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Platea gremita per il premio “La Penna d’Oca del Campidoglio”

Roma, 9 mag. (askanews) – La leggenda delle oche del Campidoglio, involontarie sentinelle che con il loro starnazzare salvarono Roma, si trasformata in un gesto di riconoscenza, un vero tributo a coloro che fanno la differenza compiendo azioni in difesa degli animali e dell’ambiente. Davanti ad una sala gremita si svolta la seconda edizione del premio “La Penna d’Oca del Campidoglio” che, nella prestigiosa Sala della Protomoteca in Campidoglio, ha riunito centinaia di persone, tra volontari, forze dell’ordine, studenti, giornalisti, attori, cantanti, influencer e tanti altri. Un evento, ideato dall’associazione Pet Carpet presieduta dalla giornalista Federica Rinaudo e sostenuto dalla Presidente dell’Assemblea Capitolina Svetlana Celli, che per questa edizione stato ancora pi speciale grazie alla presenza di materiale fotografico di due icone della cultura italiana, due giganti della comicit come Tot e Peppino De Filippo che, dietro la maschera del palcoscenico, nutrivano un immenso affetto per gli animali. Una piccola anteprima di una preziosa galleria fotografica, realizzata anche in collaborazione con l’Archivio Centrale dello Stato che conserva l’Archivio Peppino De Filippo e il benestare delle famiglie, che ha mostrato un aspetto meno esplorato della loro vita privata. Un cuore grande in un ponte tra passato e presente, messaggio che ha ispirato la statuetta creata dal giovane artista Leonardo Sebastiani, donato alla memoria per non dimenticare i grandi personaggi che hanno reso celebre il nostro paese. Il racconto storico dell’antica leggenda legata alle oche di Giunone che ha dato spunto al titolo del premio, realizzato con il patrocinio di Anas (Gruppo FS), Fnovi e in collaborazione con Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri e con il sostegno di realt leader come Giulius l’amico degli animali e Pet Memory, si legato alle “storie” contemporanee per sottolineare un prezioso momento di riflessione e di celebrazione di un’umanit che non si rassegna, che agisce con cuore e ingegno per proteggere la bellezza e la fragilit del nostro mondo. Tra i premiati: Polizia di Stato – David Lucani , Arma dei Carabinieri – Marco Fratoni, Anas – Simone Iovine, gli artisti Licia Col, Grazia di Michele, Raffaele Paganini, Loredana Cannata, Enzo Salvi, lo street artist Moby Dick, gll influencer Joy Barboncino Toy, Marley SuperCane e Damiano Giordano con i suoi racconti felini. Grande emozioni e applausi per i cani della Federazione Italiana Nuoto sezione Salvamento, il Rifugio fondato dall’attrice Franca Valeri, la Colonia Felina dei Gatti della Piramide, i City Angels, la Banca delle Visite Pet che favorisce chi non pu permettersi le cure per gli animali, ma anche la comunit social di Babalu’, il Teatro Golden con la mascotte Maia che riceve il pubblico a teatro, il circo senza animali CircAfrica e Mario Talarico, artigiano che crea ombrelli a tema pet. Un riconoscimento alla stessa Svetlana Celli e a Fabrizio Santori, segretario dell’Assemblea Capitolina, in prima linea nelle campagne a tutela delle creature indifese ma soprattutto a Dana la cagnolina disabile salvata da un fosso dove era stata lanciata da Ombretta Caprioli e quello per gli istituti scolastici Elisa Scala, Piersanti Mattarella Plesso Satta e la Scuola Internazionale di Comics, che hanno dato vita a laboratori e progetti green e pet che fanno sperare in un futuro migliore per i giovani pi consapevoli del mondo che li circonda. E infine il riconoscimento anche ai professionisti della comunicazione, tra cui Tg 5, Il Messaggero, Tg 2, Repubblica.it, Rai Tg r Lazio, Qui Mamme del Corriere della Sera, Tg Com 24, Viviroma.tv di Massimo Marino, Tg 24 Sky.it … grazie ai quali le storie degli animali prendono “voce”.

In collaborazione con l’Associazione Pet Carpet

Al via “Pet Camper Tour Giubileo Edition”

Roma, 9 mag. (askanews) – Il cuore verde a quattro zampe del “Pet Camper Tour” riaccende i motori! Per il quinto anno consecutivo la campagna itinerante, che pulsa di energia e impegno, torna on the road per seminare consapevolezza sulla tutela ambientale, la lotta all’abbandono e la sicurezza stradale. Una edizione speciale ispirata dalla figura luminosa di San Francesco d’Assisi, il santo che parlava agli uccelli e chiamava “Fratello Lupo”, per creare un legame con il Giubileo che in questo modo si tinge di verde e si fa ancora pi amico degli animali. L’associazione Pet Carpet, con la sua presidente la giornalista Federica Rinaudo, pronta a tonare sulle strade, con il patrocinio di Arma dei Carabinieri, Anas (Gruppo FS), Fnovi e in collaborazione con Polizia di Stato, per riprendere il suo viaggio e portare avanti un messaggio decisamente significativo nel rispetto di ogni forma di vita e in linea con l’enciclica “Laudato si'” di Papa Francesco, che richiama proprio l’eredit lasciata dal santo di Assisi. Dal 10 maggio 2025 la coloratissima carovana per la prima volta far tappa esclusivamente nel Lazio, proprio per omaggiare l’Anno Santo, con 4 appuntamenti, resi possibili grazie al sostegno di realt leader come PetStore Conad e Vitakraft da anni al fianco degli animali, in collaborazione con Verdemax dalla parte della natura e Casa del Beb per i bambini , che si snoderanno in alcuni luoghi di ritrovo frequentati da un pubblico di tutte le et. Le tappe del tour, 10 e 11 maggio Centro Commerciale Talenti Village, 17 e 18 maggio Centro Commerciale Aura a due passi da San Pietro, 14 e 15 giugno MagicLand parco divertimenti a Valmontone e 21 e 22 giugno parco acquatico Aquafelix a Civitavecchia, diventeranno momenti di incontro e riflessione. Tra le attivit proposte: laboratori creativi per educare all’importanza del riciclo e alla cura delle piante e degli animali, incontri per sensibilizzare sull’adozione responsabile e sulla lotta all’abbandono, un gesto crudele che San Francesco avrebbe certamente deplorato. Questa sinergia di forze permetter di affrontare tematiche delicate con un approccio coinvolgente, attraverso esperienze sensoriali, giochi e quiz, pensati sia per adulti che bambini. Un’opportunit speciale sar offerta a chi vorr lasciare una video testimonianza o dedica dedicata ai propri amici a quattro zampe o agli animali selvatici. Il team di videomaker raccoglier queste storie emozionanti, che potranno poi essere selezionate per il Pet Carpet Film Festival, la rassegna cinematografica internazionale sul mondo animale in programma per settembre 2025. Un focus particolare in ogni tappa sar dedicato alla biodiversit, elemento cruciale per la salute del nostro pianeta, e alla sicurezza stradale, soprattutto quando si viaggia con bambini e animali al seguito. Il Pet Camper Tour ricorder l’importanza della prudenza al volante, specialmente durante le gite fuori porta e le vacanze, quando la fretta di raggiungere la meta pu far dimenticare regole fondamentali.

In collaborazione con l’Associazione Pet Carpet

Putin con Xi alla parata della Vittoria, oscurata dall’elezione del Papa

Milano, 9 mag. (askanews) -(di Cristina Giuliano) La Russia conserva “fedelmente” la memoria della Grande Guerra Patriottica, ovvero la II guerra mondiale e “la verità e la giustizia sono dalla nostra parte”. In sintesi questo il senso del breve discorso del leader del Cremlino Vladimir Putin tenuto sulla Piazza Rossa per l’ottantesimo anniversario di quello che è celebrato come il Giorno della Vittoria sulla Germania Nazista a Mosca, trasmesso a reti unificate nel Paese, ma oggi inevitabilmente oscurato a livello mondiale dall’elezione del nuovo Papa e vescovo di Roma, l’americano Leone XIV.

In una Russia ancora in guerra con l’Ucraina, non c’erano leader occidentali di primo piano o addirittura il presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump sugli spalti a guardare le celebrazioni insieme con Putin. Tra gli ospiti d’alto rango figuravano invece il presidente cinese Xi Jinping, il presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva: tra gli europei il presidente serbo Aleksandar Vucic e il primo ministro slovacco Robert Fico, nonché il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi e leader di ex repubbliche sovietiche. Inquadratissimo il segretario generale del Comitato centrale del Partito comunista del Vietnam, To Lam.

Un parterre più ricco ma non troppo differente dal 70esimo anniversario della Vittoria il 9 maggio 2015, quando c’era sempre Xi, mentre la cancelliera tedesca Angela Merkel – presente in città – non assistette alla parata e incontrò il giorno successivo, il 10 maggio, Vladimir Putin per una cerimonia di commemorazione e per discutere delle relazioni tra Russia e Germania. Era passato poco più di un anno dall’annessione russa della penisola ucraina di Crimea e due giorni dopo, il 12 maggio 2015 l’allora segretario di Stato Usa John Kerry incontrava Putin a Sochi per un “franco” faccia a faccia che tuttavia non riportò i rapporti tra occidente e Russia sui binari del buon vicinato.

IL DISCORSO DI PUTIN

Tracciando parallelismi storici tra la Seconda guerra mondiale e l’attacco su larga scala all’Ucraina, nel suo discorso Putin ha puntato sui suoi connazionali in quanto ‘eredi dei vincitori’, che celebrano il Giorno della Vittoria “come il giorno più importante per il Paese, per l’intera nazione, per ogni famiglia, per ognuno di noi”, come ha affermato il presidente russo. Ha poi sottolineato che la generazione che ha schiacciato il nazismo ha conquistato la libertà e la pace per tutta l’umanità al costo di milioni di vite. “I nostri padri, nonni e bisnonni hanno salvato la Patria e ci hanno lasciato in eredità la difesa della Patria… Tutto ciò che ci è caro, tutto ciò che è sacro”, ha detto Putin, dopo l’esecuzione della musica di apertura della parata “Guerra santa”.

Poi ha osservato che quasi l’80% della popolazione del pianeta è stata coinvolta nell'”orbita infuocata” della Seconda Guerra Mondiale. Ha sottolineato che la completa sconfitta della “Germania nazista, del Giappone militarista e dei loro satelliti” è stata raggiunta attraverso sforzi congiunti. “Ricorderemo sempre che l’apertura del Secondo Fronte in Europa, dopo le battaglie decisive sul territorio dell’Unione Sovietica, ha avvicinato la vittoria. Apprezziamo profondamente il contributo alla nostra lotta comune dei soldati degli eserciti alleati, dei combattenti della resistenza, del coraggioso popolo cinese e di tutti coloro che hanno combattuto per un futuro di pace”, ha affermato il presidente russo.

Il riferimento è denso di significato visto che il Secondo Fronte si riferisce all’apertura di un nuovo teatro bellico in Europa occidentale durante la Seconda Guerra Mondiale, fortemente richiesto da Stalin per alleggerire la pressione sull’Armata Rossa, che combatteva contro la Wehrmacht sul Fronte Orientale fin dal 1941. Il Secondo Fronte ebbe inizio con il celebre sbarco in Normandia, che permise agli angloamericani di schierare enormi forze aeroterrestri sul continente europeo, ma giunse in ritardo di due anni dal punto di vista di Stalin, il 6 giugno 1944, e fu oggetto di tensioni tra l’Unione Sovietica e le potenze alleate, in particolare tra Gran Bretagna e Stati Uniti d’America, che avevano visioni diverse sulla pianificazione e i tempi di attuazione.

Va detto che alla parata odierna sono stati invitati veterani provenienti da Usa, da Israele, dall’Armenia e dalla Mongolia, nonché reparti militari di “paesi amici”, tra cui sette paesi dell’ex Unione Sovietica. La parte storica della processione è stata notevole, con le colonne a piedi che trasportavano stendardi del fronte, bandiere di battaglia ed equipaggiamento bellico. Tra i mezzi a sfilare i moderni carri armati T-90, i missili Iskander e i sistemi antiaerei S-400. Per la prima volta sono stati mostrati anche i droni, tra cui Orlan, Lancet e Geran, utilizzati quasi quotidianamente dall’esercito russo per colpire l’Ucraina.

La camera ha inquadrato più volte un Putin inclinato o da una parte o dall’altra, impegnato a parlare con gli ospiti stranieri e con i veterani. Si è pure congratulato con i combattenti nordcoreani, non lesinando strette di mano e sorrisi: proprio quelli che hanno preso parte ai combattimenti contro gli ucraini nella regione russa di Kursk. A sfilare le truppe di Cina, Laos, Uzbekistan, Turkmenistan, Azerbaijan, Vietnam, Egitto, Myanmar, mentre la direzione artistico militare ha cercato di mantenere l’eredità della direzione precisa del generale Valerij Khalilov (scomparso nel 2016, pur restando un vero punto di riferimento per la parata): eseguite più di 40 marce e temi musicali. Le riprese sono state spettacolari, con minicam in soggettiva attaccate persino sulle baionette o sulle code dei caccia che alla fine hanno tinto il cielo della Piazza Rossa con i colori della bandiera russa.

DA LULA A FICO: BILATERALI DEL GIORNO

Dopo la parata, i capi di Stato si sono recati insieme al Giardino di Alessandro, dove hanno deposto dei fiori presso la Tomba del Milite Ignoto. A mezzogiorno locale Putin ha tenuto un ricevimento per i capi delle delegazioni straniere e per gli ospiti.

Verso le 14.30 italiane Putin inizierà una lunga serie di incontri bilaterali. Il primo è con il presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva, dopo essersi incontrati il giorno prima durante una cena di gala al Cremlino. A seguire vedrà il leader dell’Egitto, Abdel Fattah el-Sisi anche su questioni internazionali e regionali, in particolare della situazione in Medio Oriente e Nord Africa. E ancora i leader di Serbia, Slovacchia, Uzbekistan: Putin parlerà con il presidente serbo Aleksandar Vucic e con il primo ministro slovacco Robert Fico. Il Cremlino ha osservato che il leader russo intende discutere le questioni bilaterali e la situazione nei Balcani occidentali con la sua controparte serba. Durante l’incontro con Fico si parlerà invece dei rapporti tra Mosca e Bratislava e di questioni internazionali, tra cui la questione ucraina.

AIL: primo Convegno Nazionale di Psico-Oncologia

Roma, 9 mag. (askanews) – L’AIL (Associazione Italiana contro Leucemie, Linfomi e Mieloma) ha promosso a Roma, nella prestigiosa cornice della Biblioteca Alessandrina dell’Archivio di Stato, il primo Convegno Nazionale di psico-oncologia, dal titolo: “La cura che ascolta: il ruolo della psico-oncologia per il benessere dei pazienti ematologici. L’esperienza di AIL e l’impegno delle Istituzioni nelle politiche sanitarie”.

Un confronto che nasce con l’intento di raccontare e valorizzare l’esperienza che AIL ha maturato sul campo, supportando pazienti con tumori del sangue ad affrontare il loro percorso di cura non solo dal punto di vista esclusivamente clinico, ma anche da quello psicologico ed emotivo. Durante il Convegno AIL ha dato spazio anche ad un importante confronto con le Istituzioni, per rafforzare l’importanza di integrare strutturalmente il supporto psico-oncologico nei percorsi di cura. Supporto gi avviato da diverse regioni italiane, che hanno riconosciuto l’importanza della presenza dello psico-oncologo nei team multidisciplinari. Abbiamo parlato con Giuseppe Toro Presidente Nazionale AIL:

“Da 55 anni il motto di AIL quello curare, curare importante, ma soprattutto affiancare a tutto questo il prendersi cura. Prendersi cura significa ascoltare, significa dare un supporto psicologico, significa i volontari che stanno accanto al paziente. AIL fa degli investimenti importanti, sono oltre 65 i psicologi che AIL sostiene, che finanzia, sono oltre 20 mila i volontari che si adoperano nei reparti. Il monato ha bisogno di essere ascoltato, di essere sostenuto. Le istituzioni stanno facendo qualcosa, in molte regioni sono state approvate delle leggi interessanti, per c’ tantissimo ancora da fare”.

Il supporto dello psico-oncologo diventa quindi fondamentale poich facilita il processo di accettazione della malattia e di adattamento alla nuova realt costruendo una relazione terapeutica efficace tra paziente ed quipe medica. poi intervenuta Elvira Tulimieri psicologa, presidente AIL Salerno, Consigliere AIL nazionale:

“Noi dobbiamo proprio smettere di pensare che la persona possa essere separatamente corpo, siamo un unico sistema integrato e quindi vanno curati entrambi gli aspetti, quello psicologico e quello fisico”.

