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Radicalità mite e cultura democratica: una sfida da rilanciare

In un tempo in cui la politica oscilla tra radicalismo ideologico e opportunismo pragmatico, c’è un’eredità culturale che rischia di restare silente: quella del cattolicesimo democratico. Non è un lascito di militanza confessionale, ma una visione integrale della persona e della società. Oggi, quella visione merita di essere ripensata e incarnata.

Il Circolo Matteotti: un segnale da cogliere

L’iniziativa del Circolo Matteotti a Milano ha segnato un momento simbolico e concreto per il mondo riformista e centrista. Tra esponenti del PD, di Azione, Italia Viva e +Europa, si è colta la volontà comune di ridare dignità a una cultura politica marginalizzata. Ma resta aperta la domanda: correggere il PD o superarlo? La crisi non è solo di rappresentanza, è di orizzonte.

Il filo di una tradizione che tiene insieme

Il patrimonio del cattolicesimo democratico, radicato nella Rerum Novarum e nell’azione di Sturzo, De Gasperi e Moro, è una delle poche visioni capaci di tenere insieme valori, istituzioni e popolo. Non è nostalgia: è un progetto che può aiutare a rispondere alla crisi della rappresentanza, dell’Europa, della democrazia stessa.

Senza centro non c’è alternativa

Occorre coraggio per dire che senza un centro riformista non c’è alternativa credibile al centrodestra. Le elezioni in Basilicata e Liguria lo confermano. Una sinistra che marginalizza i riformisti, che accetta ogni compromesso con 5 Stelle e Verdi ma respinge i suoi ex compagni di strada, si isola in una narrazione autoreferenziale.

Da laboratorio a progetto nazionale

Ben venga il Circolo Matteotti, ma non sia solo testimonianza: diventi laboratorio operativo. Un’infrastruttura culturale e politica che unisca laici e popolari in un progetto comune. Perché Matteotti non è solo della sinistra, come Sturzo non è solo dei cattolici. Entrambi sono coscienze della stessa democrazia.

Una politica che torni adulta

La sfida è rilanciare un pensiero che non fugge la complessità, ma la affronta con radicalità mite. Serve una cultura della responsabilità, una nuova classe dirigente che si senta erede viva di una storia che ha costruito, e può ancora costruire, la nostra democrazia.

Ucraina: Zelensky vede Vance e invia una lettera a Trump

Milano, 18 mag. (askanews) – Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha consegnato una lettera per il suo omologo americano Donald Trump contenente proposte di cooperazione. Lo ha annunciato l’ufficio del presidente ucraino dopo l’incontro del leader ucraino con il vicepresidente statunitense J.D. Vance e il segretario di Stato Marco Rubio a Roma.

Come è noto, si è parlato dei negoziati di Istanbul, della questione del cessate il fuoco e di ulteriori passi che potrebbero incidere sulla situazione, tra cui le sanzioni contro la Federazione Russa.

Particolare attenzione è stata dedicata all’attuazione dell’accordo di partenariato economico tra Ucraina e Stati Uniti. “Il capo dello Stato ha dichiarato di aver inviato al presidente Trump una lettera contenente nuove proposte di cooperazione nei settori della difesa, dell’industria e del commercio”, ha affermato l’ufficio stampa ucraino.

Tennis, Sinner battuto, Alcaraz vince gli Internazionali a Roma

Roma, 18 mag. (askanews) – È Carlos Alcaraz il nuovo campione degli Internazionali d’Italia. Lo spagnolo vince per la prima volta in carriera a Roma, battendo in finale Jannik Sinner con il punteggio di 7-6, 6-1 in un’ora e 43 minuti.

È stata una partita con due copioni diversi: il primo set lottato ed equilibrato, risolto al tiebreak da Alcaraz dopo aver annullato due set point a Sinner sul 6-5. Nel secondo set Jannik ha accusato un po’ di stanchezza e lo spagnolo ha preso il controllo, esprimendo un tennis di altissimo livello.

Quello di Sinner resta comunque un torneo straordinario: rientrato a Roma dopo i tre mesi di sospensione per il caso clostebol, Jannik è arrivato in finale vincento cinque partite e diventando il primo azzurro in finale al Foro Italico dopo 47 anni.

Un punto di ripartenza in vista del Roland Garros che inizierà tra una settimana sulla terra rossa di Parigi. Per Alcaraz, invece, è il 19esimo titolo Atp in carriera, il terzo dell’anno dopo Rotterdam e Monte-Carlo.

Super Sunday in Europa: si vota in Polonia, Portogallo e Romania

Milano, 18 mag. (askanews) – È Super Sunday elettorale nel Vecchio continente: urne aperte in Polonia, Portogallo e Romania, ovvero due Paesi dell’ex Patto di Varsavia alle prese con un presente complesso e una Lisbona centrista che dovrebbe rimanere tale. Ma in una Europa dove si è registrato un crescente sostegno ai partiti di destra, con molte idee che si dice siano in linea con quelle degli Stati Uniti d’America, l’esito delle tre votazioni potrebbe far oscillare l’ago della bilancia ulteriormente.

Le elezioni di fatto si svolgono in un contesto di forti tensioni geopolitiche, commerciali ed economiche nel continente, dovute alla minaccia russa e alla guerra commerciale dichiarata dal presidente Usa Donald Trump.

Bruxelles rimane in ansia, soprattutto per vedere se Bucarest si sposterà all’estrema destra. Intanto si vota.

In Romania i seggi elettorali sono stati aperti alle 6 del mattino italiane e chiuderanno alle 20. In Polonia e Portogallo è tutto spostato un’ora in avanti.

ROMANIA, UN TRAVAGLIATO BALLOTTAGGIO

Oggi la Romania sceglie la propria direzione. Gli elettori sono tornati alle urne per il ballottaggio presidenziale tra il sindaco centrista di Bucarest Nicusor Dan e il populista di estrema destra George Simion, leader dell’Alleanza per l’Unità dei Romeni (AUR).

L’attenzione internazionale è stata attirata dalle elezioni rumene quando il Paese ha annullato i risultati del primo turno delle presidenziali a causa di una sospetta ingerenza russa nelle elezioni: sarebbero state vinte dal filorusso Calin Georgescu, che era venuto quasi dal nulla e la sua popolarità si basava in gran parte su una campagna orchestrata su Tiktok. La candidatura di Georgescu venne successivamente ritirata.

Nel pomeriggio di oggi, in tutta la Romania sono stati espressi più voti rispetto al primo turno di due settimane fa. Si stima che un’elevata affluenza alle urne favorirebbe Dan, mentre Simion trarrebbe vantaggio da una bassa affluenza alle urne. Alle ore 16.30 è stata del 53,39% degli iscritti alle liste elettorali, secondo i dati forniti in tempo reale dall’Autorità elettorale permanente. Così è stata superata l’affluenza alle urne registrata al termine del primo turno delle elezioni presidenziali, tenutosi il 4 maggio, quando si recarono alle urne 9.571.740 elettori (53,21%).

Simion, che si candida con un programma nazionalista e anti-UE, ha guadagnato consensi, in particolare tra la diaspora rumena, dove Dan, un tecnocrate filoeuropeo, conta sull’elevata affluenza alle urne all’estero per assicurarsi la vittoria.

La Romania ha una popolazione di oltre 19 milioni di abitanti.

POLONIA AL VOTO, ABORTO CRUCIALE

I polacchi stanno votando per il primo turno delle elezioni presidenziali e il voto si preannuncia decisivo per il futuro dell’attuale governo filoeuropeo, nonché per la legge sull’aborto e i diritti delle minoranze di genere. Secondo i sondaggi, il sindaco di Varsavia Rafal Trzaskowski, da tempo politico pro-UE, dovrebbe ottenere il 30% dei voti, davanti allo storico nazionalista Karol Nawrocki con il 25%.

Se queste proiezioni si concretizzassero, i due candidati si affronterebbero al secondo turno previsto per il primo giugno, in un momento delicato per l’Europa, a causa della guerra in corso in Ucraina, dell’ascesa dei partiti di estrema destra e dei rapporti tesi con Washington.

In totale sono 13 i candidati in lizza e i risultati definitivi non sono attesi prima di lunedì.

Da quando la coalizione dell’ex leader dell’UE Donald Tusk è salita al potere nel 2023, le principali iniziative governative sono state spesso bloccate dal veto del presidente conservatore uscente Andrzej Duda, oggi si trovava a Roma per l’inaugurazione del pontificato di Leone XIV e che da Roma ha votato.

La campagna elettorale è stata in gran parte dominata dalla politica internazionale, in particolare dalla questione della posizione di Varsavia tra l’Unione Europea e gli Stati Uniti, e ha evidenziato uno scontro tra due concezioni distinte.

Hanno diritto al voto circa 29 milioni di elettori. Si può votare in oltre 32 mila sedi di seggi elettorali nel Paese, e ci sono anche 511 circoscrizioni elettorali all’estero.

La Polonia ha una popolazione di oltre 38 milioni di abitanti.

PUNTO DI DOMANDA IN PORTOGALLO

Seggi elettorali aperti anche in Portogallo: terza volta in tre anni per le elezioni legislative. In questo caso elezioni anticipate, che il primo ministro di centro-destra Luis Montenegro dovrebbe vincere, senza però alcuna garanzia che possa formare un governo più stabile.

Le elezioni sono state indette dopo che Montenegro, un avvocato di 52 anni, ha perso il voto di fiducia parlamentare a marzo, in seguito ad accuse di conflitto di interessi derivanti dall’attività della sua società di consulenza. Montenegro ha negato ogni addebito.

Negli ultimi 50 anni, due partiti hanno dominato la politica in Portogallo: i Socialdemocratici di centrodestra e il Partito Socialista di centrosinistra, alternati al potere. Ma la frustrazione pubblica per il loro operato al governo ha alimentato la crescita di nuove alternative negli ultimi anni. Ciò ha negato ai partiti più grandi un numero sufficiente di seggi in parlamento per ottenere la maggioranza necessaria a garantire loro un mandato completo di quattro anni.

I seggi si sono aperti alle 9 italiane (ore 8 nel Portogallo continentale e a Madeira) e chiuderanno alle 20.

Il Portogallo ha una popolazione di oltre 10 milioni di abitanti.

(Di Cristina Giuliano)

La mossa Meloni per riprendersi la scena, mette al tavolo Vance e von der Leyen

Roma, 18 mag. (askanews) – Messa nell’angolo a Tirana dai “volenterosi”, Giorgia Meloni tira fuori dal cilindro una mossa a sorpresa. Dopo la cerimonia di insediamento di Leone XIV la premier accoglie a Palazzo Chigi, alle 15.30, il vice presidente americano J.D. Vance e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e la foto certifica, almeno mediaticamente, quel ruolo di “pontiera” tra le due sponde dell’Atlantico che era il suo obiettivo fin dall’insediamento di Donald Trump.

Nel salottino adiacente al suo studio, sullo sfondo le bandiere degli Usa, dell’Italia e dell’Unione europea, per la prima volta i ‘contendenti’ della partita sui dazi si incontrano faccia a faccia – per oltre un’ora – e la premier, nelle dichiarazioni iniziali, non nasconde la soddisfazione. “Quando un mese fa ero stata ospite di Donald Trump alla Casa Bianca avevo proposto un incontro tra Unione europea e Usa”, ricorda, ringraziando Vance e von der Leyen “per aver offerto questa occasione”. Certo, ammette, tra Unione europea e Usa “ci sono molte questioni da discutere, dei problemi che vanno superati ma sappiamo soprattutto quanto le relazioni tra Ue e Usa siano fondamentali nell’ambito di un Occidente che vuole mantenere la sua unità, la sua forza, essere ancora in grado di disegnare la rotta” e “spero che la giornata di oggi possa essere un primo incontro e un nuovo inizio”. Per quanto riguarda in particolare la questione dei dazi, la premier si prende cura di chiarire che “la competenza in Europa è della Commissione, il ruolo dell’Italia è legato alla necessità e alla voglia di favorire il dialogo”. Un dialogo che deve essere “franco e aperto” ma senza mai dimenticare “quanto siamo importanti gli uni per gli altri”.

Da Vance (che la definisce “una buona amica”), la premier incassa il riconoscimento di un ruolo: si è “offerta di essere un costruttore di ponti tra l’Europa e gli Stati Uniti e naturalmente il presidente Trump, e io siamo entusiasti di accettare”. Certo l’incontro di oggi non sarà decisivo e Vance (accompagnato dal segretario di Stato Marco Rubio) lo chiarisce nel suo intervento: “Ho ripetuto più volte – dice – che ritengo l’Europa un alleato importante degli Stati Uniti. I singoli paesi all’interno dell’Europa sono importanti alleati degli Stati Uniti. Ma naturalmente, abbiamo alcuni punti di disaccordo, come a volte accade tra amici su questioni come il commercio. E abbiamo anche molti accordi e molte cose su cui possiamo lavorare insieme. Auspico che questo sia l’inizio di negoziati commerciali di lungo termine, per vantaggi commerciali a lungo termine tra Usa e Ue”.

