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Sangalli: giù tasse su chi crea ricchezza, benessere e buona occupazione

Roma, 11 giu. (askanews) – Giù le tasse su chi crea ricchezza, benessere e buona occupazione. E’ l’appello lanciato dal presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, in occasione dell’assemblea annuale che coincide con gli ottant’anni dell’associazione.

Sul versante fiscale, secondo Sangalli, “occorrono politiche che aiutino l’adempimento, il contrasto e il recupero di evasione ed elusione, nonché un’equilibrata tassazione dell’economia digitale. Tutto questo sarà in grado di sostenere la stessa riforma dell’Irpef. C’è la necessità, infatti, di ridurre le tasse su chi crea ricchezza, benessere e buona occupazione”.

Per il presidente di Confcommercio “c’è la necessità di rendere strutturali la maggiorazione del costo del lavoro ai fini Irpef ed Ires, nonché la cosiddetta ‘Ires premiale’ per le imprese che investono in innovazione e creano nuova occupazione”.

Un analogo meccanismo “andrebbe previsto ai fini Irpef per gli imprenditori individuali e le società di persone. Bisogna, poi, avanzare nel processo di superamento dell’Irap”, ha concluso.

Mlp

Taormina, Nina Zilli: troppe donne uccise, bisogna educare a rispetto

Taormina, 11 giu. (askanews) – “Qui un po’ girl power, quello vero di Nina Simone” ha scherzato Nina Zilli sul red carpet del Taormina Film Festival, parlando di questa 71esima edizione dedicata alle donne, come ha voluto la direttrice artistica Tiziana Rocca. “Queste donne che mi piace chiamare amazzoni 2.0., eroine che hanno fatto breccia – ha proseguito la cantante che si esibita in una performance al Teatro Antico prima del film d’apertura – ora tocca alle generazioni pi giovani finire quello che abbiamo iniziato, credo sia un momento molto positivo in questo senso”.

Al festival c’ anche un panel dedicato alle donne, ma parlando di violenza sulle donne, Nina Zilli ha dichiarato: “Una delle statistiche che odio di pi quella dei femminicidi in Italia, tutte le statistiche diminuiscono ma quella no, ci sono meno omicidi ma la percentuale di donne uccise resta la stessa, credo che ci debbano essere pi tutele, pi protezione, ma la base sempre l’educazione, bisogna educare al rispetto, parte tutto da l”.

Bce: euro stabile al 19% in riserve valutarie, secondo dopo il dollaro

Roma, 11 giu. (askanews) – Lo scorso anno l’euro ha mantenuto sostanzialmente inalterato il suo livello nelle riserve valutarie internazionali, confermandosi secondo alle spalle del dollaro. Secondo il rapporto annuale che la Bce cura su questo specifico aspetto, misurando una molteplicità di elementi, nel 2024 la quota sull’utilizzo internazionale dell’euro è rimasta al 19%, valore che è stato mantenuto anche negli anni successivi all’invasione dell’Ucraina da parte della Russia.

Un livello, peraltro, che l’euro ha conservato nonostante il calo contestuale dell’area valutaria in termini di rilevanza sul Pil globale. Questo a voler guardare il proverbiale “bicchiere mezzo pieno”.

Ma nello stesso rapporto della Bce, ci sono altri elementi in cui si potrebbe vedere anche il bicchiere mezzo vuoto. Accanto alla stabilità dell’euro, specialmente a partire dal 2014, si è verificato un calo dell’uso del dollaro nelle riserve valutarie globali: nel 1999 era al 73% circa, nel 2014 era sceso al 69% e da allora ha perso oltre 10 punti finendo attorno al 58% circa nel 2024.

A fronte di ciò, soprattutto a partire dal 2009 è aumentata la quota di altre valute nelle riserve globali. E secondo uno dei grafici elaborati dalla Bce, a partire dalla 2020-2021 c’è stata una impennata della quota delle valute non tradizionalmente di riserva nelle riserve valutarie globali. Questo sottogruppo include una molteplicità di monete tra cui il dollaro canadese, quello australiano, il won coreano ma anche il dollaro di Singapore, la corona svedese, quella danese quella norvegese e il franco svizzero. Curiosamente il renminbi cinese ha mostrato una limatura a partire dal 2023 circa.

In pratica: l’euro non è riuscito a conquistare le quote lasciate dal dollaro, mentre questo è riuscito ad altre valute, che comunque risultano di utilizzo molto inferiore rispetto alla moneta europea.

A più riprese, nelle ultime settimane diversi esponenti della Bce hanno avvertito che la possibilità che ora con le politiche dell’amministrazione Trump si assottigli ulteriormente il ruolo del dollaro a livello internazionale non implica automaticamente che si possa rafforzare quello dell’euro. E’ semmai una opportunità che per essere colta richiede interventi. Richiami ribaditi dalla presidente Bce Christine Lagarde nell’editoriale del rapporto. I movimenti innescati dai dazi Usa “potrebbero rafforzare il ruolo dell’euro e sottolineano l’importanza, per i policymaker europei, di creare le condizioni necessarie affinché questo avvenga”.

Nel rapporto la Bce ripropone la sua ricetta: fare passi avanti sull’unione di risparmi e investimenti, per fare piena leva sull’unione dei mercati dei capitali; eliminare le barriere intra Unione europea, che darebbe più profondità e liquidità ai mercati di finanziamento; accelerare i progressi sulla creazione di un euro digitale, cruciale per supportare un sistema di pagamento europeo competitivo resiliente.

“L’euro digitale contribuirebbe alla sicurezza europea e rafforzerebbe il ruolo internazionale dell’euro”, afferma nel rapporto Piero Cipollone, il componente italiano del Comitato esecutivo Bce responsabile dei sistemi di pagamento.

Taormina, Douglas, Franco, Reedus: star in piazza tra fan e selfie

Taormina, 11 giu. (askanews) – Folla nella piazzetta di Taormina per il primo red carpet che ha ufficialmente aperto il Taormina Film Festival, edizione 71. Residenti e tanti turisti hanno atteso a lungo le star della prima serata che si sono concesse a foto, selfie e autografi. Uno su tutti Michael Douglas, che poi ha ricevuto il Taormina Excellence Achievement Award al Teatro Antico. “I feel fantastic” ha risposto a chi gli chiedeva come si sentisse in questo momento al festival in Sicilia.

Molto richiesti per selfie e autografi anche Norman Reedus, il Daryl Dixton di “The Walking Dead”, arrivato a presentare “Ballerina”, il film d’apertura, insieme al regista Len Wiseman e James Franco, che ha sfilato con la fidanzata Izabel Pakzad.

Sul tappeto rosso anche Nina Zilli, che ha aperto la serata in un’esibizione che ha unito la musica al cinema, e la giuria di questa edizione, sotto la direzione artistica di Tiziana Rocca, composta da Da’Vine Joy Randolph, premio Oscar per “The Holdovers”, la costumista Sandy Powell, tre volte premio Oscar, il giornalista cinematografico Steven Gaydos, Alessandra Mastronardi e Ilenia Pastorelli.

Nato, Miglietta: JFC Brunssum ha ruolo decisivo per stabilità

Milano, 11 giu. (askanews) – (di Cristina Giuliano) ‘Lascio un Comando che non solo si è trasformato, ma che si è affermato come uno dei principali pilastri della sicurezza dell’Alleanza in Europa, con una responsabilità estesa dal Nord al Centro e all’Est del continente’. A parlare è un italiano, il generale Guglielmo Luigi Miglietta, che sta per completare un incarico prestigioso, come Comandante del Comando Interforze NATO a Brunssum. Aveva assunto l’incarico ‘dal 3 giugno 2022, tre mesi dopo l’invasione Russa in Ucraina, in un momento di trasformazione storica dell’Alleanza, segnato da un ritorno al primato di ‘Deterrenza e Difesa’ tra i Core Tasks e dall’adattamento della postura strategica sul fianco est’, spiega l’alto ufficiale ad askanews. Per poi aggiungere: ‘In questo ruolo ho potuto integrare le esperienze precedenti in un contesto complesso, dinamico e multidominio, in un periodo storico e in un luogo geografico cruciale per la sicurezza euro-atlantica. La responsabilità di guidare uno dei comandi chiave della NATO in un momento così delicato, è stata per me motivo di grande orgoglio e impegno’.

Askanews: Come è cambiato il concetto di deterrenza all’indomani dell’invasione russa dell’Ucraina?

Miglietta: ‘L’invasione russa dell’Ucraina ha rappresentato una frattura netta nel contesto della sicurezza europea, accelerando una revisione del concetto di deterrenza, peraltro già in atto, che riprende i fondamentali dell’Alleanza. In primis il concetto di ‘Deterrenza e Difesa’ come task di prioritaria importanza, rispetto agli altri due: prevenzione e gestione delle crisi e cooperative security’.

Askanews: Può entrare più nel dettaglio?

Miglietta: ‘Siamo passati in breve tempo da un approccio fondato sulla presenza preventiva e limitata, ad una postura avanzata, flessibile e integrata. Questo cambiamento ha richiesto una riorganizzazione sostanziale della struttura di comando e controllo e delle forze dell’Alleanza schierate sul fianco orientale. In primis, la costituzione e la progressiva implementazione di Corpi d’Armata e Divisioni multinazionali, subordinati al JFC Brunssum, capaci di condurre operazioni complesse e rispondere efficacemente a una vasta gamma di minacce, in grado di esercitare il comando sulle unita’ operative. Poi, gli otto Battlegroups esistenti (di cui sei sotto il controllo operativo del JFC Brunssum) sono stati potenziati, trasformandosi progressivamente in unità di livello Brigata, e rappresentano oggi il nucleo iniziale della componente della difesa collettiva della NATO. Questo ha portato a una deterrenza più credibile e articolata, costruita su forze ancora piu’ pronte e integrate che in passato. La NATO ha inoltre adottato i nuovi piani regionali di difesa, approvati dai Paesi Membri e basati su scenari concreti e su una geografia operativa realistica. In parallelo, la transizione della componente operativa a maggior prontezza della NATO, da NATO Response Force (NRF) ad Allied Reaction Force (ARF) ha dotato l’Alleanza di uno strumento ad alta prontezza più flessibile e in grado di operare in contesti multidominio’.

Askanews: L’invasione su larga scala dell’Ucraina da parte dalla Russia è stata anche all’origine di una serie di sviluppi particolarmente significativi. Oggi gli alleati sono 32.

Miglietta: ‘L’adesione di Finlandia e Svezia ha rappresentato un ulteriore elemento di consolidamento della postura di deterrenza dell’Alleanza. Si tratta di due Paesi dotati di capacità militari avanzate, di una profonda conoscenza dell’ambiente operativo nordico e di una chiara determinazione a contribuire alla sicurezza collettiva. Il loro ingresso ha esteso la profondità strategica dell’Alleanza verso nord-est, rafforzando la continuità del dispositivo NATO nell’area baltico-artica, una regione sempre più rilevante dal punto di vista geopolitico e militare. Parallelamente a questa trasformazione ‘fisica’ della Deterrenza, la recente evoluzione delle minacce ibride, che includono attacchi cibernetici, campagne di disinformazione e tentativi di interferenza contro infrastrutture critiche, ha richiesto un approccio sempre più marcatamente multidominio, includendo nelle attivita’ di pianiuficazione e addestrative anche il settore cyber e spaziale. Oggi, la deterrenza non si fonda più unicamente sulla dimensione numerica delle forze, ma sulla resilienza complessiva dell’architettura di difesa, sulla prontezza operativa e sulla coerenza d’azione tra i cinque domini operativi: terra, mare, aria, cyber e spazio’.

Askanews: Prima di Brunssum, ci può spiegare quali altre importanti esperienze ha avuto in ambito NATO durante la sua carriera?

Miglietta: ‘La NATO, da oltre 75 anni, costituisce una presenza costante nella vita professionale di ogni militare dell’Alleanza. Dal 1949 a oggi le forze alleate si addestrano in maniera congiunta e operano in sinergia per mantenere standard elevati di prontezza e interoperabilità. Il mio percorso da Comandante in ambito NATO inizia nel 2000, in Kosovo, con l’Operazione Joint Guardian. All’epoca ero al comando del Gruppo Squadroni della Task Force “Sauro”, dispiegato nella zona di Pec/Peje. Fu una delle prime missioni operative della NATO, dopo il conflitto del 1999 tra le forze della Repubblica Federale di Jugoslavia e l’Esercito di Liberazione del Kosovo (UÇK), in un contesto ancora segnato da tensioni etniche e instabilità. Già in quegli anni ho avuto modo di sperimentare, da comandante sul terreno, quanto la presenza non solo delle truppe occidentali, ma della NATO come organizzazione multinazionale fosse cruciale per creare e garantire condizioni di sicurezza, favorire il ritorno alla normalità e ristabilire la fiducia della popolazione locale nelle istituzioni, in un Paese martoriato dalla guerra. Sono poi tornato in Kosovo da agosto 2015 a settembre 2016 in qualità di Comandante di tutto il Contingente NATO dell’operazione KFOR, tuttora una delle operazioni più significative dell’Alleanza e tuttora in corso. In quella veste ho avuto la responsabilità di garantire e mantenere la stabilità della regione, favorire la libera circolazione delle persone e promuovere il dialogo tra le parti, di concerto con le autorità locali, le organizzazioni internazionali e gli attori regionali. È stata un’esperienza difficile, ma anche estremamente gratificante sul piano professionale e umano, ma ho anche potuto constatare come le ripresa di una dinamica democratica civile, dopo un conflitto cruento come quello che ha colpito il Kosovo, sia un processo lungo e complesso. Successivamente, ho assunto il comando del Corpo d’Armata Italiano di Reazione Rapida, il NATO Rapid Deployable Corps – Italy (NRDC-ITA), purtoppo in un periodo funestato dalla pandemia da COVID-19. Durante il mio mandato, il Corpo d’Armata ha svolto una duplice funzione, di supporto alle autorita’ civili per le attività di contenimento della pandemia, e contestualente intrapreso un percorso di sviluppo del ruolo come comando operativo, capace di operare in ambito interforze e multinazionale, nel pieno rispetto degli standard NATO. Il NRDC-ITA è oggi parte integrante della nuova struttura di risposta rapida dell’Alleanza, la Allied Reaction Force (ARF), elemento essenziale della proiezione NATO, ovunque necessario’.

Askanews: Ci può raccontare alcune delle esperienze più significative alla testa del Comando NATO di Brunssum?