“La cura che ascolta” un invito a costruire una nuova cultura della terapia per una sanit pi vicina alle persone dove l’uso della parola diventa fondamentale. Infine intervenuto Giuseppe Antonelli professore storia lingua italiana Universit di Pavia:

“La linguistica italiana studia tutti gli aspetti che riguardano la comunicazione attraverso le parole e questo un aspetto decisivo anche quando parliamo di attenzione nei confronti dei pazienti e delle pazienti, soprattutto in momenti cos delicati come sono alcuni momenti specifici della comunicazione in ambito oncologico. Sono momenti di grandissima sensibilit e fragilit da parte di persone che vivono le parole davvero sulla propria pelle”.

Per AIL nessun paziente n familiare deve pi sentirsi solo nel percorso di cura della patologia, ma ascoltato e compreso in un equilibrio indissolubile tra mente e corpo.

Fioroni: “Moro, adottando le parole di Papa Prevost, voleva costruire ponti”

Sono passati 47 anni dalla morte di Aldo Moro. Cosa resta oggi di quella tragedia nel cuore della democrazia italiana?

Resta un senso di incompiutezza e di smarrimento, ma anche un patrimonio immenso. Moro non fu solo una vittima del terrorismo: fu un uomo che seppe leggere i segni dei tempi con spirito profetico. Pensiamo al suo intervento all’ONU, quando deprecò l’insufficienza di un mondo diviso tra chi scrive la storia e chi la subisce. Lì invocò un ruolo più forte delle Nazioni Unite, capace di presidiare la speranza e la volontà di pace. Allo stesso tempo, non possiamo dimenticare il suo impegno per un’Europa politica più forte e incisiva. Sono idee che parlano al nostro tempo, forse più di quanto seppero fare con il loro.

 

Quali altri elementi della sua azione ritiene oggi più attuali?

Insisto sull’Europa, perché viviamo un momento dominato dall’ansia di capire quale sia il futuro dell’Occidente e il ruolo dell’Unione nel processo di riordino mondiale. Il suffragio universale per l’elezione del Parlamento di Strasburgo fu una sua battaglia. Credeva in un’Europa capace di contare, in particolare in politica estera e di difesa. E poi il suo sguardo sul Mediterraneo: lo definiva il “giardino dell’Europa”, anticipando di decenni una visione geo-politica che oggi chiamiamo “strategica”. La Pira parlava di “ponte tra i popoli”, Moro di sicurezza e dialogo tra Nord Africa, Medio Oriente ed Europa. Due linguaggi diversi, un’unica radice cristiana della politica. Il nuovo Papa, Leone XIV, ha salutato Roma e il mondo parlando dalla Loggia delle Benedizioni proprio della necessità di “costruire ponti”.

 

Secondo lei, perché Moro fu ucciso? Chi aveva interesse a fermarlo?

Moro era scomodo. Lo era per l’Est e per l’Ovest, perché metteva in discussione l’equilibrio di Yalta. Vedeva l’urgenza di un processo di rigenerazione democratica, quello che in parallelo vedeva Berlinguer con la sua strategia dell’eurocomunismo. Senza fraintendimenti,  possiamo certamente riconoscere il destino incrociato di questi due grandi leader. Come si spiega, altrimenti, il tentato assassinio di Berlinguer in Bulgaria, anni prima, e il silenzio attorno a quella vicenda? Erano voci che disturbavano un ordine precostituito. In ogni caso, dopo la barbara eliminazione di Moro, ci fu una “sindrome da depistaggio per esagerazione”: la scena del crimine fu alterata, le indagini confuse, le omissioni più d’una e tutte pesanti.

 

La Commissione che lei ha presieduto ha portato alla luce molte verità inedite. Quali sono quelle che ritiene più rilevanti?

Che le Brigate Rosse non erano un gruppo isolato. Erano parte di un network terroristico internazionale. La Commissione ha portato alla luce vari elementi che lasciano intendere come a Via Fani, e poi nei 55 giorni della prigionia, fossero attive alcune forze occulte. E poi non trascuriamo le similutini riscontrabili nelle azioni di gruppi come la RAF in Germania. Ci sono state reticenze, mancate collaborazioni, verità che qualcuno ha preferito tacere. Le testimonianze di chi trattava, anche informalmente, sono lì a dimostrarlo.

 

A proposito, cosa possiamo dire, a distanza di molti anni, a proposito della cosiddetta linea della fermezza? È stato giusto il rifiuto della trattativa?  

Si parlò di fermezza, ma tutti sapevano che molti, in primis i socialisti e Craxi apertamente, cercavano interlocuzioni. Lo stesso Moro, con la forza della parola, cercava di dividere la colonna romana da quella del nord, depositaria di una ortodossia criminale che decreterà la sua condanna. C’erano contatti, si cercava uno scambio, si pensava a un gesto umanitario. Il Presidente Leone, travolto mesi dopo da una campagna diffamatoria senza fondamento, era pronto a firmare la grazia della brigatista Paola Besuschio. Non ci fu il tempo. Anche Vaticano tentò di aprire un varco mettendo a disposizione una cifra considerevole in cambio della liberazione dell’ostaggio. E Paolo VI non si mosse senza una intesa di massima con i vertici dello Stato e del governo italiano. Niente, tutto risultò vano. Ci fu persino un tentativo di mediazione a Beirut: esistevano delle possibilità, trattando con l’Olp, ma non furono colte. O vennero bloccate, ancora non sapiamo da chi, ma di certo intuiamo il perché. L’uomo che tirava i fili di una politica destinata a cambiare l’Italia e con ciò, in parte, a cambiare il mondo, era diventato un “nemico”. Specie nel contesto, sempre difficile, del Mediterraneo. Insomma, centri di potere opachi alla fine ebbero il sopravvento.

 

Moro parlava spesso della necessità di riscrivere la democrazia. Cosa intendeva davvero?

Moro era convinto la Costituzione, intangibile nella sua forma, aveva tuttavia bisogno di una profonda rigenerazione attraverso un nuovo patto democratico. I padri costituenti avevano costruito un edificio solido, ma si sa che il tempo logora anche le fondamenta quando manca il lavoro di manutenzione. Moro andava anche oltre la stessa manutenzione, ambiva a un traguardo più impegantivo, ovvero a ricomporre il tessuto morale e civile della nazionae. Cosa significava la politica del confronto e la strategia della Terza Fase? Ecco, fare di Moro un “compagno di strada” di Berlinguer è francamente inaccettabile. Il compromesso storico non rientrava neppure nel suo linguaggio: temeva la compressione e quindi lo svilimento, per questa via, della vita democratica, la mortificazione del pluralismo, la  perdita di energia e di sostanza della libertà. Tuttavia, il suo disegno mirava a far sì che i due “mondi politici” divisi dalla guerra fredda, quello democristiano e quello comunista, potevano finalmente tornare ad incontrarsi, ciascuno con i propri valori e la propria identità, per costruire un “tempo nuovo” della Repubblica. Ne sarebbe nata una democrazia pià matura e più libera, con una sana dialettica tra maggioranza e opposizione, in effetti emancipata dalla  “conventio ad escludendum” applicata al Pci, ma non per questo inghiottita dalla confusione tra cattolici e comunisti. Insomma, una visione ardita, troppo ardita per l’epoca e troppo alta per l’oggi. Diciamo la verità, ai giorni nostri quella capacità di riconoscere l’altro, di dialogare per un bene superiore, di rispettarsi a vicenda sembra largamente inficiata da un istinto di radicalizzazione che nuoce alla vita democratica.

 

E se potesse parlare ai giovani di oggi? Cosa direbbe Moro?

Direbbe probabilmente che la pazienza della parola, l’attitudine a comprendere le ragioni di chi non la pensa come noi, la volontà di tenersi per mano – mi si passi questa espressione – non sono inutili corollari della politica democratica, bensì il più fecondo e decisivo sostegno a cui essa può affidarsi. Direbbe ancora che la politica non può fare a meno della persona, non essendo l’ideologia, ma nemmeno la postideologia, la gabbia dentro cui rinchiudere le aspirazioni e i bisogni dell’umanità. Direbbe a noi tutti, e di questo sono profondamente certo, che l’impegno pubblico in nome di un ideale ispirato ai valori del Vangelo non è un labile ricordo del passato, ma piuttosto la sfida che interroga i cristiani in questo tempo di grandi cambiamenti. Moro, a mio giudizio, ci richiamerebbe al dovere della cooperazione – le alleanze sono essenziali – per un mondo migliore senza però disperdere o impoverire il connotato della nostra visione politica. 

Blue Planet Economy Expoforum 2025

Roma, 9 mag. – La quinta edizione del Blue Planet Economy Expoforum, organizzata in partnership con Fiera Roma e in collaborazione con MAR Ets, si conclusa con grande successo negli spazi del Gazometro, in contemporanea con la Rome Startup Week 2025. Due giornate intense di incontri, visioni e progetti concreti hanno riportato al centro del dibattito internazionale l’innovazione e lo sviluppo sostenibile in chiave “blu”.

L’edizione 2025 ha confermato il ruolo di BPE come piattaforma di riferimento per il dialogo sull’economia del mare e, soprattutto, come incubatore di progetti strategici. Tra questi, la Lazio Blue Route, l’itinerario dei borghi marinari laziali, che da progetto pilota divenuto realt concreta e modello replicabile a livello nazionale, ispirando il bando della Regione Lazio – primo in Italia – dedicato allo sviluppo territoriale sostenibile legato alla Blue Economy. Dal green shipping alla digitalizzazione delle infrastrutture subacquee, dalla logistica sostenibile alla tutela della biodiversit marina, passando per turismo costiero responsabile, energie rinnovabili, finanza blu e formazione: l’Expoforum ha acceso i riflettori sul Mediterraneo come cuore pulsante dell’innovazione e della cooperazione internazionale.

Molto rilevante l’appuntamento dell’8 maggio dedicato al tema “underwater” e, in particolare, alla governance dei cavi sottomarini: infrastruttura critica attraverso cui transita il 95% del traffico internet mondiale. Il confronto, che si svolto allo Stage Opificio 41, ha affrontato nodi strategici legati alla sicurezza digitale, all’armonizzazione normativa internazionale, alla sostenibilit ambientale, ai nuovi materiali e agli impatti economici e fiscali di una rete invisibile ma cruciale per l’economia globale. Un momento di confronto tecnico e politico che ha richiamato l’attenzione di operatori e stakeholder della Blue Economy pi avanzata.

Centrale anche il format Business to Students, che ha visto giovani talenti e aziende innovative confrontarsi sui temi della sostenibilit e delle nuove professioni legate all’economia blu, in un’edizione particolarmente ricca grazie all’apporto delle startup protagoniste di Rome Startup Week 2025. Grande rilievo ha avuto la collettiva di aziende del Lazio, promossa da Lazio Innova, che ha messo in luce il tessuto imprenditoriale regionale pi dinamico: realt attive in settori strategici come la cantieristica sostenibile, l’intelligenza artificiale per il monitoraggio ambientale, l’automazione marina, la gestione circolare dei rifiuti portuali e la nautica elettrica da diporto. Tecnologie avanzate, molte delle quali gi pronte per affrontare le sfide ambientali e costruire un futuro pi verde e interconnesso.

“Abbiamo dei primati in termini di Blue Economy: 35mila imprese coinvolte nel Lazio, 24 comuni costieri compresa Roma Capitale e le due isole. La Regione ha avviato un piano d’azione con un finanziamento da circa 10 milioni di euro per progetti nei Comuni costieri, oltre a 2,5 milioni dedicati alla Blue Economy. E siamo la prima e unica Regione in Italia ad aver approvato una legge sulla Blue Economy per sostenere territori, imprese, turismo e cultura”, ha dichiarato la Vicepresidente della Regione Lazio nel corso dell’evento.

Blue Planet Economy Expoforum 2025 si conferma cos vero motore di visione e azione per uno sviluppo economico sostenibile che parte dal mare e guarda al futuro.

Voli, Mit: Enac amplia possibilità di animali domestici in cabina

Roma, 9 mag. (askanews) – Animali domestici in cabina e non più in stiva: ora sarà più semplice. Lo stabilirà il Cda di Enac, secondo il ministero di Infrastrutture e Trasporti il prossimo 12 maggio, con un aggiornamento delle norme che allargano la possibilità di trasportare in aereo gli amici a quattro zampe insieme ai proprietari.

“Grande soddisfazione del vicepremier e ministro Matteo Salvini – riporta una nota – che aveva caldeggiato una soluzione in questo senso”.

Nello specifico, la delibera Enac stabilisce che “è consentito il trasporto in cabina di animali domestici, alloggiati all’interno di un apposito trasportino da collocarsi anche al di sopra dei sedili, purché adeguatamente assicurato tramite le cinture di sicurezza o altri sistemi di ancoraggio. Il peso complessivo dell’animale e del trasportino può essere superiore ai limiti attualmente previsti, ma non eccedere il peso massimo previsto per un passeggero medio”. Così una nota del Mit.

Nella Sistina messa "Pro ecclesia" e prima omelia del Papa

Città del Vaticano, 9 mag. (askanews) – E’ iniziata nella Cappella Sistina in Vaticano la Messa “Pro ecclesia a Romano Pontefice”, presieduta da Papa Leone XIV. Una celebrazione liturgica alla quale partecipano tutti i cardinali elettori al Conclave e quelli presenti a Roma. Lo stesso Papa Leone terrà ai porporati la sua prima omelia da pontefice.

Rispondere alla domanda di chi è il Cristo per ognuno “non è una questione banale”, ed ha diverse risposte a conseguenti atteggiamenti. “C’è prima di tutto la risposta del mondo”, che spesso “considera Gesù una persona totalmente priva d’importanza, al massimo un personaggio curioso, che può suscitare meraviglia con il suo modo insolito di parlare e di agire. E così, quando la sua presenza diventerà fastidiosa per le istanze di onestà e le esigenze morali che richiama, questo ‘mondo’ non esiterà a respingerlo e a eliminarlo”. Lo ha detto Papa Leone XIV nella messa in Cappella Sistina.

Ma, ha subito proseguito il Pontefice, “c’è poi l’altra possibile risposta alla domanda di Gesù: quella della gente comune. Per loro il Nazareno non è un ‘ciarlatano’: è un uomo retto, uno che ha coraggio, che parla bene e che dice cose giuste, come altri grandi profeti della storia di Israele. Per questo lo seguono, almeno finché possono farlo senza troppi rischi e inconvenienti. Però lo considerano solo un uomo, e perciò, nel momento del pericolo, durante la Passione, anch’essi lo abbandonano e se ne vanno, delusi. Colpisce, di questi due atteggiamenti, la loro attualità”. “Essi incarnano infatti idee che potremmo ritrovare facilmente – magari espresse con un linguaggio diverso, ma identiche nella sostanza”, ha concluso il Pontefice.

“Mi avete chiamato per portare una croce”: sono le prime parole, pronunciate in inglese, di Papa Prevost, nella sua omelia nella prima messa da Pontefice, in Cappella Sistina, davanti ai cardinali di tutto il mondo. “Comincio con qualche parola in inglese, il resto lo farò in italiano”, esordisce. “Sono felice di essere qui con voi, cari fratelli, perché la benedizione del Signore continui a essere su di noi”. “Mi avete chiamato per portare una croce e per essere benedetto per questa missione e voglio che anche voi camminiate con me”, ha concluso prima di continuare l’omelia in italiano.

Terrorismo, La Russa: comunità nazionale fondata su valori Costituzione

Roma, 9 mag. (askanews) – “Insieme ai rappresentanti delle Associazioni dei familiari delle vittime del terrorismo, rivolgiamo oggi uno sguardo attento ad alcune delle pagine più buie, crudeli e tragiche della nostra storia repubblicana. Un solenne momento di unità è quello che celebriamo oggi, ma anche di riflessione per rendere onore alla memoria di tante persone che hanno perso la vita, e ci stringiamo al dolore delle loro famiglie per condividere un sentimento di appartenenza ad una comunità nazionale fondata su irrinunciabili valori che sono quelli contenuti nella nostra Costituzione”. Lo ha detto il presidente del Senato, Ignazio La Russa, nel corso della cerimonia a Montecitorio in occasione del “Giorno della memoria”, dedicato alle vittime del terrorismo e delle stragi.

“In questa aula, ascolteremo diverse testimonianze: ricorderemo – ha proseguito – la strage di Gioia Tauro, il valoroso sacrificio dell’appuntato dei Carabinieri Giovanni D’Alfonso, il vile assassinio del giudice Girolamo Minervini e quello di Valeria Solesin, uccisa nell’attentato terroristico al Bataclan di Parigi. Renderemo onore alla memoria di tanti italiani, civili e militari”.

Terrorismo, Fontana: tenere viva memoria di passato doloroso

Roma, 9 mag. (askanews) – Quella di oggi “è una solenne ricorrenza, che richiama tutti noi a tenere viva la memoria di un passato doloroso e di riaffermare l’importanza dei valori democratici scolpiti nella nostra Costituzione”. Lo ha detto il presidente della Camera Lorenzo Fontana nel suo intervento di apertura, nell’aula di Montecitorio, alla cerimonia di commemorazione del “Giorno della memoria” in ricordo delle vittime del terrorismo e delle stragi.