Cauta Ursula von der Leyen, consapevole che i negoziati, fino a ora, non hanno prodotto risultati concreti significativi. Con gli Usa, sottolinea, “abbiamo una relazione speciale e molto stretta, in particolare abbiamo la più ampia relazione commerciale al mondo con oltre 1,5 trilioni di dollari l’anno. E’ importante ora esserci scambiati delle proposte che i nostri esperti stanno valutando a fondo, perché sappiamo che il diavolo è nei dettagli, ma alla fine vogliamo raggiungere un buon accordo per entrambe le parti”. La presidente della Commissione mette sul tavolo anche la guerra in Ucraina (“La prossima settimana sarà cruciale”) e la questione delle spese per la difesa, a poco più di un mese dal summit Nato in programma all’Aja dal 24 al 26 giugno. “So – sottolinea – che gli Stati membri europei devono aumentare gli investimenti nella difesa. Per questo, come Commissione, abbiamo autorizzato l’utilizzo di 800 miliardi di euro nei prossimi quattro anni per gli investimenti nella difesa. E questo, naturalmente, rafforzerà l’Unione Europea, ma sappiamo cosa significa un’Europa forte, e anche una Nato forte”.

Al termine della riunione, su X, Meloni si rallegra per un “confronto costruttivo” che segna un “passo in avanti per l’unita’ dell’Occidente”. L’Italia, assicura, “intende fare la sua parte per rilanciare il dialogo tra Unione Europea e Stati Uniti”.

Intanto, tornando ai “volenterosi”, da Roma il cancelliere tedesco Friedrich Merz annuncia di voler parlare, assieme ai leader di Regno Unito, Francia e Polonia, di nuovo con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump prima del suo colloquio con Vladimir Putin. “Possiamo solo sperare che ci saranno ulteriori progressi”, ha auspicato Merz, che ieri pomeriggio aveva incontrato Meloni a Palazzo Chigi. Non si sa, però, se questa volta la presidente del Consiglio italiana sarà coinvolta.

Mossa Meloni per riprendersi scena, riunisce Vance e von der Leyen

Roma, 18 mag. (askanews) – Messa nell’angolo a Tirana dai “volenterosi”, Giorgia Meloni tira fuori dal cilindro una mossa a sorpresa. Dopo la cerimonia di insediamento di Leone XIV la premier accoglie a Palazzo Chigi, alle 15.30, il vice presidente americano J.D. Vance e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e la foto certifica, almeno mediaticamente, quel ruolo di “pontiera” tra le due sponde dell’Atlantico che era il suo obiettivo fin dall’insediamento di Donald Trump.

Nel salottino adiacente al suo studio, sullo sfondo le bandiere degli Usa, dell’Italia e dell’Unione europea, per la prima volta i ‘contendenti’ della partita sui dazi si incontrano faccia a faccia – per oltre un’ora – e la premier, nelle dichiarazioni iniziali, non nasconde la soddisfazione. “Quando un mese fa ero stata ospite di Donald Trump alla Casa Bianca avevo proposto un incontro tra Unione europea e Usa”, ricorda, ringraziando Vance e von der Leyen “per aver offerto questa occasione”. Certo, ammette, tra Unione europea e Usa “ci sono molte questioni da discutere, dei problemi che vanno superati ma sappiamo soprattutto quanto le relazioni tra Ue e Usa siano fondamentali nell’ambito di un Occidente che vuole mantenere la sua unità, la sua forza, essere ancora in grado di disegnare la rotta” e “spero che la giornata di oggi possa essere un primo incontro e un nuovo inizio”. Per quanto riguarda in particolare la questione dei dazi, la premier si prende cura di chiarire che “la competenza in Europa è della Commissione, il ruolo dell’Italia è legato alla necessità e alla voglia di favorire il dialogo”. Un dialogo che deve essere “franco e aperto” ma senza mai dimenticare “quanto siamo importanti gli uni per gli altri”.

Da Vance (che la definisce “una buona amica”), la premier incassa il riconoscimento di un ruolo: si è “offerta di essere un costruttore di ponti tra l’Europa e gli Stati Uniti e naturalmente il presidente Trump, e io siamo entusiasti di accettare”. Certo l’incontro di oggi non sarà decisivo e Vance (accompagnato dal segretario di Stato Marco Rubio) lo chiarisce nel suo intervento: “Ho ripetuto più volte – dice – che ritengo l’Europa un alleato importante degli Stati Uniti. I singoli paesi all’interno dell’Europa sono importanti alleati degli Stati Uniti. Ma naturalmente, abbiamo alcuni punti di disaccordo, come a volte accade tra amici su questioni come il commercio. E abbiamo anche molti accordi e molte cose su cui possiamo lavorare insieme. Auspico che questo sia l’inizio di negoziati commerciali di lungo termine, per vantaggi commerciali a lungo termine tra Usa e Ue”.

Cauta Ursula von der Leyen, consapevole che i negoziati, fino a ora, non hanno prodotto risultati concreti significativi. Con gli Usa, sottolinea, “abbiamo una relazione speciale e molto stretta, in particolare abbiamo la più ampia relazione commerciale al mondo con oltre 1,5 trilioni di dollari l’anno. E’ importante ora esserci scambiati delle proposte che i nostri esperti stanno valutando a fondo, perché sappiamo che il diavolo è nei dettagli, ma alla fine vogliamo raggiungere un buon accordo per entrambe le parti”. La presidente della Commissione mette sul tavolo anche la guerra in Ucraina (“La prossima settimana sarà cruciale”) e la questione delle spese per la difesa, a poco più di un mese dal summit Nato in programma all’Aja dal 24 al 26 giugno. “So – sottolinea – che gli Stati membri europei devono aumentare gli investimenti nella difesa. Per questo, come Commissione, abbiamo autorizzato l’utilizzo di 800 miliardi di euro nei prossimi quattro anni per gli investimenti nella difesa. E questo, naturalmente, rafforzerà l’Unione Europea, ma sappiamo cosa significa un’Europa forte, e anche una Nato forte”.

Al termine della riunione, su X, Meloni si rallegra per un “confronto costruttivo” che segna un “passo in avanti per l’unita’ dell’Occidente”. L’Italia, assicura, “intende fare la sua parte per rilanciare il dialogo tra Unione Europea e Stati Uniti”.

Intanto, tornando ai “volenterosi”, da Roma il cancelliere tedesco Friedrich Merz annuncia di voler parlare, assieme ai leader di Regno Unito, Francia e Polonia, di nuovo con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump prima del suo colloquio con Vladimir Putin. “Possiamo solo sperare che ci saranno ulteriori progressi”, ha auspicato Merz, che ieri pomeriggio aveva incontrato Meloni a Palazzo Chigi. Non si sa, però, se questa volta la presidente del Consiglio italiana sarà coinvolta.

Meloni: confronto costruttivo con Vance e von der Leyen

Roma, 18 mag. (askanews) – “Un confronto costruttivo oggi a Palazzo Chigi con il vicepresidente degli Stati Uniti J.D. Vance e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. L’Italia intende fare la sua parte per rilanciare il dialogo tra Unione Europea e Stati Uniti: due realtà chiamate ad affrontare insieme le grandi sfide globali”. Lo scrive su X la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

“Libertà, democrazia e centralità della persona – aggiunge – sono i valori comuni su cui costruire un futuro più sicuro, prospero e stabile. Orgogliosa di questo passo in avanti per l’unità dell’Occidente”.

Fomula1, Verstappen vince il Gp di Imola

Roma, 18 mag. (askanews) – Max Verstappen ha vinto il Gp di Imola, ottavo appuntamento del Mondiale 2025 di Formula 1. L’olandese ha centrato la seconda vittoria stagionale, la 65esima della carriera e la quarta consecutiva a Imola. Alle sue spalle le McLaren del britannico Lando Norris e dell’australiano Oscar Piastri, leader del Mondiale, che chiude davanti Lewis Hamilton, quarto. Quinto posto per la Williams di Alex Albon, sesto Lewis Hamilton. La svolta della gara arriva al 44esimo giro, con l’ingresso della safety car per lo stop della Mercedes di Kimi Antonelli. Verstappen, dominatore della gara con un ampio margine dopo una partenza strepitosa, improvvisamente si ritrova a dover difendere il primato. La Red Bull riparte con la McLaren di Piastri subito dietro e ancora Norris in lotta che infiammano il finale. Dietro le due Papaya ecco la Ferrari di Leclerc. La safety car è uscita di scena nel 54esimo dei 63 giri, Verstappen guadagna rapidamente 3 secondi sugli inseguitori. Ad infiammare il finale provvede il duello tutto targato McLaren: Norris attacca e si prende di prepotenza la seconda posizione, Piastri deve lasciare strada e accontentarsi del gradino più basso del podio. Dietro Hamilton passa prima Albon e poi Leclerc e chiude quarto

Ue-Usa, Meloni: problemi da superare, spero nuovo inizio. Vance: accordi e disaccordi ma Ue alleato importante

Roma, 18 mag. (askanews) – Tra Unione europea e Usa “ci sono molte questioni da discutere, dei problemi che vanno superati ma sappiamo soprattutto quanto le relazioni tra Ue e Usa siano fondamentali nell’ambito di un Occidente che vuole mantenere la sua unità, la sua forza, essere ancora in grado di disegnare la rotta” e “spero che la giornata di oggi possa essere un primo incontro e un nuovo inizio”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in una breve dichiarazione all’inizio dell’incontro con il vice presidente americano JD Vance e la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen a Palazzo Chigi.

“Ho ripetuto più volte che ritengo l’Europa un alleato importante degli Stati Uniti. I singoli paesi all’interno dell’Europa sono importanti alleati degli Stati Uniti. Ma naturalmente, abbiamo alcuni punti di disaccordo, come a volte accade tra amici su questioni come il commercio. E abbiamo anche molti accordi e molte cose su cui possiamo lavorare insieme”, lo ha detto il vicepresidente Usa J. D. Vance incontrando Meloni e la presidente della commissione europea Ursula Von Der Leyen.

Ue-Usa, Meloni: problemi da superare ma spero oggi nuovo inizio

Roma, 18 mag. (askanews) – Tra Unione europea e Usa “ci sono molte questioni da discutere, dei problemi che vanno superati ma sappiamo soprattutto quanto le relazioni tra Ue e Usa siano fondamentali nell’ambito di un Occidente che vuole mantenere la sua unità, la sua forza, essere ancora in grado di disegnare la rotta” e “spero che la giornata di oggi possa essere un primo incontro e un nuovo inizio”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in una breve dichiarazione all’inizio dell’incontro con il vice presidente americano JD Vance e la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen a Palazzo Chigi.

“Quando un mese fa ero stata ospite di Donald Trump alla Casa Bianca avevo proposto un incontro tra Unione europea e Usa”, ha ricordato, ringraziando Vance e von der Leyen “per aver offerto questa occasione”.

Nella parte di dichiarazione in inglese, Meloni ha detto che oggi “possiamo scambiare i nostri punti di vista e andare avanti”. “Sappiamo – ha ribadito – quanto la nostra relazione sia importante per un Occidente forte, per la nostra civiltà, e anche per le relazioni economiche che ammontano al 30% degli scambi mondiali”, ha detto ancora, auspicando un dialogo “franco e aperto. Non dimentichiamo quanto siamo importanti gli uni per gli altri”, ha concluso.

In particolare per quanto riguarda i dazi, ha ricordato, “la competenza in Europa è della Commissione, il ruolo dell’Italia è legato alla necessità e alla voglia di favorire il dialogo. Sappiamo quanto siano importanti le nostre relazioni commerciali e siamo qui per discutere di tutto questo”.

Terremoto in serie B, Brescia penalizzato e retrocesso

Roma, 18 mag. (askanews) – Un terremoto sconvolge la Serie B. Secondo l’edizione online della Gazzetta dello sport è in arrivo una penalizzazione (probabilmente di 4 punti) per il Brescia, che farà riscrivere la classifica finale e i verdetti sul fondo della graduatoria. Con il -4 il Brescia diventa terzultimo e retrocede in Serie C con Cittadella e Cosenza, mentre il Frosinone, la Salernitana e la Sampdoria guadagnano una posizione con questo esito: Frosinone salvo, Salernitana al playout con il piazzamento più favorevole, e Sampdoria ripresa dalla C per i capelli e ammessa allo spareggio salvezza. Ovviamente la gara di domani tra Salernitana e Frosinone viene rinviata e poi sarà annullata (l’ha ufficializzato la Lega B a tutela del campionato): appena la sentenza sarà definitiva, verrà riprogrammato il nuovo playout tra Sampdoria e Salernitana, con ritorno stavolta all’Arechi.

M.O., Israele avvia operazione di terra a Gaza su vasta scala

Roma, 18 mag. (askanews) – L’esercito israeliano ha avviato un’operazione di terra di vasta scala nel nord e nel sud di Gaza nell’ambito dell’operazione “Carri di Gedeone”. Lo ha annunciato l’IDF.

La scorsa settimana, riferisce l’esercito israeliano, “l’IAF (Israel Air Force) ha condotto un’ondata di attacchi preliminari, colpendo oltre 670 obiettivi terroristici di Hamas in tutta Gaza per interrompere i preparativi nemici e supportare le operazioni terrestri. L’IAF continua a fornire un costante supporto alle truppe che stanno operando a Gaza”.