Miglietta: ‘L’assunzione del mio incarico al Comando di JFC Brunssum ha coinciso con una fase storica di intensa trasformazione per l’Alleanza e per lo stesso Quartier Generale, nell’immediatezza dello shock provocato dall’invasione russa in Ucraina, che ha riportato la guerra classica, che ritenevamo erroneamente debellata per sempre, nel centro dell’Europa. Fin dal mio arrivo, ho lavorato per imprimere un cambio di passo, che trasformasse il Joint Force Command di Brunssum dal ruolo che aveva svolto per venti anni, cioe’ quello di Comando statico, focalizzato su missioni di Peace Support come quella in Afghanistan, a quello di Multidomain Joint Warfighting Headquarters, pienamente integrato nelle dinamiche operative moderne che la NATO si trovava ad affrontare. Un momento centrale di questa trasformazione è stata la pianificazione e condotta della Esercitazione “Steadfast Defender 24”, la più grande della NATO dagli anni novanta, con oltre 90.000 uomini e donne da 32 Paesi impegnati su gran parte del continente europeo. L’esercitazione ha testato la nostra capacità di mobilitazione rapida, di proiezione delle forze in un contesto euro-atlantico, di coordinamento ed interoperabilità su vasta scala, con implicazioni concrete per l’attuazione dei nuovi Piani di Difesa regionali, redatti dal JFC Brunssum e approvati dai Paesi Membri. Parallelamente, JFC Brunssum ha concepito e condotto numerose Vigilance Activities, operazioni specifiche per incermentare gli effetti di Deterrenza nei confronti di potenziali minacci, di qualsiasi natura, entita’ e provenienti da qualsiasi dominio operativo. Su tuttte la “Baltic Sentry”, ancora in corso, mirata alla protezione delle infrastrutture critiche nel Mar Baltico, e altre operazioni che dimostrano ogni giorno la nostra prontezza. Il Comando ha inoltre ospitato importanti momenti di confronto strategico, come la conferenza con i Capi di Stato Maggiore della Difesa (CHODs) dei Paesi insistenti nell’area di responsabilità e l’incontro con gli Ambasciatori NATO, che hanno rafforzato il dialogo tra livello politico e militare e garantito la coesione necessaria per le decisioni operative. Questi momenti di coordinamento sono essenziali per assicurare che l’azione sul terreno sia allineata con le priorità dell’Alleanza’.

Askanews: Come si è trasformato JFC Brunssum in questi anni?

Miglietta: ‘Oggi, JFC Brunssum è in grado di condurre operazioni complesse, su scala multinazionale e multidominio, garantendo una catena di comando efficace e integrata dal livello tattico a quello strategico. Abbiamo costruito una struttura solida, capace di gestire scenari ad alta intensità e di rispondere alle minacce emergenti in modo flessibile e credibile. Lascio un Comando che non solo si è trasformato, ma che si è affermato come uno dei principali pilastri della sicurezza dell’Alleanza in Europa, con una responsabilità estesa dal Nord al Centro e all’Est del continente. Un Comando che oggi esprime pienamente il proprio potenziale e che continuerà a svolgere un ruolo decisivo per la stabilità e la sicurezza euro-atlantica’.

Dazi, Lagarde: collaboriamo per prevenire una dannosa escalation

Roma, 11 giu. (askanews) – In un mondo sempre più frammentato “bisogna collaborare per mantenere aperti gli scambi commerciali, che negli ultimi decenni hanno assicurato prosperità. E questo significa attenersi al sistema multilaterale che ha assicurato così tanti benefici alle nostre economie. E significa lavorare con partner che condividono gli stessi orientamenti, per forgiare accordi, bilaterali e regionali, basati sul beneficio reciproco e sulla piena compatibilità con le regole dell’Organizzazione mondiale del commercio (Wto)”. E’ la posizione rilanciata dalla presidente della Bce, Christine Lagarde, un lungo intervento a Pechino (alle 11 e 15 locali, le 5 e 15 italiane) presso la Banca centrale della Cina.

“Ovviamente, nel contesto attuale sarà più difficile di quanto sia stato in passato”. Lagarde ha ripreso uno dei detti di Confucio: “la virtù non è mai sola: chi la possiede troverà sempre compagnia”. Secondo la presidente Bce “per fare la storia dobbiamo imparare della storia. Dobbiamo assorbire dalle lezioni del passato e agire sulla loro base, per prevenire una escalation vicendevolmente dannosa di tensioni”.

Quindi, alle mosse unilaterali dell’amministrazione Trump negli Usa, che ha approntato pesanti dazi commerciali allo scopo di intervenire su squilibri ritenuti non più sostenibili negli scambi con altri paesi, tra cui in particolare la Cina, Lagarde oppone le classiche tesi globaliste basate su cooperazione internazionale e sugli accordi del Wto.

Su questo ha rimarcato la rilevanza dell’ingresso della Cina proprio nell’Organizzazione mondiale del commercio nel 2001. Tema in realtà controverso non solo negli Usa a guida Trump, in particolare per le ricadute negative che questo ha avuto per industrie e manifatturiero dei paesi avanzati. Su questo aspetto la presidente della Bce si è limitata a riconoscere che “alcune industrie e posti di lavoro hanno fronteggiato pressioni dall’accresciuta concorrenza sulle importazioni”, che tuttavia hanno anche assicurato “prezzi più bassi e maggiore scelta per i consumatori”.

Ora però il clima è cambiato. Lagarde ha stime del Fondo monetario internazionale, secondo cui le restrizioni sugli scambi di beni e servizi “sono triplicate dal 2019. E negli ultimi mesi abbiamo visto livelli di dazi che solo pochi anni fa erano inimmaginabili”.

Ci sono due forze alla base di questa frammentazione. La prima è “il riallineamento geopolitico”. Le tensioni in questo ambito stanno avendo un ruolo crescente nel ridisegnare l’economia globale e “i paesi stanno riconfigurando le loro relazioni commerciali e sulle catene di approvvigionamento a riflesso delle priorità sulla sicurezza nazionale, piuttosto che unicamente sull’efficienza economica”.

Quest’ultimo riferimento non riguarda solo le politiche di Trump, ma anzi e soprattutto quelle precedentemente adottate da Usa e Ue, in quel caso abbastanza concordi, sotto l’amministrazione Biden, in particolare alla seguito dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia.

La seconda forza in azione è quella della “crescente percezione di un commercio sleale, spesso collegata all’allargamento degli squilibri di partite correnti”, a proseguito la presidente Bce. I surplus deficit di partite correnti non sono di per sé problematici, soprattutto quando riflettono fattori strutturali come i vantaggi comparativi o le tendenze demografiche, ha sostenuto. “Ma questi squilibri diventano più problematici quando non si risolvono nel corso del tempo e creano la percezione che siano stati sostenuti da scelte politiche , che sia impedendo meccanismi di aggiustamento macroeconomici o che sia con la mancanza del rispetto delle regole globali”.

Lagarde ha anche notato che negli ultimi anni la diffusione di questi squilibri di partite correnti si sia ampliata in termini numerici tra paesi in attivo, mentre i disavanzi si sono concentrati in poche economie. “Questi sviluppi di recente hanno portato a politiche coercitive e rischiano di portare a una frammentazione delle catene di approvvigionamenti”, ha detto.

Un chiaro riferimento ai dazi commerciali. E la storia dimostra che “le politiche coercitive non sono una soluzione auspicabile alle tensioni commerciali di oggi. Nella misura in cui il protezionismo commerciale interviene sugli squilibri, non lo fa agendo sulle sue cause sottostanti, ma erodendo le fondamenta della prosperità globale. E con i Paesi ora profondamente integrati nelle catene di valore globali, il rischio diventa anche più elevato”.

Inoltre, questo tipo di politiche – i dazi – presentano una elevata probabilità di innescare rappresaglie e in ultima istanza di portare a risultati “vicendevolmente dannosi”, ha proseguito.

Quindi, “se siamo seri nel voler preservare la nostra prosperità, dobbiamo perseguire soluzioni basate sulla cooperazione anche di fronte a differenze geopolitiche. E questo significa che sia i paesi in surplus, sia quelli in deficit devono assumersi la responsabilità di fare la loro parte. Tutti i paesi dovrebbero esaminare come le loro politiche strutturali possano essere aggiustate per ridurre il loro ruolo nell’alimentare tensioni sul commercio”.

Perché, è la tesi su cui ha proseguito Lagarde, a contribuire agli squilibri sono stati sia elementi sull’offerta sia elementi sulla domanda. Sul lato dell’offerta “abbiamo assistito a un rapido aumento dell’uso di politiche industriali finalizzate ad aumentare la produzione interna. Dal 2014, gli interventi basati su sussidi che distorcono il commercio globale sono più che triplicati . Questa tendenza ora viene alimentata tanto dalle economie emergenti quanto da quelle avanzate”, ha detto.

Passando al lato della domanda, anche qui si è assistito a una maggiore concentrazione, in particolare negli Stati Uniti: “un decennio fa gli Usa contavano per meno del 30% della domanda generata dai paesi del G20. Oggi questa quota è salita quasi il 35%. Questo crescente squilibrio nella domanda si riflette non solo nell’eccesso di risparmio in alcune zone del mondo, ma anche nell’eccesso di spreco in altre, specialmente nel settore pubblico”.

Quindi cooperazione e collaborazione per superare le spinte alla frammentazione attuali, è la tesi di Lagarde. All’inizio del suo intervento ha citato padre Matteo Ricci, il matematico e cartografo gesuita noto per le sue missioni in Cina nel XVI secolo, in cui elaborò quella che venne battezzata la “Grande mappa dei diecimila paesi”, che sfruttava conoscenze geografiche occidentali combinandole a quelle cinesi.

Per parte loro “le banche centrali, in linea con i loro rispettivi mandati possono giocare un ruolo. Possiamo essere pilastri della cooperazione internazionale in un’era in cui diventa difficile – ha concluso -. E possiamo continuare a assicurare politiche orientate alla stabilità in un mondo segnato da crescente volatilità e instabilità”.

Cisl e Uil, verso un nuovo asse riformista?

Il rapporto critico con la Cgil

La bocciatura referendaria non ha prodotto solo un fallimento politico, ma anche un punto di non ritorno nei rapporti tra le confederazioni sindacali. Come ha ben raccontato ieri Il Foglio, dietro il silenzio di Pierpaolo Bombardieri e la prudenza di Daniela Fumarola si intravede un’idea diversa di sindacato, più coerente con la cultur riformista e con la necessità di restituire senso e funzione all’azione sindacale nel tempo presente. Di fatto, si è consumata una frattura con la Cgil di Landini, già evidente nella raccolta delle firme e resa plateale dall’assenza della Uil nei comitati promotori.

Cisl e Uil, un asse da rinsaldare

In questo quadro si fa largo una prospettiva nuova, o meglio da recuperare: quella del ritorno a un asse forte tra Cisl e Uil. Non si tratta di isolare la Cgil, né di ridurre l’orizzonte della rappresentanza, ma di riprendere un’iniziativa comune tra chi crede in un sindacalismo riformatore, autonomo, europeo. È l’unico modo per uscire dalla palude ideologica in cui Landini ha spinto la sua confederazione, schiacciata su posizioni tardo-operaie e incapace di leggere la complessità del lavoro che cambia.

Il coraggio di scegliere

Savino Pezzotta ha ragione quando richiama il valore dell’unità sindacale come obiettivo da non disperdere. Ma se l’unità resta una meta, il cammino per raggiungerla richiede realismo e coerenza. Non si può attendere all’infinito che nella Cgil maturi una linea diversa, aperta al confronto vero sulle trasformazioni del lavoro, sulla partecipazione, sulla contrattazione inclusiva. Nel frattempo, vale il ragionamento sulla necessità di un nuovo asse tra Cisl e Uil.

Bisogna dunque aprire una stagione che rimetta al centro la cultura del pragmatismo e dell’innovazione come cifra della credibilità di un sindacato all’altezza delle sfide odierne. La responsabilità investe la dirigenza della Cisl e della Uil, perché il sindacato ha un ruolo decisivo nella tenuta democratica e sociale del Paese. Ma come ha scritto Il Foglio, “il punto più basso, forse, della segreteria Landini” può diventare anche l’occasione per ripartire da un’idea alta e credibile di rappresentanza. Purché si abbia il coraggio di scegliere.

Chiarire il ruolo e l’iniziativa della Cisl

Adesso però tocca soprattutto alla Cisl battere un colpo; dalla gestione di Sbarra in poi, la Confederazione di via Po, ha troppe volte “confuso” le sue posizioni con quelle del Governo. Riprendere un percorso unitario per un sindacato riformista ed autonomo, presuppone la centralità della contrattazione e della partecipazione; metodi che non negano, quando necessario, dei no determinati.

Auspichiamo che il prossimo congresso confederale di luglio possa far emergere una posizione in grado di cogliere le novità emerse nei rapporti unitari, successivamente all’esito referendario.

Se manca il Centro, vince la radicalizzazione

C’è un tassello, come si è sostenuto giustamente su queste colonne, che manca all’appello nelle svariate valutazioni e nei molteplici commenti dopo il risultato, alquanto chiaro, del referendum di domenica e lunedì. E mi riferisco, nello specifico, all’assenza politica e culturale del Centro e di tutto ciò che è anche solo lontanamente riconducibile alla cultura, alla tradizione e alla prassi centrista. Lo si evince sia dalla gestione di tutta la partita referendaria e sia, e soprattutto, nei commenti che hanno fatto seguito al voto sui referendum. E questo per due ragioni di fondo.

Pesa lassenza di un Centro riformista e di governo

Innanzitutto i promotori del referendum e quelli che hanno sposato e condiviso quella piattaforma politica hanno condotto una battaglia all’insegna della più violenta e spietata radicalizzazione del conflitto politico. Tutto era indirizzato, al di là delle chiacchiere e della propaganda, “contro” il Presidente del Consiglio e la sua maggioranza di governo. Era una sorta, come è già stato ampiamente e ripetutamente detto e sottolineato, di referendum nel referendum. Tutti, adesso, ne conosciamo i risultati concreti ed elettorali. Una politicizzazione del tutto fuori luogo che non ha prodotto, tra l’altro, alcun risultato concreto.

Sul fronte opposto, quello della maggioranza di governo, la gestione del referendum e anche i commenti successivi sono stati più contenuti e misurati per la semplice ragione che, non partecipando alla gara, era perfettamente inutile avventurarsi in una avventura fatta di insulti, invettive, scomuniche e attacchi personali e politici.

Un quadro senza un’alternativa credibile

Ma quello che maggiormente preoccupa ed inquieta sotto il versante della qualità della democrazia sono i commenti sul post referendum. Come se non fosse capitato nulla, da un lato si è rivendicato un successo politico ed elettorale sempre più misterioso – soprattutto da parte del campo largo o dell’ex campo largo – e, dall’altro, si pensa di avere ottenuto un successo insperato, frutto di una grande rendita di posizione per il massiccio ed insindacabile astensionismo. In entrambi i casi abbiamo nuovamente, e per l’ennesima volta, assistito alla riproposizione di una persino violenta ed irresponsabile radicalizzazione del conflitto politico. Riproponendo, infatti, quella contrapposizione che era e resta nefasta per la qualità della democrazia, per la credibilità delle istituzioni democratiche e per la stessa mission di una politica rinnovata e non solo urlata o sguaiata.

