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Poste Italiane amplia la rete degli ATM

Roma, 6 giu. (askanews) – Con quasi 8.500 sportelli automatici, Poste Italiane continua a rafforzare la sua presenza sul territorio. Nell’ultimo anno il gruppo guidato dall’ad Matteo Del Fante ha installato oltre 350 nuovi ATM, in controtendenza rispetto al calo nazionale certificato da Bankitalia: tra il 2016 e il 2024 in Italia gli sportelli sono diminuiti di oltre 5500 unit.

Il servizio del TG Poste

Tennis, Musetti si ritira, Alcaraz in finale al Roland Garros

Roma, 6 giu. (askanews) – Lorenzo Musetti si ferma al Roland Garros. L’azzurro è costretto al ritiro all’inizio del quarto set, fermato da un problema alla coscia sinistra. Il carrarino ha giocato due set alla pari con Alcaraz: il primo vinto 6-4, il secondo perso 7-6 al tiebreak dopo aver recuperato due break di svantaggio. Poi dal terzo set sono iniziati i problemi per Musetti che ha iniziato ad accusare un fastidio alla coscia sinistra, nella zona dell’adduttore. Perso il parziale 6-0 e dopo aver subito il break in apertura del quarto, l’azzurro ha deciso di ritirarsi. Alcaraz raggiunge così la quinta finale Slam in carriera, la seconda consecutiva a Parigi.

Masterclass con premio Oscar Danny Boyle alla Casa del Cinema di Roma

Roma, 6 giu. (askanews) – Giovedì 12 giugno alle 12, Danny Boyle sarà protagonista di una masterclass presso la Casa del Cinema, organizzata da Fondazione Cinema per Roma e Sony Pictures e introdotta da Paola Malanga, direttrice artistica della Fondazione e della Festa del Cinema di Roma.

Il cineasta britannico ripercorrerà con il pubblico la sua straordinaria carriera che l’ha visto regista di film come “The Millionaire”, vincitore di otto premio Oscar fra cui Miglior film e Miglior regia, e di altri acclamati successi globali fra cui “Trainspotting”, “The Beach”, “127 ore” e “Yesterday”.

La masterclass sarà preceduta dall’anteprima dei primi ventotto minuti del suo nuovo film, “28 anni dopo”, scritto da Alex Garland (Ex Machina, Civil War, Warfare) e prodotto da Cillian Murphy. Il film porta sul grande schermo una nuova terrificante avventura della saga inaugurata da Boyle, nel 2002, con “28 giorni dopo” e proseguita, nel 2007, con “28 settimane dopo”. Interpretato da Jodie Comer, Aaron Taylor-Johnson, Jack O’Connell, Alfie Williams e Ralph Fiennes, “28 anni dopo” è prodotto da Sony Pictures e uscirà nelle sale italiane mercoledì 18 giugno distribuito da Eagle Pictures.

L’accesso alla masterclass è gratuito fino a esaurimento posti disponibili, previo ritiro del coupon che sarà distribuito giovedì 12 giugno, a partire dalle ore 11.30, presso la biglietteria della Casa del Cinema.

Nel nuovo film di Boyle si racconta di un virus della rabbia fuoriuscito tre decenni prima da un laboratorio di armi biologiche; ora, in una quarantena forzata e brutale, alcuni sono riusciti a sopravvivere in mezzo agli infetti. Un gruppo di sopravvissuti vive su una piccola isola collegata alla terraferma da un’unica strada rialzata ed estremamente protetta. Quando uno di questi lascia l’isola per una missione diretta nel profondo della terraferma, scoprirà segreti, meraviglie e orrori che hanno mutato non solo gli infetti ma anche gli altri sopravvissuti.

A settembre apre il Laura Pausini Museum nella sua Solarolo

Milano, 6 giu. (askanews) – Laura pausini annuncia oggi l’apertura del Laura Pausini Museum, che aprirà le porte al pubblico dal prossimo 7 settembre 2025, una mostra permanente che prenderà vita nel cuore del suo paese d’origine, Solarolo, provincia di Ravenna, dove l’artista ha vissuto dall’infanzia ai primi anni di carriera. Una notizia accolta con entusiasmo dai fan più accaniti, che saranno i primi ad agognare l’entrata in quella che promette di diventare la meta preferita del popolo di Laura, regalando un’esperienza che lascerà tutti estasiati, un viaggio tra premi, riconoscimenti, abiti di inestimabile valore, oltre a lati inediti della sua storia e della sua carriera unica al mondo. Il primo museo in Italia dedicato ad un’artista italiana sorgerà tra le mura di quella che è stata prima la casa della famiglia Pausini e poi sede del Laura Pausini Official Fanclub, nato nel settembre 1995 e che proprio quest’anno taglierà il traguardo dei 30 anni di vita, un anniversario che Laura è pronta a festeggiare il 6 Settembre al Palacattani di Faenza (Ravenna), dove si svolgerà il PAU PARTY 2025, riservato proprio ai soci del Laura4U.com.

M.O., Conte: Ue e Governo hanno fatto gli struzzi sul genocidio

Roma, 6 giu. (askanews) – “C’è chi non rimane in silenzio e non accetta il ruolo dell’ignavo in questa storia. C’è chi non si riconosce nelle scelte di questa Europa e di questo Governo che hanno fatto finora gli struzzi sul genocidio in corso a Gaza, 60mila palestinesi uccisi, oltre 16 mila bambini morti, 1 milione affamati, senza che sia stato disposto un embargo sulle armi, senza che siano state adottate sanzioni pesanti al governo israeliano del criminale Netanyahu”. Lo ha scritto sui suoi canali social il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, che aggiunge: “C’è chi non può accettare che dal nostro Paese – come scrive oggi Il Fatto citando il report di Archivio Disarmo – partano tutt’oggi sistemi d’arma e tecnologie militari per Israele, che l’Europa anche nel 2024 sia stato il maggior mercato per l’export di armi da parte di Israele. ‘Il mondo vede la forza di Israele e vuole esserne un partner’ dice il ministro israeliano Katz. Noi non vogliamo essere partner di un genocidio a Gaza”.

“Domani, 7 giugno, tutti in piazza a Roma per Gaza, per salvare i nostri valori dalla complicità, dall’indifferenza”, conclude Conte.

La figlia dell’inviato Usa Kellogg era a Kiev durante l’ultimo bombardamento russo

Roma, 6 giu. (askanews) – Durante l’attacco combinato russo con missili e droni contro l’Ucraina della scorsa notte, Meaghan Mobbs, figlia di Keith Kellogg, l’inviato speciale degli Stati Uniti per l’Ucraina, ha postato un messaggio per il padre sui social.

“Notte rumorosa a Kiev, papà! Forse sono le esplosioni e gli spari nel cuore della notte, ma ho la strana sensazione che i russi non vogliano la pace”, ha scritto su X, mentre la Russia lanciava uno dei suoi attacchi aerei più intensi della guerra.

Meaghan Mobbs è una psicologa clinica americana, ex capitano dell’esercito e veterana dell’Afghanistan. È presidente della R. T. Weatherman Foundation, che fornisce forniture mediche e aiuti a organizzazioni e ospedali ucraini.

Ivass avvia procedura di nomina del Collegio dell’Arbitro assicurativo

Roma, 6 giu. (askanews) – In vista della costituzione del primo Collegio dell’Arbitro Assicurativo, l’Ivass ha invitato i soggetti in possesso dei requisiti di professionalità, onorabilità e indipendenza (di cui al decreto n. 215 del 6 novembre 2024), a presentare la propria manifestazione di interesse a ricoprire il ruolo di componente di scelta dell’Istituto.

La manifestazione di interesse, recita un comunicato, dovrà essere presentata entro e non oltre le ore 12.00 del 7 luglio 2025, esclusivamente tramite posta elettronica certificata (Pec) (all’indirizzo arbitroassicurativo@pec.ivass.it), utilizzando il format pubblicato sul sito Ivass e su quello dell’Arbitro Assicurativo. In entrambi i siti sono pubblicate le istruzioni per la compilazione.

Contestualmente, prosegue il comunicato, le associazioni rappresentative delle imprese e degli intermediari assicurativi, nonché della clientela sono state invitate a designare i rispettivi componenti. La nomina dei componenti del Collegio dell’Arbitro Assicurativo avverrà con provvedimento dell’Istituto. Per eventuali informazioni è possibile rivolgersi al numero verde 800 486661, attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 8.30 alle ore 14.30. (fonte immagine: Ivass).

Una delegazione italiana andrà al Budapest Pride 2025 (il 28 giugno)

Roma, 6 giu. (askanews) – Il Roma Pride e il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli hanno annunciato la propria partecipazione al Budapest Pride 2025, in programma sabato 28 giugno nella capitale ungherese. “In un momento in cui i diritti delle persone LGBTQIA+ sono messi gravemente in discussione in diversi Paesi europei, la nostra presenza in Ungheria vuole essere un atto politico di solidarietà, visibilità e resistenza. La partecipazione a Budapest si inserisce in una più ampia campagna internazionale a sostegno dei Pride sotto attacco, e trova espressione concreta anche nel carro ufficiale del Circolo Mario Mieli 2025, che quest’anno sarà interamente dedicato a tutte le marce dell’orgoglio che nel mondo stanno subendo repressioni, divieti o censure, con particolare attenzione proprio al caso ungherese”, hanno spiegato i promotori in un comunicato.

“La recente approvazione in Ungheria di una normativa anti-Pride — che modifica le leggi sul diritto di riunione e criminalizza l’organizzazione di manifestazioni che violano la cosiddetta ‘legge sulla propaganda’ — si legge nel testo – rappresenta un grave pericolo per la libertà di espressione e per i diritti civili di tutta la comunità LGBTQIA+. Secondo il nuovo testo, partecipare ad un Pride può comportare sanzioni fino a 500 euro, mentre chi organizza rischia anche conseguenze penali”.

Il Roma Pride e il Circolo Mario Mieli “contro questa deriva autoritaria, saranno presenti a Budapest con una delegazione, in coordinamento diretto con gli attivisti e le attiviste lgbt locali. Il Circolo fungerà da punto di contatto con gli organizzatori del Pride ungherese, membri anch’essi dell’EPOA – European Pride Organisers Association”, sottolineano.

Chi vuole unirsi alla delegazione – precisano – può mandare una mail a info@mariomieli.org. Viaggio e alloggio a spese del partecipante.

Nel frattempo, il 10 giugno alle 21 a Roma alla Pride Croisette, il villaggio del Roma Pride in viale delle Terme di Caracalla, è in programma un incontro pubblico con una delegazione di attivisti e attiviste del Budapest Pride. A moderare l’evento sarà la giornalista di Domani, Daniela Preziosi, e interverranno il giornalista di La7, Corrado Formigli, da sempre attento ai temi delle libertà civili, e il portavoce del Roma Pride, Mario Colamarino.

“Essere a Budapest significa non voltare lo sguardo di fronte alla repressione. Il nostro carro al Roma Pride sarà un manifesto politico in difesa della libertà e della dignità dei Pride minacciati in Europa e nel mondo. Saremo accanto alle attiviste e agli attivisti ungheresi non solo idealmente, ma fisicamente, con la nostra presenza nelle strade e con la forza collettiva del nostro orgoglio”, ha commentato Colamarino.

Stretta Pornhub in Francia, Daniele Novara: Era ora, é strada giusta

Roma, 6 giu. (askanews) – “Il Governo francese ha preso la strada giusta. Finalmente un Paese ha deciso di creare un dispositivo legislativo per cui la verifica dell’età sui siti pornografici diventa un obbligo vincolante con verifiche serie piuttosto dell’ignobile click da parte dell’utente stesso”, lo ha affermato Daniele Novara, pedagogista, autore di best seller e direttore del CPP (Centro psicopedagogico per la gestione dei conflitti), intervenendo sulla decisione francese di stringere le regole d’accesso ai siti pornografici.

“Lo sappiamo tutti e tutte: l’attuale pratica finisce col consentire a un bambino o una bambina di 10, 11 anni l’accesso a contenuti per lui o lei sostanzialmente traumatici”, ha aggiunto.

“Il business del porno si sta opponendo con iniziative davvero discutibili appellandosi alla presunta libertà della rivoluzione francese”, ha proseguito il pedagogista. “Ma è libertà quella di consentire a un terrorista di avvelenare i fiumi? A un killer di sparare nel supermercato? A un inquinatore di rovinare le città? Mi auguro che al più presto anche l’Italia si allinei ai cugini francesi dando un segnale chiaro in modo che questo business pericoloso smetta di colpire bambini e ragazzi impedendo loro una crescita sessuale normale e se possibile felice”, ha concluso Novara, invitando a non addossare “tutta la responsabilità sui genitori sempre più fragili e sempre più soli nel gestire una resistenza che non può essere portata avanti senza un sostegno politico, pubblico e collettivo”.

Voli, stop compensazioni a passeggeri Ue per ritardi fino a 4 ore

Roma, 6 giu. (askanews) – Niente diritto a compensazioni per i passeggeri di voli con ritardi fino a 4 ore su tratte brevi o collegamenti intra Unione europea. E niente rimborso sui voli oltre i 3500 km per ritardi fino a 6 ore. È uno degli elementi chiave su cui dopo anni di trattative si sono accordati i ministri dei Trasporti dell’Unione europea, secondo quanto riporta un comunicato del Consiglio Ue in merito alla revisione delle regolamentazioni sui diritti dei passeggeri e le responsabilità delle compagnie aeree.

Inoltre, in base all’accordo politico sulle nuove regole, i passeggeri non potranno ricevere compensazioni per i voli cancellati che siano stati comunicati loro con almeno due settimane (14 giorni) di anticipo.

Secondo le ricostruzioni del Financial Times, la Commissione europea proponeva parametri anche più penalizzanti per i passeggeri: 5 ore di ritardi consentiti per i voli sulle tratte brevi (sempre prima che scattasse l’obbligo di compensazioni) e 9 ore per le tratte lunghe. Ma alla fine i ministri avrebbero “puntato i piedi”, in particolare quelli di Germania e Spagna.

Per quanto riguarda le compensazioni, vengono indicati 300 euro per i voli su brevi tratte con ritardi sopra i limiti già menzionati e 500 euro per i voli sulle lunghe tratte.