“Finora, le truppe hanno eliminato decine di terroristi, smantellato infrastrutture dei terroristi sopra e sottoterra e sono attualmente schierate in posizioni chiave all’interno di Gaza” prodegue l’IDF che “continuerà a operare contro le organizzazioni terroristiche a Gaza secondo quanto si renderà necessario, per difendere i civili israeliani”.

Israele avvia operazione di terra a Gaza su vasta scala

Roma, 18 mag. (askanews) – L’esercito israeliano ha avviato un’operazione di terra di vasta scala nel nord e nel sud di Gaza nell’ambito dell’operazione “Carri di Gedeone”. Lo ha annunciato l’IDF.

La scorsa settimana, riferisce l’esercito israeliano, “l’IAF (Israel Air Force) ha condotto un’ondata di attacchi preliminari, colpendo oltre 670 obiettivi terroristici di Hamas in tutta Gaza per interrompere i preparativi nemici e supportare le operazioni terrestri. L’IAF continua a fornire un costante supporto alle truppe che stanno operando a Gaza”.

“Finora, le truppe hanno eliminato decine di terroristi, smantellato infrastrutture dei terroristi sopra e sottoterra e sono attualmente schierate in posizioni chiave all’interno di Gaza” prodegue l’IDF che “continuerà a operare contro le organizzazioni terroristiche a Gaza secondo quanto si renderà necessario, per difendere i civili israeliani”.

(foto archivio)

Ucraina, Zelensky in udeienza dal Papa: grati per le sue parole sulla pace giusta. Poi incontro con Vance

Roma, 18 mag. (askanews) – Papa Leone XIV ha ricevuto in udienza dopo la messa di inizio pontificato, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, insieme alla moglie.

Zelensky – che durante la messa di insediamento di Papa Leone ha incontrato i leader europei e il vicepresidente Usa Vance, oltre alla premier Meloni e il presidente Mattarella – su X si è detto “grato per le parole speciali pronunciate oggi durante la messa” di inizio pontificato di Leone XIV “sulla necessità di una pace giusta e per l’attenzione rivolta all’Ucraina e al nostro popolo”. “Ogni nazione merita di vivere in pace e sicurezza”, ha scritto il leader ucraino.

Dopo il colloquio con il Papa, Zelensky ha incontrato a Villa Taverna, residenza dell’ambasciatore degli Stati Uniti a Roma, il vicepresidente americano JD Vance e il segretario di Stato Marco Rubio.

Vance succesivamente partecipa a Palazzo Chigi a un incontro trilaterale con Giorgia Meloni e Ursula von der Leyen.

Tennis, la vittoria di Errani e Paolini: "Due settimane pazzesche"

Roma, 18 mag. (askanews) – Sara Errani e Jasmine Paolini un anno dopo. Le azzurre ancora una volta campionesse agli Internazionali d’Italia a Roma. “Due settimane pazzesche” dicono all’unisono. “Il tennis – dice Sara Errani alla premiazione – mi ha dato dei momenti incredibili. Sono state due settimane pazzesce. Devo ringraziare il nostro team, che mi fanno divertire tutti i giorni e godere ancor di più in queste giornate. Ho troppa gente da ringraziare. Tra queste c’è sicuramente Jasmine che è una persone incredibile, ti fa divertire e ha fatto qualcosa di straordinario. E’ pazzesco poterle stare vicino. Ringrazio tutto il pubblico, che è stata una cosa indescrivibile. Vedere questo stadio pieno dà sempre i brividi. Ci avete sostenuto tutti giorni. Grazie infinite, spero di vedervi il prossimo anno”. Per Jasmine Paolini “Sono state due settimane indimenticabili. Vincere il trofeo di doppio dopo la giornata incredibile di ieri è pazzesco. Un grazie al nostro team: tutti insieme ci divertiamo veramente un sacco. E’ bellissimo poter condividere questi momenti con loro e con la mia famiglia. Un grazie, come ho detto anche ieri, agli organizzatori di questo torneo. Sono veramente contenta. Un grazie al pubblico: siete speciali! Grazie per essere venuti qui e… un grande in bocca a lupo a Jannik!”.

Tennis, Errani-Paolini trionfano agli Internazionali di Roma

Roma, 18 mag. (askanews) – Sara Errani e Jasmine Paolini vincono il torneo di doppio femminile degli Internazionali d’Italia e fanno la storia. Le azzurre battono la coppia Kudermetova/Mertens 6-4, 7-5 e confermano il titolo vinto al Foro Italico già la scorsa stagione. Errani e Paolini conquistano dunque un back-to-back che mancava dal 1995 (dalla coppia Mary Joe Fernandez e Natasha Zvereva) e il loro settimo titolo insieme (il secondo di questa stagione dopo quello di Doha).

Una super prestazione delle azzurre, che hanno vinto entrambi i set in rimonta. Sotto di 0-4 sia nel primo che nel secondo parziale. Torneo splendido per Paolini che, oltre alla vittoria in singolare arrivata nella finale di ieri contro Coco Gauff e il ritorno a n. 4 del mondo nel ranking Wta, trionfa anche in doppio con l’amica Errani (che vince il 34esimo titolo Wta in doppio). Sara Errani e Jasmine Paolini un anno dopo. Le azzurre ancora una volta campionesse agli Internazionali d’Italia a Roma. “Due settimane pazzesche” dicono all’unisono. “Il tennis – dice Sara Errani alla premiazione – mi ha dato dei momenti incredibili. Sono state due settimane pazzesche. Devo ringraziare il nostro team, che mi fanno divertire tutti i giorni e godere ancor di più in queste giornate. Ho troppa gente da ringraziare. Tra queste c’è sicuramente Jasmine che è una persone incredibile, ti fa divertire e ha fatto qualcosa di straordinario. E’ pazzesco poterle stare vicino. Ringrazio tutto il pubblico, che è stata una cosa indescrivibile. Vedere questo stadio pieno dà sempre i brividi. Ci avete sostenuto tutti giorni. Grazie infinite, spero di vedervi il prossimo anno”. Per Jasmine Paolini “Sono state due settimane indimenticabili. Vincere il trofeo di doppio dopo la giornata incredibile di ieri è pazzesco. Un grazie al nostro team: tutti insieme ci divertiamo veramente un sacco. E’ bellissimo poter condividere questi momenti con loro e con la mia famiglia. Un grazie, come ho detto anche ieri, agli organizzatori di questo torneo. Sono veramente contenta. Un grazie al pubblico: siete speciali! Grazie per essere venuti qui e… un grande in bocca a lupo a Jannik!”.

Un’omelia non politica o politicamente vera?

I commenti a caldo sull’omelia di Papa Leone XIV evidenziano subito il richiamo all’unità e all’amore, sulla spinta delle parole di Agostino citato più volte, e sottolineano come non abbia avuto prima facie una connotazione “politica” e programmatica. 

Ma siamo sicuri che i bellissimi passaggi delle riflessioni di Leone XIV, sul piano dell’etica concreta che delineano, non siano per ciò stesso, politici in senso alto?

La celebrazione solenne per l’inizio del ministero petrino di Leone XIV è cominciata con la lettera di Pietro apostolo in cui abbiamo ascoltato: “pascete il gregge di Dio (…) non come padroni delle persone a voi affidate”. L’omelia del nuovo Pontefice si è aperta (dopo le parole di Agostino: “ci hai fatto per Te, Signore”), con la considerazione che il Signore non abbandona mai il suo popolo, ma lo “raduna quando è disperso”.

È proseguita con un accenno importante a uno dei testi più profondi del filosofo danese Søren Kierkegaard, quel “Timore e tremore” in cui i tre giorni della salita di Abramo per compiere il sacrificio di Isacco non vengono descritti come il tempo facile, gioioso e pacifico, della fede in un Dio che chiede perfino il sacrificio dell’unico figlio: sono tre giorni inquieti, pesanti, difficili, con un peso sul cuore che è il peso della scommessa con se stessi e con le proprie miserie davanti a qualcosa di grande in cui si crede e che sentiamo valga più di noi stessi. È la grandezza di Abramo, nell’inquietudine della fede. L’inquietudine che torna, verso la fine dell’omelia, in un’altra frase di Leone sulla chiesa che “si lascia inquietare dalla storia”. 

L’omelia continua con l’invito a “non chiuderci nel nostro piccolo gruppo”: il pericolo dei piccoli gruppi si cela dietro la tentazione (a cui è chiesto a  Pietro di rifuggire) di “essere un condottiero solitario o un capo posto al di sopra degli altri”, oppure quella di “catturare gli altri con la sopraffazione, con la propaganda religiosa o con i mezzi del potere”, o ancora la tentazione della “paura del diverso” e del “paradigma economico”che emargina, sfrutta. 

“Se questo criterio – chiede Prevost con le parole di Leone XIII nella Rerum Novarum – prevalesse nel mondo, non cesserebbe subito ogni dissidio, e non tornerebbe forse la pace?”. “E noi vogliamo essere, dentro questa pasta, un piccolo lievito di unità”, parole che fanno eco a quelle che furono di Benedetto XVI.

Se, invece, come appare, possiamo correre il rischio di convincerci che la politica, in ogni spazio della vita associata (ecclesiastica, istituzionale, amministrativa, accademica, associativa, amicale), sia rappresentata dall’incondizionata adesione al gioioso manifesto programmatico di un piccolo gruppo chiuso o di un capo-padrone al di sopra, senza l’inquietudine delle scelte, della pluralità, e dell’amore per gli uomini, questa omelia di Leone XIV dovrebbe farci pensare.

Cannes, presentato l’ottavo Filming Italy Sardegna Festival

Roma, 18 mag. (askanews) – Presentata oggi in conferenza stampa a Cannes l’ottava edizione di Filming Italy Sardegna Festival ideato e diretto da Tiziana Rocca, che si terrà dal 19 al 22 giugno a Cagliari e al Forte Village. Quest’anno ci sarà inoltre una sezione speciale di film che verrà proiettata per gli studenti fino al 28 giugno al Notorious Cinemas Cagliari.

La manifestazione si è affermata come unica nel suo genere perché lega per la prima volta cinema e televisione con proiezioni, incontri e presentazioni di film e serie televisive, coinvolgendo le più importanti distribuzioni e produzioni del piccolo e grande schermo insieme ai colossi dell’entertainment VOD e televisivo. Anche quest’anno il Filming Italy Sardegna Festival si svolgerà in collaborazione con APA – Associazione Produttori Audiovisivi, con il patrocinio della Regione Autonoma della Sardegna, del Comune di Cagliari, del Consorzio Costa Smeralda e con la collaborazione di Forte Village.

Tiziana Rocca, General Director Filming Italy Sardegna Festival, ha dichiarato: “È con grande emozione e orgoglio che oggi, dal prestigioso palcoscenico del Festival di Cannes, vi presento in anteprima alcuni dei protagonisti della prossima edizione del Filming Italy Sardegna Festival, giunto quest’anno alla sua ottava edizione. Un traguardo importante, che conferma il nostro impegno nel promuovere il cinema italiano e internazionale, sostenere i giovani talenti e creare un dialogo sempre più vivo tra cultura, industria e pubblico. Sono particolarmente felice di annunciare che la madrina di questa edizione sarà Martina Stella, un’artista che incarna bellezza, talento e un forte legame con il nostro cinema. A presiedere la sezione dei cortometraggi sarà l’intensa e amatissima Micaela Ramazzotti, accompagnata da grandi nomi del panorama italiano e internazionale, come l’attrice e regista Heather Graham, l’icona del cinema americano Alec Baldwin, Rocío Munoz Morales e Riccardi Milani, Aurora Giovinazzo e Giacomo Giorgio”.

“Ma saranno tantissimi gli ospiti presenti al Festival e che dialogheranno nelle masterclass con i giovani studenti delle scuole e delle università dell’Academy Cinema, così come numerosissimi saranno i titoli, più di 50 ancora in via di definizione, che presenteremo tra film, documentari e serie televisive, internazionali e italiani, molti dei quali in anteprima assoluta – ha aggiunto Tiziana Rocca – naturalmente, sempre a fianco delle donne, rinnoviamo la collaborazione con Women in Film, Television and Media Italia, che presenterà al pubblico del Festival tre opere prime di registe emergenti. Voglio ringraziare a tal proposito la Senatrice Lucia Borgonzoni, insieme alla quale promuoviamo anche quest’anno la bellissima iniziativa del Ministero della Cultura in collaborazione con Cinecittà e Anec, ‘Cinema Revolution’, che dà la possibilità anche al Filming Italy Sardegna di avere una grande programmazione di film estivi. E naturalmente un sentito grazie anche alla Governatrice della Regione Autonoma della Sardegna, Alessandra Todde, all’Assessore del Turismo, Artigianato e Commercio della Sardegna, Franco Cuccureddu, e a Lorenzo Giannuzzi, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Forte Village”.