“Il 9 maggio – ha proseguito Fontana – ci ricorda una delle pagine più buie della storia repubblicana. Il ritrovamento del corpo senza vita dell’onorevole Aldo Moro divenne l’emblema di una stagione di sangue, che ha lasciato un’impronta indelebile nella coscienza collettiva degli italiani. La violenza cieca degli ‘anni di piombo’ non risparmiò nessuno. Colpì in modo indiscriminato magistrati e politici, rappresentanti delle Istituzioni e delle forze dell’ordine, sindacalisti e dirigenti d’azienda, giornalisti e semplici cittadini”.

“A loro e alle loro famiglie, segnate per sempre dalla perdita degli affetti più cari, così come a chi riportò ferite e menomazioni, esprimo la vicinanza mia personale e della Camera dei deputati”, ha sottolineato Fontana.

La parata di Putin per l’80esimo della vittoria nella Seconda Guerra Mondiale

Milano, 9 mag. (askanews) – Mentre gli occhi del mondo sono rivolti a Roma dopo l’elezione nel segno della pace del nuovo Papa Leone XIV, in Russia, sulla Piazza Rossa di Mosca si tiene oggi la parata militare per l’80esimo anniversario della “Vittoria nella Grande Guerra Patriottica”, ovvero la fine della II guerra mondiale. La celebrazione militare inizia a Mosca alle ore 9 italiane e prevede un discorso di Vladimir Putin e la presenza sugli spalti di 29 capi di stato e governo di paesi alleati o amici, a partire dal leader cinese Xi Jinping.

Sulla piazza si stanno già schierando i militari, secondo una coreografia tradizionale e consolidata. La sfilata durerà circa due ore (il doppio, rispetto agli altri anniversari non a cifra tonda). Le unità della parata includeranno le truppe impegnate nella guerra in Ucraina e saranno affiancate da personale militare proveniente da più di dieci paesi amici, come annunciato già a gennaio dal ministro della Difesa Andrei Belousov in un incontro con il presidente russo Vladimir Putin. Belusov peraltro prenderà parte all’avvio della parata a bordo di una Aurus, automobile di lusso costruita in Russia e fortemente voluta dallo stesso Putin. In passato il ministro della Difesa russo utilizzava una macchina d’epoca.

A differenza che in passato, l’elenco delle attrezzature che prenderanno parte alla sfilata non è ancora stato reso noto. Ma le prove hanno coinvolto sistemi S-400, carri armati, veicoli da combattimento della fanteria, sistemi Topol-M e Iskander, e anche droni. In base a quanto annunciato anche personale militare cinese parteciperà alla parata.

Già nei giorni scorsi a Mosca si è iniziato a celebrare l’80esimo anniversario della Vittoria nella Grande Guerra Patriottica, con ospiti stranieri e “numerosi eventi internazionali con la partecipazione del Presidente della Russia” Putin, come affermato dall’ufficio stampa del Cremlino in una nota.

NON SOLO XI SULLA PIAZZA ROSSA Oltre all’esercito russo, truppe provenienti da 13 paesi, tra cui Cina, Vietnam, Laos, Egitto, Mongolia, Bielorussia, Azerbaigian e Uzbekistan, sfileranno attraverso la Piazza Rossa. Nonostante le numerose richieste di Kiev e degli alleati occidentali di annullare i viaggi a Mosca, circa 30 leader provengono dalla CSI – l’ex spazio sovietico – , dall’Europa, dall’America Latina, dall’Africa e dall’Asia, tra cui il presidente cinese Xi Jinping, il presidente serbo Aleksandar Vucic, il primo ministro slovacco Robert Fico e il presidente della Repubblica Serba Milorad Dodik,.

Alla vigilia è iniziata anche la visita ufficiale del presidente della Repubblica Popolare Cinese Xi Jinping. Nella serata di ieri, si è pure tenuta una cena a nome del Presidente della Russia per i capi delle delegazioni straniere. Non c’è infatti solo il leader cinese a questa celebrazione. Il 7 maggio il presidente venezuelano Nicolas Maduro ha iniziato la sua visita ufficiale nella Federazione Russa, come anche il presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva. Presenti pure i presidenti di Cuba Miguel Diaz-Canel Bermudez, della Mongolia Ukhnagiin Khurelsukh e della Repubblica del Congo Denis Sassou Nguesso.

Meloni: oggi onoriamo sacrificio di Aldo Moro e Peppino Impastato

Roma, 9 mag. (askanews) – “Oggi ricordiamo Aldo Moro e Peppino Impastato, due figure diverse, che hanno segnato la storia recente d’Italia, accumunate da un tragico destino: il 9 maggio 1978, persero la vita per mano di due delle forze oscure – le Brigate Rosse e Cosa Nostra – che hanno insanguinato la nostra Nazione negli anni bui del terrorismo e della mafia”. Lo scrive su facebook la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

“Aldo Moro, uomo delle Istituzioni, rapito e ucciso da chi voleva piegare lo Stato con la violenza e l’intolleranza ideologica. Peppino Impastato, assassinato per aver denunciato e sfidato a viso aperto e senza paura il potere mafioso. Due simboli – scrive la premier -, caduti per altro nel pieno di quegli ‘anni di piombo’ che hanno segnato l’Italia con il sangue di troppi innocenti: servitori dello Stato, rappresentanti delle Istituzioni, cittadini, giovani di diverse idee politiche”.

“Nel Giorno della Memoria dedicato alle vittime del terrorismo, rinnoviamo il nostro impegno a difendere la libertà, la giustizia e la legalità. La loro eredità ci ricorda che l’Italia non si piega davanti a chi semina morte e paura. Onoriamo il loro sacrificio, costruendo ogni giorno una Nazione più forte, unita e libera. No alla violenza politica, di qualsiasi colore, e all’oppressione mafiosa”.

Marina Berlusconi: governo responsabile, continui a coordinarsi con Ue

Milano, 9 mag. (askanews) – “Credo che nel contesto di una difficolt senza precedenti fino ad oggi il governo si sia mosso in modo serio e responsabile. Quando si trattato di decidere si sempre comportato in modo serio, rispettando i valori fondamentali dell’Occidente”. A dirlo stata Marina Berlusconi, presidente del gruppo Mondadori, a margine dell’inaugurazione della rinnovata libreria Rizzoli a Milano. “Credo che, vista la situazione internazionale complessa e di grande instabilit, anche in futuro sia fondamentale non discostarsi un millimetro da questi valori – ha aggiunto – e continui a muoversi in modo coerente e coordinato con l’Europa”.

Usa, Marina Berlusconi: preoccupata per tutto quello che fa Trump

Milano, 9 mag. (askanews) – “Ero preoccupata e sono preoccupata in generale per quello che Trump fa, se devo essere sincera. Obiettivamente quelle che erano solo preoccupazioni durante la campagna elettorale si sono trasformate in realt”. Lo ha detto Marina Berlusconi, presidente del gruppo Mondadori, a margine dell’inaugurazione della rinnovata libreria Rizzoli a Milano.

“Sono bastati pochi giorni, parliamo di 100 giorni, per far vacillare le certezze su cui era stato costruito l’ordine politico ed economico del Dopoguerra e per infliggere un colpo durissimo alla credibilit dell’America e dell’Occidente”, ha detto Marina Berlusconi che ha subito aggiunto: “Questo il danno pi grave e difficile da recuperare. E’ stata aperta una ferita profonda per gli Stati Uniti per quanto riguarda credibilit che non sar facile far riemarginare”.

Per Marina Berlusconi ora “Bisogna sperare che Trump sia costretto, come sta accadendo dai danni portati dalle sue decisioni, a fare marcia indietro, e appunto sta succedendo”. “Non voglio sembrare troppo critica e pessimista” sull’amministrazione Trump “perch bisogna saper guardare avanti con fiducia e ottimismo”. “E poi non bisogna mai dimenticare che l’America l’America – ha aggiunto – l’America non solo Trump, gli Usa sono molto di pi: sono e devono restare il faro del mondo libero e democratico e nemmeno questo periodo cos difficile, e per certi versi cos buio, deve mettere in discussione il loro ruolo”.

Marina Berlusconi: speriamo Papa aiuti con Trump, Papi fanno miracoli

Milano, 9 mag. (askanews) – “Speriamo” che il nuovo Papa, Leone XIV, possa aiutare nelle relazioni con l’amministrazione Trump. Cos Marina Berlusconi, presidente del gruppo Mondadori, ha risposto a margine dell’inaugurazione della rinnovata liberia Rizzoli, in Galleria Vittorio Emanuele a Milano, a proposito dell’elezione del nuovo Papa. “Dai Papi – ha detto – ci si possono aspettare tanti miracoli, tante cose positive e speriamo che possano anche aiutare da questo punto di vista”.

Inclusione sociale ed eccellenza, l’esempio di “Mind the pack”

Roma, 09 Mag. – Chi l’ha detto che un progetto, nato con finalit sociali, non possa trasformarsi in eccellenza? Attorno a questa domanda si snoda il percorso di “Mind the pack”, il primo laboratorio cooperativo che svolge, come amano affermare, le attivit di confezionamento manuale con estrema precisione e cura maniacale: “Sembrer strano e controintuitivo ma le azioni ritenute ripetitive, stancanti e routinarie da lavoratori e lavoratrici convenzionali, sono per il nostro team -afferma la coordinatrice dell’iniziativa, Verusca Valdambrini- estremamente stimolanti. La ripetizione, la precisione estrema, l’organizzazione dettagliata delle fasi di lavoro dell’imballaggio sono gestite con puntigliosa attenzione. Chi ci sceglie non solo risolve i problemi di confezionamento ma partecipa anche alla costruzione di un’economia pi sostenibile e inclusiva”.

Un progetto dunque che dimostra nei fatti che costruire un metodo imprenditoriale con persone in condizione di fragilit possibile: “L’occasione di realizzare questo sogno -ricorda la Valdambrini- ci stata data nel 2004 dall’avvio di un programma di inserimento lavorativo creato a Villa Falcucci, il centro psichiatrico di Borgo San Lorenzo, in provincia di Firenze. Non stato facile all’inizio mettere insieme performance e fragilit, lavoro in team ed esigenze relazionali. Ma dopo qualche mese di duro lavoro la svolta finalmente arrivata: Drogheria Alimentare e Sapone di Belcanto sono stati i primi a credere in noi diventando nostri importanti clienti. Grazie a questa spinta siamo diventati ci che siamo oggi: una piccola eccellenza italiana del confezionamento manuale di precisione che collabora con brand internazionali di prestigio come Dr. Vrajnes, Officina Santa Maria Novella, Rosselli-Kimono, Corsini Bakery e tanti altri”. Una commessa di lavoro affidata a questa realt contribuisce a garantire il miglior inserimento lavorativo possibile per chi appartiene alle categorie protette: “Grazie alla nostra esperienza -afferma la coordinatrice del progetto- le persone diventano protagoniste dei propri percorsi professionali, che passano dall’affiancamento di personale esperto per l’intera durata della convenzione alla completa autonomia. Basta guardare negli occhi il nostro personale per capire quanto il lavoro sia per loro gratificante. La nostra ambizione per, non solo quella di proporre un percorso volto all’inclusione sociale ma anche quella di creare una realt di grande eccellenza in cui il loro potenziale venisse totalmente espresso e valorizzato. Una speranza ora diventata realt”.

Valerio Billeri pubblica "Lo-Fi", un concept album in analogico

Roma, 9 mag. (askanews) – Esce oggi su tutte le piattaforme di streaming musicale il disco di Valerio Billeri, ‘Lo-Fi’. Il disco, pubblicato da Moonlight Records, è stato registrato voce e chitarra su un vecchio multitraccia degli anni ’90 in presa diretta, e nulla è stato ritoccato in fase di missaggio.

Nell’era dell’intelligenza artificiale e del digitale, Billeri ha registrato un album di otto tracce, composto da sette composizioni originali e una cover di un brano folk di epoca napoleonica, avvalendosi di un multitraccia analogico degli anni ’90. Partendo dall’idea dell’esilio di Napoleone a Sant’Elena, il disco si sviluppa come una ricerca di Billeri sulla solitudine, in cui l’esilio diventa mentale e spirituale, in contrapposizione al rumore odierno. “Tutti i rumori – anche quelli captati da altre dimensioni”, afferma, “gli scricchiolii, i sospiri, le corde che vibrano sono stati lasciati inalterati in fase di missaggio per rendere l’atmosfera sospesa e fuori dal tempo”.

Mentre in “Verso Bisanzio” la ricerca di Billeri si affacciava su una città bronzea e celeste, in questo nuovo lavoro la nebbia dell’incertezza avvolge ogni cosa, lasciando solo l’io narrante con i suoi dubbi; la solitudine, ricercata o imposta, è l’unico modo per scoprire la verità.

Il processo di svanire per divenire parte è, d’altronde, il tema centrale di tutto il disco, che ruota attorno alla frase della poetessa Sara Teasdale: “Lascia che io sfumi nell’oblio silente come un fiore o un fuoco una volta ardente”, contenuta nel brano “Distese”.

Chezia Bassano, un modello di centro estetico virtuoso

Roma, 09 Mag. – In un contesto in cui il settore estetico spesso percepito come frammentato e standardizzato, Chezia Bassano si distingue come un esempio di successo e resilienza. Il suo approccio, racchiuso nel Metodo Le Charme, rappresenta oggi una delle espressioni pi evolute dell’Estetica Avanzata in Abruzzo, dimostrando che con passione e dedizione non ci sono limiti al successo. “Non volevo aprire un semplice centro estetico”, racconta Chezia. “Volevo creare un percorso, qualcosa di unico e che facesse davvero la differenza.” Cos nel 2001, con la collaborazione di suo marito, nasce Le Charme: una visione fatta di studio, ascolto e protocolli scientificamente validati. Un metodo riconosciuto per la sua efficacia e per l’attenzione assoluta alla personalizzazione del trattamento.

In un settore caratterizzato da numerose difficolt strutturali, Chezia ha saputo ideare e costruire un modello resiliente e virtuoso che continua ad espandersi grazie ad un’identit forte e ben definita, con una squadra che oggi conta 18 collaboratori ed una sede da oltre 300 metri quadri. “Il nostro non un centro estetico tradizionale”, spiega Chezia, “abbiamo investito in tecnologia e formazione per offrire trattamenti avanzati e personalizzati”.

Dietro ogni scelta c’ una visione chiara e una grande passione, ma anche un valore imprescindibile: la famiglia. “Abbiamo due figli, Cheren e Pierluca”, prosegue Chezia, “e con mio marito siamo riusciti a bilanciare la nostra vita personale con quella professionale”.

Nel corso degli anni, Chezia riuscita a trasformare le sfide in opportunit, strutturando un ambiente di lavoro che valorizza le persone e promuove la crescita personale e professionale. “Il nostro Metodo costoso, e il suo valore basato su anni di ricerca e sviluppo”, afferma Chezia, sottolineando l’importanza di offrire qualit piuttosto che competere solo sul prezzo. A riprova di questo, Chezia ha sviluppato una linea cosmetica esclusiva, formulata con un approccio innovativo: l’uso di acqua vibrazionale come base dei prodotti, una scelta che integra l’estetica con la bioenergetica. “Volevamo che i prodotti fossero coerenti con il nostro metodo, basati su attivi efficaci e vibrazioni funzionali: per questo abbiamo puntato verso una linea personalizzata, studiata appositamente per essere in sintonia con i nostri valori”

Guardando al futuro, Chezia non parla solo di espansione o di numeri: il suo obiettivo quello di continuare ad innovare, formare, ispirare. “Vogliamo mantenere sempre al centro la soddisfazione del cliente”, conclude Chezia. “La bellezza non solo un risultato estetico: una trasformazione autentica che parte da dentro. E vogliamo continuare ad essere accanto a chi sceglie di prendersi cura di s con consapevolezza”

Papa, stampa Usa: "Il Santo Padre di Chicago", "Unirà la chiesa"

Roma, 9 mag. (askanews) – Di seguito i commenti dei principali quotidiani americani sull’elezione a Papa del cardinale americano Robert Francis Prevost:

“Benvenut Papa Leone XIV, il Santo Padre di Chicago”: così titola oggi un editoriale del Chicago Tribune che si dice “incredibilmente orgoglioso di vedere uno di noi prendere le redini nella Città del Vaticano”. Il quotidiano sottolinea quindi che, “ora, oltre ad aver formato un presidente americano da due mandati, Barack Obama, Chicago sarà conosciuta a livello internazionale anche come la città che ha nutrito un capo della Chiesa cattolica”.

“Robert Prevost, originario di Chicago, è il primo papa americano nella storia della Chiesa cattolica”, titola il Chicago Herald che ha poi raccolto le voci dei “leader dell’arcidiocesi di Chicago felicemente scioccati dalla scelta del papa”: ‘Uno di noi'”.