La Commissione è intervenuta invece con una stretta per le compagnie aeree sulle politiche attualmente praticate per la cosiddetta “mancata presentazione”. Ovvero, quando ai passeggeri viene negato l’imbarco su un volo di ritorno perché non hanno preso il volo di andata: scatterà il diritto al risarcimento.

Mattarella a Rondine: pace in Costituzione, Ue resista ad attacchi

Rondine (Arezzo), 6 giu. (askanews) – Quando l’elicottero che trasporta il presidente della Repubblica ronza sul pratone assolato di mezzogiorno già si prepara la standing ovation che i ragazzi della marcia della pace, gli adulti, gli anziani tutti confluiti a Rondine, alle porte di Arezzo, per dire “make peace great again” tributano a Sergio Mattarella. Il capo dello Stato raggiunge il borgo – dove ogni anno vivono e studiano trenta giovani che in teoria dovrebbero essere nemici perché i loro paesi sono in guerra ma nel conoscersi si “riconoscono” simili e amici – dopo l’incontro con Papa Leone XIV al quale ha portato, dice, “l’affetto dell’Italia”. Lo accolgono con applausi e incitazioni – “grande presidente” – e lui risponde a un paio di domande. La pace è al centro di tutto, la pace e il ruolo che deve e può avere l’Europa unita nel promuoverla.

Intanto, spiega Mattarella con un tono schietto ma anche paziente, quasi da insegnante in mezzo alla sua classe, “la nostra Repubblica nasce da una spinta comune tra cittadini e istituzioni dopo la guerra, e questo progetto di pace è espresso nella nostra Costituzione”, “ma anche dal sentimento comune che ha prodotto la Costituzione”. Cita l’articolo 11 della Costituzione e precisa che “anche quando si è stati costretti a ricorrere alle armi per resistere all’orrore l’obiettivo era sempre la pace e la collaborazione tra i popoli”. E l’Ue unita può essere “perno” del dialogo internazionale ammesso che “resista ad attacchi interni ed esterni di chi vorrebbe il ritorno dei nazionalismi”.

I tempi, certo, sottolinea il capo dello Stato citando Sant’Agostino, sono difficili, duri ma, attenzione, “i tempi siamo noi” con i nostri comportamenti, a cominciare dalla vita quotidiana fino alle decisioni degli Stati. Trovandosi davanti tanti ragazzi – secondo gli organizzatori alla marcia hanno partecipato oltre settemila persone – Mattarella coglie l’occasione per avvertire sull'”insidia” del web che cancella i rapporti umani, isola e dove “sovente” si parla un linguaggio d’odio. Prima di ripartire alla volta di Roma Mattarella ha incontrato i ragazzi del borgo, firmato il libro d’onore e ricevuto una scultura che riproduce il simbolo di Rondine.

Abu Shabab il beduino armato da Israele "saccheggia gli aiuti a Gaza", Netanyahu: va tutto bene

Roma, 6 giu. (askanews) – Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha riconosciuto che le autorità stanno sostenendo un clan palestinese a Gaza che si oppone ad Hamas, in seguito alle dichiarazioni di un ex ministro secondo cui Israele avrebbe fornito armi al gruppo.

Secondo i media israeliani e palestinesi, questo gruppo include membri di una tribù beduina guidata da Yasser Abu Shabab. Il Consiglio europeo per le Relazioni estere descrive Abu Shabab come il capo di una “banda criminale che opera nell’area di Rafah ed è accusata di saccheggiare camion di aiuti umanitari” a Gaza. Avigdor Lieberman, membro del parlamento ed ex ministro della Difesa, ha dichiarato in un’intervista all’emittente pubblica israeliana Kan che il governo di Benjamin Netanyahu stava “fornendo armi a un gruppo di criminali e malfattori”.

“Cosa ha rivelato Lieberman? Che fonti di sicurezza hanno attivato un clan di Gaza che si oppone ad Hamas? Cosa c’è di sbagliato in questo?”, ha dichiarato Netanyahu in un video pubblicato ieri sul suo account di X: “Va tutto bene, salva la vita dei soldati israeliani” nella Striscia di Gaza, ha aggiunto il premier.

Giornalismo: annunciati i 6 vincitori del Premiolino 2025

Roma, 6 giu. (askanews) – Il Premiolino, il più antico e autorevole riconoscimento italiano dedicato all’informazione, celebra nel 2025 la sua 65ª edizione. Sostenuto da Pirelli, il premio continua a distinguersi per la sua capacità di riconoscere e valorizzare le voci più coraggiose e innovative del giornalismo contemporaneo. Anche quest’anno la giuria ha selezionato sei giornalisti-editorialisti che si sono contraddistinti per qualità narrativa, rigore professionale e impegno civile.

I vincitori della 65ª edizione sono Paolo Giordano (Corriere della Sera), Anna Zafesova (La Stampa), Luigi Manconi (La Repubblica), Siegmund Ginzberg (Il Foglio), Thomas Mackinson (Il Fatto Quotidiano) e Sabrina Giannini (Rai 3).

In occasione della 65ª edizione, viene assegnato anche il Premio Pirelli per la Scuola, giunto alla sua seconda edizione. Il riconoscimento è riservato al miglior articolo o inchiesta dedicati al mondo dell’istruzione.Le vincitrici del Premio Pirelli per la Scuola 2025 sono Gianna Fregonara e Orsola Riva (Corriere della Sera).

La scuola è la prima comunità educativa in cui prende forma il futuro. Con questo premio, Pirelli vuole incoraggiare un giornalismo attento, partecipe e vicino alle nuove generazioni, capace di raccontare con lucidità e passione le sfide dell’educazione.

Con questi riconoscimenti, il Premiolino riafferma la centralità dell’informazione come presidio democratico, premiando coloro che si sono distinti per un racconto del presente portato avanti con chiarezza, profondità e senso di responsabilità.

La giuria del Premiolino ha deciso di onorare la memoria di Viktorija Rosyna, la giornalista ucraina barbaramente torturata e uccisa per i suoi reportage, con una menzione speciale.

Chiara Beria di Argentine, Presidente della giuria de il Premiolino, commenta: “1960-2025. In un tempo di poca memoria, crescente indifferenza e oscuri orizzonti, arrivare alla 65esima edizione del Premiolino – basato sull’impegno volontario e appassionato di una Giuria composta, come vollero i fondatori, da giornalisti già vincitori del premio e con il sostegno dal 2023 di Pirelli – è un traguardo assai prezioso. Quest’anno la Giuria – riunita alla Villa Bicocca degli Arcimboldi ospite di Pirelli per confrontarsi e votare sei firme meritevoli di vincere il Premiolino – ha voluto prima di tutto denunciare il terribile prezzo pagato nel 2024. Un anno nero per la pace e per l’informazione: mai dal dopoguerra tanti giornalisti vittime sui fronti dei conflitti, soprattutto in Ucraina e a Gaza, hanno perso la vita per testimoniare indicibili atrocità. In particolare, la Giuria rivolge un pensiero commosso alla memoria di Viktorija Rosyna, la giornalista della testata “Ukrainska Pravda”, torturata e uccisa a Enerhodar. La sera della premiazione ti ricorderemo Viktorija! Sul fronte interno secondo la classifica sulla libertà di stampa di Reporters sans Frontières, l’Italia sarebbe scesa dal 46simo al 49simo posto non solo per la morsa in alcune Regioni delle organizzazioni criminali ma anche per lacci e lacciuoli politici. Senza contare poi il crescente diffondersi di fake news via social. In questo scenario la Giuria ha voluto soprattutto premiare articoli, inchieste, reportage, approfondimenti che aiutino i cittadini-lettori a formarsi opinioni non precostituite o di parte. E in questa traiettoria è davvero importante il premio Pirelli per la Scuola arrivato alla seconda edizione: seminare rispetto delle regole, rinsaldare i principi e la conoscenza della nostra civiltà è il grande compito di chi parla ai giovani attraverso vecchi e nuovi media”.

Dichiara Marco Tronchetti Provera, Vicepresidente Esecutivo di Pirelli: “Pirelli è lieta di continuare a sostenere un’iniziativa prestigiosa come il Premiolino. Viviamo una stagione in cui è indispensabile investire ancor più che in passato sulla scuola, sulla formazione continua, sugli strumenti che consentano una sempre più profonda comprensione delle realtà in cambiamento. Il senso del Premio Pirelli dedicato all’informazione di qualità sui temi della scuola è proprio questo: valorizzare l’attenzione dei media alle questioni dell’imparare e del sapere, stimolare giornalisti e studiosi ad affrontare i vari aspetti della crescita della conoscenza, personale e collettiva. Nella qualità della scuola sta il nostro futuro”.

La cerimonia di premiazione si terrà a Milano, presso il Piccolo Teatro Grassi il 29 settembre 2025. Nel corso della serata saranno consegnati i premi ai vincitori, che includono un riconoscimento in denaro e la tradizionale pergamena di grande valore artistico ideata dall’artista Riccardo Manzi in occasione della prima edizione del Premio.

Fondato nel 1960 da un gruppo di grandi firme del giornalismo milanese – tra cui Luigi Barzini Jr, Enrico Emanuelli, Paolo Monelli, Indro Montanelli, Orio Vergani ed Enzo Biagi – il Premiolino è oggi uno dei più ambiti riconoscimenti per chi pratica l’informazione con integrità e spirito critico. Sostenuto da Pirelli dal 2023, ha celebrato nel tempo firme di assoluto rilievo come Giorgio Bocca, Camilla Cederna, Oriana Fallaci, Alberto Moravia, Pier Paolo Pasolini, Alberto Ronchey, Natalia Aspesi, Eugenio Scalfari, Piero e Alberto Angela, i cardinali Carlo Maria Martini e Gianfranco Ravasi, Claudio Magris. Tra i vincitori si segnalano inoltre i giornalisti premiati della 64esima edizione: Stefania Battistini, Eugenio Bruno, Annalisa Camilli, Mariano Giustino, Gaia Piccardi, Daniele Raineri, Lorenzo Tondo, Claudio Tucci.

Al Bioparco a Roma la mostra "Plasticocene", per rispettare il mare

Roma, 6 giu. (askanews) – Domenica 8 giugno, Giornata Mondiale degli Oceani, si apre al Bioparco di Roma l’esposizione “Plasticocene”, un percorso che unisce arte e scienza per informare e sensibilizzare al rispetto e alla salvaguardia dell’ambiente acquatico e marino.

La rassegna, compresa nel costo del biglietto, è ideata e curata dall’artista divulgatrice Elisabetta Milan, con il supporto scientifico del WWF Area Marina Protetta di Miramare e allestita nella sala degli elefanti. È costituita da installazioni artistiche accompagnate da pannelli informativi. Gli argomenti trattati spaziano dalla nascita della plastica, al suo riuso e riciclo, passando per la tropicalizzazione dei mari causata dai cambiamenti climatici, analizzando tematiche come la sovrapesca e l’invasione delle specie aliene, con focus sull’inquinamento da plastiche e microplastiche.

“L’acqua è l’elemento principale del nostro pianeta”, sottolinea la Presidente della Fondazione Bioparco di Roma, l’etologa Paola Palanza. “Gli oceani producono oltre il 50% dell’ossigeno che respiriamo, assorbono il 30% della anidride carbonica e rappresentano il principale serbatoio di biodiversità al mondo”. “L’inquinamento causato dalla plastica – conclude Palanza – minaccia l’habitat della fauna e della flora marina. Rischiamo di togliere il respiro a chi ce lo dà”.

Il percorso artistico è composto da sei installazioni di forte impatto visivo. La “Canoa lignea sul mare di plastica” è costituita da una canoa in legno, realizzata da uno degli ultimi maestri d’ascia veneziani, che naviga su un mare costituito da cento bottiglioni d’acqua da 18 litri, rendendo così l’idea del movimento e dell’acqua. L’opera rappresenta l’invasione di macro-plastica di fiumi e mari, in cui però è possibile aprire un varco – la barca – verso una visione ecosostenibile del mondo.

“La famiglia di meduse aliene” è una installazione costituita da cinque meduse giganti realizzate con materiale plastico di recupero ritrovato sulle spiagge e non solo. Le meduse sono l’emblema dell’iniziativa perché simboleggiano il mare gelatinoso, reso tale dall’aumento della temperatura dovuto al cambiamento climatico, dallo scollegamento dei cicli planctonici e da uno squilibrato apporto idrico dei fiumi. “Nautilus” invece è un bassorilievo in argilla del mollusco, con impressi i calchi di oggetti in plastica di uso quotidiano. Il Nautilus, oggi considerato un fossile vivente, è apparso sulla terra 500 milioni di anni fa. È evocativo di rinascita e speranza grazie alla sua forma, che potrebbe continuare all’infinito, e alla sua apertura. Si può immaginare che gli archeologi del futuro ritroveranno dei fossili costituiti da impronte futili e fugaci di svariati oggetti di plastica, spesso monouso, (forchette, ciabatte, bastoncini cotonati e così via). Nell’istallazione “Non è solo acqua” viene rappresentato, in cerchi in plexiglas, l’ingrandimento al microscopio di una goccia d’acqua con lo straordinario mondo del plancton, invisibile a occhio nudo, ma che genera gran parte dell’ossigeno della terra.

“Mangiamo ciò che laviamo” è una creazione composta da una lavatrice rossa con un polpo gigante che esce dall’oblò realizzato con una rete di cento metri abbandonata, a simboleggiare la quantità di microfibre sintetiche che arrivano in mare dai lavaggi e che entrando nella catena alimentare dei pesci e dell’uomo stesso.

Infine, l’opera “Plasticocene” rappresenta un mare arrabbiato e informe, composto da una matassa di fili plastici azzurri su una base di cassette di polistirolo e di plastica; il tutto crea un effetto onda. Tra le increspature si trovano oggetti di plastica spiaggiati come pneumatici, scarponi da sci, flaconi, lamette ecc., alternati a coralli, conchiglie e stelle marine. Al centro dell’opera è collocata un’urna cineraria in vetro dentro con all’interno una carta di credito dorata che rappresenta simbolicamente la quantità di plastica (5 gr) che ogni persona ingerisce mediamente in una settimana.

Per Elisabetta Milan “l’arte è uno strumento potente e privilegiato per sensibilizzare le persone al cambiamento: ciascuno di noi è una singola goccia d’acqua, ma tutti insieme possiamo formare un oceano di miglioramento”. “Il messaggio è rivolto ai futuri cittadini e cittadine del mondo, ed è un messaggio di speranza. Siamo ancora in tempo per invertire la rotta e la tendenza e far sì che nel 2050 non ci sia più plastica che pesci nei nostri mari”, conclude Milan.

