Consiglio ha richiamato l’impegno costante dell’esecutivo nel difendere i prodotti italiani: “Sono sempre stata convinta che noi dovessimo fare del nostro meglio per arrivare ad un accordo quadro, ad una cornice entro la quale giocare alcune partite su alcuni settori, su alcune filiere, spiegando ai nostri amici e alleati americani che c’è una serie di prodotti che difficilmente possono essere rimpiazzati da produzioni nazionali. Questo vale molto per alcuni prodotti italiani, anche per quello del vino”.

Il presidente Meloni ha infine ribadito il sostegno del governo ai produttori vitivinicoli: “Sul governo potete sempre contare – ha concluso -. Siamo consapevoli di quanto il vostro lavoro sia fondamentale non solo per l’economia italiana ma anche per la reputazione della nostra Nazione”.

Pallavolista morta, la Procura: sulla morte di Simona Cinà diffuse notizie non veritiere

Roma, 4 ago. (askanews) – Il corpo della pallavolista Simona Cinà “è stato rinvenuto da alcuni degli ultimi partecipanti ancora presenti alla festa intorno alle ore 4.00: lo stesso si trovava esanime sul fondo della piscina, in un angolo distante, e dotato di scarsa illuminazione, rispetto alla zona ove erano collocati bar, consolle musicale e i servizi igienici”. E’ quanto precisa la Procura di Termini Imerese, sulla vicenda della morte della ragazza, avvenuta a Bagheria.

“Per quanto sinora appreso, a seguito del rinvenimento, almeno due ragazzi si sono immediatamente tuffati nella piscina – scrive la Procura – ed hanno recuperato il corpo della ventenne, praticando le manovre di rianimazione salvavita in attesa dell’arrivo dei soccorritori. Arrivato sul posto, il personale del 118 ha provato a rianimare la ragazza, purtroppo invano, non potendo fare altro che constatare il decesso della stessa alle ore 5.00”. Sul posto sono arrivate prima le forze dell’ordine della Compagnia Carabinieri di Bagheria – coadiuvate da personale del Nucleo Investigativo di Monreale -, e successivamente, riferisce la Procura, “il magistrato di turno, sono stati svolti i primi accertamenti, consistiti nei rilievi necessari a fotografare lo stato dei luoghi , nei sequestri ritenuti utili, nonché è stato avvisato il medico legale di turno per lo svolgimento della richiesta ispezione cadaverica esterna (all’esito della quale è stata immediatamente disposta l’autopsia al fine di accertare le cause del decesso)”. “Si deve specificare la assoluta infondatezza dell’informazione relativa al mancato rinvenimento, sui bordi e nella zona adiacente alla piscina, di oggetti (bottiglie, bicchieri, piatti ecc.) che lasciassero ritenere che in quel luogo si era tenuta una festa. In detti luoghi – e, in particolare, nei pressi del bancone adibito a bar – sono stati rinvenuti, tra l’altro, bicchieri e bottiglie di alcolici, come debitamente documentato; ciò a riprova di quanto affermato dai vari partecipanti sin dalle prime battute”, specifica la Procura di Termini Imerese.. in merito ai vestiti della giovane, la Procura ha chiarito in una nota che “non sono stati trovati dai familiari, in quanto sottoposti a sequestro e, di conseguenza, sono attualmente a disposizione dell’autorità giudiziaria per il compimento dei successivi atti di indagine”.

La Procura ha poi precisato che sono stati sentiti “tutti i soggetti ancora presenti all’interno della villa al momento dell’arrivo dei Carabinieri” e hanno “avuto un comportamento collaborativo, mettendosi da subito a disposizione dell’Autorità Giudiziaria”.

"Plurale" sarà il tema del Con-vivere Carrara Festival 2025

Roma, 4 ago. (askanews) – Il tema è “Plurale” e tra gli eventi della ventesima edizione di Con-vivere Carrara Festival, promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara, con la consulenza scientifica di Luigina Mortari, la mostra “Micorrize Urbane. Trame invisibili dell’autenticità umana”, curata da Street Levels Gallery. La mostra si terrà a Palazzo Binelli, a Carrara e sarà inaugurata giovedì 11 settembre.

Nel reticolo sotterraneo dell’universo vegetale, lontano dalla nostra percezione visiva, si costruiscono legami tanto impercettibili quanto vitali: le micorrize. Queste rappresentano alleanze simbiotiche tra radici e funghi, che generano una rete funzionale di interazioni e sostegno, cruciale per il mantenimento dell’equilibrio del nostro ecosistema. Tale cooperazione, totalmente priva di protagonismi, ma basata su una danza equilibrata di scambi, rende possibili processi di crescita e convivenza reciproca.

La mostra si ispira a questa architettura naturale per proporre una lettura dello spazio urbano come sistema complesso di connessioni sottili e imprescindibili, attraverso gli sguardi di quattro artisti affermati nell’ambito dell’Arte Urbana – Ache77, Exit-Enter, Kraita317 e Nian – insieme a due giovani voci emergenti, Giorgia Pollicino e Andrea Spezia. Sei interpretazioni differenti, espresse attraverso media eterogenei, che si addentrano nelle trame invisibili dello spazio urbano, rivelando la presenza di comunità effimere e alleanze spontanee tra corpi e luoghi.

Analogamente al micelio, l’arte può configurarsi come rete diffusa, non lineare, capace di attraversare e colmare vuoti, instaurare legami inattesi e seguire traiettorie mutevoli.

Micorrize Urbane invita a un’esplorazione che supera le apparenze superficiali, promuovendo una riflessione sullo spazio urbano non come aggregato di singoli isolati, ma come tessuto relazionale complesso. Nei margini e negli interstizi, analogamente a quanto avviene nella terra, ciò che assume rilevanza non è la delimitazione fra elementi distinti, bensì ciò che emerge dal contatto fecondo tra alterità in ascolto.