E, quello che più conta, è che proprio l’assenza di una “politica di centro”, e forse adesso anche di un credibile e sempre più necessario luogo politico centrista e riformista, genera uno scontro che non è più utile neanche per rilanciare la partecipazione elettorale. Perché se continua a mancare una posizione autenticamente riformista, a farne le spese è anche il decollo di un progetto politico che sia in grado di declinare una vera e propria cultura di governo. Fuorché si pensi, seriamente, che il nostro futuro è ancora una volta affidato al confronto tra una sinistra radicale, estremista, massimalista ed ideologica da un lato – come quella che ha gestito e patrocinato gli ultimi referendum – e, dall’altro, una destra che accarezza ancora troppi accenti radicali ed oltranzisti.

Per queste ragioni, semplici ma oggettive, la vera sfida politica, culturale e programmatica resta oggi quella di costruire un progetto politico riformista, democratico e con una chiara e spiccata cultura di governo. Una presenza, spiace dirlo, oggi radicalmente assente nello schieramento di sinistra e progressista e ancora troppo debole e timida all’interno dello schieramento alternativo. È giunto il momento, anche e soprattutto dopo il risultato e la concreta gestione di questi referendum, di porsi il problema e di cercare di dare una risposta politica convincente, credibile e realmente percorribile.

Sulla cittadinanza il fronte progressista è inciampato su se stesso. L’accusa di Magi

«Il quesito sulla cittadinanza era una proposta equilibrata», afferma in una nota Riccardo Magi, segretario di +Europa, commentando l’esito dei referendum. Ma – prosegue – «una parte significativa del Movimento Cinque Stelle non ha sostenuto questa battaglia». Un dato che, secondo lui, «non sorprende» e anzi «rappresenta un punto di chiarezza» sullo stato reale del cosiddetto campo progressista.

Le responsabilità di Conte

Magi non risparmia critiche all’ex premier: «Sono sconcertato da Conte, che ora dice che con il referendum si è allontanata la soluzione. Quando era al governo, ha allungato da due a quattro anni i tempi per ottenere la cittadinanza. Con il Conte 2 li ha portati a tre. A me sembra che cerchi solo alibi per non fare nulla. Lo stesso vale  Tajani che oggi rispolvera lo ius italiae, senza aver mosso un dito finora».

Il cuore del populismo

Secondo Magi, anche il Partito democratico ha le sue responsabilità. «Un pezzo del suo elettorato non è convinto su questo tema, e ciò dipende dal fatto che il Pd ha inseguito politiche di destra sull`immigrazione e quando si inseguono le politiche di destra, si contribuisce a creare un`opinione pubblica di destra. Questo è il cuore del populismo. Se il fronte progressista decide di seguire i sondaggi e rinuncia a costruire una opinione pubblica e a costruire riforme, allora questo non è progressismo ma progressismo che, come dice Conte, è indipendente sì, ma dal progressismo stesso.

Una straordinaria mobilitazione

La speranza – per Magi – viene piuttosto «dai migliaia di ragazze e ragazzi che hanno dato vita a una straordinaria mobilitazione per un tema espulso dall’agenda pubblica fin dal 2017».

Usa, Democratici in lotteria: Obama ti scrive, se versi tre dollari

 Direttamente da Barack Obama, nientemeno, arriva al militante democratico di base un messaggio suadente: “Non vedo l’ora di incontrarti”. Per avere questa possibilità occorre finanziare (la cifra minima è modesta, solo 3 dollari) il Comitato Nazionale Democratico (CND). Il giorno dopo è Kamala Harris a rilanciare l’offerta dell’ex Presidente, ancora un’icona per i democratici americani. Solo successivamente arriverà la mail del CND che specificherà come il fortunato vincitore del premio avrà viaggio andata/ritorno e alloggio spesati completamente per due persone.

Nessuna reazione, nessuna alternativa

Forse sconcertati pure loro dal repentino divorzio Trump-Musk, atteso da tutti ma non con questa velocità, i Dem non hanno ancora reagito politicamente alla continua caduta di stile che in questi quattro mesi quei due signori hanno inferto all’istituto presidenziale e agli Stati Uniti nel loro insieme.

Sinora hanno puntato a una riorganizzazione, che necessita finanziamenti non facili da conseguire ad appena pochi mesi dalla conclusione di una perdente e costosissima campagna presidenziale, incentrata soprattutto nei luoghi ove si andrà a votare quest’anno ma in prospettiva ovviamente sulle elezioni di midterm dell’autunno 2026.

Quello che però non hanno ancora fatto è da un lato una riflessione profonda sui motivi profondi – si perdoni la ripetizione, ma è voluta – di una sconfitta che sta producendo effetti nefasti per gli USA e per l’intero mondo occidentale e che quindi andava assolutamente evitata; dall’altro non hanno ancora avviato la ricerca di figure emergenti, di possibili nuove leadership in grado di suscitare presso gli americani interesse, prima, consenso, poi.

 

Serve una generazione nuova, non solo una nostalgia carismatica

Da questo punto di vista il premio della lotteria è significativo: l’incontro con una “vecchia gloria” (mi si consenta l’espressione, utile per chiarire il concetto anche se un po’ ingenerosa con l’ex Presidente, che tra l’altro non è nemmeno così “vecchio”, anzi) e non con una figura innovativa.

Ipotesi, quest’ultima, impossibile, è vero, visto che sarà con le Primarie che i democratici decideranno chi sarà il loro candidato Presidente nel 2028: ma da qui ad allora sarebbe un errore fatale limitarsi a fare opposizione solo nel Congresso e non anche sul territorio, promuovendo una serie di giovani personalità in grado di offrire del partito una immagine non datata (anche in considerazione dell’errore fatto da Biden, divenuto simbolo di una vecchia guardia inossidabile che non vuole cedere il posto, continuando a investire su sé stessa invece che sul futuro) e di porre l’americano medio di fronte a una possibile alternativa al trumpismo e al suo (per ora) probabile erede JD Vance, che è giovane e dunque in grado di superare le possibili critiche contro una gerontocrazia che anche fra i Repubblicani ha imperato troppo a lungo.

Al momento solo il veterano Bernie Sanders e la giovane pasionaria Alexandra Ocasio-Cortez hanno compreso la necessità di un contatto diretto col popolo democratico, per motivarlo a un impegno rinnovato e intenso nonostante la dura sconfitta. Ma il loro messaggio – per quanto utile e generoso – è troppo radicale e pare voler affrontare l’avversario con una terapia d’urto assoluta.

Dov’è un nuovo “Yes we can”

Ma è invece la fascia elettorale intermedia (quella che fece vincere Clinton e Biden e anche Obama, che però di suo portò un consenso giovanile e non solo, trascinato dal suo carisma e dal suo messaggio di speranza – “Yes we can”, “Sì, possiamo, ce la faremo”) che ora bisogna riconquistare, oggi probabilmente esterrefatta a fronte delle esternazioni e delle azioni di un Presidente per il quale magari ha votato senza immaginare cosa ciò avrebbe comportato. E quindi pronta a mollare lui e il suo movimento MAGA, purché da parte democratica arrivino idee e personalità fresche, non ideologiche, concrete e ragionevoli.

Questi sono elettori che non hanno ricevuto la mail di Obama, ma che bisognerà coinvolgere. Più prima che poi.

Il Washington Post: Trump pronto a spedire a Guantanamo cittadini dei Paesi alleati

Roma, 10 giu. (askanews) – L’amministrazione Trump sarebbe pronta, già da questa settimana, a trasferire migliaia di cittadini stranieri presenti illegalmente sul territorio statunitense nel famigerato centro di detenzione di Guantanamo Bay, a Cuba. Tra di essi, anche persone provenienti da nazioni europee, amiche ed alleate, come Gran Bretagna, Francia e Italia. Il trasferimento avverrebbe senza avvisare i rispettivi governi.

Lo scrive il Washington Post citando alcuni funzionari che, a condizione di mantenere l’anonimato, hanno condiviso col quotidiano il piano e diversi documenti.

I cittadini stranieri “nel mirino” dell’amministrazione Trump appartengono a diversi paesi. Tra questi, centinaia di persone provenienti da nazioni europee considerate amiche ed alleate degli Usa come Gran Bretagna, Italia, Francia, Germania, Irlanda, Belgio, Paesi Bassi, Lituania, Polonia, Turchia e Ucraina, ma anche da altre parti del mondo, tra cui – aggiunge il Washington Post – molti provenienti da Haiti.

Proteste Los Angeles, Trump: libereremo città dai nemici stranieri

Roma, 10 giu. (askanews) – “Questa anarchia non resisterà” sotto la mia amministrazione, non permetterò che gli agenti federali vengano attaccati, né che una città americana venga “invasa e conquistata da un nemico straniero” perché “questo è ciò che sono. Libereremo Los Angeles e la renderemo di nuovo libera, pulita e sicura”. Lo ha detto il presidente Usa Donald Trump in un passaggio del suo discorso ai soldati della base militare di Fort Bragg, nella Carolina del Nord.

Riferendosi alle proteste che da giorni si registrano nella maggiore città della California contro le sue politiche anti-immigrazione, Trump, scrive la Bbc, ha elogiato il “coraggio e la forza” delle truppe federali “di guardia” per proteggere edifici e personale.

Padel, Major di Roma: Errani sconfitta, ma acclamata dal pubblico

Roma, 10 giu. (askanews) – Il successo non è arrivato, ma il test è superato. A pieni voti. Perché a soli due giorni dalla finale – la seconda – vinta al Roland Garros, Sara Errani non è andata lontana dal vincere anche al Foro Italico, ma con la racchetta da padel all’esordio nel BNL Italy Major Premier Padel. Il punteggio finale – spiega una nota – recita 7-6 7-5 per “Laia” Rodriguez e Sandra Bellver, ma Sarita, affiancata da una splendida ventenne dal gran futuro, Giulia Dal Pozzo, la sua vittoria se l’è presa tenendo in campo per due ore e un quarto due signore professioniste, rispettivamente numero 43 e 57 del ranking FIP. Roba da Errani, eterna ragazzina che ad anni 38 sa ancora stupire, tanto da aver chiuso addirittura con più di un rimpianto. La gran parte per i ben 7 set-point mancati nel primo set, in tre game diversi, oppure per le occasioni non concretizzate nel secondo. Ma si sta pur sempre parlando di una grande tennista prestata al padel per una settimana: dura chiedere di più.

Al Foro Italico, come prevedibile, hanno vinto curiosità ed entusiasmo, da parte di tutti. A partire dal pubblico che ha affollato i gradoni di marmo del Pietrangeli e ha fatto sentire il proprio calore alle azzurre, ma anche tanti addetti ai lavori, il presidente FIP Luigi Carraro, la bomber della nazionale Valentina Giacinti e svariati fenomeni del padel che hanno voluto dare una sbirciata. Si è intravista persino la numero uno del mondo Ari Sanchez (promessa rispettata: ha detto che ci sarebbe stata e l’ha fatto), ma pure il campione in carica Federico Chingotto, le finaliste del Major 2024 Llaguno/Sainz, Claudia Fernandez o l’altra spagnola Lara Arruabarrena, che il passaggio dal tennis di alto livello al circuito Premier Padel l’ha fatto – lei sì – a tempo pieno, conservando però la storica amicizia con Sarita.

C’è da scommettere questa Errani abbia convinto tutti, col suo padel a zero rischi ma anche zero errori, naturale per lei che la pazienza in campo ce l’ha nel DNA. Le avversarie hanno capito in fretta che impostare la partita contro di lei non sarebbe bastato, e la battaglia è stata vera, accesa, a tutti gli effetti degna di un Major. L’amarezza per la sconfitta passerà in un amen, mentre la soddisfazione per la qualità dell’esperienza rimarrà e stimola ancor di più le riflessioni su un futuro con la pala. Presto Sara tornerà alla racchetta di sempre, quella da tennis, per preparare i tornei sull’erba col sogno di vincere anche a Wimbledon. Ma il pomeriggio romano ha detto che di un domani nel padel se ne può (o deve) parlare.

Foti: “Delineata una posizione italiana comune sul bilancio europeo”

Roma, 10 giu. (askanews) – Delineare una posizione italiana sul Quadro finanziario pluriennale europeo 2028-2034. stato questo l’obiettivo del Comitato interministeriale per gli Affari europei (Ciae), che si tenuto oggi pomeriggio a Palazzo Chigi. Lo ha riferito il ministro degli Affari europei, il Pnrr e le Politiche di coesione, Tommaso Foti, al termine del vertice, a cui hanno partecipato anche i rappresentanti delle Regioni, delle Comunit montane, delle Province e dei comuni.

“Oggi c’ stata la discussione politica, non solo con i ministri ma anche con i rappresentanti delle Regioni, delle Comunit montane, delle Province e dei comuni per delineare una posizione italiana su alcuni temi che riguardano il quadro finanziario pluriennale europeo per quella riforma che andr in vigore ovviamente nei prossimi anni”, ha spiegato Foti.

“Si inizier a discutere a breve, dal mese di luglio ci dovrebbe essere una comunicazione della Commissione europea e poi ufficialmente si aprir il discorso. Noi ci siamo attivati per avere un documento, dove ogni ministero non evidenziasse una sua specificit, ma vi fosse una posizione comune per quanto riguarda le politiche del bilancio europeo”, ha concluso Foti.

Ue, Mattarella: integrazione è pace, prosperità, giustizia sociale

Roma, 10 giu. (askanews) – “Pace, prosperità, giustizia sociale, nel progetto di integrazione europea, sono radicate nella democrazia, nel rispetto dei diritti umani e nella libertà per tutti i popoli”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel corso della cena di Stato offerta in suo onore dal Granduca del Lussemburgo Enrico.

“E’ con orgoglio che possiamo riscontrare come – anche grazie ai leader politici di Lussemburgo e Italia dell’epoca – il continente europeo sia riuscito nell’obiettivo di lasciarsi alle spalle le lacerazioni per puntare a un futuro di pace e prosperità condivise”, ha ricordato il capo dello Stato.

Ue, Mattarella: integrazione è pace, prosperità, giustizia sociale

Roma, 10 giu. (askanews) – “Pace, prosperità, giustizia sociale, nel progetto di integrazione europea, sono radicate nella democrazia, nel rispetto dei diritti umani e nella libertà per tutti i popoli”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel corso della cena di Stato offerta in suo onore dal Granduca del Lussemburgo Enrico.

“E’ con orgoglio che possiamo riscontrare come – anche grazie ai leader politici di Lussemburgo e Italia dell’epoca – il continente europeo sia riuscito nell’obiettivo di lasciarsi alle spalle le lacerazioni per puntare a un futuro di pace e prosperità condivise”, ha ricordato il capo dello Stato.

Proteste in California, Trump: pronto a ricorrere all’Insurrection Act. La Guardia nazionale resta

Roma, 10 giu. (askanews) – Nel pieno delle proteste anti-Ice – l’agenzia federale americana che si occupa di immigrazione – in California e soprattutto a Los Angeles, Donald Trump ha annunciato che ricorrerà all’Insurrection Act in caso di rivolta nel Paese.