(credit foto Archivio Bioparco)

I democratici Usa chiedono all’Fbi se Trump è nei file di Epstein

Roma, 6 giu. (askanews) – I democratici della Camera statunitense stanno chiedendo al dipartimento di Giustizia e all’FBI se sia vero, come ora sostiene Elon Musk, che il presidente Donald Trump sia presente nei documenti di Epstein. Lo riferisce il sito di notizie Axios.

In una lettera al procuratore generale Pam Bondi e al direttore dell’FBI Kash Patel, ottenuta da Axios, i deputati Stephen Lynch (D-Mass.) e Robert Garcia (D-Calif.) hanno chiesto di “chiarire immediatamente se questa accusa sia vera”. Lynch è membro della Commissione di Vigilanza della Camera e Garcia è il principale esponente democratico della Task Force sulla Declassificazione dei Segreti Federali.

I deputati democratici, secondo quanto si legge, avrebbero chiesto una cronologia della declassificazione e pubblicazione dei documenti di Epstein da parte del dipartimento di Giustizia, e una spiegazione del perché non abbiano consegnato nuovi documenti da febbraio.

Il partito di opposizione alla Casa Bianca avrebbe inoltre richiesto una descrizione del ruolo di Trump nella revisione dei documenti, un elenco del personale coinvolto nella loro pubblicazione e una spiegazione del perché i documenti precedentemente rilasciati al Congresso contenessero “redazioni significative”.

Mattarella: la Costituzione nasce dalla ricerca della pace

Rondine (Arezzo), 6 giu. (askanews) – “La nostra Repubblica nasce da una spinta comune tra cittadini e istituzioni dopo la guerra, e questo progetto di pace è espresso nella nostra Costituzione”, “ma anche dal sentimento comune che ha prodotto la Costituzione”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella aprendo a Rondine cittadella della pace, alle porte di Arezzo, la nuova edizione di YouTopic Fest, il festival internazionale del conflitto. “Anche quando si è stati costretti a ricorrere alle armi per resistere all’orrore l’obiettivo era sempre la pace” ha aggiunto Mattarella.

Ancora il presidente: “Siamo tutti disorientati da ciò che avviene”, ma va “ripristinato un sistema di regole internazionali” che eviti sopraffazioni”. E poi: “Nel web sovente emergono espressioni di ostilità e malevolenza, a volte addirittura di odio, fa riflettere perché è nato per consentire amicizia oltre i confini, è paradossale venga usato in questo modo”.

Ci si può “guardare con diffidenza, astio” o “con apertura, curiosità a frequentarsi, a collaborare, questa è un’alternativa che si pone sempre, già nella vita quotidiana” e “lo stesso può avvenire tra gli Stati”, ha concluso.

Terzo mandato, Salvini: pronti a discutere ma facciamo presto

Roma, 6 giu. (askanews) – “Siamo pronti a discutere di tutto ciò che serve ai cittadini già oggi pomeriggio. Se si permette ai cittadini di scegliere un bravo sindaco o un bravo governatore per tutte le volte che è necessario, noi ci siamo. Ogni scelta però va fatta in fretta perché è giusto che la gente sappia”. Lo ha detto il segretario della Lega e vicepremier Matteo Salvini, a margine della visita al Villaggio dell’Arma dei Carabinieri a Roma, a proposito dell’apertura di Fratelli d’Italia al terzo mandato per sindaci e presidenti di Regione.

A chi gli chiedeva se si potrà fare prima dell’autunno, Salvini ha risposto: “Se facciamo veloce, sì”. E a quel punto potrebbe rientrare in gioco Luca Zaia alla guida del Veneto? “Non è questione di nomi. Il principio è: c’è la fila per fare il sindaco o il governatore? Non sempre. Se ne trovi uno bravo è giusto che la gente lo possa scegliere e tenerselo. Non è per Zaia, per Salvini o per Fedriga, è per i cittadini. Se siamo convinti lo facciamo, sennò andiamo avanti”, ha concluso.

La Croce rossa: nel 2025 è boom di arrivi di migranti a Lampedusa

Milano, 6 giu. (askanews) – Dal 1 gennaio al 31 maggio 2025, sono 18.035 i migranti sbarcati a Lampedusa, dato in crescita del 25,3% rispetto allo stesso periodo del 2024, quando nel centro gestito dalla Cri erano stati accolti 14.393 ospiti. A renderlo noto è la Croce Rossa Italiana che traccia un bilancio sul numero di migranti accolti nell’hotspot di Lampedusa dal 1° giugno 2023, giorno in cui la Croce Rossa Italiana ha avuto in gestione la struttura di Contrada Imbriacola, al 31 maggio 2025: complessivamente 144.641 persone, soprattutto uomini adulti (73,6%), ma anche minori (18,5%) e donne (7,9%). Quattro i Paesi con le più alte percentuali di provenienza: Bangladesh (17%), Siria (12%), Tunisia (11%), Guinea (10%). In due anni di attività, sono stati 3.434 gli sbarchi a cui è stata prestata assistenza, 5.973 le vulnerabilità e i bisogni specifici presi in carico e segnalati.

“A Lampedusa e in tutti i porti del Paese, il nostro Emblema garantisce Umanità a ciascuna donna, uomo, bambina e bambino giunti sulle nostre coste. Ogni giorno, Volontarie e Volontari, Operatrici e Operatori della Cri sono impegnati affinché la Dignità e i Diritti di ogni singolo individuo vengano rispettati, rispondono alle necessità specifiche di chiunque, senza alcuna distinzione, con il solo desiderio di riuscire ad aiutare quante più persone possibile. Siamo preoccupati non certo dai numeri ma dalle storie che accompagnano ciascuna di queste vite, dalle violenze, dai disastri, dalle crisi e dai conflitti che spingono ogni anno migliaia e migliaia di persone, a volte intere comunità, ad attraversare il Mediterraneo, a scegliere il pericolo di un viaggio difficile, pur di avere un’alternativa a tanto sconforto. Diamo valore ad ognuna di queste vite, diamo Umanità a chi soffre, lo facciamo ogni giorno, consapevoli che solo così è possibile costruire una cultura della Pace capace di portare ogni individuo e la comunità internazionale a riflettere seriamente sulla possibilità di anteporre il dialogo a violenza e sopraffazione”, sottolinea Rosario Valastro, presidente della Cri, che precisa: “In un momento in cui l’umanità è nel baratro, con più di 120 conflitti in tutto il mondo, milioni di persone ridotte alla fame dalle guerre, un momento in cui si spara su indifesi, strutture sanitarie e anche sulla Croce Rossa; davanti alla sofferenza umana, scegliamo di non voltarci dall’altra parte, di rispondere sempre con concretezza alle difficoltà, di affrontare crisi ed emergenze con l’obiettivo di non lasciare solo nessuno, di migliorarci sempre, perché si può sempre fare meglio, di raggiungere chiunque, ovunque, con il nostro aiuto”.

Casa, Fimaa: compravendite 2025 in crescita dello 0,8%, a quota 725mila

Roma, 6 giu. (askanews) – Nel 2025 le compravendite immobiliari cresceranno dello 0,8% rispetto ai livelli dell’anno precedente, e raggiungeranno quota 725mila. Il mercato tuttavia risentirà fortemente di dinamiche opposte. È il quadro che emerge dall’ultima edizione dell’Indagine Fimaa-Confcommercio sul mercato immobiliare residenziale italiano in cui si esaminano i dati dei primi quattro mesi dell’anno.

La Federazione Italiana Mediatori Agenti d’Affari sottolinea che gli italiani tornano a sognare di cambiare casa, spinti dal calo dei tassi di interesse sui mutui, e da una sempre maggiore attenzione per l’efficientamento energetico; allo stesso tempo tuttavia devono prendere in considerazione fattori come le quotazioni di mercato in crescita, i costi di ristrutturazione elevati e un livello dei salari medi che limita fortemente le possibilità di accesso al credito.

Secondo l’indagine Fimaa-Confcommercio, i prezzi delle abitazioni sono rimasti sostanzialmente stabili (63,4%), ma una percentuale significativa degli intervistati (30,6%) ritiene che le quotazioni siano cresciute ulteriormente. È il risultato di una domanda di acquisto stabile (56,8%) o addirittura in crescita (23,9%), e di un’offerta agli stessi livelli dell’anno scorso (44,1%) o in calo (43,8%). Il numero delle compravendite nel primo quadrimestre rimane sostanzialmente stabile per la maggior parte degli intervistati (57,6%), cala per il 28,4%, cresce per il 13,9%.

Il primo quadrimestre – sottolinea il presidente Fimaa, Santino Taverna – viene considerato dagli agenti Fimaa sostanzialmente stabile su tutti gli asset: domanda, numero di transazioni, prezzi; ma, se queste prime tre voci hanno una tendenza all’aumento, si avverte però una tendenza alla riduzione dell’offerta di immobili sul mercato. La maggior richiesta contrapposta alla minor offerta influenza la tendenza al rialzo dei prezzi. La visione degli operatori immobiliari Fimaa per il prossimo quadrimestre è di sostanziale stabilità per la domanda di acquisto così come per il numero di transazioni, mentre potrebbe ravvisarsi ancora una contrazione dell’offerta immobiliare e la probabile conseguenza di un ulteriore incremento dei prezzi per le nuove unità e per quelle riqualificate ed efficientate energeticamente”.

Secondo Taverna, infatti, “le attese degli agenti immobiliari Fimaa sulla stabilità dei prezzi si sono ridotte negli ultimi quattro mesi dal 76% del terzo quadrimestre 2024 al 58% del primo quadrimestre 2025. Anche la percentuale di coloro che prevedono l’aumento dei prezzi sale al 35% rispetto al 18% previsto nel quadrimestre precedente. I principali fattori che sosterranno il mercato nel prossimo periodo saranno l’ulteriore calo dei tassi di interesse (39,7%, ma questo dato era al 56,9% nella precedente rilevazione), oltre alla crescente volontà di acquistare un immobile, anche come investimento (espressione del 30,7% degli operatori), fermo restando l’interesse verso le unità con minori spese di gestione”.

Lo spettacolare carosello dei Carabinieri a piazza di Siena

Roma, 6 giu. (askanews) – Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, passa in rassegna i militari schierati a piazza di Siena per i 211 anni dell’Arma dei Carabinieri. Insieme a lui, sulla jeep scoperta, il ministro della Difesa, Guido Crosetto. Dopo gli onori militari, la consegna delle medaglie al valore, va in scena il carosello dei carabinieri a cavallo. Una spettacolare esibizione all’imbrunire che ha lasciato il pubblico a bocca aperta.

Il ministro della Difesa commenta cos la presenza dei Carabinieri in Medio Oriente, a Rafah: “I carabinieri sono dovunque serva, dovunque ci sia bisogno di legalit, di terziet e di rispetto per gli esseri umani e per il diritto internazionale. Sono li in particolare con una missione che diversa dalle forze armate ma che unica nel mondo e ci riconosciuta in tutto il mondo”.

Eurozona, Pil I trimestre rivisto al rialzo: +0,6% e +1,5% annuo

Roma, 6 giu. (askanews) – Crescita economica anche migliore di quanto inizialmente indicato nell’area euro nel primo trimestre: Eurostat ha rivisto al rialzo la stima sul Pil al più 0,6%, sia per l’Unione valutaria che per l’intera Unione europea. Nel confronto con lo stesso periodo di un anno prima, il Pil risulta salito dell’1,5%.

Nel quarto trimestre dello scorso anno, il Pil aggregato dell’area euro aveva registrato un più 0,3% rispetto ai tre mesi precedenti e un tasso di crescita annua dell’1,2%.

Sempre secondo l’ente di statistica comunitario, nel primo trimestre il numero totale di occupati nell’area valutaria è aumentato dello 0,2%, mentre è rimasto stabile nella intera Ue. La crescita degli occupati su base annua è stata pari allo 0,7% nell’Unione valutaria allo 0,4% nell’intera Ue. (fonte immagine: European Union).

Elon Musk in lite con Trump ha detto che dismette la navicella Dragon

Roma, 6 giu. (askanews) – Il Ceo di SpaceX e Tesla, Elon Musk, ha minacciato di dismettere la capsula orbitale Dragon, l’unico veicolo statunitense attualmente operativo per il trasporto di astronauti e rifornimenti alla Stazione Spaziale Internazionale (ISS). La minaccia è arrivata nell’ambito dello scontro via social con il presidente Donald Trump, il quale ha dichiarato l’intenzione di tagliare i contratti federali con le aziende di Musk, inclusa Starlink. I media americani oggi sottolineano le implicazioni tecniche, e geopolitiche, dell’eventuale ‘disimpegno’ di Musk.

La capsula Dragon, sviluppata con il sostegno economico della NASA, è essenziale per mantenere operativa la ISS. Viene utilizzata per il trasporto di astronauti (fino a quattro per missione) e per missioni di rifornimento. SpaceX ha contribuito a ridurre la dipendenza degli Stati Uniti dalla Russia a partire dal 2020, quando la Dragon divenne la prima navetta privata a portare esseri umani in orbita.

Attualmente, l’unica alternativa concreta per la NASA sarebbe la capsula russa Soyuz, che può trasportare solo tre astronauti per volta. In base a un accordo di reciprocità, ogni lancio SpaceX ospita un cosmonauta russo e ogni lancio Soyuz include un astronauta americano, per garantire un equilibrio in caso di emergenza.

La capsula Starliner di Boeing, che potrebbe rappresentare un’alternativa americana, ha fallito nel suo primo volo con equipaggio nel 2024 e resta a terra in attesa di ulteriori test.

Roma, 6 giu. (askanews) – Il ritorno al veicolo orbitale russo Soyuz avrebbe delicate implicazioni di sicurezza. Oltre al trasporto verso l’ISS, SpaceX infatti gestisce anche missioni scientifiche e militari per conto del governo USA. Inoltre, ha ottenuto un contratto per aiutare la NASA a deorbitare la stazione spaziale alla fine del suo ciclo operativo.

Musk sta contemporaneamente sviluppando Starship, il mega razzo selezionato dalla NASA per le prossime missioni lunari. Tuttavia, l’ultimo test di Starship si è concluso con un fallimento, con il razzo che si è disintegrato dopo la perdita di controllo.