La mostra verrà inaugurata giovedì 11 settembre alle 19.30 nella giornata di apertura della manifestazione. Durante i giorni del festival rimarrà aperta negli orari 17-23.30, mentre dal 15 settembre gli orari di apertura saranno mercoledì-sabato 15.00-20.00. Sarà possibile prenotare visite guidate per le scuole scrivendo a info@con-vivere.it

Il festival è sostenuto e promosso da un Comitato per il festival con-vivere, costituito da Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara (ente capofila), Comune di Carrara, Camera di Commercio Toscana Nord Ovest, Accademia di Belle Arti di Carrara e Fondazione Marmo. Con il patrocinio della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco, il patrocinio e il contributo di Regione Toscana, e patrocinio Commissione Regionale Pari Opportunità della Toscana, Provincia di Massa Carrara, Ufficio scolastico territoriale Ambito di Massa Carrara; il contributo di: Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale Porti di La Spezia e Marina di Carrara, Cermec Spa, Erp Edilizia Residenziale Pubblica Massa Carrara. Premium Supporter: Fhp Carrara Terminal; Main Sponsor: BPER Banca;Sponsor Midi: Generali Assicurazioni, Chean Srl, Marmo Canaloni Carrara, Cooperativa Cavatori Lorano; Sponsor: Unicoop Etruria, Cooperativa Cavatori Gioia, MaxMarmi, S.T. Segagioni, Aziende del porto di Marina di Carrara (The Italian Sea Group, MDC Terminal, San Colombano Costruzioni SpA, Gruppo Grendi, T-Bulk, Ornic Nautica, Vittorio Bogazzi e Figli Spa, Piero De Gasperis & C. srl, Dusty Srl, Semp Srl); Sponsor tecnico: Nausicaa SpA, Fonteviva, Federalberghi Costa Apuana, RetiAmbiente Carrara. Mediapartner: QN La Nazione, Rai Cultura.

Meloni e Tajani ad Ancona per l’evento sullo sviluppo delle Marche

Ancona, 4 ago. (askanews) – La presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il vice-premier Antonio Tajani arrivano ad Ancona per partecipare all’evento presso la Mole Vanvitelliana dedicato agli interventi del Governo per lo sviluppo delle Marche, Regione che andr al voto il 28 e 29 settembre. Ad accoglierli il governatore Francesco Aquaroli (FDI), il prefetto Maurizio Valiante, il vicesindaco di Ancona Giovanni Zinni e il presidente della provincia Daniele Carnevali.

Impresa agricola integra produzione e coltivazione di luppolo

Roma, 4 ago. – Si trova nella campagna romana, a pochi chilometri dalla Capitale, uno dei rari esempi in Italia di birrificio agricolo con luppoleto di propriet: Podere 676, realt attiva da diversi anni a Fiumicino che coniuga agricoltura, trasformazione e produzione artigianale di birra in un unico sito produttivo. L’azienda coltiva direttamente oltre 700 piante di luppolo della variet Cascade, una delle poche coltivazioni attive nel Lazio, utilizzate per realizzare birre a filiera cortissima. Il prodotto simbolo una APA single hop, interamente realizzata con il luppolo coltivato in campo, che viene raccolto e lavorato in azienda secondo metodi artigianali.

Oltre all’attivit produttiva, Podere 676 promuove iniziative legate alla valorizzazione del territorio agricolo e alla cultura brassicola, attraverso visite guidate, percorsi educativi e degustazioni. In particolare, durante l’estate, il luppoleto raggiunge il suo massimo sviluppo vegetativo, diventando un punto di interesse anche paesaggistico e didattico.

Il modello rappresentato da Podere 676 evidenzia una tendenza in crescita nel settore agricolo e agroalimentare: accorciare la filiera, trasformare sul posto e offrire esperienze dirette legate al prodotto. Un approccio che punta su sostenibilit, tracciabilit e qualit locale.

L’azienda si trova in via Antonio Casetti 30, nel territorio comunale di Fiumicino.

Al via MoliseCinema, Silvia Bergamasco protagonista 23esima edizione

Roma, 4 ago. (askanews) – Dal 5 al 10 agosto 2025 a Casacalenda, nel cuore del Molise, è in programma la 23esima edizione di MoliseCinema: sei giorni di cinema italiano e internazionale, tra film, incontri con registi e interpreti, eventi speciali, retrospettive, masterclass, concerti, mostre, presentazioni di libri. Tra i protagonisti di quest’anno Sonia Bergamasco, interprete raffinata e versatile del cinema, della televisione e del teatro italiano. A lei il festival dedica il volume monografico Giocare la vita, edito da Cosmo Iannone Editore e curato da Mariapaola Pierini e Federico Pommier Vincelli, che verrà presentato sabato 9 agosto in un incontro pubblico con l’artista, e una rassegna di film che ne ripercorrerà la carriera tra cinema e teatro.

Tra gli ospiti più attesi di questa edizione Marco Tullio Giordana, che sarà presente venerdì 8 agosto in occasione della cerimonia di intitolazione del Cinema Teatro di Casacalenda a Flavio Bucci, grande interprete e figura indimenticabile del cinema italiano nato da una famiglia molisano-pugliese.

In apertura il Festival dedica l’attenzione alla tragedia di Gaza, con lo struggente reading di Lino Musella di ‘Stato d’assedio’ del poeta palestinese Mahmud Darwish. Un testo sulla pace e sulla dignità umana, scritto nel 2002, che in questo momento ha una grande attualità.