L’Insurrection Act è stato adottato nel 1807. Conferisce al presidente degli Stati Uniti il diritto di schierare unità militari attive e la Guardia Nazionale di specifici stati per reprimere disordini civili, insurrezioni e rivolte armate. Trump ha ripetutamente definito i manifestanti “insurrezionalisti”.

“Se ci fosse un’insurrezione, la invocherei sicuramente. Vedremo”, ha detto Trump ai giornalisti nello Studio Ovale quando gli è stato chiesto se intendesse invocare la legge. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che manterrà la Guardia Nazionale in California finché persisteranno i timori per la sicurezza dovuti ai disordini contro la sua politica sull’immigrazione.

“Finché non ci sarà più pericolo…quando non ci sarà più pericolo, se ne andranno”, ha risposto Trump nello Studio Ovale a una domanda sul programma di ritiro dei duemila soldati della Guardia Nazionale e dei 700 Marine schierati in California.

I disordini sono iniziati sabato scorso dopo un raid dell’Immigration and Customs Enforcement (Ice) nel centro di Los Angeles, dove è stata condotta una massiccia operazione per identificare i migranti irregolari. Gli scontri con i manifestanti sono avvenuti in concomitanza con le notizie di possibili tagli ai finanziamenti federali per lo Stato. Il giorno seguente, la Casa Bianca ha annunciato il dispiegamento di 2.000 soldati della Guardia Nazionale in città, una decisione non sollecitata dai funzionari della contea di Los Angeles, che l’hanno respinta. Il governatore Gavin Newsom ha accusato l’amministrazione di Donald Trump di alimentare i disordini e ha chiesto l’annullamento della decisione, che ha definito “illegale”.

Nel novembre 2024, Los Angeles si è autoproclamata “città santuario”, impedendo l’utilizzo di risorse locali per assistere le autorità federali in materia di immigrazione. Venerdì il governo ha annullato un trasferimento di 125 milioni di dollari destinato alla prevenzione delle inondazioni in California.

In risposta, Newsom ha affermato che il suo stato avrebbe potuto rifiutarsi di pagare le tasse federali se la Casa Bianca avesse prorogato i tagli. Il presidente Trump ha affermato che la sua decisione di inviare truppe in California ha impedito a Los Angeles di bruciare durante le proteste contro le sue politiche sull’immigrazione.

Patologie respiratorie croniche, screening gratuiti al Pirellone

Milano, 10 giu. (askanews) – La prevenzione delle patologie respiratorie croniche arriva per la prima volta nel cuore di un’istituzione di primo piano come Regione Lombardia. Tra consiglieri regionali e dipendenti del Pirellone, in pi di 150 hanno deciso di effettuare un controllo funzionale respiratorio, sottoponendosi a spirometrie, misurazioni della frazione esalata dell’ossido nitrico (il cosiddetto FeNo) e degli eosinoflili del sangue, per un serie screening eseguiti gratuitamente negli spazi del Consiglio Regionale dai volontari di Respiriamo Insieme.

“L’Associazione Respiriamo Insieme da 10 anni impegnata per sensibilizzare e promuovere la salute nelle patologie respiratorie croniche – racconta ad askanews Simona Barbaglia, presidente dell’Associazione Respiriamo Insieme APS -. Da 10 anni siamo nelle piazze per promuovere la diagnosi tempestiva della patologie respiratorie croniche e oggi abbiamo voluto garantire la stessa offerta, cio uno screening respiratorio gratuito, a tutto il consiglio di Regione Lombardia proprio creare un’alleanza e costruire una rete tra clinici, associazioni di pazienti e decisori, per rispondere ai reali bisogni di cura delle persone con queste patologie”

Regione Lombardia si conferma cos in prima linea nella gestione delle patologie respiratorie. “Regione Lombardia da anni lavora sul tema delle patologie respiratorie, lo facciamo in collaborazione con le associazioni dei pazienti che, insieme ai clinici, in cabina di regia lavorano con la Commissione Welfare per offrire risposte. Quali? Innanzitutto la prevenzione – spiega Emanuele Monti, presidente della Commissione Sostenibilit Sociale, Casa e Famiglia di Regione Lombardia -. La prevenzione fondamentale, gli screening, lo abbiamo dimostrato nella giornata di oggi, e poi un percorso dall’ospedale al territorio capace anche di fare cura, riabilitazione, creare un percorso per i pazienti cronici di attenzione dedicata. Questo importante perch proprio sui pazienti cronici abbiamo la necessit di lavorare ancora meglio. E su una patologia, come quella legata all’ambito respiratorio, molto diffusa e molto importante, in sinergia con gli enti locali sul territorio”.

Un’iniziativa resa possibile grazie al contributo non condizionante di Sanofi-Regeneron, che scommentte su un’alleanza tra istituzioni pubbliche, soggetti privati e terzo settore per diffondere la cultura delle prevenzione a ogni livello della societ civile.

“Noi crediamo fortemente in questa collaborazione tra mondo delle associazioni dei pazienti, istuituzioni, mondo scientifico, accademia: tutti insieme proprio per fare rete e cercare di migliorare le patologie e soprattutto aiutare i cittadini ad una diagnosi precoce, perch fondamentale – sottolinea Fulvia Filippini, Direttore Public Affairs di Sanofi -. Io stessa mi sono sottoposta al test oggi, perch purtroppo soffro anch’io di asma, e devo dire che stato un momento davvero intenso, sono contenta di questa opportunit. Grazie ancora a Regione Lombardia e Respiriamo Insieme per questa bellissima iniziativa”.

Ispirazione italiana, bellezza tutta Usa: il Red Rocks Amphitheatre

Denver, 10 giu. (askanews) – Un’ispirazione italiana, una bellezza tutta americana. L’antico anfiteatro greco di Taormina, in Sicilia, è stato fonte di ispirazione per il Red Rocks Amphitheatre in Colorado, un anfiteatro naturale, frutto di un fenomeno geologico e l’unico anfiteatro naturale acusticamente perfetto al mondo. Meno conosciuto forse di altri luoghi, è un posto davvero speciale che vale la pena di essere visitato come consigliano Brand Usa, Visit Denver e Visit Colorado, che hanno portato fin qua askanews per ammirare e filmare uno dei teatri più prestigiosi.

Peraltro tra le sue rocce rosse, se qualcuno si fosse trovato il 26 agosto 1964 avrebbe potuto assistere all’esibizione dei Beatles durante il loro primo lungo tour negli Stati Uniti d’America. I Fab Four suonarono solo per 35 minuti e molti fan non sentirono nemmeno la band: l’acustica perfetta infatti non fa distinzione e le urla delle ragazze ebbero la meglio. Il biglietto all’epoca costava poco più di 6 dollari secondo i fan presenti e alcune delle canzoni suonate dalla band erano “Twist & Shout” e “She Loves You”.

DOVE SI TROVA E CHI LO PENSÒ

Il Red Rocks Amphitheatre, a venticinque chilometri a ovest di Denver, è una spettacolare collaborazione tra uomo e natura, un luogo di intrattenimento creato dalla visione ispiratrice di George Cranmer, quando era responsabile del settore parchi e riqualificazione. All’inizio del Novecento, John Brisben Walker aveva realizzato concerti su una piattaforma temporanea in questo ambiente acusticamente perfetto, creato dallo spettacolare sito geologico naturale originariamente noto come Giardino degli Angeli.

Rivolti a est con vista panoramica su Denver, due imponenti monoliti di arenaria creano un anfiteatro naturale. Il monolite meridionale ricorda una nave ed è chiamato “Ship Rock”. “Creation Rock” si trova sul lato opposto dell’anfiteatro.

Grazie alla persuasione di Cranmer e alla missione originaria di Walker per il terreno, la città di Denver acquistò il sito nel 1928 per 54.133 dollari. Con la partecipazione del Civilian Conservation Corps e della Work Projects Administration, furono forniti materiali e manodopera per la costruzione dell’anfiteatro, progettato dall’architetto di Denver Burnham Hoyt. La costruzione durò più di 12 anni e l’anfiteatro fu inaugurato il 15 giugno 1941. Da allora, Red Rocks ha ospitato artisti di fama mondiale. Il Red Rocks Park, che comprende l’anfiteatro, è stato inserito nel Registro Nazionale dei Luoghi Storici nel 1990 e dichiarato Monumento Storico Nazionale nel 2015.

PROGETTAZIONE

L’anfiteatro fu progettato da Burnham Hoyt (1887-1960), uno degli architetti più influenti di Denver. Sebbene tra i primi ad abbracciare il Modernismo: si rivolse a modelli antichi come il Teatro di Dioniso di Atene quando progettò l’anfiteatro. In seguito scrisse: “La politica progettuale stabilita e rispettata in ogni fase era quella di realizzare un minimo di architettura; di preservare appieno, ove possibile, le grandi risorse del sito”. Il progetto fu completato nel 1936 e l’anfiteatro fu inaugurato il 15 giugno 1941, sebbene il tempo totale per il completamento del progetto fosse di 12 anni.

L’Anfiteatro Red Rocks fu l’opera più nota di Hoyt. Gli architetti di oggi ammirano ancora il modo in cui Hoyt integrò la topografia e le formazioni rocciose nel progetto del teatro che gli valse un immediato riconoscimento nazionale. Fu poi selezionato dal Museum of Modern Art di New York come uno degli esempi più significativi di architettura americana del decennio.

Protesta dei magistrati al Tribunale di Milano contro riforma Nordio

Milano, 10 giu. (askanews) – A Milano protesta dell’Associazione nazionale magistrati sulla scalinata del Palazzo di Giustizia contro la riforma del governo promossa dal Guardasigilli Carlo Nordio. Tutti i magistrati indossavano la toga e una coccarda tricolore, sventolando una copia della Costituzione; in prima fila il presidente dell’associazione, Cesare Parodi.

Su uno striscione una frase di Piero Calamandrei: “Se volete andare in pellegrinaggio dove nata la nostra Costituzione andate sulle montagne, nelle carceri, nei campi, dovunque morto un italiano per riscattare la nostra libert, perch l che nata questa nostra Costituzione”.

Lite al governo, diviso su terzo mandato e fisco. Scontro plateale sulle tasse tra Giorgetti e Meloni

Roma, 10 giu. (askanews) – All’indomani del coro di entusiasmo unanime per la “disfatta” del centrosinistra al referendum, la maggioranza si divide sul terzo mandato e sul fisco. Lo scontro più plateale avviene sulle tasse tra la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti e va in scena agli Stati generali dei commercialisti dove la premier interviene, a sorpresa, di persona.

Fino ieri sera attesa solo in videomessaggio, alle 10,30 invece Meloni compare al centro congressi La Nuvola all’Eur e si impegna tra gli applausi: “Intendiamo concentrarci oggi sul ceto medio” che “rappresenta la struttura portante del sistema produttivo italiano e spesso è quello che avverte di più il peso del carico tributario. Si tratta di tendere mano a milioni di persone che si sono sentite vessate dal fisco”. La premier fa felice Forza Italia per cui “l’attenzione al ceto medio è da sempre una priorità” mentre Giorgetti, ministro leghista, la ascolta dal vivo, e, prima di lasciare l’evento rinunciando a intervenire dal palco come inizialmente previsto, dice ai cronisti che per il taglio fiscale al ceto medio “ci sono ancora due anni e mezzo”.

Commento gelido perché non è un mistero che il taglio dell’Irpef, che costerebbe all’incirca 3/4 miliardi, sia alternativo alla pace fiscale tanto cara al partito di Matteo Salvini che, non a caso, qualche ora dopo, diffonde una dichiarazione in merito: “Per la Lega e per il Governo una giusta, attesa e definitiva pace fiscale, una rottamazione di milioni di cartelle esattoriali che stanno bloccando l’economia del Paese, sono una priorità, anzi una emergenza”. In realtà i due blocchi di cui si compone la pace fiscale leghista sono fermi in commissione Finanze al Senato: il ddl a prima firma del capogruppo Massimiliano Romeo sulla rateizzazione a lungo termine di carichi fiscali, contributivi e di altra natura è stato assegnato in sede redigente e illustrato dal relatore Massimo Garavaglia (Lega) a febbraio, sull’indagine conoscitiva sulla rottamazione quinquies si sono svolte le audizioni e tutto è fermo ai primi di aprile.

Il comunicato di Salvini che rilancia la pace fiscale arriva al termine del vertice a Palazzo Chigi dove il leader della Lega ha discusso per circa un’ora con Meloni, Antonio Tajani, Maurizio Lupi e Carlo Nordio del provvedimento sul fine vita atteso in aula al Senato a metà luglio. Ufficialmente nella sede del governo non si è parlato né di tasse né di terzo mandato, altro tema che divide la maggioranza con Forza Italia che resta contraria anche dopo l’apertura di Fratelli d’Italia ad approvare una norma che consenta al governatore del Veneto Luca Zaia di ricandidarsi. “Noi siamo contrari” al terzo mandato “ed è una posizione che abbiamo sempre avuto: siamo pronti ad ascoltare sempre tutti” ma “il terzo mandato poi devi farlo anche per i sindaci e diventa una cosa troppo complicata, non si può fare alla vigilia del voto ma siamo contrari proprio al principio. Le incrostazioni di potentati rischiano di essere dannose per i cittadini”.

La questione sarà oggetto del consiglio federale della Lega convocato domani alle 14,30 con all’ordine del giorno le elezioni regionali d’autunno. Sui nomi del centrodestra per le cinque regioni che andranno al voto non si registrano passi in avanti, tranne che per la ricandidatura nelle Marche di Francesco Acquaroli. Ma è un risiko che parte dal Veneto e dalla possibilità per l’attuale governatore di potersi ricandidare o meno. Il tempo per una norma che consenta il terzo mandato sono stretti. Esclusa l’ipotesi del decreto, l’idea sarebbe di inserire un emendamento a un provvedimento già all’esame del Parlamento avendo l’accortezza di scegliere un testo con una materia che risulti compatibile – gli enti locali ad esempio – e che non rischi di finire sotto la falce delle inammissibilità. Per procedere spediti tuttavia servono tutti i numeri del centrodestra e dunque un accordo anche con Fi che con la Lega ha aperto anche un altro fronte di tensione, quello sulla cittadinanza. Sempre Tajani oggi ha rilanciato la proposta azzurra dello ius scholae: “Non devo chiedere il permesso in Parlamento per presentare una legge. In politica si discute io non do ordini, ma nemmeno li prendo”.

Schlein: destra si può battere, ma non inseguendola sui suoi temi

Roma, 10 giu. (askanews) – “Noi possiamo batterli, ma non rincorrendoli sulla loro agenda”. Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein parlando alla ‘Seconda conferenza internazionale sulla giustizia sociale’. “Questo è un errore che molti partiti socialdemocratici hanno commesso negli anni. Ogni volta che li inseguiamo loro crescono, dobbiamo offrire un’alternativa. Non possiamo batterli inseguendoli ma costringendoli sul terreno meno favorevole per loro: la giustizia sociale, l’istruzione, la sanità, un lavoro decente, paghe dignitose”.