Dopo la rottura con Musk, Trump virtualmente non è più maglia rosa

L’addio è stato fragoroso, forse definitivo. Elon Musk ha rotto con Donald Trump non solo sul piano personale – con parole taglienti e allusioni al “caso Epstein” che suonano come esplicita minaccia – ma soprattutto sul piano politico. E qui si apre un fronte nuovo e, per Trump, assai insidioso.

Per comprendere la portata dello strappo, vale la pena fare un passo indietro. Il primo imprenditore miliardario ad aver cercato di trasformare la propria visione economica in piattaforma politica non è stato Trump, ma Ross Perot. Texano, indipendente, populista con toni da contabile rigoroso, Perot costruì negli anni ’90 un’alternativa al duopolio repubblicano-democratico, fondando il Reform Party: una crociata contro la corruzione di Washington, il deficit pubblico e – guarda un po’ – il Nafta.

Trump, a suo tempo, flirtò con quel partito. Ma poi capì che il vero potere non stava nel creare un contenitore nuovo, bensì nell’occupare dall’interno il Partito Repubblicano, mutandolo radicalmente. Dove Perot si era fermato sulla soglia, Trump è entrato nella casa conservatrice con l’arroganza del vincitore, cannibalizzando il vecchio establishment e spostando l’asse a destra, in direzione populista, ma senza perdere nel 2024 l’aggancio con l’elettorato tradizionale. Il suo capolavoro, realizzato laddove anche i Tea Party avevano fallito, è consistito nell’unificare tre pulsioni: meno tasse, meno Stato, più nazione e più libertà dai vincoli internazionali.

In questo schema, Elon Musk è stato in campagna elettorale l’alleato principe: anti-regolamentazione, techno-libertario, caustico verso l’establishment, contrario al “politicamente corretto”. Eppure oggi tutto si è infranto. La rottura segna l’inizio della scomposizione del “sinolo trumpiano”, per alludere all’unità di forma e materia della filosofia greca, proprio in quanto l’amalgama tra populismo (forma) e ultraliberismo (materia) tende nuovamente a scomporsi.

Con il sondaggio lanciato ieri su X – “Should I start a new political party?” – Musk ha lasciato intendere che si va ben oltre il litigio tra due ego. La risposta, finanche scontata, dei follower è stata plebiscitaria. E in un altro post, ancora più esplicito, Musk ha scritto: “Donald Trump non è una persona perbene. Era amico di Epstein. La verità verrà fuori”. Più che di allusione, si tratta di minaccia bell’e buona.

La frattura potrebbe generare un “muskismo” politico autonomo come fu il Reform Party, incentrato su innovazione, mercato libero, sfide tecnologiche e disintermediazione populista. Un partito degli startupper, dei libertari, dei repubblicani delusi da Trump.

In questa gara a tappe permanente, espressione tipica delle dialettica democratica americana, Trump si ritrova all’improvviso a fare i conti con la crisi di un primato finora travolgente e incontrollabile. Volendo rimanere nella metafora, virtualmente non è più la maglia rosa del Giro d’America. Certo, tutto può accadere, anche una riconciliazione, sebbene stavolta appaia assai improbabile. Il nuovo Perot ha le fattezze di Musk e alla stregua di Perot, alleato oggettivo di Clinton nel 2002, anche Musk potrebbe fare male mandando a gambe per aria il modello dell’America first.

Nel week-end si aspettano temperature eccezionali

Milano, 6 giu. (askanews) – Dopo gli ultimi nubifragi registrati al Nord e qualche nuvola di passaggio, ecco che l’Estate gonfia il petto su tutto il Paese e porta temperature eccezionali per il periodo. Lorenzo Tedici, meteorologo del sito www.iLMeteo.it, conferma un’escalation termica con l’arrivo dei primi 40°C su alcune regioni d’Italia.

L’anticiclone africano sprigionerà tutta la sua potenza in questo weekend di giugno causando il primo picco di caldo su buona parte del territorio, anche con condizioni di elevata afa. Nel dettaglio, le temperature minime saranno ancora sopportabili seppur in aumento, mentre le massime saliranno fino a 40°C tra Sardegna, Sicilia e Puglia. Le massime toccheranno i 31-34°C al Centro, mentre al Nord sono previsti picchi di 30-33°C. Ovunque saremo avvolti dal bramito del ‘Cammello’, nome in gergo dell’Anticiclone Africano.

Il tempo sarà perlopiù stabile salvo in due situazioni: la prima, durante il venerdì, su Alpi, Prealpi e Appennini dove non sono esclusi brevi acquazzoni, la seconda domenica pomeriggio-sera sul Triveneto orientale dove sono attesi forti temporali. Al di là di queste due limitate situazioni meteo, godiamoci questo weekend di sole con prudenza: evitiamo di restare segnati dai primi sintomi estivi quali colpi di sole o colpi di calore, beviamo molta acqua e indossiamo il cappellino.

Per quanto riguarda, invece, l’avvio della prossima settimana, ecco che viene in mente solo un aggettivo: ‘subdolo’. Lunedì e martedì le temperature caleranno in modo sensibile illudendoci con un break meno caldo e di pieno benessere meteorologico, si starà bene in altre parole: ma subito, in modo ‘ingannevole’, ecco che dopo 48 ore di un caldo gradevole, da mercoledì 11 una seconda fiammata africana dilagherà sul nostro Paese. Questa seconda fiammata sarà ancora più potente di questa prima ondata di calore che stiamo vivendo e, chissà, potrebbe ricordare una fase del temibile giugno della rovente Estate del 2003.

Nel week-end si aspettano temperature eccezionali

Milano, 6 giu. (askanews) – Dopo gli ultimi nubifragi registrati al Nord e qualche nuvola di passaggio, ecco che l’Estate gonfia il petto su tutto il Paese e porta temperature eccezionali per il periodo. Lorenzo Tedici, meteorologo del sito www.iLMeteo.it, conferma un’escalation termica con l’arrivo dei primi 40°C su alcune regioni d’Italia.

L’anticiclone africano sprigionerà tutta la sua potenza in questo weekend di giugno causando il primo picco di caldo su buona parte del territorio, anche con condizioni di elevata afa. Nel dettaglio, le temperature minime saranno ancora sopportabili seppur in aumento, mentre le massime saliranno fino a 40°C tra Sardegna, Sicilia e Puglia. Le massime toccheranno i 31-34°C al Centro, mentre al Nord sono previsti picchi di 30-33°C. Ovunque saremo avvolti dal bramito del ‘Cammello’, nome in gergo dell’Anticiclone Africano.

Il tempo sarà perlopiù stabile salvo in due situazioni: la prima, durante il venerdì, su Alpi, Prealpi e Appennini dove non sono esclusi brevi acquazzoni, la seconda domenica pomeriggio-sera sul Triveneto orientale dove sono attesi forti temporali. Al di là di queste due limitate situazioni meteo, godiamoci questo weekend di sole con prudenza: evitiamo di restare segnati dai primi sintomi estivi quali colpi di sole o colpi di calore, beviamo molta acqua e indossiamo il cappellino.

Per quanto riguarda, invece, l’avvio della prossima settimana, ecco che viene in mente solo un aggettivo: ‘subdolo’. Lunedì e martedì le temperature caleranno in modo sensibile illudendoci con un break meno caldo e di pieno benessere meteorologico, si starà bene in altre parole: ma subito, in modo ‘ingannevole’, ecco che dopo 48 ore di un caldo gradevole, da mercoledì 11 una seconda fiammata africana dilagherà sul nostro Paese. Questa seconda fiammata sarà ancora più potente di questa prima ondata di calore che stiamo vivendo e, chissà, potrebbe ricordare una fase del temibile giugno della rovente Estate del 2003.

Secondo l’Istat l’inflazione è in rallentamento

Roma, 6 giu. (askanews) – Inflazione in rallentamento. Dopo la risalita dei prezzi tra la fine del 2024 e i primi mesi del 2025, nel corso dell’anno ci si attende una dinamica più moderata dell’inflazione, favorita dalla discesa dei listini dei beni energetici e dall’indebolirsi delle prospettive di domanda. A stimarlo è l’Istat che ha diffuso le Prospettive per l’economia italiana.

L’aumento del deflatore della spesa delle famiglie residenti nel 2025 sarebbe in linea con tali andamenti (+1,8%), con una nuova leggera riduzione nel 2026 (+1,6%).

Pesante attacco russo con droni e missili su Kiev, vittime

Roma, 6 giu. (askanews) – Almeno quattro persone sono morte e altre 20 sono rimaste ferite negli attacchi russi con droni compiuti nella notte sulla capitale dell’Ucraina, Kiev. “Kiev è stata oggetto di un altro attacco con droni e missili balistici. I soccorritori stanno intervenendo in diverse località della città”, ha scritto il Servizio di Emergenza Statale dell’Ucraina su Telegram.

Il sindaco di Kiev, Vitali Klitschko, ha dichiarato che quattro persone sono state ritrovate morte nella capitale e 20 sono rimaste ferite, 16 delle quali sono ora ricoverate in ospedale.

Diversi incendi sono scoppiati in numerosi quartieri a seguito dei bombardamenti che hanno colpito anche un edificio residenziale, un’infrastruttura civile e un hangar. I bombardamenti hanno anche danneggiato i binari ferroviari nella regione di Kiev.

Diversi attacchi hanno avuto luogo anche contro la città di Lutsk, nell’Ucraina occidentale, e la regione di Ternopil, ferendo cinque persone.

Il leader russo Vladimir Putin aveva promesso vendetta dopo il recente attacco con droni da parte di Kiev sul suolo russo, che aveva distrutto bombardieri con capacità nucleare per un valore di miliardi di dollari.

Nel frattempo, gli attacchi ucraini contro la Russia nella notte hanno ferito tre persone nella regione occidentale di Tula, e il sindaco di Mosca Sergei Sobianin ha dichiarato che le difese aeree russe hanno abbattuto un drone diretto verso la capitale.

Il Premio Troisi a Salina a Cristina Comencini

Roma, 6 giu. (askanews) – La regista Cristina Comencini, già candidata al Premio Oscar, riceverà a Salina il Premio Troisi alla carriera: è stata presentata nel giorno del 31esimo anniversario dalla scomparsa dell’amato attore napoletano, il 4 giugno, la XIV edizione di Marefestival che ogni anno celebra l’artista che sull’isola girò Il Postino.

“Una passione nata in famiglia e che continua a dare lustro a un cognome che ha fatto grande il nostro Cinema. Regista, sceneggiatrice e scrittrice, sempre attenta a raccontare l’universo femminile con sottile arguzia e sensibilità, riuscendo a stravolgere gli arcaici modelli della donna oggetto”: è la motivazione del riconoscimento all’artista romana, che ha diretto film memorabili come Va’ dove ti porta il cuore, Il più bel giorno della mia vita, La bestia nel cuore, Latin Lover e, il più recente, Il treno dei bambini, che sarà proiettato nella piazza di Malfa.

Appuntamento da venerdì 13 giugno a domenica 15 per la manifestazione patrocinata da ARS, Assessorati regionali Infrastrutture e Mobilità, Attività Produttive, Turismo Sport e Spettacolo, Sicilia Film Commission, Città Metropolitana di Messina, Comuni Santa Marina Salina e Malfa, Rai Sicilia, Asp Messina, Arnas Garibaldi, Università di Messina, Università di Palermo, Camera di Commercio Messina, Messina Tourism Bureau, Federfarma, Confartigianato Imprese Messina, Ordine Giornalisti Sicilia, Cral Città Metropolitana Messina e Associazione Ricomincio da Me di Myriam Mazza. Il programma è stato illustrato dagli organizzatori Massimiliano Cavaleri, Patrizia Casale e Francesco Cappello, dalla conduttrice Nadia La Malfa dall’autore Giovanni Pontillo e dalla curatrice degli allestimenti Tina Berenato.

“Salina è un’isola bellissima, l’ARS non è la prima volta che sostiene questo evento di altissima qualità – ha detto il presidente del Parlamento siciliano Gaetano Galvagno – è importante che la destagionalizzazione non rimanga solo una parola, ma si trasformi in azioni concrete e sinergiche con l’obiettivo di valorizzare anche territori come quelli delle Isole Minori”.

“Per me è un ritorno a casa – le parole di Maria Grazia Cucinotta, da sempre madrina del Festival – un appuntamento che prima di tutto è nel mio cuore, come lo è tuttora Massimo Troisi. Continuo a girare il mondo e Il Postino emoziona ancora in modo forte, perché i sentimenti raccontati sono veri, sinceri e come tutte le cose sincere che il cinema racconta, non moriranno mai”.

L’evento prenderà il via venerdì 13 alle ore 18.00 nel porticciolo turistico Marina di Salina, rappresentato all’incontro dalla general manager di Marinedì Anna Torres, per proseguire la stessa sera in piazza Santa Marina Salina e sabato e domenica nella piazza di Malfa. Ci sarà un omaggio alle commedie anni ’80 grazie alla presenza di tre icone di quel periodo, Massimo Boldi, Ezio Greggio e Marina Suma: “Nella mia carriera artistica – ha detto Boldi – ho avuto tante gratificazioni dal pubblico ma, ahimè, pochi premi, quindi questo riconoscimento diventa molto significativo e prestigioso, anche perché io ero amico di Massimo Troisi, lo incontravo spesso a Los Angeles e scherzavamo assieme”.

Non solo spettacolo, Marefestival è un’occasione per confrontarsi e riflettere su tematiche d’attualità: sabato 14 pomeriggio si terrà l’ormai consueto panel ‘Salute e Cinema’ con un documentario sull’endometriosi realizzato da Giuseppe Ettore dell’Arnas Garibaldi di Catania e un libro Francesco Santocono sull’HIV. Mentre l’ASP Messina, guidata da Giuseppe Cuccì, allestirà per due giorni il Villaggio della salute con attività di screening, informazione e prevenzione alla presenza di alcuni specialisti.