Tra gli ospiti che accompagneranno i film ci saranno Lino Musella per Nonostante, Fabrizio Rongione e Valerio Ferrara per Il complottista, Martina Scrinzi per Vermiglio, Mara Fondacaro e Simone Liberati per Il primo figlio, Antonio Piazza e Fabio Grassadonia per Iddu, Sonia Bergamasco per Il Nibbio, Christian Filippi per Il mio compleanno, Giovanni Esposito e Susy Del Giudice per Nero.

Numerosi gli eventi e le proiezioni speciali: gli omaggi retrospettivi a Paolo Villaggio e Sandra Milo, la masterclass sulle serie televisive e la residenza di scrittura euro-mediterranea, i concerti e le sonorizzazioni tra cinema e musica, lo spazio per le scuole e i bambini. E poi le presentazioni di libri che tra gli ospiti avranno Marco Damilano, Francesca Schianchi, Elisabetta Villaggio, Antonella Amendola, Susanna Turco.

A MoliseCinema sono in programma 5 concorsi con un totale di 58 opere in gara. 7 titoli nella sezione Paesi in lungo, dedicata alle opere prime e seconde 6 documentari italiani nella sezione Frontiere 22 cortometraggi internazionali per la sezione Paesi in corto 18 cortometraggi italiani per la sezione Percorsi 5 cortometraggi molisani nella sezione della Rete Adriatica dei Festival.

Le opere in concorso sono valutate da 3 giurie ufficiali: Frontiere – documentari italiani: compongono la giuria la regista e artista visiva Virginia Eleuteri Serpieri, la storica del cinema Stefania Parigi, e la docente e teorica della recitazione cinematografica Mariapaola Pierini; Paesi in corto – cortometraggi internazionali: giudicati dal critico cinematografico Fabrizio Croce, dal regista irlandese Conor Morrissey, e dalla regista e artista italo-canadese Andrea Ramolo; Percorsi – cortometraggi italiani: valutati dal produttore e fondatore di Ombre Rosse Film Luca Cabriolu, dalla critica e docente universitaria Claudia Geminiani, e dall’attore Francesco Russo, protagonista di recenti successi televisivi e cinematografici.

Anche il pubblico è chiamato a votare per la sezione Paesi in lungo, dedicata alle opere prime e seconde di lungometraggio.

Ecco i film in concorso di MoliseCinema 2025: Nonostante di Valerio Mastandrea, una riflessione delicata e sorprendente sul senso di protezione e sulla paura del cambiamento, ambientata in un reparto ospedaliero, con la presenza in sala di Lino Musella. Il film è stato selezionato come film d’apertura della sezione Orizzonti alla 81ª Mostra del Cinema di Venezia. Sarà presente al festival l’interprete Lino Musella; Vermiglio di Maura Delpero vincitore del Leone d’argento alla 81a Mostra del Cinema di Venezia. È stato poi selezionato per rappresentare l’Italia agli Oscar nel 2025 nella sezione del miglior film internazionale. ambientato negli ultimi giorni della Seconda guerra mondiale. Un soldato rifugiato rompe l’equilibrio di una famiglia sul finire della guerra. Sarà presente al festival Martina Scrinzi, interprete del film; Il complottista di Valerio Ferrara, una commedia dai toni surreali su un barbiere ossessionato dalle teorie del complotto. Saranno presenti al Festival il protagonista Fabrizio Rongione e il regista Valerio Ferrara; Il primo figlio di Mara Fondacaro, un intenso dramma psicologico su maternità e lutto, tra visioni e paure profonde. Ospiti della serata la regista Mara Fondacaro e l’interprete Simone Liberati. Il film racconta il dramma di una donna che al termine di una nuova gravidanza sente il richiamo di un bambino che ha perduto tempo prima; Il Nibbio di Alessandro Tonda che ripercorre la storia di Nicola Calipari e Giuliana Sgrena sarà presentato da Sonia Bergamasco, protagonista dell’omaggio a lei dedicato, e del film. Ha vinto Il Nastro della legalità 2025. Il mio compleanno di Christian Filippi, in cui seguiamo la fuga di Riccardino, prossimo alla maggiore età, in cerca della madre da cui era stato allontanato. Il regista sarà al Festival; Nero di Giovanni Esposito, una favola nera e surreale su un piccolo criminale che scopre di avere un dono: può guarire le persone, ma a ogni guarigione perde uno dei suoi sensi. Sarà presente il regista e protagonista Giovanni Esposito e l’attrice Susy Del Giudice.

Fuori concorso IDDU di Antonio Piazza e Fabio Grassadonia, che dialogheranno con il pubblico. Ambientato nella Sicilia dei primi anni Duemila è liberamente ispirato alla latitanza di Matteo Messina Denaro.

Per la sezione documentari ‘Frontiere’, in concorso Il castello indistruttibile di Danny Biancardi, Stefano La Rosa, Virginia Nardelli. A Danisinni, quartiere isolato di Palermo, quattro bambini trasformano un asilo abbandonato in un rifugio segreto. Un racconto sull’infanzia e la forza dell’immaginazione. Saranno presenti i registi. In ultimo di Mario Balsamo. Un ex-chirurgo guida malati terminali in un percorso spirituale dentro un hospice di Torino. Un film intimo sulla morte, la cura e la consapevolezza. Incontro con il regista. È stato presentato al 42° TFF Torino Film Festival Lirica Ucraina di Francesca Mannocchi. Dalle strade di Bucha, una testimonianza diretta del conflitto in Ucraina. Un racconto crudo e umano firmato da una delle voci più autorevoli del reportage di guerra. Sarà presente la regista. Il documentario ha vinto il Premio Cecilia Mangini come Miglior Documentario ai David di Donatello 2025; Real di Adele Tulli. Un viaggio immersivo nell’universo digitale, tra corpi virtuali, intelligenze artificiali e identità liquide. Sarà presente la regista. Il film è stato presentato al Festival di Locarno nella sezione Cineasti del presente vincendo una Menzione speciale. Si dice di me di Isabella Mari. A Napoli, il teatro diventa strumento di liberazione per le donne dei quartieri difficili. Un ritratto corale e vibrante. In sala la regista. E’ stato presentato in anteprima nella sezione Freestyle della Festa del Cinema di Roma; Vakhim di Francesca Pirani. Un ragazzo adottato torna in Cambogia per incontrare la madre biologica. Un viaggio di identità, radici e riconciliazione. Sarà presente la regista. Il film ha chiuso le Notti Veneziane alle Giornate degli Autori nel 2024.