“Il nuovo papa presto alla presa con decisioni difficili sulla direzione della chiesa”, titola oggi il New York Times sottolineando che “Papa Leone XIV, il primo Pontefice americano, ha percorso una strada globale verso la vetta della gerarchia”, ricordando che ha trascorso gran parte della sua vita fuori dagli Stati uniti. In un articolo di commento intitolato “Un Papa americano? Forse non era così impossibile”, il Nyt sottolinea che “in caso di papa americano, il cardinale Robert Prevost – ora Leone XIV – sarebbe stato quello più probabile”, ricordando che si è a lungo ritenuto “che il Collegio cardinalizio, dominato dall’Europa, non avrebbe mai eletto un americano”, perchè “gli Stati Uniti erano considerati troppo potenti al mondo per poter anche mettere un uomo sul soglio di San Pietro”. Ma “forse un periodo di declino della presenza americana nel mondo ha aperto le porte a un papa americano”.

“Leone XIV invita la Chiesa a ‘costruire ponti'”, titola a tutta pagina il Washington Post, che nel suo editoriale sottolinea che “Un papa di Chicago può contribuire a sanare le divisioni cattoliche”. Secondo il Wp, la nomina a Pontefice del cardinale Prevost indica “una scelta pragmatica e consensuale, che dovrebbe essere in grado di districarsi tra le crescenti divisioni geografiche tra il Nord e il Sud del mondo, così come tra le divisioni dottrinali tra progressisti e tradizionalisti, anche se nessuno dovrebbe aspettarsi un ritorno della messa in latino”.

Anche il Wall Street Journal titola: “Un Papa americano cercherà di unire una chiesa divisa”, affermando che “il Conclave sembra aver scommesso sull’identità mista di Leone, un papa sia dell’America che del mondo, per aiutarlo ad essere leader di una chiesa globale che cerca di navigare un tempo di tumulto e transizione”.

Mps: utile netto primo trimestre balza a 413 milioni (+24,2%)

Milano, 9 mag. (askanews) – Mps ha chiuso il primo trimestre 2025 con un utile netto pari a 413 milioni, in aumento del 24,2% su anno. A fine marzo, il Cet1 ratio fully loaded post Basilea 4 ha raggiunge il livello record del 19,6%, sottolinea l’istituto, portando il buffer di capitale a circa 890 punti base rispetto al requisito di coefficiente Tier 1.

L’istituto senese tira dritto con la propria offerta lanciata su Piazzetta Cuccia: “con il forte sostegno degli azionisti in occasione della scorsa assemblea – scrive -, Mps prosegue in linea con la tempistica prevista nell’esecuzione del percorso verso l’Ops su Mediobanca, il cui razionale industriale è potenzialmente anche coerente con l’operazione annunciata su Banca Generali”.

Tornando ai conti, nel trimestre Mps ha realizzato ricavi complessivi per 1,007 miliardi (-0,5%). La crescita delle commissioni nette (+8,9%) e degli altri ricavi della gestione finanziaria (+24,7%) ha quasi integralmente compensato l’attesa contrazione del margine di interesse (-7,5%), penalizzato dalla riduzione dei tassi.

La raccolta totale ammonta a circa 167 miliardi, in crescita di oltre 5 miliardi rispetto al primo trimestre 2024 e in linea con l’elevato livello di fine 2024. Lo stock dei crediti deteriorati lordi è in calo a 3,6 miliardi, con la componente garantita a oltre il 70%. L’Npe ratio lordo è in diminuzione al 4,4% e Npe ratio netto al 2,3%, con la copertura complessiva dei crediti deteriorati in aumento al 49,5%.

L’attesa e la gioia del nuovo inizio della Chiesa

Il comignolo di San Pietro ha segnato il culmine della curiosità di credenti e non credenti, gli uni e gli altri ad osservare il colore del fumo che ne è uscito, quasi fossimo nel vecchio West a leggere i segnali degli Indiani guerreggianti. Il colore bianco di ieri pomeriggio ha mostrato senza fatica interpretativa un accordo sul prossimo Pontefice.

Finalmente si è guardato a San Pietro, oltre la figura del Papa, con un ritorno alla piazza, all’idea di un popolo cristiano che finalmente si è ritrovato in un unicum a cui ciascuno ha sentito di partecipare.

Finalmente i cristiani hanno smesso di parlare e di commentare se Francesco sia stato bravo o incapace. Finalmente sono stati zitti, ritrovando la dimensione del silenzio, in attesa di una notizia che li ha messi tutti insieme a formare quell’esercito di fede al quale non sanno da troppo tempo esattamente di appartenere.

Si dice che lo Spirito Santo ci abbia messo del suo indirizzando le scelte dei Cardinali. È più facile credere che nel comignolo si sia impegnato a bruciare piuttosto tutte le eventuali asperità di comprensione tra gli uomini a cui è stato affidato per poche ore il futuro della Chiesa per poi lasciarli fare senza più ostacoli al cuore e alla mente.

Del resto, quando da piccoli, cadendo, ci si sbucciavano le ginocchia, spesso e volentieri ci si disinfettava con lo “spirito”, un liquido che bruciava senza risparmio. Una purificazione, il pizzicore, era attenuato dal “soffio” di chi ti dava soccorso.  La vita da giovani e da adulti sembra che sia sempre questione di spirito e di soffio, divino o non divino che sia.

Sembra che nella vita bisogna saper prendere gli accadimenti, anche la elezione del Papa, con il giusto spirito o perlomeno saper leggere lo spirito dei tempi per seguire il giusto indirizzo della storia o per orientare la storia al meglio che si possa.

Nel mondo d’oggi c’è per certo chi preferisce affidarsi allo spiritismo per sapere come condursi e chi vedrà con il fumo negli occhi il prossimo Pontefice giudicando secondo schemi che non hanno più ragione d’essere con la morte di Bergoglio.

Ogni volta la Chiesa ricomincia daccapo ed è questa la sua forza sia in caso di continuità con il passato che invece nella ipotesi di un cambio di rotta. Ogni volta risorge senza che mai prima muoia.

Ci sarà chi guarderà alla Chiesa additandola di nuovo come un sistema di venditori di fumo o al meglio un eccesso di fumo e niente arrosto. Ci sarà chi invece pregherà che non vada oltre ancora in fumo quel che ancora riesce ad indicare per la salvezza degli uomini. Ci sarà chi si perderà in giudizi vantando di conoscere i retroscena dei fatti e chi invece reclamerà ancora il vanto di appartenere alla Chiesa.

San Pietro oggi corre il rischio terribile di una grande attenzione, un ritorno alla notorietà, che possa ingannarla come un ritorno ai fasti del passato.  Potrebbe poi scoprire a breve di precipitare nuovamente nel distacco dei suoi fedeli, partecipi ad un evento che li veda protagonisti almeno di sponda, ma lesti a disperdersi subito dopo.

Eppure tutta quella gente che è stata a guardare il bianco, che si è librato nel cielo sopra la Basilica più famosa al mondo, dice anche che esiste, proprio perché in una fase di declino rispetto al passato, l’orgoglio di appartenere a Gesù.

Questa adesione a Lui è assai più che una moda dettata dagli influencers che stordiscono il mondo con i loro strali. È una gioia che strapazza il mondo, contagiosa anche quando conosce appannamenti e crisi. È un sentimento specifico che distingue i Cristiani e che dovrebbe caratterizzarli a dispetto della incomprensibile mestizia che spesso e volentieri si portano addosso.

Si tratta di tornare a scottare un pianeta malato con il proprio unguento di felicità e rimetterlo in salute. Per riuscire in questo, i Cristiani devono tornare ad avere consapevolezza del loro ruolo, dei loro doveri ma anche e soprattutto della loro speciale felicità.

Si è sentito dalla piazza gridare a squarciagola e con emozione “W il Papa”. Significa riscoprire una totale unanime appartenenza ad un Capo e nello stesso tempo un riappropriarsi di una identità che non può lasciare indifferenti e che è già ora una strada tracciata per il futuro.

Fisicamente, per qualche verso, Leone XIV riporta al volto asciutto di Paolo VI. Starà a lui ricordare alla sua gente di mettersi il sorriso in spalla e riprendere il cammino d’abbraccio verso tutti coloro che ancora non conoscono Gesù. Così si smetterà di dire, come fosse uno dei mille divi dello spettacolo, “mi piace o non mi piace questo Papa” perché possa invece dirsi con un diverso approccio di pensiero “mi piacciono i Cristiani e voglio conoscere il loro Dio”.

Ci vorrà un coraggio da leone per riuscire in tutto questo ma lo Spirito soffierà spingendo i passi del popolo di Dio e del suo rappresentante sulla terra per andare a meta. Ha soffiato speditamente in questo Conclave per dare alla Chiesa un nuovo Pontefice. La Madonna di Pompei ha voluto che tutto questo fosse nel giorno della sua supplica. Ci sono segni che non hanno bisogno di commenti.

Americano e missionario, il Pontefice che invita a costruire ponti

“La pace sia con tutti voi”: così ha esordito il nuovo Vescovo di Roma, Robert Francis Prevost, arcivescovo emerito di Chicago, che prende il nome di Leone XIV (nomen omen). In questo momento storico, non si poteva pensare a un incipit più efficace.

Il riferimento del nome appare orientato a San Leone Magno, ma anche a Leone XIII (il Papa della enciclica Rerum Novarum che crea cardinale John Henry Newman).

La sensazione, a caldo, è che il “Papa americano” costringerà tutti a cambiare schema. Ad esempio, nel rapporto con l’Amministrazione Trump – probabilmente – con uno sguardo molto diverso rispetto all’ala conservatrice dell’episcopato statunitense (la cui ricucitura, rispetto a Papa Francesco, sarà quasi obbligata).

A lungo missionario in Perù (è cittadino statunitense e peruviano), a capo di una delle diocesi più povere del Paese latinoamericano, Leone XIV sarà una figura di sintesi e di raccordo tra Nord e Sud del mondo, tra Chiesa istituzionale e Chiesa missionaria. Un Papa aperto socialmente, ma al contempo fermo nella dottrina e sui principi. Espressione di una Chiesa che va avanti, che non sta (più) sulla difensiva, che indossa la mozzetta rossa e torna (probabilmente) a vivere nel Palazzo apostolico.

Come ha detto affacciandosi alla Loggia delle Benedizioni, Leone XIV avverte la necessità di una Chiesa che “costruisce ponti” secondo un’espressione che fu anche di Giorgio La Pira. Possiamo azzardare fin da ora che non sarà un Papa “anti” (Curia romana, Occidente, ecc…) ma piuttosto “per”.

Dice Papa Prevost: “Vogliamo essere una Chiesa sinodale, che cerca sempre la pace e vuole essere vicina a quelli che soffrono”. E ancora: “La pace di Cristo Risorto è una pace disarmata e disarmante, umile e perseverante, perché proviene da Dio che ci ama tutti”. La promozione umana nasce da Cristo e dal Vangelo. Il resto verrà di conseguenza.

La Voce del Popolo | Il vento impetuoso della demagogia populista

Sono 100 anni e più che le democrazie si arrovellano intorno allo stesso dilemma. E cioè, come difendersi dalla sfide delle forze anti-democratiche utilizzando metodi rigorosamente democratici.

Ai tempi della Germania di Hitler, come è noto, l’impresa non riuscì. Negli anni più vicini, invece, il più delle volte ce l’abbiamo fatta. Ma ora l’onda negativa sembra diventare così impetuosa da risultare quasi irrefrenabile. O almeno, da richiedere terapie meno rispettose dei diritti (e degli eccessi, soprattutto) delle forze illiberali.

La questione è stata riproposta in questi giorni dalla severa pronuncia della magistratura tedesca contro l’Afd, il partito di estrema destra con più di qualche cromosoma nazista. Pronuncia condivisa dai partiti che hanno appena scelto il nuovo cancelliere, ma avversata da altri. E soprattutto criticatissima da alcuni dei più potenti emissari dell’amministrazione Trump.

Echi di un argomento più vasto, che ha lambito la Francia e più di recente la Romania. Laddove le sfide che vengono portate all’ordine democratico e costituzionale sembrano trarre vantaggio da un clima di opinione favorevole, salvo scoprire che nel loro tumultuoso procedere rischiano poi di travolgere le leggi che democraticamente quei paesi si sono date.

È una battaglia politica, più che una disputa legale. Ed è, prima ancora, una grande controversia culturale. Che dobbiamo imparare ad affrontare, dato che il vento della demagogia populista tira dalle parti di quanti invocano per sé regole democratiche, pronti a fare eccezione non appena dovessero accedere al potere.

 

Fonte: La Voce del Popolo – 7 maggio 2025

Articolo qui riproposto per gentile concessione del direttore del settimanale della Diocesi di Brescia

Papa Leone XIV: un pastore missionario per una Chiesa in uscita

Un percorso tra missione e servizio

Nato a Chicago nel 1955, Prevost ha trascorso gran parte della sua vita in Perù, dove ha servito come missionario e vescovo di Chiclayo. La sua dedizione ai più vulnerabili, in particolare ai migranti venezuelani, ha evidenziato una leadership empatica e concreta. Nel 2015, Papa Francesco lo ha chiamato a Roma per guidare il Dicastero per i Vescovi, affidandogli la delicata responsabilità di selezionare i nuovi pastori della Chiesa universale.

Una Chiesa che accoglie e ascolta

Nella sua prima apparizione come pontefice, Leone XIV ha salutato la folla con le parole “Pace a voi”, sottolineando l’importanza del dialogo e dell’unità. Parlando in italiano e spagnolo, ha richiamato la sua esperienza missionaria e il desiderio di una Chiesa inclusiva.

In un’intervista del 2023, Prevost ha affermato:

“Spesso ci siamo preoccupati di insegnare la dottrina, ma rischiamo di dimenticare che il nostro primo compito è comunicare la bellezza e la gioia di conoscere Gesù.”

 

Queste parole riflettono una visione di Chiesa centrata sull’incontro personale con Cristo e sull’accompagnamento delle persone nel loro cammino di fede.

 

Un pastore tra la gente

Leone XIV si distingue per la sua umiltà e la capacità di ascolto. Durante il suo ministero in Perù, era noto per la sua vicinanza al popolo e per l’attenzione ai bisogni concreti delle comunità. La sua formazione agostiniana lo ha portato a valorizzare la vita comunitaria e la ricerca dell’unità nella diversità.

Nel suo ruolo di prefetto del Dicastero per i Vescovi, ha promosso una maggiore partecipazione del popolo di Dio nella scelta dei nuovi vescovi, sottolineando l’importanza di pastori che conoscano e comprendano le realtà locali.

Continuità e rinnovamento

Succedendo a Papa Francesco, Leone XIV si propone di proseguire il cammino di riforma e apertura della Chiesa. La sua elezione rappresenta un segno di continuità con l’orientamento pastorale del suo predecessore, ma anche un rinnovato impegno per una Chiesa più sinodale, missionaria e vicina alle periferie esistenziali.

Con Papa Leone XIV, la Chiesa si prepara a vivere una nuova stagione di evangelizzazione, guidata da un pastore che, con semplicità e determinazione, desidera camminare insieme al popolo di Dio verso un futuro di speranza e fraternità.

Perché Prevost ha scelto il nome Leone XIV

Città del Vaticano, 8 mag. (askanews) – Eletto 267mo Papa della Chiesa cattolica, il cardinale statunitense Robert Francis Prevost ha scelto come nome Leone XIV: sulla scia di San Leone Magno quindi, che fu Papa e Dottore della Chiesa, teologo e pastore, attento alla comunione tra le diverse Chiese, e strenuo difensore della pace, e succedendo a Leone XIII, al secolo Gioacchino Pecci, che fu il 256mo vescovo di Roma e Papa dal 20 febbraio 1878 al 20 luglio 1903.

LEONE XIII  Nato a Carpineto Romano, Papa Leone XIII è noto per essere stato il primo Papa dopo mille anni di storia a non esercitare il potere temporale e viene ricordato anche come il il “Papa delle encicliche”. Ne scrisse 86 e la più famosa fu la “Rerum Novarum” (1891), con la quale si realizzò una svolta nella Chiesa cattolica: fu la prima enciclica esplicitamente sociale nella storia della Chiesa cattolica e formulò quindi i fondamenti della moderna dottrina sociale della Chiesa. In questo senso a Leone XIII fu attribuito il nome di “Papa dei lavoratori” e di “Papa sociale”. “La scelta del nome, Leone XIV, è un riferimento alla moderna dottrina sociale della Chiesa con la Rerum Novarum di Leone XIII, un riferimento non casuale agli uomini, alle donne e ai lavoratori in un tempo di Intelligenza artificiale”, ha spiegato Matteo Bruni, direttore della sala stampa della Santa Sede. “Il Papa ci ha parlato di pace, di dialogo – ha aggiunto – e ha richiamato le parole di Francesco nella domenica di Pasqua: Dio ama tutti, il male non prevarrà”.