Venerdì sera spazio alla Riserva naturale Monte Fossa delle Felci e dei Porri con la proiezione di un filmato inedito a cura di Elio Benenati che sarà presentato dal sindaco metropolitano di Messina Federico Basile insieme con il direttore generale della Città metropolitana Giuseppe Campagna e dal direttore generale del Comune Salvo Puccio. Mentre sabato sera il documentario La Teoria dei contrasti che parla delle contraddizioni di territori come Bagheria, Aspra e Casteldaccia: “Duca di Salaparuta è profondamente legata a Bagheria, lo è sempre stata – spiega Roberto Magnisi, direttore cantine Duca di Salaparuta – l’opera approfondisce con lucidità visionaria gli intrecci – materiali e immateriali – di un Terroir culturale che non smette di dare nuovi frutti e nuovi spunti, chiamando tutti a coglierne la proiezione verso le nuove generazioni. Carlo Loforti, senza retorica, affidandosi alla forza espressiva delle immagini e della parola che diventa testimonianza, arriva dritto all’anima, ripercorrendo i legami umani e artistici che hanno animato una terra naturalmente vocata alla bellezza. Non possiamo che ispirarci ad essa”. Tra i partner del Marefestival anche gli Oleifici Barbera: Manfredi Barbera racconterà il percorso della storica azienda siciliana sul palco di Santa Marina Salina.

Musica protagonista con le Targhe Argento ai cantautori Mauro Di Maggio e Giuseppe La Spada, alla Salvo Nocera band e alla cantante palermitana Daria Biancardi, presente in conferenza: “Onorata di esibirmi nella meravigliosa Salina e anticipare qualcosa sul mio prossimo show dedicata a Mina”. “Anche quest’anno la Rai Sicilia ha voluto patrocinare il Marefestival – ha affermato il vicedirettore nazionale TGR Roberto Gueli – e la TGR è tra i media partner per seguire in modo approfondito il programma, sempre particolarmente ricco e variegato”. In conferenza anche Roberto Oddo, direttore artistico del Premio Paladino d’Oro – Sport Film Festival, gemellato col Premio Troisi, che ha annunciato per la 15esima edizione la promozione di un concorso cinematografico legato ai due festival.

In collaborazione con l’Assessorato regionale Infrastrutture e Mobilità il focus su trasporti e insularità con diversi rappresentanti istituzionali e, subito dopo, la presentazione del progetto “Ride on Strait” con il presidente e la segretaria generale della Camera di Commercio di Messina, rispettivamente Ivo Blandina e Paola Sabella e il Messina Tourism Bureau. Marefestival si svolge col sostegno di Duca di Salaparuta, Marina di Salina, Spontex/Bernava, Oli Barbera, Saccne Rete, Plastitalia, Sicilian Stories, Carioni Spedizioni Internazionali, Duferco Energia, Bibite Polara, Acqua Mangiatorella, Italcar Messina, Depagroup, Tyche Bank, Mohd, For ME Beauty & Relax, Agemars, Gruppo Fiorino Despar Messina e Darvepost, Caronte & Tourist-Siremar, Sicily By Car, Libertylines, Snav, Experience Salina, Adige Car Center, Capofaro Resort, La Salina Borgo di Mare, Trattoria Cucinotta, Cafè du Mari, Casa Lo Schiavo, Hotel Bellavista, I Cinque Balconi, U cucunciu, Il gambero, A Quadara, Porto Bello, Il Delfino, Casa Lo Schiavo, La Vela, Sear Argenti, Ravesi, Le Sette Perle, Punta Scario, Frangimare, Da Franco, A Cannata, A’ Alera, B&B Eoliano, Les Papagayo, L’Ariana Isole Eolie Una Esperienze, Arcangelo, Il Gelso, Bedda Matri, Da Alfredo e Le Casette di Malfa.

"Mondi sonori", a Roma il Festival tra musica, racconto e scoperta

Roma, 6 giu. (askanews) – Domenica 8 giugno alle ore 17, al Museo Nazionale degli Strumenti Musicali a Roma, prende il via Mondi Sonori, un nuovo e originale festival dedicato alla musica come esperienza trasversale, capace di intrecciare suono, parola, storia e immaginazione. Un progetto che abbraccia mondi culturali diversi e propone un ricco calendario di eventi tra concerti, lezioni d’ascolto, incontri e spettacoli, in programma fino al 31 ottobre 2025.

Con l’ideazione e la direzione artistica della direttrice del Museo l’Architetto Sonia Martone, Mondi Sonori ha debuttato con una speciale anteprima sabato 17 maggio, con Peppe Servillo, attore, cantante e istrionico performer in scena con una lettura spettacolo di “Marcovaldo” di Italo Calvino.

Il festival e si articolerà in quattro sezioni tematiche, ciascuna con un’identità ben definita: Congegni Sonori – strumenti musicali liuteria etnomusicologia e nuove pratiche esecutive (con la supervisione artistica di Gianluca Dessì); Scenari Sonori – la musica il teatro e la letteratura (con la supervisione artistica di Stefano Saletti); Incanti Sonori – la magia dell’Opera lirica, patrimonio dell’Umanità, guide all’ascolto e partecipazione pubblica (con la supervisione artistica del Maestro Germano Neri); Universi Sonori – Musica tra tradizione popolare, cinema e antiche sonorità (con la supervisione artistica del Maestro Giuseppe Lanzetta).

Ad inaugurare il festival e la sezione Congegni Sonori – domenica 8 alle 17 – sarà Pejman Tadayon: musicista, compositore e interprete di strumenti tradizionali persiani, riconosciuto ambasciatore della ricca tradizione musicale iraniana. Nel suo incontro verranno presentati strumenti ad arco, a pizzico, a fiato e a percussione della tradizione persiana, illustrandone il ruolo nei diversi repertori e approfondendo il profondo legame tra poesia e musica.

Fino alla fine di ottobre, Mondi Sonori ospiterà molti protagonisti della scena musicale contemporanea italiana e internazionale come: Ginevra Di Marco, voce tra le più raffinate e apprezzate della scena italiana; Faraualla, quartetto vocale femminile pugliese noto per l’originale esplorazione delle tradizioni vocali mediterranee, fra ricerca e sperimentazione sonora; Massimo Popolizio uno dei più grandi attori e registi teatrali contemporanei; Fabrizio Lopresti, attore e regista, impegnato nella divulgazione del teatro civile e nella valorizzazione della parola poetica; Enerbia, gruppo musicale specializzato nella valorizzazione della musica tradizionale dell’Appennino, tra strumenti antichi e atmosfere folk; l’Orchestra da Camera Fiorentina, storica formazione toscana attiva dal 1981, conosciuta per l’ampio repertorio che va dal barocco alla musica contemporanea; l’Orchestra Europa Incanto, impegnata nella promozione della musica classica tra i giovanissimi, protagonista di importanti progetti didattici e divulgativi; Riccardo Tesi, compositore, arrangiatore e virtuoso dell’organetto, tra i maggiori innovatori della musica folk e world italiana; Leonardo Gallucci, chitarrista e compositore, noto per l’uso della chitarra multicorde e per la sua versatilità che spazia tra diversi generi musicali; Barnaby Brown, ricercatore e musicista scozzese, esperto di strumenti antichi e tradizioni sonore celtiche, con una lezione-concerto che coniuga musica antica e archeologia; Stefano Tavernese, polistrumentista (mandolino, violino, banjo e chitarra) e uno dei maggiori esperti di musica nordamericana (old time e bluegrass) in Italia; Fabio Rinaudo, musicista e ricercatore, considerato tra i più autorevoli interpreti italiani della cornamusa irlandese (uilleann pipes) e della musica celtica; Aran e Nora Spignoli Soria, giovani interpreti e ricercatrici, impegnate nella riscoperta e nella valorizzazione delle tradizioni musicali popolari europee.

Il Museo Nazionale degli Strumenti Musicali, è parte dell’Istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione musei nazionali della città di Roma, diretto ad interim da Luca Mercuri. Con la sua ricca collezione di strumenti antichi, e del mondo, crea un connubio naturale tra musica ascoltata e cultura della musica. Il costo del biglietto d’ingresso di 6 euro permette – prima della partecipazione ai concerti – anche la visita alle sale espositive.

Davide Stucchi. Light Lights al Centro Pecci di Prato

Prato, 6 giu. (askanews) – Davide Stucchi un artista mid-career italiano che nella sua pratica ha attraversato la moda, la pubblicit, la scenografia, la scultura. Il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci fino al 2 novembre presenta la sua prima mostra personale in una istituzione italiana: Davide Stucchi. Light Lights. La mostra propone sculture realizzate dall’artista fra il 2019 e il 2025, tutte ispirate al tema della luce. Il titolo della mostra gioca sull’ambiguit del termine inglese di leggerezza e luce e rispecchia la tendenza dell’artista a procedere per sottrazione, con interventi al limite dell’impercettibile, ma radicati nel contesto in cui si collocano. Le opere di Stucchi rimandano alla precariet delle storie private, mettendo in discussione le narrazioni di genere e le rappresentazioni sociali consolidate.

Ne ha parlato ad Askanews il direttore del Centro Pecci e curatore della mostra Stefano Collicelli Cagol: “La mostra Light Lights una mostra che indaga in particolare la produzione scultoria di Stucchi che negli ultimi anni si concentrata su opere che si riferiscono alla luce o che emanano illuminazione.

stato bello perch anche in questa relazione con lo spazio fisico dell’ala nuova del Centro Pecci che un’ala curva con le dimensioni anche del soffitto e delle pareti che si trasformano a mano mano che la si espedisce, Stucchi ha portato anche una sua capacit di analisi della relazione tra opera, artista e istituzione. La mostra infatti illuminata fisicamente dalle opere che emanano luce, che hanno creato poi anche dei gruppi, degli insiemi di opere che si attirano o si distanziano, come un po’ quando vediamo di notte le falene che si avvicinano a dei materiali illuminati. Ed bello anche perch questa autonomia rispetto all’istituzione denota anche il sovvertimento tipico del camp a cui Stucchi si rif come attitudine, quello di pensare a come delle regole pre-costituite e date – come per esempio una determinata illuminazione predisposta da una istituzione, oppure cartelli di evacuazione, oppure gli estintori – diventino parte integrante di un dialogo che Stucchi adopera; sottolineando come molte delle sue opere vengono prodotte attraverso minuterie, ferramenta, abat jour, interruttori provengano dalla stessa produzione materiale di segnali che incontriamo poi all’interno di contesti pi istituzionali per la messa in sicurezza di uno spazio e quindi una riflessione anche su quanto importante sia sovvertire quello che a prima vista sembra qualcosa di semplicemente di servizio ma che in realt pu diventare un elemento prezioso di un’opera d’arte.

La mostra un viaggio all’interno di un interno domestico immaginato da Davide Stucchi e quindi dalla porta e dal portaombrelli con degli ombrelli veramente speciali delle sculture luminose si passa poi a una sala da pranzo, un corridoio e poi infine alla camera da letto evocata oppure anche presentata con la vera propria presenza di un letto”.

L’opera di Stucchi si inserisce molto bene in una tradizione di artisti, iniziata gi nel 1988 all’apertura del museo quando Bruno Munari viene invitato a pensare alle attivit del Dipartimento Educativo e si ingegn per la prima volta a fare dei laboratori per adulti e bambini insieme. Nel solco di questa tradizione ma anche nel solco degli spazi interdisciplinari del Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci che ha un’arena esterna, due luoghi per la enogastronomia ma anche un cinema, una biblioteca, spazi flessibili per diverse attivit.

L’Europa nella ruota del criceto. Ursula spinge, ma resta ferma

Nei giorni scorsi, ricevendo il premio Carlo Magno, Ursula von der Leyen ha dato una visione politica sul futuro dell’Unione, elencando quattro priorità: una Pax Europea, innovazione e competitività, riunificazione del continente e rafforzamento della democrazia.

In realtà, sembrano più le priorità del governo tedesco, come già successo nel caso della risposta alla crisi dei prezzi dell’energia, disegnata secondo le esigenze di Berlino, o nella ratifica del Mercosur e come presto sarà sugli aiuti di Stato.

Il bilancio che non risponde alle crisi

A fine mese la Commissione fisserà i principi sui sussidi pubblici per questa legislatura e dazi, spese per la difesa, gli interventi programmati da Merz in infrastrutture richiedono la riapertura dei rubinetti. Lo stesso rapporto Draghi è usato solo nelle parti che rispondono ai bisogni tedeschi, scartando il resto, a partire dall’appello a un nuovo strumento di debito comune.

Anche per il bilancio pluriennale dell’Unione europea che dovrebbe essere presentato a metà luglio, la premessa è corretta, cioè il bilancio era pensato per un mondo che non esiste più, quello pre2020. Bene anche l’idea di una sorta di assegno unico pre-allocato per ciascuno Stato membro che comprenda i fondi per la coesione e per l’agricoltura. Ma questo non basta.

 

Il criceto europeo nella ruota

Il Quadro finanziario pluriennale europeo vale per 7 anni, ha poca flessibilità ed è allo stesso tempo limitato e frammentato. Basti pensare che le crisi senza precedenti degli ultimi cinque anni sono state affrontate con meno del 4% per cento del Qfp. Che, a specchio, significa che il 96% del bilancio europeo non è in grado di rispondere a crisi ed emergenze: una cifra che rappresenta quanto alto sia il livello di inadeguatezza degli strumenti a disposizione dell’Ue.

Vero è che i governi nazionali non sono propensi a spendere di più, ma la buona politica è anche prendere scelte impopolari, soprattutto se è l’unico modo per spezzare il circolo vizioso degli ultimi 10 anni: si critica l’Europa, senza dare all’Ue gli strumenti per fare di più e meglio.

Questo ha portato al successo forze populiste e se vince chi urla di più contro Bruxelles, l’Ue ne esce cornuta e mazziata. Ed è tempo che il criceto smetta di correre dentro la ruota, perché è a rischio lo stesso percorso di integrazione europea.

La Voce del Popolo | Opposizione divisa, punto di forza del Governo

Non è facile la navigazione di Giorgia Meloni. Un po’ perché il tempo passa e l’effetto della sua novità svanisce mano a mano che le difficoltà del Paese si acuiscono.

Un po’ perché l’economia è ferma, registra qualche tratto recessivo e una certa delusione si fa strada presso il suo stesso elettorato. E un po’, infine, e soprattutto, perché la presidenza Trump – imperiale e isolazionista al tempo stesso – annuncia una difficoltà strategica che la premier non sembra sapere bene come gestire. Con l’effetto di tenersi furbescamente a cavallo tra un’America che non è più generosa come un tempo e un’Europa che comincia a diventare diffidente man mano che l’orizzonte strategico del nostro governo appare più opaco. È presto per dire che l’aria è cambiata e che la partita si sta riaprendo.

