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Roma Pride, democratici di centro contro il cartello anti Meloni

Durante il Roma Pride, sul carro di +Europa è stato esposto un cartello raffigurante la premier Giorgia Meloni, accompagnato da un gioco di parole giudicato volgare e sessista. L’immagine ha scatenato immediate reazioni e acceso un acceso dibattito sul confine tra satira politica e offesa personale.

Il commento di Calenda

Il leader di Azione, Carlo Calenda, ha reagito con fermezza:“Questa roba è indegna, volgare, sessista e insultante. E se invece della faccia della Meloni ci fosse stata quella della Schlein ci sarebbe stata una giusta indignazione generalizzata. Spero che gli amici di Europa si scusino rapidamente”.

Calenda ha poi sottolineato come sia sbagliato applicare regole diverse a seconda delle circostanze: se il bersaglio fosse stato un esponente di sinistra, lo sdegno – a suo dire – sarebbe stato unanime.

Il punto di vista di Fregolent (IV)

Sul tema è intervenuta anche la senatrice di Italia Viva, Silvia Fregolent: “Abbiamo sempre combattuto per i diritti delle persone Lgbt e abbiamo fatto approvare con la fiducia la legge sulle unioni civili. Pensiamo che il Pride serva per difendere i diritti di tutti non per insultare Meloni o Rowling”.

E ha aggiunto: “Una certa sinistra è talmente chiusa nel proprio recinto ideologico che neanche si accorge di quanto danno fa alla causa che a parole vorrebbe sostenere”.

In sostanza, Fregolent ha stigmatizzato un uso del Pride come megafono per lanciare insulti.

Tutt’e due le dichiarazioni segnano una linea di contrarietà rispetto ai “radicalismi” che si manifestano a sinistra. Ieri, per altro, un carro riportava anche le figure a testa in giù di Donald Trump, Elon Musk, Benjamin Netanyahu e J.K. Rowling. Non si può pensare che tali esibizioni non suscitino amarezza e disappunto nella stessa galassia del cattolicesimo democratico e popolare. 

Il caso del Roma Pride ha messo in evidenza una frattura tra satira e rispetto, tra lotta politica e gesti offensivi. La vicenda solleva un interrogativo: può un evento come il tradizionale raduno dell’orgoglio gay ridursi a momento di polemica sguaiata o non deve invece trasformarsi veramente in un’occasione di festa, garantendo uno standard minimo di correttezza?

Trump e l’arte del disordine: dove va l’America?

Un reality senza fine

Non ammettere mai di aver sbagliato, non ammettere mai di aver perduto, sostenere sempre e comunque di aver fatto la cosa giusta e che questa genererà “grossi” utili per tutti quelli che se lo meritano e gravi danni per chi, a sua volta, se li è cercati. Tutto lo sconcertante attivismo di Donald Trump ruota intorno a questi suoi dettami comunicativi, oggi da Presidente del primo stato del mondo così come ieri da conduttore televisivo di un reality show, come se non ci fosse poi una gran differenza fra le due attività.

La realtà, naturalmente, è un’altra cosa ma The Donald non sembra volersene preoccupare. Aveva detto, col suo fare da bullo, che arrivato lui le guerre che solo l’imperizia del suo predecessore non aveva saputo impedire – in Ucraina e a Gaza – sarebbero presto finite, quella in Europa addirittura entro poche ore dal suo insediamento. Ha immaginato di farle terminare con qualche telefonata: a Putin, a Netanyahu che è stato pure ricevuto in pompa magna nello Studio Ovale.

Dazi, guerre e social: la politica arrembante di The Donald

Ogni volta ha voluto far sapere al mondo – attraverso questi dannati messaggi via social che ormai in ogni luogo hanno sostituito le riflessioni un po’ argomentate che una volta la Politica richiedeva ai suoi protagonisti – che i colloqui erano andati bene e le cose si sarebbero presto risolte.

Uno schema adottato anche nella gestione dei dazi: annunciati, rinviati, rimodulati, reimposti, riconfigurati…

Un caos il cui unico risultato, oltre a una gran confusione che ha sconcertato tutti e innervosito i mercati finanziari, è che gli interlocutori più forti e più preparati hanno poi ottenuto quello che volevano (o quasi): così per Xi Jinping per i dazi, così per Putin per la guerra, così per Bibi Netanyahu. Quest’ultimo non solo per quanto riguarda Gaza, ma ora anche per quanto concerne l’Iran. Circostanza per la quale il tycoon si è superato dicendo prima di non aver saputo dell’imminente azione pianificata da Israele contro i siti nucleari degli iraniani per poi ammettere di esserne invece a conoscenza, pur senza avervi partecipato.

Ma era d’accordo o invece non lo era e ha poi fatto buon viso a cattivo gioco? Non lo sapremo mai, probabilmente. Ma di certo sappiamo che ora egli la rende parzialmente sua dicendo che è stato “un gran successo” dovuto anche all’utilizzo di “equipaggiamento americano”. E così nel suo dire una cosa e poi il suo contrario offre addirittura l’idea di aver fatto il doppio gioco, nel portare avanti una finta trattativa con Teheran nel mentre Israele stava preparando il suo attacco.

E ora il dubbio – per molti la certezza – è che egli voglia, guidato da Bibi, cogliere l’opportunità di quel “regime change” a Teheran che da oltre quattro decadi gli americani sognano senza poterlo concretizzare.

Il pericolo interno: verso una guerra civile strisciante?

Non c’è più quindi una linea politica lineare, consolidata, sicura e diventa impossibile per i tradizionali alleati degli Stati Uniti comprendere per tempo cosa passi per la mente del loro Comandante in Capo. Molto più facile, invece, per politici esperti e abili – come Putin e Xi – assecondare in termini generali il loro interlocutore per poi fare quello che essi vogliono.

Donald Trump aveva annunciato la pronta conclusione di due guerre, ora se ne ritrova a dover affrontare una terza. Non solo. Se prosegue così, con l’utilizzo della Guardia Nazionale e dei marines nella gestione della normale sicurezza interna, rischia di aprirne una quarta, la più pericolosa perché attenta alla democrazia statunitense: una guerra civile strisciante in un’America sempre più divisa, pervasa da sentimenti d’odio che armano le menti e gli arti di estremisti e invasati d’ogni genere il cui target, ora, divengono nientemeno che i parlamentari, ovvero i rappresentanti del popolo sovrano.

Tempi bui e cupi per il mondo. E per gli Stati Uniti d’America.

Benvenuto Ringhio: la Nazionale si affida a Gattuso

Alla fine, nessuna suspense. Il nuovo Commissario tecnico della nazionale italiana è Rino ‘Ringhio’ Gattuso. Con un comunicato domenicale, la Figc ha ufficializzato il contratto per un anno, rinnovabile automaticamente in caso di qualificazione ai mondiali. Dopo il rifiuto di Sir Claudio Ranieri, chi meglio del ‘ringhio’ nazionale poteva incardinare il desiderio dell’Italia intera verso la qualificazione ai mondiali? Quantomeno è ciò che il presidente Gravina, in queste ultime ore, sta sostenendo a destra e a manca.

E cosa si fa per ovviare a tutto ciò? Si prende un campione del mondo, plurivincitore di scudetti e coppe europee con il Milan berlusconiano, ma con una discutibile esperienza da allenatore in diverse piazze d’Europa. Ringhio si è distinto particolarmente, infatti, ma solo nel terreno della satira. Le sue litigate con i giornalisti di mezza Europa sono nei server di tutti i social, le sue arringhe colorite sono decisamente spiritose.

Ma riuscirà a rianimare un gruppo di giocatori che fanno a gara a saltare la convocazione in nazionale per un piccolo malanno? Riuscirà a fare meglio di Spalletti e Mancini?

Noi auguriamo lunga vita a Ringhio Gattuso, che poi significherebbe aver staccato il biglietto per i mondiali, ma saprà estrarre il dente del giudizio a una nazionale ai minimi termini?

Noi abbiamo tanti dubbi; è evidente che ci si trova al cospetto di un Superenalotto troppo difficile da raggiungere. Una strada tortuosa e sull’orlo del precipizio.

Ben arrivato, ‘Ringhio’!

Formula1, Ferrari, Vasseur: "Week end con troppi errori"

Roma, 16 giu. (askanews) – “Credo che questo weekend il problema principale sia stato aver commesso troppi errori e avuto troppe difficoltà fin da FP1, quando abbiamo perso una macchina. Poi è arrivato l’errore in qualifica, e in gara Lewis ha perso parecchi punti di carico aerodinamico già nelle prime fasi, danneggiando la parte anteriore del fondo, dopo aver colpito un animaletto che stava attraversando la pista”. Frederic Vasseur è amaro quando commenta il quinto e sesto posto della Ferrari nel Gp del Canada di Formula1. “Se potessi rivivere il weekend, sceglierei di non aver saltato FP2 con una delle due vetture, perché non abbiamo potuto testare le gomme nei long run, e quello è stato il nostro limite principale oggi – continua – Ed è così che si finisce quinto e sesto. Questo weekend ha avuto anche alcuni aspetti positivi, a partire dal passo in qualifica: ieri Charles aveva fatto il primo settore più veloce prima di dover abortire il giro, e il nostro passo gara non è lontano dai migliori. Ma se non metti tutto insieme, ti ritrovi nel traffico. Sono sicuro che presto arriverà la nostra occasione, ci serve solo un weekend pulito. Quando mettiamo insieme ogni dettaglio, possiamo farcela”. Lewis Hamilton commenta: “Il sesto posto è un buon risultato, considerando le circostanze di oggi. La macchina aveva un buon feeling nei primi giri ed ero ottimista su quello che avremmo potuto fare, ma purtroppo abbiamo riportato un danno significativo molto presto, che ci è costato parecchio carico aerodinamico. Da lì in poi è stato difficile gestire bilanciamento e ritmo, e poi qualche problema ai freni nella fase centrale ha complicato ulteriormente le cose. Non siamo ancora dove vorremmo essere, ma siamo concentrati sui passi da fare per tornare a lottare davanti. Questo è il nostro obiettivo in vista dell’Austria”. Per Charles Leclerc, quinto al traguardo: “P5 era il massimo che potessimo ottenere oggi. Forse avremmo potuto provare qualcosa di diverso con la strategia, ma alla fine non avrebbe cambiato molto il risultato della gara. La nostra posizione di partenza è stata soprattutto ciò che ci ha penalizzato oggi. È una pista abbastanza particolare, quindi non credo che ciò che abbiamo visto in termini di performance si rifletterà troppo nelle prossime gare. Abbiamo una settimana per analizzare tutto e torneremo più forti”.

Israele-Iran, von der Leyen sente Netanyahu: con Iran soluzione negoziata

Kananaskis (Canada), 16 giu. (askanews) – “Ho parlato con il primo ministro Benjamin Netanyahu. Stiamo seguendo con profonda preoccupazione gli sviluppi in Medio Oriente. Ho ribadito il nostro impegno per la pace, la stabilità e gli sforzi diplomatici che portino alla de-escalation”. Lo ha detto dal G7 in Canada la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.

“In questo contesto – ha aggiunto – ho sottolineato che Israele ha il diritto di difendersi. L’Iran è la principale fonte di instabilità regionale. L’Europa è sempre stata chiara: l’Iran non potrà mai dotarsi di un’arma nucleare. C’è urgente bisogno di una soluzione negoziata. Abbiamo costantemente espresso forti preoccupazioni in merito ai programmi nucleari e missilistici balistici dell’Iran: gli stessi missili che colpiscono indiscriminatamente città non solo in Israele, ma anche in Ucraina”.

Con Netanyahu, ha detto ancora, “abbiamo anche discusso di Gaza. La situazione umanitaria a Gaza è inaccettabile. Ho ribadito il nostro appello urgente affinché tutti gli aiuti umanitari raggiungano immediatamente i civili in difficoltà. È indispensabile la ripresa del cessate il fuoco e l’immediato rilascio degli ostaggi, affinché si possa giungere finalmente alla fine definitiva delle ostilità”.

Crisi Israele-Iran su tavolo G7, oggi Meloni vede Merz e Starmer

Banff (Canada), 15 giu. (askanews) – Trovare una posizione comune sulla crisi tra Israele e Iran. E’ questo il compito, non semplice, sul tavolo dei leader del G7, attesi oggi a Kananaskis, la località della provincia canadese dell’Alberta che ospita il summit. Le notizie che arrivano dal Medio Oriente hanno, naturalmente, stravolto l’agenda del vertice, anche se la Presidenza canadese sta lavorando per mantenere il programma originario che tocca temi connessi, come la sicurezza globale e l’energia.

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è arrivata già ieri sera in Canada, dove oggi sono attesi tutti gli altri leader. L’ultimo ad arrivare sarà, nella notte italiana, il presidente americano Donald Trump, che intanto ha però già messo sul tavolo una proposta destinata a dividere: il tycoon ha infatti avanzato, in un’intervista a Abc, la ‘candidatura’ di Vladimir Putin come mediatore tra le parti. “E’ pronto. Mi ha chiamato per parlarne. Ne abbiamo parlato a lungo”, ha detto. Aggiungendo, sul suo social Truth, che “Iran e Israele dovrebbero fare un accordo, e lo faranno, proprio come ho fatto fare all’India e al Pakistan”. Parole accolte, al momento, da un eloquente silenzio dei partner, Italia compresa.

La crisi tra Israele e Iran sarà al centro dei bilaterali che Meloni avrà oggi con il cancelliere tedesco Friedrich Merz e con il primo ministro britannico Keir Starmer (altri incontri saranno poi fissati per domani e martedì). La posizione italiana – sottolineano fonti diplomatiche – è che occorre percorrere tutte le strade per una “de-escalation e per imboccare la strada della diplomazia e della ripresa del dialogo”.

L’iniziativa di Trump, così come la richiesta di sostegno a Israele contro la minaccia nucleare iraniana giunta oggi dal presidente Isaac Herzog, saranno al centro della sessione serale di domani, da cui i leader vorrebbero uscire (ma non sarà facile) con una posizione unica. Su questo sono al lavoro gli sherpa e la Presidenza canadese, che in base all’andamento della discussione verificherà la possibilità di arrivare a una dichiarazione scritta congiunta. Le fonti italiane, comunque, sottolineano la volontà comune di “coordinamento, anche con gli Usa”, con cui – assicurano – non c’è un “disallineamento”. Non è escluso, visto l’evolversi della situazione, un prolungamento dei lavori – con Trump che il 18 dovrebbe essere a Calgary – anche se in questo momento non è stata presa una decisione.

Tra gli altri temi, martedì si parlerà della questione Ucraina, con la presenza del presidente Volodymyr Zelensky. Proprio la differenza di vedute sulla guerra è uno dei motivi per i quali non si arriverà a una dichiarazione finale congiunta. Un altro dossier divisivo, forse ancora di più, è quello dei dazi. A questo proposito, vista la presenza al summit di Trump, della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e di altri leader europei non si può escludere – sottolineano le fonti – un incontro per fare il punto sullo stato delle trattative tra Usa e Ue ed eventualmente fare passi avanti verso un accordo. La ‘scadenza’ è fissata al 9 luglio, quando – salvo intese – dovrebbero entrare in vigore le nuove tariffe decise dal presidente americano. Il modello per evitare la guerra commerciale difficilmente potrebbe essere quello del patto raggiunto tra Usa e Regno Unito: al di là di alcune similitudini, infatti, viene spiegato, le condizioni sono molto differenti, a partire dal fatto che in quel caso si tratta di rapporto tra due Stati, mentre l’Ue riunisce vari Paesi, spesso con esigenze e interessi diversi.

Tra i temi in agenda, molto sentito dall’Italia, c’è quello dei migranti, a cui sarà dedicata (su richiesta di Meloni, supportata da Usa e Regno Unito) una delle sette dichiarazioni finali: “La Presidenza canadese – sottolineano le fonti – lavora in continuità su molti temi e su come vengono affrontati”.