LEONE MAGNO GLI UNNI ALLE PORTE – Anno 452 d.C.: la Penisola italiana trema di fronte agli Unni, capitanati da Attila. Gran parte del settentrione è già caduto in mano all’invasore. Le città di Aquileia, Padova e Milano sono state conquistate, saccheggiate, rase al suolo. Ora Attila prosegue la sua corsa, è vicino Mantova, sul fiume Mincio. Ed è lì che la Storia si ferma e si forma: Leone Magno, eletto Papa dodici anni prima, si pone a capo di una delegazione di Roma, incontra ad Attila e lo dissuade dal proseguire la guerra di invasione. La leggenda – ripresa poi da Raffaello negli affreschi delle “Stanze Vaticane” – narra che il capo degli Unni si ritiri dopo aver visto apparire, alle spalle di Leone, gli Apostoli Pietro e Paolo, armati di spada. Tre anni dopo, nel 455, è ancora il “Papa Magno”, benché disarmato, a fermare alle porte di Roma i Vandali d’Africa, guidati dal re Genserico. Grazie al suo intervento, la città viene sì saccheggiata, ma non incendiata. Restano in piedi anche le Basiliche di San Pietro, San Paolo e San Giovanni, nelle quali trova rifugio gran parte la popolazione, che ha salva la vita.

“PIETRO HA PARLATO PER BOCCA DI LEONE” – Ma la vita di Leone non si esplicita solo nell’impegno per la pace, portato avanti con coraggio e senza sosta. Il Pontefice si dedica molto anche alla tutela della dottrina: è lui, infatti, ad ispirare il Concilio ecumenico di Calcedonia, che riconosce e afferma l’unione in Cristo delle due nature – umana e divina – respingendo l’eresia di Eutiche, che nega l’essenza umana del Figlio di Dio. L’intervento di Leone al Concilio avviene attraverso un testo dottrinale fondamentale: il “Tomo a Flaviano”, vescovo di Costantinopoli. Il documento viene letto pubblicamente ai 350 Padri conciliari che lo accolgono per acclamazione, affermando: “Pietro ha parlato per bocca di Leone, Leone ha insegnato secondo pietà e verità”.

TEOLOGO E PASTORE – Sostenitore e promotore del Primato di Roma, il “Pontefice Magno” lascia alla storia quasi 100 sermoni e circa 150 lettere, in cui si dimostra sia teologo che pastore, attento alla comunione tra le diverse Chiese, ma non dimentico delle necessità dei fedeli. È per loro, infatti, che anima le opere di carità in una Roma piegata da carestie, povertà, ingiustizie e superstizioni pagane. Porta avanti tutte le azioni indispensabili – si legge nei suoi scritti – per “tenere con costanza la giustizia” ed “offrire amorosamente la clemenza”, poiché “senza Cristo non possiamo nulla, ma con Lui possiamo tutto”.

IL 45mo PAPA DELLA STORIA – Nato nella Tuscia e divenuto diacono della Chiesa di Roma intorno al 430, nel 440 Leone viene inviato dall’imperatrice Galla Placidia a pacificare la Gallia, contesa tra il generale Ezio e il prefetto del pretorio Albino. Pochi mesi dopo, muore Papa Sisto III. Leone, suo consigliere, gli succede. La consacrazione a Pontefice – il 45mo della storia – avviene il 29 settembre del 440.

UN PONTIFICATO DI “PRIMATI” – Il suo Pontificato, lungo ventuno anni, raccoglie diversi primati: primo Vescovo di Roma a portare il nome di Leone; primo Successore di Pietro a essere chiamato “Magno”; primo Papa di cui ci sia giunta la predicazione, è uno anche dei due soli Pontefici (l’altro è Gregorio Magno) ad aver ricevuto, nel 1754 per volere di Benedetto XIV, il titolo di “Dottore della Chiesa”. La sua morte avviene il 10 novembre 461 e, secondo alcuni storici, Leone Magno è stato anche il primo Papa a essere sepolto all’interno della Basilica Vaticana. Ancora oggi, le sue reliquie sono custodite in San Pietro, nella Cappella della “Madonna della Colonna”.

Prevost ha scelto come nome Leone XIV, succedendo quindi a Leone XIII, al secolo Gioacchino Pecci, che fu il 256mo vescovo di Roma e Papa dal 20 febbraio 1878 al 20 luglio 1903.

Nato a Carpineto Romano, Papa Leone XIII è noto per essere stato il primo Papa dopo mille anni di storia a non esercitare il potere temporale e viene ricordato anche come il il “Papa delle encicliche”. Ne scrisse 86 e la più famosa fu la “Rerum Novarum” (1891), con la quale si realizzò una svolta nella Chiesa cattolica: fu la prima enciclica esplicitamente sociale nella storia della Chiesa cattolica e formulò quindi i fondamenti della moderna dottrina sociale della Chiesa. In questo senso a Leone XIII fu attribuito il nome di “Papa dei lavoratori” e di “Papa sociale”.

Tennis, fuori Bellucci e Fognini al passo d’addio a Roma

Roma, 8 mag. (askanews) – Serata storta per gli italiani agli Internazionali di Tennis di Roma. Eliminati Fognini e Bellucci. Il Foro Italico saluta il ligure che all’ultima apparizione a Roma, viene battuto 6-2, 6-3 dal britannico Fearnley al 1° turno degli Internazionali. Il pubblico si alza in piedi per tributare l’omaggio al campione di Monte-Carlo 2019. Fearnley affronterà al 2° turno Matteo Berrettini. Mattia Bellucci ha ceduto piuttosto nettamente allo spagnolo Pedro Martinez, che si è imposto con i parziali di 6-4, 6-2

“Grazie Roma prima di tutto, è stato un bellissimo viaggio. Penso che non c’era altro torneo per poter dire basta qui. Non mi sono ancora ritirato, giocherò ancora fino a fine anno epoi deciderò con calma” ha detto Fabio Fognini dopo esser stato eliminato agli Internazionali. Per l’italiano è la sua ultima partecipazione a Roma e il torneo ha voluto omaggiarlo con un video emozionale alla fine dell’incontro accompagnato dagli applausi del pubblico. “Della mia decisione ne parlerò con la mia famiglia, abbiamo dei bimbi e come tutti c’è un inizio e una fine. Ora un po’ di spazio va là, alla famiglia”, ha aggiunto. Parlando delle ferite aperte in carriera c’è quella di non aver mai vinto la Coppa Davis. “Sarà sempre una ferita aperta non averla vinta – ha raccontato -. Per me quella coppa è stata tutto, é chiaro poi che sono felice che i miei amici e colleghi l’abbiano vinta”.

Mattarella scrive a Leone XIV: pace evocata è speranza dell’umanità

Roma, 8 mag. (askanews) – La “pace” evocata “con forza” nel primo messaggio dal nuovo Papa “è la speranza dell’umanità intera”. Lo scrive il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel messaggio inviato a Leone XIV per la sua elezione.

“Vostra Santità è chiamata ad un compito imprescindibile e oggi ancor più necessario. Le giungano i più fervidi e sinceri voti augurali miei personali e dell’intera Nazione italiana affinché attraverso la Sua alta missione possano prevalere sempre dialogo, giustizia e pace”, aggiunge il capo dello Stato.

“In questo momento storico, in cui tanta parte del mondo è sconvolta da conflitti inumani dove sono soprattutto gli innocenti a soffrire le conseguenze più dure di tanta barbarie, desidero assicurarLe l’impegno della Repubblica Italiana a perseguire sempre più solidi rapporti con la Santa Sede per continuare a promuovere una visione del mondo e della convivenza tra i popoli fondata sulla pace, sulla garanzia dei diritti inviolabili e della dignità e la libertà per tutte le persone”, evidenzia ancora Mattarella.

“Sono certo che la lunga esperienza nel sud del mondo che Vostra Santità ha maturato anche in veste di missionario manterrà acceso quel faro verso i più deboli e dimenticati che Papa Francesco aveva voluto illuminare fin dall’inizio del proprio pontificato”, sottolinea il capo dello Stato.

M.O., CSD: per Italia indispensabile rispetto diritto internazionale

Roma, 8 mag. (askanews) – “In Medio Oriente, l’interruzione del cessate-il-fuoco a Gaza suscita forte preoccupazione. I feroci attacchi terroristici di Hamas contro inermi cittadini israeliani del 7 ottobre 2023 hanno innescato una spirale di inaudita violenza causando migliaia di vittime e una crisi umanitaria senza precedenti a Gaza, incendiando l’intera area, in un conflitto che si è esteso ben oltre il territorio palestinese e destabilizza l’intera area del Mediterraneo allargato. L’Italia ritiene indispensabili il pieno rispetto del diritto internazionale umanitario e della legalità internazionale, la immediata e duratura cessazione dei combattimenti, la liberazione degli ostaggi ancora crudelmente nelle mani di Hamas, il ripristino urgente da parte di Israele delle condizioni che consentano l’assistenza umanitaria alla popolazione civile di Gaza”. E’ quanto si legge nel comunicato finale del Consiglio supremo di Difesa riunito oggi al Quirinale e presieduto dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

“Occorre, con determinazione, lavorare ad una soluzione negoziata tra Israele e Palestina che, con il concorso della comunità internazionale, miri alla creazione di due Stati riconosciuti sovrani e indipendenti”, conclude la nota.

Mattarella a Leone XIV: fervidi auguri per un lungo e fecondo pontificato

Roma, 8 mag. (askanews) – “Nel partecipare al ‘gaudium magnum’ annunziato pochi momenti fa alla cristianità e al mondo dal cardinale protodiacono, desidero far giungere, anche a nome del popolo italiano, fervidi auguri per un lungo e fecondo pontificato, oltre che per il benessere spirituale e personale di Vostra Santità”. E’ quanto scrive il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato al Papa Leone XIV appena eletto.

“Gli italiani hanno vissuto in spirito di spontanea e profonda adesione il dolore per la scomparsa di papa Francesco – scrive ancora il capo dello Stato -. All’inizio di un nuovo cammino di servizio petrino all’unità della Chiesa, fin d’ora desideriamo accompagnare Vostra Santità, certi che a nessuna donna e a nessun uomo di buona volontà, mancheranno la preghiera e l’affettuosa vicinanza del Papa”.

Il nuovo Papa, il richiamo a "Leone Magno" per la pace e l’unità Chiesa

Città del Vaticano, 8 mag. (askanews) – Eletto 267mo Papa della Chiesa cattolica, il cardinale statunitense Robert Francis Prevost ha scelto come nome Leone XIV: sulla scia di San Leone Magno quindi, che fu Papa e Dottore della Chiesa, teologo e pastore, attento alla comunione tra le diverse Chiese, e strenuo difensore della pace.

GLI UNNI ALLE PORTE – Anno 452 d.C.: la Penisola italiana trema di fronte agli Unni, capitanati da Attila. Gran parte del settentrione è già caduto in mano all’invasore. Le città di Aquileia, Padova e Milano sono state conquistate, saccheggiate, rase al suolo. Ora Attila prosegue la sua corsa, è vicino Mantova, sul fiume Mincio. Ed è lì che la Storia si ferma e si forma: Leone Magno, eletto Papa dodici anni prima, si pone a capo di una delegazione di Roma, incontra ad Attila e lo dissuade dal proseguire la guerra di invasione. La leggenda – ripresa poi da Raffaello negli affreschi delle “Stanze Vaticane” – narra che il capo degli Unni si ritiri dopo aver visto apparire, alle spalle di Leone, gli Apostoli Pietro e Paolo, armati di spada. Tre anni dopo, nel 455, è ancora il “Papa Magno”, benché disarmato, a fermare alle porte di Roma i Vandali d’Africa, guidati dal re Genserico. Grazie al suo intervento, la città viene sì saccheggiata, ma non incendiata. Restano in piedi anche le Basiliche di San Pietro, San Paolo e San Giovanni, nelle quali trova rifugio gran parte la popolazione, che ha salva la vita.

“PIETRO HA PARLATO PER BOCCA DI LEONE” – Ma la vita di Leone non si esplicita solo nell’impegno per la pace, portato avanti con coraggio e senza sosta. Il Pontefice si dedica molto anche alla tutela della dottrina: è lui, infatti, ad ispirare il Concilio ecumenico di Calcedonia, che riconosce e afferma l’unione in Cristo delle due nature – umana e divina – respingendo l’eresia di Eutiche, che nega l’essenza umana del Figlio di Dio. L’intervento di Leone al Concilio avviene attraverso un testo dottrinale fondamentale: il “Tomo a Flaviano”, vescovo di Costantinopoli. Il documento viene letto pubblicamente ai 350 Padri conciliari che lo accolgono per acclamazione, affermando: “Pietro ha parlato per bocca di Leone, Leone ha insegnato secondo pietà e verità”.

TEOLOGO E PASTORE – Sostenitore e promotore del Primato di Roma, il “Pontefice Magno” lascia alla storia quasi 100 sermoni e circa 150 lettere, in cui si dimostra sia teologo che pastore, attento alla comunione tra le diverse Chiese, ma non dimentico delle necessità dei fedeli. È per loro, infatti, che anima le opere di carità in una Roma piegata da carestie, povertà, ingiustizie e superstizioni pagane. Porta avanti tutte le azioni indispensabili – si legge nei suoi scritti – per “tenere con costanza la giustizia” ed “offrire amorosamente la clemenza”, poiché “senza Cristo non possiamo nulla, ma con Lui possiamo tutto”.

IL 45mo PAPA DELLA STORIA – Nato nella Tuscia e divenuto diacono della Chiesa di Roma intorno al 430, nel 440 Leone viene inviato dall’imperatrice Galla Placidia a pacificare la Gallia, contesa tra il generale Ezio e il prefetto del pretorio Albino. Pochi mesi dopo, muore Papa Sisto III. Leone, suo consigliere, gli succede. La consacrazione a Pontefice – il 45mo della storia – avviene il 29 settembre del 440.

UN PONTIFICATO DI “PRIMATI” – Il suo Pontificato, lungo ventuno anni, raccoglie diversi primati: primo Vescovo di Roma a portare il nome di Leone; primo Successore di Pietro a essere chiamato “Magno”; primo Papa di cui ci sia giunta la predicazione, è uno anche dei due soli Pontefici (l’altro è Gregorio Magno) ad aver ricevuto, nel 1754 per volere di Benedetto XIV, il titolo di “Dottore della Chiesa”. La sua morte avviene il 10 novembre 461 e, secondo alcuni storici, Leone Magno è stato anche il primo Papa a essere sepolto all’interno della Basilica Vaticana. Ancora oggi, le sue reliquie sono custodite in San Pietro, nella Cappella della “Madonna della Colonna”.

Meloni a Leone XIV: bene richiamo alla pace, mondo ne ha bisogno

Roma, 8 mag. (askanews) – “La nostra casa si fonda sulla sintesi straordinaria tra fede e ragione. Sintesi che ha permesso alla civiltà italiana ed europea di concepire un mondo nel quale la persona è centrale, la vita è sacra, gli uomini sono liberi e di eguale dignità, lo Stato e la Chiesa sono distinti ma si rispettano reciprocamente, e crescono insieme. Civiltà che rispetta le identità altrui senza però rinnegare la propria, e che costruisce pace laddove altri seminano morte e distruzione. Pace di cui il mondo ha disperato bisogno e che Lei, dalla Loggia della Benedizioni, ha invocato più volte, richiamando l’incessante e instancabile azione portata avanti dal compianto Papa Francesco”. Lo scrive la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in una lettera inviata a papa Leone XIV.

CSD: Alleanza atlantica garanzia primaria per scongiurare guerra

Roma, 8 mag. (askanews) – “Il Consiglio Supremo di Difesa ritiene che l’Alleanza atlantica resti la garanzia primaria per scongiurare lo spettro della guerra, in un contesto che ha visto evocare anche lo scenario nucleare”. E’ quanto si legge nel comunicato finale della riunione che si è svolta oggi al Quirinale e presieduta dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

“Si inquadrano in questa funzione di garanzia le missioni cui l’Italia partecipa a sostegno degli Alleati nell’Europa nord-orientale – si legge ancora nel comunicato -. In tal senso, il Consiglio ha sottolineato l’importanza dell’impegno dei nostri contingenti militari e della capacità e determinazione a rispondere alle minacce esterne, nonché a concorrere alla difesa dello spazio aereo europeo dell’Alleanza”.

Csd: libertà e sicurezza bene primario da affermare in Ue e Nato

Roma, 8 mag. (askanews) – “Dopo l’aggressione russa all’Ucraina nuovi fronti di crisi si sono aperti, in una concatenazione che allarga l’area delle tensioni dall’Europa al Medio Oriente. Le gravi situazioni di conflitto che colpiscono il nostro vicinato, così come numerose altre regioni del mondo, pongono i temi della sicurezza e della stabilità al centro delle preoccupazioni europee. Il Consiglio ritiene che libertà e sicurezza della comunità nazionale siano bene primario da affermare, nel quadro dell’appartenenza all’Unione Europea e all’Alleanza Atlantica, che hanno sempre segnato la collocazione della Repubblica nello scenario internazionale”. E’ quanto si legge nel comunicato finale del Consiglio supremo di difesa, presieduto dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Alla riunione hanno partecipato: il Presidente del Consiglio dei ministri, Giorgia Meloni; il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, Antonio Tajani; il Ministro dell’interno, Matteo Piantedosi; il Ministro della difesa, Guido Crosetto; il Ministro dell’economia e delle finanze, Giancarlo Giorgetti; il Ministro delle imprese e del made in Italy, Adolfo Urso; il Capo di Stato maggiore della difesa, Generale Luciano Portolano.