Il Concorso internazionale, Paesi in corto, presenta 22 cortometraggi: una selezione di qualità, proveniente da grandi festival e scuole internazionali di cinema, che rappresenta uno degli appuntamenti imperdibili di MoliseCinema. Ecco i titoli: Astro, di Tim Ewalts, dai Paesi Bassi; Balconada, di Iva Tokmakchieva, da Bulgaria e Francia; Eksi Bir, di Ömer Ferhat Özmen, dalla Turchia; El Canon, di Martín Seeger, dal Cile; Hanami, di Diane Bonnot, dalla Francia; Intercambio, di Amaia Yoldi, dalla Spagna; J’ai avalé une chenille, di Basile Khatir, dalla Francia; Julian and the Wind, di Connor Jessup, dal Canada; La situation de Lucas, di Lilian Fanara, da Francia e Germania; Le Petits Monstres, di Pablo Léridon, dalla Francia; On Hold, di Delia Hess, dalla Svizzera; Reservasjoner, di Ivar Aase, da Belgio e Norvegia; Rochelle, di Tom Furniss, dalla Nuova Zelanda; Shadows, di Rand Beiruty, da Francia e Giordania; Spring 23, di Zhiyi Wang, dalla Cina; Such a Lovely Day, di Simon Woods, dal Regno Unito; Summer Triangle / Mosalas Tabestani, di Maryam Esmaeili e Ali Babai, dall’Iran; Taste of Heaven, di Isaac Sverdlov, da Israele; The Sunny, di Sergiy Kulybyshev, dall’Ucraina; Turnaround, di Aisling Byrne, dall’Irlanda; We Were the Scenery, di Christopher Radcliff, dagli Stati Uniti; Zahra, di Hadi Shatat, dalla Giordania.

Il Concorso nazionale Percorsi presenta 18 cortometraggi: Comunque bene, di Beatrice Baldacci, dall’Italia; Domenica sera, di Matteo Tortone, dall’Italia; Fallen Houses, di Gianluca Abbate, dall’Italia; Gravity, di Robotina, da Italia e Messico; Hold On, di David Barbieri, dall’Italia; In the Box, di Francesca Staasch, dall’Italia; La buona condotta, di Francesco Gheghi, dall’Italia; Majonezë, di Giulia Grandinetti, dall’Italia; Marcello, di Maurizio Lombardi, dall’Italia; Miracolo a Segrate, di Giacomo Betti, dall’Italia; No Place Like Home, di Valeria Gaudieri, dall’Italia; Pinocchio Reborn, di Matteo Cirillo, dall’Italia; Playing God, di Matteo Burani, dall’Italia; Sommersi, di Gian Marco Pezzoli, dall’Italia; T.I.N.A., di Marco Mazzone, dall’Italia; Transumanza, di Giovanni Bertoia, dall’Italia; Il mio fantasma, di Carlotta Maria Correra, dall’Italia; Ziki, di Roberta Palmieri e Olga Sargenti, dall’Italia.

Per ‘Girare il molise – Concorso rete dei festival dell’Adriatico’, la Rete dei Festival dell’Adriatico (Marche, Abruzzo, Molise, Puglia) promuove il cortometraggio indipendente attraverso una selezione condivisa tra i festival di MoliseCinema, Sulmona, Ancona e Monopoli. La fase finale si svolgerà a Monopoli. A MoliseCinema 2025, una sezione speciale sarà dedicata a corti girati in Molise o realizzati da autori molisani, in concorso per il premio finale. Un’iniziativa che valorizza il cinema molisano e il territorio, in rete con i festival dell’Adriatico.

Infine ‘Molisecinema in Tour’, dal 12 agosto al 24 agosto il festival prosegue con proiezioni itineranti in vari comuni del Molise. Nel 2025 sarà la volta di Civitacampomarano, Ripabottoni, Venafro, Castel del Giudice e Rocchetta a Volturno.

Il Festival è organizzato dall’Associazione MoliseCinema, con la direzione artistica di Federico Pommier Vincelli. Ha il patrocinio e il contributo della Direzione generale Cinema del Ministero della Cultura (MiC), ed è promosso da Regione Molise (Assessorato alla Cultura) e Comune di Casacalenda.

Partner di MoliseCinema 2024 sono Cineteca Nazionale – Centro Sperimentale di Cinematografia; Cineteca di Bologna; Lilt (Lega italiana per la lotta contro i tumori), Coop Med; IFA-Scuola di cinema di Pescara, Libreria Risguardi di Campobasso, Maack; Moli.se; Disisradio; Cooperativa Koinè; Cooperativa Nardacchione; tra i partner del Festival le aziende Metamer e Dimensione. Collaborano inoltre le aziende: La Molisana; Key Desk; Steiger Kalena; Biosapori; Mondo nuovo; Di Fonzo; Roxy bar; Marina Colonna; Scauzilli, Scorpiauto.