Dall’inviato Alberto Ferrarese

Al via il G7, Trump atteso per ultimo in Canada

Banff (Canada), 15 giu. (askanews) – Al via oggi il G7 in Canada, con gli arrivi dei leader e lo spazio per incontri bilaterali. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è arrivata già ieri sera a Kananaskis, la cittadina dell’Alberta che ospita il summit. Gli altri leader sono attesi oggi. Secondo la scaletta diffusa nel media center di Banff, sono attesi, nell’ordine, Anthony Albanese (Australia, Paese ospite), Keir Starmer (Gran Bretagna), Friedrich Merz (Germania), Antonio Costa (presidente del Consiglio europeo), Cyril Ramaphosa (Sudafrica, ospite), Ursula von der Leyen (presidente della Commissione europea), e Shigeru Ishiba (Giappone). Gli ultimi due ad arrivare, nella notte italiana, saranno il presidente francese Emmanuel Macron e il presidente Usa Donald Trump. I lavori inizieranno domani e proseguiranno martedì.

Cosa c’è da sapere sul 78esimo ciclo di spettacoli classici a Vicenza

Roma, 15 giu. (askanews) – Con ben 7 prime assolute su 9 progetti in programma – firmati da alcuni dei più alti esponenti dell’espressione artistica e culturale del panorama italiano, di generazioni e linguaggi diversi – si svolgerà dal 25 settembre al 22 ottobre il 78esimo Ciclo di Spettacoli Classici al Teatro Olimpico di Vicenza con la direzione artistica di Ermanna Montanari e Marco Martinelli: un progetto del Comune di Vicenza, in collaborazione con l’Accademia Olimpica e la Biblioteca civica Bertoliana, con il sostegno del Ministero della Cultura e della Regione del Veneto, il coordinamento artistico del Centro di Produzione Teatrale La Piccionaia e il coordinamento generale della Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza. Il 78° Ciclo di Spettacoli Classici al Teatro Olimpico è sostenuto inoltre come sponsor da Agsm Aim e Burgo Group. L’edizione 2025 del Ciclo di Spettacoli Classici è la seconda affidata alla cura e alla visione di Montanari e Martinelli, una coppia di arte e di vita, fondatori del Teatro delle Albe e di Ravenna Teatro, 15 premi Ubu in due e tanti altri riconoscimenti nazionali e internazionali. Un biennio dunque alla direzione di uno dei festival teatrali più prestigiosi e longevi nel teatro coperto più antico del mondo, capolavoro e ultima opera progettata da Andrea Palladio, inserito dall’UNESCO tra i beni patrimonio mondiale dell’umanità. Un’eccellenza culturale che non ha mai smesso, nel corso della sua storia, di interrogarsi sul ruolo dei classici nella contemporaneità. Il tema dell’edizione 2025 rimane quello del “Coro”, che segna in modo unitario la programmazione del biennio, visivamente tradotto nel manifesto firmato da un grande artista e sperimentatore come Igort. “Abbiamo pensato a questo biennio del Ciclo dei Classici al Teatro Olimpico come un dittico unitario all’insegna del ‘Coro’, una parola che nasconde in sé molte pieghe e svela di volta in volta forme sorprendenti: coro è la giuntura scenica dell’io e del noi; coro è il farsi comunità scenica, scintillio della polis, politico, in un’epoca che innalza muri tra la massa spersonalizzata e il più disperato individualismo; coro sono quelle figure singole abitate da moltitudini di voci, come Meredith Monk, che, al suo ritorno in Italia dopo anni di assenza, ha segnato nel maggio 2024 il prologo emblematico di questa nostra presenza all’Olimpico. Sospeso tra musica, voce, danza, il coro è il segreto dionisiaco che emerge alle origini dell’arte teatrale in Occidente, la cui luce è ancora oggi gravida di futuro. Gli artisti di questa edizione porteranno le loro opere ideate apposta per lo spazio dell’Olimpico, degli unicum che avremo il privilegio di incontrare” affermano i due direttori artistici a proposito di un’edizione che anche quest’anno sarà diffusa, abitando – oltre al Teatro Olimpico – la Basilica Palladiana, il Teatro Comunale, il Teatro Astra e Palazzo Cordellina, attraversando l’intera città di Vicenza e coinvolgendo i suoi cittadini. Alot, Roberto Latini, Salvatore Sciarrino, Marco Martinelli, Claudia Castellucci, Igort, Anagoor, Masque Teatro e Vinicio Capossela sono gli artisti che daranno voce a un programma lungo quasi un mese, articolato in 9 spettacoli di cui 7 prime assolute, 1 prima regionale, 1 chiamata pubblica e 2 cicli di incontri di approfondimento.

In un momento storico drammatico, segnato da tragici conflitti di portata globale, dalla crisi climatica così come da quella democratica e sociale, è un’inaugurazione nel segno della fiducia nel futuro e nell’arte come via maestra per l’incontro fra culture, dialogo fra i popoli e comprensione del mondo quella del 78° Ciclo di Spettacoli Classici al Teatro Olimpico. Il programma si apre infatti il 25 settembre in Basilica Palladiana con la Prima Assoluta di VENI, a goodbye della giovanissima formazione Alot, un collettivo teatrale composto da 13 elementi di età media 25 anni, formatosi a Milano nel 2022, e che debutta sulla scena nazionale proprio a Vicenza. Il progetto, uno spettacolo musicale corale con interventi grafici dal vivo in tempo reale, nasce da una ricerca sulla tradizione dei canti polifonici del Mediterraneo compiuta fra il 2022 e il 2024 in Sardegna con i Cantores del Cuncordu di Orosei, in Corsica con il gruppo Tempvs Fvgit e in Sicilia con i Lamentatori dell’Arciconfraternita di Mussomeli. Il repertorio di VENI, a goodbye comprende segmenti di canti sacri a 3 e a 4 parti vocali in lingua latina, preghiere distillate con cura per lasciare evaporare il loro più stretto contenuto religioso e farne emergere la ricerca di una risposta, di ascolto e di vicinanza, che esseri umani rivolgono ad altri esseri umani, e non più solo ad un interlocutore divino. Sul palcoscenico del Teatro Olimpico arriva il giorno seguente, 26 settembre, la Prima Assoluta di Ànghelos del pluripremiato attore, regista e drammaturgo Roberto Latini, personalità di primissimo piano della scena teatrale contemporanea. Prodotto dal Teatro della Toscana, Ànghelos è una tappa autonoma nel percorso che porterà al palcoscenico una riscrittura de Il Vangelo secondo Matteo di Pier Paolo Pasolini. “Una bella occasione per considerare Pasolini feat. Giambattista Andreini, John Milton, Wim Wenders, Euripide”, come scrive lo stesso Latini nelle suggestive note di regia. “L’angelo è il messaggero, colui che arriva tra gli uomini e racconta quanto gli uomini non sanno, porta il suo messaggio” – la “buona novella”, ovvero il Vangelo – “lo svolge, lo racconta, lo consegna, lo affida”. E soprattutto, davanti al Sepolcro, pone una domanda: Chi cercate? Quem Quaeritis? Una domanda che potrebbe essere rivolta al pubblico in platea. Lo spettacolo andrà in replica il 27 settembre. Il 1° ottobre al Teatro Olimpico occasione imperdibile per assistere all’opera di un genio della musica contemporanea, Il novello Perseo di Salvatore Sciarrino, una nuova versione dell’opera Perseo e Andromeda scritta dal Maestro nel 1990, dopo aver frequentato per alcuni anni il Centro di Sonologia Computazionale, un centro di ricerca multidisciplinare animato da musicisti e scienziati per indagare la computer music. Al CSC Sciarrino compì alcuni esperimenti che lo portarono a realizzare un’opera in cui il canto delle voci fu sostenuto dai suoni elettronici prodotti da 4 computer. 24 anni dopo la prima esecuzione di Perseo e Andromeda al Teatro di Stoccarda, questa nuova versione amplia l’organico strumentale, integrando i suoni dei computer con nuove pagine orchestrali che espandono le dimensioni dello spazio timbrico, e rinnovando il dialogo fra le voci, i suoni di sintesi spazializzati e i nuovi colori dell’orchestra. La Prima esecuzione assoluta de Il novello Perseo è promossa dall’Accademia Olimpica di Vicenza in occasione del 470° della propria fondazione e del 440° dell’inaugurazione del Teatro Olimpico, e dalla Scuola di Ingegneria dell’Università degli Studi di Padova, in occasione del 150° anno di attività, in collaborazione con il Centro di Sonologia Computazionale (CSC-DEI) dell’Ateneo. L’opera è stata commissionata al Maestro Salvatore Sciarrino dalla Fondazione Orchestra di Padova e del Veneto, che la eseguirà all’Olimpico con la direzione del Maestro Marco Angius. Sempre al Teatro Olimpico, il 4 ottobre andrà in scena in Prima Regionale l’esito della chiamata pubblica – una pratica cara alle Albe, un invito rivolto alla cittadinanza a “farsi luogo”, farsi comunità, nell’epoca dei non-luoghi e della frantumazione del senso comunitario – rivolta agli adolescenti della città di Vicenza: si tratta di Lisistrata, riscrittura da Aristofane, fra le ultime creazioni di Marco Martinelli. Una scelta, incarnata nei tempi che stiamo vivendo. La commedia di Aristofane andò in scena per la prima volta nel 411 a.C., mentre la guerra con Sparta e la crisi politica attanagliavano la città. L’autore greco crede che la pace non possa più arrivare dagli uomini e affida la sua causa a una donna, Lisistrata – “colei che scioglie gli eserciti” – e che per raggiungere l’obiettivo di far deporre le armi agli uomini, organizza con le altre donne della polis una semplice azione: lo sciopero del sesso. Lisistrata è un nuovo atterraggio di Sogno di volare, un progetto quadriennale (iniziato nel 2022) del Parco Archeologico di Pompei in collaborazione con Ravenna Festival che vede Martinelli lavorare su quattro commedie di Aristofane con oltre trecento adolescenti dell’area vesuviana, dove è ancora sentito il rischio di dispersione scolastica, disoccupazione ed emigrazione giovanile. Un progetto in diretto collegamento con la non-scuola, pratica teatral-pedagogica fondata nel 1991 insieme a Ermanna Montanari e che negli anni ha ottenuto due Premi Ubu e il Premio ANCT dell’Associazione Nazionale dei Critici di Teatro. Inoltre, la regina del pop mondiale, Madonna, che in occasione della una sua visita a Pompei lo scorso anno ha avuto modo di assistere a Pluto. God of gold, ha deciso di finanziare direttamente l’edizione 2025 del progetto nato dall’incontro fra Martinelli e il Direttore del Parco Archeologico di Pompei Gabriel Zuchtriegel. Al Teatro Olimpico sarà poi la volta di una personalità che ha inciso profondamente nel panorama internazionale del teatro contemporaneo: Claudia Castellucci, vincitrice del Leone d’Argento alla Biennale di Venezia nel 2020, è drammaturga, coreografa e cofondatrice di Socìetas Raffaello Sanzio. Al Ciclo di Spettacoli Classici, Claudia Castellucci presenta in Prima Assoluta il 9 ottobre (con replica il 10 ottobre) Ballo Improprio, una danza eseguita dalla Compagnia Mòra sui Canti Znamenny della tradizione russa, cantati dal vivo dal Coro In Sacris di Sofia, Bulgaria. Lo spettacolo ribalta il concetto, molto dibattuto in questi ultimi anni, di appropriazione culturale, spostando la riflessione su un altro piano, a partire da una domanda precisa: è giusto utilizzare in modo “improprio” un repertorio di canti della liturgia ortodossa e di danze popolari dalla tradizione secolare, togliendole dalla loro matrice religiosa? Forse proprio attraverso l’abitazione di una materia “aliena” e l’abbandono di forme ed estetiche conosciute e “a portata di mano” si riesce a trovare la dimensione reale del guardare lontano, del guardare oltre, tentando di riallineare danza e moto universale. Tra movimenti rituali, abiti cerimoniali e cadenze ritmiche che dovranno necessariamente confrontarsi con le architetture del Teatro Olimpico, Ballo Improprio sarà “un’occasione di eccezionale esperienza di ciò che significa misura e comprensione’.  Il giorno seguente, l’11 ottobre, ci si sposta al Teatro Comunale di Vicenza per il particolare progetto, anche questo in Prima Assoluta, di Igort, che oltre a essere uno dei grandi maestri del fumetto d’autore internazionale – tra i protagonisti della scena indie italiana degli anni ’80 (Linus, Alter Alter, Frigidaire) ed esponente di spicco del graphic journalism – è anche sceneggiatore e regista e musicista. Il suo I dispacci di Delmore è un progetto in bilico fra reading e immersione nella musica, una riflessione sul sogno americano – sul suo mito e sulla sua decadenza – ispirato da Delmore Schwartz, poeta e scrittore statunitense, mentore di Lou Reed: una figura che ha influenzato scrittori come il Premio Nobel Saul Bellow e Philip Roth, per citarne soltanto alcuni. Da questo punto di partenza, un affresco di parole e suoni che riguardano alcune personalità di spicco della cultura americana del secondo Novecento, poeti e artisti fuori dagli schemi, indipendenti dal mainstream, la cui influenza è ancora presente in tutta la cultura contemporanea. Fra questi, le poetesse Silvia Plath e Anne Sexton, illustri esponenti della poesia confessionale; artisti come il padre della pop art Andy Warhol e scrittori radicali come William Burroughs; cantanti e musicisti che hanno scritto la storia del rock come Lou Reed e Alan Vega, fondatore dei Suicide; icone come Nico e figure tragiche come la star della golden age del cinema porno Kandi Barbour.
Compagnia vincitrice del Leone d’Argento alla Biennale di Venezia 2018 ma anche collettivo e laboratorio aperto in continua evoluzione Anagoor è una delle realtà più originali e rigorose della scena contemporanea, creatrice di un “teatro in perenne tensione tra la balbuzie della barbarie e lo splendore del neoclassico” come sintetizza la stessa compagnia veneta fondata da Simone Derai, che dalla sua nascita nel 2000 porta avanti un’estetica densamente iconica, in cui le performing arts dialogano incessantemente con la dimensione ipermediale. Il 18 e 19 ottobre presentano in Prima Assoluta al Teatro Olimpico una rilettura delle Baccanti di Euripide. In questa nuova creazione – realizzata per il Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale -, Anagoor guida gli allievi dell’Accademia Teatrale Carlo Goldoni, immergendoli in un’esperienza che unisce rito, poesia e teatro. Estasi e sovversione. Partendo dalla ricerca sullo stato di trance come strumento poetico e scenico, mutando il bosco risvegliato della primavera in un oscuro sabba notturno, lo spettacolo di Anagoor indaga il senso di identità e di appartenenza, definisce il teatro come spazio di elezione del rito di iniziazione, trasforma il Mito antico in visione contemporanea che interroga il nostro presente. “Questo nostro Baccanti è dunque una pratica magica curativa per un mondo malato ed arido, terra devastata e sprecata, che transita per una primavera di rabbia, furia e maledizioni, una protesta che chiede di ritrovare ciò che è andato perduto nella pretesa dell’identità, nella follia della supremazia che trascina ogni esperienza politica al fallimento”. Si rimane nei territori della trance con Voodoo di Masque Teatro, in scena il 21 ottobre al Teatro Astra. Visionaria compagnia attiva dal 1992 e da allora ospite dei più importanti festival di ricerca performativa, Masque Teatro esprime un’idea di teatro fondata sul dialogo fra filosofia, architettura scenica e produzione di simulacri. In questo spettacolo del 2023, acclamato dalla critica e che vede in scena una sola performer che si fa corpo-teatro, la trance è indagata come via di liberazione individuale e (necessariamente) politica: “È solo attraverso l’alterazione indotta che si può sperare di essere catapultati nella verità del proprio essere. L’alterazione produce simulacri. A questi ci affidiamo per recuperare le forze necessarie ad imbastire la costruzione di un altro mondo nel quale sopravvivere. Col voodoo accogliamo tutti i nostri divenire. Col voodoo abitiamo la buia luce”. Così come fu lo scorso anno per Giovanni Lindo Ferretti, è ancora avvolto nel mistero l’attesissimo progetto appositamente realizzato per la grande chiusura del 78° Ciclo di Spettacoli Classici al Teatro Olimpico di Vicenza da uno dei più grandi maestri della canzone d’autore, un artista che non ha bisogno di presentazioni: Vinicio Capossela con un’ultima, preziosa, Prima Assoluta in scena il 22 ottobre che certamente sorprenderà il pubblico presente. (Segue)
Il programma si completa con due sezioni dedicate all’approfondimento teorico riunite nel titolo Farsi Luogo. 440 anni di incontri all’Olimpico, percorso che ha ottenuto l’approvazione dal Ministero della Cultura per i Progetti Speciali. Tornano, a Palazzo Cordellina, i Parlamenti d’Autunno: il ciclo di incontri, curato da Marco Sciotto, che si svilupperà in parallelo agli spettacoli. Quattro momenti di dialogo e confronto con artisti e studiosi intorno alle differenti forme in cui si riconfigura l’idea di ‘classico’ attraverso i linguaggi nel contemporaneo. Dalle riflessioni intorno al ridefinirsi della figura dell’attore sulla scena che scaturiranno dal confronto tra Antonio Attisani e Laura Mariani agli sprofondamenti nelle questioni legate all’immagine artistica grazie all’incontro tra Silvia Ronchey e Christina Nakou, fino a quelli nelle pieghe della scrittura e del suo spingersi costantemente oltre il limite, attraverso le parole di Antonio Moresco e quelle di Luca Doninelli. Il Teatro Astra invece ospiterà gli incontri con la critica teatrale del territorio a cura di Oliviero Ponte di Pino e Roberto Cuppone. Il programma degli incontri al Teatro Astra verrà comunicato nelle prossime settimane.