Il nuovo Papa, cosa succede adesso: i riti e gli eventi post elezione

Città del Vaticano, 8 mag. (askanews) – Anche se con l’accettazione dell’elezione è già nella pienezza dei propri poteri, terminato il Conclave e presentato pubblicamente nuovo Papa come Leone XIV, sono diverse le liturgie, i riti e gli eventi che attendono nei prossimi giorni Robert Francis Prevost per iniziare ufficialmente il suo ministero.

Sono due i testi fondamentali di riferimento: la Costituzione Apostolica “Universi dominici gregis” di Giovanni Paolo II (per la quale il Conclave termina “subito dopo che il nuovo Sommo Pontefice eletto abbia dato l’assenso alla sua elezione” e “fin da quel momento potranno accedere al nuovo Pontefice il Sostituto della Segreteria di Stato, il Segretario per i Rapporti con gli Stati, il Prefetto della Casa Pontificia e chiunque altro debba trattare con il Pontefice eletto di cose che al momento sono necessarie”) e l'”Ordo Rituum pro Ministerii Petrini initio Romae Episcopi” (“Ordine dei riti per l’inaugurazione del ministero petrino del vescovo di Roma”, semplificato in alcune parti da Benedetto XVI nel 2013)

LA PRIMA MESSA CON I CARDINALI ELETTORI – A stretto giro dall’elezione (probabilmente domani), il Papa terrà nella stessa Cappella Sistina una prima messa con i cardinali che hanno partecipato al conclave: è la cosiddetta “Missa Pro Ecclesia”, al termine della quale il Pontefice normalmente pronuncia un messaggio, il primo del suo Pontificato (Bergoglio si limitò ad semplice omelia).

LA MESSA DI INIZIO PONTIFICATO: POSSIBILE IL 18 MAGGIO – Quella che si chiama Messa “di inizio del pontificato” (o anche storicamente di “intronizzazione”, nella quale fino a Paolo VI si svolgeva anche l’incoronazione con la tiara), è la liturgia con la quale il Pontefice eletto inizia ufficialmente il suo ministero: ha più che altro un significato simbolico, perchè tecnicamente il Papa entra in carica a tutti gli effetti dal momento dell’accettazione dell’elezione. La Messa si celebra normalmente in Piazza San Pietro e sono invitati a parteciparvi autorità religiose, politiche e civili da tutto il mondo. Durante la liturgia prestano “obbedienza” al Papa tutti i Cardinali presenti. Dati i tempi per l’organizzazione, si prevede che la messa di Leone XIV possa svolgersi domenica 18 maggio.

IL PALLIO E L’ANELLO DEL PESCATORE – Durante la Messa di inizio del pontificato viene rimarcata la valenza specifica delle insegne episcopali: il pallio e l’anello del pescatore. Il pallio viene imposto sulle spalle al neoeletto Pontefice dal cardinale protodiacono: è un paramento liturgico intessuto della lana di agnelli e di pecore e reca impresse in rosso cinque croci. Richiama la figura del “buon Pastore”, immagine di Gesù, che pone sulle proprie spalle la pecorella smarrita, e anche la triplice risposta amorosa alla richiesta fatta da Gesù risorto a Pietro di pascere i suoi agnelli e le sue pecorelle. L’anello del pescatore viene invece imposto al Papa dal cardinale decano. Sin dal primo millennio l’anello è insegna propria del Vescovo: quello consegnato al nuovo Papa, con l’immagine-sigillo di San Pietro (il pescatore) e la barca con la rete, ha il significato particolare dell’anello-sigillo che autentica la fede e significa il compito affidato a Pietro di confermare i suoi fratelli.

LA VISITA ALLE TOMBE DI SAN PIETRO E DI PAPA FRANCESCO – Tradizionalmente nella prima solenne messa papale (o quando possibile) il nuovo Pontefice, prima di avviarsi verso piazza San Pietro, sosta nella Basilica Vaticana intorno alla Confessione (lo spazio sacro che si apre davanti l’altare maggiore della basilica) di San Pietro e quindi scende al Sepolcro del Santo per sostarvi in preghiera. A inizio pontificato il nuovo Papa, come solevano fare i predecessori (ovviamente non Bergoglio, data la rinuncia e non la morte di Papa Ratzinger), probabilmente omaggerà anche la tomba di Francesco a Santa Maria Maggiore.

LA “CATTEDRA” A SAN GIOVANNI IN LATERANO – Dopo la solenne cerimonia di inaugurazione del pontificato, “entro un tempo conveniente” il Papa prende possesso della Patriarcale Arcibasilica Lateranense di Roma, che tradizionalmente reca anche il titolo di Madre di tutte le Chiese della Città e del Mondo, insediandosi nella sua “Cathedra”. La Cattedra, nelle chiese cristiane, è il seggio dal quale il vescovo presiede le celebrazioni liturgiche: il Papa eletto, in quanto vescovo di Roma, dovrà quindi prenderne possesso. Il rituale dell’elezione si concluderà proprio con l’insediamento a San Giovanni: il pontefice si recherà in basilica muovendosi da San Pietro, attorniato da tutto il clero di Roma che prega per lui. Tra gli atti del nuovo Vescovo di Roma sono previste poi le visite alle due basiliche papali di San Paolo fuori le Mura e di Santa Maria Maggiore, da effettuare “anche a distanza di tempo dalla elezione” e nella forma che il Papa “giudicherà più adatta”.

EVENTI CON I FEDELI: REGINA COELI, UDIENZE GENERALI E GIUBILEO – E’ attesa per domenica prossima, 11 maggio, la prima preghiera di Papa Leone XIV in Piazza San Pietro, il Regina Coeli (non l’Angelus essendo in tempo di Pasqua); la prima Udienza generale (in attesa di conferme ufficiali) con i fedeli potrebbe invece tenersi mercoledì 21 maggio (in seguito alla messa di inizio pontificato). Il Papa, come faceva Francesco, comincerà anche a partecipare ai grandi eventi per il Giubileo 2025. Il prossimo appuntamento in calendario è proprio questo fine settimana con il Giubileo delle Bande e dello Spettacolo Popolare (10-11 maggio), ma è poco probabile vi prenda parte (essendo la messa conclusiva di domenica in Piazza Cavour). Seguirà poi il Giubileo delle Chiese Orientali (12-14 maggio) e quindi il Giubileo delle Confraternite (16-18 maggio), la cui chiusura potrebbe però coincidere con la prima Messa a San Pietro. Più probabile che il Papa parteciperà attivamente al Giubileo delle Famiglie, dei Bambini, dei Nonni e degli Anziani, in programma dal 30 maggio all’1 giugno.

Federfarma Roma scende in campo per la “Race For The Cure”

Roma, 6 mag. (askanews) – Federfarma Roma, associazione sindacale che rappresenta oltre l’86% dei titolari delle farmacie nel territorio di Roma e provincia, scende in campo al Circo Massimo per la 26 edizione della “Race For The Cure”, la pi grande manifestazione mondiale per la lotta ai tumori al seno ed evento simbolo della Komen Italia. Federfarma Roma, presente all’interno del Villaggio della Salute, offrir ai partecipanti screening gratuiti, ma anche attivit ricreative dedicate ai bambini per sensibilizzare sul tema della salute personale.

A margine dell’inaugurazione del Villaggio della Salute, presidente di federfarma Roma, ha dichiarato:”Noi in questo stand di Federfarma Roma, associazione che raccoglie le 1100 farmacie di Roma e provincia, proponiamo quello che le farmacie svolgono ogni giorno sul territorio. Nel corso di questa tre giorni effettueremo degli screening molto semplici a titolo gratuito; sar possibile presso il nostro stand sottoporsi ad un elettrocardiogramma, ad una misurazione della glicemia e della pressione arteriosa, pi tutta una serie di altri parametri tipo l’indice di massa corporea e via dicendo. Di particolare attenzione l’elettrocardiogramma perch ovviamente una prestazione di telemedicina, quindi refertata da un centro cardiologico da remoto con un medico specializzato che in caso di anomalie ovviamente avverte subito.”

La presidente di Komen Italia, Daniela Terribile, ha invece rilasciato le seguenti dichiarazioni:” L’aiuto delle farmacie essenziale perch molto spesso la persona non sa bene a chi rivolgersi, ha difficolt a contattare il medico e quindi avere il cosiddetto amico sotto casa che nella vita di tutti i giorni rappresentato dalla farmacia per un consiglio.”

All’inaugurazione del Villaggio della Salute ha partecipato anche una folta rappresentanza delle autorit nazionali e locali, tra cui il Ministro della Salute Orazio Schillaci, il Presidente della Regione Lazio Francesco Rocca ed il Sindaco di Roma, Roberto Gualtieri. L’evento, in particolare, ha aperto la tre giorni che si concluder con la Race di domenica: al centro della manifestazione i valori della prevenzione, della ricerca e della solidariet che, insieme, rappresentano gli strumenti ideali per contrastare il tumore al seno.

OSRAM, un secolo di eccellenza nell’illuminazione automobilistica

Milano, 8 mag. (askanews) – Un’eccellenza che illumina da un secolo le strade di tutto il mondo. OSRAM spegne le 100 candeline e festeggia il consolidamento della sua leadership nel comparto dell’illuminazione automobilistica. Dalla prima lampadina a doppio filamento BILUX degli anni ’20 fino ai LED super moderni e performanti di oggi. Una storia di qualit, tradizione e successo.

Fritz Van Staa, CFO Gruppo OSRAM, ha dichiarato: “Stiamo ottimizzando la nostra presenza produttiva e stiamo anche collaborando con i nostri fornitori per mantenere i prodotti accessibili ai nostri clienti. Oltre a questo, stiamo anche osservando le incertezze geopolitiche legate ai dazi doganali. Ma siamo molto soddisfatti di essere un’azienda globale. Abbiamo stabilimenti in tutto il mondo. E credo che, rispetto alla concorrenza, siamo anche posizionati molto meglio per affrontare queste sfide. Guardando alle opportunit future, continueremo a puntare sull’innovazione. Abbiamo molti ingegneri nella nostra azienda. Vogliamo creare innovazioni significative per i nostri clienti. Questo significa sviluppare in termini di prestazioni, qualit, ma anche mantenere prezzi accessibili.”

Tra le novit pi intriganti sicuramente la famiglia NIGHT BREAKER LED, una vera e propria rivoluzione nell’aftermarket. Un’impresa da sempre ritenuta impossibile, diventata realt grazie all’impegno di esperti, ingegneri e alla tenacia del team di sviluppo. Soluzioni per le auto di oggi, per le moto, per i mezzi pesanti ma anche e soprattutto per le auto d’epoca. Un settore frizzante e sempre pi florido.

Arnaldo Agnolon, Sales Channel Manager Gruppo OSRAM, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: “OSRAM da pi di cento anni leader nell’illuminazione all’interno del settore automotive. Nel corso di tutti questi anni di attivit abbiamo introdotto numerose innovazioni nel settore, anche ultimamente siamo stati i primi ad introdurre una luce a LED omologata per l’uso su strada in un panorama in cui non ci sono prodotti simili omologati”.

Pi visibilit, pi prestazioni, un costo finale il pi possibile competitivo. OSRAM ricorda e celebra la sua tradizione senza pero scordarsi delle esigenze del domani e del futuro. Un futuro da rendere luminoso e chiaro, come fa al meglio da 100 anni.

Il nuovo Papa Leone XIV, chi è Prevost il primo pontefice Usa: missionario lontano dagli estremismi

Città del Vaticano, 8 mag. (askanews) – Agostiniano, nato a Chicago, stretto collaboratore di Francesco per essere stato Prefetto del Dicastero per i vescovi, Robert Francis Prevost è il primo Papa statunitense. Meno americano tra i porporati statunitensi (il secondo gruppo più consistente), ha un passato di missionario e conosce bene l’America Latina. Con il nome di Leone XIV, Prevost diventa il 267mo Papa. Sessantanove anni, tocca a lui raccogliere il lascito di Bergoglio, che lo ha creato cardinale nel Concistoro del 30 settembre 2023.

Profilo discreto, curiale ma allo stesso tempo che ben conosce le ‘periferie esistenziali’ tanto care a Francesco. Considerato il candidato di centro, ha riscosso il voto della Sistina per essere un pastore universale, lontano dagli schieramenti più estremi. Una lunga esperienza maturata in anni di attività missionarie e di gestione di diocesi e seminari in Perù. Prevost conosce i vescovi di tutto il mondo per il suo ruolo a capo del medesimo dicastero. Incaricato di consigliare il Papa sulle nomine episcopali e anche presidente della Pontificia Commissione per l’America Latina, Robert Francis Prevost è il meno americano tra gli americani (10 cardinali, il secondo gruppo più consistente per nazionalità).

Il nuovo Papa aveva conosciuto Jorge Mario Bergoglio quando era arcivescovo di Buenos Aires. Dopo l’annuncio della morte, l’aveva ricordato così: “Era un uomo che voleva vivere autenticamente, con coerenza, il Vangelo. Voleva una Chiesa povera, che cammina con i poveri, che serve i poveri”. Su questa scia, molto probabilmente, andrà il suo pontificato: pastore con l’odore delle pecore. Il cardinale Robert Francis Prevost, Prefetto del Dicastero per i Vescovi, Arcivescovo-Vescovo emerito di Chiclayo, è nato il 14 settembre 1955 a Chicago (Illinois, Stati Uniti). Nel 1977 è entrato nel noviziato dell’Ordine di Sant’Agostino (O.S.A.), nella provincia di Nostra Signora del Buon Consiglio, a Saint Louis. Il 29 agosto 1981 ha emesso i voti solenni. Ha studiato presso la Catholic Theological Union di Chicago, diplomandosi in Teologia.

All’età di 27 anni è stato inviato dall’Ordine a Roma per studiare Diritto Canonico presso la Pontificia Università San Tommaso d’Aquino (l’Angelicum). Ha ricevuto l’ordinazione sacerdotale il 19 giugno 1982. Ha conseguito la Licenza nel 1984, quindi è stato inviato a lavorare nella missione di Chulucanas, a Piura, in Perù (1985-1986). Nel 1987 ha conseguito il Dottorato con la tesi: “Il ruolo del priore locale dell’Ordine di Sant’Agostino”. Nello stesso anno è stato eletto direttore delle vocazioni e direttore delle missioni della Provincia Agostiniana “Madre del Buon Consiglio” di Olympia Fields, in Illinois (USA). Nel 1988 è stato inviato nella missione di Trujillo come direttore del progetto di formazione comune degli aspiranti agostiniani dei Vicariati di Chulucanas, Iquitos e Apurímac. Lì è stato priore di comunità (1988-1992), direttore della formazione (1988-1998) e insegnante dei professi (1992-1998). Nell’Arcidiocesi di Trujillo è stato vicario giudiziario (1989-1998), professore di Diritto Canonico, Patristica e Morale nel Seminario Maggiore “San Carlos e San Marcelo”.(Segue) Nel 1999 è stato eletto priore provinciale della Provincia “Madre del Buon Consiglio” (Chicago). Dopo due anni e mezzo, il Capitolo generale ordinario lo ha eletto priore generale, ministero che l’Ordine gli ha nuovamente affidato nel Capitolo generale ordinario del 2007. Nell’ottobre 2013 è tornato nella sua Provincia (Chicago) per essere insegnante dei professi e vicario provinciale; incarichi che ha ricoperto fino a quando Papa Francesco lo ha nominato, il 3 novembre 2014, amministratore apostolico della Diocesi di Chiclayo (Perù), elevandolo alla dignità episcopale di vescovo titolare della Diocesi di Sufar. Il 7 novembre ha preso possesso canonico della Diocesi alla presenza del nunzio apostolico James Patrick Green; è stato ordinato vescovo il 12 dicembre, festa di Nostra Signora di Guadalupe, nella Cattedrale della sua Diocesi. È vescovo di Chiclayo dal 26 settembre 2015. Dal marzo del 2018 è stato secondo vicepresidente del Conferenza episcopale peruviana. Papa Francesco lo aveva nominato membro della Congregazione per il Clero nel 2019 e membro della Congregazione per i Vescovi nel 2020. Il 15 aprile 2020 il Papa lo ha nominato Amministratore Apostolico della diocesi di Callao. Dal 30 gennaio 2023 è stato Prefetto del Dicastero per i Vescovi e Presidente della Pontificia Commissione per l’America Latina.

