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Secondo Bloomberg Parigi e Riad preparano un piano per disarmare Hamas

Roma, 22 mag. (askanews) – Francia e Arabia Saudita stanno mettendo a punto una proposta che porti al disarmo di Hamas, in vista della conferenza internazionale in programma alle Nazioni Unite a metà giugno, che sarà presieduta da Parigi e Riad, volta a rilanciare la soluzione dei due stati per il conflitto israelo-palestinese.

Secondo quanto riferito a Bloomberg da fonti al corrente della discussione, funzionari sauditi hanno avviato i contatti con Hamas nell’ambito di questa nuova iniziativa che mira a “trasformare il gruppo in un’entità puramente politica che possa ancora svolgere un ruolo nella futura governance palestinese”, in modo che accetti il disarmo.

Ciclismo, Tappa a Kooij, Del Tor sempre in rosa

Roma, 22 mag. (askanews) – Olav Kooij si sblocca al Giro d’Italia. L’olandese della Visma si impone in volata a Viadana nella dodicesima tappa del Giro d’Italia 108, la Modena-Viadana di 172km, davanti a van Uden, vincitore a Lecce, e a Ben Turner. Quarto Mads Pedersen, ancora saldo in testa alla classifica a punti. Prezioso lavoro negli ultimi chilometri di Affini e van Aert per il loro compagno di squadra. Del Toro conserva la maglia rosa e aumenta di 2 secondi il suo vantaggio grazie al Km Red Bull. “Aspettavo questo successo – le parole di Olav Kooij – Abbiamo Simon [Yates] ben piazzato in classifica generale e con Wout [Van Aert] che ha già vinto una tappa. Nelle due volate precedenti non è andato tutto per il verso giusto. Oggi invece è filato tutto liscio e sono davvero felice. Solo Wout può fare un leadout così lungo. Ho ricevuto un supporto straordinario. Devo ringraziare i miei compagni di squadra, anche il resto del team ha fatto un lavoro fantastico. Non volevamo trovarci troppo indietro all’ultima curva. Sono riuscito a saltare sulla ruota di Casper [Van Uden] e a superarlo”.

AXA e Luiss insieme per dare risposte al cambiamento climatico

Roma, 22 mag. (askanews) – AXA e Luiss insieme per analizzare le sfide politiche e sociali del cambiamento climatico e il ruolo delle assicurazioni nella transizione green. Dalla collaborazione tra l’Universit Luiss Guido Carli, AXA Research Fund, AXA Italia e AXA Investment Managers, nato infatti l'”AXA Research Lab on Climate Change, Risk and Justice” diretto dal Prof. Gianfranco Pellegrino, che stato presentato a Roma nella sede Luiss di viale Pola.

L’obiettivo del Lab di indagare le complesse sfide politiche e sociali che accompagnano il cambiamento climatico, per contribuire attivamente al dibattito pubblico con dati basati sulla ricerca, evidenziando come le assicurazioni possano contribuire agli sforzi di mitigazione e adattamento.

Letizia d’Abbondanza, Chief Customer and External Communication Officer AXA Italia, ha spiegato: “Questa cattedra che noi facciamo con Luiss, questo laboratorio anche che facciamo con Luiss molto importante perch ci d la possibilit di vedere un altro tipo di aspetto che riteniamo fondamentale per il futuro. Noi vogliamo invece andare a capire quali sono gli impatti sociali del climate change, andare a capire che cosa sulla vita delle persone, sul loro day by day ma anche su quali sono le cose che concretamente le persone possono fare. Soltanto cos potremo veramente cambiare e probabilmente agire”.

Il Lab, della durata di tre anni, approfondir il tema, chiamando in causa principi di giustizia, analizzando i possibili ruoli del settore privato, delle istituzioni finanziarie e delle politiche pubbliche nel rendere possibili soluzioni assicurative eque, fino a toccare gli ambiti della regolamentazione e della governance. Alla base della ricerca, la promozione di studi in grado di incidere sulle policy in termini di raccomandazioni per gli stakeholder, per incoraggiare nuove sinergie pubblico-privato che promuovano modelli assicurativi e di protezione inclusivi, trasparenti e giusti. “Abbiamo visto che nel 2023 le assicurazioni hanno complessivamente pagato 16 miliardi di danni e questo significa che un tema non pi rimandabile. Non lo anche per la vita delle persone che si sentono sempre pi vulnerabili. – ha spiegato D’Abbondanza – ed per questo che noi come assicurazione siamo chiamati non solo a pagare i danni, perch questo non soltanto il nostro lavoro, ma anche a cercare di informare, a prevenire”.

Dl Infrastrutture, Salvini: “Chiederemo il massimo del rigore”

Genova, 22 mag. (askanews) – “Chiederemo il massimo del rigore, il massimo della trasparenza, l’avevamo messo in decreto. Cio pi potere al Ministero dell’Interno e alle prefetture per verificare che non ci siano infiltrazioni. Dal mio punto di vista sarebbe stato importante. Qualcuno ha pensato in maniera diversa, vorr dire che sar il Parlamento a mettere il massimo delle garanzie”. Lo ha detto il ministro dell’Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, commentando i rilievi del presidente della Repubblica Sergio Mattarella al decreto Infrastrutture per quanto riguarda i controlli anti mafia, a margine di un sopralluogo nel cantiere della sopraelevata portuale di Genova.

” chiaro – ha aggiunto Salvini – che quando ci sono le Olimpiadi, quando c’ la Tav, quando ci sono opere importanti a Genova, Messina, Milano e Roma, bisogna vigilare in maniera assoluta, costante, totale e quindi siccome ci saranno pi di 100.000 posti di lavoro in palio, migliaia di imprese coinvolte, il mio interesse che le Prefetture, che le Procure, che le associazioni, che i sindacati possano avere il massimo della vigilanza e della trasparenza”.

Attacco Washington, Salvini: “pensavo sterminio ebrei fosse finito”

Genova, 22 mag. (askanews) – ” incredibile che nel nome dell’antisemitismo si uccida ancora per strada nel 2025. Quindi occorre essere vigili, attenti e condannare sempre e comunque. Hanno ucciso due ebrei e speravo che lo sterminio degli ebrei fosse finito nel secolo scorso”. Lo ha detto il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, parlando dell’attentato di Washington a margine di un sopralluogo al cantiere della sopraelevata portuale di Genova.

“Penso – ha aggiunto Salvini rispondendo ad una domanda sulla situazione a Gaza – che l’Italia stia cercando di riunire popoli e Paesi facendo da mediatrice sia tra Russia e Ucraina che tra Israele e Medio Oriente. importante che ci sia un cessate il fuoco in entrambi i conflitti. Io spero che finisca il conflitto fra Israele e Palestina e fra Russia e Ucraina e per questo lavoriamo”.

Poi uno scambio di battute con un cronista che incalzava il ministro sullo sterminio a Gaza. Salvini tornato sul fatto che stanotte hanno ucciso due ebrei.

Mimit, Urso incontra vicepresidente della Commissione Ue Ribera

Roma, 22 mag. (askanews) – Siderurgia, chimica, energie rinnovabili e settore automotive sono stati al centro dell’incontro a Palazzo Piacentini tra il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, e la vicepresidente esecutiva della Commissione europea, nonché Commissario per la transizione giusta, pulita e competitiva, Teresa Ribera Rodriguez.

Secondo quanto riporta un comunicato, ampio spazio è stato dedicato al dossier ex Ilva: Urso ha ribadito l’impegno del Governo verso la piena decarbonizzazione del sito di Taranto e l’obiettivo di fare dell’Italia il primo produttore europeo di acciaio green. Il ministro ha, inoltre, sottolineato a Ribera l’importanza delle proposte congiunte con Francia e Spagna per un Piano europeo dell’acciaio e dei metalli, ricordando anche l’iniziativa avviata con la Polonia per una revisione tempestiva e sostanziale del meccanismo Cbam per tutelare in modo efficace la produzione green euopea. In tale contesto, ha evidenziato la necessità di stimolare la domanda di acciaio a basse emissioni e favorire la circolarità dei rottami metallici.

Sul fronte della chimica, si legge, Urso ha evidenziato l’urgenza di un approccio equilibrato che non penalizzi la chimica tradizionale, ma ne accompagni l’evoluzione verso la chimica verde e la biochimica. “Questa transizione non può essere subita. Deve essere guidata con coraggio, con scelte rapide e strumenti concreti per dare all’Europa un’industria forte, autonoma e competitiva. Solo così potremo affrontare le trasformazioni in atto garantendo nel contempo ambiente e impresa, salute e lavoro, quindi crescita e occupazione”, ha dichiarato il ministro.

In quest’ottica, Urso ha richiamato anche la visione strategica di Transizione 5.0, evidenziando la possibilità di valutare, in accordo con la Commissione, modalità e tempistiche più efficaci per l’utilizzo delle risorse disponibili. Per quanto riguarda l’energia, è stata ribadita l’urgenza di definire un quadro regolatorio chiaro e stabile, che consenta a Stati e imprese di pianificare investimenti di lungo periodo.

Analizzate le potenzialità dell’industria italiana sul fronte delle energie rinnovabili e approfondito il caso di 3Sun a Catania, realtà leader nella produzione di pannelli solari, su cui oggi pesa la concorrenza sleale internazionale. Un esempio emblematico, prosegue il comunicato, di come, in assenza di azioni coordinate a livello europeo, la transizione possa indebolire anziché rafforzare l’industria continentale. “Le condizioni geopolitiche ed economiche stanno cambiando profondamente – ha affermato Urso – ed è necessario costruire una vera autonomia strategica europea nella produzione di energia da fonti rinnovabili”.

Infine, sul comparto automotive, Urso ha ribadito che la transizione ecologica potrà dirsi compiuta solo se l’Europa saprà sviluppare al proprio interno una solida capacità produttiva di batterie elettriche, sottolineando il ruolo strategico delle Gigafactory che vanno sostenute in modo efficace. “Senza questa garanzia – ha avvertito – aumenteremmo la dipendenza da attori esterni, perdendo il controllo strategico di una filiera chiave”.

Il ministro Urso ha infine rilanciato la proposta di modifica del regolamento UE sulla CO2, per includere tutte le tecnologie pulite disponibili, promuovere la piena neutralità tecnologica e introdurre una flessibilità quinquennale, volta a evitare sanzioni e a sostenere l’adattamento industriale. (fonte immagine: MIMIT).

Atletica, parata di stelle al Golden Gala di Roma

Roma, 22 mag. (askanews) – È iniziato il countdown verso il Golden Gala Pietro Mennea – Presented by IP, la tappa italiana della Wanda Diamond League, in programma nella serata di venerdì 6 giugno allo stadio Olimpico dalle 19.15. Il principale meeting italiano, edizione n. 45, è stato presentato nella sala conferenze dell’Olimpico dal presidente FIDAL Stefano Mei, dal presidente di Sport e Salute Marco Mezzaroma e dal meeting director Marco Sicari, alla presenza di uno dei fuoriclasse più attesi, il bronzo olimpico e campione mondiale indoor del lungo Mattia Furlani, tra i simboli di un’atletica azzurra in piena salute. Annunciato un cast stellare con 10 campioni olimpici, di Parigi o di edizioni precedenti, e con 62 vincitori di medaglie delle massime competizioni globali (Giochi e Mondiali), numeri che raccontano di una serata imperdibile di sport e divertimento da vivere tutti insieme all’Olimpico (biglietti in vendita su TicketOne).

Oltre alle star già presentate nelle scorse settimane, è stata annunciata la partecipazione dello sprinter statunitense Fred Kerley nei 100 metri con gli azzurri Filippo Tortu e Chituru Ali. Arrivano dalle Olimpiadi di Parigi gli ori Miltiadis Tentoglou (Grecia, lungo), rivale più insidioso per Furlani, e la due volte regina dello stade de France Beatrice Chebet (Kenya) che nei 5000 troverà una splendida Nadia Battocletti e – novità delle ultime ore – l’etiope primatista del mondo Gudaf Tsegay. Ancora ori olimpici con Hamish Kerr (Nuova Zelanda) nell’alto, Valarie Allman (Usa, disco), Quincy Hall (Usa, 400) e Thea LaFond (Dominica) nel triplo. Al via 20 azzurri, tra cui i campioni d’Europa Leonardo Fabbri (peso) e Lorenzo Simonelli (110 ostacoli), l’alto con il quarto classificato di Parigi Stefano Sottile e il bronzo europeo indoor Matteo Sioli, le primatiste italiane Sintayehu Vissa (1500), Ayomide Folorunso (400 ostacoli), Roberta Bruni (asta), Daisy Osakue (disco). Si gareggia in 14 specialità: in palio i punti per qualificarsi alla finale della Diamond League di Zurigo del 27-28 agosto.

“Sarà il mio primo Golden Gala, è stimolante quasi come un Mondiale: davanti al pubblico di casa, a tutte le persone che conosco… e quando ricapita di saltare davanti alla tua gente?”. le parole di Mattia Furlani “Ricordo ancora quando da piccolo gareggiavo al Palio dei Comuni, oppure da tifoso aspettavo ore per un autografo di Usain Bolt. Venivo addirittura a veder gareggiare mia sorella Erika al Silver Gala, il giorno prima del Golden: in poche parole il Golden Gala è casa mia, è il meeting che ‘sento’ di più”. A Roma l’avversario sarà di nuovo il campione olimpico, il greco Miltiadis Tentoglou. “Sono sicuro che quella dell’Olimpico sia una gran pedana, anche se diversa da quella degli Europei. La rivalità è tanta, come è giusto che sia soprattutto in un periodo in cui sto migliorando, e l’obiettivo è di avvicinarmi sempre di più fino a superarlo”.

Gli Stati Generali della Formazione Its in Life Sciences

Firenze, 22 mag. (askanews) – Si sono svolti a Firenze gli Stati Generali della Formazione ITS nelle Life Sciences, un evento promosso da Fondazione VITA-ITS. Un’intera giornata di confronto tra istituzioni, imprese, associazioni di categoria, enti di ricerca e formazione. In Italia sono attive 147 ITS Academy. Secondo il monitoraggio Indire l’84% dei diplomati ITS trova lavoro entro un anno su scala nazionale.

“La nostra formazione professionalizzante nel settore delle scienze della vita, quindi farmaceutico e biomedico, aiuta molto le aziende a trovare quei profili che normalmente si ha difficolt nel trovare nei vari percorsi -spiega Stefano Chiellini Direttore della Fondazione VITA- anche perch la formazione viene svolta direttamente dalle aziende stesse e nella formazione che dura due anni compresa una parte di stage curriculare. Questo d la possibilit, quindi, all’azienda anche di potersi formare e quindi concretizzare questa formazione all’interno del luogo di lavoro. Ad oggi abbiamo gi diplomato circa 400 ragazzi e una media dell’occupazione che ho oscilla fra il 70 e il 90% a seconda dei vari profili, quindi siamo molto soddisfatti”.

La Toscana rappresenta un’eccellenza nella formazione ITS per quanto riguarda il comportato delle Life Sciences con un tasso di occupazione del 77% a un anno dal diploma, che sale all’87% considerando chi prosegue gli studi e l’80% degli occupati impiegati nel settore delle Biotecnologie.

“Complessivamente, sul Fondo Sociale Europeo ci sono circa 35 milioni di euro che sono in corso di integrazione, una misura davvero importante, abbiamo comunque continuato ad investire”, sottolinea Maria Chiara Montomoli Responsabile settore IEFP IFTS e ITS Regione Toscana. Nel distretto toscano delle scienze della vita, le figure maggiormente richieste sono quelle relative al monitoraggio di sistema di qualit in ambito farmaceutico e figure con competenze digitali e con competenze 4.0 nell’area Pharma e Biomedicale.

Nel corso dell’evento sono stati consegnati i diplomi agli studenti dei corsi Bioqualtech21, Profarmbio21, Byte21 e Biomedetech20.