Per la sezione MoliseCinema Tour, che si svolgerà dal 12 al 24 agosto collaborano i comuni di: Civitacampomarano, Ripabottoni, Venafro, Castel del Giudice e Rocchetta a Volturno. Direzione artistica: Federico Pommier Vincelli. Direzione organizzativa: Salvatore Di Lalla. Programmazione: Cristian Ferrao. Relazioni internazionali: Paola Talevi. Programmazione: Veronica Flora. Documentari: Giacomo Ravesi. Retrospettive: Raffaele Rivieccio. Ospitalità: Maria Laura Danza. Tutti i componenti dello staff di MoliseCinema 2024 sono citati nel catalogo e nel sito del Festival.

Sergio Zavoli, il gigante dell’informazione.

5 anni fa, il 4 agosto del 2020, se ne andava Sergio Zavoli, non “un” gigante ma “il” gigante  dell’informazione radiotelevisiva e del giornalismo italiano. Ho avuto la fortuna, nonchè l’onore, di  frequentarlo a lungo e di conoscerlo come suo Vice Presidente della Commissione di Vigilanza  della Rai e non solo come uno dei “monumenti” del giornalismo del nostro paese dal secondo  dopoguerra in poi. Ma quello su cui vorrei richiamare l’attenzione, al di là e anche al di fuori della  sua lunga, vasta, ricca e straordinaria biografia, è come e dove si intravede l’assenza di uomini e  di professionisti come Sergio Zavoli nell’attuale panorama dell’informazione giornalistica e  televisiva italiana.  

Almeno su due versanti specifici non possiamo non richiamare l’attenzione. Innanzitutto il profilo e la natura del giornalismo di inchiesta. Perchè le storiche, e sempre  contemporanee e moderne, inchieste di Zavoli continuano a suscitare un interesse straordinario in  tutte le generazioni? Per la ragione che quel giornalismo di inchiesta era semplicemente di  inchiesta. Nessuna indulgenza alla propaganda politica, nessun settarismo ideologico, nessuna  faziosità culturale o dottrinale. E, soprattutto, nessuna pregiudiziale personale. Basti citare le  puntale de “La notte della Repubblica” per rendersene conto. Insomma, si può dire senza tema di  essere smentiti che si tratta dell’esatto opposto dell’attuale, e riverito, giornalismo di inchiesta,  dove il pregiudizio politico ed ideologico e l’attacco personale sono gli ingredienti fondamentali e  decisivi per ricostruire e rileggere alcuni accadimenti – e ben selezionati – che attraversano la  nostra società. 

In secondo luogo Sergio Zavoli, anche per la sua natura poliedrica, era sì un giornalista ma  soprattutto era un intellettuale. Con una forte valenza politica, culturale, sociale e anche religiosa  nel senso più ampio del termine. E il suo contributo al giornalismo, dalla carta stampata al  versante radiofonico e soprattutto televisivo, era il frutto e la conseguenza di una preparazione  che possiamo definire enciclopedica. E il suo mestiere di divulgatore, come lo definiva lui stesso,  era la sintesi di quella conoscenza che gli permetteva di governare i processi che di volta in volta  si affacciavano all’orizzonte. Altroché l’improvvisazione, la casualità, la faciloneria e il  pressappochismo. Zavoli era un perfezionista perché, semplicemente, era un vero ed autentico  professionista.  

E poi c’è una postilla, se così la vogliamo definire, che riguarda realmente il profilo di Sergio  Zavoli. Il giornalista romagnolo ha sempre interpretato e fatto proprio, in ogni momento ed in ogni  occasione, l’antico monito di Aldo Moro “coscienza di sè e apertura verso gli altri”. Un socialista  democratico e riformista, uno spirito laico ed inclusivo, un uomo rispettoso e cultore del  pluralismo che non ha mai rinunciato alle proprie idee ma sempre in costante e aperto dialogo  con tutto ciò che lo attorniava e che lo incuriosiva. Questo è stato, molto semplicemente, Sergio  Zavoli. Un patrimonio incancellabile del nostro giornalismo, della nostra televisione, della nostra  radio e della nostra cultura. E anche della nostra politica. Quella democratica e autenticamente e  schiettamente costituzionale.

Gravi maltrattamenti in strutture per anziani e disabili, 16 misure cautelari in Sicilia

Milano, 4 ago. (askanews) – Questa mattina, in provincia di Siracusa, i Carabinieri della Compagnia di Noto e del Nucleo Antisofisticazione Sanitaria (Nas) di Ragusa hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Siracusa su richiesta della locale Procura, nei confronti di 16 persone accusate di maltrattamenti e violenze verso pazienti disabili ed anziani che si trovavano ricoverati in due comunità alloggio nel comune di Pachino, destinatari di misure gradate in ragione delle posizioni rivestite e dei ruoli ricoperti, anche tenuto conto dell’oggettiva gravità e spregiudicatezza delle condotte oggetto di contestazione.

Segnatamente sono state eseguite cinque misure custodiali restrittive, sette misure di arresti domiciliari con applicazione della misura interdittiva del divieto temporaneo di esercitare l’attività imprenditoriale o professionale in qualunque forma esercitata di assistenza, cura e custodia di persone anziane, disabili, fragili o bisognose di cure o servizi per la durata di 12 mesi, quattro misure di sottoposizione all’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria in uno alla predetta misura interdittiva.

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Siracusa, condotte dai Carabinieri della Compagnia di Noto (SR) e dal Nas di Ragusa, hanno permesso di ricostruire le responsabilità dei titolari e dei dipendenti di due strutture socio-sanitarie presso le quali erano ospitate 20 persone affette da disabilità psichiche e anziani. L’attività investigativa è scaturita dalle segnalazioni pervenute ai Carabinieri della Compagnia di Noto da parte di alcuni cittadini che avevano riferito che i disabili, all’interno di una delle due strutture, erano costretti a vivere in cattive condizioni e senza adeguata assistenza.