Il ricordo del porporato che ha conosciuto Jorge Mario Bergoglio quando era arcivescovo di Buenos Aires e ha instaurato con lui un’amicizia consolidatasi nel corso degli anni. Era “un uomo che voleva vivere autenticamente, con coerenza, il Vangelo”, sottolinea il religioso agostiniano, tra i suoi insegnamenti più preziosi quel suo volere “una Chiesa povera, che cammina con i poveri, che serve i poveri”.

Soccorritori, Malavasi (Pd): definire standard nazionali formazione

Roma, 8 mag. – “La formazione un tema cruciale per arrivare a definire e istituire il ruolo dei professionisti soccorritori e autisti soccorritori. Oggi il sistema di emergenza urgenza funziona bene e non va complicato, ma serve garantire uniformit ed equit, con professionisti che abbiano attestati validi su tutto il territorio nazionale, perch la formazione professionale una competenza regionale e negli anni si sono create disuguaglianze che rischiano di minare la qualit del sistema odierno. I professionisti soccorritori e autisti soccorritori sono figure preziosissime che non operano solo su emergenza e urgenza, ma garantiscono anche servizi di welfare. Vanno assicurati quindi percorsi formativi vincolati a una standardizzazione nazionale (senza annullare la competenza regionale sulla materia) con ore di formazione e tirocinio sotto cui non si pu scendere, per garantire equit e uniformit del percorso formativo. In sostanza vanno garantiti livelli essenziali di formazione, come condizione per potenziare e qualificare ulteriormente un sistema gi oggi di eccellenza”. Lo ha detto Ilenia Malavasi, deputata del Pd e membro della Commissione Affari Sociali a Largo Chigi, il format in Onda su Urania Tv. Malavasi ha aggiunto che il sistema di soccorso non deve avere disomogeneit ed essere presente in modo equo e diffuso. “I soccorritori e gli autisti soccorritori sono attori di un sistema allargato a cui va garantito un contratto di lavoro e un’indennit di servizio, riconoscendo il valore sociale dell’attivit che svolgono quotidianamente verso gli altri”. Sul riconoscimento ufficiale dei professionisti soccorritori ci sono in essere quattro proposte di legge, una a firma di Ilenia Malavasi che sottolinea: “Abbiamo bisogno di unire le proposte per arrivare a testo condiviso in modo laico, dando dignit a tutte le proposte in campo e prendendone le parti migliori”.

Mancini (ANPAS): “Si investa in formazione”

Roma, 8 mag. – “Anpas si occupa da oltre 120 anni di soccorso sanitario in emergenza-urgenza ma anche di protezione civile: un’organizzazione che aggrega circa 950 associazioni territoriali presenti da nord a sud del nostro Paese, all’interno delle quali sono ospitati circa 100.000 volontari, oltre 500.000 soci e un numero di lavoratori che si aggira intorno alle 5000 unit. Il lavoro consiste, da una parte, nell’assistenza di natura socio sanitaria alla popolazione e dall’altra, in educazione, formazione e sviluppo della cultura del soccorso”. Lo ha detto Niccol Mancini – Presidente ANPAS, nel corso di Largo Chigi, format tv di The Watcher Post. “L’Istat ci dice che il mondo del volontariato ha visto negli ultimi cinque anni un calo apparentemente consistente: io credo che il senso di civismo e di partecipazione dei nostri cittadini sia veramente molto sviluppato e lo constatiamo durante le grandi emergenze. Oggi dobbiamo lavorare su questo senso di responsabilit sociale che pu essere ancora pi efficace se convogliato verso forme di organizzazione che permettano di massimizzare gli interventi. Ed su questo punto che c’ la necessit di politiche di regolamentazione che investano da un lato sulla formazione e sulla costruzione di competenze e dall’altro, nel dare omogeneit sul territorio in modo che si possa contare, in tutto il Paese, su soccorsi che siano omogenei”, ha concluso Mancini.

Il Conclave ha scelto il nuovo Papa. Folla in Piazza San Pietro, il mondo attende il nome

Città del Vaticano, 8 mag. (askanews) – Momenti di attesa per il primo affaccio del nuovo Papa dalla loggia centrale della Basilica di San Pietro. Nelle prime file, sul sagrato della basilica, i cardinali ultraottentenni che non hanno partecipato al voto in Sistina. Dalla folla, si è alzato il grido di “Viva il Papa”, ripetuto a più riprese.

18.08 Fumata bianca. I Cardinali in Conclave hanno scelto il nuovo Papa, il fumo bianco è uscito dal comignolo sulla Cappella Sistina, al quarto scrutinio. Una fumata che è durata dieci minuti

Poste: risultati record I trimestre 2025

Roma, 8 mag. (askanews). – LPoste Italiane ha conquistato la leadership italiana nei servizi di corriere e con il progetto Polis ha rafforzato il proprio ruolo di vicinanza ai territori, andando incontro alle esigenze della clientela e offrendo prodotti e servizi che facilitano la vita ai cittadini. quanto ha sottolineato l’AD Matteo Del Fante in un’intervista al TG Poste in occasione della presentazione di risultati record nel primo trimestre 2025. “Il cliente ha bisogno dei servizi – ha specificato Del Fante – e ha bisogno di avere una vita semplice nell’assolvere alle proprie esigenze, che vanno dal mondo dei pagamenti a quello dell’energia fino alla telefonia. La sfida fare sempre un po’ di pi e sempre meglio in quello che abbiamo gi iniziato a fare da un po’ di tempo a questa parte”. L’AD ha commentato il grande percorso di crescita nel mercato dei pacchi dal 2017 a oggi: “Siamo arrivati a consegnare da soli pi pacchi di tutti gli altri corrieri messi insieme. Un grande risultato, un percorso storico nella consegna a casa dei pacchi attraverso investimenti in automazione e la centralit della figura del portalettere”. Un commento anche sul progetto Polis, dopo aver raggiunto il numero di oltre 60.000 passaporti richiesti negli uffici postali. “Polis un fiore all’occhiello per l’Azienda”. Anche con questo progetto andiamo ad assolvere a un’esigenza sentita”. In chiusura, un ringraziamento alle persone di Poste Italiane per i risultati ottenuti. “Il fattore principe della nostra crescita la dedizione dei 120.000 dipendenti del Gruppo”.

Al Vascello "Felicissima jurnata", Beckett nei bassi napoletani

Roma, 8 mag. (askanews) – Dal 13 al 18 maggio arriva per la prima volta a Roma, al Teatro Vascello, “Felicissima jurnata”, creazione di grande successo, da più stagioni, del collettivo napoletano Putéca Celidònia, vincitore del Premio Hystrio-Iceberg 2024. Lo spettacolo interpretato da Antonella Morea e Dario Rea ha ricevuto numerosi riconoscimenti: Premio Giuria Popolare – Dante Cappelletti 2021, Finalista di Forever Young – La Corte Ospitale 2022 e due nomination ai Premi Ubu 2023 per la Miglior attrice e la Miglior scenografia.

“Felicissima jurnata” cerca di cogliere l’essenza o, forse, l’assenza di vita reale che unisce sul filo della solitudine il basso napoletano e i protagonisti di Giorni Felici di Samuel Beckett.

Un lavoro, scritto e diretto da Emanuele D’Errico, che nasce da un’esperienza ben precisa, vissuta attivamente da Putéca Celidònia nel Rione Sanità di Napoli, dove la compagnia cura diversi progetti teatrali. Dopo aver preso confidenza con il quartiere ed essere entrati all’interno di alcuni ‘bassi’ – la tipica abitazione al piano terra con ingresso su strada – il collettivo ha iniziato a intervistare le donne e gli uomini che abitano nel quartiere.

Delle loro storie si compone Felicissima jurnata, che pone l’accento sulla paralisi emotiva e fisica che queste persone si impongono per mancanza di mezzi. Molti di loro non sono mai usciti dalla loro città – nel migliore dei casi – e nel peggiore non sono mai usciti dal proprio quartiere e chissà da quanto tempo dalla propria casa. Non è prigionia questa? È una prigionia consapevole o inconsapevole?

Il testo è venuto da sé: lo hanno scritto le storie di Assunta, Pasqualotto, Angela e di tutti gli altri abitanti del Rione Sanità. Felicissima jurnata è anche la storia di una donna di centonove anni che ancora si trucca, che mette lo smalto e ‘sente’ la gente intorno che suona e che canta.

Spiega Putéca Celidònia: “Nel 2018 abbiamo iniziato a portare il teatro in mezzo ai vicoli bui e abbandonati del Rione Sanità, e dopo aver preso confidenza con il quartiere, abbiamo avuto la possibilità di entrare in alcuni dei tipici bassi, trovando al loro interno una situazione surreale. Così abbiamo deciso di iniziare questo viaggio, portando con noi una macchina da presa e le domande che il testo di ‘Giorni Felici’ ci aveva mosso. Siamo entrati in queste case, ci siamo immersi nelle storie e nei mondi delle persone che le abitano, lasciandoci sorprendere dai loro racconti, così pregni da poterci scrivere romanzi per ognuno di loro. E tra un’intervista e l’altra abbiamo domandato loro chi fosse Beckett, ma nessuno lo aveva mai sentito nominare. Eppure ci sembravano così vicini, così familiari”.

Putéca Celidònia nasce nel settembre 2018 e prende in gestione due beni confiscati alla camorra nel Rione Sanità a Napoli, nel Vicolo della Cultura. Due tipici bassi napoletani che diventano luogo di accoglienza e di restituzione ai cittadini attraverso servizi socio-culturali, tra cui i corsi di teatro, di scenografia e di realizzazione del costume gratuiti.

Alla Scuola di Restauro di Botticino arriva un robot umanoide

Milano, 8 mag. (askanews) – “Sono RoBee, un robot umanoide progettato per assistere gli umani in compiti ripetitivi e pericolosi. Posso manipolare oggetti, navigare automamente e interagire con le persone, migliorando l’efficienza e la sicurezza nei processi produttivi”. Arte e tecnologia, un legame sempre pi stretto: alla Scuola di Restauro di Botticino – Valore Italia arriva infatti il primo robot umanoide cognitivo certificato in grado di fornire un aiuto concreto a studenti e docenti. Si chiama RoBee ed stato protagonista di una simulazione dimostrativa promossa non a caso durante la Mind Innovation Week all’interno dei laboratori che fanno parte dell’ecosistema del polo tecnologico italiano nato nell’area dell’Expo 2015.

“Oggi ci troviamo all’Innovation Week di Mind, Milano Innovation District. La Scuola di Restauro di Botticino, parte di Valore Italia, un centro avanzato per lo studio e l’applicazione di metodologie innovative nel restauro e nella conservazione del patrimonio culturale – spiega RoBee – Sono qui per dimostrare come la tecnologia possa assistere nel restauro e nella conservazione del patrimonio culturale, mostrando l’integrazione tra innovazione tecnologica e tradizione”.

“Un’anteprima mondiale: per la prima volta in un laboratorio di restauro ospitiamo un robot, un umanoide – sottolinea Salvatore Amura, Amministratore Delegato di Valore Italia -. E’ una sperimentazione che abbiamo avviato 3 anni fa, all’interno di un progetto di ricerca con l’Ospedale Galeazzi, l’Universit Statale di Milano. Il rapporto tra la tecnologia, il mondo dell’arte e il mondo del restauro un rapporto sempre pi fondamentale. Noi portiamo le nostre opere abitualmente a fare Tac, radiografie, per cui a fare una diagnostica di alto livello”.

RoBee l’unico robot umanoide certificato per applicazioni nei settori industriale e sanitario. Realizzato da Oversonic, azienda italiana specializzata nella progettazione di robot umanoidi cognitivi, capace di riconoscere oggetti e persone, di interagire, sostenere conversazioni, collaborare con gli umani e di prendere decisioni in autonomia analizzando i dati raccolti dall’ambiente.

“Una macchina che in grado di fare tantissime attivit di carattere cognitivo da un lato e di carattere operativo dall’altro. E’ l’esaltazione reale di quella che noi chiamiamo genericamente Intelligenza Artificiale, perch mettiamo a campo operativamente tutto quello che arriva dal mondo del digitale che naturalmente alle spalle di quella macchina – osserva Fabio Puglia, Presidente di Oversonic -. La sfida era quella di mettere insieme molteplici tecnologie, farle coesistere e renderle operative, dando alla macchina una visione di lavoro che fosse la migliore al fianco all’uomo. Oggi ci sono ancora tantissime attivit che l’uomo non dovrebbe pi fare, ci sono tantissime attivit che non trovano operatori che invece possono trovare nelle macchine come questa una soluzione estremamente performante”.

“Non dobbiamo avere paura della tecnologia. Anzi: come istituzione universitaria noi dobbiamo offrire ai nostri studenti tutte le informazioni pi avanzate, le informazioni che oggi la tecnologia ci mette a disposizioni, tutte le sperimentazioni – puntualizza ancora l’amministratore delegato di Valore Italia -. Questo perch dar loro maggiori opportunit e maggiori occasioni per inserirsi nel mondo del lavoro, avere performance migliori e risultati che speriamo possano rispondere alle loro aspirazioni”.

Il Conclave ha deciso, fumata bianca: eletto il nuovo Papa

Città del Vaticano, 8 mag. (askanews) – Fumata bianca al Conclave dei cardinali riuniti nella Cappella Sistina in Vaticano dal pomeriggio di ieri, mercoledì 7 maggio: alla quarta votazione è stato eletto il nuovo Papa.

Si attende ora l’uscita sulla Loggia delle Benedizioni della Basilica di San Pietro del cardinale protodiacono Dominique Mamberti, che con la formula “Annuntio vobis gaudium magnum, habemus Papam…” proclamerà al mondo il nome del Pontefice.

Quindi, come è tradizione, anche il nuovo Papa si affaccerà per salutare i fedeli.

Sanita: Acop, ripensare il Sistema Sanitario

Roma, 8 mag. – “Le strutture sanitarie private, che spesso garantiscono prestazioni altamente specialistiche che il Pubblico, gravato da una crisi senza precedenti, non riesce a erogare, devono essere un interlocutore privilegiato e non l’alternativa da fronteggiare. In un momento in cui il Sistema sanitario non riesce a reggere l’emergenza, necessario avviare un dialogo fattivo che metta sempre al centro il “bisogno-salute” e il “bene-salute” dei cittadini; e non lavori sempre in emergenza. C’ quindi la necessit di definire le priorit, in maniera chiara, e il perimetro del Sistema sanitario; serve una linea comune e soprattutto, un salto di qualit, come ascolto, sono necessari investimenti, strutture, modelli di gestione” Se n’ discusso oggi in Sala Mattarella a Palazzo dei Normanni, a Palermo nel corso della tavola rotonda su “Obiettivi e sfide del sistema sanitario siciliano: verso la creazione di valore” organizzata da Acop Sicilia – Associazione Coordinamento Ospedalit Privata. L’obiettivo quello di per ripensare in chiave locale un sistema sanitario pi equo, sostenibile e vicino ai bisogni reali delle persone, consolidando il dialogo tra pubblico e privato. Alla tavola rotonda sono intervenuti, tra gli altri il presidente della Regione siciliana Renato Schifani e l’assessore regionale alla Salute, Daniela Faraoni, e il presidente nazionale di Acop e neo presidente di FederSalute, Michele Vietti. Carmelo Tropea, presidente regionale di ACOP, ha aperto i lavori a relatori di altissimo profilo, da Elio Borgonovi, professore emerito dell’Universit Bocconi e presidente del Cergas, a Stefano Cazzaniga, partner del Boston Consulting Group, Piero Grasso, vicepresidente della Fondazione Casa Sollievo della Sofferenza IRCCS, Guido Noto, coordinatore del centro di ricerca CREMS.

“Acop chiede al governo un cambio di passo, maggiori risorse per la sanit ma, soprattutto, una governance condivisa e un’integrazione reale ed efficiente tra le strutture pubbliche e quelle private accreditate. Solo da questa collaborazione pu venire la soluzione strutturale dei gravi problemi che affliggono la sanit, in particolare quello delle liste di attesa” ha chiarito Michele Vietti, presidente nazionale di Acop, mentre Carmelo Tropea, a capo del sindacato di strutture private in Sicilia, spiega come “Acop rappresenta in Sicilia circa 3000 posti letto e 5000 addetti, un terzo delle attivit ospedaliere sul territorio: siamo qui per rafforzare l’idea di un unico sistema necessario allo sviluppo della regione e ai bisogni dei cittadini. La sanit privata in Sicilia rappresenta circa il 35 per cento delle prestazioni ospedaliere, numero che cresce moltissimo se si pensa a tutte le attivit socio assistenziali: siamo una realt con cui dialogare”. Secondo Elio Borgonovi, tra i promotori del documento che propone in 15 principi guida come affrontare le sfide della Sanit oggi, “Bisogna avere una visione integrata e globale della Salute, che non solo erogazione di prestazioni ma presa in carico dei bisogni della popolazione partendo dalle prevenzione e diagnosi precoci, ma soprattutto farsi carico delle persone con cronicit”. “Intendiamo migliorare l’accesso alle cure per i cittadini siciliani, rafforzando la qualit dell’offerta da parte di strutture pubbliche riorganizzate e razionalizzate – intervenuto il presidente Renato Schifani – ma anche attraverso l’accordo con strutture private accreditate per incrementare la disponibilit di prestazioni sanitarie, dalle visite specialistiche agli interventi chirurgici, con una diminuzione dei tempi di attesa che ha purtroppo rappresentato una delle criticit maggiori del sistema sanitario regionale”. L’assessore alla Sanit Daniela Faraoni ha sottolineato la necessit di “scommettere ed essere presenti, lavorare sul recupero di medici in fuga, sulle liste di attesa da abbattere, per condurre attivit armoniche ai bisogni differenziati delle persone.