Piombino, accordo tra le parti su programma rilancio polo siderurgico

Roma, 22 mag. (askanews) – Raggiunta l’intesa tra le parti sull’accordo di programma per il rilancio del polo siderurgico di Piombino. Secondo quanto riporta un comunicato, il documento è stato elaborato dal ministero delle Imprese e del Made in Italy, dopo un approfondito confronto con tutti i portatori di interessi (stakeholder) coinvolti, e rappresenta un passaggio cruciale verso il rilancio del polo siderurgico di Piombino, elemento imprescindibile e di primaria importanza nel piano siderurgico nazionale che punta a fare dell’Italia il paese più avanzato in Europa nella produzione di acciaio green.

“Due anni fa, quando abbiamo assunto la responsabilità del dossier, abbiamo ereditato una situazione estremamente critica con un sito siderurgico che non produceva più acciaio, con la forza lavoro che era in cassa integrazione da oltre dieci anni e con uno stabilimento che necessitava di un profondo ammodernamento. Oggi siamo qui con la prospettiva di realizzare a Piombino uno dei siti strategici a tecnologia green più importanti d’Italia e d’Europa – ha dichiarato il ministro Adolfo Urso -. È il frutto di un lavoro di squadra, anche con il Comune e con la Regione, che dimostra come sia possibile e necessario lavorare insieme, per raggiungere l’obiettivo comune. Lo stesso stiamo facendo a Terni con AST e mi auguro che si possa fare con l’ex Ilva di Taranto”.

L’intesa raggiunta al Mimit, si legge, in piena sinergia con il Comune di Piombino e la Regione Toscana, il Demanio e l’Autorità portuale, si inserisce nel percorso avviato lo scorso 19 febbraio con la firma dell’accordo tra Metinvest e Danieli (shareholders agreement) per la costituzione e la gestione congiunta della società di progetto Metinvest Adria S.p.A., finalizzata alla realizzazione di un moderno impianto siderurgico green a Piombino. Quest’intesa segue inoltre di poche settimane la sottoscrizione, avvenuta il 18 aprile, dell’Accordo di Sviluppo con Jindal per l’ammodernamento del treno rotaie di Piombino.

“La finalizzazione dell’accordo di programma è un ulteriore passo concreto verso la realizzazione del nostro progetto industriale a Piombino. Il nostro obiettivo è costruire un impianto sostenibile, competitivo e strategico per l’intera filiera dell’acciaio europea, contribuendo al contempo alla crescita del territorio. Dopo la firma dello shareholders agreement, questo rappresenta un altro segnale forte del nostro impegno condiviso”, ha commentato Luca Villa, CEO di Metinvest Adria.

“Con Metinvest condividiamo una visione industriale e tecnologica che guarda al futuro dell’acciaio. Il nostro impegno è quello di portare a Piombino le migliori soluzioni tecnologiche disponibili sul mercato, in particolare quelle legate alla produzione siderurgica green. L’impianto sarà progettato per garantire la massima efficienza e un impatto ambientale minimo, facendo di Piombino un riferimento europeo per l’innovazione sostenibile nel settore”, ha dichiarato Marco Lerz, Head of Project Finance di Danieli Group.

L’Accordo di Programma – che prevede impegni sia delle parti pubbliche sia dell’azienda per l’insediamento di un impianto siderurgico moderno, tecnologicamente avanzato, competitivo e a basse emissioni – sarà ora illustrato alle organizzazioni sindacali. All’esito dell’incontro con le rappresentanze sindacali, si procederà alla formale sottoscrizione dell’accordo. (fonte immagine: MIMIT).

Topps: all’universit Iulm il collezionismo sale in cattedra

Milano, 22 mag. (askanews) – All’Universit IULM una masterclass esclusiva per esplorare il fenomeno del collezionismo di carte sportive – e non solo – tra dati, tendenze emergenti e testimonianze dirette. Condotta da Gianluca Gazzoli, con un parterre di esperti del settore e una platea di studenti, appassionati e collezionisti, ha offerto uno sguardo multidisciplinare su un mondo in continua evoluzione. “Una masterclass che vuole trattare il tema dei collezionabili sportivi, in particolare le trading cards, quindi il mondo delle carte collezionabili di cui Topps produttrice e distributore, il mondo dello sport soprattutto, quindi trading cards legate al mondo sportivo e come questo fenomeno del collezionismo si sia evoluto in questi ultimi anni, soprattutto nel mercato italiano. Abbiamo visto una grande passione, vecchi collezionisti, nuovi giovani collezionisti e comunque una grande, diciamo, una grande evoluzione che parte da un’affezione al mondo dei collezionabili in generale, che si sposa con la passione per lo sport, soprattutto in Italia dove il calcio va per la maggiore, ovviamente, e Topps”, afferma Camilla Galassi,

Sr Marketing Manager Topps Italia.

La passione per il collezionismo di carte, soprattutto per quelle sportive, sta crescendo: secondo il report annuale redatto dalla societ di ricerche Circana, nel 2024 abbiamo assistito a un’impennata delle vendite pari al +23%. Protagoniste indiscusse le carte sportive – dedicate al calcio o alla NBA – ma anche quelle fantasy, come le iconiche Marvel e Star Wars.

Un fenomeno particolarmente diffuso tra i pi giovani, come conferma una recente indagine commissionata da Topps su oltre 2mila studenti, una vera passione che nasce gi dai primi anni di scuola e arriva fino all’universit e oltre. “In questa evoluzione – spiega Galassi – sta prendendo piede molto il tema dell’investimento. Per molte persone non c’ pi il collezionismo inteso come: voglio avere tutte quelle carte che compongono il set o la collezione. Si va pi alla ricerca della carta singola, proprio perch si cerca la carta pi rara o la carta pi prestigiosa, basandosi su una serie di criteri. Quindi c’ proprio l’intenzione da parte dell’appassionato collezionista di riuscire a mettere le mani sulla carta, sul pezzo di maggior valore, per poi magari rivenderlo, quindi come un investimento effettivo. O magari tenerlo tra i propri cimeli, proprio per la passione di possedere dei pezzi eccezionali. A volte anche unici”, ha chiosato.

Messi sceglie gol a Roma in finale Champions come suo preferito

Roma, 22 mag. (askanews) – Il gol scelto dal più grande calciatore di tutti i tempi, Leo Messi, e trasformato da Refik Anadol in un’opera d’arte senza precedenti, ha ora un nome e una storia.

Roma, 27 maggio 2009: quel gol segnò virtualmente la finale di UEFA Champions League a favore dell’FC Barcelona, coronando una delle stagioni più straordinarie del calcio moderno: quella dello storico triplete 2008/09 conquistato dal club. La scelta di Messi – una decisione senza precedenti – riflette, spiega una nota, un mix di gesto tecnico, significato emotivo e contestuale. Ha segnato l’apice del suo percorso personale e professionale, in uno degli anni più significativi della sua carriera in termini di prestazioni e risultati: “Ho segnato molti gol che avrebbero potuto essere ancora più belli e preziosi, anche per la loro importanza, ma il colpo di testa nella finale di Champions League contro il Manchester United è sempre stato il mio preferito. Sapevo già quanto fosse speciale il lavoro di Refik Anadol e, dopo aver avuto la possibilità di incontrarci a Miami, sarà emozionante vedere come riuscirà a trasformare un gol, un momento di sport, in un’opera d’arte unica, come quelle che lui crea”, ha dichiarato Leo Messi.

Dal lancio della campagna appena dieci giorni fa, il video dell’annuncio condiviso dall’Inter Miami CF Foundation (IMCFF) – e narrato da Morgan Freeman – ha superato le 50 milioni di visualizzazioni in tutto il mondo solo su Instagram, con una portata globale ancora più ampia su altre piattaforme. I social media erano pieni di speculazioni e sondaggi sui principali mezzi di informazione che si chiedevano: quale gol avrebbe scelto Messi? Il suo secondo gol nella finale di Coppa del Mondo contro la Francia? L’indimenticabile gol della vittoria al 92esimo minuto al Bernabéu? Lo slalom solitario “alla Maradona” contro il Getafe? Il gol in finale di Coppa del Re contro l’Athletic Bilbao?

La scelta ha toccato i tifosi di tutto il mondo. Un gol raro nel repertorio di Messi: un cross preciso di Xavi Hernández, un colpo di testa a oltre 2,70 metri di altezza, perdendo una scarpa a mezz’aria e una delle immagini più iconiche della sua carriera: sospeso in aria mentre la palla supera Edwin Van der Sar e va a gonfiare la rete del Manchester United. Un gol diventa arte Ora, questo momento storico, parte di A Goal in Life – progetto interamente spinto da obiettivi benefici e guidato dalla Fondazione Inter Miami CF – segnerà un’intersezione mai vista prima tra sport e arte e si trasformerà in un’opera unica nel suo genere, che solo una persona al mondo possederà.

Refik Anadol, l’artista contemporaneo rivoluzionario e pioniere noto per aver ridefinito i confini dell’arte basata sui dati, sta utilizzando milioni di punti dati, angolazioni e sequenze di quel gol per creare un capolavoro senza precedenti. La Uefa, con un gesto generoso, ha concesso i diritti delle immagini di quel gol alla Fondazione Inter Miami CF per consentire la creazione e la condivisione di questo progetto con il mondo. Per rendere l’opera ancora più significativa, Refik Anadol ha incontrato Leo Messi di persona per una conversazione intensa e intima davanti a diverse telecamere, mentre Messi rivisitava quel gol indimenticabile. Il materiale audiovisivo esclusivo, mai pubblicato prima, aggiungerà non solo ricchezza visiva, ma anche profondità emotiva e spirituale all’opera d’arte.

Come afferma Anadol: “Il gol di Leo Messi è più di un momento decisivo nello sport: è una complessa espressione dell’intenzione umana, della memoria e del movimento. Integrando tecnologie di biosensori e sistemi di intelligenza artificiale avanzati, addestrati sui dati di quell’evento unico, stiamo esplorando una nuova frontiera nell’arte dell’intelligenza artificiale, in cui i dati diventano emozione e la memoria diventa forma. Questo progetto riflette il nostro impegno più ampio nel rendere accessibili gli strumenti più avanzati dell’intelligenza artificiale e nel trasformare l’arte in impatto diretto, con tutto il ricavato destinato a sostenere l’equità educativa e le opportunità per i bambini e le comunità bisognose”.

Ponte Stretto, il Quirinale: già previsti rigorosi controlli antimafia

Roma, 22 mag. (askanews) – “La norma sui controlli antimafia non era contenuta nel testo preventivamente inviato al Quirinale, ma è apparsa poche ore prima della riunione del Consiglio dei ministri. La legislazione in vigore contempla norme antimafia rigorose per le opere come il ponte di Messina”. E’ quanto precisa una nota dell’ufficio stampa del Quirinale in riferimento ad alcune inesattezze comparse sulla stampa odierna in relazione alla norma del decreto Infrastrutture.

“La norma proposta prevedeva invece una procedura speciale – spiega la nota dell’ufficio stampa – adottata finora soltanto in casi di emergenza, come i terremoti, o di eventi speciali, come le Olimpiadi, che non risulta affatto più severa delle norme ordinarie. Basti ricordare che la procedura speciale, che veniva proposta, autorizza anche a derogare ad alcune norme previste dal Codice antimafia, deroghe non consentite dalle regole ordinarie per le opere strategiche di interesse nazionale”.

Ecco l’App di Normattiva, tutte le leggi italiane nello smartphone

Roma, 22 mag. (askanews) – Tutte le leggi italiane nello smartphone. Tutti, cittadini e addetti ai lavori, hanno a disposizione una nuova applicazione ufficiale e gratuita Normattiva – Il Portale della Legge Vigente e anche il Portale Open Data.

L’App di Normattiva, operativa gratuitamente su dispositivi iOS e Android, è un progetto promosso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e realizzato e gestito dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, finalizzato all’erogazione di un servizio affidabile e gratuito. La nuova App offre le stesse funzionalità avanzate del portale web, ottimizzate per la consultazione mobile, anche in condizioni di elevata complessità normativa. L’applicazione garantisce l’accesso veloce agli atti normativi e agli ultimi documenti consultati. Sono disponibili funzionalità potenziate di condivisione tramite file (Bluetooth, AirDrop, WhatsApp e altri canali) ed è possibile esportare le ricerche in nuovi formati, come RTF o URI.

Inoltre, sarà presto online il Portale Open Data, nato sotto la supervisione della Presidenza del Consiglio dei Ministri, della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica e realizzato e gestito da IPZS. Questa piattaforma rappresenta il tassello chiave nella valorizzazione della normativa italiana, e si pone l’obiettivo di mettere a disposizione in formati aperti e liberamente riutilizzabili, l’intero corpus normativo italiano pubblicato su Normattiva.

Tra i principali servizi offerti il download degli atti normativi in molteplici formati strutturati e riusabili (AKN, XML NIR, HTML, JSON, URI ELI), oltre a formati adatti alla consultazione (PDF, EPUB, RTF) e l’accesso a collezioni di atti preconfezionate o alla possibilità di richiedere collezioni dinamiche personalizzate secondo criteri definiti dall’utente.

Si tratta di due strumenti innovativi che rafforzano la missione di Normattiva: garantire un accesso libero, aggiornato e tecnologicamente evoluto alla legislazione vigente, favorendo trasparenza amministrativa, open government e innovazione digitale, tematiche centrali al Forum Pa, il più importante evento nazionale dedicato al tema della modernizzazione della pubblica amministrazione.

“Save a Horse”, dal bar per cavalli in gara ai progetti d’inclusione

Roma, 22 mag. (askanews) – La protezione e il benessere del cavallo, in particolare dei cavalli sportivi e l’inclusione sociale, attraverso il rapporto dell’animale con l’uomo, sono tra le finalit per cui nata l’associazione no profit “Save a Horse Italia”, basata sul volontariato.

Tanti i ragazzi volontari impegnati al 92esimo Concorso di Piazza di Siena a Roma, a Villa Borghese, dove l’associazione presente per il terzo anno con degli stand fuori dall’area delle gare. Sono gli “Horse Bar”, organizzati in associazione con la FISE (Federazione Italiana Sport Equestri), dove i cavalli che hanno gareggiato possono rinfrescarsi e riprendersi.

Il presidente di “Save a Horse Italia” Claudio Coratella: “Questo che vedete uno ‘Horse Bar’ dove a tutti i cavalli in gara, quando escono dal campo gara, offriamo gratuitamente mele, carote, acqua; ogni mela e carota sigillata in modo da evitare contagi o altro, i secchi dell’acqua vengono rivestiti ogni volta, quindi nessun cavallo beve da nessun’altra parte, in pi quest’anno abbiamo allestito come novit una cooling area dove i cavalli possono passare sotto per infrescarsi con l’acqua vaporizzata”.

Un modo per prendersene cura prima di tornare alle scuderie, apprezzato da cavalli e partecipanti; l’associazione inoltre, con base a Roma ma presente con volontari a livello nazionale, ha un’oasi dove recupera cavalli anziani, denutriti o maltrattati, collabora con la Federazione per promuovere il benessere del cavallo e guarda all’ambiente, anche con studi su come creare energia elettrica dal letame dei cavalli. Oltre ad avere progetti di inclusione sociale.

“Noi siamo cavallo-centrici, come dico io sempre scherzando, quindi abbiamo vari progetti legati all’inclusione sociale, sempre attraverso il cavallo”.

Nello specifico, ha spiegato ancora il presidente, “abbiamo in questo momento anche progetti per il recupero psicofisico di ragazze che hanno subito dei maltrattamenti in famiglia, abbiamo anche progetti per gli anziani e un progetto molto ambizioso sul fatto di portare dentro gli ospedali delle fattorie didattiche per i bambini ricoverati”.

Il Cremlino smentisce l’accordo per colloqui con l’Ucraina in Vaticano

Roma, 22 mag. (askanews) – Il Cremlino ha dichiarato di non aver raggiunto alcun accordo per tenere colloqui di pace con l’Ucraina in Vaticano, smentendo le notizie di possibili negoziati a breve ospitati dalla Santa Sede.

Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, infatti, le trattative potrebbero riprendere a metà giugno proprio in Vaticano. Tuttavia, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha respinto tale ipotesi, perlomeno in questa fase: “Non ci sono stati accordi in merito”, ha affermato ai giornalisti.

Peskov ha inoltre smentito le dichiarazioni del presidente finlandese Alexander Stubb, che ha evocato la possibilità di “colloqui tecnici” già dalla prossima settimana, proprio in Vaticano. “Non ci sono accordi concreti su futuri incontri. È una questione che deve ancora essere definita”, ha precisato il portavoce di Putin.

La settimana scorsa, funzionari russi e ucraini si sono incontrati a Istanbul per il primo faccia a faccia in oltre tre anni. Un incontro “tecnico” come voluto da Mosca e non il confronto diretto al vertice proposto dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky: per accettare un contatto al vertice il presidente russo avrebbe avanzato condizioni palesemente irricevibili, in particolare il ritiro ucraino dalle parti delle regioni dichiarate annesse da Mosca ma non sotto controllo russo.Dopo il colloquio telefonico con Vladimir Putin, lunedì scorso, il presidente statunitense Donald Trump ha parlato di disponibilità russa a “immediati” negoziati diretti con l’Ucraina, lasciando intendere che l’America voglia depotenziare il suo ruolo di mediatore. Un seguito all’incontro di Istanbul non è stato tuttavia ancora fissato.

Il Vaticano come sede è argomento delicato per i vertici russi, dato che potrebbe indisporre il Patriarcato ortodosso moscovita, importante alleato politico e di sostegno alla guerra in Ucraina.

Calcio, Modric annuncia l’addio al Real: "Hala Madrid"

Roma, 22 mag. (askanews) – “Cari madridisti, è arrivato il momento. Il momento che non avrei mai voluto arrivasse, ma così è il calcio, e nella vita tutto ha un inizio e una fine… Sabato giocherò la mia ultima partita al Santiago Bernabéu.” Con queste parole cariche di emozione, Luka Modric ha comunicato ai tifosi del Real Madrid il suo addio al leggendario stadio che lo ha visto protagonista per dodici stagioni indimenticabili e al club. Il fuoriclasse croato, arrivato nel 2012 con il sogno di indossare la maglia del miglior club del mondo, non poteva certo immaginare la straordinaria epopea che avrebbe vissuto in maglia blanca. “Giocare nel Real Madrid mi ha cambiato la vita come calciatore e come persona. Sono orgoglioso di aver fatto parte di una delle epoche più vincenti del miglior club della storia”, ha proseguito Modric, esprimendo la sua profonda gratitudine verso la società, a partire dal presidente Florentino Pérez, i compagni di squadra, gli allenatori e tutte le persone che lo hanno supportato in questo lungo e glorioso percorso. Il racconto di Modric ripercorre anni di emozioni indescrivibili: “In questi anni ho vissuto momenti incredibili, rimonte che sembravano impossibili, finali, celebrazioni e notti magiche al Bernabéu… Abbiamo vinto tutto e sono stato molto felice. Molto, molto felice. Ma al di là dei titoli e delle vittorie, mi porto nel cuore l’affetto di tutti i madridisti. Davvero non so come spiegare la connessione così speciale che ho con voi e quanto sostenuto, rispettato e amato mi sono sentito e mi sento. Non dimenticherò mai ogni ovazione e tutti i gesti di affetto che avete avuto nei miei confronti. Me ne vado con il cuore pieno. Pieno di orgoglio, di gratitudine e di ricordi indelebili. E anche se, dopo il Mondiale per Club, non indosserò più questa maglia sul campo, io sarò sempre madridista”, ha assicurato Modric, lasciando aperta la porta a un futuro nel mondo Real Madrid. Ci rivedremo. Il Real Madrid sarà sempre la mia casa. Per tutta la vita. Hala Madrid y Nada Más. Luka Modric”.

Nato: cambio comando in Iraq, ora è francese Hintzy alla guida

Milano, 22 mag. (askanews) – Giovedì 22 maggio, il Maggior Generale francese Christophe Hintzy ha assunto il comando della Missione NATO in Iraq, durante una cerimonia di cambio di comando a Baghdad.

Succede al Tenente Generale Lucas Schreurs (dei Paesi Bassi), in carica dal maggio 2024. Alla cerimonia hanno partecipato funzionari iracheni, ambasciatori dei Paesi alleati e partner, funzionari della NATO e altri rappresentanti della comunità internazionale a Baghdad.

“Per la Francia e per me personalmente, è un onore e un immenso privilegio assumere il comando della Missione NATO in Iraq, un Paese spesso considerato la culla della civiltà”, ha dichiarato il Maggiore Generale Hintzy. “Insieme alle istituzioni di sicurezza irachene e alle Forze di Sicurezza irachene, condividiamo un obiettivo comune. Il nostro successo non sarà mai individuale, ma collettivo, volto a sviluppare soluzioni su misura e sostenibili che aiuteranno l’Iraq a essere un partner prezioso per la NATO”, ha sottolineato.

Il comandante uscente, il Tenente Generale Lucas Schreurs, ha ringraziato i suoi omologhi iracheni per la loro ospitalità e l’eccellente cooperazione, e li ha elogiati per il loro impegno nella cooperazione con la NATO e nell’ulteriore rafforzamento delle forze di sicurezza e delle istituzioni irachene. “Ai nostri partner iracheni: la vostra resilienza e leadership ci ispirano. Abbiamo imparato molto da voi ed è stato un privilegio servire al vostro fianco. Ai nostri alleati e partner: grazie per aver investito nel futuro dell’Iraq e nella nostra sicurezza comune”, ha dichiarato. “Christophe, ti trasmetto questo comando con piena fiducia. Erediterà un team di professionisti dedicati e una solida rete di partnership. So che guiderai con visione e rispetto sia per i principi della NATO che per il contesto iracheno. Questa missione riguarda le persone: fiducia, supporto e sovranità. So che la porterai avanti con l’integrità che merita”, ha aggiunto il Tenente Generale Schreurs.

Al vertice NATO di Bruxelles del luglio 2018, i leader alleati hanno lanciato la Missione NATO in Iraq, su richiesta e invito del governo iracheno. La missione è stata istituita a Baghdad nell’ottobre 2018. Si tratta di una missione non bellica, consultiva e di rafforzamento delle capacità, che aiuta l’Iraq a costruire istituzioni e forze di sicurezza più sostenibili, trasparenti, inclusive ed efficaci, in modo che possano stabilizzare il Paese, combattere il terrorismo e impedire il ritorno dell’ISIS/Daesh.

Tutti gli sforzi della Missione NATO in Iraq vengono svolti con il consenso del governo iracheno e condotti nel pieno rispetto della sovranità e dell’integrità territoriale dell’Iraq.

In vista della cerimonia del cambio di comando della Missione NATO in Iraq, il Segretario Generale Aggiunto per le Operazioni della NATO, Tom Goffus, ha partecipato alla seconda riunione del Dialogo ad Alto Livello per il Partenariato tra NATO e Iraq, tenutasi a Baghdad il 21 maggio. “Questa seconda riunione del Dialogo ad Alto Livello per il Partenariato, qui a Baghdad, è una testimonianza del nostro partenariato con l’Iraq e del consolidamento di questo dialogo”, ha dichiarato, aggiungendo che “la NATO continua a essere pronta a sostenere il governo iracheno e le sue istituzioni di sicurezza in futuro attraverso la Missione NATO in Iraq”.

Il dialogo ad alto livello per il partenariato tra NATO e Iraq è stato avviato a Bruxelles il 27 agosto 2024. Fornisce un quadro aggiuntivo per le consultazioni e lo scambio di opinioni su questioni di interesse reciproco, tra cui la stabilità in Medio Oriente.

MotoGp, Bagnaia verso Silverstone "Dimenticare Le Mans"

Roma, 22 mag. (askanews) – Pecco Bagnaia prova a ripartire dopo Le Mans, uno dei suoi peggiori weekend in carriera con un doppio ‘zero’ che l’ha fatto precipitare a -51 punti da Marc Marquez in classifica. Negli scorsi giorni il torinese ha passato una giornata insieme con gli amici dell’Academy al Mugello: “E’ stato bello guidare la nuova Panigale – ha detto il torinese a Sky -. Un buon allenamento per dimenticare Le Mans”. Poi su Silverstone: “Probabilmente farà più freddo del previsto ma siamo pronti a tutto. Sarà importante identificare subito un setup che possa aiutarmi. Bisognerà adattarsi, questa è una pista diversa dalle altre dal punto di vista dei carichi. E poi ci sarà da trovare il mio feeling”

TEF 2025, Poggi: dalla visione all’azione

Roma, 22 mag. – “Questa la terza edizione del Taranto Eco Forum. Gli obiettivi sono, come dal nostro titolo, dalla visione all’azione. Ci proponiamo quest’anno ancora di pi di poter far presentare ai nostri partner, alle istituzioni, nuovi progetti che stanno per partire, logicamente anche sui nostri territori, nelle nostre comunit, ma anche progetti replicabili, cio fatti altrove, che possono essere portati qui come in tutti questi anni. Fatemi dire grazie a tutto il comitato tecnico-scientifico che ha lavorato anche quest’anno affinch si potesse avere un evento, dei panel cos di grande spessore, da un punto di vista proprio di dibattito scientifico e da portare il punto di vista di tutte le aziende, che sono tantissime, sono oltre 45, che operano sul piano globale, nazionale e anche della nostra regione, della nostra provincia”.

Lo ha dichiarato Patrick Poggi – Fondatore del Taranto Eco Forum – al Taranto Eco Forum 2025.

In collaborazione con Taranto Eco Forum TEF

Canale 5, I Viaggi del Cuore alla scoperta Sicilia Orientale

Roma, 22 mag. – Sabato 24 maggio 2025 alle 9:30 su Canale 5 I Viaggi del Cuore con Don Davide Banzato ci condurr in Sicilia, regione protagonista di ben quattro puntate speciali. Dopo aver scoperto Catania e la devozione a Sant’Agata, in questa puntata verranno raccontati alcuni luoghi suggestivi della Sicilia orientale, nell’ambito dell’iniziativa ‘Discovering Rural Sicily’ che vede protagonisti sette Gruppi di Azione Locale (GAL) che hanno messo insieme le loro tradizioni, culture, bellezze artistiche e architettoniche per creare percorsi tanto insoliti quanto coinvolgenti (Ente capofila del progetto il Gal Valle del Belice, gli altri sono Gal Etna Sud, Gal Terra Barocca, Gal Terre di Aci, Gal Terre del Nisseno, Gal Valli del Golfo, Gal Taormina Peloritani, Terre dei Miti e della Bellezza). Grazie a questo progetto questi sette GAL saranno promotori di due puntate de I Viaggi del Cuore: in questa prima puntata il Gal Terra Barocca, il Gal Terre di Aci, il Gal Etna Sud e il Gal Taormina Peloritani, Terre dei Miti e della Bellezza. Inizier il nostro viaggio a Santa Croce Camerina, nel territorio del GAL Terra Barocca, dove l’architettura barocca si fonde con l’identit autentica della Sicilia rurale. Qui, tra borghi di pietra e spiagge dorate, si respira l’atmosfera raccontata da Andrea Camilleri, dove ogni angolo sembra custodire un segreto e ogni pietra racconta una storia. Proseguiremo poi verso Scicli, insieme a Modica e Ragusa, per scoprire le meraviglie del barocco siciliano, con le sue chiese monumentali, i balconi scolpiti e le piazze scenografiche che raccontano una rinascita secolare. Questi luoghi, dichiarati Patrimonio dell’Umanit dall’UNESCO, sono esempi straordinari dell’arte e della cultura siciliana, capaci di affascinare viaggiatori di ogni epoca. Poi verso la costa orientale, nel cuore del GAL Terre di Aci, dove il mare si fonde con la roccia lavica, creando scenari di rara bellezza. Visiteremo Santa Maria La Scala, un borgo marinaro ai piedi di Acireale, dove le onde raccontano storie di antichi commerci e naviganti, mentre le scogliere laviche testimoniano la forza ancestrale dell’Etna. Questo tratto di costa stato un crocevia di popoli e culture, dall’epoca romana fino ai giorni nostri, lasciando tracce che ancora oggi affascinano i viaggiatori. Da qui un gruppo di camminatori lungo il Cammino del Mercante e del Pellegrino, che da Aci Catena ci porter al Santuario della Madonna di Valverde, passando per le suggestive Terme di Santa Venera al Pozzo e l’Eremo di Sant’Anna, fino a raggiungere il santuario, meta di pellegrinaggi e simbolo di fede profonda.

Lasciate poi le coste per addentrarci nel territorio di Mascalucia, nell’area del GAL Etna Sud, ai piedi del vulcano attivo pi alto d’Europa, dove il Bosco di Monte Ceraulo offre un rifugio di natura incontaminata. Qui, le antiche colate laviche testimoniano la forza della natura, mentre i sentieri tra la macchia mediterranea rivelano un paesaggio straordinario. Sempre nel territorio di Mascalucia, a Mompileri, poi il Santuario della Madonna della Sciara, costruito su una colata lavica antica dell’Etna. Questo santuario un luogo di grande spiritualit, dove i pellegrini trovano conforto e ispirazione tra le pietre laviche e il verde dei boschi circostanti.

Il viaggio continuer sul litorale ionico, a Santa Teresa di Riva, nel territorio del GAL Taormina Peloritani, Terre dei Miti e della Bellezza, dove la tradizione gastronomica siciliana si esprime al meglio con la celebre brioche col tuppo, compagna inseparabile della granita. Poco distante da Santa Teresa di Riva si trova Roccalumera, dove l’arte e la letteratura si incontrano nel Parco Letterario Salvatore Quasimodo. Qui, i visitatori possono ripercorrere le tappe della vita e dell’opera del poeta premio Nobel, scoprendo le radici profonde della cultura siciliana e il legame indissolubile tra terra e parola. Infine, concluderemo il nostro viaggio a Roccafiorita, alla scoperta del Santuario di Monte Kalfa, sempre nel territorio del GAL Taormina Peloritani, Terre dei Miti e della Bellezza, un luogo di pellegrinaggio immerso nella natura, dove la spiritualit e la bellezza si incontrano in un panorama che invita alla riflessione e alla contemplazione.

Un nuovo appuntamento con I Viaggi del Cuore ricco di curiosit lungo un percorso in Sicilia che attraversa terre di straordinaria bellezza e spiritualit, dove la natura e l’uomo continuano a intrecciare le loro vite, lasciando tracce indelebili nel paesaggio e nel cuore di chi le attraversa. La XIX edizione del programma partir dall’Italia, ma continuer a spaziare anche all’estero, ogni sabato mattina alle 9.30 su Canale 5, andranno in onda le nuove puntate de I Viaggi del Cuore, visibili anche sul canale internazionale Mediaset Italia. Come sempre, la trasmissione ospiter anche alcuni tra gli autori pi significativi del panorama editoriale italiano, in collaborazione con Edizioni San Paolo. In ogni viaggio ci sar il supporto di Famiglia Cristiana per approfondimenti di attualit e per uno spazio sulle ultime uscite editoriali. E non mancher la presenza di Missioni don Bosco, che racconter la difficile situazione della Nigeria, aiutandoci ad avere uno sguardo sul Mondo.

I Viaggi del Cuore ha ricevuto recentemente due importanti riconoscimenti. Il 21 giugno 2024, il programma ha ottenuto il Premio Moige, consegnato a Roma nell’Aula dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati. In seguito, il 15 marzo 2025, stato assegnato il premio giornalistico “Premio Buone Notizie – Edizione speciale In Giubileo”.