“Siamo entusiasti di accoglierenuovamente al Forte Village l’ottava edizione del Filming Italy Sardegna Festival”, ha affermato Lorenzo Giannuzzi, General Manager e ceo Forte Village Resort. “Nato come una straordinaria cornice di confronto, ispirazione e condivisione nel settore cinematografico e televisivo, sulle cui potenzialità abbiamo creduto sin dagli albori, il Festival è da diversi anni considerato un punto di riferimento internazionale nel panorama dell’audiovisivo. Questo evento ha tuttavia, per noi, un grande valore aggiunto: rappresenta un’occasione unica per raccontare e valorizzare la Sardegna, portando questa meravigliosa isola sotto i riflettori internazionali, non solo per la sua bellezza rara, ma anche per l’identità e l’ospitalità che la contraddistinguono”.

Il Filming Italy Sardegna – In Corto, realizzato in collaborazione con l’Università degli Studi di Cagliari e con il professore Massimo Arcangeli, si conferma un appuntamento molto atteso, in quanto offre ai giovani studenti la possibilità di cimentarsi con il mondo del cinema e di promuovere grazie al Festival i propri lavori in Italia ma anche negli Stati Uniti. I corti vincitori saranno trasmessi su Rai Cinema Channel e sulla piattaforma MyMovies.

Tra gli attesi ospiti del Festival: Simon Baker, protagonista delle serie televisive “The Mentalist” e “The Guardian” e di film cult come “Il diavolo veste Prada”, che riceverà il Filming Italy Excellence Award; e un fuoriclasse del cinema, dal carisma travolgente e interpretazioni indimenticabili, come quella in “Jerry Maguire” per cui ha vinto il Premio Oscar per il miglior attore non protagonista, Cuba Gooding Jr., che riceverà il Filming Italy Creativity Award.

Ospite attesa anche l’attrice francese Anouchka Delon, a cui verrà consegnato un premio in ricordo del padre Alain. Per omaggiare la leggenda del cinema francese, il Festival proietterà “La prima notte di quiete” del 1972 diretto da Valerio Zurlini.

Ancora in via di definizione il parterre di ospiti che arriverà in Sardegna da tutto il mondo e il ricco programma che – anche a sostegno dell’apertura estiva delle sale e dell’iniziativa Cinema Revolution – vanterà oltre 50 titoli, molti dei quali in anteprima, tra film internazionali, italiani, documentari, opere restaurate, serie televisive e cortometraggi.

Il film di apertura del festival sarà la commedia “Poveri Noi”, diretto da Fabrizio Maria Cortese con protagonisti Paolo Ruffini, Ricky Memphis, Ilaria Spada e Maria Grazia Cucinotta. Tra i film in anteprima assoluta: l’horror di Steven Soderbergh, “Presence”, con Lucy Liu e Chris Sullivan; la spy story presentata in concorso a Berlino e acclamata dalla critica, “Reflection in a Dead Diamond” di Hélène Cattet e Bruno Forzani interpretata da Fabio Testi; e il film statunitense sulle arti marziali “Karate Kid: Legends”, diretto da Jonathan Entwistle.

In programma anche un panel istituzionale, in collaborazione con APA – Associazione Produttori Audiovisivi, che vedrà coinvolti i maggiori esponenti del settore culturale e cinematografico nazionale e una masterclass speciale, in collaborazione con il Nuovo IMAIE, in cui alcuni giovani attori appartenenti alla collecting avranno modo di confrontarsi con alcuni dei protagonisti del cinema italiano e internazionale.

Tra i diversi premi che saranno consegnati durante quest’edizione, ritorna quello ideato dal giornalista Antonello Sarno e dedicato al maestro Nanni Loy, uno dei registi più interessanti e visionari della nostra tradizione cinematografica e televisiva. Verrà altresì assegnato il Premio in onore di Pietro Coccia, il più noto fotografo del cinema italiano e grande amico del Festival. Anche in questa edizione, un cortometraggio dedicato all’ambiente verrà premiato da Enel, azienda leader a livello globale nella produzione di energia da fonti rinnovabili.

Israele, Netanyahu: delegazione a Doha valuta ogni possibilità di accordo

Roma, 18 mag. (askanews) – L’ufficio del premier israeliano Benjamin Netanyahu ha reso noto oggi che “sotto la direttiva del primo ministro, anche in questo momento la squadra negoziale sta lavorando a Doha per esplorare ogni possibilità di accordo”.

Nella nota riportata dai media israeliani, l’ufficio ha precisato che si discute di un possibile accordo “sia sulla base della proposta di Witkoff (inviato Usa per il Medio Oriente, ndr), sia nell’ambito della fine della guerra, che includerebbe il rilascio di tutti gli ostaggi, l’esilio dei terroristi di Hamas e il disarmo della Striscia di Gaza”.

Tennis, Binaghi: "Edizione memorabile, ora lo Slam"

Roma, 18 mag. (askanews) – “È stata un’edizione memorabile”. Il presidente della Federazione italiana Tennis e Padel traccia il bilancio degli Internazionali d’Italia, la più bella di sempre con la vittoria di Jasmine Paolini, la finale del doppio femminile e di Jannik Sinner. E ancora: “L’elezione del nuovo Papa sui maxischermi del Foro, la presenza del presidente Mattarella in tribuna, il trionfo di Jasmine, in attesa di Jannik. Siamo riusciti a raggiungere straordinari risultati anche a casa nostra, grazie a un grande tifo che altre volte ci aveva condizionato negativamente”. L’incasso della biglietteria, comunica Binaghi, è arrivato a 35,5 milioni, dai 29,1 del 2024: considerato che il botteghino produceva solo 1,9 milioni nel 2005, l’incremento nel ventennio è del 1765%. Gli spettatori paganti sono stati 390mila fino a oggi e chiuderanno a 392mila: praticamente raggiunto l’obiettivo di posizionarsi attorno a quota 400mila. La fame di tennis in Italia è stata assecondata dal progetto di estensione del site del torneo, da 12 a 20 ettari. “Abbiamo vinto la scommessa, ampliando le strutture e migliorando i servizi, anche con le aree relax che sono state molto apprezzate”, spiega Marco Mezzaroma, presidente di Sport e Salute, titolare dell’area e partner della Fitp nell’organizzazione dell’evento.

Internazionali giunti al limite: L’ampliamento del Centrale porterà 2mila posti in più, per un totale di 45mila nell’arco delle due settimane. Mezzaroma aggiunge: “Il nuovo impianto sarà pronto a fine 2027, frutto di 60 milioni di investimenti di Sport e Salute, che si aggiungono ai 100 milioni che la presidenza del Consiglio ha investito per riqualificare tutta l’area del Foro Italico”. Roma vorrebbe diventare il quinto Slam: “C’è un monopolio che dura da oltre 100 anni – le parole di Binaghi – Trovo ingiusto che gli Slam siano quattro e sempre gli stessi e che i punti assegnati ai giocatori siano doppi rispetto ai Masters 1000. Così non si aiuta il tennis a crescere. Se continueremo a lavorare bene, credo che le occasioni per il salto non mancheranno. Non mi rassegno a essere secondo dietro al calcio e agli Slam. Oggi i campioni del mondo siamo noi, dentro il campo e a livello organizzativo”.

Open Economics ha stimato l’impatto sociale in 357 milioni (erano 258 nel 2023). Una torta che si compone così: 61% sportivi, 23% spettatori, 16% turisti. I benefici riguardano, in primis, la minor spesa sanitaria indotta dalla maggior pratica sportiva che una manifestazione del genere riesce a generare. E poi, dice Binaghi, “abbiamo campioni in campo e fuori dal campo. Sinner, Musetti, Paolini sono da esempio per le nuove generazioni”. Di conseguenza, lo Sgroi, cioè il ritorno dell’investimento, è molto elevato: 7,2. “Sarebbe più alto – punge il presidente federale – se non ci fosse l’odiosa esclusiva delle pay tv che arreca danni al nostro movimento”. L’impatto economico complessivo degli Internazionali è schizzato a 894,9 milioni, di cui 409,8 di impatto diretto, 331,4 indiretto e 153,6 indotto. “Tutto questo senza un euro di contributo pubblico. Ci stiamo avvicinando al traguardo di 1 miliardo di euro”, ancora Binaghi che ha ricordato come l’avanzo di gestione andrà su tre filoni: i proventi tv verranno spesi in acquisizione di diritti per il canale free SuperTennis; le risorse provenienti dall’estero (biglietteria e sponsor) saranno utilizzate per il progetto “Racchette in classe”; gli altri ricavi andranno in impiantistica e nell’azzeramento delle quote federale per i circoli affiliati che ormai sono 4465 (+47% rispetto al 2004). Tutti gli indicatori, d’altronde, mostrano il boom del settore. Quest’anno si sono registrati 57mila tesserati atleti in più, rispetto al 2024: +37mila per il tennis, +14mila per il padel, +5mila per il pickleball. “Dobbiamo tenere i piedi ben saldi per terra, dobbiamo continuare a lavorare perché abbiamo il dovere di sfruttare questo momento al meglio, in modo da rendere il tennis e gli altri sport della racchetta più forti di prima e in grado di durare più a lungo possibile”, chiosa Binaghi.

Osservatorio Spettacolo e Ambiente studia cinema e teatri sostenibili

Roma, 18 mag. (askanews) – Alla presenza di alcune delle principali rappresentanze istituzionali della Cultura e delle imprese dello spettacolo, si è svolto nella giornata di venerdì 16 maggio a Roma il primo appuntamento nazionale organizzato dall’Osservatorio Spettacolo e Ambiente sui temi della competitività, dell’efficienza e della sostenibilità. Un’occasione di confronto per fare il punto sugli strumenti già in atto o attuabili per incentivare il miglioramento della sostenibilità del settore e di espandere l’attuale protocollo d’intesa su sostenibilità e cinema alle altre aree dello spettacolo dal vivo e del teatro.

“È una giornata di riflessione per le imprese. Il protocollo fra la Direzione Generale sostenibilità dei prodotti e dei consumi del Ministero dell’Ambiente e la Direzione Generale Cinema e audiovisivo del Ministero della cultura va avanti, e faremo presto un passaggio anche con la Direzione dello spettacolo per verificare come il protocollo potrà essere esteso”, ha dichiarato Bruno Zambardino, dirigente della Direzione Generale Cinema e audiovisivo del MIC prima di lasciare la parola alla Dirigente della Direzione Generale Spettacolo del MIC, Carmelina Miranda che ha sottolineato l’importanza del tema della sostenibilità ambientale rinnovando la disponibilità ad incontrare il Ministero dell’Ambiente per estendere il protocollo.

Nel corso degli incontri è emerso il grande lavoro di sensibilizzazione ai temi ambientali e sostenibili attuato dall’Osservatorio con le imprese, che ha già raggiunto alcuni importanti traguardi: la firma del protocollo d’intesa con il Gestore dei servizi energetici (GSE) e l’avvio di un progetto di monitoraggio insieme all’Enea, l’Agenzia nazionale per l’efficienza energetica.

Al workshop, presieduto dal direttore scientifico dell’Osservatorio Marco Gisotti, sono intervenuti, oltre ai rappresentanti delle Associazioni promotrici del progetto – Leandro Pesci, Presidente di Anec Lazio, Claudia Spoto, Presidente di Atip, Elio Pacilio, Presidente di Green Cross Italia – Carmelina Miranda, Dirigente della Direzione Generale Spettacolo del MIC, Bruno Zambardino, Dirigente Direzione Generale Cinema e audiovisivo del MIC, Eliana Caramelli, Direzione Generale sostenibilità dei prodotti e dei consumi del Dipartimento sviluppo sostenibile del MASE, Luciana Di Giamberardino del GSE, Marcello Salvio dell’Enea Agenzia nazionale per l’efficienza energetica, Vincenzo Bellini di Assomusica, Gaetano Blandini, Direttore Generale di Anica, Massimo Arcangeli, Direttore Generale Anec Lazio e Atip, Laura Zumiani del direttivo di Afic, Nicola Nicoletti di Framinia e Gianluca Della Campa di Eos.

Durante gli incontri sono state esplorate e presentate alcune modalità di supporto alle imprese culturali volte a favorire la comprensione, l’apprendimento e l’adozione di pratiche sostenibili e tecnologie innovative nel settore. “Lo scopo dell’Osservatorio Spettacolo e Ambiente – ha spiegato Marco Gisotti, direttore scientifico dell’Osservatorio – è proprio quello di lavorare insieme alle imprese culturali dello spettacolo migliorando la loro competitività attraverso il monitoraggio continuo delle pratiche sostenibili, delle certificazioni ambientali, dello stato di rigenerazione delle infrastrutture e dell’accesso a tutti i meccanismi incentivanti per l’efficientamento energetico delle strutture”.

L’Osservatorio Spettacolo e Ambiente, promosso dall’Associazione nazionale esercenti cinema (Anec) attraverso la sua sezione del Lazio, dall’Associazione teatri italiani privati (Atip) e da Green Cross Italia, è un progetto che nasce nell’ambito del Next Generation EU, finanziato dal Ministero della cultura – Direzione Creativa.