Al via primo Master Produzione e Finanza – Management per Audiovisivo

Roma, 10 giu. (askanews) – Il Centro Sperimentale di Cinematografia, Scuola Nazionale di Cinema e Anica Academy ETS lanciano la prima edizione del Master di Produzione e Finanza – Management per l’Audiovisivo, che si terrà dal 16 giugno 2025 al 10 marzo 2026.

Il Master è un’iniziativa che il Centro Sperimentale di Cinematografia e Anica Academy ETS realizzano in collaborazione, nella consapevolezza di quanto sia cruciale investire nella formazione di nuovi talenti in ambito manageriale, al fine di affrontare al meglio le sfide future legate alla crescita e all’internazionalizzazione del settore.

Il Master di Produzione e Finanza – Management per l’Audiovisivo è, peraltro, la prima collaborazione concreta tra il Centro Sperimentale di Cinematografia, e in particolare la Scuola Nazionale di Cinema, ed Anica Academy ETS, nel quadro del vigente protocollo di intesa.

L’iniziativa è promossa dal Centro Sperimentale di Cinematografia, nell’ambito del Progetto Cinecittà, di cui alla Missione del PNRR: Missione 1 – Digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo | M1C3 – Turismo e cultura 4.0 |M1C3 – Industria culturale e creativa 4.0|Investimento 3.2: Sviluppo industria cinematografica (Progetto Cinecittà), finanziato dall’Unione europea – NextGenerationEU. La partecipazione al corso è gratuita.

Il Master è stato presentato questa mattina presso il Ministero della cultura, alla presenza del Ministro della Cultura Alessandro Giuli, della Presidente del Centro Sperimentale di Cinematografia Gabriella Buontempo, del Presidente di Anica Academy ETS Francesco Rutelli, insieme alla Commissione Scientifica e alla prima classe selezionata del Master.

Grande affluenza, da tutte le regioni di Italia, delle domande di iscrizione al Master per il quale sono stati selezionati 20 studentesse e studenti con età media di trent’anni.

Obiettivo del Master è formare professionisti che possano essere in grado di operare nell’industria audiovisiva, muovendosi attraverso le profonde trasformazioni tecnologiche e sociali che ne condizionano le dinamiche e la struttura, e rafforzando capacità e competenze professionali, normative regolamentari, finanziarie, gestionali e amministrative. Il percorso didattico approfondisce aspetti fondamentali del mercato audiovisivo, tra cui: normativa del settore, soggetti coinvolti, finanziamento pubblico, processo produttivo e distributivo, catena del valore della Industry, funzionamento delle società di produzione, gestione finanziaria dei progetti, coproduzioni internazionali, strumenti finanziari a supporto della produzione. Completano il programma del Master il laboratorio sulla gestione finanziaria nel contesto italiano ed estero, quello sulla gestione legale e negoziale del processo audiovisivo (Business Affairs) e quello sul fare impresa nel settore audiovisivo.

I partecipanti avranno, peraltro, la possibilità di confrontarsi con alcuni dei più importanti professionisti del settore audiovisivo in Italia. Membri della Commissione Scientifica: Francesca Medolago Albani, Direttrice dello Sviluppo Strategico, Relazioni Esterne e Formazione Anica e Segretaria Generale di Anica Academy ETS, Barbara Bettelli, Avvocata, founder Belaw e co-founder di Smart Consulting Group e Smart+, Mauro Martani, CEO e Partner Smart+, Andrea Minuz, Professore di Storia del cinema presso la Sapienza Università di Roma. Incontrerà gli studenti anche il Presidente ANICA Alessandro Usai.

È, infine, previsto un project work finale, attraverso il quale ogni partecipante dovrà presentare il proprio progetto audiovisivo, completo di business plan.

Soddisfazione per la realizzazione del Master da parte di Anica Academy ETS, una scuola che fin dalla nascita è impegnata a garantire un’offerta formativa all’avanguardia, interdisciplinare e dal respiro internazionale. I corsi, che seguono tutta la filiera industriale dell’audiovisivo, dalla scrittura alla distribuzione, con focus su aree e ambiti fortemente innovativi, si rivolgono ai giovanissimi, ai neolaureati e ai professionisti. “Il lancio del Master in Produzione e Finanza – Management per l’Audiovisivo rappresenta un traguardo importante che siamo fieri di aver raggiunto insieme al Centro Sperimentale di Cinematografia, cui rinnoviamo il nostro apprezzamento, attraverso la Presidente Gabriella Buontempo”, dichiara Francesco Rutelli, Presidente di Anica Academy ETS. “Formare professionalmente coloro che lavorano nell’audiovisivo, o che aspirano a farlo, significa creare importanti opportunità per partecipare attivamente al miglioramento e alla crescita del settore, mediante la giusta fusione di visione artistica e abilità organizzative, per guidare con successo progetti sempre più ambiziosi”, aggiunge.

Francesca Medolago Albani, Segretaria Generale Anica Academy ETS, sottolinea: “Siamo orgogliosi di mettere a terra questo progetto comune, con l’obiettivo di continuare a condividere il patrimonio di conoscenze teoriche e pratiche proprie dell’Industry, dando ai partecipanti gli strumenti per diventare protagonisti del cambiamento e dell’innovazione”.

“È con grande orgoglio che oggi presentiamo, insieme ad Anica Academy ETS, il primo Master gratuito in Produzione e Finanza – Management per l’Audiovisivo”, dichiara la Presidente della Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia Gabriella Buontempo. “Il Centro Sperimentale di Cinematografia rinnova così il suo impegno nella formazione di nuove professionalità del settore, guardando con attenzione alle trasformazioni dell’industria audiovisiva e alle esigenze concrete del mercato. Questo Master nasce dalla volontà di creare un ponte solido tra la formazione d’eccellenza e il mondo del lavoro, fornendo strumenti concreti a giovani talenti per affrontare le sfide della produzione contemporanea, dalla gestione finanziaria alla conoscenza dei meccanismi industriali. La gratuità del percorso è per noi un segnale forte: l’accesso al sapere e alla crescita professionale non può essere un privilegio, ma un diritto da garantire a chi ha talento, passione e determinazione. Ringrazio Anica Academy per questa importante collaborazione e tutti coloro che, con competenza e visione, hanno contribuito alla nascita di questo progetto”.

Al Master di Produzione e Finanza – Management per l’Audiovisivo – che avrà luogo presso le sedi del CSC e di Anica Academy ETS, i 20 studenti selezionati seguiranno lezioni frontali, attività laboratoriali e lavoro a distanza, con orario dalle 10 alle 17. Il corso prevede, più specificamente, 16 settimane di didattica frontale e attività laboratoriali dal 16 giugno al 12 dicembre (con una pausa dal 12 luglio e al 15 settembre), mentre le restanti settimane di lavoro a distanza saranno dedicate al progetto finale, assistito da regolari incontri con i docenti (dal 7 gennaio al 10 marzo 2026). La frequenza è obbligatoria. Al termine del Master gli allievi che avranno frequentato proficuamente il programma conseguiranno un attestato di frequenza con evidenza delle competenze acquisite, che sarà consegnato nella cerimonia finale il 10 marzo 2026.

Fine vita, Boccia (Pd): destra vuole comitato etico nazionale, irride Parlamento

Roma, 10 giu. (askanews) – “Da mesi esiste il Comitato ristretto sul fine vita che promette la predisposizione di un testo sul fine vita. Questo Comitato si è riunito pochissime volte, rinviando di continuo ogni decisione, come denunciato più volte dal senatore Bazoli. Oggi scopriamo che sul fine vita, tema che dovrebbe essere lasciato alla libertà di coscienza dei parlamentari, vuole mettere le mani il governo: grazie ad un accordo di maggioranza arriverebbe in Senato un testo blindato che non sarà modificato. Siamo di fronte ad una scelta intollerabile, siamo di fronte all’irrisione del Parlamento, alla presa in giro dell’opposizione che da mesi chiede che il Parlamento legiferi, in una logica da Stato apostolico che promuove addirittura un Comitato etico nazionale promosso da Palazzo Chigi.Questa destra ha in mente una sorta di regime teocratico: prima l’idea del premierato, ora la verità spirituale di maggioranza, che vuole controllare in modo autoritario ogni aspetto della vita pubblica e privata. Ma dove siamo arrivati”? Lo dichiara il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia.

Italia prima in economia circolare ma serve mercato europeo rifiuti

Roma, 10 giu. (askanews) – Nonostante la posizione da leader dell’Italia nell’economia circolare con un tasso di riciclo dei prodotti del 20,8%, rispetto alla media UE dell’11,8%, secondo Erion all’Europa serve un mercato unico dei rifiuti, una politica di filiera integrata e modelli circolari pi efficienti di utilizzo delle risorse. E’ quanto emerso a Roma nel “Forum Erion sui modelli circolari per la crescita”, un evento organizzato dal pi importante Sistema multi-consortile di Responsabilit Estesa del Produttore, che ha riunito istituzioni, imprese e stakeholder del settore per discutere il ruolo strategico dell’economia circolare nel nuovo quadro che sar delineato dalla Commissione Europea.

A proposito dei risultati ottenuti nel 2024 dall’Italia il Presidente di Erion Andrea Fluttero ha detto: “Complessivamente il sistema multiconsortile ha gestito nel 2024 268.350 tonnellate di rifiuti, la maggior parte sono rifiuti provenienti da apparecchiature elettriche e elettroniche. Noi crediamo che sia dovuto a molti fattori: un costante e graduale aumento della consapevolezza da parte di cittadini, grazie anche alle campagne di sensibilizzazione che in molti facciamo e che anche il sistema Erion ha fatto in maniera importante in questi ultimi anni con alcune campagne; dalla efficenza che un sistema multiconsortile come il nostro in grado di dare grazie alla sinergia che si sviluppa gestendo le diverse filiere”.

Con l’avvio del Green Deal Industrial Plan e del Net Zero Industry Act, il Forum organizzato da Erion ha voluto rappresentare un’occasione di confronto tra attori pubblici e privati, non solo per un bilancio dell’esistente ma anche per un confronto propositivo, con suggerimenti alla Commissione Europea. Nonostante i risultati italiani nell’economia circolare del 2024, infatti, la nostra industria fatica a tradurre la sua leadership in sviluppo economico e industriale.

Danilo Bonato, Direttore Sviluppo Strategico e Relazioni Istituzionali di Erion, ha spiegato: “Serve un vero mercato unico europeo, orientato per alla sicurezza economica delle imprese, e un altro aspetto importante la capacit di costruire delle catene del valore complete, solide, che siano in grado di riciclare rifiuti, ottenere materie prime critiche, ma anche di creare una domanda per questi materiali che sia affidabile e consistente”.

Taormina, Michael Douglas contro Trump: mi vergogno e mi scuso

Taormina, 10 giu. (askanews) – “Mi rendo conto che il mio Paese responsabile del caos che regna nel mondo. Mi scuso e mi vergogno con i miei amici, con i miei vicini in Canada, in Messico o in tutti i Paesi dell’Ue e della Nato. Sono imbarazzato e mi scuso”. Cos Michael Douglas durante una masterclass al Taormina Film Festival. L’attore e produttore, vincitore di due Oscar, ospite della serata d’apertura della 71esima edizione e ricever il Taormina Excellence Achievement Award.

“Questo un festival cinematografico ed molto difficile passare cinque minuti senza menzionare ‘la grande T’, preferisco non entrare nel merito – ha aggiunto l’attore americano riferendosi al presidente Usa Donald Trump – Penso che nella mia vita, e sono nato nel 1944, questo sia il periodo peggiore che io possa ricordare. Sono nato alla fine della Seconda Guerra Mondiale ma nella mia vita, questo il periodo peggiore”.

Pronto il 18esimo pacchetto di sanzioni Ue contro la Russia

Bruxelles, 10 giu. (askanews) – E’ pronto per essere sottoposto all’approvazione dei Ventisette il 18esimo pacchetto di sanzioni Ue contro la Russia, che contiene in particolare nuove misure sull’energia (con la riduzione da 60 a 45 dollari del tetto imposto al prezzo del greggio russo e l’inserimento nella “lista nera” di 77 nuove navi della flotta ombra che aggira le sanzioni), e sul settore finanziario (con un vero e proprio divieto delle transazioni e misure contro 20 nuove banche). L’annuncio è stato dato questo pomeriggio a Bruxelles in un punto stampa dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e dall’Alta Rappresentante per la Politica estera comune Kaja Kalls.

“Vogliamo – ha esordito von der Leyen – la pace per l’Ucraina. Ma nonostante settimane di tentativi diplomatici, nonostante l’offerta del presidente Zelensky di un cessate il fuoco incondizionato, la Russia continua a portare morte e distruzione in Ucraina. L’obiettivo della Russia non è la pace, ma imporre il potere della forza. Pertanto, stiamo aumentando la pressione sulla Russia, perché la forza è l’unico linguaggio che la Russia capirà”.

“L’economia russa – ha ricordato la presidente della Commissione – è profondamente colpita dalle sanzioni: 210 miliardi di euro di riserve della Banca Centrale Russa sono immobilizzati; i ricavi russi da petrolio e gas sono diminuiti di quasi l’80% rispetto a prima della guerra. Il suo deficit è alle stelle. I tassi di interesse sono proibitivi. L’inflazione è in aumento, ben oltre il 10%. Il prezzo delle importazioni di tecnologie e beni essenziali è sei volte superiore rispetto a prima della guerra e rispetto ai prezzi medi globali. In breve, l’economia russa si limita a un’economia di guerra e sacrifica le prospettive future”.

“Questa guerra – ha sottolineato von der Leyen – deve finire. Abbiamo bisogno di un vero cessate il fuoco. La Russia deve presentarsi al tavolo delle trattative con una proposta seria. E poiché fino ad oggi non ha mostrato la volontà di raggiungere la pace, intensificheremo la pressione sulla Russia, anche attraverso ulteriori dure sanzioni. Pertanto – ha annunciato – proponiamo ora un 18mo pacchetto di sanzioni drastiche, prendendo di mira fondamentalmente due settori: il settore energetico e il settore bancario russi. Inoltre, stiamo ampliando i divieti e i controlli delle esportazioni, e rafforzando le misure anti elusione”.

Diabete, l’Italia pioniera con la prima insulina settimanale al mondo

Roma, 10 giu. (askanews) – Approvata in Italia la prima insulina settimanale al mondo. Una novit che interessa circa 1,3 milioni di italiani: tante sono infatti le persone che convivono con il diabete mellito di tipo 2 e di tipo 1 e sono costrette a sottoporsi ad iniezioni quotidiane di insulina basale. Si tratta di una vera rivoluzione: 101 anni dopo la scoperta del farmaco si potr cos passare da 365 a 52 iniezioni all’anno, con benefici non solo in termini di sicurezza ed efficacia, ma anche per la qualit di vita dei pazienti e sull’impatto ambientale.

Una innovazione considerata una priorit di salute per il Paese sia dalle Autorit sanitarie che dalla comunit scientifica. L’Italia infatti il primo Paese in Europa ad aver completato il processo autorizzativo del farmaco sviluppato dall’azienda danese Novo Nordisk, a meno di un anno dalla sua approvazione europea.