I Viaggi del Cuore un format tv ideato e prodotto da Elio Angelo Bonsignore per Me Production insieme alla produttrice per Mediaset R.T.I. Consuelo Bonifati. Conduttore Don Davide Banzato (nel ruolo anche di coautore); autrice Martina Polimeni; registi Alberto Magnani e Andrea Pecci. Nella sua durata di 40 minuti si propone di raggiungere tutti credenti e non, grazie ad un taglio culturale ed investendo mezzi consistenti per una qualit di immagini di alto livello. Gode del patrocinio della Santa Sede con il Dicastero per l’Evangelizzazione.

Sostenibilit, Oungre (A2A): Innovazione leva decarbonizzazione

Roma, 22 mag. – Non si poteva non parlare di sostenibilit alla quarta edizione dello Young Innovators Business Forum promosso da ANGI-Associazione Nazionale Giovani Innovatori al Meet di Milano. Relatore d’accezione stato Patrick Oungre, Group Head of Innovation, AI and R&D del gruppo A2A.

“La nostra azienda crede nell’innovazione come leva per contribuire realmente alla decarbonizzazione. Bisogna investire e fare scouting di tecnologie, che sono in continua evoluzione. Dobbiamo avere la capacit di intercettare subito gli strumenti che il mondo tech ci mette pian piano a disposizione e di accompagnare i giovani ricercatori o le start-up alle prime armi a capire che quella nuova tecnologia pu far compiere il cambio di passo verso la decarbonizzazione. Il nostro team lavora al fianco dei Giovani Innovatori proprio per aiutarli a far s che la loro tecnologia contribuisca a cambiare il mondo”, ha detto Oungre.

Sul fronte degli investimenti, ha aggiunto, “l’Italia ancora sconta a livello europeo un po’ di lentezza nel comprendere che, per sviluppare veramente l’ecosistema, le risorse erogate devono essere importanti. Oggi l’investito nel nostro Paese ammonta a poco pi di un miliardo di euro all’anno in venture capital, mentre Germania e Francia presentano numeri superiori di otto-nove volte. Se vogliamo contribuire allo sviluppo italiano, dunque, dobbiamo cambiare passo e farlo in fretta. L’Italia si merita di essere protagonista dell’innovazione”.

In collaborazione con Angi

A Roma l’iniziativa “Esci dal tunnel. Non bruciarti il futuro”

Roma, 22 mag. (askanews) – Inaugurata a Roma un’installazione a forma di sigaretta, lunga 14 metri e alta 3, presso Piazza San Silvestro. L’opera, che rappresenta il tunnel della dipendenza dal fumo, parte della campagna di sensibilizzazione itinerante “Esci dal tunnel. Non bruciarti il futuro” condotta da WALCE (Women Against Lung Cancer in Europe) in collaborazione con l’Unit Operativa Semplice Dipartimentale di Oncologia Medica del Policlinico di Tor Vergata di Roma, volta a porre l’attenzione sulle patologie fumo-correlate.

Silvia Novello, Presidente WALCE, ha dichiarato: “Valce ha disegnato negli ultimi 15 anni tutta una serie di iniziative e progetti che in maniera capillare e personalizzata vanno a promuovere la prevenzione primaria su diverse fasce di popolazione. Il tunnel diretto all’intera popolazione perch aperto a tutti e all’interno possibile svolgere un percorso esperienziale con tutta una serie di messaggi chiave per vivere meglio e vivere sano, quindi non soltanto focalizzati sul fumo, anche se il fumo di sigaretta il nostro primo obiettivo e lo perch l’85% dei casi di tumore polmonare sono ancora legati all’abitudine tabagica”.

Sabrina Mariotti, Referente WALCE per la Regione Lazio, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: “Il fumo di sigaretta in realt tra le prime cause di tumore al polmone e pu determinare il tumore del polmone a piccole che a grandi cellule ed dimostrata dal punto di vista scientifico e biologico una correlazione diretta da parte delle sostanze che si sprigionano nel fumo di sigaretta con il danno dell’epitelio della mucosa bronchiale che poi nel tempo pu determinare lo sviluppo della malattia tumorale”.

L’iniziativa permette a cittadini, sanitari, media ed istituzioni di svolgere un percorso multimediale all’interno del tunnel, accompagnati da oncologi, pneumologi e psicologi per conoscere a pieno i danni del tabacco e dei dispositivi elettronici per essere informati sui percorsi di disassuefazione, sui fattori di rischio legati al tumore del polmone e su altre malattie dell’apparato respiratorio. All’interno dell’installazione, inoltre, possibile anche sottoporsi ad un test spirometrico testimoniando, cos, anche il valore della prevenzione.

“La sensibilizzazione e l’educazione sono fondamentali, cos come cercare di tenere sempre alta l’attenzione anche da parte dei pi giovani” – afferma Vanessa Cattoi, Coordinatrice alla Camera dell’Intergruppo ‘Insieme per un impegno contro il cancro’ – “Anche l’iniziativa che viene proposta oggi da WALCE, e quindi anche il fatto di coinvolgere gli istituti scolastici proprio per cercare di sensibilizzare fin dalla giovane et, testimonia l’importanza degli stili di vita. L’incidenza che il fumo in particolar modo ha sulle patologie oncologiche un aspetto veramente importante che, anche come Intergruppo insieme per un impegno contro il cancro, stiamo cercando di portare avanti”.

La giornata inaugurale dell’iniziativa condotta da WALCE ha sottolineato l’importanza di far coesistere il tema della prevenzione con strategie di comunicazione volte a sensibilizzare la popolazione sulle conseguenze derivanti dal vizio del fumo.

Tennis, Roland Garros, Sinner nella parte di Zverev e Djokovic

Roma, 22 mag. (askanews) – Inizierà contro Arthur Rinderknech il cammino di Jannik Sinner al Roland Garros 2025 in programma dal 25 maggio all’8 giugno. È questo l’esito del sorteggio svolto a Parigi. Sinner ha pescato dal suo lato del tabellone le teste di serie più alte: l’azzurro potrebbe incrociare Draper ai quarti, poi uno tra Zverev e Djokovic in semifinale. Prima di quel round, sul cammino di Sinner potrebbe esserci Davidovich Fokina al 3° turno e uno tra Rublev e Fils negli ottavi di finale.

Parte bassa del tabellone, invece, per Lorenzo Musetti che debutterà contro un qualificato o un lucky loser. Il carrarino potrebbe incrociare Rune agli ottavi, poi il possibile quarto di finale con Fritz e la semifinale con Alcaraz. Lo spagnolo, campione in carica a Parigi, esordirà contro Kei Nishikori e al 2° turno può incontrare Luca Nardi che dovrà prima superare il debutto con Marozsan. Tra gli altri italiani in gara, spiccano diversi primi turni: Arnaldi-Auger Aliassime, Sonego-Shelton, Bellucci-Draper e Darderi-Korda. Cobolli attende un qualificato o lucky loser mentre Passaro affronterà l’olandese De Jong

Equitazione, CSIO Piazza di Siena: Azzurri, Roma vi aspetta

Roma, 22 mag. – Alla vigilia del 92CSIO di Roma – Master d’Inzeo, la Casina dell’Orologio a Piazza di Siena ha ospitato il punto stampa con gli atleti azzurri che riconoscono sempre il valore aggiunto di una ‘partita in casa’ in una cornice di fama mondiale.

Il selezionatore azzurro Marco Porro ha presentato il team azzurro che porter il Tricolore in Coppa delle Nazioni Intesa Sanpaolo di venerd 23 maggio: Giulia Martinengo Marquet, Paolo Paini, Emanuele Gaudiano e Giacomo Casadei. Presenti, insieme ai vertici FISE, il Presidente Marco Di Paola, il Segretario Generale Simone Perillo e il Direttore Sportivo Francesco Girardi, anche Arnaldo Bologni e Davide Vitale, rispettivamente il pi ‘grande’ e il pi ‘piccolo’ del concorso e i due ‘Luca’ romani Coata e Marziani.

‘Giulia un’amazzone fortissima, una delle migliori a livello mondiale. Paolo il campione italiano in carica con un cavallo eccellente che speriamo riesca ad esprimersi ai livelli che gli sono propri. Anche Emanuele un cavaliere di qualit indiscutibile, davvero uno dei pi forti… E poi c’ Giacomo: solo 22 anni gi alla sua seconda convocazione in Coppa a Piazza di Siena. Ha talento da vendere’, questa la presentazione che il selezionatore azzurro ha voluto riservare ai ‘suoi’. Un vero carburante propulsivo per un concorso dove tutti saranno concentrati per dare il meglio.

Prima volta allo CSIO Roma- Master d’Inzeo per Marco Bergomi che dal ruolo di chef d’equipe di tante compagini giovanili passa quest’anno ai senior.

‘Sono onorato ed emozionato – ha dichiarato Bergomi. – Con i senior tutta un’altra cosa: sono dei professionisti super organizzati e il mio compito, in questo caso, sar tutelare sulla loro concentrazione’.

Giacomo Casadei. ‘Essere a Piazza di Siena un grande onore e motivo di grande soddisfazione. Sono qui con due cavalli, Olivia Vls e Marbella du Chabli che sar anche quest’anno la mia scelta per la Coppa’.

Emanuele Gaudiano. ‘ la mia 14esima partecipazione a Piazza di Siena e quest’anno rientro in Coppa con un cavallo nuovo, Chalou’s Love PS, un grigio di 13 anni che si presenta a Roma davvero in forma’.

Paolo Paini. ‘Casal Dorato un cavallo eccezionale. Con un carattere particolare ma davvero un buon soldato’ – ha commentato l’emiliano Paolo Paini interrogato riguardo al proprio compagno di gara che dopo la vittoria al Campionato d’Italia si messo in grande evidenza. ‘Venerd cercheremo con tutte le nostre forze di replicare l’ottima performance della nostra prima Coppa delle Nazioni insieme a Rabat’.

Giulia Martinengo Marquet. ‘Quest’anno ho scelto, seppur a malincuore, di rinunciare ai Campionati d’Italia proprio per dare la possibilit a Delta de l’Isle di arrivare a Roma nella migliore condizione possibile. SI tratta di un cavallo straordinario e sono davvero onorata di poterlo montare. Spero sempre di essere alla sua altezza soprattutto perch per Piazza di Siena abbiamo fatto un bel percorso di avvicinamento’.

Arnaldo Bologni, ‘i miei primi quarant’anni’ a Piazza di Siena

La domanda : chiss se sapere di essere un pezzo di storia per il jumping azzurro a Piazza di Siena pi una lusinga o una irrispettosa considerazione sull’et Tanto che con quest’anno, con difronte il traguardo dei 65 (che compir ad agosto) Arnaldo Bologni festeggia i suoi ‘primi quarant’anni’ nell’ovale di Villa Borghese. E naturalmente questo non che uno tra i tanti obiettivi centrati dal fuoriclasse emiliano.

Al suo rientro in gara, a Jumping Verona dello scorso novembre dopo una lunghissima pausa dalle gare aveva ironizzato: ‘Beh, in questo periodo sono maturato ‘. Ma di sicuro ci non significa che abbia rinunciato neppure a un centimetro del suo senso dell’umorismo n del suo spirito da agonista puro.

Del resto la tempra del campione fatta proprio di questo: desiderio e capacit di mettersi in gioco per raggiungere il vertice.

‘Il nostro uno sport fantastico che ci permette di avere una carriera longeva e sempre ricca di grandissime soddisfazioni. Non c’ nessun altro sport come questo… Credo di essere la prova vivente che montare a cavallo faccia bene. L’equitazione uno sport che va praticato’.

Questo lo ‘spot romano’ per il fuoriclasse emiliano che a Roma 2025 presente con due cavalli.

‘D Mark 2 e Taylormade Mequilot PS sono due super, capaci di regalare grandi soddisfazioni’ ha raccontato. E a chi gli ha chiesto se si sentiva di dare qualche consiglio ai pi giovani, Arnaldo ha risposto con la genuinit che lo contraddistingue da sempre. ‘Quando si monta a cavallo, ogni consiglio che ci arriva da chi ci vede da terra sempre prezioso. Sia che arrivi da qualcuno con pi o meno esperienza. Serve sempre tutto…’.

Arnaldo Bologni ha firmato per l’Italia alcune pagine indelebili del migliore jumping. Partendo proprio da Roma e da Piazza di Siena, fu sua la vittoria del Gran Premio in sella a Mayday nel 1994. Una vittoria storica, che arriv dopo quella di Piero d’Inzeo del 1976, diciotto anni dopo E proprio in quello stesso anno, Bologni si impose anche sul difficile campo di Hickstead.

Piazzamenti e vittorie di primissimo rilievo non si contano davvero nella longeva carriera sportiva di questo campione: La Baule Aachen, Rotterdam, Keppelen, Dinard, Stoccolma Nel suo palmares c’ di tutto: due Olimpiadi, Barcellona 1992 e Atlanta 1996, quattro Campionati del Mondo e tre Europei.

E adesso questo incredibile quarantesimo ‘compleanno’ con Piazza di Siena dove in campo porter la sua grande esperienza – un vantaggio dell’et, questo s – e nello stesso tempo, la freschezza e lo ‘stupore’ che lo accompagnano da sempre.

Da Biella a Piazza di Siena, il sogno di Davide Vitale:

Ancora diciannovenne, compir gli anni il 28 luglio prossimo, Davide Vitale il pi giovane degli azzurri in gara, ed anche di tutti i 74 atleti al via nella 92esima edizione dello CSIO di Roma – Master d’Inzeo.

Giovane ma con un bel numero di gare al proprio attivo il giovane cavaliere biellese doc ha un approccio agonistico gi maturo e il titolo italiano Young Rider in bacheca.

A luglio sar tra le ‘carte’ azzurre al Campionato d’Europa giovanile di Riesenbeck, in Germania, e a Piazza di Siena si presenta con Lester e Earl Grey, i cavalli di punta sui quali lavora abitualmente nella sua scuderia nel biellese seguito come coah da Riccardo Pisani.

‘Sono molto felice di essere stato convocato per Piazza di Siena. sempre un passaggio importante e un’emozione trovarsi gomito a gomito con tanti campioni. un’occasione per provare a ‘rubare’ anche qualche trucco del mestiere… Anche se, l’obiettivo, una volta che si qui rimangono i risultati…’

Dopo il diploma conseguito lo corso anno al Liceo Sportivo di Biella, il giovane azzurro si dedicato completamente agli sport equestri.

‘La mia passione diventata una scelta di vita, certo , per, che entrare in gara in un campo come l’ovale di Villa Borghese suscita sicuramente sentimenti forti. Per quanto mi riguarda, tuttavia, il punto cruciale sar garantire ai miei cavalli la massima tranquillit e serenit nonostante l’impatto coreografico e del pubblico’.

In merito al cavallo a cui si sente pi legato – Davide ne ha in lavoro una decina – non c’ esitazione.

‘Earl Grey sicuramente quello che mi ha consentito di ottenere i risultati che mi hanno portato fin qui. Quindi, nonostante tutti abbiano un ruolo nelle dinamiche di scuderia, Earl Grey, in questo anno trascorso insieme ha guadagnato un posto speciale’.

Quasi al termine della sua carriera nella serie cadetta, Davide Vitale guarda con grande consapevolezza al difficile ingresso nel mondo dei senior.

‘ un passaggio complesso. Soprattutto per quello che riguarda i cavalli, un fronte sul quale sto lavorando gi da tempo per arrivare il pi pronto possibile al grande salto. Ma nel frattempo, cerco di mantenere la concentrazione. E per questo non posso non ringraziare la mia famiglia, che sponsor, aiutante, supporter… E naturalmente il mio istruttore, i tecnici e la Federazione. Se posso ambire a grandi cose anche e soprattutto grazie al loro sostegno’.