Motori, La Ferrari vince la 24 ore di Le Mans

Roma, 15 giu. (askanews) – La Ferrari ha scritto un’altra pagina del motorsport a Le Mans, e lo ha fatto in una delle sue gare più suggestive, la leggendaria 24 Ore. La Scuderia di Maranello ha trionfato per le terza volta consecutiva in Francia con l’equipaggio #81 di Robert Kubica, Ye Yifei e Phil Hansona che ha piazza la propria vettura davanti alla Porsche #6 di Estre. Per il Cavallino anche un’altra vettura a podio, quella di Pier Guidi-Giovinazzi-Calado che la spunta nel ‘derby’ con Fuoco-Molina-Nielsen.

Calcio, è ufficiale: Gennaro Gattuso nuovo ct della Nazionale

Roma, 15 giu. (askanews) – Gennaro Gattuso è il nuovo Commissario tecnico della Nazionale italiana. L’annuncio ufficiale è arrivato nel pomeriggio di oggi, domenica, tramite il sito della Federcalcio. “La Federazione Italiana Giuoco Calcio -si legge- comunica di aver conferito l’incarico di Commissario Tecnico della Nazionale italiana a Gennaro Gattuso. L’allenatore calabrese sarà presentato giovedì 19 giugno, alle ore 11, presso l’Hotel Parco dei Principi a Roma”. Gattuso, 47 anni, è stato campione del mondo con la Nazionale nel 2006 in Germania. Nella sua carriera da allenatore, ha guidato Sion, Palermo, Ofi Creta, Pisa, Milan Primavera, Milan, Napoli, Valencia, Olympique Marsiglia e Hajduk Spalato. Adesso, la nuova avventura: da Ct.

Calcio, Gravina: "Gattuso simbolo del calcio italiano"

Roma, 15 giu. (askanews) – “Gattuso è un simbolo del calcio italiano. L’azzurro per lui è come una seconda pelle”. Così il presidente della Federcalcio italiana, Gabriele Gravina, dopo la jomina di Gattuso a ct della Nazionale italiana. “Le sue motivazioni – continua – la sua professionalità e la sua esperienza saranno fondamentali per affrontare al meglio i prossimi impegni della Nazionale. Consapevoli dell’importanza dell’obiettivo che vogliamo raggiungere, lo ringrazio per la disponibilità e la totale dedizione con cui ha accettato questa sfida, condividendo il progetto della Figc di sviluppo complessivo del nostro calcio, nel quale la maglia azzurra riveste una centralità strategica”.

M.O., Trump: Iran e Israele devono concludere accordo, lo faranno

Roma, 15 giu. (askanews) – “Iran e Israele devono concludere un accordo e lo faranno, proprio come sono riuscito a fare tra India e Pakistan, in questo caso utilizzando il COMMERCIO con gli Stati Uniti per portare ragione, coesione e buon senso nei negoziati con due leader eccellenti che sono stati in grado di prendere una decisione rapida e PORRE FINE al conflitto!”. Lo ha scritto su Truth il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.

“Allo stesso modo, presto avremo la PACE tra Israele e Iran! Molte telefonate e incontri si stanno svolgendo in questo momento. Io faccio molto, ma non ottengo mai alcun riconoscimento, ma va bene, la GENTE capisce. RENDIAMO IL MEDIO ORIENTE DI NUOVO GRANDE!”, ha aggiunto Donald Trump.

Musica, Capossela: al via dal Lazio la serie di concerti estivi

Roma, 15 giu. (askanews) – Prende il via dal Lazio SIRENE. Richiami, emergenze e affioramenti, la serie di speciali concerti estivi di Vinicio Capossela in alcuni dei luoghi più suggestivi della nostra Penisola, declinata in tre formazioni e repertori differenti. I primi due appuntamenti dal vivo, dal titolo Sirene: il mito, sono in programma mercoledì 18 giugno al Parco Archeologico di Norba a Norma (LT) (ore 21:30) e giovedì 19 giugno al Tempio di Venere e Roma a Roma per Venere in Musica (ore 21, ingresso gratuito con prenotazione). Il repertorio di questi concerti vuole entrare in risonanza con i luoghi e le rovine del passato che li abitano, indagando quel misterioso, rischioso e duplice canto del mito antico, sortilegio che immobilizza se non si adottano certi accorgimenti di fronte alla sua incantevole bellezza. Al fianco dell’artista sul palco, Daniela Savoldi al violoncello, Alessandro “Asso” Stefana alle chitarre, Raffaele Tiseo al violino e Vincenzo Vasi a theremin, percussioni e diavolerie varie. “Siano esseri mitologici o concreti apparecchi acustici, le sirene sono sempre un richiamo, un segnale d’emergenza. Reali e favolose, portano nel proprio corpo la loro natura duplice e ambigua, mutante e sfuggente, di volta in volta creature degli abissi e della luce, del mutismo e del canto, dell’oscuro dionisiaco e della bellezza apollinea. Sono la figura stessa dell’ambivalenza semantica dell’emergenza, che è sia pericolo che emersione, allo stesso tempo dannazione e salvezza, seduzione e redenzione”, racconta Capossela. “Per chi le sa ascoltare, in questi tempi infausti le segnalazioni di pericolo si sono moltiplicate. Tra guerre, riarmi, sopraffazioni e ingiustizie sociali, l’Occidente sembra quasi aver smarrito la rotta e di essere sul punto di inabissarsi con un moto di accelerazione repentina del suo destino di caduta, di tramonto sotto la linea dell’orizzonte”.

“Sirene” intende allora ascoltare questi richiami, decifrarli, guardarli diritti negli occhi e così percorrere un periplo negli abissi delle emergenze attuali, necessario a poter affiorare alla luce per ritrovare il respiro. Un percorso mosso dalla ferma speranza che all’immersione segua l’emersione, e dalla convinzione che in un momento partecipato come un concerto, la bellezza e la giustizia ricongiunte nel canto possano essere una guida per tornare a riveder le stelle”. Il tour, organizzato da International Music And Arts, prosegue poi con l’ultimo appuntamento di Sirene: il mito in programma sabato 21 giugno a Isola Maggiore per Moon In June. Si prosegue poi con una seconda declinazione del live, Sirene: le emergenze, presentato giovedì 24 luglio al Porto Antico di Genova per Palco sul Mare Festival e venerdì 25 luglio all’Anfiteatro del Vittoriale di Gardone Riviera per Tener-a-mente Festival. Sabato 26 luglio invece al Castello di San Giusto a Trieste in programma un atto unico dal titolo Se il senno è sulla luna. La follia: da Ariosto a Basaglia. (Segue)

Mediobanca, assemblea su Ops Banca Generali rinviata al 25 settembre

Roma, 15 giu. (askanews) – Tutto rinviato al 25 settembre per l’offerta pubblica di scambio di Mediobanca su Banca Generali. L’assemblea dell’istituto guidato da Alberto Nagel che avrebbe dovuto votare sull’offerta domani, è stata rimandata a fine settembre, a sorpresa, dopo un cda straordinario che si è riunito oggi. Mediobanca ha precisato che l’offerta resta valida in ogni sua parte e che “l’attività di engagement pre-assembleare ha confermato l’esistenza di un largo supporto del mercato all’Ops, testimoniato anche dai pareri favorevoli unanimi dei proxy advisors”.

Tuttavia la scelta di far slittare l’assemblea è stata dettata, ha chiarito Mediobanca, dalla volontà di venire incontro all’esigenza di alcuni soci “al tempo stesso titolari di un investimento sia in Mediobanca sia in Assicurazioni Generali, di conoscere le valutazioni e l’orientamento di Assicurazioni Generali rispetto alla proposta di Mediobanca”.

Generali ha fatto partire il processo di analisi dell’offerta solo il 12 giugno scorso e sono in corso interlocuzioni per approfondimenti sull’operazione, vale a dire lo scambio tra il 50,02% di Banca Generali e il 6,5% di azioni Generali detenute dalla stessa Mediobanca. Di qui anche la scelta di un rinvio proprio per avere un quadro più chiaro ed evitare astensioni nell’assise che avrebbe dovuto tenersi domani. Indiscrezioni di stampa vedevano tra i possibili soci che si sarebbero potuti estenere Benetton e Delfin.

L’istituto ricorda del resto che “l’adesione di Assicurazioni Generali è essenziale per il perfezionamento dell’operazione”, vista la soglia minima irrinunciabile del 50+1% apposta da Mediobanca all’offerta.

Tra i soci azionisti di entrambi i gruppi, Francesco Gaetano Caltagirone: l’imprenditore romano, che ha il 10% di Mediobanca e il 6,9% di Generali ed è contrario all’operazione, aveva chiesto un rinvio dell’assemblea di Mediobanca alla Consob per “incompletezza e indeterminatezza dell’offerta su Banca Generali”. Anche Delfin aveva espresso perplessità. Oggi i due consiglieri del gruppo che fa capo alla famiglia Del Vecchio – che ha il 10,05% di Generali e il 20% di Mediobanca – hanno votato uno contrario e uno si è astenuto.

Mediobanca è tenuta a fare l’assemblea in ragione della passivity rule alla quale è sottoposta per essere a sua volta oggetto dell’offerta pubblica di scambio lanciata da Mps su Piazzetta Cuccia. Non è escluso che l’assemblea del 25 settembre non si tenga affatto nel caso in cui si sciolga, per tale data, questo ulteriore tassello del complesso risiko bancario che vede protagonisti molti istituti italiani.

Argentario Sailing Week, dal 18 al 22 giugno le regine del mare a Porto Santo Stefano

Roma, 13 giu. (askanews) – Oltre 40 imbarcazioni d’epoca e classiche provenienti da nove nazioni regateranno nella 24esima edizione dell’evento a conferma il suo status di appuntamento internazionale in un contesto territoriale unico che coniuga spirito di competizione, storia e passione marinaresca. Porto Santo Stefano, 11 giugno 2025 – La 24ª edizione dell’Argentario Sailing Week, organizzata dallo Yacht Club Santo Stefano, entra nella fase finale della sua preparazione a una settimana dal via in programma mercoledì 18 e conclusione domenica 22 giugno. La macchina organizzativa lavora a pieno ritmo per accogliere nel migliore dei modi le oltre 40 imbarcazioni a vela classiche e d’epoca provenienti da 9 nazioni che, anche quest’anno, daranno vita a un evento competitivo e spettacolare nel cuore dell’Argentario. Piero Chiozzi, Presidente dello Yacht Club Santo Stefano, ha dichiarato: “Il successo dell’Argentario Sailing Week è il risultato di un autentico gioco di squadra. Il frutto della collaborazione tra le istituzioni, l’impegno del nostro Club, il sostegno di partner di alto profilo e la conferma da parte di armatori ed equipaggi che, anno dopo anno, rinnovano la loro fiducia a questo appuntamento. Desidero ringraziare il Sindaco Arturo Cerulli e l’Amministrazione comunale di Monte Argentario per il patrocinio e il concreto supporto, tutti gli armatori e i loro equipaggi iscritti, gli sponsor che sono al nostro fianco, e naturalmente il Consiglio e lo staff del Club, che condividono l’obiettivo comune di contribuire al successo dell’Argentario Sailing Week”. Le regate saranno disputate nel rispetto dei regolamenti del CIM e dell’AIVE, nell’ambito del Circuito del Mediterraneo. Le imbarcazioni iscritte saranno suddivise in classi in relazione alle caratteristiche tecniche, per garantire lo svolgimento di regate competitive e spettacolari. Anche quest’anno sarà assegnato il premio challenge “Trofeo Voscià – Giancarlo Lodigiani” presidente dell’AIVE, prematuramente mancato nel 2024, all’imbarcazione con armo Yawl che avrà ottenuto il miglior punteggio all’Argentario Saling Week. L’edizione 2025 si svolge con il patrocinio e il concreto supporto del Comune di Monte Argentario, partner istituzionale dell’evento e con il contributo di Miramis, brand di ospitalità di alta gamma del gruppo svedese Qarlbo AB, Jefferies Group LLC banca di investimento multinazionale indipendente, ColleMassari Wine Estates e mureadritta, piattaforma internazionale di shop online nautico. L’Argentario Sailing Week: una storia di passione, tradizione e successo L’evento si conferma evento strategico per il territorio capace di generare un importante impatto economico quantitativo e qualitativo su tutte attività turistico-ricettive garantito da un afflusso diretto di oltre 1.500 presenze, tra armatori, equipaggi, ospiti, stampa e appassionati, molti dei quali provenienti da paesi esteri in un periodo dell’anno considerato ancora ‘di spalla’ rispetto all’alta stagione turistica. (Segue)

Donna e bimba morte a Villa Pamphili, l’immagine dell’uomo arrestato in Grecia

Roma, 15 giu. (askanews) – Ecco la prima immagine di Rexal Ford, l’uomo indagato sulla vicenda della morte della donna e della bambina a Villa Pamphili, a Roma, dopo essere stato arrestato in Grecia. L’immagine (un video) è stata diffusa dalla polizia, accompagnata dal seguente comunicato: “Il 13 giugno, a Skiathos, i poliziotti del Dipartimento della Polizia dell’isola, con la collaborazione della Polizia di Stato- investigatori del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato e della Squadra Mobile di Roma – e con l’ausilio del personale dell’Ufficio dell’Esperto per la sicurezza dello SCIP in Grecia, hanno focalizzato e fermato un cittadino americano, gravemente indiziato per l’omicidio di una neonata e l’occultamento del cadavere della madre, i cui corpi senza vita sono stati ritrovati a Roma, il 7 giugno scorso, all’interno del parco di Villa Pamphili”. Al termine delle procedure di identificazione, i poliziotti greci hanno dato esecuzione, nei confronti dell’indagato, alla notifica del mandato di arresto europeo emesso dall’Autorità giudiziaria italiana a seguito delle indagini coordinate dalla Procura di Roma”.

Meloni in Canada per il G7, la crisi Israele-Iran al centro dell’agenda

Banff (Canada), 15 giu. (askanews) – L’escalation della crisi in Medio Oriente, con gli attacchi reciproci tra Israele e Iran, è il tema su cui è concentrata l’attenzione dei leader del G7, riuniti da oggi a Kananaskis, nella provincia canadese dell’Alberta.