Marcello Gemmato, Sottosegretario di Stato al Ministero della Salute: “Uno straordinario esercizio di sintesi fatto da un ecosistema, da chi governa, dall’ente regolatorio, dalla comunit scientifica, dall’industria. Per rendere pi facile, pi semplice, pi aderente alla terapia la vita dei pazienti diabetici. Il faro, l’obiettivo ultimo, il termine ultimo dell’azione del governo, del nostro ministero, del ministero della Salute, il paziente. Ci racconta finalmente di un’Italia performante, che attira investimenti, ma che sa stare anche al passo con l’innovazione”.

In Italia vivono circa 4 milioni di persone con diabete. Oggi la terapia insulinica comporta almeno un’iniezione al giorno, con ricadute sulla sfera personale, sociale e lavorativa. Questa complessit quotidiana incide sulla qualit della vita e sull’aderenza al trattamento: si stima che il 50% dei pazienti ritardi di oltre due anni l’avvio della terapia insulinica, il che espone inoltre a un rischio aumentato di complicanze gravi, dall’infarto all’insufficienza cardiaca all’ictus.

L’insulina settimanale dunque una opportunit che pu consentire un percorso di cura pi semplice e pi efficace, migliorando la qualit della vita per le persone con il diabete.

Giorgio Mul, Vicepresidente della Camera dei Deputati: “E’ una tappa fondamentale nel percorso di assistenza ai malati di diabete 1 e diabete 2. Si affianca a una legge meritoria che introduce lo screening sul diabete 1: la persona al centro, grazie all’impegno di una grande casa farmaceutica che mette a disposizione e l’Italia acquisisce la prima insulina settimanale al mondo. E’ una tappa verso il processo che ci porter ad avere anche un domani un vaccino sul diabete”.

Negli studi clinici di fase 3, l’insulina settimanale ha permesso una riduzione della glicemia rispetto all’insulina basale giornaliera, favorendo il controllo glicemico nelle persone con diabete di tipo 2.

Alfredo Galletti, Vice President & General Manager Novo Nordisk Italia: “Oggi una giornata da celebrare. L’arrivo dell’insulina settimanale segna una grande innovazione. Oggi cambia un paradigma di trattamento insulinico che era basato sull’insulina giornaliera, con un carico emotivo impattante per i pazienti. Ed anche una giornata da celebrare per il grande impegno di tutti gli stakeholder che ci hanno aiutato e permesso di far aiutare l’insulina settimanale in tempi brevissimi in Italia. Noi continueremo ad innovare, anche in classi terapeutiche che sono poi la nostra eredit e la nostra fondazione”.

A conferma dell’impegno verso le persone con diabete, Novo Nordisk avvier una campagna di informazione sui principali canali social sull’importanza della qualit di vita e dell’innovazione nel diabete, con una campagna realizzata in collaborazione con FAND – Associazione Italiana Diabetici.

Taormina, Michael Douglas contro Trump: mi vergogno e mi scuso



Taormina, 10 giu. (askanews) – “Mi rendo conto che il mio Paese è responsabile del caos che regna nel mondo. Mi scuso e mi vergogno con i miei amici, con i miei vicini in Canada, in Messico o in tutti i Paesi dell’Ue e della Nato. Sono imbarazzato e mi scuso”. Così Michael Douglas durante una masterclass al Taormina Film Festival. L’attore e produttore, vincitore di due Oscar, è ospite della serata d’apertura della 71esima edizione e riceverà il Taormina Excellence Achievement Award.

“Questo è un festival cinematografico ed è molto difficile passare cinque minuti senza menzionare ‘la grande T’, preferisco non entrare nel merito – ha aggiunto l’attore americano, riferendosi al presidente degli Stati Uniti Donald Trump – Penso che in tutta la mia vita, e sono nato nel 1944, questo sia il periodo peggiore che io ricordi. Sono nato alla fine della Seconda Guerra Mondiale, ma questo è il periodo peggiore”.

50 anni del Museo Fortuny: “Rinnoviamo sguardo di sperimentazione”

Venezia, 10 giu. (askanews) – Da casa e fabbrica di Mariano Fortuny y Madrazo ed Henriette Nigrin, nata tra le mura di Palazzo Pesaro Orfei, a punto di riferimento per la cultura della citt di Venezia: il Museo Fortuny di Venezia festeggia 50 anni e guarda al futuro con un nuovo spirito e la voglia di rinnovarsi nel senso della tradizione del luogo. La responsabile del museo, Elisabetta Barisoni ha raccontato ad askanews in che modo intende portare avanti il progetto: “Rinnoviamo lo spirito di sperimentazione e e vogliamo offrire sempre cose nuove. In questo museo si fatta per anni avanguardia”.

FT: Italia, Spagna e Grecia vincintori su tensioni titoli di Stato

Roma, 10 giu. (askanews) – Italia, Spagna e Grecia: sono quelli che il Financial Times definisce “gli improbabili vincitori” nella recente fase di tensioni durante le aste di collocamento di titoli di Stato. Secondo il quotidiano, il rally sulle loro emissioni pubbliche ha ridotto il differenziale dei tassi rispetto ai titoli di Stato della Germania – il famigerato “spread” – ai minimi da oltre 10 anni a questa parte.

“Ora l’Italia paga soltanto 0,9 punti percentuali in più rispetto ai costi di rifinanziamento decennali della Germania, vicino ai minimi da 15 anni – afferma il FT in un articolo che apre l’edizione online europea -. La Spagna si rifinanzia a un costo inferiore a quello della Francia, seconda maggiore economia dell’area euro, con uno spread di meno di 0,6 punti percentuali”.

Il tutto risente anche degli aumenti dei tassi sui titoli di Stato tedeschi, dopo gli annunci dei propositi di spesa del nuovo cancelliere della Germania, Friedrich Mertz, per circa 1.000 miliardi di euro. Anche da questo è derivato il calo dei differenziali.

Alcuni analisti citati dal quotidiano, come quelli del gigante dell’obbligazionario Pimco, prevedono che il restringimento degli spread sia destinato a proseguire. Altri, come un gestore della della Twenty Four AM rilevano che gli elevati livelli di indebitamento pubblico dei Paesi del Sud Europa implicano che le preoccupazioni sui loro conti potrebbero riemergere in futuro.

Calcio, Abodi: "La maglia azzurra è poco rispettata"

Roma, 10 giu. (askanews) – “Il ‘no’ di Ranieri all’Italia non penso sia stato a cuor leggero, è il frutto di una valutazione di una persona retta che ha dei principi morali forti e un amore nei confronti del calcio sano. In parte ritengo sia il no a condizioni con le quali Ranieri non sa lavorare”. Così il ministro per lo sport ed i giovani, Andrea Abodi sul rifiuto di Ranieri a guidare la Nazionale. Sulla situazione azzurra: “Oggi non ci sono le premesse migliori per la qualificazione al mondiale, anche se il percorso è ancora lungo. A volte si perde anche quando si vince e questo associa la prestazione con la Norvegia e quella con la Moldova. Abbiamo vinto ma abbiamo dato la sensazione di una maglia azzurra che non viene profondamente rispettata e questo la passione popolare percepisce”. “Chi è responsabile della situazione della Nazionale? Chi deve riflettere non è solo una persona, è un sistema, perché quando un presidente federale viene eletto con il 98% sono tutte le componenti che devono capire come dare un contributo per cambiare qualcosa che non è solo il cambio dell’allenatore ma un cambio culturale, di un approccio e comportamentale”. Su Gravina: “Poi il presidente federale è il più esposto e risponde – sottolinea il ministro a margine dell’evento di lancio, in corso a Roma, della quindicesima edizione di ‘Mediterraneo da remare’, la campagna promossa dalla Fondazione UniVerde in collaborazione con Fondazione Marevivo per contrastare ogni forma di inquinamento dei mari e dei bacini idrografici -, mentre a pagare in questo caso è l’allenatore. Le valutazioni tecniche non le commento, ma le modalità con cui si è consumato il distacco lasciano perplessi”.

Tajani: Fi contraria al terzo mandato, no a incrostazioni di potentati

Roma, 10 giu. (askanews) – “Noi siamo contrari” al terzo mandato “ed è una posizione che abbiamo sempre avuto: siamo pronti ad ascoltare sempre tutti” ma “il terzo mandato poi devi farlo anche per i sindaci e diventa una cosa troppo complicata, non si può fare alla vigilia del voto ma siamo contrari proprio al principio”. Lo ha detto Antonio Tajani, ministro degli Esteri e vicepremier, parlando alla Camera.

“Io sono sempre pronto al dialogo – ha specificato – ad ascoltare le ragioni ma gli altri devono ascoltare le nostre. Le incrostazioni di potentati rischiano di essere dannose per i cittadini”.

Taormina, Solarino: onore essere madrina di un festival al femminile

Taormina, 10 giu. (askanews) – ” sempre una grande emozione arrivare a un festival e quest’anno ancora di pi, essendo la madrina, sono felice e onorata. Il programma molto ricco, penso che sar molto bello anche per il pubblico”.

Cos Valeria Solarino, madrina del 71esimo Taormina Film Festival che fino al 14 giugno animer il Teatro Antico e altre location con numerose star internazionali e italiane.

“Tiziana Rocca, la padrona di casa, ha voluto creare un festival al femminile – ha aggiunto – penso sia molto importante, perch finch non ci sar davvero una parit bene che qualcuno si prenda cura di dare spazio alle donne”.

Infine, parlando delle star pi attese al festival, Valeria Solarino non ha dubbi. “Io sono da sempre una fan di Martin Scorsese, qui porter l’edizione restaurata di ‘Taxi Driver’, uno dei miei film preferiti, quindi attendo lui” ha detto.

Terzo mandato, Tajani: Fi contraria, no a incrostazioni potere

Roma, 10 giu. (askanews) – “Noi siamo contrari” al terzo mandato “ed è una posizione che abbiamo sempre avuto: siamo pronti ad ascoltare sempre tutti” ma “il terzo mandato poi devi farlo anche per i sindaci e diventa una cosa troppo complicata, non si può fare alla vigilia del voto ma siamo contrari proprio al principio”. Lo ha detto Antonio Tajani, ministro degli Esteri e vicepremier, parlando alla Camera.

“Io sono sempre pronto al dialogo – ha specificato – ad ascoltare le ragioni ma gli altri devono ascoltare le nostre. Le incrostazioni di potentati rischiano di essere dannose per i cittadini”.

Da Regno Unito, Canada, Australia e Nuova Zelanda sanzioni contro i ministri israeliani Ben-Gvir e Smotrich

Roma, 10 giu. (askanews) – Il Regno Unito, insieme a Canada, Australia e Nuova Zelanda, ha deciso di imporre sanzioni contro due esponenti di spicco del governo israeliano noti per le loro posizioni estreme sul conflitto a Gaza: il ministro della Sicurezza Nazionale Itamar Ben-Gvir e il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich. Lo riporta il Times citando fonti governative.

(Nella foto il ministro e leader del partito israeliano di estrema destra Otzma Yehudit Jewish Power Ben Gvir)

Anna la "Vera baddie" della musica esce con "Désolée"

Milano, 10 giu. (askanews) – Dopo il successo senza precedenti dell’album “Vera baddie”, certificato 4 volte Platino, Anna annuncia il suo ritorno con il nuovo singolo “Désolée”, in uscita su tutte le piattaforme digitali e in tutte le radio in Italia da venerdì 13 giugno.

Prodotto dal collaboratore MILES, “Désolée” è un pezzo club banger che strizza l’occhio al mondo del pop elettronico ed è pronto a lasciare il segno, come solo ANNA sa fare con la sua musica.

“Non c’è nessuno che può domare una leonessa”, canta l’artista all’interno del pezzo e pronta a lanciare il suo messaggio di empowerment, ancora una volta.

“Non volevo fare il solito brano estivo con cassa dritta, ma volevo sperimentare altri stili. Con MILES è uscito questo brano che combina alla perfezione reggaeton e pop elettronico. Suona diverso da ciò che ho fatto in passato. In generale, non mi piace ripetere me stessa”, commenta l’artista.

Anna è la protagonista indiscussa della scena musicale italiana degli ultimi anni: l’album best-seller “Vera baddie” è stato certificato 4xPlatino, ha superato le 320.000 copie vendute e staziona in classifica da oltre 48 settimane (FIMI/GFK). L’album è rimasto alla #1 per 9 settimane consecutive e dal progetto sono stati estratti ben 6 singoli: “BBE” con Lazza (2xPlatino), “30° C” (3xPlatino), “Tonight” (Oro), “Una tipa come me” (Oro), “TT LE GIRLZ” con Niky Savage (2xPlatino) e “Vieni dalla Baddie (interlude)” (Oro).

Inoltre, quasi tutte le tracce dell’album sono state certificate da FIMI/GFK: “Hello Kitty” (Platino), “I Love It” con Artie5ive (Platino), “Bikini” con Guè (Oro), “Chica Italiana” con Sfera Ebbasta (Oro) e “ABC” con ThaSup e Tony Boy (Oro).

Anna è risultata l’artista femminile con più copie vendute del 2024 nella classifica ufficiale in Italia (FIMI/GFK). “Vera baddie” è stato l’album rimasto più a lungo alla prima posizione durante l’anno, il terzo più venduto in generale e il primo di un’artista donna. ANNA, inoltre, è l’artista femminile con più certificazioni FIMI del 2024 con oltre 2 milioni e 500 mila copie certificate.

È stata, inoltre, inserita nella lista stilata da Forbes fra i talenti Under 30 nel mondo dell’intrattenimento.

Premiata dalla testata Billboard Italia come “Donna dell’anno”, Anna ha ricevuto il premio “Italy’s Global Woman of the Year” ai Billboard Women in Music Awards 2025 a Los Angeles, dove è salita sul palco accanto alle più grandi star dell’industria musicale mondiale come Doechii, JENNIE, Gracie Abrams e Meghan Trainor.

In attesa di intraprendere il suo primo tour nei palazzetti già praticamente sold-out il prossimo autunno, ANNA ha annunciato le date del VB SUMMER TOUR 2025 – prodotto e realizzato da Vivo Concerti – che la vedrà protagonista dei principali festival estivi. Il tour estivo partirà il 5 luglio da Codroipo (UD) con una tappa a Villa Manin, per poi proseguire il 13 luglio a Genova all’Altraonda Festival, il 15 luglio a Legnano (MI) al Rugby Sound Festival, il 17 luglio a Francavilla al Mare (CH) allo Shock Wave Festival, il 2 agosto a Riccione (RN) al Versus Festival, il 4 agosto a Diamante (CS) al Tirreno Festival, il 5 agosto a Roccella Jonica (RC) al Roccella Summer Festival, il 7 agosto a Catania (CT) al Wave Summer Music, il 9 agosto a Cinquale (MS) al Vibe Festival, l’11 agosto a Gallipoli (LE) al Raffo Parco Gondar, il 13 agosto a Ostuni (BR) allo Iod Fest, il 15 agosto a Olbia (SS) al Red Valley Festival, il 22 agosto a Romano D’Ezzelino (VI) all’Ama Music Festival, per poi concludersi il 24 agosto a Campobasso (CB) al Campobasso Summer Festival.