In collaborazione con FISE

III International Meeting Confprofessioni-Apri International

Roma, 22 mag. – “Confprofessioni intende guidare le Pmi nel percorso di internazionalizzazione. Per farlo, ogni impresa deve poter contare sul sostegno di professionisti qualificati: noi ci impegniamo affinch le nostre aziende acquisiscano le competenze necessarie per aprirsi a nuovi mercati. Un secondo obiettivo attrarre investimenti esteri nelle strutture italiane. Al legislatore chiediamo non solo fondi e risorse economiche, ma anche strumenti concreti di supporto: ad esempio semplificazioni per l’accreditamento all’estero, come nel Piano Mattei, e incentivi per Paesi strategici quali l’Armenia e altre aree in cui le nostre imprese possono espandersi”. Lo ha dichiarato Marco Natali, presidente della Confederazione Italiana Liberi Professionisti, nel corso della III edizione dell’Annual International Meeting, promosso da Confprofessioni e Apri International che si svolto a Palazzo Rospigliosi a Roma. All’appello del presidente Natali ha risposto Maria Elena Boschi (Italia Viva), vicepresidente della Commissione parlamentare di Vigilanza dei servizi radiotelevisivi: “L’internazionalizzazione delle PMI resa complessa dalle incertezze legate ai dazi americani, che spingono le imprese a cercare nuovi mercati. Per affrontare questa sfida servono professionisti preparati e un sostegno concreto del “sistema Paese”. In passato, con il nostro governo, abbiamo attuato garanzie pubbliche e stanziato milioni per il Piano Made in Italy, favorendo l’espansione all’estero. Fondamentale anche difendere i nostri marchi autentici contrastando l’italian sounding”. Sulla necessit di sostenere le Pmi si espresso anche Antonio Misiani (Pd), vicepresidente della commissione Bilancio al Senato: La guerra commerciale lanciata dagli Stati Uniti penalizza fortemente i Paesi esportatori come l’Italia, che intrattiene scambi significativi con il mercato americano. Per tutelare le nostre Pmi, necessario uno sforzo congiunto tra pubblico e privato volto a diversificare e difendere le quote di mercato internazionali, compensando le perdite negli Usa”. Gli obiettivi di Apri International sono stati illustrati dal vicepresidente di Confprofessioni Luigi Carunchio: “Stiamo costruendo una rete a supporto dei professionisti italiani attraverso la realizzazione di un network dove possibile sviluppare sinergie tra tutte le attivit che i professionisti stessi svolgono nell’ambito delle proprie specializzazioni e dei Paesi di riferimento dove operano per promuovere l’internazionalizzazione e l’innovazione delle imprese”. Per Giuseppe Tripoli, segretario generale Unioncamere: “Le imprese italiane stanno andando molto avanti sul fronte dell’internazionalizzazione. Basta pensare che negli ultimi 5 anni l’export cresciuto del 30% raggiungendo la cifra di 625mld di beni esportati pi 150 circa di servizi esportati. L’export aiuta le imprese a crescere anche in capacit innovativa, occorre allargare questa platea ad almeno altre 20mila imprese che sono in condizioni di poterlo fare. Il Pnrr sta aiutando questo processo, penso all’innovazione nel turismo e nei rapporti con la PA, la digitalizzazione. Sar importante che dopo giugno 2026 ci siano strumenti finanziari che continui a sostenere questo sforzo innovativo”. Le opportunit offerte dalla Zes unica del Mezzogiorno hanno caratterizzato l’intervento di Stefano Ducceschi, senior advisor Apri International: “Il Sud una straordinaria opportunit per promuovere investimenti esteri. La Zes unica del Mezzogiorno, che contiene ben otto regioni del nostro Paese, capace di attrarre risorse importanti dall’estero. I dati parlano di circa 629 autorizzazioni uniche concesse con un volume di investimenti di circa 24 miliardi di euro e 32mila nuovi addetti. Il primo luglio presenteremo la Zes unica del Mezzogiorno nell’ambasciata di Berlino, sar l’occasione per spiegare a tutta la Germania questa opportunit”. L’internazionalizzazione un processo che non riguarda solo le imprese ma anche le istituzioni, come sottolineato da Fulvio Baldi, sostituto procuratore della Corte di Cassazione: “Negli ultimi anni sono stati fatti passi in avanti importanti nella direzione dell’internazionalizzazione della giustizia. Sono stati creati organi deputati alle strutture internazionale che sono stati messi in rete tra loro. Anche la Procura generale della Cassazione ha un ufficio relazioni internazionali molto attivo. Esistono reti per i serious crime nelle indagini internazionali. Ci sono magistrati di collegamento con altri paesi. Rispetto a 20 anni fa sorta una galassia che noi stiamo percorrendo con convinzione e questo un segnale molto positivo”.

In collaborazione con Confprofessioni

Calcio, Conte: "Stagione ottima o superlativa, domani sapremo"

Roma, 22 mag. (askanews) – Notte prima degli esami per Antonio Conte. Napoli-Cagliari può significare il quarto titolo per la formazione partenopea, il decimo per l’allenatore salentino, cinque da giocatore, altrettanti da tecnico. “Si prova tanta voglia di scendere in campo, di giocarla – le parole in conferenza stampa dell’allenatore del Napoli – Veniamo da una stagione bella stressante. Potrebbe essere l’ultima che chiude una stagione in un nuovo ambiente. Sentiamo grande responsabilità, quella di regalare ai tifosi qualcosa di storico”. Il Napoli è stato di più in testa. Se finisce come tutti qui si augurano avrà vinto la squadra più forte o brava: “Io parto dalla mia esperienza che mi ha sempre detto che vincono le squadre che hanno meritato e dimostrato di più. Parliamo di 38 partite, a differenza di tornei brevi, che poi ora non sono neanche così brevi, dove lì è importante il sorteggio, trovi avversari con squalificati o infortunati, in un percorso più breve può spuntare qualcosa di diverso, ma 38 partite sono tante e delineano chi merita. Serve regolarità, di risultati, prestazioni, gestire situazioni. Nei tornei brevi hai meno tempo”. Coraggio, umiltà, resilienza o cosa per domani: “Io posso essere uno specialista in vittorie, ma anche in sconfitte. La mia carriera parla chiaro se vedete quello che ho perso, quanti finali, 3 di Champions, una di coppa del mondo, uno di Europei, una di Coppa Uefa, ve ne potrei dire tante. Io cerco di essere specialista nell’aiutare il club ed i ragazzi, poi se il nostro meglio ci porta a vincere allora è una grande soddisfazione, ma non voglio che si dimentichi che in carriera ci sono vittorie e sconfitte che mi hanno creato una scorsa molto dura ed a volte anche cattiva, che mi fa diventare cattivo a volte. Dispiace non esserci, dopo un campionato del genere vorresti essere lì, con i tuoi tifosi per guidare la squadra. C’è grande fiducia nel mio staff, come sempre, nei tifosi, nell’ambiente che ci sarà e anche se dalla tribuna il mio cuore sarà lì, anzi due cuori”. Dopo Parma era stremato: “Distrarsi diventa difficile, la distrazione mi arriva solo quando mangio. E quando dormo, se riesco a dormire; perché se ti svegli torna il pensiero. È stata una settimana corta, ma intensa, piena di emozioni. La mente porta dappertutto. Ci siamo preparati bene, sappiamo che questa è la partita più importante della stagione, ora possiamo dirlo. È quella decisiva. E decide che tipo di stagione hai avuto, se ottima o superlativa”. Situazione infortunati: “La situazione infortunati non è cambiata, sia per infortunati che per condizione. Chi ha giocato a Parma sta molto meglio di chi non ha giocato”.

"Caravaggio 2025″ fa sold out, nuove fasce apertura fino a mezzanotte

Roma, 22 mag. (askanews) – Vista la grandissima affluenza e l’interesse del pubblico per la mostra Caravaggio 2025 a Palazzo Barberini – che in meno di due mesi di apertura è andata completamente sold out – le Gallerie Nazionali di Arte Antica a Roma annunciano che da giovedì 29 maggio l’orario di apertura della mostra sarà esteso fino a mezzanotte dal giovedì alla domenica (ultimo ingresso alle 23).

Inoltre, da lunedì 3 giugno, in concomitanza con la chiusura delle scuole, il lunedì mattina l’accesso in mostra sarà permesso non solo ai gruppi ma anche ai singoli visitatori, mentre ogni martedì, da martedì 10 giugno, l’esposizione resterà aperta fino alle 22 (ultimo ingresso alle 21).

Le nuove fasce orarie saranno prenotabili online a partire da lunedì 26 maggio 2025 alle 10.

Caravaggio 2025 a cura di Francesca Cappelletti, Maria Cristina Terzaghi e Thomas Clement Salomon, realizzata in collaborazione con la Galleria Borghese, il supporto della Direzione Generale Musei del Ministero della Cultura e il sostegno del Main Partner Intesa Sanpaolo, è uno dei progetti espositivi più ambiziosi mai dedicati all’opera di Michelangelo Merisi, detto Caravaggio (1571-1610).

Con ventiquattro dipinti provenienti da prestigiose collezioni pubbliche e private, italiane e internazionali – e la possibilità di visitare il Casino Boncompagni Ludovisi con un biglietto speciale legato al biglietto della mostra – l’esposizione offre un percorso unico tra opere raramente visibili e sorprendenti accostamenti, all’interno di uno spazio che testimonia il legame tra l’artista e i suoi mecenati.

Caravaggio 2025 sarà aperta tutti i giorni fino al 6 luglio 2025.

Cinema, esce "Fuori" di Martone: saluti in sala il 25 maggio a Roma

Roma, 22 mag. (askanews) – Dopo la presentazione a Cannes con lunghi applausi, “Fuori” di Mario Martone esce al cinema e domenica 25 maggio a Roma ci saranno incontri speciali con il cast in diversi cinema.

Alle ore 17 presso Eurcine Multisala, il regista, la sceneggiatrice Ippolita di Majo e l’interprete Valeria Golino saluteranno il pubblico presente in sala. Lo stesso incontro si terrà alle ore 18 presso il Cinema Greenwich, alle 19 presso il Cinema Giulio Cesare, alle 20 presso il Cinema Barberini e alle ore 20.45 presso il Nuovo Sacher dove Martone, Ippolita di Majo e Golino incontreranno il pubblico in sala al termine della proiezione; a moderare l’incontro ci sarà Nanni Moretti.

Il film è ambientato a Roma, nel 1980. La scrittrice Goliarda Sapienza finisce in carcere per aver rubato dei gioielli, ma l’incontro con alcune giovani detenute si rivela per lei un’esperienza di rinascita. Uscite di prigione, in una calda estate romana, le donne continuano a frequentarsi e Goliarda stringe un legame profondo con Roberta, delinquente abituale e attivista politica. Un rapporto che nessuno, fuori, può riuscire a comprendere ma grazie al quale Goliarda ritrova la gioia di vivere e la spinta a scrivere.

Nel cast del film, oltre a Golino, Matilda De Angelis, Elodie, Corrado Fortuna.

Lost & Found è il nuovo EP di chiamamifaro

Milano, 22 mag. (askanews) – Il 6 giugno arriva Lost & Found il nuovo EP di chiamamifaro, prodotto da Nigiri e distribuito da Sony Music Italy. Disponibile in pre save e pre order al link https://columbia.lnk.to/LOSTandFOUND

Dopo aver conquistato pubblico e critica con i singoli “Perché?”, “O.M.G.” e “Leone”, brani presentati durante la partecipazione al programma Amici, la giovane songwriter, in arte chiamamifaro, si perde e si ritrova in Lost & Found, un viaggio tra ciò che è stato, ciò che si è perso e ciò che resta di noi. In 7 brani dall’anima pop, Angelica Gori, classe 2001, canta le contraddizioni dei vent’anni: i rimpianti, le partenze, i ritorni a metà, ma anche quella voglia di mettersi in discussione senza perdere sé stessa.

L’ep si apre con Valigia, focus track del nuovo progetto e manifesto dell’intero lavoro, dove chiamamifaro vuole chiudere con il passato e fa una riflessione su cosa portarsi dietro in quello che vuole essere un nuovo punto di partenza per la cantautrice bergamasca. Il suono di LOST & FOUND è moderno, vibrante e abbraccia influenze pop, senza rinunciare alla scrittura narrativa, diretta e personale che la contraddistingue da sempre. L’artista ha firmato tutti i brani, con la collaborazione di alcuni tra i nomi più interessanti del panorama italiano, su tutti Federica Abbate e Riccardo Zanotti.

“Lost & Found è il disco a cui rivolgerti negli aeroporti, nelle stazioni, alla fine di un lungo viaggio, quando senti di aver perso qualcosa per strada. O qualcuno. Spero sempre che un disco aiuti almeno un po’ a ritrovarlo, o che regali un secondo di illusione di poterlo avere ancora, anche solo per un attimo. Non sempre si trova quello che si cerca, ma a volte si riesce a trovare qualcosa che ci si era dimenticati valesse la pena cercare” spiega chiamamifaro.

Con Lost & Found, chiamamifaro firma il suo progetto più consapevole, raccontando con delicatezza e forza quel momento in cui ci si guarda indietro per trovare il coraggio di andare avanti. Una voce capace di trasformare i ricordi in musica da custodire.

Tracklist:

1.Valigia; 2. O.M.G.; 3. Acqua Passata; 4. Leone; 5. Pezzi; 6. Perché?; 7. Casa mia

Bce: "Ora c’è un rischio che l’inflazione vada ben sotto il 2%"

Roma, 22 mag. (askanews) – “Ora c’è un rischio che l’inflazione possa cadere ben al di sotto del 2%, almeno nella restante parte dell’anno”. È l’elemento chiave tra quelli che sono stati discussi dal Consiglio direttivo della Banca centrale europea nella riunione del 16 e 17 aprile, al termine della quale è stato deciso un nuovo taglio da 0,25 punti percentuale ai tassi di interesse di riferimento dell’area euro. La frase è contenuta nei verbali dell’incontro, pubblicati oggi dall’istituzione di Francoforte.

Il resoconto ribadisce che la decisione del taglio dei tassi è stata unanime e precisa che precedentemente ai nuovi dazi commerciali (quelli definiti “reciproci”) decisi dall’amministrazione Trump, alcuni componenti del direttorio avrebbero preferito mantenere lo status quo e aspettare per un eventuale nuovo taglio giugno, quando verranno aggiornate le previsioni economiche dalla Bce.

Al tempo stesso altri componenti (pochi) hanno segnalato che sarebbero stati favorevoli anche a un taglio più consistente, da 50 punti base. La considerazione chiave che comunque emerge è che i rischi di un livello inflazionistico più basso di quello auspicato dalla Bce sono aumentati, per quanto il quadro resti altamente incerto. Il quadro descritto dal documento può far presagire che la manovra di allentamento monetario prosegua anche al direttorio di giugno.

Uccisi a Gaza 16.503 bambini dal 7 ottobre. Cri: arrivati aiuti per la prima volta dopo 2 mesi

Roma, 22 mag. (askanews) – Il ministero della Sanità di Gaza ha annunciato che dal 7 ottobre 2023 sono stati uccisi a Gaza 16.503 bambini, tra cui 916 di età inferiore a un anno.

Intanto la Croce rossa ha confermato che gli aiuti umanitari sono arrivati ai residenti di Gaza da quando il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha ri-autorizzato l’ingresso degli aiuti, dopo oltre due mesi. Secondo la Croce rossa, farina, alimenti per neonati e attrezzature mediche sono stati consegnati ai residenti, e parte del materiale ha raggiunto un ospedale da campo.

Ma le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno diramato un nuovo avviso di evacuazione per la Striscia di Gaza settentrionale, nell’ambito della nuova offensiva contro Hamas. In un post su X, il portavoce in lingua araba delle Idf, Avichay Adraee, ha invitato i palestinesi residenti a Sheikh Zayed, Salatin, Beit Lahiya, Jabalia e nelle città vicine a evacuare verso sud. Avichay ha avvertito che le Idf stanno operando “con grande forza” in queste aree, che sono considerate “zone di combattimento pericolose”.