Giorgia Meloni, accompagnata dalla figlia Ginevra, è arrivata già ieri sera nella località di vacanza delle Rocky Mountains, dove oggi sono attesi gli altri capi di Stato e di governo.

Oggi la giornata è dedicata ai colloqui informali tra i leader (Meloni vedrà tra gli altri il premier britannico Keir Starmer) prima dell’avvio dei lavori, che occuperanno le giornate di domani e martedì. Al centro dei bilaterali ci sarà quindi, naturalmente, la situazione in Medio Oriente, primo tema su cui le posizioni non sono univoche: se tutti sono concordi sul sostegno a Israele e nella condanna a Teheran, diverse sono le sensibilità sulla questione di Gaza. La linea di Meloni sul tema è che occorre attivare tutti i canali possibili per una de-escalation, con un ruolo “chiave” che può essere giocato dai Paesi del Golfo e dai Paesi Arabi.

Ancora più divisive le altre due grandi questioni all’attenzione del summit: la guerra in Ucraina e i dazi americani. Per questo è ormai scontato che non ci sia – come accade invece di consueto – una dichiarazione congiunta finale. Ci sarà invece un “chair’s summary”, un riassunto della discussione, da parte della Presidenza canadese, accompagnato da sette brevi dichiarazioni su altrettanti argomenti: finanziamento dello sviluppo; intelligenza artificiale; tecnologie quantistiche; lotta agli incendi; minerali critici; repressione transnazionale; contrasto al traffico di migranti. Quest’ultima è stata proposta dall’Italia, con il sostegno di Stati Uniti e Regno Unito.

Alla vigilia del vertice, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha avuto un colloquio telefonico con il presidente Usa Donald Trump. Un “colloquio positivo”, ha riferito, in cui “abbiamo discusso delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e della necessità di garantire un coordinamento adeguato per gestire gli impatti sui mercati energetici”. Sull’Ucraina è stato ribadito “l’imperativo di un cessate il fuoco” e la “necessità di mantenere la pressione sulla Russia”. Per quanto riguarda i dazi, ha assicurato von der Leyen, “ho ribadito il nostro impegno a raggiungere un buon accordo prima del 9 luglio”.

Politici uccisi in Minnesota, caccia a Vance Boelter in Usa

Roma, 15 giu. (askanews) – E’ caccia all’uomo, in Minnesota, dopo l’uccisione di una parlamentare e del marito e il ferimento di un senatore e della moglie. La polizia sta cercando il 57enne Vance Boelter, sospettato dell’assassinio della deputata democratica Melissa Hortman e del marito Mark. Boelter vive nella cittadina di Green Isle, a circa un’ora da Minneapolis, ma spesso soggiornava in città nella casa in affitto del suo amico di vecchia data, David Carlson che, parlando con i giornalisti, ha commentato: “Boelter non era una persona cattiva”. Le autorità hanno fatto sapere che l’uomo si è presentato alle sue vittime come un ufficiale e che aveva con sé una lista di circa 70 possibili bersagli, tutti contattati dalla polizia. L’Fbi ha offerto una ricompensa fino a 50.000 dollari per informazioni che portino all’arresto Vance Boelter, responsabile anche del ferimento del senatore John Hoffman e della moglie Yvette.

Biennale Teatro, Princess Bangura: un corpo tra identità e tragedia

Venezia, 15 giu. (askanews) – Un teatro dove il corpo gioca un ruolo centrale e, in linea con il tema della Biennale, si tinge di una poesia profonda, in alcuni casi lucidamente gioiosa, in altri con la consapevolezza anche della grande tragedia. Il tutto con un’idea profonda di identità, personale, ma anche teatrale. Princess Isatu Hassan Bangura, artista nata in Sierra Leone nel 1996 e poi trasferitasi in Olanda, ha portato alla Biennale Teatro due spettacoli: “Great Apes of the West Coast”, performance che lei stessa definisce “afrofuturista” e “Blinded by Sight”, monologo ispirato a re Edipo.

Lo stile di Bangura, il suo essere corporeo, si fa carico della portata del racconto, il suo linguaggio drammaturgico attinge a più fonti e si basa su più registri, dal pop all’autobiografico, dall’animale alla riflessione sullo stesso spazio del palcoscenico. “Great Apes of the West Coast” è una sorta di tour de force emotivo e interpretativo che vive dell’intensità della performance, del suo costante raccontare il ritorno alla propria identità africana, in un gioco di continui rilanci e possibili sorprese. I temi sono profondi, ma Princess Bangura sa come creare una leggerezza che nulla toglie alla forza della messa in scena. E appare in grado di generare un’empatia poetica con gli spettatori.

Il monologo “Blinded by Sight” è fisico e lirico: l’oscurità, la perdita, il fato: tutto torna nello spettacolo ed è il corpo della stessa artista a dare voce, silenziosamente, alla storia di Edipo. Il peso che portano, il personaggio e la performer, è sempre immenso, ma dal buio sembra di poter pensare anche a un futuro in cui la luce tornerà.

“La poesia – ha detto Princess Bangura – è una canzone su cui il corpo danza”. Forse il punto è proprio qui: saper trovare e ascoltare quella canzone.

Tra Israele e Iran è il terzo giorno di guerra, cosa sta succedendo

Roma, 15 giu. (askanews) – Continua la guerra avviata da Israele contro l’Iran. Altri otto comandanti delle Forze Aerospaziali del corpo dei Guardiani della Rivoluzione islamica (Irgc) dell’Iran sono morti negli attacchi israeliani contro la repubblica islamica. Lo hanno dichiarato i Guardiani della rivoluzione islamica. “Insieme al comandante Amir Ali Hajizadeh, importanti rappresentanti dell’Irgc Mohammad Bagheri, Davoud Shekhian, Mohammad Bagher Taherpur, Mansour Safarpour, Masoud Tayyeb, Khosrow Hassani e Mohammad Agha Jafari sono morti da eroi”, ha dichiarato il corpo dei Guardiani della rivoluzione islamica in un comunicato. L’esercito iraniano ha confermato due giorni fa che il comandante delle forze spaziali militari dei pasdaran, Amir Ali Hajizadeh, è stato ucciso a seguito di attacchi israeliani.

-11:48 Secondo le ultime stime delle Idf (Forze di Difesa israeliane), gli attacchi notturni dell’Iran contro Israele hanno incluso un totale di 70 missili balistici e decine di droni. I missili – si legge sui media dello stato ebraico – sono stati lanciati in tre ondate alle 23, alle 2 e alle 2.55, in concomitanza con l’attacco di decine di droni. Un proiettile ha colpito un’abitazione nella città di Tamra, uccidendo quattro civili; un altro ha colpito Bat Yam, uccidendo almeno sei civili e ferendone quasi 200; e un altro ancora ha colpito Rehovot, ferendo altre 40 persone. L’esercito israeliano ha affermato che finora gli attacchi dell’Iran sono al di sotto dello “scenario di riferimento”, ovvero di quanto le Idf avevano previsto in una guerra con la repubblica islamica. Le Idf avevano stimato un numero di vittime e danni molto più ingenti. Si ritiene che l’Iran possieda ancora migliaia di missili balistici.

-11:36 Le autorità dell’Iran hanno affermato di aver arrestato due persone accusate di essere membri del Mossad, l’agenzia di intelligence israeliana focalizzata sulle operazioni all’estero. Lo ha riferito l’agenzia di stampa semi-ufficiale Tasnim. Gli arresti sono stati effettuati nella provincia di Alborz, dove le due persone stavano assemblando esplosivi e dispositivi elettronici.

-11:22 Condotte e linee di trasmissione tra gli impianti del complesso di raffinazione petrolifera di Bazan, nella città settentrionale israeliana di Haifa, hanno subito danni localizzati durante l’attacco missilistico notturno dall’Iran. Lo ha riferito, riportano i media israeliani, l’azienda alla Borsa di Tel Aviv.

-11:04 Israele ha lanciato la scorsa notte un attacco contro un deposito di petrolio nella zona nord-occidentale di Shahran, a Teheran, provocando un vasto incendio. Lo riporta l’agenzia di stampa Tasnim, citando il ministero del Petrolio iraniano, secondo cui sono stati colpiti due serbatoi che non contenevano molto carburante.

-10:53 Israele ha attaccato la scorsa notte il quartier generale del ministero della Difesa iraniano e l’Organizzazione per la ricerca e l’innovazione della difesa (Sepand) nel nord di Teheran. Lo riporta oggi dall’agenzia di stampa Tasnim, riferendo di “lievi danni” nella sede del ministero.

-10:35 Gli Stati Uniti sono “complici” degli attacchi lanciati da Israele in Iran e Teheran si aspetta che “si ritirino da questo conflitto”. Lo ha detto oggi il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, incontrando gli ambasciatori stranieri a Teheran.

-10:03 Israele “ha sempre cercato di impedire i negoziati” tra Iran e Stati Uniti sul programma nucleare iraniano ed è “abbastanza chiaro che non vuole alcun accordo”. Lo ha detto il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, sottolineando nell’incontro avuto a Teheran con gli ambasciatori stranieri che “l’aggressione contro l’Iran nel mezzo dei negoziati sul nucleare indica l’opposizione del regime israeliano a qualsiasi negoziato”. “Oggi avremmo dovuto presentare il nostro piano per un accordo con gli Stati Uniti”, ha ricordato Araghchi, facendo riferimento al sesto round di colloqui programmato in Oman e cancellato ieri dopo l’attacco israeliano di venerdì scorso.

Biennale Teatro, Ursina Lardi: una veggente per Milo Rau

Venezia, 15 giu. (askanews) – Una fotografa di guerra che vive a contatto con l’orrore e lo racconta e sembra invulnerabile. Fino a quando la violenza del mondo non colpisce direttamente lei. Forse si può riassumere così lo spettacolo “The Seer – La veggente” di Milo Rau, interpretato da Ursina Lardi, che ha ricevuto il Leone d’argento della Biennale Teatro 2025. Il riconoscimento, normalmente assegnato ai drammaturghi che ora invece premia un’attrice che si muove tra la recitazione e la scrittura. “Se può ispirare – ha detto Lardi ad askanews parlando del suo premio – altri attori e attrici per cominciare a prendere un po’ più responsabilità e di vedersi come autori e autrici dei suoi personaggi, allora è stata una buona scelta”.

Lo spettacolo di Rau è duro, drammatico, ci mette di fronte al male assoluto e alla violenza ideologica e di massa. Il personaggio di Ursina Lardi è una donna che per anni ha vissuto cercando di arrivare più a fondo possibile nell’incubo per fotografarlo, e sul palco, emerge l’ambiguità di fondo della sua storia. “È un personaggio molto complesso – ha aggiunto l’attrice – e spaventa anche a volte, però questo non la protegge dal diventare vittima. Ognuno può diventare vittima o carnefice. È così”.

La messa in scena si muove su due piani, uno sul palco del Teatro alle Tese, l’altro in un film girato in Iraq, quasi un reportage della stessa protagonista, ma questa volta già diventata vittima a sua volta. E il racconto più straziante è quello di un iracheno, Azad Hassan, vittima dell’ISIS e testimone di un orrore insostenibile. Però, dopo tanta oscurità, il film, e lo spettacolo, si chiudono con uno sguardo in camera di Azad, lo sguardo di uno straniero che riconosce il tuo stesso dolore. E questo, forse, apre le porte alla possibilità di una speranza.

“Le soluzioni non ci sono – ha detto ancora Ursina Lardi – ma quello che c’è sono dei momenti brevi di incontro e per me l’incontro con Azad era uno di questi momenti. Il primo giorno che abbiamo vissuto assieme, che abbiamo parlato, era un momento proprio di connessione, ma poi c’è la vita: lui continua la sua vita in Iraq io continuo la mia qui, però è quella forse l’unica soluzione: che ci siano i momenti di dialogo, di pace, di una persona che guarda negli occhi di un’altra persona”.

Non sappiamo se l’arte possa servire per alleviare la sofferenza, ma le persone possono, anche con la mediazione di un teatro consapevole come quello di Milo Rau.

A Marzabotto marcia "Save Gaza": ‘fermare Israele,subito stop armi e coooperazione Ue’

Roma, 15 giu. (askanews) – Tutto e’ pronto per ospitare i partecipanti alla Marcia nazionale SAVE GAZA di domenica 15 giugno e per ribadire tutte le ragioni dell’Appello che chiede alle istituzioni italiane ed europee di fermare l’operazione militare e di nuova occupazione della Striscia di Gaza da parte del governo israeliano che sta provocando il quotidiano massacro di civili, impedendo, inoltre, l’ingresso di cibo e medicine, l’assistenza e la cura di feriti, malati, donne e bambini. “Salvare Gaza e’ salvare l’Umanita’, salvare l’idea di pace e di possibile convivenza tra palestinesi ed israeliani. Non bastano piu’ le parole, occorre agire subito con tutte le risorse diplomatiche, politiche ed economiche. Bisogna marciare tutti insieme, uniti dal comune senso di giustizia, per chiedere fatti concreti”, affermano i promotori

Tante le adesioni e le presenze: Valentina Cuppi (Sindaca di Marzabotto), Chiara Bardelli (Emergency), Emiliano Manfredonia (ACLI), Massimo Maisto (ARCI), Flavio Lotti (Coordinamento “Fermiamo le Guerre – Fondazione PerugiAssisi per la cultura di pace), Paola Caridi (Storica, scrittrice, giornalista), Alfio Nicotra (AOI – Missione Rafah), Matteo Lepore (Sindaco di Bologna), Tomaso Montanari (Universita’ per stranieri di Siena), Giulio Marcon (Coordinamento Fermiamo le Guerre – Sbilanciamoci), Gianfranco Pagliarulo (ANPI), Maurizio Landini (CGIL), Pasquale Pugliese (Coordinamento Pace Emilia Romagna), Alessandra Annoni (giurista), Valter Cardi (Presidente del Comitato per le onoranze dei familiari delle vittime di Marzabotto), Alessandro Bergonzoni, Stato Sociale, Coro Farthan, Chiara Pancaldi (Artists for Palestine).Viste le tante adesioni ricevute e considerata la giornata di sole, si sta lavorando in stretta collaborazione con le autorita’ locali, la Regione Emilia Romagna ed i volontari messi a disposizione da sindacati e associazionismo, per facilitare l’arrivo ed il rientro delle delegazioni e dei partecipanti e per garantire un’adeguata assistenza lungo il percorso della Marcia.

L’idea di questo appuntamento trae origine dall’Appello “Salviamo Gaza” subito sfociato nella convocazione di una manifestazione di carattere nazionale a cui hanno dato immediatamente un proprio contributo tutte le reti pacifiste italiane. “L’iniziativa – spiegano i promotori- si svolge a Marzabotto, teatro degli eccidi nazi-fascisti di Monte Sole che videro in pochi giorni morire trucidati quasi 800 tra donne, bambini e anziani inermi. E’ da luoghi come questo che fu lanciato a tutto il mondo il grido ‘mai piu”! Monte Sole e’ un simbolo di integrita’ morale e autorevolezza, per il lavoro quasi quarantennale sulla pace e la nonviolenza che ha coinvolto milioni di cittadini e giovani italiani e di tutto il mondo”.

“Non c’e’ luogo piu’ giusto per rinnovare oggi quel ‘mai piu” davanti all’uccisione di migliaia di civili, per non ricadere negli abissi della guerra e dell’annientamento della dignita’ umana” ha sottolineato la sindaca di Marzabotto Valentina Cuppi nella presentazione della marcia. Parole a cui hanno fatto eco gli interventi dei rappresentanti della società civile: Luisa Morgantini a nome del coordinamento nazionale delle reti pacifiste ha ricordato quanto grave e profonda sia la rottura del diritto internazionale e del diritto umanitario, nel silenzio della comunita’ internazionale. Mentre, Gianfranco Pagliarulo, presidente nazionale dell’ANPI e’ intervenuto rilanciando, cosi’, l’appello: “La vicenda di Gaza e’ uno specchio: ci mette di fronte alle nostre responsabilita’, se far finta di niente o intervenire. La situazione e’ diventata insopportabile. Non sono crimini di guerra: e’ una guerra di crimini. Non solo ammazzano i civili, li vogliono anche cacciare dalla loro terra, annullare la loro identita’. Basta accordi commerciali con Israele. Basta armi. Tutte e tutti a Marzabotto il 15 giugno!”.