Ma è quanto basta per non dare più per scontati i numeri (e le condizioni politiche) della volta passata. E però, se si guardano le cose dal lato dell’opposizione, non tutto riluce. Certo, per come vanno le cose si può anche capire quella sorta di ritrovato ottimismo che la attraversa in questa fase.

Ma solo a patto di non farsene abbacinare troppo. Il fatto è che questa opposizione, così divisa e così portata alla radicalizzazione, rischia di diventare a sua volta il maggior punto di forza di una compagine di maggioranza tanto “scombiccherata”.

Le due manifestazioni in cantiere appaiono come il riflesso più evidente di questa difficoltà. Così, il centrosinistra si aspetta di risalire la china contando sugli errori altrui. E il centrodestra, però, sotto sotto, sembra contare a sua volta sugli scivoloni dei suoi avversari

Fonte – La Voce del Popolo, 5 giugno 2025.

Articolo qui riproposto per gentile concessione dell’autore e del direttore del settimanale della diocesi di Brescia.

Un centro, per giunta cattolico, è davvero urgente e necessario?

Sono stato, sin da giovane, un “…centrifugo”. Essendo altino di statura, ho giocato per diversi anni a basket. Uno sport nato nelle buone università statunitensi e, ai miei tempi, molto meno veloce e atletico di quello odierno. Non ho mai giocato nel ruolo di centro o pivot. Non ero bravo, ero magrolino, e mi stancavo a guardare a destra e a manca per tutta la partita. Preferivo stare sui laterali, all’esterno. Anche per non dover costantemente osservare cosa facevano i miei compagni sulle due ali, per poi prendere rapidamente le mie decisioni.

Il  centro dei bravi e capaci, dei muscolosi, l’ho invece conosciuto e scelto nella sfera politica della storica Democrazia Cristiana. Posizionata in quello spazio politico centrale per oggettivi contesti storici, affrontava difficoltà culturali e ideologiche sovranazionali. A sinistra, un partito comunista stalinista e ateo, con ambizioni internazionali. A destra, i rigurgiti e le nostalgie del fascismo che ci aveva appena trascinato nella guerra, lasciandoci in eredità una ricostruzione penosa.

Il centrismo come necessità storica

Il centrismo politico e partitico di stampo cristiano nasce in Italia nel secondo dopoguerra, spinto da questa precisa contingenza storica. Una divaricazione tra destra e sinistra incompatibile con una sana democrazia bipolare, come ben descrissero Norberto Bobbio e Augusto Del Noce. Lo sintetizza bene anche Centrismo: vocazione o condanna?, con un’introduzione di Lorella Cedroni, pubblicato da Reset.

Come ricorda il direttore di questo quotidiano, Lucio D’Ubaldo, autore di un interessante webinar sul tema, già nel 1923 don Luigi Sturzo, in un articolo sul Popolo Nuovo intitolato Il nostro centrismo, metteva in guardia contro la banalizzazione delle categorie destra, sinistra e centro, definite da lui come “un semplicismo politico, troppo banale”.

Sturzo chiariva che il centrismo non era equidistanza né compromesso:

“…una politica da equilibrista che si ridurrebbe in fondo a non sapere che pesci pigliare… mancherebbe della logica programmatica, che fa discendere, da alcuni principii ideali e da vari postulati fondamentali, le ragioni pratiche dellazione e le posizioni politiche di lotta e di realizzazione”.

Parole da ricordare oggi, quando si parla di rifondare un partito di centro, anche di ispirazione cattolica. I “principi e postulati” di cui parlava Sturzo nel 1923 — a un anno dalla marcia su Roma e sotto minaccia di dittatura — erano in fondo gli stessi della democrazia politica che oggi, pur con difficoltà, ancora ci accompagna.

Dal serbatoio dellAzione Cattolica al disagio del presente

Appena un anno dopo quel suo scritto, Sturzo fu costretto a lasciare l’Italia per gli attacchi del regime fascista. La Dc centrista dei miei tempi, invece, nacque a Camaldoli, per necessità storiche — come chiarirono Bobbio e Del Noce — e fu alimentata da un grande serbatoio formativo: l’Azione Cattolica, con i suoi tre milioni di iscritti. Da lì è uscita una classe dirigente diffusa e preparata, oggi inimmaginabile per qualunque partito che si definisca di centro, moderato o cattolico.

Concludo questo mio excursus ricordando che, dopo la caduta del Muro di Berlino, sono ritornato alla mia originaria dimensione “centrifuga” e laterale. Ho sciolto alcuni interrogativi grazie al referendum Segni, favorevole al maggioritario e al bipolarismo.

Un centro come argine alla deriva

Oggi, però, la mia convinzione per un sano bipartitismo rafforza di fronte al panorama politico attuale: una “nuova destra” e una “nuova sinistra” dominate da sovranismo movimentista, massimalismo ed estremismo, populismo e improvvisazione, fino all’ammirazione per modelli autocratici.

Non stupiamoci, dunque, se da tutto ciò possano derivare rivoluzioni sociali, economiche e democratiche. È urgente — e forse necessario — ripensare un centro politico. Per difenderci, almeno, da questi estremismi antiliberali e anticristiani. O, nella migliore delle ipotesi, per mediare.

Tv2000 racconta Leone XIV, Papa americano ma dal cuore peruviano

Dalla Loggia delle Benedizioni al cuore pulsante del Perù: domenica sera, in prima serata, Tv2000 propone un documentario straordinario che ripercorre il cammino umano e pastorale di Papa Leone XIV, il primo pontefice latinoamericano di cittadinanza peruviana, attraverso il suo legame profondo con la diocesi di Chiclayo.

È qui, infatti, che Robert Francis Prevost ha vissuto per otto anni da vescovo, immergendosi nella realtà sociale e spirituale di un popolo che oggi lo riconosce come pastore e padre. Il documentario – firmato dall’inviato del Tg2000, Vito D’Ettorre – ricostruisce quegli anni attraverso testimonianze vive e intense: parlano i suoi collaboratori più stretti, gli amici e i fedeli che lo hanno conosciuto da vicino, condividendone il tratto mite e deciso, la capacità di ascolto, la dedizione concreta ai più poveri.

Dalle periferie urbane alle zone rurali, dalle emergenze climatiche – come le drammatiche inondazioni – fino all’impegno accanto ai malati durante la pandemia, Prevost ha incarnato uno stile di prossimità evangelica, attento alla persona, alla giustizia sociale, alla speranza.

Tv2000, emittente della Conferenza Episcopale Italiana, si conferma con questa produzione come una voce capace di coniugare informazione, cultura e spiritualità. Il racconto si avvale di materiali inediti: fotografie familiari, riprese d’archivio, momenti informali del futuro Papa nelle comunità di base. L’epilogo del documentario è affidato a un’immagine potente e simbolica: l’intera città di Chiclayo, radunata in preghiera davanti alla Cattedrale di Santa Maria nella notte dell’inizio del pontificato. Una festa popolare che è insieme memoria e profezia: il popolo che ha camminato con lui, ora lo accompagna da lontano nel suo nuovo ministero universale.

Dunque un appuntamento da non perdere, per conoscere meglio il volto e il cuore di Leone XIV, in un tempo che ha bisogno di ponti, non di muri.

Tra Trump e Musk è guerra: "stop ai contratti", "è nei file Epstein"

Milano, 6 giu. (askanews) – E’ scontro senza precedenti tra Donald Trump ed Elon Musk. La rottura tra il presidente Usa e il patron di Tesla, nata sulla legge di bilancio voluta da Trump (“manderà in bancarotta l’America, sostiene l’ex titolare del Doge), è degenerata nel corso di un paio di ore. In una raffica di post su X, l’ex consigliere si è scagliato contro Trump, minacciando di smantellare Dragon, la capsula orbitale essenziale per la Nasa, e dichiarandosi a favore dell’impeachment. Per poi “sganciare la bomba: Donald Trump è nei file Epstein. Questo è il vero motivo per cui non sono stati resi pubblici”, ha scritto Musk che su X ha lanciato un sondaggio: “E’ giunto il momento di creare un nuovo partito politico in America che rappresenti veramente l’80% delle persone al centro?”.

In precedenza, Trump, nel corso dell’incontro con il cancelliere tedesco Friedrich Merz alla Casa Bianca, si era detto “molto deluso” delle critiche alla legge di bilancio e aveva ammesso: “Non so se avremo ancora un grande rapporto, Elon è arrabbiato perché abbiamo eliminato il mandato sui veicoli elettrici. Conosceva la legge di bilancio meglio di quasi chiunque altro, e non ha mai avuto problemi fino a quando non ha lasciato” l’amministrazione. “Falso – ha subito replicato Musk su X – questo disegno di legge non mi è mai stato mostrato, nemmeno una volta, ed è stato approvato nel cuore della notte, in tempi tanto rapidi che quasi nessuno al Congresso è riuscito a leggerlo!”. Per poi incalzare: “Senza di me, Trump avrebbe perso le elezioni, i Democratici controllerebbero la Camera e i Repubblicani sarebbero 51-49 al Senato. Che ingratitudine!”.

A quel punto, il presidente americano ha rincarato la dose e scritto su Truth che “il modo più semplice per risparmiare nel nostro bilancio, miliardi e miliardi di dollari, è revocare i finanziamenti e i contratti governativi di Elon”. In un altro post, ha ribadito di aver “revocato il mandato sui veicoli elettrici che obbligava tutti ad acquistare auto elettriche che nessun altro voleva (e che sapeva da mesi che avrei fatto!)” per cui Musk “è semplicemente impazzito”. Non si è fatta attendere la risposta di Musk: “Alla luce della dichiarazione del Presidente Trump sulla cancellazione dei miei contratti governativi, SpaceX inizierà immediatamente a disattivare la sua navicella spaziale Dragon”. Il patron di Tesla si è espresso anche a favore dell’impeachment di Trump. “Sì” ha risposto su X condividendo il post di un utente che sosteneva che il presidente Usa dovesse essere messo sotto accusa e sostituito dal vice JD Vance. E poi ancora: “i dazi di Trump causeranno una recessione nella seconda metà del 2025”.

Intanto, il titolo Tesla a Wall Street ha chiuso con un tonfo del 14%, perdendo in una sola seduta circa 150 miliardi di dollari di capitalizzazione, la più grande nella storia della società.

Rakitic, testimonial We Play for Peace: "In ascolto Papa Leone XIV"

Roma, 5 giu. (askanews) – “Prima di chiedere qualcosa, lasciamogli il tempo di farci capire cosa si aspetta da noi. Chiedere è sempre facile. Io, invece, preferirei ascoltarlo, stargli vicino, dargli quell’amore, quell’affetto che abbiamo sempre dato a Papa Francesco, senza guardare oltre”. Queste le parole di Ivan Rakitic, testimonial della Partita per la Pace e ambasciatore della Fondazione UEFA, intervistato da Roberto Sarti, organizzatore delle tre edizioni di We Play for Peace, la Partita per la Pace, promossa e voluta da Papa Francesco per diffondere, insieme alle più grandi leggende del calcio, i valori della pace e della fraternità tra i popoli.

Durante l’intervista, si legge in una nota, Rakitic ricorda l’incontro con Papa Francesco e il suo impegno per la pace e commenta l’elezione al soglio pontificio di Leone XIV. “Il mio amore, Papa Leone, lo ha già, al 100%. Credo che la sua prima apparizione – prosegue Rakitic – sia stata davvero speciale, è riuscito ad attirare la nostra attenzione e i nostri cuori. È’ stato un momento molto speciale. Spero col tempo di poter coltivare sempre più un legame con lui, con le sue idee, con il suo modo di essere. E che possa nascere un’unione come quella che ho avuto con Papa Francesco. Siamo tutti d’accordo sul fatto che Papa Francesco è sempre stato molto vicino alla gente, e credo che l’amore che gli abbiamo dato, dovremmo ora offrirlo anche a Papa Leone XIV”.

Il campione croato, tra le stelle del calcio mondiale che hanno preso parte alla Partita per la Pace 2022, ricorda così l’incontro con Papa Francesco, per presentare in Vaticano l’iniziativa: “Per me avere l’opportunità di sostenere questo progetto e, soprattutto, avere avuto la possibilità di conoscere Papa Francesco, è stato qualcosa di davvero speciale. Io sono una persona molto credente e fino ad allora non avevo mai avuto davvero l’opportunità di vivere un’esperienza del genere, diciamo così”.

“Ricordo quando abbiamo avuto l’opportunità di ascoltarlo, di stare con lui – afferma Rakitic -. Appena entrava, si sentiva immediatamente l’unione tra tutti noi, data dalla sua presenza. Trasmetteva qualcosa che andava dritto al cuore, che ti porti dentro per sempre. Ovviamente aver avuto la fortuna di ascoltare le sue parole è stato qualcosa di unico, quello che mi è rimasto dentro più di tutto è quel primo momento. Voglio sottolineare proprio questo: la sua capacità di unire, di riempire i cuori con la sua sola presenza. Quel messaggio che ha sempre trasmesso “l’unione fa la forza” è quello che porto con me. E per questo gli sarò sempre grato, per ogni messaggio che ho potuto ascoltare da lui”.

La Partita per la Pace è l’iniziativa interreligiosa e benefica, voluta da Papa Francesco dall’inizio del suo Pontificato, con l’obiettivo di promuovere i valori universali della pace, della solidarietà e della fratellanza tra i popoli. Nelle tre edizioni di questo evento, più di 120 giocatori di diverse religioni e credenze hanno già partecipato, contribuendo così al sostegno di diverse fondazioni, tra cui Scholas Occurrentes, un’organizzazione internazionale senza scopo di lucro di diritto pontificio, creata da Papa Francesco nel 2013, che mira a trasformare l’istruzione e a promuovere l’inclusione sociale. Attraverso lo sport, linguaggio universale capace di abbattere barriere e unire le persone, la Partita per la Pace è diventata simbolo di un impegno concreto per una convivenza pacifica fra i popoli.

A marzo 2025, i protagonisti di We Play for Peace avevano inviato a Papa Francesco i loro video messaggi, per trasmettergli affetto e vicinanza, in un momento difficile a causa delle peggiorate condizioni di salute. I messaggi dei giocatori, giunti da ogni angolo del mondo, hanno inondato di affetto e vicinanza il Santo Padre, testimoniando il forte legame con il calcio e la necessità di proseguire gli sforzi per la Pace.