Al Festival Abbabula ospiti Youssou N’Dour, Lucio Corsi e Brunori Sas

Roma, 22 mag. (askanews) – Con l’annuncio ufficiale della line-up, si alza il sipario sulla 27esima edizione di Abbabula, il più importante evento in Sardegna dedicato alla musica e alle parole d’autore. Organizzato dalla Cooperativa Le Ragazze Terribili, un’impresa culturale unica, interamente al femminile, il festival si terrà dal 16 luglio al 12 agosto in alcuni dei luoghi più suggestivi di Sassari, Sennori e Alghero. Undici serate, oltre venti artisti e un programma ricco e trasversale, per un’edizione che si conferma punto d’incontro tra eccellenze italiane e grandi nomi della scena internazionale.

Abbabula prenderà il via ufficiale il 16 luglio dalla piazza Monica Moretti di Sassari, con il live di Marco Castello, una delle figure più suggestive della nuova scena cantautorale, e si chiuderà il 12 agosto, nella stessa location, con Raphael Gualazzi & Orchestra De Carolis in una performance esclusiva, dove jazz, soul e musica classica si fonderanno in un’esperienza sonora di grande intensità.

Tra gli ospiti internazionali più attesi, Youssou N’Dour & Super Etoile de Dakar (20 luglio, Sassari), uno dei più grandi ambasciatori della musica africana nel mondo, Grammy Award per Best Contemporary World Music Album, Jota.Pê (25 luglio, Sennori), tra le voci più originali della scena portoghese, afro-brasiliana, premiato con tre Latin Grammy Awards e Fantastic Negrito (5 agosto, Sassari), artista statunitense tre volte vincitore del Grammy Award per Best Contemporary Blues Album.

Non mancheranno grandi protagonisti della canzone d’autore italiana, come Cristiano De André (31 luglio, Alghero), Brunori Sas (3 agosto, Alghero). Lucio Corsi (18 luglio, Sassari), Joan Thiele (19 luglio, Sassari) e Davide Shorty & DisOrchestra (7 agosto, Sassari). E ancora, Mirkoeilcane, Caterina Cropelli, Los Picaflores, Coca Puma, Donato Cherchi, Francesco Piu, Valucre, Dave Moica e i dj set di Orofino b2b Zanghì, Federico Bonetti, Neia Dendê, Santa Maria de la Psicodelia.

Il 17 luglio, inoltre, debutterà a Sassari “L’Ultima Luna”, l’emozionante omaggio a Lucio Dalla firmato dalla Disorchestra: non un semplice tributo al grande cantautore, ma un atto d’amore, una riscrittura collettiva, poetica e sorprendente, del suo universo sonoro, orchestrata da giovanissimi studenti e diplomati del Conservatorio di Sassari.

I biglietti per le serate sono disponibili nella sede della cooperativa Le Ragazze Terribili, in via Roma 144 a Sassari, dove sarà possibile utilizzare 18app e Carta del Docente, presso l’Atelier#3 in via Carlo Alberto 84 ad Alghero (solo per le date algheresi del Festival) e nelle biglietterie del circuito TicketOne, Ticketmaster e Box Office. È attiva la info-line 079278275 e la mail info@leragazzeterribili.com.

Ucraina, in Cremlino: al momento nessun accordo sui negoziati in Vaticano

Roma, 22 mag. (askanews) – Non ci sono accordi per lo svolgimento di negoziati sulla questione ucraina in Vaticano. Lo ha affermato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. “No, non ci sono stati accordi su questo”, ha detto Peskov, rispondendo alla domanda se ci fossero nuove informazioni sui prossimi negoziati tra le delegazioni di Ucraina e Russia. Non ci sono accordi specifici sui prossimi negoziati per la risoluzione del conflitto in Ucraina, ha aggiunto Peskov.

Tutte le parti interessate vogliono realizzare rapidamente lo scambio di prigionieri tra Russia e Ucraina secondo la formula “1000 per 1000”, ha affermato il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov. “Si tratta di una questione piuttosto laboriosa. Lì, ovviamente, si sta lavorando per scambiare nomi specifici. Dato che stiamo parlando di mille per mille, ovviamente ci vuole del tempo. Questo lavoro continua, ma, ancora una volta, è piuttosto rapido. Tutti sono interessati a farlo il più rapidamente possibile”, ha detto Peskov quando gli è stato chiesto se lo scambio di prigionieri avrebbe avuto luogo questa settimana.

Sono in corso i lavori per attuare gli accordi raggiunti tra Russia e Ucraina a Istanbul, ha aggiunto il portavoce.

Zelensky: russi non mostrano alcun segno di cessate il fuoco, manteniamo necessarie attività combattimento

Roma, 22 mag. (askanews) – “Le operazioni d’assalto russe continuano e le nostre forze mantengono tutte le necessarie attività di combattimento. La situazione più tesa persiste nella regione di Donetsk, soprattutto in direzione di Pokrovsk. Continuiamo inoltre le operazioni attive nelle regioni di Kursk e Belgorod; questa è la nostra difesa attiva ed efficace delle regioni di Sumy e Kharkiv”, ha scritto oggi il presidente ucraino Volodymyr Zelensky sul suo account X.

“Purtroppo, i russi non mostrano alcun segno di cessate il fuoco e non sono ancora pronti a porre fine alla guerra”, ha aggiunto il leader ucraino.

Tennis, Matteo Berrettini salterà il Roland Garros

Roma, 22 mag. (askanews) – Matteo Berrettini salterà il Roland Garros 2025. Il 29enne romano, attuale n.28 del ranking, in lacrime dopo il ritiro contro Casper Ruud agli Internazionali BNL d’Italia dieci giorni fa, è dunque nuovamente costretto a rinunciare allo Slam parigino che ha giocato per l’ultima volta nel 2021. In quell’occasione aveva raggiunto per la prima volta la seconda settimana, fermato solo da Novak Djokovic, con più di qualche rimpianto, nei quarti di finale. Nelle precedenti partecipazioni Matteo era stato sconfitto due volte al terzo turno (2018 e 2020) e una al secondo (2019).

Berrettini si era infortunato nel corso del secondo set del match di secondo turno alla Caja Magica di Madrid contro lo statunitense Giron: portato comunque a termine vittoriosamente quell’incontro, si era poi dovuto ritirare nel turno successivo contro il britannico Draper dopo aver perso il primo set.

Tornato a giocare al Foro Italico dopo tre anni d’assenza, Matteo aveva battuto il britannico Fearnley ma poi nel turno successivo si era dovuto nuovamente ritirare all’inizio del secondo set contro Ruud.

Non è la prima volta che l’azzurro ha a che fare con un infortunio del genere: gli era già accaduto all’Australian Open e alle Nitto ATP Finals nel 2021 e ancora a Monte-Carlo nel 2023.

La Corte Costituzionale: entrambe le madri posso riconoscere il figlio nato da procreazione assistita

Roma, 22 mag. (askanews) – E’ incostituzionale vietare il riconoscimento di un figlio, nato in Italia grazie alla procreazione medicalmente assistita (PMA) praticata all’estero, da parte di entrambe le madri di una coppia omosessuale. Riconoscere come madre solo la donna che ha partorito e non la cosiddetta madre intenzionale, che ha prestato il consenso alla pratica fecondativa, viola gli articoli 2, 3 e 30 della Costituzione. Lo ha stabilito la Corte Costituzionale con la sentenza numero 68, depositata oggi, che ha ritenuto “fondate” le questioni di legittimità costituzionale sollevate dal Tribunale di Lucca.

“L’articolo 8 della legge sulla fecondazione assistita, la numero 40 del 2004, è costituzionalmente illegittimo nella parte in cui non prevede che anche il nato in Italia da donna che ha fatto ricorso all’estero, in osservanza delle norme ivi vigenti, a tecniche di procreazione medicalmente assistita (PMA) abbia lo stato di figlio riconosciuto anche della donna che, del pari, ha espresso il preventivo consenso al ricorso alle tecniche medesime e alla correlata assunzione di responsabilità genitoriale”, si legge nel comunicato della Consulta.

“La Corte, dopo aver precisato che la questione non attiene alle condizioni che legittimano l’accesso alla PMA in Italia – viene spiegato nella nota – ha ritenuto che l’attuale impedimento al nato in Italia di ottenere fin dalla nascita lo stato di figlio riconosciuto anche della donna che ha prestato il consenso alla pratica fecondativa all’estero insieme alla madre biologica non garantisca il miglior interesse del minore e costituisca violazione: dell’articolo 2 della Costituzione, per la lesione dell’identità personale del nato e del suo diritto a vedersi riconosciuto sin dalla nascita uno stato giuridico certo e stabile; dell’articolo 3 della Costituzione, per la irragionevolezza dell’attuale disciplina che non trova giustificazione in assenza di un controinteresse di rango costituzionale; dell’articolo 30 della Costituzione, perché lede i diritti del minore a vedersi riconosciuti, sin dalla nascita e nei confronti di entrambi i genitori, i diritti connessi alla responsabilità genitoriale e ai conseguenti obblighi nei confronti dei figli”.

“La dichiarazione di illegittimità costituzionale si fonda su due rilievi: la responsabilità che deriva dall’impegno comune che una coppia si assume nel momento in cui decide di ricorrere alla PMA per generare un figlio, impegno dal quale, una volta assunto, nessuno dei due genitori, e in particolare la cosiddetta madre intenzionale, può sottrarsi; la centralità dell’interesse del minore a che l’insieme dei diritti che egli vanta nei confronti dei genitori valga, oltre che nei confronti della madre biologica, nei confronti della madre intenzionale”, osserva la Consulta.

“Dalla considerazione di questi fondamenti discende che il mancato riconoscimento fin dalla nascita dello stato di figlio di entrambi i genitori lede il diritto all’identità personale del minore e pregiudica sia l’effettività del suo diritto di essere mantenuto, educato, istruito e assistito moralmente dai genitori, nel rispetto delle sue capacità, delle sue inclinazioni naturali e delle sue aspirazioni” sia il suo “diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno dei genitori, di ricevere cura, educazione, istruzione e assistenza morale da entrambi e di conservare rapporti significativi con gli ascendenti e con i parenti di ciascun ramo genitoriale”, conclude la Consulta.

Successo di Peroni Nastro Azzurro agli Internazionali di Tennis BNL

Roma, 22 mag. (askanews) – Una grande festa di sport e allegria, Peroni Nastro Azzurro ha debuttato nel mondo del tennis agli Internazionali BNL d’Italia all’insegna dello stile e dell’italianit. The House of Peroni Nastro Azzurro ha accolto il grande pubblico del Foro Italico in un mix di intrattenimento, convivialit e gusto.

Viviana Manera, Marketing Director Peroni Nastro Azzurro: “I risultati di questa edizione degli Internazionali BNL d’Italia sono stati al di sopra delle aspettative e si sono registrati sicuramente pi ospiti degli scorsi anni, un pi 10 % anche rispetto alle attese e The House of Peroni Nastro Azzurro che era al centro del villaggio ha raccolto tantissimi dei tifosi che erano venuti a vedere questa competizione sportiva. Siamo molto fieri di questa sponsorizzazione, di questa partnership perch chiaramente il mondo dello sport fa parte del DNA di Peroni Nostro Azzurro”.

Il brand, infatti, aggiunge il tennis ad un percorso gi intrapreso, che lo ha visto protagonista nell’ambito delle sponsorizzazioni sportive anche in altre discipline come Formula 1 e la Ferrari al gran premio di Monza, il Rugby con il 6 Nazioni e ora il tennis.

“Nastro Azzurro la birra italiana pi amata al mondo – continua Manera – queste competizioni, questo genere di sport e di competizioni, raccolgono tantissimi tifosi appassionati, sia italiani ma soprattutto stranieri. La nostra volont di accogliere tutte queste persone in un contesto in cui possiamo far vivere l’ospitalit italiana tipica di Peroni Nostro Azzurro e chiaramente di far assaggiare la birra che nel loro Paese gi conoscono molto bene”.

Ospite d’eccezione e grande protagonista al Foro Italico di Roma la campionessa Sara Errani. ” stato molto piacevole averla con noi, si prestata, creato dei contenuti, stata presente al The House of Peroni Nastro Azzurro. Questa con Sara Errani e poi chiss magari anche con altre giocatrici sicuramente una collaborazione che vogliamo mantenere, ci crediamo molto”, ha aggiunto la direttrice del marketing del brand.

C’ poi un calendario ricco di eventi di musica e intrattenimento per l’estate 2025 legati a Nastro Azzurro Stile Capri, la birra a basso contenuto alcolico ideale per aperitivi e calde serate estive.

Nuovi negoziati tecnici tra Ucraina e Russia in Vaticano già la settimana prossima

Roma, 22 mag. (askanews) – Nuovi negoziati tecnici tra Ucraina e Russia potrebbero tenersi in Vaticano già la settimana prossima, secondo il presidente finlandese Alexander Stubb, come riporta l’emittente Yle.

Il presidente della Finlandia ha sottolineato che gli Stati Uniti non si sono tirati indietro dal loro ruolo di mediatore nella risoluzione delle azioni militari della Russia contro l’Ucraina. “Adesso ci sono più mediatori: prima, solo gli Stati Uniti svolgevano quel ruolo, ma ora anche l’Europa è coinvolta”, ha osservato Stubb.

Secondo una ricostruzione del Wall Street Journal, intanto, Trump ha detto ai leader europei nel corso di una telefonata che il presidente russo Vladimir Putin non è pronto a porre fine alla guerra in Ucraina perché convinto che la vittoria militare sia ormai a portata di mano. Il quotidiano ha citato tre fonti a conoscenza della conversazione. Questa è stata la prima volta che ha ammesso ciò che i leader europei sapevano da tempo, in netto contrasto con le sue numerose affermazioni pubbliche secondo cui Putin desidera sinceramente la pace. Durante la prima telefonata di Trump con il premier britannico Keir Starmer, il cancelliere tedesco Friedrich Merz e il presidente del Consiglio italiano Giorgia Meloni, il 18 maggio, il giorno prima del suo colloquio di due ore con Putin, Trump ha lasciato intendere che avrebbe potuto imporre sanzioni se Putin si fosse rifiutato di aderire al cessate-il-fuoco.

Tuttavia, il giorno successivo, dopo la telefonata di Putin, Trump ha cambiato nuovamente posizione e fatto marcia indietro su ulteriori sanzioni, affermando di voler evitare che gli Stati Uniti intervenissero nel fermare il conflitto.

Omicidio a Washington, Netanyahu: prezzo della dilagante istigazione contro Israele

Roma, 22 mag. (askanews) – Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha definito la sparatoria a Washington in cui sono stati uccisi due dipendenti dell’ambasciata israeliana un “orribile omicidio antisemita”. “Stiamo assistendo al prezzo orribile dell’antisemitismo e alla dilagante istigazione contro Israele. Le accuse di sangue contro Israele si pagano con il sangue”, ha aggiunto.

“Ho dato disposizioni affinché vengano rafforzate le misure di sicurezza presso le missioni israeliane in tutto il mondo e venga aumentata la protezione per i nostri rappresentanti all’estero”, ha concluso il premier.

Il ministro per gli Affari della Diaspora israeliana, Amichai Chikli, ha affermato che coloro che hanno usato lo slogan “Liberate la Palestina” dopo l’attacco di Washington in cui sono stati uccisi due dipendenti dell’Ambasciata israeliana “non stanno solo riecheggiando l’antisemitismo, ma stanno legittimando l’assassinio di ebrei e israeliani”.

Ha poi chiesto di “considerare responsabili i leader occidentali irresponsabili che sostengono questo odio”, citando i leader mondiali che hanno condannato l’offensiva estesa di Israele a Gaza questa settimana: il presidente francese Emmanuel Macron, il primo ministro britannico Keir Starmer e il primo ministro canadese Mark Carney. “Tutti hanno, in modi diversi, incoraggiato le forze del terrore attraverso la loro incapacità di tracciare linee rosse morali. Questa codardia ha un prezzo, e quel prezzo si paga con il sangue ebraico”, ha aggiunto.