Dopo il VB Summer Tour, quest’autunno ANNA si esibirà nel suo primo tour nei Palasport, già praticamente sold-out e prodotto e realizzato da NEXT SHOW e Vivo Concerti, che partirà il 16 novembre da Mantova (PalaUnical, data sold out) e farà tappa a Milano (Unipol Forum) con tre concerti il 22, il 23 e il 24 novembre, a Bologna (Unipol Arena) il 26 novembre, a Firenze (Mandela Forum) il 28 novembre, a Napoli (Palapartenope) il 30 novembre, a Roma (Palazzo dello Sport) il 2 dicembre, a Padova (Kioene Arena, data sold out) il 4 dicembre, per poi concludersi a Torino (Inalpi Arena) il 6 dicembre.

E’ uscito il video di "Indipendente", nuovo singolo di Emma Nolde

Milano, 10 giu. (askanews) – E’ uscito il video ufficiale di “Indipendente”, nuovo singolo della giovane perla del cantautorato italiano Emma Nolde che esorta al cambiamento e a scendere in campo per un futuro migliore – «abbiamo nuovi valori / tra poco tempo sarà il nostro turno e mescoleremo i colori» -, un tema di grande attualità in considerazione delle poche ore di distanza da uno dei momenti di massima espressione di democrazia del nostro Paese. Riflettendo sulle difficoltà del raggiungere quell’indipendenza che l’età adulta implica e richiede, “Indipendente” non è solo l’inno generazionale di quei giovani che si sono trovati scaraventati nel pantano di un precariato perenne e disilluso, dove aspirazioni e incertezze sono in costante tensione tra loro, ma è la voce di tutti coloro che cercano attivamente il cambiamento per un futuro migliore.

Il video è diretto da Mòndeis (Asia Jennifer Lanni & Nicola Bussei) e coreografato da Alessandra Dolcetti per enfatizzare la body percussion su cui poggia la ritmica del brano.

Pubblicato da Carosello Records e disponibile su tutte le piattaforme digitali dallo scorso mercoledì 4 giugno, “Indipendente” è il primo singolo con cui la cantautrice toscana, classe 2000, dà seguito al grande riscontro di pubblico e critica dell’album “NUOVOSPAZIOTEMPO”, acclamato tra i migliori album del 2024, in un periodo di grande crescita e importanti traguardi per l’artista. Spotify l’ha scelta tra i sei talenti dell’anno per il programma globale SPOTIFY RADAR 2025 volto al supporto dei più promettenti artisti emergenti di tutto il mondo. Ha inoltre pubblicato le preziose collaborazioni con Niccolò Fabi, bnkr44 & Tedua, Dente e Giovanni Toscano, mentre Brunori Sas l’ha coinvolta come ospite speciale nei concerti di Roma e Milano.

Emma Nolde racconta così la scelta di questo singolo: «Per le canzoni che escono isolate da un album vengono solitamente scelti i pezzi più orecchiabili e semplici a un primo ascolto. Però succede che la maggior parte delle persone si perde per strada tutta una serie di sfumature musicali che esistono. Per me è importante ritagliare dei momenti in cui la scelta delle canzoni che faccio uscire singolarmente non si regge su ciò che è più semplice, ma su quello che mi entusiasma di più in quel momento, su quello che sento che parla di una tematica che risuona con me, che ci fa venire anche un po’ di mal di pancia da novità; su quello che viene fuori da sperimentazioni musicali, da giochi come la body percussion di questo brano, che mi divertono. “Indipendente” è una scelta che risuona con me adesso più che mai e che musicalmente mi diverte tantissimo».

Prosegue anche il Nuovospaziotempo Tour, ora giunto alla sua stagione estiva con un nuovo calendario fitto di appuntamenti live in tutta Italia a partire dallo scorso 24 maggio con l’atteso ritorno al MI AMI Festival, quest’anno per la prima volta come headliner del festival, e la partecipazione a El Galactico Festival ideato dai Baustelle, dove Emma ha presentato dal vivo il nuovo singolo “Indipendente”.

Il Nuovospaziotempo Tour sarà l’occasione per vedere Emma Nolde, una delle voci più autentiche e apprezzate del nuovo cantautorato, incontrare il pubblico attraverso i brani più amati dei suoi tre album “Toccaterra”, “Dormi” e “Nuovospaziotempo”. Tra attimi di delicata emotività e impeti di travolgente energia, le interpretazioni di Emma raggiungono il cuore di ogni età, parlando alle esperienze di vita di ciascuno e dando prova di come la musica dal vivo possa essere uno spazio di inclusione, verità e bellezza.

Prodotto da Locusta, il tour estivo vede salire sul palco Emma Nolde alla chitarra, synth e piano, accompagnata da Marco Martinelli alla batteria e ukulele, Andrea Beninati al violoncello, percussioni, piano e basso, Francesco Panconesi al sax, piano, synth e cori, e in alcune date anche da Federica Sutera al basso.

Nuovospaziotempo Tour – Calendario in aggiornamento: 21 giugno – Fiorenzuola D’Arda (PC) – VUSA! Fest 27 giugno – Salerno – Limen Salerno Festival 28 giugno – Cervia (RA) – CaterRaduno – NUOVA DATA 2 luglio – Loano (SV) – Unipol Cubo Live 3 luglio – Torino – Flowers Festival 4 luglio – Montespertoli (FI) – RockUnMonte 5 luglio – Soliera (MO) – Arti Vive 10 luglio – Pisa – Giardino Scotto 11 luglio – Bergamo – NXT 14 luglio – Treviso – Suoni di Marca Festival 20 luglio – Roma – Spaghetti Festival 21 luglio – Ancona – Spilla c/o Anfiteatro Romano – NUOVA DATA 25 luglio – Assisi (PG) – Riverock 26 luglio – Schio (VI) – NEXT PLEASE! Festival 19 agosto – Brescia – Festa di Radio Onda D’Urto 21 agosto – Roseto degli Abruzzi (TE) – Transumare Fest 22 agosto – Colle Val D’Elsa (SI) – Piazza Unità dei Popoli – NUOVA DATA 28 settembre – Bologna – Tutto Molto Bello c/o Lovomotiv – NUOVA DATA

Biglietti e maggiori informazioni sul sito di Locusta: https://www.locusta.net/emmanoldetourestivo2025

Austria, la strage nella scuola a Graz: 9 i morti, a sparare un ex studente che si poi è suicidato

Roma, 10 giu. (askanews) – Almeno dieci persone, in gran parte studenti e almeno un adulto, sono state uccise in una sparatoria in una scuola secondaria a Graz, nel sud dell’Austria. L’attentatore sarebbe un ex studente e avrebbe agito da solo: è morto, portando il bilancio a 10 vittime, ha confermato la sindaca Elke Kahr, definendo l’accaduto una “tragedia inimmaginabile”.

La polizia ha confermato che il killer ha agito da solo, ma le motivazioni restano sconosciute e gli inquirenti stanno cercando di ricostruire la dinamica che ha portato alla strage.

Le vittime includono minorenni e almeno un insegnante o membro dello staff, riferiscono i media austriaci. Alcuni feriti sono in condizioni gravi.

L’assassino, secondo fonti non ufficiali, sarebbe un ex allievo della scuola, trovato morto dopo la strage. Alcuni media parlano di un suicidio e del corpo ritrovato in un bagno, ma non ci sono conferme ufficiali. L’Austria, uno dei Paesi più sicuri al mondo secondo il Global Peace Index, non è abituata a stragi di questo tipo, sottolinea Afp, ricordando i principali attacchi in scuole europee: il più sanguinoso nell’università di Praga nel 2023, con 14 morti.

Nonostante leggi piuttosto rigide (divieto di mitragliatrici e fucili a pompa), l’Austria ha un alto tasso di armi tra i civili (30 ogni 100 abitanti). Il bilancio potrebbe aggravarsi per i feriti in condizioni critiche, una trentina secondo gli ultimi aggiornamenti. La procura ha fatto sapere che aprirà un’inchiesta per omicidio e terrorismo.

Tiziana Rocca: quest’anno Hollywood si trasferisce a Taormina

Taormina, 10 giu. (askanews) – “Quest’anno Hollywood si trasferisce a Taormina”. Lo ha detto Tiziana Rocca, direttrice artistica del Taormina Film Festival, lanciando la 71esima edizione che si terr fino al 14 giugno.

“L’impostazione che ho cercato di dare quest’anno alla 71esima edizione, internazionale, con il ritorno al concorso, alla competizione e tanti film internazionali che sono arrivati da tutto il mondo. Ci sono tanti eventi speciali e soprattutto tante star che tornano o vengono per la prima volta: sono felice che Michael Douglas torni dopo 21 anni e riceve il Taormina Achievement Award, sono altrettanto felice di riportare per la prima volta al festival Martin Scorsese che ricever il Lifetime Achievement Award e sar un festival dedicato alle donne. Monica Bellucci l’emblema di questo festival, sul poster meravigliosa in ‘Malena’ che compie 25 anni e lei chiuder il festival. Ma avremo tantissimi altri ospiti, Dennis Quaid, Olivia Wilde, Helen Hunt, Catherine Deneuve. Quindi, veramente quest’anno Hollywood si trasferisce a Taormina e comunque abbiamo cercato di fare un festival per il pubblico e che in qualche modo il pubblico possa trovare il suo film, ma anche per i ragazzi, tantissimi giovani, 400 ragazzi che di nuovo hanno ricreato il campus e 20 in giuria per ridare il premio Cariddino d’Oro”, ha concluso Rocca.

Mattarella: sincera vicinanza alle famiglie delle vittime nella scuola di Graz

Roma, 10 giu. (askanews) – “Seguo con partecipazione le drammatiche notizie relative alla sparatoria in una scuola di Graz. In questo momento di profonda tristezza, facendomi interprete dei sentimenti della Repubblica Italiana, desidero esprimere le più sentite condoglianze e la più sincera vicinanza alle famiglie delle vittime. Il pensiero degli italiani, e mio personale, va anche ai giovani feriti, cui auguro un pronto e pieno ristabilimento”. Lo scrive il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio che ha inviato al presidente federale della Repubblica d’Austria, Alexander Van der Bellen.

Referendum, Conte: su cittadinanza votato sì, ma strumento sbagliato

Bruxelles, 10 giu. (askanews) – Il diritto di cittadinanza degli immigrati, che tra i quesiti del referendum fallito è quello che ha avuto meno successo, è un tema su cui il M5s preferiva un’altra soluzione, quella dello Ius Scholae, che è ancora praticabile con l’attività legislativa del Parlamento. Lo ha sottolineato il leader del M5s, Giuseppe Conte, parlando con la stampa a margine di un evento a cui ha partecipato al Parlamento europeo a Bruxelles.

“Quello – ha detto Conte – è un tema su cui noi siamo sul pezzo, ma il problema è che è una battaglia che ritenevamo giusta dove ci è stato offerto uno strumento (l’acquisizione della cittadinanza dopo cinque anni, ndr) che ho detto da subito ci ha lasciato perplessi e che ritenevamo sbagliato”.

“Lo strumento migliore per noi – ha precisato – è lo Ius Scholae(l’acquisizione della cittadinanza per i minori nati in Italia o arrivati entro i 12 anni, dopo aver frequentato regolarmente la scuola, ndr) dove anche il centro-destra andrebbe sfidato, visto che Forza Italia sullo Ius Scholae ha una proposta un po’ simile alla nostra, ma non del tutto assimilabile. Quindi è su quello che noi possiamo offrire alla cittadinanza dei percorsi di integrazione e la soluzione a un problema”.

“Io poi – ha ricordato Conte – ho votato comunque; noi abbiamo fatto comunque campagna referendaria, abbiamo lasciato libertà di voto, e io ho votato personalmente sì. Però sicuramente chi ha promosso quel referendum, secondo me, come avevo detto, rischia di allontanare anche la soluzione di un problema che invece – ha concluso – va affrontato con una diversa soluzione”.

Austria, sparatoria a scuola: 28 feriti, 4 in condizioni critiche

Roma, 10 giu. (askanews) – Secondo il quotidiano Kronen Zeitung, almeno 28 persone sono state ricoverate in ospedale dopo una sparatoria avvenuta oggi in una scuola nella città di Graz, in Austria. Di queste, almeno quattro sono in condizioni critiche.

In precedenti i media austriaci hanno rivelato che tra 8 e 11 persone, molte delle quali bambini, sono rimaste uccise nell’attacco.

Le forze di polizia locali hanno confermato che nell’area intorno alla scuola è in corso una vasta operazione.

Taormina Film Festival, al via l’edizione 71 tra star e glamour

Roma, 10 giu. (askanews) – Taormina è tornata, sarà un festival tra star e glamour, ha dichiarato la direttrice Tiziana Rocca in conferenza stampa, dando il via alla 71esima edizione del Taormina Film Festival che per 5 giorni, fino al 14 giugno, porterà in Sicilia star del calibro di Michael Douglas, Martin Scorsese, Monica Bellucci, James Franco, Helen Hunt, Catherine Deneuve e molti altri.

“Un festival che è nel mio cuore – ha detto Tiziana Rocca, tornata alla direzione del festival dopo alcuni anni – ho cercato di riportare qui i grandi ospiti internazionali e il glamour per il pubblico”. Non solo film in questa edizione 71 dedicata alle donne: “Ogni sera al Teatro Antico ci sarà uno spettacolo con tante artiste che faranno un omaggio al cinema attraverso la musica – ha aggiunto – da Nina Zilli a Clara, da Baby K a Carmen Consoli, Lola Ponce, Noemi, l’idea è anche spettacolarizzare le strade di Taormina prima dei film”.

Valeria Solarino si è detta onorata di essere la madrina di quest’anno; aprirà ufficialmente il festival questa sera al Teatro Antico prima della proiezione del film d’apertura “Ballerina”, della saga di John Wick. “Un festival molto al femminile, dalle star alla giuria, finché non ci sarà la parità di genere sono giuste queste iniziative” ha commentato Solarino, parlando della dedica alle donne di questa edizione.

L’Assessore Regionale al Turismo, Sport e Spettacolo Elvira Amata ha sottolineato l’importanza di questo evento e del cinema nella Regione. “‘The White Lotus’ – ha detto – ha rafforzato la presenza dei set sul nostro territorio, il cinema in Sicilia ci aiuta soprattutto a livello di promozione turistica, oltre che per l’indotto. Mi inorgoglisce questa edizione perché è dedicata alle donne ed è un festival di rilievo internazionale”.