L’appuntamento è fissato per le ore 10,30 al Parco Peppino Impastato a Marzabotto, da cui prende avvio la camminata di circa 2 ore e mezza verso il Poggiolo di San Martino di Caprara (Monte Sole). Luogo in cui, già dalle 13,30, inizierà la serie di interventi di rappresentanti della società civile, delle Amministrazioni Locali, degli artisti che hanno deciso di essere presenti per sostenere le ragioni dell’Appello e della Marcia “Save Gaza”.

Le richieste al Governo italiano e alle Istituzioni Europee sono chiare. Ovvero “sospendere la cooperazione militare e l’Accordo di Associazione UE-Israele, sino a quando non siano cessate le violazioni dei diritti umani e dell’occupazione; ripristinare il sostegno all’UNRWA per l’assistenza ai profughi palestinesi; l’immediato riconoscimento dello stato di Palestina;la convocazione di una conferenza di pace sotto l’egida delle Nazioni Unit”e. Tutte azioni ritenute “sempre più urgenti e necessarie” per “porre fine ad ogni tipo di violenza, a Gaza, in Cisgiordania, a Gerusalemme, in Israele;ottenere l’immediato cessate il fuoco nella Striscia di Gaza;la liberazione degli ostaggi e dei prigionieri;garantire assistenza alla popolazione civile palestinese;fermare la deportazione della popolazione palestinese e il piano di invasione di Gaza”.

Il King of rap Marrakash conquista gli stadi con uno show imponente

Torino, 15 giu. (askanews) – Il King of Rap alla conquista degli stadi, mai prima di lui un rapper in Italia ha fatto questi numeri. Dopo il debutto di Bibione, a Torino con i 37 mila fan in delirio, Marracash ha scritto la storia del rap italiano. Dopo il successo di Marrageddon, il rapper ha alzato ancora una volta l’asticella del tour con oltre 270 venduti nelle diverse tappe.

Più di un semplice live da stadio, Marra ha voluto scrivere quello che lui ha definito un concept show, molto teatrale, recitato e sorprendente, ma soprattutto ipertecnologico. Sempre presente la dualità e il conflitto tra Fabio e Marra, tra l’uomo e l’artista, con colpi di teatro, per uno show che dura due ore e un quarto circa.

Lo show, suddiviso in sei atti – Ego, Memorie, Dubbi, Qualcosa in cui credere, Amore e Reconnect – si sviluppa come un epic movie dal vivo: al centro della scena prende forma e si racconta il conflitto tra Fabio, l’uomo, e Marracash, l’artista, narrato attraverso il repertorio dei suoi più grandi e recenti successi. Durante lo show, Fabio e Marracash scopriranno la loro inscindibile connessione, rivelata attraverso l’intensità delle performance dei brani della Trilogia: “Persona” (otto dischi di platino, 2019), “Noi, Loro, Gli Altri” (sette dischi di platino, 2021) ed “È Finita La Pace” (doppio disco di platino,… “Nel mio show non ci sono ruffianate con la maglia del Napoli e furberie con guest, ho voluto raccontare una storia, ci sono dei momenti di raccordo recitati, però non è come a teatro dove stai da solo sotto il riflettore, resta un concerto, con i tempi del concerto ma è difficile dare una definizione di questo show’ ha detto Fabio incontrando i giornalisti prima di salire sul palco, anche se lo show è fortemente cinematografico.

Il MARRA STADI25, prodotto da Friends & Partners, è approdato sui più importanti palchi del nostro Paese, accompagnato da un impiego di mezzi tecnologici e creativi mai visti prima per un tour di un artista italiano negli stadi. Un concept live magistrale, totalmente inedito e unico nel suo genere, un’esperienza immersiva su più livelli.

C’è tutta la forza delle rime di Marra ma c’è anche l’emozione del duetto con Madame, che poi ha cantato da sola “per il tuo bene”. Lei incarna lo spirito di Marra e riesce a trasportare il pubblico in un mondo diverso. Un’ospite coerente e pienamente inserita nel racconto che è presente in tutte le tappe dello tour. La sua cifra artistica, profonda e viscerale, si fonde con i temi identitari e psicologici esplorati da Marracash, rafforzando il cuore emotivo dello spettacolo. Un legame già reso potente dalla loro collaborazione in “L’anima”, brano contenuto nell’album Persona che incarna perfettamente il dualismo interiore alla base della narrazione dello show.

Un ruolo centrale sul palco la voce di Matilda De Angelis – in un ruolo d’eccezione che aggiunge profondità e potenza all’esperienza – che, in un dialogo costante con Marracash, guida lo spettatore dentro un universo sospeso tra realtà e finzione.

A completare lo show, un corpo di ballo con otto ballerini diretto dal coreografo Carlos Kahunga Kamizele, una band dal vivo e una serie di performere personaggi scenici che si alternano sul palco, mentre sullo sfondo dominano 5 imponenti robot costruiti per lo show alti dai tre ai sei metri, per un impatto visivo e narrativo totale. E naturalmente la presenza di MIND Industries, un’entità creata appositamente e incaricata del “Monitoraggio Interiore per la Neutralizzazione del Distacco”.

I prossimi appuntamenti sono mercoledì 25 giugno, anch’essa sold out, e giovedì 26 giugno allo Stadio San Siro di Milano, lunedì 30 giugno allo Stadio Olimpico di Roma e si concluderà sabato 5 luglio allo Stadio San Filippo di Messina.

Antoine de Romanet de Beaune: “Atomica? Dimensione metafisica tragica in quest’arma”

Nel 2024, per la prima volta, le spese delle nove potenze nucleari mondiali hanno superato la soglia dei cento miliardi di dollari. È quanto rivela l’ultimo rapporto dell’Ican, la Campagna internazionale per l’abolizione delle armi nucleari. Abbiamo chiesto a Antoine de Romanet de Beaune, vescovo ordinario militare per la Francia, di riflettere su questo tema alla luce dei dati emersi.

 

Cosa rivela la tendenza a un armamento in costante aumento?

Da alcuni anni viviamo il dramma del peccato originale dispiegato senza freni. Constatiamo una sorta di uso disinibito della potenza e della violenza, un disprezzo per le istituzioni internazionali, per le regole del diritto, per i trattati…una volontà di imporsi con una logica di forza pura, assolutamente preoccupante. Siamo passati da una logica di alternanza tra pace e guerra — dove la fine di una guerra era generalmente segnata dalla firma di un trattato, come quello di Versailles dopo la Prima Guerra Mondiale — a una logica di ciclo continuo di “competizione – confronto – scontro” di tutti contro tutti. Che si tratti di vicini, alleati, interlocutori o avversari, e in qualsiasi ambito: economico, finanziario, industriale, tecnologico, giuridico, normativo, culturale…e militare. Tutti questi aspetti sono oggi il terreno di rapporti di forza. L’esercito e le armi non sono che uno degli elementi di questi rapporti. Stiamo anche assistendo a un fenomeno spirituale e morale: si cerca di destabilizzare l’avversario colpendo la sua coscienza o le sue convinzioni più profonde. I social media mostrano costantemente questa volontà di destabilizzare e ferire l’altro con disprezzo, denigrazione, o vergogna verso ciò che rappresenta, compresa, o soprattutto, la sua dimensione religiosa, reale o presunta. Ciò che oggi è terribile e tragico è il modo in cui ogni realtà, concetto o oggetto può diventare un’arma: è quello che si chiama “arsenalizzazione”. Tutto può diventare mezzo o supporto di rapporti di forza. Ognuno vuole misurare la propria potenza, imporre la propria forza con una dimensione imperiale — e spesso imperialista — fantasiosa, che conduce al dramma delle tante guerre e degli innumerevoli morti che ogni anno segnano il nostro mondo, e che non possono che sconvolgere i nostri cuori e le nostre menti. Il modo in cui si lascia morire di fame o si maltrattano intere popolazioni non può che ferirci. Quando si muore in guerra, o a causa della guerra, qualunque sia l’arma o il mezzo che ha ucciso — per azione o per omissione — è sempre una tragedia. Purtroppo l’aumento del bilancio destinato alle armi nucleari è solo uno degli aspetti di una realtà molto più ampia, quella dell’incremento generale delle spese militari. Questo deriva dal modo in cui alcuni Stati, volendosi imporre ai vicini con la forza, obbligano gli altri ad avviare una dinamica di armamenti impressionante, con bilanci in forte crescita. Basta guardare a ciò che accade in Europa, dove i Paesi della Nato, spinti dagli Stati Uniti, stanno tutti passando dall’1% o dal 2% al 5% del proprio Pil dedicato alla difesa: qui non si parla più di un aumento del 10% come per le armi nucleari, ma di molto di più.

 

Il Trattato per la proibizione delle armi nucleari (TPAN) è entrato in vigore nel 2021 e la Santa Sede è stata uno dei suoi principali firmatari. Perché, secondo lei, è un testo importante?

È importante perché è un grido d’allarme profetico. Gli Stati firmatari del Trattato di non proliferazione sono invitati a prendere sul serio tutte le dimensioni di questo testo, a cominciare dall’impegno reciproco a intraprendere un processo di disarmo. È dunque un grido importante rivolto a tutte le autorità politiche, che sottolinea l’urgenza assoluta di parlare, dialogare, comunicare e cercare di ridurre al minimo la realtà fisica di queste armi. Questo può avvenire solo progressivamente. Papa Francesco l’ha detto chiaramente: «Il tempo è superiore allo spazio». Le cose devono essere fatte poco a poco. Bisogna quindi in un certo senso riattivare il Trattato di non proliferazione — firmato, lo ricordo, dalla maggior parte degli Stati del mondo — e sottolineare quanto l’arma stessa sia straordinariamente pericolosa, anche se oggi siamo in una logica di deterrenza. Ma avvertiamo chiaramente, alla luce dell’attualità — penso in particolare ai recenti raid aerei israeliani contro siti nucleari iraniani, operazioni condotte per impedire all’Iran di accedere all’arma nucleare — che qui si tocca qualcosa di molto specifico. C’è, in un certo senso, una dimensione metafisica tragica in quest’arma, poiché con essa si può davvero non solo porre fine a un mondo, ma anche semplicemente porre fine al mondo. L’arma nucleare ha questa particolarità di essere, in linea di principio, un’arma di “non impiego”. Tutta la sua logica paradossale sta nel fatto che essa contiene la violenza, in entrambi i sensi del termine: contiene, cioè racchiude una violenza terribile, ma allo stesso tempo contiene, cioè impedisce, l’uso di questa violenza. Se un possessore di quest’arma decidesse di usarla, subirebbe qualcosa di ancora peggiore. Ci troviamo qui in una sorta di equilibrio del terrore: la parola “equilibrio” può rassicurare; la parola “terrore” inquieta, giustamente. Ed è proprio questo il paradosso.

Fonte: L’Osservatore Romano – 14 giugno 2025

Titolo originale: L’urgenza del dialogo contro il pericolo atomico

Mezzogiorno cislino, allegoria di un’azione di governo. Ma quale?

Una storia lunga, dalle ACLI alla CISL

Si legge che l’acronimo CISL si traduce in Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori. La CISL prende origine ufficialmente nell’aprile del 1950 a partire dalla LCGIL (Libera CGIL), sindacato nato per scissione dalla CGIL nel 1948 su iniziativa di una corrente di ispirazione cristiana guidata dalle ACLI (Associazioni Cristiane dei Lavoratori Italiani).

Fa sorridere l’antefatto che fa subito pensare ad una CGIL schiava di qualcuno, dalla quale doversi necessariamente svincolare.

C’è un costume antico per cui anche nella Prima Repubblica i segretari di quel sindacato, al termine del loro incarico, sono sempre traslocati in questo o quel partito, liberi di sceglierlo senza più addosso il fardello di una divisa che ne ventilasse una indipendenza dalla politica.

Il fianchetto di governo

Del resto, prima di Sbarra, precipitati nel gorgo della politica – secondo una robusta tradizione – Savino Pezzotta, Sergio D’Antoni ed altri ancora, e non solo nella CISL.

Alla fine della sceneggiata si fa prima a dire che ogni sindacato gioca da fiancheggiatore a questo o quel marchio politico, senza che ci sia alcuno scandalo da denunciare o che si levino sollevazioni di piazza.

Negli scacchi, così come nella vita, fare da fianchetto significa avere un controllo centrale della situazione, dando la possibilità all’alfiere di potersi sviluppare più efficacemente.

Nel nostro caso l’alfiere è stata Giorgia Meloni, che in questi giorni ha nominato Luigi Sbarra sottosegretario alle Politiche per il Sud.

Uomini, partiti e poltrone

Se ne legge un commento non proprio entusiasta di Annamaria Furlan, che prima di Sbarra è stata segretaria nazionale della CISL. Al termine del suo incarico si è prima accasata nel PD e poi in Italia Viva.

Anche lei non sembra aver brillato per immediata chiarezza di idee su dove collocarsi, ma anche su questo è inutile dolersi.

A Sbarra non sarebbe giusto sbarrare il passo e il suo nome non è tantomeno da barrare con la croce per depennarlo dall’elenco di quelli che si danno da fare per dare un contributo di idee e di azioni a favore del nostro Sud.

Sembra sempre che, in omaggio alle debolezze umane, sia bene occupare una poltrona per non impoltronirsi. Scritta in altro modo: è il desiderio di arricchire con la propria esperienza la politica, spesso a corto di qualità. È il dovere di trasmettere il sapere accumulato in tanti anni di lavoro mettendolo a disposizione del Paese.

C’è solo da chiedersi dove sia oggi la scia luminosa dei sindacati che meriti di irradiare anche governo e opposizione. Ma questa è un’altra storia.

Politica e sindacato: il filo interrotto del cattolicesimo sociale

Ha fatto discutere, e molto com’era prevedibile, la recente nomina di Gigi Sbarra, ex segretario generale della CISL ed esponente del cattolicesimo sociale, a sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega ai problemi del Sud.

Ha fatto discutere perché, al di là della decisione personale dell’ex leader della CISL, anche per un’altra ragione.

Perché secondo la vulgata generale – il cosiddetto “politicamente corretto” che trionfa nei salotti della sinistra radicale e massimalista – il sindacato oggi ha un senso e una “mission” nel nostro Paese solo se coincide con il modello politico dell’attuale segretario generale della CGIL, Maurizio Landini.

O meglio, tutto ciò che si allontana o che si differenzia da quella prassi è semplicemente da respingere, se non addirittura da criminalizzare politicamente. Come, puntualmente, avviene su tutti gli organi di informazione riconducibili alla sinistra.

E quindi, e di conseguenza, un sindacato è sulla retta via se ripropone la storica e ormai conosciutissima “cinghia di trasmissione” con il partito principale della sinistra italiana.

Con la differenza, non marginale, che oggi non si tratta più di un sindacato – come capitava nel passato – che segue fedelmente gli ordini del partito, ma, al contrario, è il sindacato stesso che detta l’agenda politica ai partiti di riferimento e all’intera coalizione progressista.

Come, del resto, è capitato puntualmente con l’ultima consultazione referendaria a proposito dei quesiti sul lavoro.

Una tradizione culturale da non archiviare

Ma, per tornare al tema iniziale, credo che non possiamo non ricordare che il destino e la prospettiva del cattolicesimo sociale, ieri come oggi, continuano a giocare un ruolo importante nel dibattito politico, culturale e sociale del nostro Paese.

Perché si tratta di una cultura politica che, dalla stesura nel 1891 della oramai celebre enciclica di Leone XIII Rerum Novarum, continua ad essere un asse portante della stessa presenza dei cattolici nella vita pubblica italiana.