Terzo mandato, Fdi accelera: ok prima di Regionali. Alleati spiazzati

Roma, 5 giu. (askanews) – L’ordine del giorno, come spesso accade, era di quelli che potevano far pensare a una soporifera riunione di partito su varie ed eventuali: “Analisi della situazione politica”. E, invece, l’esecutivo nazionale di Fratelli d’Italia che si è riunito in via della Scrofa (assente la premier Giorgia Meloni) ha affrontato un tema che nelle ultime settimane è stato al centro delle discussioni con gli alleati di governo: le prossime elezioni Regionali e il nodo del terzo mandato per i governatori. Che fosse possibile riaprire una discussione, a patto che non venisse affrontata caso per caso ma in un ragionamento nazionale complessivo, lo avevano già detto il capo delegazione di Fdi al governo, Francesco Lollobrigida, e il responsabile Organizzazione del partito, Giovanni Donzelli, con due interviste rilasciate proprio all’indomani del Consiglio dei ministri che aveva deciso di impugnare (con conseguente disappunto della Lega) la legge del Trentino che prevede questa possibilità.

La novità, tuttavia, è l’apertura alla possibilità che la questione venga affrontata per via legislativa addirittura prima delle prossime Regionali e che, dunque, finisca per interessare due elezioni ‘pesanti’ come quella del Veneto e della Campania, dove attualmente non potrebbero ricandidarsi né Luca Zaia né Vincenzo De Luca (aprendo un problema non da poco a Elly Schlein). “Se le Regioni pongono questo tema, ne parliamo” e “non c’è una preclusione ad affrontarla né prima né dopo le prossime Regionali”, spiega al termine della riunione Giovanni Donzelli.

C’è tuttavia una questione di tempi decisamente stretti, visto che la prossima tornata si tiene in autunno, motivo per cui non sembra praticabile l’ipotesi di una leggina ad hoc. Nei ragionamenti fatti tra i meloniani è stata persino presa in considerazione, ma poi scartata, l’ipotesi di intervenire con un decreto. La via che si sta valutando è dunque quella di trovare un “veicolo parlamentare”, ovvero ‘sfruttare’ una legge già all’attenzione delle Camere.

La Lega non può che mostrare soddisfazione, sebbene l’accelerazione di Fratelli d’Italia abbia come inevitabile conseguenza anche quella di riaprire una riflessione interna su equilibri e candidature. Lo stesso Matteo Salvini, poco prima, aveva infatti detto che l’accordo sui candidati andava “trovato a breve”.

“Discutere di terzo mandato, come chiesto dalle Regioni, è una scelta saggia all’insegna dell’autonomia, della leale collaborazione istituzionale e soprattutto rispettosa della volontà popolare. Bene che anche altri amici della maggioranza prendano in considerazione una proposta di cui la Lega è da sempre convinta sostenitrice”, afferma il responsabile federale Enti locali della Lega, Stefano Locatelli.

Ma dubbi vengono subito manifestati da Forza Italia, anche perché – viene fatto notare – si è deciso di prevedere il limite dei due mandati anche per il premierato. “Il nostro orientamento è noto, se c’è una richiesta delle Regioni la valuteremo, ma al momento non la vedo. Vedremo, non vedo proposte delle Regioni. Non è un tema che si chiude in una serata, ci parleremo, a cominciare dai leader ovviamente”, commenta il capogruppo al Senato, Maurizio Gasparri.

Al momento, agli atti, c’è una lettera inviata lo scorso 20 maggio in cui si chiede al governo di fare “un approfondimento sul terzo mandato”. Ma che il tema sia tutt’altro che pacifico lo dimostrano anche i dubbi interni a Fratelli d’Italia (perplessità sarebbero state avanzate durante la stessa riunione dell’esecutivo), dove ovviamente ci sono dirigenti che ragionano anche in base a logiche di territorio. L’ipotesi che si modifichi la legge sul limite dei mandati rimette pienamente in pista una nuova candidatura di Luca Zaia, in un territorio in cui i meloniani alle ultime elezioni hanno fatto il record di consensi.

Ma il discorso potrebbe valere a cascata su tutte le Regioni del Nord a guida leghista, come il Friuli Venezia Giulia o la Lombardia. Da via della Scrofa però mettono le mani avanti. Sottolinea infatti Donzelli: “Vogliamo mettere in ogni Regione il miglior candidato possibile, senza voler mettere bandierine, e siamo sicuri che faranno così anche gli alleati che in proporzione al peso elettorale sicuramente hanno più Regioni di noi. Non ci mettiamo a fare il Cencelli, ci aspettiamo che non lo facciano nemmeno gli alleati”. Insomma, nessuna intenzione di rinunciare a guidare anche le grandi Regioni del Nord.

Meloni rivendica l’astensione ai referendum e assicura: il governo tiene

Roma, 5 giu. (askanews) – Rivendica che “l’astensione al referendum è un diritto”, si dice “fiera” delle norme del decreto sicurezza, annunciando che ne arriveranno altre, assicura che il governo arriverà a fine legislatura e che non ci saranno “ribaltoni”, anche nel caso di un risultato negativo alle regionali. Giorgia Meloni interviene alla festa del quotidiano ‘La Verità’ a Roma e intervistata dal direttore Maurizio Belpietro tocca molti dei temi dell’attualità.

Sul voto dell’8-9 giugno, che considera “tutta una questione interna” alla sinistra che “chiede di abrogare norme fatte da loro”, conferma che andrà al seggio “per rispetto per l’istituto del referendum” ma non ritirerà la scheda. “L’astensione è un diritto di tutti”, sostenuto anche da partiti di sinistra nel passato. Oppure, chiede polemicamente, “è un diritto solo di lavoratori e non lavoratori di sinistra?” Nel merito dei quesiti, comunque, si dice “contrarissima a dimezzare i tempi della cittadinanza”.

Meloni smentisce poi le ricostruzioni che parlano di contrasti all’interno del governo e si dice anzi “fiera” del lavoro dei ministri e in particolare dei vice Antonio Tajani e Matteo Salvini che – assicura – non ha “bacchettato” come una “maestrina”. La premier farà “tutto quello che posso per arrivare alla fine della legislatura con questo governo” e “le tante speranze di ribaltoni mi pare restino speranze di persone che poi si devono confrontare con la realtà”. Né potrà causare fibrillazioni di un eventuale risultato negativo per il centrodestra alle prossime regionali: “Si vota per cinque Regioni” ma “dall’inizio della legislatura siamo 11 a 3, il gap non sarà recuperabile” e dunque l’esito “non sarà dirimente per la tenuta”.

Sul decreto sicurezza risponde alla sinistra (“fa cinema”) che la accusa di comprimere le libertà. “Sono fiera di queste norme”, assicura, e anzi “penso ne servano altre”. “L’autoritarismo – sottolinea – è una contrazione delle libertà, quali sono le libertà che comprimiamo? La libertà di fare i borseggi? La libertà di truffare gli anziani? Se la sinistra considera queste libertà sono fiera di stare dall’altra parte”.

Per quanto riguarda la politica estera, respinge la visione di un’Italia “isolata” a livello internazionale. Anzi – per lei – il Paese ha riconquistato un “ruolo da protagonista”, senza per questo essere “la ruota di scorta di Francia e Germania”, come era stato in precedenza. Con il cancelliere tedesco Merz c’è “un buon rapporto” e con Emmanuel Macron (che “tra poco vedo più di mia figlia”, scherza) ci sono “molte materie” su cui lavoriamo, ma pretendendo “una cooperazione tra pari e autonomia, come fanno gli altri”.

Sui dazi la premier è “positiva” rispetto alla possibilità di trovare una soluzione. Un ottimismo che non vale per l’Ucraina: “I segnali non sono incoraggianti” perchè la Russia non fa “passi in avanti nella direzione di una pace”. Però “dobbiamo sostenere gli sforzi del presidente Usa, la mediazione turca, l’offerta del Papa per costringere la Russia a sedersi al tavolo in modo serio”. Quanto al rischio di un attacco russo all’Ue, “non ho elementi per dirlo ma se il disegno è quello di un’espansione non c’è niente che si può escludere”.

Altro tema dell’agenda internazionale è quello del Medio Oriente. “La guerra – afferma – è stata iniziata da Hamas ed è Hamas il principale responsabile della guerra che continua perché si rifiuta di liberare gli ostaggi. Poi la legittima reazione di Israele ha assunto contorni inaccettabili e deve fermare immediatamente” gli attacchi “tutelando la popolazione civile”. Per una soluzione pacifica “gli attori chiave” sono i Paesi del Golfo e i Paesi Arabi e intanto l’Italia è “uno dei Paesi al mondo che ha aiutato di più la popolazione di Gaza”.

Infine la questione dei fondi per il sostegno al cinema. “Abbiamo fatto delle norme di buonsenso per impedire gli sprechi, sono soldi dei cittadini, penso non fosse serio consentire che ci fossero produzioni che prendevano contributi milionari e al botteghino facevano dieci spettatori”. Poi “non mi stupisce che chi ha beneficiato di questi lauti contributi attacchi il governo”. Sono quelli che accusano la destra di essere un “clan” ma per Meloni “è qualcun altro che non fa lavorare la gente se non vota come dicono loro, è questo il comportamento dei clan”.

Trenitalia e Taormina Film Festival, un Intercity speciale: donne, non dive

Roma, 6 giu. (askanews) – Un treno Intercity speciale, personalizzato con i volti delle grandi donne del cinema, al Taormina Film Festival. Per il secondo anno consecutivo il brand di Trenitalia Main Partner della manifestazione, giunta alla sua 71esima edizione, in programma dal 10 al 14 giugno. E il messaggio che si vuole mandare quello del valore delle donne e della parit di diritti. L’Intercity “Le donne, non le dive” stato presentato al binario 25 della stazione di Roma Termini.

“Il messaggio – ha detto ad askanews Francesca Serra, direttore Business Intercity di Trenitalia – nasce in realt direttamente dal Taormina Film Festival, perch in questo momento particolare bene dare un messaggio rispetto al valore vero delle donne, a quello che possono fare nella quotidianit e quindi anche la stessa attrice in realt una donna che vive le sue vicissitudini e non deve essere solo esclusivamente vista come diva, ma anzi per quello che , ovvero una donna”.

Il treno speciale collega Roma e la Sicilia a partire dal 5 giugno fino a settembre. A bordo, gli interni dei vagoni sono decorati con ulteriori scatti e con i colori e le grafiche della mostra, creando un’esperienza immersiva per i passeggeri. Ma l’isola raggiungibile in Intercity anche dal Nord Italia. “Sono dieci collegamenti giornalieri, quattro di giorno, sei di notte – ha aggiunto Serra -. Sono molto importanti e collegano sia Roma alla Sicilia, ma anche Milano e permettono di viaggiare in comodit senza quella che noi chiamiamo in gergo la rottura di carico, quindi senza fare i cambi, ma arrivare direttamente in Sicilia partendo da Milano e da Roma. Quindi molto comodo, poi abbiamo previsto delle offerte speciali: sia per i giovani sia per i senior e da quest’anno c’ anche una tariffa, una scontistica particolare: Family Night”.

Raggiungere la Sicilia con Intercity dar la possibilit di beneficiare di una riduzione del 50% sul costo del biglietto di ingresso del Taormina Film Festival e di qualunque manifestazione in programma all’interno degli eventi programmati dalla Fondazione Taormina Arte Sicilia. Attraverso la partnership con il Taormina Film Festival, Trenitalia e il Gruppo FS vogliono inoltre rafforzare il proprio ruolo di promotori culturali e sociali, con un’attenzione concreta alla parit di genere e alla valorizzazione dei talenti.

Referendum, Schlein: vergognoso premier faccia campagna per astensione

Roma, 5 giu. (askanews) – “Ho letto che la presidente del Consiglio si è detta contrarissima a modificare la legge sulla cittadinanza. La mia domanda per Meloni è: se è così contraria perchè non va a votare no, perchè vuole affossare questi referendum, perchè vuole che il voto di milioni di cittadini non conti? E’ vergognoso. Abbia almeno il coraggio di dire che è contraria”. Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein parlando con i giornalisti a margine di un’iniziativa ad Ancona.

“Trovo davvero vergognoso che la presidente del Consiglio stia facendo una campagna per l’astensione, ha paura della partecipazione e ha paura del voto degli italiani su questioni dirimenti come quelli della cittadinanza e del lavoro” ha concluso.

Chivu prossimo allenatore dell’Inter

Roma, 5 giu. (askanews) – Cristian Chivu sarà con ogni probabilità il prossimo allenatore dell’Inter. Dopo aver conquistato la salvezza alla guida del Parma, il tecnico romeno succede ora a Simone Inzaghi sulla panchina nerazzurra.

Per Chivu si tratta di un ritorno all’Inter, dopo le esperienze da calciatore (tra il 2007 e il 2014, con tanto di Triplete vinto) e da allenatore del settore giovanile. Proprio gli ottimi risultati alla guida della Primavera nerazzurra, con lo scudetto di categoria conquistato nel 2022, gli avevano spalancato le porte Parma. Chivu ha subito centrato l’obiettivo salvezza, chiudendo il campionato al 16esimo posto con uno score di 3 vittorie, 7 pareggi e 3 sconfitte. Una trattativa lampo che ha visto la fumata bianca concretizzarsi nel giro di poche ore, visto il grande amore di Chivu per la squadra dove ha chiuso la carriera da calciatore e iniziato quella da allenatore.

La firma, attesa domani, arriverà a 9 giorni dall’inizio del Mondiale per club, primo vero banco di prova della sua nuova esperienza in nerazzurro. L’esordio dell’Inter è in calendario martedì 17 giugno alle ore 18 (orario locale, in Italia saranno le 03 del 18 giugno) contro il Monterrey. Sarà un nuovo esordio per Cristian Chivu.

Referendum, Meloni: astensione un diritto di tutti

Roma, 5 giu. (askanews) – “La polemica me la aspetto su qualsiasi cosa. Ho detto che andr al seggio ma non ritirer la scheda perch sono il premier ed giusto dare un segnale di rispetto per le urne e il referendum. Non condivido i contenuti del referendum e quando non si condividono i contenuti del referendum c’ anche l’opzione dell’astensione perch come ci insegna un partito serio non votare al referendum un mio diritto e un diritto di tutti. E’ un diritto di lavoratori e non lavoratori solo di sinistra?”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, intervistata da Maurizio Belpietro in un evento de “La Verit”.