Prendendo le mosse dalla segnalazione indicata le indagini, supportate da intercettazioni telefoniche e ambientali, hanno consentito di documentare, non solo nella struttura oggetto dell’originaria segnalazione ma anche in altra struttura facente capo alla stessa compagine, numerose e abituali condotte vessatorie ed umilianti nei confronti di persone fragili messe in atto dagli operatori in servizio, con il consenso, e in alcuni casi sotto la direzione, dei responsabili della struttura. Schiaffi, pugni e spintoni, nonché ripetute aggressioni verbali con urla, ingiurie e minacce, tali da ingenerare un perdurante stato di avvilimento e frustrazione nei degenti.

Fra le vessazioni documentate va evidenziata la condizione di una ragazza con problemi psichiatrici tenuta legata al letto con strumenti di contenzione ben al di là delle strette necessità di natura terapeutica, finendo con il pregiudicarne anche le più elementari attività fisiologiche (dall’alimentazione all’espletamento dei bisogni), costretta a supplicare per ricevere assistenza, ricevendo per contro a titolo di punizione, ulteriori vessazioni e costrizioni. Complessivamente sono emerse gravi anomalie nella gestione delle due strutture – una comunità alloggio ed una casa di riposo – improntate alla massimizzazione dei profitti a scapito delle condizioni strutturali, igienico sanitarie, funzionali e organizzative. I contestati maltrattamenti, oltre che con le condotte sopra evidenziate, risultano integrati dalla gestione sanitaria sostanzialmente abusiva dei pazienti. Agli ospiti delle strutture risultano essere state somministrate terapie farmacologiche anche di natura invasiva da dipendenti privi di specifico titolo professionale, con conseguenti rischi per la salute.

A conclusione dell’attività è stato disposto il sequestro preventivo di tre strutture socio sanitarie per anziani e disabili di Pachino, due oggetto di indagine e la terza in quanto riconducibile alla stessa cooperativa. I degenti sono stati presi in carico da idonee strutture assistenziali. Prezioso è risultato il contributo specializzato offerto dal Comando Carabinieri per la Tutela della Salute di Roma.

Oltre 100 giornalisti stranieri chiedono l’accesso immediato a Gaza

Roma, 4 ago. (askanews) – Oltre 100 giornalisti, fotografi e corrispondenti di guerra hanno firmato una petizione che chiede “l’accesso immediato e senza supervisione della stampa straniera alla Striscia di Gaza”, ha riferito Sky News.

Giornalisti di spicco come Christiane Amanpour della CNN e la corrispondente internazionale capo Clarissa Ward, così come il conduttore televisivo Mehdi Hasan, avrebbero firmato la petizione, in cui si afferma che anche se ai giornalisti non fosse permesso entrare a Gaza, ci arriverebbero “con qualsiasi mezzo legittimo, in modo indipendente, collettivo o in coordinamento con attori umanitari o della società civile”, si legge.

“E’ urgentemente necessario un accesso illimitato e indipendente per i giornalisti stranieri, non solo per documentare le atrocità in corso, ma anche per garantire che la verità su questa guerra non sia dettata da coloro che controllano le armi e la narrazione”, ha concluso Sky News.

Tajani: ok al riconoscimento dello Stato palestinese ma prima bisogna costruirlo

Ancona, 4 ago. (askanews) – Siamo “favorevoli al riconoscimento dello Stato palestinese” ma “riconoscere qualcosa che non c’è è velleitario, mentre lavorare per costruire lo Stato palestinese è concreto”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani interpellato a margine dell’evento di Ancona per presentare gli interventi del governo per le Marche.

“Noi – ha spiegato – siamo assolutamente favorevoli al riconoscimento dello Stato palestinese. Il percorso, per quanto ci riguarda, è già avviato da tempo. In tutte le riunioni che abbiamo fatto con i Paesi del Golfo, tutti i Paesi arabi, compreso l’Egitto, abbiamo sempre detto che va ricostruita la Palestina, oggi divisa in due parti: Cisgiordania e Gaza. Siamo pronti a inviare anche i nostri militari per un’eventuale missione delle Nazioni unite a guida araba, per ricostruire lo Stato palestinese”.

“Per noi il percorso è già iniziato da un punto di vista politico, perché riconoscere qualcosa che non c’è è velleitario, mentre lavorare per costruire lo Stato palestinese – ha osservato Tajani – è concreto e può dare speranza al popolo palestinese, che merita di vivere in un suo Stato. Crediamo anche in maniera convinta nelle proposte egiziane, fatte proprie da tutto il mondo arabo, per il futuro di Gaza dopo il cessate il fuoco”.

“Nessuna fuoriuscita di palestinesi da Gaza: devono vivere a casa loro, in un nuovo Stato. È questo che pensiamo. È per questo – ha spiegato il ministro degli Esteri – che stiamo lavorando con grande determinazione. Da mesi stiamo collaborando con i Paesi del Golfo e con l’Egitto a questo obiettivo. Parteciperemo alla futura conferenza che si farà in Egitto, come abbiamo partecipato all’ultima organizzata per il futuro di Gaza e la sua ricostruzione.

Ora bisogna fare pressione affinché si concludano i bombardamenti. Abbiamo detto al governo israeliano: basta bombardamenti. Diciamo a Hamas: basta usare il popolo palestinese come scudo umano per continuare una guerra avviata con la strage del 7 ottobre. Devono essere liberati tutti gli ostaggi: abbiamo visto immagini scioccanti da Gaza.

Basta morti, basta vittime innocenti. Basta anche sparare contro i cristiani. Basta aggredire i villaggi cristiani in Cisgiordania. I cristiani presenti in Medio Oriente sono elemento di stabilità, di pace. Cercare di eliminare la presenza cristiana a Gaza o in Cisgiordania è un gravissimo errore.