Almeno 125 morti negli ultimi raid israeliani lanciati a Gaza. Uccisi anche 5 giornalisti

Roma, 18 mag. (askanews) – Sono almeno 125 i palestinesi rimasti uccisi negli attacchi lanciati nelle ultime ore dalle forze israeliane in diverse zone della Striscia di Gaza. Lo riporta al Jazeera citando fonti mediche.

La testata palestinese Al Quds ha riferito di “una delle notti più sanguinose” per Gaza, precisando che almeno 42 persone sono morte nell’area di Khan Younis, 12 nel centro dell’enclave e 55 nel nord della Striscia.

E almeno cinque giornalisti palestinesi sono rimasti uccisi negli attacchi israeliani. Lo riporta la testata palestinese Al-Quds. Sono oltre 200 gli operatori dei media morti dall’inizio del conflitto, nell’ottobre 2023. Stando a quanto precisato da Al-Quds, Nour Qandil e il marito Khaled Abu Saif sono morti insieme al figlio di 4 mesi in un attacco che ha colpito la loro abitazione a Deir Al-Balah.

Aziz Al-Hajjar è morto insieme alla moglie e ai figli nel nord di Gaza. Anche Ahmed Al-Zainati ha perso la vita insieme a moglie e figli in un attacco a Khan Younis, nel sud di Gaza.

La testata ha poi confermato la morte di Abdul Rahman Al-Abadlah, che da due giorni risultava disperso.

Trovato in un tunnel di Gaza il corpo di Mohammed Sinwar (fratello del leader di Hamas ucciso a ottobre)

Roma, 18 mag. (askanews) – Il corpo del leader di Hamas nella Striscia di Gaza, Mohammed Sinwar, sarebbe stato rinvenuto in un tunnel a Khan Younis, nel sud dell’enclave palestinese. Lo riporta oggi l’emittente saudita Al-Hadath, citando fonti di Gaza, secondo cui il corpo di Sinwar sarebbe stato trovato insieme a quelli di 10 dei suoi collaboratori. Al momento non ci sono conferme da parte dell’esercito israeliano. Martedì scorso, l’esercito israeliano aveva riferito di aver preso di mira Sinwar negli attacchi aerei lanciati nei pressi dell’Ospedale Europeo, a Khan Younis.

Mohammed Sinwar è il fratello minore dell’ex leader di Hamas a Gaza, Yahya Sinwar, ucciso dall’esercito israeliano lo scorso ottobre.

I media palestinesi hanno riferito oggi della morte di Zakaria Sinwar, un altro dei fratelli dell’ex leader di Hamas a Gaza, Yahya Sinwar. Docente di storia moderna e contemporanea all’Università Islamica, Zakaria Sinwar sarebbe stato ucciso insieme a tre dei suoi figli in un attacco alla sua tenda nel campo profughi di Nuseirat, nel centro della Striscia di Gaza.

Papa leone XIV: sono stato scelto senza alcun merito, con timore e tremore vengo a voi com eun fratello

Città del Vaticano, 18 mag. (askanews) – “Sono stato scelto senza alcun merito e, con timore e tremore, vengo a voi come un fratello che vuole farsi servo della vostra fede e della vostra gioia, camminando con voi sulla via dell’amore di Dio, che ci vuole tutti uniti in un’unica famiglia”. Così Papa Leone XIV nella sua omelia di inizio pontificato.

Amore e unità”, ha poi aggiunto il Papa “sono le due dimensioni della missione affidata a Pietro da Gesù. Ce lo narra il brano del Vangelo, che ci conduce sul lago di Tiberiade, lo stesso dove Gesù – ha concluso – aveva iniziato la missione ricevuta dal Padre: ‘pescare’ l’umanità per salvarla dalle acque del male e della morte”.

L’Eurovision e la canzone triste dell’Europa

Ha vinto l’austro-flippino JJ e gli facciamo tanti complimenti. Una riflessione tutravia s’impone. L’Eurovision Song Contest ha messo in campo il meglio della musica dei rappresentanti dei paesi europei per vedere chi potrà valere. Tutto è andato in onda sulla prima rete nazionale con il sottofondo dei commenti entusiasti dei conduttori italiani. 

Se ne è ricavato piuttosto un sentimento di tristezza e di inquietudine che non è possibile tacere. Di canzoni non se ne è vista una traccia neanche all’orizzonte. Si intende per canzone qualcosa che possa rimanere alla memoria di chi la ascolta, un motivo che sia diverso per struttura, arrangiamento e ispirazione da quello che lo ha preceduto immediatamente prima. 

Ci hanno provato stentatamente la Grecia, la Svizzera, il Portogallo, la Francia, Israele el’Italia; troppo poco per risollevare le sorti delle esibizioni proposte. Tutto si è disperatamente giocato su un palco bombardato di luci e fasci luminosi che non è chiaro se siano serviti a mettere in risalto i vari protagonisti o a coprirne la modestia. 

Occorre fare i complimenti alla scenografia per essersi inventata qualcosa che sostenesse l’assenza del tutto. Raggi colorati, flash, giochi di illuminazione hanno dato il massimo delle possibilità per offrire uno spettacolo che altrimenti non meriterebbe un istante di attenzione. 

Si deve seguire la moda, assecondarla secondo i gusti correnti. Sarà per questo che i cantanti sono diventati dei ginnasti coperti ora di tatuaggi ora di abiti che richiamano look stile lattex e similari. 

Siamo al solito davanti a balletti con amplessi simulati dove la sessualità stessa li ripudierebbe per lo squallore e la ripetitività della gestualità. Il titolo di una canzone, “Io arrivo” ha messo in chiaro lo spirito dell’evento per chi non avesse ben compreso il contesto della situazione.

E’ emersa una totale mancanza di fantasia, non una nota diversa rispetto al solito, non un guizzo d’arte che abbia un minimo di sostanza. Tutto si è giocato su acconciature stravaganti e improbabili dresscode buoni a scatenare un avvilimento che sarà difficile riporre facilmente nel cassetto. 

Sarebbe da chiedere ai performers saliti sul palco se veramente hanno il coraggio di ascriversi alla categoria del canto, se sono consapevoli della loro finitezza, parlare di modestia sarebbe già troppo. 

Difficilmente potrebbero reggere a stare sul palcoscenico senza il supporto di accorgimenti teatrali che nulla hanno a che vedere con uno spartito almeno decente.

Se la politica è lo specchio della società speriamo non lo sia anche il canto. L’Europa ha mostrato tutta la sua povertà e inconsistenza, nulla da esportare e nulla da trasmettere alle prossime generazioni.  Si era in attesa dell’Eurovision con tanto di fanfare ad annunciarne da giorni l’arrivo. Nulla di più vuoto e di sprecato.

Il dramma trova tutta la sua plateale evidenza nell’esercito di giovani che hanno affollato la piazza dell’evento, entusiasti e contenti di farne parte. Non si vede un assembramento del genere per invocare la pace e la fine dei conflitti che stanno cannibalizzando un mondo forse ormai indigesto anche al Dio di ogni religione.

C’è solo una massa di giovani che esulta perché nessuno gli ha mai insegnato per cosa valga la pena scomodarsi, quand’è che veramente valga la pena battere le mani, quando può dirsi alla felicità di far parte giustificatamente della serata, quando le note hanno un ordine da apprezzare.

Nessuno che abbia il coraggio di mettere la faccia davanti al microfono con la sola propria voce e null’altro, senza scodinzolare il corpo in versi vari. Nessuno dei paesi europei che abbia l’ardire di parlare senza buttarla in caciara insieme a mille altre voci subito a precedere e seguire.

In una recentissima intervista Riccardo Muti ha ricordato che Sant’Agostino diceva come“cantare è proprio di chi ama” e quindi, potremmo aggiungere, non di chi ama il mercato e le tragiche tendenze del momento. 

Il Maestro ha anche citato il motto del Santo per cui “Bis orat qui cantat”, chi canta prega due volte. Completando il suo pensiero ha espresso la speranza di “insegnare a tutti i cori a cantare senza smorfie e languore», evidentemente anche loro contagiati dai tempi correnti.

A noi non resta quindi che pregare per una inversione di tendenza, di risparmiarci per il prossimo anno uno spettacolo del genere che è la triste conferma di una Comunità di anime vuote e non altro. L’arte di cui da sempre fu storicamente fattrice ha perso per ora la sua strada.

Il primo giro in papamobile per Leone XIV

Roma, 18 mag. (askanews) – Il primo giro in papamobile per Leone XIV. Il Pontefice saluta i fedeli arrivati numerosi fin dalle prime ore del mattino per partecipare alla messa di inizio pontificato in piazza San Pietro.

In piedi sulla jeep bianca scoperta ha benedetto la folla e ha percorso tutta la via della Conciliazione. Tanti i fedeli che si sono assiepati al suo passaggio, il Papa si anche fermato a benedire alcuni neonati. Gi pi di diecimila le persone che hanno fatto accesso all’interno di piazza San Pietro per la cerimonia di intronizzazione.

Eurovision, vince l’Austria con JJ, quinto Lucio Corsi

Basilea, 18 mag. (askanews) – L’austriaco Johannes Pietsch, alias JJ, ha vinto l’Eurovision Song Contest 2025 di Basilea con la canzone “Wasted Love”. “È stato davvero surreale sentire tutti che mi davano come vincitore e poi ce l’abbiamo fatta davvaero, è pazzesco”, ha dichiarato JJ durante la conferenza stampa dopo l’annuncio della vittoria.

Le giurie nazionali di tutta Europa e i telespettatori hanno regalato all’Austria la prima vittoria dal trionfo di Conchita Wurst nel 2014 con “Rise Like a Phoenix”. L’Austria si è classificata prima con 436 punti, davanti a Israele con 357 e all’Estonia con 356, con Tommy Cash e il suo “Espresso macchiato”. L’Italia si è dovuta accontentare del quinto posto con Lucio Corsi che ha totalizzato 256 punti con “Volevo essere un duro”. San Marino conclude al 26esimo e ultimo posto con “Tutta l’Italia” di Gabry Ponte.

“Grazie a voi, Europa, per aver realizzato i miei sogni”, ha dichiarato il ventiquattrenne controtenore JJ. “L’amore è la forza più forte del mondo. Diffondiamo più amore”, ha detto. “I miei sogni si sono avverati. È una cosa fuori dal mondo”. Con “Wasted Love” ha raggiunto le note più alte, mescolando opera e techno. La sua canzone per l’Eurovision parla dell’esperienza di un amore non corrisposto.

Fino alla fine sembrava potesse vincere Israele, poi il verdetto è stato ribaltato. La concorrente israeliana Yuval Raphael, sopravvissuta all’attacco del 7 ottobre 2023 al Nova Festival, nascondendosi sotto i cadaveri durante l’attacco di Hamas, ha eseguito “New Day Will Rise”; durante il suo show si sono sentiti forti fischi e due persone hanno cercato di salire sul palco. Sono stati poi portati fuori dalla polizia. Inoltre, per le strade di Basilea, dimostranti filo-palestinesi si sono scontrati brevemente con gli agenti antisommossa.

Cannes, presentato il Taormina Film Festival: apre "Ballerina"

Roma, 18 mag. (askanews) – Presentata a Cannes la 71esima edizione del Taormina Film Festival, in programma dal 10 al 14 giugno al Teatro Antico.

“Un’edizione che celebra il cinema in tutte le sue forme – ha dichiarato Tiziana Rocca, direttrice artistica del Festival – con uno sguardo aperto, contemporaneo e profondamente connesso alla magia della sala e del racconto per immagini. Oltre alla presenza del Maestro Martin Scorsese, per la prima volta a Taormina, che riceverà il Premio alla Carriera, siamo onorati di annunciare come madrina di quest’anno Valeria Solarino, attrice di rara eleganza e intensità, volto simbolico del talento italiano, che accompagnerà il pubblico in questo viaggio tra proiezioni, incontri e visioni. La nostra giuria internazionale è composta da straordinarie personalità del mondo del cinema: Da’Vine Joy Randolph, attrice Premio Oscar e presidente di giuria; Rupert Everett, interprete raffinato e iconico del cinema britannico; la celebre costumista Sandy Powell, tre volte premio Oscar; Steven Gaydos, voce influente del giornalismo cinematografico globale; e due protagoniste del nostro cinema: Ilenia Pastorelli e Alessandra Mastronardi”.

Ad aprire il Festival l’anteprima del thriller “Ballerina” di Len Wiseman, ha rivelato la direttrice artistica, mentre la prima opera in concorso annunciata è “Warfare – Tempo di guerra”.

In occasione del suo 25esimo anniversario, il manifesto di questa edizione è dedicato a uno dei film più iconici del cinema italiano contemporaneo, la pellicola di Giuseppe Tornatore, “Malèna” con protagonista Monica Bellucci. Il Festival quest’anno si articolerà in tre sezioni: il Concorso Internazionale Lungometraggi, il Fuori Concorso e gli Eventi Speciali al Teatro Antico.

L’apertura con “Ballerina”, nella sezione Fuori Concorso, è molto attesa: si tratta di action thriller ambientato nell’universo narrativo della celebre saga di John Wick. Il film promette sequenze d’azione spettacolari e ha per protagonista Ana de Armas. A presentarlo al pubblico saranno il regista Len Wiseman e l’attore Norman Reedus.