“Bisogna – ha aggiunto – essere seri: tutti i partiti a fasi alterni hanno fatto campagne per l’astensione al referendum e i diritti valgono per tutti. C’ anche un tema di metodo perch molti di quelli che mi redarguiscono sono stati al governo negli ultimi dieci anni: vogliono abolire leggi fatte dalla sinistra, se la cantano e se la suonano, fanno e disfano. Se erano temi cos dirimenti la sinistra le poteva modificare in Parlamento invece di spendere altri 400 milioni di euro”.

Referendum, Meloni: sono contrarissima a dimezzare tempi cittadinanza

Roma, 5 giu. (askanews) – “Sono contrarissima a dimezzare i tempi della cittadinanza, ritengo la legge sulla cittadinanza un’ottima legge, tra l’altro molto aperta, non sono per modificarne i tempi. Cosa diversa accelerare l’iter burocratico una volta che si ha diritto alla cittadinanza”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni durante l’intervista a ‘Il giorno della Verit’.

Donzelli: faremo importante campagna per raccontare decreto sicurezza

Roma, 5 giu. (askanews) – “Abbiamo fatto una normale riunione di partito, come si fanno in tutti i partiti che hanno un radicamento forte sul territorio. Il primo partito d’Italia giusto che si incontri, rifletta, discuta e prepari anche le prossime campagne. Abbiamo deciso che faremo da qui alle prossime settimane, e anche nei mesi estivi, un’importante campagna anche per raccontare il decreto sicurezza e tutto quello che ha fatto e sta facendo il governo Meloni per difendere la qualit quotidiana della vita dei cittadini, a partire dalle grandi citt, che un grande tema che non deve essere trascurato”.

Lo ha detto il responsabile organizzazione di FdI, Giovanni Donzelli, al termine dell’Esecutivo nazionale del partito che si tenuto in via della Scrofa, a Roma.

Nato, alleati concordano nuovi obiettivi di capacità di difesa

Bruxelles, 5 giu. (askanews) – In una riunione, oggi a Bruxelles, dei ministri della Difesa dei 32 paesi della Nato, che il Segretario generale Mark Rutte ha definito “storica”, sono stati concordati i nuovi obiettivi di capacità della difesa, per conseguire i quali la spesa militare in ogni Stato membro dovrà aumentare notevolmente, secondo un nuovo piano d’investimento che Rutte proporrà per l’approvazione ai prossimo vertice dei leader dell’Alleanza, il 24-25 giugno all’Aia.

Il piano proporrà che si raggiunga nei prossimi anni (quando esattamente lo decideranno i leader) il 3,5% del Pil all’anno nella spesa dedicata strettamente all’aumento delle capacità difesa, e l’1,5% per gli investimenti correlati alla sicurezza e alla difesa, per un totale pari al 5% del Pil di ogni paese alleato.

“Abbiamo concordato – ha riferito Rutte nella conferenza stampa al termine della riunione – un ambizioso nuovo set di obiettivi di capacità, che sono molto importanti. Questi obiettivi descrivono esattamente in quali capacità gli alleati dovranno investire nei prossimi anni: difesa aerea, aerei da caccia, carri armati, droni, personale, logistica e molto altro; tutto questo per mantenere la nostra difesa e deterrenza forti, e sicura la nostra popolazione di un miliardo di persone”.

“Questo accordo su ciò di cui abbiamo bisogno – ha continuato il Segretario generale – è stato un primo passo vitale. Per rispondere a questi bisogni gli alleati devono investire molto di più in difesa. E questo è ciò che dovremo fare in vista del vertice dell’Aia: concordare un nuovo piano di investimento nella difesa che ci assicuri di avere abbastanza risorse per essere in grado di garantire la nostra difesa e deterrenza in questo mondo oggi più pericoloso”.

“Proporrò – ha annunciato Rutte – un piano d’investimento complessivo per un totale pari al 5% del Pil” degli Stati membri “in investimenti della difesa, di cui il 3,5% del Pil per la spesa strettamente riguardante la difesa, ovvero i nuovi obiettivi di capacità che i ministri hanno appena concordato, e 1,5% del Pil all’anno negli investimenti correlati alla difesa e alla sicurezza, come infrastrutture e industria”. La spesa del 3,5% del Pil dedicata agli obiettivi strettamente militari (“core military spending”), ha spiegato Rutte, risponderà alla stessa classificazione dell’obiettivo del 2% (da conseguire entro il 2024) che era stato deciso al vertice Nato in Galles nel 2014, e che l’Italia e altri paesi alleati non hanno ancora raggiunto.

I leader dovranno mettersi d’accordo sull’anno in cui realizzare l’impegno all’aumento della spesa complessiva al 5% del Pil, che secondo il ministro italiano Guido Crosetto potrebbe essere il 2035, come indicato anche dal Regno Unito. Potrebbe essere deciso anche un ritmo annuale di aumento, contrariamente a quanto avvenne con il precedente obiettivo del 2%. Inoltre, resta da chiarire la definizione di quali investimenti potranno essere considerati come “correlati” alla difesa e alla sicurezza per rientrare nell’obiettivo dell’1,5% del Pil.

Tra i ministri della Difesa, ha riferito Rutte, “c’è un ampio consenso; siamo molto vicini” all’accordo sul 5%, che era stato chiesto con forza dalla nuova Amministrazione Usa di Donald Trump. La richiesta è stata sostenuta anche dalla minaccia di ritiro delle truppe e del sostegno militare americano all’Alleanza in Europa nel caso in cui non si fosse riusciti a conseguire quest’obiettivo, che comporterà un “riequilibrio” dell’impegno finanziario nella Nato da parte di europei e canadesi, rispetto a quello statunitense.

Rutte ha espresso la sua “fiducia totale” sul fatto che all’obiettivo del 5% “ci arriveremo” al vertice dell’Aia. “Ci siamo molto vicini”, ha concluso.

M.O., Meloni: Hamas responsabile ma reazione Israele inaccettabile

Roma, 5 giu. (askanews) – “Tutti gli attori del Medio Oriente riconoscono l’Italia come uno degli interlocutori più seri e credibili e mi basta, al di là delle polemiche. Il governo è stato chiaro fin dall’inizio nel ricordare che la guerra è stata iniziata da Hamas ed è Hamas il principale responsabile della guerra che continua perché si rifiuta di liberare gli ostaggi. Poi la legittima reazione di Israele ha assunto contorni inaccettabili e deve fermare immediatamente” gli attacchi “tutelando la popolazione civile”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, intervistata da Maurizio Belpietro in un evento de ‘La Verità’.

“Abbiamo agito, non parlato – ha aggiunto – siamo uno dei Paesi al mondo che ha aiutato di più la popolazione di Gaza. Io penso che gli attori chiave siano i Paesi del Golfo e i Paesi Arabi che hanno presentato un piano di ricostruzione per Gaza. I leader di questi paesi si sono comportati in modo responsabile e bisogna dar loro una mano. Poi sappiamo che c’è anche l’Iran, e la questione sui complica, per questo sosteniamo i colloqui Usa-Iran, che abbiamo anche ospitato”.

Ucraina, Meloni: sulla pace i segnali non sono incoraggianti

Roma, 5 giu. (askanews) – “I segnali non sono incoraggianti e ci dicono qualcosa di più anche su quali sono le cause della guerra in Ucraina”, “continuo a sostenere l’Ucraina”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni intervistata a “Il giorno de La Verità” spiegando che “se l’Ucraina fosse capitolata velocemente avremmo rischiato di trovarci una guerra più vicina a casa”.

“Io ritengo che Putin covasse un sogno di recupero delle aree di influenza russe. Se la tesi fosse stata la minaccia dell’ingresso dell’Ucraina nella Nato, oggi la Russia farebbe chiari, repentini, passi in avanti nella direzione di una pace, ma accade il contrario. La Russia risponde con bombardamenti di infrastrutture civili, temo che torniamo alla vera ragione e cioè le sfere di influenza, cioè tornare a quelli che Putin chiama i confini storici della Russia”.

“Dobbiamo sostenere gli sforzi del presidente Usa, la mediazione turca, l’offerta del Papa per costringere la Russia a sedersi al tavolo in modo serio”, ha osservato Meloni. C’è il rischio di un attacco russo all’Ue? “Non ho elementi per dirlo ma se il disegno è quello di un’espansione non c’è niente che si può escludere”, ha concluso.

Bce taglia ancora i tassi per l’eurozona al 2% e segnala una pausa

Roma, 5 giu. (askanews) – La Banca centrale europea ha nuovamente tagliato di 0,25 punti percentuali i tassi di interesse per l’area euro, ha rivisto al ribasso le attese di inflazione e limato le attese di crescita economica. Inoltre, pur ribadendo che “non intende vincolarsi a un particolare percorso”, nella conferenza stampa successiva al direttorio, la presidente Christine Lagarde ha lanciato un chiaro segnale sull’orientamento a fare una pausa sui tagli dei tassi.

Con la riduzione appena decisa “siamo attualmente ben posizionati per navigare le incertezze dei prossimi mesi”, ha infatti affermato. La nuova mossa era ampiamente attesa, meno lo era questo segnale abbastanza esplicito di stop, peraltro apparentemente non del tutto lineare con il ribadire di “non vincolarsi ad alcun percorso”.

Comunque, con decorrenza dall’11 giugno il principale riferimento per l’area valutaria, che resta il tasso sui depositi, scende al 2%. E “soprattutto nelle attuali condizioni caratterizzate da eccezionale incertezza, l’orientamento di politica monetaria adeguato sarà definito seguendo un approccio guidato dai dati – ha affermato l’istituzione – in base al quale le decisioni vengono adottate di volta in volta a ogni riunione”.

“Un taglio da falco”, secondo Nadia Gharbi, economista di Pictet Wealth Management.

Ora la Bce per l’area euro stima un più 0,9% del Pil nel 2025, più 1,1% nel 2026 e più 1,3% nel 2027. Più netto il taglio sulle attese di inflazione, ora al 2% nel 2025, all’1,6% nel 2026 e al 2% nel 2027. I dati di fondo “suggeriscono perlopiù che l’inflazione si attesterà stabilmente intorno all’obiettivo del 2% a medio termine”, sostiene la Bce.

La decisione di oggi è stata “quasi unanime. C’è stato un componente che non era favorevole, ma è stata presa con un consenso molto ampio”, ha detto ancora Lagarde.

Fin dalla prima tornata di domande, Lagarde è stata interpellata su quanto riferito di recente dall’ex presidente del World Economic Forum, Klaus Schwab, che dopo essersi dimesso a seguito di accuse anonime di malversazioni ha raccontato in una intervista di aver discusso con Lagarde un suo arrivo alla presidenza del Wef, eventualmente anche lasciando in anticipo la Bce. Il suo mandato si conclude a tardo 2027. “Sono sempre stata e sono pienamente determinata a svolgere la mia missione e a completare il mio mandato”, è stata la sua riposta.

Lagarde è stata anche interpellata su uno dei temi delle recenti Considerazioni finali del governatore della Banca d’Italia, la possibile rimessa in discussione del ruolo centrale del dollaro nel sistema monetario internazionale, a seguito delle politiche portate avanti dall’amministrazione Trump, e delle opportunità che si aprono per l’euro.

“Sono molto vicina ai pareri espressi dal gentile governatore Panetta”, ha detto. “La mia conclusione è che c’è una opportunità che si sta aprendo affinché si rafforzi il ruolo dell’euro. Ma che non è garantita – ha proseguito – e che richiederà decisioni (Ue) molto consistenti”, per semplificare l’unione dei mercato dei capitali, garantire lo Stato di diritto e per dare “certezza che l’Europa è un posto affidabile per fare attività d’impresa”.

Il prossimo Consiglio direttivo monetario è previsto per il 23 e 24 luglio. “Nel nostro scenario di base prevediamo che la Bce manterrà i tassi invariati nella riunione di luglio e procederà a un ultimo taglio dei tassi a settembre”, afferma Konstantin Veit, Portfolio Manager di Pimco. (di Roberto Vozzi). (fonte immagine: European Central Bank 2025).

Meloni: Italia non isolata, non è ruota scorta Francia-Germania

Roma, 5 giu. (askanews) – “Le persone dotate di senno vedono la realtà delle cose: tutto si può dire tranne che l’Italia sia isolata. Piuttosto ha ritrovato un ruolo da protagonista con l’autorevolezza e la franchezza. Dopo la caduta dell’ultimo governo di centrodestra si è tentato di far passare il messaggio che l’unico ruolo dell’Italia fosse quello di junior partner di Francia e Germania, io sono più ambiziosa. L’Italia deve ricordarsi che è una grande nazione, la cui centralità è riconosciuti se noi ne siamo consapevoli”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, intervistata da Maurizio Belpietro in un evento de ‘La Verità’.

“E’ importante – ha proseguito – andare d’accordo e avere buoni rapporti con la Francia e la Germania, ho un buon rapporto con Merz, con Macron abbiamo avuto un lungo bilaterale e le materie su cui lavoriamo sono molte. Ma dobbiamo rivendicare una cooperazione tra pari e autonomia come fanno gli altri. Il nostro ruolo non è quello di ruota di scorta di Francia e Germania. Tutti hanno fatto i conti con la nuova politica estera italiana e questo dimostra che possiamo avere e giocare un altro ruolo, io intendo andare avanti su questa linea”.

Governo, Meloni: fiera miei vice premier, non bacchetto nessuno

Roma, 5 giu. (askanews) – “Che si tenti di osteggiare il governo mi pare la cosa più naturale del mondo, che ci si riesca mi pare oggi la più difficile. La maggioranza è compatta e lavora bene”, “ha dato molte risposte”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni durante l’intervista a ‘Il giorno della Verità’.

“Non è accaduto che io abbia bacchettato uno dei vice premier, troppo spesso vengono raccontate ricostruzioni di cose che non sono mai accadute. Ho fatto una riunione ieri, non c’è stato nessuno che bacchettava nessuno, non sono una maestra. Sono fiera del lavoro dei miei ministri e in particolare dei miei vicepremier, Salvini e Tajani”, ha aggiunto.

“Al di là delle speranze che molti sembrano covare e di ricostruzioni che mi sembrano a volte fatte più per determinare che per raccontare dei fatti io lavoro per il Paese”, per le riforme “e la riforma più grande è quella della stabilità”, ha detto ancora Meloni.