A Genova la mostra Jacopo Benassi Libero! aperta anche ad agosto

Genova, 4 ago. (askanews) – Per tutto il mese di agosto fino al 14 settembre 2025 Palazzo Ducale di Genova ospita negli spazi della Loggia degli Abati Jacopo Benassi Libero! a cura di Francesco Zanot. Nell’esposizione confluisce il mondo di Jacopo Benassi e la sua produzione dal 2018 al 2025 ed un’interrogazione sul ruolo della fotografia oggi e sulla sua capacit di resistere e confrontarsi con il contemporaneo.

La direttrice di Palazzo Ducale di Genova, Ilaria Bonacossa ha raccontato ad Askanews il rapporto dell’istituzione con l’arte contemporanea e come la mostra Jacopo Benassi Libero! si inserisce in questo percorso.

“L’arte contemporanea entra nel Palazzo Ducale: abbiamo fatto la mostra di Griffa, stiamo lavorando alla grande mostra di Moby Dick aperta dall’11 ottobre 2025 dove dall’arte antica all’arte contemporanea ci sar un dialogo e un’energia che emerge da questi contrasti e da questi contatti. La mostra Jacopo Benassi Libero! una mostra importante per Palazzo Ducale: Palazzo Ducale che ha sempre guardato alla fotografia, meno all’arte contemporanea. l’omaggio a un talento spezzino e fa vedere come la fotografia contemporanea sia importante e sia anche uno strumento per Palazzo Ducale per arrivare a nuovi pubblici. La forza di questo lavoro questa sua libert: mettere in discussione le categorie. Noi che siamo subissati di selfie tutti volti a far sembrare il mondo bello e perfetto, poi ci troviamo con le foto di Jacopo, queste foto in bianco e nero, che hanno qualcosa di viscerale, che parlano del mondo e della sua furiosa perfezione o della sua imperfezione, come dice Jacopo, dice che lavorando negli anni ha capito come essere imperfetto sia la sua caratteristica distintiva”.

Completa la mostra un’opera inedita – che sar poi trasferita al Museo di Arte Contemporanea Villa Croce per entrare a far parte della collezione permanente – prodotta da Jacopo Benassi nel corso della residenza presso Palazzo Ducale a cura dell’Associazione BLU – Breeding and Learning Unit di Genova. L’artista ha trasferito per cinque settimane a giugno 2025 il suo studio nelle sale del palazzo e ha aperto il suo atelier alla citt di Genova e al pubblico attraverso un calendario di appuntamenti, attivit performative, conversazioni, workshop, in cui produzione, partecipazione e sperimentazione si sono intrecciate. Il progetto sostenuto da Strategia Fotografia 2024, promosso dalla Direzione Generale Creativit Contemporanea del Ministero della Cultura. Jacopo Benassi seguito dalla Galleria Francesca Minini Milano.

Jacopo Benassi ha raccontato come ha vissuto questo periodo a Genova: “La residenza stata un’esperienza che invito le istituozioni, i musei, le fondazioni a fare, molti la fanno, con gli artisti, perch un’esperienza incredibile nel territorio. Abbiamo creato performance, talk, dibattiti, dialoghi. stata fondamentale questa cosa qua! La residenza stata pazzesca perch comunque poi ha prodotto questa mossa qua, la parte finale. Poi si creato un rapporto con la citt: mi sono innamorato di Genova. I vicoli e sono stati quasi la mia casa: il percorso, i ragazzi di Palazzo Bronzo, tutte le persone che sono qua intorno che mi hanno aiutato, mi hanno sostenuto. stato un momento importante di dialogo fra me e chi vive questa citt”.

Anche Ilaria Bonacossa riflette sull’importante della residenza dell’artista e sul risultato: “Siamo contenti della residenza, la residenza che ha portato delle attivit performative e anche ha creato un rapporto tra Jacopo Benassi e la citt di Genova e credo che questo sia importante, cos come il fatto che l’opera prodotta durante la residenza venga donata a Villa Croce, questa voglia di vedere riaperto il Museo d’arte contemporanea di Genova e che la citt meriti davvero un Museo d’arte contemporanea”.

Anteprima Locarno78 de "Le bambine" (unico film italiano in concorso)

Roma, 4 ago. (askanews) – Sarà presentato in anteprima mondiale il 12 agosto in Concorso internazionale alla 78a edizione del Locarno Film Festival “Le bambine”, il nuovo film scritto e diretto da Valentina e Nicole Bertani, prodotto da Emma Film in collaborazione con Rai Cinema, Adler Entertainment e 360 Degrees Film, e in coproduzione con Cinédokké, RSI Radiotelevisione Svizzera, Manny Films e Mathematic.

Unico titolo italiano in gara, “Le bambine” conferma la cifra stilistica immediatamente riconoscibile di Valentina Bertani (già autrice di La timidezza delle chiome), che qui firma insieme alla sorella un’opera di grande libertà espressiva: molto più di un coming of age, un racconto che rompe i preconcetti sull’identità, anche sessuale, e mette in scena rabbia, ribellione e desiderio di riscatto.

Ambientato nel 1997, il film racconta la storia di Linda, una bambina di 8 anni con pochi denti, una nonna ricchissima e una madre bella, pericolosa e dirompente. Sarà l’incontro con due coetanee, le sorelle Azzurra e Marta, a insegnarle a diventare una bambina.

In una strada borghese dove tutto è sotto gli occhi di tutti, tra vicini spioni, punture di zanzare e cacche di cane che nascondono segreti, Le bambine è una storia di formazione al contrario sul diritto a restare piccole tutto il tempo a noi dovuto. Una commedia con le ginocchia sbucciate e i lividi sul cuore.