Mattarella: biodiversità minacciata da attività poco lungimiranti, guardare ai giovani

Roma, 22 mag. (askanews) – “La natura ci ha offerto la ricchezza della biodiversità: un’armonia millenaria tra le forme di vita del pianeta, capaci di adattarsi nel tempo alle sfide climatiche, geologiche e ambientali. Un equilibrio seriamente minacciato, negli ultimi decenni, da un impatto di attività umane poco lungimiranti, che hanno compromesso lo stesso ambiente in cui vive l’uomo, oltre a mettere a rischio la sopravvivenza di numerose specie animali e vegetali, generando preoccupanti effetti a catena sull’intero sistema vivente. Il tema scelto quest’anno per celebrare la Giornata Mondiale della Biodiversità – “Armonia con la Natura e Sviluppo Sostenibile” – richiama l’urgenza di ripensare il rapporto umanità-natura, promuovendo modelli di crescita capaci di coniugare sviluppo economico e tutela della vita sul pianeta”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in una dichiarazione diffusa dal Quirinale.

“Il valore della biodiversità è al centro delle strategie internazionali per uno sviluppo sostenibile e l’Italia ha compiuto passi significativi in termini di principio, affermando con chiarezza, attraverso la riforma dell’articolo 9 della Costituzione avvenuta nel 2022, che ‘la Repubblica tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni'”, ha ricordato Mattarella, concludendo: “La preoccupazione dei giovani per il futuro del pianeta va guardata con considerazione: la loro coscienza ambientale, fondata su rispetto, responsabilità e impegno quotidiano, è una risorsa essenziale per una società più consapevole, che sappia custodire e valorizzare la ricchezza della biodiversità, nell’interesse dell’umanità”.

Nato, Rutte: il 2% per difesa "non sarà minimamente sufficiente"

Milano, 22 mag. (askanews) – Il segretario generale della NATO Mark Rutte ha accolto ieri il Primo Ministro dei Paesi Bassi, Dick Schoof, al quartier generale della NATO. I leader hanno avuto “proficue discussioni” sull’aumento della spesa per la Difesa, sul sostegno all’Ucraina e sul prossimo Vertice Nato all’Aia. Lo rende noto l’Alleanza.

Rutte ha ringraziato i Paesi Bassi per il loro costante contributo alla difesa collettiva dell’Alleanza, svolgendo “un ruolo fondamentale nel rafforzamento dell’Alleanza” nei tre domini: a terra, in cielo e in mare. Ha inoltre ringraziato il Primo Ministro per “l’eccellente collaborazione” nell’organizzazione del prossimo vertice Nato all’Aia.

Il segretario generale ha accolto con favore – proseguonno dalla Nato – gli sforzi per investire in forze terrestri modernizzate e capacità all’avanguardia, incluso lo stanziamento di oltre 1 miliardo di euro per espandere l’industria della difesa olandese. Allo stesso tempo, ha esortato tutti gli Alleati a investire ancora di più, anche nell’industria della difesa e in settori correlati alla difesa come infrastrutture e resilienza. “Il 2% non sarà minimamente sufficiente a raggiungere gli obiettivi di capacità che gli Alleati concorderanno presto”, ha dichiarato Rutte.

Riguardo all’Ucraina, Rutte ha ringraziato i Paesi Bassi per la loro “impressionante” offerta di 3,5 miliardi di euro a sostegno dell’Ucraina nel 2026, inclusi 100 milioni di euro per il Pacchetto di Assistenza Globale della NATO. “I vostri contributi sottolineano chiaramente il vostro impegno a lungo termine per la sovranità e la sicurezza di Kiev. Questa è una priorità che condividiamo tutti”, ha sottolineato.

Due dipendenti dell’ambasciata di Israele uccisi a Washington. Trump: è antisemitismo

Roma, 22 mag. (askanews) – Due dipendenti dell’Ambasciata israeliana a Washington sono stati colpiti e uccisi fuori da un evento al Capital Jewish Museum della capitale Usa, durante un evento ospitato dal Comitato ebraico americano si svolgeva all’interno. Lo scrive il New York Times. “Due membri del personale dell’ambasciata israeliana sono stati uccisi senza senso stasera vicino al Museo ebraico di Washington DC”, ha scritto Kristi Noem, il segretario della sicurezza interna, sui social media. “Stiamo indagando attivamente e lavorando per ottenere più informazioni da condividere. Per favore pregate per le famiglie delle vittime”.

Il sindaco di Washington, Muriel Bowser, ha detto che la sparatoria ha avuto luogo poco dopo le 21 locali. “Voglio essere chiara – ha detto in una conferenza stampa – che non tollereremo questa violenza o questo odio nella nostra città. Non tollereremo alcun atto di terrorismo e staremo insieme come comunità nei prossimi giorni e settimane” contro l’antisemitismo.

La polizia ritiene che un singolo sospettato sia stato responsabile della sparatoria ed è stato visto camminare davanti al museo prima della sparatoria. Poi è entrato nel museo dopo la sparatoria ed è stato trattenuto dagli agenti di sicurezza. “Palestina libera, libera”, ha detto il sospetto mentre era in custodia, secondo Pamela A. Smith, il capo del dipartimento di polizia metropolitana. Il sospettato è stato identificato come Elias Rodriguez, 30 anni, di Chicago.

Il procuratore generale Pam Bondi ha pubblicato sui social media che era “sulla scena dell’orribile sparatoria fuori da Washington, D.C. Capital Jewish Museum”, insieme all’avvocato statunitense ad interim per Washington, Jeanine Pirro. “Preghiamo per le vittime di questa violenza mentre lavoriamo per saperne di più”, ha scritto Bondi.

Tal Naim Cohen, portavoce dell’ambasciata israeliana, ha scritto sui social media che i due membri dello staff sono stati freddati “a distanza ravvicinata”. Il presidente Usa Donald Trump ha definito “chiaramente basati sull’antisemitismo” le uccisioni di due dipendente dell’Ambasciata israeliana a Washington. “Questi orribili omicidi a Washington D.C., chiaramente basati sull’antisemitismo, devono cessare ORA!”, ha scritto Trump sul suo social network Truth. “L’odio e il radicalismo – ha proseguito – non hanno posto negli Stati uniti. Le mie condoglianze alle famiglie delle vittime. È così triste che possano accadere cose simili! Dio vi benedica tutti!”

Per i Popolari europei è tempo di scelte coraggiose

Veniamo da una scuola e da un filone culturale che si basava sul principio che dovesse essere la politica a guidare i processi economici e sociali, preparare un’agenda e, con processi democratici, convincere la maggioranza dei cittadini più ampia possibile della direzione da prendere. Oggi, fra social media, crescente diseducazione, disinformazione, un dibattito politico degradato, sembra impossibile. Basta vedere i risultati elettorali di domenica scorsa in Polonia, Romania e Portogallo. Vero è che c’è stato un successo delle forze europeiste, ma in Romania l’estrema destra filorussa e antiUe è al 46%, con i rumeni in Italia, Germania, Spagna e Francia a votare in massa per il candidato filo Putin. In Portogallo, l’estrema destra è forte quanto i socialisti e il PPE si ritroverà a fare – di nuovo – un governo di minoranza. In Polonia, la coalizione di governo è sì arrivata prima alle presidenziali, ma sommate insieme, le tre diverse destre polacche superano il 50%. Vedremo al ballottaggio di inizio giugno cosa accadrà, ma non c’è ottimismo.

In tutta Europa, da anni, la destra anti Unione cresce e non si vedono margini per arrestate un’ondata populista che ha come effetto quello di disgregare la società e ostacolare o, quantomeno, rallentare il lavoro delle Istituzioni europee. 

In questo contesto, la maggior parte delle forze popolari ha accordi elettorali o di governo con la destra. Sembra necessario uno sforzo per capire cosa fare, senza ipocrisie, delineando una strategia. In attesa di tempi migliori, è questo il destino dei Popolari europei? Guidare quando sono forti e, in realtà dove è difficile raccogliere consenso, aggregarsi alle forze conservatrici se non reazionarie? Non ci sono risposte facili e valide per tutti i 27 Stati membri. Certo, governare è fondamentale. Inoltre, dovunque i populisti sono andati al governo hanno poi visto sgonfiare se non crollare il proprio consenso. Lo stesso Regno Unito, dopo la Brexit, adorata non a caso da tutti gli antieuropeisti, è tornato sui suoi passi e lunedì ha iniziato un nuovo processo di cooperazione con l’Ue. Dato che fa più rumore un albero che cade rispetto a una foresta che cresce, questa notizia è passata quasi inosservata. L’alternativa, cioè un accordo con le forze socialiste è problematica: sono senza narrativa e identità, rischiano di trascinare, nel grigio di un governo di compromesso, anche i programmi e i principi dei popolari.

Nella confusione del nuovo equilibrio geopolitico globale che si prefigura, i popolari europei per essere incisivi devono partire da tre priorità: concretezza delle proposte politiche, solida preparazione della classe dirigente e, soprattutto, schiena dritta, non rinunciando ai propri valori. È la sfida di una generazione che da questo sarà misurata non solo alle elezioni, ma dalla storia.

Tregua negata, accordo impossibile: la pace smarrita tra le righe della politica

Le preghiere del mondo sono aggrappate a due parole che in genere sembrano congegnate per andare sotto braccio e che invece grazie alla politica mondiale sembrano diventate antitetiche.

Tregua e accordo sono i binari su cui potrebbe correre la pace in linea parallela e che invece sembrano messi a terra per divergere fino a bloccare in partenza i buoni propositi. Il bisticcio è tutto se debba intervenire prima l’una o l’altra.

La tregua richiama il tremore con cui il mondo procede davanti ad una sosta di guerra, come facesse paura, un incubo da evitare con il cinismo che si richiede. Stare su un trespolo a riposarsi con il rischio che i muscoli si raffreddino e si perda il filo delle mazzate da darsi è idea buona solo per chi vive di delirio fuori dalla realtà.

Può darsi che i potenti del mondo mostreranno di infischiarsene dell’invito alla pace di Papa Leone XIV, magari solo per un periodo temporaneo, una sorta di tregua di Dio, quella che una volta si osservava nei secoli scorsi per rispetto religioso in presenza di particolare festività come il Natale o la Pasqua. 

La Chiesa non esiterebbe oggi a tirar fuori dal cilindro una festività da osservare per tentare di dare respiro alla memoria della guerra, così che possa ricordare che è un bel po’ che è in campo ed è forse l’ora di prendere un minimo di fiato per poi ripartire nefastamente magari con maggiore slancio.

Di fondo, il pericolo della guerra è che diventi silenziosamente un vizio al quale è difficile rinunciare, un abituale modo di relazionarsi che non conosce sostituti di pari efficacia. 

D’altronde “non far tregua coi vili” è un monito usato da ogni contendente per motivarsi a continuare a spararsi addosso.

Si discute dunque circa un accordo che non convince nessuno perché nelle gole dei belligeranti manca l’armonia delle note e delle intenzioni. 

Si percepiscono solo suoni stonati di sentimenti disgiunti l’uno dall’altro. La radice latina di cuore è “cor-cordis” ed è appunto il saper tendere le corde al punto giusto con le opportune chiavette, in ritrovata assonanza con il prossimo. E’ operazione che consentirebbe la fine anche momentanea della guerra e riannoderebbe le corde e battiti ad oggi spezzati.

Se parlare di “fine” è qualcosa che stride all’anima, ci si potrebbe accontentare di ricorrere ad una sospensione. “… finalmente, con molte sospensioni, con molti ohimè, le raccontò il miserabile caso” scriveva Manzoni e di tragica vicenda si può parlare di una incapacità di pervenire appunto ad un accordo. 

Ci vorrebbe maggiore fantasia, l’arte di superarsi e di andare oltre gli schemi convenzionali di ragionamento. Potrebbe impararsi dal jazz e rubare, da quello stile, l’invenzione di un nuovo procedere. Andare fuori margine rispetto ai canoni classici della musica e dell’ispirazione può essere la via di salvezza per avere una prima notte di quiete.

Ostilità è una parola curiosa e che invita a più letture. L’hostis in antichità era lo straniero ed anche il nemico da temere. Con ugual radice è l’ostia dei Cristiani che ha però l’opposto significato di “vittima”, mentre la città di Ostia designa in origine il nome di “porta”.

Si potrebbe intendere che ciascuno può assumere la veste di nemico e di vittima a seconda della prospettiva con il quale lo si guardi e che c’è però una porta di accesso che può ricondurlo ad una sola unità di lettura che è quella della sua sacrale umanità.

Virgilio insegnava che se il coraggio si fonda sulla coscienza allora si deve avere il coraggio di lottare. Era una citazione da tempi più nobili degli attuali. Ora andrebbe ribaltata: si dovrebbe avere il coraggio di lottare per ritrovare quel tanto di coscienza per accettare la pace anche masticando amaro, un sapore utile per digerire bocconi indigesti.

Il rumore degli spari è una composizione troppo facile da eseguire, è noiosa, non fosse altro perché è sempre la stessa. I morti, sia ben chiaro, fanno sempre gli stessi segni sul pentagramma.

Difesa europea tra realtà e retorica

L’aggressione russa all’Ucraina ha posto l’Europa di fronte ad una dura realtà, che pareva dimenticata dopo decenni di pace sul suo territorio: la possibilità della guerra, di nuovo, dentro i suoi confini.

Per la verità, già nell’ultimo decade dello scorso secolo l’implosione della Jugoslavia e il successivo intervento NATO avevano riportato sul suolo del continente distruzioni e tragedie che – prima volta nella storia – erano state risparmiate ai popoli europei per alcuni lustri vissuti nella pace e nello sviluppo oltre che nella libertà. Ma in un qualche modo la risistemazione del mosaico balcanico, per quanto ancora oggi non completamente stabile (come qui si è osservato in un recente articolo) ha contribuito ad un qual certo oblio di quegli eventi. Sino ad ora. Sperando che nuovi sviluppi, sempre possibili, non impongano un loro ripasso storico.

Fu comunque anche in seguito a quell’intervento della NATO che, dopo l’11 settembre e la successiva guerra americana in Iraq, gli Stati Uniti cominciarono a porre sul tavolo la questione di un riproporzionamento delle spese di gestione dell’Alleanza Atlantica. Già con Bush jr. e poi con Obama venne avanzata la richiesta ai partner europei di un loro maggior contributo finanziario, motivato dalla necessità statunitense di impegnare maggiori forze nell’area dell’estremo oriente e dell’oceano Pacifico a fronte della sempre più intensa assertività cinese, favorita dall’imponente crescita economica del Dragone determinatasi nei primi due decenni del nuovo millennio.

Un accordo che poi, con Trump alla Casa Bianca e dopo con Biden, è stato individuato nel 2% del PIL di ogni singolo paese aderente, essendo nel frattempo aumentati – fra l’altro – gli stati membri in seguito alla fine dell’impero sovietico e della sua alleanza militare conosciuta come Patto di Varsavia. Un impegno però assolto non da tutti, e anzi per un lungo periodo da pochi. Ora però con il ritorno di Trump a Washington la richiesta americana (accompagnata, nello stile ruvido e spaccone del tycoon da minacce di disimpegno non solo ipotetico) è stata elevata ad un improbabile 5%, percentuale che presumibilmente è stata indicata per raggiungere poi un pur sempre impegnativo, ma un po’ meno, 3,5%. Se ne parlerà nel concreto al prossimo summit dell’Alleanza che si terrà a l’Aia il prossimo mese. Il Segretario di Stato Marco Rubio ha già detto che il 5% è il target finale, ma in un arco di tempo dilatato. Ragion per cui è ipotizzabile che la trattativa verterà su un 4% poi mediato al 3,5% e da conseguire in tempi sufficientemente brevi (2/3 anni) associato alla riduzione degli effettivi USA (e dunque dei loro costi) in Europa, mentre quest’ultima, in contemporanea, attraverso il programma di riarmo recentemente stabilito aumenterà le proprie autonome spese militari.