La prima opera annunciata del Concorso è “Warfare – Tempo di guerra”, tratto da una storia vera, un film immersivo e viscerale che porta alla sconvolgente realtà dei conflitti moderni. Scritto e diretto da Alex Garland e Ray Mendoza, nel cast ha alcuni fra i più interessanti giovani talenti di Hollywood, come Joseph Quinn, Kit Connor, Will Poulter, Cosmo Jarvis, Charles Melton e Michael Gandolfini. Il film uscirà in Italia con I Wonder Pictures il 21 agosto 2025.

Altro film che sarà presentato nella sezione Fuori Concorso è “Come fratelli”, diretto da Antonio Padovan e interpretato da Francesco Centorame, Pierpaolo Spollon, Ludovica Martino, Paola Buratto, Mariana Lancellotti, Simonetta Guarino, Alfonso Santagata, Alessio Praticò, Roberto Citran e l’amichevole partecipazione di Giuseppe Battiston. La commedia, che affronta i temi dell’amicizia e della famiglia con delicatezza ma allo stesso tempo stimola riflessioni profonde sul senso della vita, è prodotta da Pepito Produzioni con Rai Cinema e uscirà nelle sale il 26 giugno distribuita da 01 Distribution.

Calcio, classifica serie A, Questa sera il turno alle 20.45

Roma, 18 mag. (askanews) – Due volte in vantaggio, due volte rimontato. E infine anche ribaltato. Il Genoa non chiude al meglio – almeno dal punto di vista del punteggio – a Marassi, perdendo 3-2 contro l’Atalanta nella penultima giornata di serie A. Non basta la doppietta di Pinamonti, due volte pareggiata dai gol di Sulemana e Maldini. All’89’, poi, il gol che vale i tre punti per la Dea lo segna il grande ex Retegui. Questa sera alle 20.45 si completa il turno con questo programma:

Cagliari-Venezia, Fiorentina-Bologna, Genoa-Atalanta, Hellas Verona-Como, Inter-Lazio, Juventus-Udinese, Lecce-Torino, Monza-Empoli, Parma-Napoli, Roma-Milan.

Classifica: Napoli 78, Inter 77, Atalanta 74, Lazio, Juventus 64 Roma 63, Bologna 62, Milan 60, Fiorentina 59, Como 48, Torino, Udinese 44, Genoa 40, Cagliari, Verona 33, Parma 32, Venezia 29, Empoli, Lecce 28, Monza 18.

38esima giornata Atalanta-Parma, Bologna-Genoa, Como-Inter, Empoli-Verona, Lazio-Lecce, Milan-Monza, Napoli-Cagliari, Torino-Roma, Udinese-Fiorentina, Venezia-Juventus

La violenza verbale non è libertà di parola

“Ad ammazzarlo non si fa peccato”. Questa la frase diffusa sui social da Davide Carta, consigliere comunale del Partito Democratico a Cagliari.

Si riferiva a Piero Fassino, reo – secondo il consigliere – di non aver condannato a sufficienza le azioni militari israeliane a Gaza.

Fatto emblematico, ormai, di una crescente tendenza al superamento di ogni limite – legale ed etico – nell’uso della violenza verbale sui social ed in generale nel dibattito pubblico.

Fatto ancor più inaudito se si pensa che a pubblicare questa minaccia è stato un consigliere comunale del Pd, eletto in un capoluogo di Regione.

A Piero Fassino va tutta la mia solidarietà, assieme alla stima per le posizioni chiare e coraggiose che ha assunto. Chiare nel condannare la politica dissennata del governo Netanyahu. Coraggiose nel non essere reticente nella condanna, senza se e senza ma, dei tagliagole di Hamas e nella rivendicazione della necessità di non confondere il giudizio sulla politica del governo di Tel Aviv; la questione del diritto ad esistere di Israele; il doveroso e sempre più urgente rifiuto di ogni forma risorgente di antisemitismo.

Pur da non aderente al Partito Democratico, devo dire che mi aspetterei l’immediata espulsione dal partito di questo consigliere comunale. Una decisione diversa farebbe sorgere grossi dubbi da molti punti di vista.

Trump in Arabia: la pace come strumento del business

Se a qualcuno non appariva ancora chiaro, ora, dopo la missione commerciale e solo conseguentemente politica effettuata da Donald Trump nella penisola arabica, è impossibile non comprendere che la parola d’ordine del tycoon, quella che muove ogni sua mossa, più o meno estemporanea, è una sola: business. E gli affari si fanno con gli accordi, gli ormai mitici deals; e per siglarli certo è meglio un contesto di pacificazione piuttosto che di guerra e dunque, se possibile, ben venga la ricerca di una qualche (non importa esattamente quale) soluzione ai conflitti in corso, anche al prezzo di eventuali clamorose ingiustizie o sopraffazioni compiute ai danni di questo o quel popolo.

Così, fedele al proprio motto, il Presidente eletto da milioni di americani poveri o appartenenti alla middle class che fa gli interessi innanzitutto suoi e poi primariamente dei milionari in dollari spacciandoli per interessi dei soli statunitensi (tutti) è andato in Arabia a fare affari con i reali sauditi prima, e con gli emiri del Golfo, incluso quello qatariota, poi. Ma il viaggio di affari ha rivelato alcune notazioni d’ordine politico di primaria rilevanza. Che pertanto non vanno sottovalutate, né considerate marginali alla luce degli obiettivi primari, quelli economici, della missione.

Nell’intricato puzzle mediorientale le linee guida della politica estera USA a guida Trump si possono individuare non tanto ascoltando quello che il Presidente sostiene, con una facilità sorprendente nel cambiare versione o idea ogni volta che lo ritenga necessario, quanto seguendo un unico filo rosso, quello del business, appunto. Ebbene, oltre agli affari in miliardi connessi ad investimenti negli States in campi tradizionali come gli armamenti e innovativi come l’IA, Trump ha ottenuto dai regnanti del Golfo un consistente incremento della produzione di greggio, con la conseguenza – già ora percepibile – di una diminuzione del prezzo della benzina alla pompa. Questione essenziale per l’americano medio, che apprezzerà il messaggio che gli verrà inviato dal Presidente: “vi avevo promesso il calo dell’inflazione e sta cominciando a succedere”. Questo sul fronte interno. Su quello esterno il calo del prezzo del petrolio peserà moltissimo sulla Russia, la cui attuale economia di guerra mostra indubbi segni di resilienza ma avvertirà e non poco il calo delle entrate che ne deriverà. E – immagina Trump – condurrà Putin, pur se in tempi più lunghi di quelli previsti, a trattare un accordo di pace con l’Ucraina, naturalmente sotto l’egida della Casa Bianca e non certo degli europei “volenterosi”.

Giova a tal proposito ricordare che lo scorso anno i prezzi elevati del greggio, decisi dall’OPEC+ (dove il + è la Russia) a guida saudita hanno consentito a Mosca di incrementare gli introiti petroliferi del 2% rispetto al 2023. Ora si prospetta, al contrario, un sensibile decremento. 

Non solo. L’intesa con Mohammed bin Salman di fatto segna un asse privilegiato che dovrebbe condurre a conseguenze geopolitiche importanti nel Medioriente, e Netanyahu dovrà farsene una ragione. Perché, al di là degli incontri festosi nello Studio Ovale di due mesi fa e delle oscene affermazioni sul futuro di Gaza, Trump non ha affatto apprezzato la rottura della tregua operata dal governo israeliano e ora sta ricordando a Tel Aviv che è lei ad avere bisogno di Washington e non viceversa. Perché gli affari, da quelle parti, si fanno con chi ha il petrolio e lo pompa (“drill, baby, drill”).

Dunque gli Accordi di Abramo restano l’obiettivo di fondo, con l’entrata in essi di Riad: ma affinché ciò accada bisognerà in un qualche modo affrontare e risolvere la questione palestinese, e Israele anche se non vuole lo deve mettere in conto.

Anche perché un futuro raccordo Israele-Arabia consentirebbe la creazione di quel vagheggiato corridoio commerciale India-Arabia-Israele-Italia/Mediterraneo-USA che potrebbe divenire alternativo alla Via della Seta cinese: un obiettivo al quale evidentemente gli Stati Uniti stanno lavorando (Vance ne ha parlato con il premier indiano Modi anche recentemente, e non è escluso che sia pure stato parte dei colloqui fra Trump e la nostra premier).

A chiudere il cerchio, l’incontro con il nuovo leader siriano al-Sharaa: inimmaginabile sino a solo pochi mesi fa, esso dimostra la determinazione di Trump nell’isolare l’Iran. E pure su questa partita Israele dovrà adattarsi a trovare una soluzione territoriale con Damasco, magari addirittura sotto l’egida, oltre che di Washington, di Ankara, divenuta la tutrice del nuovo regime siriano. Certo non proprio il massimo per Tel Aviv, ma d’altro canto alla Casa Bianca interessa non solo garantire un ruolo alla Turchia, membro importante della NATO, ma soprattutto spingere ancor più nell’angolo gli ayatollah iraniani. Ai quali, di fatto, sta recapitando un secco messaggio: “troviamo un’intesa, anche sul nucleare, perché altrimenti verrete sopraffatti. Il vostro sistema di alleanze impostato su organizzazioni terroristiche e su stati falliti è ormai saltato”. E oggettivamente su questo punto Israele non può che concordare.

Insomma: con Trump è il business che guida. La geopolitica segue, ma non scompare. Tutt’altro.

L’eredità spirituale dell’Oriente cristiano: monachesimo, sinodalità ed ecumenismo

[…] Le Chiese orientali hanno guidato il cristianesimo universale nell’antico Medioevo soprattutto grazie al monachesimo, che insegnava il senso del mistero, la “mistagogia” ricordata da papa Leone, vivendo il cristianesimo come l’esperienza dello “stupore” e dell’annullamento di sé stessi per ritrovarsi nella comunione divina, come insegna la pratica dell’esicasmo del monte Athos, poi sviluppato in modo particolarmente intenso nel monachesimo russo. Questa tradizione non si è mai spenta e ha ispirato gli ordini religiosi latini per i secoli successivi, come gli stessi agostiniani di papa Prevost, una congregazione con radici a sua volta risalenti al periodo patristico del grande sant’Agostino. Ricordando una preghiera di sant’Efrem siro, il papa si propone di guardare alla “croce come ponte sulla morte”, una definizione straordinaria del ruolo stesso di “pontefice” tante volte richiamata già in questi primi giorni del ministero petrino.

Dopo anni del percorso della “sinodalità” proposto da papa Francesco, è oggi particolarmente importante riscoprire la dimensione ecclesiale conciliare degli orientali, che anche quando riconoscono il papa come autorità suprema, si governano comunque in modalità comunitaria e sinodale, scegliendo i propri gerarchi in autonomia, come avviene nelle Chiese ortodosse “autocefale”. Anche gli orientali cattolici sono indipendenti, facendo riferimento al Dicastero romano e chiedendo al papa la conferma delle proprie decisioni, assunte anche ricorrendo alla “sorte” nell’elezione del patriarca come fecero gli apostoli per completare il collegio apostolico, affidando alla scelta divina la nomina del dodicesimo apostolo Mattia, al posto di Giuda il traditore. Alla comunione sinodale degli orientali partecipano moltissimo anche i laici, uomini e donne a seconda delle diverse tradizioni; l’unico concilio nella storia della Chiesa in cui i laici erano più dei chierici fu quello di Mosca nel 1917, che ripristinò il patriarcato ortodosso e intendeva fare tante riforme, purtroppo soffocate dal nuovo regime bolscevico. Non a caso i russi hanno offerto la riflessione filosofico-religiosa della Sobornost, la “comunione conciliare” come dimensione fondamentale della vita della Chiesa e delle società umane.

L’incontro con gli orientali ha fatto anche risaltare un altro motivo della scelta del nome papale di Leone XIV da parte del cardinale Robert Francis Prevost, oltre all’intenzione del suo predecessore di fine Novecento di affrontare la rivoluzione industriale e le novità del mondo moderno, con l’enciclica Rerum Novarum del 1891 che ispira oggi a confrontarsi con la nuova “rivoluzione tecnologica”, digitale e artificiale. Papa Pecci infatti scrisse tre anni dopo anche una lettera apostolica dal titolo Orientalium Dignitas, citata nell’udienza di mercoledì scorso, in cui Leone XIII notò che “la conservazione dei riti orientali è più importante di quanto si creda” e a questo fine prescrisse persino che “qualsiasi missionario latino, del clero secolare o regolare, che con consigli o aiuti attiri qualche orientale al rito latino” fosse “destituito ed escluso dal suo ufficio”. Era il periodo in cui la Chiesa cattolica, sotto la guida del papa nativo della provincia di Roma, superò le posizioni secolari del cosiddetto “unionismo”, che intendeva riproporre quanto si era realizzato nel concilio di Firenze, per scoprire le nuove dimensioni dell’ecumenismo, che ha poi caratterizzato tutto il secolo successivo.