E se oggi il cattolicesimo sociale, purtroppo, non svolge un ruolo significativo e visibile nelle dinamiche politiche italiane per la sostanziale assenza di un partito o di partiti che si rifanno a quella cultura politica, è compito di chi si riconosce in questo patrimonio culturale, politico ed etico impegnarsi affinché quei valori e quei principi abbiano, seppur in forma aggiornata e rivista, una nuova e rinnovata cittadinanza.

Non perché sia utile a questo filone di pensiero, ma per la semplice ragione che è necessario per la qualità della nostra democrazia e per lo stesso rinnovamento della politica italiana.

Una responsabilità da raccogliere

E, accanto alla dimensione politica, c’è indubbiamente quella sociale. E, su questo versante, la CISL continua ad essere, ieri come oggi, un pilastro insostituibile nella difesa e nella promozione concreta del cattolicesimo sociale attraverso l’azione quotidiana a difesa dei lavoratori e dei ceti popolari.

Certo, le stagioni storiche mutano e, di conseguenza, anche le condizioni concrete che possono garantire, o meno, la presenza attiva di questo patrimonio culturale e politico.

Basti pensare, per fare un solo esempio, al protagonismo politico, culturale, sindacale ed anche di governo svolto per molti anni da due significativi esponenti di questo filone di pensiero: Carlo Donat-Cattin e Franco Marini.

Due personalità che, attraverso il loro concreto magistero, hanno scandito la presenza attiva e rilevante del cattolicesimo sociale nelle dinamiche della politica italiana. Nei rispettivi partiti di riferimento come nel sindacato, nel dibattito all’interno dell’area cattolica come nella concreta azione di governo.

E se oggi mancano i grandi e riconosciuti punti di riferimento del passato, è altrettanto indubbio che il cattolicesimo sociale continua ad essere una cultura e un giacimento di valori che può e deve orientare e condizionare la cultura e la politica italiana.

Tocca a chi, appunto, si riconosce in quell’area ritrovare le motivazioni e l’entusiasmo per inverarlo nella società contemporanea.

Senza arroganza e senza alcuna presunzione intellettuale, ma sempre e solo attraverso il metodo del confronto, del dialogo e della proposta.

Come salvare il lavoro nell’era dell’AI: il tempo per decidere è ora

C’erano anni in cui il treno era molto più di un mezzo di trasporto: era un mondo. Le stazioni pullulavano di capistazione, addetti agli scambi manuali, personale ai segnali, controllori, operai nei depositi. Ma tra la fine degli anni ‘70 e i primi anni ‘90, tutto cambiò. Le Ferrovie dello Stato Italiane iniziarono una profonda trasformazione, spinta da una nuova ondata tecnologica: segnalamento centralizzato, automazione degli scambi, bigliettazione elettronica. Un treno non aveva più bisogno di dieci persone per muoversi da una città all’altra. Bastava un macchinista, un centro operativo, un software.

In quel contesto, migliaia di lavoratori si trovarono “di troppo”. Per evitare licenziamenti di massa, lo Stato spinse per una soluzione: il prepensionamento, anche con 15 o 20 anni di contributi. Tra il 1981 e il 1993 furono oltre 80.000 i dipendenti FS che lasciarono il lavoro in anticipo, e più di 40.000 lo fecero da veri e propri “baby pensionati”. A volte a soli 42 o 45 anni.

Non era solo un problema di conti pubblici. Era la fine di un’epoca, e l’inizio di una riflessione che oggi torna più che mai attuale: cosa succede al lavoro quando arriva una nuova tecnologia?

Come disse Luciano Gallino, sociologo del lavoro: “Abbiamo usato la tecnologia non per migliorare il lavoro umano, ma per ridurlo, scaricando sulla collettività il prezzo del progresso”.

Il presente che bussa: intelligenza artificiale e il futuro del lavoro in Italia

Oggi siamo a un nuovo bivio, forse più grande di quello vissuto dalle Ferrovie. Questa volta non si tratta solo di automazione meccanica, ma di qualcosa di più profondo: l’intelligenza artificiale, capace non solo di “fare”, ma di pensare, decidere, sostituire funzioni cognitive umane. E la sua diffusione sta accelerando.

Secondo studi del Politecnico di Milano, McKinsey e OCSE, l’AI trasformerà radicalmente interi settori dell’economia italiana. Nei prossimi 3 anni rischiano di sparire almeno 165.000 posti di lavoro, che diventeranno 305.000 in 5 anni, e oltre mezzo milione entro il 2035. Le aree più colpite? Banche, assicurazioni, logistica, amministrazione pubblica, sanità amministrativa e commercio al dettaglio.

Certo, l’AI può anche creare nuovi ruoli, ma la velocità con cui distrugge lavoro è più alta della capacità del mercato di crearne di nuovo e non è affatto detto che i lavoratori e i professionisti che perderanno il lavoro potranno svolgere i nuovi lavori che con l’AI si potranno generare. E allora che fare? Rassegnarsi a un futuro di cassa integrazione, redditi di cittadinanza, baby pensionamenti, oppure immaginare qualcosa di diverso?

Io, come intellettuale, studioso ed esperto di AI, condivido il pensiero dell’economista Jean-Paul Fitoussi, il quale diceva chiaramente: “La riduzione dell’orario di lavoro non è una rinuncia, è una redistribuzione dell’intelligenza”.

Il futuro che possiamo scegliere: meno lavoro, più vita. E una società più equa

C’è un’alternativa alla società dei baby pensionati digitali o delle persone eternamente assistite: usare la tecnologia per lavorare meno, ma meglio. Se le aziende che impiegano l’intelligenza artificiale producono di più con meno personale, allora devono condividere questa produttività.

Immaginiamo un sistema in cui, per legge o contratto, chi implementa AI in modo massiccio sia obbligato a ridurre l’orario di lavoro a parità di stipendio. Una sorta di part time redistribuito: 20/30 ore settimanali invece di 40.

Non è utopia. È già realtà in alcune sperimentazioni in Francia, Germania e Regno Unito. E i risultati? Maggior benessere dei lavoratori, più produttività, meno assenteismo, più domanda interna.

Un sistema così farebbe bene anche ai conti pubblici: meno cassa integrazione, meno pensionamenti anticipati, meno disagio sociale. E soprattutto, restituirebbe senso al progresso. Perché il vero valore dell’AI non è sostituire le persone, ma alleggerirle dalla fatica.

Lo stesso era accaduto con la macchina a vapore, che ci liberò da 12-14 ore di lavoro al giorno, o con l’energia elettrica che rese sicure e pulite le fabbriche.

Come scriveva Karl Polanyi: “Chi non governa una rivoluzione industriale, ne subirà le conseguenze. Peggio: la subirà in silenzio”.

Americo Bazzoffia

Docente universitario, giornalista, imprenditore, esperto di digital trasformation e Intelligenza artificiale

Padel, Major di Roma: Galan batte ancora Lebron, è finale al Foro

Roma, 14 giu. (askanews) – I “Chingalan” non mollano mai. Per conferma chiamare Juan Lebron e Franco Stupaczuk, gli altri due protagonisti della prima semifinale maschile del BNL Italy Major Premier Padel che sabato pomeriggio ha infiammato il campo Centrale al Foro Italico. Si chiude dunque con un’altra vittoria di Ale Galan (in coppia con Fede Chingotto) il nuovo capitolo della sfida contro Lebron, dopo la rocambolesca separazione del 2024. Da quando Ale ha deciso di iniziare un nuovo capitolo della sua carriera sportiva, sottolinea una nota, gli ex dominatori mondiali si sono affrontati cinque volte, tutte finite con il successo di Galan. Un bilancio schiacciante ma che non rende meno affascinanti i confronti diretti, sempre spettacolari come quello di oggi, con il pubblico schierato in due metà quasi perfette, ciascuna a sostegno dei due rivali.

Nella semifinale di sabato la coppia numero tre al mondo – Lebron e Stupa – si è imposta per 6-4 nel primo set grazie alle poche sbavature e con un mix di colpi precisi e intelligenti. Il tempo di rinfrescarsi in panchina, poi la reazione grintosa dei “Chingalan”, più precisi nei colpi e brillanti fisicamente rispetto alla prima parte di match, fino al 7-2 nel tie break che ha riequilibrato i giochi. Il divario fisico si è allargato nell’ultima partita: dopo il doppio break in avvio di Galan e Chingotto, il match ha preso una direzione precisa che ha regalato la finale (6-2 il risultato) ai numeri due del seeding. “Non è stata una delle nostre migliori partite perché abbiamo faticato molto all’inizio, ma abbiamo avuto il merito di lottare su ogni punto e grazie a questo abbiamo trovato la fiducia in noi stessi che ci serviva per ribaltare il risultato e vincere la partita – ha confessato Galan al termine dell’incontro – Siamo cresciuti nel secondo set e abbiamo trovato più colpi vincenti rispetto all’inizio. Il segreto è stato smettere di pensare al risultato, isolarci e pensare solo che eravamo in grado di rimontare”, ha concluso. Una reazione vincente che conferma, ancora una volta la loro forza fisica e mentale e li porta alla partita decisiva dove difenderanno il titolo vinto lo scorso anno.

CMB porta il futuro a Saronno: il nuovo quartiere Milano Nord

Milano, 14 giu. (askanews) – Saronno riparte dal futuro. Presentato il Progetto Milano Nord, ambizioso intervento di riqualificazione urbana firmato CMB che trasformer l’ex area industriale Pozzi Ginori in un quartiere modello. Dopo anni di abbandono infatti il luogo, diventato nel tempo simbolo di degrado, trover nuova vita e nuova visione. Una trasformazione su cui CMB punta da sempre nel suo approccio innovativo alla rigenerazione urbana.

Fabio Cambiaghi, Direttore Business Unit Immobiliare CMB, ha dichiarato: “Per CMB la sfida della riqualificazione delle aree, della rigenerazione urbana, un tema molto importante. Noi lavoriamo per un futuro delle citt e dove operiamo, dando nuovi impulsi a quei territori, impulsi che sono in genere di grande qualit e sostenibilit ambientale, sia nelle costruzioni, sia in tutto quello che riguarda la parte pubblica. chiaro che un’area come questa un’area abbastanza piccola rispetto ai grandi progetti di rigenerazione urbana, ma mette in collegamento diversi quartieri attraverso il verde, attraverso gli spazi ed i percorsi pubblici”.

Spettacoli, street art, sport, con il clou raggiunto con la danza aerea a 30 metri d’altezza a simulare la costruzione di una casa, visto come gesto collettivo, poetico e simbolico. CMB ha voluto offrire alla cittadinanza di Saronno una giornata di svago e di intrattenimento nell’Open Day di presentazione del progetto. L’obbiettivo chiaro: raccontare il quartiere, le sue potenzialit, la sua vitalit. Presente e futura. Raccontarla soprattutto a chi il quartiere vorr viverlo, scegliendo il verde e preferendo una vita alternativa a pochi minuti dalla metropoli.

Giorgio Raggi, Responsabile Immobiliare CMB, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: ” un intervento di qualificazione urbana che sorge sulla vecchia fabbrica della Pozzi Ginori, noi qui andremo a realizzare 110 alloggi con relativi box e cantina al piano interrato. Si tratta di un intervento in classe energetica A dotato di tutti gli elementi caratterizzanti un intervento di fascia alta di costruzione sul quale verranno realizzate anche una parte importante di opere pubbliche che sono funzionali. I cittadini di Saronno avranno la possibilit di utilizzare un parco che di corredo a quelle che sono le nuove costruzioni”.

L’Open Day non ha voluto solo celebrare il cantiere stesso, diventato per un giorno teatro delle attivit. Ha voluto rappresentare il primo abbraccio del nuovo quartiere alla sua cittadinanza. Ai genitori, ai nonni, ai pi piccoli, ai lavoratori. A chi dar vita vera alla visione di CMB.

In Vaticano la terza edizione del Business Ethics Summit

Roma, 14 giu. (askanews) – Si tenuta presso la suggestiva sede della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali in Citt del Vaticano la terza edizione del Business Ethics Summit organizzato da CORE. Un evento internazionale dedicato all’etica applicata al mondo del business. Main sponsor dell’iniziativa Axpo Italia e Banca Ifis, academic partner Boston College e content partner Lumsa Human Academy. Il summit ha posto un’attenta riflessione sulle rapide trasformazioni tecnologiche che se da un lato contribuiscono al miglioramento della condizione umana, dall’altro possono portare a disequilibri sociali. Abbiamo parlato con Salvatore Pinto, Chairman of the Board, Axpo:

“L’intelligenza artificiale uno strumento straordinario, porter un aumento della produttivit assolutamente incredibile, ma anche tanti equilibri. Secondo il World Economic Forum saranno creati 170 milioni di posti di lavoro ma se ne distruggeranno 92 milioni di posti di lavoro. Tra l’altro questo sviluppo non sar uguale in tutto il mondo e in tutti i posti, quindi assolutamente c’ bisogno di gestire questa situazione. Altrimenti gli squilibri sociali possono portare problemi molto importanti”.

Tre sessioni che hanno coinvolto esponenti del mondo aziendale, accademico e istituzionale sulle implicazioni etiche dello sviluppo tecnologico e su come le imprese possano promuovere modelli finanziari inclusivi, che riducano le disuguaglianze, invece, di amplificarle in particolare tra i giovani. poi intervenuto Brian Smith – Boston College:

“Etica e tecnologia possono andare d’accordo? Possono coesistere? Assolutamente s. Come riuscirci significa che le persone che progettano e sviluppano la tecnologia devono essere consapevoli dell’etica e progettare in modo etico, considerando questioni legate alla dignit umana e al benessere dell’essere umano nei prodotti che creano. E, in effetti, da un punto di vista educativo, dobbiamo chiederci: come possiamo creare spazi in cui designer, ingegneri del software e chi costruisce le nuove tecnologie possano davvero avere l’opportunit di apprendere l’etica e integrarla nel loro lavoro?”.

La domanda semplice, etica e progresso tecnologico possono andare d’accordo? Abbiamo parlato con Jim Breyer, Founder & CEO, Breyer Capital: “Sono un forte ottimista e credo fermamente che etica e tecnologia possano non solo coesistere, ma anche rafforzarsi a vicenda. Nell’ambito della medicina e dell’intelligenza artificiale, ad esempio, tecnologie come ChatGPT, Grok e altri modelli simili si basano sui dati presenti su internet. Tuttavia, in un campo come la medicina, fondamentale poter contare su dati affidabili, e quindi non appropriato, per cos dire, incorporare dati generici provenienti dal web per la salute e la medicina.

Dobbiamo utilizzare i dati dei migliori ospedali, delle scuole di medicina, delle riviste scientifiche: queste dovrebbero essere le fonti da cui attingere. Con dati provenienti da fonti affidabili e con la completa fiducia nei dati stessi, non solo si assister a una crescita esplosiva, ma si potranno anche trarre conclusioni etiche che aiuteranno le persone a vivere meglio, pi a lungo, e a rilevare precocemente molte malattie. La longevit potr migliorare, sar possibile diagnosticare in anticipo l’Alzheimer e la demenza, a condizione di avere i dati giusti. Molte delle aziende che sostengo partono proprio da dati medici straordinari.”

Etica e tecnologia sono intimamente legate, ma il progresso tecnologico richiede un costante confronto con i principi morali, sempre e comunque a beneficio dell’umanit.

Attacchi contro politici nel Minnesota: 2 morti e 2 feriti

Roma, 14 giu. (askanews) – Una parlamentare del Minnesota e il marito sono stati uccisi, mentre un secondo parlamentare e la moglie sono rimasti feriti in due attacchi distinti messi a segno dalla stessa persona ora ricercata dalle forze dell’ordine. Il governatore del Minnesota, Tim Walz, ha detto in conferenza stampa che i due attacchi sembrano essere “di matrice politica”. Walz ha precisato che la deputata Melissa Hortman e il marito Mark sono rimasti uccisi, mentre il senatore John Hoffman e la moglie Yvette sono stati operati per le ferite riportate, dicendosi quindi “moderatamente ottimista sul fatto che sopravviveranno”. Secondo quanto riportato dall’emittente Nbc, le autorità ritengono che il responsabile si sia presentato come un agente delle forze dell’ordine quando ha raggiunto le abitazioni delle vittime, situate a circa 12 chilometri di distanza l’una dall’altra nella periferia nord di Minneapolis.