Sono tutte risorse economiche e finanziarie che vengono sottratte al welfare per venire bruciate nel settore degli armamenti. Una dura realtà determinata dal neo-imperialismo russo. Ma anche dalla nuova postura americana, decisamente meno concentrata sull’Europa – come fu lungo tutto il periodo della Guerra Fredda – e molto maggiormente focalizzata sul confronto con la Cina, da un’altra parte del mondo.

Ora, è evidente che l’apprensione circa le “tentazioni” (o “ambizioni”?) di Mosca è maggiore nell’oriente europeo, ovvero nei paesi che sino all’89/91 furono parte dello schieramento situato al di là della Cortina di Ferro: non è un caso che la Polonia, il più grande fra questi, abbia votato già ora un bilancio che dedica alla Difesa proprio il 5% del PIL.  La percezione della possibile minaccia è differente fra est e ovest d’Europa, è evidente. Ma in una certa misura essa sta raggiungendo anche le capitali occidentali, e a tal proposito le recenti indiscrezioni sull’interessamento russo alla Finlandia non possono che accelerare questo percorso: e così Berlino ha deciso di infrangere un tabù, rivedendo il tetto al debito del bilancio, per rafforzare il proprio apparato militare superando ritrosie e timori durati 80 anni; Parigi evoca il proprio status nucleare, eventualmente a protezione di tutti gli europei (ma saldamente da essa controllato); Londra utilizza la circostanza per “riagganciare” in un qualche modo l’UE nel dopo Brexit. E’ inevitabile che pure Roma e Madrid, per limitarci qui alle altre grandi capitali, si debbano adeguare alla nuova situazione venutasi a determinare.

L’Unione Europea è posta di fronte a una realtà difficile da contestare: ovvero che dal 1945 il continente è stato protetto dal sistema di deterrenza militare approntato dagli USA. Ora esso verrà, in parte, ridotto e dunque dovrà essere mantenuto con un maggior impegno economico dei paesi del continente. A partire da questa considerazione, e poi dai suoi sviluppi concreti, occorrerà però che – oltre il Readiness 2030 – si avvii da subito quell’indispensabile percorso di razionalizzazione e sinergia fra le diverse Forze Armate nazionali che consentirebbe sicure riduzioni delle spese, assolutamente indispensabili, oltre che maggiore efficienza complessiva. Ma che solo una maggiore integrazione politica, e conseguentemente militare, potrà garantire. Dunque, come si vede, alla fine sempre a quel punto si arriva: l’unità politica europea è indispensabile. Ma resta molto lontana, molto difficile da raggiungere.

Le parole sono armi spuntate (ma possono ancora ferire)

Parliamo prima dell’abito che del monaco-laico-pensatore: questo è un bel volume anche per la veste che la casa editrice ‘Liberilibri’ gli ha dato. E’ un piacere sfogliarlo e questa sensazione tattile gioca la sua parte ma quando lo apriamo per scoprirne il contenuto l’autore si riprende la centralità della scena.

Se l’obiettivo del libro di Filippo Facci è quello descritto dall’autore a pagina 37 dell’introduzione, cioè “spaventare, allarmare e far desiderare di lanciarlo dall’ altra parte della stanza”, non si può consigliare al lettore di tenerlo sul comodino, pena rimuginamenti interiori e notti insonni. Ma se scopo dellalettura è quello di suscitare riflessioni e uso del pensiero critico per riconsiderare con un approccio nuovo e diverso le metaforedella vita e le descrizioni che le accompagnano, da quello generalmente ricorrente nell’immaginario collettivo, allora questo ‘Dizionario del politicamente (s)corretto’ è un libro che vale la pena di scoprire.

L’autore punta l’indice contro i luoghi comuni del pensare, prevalentemente contro la cd. ‘cultura woke’ ma non solo: pur non annoverandoli tra le proprie citazioni si può scorgere tra le righe l’influenza esercitata dai detrattori della violenza simbolica perché ‘non guarda veramente dentro le cose chi non guarda dentro le parole: e chi guarda dentro le parole é condannato a combatterle, deve misurarsi col proprio spirito autocritico e con l’ossessione metalinguistica che, in ciascun senso della parola, vede la stanchezza di un senso potenzialmente diverso’. Banalmente, fondamentalmente la prima forma di violenza simbolica e di annichilimento collettivo sta dentro l’ordine delle cose, per come si presenta.

Ancora una volta la parola si posiziona al centro della riflessione di Facci: che sia usata sbadatamente o con disinvoltura, che sia frutto di un pensiero pensato piuttosto che di un pensiero pensante essa precede la realtà e la descrive, ne è sintesi estrema, infatuazione effimera, affabulazione devastante. 

Qui non c’entra solo la politica – nella cornice del politicamente (s)corretto – la riflessione è più ampia e abbraccia una dimensione collettiva, considera l’abbandono della ragionevolezza e della difficile strada della capacità di essere critici e autonomi nel porsi di fronte alla realtà: sul patibolo dunque l’autore mette fin da subito quelli che definisce gli ‘idioti’. 

Costoro sono quelli che pensano, per esempio, che lo sviluppo della tecnologia e della cultura si accompagni anche a uno sviluppo etico: non è vero, perché lo sviluppo della tecnologia ècumulativo (ogni scoperta si aggiunge al patrimonio di conoscenze precedenti) mentre lo sviluppo etico non è cumulativoper niente. 

Lo spiega bene l’economista Carlo Maria Cipolla: Non è che uno diventi necessariamente migliore di suo padre e di suo nonno, in fondo cominciamo sempre da capo. Il migliore dei nostri non èdetto che sia eticamente migliore di un greco dell’epoca di Aristotele. Da troppo tempo parliamo inseguendo l’uso e la comprensione di stilemi linguistici che pensiamo adeguati ma non ci riusciamo perché siamo preda di alfabeti di basso profilo semantico, l’uso ossessivo delle tecnologie non ci è di aiuto perché nel circuito delle comunicazioni verbali e iconiche siamo tutti appiattiti su una deriva verso il basso: in questo modo le parole non assumono il significato che vorremmo dar loro ma quello semplificato di un cortocircuito impoverito e riduttivo. Forse ne usiamo sempre meno, immaginando di comprenderci mentre in realtà l’incomunicabilità è un segno persino paradossale dei tempi e finiamo con il naufragare nel mare magnum di una ortodossia riciclata e poco consapevole.

Filippo Facci propone un dizionario esteso e variegato di espressioni lessicali, sono ben 284 in ordine alfabetico, da ‘accoglienza’ a ‘zoppo’ e dentro ci stanno vocaboli che usiamo o che sentiamo di frequente pronunciare.

E’ la libera deduzione di un libero pensatore che ritiene che le parole alimentino metafore poco consapevoli e convincenti perché la realtà è spesso avvolta e mistificata nella sua superficiale rappresentazione.

Siamo in presenza di una società dello sproloquio collettivo che ci rende succubi della globalizzazione dei linguaggi e della retorica della complessità: in fondo – secondo Facci – ci si ferma all’apparenza delle cose.

E’ dunque il conformismo culturale insieme all’uso inconsapevole delle parole il primo limite alla libertà di pensiero: il relativismo dei significati e dei significanti genera inconsistenza e parzialità del linguaggio.

Guardando dentro le parole e riscoprendole si può recuperare una visione più autentica della realtà.

Spari contro i diplomatici Ue a Jenin, Tajani: errore inaccettabile

Roma, 21 mag. (askanews) – Sparare contro diplomatici è “un errore inaccettabile”. L’ha detto oggi il ministro degli Esteri Antonio Tajani in commenti rilasciati al Tg1 rispetto ai colpi sparati a Jenin in Cisgiordania dalle forze israeliane contro diplomatici europei, tra i quali un viceconsole italiano. Israele si è in seguito scusato.

“E’ un errore inaccettabile”, ha detto Tajani. “Le scuse vanno bene, però non si può sparare quando ci sono dei diplomatici. Gli avvertimenti con le armi sono veramente inaccettabili”, ha continuato il vicepremier.

“Abbiamo approvato insieme a tutti i paesi che aiutano Gaza un documento perché Israele permetta di far arrivare gli alimenti necessari alla popolazione civile”, ha continuato Tajani. “L’obiettivo – ha concluso – è una tregua che poi ha una pace che permette di dar vita a due Stati, uno di Israele e uno palestinese

Gaza, Netanyahu: a fine operazione controlleremo la Striscia di Gaza

Roma, 21 mag. (askanews) – L’esercito israeliano controllerà “tutta la Striscia di Gaza” al termine dell’offensiva. Lo ha dichiarato oggi il primo ministro Benjamin Netanyahu, secondo quanto riferisce l’agenzia di stampa France Presse. “Se ci sarà un’opzione per un cessate il fuoco temporaneo, al fine di liberare ostaggi, saremo pronti”, ha inoltre affermato il primo ministro durante una conferenza stampa a Gerusalemme, sottolineando che 20 dei 58 ostaggi ancora a Gaza sono “certamente in vita”.

Netanyahu ha difeso la necessità di “evitare una crisi umanitaria” per mantenere la propria libertà d’azione, dal momento che le restrizioni all’ingresso degli aiuti umanitari stanno suscitando una vasta ondata di condanne internazionali.

Governo boccia mozioni opposizioni su Gaza ma Jenin può cambiare linea

Roma, 21 mag. (askanews) – L’attacco dell’Idf contro una delegazione di diplomatici dei Paesi Ue a Jenin potrebbe determinare un cambiamento della posizione del governo italiano nei confronti di Israele, a cui l’esecutivo oggi chiede esplicitamente e ufficialmente di “interrompere le operazioni militari a Gaza” e di aprire “immediatamente” i varchi per far entrare gli aiuti umanitari.

In mattinata le forze di sicurezza israeliane (che poi si sono scusate) hanno sparato in aria quando la delegazione di diplomatici e la stampa al seguito si sono avvicinati alla sbarra di ferro installata all’ingresso orientale del campo profughi. Nessuno è rimasto ferito. Tra i diplomatici c’era anche il vice console italiano a Gerusalemme Alessandro Tutino. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani lo ha sentito al telefono. Poi ha annunciato di aver convocato l’ambasciatore di Israele a Roma “per avere chiarimenti ufficiali”. Un po una ‘fuga in avanti’ comunicativa tanto che successivamente Palazzo Chigi ha fatto sapere che prima il titolare della Farnesina aveva sentito la presidente del Consiglio Giorgia Meloni con cui aveva concordato la decisione, una mossa comune a praticamente tutte le cancellerie europee. Il governo, è stato spiegato, vuole avere “chiarimenti ufficiali” su quanto accaduto a Jenin ma anche discutere, più in generale, della “drammatica situazione” nella Striscia di Gaza.

Già nei giorni scorsi la linea di estrema cautela verso Israele aveva visto, almeno nelle dichiarazioni, un cambiamento: sia Meloni alla Camera che Tajani ad una iniziativa di Forza Italia a Noto avevano detto di “non condividere le ultime scelte” del governo Netanyahu. Ciò nonostante, proprio ieri l’Italia, al Consiglio Esteri-Difesa dell’Ue, aveva votato contro – come la Germania e altri – alla proposta di “revisione” dell’accordo di associazione Ue-Israele (a favore si è espressa una maggioranza di 17 Paesi membri). E questa mattina alla Camera, la maggioranza ha respinto le mozioni delle opposizioni. Quella di Pd, M5S e Avs chiedeva tra le altre cose al governo di “riconoscere la Palestina quale Stato democratico” ma anche di “intraprendere con urgenza, nelle opportune sedi internazionali ed europee, ogni iniziativa utile volta all’immediata interruzione, nonché alla ferma condanna del Piano ‘Carri di Gedeone'” e di “provvedere all’immediata sospensione dell’importazione degli armamenti dallo Stato di Israele”.

Poi sono arrivati i fatti di Jenin e la divergenza di vedute rispetto a Gerusalemme appare adesso più ampia: nell’incontrare l’ambasciatore israeliano Jonathan Peled il segretario generale della Farnesina Riccardo Guariglia non solo ha contestato il comportamento “inaccettabile” dell’Idf ma ha chiesto anche di “interrompere le operazioni militari a Gaza” e di “aprire immediatamente i varchi di accesso a Gaza per permettere l’ingresso massiccio di aiuti alimentari e sanitari per la popolazione palestinese” che è “essa stessa vittima dei terroristi di Hamas” e dunque “non può più essere coinvolta negli attacchi” dell’esercito.

Il Governo boccia le mozioni delle opposizioni su Gaza ma Jenin può cambiare la linea

Roma, 21 mag. (askanews) – L’attacco dell’Idf contro una delegazione di diplomatici dei Paesi Ue a Jenin potrebbe determinare un cambiamento della posizione del governo italiano nei confronti di Israele, a cui l’esecutivo oggi chiede esplicitamente e ufficialmente di “interrompere le operazioni militari a Gaza” e di aprire “immediatamente” i varchi per far entrare gli aiuti umanitari.

Questa mattina le forze di sicurezza israeliane (che poi si sono scusate) hanno sparato in aria quando la delegazione di diplomatici e la stampa al seguito si sono avvicinati alla sbarra di ferro installata all’ingresso orientale del campo profughi. Nessuno è rimasto ferito. Tra i diplomatici c’era anche il vice console italiano a Gerusalemme Alessandro Tutino. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani lo ha sentito al telefono. Poi ha annunciato di aver convocato l’ambasciatore di Israele a Roma “per avere chiarimenti ufficiali”. Un po’ una ‘fuga in avanti’ comunicativa tanto che successivamente Palazzo Chigi ha fatto sapere che prima il titolare della Farnesina aveva sentito la presidente del Consiglio Giorgia Meloni con cui aveva concordato la decisione, una mossa comune a praticamente tutte le cancellerie europee. Il governo, è stato spiegato, vuole avere “chiarimenti ufficiali” su quanto accaduto a Jenin ma anche discutere, più in generale, della “drammatica situazione” nella Striscia di Gaza.

Già nei giorni scorsi la linea di estrema cautela verso Israele aveva visto, almeno nelle dichiarazioni, un cambiamento: sia Meloni alla Camera che Tajani ad una iniziativa di Forza Italia a Noto avevano detto di “non condividere le ultime scelte” del governo Netanyahu. Ciò nonostante, proprio ieri l’Italia, al Consiglio Esteri-Difesa dell’Ue, aveva votato contro – come la Germania e altri – alla proposta di “revisione” dell’accordo di associazione Ue-Israele (a favore si è espressa una maggioranza di 17 Paesi membri). E questa mattina alla Camera, la maggioranza ha respinto le mozioni delle opposizioni. Quella di Pd, M5S e Avs chiedeva tra le altre cose al governo di “riconoscere la Palestina quale Stato democratico” ma anche di “intraprendere con urgenza, nelle opportune sedi internazionali ed europee, ogni iniziativa utile volta all’immediata interruzione, nonché alla ferma condanna del Piano ‘Carri di Gedeone'” e di “provvedere all’immediata sospensione dell’importazione degli armamenti dallo Stato di Israele”.

Poi sono arrivati i fatti di Jenin e la divergenza di vedute rispetto a Gerusalemme appare adesso più ampia: nell’incontrare l’ambasciatore israeliano Jonathan Peled il segretario generale della Farnesina Riccardo Guariglia non solo ha contestato il comportamento “inaccettabile” dell’Idf ma ha chiesto anche di “interrompere le operazioni militari a Gaza” e di “aprire immediatamente i varchi di accesso a Gaza per permettere l’ingresso massiccio di aiuti alimentari e sanitari per la popolazione palestinese” che è “essa stessa vittima dei terroristi di Hamas” e dunque “non può più essere coinvolta negli attacchi” dell’esercito.