[…]

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https://www.asianews.it/notizie-it/Il-tesoro-delle-Chiese-orientali-63104.html

Meloni vede Merz e lancia stoccata a Macron: "Basta personalismi"

Roma, 17 mag. (askanews) – La “sintonia” con il nuovo cancelliere tedesco Friedrich Merz non riesce a mettere in secondo piano il ‘gelo’ tra Giorgia Meloni ed Emmanuel Macron, i cui rapporti sono probabilmente al punto più basso da quando la premier è in carica.

Ieri, dopo l’incontro dei ‘volenterosi’ a margine della Cpe di Tirana, la presidente del Consiglio aveva giustificato la sua assenza dicendo che “l’Italia ha da tempo dichiarato di non essere disponibile a mandare truppe in Ucraina” e dunque “non avrebbe senso per noi partecipare a dei formati che hanno degli obiettivi sui quali non abbiamo dichiarato la nostra disponibilità”. Il presidente francese l’aveva però ‘smentita’, dicendo che non si era parlato di invio di soldati, invitandola a “evitare le fake news, bastano quelle russe”. Parole durissime, a cui oggi la premier ha replicato nel corso delle dichiarazioni alla stampa dopo l’incontro con il cancelliere a Palazzo Chigi. “E’ necessario abbandonare un po’ i personalismi che rischiano di minare l’unità dell’Occidente, che è fondamentale per risolvere il conflitto” in Ucraina, la frecciata – eufemismo – all’inquilino dell’Eliseo. A cui poi attribuisce (è lo ‘spin’ che gira da ieri a Palazzo Chigi) una marcia indietro sul progetto della forza di pace europea. “Dalle parole di Macron non posso che prendere atto del fatto che l’invio delle truppe non è più un tema di discussione” e dunque “noi siamo disponibili a partecipare a qualsiasi formato per raggiungere l’obiettivo di una pace giusta e duratura”. Sul tema Merz fa un esercizio di equilibrio. Assicura che “non c’è nessuna decisione, non c’è una discussione sulla questione dell’invio di truppe dell’Unione europea o della Nato in Ucraina” e che “l’Italia deve svolgere un ruolo”. Comunque, assicura, “vogliamo cambiare il formato dei volenterosi”.

I due leader, che dopo il bilaterale e le dichiarazioni si incontrano per una cena di lavoro allargata alle delegazioni, sottolineano la relazione “strategica” che porterà all’inizio del 2026 a un nuovo vertice intergovernativo, da ospitare in Italia. “E’ stato un incontro molto aperto, cordiale, operativo, concreto che credo rappresenti la smentita più efficace di una presunta assenza di interesse del nuovo governo tedesco per il rapporto con l’Italia”, ha sottolineato Meloni. Mentre il cancelliere ha assicurato che sono “sbagliate” le indiscrezioni riportate da ‘Die Welt’ riguardanti un presunto veto della Spd verso l’Italia come partner strategico: “In nessun momento c’è stata una discussione sul ruolo dell’Italia” che è “un partner importante” e “lo dico non solo per me, ma per tutto il governo tedesco”.

Tra i settori di collaborazione citati da Meloni il “rilancio della competitività” e in particolare l’automotive, su cui sono apprezzabili i “correttivi” apportati dalla Commissione Ue al Green Deal ma “si deve fare di più” per un settore “schiacciato da un approccio eccessivamente ideologico”. Italia e Germania, garantisce, sono “d’accordo sulla necessità di raggiungere i traguardi ambientali” ma “tenendo conto della sostenibilità economica e sociale, con un approccio pragmatico non più rinviabile. Non possiamo correre il rischio di una desertificazione industriale del nostro continente”. Sempre in economia, la cooperazione può svilupparsi ulteriormente nel settore dell’energia e in quello della difesa, come dimostra la joint venture tra Leonardo e Rheinmetall che “ha sede in Italia ma che possiamo considerare un primo insieme dell’industria della difesa europea”.

Sui dossier internazionali, Italia e Germania sono allineate sulla questione Ucraina. “Abbiamo parlato degli sforzi comuni per arrivare a una pace giusta e duratura – ha detto Meloni -. Se oggi ci sono le condizioni perché si svolgano colloqui di pace è grazie alla tenacia del popolo ucraino ma anche al sostegno dell’Occidente. Non c’è stato l’incontro Zelensky-Putin a Istanbul ma è comunque positivo che le delegazioni si siano viste, grazie anche all’azione della Turchia e dell’America. Ci auguriamo che sia un primo timido passo per un processo verso una pace giusta e duratura che tenga conto delle necessarie garanzie di sicurezza per la nazione aggredita”. Sul Medio Oriente, sottolinea, “proprio perchè siamo amici di Israele non possiamo restare indifferenti a quanto accade a Gaza, dove la situazione è sempre più difficile e drammatica. Chiediamo la cessazione delle ostilità, non ci devono essere ambiguità sul rilascio degli ostaggi e sul fatto che non c’è futuro per la presenza di Hamas nella Striscia o in un futuro Stato palestinese”.

Tema su cui Meloni e Merz si trovano vicini è quello dei migranti: “Riscontro grandissima sintonia con il cancelliere Merz e penso davvero che lavoreremo molto bene insieme per consolidare quel cambio di approccio che si è affermato in questi anni in Europa e che ritiene prioritaria la lotta ai trafficanti di esseri umani, la difesa dei confini esterni, il rispetto della legalità, il rafforzamento dei rimpatri e una cooperazione da pari a pari, nuova, un nuovo modello di cooperazione con i paesi africani, con i paesi di origine, con i paesi di transito”. La Germania si è anche detta interessata a partecipare alle riunioni del gruppo dei cosiddetti Paesi ‘like minded’ sulla questione (promosso da Italia, Danimarca e Paesi Bassi) che si incontrano prima dei Consigli europei, “per affrontare la grande questione migratoria anche con soluzioni innovative come il nostro protocollo con l’Albania”.

Meloni, che oggi ha ricevuto anche il presidente del Libano Joseph Aoun e il premier canadese Mark Carney, domani mattina sarà alla cerimonia di intronizzazione di papa Leone XIV. E non è escluso che nel corso della giornata possa avere altri incontri, magari anche con il vice presidente americano J.D. Vance.

Coppa Italia femminile, a Como trionfa la Juventus: 4-0 alla Roma

Roma, 17 mag. (askanews) – La Juventus scudettata vince anche la Coppa Italia e centra il “double” nel calcio femminile. Allo Stadio Sinigaglia di Como, le campionesse d’Italia travolgono 4-0 la Roma detentrice del trofeo in una finale praticamente a senso unico. Sfida già decisa nel primo tempo, con le bianconere che sbloccano il risultato al 13′ grazie a un rigore trasformato dal loro bomber Cristiana Girelli prima dei gol in successione di Sofia Cantore (21′), l’ex Lindsey Thomas (30′) e ancora Girelli (34′).

Il risultato non cambia più nel secondo tempo, dove la squadra guidata da Massimiliano Canzi gestisce il largo vantaggio costruito nel primo tempo impedendo alle giallorosse di Alessandro Spugna di trovare il gol della bandiera. La Juventus conquista per la quarta volta la coccarda tricolore, la Roma perde la terza finale negli ultimi cinque anni.

Juventus-Roma 4-0 (4-0 p.t.) Juventus: Peyraud-Magnin; Kullberg, Salvai, Harviken (Calligaris 66′); Thomas, Brighton (Bennison 76′), Schatzer, Boattin (Bergamaschi 84′); Cantore, Girelli (Vangsgaard 76′), Bonansea (Godo 66′)

Roma: Ceasar; Thogersen, Minami, Linari (Cissoko 72′), Di Guglielmo; Troelsgaard (Pilgrim 46′), Kuhl (Kim 84′); Glionna (Viens 46′), Giugliano, Haavi; Giacinti (Corelli 72′)

Marcatrici: 13′ rig. e 34′ Girelli, 21′ Cantore, 30′ Thomas

Ammonite: Troelsgaard (R), Harviken (J)

Arbitro: Andrea Colombo (Como)

Ue, Meloni: Italia in formato Weimar? Sempre pronti a confronto

Roma, 17 mag. (askanews) – “L’Italia è sempre disponibile a fare parte di tutti i formati che possono aiutare a migliorare il futuro dell’Ue”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, nelle dichiarazioni alla stampa insieme al cancelliere tedesco Friedrich Merz, rispondendo a chi le chiedeva se l’Italia fosse disponibile a partecipare al formato Weimar (Germania, Francia, Polonia).

“Siamo in una stagione – ha aggiunto – in cui più ci parliamo senza esclusioni e apertamente e più siamo in grado di dare risposte sensate”. In un tempo in cui “le certezze sono in discussione” c’è “bisogno del contributo di tutti, particolarmente delle nazioni fondatrici ma anche tutte le altre: solo se troviamo una sintesi con l’obiettivo di essere più forti potremo dare un futuro diverso a questo continente”.

M.O., Meloni: non siamo indifferenti a situazione drammatica Gaza

Roma, 17 mag. (askanews) – “Proprio perchè siamo amici di Israele non possiamo restare indifferenti a quanto accade a Gaza, dove la situazione è sempre più difficile e drammatica. Chiediamo la cessazione delle ostilità, non ci devono essere ambiguità sul rilascio degli ostaggi e sul fatto che non c’è futuro per la presenza di Hamas nella Striscia o in un futuro Stato palestinese”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, nelle dichiarazioni alla stampa insieme al cancelliere tedesco Friedrich Merz.

Ucraina, Meloni: incontro delegazioni spero primo passo pace

Roma, 17 mag. (askanews) – “Abbiamo parlato degli sforzi comuni per arrivare a una pace giusta e duratura in Ucraina. Se oggi ci sono le condizioni perché si svolgano colloqui di pace è grazie alla tenacia del popolo ucraino ma anche al sostegno dell’Occidente. Non c’è stato l’incontro Zelensky-Putin ma è comunque positivo che le delegazioni si siano viste, grazie anche all’azione della Turchia e dell’America. Ci auguriamo che sia un primo passo per un processo di pace giusta e duratura che tenga conto delle necessarie garanzie di sicurezza per la nazione aggredita”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, nelle dichiarazioni alla stampa insieme al cancelliere tedesco Friedrich Merz.

Tennis, Jasmine Paolini vince gli Internazionali d’Italia

Roma, 17 mag. (askanews) – Jasmine Paolini riscrive la storia agli Internazionali d’Italia. La tennista toscana è la nuova campionessa femminile, la prima italiana da Raffaella Reggi nel 1985. Un digiuno di 40 anni spezzato da Jasmine che in finale ha battuto l’americana Coco Gauff, n. 3 al mondo, con il punteggio di 6-4, 6-2 in un’ora e 29 minuti. Una partita praticamente perfetta di Paolini: intensità e solidità nello scambio da profondo, ma soprattutto uno schema tattico impeccabile. Jasmine conquista il terzo titolo Wta in carriera, il secondo 1000 dopo Dubai 2024.

Formula1, Oscar Piastri in pole position a Imola

Roma, 17 mag. (askanews) – Oscar Piastri ha conquistato la pole position del Gran Premio di Imola, settimo appuntamento del mondiale di Formula1. Il pilota della McLaren ha preceduto la Red Bull di Max Verstappen e la Mercedes di George Russell. A seguire l’altra McLaren di Lando Norris, l’Aston Martin di Fernando Alonso e la Williams di Carlos Sainz. Male le Ferrari: Charles Leclerc chiude undicesimo, Lewis Hamilton dodicesimo sono stati eliminati nelle Q2. Due incidenti nel Q1: prima una bandiera rossa per un tremendo botto di Tsunoda sulla Red Bull, poi Colapinto a muro.

Ciclismo, Tappa a Plapp: l’Italia in rosa con Ulissi

Roma, 17 mag. (askanews) – L’Italia torna in maglia rosa dopo quasi 1500 giorni. Merito di Diego Ulissi, 35enne di Cecina terzo al traguardo dell’ottava tappa del Giro d’Italia, da Giulianova e arrivo a Castelraimondo, nel Maceratese, dopo 197 chilometri. Frazione vinta dal 24enne australiano Luka Plapp che ha coronato un’azione solitaria di assoluto valore iniziata 45 chilometri dal traguardo, dopo essersi riportato su Wilco Kelderman e Diego Ulissi. Arrivo a braccia alzate. Al secondo posto, distanziato di 38″ ha tagliato il traguardo Wilco Kelderman che ha preceduto Diego Ulissi. Roglic e gli altri big arrivano a 5 minuti dal vincitore. In classifica Ulissi precede Lorenzo Fortunato, che rafforza la sua maglia azzurra con i punti conquistati nel GPM di Sassotetto, e Roglic.