Meloni al G7 in Canada, imbarazzo per Trump e "vittoria" sui migranti

Kananaskis (Canada), 14 giu. (askanews) – La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è attesa oggi a Kananaskis, nella provincia canadese dell’Alberta, per partecipare al G7, al via da domani.

Un summit che Donald Trump, esattamente come 7 anni fa, sempre in Canada, farà fallire. Nel giugno 2018 in Quebec il presidente Usa firmò la dichiarazione congiunta che era stata faticosamente messa insieme dagli sherpa. Ma già lontano dal Canada (era andato via prima del termine per un vertice a Singapore con il dittatore nordcoreano Kim Jong Un) ritirò via Twitter la sua adesione. A farlo infuriare fu l’allora premier canadese Justin Trudeau che in conferenza stampa criticò i dazi unilaterali americani. Definendo Trudeau “disonesto” e “debole”, Trump aveva anche rilanciato le minacce di una guerra commerciale. La sua decisione fu duramente criticata sia dalla cancelliera tedesca Angela Merkel, secondo cui il presidente americano aveva “distrutto la credibilità del G7”, sia dal presidente francese Emmanuel Macron, per il quale “la cooperazione internazionale non può essere dettata da pugni di rabbia e dichiarazioni usa e getta”.

Al tavolo in Canada oggi sono cambiati quasi tutti gli invitati: restano solo Macron e lo stesso Trump, ancora una volta protagonista. Questa volta, però, per dirla con Geoffrey Holiday Hall, “La fine è nota”: la dichiarazione finale congiunta è già stata dichiarata impossibile ed è stata decisa una soluzione di ripiego. Troppe le differenze da colmare tra Usa e resto del mondo. Anche in questo caso, come sette anni fa, c’è un completo disaccordo sulla questione dei dazi. E in più ci sono anche le questioni del Medio Oriente e dell’Ucraina, con sensibilità assai diverse e un vertice Nato alle porte che potrebbe segnare il disimpegno americano dal conflitto in Europa. Dunque, semplicemente, la Presidenza canadese riassumerà l’esito dei lavori in un sintetico riepilogo. È inoltre previsto che i leader adottino sette brevi dichiarazioni (gli sherpa sono al lavoro) su altrettanti temi: finanziamento dello sviluppo; intelligenza artificiale; tecnologie quantistiche; lotta agli incendi; minerali critici; repressione transnazionale; contrasto al traffico di migranti.

La posizione di Trump, naturalmente, crea qualche imbarazzo nel governo italiano: al tavolo del G7, infatti, Giorgia Meloni è sicuramente la leader più vicina al tycoon. Per questo a Palazzo Chigi si evita di sottolineare il problema, piuttosto eccezionale, della mancanza di una dichiarazione finale e ci si concentra sul “successo” che la premier intende rivendicare. La dichiarazione sulla migrazione e sulla lotta al traffico di esseri umani – spiegano fonti diplomatiche – è stata proposta dall’Italia, con il supporto di Stati Uniti e Regno Unito, “per dare continuità al lavoro avviato con la Presidenza italiana del G7”. Nel comunicato finale del Vertice di Borgo Egnazia, infatti, i leader hanno concordato di dare vita ad una Coalizione G7 per prevenire e contrastare il traffico di migranti. La Coalizione prevede, tra le altre cose, lo scambio di informazioni di intelligence, iniziative investigative congiunte per smantellare le reti criminali, la confisca dei loro profitti illeciti, in linea con l’approccio “follow the money”, ideato da Giovanni Falcone e Paolo Borsellino per combattere la mafia, colpendone gli interessi economici.

Al summit in Alberta domani sono in programma incontri bilaterali, mentre il summit si terrà lunedì e martedì diviso in sette sessioni. Lunedì 16 si parlerà di economia globale; crescita economica, sicurezza e resilienza; comunità sicure (con intervento di Meloni); rendere sicuro il mondo: temi geopolitici. La giornata di martedì sarà aperta da una sessione sul tema “Un’Ucraina forte e sovrana”, allargata alla partecipazione del presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky e del segretario generale della Nato Mark Rutte. La sessione sei vedrà le conclusioni della Presidenza canadese e la presentazione delle priorità della Presidenza francese del G7 nel 2026 mentre l’ultima sarà allargata al formato Outreach (i Paesi e le istituzioni ospiti) e dedicata a “Sicurezza energetica. Diversificazione, tecnologia e investimenti in un mondo che cambia”. (Dell’inviato Alberto Ferrarese).

Biennale Teatro, Ursina Lardi: teatro è politica, ci rende liberi

Venezia, 14 giu. (askanews) – “In tempi come questi, con le destre estreme e libertarie, ma anche con forze conservatrici più moderate che continuano a smantellare e annientare non solo i finanziamenti e le infrastrutture, ma le condizioni stesse che rendono possibile l’arte, fare teatro è diventato, di per sé, un atto politico. Il teatro, nel solo fatto di esistere, ci rivela come possiamo essere liberi. Ci impedisce di dimenticare ciò che l’uomo sa dell’uomo”. E’ un discorso memorabile quello con cui Ursina Lardi ha accettato il Leone d’argento per la Biennale Teatro, un discorso forte diretto, pronunciato tra l’altro davanti al ministro della Cultura Alessandro Giuli.

“Il teatro e l’arte in generale – ha aggiunto l’attrice svizzera – stanno vivendo una profonda perdita di significato. E non è soltanto una questione di tagli: non vengono meno solo i finanziamenti, ma anche il rispetto e la considerazione per chi fa cultura. Veniamo ridicolizzati, dichiarati inutili, superflui e innocui. E questo mi ferisce più di ogni censura, più di qualsiasi forma di pressione. I toni si sono fatti crudi, aggressivi. Ovunque. Quanta farsa! Quanto fumo! La classe politica entra in scena a gambe larghe, brutale, virile fino al grottesco, quasi primordiale, disumana. L’impatto è enorme. Paura, terrore, ogni giorno, e quel tintinnio di sciabole che risuona dappertutto. E dappertutto risposte semplici a domande complesse”.

“In un clima come questo – ha proseguito – ogni pensiero sfumato, ogni volto sensibile, ogni gesto di tenerezza, ogni tono lieve e sottile si impone come una presenza irrompente. Disturba. E agisce come mezzo di contrasto. E quindi sì, ha una sua logica se oggi è politicamente in voga banalizzarci e tentare di prosciugarci. Ora più che mai noi, protagonisti dell’arte e della cultura, dobbiamo unirci, stringerci in solidarietà, e opporci ai tentativi di metterci gli uni contro gli altri nelle imminenti lotte per la distribuzione delle risorse”.

“Dobbiamo confrontarci – ha concluso Ursina Lardi – sul palcoscenico e fuori, con tutte le questioni urgenti che la nostra contemporaneità ci impone, ma non dobbiamo ridurci a un semplice riflesso delle decisioni politiche – questo potere su di noi non dobbiamo concederlo”. E poi, a testimoninaza del valore rivendicato dalla poesia, il Leone d’argento ha letto dei versi di Walt Whitman.

ASACERT: Lucca, sfumato accordo per ripartire dalla Serie D

Roma, 14 giu. – Sfumata l’occasione di rilancio del calcio a Lucca, nonostante l’impegno concreto e la piena disponibilit dimostrata da ASACERT SB Spa -Ente di ispezione, certificazione, valutazione e formazione con numerosi accreditamenti in Italia e all’estero – per l’acquisizione del titolo sportivo di una societ, proprio al fine di favorire un percorso di rilancio, che avrebbe permesso alcalcio lucchese di partire dalla Serie D.

L’operazione si arenata, mancando le condizioni per la prosecuzione della trattativa con la societ interessata, nonostante le garanzie fornite da ASACERT e nonostante il ruolo attivo dell’Amministrazione Comunale di Lucca, che si era posta come facilitatrice dell’intesa tra le parti.

ASACERT prende atto, con rammarico, dell’esito negativo della vicenda, dopo aver investito tempo, risorse ed energie nella convinzione di poter contribuire concretamente al rilancio del calcio nella citt, come espressione autentica del territorio.

“Abbiamo creduto, sin dall’inizio, nella possibilit di ridare forza ad uno sport, ai suoi tifosi e a una citt che ha tutto il diritto di tornare a vivere soddisfazioni sportive all’altezza della sua storia. Purtroppo, le condizioni per procedere non si sono concretizzate. Rimane il rammarico, ma anche la consapevolezza di aver agito con seriet, trasparenza e passione”. Le parole di Fabrizio Capaccioli, Amministratore Delegato di ASACERT. “Ringraziamo l’Amministrazione comunale per aver favorito un dialogo nell’interesse di tutti coloro che hanno a cuore la possibilit di ridare una squadra all’altezza della citt.” Conclude l’imprenditore di origini toscane.

Bonelli: “Tajani disorientante, politica estera M.O. la fa Netanyahu”

Roma, 14 giu. (askanews) – ” stato disorientante sentire il ministro Tajani. Ha parlato di tutto fuorch dire qual la posizione di politica estera del governo su quanto accaduto. Da un lato dice che non bisogna fare avere la bomba atomica all’Iran, cosa su cui noi siamo d’accordo, dall’altro si dice d’accordo sull’attacco militare di Israele all’Iran e poi parla di de-escalation. Ci troviamo di fronte a una situazione drammatica, perch la politica estera la sta facendo Netanyahu che impone la politica della guerra a tutto il mondo. Siamo in una situazione preoccupante, bisogna fermare la logica della guerra”: lo ha dichiarato Angelo Bonelli, parlamentare di AVS, conversando con i giornalisti al termine dell’informativa del ministro Antonio Tajani sugli sviluppi della crisi tra Israele e Iran.

Taormina Film Festival, Miglior film "For your Sake" di Axel Monsú

Roma, 14 giu. (askanews) – “For your Sake” di Axel Monsú ha vinto come Miglior film al 71esimo Taormina Film Festival. La giuria, presieduta dall’attrice premio Oscar Da’Vine Joy Randolph, composta dalla costumista Sandy Powell, da Steven Gaydos, vicepresidente di Variety, da Ilenia Pastorelli e Alessandra Mastronardi per l’Italia, lo ha scelto tra i 10 titoli del Concorso Internazionale Lungometraggi.

Il film di Axel Monsú, con nel cast Sabrina Melgarejo, Gastón Ricaud e Jabes Alatiel Mulka, racconta dell’adolescente Zulma, costretta a crescere in un contesto rurale molto povero, dove vive seguendo i dettami che la famiglia e la comunità religiosa le impongono, finché non accade qualcosa che la spinge a prendere in mano le redini del proprio destino.

Come Migliora attrice ha vinto Ebada Hassan per “Brides – Giovani spose” di Nadia Fall, film su due ragazze in cerca di libertà che fuggono dalle loro vite nel Regno Unito per andare in Siria a sostenere l’Isis. Il premio per il Miglior attore è andato invece a Geoffrey Rush per il thriller psicologico “The Rule of Jenny Pen” di James Ashcroft.

Il riconoscimento per la Miglior regia è stato assegnato ad Alex Garland e Ray Mendoza per “Warfare – Tempo di guerra”, un film tratto da una storia vera, un’immersione nella realtà dei conflitti moderni, realizzato sulla base dei ricordi, delle testimonianze e delle esperienze vissute sul campo da un gruppo di uomini dei corpi speciali della marina americana, i Navy Seal – tra cui lo stesso Mendoza – che hanno partecipato a una missione ad alto rischio a Ramadi, in Iraq, nel 2006.

Il Concorso è ritornato a Taormina in questa edizione 71 del festival, fortemente voluto dalla direttrice artistica Tiziana Rocca.

Luiss presenta l’Osservatorio sul Rischio Geopolitico

Roma, 14 giu. (askanews) – stato inaugurato presso la Sala delle Colonne dell’Universit Luiss, l’Osservatorio sul Rischio Geopolitico (GRO), una nuova iniziativa scientifica pensata per offrire a decisori pubblici e privati uno strumento avanzato di analisi, prevenzione e gestione del rischio geopolitico in un contesto attuale segnato da una crescente instabilit.

Giampiero Massolo, Direttore dell’Osservatorio sul Rischio Geopolitico Luiss, ha dichiarato: “Viviamo in un mondo molto incerto nel quale le variabili geopolitiche influenzano sempre di pi, purtroppo in negativo, perch restringono i margini delle decisioni delle istituzioni, delle aziende. Per questi motivi noi abbiamo pensato con l’Universit Luiss di fornire uno strumento proprio per aiutare ad orientare. Non si tratta solo di uno strumento che racconta la geopolitica delineandone le tendenze, ma uno strumento che quantificher il rischio geopolitico attraverso dei dati, attraverso un modello matematico e questa un’esperienza relativamente nuova nel panorama italiano”.

Carolina Di Stefano, Docente della Luiss Guido Carli, ha aggiunto: “L’obiettivo di questo Osservatorio mandare avanti questo indice di rischio geopolitico che un prodotto interamente originale dell’Osservatorio e poi avere dei prodotti analitici pensate per le aziende proprio per valutare il rischio, non solo puramente economico, ma anche geopolitico”.

Il nuovo Osservatorio, nato all’interno del Centro di Ricerca in Strategic Change “Franco Fontana”, si preannuncia fondamentale in uno scenario internazionale sempre pi condizionato dalle evoluzioni geopolitiche, nel quale risulta essenziale trovare un orientamento per prendere decisioni consapevoli, tempestive ed informate.

A sostenere l’evento di lancio del GRO ed il progetto stata Intesa Sanpaolo, attraverso anche le parole del suo Chief Institutional Affairs and External Communication Officer Stefano Lucchini, che ha spiegato: “Abbiamo aderito a questa nuova iniziativa per tre ragioni: la prima, le proposte dell’Ambasciatore Massolo sono sempre orientate al bene comune; la seconda, perch la Luiss fa parte da molti anni della cultura di Intesa Sanpaolo: il luogo della formazione che rispecchia i valori di impegno sociale che contraddistinguono Intesa Sanpaolo; infine, l’Osservatorio in linea con l’identit storica delle banche: investire nel sapere e diffondere la conoscenza, per comprendere il cambiamento. Oggi, in un mondo in cui la velocit delle trasformazioni esponenziale, non si pu pi prescindere dal contesto geopolitico, che si tratti di investimenti all’estero, di finanziamento, di pianificare politiche economiche o strategie di impresa nel breve-medio termine”.

Nel corso dell’evento stato inoltre illustrato il White Paper del GRO a cura Manfredi Valeriani, pubblicazione dell’Osservatorio che sintetizza l’approccio metodologico e i principali prodotti che verranno realizzati.

Tajani: spero Iran partecipi a tavolo Oman, senn Italia disponibile

Roma, 14 giu. (askanews) – “Bisogna trattare con gli iraniani, se vogliamo la trattativa dobbiamo far sedere al tavolo gli iraniani con gli americani, l’unico percorso possibile, senn bisogna farlo con gli israeliani, mi pare pi difficile. Mi auguro che l’Iran dica di s e partecipi a Mascate all’incontro. Non sar facile, ma non dobbiamo interrompere il percorso negoziale. Io l’ho gi detto sia agli iraniani, sia agli israeliani, sia agli omaniti, che siamo pronti a continuare in Italia”: lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani, parlando con i giornalisti dopo aver riferito alle Commissioni Esteri di Camera e Senato, mentre l’Iran ha detto che i negoziati sono ormai “privi

di senso”, pur non avendo preso una decisione sulla partecipazione alla riunione in programma domenica a Mascate, la capitale dell’Oman.