La distribuzione delle risorse deve essere totale e comprendere il privato quando offre prestazioni specialistiche necessarie e di alto livello. Registro con piacere la sensibilit, la condivisione di obiettivi e la volont di investire: in un momento in cui gli attacchi mediatici ci colpiscono e ne usciamo doloranti, abbiamo bisogno di capire e andare avanti insieme”.

In collaborazione con Acop

Sanit, De Pascale (Emilia R.): scelta deliberata di sottofinanziarla

Modena, 8 mag. (askanews) – “Cerco sempre di avere un approccio laico. La scelta politica di questo governo di non avere la sanit come priorit. E’ evidente. E’ una scelta legittima, davanti ai cittadini ognuno d delle priorit e per questo governo non una priorit il finanziamento del servizio sanitario nazionale”. Lo ha dichiarato il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, a margine di una conferenza stampa tenutasi oggi presso l’Azienda ospedaliero universitaria di Modena.

“In tutto il mondo il finanziamento del servizio sanitario nazionale si misura in rapporto al Pil – ha proseguito de Pascale – perch evidente che questa litania insopportabile dell’aumento del valore assoluto di dire ‘abbiamo messo un miliardo in pi dell’anno scorso’, se il costo dei farmaci aumentato, se dobbiamo aumentare lo stipendio agli infermieri e ai medici, se i costi dell’energia aumentano, se appunto i farmaci innovativi hanno costi molto pi elevati, se ci sono tecnologie nuove come quelle robotiche che consentono di dare prestazioni molto migliori ma che costano e che dobbiamo garantire a tutti i cittadini, evidente che quel miliardo in pi molto meno del maggiore costo e quindi se non si aumentano le risorse parallelamente si stanno diminuendo le prestazioni”.

De Pascale ha evidenziato l’impatto demografico sulla sanit: “L’invecchiamento della popolazione si porta dietro maggiori costi per il servizio sanitario nazionale – ha detto -. Un paziente oncologico che sopravvive grazie a un farmaco innovativo non solo una spesa per il sistema sanitario nel costo del farmaco, ma necessita di follow-up, necessita di controlli. Quindi l’evoluzione scientifica e tecnologica migliora le risposte, ma aumenta i costi e se la spesa sanitaria non segue questi costi, significa che non la vogliamo garantire a tutti”.

Per il governatore, la prova del fallimento evidente: “Guardate in tutta Italia l’aumento delle assicurazioni sanitarie. La foto, la prova, se il sistema sanitario funziona o non funziona l’aumento delle assicurazioni sanitarie. Sempre pi cittadini in tutta Italia, non solo in Emilia-Romagna, ma in Lombardia, in Veneto, in Campania, in tutte le regioni, contraggono assicurazioni private sanitarie. L’ha detto il presidente della Repubblica nel suo discorso di fine anno, lo dicono tutti gli istituti, lo dicono tutte le Regioni, bisogna assumersi le sue responsabilit, ognuno si deve assumere le sue responsabilit. E si sta facendo la scelta deliberata di sottofinanziare il sistema sanitario” ha concluso.

Dazi, Trump e Starmer annunciano l’accordo commerciale, anche se i "dettagli sono da definire"

Roma, 8 mag. (askanews) – Il presidente Donald Trump e il primo ministro britannico Keir Starmer hanno annunciato congiuntamente, giovedì dalla Casa Bianca, il raggiungimento di un accordo commerciale bilaterale tra Stati Uniti e Regno Unito, presentato come il primo successo commerciale del secondo mandato Trump. Ma entrambi i leader hanno riconosciuto che alcuni aspetti tecnici dell’intesa non sono ancora definitivi.

“Possiamo ancora sistemare alcuni dettagli”, ha dichiarato Starmer, intervenendo in vivavoce durante l’annuncio ufficiale nello Studio Ovale, secondo quanto riportato dalla CNN.

Anche Trump ha confermato che “i dettagli finali saranno messi per iscritto nelle prossime settimane”, lasciando intendere che l’accordo non è ancora del tutto chiuso.

Trump ha annunciato durante una conferenza stampa nello Studio Ovale, il primo accordo commerciale del suo secondo mandato, siglato con il Regno Unito, definendolo “un importante traguardo” nella sua visione di riforma dell’ordine commerciale globale.

“Con questo accordo, il Regno Unito si unisce agli Stati Uniti nell’affermare che reciprocità ed equità sono principi essenziali e vitali del commercio internazionale”, ha dichiarato Trump. Secondo quanto spiegato dal presidente, l’intesa prevede che le merci statunitensi siano accelerate nei processi doganali britannici, mentre “alcuni dettagli devono ancora essere perfezionati”.

L’accordo garantirà miliardi di dollari in nuove opportunità di accesso al mercato britannico per le esportazioni americane, con un forte impatto sul settore agricolo: “Aumenterà in modo significativo le esportazioni di carne bovina americana, etanolo e praticamente tutti i prodotti dei nostri grandi agricoltori”, ha affermato Trump.

L’intesa arriva a un mese dall’annuncio di nuovi dazi per decine di Paesi, tra cui lo stesso Regno Unito, da parte dell’amministrazione Trump, che li ha giustificati come una risposta a pratiche commerciali “sleali”. I dazi, inizialmente entrati in vigore per alcune ore, sono stati sospesi fino a luglio per consentire trattative bilaterali.

Trump ha inoltre affermato che accordi con Corea del Sud, India e Giappone sono “imminenti”. L’annuncio dell’intesa con Londra era stato anticipato mercoledì in un post pubblicato su Truth Social, la piattaforma personale del presidente.

Putin e Xi, insieme contro "unilateralismo e prepotenza egemonica"

Roma, 8 mag. (askanews) – Alla vigilia del Giorno della Vittoria, in cui la Russia celebra la sconfitta della Germania nazista, il presidente russo Vladimir Putin e quello cinese Xi Jinping si sono incontrati a Mosca, dove hanno firmato quasi trenta documenti, ribadendo la determinazione a costruire un mondo multipolare e la volontà di contrastare progetti egemonici e destabilizzanti, degli Stati Uniti in primis, anche se mai esplicitamente citati.

Nel corso del vertice al Cremlino Xi Jinping ha dichiarato che “in mezzo alla corrente contraria internazionale fatta di unilateralismo e prepotenza egemonica, la Cina lavorerà con la Russia per farsi carico delle responsabilità speciali che spettano alle grandi potenze mondiali”. Dal canto suo, Putin ha ribadito che i legami tra Mosca e Pechino non sono diretti contro nessuno, ma si sviluppano “a beneficio dei popoli di entrambi i Paesi”.

“Russia e Cina perseguono una politica estera indipendente e autonoma, interessate a costruire un ordine mondiale multipolare ed equo”, ha dichiarato Putin, al termine dei colloqui tenutisi oggi al Cremlino con l’omologo cinese Xi Jinping. Xi, da parte sua, ha parlato di “colloqui amichevoli, approfonditi e molto fruttuosi”, sottolineando che Pechino intende intensificare la cooperazione strategica con Mosca, anche in seno a organismi multilaterali come ONU, SCO e BRICS. “È importante rimanere partner affidabili con la Russia, nonostante la turbolenza internazionale”, ha detto il presidente cinese, che sarà domani ospite d’onore alla parata sulla Piazza Rossa domani per L’80esimo della vittoria sovietica sulla Germania nazista.

Russia e Cina difendono il ruolo centrale dell’ONU e del Consiglio di Sicurezza, invitando alla riforma dell’ordine globale su basi più eque e multipolari. Viene inoltre denunciato l’uso di sanzioni unilaterali, dazi e barriere commerciali come strumenti di competizione sleale, dannosi per l’economia globale e per la cooperazione internazionale su temi come la sicurezza alimentare ed energetica.

La dichiarazione congiunta adottata ribadisce la volontà di rafforzare il partenariato strategico “in una nuova era”, nel quadro di una collaborazione che – hanno tenuto a precisare – “non è diretta contro altri Paesi, ma costruita nell’interesse dei nostri popoli”.

Uno dei passaggi più duri della dichiarazione riguarda il piano difensivo annunciato dal presidente americano Donald Trump, denominato “Golden (Iron) Dome for America”.

“Anche il programma su larga scala ‘Golden (Iron) Dome for America’, recentemente annunciato, è profondamente destabilizzante”, affermano Russia e Cina nel documento ufficiale. “Il piano prevede esplicitamente un significativo rafforzamento dell’arsenale per condurre operazioni di combattimento nello spazio”.

La questione della militarizzazione dello spazio assume notevole rilievo nella dichiarazione congiunta. Le parti sostengono un accordo globale per evitare il primo dispiegamento di armi nello spazio e garantire un uso esclusivamente pacifico delle attività spaziali”, si legge nel documento.

“Le parti sostengono un accordo globale per evitare il primo dispiegamento di armi nello spazio e garantire un uso esclusivamente pacifico delle attività spaziali”, si legge nel documento.

Mosca e Pechino esprimo inoltre preoccupazione per l’aumento del rischio di conflitto nucleare, denunciando in particolare l’espansione di alleanze militari nei pressi di Stati dotati di armi atomiche, viste come una forma di pressione coercitiva.

Mosca e Pechino invitano a superare la logica della Guerra Fredda, rafforzare la fiducia reciproca e risolvere le divergenze tramite consultazioni paritarie.

Sul piano economico, nessuna svolta è emersa sul progetto Power of Siberia 2, il gasdotto strategico verso la Cina che Mosca spera di attivare per garantirsi esportazioni stabili a livelli adeguati per sostenere il bilancio russo, compensando le perdite il mercato europeo.

Putin ha parlato di un’espansione significativa del commercio bilaterale entro il 2030, ma il comunicato congiunto si limita a ribadire l’intenzione di “promuovere una struttura commerciale più equilibrata e tecnologicamente avanzata”.

La questione ucraina è a sua volta passata in secondo piano. Russia e Cina si sono dette favorevoli a una soluzione politica del conflitto in Ucraina, chiedendo il rispetto dei principi della Carta delle Nazioni Unite e della sicurezza indivisibile.

“Una soluzione duratura richiede l’affrontare le cause profonde del conflitto e il rispetto dei legittimi interessi di sicurezza di tutti gli Stati”, recita la dichiarazione. Nessuna menzione esplicita a responsabilità russe, ma netta l’opposizione a una soluzione militare imposta dall’Occidente.

I due leader si sono detti favorevoli a una stabilizzazione diplomatica del Medio Oriente, riaffermando il sostegno alla soluzione dei due Stati per il conflitto israelo-palestinese, con la creazione di uno Stato palestinese indipendente che conviva pacificamente con Israele. E’ stato ribadito il sostegno a una soluzione globale del conflitto in Siria, fondata su un dialogo nazionale ampio e sul rispetto della sovranità, indipendenza e integrità territoriale del Paese.

Dazi, Trump: accordo con Gb, più apertura a export agricolo Usa

Roma, 8 mag. (askanews) – Il presidente Donald Trump ha annunciato durante una conferenza stampa nello Studio Ovale, il primo accordo commerciale del suo secondo mandato, siglato con il Regno Unito, definendolo “un importante traguardo” nella sua visione di riforma dell’ordine commerciale globale.

“Con questo accordo, il Regno Unito si unisce agli Stati Uniti nell’affermare che reciprocità ed equità sono principi essenziali e vitali del commercio internazionale”, ha dichiarato Trump. Secondo quanto spiegato dal presidente, l’intesa prevede che le merci statunitensi siano accelerate nei processi doganali britannici, mentre “alcuni dettagli devono ancora essere perfezionati”.

L’accordo garantirà miliardi di dollari in nuove opportunità di accesso al mercato britannico per le esportazioni americane, con un forte impatto sul settore agricolo: “Aumenterà in modo significativo le esportazioni di carne bovina americana, etanolo e praticamente tutti i prodotti dei nostri grandi agricoltori”, ha affermato Trump.

L’intesa arriva a un mese dall’annuncio di nuovi dazi per decine di Paesi, tra cui lo stesso Regno Unito, da parte dell’amministrazione Trump, che li ha giustificati come una risposta a pratiche commerciali “sleali”. I dazi, inizialmente entrati in vigore per alcune ore, sono stati sospesi fino a luglio per consentire trattative bilaterali.

Trump ha inoltre affermato che accordi con Corea del Sud, India e Giappone sono “imminenti”. L’annuncio dell’intesa con Londra era stato anticipato mercoledì in un post pubblicato su Truth Social, la piattaforma personale del presidente. (fonte immagine: The White House).

"Otello" così attuale, con la regia di Pasotti e drammaturgia Maraini

Roma, 8 mag. (askanews) – Una nuova produzione teatrale fa rivivere l’eterno classico shakespeariano della letteratura mondiale dai caratteri così drammaticamente attuali anche dopo secoli, vista la cronaca di oggi: “Otello” di William Shakespeare, per la drammaturgia di Dacia Maraini e la regia di Giorgio Pasotti, con Giacomo Giorgio, nel ruolo di Otello, e Giorgio Pasotti, che interpreterà Iago.

Il debutto avrà luogo il 10 e 11 luglio al Teatro Romano di Verona per il festival “Estate Teatrale Veronese”; lo spettacolo andrà poi in scena a L’Aquila il 13 luglio, presso la Scalinata San Bernardino per la rassegna estiva “I Cantieri dell’immaginario”.

La lunga tournée teatrale toccherà poi i principali teatri italiani, in cui porterà il logo di L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026, che è ambasciatore di un progetto di ricostruzione e di rinascita.

Il calendario è in aggiornamento; nelle prossime settimane saranno annunciate le nuove date.

Giorgio Pasotti si interroga sulla forza di un grande classico come il testo shakespeariano di parlare alle giovani coscienze, di insegnare attraverso la morale, di mostrare senza mediazioni tecnologiche il dolore e lo sgomento per le vite non rispettate.

“Dopo un tempo così lungo quest’opera ci mette ancora di fronte a una realtà malata e incattivita – dice Pasotti – l’Otello è tragicamente attuale. Proveremo a parlare alla generazione di oggi con una compagnia di giovani attori di straordinario talento, gli parleremo di quello che accade tutti i giorni con le parole di quattro secoli fa, parole forti, senza tempo, che raccontano la storia di una donna che ha avuto il coraggio di fare la sua scelta, in una società che come quella in cui viviamo temeva diversità e differenza, e ne ha dovuto pagare la funesta conseguenza. Un punto di vista poco frequentato, ma che restituisce al dramma una incredibile, cruda modernità”.

Otello, incapace di gestire le emozioni, capitano coraggioso e leale ma marito insicuro e geloso. Forse Desdemona era troppo: troppo bella e troppo ingenua, troppo sicura del suo amore e dell’amore di lui. Così Otello la uccide e poi mette fine alla sua stessa vita, per gelosia e per possesso, come gli uomini di oggi e come gli uomini di domani in questa società patriarcale, se non si educano le nuove generazioni.

Ma cosa succede quando l’amore si trasforma in controllo? Quando il desiderio di libertà viene soffocato dal bisogno di possesso? E soprattutto: possiamo ancora imparare qualcosa da Otello?

A interpretare Otello è Giacomo Giorgio, giovane attore amato dal grande pubblico, che sintetizza con queste parole questa nuova esperienza teatrale: “L’Otello è tra le opere shakespeariane più importanti e, davanti ad un capolavoro come questo, il mio lavoro da attore si limita all’ascolto – per poi proseguire – È il testo stesso ad interrogarci grazie alle tematiche che affronta, purtroppo ancora molto attuali, come il femminicidio e la diversità intesa come arricchimento e non come qualcosa di cui avere timore. È un’ardua impresa quella che mi accingo a intraprendere con grande gioia ed impegno: dare vita alle tormentate emozioni di uomo che da vittima diventa carnefice sconfinando nella follia, trasferendole in un intenso dialogo con la realtà del tempo presente”.

Lo spettacolo è prodotto da Teatro Stabile d’Abruzzo, Marche Teatro, Stefano Francioni Produzioni e Virginy l’Isola Trovata ed è in collaborazione con il Teatro Maria Caniglia.

L’adattamento scenico è a cura di Antonio Prisco, le musiche sono di Patrizio Maria D’Artista.