“È pazzesco – le parole del vincitore di giornata – A dire la verità, faccio ancora fatica a crederci. Sento che è stato un lungo percorso: avevo puntato sull’estate australiana, ma non ero riuscito a ottenere risultati in Europa. Al Giro, l’anno scorso, ci sono andato così vicino tante volte. Riuscirci oggi è davvero speciale. Erano settimane che avevamo segnato questa tappa. Stamattina, sul pullman, eravamo molto carichi. La lotta per andare in fuga è stata incredibilmente dura e poi, una volta davanti, ho deciso di andare via da solo a 45 km dall’arrivo, perché sapevo che non avrei potuto battere nessuno di loro in volata. Il primo a muoversi ha sempre un vantaggio, e ho pensato: “provo a giocarmela”. Dalle Olimpiadi dell’anno scorso all’intervento al polso a febbraio, fino alla caduta nella prima cronometro del Giro… questa vittoria ripaga tutti gli sforzi per tornare dopo tutte queste difficoltà”.

Ucraina, Trump: lunedì colloquio telefonico con Putin

Roma, 17 mag. (askanews) – Il presidente americano Donald Trump ha annunciato oggi che avrà un colloquio telefonico con l’omologo russo Vladimir Putin lunedì prossimo, per discutere del conflitto tra Russia e Ucraina e di commercio.

Trump ha anche annunciato oggi in un post su Truth che avrà un colloquio telefonico con il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, dopo aver parlato, lunedì prossimo, con il leader russo Vladimir Putin. Trump ha aggiunto che parlerà anche con “diversi membri della Nato”.

Formula1, pauroso incidente per Tsunodaa a Imola

Roma, 17 mag. (askanews) – Un terribile incidente al via delle qualifiche a Imola. Dopo circa 3′ dal via delle qualifiche, Yuki Tsunoda, che perde il controllo alla ‘Villeneuve’. La macchina, dopo aver preso il cordolo ad altissima velocità, prende il volo. Macchina distrutta, pilota uscito sulle sue gambe e illeso, almeno a prima vista. Per il giapponese ora controllo dal medico per capire se sarà ‘fit’ per la gara. Nel finale delle Q1 secondo incidente e bandiera rossa. E’ Colapinto a muro nel finale.

Milano, scontri tra polizia e manifestanti al corteo contro il "Remigration Summit"

Roma, 17 mag. (askanews) – A Milano si sono verificati scontri tra la polizia e manifestanti al corteo di antagonisti e centri sociali contro il “Remigration Summit”, il raduno dell’estrema destra europea in corso a Gallarate.

La testa del corteo – che trasporta un grosso striscione rigido nero con scritto “Make Europe Antifa Again” – ha cercato di deviare dal percorso autorizzato e passare in Via Boccaccio, sbarrata da camionette della polizia.

Dopo alcuni lanci di lacrimogeni, bombe carta e oggetti contundenti è avvenuto il “contatto” con le forze dell’ordine: la polizia ha usato manganelli e idranti per respingere i manifestanti, molti dei quali indossavano caschi per proteggersi.

Libano, Meloni ad Aoun: impegno Italia al fianco del popolo

Roma, 17 mag. (askanews) – La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha incontrato a Palazzo Chigi il presidente della Repubblica libanese Joseph Aoun.

Meloni, si legge in una nota di Palazzo Chigi, “ha ribadito il forte impegno italiano a fianco del popolo libanese, particolarmente in questo momento decisivo in cui il Libano, impegnato in un ambizioso programma di riforme, può voltare pagina dopo le numerose crisi che lo hanno attraversato”.

In particolare, “i due leader hanno discusso della situazione nel sud del Libano, dove l’Italia è presente con oltre mille soldati all’interno di UNIFIL, e hanno sottolineato il ruolo insostituibile svolto dall’Italia all’interno della Missione ONU e nel coordinamento internazionale del sostegno alle Forze Armate Libanese attraverso il Comitato Tecnico Militare per il Libano, al fine di preservare la stabilità lungo il confine tra Libano e Israele”.

“La conversazione – conclude la nota – si è anche concentrata sulla situazione in Siria e in particolare sull’importanza di una transizione inclusiva e sulla necessità di sostenere l’economia siriana e la ripresa dei servizi essenziali, anche nell’ottica di consentire il ritorno volontario, sicuro, dignitoso e sostenibile dei rifugiati siriani”.

Israele intensifica gli attacchi: oltre 150 morti nei raid a Gaza delle ultime 24 ore

Roma, 17 mag. (askanews) – Continua a salire il bilancio delle vittime dei raid israeliani: almeno 153 palestinesi sono stati uccisi e altri 459 feriti nelle ultime 24 ore nella Striscia di Gaza. Si tratta delle prime fasi dell’operazione militare “Gideon’s Chariots”, annunciata dall’esercito israeliano.

A migliaia di civili è stato ordinato di evacuare il nord della Striscia, mentre proseguono intensi bombardamenti. Le autorità israeliane parlano di una “fase iniziale” dell’operazione, che potrebbe estendersi nelle prossime ore. Sale così a 53.272 il numero dei morti dall’inizio del conflitto, nell’ottobre 2023, e a 120.673 quello dei feriti, stando a quanto riferito oggi dal ministero della Sanità dell’enclave palestinese. Dalla ripresa dei bombardamenti israeliani, lo scorso 18 marzo, i morti sono almeno 3.131 e i feriti 8.632.

Vela, Galateia vince la Regata dei Tre Golfi con record

Roma, 17 mag. (askanews) – È Galateia, il Wallycento di David Leuschen e Chris Flowers, il primo scafo a tagliare la linea del traguardo della 70ª Regata dei Tre Golfi. Con lo straordinario tempo di 13 ore, 19 minuti e 42 secondi, frutto di condizioni meteo perfette lungo l’intero percorso, Galateia ha infranto il precedente record di Jethou di Sir Peter Ogden stabilito nel 2023 (15 ore, 30 minuti e 01 secondi). L’imbarcazione ha completato le circa 150 miglia della regata alle 05:54 del mattino di oggi, sabato 17 maggio, lasciandosi alle spalle l’intera flotta di Maxi, ORC e Multiscafi, dopo una notte di avvicendamenti in testa con Magic Carpet e di Sir Lindsay Owen Jones, che ha tagliato il traguardo dietro il Wallycento.

Terzo sulla linea di arrivo, in tempo reale, è stato il Maxi 72 di Hap Faut, Bella Mente, seguito da un altro Maxi 72, Jolt di Peter Harrison e quindi l’italiana Bullitt, il Wally 93 di Andrea Recordati. Ad ora, parte della flotta Maxi è ancora in regata; quindi, la classifica finale in tempo compensato deve attendere l’arrivo di tutti gli scafi, così come quelle ORC e ORC Multi, tutti attesi nella giornata di oggi.

“Strepitoso successo della 70esima edizione della regata dei Tre Golfi, con delle condizioni che hanno portato ad abbassare ancora il record di questa regata. Galateia ha tagliato alle prime luci dell’alba, e i commenti di tutti parlano di una regata divertente con vento teso, onda corta e molto varia, come sempre, tra un’isola e l’altra”, ha commentato il Presidente del CRV Italia Roberto Mottola di Amato dopo aver consegnato la Coppa proprio sulla linea di arrivo come da tradizione. “Siamo davvero felici che quelli fino ad ora arrivati abbiano apprezzato questa ennesima edizione. Granello dopo granello ogni anno cresce questa nostra regata, ci conforta l’entusiasmo con cui tutti vogliono partecipare proprio per la bellezza e la varietà del percorso”.

Partita venerdì 16 maggio alle ore 16:15 dalla rada di Santa Lucia, con un vento da nord-est (Grecale) costante tra i 14 e i 18 nodi e raffiche superiori ai 20, la flotta ha affrontato lo spettacolare itinerario che attraversa i golfi di Napoli, Gaeta e Salerno, con passaggi iconici attorno alle isole di Ischia, Ponza, Capri e Li Galli. Un’edizione che si è rivelata tra le più veloci e spettacolari degli ultimi anni e che non ha risparmiato qualche ritiro illustre come il Maxi Capricorno di Alessandro Del Bono con il fuoriclasse brasiliano Torben Grael alla tattica, che ha subito una rottura alla vela di prua, Anywave-Safilens di Alberto Leghissa che ha riscontrato un problema all’albero vicino alla zona del piede e Walliño, del Presidente IMA Benoit de Froidmont, che ha urtato uno scoglio nella zona di Ponza. Nessun membro dell’equipaggio ha riportato danni.

Tajani a Israele: basta attacchi al popolo palestinese, cessate il fuoco a Gaza

Roma, 17 mag. (askanews) – Parlando a una manifestazione di partito a Noto (Sicilia), il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha invitato Israele a sospendere gli attacchi militari a Gaza: “Non vogliamo più vedere soffrire la popolazione palestinese. Basta attacchi (a Gaza), arriviamo a un cessate il fuoco, liberiamo gli ostaggi, ma lasciamo in pace un popolo che è vittima di Hamas. Dobbiamo dire al governo israeliano: basta. La reazione c’è stata; garantite la vostra indipendenza, la vostra sicurezza, liberiamo gli ostaggi, ma arriviamo alla pace”.

Internazionali di tennis con Sinner, Paolini, Errani: l’Italia punta al triplete

Roma, 17 mag. (askanews) – Un tris d’assi per un poker servito. Al Foro Italico l’Italia cerca il filotto in tre finali con Jasmine Paolini (oggi ore 17), Jannik Sinner (domani ore 17), e ancora il doppio femminile con Jamine e Sara Errani (domani ore 12)che ha pochi precedenti nella storia. Roma caput munti, Italia caput tennis. Sono i numeri che lo dicono e il futuro è sempre più roseo con un centrale che si allarga e un tennis sempre più competitivo e vincente. Si comincia con Jasmine Paolini che dopo l’oro Olimpico di Parigi 2024 in doppio, il quarto posto nel ranking WTA e le finali Slam tra Roland Garros e Wimbledon, è arrivata a scrivere una pagina di storia in casa: la finale agli Internazionali d’Italia 2025. Oggi alle 17 giocherà in singolare contro Coco Gauff, ventunenne statunitense enfant prodige del Circuito. Coco Gauff, numero 3 al mondo (la Paolini è attualmente 5) è in vantaggio negli scontri diretti con Jasmine Paolini ma la sfida più recente, 19 aprile 2025 nei quarti di finale a Stoccarda, ha sorriso all’italiana che ha vinto 6-4 6-4. Giocherà sotto gli occhi del Presidente Mattarella che con lo sport ci ha preso gusto. Agli Europei di atletica di Roma lo scorso anno si presentò ben due volte in tribuna d’onore e chissà che domani non replichi quando ci sarà Sinner a sfidare Alcaraz per il titolo maschile degli Internazionali.

Jannik Sinner come Adriano Panatta 49 anni dopo il successo agli Internazionali d’Italia a Roma? Secondo i bookie è possibile, anche se la finale contro Alcaraz sembra ancora molto più difficile rispetto alle previsioni: si parte, infatti, da un parziale di 6-4 per lo spagnolo nei confronti diretti a livello di Atp. Lo spagnolo ha conquistato a Roma la terza finale consecutiva sul “rosso”: la prima l’ha vinta a Montecarlo contro Musetti dopo aver perso il primo set e nella seconda a Barcellona è stato superato da Rune. Alcaraz aveva rinunciato, invece, a Madrid per un infortunio mentre a Roma si è presentato in grandi condizioni. Ma questo Sinner sa interpretare il ruolo del numero uno alla perfezione. Chiedere a Tommy Paul, illuso per un set e poi demolito negli altri due.

Domani in campo anche Sara Errani e Jasmine Paolini a caccia del back-to-back nel torneo di doppio degli Internazionali d’Italia. Campionesse in carica al Foro Italico, le azzurre difenderanno il titolo domani alle 12 contro Veronika Kudermetova ed Elise Mertens. Sarà il remake della recente sfida di Madrid, vinta dalla coppia russo-belga con un netto 6-1, 6-3. Alla Caja Magica era un ottavo di finale, stavolta c’è in palio un titolo. Per Errani e Paolini sarebbe il settimo insieme, il secondo dell’anno dopo il Wta 1000 di Doha.

M.O., Tajani: popolazione Gaza stremata, non può più resistere

Roma, 17 mag. (askanews) – “Noi non condividiamo le ultime scelte del governo israeliano, l’abbiamo detto in tutti i modi possibili, pur sapendo bene che tutto è iniziato per colpa di Hamas, noi ci impegniamo per un cessate il fuoco per poi arrivare alla fine” alla soluzione di “due popoli-due stati, che è la soluzione ideale”. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani in un punto stampa a Noto in occasione della Convention ‘Forza Italia, Forza di Territorio’.

“Nel frattempo – ha proseguito il vicepremier – stiamo lavorando, stiamo insistendo molto perché ci possa essere un ingresso degli aiuti umanitari italiani, il nostro progetto Food for Gaza è sempre stato molto apprezzato da tutti, l’abbiamo realizzato con il sostegno dell’autorità nazionale palestinese, con il sostegno del governo di Israele, continuerò a insistere anche oggi nei colloqui con il Ministro degli Esteri israeliani affinché possano entrare gli aiuti umanitari italiani al sostegno della popolazione civile”.

“Continuerò a dire che è ora di arrivare a un cessate il fuoco perché la popolazione civile è stremata, non può più resistere a continui attacchi. Fermo restando che Hamas ha una grande responsabilità in tutto ciò che sta accadendo”, ha sottolineato Tajani.