Tajani: cambiare legge elettorale? Non sono contrario a proporzionale

Roma, 14 giu. (askanews) – Cambiare la legge elettorale? “Io ho sempre detto che sono favorevole al proporzionale, se si va nella direzione della legge elettorale del proporzionale, quella che c’ nell’elezione del sindaco e del presidente di Regione, non sarei contrario, vedr poi il Parlamento, vedranno le forze del centro-destra anche parlando con l’opposizione, ma io non sarei contrario, forse perch sono sempre stato eletto con il proporzionale, eccetto l’ultima volta”: lo ha detto parlando con i giornalisti il ministro degli Esteri e vice-premier di Forza Italia, Antonio Tajani, al termine dell’intervento davanti alle Commissioni Esteri di Camera e Senato sugli attacchi tra Israele e Iran.

Entro la legislatura “se si vuole si pu fare, non sono contrario. Il mio partito non contrario”, ha sottolineato ancora Tajani.

L.elettorale, Tajani: Fi favorevole a proporzionale entro legislatura

Roma, 14 giu. (askanews) – Cambiare la legge elettorale? “Io ho sempre detto che sono favorevole al proporzionale, se si va nella direzione della legge elettorale del proporzionale quella che c’è nell’elezione del sindaco e del presidente di Regione, non sarei contrario, vedrà poi il Parlamento, vedranno le forze del centro-destra anche parlando con l’opposizione, ma io non sarei contrario, forse perché sono sempre stato eletto con il proporzionale, eccetto l’ultima volta”. Lo ha affermato parlando a Montecitorio con i giornalisti, il vicepremier e segretario di Forza Italia, Antonio Tajani, al termine dell’intervento davanti alle Commissioni Esteri di Camera e Senato sul conflitto Israele-Iran.Entro la legislatura “se si vuole si può fare, non sono contrario. Il mio partito non è contrario”, ha sottolineato ancora Tajani.

Tennis, Sinner: Ping pong e amici per smaltire Parigi

Roma, 14 giu. (askanews) – Jannik Sinner torna a parlare per la prima volta dopo la finale del Roland Garros. “Ho passato qualche giorno con gli amici e i miei familiari divertendomi a fare cose semplici, come giocare a ping pong. Per me è importante trovare il tempo e il modo per vivere un po’ la normalità, ho la fortuna di essere circondato da persone che tengono a me e mi vogliono molto bene” le sue parole a Sky nella giornata dedicata ai media nel torneo di Halle, dove difende il titolo. L’atteggiamento positivo è la chiave per superare la delusione secondo il n. 1 : “Dipende sempre come uno riesce a reagire e uscirne e anche di cosa si vuole o non vuole vedere -ha detto ai microfoni di Sky -. Posso concentrarmi sui match point mancati oppure vedere una partita mai così buona su quella superficie. Una partita dove mentalmente sono stato sul pezzo per cinque ore e mezzo”. Per Sinner il singolare probabilmente martedì, mentre già domani è previsto il suo esordio in doppio con l’amico Lorenzo Sonego, protagonista insieme a lui della cavalcata di Davis 2023.

Santanch a Capri: Overtourism non problema, vanno gestiti i flussi

Capri, 14 giu. (askanews) – La ministra del Turismo Daniela Santanch intervenuta a Capri alla terza edizione della rassegna Capri d’Autore, intervistata dalla giornalista Myrta Merlino sulla terrazza dei Giardini di Augusto (organizza Vis Factor).

“Lo stato del turismo in Italia assolutamente ottimo – ha detto Santanch a margine – il merito prima di tutto dei nostri imprenditori e dei lavoratori del settore. Il governo e il ministero del Turismo hanno cercato di creare le migliori condizioni perch questo settore possa prosperare in termini di ricchezza, che significa anche maggiore occupazione, e per cogliere la sfida che abbiamo di fronte che quella della qualit e non della quantit”.

A una domanda sull’overtourism, che preoccupa non solo i cittadini del Bel Paese, Santanch ha replicato:

“A me pensare che ci siano troppi turisti, sinceramente, una cosa che mi lascia un po’ perplessa”, sottolinea la ministra parlando a margine con i giornalisti.

“Forse non si stati sinora capaci di gestire i flussi, lei pensi che il 75% dei nostri turisti utilizza il 4% del nostro territorio nazionale. Capisce che non una questione di troppi turisti, ma di flussi che non vengono gestiti, che non sono mai stati gestiti in passato, non si mai pensato a questo problema, perch si sempre pensato ai numeri. Noi siamo una piccola nazione, abbiamo piccole localit. Pensi siamo a Capri, alle isole minori. Ma la gestione dei flussi fondamentale e su questo dobbiamo lavorare”.

Laika in azione a sostegno di Arcigay Roma: "No pride in Genocide!"

Roma, 14 giu. (askanews) – L'”artivista” Laika – nota per le sue opere di street art di denuncia sociale – è entrata in azione nella capitale a supporto di Arcigay Roma, con la quale già aveva realizzato il murale “Ricordatemi come vi pare” dedicato a Michela Murgia e il murale “Out of the closet” per il Coming Out Day 2024. All’alba, centinaia di poster sono comparsi lungo tutto il percorso del Roma Pride, che si tiene nel pomeriggio nel centro della Capitale: l’opera raffigura un soldato israeliano dell’IDF che sventola una bandiera rainbow sanguinante, sotto alla scritta “No Pride in Genocide – Laika 1954 supports Arcigay Roma”.

Laika ha scelto di far sentire la sua voce ancora una volta accanto a quella di Arcigay Roma, dopo che l’associazione ha pubblicato sui propri social un video di denuncia verso l’organizzazione del Roma Pride. L'”artivista” si è associata all’associazione LGBTQIA+ per denunciare il rainbow washing sionista e il silenzio di molti Pride di fronte al genocidio del popolo palestinese.

“Ho scelto di sostenere, con un’azione visibile e diretta, la posizione assunta da Arcigay Roma. Credo sia urgente e imprescindibile che il movimento Queer nel suo insieme prenda una posizione chiara sul genocidio in corso a Gaza, da parte dello Stato di Israele. Nessuna lotta per i diritti civili può dirsi credibile se sceglie di ignorare, giustificare o tacere di fronte a una pulizia etnica. È inaccettabile che tra gli sponsor ufficiali del Pride di Roma figurino aziende come Starbucks e Procter & Gamble, che finanziano apertamente uno Stato responsabile di crimini contro l’umanità. Normalizzare questa complicità è una forma di silenzio colpevole”, ha dichiarato Laika.

“Fra 50 e 90 mila persone uccise, di cui almeno 15mila bambini e bambine. Soldati che dichiarano di voler sterminare ogni civile e civili che vengono massacrati mentre sono in fila per cibo e cure. Come Arcigay Roma, crediamo che oggi non possa esistere alcuna manifestazione di orgoglio queer che ignori l’oppressione genocida di Israele sulla popolazione palestinese. Anche quest’anno abbiamo scelto di attraversare il Roma Pride, perché il Pride di ogni città deve appartenere alla sua comunità, ma lo faremo con una postura sempre più critica”, hanno aggiunto Rachele Giuliano e Pietro Turano di Arcigay Roma, nel video pubblicato sui social dell’associazione.

“In questo momento storico, non prendere posizione equivale ad essere complici. Non posso riconoscere come alleati chi dice di difendere i diritti delle persone LGBTQIA+ mentre legittima – direttamente o indirettamente – l’oppressione e l’uccisione di altre popolazioni. Le mani sporche di sangue non si possono ripulire sventolando una bandiera arcobaleno, come hanno fatto, in modo vergognoso, anche alcuni soldati dell’IDF nei video girati tra le macerie di Gaza. No Pride in Genocide!”, conclude Laika.

Difesa,Conte: riarmo Paesi Nato e Ue follia, Picerno non rappresenta Pd

Roma, 14 giu. (askanews) – La vicepresidente Pd dell’Europarlamento Pina Picerno favorevole al riarmo dei Paesi Ue e all’innalzamento al 5% della spesa per la difesa militare sul tavolo del vertice Nato di fine mese “è’ solo un singolo esponente” e quella “non è la posizione dell’intero Pd”. Dunque “il Movimento 5 stelle non fa scintille con il Pd”. Lo ha precisato nel corso di un incontro stampa a Salerno, il presidente M5s Giuseppe Conte

“In Europa – ha scandito- la nostra posizione è molto chiara: è contro il riarmo, è contro la follia di arrivare al 5% per quanto riguarda gli investimenti per le spese militari. Dobbiamo investire nella politica con la P maiuscola e nella diplomazia, non nella produzione di armi. Abbiamo bisogno di costruire orizzonti di pace”.

“Oggi – ha concluso Conte- sono qui perché in tutta Italia ci sono gazebo, volantini, un network giovani che ci sta chiedendo di investire sul loro futuro e non sulle armi. Ce lo chiedono loro e ci stanno spiegando come e perché, con molta più saggezza dei nostri governanti, tutto questo è una follia che porta a escalation, distrugge il nostro modello sociale e di welfare, e non ci arrecherà maggiore sicurezza, solo più incertezza”.

Israele-Iran, Schlein: non accetteremo che faccia dimenticare Gaza

Roma, 14 giu. (askanews) – “Noi non accetteremo che questa grave vicenda, questo attacco all’Iran e le sue conseguenze, facciano dimenticare Gaza nel dibattito europeo e anche nel dibattito italiano”. Lo ha detto la segretaria del Pd, Elly Schlein, durante il dibattito seguito all’audizione del ministro degli Esteri, Antonio Tajani, davanti alle commissioni Esteri di Camera e Senato.

“Noi – ha aggiunto – continuiamo a chiedere oltre il cessate il fuoco, la liberazione incondizionata di tutti gli ostaggi israeliani, le sanzioni per il governo di estrema destra di Netanyahu e anche il riconoscimento dello stato di Palestina, perché pure i palestinesi come gli israeliani hanno pieno diritto a vedersi riconosciuto uno Stato in cui vivere in pace e sicurezza e non li dobbiamo dimenticare perché si apre un altro fronte”.

Israele-Iran Schlein: Meloni non schiacci l?Italia su umori alterni Trump

Roma, 14 giu. (askanews) – “Io chiedo a lei, e per il suo tramite anche alla presidente Meloni, di non schiacciare il Paese sugli umori alterni di Trump e di riportarli invece fortemente sui binari della nostra tradizione diplomatica e politica per svolgere un ruolo che sventi questa escalation”, quindi “che l’Italia sia all’altezza del ruolo che la sua vocazione e la sua geografia le hanno consegnato anche e soprattutto nello scenario mediorientale”. Lo ha detto la segretaria del Pd, Elly Schlein, durante il dibattito seguito all’audizione del ministro degli Esteri, Antonio Tajani, davanti alle commissioni Esteri di Camera e Senato.

Israele-Iran, Schlein a Tajani: il Governo deve fermare Nethanyau

Roma, 14 giu. (askanews) – “La Costituzione all’articolo 11 stabilisce che l’Italia ripudia la guerra come strumento per la risoluzione delle controversie internazionali. E’quello che invece il governo di Nethanyau ha fatto e sta facendo. Noi chiediami al governo italiano di essere conseguente con la nostra Costiutuzione: frenare l’escalation,favorire lka de-escaltion come lei ha detto. È solo questo: va fermato Netahanyau. Ha spiazziato e scavalcato anche Trump. Il negoziato Usa-Teheran è stata la prima vittima diplomatica dell’attacco di Israele all’Iran condotto da Netahanyau”.Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein, parlando in commissione Esteri sull’informativa del ministro degli Esteri Antonio Tajani sulla guerra Israele-Iran.-

Il Papa: dialogo sincero per un mondo libero dalla minaccia nucleare

Roma, 14 giu. (askanews) – “L’impegno per costruire un mondo più sicuro e libero dalla minaccia nucleare va perseguito attraverso un incontro rispettoso ed un dialogo sincero, per edificare una pace duratura fondata sulla giustizia, sulla fraternità e sul bene comune”. Così Papa Leone XIV al termine dell’Udienza generale di oggi nella Basilica di S. Pietro.

Il Papa ha anche detto: “Nessuno dovrebbe mai minacciare l’esistenza dell’altro: è dovere di tutti i Paesi sostenere la causa della pace, avviando cammini di riconciliazione e favorendo soluzioni che garantiscano sicurezza e dignità per tutti”.

M.O..Renzi: due Stati Israele-Palestina e un Iran libero da dittatura ayatollah

Rapallo (Genova), 14 giu. (askanews) – “Vedo un’Europa debole, un’Italia debolissima e vedo anche una mancanza di leadership da parte delle potenze che dovrebbero oggi giocare un ruolo diverso. Noi richiamiamo è il principio dei due Stati e dei due popoli per quello che riguarda Israele e Palestina e di un Iran che sia finalmente libero dalla dittatura degli ayatollah”. Lo ha detto il presidente di Italia Viva, Matteo Renzi, a Rapallo (Genova) per il convegno dei Giovani imprenditori di Confindustria.

“In questo nuovo disordine mondiale che caratterizza ormai il pianeta da qualche anno, oggi la guerra Israele-Iran è una guerra che costituisce un ulteriore elemento di preoccupazione”, ha detto Renzi. “Da un lato c’è il diritto sacrosanto di Israele a difendersi, a evitare che una bomba nucleare distrugga l’esperienza di Israele. Dall’altro c’è il tema di come affrontare la minaccia nucleare iraniana, perché l’escalation militare rischia di produrre effetti opposti, di accelerare nella direzione sbagliata. Quindi occorrerebbe la politica e la diplomazia internazionale”, ha chiosato.

Aperte le iscrizioni all’ undicesimo campionato mondiale del fungo

Roma 14 giu. (askanews) – L’11 e il 12 ottobre 2025 torna a Cerreto la competizione interamente dedicata al fungo porcino – da cercare raccogliere studiare raccontare fotografare e cucinare. Da un’idea di Frà Ranaldo il Parco Nazionale dell’Appennino tosco emiliano ed I Briganti di Cerreto in collaborazione con l’associazione “APB – A Passeggio nel Bosco” e Geoticket con il patrocinio del Comune di Ventasso organizzano per l’undicesimo anno consecutivo il Campionato Mondiale del fungo a Cerreto.

La competizione tra fungaioli anche quest’anno mette al centro non solo il porcino ma anche la cura responsabile del bosco e la consapevolezza. Per questo i partecipanti sabato 11 devono prendere parte alla serata formativa organizzata dal Parco Nazionale con esperti e gestori dei boschi. Novità di quest’anno è la tappa a Cerreto Alpi sabato 11 ottobre per la consegna pettorali e per conoscere il borgo dove vivono i Briganti organizzatori di questo evento tanto atteso.

Domenica il punto di ritrovo sarà il Palaghiaccio che dopo anni di ristrutturazione torna finalmente ad essere il fulcro dell’evento.

Questo il programma: sabato 11 ottobre 2025 – Dalle ore 8 a Cerreto Alpi consegna pettorali presso il Rifugio dei Briganti – Per le vie del borgo cibo mostre esposizioni ed eventi di artisti locali e musica itinerante con i menestrelli della Garfagnana.- “Funghi dalla raccolta alla padella” e mostra micologica a cura di Associazione APB “A passeggio nel bosco” – Dalle ore 9.00 Trekking con guida GAE e micologo organizzato da Gianni Luca’ Guida Ambientale Escursionistica in collaborazione con Associazione APB “A passeggio nel bosco” – Dalle ore 10.00 Escursione gratuita in E-Mtb tra i colori dell’autunno Organizzata da Varella Bike Cerreto Laghi – Dalle ore 17 a Cerreto Laghi presso il Palaghiaccio serata formativa obbligatoria

Domenica 12 ottobre Cerreto Laghi re 7.00: ritrovo per partenza competizione presso il Palaghiaccio Ore 7.30: appello Ore 8.00: Inizio gara Ore 12.00: Fine gara Ore 15.00: Proclamazione del vincitore, premiazioni e festa finale

Per le vie del paese mercato artigianale e gastronomico e musica itinerante con i menestrelli della Garfagnana. Nei ristoranti: Funghi in tavola – menù tipici a prezzi speciali. E’ possibile ttare il Parco Nazionale e richiedere il modulo