Rebecca Horn a Rivoli, alle radici del senso contemporaneo

Torino, 10 giu. (askanews) – Una mostra difficile da dimenticare, che ricostruisce la pratica di una artista dotata di visione e prospettiva. Il Castello di Rivoli dedica un’esposizione intensa a Rebecca Horn, artista tedesca scomparsa nel 2024, che aveva pi volte esposto nel museo torinese. “Ci tenevo a ripercorrere la relazione che c’era tra l’istituzione e l’artista – ha detto ad askanews Francesco Manacorda, direttore del Castello di Rivoli – e darle uno spazio che non ha mai avuto in Italia. questa la prima retrospettiva museale di Rebecca Horn in Italia, e oltretutto volevo avere un nome che invitava a una risonanza emotiva”.

L’aspetto pi evidente della mostra legato al modo in cui Rebecca Horn ha saputo anticipare molte delle tendenze che avrebbero caratterizzato il contemporaneo: dall’ibridazione corpi-macchine al ragionamento sulla natura, dalla definizione di uno spazio differente fino a temi spirituali. “Soprattutto studiando i lavori degli ultimi anni – ha aggiunto Marcella Beccaria, vicedirettrice del museo e curatrice della mostra – quello che mi ha colpito stata in realt la profonda spiritualit che li connette, la profonda attenzione rispetto alle possibilit proprio di guardare al tempo non necessariamente come una condizione lineare in senso occidentale, ma pi vicino al pensiero orientale, quindi pensarlo pi come a una entit dinamica, un’entit circolare nella quale diciamo nascita, vita, morte non sono dei punti finali, ma sono parte appunto di un pi ampio insieme circolare”.

Nella Manica lunga del Castello le opere di Horn sfilano come un percorso dentro noi stessi, come un racconto di un presente che abbiamo forse intuito, ma nel quale ci sembra, come diceva Agamben, di non essere mai stati. “Ci sono opere monumentali, tipo questa alle mie spalle – ha concluso il direttore Manacorda – ma sono comunque sempre connesse con la dimensione, diciamo, dell’umano leonardesco, la dimensione dei due metri per due metri su cui poi si aggiungono queste protesi che a volte sono meccaniche, a volte sono quasi teatrali, ma che sono sempre un’estensione in riferimento a che cosa vuol dire essere un essere umano oggi”.

Ed evidente che quella sull’umano resta, anche nel nostro tempo frammentato la domanda fondamentale a cui le arti cercano di rispondere.

Marina,Mattarella: orgoglio,Vespucci ha portato Italia in giro nel mondo

Roma, 10 giu. (askanews) – La nave Vespucci “è motivo di orgoglio per tutti e non solo per la Marina” perchè “ha portato l’Italia in giro per il mondo”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella salutando a Genova l’equipaggio della Vespucci, dopo il giro del mondo che la nave ha compiuto partendo da Genova nel luglio di due anni fa.

“Credo che il passaggio di Capo Horn sia stato il momento più emozionante, anche se è difficile dimenticare tanti altri passaggi che la nave ha fatto in questi due anni, è stato un capolavoro di maestria, di navigazione, immagino la fatica e l’emozione” ha concluso il presidente Mattarella prima di firmare il libro d’onore.

Palazzo Bentivoglio: il mito di Icaro rivive al tramonto

Bologna, 10 giu. (askanews) – Palazzo Bentivoglio ospita nel suo giardino un artista contemporaneo e invita il pubblico al calare del sole per scoprirne un angolo inedito. Il giardino sar visitabile dall’11 al 21 giugno dal mercoled al sabato dalle 20 alle 23.

Dopo un progetto su John Giorno e Ugo Rondinone nel 2023 e la performance robotica di Riccardo Benassi ULTRAMORE nel 2024, l’appuntamento per otto serate di proiezione di Icarus di Giorgio Andreotta Cal. Girato nel dicembre 2020 dentro un padiglione delle farfalle dismesso da tempo, all’interno del complesso zoologico di Emmen nei Paesi Bassi che sarebbe stato demolito di l a poco, il film procede tra realt e finzione, documentando l’attivit di una colonia di falene ristabilita dall’artista dentro l’edificio abbandonato e seguendo le parole e i gesti di Enzo Moretto, esperto entomologo, e di Bart Coppens, giovane autodidatta. Nel rapporto fra maestro e apprendista, cos come nel ciclo metamorfico dei lepidotteri, attratti dalla luce elettrica durante le ore di buio, rivive in maniera evocativa la narrazione del mito dell’architetto Dedalo e di suo figlio Icaro.

Il direttore di Palazzo Bentivoglio Tommaso Pasquali ne ha parlato ad Askanews : “Palazzo Bentivoglio, che la sede di una collezione privata che spazia dalla pittura emiliana antica all’arte contemporanea, un luogo che per si apre molto volentieri al pubblico in diversi suoi luoghi. Ospitiamo mostre nel nostro spazio sotterraneo, ora c’ una mostra, un piccolo dossier di Davide Trabucco dedicato al tema del decoro e della decorazione, Odio il decoro! Piero Fornasetti. sempre attivo il nostro puro display di garage Bentivoglio che una vetrina su strada che apre la sera ed espone una singola opera dalla collezione privata. Continua ad essere operativa la nostra biblioteca di storia dell’arte a disposizione degli studiosi, dei curiosi e degli studenti il marted mattina, ma in particolare in questa stagione apriamo il nostro giardino di Via del Borgo di San Pietro. Da tre anni lo apriamo per degli approfondimenti di arte contemporanea dedicati a una singola opera. Quest’anno tocca a un film d’artista, Icarus di Giorgio Andreotta Cal, che sar visibile in una parte nuova del giardino, in una parte che abbiamo appena acquisito e che sar restaurata nei mesi a venire. Ed un luogo che abbiamo dedicato a un film che traccia un parallelo fra la metamorfosi delle falene e Il mito di Dedalo e Icaro. Per l’occasione abbiamo trasformato un padiglione che gi esisteva in questo giardino in una voliera dove l’artista ha collocato decine di bozzoli di falene che si apriranno nei giorni, nelle serate della proiezione”.

E proprio in questo spazio liminale, tra luce e buio, tra sonno e veglia, che si apre la possibilit del mito. Anche la scelta di proiettare il film nelle ore serali rafforza in modo profondo questo legame: al tramonto, mentre la natura e la percezione umana entrano in una fase pi ambigua e suggestiva, che la narrazione mitologica di Dedalo e Icaro risuona con pi forza.

L’artista Giorgio Andreotta Cal spiega perch ha scelto Icarus come lavoro da presentare in questo luogo: “Trattandosi di un giardino che stato recentemente acquisito ma ancora non modificato, restaurato, sistemato, io ho lavorato proprio sulla situazione precaria del luogo e quindi ho pensato che poteva funzionare bene presentare questo film in particolare che a suo tempo stato girato all’interno di uno zoo abbandonato. Questa precariet si espande dal film alla realt dello spazio dove viene collocato. Poi anche ovviamente un riferimento alla precariet della vita, perch le falene hanno un ciclo molto breve una volta sbocciate e anche tutto il film, parallelamente a riportare in azione il mito, parla anche del concetto di dissoluzione, di entropia, con questo riferimento alla spirale, quindi diciamo che la precariet pu essere un elemento che attraversa tutta l’esperienza di questo lavoro”.

I visitatori potranno anche vedere l’opera di Ericailcane di cui da tempo i passanti scorgono una parte spuntare oltre il muro di recinzione. Si tratta del Coniglio del Borgo, lavoro che dopo un lungo dialogo con Palazzo Bentivoglio, l’artista ha realizzato per il giardino. L’opera applicata a parete su cinque pannelli, alta 8 metri e si completer con la pubblicazione di un libro che ne racconta la storia.

Austria, sparatoria in una scuola: almeno 5 morti

Roma, 10 giu. (askanews) – Almeno otto persone sono state uccise in una sparatoria in una scuola a Graz, in Austria. Secondo il sito del Kronen Zeitung, è in corso un’ampia operazione di polizia, alla ricerca di almeno una persona che avrebbe aperto il fuoco. Molte persone sono rimaste gravemente ferite, secondo quanto riportato dal quotidiano. Le prime notizie indicavano che cinque persone erano state uccise e che l’aggressore era rimasto ferito. Il quotidiano Kurier, dal canto suo, ha riferito che il presunto aggressore, che è stato “neutralizzato”, ha aperto il fuoco in due aule e che non si può escludere che ci fossero due aggressori.

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Uif, Giorgetti: uso complesso di cripto e stablecoin per riciclaggio

Roma, 10 giu. (askanews) – “Il rapporto della Uif rileva tempestivamente e puntualmente un peso crescente delle frodi informatiche e una continua evoluzione delle modalità di utilizzo delle criptoattività a scopo di riciclaggio e il crescente ricorso alle stablecoins”. Lo ha affermato il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti intervendo alla presentazione del Rapporto annuale dell’Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia (Uif).

“Non a caso abbiamo recentemente rafforzato i presidi regolamentari per il contrasto e la prevenzione dell’utilizzo a fini illeciti di cripto-attività. I prestatori di servizi in cripto-attività sono stati sottoposti, in linea con quanto previsto a livello europeo, agli stessi obblighi antiriciclaggio applicati agli intermediari bancari e finanziari. Inoltre – ha proseguito Giorgetti – sono stati introdotti specifici obblighi di tracciabilità delle operazioni in cripto-attività con l’obiettivo di favorire l’individuazione di eventuali transazioni sospette”.

“Siamo, tuttavia, consapevoli che le modalità di utilizzo delle cripto-attività a scopi di riciclaggio sono in continua evoluzione e sempre più complesse e sofisticate. Stiamo, quindi, continuando a lavorare su questo fronte, in raccordo con tutti gli attori istituzionali coinvolti, con l’obiettivo – ha spiegato – di assicurare un sistema adeguato a fronteggiare le sfide derivanti dall’uso delle nuove tecnologie”.

Uif: -3,3% segnalazioni operazioni sospette 2024, +14,5% su terrorismo

Roma, 10 giu. (askanews) – Lo scorso anno sono calate in generale le segnalazioni di operazioni sospette (SOS) ricevute dall’Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia, a quota 145.401 sono state il 3,3% rispetto al 2023, ma a fronte di questa diminuzione generale le segnalazioni al finanziamento del terrorismo hanno registrato un incremento del 14,5%, posto che il loro numero complessivo, pari a 340, è stata frazione del totale. Sono inoltre in crescita le segnalazioni del settore non finanziario, “con un rilevante incremento dell’apporto dei professionisti e degli operatori in criptoattività”. Lo riferisce il Rapporto annuale della Uif, presentato questa mattina dal direttore Enzo Serata, che a Roma ha illustrato l’attività svolta nel 2024.

Nell’anno sono proseguite le attività finalizzate al miglioramento della qualità della collaborazione attiva. È stato perfezionato il sistema di monitoraggio QUASAR, e sono state predisposte le nuove schede di feedback. Le SOS analizzate nel 2024 classificabili a basso rischio di riciclaggio sono passate dal 25% dell’anno precedente al 20%. Allo stesso tempo sono stati effettuati interventi significativi sugli strumenti informatici e di analisi per gestire efficacemente la crescente complessità dei contesti rappresentati nelle SOS.

I riscontri investigativi confermano l’efficacia della collaborazione attiva e dell’analisi finanziaria. Le segnalazioni analizzate dalla UIF nel biennio 2023-24 hanno ricevuto, fino ad aprile 2025, quasi 48.000 feedback positivi dalla Guardia di Finanza, spiega il Rapporto. I feedback positivi da parte della DNA sono stati quasi 10.000. Inoltre, le SOS sono state ampiamente utilizzate dalla DIA nelle indagini di carattere preventivo e giudiziario.

L’Analisi nazionale del rischio, a cui la UIF ha contribuito nell’ambito del Comitato di Sicurezza Finanziaria, conferma che il rischio di riciclaggio nel nostro Paese è molto significativo e individua, fra le minacce più rilevanti per il sistema nazionale, corruzione, estorsione, evasione e reati tributari, reati fallimentari e societari.

Gli schemi di riciclaggio che emergono dalle SOS sono sempre più sofisticati, prosegue il Rapporto, frequentemente caratterizzati dall’utilizzo di canali e strumenti finanziari innovativi; spesso assumono dimensione transnazionale. Sono ancora emersi casi di finanziamenti assistiti da garanzia pubblica a beneficiari con profili critici e di accesso abusivo o utilizzo anomalo dei fondi pubblici, anche stanziati nell’ambito del PNRR. Sono sempre più diffuse le frodi informatiche e l’utilizzo di criptoattività a scopi di riciclaggio, i furti di identità, le cessioni a terzi di credenziali di accesso, l’apertura di rapporti a distanza utilizzando per il riconoscimento anche sistemi di intelligenza artificiale generativa.

Le segnalazioni strettamente riferibili agli interessi della criminalità organizzata sono state circa il 15 per cento del totale; considerando anche le SOS con collegamenti con queste ultime raggiungono circa un terzo del totale. L’analisi strategica ha approfondito le motivazioni sottostanti all’infiltrazione della criminalità organizzata nel tessuto economico e le specificità delle amministrazioni a rischio di infiltrazione.

Nell’attività ispettiva della UIF gli approfondimenti condotti fra gli operatori non finanziari hanno riscontrato criticità nel comparto del gioco, in particolare quello online. Anche gli accertamenti sui segnalanti del settore dell’oro hanno evidenziato carenze nei presìdi antiriciclaggio e nella consapevolezza degli obblighi antiriciclaggio; l’Unità ha realizzato apposite iniziative di sensibilizzazione degli operatori del comparto.

La collaborazione con le autorità nazionali è stata intensa. Le richieste di informazioni dell’Autorità giudiziaria e degli OO.II. si sono lievemente ridotte, ma hanno interessato un numero di SOS superiore a quello del 2023. E’ stato firmato un nuovo Protocollo di coordinamento con la Guardia di Finanza. Sono state anche avviate iniziative di partenariato pubblico-privato per la condivisione di informazioni e il confronto su argomenti a carattere strategico.

Prosegue il recepimento nella normativa nazionale della nuova regolamentazione europea, dice ancora l’Uif, sul quale è stato istituito presso il MEF un tavolo interistituzionale per definire le norme delegate, al quale la UIF partecipa attivamente con contributi e proposte. La recente creazione di una Direzione presso il MEF dedicata alla prevenzione del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo è funzionale ad assicurare un’efficace supervisione sugli operatori non finanziari e sui professionisti, così come richiesto dalla nuova normativa antiriciclaggio europea. Tale innovazione può costituire anche un’occasione per semplificare gli oneri con regole meglio ritagliate sull’operatività e sul rischio di queste categorie.

In un contesto globale incerto e molto complesso, gli scambi di informazioni con le Financial Intelligence Unit (FIU) sono sempre più efficienti e utili, sia per l’analisi che per il recupero di fondi di origine illecita. L’avvio dell’Autorità antiriciclaggio europea (AMLA) e la nuova regolamentazione europea danno vita a un nuovo assetto istituzionale che potrà rafforzare l’integrazione fra gli Stati membri nell’attività antiriciclaggio e di contrasto al finanziamento del terrorismo.