Nel cast, per la prima volta sul grande schermo Mia Ferricelli, Agnese Scazza, e Petra Scheggia, accanto a Clara Tramontano, Milutin Dapcevic, Jessica Piccolo Valerani e con la partecipazione di Benjamin e Joshua Israel – i gemelli già protagonisti del precedente film di Valentina Bertani La timidezza delle chiome, che creano così un ideale ponte narrativo tra le due opere; e con la partecipazione di Cristina Donadio e con Matteo Martari.

Le bambine uscirà nelle sale italiane nel 2026, distribuito da Adler Entertainment.

Maxi-incidente sull’A1 tra Arezzo e Valdarno: 3 morti e 18 feriti

Firenze, 4 ago. (askanews) – Grave incidente sull’autostrada A1 questa mattina, intorno alle 11:10, nel tratto compreso tra gli svincoli di Arezzo e Valdarno, in direzione Nord. Coinvolti un mezzo pesante, un caravan, tre automobili e un’ambulanza. Il bilancio è drammatico: tre persone sono morte, tutte a bordo dell’ambulanza della Misericordia di Terranuova Bracciolini, e 18 risultano ferite.

Secondo una prima ricostruzione, il mezzo pesante avrebbe perso il controllo effettuando un salto di carreggiata, invadendo la corsia opposta e travolgendo i veicoli in arrivo. Immediato l’intervento dei soccorsi: attivato il protocollo di maxiemergenza della ASL Toscana Sud Est. Sul posto gli elisoccorsi Pegaso 1 e Pegaso 3, squadre sanitarie da Firenze, automedica e autoinfermieristica da Arezzo, vigili del fuoco e forze dell’ordine.

I vigili del fuoco sono intervenuti con due squadre dal distaccamento di Montevarchi e dalla centrale di Arezzo, supportate da un’autogru proveniente da Firenze. Le operazioni sono ancora in corso all’altezza del km 338, poco prima dell’uscita Valdarno.

Il bilancio provvisorio dei feriti è di un codice rosso, quattro codici gialli e dieci codici verdi. Il tratto autostradale è stato chiuso per consentire i soccorsi e i rilievi. Le cause dell’incidente sono in corso di accertamento.

Addio a Marco Bonamico, leggenda del basket italiano

Roma, 4 ago. (askanews) – Il mondo del basket italiano è in lutto per la scomparsa di Marco Bonamico, stroncato a 68 anni all’ospedale Bellaria di Bologna, dove era ricoverato da tempo. “Il Marine”, come era soprannominato, è stato uno dei protagonisti assoluti della pallacanestro italiana tra gli anni ’70 e ’80, lasciando un’impronta indelebile sia sul campo che fuori. Nato a Genova, ala di 2.01 metri, Bonamico ha incarnato la figura dell’atleta completo. La sua carriera è indissolubilmente legata alla Virtus Bologna, dove ha giocato per numerose stagioni conquistando due scudetti, tra cui quello della stella nel 1984, e due Coppe Italia. La sua determinazione, la forza fisica e il talento gli valsero l’appellativo di “Marine” e lo resero un’icona per i tifosi bianconeri. Quando a metà degli anni ’80 fu introdotta la regola del tiro da tre punti, Bonamico fu tra i primi a sfruttare questa nuova arma, dimostrando una notevole precisione dalla lunga distanza e adattandosi alle evoluzioni del gioco. Oltre alla Virtus, ha vestito anche le maglie di Fortitudo Bologna, Mens Sana Siena, Olimpia Milano, Basket Napoli, Forlì e Udine, dimostrando la sua versatilità e il suo valore in diverse squadre di alto livello.

Marco Bonamico è stato un punto fermo della Nazionale italiana di Sandro Gamba, contribuendo in modo significativo ai successi più prestigiosi degli Azzurri. Con 151 presenze e 777 punti all’attivo, ha vinto la medaglia d’argento alle Olimpiadi di Mosca del 1980 e l’oro al Campionato Europeo di Nantes nel 1983. Questi traguardi lo hanno consacrato tra i giocatori italiani più forti di sempre, un atleta capace di esaltarsi nei momenti cruciali e di guidare i compagni verso la vittoria. La sua leadership e la sua capacità di incidere sulle partite lo hanno reso un riferimento per intere generazioni di cestisti.

Una volta terminata la sua lunga e gloriosa carriera da giocatore, Bonamico non ha abbandonato il mondo del basket, rimanendovi con passione e dedizione. Per anni è stato un apprezzato commentatore tecnico sulle reti Rai, portando la sua profonda conoscenza del gioco e la sua capacità di analisi agli appassionati di tutta Italia. Nel 2004, ha commentato i Giochi Olimpici di Atene e la medaglia d’argento della Nazionale, affiancando Franco Lauro e condividendo la sua esperienza con il pubblico. Ha ricoperto anche importanti incarichi dirigenziali, essendo stato presidente della Giba (Giocatori Italiani Basket Associati) e della Legadue, dimostrando un impegno costante per lo sviluppo e la promozione della pallacanestro a tutti i livelli. È stato anche un pioniere del 3X3, un formato di basket in rapida crescita. La notizia della sua scomparsa ha suscitato profondo dolore in tutto il movimento cestistico italiano. Il presidente Fip Giovanni Petrucci, visibilmente commosso, ha espresso il suo cordoglio a titolo personale e a nome della pallacanestro italiana, stringendosi alla famiglia in questo momento difficile. La Virtus Bologna Olidata ha partecipato commossa al dolore, ricordando le otto stagioni trascorse da Bonamico con la canotta delle V Nere e i successi conquistati. Renato Villalta, suo compagno di squadra e capitano della Virtus della stella, ha dichiarato con commozione: “Perdo non solo un amico, ma anche un fratello”. Il ricordo di Marco Bonamico rimarrà vivo nel cuore di tutti coloro che amano il basket, come esempio di talento, impegno e lealtà sportiva.